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presentazione

intiere in vigilia et orationi», seppure – si badi – senza isterismi, essendo questa l’unica via percorribile alla donna del tempo – come ha notato Pamela Giorgi – per affermare la propria dignità («Nel momento in cui comunicava direttamente con Cristo, la donna giungeva a ottenere una reale autonomia, in virtù della quale i comandi degli uomini sulla terra divenivano irrilevanti e la stessa autorità maschile, contro la quale si era ribellata, la poneva in una posizione di forza, riconoscendone la totale dipendenza dal volere divino»); dall’altro, l’apostolato terreno, la piena convinzione nel suo ruolo di Madre delle Dimesse e il desiderio di condividere con atti concreti, con le sorelle e il prossimo, l’amore per Dio. Si potrà notare che anche il Botti non appare insensibile alla novità e al fascino della sua protagonista, nonostante l’armamentario retorico dispiegato, da esperto autore qual era di opere devote (dalla Giornata spirituale nella quale si consacrano à Dio l’operationi umane proportionate a tutte l’ore, 1663; al Parlar alle grate. Discorsi alle Reverende monache morali, e spirituali sopra gli Evangelii dell’Avvento, e della Quaresima, 1678; alla Santità venerata con miracolosi successi dagl’elementi tutti, cioè: dalle creature sensate, e senza senso; ragionevoli, e prive di ragione; corporee e spirituali, 1690 ecc.), e nonostante il cipiglio inquisitorio evidenziato, che fa il paio con l’ossessione esaminatrice dei padri spirituali – segnatamente il francescano Antonio Pagani –, dei confessori e di quanti, insieme e dopo di lui, furono chiamati, anche in vita, a verificare l’ortodossia della condotta e degli scritti dell’Alberghetti. Tanto che la religiosa diventa qui l’eroina autentica di un racconto epico, di cui viene declinata la genealogia, proprio come un personaggio romanzesco o cavalleresco, e rivela già nel nome i segni del suo glorioso destino; anzi, ancor prima, nelle virtù degli avi, e poi nei numerosi avvisi che fin dalla culla la fanno una santa predestinata. Sicché il racconto gravita, con evidenza, verso la sanzione di quelle doti ‘potenziali’, rappresentata dal momento della scelta dei voti: quando i preannunci acquistano concretezza e si inverano nell’umiltà della condotta verso le consorelle, nella pazienza con cui sopporterà, sempre, le velenose insinuazioni dei ‘momi’, nello zelo con cui saprà sollecitare le sue ‘suddite’ e suscitare in loro, grazie alla parola e all’esempio, «un odio inesplicabile contro il vitio et

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Vita della venerabile Maria Alberghetti, fondatrice delle Dimesse di Padova, Il Poligrafo  

All’indomani della chiusura del Concilio di Trento, un nuovo modello di santità si impone nell’universo cattolico. A incarnarlo in tutte le...

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