Per anni è andato in giro per il mondo, un emigrante come migliaia, milioni di italiani, slavi, tedeschi, greci in cerca di lavoro – in Australia, in Canada, in Giappone… –, ma Armando Morbiato aveva uno scopo che trascendeva il riscatto sociale e il miglioramento economico: i suoi soggiorni, le sue fatiche erano la pausa obbligata tra un viaggio e l’altro. Non desiderava solo arrivare lì dove avrebbe fatto il carpentiere, o il falegname, immaginava già la partenza, o progettava il ritorno attraverso itinerari pianificati sulle carte geografiche, spesso veri e propri labirintici detour. Sognati durante gli anni giovanili e preparati nei dormitori delle Snowy Mountains australiane, nelle camere d’affitto di Francoforte o Toronto, i suoi viaggi si sono concretizzati uno dopo l’altro, diventando esperienze e memorie che rivivono nei taccuini, nei diari, nelle lettere ai famigliari, ma anche nelle tante immagini che amava scattare.