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“ il Segno PICCOLO

” Riparte la lotta Periodico mensile dell’Associazione Culturale Terre Sommerse Castelli

Anno IX, n. 9 - Settembre 2010

Potete ingannare tutti per un po’. Potete ingannare qualcuno per sempre. Ma non potete ingannare tutti per sempre. Habram Lincoln

Elettrosmog, polemiche per il mancato trasferimento dei tralicci

Rocca di Papa, Videosorveglianza equivoci e Contro la inciuci di una politica opaca. delinquenza Mancini a pagina 8 Come uscirne?

di Andrea Sebastianelli Nel 2011 Rocca di Papa dovrà eleggere la nuova amministrazione comunale che guiderà il paese fino al 2016. A quest’appuntamento elettorale la politica locale (di destra e di sinistra) dovrà giungere chiarendo ruoli e rapporti tra le forze politiche dei rispettivi schieramenti, le differenze in campo e le idee per la Rocca del prossimo quinquennio poichè l’attuale fase politica roccheggiana è poco entusiasmante soprattutto perché dimostra una confusione generale e generalizzata. Vediamo. SEGUE A PAGINA 16

Inizia la scuola

In attesa di risposte

Rasetti a pagina 9

Strada misteriosa

Salita o discesa?

A pagina 19

La Regione Lazio cancella i 2 milioni di euro necessari per spostare le antenne di Monte Cavo. L’amministrazione comunale accusa la Presidente Polverini. Il centrodestra respinge le accuse. Siamo al solito scaricabarile. Intanto i Comitati di Quartiere di Rocca di Papa stanno studiando le iniziative da intraprendere. Una nostra proposta al Sindaco: si faccia carico il Comune, accendendo un mutuo, dei soldi necessari per il trasferimento degli impianti

Articoli alle pagine 12 e 13

E’partita la corsa alle candidature Elezioni amministrative del 2011

Torna “il borsino dei candidati” A pagina 16

Tutto per l’interno (pitture e decorazioni) e l’esterno (quarzi,silicati e silossanici) Corso Costituente, 1-7 - 00040 Rocca di Papa (Roma) Tel. 06-94.99.990 - Fax 06-94.96.653


ATTUALITA’ Un mese ricco di terremoti politici per il Governo Berlusconi

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Dopo lo strappo di Fini spetta ai cittadini scendere in campo di Sergio Rasetti Agosto difficile per il Governo, la politica, l’economia, il lavoro e i terremotati che troppi hanno dimenticato. Il 29 luglio l’ufficio politico del Pdl espelle Fini, cofondatore del partito, e decide che occorrono sanzioni disciplinari nei confronti dei “ribelli finiani” perchè hanno alzato la voce sulla questione morale, sulla necessità di cercare la verità sulle stragi di mafia, sulla P3, su pezzi dello Stato e del Governo che ne ostacolerebbero la ricerca. Il Cavaliere ha bisogno di una tregua per trovare soluzioni vantaggiose per i suoi processi in corso dopo che i finiani gli hanno detto che non vanno bene le soluzioni che lui ha in mente e il Quirinale ha mandato precisi segnali in merito. Con elezioni subito rischia di essere fregato da Bossi e Tremonti che, come dicono i suoi sondaggi, potrebbero togliergli anche 60 seggi. Così, il 3 settembre gioca una carta che “sorprende” perfino Alfano e Ghedini: “Per quanto mi riguarda nella mozione sulla giustizia non dovrebbe esserci alcun riferimento PICCOLO

il Segno

organo mensile dell’associazione culturale

“Terre Sommerse Castelli” Registrazione Tribunale di Velletri n. 5/02 del 19/02/2002

DIREZIONE

Via dei Monti, 24 - Rocca di Papa

DIRETTORE RESPONSABILE

Andrea Sebastianelli

al così detto processo breve”. Poi riconferma la sua visione della politica basata sulla fedeltà personale e dice che ricandiderà tutti i finiani che si pentono. Sulla legge elettorale sostiene che è ottima. Intanto Bossi, che non vuole assolutamente incontrarsi politicamente con Casini, corteggiato da Berlusconi, per non ingenerare dubbi gli dà ufficialmente della stronzo; mentre di Fini dice che è meglio mandarlo subito “fuori delle balle”. Il 5 settembre Fini dice che il Pdl non c’è più, che il processo breve non può essere retroattivo, che governare non significa comandare, che la riforma della giustizia deve essere fatta per garantire tutti gli onesti, che la vergognosa legge elettorale va cambiata e rilancia l’idea di un codice etico per gli incarichi pubblici, che la magistratura è caposaldo della democrazia. Sono tutte posizioni ben diverse da quelle di Berlusconi, tuttavia assicura che con i suoi sosterrà lealmente i 5 punti programmatici proposti dal Governo ma chiederà di confrontarsi, in modo approfondito, su come tradurre in realtà i titoli delle riforme. Era un Governo che aveva una grande maggioranza, come non si era mai visto nell’Era Repubblicana, ma forse bisognerà anREDAZIONE

Noemi Bevilacqua, Gianfranco Botti, Piero Botti, Valentina Bucci, Gaetano Casilli, Stefania Colasanti, Daniela Di Rosa, Piero Fondi, Paola Gatta, Rita Gatta, Sandro Guidi, Marzia Mancini, Loredana Massaro, Marcello Morrone, Noga (Gabriele Novelli), Andrea Rasetti, Sergio Rasetti, Annarita Rossi, Maria Pia Santangeli, Luigi Serafini, Sandro Tabellione, Ettore Zanca, il-sognatore.blogspot.com

dare al voto anticipato per responsabilità degli stessi vincitori che, salvo l’attaccamento al potere per fare giochi personali, non sono legati da molte idee in comune. Chi credeva di poter governare a lungo raccontando barzellette contornato da belle donne, si deve convincere che un consenso incondizionato non può durare per sempre. Sullo scioglimento anticipato delle Camere il Cavaliere ha un’idea sua. Gli elettori hanno votato lui; nessuno può sovvertire il volere degli elettori, se si dimette automaticamente si torna alle urne. Ma la Costituzione, garante della nostra democrazia, dice che lo scioglimento delle Camere lo decide il Capo dello Stato sentiti i Presidenti di Camera e Senato. Essi devono ascoltare i Gruppi Parlamentari per verificare se esiste una maggioranza per eleggere un nuovo Governo e riferire al Capo dello Stato. Se risulta la possibilità di far nascere un nuovo Governo, il Capo dello Stato non può far altro che incaricare, per questo tentativo, qualcuno scelto dopo le consultazioni ritenute, da Lui, necessarie. La politica “dell’assalto al treno” adottata da uomini poco limpidi che si sono insinuati in ogni parILLUSTRAZIONI Franco Carfagna, Ermanno Gatta

ilpiccolosegno@libero.it

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il Segno - Settembre 2010

tito (lo dicono le cronache giudiziarie che Berlusconi vuole censurare vietandone la pubblicazione), ha prodotto guasti insanabili; portato milioni di cittadini a diffidare di tutta la politica e allontanato troppi perfino dalle urne elettorali. Nell’eventuale massiccio attacco della propaganda elettorale che dovranno subire i 47 milioni di aventi diritto al voto, auguriamoci che non ci si accontenti di partecipare in modo passivo ascoltando le televisioni ma che prevalga la voglia di essere presenti ricercando spazi nei quali dire anche quello che personalmente pensiamo. La conoscenza più puntuale della legge elettorale in vigore, la legge Calderoli, definita “una porcata” dal suo stesso estensore, aiuterebbe a capire quanto sia necessario ritornare sul giusto binario, cosa che in questi giorni il Pdl assicura che non accadrà dicendo chiaramente: “la legge elettorale non si cambia”. Con questa legge non è possibile mandare in Parlamento i veri rappresentanti degli elettori perché quelli che risulteranno eletti sono scelti dai segretari dei partiti. Saranno Berlusconi, Bersani, Fini, Casini, e gli altri dei partiti minori, a decidere chi occuperà i primi posti nelle liste elettorali e quindi quelli che occuperanno i seggi parlamentari assegnati proporzionalmente ai voti ottenuti da ciascuna lista iniziando dal primo iscritto. Questo comporta un automatico atteggiamento di “riconoscenza” verso il Capo e l’addio alla libertà di giudizio sulle leggi proposte, secondo scienza e coscienza. Basterà osservare i nomi della lista per vedere quanti avvocati, amici, donne belle e anonime, parenti, finanziatori sono nelle prime posizioni per capire se quelli faranno il bene del Paese o staranno lì a fare leggi che servono soltanto a quello che li ha messi in prima fila. Ribellarsi a tutto questo sarebbe logico e indispensabile e un modo concreto per farlo è partecipare in massa alla vita politica e al voto, per sostenere soltanto quelli, che in ogni lista, possono riportare aria pulita nei palazzi del potere.


il Segno - Settembre 2010

da Tokyo Toshi Kameda Alle ultime elezioni della Camera Alta di luglio scorso il governo del partito democratico (PD) non è riuscito a ottenere la maggioranza come nella Camera Bassa. Si fermerà il cammino intrapreso un anno fa verso l’alternanza democratica? Se l’Italia è uscita nel 1994 dalla democrazia bloccata ponendo fine alla Prima Repubblica, il Giappone avrebbe dovuto aspettare altri 15 anni. Tecnologicamente avanzato ma politicamente molto in ritardo. Questo cammino è iniziato con le elezioni della Camera Bassa esattamente un anno fa alle quali il partito liberal democratico (PLD), che è stato quasi sempre da solo a governare il Paese da più di mezzo secolo, ha avuto una sconfitta storica scendendo dal 62 al 25% dei seggi insieme all’altro partito di coalizione Komei (la formazione politica della religione buddista Soka Gakkai) passato dal 6,5 al 4,4%; invece il PD, fondato nel 1996, per la prima volta è andato al governo conquistando il 64% dei voti rispetto al precedente 24%. Voi sapete meglio di noi che quando la stessa forza politica mantiene il potere per lunghi anni molte cose negative avvengono nella società come la corruzione, lo spreco della spesa pubblica, i rapporti clienterali con gli elettori, ecc.. Se in Italia a cavallo tra gli anni ‘80 e ‘90 si parlava di sistema bloccato anche in Giappone dagli anni ‘90 in poi è avvenuto ciò. Ci sono diversi criteri per definire democratico un Paese e tra questi è vitale la possibilità reale del cambio di regime. È così che il Giappone ha preso la strada per sbloccare la sua democrazia. Il popolo si sentiva stanco dell’instabilità del governo liberal-democratico con tre governi succedutisi in tre anni senza consultazioni e dell’incapacità di risolvere gli esiti negativi del liberismo estremo. Sperava in un cambiamento di regime per intravedere segnali di miglioramento. La linea principale del PD è rafforzare il potere politico mettendo subarterna la bu-

ATTUALITA’ Il Giappone, come l’Italia, sta vivendo una fase politica da cui dipende la tenuta della democrazia

Il difficile cammino verso l’alternanza

rocrazia. Perché in passato molte politiche sono state decise non tanto dalla classe politica, quanto proprio dalla burocrazia. Da questo punto vista alcuni programmi politici sono stati visti con molto interesse a cominciare dalle eliminazioni degli sprechi come diversi enti pubblici inutili costituiti spesso per accogliere dei burocrati dimessi prima del pensionamento. Non basta. E’ necessario anche il rinnovamento della classe politica per il quale è indispensabile riesaminare o fermare grandi opere pubbliche inutili spesso progettate per la raccolta dei voti dei politici a partire dalle dighe sulle strade e sugli aeroporti. Per tutto questo il governo di Tokyo sta attuando un’esperienza interessante. Ha reso trasparenti le procedure decisionali delle spese organizzando gruppi di lavoro aperti a tutti e collegati via internet per esaminare quali progetti possono essere finanziati e quali no. Un’esperienza che può essere interessante anche per l’Italia. Ma non tutti i progetti politici sono ben accolti dalla maggioranza dei cittadini come il sostegno finanziario ai bambini di circa 193 euro mensili, l’abolizione delle tasse scolastiche della scuola media superiore per tutti e delle tariffe autostradali. Si hanno non poche difficoltà. Mi riferisco in particolare ai rapporti con gli USA. Per questo motivo il governo Hatoyama è crollato dopo soli nove mesi. Perché non ha dimostrato un atteggiamento deciso nei confronti del problema del trasferimento di una base militare americana, Futenma di Okinawa, un’isola all’estremo sud del Paese dove sono con-

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centrate il 75 % delle strutture militari americane. All’inizio la base doveva essere collocata fuori dal Paese o comunque lontano dall’isola, invece pare certo che rimarrà lì per sempre. Alla fine non è stato il popolo a decidere ma gli americani. Se qualcuno avrà occassione potrà approfondire questo problema su Standing Army, documentario realizzato da Thomas Fazi ed Enrico Parenti sulle basi militari americane nel mondo. Non ho ancora parlato delle caratteristiche ideologiche del PD, se rappresenti cioè il centro o il centro-sinistra oppure caso mai la destra o la sinistra. Questo perché il tempo che passa non ci permette di darne una definizione semplicistica richiedendo un’elaborazione approfondita. Posso dire solo che molti di loro provengono dal PLD e una piccola parte dall’ex partito socialista e dall’ex socialdemocratico e per questo ha l’appoggio di un sindacato di maggioranza. Allora dov’è la sinistra? Sembra quasi invisibile. Le uniche due forze politiche sono i comunisti con l’1,9% e i socialdemocratici con l’1,5% rispettivamente quarto e quinto partito nel Parlamento. Mi hanno chiesto di votare per loro. Ma il punto non è questo. Prima di parlare bene o male del PD, il Paese aveva bisogno di imparare a confrontare i diversi progetti politici cioè era necessaria l’alternanza democratica. I comportamenti del voto si stanno ora spostando dal voto di scambio a quello di opinione e solo chi si adegua a questo cambiamento sarà salvo. Questa sinistra sarà in grado di uscire dal suo museo ideologico?


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PAGINA APERTA

Un uomo coraggioso etenace...esempio per tutti

il Segno - Settembre 2010

Auto blu

Ricordando Attilio Mercuri, fondatore del Segno di Grottaferrata e archeologia

di Andrea Sebastianelli Circa tre anni fa incontrai ad una festa al parco degli Squarciarelli Attilio Mercuri. Parlammo pochi minuti, perlopiù mi limitai a rispondere alle sue domande circa la possibilità di fare il Segno anche a Grottaferrata. Passarono alcuni mesi e ricevetti una sua telefonata in cui si diceva pronto a partire con questa nuova sfida. Lì per lì, vista l’esperienza di Rocca di Papa, rimasi scettico poichè fare un periodico come il Segno non era cosa facile. Il nostro non era un giornale locale come se ne vedevano tanti. Era soprattutto uno strumento di denuncia contornato da tutto il resto. Quindi, per fare la stessa cosa in una realtà complessa come Grottaferrata, bisognava avere molto coraggio e una grande tenacia. Attilio, insieme ai suoi fidati compagni e amici, dimostrò di avere entrambi questi pregi caratteriali e infatti il Segno è an-

dato avanti con le pubblicazioni fino ad oggi. E spero che proseguirà. Ma Attilio mentre dava vita alla sua edizione del Segno, combatteva anche un’altra grande battaglia, contro quel male che lo costringeva a faticose sedute di chemioterapia che lo sfiancavano. Eppure lui era sempre pronto a ripartire, ora a raccogliere firme a favore di una gestione pubblica dell’acqua, ora per la riapertura del museo dell’Abbazia di Grottaferrata, ora per dar vita alla sezione dell’ANPI di cui era Presidente, e così per tante altre iniziative e manifestazioni. In questi due anni ho imparato a prendere Attilio come esempio anche per la mia vita. Nei momenti di sconforto, di solitudine e di incazzatura (quando si fa un giornale non mancano mai) pensavo: “Attilio, al mio posto, che cosa farebbe?”. Questo bastava (e basta) per

farmi ripartire più carico di prima, pronto ad affrontare con coraggio e tenacia gli ostacoli che la vita ti mette davanti. Eppoi Attilio era portatore di principi e valori che mai avrebbe svenduto. Anche in questo la sua vita resta un esempio da seguire. Ciao Attlio.

Un Parlamentare eletto nel nostro collegio elettorale, arriva in paese con tanto di autista e auto blu. Il pensiero corre ai 21 miliardi spesi ogni anno per 629 mila auto blu. Mi chiedo perché questo bel ragazzone che appare in perfetta salute, non si sposti con la sua auto privata. Basterebbe così un rimborso di 15-20 euro di benzina, ammesso che la cosa non sia già compresa nella sua indennità mensile. Intanto il Sovrintendente Archeologo di Roma, a seguito della manovra finanziaria che “taglia gli sprechi” toglie i rimborsi auto agli archeologi che dovrebbero controllare siti come: l’Appia Antica, Villa dei Quintili, i Mausolei di Fioranello, gli scavi della città romana Gabii al venticinquesimo chilometro della Prenestina. Così i 6 mila siti archeologici censiti nell’agro romano restano completamente abbandonati a scavi clandestini, speculatori, tombaroli. Se la matematica è sempre quella di una volta e uno più uno è uguale a due, perché non si decidono ad applicare la seguente regola: “un auto blu di meno al politico = a un auto di servizio di più all’archeologo?”. il-sognatore.blogspot.com

di Annarita Rossi In quel preciso istante, medici, infermieri e degenti ebbero la sensazione che da lì a poco un altro paziente avrebbe lasciato questo mondo. Nell’ospedale di Rhode Island, Usa, il bel gatto Oscar, non era la prima volta che si accovacciava sul letto di un malato terminale per rimanervi lì fino alla fine, accompagnando le persone nel viaggio che fa più paura, al distacco dalla vita terrena. Un chiaro segnale per gli operatori sanitari che allertano subito i familiari, i quali anche se non dovessero arrivare in tempo, il gatto rimane

su quel letto a dare conforto fino all’ultimo. Oscar è diventato ormai una mascotte in questo ospedale, una sorta di angelo custode peloso che silenziosamente e con tanto affetto non lascia morire nessuno in solitudine. Venerato dagli antichi egizi, il gatto infatti è una creatura premurosa e sensibile dal temperamento sicuramente indipendente ma che non può lasciare indifferenti. Contrariamente a quanto molti pensano, non è un opportunista. Bistrattato a volte per superstizione, soltanto perché il suo mantello nero porterebbe sfortuna, e purtroppo persino sacrificato nei riti satanici ma anche abbandonato o peggio ancora abbandonati i cuccioli per non aver provveduto per tempo

alla sterilizzazione, deve lottare per sopravvivere e quindi molto lontani sono per esso i tempi in cui veniva venerato. Cugino dei grandi felini che vivono le savane, il gatto è un felino in miniatura, abile cacciatore di topi, tanto da essere stato nei secoli scorsi impiegato sulle navi proprio per tenere lontani i ratti dalle scorte di viveri. Un animale addomesticabile e di grande compagnia, capace di gesti incredibili, proprio come quelli che compie Oscar. Infonde calma e dona serenità a chi ci convive ed è stato scientificamente provato che abbassa addirittura i livelli

della pressione arteriosa ai suoi padroni, fungendo da antipertensivo. Le femmine con prole che vivono in colonie feline, sono spesso molto solidali tra loro, aiutandosi vicendevolmente in caso di bisogno o pericolo. Insomma, un mondo tutt’altro che distaccato quello dei gatti, animali che, se un tempo venivano venerati, oggi meriterebbero almeno di essere un po’ più amati e rispettati.

Attilio Mercuri

Un angelo custode veramente speciale


il Segno - Settembre 2010

ATTUALITA’

I simboli leghisti di Adro e il silenzio delle istituzioni La Lega di Bossi spadroneggia sognando il separatismo

di Daniela Di Rosa Ci risiamo, vi ricordate di Adro? La cittadina del nord, il cui Sindaco con l’appoggio dei cittadini vietò la mensa scolastica ai bambini in difficoltà? Ora ne ha fatta un’altra, ha inaugurato una nuova scuola, bella, piena di verde, (troppo verde), verde dappertutto, e piena di simboli della Lega, intitolata al fondatore del pensiero leghista. Provate ad immaginare una scuola pubblica con la falce e martello sulla porta, o il logo del Popolo delle libertà, o un qualunque simbolo di partito, ci sarebbe una rivolta dei genitori e di tutti i cittadini democratici. Invece no! A parte qualche voce dissonante, tutto tace, tutto è tranquillo, persino la Gelmini sorride e risponde ai giornalisti che non c’è nulla di male! C’è molto di più, c’è una popolazione che crescerà a pane e Lega, che subirà un lavaggio del cervello, bambini che studieranno il pensiero unico di Bossi, e quel simbolo per loro diventerà verità assoluta (altro che la Cina). Forse esagero ma questa gente mi fa paura, li avete mai visti e sentiti in tv? Come sono fieri della loro “razza padana”? Come disprezzano il sud; avete sentito, il figlio di Bossi (Renzo), detto il trota? Lui non va sotto Roma,

nemmeno in vacanza. E un imbecille simile grazie al padre è già Onorevole! Dove arriverà da grande? Ecco! Chi vota Berlusconi vota anche queste persone. Attenti, non sono razzisti solo con gli stranieri (specialmente se poveri; infatti a quel tiranno buffone di Gheddafi fanno gli in- Umberto Bossi chini) lo sono con chiunque non sia nato in Pada- Dov’è l’autorità pubblica che nia, che oltretutto non esiste! dovrebbe togliere quei sim-

5 boli? Dov’è lo Stato che fa rispettare le leggi? E Napolitano che si appresta a festaggiare l’unità d’Italia, perchè non grida il suo sdegno? Dei ragazzi hanno messo una striscione sulla loro scuola proclamando la Repubblica Salentina, proviamo a farlo anche noi, in fondo,è storia, Rocca di Papa è stata Repubblica anche se per un solo giorno! La Lega gioca sul tasto del separatismo, premendo sempre di più sui bassi istinti egoisti di un popolo... io da anni boicotto il nord, e mi dispiace perchè è splendido, perchè ho molti amici e perchè non tutti sono leghisti, ma la brutalità dei loro politici mi costringe a fare come Bossi junior e a non andarci nemmeno in vacanza. Finchè la popolazione locale voterà questi individui preferisco andarmene al sud, è più povero ma molto, molto più bello.

Politica e affari... è la P3

Mercoledì 4 agosto 2010. La Camera vota la richiesta di dimissioni del Sottosegretario Caliendo, indagato nell’ambito dell’inchiesta P3 (sulla quale si ringrazia il TG 1 di Minzolini che ci ha sempre correttamente informati… ovviamente è un’ironia). La richiesta è stata negata con 299 voti contrari e 229 voti favorevoli e 75 astenuti. Nei discorsi fatti prima della votazione il Guardasigilli Angelino Alfano ha definito l’inchiesta sulla P3 “probabilmente il frutto di una fantasia dei Pubblici Ministeri da tanti considerata una fumisteria”. Cicchitto, capogruppo del Popolo delle Libertà ha sposato ormai la tesi “della deriva giustizialista” della Magistratura che non sarebbe più

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attendibile e ha chiamato in causa Carlo De Benedetti per il suo potere finanziario e mediatico (Cicchitto di ruoli finanziari e mediatici se ne intende). Franceschini per il PD ha detto: “Il sistema che esce allo scoperto è malato. Basato su collusione politica-affari, sul senso dell’immunità e dell’onnipotenza”. Da un sondaggio su un campione di 1.500 persone condotto con pazienza dallo scrivente risulta che il 91% degli intervistati pensa che le cose stanno come dice Franceschini. Voi, gentili lettori, fate parte del restante 9% che pensa come Alfano e Cicchitto? il-sognatore.blogspot.com

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PAGINA APERTA

I giovani di Capodarco protagonisti di due progetti

Dalla Sicilia ai Castelli, ilgridodellanuovasperanza

di Don Franco L’ingresso della casa famiglia Milly e Memmo Monterubbianesi* per il “prima del dopo di noi” per i disabili Vorrei aggiornare i lettori del Segno sul nostro lavoro ai Castelli, così come ferve, così come si è nel frattempo sviluppato. La missione di Capodarco è duplice: aiutare le famiglie dei figli in difficoltà, perché disabili mentali, psichiatrici, sociali, ad affrontare il problema del “Dopo di Noi che fine faranno i nostri figli?” e aiutare i giovani nella dimensione dello scambio tra i giovani del Nord e del Sud a trovare il coraggio di aiutare le famiglie creando spazi d’accoglienza e di lavoro protetto, sopratutto in agricol- futuro dei figli, perchè anche miglia del passato fatto di ditura, per i soggetti deboli nel la realtà ecclesiale si coin- sabili fisici. Ora ci si propone di creare nei nostro territorio. volge. Castelli Romani tante Case Famiglia, tanti gruppi appartaLa Casa famiglia L’agricoltura sociale, mento anche per il Durante Milly e Memmo, un progetto nato Noi, collegati ad attività lavoun esempio da seguire rative protette per i disabili ed a Grottaferrata i soggetti deboli che non si rieL’agricoltura sociale è l’ideale Ed ora ferve tutto un lavoro scono ad inserire in un vero lache a Grottaferrata si porta con le famiglie, le loro asso- voro indipendente. Tutto avanti per i giovani in diffi- ciazioni, per sperimentare il sempre con l’aiuto dei giovani coltà nello spazio della fattoria modello della Casa famiglia che si fanno tutors del lavoro sociale dell’Agricoltura Capo- Milly e Memmo così intitolata, e dell’accoglienza. darco. Tanti ormai ai Castelli dal nome di due coniugi che Anche l’altra attività, quella conoscono la struttura del- avevano animato il gruppo fa- per l’educazione dei giovani l’Agricoltura Capodarco, per il ristorante, il negozio di prodotti biologici, molto efficienti e frequentati. Ora nello spazio di una casa famiglia che si è liberato, chiamato Casa Milly e Memmo, stiamo portando avanti i due suddetti ideali. Il 25 maggio scorso abbiamo inaugurato la Casa, come sede della Fondazione del Prima del Dopo Capodarco Onlus e come sede operativa dell’Associazione Internazionale Noi Ragazzi del Mondo, le due organizzazioni che portano avanti i due ideali. L’11 giugno anche il nuovo vescovo di Frascati Monsignor Raffaello Martinelli, assieme alle commissioni pastorali, è venuto in visita per rendersi Il gruppo dei giovani dell’associazione internazionale “Noi conto del valore della nostra ragazzi del mondo” di Capodarco arrivati in Sicilia (a Fiiniziativa e per dare speranze laga) per raccontare le loro esperienze in occasione di un alle famiglie in difficoltà sul convegno dedicato alla memoria di Padre Pintacuda.

il Segno - Settembre 2010

alla mondialità, per rendere i giovani capaci anche del locale, è stata fervente. Ricordate l’appello ai Sindaci dei Castelli perché mettessero al centro dell’attenzione l’Africa in occasione del Sinodo dei Vescovi Africani e in occasione della venuta ai Castelli dei giovani del MAEJT (il movimento dei giovani lavoratori di strada che sono una vera speranza di democrazia e sviluppo in Africa)? Vennero e furono accolti dai giovani di Lanuvio e di Frascati.

Anche ai Castelli il Bilancio solidale a sostegno dell’Africa

Possiamo dire ora che 7 Comuni dei Castelli Romani si sono aperti a far nascere il Bilancio Solidale Obiettivo Otto come Lanuvio e Frascati: Monteporzio, Rocca di Papa, Rocca Priora, Ariccia lo hanno fatto e ora anche Grottaferrata lo farà. Ferve un tavolo di lavoro per fare un’opera di sensibilizzazione comune nei vari Comuni con l’aiuto della Provincia di Roma (Gabinetto del Presidente, Assessorato ai Servizi Sociali, Assessorato all’Agricoltura). Essendo poi l’AINRAM presente in quattro regioni si è andati tutti, dalle Marche, Lazio e Puglia in Sicilia dove con i ragazzi siciliani si è partecipato dal 30 agosto al 4 settembre alla Summer School, nella memoria di Padre Pintacuda, il cui tema era “Il Sud tra potere e cambiamento”. I nostri giovani in un seminario autogestito il 1° settembre hanno detto: “se i giovani si organizzano”, in una nuova visione politica e soprattutto nell’azione di coinvolgere i cittadini, il Sud d’Italia avrà e sarà protagonista di un grande cambiamento. Si sta auspicando che il messaggio di Filaga (la città dove si è svolto l’incontro) possa giungere il prossimo anno anche ai Castelli Romani per dare ai giovani, anche qui “se si organizzano”, la possibilità di essere e di sentirsi veri attori del cambiamento di questa società ingiusta e disumana, che stiamo vivendo. Questo vuol dire che vi aggiorneremo sull’evoluzione delle nostre due idealità su cui abbiamo scommesso: famiglia e giovani, protagonisti insieme per costruire una nuova società. * fondatore di Capodarco


il Segno - Settembre 2010

INDOVINA QUANTI SIAMO?

Al 31 luglio 2010 i residenti censiti nel Comune di Rocca di Papa erano 15.919 (maschi 7.933; femmine 8.018).*

*dati forniti dall’Ufficio d’Anagrafe

ROCCA DI PAPA notizie, informazione, attualità

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NUMERI UTILI

Farmacia Comunale: 06-9499986 Clinica San Raffaele: 06-9428601 Comando Carabinieri: 06-94749007 Polizia Municipale: 06-94286134 Centralino Municipio: 06-942861 TAXI Mario: 339-1669282

Bene la partenza ma perchè i Campi sono stati esclusi dal porta a porta? L’avvio della raccolta differenziata nel nostro paese fa scoprire 150 evasori

Ai commenti positivi ma preoccupati di tanti che immaginano chissà quali difficoltà dovranno superare gli utenti per essere giudicati riciclatori con la sufficienza, si aggiungono quelli di numerosi cittadini che si chiedono perché la raccolta differenziata porta a porta non è stata estesa anche al quartiere dei Campi d’Annibale. La spiegazione ufficiale è: “Contenimento dei costi”. Il porta a porta richiede infatti più personale. Ma molti non sono convinti che questo sarebbe il solo motivo. Sospettano un motivo “strategico”. “E se qualcuno non volesse essere costretto a stanare gli evasori della tariffa?” che i più fantasiosi immaginano concentrati nella zona dei Campi d’Annibale. Un quartiere che godrebbe, dicono, di attenzioni particolari, come nel caso della sosta a pagamento mai attuata, forse per motivi puramente elettoralistici. Il quartiere risulta essere un buon serbatoio di voti per vari membri dell’attuale maggioranza. Se è vero che il quartiere è cresciuto in modo spontaneo, nell’apparente disinteresse delle autorità, attuato da 30 anni almeno, non crediamo che qualcuno abbia potuto pensare: “Meglio stendere un velo su una questione che può farmi perdere voti alle prossime elezioni, la cosa sarà affrontata in tempi migliori e possibilmente da Ma nelle ultime settimane sono venuti alla luce decine di utenti che l’Ufficio comunale competente non conosceva affatto perché non pagavano nulla e questo al Centro Storico e al quartiere Vigne. Segno evidente di un

male comune che si estende in tutto il territorio. Cogliamo l’occasione per chiedere come mai c’è ancora tanta evasione dopo anni di lavoro effettuato dai relativi uffici competenti. Attoniti davanti a questi ragionamenti, ci siamo trovati a pensare: “Se nella testa dei cittadini albergano idee e preoccupazioni di questo tipo, ci devono essere delle ragioni precise che dipendono dal modo in cui,

Cassonetti ai Campi d’Annibale

negli ultimi 15-20 anni, sono stati amministrati. Da quella politica del sorriso che fa pensare che, sotto sotto,

La fabbrica di Nichi pulisce la Via Sacra

Domenica 12 settembre si è svolto il primo appuntamento della “Fabbrica di Rocca di Papa”, neonata realtà dei Castelli del circuito delle Fabbriche di Nichi Vendola. Prima uscita ufficiale e incontro con gli abitanti di Rocca di Papa (e oltre) nel vibrante itinerario dell’antica “Via Sacra”, percorsa per un’iniziativa di pulizia e raccolta di rifiuti, scegliendo di coniugare storia, tradizione e senso civico. L’appuntamento alle nove del mattino, sotto le pendici del “Monte Cavo”. Molti i partecipanti che, con rastrelli, palette e guanti, hanno raccolto diversi quintali di rifiuti. Sono stati anche posizionati due contenitori – costruiti in legno in ossequio alla lussureggiante scenografia boschiva – apposti per la raccolta, totalmente autogestita, dei rifiuti, e collocati in due suggestivi punti della Via Sacra: sotto il “santuario” di Santa Rita e alla “loggetta dei due laghi” (nella foto), punto panoramico che regala la vista di uno straordinario affresco naturale che, per intero, comprende i laghi di Nemi e Castel Gan-

tutti possono fare ciò che vogliono, senza che nessuno, alla fine, gli presenti il conto. il-sognatore.blogspot.com

dolfo, giù giù fino al mare. Le operazioni di bonifica si sino protratte fino a tarda mattinata, intervallate da un buffet di dolci e bevande come ristoro per i partecipanti. Quindi, come intervento conclusivo, la riverniciatura della ringhiera della “loggetta dei due laghi”, a coronare un’importante giornata realizzata anche grazie all’appoggio dell’amministrazione comunale di Rocca di Papa e, in veste di partecipante, del direttore del Parco dei Castelli Romani. Al termine i saluti, con l’emozione di un’esperienza appassionante e la promessa di rivedersi per le numerose prossime iniziative in cui declinare cultura, natura, politica attiva e senso civico. Lorenzo Ofantino Referente de “La Fabbrica di Nichi” di Rocca di Papa - Cell. 328-1968647


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ROCCA DI PAPA

il Segno - Settembre 2010

Con la video-sorveglianza sarà posta sotto controllo la delinquenza comune Avviata l’installazione di telecamere nelle “zone sensibili” della cittadina

di Marzia Mancini Presto a Rocca di Papa verrà installato un sistema di video-sorveglianza. Tutte le domande e le perplessità al riguardo sono state chiarite dal Comandante della Polizia Municipale, De Sclavis, a capo di quest’importante operazione. “E’ un progetto all’avanguardia che consiste in una svolta verso la modernizzazione del nostro paese analogamente alle grandi metropoli, non rappresenta assolutamente una minaccia per la privacy e si basa fondamentalmente su di un importante principio: la nostra sicurezza!”. La video-sorveglianza fa parte di un vasto programma attuabile grazie al bando per la sicurezza indetto dalla Regione Lazio al quale ha partecipato anche il nostro Comune. Sono stati stanziati circa 90 mila euro, che comprendono l’acquisto di telecamere, un’efficiente trasmissione via etere, un software ma anche dei corsi per l’educazione civile all’interno di scuole e comunità di stranieri ed infine uno sportello esclusivamente dedicato alla sicurezza dove potremo chiedere aiuto in caso di necessità. Le telecamere saranno posizionate nei punti più a “rischio” della zona, come la parte alta dei Campi d’Annibale, il centro storico, il corso principale e Piazza

della Repubblica; inoltre con la disponibilità finanziaria questa rete si andrà espandendo. In un primo momento la manutenzione degli apparecchi sarà affidata alla società di installazione, successivamente i costi saranno molto contenuti se non assenti, infatti basterà provvedere al funzionamento di un normale computer o al massimo al danneggiamento di una telecamera. Come confermato dalla statistica dell’Osservatorio sulla Sicurezza della Regione Lazio, De Sclavis descrive Rocca di Papa come un paese sufficientemente sicuro a differenza di zone limitrofe colpite persino da reati di origine mafiosa, ma comunque fenomeni di micro-delinquenza non devono essere sottovalutati e la prevenzione è una garanzia contro la criminalità. Tra i reati più diffusi a Rocca di

Papa, al primo posto troviamo danneggiamenti al patrimonio culturale, su cui molto potrà fare come prevenzione proprio la video-sorveglianza dell’area. Sarà così possibile scoraggiare la delinquenza o reprimerla a favore della salvaguardia della nostra ricchezza storico-culturale contrastando i mali dell’inciviltà. A seguire vi sarà più controllo per la violazione del codice stradale, come gare clandestine, infrazioni di diverso tipo e incidenti stradali, sarà data attenzione anche al rispetto delle norme sul corretto smaltimento dei rifiuti e la vita notturna del paese sarà controllata più da vicino. “Se riusciremo ad andare oltre i pregiudizi e a comprendere i vantaggi di questo nuovo sistema capiremo che la nostra libertà non verrà minacciata ma al contrario sarà protetta considerevolmente”. La privacy verrà rispettata secondo un severo regolamento istituito dal Ministero degli Interni, per il quale solo ed esclusivamente il responsabile della video-sorveglianza, ossia il Comandante De Sclavis, potrà accedere al materiale registrato o chi da lui incaricato. Neanche diversi corpi dell’Arma, come ad esempio i Carabinieri, avranno accesso al monitor di controllo. I filmati video potranno essere visionati all’occorrenza unicamente ai fini del rispetto delle norme di legge,

tutto ciò che riguarda la nostra vita privata rimarrà riservato e non costituirà mai motivo di interesse o di ricerca per le indagini della polizia municipale. Anche l’autorità comunale ha ben accolto la proposta di sicurezza del Comandante De Sclavis, che riconoscente ha trovato appoggio e sostegno per il veloce progresso dell’operazione. Riassumendo, la video-sorveglianza e i programmi legati a quest’ultima, porteranno a Rocca di Papa e ai suoi abitanti innumerevoli benefici, conducendo i risultati verso un nuovo sviluppo. De Sclavis spera di trovare anche in noi compaesani il giusto spirito di collaborazione, l’aiuto cittadino è basilare per rimanere uniti contro la delinquenza. Spesso in passato, il Comandante ha constatato tra i cittadini una smisurata voglia di dichiarare bloccata dalla paura di dare informazioni sull’illecito, e ciò ha costituito un ostacolo per la sicurezza e per le indagini stesse. Non bisogna aver paura, più collaboriamo e più saremo protetti. Un ringraziamento ed un augurio speciale al Comandante De Sclavis per la dedizione e il grande senso di responsabilità che mostra nei confronti di Rocca di Papa e dei suoi abitanti, permettendo alla nostra comunità di vivere in tranquillità e sicurezza.

Tornano i murales

Dopo averne tanto parlato, finalmente a Rocca di Papa si torna alla realizzazione di pitture sui muri delle strade e vicoli del centro storico. Ne è la prova il bel murales (foto a lato) realizzato sotto piazza Garibaldi dal nostro Franco Carfagna insieme all’amico Vittorio Maccari, già meta di turisti e curiosi che girano per le viuzze cittadine. In occasione della Festa della Madonna della Pietà, il 19 Settembre riprende un’attività nata negli anni ‘70 per volere del bravo e indimenticato pittore locale Miro Fondi. Il contemporaneo incontro artistico, voluto dalle rispettive amministrazioni, con pittori di Diamante, noto paese di murales in Calabria, arricchisce l’evento che segna una fase importante per la rinascita del centro storico. Il nostro giornale invita tutti a riscoprire fisicamente il centro storico il 19 Settembre, come significativa adesione all’iniziativa. (S.R.)


ROCCA DI PAPA

il Segno - Settembre 2010

Aperte anche le due nuove scuole ai Campi e alle Vigne

Inizia l’anno scolastico senza risposte dalla Regione Lazio

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rampe, ascensori e bagni per consentire l’accesso ad ogni parte dei plessi ai diversamente abili. Le fonti finanziarie di questi ultimi interventi -ha concluso il primo cittadino di Corso Costituente- sono state ricevute dalla Regione Lazio con cofinanziamento comunale. Questi i nostri fatti”. Inoltre a causa del riconoscimento del tempo pieno ad una sola sezione della scuola pri-

“Questa presa di posizione da parte del nostro Assessorato alla Pubblica Istruzione – afferma l’Ass.re di Rocca di Papa Valentina Trinca – vuole dare un segnale positivo che speriamo sia recepito dagli enti sovra comunali che sovrintendono all’istruzione del Paese. Attraverso questo impegno delle casse comunali abbiamo impedito che ci fosse una discriminazione di trattamento tra gli alunni”. Venerdì 10 sono iniziate la scuola primaria e la superiore di 1° grado, mentre lunedì 13 la scuola dell’infanzia. In concomitanza dell’apertura è cominciato anche il servizio scuola-bus. La mensa sarà operativa dal giorno 27 settembre. Infine l’amministrazione comunale è in attesa di risposta, da parte dell’ancora vacante

maria da parte del Provveditorato provinciale agli studi, l’amministrazione è intervenuta con il bilancio comunale garantendo anche alla seconda sezione due pomeriggi a settimana.

Assessorato alle Politiche Scolastiche Regionale, sulla richiesta di compartecipazione al finanziamento per l’attivazione di una nuova sezione della scuola dell’Infanzia.

Soddisfatto il Sindaco Boccia per l’impegno dimostrato

... e quella ai Campi d’Annibale

La nuova scuola nel quartiere Vigne...

di Luigi Serafini Tra venerdì 10 e lunedì 13 settembre sono riaperte le scuole anche a Rocca di Papa. L’anno scolastico 2010-2011 può considerarsi in anticipo una stagione importante per il settore sociale e l’amministrazione comunale si è già preparata per garantire ai propri giovani le strutture, i docenti ed un ambiente che favorisca l’apprendimento. Seguendo il principio di sussidiarietà, base portante della politica della Giunta Boccia, il comune si è sobbarcato diversi interventi sia strutturali che organizzativi che riguardano il buon funzionamento dei plessi scolastici.

“Abbiamo consegnato alla Città due nuovi plessi scolastici, la Scuola dell’Infanzia “Acquerello” ai Campi D’Annibale, così denominata dai bambini, ed un mini-campus (che comprende 3 sezioni di scuola dell’infanzia, 2 cicli di scuola primaria, 1 sezione di scuola superiore di 1°grado) nella parte bassa, quartiere “Vigne”. Tutte le altre strutture scolastiche, centro urbano, Campi D’Annibale e Scuola Media “Montanari” sono state ristrutturate, eliminate le barriere architettoniche, adeguati gli impianti elettrici, porte e infissi, bagni, e sistema antincendio. I lavori hanno inoltre permesso di rinnovare scale,

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ROCCA DI PAPA A breve sarà costituito un coordinamento per monitorare l’avanzamento dei lavori

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il Segno - Settembre 2010

Partirà fra un anno la lotta contro il parassita che danneggia i castagni

di Marcello Morrone Il primo settembre si è svolto l’incontro tra l’Assessore alle Politiche Agricole e Valorizzazione dei Prodotti Locali della Regione Lazio, Birindelli, ed i rappresentanti dei Comuni castellani (ma non solo) e delle Comunità Montane colpiti dall’infestazione del parassita “Cinipede Galligeno” che sta creando molti problemi ai boschi di castagno, danneggiando il normale sviluppo delle foglie. Oltre ai rappresentanti istituzionali, all’incontro erano presenti le principali associazioni di produttori di castagne del Lazio, molto preoccupate per i danni di tipo economico determinatisi a causa del parassita. La soluzione, l’unica a quanto pare emersa dagli studi di settore, è quella di immettere in circolazione un altro insetto, vero e proprio antagonista, il solo in grado di distruggere quello dannoso. Alla fine tutti si sono detti abbastanza soddisfatti per l’impegno della Birindelli di effettuare i lanci di questi insetti buoni (chiamati “Torymus”) nelle zone della Regione colpite. L’unico problema è rappresentato dai tempi tecnici, necessari per organizzare il progetto. Infatti, la Regione Lazio sarà in grado di mettere in atto il lancio solo a partire dalla primavera del 2011. La riunione ha avuto toni accesi causati dalla preoccupazione di chi, come ad esempio il Comune di Rocca di Papa che possiede circa 1.500 ettari di bosco ceduo, ha un’economia basata essenzialmente sui prodotti del castagno. “La nostra amministrazione – ha detto l’assessore all’Ambiente del Comune, AlIl fatto si ripete inesorabilmente ogni anno. Luglio o agosto, alla prima giornata di vento, i prati aridi del Tuscolo e dintorni vanno in fiamme. Molti credono di aver individuato il motivo con certezza: - su un prato percorso dal fuoco l’erba ricresce in fretta e più rigogliosa, una manna per gli animali al pascolo -. Nutriamo un grande rispetto per il lavoro degli allevatori che tra tantissime difficoltà si danno da fare per tenere in piedi un’attività tipica del nostro territorio, ma che oggi è diventato quasi impossibile praticare nella nostra zona rispettando i naturali cicli della

berto Cardinali – ha effettuato, come investimento, l’acquisto di quasi 800 ettari di bosco ceduo per compensare la notevole riduzione di trasferimenti statali ai Comuni. Richiedo una presenza diretta della Regione sui nostri boschi per toccare con mano la dilagante infestazione del “Cinipide”. L’Assessore Birindelli si è detta cosciente del fatto che il lancio del parassita antagonista “Torymus” sia considerato ancora una soluzione sperimentale che avrà bisogno di alcuni anni per appurarne i risultati. Difatti in Piemonte le suddette misure hanno dato i primi benefici solo dopo 5 anni. C’è da considerare anche che sul parassita antagonista influiscono ovviamente diversi agenti climatologici, quindi la speranza è che a seguito dei lanci l’insetto si ambienti e si riproduca. “Chiederemo all’Università della Tuscia di effettuare dei sopralluoghi –ha aggiunto la dott.ssa Bianchi dell’Assessorato– per capire se il rallentamento dell’accrescimento legnoso del castagno è dovuto anche ad altre malattie”. Inoltre gli amministratori locali ed i produttori hanno chiesto il coinvolgimento,

dietro pressione regionale, del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e dell’Unione Europea per il reperimento dei fondi necessari. E’ poi certo che la Regione Lazio autorizzerà lo svincolo dei fondi per le migliorie boschive e degli usi civici per permettere ai Comuni di destinare una parte del bilancio alla salvaguardia del patrimonio boschivo. Ora il passo fondamentale, prima del lancio del Torymus, è la mappatura dettagliata delle zone colpite. Per questo lavoro sarà costituito un coordinamento con il compito di monitorare periodicamente l’avanzamento degli interventi e delle ricerche. L’Assessore regionale infine ha garantito che entro settembre convocherà tutti i Sindaci dei Comuni e le Province coinvolte per pianificare insieme un crono programma.

Alla base degli incendi boschivi dell’ultima estate le ragioni già note

Una “moda” che va fermata

natura. Nell’area esistono numerosi insediamenti abitativi e manufatti che ad ogni incendio corrono il rischio di essere distrutti. Ogni rogo uccide migliaia di insetti e animali mettendo in discussione la sopravvivenza di numerose

I danni alle foglie provocati dal Cinipede del castagno

specie. Le attività per spegnere gli incendi richiedono l’intervento di decine di uomini e mezzi con un rilevante impegno economico e un serio rischio per l’incolumità di operatori e cittadini. Probabilmente la comunità farebbe bene a riconsiderare in

modo serio il tipo di attività ammesse nel territorio e se quelle di allevatore fossero giudicate non più compatibili dovrebbe finanziare gli interessati disposti a trasferirsi in zone più adatte o sostenere le eventuali trasformazioni possibili da attuare. Naturalmente le ragioni degli incendi sono da ricercare anche in ambito di altri appetiti mai sopiti, quelli relativi ad edificazioni autorizzate o abusive, ma su questo fronte ci sono già leggi e normative che i Comuni, per primi, non devono fare altro che applicare con precisione e tempestività. E.G.


il Segno - Settembre 2010

ROCCA DI PAPA

“I Castelli Romani sono un patrimonio da difendere” Il blog “Picchioverde” lancia un appello ai Sindaci

Il blog ambientalista “Picchioverde” intende lanciare un appello ai Sindaci dei Comuni dei Castelli Romani per sollecitare atti concreti per la tutela di un ambiente tra i più belli d’Italia e per la salvaguardia dell’“identità culturale dei nostri territori. Egregi Sindaci,

i Castelli Romani contano circa 350.000 abitanti. I comuni si presentano come un’estesa conurbazione che ne fanno la seconda area urbanizzata del Lazio e la undicesima in Italia. Una vera area metropolitana. La saldatura dei centri esistenti rischia di far perdere la loro identità storica. Il paesaggio antico lascia ancora tracce nei brani e nei reperti sopravvissuti ma non è più leggibile nella sua integrità a meno di sforzi interpretativi. I Castelli oggi sono un organismo obeso e quando un organismo è appesantito anche il “cuore” è a rischio. Ed il cuore che rischia è proprio la parte più pregiata: boschi, laghi, aree agricole e prative, biodiversità. Si riportano di seguito alcuni dati significativi: la popolazione residente dei comuni dei Castelli Romani tra il 1984 ed il 2007 ha avuto un incremento del 32%; nello stesso tempo la popolazione di Roma diminuisce del 5%. Ben 7 comuni sui 16 del territorio dei Castelli Romani sono in cima alla graduatoria riguardante la densità di autovetture nei comuni del Lazio. Questa è una delle criticità dell’area e del resto appare evidente a chiunque si trovi a transitarvi negli orari di ingresso e uscita dal lavoro. Nello specifico le criticità attuali del territorio dei Castelli Romani riguardano: il sovra sfruttamento delle risorse idriche e l’inadeguatezza dei sistemi di depurazione delle acque reflue; l’eccessivo traffico veicolare; la difficoltà di smaltimento dei rifiuti urbani;

La vasta area dei Castelli Romani posta a ridosso della Capitale

la perdita di interesse verso le attività agricole; la difficoltà di controllare adeguatamente tutto il territorio al fine di prevenire gli abusi più vari (edilizi, scarico rifiuti speciali, attività venatoria ecc.). Signori Sindaci, appare evidente l’urgenza di porre fine ad una gestione territoriale basata pressoché esclusivamente su un asfissiante “sviluppo edilizio”. Il territorio ha dei “limiti” fisici, prima o poi finisce e una volta che le aree agricole, i boschi, le pendici delle nostre colline, i prati verranno urbanizzate che cosa resterà? Che acqua berremo? Come smaltiremo i rifiuti? Che aria respireremo? Che qualità avrà la nostra vita? Il valore che fonda la qualità di un territorio ed anche la sua “fortuna” economica è la sua “bellezza”. È questa che va innanzitutto e perlopiù preservata. L’edilizia ha sì un ritorno economico tanto immediato quanto iniquo perché non è ripetibile, produce profitti per pochi e costi sociali per tutti. Non può essere questo il futuro auspicabile per i Castelli Romani. Signori Sindaci, Vi chiediamo di assumere un impegno concreto attraverso l’assunzione di un atto deliberativo da approvare in Consiglio Comunale

per una moratoria generale dell’edilizia nel Vostro Comune per almeno cinque anni. Un impegno effettivo, sostanziale e non puramente formale per un territorio a volumetria invariata fermo restando riqualificazioni edilizie nei centri storici. Vi invitiamo ad uscire da una visione ancora troppo incentrata in un concezione di “campanile” per affrontare con coraggio politico prove di più alta responsabilità. Esistono strumenti anche istituzionali – si pensi per esempio alle “unioni tra comuni” previste dalla legge 142/90 – per governare con maggiore efficacia amministrativa e oculatezza finanziaria sia la pianificazione territoriale, sia la gestione di molti servizi, dall’acqua ai rifiuti, ai trasporti e ad altri servizi da gestire in un’ottica di “Sistema” perché questo sono i Castelli Romani, un’area vasta, un “Sistema” che merita un governo all’altezza della fama e del prestigio che ha sempre goduto fin dai tempi più remoti. Questo Vi chiediamo nella consapevolezza che è questo che Vi chiedono tutti i cittadini dei Castelli Romani. Un cordiale saluto. picchioverde.posta@gmail.com

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Tre oggetti di fuoco

Ufo nei cieli, gli alieni ci guardano?

Verso la fine del mese di luglio alcuni cittadini residenti nel centro storico di Rocca di Papa sono rimasti a guardare il cielo attratti da tre oggetti sferici luminosi. “Erano di colore arancione -ci racconta uno di loro, l’artista roccheggiano Vittorio Maccarisembravano delle palle di fuoco. Sono rimaste ferme in cielo una trentina di secondi e poi sono sparite nel nulla. Non so che cosa fossero -conclude Vittorio- ma è stato uno spettacolo strano e allo stesso tempo affascinante e credo irripetibile”. L’avvistamento di Rocca di Papa va ad aggiungersi agli altri che si sarebbero verificati nell’ultimo mese. Verso la metà d’agosto un’identico avvistamento veniva effettuato a Roma. Diversi cittadini della Capitale hanno fornito le stesse descrizioni. L’ultimo, in ordine di tempo, ha invece interessato il Comune di Ferentino, nel frusinate. Qui, il 6 settembre scorso, verso la mezzanotte, un’intera famiglia ha assistito a un’altra apparizione di sfere luminose. “Non mi era mai capitato di assistere dal vivo a uno spettacolo simile -ha dichiarato uno dei componenti della famiglia ciociara-. Non ho dubbi, era un Ufo. Le sfere luminose hanno indugiato per circa un minuto dopodichè sono scomparse”. Il mistero sembra infittirsi, visto che nell’ultimo anno gli avvistamenti di oggetti non identificati ha visto un vero e proprio aumento. Purtroppo nessuno è riuscito a scattare prontamente una fotografia così da immortalare l’evento. Non resta che aspettare il ritorno di queste “palle di fuoco” nei nostri cieli. Andrea Rasetti


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il Segno - Settembre 2010

di Andrea Sebastianelli Il 12 giugno del 2008 il Comitato di Quartiere dei Campi d’Annibale distribuì a Rocca di Papa un volantino dal titolo: “Il prechè abbiamo paura delle antenne: perchè non si muore più di morte naturale”. Siamo arrivati a settembre del 2010 e la politica invece di discutere della perizia tecnico-scientifica condotta dal dott. Andrea Micheli dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano che stabilisce (per la prima volta) un nesso tra l’esposizione alle onde elettromagnetiche e l’insorgenza di gravi malattie, che cosa fa? Si accusa a vicenda sul mancato trasferimento dei ripetitori da Monte Cavo in altri siti della Regione. Ora la “palla della colpa” viene restituita alla Presidente della Regione, Polverini, rea di aver cancellato dal bilancio regionale i due milioni di euro previsti per spostare materialmente i tralicci. Il Sindaco di Rocca di Papa ha gridato allo scandalo, stracciandosi le vesti. E al Sindaco diciamo: se veramente lei ritiene che la questione antenne riveste una importanza centrale per la tutela della salute dei suoi cittadini, crediamo che non avrà difficoltà ad accendere un mutuo pari a quei 2 milioni di euro necessari per chiudere la pagina più nefasta e vergognosa della storia di Rocca di Papa. Questo Comune, nella sua storia, ha sottoscritto prestiti per opere pubbliche superflue, per consulenze inutili e spesso inutilizzate, per ripianare debiti fuori bilancio fatti dai soliti politici maneggioni. Possibile che non riesca a trovare sulla piazza due milioni

A P P R O F O N D I M E N T O

Se 2 milioni di euro vi sembrano troppi

di euro? Sono convinto che di fronte all’importanza del fatto, cioè la cacciata dei ripetitori radio-tv dal nostro paese, molti roccheggiani sarebbero disposti a versare anche un contributo in denaro dopo aver versato quello in vite umane, quelle vite umane ammalatesi per colpa dell’elettrosmog. Facendo due conti potrebbero addirittura bastare i soldi che molti antennari a quanto pare dovrebbero versare al Comune in quanto affittuari di aree di proprietà pubblica sulla vetta di Monte Cavo su cui si trovano diversi impianti di trasmissione. Pensate che bello: utilizzare i soldi degli antennari per mandarli via a calci nel sedere. Se invece, come purtroppo crediamo, l’amministrazione comunale non riuscirà a farsi carico dei costi dello spostamento, saremo condannati ad assistere al solito scaricabarile con cui destra e sinistra, vecchi e nuovi politicanti, ci hanno preso in giro per tanti, troppi anni. E’ arrivato il momento di reagire di fronte all’inadeguatezza di questa classe politica. Se non lo facciamo ora... quando?

2 milioni di euro. Tanto vale la vita dei cittadini di Rocca di Papa. Il Comune potrebbe accendere un mutuo per avviare il trasferimento dei tralicci

E Radio Vaticana ricorre in Appello

I difensori del Cardinale Roberto Tucci, che ha diretto la Radio Vaticana dal 1985 al 2001, hanno impugnato la sentenza del Tribunale di Appello di Roma del 14 ottobre 2009 con cui veniva respinta la richiesta di proscioglimento per l’imputato, dichiarando la prescrizione dei reati, e si confermavano gli effetti sul piano civile per le parti civili (cittadini e Codacons). Secondo i legali del Cardinale Tucci, come si legge nel ricorso in Cassazione: “si deve innanzitutto osservare che nella data in cui è stata pronunciata la sentenza di annullamento il reato contestato al Cardinale Tucci era già estinto per prescrizione”. E, inoltre data l’esistenza di un altro imputato, il defunto Padre Pasquale Borgomeo: “nel nostro caso troppo succinto e sintetico è stato il percorso logico compiuto dalla sentenza per pervenire alla sua conclusione con il risultato di confondere le posizioni degli imputati”[...]. Ne dà notizia il Codacons, che si dichiara “convinto invece che non ci sia stata alcuna confusione e che anche i giudici della Suprema Corte, confermeranno le responsabilità della Radio Vaticana nei confronti degli abitanti di Cesano, che sicuramente hanno altri problemi anzichè pensare a quanto fosse succinta e sintetica la sentenza d’appello”. L’associazione di consumatori informa altresì che “il Pm incaricato dalla Procura di Roma sta procedendo per omicidio, ma anche per le malattie come tumore e leucemia”.


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supplemento al n. 9 - Settembre 2010 de “il Segno”

n.

Sugli affari della ‘ndrangheta le rivelazioni del super-pentito

Inizierà il prossimo 30 settembre il processo contro i 16 esponenti della ‘ndrangheta finiti nell’inchiesta “Maestro” che il 22 dicembre del 2009 scoperchiò i vasti interessi della criminalità organizzata nelle attività di importexport nel porto di Gioia Tauro. Grande attesa per ciò che dirà Cosimo Virgiglio, l’imprenditore che ai Castelli Romani gestiva l’hotel di lusso “Villa Vecchia” a Monte Porzio Catone. Oltre a lui sul banco degli imputati ci sarà anche Angelo Boccardelli, ritenuto uomo di collegamento con le cosche calabresi

Il Clan dei La sfida Casamonica di Ardea Roma e provincia sono ormai il territorio del clan dei Casamonica che conta oltre 500 affiliati specializzati nel racket e nell’usura. Contro di loro le forse dell’ordine stanno vincendo molte battaglie ma come finirà questa guerra non è ancora chiaro.

In V pagina

Il Consiglio Comunale della cittadina laziale ha approvato una mozione che per la prima volta stabilisce regole chiare da parte delle istituzioni circa la costituzione di parte civile e la confisca dei beni alla criminalità organizzata. Un esempio che molte città dovrebbero seguire.

In VII pagina

Cosimo Virgiglio

Articolo in IV pagina

il Segno

il Segno

RETE di GIORNALISTI e SCRITTORI ANTIMAFIE di ROMA e PROVINCIA

Sicurezza e legalità devono impegnare la Regione Lazio

di Luisa Laurelli* Tra le Commissioni consiliari istituite di recente dal Consiglio Regionale, manca la Commissione Speciale Sicurezza e Lotta alla Criminalità, da me presieduta fino a pochi mesi fa, che ha prodotto un lavoro quasi sempre unitario divenuto importante punto di riferimento per l’intera comunità del Lazio. La Presidente Polverini si è resa conto che in questo settore è stato cancellato tutto quanto è stato fatto di buono dalle precedenti amministrazioni di centrodestra e di centrosinistra? A parte le deleghe all’Assessore alla sicurezza a cui spero nella recente manovra di bilancio siano stati almeno confermati i fondi dello scorso anno, oltre alla mancata istituzione della Commissione Consiliare, mancano le nomine degli esperti dell’Osservatorio Regionale sulla Sicurezza, quelle relative alla Agenzia Regionale sui Beni Confiscati alle Mafie istituita con legge regionale approContinua in VI

IL TRENO Il partito del cemento DEL RISVEGLIO Ospitiamo l’intervento del Comitato Antimafia di Latina che lancia l’allarme sul ruolo giocano nella nostra regione da società edili legate alla criminalità organizzata capaci di infiltrarsi nella politica locale per aggiudicarsi appalti milionari.

In VI pagina

ETTORE ZANCA in II e III pagina


Viaggio inaspettato sul “treno del risveglio”

di ETTORE ZANCA Sono molto impulsivo, come tutti i meridionali. In positivo denota generosità, in negativo mancanza di autocontrollo. Per questo lotto col mio temperamento continuamente. Dopo molti anni e in piena paternità, sto imparando a tollerare le grettezze quotidiane e le meschinità. Tuttavia nel vasto campionario di fenomeni che incontro, vorrei segnalare non senza urticarmi, la gente che ironizza o travisa sulle mie origini palermitane. Dopo accurati studi li ho distinti in tre categorie. Il buontempone, il finto colto e il peggiore di tutti. Il sociologo.

IL BUONTEMPONE, IL FINTO COLTO E IL SOCIOLOGO

Il primo tipo crede di essere spiritoso, prendendo in giro in maniera sguaiata il mio dialetto esclamando “minchia palemmo” a tutto spiano o domandandomi dove nascondo la lupara (magari l’avessi, a volte penso da pacifista!), il secondo invece appurate le mie origini esclama estasiato “ah Palermo, Sicilia Camilleri”, dopodiché mi inonda di termini improbabili appresi nei romanzi del sommo scrittore, per saggiare la sua preparazione. Il sociologo è la vera bestia. Perché è trasversale, difficilmente riconoscibile, ma è il peggiore, parte lodando la Sicilia e poi colpisce classificandoci irrimediabili mafiosi, spesso ama collocarsi nel centro-nord e parla dei suoi luoghi come di posti dove si lavora e si è onesti. È proprio il Segno

al sociologo che mi rivolgo, invitandolo a un rilassante viaggio sul treno del risveglio, un treno che non ferma alla stazione dei luoghi comuni, che parte dall’ombelico della Sicilia, un paesino che si chiama Villarosa, uno dei centri minerari ingialliti dallo zolfo, la prima fonte di ricchezza della criminalità organizzata in Sicilia.

IL TRENO DI VILLAROSA (ENNA)

Il treno è proprio lì, un museo creato da un uomo che ha raccolto la memoria delle prime zolfatare, narrando della sofferenza di chi restava e ci moriva o partiva per il nord per farsi apostrofare “terrone”. Da lì si parte, per capire quanto il cancro della criminalità abbia attecchito. Molti dei viaggiatori del treno del risveglio, pensano a un viaggio relativamente breve, pensavano di vedere solo Sicilia, Calabria, Puglia e Campania, terre per eccellenza pregne di criminalità che vi fa affari. Eppure il treno prosegue, il panorama cambia la locomotiva non si ferma. Varca i confini delle regioni dove è fin troppo scontato parlare di criminalità. Il sociologo diventerebbe viola a pensare che anche in Molise e Umbria si parla di forti contaminazioni mafiose negli appalti pubblici, di speculazione edilizia e di traffico di droga, allarmi sottovalutati, come del resto lo sono in Abruzzo,

crocevia di riciclaggi, appalti su cui mangiare, traffici di droga in un asse italo-albanese, adesso anche la tavola apparecchiata degli appalti post-terremoto, l’usura e le contaminazioni della politica. La stazione del Lazio per il treno è quasi tappa obbligata, per ricordare a tanti che forse certe organizzazioni nate sul territorio romano, non erano episodiche ma ben radicate. Tanto da potersi permettere di contrattare con la mafia e la camorra. Ma anche in urbanistica e appalti, c’è un alto tasso di criminalità. Facciamo tappa in Emilia, forse lo stupore diventa

RETE di GIORNALISTI e SCRITTORI ANTIMAFIE di ROMA e PROVINCIA

Il treno-museo di Villarosa

paura, abbiamo varcato di parecchi chilometri le stazioni dove è normale parlare di illegalità. Parecchie confische di immobili e di aziende con forte contaminazione mafiosa, la quarta regione d’Italia in ordine di importanza nei provvedimenti di questo tipo. Proseguiamo, lo sguardo del sociologo forse è meno sicuro, avverto fantasmi tra le sue pupille, ci avviciniamo al Veneto, ma proseguiamo molto lentamente, per richiamare alla memoria la famosa mala del Brenta, una organizzazione con forti canali di comunicazione criminale con le cosche del sud, ma nata e

Settembre 2010 - n.

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il Segno

II

Dal piccolo paese di Villarosa inizia il viaggio di Ettore per capire quanto il cancro della criminalità abbia attecchito in tutta Italia. Nessuno si senta escluso


continua dalla pagina precedente

cresciuta sul territorio, operante nel Veneto, utilizzava in gran parte il canale dello smercio di carni e degli autotrasporti. Definita per importanza la quinta mafia, divisa i mandamenti operanti ognuno in una città, Venezia compresa. Eccoci in Piemonte dove imperano usura, speculazione edilizia, appalti truccati, la criminalità opera in competizione con organizzazioni anche di etnia straniera. La Liguria è classificata persino dalla Dia, a forte contaminazione mafiosa, con omicidi e scommesse clandestine, la regione è fondamentale come crocevia di molti traffici illeciti, droga in primis. Impera anche la speculazione edilizia. Sanremo è una delle tappe, qui i giocatori d’azzardo perdendo spesso, finanziano direttamente le organizzazioni criminali, sempre come sostiene la Dia, molte aziende sono “contaminate”.

L’ITALIA S’E’ DESTA! VENETO

LOMBARDIA

PIEMONTE LIGURIA

EMILIA

LE COSCHE CRIMINALI NELLA PROVINCIA DI ROMA ‘Ndrangheta

‘Ndrina Gallace – ‘Ndrina Serpa – ‘Ndrina del Locale di Sibari – ‘Ndrina Morabito-Bruzzaniti-Palamara – ‘Ndrina Mollica – ‘Ndrina Alvaro – ‘Ndrina Mancuso – ‘Ndrina Longo-Versace – ‘Ndrina Gligora – ‘Ndrina Barbaro – ‘Ndrina Perna-Pranno – ‘Ndrina Piromalli – ‘Ndrina Mammoliti – ‘Ndrina Carelli-Tripodoro – ‘Ndrine del Locale di Marina di Gioiosa Ionica – ‘Ndrina Commisso – ‘Ndrina Franze – ‘Ndrina Marando

ABRUZZO

MOLISE

LAZIO

CAMPANIA

BASILICATA

Cosa Nostra

Famiglia dei Barcellonesi – Famiglia dei Caruana-Cuntrera-Vella-Corleonesi – Famiglia Santapaola – Famiglia Cammarata – Famiglia Madonia – Famiglia di Porta Nuova – Famiglia Priviteri – Famiglia di San Lorenzo – Famiglia Rinzivillo – Famiglia Rimi-Badalamenti – Famiglia Ribisi (Calafata-Farruggio)

Camorra

Clan Senese – Clan Stolder – Ex Clan Alfieri – Clan Moccia – Clan Cozzolino – Ex Clan Zaza – Clan Fabbrocino – Clan Anastasio – Clan Veneruso dati dell’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio

PUGLIA

CALABRIA Villarosa

SICILIA

PER DIRE NO ALL’USURA

Villarosa

In Lombardia la mafia non esiste, lo pensano in tanti, forse anche gli abitanti dei palazzi dell’hinterland, in gran parte costruiti da cosche mafiose, ma anche riciclaggio di denaro, droga e prostituzione. Col tempo il territorio è stato diviso tra varie organizzazioni criminali. Equamente ma non fraternamente. Il sociologo scende dal treno, va a casa sua. Adesso forse nella sua villetta con giardino, cane e box annessi, guarderà la villetta accanto, forse si chiederà chi ci abita, sentendo forte l’alito di qualcosa che pensava fosse assente nella sua bella pianura. Bella terra la Sicilia, calda e stranamente uguale alla Lombardia. Ma senza nebbia. Buon viaggio al prossimo frequentatore di stazioni di luoghi comuni. Ettore Zanca

Si terrà a Roma in piazza SS. Apostoli il prossimo 21 settembre la giornata contro l’usura promossa da “SOS IMPRESA” di Confcommercio. Si tratta di una iniziativa tesa a lanciare un grido d’allarme sulle varie forme di strozzinaggio che sono in forte aumento soprattutto a Roma e in Provincia. Titolo dell’iniziativa è infatti: “Fuori dal buio. Uscire dal silenzio”. Alla serata parteciperanno: MARCO VENTURI, Presidente Confesercenti, PIERO GRASSO, Procuratore Nazionale Antimafia NICOLA ZINGARETTI, Presidente Provincia di Roma GIOSUÈ MARINO, Commissario Nazionale Antiracket e Antiusura ALFREDO MANTOVANO, Sottosegretario Ministero dell’Interno

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di ROMA e PROVINCIA

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III RETE di GIORNALISTI e SCRITTORI ANTIMAFIE


IV

di Andrea Sebastianelli Si terrà il prossimo 30 sett e m b r e l’udienza preliminare dell’operazione denominata “Maestro”, partita da un’inchiesta tesa a smascherare u n’ o r ga n i z z a z i o n e della ‘ndrangheta legata al clan Molè per controllare il traffico di merci provenienti dall’Asia nel porto di Gioia Tauro. La richiesta di giudizio immediato, formulata dal Pm antimafia Roberto Di Palma, è stata infatti accolta dal Gup Andrea Esposito e ora c’è grande attesa per il processo che potrebbe aprire una pagina nuova nei rapporti tra la più grande organizzazione criminale del mondo, la ‘ndrangheta, e la politica. Tra le sedici persone che il 30 settembre dovranno comparire in aula nella veste di imputati, vi è anche l'imprenditore Cosimo Virgiglio, arrestato alla fine di dicembre 2009 in occasione del sequestro dell’hotel di lusso di Monte Porzio Catone, “Villa Vecchia”, punto di riferimento della cosca calabrese per ripulire i proventi illeciti derivanti dalle attività portuali. E proprio le rivelazioni di Cosimo Virgiglio, oggi collaboratore di giustizia, sono risultate decisive ai fini delle indagini. Oltre all’imprenditore calabrese, ci sarà anche Rossella Speranza, moglie del defunto boss Rocco Molè, ucciso il 1 febbraio 2008 a Gioia Tauro nell’ambito dello scontro tra cosche per il controllo delle attività portuali. L'udienza preliminare è stata fissata per 16 persone, tra queste ci sarà anche quell’Angelo Boccardelli, 61 anni, di Segni (difeso dagli avvocati Pasquale Cardillo Cupo e Guglielmo Raso) che nella vi-

R E T E

A N T I M A F I E

Inizia il processo che potrebbe far luce sui rapporti fra ‘ndrangheta e politica Il teste chiave sarà Cosimo Virgiglio, l’imprenditore arrestato per la vicenda di “Villa Vecchia”, l’hotel di lusso di Monte Porzio Catone. Alla sbarra altri 15 imputati, tra cui Angelo Boccardelli

Cosimo Virgiglio

cenda di Villa Vecchia, secondo gli inquirenti, svolse un ruolo di contatto tra Cosimo Virgiglio e l’imprenditrice di Sabaudia costretta a lasciare in tutta fretta la gestione di “Villa Vecchia” con minacce e ritorsioni. Il Pm aveva presentato richiesta di giudizio immediato anche per l’altro personaggio finito nell’inchiesta “Maestro”, Giorgio Hugo Balestrieri (67 anni, di Rosignano Marittimo di Livorno, difeso dagli avvocati Fabrizio De Silvestri e Francesco Ciabattoni) anche lui ritenuto uomo di collegamento tra il Virgiglio e gli interessi economico-finanziari della ‘ndrangheta nell’area dei Castelli Romani. Cosimo Virgiglio è uno dei pochi pentiti legati alla ‘ndrangheta e per questo le sue dichiarazioni se confermeranno quanto già scritto nelle nume-

rose pagine dei verbali, faranno piena luce anche sui nomi dei politici in affari con l’organizzazione criminale calabrese. Fu proprio Virgiglio a riferire agli inquirenti che il boss Rocco Molè, attraverso la sua società, voleva entrare negli affari del porto e avrebbe fatto pressioni su alcuni politici amici per ottenere la nomina di un proprio uomo nella direzione dell’autorità portuale. Nomina poi sfumata. Insomma la ‘ndrangheta da sempre nel porto ha trovato terreno fertile per i suoi traffici, tanto più oggi in vista del nuovo piano infrastrutturale che dovrebbe arrivare a breve dopo l’approvazione del piano regolatore portuale e dei futuri investimenti. Le ‘ndrine sono pronte a fiondarsi sull’affare. Il processo potrebbe anche

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chiarire gli interessi territoriali della cosca dei Molè nell’area di Roma e provincia, ritenuta uno dei luoghi privilegiati per riciclare il denaro sporco proveniente dalle attività illecite esercitate nel Porto di Gioia Tauro. L’operazione "Maestro" venne condotta il 22 dicembre 2009 e portò in carcere 24 persone. Contemporaneamente finirono ai domiciliari l'ex direttore dell'ufficio doganale presso il Porto di Gioia Tauro, Adolfo Fracchetti, e il funzionario addetto al settore verifiche Antonio Morabito. Nel corso dell'operazione i Carabinieri sequestrarono immobili per un valore di circa 50 milioni di euro. Ora non resta che attendere se Cosimo Virgiglio confermerà o meno le sue rivelazioni.

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RETE di GIORNALISTI e SCRITTORI ANTIMAFIE di ROMA e PROVINCIA

L’Hotel Villa Vecchia di Monte Porzio Catone


V

i giornalisti antimafie hanno scritto...

Lo sbarco delle gang africane. La Procura: una minaccia

di Massimo Lugli Il vertice era tutto africano, la manovalanza italiana e slava. Una multinazionale della droga che importava eroina e cocaina in quantità industriali seguendo le nuove rotte del narcotraffico che passano per Tanzania, Kenya, Somalia, Gambia, Uganda. Ventisei gli arresti scattati all’alba con un blitz che ha impegnato 150 carabinieri solo nella capitale ma che si è propagato, come un’onda d’urto dirompente, anche a Napoli, Taranto, Cosenza, Latina, Palermo, Frosinone, Terni e Vibo Valentia. In manette è finita anche la rappresentante della comunità tanzaniana di Roma, una donna di 45 anni, Jumbe Ally Mohamed Zuhra Kirro, che gestiva un call center, finito sotto sequestro, nella zona della stazione Termini. E il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo lancia l’allarme su una nuova minaccia d’importazione: “La criminalità or-

ganizzata africana sta diventando sempre più aggressiva anche a Roma. Molte organizzazioni sono in grado di gestire rapporti, da pari a pari, con cosche di mafia e di camorra e la strategia operativa internazionale del narcotraffico sta cambiando velocemente. Molte partire della droga che partono dai paesi produttori - spiega il magistrato - oggi passano per l’Africa e proseguono verso l’Europa”. A Roma, gli uomini del capitano Gabriele De Pascalis, comandante della compagnia di San Pietro, avevano già arrestato, nell’ottobre del 2009, diciotto persone: un’indagine che è stata il prologo della grande retata di ieri mattina all’alba. Alcuni dei corrieri africani venivano intimiditi e ridotti letteralmente in schiavitù con riti magici e gris gris: vecchi incubi per una strategia assolutamente moderna. Sequestrate anche spade e pugnali, armi meno efficaci di quelle

da fuoco ma che hanno un fortissimo potere simbolico. Molti dei corrieri “ovulatori” reclutati dalla gang venivano invece dai paesi dell’Est e la Dda (Direzione Distrettuale Antimafia) sta indagando anche sulla morte di uno di loro, ucciso dall’eroina che gli aveva lacerato l’intestino dopo la rottura di un ovulo. Articolo tratto da “La Repubblica, ed. di Roma” del 10 settembre 2010 pag. XIII

R E T E

Sequestri contro il clan dei Casamonica, Roma e Provincia sono nelle loro mani Il sindaco del Comune di Ciampino ha disposto l'acquisizione al patrimonio comunale di un appezzamento di terreno di tremila metri quadrati e di sei appartamenti, sequestrati al clan Casamonica, per un valore commerciale di circa 500 mila euro. L'acquisizione è stata preparata in seguito alle indagini e alle verifiche - coordinate negli ultimi mesi dal comando dei Carabinieri di Castelgandolfo e svolte dalla Tenenza dei Carabinieri di Ciampino con la collaborazione della Polizia locale di Ciampino e dell'ufficio tecnico comunale – che hanno portato al sequestro dei beni, avvenuto nello scorso mese di maggio. L'intervento di Ciampino fa parte dell'azione di contrasto al clan da parte dei Carabinieri nel territorio della provincia di Roma, coordinata dal comando del gruppo dei Carabinieri di Frascati.

“Con l'ordinanza di oggi – afferma il sindaco di Ciampino, Walter Enrico Perandini – si porta a compimento un'altra brillante azione coordinata delle forze dell'ordine, alle quali vanno i miei complimenti, che ha permesso di sferrare un duro colpo alla criminalità. Ora valuteremo come poter utilizzare i beni, divenuti da oggi patrimonio della cittadinanza, che si vanno ad aggiungere a quelli sequestrati negli ultimi anni alla mafia come la villa di via Appia e quella di via delle Pantanelle”. Già all’inizio dello scorso mese di luglio i Carabinieri della Stazione Nuovo Salario avevano sequestrato ad un pluripregiudicato romano di 32 anni, legato alla nota famiglia dei Casamonica, conti correnti e diversi beni di lusso, tra cui autovetture dal marchio blasonato come Fer-

rari, Lamborghini, Porsche e Mercedes. Il provvedimento era scaturito da una serie di indagini condotte dai Carabinieri che avevano portato alla proposta di sorveglianza speciale con l'obbligo di soggiorno nel Comune di Roma e il contestuale sequestro dei beni. Gli elementi di prova raccolti dai militari e che hanno permesso di accertare il coinvolgimento del pregiudicato nei giri di usura ed estorsione del clan Casamonica, hanno consentito alla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma di emettere il provvedimento. Anche a maggio venne condotta un’operazione simile in cui, nel corso di mirati accertamenti nel Comune di Ciampino, venne localizzato un altro terreno di proprietà di un appartenente al clan, sul quale erano in corso di ultimazione due abitazioni, in parte già rifinite, in area si-

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RETE di GIORNALISTI e SCRITTORI ANTIMAFIE di ROMA e PROVINCIA

smica, in contrasto con i vincoli idrogeologici, archeologici e paesaggistici. L'abuso edilizio portò al sequestro dei due immobili e delle rispettive pertinenze, con l'apposizione dei sigilli, ed alla denuncia per realizzazione di opere edilizie abusive del proprietario. Ulteriori approfondimenti consentirono di accertare che l'intero terreno, di proprietà del denunciato, di circa 3.000 mq, era stato lottizzato abusivamente al fine di consentire nel tempo la realizzazione degli immobili rilevati. Sempre a maggio, a Vermicino, in via Tuscolana Vecchia, i Carabinieri fecero abbattere un manufatto, realizzato dai Casamonica su un terreno non di loro proprietà. Una presenza criminale quella dei Casamonica sempre più radicati a Roma e Provincia. Andrea Rasetti

A N T I M A F I E


Il partito del cemento e delle mafie sta divorando il Lazio

E’ un vero assalto al territorio, a quel poco ancora rimasto libero dopo la devastazione selvaggia degli anni precedenti. Dovunque si vada, in qualunque comune del Lazio, di destra come di sinistra, soprattutto in quelli rivieraschi, oltreché nella Capitale, non si fa altro che parlare di urbanistica e di piani regolatori. Come se l’edilizia, la sua espansione, fosse il toccasana ai mali del paese, alla sua economia malata, al malcostune, alla disoccupazione soprattutto giovanile, all’indebitamento delle famiglie, alla perdita di ogni speranza per il futuro. Si pensa solo a costruire, a costruire seconde e terze case, non abitazioni popolari (che sono quelle che, invece, servirebbero), per soddisfare gli appetiti del partito dei palazzinari, dei mafiosi e del calcestruzzo. Non si risparmia più niente di quel poco territorio rimasto ancora libero: dai centri storici, ai Parchi, alle periferie, alle spiagge.

Si scava nelle grotte per trasformarle in abitazioni, come in qualche isola, aggravando un equilibrio idrogeologico già pericolosamente compromesso. Si costruisce, come sulla provinciale Itri-Sperlonga, perfino sui siti storici e di grande valore naturalistico. Gli autori di tale scempio, come il personale ed il materiale impiegati, provengono per lo più dal casertano e dal napoletano. Qualche volta dalla ciociaria. Gente spesso “pulita”, ma talvolta anche dai nomi inquietanti. Senza parlare, poi, della “provenienza” dei capitali impiegati, spesso molto dubbia. E senza parlare, inoltre, delle connivenze, delle complicità con pezzi della politica e delle istituzioni locali e di professionisti compiacenti e senza scrupoli che di fronte al dio denaro vendono la loro anima e la loro etica professionale. Partito della monnezza e partito del calcestruzzo. Questi sono i due nuovi partiti del secolo con i quali ci troviamo a fare i conti quotidianamente.

Partiti nei quali i colori non contano ed ai quali si associano tutti - o quasi -, che non si preoccupano di disastri ecologici e dell’ambiente, della salute dei cittadini, e che pensano solo ai “piccioli”, ora e subito. Le nuove frontiere delle mafie nostrane, in particolare della camorra, in molti comuni del litorale laziale e non solo. Ecco perché da tempo stiamo insistendo sulla necessità di smetterla di parlare di storia delle mafie, di sociologia e quant’altro. Qui stanno divorando i nostri territori, stanno corrompendo il tessuto civile, morale e politico. Stanno inquinando, avvelenandol i, quelli culturale ed istituzionale, rendendo, peraltro, invivibile l’ambiente. in cui ognuno di noi vive. E’ necessario che tutti i nostri soci facciano un passo in avanti, un salto di qualità,

passando dalla fase della genericità e della lamentazione a quella della denuncia, chiara, specifica, nomi e cognomi, comune per comune. L’Associazione sta per questo e noi, proprio per fare questo, abbiamo difeso e difendiamo con i denti la nostra autonomia dai partiti e dalle istituzioni, non prendendo un euro né dagli uni né dagli altri. WWF e Legambiente fanno già dal canto loro un’opera lodevole. Il nostro ruolo è più specifico: trovare e denunciare le connessioni, caso per caso, fra speculatori e mafie. www.comitato-antimafia-lt.org

Sicurezza e legalità devono impegnare la Regione Lazio SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

vata all’unanimità a settembre dell’anno scorso, nonché quelle dell’Osservatorio sui Reati di Natura Ambientale. Il Consiglio Regionale del Lazio circa due anni fa ha tenuto una solenne seduta sul tema delle presenze mafiose nel nostro territorio regionale votando un documento a stragrande maggioranza, in cui si prendevano degli impegni. La Polverini lo sa e che cosa sta facendo per rispettare quegli impegni? Bisogna sempre ricordarsi che nel Lazio è stato sciolto per presenze di mafia il Comune di Nettuno, si è arrivati ad un passo dallo scioglimento del Comune di Fondi ed è stato messo sotto osservazione il Comune di Ardea. Sono note le attività di contrasto pressoché quotidiano della magistratura e delle

forze dell’ordine così come era riconosciuto e ben presente il lavoro della Commissione in raccordo oltre che con le Istituzioni deputate, anche con le organizzazioni sindacali del settore e con l’associazionismo. La Regione Lazio ha un buon impianto legislativo del settore che va dalla legge sulla sicurezza a quella sull’usura, dall’istituzione dell’Agenzia per i Beni Confiscati alla legge sui diritti dei detenuti, da quella sulle polizie locali alla legge sui diritti degli immigrati. Sono già 15 giorni che ho scritto senza avere risposta alla Presidente Polverini per proporle di mandare avanti il progetto per realizzare l’ICAM di Roma già finanziato, dove poter ospitare 12 madri detenute con i loro bambini da zero a tre anni. E non mi si venga a dire che tutto ciò suc-

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di ROMA e PROVINCIA

* già consigliera regionale e Presidente della Commissione Speciale Sicurezza della Regione Lazio

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VI RETE di GIORNALISTI e SCRITTORI ANTIMAFIE

cede perché occorre tagliare le spese di organismi che non hanno alcun costo come la Commissione, o costi insignificanti come l’Osservatorio che da mesi non effettua il monitoraggio sulle presenze delle mafie nel Lazio. La nostra può continuare ad essere una delle Regioni che la massima attenzione ai temi della legalità e della sicurezza la pratica quotidianamente e non la predica solo in campagna elettorale. Così come mi pare sia successo con la nuova Amministrazione regionale. Mi piacerebbe essere smentita. Luisa Laurelli*


il libro del mese

Vita, lavoro e morte di cronisti ‘insabbiati’

Quello di Luciano Mirone (giornalista e scrittore siciliano) è un libro che vuole restituire una coscienza a chi forse l’ha perduta. Quella coscienza che viene colpita e sfregiata ogni qual volta avvengono omicidi di mafia. Il libro, “Gli insabbiati”, ha un sottotitolo illuminante: “Storie di giornalisti uccisi dalla mafia e sepolti dall’indifferenza”. Un vero e proprio atto d’accusa. Mirone racconta le vicende di 8 giornalisti che, con il loro lavoro di cronisti, sono andati incontro alla morte avendo deciso di raccontare verità scomode e quindi taciute. Ci narra le vicende personali e professionali di Cosimo Cristina (24 anni, reo di denunciare i rapporti tra la mafia e i cosiddetti “colletti bianchi” di Termini Imerese); Mauro De Mauro (rapito e ucciso per le sue inchieste sulla morte di Enrico Mattei e sui misteri del Golpe Borghese); Giovanni Spampinato (uno

dei primi giornalisti italiani ad interessarsi ai poteri deviati dentro lo Stato, assassinato nel 1972); Giuseppe Impastato (che da una radio privata denunciava le nefandezze di Tano Badalamenti, boss di Cinisi); Mario Francese (interessatosi dei colossali interessi nascosti dietro la ricostruzione del Belice dopo il terremoto del 1968 e assassinato da sicari di Riina); Giuseppe Fava (che per primo denunciò le collusioni tra mafia, politica, P2 e massoneria); Mauro Rostagno (che da una tv privata prendeva di mira mafiosi e politici corrotti); Beppe Alfano (che aveva scoperto gli scandali di un’associazione di assistenza su cui avevano messo le mani politici, faccendieri e mafiosi). Otto storie diverse, che insieme riescono a tracciare una linea chiara e unita su ciò che ha significato (e significa) in Italia fare semplicemente il mestiere di giornalista. Le loro storie

Dal Comune di Ardea un esempio da seguire per contrastare le mafie

Il Consiglio Comunale di Ardea (Rm) ha approvato una mozione che impegna l’amministrazione comunale a costiruirsi parte civile contro le organizzazioni criminali di stampo mafioso presenti da tempo sul proprio territorio. Non solo: gli eventuali risarcimenti saranno destinati a un apposito fondo a sostegno delle vittime del racket e dell’usura e a favore delle associazioni e strutture a cui verranno assegnati gli immobili confiscati. Quanto deciso dal Consiglio Comunale di Ardea dovrebbe essere preso da esempio da molti altri Co-

muni della provincia di Roma, dove le attività criminali sono diventate ormai una caratteristica. Non si tratta più di tentativi di infiltrarsi in zone diverse dalle regioni storiche della mafia, ma di attività ordinarie e quotidiane, ormai stanziali e ben note alle forze dell’ordine. “Per la prima volta -ha detto Elvio Di Cesare, segretario regionale dell’associazione contro le illegalità e le mafie Antonino Caponnetto- un’amministrazione ammette, con un atto ufficiale e adottato con l’assenza di tutti i gruppi politici, la presenza e le at-

“Ogni conquista lascia dietro di sè una scia di delitti. E la vendetta non si fa attendere” Mario Francese tività sul proprio territorio delle mafie, che noi abbiamo denunciato con forza molti anni fa. Tuttavia ha aggiunto Di Cesare- seppur contenti dell’approvazione di una

mozione di rilevante importanza, avremmo apprezzato qualche passetto in più: l’impegno cioè a individuare e neutralizzare eventuali responsabilità di singoli”. La mozione rappresenta comunque un primo strumento di prevenzione e contrasto al fenomeno diffuso dell’infiltrazione mafiosa sul territorio. Se tutte le amministrazioni pubbliche se ne dotassero sarebbe un bel passo in avanti.

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di DANIELA DI ROSA

VII RETE di GIORNALISTI e SCRITTORI ANTIMAFIE

di ROMA e PROVINCIA

diventano però anche un atto d’accusa verso una categoria, quella dei giornalisti, che troppo spesso sembra facilmente corruttibile dal potere, sia esso politico, criminale o finanzario dimenticando il valore della verità e del rispetto della coscienza collettiva perchè “sono soprattutto le cose non dette quelle che veramente contano”. Il libro di 488 pagine (ed. Castelvecchi, € 19,50) presenta la prefazione di Rita Borsellino e una interessante nota dello stesso Mirone, scritta dieci anni dopo la prima edizione. Marcello Morrone


NEWS da

MAFIOPOLI

12 settembre, Frascati

PRESO IL LATITANTE CHE SFUGGI’ ALLA CATTURA

Dopo un anno di ricerche è stato tratto in arresto da parte dei Carabinieri del Nucleo investigativo di Frascati, un uomo (albanese di 24 anni, E.S.) che era riuscito a dileguarsi nel maggio del 2009 durante un’operazione tesa a sgominare un traffico internazionale di droga. L’uomo è stato rintracciato in Belgio e ha fatto rientro in Italia scortato dagli uomini della Interpol. A Fiumicino i Carabinieri lo hanno prelevato e condotto nel carcere di Rebibbia. Nell’operazione denominata “ Tatjana” vennero arrestate altre 11 persone. 9 settembre, Roma

PRESA LA BANDA CHE RAPINAVA LE PROSTITUTE

I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Frascati nella notte tra l’8 e il 9 settembre, in un blitz condotto sulla Prenestina, hanno arrestato una banda di malviventi composta da tre romeni. La banda, armata di taglierino, stava rapinando alcune prostitute. Le lucciole, tratte in salvo dagli uomini dell’Arma, sono state comunque multate in base all’Ordinanza del Comune di Roma mentre i tre arrestati saranno processati con rito direttissimo con l’accusa di tentata rapina aggravata. 28 agosto, Ostia

SIGILLI ALLO STABILIMENTO DEL BOSS FASCIANI

Sono stati posti i sigilli allo stabilimento balneare “Village” di proprietà del clan

Fasciani. Sotto sequestro spiaggia e discoteca. Il Gip presso il Tribunale di Roma, sulla scorta degli elementi raccolti dal Nucleo Operativo presso il Comando Provinciale dei Carabinieri, ha firmato il decreto di cessazione dell’attività sull’arenile. Il titolare della struttura è Carmine Fasciani, attualmente detenuto nel carcere di Secondigliano (Na) con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. L’indagine, condotta dal febbraio del 2008 sotto il coordinamento della Divisione Distrettuale Antimafia presso la Procura di Roma, portò in carcere 36 persone: 31 italiani, 4 spagnoli e un bulgaro. 21 agosto, Piedimente

SIGILLI AD UN AUTOSALONE DI LUSSO

I Carabinieri della seconda sezione del Reparto Operativo Provinciale di Roma hanno posto sotto sequestro un concessionario “Auto style” di Piedimonte San Germano. La richiesta di sequestro preventivo, avanzata dall Dda di Roma, è stata accolta dal Tribunale di Frosinone. Tre anni fa lo stesso concessionario di automobili, che in precedenza aveva sede a Cassino, rimase protagonista di un misterioso incendio. 19 agosto, Frosinone

SI CHIUDE L’OPERAZIONE “SULEYMAN”

Si è chiusa con un’ultimo arresto l’operazione “Suleyman” che nell’ottobre del 2007 portò allo smantellamento di una

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RESPONSABILE Andrea Sebastianelli

La Guardia di Finanza di Frascati ha sequestrato a Roma (Rocca Cencia) un capannone in cui era occultata merce contraffatta che riproduceva loghi e stemmi araldici di Carabinieri, Guardia di Finanza, Marina Militare ed Aeronautica Militare. Un totale di oltre 500 pezzi destinati a molti esercizi commerciali dell’area dei Castelli Romani ed in particolare a Velletri. Nel capannone si realizzavano ex-novo falsi marchi utilizzando sofisticate apparecchiature meccaniche. (A cura di Andrea Rasetti)

Stampato in proprio

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il Segno “ Di antenne si muore Periodico mensile dell’Associazione Culturale Terre Sommerse Castelli

Anno IX, n. 7-8 - Luglio-Agosto 2010

Incominciando col gustare un po’ di libertà, si finisce per volerla tutta. Errico Malatesta (1853-1932)

“Esiste un nesso tra esposizione alle onde e tumori e leucemie”

Lo ha dimostrato una perizia richiesta dal Tribunale di Roma per chiarire le responsabilità di Radio Vaticana su 137 decessi

Quando i Parcheggio Parco politici sono Ascensore intolleranti trappola di Sergio Rasetti Ho avuto rapporti più o meno stretti e confidenziali con Sindaci e politici di ogni livello nelle prime due parti della

mia vita. Dopo aver imboccato allegramente la terza parte, quella che comincia a 60 anni, mi sono imbattuto in uno di questi politici molto preso dal suo ruolo che, come pochi altri, non tollera critiche e posizioni diverse dalle sue, e che, forse infastidito per le cose da me scritte su questo giornale, mi ha definito, in privato, con un “aggettivo forte”.

A pagina 7

Boschi ai privati

Patrimonio di tutti

A pagina 10

Quartiere Vigne

Proteste per la rotonda

Alle pagine 12 e 13

Via libera anche al secondo PUA

Il futuro del Vivaro è fatto di cemento A pagina 8

BAR GELATERIA PASTICCERIA KEBAB FAST-FOOD FRIGGITORIA e tanto altro....

Piazza Garibaldi, 21-22 Rocca di Papa (Rm) Tel. 06-94288299 e-mail: caffedelborgoepaninoteca@alice.it

il Segno

NO ALLA LEGGE BAVAGLIO

PICCOLO

supplemento al n. 9 (settembre 2010) del mensile indipendente

31 agosto, Roma

SEQUESTRATO CAPANNONE DI GRIFFE

PICCOLO

il Segno

RETE di GIORNALISTI e SCRITTORI ANTIMAFIE di ROMA e PROVINCIA

maxi organizzazione composta da ciociari e africani e che aveva come ruolo principale il traffico della cocaina dai paesi el Nord Europa fino in Italia, passando per Frosinone e Napoli. Si trattava di tre organizzazioni criminali, formate da extracomunitari che si erano uniti in una sorta di alleanza e che avevano come fine ultimo il traffico di sostanze stupefacenti. Sessanta complessivamente le persone arrestate e indagate dalla Procura della Repubblica della Direzione Antimafia di Napoli, per i reati di associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, riciclaggio e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’ultimo arrestato, bloccato nell’aeroporto di Fiumicino, era un cittadino el Togo proveniente da Lagos. L’uomo è anche accusato di ricettazione e falso documentale.

E’ partito l’assalto al Vivaro

Periodico mensile dell’Associazione Culturale Terre Sommerse Castelli

Anno IX, n. 6 - Giugno 2010

Comune di Rocca di Papa, votata l’edificazione di 1.200 metri cubi

Sebastianelli a pagina 7

Scuola, dopo Commercianti i tagli niente Parla Italia più classi Verdinelli

di Rita Gatta Recentemente a Rocca di Papa, come tutti sappiamo, sono state portate avanti iniziative politiche volte a migliorare la situazione scolastica: due nuovi edifici sono stati inaugurati il mese scorso, nella zona delle Vigne e ai Campi d’Annibale, con grande soddisfazione da parte di tutti. Purtroppo a queste lodevoli iniziative dell’Amministrazione Comunale non fa riscontro la politica scolastica nazionale. I tagli al personale docente e i provvedimenti tesi soprattutto al risparmio non rendono agevole una programmazione futura della scolarità cittadina.

Andrea Rasetti a pagina 8

Gestione boschi

Si continua a discutere

Picchioverde a pagina 11

Lettera al Sindaco

Paura e terrore per le alte fiamme

Incendiate 3 automobili in pieno centro

A pagina 9

à noCOvit LORE PER

Mobbing o PARRUCCHIERA fuori di testa che cosa?

CAPELLI CON SISTEMA BIOLOGICO IN GEL

Piega € 10,00 Taglio+Piega € 18,00 Colore+Piega € 28,00 orario continuato

Hai perso qualche numero del Segno? Vuoi ritrovare un articolo che avevi letto? Da oggi puoi consultare tutti i numeri del nostro mensile collegandoti al sito internet: www.issuu.com/ilpiccolosegno. Buona lettura! SEGUE A PAGINA 17

A pagina 17

SEGUE A PAGINA 13

Di Rosa a pagina 15

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di Andrea Rasetti Dopo la cancellazione dei due milioni di euro necessari per trasferire i ripetitori di Monte Cavo a Capranica Prenestina, a Rocca di Papa torna il clima caldo delle proteste. A guidare l’indignazione sono i tre Comitati di Quartiere, Campi d’Annibale, Centro Storico e Vigne che starebbero mettendo in piedi una serie di iniziative da proporre ai cittadini e al Comune di Rocca di Papa. Tra queste ci sarebbe la convocazione urgente di un Consiglio Comunale Straordinario con un unico punto all’ordine del giorno: questione antenne. L’altra strada che i Comitati starebbero seguendo riguarda proprio quella segnata dalla vicenda di Radio Vaticana a Cesano, cioè dare avvio a una serie di azioni legali contro le emittenti radio-televisive così da portare alla luce i danni provocati dall’esposizione 24 ore su 24 all’elettromagnetismo.

Una delle proteste inscenate dal Comitato dei Campi d’Annibale quando alla Regione c’era Storace

Non è escluso che emerga anche la volontà di rivolgersi alla Corte Internazionale di Strasburgo. Una scelta quest’ultima piuttosto rischiosa se, alla fine, dovesse prevalere la non dimostrabilità dei danni causati

dalle onde sull’organismo umano. Quindi il primo passo da compiere dovrebbe essere quello di accedere materialmente alla perizia di Milano (vedi articolo sopra) che ha permesso a centinaia di cit-

tadini di Cesano di avviare richieste di risarcimento per le morti avvenute nel corso di una decina di anni. Le prossime settimane saranno quindi centrali per comprendere le mosse che verranno messe sul tappeto.

Ancora una riflessione sulla vicenda delle antenne radio-tv di Monte Cavo

L’ultima sorpresa e alcune cose da fare per far conoscere i tanti soprusi subiti

Come da copione: prima quelli del centro-sinistra che in cinque anni non le hanno delocalizzate, poi quelli del centro-destra che cancellano i soldi stanziati all’ultimo momento dagli altri, e Rocca di Papa con i suoi abitanti se la prendono una volta ancora nel c…….. Se aggiungiamo pure il fatto che nel comunicato stampa del Comune ci troviamo infilato un intero paragrafo che si preoccupa di ricordare di quanto è stato attivo un comitato di quartiere nel chiedere di togliere le antenne, il pensiero va subito alle prossime elezioni comunali e alla campagna elettorale già iniziata e il cervello ci va in tilt.

La Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini

Le chiacchiere di Ponzo prima e quelle di Boccia poi non sono servite proprio a nulla. I loro referenti regionali e nazionali non li hanno ascoltati a sufficienza e ora gli altri, che stanno con il più grande im-

prenditore padrone dell’etere, figuriamoci se staranno lì a pensare alle possibili conseguenze sulla salute dei 16 mila residenti a Rocca di Papa. L’ultima mossa che si può tentare è quella di fare un’azione

il Segno - Settembre 2010

Intanto i Comitati di Quartiere tornano a guidare la battaglia

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A P P R O F O N D I M E N T O

eclatante per costringere l’informazione nazionale e internazionale a parlarne. I massimi dirigenti politici di Rocca di Papa, eletti dal suo popolo alla Regione e al Comune, vadano ad incatenarsi sotto casa della Polverini, Presidente della Regione Lazio, per protestare pacificamente contro la decisione di cancellare i soldi destinati alla delocalizzazione delle antenne, già decisa da vari anni. Gli interessi mediatici si combattono con azioni di rilevanza mediatica e noi invitiamo tutti a stare dalla parte di quei politici, oggi e domani, che si decideranno a tirare fuori gli attributi necessari. il-sognatore.blogspot.com


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ROCCA DI PAPA

il Segno - Settembre 2009

BOTTA E RISPOSTA A PROPOSITO DI UN ARTICOLO APPARSO SULLO SCORSO NUMERO

“Se l’informazione “L’articolo della Di Rosa mi offende” cambia la realtà” Da Fosco Guidi riceviamo e pubblichiamo

Egregio direttore, leggo l’articolo (pag. 2, luglioagosto 2010, n.d.d.) “Gli ultimi scandali confermano il marcio dell’Italia di oggi” e…. trasecolo. L’articolo di Daniela Di Rosa trasuda di un tale livore che sgomenta il mio nemmeno tanto delicato stomaco. Tratta la stragrande maggioranza degli italiani e circa 2 terzi di rocchiciani come dei cretini dediti solo a conferire delega a chi dovrebbe, in loro vece, risolvergli i problemi. Non accorgendosi appunto perché cretini, che questi non solo si acuiscono ma, che i loro “delegati” si fanno solo i propri interessi. L’intelligenza, la conoscenza, il discernimento, è notorio, sono solo di sinistra. Quindi, offende, giudica, sentenzia e condanna con una faciloneria di analisi orridamente raccapricciante chi di sinistra non è. Ai tempi dell’inquisizione avrebbe fatto una carriera folgorante. Per Essa è inutile, dannoso, ed antieconomico istruire processi contro “Cesare”. Deve essere condannato, messo alla gogna, in galera e comunque eliminato, magari nelle idi di marzo (come il vero Cesare). Dimentica, come gli Italiani che hanno la memoria corta, i danni, quelli sì reali, fatti negli ultimi 50 anni di storia italica dovuti alla tacita, codarda ed interessata, acquiescenza, dei potenti di allora, alla mentalità sessantottina infettata dal marciume di una ideologia terrificante, morta (ma non ancora sepolta) dopo aver ucciso nel mondo 100 milioni di esseri umani, per consunzione interna affetta da cancro come solo i ciechi (leggi interessati) non vedevano, supportata da tutta la sinistra italiana, ove tutto quel che veniva da oriente era giusto, sano, perfetto, completo, equo, legittimo, onesto… insomma da realizzare anche in Italia. Le conquiste “sinistre” itali-

che. Mi limito a fare un solo significativo esempio su ciascuno di questi temi - sociale, economico, civile, morale ed etico: 1) Lo sfascio del millenario nucleo fondante l’italica società - la famiglia; 2) L’impoverimento del popolo italico – ultima in ordine di tempo, 1 euro ci è costato 1936,27 lire; 3) L’assenza dell’attuazione della pena – stupratori e assassini condannati non sono in galera; 4) La distruzione dell’eterogeneo complesso di consuetudini, qualità e valori del popolo italiano - le case avevano la chiave inserita nella toppa all’esterno della porta d'ingresso; 5) Lo sfacelo della ricerca dei criteri che consentivano all’italiano di governare proporzionatamente la propria libertà nel rispetto degli altri - oggi la tracotanza , la prepotenza, il menefreghismo la fanno da padroni. Ometto di elencare i danni al patrimonio, all’ambiente, alla salute ed i nomi dei tanti catastrofisti “suoi mentori”, questi pure, messisi in moto per curare i propri interessi di bottega “sinistrozza”. Ultimi scandali confermano il marcio dell’Italia di ….. oggi? Ma fatemi il piacere! Fosco Guidi

La replica della nostra Daniela Di Rosa

Egregio signor Fosco, leggo la Sua lettera e mi domando: se il mio è livore il Suo che cos’è? Un concentrato di odio e un miscuglio di falsità, di luoghi comuni e mancanza di obiettività. Il suo stomaco è tanto delicato da non sopportare gli orrori del comunismo ma digerisce molto bene quelli del nazi-fascismo, compresi i cinque milioni di ebrei... quelle vittime vedo che la lasciano indifferente! Ai tempi dell’inquisizione sicuramente mi avrebbero bruciata come strega. In quanto a “Cesare” ma chiamiamolo con il suo nome, Berlusconi, Lei ha frainteso: sono quindici anni che aspetto i suoi processi, il problema è che lui non si fa processare e grazie ai suoi scagnozzi in Parlamento ha inventato 35 leggi ad personam. Voglio ricordarLe che da molti processi non è stato assolto ma prescritto per decorrenza dei termini proprio grazie a quelle leggi. Per le idi di marzo (quando Cesare venne pugnalato) le dò una triste notizia: Berlusconi non è eterno ma solo milionario, basta aspettare e la “livella” arriverà anche per lui! Lei ha la memoria corta, dal dopoguerra fino a metà degli anni novanta ha sempre governato la DC, mai i comunisti sono stati al potere; Lei accolla orrori e disastri degli ultimi cin-

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quant’anni alla sinistra, ma se non ha mai governato! Purtroppo è questa la mala informazione, il potere è possedere i media e confondere il vero dal falso. Di questo accuso la gente, non di essere cretina, ma poco informata. Le conquiste della sinistra sono quelle fatte con il popolo italiano, con la carta dei diritti sul lavoro, coi referendum sulla 194 e sul divorzio; la famiglia non si è sfasciata (comprendo che Lei vive in un altro secolo), è solo cambiata, allargata... ma alla fin fine che c’entra la sinistra con le coppie che si lasciano? Il “popolo italico” (modo arcaico e fascistoide per dire “gli italiani”) si è impoverito? Lo chieda sempre a Silvio, da vent’anni è lui al comando (la sinistra ha avuto solo una piccola parentesi) e anche in tempo di crisi a guadagnare è sempre e solo Mediaset. Però la forza dell’informazione confonde le menti (si ricorda per caso chi è il padrone di tre tv private, due pubbliche, di svariate riviste, settimanali e quotidiani?). Se vuole le rinfresco la memoria un po’ annebbiata dal tempo e accecata dall’amore per l’ometto di Arcore: è Berlusconi! Sempre lui, il vero “cancro” che da decenni, prima col suo “oscuro” passato da imprenditore, poi col suo smisurato potere economico e politico che ammorba l’Italia. Il mondo è cambiato e Lei rimpiange un ventennio dove lasciavi le chiavi nella porta e i treni arrivavano in orario, però i nostri figli morivano a migliaia perchè mandati a combattere una guerra infame, i dissidenti (potrei elencarne centinaia) spediti al confino, o nelle patrie galere o morti, come per esempio Matteotti o Rosselli. Un grande pensatore ha detto: “Non credo nella tua idea ma mi batterò fino alla fine perchè tu possa esprimerla”! Lasci che io esprima la mia e a tutte le menzogne che ha scritto Le rispondo anch’io come Totò, ma mi faccia il piacere!!! Daniela Di Rosa


ROCCA DI PAPA L’Estate 2010 ha riscosso successo grazie alle tante iniziative Si dimette Guidi il Segno - Settembre 2010

E’ ormai necessario dare Centro vita a una vera “ProLoco” Storico

Un’estate ricca di eventi di buon livello, quella di Rocca di Papa 2010. Spettacoli musicali, teatro, ballo, sport e tanto altro. Organizzati dall’Amministrazione Comunale e da privati; un calendario che ha dato al paese un respiro diverso; un’immagine che ha iniziato a ridefinirsi dentro un contorno che ora bisogna avere il coraggio e la capacità di riempire con una organizzazione definita, reale, concreta. Parliamo di una “PRO LOCO” (usando il nome classico per capirci) attrezzata per organizzare e coordinare tutti gli eventi cittadini; affidata a persone disposte ad acquisire le competenze necessarie ad elevarne la capacità organizzativa e culturale in modo da poter interessare sempre di più un’utenza proveniente dall’ambito romano e della sua provincia. Tanti conoscono i dettagli sui motivi per i quali non esiste un’organizzazione autonoma che si possa occupare, nell’esclusivo interesse comune, di questo aspetto dal quale dipende la presentabilità di un paese sul terreno dell’attrazione turistica, culturale e ambientale. Alla classe politica si attribuisce la responsabilità del fallimento dei tentativi di far nascere una valida organizzazione “PRO LOCO” perché essa ha sempre manifestato interesse a metterci sopra il cappello personale o di partito, Per pubblicare i tuoi annunci : ilpicco los e gn o @libe ro .it

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Piazza della Repubblica durante la “Notte Verde” di due anni fa

privando di ogni credibilità quanti avessero avuto la voglia di impegnarsi nell’impresa. Il risultato è che Rocca di Papa è considerata ancora lontana dai livelli necessari per poter competere alla pari con gli altri paesi dei Castelli Romani. Il visibile miglioramento che si è manifestato quest’anno è dovuto all’impegno dell’Assessore di turno che ha saputo attivare persone e associazioni, ma per il futuro non può assicurarne la prosecuzione. La politica potrebbe chiamarlo ad altri compiti. Così come potrebbe non ricandidarsi o non essere rieletto. Oppure è possibile che quella carica finisca ad un altro per accordi politici. L’acquisita esperienza sul

campo andrebbe perduta mentre il sostituto dovrebbe ricominciare tutto daccapo. Proprio quello che è accaduto fino ad oggi e chi ne ha pagato pesanti conseguenze è stato il paese che è restato a fare il fanalino di coda dei Castelli Romani. Interrompere questo percorso è fondamentale e i politici di ogni schieramento dovrebbero prenderne atto. In ogni caso gli elettori potranno fare la loro parte penalizzando, nell’urna, quelli che non si impegneranno ufficialmente a smettere di considerare la cosa pubblica come cosa privata, o al massimo, cosa che riguarda soltanto una ristretta cerchia di amici. Sergio Rasetti

Il Comitato di Quartiere del Centro Storico resta senza Presidente. Sandro Guidi, eletto nel novembre del 2008, ha rassegnato le proprie dimissioni per motivi personali. Ora il suo ruolo viene svolto dalla Vice-Presidente Patricia Fondi Antolovic che prossimamente potrebbe essere eletta nuova Presidente. A Guidi sono arrivati i ringraziamenti dell’intero Consiglio Direttivo del Comitato per il lavoro svolto in questi due anni e per l’impegno profuso a favore del rilancio del più antico quartiere roccheggiano che nelle elezioni del Comitato aveva visto una grande partecipazione di cittadini con quasi 800 votanti. Alla Vice-Presidente e ai Consiglieri gli auguri di buon lavoro da parte della redazione del Segno.

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ROCCA DI PAPA

Rocca di Papa, equivoci e inciuci di una politica opaca. Come uscirne? SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

Partiamo dal Pd che, da solo, governa il paese. Un partito che esiste soltanto in occasioni elettorali e nei congressi per poi sparire completamente dal territorio; che appare un semplice marchio di fabbrica con cui costruire carriere politiche personali e nulla più. Se pensiamo alla partecipazione di tanti cittadini che nel 1997 aderirono con passione al nuovo progetto per Rocca di Papa, l’attuale fase è un passo indietro verso quella politichetta che proprio quei cittadini volevano disfare per aprire una pagina nuova. Oggi sarebbe il caso di riprendere quel filo strappato e provare a ricostruire un centrosinistra più ampio in grado di dare ai cittadini quelle risposte che si aspettano da un governo di centrosinistra. E allora perché non provare a rimettere insieme i tanti frammenti di quell’Ulivo per Rocca di Papa? Perché non dare vita a delle primarie “vere” in cui dei candidati “veri” alla carica di Sindaco si confrontino in modo trasparente di fronte alla popolazione che si sentirebbe finalmente partecipe e protagonista? L’attuale Sindaco però sembra troppo preso da se stesso e dalla sua carriera per mettere in campo un nuovo progetto di centrosinistra per Rocca di Papa aperto e plurale, in cui potrebbe anche rischiare di perdere la poltrona di primo cittadino confrontandosi nelle primarie di coalizione. E si sa che Boccia ama poco il rischio. Ponzo, dal canto suo, non sembra intenzionato a rompere l’equilibrio che regge l’attuale maggioranza e che ha rappresentato negli ultimi cinque anni un freno all’azione amministrativa. Altri esponenti del Pd locale non giocano alcun ruolo decisionale apparendo come semplici pedine, i servi sciocchi alla Pulcinella. Dunque, alla fine, tutto resterà immobile. Un progetto nuovo, fresco ed entusiasmante dovrebbe poi spazzare il campo dagli equivoci e fare chiarezza rispetto ad alcune anomalie che hanno caratterizzato e stanno

caratterizzando l’amministrazione Pd. Innanzitutto il rapporto con il Cav. Massimo Saba. Come direbbe Di Pietro, che c’azzecca? Saba continua a definirsi esponente di centrodestra e quindi l’anomalia di questo curioso feeling è tutta del Pd e di Boccia in particolare che dovrebbe fornire chiarimenti e uscire dalla confusione: o Saba viene chiamato a far parte della maggioranza oppure che ognuno torni a fare la sua parte, l’uno al governo e l’altro a fare opposizione. Seconda questione. E’ ancora aperta la vicenda Maurizio De Santis, ex vice-Sindaco e attuale dirigente del Pd, cacciato senza alcuna spiegazione a metà mandato. Anche qui Boccia non ha mai chiarito i motivi dell’esilio forzato. Poi c’è il centrodestra che francamente sembra incapace di giocare un ruolo da protagonista, diviso in fazioni e correnti che facciamo fatica a comprendere a meno che si voglia pensare, come fanno i più maliziosi, che dietro questo scontro vi sia un tentativo di favorire proprio Boccia. Infine c’è il ruolo poco chiaro del Consigliere di Sinistra Ecologia e Libertà, Morana, che flerterebbe con De Santis pur non avendo (quest’ultimo) mai rinnegato nessuna delle azioni contestate dalla sinistra roccheggiana e dallo stesso Morana in Consiglio Comunale. Insomma, avrete capito che la politica in questo paese non sta vivendo una bella stagione, preda di inciuci, accordi trasversali e poco chiari dove gli interessi generali e collettivi sembrano passare in secondo piano e dove ciascuno sembra interessato soltanto ai piccoli interessi personali. Come diceva un mio professore al liceo: “la politica è una cosa seria, ma spesso sono i politici che non lo sono”. Se si trovasse a passare da queste parti avrebbe la dimostrazione pratica della sua teoria. Andrea Sebastianelli

il Segno - Settembre 2010

elez

il BORSINO 2011 dei CANDIDATI ioni

CENTROSINISTRA

Il PD ha già ufficializzato la ricandidatura dell’attuale Sindaco Pasquale Boccia.

L’ex Vice-Sindaco dell’attuale Giunta, Maurizio De Santis (PD) sarebbe il candidato Sindaco di una lista civica formata da alcuni PD, una parte di SEL e da alcuni politici locali

Sinistra Ecologia e Libertà punterebbe alle primarie del centrosinsitra (con PD, Rifondazione e Di Pietro). In caso contario potrebbe candidare Barbara Frittella

Rifondazione Comunista avrebbe già il suo candidato, si tratterebbe del sindacalista Gennaro Spigola, forte della candidatura alle ultime elezioni regionali

CENTRODESTRA

Nel PDL locale non si sa ancora chi sarà a sfidare Boccia per la carica di Sindaco. Sembrano scendere le quotazioni di Giorgio Maria Coppola (foto). Avanza Roberto Trinca

La Destra, senza accordi con il PDL, potrebbe candidare l’attivo segretario Alvaro Fondi


ROCCA DI PAPA Da oltre un mese il cagnolone è detenuto in un canile Omaggio a Graziano, scomparso recentemente

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il Segno - Settembre 2010

Libertà per il nostro Un cantante amico cane vecchierello e un amico

Passando davanti al cimitero di Rocca di Papa, ho visto che il nostro amico cane vecchierello non c’era più, sparito! Dopo qualche ricerca ho ricevuto informazioni da alcuni amici. LA BELVA! Ossia il vecchio cane mezzo cieco e sordo, veniva segnalato da qualche insensibile, presuntuoso, incivile, allineato, codardo, vile conformista, all’ufficio di competenza e fatto portare nella squallida gabbia di un canile. Proteggere questo povero animale è un dovere, oltre che un diritto, per ognuno di noi. Si deve educare e sensibilizzare la gente al rispetto e all’amore per gli animali, parlarne nelle scuole, fare in modo che i nostri politici non snobbino il problema pensando di potersi mettere a posto la coscienza affiggendo qualche sporadico manifesto contro l’abbandono. I nostri amministratori devono considerare il fenomeno del randagismo con più serietà, concentrare aiuti e risorse verso chi –associazioni o privati– prende a cuore il problema. Il Comune deve coinvolgere tutta la popolazione e fare in modo che contribuisca, materialmente ed economicamente con i volontari che svolgono tale ammirevole missione, cercando di dare una dignitosa sistemazione a queste povere bestie senza rinchiuderle in gabbie anguste e in luoghi insalubri. SOLO COSÌ SI PUÒ COMBATTERE IL RANDAGISMO! Amare gli animali è un grande segno di civiltà per un popolo. Si deve educare la gente al RISPETTO PER LA NATURA E PER GLI ANIMALI! Sono le persone ignoranti a creare randagismo. Non capisco come si possa rinchiudere un cane come il nostro amico vecchierello, buono, mite, affettuoso e che di certo non avrebbe mai fatto male a nes-

suno. Mi chiedo perché non rinchiudano chi, invece, i cani li abbandona, chi li maltratta, chi li umilia e si arricchisce scommettendo sui loro combattimenti, chi li chiude in un recinto per giorni, chi non li ama. Le persone ipocrite e false perbeniste, che hanno reputato intollerabile la presenza di un cane libero davanti al cimitero, sono le stesse che si autodefiniscono civili e civilizzatrici, che poi, però, riempiono i bordi delle strade di rifiuti –come avviene nella stessa via San Sebastiano– e trasformano i nostri boschi in discariche. A nome di tutti quelli che conoscono il caro cane del cimitero e sanno bene, dunque, che non è un randagio, chiedo di liberarlo, farlo tornare alla sua abituale sistemazione e dargli la possibilità di vivere sereno il poco tempo che gli rimane. Chiedo all’Amministrazione comunale, al Sindaco e agli Assessori di prendere a cuore questa richiesta e di cogliere l’occasione per risolvere la triste disavventura del nostro amato amico, con un’esemplare e civile decisione. LIBERTÀ PER IL NOSTRO AMICO CANE VECCHIERELLO! L’amico del lupo

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PICCOLO

NO ALLA LEGGE BAVAGLIO

E’ partito l’assalto al Vivaro

Periodico mensile dell’Associazione Culturale Terre Sommerse Castelli

Anno IX, n. 6 - Giugno 2010

Comune di Rocca di Papa, votata l’edificazione di 1.200 metri cubi

Sebastianelli a pagina 7

Scuola, dopo Commercianti i tagli niente Parla Italia più classi Verdinelli

Andrea Rasetti a pagina 8

Paura e terrore per le alte fiamme

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CAPELLI CON SISTEMA BIOLOGICO IN GEL

Gestione boschi

Si continua a discutere

Lettera al Sindaco

Incendiate 3 automobili in pieno centro

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Mobbing o PARRUCCHIERA fuori di testa che cosa?

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il Segno “ PICCOLO

il Segno

di Rita Gatta Recentemente a Rocca di Papa, come tutti sappiamo, sono state portate avanti iniziative politiche volte a migliorare la situazione scolastica: due nuovi edifici sono stati inaugurati il mese scorso, nella zona delle Vigne e ai Campi d’Annibale, con grande soddisfazione da parte di tutti. Purtroppo a queste lodevoli iniziative dell’Amministrazione Comunale non fa riscontro la politica scolastica nazionale. I tagli al personale docente e i provvedimenti tesi soprattutto al risparmio non rendono agevole una programmazione futura della scolarità cittadina.

Il vecchio cane del cimitero, ora chiuso in un canile

Di antenne si muore Periodico mensile dell’Associazione Culturale Terre Sommerse Castelli

Anno IX, n. 7-8 - Luglio-Agosto 2010

Incominciando col gustare un po’ di libertà, si finisce per volerla tutta. Errico Malatesta (1853-1932)

“Esiste un nesso tra esposizione alle onde e tumori e leucemie”

Lo ha dimostrato una perizia richiesta dal Tribunale di Roma per chiarire le responsabilità di Radio Vaticana su 137 decessi

Quando i Parcheggio Parco politici sono Ascensore intolleranti trappola

di Sergio Rasetti Ho avuto rapporti più o meno stretti e confidenziali con Sindaci e politici di ogni livello nelle prime due parti della mia vita. Dopo aver imboccato allegramente la terza parte, quella che comincia a 60 anni, mi sono imbattuto in uno di questi politici molto preso dal suo ruolo che, come pochi altri, non tollera critiche e posizioni diverse dalle sue, e che, forse infastidito per le cose da me scritte su questo giornale, mi ha definito, in privato, con un “aggettivo forte”.

A pagina 7

Boschi ai privati

Patrimonio di tutti

A pagina 10

Quartiere Vigne

Proteste per la rotonda

Alle pagine 12 e 13

Via libera anche al secondo PUA

Il futuro del Vivaro è fatto di cemento A pagina 8

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SEGUE A PAGINA 17

A pagina 17

di Rita Gatta Festa per un amico: questo è stato il filo conduttore della manifestazione svoltasi nel Parco dei Campi d’Annibale a Rocca di Papa la sera del 6 agosto. Numeroso il pubblico, nonostante la temperatura sempre meno estiva, man mano che le stelle aumentavano nel cielo blu notte. Ad organizzare la kermesse in onore di Graziano Diadei gli amici di sempre, a lui legati soprattutto dalla passione per la musica ed il canto: Paolo Valbonesi tra gli organizzatori al quale numerose persone hanno detto di sì e molti altre se ne sono aggiunte per ricordare insieme l’amico Graziano. In tanti si sono resi disponibili con musica e poesia a stringersi insieme vicino ai familiari presenti alla manifestazione, patrocinata dal Comune di Rocca di Papa. Alla Signora Diadei è stata donata a nome di tutta l’Amministrazione, dall’Assessore al turismo Roberto Sellati una targa ricordo, tra la commozione dei presenti.

Hanno aperto lo spettacolo gli Screpanti, ricordando con simpatia e bravura che anche Graziano faceva parte del mitico complessino dalle divise verdi e gialle. Numerosi altri cantanti e musicisti, tra i quali il piccolo Carlo Fontana, quarto classificato allo Zecchino d’oro hanno presentato i loro pezzi, coinvolgendo in modo naturale e spontaneo il pubblico. Dalle belle canzoni romanesche e napoletane, repertorio dei nostri bravi menestrelli qual era appunto Graziano, sono stati poi proposti brani moderni, alcuni inediti, scritti e musicati dai tanti giovani musicisti di Rocca di Papa ed il pubblico ha potuto sognare con la voce dei numerosi, bravissimi cantanti. Alle note coinvolgenti della musica si è alternata la poesia: i versi hanno voluto, in lingua e vernacolo, sottolineare il valore dell’amicizia e alcuni aspetti caratteristici della nostra comunità rocchegiana, solidale e riconoscente verso chi sa donare qualcosa di sé, come ha sempre fatto Graziano con la sua bella voce e la sua simpatia.


ROCCA DI PAPA L’Arch. Marco Putano interviene sulla fase politica Riceviamo e pubblichiamo

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“Non abbiate paura di scegliere il cambiamento”

di Marco Putano Niente retorica. Per noi under 40, o questa classe dirigente va a casa, o non avremo futuro. È una classe dirigente culturalmente e antropologicamente inadeguata ad affrontare e risolvere le nuove emergenze di tipo economico, culturale, sociale, ecologico; una classe politica di menti ingessate, a volte anche a dispetto della giovane età, che ha massacrato la mia generazione lasciandogli in eredità un ambiente prossimo al collasso, una economia a pezzi, che ci ha resi schiavi dei mutui e precari a vita, impossibilitati a fare impresa o di metter su famiglia e in tutti i casi quando ci riusciamo, siamo sempre lasciati soli. Proverò ad impegnarmi sul piano politico, con il vostro consenso. Non credo alle alleanze politiche tra questi finti partiti, tra queste cricche oligarchiche inutili e dannose, ma credo di poter contribuire a federare donne e uomini di buona volontà, di talento e comprovate capacità. Venti under 40, capaci e guerrieri, che vogliono sostenere un candidato a Sindaco under 40 come loro, per rifondare l'Italia a cominciare da qui, da Rocca di Papa, volenterosi, come me, di cambiare, tutto, ora e subito. Io ho una idea ben precisa per Rocca di Papa, fondata su tre valori, unità, benessere e solida-

rietà, che si articola in tre fasi: il rinnovamento politico, la rigenerazione amministrativa, il progresso sociale culturale economico della nostra comunità. 100 progetti di sviluppo L’arch. Marco Putano socio territoriale e mai più nepotismi e né clientelismi nell'amministrazione ma solo merito e talento! È il mio impegno. Credo che chi vorrà il cambiamento, lo dovrà manifestare ora e subito, perché chi non sarà contro di noi, sarà con noi, ma chi non sarà con noi, starà di fatto, volente o nolente, con la “sottobossite roccheggiana”, e l'immobilismo e il silenzio premiano, sempre e solo, coloro che vogliono la conservazione e ostacolare il cambiamento. “Per il rinnovamento politico, la rigenerazione amministrativa, il progresso sociale culturale economico - Per una Rocca di Papa unita, benestante e solidale”, scegliete il cambiamento e non abbiate paura. Per contatti mail:marco.putano@virgilio.it oppure, dalle 10.00 alle 12.00, al 339-4462943.

il Segno - Settembre 2010

“L’acqua venduta ai privati un danno per tutti i cittadini”

Qui a Rocca di Papa si sa da chi siamo governati e chi siede nei banchi della minoranza, politici che scrivono bei programmi elettorali (mai mantenuti), grandi articoli a senso unico, che etichettano e cercano di isolare, con la loro politica da bar, chi non la pensa come loro. Rocca di Papa è uno dei pochi paesi che aveva una propria fonte di acqua potabile, scrivo aveva, perché con votazione comunale del 26 agosto 2010 è stata ceduta all’ATO2. In piazza raccolgono firme contro la “privatizzazione dell’acqua”, poi nei Consigli Comunali la cedono a società private. Pagheremo il primo anno metà e poi? Ci saranno grandi promesse: depuratori, ecc. ecc. E poi? Sappiamo solo che: per noi è stato un grandissimo sbaglio che pagheranno tutti i Cittadini… adesso ed in avvenire! Una speculazione privatistica a favore di grandi gruppi e a danno dei cittadini che avranno (in seguito) un servizio scadente e molto più costoso. L’acqua è, e deve rimanere,un bene pubblico e primario di tutti e in quanto tale non deve essere privatizzato. Alvaro Fondi Segretario Cittadino de “LA DESTRA”

10 DOMANDE AL SINDACO DI ROCCA DI PAPA

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che attendono una risposta da 408 giorni

Sig. Sindaco, dopo tre anni dalla sua elezione ritiene che il fenomeno dell’abusivismo edilizio su tutto il territorio comunale sia ormai stato messo sotto controllo?

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Sig. Sindaco, approvare vari piani di edificazione estesi a pioggia su tutto il territorio comunale con varianti al Piano Regolatore vigente, decise di volta in volta, pensa sia stata la scelta più opportuna?

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Sig. Sindaco, non crede che affidare deleghe a Consiglieri ed incarichi a tecnici per i quali si può configurare un possibile conflitto di interessi con le proprie attività professionali o commerciali non garantisce imparzialità e obiettività nelle decisioni amministrative da prendere?

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Sig. Sindaco, non crede che la principale vigilanza su abusi edilizi, dislocazione e legittimità delle antenne, controllo del territorio comunale per prevenire i reati ambientali spetti, in particolar modo, ai Vigili Urbani che in seconda battuta possono chiedere la collaborazione di Parco, Forestale, Carabinieri e non viceversa?

questro per l’inchiesta avviata dalla magistratura. Più recentemente, nel mese di giugno 2009, la Divisione Anticrimine della Polizia ha arrestato due pluripregiudicati accusati di aver acquisito illecitamente diversi beni immobiliari (tra cui alcune ville di Rocca di Papa) per conto della criminalità organizzata. Non sarebbe il caso di istituire una commissione consiliare che metta la lente d’ingrandimento sull’intero territorio di Rocca di Papa al fine di verificare l’esistenza o meno di acquisizioni sospette di terreni ed immobili da parte di personaggi o società “chiacchierate”?

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Sig. Sindaco, vuole spiegare ai suoi cittadini come mai in Consiglio Comunale è stata proposta e approvata dalla sua maggioranza la richiesta di tenere fuori dal perimetro del Parco Regionale il Centro Storico, i Campi d’Annibale e il Quartiere Vigne, scelta che comporterebbe la contemporanea esclusione dal perimetro del Parco perfino della sua sede istituzionale? Ci elenca, per favore quali sarebbero i vantaggi per la comunità roccheggiana?

Sig. Sindaco, sulla vicenda del Piano di As7 setto del Parco, Lei ha chiesto l’istituzione di Sig. Sindaco, il 28 febbraio 2008 venne as5 sassinato a Roma Umberto Morzilli, ritenuto una fascia all’interno del Parco adibita alla dagli inquirenti un personaggio vicino alla caccia. Ci può spiegare chiaramente qual è la posizione della Sua amministrazione in merito? “Banda della Magliana”. Morzilli, attraverso alcune operazioni speculative, Sig. Sindaco, ad occhio nudo le antenne aveva acquisito dei terreni in Via delle Barozze per 8 televisive e radiofoniche che svettano nei circa 350 mila euro. Terreni poi rivenduti, a distanza nostri boschi nell’ultimo anno sembrano esdi pochi anni, a 5,5 milioni di euro e sottoposti a se-

sere aumentate in modo esponenziale. Ci può, per favore, assicurare che la situazione è tenuta costantemente sotto controllo dalla sua amministrazione e garantire ai cittadini che la salute di tutti è salvaguardata da controlli puntuali delle potenze stabilite dalle leggi vigenti? Ci può dire se sono stati eseguiti controlli a sorpresa, e quando, sulle potenze di trasmissione in esercizio?

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Sig. Sindaco, ci può spiegare perché Lei, che sui temi dell’inquinamento dovrebbe essere maggiormente sensibile visto che i roccheggiani subiscono da oltre trent’anni i danni provocati dai ripetitori radio-tv, è tra i firmatari della lettera con cui alcuni primi cittadini dei Castelli, malgrado la contrarietà di gran parte dei cittadini, hanno chiesto all’allora Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, di velocizzare l’iter per la realizzazione del termovalorizzatore di Albano che dovrebbe sorgere a poche centinaia di metri dall’ospedale cittadino e a ridosso degli abitati?

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Sig. Sindaco, come mai sul periodico “Comune Informa” appaiono solo interviste a Lei, agli Assessori e ai Consiglieri Comunali mentre non viene svolta alcuna comunicazione di servizio (facendo conoscere ai cittadini per esempio le delibere approvate dalla Giunta e dal Consiglio; gli approfondimenti sul nuovo Piano Regolatore; le Ordinanze emesse, ecc.)? E come mai i Consiglieri di minoranza non hanno diritto a nessuno spazio su tale organo d’informazione istituzionale per far sapere ai cittadini anche il loro punto di vista?

Visto che il Sindaco di Rocca di Papa non risponde alle nostre dieci domande, rivolgiamo questi stessi interrogativi anche agli Assessori e ai Consiglieri Comunali di maggioranza e opposizione.


il Segno - Settembre 2010

Cultura e

Salita o discesa? Il mistero continua

di Andrea Sebastianelli Non sembrano arrestarsi le discussioni e le curiosità intorno alla famosa “salita-discesa”, il breve tratto di strada che da via dei Laghi (incrocio con il ristorante La Foresta) porta ad Ariccia. Qui si trova la più nota tra le “salite in discesa” italiane, un curioso fenomeno che sembra invalidare la legge di gravità. Da un dosso, posto a quota 550 m, inizia una salita davvero sconcertante. Qualsiasi oggetto sferico o cilindrico tende a risalire spontaneamente la pendenza e anche i mezzi di trasporto su ruote risentono della stessa anomalia, accelerando in salita e rallentando in discesa. Negli ultimi anni sono state almeno tre le teorie che hanno cercato di spiegare questo strano fenomeno, per cui un oggetto tende a risalire la strada contro ogni logica della fisica e... del buon senso! Scienziati, esperti, maghi e semplici curiosi si sono scervellati intorno al mistero che circonda la “salita-discesa” dei Castelli Romani. Secondo alcuni si tratterebe di un fenomeno ottico, a causa del quale quella che sembra una salita in realtà sarebbe una discesa e viceversa; altri optano per una sorta di magnetismo sotterraneo che provocherebbe l’alterazione dell’effetto di gravità; non mancano poi alcune interpretazioni fantasiose che vorrebbero la presenza di strani oggetti sepolti proprio sotto la strada. Infine c’è chi ritiene che il mistero rientri nelle vicende antiche di questi territori, quando Giove tuonava dal suo tempio innalzato sulla cima del Mons Albanus (l’attuale Monte Cavo). Insomma, come si può vedere, da questo mistero sembra difficile uscirne con una soluzione ragionevole e indiscussa. Uno dei lavori più esaurienti degli ultimi tempi è stato realizzato da Marco Pizzuti. Si tratta di un vero e proprio dossier sulle anomalie gravitazionali. Pizzuti, attraverso una serie di esperimenti e analisi sul campo, oltre a smontare le varie teorie più o meno scientifiche, arriva a dimostrare che effettivamente quella che sembra una

... dintorni

salita è proprio una salita. Spiega Marco Pizzuti: “Un soggetto che si allontana dall’orizzonte dell’osservatore procedendo in salita, salirà gradualmente in altezza finendo così per elevarsi di quota rispetto a questo. Viceversa, se lo stesso soggetto procedesse in discesa è chiaro che scenderebbe progressivamente di quota. Ponendo quindi una macchina fotografica sulla salita e coprendo lo spettro visivo della parte più bassa dell’obiettivo, vedremo il soggetto che scende, sparire gradualmente dietro la zona oscurata”. L’esperimento è stato realizzato sul posto. “Dopo aver posizionato la macchina fotografica su un cavalletto livellato, una ragazza è stata fatta scendere nel senso di marcia che l’occhio umano percepisce come una discesa. Che cosa è successo? La ragazza è progressivamente scomparsa sotto l’obiettivo proprio come previsto nella simulazione grafica (vedi sopra)”. Infatti “l’altimetro indicava nella stragrande maggioranza dei casi una quota più alta all’apice della salita e una quota più bassa nel punto del suo inizio”. Alla fine non resterebbe che la teoria dell’anomalia gravitazionale ma per confermare questa intuizione sarebbero necessari altri esperimenti “per comprendere le reali caratteristiche della forza di gravità rimaste oscure fino ad oggi”. Il mistero quindi continua. E mentre scienziati, esperti, maghi e semplici curiosi continueranno i loro studi, le loro ricerche e le loro fantasticherie, decine di visitatori ogni giorno restano affascinati dalla stranezza della “salita-discesa” di Ariccia. Che almeno rimuovessero le tante bottiglie di plastica che lasciano abbandonate sul posto!

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Scrive Maria Pia Santangeli

A proposito delle tradizionali ciambelle

Gentile Direttore, desidero aggiungere qualche notizia al bell’articolo di Rita Gatta sulla tradizione rocchigiana delle ciambelle. Durante le interviste che ho fatto, negli anni novanta, per il libro Rocca di Papa al tempo della crespigna e dei sugamèle mi fu riferito, da persone nate all’inizio del secolo, che un tipo di ciambelle, dette Zagarolesi, venivano prima lessate nel caldaio e poi cotte in forno. Anche queste ciambelle, come tutte le altre, erano molto più piccole delle attuali (me lo ha sempre detto anche mio padre): prima della seconda guerra mondiale le famiglie spendevano poco per i matrimoni, non c’erano realmente le possibilità di fare di più. Tutte le spese erano commisurate alla vita del tempo che non conosceva il consumismo. Addirittura negli anni ’20 agli invitati alle nozze veniva offerta solo una colazione al caffè e lì non mancavano le ciambelle. Poi gli sposi partivano per viaggi di nozze a Roma, a Firenze e, se si voleva andare proprio lontani, a Venezia. E i parenti stretti venivano invitati a pranzo a casa dei genitori degli sposi; ciascuna delle due famiglie ospitava i propri invitati. Sembra un tempo lontanissimo, eppure sono passati soltanto novant’anni. La ringrazio dell’ospitalità Maria Pia Santangeli


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L’angolo della storia

CULTURA

Il lungo cammino dell’Occidente

di Vincenzo Rufini Il vocabolo “Occidente” ha due accezioni diverse: una geografica, tendente ad indicare lo spazio dove va a tramontare il sole; un’altra storico-politica, che sta ad evidenziare quella parte del mondo (in principal modo l’Europa) che è stata il traino dell’umanità in un periodo molto lungo della storia. Come nell’accezione geografica il termine Occidente costituisce il contraltare dell’Oriente, così in quella storica fa da alter ego dell’Oriente e, anzi ne è il suo naturale rivale. L’evoluzione stessa dell’umanità si è sviluppata sotto le possenti ali di questi due poli estremi veri e propri epigoni dell’antico dualismo gnostico. Ognuno a modo proprio ha permeato il livello evolutivo del genere umano e ne ha tracciato le linee guida del percorso formativo. Ambedue hanno avuto caratterizzazioni diverse le quali hanno ampliato a dismisura la distanza che li ha sempre divisi. Una, in particolare è stata la differenza formale e sostanziale cioè la concezione dell’essere: prettamente spirituale per l’Oriente; razionale anche se con venature ultra dimensionali, per l’Occidente. Prodromo classico che ha incarnato l’essenza stessa del verbo occidentale è stata la Grecia classica, quella che un tempo si chiamava Ellade, con il suo culto olistico per la razionalità. Come per ogni avventura umana anche il termine in questione ha un ascendente mitologico che ne segna la sua nascita storica. Il suo battesimo lo ebbe in quella che fu la più grande guerra del mondo antico; la guerra di Troia, cantata da Omero nell’Iliade, memorabile affresco poetico sulla volontà di potenza degli Dei e la passione razionale degli umani. La guerra rappresentò il primo scontro di civiltà tra l’Occi-

dente greco e l’Oriente asiatico; da allora, secondo millennio a.C., la storia ha rappresentato se stessa infinite volte sul palcoscenico della vita, cambiando spazi, tempi e protagonisti, fornendoci tanto materiale per effettuare un monitoraggio penetrante su cui riflettere sull’entità occidentale, il luogo fisico di cui siamo partecipi. La scena storica occupata dall’Occidente ha avuto varie configurazioni che hanno dato vita a una civiltà variegata che pur assumendo forme diverse a seconda dei tempi e dei luoghi ha lasciato vestigia e documenti che hanno trasformato il bipede uomo in un essere intelligente e dotato di un patrimonio elevato di conoscenze e di sapienza. Questo lungo cammino non è stato indolore, anzi il libro della storia è stracolmo di obbrobri che hanno sempre accompagnato il livello di crescita culturale, ma a fronte di ciò l’Occidente è riuscito a garantire e ad acquisire, dopo immense e durature lotte e sofferenze, le garanzie minime per l’esercizio dei diritti umani, una acquisizione che segna veramente una tappa determinante nell’evoluzione. La razionalità occidentale è riuscita anche ad assicurare un livello di crescita economica, la quale ha fatto dei cittadini dei privilegiati rispetto ad altri abitanti del pianeta. Nella bilancia storica le vestigia, antiche e moderne, il patrimonio artistico e i documenti letterari e filosofici costituiscono il fiore all’occhiello di questa civiltà, esempio di come anche nel fluire di contraddizioni, di ingiustizie, di controllo dall’alto della crescita e spesso del tentativo di frenarla e di impedirla, si è potuto realizzare qualcosa di realmente positivo. Oggi, in una società appagata, in cui il mito della crescita pe-

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Consumare. Un mestiere nuovo di zecca di Mauro Artibani

renne tende ad incrinarsi a causa dell’incertezza determinata dal futuro, di cui neanche l’invenzione di una raffinata e sofisticata tecnologia riesce a conferire un’aura di positività, il compito dell’Occidente sembra in via di esaurimento. Disastri ambientali, sicurezza sociale non garantita, esaurimento delle risorse, neoanalfabetismo di ritorno, crisi economica senza via di uscita; incapacità della stessa visione democratica, che vede i suoi strumenti giuridici non più rispondenti di fronte alle nuove aspettative crescenti. Regole concettuali, concepite in altri tempi e in una società pre-tecnologica, da rielaborare nella speranza di renderle operative nel presente. Forse, però, si è arrivati al Redde Rationem in cui l’Occidente dopo aver dato risposte adeguate nel corso dei secoli ed aver risolto ogni tipo di enigma mostra il limite della sua razionalità, per la prima volta incapace di elaborare nuove soluzioni. Lo stesso cittadino occidentale ormai cerca nuovi lidi del pensiero su cui ancorare il proprio destino; forse la spiritualità Orientale sta per prendersi una rivincita storica e definitiva sul suo antico avversario, impantanato nella sua stessa razionalità. Forse! Il divenire è sconosciuto alla Ragione, e forse si sta per avverare l’antica profezia di Aleksandr Isaevich Solgenitsin: “Occidente, tu morirai schiavo”; in cui lo scrittore russo in un accesso di pessimismo vetero ortodosso ammoniva l’Occidente, troppo compiaciuto di se stesso e per questo divenuto apatico e decadente e quindi incapace di accettare nuove sfide.

Et voilà l’esercizio di consumazione: un mestiere nuovo di zecca. Sta ficcato dietro le quinte del meccanismo produttivo. Quell’esercizio necessario acciocchè, mediante l’acquisto, la merce si trasformi in moneta; con la fase di utilizzo del prodotto venga disposta la ri-produzione. Con il denaro si adempie alla pratica d’esercizio; il ristoro alle “necessità” - nella forma del bisogno, della passione, delle emozioni, finanche nel consumo d’esperienza - fa il resto. Compito d’istituto generare la domanda che smaltisce l’offerta

presente sul mercato. Siffatte azioni sono agite da operatori agenti nel ganglio vitale dell’attività economica, là dove il valore diviene ricchezza, il reddito diviene merce che, smaltita, diviene rifiuto. Cotanto fare impone elevati standard professionali all’agire: - per il controllo della redditività del reddito disponibile; - per rifocillare il potere d’acquisto traendo profitto dalla forza contrattuale; - per stabilizzare gli squilibri che impallano il meccanismo dello scambio; - per gestire quella domanda che coniughi crescita economica e salvaguardia dell’ambiente. Cotanta azione, con tanti individui a fare, fanno una lobby. Riconoscersi nel coniugare tornaconto e responsabilità conforta il concorso plurale, mitiga il gesto singolare, incontra il bene comune. Per fare tutto questo occorre determinazione. Non sarà semplice: si può fare! Alè Professional Consumers. Per approfondire il tema: PROFESSIONE CONSUMATORE Paoletti D'Isidori Capponi Editori - Marzo 2009


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STORIE

Alla scoperta del progetto “365 storie cattive”

Quando la letteratura diventa amica dei bambini Intervista all’ideatore-scrittore Paolo Franchini di Andrea Sebastianelli Il panorama italiano di iniziative letterarie si arricchisce sempre più grazie alle idee di donne e uomini che riescono a individuare strade nuove da percorrere. E’ il caso di “365 storie cattive”. Per comprendere di che cosa si tratta abbiamo rivolto alcune domande al suo inventore, lo scrittore Paolo Franchini, di cui è possibile leggere una breve biografia alla fine di quest’articolo.

“365 storie cattive”. Di che cosa si tratta? “È stata presentata come una delle mie tante follie... In effetti, penso proprio sia così. Una follia sana, comunque: quella di far scrivere 365 storie cattive (usando al massimo 365 parole) solo per fare del bene. I racconti, infatti, saranno raccolti in un’antologia il cui ricavato verrà interamente devoluto in beneficienza. Per saperne di più, e per iniziare a conoscere i tanti autori, vi invito comunque a visitare il sito del progetto all’indirizzo www.365web.tk”.

Come nasce l’idea di coinvolgere gli scrittori a favore di questo progetto? “Non credo potessi fare altrimenti. Il chiedere una mano ad alcuni “colleghi” di biro (ovvero ad amici che, come me, condividono la passione per le storie nere e il mistero) ha funzionato da scintilla: è stato il passaparola su internet, poi, a far decollare davvero l’iniziativa. Ad alcuni nomi già noti del panorama letterario italiano più cattivo, infatti, si sono presto aggiunti molti esordienti e diversi sconosciuti. A fare da collante, oltre alla malvagità del genere, il pro assolutamente benefico a favore di A.I.S.EA Onlus. Una sorta di magia che, ad oggi, conta già più di 200 entusiastiche adesioni e che vanta, lo dico con infinito piacere, anche nomi da milioni di copie, con pseudonimo o senza: uno per tutti, quello di Marco Buticchi, un eccezionale autore - edito da Longanesi insieme a Wilbur Smith e Clive Cussler che viene tradotto, letto e apprezzato in mezzo mondo”.

Ci può dire di che cosa si occupa l’associazione a cui devolverete il ricavato dell’iniziativa? L’impegno della A.I.S.EA Onlus

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Frammenti

di Scrittura

In transito

(squarci di mambo) di Stefania Colasanti

Paolo Franchini (foto di Michele Stillitano)

(www.aiseaonlus.org) è tutto per l’Emiplegia Alternante, una malattia neurologica infantile molto rara le cui cause sono ancora del tutto sconosciute e per la quale non esiste una cura risolutiva. L’ho scelta per un motivo molto semplice: mio nipote Lorenzo è una delle (quasi) 500 persone al mondo a cui, purtroppo, è stata diagnosticata”.

Che cosa possono fare i cittadini e i lettori per sostenere la vostra iniziativa benefica? “Si può collaborare attivamente in due modi: il primo è quello di partecipare come scrittore, inviando un racconto cattivo non più lungo di 365 parole, il secondo è quello di acquistare una copia dell’antologia, non appena sarà pubblicata. L’uscita è prevista per la metà di novembre, in tempo per fare (e per farsi) un regalo di Natale davvero bello. In tutti i sensi”.

Breve biografia Paolo Franchini è nato nel 1970 a Varese, città in cui vive e lavora. Per ACar ha pubblicato i romanzi noir «Soprattutto la notte», «Nessuna pietà per gli innocenti» e «Lo strano caso della donna husky». Scrive per quotidiani, riviste e musicisti e parla di libri gialli e crimini anche in FM. Il suo sito ufficiale è www.paolofranchini.tk.

E’ da sempre uno dei miei difetti peggiori: l’indecisione. Sarà per la paura di sbagliare o per l’insicurezza che ha devastato metà della mia esistenza se oggi mi trovo qui. Oggi ieri o domani, non so che giorno sia, non sento le ore, non ricordo chi sono e credo sia l’unica nota positiva di questa assurda e sconvolgente aria di morte. Devo serrare gli occhi, stringere le rughe della fronte per riuscire a sentire, convinto che la vita sia la certezza della cautela, una specie di calcolatore di sicurezza. Il capo ricoperto dal mio sangue diventa il lettore della vita -la mia-. Un piccolo click e avvio forward ma… non scorre nulla! Passo con forza la lingua sulle labbra per trovare un poco d’umido sollievo e cerco a fatica, dalla mia prigione, il tasto rewind e il viaggio comincia: un volto dipinto dalla luna, una minuscola creatura vestita di celeste si muove saltellando leggera. La sua lunga treccia dorata, incastonata in uno scintillante nastro turchese, si muove verso di me strozzandomi il cuore. Si avvicina sorridendo, butta in alto le sue braccia, io la sollevo, mi diverto a farla svolazzare come un candido foulard di seta… lei ride gioiosa. - Papà, mi ha detto, è proprio bello qui. La mia piccola Sara…. Cinque anni per annusare il mondo, il suo primo volo, la prima vacanza con mamma e papà… E la sua mamma? Dove diavolo sarà? Non riesco a vedere mia moglie accidenti! 1/Continua

Il Segno e la Rete di Giornalisti e Scrittori Antimafie cercano un editore e dei collaboratori per ampliare la propria “palestra redazionale”. Per informazioni: direttoresegno@libero.it


TERRITORIO APERTO Week-end dedicati al famoso vino dei Castelli e alle castagne

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Al via la quarta edizione di “Sagre & Profane” Il progetto Sagre & Profane nasce con la finalità di promuovere le iniziative e gli eventi che si svolgono ai Castelli Romani tutto l’anno, in una forma integrata, con chiavi di lettura tematiche, e con l’inserimento nel programma di nuovi piccoli eventi di raccordo. Sagre & Profane, dopo i successi delle edizioni precedenti, giunge al quarto anno proponendo tre percorsi tematici collocati in altrettanti weekend autunnali. Ogni percorso comprende una varietà di eventi, visite e passeggiate che renderà piacevole e sicuramente stimolante la vostra partecipazione. Come gli anni passati i percorsi si inseriscono nelle sagre autunnali organizzate dai Comuni dei Castelli Romani, all’interno delle quali Sagre & Profane ha organizzato eventi specifici, di sicuro interesse, di cui potrete essere spettatori. Ecco il nutrito programma. 2-3 Ottobre 2010 I SAPORI DELLA TERRA Percorso dedicato al celebre

vino dei Castelli e alle strordinarie vestigia storiche del territorio. Prevede itinerari storico-archeologici, degustazioni, incursioni in osteria e nei processi di vinificazione, intrattenimenti circensi e di musica popolare. Al percorso è abbinata anche la partecipazione alla Sagra dell’ Uva di Marino.

Sabato 2 ottobre Ore 15.00 - Visita guidata al sito archeologico dell’antica città di Tusculum (il complesso del foro, il teatro e l’acropoli). Piazzale del Tuscolo (Monte Porzio Catone). Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria Ore 17.30 - Breve conversazione della dott.ssa Francesca Sbaraglia, storica dell’arte, su “Pinelli, la Campagna Romana e l’Osteria di Monte Porzio”. Ore 17.40 - Nell’ambito delle “Rievocazioni Pinelliane” organizzate dal Sistema Museale del Comune di Monte Porzio Catone, visita guidata al Museo Diffuso del Vino (in

A VOLUME SPINTO

Le biblioteche si fanno sentire

8 - 9 - 10 ottobre 2010

A VOLUME SPINTO! L’8, il 9 e il 10 ottobre 2010 le Biblioteche dei Castelli Romani si fanno sentire con una tre giorni di eventi dentro e fuori le biblioteche, in tutto il territorio dei Castelli Romani. Perché il cuore della biblioteca deve pulsare anche fuori le mura, dentro il tessuto delle città, dentro le nostre comunità locali, deve infiltrarsi e trasformarsi in linfa vitale per il pubblico, per chi lavora, per chi produce, per chi studia, progetta, innova. La cultura inafferabile, intangibile, vale oggi più dei beni materiali perchè è la conoscenza che alimenta creatività e innovazione e quindi produzione. Anche su questi temi le biblioteche sono in prima linea. Vogliono diventare punti di riferimento, luoghi privilegiati di crescita collettiva, spazi di incontro, scambio, reciproco vantaggio, condivisione, presenza e partecipazione. Per saperne di più: www.sbcr.it

Via Vittorio Emanuele II, 22/32/46) con degustazione di vini tipici locali. Ore 20.30 - Cena con piatti tipici dei Castelli Romani. Prenotazione obbligatoria, prezzo convenzionato. Domenica 3 ottobre Ore 10.00 - Visita guidata all’azienda vitivinicola Donnardea, splendido angolo di campagna romana. Visita ai vigneti con descrizione delle tecniche di coltivazione e dei vitigni tipici della zona. Visita al centro di produzione del vino con descrizione delle diverse tecniche. Degustazioni di vini. Donnardea, Via Fosso di Valle Caia 7, Ardea località Santapalomba (Roma). Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria. Ore 15.00 - Centro storico di Marino sede dell’antica e rinomata Sagra dell’Uva. Rievocazione del Corteo Storico “Ritorno di Marcantonio Colonna dalla battaglia di Lepanto del 1571”; miracolo delle fontane che danno il vino; musica in tutte le piazze e fuochi d’artificio. 16-17 Ottobre 2010 I PIACERI DEL BOSCO Percorso dedicato al territorio naturale e storico dei Castelli Romani, i cui boschi portano soprattutto in autunno i loro frutti. Prevede passeggiate, degustazioni di specialità culinarie locali e performance artistiche di vario livello affidate ad esecutori locali. è compresa nella giornata la visita alla sede del Parco dei Castelli Romani attraversando Rocca di Papa in festa per le sue castagne. Sabato 16 ottobre Ore 14.00 - Pratoni del Vivaro – Visita guidata al Bosco del Cerquone, lembo di vegetazione originale dei Castelli Romani, ricco di farnie di notevoli dimensioni. Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria. Ore 15.30 - Centro Equestre Federale Pratoni del Vivaro – Visita guidata, cerimonia del

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battesimo della sella e dimostrazioni equestri. Partecipazione gratuita. Ore 18.00 - Casale Colle Ionci “Scultori all’Opera” nel parco del famoso casale con performance di cottura di ceramica Rakù, opere da camera ed arie d’opera dal vivo, degustazione di miele, vino e prodotti tipici castellani. Colle Ionci, Via Acqua Lucia 27, Velletri. Partecipazione gratuita. Domenica 17 ottobre Ore 10.00 - Partenza da piazza Di Vittorio (Campi di Annibale - Rocca di Papa) e passeggiata guidata lungo l’antica Via Sacra che conduceva al Tempio di Giove Laziale. Bellissimo panorama sui due laghi (unico punto in cui si vedono contemporaneamente il lago Albano e il lago di Nemi). Rientro nel borgo, attraversamento del centro storico in festa per la Sagra delle Castagne, visita guidata al sentiero didattico di Villa Barattolo, sede del Parco dei Castelli Romani (si potranno ammirare diversi rapaci nelle voliere di riabilitazione). Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria Ore 17.30 - Appuntamento in Piazza di Vittorio per assistere, nell’ambito della Sagra delle Castagne, al concerto musicale “I ballicanti – i piaceri del bosco”. Partecipazione gratuita. Per prenotazioni e per maggiori informazioni, schede dettagliate sugli eventi, aggiornamenti dell’ultimo minuto, visitare il sito web: www.sagreeprofane.it oppure rivolgersi alla segreteria organizzativa: da settembre, dal lunedì al venerdì ore 9.00/13.00 – 15.30/18.00, Cell: 3932224188 Mail: info@sagreeprofane.it


RIFLETTORI

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Se Beautifull diventa la tua famiglia

di Daniela Di Rosa

E’ proprio vero che ferisce più la lingua della spada, da quando ho questa rubrica sulla televisione moltissime donne si sentono offese dalle mie critiche verso i loro programmi preferiti. Ogni volta che attacco Beautifull e ridicolizzo Brooke, o Tylor o qualunque personaggio della soap, sembra che attacchi loro o un famigliare. Alcune, più ironiche, se ne fregano delle critiche e ci ridono sopra, altre quasi mi aggrediscono (verbalmente) e si sentono da me giudicate. Cosa quanto mai falsa! Se poi le mie critiche sono rivolte alla regina del trash per

eccellenza, Maria De Filippi... apriti cielo, diventano delle guerriere amazzoni pronte a difendere l’indifendibile programma Uomini e donne fino alla morte (metaforica) della suddetta. Propio non riescono a capire come si possa preferire la Gabanelli e il suo Report a C’è posta per te, e vanno giù duro con gli insulti verso quel “riccone” di Santoro, come se a me mi fregasse qualcosa dei suoi guadagni. A me interessano i suoi programmi, forse non sanno che i guadagni sono alti perchè altissimi sono gli introiti di Annozero. La tv si mantiene con i soldi

Quando i ministri pensano ai giovani

Quando si vuole, anche in un Paese in crisi economica come il nostro, i soldi si possono trovare. Ignazio La Russa, Ministro della Difesa, si è impegnato molto e ha trovato ben 20 milioni di euro per far fare un “addestramento” di tre settimane a giovani volontari tra i 18 e i 30 anni. Una “Naia“ microscopica per avvicinare i giovani alle Forze Armate. Quelli che lo vorranno potranno portarsi a casa, pagandola, la divisa che sarà fornita per l’occasione. Alcuni hanno gridato allo scandalo: “Si tagliano fondi alla sanità, alla cultura, ai servizi per gli anziani ma si trovano soldi per far fare esperienza da - balilla - a centinaia di giovani?”. Che cosa ne pensano i militari veri non lo sappiamo in modo diretto. Per regolamento non possono parlare, ma non ci vuole molta immaginazione per capire lo stato del loro umore alla notizia. Dipendenti pubblici con stipendi bloccati, insegnanti precari espulsi dalla scuola, giovani ricercatori senza alcun posto per ricercare, malati in attesa di una visita di urgente che riceveranno tra Ermanno 96 giorni e tanti altri in si- Gatta tuazioni difficili saranno ben lieti di veder passare un plotone di “soldati per tre settimane” che marciano allineati e coperti. Sergio Rasetti

il T o c c o

Ridge e Brooke

della pubblicità, gli inserzionisti dividono il pubblico in target e il target di Annozero è più alto (a parte la sottoscritta) di quello che segue la De Filippi. Tutto qui, è solo questione di soldi; per questo, nonostante la rabbia di Berlusconi, non lo chiudono, perderebbero un sacco di milioni. Ora vi prego, non odiatemi se dò dell’idiota a Ridge o della puttana a Brooke, non l’ho detto a voi, non offendetevi se non rido con Bonolis e trovo volgare Ciao Darwin, sotto sotto è lui (Bonolis) che vi denigra, chissà perchè il programma porta il nome del teorico dell’evoluzione, di colui che scoprì la nostra discendenza dalle scimmie, che cosa vuole dimostrare? Che in fondo da quest’ultime ci separa molto poco? Non credo, penso che quelle povere scimmiette messe di fronte ad un televisore sceglierebbero autonomamente di tornarse nella gabbia pur di evitare la tortura di vedere la D’urso o l’11ma edizione del Grande Fratello!

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Invito alla lettura Gli effetti secondari dei sogni di Loredana Massaro Lou Bertignac ha dodici ed è una bambina difficile, “diversa”. In famiglia la madre, chiusa nel ricordo di una inconfessabile tragedia del passato, vive in un silenzio opprimente, mentre a scuola la sua intelligenza fuori dal comune l'ha portata in una classe avanzata, a contatto con studenti più grandi di lei con i quali ha poco da spartire. Incapace di creare una relazione con chiunque, e di stabilire normali canali di comunicazione con i suoi coetanei, Lou passa la maggior parte del suo tempo libero a vivere attraverso le emozioni degli altri: guarda il calcio in televisione per osservare la gioia dei giocatori, spia le persone per strada e, soprattutto, frequenta le stazioni ferroviarie parigine perché in quei luoghi si concentrano i sentimenti di amanti che si salutano, di famiglie rimaste a lungo separate, di amici che si ritrovano. E' proprio qui alla stazione di Austerlitz, che Lou conosce tra la folla, una ragazza appena più grande di lei, Nolwenn, che si è lasciata alle spalle un passato difficile e ora vive da randagia e senzatetto. Tra le due, nel tempo minimo di uno sguardo, si crea un'intesa speciale, un'alleanza che nessuna aveva mai provato prima. Le due ragazze sono per ora totalmente sole, diverse sì ma destinate, in qualche modo, a rincontrarsi per caso e riconoscersi tra la folla della città, finiranno così per stringere un'amicizia che, nata lentamente, arriverà a cambiare la loro vita e il loro mondo, a ritrovare un'attesa e il coraggio di vivere. “Basta guardarsi intorno. Basta osservare lo sguardo delle persone, contare quelli che parlano da soli o che farneticano, basta prendere la metropolitana. Ho pensato agli effetti secondari della vita, quelli che non sono menzionati in nessuna avvertenza, in nessun libretto di istruzioni. Ho pensato che anche quella fosse violenza, ho pensato che la violenza fosse ovunque.” La vicenda è drammatica eppure scritta e vissuta in modo lieve, il dialogo interiore e quello delle due vite chiamate a intrecciarsi è assolutamente alto e profondo, con spunti di riflessione inediti inedito e le due adolescenti, se non riusciranno a salvarsi, riusciranno almeno a trovare nuove speranze. Delphine de Vigan, “Gli effetti secondari dei sogni”, Mondadori, 2008


il Segno dei tempi il Segno - Settembre 2010

nei disegni del Maestro Franco Carfagna

L’eroico Monte Faete

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Con questo disegno il maestro Carfagna vuole farvi scoprire Monte delle Faete che domina il pianoro dei Campi d’Annibale, da cui è possibile vedere l’alba con il sole che nasce proprio alle sue spalle. E’ il monte dei faggi e dei lecci ed è anche il centro del vecchio Lazio. Dalla sua cima, che spicca su tutto, si può osservare lo scenario dei Campi d’Annibale individuando perfettamente il cratere che centinaia di migliaia di anni fa diede vita, grazie alla formazione dell’odierna Valle Pantano, all’esteso pianoro di Rocca di Papa, posto alle spalle della Fortezza, racchiuso tra Monte Cavo, Monte Faete, Monte Vescovo e Monte Ara. Ecco perché il pittore Pocek proprio da questo monte dipinse la vallata sottostante. Ogni anno, in primavera, sulle Faete arrivano anche le rondini che, dopo il faticoso viaggio dall’Africa, trovano ospitalità sui faggi e sui lecci, posandosi spesso sulla croce e pure sulle antenne che ormai la fanno da padrone deturpando la vetta e impedendo ai roccheggiani di raggiungere il punto più alto a causa di una recinzione alta oltre 3 metri. Monte Faete è stato al centro di diverse vicende storiche, antiche e moderne, a partire dalle invasioni straniere, per passare alle lotte condotte dagli Annibaldi, dai Colonna, dagli Orsini, dai Borgia e dai Farnese, fino alla seconda guerra mondiale quando gli anglo-americani lanciarono su di esso numerose bombe. Fu proprio dalle Faete che scesero a migliaia per liberare Rocca di Papa dall’occupazione nazi-fascista. Ora i tempi sono cambiati e il Monte delle Faete è una delle mete più apprezzate per le passeggiate ambientali. A giugno di ogni anno, infatti, l’amministrazione comunale (con in testa l’assessore Roberto Sellati… detto Pastasciutta) organizza la Magnalonga che permette a tanti roccheggiani e non di respirare l’odore degli alberi di castagno trascorrendo una giornata indimenticabile “magnenno, bevenno e camminenno”. Dopo 7 chilometri di passeggiata si arriva poi alla Valle della noce dove, dimenticando la stanchezza, si viene accolti da abbondanti piatti di pastasciutta… che subito fanno pensare alla “nomera” di Roberto. La fame è talmente tanta che se non si allontana in fretta “ci magnemo pure issu”.

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AMMINISTRAZIONE DI... SINISTRA? Il circolo IMAGO del Popolo delle Libertà di Rocca di Papa, che rappresenta un pezzo del Polo, in un recente volantino diffuso, ha definito l’attuale amministrazione comunale “di sinistra”. Proprio come parla Berlusconi che chiama comunisti tutti quelli che gli si oppongono. Come è ben noto a chi non è troppo disattento, questa amministrazione “di sinistra” non ha proprio nulla: né le idee, né l’agire, né persone che si distinguono per essere di sinistra. Se chi è restato di sinistra la smettesse di farsi rappresentare dai soliti noti, che cercano soltanto visibilità personale e

un ruolo per se stessi, prendessero in mano le redini dell’iniziativa politica facendo piazza pulita delle divisioni, che a livello locale non servono a nulla e a nessuno, avrebbero la possibilità di riacquistare un ruolo per la sinistra costruttiva della quale, soprattutto a Rocca di Papa, ci sarebbe bisogno. Lettera firmata

ANCORA SULLE PANCHINE COLORATE Ho letto la lettera di un mio compaesano sulle panchine rosse che sono state messe al Duomo. Più che il colore vorrei dire che sono proprio scomode visto che manca lo schienale. Io ho una certa età e

dopo pochi minuti sono costretta ad alzarmi per la stanchezza che sento nella schiena. Qualcuno aveva detto che presto sarebbero state cambiata ma ormai sono passate molte settimane. Voi sapete qualcosa in merito? Grazia Gentilini ANTENNE... NON SE NE PUO’ PIU’ Gentile Direttore, io la conosco e aprrezzo il suo impegno però vorrei sapere che senso ha tornare a parlare sempre del problema delle antenne. Oramai abbiamo imparato a conviverci con questi mostri di ferro e tanto nessuno potrà mai cambiare lo stato delle cose. Gli interessi sono così tanti e

diffusi che nessun politico al mondo potrà fare questo miracolo. Allora, torno a domandarle: che senso ha insistere su quest’argomento? Io ho una figlia che vive a Roma e ogni volta che legge articoli sul pericolo elettrosmog si spaventa e decide di venire sempre più raramente a Rocca di Papa a trovarmi con i miei nipotini. E’ praticamente terrorizzata da tutte queste notizie sulle malattie prodotte dalle antenne. Mi sta anche convincendo a trovare un monolocale a Roma ma io a Rocca di Papa mi trovo bene e non intendo andare via. Che dice? La smettiamo di parlare di antenne? Grazie. Aldo Mattei


Il Segno settembre 2010