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PICCOLO

“ il Segno Periodico mensile dell’Associazione Culturale Terre Sommerse Castelli

Anno IX, n. 1 - Gennaio 2010

Quando si accendono i roghi, mettiti sempre dalla parte della strega, anche a rischio di salire sul rogo con lei. Indro Montanelli

ALL’INTERNO IL SUPPLEMENTO DELLA “RETE DI GIORNALISTI E SCRITTORI ANITIMAFIE DI ROMA E PROVINCIA”

Nuove regole per le elezioni comunali? di Andrea Sebastianelli

Tra le novità introdotte nella Legge Finanziaria 2009 vi è la riduzione del numero di Consiglieri Comunali e Assessori. Una mini-rivoluzione che, se confermata, potrebbe scompaginare gli attuali equilibri locali. Vediamo che cosa succederebbe a Rocca di Papa. Attualmente, il Consiglio Comunale è composto da 20 Consiglieri e la Giunta è formata da sei assessori più il Sindaco. Con la riduzione del 20%, prevista dalla Finanziaria, il numero dei Consiglieri passerebbe dai 20 di oggi a 16 mentre gli assessori dagli attuali sei a quattro. Anche alla Provincia di Roma il numero degli assessori sarebbe ridotto di 1/5 dei Consiglieri eletti. Con l’introduzione di quanto previsto, le liste elettorali del nostro Comune saranno composte dai 12 ai 16 candidati: quindi di fatto diminuiranno i posti in lista e, di conseguenza, la “concorrenza” interna alle liste. In particolare per i Consiglieri di maggioranza significa che anziché 12, ne entreranno in Consiglio 10. Da quanto detto sinora, ovvero che dalla diminuzione dei Consiglieri eletti ne conseguirà anche una diminuzione del numero di posti per i candidati nelle liste elettorali ma sostanzialmente anche una minore concorrenza interna, si potrebbe ragionevolmente prevedere un aumento del numero di liste che si presenteranno alle elezioni comunali anche se, con il nuovo meccanismo, vedranno alzarsi il quorum per far eleggere i propri candidati.

SEGUE A PAGINA 8

‘Ndrangheta ...ai Castelli Villa Vecchia

Rocco Molè

L’omicidio Molè

Dopo il sequestro dell’Hotel Villa Vecchia di Monte Porzio non si può più far finta di niente

Strutture scolastiche, un impegno premiato

AL CENTRO DEL GIORNALE

Nuova sede municipale

Lavori in forte ritardo

A pagina 8

Ripetitori radio-tv

La lettera dei “Campi”

A pagina 10

Edificazioni al Vivaro

Ecco il piano del Comune

A pagina 9

_t itÄÄx \ÇvtÇàtàt A pagina 14

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ATTUALITA’ Cinque buone ragioni per dire di no al dialogo con Berlusconi

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Il rispetto delle regole e delle leggi è un valore irrinunciabile di Marcello Morrone Dialogo sì, dialogo no. Cinque ragioni per rifiutare il cosiddetto “dialogo sulle riforme” tra il Governo Berlusconi e l’opposizione.

1) Oggi la priorità assoluta è la questione occupazionale. Per una politica volta ad eliminare le forme di precariato e creare posti di lavoro, non occorrono riforme istituzionali.E’ sufficiente una politica che dia al potere pubblico poteri più incisivi sulle scelte economiche e finanziarie. 2) Un Parlamento in cui milioni di cittadini (anche per

grave responsabilità delle forze politiche di sinistra) non sono rappresentati non può essere legittimato a modificare una Costituzione che fu votata a larga maggioranza da un’Assemblea, effettivamente rappresentativa come l’Assemblea Costituente. 3) Le proposte di modifica che oggi il PDL vuole riproporre sono state già bocciate dagli elettori con il referendum costituzionale del giugno ‘06.

4) Le modifiche alla Costituzione sono possibili soltanto con la procedura emendativa prevista dall’art. 138 Cost. Non possono essere previste riforme come quella della Bicamerale di D’Alema e quella del 2005 di Berlusconi; per la stessa ragione non è nemmeno

il Segno - Gennaio 2010

praticabile la cosiddetta “proposta Violante”che implica un’ampia modifica dell’assetto istituzionale del Paese.

5) Il problema oggi non è lo scarso potere dell’Esecutivo e del Presidente del Consiglio; al contrario il problema è proprio lo strapotere di tali organi con il conseguente ridimensionamento del ruolo del Parlamento, peraltro deligittimato da una legge elettorale truffaldina. L’esigenza prioritaria è quindi una legge elettorale che restituisca al Parlamento una più piena rappresentatività ed agli organi di controllo e di garanzia un ruolo forte per una effettiva democrazia costituzionale. Soprattutto, però, c’è una ragione fondamentale: Berlu-

Silvio Berlusconi

sconi per la sua storia personale e politica non può essere un interlocutore credibile per un confronto sulle riforme istituzionali: è un personaggio incapace di comprendere le regole di una democrazia costituzionale. Potrà anche accettare il dialogo, ma (considerato che in Parlamento ha anche i numeri) sarebbe un triste monologo per la democrazia del nostro Paese.

Scudo fiscale Spetta ai magistrati il compito di

Con lo SCUDO FISCALE sono rientrati in Italia capitali per 100 miliardi di euro. Con essi sono entrati nelle casse dello Stato 5 miliardi di euro (il 5% previsto dalla legge voluta dal partito dell’amore). Questi capitali tassati in Italia avrebbero fruttato alle casse dello Stato 45/50 miliardi di euro, un importo corrispondente a 4 o 5 finanziarie. Il bello è che questi evasori, veri patrioti ora pentiti a bassissimo costo, tornerebbero per dare una mano al Paese riportando a casa capitali prima sottratti contribuendo alla grande a metterlo in difficoltà, non pagheranno in concreto nemmeno questa irrisoria penalità perché questi miliardi al nero gli avranno fruttato anche consistenti interessi di lunga superiori a quel 5% che hanno sborsato per riportarseli a casa. Il meraviglioso è che ora potranno spenderli anche per comprarsi migliaia di aziende che, restando in Italia a lottare per la sopravvivenza, sono entrate in crisi abbandonate o poco tutelate da Stato e banche e che ora svendono, forse proprio a quelli che tra due o tre anni, quando ricomincerà la strada positiva dell’economia, ricominceranno a trafugare capitali prodotti dal lavoro degli italiani, riavviando di nuovo il percorso dell’arricchimento illecito, in attesa di un nuovo scudo studiato dall’economista di turno che invece di pensare per tempo a far quadrare legittimamente il bilancio dello Stato si occuperà ancora una volta di fare un regalo al solito club di pescicani. il-sognatore.blogspot.com

verificare le rivelazioni di Spatuzza Al processo della Corte d’Appello di Torino a Marcello Dell’Utri, che deve decidere se il Senatore sia stato riferimento per gli interessi e gli affari di Cosa Nostra; Gaspare Spatuzza, mafioso all’ergastolo per 6 stragi e 40 omicidi, in carcere dal 1997 e pentito dal 2008, racconta che nel 1993 il suo capo, Giuseppe Graviano, gli dice che era andata a buon fine, tramite il paesano Dell’Utri e Berlusconi, quello di Canale 5, una trattativa con lo Stato e da quel momento avrebbero avuto il Paese nelle mani. Giuseppe Graviano e suo fratello Filippo, entrambi in carcere perchè condannati per reati di mafia, (verificare con quali condanne) sono chiamati a testimoniare al processo in questione. Giuseppe Graviano, interrogato in videoconferenza si avvale della facoltà di non rispondere, dice che lo farà quando lo stato della sua salute glielo permetterà. Filippo Graviano, risponde, sempre in videoconferenza, dicendo tra l’altro che: “Non conosce Dell’Utri, non lo ha mai incontrato, di non aver mai avuto rapporti, anche indiretti, con il Senatore”. Quindi, Spatuzza dice che della trat-

tativa ne ha parlato Giuseppe Graviano. A dichiarare di non conoscere Marcello Dell’Utri è Filippo Graviano. Se questo è il quanto, i giudici non devono far altro che continuare ad investigare ancora; o quel “siamo alle comiche” detto da Berlusconi dopo queste risposte significa che ci si trova soltanto davanti a “un caso” montato da chi ce l’ha con lui? Mafiosi? Magistrati? Comunisti? Ma l’obbligo di ogni magistrato non è sempre di investigare su tutte le notizie di reato delle quali vengono a conoscenza per verificarne l’eventuale attendibilità? Quella che sembra la maggioritaria idea pubblica sull’infondatezza delle accuse mosse da criminali a Dell’Utri e Berlusconi può far rinunciare i magistrati ai necessari approfondimenti per accertare, senza alcun ombra di dubbio, i fatti perché i coinvolti sono persone con un ruolo pubblico così rilevante? Noi crediamo di no e chiediamo che si faccia con la massima professionalità e discrezione. il-sognatore.blogspot.com


ATTUALITA’

Un professore, il politico e un giudice ragazzino

il Segno - Gennaio 2010

Gli strani casi della vita in cui ogni pezzo del mosaico torna al suo posto

per tornare dalla famiglia e dal figlio piccolissimo. Era tempo di elezioni e coincidevano col compleanno della moglie. Due giorni prima di partire si ruppe un piede, giocando a calcio con i suoi alunni. Uno sport che odiava. Appena la moglie lo seppe fece l’ira di Dio per farlo tornare a casa subito. Lui a malavoglia accettò. Ma non disse a nessuno del suo arrivo. Qualche sera dopo alcuni amici chiamarono preoccupati, chiedendo del professore. Sapevano che sarebbe tornato con un aereo schiantatosi su una montagna qualche ora prima. Ovviamente non era a bordo. Però su quell’aereo c’era una donna col suo stesso cognome, inoltre il nome aveva la stessa iniziale e con quella era stato scritto nelle liste delle vittime accanto al cognome scritto per esteso. Era il cinque maggio del 1972. Palermo, Montagnalonga. Quel professore è stato fondamentale, per tenere a galla un figlio sempre a rischio di annegamento in mezzo a mari emotivi. Il professore era fratello del preside. Un altro uomo è scampato a quel disastro prendendo l’aereo che era partito poco prima. Era

il Segno PICCOLO

di Ettore Zanca La memoria va allenata. Il nostro solaio di ricordi non va lasciato impolverare mai. Il rischio è che quando passa un treno, tu abbia in un angolo il biglietto ma non lo trovi. La memoria è un occhio della mente e deve aprirla. Quello che accade non va mai guardato in modo sfocato, perché è proprio il piccolo particolare che fa da Deus ex machina e articola una storia. Enrico Ruggeri ama raccontare che la sua nascita è dovuta a un bullone. Se non di fosse rotta la macchina dove viaggiava sua madre, suo padre non si sarebbe fermato e non l’avrebbe aiutata. Ognuno avrebbe proseguito per la sua strada. Invece un piccolo pezzo di metallo ha fatto sì che nascesse il mio cantante preferito. Una volta un preside stava stendendo un reticolato della sua casa di campagna. Fu raggiunto da una pallottola che lo colpì a una coscia, ferendolo in modo serio. La pallottola restò incastrata tra i muscoli per sempre. Come quella di Gino Paoli. Con la sola differenza che alloggia tuttora non tra i ventricoli, ma in prossimità di parti intime. Quel preside fu quasi incriminato per reticenza da un magistrato convinto che sapesse benissimo chi aveva potuto sparargli. Solo la morte di un militare fece venire alla luce la verità. Lo stesso ufficiale, prima di morire disse che aveva sparato per gioco dalla casa di fronte, avendo alzato il gomito, si portò questo peso per tutto il resto della vita. La salvezza fu data dal fatto che era tale la distanza che la pallottola a fine corsa si depositò dolcemente tra le fibre e la pelle. Il preside era fratello di un professore Un professore lavorava lontano, doveva prendere un aereo

organo mensile dell’associazione culturale “Terre Sommerse Castelli” Registrazione Tribunale di Velletri n. 5/02 del 19/02/2002 DIREZIONE Via dei Monti, 24 - Rocca di Papa DIRETTORE RESPONSABILE Giuseppe Caldarelli DIRETTORE Andrea Sebastianelli

da solo. Sei anni dopo si trovava su un aereo che si spaccò in vari tronconi ammarando . si salvarono solo in ventuno. Era il ventitré dicembre del 1978. Palermo, mare antistante l’aeroporto di Punta Raisi, l’uomo stavolta non si salvò e perse anche tutta la sua famiglia. Che viaggiava al completo su quell’aereo. Un esponente di spicco dei vecchi partiti di governo, definì un giorno “giudici ragazzini” quei freschi vincitori di concorsi a magistrato, che neanche insediati esercitavano azioni penali in larga scala. Uno di questi morì con questa definizione appiccicata addosso, aveva trentotto anni, tranciati di netto in un vallone sterrato a colpi di pistola. Un Giudice fu eletto per anzianità e non per merito Consigliere Istruttore del Tribunale di Palermo. Criterio quasi mai adottato. Appena insediato decise che un altro gruppo di magistrati andava diviso. Applicando pedissequamente la legge disse che i giudici erano organi monocratici e come tali dovevano operare. Quel gruppo era fondato da Rocco Chinnici e contava GioREDAZIONE

Noemi Bevilacqua, Piero Botti, Federica Capogna, Gaetano Casilli, Riccardo Ciotti, Daniela Di Rosa, Piero Fondi, Paola Gatta, Sandro Guidi, Marcello Morrone, Noga (Gabriele Novelli), Marco Rapo, Andrea Rasetti, Sergio Rasetti, Annarita Rossi, Maria Pia Santangeli, Giulia Serafini, Luigi Serafini, Sandro Tabellione, Flavia Vitali, Ettore Zanca, il-sognatore.blogspot.com

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Rosario Livatino

vanni Falcone e Paolo Borsellino. Da quel momento iniziò il loro isolamento. La morte civile, le invidie e l’odio dei colleghi. Sappiamo tutti come si muore prima di morire davvero. È da poco tempo che ho capito. Non esistono destini, ma tessere di mosaico. Io ho cominciato a comporre il mio e non so quando lo finirò. Spero il più tardi possibile. Ma qualcun altro nel frattempo costruisce il suo. A volte le tessere sono talmente simili che le loro vite entrano nella tua, la invadono, ne diventano parte integrante, o rimangono l’ultima radice vera a cui sostenersi. A volte però è necessario che qualcosa le spinga nella tua direzione. Un bullone, una pallottola, un piede messo male, un consigliere eccessivamente zelante, un dinosauro della politica che è considerato uno statista, un biglietto aereo, che può servire, come dice il mio cantante preferito, per un lungo viaggio che non abbiamo mai usato. ILLUSTRAZIONI Franco Carfagna, Ermanno Gatta

ilpiccolosegno@tiscali.it

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ATTUALITA’

il Segno - Gennaio 2010

Col rischio inciucio saràilviolaasalvarci? Dopo l’aggressione a Berlusconi riparte la politica

di Daniela Di Rosa Da poco più di un mese è nato un movimento per chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi, è nato su internet, spontaneamente, cioè senza l’appoggio dei partiti di opposizione. Il loro colore è il viola, senza un motivo specifico, forse era l’unico colore disponibile; alla prima manifestazione (il “No B day”) erano circa un milione, con IDV di Di Pietro, “Sinistra Ecologia e Libertà” di Vendola e le altre sigle della sinistra. Mancava il PD di Bersani forse perchè Berlusconi per loro va bene lì dov’è con tutto il suo conflitto d’interessi, con tutti i procedimenti a suo carico... anzi cercano di aiutarlo come possono perchè i privilegi per lui valgono anche per loro tanto è vero che il 17 dicembre è stato presentato un disegno di legge per ripristinare l’immunità parlamentare a firma di un onorevole del PDL insieme a Franca Chiaromonte del PD. Se non è un inciucio questo.... Domenica 10 gennaio i cattolici di questo neonato movimento viola si sono presentati in piazza S. Pietro con le loro sciarpe e bandiere per pregare per le stesse ragioni, le dimissioni del premier. Li avete visti in Tv? Io sì, a mezzanotte su Rainews24. Questa è l’informazione oggi, però per giorni e giorni, senza sosta, dai Tg ai contenitori televisivi mattutini, pomeridiani, serali e notturni, si è parlato dell’“attentato” a Berlusconi. Un povero ragazzo con problemi psichici

fatto passare per un terrorista rosso! Di rosso, secondo me, c’era solo l’ampollina con la vernice che Silvio nascondeva in macchina, andate su internert gira un filmato particolare, si vede Berlusconi che si chiude in auto e non ha un graffio, riappare poco dopo con il volto grondante

sangue... sarò prevenuta, il Duomo glielo avrà tirato veramente, ne sono sicura, il resto però sembra una messinscena, un colpo di teatro utilizzato per salire nei sondaggi che, infatti, gli danno due punti in più; per pareggiare i conti, un altro folle dovrebbe tirare il Colosseo a Bersani e questo non ce lo auguriamo nessuno anche perchè Bersani è un pessimo attore. Mai fare di un avversario un martire, perciò lunga vita a Berlusconi ma, se possibile, fuori dal Parlamento. Vogliamo cacciarlo perchè non è una persona degna di ricoprire il ruolo di premier, accusato di corruzione e malaffare, non conosce il concetto di democrazia... persino Fini lo critica definendolo un monarca che invece di elettori vuole dei sudditi, vuole riscrivere a suo piacimento la Costituzione e farne carta straccia... riduce Palazzo Grazioli a una casa d’appuntamenti... la vita matrimoniale a uno squallido harem... chissà, forse quel ragazzo dopo dieci anni di follia ha avuto un attimo di lucidità! Ovviamente sto scherzando!

di Annarita Rossi Fu in quella occasione durante la quale aveva avuto un incontro ravvicinato con i giganti del mare che riuscì a non temere più gli animali. Forse era stato quel piccolo trauma che gli dicevano aver subito da bambino ad averlo portato a diffidare un po’ di tutti gli animali. Un giorno comunque si convinse a praticare insieme ad alcuni amici il Whale Whatching, pratica che consiste nell’osservazione delle balene in natura. Con un’imbarcazione quindi fu portato al largo, laddove in quel periodo dell’anno con un po’ di pazienza e fortuna avrebbe potuto avvistare delle misteriose creature. Mentre salpavano, si accorsero che dei gabbiani volteggiavano su di loro accompagnandoli nel viaggio. Poi ad un tratto comparvero dei riflessi argentei nell’acqua, veloci e zampillanti, erano dei delfini che viaggiavano anch’essi con loro. L’escursione aveva tutti i presupposti per essere piacevole, c’era

il sole ed erano in compagnia ma dei giganti ancora nulla, poi all’improvviso un enorme sbruffo venne fuori dall’acqua, così gli spettatori cautamente si apprestarono ad avvicinarsi alla misteriosa creatura; era importante non spaventare l’esemplare per non causare involontariamente un brusco colpo di coda su di loro e mentre erano tutti intenti a fotografare ed osservare la balena, questa sollevandosi si mostrò in tutta la sua interezza insieme al suo cucciolo al seguito. Il ragazzo allora fece una cosa che non avrebbe mai pensato di fare, emozionato si protese avanti riuscendo quasi a toccare il gigante mentre calde lacrime gli scivolarono sul volto in quanto tanta meraviglia lo aveva reso finalmente felice. Di numerosi branchi di cetacei (balene, orche, megattere, capodogli e anche tursiopi e stenelle ossia delfini), si ha purtroppo notizia sempre più spesso dello spiaggiamento. Il loro perfetto ma delicato sistema di orientamento con il quale attraversano gli oceani, migrando da un polo all’altro durante la loro esistenza per nutrirsi e riprodursi e l’incredibile modo

di comunicare tra loro attraverso emissioni di suoni a bassa frequenza, molto melodiosi, il tutto improvvisamente viene ingannato lasciando disorientati gli animali che non riuscendo più a tornare nel mare aperto, verranno trovati senza vita sulle spiagge. Nel loro stomaco vengono ritrovate spesso intere buste di plastica che avevano scambiato per calamari e invece infausto sarà stato quel pasto. Studi affermano che molto probabilmente dei rumori molesti emessi da enormi navi, petroliere e sottomarini dai potenti sonar, sarebbero la causa del loro disorientamento. Queste creature dalla spiccata intelligenza e sensibilità che continuano ad essere cacciate senza scrupoli in Norvegia, Canada e Giappone, catturate accidentalmente e ferite durante la pesca o di proposito per imprigionarle nei delfinari e avvelenate dall’inquinamento, forse un giorno non padroneggeranno più i nostri mari, quegli stessi misteriosi giganti che nella loro immensità sono ancora capaci di emozionare persino chi li teme.

L’emozione dei giganti del mare


ATTUALITA’ Le tante censure e le informazioni deviate di una ex grande rete

il Segno - Gennaio 2010

A difendere il Governo ci pensa il TG1 di Minzolini

Il direttore del TG Rai 1, Minzolini, intrattiene volentieri gli ascoltatori durante il telegiornale delle ore 20. Con troppa facilità appare un megafono del governo e del Presidente del Consiglio. I suoi editoriali risultano di gran lunga più impegnati di quelli di Fede su Rete 4 nel difendere le ragioni di governanti e loro corte invece di dare informazioni, per quanto possibile, asettiche da giudizi politici di parte come dovrebbero essere quelle dei telegiornali della televisione pubblica. Il fatto che questa asetticità non sia molto frequentata nei meandri della Rai non ci impedisce di pensare che Minzolini non può ingannare gli utenti che pagano il canone alla Rai e chiedono di essere informati sui fatti, che poi a farsi un’idea sul senso delle notizie ascoltate

ci pensano loro senza il bisogno dell’interprete di turno. Ma Minzolini utilizza il suo ruolo così come lo ha pensato chi gli ha procurato quel posto così importante. E allora si fa censore e interprete. Comincia con il censurare una manifestazione del 16 Giugno di terremo- Augusto Minzolini, direttore del TG1 tati abruzzesi davanti a Montecitorio che con- dell’immunità parlamentare testano le affermazioni di Ber- che sottomette la politica alla lusconi su cose e tempi che li magistratura. riguardano. Occulta notizie su Attacca la manifestazione ragazze che frequentano pa- sulla libertà di stampa dicendo lazzi istituzionali perché il che è una manifestazione asTG1 non si interessa di gossip. surda, incomprensibile, tesa ad Dichiara sbagliata l’abolizione insediare un regime mediatico.

Il conflitto d’interessi rende impossibile un clima sereno

Il governo si è dovuto occupare di disciplinare, coerentemente con i principii comunitari, il mercato della pubblicità che è quello che fa girare la ruota dell’informazione: televisioni, radio, giornali. Con un decreto ha deciso di introdurre in Italia il “Productor Placement”, tecnica ammessa dalle norme europee con la quale le telecamere mostreranno marche e prodotti; durante le trasmissioni di intrattenimento, nelle fiction, nei programmi sportivi. Nei film ci saranno mostrati prodotti e marche per i quali le emittenti incasseranno euro e gli spettatori incasseranno informazioni non richieste che poi useranno, quasi sempre inconsapevolmente, quando faranno i loro acquisti. Altro duro colpo alla carta stampata già in gravissima sofferenza di risorse finanziarie. Per esempio i canali gratuiti potranno trasmettere fino al 20% di pubblicità nell’arco delle 24 ore, mentre quelli a pagamento di RAI, SKY o MEDIASET Premium dovranno scendere entro 3 anni al 12% perché i loro telespettatori pa-

gano già un abbonamento. Tutto bene e regolare allora. Comunque anche in questa occasione ci imbattiamo in un aspetto che configura un conflitto di interessi. Infatti le quote rimesse sul mercato per rispettare il 12% finiranno nella disponibilità delle televisioni non a pagamento, le più importanti delle quali, ci sembra, che sono di proprietà di una famiglia che ha un importante membro nel governo in carica, il quale, dovendo proporre una legge per il settore finisce per decidere un possibile congruo vantaggio per gli affari di famiglia. Fino a quando persisterà questa situazione di conflitto di interessi, credete voi che sarà semplice

5 Sul processo d’appello a Marcello Dell’Utri interpreta allo stesso modo del governo. Appare molto servizievole con qualcuno facendo della censura un mezzo per proteggere il suo capo. Dimentica di dedicare un editoriale ad un fatto molto importante: la lettera che lo scrittore Roberto Saviano ha scritto a Berlusconi perché ritiri la “SUA” legge sul processo breve, lettera sottoscritta da oltre mezzo milione di cittadini italiani. Un fatto che per Minzolini, tutto impegnato a dare notizia dei fatti reali e non di gossip non è degno di essere preso in considerazione dalla nostra televisione pubblica. Speriamo che con il 2010 e la politica con i suoi partiti dell’amore, Minzolini si convinca che è lì per informarci su ciò che accade e non per darci una sua interpretazione personale perché un telegiornale serve a questo e comunque, se ci interessassero soltanto notizie addomesticate, ci rivolgeremmo ad Emilio Fede che con l’arte di dare notizie “asettiche” ci ha già vinto numerosi oscar. il-sognatore.blogspot.com

“abbassare i toni”, “realizzare una pacificazione”, “ragionare soltanto civilmente”, “raccogliere tutta la politica in partiti dell’amore”, etc. etc? Noi speriamo proprio di sì, ma sappiamo che la cosa risulterà particolarmente difficile. il-sognatore.blogspot.com


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L’angolo della storia

PAGINA APERTA

Alla scoperta del Medioevo, a torto ritenuto l’“epoca oscura” di Vincenzo Rufini Secondo la storiografia ufficiale il Medioevo, l’età di mezzo, è quel periodo storico lungo circa mille anni che va dalla caduta dell’Impero Romano d’Occidente nel 476, con la deposizione dell’ultimo Imperatore, Romolo Augustolo, alla scoperta dell’America, avvenuta il 12 ottobre 1492. Quando Rodrigo di Triana, vedetta della caravella Santa Maria ammiraglia della flotta di spedizione di Cristoforo Colombo diretto alle Indie, urla.”Terra, terra, terra!”, finisce convenzionalmente il Medioevo e inizia la Modernità. Ma oltre le disquisizioni storiografiche, è molto interessante e storicamente proficuo analizzare quel periodo di tempo tanto discusso e vilipeso, forse a torto definito “età oscura”. Il sostantivo Medioevo è divenuto nel lessico moderno un termine dispregiativo, esteso non solo agli studi storici, bensì applicato anche nella terminologia comune. Fu veramente un arco temporale in cui l’umanità registrò un inarrestabile declino accompagnato da un regresso irreversibile e degradante? Attingendo con passione e dovizia di storico alle fonti documentali che i polverosi archivi delle biblioteche e gli splen-

denti siti che la moderna tecnologia, incarnata da internet, attirano alla nostra attenzione, possiamo trarre dei giudizi alquanto diversificato dalla vulgata corrente sul quel predetto periodo di tempo, La Modernità con tutti i suoi vantaggi, e a volte anche svantaggi, ci pone nella condizione di osservare il passato, prossimo o remoto che sia, con un’aureola di superiorità che mal si concilia con l’attenta analisi e la verifica delle fonti storiche. Le quali ci offrono la visualizzazione perfetta del passato pronto per essere introiettato, con le sue luci e le sue ombre, con gli strumenti della ragione e non della superficialità e del dileggio. Storicamente il Medioevo si divide in Alto e Basso. L’Alto Medioevo va dal quinto secolo all’anno Mille; il Basso arriva fino al quindicesimo secolo. Analizzandolo cronologicamente possiamo fornire un giudizio più distaccato e attinente alla verità storica. Fra i principali avvenimenti che lo hanno contrassegnato possiamo annoverare le lunghe guerre scaturite dalle Crociate, scatenate sì per riprendere possesso delle terre sante, ma anche per garantire i traffici commerciali delle potenze europee dell’epoca. Un altro elemento caratteriz-

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zante dell’epoca è stato il sorgere dell’inquisizione, creata all’inizio del 13° secolo per reprimere le eresie cristiane (Catari docet), e poi assurta, per volontà di Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona nel 15° secolo, a vero e proprio Instrumentum regni, destinato a reprime ogni forma di dissenso. La lunga lotta per le investiture, cioè la nomina dei vescovi, tra Papato e Impero aprono quel conflitto tra stato e chiesa che ancor oggi è all’ordine del giorno. Fu anche, dal punto di vista filosofico, un’età di vasta fioritura intellettuale; basti solo pensare al sorgere della filosofia Scolastica la quale ebbe nel Tomismo di San Tommaso d’Aquino il suo punto più elevato, e nel tentare di complementare Fede e Ragione la sua speculazione filosofica più ardita, spargendo i semi di una discussione ancor oggi fiorente e polemica. Insomma il Medioevo è un periodo di tempo tutto ancora da studiare con passione e serietà, tanto più che può vantare il privilegio di aver avuto per i suoi natali quattro grandi della tarda romanità: Boezio, Cassiodoro, Gregorio Magno e Isidoro di Siviglia. Ha avuto il compito di preservare gran parte della cultura classica, preservandola dalle incursioni barbariche; ha fatto affiorare quel sentimento spirituale individuale oggi esaltato, in forme alquanto ritoccate dalla New Age. In più ha custodito e poi aperto il suo scrigno culturale destinato all’aurora del Rinascimento.

Acqua pubblica

il Segno - Gennaio 2010

di Mauro Artibani

Orsù Clienti, clienti di tutto, arriva al mercato l’ultima merce: l’acqua. Liquida, insapore, inodore, insostituibile; vitale. Prima un diritto, ora merce. Proverbiale l’efficienza del mercato: c’è sete d’acqua per miliardi di individui. Un bene dunque, pure scarso, il mercato fa il prezzo. Se ne discute la liceità, si tenta di declinare tra diritto e merce: difficile, non impossibile. Si affannano alla rinfusa populismi, istinti dottrinari, riverberi ideologici, persino gravi insipienze. Quando i fatti, che già si mostrano, non migliorano il servizio, la qualità, il prezzo di quel prodotto, quel difficile sembra farsi impossibile.

Eppoi, alla faccia dell’efficienza, proprio quando mancano redditi adeguati per acquistare merci, ops, arrivano altre merci: oibò. Ma, si sa, il mercato ha sempre ragione pure quando ha torto, torto marcio. P.S. Per le ripercussioni che il provvedimento di liberalizzazione dei servizi idrici potrà avere sul prezzo finale dell’acqua, il Presidente dell’Antitrust Catricalà, ha chiosato: “alcune associazioni sono preoccupate per i prezzi e lo condivido, se non ci dovesse essere un controllo da parte delle autorità competenti. Se questo ci sarà, spero che queste preoccupazioni si rivelino infondate”. SPERO? Per approfondire il tema: PROFESSIONE CONSUMATORE Paoletti D'Isidori Capponi Editori - Marzo 2009

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il Segno - Gennaio 2010

L’INTERVENTO

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La rinascita di un borgo medievale grazie alla politica dell’accoglienza Riace, l’altra Calabria dove la convivenza è diventata una vera ricchezza

di Franca Fortunato * Prendo la parola sollecitata da Luisa Muraro al convegno dal titolo “Passione per il mondo - Donne e uomini in relazione di differenza” organizzato a Torreglia dall’associazione “Identità e Differenza”, per raccontare l’esperienza e la pratica politica di una comunità calabrese, che ha saputo superare diffidenze e pregiudizi, e trovare buone risposte di accoglienza e di civile convivenza con quante e quanti arrivano, da Paesi lontani, sulle coste calabresi, in cerca di una vita migliore. Mi riferisco a Riace, piccolo Comune della Locride sulla costa jonica della provincia di Reggio Calabria, divenuta famosa, in tutto il mondo, per il ritrovamento nel 1972, nelle acque del suo mare, dei Bronzi, detti appunto di Riace. Oggi questa comunità può vantare molto di più dei Bronzi. È stata capace, infatti, di trasformare il suo centro storico, un borgo medievale, in un “borgo dell’accoglienza” e di civile convivenza con i rifugiati e richiedenti asilo. Il tutto ha inizio nel 1998 quando un centinaio di curdi sfuggiti all’esercito di Ankara e iracheni scappati dai gas di Saddam, arrivarono sulle coste calabresi e molte e molti si prodigarono per accoglierli nel proprio paese. Fu allora che qualcuno -sull’esempio del Comune di Badolato, paesino del catanzarese- pensò di recuperare alcune case disabitate del centro storico e metterle a loro disposizione. Si trattava, per lo più, di case di emigrati, che negli anni ‘60 avevano lasciato la loro terra per andare in un altro Continente, in Australia, in Canada e in Argentina. Fu Giuseppe Pugliese di Rosarno, un paese della Locride, a prendere l’iniziativa di telefonare ai proprietari, i quali -come lui stesso ha più volte raccontato ai giornali locali- “non se la sentirono di negare un tetto a chi cercava la fortuna altrove, come avevano fatto loro de-

cenni prima”. Dopo la prima ondata di immigrati curdi, che vennero momentaneamente accolti nella Casa del Pellegrino, di proprietà della Curia, e, una volta identificati in un Cpa, se ne andarono per l’Italia in cerca di lavoro, ne arrivarono altri, provenienti da Lampedusa. È’ a partire dal 2000 che il progetto di recupero delle case disabitate da destinare agli immigrati viene realizzato, grazie alle donne e agli uomini dell’associazione “Città Futura”. Uno di loro, Domenico Lucano, nel 2004 divenuto Sindaco di Riace, riesce a coinvolgere nel suo progetto altri due Sindaci di piccoli Comuni limitrofi, Caulonia e Stignano. Nel novembre del 2008, i tre Sindaci indicono un referendum consultivo tra la popolazione per destinare quelle case agli immigrati e la popolazione approva. La settimana prima erano arrivati a Riace altri 25 immigrati, provenienti da Lampedusa, via Crotone. Erano eritrei, etiopici e afgani. Soprattutto coppie ma anche tanti bambini, seguiti il giorno dopo da donne somale. I posti disponibili nei tre Comuni erano 200 di cui 100 a Riace. Ristrutturate le case, ostelli per immigrati e viandanti, tutto il borgo è tornato a nuova vita con la riattivazione di laboratori di vecchi mestieri artigianali, che come la tessitura, arte tipicamente femminile, rischiavano di perdersi. Qui, oggi, troviamo donne riacesi lavorare la ginestra al telaio, insieme a donne afgane, eritree, etiopiche, in un intreccio di relazioni di scambio di saperi, amicizia e affetti. Donne e uomini in relazione lavorano nei laboratori del vetro, della ceramica, delle conserve di marmellate e in un frantoio recuperato all’abbandono. Una donna, Pina Sgrò, depositaria degli antichi segreti femminili dell’arte tessile, trasmette, nel suo laboratorio, il suo sapere ai bambini del

Oltre Rosarno

Il Sindaco di Riace, Domenico Lucano

Dopo la battaglia e la repressione di Rosarno, che ha visto la distruzione delle baraccopoli in cui vivevano i lavoratori di colore, i bus organizzati dal Viminale hanno allontanato verso i centri di accoglienza altri extracomunitari (in tutto un migliaio) dai luoghi in cui erano tornati a rifugiarsi. Dietro quanto accaduto appare chiara l’abile regia delle cosche. Ma la Calabria non è solo Rosarno… è anche Riace, un Comune che ha fatto dell’accoglienza una politica vincente capace di integrare le varie culture stabilitesi nel luogo. Un esempio positivo di cui nessuno parla.

luogo. Un’altra, una maestra, Cosimina Ierinò, tiene aperta una scuola estiva per bambini immigrati, mentre alla taverna “Donna Rosa”, dal nome di una venditrice ambulante di stracci, che al mercato insieme con le sue povere mercanzie portava tanta solidarietà, i piatti tradizionali calabresi si intrecciano con i sapori e i profumi del Vicino Oriente. In questo paesino, dalle origini aragonesi, anche l’asino ha ritrovato un suo posto dignitoso grazie alla cooperativa “Il carrettiere”, che si occupa di raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta. Il Sindaco, Domenico Lucano, riconfermato in quest’ultima tornata elettorale, da parte sua ha investito tutta la sua azione amministrativa nel sostenere e aiutare la

popolazione nel rendere possibile questo circolo virtuoso tra accoglienza, lavoro e integrazione. Significativo è il fatto che contemporaneamente, nello statuto comunale, Riace, unico paese della Locride, si è costituita parte civile in tutti i processi per mafia, unico vero nemico della Calabria. Riace e il suo borgo, grazie alla popolazione e all’amministrazione, è divenuto, col tempo, un villaggio pieno di vita, di culture, lingue e tradizioni diverse, un esempio di buona politica, di civile convivenza, che affonda le sue radici nella storia di una terra di emigrazione e nella tradizione di una Calabria ospitale e accogliente. *www.libreriadelledonne.it


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INDOVINA QUANTI SIAMO?

Al 30 novembre 2009 i residenti censiti nel Comune di Rocca di Papa erano 15.761 (maschi 7.823; femmine 7.938).*

ROCCA DI PAPA notizie, informazione, attualità

il Segno - Gennaio 2010 NUMERI UTILI

Farmacia Comunale: 06-9499986 Clinica San Raffaele: 06-9428601 Comando Carabinieri: 06-94749007 Polizia Municipale: 06-94286134 Centralino Municipio: 06-942861

In forte ritardo i lavori per la nuova sedemunicipaledipiazzaMargherita *dati forniti dall’Ufficio d’Anagrafe

La tabella esposta indica come fine lavori la data del 1 aprile 2009. Otto mesi di ritardo.

di Sergio Rasetti A giudicare dal movimento di operai e materiali i lavori di ristrutturazione della nuova sede comunale risultano pressoché fermi. Il cartello esposto sulla facciata del cantiere riporta in evidenza la data di inizio dei lavori: 25 febbraio 2008 e la data di ultimazione dei lavori 01 aprile 2009. Il cittadino che legge è portato subito alle solite considerazioni sui lavori pubblici: ritardi dovuti all’inefficienza della macchina amministrativa, ritardi che fanno lievitare i prezzi, aumentare il disagio, rimandare all’infinito lo stato di un ambiente brutto a vedersi proprio sulla piazza principale del paese. A proposito perché non è stata prevista una copertura della facciata del cantiere con quelle strutture che si

usano oggi quando si fanno lavori importanti nei centri storici che riportano il disegno della facciata originale? La capitale è vicina ma i nostri sembra che non ne siano buoni e attenti frequentatori. Con il contratto di appalto di opere pubbliche vengono stabiliti i tempi di adempimento nella esecuzione dei lavori e definite le relative cadenze in ottemperanza a norma di capitolato o di leggi e regolamenti in vigore. Ma non sempre i lavori si sviluppano secondo i termini contrattuali e spesso si verificano ritardi che danno luogo a conseguenze dannose e obblighi di risarcimento a carico dell’amministrazione appaltante, a volte anche cospicui. Comunque noi ci auguriamo che il nostro caso non sia tra quelli peggiori del campo perché il paese che ha già dato molto per i lavori interminabili del parcheggio chiede una particolare attenzione all’opera

L’ex albergo Europa in piazza della Repubblica

perché sia chiusa nel più breve tempo possibile, considerando anche il fatto che, secondo quanto annunciato dal Sig. Sindaco, partiranno a breve altre due opere importantissime: funicolare e parcheggio al Carpino che ridurranno praticamente la città in un immenso cantiere con una ricaduta pesante sulla vita quotidiana.

Dare un’informazione chiara e puntuale ai cittadini è un dovere di ogni pubblica amministrazione e tutti si aspettano chiarimenti tempestivi. Per questo chiediamo anche di tenere aggiornato il sito internet del Comune che, al momento, ci sembra tenuto in bassissima considerazione dai signori amministratori.

Nuove regole per le elezioni comunali?

Poi c’è l’altro aspetto riguardante la legge di elezione del Sindaco in base al numero degli abitanti. Fino a ieri Rocca di Papa votava con il sistema previsto per i Comuni al di sotto dei 15 mila abitanti. Ma questo numero ormai da alcuni mesi (come riportiamo su ogni numero del Segno aggiornandolo mese dopo mese) è vicino alle 16 mila unità. Secondo alcune voci, che però non hanno ancora trovato conferma, il centrodestra starebbe sollecitando il Ministro dell’Interno, Maroni, affinchè disponga che a Rocca di Papa si vada a votare con le norme previste per i Comuni sopra i 15 mila abitanti. Un cambiamento radicale che potrebbe stravolgere in modo inaspettato gli attuali equilibri, compresa quella tranquillità apparente che regna nel Pd che, grazie alla

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

legge sotto i 15 mila abitanti, può eleggere il Sindaco al primo turno pur non superando il quorum. Se entrassero in vigore le nuove norme, nella nostra città si potrebbe andare al doppio turno qualora nessuna coalizione raggiungesse il 50% più uno al primo turno. In questo modo il gioco delle alleanze con le altre liste diventerebbe determinante per conquistare il governo di Rocca di Papa. Quindi oggi sarebbe prioritario ridefinire i rapporti sia tra le forze di centrosinistra che tra quelle di centrodestra, in modo da rimettere idee e programmi chiari sui tavoli della discussione. Operazione questa che vede però a Rocca di Papa un Pdl diviso su alcune questioni e un Pd che si ritiene autosufficiente. Andrea Sebastianelli

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ROCCA DI PAPA Rischio di edificazione diffusa nella graziosa frazione verde di Rocca di Papa il Segno - Gennaio 2010

Strutture e capannoni per il Vivaro mentre il conflitto d’interessi avanza

Piazzole attrezzate e ricoveri per i cavalli su ogni ettaro di terreno incontaminato

di Andrea Sebastianelli Sta per partire la più grande fabbrica di cemento nel territorio di Rocca di Papa. A fornire terreni adatti allo scopo è la graziosa frazione del Vivaro, su cui l’amministrazione comunale ha idee molto chiare sul futuro, trasformando prati e vallate incontaminate in appezzamenti con costruzioni e capannoni. Una sorta di Piani di Caiano della vicina Rocca Priora, dove centinaia tra case e ville hanno urbanizzato ogni angolo di quel territorio decretandone per sempre la fine dal punto di vista ambientale. Il Comune per attuare questa strategia ha pensato bene di avvalersi degli “usi del suolo

Il Vivaro oggi

ed impianti ammessi negli ambiti territoriali con valenza agricola di pregio”, ed in particolare alle “attività ricreativoculturale e sportiva a cielo aperto”. In che cosa consiste questo sviluppo di attività ricreative e sportive? E’ la stessa amministrazione a spiegarlo: “Per gli usi di tipo A/6 (quelli di cui sopra, n.d.d.), qualora l’area interessata abbia una superficie ad 1 ettaro, in assenza di manufatti da recuperare (quindi priva di edifici, cioè incontaminata, n.d.d.), è possibile realizzare piazzole attrezzate e/o manufatti provvisori, confacenti ai luoghi, di altezza massima di m. 3,50 e di SUL (Superficie

Utile Lorda, n.d.d.)pari a 60 mq”. Ma non è finita. Se 60 mq vi sembran pochi, c’è sempre una scappatoia. Dall’amministrazione apprendiamo che “qualora le attività consistano in maneggi per la pratica dell’equitazione e delle passeggiate a cavallo, e conseguentemente necessitino ricoveri per cavalli, è ammessa una SUL aggiuntiva di 100 mq purchè si tratti di manufatti provvisori in legno”. Tralasciando sulla provvisorietà delle strutture che si andranno a realizzare, perché è difficile pensare che chi realizzerà queste opere con tanto di impianti e fosse biologiche poi le rimuoverà, appare più come una sorta di speculazione edificatoria che non sviluppo di attività ricreative. Vi immaginate voi il Vivaro con decine di maneggi e un territorio per le cavalcate rimpicciolito a causa di appezzamenti costruiti in lungo e in largo? C’è poi da tener conto di un conflitto d’interessi grosso come una casa che questa volta riguarda proprio il Sindaco di Rocca di Papa Boccia che, come da lui stesso ripetuto in varie occasioni, è anche Presidente del “V.E.S.” (Vivaro Equestrian Service con sede a Roma in Via Tu-

scolana 2140) che ha nello sviluppo delle attività equestri la sua maggiore finalità. Una doppia veste, quella di Sindaco di Rocca di Papa e di Presidente di un’associazione di settore, che appare sotto una luce diversa se pensiamo che come amministratore comunale sta riprogettando il territorio del Vivaro a esclusivo vantaggio di chi pratica gli sport dedicati al cavallo, di cui lo stesso Boccia è uno dei massimi esponenti. Dopo gli slogan lanciati dal Sindaco, “Rocca di Papa città del castagno”, “Rocca di Papa città dell’ambiente”, “Rocca di Papa città della solidarietà”, “Rocca di Papa città della fraternità”, è la volta di “Rocca di Papa città del cavallo” o meglio “città delle strutture dedicate al cavallo”. Qualcuno dovrebbe andarsi a rileggere la storia di uno dei più grandi ippodromi italiani, quello di San Siro, che dopo una serie di progetti edificatori che annunciavano un grande sviluppo delle attività equestri e turistiche, si arrivò a decretarne in poco tempo la fine, lasciando palazzi ed edifici facile preda di cambi di destinazione d’uso e dei soliti noti costruttori. Una fine tragica per il Vivaro e per la sua storia fatta di antiche tradizioni e ambiente.

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ROCCA DI PAPA Il Comitato dei Campi d’Annibale scrive al Sindaco sulla vicenda dei ripetitori tv

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il Segno - Gennaio 2010

“Sul problema antenne sono state calpestate tutte le leggi dello Stato”

di Paola Gatta Non sembra terminare il dibattito intorno alla vicenda delle antenne radiotelevisive di Monte Cavo e al loro mancato spostamento dalla vetta roccheggiana a Colle Sterparo (Capranica Prenestina). Dopo il fallimento degli incontri avuti dall’amministrazione comunale con il vice-ministro Paolo Romani (ex dipendente Fininvest) il Comitato di Quartiere dei Campi d’Annibale ha diffuso una “lettera aperta ai cittadini di Rocca di Papa”, evidenziando la necessità di “fare qualcosa perché il tempo passa, le antenne aumentano e intanto la gente si ammala e muore”. Un grido forte che pone ancora una volta al centro della questione il sacrificio di un’intera cittadinanza costretta a convivere suo malgrado da ben 34 anni con le onde elettromagnetiche e con un degrado che ormai è diventato una consuetudine su una delle aree più suggestive dei Castelli Romani, quel Mons Albanus ritenuto il centro della latinità. Il Comitato dei Campi, per voce del suo attivo Presidente, Gianfranco Silvestrini, ha posto l’attenzione soprattutto sui falliti incontri con il Ministero dello Sviluppo Economico, dicastero da cui dipende il sistema televisivo in tutt’Italia. “Di fronte a questi fatti –si legge nella nota- si possono capire i tanti ritardi al trasferimento delle antenne” a cui si può rispondere seguendo una sola strada, “il paese tutto deve reagire e mobilitarsi se vuole far sentire la propria voce”. Occhi puntati non soltanto sui tralicci (circa 70) presenti a Monte Cavo ma anche su quelli installati presso il Santua-

rio della Madonna del Tufo. “I Padri Trinitari –scrive Silvestrinihanno il dovere di dire ai cittadini di Rocca di Papa quanto rendono le 20 cassette Enel che alimentano le antenne nella loro proprietà a danno della collettività tutta. E’ inutile –continua la nota inviata anche al Sindaco Boccianasconderle dietro un cancello”. Parole forti su cui purtroppo l’amministrazione comunale non si è mai sbilanciata, evitando di stringere ad un angolo i Trinitari della Madonna del Tufo su un problema che esiste ormai da diversi anni e su cui c’è soltanto silenzio e disinteresse. Stando ad alcune voci qualcuno vorrebbe organizzare una sorta di boicottaggio delle funzioni religiose del santuario, con i cittadini roccheggiani che dovrebbero evitare di frequentare un luogo che a causa delle antenne presenti sta creando paure e timori tra la cittadinanza, essendo praticamente a ridosso di abitazioni civili. “E’ mai possibile –si chiede infine il Comitato- che sul problema antenne sono state

La vetta di Monte Cavo con i tralicci e l’ex convento. A sinistra: Gianfranco Silvestrini, Presidente del Comitato di Quartiere dei Campi d’Annibale

calpestate tutte le leggi esistenti dello Stato? E cosa dire del danno ambientale e della bellezza dei nostri boschi?”. Domande a cui si cerca una risposta da tanti, troppi anni. Sulla vicenda si segnala anche l’intervento de “La Voz”, il nuovo gruppo civico fondato dal nostro Marco Rapo, che chiede la dismissione di tutti gli impianti radiotelevisivi di Monte Cavo. Resta da capire il ruolo giocato dall’amministrazione comunale che, malgrado i tanti allarmi lanciati in seguito all’introduzione della trasmissione in tecnica digitale (su cui bisognava intervenire almeno dal marzo 2008) ha ritenuto di interessarsi del problema soltanto pochi mesi fa, quando praticamente i giochi erano già stati fatti a danno di Rocca di Papa e dei suoi cittadini.

Il Parco apre internet agli imprenditori

Ad Ancona una situazione come M. Cavo

Il Parco dei Castelli Romani, nella logica dell’autofinanziamento che sovrintende tutte le azioni dell’Ente, offre da qualche giorno ai settori produttivi dei Castelli Romani una duplice opportunità. Attraverso le inserzioni sui due banner messi a disposizione sul sito dell’Ente sarà infatti possibile sia finanziare il Parco dei Castelli Romani, sia avere a disposizione una vetrina virtuale da non meno di 20 mila contatti al mese. Un’azione non solo simbolica ma anche profondamente significativa perché continua un rapporto organico tra Parco e settori produttivi dei Castelli che produce benefici da diverso tempo con progetti come Eccelsa, il Distretto delle Eccellenze e l’attività promozionale del Parcomobile che diffonde anche la cultura dei prodotti tipici castellani nei vari eventi promozionali. “La nuova vetrina che offre l’Ente è a disposizione per tutti quegli imprenditori dei Castelli Romani che seguono una linea commerciale di qualità”, è stato il commento del Presidente Gianluigi Peduto.

Il Comune di Ancona si trova in una situazione simile a quella di Rocca di Papa con il problema dell’elettrosmog causato dai ripetitori radio-tv. L’Amministrazione –che ha emesso un’ordinanza con la quale indicava il superamento dei limiti nell’area del Montagnolo chiedendo di ridurre i campi elettromagnetici- insieme alle emittenti radiofoniche e televisive, hanno presentato le bozze di un intervento che prevede l’abbattimento degli attuali ripetitori e la costruzione di tre tralicci nell’area in questione. Contestualmente, hanno chiesto un intervento del Comune presso il Demanio (su cui verrebbero costruiti i tralicci) affinché richieda canoni d’affitto non troppo elevati e, inoltre, una proroga di tre mesi dell’ordinanza. Sindaco e assessore, prendendo atto dell’impegno manifestato dai proprietari delle emittenti che nel frattempo hanno adottato gli interventi per abbassare la soglia delle onde elettromagnetiche, si sono impegnati a concedere tale proroga e a continuare lungo questo percorso di dialogo e condivisione della problematica. Modi diversi per affrontare (e risolvere) problemi decennali.

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ROCCA DI PAPA

il Segno - Gennaio 2010

La viabilità continua ad essere uno dei maggiori problemi per Rocca di Papa

Via Cavour-Via Barozze, l’occasione persa per una strada di collegamento

Abbiamo già scritto una riflessione su via Cavour nel maggio 2008 quando la consegna degli appartamenti della “Nuova Colonia” era già iniziata e mentre i lavori per altre costruzioni procedevano rapidamente. Della strada di collegamento tra via Cavour e via delle Barozze esisteva allora soltanto un accenno di un tratto iniziale che partiva dal livello piano terra della Colonia, ma i cittadini rassicurati dagli impegni degli amministratori comunali, immaginando i soliti ritardi che riguardano le opere pubbliche, si erano rassegnati ad aspettare che l’opera fosse comunque realizzata in un tempo ragionevole. Recandoci in visita ad un amico abbiamo costatato che la situazione è restata ferma al maggio 2008. Di strada, lavori in corso, cartelli che indicano l’apertura di un cantiere niente di niente. Inoltre se avendone il tempo uno si attarda ad osservare tutta l’area circostante si rende conto che lo spazio lasciato libero non permette più nessuna realizzazione di strada per la città; che l’unica strada che c’è è quella che serve ai residenti per andare a casa loro e con disagio visto che ci sono un paio di curve strette e, all’uscita su via Cavour, anche qualche difficoltà di manovra. Mentre si sono rilasciate concessioni edi-

lizie per migliaia di cittadini nell’area di via delle Barozze, non si è pensato a come renderli “cittadini di Rocca di Papa” che si possono servire dei servizi e del commercio del paese, consolidando uno stato di fatto che costituisce un vero e proprio incentivo ad andare fuori per le più elementari necessità: Marino, Grottaferrata, Frascati. Non ci vuole molto a capire che si è commesso un’ulteriore errore nella gestione del territorio comunale e creato un danno perenne a tutti, perché il nostro paese soffre per una carenza estrema di una viabilità adeguata al minimo della sicurezza collettiva. Non si poteva prima tracciare una strada e poi costruire in modo da rispettare tutti i parametri della buona urbanistica? Non si poteva pensare al futuro della vita di quel quartiere e del paese provvedendo anche al bene degli imprenditori che danno lavoro a tanti e che avrebbero potuto realizzare ugualmente i loro investimenti? Se qualcuno avesse chiesto un parere a quel fior fiore di urbanisti che hanno lavorato al nostro piano regolatore forse non sarebbero stati fatti “errori” di questo tipo. Abbiamo aggiunto al disagio dei residenti ai “Ribelli” che non hanno una via

Panorama dai “Ribelli”

d’uscita verso via delle Barozze e devono necessariamente risalire tutti su via Palazzolo da strade in forte pendenza, il disagio dei residenti in via Cavour, anche loro più o meno nelle stesse condizioni. Forse un giorno, quando e se sarà possibile, gli amministratori del tempo adotteranno una soluzione strabiliante: offriranno a questi cittadini disagiati un abbonamento a prezzo scontato della funicolare riattivata. il-sognatore.blogspot.com


1 n.

di Andrea Sebastianelli Sul numero scorso del Segno ci siamo occupati delle infiltrazioni criminali a Roma e nella Provincia. Quanto emerso ci ha fatto comprendere come le mafie non siano qualcosa distante da noi, riguardante solo le regioni meridionali (Sicilia, Calabria, Puglia e Campania), ma come ormai siano una presenza consistente del nostro territorio. La vicenda di “Villa Vecchia”, l’hotel della ‘Ndrangheta sequestrato nella vicina Monte Porzio poche settimane fa, rappresenta non un allarme ma una certezza che deve far riflettere tutti, cittadini e politici, amministrazioni pubbliche e aziende private. Ma anche noi che scriviamo sui periodici a diffusione locale. Ogni lotta alle mafie ha sempre visto anche l’impegno, di pari passo con quello delle forze dell’ordine e della magistratura, di giornalisti e scrittori locali, che più da vicino riescono ad annusare dove c’è puzza di infiltrazione criminale. Contro queste infiltrazioni le amministrazioni comunali devono iniziare a contrapporre la politica della legalità, soprattutto nell’espletamento delle gare d’appalto delle grandi opere che, come ha dimostrato l’Osservatorio regionale sulla criminalità e la sicurezza, sono uno degli ingressi degli interessi mafiosi nei nostri Comuni. Continua in IV

il Segno

il Segno

RETE di GIORNALISTI e SCRITTORI ANTIMAFIE di ROMA e PROVINCIA

supplemento al n. 1 - Gennaio 2010 de “il Segno”

Non si può non sapere, non si può non dirlo

Da Gioia Tauro ai Castelli Romani passando per San Marino

L’INCHIESTA DI ANDREA RASETTI HA PRESO AVVIO DAL SEQUESTRO DEL LUSSUOSO ALBERGO DI MONTE PORZIO, “HOTEL VILLA VECCHIA”, SOTTOPOSTO A SEQUESTRO DAI CARABINIERI DEL ROS PERCHE’ APPARTENENTE A UN POTENTE CLAN DELLA ‘NDRANGHETA, QUELLO FACENTE CAPO AL BOSS ROCCO MOLE’. UN’INCHIESTA CHE FA EMERGERE I DIFFUSI INTRECCI ESISTENTI TRA LA CRIMINALITA’ E I CASTELLI ROMANI.

Andrea Rasetti all’interno

L’omicidio del Boss Rocco Molè

Falcone e Borsellino

Il 18/02 a Colleferro si parla di Cosa Nostra IL LIBRO DI JOHN DICKIE, “COSA NOSTRA”, SARA’ MOTIVO DI APPROFONDIMENTO PER CONOSCERE GLI AVVENIMENTI E GLI UOMINI CHE SI SONO AVVICINATI ALLE VERITA’ PIU’ SCOTTANTI. A PRESENTARE QUESTO LIBRO PUBBLICATO NEL 2006 SARA’ ETTORE ZANCA, COLLABORATORE DEL MENSILE “IL SEGNO”. UN APPUNTAMENTO LETTERARIO DA NON PERDERE.

In IV pagina


II

di Andrea Rasetti Da Gioia Tauro ai Castelli Romani passando per San Ma-

rino. E’ questo il percorso di parte dei capitali illeciti della ‘Ndrangheta derivanti dalle attività di controllo e gestione del porto di Gioia Tauro. Cocaina dal centro e sud America, eroina dalla Turchia, merci contraffatte dall’Oriente. E forse armi, in quei 7500 container che ogni giorno passano per il porto. Un porto, quello di Gioia Tauro, che non poteva non essere nei trent’anni dalla sua progettazione alla sua realizzazione, negli anni ‘90, interesse particolare delle ‘Ndrine della Piana. Un porto che non poteva che essere gestito dalle potenti famiglie Molè e Piromalli, strettamente legate in affari e in vincoli di parentela, almeno fino al febbraio 2008, quando i vincoli furono messi in discussione dall’uccisione del capofamiglia Rocco, della famiglia Molè. L’omicidio evidenziò i contrasti per la gestione milionaria degli affari portuali, ma probabilmente fu anche la loro soluzione e con essa la possibilità di stabilire nuovi equilibri e strategie per la spartizione della torta. ‘Maestro’ è il nome dell’ultima indagine coordinata dalla DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) di Reggio Calabria, condotta dal ROS, Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, con la collaborazione dell’Agenzia delle Dogane e dal contributo informativo dell’AISI, Agenzia della Sicurezza Interna, cioè i servizi segreti. L’operazione ‘Maestro’, porta, assieme ai suoi 27 ordini di custodia cautelare, importanti

R E T E

A N T I M A F I E

Da Gioia Tauro ai Castelli Romani passando per San Marino

novità sul fronte della gestione malavitosa delle infrastrutture del porto di Gioia Tauro. Per la cronaca nazionale, le potenti ‘Ndrine della Piana, Molè, Pesce e Piromalli, gestivano indisturbati gran parte delle merci in entrata, garantendo l’ingresso di migliaia di container di provenienza cinese esentandoli da qualsiasi controllo doganale. Un meccanismo ben oliato a tutti i livelli, tanto che la Mafia cinese avrebbe deciso di affidare ai calabresi della Piana gran parte del loro import, spostando l’ingresso dei container dal porto di Napoli a quello di Gioia Tauro, lieti di pagare meno tasse sulle merci regolarmente introdotte con bolle falsificate e sicuri dell’ingresso senza problemi di merci contraffatte di grandi marche.

Delegato della ‘Ndrangheta e responsabile delle operazioni, è Cosimo Virgiglio, classe ‘66, di Rosarno e uomo di fiducia del defunto Rocco Molè. A lui riconducibili due delle società oggetto di sequestro preventivo da parte della magistratura: la CDE Italia e la Cargo Service, entrambe società di import-export, con le quali l’organizzazione espletava tutte le operazioni di import delle merci e la loro consegna in tutta Italia. Le operazioni portuali erano facilitate dai funzionari doganali compiacenti e funzionari ‘navigati’ come Adolfo Fracchetti, ex direttore della dogana di Gioia Tauro e divenuto, dopo la pensione, un prezioso consulente al soldo del gruppo malavitoso. I capitali frutto delle operazioni

il Segno

gestite da Cosimo Virgiglio, venivano poi ripuliti a Roma e provincia grazie alla complicità di esperti del settore del riciclaggio di denaro sporco. In particolare, l’indagine ha accertato che la maggior parte dei proventi venivano reinvestiti nel complesso alberghiero ‘Villa Vecchia’ di Monte Porzio Catone. La struttura, con il suo lussuoso albergo e i suoi due ristoranti, è formalmente intestata alla società I.T.A. Srl, con sede a Colleferro, i cui titolari, secondo la magistratura, sarebbero a tutti gli effetti soci nell’affare di riciclaggio. I tre titolari della I.T.A. Srl, dei quali due ai domiciliari e il terzo latitante, avrebbero favorito l’ingresso degli esponenti della ‘Ndrangheta nell’affare ‘Villa Vecchia’ in cambio di

gennaio 2010 - n.

1

il Segno

RETE di GIORNALISTI e SCRITTORI ANTIMAFIE di ROMA e PROVINCIA

L’Hotel Villa Vecchia di Monte Porzio Catone


III

i giornalisti antimafie hanno scritto...

I TENTACOLI DELLE MAFIE NEL LAZIO

di Cesare Buquicchio* La mafia è arrivata anche nei grandi centri commerciali della regione. Dopo la droga, l’usura, la prostituzione, il controllo del voto, le infiltrazioni negli appalti (uno su tutti quello per l’alta velocità Roma-Napoli), nelle attività economiche del porto di Civitavecchia, nel settore alberghiero e nel mercato ortofrutticolo di Fondi, la criminalità organizzata sta ora puntando la sua attenzione e i suoi capitali sulla distribuzione commerciale. È questo uno dei punti salienti del primo «Rapporto sulle presenze della criminalità organizzata a Roma e nel Lazio» presentato ieri dal presidente della Regione Marrazzo al Forum Pubblica Amministrazione in corso in questi giorni alla Nuova Fiera di Roma. «La vera novità di queste migrazioni di capitali - si legge nella relazione - sta nel fatto che non si tratterebbe di investimenti a pioggia, ma di investimenti finalizzati - è il caso in particolare di uno o due clan della camorra - a creare reti commerciali, a condizionare settori, a stabilire prezzi, a ricollocare non solo capitali ma anche refurtiva. Questa preoccupante tendenza sta via via emergendo da indagini o segmenti di inchieste che abbiamo avuto modo di osservare e che ci permette di notare

la ricostruzione di una vera e propria invasione - soprattutto nel settore dei grandi centri commerciali della regione - di sigle societarie provenienti tutte da aree geografiche omogenee per una migrazione che non può in nessun caso essere casuale». Ma dal rapporto emerge anche una ramificazione e una invadenza delle organizzazioni mafiose che conta tra le 60 e le 70 cosche legate ad ‘ndrangheta, camorra, cosa nostra e sacra corona unita. A queste sono da aggiungersi le organizzazioni locali (come la famiglia Nicoletti da un lato e dall'altro il network criminale rappresentato dalla galassia familiare dei Casamonica - Di Silvio) e quelle straniere di matrice cinese, rumena e nigeriana. Un puzzle di attività illecite che fa domandare all’Osservatorio presieduto da Enzo Ciconte: «Il Lazio è solo infiltrato dalle formazioni criminali provenienti dalle regioni di origine delle criminalità mafiosa tradizionale o è stato già in parte occupato?». Un allarmante quesito che fa lanciare a Marrazzo l’appello al ministro dell’Interno Maroni e al sindaco Alemanno: «Nessuno faccia finta che nel Lazio ci sono solo i problemi della microcriminalità: c'è anche quello della criminalità organizzata. Noi come Regione daremo tutte le risorse per assicurare la lotta

alla criminalità e alla illegalità diffusa, ma che nessuno faccia finta che non ci sono altri problemi». Appello a cui per primi rispondono i consiglieri regionali Laurelli (Pd), Fontana (Verdi) e Robilotta (Sr) che chiedono una riunione straordinaria della Pisana sul tema criminalità organizzata. A contribuire però alla scarsa emersione delle ramificazioni mafiose contribuisce anche la relativa “stabilità” dell’attività criminale. Lo spiega approfonditamente il Rapporto: «Nonostante la dimensione della piazza e degli affari illegali non ci sono mattanze vere e proprie, al massimo operazioni chirurgiche, non solo perché non va suscitato allarme, ma anche perché vengono sostanzialmente rispettati precisi accordi di spartizione territoriale». Ma il “governo” di realtà così complesse fa pensare all'esistenza «di una sorta di organismo che svolge non solo il ruolo di 'camera di composizione' dei conflitti ma di vero e proprio regolatore degli interessi, degli affari e delle presenze, garantendo l'immutabilità della condizione di Roma 'città aperta a tutte le mafie' che è la prima condizione perché avvengano e siano garantiti in sicurezza lucrosi guadagni per tutti» conclude la relazione. * articolo pubblicato il 13 maggio ‘08 (pag. 1) sull’ed. romana de L’Unità

R E T E

A N T I Da Gioia Tauro ai Castelli Romani passando per San Marino M esplicite pressioni sulla pre- sciatore per San Marino in ‘Villa Vecchia’ gestito dallo Entrambe le società hanno A cedente gestione del com- Egitto e Giordania, gran stesso Boccardelli; delega- sede a New York e sono plesso, affidata ad una maestro della Loggia del Ti- zioni della fondazione sono forse state visitate negli ultimi F imprenditrice di Sabaudia, tano, deceduto nel 2006, era poi in Turchia, Nicaragua e giorni dalla Criminalpol, visto che nel 2007 viene ‘convinta’ già apparso sulle pagine di Stati Uniti. che Balestrieri è ancora irreI dai calabresi a rescindere cronaca locale nel 2003, In particolare, la delega- peribile. A ben guardare anticipatamente il contratto quando sembrava conclusa zione di New York è affidata dunque, l’operazione ‘MaeE di gestione. la trattativa di acquisto di al suo presidente, Giorgio H. stro’ non solo conferma la caDa quel momento ‘Villa Vecchia’ diviene il centro delle attività dell’organizzazione. Ma non solo. Quello che rende veramente interessante l’accordo tra ‘Ndrangheta e i colletti bianchi della I.T.A. Srl sono le identità dei titolari: in particolare Giorgio Hugo Balestrieri e Angelo Boccardelli. Sono, rispettivamente, presidente e presidente emerito della rinomata Fondazione ‘Giacomo Maria Ugolini’, con sede a San Marino e finalizzata alla promozione della fraternità e della cultura tra i popoli, e in odore di massoneria. Giacomo M. Ugolini, amba-

Villa Clara, sulla via dei Laghi. La villa della Loren sarebbe diventata secondo i progetti di allora, una speciale succursale della fondazione dell’ambasciatore, il “Libero ateneo internazionale per lo studio del mistero dell’uomo e lo sviluppo della potenzialità umana”. Dell’acquisto non se ne fece poi nulla e alla morte dell’ambasciatore, Angelo Boccardelli, già suo segretario particolare, diede vita alla fondazione intitolata al suo ex datore di lavoro. Fondazione con sede a San Marino, come detto, e con quartier generale presso

Balestrieri, personaggio tutt’altro che insignificante: già capitano della marina militare italiana, ex appartenente alla loggia massonica P2, tessera n. 907, collaboratore dell’organizzazione Gladio, vice presidente del Rotary Club di New York e delegato del Rotary presso le Nazioni Unite. Professionista dell’intelligence, è titolare della MilCom3D, società specializzata in tecnologie avanzate per la sicurezza e lo spionaggio, e della T-H-O-R Security, società di sicurezza privata, paramilitare, già accreditata ed operativa in Iraq e Afghanistan.

il Segno

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il Segno

RETE di GIORNALISTI e SCRITTORI ANTIMAFIE di ROMA e PROVINCIA

pacità della ‘Ndrangheta nella gestione criminale delle attività produttive sul territorio italiano ma dimostra come siano fondati i sospetti che mafia tradizionale e i colletti bianchi appartenenti alla massoneria e ai servizi segreti, si uniscano in vincoli criminali dando vita ad organizzazioni così potenti da bloccare inchieste come “Why Not”, “Poseidone” e “Toghe Lucane”, condotte dall’ex magistrato Luigi De Magistris, che ricostruivano l’influenza dei poteri occulti e le loro alleanze con le organizzazioni criminali di stampo mafioso. Andrea Rasetti


Non si può PER SAPERNE DI PIU’ non sapere, Convegni, eventi, racconti e storie sulle mafie non si può Prima che vi uccidano di Giuseppe Fava non dirlo Prefazione di Roberto Saviano La verità, in questo romanzo, passa anzitutto

Segue dalla prima

attraverso la ribellione.

Per questo abbiamo deciso di dare vita a un’associazione, una “Rete di giornalisti e scrittori antimafie di Roma e Provincia” a cui tutti possono dare il loro contributo, e a cui speriamo aderiscano presto anche altre testate locali. Far finta di non vedere e di non sapere non è più possibile, ne va della nostra coscienza civile, soprattutto di fronte ai dati che periodicamente vengono diffusi sia dall’Osservatorio regionale che da Sos Imprese. Spesso i cronisti locali preferiscono non approfondire tali temi, quasi a voler scacciare il fatto concreto che Cosa Nostra, ‘Ndrangheta, Camorra, ecc. sono tra di noi più di quanto si pensi. Così, come voce della neo-nata associazione, abbiamo deciso di dare vita a un supplemento mensile tutto dedicato a questo fenomeno criminale che richiede una presa di coscienza da parte di tutti. L’omertà è un male da abbattere come la criminalità. Noi abbiamo deciso di avviare questa battaglia. Andrea Sebastianelli

Una storia di violenza e ribellione, al sole di Sicilia, al sole di una mafia arcaica come la terra su cui prospera. Turi, che lavora come uno schiavo per pagare i debiti contratti con un latifondista; Possano, il predicatore-profeta che come un oracolo dice antiche verità inaccettabili per i potenti; Michele, che alla miseria preferisce la via del brigantaggio; Alfio, che vive il dramma dell’emigrazione in Venezuela; e Stellina, la figlia di Turi, che vuole vincere la più grande battaglia, quella contro la malattia e la morte. Personaggi come icone di un tempo segnato dalla lotta dell’uomo contro la natura e contro l’altro uomo. Una storia che ha la forza primordiale dei miti, ma il bisogno di speranza degli uomini di oggi. “Chi nasce al Sud sa bene che non tutti i modi di ammazzare sono uguali. Alle mafie non basta eliminare. Nella modalità della morte è siglata una precisa comunicazione. Giuseppe Fava, Pippo per chi lo conosceva, lo sfregiano sparandogli in testa quando si sta muovendo in una situazione che non c’entra nulla col suo lavoro. L’esecuzione di Pippo Fava gli uomini di Cosa Nostra la compiono il 5 gennaio del 1984, mentre sta andando al Teatro Verga a prendere sua nipote che aveva appena recitato in Pensaci Giacomino!, l’inno pirandelliano al nostro eterno Stato incapace. Ma la morte

GLI INVENTORI DEI TEOREMI SCOMODI, STORIE E FATTI DI UOMINI TROPPO VICINI ALLA VERITA’

In occasione dei pomeriggi letterari organizzati dalla libreria Sangraal di Colleferro, sita in via Latina 12, giovedì 18 febbraio 2010 alle ore 17.00, il nostro Ettore Zanca approfondirà le tematiche trattate nel libro scritto da John Dickie, “Cosa nostra”, edito da Laterza nel 2006, con un intervento dal titolo "gli inventori dei teoremi scomodi, storie e fatti di uomini troppo vicini alla verità". Tutti sono invitati a partecipare. Info: 06-97080689

“Gli sparano cinque colpi alla testa. Tutti mirati alla nuca. Per ammazzarlo e per sfregiarlo.” Roberto Saviano

il Segno

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di Pippo Fava non termina con quegli spari. Non si esaurisce con quel singolo atto di violenza. La si stava preparando da tempo e sarebbe continuata per molto tempo ancora.” Dalla Prefazione di Roberto Saviano (Antimafia Duemila, 23 dicembre 2009)

27 Gennaio 2010, Presentazione del XII Rapporto di Sos Impresa

Mercoledì 27 gennaio 2010 verrà presentato, a Roma, il XII Rapporto di Sos Impresa “Le mani della criminalità sulle imprese”. Il Rapporto, come è consuetudine, vuole offrire una panoramica più ampia su tutte le attività illegali delle organizzazioni mafiose. Lo scopo è quello di evidenziarne la potenza finanziaria, la grande liquidità di denaro disponibile e, di conseguenza i rischi che ne derivano per l’economia italiana, e non solo, in questa particolare, difficile congiuntura economica. Sarà presente ed interverrà il Ministro dell'Interno Roberto Maroni.

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il Segno

RETE di GIORNALISTI e SCRITTORI ANTIMAFIE di ROMA e PROVINCIA

Giuseppe Fava


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ROCCA DI PAPA

“Una strada in cui contano solo le regole del più forte”

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Da una residente di Via Focicchia riceviamo e pubblichiamo

Gentile Redazione de “il piccolo Segno”, di nuovo mi congratulo con voi per il vostro piccolo, ma grande giornale! Spesso devo andare a caccia, e alle volte sono così fortunata che com’è capitato a dicembre riesco a reperire anche il supplemento! Mi chiamo Serenella e abito in quel di Via Focicchia dal giugno 2002… devo dire che per scelta ed una boccata d’aria migliore ho lasciato volentieri il caos di Roma. Sono un’infermiera e ostetrica e lavoro alla Asl RmE presso il Santo Spirito, da vent’anni sono per la tutela dalla salute dell’uomo in generale. Vivo Rocca di Papa soltanto la sera e nei weekend, e devo dire che la pace e la quiete roccheggiane riescono a trafugare tutta la stanchezza e lo stress settimanale. Ho comprato un bilivello con notevoli sacrifici, ero la terza acquirente e ho aspettato gli altri condomini per poter decidere sul tipo e il colore del tessuto per la tenda da mettere sulla terrazza panoramica… ma a che pro!? Dopo pochi mesi, alcuni condomini hanno cominciato a stravolgere l’estetica della palazzina con varie opere murarie personalizzate: le terrazze panoramiche le hanno chiuse con enormi vetrate panoramiche, buttando giù i muri perimetrali e aumentando così notevolmente la cubatura interna del

proprio appartamento, aperture di nuove finestre. A nulla sono servite le lamentele fatte ai vari Amministratori che si sono susseguiti, tanto che ho preso la decisione da alcuni giorni di informare l’Ufficio Urbanistico di Rocca di Papa. Altra assurdità!? Il dieci settembre del 2005, in seguito alle ripetute piogge e alluvioni di quel periodo, alle sedici del pomeriggio sono uscita con l’auto che avevo parcheggiato nel box del garage coperto e sono rientrata intorno alle diciassette e trenta; rientrando abbiamo trovato la protezione civile, la polizia municipale, l’ambulanza ecc. in quanto il terreno della strada privata di Via Frascati era franato sulla nostra palazzina. Non immaginate il fiume di fango e detriti!! Quasi abbiamo vissuto lo stesso scenario degli ultimi fatti accaduti a Capoterra e Messina per gli alluvioni. Per farla breve abbiamo dovuto sistemare il tutto a nostre spese e intraprendere una tutela legale. Abbiamo incaricato un CTU, sempre a nostre spese e abbiamo scoperto che il Comune ha concesso all’Impresa Costruttrice LA GOMAR Srl il permesso di costruire; a costruzione ultimata hanno venduto tutti i dodici bilivelli ma nessuno di essi si è preoccupato di far convogliare le acque chiare e

reflue dei residenti di Via Frascati in scarichi fognari, ma a tutt’oggi scaricano a cielo aperto e sopra le nostre teste! Ai residenti di Via Frascati la cosa non interessa in quanto prima c’era il bosco e quindi questo problema non sussisteva!! Ora siamo di nuovo nell’inverno ed io vedo i muri di cemento armato del garage sempre più zuppi e il rischio che la cosa si ripeta è lì… ma del Comune nessuna traccia. Altro caso verificatosi quest’estate, intorno alla metà di agosto, all’altezza di via Focicchia 56 è stato messo il telo verde scuro lungo tutta la re-

cinzione e nel giro di un mese dal reticolato intravedevo un tetto di un villino sorto in men che non si dica, e senza l’apposizione di una regolare autorizzazione comunale e urbanistica. Ora il villino sta per essere rifinito e ultimato, addirittura per effettuare l’allaccio Enel hanno tratteggiato quello che era il manto stradale creando un solco senza preoccuparsi di sistemarlo! Che dire, Rocca di Papa è il paese di “fai come ti pare, come se fosse casa tua” . Che ve ne pare? Cari saluti. Serenella L.

Prima neve a Rocca di Papa

A metà gennaio i primi fiocchi hanno fatto capolino anche a Rocca di Papa. Si è trattato di una nevicata piuttosto blanda ma l’inverno è ancora lungo...

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Domenica 14 febbraio 2010 Serata degli innamorati “SAN VALENTINO” con tanta musica.


ROCCA DI PAPA Inaugurato il nuovo centro cottura per le scuole roccheggiane

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Premiato l’impegno per le strutture scolastiche di Sergio Rasetti Venerdì 8 Gennaio alle ore 16 è stata inaugurata il nuovo centro cottura comunale che fornirà i pasti ai bambini delle scuole materne ed elementari di Rocca di Papa. Inserita nel bellissimo complesso della nuova scuola materna in via di ultimazione ai Campi d’Annibale, la cucina è dotata di nuove e moderne attrezzature che il personale addetto saprà sicuramente utilizzare al meglio per fornire pasti buoni e sicuri a tutti i bambini che ne usufruiranno. Con una breve cerimonia il Sindaco Dott. Pasquale Boccia ha ringraziato quanti hanno reso possibile la realizzazione dell’opera, avvenuta in tempi molto brevi: dalla

progettazione alla costruzione alla messa in funzione di tutti gli impianti relativi. Il rilascio delle autorizzazioni all’esercizio da parte della ASL consente l’immediato inizio della fornitura dei pasti nelle scuole interessate. Il Sindaco e i suoi Assessori hanno annunciato altre importanti inaugurazioni che si terranno nei prossimi mesi sempre nel campo delle strutture scolastiche: i lavori della scuola materna dei Campi d’Annibale, stesso complesso della cucina, saranno ultimati entro 2-3 mesi; quelli della palestra rinnovata presso la scuola del centro storico sono praticamente già ultimati; la consegna della nuova scuola presso il consorzio Giardino degli Ulivi avverrà nelle

Il cane che vedete nella foto si chiama Biagio, è un maschietto e ha circa un anno e mezzo. E’ uno degli animali usciti indenni dal terremoto dell’Aquila, rimasto purtroppo senza padrone. Adesso Biagio si trova a Rocca di Papa, ospitato provvisoriamente da una famiglia che si è sensibilizzata verso la sua storia ma che per ragioni di spazio non può tenerlo. Se entro qualche settimana l’orfanello Biagio non troverà una sistemazione definitiva, finirà in uno dei rifugi convenzionati con la ASL. Per lui dopo il danno sarebbe una vera e propria beffa. Rivolgiamo un appello a chiunque abbia la possibilità di adottare questo cuccioline di taglia media. Per informazioni potete inviare una mail al giornale: ilpiccolosegno@tiscali.it.

prossime settimane. Un settore, quello delle strutture scolastiche comunali, per il quale questa amministrazione ha saputo mettere in campo validi progetti, attivare le necessarie procedure e ottenere gli indispensabili finanziamenti; tre elementi che troppo spesso la pubblica amministrazione non riesce a far coesistere con facilità. Il nostro paese che ha una grande necessità di “risorgere” come noi de “il piccolo Segno” sottolineiamo spesso, nel campo delle strutture scolastiche, ha trovato una buona base di partenza che ci auguriamo possa essere al più presto individuata anche per tanti altri aspetti della vita cittadina che ne hanno un estrema necessità.

Scampato dal terremoto in Abruzzo, Biagio cerca dei nuovi padroni

il Segno - Gennaio 2010

Scuola, un esempio da seguire

Grazie alle politiche intraprese dall’amministrazione comunale, Rocca di Papa si sta distinguendo da altri Comuni dei Castelli per le sue politiche a favore delle strutture scolastiche. La Giunta guidata dal Sindaco Boccia ha dimostrato di avere davvero a cuore i luoghi in cui i bambini svolgono la loro attività più importante, quella di apprendere e imparare. A breve saranno inaugurati due nuovi edifici scolastici, la scuola materna dei Campi d’Annibale e quella elementare delle Vigne. Due progetti concreti che miglioreranno di molto l’approccio allo studio per i nostri piccoli concittadini. Resta aperto il nodo della scuola elementare del Centro, che necessiterebbe di urgenti interventi (soprattutto per agevolare l’ingresso ai disabili e per migliorare le norme di sicurezza), e della scuola media di Villa Poceck (anch’essa carente dal punto di vista strutturale). Il nostro mensile non risparmia critiche all’amministrazione comunale ma dobbiamo rivolgere un sincero plauso verso il lavoro fin qui svolto nelle politiche scolastiche, anche grazie all’impegno di Valentina Trinca, assessore di questo delicato settore. Da parte nostra non esiteremo, come abbiamo sempre fatto, a segnalare le cose che riteniamo sbagliate e a segnalare quelle che riteniamo giuste e sensate. (A.S.)

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ROCCA DI PAPA A proposito del premio “Merli” conferito al nostro Sindaco Ecco la il Segno - Gennaio 2010

Premio alle politiche ambientali ma i cittadini restano perplessi ***

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di Sergio Rasetti Al nostro Sindaco, ******* * dott. Pasquale Boccia, è stato assegnato il “Premio per l’ambiente Gianfranco Merli”. Il Premio Nazionale per l’Ambiente “Gianfranco Merli” per la diffusione della cultura ambientale vuole valorizzare le principali iniziative a Il Sindaco Boccia in “odore di santità” sostegno dell’amdopo il premio per le politiche ambientali biente. La scelta dei premiati si basa reale di quanto è stato fatto sulla raccolta di dati, informa- nel territorio comunale per la zioni, segnalazioni relative messa in sicurezza di tutte le alle iniziative intraprese nel zone a rischio smottamenti. corso dell’anno solare prece- Una informazione utile a rasdente a quello della consegna sicurare i cittadini che, come del Premio. La motivazione è naturale, in occasione di didel premio, che riportiamo (a sastri ambientali che si ripedestra) nella sua formulazione tono con troppa frequenza e integrale, ha sorpreso favore- facilità in tutto il territorio navolmente in quanto nessuno zionale, si chiedono automaaveva avuto la percezione ticamente: “A casa nostra

come saremo combinati? Possiamo stare tranquilli?”. La motivazione del premio e il commento del Sindaco, pubblicati con un comunicato stampa, restituiscono tranquillità alla popolazione che con i tempi che corrono ha bisogno di sapere che è tutto sotto controllo. Non credete?

P.S. L’ultima parte della motivazione non corrisponde proprio a quello che pensa la stragrande maggioranza dei cittadini roccheggiani. Sì, ci riferiamo proprio alla “così detta opzione zero” relativa a nuove edificazioni. Anche noi pensiamo che “l’opzione zero” di cui si parla è soltanto una “così detta opzione zero” perché nella realtà di zero si può parlare soltanto della speranza che a Rocca di Papa si facciano le cose come vorrebbe l’ambientalismo di cui Gianfranco Merli è stato un precursore.

Se i “cittadini sono incivili e pericolosi”

Dunque stando alle motivazioni del premio conferito al Sindaco di Rocca di Papa, quest’ultimo avrebbe condotto battaglie impopolari per fermare le “azioni incivili e pericolose da parte dei cittadini” roccheggiani. Siamo curiosi di sapere quali azioni incivili siano state commesse dai nostri concittadini e quali battaglie impopolari siano state condotte dal primo cittadino. Un premio che se da un lato ha consegnato un riconoscimento a Boccia dall’altro ha fatto apparire gli abitanti di

Grazie Sindaco per lo scempio della Via Sacra...

Rocca di Papa come delle persone poco raccomandabili, incapaci di comportamenti corretti e sensati. D’altronde se un popolo si comporta in malo modo, di chi è la colpa maggiore se non di chi lo rappresenta? L’ambiente e le politiche di conservazione e prevenzione sono argomenti troppo seri per ricamarci su una vera e propria “beatificazione”. Aspirare a diventare santo è un diritto ma diventarlo realmente è tutta un’altra cosa. (A.S.)

...per voler fare del Vivaro una periferia urbanizzata...

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motivazione del premio conferito a Boccia...

Tra i 44 premiati di questa edizione, anche il Sindaco di Rocca di Papa, dott. Pasquale Boccia, con la seguente motivazione: “Per avere attivato preventivamente il piano per la messa in sicurezza di tutte le zone a rischio smottamenti, considerati i repentini ed atipici cambiamenti atmosferici degli ultimi tempi. Il Sindaco Boccia ha assunto una ferma posizione, a volte impopolare per scoraggiare azioni incivili e pericolose da parte dei cittadini, al fine di scongiurare qualsiasi rischio idrogeologico nel territorio comunale. Inoltre l’amministrazione Boccia ha adottato nel Piano Urbanistico Generale Comunale la così detta “opzione zero” ovvero l’esclusione a priori, ed in modo assoluto, dell’introduzione di nuove cubature rispetto a quelle già previste dal vigente PRG”.

...e il commento del Sindaco

“Questi obbiettivi raggiunti sono il risultato del lavoro della squadra di governo che guido. In particolar modo attraverso i settori Ambiente e Lavori Pubblici, come risposta al tavolo di concertazione costante tra amministrazione, forze dell’ordine, Parco dei Castelli Romani, Guardia Forestale e XI Comunità Montana dei Castelli Romani e Monti Prenestini, è stato possibile intraprendere diverse iniziative ambiziose per il bene comune del territorio”. Pasquale Boccia

...e per aver fatto un PRG che prevede 5 mila abitanti in più


ROCCA DI PAPA E’ tempo di bilanci anche per il partito che da solo governa Rocca di Papa

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il Segno - Gennaio 2010

Selapoliticascomparedal territorio, Partito Democratico, ci sei o no? Intanto nel Pdl non cessa la confusione

questioni locali lo dimostra abbastanza bene. Quando il cittadino pretende di costruire ovunque e comunque la sua casa; quando chiede di asfal- Che cosa succede nel Popolo delle Libertà di tare strade destinate al Rocca di Papa? Un partito che non sembra trotraffico rurale; quando vare l’unità malgrado abbia tutte le ragioni per protesta perché il Parco farlo, trovandosi all’opposizione ormai da quasi Regionale dei Castelli quindici anni. “osa aiutare i comuni a Eppure continuano le divisioni al suo interno, proteggere l’ambiente”; manifestatesi in grande evidenza soprattutto quando nelle assemblee sulla vicenda dei tralicci radio-tv di Monte Cavo pubbliche non c’è più (ma non solo). Da una parte la proposta di Ronessuno che chiede di berto Trinca di ridefinire la presenza delle anrimuovere le eventuali tenne nel nostro paese, dall’altra la posizione incompatibilità di ca- dell’altro Consigliere Pdl, Gino Del Nero, che si rica; quando non si è cauti a è allineato con gli intendimenti dell’amministrafare annunci su realizzazioni di zione comunale. opere pubbliche che poi non L’assenza di una strategia comune tra le varie vedono mai la luce o che non anime del centrodestra roccheggiano non fa sarebbe proprio il caso di pro- bene nemmeno alla maggioranza di governo che, porre perché troppo costose o se non fosse per l’opposizione esercitata dalla sipoco urgenti; quando pur di nistra, nei Consigli Comunali si troverebbe semfare e lasciar fare si forza sul- pre tra “buoni amici” con cui condividere l’interpretazione delle leggi e bilanci, scelte programmatiche e progetti. In atdei regolamenti; quando suc- tesa di comprendere come finirà questo braccio cede tutto questo, e Rocca di di ferro tra i contendenti, non resta che sperare Papa non ne è immune, come che le posizioni politiche diventino trasparenti. si fa a recuperare il cittadino Chi sta in maggioranza governa, chi sta in mialla politica? Restando barri- noranza critica, analizza e propone scelte e socati nell’anonimato politico? luzioni alternative. All’esterno di sedi ricoperte da Qui invece l’opposizione di centrodestra fa tutto polvere? Rifugiandosi nella tranne che opporsi. Anche questa è un’anomalia funzione di amministratori co- tutta roccheggiana. munali intenti a dare risposte Silvio Cajonello spicciole a chi le viene personalmente a chiedere? E a quanti si riesce a dare la risposta imme- Sono in tanti quelli che non possono acdiata che si attendono? La strada è una cettare più di ascoltare leader che riescono soltanto. Riprendere il cammino già spe- soltanto a parlare per se stessi e che vorimentato dai partiti storici: il contatto ca- gliono partecipare per poter interloquire, pillare con la gente dove ci si mette la tornado ad una seria attività politica di faccia e domani, quando quell’impegno base, l’unico modo per uscire da questa che ci eravamo presi è saltato, con quella grave crisi di credibilità alla quale siamo stessa faccia si ritorna a spiegare e ripro- pervenuti per responsabilità di un’intera gettare per ripartire daccapo. classe dirigente.

di Sergio Rasetti Per nulla visibile anche in occasione delle primarie per l’elezione del segretario nazionale, il Partito Democratico di Rocca di Papa è tornato politicamente nell’ombra. Quel torpore che ha colto i suoi militanti già da molto tempo, sembra continuare e il fatto che a diventare segretario sia stato Bersani e non Franceschini, sostenuto a grande maggioranza dai roccheggiani, probabilmente ha deluso le aspettative di chi sperava di potersi collocare personalmente in posizioni più favorevoli nel partito. Ora il fatto è che non si può aspettare all’infinito che essi riprendano i sensi. Si convincano che in politica ci sono e ci saranno sempre battaglie vinte e battaglie perse, cosa che bisogna essere capaci ad accettare, altrimenti non resta che starsene a casa o trasmigrare, come accade troppo spesso, in altro campo alla ricerca di più visibilità personale. Occorre che la politica alla base riparta alla grande per ripristinare quel legame con il territorio senza il quale pezzi interi della società se ne vanno per proprio conto ad abbracciare concezioni populiste, egoiste, razziste, poco responsabili per l’ambiente e per il prossimo. Il modo di ragionare su alcune

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Chi asporta i nostri giornali per gettarli?

Diversi lettori ci segnalano, ad ogni uscita del nostro mensile, che alcune persone usano prendere varie copie del giornale per poi gettarle. Fermo restando che d’ora in poi, qualora tali azioni si dovessero ripetere, presenteremo regolare denuncia alla Procura della Repubblica, ricordiamo che cosa dice l’art. 20 della Legge sulla Stampa (Legge n. 47 dell’8 febbraio 1948): “Chiunque asporta, distrugge o deteriora stampati per i quali siano state osservate le prescrizioni di legge, allo scopo di impedirne la vendita, distribuzione o diffusione, è punito, se il fatto non costituisce reato più grave, con la reclusione da sei mesi a tre anni. Con la stessa pena è punito chiunque con violenza o minaccia impedisce la stampa, pubblicazione o diffusione dei periodici, per i quali siano state osservate le prescrizioni di legge. La pena è aumentata se il fatto è commesso da più persone riunite o in luogo pubblico, ovvero presso tipografie, edicole, agenzie o altri locali destinati a pubblica vendita. Per i reati suddetti si procede per direttissima”. Invitiamo i nostri lettori, qualora abbiano assistito a tali abusi, a segnalarceli anche in forma anonima per lettera o per mail (ilpiccolosegno@tiscali.it).

La criminalità arriva e si stabilizza anche da noi

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di Roberto Saviano Signor Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul “processo breve” e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei. Segue a pagina 6

ANN POD O

GRANDE VEGLIONE

Il nostro menù speciale Per informazioni e prenotazioni 392-338.68.98 - 340-395.48.47

d’Arte

Approfondimento alle pagine 16 e 17

Antipasto di mare misto (cotto e crudo) Primi piatti Brodo arzille broccoli con pane tostato - Ravioli ripieni di salmone e mozzarella in salsa rosa - Risotto alla crema di scampi Secondi piatti Arrosto misto di pesce (orata, palombo o tonno, calamaro, gamberi, ecc.) Frittura di calamari Contorni Patate al forno - Insalata Sorbetto al limone A MEZZANOTTE Lenticchie con cotechino - Spumante - Dolci natalizi

i

CA 2010 con la musica di

Sandro e Claudio Tabellione

Stampa locale pubblica e privata

di Sergio Rasetti A Rocca di Papa l’informazione locale è assicurata essenzialmente dalla pubblicazione ufficiale del Comune “Comune Informa” e da “il piccolo Segno” redatto, diffuso e finanziato da un gruppo di volenterosi che cercano di assicurare una minima informazione sulle cose di casa che tutti mormorano, mentre chi di dovere, fa finta di non sentire o conoscere. In tanti attendono, ogni mese, l’uscita de “il piccolo Segno”, sicuri di trovare qualche argomento interessante, descritto da punti di vista non istituzionali, che può far capire meglio la realtà. Le pagine del periodico comunale, stampato su carta di pregio e diffuso in modo capillare, sembrano non rispondere molto alle aspettative di informazione dei cittadini sulle cose della Casa Comunale, sulle delibere di Consiglio Comunale, sulle decisioni della Giunta Municipale, sul lavoro delle Commissioni Consiliari, SEGUE A PAGINA 8

mensile indipendente di attualità,

informazione e cultura

Anno VIII, n. 10 - Ottobre 2009 - Associazione Culturale “Terre Sommerse Castelli”

di Andrea Sebastianelli “Signor Assessore, ha letto che cosa ha scritto il Segno?”. Risposta dell’Assessore: “Quelli scrivono solo falsità… sono solo contro”. Questo breve scambio di battute mi permette di chiarire che il nostro mensile non è contro nessuno, né tantomeno contro l’attuale amministrazione guidata dal Sindaco Boccia. Semplicemente ci limitiamo a raccontare dal nostro punto di vista le cose che ci accadono intorno. Non condividiamo, spiegandolo, molte delle scelte di questa amministrazione semplicemente perché le riteniamo deleterie per il futuro di Rocca di Papa. Però è vero ciò che si pensa, cioè che siamo un “giornale contro”. Siamo contro chi esercita il potere in modo arrogante; siamo contro chi vorrebbe ridisegnare il nostro territorio solo in base agli interessi dei costruttori infischiandosene dell’interesse collettivo; siamo contro chi dice una cosa e poi ne fa un’altra; siamo contro le politiche improvvisate che hanno ridotto a brandelli il nostro centro storico;

SEGUE A PAGINA 8

LA MENTE E’ COME UN PARACADUTE. FUNZIONA SOLO SE SI APRE.

Albert Einstein

ALL’INTERNO “SPECIALE MONTE CAVO”

Anno VII, n. 6 - Giugno 2008 - Associazione Culturale “Terre Sommerse Castelli”

Studi d’Arte

P.C.R. la farsa continua

Solo debiti e niente turisti

A pagina 8

Allarme Centro Storico

Un residente ci scrive che...

A pagina 9

P o r c e l l a n a b ia n c a

Urbinelli

AL CENTRO DEL GIORNALE 4 PAGINE PER CONOSCERE I FATTI

Dissesto idrogeologico

La task-force del Comune

A pagina 8

Vince Franceschini

Pd, congresso senza parole

A pagina 9

Studi

d’Arte

Porcellana bianca

Urbinelli

Nu o vi c o r si a r t is t ic i

Pittura su porcellana, ceramica, tela e legno - Mosaico Disegno dal vero - Trompe l’oeil accademico - Cuera seca

Porcellana bianca delle migliori marche

Colori ed accessori per tutte le tecniche artistiche Libri e dispense d’arte - Vetrate ed elementi arredo tiffany Cotture da porcellana, ceramica, vetro e argilla - Vetrofusione

Se mi na r i d i t ec n ic he n u o ve d i p it t u r a Corsi per chi ancora pensa di non saper disegnare Grottaferrata (Rm) - Via Valle della Noce, 79/A Tel/Fax 06-9410201 - www.porcellanabianca.com

Chi asporta i nostri giornali per gettarli?

Diversi lettori ci segnalano, ad ogni uscita del nostro mensile, che alcune persone usano prendere varie copie del giornale per poi gettarle. Fermo restando che d’ora in poi, qualora tali azioni si dovessero ripetere, presenteremo regolare denuncia alla Procura della Repubblica, ricordiamo che cosa dice l’art. 20 della Legge sulla Stampa (Legge n. 47 dell’8 febbraio 1948): “Chiunque asporta, distrugge o deteriora stampati per i quali siano state osservate le prescrizioni di legge, allo scopo di impedirne la vendita, distribuzione o diffusione, è punito, se il fatto non costituisce reato più grave, con la reclusione da sei mesi a tre anni. Con la stessa pena è punito chiunque con violenza o minaccia impedisce la stampa, pubblicazione o diffusione dei periodici, per i quali siano state osservate le prescrizioni di legge. La pena è aumentata se il fatto è commesso da più persone riunite o in luogo pubblico, ovvero presso tipografie, edicole, agenzie o altri locali destinati a pubblica vendita. Per i reati suddetti si procede per direttissima”. Invitiamo i nostri lettori, qualora abbiano assistito a tali abusi, a segnalarceli anche in forma anonima per lettera o per mail (ilpiccolosegno@tiscali.it).

informazione e cultura

Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perché il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare.

Paolo Borsellino

Anche Rocca di Papa avrà il suo ecomostro, a ridosso del centro storico, ben visibile dalla campagna romana. Il Sindaco vorrebbe erigere questo “monumento alla bruttezza” ma il WWF protesta e Parco e Sovrintendenza chiedono un’opera adatta al contesto del quartiere medievale roccheggiano

Questo parcheggio s’ha da fare, ma... rendiamolo più bello

di Andrea Sebastianelli Centomila metri cubi distribuiti su sette piani. Sono questi i dati allarmanti del parcheggio che dovrebbe sorgere a ridosso del centro storico di Rocca di Papa, in piazza Valeriano Gatta. Qualsiasi persona con un po’ di sale nella zucca si rende conto dell’eccessiva mole di cemento per un parcheggio che dovrebbe risolvere soltanto le esigenze di un’area marginale del paese, abbastanza fuorimano (interessando solo un lato dell’antico quartiere bavarese) e del tutto distaccata dagli altri grandi quartieri, Campi d’Annibale e Vigne. Perchè allora non realizzare un progetto più adatto a quest’angolo di paese, arricchitosi negli ultimi anni di un bel teatro comunale? Perchè questa ostinazione? SEGUE A PAGINA 12

A Monte Cavo

Alle pagine 8 e 9

informazione e cultura

Dalla lettera di Giacomo Ulivi, partigiano assassinato dai fascisti nella piazza grande di Modena il 10 Novembre 1944

Il Consiglio Comunale del 15 luglio ha rigettato tutte le Osservazioni al nuovo Piano Regolatore presentate dai cittadini, perchè ritenute incongruenti, ma poi le ha fatte sue inserendole nelle 22 Osservazioni Comunali, stravolgendo di fatto il P.R.G. progettato dall’Architetto Marco Putano.

Dopo lo scempio

A pagina 10

A pagina 14

Porcellana bianca

Urbinelli

N u ov i c o r s i a r t i s t i c i

Il 27 settembre sarà a Rocca di Papa

Sindaci e Parco A pagina 8

di Andrea Sebastianelli Sono filtrate notizie sugli incontri che i Sindaci hanno avuto per esaminare il Piano di Assetto del Parco, uno strumento essenziale che tutti invocano da anni. E, adesso che è giunto al traguardo, che cosa succede? Che alcuni dei Sindaci che lo avevano sempre ritenuto fondamentale, che consideravano il Parco un ente dimezzato proprio perché privo di questo importante strumento, si sono messi sulla difensiva e ritengono ora il Piano di Assetto una minaccia, un pericolo, un elemento che “limita lo sviluppo”, qualcosa che riduce le loro libertà di manovra. E’ proprio così? Lo è se un Sindaco si considera il “padrone” del “suo” territorio; oppure se vede con fastidio o con imbarazzo, la presenza del Parco, e giudica come “intromissioni” le prerogative di controllo che la legge attribuisce all’Ente.

Pericolo Test per la Ripartono prostata i lavori per i tombini Studi d’Arte Via delle Calcare

PrevenzioneAvis Pentima Stalla A pagina 19

A pagina 15

Parla Don Franco

“Vicini agli emarginati”

mensile indipendente di attualità, informazione e cultura

Anno VII, n. 6 - Giugno 2008 - Associazione Culturale “Terre Sommerse Castelli”

In Italia non è la libertà che manca: mancano gli uomini liberi

Leo Longanesi

Sulle antenne di Monte Cavo si continua a tacere. Perchè?

Guai a dire una parola sui tralicci di Monte Cavo. Tutti sembrano far finta che il problema non esista, che d’improviso le antenne non siano più dannose alla salute, che la vetta dell’antico Mons Albanus sia stata cancellata letteralmente dalle carte geografiche. Quelli che guidavano le proteste di piazza sono scomparsi. Quelli che chiedevano alla politica di risolvere il problema si sono dissolti. Anche il Comitato di Quartiere dei Campi preferisce trincerarsi dietro il silenzio.

ARTICOLI ALLE PAGINE 12 e 13

Mons. Martinelli nuovo Vescovo

Alle pagine 12 e 13

Fondi Regionali

Lavori di Scavi alla Ecco la recupero Fortezza Via Sacra e... abusi Studi d’Arte

Festa dei 100 anni

La nipote di M.S.De Rossi

No, non dite di essere scoraggiati, di non volerne più sapere. Pensate che tutto è successo perchè non ne avete voluto più sapere...

mensile indipendente di attualità,

Anno VIII, nn. 7/8 - Luglio/Agosto 2009 - Associazione Culturale “Terre Sommerse Castelli”

Il Comune fa sue quasi tutte le 383 Osservazioni al nuovo P.R.G.

Porcellana bianca delle migliori marche

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A pagina 11

Porcellana bianca

Urbinelli

N u o v i c o r s i a r t is ti c i

SERVIZIOALLE PAGINE 8 e 9

Strisce blu addio? Boccia-De Santis Nuova denuncia Ora che la Via Sacra politica ha invaso Cittadinie Botta e ogni settore referendum risposta scempio!

di Andrea Sebastianelli I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela con una scarsa conoscenza dei problemi della gente. Gestiscono interessi, i più diversi, i più contraddittori, talvolta anche loschi, senza perseguire il bene comune. Non promuovono più la maturazione civile e l’iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, ciascuna con un “boss” e dei “sotto-boss”. I partiti hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai, alcuni grandi giornali.

mensile indipendente di attualità,

informazione e cultura

Anno VIII, n. 5 - Maggio 2009 - Associazione Culturale “Terre Sommerse Castelli”

Credo che sia vera la profezia di Maria Valtorta: dopo duemila anni l’umanità arriva al bivio. Noi abbiamo tradito il cristianesimo. La chiesa è fatta dai poveri, quindi la vera speranza sono i poveri. Don Franco Monterubbianesi

Dal 1998 a oggi, ricostruiamo la vera storia dei confini dell’Ente

Proseguono gli attacchi al Parco Regionale. Da chi partono? E perchè? E’ora di venire allo scoperto. ALLE PAGINE 12 e 13

Giardino degli Ulivi, questione di metodo

di Andrea Sebastianelli Nella politica roccheggiana stà tenendo banco la vicenda del “Giardino degli Ulivi”, il più grande sacco edilizio di Rocca di Papa contro il quale nel 1997 un giovane Ponzo riuscì a sconfiggere il gruppo guidato da Enrico Fondi, e su cui in seguito (per un cambio di valutazione) il centrosinistra si divise in modo brusco. Ora quell’opera è in fase di realizzazione, concretizzando il vecchio progetto di Fondi. Prima di continuare voglio premettere che il sottoscritto non è contrario al “Giardino degli Ulivi”, perchè pensare di fermare oggi l’urbanizzazione in una zona ampiamente edificata (tra Rocca di Papa e Grottaferrata) è illusorio e neppure tanto ragionevole.

mensile indipendente di attualità, informazione e cultura

Anno VII, n. 7-8 - Luglio/Agosto 2008 - Associazione Culturale “Terre Sommerse Castelli”

Non camminare davanti a me, potrei seguirti. Non camminare dietro di me, potrei non esserti guida. Cammina al mio fianco, ed insieme troveremo la via

Alberto Camus

Un recente caso di cronaca impone il monitoraggio del territorio

Onna dopo il terremoto

L’occupante abusivo starebbe per lasciare la piccola stazione, mentre il Sindaco annuncia per giugno la pubblicazione del bando. Ma intanto emergono alcune voci contrarie circa la riattivazione della La stazione occupata storica funicolare. A pagina 10

La parte crollata del Convento

SERVIZIOALLE PAGINE 8 e 9

Se sulle antenne Lavori Pubblici Articolo su “La Repubblica” Estatedi si continua a sparare a salve interventi

di Andrea Sebastianelli Pallottole sì ma a salve! Dopo il nostro approfondimento sul perchè del silenzio intorno ai ripetitori radio-tv di Monte Cavo, si è scatenato il putiferio. Sindaci disposti a fare il muso duro contro la Regione Lazio; Comitato di Quartiere dei Campi d’Annibale, fortemente irritato per i nostri articoli, dispensatore di volantini e lettere aperte; politici e politicanti pronti ad alzare il dito verso le colpe degli altri; giornalisti asserviti al potere di turno, ben attenti a non far trapelare le notizie che veramente farebbero emergere le responsabilità.

informazione e cultura

Le nude cifre dicono che la social card è una microscopica elemosina per pochissimi, e una macroscopica occasione di propaganda.

Michele Serra

A L L’ I N T E R N O L E I M M A G I N I E S C L U S I V E

Ha ceduto parte dell’ex Convento di Monte Cavo

L’uccisione di un imprenditore romano, vicino agli ambienti criminali, ha portato alla luce un vasto giro di speculazioni edilizie, per le quali anche Rocca di Papa è finita nell’inchiesta degli inquirenti. Un terreno di via delle Barozze, pagato 350 mila euro, si è trovato al centro di una serie di acquisizioni e vendite che ne hanno fatto lievitare il prezzo finale a 5,5 milioni di euro. E mentre le indagini vanno avanti, sarebbe opportuno sottoporre a monitoraggio il nostro territorio

Viaggioa Funicolare, alcuni L’Aquila interrogativi... Protezione Civile Finalmente libera la stazione a valle

mensile indipendente di attualità,

Anno VIII, n. 1 - Gennaio 2009 - Associazione Culturale “Terre Sommerse Castelli”

13 luglio

2008

Lo avevamo scritto: l’ex Convento di Monte Cavo stava rischiando di crollare per l’incapacità delle Istituzioni a tutelare un edificio dichiarato monumento nazionale. Poco prima della fine dell’anno una parte della struttura, a causa delle piogge torrenziali, è venuta giù portando con sè una storia iniziata seicento anni fa. Il Segno ha denunciato l’accaduto alleAutorità competenti, affinchè facciano chiarezza

Un monumento immerso nella natura sulle cause e sulle responsabilità... mentre il vittima dell’incuria e dell’insensibilità Comune tace. Articoli alle pagg. 8 e 9

Le distrazioni In Consiglio Comunale sotto accusa finisce il Parco del Palazzo Sparare nel Parco. Si può?

di Sergio Rasetti Il nostro giornale periodico ha consolidato la sua cadenza mensile grazie all’impegno di un gruppo di collaboratori intenzionati a continuare su questa strada soprattutto perché gratificati dal plauso dei lettori che ormai contano, per essere informati su tante questioni che altre pubblicazioni non hanno interesse a trattare, su “il piccolo Segno”, che poi tanto piccolo non è visto che si occupa di argomenti fondamentali della vita cittadina suscitando interesse, riflessione e dibattito. Sul contenuto degli articoli naturalmente i giudizi non sono unanimi. Chi è d’accordo, chi non lo è affatto su questo o quell’altro argomento, chi vuole dire la sua e ci chiede spazio per pubblicarla; cosa che noi facciamo volentieri perché uno dei nostri principali interessi è quello di dare voce a chi non ha mezzi propri per farlo. SEGUE A PAGINA 5

L’Amministrazione resta sul vago

Alle pagine 10 e 11

Un Nodo il curioso stretto... Giornali comunali Via delle Calcare

Guai a dire una parola sui tralicci di Monte Cavo. Tutti sembrano far finta che il problema non esista, che d’improviso le antenne non siano più dannose alla salute, che la vetta dell’antico Mons Albanus sia stata cancellata letteralmente dalle carte geografiche. Quelli che guidavano le proteste di piazza sono scomparsi. Quelli che chiedevano alla politica di risolvere il problema si sono dissolti. Anche il Comitato di Quartiere dei Campi preferisce trincerarsi dietro il silenzio.

SERVIZIOALLE PAGINE 8 e 9

Nuovi cors i arti sti ci

Pittura su porcellana, ceramica, tela e legno - Mosaico Disegno dal vero - Trompe l’oeil accademico - Cuera seca

www.issuu.com/ilpiccolosegno

mensile indipendente di attualità,

Leo Longanesi

Sulle antenne di Monte Cavo si continua a tacere. Perchè?

Dieci anni di verità, mezze verità ed omissioni di una classe politica asservita ai nuovi potenti

Palazzo-parcheggio multipiano, sette piani di bruttezza Anno VIII, n. 9 - Settembre 2009 - Associazione Culturale “Terre Sommerse Castelli”

mensile indipendente di attualità, informazione e cultura

Strisce blu addio? Boccia-De Santis Nuova denuncia Ora che la Via Sacra politica ha invaso Cittadinie Botta e ogni settore referendum risposta scempio!

di Andrea Sebastianelli I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela con una scarsa conoscenza dei problemi della gente. Gestiscono interessi, i più diversi, i più contraddittori, talvolta anche loschi, senza perseguire il bene comune. Non promuovono più la maturazione civile e l’iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, ciascuna con un “boss” e dei “sotto-boss”. I partiti hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai, alcuni grandi giornali.

Un gruppo di cittadini di Rocca di Papa starebbe dando avvìo ad una raccolta di firme per chiedere la proclamazione di un vero e proprio referendum comunale pro o contro i parcheggi a pagamento istituiti due anni fa nel centro storico. A pagina 12

L’esclusione dell’ex ViceSindaco dalla maggioranza che governa Rocca di Papa continua a creare polemiche. Su “Oggi Castelli” va in scena un botta e risposta che non chiarisce i motivi della fuoriuscita di De Santis. I cittadini ancora all’oscuro.

Centinaia di cittadini hanno sottoscritto il sostegno all’esposto presentato alla Procura della Repubblica per lo scempio dell’area archeo-naturalistica della Via Sacra a Monte Cavo. Il danno è stato superiore alle previsioni. Partita una seconda denuncia.

informazione e cultura

Don Franco Monterubbianesi

Dal 1998 a oggi, ricostruiamo la vera storia dei confini dell’Ente

Proseguono gli attacchi al Parco Regionale. Da chi partono? E perchè? E’ora di venire allo scoperto. ALLE PAGINE 12 e 13

Giardino degli Ulivi, questione di metodo

di Andrea Sebastianelli Nella politica roccheggiana stà tenendo banco la vicenda del “Giardino degli Ulivi”, il più grande sacco edilizio di Rocca di Papa contro il quale nel 1997 un giovane Ponzo riuscì a sconfiggere il gruppo guidato da Enrico Fondi, e su cui in seguito (per un cambio di valutazione) il centrosinistra si divise in modo brusco. Ora quell’opera è in fase di realizzazione, concretizzando il vecchio progetto di Fondi. Prima di continuare voglio premettere che il sottoscritto non è contrario al “Giardino degli Ulivi”, perchè pensare di fermare oggi l’urbanizzazione in una zona ampiamente edificata (tra Rocca di Papa e Grottaferrata) è illusorio e neppure tanto ragionevole.

mensile indipendente di attualità, informazione e cultura

Anno VII, n. 7-8 - Luglio/Agosto 2008 - Associazione Culturale “Terre Sommerse Castelli”

Non camminare davanti a me, potrei seguirti. Non camminare dietro di me, potrei non esserti guida. Cammina al mio fianco, ed insieme troveremo la via

Alberto Camus

Un recente caso di cronaca impone il monitoraggio del territorio

Protezione Civile Finalmente libera la stazione a valle

L’occupante abusivo starebbe per lasciare la piccola stazione, mentre il Sindaco annuncia per giugno la pubblicazione del bando. Ma intanto emergono alcune voci contrarie Onna dopo circa la riattivazione della La stazione il terremoto occupata storica funicolare. A pagina 17 A pagina 10

Gli “Screpanti” vicini a festeggiare i 90 anni!

Una storia iniziata nel 1919

SERVIZIOALLE PAGINE 8 e 9

L’estate parte con una serie di lavori che miglioreranno sicuramente la viabilità cittadina. Mentre esultano i residenti di Via delle Rose per l’asfaltatura della strada, sono stati avviati i lavori di rifacimento di Via De Luca e la messa in sicurezza di Via Alberobello. A pagina 7

informazione e cultura

Le nude cifre dicono che la social card è una microscopica elemosina per pochissimi, e una macroscopica occasione di propaganda.

Michele Serra

A L L’ I N T E R N O L E I M M A G I N I E S C L U S I V E

Lo avevamo scritto: l’ex Convento di Monte Cavo stava rischiando di crollare per l’incapacità delle Istituzioni a tutelare un edificio dichiarato monumento nazionale. Poco prima della fine dell’anno una parte della struttura, a causa delle piogge torrenziali, è venuta giù portando con sè una storia iniziata seicento anni fa. Il Segno ha denunciato l’accaduto alle Autorità competenti, affinchè facciano chiarezza Un monumento immerso nella natura sulle cause e sulle responsabilità... mentre il vittima dell’incuria e dell’insensibilità Comune tace. Articoli alle pagg. 8 e 9 La parte crollata del Convento

Se sulle antenne Lavori Pubblici Articolo su “La Repubblica” Estatedi si continua a sparare a salve interventi

di Andrea Sebastianelli Pallottole sì ma a salve! Dopo il nostro approfondimento sul perchè del silenzio intorno ai ripetitori radio-tv di Monte Cavo, si è scatenato il putiferio. Sindaci disposti a fare il muso duro contro la Regione Lazio; Comitato di Quartiere dei Campi d’Annibale, fortemente irritato per i nostri articoli, dispensatore di volantini e lettere aperte; politici e politicanti pronti ad alzare il dito verso le colpe degli altri; giornalisti asserviti al potere di turno, ben attenti a non far trapelare le notizie che veramente farebbero emergere le responsabilità.

mensile indipendente di attualità,

Anno VIII, n. 1 - Gennaio 2009 - Associazione Culturale “Terre Sommerse Castelli”

Ha ceduto parte dell’ex Convento di Monte Cavo

L’uccisione di un imprenditore romano, vicino agli ambienti criminali, ha portato alla luce un vasto giro di speculazioni edilizie, per le quali anche Rocca di Papa è finita nell’inchiesta degli inquirenti. Un terreno di via delle Barozze, pagato 350 mila euro, si è trovato al centro di una serie di acquisizioni e vendite che ne hanno fatto lievitare il prezzo finale a 5,5 milioni di euro. E mentre le indagini vanno avanti, sarebbe opportuno sottoporre a monitoraggio il nostro territorio

Viaggioa Funicolare, alcuni L’Aquila interrogativi...

PICCOLO

mensile indipendente di attualità,

Anno VIII, n. 5 - Maggio 2009 - Associazione Culturale “Terre Sommerse Castelli”

Credo che sia vera la profezia di Maria Valtorta: dopo duemila anni l’umanità arriva al bivio. Noi abbiamo tradito il cristianesimo. La chiesa è fatta dai poveri, quindi la vera speranza sono i poveri.

PICCOLO

PICCOLO

In Italia non è la libertà che manca: mancano gli uomini liberi

1975-1985 gli anni che sconvolsero Monte Cavo

il Segno “ ” il Segno “ il Segno “ il Segno “ ” il Segno “ il Segno “ il Segno “ ” ” ” ” ” Verità Ecomostri La Variantona Il Silenzio! Il Parco! Speculazioni E’crollato! nascoste Noi, il potere e la verità

PICCOLO

PICCOLO

Umberto Veronesi

Anno VIII, n. 11 - Novembre 2009 - Associazione Culturale “Terre Sommerse Castelli”

PICCOLO

La task-force del Comune

di Roberta Querini Sono stata lontana da Rocca di Papa per 12 anni, quando sono tornata ho trovato il vuoto, ho ritrovato un paese nel degrado. Ho inscritto i miei figli nelle stesse scuole dove andavo io, ma adesso me ne pento. Mi sento responsabile di tutto quello che tutti i giorni devono affrontare. Mia figlia è una studentessa modello ma in questa scuola non riesce ad uscire al meglio. Mio figlio, a soli 6 anni, si ritrova in una classe considerata uno scarto. Nel mese di settembre ho girato, ho chiesto, ho supplicato tutte le persone che dal Comune potevano aiutarci. Nessuna risposta. Ho lasciato Roma dove i miei figli vivevano in una realtà che funzionava. La risposta del Comune è stata questa: “A Roma ci sono i soldi”; mi domando: che risposta è? Non ho chiesto un aiuto economico, ma solo giustizia, sensibilità e responsabilità verso quei bambini che saranno il nostro futuro. Segue a pagina 10

Se io ti dò un dollaro e tu mi dai un dollaro, entrambi abbiamo un dollaro. Se io ti dò un’idea e tu mi dai un’idea, entrambi abbiamo due idee.

informazione e cultura

PICCOLO

AL CENTRO DEL GIORNALE 4 PAGINE PER CONOSCERE I FATTI

Dissesto idrogeologico

Lettera sulla nostra scuola

mensile indipendente di attualità,

PICCOLO

SEGUE A PAGINA 8

ALL’INTERNO “SPECIALE MONTE CAVO”

Enzo Biagi

PICCOLO

di Andrea Sebastianelli “Signor Assessore, ha letto che cosa ha scritto il Segno?”. Risposta dell’Assessore: “Quelli scrivono solo falsità… sono solo contro”. Questo breve scambio di battute mi permette di chiarire che il nostro mensile non è contro nessuno, né tantomeno contro l’attuale amministrazione guidata dal Sindaco Boccia. Semplicemente ci limitiamo a raccontare dal nostro punto di vista le cose che ci accadono intorno. Non condividiamo, spiegandolo, molte delle scelte di questa amministrazione semplicemente perché le riteniamo deleterie per il futuro di Rocca di Papa. Però è vero ciò che si pensa, cioè che siamo un “giornale contro”. Siamo contro chi esercita il potere in modo arrogante; siamo contro chi vorrebbe ridisegnare il nostro territorio solo in base agli interessi dei costruttori infischiandosene dell’interesse collettivo; siamo contro chi dice una cosa e poi ne fa un’altra; siamo contro le politiche improvvisate che hanno ridotto a brandelli il nostro centro storico;

Periodico mensile dell’Associazione Culturale “Terre Sommerse Castelli”

Ai giovani giornalisti dico: raccontate sempre la verità. Anche se costa molto.

PICCOLO

Noi, il potere e la verità

Albert Einstein

! 32 PAGINE

PICCOLO

Anno VIII, n. 10 - Ottobre 2009 - Associazione Culturale “Terre Sommerse Castelli”

Buon Natale

Anno VIII, n. 12 - Dicembre 2009

PICCOLO

informazione e cultura

d

mensile indipendente di attualità,

PICCOLO

PICCOLO

il Segno “ il Segno “ ” il Segno “ il Segno “ ” il Segno “ il Segno “ il Segno “ ” ” ” ” ” Mafiopoli Verità E’crollato! Il Parco! Il Silenzio! Speculazioni L’inchiesta nascoste LA MENTE E’ COME UN PARACADUTE. FUNZIONA SOLO SE SI APRE.

20 glio 13 lu

08

Il tentativo era quello di far passare lo scempio della Via Sacra come qualcosa di inventato... inventato dal nostro giornale per mettere in difficoltà l’amministrazione comunale. Adesso che a segnalare lo scempio non c’è solo “Il Segno” ma anche uno dei più autorevoli quotidiani italiani come “La Repubblica” (senza tener conto di altri periodici locali) qualcuno forse sentirà il dovere di smetterla di ripetere che “sulla Via Sacra non è successo niente”. Ora è importante mantenere alta l’attenzione intorno alla salvaguardia dell’antica strada romana. A pagina 5

Le distrazioni In Consiglio Comunale sotto accusa finisce il Parco del Palazzo Sparare nel Parco. Si può?

di Sergio Rasetti Il nostro giornale periodico ha consolidato la sua cadenza mensile grazie all’impegno di un gruppo di collaboratori intenzionati a continuare su questa strada soprattutto perché gratificati dal plauso dei lettori che ormai contano, per essere informati su tante questioni che altre pubblicazioni non hanno interesse a trattare, su “il piccolo Segno”, che poi tanto piccolo non è visto che si occupa di argomenti fondamentali della vita cittadina suscitando interesse, riflessione e dibattito. Sul contenuto degli articoli naturalmente i giudizi non sono unanimi. Chi è d’accordo, chi non lo è affatto su questo o quell’altro argomento, chi vuole dire la sua e ci chiede spazio per pubblicarla; cosa che noi facciamo volentieri perché uno dei nostri principali interessi è quello di dare voce a chi non ha mezzi propri per farlo. SEGUE A PAGINA 5

L’Amministrazione resta sul vago

Alle pagine 10 e 11

Un Nodo il curioso stretto... Giornali comunali Via delle Calcare

Sul settimanale “L’Espresso” del 15 gennaio scorso: “Se sfogli il giornale del tuo Comune, ci troverai il Sindaco che ti sorride benevolo in tutte le pose... Carta patinata e fiumi d’inchiostro a colori consacrati ad osannare il Pantheon dell’amministrazione pubblica... Editoria sprecona spedita gratis al cittadino, il quale però alla fine la propria copia se la paga comunque... I costi effettivi, spesso, rimangono sepolti nei bilanci”. Qualcuno ci fa sapere quanto è costato il nostro nel 2008, tutto, ma proprio tutto, compreso? Gianfranco Botti

Hai perso qualche numero del Segno? Vuoi ritrovare un articolo che avevi letto? Da oggi puoi consultare tutti i numeri del nostro mensile collegandoti al sito internet: www.issuu.com/ilpiccolosegno. Buona lettura! _t itÄÄx \ÇvtÇàtàt - Via Palazzolo, 52 - Rocca di Papa - Tel. 06.949.76.00

Maria Tamilia, nipote del grande studioso Michele Stefano De Rossi, ha compiuto 100 anni. A pagina 19

Pittura su porcellana, ceramica, tela e legno - Mosaico Disegno dal vero - Trompe l’oeil accademico - Cuera seca

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SEGUE A PAGINA 9

Il fondatore di Capodarco parla dei disagi della nostra società globalizzata e dei nuovi progetti. A pagina 6

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SEGUE A PAGINA 3

Un gruppo di cittadini di Rocca di Papa starebbe dando avvìo ad una raccolta di firme per chiedere la proclamazione di un vero e proprio referendum comunale pro o contro i parcheggi a pagamento istituiti due anni fa nel centro storico. A pagina 12

L’esclusione dell’ex ViceSindaco dalla maggioranza che governa Rocca di Papa continua a creare polemiche. Su “Oggi Castelli” va in scena un botta e risposta che non chiarisce i motivi della fuoriuscita di De Santis. I cittadini ancora all’oscuro.

Alle pagine 5 e 11

Centinaia di cittadini hanno sottoscritto il sostegno all’esposto presentato alla Procura della Repubblica per lo scempio dell’area archeo-naturalistica della Via Sacra a Monte Cavo. Il danno è stato superiore alle previsioni. Partita una seconda denuncia.

Alle pagine 6 e 7

SEGUE A PAGINA 8

A pagina 17

Gli “Screpanti” vicini a festeggiare i 90 anni!

Una storia iniziata nel 1919

Quando l’On. Enrico Ferri propose uno strano nome A pagina 19

SEGUE A PAGINA 5

L’estate parte con una serie di lavori che miglioreranno sicuramente la viabilità cittadina. Mentre esultano i residenti di Via delle Rose per l’asfaltatura della strada, sono stati avviati i lavori di rifacimento di Via De Luca e la messa in sicurezza di Via Alberobello. A pagina 7

Il tentativo era quello di far passare lo scempio della Via Sacra come qualcosa di inventato... inventato dal nostro giornale per mettere in difficoltà l’amministrazione comunale. Adesso che a segnalare lo scempio non c’è solo “Il Segno” ma anche uno dei più autorevoli quotidiani italiani come “La Repubblica” (senza tener conto di altri periodici locali) qualcuno forse sentirà il dovere di smetterla di ripetere che “sulla Via Sacra non è successo niente”. Ora è importante mantenere alta l’attenzione intorno alla salvaguardia dell’antica strada romana. A pagina 5

A pagina 6

Sul settimanale “L’Espresso” del 15 gennaio scorso: “Se sfogli il giornale del tuo Comune, ci troverai il Sindaco che ti sorride benevolo in tutte le pose... Carta patinata e fiumi d’inchiostro a colori consacrati ad osannare il Pantheon dell’amministrazione pubblica... Editoria sprecona spedita gratis al cittadino, il quale però alla fine la propria copia se la paga comunque... I costi effettivi, spesso, rimangono sepolti nei bilanci”. Qualcuno ci fa sapere quanto è costato il nostro nel 2008, tutto, ma proprio tutto, compreso? Gianfranco Botti

Hai perso qualche numero del Segno? Vuoi ritrovare un articolo che avevi letto? Da oggi puoi consultare tutti i numeri del nostro mensile collegandoti al sito internet: www.issuu.com/ilpiccolosegno. Buona lettura!

SEGUE A PAGINA 3

Alle pagine 5 e 11

Alle pagine 6 e 7

SEGUE A PAGINA 8

Quando l’On. Enrico Ferri propose uno strano nome A pagina 19

SEGUE A PAGINA 5

A pagina 6


ROCCA DI PAPA Anche a Rocca di Papa “Sinistra Ecologia e Libertà”

il Segno - Gennaio 2010

Il partito di Vendola si presenta a fine mese

Il partito nuovo di Nichi Vendola si presenta anche a Rocca di Papa. “Sinistra, Ecologia e Libertà”, infatti, si presenterà ai cittadini e ai simpatizzanti il prossimo venerdì 29 gennaio presso l’aula consiliare Nichi Vendola del Comune, potendo contare già su un centinaio di iscritti. Al nuovo progetto politico hanno aderito Sinistra Democratica (la corrente fuoriuscita dai Ds in disaccordo con la nascita del Pd), il gruppo dei Verdi, la parte dei Comunisti Italiani che aderirono alla mozione di Umberto Guidoni, l’astronauta italiano e parlamentare europeo che presentò una sua linea a favore di una sinistra unita e senza divisioni ideologiche, e il Movimento per la Sinistra, la corrente vendoliana di Rifondazione Comunista. Buono anche il “bagaglio” istituzionale ereditato da “Sinistra, Ecologia e Libertà” (Sel): il Consigliere Comunale di Rocca di Papa, Aldo Morana, che ricopre anche l’incarico di Assessore nell’XI Comunità Montana del Lazio; e il Vice-Presidente del Parco dei Castelli Romani, Giancarlo Trombetta. “Di una sinistra nuova c’è un grande bisogno in Italia –afferma Aldo Morana- e anche a Rocca di Papa dobbiamo essere in

grado di condurre politiche innovative capaci di aggregare il maggior numero di persone, soprattutto ragazzi e ragazze, che potranno trovare i loro spazi di impegno politico”. Sulla stessa linea Giancarlo Trombetta, secondo cui è arrivato il momento di riportare l’agenda politica sulle cose da fare, tenendo sempre presente l’importanza della difesa dell’ambiente e del nostro territorio, troppo spesso sottoposto a interventi distruttivi, e alla tutela del lavoro e delle classi più deboli”. Come noto, il portavoce nazionale di “Sinistra, Ecologia e Libertà” è l’attuale Presidente della Regione Puglia, Nichi vendola, sottoposto da circa un mese a forti attacchi da una parte del Pd pugliese che vorrebbe una sua uscita di scena senza clamore. Ed è proprio sulla politica nuova e su un diverso modo di parlare di politica rappresentati da Vendola che anche a Rocca di Papa si vuole partire con il piede giusto. “Rivolgo il mio invito a tutti i giovani e a tutte le donne del territorio –afferma Daniela Di Rosa, militante della sinistra roccheggiana e già segretaria del Pdci- affinchè si avvicinino a questo progetto che ha bisogno della passione e dell’impegno di tutti per dare alla sinistra il ruolo che storicamente le compete e che troppo in fretta qualcuno ha pensato di liquidare”. L’appuntamento, per conoscere le proposte di Sel, è il 29 gennaio alle ore 18.00 presso l’aula consiliare. (P.G.)

Bracconaggio all’interno del Parco

di Marcello Morrone Il recente episodio costato la vita ad un cacciatore, ucciso da un suo collega nell’area del Vivaro, mette in evidenza ancora una volta la presenza del bracconaggio come attività diffusa in tutto il territorio dei Castelli Romani. Una vera e propria attività illecita intorno alla quale circolano grandi interessi di tipo economico, dove gli animali selvatici cacciati verrebbero poi venduti ad alti costi alle varie attività di ristorazione della zona. Il Parco dei Castelli Romani, costituitosi parte civile nel procedimento a carico del

bracconiere autore dell’uccisione del collega, ha ribadito che “all’interno del perimetro dell’area protetta, definito nel lontano 1998, non si può cacciare. Questo per tutelare la biodiversità, la natura, l’ambiente, ma soprattutto per tutelare gli uomini, le donne, i bambini, circa 350mila persone che nell’area protetta ci vivono. Le leggi non esistono per se stesse ma per i cittadini che, spesso, devono essere protetti dalla colpevole incoscienza di pochi”. Come afferma il Presidente dell’ente di Villa Barattolo, Gianluigi Peduto, “la cac-

cia è disciplinata e regolamentata e nessuno va a imporre ai cacciatori di non cacciare nelle stagioni e nei siti autorizzati. Allo stesso modo, però, i cacciatori sono tenuti a rispettare le regole che tutelano anche gli altri, quelli che devono poter essere liberi di passeggiare, pedalare, correre in un bosco, guidare su una strada o stare dentro casa senza il rischio di finire impallinati”. Un problema vecchio più volte segnalato anche dal nostro mensile e verso il quale servirebbe una maggiore collaborazione tra il Parco e i Comuni del territorio.

La risposta ai Verdi

Ecco perchè non posso dimettermi

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In riferimento alla vostra lettera pubblicata su “Il piccolo Segno” del mese di dicembre u.s., mi corre l’obbligo di fare alcune delucidazioni: mi sembrava fisiologico che dopo le scelte operate dai nostri parGiulio Croce titi di riferimento “Verdi” e “Rifondazione Comunista”, tutte legittime ma divergenti, venissero superati tutti gli accordi politici precedenti, compreso quello che prevedeva l’avvicendamento da voi rivendicato presso il nostro Comune Rocca di Papa. Oltre tutto per una ulteriore informazione vi porto a conoscenza che già in tempi non sospetti per avere una maggiore certezza rispetto al problema politico che è il motivo del contendere, ho interpellato gli organismi del mio partito di riferimento (Rifondazione Comunista), deputati a dare delle indicazioni rispetto al mio percorso come Consigliere Comunale; mi è stato risposto di non dimettermi e quindi proseguire il mandato fino a scadenza naturale. Fraterni saluti Giulio Croce, Consigliere Comunale

Arrivano le strisce rosa

I cosiddetti “parcheggi rosa” arrivano anche a Rocca di Papa. Con l’ordinanza del Dr. Mario De Sclavis, Comandante del Corpo della Polizia Locale, sono stati istituiti due parcheggi rosa, riservati esclusivamente allo stazionamento di autoveicoli che trasportano donne in stato di gravidanza ed alle neo-mamme. Questi posti auto sono contrassegnati da apposita segnaletica verticale ed una striscia a terra di colore rosa. “Ritengo che sia doveroso da parte di un’amministrazione comunale provvedere a facilitare gli spostamenti delle persone che, anche temporaneamente, hanno bisogno di un’attenzione in più” ha detto il primo cittadino, Pasquale Boccia, riferendosi all’iniziativa. I parcheggi rosa del Comune di Rocca di Papa si trovano in viale Silvio Spaventa, adiacente alla centrale piazza della Repubblica, di fronte alla Farmacia ed agli studi medici ginecologici, ed a piazza Garibaldi, nel cuore della città, nei pressi della Farmacia Comunale. (L.S.)


ROCCA DI PAPA Ventisei anni al servizio dell’intera cittadinanza

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Alla Festa dell’Avis vince la solidarietà

di Marcello Morrone Lo scorso 13 dicembre si è tenuta la festa annuale dell’Avis tutta dedicata ai suoi donatori di sangue. Una festa molto sentita e partecipata che ha avuto inizio con la Santa Messa celebrata al Sacro Cuore da Don Franz e da Don Massimiliano che hanno ricordato i donatori defunti. Il Presidente Fei ha poi invitato i presenti a recarsi Da sinistra: l’On. Ponzo, Boccia, il Presidente presso il sottostante audiAvis Fei e il Direttore Sanitario Dott. Silvi torium per assistere alla cerimonia di premiazione. Oltre ai volon- 350 donatori attivi. Silvi ha poi ringraziato tari dell’associazione e ai donatori, erano l’amministrazione che ha fornito locali presenti L’On. Carlo Ponzo, Consigliere idonei per lo svolgimento delle attività. regionale, il Sindaco di Rocca di Papa L’altra nota positiva riguarda la presenza Boccia e gli Assessori Sellati, Ferazzoli e di molti giovani che garantiscono un fuCastri. turo all’impegno dell’Avis. Il Presidente Fei, nel dare avvio alla ceri- Alla festa hanno partecipato anche i rapmonia, ha ringraziato i donatori, i collabo- presentanti delle altre sezioni Avis dei Caratori, l’amministrazione comunale e in stelli Romani. particolare tutti i cittadini e le associazioni Il bravo segretario Eleuteri, coordinatore per la vicinanza dimostrata verso l’Avis della cerimonia, dopo aver letto i nomi dei nei 25 anni di attività e impegno che cinquanta donatori premiati con la medahanno caratterizzato una delle più belle re- glia d’argento per aver raggiunto il traaltà roccheggiane di volontariato al servi- guardo delle 25 donazioni, ha dato la zio degli altri. Fei ha anche rivolto un parola al Sindaco che ha premiato con la ringraziamento al nostro mensile per l’at- medaglia d’oro per le 50 donazioni effettenzione dimostrata verso l’Avis. tuate, due volontari, Eleonora Pellegrino “L’Avis è l’orgoglio della nostra cittadina e Mauro Rosi, i quali hanno donato le loro –ha detto l’On. Ponzo- e la Regione Lazio medaglie alla stessa Avis che ha così podarà sempre il suo sostegno a favore di as- tuto appenderle con orgoglio sullo stensociazioni come questa che sono un fiore dardo dell’associazione che, a oggi, vede all’occhiello per l’intera comunità citta- in bella mostra ben 9 medaglie d’oro. Indina”. Successivamente il Sindaco Boccia fine il Sindaco Boccia ha premiato a sua ha elogiato “i numerosi donatori e i com- volta l’Avis consegnando nelle mani del ponenti del direttivo”, ricordando la figura Presidente Fei una bellissima targa con di “Don Giuseppe Gianfranceschi che, parole lette proprio dal primo cittadino ventisei anni fa, volle come Presidente che hanno fatto commuovere l’intera asdella neonata associazione Enzo D’Ales- semblea. sandri, diventata una figura determinante Poi tutti al ristorante “Polentone” a festegper lo sviluppo dell’Avis negli anni se- giare l’Avis. Un augurio da parte del noguenti”. A fornire i dati di questo successo stro giornale di raggiungere presto le 25 è stato il Direttore Sanitario dell’Avis, il medaglie d’oro da appendere allo stenDott. Mario Silvi, il quale ha spiegato che dardo. Un meritato premio per questi 26 l’associazione ha raggiunto l’autosuffi- anni di impegno civile sincero e disintecienza delle donazioni con 1700 iscritti e ressato.

VENERDI’ 29 Gennaio 2010

presso l’Aula Consiliare del Comune di Rocca di Papa ore 18.00

L’ASSOCIAZIONE CULTURALE “L’OSSERVATORIO” di Rocca di Papa

INVITA A PARTECIPARE

alla conferenza della Dott.ssa Emilia Barbato dell’ENEA C.R. di Frascati dal titolo: “LE DONNE NELLA SCIENZA”

il Segno - Gennaio 2010

Francesco Ayali e le sue opere tutte da guardare

L’artista marocchino di nascita ma roccheggiano di adozione, Francesco Ayali, ha il merito di aver dipinto con sapienza e maestria una delle sale del ristorante “La Valle Incantata” rappresentando gli scorci più belli e affascinanti della Roma dei tempi passati. Un’opera d’arte tutta da vedere e da fotografare.

Spenta la stella che illumina il Natale dei Castelli

E’ stata spenta la stella di Rocca di Papa. E’ ormai uno dei segni tangibili e più riconoscibili del Natale per tutti i Castelli Romani. La grande stella cometa luminosa di Rocca di Papa, posizionata sulla Fortezza in grande evidenza, è visibile da tutta Roma ed anche oltre. Danneggiata pochi anni fa dal maltempo, è stata presto ripristinata ed è tornata, puntuale, ad illuminare il periodo natalizio. Per la grande stella di Rocca di Papa è arrivato il momento di “ripartire”: dopo l’epifania, tradizionalmente, le lampade che la rendono visibile a grandissima distanza sono infatti tornate al buio rinnovando l’appuntamento al prossimo 8 dicembre. Quando, ancora una volta, sarà Rocca di Papa ad illuminare il Natale dei Castelli.


ROCCA DI PAPA Anche i cittadini delle Vigne hanno la loro sede

il Segno - Gennaio 2010

Il sogno di Simonetta Spaccia diventato realtà

di Rita Gatta Anni fa venne nella nostra scuola di Colle delle Fate, a Rocca di Papa, in una zona dal fiabesco nome “Cappuccetto Rosso” una signora dal viso dolce e dal sorriso accattivante. Con molto garbo si presentò come la nuova Presidente del Comitato di Quartiere Le Vigne: da poco trasferitasi nella nostra città, voleva conoscere la realtà della nostra scuola, allora piccolo prefabbricato. Solo la costanza e la cieca fiducia nel lavoro svolto con passione dalle insegnanti e dai bambini con l’aiuto dei collaboratori scolastici, faceva chiudere non solo un occhio, ma tutti e due ai genitori fiduciosi in un ampliamento della struttura scolastica. La signora ci chiese notizie e offrì la disponibilità del Comitato di Quartiere per piccoli contributi e ospitalità sul giornalino “Le Vigne” che in quel tempo si distribuiva nella nostra Città. Era Simonetta Spaccia quella donna gentile e sempre presente: bastava una telefonata e si muoveva, mediando con efficace disinvoltura tra l’Amministrazione e il Territorio di sua competenza. A quei tempi un’altra figura che poi sarà di spicco nel Comitato era presente nella nostra scuola: Franca Bonomo, allora in veste di genitore, con la quale, anche dopo tanti anni si mantengono rapporti di grande stima e rispetto. La cara Simonetta ci ha prematuramente lasciati, sempre compianta, con un ricordo che resta nei nostri cuori. Franca è presente con il suo sorriso e la sua disponibilità: qualche anno fa i

bambini della nostra scuola sono stati coinvolti in una bella iniziativa promossa dal Comitato di Quartiere e hanno realizzato piccole opere con un tema a loro caro: “Il nostro parco giochi”. Anche qui il Comitato ha fornito il materiale e infine ha premiato i bambini per il loro impegno. Una bella proposta che ha avuto il merito di far sentire la voce dei piccoli nel progettare il loro territorio. Fa piacere sapere che dal mese scorso il nostro Comitato di Quartiere ha una sua sede, inaugurata il 29 novembre in Piazza Alcide De Gasperi n. 4 alla presenza delle Autorità cittadine e del nostro Sindaco Pasquale Boccia e di tutti i rappresentanti del Comitato Le Vigne. Necessario questo nuovo recapito, pure se provvisorio, messo a disposizione dal Signor Pasqualini. In vista del nascente consorzio “Giardino degli Ulivi”, permetterà ai residenti di incontrarsi e programmare iniziative che riguardano i problemi del quartiere, in attesa della nuova edificazione dei locali nella lottizzazione che si sta realizzando. Al Comitato oltre ai locali sono stati concessi contributi per le spese ordinarie e un computer. La sede è aperta al pubblico il sabato e la domenica dalle ore 10 alle ore 13. Un importante passo in avanti nella zona delle Vigne, che attende ora anche l’inaugurazione del nuovo edificio scolastico di Colle delle Fate, ormai quasi ultimato e pronto per essere consegnato ai bambini, alle insegnanti e a tutti coloro che fortemente hanno creduto in questa promessa/scommessa della quale da molti anni si attende una positiva realizzazione.

Ciao, sono un bambino di 9 anni e mi chiamo Luca S. Frequento la scuola delle Suore d’Ivrea. Di Rocca mi piace quasi tutto! I giardinetti, la piazza, ecc. Però io e la mamma ci siamo accorti di un particolare! Quando entriamo e usciamo dalla scuola, non ci sono mai i vigili a regolare il traffico, e il bello è che la vicino c’è un cantiere! E spesso e volentieri passano mezzi pesanti che portano cemento. Io sono piccolo, ma penso che questo sia molto pericoloso, anche perché spesso

transitano negli orari proprio di entrata e di uscita della scuola. Ma se andiamo a vedere nelle altre scuole i vigili sono sempre presenti; noi ci chiediamo perché, noi alunni di una scuola privata, dobbiamo sentirci in qualche modo discriminati!!! Non siamo tutti bambini? Non dovrebbero tutelare anche noi? Io vorrei tanto che ci fossero i vigili anche nella mia scuola negli orari di uscita e di entrata, perché mi sentirei più sicuro! Luca S.

Un bambino di 9 anni ha scritto al nostro mensile

“Vogliamo i Vigili anche all’uscita della nostra scuola”

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In arrivo la nuova scuola

A breve sarà inaugurato l’atteso istituto

Circondata da un bel giardino con i castagni, la scuola di Colle delle Fate per vent’anni ha accolto numerosi alunni, nonostante le critiche più feroci per la struttura in prefabbricato. Ricorrente l’osservazione che per le insegnanti è sempre stata di conforto: - Nonostante la struttura, la scuola funziona!-. Nel corso degli anni, i bambini delle cinque classi delle elementari (oggi scuola primaria) sono diventati sempre più numerosi, nonostante si ventilasse la minaccia di chiudere quella “scuoletta”, nata quasi per scommessa. In questo ultimo periodo capita di vedere ex alunni in veste di genitori, accompagnare i loro piccoli alla scuola dell’infanzia: una bella soddisfazione per chi in quel plesso lavora da tanto tempo, cercando di dare il massimo. Certo la pazienza e la costanza dei genitori e delle insegnanti va encomiata: credere in una scuola di qualità, nonostante la struttura non proprio comodissima è qualcosa che va apprezzato senza discutere e tanta perseveranza va premiata! Sta infatti per essere consegnata all’Istituto Comprensivo di Rocca di Papa la nuova sede scolastica di Colle delle Fate, non ancora ultimata per l’esecuzione di alcune varianti, resesi necessarie durante i lavori. Il nuovo edificio che sorgerà all’interno della zona “Giardino degli ulivi”, accoglierà oltre che le sezioni già presenti nell’attuale scuola di Via Europa, anche una sezione di Scuola media, consentendo così una continuità scolastica per gli alunni della primaria che, senza allontanarsi da lì, passeranno al successivo grado di istruzione. Tutto questo è stato confermato dal Sindaco Pasquale Boccia in una riunione avvenuta nell’Aula Consiliare il 15 dicembre, alla presenza di tutti gli Assessori, dei genitori e degli insegnanti di Colle delle Fate, della Vicepreside Loredana Annese e del Presidente del Comitato di Quartiere le Vigne, Franca Bonomo. Un’apertura che slitta, come spiegava il Sindaco coadiuvato dai suoi tecnici, per garantire un ingresso in tutta sicurezza, in un edificio completo di tutti gli arredi e delle attrezzature necessarie. Dopo un’aspettativa così lunga e paziente, probabilmente quest’ultima attesa che allunga i tempi di apertura, magari anche a settembre del prossimo anno scolastico, forse delude un po’ chi sperava in un ingresso immediato nel nuovo edificio scolastico, ma non credo vanifichi quanto è stato fatto e si sta facendo per la nuova scuola del Quartiere le Vigne, che accoglierà ben presto tutta l’utenza della zona bassa della nostra città. Rita Gatta


Cultura e

Le atmosfere del convento di

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... dintorni

il Segno - Gennaio 2010

Stendhal

di Andrea Sebastianelli “Ricordati la notte di San Pietro. L’alba spuntava dietro Monte Cavo e tu ti gettasti in ginocchio davanti a me: volli usarti misericordia: tu eri mia, se io avessi voluto, perché non avevi la forza di resistere all’amore che sentivi per me. Improvvisamente mi venne quest’idea: poiché io t’avevo detto parecchie volte che da un pezzo ti avevo sacrificato la mia vita e tutto quello che avevo di più caro al mondo, tu mi potevi rispondere che tutti quei sacrifici non convalidati da alcun atto esterno potevano essere anche immaginari. Ed ecco che un’altra idea m’illuminò, crudele per me, ma in fondo giusta. Pensai che non a caso io avevo la possibilità di sacrificare al tuo interesse la più grande felicità che mai mi fosse dato sperare. Tu eri già tra le mie braccia, e senza difesa, ricordati: la tua bocca stessa non osava rifiutare”. Queste frasi cariche di passione sono contenute nel romanzo breve “La badessa di Castro”, pubblicato a Parigi nel 1839 da Henry-Marie Beyle, meglio noto col nome di Stendhal (1783-1842). La storia, ambientata nell’area dei Castelli Romani e di Rocca di Papa in particolare, con le atmosfere dell’allora convento di Monte Cavo (oggi ridotto a poco meno di un rudere) narra l’amore travagliato tra una fanciulla di nobili origini, Elena di Campireali, costretta a farsi suora, e il brigante Giulio Branciforti. Siamo verso la metà del ‘500 e la storia narrata da Stendhal, secondo i critici, ha quasi sicuramente un fondamento storico. Sembra infatti che Stendhal, durante il suo soggiorno in Italia del 1883, si sia ritrovato tra le mani alcune carte contenenti infor-

Stendhal

Nella “Badessa di Castro”, romanzo del 1839, i monaci e i suoni del convento di Monte Cavo giocano un ruolo essenziale. Un motivo per rileggerlo.

mazioni su pene capitali e relazioni di omicidi, entrambe di epoca rinascimentale. Di questi curiosi documenti si era fatto trascrivere quattro cronache in particolare, tra cui appunto “La badessa di Castro”. L’edificio monumentale dell’antico Mons Albanus ricorre spesso in questo romanzo, arricchendolo di “vibrazioni” particolari e profonde, come quando Stendhal narra che “in quel momento al convento di Monte Cavo suonò l’Ave Maria del mattino e quel suono, per un caso miracoloso, arrivò fino a noi”. Pare di sentirlo ancora oggi il suono di quella camIl convento di Monte Cavo agli inizi del secolo pana, ancora oggi esistente sul campanile con il peso dei suoi anni e delle lontano”. Fino a quando il brigante, preso sue storie. dalla passione più sfrenata, dice alla sua Ancora più avanti nel romanzo, Stendhal Elena: “Ebbene! per l’amore che allora tu continua a subire il fascino del convento: sentivi per me, e se, come temo, tu te ne “Se non ci fosse stato un intervento so- sei scordata, per la tua dannazione eterna, prannaturale, come mai quell’Ave Maria io ti ordino di farmi entrare questa notte sarebbe potuta arrivare a noi da tanto lon- nella tua camera o nel giardino del contano, attraverso le cime degli alberi d’una vento”. Ciò che accadde quella notte dovrà buona metà della foresta, agitate in quel essere il lettore a scoprirlo. momento dal vento del mattino? Ti ri- Nel romanzo ci sono continui riferimenti cordi? T’inginocchiasti, e io mi levai in al lago Albano, alla foresta della Fajola, piedi, mi trassi dal petto la croce che porto, sfondo selvaggio della vicenda, che l’aue tu giurasti su questa croce, che è qui da- tore deve avere sicuramente ammirato con vanti a me, e sulla tua dannazione eterna, i suoi occhi. Lo stile tragico e sublime del che in qualunque luogo ti fossi mai trovata, romanzo di Stendhal vede la fine della baqualunque cosa ti fosse mai accaduta, ap- dessa profilarsi nella coraggiosa scelta di pena io te ne dessi l’ordine, tu ti saresti scampare alla tortura della santa inquisimessa interamente a mia disposizione, co- zione, mediante la propria consegna al suim’eri in quel momento che l’Ave Maria di cidio. Un romanzo che vale la pena Monte Cavo ti giunse all’orecchio da tanto sicuramente leggere ma anche rileggere.


STORIE

il Segno - Gennaio 2010

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Concluso il concorso “I Castelli Romani, la mia terra”

di Rita Gatta Nonostante la recente urbanizzazione, numerosi angoli dei Castelli Romani mantengono intatta una bellezza straordinaria e coinvolgente: basti pensare al panorama su Roma che si gode dal Museo dell’Osservatorio a Rocca di Papa o ai due laghi di Castel Gandolfo e di Nemi che offrono scorci naturalistici ricchi di storia, o addentrarsi in qualche vicoletto dei tanti paesi arroccati tra le selve dell’Antico Vulcano Laziale… Proprio questo connubio tra storia e ambiente, natura ed evoluzione ha fatto da sfondo al tema del Concorso di poesia “I Castelli Romani, la mia terra”, tema dello stesso “La nostra storia”, patrocinato dall’Assessorato allo Sviluppo Economico,

I

Ricerca, Innovazione e Turismo della Regione Lazio, la cui cerimonia di premiazione ha avuto luogo nell’Aula Consiliare del Comune di Rocca di Papa lo scorso 11 dicembre. Presenti, oltre tutti i partecipanti al Concorso, i componenti della Giuria, gli Amministratori del Comune di Rocca di Papa, il Presidente dell’Associazione dei Nuovi Castelli Romani Ettore Pompili e tutto il Direttivo della stessa, infine il Maresciallo dei Carabinieri Atripaldi. Un nutrito pubblico, ha ascoltato il discorso introduttivo del professor Carmelo Pandolfi che ha brevemente presentato la manifestazione e successivamente letto le poesie premiate, subito dopo il saluto del Sindaco di Rocca di Papa Pasquale Boccia,

IL RACCONTO DEL MESE

Babbi Natale, dopo aver compiuto a puntino la loro missione, erano tornati. I regali erano stati puntualmente recapitati. Ma quando si adagiarono fra le nuvole per fare l’appello si meravigliarono che il loro più giovane collega non fosse presente: essendo il meno esperto e alla sua prima missione, giunse terribilmente in ritardo. Fu doverosamente rabbuffato dal più vecchio dei Babbi Natale: doveva scusarsi e promettere di non cadere mai più in simili errori. Aveva anche corso il rischio, giungendo fuori orario, di farsi sorprendere. Ciò avrebbe poi costretto i genitori a fornire infinite spiegazioni ai loro rampolli sul fatto che Babbo Natale esisteva veramente, dato che era stato chiaramente visto da essi depositare i regali vicino al Presepe. Terminata la riunione, il giovane Babbo Natale, scese dalle nuvole e rientrò nel proprio igloo. Ma accingendosi a ripiegare ben bene il proprio sacco si accorse che uno dei regali assegnatigli era rimasto sul fondo. Si sentì morire dalla vergogna! Decise di lanciarsi immediatamente in una velocissima discesa verso il luogo dove avrebbe dovuto depositare il regalo dimenticato. Giunse appena in tempo, prima che cominciasse la cerimonia della consegna dei regali. Depositò il pacchetto vicino al Presepe di carta colorata, che faceva bella mostra di sé sul grande tavolo al centro della sala e quindi fuggì via tuffandosi dentro un banco di nubi, bianche come un immenso batuffolo di ovatta, appena rischiarato da una tenue luce lunare. Si rifugiò immediatamente dentro il proprio igloo e in un battibaleno cadde in letargo...

F

il quale ha voluto sottolineare la soddisfazione per l’alta partecipazione a questa manifestazione e si è compiaciuto del successo per la nostra città, protagonista di molti versi poetici. Il Presidente di questa edizione, Marco Onofrio, ha premiato i vincitori delle varie sezioni, divise per età (dai bambini agli adulti) e per vernacolo. Tra i vincitori, due bambini, Gianluca Loffredo e Flavio Trinca frequentano le scuole di Rocca di Papa e hanno ottenuto il primo e il terzo premio nella sezione dei giovanissimi, con una poesia dedicata proprio al loro paese; coinvolgenti anche i versi del secondo classificato in questa sezione, Paolo Muratore. Bravissimi tutti gli altri vincitori, compresi i premiati fuori

****** inalmente era giunta l’ora! Il giovane padre si avvicinò lentamente al Presepe. Contò i pacchetti con i regali

Natale sbagliato

di Noga quindi, con voce incrinata dall’emozione, disse rivolto ai suoi figlioli -“Questi sono i regali che Babbo Natale ci ha portato. Ecco! adesso ve li consegnerò uno ad uno”-. Quindi consegnò i pacchetti contrassegnati ognuno dai rispettivi nomi. Terminata la distribuzione notò che era avanzato un regalo. Era un semplice pacchetto avvolto con una carta anonima, grigiastra. Nemmeno un nastro che avrebbe certamente ingentilito quell’involucro incolore! Su uno dei lati, scritta a matita con una calligrafia incerta, si leggeva la frase: Al mio unico nipote. Il giovane padre rimase interdetto. Da chi arrivava quel pacchetto? Dallo zio, fratello della madre, che ormai da anni viveva in Australia? Sicuramente non dai nonni: ambedue deceduti da tanto tempo. rese con sé il pacchetto e si isolò nello studiolo. Lo adagiò sul tavolo e lentamente lo aprì: conteneva un foglio scritto a matita. Lo spiegò ben bene e in silenzio iniziò a leggere: Non so se queste poche righe potranno un giorno raggiungerti. Le ho scritte di nascosto e le ho gettate fuori dal treno piombato che non sapevo dove mi avrebbe condotto. E’ probabile che dal luogo dove il treno mi condurrà ne uscirò solamente attraverso il camino che, come ormai saprai, fuma continuamente. Se sarà così il vento mi restituirà la libertà e mi porterà in giro per il mondo. Unisco a queste misere righe un documento che ho trafugato

P

concorso, Simonetta Trinca e Otello Acciari. Aurora De Luca, Castaldo Noemi e Marta Russo sono risultati vincitori per la sezione giovani. Per gli adulti: Getulio Baldazzi, Maria Monteferri e Gina Quaglia Audino. Musicali ed entusiasmanti i sonetti in vernacolo di Chiara Famiglietti, Sara Cerroni e Bruna Brunelli. Tutti i partecipanti hanno ritirato il loro attestato di partecipazione, applauditi dal pubblico sempre più coinvolto e coinvolgente. Una cerimonia sentita da tutti, grandi e piccini che, con un entusiasmo trascinante hanno acclamato i poeti, dopo aver volato con i loro versi nel magico mondo della poesia. Siamo tutti in attesa della prossima edizione.

e che potrai, se vorrai, conservare per te, per i tuoi figli e nipoti. Ricordami sempre Tuo nonno Isacco

Rimase a lungo nel suo studiolo con quelle carte fra le mani. Che fare? Cosa significava quella frase “Trattamento speciale a ...”? E come in un sogno cominciò a scrivere su dei fogli che aveva a portata di mano. Ma stranamente annotava soltanto cifre, sommandole: 151 + 125+ 30 = 306 uomini; 492 + 684 + 417 = 1593 donne e bambini. “Donne e bambini!” urlò improvvisamente il giovane padre. Si alzò e correndo chiamò i suoi figlioli e si calmò soltanto quando li sentì rispondere e subito dopo se li ritrovò fra le braccia. Vicino al Presepe, ritrovata la calma, il giovane padre pensò che quel Natale era un Natale sbagliato e rivolto ai figlioli mormorò: “Questa sera non vi racconterò la storia di Babbo Natale che arriva sulla slitta dalla Lapponia. Questo Natale vi racconterò la storia del bisnonno Isacco il quale, uscito un dì da un nero camino, vola ancora per il mondo in cerca di uomini saggi e generosi. Dicembre 2009


SIPARIO APERTO

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Storie, 13419 Memorie “sessantottine” e dintorni

il Segno - Gennaio 2010

In scena un’opera ispirata da Ettore Scola di Luigi Serafini Sarà in scena il prossimo 24 gennaio al Teatro Civico di Rocca di Papa, “13419 – La necessità del ritorno”, spettacolo in atto unico, scritto e diretto da Roberto Attias e tratto da un’idea del regista Ettore Scola. La vicenda prende spunto dagli anni della contestazione sessantottina, soffermandosi su uno degli aspetti più noti e discussi a livello storico, cioè quella che viene definita la “battaglia di Valle Giulia”, svoltasi il 1 marzo del ‘68, in cui gli studenti romani, per la prima volta, risposero alla violenza delle forze dell’ordine con altra violenza. Una notte drammatica, con numerosi feriti tra i due opposti schieramenti, che portò al fermo di molti giovani che furono poi sottoposti a duri interrogatori. Entriamo così nel vivo della storia. Due ragazzi (Gabriele Galli e Rocco Piciulo) accompagnati dall’agente Feltri (Gaetano Mosca), sono chiamati a rispondere dei fatti accaduti nell’ufficio del commissario (interpretato da Stefano Antonucci) ma i due appaiono renitenti a collabo-

rare. Il commissario, allora, uomo-simbolo della inflessibilità dello Stato, pur di arrivare alla “sua” verità non si trattiene dall’usare le maniere forti. Dopo un estenuante interrogatorio che non porterà a nulla, i due vengono rispediti in cella. E’ adesso che il Commissario si troverà a raccogliere gli scarsi risultati dei vari interrogatori ma, all’improvviso, ecco affacciarsi dalla porta la sagoma di un uomo (Roberto Attias). Il commissario lo riconosce. Si tratta dell’uomo (di nome Cesare) che, nella notte di Valle Giulia, incitava gli studenti a rispondere agli attacchi della polizia. Però l’uomo non è uno studente, né un professore. Non parla, non risponde all’interrogatorio. Le uniche cose che dice si riferiscono a dei numeri, da cui inizia il racconto della sua vita di “giudìo” nella Roma fascista del ventennio. Ma perché quest’ebreo si trova nell’ufficio del commissario? Che cosa nasconde? L’atmosfera è coinvolgente, il confronto tra Cesare e il Commissario prende le caratteristiche di un thriller, mentre

Teatro Civico Rocca di Papa

Sopra: la locandina dell’opera teatrale. In alto: gli attori in scena.

canzoni struggenti romane accompagnano il pubblico. Il finale svela una scoperta traumatica.

Il cartellone del Teatro Civico Rocca di Papa

Direttore Artistico: Alberto Querini

dal 17 gennaio al 14 febbraio 2010

Via San Sebastiano, 20 - Tel. 06-9499340 - 347-6024928 - www.associazioneacs.it

GENNAIO domenica 17 (ore 18.00) Terre Sommerse Castelli in

GENNAIO domenica 24 (ore 18.00) La Cubatea in

FEBBRAIO domenica 14 (ore 18.00) Murder Party in

Concerto-revival della band “Spacciatori di lenti” dedicato al grande cantautore genovese

Regia di R. Attias

Regia di A. Lotronto e S. Rossomando

“Alì in libertà... Fabrizio De Andrè”

“13419 - la necessità del ritorno”

“Delitto in crociera”

Laboratorio Teatrale

La nuova stagione del teatro civico di Rocca di Papa comincia ricca di eventi ma anche di buoni propo- Alberto Querini siti dal punto di vista dell’impegno formativo. Da questo mese (e fino a maggio 2010) si terranno le attività di un la- Marta Paglioni boratorio teatrale finalizzato alla formazione di una vera e propria compagnia teatrale amatoriale della ATC (Associazione Teatro Civico) di cui si parla fin dall’apertura della struttura di via San Sebastiano e che ora sembra avere i tempi maturi. A dirigere il laboratorio, composto da 15 allievi, saranno l’attuale direttore artistico Alberto Querini e l’attrice Marta Paglioni, forte dell’esperienza maturata in questo settore fin dal 2005. Tra le materie insegnate si segnalano “training per la coesione del gruppo” e soprattutto “improvvisazione con metodo Strasberg, che interessa la memoria sensoriale e la sensibilità emotiva degli attori in relazione alle circostanze sceniche. Particolare attenzione poi sarà rivolta alla dizione e all’uso della voce e del corpo che rappresentano forse gli aspetti più importanti nel settore teatrale. Altro compito dei due insegnanti sarà quello di preparare gli allievi ad affrontare nel modo corretto i testi scenici che richiedono attenzione, preparazione e capacità d’analisi. Agli insegnanti e i 15 partecipanti rivolgiamo il nostro più sincero “in bocca al lupo”.


RIFLETTORI

Falsi intelligenti e stupidi veri... ecco la nuova tv

il Segno - Gennaio 2010

di Daniela Di Rosa

Ho visto cose in Tv che mai avrei immaginato di vedere; armate di deficienti, psicopatici al largo delle reti Mediaset; ammucchiate televisive fatte da gay isterici dalla voce petulante e dal pensiero assente; machi tatuati meno virili di un gatto castrato; femme fatale casarecce con grandi tette grondanti lacrime e morboso amore filiale, affascinanti quanto un pesce lesso. Ma dove la trovano una tale accozzaglia d’invertebrati? La personalità, la cultura, la profondità è bandita dal cervello di questi ragazzi, speravo fingessero per assecondare il gusto barbaro di questa barbara umanità, ma per quanto

si finge di essere scemi un barlume d’intelligenza, una fioca luce che ti fa dire: c’è vita in quelle teste, ne esce sempre. Marylyn Monroe insegna, si può recitare la parte dell’oca e non esserlo affatto. Questi invece lo sono per davvero, decine e decine di giovani uomini e donne (parafransando l’orribile trasmissione a cui sognano di partecipare), si alternano nel “bordello” meno sexy del pianeta scaraventando nelle nostre vite la volgarità e la scempiaggine delle loro esistenze dato che ripetono sempre e senza vergogna che loro sono proprio così come li vediamo. Proporre un “suicidio”

di massa sarebbe troppo? La tolleranza zero paventata dal leghista Maroni verso gli immigrati clandestini andrebbe auspicata per loro perchè sono colpevoli di infettare la nostra fragile gioventù, sono colpevoli di mediocrità contagiosa, di mancanza di amor proprio, di pigrizia mentale; sono nauseata da questa valorizzazione del nulla e se tutto questo non si ferma in tempo sarà difficile tornare indietro e cadremo sempre più in basso nella scala dei valori. Sono stanca di veder defilate schiere di ragazzi in gamba, giovani che vivono, studiano, lottano e che veramente cambieranno il mondo per far posto a dei muscoli parlanti e chiappe singhiozzanti! Non voglio neanche per un momento far parte di quella schiera di finti intellettuali che per non sembrare snob dicono di vederli... chiamatemi snob, e pure stronza se volete, ma io certi programmi non li guardo perchè sono fucilate alla mia intel-

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Beautiful

ligenza, e non rivaluto i films di Pierino, di tutte le infermiere sexi e adolescenti in calore, perchè non mi fanno ridere come non mi fanno ridere i cinepanettoni e solo sotto effetto di allucinogeni potrei trovare divertente Natale a Beverly Hills. Non m’importa se a rivalutarli è un regista premio Oscar come Quentin Tarantino o qualche letterato televisivo. Ho un’amica che per non sentirsi sola nasconde la sua cultura, frequenta imbecilli, vede Beautiful, Grande Fratello, C’è posta per te, ma è depressa e prende tranquillanti... le ho consigliato di cambiare amici e canale!

ANPI, inaugurata la Alla Perugia-Assisi sede a Grottaferrata contro ogni razzismo

Il 14 gennaio scorso è nata la sezione ANPI (Associazione Na- Dopo i fatti calabresi di Rosarno riemerge in Italia la questione zionale Partigiani d’Italia) Umberto Pavoni-Rovido Risi, di Fra- della solidarietà sociale e dell’impegno di tutti affinchè il conscati-Grottaferrata. La cerimonia istitutiva si è svolta presso il fronto e la conoscenza reciproca diventino i modelli giusti di Teatro Sacro Cuore di Grottaferrata. Ci sembra doveroso, come comportamento e ai quali si ispiri anche l’azione dei governi, sia segno della memoria collettiva anche nel nostro territorio, dare nazionale che locale. risalto alla nascita di una sezione ANPI intitolata ai due partigiani Le ultime vicende hanno fatto emergere con chiarezza una verità Umberto Pavoni di Grottaferrata e Rovido Risi di Frascati. Al sa- scomoda: c’è troppo razzismo in giro! crificio dei partigiani dobbiamo la nostra libertà e la nascita della E il razzismo a Rosarno ha mostrato il suo volto peggiore: viodemocrazia ed è importante sottolinearlo proprio in questo mo- lenza, sfruttamento, illegalità, criminalità organizzata, discriminamento in cui essa viene messa in pericolo da continui attacchi alla zioni, violazione dei diritti umani. C’è da vergognarsi! Costituzone Italiana. La Sezione U.Pavoni-R.Risi si propone di indirizzare i propri Non solo per quello che è accaduto ma anche per i silenzi, le comsforzi verso la diffusione dello plicità, l’indifferenza di troppe spirito dell’associazione attraistituzioni, di politici e di cittaverso un contatto diretto con dini. Così facendo stanno ditutti i cittadini, giovani e meno struggendo i valori su cui si giovani. In primo luogo attraregge la convivenza nel nostro verso la divulgazione storiograPaese. Stiamo perdendo la nofica dei temi della Resistenza, stra umanità che ci aveva semvisione e diffusione di docupre contraddistinto in ogni mentazione storico-visiva attinparte del mondo. gendo, per quanto possibile, ai Oggi più che mai c’è bisogno ricordi dei sopravvissuti, agli di un’altra cultura basata sul Archivi di Stato, all’Istituto riconoscimento reciproco e il Luce, etc. Particolare risalto sarà rispetto dei diritti umani. Per dato ad incontri diretti sia nelle questo il prossimo 16 maggio scuole che in altre sedi, per sotsi terrà la famosa “Marcia per tolineare l’impegno dell’ANPI la pace Perugia-Assisi”, con al contro ogni forma di intollecentro i diritti umani e la soliranza etnico-religiosa, omofodarietà contro ogni forma di bica e contro ogni supposta razzismo. Un appuntamento a diversità valorizzando e sottolicui bisogna partecipare in neando i dettati costituzionali. massa. di Ermanno Gatta Attilio Mercuri Marcello Morrone

il T o c c o


il Segno dei tempi il Segno - Gennaio 2010

nei disegni del Maestro Franco Carfagna

Enrichetto del Vivaro

Ultima pagina

In questo spazio curato dal Maestro Carfagna abbiamo parlato spesso della bella frazione del Vivaro, descrivendone luoghi, paesaggi e personaggi che hanno reso questo quartiere un orgoglio per l’intera Rocca di Papa. Tutti conoscono le campagne e i prati del Vivaro e a coloro che non avessero ancora avuto l’occasione di visitarli rivolgiamo l’invito a farlo al più presto per assaporare le ancora vive tradizioni dei nostri concittadini “capranicotti” (cioè originari di Capranica Prenestina). Girando per il Vivaro si incontrano persone intente a cucinare all’aperto (con fuochi accesi sotto le graticole) le bistecche prodotte nei loro allevamenti, dove si confondono odori di carne arrosto, olio, erba di prato e dei boschi di castagno. Quello che qui presentiamo è un dipinto a olio di Carfagna che ha voluto immortalare sulla sua tela un cittadino del Vivaro mentre cuoce della polenta nel tipico “callaro” di rame all’interno di una capanna fatta di tavole. Tutti i roccheggiani conoscono Enrichetto Zampa, un anziano (ma ancora molto giovane) agricoltore, allevatore di bestiame, contadino, pecoraro, falciatore, stornellatore, poeta e anche un po’ musicista. In questo dipinto lo vediamo pure nelle vesti di cuoco mentre, con un manico di vanga, gira la polenta prodotta da lui stesso alla vecchia maniera. Una volta cotta la polenta verrà stesa su una “spianatora” (una sorta di tavola composta da due tavole di castagno inchiodate). Lo stesso Maestro Carfagna ha assistito alla “cerimonia” completa con tanto di assaggio finale. Incontrare Enrichetto per il Vivaro non è difficile, è invece praticamente impossibile trovarlo a casa. E’ sufficiente stare in silenzio per qualche minuto, fino a sentire una stornellata. Mettendosi sulla scia di questa cantata troverete Enrichetto nei suoi campi, circondato dalle sue pecore, vacche e maiali… sicuramente con una vanga in mano. Avvicinatevi senza timore e non abbiate paura se accanto a lui noterete vanghe, zappe, falce, falcetti, forcine da fieno, ronche, accette e stronchini… quelli sono i suoi strumenti “musicali” e di lavoro.

Lettere, Proposte, Proteste e Reclami ilpiccolosegno@tiscali.it

Le lettere non superiori alle 13 righe devono presentare in modo chiaro nome, cognome, mail o numero telefonico

ERRATA CORRIGE Per uno spiacevole errore sul numero scorso del Segno (dicembre 2009) l’articolo pubblicato a pag. 5 dal titolo “Bilancio di un anno, luci e ombre per Mister Obama” presentava la firma di Vincenzo De Angelis anziché del vero autore Vincenzo Rufini. Ce ne scusiamo con l’autore e con i lettori. Sullo stesso numero, nell’articolo di pag. 24 (“Storia di una Via Crucis andata quasi perduta”), per un errore di trascrizione è stato scambiato il nome

di Marisa Pierluigi con quello di Renato Pierluigi, tra gli artisti roccheggiani autori delle opere che rappresentano le stazioni della Via Crucis. Ce ne scusiamo con la pittrice Marisa Pierluigi (in arte Mariusa) che realizzò l’opera. L’errore è stato dovuto al fatto che Renato Pierluigi fu invece il realizzatore della croce in legno (del peso di circa un quintale) che lui stesso trasportò, essendo il più forzuto de “Gli amici del santuario”, fino allo sperone della Grotta del Cavello, dove ancora si trova.

A PROPOSITO DELLE 10 DOMANDE Gentilissimo Direttore, leggo il Suo mensile che ho scoperto da alcuni mesi con interesse e attendo con ansia le risposte alle Sue 10 domande al Sindaco di Rocca di Papa, ora girate anche a tutti gli altri Consiglieri Comunali di maggioranza e opposizione, ma temo che le risposte non arriveranno mai. Ho l’impressione, basata soprattutto sui discorsi che ascolto in paese, che questi signori attribuiscono molto poca

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importanza al significato di quelle domande. Le credono frutto soltanto di menti ostili per motivi politici che non meritano alcuna risposta e considerazione. Io credo che essi siano invece vittime di una totale cecità intellettuale e politica perché non capiscono che la grande parte dei cittadini di Rocca di Papa vogliono invece risposte proprio a quelle domande per capire come orientarsi con il voto nell’ormai prossimo futuro. Lettera firmata

La vetrina de lle oc ca siooni

Per p ub b l i ca re i tuoi a n n u n c i scri vi a : ilpiccolosegno @tiscali.it


Il Segno gennaio 2010