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Il Piccolo Faro Anno XIX N° 8

20 Settembre 2009

Parrocchia San Francesco d’Assisi San Francesco da Paola

Editoriale

"Niente è più incomprensibile dell'eternità e niente è più certo di essa." Pierre Nicole

Sommario: Editoriale

1

San Pio da Pietrelcina

2

Convegno ecclesiale

3

Cordoglio

3

Ci scrivono...

4

La mia storia...

5

Anno Pastorale

6

L’aria

7

In relax

8

Il mese di settembre è definito il “ mese della ripresa” come se l’estate fermasse ogni cosa. Il “Piccolo Faro” riprende la pubblicazione con qualche piccola novità “tipografica” ma con l’entusiasmo di sempre e il desiderio di essere uno dei tanti strumenti di cui le nostre Comunità Parrocchiali si servono per cammino quotidiano. Mentre pubblicavamo il nostro giornalino abbiamo ricevuto l’opuscolo per la prossima Giornata Mondiale delle Missioni. Ci piace il commento “Il futuro non è più quello di una volta”, lo condividiamo con tutti i nostri lettori ai quali auguriamo buona “RIPRESA”

« La frase è scritta su un muro di Roma. Come mostra la foto non siamo lontani da Castel Sant’Angelo e da via della Conciliazione. Il concetto lo si deve al banchiere tedesco Hermann Josef Abs, che in realtà l’aveva espresso così: Neanche il futuro è più quello di una volta. L’avevo già incontrata anni addietro in un libro di aforismi senza che mi colpisse particolarmente. Su quel muro, invece, mi è apparsa di sorprendente lucidità, forse per la presenza di due giovanissimi che chiacchieravano lì vicino. Mi è sembrato fossero loro a fare l’amara constatazione. Davvero il futuro oggi non è possibile immaginarlo come in altri tempi era dato fare. Troppe le incognite, troppi gli snodi possibili e troppe

indeterminate da considerare. Son tempi duri per maghi ed astrologhi! In altre epoche, il nuovo sapeva conservare tenaci legami di continuità con il passato: era un frutto da raccogliere domani, ma che maturava su un albero saldamente radicato nella terra del giorno di ieri. Oggi, invece, si ha l’impressione che la discontinuità predomini sulla continuità e che il tempo, più che allo scorrere inesorabile di un fiume si debba comparare ai cambi di livello in un videogame. Lì, i soli elementi di continuità sono dati dal protagonista e

dal costante aumento delle difficoltà da affrontare. Per il resto, pur avendo già attraversato una serie di livelli, si è incapaci di prevedere gli incontri nella fase seguente, le insidie che s’incontreranno, né quale percorso si sarà obbligati a compiere. Il futuro non è più quello di una volta. La frase mi sembra vera, anche perché, quasi per scelta, l’universo giovanile sembra soffrire di una severa miopia. È difficile, infatti, per un giovane veder lontano quan(Continua a pagina 6)


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Il Piccolo Faro

Lo diceva: “San Pio da Pietrelcina ” Mia carissima figliuola, la grazia di Gesù, piaccia a Dio adesso suggerirmi ciò che devo scriverti, o mia dilettissima figliuola, tu che sei stata generata nel mio cuore in giorni tristissimi, quando la mano la mano del Signore si aggravò su di me, e piaccia a lui rendermi utile in qualche modo all'anima tua. Ecco ciò che oggi sento doverti dire nel Signore. Per vivere costantemente in una vita devota, non vi è bisogno di altro di prefiggerti nel tuo spirito alcune massime eccellenti e generose. La prima che io desidero in te é questa di San Paolo: «Tutto ritorna in bene a quelli che amano Dio». E per verità giacché Iddio può e sa cavare il bene anche dal male, per chi farà questo, se non per coloro che senza alcuna riserva si sono donati a lui? perfino gli stessi peccati, da cui Iddio per sua bontà ci tiene lontana, dalla sua divina provvidenza sono ordinati al bene di quelli che a lui servono. Se il Santo re Davide mai non avesse peccato, mai non avrebbe acquistato un'umiltà così profonda; né la Maddalena avrebbe tanto ardentemente amato Gesù, se egli non l'avesse perdonato tanti peccati e non avrebbe Gesù potuto a lei perdonarli, se ella non l'avesse commessi. Considera, mia carissima figliuola, questo grande artificio di misericordia:

converte le nostre miserie in favori, e con la vipera delle nostre iniquità fa la triaca salutifera per le anime nostre. Dimmi dunque, di grazia, che non farà egli delle nostre afflizioni, dei nostri travagli e delle persecuzioni, che ci molestano? E' perciò se mai ti occorrerà di patire delle afflizioni, di qualunque specie esse siano, assicurati pure che, se ami Dio di cuore, tutto si convertirà in bene; ed ancorché tu non possa intendere da dove procede questo bene, allora più che mai sii certa che verrà senz'altro. Se Dio ti pone sopra gli occhi del fango dell'ignominia, ciò é non é che per restituirti la vista più chiara e renderti agli angioli suoi ammirabile come uno spettacolo ed amabile; e se Dio ti fa cadere, come praticò con San Paolo col farlo cadere da cavallo. Per questo dunque delle cadute non ti perdere di coraggio, ma rianimati a nuova confidenza ed a più profonda umiltà.

Scoraggiarsi ed impazientirsi dopo la caduta nel fallo é artificio del nemico, é un cedergli le armi, é un darsi per vinti. Questo dunque non farai, poiché la grazia del Signore é sempre vigile a soccorrerti. La seconda massima che io desidero che tu porti sempre nel tuo spirito é che Dio é nostro padre; e che hai tu a temere, mentre sei figliuola di un tal padre, senza la provvidenza del quale non cadrà giammai un sol capello del tuo capo. La terza massima é che devi osservare ciò che il Divin Maestro insegnò ai suoi discepoli: «Che cosa vi é mancato?». Considera, mia brava figliuola, attentamente questo passo. Aveva Gesù mandato gli apostoli per tutto il mondo senza denari, senza bastone, senza scarpe, senza bisacce, vestiti di una sola tunica, e dopo disse loro: « Quando io vi ho così mandati, vi é forse mancato qualche cosa?». Ed essi risposero che nulla era mancato loro. Ora io dico, figliuola, quando tu sei stata travagliata anche in quel tempo in cui sventuratamente non sentivi molta confidenza con Dio, dimmi, sei mai rimasta oppressa dal travaglio? Tu mi risponderai che no. E perché dunque, soggiungerò io, non avrai cuore per vincere tutte le avversità?. Se Dio non ti ha abbandonato nel passato, come potrà abbandonarti per l'avvenire, mentre più che

nel passato vuoi da qui innanzi essere sua?. Non avere alcuna apprensione del male futuro. Se Dio ti fa camminare sopra le acque tempestose delle avversità, non dubitare, figliuola mia, non temere, Dio é con te, abbi coraggio e sarai libera. La quarta massima é quella dell'eternità. Poco deve importare ai figli di Dio il vivere questi brevissimi momenti che passano, purché eternamente vivano nella gloria con Dio. Figliuola, considera che sei già Dio é nostro incammipadre; e che hai nata vertu a temere, so l'eternità, tu mentre sei già ci ai posto un figliuola di un tal piede; padre. purché ella sia te felice, che importa che siamo per te sventurati questi transitori momenti? La quinta massima che io ti scongiuro di tener sempre fissa nella mente é quella dell'apostolo San Paolo: « Guarda che io mi glori, in non altro che nella croce del mio Gesù». Tieni nel tuo cuore, o figliuola, Gesù Cristo crocifisso e tutte le croci del mondo ti sembreranno rose. Quelle che hanno sentite le punture della corona di spine del Salvatore, che é il nostro capo, non sentono in modo alcuno le altre ferite.


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CONVEGNO ECCLESIALE Dopo aver celebrato quattro Convegni Regionali, le Chiese di Calabria si stanno preparando a celebrare il loro quinto Convegno Ecclesiale Calabro. Il tema scelto vede recuperate le ricche riflessioni del Convegno Ecclesiale Italiano di Verona 2006 per calarle nella vita pastorale delle Chiese di Calabria. Il tema sarà Comunione è-speranza Il dono e gli impegni delle Chiese calabresi per testimoniare il Risorto nel nostro tempo Si vorrà soprattutto insistere sulla necessità della comunione, senza della quale nessuna testimonianza è possibile, e sulla urgenza della testimonianza del Risorto. Il Convegno che si svolgerà alle Castella, dal 7 al 10 ottobre p.v., vedrà la presenza dei delegati delle singole diocesi oltre alla partecipazione degli “esperti” che offriranno il loro contributo per l’approfondimento delle tematiche scelte. Mons. Santo Marcianò, arcivescovo di Rossano-Cariati e segretario della Cec, ha affermato che con il Convegno ecclesiale delle Chiese calabresi “vorremmo offrire una occasione di riflessione che incida profondamente sulla vita delle nostre comunità, della nostra gente, degli stessi pastori”. Siamo certi che lo Spirito Santo saprà “stupirci” aprendo un “nuova via” per le terre di calabria.

CORDOGLIO Dall’ “esultanza alla mestizia”, sono queste le parole con cui S. E. Mons. Serafino Sprovieri (Arcivescovo emerito di Benevento, ndr) ha iniziato l’omelia per i funerali della mamma del nostro Arcivescovo deceduta sabato 12 settembre u.s. La Signora Elena Bosco Ciliberti aveva raggiunto i cento anni e aveva espresso la Sua grande gioia nel partecipare ai festeggiamenti al Giubileo Sacerdotale di Mons. Arcivescovo. Mons. Sprovieri ha messo in evidenza la profonda fede di “mamma Elena” che, fidandosi della Provvidenza, ha saputo imitare la “donna saggia” della Sacra Scrittura. Appresa la notizia il nostro Parroco, sabato sera, ha celebrato la messa in suffragio della Sua anima benedetta invitandoci ad unirci spiritualmente al dolore del nostro Arcivescovo e dei Suoi familiari. Dopo i funerali che si sono svolti nella Cattedrale di Catanzaro, la salma è stata trasferita a San Lorenzo del Vallo. , Esprimiamo il nostro cordoglio certi che “mamma Elena” dal cielo continuerà a seguirci.


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Ci scrivono dal Brasile …. Durante i mesi estivi abbiamo ricevuto una lettera da parte delle suore Francescane a cui avevamo offerto parte del ricavato della “Quaresima di Carità”. Pubblichiamo la Lettera pervenutaci.

Carissimo Don Sergio. È con i sentimenti della più sincera stima, affetto e gratitudine che la ringraziamo veramente di cuore della sua amicizia e per l'offerta generosa (parte delle offerte per la “Quaresima di carità”, ndr) che ha dato per i nostri tantissimi bambini, adolescenti e famiglie e per le necessità più urgenti della nostra missione. La nostra missione è presente qui in Brasile ad Aguas Claras, "bairo" (zona, ndr)

periferico di Salvador, da tanti anni per servire i più poveri e per dare ai bambini

il meglio di se stessa. Nonostante tutte le difficoltà e la grande violenza che ogni notte miete le sue vittime, non abbiamo perso la speranza, perché, grazie anche al suo aiuto concreto, per queste creature sono tanti e tanti i miracoli che accompagnano il nostro lavoro in questa bellissima storia d'amore. Mentre rinnoviamo il nostro profondo ringraziamento per il bene che vuole e fa alla nostra missione le rivolgiamo un caloroso invito: continui a sostenerci sapendo che il suo aiuto è per noi indispensabile e prezioso. Un cordiale ringraziamento anche per il "Piccolo Faro"che riceviamo tanto volentieri e apprezziamo molto perché ci tiene unite alle persone care, ci fa partecipi della vita della sua Parrocchia e ci aiuta a fare con più coraggio e amore la volontà di Dio. Assicuriamo preghiere secondo le sue intenzioni. La salutiamo cordialmente con un abbraccio fraterno di pace è bene. Suore Francescane dell’Immacolata Aguas Clara e Itapua


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Rubrica: La mia storia vocazionale

In occasione dell’'Anno Sacerdotale iniziato il 19 giugno, pubblicheremo la testimonianza di alcuni presbiteri. La mia storia vocazionale è abbastanza semplice. É la storia di un ragazzo che nella sua vita ha ricevuto tutto quello che poteva desiderare dal Signore, ma non gli bastava. Infine ha lasciato tutto quello che aveva e proprio nel non avere niente ha trovato la sua felicità. Davvero quando ripenso al mio passato risalta sempre una verità: Dio mi ha dato tutto quello che potevo desiderare, tutto quello che un ragazzo normale può desiderare. Sono nato e ho vissuto a Brescia, in una bella famiglia e di buoni principi. Ho ricevuto l'educazione cattolica come tutti i bambini italiani e ricordo che all'incirca dopo la Prima Comunione, tra gli otto e i dieci anni, sentivo dentro di me che sarei dovuto diventare sacerdote, con una semplicità e una chiarezza che solo i bambini sono capaci di avere. Però Dio ha permesso che io mettessi da parte questi pensieri classificandoli come fastidiosi e continuassi la mia adolescenza nella maniera più normale secondo la società in cui vivevo. Ricordo che le mie più grandi ambizioni erano avere tanti amici

con cui spassarmela, suonare il basso elettrico e possibilmente trovare una ragazza. E difatti così avvenne. A 18 anni suonavo in un gruppo rock insieme a persone del doppio della mia età, cosa di cui potevo vantarmi. Inoltre cera una amica che mi piaceva molto, ma che io reputavo così bella da essere irraggiungibile per me. Invece dopo un periodo di amicizia divenne la mia ragazza. Eppure col passare del tempo mi accorgevo che tutto questo non riempiva il mio cuore. Nel frattempo incontrai un sacerdote che mi propose di andare in missione in Messico; ed io accettai: da tanto tempo sentivo in me il desiderio di andare in missione per fare del bene a persone più povere di me e toccare con mano la loro situazione. Ma avvenne che loro, proprio i messicani, toccarono il mio cuore con la loro testimonianza di fede. Durante quell'esperienza mi incorporai al Movimento Regnum Christi. Tornato a Brescia, iniziai grazie al Movimento una vita di preghiera più intensa e una frequenza ai sacramenti più costante. In poco tempo andava facendosi luce dentro di me una nuova gerarchia di valori. Capivo che avevo già fatto tanti tentativi per trovare una mia felicità, ma tutto quello che avevo già provato non era abbastanza. Così io e la mia ragazza ci lasciammo dopo un anno e tre mesi di relazione e poco dopo uscii anche dal gruppo rock. Dentro di me sentivo un dubbio: Hai già cercato di realizzarti in tante maniere e hai sempre avuto tutto quello che potevi desiderare o sognare. Non è che forse dovresti rispondere alla domanda vocazio-

nale che ti trascini da quando hai nove anni?. Trascorsi un anno facendo la vita di un normalissimo studente della Facoltà di Economia di Brescia. Uscivo con gli amici, ma sentivo il bisogno di una maggior donazione. Per questo mi impegnai di più in parrocchia e cercai anche di organizzare un gruppo di Gioventù Missionaria nella mia città. Ma tutte le volte in cui mi raccoglievo, magari davanti al tabernacolo, quel dubbio si faceva sempre più insistente. Infine partecipai ad un corso di discernimento vocazionale a Roma e proprio davanti al tabernacolo ricevetti la luce più chiara. Il Signore stava tentando in tutti i modi di dirmelo: Insomma Lorenzo, non hai ancora capito che nient'altro può dissetare il tuo cuore se non la tua donazione totale a me? È inutile che cerchi la tua felicità in traguardi esteriori e tu stesso lo hai provato. Adesso aspetto una risposta da te, ma ricordati che questa tua vocazione è per la mia e la tua felicità. E così, quasi messo alle corde dal Signore, accettai la mia vocazione ed entrai in noviziato. Posso concludere tentando di riassumere la mia esperienza in una frase. Prima avevo tutto, ma era come se non avessi niente; adesso non ho niente, non possiedo più neanche me stesso, perché sono Suo, ma nel mio cuore è come se avessi tutto F. Lorenzo Campanella


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L'ARIA Per la quarta volta in quattro anni i nostri vescovi, attraverso un Messaggio, ci hanno chiesto attraverso di riflettere sull’uso che stiamo facendo della nostra Terra. L’1 settembre si è celebrata la IV Giornata per la Salvaguardia del Creato. Il tema, “Laudato si’, mi’ Signore... per frate Vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale, a le Tue creature dài sostentamento”, prende spunto dal Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi e pone l’attenzione su uno degli elementi fondamentali per la vita: l’Aria.

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do la parola che più caratterizza il suo domani è precariato. L’incertezza del futuro e il suo incerto costruirsi generano interrogativi che restano senza risposta. Ogni domanda inevasa è fonte di inquietudine, di ansia, che è necessario evacuare. Lo stordimento per alcuni è la risposta adeguata ad un futuro fino all’ultimo ignoto. Per la maggior parte, la reazione consiste in un restringimento dell’orizzonte di vita. “Non mi piace ciò che è ormai dietro le spalle, non ho idea di ciò che mi attende, mi resta la sola certezza dell’attimo che vivo”. La vita non è più progetto, ma successione di attimi che prendono vita e muoiono per sempre lo spazio di un istante. Aspettare domani per realizzare un desiderio è intol-

Da cristiani siamo chiamati non soltanto a rispettare la natura, l’ambiente e tutto quello che riguarda il Creato, ma abbiamo il dovere di agire per lasciare un posto “migliore di come lo abbiamo trovato” (Baden Powell, fondatore dello Scoutismo). Come missionari il nostro compito deve essere anche quello di spingere tutti ad una nuova “conversione ecologica” (Giovanni Paolo II). Rispettare ed amare gli altri significa anche consegnare al nostro prossimo “un mondo più pulito”. Anche Il Sommo Pontefice ha fatto riferimento a questo evento evidenziano che «la Chiesa non solo è impegnata a promuovere la difesa della terra, dell’acqua e

lerabile. Nulla può essere rimandato, perché del doman non v’è certezza. Voglio tutto e lo voglio subito. La crisi attuale si configura come una crisi di futuro, ma è, in realtà, crisi di ciò che la Scrittura chiama sapienza del cuore. Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore, recita il Salmo 89. Nella frammentazione che contraddistingue la nostra epoca, si è smarrito il senso del destino ultimo dell’umanità e della comune appartenenza ad un unico destino. Gli uomini e le donne di questi tempi che corrono, non sanno più con-

dell’aria, donate dal Creatore a tutti, ma soprattutto si adopera per proteggere l’uomo contro la distruzione di se stesso. Infatti, "quando l’«ecologia umana» è rispettata dentro la società, anche l’ecologia ambientale ne trae beneficio" (ibid.). Non è forse vero che l’uso sconsiderato della creazione inizia laddove Dio è emarginato o addirittura se ne nega l’esistenza? Se viene meno il rapporto della creatura umana con il Creatore, la materia è ridotta a possesso egoistico, l’uomo ne diventa "l’ultima istanza" e lo scopo dell’esistenza si riduce ad essere un’affannata corsa a possedere il più possibile” (Benedetto XVI, catechesi di mercoledì 26 agosto 2009).

tare i loro giorni, non ne conoscono il peso specifico. Non sanno, cioè, intravvedere linee di senso capaci di trasformare in storia condivisa lo spazio di una vita. La speranza, quale sguardo acuto sulla storia, capacità di vedere il vento accarezzare le spighe già al momento della semina, virtù che scalda il cuore nel gelo più crudo e che sa accendere di luce il nero più nero della notte, si rattrappisce e si frammenta in speranze minute, minuscole, tiepidi, opache.

Come farsi compagni di viaggio di un’umanità a corto di futuro?

Come offrire sapienza ad un mondo orgoglioso delle sue conoscenze e che annega in un mare di informazioni? Come aiutarlo a ritrovare cadenze di speranza?».


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ANNO PASTORALE 2009 - 2010 INCONTRI MENSILI CATECHESI ADULTI GERMANETO 17 Ott; 21 Nov; 19 Dic; 16Gen; 20 Feb; 20 Mar; 17 Apr; 22 Mag. LUCREZIA DELLA VALLE Ott: 28; Nov 25; Dic 23; Gen 27; Feb 24; Mar 24; Apr 28; Mag 26. RIONE SAMA’ Ott: 26; Nov: 23; Dic: 28; Gen 25; Feb: 22; Mar: 22; Apr 26; Mag 24.

CATECHISTI Due incontri mensili di cui uno per la formazione (Rione Samà Ore 18.30: 9 Ott; 20 Nov; 11 Dic; 15 Gen; 16Feb (19.15); 16 Mar (19.15); 16 Apr; 28 Mag. ) e l’altro di preghiera personale (I Giovedì del mese).

GIOVANI (Rione Samà Ore 18.30): 11 Ott; 22 Nov; 20 Dic; 17 Gen; 21 feb; 21 Mar; 25 Apr; 23 Mag; 13 Giu.

INCONTRI SPIRITUALITA’ LECTIO DIVINA (Lucrezia della Valle) 10 Ott; 14 Nov; 12 Dic; 9 Gen; 13 feb; 13 Mar; 10 Apr; 8 Mag; 12 Giu. GIORNATA EUCARISTICA (Rione Samà) ogni PRIMO GIOVEDI’ (8.30 – 22.00) ADORAZIONE EUCARISTICA (Germaneto) 4 Ott; 7 Nov; 5 Dic; 2 Gen; 6 Feb; 6 Mar; 10 Apr; 1 Mag; 5 Giu. ADORAZIONE EUCARISTICA (Lucrezia della Valle) 2 Ott; 6 Nov; 4 Dic; 5 Feb; 5 Mar; 7 Apr; 7 Mag; 4 Giu. ADORAZIONE EUCARISTICA (Rione Samà) Ogni Giovedì alle Ore 16.30 PUBBLICAZIONE GIORNALINO PARROCCHIALE 27 Set; 18 Ott; 15 Nov; 20 Dic; 24 Gen; 28 Feb; 21 Mar; 18 Apr; 16 Mag; 19 Giu; 11 Lug.

Eventuali variazioni saranno comunicate la domenica. Gli incontri dei fanciulli - ragazzi riprenderanno nella prima settimana di ottobre secondo il calendario affisso nelle diverse zone della Parrocchia.

Un professore di filosofia sale in cattedra e prima d’iniziare la lezione, toglie dalla cartella un grande foglio bianco con una piccola macchia d’inchiostro nel mezzo. Rivolto agli studenti domanda: «Che cosa vedete qui?» «Una macchia d’inchiostro» risponde qualcuno. «Bene» continua il professore, «Così sono gli uomini; vedono soltanto le macchie, anche le più piccole, e non il grande stupendo foglio bianco che è la vita.» Da «La vita è bella nonostante…» di Vittorio Buttafava


ORIZZONTALI :1. Il paradiso perduto. 4. Giorno di riposo ebraico. 10. Grande patriarca

biblico. 15. Alla fine di ogni preghiera. 16. Una bella isola del Pacifico. 17. Quello «santo» fu ricercato a lungo. 18. Gli estremi dell'alloro. 19. Fu sedotta da Giove. 20. La madre dei viventi. 21. Giudice Istruttore. 22. Nebbia densa e scura. 24. Può esserla una cellula. 26. Interpretò i sogni al Faraone. 28. Associated Artists Production. 29. Quello «rosso» fu aperto da Mosè. 30. Sorella maggiore di Rachele. 31. Un'aria poetica. 32. Ragazze prive d'interesse. 34. Località nella penisola dello Yucatan. 36. Simbolo del curie. 37. Lo si può risarcire. 38. Nasce dal Monviso. 39. In passato erano gradi della gerarchia ecclesiastica. 42. Fiume del Lazio. 43. Vi nacque Stradivari (targa). 44. Anteposto a «uomo» lo fa diventare credulone. 46. Unità di misura in fotografia. 48. E spesso contrapposto a micro. 49. Costruì l'arca. 50. Nel giardino, Dio vi pose quello del bene e del male. 51. Articolo romanesco. 52. Suffisso che in chimica indica un carboidrato. 53. L'antico tentatore biblico. 54. Allegra. VERTICALI : 1. Fratello di Giacobbe. 2. Creatore del cielo e della terra. 3. Vocali in sera. 4. Città simbolo del peccato. 5. Il monte su cui si posò l'arca dopo il diluvio. 6. La città di

s. Nicola (targa). 7. Offriva sacrifici graditi a Dio. 8. Tovel senza fine. 9. La prima parte del motto benedettino. 10. Targa della città di Guittone. 11. Può essere militare. 12. Quella di lancio è utilissima. 13. Mancanza di capelli. 14. Antica lingua provenzale. 16. Si può premettere a «pensante». 17. Opposto a su. 19. Un cattivo delle favole. 21. Figlio di Isacco. 23. Metà geriatra. 24. Acidi diffusi in molte piante. 25. Altari pagani. 26. Un liquore. 27. Con «luminoso» era un movimento peruviano maoista. 28. Un gustoso frutto tropicale. 30. La sesta nota del pentagramma. 32. Il primo uomo creato a immagine di Dio. 33. Premesso a «sfera» indica l'alta atmosfera celeste. 34. La città del lago manzoniano (targa). 35. Così viene chiamata Roma. 38. Preposizione (abbrev.). 40. Gino senza testa. 41. La moglie di Abramo. 43. Un cuore poetico. 44. Nome di una tribù d'Israele. 45. Comando di arresto. 47. I giorni della creazione. 49. Come avverbio è moto da luogo.

RIDIAMO UN PO’ …... Un vecchio arabo residente a Chicago da più o meno quarant'anni vuole piantare delle patate nel suo giardino, ma arare la terra è diventato un lavoro troppo pesante per la sua veneranda età. Il suo unico figlio, Ahmed, sta studiando in Francia. Il vecchio manda una e-mail a suo figlio spiegandogli il problema: «Caro Ahmed sono molto triste perché non posso piantare patate nel mio giardino quest'anno, sono troppo vecchio per arare la terra. Se tu fossi qui tutti i miei problemi sarebbero risolti. So che tu dissoderesti la terra e scaveresti per me. Ti voglio bene. Tuo padre». Il giorno dopo il vecchio riceve una e.mail di risposta da suo figlio: «Caro papà, per tutto l'oro del mondo non toccare la terra del giardino! Lì è dove ho nascosto ciò che tu sai... Ti voglio bene anch'io. Ahmed». Alle 4 della mattina seguente arrivano la polizia, gli agenti dell'FBI, della CIA, gli SWAT, i RANGERS, i MARINES, Steven Seagal, Silvester Stallone, Arnold Schwarzenegger e i massimi esponenti del Pentagono che rivoltano il giardino come un guanto, cercando materiale per costruire bombe, antrace o qualsiasi altra cosa. Non trovando nulla, se ne vanno con le pive nel sacco... Lo stesso giorno l'uomo riceve una mail da suo figlio: «Caro papà, sicuramente la terra adesso è pronta per piantare le patate. Questo è il meglio che ho potuto fare date le circostanze. Ti voglio bene Ahmed.» ********* Due casseforti si incontrano in edicola. E il giornalaio commenta: "Che combinazione!"

" Come va la vita, cara?" "La vita va bene, sono i fianchi che lasciano a desiderare”!

20-09-2009  

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