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Anno 10 - N° 100

il Periodico

Gennaio 2016

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Alessandro Disperati

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Direzione, redazione, amministrazione, grafica, marketing, pubblicità Via Marconi, 21 27052 Godiasco Salice Terme tel.0383/944916 fax.0383/934583 www.ilperiodiconews.it vendite@ilperiodiconews.it Tutti i diritti sono riservati. E’ vietata la riproduzione, di testi e foto. Stampa: Monza Stampa S.r.l. Tel. 039 28288201 Registrazione presso il Tribunale di Pavia N. 1 del 27/02/2015

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di Alessandro Disperati 100: è il numero del 'Periodico News' che state per sfogliare. Sembra ieri, invece sono già passati dieci anni da quando l'editore della testata decise di dar vita a questo giornale e di affidarmi l'importante incarico di direttore. Oggi soffiamo dunque su 100 candeline, cento numeri di un giornale che è andato via via crescendo insieme a voi che ogni mese ci leggete, che ogni mese ci aspettate. Perchè capita che la gente passa da Salice, in redazione e ci chiede una copia omaggio del giornale. Que-

schieramenti politici, a sindaci, maggioranze e minoranza senza fare distinzioni, nell'intento proprio di offrire ai nostri lettori un giornale il più imparziale possibile. Il giornale è cresciuto anno dopo anno. Siamo passati da 32 a 64 pagine, il doppio. Siamo passati da un giornalino in bianco e nero che si occupava di Rivanazzano, Salice, Godiasco e un pò di Valle Staffora, a un mensile che con le sue 20 mila copie si è fatto largo in tutto l'Oltrepò pavese. Perchè oggi 'Il Periodico News' lo potete trovare in tutti e 77 i comuni dell'Oltrepò, nei bar, nei ristoranti, nei negozi. Un free press distribuito in oltre 800 esercizi pubblici e... scusate se

Numero 100 sta ormai, da quando abbiamo inaugurato la nuova sede in viale Marconi 21 a Salice Terme, se vogliamo è diventata routine. Ma fa piacere invece quando raggiungiamo paesi 'spersi' dell'Oltrepò pavese, come per esempio Pietra de' Giorgi piuttosto che Castana o piccole frazioni di grandi Comuni dove la gente come ci vede arrivare ci corre incontro chiedendoci una copia del nostro giornale. In questi primi cento numeri vi abbiamo raccontato tante cose, ma soprattutto abbiamo sempre cercato di dare spazio a tutti. Il vanto del nostro mensile è sicuramente quello di essere un giornale libero, non schierato politicamente e che ha sempre cercato, nel bene e nel male, di dare voce a tutte le associazioni, a tutti gli

è poco. Un grazie va a tutti i nostri collaboratori che in questi anni si sono susseguiti e hanno dato man forte al giornale raccontando storie e realizzando le interviste e andando direttamente sul posto per offrirvi sempre situazioni reali. Già le interviste... Perchè il nostro giornale sin dal suo primo numero si è contraddistinto facendo approfondimenti ed intervistando le persone. Un modo nuovo di impostare il free press che ha trovato il riscontro favorevole delle persone, dei nostri lettori. Noi andremo avanti con la grinta di sempre e con tanta voglia di fare informazione. Chiudo ringraziando tutti gli investitori pubblicitari che grazie al loro aiuto ci permettono di proseguire questa nostra stupenda avventura.


Oltrepò orientale al voto Ecco i primi candidati sindaci a Broni, Portalbera Arena Po e Montù Beccaria

Anno 10 - N° 100 Gennaio 2016

il Periodico

di Oliviero Maggi

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Voghera inchiesta tra i commercianti sull'andamento della stagione

Varzi: il presidente del Gal "Il successo di una Dop? Qualità, quantità e promozione"

di Stefania Bertonazzi

di Giacomo Braghieri

Iolanda Nanni (M5S): "In Oltrepò sono mancati programmazione e interventi" Casteggio: giro di vite per il rispetto delle ordinanze Oltrefootball al giro di boa: ecco le classifiche, chi sale e chi scende A Rivanazzano l'oratorio è chiuso da mesi: scoppia la protesta della gente

Dal 15 gennaio si vota al nostro concorso dedicato alle Pro Loco e associazioni dell'Oltrepò pavese

Stradella, Brandolini contro Maggi: “Non abbiamo ancora visto fatti concreti”


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Commento di Antonio La Trippa Oltrepò Pavese in rivolta, consigli comunali che votano inutili ordini del giorno, petizioni, dichiarazioni, lettere d’intenti e di protesta contro i profughi, inutili perché su questo tema i sindaci ed i consigli comunali non hanno nessun potere decisionale, inutili perché tutti sanno che nulla si può fare per impedire l’arrivo dei profughi, immigrati, terroristi, mussulmani o negri… chiamateli come vi pare in una qualsiasi località dove qualcuno mette a disposizione o dove viene individuata una struttura atta ad accogliere questa gente. Un esercizio d’inutile populismo. La questione profughi, immigrati, terroristi, mussulmani o negri vola più alta dei poveri e qualche volta depotenziati sindaci e assessori o politici locali, vola più in alto anche dei politici provinciali, regionali e nel 90% dei casi vola più in alto anche dei politici romani, è una questione europea e mondiale. Ma spesso per essere nella pole position degli “inutili” qualche sindaco vorrebbe dire la sua, alcuni sindaci, anche oltrepadani hanno fatto e ahimé faranno sparate e voteranno mozioni ed altre amenità simili su questo tema. Tempo perso, spero lo sappiano, altrimenti sono doppiamente inutili. Capisco la voglia e molto spesso la necessità di raccattare consenso in ottica elettorale, ma se gli elettori di questi sindaci osservassero la realtà ed il potere di un sindaco su questo tema, direbbero ma chi ho votato? Uno che perde tempo nel fare cose inutili ? Per par condicio, molto spesso non sono esenti da questa inutile azione paesana “no profughi, immigrati, terroristi, mussulmani o negri” anche esponenti della minoranza, che magari quando erano al potere, parola grossa trattandosi di politici da cortile, hanno accolto con buonismo i primi profughi arrivati, ora capito o meglio sperato di capire, il sentimento popolare, si allineano rinnegando se stessi, non le loro idee che dubito abbiano, nell’inutile azione di votare anche loro ordini del giorno per “no profughi, immigrati, terroristi , mussulmani o negri”. Personalmente non sono nè favorevole nè contrario all’immigrazione, dipende da chi arriva in Oltrepò, provocatoriamente… se arriva Naomi Campbell che in base ai parametri di giudizio odierni dovrebbe essere una negra , Albert Einstein che in base ai parametri di giudizio odierni dovrebbe essere uno ebreo o Zinédine Zidane che in base ai parametri di giudizio odierni dovrebbe essere uno mussulmano, ecco se arrivano questi e tanti altri come loro sono favorevole, se invece arriva Al Capone, Lucky Luciano, Totò Riina o l’ex ministro Giancarlo Galan, tanto per fare un nome di politico sono contrario... Non sono un buonista per partito preso, sono cattolico, ma non un buonista, ma non sono neanche un colpevolista forcaiolo e cerco pur con tutti i limiti personali di non fare di tutta l’erba un fascio. Ormai, complice il sistema informativo, è diventato quasi automatico associare uno straniero a un atto criminoso, poi, purtroppo, accadono fatti dove alcune italianissime persone tentano di dare fuoco a un innocuo clochard, o di uccidere la madre o il padre o di picchiare la moglie o la compagna, o di scappare dopo aver investito qualcuno con l’auto etc etc… in questi casi penso che i buoni ed i cattivi, gli inutili-sciocchi o i logici-realisti, ci sono in tutte le razze ed in tutti i popoli, pur con le differenze culturali e religiose che ogni popolo ha nella sua storia. Penso altresì che nessun cittadino e nessuna politico, anche quelli da cortile nostrano, può arrogarsi il diritto di anticipare giudizi di condanna o di assoluzione che competono esclusivamente al sistema giudiziario, che applica quasi sempre la legge, ed in alcuni casi anche la giustizia. Conosco bene molto bene la stragrande maggioranza dei paesi arabi, per averci lavorato a più

riprese e più volte, conosco abbastanza bene per lo stesso motivo, oltre la metà dei paesi africani. In base a queste mie soggettive conoscenze, quando una buona parte dell’Italia inneggiava alla distruzione del regime libico di Gheddafi ed al regime iracheno di Saddam, per portare la “nostra” democrazia, la democrazia occidentale, io allora su questa pagina scrissi un articolo dal titolo “Io sto con Gheddafi”. Qualche politico di paese, locale, mi disse che non si poteva stare con Gheddafi perché era un dittatore, ora alcuni di questi che allora indignati scrissero che ero favorevole alla dittatura, rimpiangono, come molti, Gheddafi, perché con lui gli immigrati non passavano e c’era stabilità in un’area che non ha mai avuto una tradizione democratica e che penso possa avere una struttura democratica, comunque diversa dalla nostra idea occidentale di democrazia, tra 50 anni. Giusto o sbagliato che sia è questa la realtà, ammessa a denti stretti da tutti gli osservatori politici internazionali, sulla Libia, sull’Irak e sulla stragrande maggioranza dei paesi medio-orientali. Ora grazie a questi errori di valutazione il mondo arabo è in fermento ed in guerra, tanti disperati stanno scappando, nulla di nuovo per noi italiani, siamo scappati anche noi e negli anni scorsi abbiamo accolto altre ondate migratorie dall’Albania e da tanti altri paesi dell’Est. Lo abbiamo già fatto e lo dovremo fare anche questa volta, perché nulla o ben poco possiamo fare per impedirlo. La questione immigrazione ha ormai una sua storia nel nostro paese e se pare sul punto di esplodere è perché da una parte (i buonisti) è stata sottovalutata; dall’altra parte (i reazionari) è stata strumentalizzata. In tempi in cui capitali e merci viaggiano liberi per il mondo, è impensabile che non possano farlo anche le persone, comprese quelle che si muovono per cercare lavoro o per fuggire dalla morte ed alcune anche per delinquere. Questa gente arriva anche in Italia, per molti di loro è solo una tappa di passaggio per altri paesi ritenuti migliori del nostro. Che come conseguenza di queste ondate migratorie si possano innescare attività malavitose è altrettanto storicamente provato, insieme a tanti onesti emigrati proprio noi italiani abbiamo esportato la mafia. Per capire quanto la questione immigrazione riguardi anche l’Oltrepò, basta che i suoi abitanti si pongano questa elementare domanda: “Possiamo fare a meno degli immigrati?” Qualsiasi persona non in malafede non può che rispondere: “No, non possiamo farne a meno”. Abbiamo bisogno delle badanti per i nostri anziani, dei muratori e dei manovali per costruire le nostre case, dei braccianti per le nostre campagne, delle donne per pulire i nostri uffici e così via. Abbiamo anche bisogno, per dirla tutta, anche di qualche “vu cumprà” o venditore abusivo, che “spaccia” vestiario falsamente griffato a prezzi stracciati e che molti oltrepadani, per rimanere in loco, acquistano…onestamente… Per essere franchi

TERZA PAGINA

IMMIGRATI... LE INUTILI "PRODEZZE" DI QUALCHE SINDACO "PERDITEMPO" DELL'OLTREPO PAVESE

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fino in fondo, aggiungiamo pure che molti italianissimi tossicodipendenti hanno bisogno dello spacciatore extracomunitario. Che fare dunque? Cosa dovrebbe fare un Sindaco ed un'amministrazione comunale per affrontare il problema, perché di problema si tratta. Innanzitutto dovrebbe prendere responsabilmente atto che il fenomeno esiste e che è inutiliecavalcare il populismo. Preso atto di questo, nell’ambito dei limitati poteri che ha un sindaco ed un’amministrazione comunale, il fenomeno immigrati va governato con mano ferma e decisa. Tra gli immigrati neri e bianchi, ci sono persone oneste e pronte a lavorare, facendo anche i lavori più umili che gli italiani non vogliono più fare. Poi ci sono anche i malavitosi così come ci sono tra gli italiani, ma a queste persone, sia bianche che di colore devono pensare le forze dell’ordine e la giustizia. Molti immigrati, bianchi e neri sanno perfettamente che il loro nemico numero uno sono loro stessi, quando non isolano chi non rispetta le leggi del paese che li ospita, questa regola vale non solo per i nuovi immigrati di colore che arrivano in questi mesi, ma vale anche per gli albanesi, i rumeni, gli ucraini ed anche per gli italiani. Mentre una buona parte degli immigrati della prima ondata, quella dei paesi dell’Est si è sostanzialmente integrata a tutti i livelli della nostra società, da quello lavorativo a quello malavitoso, i nuovi immigrati medio-orientali ed africani dell’ultima ondata non si sono ancora integrati, quasi tutti si integreranno e noi, anche noi oltrepadani ci integreremo con loro, in quasi tutti i livelli della nostra società, è sempre successo così, in tutto il mondo, poi qualche volta scoppieranno delle frizioni, più o meno violente , anche questo è sempre successo ed in tutto il mondo… nulla ci possiamo fare. Non possiamo neanche affermare che ognuno deve restare a casa sua, in primo luogo perché non è realistico, in secondo luogo perchè con questo concetto i meridionali, i “teron”, dovrebbero ritornare al sud, la gente dei paesi dell’Est nei loro paesi d’origine etc etc etc... Impensabile. Quindi cari ed in alcuni casi “poveri” sindaci e politici dell’Oltrepò, invece di perdere tempo in inutili proteste e petizioni per far sentire la vostra voce di dissenso, per racimolare un pochino di effimero consenso, studiate soluzioni per far sì che gli immigrati che sono arrivati, che arrivano e che arriveranno non si sentano isolati, perché è una posizione che ingigantisce il rancore, la rabbia e l’odio, sentimenti umani, che portano sempre a spiacevoli conseguenze, cercate invece in tutti i modi che potete di farli conoscere alla gente del vostro comune e soprattutto cercate di farli lavorare, lavori utili, se rimangano ad oziare i vostri concittadini si faranno, in molti casi, una rancorosa idea ancora peggiore di quella che molti hanno ora sugli immigrati. Cari sindaci, amministratori illustrissimi…fateli lavorare, fateli lavorare…sforzatevi, trovate ogni soluzione, percorrete ogni strada, ma fateli lavorare. A mio modesto giudizio solo in questo modo si potranno limitare i danni, di una convivenza ed integrazione che purtroppo nella stragrande maggioranza dei casi non sarà mai completa e quando sbagliano, cosi come viene fatto con gli italiani e con gli immigrati dell'est, fate immediatamente intervenire le forze dell'ordine. . Questo mi sembra l’unico modo concreto per cercare di “parare il colpo”, ma anche per evitare che qualcuno, soffiando sul fuoco, liberi l’animale che c’è in ognuno di noi, un animale che si chiama razzismo, dimenticando che c’è sempre qualcuno che abita più a nord di noi o che ha la pelle più chiara della nostra.


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ATTUALITA’

INTERVISTA AD ALBERTO VERCESI PRESIDENTE DEL GAL

"Il successo di una Dop? Qualità, quantità e promozione" di

Giacomo Braghieri

Il gruppo di azione locale (GAL) è una Fondazione che si propone la crescita economica, sociale e culturale dell’Oltrepo Pavese Nella cornice del Castello Malaspina di Varzi si è tenuto un incontro della rassegna "Sistema delle eccellenze lombarde". Il professor Vercesi è intervenuto esprimendo una sintesi fra le istanze politiche ed imprendi-

toriali emerse. Presidente Vercesi nel suo intervento al convegno su «La denominazione d'origine.Valore del territorio, eredità futura» ha parlato di mercato locale come essenziale nella strategia di marketing dei prodotti DOP, ci spiega? "Penso che il primo passo per dare concretezza di mercato ad una DOP, del vino (DOC e DOC.G), del salame o di altro, sia la consapevolezza della loro presenza e del loro significato fra la popolazione del proprio territorio. La conoscenza e la cultura locale delle DOP è la prima cassa di risonanza della loro divulgazione e del loro consumo; se un territorio non le conosce, non vi si appassiona, non le fa diventare una moda locale, non le consuma. Come molti territori dei paesi d’oltralpe dimostrano, è una delle condizioni su cui si può costruire una strategia di marketing efficace. Questo concetto assume particolare valore strategico in Oltrepò Pavese ed in Provincia di Pavia, dove esiste un bacino di utenza grande, vicino e di discreta o buona capacità di spesa. Serve maggiore condivisione territoriale delle strategie, in particolar modo volgendo lo sguardo alla ristorazione ed alla gastronomia locale. Servirebbe una formazione adeguata del personale per costruire una reale ed esclusiva offerta di prodotti DOP, come nel caso delle vicine Piacenza e Parma. Per questi motivi la Fondazione per lo Sviluppo dell'Oltrepò Pavese (GAL) ha inserito nelle azioni proposte per il prossimo quinquennio l’avvio, su tutto il territorio, di programmi promozionali trasversali di prodotti tipici. Chiederemo ai soggetti coinvolti di compiere più precise scelte strategiche, con il fine ultimo di costruire una identità riconoscibile eventualmente anche sotto un unico brand territoriale". Lei ha parlato riguardo lo sviluppo commerciale del marchio "Salame di Varzi DOP" di tre aspetti: qualità, quantità, promozione, cosa significano? "Per costruire il successo di una DOP possiamo ritenere che siano necessari soprattutto i tre fattori indicati. Il primo, e più importante, è che la DOP sia caratterizzata da una specifica ed elevata qualità del prodotto, pena l’insuccesso; è un fatto per nulla scontato e se non c’è va costruito. Facendo una riflessione sul vino, sessanta anni fa la qualità della maggior parte dei prodotti commercializzati in Oltrepò Pavese era decisamente inferiore e meno identificabile di quella di oggi. I vini di grande qualità: spumanti, rossi invecchiati e rosati, oggi punte di diamante della produzione vinicola locale, non esistevano, sono stati creati (gli spumanti metodo classico negli anni '80, i rossi invecchiati in legno nei '90, i rosè dopo il 2000). Il salame di Varzi in questi anni ha raggiunto i più elevati standard qualitativi nel settore a livello nazionale. Se la qualità c’è, serve che sia sostenuta da una quantità di produzione tale da creare un adeguato volume di affari. Anche in questo caso i

Alberto Vercesi

consorziati del Salame di Varzi DOP hanno lavorato bene fino a superare il mezzo milione di pezzi prodotti all’anno. Per sviluppare a pieno le sue potenzialità economiche serve comunque una maggiore produzione. Quando ci sono quantità e qualità adeguate, allora si può sviluppare una promozione ampia del prodotto e il consumatore troverà quello di cui sarà informato in modo costante nei punti vendita. Dei tre fattori (qualità, quantità, promozione) l’uno non può fare a meno dell’altro". Il Salumificio Fratelli Beretta è entrato nel consorzio del Salame di Varzi Dop, quali sono secondo lei le opportunità e i pericoli per i produttori indipendenti? "L’azienda F.lli Beretta è fra le più importanti a livello nazionale nel settore dei prodotti da salumificio di qualità e tipicità legati al territorio. Vanta una tradizione produttiva di oltre due secoli; lombarda dalla nascita, avvenuta in quel di Lecco, oggi opera con interessi e stabilimenti posti in diverse regioni italiane, non ultimo nel vicino piacentino. Ha quindi tutte le caratteristiche per essere un importante elemento propulsivo dello sviluppo locale e credo possa essere un ingresso vantaggioso per la zona ed i produttori del Salame di Varzi DOP". I vini dell'Oltrepò sono ancora la punta di diamante dei prodotti del territorio? "Certamente sì, anche se con qualche difficoltà i vini restano la realtà produttiva dominante dell’Oltrepò Pavese. Non dimentichiamo che è una delle zone DOC italiane più grandi dal punto di vista enologico, con quasi 2.500 produttori e mezzo milione di ettolitri di vino registrato a DOC. Molta strada è stata percorsa sulla via della qualità e oggi molti vini oltrepadani, come gli spumanti metodo classico da Pinot nero, sia bianchi che rosa, come alcuni

vini rossi invecchiati e non a base principalmente di Croatina e/o Barbera, raggiungono livelli qualitativi elevatissimi. I prestigiosi riconoscimenti conseguiti a livello nazionale ed internazionale lo confermano. Le difficoltà odierne dell’Oltrepò Pavese sono dovute al paradosso territoriale concretizzatosi in questi ultimi 10-12 anni che vede la strategia di vendita puntare sui vini sfusi in cisterna. Per affrontare questo mercato servono zone capaci di produrre oltre 250 q di uva/ ha, cioè quasi il doppio della media oltrepadana, con costi di produzione inferiori del 35-50% rispetto ai nostri, ecco il paradosso. Inoltre gli studi dimostrano che stante i prezzi delle uve mediamente pagate, le aziende dell'Oltrepò che vendono le uve e non il vino sono in perdita da circa otto anni. Il risultato è che oggi i prezzi di uve e vigneti sono probabilmente i più bassi dell’Italia settentrionale". Le potenzialità del web, dai blog ai portali, ci sono strategie di comunicazione adatte? "Sono sicuramente strategie da studiare e percorrere oggi ed in futuro, ma a onor del vero almeno per alcuni comparti non si è ancora ben capito come. Ad esempio stenta a partire l’e-commerce sul vino, mentre in altri settori è uno strumento utilizzatissimo. Portali che raccolgono effettivamente le conoscenze e le competenze necessarie a divulgare e descrivere un territorio ed i suoi prodotti sono perlopiù di istituzioni e spesso sono poco efficaci nel comunicare. Probabilmente i navigatori del web non considerano le “istituzioni” interlocutori utili. Sarebbero necessari studi mirati alle sinergie fra soggetti, per costruire strategie adatte alla comunicazione capillare del territorio e dei suoi prodotti tramite la rete ed i suoi servizi". Ci sono zone vocate, in provincia di Pavia, all'allevamento dei suini? "Un conto è parlare dell’allevamento industriale dei suini in porcilaie, altro conto di allevamento allo stato brado. Nel primo caso, dove l’obiettivo finale è la produzione efficiente di carni dagli standard qualitativi sufficienti (grandi quantità a basso costo), normalmente si dimostrano vocate le zone pianeggianti o comunque quelle dove permane la filiera del latte e dei latticini in quanto il siero del latte, abbondante in queste zone, serve a sostenere la nutrizione dei suini. Nel caso dell’allevamento allo stato semi-brado si parla di sistema meno efficiente, con una dislocazione non concentrata di animali (pochi su ampie superfici), quasi senza stabulazione. In questo caso i capi devono necessariamente essere destinati a prodotti qualitativi o di nicchia che compensino i maggiori costi d'allevamento. Per il primo caso (allevamenti industriali) non credo vi siano situazioni vocate in Provincia di Pavia; nel secondo caso (allevamento semibrado) possono ritenersi vocate le zone montane dove sussiste anche la possibile destinazione produttiva adeguata delle carni (salame di Varzi DOP). Non va comunque dimenticato che nelle zone ove ha sede l’allevamento suinicolo l’impatto ambientale, ormai reso accettabile dalle norme e dalle tecnologie applicabili, spesso non comprende l’impatto “sensoriale”. Per lunghi periodi dell’anno le aree limitrofe agli allevamenti presentano gli spiacevoli odori a loro connessi. Anche se nel caso degli allevamenti allo stato semibrado il problema è certamente inferiore, questo è un aspetto da tenere sotto controllo in quanto gli insediamenti potrebbero avvenire in zone turistiche e dal punto di vista normativo (Regolamenti comunali di Polizia Rurale) questo problema non è considerato".


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DURO INTERVENTO DEL CONSIGLIERE REGIONALE DEL MOVIMENTO 5 STELLE

di Alessandro

Disperati

Abbiamo incontrato il consigliere regionale del Movinento 5 Stelle, Iolanda Nanni per parlare delle problematiche che attanagliano il nostro Oltrepò pavese. Nanni, partiamo dal tema più scottante di questo momento: impianto di pirolisi a Retorbido. Qual è la vostra posizione? "Il M5S ha manifestato sin da subito netta contrarietà all'impianto di pirolisi. Infatti, sin da gennaio 2015, quando ancora nessuna forza politica aveva affrontato la questione, noi avevamo presentato una prima articolata interrogazione all'Assessore Regionale all'Ambiente segnalando le gravi criticità che, in sintesi, sono date dall'utilizzo di una tecnologia la pirolisi - messa al bando in tutta Europa da anni in quanto pericolosa per l'ambiente e per la salute umana". Lei ha detto durante un incontro a Rivanazzano che qualcuno in Regione ‘ci marcia sopra’: cosa intende dire? "Confermo. È passato un anno e tutti si dicono contrari alla pirolisi, dalla Regione alla Provincia di Pavia, ciò nonostante il progetto non è ancora stato respinto pur essendovi gravi motivi ostativi dettati dalla legge, e ciò non è accaduto poiché manca una reale volontà politica dei partiti che governano Regione e Provincia a far valere i vincoli di legge. Da una parte la Provincia, invece di rafforzarli, ha addirittura eliminato i vincoli ambientali all'interno del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, dall'altra la Regione fa melina ed ha insediato una Commissione di esperti proprio in risposta alla mia seconda interrogazione, Commissione che però, ad oggi, non ha prodotto nulla. E intanto le lancette dell'iter autorizzativo corrono. Proprio per questo, prima di Natale, ho depositato una terza interrogazione per accelerare i tempi e per sottoporre alla Commissione di esperti una grave irregolarità che ho riscontrato nella procedura in corso e che, se fatta valere, annullerebbe l'intero processo in atto". Dissesto idrogeologico in Oltrepò: cosa fare per arginare questo problema? "Quello della prevenzione del dissesto idrogeologico è un problema che ci sta molto a cuore e sul quale stiamo operando massicciamente a livello parlamentare. Abbiamo infatti ottenuto un impegno dal Governo affinché ogni anno i soldi stanziati per il dissesto siano ripartiti tra emergenze e reali opere di prevenzione, così da favorire un passaggio graduale dalla continua rincorsa alle emergenze ad una pianificazione della prevenzione tramite finanziamenti costanti e certi". Immigrazione: i sindaci dell’Oltrepò sono stanchi di dare ospitalità ai migranti: voi cosa dite? Quello che sta accadendo è purtroppo la drammatica conseguenza di una politica sull'immigrazione del tutto fallimentare. Il M5S sta lavorando dall'opposizione per far sì che siano introdotte iniziative nei confronti dei Paesi di origine e di transito per contrastare le organizzazioni criminali che lucrano sul traffico di esseri umani; per istituire quote massime di migranti per Paese, definite sulla base degli indici demografici ed economici, così da ottenere un'equa distribuzione tra gli stessi e favorire le logiche di ricongiungimento familiare, etnico, religioso e linguistico, fondamentali per una reale integrazione sociale; per istituire punti di richiesta d'asilo, finanziati dall'Unione Europea, anche al di fuori del territorio europeo e in collaborazione con le Nazioni Unite, per permettere,

a chi ne ha diritto, di raggiungere i Paesi di accoglienza in modo sicuro e a noi di gestire le domande di protezione internazionale e di contenere il numero dei flussi migratori indistinti; per rivedere tutti i bandi interministeriali destinati alla prima accoglienza e alla gestione dei servizi connessi, con particolare riguardo ai criteri di spesa; per il trasferimento a Lampedusa degli uffici dell'Agenzia Frontex e dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo, al fine di coordinare meglio le operazioni di salvataggio e assistenza ai migranti; ed infine per concedere beni e servizi per le famiglie italiane in difficoltà per evitare tensioni tra italiani e migranti. Un Paese in crisi economica è meno tollerante e ricettivo, occorre garantire agli italiani le condizioni di benessere necessarie affinché vivano meglio le relazioni con i migranti". Ospedali dell’Oltrepò a rischio chiusura: che cosa occorre fare per la sanità oltrepdana? "Il rischio chiusura dei nostri ospedali in Oltrepò nasce da un disegno politico preciso che purtroppo ha trovato recente attuazione nella riforma sanitaria lombarda. Le responsabilità quindi hanno un preciso colore politico ed è bene che i cittadini lo sappiano. Contro questa riforma sanitaria, il M5S si è battuto in Regione e sui territori a fianco dei cittadini proprio nella consapevolezza dell'importanza di mantenere attivi e operativi gli ospedali in territori frammentati e poco infrastrutturali come quelli dell'Oltrepò. Continueremo a farlo con determinazione". La politica italiana e anche oltre padana è spesso accusata di essere corrotta: voi del Movimento 5 Stelle, vi sentite l’unica isola felice? "Il M5S nasce dal fallimento della politica partitica e si propone come forza alternativa con regole ferree che tutti i nostri esponenti istituzionali devono rispettare: dall'autoriduzione delle indennità e rendicontazione delle spese sostenute, alla rinuncia ai privilegi, alla facoltà di svolgere due soli mandati, al divieto assoluto di potersi candidare in presenza di condanne penali. Rispettando queste regole, possiamo estirpare dalla radice ogni fenomeno di corruzione e dare concreta garanzia ai cittadini che i nostri rappresentanti istituzionali siano persone oneste dedite esclusivamente a servire l'esclusivo interesse dei cittadini e del bene comune. Ogni velleità di "fare carriera" in politica viene così azzerata e chi viola queste regole è fuori dal M5S senza se e senza ma". Vino: l’Oltrepò è da sempre terra vocata alla produzione di grandi etichette. Eppure alcuni mesi fa un grosso scandalo ha scosso il settore. Che cosa fare per rilanciare l’immagine delle bollicine in Oltrepò? "La questione è estremamente complessa ed il rilancio sarà faticoso a causa dell' inerzia delle attuali politiche. A fronte di vergognosi scandali che compromettono gravemente l'immagine e la credibilità dei vini dell'Oltrepò, noi non dimentichiamo che ci sono decine di piccoli e medi imprenditori del settore vitivinicolo nostrano che operano da anni in nome della qualità dei vini: molti di loro abbinando le antiche tradizioni alle nuove tecnologie, e producendo vini di assoluta eccellenza, trovano spesso un grosso ostacolo nell'inerzia politica, nell'estrema burocratizzazione, nell'assenza di aiuti, nella scarsa infrastrutturazione dei territori. Ciò che la politica ha il dovere di fare è rimuovere questi ostacoli con un cambio di rotta che, sino ad oggi, non si è mai avviato e che noi intendiamo invece attuare". Movimento 5 Stelle in Oltrepò: quali sono le vostre aspettative?

ATTUALITA’

Nanni: "In Oltrepò in 10 anni sono mancati programmazione e interventi"

GENNAIO 2016

Iolanda Nanni

"Il M5S nasce dall'attivazione spontanea dal basso dei cittadini sui territori, dunque è una forza politica che richiede un'attivazione in campo diretta da parte delle persone che decidono di impegnarsi mettendo a disposizione della comunità il proprio tempo e le proprie competenze. In Oltrepò, stiamo assistendo alla nascita di molti nuovi gruppi M5S, da comuni come Casteggio, Broni e Stradella, ad altri che si stanno formando a Varzi e Rivanazzano. Ci aspettiamo di crescere sempre di più entrando progressivamente nel governo delle amministrazioni locali per poter finalmente operare per trasformare letteralmente l'Oltrepò da terra di nessuno, poco considerata e lasciata in abbandono colpevole da anni di politica partitica inconcludente, a gioiello lombardo del viti-vinicoltura e dell'agricoltura, rispettando e valorizzando la sua vocazione naturale, incrementando occupazione e turismo". A Voghera c’è il rischio di tornare al voto per il ballottaggio. In caso i vogheresi fossero chiamati nuovamente alle urne il Movimento 5 Stelle intende schierarsi con qualche gruppo politico? "Naturalmente no. Come tutti ormai sanno, il M5S non fa alleanze con i partiti: i nostri unici alleati sono i cittadini che, in questi anni di opposizione, hanno già potuto verificare la nostra coerenza e la nostra capacità di tradurre in proposte concrete il nostro programma. Anche a Voghera sarà lo stesso: noi siamo pronti". Le strade di collina e di montagna sono ridotte a pezzi. La Provincia di Pavia dice di non avere fondi per la sistemazione. Cosa fare a suo avviso? "Intanto occorre evidenziare che se la situazione della viabilità nella nostra provincia, in specie in Oltrepò, ė tanto drammatica, ciò lo si deve ad un'assoluta assenza di programmazione della manutenzione ordinaria in questi ultimi dieci anni. La mancanza di programmazione e gli interventi "a chiamata" sull'emergenza sono stati evidentemente il metodo fallimentare adottato dalle Giunte provinciali che si sono succedute, senza distinzioni di bandiera. A ciò si aggiunga una politica regionale poco attenta alle necessità infrastrutturali dei nostri territori e, al contrario, molto interessata alle grosse speculazioni finanziarie delle autostrade inutili, come la Broni-Mortara o la Vigevano-MXP che non risolvono i problemi logistici del nostro territorio e consumano suolo agricolo. La ricetta M5S è partire sempre dai territori, quindi riqualificare e potenziare la viabilità esistente, l'infrastruttura ferroviaria, nonché i nostri ponti, utilizzando le risorse pubbliche a beneficio dei territori e non delle grandi concessionarie autostradali".


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GENNAIO 2016

L'INTERVISTA X

NE PARLA L'EXECUITVE PARTNER DI UNA SOCIETA' VINICOLA OLTREPADANA

di

Per fare bere il vino dell'Oltrepò in Oltrepò... incominciamo dall'aperitivo

Nilo Combi

Per il mondo del vino oltrepadano il 2015 è stato un anno di luci ed ombre, lo scandalo del vino adulterato, la scissione di alcune aziende Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese per confluire nel Distretto Vino Oltrepò Pavese, La Versa che sembra uscire dalla crisi con i nuovi azionisti ed il nuovo management, tante cose successe nel 2015. A nostro giudizio è stato un anno “vivace”, dove sono state messe sul tavolo idee e propositi positivi. Come spesso avviene, per caso e per amicizie comuni, abbiamo saputo di una nuova “idea”, di una nuova iniziativa che un’importante azienda sta pensando ed intraprendendo per promuovere il vino del nostro Oltrepò. Il “Mister X” di questo mese è l’executive partner di questa società. Non è oltrepadano, ma tutti i week end, da alcuni anni a questa parte, li passa nella sua bella residenza adagiata sulle nostre colline. A lui abbiamo posto alcune domande su questo loro progetto, che piaccia o non piaccia dovrebbe essere visto con interesse, almeno per chi lo propone, una delle principali aziende internazionali di marketing ed advertising nel settore wines, spirits & foods. Brutto momento per il vino dell’Oltrepò o è il momento giusto per ripartire? "Non è un bel momento per il vino oltrepadano per le ben note vicende che purtroppo hanno riempito la “cronaca nera” di questi mesi, ma il vino dell’Oltrepò ha tutte le qualità per uscire da questo tunnel e ripartire". La prima mossa da fare? "Far si che in Oltrepò si beva vino oltrepadano, ovunque, deve diventare una moda, un motivo di orgoglio e di appartenenza per un oltrepadano bere vino dell’Oltrepò". In che senso? "È inutile sottolineare che in Oltrepò non è di moda bere vino oltrepadano, si beve, ma non è di moda, in troppi locali pubblici si servono altri vini di altre zone d’Italia. Se lei nota nei locali “in” e nei ristoranti “in” dell’Oltrepò , quando viene servito un vino “fuori zona”, i clienti molto spesso con fare compiaciuto e faccia da intenditori, guardano la bottiglia, annusano il vino, insomma mostrano interesse, si atteggiano, ordinare un vino delle langhe, trentino o siciliano etc, è un momento per sentirsi “a la page”, sentirsi intenditori, sentirsi cosmopoliti, sentirsi “fighi”. Quando bevono un vino oltrepadano non hanno lo stesso atteggiamento, lo fanno con “non chalance”, come un atto di “routine”, come fosse una scelta obbligata". Quale potrebbe essere la prima cosa da fare? "Iniziando dall’aperitivo, bisogna far si che i giovani dell’Oltrepò bevano un aperitivo fatto con un vino dell’Oltrepò. Questo vino è lo spumante. C’e’ un però…come insegnano altri casi esemplari, per avere

il “boom” puntare solo sul voler far bere lo spumante non basta, bisogna inventarsi altro. La nostra azienda ha pensato a due cocktail a base di spumante, che abbiano il giusto contrasto dolce amaro, che possano essere graditi anche dalle donne, entrambi con un modesto grado alcolico, uno più dolce ed l’altro più secco. Entrambi comunque molto “beverini”. Ci sono molti esempi di questo tipo, il più famoso è forse lo spritz, in Oltrepò cosa fare? "Certamente l’idea è quella di ripercorrere la strada dello spritz ma non solo, ci sono anche tanti altri casi esemplari. Un cocktail con base spumante che possa attrarre un certo pubblico giovane che di vino magari sa poco ma lo bevi, in un primo momento quale ingrediente principale di questo nuovo cocktail. Creare uno zoccolo duro che inizi a bere spumante dell’Oltrepò in un modo diverso, in un modo giovane, una volta fatto questo passo e tramite questa via, magari diventerà un amante del vino dell’Oltrepò!". Impresa non facile quella di “creare” due cocktail di successo. Da dove partire? "Dal nome, che deve essere uno solo, la differenziazione dei due cocktail, oltre al sapore, sarà il colore, inoltre serve un prezzo moderatamente corretto, un gusto accattivante e non impegnativo, nome facile da ricordare ed un cocktail facile da fare anche da chi non è barman provetto". La sua azienda si occupa di marketing nel settore “wines, spirits e foods”, state lavorando a questo progetto o è solo un’idea? "L’idea è nata alcuni mesi orsono, ora stiamo preparando il progetto che si occuperà a 360° gradi di questa nuova iniziativa. Il progetto è molto articolato e completo, abbiamo iniziato chiaramente dal “prodotto” ed abbiamo studiato un’iniziativa per avere la formulazione dei cocktail, siamo in fase avanzata con il branding, il naming e type design. Stiamo definendo il packaging. Un nostro team di persone sta studiando la comunicazione. Tra qualche settimana inizierà lo studio della parte concept corner e showroom itineranti". Molti storceranno il naso di fronte a questo progetto con connotazione “nazional popolare”? "Ne sono consapevole, ma a mio giudizio, se vogliamo che in Oltrepò sia di moda bere vino oltrepadano dobbiamo proporre il vino nella sua più accessibile dimensione. Non mi interessa quello che pensano gli esperti, lasciamo i super esperti del vino ad alambiccarsi per descrivere un calice di vino e su altre descrizioni che provano solo loro, mentre il 90% della gente non prova, anche se molti fanno finta di provare. Incominciamo a far bere un prodotto facile, incominciamo a far bere l’ Oltrepò, poi alla locomotiva attaccheremo gli altri vagoni, gli spumanti, i vini bianchi e rossi, i vini più strutturati. La figura dei professionisti del vino è fondamentale, ma non è pensabile che siano gli unici depositari della verità, non è pensabile che per vendere vino ad un prezzo corretto bisogna avere la recensione di qualche “luminare” che scrive su riviste o blog, letti da una nicchia di persone". La sua strategia è quella di iniziare con un prodotto di massa? "Certamente si, in Oltrepò si produce molto vino, molto si vende in cisterne, anzi troppo viene venduto in cisterne, in questo modo si venderebbe in bottiglia, si venderebbe Oltrepò in Oltrepò e se funziona, se la gente incomincia a bere un vino oltrepadano, se farlo diventa di moda, altri nostri vini verrebbero bevuti e diventerebbero di moda, e soprattutto sarebbero venduti e bevuti in bottiglia. Se si ha successo in Oltrepò,

diventa facile avere successo ovunque. Ma prima bisogna averlo in Oltrepò". A chi proporrete il vostro piano marketing? "Siamo stati contattati da una grossa realtà oltrepadana, che si è dimostrata entusiasta della nostra idea, ma non abbiamo ancora deciso se fare l’operazione da soli, oppure in partnership con una cantina oppure rivolgerci a più cantine. Quando il piano marketing con relativi budget sarà ultimato decideremo e vedremo come e con chi procedere". Non pensate di proporlo ad una delle associazioni vitivinicole dell’Oltrepò? "In questo momento è prematuro parlarne, mi sembra ci sia un minimo di frattura tra le associazioni presenti, certamente anche questa è una strada percorribile, ma forse i tempi, rivolgendosi ad un’associazione si allungherebbero, ripeto al momento è presto per parlarne e per decidere. Tra alcuni mesi avremo le idee più chiare su quale strada scegliere". Quale potrebbe essere il ruolo di un’associazione o ente vitivinicolo oltrepadano? "A mio giudizio in questo caso, ma non solo in questo caso, il ruolo di un ente o di una associazione deve essere quello di fare da elemento di congiunzione tra i produttori ed il mercato, un ruolo che faciliti l’ingresso e le strategie delle varie aziende associate ad entrare sul mercato. Ripeto non ho esperienza professionale in merito, non avendo mai avuto come cliente enti o istituzioni, i nostri clienti sono aziende nazionali ed internazionali del settore wines, spirits e foods". Quando deciderete cosa fare o inizierete i contatti con le aziende dell’Oltrepò? "Penso a Settembre, prenderemo certamente un “aperitivo” con qualche azienda oltrepadana, poi in base a questi incontri decideremo che strada seguire, ripeto non escludiamo di fare l’operazione anche da soli, abbiamo le risorse finanziare ed umane necessarie per farlo". LA RUBRICA “MISTER X” È UN’INIZIATIVA EDITORIALE DI ALCUNI DEI PRINCIPALI GIORNALI ANGLOSASSONI, IN PARTICOLARE DEGLI STATI UNITI D’AMERICA, ED È STATA CONCEPITA DA QUESTI GIORNALI COME SPAZIO SUI PIÙ DIVERSI TEMI DELLA VITA SOCIO-ECONOMICO E POLITICA, INTERVISTANDO PERSONAGGI DI PRIMO PIANO DELLA VITA DEI RISPETTIVI PAESI O DELLE RISPETTIVE ZONE DI DIFFUSIONE DEI GIORNALI CHE LA PROPONGONO. L’INIZIATIVA EDITORIALE INTENDE DAR SPAZIO ALL’IDEA CHE I CONCETTI ESPRESSI SIANO PREPONDERANTI RISPETTO ALLA PERSONA CHE LI ESPRIME, CHIUNQUE ESSA SIA. IL PERIODICO NEWS HA RITENUTO DI RIPROPORRE ANCHE IN OLTREPÒ PAVESE QUESTA INIZIATIVA. LE PERSONE INTERVISTATE DAL NOSTRO GIORNALE VIVONO O SONO LEGATE ALL’OLTREPÒ PAVESE E RISPONDONO A DOMANDE SUI TEMI CHE LA NOSTRA REDAZIONE RITIENE D’ATTUALITÀ PER L’OLTREPÒ. LE PERSONE INTERVISTATE HANNO DATO L’ASSENSO ALLA COMUNICAZIONE DEL LORO NOME E COGNOME ALLE AUTORITÀ COMPETENTI IN CASO DI DENUNCE PER FRASI O CONCETTI ESPRESSI IN FORMA DIFFAMATORIA NELL'AMBITO DELL'INTERVISTA, ASSUMENDOSI QUINDI LA PATERNITA' DELLE PAROLE E DEI CONCETTI DA LORO ESPRESSI E DA NOI PUBBLICATI.


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PARLA IL CANDIDATO SINDACO DEL MOVIMENTO L'ITALIA DEL RISPETTO

di Alessandro

Disperati

Fabio Aquilini, vogherese, è l'ideatore e il fondatore del Movimento dell'Italia del Rispetto. Candidato sindaco alle ultime elezioni amministrative andate in scena lo scorso anno a Voghera, con lui cerchiamo di fare il punto su alcuni temi legati alla politica cittadina. Aquilini, partiamo con un suo giudizio post elettorale... "Il Movimento L'Italia del Rispetto è costituito da cittadini senza alcun precedente politico a parte il sottoscritto. Tutti con una possibilità economica moderata da non permettere di investire somme sostanziose nel movimento. Considerando queste caratteristiche devo dire che il risultato che abbiamo ottenuto per me è sicuramente positivo. Devo però fare una riflessione in quanto questo risultato mi ha fatto capire che la politica per una città come Voghera si esprime all'interno dei partiti o movimenti rappresentati al governo". Ci da un suo giudizio sull'amministrazione comunale di Voghera, attualmente guidata dal sindaco Carlo Barbieri? "Sono una persona che solitamente non si sofferma ai giudizi delle persone. Posso esprimere come vedo la mia giunta cioè una giunta di competenza dove i vari assessori hanno un bagaglio di esperienza lavorativa alle spalle". Cosa non funziona a suo avviso di questa amministrazione? "Io sono una persona molto calma e moderata. Ritengo che sia trascorso troppo poco tempo per verificare degli aspetti di non funzionalità". Lei nei mesi scorsi si era fatto promotore di una iniziativa davvero singolare: realizzare a Voghera un cimitero per gli animali. Avete raccolto delle firme e il sindaco Barbieri aveva promesso che avrebbe realizzato questo progetto; una promessa non mantenuta: perchè a suo avviso? "Vorrei riportare l'attenzione all'obiettivo del Movimento L'Italia del Rispetto cioè il recupero del rispetto attraverso la politica. Di conseguenza vorrei fare una considerazione più generale. Credo che ci debba essere del rispetto per se stessi, quindi uomini politici, sia verso gli altri, quindi cittadini. Questa mancanza si esprime nel prendere una decisione in modo emotivo e quindi lontano dal raziocinio da parte del politico e di conseguenza una mancata realizzazione verso i cittadini. Questa mancanza di rispetto determina sicuramente un allontanamento da parte dei cittadini alla politica. Ma io sono una persona fiduciosa e nonostante alla scadenza del 31 dicembre non c'è traccia del cimitero dispongo fiducia nell'ammministrazione che possa realizzarlo entro il 2016". A quanto pare di capire lei si sta avvicinando al Partito Democratico: quali sono le motivazioni che l'hanno spinta verso il Pd? "Rifacendomi al pensiero della cultura politica che si esprime nei partiti rappresentati al governo, ho voluto iniziare un percorso di conoscenza con un partito che non rappresentasse il centro destra. Questo perchè esattamente nel 1995 avevo deciso di allontanarmi da questo schieramento e più

VOGHERA

Aquilini: "Le diverse amministrazioni hanno affossato la città di Voghera"

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Fabio Aquilini

precisamente nella Lega. Questo avvicinamento è stato inoltre consolidato dalla presenza nel Pd di Alessandra Bazardi, che conoscevo fin da quando frequentavo le scuole medie e che è andata via via rafforzandosi dal fatto che i nostri figli andassero nella stessa classe alle scuole medie Pascoli. Ora è diventata segretario politico e questo mi ha permesso di avvicinarmi maggiormamente a lei. Successivamente, nel vivere i primi incontri, ho conosciuto il consigliere regionale Giuseppe Villani su cui ho risposto la mia fiducia per la sua preparazione politica notevole. Infine devo considerare gli aspetti politici di antagonismo ad un centro destra che non riconosco". Se si tornasse al ballottaggio ha già un'idea con chi schierarsi? "Ovviamente sulla base delle precedenti dichiarazione è esplicito il mio schieramento con il candidato del centro sinistra Pier Ezio Ghezzi". Voghera capitale dell'Oltrepo che non decolla: perchè a suo modo di vedere? "La città di Voghera era negli anni cinquanta la capitale dell'Oltrepo perchè aveva una identità cioè una caratteristica che si poteva trovare solo a Voghera nell'Oltrepò. Una caratteristica che era costituita dalle numerose fabbriche dal mercato del bestiame da uno snodo ferroviario di notevole importanza dal teatro sociale dal tribunale. Ora la città di Voghera si è talmente impoverita che non riusciamo riconoscere alcuna identità, pertanto la gente non ha alcun motivo per venire a Voghera". Voghera oggi è stata definita come una città dormitorio: cosa fare, a suo avviso, per cercare di rilanciarla? "Quando un agricoltore, per la sua non curanza e

attenzione, ha fatto scappare tutte le bestie dalla sua stalla rischia il fallimento della stessa. Credo che la successione delle amministrazioni abbiano portato Voghera ad un fallimento sociale, culturale, economico e politico espresso in una città dormitorio. Bisogna ripartire dalle piccole cose, dai piccoli investimenti, che abbiano concretezza, nel loro risultato sia in campo sociale che economico e culturale-politico". Cosa pensa del fatto che fanno pagare il parcheggio all'Esselunga per recimolare fondi per il Teatro Sociale? "Vorrei prima esprimere cosa penso io della possibile riapertura del Teatro Sociale. Rifacendomi alla risposta precedente, cioè per rendere la città di Voghera non più dormitorio, bisogna partire dai piccoli investimenti. Quindi ritengo che l'investimento per il Teatro Sociale sia troppo oneroso sia da un punto di vista economico sia da un punto di vista organizzativo per far sì che il risultato finale sia redditizio. Perchè oggi siamo in una società dove non è più possibile considerare ciò che piace ad una persona e basta... Bisogna fare i conti con la razionalità, cioè con i soldi che si hanno veramente a disposizione. Pertanto non avrei dato la possibilità di comperare il parcheggio all'Esselunga ma avrei continuato con l'affitto e con quei soldi avrei fatto piccoli investimenti". Aquilini, concludendo, qual è un sogno che vorrebbe realizzare? "Realizzare l'obbiettivo dell'Italia del Rispetto cioè recuperare il rispetto attraverso la politica per determinare un nuovo uomo politico capace di rispettare il suo ruolo istituzionale e rispettare il cittadino".


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VOGHERA

Daniele Salerno ex assessore al Bilancio del Comune

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“Un esempio tra tanti: i due asili nido hanno una passività di oltre 800.000 euro” di

Nicoletta Pisanu

Daniele Salerno è stato per dieci anni assessore al Bilancio del Comune di Voghera. In seguito alle ultime elezioni, è stato sostituito da Giuseppe Fiocchi. Barbieri aveva annunciato che non avrebbe alzato le tasse. L'opposizione accusa invece la giunta di aver disatteso l'impegno preso con gli elettori. Cosa ne pensa? "Le imposte locali sono necessarie per compensare le spese e portare alla parità contabile, obbligatoria, del bilancio. Il problema di Voghera è l’aver approvato il bilancio con un piccolo ritardo, tale però da comportare una possibile illegittimità dell’aumento compiuto in materia di Imu e dell’addizionale Irpef. Nella fase di stesura del bilancio, per fortuna, era stata accettata la mia proposta di lasciare invariata la Tasi sulla prima casa. Se così non fosse stato la situazione, che comunque appare molto complessa, sarebbe stata irrisolvibile. Ad oggi, se non ci saranno delle modifiche necessariamente legislative, possibili ma oggettivamente poco probabili, gli aumenti risultano essere non consentiti e quindi dovrà giustamente essere restituita ai vogheresi una somma di circa 600.000 euro di Imu e di 300.000 euro di Irpef. La materia è comunque controversa e occorrerà attendere sia l’imminente conversione in legge del cosiddetto “milleproroghe”, che il giudizio del Tar (l’udienza è fissata per il 21 gennaio), al quale si è rivolta l’Avvocatura dello Stato, che ha chiesto, per l’appunto, la cancellazione degli aumenti inseriti nel bilancio di Voghera. Personalmente continuo a studiare l’argomento, come è mio onere quale consigliere comunale “esperto della materia”. Se ci sarà l’annullamento, le ripercussioni saranno notevoli con il bilancio pluriennale che, in pratica, diventerà carta straccia". Che cosa suggerisce alla giunta Barbieri per impiegare adeguatamente i fondi nonostante il patto di stabilità? "La nuova legge di stabilità appena approvata permette larghe concessioni ai comuni in termini di vicoli di finanza pubblica, quindi molte cose diventano possibili rispetto al passato. Il nodo rimane la disponibilità di cassa, ovvero la liquidità di cui il Comune potrà disporre nel prossimo futuro, legata a quanto detto prima e cioè della legittimità, o meno, delle aliquote inserite in bilancio. Personalmente continuo a sottolineare la gravità, in termini di spesa, di alcuni servizi che vengono erogati ora e che appaiono fuori da una logica economica. Faccio un esempio tra tanti. I due asili nido hanno una passività di oltre 800.000 euro. Una cifra enorme che da tempo, da molto tempo, sottolineo con forza e che avevo ribadito anche al momento della stesura dell’ultimo bilancio. Considerando che gli utenti sono meno di 80, significa che tutti i vogheresi, con i loro soldi, di fatto pagano una somma di quasi 10.000 euro per bambino. Probabilmente con una baby sitter privata si spenderebbe meno. E questo è solo un esempio. Occorre coraggio e capacità da parte dei singoli assessori per proporre una soluzione". Cosa ne pensa dell'accordo con Esselunga relativo al Teatro Sociale?

Daniele Salerno

"Si tratta di una cosa buona, non risolutiva ma certamente positiva, frutto di un impegno da parte di Carlo Barbieri ed è giusto riconoscergli lo sforzo e i benefici del risultato ottenuto. Il cammino intrapreso è positivo e va portato a termine. Avere un teatro magnifico, noto nel Settecento come la “Piccola Scala”, chiuso da decenni è un autentico delitto. Penso che attraverso questo accordo si siano messe le basi concrete per i lavori di recupero di quello che dovrà essere un fiore all’occhiello di un’intera comunità". Cosa ne pensa della nomina di Fiocchi? "Non mi permetto di dare giudizi sui singoli, cosa che non è presente nella mia educazione. In generale penso che oggi

sia sempre più necessario che chi si occupa di bilancio comunale abbia una elevata competenza in materia, produttiva di un’autorevolezza al momento delle scelte che non possono mai essere affidate alla burocrazia, altrimenti lo scopo della politica, che è mediazione con le esigenze della popolazione, cessa di esistere, con conseguenze che possono essere estremamente gravi per tutti i cittadini". Imposte comunali, cosa prevede per il nuovo anno? "Qui la risposta se vogliamo è facile visto che la legge di stabilità di fatto proibisce ogni tipo di aumento se non per la Tari, ovvero la tassa sui rifiuti. Rimane il caos attuale perché non conosciamo quali siano le aliquote legittime". A livello di bilancio che cosa la giunta potrebbe fare per favorire l'economia locale? "Siamo per fortuna al termine di una fase economica fortemente recessiva, ma gli effetti della ripresa, come spiegano tutti gli indicatori economici, sono lenti. Quello che può fare il Comune, in generale, è mantenere uno stretto rapporto di collaborazione sia con le organizzazioni produttive che con la rappresentanza sindacale". Evasori e furbetti, consiglia alla giunta di proseguire l'accordo con la Guardia di Finanza? "Penso di aver fatto molto in materia, favorendo un forte impegno da parte degli uffici finanziari che ha sempre portato ad ottimi risultati. È necessario proseguire perché pagare tutti significa pagare di meno. In materia, il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Mattarella è totalmente condivisibile".


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INTERVISTA AD Antonietta Bottini di "L'altra Voghera a sinistra"

di

Nicoletta Pisanu

Antonietta Bottini è stata candidata al ruolo di sindaco per la lista "L'altra Voghera a sinistra", alle scorse elezioni amministrative. Come pensa sia stata gestita l'ultima campagna elettorale dalla sua lista e dagli avversari? "La lista “l’Altra Voghera a Sinistra” ha puntato sui contenuti. Ha proposto agli elettori vogheresi un impegno collettivo, anziché un elenco di promesse. Abbiamo voluto costruire un programma attraverso incontri pubblici, aiutati da relatori esperti nelle diverse tematiche quali l’urbanistica, i servizi pubblici locali, il bilancio amministrativo e il bilancio sociale di una città. Abbiamo perciò fatto appello alle persone con una visione di sinistra, che nella prolungata crisi economica leggono il disegno neoliberista che trasferisce ricchezza dalle fasce popolari alle mani di speculatori, che privatizza la scuola, la sanità e i servizi pubblici locali, che cancella i diritti del lavoro e stravolge la Costituzione, alle persone fortemente ancorate ai valori dell’antifascismo, della solidarietà, dell’integrazione e lotta al razzismo. Abbiamo valutato di poter ricevere ampio consenso anche dagli elettori della sinistra ambientalista. Potevamo gestire diversamente la campagna elettorale? Certo, potendo disporre di altri mezzi, il nostro programma avrebbe potuto essere molto diffuso, discusso e più conosciuto. Avremmo potuto raggiungere lavoratrici, casalinghe, insegnanti, infermiere, commesse, lavoratori stabili e precari, pendolari, disoccupati e diseredati, tantissime persone che la fatica di vivere allontana dai seggi e dalla politica. Purtroppo non ne siamo stati capaci". Cosa pensa possa avervi "danneggiati" ai seggi? "Penso che la lista “l’Altra Voghera a Sinistra” non abbia ricevuto danni ai seggi. La nostra resta una proposta politica della sinistra che non comporta certo scelte dell’ultimo minuto ai seggi e, tantomeno, giochi di preferenze". Come mai secondo lei l'idea di una "lista Tsipras" a Voghera sembra non aver attecchito? "Devo dire che abbiamo anche creduto di riuscire ad ampliare la base elettorale che aveva sostenuto L’Altra Europa con Tsipras alle europee. Ci siamo riferiti ai punti programmatici della lista ‘Tsipras’ per cambiare gli equilibri in Europa a favore delle forze del lavoro contro le forze del capitale e dei mercati. Dove si proponeva una conferenza sul debito e l’abbandono delle politiche di austerità e un piano europeo per l’occupazione. Si tratta di proposte totalmente alternative rispetto alla politica ancora dominante in Italia e in Europa. Dunque l’insuccesso della nostra lista alle elezioni di Voghera trova spiegazione anche nel fatto che l’alternativa da noi proposta non ha ancora la forza della credibilità presso il corpo elettorale. Un cambiamento radicale risponde comunque alla esigenza di equità e giustizia sociale espressa da un complesso ampio di popolazione che guarda ancora a sinistra. E un progetto politico di ampio respiro non è certo limitato alla fase elettorale". Come procede il vostro impegno politico in città? Quali le ultime battaglie? "Noi promotori, sostenitori e candidati della lista L’Altra Voghera a Sinistra stiamo continuando ad operare, mantenendo l’impegno politico scritto nel nostro programma. Siamo seguendo con continuità i Consigli Comunali. Siamo impegnati a presidiare con speciale attenzione decisioni, scelte e attuazio-

VOGHERA

"La giunta Barbieri? "Fallimentare come quella degli anni scorsi"

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Antonietta Bottini

ni riguardanti nuove edificazioni, consumo di suolo, con una particolare cura alle fasce lungo il corso dello Staffora. Stiamo seguendo con apprensione le vicende societarie del gruppo ASM di Voghera e la progressiva privatizzazione dei servizi pubblici locali. Siamo tutti impegnati nella battaglia contro l’insediamento dell’impianto pirolisi di Retorbido. Una candidata della nostra lista è particolarmente attiva a favore dei Gruppi di Auto Mutuo Aiuto per il lavoro. Quasi tutti, comunque, eravamo in precedenza già attivi in politica e nel sociale (chi in Rifondazione Comunista, chi nel Volontariato Sociale, chi nei Comitati per i beni comuni o a tutela dell’ambiente, chi in altre associazioni democratiche e antifasciste) non siamo persone che si interessano alla città solo in campagna elettorale". Caso Tar: qual è la sua opinione sui ricorsi mossi da Ghezzi e da Torriani? "E’ giustissimo accertare che i dati elettorali corrispondano esattamente alla volontà espressa dagli elettori. Se si verificano discrepanze bisogna ricorrere nei modi più opportuni, come è stato fatto. Resta ora da vedere come correggere gli errori una volta accertati dal Tar. Nuove elezioni? Nuovo ballottaggio? Si farà quel che s’ha da fare. Certo che una cosa è un errore di conteggio, altra cosa, ben più inquietante, sarebbe l’accertamento di un voto di scambio". Possibile, nel caso vengano indette nuove elezioni, una collaborazione con il Pd? "Non si è mai placata, nell’ambito della sinistra, la discussione sulle alleanze con il Pd. Ancora in queste settimane sono in corso, a livello nazionale, iniziative mirate ad un processo costituente per un

soggetto unitario della sinistra, e ancora una volta qualcuno ripropone la questione Pd/si, Pd/no. A ben vedere le discussioni nazionali si riflettono pari pari in ambito locale. A Voghera, per esempio, chi non ha creduto nella nostra lista della sinistra di alternativa, ha sostenuto la lista civica coalizzata con il Pd. Personalmente ritengo che il Pd abbia completato la sua integrale conversione in partito di centro: sia nei gruppi dirigenti, sia nei programmi economici, sia negli obiettivi politici. Perciò non vedo i presupposti per una coalizione. Mi auguro vivamente che quanto prima si riesca a costruire una coalizione stabile che alle varie scadenze elettorali raccolga il consenso di tutte le articolazioni della sinistra". Come valuta i primi mesi di governo cittadino della nuova giunta Barbieri? "Guardo gli andamenti occupazionali e, di converso, vedo l’inettitudine della amministrazione comunale. I servizi pubblici vengono esternalizzati al migliore offerente il quale, di solito, risparmia sul personale e sui diritti del lavoro. Ho visto scomparire centinaia di piccole imprese edili e non intravedo nessun programma di manutenzione, di recupero, di ristrutturazione di edifici e strutture pubbliche, nessun piano proposto alla città. Sento parlare di città intelligente e non esce nulla per progettare una Voghera a consumi zero. Sento girare calcoli su quanto costa il recupero del teatro sociale e non c’è a Voghera uno straccio di stagione teatrale. Raddrizzano i conti di bilancio prevedendo ricavi per vendite che alla fine non si realizzano..Come dovrei valutare il governo cittadino di questi ultimi mesi? Esattamente come quello degli anni scorsi. Fallimentare".


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VOGHERA

INTERVISTA AL PRESIDENTE DELLA CONSULTA VOGHERESE, PAOLA FOSSATI

"Sono in crescita le famiglie vogheresi che hanno bisogno di aiuto..." di

Nicoletta Pisanu

Paola Fossati è la presidente della Consulta del volontariato di Voghera, l'ente che riunisce le organizzazioni benefiche presenti in città. Si occupa quotidianamente di casi di povertà, ed è in contatto con le famiglie bisognose di Voghera. Qual è la situazione povertà a Voghera? "Sono in aumento le richieste di aiuto, oltre alla ricerca di beni primari, su tutti i fronti. Come Caritas abbiamo tante richieste di ricerca lavoro, arrivate anche in concomitanza con i giorni di festa, richiesta di sostegni, di accompagnamento ai servizi e di beni alimentari. Voghera si è attivata tramite anche tanti privati che hanno offerto cibo e vestiti, o facendo donazioni. Il tam tam di sensibilizzazione permette di raccogliere i suoi frutti. Ci sono storici donatori e persone che si prestano come volontari. Certo abbiamo notato un aumento delle richieste. Rispetto all'anno scorso almeno il 15% in più di richieste da parte di persone bisognose. Abbiamo un'utenza cronica e nuove povertà. Negli ultimi cinque anni abbiamo notato un aumento della povertà. Ci sono tanti che non arrivano a fine mese, disoccupati, precari". Qual è il target che si rivolge alle strutture di sostegno? "Il target grosso è quello delle persone dai 45 ai 60 anni che non hanno raggiunto l'età pensionabile e hanno perso il lavoro. Tremenda la situazione, non sono facilmente inseribili lavorativamente e non possono chiedere la pensione, vivono di sussidi. Tanti sono soli, soprattutto uomini, persone rimaste anche sole in conseguenza al non avere più niente. Una situazione economica così crea il deserto attorno. Aumentano sempre le richieste di aiuto. Tanti rifiutano gli aiuti perché si vergognano. Non usufruiscono delle mense. Voghera è abbastanza attiva, abbiamo lo Zanaboni, la mensa della chiesa del

Paola Fossati

Crocifisso, i frati, abbiamo due dormitori cosa rara sul territorio, non tutte le città ne dispongono". Come vi siete organizzati per l'emergenza freddo? "In consulta del volontariato è emerso che la Croce rossa si sarebbe occupata del giro notturno. Non abbiamo al momento persone in strada, se non chi l'ha scelto, riusciamo a coprire con i dormitori l'emergenza freddo, siamo collegati anche con Novi Ligure, Alessandria, Milano, Piacenza, Pavia, si riesce sempre a dare un posto. Tra Novi e via Cagnoni abbiamo a disposizione trenta posti e chi ha bisogno e non trova posto viene inviato altrove. Gli ospiti fanno quindici giorni più una settimana di pausa, in quella settimana viene proposto loro di andare a

Novi Ligure, alcuni rifiutano e scelgono la strada. Ad Alessandria è possibile fermarsi no stop, ospitalità continua". Voghera è sensibile alla problematica? "Si potrebbe fare di più. Come Consulta ci stiamo battendo per avere il centro diurno, un luogo dove anche di giorno le persone possano essere tutelate e gli si possa dare un posto caldo e accogliente. Invece ora transitano tra ospedale, biblioteca e giardinetti. Abbiamo individuato uno spazio in via Dante, che richiede restauri, ci stiamo attivando per renderlo abitabile. Nostro grande desiderio è quello. Vogliamo puntare anche a corsi di lingua, corsi professionalizzanti, attività creative". Sono più gli stranieri o gli italiani in difficoltà? "Si equiparano italiani e migranti, non è escluso nessuno. Gli italiani non vengono esclusi solo perché arrivano i profughi. Il sostegno alla persona è garantito per tutti, dire che i profughi vengono aiutati e gli italiani no è demagogia, un discorso politico, c'è chi gioca su questi messaggi orribili, come il voler organizzare la raccolta del pacco alimentare solo per gli italiani. Abbiamo una rete forte di sostegni ai nuclei famigliari, ogni centro caritativo ha un numero di utenti in base all'isee, ogni quindici giorni viene consegnato il pacco alimentare, in base al numero del nucleo famigliare. Nessuno resta escluso". La politica in città fa abbastanza? "Si potrebbe fare di più, ad esempio sostenere una politica basata sull'integrazione e non sulle divisioni tra italiani e stranieri. Negli ultimi anni l'amministrazione ha mantenuto una buona comunicazione con noi, il Comune patrocinerà tutte le nostre iniziative, economicamente entro i limiti della disponibilità, perché la coperta è corta. Abbiamo aperto protocolli anche con assessorato alla Cultura e associazioni dei commercianti, è arrivata da parte loro la richiesta di poter aiutare. Ci sono panetterie che consegnano gli avanzi a fine giornata, da dare ai poveri. Attiva anche la collaborazione con i privati, per affitti ridotti ma in regola, su casi segnalati".


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Alessandra Bazardi e’ il nuovo segretario cittadino del PD

di

Serena Simula

Alle scorse elezioni comunali aveva militato nella lista civica "Ghezzi sindaco" ma a luglio era passata tra le fila del Partito Democratico, pronta a concorrere senza rivali per il posto di segretario, lasciato vacante dal dimissionario Enzo Garofoli. Agente letterario, 51 anni, Alessandra Bazardi è stata eletta lo scorso 13 dicembre con 75 voti favorevoli (su un totale di 140 iscritti) e si è subito messa all'opera per risollevare le sorti di un partito uscito sconfitto dalle elezioni di maggio. Cominciamo dal suo percorso politico degli ultimi mesi: come mai il passaggio dalla lista civica al Partito Democratico? «Personalmente non lo definirei un passaggio dall'una all'altro. Quella della lista civica è stata una bellissima esperienza, che non rinnego assolutamente ma che ha costituito semplicemente una parentesi nel mio percorso politico. Ringrazio Pier Ezio Ghezzi per avermi coinvolta in questo progetto che continua in vista di una nuova tornata elettorale ma sottolineo che sono sempre stata molto vicina al PD e attaccata ai suoi valori, tanto che già cinque anni fa avrei dovuto essere candidata. Per una serie di circostanze non successe, ma non ho mai smesso di frequentare il partito». Nonostante i pronostici alle scorse elezioni il Partito Democratico ha avuto un risultato non proprio incoraggiante, fermandosi al 16% dopo il 41% raggiunto in occasione delle Europee 2014. In cosa crede che si sia sbagliato e come pensa di risollevare la sua immagine agli occhi della città? «Innanzitutto credo che oltre a qualche errore si siano fatte anche molte cose positive ma che come spesso accade sono bastati pochi centimetri (in questo caso pochi voti) per non riuscire ad aggiudicarsi la vittoria. Questo non vuol dire che il PD non si debba interrogare sul fatto di aver perso una bella fetta di percentuale rispetto agli scorsi anni. La soluzione, a mio avviso, è quella di essere più aggressivi di quanto non siamo stati finora». Cioè? «Tornare ad essere più presenti sul territorio, essere di nuovo il partito del popolo, attivo in città e capace di ascoltare le esigenze dei cittadini, facendosi carico di portarle all'attenzione dell'amministrazione comunale. Più attivi, quindi, ma soprattutto più veloci nella realizzazione dei nostri obiettivi». A proposito di velocità: qual è stata la prima cosa che ha fatto da segretario? «La prima cosa che ho fatto è stato chiedere al sindaco di emanare l'ordinanza sui botti di Capodanno. Sembra una cosa piccola, a qualcuno sembrerà addirittura una cosa che può essere strumentalizzata ma in realtà voleva essere un modo per sensibilizzare l'amministrazione ma soprattutto i cittadini. Nonostante si sappia perfettamente che i botti sono dannosi per l'uomo, per gli animali e anche per l'ambiente, ogni anno si registrano decine di feriti anche tra i bambini e per evitare che ciò succedesse a Voghera sono scesa in piazza a distribuire volantini. Purtroppo l'ordinanza emanata dal

VOGHERA

“Tornare ad essere più presenti sul territorio ed essere il partito del popolo”

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Alessandra Bazardi

sindaco Barbieri non ha fermato i festeggiamenti nemmeno in piazza Duomo, dove sono certa che qualcosa in più si sarebbe potuto fare per garantire che fosse rispettata». Tra pochi giorni scopriremo l'esito del riconteggio del Tar. Come sta vivendo l'attesa? «Serenamente. Aspettiamo la decisione dei giudici con ovvia trepidazione e ci auguriamo di ricomin-

ciare la partita da dove l'abbiamo interrotta, vale a dire a un passo dal ballottaggio. Se questo non dovesse succedere e si decidesse di annullare il risultato del voto, però, siamo pronti a scendere in campo per tirare un nuovo calcio d'inizio. In caso venisse omologato il risultato, invece, dovremo ahimè accettarlo, lavorando sodo e preparandoci così alle prossime sfide elettorali».

La sede del pd duramte la protesta anti immigrati


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VOGHERA

Voghera: Interivista ai commercianti

Bilancio 2015: per il centro e la periferia un coro positivo Abbiamo rivolto ad alcuni commercianti vogheresi le stesse identiche domande. Eccole. 1) Il 2015 si è appena concluso. Anno da dimenticare o anno positivo? 2) Le festività natalizie periodo nevralgico per le attività commerciali. Com’e’ andata quest’anno?

3) Tempo di saldi. Aspettative? 4) Come sono i rapporti con le associazioni di categoria ? 5) E’ ancora forte la differenza tra 'periferia' e centro oppure le due realtà stanno lavorando all’unisono? 6) Cosa si potrebbe chiedere all’attuale amministrazione di diverso o in più di quanto sino ad ora fatto e realizzato?

di

Stefania Bertonazzi

Silvia Moroni

Elena Sala e Gianluca Malaspina

Gloria Frascerra

Valeria Percivalle

la vera rinascita”. 6) “Io personalmente ritengo fondamentale chiedere uno stop, a livello comunale ad aree di media e grossa distribuzione, ormai sproporzionati in base anche al numero della popolazione. Noi commercianti ci stiamo mettendo tanta grinta ma abbiamo bisogno anche un sostegno più pratico e, magari, chiederei qualche agevolazione in più per quanto riguarda la tassazione”.

essere un anno positivo, una sensibile ripresa c’è stata in più siamo riusciti ad aprire una nuova attività, da uomo”. 2) “Siamo soddisfatti. Le collezioni che proponiamo ci permettono di offrire prodotti di qualità e la qualità piace sempre”. 3) “Siamo positivi anche se i nostri clienti sono già in trepida attesa delle nuove collezioni”. 4) “Qesta nuova cordata di giovani commercianti è riuscita a dare un segnale, piccolo ma molto apprezzato. Sicuramente il susseguirsi di iniziative porteranno al vogherese tane novità”. 5) “Sicuramente ci sono delle differenze, dalla visibilità ai costi di gestione. Comunque è giusto che per rispetto altrui si debbano fare o creare situazioni che

Momento di bilanci per il commercio Vogherese alle prese con i conti di fine anno. Dalle storiche attività del centro a quelle della cosidetta periferia non sembrano esserci differenze: Voghera è in ripresa, entusiasmo, positività e soddisfazione tra i commercianti vogheresi. Forse la ripresa economica globale, forse un’amministrazione comunale attenta o forse la voglia di fare squadra e di mettersi in gioco di tanti piccoli imprenditori. Centro Silvia Moroni, dal 2013 a capo del suo negozio di elettrodomestici in via Emilia, attività di famiglia che risale al 1929. 1) “Il bilancio effettivo non è ancora stato fatto, ma rispetto al 2014 in generale direi simile, la crisi un po’ c'è, ed è per tutti, ma noi continuiamo con grande entusiasmo e fiducia, puntando su professionalità e servizio”. 2) “Questo ultimo Natale è andato meglio rispetto all'anno scorso, ho avuto molta soddisfazione da tutti i miei clienti che ci hanno dato fiducia. L’impegno di tutti noi commercianti credo sia arrivato”. 3) “Sicuramente una buona affluenza nel primo periodo. Io come settore merceologico non rientro nella categoria, ma applicherò comunque delle promozioni. Come dicevo la crisi si sente ancora e quindi l’idea di 'accaparrarsi' l’oggetto desiderato ad un costo inferiore alletta molto”. 4) “Voghera penso si stia rimboccando le maniche. Abbiamo tutti insieme risvegliato un po’ l'interesse e continueremo così. Grazie ad ACOL, associazione di cui faccio parte, ho conosciuto nuovi colleghi, nuovi amici e nuovi clienti che hanno apprezzato l'impegno”. 5) “Alcune zone più periferiche iniziano a prendere vita, grazie appunto anche all'associazione, con la collaborazione di negozi del centro e di quelli meno centrali. Le persone ed i colleghi stanno gradatamente capendo che non vi è alcuna distinzione , anzi pare sia sempre più forte la convinzione che il gioco di squadra ed un positivo passaparola sia la chiave del-

Elena Sala e Gianluca Malaspina, moglie e marito nella vita, titolari di due negozi d’abbigliamento “1871 Comune de Paris” in Via S. Lorenzo e “Les Amis” della centralissima Piazza Duomo. 1) “Sicuramente per ciò che ci riguarda non può che


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Barbara Allegrini, titolare de “La Primavera” negozio di fiori e piante di Viale Repubblica. 1) “Direi meglio dell’anno scorso, niente da togliere ai centri commerciali ma si spera sempre che la gente perda l'abitudine di andare li per i regali di Natale e non solo. La gente non spende più di 50 euro a differenza degli anni 90”.

Mara Ceccato

Barbara Allegrini

accumulino centro con periferia”. 6) “Certamente su alcuni punti siamo ancora non allineati ma non per volontà personali ma di organizzazione mentre il comune dovrebbe assecondare di più le volontà del centro...”.

che positivo. Parola chiave per il nuovo anno: gioco di squadra tra tutti noi”. 3) “Si, personalmente noi siamo contenti che la gente che acquista da noi possa trovare solo merce di qualità e praticamente nuova e ad un prezzo “low”. Shopping di qualità, garantito ed economico. Le persone aspettano i saldi, è un must di ogni stagione, sia in estate che in inverno”. 4) “Ottimi. Facendo parte di un gruppo lo scambio di dee relative alle esigenze di ogni attività e di ogni settore è fondamentale. In un gruppo aumentano le forze, aumentano le potenzialità e le possibilità. Se oggi possiamo parlare di un inizio di ricrescita è soprattutto grazie al lavoro di squadra”. 5) “A mio avviso si sta facendo sempre più sentire la voglia ed il desiderio di essere uniti e di sentirsi parte di un gruppo. I commercianti sono come i colleghi di una grande fabbrica, non esiste il centro o la periferia, siamo tutti qui per produrre e per far lavorare questa grande industria”. 6) “Ci aspettiamo che la gente viva la città proprio come l'ha vissuta nel mese di dicembre, questo è .per me l'inizio della ripresa. Per quanto mi riguarda dico che siamo stati supportati ed assecondati nel modo migliore ed il risultato è stato ottimale”.

Gloria Frascerra, titolare del laboratorio Gloria F, Bijoux & more dal 2005, situato al civico 199 di Via Emilia. 1) “Bilancio 2015 positivo, ho incrementato parecchio la vendita all'ingrosso avendo un laboratorio molto più grande rispetto a prima. Per quando riguarda la vendita al dettaglio del negozio anche quella positiva probabilmente anche grazie ad un nuovo rapporto che si riesce ad istaurare con il cliente: whatsapp, facebook permettono di costruire con il cliente un rapporto di fidelizzazione duraturo nel tempo”. 2) “Il Natale è andato bene. Puntando sempre su prodotti personalizzati che è la mia forza”. 3) “I saldi non sono per me un periodo 'particolare' avendo già prezzi contenuti tutto l'anno ed effettuando comunque sempre qualche “piccolo sconto” ai clienti. Farò comunque promozioni dal 30 al 50 per cento”. 4) “Nel 2015 non ero iscritta a nessuna associazione per quanto riguarda il 2016 valuterò”. 5) “La mia è una strana esperienza: da quando mi sono trasferita in una zona più decentrata rispetto a prima, sempre in via Emilia, a pochi passi dal centro, prima al civico 137 ora al 199, ho incrementato il lavoro”. 6) “Ultimamente si avverte un clima di rilancio con tanti progetti grazie anche all'assessore Azzaretti. All'amministrazione chiederei di estendere le iniziative anche in questa parte di Via Emilia che ha molto da offrire”. Valeria Percivalle, titolare di due punti vendita, in Via Garibaldi, dal 2001 ed in Via Grattoni, dal 2014. 1) “Posso dire che è stato un anno positivo, in ogni senso, partendo anche dall’umore dei clienti. C'è un ritorno al centro storico: voglia di shopping, di passeggiare per le vie del centro, di bere un caffe o gustare un aperitivo. Un’iniezione di positivismo e di allegria. Rispetto al 2014 molto meglio”. 2) “Anche questo Natale è andato molto bene grazie a tanti ingredienti: filodiffusione, splendide decorazioni, aperture di nuovi bar e locali, un bilancio più

2) “Meglio anche quest’ultimo periodo natalizio. Le mie clienti tornano ed il loro passaparola positivo mi continua a portare nuove vendite e nuove affezionate”. 3) “Farò i saldi anche nel mio negozio e i miei buoni propositi per il 2016 aprire un altro negozio, cioè spostarmi ricreare un giardino. Il periodo di saldi è da sempre un momento per togliersi vecchie soddisfazioni ed in periodo di crisi è ancora più comprendibile”. 4) “Direi ottimi. Siamo parecchi ragazzi giovani, chi come me ha proseguito un’attività di famiglia e chi ha intrapreso da poco questa strada. Siamo affiatati e abbiamo tante idee”. 5) “Io personalmente non avverto nessuna discriminazione. Quest’anno in particolare, sono molto contenta perché avevamo le luminarie anche in viale Repubblica. La 'periferia' o le zone che ruotano attorno al centro sono il 'biglietto da visita' all’ingresso in città, un po’ come in una casa, se quando entriamo troviamo una bella accoglienza, aumenta il desiderio di visitarla”. 6) “Di creare sempre più sinergia tra le varie zone ed i vari quartieri”.

Periferia Mara Ceccato, titolare l’attività di famiglia N.A.T.E. in Via Don Minzoni, attività che si occupa della vendita e assistenza elettrodomestici. 1) “La mia attività si basa principalmente sulle riparazione di piccoli elettrodomestici dei migliori marchi italiani e per una parte minore sulla vendita del nuovo. Posso affermare che proprio quest'ultima sia stata l'elemento di crescita più significativo in ottica di bilancio 2015 verso il 2014”. 2) “Per me il Natale non è determinante, nel mio settore non incide particolarmente. Nel complesso l'attività è in costante crescita”. 3) “Saldi veri e propri non ne faccio, non rientro in questa categoria, ma cerco di garantire sempre i prezzi migliori e quando possibile di applicare degli sconti”. 4) “Sono iscritta all'associazione ACOL con la quale sono in buoni rapporti di collaborazione”. 5) “La mia attività rimane comunque in prossimità del centro ed è quindi facilmente e comodamente raggiungibile sia a piedi che in auto”.

VOGHERA

6) “L’Amministrazione Comunale non ha alcuna influenza o responsabilità sull’andamento della mia attività, quello che mi sento di chiedere è di aumentare le misure di sicurezza e di controllo soprattutto nelle ore notturne per minimizzare furti ed episodi di micro criminalità”.

I portici di Piazza Duomo


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Dall'Australia a Rivanazzano Terme a soli 15 anni: la storia di Maddison di Alessandro

Disperati

Maddison Newlands ha attraversato il mondo per arrivare Rivanazzano Terme grazie ad Intercultura, l'associazione che da sessant'anni in Italia si occupa di scambi culturali in tutto il mondo, ed ha trovato ospitalità presso una famiglia del paese termale. Maddison, perchè hai scelto l'Italia? "Ho scelto di studiare italiano come lingua straniera nella mia scuola perché ho sempre trovato molto interessante la vostra nazione e mi piace molto come materia". Stai frequentando l'Istituto Baratta di Voghera, come ti trovi? "Direi benissimo, le differenze con la mia scuola in Australia sono molte ma sia i professori che i miei compagni di classe, sono molto disponibili e mi hanno fatta sentire subito a mio agio". Hai visitato un po' l'Italia in questo periodo: che impressioni hai avuto della nostra Nazione e in particolare del nostro territorio? "L'Italia è un paese splendido e ricco di storia, ancora più bello di quello che immaginavo. Con la mia famiglia italiana ho visitato le vostre città d’arte più importanti, non ho parole per esprimere tanta bellezza. Il vostro territorio inoltre è davvero affascinante: il paesaggio, le vostre colline, i vigneti, le piccole abitazioni, sono realtà molto diverse da quella Australiana e le trovo meravigliose, un connubio armonioso tra storia, tradizione e modernità. Ho visitato anche alcuni piccoli paesi dell'Alta Valle Staffora come Varzi e Casanova, dei piccoli gioielli e ho apprezzato moltissimo la cucina dei tanti ristoranti tipici che avete sul territorio". Cosa ti ha colpito di più di Rivanazzano Terme?

RIVANAZZANO TERME

Come vede il nostro territorio una ragazza in vacanza-studio

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Maddison Newlands

"E’ un paese splendido, è piccolissimo rispetto alla mia città ma ho notato che offre molti servizi (soprattutto in estate), ed è un luogo sicuro anche per i ragazzi giovani come me, con tante occasioni per potersi divertire. Mi è piaciuto molto il palazzo del Municipio, la Torre Pentagonale, i vostri giardini,

Maddison Newlands con gli amici di Rivanazzano Terme

il Golf, il piccolo borgo di Nazzano e soprattutto la vostra Greenway, davvero molto suggestiva. Non sono ancora stata al Centro Benessere delle vostre Terme, sicuramente ci andrò prima di tornare a casa. Ma la vera meraviglia sono i Rivanazzanesi: aldilà della famiglia che mi ospita, sono stati tutti estremamente gentili e premurosi nei miei confronti: i commercianti, molti alunni e genitori della scuola media, i vicini di casa, proprio tutti e colgo l'occasione per ringraziarli pubblicamente!". Alessandro e Stefania Celasco è la famiglia rivanazzanese che ospiterà Maddison per qualche mese, perché questa scelta? "Pensiamo che i nostri ragazzi in futuro avranno la necessità di diventare "cittadini del mondo" pur mantenendo sempre la consapevolezza e il rispetto delle loro origini e tradizioni. L'arrivo di Maddison è per tutta la nostra famiglia una grande opportunità di crescita e confronto che ci sta dando moltissimo sia dal punto di vista culturale che affettivo. Intercultura offre anche ai giovanissimi la possibilità di vivere questo tipo di esperienza in tutto il mondo, sono occasioni da cogliere e a nostro avviso da promuovere a livello locale magari anche attraverso l'erogazione di qualche borsa di studio per gli studenti meritevoli le cui famiglie non potrebbero da sole sostenerne i costi". Un'esperienza positiva quindi che consigliereste? "Certamente. Stiamo pensando, in sinergia con i responsabili di Intercultura, di organizzare prossimamente un incontro a Rivanazzano Terme proprio per parlare della nostra esperienza, della cultura dell'accoglienza come valore, dell'importanza del confronto fra i giovani di diverse nazionalità come occasione di crescita e di quanto possa essere prezioso per i nostri ragazzi sia ospitare studenti che arrivano da ogni paese del mondo che recarsi all’estero per un periodo di studio".


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SCENDE IN CAMPO IL SINDACO DI RIVANAZZANO TERME, ROMANO FERRARI

"Non buttiamo fumo negli occhi a nessuno: lavoriamo per il bene del paese"

di Alessandro

Disperati

Rsponde secco il sindaco di Rivanazzano Terme, Romano Ferrari, alle accuse mosse nel precedente numero del nostro giornale dai due consiglieri di opposizione Graziella Zelaschi e Marco Bertelegni. Sindaco cosa non le è piaciuto delle dichiarazioni dei consiglieri di minoranza? "Nell'ultima intervista fatta a Ber-

telegni e Zelaschi, dalle loro parole mi pare di capire che la nostra amministrazione venga descritta come molto carente e capace solo di gettare fumo negli occhi promuovendo le tante manifestazioni che si tengono nel paese e tralasciando altri interventi necessari". Lei cosa risponde? "E' la loro opinione che non ci pare per niente condivisa da gran parte dei nostri concittadini. Se è vero che i vincoli che ci sono imposti dal patto di stabilità sono sotto gli occhi di tutti e riguardano l'intera Nazione, è anche vero che tra le pieghe del patto ed attingendo a diversi finanziamenti siamo riusciti anche in questi anni a portare avanti opere ed interventi importanti per il nostro paese". Ci può fare degli esempi? "Faccio sinteticamente due semplici esempi: il nostro tratto di greenway ed il fatto che i nostri concit-

La pista ciclabile di Rivanazzano Terme

Romano Ferrari

tadini possono operare la scelta revoca del medico curante in municipio. Sono tante altre le cose che abbiamo fatto e che stiamo facendo. Da pochi giorni, grazie ad un piccolo, e solo temporaneo, allenta-

mento del patto di stabilità abbiamo potuto iniziare l'iter per affidare importanti lavori ed interventi. Nella prossima primavera sarà posizionato un primo attraversamento rialzato in viale Colombo proprio in prossimità dell'imbocco della greenway. Sono anche programmati interventi sull'arredo urbano con l'ampliamento dell'area giochi ai giardini e la manutenzione dell'area cani". Avete in programma altri interventi a Rivanazzano Terme? "Ci saranno interventi presso l'edificio scolastico e sulla parte esterna della scuola materna, sui locali del distretto sanitario, sulla biblioteca, sulla caserma dei carabinieri, sul palazzo comunale e sui tetti del cimitero, relativamente alla parte di spettanza comunale. Saranno fatti intervernti di potenziamento in diversi punti dell'illuminazione pubblica, tra cui anche il potenziamento dei punti luce in via Leonardo da Vinci cui la minoranza fa cenno". Infatti l'opposizione vi attaccava su questo problema... "A tal proposito ricordo a Bertelegni che in via Leonardo oltre ai pali dotati di impianto luce ce ne sono altri, mi sembra otto, che ne sono sprovvisti. Questo problema è vecchio e risale a tanti anni fa. Il nostro intervento consisterà proprio nell'andare a risolvere questo problema, dotando finalmente anche questi pali di idonei punti luce. Abbiamo dovuto attendere questo spiraglio nel patto di stabilità, ma ora il lavoro verrà eseguito". Poi il sindaco di Rivanazzano Terme, lancia una frecciatina al consigliere di opposizione Marco Bertelegni. "A Bertelegni, sempre riferendomi ai punti luce di via Leonardo, ribalto la domanda. Nel periodo tra il 2004 e il 2006, se non sbaglio, è stato assessore con delega alla pubblica illuminazione. Allora non c'erano i vincoli del patto di stabilità e quindi, non trattandosi di un lavoro che richiede una grossa spesa, si sarebbe senz'altro potuto, nel caso si fosse ritenuto opportuno, di intervenire con più facilità. Gli voglio chiedere: la situazione dell'illuminazione in via Leonardo, in quali anni, era così diversa da adesso o era la stessa? Nel caso fosse la stessa perchè il problema non è stato affrontato e risolto allora? Lui conosce la situazione di allora meglio di me ed avrà sicuramente una spiegazione". E per le altre accuse che i consiglieri di opposizione hanno mosso contro di voi, cosa rispondete? "Per le restanti opinioni che esprimono i due rappresentanti della minoranza, ricordo loro che nel nostro comune la tassazione, che lo Stato ci impone, pur essendo purtroppo gravosa per chi la subisce, è generalmente contenuta. Li invito a confrontare le nostre aliquote con quelle di altre località. Per tornare alle manifestazioni ed eventi che, loro ci accusano di utilizzare come arma di distrazione, ricordo loro che noi non buttiamo fumo negli occhi a nessuno. I nostri concittadini ci conoscono e lo sanno. E' il loro giudizio quello che interessa a noi. Queste manifestazioni rendono vivo ed arricchiscono il nostro paese. Proprio per questo motivo, ancora una volta, voglio ringraziare tutte le associazioni, che con i loro volontari, portano il loro insostituibile contributo per valorizzare al massimo Rivanazzano Terme".


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L'oratorio è chiuso, la gente protesta "Speriamo possa essere riaperto..."

di Alessandro

Disperati

Da oltre un anno manca il parroco a Rivanazzano Terme, da quando monsignor Lino Zucchi è andato in pensione. Ma nella località termale i problemi non

finiscono qui: infatti da sei mesi l'oratorio della parrocchia di San Germano è praticamente chiuso. E da un po’ di tempo a questa parte si sono levate una serie di lamentele da parte di chi fruiva di questa struttura. Abbiamo chiesto delucidazioni in merito al sindaco

RIVANAZZANO TERME

PARLA IL SINDACO fERRARI e il presidente del consiglio schiavi

di Rivanazzano Terme, Romano Ferrari e al presidente del consiglio comunale Luca Schiavi. Da qualche tempo si sono levate lamentele a Rivanazzano per la chiusura dell'oratorio. Come amministratori, cosa rispondete? "Spiace vedere chiuso un luogo così importante di aggregazione. Ricordiamo che all’interno dell’oratorio ci sono anche locali molto ampi che potrebbero essere resi disponibili oltre che per i ragazzini anche per la popolazione e per incontri ed eventi socializzanti soprattutto nella stagione invernale". E alla gente che continua interpellare in merito ad una possibile riapertura che cosa rispondete? "Alle tante persone che ci chiedono le motivazioni della chiusura, che è giunta inaspettata, non possiamo che rispondere dicendo che ci auguriamo di rivedere il nostro oratorio, in un futuro non molto lontano, ancora aperto e funzionante e che possa essere rimesso a disposizione di tutta la collettività". E che cosa vi augurate perché questa struttura possa tornare funzionante al 100 per cento? "L’augurio è che si possa creare un gruppo di volontari disponibile a lavorare in tal senso e che cerchi di stringere collaborazioni anche con le altre associazioni già presenti sul territorio per rilanciare questa struttura".


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CONCORSO PRO LOCO

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VIAGGIO TRA LE AZIENDE CHE SOSTENGONO IL NOSTRO CONCORSO

In palio, carne, salami, birra, vino, frutta, verdura e attrezzature alberghiere

Un 'main partner' e quattro 'gold partner': ecco chi, ad oggi, ha sostenuto l'iniziativa I° EDIZIONE CONCORSO MIGLIOR ASSOCIAZIONE E PRO LOCO DELL'OLTREPO”. Cinque aziende importanti per il tessuto socio economico del nostro Oltrepò. Dietro ad ognuna di loro imprenditori legati non solo lavorativamente ma anche emotivamente al territorio. A loro abbiamo rivolto tre semplici domande: 1) Attraverso l’azienda da Lei rappresentata, ha appoggiato l’iniziativa “ I°EDIZIONE CONCORSO MIGLIOR ASSOCIAZIONE E PRO LOCO DELL'OLTREPO”. Cosa ne pensa del ruolo che hanno le proloco e le associazioni di promozione del territorio per lo sviluppo turistico dell’Oltrepo?; 2) Le proloco e le associazioni di promozione del territorio non hanno scopo di lucro, sono fatte da volontari che con impegno e dedizione organizzano numerose manifestazioni. Punti di forza e debolezze delle manifestazioni organizzate? 3) La sua attività è un’importante realtà oltrepadana. Quali sono le motivazioni che l’hanno spinta ad associare la Sua azienda alla “ I°EDIZIONE CONCORSO MIGLIOR ASSOCIAZIONE E PRO LOCO DELL'OLTREPO”? Maurizio Allegrini, Az. Agricola Agrituristica 'Pozzarello'

1) Ritego il ruolo delle Pro Loco e delle Associazioni di fondamentale importanza. La sinergia tra persone è determinante in ogni settore. 2) Il punto di forza è sicuramento lo spirito e la voglia di fare. Punti deboli le scarse risorse economiche. 3) Non vorrei ripetermi ma è proprio nella collaborazione e nella sinergia che si riescono a realizzare grandi cose. Quindi... perchè no!

Maurizio Allegrini

Sergio Cristiani

Sergio Crisitani, Birrificio Oltrepò 1) Sono convinto che Proloco ed Associazioni di promozione siano fondamentali per sviluppare attività turistica in Oltrepo. Faccio parte dell'associazione "Oltre la Valle" della Val Schizzola e, ad esempio durante la nostra sagra delle ciliegie che si tiene la prima domenica di giugno, posso notare come ci sia "voglia di Oltrepò" anche da chi si muove dal milanese, dalla Brianza ed anche da più lontano. Le manifestazioni che vengono organizzate sul territorio stanno aiutando a far conoscere meglio le terre d'Oltrepò e sono sinergiche alle attività di noi produttori; 2) Lavorando spesso con le Proloco posso dire di avere trovato passione ed entusiasmo da parte dei volontari. In abbinamento ad una profonda passione per il proprio territorio e il rispetto dello stesso sono i prinicpali punti di forza che possiamo proporre a chi viene a visitarci. Manca ancora un'attività di collaborazione e sinergia tra le varie associazioni, ma qualcosa sta cambiando. Già l'anno scorso ad esempio i sindaci di Torricella Verzate e Casanova Lonati (Marco Sensale e Stefano Lucato) hanno organizzato con Otrepro un momento di incontro e di scambio tra le varie associazioni. Mi auguro che l'edizione di quest'anno riesca a proseguire e sviluppare l'attività di "networking" avviata negli ultimi mesi. 3) Ho scelto di investire in Oltrepò in quanto credo nelle enormi potenzialità di questo territorio. Quella che tutti chiamano crisi in realtà è stato un profondo cambiamento che ha riportato in auge valori importanti tra cui la qualità, l'attenzione alla produzione locale e la passione in quello che si fa. Ritengo doveroso per le aziende, anche quelle nate da poco come la nostra, interagire e lavorare con e per il proprio territorio di riferimento. Per questo ci siamo subito sentiti allineati ed abbiamo accolto con entusiasmo la Vostra iniziativa.


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1) Queste associazioni sono molto importanti per l'Oltrepò pavese e a mio avviso dovrebbero organizzare eventi un pò più accattivanti. Hanno un territorio pazzesco da promuovere: bisogna solo aver voglia di rilanciarlo; 2) I volontari sono una figura importantissima ed indispensabili per le Pro Loco, le Associazioni e ancor più per il territorio. E' solo grazie a loro se si riescono a creare grandi eventi. 3) Ho aderito volentieri a questa Vostra iniziativa per tanti motivi. La prima perchè avete avuto un'idea molto simpatica e carina e che va comunque nella direzione di promozione del territorio e delle attività ad esso legate. E poi perchè so bene che il vostro 'Periodico' è un giornale molto letto in Oltrepò e non solo. Io ci credo e ho investito su questo territorio e per questo ho deciso di scendere in campo al vostro fianco. Abele Lanzanova

Claudio Milano, Milano Attrezzature Alberghiere 1) Queste associazioni sono importanti perchè creano eventi o manifestazioni atti a tenere vivi i paesi soprattutto nell'Oltrepo Pavese; 2) Punto di forza è l'impegno delle persone che fanno parte delle Pro loco e il loro prodigarsi nel dare il loro contributo massimo per far si che tutto riesca nel migliore dei modi. Debolezze non saprei, forse maggiore dialogo tra le persone stesse. 3) La mia ditta è ormai da 10 anni attiva e voglio dare un contributo a questa iniziativa perche' le Pro loco sono costituite da persone semplici e leali come lo sono io.

Claudio Milano

Carla Negri

Carla Negri, Azienda Agricola la Coccinella

CONCORSO PRO LOCO

Abele Lanzanova - Amministratore Delegato 'La Versa'

1) Il ruolo delle proloco io l'ho sempre visto come un modo per i cittadini di collaborare e conoscersi, ma anche per valorizzare il proprio territorio. Nessuno più di loro può fare da punto di riferimento per momenti di aggregazione, festa e cultura, è un esempio di come insieme si possono fare grandi cose. 2) I punti di forza sono proprio l'aggregazione, l 'insieme di varie persone e idee sfruttate al meglio possono creare cose fantastiche. Il punto di debolezza forse, in alcuni casi, è il non saper sfruttare bene quello che il proprio territorio puo' offrire, in tutte le sue forme, dalle strutture alle particolarità, fino ai loro produttori vicini che scommetto sarebbero felici e orgogliosi di dare una mano per il loro territorio. 3) Noi dell'Azienda agricola La Coccinella siamo una piccola realtà di Torrazza Coste che ha deciso di coltivare ortaggi con un metodo diverso da quello utilizzato dalla maggior parte degli agricoltori, utilizziamo infatti la tecnica della permacultura, ma quello che ci piacerebbe creare è proprio la collaborazione tra associazioni, proloco e i produttori presenti nel territorio. Facciamo già parte dell' associazione Oltre la Valle per la valorizzazione della Valle Schizzola e Oltre e la 1° edizione del concorso miglior associazione e proloco dell'oltrepo l' ho vista proprio come un'opportunità per realizzare quella collaborarazione tra produttori e consumatori e per una miglior valorizzazione di un territorio, l'Oltrepò pavese, che in molti ci invidiano e di cui noi in qualità di produttori ci sentiamo molto orgogliosi di appartenervi.


GODIASCO SALICE T.

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DURO AFFONDO DEL CONSIGLIERE COMUNALE DI OPPOSIZIONE

Stafforini: "E il concorso ippico? Per ora si vedono solo cavalli da soma..."

Roberto Stafforini

di Alessandro

Disperati

Roberto Stafforini, consigliere comunale di opposizone a Godiasco scende in campo: nel mirino finisce l'amministrazione comunale di Godiasco Salice Terme, guidata dal sindaco Gabriele Barbieri. Stafforini cosa l'ha spinta a scendere in campo contro la giunta? "Non voglio abbassarmi a fare propagande elettorali ormai fuori tempo massimo, come altri fanno sistematicamente da tempo. Vorrei invece ribadire un concetto legato a una delibera di giunta (la numero 53 del 12/6/2015). In questa delibera si diceva letteralmente: “Di approvare, ai soli fini tecnici, il progetto per i lavori di adeguamento impiantistica dell’area attrezzata di proprietà comunale nel Parco Montale in Godiasco in Viale E. Montale presentato dall’Ing. Dott. Luca Berogno in data 04.06.2015 Prot. N. 2222 per il quale l’ufficio tecnico comunale ha stimato una spesa complessiva di euro 4.200,00 compreso I.V.A. 22%". E cosa c'è che non va in questa delibera? "E’ bene precisare che l’ ing. Luca Berogno è figlio del Presidente della Casa di Riposo Varni Agnetti, investito di tale carica subito dopo la vittoria (per soli 22 voti) dall’attuale sindaco Barbieri. Elio Berogno è stato aperto sostenitore dell’attuale Maggioranza durante la campagna elettorale del 2014 con la elaborazione e distribuzione di un libretto “propagandistico” dal contenuto molto discutibile sul nostro precedente operato. A seguito delle mie dichiarazioni rilasciate su questo tema, i consiglie-

ri di maggioranza Luca Meisina e Daniele Rochini distribuirono capillarmente, negli esercizi pubblici Godiaschesi (non tutti accettarono l’invito) un volantino volto a screditare la mia immagine di consigliere comunale, eletto con 65 voti di preferenza, molti di più di taluni che siedono nei banchi della maggioranza". E cosa diceva quetso volantino? "In esso, a firma dei consiglieri di maggioranza, si esordiva così: “che cosa volesse dire con le sue dichiarazioni il consigliere di minoranza Roberto Stafforini, forse non l’ha capito nemmeno lui. Quel che il consigliere Stafforini si guarda bene dal dire (perché sicuramente non ha consultato gli atti, com’era suo dovere…) è che la prestazione dell’Ing. Berogno Luca è stata fatta a titolo gratuito”, complessivamente euro 15,23...". Quindi lei cosa risponde qui oggi? "Rispondo che io non sono uno sprovveduto come vogliono far credere e che ho letto bene la delibera e ciò che ho ribadito è esattamente “un copia incolla” della delibera stessa. Per questo motivo, convinto della mia buona fede, ho fatto rileggere più volte la delibera e il mio intervento a più persone competenti per avere una certezza e posso dire che la cosa che hanno capito tutti, è la stessa che ho capito io! Adesso vorrei chiedere ai componenti della lista Rinnovamento e Progresso, che differenza c’è da ciò che hanno scritto loro in delibera e da ciò che invece ho sostenuto io?!". Ma la vicenda legata a Luca Berogno non è finita li...

"Infatti. A seguire, il nostro gruppo ha formulato un’interpellanza sulla delibera n. 53 e così, si è potuto appurare che la spesa complessiva di 4.200 euro è stata stimata dall’ufficio tecnico per il progetto e che l’Ing. Berogno lo ha elaborato praticamente gratis. Il professionista che ha fatto gratuitamente il progetto accolto dall’amministrazione, ha inaugurato una prassi originale che in barba alla trasparenza e al buon andamento della cosa pubblica introduce la nuova procedura del passare per gli uffici e domandare cosa bolle in pentola e, poi, offrire i propri servizi gratuiti". E quindi? "Ritengo di essere stato gravemente offeso dal manifestino stampato dalla maggioranza e, quindi, ho intrapreso azioni a tutela della mia onorabilità; intanto spiego agli amici, anche attraverso il vostro giornale, le cose… non sono intenzionato a dare seguito a polemiche e nemmeno ad accettarne poiché, per quanto mi riguarda, personalmente, non mi interessano ulteriori commenti". Cosa risponde al sindaco sulla pavimentazione in Salice? "Al Sindaco che scrive ogni volta che la pavimentazione in Salice è rumorosa e che gli autovelox per limitare la velocità non si possono installare, senza peraltro spiegarne i motivi tecnici, rispondo di farsi un giro nella città di Broni dove l’intera via principale è pavimentata a porfido e ogni 50 metri c’è una colonnina autovelox con limite imposto alle auto di 30 km ora per contrastare il fenomeno della velocità e nel contempo della rumorosità dei mezzi in transito". Cosa pensa dell’investitura di Serra ad assessore a cui sono state conferite le deleghe per “Turismo ed attività termali, rapporti con il comune di Rivanazzano Terme, innovazione tecnologica e rapporti con le Pro Loco”? "Se questo è il rinnovamento ed il progresso, chissà cosa ci dovremo aspettare ancora… Un anno fa l’ex sindaco Berogno alla Varni Agnetti come Presidente, oggi Serra, assessore e domani? A proposito che fine ha fatto l’ex assessore Pietro Barbieri declassato ormai a consigliere con tutti i voti ottenuti? Lo facciamo chiamare a "Chi l’ha visto"? Nelle ultime due sedute consigliari non era presente, vedremo nelle prossime". Cosa vuole dire alla maggioranza? "Sono stati votati per governare e che lo facciano senza criticare chi è stato li per soli 5 anni come noi e non dicendo nulla sull’operato di chi prima di noi ha governato per 30 anni magari anche non troppo bene. So solo che noi nel primo anno e mezzo abbiamo fatto una nuova piazza, una pavimentazione in Salice, un semaforo a chiamata a Godiasco e asfaltato a destra e a manca. Loro per il momento il nulla! In campagna elettorale non avevano promesso che facevano tornare il concorso ippico a Salice? Per il momento non si sono visti cavalli, purtroppo si vedono in giro solo i cugini più sfortunati dei cavalli, quelli da soma". Cosa vuole dire ai Godiaschesi ed ai Salicesi? "Auguro Buon anno a tutti auspicando che sia costruttivo e di vedere qualche progetto nuovo all’orizzonte, volto a far ripartire il nostro paese".


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"Su Salice l'amministrazione va contro corrente: occorre limitare il traffico"

di Alessandro

Disperati

Fine dell'anno, tempi di bilanci. E la minoranza del Comune di Godiasco che vede schierati Anna Corbi, Severino Giacobone, Matteo Ferrari e Roberto Stafforini hanno stilato un primo bilancio dell'attività svolta in comune. Ne parliamo con il caprogruppo di opposizione, Anna Corbi. Cosa vuole dirci ad un anno e mezzo dall'insediamento della nuova amministrazione? "L’amministrazione di un Comune è svolta da maggioranza e minoranza: la prima governa, la seconda svolge una funzione di vigilanza. Su quello che accade è come se ci fossero due “sguardi”, due 'punti di vista'". Nel corso dell'anno 2015 voi avete presentato 15 interpellanze: proviamo a ripercorrere questo periodo dal vostro punto di vista. Come giudica i cambiamenti adottati dall’amministrazione Barbieri? “All’insegna del rinnovamento e del progresso, ci sono stati i cambi, come è prassi, nelle nomine e incarichi: un nuovo presidente e nuovi consiglieri alla casa di riposo Varni Agnetti, nuovi consiglieri e nuovo presidente alla Commissione Biblioteca, la sostituzione di un assessore al quale sono state conferite deleghe nuove: “Turismo ed attività termali, rapporti con il Comune di Rivanazzano, innovazione tecnologica, rapporti con le Pro Loco” rispetto alla “Gestione di servizi” su Salice Terme affidata al precedente assessore. Il nuovo assessore, quando era consigliere, aveva deleghe che sono servite ben poco come la realizzazione di un'area camper comunale e il “ripristino del concorso ippico a Salice Terme”, che al momnento non c'è stato...". Cosa ha fatto la maggioranza in questo anno e mezzo che non avete approvato? "Tra le attività della nuova maggioranza abbiamo assistito all'eliminazione della Consulta Comunale degli Animali (che non costava nulla), ritenuta “inutile” in quanto ai suoi compiti poteva provvedere il personale comunale; alla chiusura della Biblioteca di Godiasco per far posto al COC, Centro Operativo Comunale della Protezione Civile che sicuramente sarà stato molto attivo (attendiamo informazioni in merito dal Sindaco); allo sfratto dell’Associazione de “Il Pedale Godiaschese “ dalla stanza - sede in via Togliatti, per riaprire in essa la biblioteca di Godiasco; all’affitto, sempre in via Togliatti, di un ambulatorio ad un medico osteopata, per euro 600 annui, più spese (di riscaldamento, acqua e luce - per quota); all’incremento dell’attività di prevenzione delle malattie (che da anni svolge l’UNITRE con i suoi corsi di Educazione alla Salute) con l’organizzazione di 3 incontri al Cagnoni con medici specialisti; allo sfratto (con onerosa consulenza legale ), poi “congelato”, del conduttore della Bocciofila". Voi avete contestato la realizzaione di un evento che di fatto ha cambiato nome, il Salicedoro in Salcie Music Festival dove a vostro avviso sono stati spesi tanti soldi... "In effetti la 1° edizione di “Salice Music Festival”, 3 spettacoli a Salice, per i quali sono stati stanziati 25.000 euro (di cui 19.500 assegnati ad una agenzia di Voghera per la loro realizzazione) per

GODIASCO SALICE T.

PARLA L’EX SINDACO DI GODIASCO SALICE TERME, ANNA CORBI

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Anna Corbi

sostituire Salicedoro a cui il baritono Ambrogio Maestri, come del resto l’attore Giorgio Albertazzi e la soprano Katia Ricciarelli , avevano partecipato gratuitamente". Altre attività che avete rilevato dell'amministrazione Brabieri? "Abbiamo “scoperto” che l’impianto elettrico del Parco Montale è fuori norma con conseguente perdita della sede da parte della Pro Loco che si è dimessa; questo non ha impedito, però, la realizzazione, nel Parco Montale stesso, della serata del 22 agosto 2015: “la prima raviolata d’estate”. C'è stata poi la convenzione fra il comune di Godiasco Salice Terme e l’Associazione “A.VO.CA.TO. (“Associazione Volontari della Caritas Diocesana di Tortona) per la realizzazione del progetto denominato “Migranti 2015” fino al 31.12.2015 per poco più di un migliaio di euro e c'è stata anche la risoluzione consensuale, senza penali, per “forza maggiore” a causa della mancanza di iscritti, del contratto col gestore dell’asilo nido e all’assegnazione a nuovo gestore, tramite bando, sia dell’asilo nido sia della neonata scuola materna, negli stessi spazi di via Togliatti". Il Comune ha dato vita anche ad una serie di iniziative: ce le può illustrare dal vostro punto di vista? "E' stata istituita la leva civica. Il bando è andato deserto ed è stato prorogato (il 28 settembre 2015, Delibera di Giunta n.79). La leva civica permette una forma di lavoro a progetto, per 15 ore settimanali, con” un rimborso spese” di 250 euro al mese ( pari a 4,16666666666666667 euro all’ora!). A seguire è stata istituita la cittadinanza attiva per la quale, in cambio di lavoro volontario e gratuito, si possono avere delle riduzioni sulle imposte comunali. Infine è stato stipulato da parte della maggioranza una convenzione che, in cambio dell’uso pubblico di un’area privata, verde, in località S. Desiderio, per soli 25 anni, concede un permesso di costruire in deroga".

Ma qualche cosa di positivo l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Barbieri allora ha fatto, o sbaglio? "Certamente. Ci sono stati alcuni eventi, a costo zero, che vanno apprezzati, perché i partecipanti dilettanti si sono divertiti e hanno divertito la comunità di appartenenza. Sono stati sicuramente di qualità i concerti “blues” organizzati da amatori di quel genere musicale. Ancora in positivo vanno ricordate la sistemazione dell’area sportiva innanzi la Casa del Giovane realizzata con un finanziamento ottenuto da noi e la creazione di un’aula multimediale con finanziamento GAL (ottenuto sempre a noi)". Quali sono invece le iniziative che contestate alla maggioranza del comune di Godiasco? "L’inerzia e l’indifferenza amministrative su Salice Terme: un parco ad uso pubblico perpetuo (ottenuto da noi), senza alcuna collaborazione per la sua manutenzione e tenuta in ordine, aiuole tutta l’estate senza un fiore, strade dissestate, segnali stradali rotti come lo specchio dell’incrocio di via Rovati, orologi fermi da tempo, vetri rotti cartonati al Diviani, con pericolo per i frequentanti gli incontri come l’ultimo: “Cultura ed assaggi in biblioteca”. Salice dà al Comune le entrate maggiori tra tasse e usufrutto trentennale sulla Buca e la piscina del Lido (ottenuto da noi). Anche sul ponte si è ridotto il problema ad una questione di competenze mentre non si trattava solo di sapere e dire a chi toccasse farsene carico ma sapere che quel ponte era strategico per il benessere dei residenti, dei turisti e degli operatori commerciali del paese. Ora il massimo sarebbe, invece di promuovere il turismo “verde”, la tranquillità e il silenzio, la limitazione del traffico, pregi della località, realizzare altri parcheggi in centro togliendo la pista ciclabile in modo da favorire un afflusso maggiore di auto e le “corse” notturne di fine settimana, su una strada pavimentata e priva di manutenzione da tempo, in assenza di qualsivoglia controllo".


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di

Nilo Combi

Incominciamo con questa premessa "i personaggi sono frutto della fantasia dell’autore e ogni riferimento a fatti o persone reali è puramente casuale" affinché nessuno si senta l’interprete di questo racconto. C’era una volta, in una bella cittadina turistica con alberghi, locali pubblici, gente che andava e veniva, che si rilassava e che si divertiva e tanta gente che “passava le acque” nella grande struttura termale che la ridente ed amena località turistica poteva vantare di avere. Non erano tutto rose e fiori, c’erano anche problemi: bisognava inventarsi ogni giorno il modo di far arrivare gente, i turisti, affinché sia la bella ma costosa struttura termale sia le altre attività, potessero vivere. Non erano tutte rose e fiori perché la bella cittadina turistica a metà degli anni 90 aveva vissuto momenti difficili, il motore economico, la struttura termale era andata in crisi, fino allora infatti, non era stato un problema avere clienti e turisti, questi venivano mandati, nella bella località turistica, da uno stato caritatevole. Un bel giorno non li mandarono più, grida, pianti, proteste, disperazione, gente in cassa integrazione, locali ed alberghi sempre più vuoti. Fu così che facendo di necessità virtù, la bella struttura termale decise che le strade erano solo due: chiudere ed andare tutti a casa a riposarsi oppure andare in ogni dove per cercare clienti e turisti. Con orgoglio si decise per la seconda soluzione. I primi anni furono difficili, ma con tanto lavoro e tanto impegno, battendo palmo a palmo ogni possibile strada, i clienti ed i turisti furono trovati ed incominciarono ad arrivare. Non tutti erano contenti, c’era sempre qualche mugugno, soprattutto da parte di coloro che rimpiangevano i tempi durante i quali i clienti ed i turisti venivano mandatati dallo stato caritatevole. Alcuni facevano fatica a capire che quei tempi erano passati per sempre, ma tutto sommato la bella cittadina turistica nella sua quasi totalità era ritornata ridente ed amena. Certo bisognava inventarsi ogni

giorno qualche cosa per intrattenere i clienti, i turisti, che dopo aver “passato le acque”, dovevano divertirsi. Poi bisognava far qualche cosa per “andare a prendere” sempre nuovi e sempre di più clienti e turisti. In molti si davano da fare, altri più o meno sazi, si davano da fare con critiche a volte giuste ed a volte ingiuste. Poi c’era qualcuno che criticava sempre, presi in giro da molti con la tipica espressione: “Se fossero piovuti biglietti da 100mila lire, si sarebbero lamentati, perché erano bagnati”. Per far divertire i turisti ed i clienti, si organizzavano mostre, gare ciclistiche, gare podistiche, rombanti rally, tornei di calcio, sull’onda di queste vivaci attività arrivavano tante blasonate squadre di calcio. Un bel giorno una vecchia signora che giocava a calcio nonostante l’età, ancora a calcio, espresse il desiderio di “passare le acque” nella bella località turistica, sarebbe stato bello ospitarla, ma la vecchia signora voleva mangiare e dormire gratis e voleva tanti dobloni. Che fare? Che dire? La bella località termale non poteva esaudire i desideri della vecchia signora, gli uomini della struttura termale si dettero da fare e tra amici imprenditori ed amici politici, vennero trovati tutti soldi. Alla bella località turistica ed alla struttura termale ospitare la vecchia signora non sarebbe costato nulla. Tutti questi successi, avevano attirato l’attenzione di un signorotto della zona. Si dice che costui in combutta con alcuni vassalli, aveva già da tempo studiato il modo per impadronirsi del bel giocattolo: la struttura termale. Aveva inviato a vivere qualche anno prima, nella località termale un suo servo, che aveva vissuto vicino al suo castello e che al signorotto doveva gratitudine ed aveva giurato fedeltà per il lavoro trovatogli. Questo servo, uno straniero, lo chiamavano “vicentino” e incominciò a sbraitare e a dire che era tutto da rifare ed alcuni incominciarono a credere alla sua poca eloquenza. Tanto fece e tanto disse, sempre più persone gli credettero, urlava che la struttura termale nonostante tutto andava male, che la ridente località turistica poteva funzionare meglio, che era tutto da rifare, la situazione era matura per i suoi mandanti. Il signo-

PER RIFLETTERE

La triste fiaba di una bella cittadina dove si 'passavano le acque'

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rotto locale, dando qualche doblone d’oro ai suoi vassalli cospiratori, si impadronì a prezzo di saldo delle belle proprietà dove la gente “passava le acque”. Come prima cosa, aiutato da un contabile suo servo, mise al rogo quegli uomini che avevano cercato e portato tanti clienti e tanti turisti. Finalmente venne il giorno in cui il signorotto con i suoi vassalli entrò trionfante nella ridente località termale facendo tanti annunci e tanti proclami. Intanto il “vicentino” per non insospettire gli abitanti del luogo, continuò per qualche tempo a sbraitare ma sempre meno gente gli dava ascolto. Alla fine con i dobloni guadagnati si ritirò nella sua modesta dimora. Purtroppo il signorotto locale e gli altri salvatori della patria capirono ben presto che per far funzionare il posto dove si “passavano le acque” non era facile, furono cambiati molti generali, ma il risultato era sempre peggio. La vecchia signora che giocava a calcio scappò e così anche tutti gli altri che giocavano a calcio, che correvano in bicicletta e che correvano con macchine rombanti. Più nessuna mostra venne organizzata. I clienti ed i turisti non si divertivano più, e giorno dopo giorno non frequentarono più la ridente località termale. Gli unici soddisfatti da quanto compiuto furono il “vicentino” ed alcuni vassalli del signorotto locale, che ritiratosi nel suo castello, speriamo rifletta se ne è valsa la pena. Nella non più ridente ed amena località termale, pochi capirono cosa stava succedendo ed ancora oggi fanno fatica a capirlo. Alcuni vassalli di quei tempi, accompagnati da qualche allocco del villaggio che li aveva spalleggiati, continuano la loro triste esistenza, di limitati orizzonti, cercando di rimanere a galla nell’unico modo che sanno fare, raccontando che le lucciole sono lanterne. Purtroppo ad illuminare la località turistica di luci accese ne sono rimaste poche e nella struttura termale non ci sono più lanterne e forse neanche più lucciole.


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VALLE STAFFORA

MONTESEGALE PUNTA A TRASFORMARE IL PAESE IN UN GIOIELLINO

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Ferrari: "Riciclo dei rifiuti e benessere per rilanciare il nostro comune" di Alessandro

Disperati

Durante l’ultimo Consiglio Comunale, il Sindaco Carlo Ferrari ha illustrato i due documenti cardine della vita associativa dei Borghi Autentici d’Italia (BAI): la nuova edizione del Manifesto BAI 2015 e il nuovo Regolamento Associativo Interno (RAI); un’anticipazione della presentazione pubblica che si terrà nel mese di gennaio/febbraio 2016. Sindaco, durante il consiglio cosa avete approvato? "Il Consiglio Comunale ha approvato le linee guida alla base delle azioni che l’Amministrazione svilupperà insieme all’Associazione perseguendo principi di sviluppo sostenibile e il nuovo Regolamento Associativo Interno che racchiude la nuova normativa che i soci dovranno rispettare per poter essere parte del sistema BAI, garanzia di ulteriore qualità della partecipazione". Ma che cos'è il Manifesto dei Borghi Autentici? "Il Manifesto BAI è un documento di indirizzo politico strategico che orienta le azioni dei suoi territori, fungendo da linea guida che garantisce una coerenza e un’identità ai percorsi e allo sviluppo dell’intera rete. Caratterizzato da otto temi strategici si propone come strumento pratico per i protagonisti del territorio per aiutarli a perseguire uno sviluppo sociale ed economico condiviso e sostenibile per la qualità della vita di tutti i cittadini". E per il 2016 quali sono gli obiettivi che intendete perseguire? “Per questo 2016 l’Amministrazione di Montesegale pone al centro del suo impegno il miglioramento dell’attiva partecipazione e del confronto della cittadinanza con chi è stato delegato a governare la cosa pubblica, affinchè ogni persona, a partire dalla propria esperienza ed unicità, possa concorrere alla formazione della volontà collettiva mediante le dinamiche di ascolto e di empatia, secondo una reciprocità costruttiva e convergente. Secondo noi è solo da qui che può nascere un progetto che concorra significativamente a migliorare la qualità di vita della nostra comunità e a promuovere un percorso significativo di crescita del nostro Borgo”. Ma entrando a far parte dei Borghi autentici avete tanti principi da rispettare. Ce li può illustrare? "Il primo riguarda “Comunità aperte, solidali e consapevoli”, “Borghi della Felicità” - Per un futuro Sostenibile e basato sulla centralità delle persone. L’obiettivo è progettare e attuare un percorso teso a raggiungere il benessere di una collettività, che non sia basato esclusivamente sulla crescita economica ma che riscopra quali fondanti elementi di felicità, dunque di appagamento e benessere, la qualità delle relazioni sociali, la solidarietà, l’equilibrio mentale e fisico, la sicurezza, l’inclusione sociale, la cultura e la conoscenza diffusa, la preservazione dell’ambiente, la qualità e la bellezza del paesaggio. Bisogna essere una comunità operosa, che sa leggere le proprie risorse, sa intervenire per migliorarle e tutelarle, condividerle con gli altri insegnando a salvaguardarle. Bisogna saper parlare della propria economia, degli usi e delle consuetudini non dando nulla per scontato, ma consentendo a tutti di comprendere, interagire e contribuire alla tradizione e all’innovazione. La conoscenza del proprio borgo si traduce in

La giunta comunale nel momento del ricevimento della targa dei Borghi Autentici

capacità narrativa e aiuta a fortificare l’orgoglio di essere comunità". E per quanto riguarda il piano di mirglioramento del borgo: cosa intendete perseguire? "Il Progetto “Borgo Autentico Certificato” prevede, quale oggetto della certificazione l’applicazione di un piano di miglioramento del borgo di durata quinquennale, atto a misurare l’impegno tangibile dell’Amministrazione nella progettazione e nell’applicazione reale di una strategia di miglioramento continuo della struttura urbana, dei servizi verso i cittadini, del contesto sociale, ambientale e culturale, secondo un approccio basato sulla qualità diffusa e sulla sostenibilità. Conseguendo la certificazione e potendo utilizzare il Marchio “Borgo Autentico Certificato”, potremo dimostrare in modo oggettivo e misurabile che, attraverso le proprie politiche specifiche sta perseguendo obiettivi di “qualità“ ovvero “promuovere un percorso di crescita e cambiamento del borgo e del suo territorio e concorrere a migliorare la qualità di vita della sua comunità". Non dimentichiamo che Montesegale è il primo Borgo Autentico Certificato d’Italia". E per i giovani? “I giovani sono il futuro del borgo, senza i quali il borgo non ha futuro. Dobbiamo quindi lavorare per la formazione di un contesto favorevole ai giovani. Occorre quindi lavorare nei borghi autentici affinché la creatività giovanile possa rivolgersi anche verso i settori tradizionali che compongono il paesaggio locale e che tutt’oggi sono ad alto potenziale di crescita economica, quali l’agricoltura, la zootecnica e le trasformazioni agroalimentari; la pulizia, la manutenzione dell’ambiente e dei boschi e il riuso dei materiali. Sono settori nei quali localmente la creatività potrebbe essere assecondata e aiutata da vecchi saperi, storie e ricordi in grado di spiegare processi e decorsi della natura, accelerando l’integrazione dei giovani al progetto di futuro delle comunità. Occorre che i nostri giovani scelgano di esserci, di restarci, nei borghi: un obiettivo irrinunciabile e prioritario". Per quanto riguarda l'abbellimento del paese quali saranno le strategie che porterete avanti? "Un borgo è bello se è tale per tutti i cittadini che lo abitano stabilmente, in quanto vi sono nati o ne abbiano fatto elezione del proprio abitare, e per i cittadini che lo vivono temporaneamente. Per chi lo

governa “aver cura” del borgo comincia con l’avere “capacità di ascolto”. Per i cittadini “aver cura” del borgo è prendere coscienza che esso è soprattutto frutto delle interrelazioni che nel borgo si instaurano. Non aspettiamo un miglioramento della qualità della vita solo dalla dotazione dei servizi di un borgo o dalla magnificenza delle sue architetture o dalla bellezza della natura che lo circonda, in quanto essa dipende anche dal modo di essere di chi vi abita, dalla capacità di convivenza, dalla capacità di “avere rispetto” del proprio vicino, dal senso di appartenenza civico". E per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti come vi comporterete? "Puntiamo a Zero Rifiuti. Rifiuti Zero basa il proprio concept sulle '5 R' strategiche per l’avvio di una corretta gestione dei rifiuti urbani: Riduci, Riusa, Ricicla, Ri-progettazione, Responsabilità. Proprio quest’ultima è la base della sostenibilità e coinvolge sia la comunità locale, sia le amministrazioni, sia la parte imprenditoriale. Ma tutto si fonda sulla necessaria ri-educazione al consumo consapevole". Sul piano socio-sanitario che progetti avete in mente di attuare? "Altro obiettivo importante sarà il potenziamento dei servizi socio-sanitari locali nel quadro di soluzioni razionali e compatibili con l’efficienza della spesa pubblica, ma anche con il diritto alla salute. I piccoli borghi posseggono potenziali caratteristiche per una buona qualità di vita che si riflette in buone condizioni socio sanitarie, ma molto deve essere fatto per integrare l’azione delle autorità sanitarie sovra comunali soprattutto nel portare vicino alla popolazione (anziana, disabile) le opportunità della moderna assistenza sanitaria. Come per esempio assicurare la presenza e l’uso collettivo di DAE (Defibrillatore Esterno Semiautomatico) anche attraverso programmi di formazione orientati a responsabilizzare più persone della comunità. Ma l’aspetto più incisivo e particolare del ruolo socio sanitario che compete al Comune è l’assistenza domiciliare in tal senso riveste un ruolo fondamentale ed essenzialmente preventivo, coniugando l’assistenza in senso stretto con le azioni volte a combattere il disagio e l’isolamento che prima o poi potrebbe sfociare in un’emergenza sanitaria vera e propria". A livello culturale quali sono i progetti previsti per essere un borgo certificato? "La ricerca e l’affermazione dell’identità passano attraverso la memoria collettiva e la conoscenza. Il ricambio generazionale e l’avvento di nuovi residenti potrebbero compromettere il tramandarsi della memoria storico- identitaria dei borghi; viceversa, grazie al desiderio di conoscere profondamente la località in cui si vive o si soggiorna, si può contribuire a mantenere viva, prodotta e narrata la storia culturale dei luoghi". Sindaco concludendo quali saranno le priporità? "Occorre pensare a “reti di comunità” che sappiano incrementare le condizioni ottimali per la gestione di servizi e siano in grado di migliorare l’uso delle risorse delle singole Amministrazioni senza mettere in pericolo le identità territoriali e le autonomie stesse. In tale contesto sarà dunque importante agevolare la costituzione di reti locali fra cittadini e fra comunità in un processo propenso a valorizzare le differenze costruendo forme di collaborazione istituzionale stabili e capaci di generare valore aggiunto fra le comunità ed economie di scala nell’uso delle risorse finanziarie, umane ed organizzative".


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INTERVISTA AL SINDACO DI TORRAZZA COSTE, ERMANNO PRUZZI

di Alessio Alfretti

Il Comune di Torrazza Coste ha chiuso il 2015 all’insegna dell’efficienza e si prepara a un nuovo anno carico di buoni propositi. Lo spiega il sindaco Ermanno Pruzzi, che inizia dalla cura per il territorio. Sindaco, malgrado la crisi a Torrazza si è lavorato molto? «Nonostante fossimo legati al Patto di stabilità, siamo riusciti a intervenire su diverse problematiche legate al dissesto idrogeologico, in modo soddisfacente. Gli interventi sono stati per circa 190mila euro. Con 120mila, arrivati da finanziamenti regionali, abbiamo sistemato un movimento franoso sulla strada Trebbio-Sant’Antonino e rifatto il ponticello che porta in località Riccagioia. Siamo invece intervenuti con fondi nostri sulla strada degli Orridi, per un movimento franoso, e sulla strada Amaretti, per il ripristino di una frana. L’elenco è poi lungo: dalla pulizia dei fossi all’implementazione della differenziata porta a porta, sino all’installazione di un defibrillatore in piazza. Abbiamo inoltre fatto diversi eventi, tra cui la premiazione dei numerosi volontari che ogni giorno danno una mano per tantissime attività». Per il nuovo anno cosa avete in serbo? «Grazie anche a un Patto di stabilità meno vincolante potremo proseguire con interventi di grande importanza. Innanzitutto inizieremo con la ristrutturazione di Villa Lodi Alessi, che ospiterà la sede comunale e non solo; abbiamo contratto un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti per 800mila Euro: è stato possibile in quanto ci sono scaduti dei mutui in corso da anni e con gli interessi che pagavamo su quelli (26mila Euro), abbiamo potuto contrarre questo mutuo, con l’aggiunta di 12500 Euro che abbiamo recuperato dalla rinegoziazione degli altri mutui. Quindi nulla abbiamo tolto alle casse comunali». Ma non sarà l’unico intervento di rilievo? «No, abbiamo messo a disposizione per i lavori pubblici una cifra di circa 100mila Euro per una serie di opere pubbliche che riteniamo più urgenti: si tratta di tratti di strade, come quella che porta in frazione

Ermanno Pruzzi

Barisonzo, quella per Buffalora e quella per Codevilla; poi abbiamo anche un tratto di strada in località Casa Tuono. Andremo a realizzare anche un pezzo di marciapiede in località Cadé. E’ nostra intenzione anche ampliare la video sorveglianza in diversi punti del nostro territorio. Andremo poi a predisporre il piano cimiteriale, per costruire – penso nel 2017 – dei nuovi loculi; nel 2016 procederemo alla variante del Pgt».

VALLE STAFFORA

"Nel 2016 avvieremo numerose opere pubbliche grazie allo sblocco dei fondi"

GENNAIO 2016

Cos’altro avete in serbo per questo 2016? «Vogliamo fare un progetto per un Parco degli orridi, con il comune di Codevilla. Sarebbe un parco locale di interesse sovracomunale: per quanto riguarda Torrazza, la nostra parte è già soggetta a un vincolo paesaggistico. Nel 2016 istituiremo un ufficio legale, che fornirà consulenza gratuita ai cittadini. E c’è l’idea di fare uno sportello Informa Lavoro, per pubblicizzare le opportunità di impiego». Parlando del territorio, voi cosa pensate del rischio pirolisi? «Noi abbiamo espresso la totale contrarietà a questo impianto, per la vocazione agricola della zona, per la viabilità, per la presenza di stabilimenti termali e di un piccolo aeroporto. Ma per capire qualcosa di più, abbiamo nominato con una delibera di giunta la dottoressa Cristiana Crevani, funzionario dell’Asl di Piacenza, e il dottor Guido Gardoni, dell’Asl si Pavia, con l’incarico di supporto all’amministrazione comunale per la stesura di una relazione sanitaria. Sempre con delibera abbiamo dato un incarico anche al geologo Livio Torta e all’ingegner Michele Pesci, di supporto all’amministrazione per verificare gli atti che compongono il progetto». La struttura di Riccagioia è sul vostro territorio: cosa pensate della sua chiusura? «Ce ne rammarichiamo molto e ci auguriamo che al più presto gli enti preposti la facciano ripartire con nuovi progetti: sarebbe un peccato che questa realtà rimanesse una cattedrale nel deserto». Concludendo, Torrazza Coste è un comune vitale? «Certo, lo dimostra anche il trend positivo delle nuove nascite. Nell’ultimo quinquennio sono nati 68 bambini e le giovani coppie stanno popolando le nostre frazioni, fermando lo spopolamento. Questo ci impegna particolarmente ad assicurare servizi alle frazioni, specie la viabilità».


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FORTUNAGO: dal Burundi all’Oltrepo, la storia di Don Fabien

di Alessandro

Marchesi

La storia di don Fabien Niyonkuru è un intreccio di disegni del Signore che hanno permesso a questo giovane ragazzo di arrivare qui in Oltrepo. Nato in Burundi dove ha sentito la chiamata del Dio, si è trasferito in Italia prima per intraprendere gli studi teologici nella capitale e poi per fare il parroco nella diocesi di Tortona. In questa intervista ci parla della sua vita e dei suoi rapporti con i parrocchiani, soffermandosi su alcuni temi molto attuali come l’accoglienza, il razzismo e la xenofobia. Infine invita il mondo ecclesiastico a “scendere dal piedistallo” per andare incontro alle esigenze dei fedeli. Don Fabien qual è la sua storia? Come è arrivato qui in Oltrepo? "Innanzitutto tra la diocesi di Tortona e la mia diocesi in Burundi c'è una lunga amicizia di cooperazione missionaria, tant'è che io stesso sono stato battezzato da un sacerdote di Tortona. In secondo luogo, sono venuto a studiare in Italia frequentando l’Università Gregoriana di Roma grazie al finanziamento della diocesi di Tortona che mi ha dato questa possibilità. Una volta terminati gli studi, il vescovo emerito Mons. Martino Canessa ha manifestato al vescovo della mia diocesi l'intenzione di affidarmi una parrocchia. Di conseguenza sono tornato in Italia e mi è stata affidata la parrocchia di Torriglia (GE) per tre anni. Successivamente sono stato spostato qui in Oltrepo dove tuttora sono parroco di Fortunago, Borgoratto Mormorolo, Torre degli Alberi e San Martino. In sintesi, se io sono qui lo si deve alla cooperazione missionaria in atto fra queste due diocesi". C'è un motivo particolare che l'ha spinta ad intraprende la carriera religiosa? "Nel mio paese natale c'è un’elevata percentuale di cattolici e soprattutto sono presenti molti missionari, per lo più provenienti dal Belgio e dalla Francia, che ci hanno insegnato a rispondere all’amore che il Signore ci manifesta ogni giorno. La mia famiglia è sempre stata cattolica e anche io sono stato educato a questi principi. Da piccolo sono stato colpito da un sacerdote che, secondo me, rappresentava un equilibrio perfetto fra eleganza esteriore e bellezza spirituale. Questo fatto ha suscitato in me il desiderio di diventare come lui dando inizio alla mia vocazione, perché lo consideravo un esempio di formidabile religiosità. Si sa che quando il Signore chiama non si può dire di no e quindi sono entrato in seminario e ho intrapreso questo percorso. Credo sia stato questo il motivo principale della mia scelta". Un tema molto attuale è quello del razzismo e della xenofobia. Ha riscontrato in Oltrepo questi problemi? "Personalmente non sono mai stato protagonista di spiacevoli situazioni di razzismo o di xenofobia, anzi sono sempre stato accettato e mi sono sempre sentito a mio agio in questa zona. La gente mi ha dimostrato molta amicizia e calore fraterno devo dire. Sia nelle parole che nei gesti non ho mai notato un sentimento di disprezzo nei miei confronti. Tuttavia, ho notato che in alcuni casi c'è ancora un po' di pregiudizio nell’ accoglienza degli stranieri; per fortuna, sono davvero pochi questi individui".

VAL TIDONE

“Considero l'accoglienza uno dei dogmi principali della fede cristiana”

GENNAIO 2016

Fabien Niyonkuru

A cosa sono dovuti questi pregiudizi secondo lei? "A mio avviso questa gente vede lo straniero come colui che viene a portare via il lavoro agli italiani, a rubare o ad approfittarsi dei benefici offerti dallo Stato. Ritengo quindi che ci vorrebbe più informazione: la gente dovrebbe sapere perché gli immigrati arrivano in Italia e cosa vengono a fare, ma in modo particolare deve essere chiaro con quali modalità ogni cittadino dovrebbe accoglierli. Spero che le istituzioni si impegnino in questa direzione perché c'è bisogno che la popolazione sia educata su come comportarsi". Proprio a proposito dell’ accoglienza, si sentirebbe di accogliere qualche immigrato come hanno fatto altre parrocchie? "Considero l'accoglienza uno dei dogmi principali della fede cristiana, in modo particolare se teniamo in mente la frase di Gesù che diceva “ogni cosa che avete fatto ad ognuno dei fratelli più piccoli l'avete fatta a me”. Però credo che l'accoglienza abbia anche bisogno di un altro principio fondamentale che è l'integrazione. Colui che è accolto deve adattarsi alla nuova cultura in cui è inserito ma anche chi accoglie deve andare incontro alle esigenze dello straniero. Solo con questo compromesso si garantisce il giusto inserimento degli immigrati nella nostra società. Se non facessimo così non potremmo mai trovare un punto d'accordo e si continuerebbe a intraprendere la via sbagliata. Dobbiamo comportarci tutti come figli di Dio e ascoltare i suoi insegnamenti". In che rapporti è con le istituzioni locali? Sono

sensibili ai temi sociali attuali come povertà e diritto alla casa ad esempio? "Ho notato grande disponibilità dalle istituzioni quando intraprendiamo iniziative per la collettività in difficoltà. Per esempio, quando facciamo le domeniche consacrate alle giornate missionarie vedo che sono molto disponibili a dare una mano in modo concreto. Devo dare merito ai comuni che non si sono mai tirati indietro quando c'era bisogno di aiutare persone in difficoltà, dando prova di grande sensibilità. Spero che si continui su questa strada per aiutare le numerose persone che anche in queste zone hanno tanto bisogno. Le istituzioni sono le prime che si devono muovere a favore dei bisognosi e poi sicuramente anche la parrocchia non farà mancare il proprio aiuto". I giovani sono sempre più lontani dalla Chiesa ultimamente. Cosa farebbe per coinvolgerli nelle attività parrocchiali? "Come prima cosa non dobbiamo giudicarli perché così facendo i giovani si sentirebbero ancora più lontani dalla Chiesa. Secondariamente non dobbiamo aspettare che siano loro a venire da noi ma è nostro compito andare a cercarli, dobbiamo scendere in mezzo a loro e cercare di immedesimarsi nella loro situazione perché se sono lontani un motivo ci sarà. Sono dell'idea che nel cuore di un ragazzo ci sia sempre qualcosa di positivo e quindi c’è tanto bisogno che i giovani tornino sulla via del Signore. È un compito molto difficile questo ma è essenziale per trasmettere la fede cristiana alla generazioni future".


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GENNAIO 2016

VAL TIDONE

VALVERDE: parla IL SINDACO GIOVANNI ANDRINI

“Abbiamo il nostro andamento positivo grazie all’Unione dei Comuni” di Alessandro

Marchesi

Abbiamo incontrato il sindaco di Valverde, Giovanni Andrini che ci fa un monito generale del suo comune e di tutte le realtà montane afflitte dallo spopolamento. Con le sue parole cerca di spronare le istituzioni ad impegnarsi a sostegno della ruralità, si riferisce particolarmente alla politica della giunta regionale che non sembra avere come priorità la tutela dell’Oltrepo montano. Infine evidenza i benefici portati dell’Unione dei Comuni con Ruino e Canevino. Quale bilancio si sente di fare per l'anno appena concluso per il comune di Valverde? "Da un punto di vista generale il bilancio direi che è positivo nonostante il nostro comune abbia risentito delle numerose problematiche che caratterizzano il contesto politico attuale. A mio avviso, dobbiamo il nostro andamento positivo all’Unione dei Comuni che è in atto da cinque anni ormai e che ci vede legati appunto ai comuni di Ruino e Canevino. Questo legame prevede la gestione associata di alcuni servizi e ciò ci ha permesso di godere di qualche risorsa finanziaria in più sia da parte della regione che dello Stato. In questo modo abbiamo potuto portare avanti progetti più consistenti rispetto ad altri comuni che non hanno questa stabilità economica". Quindi avete concentrato molte risorse nei lavori pubblici? "Per quanto riguarda questo settore stiamo facendo opere di grosso rilievo, abbiamo in atto un progetto da 500 mila euro per l’ ampliamento del centro sportivo-ricreativo che rappresenta per noi un grosso impegno, inoltre ci siamo impegnati in altri lavori di manutenzione al cimitero e alla viabilità in modo particolare. Ci teniamo a portare a termine nel migliore dei modi questi importanti progetti". Avete ricevuto i finanziamenti per la sistemazione dei danni causati dalle alluvioni del 2013 e 2014? "In quei due anni Regione Lombardia ha fatto operazioni di emergenza per ciò che le alluvioni avevano causato, come è di sua competenza, come succede di solito però questo interventi non sono bastati a sistemare definitivamente i problemi. E’ stato quindi necessario istituire finanziamenti postemergenza per portare a compimento definitivo il lavoro iniziato poco prima. Con una delibera del 2014 la regione ha destinato 260.000 euro per l’Oltrepo montano, di questi, 200.000 euro per il Comune di Valverde. Con la stessa delibera si approvavano le schede RASDA, ovvero gli strumenti di segnalazione degli interventi, e quindi abbiamo lavorato ai nostri progetti da presentare all’ufficio di distaccamento di Pavia. Per ottenere l’eseguibilità è necessario il convalidamento e un decreto; fatto sta che, a causa della Legge di Stabilità e i tagli fatti dal Governo, questa delibera non aveva copertura in bilancio. A questo punto si sono susseguiti numerosi inconvenienti che hanno impedito che questi soldi vengano destinati ufficialmente. Spero che riescano ad inserirli a bilancio 2016 in modo tale da beneficiarne il prima possibile". Anche il vostro comune è soggetto a spopolamento e invecchiamento della popolazione. Il dato più eclatante è che il 30% della popolazione ha più di

Giovanni Andrini

70 anni. Qual’è la soluzione a questo problema? "Credo che la prima cosa da fare è creare i presupposti per far vivere i nostri giovani nel territorio montano e poi si dovrebbe stimolare a tornare a casa chi si è spostato nelle città. Dobbiamo essere ottimisti e tener presente che il mondo e la mentalità sta cambiando quindi la ruralità può trarne numerosi vantaggi in questo senso. È nostra premura valorizzare ciò che possediamo perché dobbiamo tenere presente che abbiamo grosse potenzialità di crescita. È inutile perdere tempo a incolpare la politica di non essersi occupata a fondo di questi aspetti perché anche gli imprenditori dovrebbero impegnarsi maggiormente e trovare una via di sostenibilità per le proprie aziende anche nei territori svantaggiati". A chi chiederebbe aiuto quindi? "Probabilmente sono le associazioni di categoria che dovrebbero insistere per la tutela del territorio montano poiché sono gli unici enti dotati delle giuste risorse. Aggiungo che noi confidiamo fortemente nel PSR 2014-2020 proprio per dare continuità ai nostri progetti di promozione rurale e quindi spero che venga finanziato. Solo a quel punto ci muoveremo per trovare chi sarà disponibile a co-finanziare quello che vogliamo fare". Un altro dato rilevante è che nel giro di pochi anni hanno chiuso quasi tutti gli esercizi commerciali presenti sul territorio comunale. Di chi è la colpa? "Purtroppo questo fatto è legato strettamente allo spopolamento: è impossibile pensare che un esercizio commerciale possa stare aperto se è costretto

a contare su una clientela molto ristretta. Se poi ci aggiungiamo la concorrenza sfrenata della grossa distribuzione riusciamo a capire perché non c'è più nessuno che investe nel nostro territorio. Come sappiamo in tutto l’Oltrepo, negli ultimi trent'anni, i grossi centri commerciali si sono intensificati in modo smisurato e incontrollato e questo ha penalizzato il mercato di nicchia nei paesi più piccoli. I dati sono sotto gli occhi di tutti perché di 4 negozi di alimentari ne è rimasto 1 e di 4 alberghi-ristorante ne è rimasto 1 quindi è tutto riconducibile a queste due problematiche di cui ho appena fatta menzione". Che rapporto avete con la Comunità Montana dell'Oltrepò? "Io stesso sono assessore in Comunità Montana quindi direi che i rapporti sono buoni. Va detto che questo ente ha cambiato il suo ruolo negli ultimi anni perché è nato come sussidiario dei comuni montani che, da sempre, sono più penalizzati di quelli di pianura. Poco a poco è diventato un gestore in forma associata di servizi e forse sarebbe stato meglio se una quindicina di anni fa si fosse formata l’Unione dei Comuni Montani per ricoprire questo ruolo importante. Bisogna considerare che la Comunità Montana non è più riconosciuta come ente istituzionale a livello nazionale, anzi solo la Lombardia ha deciso di mantenerle attive. In questo modo ha perso il suo potere politico penalizzando anche il nostro territorio ed un esempio è il mancato finanziamento del PISL. In questo periodo storico c'è bisogno di istituzioni forti che sappiano far sentire la voce dei cittadini che più hanno bisogno".


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Felice Ciardiello, dall’Opposizione attacca la Torretta

di Alessio Alfretti

Come sta lavorando l’amministrazione di Bressana Bottarone? Secondo il consigliere d’opposizione Felice Ciardiello (lista civica “Per Bressana, per Voi”) prima ancora di un giudizio sul “come” occorre esprimerne uno sul “quanto” la giunta stia operando. Consigliere, cosa ci può dire del sindaco Maria Teresa Torretta? «Anzitutto che in un anno e mezzo di governo non abbiamo visto un granché. Prima di entrare nello specifico di critiche e giudizi su alcune scelte, c’è da rimarcare che l’attività concreta è stata a nostro giudizio scarsa». Volendo invece andare nel dettaglio, quali problemi avete ravvisato come Minoranza? «Tra gli aspetti che meno ci hanno convinto c’è di sicuro il modo in cui è stato gestito il passaggio alla raccolta differenziata porta a porta. Noi non siamo contrai a priori al porta a porta, ma riteniamo che il nuovo servizio dovesse essere organizzato meglio». Dove avrebbe sbagliato l’amministrazione? «La decisione è stata presa in fretta e con poco tempo per i cittadini di abituarsi a questo cambiamento radicale. Abbiamo notato che si è provveduto a partire da un giorno con l’altro: sarebbe servita più informazione per l’utenza e magari un periodo di prova. Inoltre per la parte di rifiuti ancora non contemplata nel porta a porta (vetro, carta e plastica) sarebbe stato necessario prevedere un incremento del numero

dei cassonetti. Una mancanza che genera problemi non da poco: spesso i cassonetti sono pieni e i cittadini non possono far altro che depositarvi accanto la spazzatura. Non è certo una bella immagine». Altri problemi di cui vi siete occupati? «Abbiamo evidenziato che l’Auser cittadina, da anni fiore all’occhiello del nostro Comune, ha subito uno svuotamento di contenuti con l’arrivo di questa amministrazione. Diversi servizi che prima erano ben gestiti dall’Auser, ora sono appannaggio dei Volontari della leva civica». Di cosa si tratta? «Di una istituzione voluta per attività di volontariato nel sociale e altri settori. Il fatto è che ad esempio prima era l’Auser a occuparsi della gestione delle piazzole ecologiche; ora con questa amministrazione lo stesso servizio è svolto dal Volontari. Stessa sorte è toccata a coloro che accompagnavano i bambini sul pulmino scolastico. Ci dispiace che una istituzione che nel tempo è andata crescendo, come l’Auser cittadina, sia ora stata ridimensionata nelle sue attività. Insomma, una scelta che non condividiamo e di cui non capiamo il motivo, come d’altronde l’atteggiamento dell’amministrazione verso i servizi in convenzione con altri Comuni». Un obbligo di legge, ormai: cosa non va? «Nulla da dire che sia necessario mettersi in forme di unione con altre municipalità, come previsto dalla legge. Tuttavia non condividiamo come la nuova amministrazione ha gestito le Unioni già in essere:

LUNGO IL PO

Bressana, la minoranza: "Certe scelte del sindaco proprio non ci piacciono"

GENNAIO 2016

Felice Ciardiello

le precedenti avevano fatto convenzioni con i Comuni confinanti. Ora il sindaco ha pensato di ampliarle ad altre realtà, più distanti e meno omogenee rispetto a noi». Ci fa un esempio? «Non si capisce perché ampliare l’Unione a Cigognola e Mezzanino, due Comuni morfologicamente differenti da Bressana e per di più distanti. Non a caso sia Robecco Pavese che Castelletto di Branduzzo hanno deciso di uscire dalla convenzione che li legava a Bressana. Secondo noi la questione andava gestita con più oculatezza».


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LUNGO IL PO

IN PRIMAVERA VIA AI LAVORI DELL'ARGINE MAESTRO A SAN CIPRIANO PO

GENNAIO 2016

Paravella: “Sono felice di aver rispettato la parola data ai miei concittadini” di

Oliviero Maggi

Anche il Comune di San Cipriano Po avrà finalmente il suo argine maestro. Il paese, infatti, era rimasto l'unico dei Comuni rivieraschi del Po a non avere alcuna opera di difesa idraulica. Nelle prossime settimane saranno affidati i lavori, che inizieranno la prossima primavera, per una spesa complessiva di 5 milioni di euro, finanziati da Regione Lombardia e Aipo. Un grande successo per il sindaco Marco Paravella, che aveva affrontato il problema fin dai primi mesi del suo mandato e lo ha impegnato per tutti i cinque anni della legislatura. Ad inaugurare il nuovo argine, però, sarà il suo successore: nonostante abbia svolto solamente un mandato come primo cittadino, Paravella ha deciso di non ripresentarsi alle elezioni comunali, in programma la prossima primavera. Sindaco Paravella, l'argine a San Cipriano è ormai una realtà. A che punto è l'iter di realizzazione dell'opera? “Con grande soddisfazione posso finalmente comunicare che la gara di affidamento dei lavori per la costruzione dell'argine maestro è stata bandita. È stata una lunga battaglia, iniziata qualche mese dopo aver assunto la carica di sindaco nel maggio 2011. Il primo contatto con i responsabili degli enti preposti è stato fatto presso la sede della Provincia di Pavia in un tavolo tecnico con Aipo, Provincia, Autorità di Bacino, Prefettura, il tutto coordinato dal presidente Daniele Bosone, che ha immediatamente organizzato questo tavolo tecnico per portare a conoscenza di tutti il problema del mio Comune. Da quel momento sono partiti una serie di incontri con i diretti attori competenti della tematica, diversi incontri a Parma presso l'Autorità di Bacino, presso le sedi Aipo di Parma e Pavia e presso l'Unità operativa Difesa del Suolo della Regione Lombardia”. Ci sono voluti cinque anni per riuscire a portare a termine questo progetto. Quando la situazione si è sbloccata definitivamente? “Presso la sede di Regione Lombardia, insieme ad Aipo, abbiamo firmato, nel 2014, un protocollo di finanziamento con il quale venivano stanziati 3 milioni di euro dalla Regione e 2 milioni di euro di cofinanziamento da parte di Aipo, per una cifra complessiva di 5 milioni di euro, disponibili a partire dal 2015. Durante questi anni sono state svolte tutte le attività preparatorie, rilievi, progetti, espropri, incarichi tecnici, atti ad arrivare alla stesura e pubblicazione del bando di gara che è stato pubblicato nelle scorse settimane. Devo ammettere di essere stato anche fortunato perchè tutte le persone che ho incontrato hanno subito preso a cuore la situazione e hanno messo in campo tutte le forze disponibili”. In cosa consiste il progetto del nuovo argine? “L'argine si estenderà complessivamente per quattro chilometri, partendo dall'argine maestro di Albaredo Arnaboldi, all'altezza della chiavica Casino, costeggiando poi tutto l'abitato fino alla frazione Coste, per poi risalire e chiudersi verso Stradella. In questo modo tutto l'abitato di San Cipriano Po, comprese le frazioni, saranno coperte dall'argine e non più soggette ad esondazione delle acque. Il pro-

Marco Paravella

getto prevede, inoltre, il posizionamento di quattro pompe idrovore per lo smaltimento delle acque del reticolo idrico minore, ovvero quelle che arrivano da monte, Stradella e Broni, transitando sul territorio del Comune; due idrovore serviranno per regolare la portata del Rio Roggiolo (Albaredo Arnabol-

di) e del Rio Bedo (Broni), mentre il Rio Levata, che passa vicino alla frazione Coste, verrà interamente deviato all'esterno dell'argine”. Qual è l'aspetto che la rende più orgoglioso? “La cosa che più mi rende felice è aver rispettato la parola data ai miei cittadini. Avevo promesso che prima della fine del mio mandato i lavori dell'argine sarebbero cominciati. Ora posso dire di aver svolto il mio lavoro. Il termine per presentare le offerte sarà l'8 febbraio alle 12, mentre l'apertura delle offerte è in programma l'11 febbraio, alle 10, presso gli uffici dell'Aipo di Parma. I lavori veri e propri inizieranno la prossima primavera. Tutta la procedura, comunque, è consultabile sul sito di Aipo (www.agenziapo.it - albo on line - bandi di gara)”. Sindaco Paravella, chi si sente di ringraziare per il successo ottenuto? “A pochi mesi dal termine della mia esperienza come sindaco di San Cipriano Po non posso che ringraziare tutte le persone che hanno avuto fiducia in me e che mi hanno sopportato in questi lunghi cinque anni, sperando che il mio successore sappia voler bene al mio comune tanto quanto ne voluto io. Devo ringraziare in particolar modo alcuni protagonisti di questa vicenda, a partire dall'ingegner Remo Passoni (Aipo Pavia), l'ingegner Luigi Mille (direttore Area Po Lombarda), il dottor Paolo Baccolo (Direzione Generale Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo), il dottor Dario Fossati (Direzione Generale Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo), Daniele Bosone (Presidente della Provincia di Pavia), l'assessore regionale Viviana Beccalossi, l'ex assessore regionale Daniele Belotti, il geometra Giorgio Panseri e l'architetto Stefania Carpino (Ufficio Tecnico del Comune di San Cipriano Po) e tutte le persone che se anche non in prima linea hanno fatto si che si arrivasse alla fine di questa avventura. Ora attendiamo di vedere le macchine all'opera”.


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GENNAIO 2016

L’opposizione critica senza appello le scelte del sindaco

di Alessio Alfretti

Non è certo rilassato il clima politico-amministrativo a Lungavilla. Almeno secondo l’opposizione consigliare di “Lungavilla anch’io”: Paola Orlandi, Maria Carla Nai Oleari e Piera Quaglini sono tre giovani donne che seguono con attenzione le scelte della Giunta Daprati e non mancano di esercitare la funzione di controllo che spetta per legge alla Minoranza. A loro avviso le scelte opinabili del primo cittadino sono tante. Orlandi, da capogruppo, ci spiega quali sono i problemi? «Guardi, posso portare l’esempio del bilancio e di quanto accaduto nella seduta consigliare in cui se ne discuteva. Durante l’approvazione del Rendiconto Finanziario 2014, abbiamo fatto rimarcare inadempienze formali e incongruenze nei numeri. Mancavano la relazione del revisore dei conti e altri elementi, sia per il Comune che per l’Unione». Quindi voi siete intervenute? «Sì e vorrei sottolineare un fatto ancora più grave: siamo state definite dalla Maggioranza “furbetti del quartierino” solo per aver verificato la documentazione e aver chiesto di applicare i regolamenti, svolgendo quindi la nostra legittima funzione di controllo». La situazione è tanto tesa? «Certo, non a caso in occasione delle ultime sedute del Consiglio Comunale anche il Referente Attività Economiche e Pubblica Istruzione (l’ex sindaco Martino Tizzoni, ndr) si è dissociato dalle scelte politiche degli Amministratori. Ma i problemi non finiscono qui». Ci sono altre questioni in sospeso? «Abbiamo il nodo dell’amianto. In Consiglio abbiamo chiesto all’Amministrazione Comunale di dare evidenza di quanto emerso dal “Censimento dati relativi alla presenza di amianto sul territorio di Lungavilla” e delle azioni intraprese dal Comune a seguito del censimento stesso. Che doveva essere anche correlato da un indice di degrado. Tuttavia l’amministrazione ha preferito non affrontare il problema, ma ha solo dato una risposta alla provincia di Pavia (dopo essere stata sollecitata a farlo) fornendo soltanto i metri quadrati dichiarati dai cittadini, senza specificare nessun indicatore del livello di degrado, come previsto dalle normative del PRAL, senza soprattutto stabilire urgenze e priorità, né indicando quali politiche si sono attuate per incentivare il cittadino a smaltire. In sintesi, riteniamo che si sia sottovalutato il problema». Per quanto riguarda la sicurezza, tema molto d’attualità, qual è la situazione? «Si tratta di un altro argomento delicato, a Lungavilla: i furti nelle abitazioni private sono stati numerosi. Noi riteniamo che l’amministrazione stia affrontando l’emergenza sicurezza in modo non adeguato: la giustificazione del sindaco che non ci sono fondi e quindi non si può investire nella videosorveglianza, non ci convince». Cosa non vi convince? «Che i fondi per attività che noi riteniamo assolutamente secondarie e non prioritarie, ci siano sempre. Vedasi ad esempio: € 40.000 investiti in

Paola Orlandi

una strada a oggi non ancora aperta. Oppure € 100.000 investiti per acquistare una vecchia struttura al posto della quale realizzare un parcheggio, a oggi non ancora completato. E, infine, € 33.675 spesi sinora per la nuova struttura polivalente sorta a lato del parco giochi. Che però noi riteniamo

LUNGO IL PO

Lungavilla... un disastro secondo la minoranza consigliare

abbia poco di funzionale e utile per la popolazione. Forse il Sindaco, prima di decidere di sostenere investimenti di questo tipo, farebbe bene a pensare alle priorità del paese, come la sicurezza, oppure il futuro dell’Unione». Ci sono dubbi anche sull’Unione dei Comuni? «Dall’ultimo notiziario comunale ci è parso di capire che nel corso del 2016 potrebbe essere preso in considerazione lo scioglimento dell’Unione. Se così fosse, avremmo pesanti critiche. È vero che i contributi all’Unione sono diminuiti rispetto a quelli iniziali, ma consideriamo che il quadro economico nazionale degli ultimi anni è stato caratterizzato da continui tagli alla spesa pubblica. Dubitiamo che il Comune da solo avrebbe potuto incassare più di quanto ha invece incassato attraverso l’Unione. Tali forme associative, infatti, sono state premiate proprio per lo sforzo di creare forme di governo del territorio più efficienti ed efficaci nella gestione di servizi e funzioni comunali Concordiamo sul fatto che il patto di stabilità sia stato un’aggravante per il Comune, ma fino ad oggi l’Unione è sempre stata definita come lo strumento idoneo per gestire, tramite politiche di bilancio, le risorse del Comune. È curioso – a nostro avviso che questi dubbi sorgano proprio nel momento in cui le Amministrazioni di Lungavilla e di Verretto hanno in corso una diatriba sulla ristrutturazione del comparto tecnico di Agorà e che la conseguenza del mancato accordo sembri essere proprio l’intenzione di sciogliere l’Unione tra i due Comuni».


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CASTEGGIO

Il bilancio del 2015 con il presidente Sbarsi e i progetti FUTURI

GENNAIO 2016

Tanto lavoro per la Pro Loco, con il sogno di riportare il Carnevale a Casteggio di Alessio Alfretti

Tanto impegno per la città e il sogno di riportare il carnevale. Luciano Sbarsi è il presidente della Pro Loco di Casteggio. Pensionato, con una bella tribù di figli e nipoti, non si accontenta delle gioie domestiche ed è sempre in prima linea per vivacizzare il suo Comune. Presidente come è andato il 2015 della Pro Loco di Casteggio? «Ritengo sia andato molto bene, perché abbiamo organizzato diversi eventi e tutti hanno registrato un ottimo successo. Senza dimenticare che abbiamo dato spazio anche a importanti occasioni di solidarietà di caratura nazionale». Ci si diverte, ma non si dimenticano i più sfortunati? «Aderiamo sempre a Telethon e da quando sono presidente diamo spazio alle azalee della ricerca per l’Airc. In totale ogni anno riusciamo a donare oltre 5mila Euro, che vanno ad importanti cause». Sul piano degli eventi, come è andata? «I Venerdì sera estivi e la Notte bianca hanno fatto registrare numeri di rilievo; quest’ultima si stima abbia portato a Casteggio ben 5mila persone. Poi abbiamo fatto Calici di Stelle in Certosa e infine il cenone di Capodanno, sempre in Certosa Cantù. Non dimentichiamo i mercatini, con i quali riempiamo le vie cittadine. Insomma, non possiamo certo lamentarci, perché i riscontri positivi non mancano mai. Insomma per noi l’annata è stata soddisfacente, anche se siamo consapevoli che non è possibile accontentare tutti: ci sarà sempre qualcuno deluso, o meno soddisfatto; però l’approvazione generale è un bel segno di stima».

Luciano Sbarsi

Il lavoro è tanto? «Sì, specie per gli eventi abbiamo sempre un gran daffare. Ad esempio quelli serali nel fine settima-

na ci hanno imposto tour de force non indifferenti per liberare la piazza, per il mercato domenicale. Quando tutti se ne erano andati, soddisfatti, per noi veniva il bello. Anche per le luminarie di Natale mi sono speso in prima persona per avere l’adesione dei commercianti. In questo caso, però, io introdurrei qualche cambiamento». Ha già in mente qualcosa per il Natale 2016? «Per tutte le festività a venire credo che sarebbe ora di non dover più affittare le luminarie, ma di fare un piccolo investimento e comperarle. Almeno una volta per tutte le avremmo e di certo nel tempo ammortizzeremmo l’esborso iniziale. Dovrò parlarne con l’amministrazione». A proposito, che rapporti ci sono con la Giunta Callegari? «Ottimi, c’è una bella intesa sia con il sindaco Callegari, che con il vice Vigo. Entrambi sono sempre disponibili e prestano attenzione alle nostre richieste. Anzi a loro, come ai tanti volontari, voglio mandare un ringraziamento. Comunque vorrei precisare che anche con la Minoranza ho un ottimo rapporto: noi siamo amici di tutti». I volontari quanti sono? «I tesserati sono tanti, almeno 200; ovviamente non tutti possono essere presenti e partecipi allo stesso modo: inevitabilmente il gruppo di quelli sempre al lavoro è ben meno numeroso, ma c’è comunque tanta disponibilità. E poi abbiamo anche un buon numero di giovani, che è sempre un elemento positivo». Oltre alle luminarie, altri sogni nel cassetto? «Ci piacerebbe avere una vera e propria sede tutta per noi; sarebbe l’ideale per organizzarci nel lavoro e per gestire la nostra attività. E poi vorrei riportare il Carnevale a Casteggio: magari subito dopo Stradella, per una bella festa anche nella nostra città».


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Milena Guerci assessore all’agricoltura con delega alla sicurezza

CASTEGGIO

Casteggio: giro di vite per il rispetto delle ordinanze di Alessio Alfretti

L’assessorato all’agricoltura in un Comune vocato all’enologia come Casteggio, non è certo una delega da poco. E l’assessore Milena Guerci vi si dedica con la passione di chi lavora da anni proprio in questo settore e ne conosce bene le esigenze. Assessore, cosa sta facendo il Comune per aiutare gli agricoltori? «Occorre premettere che le misure adottabili a livello locale non sono molte; tuttavia il nostro impegno per semplificare la vita agli agricoltori e fornir loro il miglior supporto possibile è costante. Ad esempio, stiamo aiutando le aziende ad azzerare i costi di smaltimento dei contenitori dei fitofarmaci: si tratta di un adempimento giustamente imposto dalla Legge, che si è aggiunto alle tante regole con cui quotidianamente chi lavora in agricoltura deve fare i conti, e che rappresenta un aggravio in termini di burocrazia e di costi». Come siete riusciti a sostenere le aziende? «Grazie a una convenzione che va dal 2011 al 2021, l’azienda vogherese Asm ritira gratuitamente i contenitori due volte l’anno, a giugno e a novembre: in pratica in estate si smaltiscono quelli relativi ai trattamenti primaverili e in autunno tutti gli altri. Il servizio è stato recepito positivamente, perché inizialmente le aziende aderenti erano 25 e ora sono già 40». Sul piano della promozione per le aziende vinicole, state facendo qualcosa? «Sì, è in dirittura d’arrivo il progetto Casa Oltrepò, grazie al quale la Certosa Cantù diventerà un punto di riferimento per l’immagine del vino oltrepadano. Grazie al finanziamento della Direzione Generale Agricoltura, realizzeremo in Certosa una sede fissa per Slow Food e per il Distretto del Vino di Qualità; poiché il Consorzio Tutela Vini era già presente, avremo tre importanti punti di riferimento per la valorizzazione dell’enologia e dell’alimentare. Siamo riusciti ad avere 90 mila euro, grazie al quale abbiamo potuto coinvolgere anche Lungavilla con la zucca Deco e Torricella con il progetto Visita Oltrepò. Fra un mese circa chiederemo il collaudo e saremo pronti a far partire questa nuova realtà». Lei ha anche la delega alla sicurezza: come procede in questo ambito? «Per quel che riguarda la sicurezza, nel 2015 abbiamo portato a casa un cofinanziamento di 20 mila euro per implementare la video sorveglianza. Ora ci sono già 18 telecamere che controllano i varchi e la piazza Martiri, l’area delle scuole Medie, la piazza Cavour, la piazza Dante e Largo Alpini. Poiché abbiamo già avuto diversi riscontri positivi, intendiamo rafforzare la rete di occhi elettronici. Intanto siamo in procinto di accedere a un nuovo bando per la sicurezza stradale, che ci permetterebbe di accrescere la dotazione di strumenti, come gli etilometri». Si parla di atti vandalici di giovani teppisti in alcune zone della città: siete a conoscenza del problema? «Sì, sappiamo che in Largo Colombo o al Pistornile ci sono gruppi di ragazzi poco ligi al rispetto degli altri. Stiamo già provvedendo con un’ordi-

GENNAIO 2016

Milena Guerci

nanza pesante che prevede sanzioni di rilievo per chi imbratta o sporca. Stiamo anche monitorando un caso di costruzione abusiva dietro a un supermercato cittadino. Inoltre, per assicurarci il rispetto delle ordinanze, anche se a malincuore faremo cambiare il turno ai vigili che gireranno anche in borghese con le proprie auto e non quelle di servizio, perché è inutile fare le leggi se poi non vengono fatte rispettare». Per quanto riguarda la costruzione abusiva? «Si tratta di una sorta di baracca improvvisata, abitata da stranieri. Purtroppo l’area è di proprietà in parte della Provincia di Pavia e in parte delle Ferrovie, ma nessuno dei due enti sino ad ora ha risposto alle nostre segnalazioni. Abbiamo quin-

di emesso noi un’ordinanza di sgombero; inoltre è stato fatto un sopralluogo con l’Asl: riteniamo che non ci siano le adeguate condizioni igienicosanitarie per vivere in quelle costruzioni». Quali altre ordinanze avete? «Una che vieta il gioco d’azzardo in certi orari del giorno, quelli in cui le fasce più a rischio potrebbero avvicinarsi alle macchinette; abbiamo anche fatto diversi controlli, scoprendo che alcune strutture non la rispettavano. Poi c’è quella relativa ai cani e ai loro proprietari che non raccolgono gli escrementi; anche su questa abbiamo elevato recentemente diverse sanzioni. Inoltre per il recente Capodanno abbiamo proibito i botti, a tutela degli animali».

La zona di Largo Colombo


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PARLA ENZO DIANI PRESIDENTE DELL'ATC 4 DI CASTEGGIO

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di

Giacomo Braghieri

Intervista ad Enzo Diani presidente ATC 4 Casteggio. Il problema dell'allevamento delle lepri autoctone lei lo conosce bene, visto che la sua ATC è l'unica in Provincia ad aver tentato l'allevamento con le zone di ripopolamento e cattura (Z.R.C.). Ed è uno dei punti fermi del suo mandato presidenziale come si evince dal discorso d'insediamento pubblicato sul sito web dell'ente. "È da quando sono stato nominato presidente, nella primavera del 2013, che ho sollevato forti preoccupazioni sulla specie lepre, in quanto il numero di capi è in drastico calo. Non è un fenomeno nuovo, da almeno un lustro lo si osserva in tutta la pianura padana, ed in modo particolare nelle aree ad alta intensità di coltivazioni agricole". Quali possono essere le cause del fenomeno? "Ho partecipato ad alcuni convegni sull'argomento presso le università di Piacenza e Bologna, ho ascoltato interventi di ottimo livello tecnico-scientifico e semplici osservazioni basate su impressioni personali. In entrambi i casi non ho ottenuto nessun tipo d'indicazione fondata su osservazioni scientifiche che possa indicare con certezza la causa della diminuzione drammatica dei capi. Alcuni additano come causa prevalente la trasformazione dell'agricoltura che impiega in modo massiccio sostanze chimiche a scopo antiparassitario o fertilizzante. Altre malattie come coccidiosi, cisticercosi, sindrome della lepre bruna europea (EBHS). Di queste patologie posso confermare personalmente la presenza avendo fatto analizzare carcasse di animali morti presso la sezione di Pavia dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Emilia e della Lombardia". Ma la situazione nelle Z.R.C. dell'ATC 4 com'è? "Dal 2012 in avanti il numero dei capi censiti in autunno e in primavera si è quasi dimezzato. Lo può testimoniare il settore Tecnico Faunistico Provinciale sotto la cui supervisione avvengono le operazioni di conta dei capi". Quindi sarete costretti ad importare sempre più lepri dall'est? "Si, fino a quando quei paesi potranno esportare. Anche là, per ragioni differenti, il selvatico sta scendendo di numero, al punto che la Romania ha bloccato le esportazioni. Ripeto la situazione si sta facendo drammatica ed è ora che il mondo della caccia faccia una seria riflessione". Ha proposte? "Anzitutto vanno ripensate le Z.R.C.; così come sono gestite non permettono alcun tipo di flessibilità. Sono zone individuate dalla Provincia che stila il piano faunistico venatorio e rimangono fisse per anni. Questo può portare a problemi di consaguineità degli animali con il possibile indebolimento dei capi. Poi è ora che le ATC della provincia inizino a parlare di un loro problema comune cercando interlocutori di elevato spessore tecnico-scientifico. Penso che sia l'unica via per arrivare a capire le cause del problema, e da lì cercare le soluzioni possibili. Noi ci mettiamo l'esperienza, la capacità di lavoro sul territorio, i mezzi, ma ci serve una guida di spessore scientifico". A proposito d'interlocutori istituzionali cosa accadrà quando le provincie spariranno? "Le do una notizia, dal 1 gennaio 2016 la Provincia di Pavia non avrà più le deleghe sulla caccia e la Regione Lombardia non ci ha ancora comunicato chi saranno i nostri interlocutori istituzionali. Noi spe-

CASTEGGIO

"Le zone di ripopolamento delle lepri vanno ripensate: così non funzionano"

Enzo Diani

riamo facciano in fretta ma manca un mese e tutto il settore sta attendendo un nuovo referente". Ci descrive l'ambito che presiede in cifre? "L'ATC 4 con i suoi 62.500 ettari è il più vasto della provincia. Si estende dalle rive del Po alle colline di Godiasco toccando il Piemonte e la pianura emiliana. Comprende 75 comuni: metà in pianura e metà in collina. Per la stagione in corso conta di circa 2.100 soci di cui 1.110 residenti, 168 provinciali, 668 regionali, 154 extra regionali. L'indice di densità venatoria è di 19ha per cacciatore. Manteniamo una segreteria e un servizio di guardia venatoria impiegando tre persone. Quest'anno abbiamo lanciato 6500 fagiani, 500 pernici, 200 starne e 500 lepri da ripopolamento". Che tipi di caccia si praticano? "Nell'ATC si praticano la caccia tradizionale in forma vagante e la caccia alla selvaggina migratoria sia in forma vagante che da appostamento fisso. Si pratica la caccia agli ungulati sia in braccata, abbiamo quattro squadre di cinghialisti nelle zone vocate, sia la caccia di selezione al capriolo. È l'ambito che permette di passare dalle zone acquitrinose lungo il Po alle colline appenniniche con i relativi selvatici. Tanto per intenderci si può cacciare il beccaccino o il capriolo dentro lo stesso ambito". Lei che caccia predilige? "Io caccio la lepre con l'ausilio dei miei quattro segugi: Diana, Dora, Zaica, Belen. È un'arte che ho appreso da un maestro di caccia e di vita, il mio caro amico Gabriele Brandolini di San Damiano al Colle che da sei anni non è più fra noi. La prima cosa che mi raccomandò, una volta abbattuta la lepre, è di aver rispetto per l'animale, di metterlo in carniere e portarlo a casa senza passare dal bar per vantarmi. Mi ripeteva in dialetto "fa no trop fracas". Mi ha insegnato a gioire del lavoro dei cani e dell'azione di caccia. Una volta ottenuto il risultato mi diceva di accontentarmi di un solo capo abbattuto e della bella cacciata". Nel suo territorio c'è la gioielleria dell'agricoltura dell'Oltrepò, vigne in collina e mais in pianura, che rapporti avete con questo mondo? "Ottimi, non fosse altro perché pur essendo un bancario in pensione, provengo da una famiglia di agricoltori e conosco bene i loro problemi nei confronti del mondo della caccia. Sono essenzialmente di due tipi: permettere ai cacciatori di passare sulle loro proprietà e fare in modo che i raccolti non vengano distrutti dagli ungulati. Nel primo caso è una questione di educazione, il cacciatore deve sapere di essere

ospite su terreni lavorati e quindi deve averne rispetto come quando va in casa d'altri. Per i danni degli ungulati interveniamo ogni anno con le doverose compensazioni. Pensi che nel bilancio passato sono arrivate alla considerevole cifra di 40.000€. Inoltre permettiamo la caccia in deroga al cinghiale secondo la normativa vigente. Vorremmo fare di più ma non ci è concesso". Ad esempio? "In ATC abbiamo un buon numero di appassionati cinghialisti che potrebbero intervenire prontamente nei casi segnalati mentre ora si deve attingere dalle liste provinciali di cacciatori selettori". Mi permetta di ricordare che il contenimento degli ungulati è importante anche per la sicurezza stradale. Nel suo ambito c'è anche una grossa presenza di nutrie, avete piani d'abbattimento? "Anche in questo caso ci sono novità, la nutria non è più considerato un animale selvatico". Quindi è classificata, ad esempio, come un topo? "Esatto, ora ci penseranno gli agricoltori con altri mezzi a contenerne il numero". Nell'ATC 4, in passato, si sono verificati incidenti tragici che hanno coinvolto giovani appassionati, che dire a un giovane che inizia? "L'incidente o la fatalità possono sempre accadere, anche ai cacciatori esperti. Per i giovani esiste un problema di freddezza non ancora acquisita. È su questo fattore che chi li segue deve insistere. Poi c'è un problema di armi su cui ho una convinzione personale. La caccia vagante tradizionale richiede armi a canna liscia con un campo d'azione di alcune decine di metri. Altro discorso va fatto per la caccia agli ungulati dove s'impiegano fucili a canna rigata con calibri letali a centinaia di metri. Personalmente sarei per fare passare almeno due o tre anni di pratica venatoria con canna liscia prima di far accedere appassionati alle prime armi alla caccia in braccata o di selezione". Una domanda al cacciatore gentiluomo: sempre più spesso vengono postate sui social network foto di animali abbattuti nei safari africani. Se non ricordo male il "Big five game" della caccia in Africa comprende il bufalo, pochi si fanno fotografare con l'animale abbattuto, c'è una ragione? "A parte che mettere foto sui social network è come andare a vantarsi al bar, il bufalo è pericoloso e difficile da cacciare. Non tutti sono in grado di farlo, ci vogliono coraggio ed esperienza. È un selvatico per cacciatori veri e non fenomeni da bar".


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BRONI

IN ARRIVO LA PISTA DI PATTINAGGIO E NOVITà PER IL MERCATO SETTIMANALE

“Soddisfatto della sinergia tra enti, associazioni e commercianti”

La pista di pattinaggio di

Oliviero Maggi

Torna a Broni, anche quest’anno, la pista di pattinaggio, iniziativa organizzata dall’amministrazione comunale in collaborazione con il Bar Commercio e Libarna Gas per affiancare e dare risonanza a quelle organizzate dai commercianti e dalla Parrocchia. La pista aprirà il prossimo 24 gennaio in piazza Garibaldi e rimarrà installata fino al 28 febbraio. Ma con il nuovo anno cambierà anche l’assetto dei banchi del mercato, creando una corsia idonea per i mezzi di soccorso. Progetti che sta seguendo il vicesindaco e assessore al Commercio, Antonio Riviezzi. Vicesindaco Riviezzi, torna anche quest’anno la pista di pattinaggio. È soddisfatto?

“Sono molto soddisfatto della sinergia e dello spirito di collaborazione che si è rafforzato quest’anno tra enti, associazioni e commercianti, come testimoniano gli ottimi risultati ottenuti con la festa dello sport, la festa del volontariato, l’Oltrepò Wine Festival e in ultimo con la programmazione natalizia”. Una sinergia che potrà essere ripetuta anche per gli eventi futuri? “L’auspicio è di continuare a lavorare tutti insieme anche l’anno prossimo rinsaldando questo legame di cooperazione, perché solo stando uniti – amministrazione, associazioni, commercianti ed esercenti dei locali pubblici – si possono organizzare manifestazioni di livello che invoglino sempre più turisti e persone del circondario a venire a Broni a fare acquisti e a

trascorrere un po’ del proprio tempo libero. Un sentito ringraziamento ai due sponsor dell’iniziativa, Bar Commercio e Libarna Gas, che si sono dati da fare per abbellire e migliorare l’immagine della nostra città”. Un altro progetto che è appena partito è la revisione della disposizione del mercato settimanale. Di che cosa si tratta? “Abbiamo lavorato insieme ad Ascom per una riqualificazione del mercato del venerdì attraverso una diversa distribuzione di alcuni banchi e la definizione di un nuovo regolamento. Tre le novità sostanziali rispetto al passato: aumentare la facilità di accesso ai banchi da parte dei clienti e garantire maggiore sicurezza per tutti i fruitori, ampliando e rendendo più funzionali le vie di fuga e di accesso per i mezzi di soccorso; maggiore impiego degli agenti di polizia locale non solo per pattugliare l’area interessata dalla vendita e svolgere azione deterrente nei confronti di eventuali malintenzionati, ma anche per verificare se gli ambulanti siano in regola con la carta d’esercizio, in modo da tutelare maggiormente tutti i venditori che svolgono, osservando le leggi, la loro attività; terzo, attrarre nuovi banchi di qualità, in special modo alimentari, così da innalzare il livello generale dei prodotti offerti ai cittadini. Il nuovo regolamento, atteso da anni, ha ottenuto l’ok e il via libera unanime di tutti i gestori dei banchi, a testimonianza del valido lavoro portato avanti in questi mesi da tutti i soggetti interessati”.


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POSITIVO IL BILANCIO DEI PRIMI MESI DI APERTURA DELL'ENOTECA DI CASSINO

di

Oliviero Maggi

Promuovere e valorizzare i vini di qualità della Lombardia, legando l'immagine vitivinicoltura con quella dei prodotti agro-alimentari tipici lombardi: questi gli obiettivi principali che l'Enoteca regionale di Cassino Po sta perseguendo dopo aver aperto i battenti lo scorso 10 ottobre. La prima enoteca regionale della Lombardia, ubicata all’interno della seicentesca cascina di Cassino Po, dopo poco più di tre mesi dalla sua inaugurazione, si sta dimostrando una delle scelte vincenti per il rilancio di un territorio rappresentativo della cultura della vite, quale l’Oltrepò, che produce più vino in tutta la Regione lombarda. E’ il sindaco di Broni, Luigi Paroni, Presidente del comitato di gestione dell'Enoteca, a tracciare un primo bilancio dell'attività della struttura, gestita da Filippo Arsi. Sindaco Paroni, dopo tre mesi dalla sua apertura, qual è il bilancio dell'attività dell'Enoteca? “Nonostante il difficile contesto economico, l’inaugurazione dell’Enoteca, struttura d’eccellenza unica nel suo genere in Lombardia, sta dimostrando di avere le carte in regola per divenire un punto di rifermento non solo per i produttori e gli esperti del settore, ma soprattutto per i consumatori e per i turisti che numerosi vi hanno già fatto visita”. I primi segnali sembrano, quindi, positivi? “Sempre più produttori, non solo oltrepadani ma provenienti da tutta la Lombardia, si stanno accorgendo dell’importanza della vetrina istituzionale rappresentata dalla struttura di Cassino Po. Il gestore si sta adoperando con serietà ed impegno e i primi lusinghieri risultati in termini di presenza stanno danno ragione a chi ha sempre creduto nella bontà del progetto: Regione, Provincia, Comune, i Consorzi Strada del Vino e Distretto, oltre

BRONI

Paroni: “L'Enoteca riuscirà a diventare un vero polo per il rilancio del territorio”

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Luigi Paroni e Filippo Arsi

naturalmente ai produttori”. Ora, dopo i primi mesi di rodaggio, quali sono gli obiettivi che vi siete prefissati? “Abbiamo raccolto la sfida del rilancio del territorio offrendo servizi di qualità, attraverso la proficua interazione tra pubblico e soggetti privati,

L'enoteca di Cassino

abbandonando i campanilismi locali, dobbiamo dare continuità a questo progetto in uno spirito di collaborazione. Sono sempre più convinto che sia necessario favorire la creazione di sinergie per la promozione dell’immagine tra i vini e prodotti agroalimentari tipici, sostenendo gli operatori del comparto agricolo coinvolti a vario titolo nella filiera vitivinicola ed agroalimentare ed affiancandoli nelle attività di internazionalizzazione, penetrazione di nuovi mercati e commercializzazione”. Quella collaborazione che servirebbe tanto al territorio oltrepadano, ancora diviso e litigioso? “All’interno di un tale contesto, l’Enoteca rappresenta il valore aggiunto all’interno di questa strategia di collaborazione, in quanto possiede le risorse e le potenzialità per divenire il punto di riferimento per il settore enogastronomico di eccellenza grazie alla qualità dei suoi prodotti, alla varietà dei suoi servizi e agli eventi organizzati per valorizzare i prodotti enologici di qualità di tutta la Regione”. Sindaco Paroni, quali sono le fasce di consumatori che volete raggiungere principalmente? “La struttura è fortemente coinvolta nel promuovere l’informazione e la conoscenza, da parte del consumatore, dei prodotti enogastronomici lombardi, dei marchi di qualità certificata e dei temi della filiera corta e di corretti comportamenti alimentari, con un’attenzione particolare alle fasce più giovani della società. Se il buon giorno si vede dal mattino, analizzando questi primi mesi di attività, sono convinto che l’Enoteca riuscirà a diventare un vero e proprio polo per il rilancio del territorio”.


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IL GIUDIZIO DEL CAPOGRUPPO DI “PRIMA STRADELLA” SULLA GIUNTA MAGGI

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Oliviero Maggi

Nessun fatto concreto da segnalare. È questo il giudizio del capogruppo di “Prima Stradella”, Ettore Brandolini sui primi 18 mesi di operato della giunta guidata dal sindaco Piergiorgio Maggi. Secondo Brandolini, il Comune avrebbe agito solamente per annunci, senza poi arrivare ad alcuna conclusione, con l'alibi della mancanza di risorse. L'esponente della minoranza, inoltre, ritiene che debbano essere rivisti i rapporti con la Broni-Stradella spa e esprime forti dubbi sulla gestione del centro di accoglienza migranti di via Emilia. Capogruppo Brandolini, ad un anno e mezzo dal suo insediamento, come giudica l'operato della giunta Maggi? “Non è facile esprimere un giudizio perchè per poterlo fare, bisognerebbe che ci fossero stati dei fatti concreti e, purtroppo, onestamente da parte di questa giunta comunale di Stradella, proprio non ci sono. Al massimo qualche annuncio tipo "vedremo, faremo", salvo, poi, come nel caso della prospettata assunzione di due vigili in più e di un tecnico per l'ufficio tecnico, fare marcia indietro. E vorrei ricordare che per il posto vacante all'ufficio tecnico c'erano stati colloqui, selezioni e le prime graduatorie con un risultato esilarante: due candidati al via e due candidati alla pari. Poi rien à faire. Zero assunti. Ma di esempi negativi, purtroppo, se ne potrebbero fare a decine. Abbiamo presentato, sin qui, più di 30 fra interpellanze, mozioni ed ordini del giorno per provare a smuovere qualcosa, ma - a parte qualche buca riparata con tanto di post pubblicati su Facebook - non succede niente. L'alibi è sempre lo stesso: non ci sono risorse. Intanto, però, la fiscalità locale è aumentata, persino la Tari, la tassa rifiuti che, ovunque, è diminuita”. Quali sono, secondo lei, le cose da migliorare nella gestione del Comune? “Senz'altro andavano e andrebbero rivisti i rapporti con la Broni-Stradella SpA sin troppo sbilanciati in termini di potere verso questa Società dove il comune di Stradella ha pure una quota del 12%, la maggiore di quella detenuta dai vari comuni aderenti. La Broni-Stradella SpA, formalmente, figura come una partecipata del comune di Stradella, ma nella realtà spesso è il contrario ed è il comune ad essere "partecipato". Oltretutto come è possibile verificare dando un'occhiata ai verbali dei consigli comunali che si sono, sin qui, succeduti, pare che alla guida del comune ci sia solo il sindaco, con assessori quasi sempre in silenzio od al massimo chiamati, di tanto in tanto, a qualche breve intervento. Insomma non pare proprio una gestione collegiale anche se, fra uno sbadiglio e l'altro, quando si tratta di votare in Consiglio Comunale, la manina l'alzano in modo compatto. Poi bisognerebbe recuperare il rapporto con i dipendenti e valorizzare di più le professionalità presenti nella struttura del comune. In questo modo si avrebbero risultati migliori e meno conflittualità come, invece, anche se tenute gelosamente riservate, pare siano avvenute”. Come vede la situazione del centro migranti di via Emilia? “Non in modo positivo. Come "Prima Stradella" l'avevamo detto subito che non era il contesto adat-

STRADELLA

Brandolini: “Da questa amministrazione non abbiamo ancora visto fatti concreti”

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Ettore Brandolini

to. Qualcuno, soprattutto alcuni fra quelli che ritengono di essere unici depositari della verità, di proposito ha travisato, facendo intendere che fosse una posizione razzista. Dopo 4 mesi basterebbe chiedere ai migranti stessi cosa ne pensano di questa sistemazione e perchè vogliono andarsene. Un capannone trasformato in tendopoli, fuori città e lungo una strada ex statale, senza marciapiedi e senza illuminazione, in cui sono alloggiate più di 100 persone, non rappresenta certo la soluzione e lo si sapeva dall'inizio. Con il rischio che, più passa il tempo, la situazione possa peggiorare. C'erano alternative più adatte allo scopo come l'utilizzo di ex caserme presenti a Pavia, ad esempio la ex caserma dei carabinieri di proprietà della provincia di Pavia. Si è detto che non c'erano condizioni ideali e che mancavano vetri alle finestre, ma a Stradella, essendo un capannone, è addirittura open air”. La Broni-Stradella annuncia l'estensione del porta a porta a tutta la città. Lei è d'accordo? “Mi riallaccio alle precedenti considerazioni sulla Broni-Stradella SpA. Essendo un servizio ad uso e consumo dei cittadini stradellini o anche di Broni, dovrebbero essere innanzitutto i comuni a annunciarlo, dichiarando che intendono realizzarlo, avvalendosi di una Società di cui fanno parte. Qui succede il contrario. Pare sia la Società partecipata che decide dove, come e quando, compreso quanto aumenta (ma non diminuisce mai?) til canone da pagare. Ecco perchè anche quella che dovrebbe essere una buona cosa, come quella di incrementare la raccolta porta a porta, suscita qualche perplessità. Soprattutto, ripeto, nel metodo”.

Il prossimo anno andranno al voto molti Comuni della zona, tra cui Broni, oltre alle elezioni di secondo livello per la Provincia. Come si sta muovendo il centrodestra locale in questa fase? “La mia attuale (e soprattutto breve) esperienza in politica locale è probabilmente un po' diversa da quella di altri esponenti sicuramente più titolati, anche per militanza di lungo corso, a determinare o suggerire indirizzi in chiave elettorale. Io ritengo che l'esperienza Prima Stradella, pur con una non semplice sintesi di posizioni politiche da parte di movimenti e partiti di centro e di destra abbinata ad una forte componente civica (ricordo che oltre a me, c'erano altri 8 candidati su 16 non iscritti ad alcun partito), sia stata positiva. Non ha vinto, ma ha sensibilmente accorciato le distanze e, per la prima volta negli ultimi 30 anni, la Torre Civica è scesa ben al di sotto del 50% e governa senza avere la maggioranza dei cittadini. Da stradellino, come vede la sfida a Broni? “A Broni la situazione non è molto diversa da Stradella anche se il "centro di potere" è più da queste parti che non all'ombra di San Contardo. Io, personalmente, punterei su una possibile larga intesa fra le forze politiche di centro e di destra e con una forte componente civica non necessariamente inquadrata politicamente. E' un metodo nuovo, non privo di rischi. Ma almeno la finiamo di vedere vice sindaci che, poi, automaticamente vogliono fare il sindaco e tutto si decide a tavolino con pacchetti di voto preconfezionati. Nei comuni più piccoli, invece. per fortuna, l'etichetta non conta o conta poco e la gente sceglie le persone”.


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LA GIUNTA APPROVA LA PROGRAMMAZIONE PER I PROSSIMI TRE ANNI

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“Abbiamo destinato il 40% delle risorse alla riqualificazione delle scuole” di

Oliviero Maggi

Lavori a scuole e strade, nuove assunzioni di personale, in collaborazione con la Provincia e la Croce rossa, incarichi per la revisione degli strumenti urbanistici. Durante l'ultimo consiglio comunale del 2015, è stato approvato il Dup, Documento unico di programmazione, un'analisi accurata delle voci di entrata e di spesa del Comune per i prossimi tre anni. Ne parliamo con il sindaco Piergiorgio Maggi, che aggiornerà anche sulla questione dell'Agenzia delle Entrate e si toglierà qualche sassolino dalla scarpa con la minoranza consiliare. Sindaco Maggi, quali sono i contenuti più importanti del Dup che avete appena approvato? “Nel Dup abbiamo previsto diversi interventi per i prossimi anni. Innanzitutto siamo riusciti a finanziare gli incarichi professionali per la redazione o la revisione dei diversi strumenti di programmazione: Pgt (Piano di governo del territorio), Put (Piano urbano del traffico), piano cimiteriale, Paes (Piano azioni energia sostenibile), Peep (edilizia popolare), Piano di protezione civile, piano di zonizzazione acustica. Nel documento abbiamo poi confermato la razionalizzazione dei servizi, con il passaggio ai privati della gestione dell’asilo nido e la riqualificazione del personale negli altri servizi comunali, risparmiando gli esborsi alle cooperative”. Ci sono novità anche per quanto riguarda l'assunzione del personale. Di cosa si tratta? “Nelle scorse settimane hanno preso servizio i primi due dipendenti, provenienti dalla Provincia, che abbiamo assunto temporaneamente con la procedura del comando. Sono stati destinati al Servizio Tecnico territoriale e agli Affari Generali. Ad inizio febbraio, inoltre, prenderà servizio un terzo dipendente per il Servizio Finanziario, non dalla Provincia ma dalla Croce Rossa. I comandi rimarranno in vigore fino al 30 giugno e poi ci auguriamo che si trasformino in mobilità definitiva. Nel Dup, inoltre abbiamo inserito il fabbisogno di personale per i prossimi anni: nel 2017 puntiamo ad assumere, o tramite mobilità o concorso, un agente di Polizia locale e un altro dipendente agli Affari generali e così anche per il 2018”. Passiamo al capitolo dei lavori pubblici. Quali sono le priorità in questo settore? “Abbiamo destinato il 40% degli investimenti ai lavori agli edifici scolastici. Siamo riusciti ad accendere un mutuo di 180 mila euro per l’ultimo lotto dei lavori all’edificio della scuola primaria di via Bottini, per la coibentazione termica della struttura. In previsione, poi, avremo a disposizione risorse derivanti da altri tre mutui: 300 mila euro per l’asfaltatura strade, 150 mila euro per i lavori ai locali del Centro psico sociale di via Vena, 100 mila euro per il potenziamento dell’impianto di videosorveglianza, con l’installazione di 6/7 nuove telecamere e dei dispositivi di lettura targhe. Abbiamo previsto tutti gli oneri di urbanizzazione sugli investimenti e non sulle spese correnti e destinato il 50% dei proventi delle alienazioni alla manutenzione dei fabbricati comunali”. Il 2015 si è concluso con la trasformazione della Broni-Stradella spa in società totalmente pubbli-

Piergiorgio Maggi

ca. Quali sono le implicazioni per il suo Comune? “Lo scorso 29 dicembre si è concluso l’iter per la trasformazione della società in completamente pubblica. A metà gennaio si concluderanno anche le pratiche burocratiche e si potrà così passare alla fase degli affidamenti dei servizi. Per quanto riguarda il Comune di Stradella posso già anticipare che, una volta pronte le carte, porteremo in consiglio comunale lo statuto modificato e il contratto di servizio per l’approvazione. Il 2016, inoltre, sarà l’anno della scelta definitiva per quanto riguarda la raccolta differenziata: stiamo discutendo con la Broni-Stradella spa, in giunta, ma ci confronteremo anche con realtà vicine, come Bressana Bottarone, e Comuni virtuosi a livello nazionale come Novara”. Durante l'ultimo consiglio, il gruppo “La Strada Nuova” ha criticato la cessione ai privati dell'asilo nido e del centro di aggregazione giovanile. Lei come risponde? “A differenza di qualcun altro che siede in consiglio, noi viviamo di dubbi e ragioniamo in un’altra maniera. Sono convinto che il compito di un’amministrazione sia quello di verificare anche le offerte di agenzie pari o superiori a quella del pubblico. Non si tratta di fare concorrenza, ma di rispondere a dei bisogni. Per quanto riguarda l’asilo comunale, probabilmente Pavia rimarrà l’unica città a poterselo permettere; sul centro di aggregazione nulla da dire, perchè noi lavoriamo molto bene insieme alla parrocchia e all’oratorio”. A che punto è la trattativa per il mantenimento a Stradella dell'ufficio dell'Agenzia delle Entrate? “Siamo in una fase di attesa. I tecnici dell’Agenzia sono venuti ad effettuare un sopralluogo nei locali dell’ex Giudice di Pace di via Battisti che abbiamo messo a disposizione a titolo gratuito. Da lì, però,

non abbiamo avuto più alcun contatto con l’azienda. Il nostro passo lo abbiamo fatto, adesso attendiamo il loro. Tra l’altro, come ho appurato da fonti sindacali, a livello nazionale l’Agenzia delle Entrate avrebbe congelato per alcuni mesi il piano di razionalizzazione, visto che altri Comuni come il nostro hanno messo a disposizione locali a titolo gratuito per evitare di perdere il servizio sul territorio”. Sindaco Maggi, lei e altri colleghi avete emanato un'ordinanza anti botti in vista del Capodanno, ma in molti casi non è stata rispettata. La riproporrete il prossimo anno? “Mi auguravo che l’ordinanza che vietava “il lancio e sparo di prodotti pirotecnici in aree pubbliche” dal 23 dicembre al 7 gennaio fosse intesa come un invito al senso civico e al rispetto di tutte le sensibilità. Come accaduto in tante altre città in cui è stata adottata, alcuni cittadini, nella notte di fine anno, non l'hanno rispettata, dimostrando mancanza di rispetto nei confronti non solo delle regole, ma delle più elementari norme della convivenza civile e del rispetto della qualità della vita cittadina. Purtroppo non è una sorpresa. L’aspetto positivo è che l’inosservanza è stata concentrata in circa mezzora verso la mezzanotte del 31, peraltro in misura minore rispetto ai precedenti anni, con la quasi assenza di episodi prima e dopo Capodanno. Occorrerà una riflessione per il prossimo anno; ritengo comunque auspicabile che l'ordinanza sia sempre più intesa come decisione educativa e di sensibilizzazione delle coscienze e del senso civico. Credo altresì che si debba sentire in difetto chi non rispetta una norma e non chi la emana, al di là delle evidenti difficoltà di eseguire controlli nella notte di fine anno. Oppure si prenderà atto della difficoltà dei controlli e non si adotterà più l’ordinanza”.


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TERRE D’OLTREPO: bagnoli socio della cantina rompe il silenzio

di

Oliviero Maggi

Non si placa il dibattito intorno al futuro della cantina “Terre d'Oltrepò” di Broni-Casteggio. Nonostante l'assemblea dei soci, durante l'ultima riunione, abbia approvato il bilancio, e la vendemmia si sia chiusa con 400 mila quintali di uva raccolti, non mancano le voci critiche verso le scelte del nuovo consiglio di amministrazione. Consiglio che, tra l'altro, ha perso altri due membri, che nelle scorse settimane hanno rassegnato le dimissioni. Si tratta di Paolo Dellatorre e Maurizio Zanotti, storici esponenti dell'area casteggiana, che si vanno ad aggiungere ad Alberto Defilippi, socio di Borgoratto Mormorolo, che aveva lasciato la scorsa estate. Tra i soci della cantina c'è anche Antonio Bagnoli, ex consigliere comunale, che ha voluto rompere il silenzio sulla vicenda e far conoscere la sua posizione. Secondo Bagnoli, infatti, per guardare al futuro, la cantina dovrebbe puntare sulla qualità vera dei prodotti, estromettendo quei soci che hanno rivelato una condotta disonesta. Si è parlato molto della vicenda che ha coinvolto la cantina “Terre d'Oltrepò”. Lei che idea si è fatto? “Non voglio entrare nel merito dello scandalo che ha colpito la nostra cantina, essendo ancora in corso le indagini della magistratura. Penso, però, che solo degli irresponsabili amministratori, che hanno dichiarato che non sapevano nulla, potevano fare questo disastro. Più importante è analizzare la situazione del vino in Oltrepò, una terra che ha un grande potenziale per la qualità dei suoi prodotti”.

Quanto successo alla cantina di Broni-Casteggio può essere un riflesso della situazione oltrepadana? “Certamente. Infatti non si riesce a capire per quale motivo le scelte del Consorzio Tutela vini Oltrepò Pavese, in questi ultimi vent'anni, siano state fatte aumentando le rese di uva per ettaro e le rese in vino per quintale di uva, andando nella direzione opposta rispetto alla ricerca della massima qualità. La vera qualità si fa riducendo le rese, puntando su 15 tipi di vino e non su 40, perché in questo modo si crea solamente confusione nei consumatori”. Secondo lei quali scelte sbagliate sono state fatte dalla cantina negli ultimi anni. “Le scelte della nostra cantina, in questi anni, non sono state a sostegno della qualità. Più volte, in qualità di socio, avevo fatto presente all'allora presidente Antonio Mangiarotti e ad alcuni consiglieri che il reddito delle nostre aziende non si fa vendendo il vino in cisterna, che arricchisce solo l'imbottigliatore. Bisognava puntare su una rete commerciale di rappresentanti che vendono le bottiglie, come fanno le grandi cantine del Veneto, del Trentino, e della Val Policella, e non investire milioni di euro in cisterne. È illogico pigiare 500 mila quintali di uva e poi vendere il vino a 30 centesimi al litro agli imbottigliatori”. Quali sono stati gli effetti di questa politica? “In questo modo il nostro Oltrepò Pavese è diventato terra di conquista degli imbottigliatori e delle aziende di altre zone vinicole vocate, come la Franciacorta. Eppure la nostra cantina, negli anni '90, aveva sviluppato un progetto di qualità, con la zonizzazione

OLTREPO

"Per ripartire bisogna estromettere i soci disonesti"

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Antonio Bagnoli

dei vigneti migliori. Ma questo progetto è stato subito abbandonato, favorendo invece la vendita del vino in cisterna”. Guardiamo al futuro. Come è possibile voltare pagina, preservando l'immagine del territorio e la qualità dei suoi prodotti? “Auspico che, dopo questa scandalosa vicenda, l'Oltrepò possa ripartire, puntando sulla qualità vera e il Consorzio riduca le rese e il numero dei vini da presentare sul mercato. Per quanto riguarda la nostra cantina, invece, mi auguro che in futuro venga amministrata da persone oneste e competenti, non da persone che hanno dichiarato di non sapere nulla di questa vicenda, vantandosi addirittura di essere da quarant'anni nel consiglio di amministrazione. Per ripartire correttamente e dare un'immagine pulita, bisogna fin da ora estromettere, come prevede lo statuto, i soci disonesti, che in questi anni hanno fatto cassa a danno di quelli onesti”.


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IN PRIMAVERA, SFIDA ELETTORALE IN OTTO COMUNI OLTREPADANI

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A Broni, Riviezzi o Varesi per la sinistra A Montù, Quaroni potrebbe ricandidarsi Oliviero Maggi

La prossima primavera, a maggio o a giugno, gli abitanti di sette Comuni dell'Oltrepò Pavese andranno al voto per il rinnovo del sindaco e dell'amministrazione comunale: si tratta di Broni, Montù Beccaria, Portalbera, Rovescala, San Cipriano Po, Torricella Verzate, Verrua Po, Zenevredo. Poche sono finora le certezze, anche se alcuni candidati hanno già manifestato la loro volontà di candidarsi oppure di passare la mano. La sfida più importante e sicuramente più interessante è quella di Broni, dove nel 2011 il sindaco Luigi Paroni la spuntò per poco meno di cento voti sul suo avversario del centrodestra Ezio Maggi. Per ora l'unica certezza è che Paroni non si potrà più ricandidare, avendo svolto i due mandati consecutivi previsti dalla legge, e nell'area del centrosinistra è già partita la corsa per la sua successione: in pole position sembra esserci l'attuale vicesindaco Antonio Riviezzi, che per dieci anni ha lavorato fianco a fianco con Paroni e che ora punta alla poltrona di sindaco a Palazzo Arienti. Unico altro pretendente potrebbe essere l'assessore ai Servizi sociali, Cristina Varesi, che però potrebbe creare un ticket con lo stesso Riviezzi per vincere le elezioni. Niente è sta-

to ancora deciso, invece, sul fronte del centrodestra: nelle scorse settimane il gruppo di Forza Italia si è incontrato con il coordinatore provinciale Carlo Barbieri per fare il punto della situazione. Dall'incontro è emersa la volontà di creare una lista unitaria con Lega Nord e Fratelli d'Italia, raccogliendo l'esperienza di “Broni per il futuro”. Top secret ancora il nome del candidato: si fa ancora il nome dell'attuale capogruppo di minoranza, Ezio Maggi, ma anche quello dell'ex sindaco leghista Cesare Ercole. Non si esclude, infine, una terza lista di “scontenti”: si fanno i nomi dell'ex assessore e attuale presidente della Pro loco, Massimo Bellinzona, e di Luigi Catena, ex edicolante, che si era scontrato con Paroni per la chiusura della sua storica attività sotto i portici di piazza Garibaldi. A sparigliare le carte, inoltre, potrebbe esserci una lista del “Movimento 5 Stelle”. Parteciperà sicuramente alla competizione, infine, il movimento politico “Identità Oltrepò”, che si presenterà anche a Montù Beccaria, non si sa ancora se con una lista autonoma o in apparentamento ad una coalizione. Un'altra decisione sicura riguarda, invece, le elezioni a San Cipriano Po: l'attuale sindaco Marco Paravella, infatti, dopo solo un mandato, ha deciso di non ricandidarsi per una seconda legislatura, nonostante ci siano da portare a termine i lavori all'argine maestro. Mistero sui motivi della decisione: in paese si parla di dissidi interni alla coalizione, che ha vinto le elezioni

nel 2011, con alcuni consiglieri che hanno abbandonato in questi anni e un consiglio ridotto ai minimi termini, a causa di rinunce e defezioni. Al suo posto potrebbe correre l'attuale sindaco Pietro Faravelli. A Portalbera, invece, l'attuale sindaco Pierluigi Bruni non ha ancora sciolto la riserva sulla sua candidatura: prima vuole rinsaldare l'accordo con la sua coalizione, che in questi cinque anni ha perso qualche pezzo. Nessuna notizia, invece, dal fronte opposto, tanto che è probabile che, alla fine, si arrivi alla presentazione di una lista unica, visti i buoni rapporti tra maggioranza e opposizione in questo mandato. A Montù Beccaria il sindaco Amedeo Pietro Quaroni sta per concludere il suo secondo mandato e potrebbe chiedere una deroga per il terzo mandato, come avvenuto nel 2014 a Pietra De' Giorgi. Oltre a Quaroni, potrebbero chiedere la deroga anche Giancarlo Ferrari, attuale sindaco di Verrua Po e Pietro Gramegna, sindaco di Zenevredo. A Rovescala, punta alla ricandidatura l'attuale sindaco Andrea Portinari; la minoranza, invece, potrebbe schierare nuovamente l'attuale capogruppo di minoranza, Maria Cristina Vercesi. Terzo incomodo potrebbe essere il gruppo, che si è creato lo scorso anno per contrastare la decisione dell'amministrazione comunale, poi ritirata, di installare un'antenna nella pineta di viale Frascati. Sembra scontata, infine, la ricandidatura di Marco Sensale a sindaco di Torricella Verzate.

Sopra Riviezzi - Sotto Varesi

Sopra Bruni - Sotto Paravella

Sopra Quaroni - Sotto Sensale

di


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Movimento Cristiano Lavoratori di Voghera

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di Alessandro

Marchesi

Rosella Tambornini è il segretario del Movimento Cristiano Lavoratori sezione di Voghera, numerose le iniziative che, insieme alle istituzioni locali, stanno portando avanti. Mettendo al centro del proprio operato la fede Cristiana e ispirati dall’Enciclica “Laudato sii” di Papa Francesco, lavorano quotidianamente per il bene della popolazione oltrepadana. In questo momento di difficoltà hanno come priorità l’aiuto dei disoccupati e la tutela della ruralità montana. Questi principi sono racchiusi nei loro progetti di cui ci parla il Segretario. Segretario, come nasce il vostro Movimento e con quali intenzioni? "Il Movimento Cristiano Lavoratori è un ente di promozione sociale presente in tutto il territorio nazionale da diversi anni ormai. Per quanto riguarda la nostra sezione di Voghera è attiva dagli anni ’70 in Piazza Duomo con il circolo dedicato a Giovanni XXIII dove si ritrovano i nostri soci per le varie attività organizzate. E’ anche dotato di servizio bar per rendere l’ambiente più conviviale". Vi sentite quindi più un sindacato o un gruppo di volontari che operano per il bene della società? "Un sindacato sicuramente no, più che altro ci sentiamo un gruppo che agisce a scopo socio-ricreativo di pari passo alla parrocchia del Duomo. Ciò nonostante offriamo anche numerosi servizi, in modo particolare l’assistenza fiscale del nostro CAF, utili al sostentamento delle nostre iniziative. Inoltre essendo presenti alla Consulta per il Volontariato del comune di Voghera, è nostro compito raccogliere fondi a scopo benefico o organizzare viaggi itineranti. Infine stiamo lavorando a qualche importante progetto a tutela della collettività in questo periodo di crisi economica". State facendo qualcosa per i 13000 disoccupati presenti nel territorio della nostra provincia? "Noi del MCL insieme alla Caritas Diocesana di Tortona stiamo lavorando dal mese di maggio 2015 per poter risolvere questo annoso problema sociale, prendendo spunto da numerose iniziative sorte nel milanese, abbiamo ritenuto doveroso garantire un supporto a coloro che sono in cerca di lavoro. Certamente non abbiamo la forza di aiutare questa gente a trovare una sistemazione, ma cerchiamo di mettere insieme tutti coloro che stanno attraversando un momento delicato per infondere in loro un po’ di entusiasmo e ottimismo per poter ritrovare se stessi. Grazie all’ aiuto dei comuni, di alcuni sindacati e delle associazioni di categoria, coadiuvati dal dott. Franco Capelli, psicologo del lavoro, abbiamo iniziato questi incontri". In campo agrario state facendo qualcosa? "In autunno abbiamo lavorato e presentato un progetto indirizzato alla ruralità dell’ Oltrepo Pavese, in modo particolare all’ Alta Val Tidone dove alcuni nostri soci hanno proprietà terriere. Questo non fa strettamente parte della nostra vocazione però è nostra intenzione lavorare anche per il bene del nostro territorio e dell’ ambiente. L’ideale sarebbe istituire un ente, senza alcun scopo di lucro, che possa gestire, dal punto di vista agro-forestale e naturalistico, quella zona di Oltrepo che forse risente di più del rischio di abbandono. Con i nostri incontri abbiamo

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Tambornini: "La 'famiglia contadina' vittima di questa crisi globale"

Rosella Tambornini

voluto sensibilizzare in primis i sindaci ad assecondare le nostre idee e poi anche i proprietari per far sì che compiano opere concrete contro il dissesto idrogeologico, l’avanzamento dell’ incolto e il pericolo di incendio". Come sta procedendo questa iniziativa? "Come tutti i progetti anche questo ha bisogno di essere finanziato. Avevamo pensato di accedere ai fondi della Fondazione Cariplo attraverso un bando destinato alle comunità rurali che cercano di riprendere in mano il proprio sviluppo. Per ora stiamo lavorando insieme ai sindaci dei comuni di Zavattarello, Valverde, Ruino e Romagnese, la facoltà di Scienze della Terra dell’Università di Pavia e il prof. Vercesi dell’Università Cattolica di Piacenza per preparare un convegno che dia inizio all’ iniziativa. Ci auguriamo che vada tutto a buon fine per il bene degli agricoltori e della nostra Terra ma abbiamo bisogno dell’ aiuto di tutti quelli che vogliono contribuire. Purtroppo negli ultimi anni è sempre più evidente il passaggio fra un’agricoltura di sussistenza all’agroindustria". Questo fenomeno ha anche un risvolto culturale, cosa ne pensa? "Diciamo che noi vivendo in una realtà cittadina non sentiamo in modo diretto questo passaggio. Posso però dire che parlando con i nostri soci che abitano sulle colline vicine a noi, si capisce come questa crisi stia anche caratterizzando la loro cultura e tradizione. Non è più possibile praticare un’agricoltura di sussistenza perché, in primo luogo non

c’è più ricambio generazionale nelle generazioni di agricoltori e poi la pressione fiscale che grava sulle piccole aziende obbliga gli imprenditori ad un lavoro più duro e molto meno redditizio. A questo proposito basti pensare alla pulizia dei versanti franosi che un tempo venivano fatti dalle piccole comunità agricole mentre, ai giorni nostri, questi aspetti sono completamente trascurati. Per questi motivi viene meno l’importanza del singolo agricoltore a vantaggio delle potenze dell’industria moderna. E’ quindi evidente che non venga più privilegiata l’importanza del singolo agricoltore come elemento umile ma indispensabile della società". Cosa farebbe per salvaguardare la “famiglia contadina” considerata tradizionalmente fulcro della cristianità? "A mio avviso bisognerebbe dare più spazio a chi ogni giorno lavora in questo settore. In modo particolare mi riferisco al fatto che i piccoli produttori dovrebbero essere coinvolti nelle scelte prese dalle istituzioni. Potrebbe essere un’ opzione valida quella di istituire un ente che raccordi la popolazione con chi effettivamente è predisposto a decidere e governare. Solo così il nostro territorio e tutti i territori rurali potrebbero imboccare la strada giusta dello sviluppo. Ritengo inoltre che sia una grave perdita, non solo da un punto di vista religioso e culturale, aver perso la tradizione della “famiglia contadina” ma anche per una serie di principi che sono sempre esistiti al suo interno. Possiamo dunque considerarla come una delle vittime mietute da questa crisi globale".


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INTERVISTA AD UN ANTENNISTA SUL PROBLEMA RICEZIONE TELEVISIVA

"In montagna a volte è difficile anche prendere il segnale della Rai..."

Antenna, parabola, decoder, satellitare, digitale, chi più ne ha più ne metta, finiti i tempi del primo, secondo e terzo canale. In una miriade di proposte a pagamento, sembra che ci siamo dimenticati dei canali free, vale a dire quelli che tutti dovrebbero poter vedere se muniti di un apparecchio (televisore) e di un’antenna, ed è qui che nascono le problematiche più disparate. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza con l’ aiuto di un antennista, Alex Crevani. Innanzitutto che cos’e’ il digitale terrestre? "Per farla in breve, l'arrivo del digitale ha permesso alle persone di ricevere "i canali " in una qualità e quantità maggiore senza dover andare a mettere mano all’impianto d'antenna che si aveva precedentemente in casa ma soltanto munendosi di un apposito decoder. I segnali che si ricevono con il digitale sono molto più puliti: non ci sono più rigolini, annebbiamenti o rumori strani quando guardiamo la televisione. con la tv digitale, le immagini o si vedono o non si vedono, senza vie di mezzo. Può capitare al massimo di vedere immagini con i quadrettoni o il cosiddetto "mosaico" perche il segnale non viene ricevuto bene ma spesso sono situazioni temporanee che spariscono in breve tempo". Dopo la corsa all’acquisto di apposito decoder, alcuni anno orsono, ora sorge il problema che il digitale terreste non raggiunge tutti gli utenti. Perche? "In Oltrepo ci sono molte zone d'ombra nelle quali il digitale non prende in quanto, quando c'è stato lo SWITCH OFF (sono stati spenti i ripetitori analogici) c'è stata una vera e propria gara per prendere il maggior numero di frequenze digitali senza preoccuparsi di coprire o aumentare i segnali in queste zone scoperte. I ripetitori posti al monte Penice non sono in grado di coprire i coni d'ombra dovuti agli avvallamenti delle nostre colline. Rai e Fininvest garantisco-

Le antenne del Monte Penice

Alex Crevani

no il servizio appoggiandosi ad con una piattaforma satellitare, non avendo interesse di sopperire queste mancanze con spese e investimenti per le "poche" migliaia di persone e purtroppo con i satelliti non si ricevono momentaneamente tutti i canali trasmessi dal digitale terrestre. Un esempio, nelle nostre colline

tra Varzi, Zavattarello e Romagnese, la rete mediaset trasmetteva le loro frequenze su 2 bande e ha deciso di venderne una ad un altra emittente televisiva lasciando scoperto centinaia di utenti, "pochi" per loro e che non rientravano nei loro interessi". Quali sono le zone dove il segnale è ottimo? "Il segnale è ottimo nei punti di rilievo del territorio e non coperti da avvallamenti o grandi colline, in quanto i ripetitori del Monte Penice e del Monte Giarolo puntano su Milano e quindi servono in maniera ottima Voghera, Rivanazzano Terme, Casteggio, Broni e Stradella". Se il problema principale è la conformazione del nostro territorio e la troppa vicinanza ai trasmettitori il problema non è risolvibile? "Momentaneamente sono in sviluppo (ma non in tempi brevi ) nuove coperture in molte zone (coni d'ombra ), la soluzione primaria è l'installazione di un impianto satellitare in quanto riesce a garantire la copertura del digitale in quasi tutti i punti del territorio. Quasi però". Le persone che vi contattano, quali problemi lamentano? "Da una parte c'è il cliente poco preparato che non comprende e 'cade dal pero' di fronte all'impossibilità di vedere alcuni canali. Alla fine, rassegnato, ripone in noi la totale fiducia. Dall'altra parte ci sono clienti più preparati e attenti che conoscendpo già il problema lo baipassano richiedendoci subito l'installazione del satellitare". Installata l'antenna, acquistato tv con decoder, per vedere effettivamente tutti i canali cosa deve spendere un utente? "Con un installazione di antenna parabolica, impianto cavi e decoder... Tutto compreso la spesa oscilla tra i 200-250 € (ovviamente noi installiamo il tutto a quel prezzo ). Le variabili cambiano a seconda di dove deve essere posizionata la parabola (balcone, tetto ecc.) e dalla distanza tra antenna e decoder in casa".

Le antenne del Monte Giarolo


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INCHIESTA TRa GLI OLTREPADANI

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Ma com'è il segnale che arriva alle antenne delle televisioni in Oltrepò? Abbiamo fatto un piccolo sondaggio prendendo a campione alcuni comuni dell'Oltrepò pavese, dalla pianura alla collina, per cercare di capire meglio. Ecco che cosa ci hanno risposto le persone che abbiamo interpellato. Claudio Boldrini, Rivanazzano Terme. A casa sua cos'ha dovuto fare per vedere i canali base della televisione? "Io ho decoder da anni che avevo preso per i canali pay. Proprio quest'autunno ho cambiato tv ed era tutto già impostato dal venditore. non mi sono dovuto munire di impianti alternativi". Riesce a vedere tutti i canali? "Si. L'unica precisazione che mi è stata fatta è quella di modificare la fonte in quanto nella mia zona di viale Europa erano preimpostati i canali dal ripetitore Piemonte e me li ha convertiti sul Penice. Per il resto sulla tv normale non vedo tutti i canali, mentre se utilizzo il decoder si. In linea di massima quelli che non vedo dalla tv sono quelli tipo Rai Premium, Rai 4 ecc...". Cinzia Montagna, Santa Giuletta. A casa sua cos'ha dovuto fare per vedere i canali base della televisione? "Li vedo normalmente con l'antenna". Quindi senza aver dovuto installare nessun impianto a pagamento satellitare? "No, nessun impianto a pagamento". Vede tutti i canali tv? "Vedo tutti i canali base, oltre ad altri. Un centaio circa". Anna Perocchio, Varzi. A casa sua cos'ha dovuto fare per vedere i canali base della televisione? "Io ho acquistato il decoder Raisat e vedo ula tv tilizzando la parabola di sky". Vede bene i canali? "Tutti tranne sky che ho disdetto... vedo anche canali tipo cnn canali arabi insomma ne vedo parecchi. Oltre a quelli base anche Tele Pavia, Telelombardia e tanti altri". Marino Bruni, Zavattarello. A casa sua cos'ha dovuto fare per vedere i canali base della televisione? "Niente perchè io i canali della Rai, Rai 1, Rai 2 e Rai 3 non li vedo assolutamete. E non si riesce a capire per quale motivo. Di tanto in tanto arriva il segnale, magari per un quarto d'ora e poi sparisce di colpo". E quindi? "Niente, mi sono abituato a vedere gli altri canali e basta". Però lei paga il canone Rai? "E allora cosa dobbiamo farci? In Francia pagano per vedere le reti private da noi si paga per vedere le reti pubbliche. Anzi, per dire la verità, come nel mio caso... per non vederle". Massimo Ciancio, Bressana Bottarone. La televisone a Bressana con quale qualità si vede? "Direi perfetta. Io personalmente ho sky e l'antenna normale e riesco a vedere molto bene tutti i canali sia quelli pubblici che privati". Edoardo De Paoli, Broni. Come vedete la televisione a Broni? "Dal 2012 tutti siamo passati, come disposto dalla legge, dal sistema analogico a quello digitale. A 4 anni di distanza ci sono ancora problemi e non ancora risolti. Purtroppo alcuni canali non si vedono!" Stefania Sbarsi, Casteggio.

Claudio Boldrini

Cinzia Montagna

Anna Perocchio

Edoardo De Paoli

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In pianura il segnale è migliore rispetto alle zona di collina e di montagna

Massimo Ciancio

Stefania Sbarsi

Com'è la situazione di ricezione della tv a Casteggio? "Molti canali non si vedono e altri dipende dai giorni. Con il digitale terreste non vedo i canali di Mediaset, mentre so per certo che in alcune zone di Casteggio il problema non sussiste. Ho dovuto quindi optare per un’altra soluzione ed acquistare un impianto satellitare con pay tv". Serena Bazoni, Val di Nizza. "Mediaset non riesco a vederla! Inoltre, sono tanti i canali che non appaiono nemmeno nella lista! Diciamo che mi accontento… Mio marito che lavora in Località Serzego, dove ha un’attività commerciale, si è visto “obbligato” a mettere il satellitare per poter permettere ai clienti di vedere qualcosa in più, che non sia la Rai".

Serena Bazoni

Marino Bruni


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La stroncatura decisa dell’opposizione guidata da Guglielmo Bruni

di Alessio Alfretti

"A Montebello della Battaglia nulla è cambiato". Lo afferma a proposito del nuovo sindaco eletto nel 2014 l’esponente dell’opposizione consigliare Guglielmo Bruni della lista “Montebello più nuovo e più sicuro”. A suo avviso l’amministrazione guidata da Andrea Mariani prosegue nel solco tracciato dal precedente governo, che si era distinto per l’immobilismo, condannando il paese alla mancanza cronica di servizi. Bruni, la sua è una stroncatura decisa? «Purtroppo non possiamo che ravvisare il perpetuarsi della tendenza a investire poco denaro e quindi, inevitabilmente, a fornire pochi servizi alla cittadinanza. Esattamente come la precedente amministrazione guidata da Fabrizio Marchetti». C’è quindi una ideale continuità fra il precedente e l’attuale governo di Montebello? «Più che ideale, dato che la squadra di Maggioranza è praticamente la stessa della precedente legislatura. E’ cambiato il sindaco, che peraltro era stato nella passata giunta, e non c’è più l’ex sindaco Marchetti. Anzi, a nostro avviso, Marchetti è ancora vicino alla nuova squadra, alla quale probabilmente dispensa consigli e idee; però questa è solo un’ipotesi, per nulla suffragata da fatti concreti. Comunque su un elemento non ho dubbi: il nuovo primo cittadino è bravo a promettere, molto meno a fare i fatti. Il Sindaco, anche a mezzo stampa, aveva annunciato che a breve sarebbero iniziati i lavori del nuovo centro commerciale nel terreno della ex concessionaria Scania, ma da fonti attendibili i lavori sono rimandati a sine die. Gli oneri derivanti erano destinati alla realizzazione di opere varie. Devo rendere merito al Sindaco che si sta proponendo sul territorio con maggiore visibilità, ha invitato in Municipio consiglieri comunali, collaboratori esterni, l'ex sindaco, impiegati ed operai comunali, operatori commerciali e ditte operanti nel Comune per il brindisi per gli auguri di natale. A chi non era presente a porto gli auguri con una telefonata in ditta od a casa». Quali sono quindi i problemi che evidentemente si ripresentano nel tempo? «Innanzitutto c’è da far rilevare che l’amministrazione non fa fare le necessarie manutenzioni alle strade vicinali; ad esempio, quella che dall’ex Statale 10 sale da Genestrello alle frazioni è totalmente disastrata: è stata sistemata qualche anno fa e poi non ci si è curati di mantenerla in uno stato di adeguata manutenzione. Nemmeno viene fatto rispettare il regolamento relativo alla pulizia delle strade vicinali. Ora sembra siano arrivati soldi inaspettati dalla Regione e dal recente allentamento del Patto di Stabilità, grazie ai quali è stato fatto qualche intervento minore, come la pulizia di alcune rogge». Lamentate altre carenze sul piano dei Lavori Pubblici? «Certo, basti pensare che è stato rifatto il programma Triennale che era stato approvato a inizio del 2015, spostando in là nel tempo gli interventi che erano in calendario. Un rinvio che ci preoccupa. Gli amministratori hanno in progetto di rifare le strade comunali, tutte in cattive condizioni, sia in centro che nelle frazioni, ma a questo punto non vedremo alcun lavoro prima della fine del 2016. Pensi che ad esempio nella strada che va a Cascina Borra ci sono delle voragini. Ma anche la piazza delle Poste è malconcia e non si fa nulla». Che succede alla piazza?

Guglielmo Bruni

«La piazza lungo la strada principale, quella che tutti vedono passando, è davvero mal ridotta, con l’asfalto ammalorato, le righe dei parcheggi parzialmente cancellate. Avrebbe bisogno di manutenzione e di un intervento di abbellimento. Invece niente, nemmeno una luce per il periodo delle festività natalizie. Che peraltro sono mancate in tutto il paese. Per la piazza

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Minoranza all'attacco: "A Montebello della Battaglia, l'immobilismo regna sovrano"

sembra che ci sarà un intervento non prima del 2018. Ma non va meglio al cimitero comunale». Qual è lo stato del cimitero? «A parte che anche lì servirebbero lavori di manutenzione, ma ciò che più ci preoccupa è la carenza di nuovi loculi: i cittadini li chiedono, io l’ho fatto presente all’amministrazione, ma niente da fare. Mi è stato risposto che sono disponibili ancora circa 15 loculi all’ultimo piano: o ci si fanno bastare quelli, o ci si accontenta dello spazio comune nel terreno». Insomma, le carenze sono numerose? «A nostro avviso sì, c’è molta trascuratezza. Pensi che nessuno si è accorto che parte della recinzione del monumento ai caduti sta crollando: sia la ringhiera in ferro che il basamento in cemento presentano diversi punti ammalorati. Quest’anno in occasione della celebrazione dell’entrata in guerra nel conflitto mondiale del 15/18 sarebbe il caso di sistemare la lampada votiva dentro al monumento; sarebbe una spesa minima, ma sinora nessuno se ne è preso carico. Però sono state fatte le cartoline e i manifesti per commemorare la ricorrenza: evidentemente per quelli i soldi c’erano». Voi come reagite a questa situazione? «Continueremo a vigilare e a far presenti i problemi che si accumulano. Addirittura l’amministrazione sostiene di non volere accendere mutui per i nuovi lavori, per non aumentare le tasse ai cittadini; e poi la Tasi è passata dall’1 all’1,5 %. Insomma, colgo l’occasione per fare i migliori auguri di un felice 2016 a tutti i montebellesi, assicurando loro che il nostro gruppo sarà sempre attento e presente».

Una veduta di Montebello della Battaglia


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Il sindaco racconta la storia antica e quella recente dell’opera

Gorrini: «Con tanto impegno abbiamo rifatto il ponte di Fumo» di Alessio Alfretti

Voluto più di cento anni fa da una nobile famiglia locale, il ponte per la frazione Mazzolino ha sempre rappresentato un punto di riferimento per la viabilità di Corvino San Quirico. Ma solo la lungimiranza del sindaco Giancarlo Gorrini ha permesso di rimettere in sicurezza un’opera che ormai sentiva il peso degli anni. Sindaco, quando avete inaugurato il ponte rinnovato? «Il ponte, anzi il cavalcavia, è stato inaugurato il 28 Novembre 2015. Hanno partecipato alla cerimonia il vicesindaco di Corvino, Rodolfo Brameri, l’assessore alla Cultura, Lella Ravazzoli, il tecnico comunale Matteo Arpesella, l’ingegnere incaricato del collaudo, Alessandro Bottazzi, il parroco Don Giorgio Murtas, il sindaco di Oliva Gessi, Beppe Ascagni, il sindaco di Mornico Losana e presidente dell’Unione dei Comuni Lombarda dell’Oltrepò Centrale, Paolo Porcellana e molti cittadini. Si tratta di un’opera che nacque per collegare la frazione Fumo alla frazione Mazzolino, ma senza interrompere i collegamenti fra i vigneti. Per questo tecnicamente si parla di cavalcavia. Per il nostro Comune si tratta di un punto di collegamento molto importante, che oggi porta a una prestigiosa azienda vitivinicola». Di che azienda si tratta? «Si tratta dell’azienda Mazzolino, premiata ogni anno alla Notte dei Talenti di Casteggio, e anche da prestigiosi riconoscimenti nazionali, come i Tre Bicchieri del Gambero Rosso. Un fiore all’occhiello per il nostro territorio. Ma il cavalcavia non è importante solo per l’azienda: è un punto di passaggio di grande importanza per la collina». Come siete arrivati a rifarlo? «Ormai la struttura sentiva il peso degli anni: per quanto ben realizzata è un’opera che fu collaudata nel lontano 1897. Ormai le spallette mostravano segni di cedimento e il mio timore era che una potesse cedere. Dato che vi passano quotidianamente molti

L'inaugurazione del Ponte con il sindaco Gorrini

veicoli, anche il pulmino scolastico e degli autobus, oltre ai grossi mezzi che vanno all’azienda vitivinicola, il timore di un cedimento si era fatto sempre più vivo. Nel periodo in cui vennero alcuni forti temporali non dormivo la notte: la paura di un cedimento era concreta. Solo che tra la decisione di fare un’opera e la possibilità di realizzarla, in mezzo ci sono i fondi economici da reperire». Un problema? «In periodi in cui i Comuni hanno maggiori difficoltà a reperire i fondi non era certo una passeggiata pensare di rifare un cavalcavia. Anche perché inizialmente l’esborso previsto era consistente: i tecnici interpellati parlavano di oltre 100mila Euro, necessari a rifare la struttura. Per fortuna poi siamo riusciti a fare di necessità virtù». Come avete aggirato l’ostacolo economico? «Anzitutto abbiamo cercato di capire come si potesse contenere la spesa. Così è stato elaborato un proget-

to che permettesse di mantenere il passaggio sotto alla struttura, ma che non implicasse costose gettate di cemento armato. Abbiamo pensato alla posa di grossi tubi di cemento, sotto al ponte. In questo modo avremmo almeno dimezzato la spesa. Ma rimaneva il problema di come reperire i fondi». In che modo avete trovato il denaro necessario? «Abbiamo deciso di dividere la spesa con uno dei principali fruitori, ovverossia l’azienda vitivinicola Mazzolino. Grazie al suo contributo, pari a circa il 30%, siamo riusciti ad affrontare la spesa, che nel complesso è ammontata a 46mila Euro. Il resto della cifra ci è stato finanziato da un mutuo concesso dalla Cassa Depositi e Prestiti. Insomma, in tempi in cui le grandi aziende finanziano il restauro dei monumenti storici italiani, noi nel nostro piccolo siamo riusciti a portare a termine un’opera molto importante per il nostro territorio approfittando dell’aiuto di un privato». Ci racconta qualcosa della storia del ponte? «Originariamente la strada che porta a Mazzolino era una via d’accesso interpoderale, funzionale ai proprietari dei fondi agricoli della zona; cioè era una strada che univa i poderi fra di loro. Nella frazione nacque attorno alla metà dell’Ottocento l’omonima tenuta, in cui si trasferì nel 1854 Alfonso Corti, marchese di Santo Stefano Belbo. Proprio i discendenti del marchese pensarono di dar vita a un consorzio per costruire il cavalcavia». Una formula innovativa, per quei tempi? «Sì, anche perché poi fu acceso un mutuo per reperire tutti i fondi necessari, altra stranezza per i tempi. Il Consorzio Strada del Mazzolino fu costituito il 3 Gennaio del 1894, da cinque consorziati, tra cui il marchese Don Gaspare Corti. L’ammontare totale della spesa era di oltre 13.400 Lire. Da notare un altro elemento curioso per l’epoca: anche allora i costi di realizzazione lievitarono, come accade a volte negli appalti odierni. Si arrivò a oltre 22.000 Lire. Ma poiché il marchese aveva promesso che la spesa da ripartire non avrebbe superato il preventivo e che in caso contrario avrebbe pagato lui la differenza, gli toccò alla fine anticipare l’intera somma».


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L’APPELLO AI CITTADINI CONTRO I FURTI DEL SINDACO DI MONTESCANO

di

Oliviero Maggi

Torna la paura dei furti nei paesi della prima collina. L’ultimo episodio è avvenuto nelle scorse settimane a Montescano, quando una ragazza di 24 anni si è trovata faccia a faccia con quattro malviventi, armati di mazze e picconi. La banda stava cercando nella villetta una cassaforte che invece non c’era: così si sono allontanati con alcune borse della madre e poche decine di euro, fortunatamente senza fare del male alla giovane. Il fatto, però, ha fatto tornare di stretta attualità la questione sicurezza nei Comuni collinari come Montescano, con molte case e frazioni isolate, che diventano i principali obiettivi dei delinquenti. Così il sindaco Enrica Brega lancia un appello a tutti i cittadini, in particolare alla popolazione anziana: avvisare subito il municipio o le forze dell’ordine non appena si vedono movimenti sospetti. Sindaco Brega, ormai anche nei Comuni piccoli come il suo accadono fatti, che finora si sentivano solamente nei grandi centri. Lei come lo ha vissuto? “Direttamente, perchè la ragazza e sua mamma sono mie cugine. Fortunatamente lei sta bene e subito dopo il furto è tornata subito a lavorare. Si è presa solo un grosso spavento ed è andata bene che non le abbiano fatto nulla. Io ho ospitato la famiglia a casa mia per una notte, visto che la banda aveva messo a soqquadro tutta la villetta, alla ricerca di una cassaforte che invece non c'era; poi il giorno successivo ho aiutato le mie cugine a rimettere tutto a posto. Comunque la

Enrica Brega

situazione è diventata davvero insostenibile”. A Montescano un fatto simile era accaduto nel marzo 2014, quando l’imprenditore ed ex sindaco Alberto Longeri era stato sequestrato in casa insieme alla moglie. Cosa sta succedendo, sindaco? “Siamo davvero in guerra e sicuramente c'è molta preoccupazione. Ormai non si possono nemmeno lasciare i figli in casa da soli, come spesso accade anche a me. Tra l'altro, dopo il fatto accaduto all’ex sindaco Longeri, non si era sentito di furti in casa o alle aziende agricole. Quello dell'altra sera è stato un episodio eclatante, che si è risolto solo con un grande spavento. Però noi sindaci ci sentiamo impotenti di fronte a tutto questo”.

VAL VERSA

Brega: “Segnalate i movimenti sospetti in municipio o alle forze dell’ordine”

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I Comuni cercano di correre ai ripari disseminando il territorio di telecamere. Lei crede che questa possa essere la soluzione ideale? “Purtroppo agiscono all'improvviso, a qualsiasi ora del giorno. Noi siamo monitorati da cinque telecamere, disposte un po’ in tutto il paese. I carabinieri hanno visualizzato le registrazioni per cercare di capire da dove sono arrivati i malviventi, anche se è probabile che siano arrivati a piedi dalla campagna. Queste bande si muovono velocemente: addirittura la stessa banda, che ha colpito a Montescano, potrebbe avere agito nelle stesse ore anche a Montù Beccaria. Le telecamere comunque possono essere utili a controllare gli spostamenti delle automobili sul territorio”. Di fronte a questa situazione, cosa possono fare i sindaci, in particolare quelli dei piccoli Comuni? “L’unica cosa che possiamo fare è la prevenzione verso i cittadini. Al pranzo degli anziani, che abbiamo organizzato in occasione del Natale, ho voluto che fossero presenti anche i carabinieri per sensibilizzare i cittadini sul problema della sicurezza. Le forze dell’ordine fanno molto, però il nostro territorio è veramente difficile da tenere sotto controllo. Per questo anche la gente comune deve dare una mano: Io invito tutti a segnalare a me, in municipio, ai vigili o ai carabinieri qualsiasi movimento o automobile sospetta che transita sul territorio”.


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LA STORIA DELLA CHITARRA ORCHESTRA CITTA' DI VOGHERa

EVENTI

Dalla musica classica al pop da Elvis Presley a Lucio Battisti

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Il gruppo della Chitarra Orchestra Città di Voghera di

Chiara Imarisio

Reduce dal recente successo del concerto Natale nel mondo 2015, svoltosi nella chiesa di Pombio di Voghera il 22 dicembre 2015, il direttore della Chitarra Orchestra Città di Voghera, Gianfranco Boffelli, ha parlato della sua attività basata sulla passione per la musica. Quando e come si è formata la Chitarra Orchestra? “Tutto è nato dall’idea di raggruppare i miei allievi più talentuosi e fare qualche concerto. Le prime prove si sono svolte nel teatro di San Rocco di Voghera. Abbiamo fatto il primo concerto al teatro dei Barnabiti di Voghera, nel marzo 1978, quella che considero la data ufficiale d’inizio”. Che genere di musica praticate? “Nel corso di questi anni abbiamo cominciato con la musica classica, poi abbiamo spaziato, ad esempio, con la musica dei Beatles o con le canzoni di Walt Disney: insomma non abbiamo un obiettivo preciso. Un appuntamento importante è quello del Natale, dove ci esibiamo con l’abituale concerto Natale nel mondo, che riscuote molto successo”. Dove suonate abitualmente? “Prettamente nella zona dell’Oltrepò pavese, abbiamo fatto anche un concerto a Torino, ma solitamente ci esibiamo nel nostro territorio”. C’è stato un concerto che vi ha particolarmente soddisfatto? “L’anno scorso abbiamo fatto un concerto di musica classica nella chiesa di San Giuseppe di Voghera, che è stato riproposto al conservatorio di Pavia e che ha avuto un buon riscontro, anche grazie al chitarrista e maestro Federico Lisandria, che opera da solista con un buon riscontro. Il nostro prossimo obiettivo, è un percorso chiamato Dal rock al pop, una rivisitazione delle canzoni che hanno fatto un’epoca: dai Rolling Stones, a Elvis Presley ma anche Lucio Battisti”. In che modo è composta la Chitarra Orchestra? “Oltre ai chitarristi abbiamo un bassista, che se facciamo concerti di musica classica si avvale del contrabbasso, mentre se si tratta di musica leggera utilizza il basso elettrico. Poi abbiamo le tastiere e il saxofono. Ad accompagnare gli strumenti, ci pensa il Coro dell’Arcobaleno diretto da Nadia Cometto, e un gruppo di voci femminili, le Over

the Rainbow oltre a vari cantanti solisti”. I componenti si dedicano anche ad altre attività? “Sicuramente. Alcuni sono studenti, altri lavorano. Ci sono persone sposate, che sono ormai quarant’anni che collaborano con me e i loro figli sono miei allievi”. È presente un vice-direttore? “Ho tanti collaboratori che mi danno una mano nei vari aspetti: c’è chi si occupa del passa-parola con i mezzi tecnologici di oggi, chi mi aiuta ad insegnare quando facciamo lezioni separate, c’è chi lavora all’impianto acustico. Abbiamo un consiglio con tutte le varie cariche (presidente, vicepresidente, economo, eccetera) e in questo modo si discute di ogni questione”.

E i chitarristi più giovani? “Sono miei allievi che ho affidato alla direzione del maestro Federico Lisandria e che sono i più bravi della loro generazione; prossimamente entreranno a far parte del gruppo della Chitarra Orchestra, perciò abbiamo voluto dargli visibilità nel nostro ultimo concerto di Natale alla chiesa di Pombio”. Vi occupate anche di altre iniziative? “Sì, ci occupiamo della didattica. Non solo il sottoscritto con la chitarra, ma abbiamo chi tiene un corso di percussioni, di basso e di canto. Inoltre facciamo due manifestazioni importanti: il Festival Chitarristico Internazionale che ha cadenza biennale e il Mulino Incantato, con le canzoni riservate ai bambini fino ai dodici anni che si terrà l’anno prossimo”.

Gianfranco Boffelli


MOTORI

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"Un libro per ricordare, per gioire, per emozionarsi, e anche per commuoversi... ricordando..."

Con “Tutte le sfumature del 4 REGIONI”, l’autore ci fa rivivere i magici anni dei rally in Oltrepo, anni d'oro per il rallysmo olrepadano. In questo libro Piero Ventura racconta quel periodo vissuto da testimone oculare. Oltre a narrarci puntualmente e dettagliatamente la cronaca del rallysmo in Oltrepo e dei suoi momenti più importanti, l'autore ci rende partecipi dei suoi ricordi in qualità di persona “informata dei fatti”, e si, perchè Piero Ventura era presente e partecipe prima come pilota, poi come giornalista ed in alcune occasioni come addetto stampa, alla quasi totalità dei rally disputati in Oltrepo Pavese, certamente di tutti quelli più importanti, durante i quali ha incontrato non soltanto i piloti, ma anche i tanti personaggi più o meno caratteristici che popolavano e popolano l'ambiente dei rally, dai colleghi giornalisti ai manager, dagli organizzatori fino ai semplici appassionati con cui ha scambiato informazioni, indiscrezioni ed opinioni, magari a notte fonda, dopo aver assistito ad una prova speciale, mangiando un panino con il salame di Varzi e bevendo un buon bicchiere di vino. La scelta di farci rivivere tantissimi momenti del motorsport oltrepadano non è affatto casuale, ma legata al fatto che grazie ai rinnovati vertici dell’ACI provinciale c’è un risveglio ed una rinnovata voglia di “fare rally” in Oltrepo. L’autore con le sue parole e con le tantissime fotografie racconta la presenza sulla scena rallystica oltrepadana di numerosi protagonisti di grande valore, seguiti ed esaltati nei loro momenti di vittorie e successi, ma anche impietosamente ritratti nelle spesso difficili, a volte tragiche vicende che a volte segnano questa specialità sportiva. Piero Ventura non lo dice esplicitamente, ma probabilmente anche per lui, come per molti altri appassionati, il rallysmo dai tempi del “4 REGIONI” è andato via via perdendo gran parte del suo fascino, forse causa la scarsità di nuovi talenti, che ha provocato il calo di interesse da parte del pubblico e dei media. Ventura è stato l’addetto stampa d’eccellenza di tutti i Beta Rally Oltrepò, l’ultimo sussulto ad alti livelli del rallysmo oltrepadano, ha vissuto da protagonista e da addetto ai lavori, ogni sfaccettatura di questo rally, ne ha visto la nascita, ne ha condiviso e discusso le innovazioni, ha contribuito fattivamente nel renderlo un rally rimpianto da molti. L’autore ha sempre cercato in ogni modo serio e concreto di appoggiare coloro che volevano riportare ad alti livelli ed ai fasti del passato i rally in Oltrepo, soprattutto il 4 REGIONI. Nell’immagine di copertina, spicca in primo piano la foto del massimo esponente del rallysmo pavese ed oltrepadano, il compianto Professor Siro Pietro Quaroni, Piero Ventura lo ha conosciuto bene ed in molte pagine del libro, quest’uomo che è stato un precursore ed innovatore del rallysmo italiano, viene magnificamente descritto, in modo emblematico nella stessa immagine di copertina, c’è anche la foto del nuovo presidente dell’ACI Pavese, Marino Scabini, un omaggio al nuovo Presidente ACI, ma

soprattutto un incentivo, un incoraggiamento nella difficile strada che ha intrapreso…rilanciare i rally in oltrepò. “Tutte le sfumature del 4 REGIONI” nelle sue 312 pagine, è un libro che si legge in un attimo, un libro con tante fotografie, ma è anche un libro da conservare, per tutti quei momenti nei quali gli appassionati dei rally, sentono il bisogno di dare una “rinfrescata” alla propria memoria, per

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ritornare a gioire, ad emozionarsi e perché no … anche a commuoversi ricordando momenti, aneddoti e persone, ahimé alcune scomparse, che hanno vissuto e fatto vivere i rally in Oltrepò. “Tutte le sfumature del 4 REGIONI” lo si può ordinare a: "motorpress@outlook.it" (Euro 30.00 + spese spedizione) - Per info: 3478682983.


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La storia di AURElio, il panettiere che ama i MOTORI

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di Alessandro

Disperati

Sette anni di gare che lo hanno laureato per ben due anni consecutivi campione italiano di slalom in salita nel circuito Csai della prima zona Italia Settentrionale. Aurelio Gattone, per tren'anni dipendente della Citroen di Voghera, oggi panettiere insieme alla moglie Daniela Gattone, ci racconta la sua avventura nel mondo dei motori. Chi è Aurelio Gattone? "Sono nato a Poggio Ferrato e all'età di 14 anni ho cominciato a lavorare alla Citroen a Voghera, da Vistarini. Sono rimasto lì per 31 anni di fila. Oggi invece gestisco con mia moglie Daniela la panetteria di Poggio Ferrato, piccola località della Val di Nizza". Come è nata la passione per lo slalom automobilistico in salita? "La scintilla è scoccata nel 1983: un giorno mi sono detto... voglio infilare un casco e provare a correre, voglio provare a disputrare degli slalom riservati alle auto. Ho preso una A112 Abarth e via... ho iniziato". All'inizio era un gioco poi è diventata passione: ci racconti questa evoluzione? "Si, all'inizio prendevo parte alle gare per gioco, mi piaceva disputare gli slalom per provare l'ebbrezza della velocità. Poi ho cominciato a seguire i campionati e allora le gare sono diventate ancora più appassionanti". Fino ad ottenere anche importanti risultati... "Si, è vero. Per due anni consecutivi mi sono aggiudicato le coppe tricolori del Trofeo Nazionale Csai". Per quanti anni ha corso? "Dal 1983 al 1990: per sette anni di fila mi sono divertito in questo sport. Solo slalom però, mai rally veri e propri". Quante gare ha disputato nella sua carriera? "Nei sette anni di competizioni ho disputato 42 corse con una media di 7-8 gare all'anno. I due trofei vinti me li sono aggiudicati disputando gare in tutta Italia, in particolare nell'Italia Settentrionale. Ho corso a Paesana (Cuneo), Porto Tolle (Rovigo), Susa - Moncenisio, Lanzo d'Intevi, Este e in tantissime altre località". E adesso che ha abbandonato le gare non le manca correre gli slalom? "Un pochino... ma per non perdere questa passione, di tanto in tanto faccio l'apripista in alcuni slalom.

MOTORI

Gattone: "La passione per lo slalom mi ha portato a vincere due Coppe Csai"

Elio Gattone su A112 Abarth

Ultimamente avevo partecipato, proprio come apripista, allo slalom Collegio-Penice. Non ho più la licenza per correre per cui mi accontento di questo". Qual è il ricordo più bello di quegli anni in cui correva? "Sono tanti i ricordi belli. Era un'emozione partire il sabato da Poggio Ferrato per raggiungere le sedi di gara. E la domenica rincasavo sempre con nuove emozioni vissute e da raccontare, tutte condivise con mia moglie Daniela". Elio, ha qualche aneddoto da raccontarci? "Mi ricordo un finale di Coppa Csai a Lanzo d'Intelvi, alla vetta di Signignola, balcone d'Italia da cui si domina Lugano e la Svizzera. Di notte era nevicato e per vincere la Coppa ero obbligato a fare un buon piazzamento. E per fortuna, nonostante la neve, riuscii a fare un bel tempo e a vincere la Coppa". Altri momenti emozionanti? "Quando sono stato premiato ai Parioli a Roma, per aver vinto la Coppa Csai, e tra i premiati c'era niente poco di meno che Alboreto. E' stata un'emozione immensa". Altre curiosità?

Elio Gattone su Citroen LNA

"Un anno, mentre mi stavo recando ad Este, la polizia mi sequestrò il carello per il trasporto dell'auto da gara in quanto era 10 centimetri più largo dell'auto trainata. A quel punto non mi sono demoralizzato: ho lasciato lì il carrello, ho scaricato l'auto e ho proseguito la mia marcia verso Este...". Aurelio, ha altri aneddoti da raccontarci? "Vi racconto questa... Ad una gara, sempre ad Este ero pronto per la partenza. Il commissario mi segnala tre minuti al via. Quindi un minuto... Mi bussa al vetro un ragazzo e mi dice che ho una gomma a terra. Il commissiario mi guarda e mi chiede: cosa intende fare? Nal frattempo mi segnala che mancano 30 secondi alla partenza. Impossibile scendere e cambiare la gomma in quei pochissimi secondi. Gli dico di darmi pure il via e che mi sarei fermato alla prima curva a sostituire la gomma. A una manciata di secondi dal via sento i fischi dei commissari che bloccano la gara in quanto c'era troppo pubblico ai bordi della strada. Così volo giù dall'auto e mentre sto per sostituire il pneumatico bucato arrivano alcuni ragazzi che mi alzano la macchina e mi agevolano nel sostituire la gomma. Sono rimasto senza parole... E dopo poco arrivò il via per la partenza della gara senza problemi...". Un rammarico? "Forse aver abbandonato questo sport che mi affascinava tanto. Quando nel 1993 ho deciso di smettere mi ero ripromesso di rientrare prima o poi... Ma come sempre quando abbandoni non riesci più a rimetterti in gioco e... pace. Devo dire che però mi sono divertito parecchio". Ma lavorando, quando trovava il tempo per preparare la macchina da correre? "Di notte preparavo l'auto in ogni suo minimo particolare per renderla performante". Per quali scuderie ha corso? "Ho corso in diverse scuderie. Per tre anni con l'Alberto Alberti e poi sono passato alla Super Gara di Scanavino di Alba dove avevo anche vinto il campionato sociale dei piloti di quella scuderia". Si sente di ringraziare qualcuno? "Non ho mai avuto una rottura alla macchina e di questo devo ringraziare l'amico Livio Salvino di Ciriè che mi ha sempre preparato l'auto in condizioni eccezionali".


PANCHINA BLU

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Miglior Allenatore: Tondo spinto da facebook ma la partita è ancora lunga

Pregi e difetti dei suoi avversari

Landini è giovane e carismatico, sono contento per i risultati che sta ottenendo. Bisacco è il guru del calcio pavese. Difetti non riesco a trovarne a nessuno dei due, siamo molto amici, quindi…

Giudicare gli altri allenatori è sempre difficile, bisognerebbe lavorarci con gli allenatori, ma purtroppo di mister per ogni squadra ce n’è solo uno.

Bissacco: carisma Tondo: simpatia (capacità di fare gruppo).Tra i difetti di Tondo che e’ un carabiniere…(ride ndr) Bissacco: difficile trovare un difetto a un guru del calcio come lui.

Voto da 1-10 ai suoi avversari

A Landini do un bel 9 per quello che sta facendo, a Bisacco un 9 per tutto quello che ha fatto.

Landini conquistando la promozione con il Varzi ha fatto un ottimo risultato quindi 9, Tondo sta lavorando per costruire una squadra per vincere, nonostante le insidie dell’l’Albuzzano, squadra fortissima, ma sono sicuro che prima o poi ce la farà, è nel suo dna vincere, Voto 8.

Entrambi 10. Gente come loro fa bene al mondo del "nostro" calcio.

Si trova nelle prime tre posizioni nella categoria Panchina Blu che premia il miglior allenatore dell’Oltrepò Pavese, pensa di meritare la vittoria?

Non posso giudicarmi se merito di vincere la panchina blu. Lo lascio fare ai giocatori e alle tante persone che mi votano su Facebook. Posso solo dire che sono contento di essere nei primi tre posti e di condividere la classifica con degli amici significa che ho fatto e sto facendo bene.

Ringrazio tutti, però non penso di meritarlo, l’anno scorso ho vinto il campionato di 2° categoria con l’APOS Stradella ed è stato tutto più facile, quest’anno vedremo, anche se so che un po’ di affetto nei miei confronti c’è sempre, speriamo che continuino a votarmi e a giugno spero di essere ancora lì a lottarmela.

La concorrenza è agguerrita. Ce la metteremo tutta!!


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sport


PALLONE BLU

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Miglior Portiere: Ferrari consolida il primo posto, Andanse outsider

1. Pregi e difetti dei suoi avversari 2. Voto da 1-10 ai suoi avversari 3. Si trova nelle prime tre posizioni nella categoria Miglior Portiere dell'Oltrepo, pensa di meritare la vittoria? BRUNO FERRARI 1. Personalmente reputo Scarza un portiere "fuori categoria", che merita di giocare sicuramente a livelli più alti per le sue capacità. Andanese non lo conosco così bene, ma posso dire che é un bravissimo portiere! Non mi piace parlare dei difetti dei miei colleghi e non mi sento neanche nella posizione per poterlo fare! Quindi per spirito di “solidarietà” tra colleghi, posso dire che "i portieri non hanno difetti". 2. Scarza si merita un bel 9,5 solo perché la perfezione è difficile da raggiungere...ad Andanese, do un 8 anche per il buon campionato che sta facendo con la sua squadra.

3. Non saprei... a me fa solo un immenso piacere essere votato dai Mister della provincia! Chiudo con una battuta..."Se mai vincerò, mi toccherà offrire da bere a tutti quelli che mi han votato" CLAUDIO SCARZANELLA 1. Ferrari é un portiere completo, forte sotto tutti i punti di vista, merita altre categorie. Andanese lo conosco meglio fuori dal campo, é un ragazzo serio e in gamba, con questo atteggiamento si toglierá soddisfazioni anche nello sport. Non vedo difetti in Ferrari, come detto prima é forte e completo. Andanese é più giovane e ha solo bisogno di fare piú esperienza. 2. 10 a Ferrari e 9 ad Andanese 3. Per quello fatto quest'anno no, non penso di meritare la vittoria, ho iniziato bene ma poi ho commesso alcuni grossi errori...comunque c'é ancora tutto il ritorno...anche se conto di essere il meno impegnato

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possibile visto i difensori straordinari che abbiamo in squadra! ALESSIO ANDANESE 1. Sono sicuramente 2 portieri con grande personalità e danno molta sicurezza ai compagni ...beh.. di difetti, in due portieri del loro calibro e' davvero difficile trovarne. 2. Scarzanella voto 9 perchè lo reputo veramente il migliore, sia per quello che dimostra e ha dimostrato, sia per la sua esperienza, dato che ha giocato a livelli professionistici, e' il portiere che tutte le squadre vorrebbero avere ed e' una sicurezza. Ferrari voto 8, un voto in meno rispetto a Scarzanella. 3. Io sto continuando a lavorare duro per raggiungere ottimi risultati con la mia Riva. Spero di vincere giocando e dimostrando tanto, come spero di aver fatto finora. So che sarà molto dura dato che Claudio e Bruno sono due portieri di categoria superiore.

Miglior Difensore: Tacconi, Guidi, Achilli si giocano tutto in trenta voti

1. Pregi e difetti dei suoi avversari 2. Voto da 1-10 ai suoi avversari 3. Si trova nelle prime tre posizioni nella categoria Miglior Difensore dell'Oltrepo, pensa di meritare la vittoria? NICOLò TACCONI 1. Achilli è molto tecnico, tatticamente sempre impeccabile e con un gran piede destro! Giocatore senza difetti. Guidi molto forte e grintoso ma non ha il mio sinistro!!! 2. Achilli e Guidi parimerito, voto 9. 3. Se penso di meritare di vincere? La mia risposta è "ovvio!"

MATTEO GUIDI 1. Sono entrambi due bei ragazzi fashion e social. Tacconi sulle scarpe oltre al nome si é dimenticato di farsi scrivere destra e sinistra, Achilli da quando non si tinge piu i capelli ha perso i super poteri. 2. Tacconi voto 9: nel girone di andata ha fatto più goal di me in 25 anni, per il suo attivo impegno sui social network e i goal é la versione nostrana del “Bobone” Vieri col 5 sulle spalle. Achilli voto 9: uomo spogliatoio, un elemento fondamentale in tutte le rose, col suo gomito alto sempre ben in vista sia in campo che in serata. 3. Premessa, ringrazio chi mi ha votato sulla fiducia nonostante abbia giocato a malapena tre spezzoni di partita, é un attestato di stima che mi gratifica e spero

di disputare un girone di ritorno di alto livello per me e per i miei compagni; detto questo se non dovessi vincere questo riconoscimento spero lo vinca Achilli, perchè se malauguratamente lo vincesse Tacconi me lo rinfaccerebbe finché campo. DAVIDE ACHILLI 1. Tacconi ha un gran cuore e un forte attaccamento alla maglia, Guidi certamente grande fisicità. Tra i difetti di Guidi quello di non credere abbastanza nelle sue potenzialità. Tacconi troppe espulsioni!!. 2. Tacconi 9, Guidi 6 3. Non penso di meritarmelo, ma ce l'ha metterò tutta per far bene fino alla fine.


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1. Pregi e difetti dei suoi avversari 2. Voto da 1-10 ai suoi avversari 3. Si trova nelle prime tre posizioni nella categoria Miglior Centrocampista dell'Oltrepo, pensa di meritare la vittoria? IORDACHE MARIAN PURICA 1. Sinceramente non li conosco bene, le voci che girano dicono che sono bravi.. 3. Essendo un loro avversario, non me la sento di esprimere un voto.. 4. Sono molto felice di essermi classificato tra i primi tre posti, spero di non deludere chi mi ha votato, continuerò ad essere così. Speriamo in bene!

MATTIA VERDI 1. Non conoscendoli di persona posso dirti che Piras è molto giovane ed ha ampi margini di miglioramento, Purica so che è un grande attaccante. Difetti non ti so dire perché come ho detto prima non li conosco di persona. 2. Ad entrambi come voto do un 8. 3. Mi fa piacere essere nelle prime posizioni e ringrazio tutti quelli che mi hanno votato. E poi non devo essere io a dire se meritare di vincere o meno..lo decideranno le persone che ci stanno votando.

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Miglior Centrocampista: Purica punta al duplete, Verdi e Piras giovani e votati

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non riesco a trovare difetti, dovrei conoscerli meglio. 2. Purica non lo conosco molto bene ma da quello che si dice, si merita un 8,5, mentre Verdi, bravo centrocampista, superiore per questa categoria, voto 9. 3. Non mi sarei mai aspettato di trovarmi tra i primi tre, posizione inaspettata, penso che ci siano centrocampisti migliori che meritano di vincere.

KTISTIAN PIRAS 1. Sono due buon giocatori, molto forti tecnicamente,

Miglior Attaccante: il pronostico diceva Pellegrini, la classifica dice Castagna

1. Pregi e difetti dei suoi avversari 2. Voto da 1-10 ai suoi avversari 3. Si trova nelle prime tre posizioni nella categoria Miglior Attaccante dell'Oltrepo, pensa di meritare la vittoria? DAVIDE CASTAGNA 1. Ho giocato contro di loro solo a calcetto…. che dire… “tanta roba”. Si vede che sono di una categoria superiore a me e agli altri! Difetti sinceramente non saprei… 2. Un bel 8 a entrambi 3. Vincere non fa mai male e vincere per due volte

consecutive meglio ancora!!! Ho la scusa per festeggiare con amici e compagni!! MATTIA PELLEGRINI 1. Villa dalla sua parte ha l'età e nonostante non l'abbia mai visto giocare i numeri parlano per lui, in questo inizio di campionato vede “la porta grossa come una casa”... Castagna è un giocatore esperto che ha sempre fatto molti gol nelle categorie in cui ha giocato, nonostante la mole è comunque un giocatore dinamico. Entrambi fanno reparto da soli. Difetti non saprei, non posso permettermi di giudicare. 2. Castagna 7, Villa 7.5.

3. Più che pensare di meritare di vincere devo dimostrare di meritarmelo, ovviamente ci proverò fino alla fine del campionato come faranno i miei avversari, sarà una bella sfida. NICOLO’ VILLA 1. Purtroppo non conosco bene nessuno dei due, so per certo però che Pellegrini è una grandissima punta 2. Non posso dare voti, non ho mai giocato contro di loro 3. Si, me lo merito, quest’anno ho segnato molto e sono il più giovane dei tre. Mi sembrano due buoni motivi


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SPORT

INTERVISTA ALL'ALLENATORE NIALl GROSSI

"Il Rugby a Voghera è in crescita, ora puntiamo tutto sui bambini..." di Alessandro

Disperati

Rugby Voghera: una realtà consolidata di uno sport che è in continua crescita. Ne parliamo con l'allenatore delle squadre cittadine, Niall Grossi. Parliamo di questa associazione: il Rugby Voghera... "Siamo una realtà amatoriale e ci diamo da fare tutti insieme. Anche se formalmente ci sono dei ruoli, all'interno dell'associazione ci occupiamo di tutto coralmente, dalle incombenze federali e burocratiche alla manutenzione delle attrezzature e la segnatura del campo la domenica". Da quando si pratica il Rugby a Voghera? "L'associazione è nata ufficialmente il 4 Luglio del 2007 grazie all'impegno di Orazio Valle e di Giuseppe Giovanetti. Il primo purtroppo è mancato nel 2010 ma da lui abbiamo imparato entusiasmo ed è sicuramente grazie al suo esempio se adesso siamo ancora qui a fare attività. Insieme abbiamo disputato il nostro primo campionato di serie C del 2008/09 e da allora non ci siamo più fermati". Qual è il suo ruolo all’interno dello staff tecnico? "Al momento seguo un po' tutto, in particolare la squadra seniores che fa la serie C. Purtroppo Edoardo Carugi, con cui abbiamo iniziato la stagione, è dovuto rientrare in Toscana per motivi familiari. Quindi stiamo ridefinendo i ruoli tecnici e per ora navighiamo a vista. Ma insieme ci stiamo dando una organizzazione più efficace e, con i dirigenti, gli altri allenatori e gli educatori ci stiamo dando nuovi obiettivi, con un occhio di riguardo per l'attività giovanile e di propaganda". Voi state portando avanti anche un progetto dedicato ai bambini: qual è l’obiettivo? "L'obiettivo dell'associazione è ovviamente la diffusione e lo sviluppo del rugby a Voghera e zone limitrofe, naturalmente si deve partire dai bambini.

La squadra del Rugby Voghera

L'obiettivo è costituire un settore giovanile completo, dall'under 8 all'under 18. Ci vorrà tempo ma siamo armati di pazienza e perseveranza. Al momento abbiamo un gruppo Under 8, quello under 10 sta crescendo così come quello under 12 e 14 grazie soprattutto alle sinergie con la Scuola Media Pascoli e ai loro insegnanti di Motoria: Elena D'amico e Fabrizio Scapolan. Ci piacerebbe che anche altre scuole, di qualsiasi grado, si interessassero maggiormente a questo sport". Il rugby è uno sport poco praticato in Oltrepò, perchè secondo lei? "Il territorio dell'Oltrepò è tradizionalmente vocato al calcio. Nel bene o nel male questo ha lasciato poco spazio al rugby ma non solo, tanti altri sport vengono praticati poco o niente. Per quanto riguarda la palla ovale la Provincia di Pavia ha avuto come unica società, seppur con una storia di oltre 80 anni, il Cus Pavia. Negli ultimi 10 anni, oltre a noi, sono nate al-

MOTO CLUB VARZI IN FESTA CON I CAMPIONI SOCIALI

tre società in zona (Vigevano e Tortona) un segnale di crescita ma siamo ancora lontani dai nostri obiettivi. Ci piacerebbe incominciare anche con l'attività femminile ma i numeri sono ancora risicati". Il rugby pur essendo uno sport fisico è noto per essere uno sport dove corretezza e lealtà la fanno da padrone. Insegnare questo ai bambin i è difficile o viene naturale? "Come dovrebbe essere in ogni sport aggiungerei. Personalmente non ho mai trovato difficoltà sotto quest'aspetto. A volte si perde l'aspetto educativo dello sport a favore di quello agonistico. Ogni allenatore ha le sue peculiarità e non tutti sono adatti a lavorare con i bambini. E' nostro compito come associazione quello di individuare e formare le persone più adatte e capaci per lavorare con i ragazzi in modo da poter trasmettere i valori fondamentali dello sport in maniera corretta insieme al bagaglio tecnico della disciplina".

Pluripremiati i fratelli Buscone di Alessandro

Disperati

Tempo di bilanci per il Moto Club Varzi che nei giorni scorsi a Bosmenso (frazione di Varzi) ha organizzato la cena e premiazione sociale. Ma oltre alla premiazione del campionato sociale c'è stato anche un ricordo dello storico presidente scomparso nell'estate scorsa, Alberto Ricci che è stato tra i fondatori del Moto Club. Oltre cento persone hanno preso parte alla festa. Il Moto Club Varzi oltre a seguire da vicino i ragazzi si occupa anche dell'organizzazione di alcune gare e per il 2016 ci cono in vista numerose novità che saranno illustrate al momento della presentazione del calendario. Il team oggi è presieduto da Alessandro Ricci; vice presidente è Tino Pernigotti. E veniamo alle premiazioni del campionato sociale. Nella categoria Under sono stati premiati: Paolo Buscone, Francesco Buscone e Alberto Caronni; nella categoria Senior: Riccardo Buscone, Davide Fronte e Stefano Frustagli; nella categoria Major: Luca Grosso, Marco Scabini e Daniele Paratici. Nota goliardica della serata è stata l'istituzione del premio 'asciugamano d'oro 2015', un nuovo premio istituito dal Moto Club che viene assegnato al pilota che si è distinto in negativo di un evento particolare durante l'annata. Il premio se lo è aggiudicato Daniele Scianni.


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Gentile Direttore, per 15 giorni siamo stati bombardati, da televisioni, giornali, facebook, blog, opinionisti etc etc di notizie terrificanti sull’emergenza smog, sull’inquinamento e sul fatidico PM 10. Quasi tutti i partiti, quasi tutti i

politici e moltissima gente ha cavalcato questo fatto per attaccare l’avversario di turno, anche in Oltrepò. Poi è piovuto, sono venute due dita di neve e sono scomparsi tutti coloro che dissertavano e pontificavano su questo fatto, scomparsi tutti, insieme al PM 10. Forse non deve essere un fatto così catastrofico come veniva dipinto se nessuno ne parla più, forse era solo un modo, di troppe persone, per sostenere le proprie

tesi contro il nemico a vario titolo, di turno. Tutti quelli che hanno sbraitato, forse ingigantendo la situazione e forse moltiplicando l’allarmismo dovrebbero farsi un esame di coscienza. Barbara Traverso Stradella

'Il Danubio blu...": la replica di Don Valentino Ho letto un articolo sul Periodico che mi ha ricordato un racconto di uno scrittore che racconta di un ragazzo che stava passando un giorno con una ragazza del luogo sul ponte del Danubio ed esclama a gran voce “che acqua giallastra ha il fiume, che tutti dicono Blu”. Risponde la donna: “Si è veramente Blu, sempre blu! Perché lo amiamo”. L’oratorio, si dice nell’articolo, c’era già prima di don Valentino. È vero. Era la vecchia scuola elementare, con la scala per accesso, gli impianti elettrici e igienici non a norma, il riscaldamento poco funzionante. Eppure era la nostra scuola amata e quindi sempre Blu. C’era la sala giochi e per la pesca di Beneficenza, era il vecchio Garage dei carabinieri e da noi amato era pure blu. C’erano due pini nella piazzetta, che li abbiamo piantati, sono cresciuti alti e belli, ormai vecchi e pericolosi secondo gli esperti, ma erano pure blu per tanti. C’erano le ACLI, da anni non avevano più iscritti, il bar, una volta frequentato dagli anziani era diventato un Bar commerciale, piccolo e non più in regola con le leggi dell’edilizia, eppure nel ricordo era sempre blu perché amato. Ora abbiamo un oratorio fatto a regola d’arte con Bar, sala multimediale, Biblioteca, sale riunioni, molto amato e quindi ancora più blu. Abbiamo una piazza ampliata, non solo per il riposo degli anziani, ma con la possibilità finalmente di arrivare in macchina alla porta della chiesa. Piazza …. e dedicata anche ad un santo molto blu. Abbiamo restaurato i campi gioco, e realizzato un parco per bambini, omologato da Ditta del settore, pure molto Blu e amato anche dai giovani e genitori. Infine, nell’anno della Misericordia abbiamo in paese anche qualche agnostico della conoscenza e della verità molto Blu per me e per molti che rispettiamo le opinioni avverse. Questa, è una fiaba che ricorda con amore il passato, senza disconoscere, valorizzare e amare il presente. Si ricorda che le parole passano e le opere rimangono a testimonianza del nostro amore per Salice. Siamo molto Blu anche noi. Don Valentino

DAI LETTORI

Emergenza smog: una barzelletta...

Ma per visitare i musei devo fare come Sgarbi? Egregio Direttore, Le chiedo per cortesia un parere su come risolvere un problema che da alcuni giorni non mi lascia dormire. Prossimamente dovrò andare a Milano ed avrei l’urgente necessità di visitare la Pinacoteca di Brera. Non mi va però di fare ore di coda per entrare ed altre ore per visitare il museo con tutti i turisti. Secondo Lei, se chiedo il numero di telefono di Sgarbi ai nostri amministratori vogheresi che

nelle settimane scorse hanno fatto vari selfie con "il maestro" e gli chiedessi se intorno alle 23.30 potesse fare una telefonata ben posizionata, potrei ricevere il medesimo trattamento che è stato riservato al Sig. Vittorio Sgarbi per visitare il Museo Mazzucchelli? Che dice mi faccio dare il numero dai nostri amministratori vogheresi "amiconi" del polemista Sgarbi? Roberto Carena - Voghera

Un sindaco deve essere capace di far rispettare le ordinanze Gentile Direttore, ho seguito i vari ed accorati appelli e le successive ordinanze per vietare i botti di Capodanno. IL 99% dei casi la richiesta per vietare i botti era per proteggere gli animali. Premesso che se un sindaco emette un'ordinanza, dovrebbe anche essere in grado di farla rispettare, invece in tutti comuni, sia quelli che hanno emesso l'ordinanza che in quelli che non l’ hanno emessa i botti ci sono stati, in misura uguale a prima. Personalmente, forse perchè non ho più l'eta, non ho "tirato i botti", la cosa che invece mi lascia perplesso è che viene invocato questo divieto praticamente esclusivamente per tutelare la salute degli animali. Al contrario io penso che il tutto dovrebbe essere fatto per tutelare prima di tutto la salute delle persone, delle persone che li tirano, molte volte facendosi male e di tutte quelle persone che per motivi di salute o di lavoro necessitano di tranquillità. Al contrario si parla solo di salvagurdare gli animali, forse ci si dimentica che ci sono anche gli anziani e gli ammalati al mondo, c'è anche chi lavora e di notte deve riposarsi e se è un turnista, come ad esempio sono io, a volte di giorno dorme perchè di notte lavora. Oltre ai botti che vengono sparati 2 giorni all'anno, a capodanno ed a carnavale, ci sono i cani che magari abbaiano 365 giorni all'anno disturbando anziani, malati e gente che lavora. Il problema è che siamo arrivati al punto in cui vengono emesse ordinanze o promulgate leggi in base alle voglie ed alle proteste degli animalisti, dimenticandosi che anche le persone hanno i loro diritti". Marco Morini - Casteggio

Sugli immigrati... posizioni discordanti Gentile direttore, che dire… dopo aver letto sui giornali e sui social articoli e post contro l'arrivo degli immigrati in diversi comuni dell'Oltrepò, non ci resta che armarci e partire non si sa bene dove, ma solo contro chi, in pratica contro gli stranieri che ci rapinano, ci uccidono, ci sfruttano ecc. ecc. Molti di queste persone manifestano una forte tensione, tensione causata proprio dalla visione di africani con il cappellino e la visiera al contrario che sputano per terra e da venditori di kebab, ebbene consiglio a questi signori di frequentare fabbriche, campi, cantieri e tanti luoghi di lavoro occupati da stranieri che oltre a guadagnarsi onestamente il pane quotidiano stanno salvando proprio l'Italia, versando contributi che probabilmente non gli verranno mai restituiti in forma di assistenza. Ho letto di gente che non concepisce come un carabiniere non percepisca sussidi ottenuti invece da un qualsiasi

marocchino senza lavoro. Ebbene dal momento che non mi sembra che il nostro codice abbia leggi divise fra stranieri e italiani è facile capire che i sussidi che riceve il marocchino possono essere ricevuti anche da italiani che si trovino nelle sue stesse condizioni. Se questo non piace si proponga l'abolizione di ogni forma di sussudio per i disoccupati oppure, se è tutto così facile basterà licenziarsi e finalmente ricevere tutti quegli enormi vantaggi che percepisce il marocchino disoccupato, vedrete che bella vita... Detto ciò è sempre bene ricordare che se uno straniero al rinnovo del permesso di soggiorno non lavora tale permesso non gli viene rinnovato con tutto ciò che ne consegue. Sorvolando sul disturbo, da alcuni espresso, nel vedere stranieri in pronto soccorso o all'ospedale, forse per chi esprime questo “disagio” sarebbe meglio che gli immigrati si curassero in casa con le pozioni magiche o riti vudu, trovo di un ingenutà disarmante (se

detta in buona fede) associare le stragi parigine con la società multietnica sapendo bene che tali episodi criminali hanno origine da interessi che nulla hanno a che fare con religione e colore della pelle. Per la cronaca ho subito furti in casa ma questo non solo non mi fa odiare chi è nato in altri Paesi e si è recato in Italia in cerca di una vita dignitosa, ma mi fa avvicinare ancora di più alla numerosissima ma silenziosa parte sana dell'immigrazione. E’ necessario agire uniti contro tutto ciò che deprime e incattivisce la nostra società, partendo dal furto della bicicletta, passando alla rapina per arrivare a quell'emarginazione, terreno fertile per arruolare dei ragazzi in meccanismi finanziari geopolitici che nemmeno loro probabilmente si immaginano, trasformandoli in crudeli assassini. Stefania Vitali Voghera


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