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Anno 9 - N° 88 Febbraio 2015

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Forza Italia spaccata tra la candidatura di Barbieri e Torriani

In questo numero OLTREPO Rinasce l'Associazione della Strada del Vino TORRAZZA COSTE Roversi: "Valorizzare i prodotti locali per rilanciare il turismo" RETORBIDO Secco no alla proposta di un inceneritore di gomme

Casteggio: consiglio comunale dai toni accesi

Giovanni Alpeggiani a 360 gradi "Lavoro dietro le quinte per i miei amici sindaci"

Quello di Giovanni Alpeggiani è un nome molto conosciuto nella politica oltrepadana. Non si può dire però che il suo sia anche un “volto noto”, perché non ama più di tanto apparire. Lo abbiamo intervistato per scoprire i suoi progetti futuri e per capire chi sosterrà alle prossime elezioni comunali a Voghera. SERVIZIO A PAG. 21


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Commento di Antonio La Trippa In un clima di tensione sociale crescente, in una zona come l’Oltrepo che sta pagando duramente i colpi di una crisi, il fuoco dell’intolleranza arde, alimentato dalla rabbia crescente. Se in una situazione al limite del collasso si presenta un gruppo di ladri ben organizzato che batte un paese oltrepadano qualsiasi, palmo a palmo con sistematica lucidità violando la sacralità della casa, la razionalità si sconquassa e a governare la società rimangono la paura e l’istinto di autotutela. In quest’ottica potrebbero nascere le ronde spontanee dei cittadini in Oltrepo Pavese. Parlare di ronde evoca immagini di celti beoni che girano con camice verdi e bottiglie di amaro Braulio, sicuri nelle loro inflessioni dialettali, spigolose a recitare slogan celoduristi che tanto rassicurano la mitica Casalinga di Voghera, eppure molte persone che vorrebbero le ronde e vorrebbero farne parte, non bevono acqua del Po dall’ampolla di leghista memoria, nè girano con corna di bue sull’elmetto, sono persone che vediamo al bar la sera o la mattina alla posta. Per capire cosa sta succedendo in Oltrepo occorre prima di tutto parlare con la gente, sempre più stufa ed impaurita dai continui furti nelle abitazioni e analizzare i fatti da un punto di vista libero da pregiudizi e da impostazioni ideologiche preconfezionate. Se da una parte appare chiaro che il “monopolio della violenza” appartiene allo stato che solo può tutelare la sicurezza dei cittadini senza incorrere in pericolose derive incontrollate, dall’altra si è considerato che la situazione in Oltrepo sta assumendo sempre di più le sembianze di un emergenza sociale che va fronteggiata a tutti i costi. La sensazione di abbandono in cui versano i paesi del nostro Oltrepo è tale che potrebbe spingere i comuni cittadini ad intraprendere azioni private di controllo del territorio. In alcuni casi i cittadini armati, tengono lo schioppo caldo vicino alla finestra, con il colpo in canna e la ferma intenzione di lasciarlo partire correndo il rischio, come già successo purtroppo, che a pagarne le conseguenze può essere un innocente che rimane a terra ed un inconsapevole omicida che con questo rammarico dovrà convivere per tutta la vita. Un ruolo fondamentale in questa vicenda, manco a dirlo, lo stanno giocando i giornali ed i social network. Scorrendo le pagine dei quotidiani e le pagine di facebook si ha l’impressione di un assedio costante, uno stato di terrore latente in cui si sommano informazioni false e paure legittime. Una porta lasciata aperta diventa un chiaro segno di effrazione ed una macchina sospetta mette in allerta un intero paese. C’è da augurarsi che al più presto la situazione torni alla normalità e perchè questo succeda, è necessario che le istituzioni tornino a giocare un ruolo centrale: se l’ordine pubblico verrà ristabilito da chi ha equipaggiamento, preparazione, professionalità e capacità (e non ultima una divisa) avremo la sensazione di tornare a vivere in uno stato di diritto in cui regna la legge, se chi ha il fucile caldo vicino alla finestra lo dovrà usare c’è solo da augurarsi che tutto vada sempre per il meglio. C’è da sperare che nessuno perda la testa e che non si verifichino tragici errori. Bisognerebbe che i sindaci dei nostri comuni con chiarezza e determinazione chiedessero ai vertici locali delle varie forze dell’ordine una maggior presenza e di fare molto di più, pur essendo tutti consapevoli che polizia e carabinieri combattono ogni giorno, con organici insufficienti, personale a volte sottopagato e mezzi antiquati. Perché l’obiettivo è che la sicurezza diventi un abitudine. Non dimentichiamo che ci sono zone del nostro

Oltrepo (pensiamo ad esempio alle vie di periferia di Voghera, o Stradella o i piccoli paesini) che in questo stato di incertezza vivono tutto l’anno, da troppi anni. Questa situazione è esplosa nella sua gravità alcuni anni orsono, quando una serie di furti, sempre più frequenti, ha incominciato ad allarmare i residenti dei vari paesi dell’Oltrepo. Il malessere, l’incertezza, il panico e poi la sfiducia nelle istituzioni a questo punto si è diffuso tra la gente e al riguardo l’opinione di tutti era e purtroppo continua ad essere la seguente: laddove lo Stato manca è la comunità che deve agire perché di certo le leggi in merito non sembrano tutelare il cittadino e poco aiuta sapere che ci siano solo pochissime pattuglie delle forze dell’ordine per un territorio vasto com’è l’Oltrepo. L’unica soluzione a questo punto sembra essere la costituzione di ronde formate da cittadini volontari per difendere ciò che qualcun altro dovrebbe dovuto tutelare, in zone a noi limitrofe, nella val Curone e nei dintorni di Tortona piccole ronde volontarie sono già all’opera. E’ notizia delle settimane scorse che due ragazzi di ronda, nelle colline vicino a Volpedo, abbiano senza volerlo, intralciato l’inseguimento delle forze dell’ordine nei confronti di alcuni ladri che scappavano, ma su questo episodio le versioni sono contrastanti, ma è indubbio che la voglia o la necessita di organizzarsi in ronde ci sia, una voglia animata dal medesimo obiettivo, quello di evitare nuovi furti supervisionando il territorio. Ma le ronde sono legali? Su quali presupposti potrebbero o dovrebbero agire? Impugnando solo una torcia per illuminare e tranquillizzare le case dei residenti ed un telefono per tenersi in contatto con le forze dell’ordine nel caso di movimenti sospetti? Riguardo l’organizzazione e i requisiti a cui debbano adeguarsi le ronde è da citare il DM 8 agosto 2009 emanato in materia degli “osservatori volontari”, in attuazione della legge sulla sicurezza 94/2009 Oltre ai requisiti minimi previsti, quali il raggiungimento della maggiore età, la costituzione di nuclei di un numero di persone non superiore a tre (di cui almeno una di eta’ pari o superiore a 25 anni), il mancato ausilio di mezzi motorizzati, di animali e anche se in possesso di porto d’armi, di armi o altri oggetti atti ad offendere, il decreto delinea la modalità con cui legittimare le ronde: il sindaco che intenda avvalersi di simili associazioni emana apposita ordinanza con la quale formalizza la propria volontà, identificando gli ambiti per i quali intenda utilizzarle. Una volta ottenuta l’autorizzazione, il passo successivo è la domanda di iscrizione, indirizzata al Prefetto della provincia dove l’associazione intende operare ed ha una sede, poiché in ciascuna Prefettura-Ufficio territoriale del Governo

TERZA PAGINA

Oltrepo, troppi furti, troppa paura, troppi ladri, tanti parlano di ronde

e’ istituito l’elenco provinciale delle associazioni degli “osservatori volontari”. Al di là di quali possano essere le considerazioni riguardo le ronde, il dato oggettivo è che, la dove ci sono le ronde, i furti sono ridotti. Un simile risultato tuttavia, non può omettere un altro dato importante: c'è sempre un singolo che, non conforme al gruppo dei volontari e alle sue regole, preso dalla rabbia, si comporta irrazionalmente, questo, di certo, comprometterebbe l’integrità delle attività svolte dalle ronde che, ricordiamolo, devono essere coordinate con i servizi della polizia municipale del comune interessato in modo da garantire un’idonea ricezione delle segnalazioni. Data per certa l’assenza dello Stato, garante della sicurezza e dell’ordine pubblico, non possiamo non riconoscere a questi cittadini il merito di poter rendere più arduo l’agire indisturbato dei ladri e di poter colmare, per quanto loro possibile, l’eventuale dilagare di un’anarchica rabbia collettiva. Detto ciò, tuttavia, non possiamo non fare doverose e importanti riflessioni: “lo stato siamo noi”, ma fino a che punto? Esiste forse un limite oltre il quale il cittadino è tenuto a difendere sé stesso? Probabilmente esiste un limite, quello dell’insoddisfazione e questo, a sentir la gente, è già stato superato da un bel pezzo. Un simile malcontento non dovrebbe tradursi in pura e sterile rassegnazione perché è proprio nel momento in cui il cittadino si abitua alla mancanza di certi diritti che lo Stato incomincia un po’ a morire. Ci si abitua a tutto: al commerciante che non fa lo scontrino, al politico che ruba, alle opere pubbliche mai terminate, a ponti che cadono per incuria , a gare d’appalto vinte da quei soliti noti, a scuole che spesso pensano più ai grandi che ai piccoli ed infine ci si abitua a cittadini che difendono i cittadini. È in queste situazioni che si ravvisano le possibili cause della mancanza di fondi destinati proprio alla salvaguardia dei nostri diritti. Se le ronde rappresentano oggi la più immediata delle soluzioni possibili al problema, domani ci si aspetta, da parte della cittadinanza oggi impaurita, un’azione di sollecito nei confronti delle varie amministrazioni comunali al fine di non vederle impassibili di fronte alle chiusure delle caserme dei Carabinieri, come quella prospettata a Voghera e di vedere adeguate le forze dell’ordine, in uomini e mezzi, perché per chi non lo avesse ancora capito, siamo in uno stato di emergenza… Quando si parla di un diritto come quello alla sicurezza, non c’è o non dovrebbe esserci, taglio di spesa che tenga, nonostante per anni questo sia stato il problema principale dell’Italia e quindi dell’Oltrepo: sono anni che i cittadini oltrepadani si lamentano senza ottenere nulla e a quanto pare il problema ora sta esplodendo. Alcuni anni fa noi oltrepadani ci sentivamo tutelati dal solo fatto di essere lontani dalla questione, del resto mica abitavamo a Rozzano o nell’Hinteland milanese… ma adesso ciò che prima l’indifferenza occultava, la paura ha portato alla luce. Ebbene sì, la paura talvolta unisce. E la voglia di farsi giustizia da soli aumenta, e così anche la voglia di ronde. Una soluzione potrebbe essere quella che i sindaci dei nostri comuni, incentivino e si attivino per la creazione di ronde, secondo i criteri di legge. Potrebbe essere un modo per tenere sotto controllo e nel rispetto della legge questa forma di autodifesa, ma anche un modo per cercare di limitare questo insopportabile “boom” di furti. Per chi non lo avesse capito la gente dell’Oltrepo non ne può più, e la voglia di farsi giustizia da soli aumenta.


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ATTUALITA’

INTERVISTA AL SENATORE DELLA VAL DI NIZZA CHE SOFFIA SU 90 CANDELINE

Panigazzi: "Si all'unione dei Comuni Le Regioni invece sperperano denaro" di

Gabriele Braghieri

In occasione del compimento dei suoi primi 90 anni, è nato il 5 febbraio 1925 a Val di Nizza, abbiamo intervistato il senatore Luigi Panigazzi uomo dell'Oltrepò, partigiano, medico, politico. Senatore Panigazzi lei era in parlamento nel 1985 durante le elezioni a capo dello stato del Presidente Francesco Cossiga, primo presidente eletto con un solo scrutinio dopo l'entrata in vigore della Costituzione e secondo per numero di voti dopo Sandro Pertini, ci racconta come fu possibile? "Prima di rispondere è necessaria una premessa. Quando fu eletto Cossiga esistevano partiti ben strutturati che oltre a selezionare per gradi di responsabilità la classe politica esigevano disciplina. Su una questione di primaria importanza istituzionale come l'elezione del Presidente della Repubblica erano le segreterie a dare la linea politica. Nel 1985 si trovò un accordo preliminare sul nome di Cossiga e tutti votammo disciplinati. Eleggere un Presidente della Repubblica al primo scrutinio fu una dimostrazione per gli osservatori internazionali che l'Italia era un paese coeso e maturo dal punto di vista democratico". Ci racconti della sua esperienza in Senato. "Fui eletto nel giugno 1983 nel collegio senatoriale di Voghera e rimasi in carica fino al luglio del 1987 quando terminò la IX legislatura. Pochi ricordano che fui il primo firmatario al Senato del disegno di legge 881 del 26 luglio 1984 che istituì le norme che avrebbero portato nella legislazione successiva, grazie all'onorevole Mario Campagnoli, alla nascita del salame di Varzi D.O.C.; come secondo firmatario c'era il senatore Garibaldi, mio compagno di partito eletto nel collegio di Pavia". Quest'ultimo mi riferì in passato che ciò che più lo impressionò della sua esperienza parlamentare fu la divisione a Roma fra parlamentari del sud e del nord, notò anche lei la stessa cosa? "Si è vero, nel parlamento la prima divisione era quella, aggiungo che i parlamentari del sud erano più coesi nel fare lobby a favore dei loro territori di quelli del nord. Se c'erano progetti che li riguardava trovavano accordi in tutto l'arco costituzionale. Quelli del nord erano più sfilacciati e divisi ideologicamente. Detto ciò io socialista, Azzaretti e Campagnoli democristiani, non ci siamo mai fatti problemi ad accordarci alla luce del sole per risolvere problemi del territorio oltrepadano e montano". Lei è stato per due mandati presidente della Provincia di Pavia, ora dopo le modifiche della legge Delrio la Provincia sembra avere grossi problemi ad assolvere i compiti di sua competenza come la cura della viabilità come si esce dall'empasse? "Prima di diventarne presidente sono stato consigliere provinciale, durante gli anni spesi nell'amministrazione della Provincia siamo riusciti a completare le opere di viabilità che ancora oggi consentono a tutti i veicoli su ruota di raggiungere le località più isolate e suggestive per il valore storico o naturalistico dell'Appennino pavese. In quest'opera fummo couadiuvati da una azienda di stato ora diventata una S.p.A. che è l' Anas. Allora la nostra azione politica si rivolgeva al Ministero dei Trasporti che, approvati i finanziamenti, realizzava le opere attraverso questa

società. Il collegamento diretto con Anas permetteva all'amministratore provinciale di usufruire di un expertise di alto livello tecnico per la manutenzione ordinaria e straordinaria della viabilità. Ora questo collegamento sembra interrotto e la transizione tra le competenze e le relative coperture finanziarie fra stato regioni e provincie non ancora del tutto definito". Durante il suo mandato come presidente della Provincia ha visto la nascita delle regioni, ci fu anche allora una ridistribuzione delle competenze? "Si ma lo risolvemmo in fretta e comunque le competenze rimaste alla provincia erano ben delineate e godevano di una copertura finanziaria certa. Ma sulle regioni mi lasci dire che mi sono rimasti dubbi sulla loro capacità di essere veramente vicine a tutti i territori che amministrano. Dubbi che mi sorgono quando vedo amministrazioni regionali sperperare soldi ed energie per aprire inutili uffici di rappresentanza per il mondo o quando diventano protagoniste di opere di rilevanza nazionale come la realizzazione di importanti arterie autostradali o di eventi di portata nazionale. Nel mondo hanno visibilità certa l'Italia e Milano meno la Lombardia". Lei è stato anche sindaco di un piccolo comune. "Si negli anni '60 sono stato sindaco di Val di Nizza, mio paese, per due mandati all'inizio della mia esperienza politica". Il commissario straordinario alla spending review Carlo Cottarelli ha dato nella sua relazione indicazioni per l'accorpamento dei piccoli comuni, secondo lei si deve fare? "Sì, non è più pensabile tenere in piedi realtà che non arrivano ad amministrare più di mille abitanti, è uno spreco inutile che stride con la necessità di reperire risorse per il territorio". Parliamo del suo ruolo di amministratore. "Sono stato presidente del San Matteo e li mi sono reso conto della ricchezza di ingegno e cultura scientifica che l'Università di Pavia offre per la cura e la prevenzione delle malattie a tutti gli italiani. Mi dimisi quando fui accusato di aver intascato finanziamenti illeciti. Non ho nessun problema a dirlo perchè la politica ha un costo e tutti i partiti allora si servivano del finanziamento dello Stato e anche di denaro che proveniva dagli amministratori periferici. Qualcuno prendeva soldi dall'estero". Erano gli stessi che per miope convenienza politica lasciarono solo Craxi rimanendo muti di fronte al suo storico discorso alla camera sui finanziamenti occulti alla politica. "Craxi fu un politico lungimirante, uno dei pochi a pronunciare la parola riformismo non a vanvera. Lo lasciarono andare in esilio ma il problema da lui sol-

levato è ancora da risolvere. La politica costa ed è parte integrante della società, come la finanziamo? In periferia la scomparsa di strutture politiche in grado di selezionare, veicolare e controllare la classe dirigente ha portato alla nascita di cordate di potere trasversali che rispondono solo a se stesse. In queste condizioni sono facili le infiltrazioni di lobbisti che mirano solo all'arricchimento personale". Anche la discesa in campo di Berlusconi può essere vista come la presa del potere politico da parte dei lobbisti. "Io sono fuori dalla politica da anni, non mi è piaciuto il Berlusconi politico, ma un imprenditore ha tutto il diritto di scendere in politica. Solo che in assenza di partiti diventa difficile contenerne gli eccessi e gli appetiti. Il lobbista vero, quello pericoloso per la vita democratica, non sai a che potere è asservito a chi risponde. Di un industriale sai tutto, compresi gli appetiti economici, di un lobbista sai poco. Almeno fino a quando non si darà un quadro giuridico chiaro a tali figure". Come è nata la sua passione politica? "Il dovere verso l'impegno politico mi è nato negli anni della resistenza. Fui un giovane partigiano al punto che il mio nome di battaglia era il diminutivo di Luigi, mi chiamavano 'Gigino', non fui sempre impegnato in scontri armati ma ero studente di liceo e fui impegnato in ruoli di notifica e di rappresentanza. Durante questo periodo conobbi persone semplici e intellettuali come il nostro conterraneo Italo Pietra, o Aldo Aniasi che divenne fra le altre cose sindaco di Milano. Tutti erano animati da impegno verso la società e verso l'Italia. Vede nell'immediato dopoguerra due laureati in medicina come il sottoscritto ed Azzaretti avevano possibilità di sviluppo professionale oggi impensabili. Eppure consci del fatto di provenire da famiglie umili ci siamo dati da fare in politica. Allora la povertà era diffusa in queste zone e poter trovare una sistemazione di lavoro o aiutare un giovane nella carriera lo vedevamo come parte integrante di questa lotta alla povertà. Ora è diverso la distribuzione del lavoro va lasciata alle capacità individuali. Ma lei non mi ha ancora chiesto chi è il mio candidato per la presidenza della Repubblica". É vero, ci dica. "Uno degli uomini che ha tutte le qualità, intellettuali e di esperienza politica per ricoprire la carica è Giuliano Amato, socialista liberale. Una certa retorica populista vede in lui un politico che colleziona vitalizi mentre la questione delle sue pensioni è ridicola visto che un uomo di quelle qualità avrebbe fatto sicuramente una carriera brillante nel settore privato". Ma la questione delle pensioni dei burocrati e dei vitalizi dei politici è quanto mai attuale. "Mi trova d'accordo su chi dopo una breve esperienza politica si trova a ricevere un vitalizio sproporzionato ai versamenti fatti ma la vera questione delle pensioni è un altra. Ci sono artigiani, piccoli commercianti o contadini che dopo una vita di lavoro e di contributi versati si ritrovano ad affrontare la vecchiaia con misere pensioni mentre nella stessa generazione chi s'impiegava in un carozzone dello Stato o del parastato ora riceve pensioni dignitose avendo contribuito, con lavori largamente tutelati, per meno anni dei primi. E' una questione di giustizia sociale dargli una pensione dignitosa". Infine vogliamo parlare del castello di Oramala? "No, mi scusi ma sono molto amareggiato da questioni ad esso legate, che non voglio approffondire".


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INTERVISTA A PATRIZIO ROVERSI A MARGINE DEL CONVEGNO DI RICCAGIOIA

di Alessandro

Disperati

"I prodotti locali vanno valorizzati: solo in questo modo possiamo rilanciare intere aree geografiche insieme alla storia, alla cultura e ai monumenti". A margine del convegno andato in scena nei giorni scorsi a Riccagioia (Torrazza Coste) sul tema “Dimensioni Rurali – Innovazione, cultura, ambiente e sostenibilità in Oltrepò Pavese” organizzato dal GAL - Fondazione per lo Sviluppo dell’Oltrepò Pavese, abbiamo incontrato Patrizio Roversi, conduttore televisivo (attualmente conduce Linea Verde su Rai 1) ed esperto di territori rurali. Una sua opinione su questo convegno? "Il presupposto mi sembra quello di un convegno concreto. Ci sono dei problemi pratici da affrontare, sono tanti ma sono facili da individuare. Il problema degli agricoltori è quello di perdere metà del loro tempo per la burocrazia, rischiano di non avere una filiera che commercializza i loro prodotti, di non avere un marketing, di non avere comunicazione e mi sembra che i piani regionali e locali possano aiutare gli agircolori perchè vanno proprio in questa direzione. Quindi quella di Riccagioia è una ricognizione, uno scambio di esperienze, a cui dovrebbe poi seguire una pratica". Un problema che coinvolge tutta l’Italia e non solo l’Oltrepo. "Si, non ci sono problemi specifici. Infatti un problema dell’Italia è quello che si fa una gran fatica a fare sistema. In realtà le esigenze sono identiche. Facendo Linea Verde e girando l’Italia dalla Sicilia al Trentino, passando per la Valle d’Aosta, verifico che il problema è sempre il solito. Magari suddiviso per territori di tipologie diverse, perché è chiaro che la Pianura Padana non ha gli stessi problemi della collina o dell’Appennino, però le tipologie sono quelle. Dunque per risolvere il problema legato al mondo dell'agricoltura occorre dotare il paese di infrastrutture. Attraverso queste bisogna arrivare alla semplificazione burocratica che adesso è terribile, e cioè un sistema generale di valorizzazione di prodotti tipici e una difesa sul mercato internazionale dei nostri prodotti. Insomma è un mondo complicato che va aiutato". Expo 2015 può essere un buon biglietto da visita anche per l’agricoltura? "Credo proprio di sì, perché dovrebbe essere quantomeno una grande vetrina per dire al mondo intero: guardate che la qualità e la biodiversità italiana non ha ‘competitori’ da questo punto di vista avendo fatto il turista in giro per il mondo, dal punto di vista proprio dei prodotti e della gastronomia, credo che non abbiamo rivali. Ci sono delle cucine al mondo meravigliose, complesse, soprattutto orientali, però il tipo di ingredienti, il tipo di clima che abbiamo noi qui in Italia non ce l’ha nessuno". Lei ha sottolineato durante il suo intervento che pur facendo il turista in giro per il mondo il posto più bello rimane l’Italia. Perchè? "E' vero. Nel senso che c’è un criterio obiettivo per definire questa valutazione mia e di Syusy Blady che con me ha fatto tutta una serie di giri per il mondo, ed è la variabilità gastronomica, culturale, turistica, paesaggistica che ha l’Italia, non ce l’ha nessun paese. Qui veramente fai cinque chilometri e ti cambia tutto e hai delle offerte diverse. Uno straniero che viene in Italia, in teoria per completare un giro turistico, gli servirebbe una mezza vita per apprezzarne le ca-

ratteristiche e le peculiarità. Non a caso anche noi italiani non conosciamo nulla di quello che abbiamo come potenzialità per cui è veramente una miniera inesauribile". Le pongo un quesito: lei va in Alto Adige e in un qualsiasi ristorante o agriturismo, i prodotti principali che vengono proposti sono quelli locali. In Oltrepò purtroppo spesso va in un qualsiasi locale e chiede una bottiglia di vino dell’Oltrepò e i ristoratori per primo le propongono vini dell’Alto Adige, del Veneto, del Piemonte: non biosgnerebbe cambiare tendenza? "Prendo atto di quello che dice perché io non conosco il territorio oltrepadano molto bene, però ci possono essere svariati elementi che secondo me portano a questo. Uno è la configurazione del territorio, questo bisogna concederlo no? In Alto Adige ad esempio si vive in un territorio delimitato, chiuso, per definizione, dal punto di vista innanzitutto geografico, dopo di che anche linguistico. Quindi è una comunità più omogenea e più chiusa. È naturale che valorizzi le proprie risorse. Qui siamo in mezzo alla Pianura Padana, tra la Liguria, la Lombardia, l’Emilia, il Piemonte. Di qua passa di tutto, quindi è plausibile che un ristorante dica che va benissimo il vino locale, però mi conviene, mi interessa e a livello enogastronomico mi serve anche offrire un vino diverso. E questo può essere una giustificazione. Un altro aspetto è che invece in Trentino e credo anche in Alto Adige, per esempio anni fa quando si è affacciata la crisi, gli operatori si sono riuniti e hanno detto: cosa facciamo? E hanno concordato per esempio una politica dei prezzi, stop al panico, non alziamo i prezzi anzi abbassiamoli, hanno fatto fronte comune. In altre regioni d’Italia, per esempio la Toscana, ha fatto quel che poteva per sopravvivere. Hanno alzato i prezzi, non hanno fatto una politica omogenea e di cooperazione hanno più difficoltà. Allora là dove c’è una tradizione di carattere cooperativo e di cooperazione tra i soggetti, ci si difende meglio. In questo caso dovrebbe essere interesse di tutti sviluppare la filiera locale perché l’identità è importante. L’identità è un valore".

ATTUALITA’

"Valorizzare i prodotti locali per lanciare il turismo di un'intera area geografica"

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Il salame di Varzi e il vino per l’Oltrepo potrebbero essere la ricetta per il rilancio del territorio? "Certamente, la ricetta è sempre quella, anzi bisogna stare attenti, bisogna inventare qualcosa d’altro oppure fare mente locale e dire: bene, ma di cosa sto parlando? E la ricetta è: agricoltura, produce. Se questo prodotto non è valorizzato cioè se non c’è un D.O.P. o D.O.C. o I.G.P. non si va da nessuna parte, quindi occorre per prima cosa puntare su di un prodotto tipico. Benissimo, è giusto, ma è la sopravvivenza. Bisogna fare altro". E cosa? "Adesso per esempio con la fine delle quote latte tutti quelli che dalla Sicilia alla Lombardia conferiscono il proprio latte ad un caseificio che fa un prodotto tipico, un formaggio tipico che può essere il ragusano D.O.P. oppure può essere il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano, sopravvivono, quelli che producono il latte per bere no, perché la concorrenza purtroppo li troncherà. Quindi la ricetta è quella del prodotto tipico che valorizza un territorio dopo di che il territorio per valorizzare il prodotto tipico deve valorizzare anche le proprie risorse culturali, ambientali, storiche, i monumenti". E quindi? "Quindi è una filiera positiva solo che tutte queste filiere non possono infilarsi in un angolino diverso. Queste filiere devono essere un filo comune che è il tessuto turistico, ambientale, gastronomico dell’Italia intera. Ci dovrebbe essere una cartina che prenda tutta l’Italia e tutte queste potenzialità vanno coordinate stando attenti, perché adesso, mi risulta che i prodotti tipici i famosi D.O.P. o D.O.C. e I.G.P. rischiano a loro volta di oscurare altri prodotti più piccolini e che in un determinato territorio rischiano di non valere più niente perché in quel territorio, prevale il prodotto famoso che assorbe tutte le energie. E invece non basta, bisogna vivere in prospettiva, quindi lì c’è un grande formaggio, bene, però c’è anche un piccolo vino, allora non dimentichiamolo. È complicato e ci vorrebbe proprio un progetto comune e questo è il difficile per noi italiani, ma provarci si può!".


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L'INTERVISTA X

L'INTERVISTA A UN NOTO POLITICO OLTREPADANO

"Elezioni a Voghera: se Barbieri e Torriani si scannano può vincere Ghezzi" di

Nilo Combi

Il “Mister X” di questo mese è un noto politico oltrepadano di “lungo corso” che ha ricoperto importanti cariche politiche anche a livello nazionale, che fotografa, secondo il suo punto di vista, l’attuale battaglia elettorale per la carica di Sindaco a Voghera. D - Da mesi sono in corso le “grandi manovre” per i candidati sindaci di Voghera, qual è la sua opinione? R - “Grandi manovre non direi, direi meglio scaramucce vogheresi, gestite bene da qualche partito, come il PD, che ha fatto le sue “primarie” ed ha candidato chi ha vinto, male da parte di Forza Italia o PDL che ha fatto un gran casino”. D - Perché Forza Italia ha fatto un gran casino? R - “Perché doveva fare le primarie e lavorare durante le primarie per far si che l’attuale Sindaco Barbieri vincesse e fosse lui il candidato. In questo modo era tutto trasparente, almeno di facciata, e non c’erano discussioni”. D - Perchè Forza Italia non ha scelto questa strada? R - “Perché avevano paura di perdere le primarie e non volevano vincesse Torriani, non hanno lavorato bene prima, dietro le quinte, per preparare le primarie, quindi hanno imposto Carlo Barbieri, cosa che ci sta, essendo il sindaco uscente, ma la scelta è sembrata un atto di forza, un'imposizione caduta dall’alto e questo gli farà perdere voti”. D - Se Torriani farà la sua lista, Barbieri rischia di perdere ? R - “Certo che rischia di perdere, Torriani è un sindaco che durante i suoi mandati ha lavorato discretamente bene, ha sempre avuto un atteggiamento buonista e simpatico, insomma “non se le mai tirata”, è un medico e questo dal punto di vista elettorale ha i suoi vantaggi, se poi Torriani riesce in qualche modo ad avere l’appoggio della Lega, cosa che vedo difficile però, può battere Barbieri, magari non vincere perché battere Ghezzi ed il PD non sarà facile”. D – Barbieri cosa può fare per vincere? R – “Se riesce deve ricomporre la frattura con Torriani, ma la vedo difficile, perché chiunque dei due dovesse cedere, rischia di fare brutta figura, altrimenti fare una lista che sia un mix di persone che politicamente portano voti, e persone che ispirino più simpatia, magari inserendo alcune persone che sono fuori dalla politica. Barbieri non ha lavorato male, forse ha dato qualche volta di troppo l’impressione di non essere lui a decidere, ma che a decidere fossero, di volta in volta, alcuni suoi compagni di partito o qualche suo consigliere “personale”, questo la gente lo ha percepito, ma Carlo per quello che le risorse e la situazione gli permettevano ha fatto un discreto lavoro, nonostante qualche incidente di percorso”. D - Marina Azzaretti non è stata invitata da Forza italia nella riunione decisiva dove è stato deciso il candidato sindaco e nominato Barbieri, scelta giusta? R – “Dal punto di vista formale si, non essendo iscritta al partito, dal punto di vista pratico no, perché comunque l’Azzaretti faceva parte della squadra di Barbieri e quindi poteva essere invitata. Poi l’Azzaretti ha lavorato bene, in un settore che permette di avere facile visibilità, e comunque Lei è stata molto

attiva, sia con i giornali che sui social. Ha organizzato tante manifestazioni e le critiche sono state relativamente poche, cosa non facile perché qualunque cosa fai c’è sempre qualcuno che non gli va bene”. D – Quale sarà l’atteggiamento della Lega? R – “La Lega con un proprio candidato non può vincere perché non hanno i numeri, ma comunque hanno i numeri per far pendere l’ago della bilancia verso Barbieri o verso Torriani, si schiereranno con chi gli offrirà le migliori condizioni, forse qualche assessore, certamente qualche posto in qualche azienda municipalizzata o cose simili. Filippo Musti è furbo, sa galleggiare e districarsi nei meandri vogheresi, ed è capace di massimizzare i benefici politici, a volte strepita sui giornali, ma come dice un capetto del PDL vogherese “Con Filippo ci si mette sempre d’accordo”. Poi dopo aver chiesto mesi orsono le primarie adesso sta tenendo un basso profilo, sta lavorando dietro le quinte, chi vorrà la Lega dovrà pagare politicamente caro l’appoggio che riceverà, ma penso che appoggerà Barbieri”. D – C’è un altro “grand commis” che sembra manovrare se non tutti, certamente molti, Giovanni Alpeggiani... R – “Alpeggiani è furbo, non si mette in lista e quindi non si fa “politicamente contare”, è un politico di lungo corso, sembra cambiare tanti partiti, senza iscriversi a nessun partito, conosce tutti e le segrete cose di molti, dispensa consigli, molte volte ovvii, non ha potere elettorale, ma sa leggere le situazioni, in fondo la riunione di Forza Italia dove è stato deciso che il candidato sindaco era Barbieri, non serviva a niente, sono mesi che con qualche cena, Alpeggiani aveva convinto e deciso che Barbieri doveva essere e così è stato, del resto un capetto del PDL vogherese ha detto “um parlà co Giuan e um decis clè Barbieri”. Alpeggiani è forte e furbo, ma la situazione è così anche perché i suoi interlocutori sono poca roba, alcuni anni fa non poteva comportarsi così, infatti teneva un profilo più basso, occupandosi di più delle cose che gli interessavano veramente a livello personale, poi in molti, me compreso, per vari motivi, chi di salute o chi per motivi famigliari e personali “hanno mollato il mazzo” e Alpeggiani ha occupato i posti liberi, senza mai candidarsi, ma in veste di “consigliere” o “opinion leader” come si usa dire oggi. La realtà vera è una sola Alpeggiani è forte ma non fortissimo, così come i suoi interlocutori non sono deboli sono debolissimi”. D - Il PD con Ghezzi ha fatto la scelta giusta? R – “Non conosco bene Ghezzi, ma certamente hanno fatto una scelta esteticamente trasparente, hanno fatto le primarie, Ghezzi le ha vinte, nessun strascico polemico, questo la gente lo apprezza, se Torriani e Barbieri si scannano, è Ghezzi il favorito per la vittoria finale, ed il fatto che non sia nativo di Voghera non gli porterà nessun danno elettorale, questa accusa è solo un tentativo fatto alcune settimane orsono dai suoi avversari per indebolirlo. E’ un punto sul quale non serve a niente insistere”. D - Il Movimento 5 Stelle ha candidato una donna Caterina Grimaldi? R - “Scelta giusta candidare una donna, poi in realtà potevano metterci chiunque come candidato sindaco, l’elettore “tipo” dei 5 Stelle è un elettore che vota questo partito per protestare, il candidato è ininfluente, del resto in parlamento hanno eletto degli sconosciuti. In questo caso non è il nome del

candidato ad essere determinante, è il partito. Certo è, che candidare una donna li aiuta a raccogliere qualche voto in più, non per vincere ma comunque per ottenere un buon numero di voti. In fondo i partiti come i 5 Stelle servono, non tanto per quello che possono fare, ma per quello che possono impedire di fare agli altri partiti. Per ora sono attenti al primo sbaglio o pseudo sbaglio suonano la grancassa e mettono in difficoltà quei politici che magari hanno fatto, scelto o preso decisioni un pochino “al limite” . Del resto la recente storia della Pezzani ne è un esempio, vicenda cavalcata bene dai 5 Stelle”. D - Un politico che a Voghera ha sempre raccolto voti e consensi e Affronti? R – “E si, Paolino è bravo, lavora in silenzio e dietro le quinte, è della vecchia scuola, sa come si fa, ho la convinzione che se Affronti avesse gestito la situazione Torriani – Barbieri, per tempo e con tempo, questo casino non sarebbe successo. Ma al di là dei meriti del padre, vorrei sottolineare i meriti del giovane figlio, Nicola, nessuno può dire non sia figlio di Paolino, non solo per la somiglianza estetica, ma anche per modo di essere, anzi rispetto al padre da l’idea di essere più calmo e riflessivo, insomma meno spigoloso, mai una dichiarazione fuori posto. Se dovessi puntare su un nome come prossimo sindaco di Voghera tra 5 anni direi che Nicola Affronti è uno dei favoriti a meno che abbia mire più alte”. D – Altri candidati sindaci sono Diego Di Pierro del PLI e Fabio Aquilini dell’Italia del Rispetto che possibilità hanno? R – “Di vincere nessuna, ma penso lo sappiano anche loro, di essere eletti invece qualcuna in più, dipende da chi riescono a mettere nella loro lista, e quindi quanti voti riescono a portare i loro compagni di cordata”. D – Per ora si parla tanto di nomi, ma poco di programmi e contenuti. R – “E’ logico, in un’elezione comunale, conta di più il nome del programma, questo vale per chi vuole vincere, l’unico partito che fa eccezione sono i 5 Stelle, ma li il programma è conosciuto a livello nazionale. Poi onestamente oggi i sindaci hanno poco spazio di manovra programmatico, possono e non sempre, decidere i posti nei consigli d’amministrazione delle società controllate, cercare di tener pulita la città, cercare di renderla più sicura, organizzare qualche manifestazione per renderla più viva e non fare grossi casini con interessi personali o di bottega. Per il lavoro possono fare ben poco, ed in fondo anche per la sicurezza, oggi amministrare un comune è una cosa facile dal punto di vista pratico, non essendoci soldi, non si può fare molto, quindi sbagliare non potendo fare molto è difficile, bisogna essere attenti invece ad essere presenti, ed assecondare gli umori della piazza, gli umori dei commercianti etc, se i commercianti vogliono, come mi sembra il parcheggio di Piazza del Duomo gratis al sabato, ecco un buon sindaco lo concede gratis, se c’è un'emergenza lavoro con un’azienda che chiude, un buon sindaco è presente, parla con i sindacati, parla con gli industriali, insomma si fa vedere attivo, ma poi la cosa finisce li, anche perché non ha nessun potere per cambiare le cose. Un sindaco oggi è condannato, praticamente, a vivacchiare, teoricamente ad essere quotidianamente presente e visibile sui problemi cittadini. Ma di fatto oggi un sindaco può far poco, molto poco, è triste ma è così”.


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L'ASSESSORE REGIONALE A VOGHERA

di

Serena Simula

Un incontro per parlare della situazione economica in Lombardia, per analizzarne l'andamento e per illustrare i provvedimenti presi dalla regione per tentare di uscire dalla crisi: è questo che è stato proposto lo scorso 21 gennaio presso il salone ex Urp (nella stessa occasione dedicato all'industriale vogherese Maffeo Zonca, fondatore dell'omonima fabbrica di lampadari) di Voghera, dove ad intervenire sono stati l'assessore regionale alle attività produttive Mario Melazzini, il presidente della camera di commercio di Pavia Franco Bosi, il professore dell'Università di Pavia Piercarlo Mustarelli e il vicepresidente di Confindustria Pavia Nicola De Cardenas, mentre a fare gli onori di casa c'era il sindaco Carlo Barbieri. Nucleo del convegno il bilancio dell'anno trascorso dall'approvazione della legge numero 11 del 19 febbraio 2014, voluta fortemente proprio dal pavese Melazzini: «Dall'entrata in vigore delle norme - ha spiegato l'assessore - abbiamo già iniziato a riscontrare le prime risposte positive delle aziende, risposte che (seppur solo in parte) hanno portato gli ultimi dati congiunturali sull'economia lombarda a registrare il segno più. Tante aziende che pensavano di trasferirsi altrove hanno deciso di rimanere - ha continuato - mentre tante altre si sono riprese e alcune hanno anche aperto i battenti. Lo strumento che abbiamo approvato, infatti, ha messo a disposizione non solo risorse economiche ma anche procedure di sempli-

ficazione e accessi facilitati al credito coinvolgendo il territorio e le parti sociali e portandoci ad essere sempre più vicini alle imprese. I tagli dal governo non ci semplificano le cose e di certo il dato sulla disoccupazione è ancora allarmante ma il nostro impegno per trainare la Lombardia fuori dalla crisi continua ad essere massimo, così come la nostra disponibilità ad ascoltare le richieste e le proposte degli imprenditori». Nonostante le nuove leggi, però, sui tavoli di lavoro di palazzo Lombardia difficilmente arrivano le idee dei pavesi: «Nella nostra zona - ha sottolineato Franco Bosi, che poco più di un mese fa ha sostituito Giacomo De Ghislanzoni alla guida della camera di commercio pavese - la crisi è ancora profonda e la

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Melazzini: "La ripresa economica è ancora lontana ma ci stiamo lavorando"

fine del tunnel sembra ancora lontana. Per quanto la regione possa sforzarsi di andare incontro all'imprenditoria, infatti, è l'intero sistema italiano che frena questo settore, in maniera del tutto contraria rispetto a quanto accade in molti paesi stranieri. Nel nostro piccolo come camera di commercio stiamo elaborando diversi progetti proposti dalle associazioni di categoria, coinvolgendo non solo l'industria ma anche l'agricoltura, l'artigianato e il commercio. Per quanto possa sembrare banale ora più che mai è necessario muoversi tutti insieme per raggiungere degli obbiettivi comuni, così da arrivare uniti ad affrontare la sfida di Expo». Al termine dell'incontro ad intervenire con critiche e considerazioni sono stati i rappresentanti delle maggiori organizzazioni sindacali.


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VOGHERA

L'EX ASSESSORE NON SI CANDIDERA' PIU' ALLE PRoSSIME ELEZIONI

Todeschini: "Nella mia lista voglio gente nuova per rinnovare il centrodestra" di

Serena Simula

Alla soglia dei settanta il professor Delio Todeschini (ex assessore all'urbanistica del comune di Voghera e oggi presidente dell'Azienda Speciale ex Ato) ha deciso che non si ricandiderà alle prossime elezioni. Il fatto che non voglia più concorrere direttamente per una carica, però, non significa che abbia rinunciato alla politica: con la lista civica che sta mettendo a punto in queste settimane, infatti, appoggerà il sindaco uscente Carlo Barbieri con una squadra del tutto inedita in grado (almeno queste sono le aspettative) di immettere nuova linfa nel centrodestra vogherese. Per quattro anni lei è stato assessore nella giunta Barbieri e anche alle prossime elezioni appoggerà il sindaco uscente: come mai però ha deciso di farlo con una lista civica? «La lista civica è nata da una riflessione: avendo io ormai quasi settant'anni e avendo da tempo deciso che quello appena concluso sarebbe stato il mio ultimo mandato, potevo fare due cose: o ritirarmi silenziosamente o cercare di coinvolgere e avvicinare alla politica gente nuova. Per poter contribuire ancora una volta a rinnovare le forze del centrodestra e a dar vita a una politica attiva per l'interesse della

città ho scelto questa seconda soluzione». Ma questa operazione non la si poteva fare all'interno di Forza Italia? «Non è un compito mio, Forza Italia ha un segreta-

rio e io non mi muovo al suo interno». Quindi dove sta cercando i membri per la lista? «Ovunque. Ovunque penso di poter trovare persone interessate a questo progetto politico, persone in grado di dare un apporto e un contributo utili per portare avanti un'idea concreta della politica». E cosa potrà fare di diverso una lista civica che appoggia Barbieri rispetto alla lista di Forza Italia? «Il fatto che la mia lista appoggerà Barbieri non vuol dire che non avremo delle proposte da fare. La scelta di appoggiare Barbieri è la conseguenza del fatto che è lui il sindaco uscente e come mi hanno insegnato se non si sono verificate condizioni tali da indurre a chiedere al sindaco uscente di farsi da parte è lui il candidato naturale per le elezioni successive». Avete già iniziato a stilare un programma? «Ci stiamo lavorando. Abbiamo cominciato a mettere giù alcune proposte che ci piacerebbe prendessero vita ma dal momento che ne stiamo ancora discutendo non posso ancora anticipare nulla». E come sta andando la ricerca delle persone? Siete già un buon numero? «Certo, se non avessi visto da principio che c'era interesse per questo progetto non sarei nemmeno andato avanti. Siamo non solo un buon numero ma anche un bel gruppo di persone volenterose. Non posso che essere soddisfatto».


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PARLA IL COMANDANTE DELLA POLIZIA LOCALE DI VOGHERA

di

Christian Draghi

Come da tradizione, nel mese di gennaio il comando dei vigili urbani di Voghera rende noti i numeri relativi all’attività svolta nell’anno precedente. Con le multe in diminuzione, nel 2014 i cittadini vogheresi sembrano aver “fatto i bravi” più che in passato. Ne abbiamo parlato con il comandante Giuseppe Calcaterra, che ricopre questo ruolo da quasi vent’anni. Il suo insediamento in Corso Rosselli risale al 1997. Com’è andata l’attività nel 2014? Gli automobilisti si sono comportati meglio che in passato? “Per quanto riguarda le contravvenzioni il totale delle infrazioni al codice della strada rilevate è di poco più di 10mila, con un trend che denuncia una riduzione rispetto all’anno precedente di circa un migliaio. Se parliamo invece di incidenti stradali, quelli rilevati nell’anno passato sono 297, una ventina in meno del 2013, e nessuno mortale. Ci sono stati 143 feriti e 2 con prognosi riservata. Un dato significativo riguarda gli 80 veicoli abbandonati. Sebbene in calo di 29 unità rispetto allo scorso anno, il numero elevato la dice lunga sull’inciviltà di chi preferisce abbandonare veicoli in strada anziché consegnarli al centro di raccolta”. Un altro numero colpisce: 84 trattamenti sanitari obbligatori: record della Provincia. E’ tornata una delle famose “P” vogheresi? “(sorride). In effetti è un numero alto, il doppio della media provinciale, ma va detto che il numero totale riguarda però solo 3 o 4 persone che ne hanno rice-

vuti diversi”. Dal punto di vista dei controlli sulla velocità, gli “speed check” (le nuove colonnine arancioni posizionate ai lati della strada) hanno dato risultati? “Direi proprio di sì, ma non come in molti possono pensare. Non sono servite le multe, perché in realtà sono davvero pochissime quelle che abbiamo fatto utilizzando quelle apparecchiature, e la velocità dei veicoli in città è tuttavia diminuita a vista d’occhio, segno che gli speed check hanno svolto al meglio la loro funzione di deterrente senza bisogno di tartassa-

VOGHERA

Calcaterra: "Le multe sono diminuite, ma soffriamo carenze d’organico"

FEBBRAIO 2015

re il cittadino”. C’è però chi vede nella figura del vigile quella di un persecutore, intento a fare multe per far cassa per conto del Comune. Cosa ne pensa? “A parte che i dati dicono il contrario, bisogna sapere che le attività dei Vigili sono moltissime e di diverso tipo: fare multe, come si pensa, non è certo la prevalente. La principale è l’opera di prevenzione e di controllo del territorio per garantire la sicurezza dei cittadini, urbana o stradale: far sentire la nostra presenza è la cosa più importante. Da poco abbiamo avviato un sistema di verifiche casuali di fronte alle poste per garantire gli anziani che vanno a ritirare la pensione. Abbiamo poi competenze di natura edilizia, di controllo. Facciamo formazione nelle scuole con corsi di legalità ed educazione stradale. Tante attività anche non evidenti, ma che ci impiegano per parecchie ore”. Dal punto di vista dell’organico è da tempo che lamentate carenze. Com’è la situazione? “Non è cambiata purtroppo. Ad oggi siamo 31 agenti e 5 ufficiali, organizzati in tre turni giornalieri che vanno dalle 7 alle 24. Con i numeri che abbiamo riusciamo ad organizzare l’azione in esterno in due o tre pattuglie in servizio con tre agenti a bordo. Si capisce che i numeri non sono esattamente quelli che servirebbero per un controllo più efficace. Ci servirebbero almeno 4 persone in più”.

Tutti i numeri dal Comando dei Vigili di Voghera di

Christian Draghi

Nel 2014 i vigili vogheresi hanno accertato poco più di 10.000 violazioni al codice della strada, rilevati 267 incidenti stradali di cui 2 con prognosi riservata e 143 con feriti. L’attività di polizia stradale si è tradotta nei seguenti accertamenti: 56 verbali per Circolazione senza copertura assicurativa R.C., 7 per Guida in stato di ebbrezza da uso sostanze alcoliche, 2 per Guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, 3 per Guida senza patente perché mai ottenuta, 58 per Sequestro o fermo di veicolo, 1 per Veicoli rubati rinvenuti. I veicoli abbandonati rimossi sono stati 80. Passando alla sezione Annonaria, ha eseguito capillari controlli per la tutela del consumatore con azioni mirate che hanno prodotto 395 accertamenti, scaturiti in 23 verbali di contestazione. Quanto all’attività di PG di iniziativa propria il Corpo ha prodotto comunicazioni notizie di reato per i seguenti reati: (rifiuto d’indicazione delle proprie generalità): 2; (oltraggio a pubblico ufficiale): 2; (violenza o minaccia a P.U.): 4; (resistenza a pubblico ufficiale.): 2; (falsità ideologica del privato in atto pubblico): 3; (lesioni personali colpose): 3; (abbandono di minore): 1; (furto): 1; (accesso a edifici altrui): 1; (danneggiamento): 5; (truffa): 1; (inosservanza dei provvedimenti dell’autorità): 7; (inottemperanza all’ordine di allontanamento dal territorio nazionale): 2; (realizzazione di opere edili in assenza di titolo o permesso) : 3; Mentre quella delegata dalla Procura della Repubblica si è sviluppata in 2 interrogatori e 11 attività di indagine. In ambito di controllo edilizio invece sono stati effettuati 14 controlli (d’iniziativa e/o congiunti con l’ufficio Edilizia Privata di

questo Comune) con l’accertamento di 3 abusi edilizi. Proseguendo, sono stati effettuati 6 ritrovamenti di oggetti di provenienza furtiva. L’ufficio contravvenzioni oltre a gestire le procedure relative alle sanzioni amministrative relative agli accertamenti ha istruito

n° 76 Ricorsi. A livello informativo infine la Polizia locale di Voghera ha proceduto a 2151 informazioni anagrafiche, a raccogliere 192 firme domiciliari per il rilascio della carta d’identità, a 199 notifiche di atti giudiziari.


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IL SEGRETARIO DI FORZA ITALIA CANDIDA BARBIERI E SI APPELLA AGLI ALLEATI

Rocca: “Torriani è intelligente, farà la scelta giusta sapendo che solo uniti si vince” di

Christian Draghi

Tempi duri per il centrodestra vogherese. La scelta di ricandidare Carlo Barbieri, ufficializzata dal segretario cittadino di Forza Italia Gian Piero Rocca, non è andata giù a molti (ormai ex) alleati. Da Tura a Giugliano, scontenti della prima ora, passando per Bassanese e Gabba, fino ad arrivare all’ex sindaco Aurelio Torriani, che sembrerebbero pronti ora a scendere in campo in una coalizione – capitanata proprio da Torriani – alternativa a quella “ufficiale” azzurra. Una spaccatura che potrebbe costare al centrodestra le elezioni. Rocca non si scompone. Su Barbieri tira diritto e si appella anche ai piani alti (incontrerà la Gelmini) del partito per ricompattare la truppa. Agli alleati si rivolge da pater familias: “Non credo davvero che finirà così: solo uniti si vince, è bene che tutti se ne rendano conto”. Rocca, lei è stato accusato di avere spaccato la coalizione puntando su un candidato non condiviso da tutti. Come mai questa scelta? “Innanzitutto bisogna dire che in Forza Italia esiste una regola da sempre: il sindaco uscente, se ha ben operato (e per noi è così) si ricandida. Questo lo sa benissimo Torriani, che ha goduto dello stesso beneficio a suo tempo. In secondo luogo lei pensa che se avessi scaricato Barbieri il centrodestra sarebbe re-

stato unito? Se anche avessi scelto Torriani, Barbieri e la sua componente politica non sarebbero certo stati a guardare. Basta pensare a quanto è successo con Poma alle ultime Provinciali. Non lo abbiamo ricandidato e abbiamo perso”. Perché crede che Barbieri sia inviso a una parte del suo stesso schieramento? “Questo bisognerebbe chiederlo ad altri. Nel caso di William Tura (ex assessore in quota FI, “silurato” nel 2012 dal sindaco Barbieri ndr) capisco che possa avere il dente avvelenato, era una situazione che poteva essere gestita diversamente. Però la politica è fatta anche da questo. Anch’io sono stato fatto fuori da capogruppo nel 2012, ma non ne ho fatta una tragedia. E’ da allora però che si è rotto l’ingranaggio e l’armonia è venuta meno”. Poi sono arrivate le “defenestrazioni”, dello stesso Tura e di Vincenzo Giugliano. Non crede che siano state un errore col senno di poi? “Sono scelte del sindaco, è nel suo diritto. Però farei un distinguo tra i due casi: Giugliano aveva già avuto un suo percorso politico, lungo e rispettabile. Nel caso di Tura invece trovo che sia stato prematuro. Un errore, o una situazione che si poteva gestire meglio. Mi piacerebbe poterlo recuperare”. Torriani l’ha accusata di aver decretato la fine del partito. Perché pensa che non appoggi la linea da lei scelta? “Probabilmente perché pensa di avere numeri migliori di quelli di Barbieri, ma non è così. Poi sa come

funziona in Forza Italia, ci sono delle regole che vanno rispettate. Aurelio è un amico prima di tutto, e una persona che sa usare la testa. Confido ancora che si riuscirà a trovare un accordo e a riunire la coalizione. Con lui potremmo vincere anche al primo turno”. Eppure lo scenario che si profila è quello di una corsa a tre. Barbieri e Torriani da una parte, Ghezzi dall’altra. Come la vede in questo caso? Ballottaggio scontato, e il centrodestra rischierebbe parecchio… “In tal caso è ovvio che il ballottaggio sia inevitabile. A quel punto rischieremmo di perdere, ma toccherà a chi ha fatto lo strappo assumersi la responsabilità di averci mandato a casa”.


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SI RISCHIA UNA NETTA FRATTURA ALL'INTERNO DI FORZA ITALIA

di

Christian Draghi

Nonostante gli sforzi del segretario azzurro Gian Piero Rocca, non sembra esserci margine di trattativa per trovare “larghe intese” nel centrodestra. Aurelio Torriani, preso atto della ricandidatura di Carlo Barbieri, non si dice disposto ad accettare compromessi. Proprio l’ex sindaco, che si era proposto a Forza Italia come alternativa a un candidato ritenuto “debole”, rilancia la sua sfida e ufficializza lo strappo: “Non ce l’ho con Barbieri, ma credo che non rappresenti la figura ideale per riunire il centrodestra. Ha fatto delle scelte che hanno portato la maggioranza con cui ha cominciato il mandato a dividersi. Ora non credo abbia i numeri per poter vincere. Avevo chiesto al partito, se non delle primarie, almeno una consultazione più attenta o magari un sondaggio per avere conferma dei miei timori, invece il segretario ha forzato la mano e ha fatto una scelta sbagliata. Mi auguro che il partito se ne renda conto e cambi idea”. Torriani ha già pronta la coalizione dei “dissidenti”. Insieme a Tura, Giugliano e Gabba sembra intenzionato a dar vita ad una lista alternativa a quella Barbieri. Nonostante i toni conciliatori usati dal segretario Gian Piero Rocca, il 64enne medico vogherese non sembra intenzionato a tornare “all’ovile”: “Non potrei fare retro front e appoggiare Barbieri adesso, ne andrebbe della mia credibilità”. L’ex assessore (oggi in Fratelli d’Italia) “defenestrato” dall’attuale sindaco affila le armi. “Ricandidano Barbieri? Allora la linea è chiara - attacca Vincenzo Giugliano -. Hanno fatto una scelta suicida senza ascoltare nessuno, evidentemente preferiscono ri-

schiare di perdere piuttosto che dare spazio agli altri. Sono fuori dalla realtà se pensano che la maggioranza delle persone sia ancora con Barbieri. La nostra lista è aperta al dialogo con altre tre o quattro pronte a proporre un’alternativa per governare la città. Per noi il top sarebbe l’intesa con la Lega. Torriani leader della nostra coalizione? Si può parlarne, il dialogo aperto”. Assessore sotto la prima giunta Torriani (col quale condivide lo studio da medico) e oggi consigliere co-

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Torriani, Giugliano e Gabba: "Sbagliato candidare ancora Carlo Barbieri"

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munale di minoranza, Giancarlo Gabba è un altro degli oppositori del Barbieri bis, sul quale nutre più di qualche dubbio. “Siamo sicuri che finirà davvero così? La sua candidatura è stata ufficializzata da Rocca, ma non è condivisa da tutti. Se non vogliono perdere cambieranno idea quando si renderanno conto che così non possono farcela. Devono rendersi conto che ormai non hanno più i numeri per imporre le cose. Abbiamo buoni contatti con la Lega che sicuramente per noi potrebbe essere un valido alleato”.

LA CRISI DEL MATTONE NELLE PAROLE DEGLI ESPERTI DEL SETTORE

“Case in svendita, il 2014 è stato un anno nero per il mercato immobiliare” di

Christian Draghi

Il 2014 per il mercato immobiliare vogherese è stato un autentico annus horribilis. Lo confermano gli esperti del settore, ma basta dare un’occhiata in giro per rendersene conto: i cartelli “Vendesi” si moltiplicano a vista d’occhio e in misura esponenziale. La casa, un tempo bene primario e vero e proprio capitale in formato mattone, è diventato per molti un peso del quale disfarsi al più presto. Imu, Tari, Tasi, spese condominiali, chi più ne ha più ne metta: mantenere un immobile è sempre più dispendioso e se un tempo ereditarne uno era considerato un privilegio, oggi in alcuni casi assomiglia più a una croce. Vendere però è tutt’altro che semplice. Le agenzie immobiliari registrano un netto calo negli affari. Primo problema? Mancano gli acquirenti. “Oggi l’offerta di case ha decisamente superato la domanda, con il conseguente deprezzamento delle medesime - spiega Michela Legè di Altitalia immobiliare -. Se parliamo dell’usato il valore delle case è crollato del 30 e in molti casi anche del 50%. Un appartamento di circa 100 metri quadrati con box auto in zona centrale acquistato a 180mila euro fino a pochi anni fa oggi si fatica a rivenderlo a 120-130 mila euro. 100 mila nel caso non ci sia il box. Per un bilocale, sempre in

centro, di circa 60 mq il prezzo si può aggirare intorno ai 70-80mila euro con box”. Il prezzo dell’usato, per quanto riguarda appartamenti degli anni 60 e 70 è quindi sceso al di sotto della soglia dei 1.000 euro al metro quadro. E ancora non si vende. “Il problema grosso sono le banche, che non concedono praticamente più i mutui, per cui comprare è diventato difficilissimo. Non tutti possono permettersi di sborsare cifre alte senza rateizzazione e questo blocca il mercato. Senza l’accesso al credito comprare casa è davvero difficile”. Se l’acquisto di immobili datati è crollato, a tenere leggermente è l’usato “recente”. Appartamenti degli anni 90 di medio taglio (sui 100 metri quadrati), piccole case indipendenti, hanno ancora un mercato. “Ma chi compra cerca comunque l’affare - spiega sempre Michela Legè - e il termoautonomo fa la differenza”. Se l’usato tira poco, a meno che non si scenda a cifre da svendita totale, il nuovo non sembra andare meglio. I prezzi in zona centrale oscillano tra i 2.000 e i 2.300 euro al metro quadrato, “ma alla fine il vero prezzo lo fa il cliente - spiega Marisa Lazzati dell’agenzia Scupelli e Lazzati - . Si può chiedere una cifra, ma se poi non si riesce a vendere non si può che abbassare la richiesta. Qualcosa di nuovo si riesce a vendere in zona centrale, grazie agli incentivi, ma il mercato soffre comunque. La chiave

di tutto sono le banche. Se faciliteranno l’accesso ai mutui allora si potrà respirare”. Lazzati però mette in guardia dall’effetto-spauracchio: “La crisi c’è, ma c’è anche molta paura dettata da una propaganda che spaventa”. Se le vendite sono a picco, gli affitti stanno vivendo un “boom” : con 500 euro si può avere un trilocale con doppio servizio e box auto. Con 350-400 euro si può avere un trilocale ammobiliato in zona stazione, scendendo a 300 se l’appartamento è più lontano dal centro.


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PRESENTATO IL CANDIDATO SINDACO DEL MOVIMENTO 5 STELLE

L’architetto Caterina Grimaldi lancia la sfida: “Disegniamo una grande Voghera” di

Christian Draghi

Scelta “rosa” in casa del Movimento 5 Stelle: Caterina Grimaldi è il candidato sindaco che sfiderà la politica dei partiti alle elezioni comunali di Voghera del maggio prossimo. Potrebbe diventare la prima donna nella storia della città a sedere sulla poltrona più importante di Palazzo Gounela. E’ stata presentata ufficialmente sabato 24 gennaio nella nuova sede grillina di via Emilia di fronte al Gulliver. Il suo nome è uscito da una votazione interna al Movimento, scelto tra una rosa di cinque papabili. Nessun precedente in politica. Chi è Caterina Grimaldi? “Una donna nata a Milano 57 anni fa. Mi sono laureata in architettura con indirizzo urbanistico nel 1981 e per diversi anni mi sono formata professionalmente lavorando presso un importante studio associato milanese, dove mi sono occupata di ricerca e progettazione urbanistica. Ho poi acquisito competenze nell’ambito della gestione d’impresa e un master di Project Manager nel settore costruzioni, prima di cambiare vita e trasferirmi sulle colline di Santa Giuletta”. Caratteristiche da “tecnico”, più che da politico. Da quanto tempo vive in Oltrepò?

“Dal 1989, quando ho intrapreso l’attività di imprenditrice agricola, producendo vini rossi millesimati da agricoltura biologica. L’ho fatto insieme a mio marito, Gian Roberto Sarolli, fino alla sua scomparsa nel 2012”. Suo marito era un noto professore universitario, nonché un vogherese doc. La sua è quindi una “vogheresità” acquisita… “Mio marito mi ha trasmesso l’amore per questo territorio, mi ha insegnato il dialetto, mi ha mostrato tutti i luoghi della sua infanzia e il grande patrimonio culturale di Voghera”. Parliamo della città. Cosa le manca? Forse proprio un tocco femminile?

Anche a Voghera è arrivata la rete ultra veloce Lte di Linkem, internet veloce senza limiti….. Linkem è l’operatore di telecomunicazioni leader in Italia nel settore della banda larga wireless. L’azienda è costantemente impegnata nell’espansione della propria rete internet su tutto il territorio nazionale, e nel mese di Dicembre ha lanciato sui comuni di Voghera e limitrofi, tra’ i primi comuni in Italia, il nuovo ultra veloce servizio internet Lte. Grazie alla sua rete di proprietà, Linkem offre ai suoi clienti un servizio di connessione internet veloce Lte fino a 20 mega senza bisogno della linea telefonica fissa, senza il canone Telecom e senza i limiti della chiavetta internet, che limita la connessione ad un solo PC e con scarsa qualità di navigazione. L’offerta di Linkem è chiara e semplice in abbonamento o ricaricabile e ti permette di avere tutti i vantaggi di una connessione internet veloce, senza limiti di traffico e senza sorprese in bolletta!! Scoprite le incredibili offerta Linkem presso il rivenditore autorizzato 0337 Tutto Telefonia di Voghera info 0383369640 o visita il sito www.linkem.it.

“Manca la cura della città. Mi riferisco soprattutto al disegno urbano, profilo sotto il quale siamo carenti. Dagli anni 80 non c’è stata una strategia di espansione urbanistica che permettesse una qualità della vita adeguata. C’è un disordine notevole, figlio della speculazione edilizia che non ha permesso tra l’altro l’organizzazione dei servizi in modo efficiente. Bisogna ridisegnare i luoghi di Voghera per renderli più armoniosi e recuperare il patrimonio culturale che è notevole, tra edifici e cascine storiche. La città deve essere a misura d’uomo e deve offrire la possibilità ai cittadini di viverci felici”. Partite dal 10% delle comunali 2010. Alle Europee a Voghera avete preso il 16%. Crede di poter fare meglio? “Il Movimento ha maturato l’esperienza sufficiente per governare la città e portare finalmente un nuovo modo di amministrare la cosa pubblica. Serve un governo pulito e trasparente, in cui la partecipazione dei cittadini sia davvero importante. Penso ad esempio a un bilancio partecipato, dove i vogheresi possano scegliere come impiegare i soldi per i lavori pubblici”. Da sindaco “grillino” si taglierebbe lo stipendio? “Il nostro consigliere Marfi devolve il gettone di presenza in consiglio in beneficenza. Io sicuramente prenderei in considerazione, come è prassi del Movimento, di impiegare parte della mia remunerazione in modi alternativi”.


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L’ASSESSORE PRESENTA LA RASSEGNA CHE PARTIRA’ IL 20 FEBBRAIO

di

Christian Draghi

Mancano meno di tre mesi alla scadenza del suo mandato (si vota a maggio), ma l’assessore alla cultura del comune di Voghera Marina Azzaretti continua senza sosta a programmare iniziative “per risvegliare la città”. Una linea che porta avanti da quando, nel 2010, ha iniziato la sua avventura nella giunta Barbieri. “Ho fatto tutto e anche più di quello che potevo, nei limiti e anche oltre le competenze del mio assessorato per ridare alla mia città entusiasmo e partecipazione”. E’ proprio quel “Viva Voghera” tanto caro al vulcanico assessore iriense lo slogan che esprime al meglio la filosofia con la quale ha interpretato il suo ruolo negli ultimi anni. Oggi presenta alla città la nuova stagione teatrale, realizzata in collaborazione con Rotary Club e Associazione “Chi è di Scena”. Assessore, cosa può dirci di questa rassegna? “L'abbiamo intitolata "Teatr’insieme" perché vuole coinvolgere tutti i cittadini, grandi e piccoli, andando incontro alle diverse esigenze del pubblico. Inizierà il 20 febbraio e sarà ospitata dal Teatro San Rocco di via Emilia. La prima serata vedrà come ospite Paola Pitagora, attrice di teatro, cinema e televisione (suo il ruolo di Lucia nello sceneggiato de I Promessi Sposi) accompagnata al pianoforte da Anna Lisa Bellini. L’opera si chiamerà “Poesia e musica della notte al chiaro di luna” e sarà incentrata sulle opere di Giacomo Leopardi. Sono previsti quattro appuntamenti, dopo quello iniziale si continuerà il 26 marzo con “La mia Odissea”, il 23 aprile con “Crimini del Cuore” e il 7 maggio con “Le scemette” con le comiche di Zelig. Il costo complessivo della rassegna è

di circa 25mila euro, 8mila dei quali ottenuti da un finanziamento della Fondazione Cariplo. Ci auguriamo che abbia il successo che merita, dato lo sforzo non indifferente che abbiamo fatto. Il biglietto costerà 20 euro, 12 per i ragazzi sotto i 14 anni”. Prossime iniziative? Febbraio è anche il mese del Carnevale. Cosa bolle nella pentola del Comune?

VOGHERA

Azzaretti: “Grazie ai nostri sforzi Voghera avrà una stagione teatrale”

FEBBRAIO 2015

“Il 7 febbraio ci sarà un grosso concerto lirico in Duomo. Poi proprio il 20, in concomitanza con l’inaugurazione della stagione teatrale, ci sarà una rievocazione storica della antica saga di Buricinela. Poi c’è un progetto mirato a valorizzare quartieri e frazioni, che vedrà come primi protagonisti Medassino e Oriolo. Stiamo interpellando persone anziane per raccogliere materiale fotografico da organizzare e presentare alla città all’interno di un evento culturale di più ampio respiro. Con questa iniziativa si partirà il 7 e 8 marzo e ci sarà la collaborazione dell’associazione Fuori Posto”. Bilancio dopo cinque anni da assessore. E’ soddisfatta? “Assolutamente sì. Credo che se l’obiettivo era risvegliare i vogheresi rendendoli cittadini attivi ci siamo riusciti innegabilmente. Il successo di iniziative come ‘Voghera sotto le Stelle’, che ha mosso qualcosa come 10mila persone, credo sia indiscutibile. La mia soddisfazione più grande, da vogherese, è stata riaprire il Castello: l’Iria Castle Festival, giunto alla quinta edizione, è stato il fiore all’occhiello”. A maggio ci sono le elezioni. Domanda inevitabile: lei cosa farà? “Credo di avere lavorato molto per la città. Se i miei concittadini riconoscono e condividono l’impegno e il progetto che abbiamo, che è di continuare a lavorare per ravvivare la città, mi daranno il loro sostegno, io sono disponibile ad andare avanti”.

FESTE E SALDI: BILANCIO DELL’ASCOM E LE PAROLE DEI COMMERCIANTI

Vendite in linea con il 2014: soffre in particolare il settore dell'abbigliamento di

Christian Draghi

Un Natale di magro, in linea con quello dell’anno precedente. I saldi per tentare di recuperare, anche se al momento la situazione non è di quelle che facciano sorridere. Questo in soldoni il bilancio dell’Ascom vogherse, l’associazione che riunisce varie categorie di commercianti, a un mese dalla fine delle feste. “La situazione non è cambiata di molto rispetto al 20132014 - spiega il segretario Paolo Rainelli - Sia il settore dell’abbigliamento che quello degli alimentari hanno registrato un trend stazionario con lieve contrazione degli affari sotto il periodo natalizio. Molti clienti, per quanto concerne il settore dell’abbigliamento, hanno probabilmente atteso l’inzio dei saldi per comprare, anche se dopo il primo weekend, dove si è registrata l’affluenza maggiore, l’entusiasmo è andato scemando”. In tanti probabilmente aspettano che i saldi diventino ancora più consistenti, con sconti maggiori per cercare il vero affare. La crisi intanto non molla. A girare per il centro le vetrine di negozi sfitti si incontrano con frequenza: l’ex Sunshine di via San Lorenzo e l’ex Sisley all’angolo con via Pezzani sono solo un paio dei “pezzi storici” della via Emilia che se ne sono andati. Se il settore abbigliamento soffre c’è chi invece è riuscito ad ingegnarsi per fronteg-

giare la crisi. E’ il caso della profumeria Pinalli. “Non ci lamentiamo di come sono andate le feste, ma vendendo articoli regalo era immaginabile che avremmo lavorato a sufficienza - spiega Laura Gatti -. Abbiamo fatto promozioni regalo natalizie con sconti del 40-50% per il secondo anno consecutivo, lasciando ai clienti dei buoni sconto da utilizzare per gli acquisti di gennaio e ha funzionato abbastanza”. Leggero calo anche nel settore libri: “Si è venduto qualcosina in meno rispetto agli altri anni – spiegano alla libreria Ubik di via Emilia – in linea con la tendenza generale, anche se tutto sommato non possiamo lamentarci. Il tempo è stato clemente e ha aiutato, anche se la via Emilia non è stata certo spumeggiante”. Non è andata troppo bene neanche ai cesti natalizi e ai prodotti alimentari, specialmente se di nicchia. Per Umberto Leardi, titolare della nota drogheria di piazza Duomo, “la gente girava, però il fattore spesa se prima era dieci oggi si è ridotto a cinque. Almeno per quanto concerne i nostri articoli. Un po’ per la crisi, un po’ per lo spauracchio della crisi, la clientela si è orientata verso articoli meno costosi”. Gli eventi organizzati dall’Amministrazione per incentivare l’afflusso di persone nel centro storico non sembrano aver dato gli effetti sperati: in particolare, la pista per il ghiaccio che ha eliminato il posteggio di largo Gorini ha

sollevato qualche mugugno. Se al commercio fisso è andata come o peggio che in passato, a sorridere un po’ sono gli ambulanti: secondo i dati di Acol, l’associazione cittadina di categoria, l’incremento delle vendite sotto il periodo natalizio è stato del 20-25% per gli alimentari, del 10% il resto.


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FEBBRAIO 2015

VOGHERA

INCHIESTA FRA I COMMERCIANTI: COSA CHIEDERETE AL NUOVO SINDACO?

“Parcheggio libero in piazza Duomo, più attenzione al centro, onestà e rispetto” di

Christian Draghi

Il maggio prossimo (il 17 o il 24) Voghera andrà alle urne per eleggere il nuovo sindaco, che avrà il non facile compito di risollevare le sorti di una città sempre più piegata dai colpi della crisi economica. Il commercio, anima e motore della città negli anni 80, vive oggi uno dei momenti di maggiore difficoltà. Abbiamo fatto agli operatori del settore una sola, diretta, domanda: “Indipendentemente da chi vincerà, cosa vi aspettate dal nuovo primo cittadino?” . Laura Gatti, della profumeria Pinalli, chiede di mettere il centro storico…al centro:“Il nuovo sindaco deve fare tutto il possibile per portare più persone nel cuore della città. Il parcheggio libero in piazza Duomo almeno il sabato potrebbe aiutare, ad esempio. Poi quando si organizzano manifestazioni come mercatini e banchetti, che abbiano un’ attrattiva più forte, come quelli europei di enogastronomia”. Gaetano Marangolo, del bar Liberty, chiede che gli operatori del centro vengano difesi dall’invasione dei centri commerciali: “So che probabilmente non è possibile far chiudere quelli che ormai ci sono, ma il nuovo sindaco dovrebbe quantomeno impedire che se ne aprissero di nuovi. Poi occorrono idee fresche per riportare le persone a vivere il centro”. Dello stesso segno l’intervento di Francesco Orsi della libreria Ubik: “Bisogna che il centro torni a vivere. Il parcheggio in piazza Duomo dovrebbe essere libero almeno il sabato, oppure a disco orario. O, perché no, si potrebbe offrire un rimborso a chi fa acquisti”. Umberto Leardi, titolare della storica drogheria di piazza Duomo, chiede maggiore considerazione per la sua categoria: “Siamo sempre stati un po’ messi da parte in questi anni. Il nuovo sindaco dovrebbe venirci incontro aiutandoci, ascoltando di più le nostre esigenze e le nostre richieste. I nostri rappresentanti non hanno mai ottenuto molta attenzione. I parcheggi? A pagamento o meno è importante che ce ne siano molti, o per noi è la fine”.

Roberto Dionisio

Gaetano Marangolo

Francesco Orsi

Umberto Leardi

Martina Schmidt

Fabrizio Girani

Anche Martina Schmidt e Angela Bersani del noto negozio per bambini di via Garibaldi, chiedono più considerazione al futuro nuovo primo cittadino: “Il commercio è quello che fa vivere la città e bisogna rispettare di più i commercianti, che vengono ascoltati molto poco e quando parlano si prendono anche degli arroganti. La situazione di via Garibaldi poi è veramente critica: la viabilità ci penalizza, perché dalla parte est della città non c’è più un ingresso a piazza Duomo (via Garibaldi è a senso unico in uscita, le auto devono allungare il giro ed entrare da via Cavour ndr). Era stata fatta una petizione a questo proposito, ma è stata ignorata”. Non tutti richiedono al nuovo primo cittadino cose “concrete”. Fabrizio Girani, titolare del Bar Medagliani di via Emilia, si accontenterebbe “di un po’ di onestà e trasparenza. Un sindaco dovrebbe chiedersi se quello che fa va

bene per Voghera e i vogheresi, e non per accontentare questa o quella lobby di potere. Non bisogna fare richieste per migliorare solo il proprio orticello, perché si perde il quadro generale e non si cambia davvero nulla”. Uscendo dal centro incontriamo Diego Nobile, del Concessionario moto di via S.Ambrogio: “Al nuovo sindaco chiederei agevolazioni fiscali. I commercianti non possono competere con la grande distribuzione senza sgravi sulle tasse”. Roberto Dionisio, titolare della tabaccheria di via Gramsci, chiede più attenzione anche per chi è al di fuori del centro storico: “Quando si organizzano manifestazioni o mercatini, queste sono sempre localizzate al centro. Non c’è equità nella distribuzione delle iniziative e noi siamo penalizzati. Più in generale però serve un piano industriale serio per riportare in città un po’ di benessere. Chi non ha soldi non può spenderne”.


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Ferrari: "La Provincia faccia ogni tentativo per riaprire il ponte di Salice" di Alessandro

Disperati

Nei giorni scorsi si è tenuto, presso gli uffici dello Ster di Pavia l'incontro per fare il punto della situazione, relativamente ai lavori del ponte di Salice Terme. La Provincia rappresentata dall'assessore Maurizio Visponetti e dai funzionari ha reso noto il costo che emerge da un progetto preliminare relativo alla seconda fase di intervento, quella della riapertura auspicata. Si parla di circa 800000 euro. Abbiamo incontrato il sindaco di Rivanazzano Terme, Romano Ferrari, per fare il punto sulla delicata situazione. Sindaco quali le ultime novità relative al ponte di Salice Terme? "Regione e Provincia ci hanno confermato che al momento è finanziata solo la prima fase di intervento che dovrebbe portare alla messa in sicurezza della struttura ed alla riapertura pedonale del ponte entro la metà di febbraio. Per la seconda fase, quella dell'auspicata riapertura definitiva al transito anche autoveicolare, sembra che servano altri 800000 euro comprensivi di iva. Ci è stato detto che è quanto previsto da un progetto preliminare affidato a professionisti". E quindi che fare? "Speriamo che a livello regionale, facendo seguito all'ordine del giorno votato in consiglio regionale a fine dicembre, si riescano a reperire i fondi necessari. Purtroppo nel corso della riunione odierna non ci sono state date garanzie in merito". Da parte sua ha fatto delle richieste? "Ho chiesto alla Provincia che si faccia, prima della chiusura dei lavori di questa prima fase, ogni tentativo al fine di permettere una riapertura provvisoria, già da adesso, a senso unico al traffico veicolare. Questo è il momento, a mio parere, di valutare questa possibilità e di mettere in campo ogni tentativo in tal senso. Sarebbe solo un primo risultato, ma molto importante. Per il resto sentiremo ancora i nostri rappresentanti in Regione per la ricerca dei fondi necessari". Perchè l'ente preposto, cioè la Provincia ha questi problemi per reperire i fondi per rimettere a posto definitivamente il ponte di Salice Terme? "Purtroppo anche le Province, così come i Comuni, sono altamente penalizzate dai tagli di trasferimenti e dal patto di stabilità. La minore disponibilità finanziaria è ormai un dato di fatto anche per le regioni. A Roma non possono non rendersi conto di questo. Purtroppo, nonostante ciò, non si vedono segnali di cambiamento. La sistemazione di un ponte, come il nostro di Salice Terme, non solo è un intervento assolutamente necessario, ma deve essere vista come un investimento". Il patto di stabilità è un freno per i comuni? "Certamente. Per rimettere in moto l'economia italiana bisogna rivedere le regole del patto di stabilità. Il Comune di Rivanazzano Terme, ad esempio, ha un bilancio assolutamente sano. Presenta un discreto avanzo di amministrazione. Può essere catalogato tra i comuni virtuosi. Dal 2010 siamo vincolati dal rispetto del patto di stabilità che ogni hanno ci pone in condizioni sempre più difficili. Non possiamo spendere soldi di cui avremmo la disponibilità. Sarebbe invece giusto, a mio parere, poter utilizzare i soldi che abbiamo disponibili per mettere in cantiere interventi necessari. Certamente i soldi bisogna spenderli bene ed utilizzarli in maniera oculata. Ma giustamen-

te, sulla base di queste capacità, le amministrazioni vengono valutate dalla gente. Non sempre il non spendere porta ad un vero risparmio. Per risparmiare bisogna anche poter intervenire per tempo con le adeguate manutenzioni della cosa pubblica". Come fate a Rivanazzano Terme per affrontare questi vincoli? "Cerchiamo di fare del nostro meglio nella ricerca di finanziamenti. Per questo devo dire che i nostri funzionari sono molto bravi e disponibili. Questa è

RIVANAZZANO TERME

IL PATTO DI STABILITA' STA CREANDO PROBLEMI A PROVINCIA E COMUNE

FEBBRAIO 2015

una grossa fortuna. Siamo riusciti in questi anni nonostante tutti i tagli ed i vincoli che ci sono stati imposti a mantenere i servizi in maniera efficente. Sono anche soddisfatto di come viene tenuto il paese e della vitalità che lo anima". Cosa dovrebbero fare i nostri governanti? "Il Governo Letta aveva dato ai comuni, con bilancio sano, la possibilità di pagare ad inizio 2013 gli interventi fatti nel 2012. Era stata una piccola deroga al patto di stabilità che, a parere mio, è stata importantissima. Onestamente non ho più visto altre aperture di questo tipo negli ultimi anni. Poi c'è la difficoltà per trovare occupazione. Un impresa che apre da noi va incontro a troppe tasse. Così come troppe tasse pesano sull'economia delle famiglie. Sono cose su cui il governo dovrebbe intervenire ed anche rapidamente. Ma purtroppo non vedo risposte concrete. Non è chiudendo le Province che si risolve il problema. Il rischio è che si creino altri disoccupati". Sindaco, concludendo? "A mio parere, è anche necessario che i governanti facciano di tutto per garantirci il rispetto da parte degli interlocutori stranieri. Dobbiamo poter affrontare tutti a testa alta. Siamo uno Stato ricco di risorse che tanti paesi non hanno. L'Europa non può prescindere da noi, dobbiamo poter dire la nostra. Il Patto di stabilità così com'è ci blocca, dobbiamo cambiarlo e pretendere che l'Europa ci ascolti e proceda in questa direzione".


GODIASCO SALICE T.

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IL SINDACO DI GODIASCO, GABRIELE BARBIERI ANNUNCIA LE NOVITA'

"I profughi verranno utilizzati per pulire le vie e il parco di Salice Terme" di Alessandro

Disperati

Mentre procedono i lavori di messa in sicurezza del ponte danneggiato dalla piena dello Staffora nel novembre scorso, al Sindaco di Godiasco Salice Terme, Gabriele Barbieri, chiediamo di fare il punto della situazione anche dopo la “cabina di regia” svoltasi nei giorni scorsi a Pavia, presso la sede dello Ster, la struttura territoriale della Regione Lombardia. “La situazione, in queste ultime settimane, non è cambiata di molto. Insieme al collega Sindaco di Rivanazzano Terme ho preso parte alla riunione tenutasi presso la sede pavese della Regione Lombardia. Il principale ostacolo è naturalmente rappresentato dalle risorse finanziarie che la Provincia, proprietaria del manufatto, non dispone. Secondo un progetto preliminare per rimettere in funzione il ponte, dopo l’attuale intervento di messa in sicurezza, occorrerebbero 800 mila euro. Non possiamo far altro che confidare nell’aiuto della Regione e naturalmente dei nostri rappresentanti che mi auguro riescano ad intercedere, soprattutto nei confronti dell’assessore regionale al bilancio per far stanziare i fondi necessari. Durante l’incontro è riemersa la possibilità di allestire un ponte Bailey, soluzione da me posta all’attenzione circa due mesi fa. Resta da valutare l’eventuale localizzazione”. Con i commerciati è stata fatta una riunione ci può dire cosa è emerso di rilevante? “Con la categoria degli imprenditori, tramite i loro rappresentanti, abbiamo avviato un dialogo che mi auguro sia sempre costruttivo. Siamo disponibili e al loro fianco. Abbiamo anche concordato una serie di interventi che spaziano dalla possibilità di chiedere la rateizzazione dei tributi comunali, ad una nuova disciplina dei parcheggi nelle vie centrali, alla possibilità, coinvolgendo ASM, di rendere gratuiti alcuni posteggi a pagamento. Cambiamo argomento. Si dice che i profughi ospi-

tati presso una struttura alberghiera di Salice Terme potrebbero collaborare con il Comune per alcuni tipologie di lavori. “In effetti è così. Proprio nei giorni scorsi la Giunta ha deliberato una convenzione con la cooperativa Agape, della Caritas, attraverso la quale è possibile avvalersi, su base volontaria, di queste persone per lavori poco impegnativi ma comunque che potrebbero rilevarsi utili, come ad esempio, la pulizia del parco e delle vie di Salice. Sarebbe questo, a mio avviso, un modo per cominciare farli sentire utili nei confronti di un paese che li ospita, ed iniziare un percorso d’integrazione. Sono convinto che la popolazione saprà apprezzare il loro impegno. Parco Montale, l’accordo con la Pro Loco, per la sua gestione, è stato disdetto. “Abbiamo incontrato il direttivo della Pro Loco per esaminare alcuni aspetti gestionali del parco Montale e delle strutture che sorgono in quest’area. Su segnalazione dei soci della Pro Loco abbiamo preso atto della necessità di verificare, sotto l’aspetto della sicurezza, la conformità degli impianti anche per procedere, se necessario, alla loro messa a norma.

Per consentire questo intervento abbiamo, di comune accordo, deciso di sospendere qualsiasi attività all’interno della struttura e la convenzione che affida al sodalizio godiaschese la gestione del parco. Una volta realizzati gli interventi necessari, gli impianti del parco dedicati all’attività ricreativa torneranno a disposizione degli abitanti”. Nelle scorse settimane si è appreso che il numero degli scrutatori a disposizione del Comune per le operazioni di voto ha avuto un notevole incremento di adesioni. “L’incremento è stato particolarmente consistente, si è passati dalle precedenti 82 unità alle attuali 124. Questo aumento è stato reso possibile grazie ad una comunicazione da noi inviata a tutti i giovani del nostro Comune, compresi nella fascia d’età tra i 18 e 25 anni, nella quale si sollecitava la loro iscrizione all’albo degli scrutatori. In questo modo riteniamo di aver doverosamente allargato la partecipazione a questa particolare fase della vita democratica della nostra comunità e coinvolto un maggior numero di giovani in un evento fondamentale per la nostra democrazia: l’esercizio del diritto di voto”.

VERRA' INAUGURATO il 7 febbraio ALLE 16

Nasce il Centro Operativo Comunale

La Protezione Civile di Godiasco Salice Terme cresce e si rinnova sulle esigenze dettate dai recenti eventi calamitosi. La Giunta Comunale visto l'impegno del gruppo dei volontari e l'efficacia di intervento in caso di calamità, ha accolto con grande interesse, il progetto di creare un Centro Operativo Comunale di Protezione Civile per la gestione delle emergenze. Il Sindaco Gabriele Barbieri con tutta la Giunta, a seguito di una riunione tenutasi con il coordinatore ed il vice coordinatore del gruppo, hanno approvato e appoggiato con grande entusiasmo il progetto, concedendo l'uso di locali più idonei e le risorse necessarie. La struttura ospita la sede del locale gruppo di Protezione Civile Comunale oltre al Centro Operativo Comunale con relativa sala per le radio comunicazioni. Sarà avviato un sistema informatico che consentirà la segnalazione telematica da parte della cittadinanza di ogni criticità rilevata sul territorio. Il coordinatore Piera Mercatali ringrazia i volontari per l'impegno fattivo profuso nella realizzazione della nuova sede. L'inaugurazione della struttura avverrà oggi (Sabato 7 Febbraio) alle ore 16.00 a Godiasco in Piazza Aldo Moro 7, alla presenza delle autorità e di delegazioni degli altri gruppi di Protezione Civile.


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Paola Maggi è il nuovo presidente degli operatori di Salice: "Priorità al ponte" di Alessandro

Disperati

Paola Maggi Benedini è stata eletta nuovo presidente dell'Associazione Operatori Turistici di Salice Terme. L'abbiamo incontrata in queste ore per scoprire quale sarà l'attività di questo ente. Paola Maggi, perché ha accettato di fare il presidente dell’Associazione Operatori Turistici di Salice Terme? "Voglio innanzitutto ringraziare gli Operatori Turistici Salicesi che all’unanimità hanno votato il mio nome a Presidente di questa importante Associazione. Ho accettato, unitamente ai colleghi del Direttivo, perché pensavo fosse giusto impegnarmi in questa iniziativa, dando il mio contributo al paese in cui ho scelto di vivere e di investire tutte le mie risorse. Da diversi anni non esiste più un’associazione di categoria che ci rappresenti e tuteli i nostri interessi e questo è stato per me un’ulteriore stimolo". Da chi è composta questa rinnovata associazione? "Grazie a 22 soci iniziali, che stanno già diventando molti di più, lo scorso 12 gennaio è rinata l’Associazione Operatori Turistici Salice Terme. Essa rappresenta tutti gli Operatori economici del nostro paese, fra i quali albergatori, ristoratori, gestori di locali d’intrattenimento serale, studi tecnici immobiliari e commercianti. Il governo dell’Associazione è garantito da un Consiglio Direttivo composto dal sottoscritto Presidente e da Michela Pavesi, VicePresidente, da Marianna Garavana nella qualità di Segretario Tesoriere e dai Consiglieri Luisella Piedicorcia che si occuperà delle esigenze degli associati, Fabio Riva che terrà i rapporti con la stampa e con gli Enti Pubblici, Bardo Raina quale responsabile del sito web e pagine social dell’Associazione e Giulio Moro, responsabile insieme a me degli eventi e manifestazioni. Tutte le attività commerciali sono così rappresentate anche all’interno del Direttivo".

Quali sono gli obiettivi dell’associazione? "L’Associazione si prefigge l’obiettivo di rilanciare a 360 gradi il nome di Salice Terme che negli ultimi anni sta soffrendo la grave crisi che interessa molte località turistiche e quasi tutte le località termali. Vogliamo riportare gente a Salice non solo per il passeggio domenicale ma anche e soprattutto per vivere la nostra bellissima località nell’arco di tutta la settimana. L’associazione si preoccuperà inoltre di tutti gli aspetti legati agli interessi ed ai bisogni dei suoi Associati". Vista la chiusura del ponte di Salice avete in mente nuove azioni, dopo la raccolta delle firme? "L’emergenza ponte è stato uno dei motivi che ha spinto molti di noi ad associarsi. Siamo in una fase di attesa perché, in occasione dell’incontro del 16

GODIASCO SALICE T.

L'ASSOCIAZIONE CONTA GIA' 22 SOCI: VICE E' MICHELA PAVESI

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dicembre scorso, il Presidente della Provincia Daniele Bosone ha promesso che ci avrebbe nuovamente incontrato e informato sull’evolversi della situazione entro la fine del mese di gennaio. Il tempo è scaduto e non vogliamo aspettare inermi la stagione estiva che si preannuncia molto dura per tutti noi. Dopo la raccolta delle oltre 3.000 firme, rivelatesi poi di grande aiuto alle nostre Amministrazioni Comunali, se da una parte stiamo stilando un calendario estivo degli eventi, dall’altra stiamo pensando a qualcosa di eclatante per riportare Provincia e Regione ad occuparsi incessantemente del nostro problema, insomma, qualcosa che faccia notizia. Quali cono i rapporti con l’amministrazione comunale di Godiasco Salice Terme? "Siamo appena nati e pertanto i rapporti con l’Amministrazione Comunale di Godiasco Salice Terme, così come con quella di Rivanazzano Terme, territorialmente competente di parte della nostra località, al momento sono buoni e così resteranno fintanto che verrà assecondato il nostro desiderio di instaurare e mantenere una proficua collaborazione per il bene della nostra Salice Terme". Avete in mente delle iniziative per la stagione estiva? "Come dicevo, grazie all’impegno di tutti gli Associati e non solo del mio Consiglio Direttivo, stiamo preparando un calendario estivo delle manifestazioni che terrà conto di quanto sta emergendo da parte di tutte le differenti figure che condividono con me questo grande impegno. Vogliamo proporre eventi che arricchiscano l’offerta turistica di Salice Terme nel fine settimana e non solo, alcuni dei quali possano poi essere ripetuti negli anni diventando un gradito e atteso appuntamento fisso".

INTERVISTA ALL'ASSESSORE STEFANIA DAFFONCHIO

"A Godiasco e Salice parte la prenotazione assistita delle prestazioni sanitarie"

di Alessandro

Disperati

Dal 2 febbraio scorso il Comune di Godiasco Salice Terme eroga ai propri cittadini un nuovo importante servizio in campo sanitario. Chiediamo all’assessore Stefania Daffonchio, delegata per le politiche sociali, di che cosa si tratta. “Attualmente è possibile prenotare le visite specialistiche e gli esami strumentali utilizzando i nuovi servizi di prenotazione resi disponibili dal Sistema Informativo Socio–Sanitario (SISS) attraverso il telefono, internet e le farmacie, oltre che recandosi personalmente agli sportelli delle ASL o delle Aziende Ospedaliere. Tuttavia, questi nuovi sistemi di prenotazione non sono facilmente accessibili a tutti i cittadini. Per questo motivo, in via sperimentale, abbiamo attivato un servizio di prenotazione assistita presso la sede comunale di Godiasco e gli uffici municipali di Salice Terme. Sarà così più agevole eseguire la prenotazione delle proprie prestazioni sanitarie attraverso l’assistenza di un nostro addetto. Riteniamo che questa

iniziativa, comunque sperimentale, possa fornire un servizio particolarmente utile alla popolazione”. In pratica il servizio come funziona? “L'utente dovrà semplicemente recarsi presso l’ufficio comunale di Piazza Alesina, a Godiasco, il giovedì dalle 9.30 alle 11.30 o presso la sede municipale di Via Diviani 13, a Salice Terme, il lunedì dalle 9.30 alle 11.30, munito dell’impegnativa del proprio medico di medicina generale o dello specialista sulla quale sarà indicato il tipo di prestazione che dovrà prenotare. In queste sedi troverà un nostro addetto che si occuperà di eseguire la prenotazione. Il servizio è gratuito. C’è poi una importante novità”. Di che si tratta? “Grazie alla donazione di un nostro concittadino che ha chiesto di rimanere anonimo, il Comune di Godiasco Salice Terme installerà due defibrillatori automatici esterni (DAE). Queste due importanti apparecchiature salvavita saranno posizionate in luoghi strategici sia a Godiasco capoluogo che a Salice Terme. La loro installazione sarà inoltre affiancata

da corsi di formazione per il personale che li potrà utilizzare”.


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"NON SIAMO COMANDATI DA ELIO BEROGNO"

Bariani: “Dopo tre anni abbiamo ripristinato la videosorveglianza a Salice” di Alessandro

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"Per prima cosa voglio dire a chi, come i consiglieri di opposizione che continuano a criticarci, che non è certo colpa nostra se abbiamo vinto le elezioni. Ora siamo qui per cercare di fare delle cose concrete e positive per il paese e per i cittadini". Giovanni Bariani non guarda in faccia a nessuno. Il consigliere comunale di maggioranza delegato alla sicurezza prima enuncia le opere effettuate (in primis la sistemazione delle videocamere di Salice Terme e la manutenzione al campo sportivo di Godiasco), poi si toglie qualche sassolino dalle scarpe. Bariani, cominciamo dalla videosorveglianza. "Considerando che sono delegato ai problemi legati alla sicurezza e viabilità, dopo un'attenta analisi mi sono accorto che le telecamere utilizzate per la videosorveglianza a Salice Terme non erano, già dal 2013, visibili dal comando della Polizia Municipale di Godiasco". E quindi? "Mi sono immediatamente attivato per cercare i fondi necessari, circa 5000 euro, per ripristinare questo importantissimo servizio che proprio in questi giorni, grazie alla sostituzione di un software, verrà ripristinato. Si trattava di un intervento prioritario per la sicurezza della località termale e voglio ringraziare il

sindaco e la giunta che mi ha permesso di reperire i fondi necessari per il ripristino dell'impianto". Avete in mente altri progetti? "Per prima cosa, non appena reperiremo altri fondi, provvederemo a potenziare il servizio di videosor-

veglianza su tutto il territorio in modo tale di poter individuare i vandali o altri soggetti e di poterli segnalare a chi di competenza facendo anche pagare i danni a chi commette infrazioni". E per quanto riguarda il campo sportivo di Godiasco? "Anche in questo caso sono dovuto intervenire in quanto abbiamo rischiato di non far più giocare la nostra squadra perchè l'impianto legato al riscaldamento dell'acqua non solo era fatiscente ma non funzionava più. Abbiamo provveduto a sostituire il gruppo elettrico e anche in questo caso devo dire grazie all'amministrazione che ha permesso di trovare i fondi necessari per questo intervento". Bariani, lei voleva anche lanciare un messaggio a chi sa solo criticare: cosa vuole dire? "La gente invece di continuare a criticare e a fare polemiche dovrebbe darci una mano in modo tale di segnalarci quali sono i problemi per cercare di fare qualcosa di concreto per il nostro paese. Dico basta alle critiche che non servono a niente e a nessuno". E a chi dice che il Comune è comandato dall'ex Sindaco Elio Berogno cosa dice? "Ho sentito dire da diverse persone che siamo comandati da Berogno. Noi ringraziamo l'ex Sindaco. Berogno, per quello che ha fatto durante la campagna elettorale ma voglio ribadire con assoluta tranquillità che questa amministrazione agisce di testa sua e sa governare senza l'aiuto di nessuno. E soprattutto che nessuno di noi è comandato da Berogno".


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MAXI ASSEMBLEA A RETORBIDO PER DIRE “NO” ALL’IMPIANTO DI PIROLISI

di

VALLE STAFFORA

Villani: "Il territorio si è espresso e se la politica non può difenderlo vada a casa" Christian Draghi

Un coro di “No”. Questo l’esito, a dire il vero piuttosto scontato, dell’incontro pubblico tenutosi a Retorbido sul tema dell’impianto di smaltimento pneumatici che la ditta Italiana Energia Tire intenderebbe realizzare nell’area della ex Valdata. Un “No” talmente unanime da far dire al consigliere regionale Giuseppe Villani che “se la politica non riesce a difendere questa scelta del territorio può dimettersi per intero e cessare di svolgere il proprio ruolo”. Nella cornice del teatro, a far gli onori di casa il sindaco Isabella Cebrelli. Accanto a lei praticamente tutti i rappresentanti politici del territorio. Il presidente della Provincia Daniele Bosone, i consiglieri regionali Angelo Ciocca e Giuseppe Villani, l’ex senatore e presidente di Riccagioia Roberto Mura, i sindaci di Voghera, Rivanazzano Terme, Codevilla e Varzi. Poi ancora Serafino Centenaro del Movimento 5 stelle di Voghera, l’assessore provinciale Paolo Gramigna e un delegato dell’assessore regionale Mario Melazzini, oltre al portavoce del Comitato per il No Marco Dapiaggi. “In questo modo ci sentiamo meno soli in questa battaglia” ha esordito il sindaco di Retorbido. “Ci auguriamo che questo tipo di impianto non sia mai realizzato, perché il nostro territorio ha una vocazione turistica ed enogastronomica, del tutto in contrasto con la realizzazione di inceneritori o altri tipi di strutture analoghe”. Tutti gli interventi si sono rivelati dello stesso segno: il “no” all’impianto si è rivelato unanime. Bastassero le intenzioni, il discorso potrebbe benissimo essere già chiuso. Invece la preoccupazione serpeggia nell’aria.

La tavola dei relatori a Retorbido

“Troppo spesso la politica viene scavalcata dalle decisioni dei tecnici - mette in guardia il consigliere regionale Giuseppe Villani - ed è per questo che il territorio deve restare unito e compatto per far sì che questo impianto non venga realizzato. Questo progetto è partito male, senza un confronto con i cittadini e con le istituzioni. Quando un territorio si esprime all’unanimità nei confronti di un progetto come è avvenuto qui a Retorbido non ci sono ragioni tecniche che tengano per attuarlo”. Angelo Ciocca, anche lui consigliere al Pirellone in quota al Carroccio, si dice pronto a dar battaglia e annuncia che porterà all’approvazione del consiglio una risoluzione contraria al progetto. “Utilizzeremo tutti gli strumenti che abbia-

mo a disposizione per assecondare la volontà della popolazione”. L’occasione è stata anche utile per fare il punto sull’iter burocratico: allo stato attuale la documentazione fornita dalla ditta Italiana Energia, dichiarata in prima battuta insufficiente da Regione Lombardia, si trova sulle scrivanie del Pirellone con le integrazioni richieste. Una volta analizzate le carte sarà riunita la conferenza dei servizi, il tavolo intorno al quale le parti si incontreranno per decretare la fattibilità o meno del progetto. L’ultima parola spetta proprio alla Regione: un “no” che a darlo per scontato si rischiano brutte sorprese, anche se il territorio d’Oltrepò raramente si è visto tanto unito in un fronte comune.

PERPLESSITA' ARRIVANO ANCHE DAL CONSIGLIERE REGIONALE ANGELO CIOCCA

Bosone: "Noi puntiamo all'ambiente e al territorio e non certo a industrie di questo tipo" di

Christian Draghi

Tra gli interventi della serata, quello più “tecnico” è stato del presidente della Provincia Daniele Bosone: “La nostra opposizione a questo impianto non è pregiudiziale. Lo abbiamo detto anche al Prefetto nell’incontro di martedì scorso, quando abbiamo espresso tutta la nostra perplessità, derivante dalla relazione tecnica in nostro possesso. Le nostre preoccupazioni sono principalmente di tre tipi. Il primo è di natura ambientale. Questo territorio punta a uno sviluppo di tipo diverso, mentre qui si parla di un insediamento indistriale dotato di tre camini, due ad emissione alti 25 metri ed un terzo, da 30 metri, che verrebbe utilizzato solo al bisogno. La seconda perplessità deriva dalla Valutazione di Impatto Salute. In quanto medico tengo a precisare che la nostra Provincia è una di quelle in cui l’incidenza tumorale è più alta, e l’idea che venga realizzato un impianto che lavora copertoni usati non mi piace. La terza considerazione tecnica riguarda la viabilità del nostro territorio: nel progetto della ditta si parla di un transito di circa 64 camion oltre ad ottanta veicoli di altra natura al giorno. Le nostre infrastrutture non sono adeguate a recepire un simile traffico di mezzi pesanti”. Il consigliere regionale leghista Angelo Ciocca si dice perplesso dalla “trascuratezza e superficialità” con la quale è stato presentato il progetto. “Se il buongiorno si vede dal

mattino qui non si parte certo con il piede giusto” ha dichiarato l’esponente del Carroccio. “La documentazione che ci hanno consegnato era carente, non tenendo conto di informare se venissero rispettate o meno diverse leggi e normative. Personalmente sono qui a dare un segnale concreto che Regione Lombardia vuole ascoltare la volontà del territorio, che si è espresso già chiaramente contro questo progetto”. Marco Dapiaggi è il portavoce del Comitato per il No “Rispettiamo e Valorizziamo il Territorio”. Da quando la richiesta della società Italiana Energetica Tire è arrivata sul tavolo del Comune di Retorbido, l’impegno a mantenere alta l’attenzione sul tema dell’impianto è stata costante. Ad oggi il Comitato ha raccolto oltre 3.600 contro il progetto e ha attuato un’opera informativa su tutto il territorio. “Questo incontro – dice Dapiaggi riferendosi all’assemblea del 22 gennaio – era stato già preventivato 50 giorni fa, quando il primo di dicembre si era tenuta la prima assemblea sul medesimo tema. Il comitato ha bisogno dell’aiuto della politica e delle istituzioni per proseguire questa battaglia e la testimonianza di questa sera non può che incoraggiarci. L’insediamento progettato – prosegue – è in grado di generare un pesante impatto ambientale con la prospettiva di soffocare le attività esistenti e di precludere quelle future. E’ un progetto che non è assolutamente in linea con la nostra tradizione agricola, turistica e termale, anzi direi

Bosone

Villani

Ciocca

Dapiaggi

che le contrasta tutte, tenendo anche conto che a pochi metri passa la greenway, percorso ciclopedonale nel verde su cui tanto si è investito. Dal punto di vista edilizio poi, si aggiungerebbe un danno economico derivato dalla svalutazione degli immobili, come se già non bastasse la crisi del settore. Ci ridurremmo a svenderci senza alcun ritorno occupazionale (sono 37 i posti di lavoro dichiarati dall’azienda) e con la perdita di tante attività esistenti già avviate, oltre al rischio per la salute di tutti”.


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VALLE STAFFORA

IL SINDACO DI RETORBIDO ISABELLA CEBRELLI ALLARMATO

“Troppo pochi i soldi in cassa, così non si può amministrare bene” di

Christian Draghi

Continui tagli ai trasferimenti statali, patto di stabilità, chiusura della Brasilia, l’impossibilità di procurare un mezzo di trasporto al neonato corpo di protezione civile e ora pure lo spauracchio di un inceneritore (o più propriamente impianto di pirolisi) che potrebbe insediarsi a due passi dal paese. Per il sindaco di Retorbido Isabella Cebrelli il secondo mandato, cominciato dopo la riconferma ottenuta alle urne il maggio scorso, non nasce sotto i migliori auspici. Unica buona notizia: una nuova attività commerciale aprirà lungo la greenway. “Capisco che per i cittadini che ci chiedono aiuto sia difficile comprendere le reali difficoltà di amministrare con simili ristrettezze economiche. In effetti faccio fatica a comprendere anch’io come si possa andare avanti così”. Sindaco, quanto è dura la situazione? “Le faccio un esempio: nell’ultima riunione di giunta discutevamo su come risparmiare ulteriormente per non dover tagliare servizi e nuove tasse e ci siamo ritrovati a pensare di accendere un lampione sì e uno no. Poche settimane fa è stato annunciato poi l’ennesimo taglio di trasferimenti statali: altri 40mila euro in meno. Stiamo facendo i salti mortali per non alzare le tasse”. Che tipo di progetti avete portato a termine in

questi anni? “Siamo riusciti a riqualificare piazza Roma e i giardini, asfaltare strade, mettere nuovi cassonetti e potenziare l’illuminazione oltre a investire sulla videosorveglianza. Oggi però è ancora più difficile, il bilancio slitterà a maggio e attendiamo nuovi bandi o finanziamenti privati per progettare nuove opere”. La Protezione Civile ha aperto una sede proprio a Retorbido pochi mesi fa. Però non hanno automezzi… “Purtroppo ci mancano le risorse per procurarglielo.

Abbiamo potuto dotarli di divise e di equipaggiamento di base, ma per un mezzo non c’è stato modo. Il 22 febbraio faremo un pranzo al centro sportivo il cui ricavato andrà proprio a favore loro”. La greenway invece come sta andando? Almeno il turismo dà qualche beneficio? “Dalla sua apertura, l’estate scorsa, sta funzionando bene. Il sabato e la domenica i visitatori sono numerosi. Aprirà presto una nuova vinineria lungo la Bressana Salice, al posto del casello della vecchia stazione della ferrovia Voghera-Varzi. Diventerà uno spaccio di vino e prodotti locali”. Per un’attività che apre, ce n’è una molto importante che però ha chiuso da tempo ormai, togliendo lavoro a circa 140 persone. La situazione della ex Brasilia com’è? “30 di quelle persone erano cittadini retorbidesi. Molti di loro stanno ancora cercando lavoro. Abbiamo cercato di aiutarli come possiamo, agevolandoli sui pagamenti delle tasse. Ad oggi della Brasilia sono stati venduti i macchinari, ma di offerte per ora nessuna concreta. Offriamo agevolazioni fiscali e oneri di urbanizzazione ridotti a chi volesse investire qui”. Qualcuno che vorrebbe investire ci sarebbe… ma opera nello smaltimento di pneumatici… “Tutto ma non gli inceneritori. Il nostro territorio ha una vocazione turistico-naturalistica, sarebbe un autogol clamoroso. Inoltre non possiamo certo giocarci la salute. Faremo tutto il necessario per opporci all’insediamento di un impianto di quel tipo”.


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A TU PER TU CON un “GRANDE VECCHIO” DELLA POLITICA OLTREPADANA

di

Christian Draghi

Quello di Giovanni Alpeggiani è un nome molto conosciuto nella politica oltrepadana. Non si può dire però che il suo sia anche un “volto noto”, perché non ama più di tanto apparire. Le sue interviste sono piuttosto rare, per cui intercettarlo in un bar di via Emilia e conversarci di politica è un’occasione che non ci lasciamo sfuggire. 62 anni, medico condotto del Brallo di Pregola di cui è stato sindaco negli anni ottanta, ha iniziato il proprio cursus honorum nel Partito Socialista per diventare assessore provinciale e poi consigliere regionale negli anni 90. La sua figura oggi è però piuttosto controversa: pur non ricoprendo incarichi ufficiali da diversi anni, è indicato da molti come uomo di potere “occulto”. Uno di quelli che tirano le fila e tessono trame da dietro le quinte, spostando voti ed equilibri politici. Alpeggiani, tanti vedono in lei un’“Eminenza Grigia” della politica oltrepadana. Si riconosce in questo ruolo? “Sono più che altro cose che leggo in giro. La realtà è più semplice: ho un’esperienza notevole avendo fatto il politico per anni, quindi ho moltissime conoscenze e diciamo che un po’ me ne intendo. E’ normale quindi che molti mi chiedano consigli o pareri. Io ho aiutato molte persone, instradandone alcune verso la politica, ma l’ho sempre fatto a titolo personale e per amicizia. Non tiro le fila di nulla e non ho il bisogno culturale o psicologico di avere assoggettato a me qualcuno”. Però è innegabile che molte delle persone che lei ha appoggiato per amicizia abbiano poi iniziato la carriera politica con successo. Penso a sindaci come Romani Ferrari, Gianfranco Alberti (che ora è anche presidente della Comunità montana), o Carlo Barbieri a Voghera… “Ma è perché hanno qualità e sono già bravi di loro. Puoi anche mandare un muto al festival di Sanremo, ma non potrà mai vincere”.

Anna Corbi a Godiasco allora è stata un po’ meno brava? O c’è lo zampino di Elio Berogno? “Berogno è un altro politico molto navigato. Quella sconfitta però non l’ho ancora capita bene, ed è stata questione di pochi voti. Nei paesi piccoli la vicinanza personale forse conta di più. Credo che la Corbi abbia amministrato bene, ma comunque avevo intuito che qualcosa non andava e infatti avevo consigliato a Fabio Riva di candidarsi”. Qual è il suo ruolo nel Nuovo Centrodestra, di cui lei è considerato un esponente? “Io non ho nessun ruolo particolare, così come non ho legami esclusivi con nessuna forza politica. Mi accostano all’Ncd per la mia vicinanza all’amico e assessore regionale Mario Melazzini, ma non ho tessere in tasca”. A Voghera però alle prossime elezioni lei sosterrà Carlo Barbieri, giusto? “Sicuramente sì. E’ anche lui un ottimo amico e cre-

VALLE STAFFORA

Apeggiani: “Io una Eminenza Grigia? Aiuto e consiglio solo degli amici”

FEBBRAIO 2015

do abbia fatto bene, ed è giusto che si ripresenti per sottoporsi al giudizio degli elettori. Spetta a loro a mandarlo a casa semmai, non ad altri”. Si riferisce ad Aurelio Torriani e alle discussioni nel centrodestra sulla sua posizione? “Mi riferisco a chi sostiene che Barbieri non debba essere il candidato. Detto questo ritengo che chiunque pensi di potersi mettere in gioco possa farlo, sapendo però che questa volta chi perde va a casa davvero a meno che non pensi di riciclarsi da altre parti”. Come vede le elezioni di maggio? Pronostici? “Credo che Voghera sia l’unica piazza dove il centrodestra unito possa dire la sua. Se si presenta frammentato inevitabilmente fa partire il centrosinistra favorito”. Visto che si è professato “battitore libero” non la seccherà parlare anche della Lega. Potrebbe avere un ruolo determinante e al momento non si è ancora schierata. Lei cosa farebbe? “La Lega è una forza in ascesa, adesso ha il vento in poppa. Mi sembrerebbe strano se non appoggiasse Barbieri, visto che sta governando con la sua amministrazione e correre da soli è sempre un rischio. Certo è che se la preoccupazione è solo quella di vincere, per andare sul sicuro oggi come oggi le converrebbe allearsi con il centrosinistra”. Il Movimento 5 Stelle come lo vede? “Sicuramente potrebbe avvantaggiarsi delle divisioni altrui. Se riuscisse ad andare al ballottaggio allora potrebbe anche diventare favorito”. Un suo ritorno in politica da protagonista, con una candidatura diciamo, è ipotizzabile? “No, la mia partecipazione attiva alla politica è conclusa. Non ho più interesse a scendere in campo e le mie idee non albergano in nessuno dei partiti presenti oggi. Guardi, preferisco fare delle crociere”.

IL PRESIDENTE DEGLI AMICI DI POGGIO FERRATO, CASARINI, ILLUSTRA IL PROGRAMMA

La camminata nei feudi dei Malaspina per un gemellaggio tra Oramala e Casarasco

di Alessandro

Disperati

Tanta cultura per non dimenticare un passato glorioso della Val di Nizza. Così gli 'Amici di Poggio' per quest'anno hanno messo in calendario un evento davvero unico nel suo genere: stringere un gemellaggio tra due castelli che furono possedimeno dei Marchesi Malaspina: Casarasco e Oramala, passando ovviamente per il prestigioso Eremo di Sant'Alberto di Burtrio. Un appuntamento che non mancherà di richiamare l'attenzione di tante persone. Anche quest’anno l’Associazione Culturale ‘Amici di Poggio Ferrato’ di Val di Nizza ha stilato un intenso programma di feste e appuntamenti con l’intento di animare il grazioso borgo di Poggio Ferrato, ubicato nel territorio comunale di Val di Nizza. Il programma per le iniziative del 2015 è stato reso noto proprio in questi giorni. L’associazione ‘Amici di Poggio Ferrato’, presieduta da Gigi Casarini, come ogni anno,

s’impegna a promuovere e valorizzare questo territorio attraverso sempre più numerosi eventi e manifestazioni. Si comincia il 15 marzo con il ‘Polentone con frittata e cipolle’ che si tiene come sempre a Poggio Ferrato dalle ore 14,30 con degustazione gratuita. Si prosegue poi con l’intenso programma di giugno che prevede ‘Sentieri e tradizioni’ che consiste nella pulizia annuale dei sentieri. Di grande interesse sarà poi la ‘Camminata nei feudi dei Malaspina’ da Casarasco ad Oramala, attraverso l’abbazia di Sant’Alberto di Butrio. Un’iniziativa inserita nell’ambito del programma “Sentieri e Sapori” e che prevede anche il gemellaggio dei castelli di Oramala e Casarasco. Una camminata che, transitando per i bei boschi di castagno della Valle Staffora, porterà i turisti alla scoperta di luoghi davvero unici e incantevoli. Sempre nel mese di giugno è previsto il ‘Torneo di Beach Volley’ e il ‘Torneo di Beach Soccer’. Nel mese di luglio e agosto sono numerosi gli eventi d’estate con ‘Agosto

a Poggio Ferrato e dintorni’: giochi, tornei, camminate e feste all’aperto. Il programma prosegue domenica 6 settembre con la ‘Festa dello Spazzacamino’ in Val Vigezzo con visita a Locarno, trasferimento in pullman più treno della Val Vigezzo. In autunno invece si terrà la 21esima ‘Festa d’Autunno’: una festa storica che si svolge a Poggio Ferrato dalle ore 10,30 per tutto il giorno con bancarelle, folclore, polenta e cinghiale, caldarroste, giochi e intrattenimenti per grandi e bambini. L’appuntamento è per l’11 ottobre. Un avvenimento da non perdere che richiama ogni anno centinaia di turisti e di villeggianti.


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VALLE STAFFORA

SUCCESSO PER L'INIZIATIVA ANDATA IN SEGNA A RICCAGIOIA

Il Gal rilancia le azioni a favore del territorio con un convegno a 360 gradi

Con circa 150 presenze totali e, mediamente, una quarantina di partecipanti in ognuna delle tre sessioni di lavori, il Convegno “Dimensioni rurali – Innovazione, cultura, ambiente e sostenibilità”, organizzato lo scorso 30 gennaio da G.A.L. Fondazione per lo Sviluppo dell’Oltrepò Pavese presso il Centro Ricerche “Riccagioia” di Torrazza Coste, traccia più di un segnale per il territorio Oltrepò. “Il convegno – indicano al Gal – ha rappresentato una tappa del percorso di confronto territoriale in atto da tempo sul territorio Gal, grazie alle risorse per l’animazione territoriale messe a disposizione da Regione Lombardia sul Piano di Sviluppo Rurale 2007/2013, percorso che ha permesso di identificare i temi cardine del progetto di sviluppo per l’Oltrepò Pavese per il settennato ’14-’20. Le leve dei temi affrontati: consolidamento dell’approccio allo sviluppo integrato dal basso, sviluppo dell’innovazione, della ricerca, della formazione, una maggiore attenzione al ricambio generazionale, valorizzazione della logica di filiera, di rete tra le aziende ma anche tra territori rurali e non. La Fondazione con tale iniziativa ha inteso richiamare l’attenzione sulla capacità dei territori rurali di fare rete, trasferire conoscenze, favorire processi di sviluppo partendo dalle risorse umane ed ambientali di un territorio, valo-

rizzare i patrimoni locali tenendo come riferimento il valore dell’identità del territorio e della comunità che lo abita, aspetti che trovano fin da ora una collocazione ottimale all’interno delle priorità proposte dalla programmazione comunitaria 14-20 ma che occorre valorizzare e declinare in funzione di obiettivi specifici mirati alle singole specificità territoriali. Il percorso che la Fondazione sta per intraprendere si propone di generare nuova conoscenza, dunque innovazione, praticare approcci inconsueti, volti a valorizzare gli elementi aggreganti dell’identità locale, stimolando la capacità del territorio di reagire ed evolversi mantenendo identità e funzioni strutturali del sistema locale”. A introdurre il convegno è stato Alberto Vercesi, presidente del Gal, seguito dagli

interventi di Paolo Galliani de “Il giorno” e di Patrizio Roversi, conduttore televisivo ed esperto di territori rurali, moderatore della giornata di studio. Le sessioni tematiche sono state dedicate all’Agricoltura (moderatore Paolo Galliani), alla Cultura (moderatrice Cinzia Montagna) e all’Ambiente e Sostenibilità (moderatore Stefano Caserini). I temi, comprendenti esperienze sul territorio ma anche spunti da case history: il docufilm “Barolo boys” raccontato dal regista Paolo Casalis, la coltivazione di piante officinali in Oltrepò, la testimonianza dell’associazione “Oltrepò in fermento” composta da giovani viticoltori ed enologi e quella di Cascina Barban di Albera Ligure. Ma si è parlato anche del progetto “Leonardo e Vigevano” di AST Vigevano, delle prospettive di Infopoint Stradella e della sua evoluzione in Osservatorio dell’Oltrepò Orientale, dei territori digitali di J’eco e delle loro applicazioni multimediali. Alla Carta per il Turismo di paesaggio rurale è stato dedicato l’intervento di Guglielmo Favi , Direttore GAL Torre e Natisone (FVG), e Anselma Lovens di IUAV VENEZIA, all’ “Economia nel bosco: l’esperienza Lasnigo (CO)” quello di Carlo Galli di Cipcalor, mentre Marco Mariano di Retenergie ha parlato di “Ambiente ed Energia, una convivenza possibile nel segno del rispetto”. Dopo la presentazione della sintesi delle sessioni, sono intervenuti Franco Mantino – INEA Roma e Massimo Ornaghi – Regione Lombardia DG Agricoltura.

A TU PER TU CON IL SINDACO DI VAL DI NIZZA, FRANCO CAMPETTI

"Superata l'emergenza ora aspettiamo i fondi per mettere in sicurezza Poggio" di Alessandro

Disperati

Il Comune di Val di Nizza ha dovuto fare i conti con le abbondanti piogge, con caratteristiche di nubrifagio che hanno colpito il nostro territorio nello scorso autunno, causando frane, smottamenti, esondazioni e allagamenti. Ne parliamo con il primo cittadino, Franco Campetti, sempre in prima linea durante l'emergenza. Campetti le piogge torrenziali dei mesi scorsi non hanno risparmiato il vostro comune: cos'è successo? "Nel mese di ottobre e novembre ci siamo trovati a fronteggiare alcune situazioni veramente critiche. Le piogge torrenziali hanno creato allagamenti di abitazioni in località Paravello, dove siamo intervenuti con mezzi meccanici per deviare le acque provenienti dai campi limitrofi, ma il momento di maggiore criticità si è avuto quando è esondato il Torrente Nizza in località Fontanino, rompendo gli argini e minacciando direttamente le abitazioni. In questo caso devo ringraziare l’Impresa Gilardini che con tempestività e coraggio è intervenuta in condizioni estreme, di notte, nel torrente in piena per deviarne il corso". Avete avuto anche esondazioni di torrenti? "Sul territorio comunale si è registrata anche l’esondazione del Torrente Calare, sulla strada per la frazione Monticelli, che ha interrotto la viabilità e causato danni alla abitazione posta a valle della strada e all’Oratorio dedicato alla Madonna oltre ai terreni circostanti".

Una situazione mai registrata in passato? "Una cosa mai vista, dichiara un residente della zona, basti pensare che sulla strada erano presenti ricci e castagne, provenienti dai boschi che distano oltre un chilometro in linea d’aria". C'è stato un super lavoro per il Comune di Val di Nizza? "Devo ringraziare tutti per l’impegno nella piena emergenza, amministratori e dipendenti comunali che hanno lavorato per i primi interventi e un grazie particolare ai funzionari regionali che hanno verificato i danni e hanno consentito tempestivamente i lavori di messa in sicurezza del fosso calare e del torrente Nizza in loc. Fontanino". Come avete fronteggiato l'emergenza?

"Il Comune con fondi propri stanziati per le emergenze è intervenuto nel rifacimento di parte delle fognature in località Paravello e grazie ad un intervento della Comunità Montana sono state rifatte alcune tombinature sulle strade di Casarasco e Monte. Tamponata l’emergenza, rimangono in sospeso alcuni movimenti franosi ancora da sistemare, sulle strade di Casarasco e di Poggio Ferrato, dove un corpo di frana molto esteso continua a creare problemi sia alla viabilità che alle case circostanti". Avete chiesto contributi? "Abbiamo inoltrato alla Regione Lombardia una richiesta per l’assegnazione di fondi. Se saremo finanziati metteremo in sicurezza sia l’abitato di Poggio Ferrato che la viabilità comunale".


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IL PROFESSORE ELETTO A CAPO DEL GAL OLTREPO DI VARZI

di

Christian Draghi

Alberto Vercesi, classe 1959, nato a Pavia e residente a Canneto Pavese, è dal 3 dicembre dello scorso anno il nuovo presidente del Gal Oltrepò. E’ succeduto a Giorgio Remuzzi al termine di una votazione (16 a 12) che ha sconfessato tutti i pronostici della vigilia che davano come super favorito l’ex presidente della Comunità montana Bruno Tagliani. Non se lo aspettava neppure lui. Alla fine l’assemblea ha scelto un presidente più “tecnico” e meno “politico”. Chi è e di cosa si occupa Alberto Vercesi? “Sono ricercatore dal 1984 e docente dal 2001, presso la Facoltà di Scienze agrarie alimentari ed ambientali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano sede di Piacenza, mi occupo di viticoltura e prodotti di origine vegetale. Ho svolto anche attività nel settore amministrativo e dello sviluppo locale soprattutto in Oltrepò: eletto in consiglio comunale di Canneto Pavese dal 1990 ad oggi, dove sono stato anche Assessore nel 1994, Sindaco dal 1995 al 1999 e Vicesindaco dal 2009 ad oggi. Presidente del Centro incremento vitivinicoltura, frutticoltura e cerealicoltura di Voghera (Riccagioia) dal 1995 al 2001, svolgo altri incarichi, soprattutto nell’Unione di Comuni Prima Collina (Consigliere), nell’Associazione Nazionale delle Città del Vino (Coordinatore della Lombardia), nel Centro per la Viticoltura dell’Oltrepò Pavese (Vicepresidente), nel Comitato Scientifico

della Riccagioia ScpA per la Provincia di Pavia”. Qual è il ruolo e di conseguenza l'importanza di un Ente come il Gal per il territorio d'Oltrepò? “Il GAL, che sta per Gruppo di Azione Locale, è un organismo per la zona a costo molto ridotto, in quanto esiste solo in virtù dello svolgimento di progetti per i quali vince dei bandi europei o regionali, attraverso i quali si finanzia. Deve mobilitare il territorio (soggetti pubblici e privati) per realizzare progetti eseguendo le normative europee, nazionali e regionali. Lo scopo è di orientare in modo partecipato e condiviso lo sviluppo territoriale dal punto di vista economico, sociale e culturale”. Quale impronta intende dare alla sua gestione? Premesso che ritengo l’attività del GAL che ha preceduto la presente gestione, utile e lungimirante, ritengo che la nostra attività dei prossimi anni debba concentrarsi sull’interessamento dell’intero territorio oltrepadano, coinvolgendo, ancor più che nel passato, le zone collinari della vitivinicoltura e le città con la loro pianura sulla linea Voghera-CasteggioBroni-Stradella. Quali progetti sono in cantiere per i prossimi mesi? “Saremo impegnati soprattutto con le iniziative per l’Expo 2015, in particolare sul progetto approvato e che ci vede coinvolti con la Provincia e la Camera di Commercio di Pavia (“Esperienze di vino e di riso sulle vie dei Longobardi e dei Visconti”) per il quale a breve emaneremo comunicati ufficiali”. Quali sono le problematiche principali legate a

VALLE STAFFORA

Vercesi batte Tagliani sul filo di lana, sarà un presidente “tecnico”

FEBBRAIO 2015

questo territorio? “Per la zona montana sicuramente le difficoltà di un territorio fragile che non è ancora riuscito a percorrere in modo completo linee di sviluppo sostenibili anche dal punto di vista economico, come il turismo. Nel caso della collina la situazione difficile della vitivinicoltura che probabilmente deve perfezionare una identità territoriale e stabilire nuove strategie come il marketing territoriale, vendere in bottiglia e non in cisterna, esportare. Per le città e la pianura c’è il problema delle strade di accesso all’Oltrepò Pavese dove mancano strutture e cartelli. Bisogna potenziare la raccolta differenziata e lo smaltimento dei rifiuti in collegamento con il resto del territorio come pure approfondire le potenzialità produttive agricole di pianura anche ed eventualmente in un orientamento energetico”.


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VALLE STAFFORA

UN COMITATO LOTTA PER FAR SISTEMARE LA FRANA

Nivione: un paese che spera nella riapertura della strada con Varzi

di Alessandro

Disperati

Dal 15 novembre sono isolati. Per raggiungere Varzi devono fare un giro virtuoso lungo ben 30 chilometri. E pensare che, prima che cadesse la frana, i 2,5 chilometri che separano da Nivione, Varzi, venivano coperti in neppure 5 minuti. E' la situazione in cui vivono da ormai oltre tre mesi gli abitanti della piccola frazione di Nivione di Varzi da quando, da un costone roccioso che sovrasta la strada provinciale numero 18 che collega Varzi a Fabbrica Curone, sono caduti numerosi massi che hanno invaso la sede viaria costringendo di fatto la Provincia di Pavia a chiudere l'arteria di collegamento con la Val Curone. E così i cento abitanti di Nivione e delle altre piccole frazioni poste al di la dello Staffora vivono in uno stato davvero precario. Alcuni abitanti lasciano la macchina al di qua della frana, percorrono un sentiero nel bosco a ridosso del torrente Lella, che hanno appositamente realizzato ed attrezzato, e poi recuperano un'altra vettura posta al di la della frana in modo tale da evitare un giro tortuoso e lunghissimo per raggiungere Varzi. Gli abitanti insieme ai sindaci di Varzi, Gianfranco Alberti e quello di Fabbrica Curone, Fabio Sala, hanno costituito un comitato, il Comitato spontaneo per la frana. Serafino Pochintesta, che fa parte del comitato, si fa portavoce della

difficile situazione in cui vivono gli abitanti. "Qui si sta lavorando per la sistemazione del fronte franoso scivolato dalla montagna - racconta - Crediamo che entro la fine di questo mese la strada possa essere riaperta. Da tempo avevamo segnalato la precarietà di quella montagna. Non a caso la Regione a settembre dello scorso anno aveva concesso 170mila euro alla Provincia per la riqualificazione della strada. I lavori però non sono mai iniziati, si è andati per le lunghe e a novembre, a causa del maltempo, un’ulteriore frana si è aggiunta a questa, peggiorando la situazione. Non intervenendo i soldi sono stati restituiti, quindi oltre al danno la beffa". E Pochintesta prosegue: "La situazione si ripercuote anche sull’economia locale: il commercio a Varzi sta perdendo il 30 per cento degli incassi, perché questa è la strada più comoda per i collegamenti sul confine tra Piemonte e Lombardia. Siamo praticamente isolati". E ancora: "Ringraziamo i sindaci di Varzi e di Fabbrica che ci sono sempre vi-

cini. Rimaniamo invece stupefatti del fatto che alcuni assessori, come per esempio quello alla partita della Provincia di Pavia, Maurizio Visponetti non abbia neppure fatto un sopralluogo in zona". E Pochintesta insieme al comitato conclude: "Non vogliamo essere considerati cittadini di serie B come qualcuno ci ha definito ma dai fatti giornalieri abbiamo la convinzione ormai di essere di serie Z; siamo in pochi ma la volontà e la capacità di arrivare fino in fondo a questo grave problema è in noi forte e decisa. Ricordiamoci tutti che la strada è della Provincia. Ricordiamoci tutti che la gente che usufruisce della SP18 è da tre mesi che vive in disagio estremo. Di chi è secondo voi la responsabilità? Invece di fare delle inutili e sterili polemiche, perché la Provincia non trova il modo di anticipare i tempi per porre fine a un assurdo disagio?". Con gli elicotteri si sta lavorando per arginare la frana e forse entro un mese tutto sarà sistemato.


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Gramigna: "Miglioreremo i collegamenti scolastici in tutta la Valle Staffora" di Alessandro

Disperati

Nuovo piano provinciale sui trasporti: quali le novità per l'Oltrepò? Ne abbiamo parlato con l'assessore provinciale alla partita, Paolo Gramigna. Assessore Gramigna, il Consiglio Provinciale ha approvato nello scorso mese di novembre il nuovo piano del Trasporto Pubblico Locale della provincia di Pavia. Cosa cambierà per l’oltrepò pavese? "Il nuovo piano del TPL della provincia di Pavia, approvato da Consiglio Provinciale, costituisce una rivoluzione epocale. E’ il risultato di un dialogo portato avanti nel corso del 2014 anche con i Comuni concessionari di TPL che in oltrepò sono Voghera e Stradella. Infatti, il progetto prevede una integrazione tra trasporto pubblico locale urbano ed extraurbano con razionalizzazione di linee e chilometri, evitando duplicazioni di corse oggi dovute alla presenza di più gestori. Tra le novità più significative abbiamo introdotto sulla linea Voghera – Casteggio, cinque coppie di corse con un instradamento da Rivanazzano Terme; ciò permetterà di soddisfare maggiormente i collegamenti scolastici tra la città di Voghera e la Valle Staffora, oggi sovraffollati ed un migliore collegamento tra la Valle Staffora ed il polo commerciale sviluppatosi attorno all’Iper di Montebello della Battaglia. Inoltre, saranno rafforzati i collegamenti, con 25 coppie di corse, tra Stradella e Milano; la linea prevede, passando per Belgioioso, una interconnessione con la S13 a Locate Triulzi ed un attestamento a Famagosta. Offriremo così ai pendolari un’altra modalità per raggiungere Milano risolvendo i problemi di sovraffollamento della linea ferroviaria". Quindi ci sarà un unico gestore? Bandirete una nuova gara? "Il Consiglio Provinciale ed i Consigli Comunali hanno dato il via libera per la gara ed il 23 dicembre 2015 è stato pubblicato sulla Gazzetta Europea e sulla Gazzetta Italiana il Bando per la prequalifica. Il contratto di servizio con l’attuale gestore dell’Oltrepò scade ad Agosto 2015. Ragionevolmente, a partire

da gennaio 2016 avremo un unico gestore provinciale. Unica eccezione, per il Comune di Voghera, il nuovo gestore subentrerà a partire dal dicembre 2019, in quanto il contratto di servizio per l’urbano di Voghera è stato prorogato dal Comune all’attuale gestore fino a quella data". Un nuovo servizio così strutturato permetterà di riassorbire i recenti tagli di Regione Lombardia per il TPL, contenendo i costi per gli utenti? "Pur in assenza di una decurtazione del Fondo Nazionale Trasporti Regione Lombardia, approvando nello scorso mese di dicembre il bilancio di previsione, ha tagliato del 3% i trasferimenti alle provincie per il finanziamento del TPL. Il taglio per la nostra provincia ammonta a 350 mila Euro. Parallelamente sempre la Regione ha già aumentato il biglietto del treno e l’IVOL (biglietto integrato treno – bus) del 4%, dando la possibilità alle provincie di applicare gli stessi aumenti. Stiamo discutendo con i gestori su cosa fare. Sicuramente dal prossimo anno ci sarà un titolo di viaggio emesso da un unico gestore che permetterà di produrre risparmi derivanti dalla decadenza dei contratti di integrazione tariffaria at-

VALLE STAFFORA

NUOVO PIANO PROVINCIALE SUI TRASPORTI E NOVITA' SULLE PISTE CICLABILI

tualmente presenti tra gestori urbani ed extraurbani. In aggiunta Regione Lombardia ha da poco finanziato alla provincia di Pavia un progetto per la realizzazione di un sistema di bigliettazione elettronica per un valore di circa 2.300.000 Euro. Anche questo nuovo sistema contribuirà ad abbassare i costi dei titoli di viaggio ed a combattere l’evasione". Lei ha anche la delega provinciale alla mobilità ciclabile. Ci sono novità in questo campo? "Innanzitutto, proseguendo il lavoro di collaborazione con i comuni di Rivanazzano Terme e Retorbido, siamo riusciti a riaprire, sebbene ancora sterrato, per il momento, il tratto di pista ciclabile tra Rivanazzano Terme e Salice Terme, danneggiato dalla piena del Torrente Staffora nello scorso mese di novembre. Siamo comunque già anche riusciti ad impegnare a bilancio le risorse per un ripristino asfaltato che sicuramente si realizzerà a breve. Una notizia che particolarmente ci fa piacere è il finanziamento di 135.000 Euro, ottenuto da Fondazione Cariplo, per il progetto “Viaconvento”. Un progetto presentato sul bando “Brezza” dalla Provincia di Pavia come Capofila e con partner il Gal Oltrepò e Legambiente Lombardia, sostenuto da oltre 80 Comuni, altre istituzioni ed Associazioni. Il finanziamento è indirizzato alla realizzazione di uno studio di fattibilità di una dorsale cicloturistica che colleghi Varzi con il nord della Lomellina, seguendo il corso dei torrenti Staffora ed Agogna. Sono previste due diramazioni dalla dorsale principale, una da Voghera al ponte della “becca” per connettersi ad Arena Po attraverso la Ciclovia del Po in fase di realizzazione e l’altra dai Conuni a Nord di Sannazzaro de Burgondi al Parco del Ticino. Avere finanziata questa progettazione permetterà agli Enti locali di essere pronti per la candidatura su eventuali bandi che finanzieranno la realizzazione dell’opera".

PARLA IL SINDACO DI MONTESEGALE, CARLO FERRARI

Importante intervento di consolidamento spondale del torrente Ardivestra a Montesegale

Sono partiti a Montesegale in Frazione Fornace gli importanti lavori di consolidamento spondale e di pulizia dell’alveo del torrente Ardivestra finalizzati alla mitigazione del rischio idrogeologico. Tali opere strutturali erano state previste nell'Accordo di Programma tra Regione Lombardia e il Ministero dell'Ambiente all’interno di un programma complessivo di interventi urgenti finalizzati alla difesa del suolo e alla mitigazione del rischio idrogeologico. Questi lavori di consolidamento spondale sono stati decisi per mettere in sicurezza l’abitato di Fraz. Fornace e per prevenire il rischio di inondazioni a causa di straripamento dovuto ad eventi eccezionali. Ne parliamo con il Sindaco di Montesegale, Carlo Ferrari: “Purtroppo il problema del rischio idrogeologico è riportato costantemente all’attualità ed è per questo che le politiche per la prevenzione e la mi-

tigazione del rischio idrogeologico devono diventare la prima grande opera pubblica per l’Italia. Dopo anni di risorse virtuali e di finanziamenti erogati sulla base di schemi emergenziali occorre oggi una scelta politica forte che ci permetta di intervenire sul territorio con efficaci strategie di prevenzione del rischio. L’applicazione dell’IMU sui terreni agricoli di montagna avrebbe seriamente rischiato di dare una

grande accelerazione allo spopolamento delle aree rurali più svantaggiate che andrebbe, al contrario, contrastato con premi ed incentivi per nuovi insediamenti e avvio di attività e coltivazioni. Gli imprenditori agricoli sono delle sentinelle, costituiscono un importante presidio per prevenire il dissesto idrogeologico e, con la loro attività, mantengono il paesaggio e il territorio".


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BRUNO CAPECCHI E' STATO ELETTO ALLA GUIDA DEL SODALIZIO

di

Marta Calatroni

È stato ristabilito il consiglio di amministrazione della Pro Loco di Bressana, facendo così finire il periodo nero dell'associazione. Negli ultimi mesi dello scorso anno si erano infatti dimessi tre membri del cda, riducendo così il consiglio ad un numero che sfiorava il minimo legale. Allo stesso tempo erano arrivate segnalazioni in merito all'operato dell'associazione stessa, che era stata accusata, secondo voci di corridoio, di non avere tutte le carte in regola. Questi dubbi hanno portato ad un controllo da parte di alcuni membri dell'Unpli regionale (unione nazionale pro loco) che ha verificato l'effettiva legittimità dell'operato. Di recente la Pro Loco si è riunita in assemblea per approvare l'insediamento di cinque nuovi consiglieri, che vanno ad aggiungersi all'organico già presente. Bruno Capecchi, Nerino Fortunati, Paola Casaroli, Anna Gabetta, Marco Ferrari, Gianna Ghia, Vittorio Gabetta, Cristiano Biscuola e Maurizio Capecchi (tutti in foto) rappresentano il nuovo consiglio di amministrazione che resterà in carica fino al 2016. Bruno Capecchi, socio fondatore della Pro Loco bressanese ed attuale presidente della stessa, ha commentato i recenti avvenimenti: "I problemi in Pro Loco sono incominciati quando mi hanno chiesto di verificare il lavoro di alcuni consiglieri: da lì sono seguite numerose discussioni e le dimissioni dei tre membri. Probabilmente ho sbagliato io, in buona fede, a non controllare prima l'operato dei miei collaboratori. Essendo socio fondatore, assieme a mio figlio Maurizio (anche lui membro del cda), sono molto legato

affettivamente a questa associazione ed è per questo che ci siamo ricandidati per il consiglio, nonostante sia un impegno che occupa diverso tempo. Bisogna infatti ricordare che tutti i volontari sacrificano il proprio tempo libero per organizzare e gestire attività a favore di terzi". Ora che è stato ristabilito l'ordine, la Pro Loco si concentra sul futuro ed, in particolare, sui prossimi eventi. "I nostri ragazzi si sono messi al lavoro per organizzare la festa della birra che, generalmente, viene fatta in tutti i paesi limitrofi nelle prime settimane di giugno. Temiamo la concorrenza di Cava Manara proprio perché la loro festa della birra è diventata importante, grazie anche alla qualità delle orchestre.

LUNGO IL PO

Pro Loco di Bressana: dopo un periodo nero si riparte con un nuovo presidente

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Stiamo quindi cercando di programmare la nostra festa in un giorno in cui non ne sono previste altre. Per quanto riguarda gli altri eventi il cda si riunirà prossimamente per decidere in modo più approfondito. Non nascondo che mi piacerebbe finalmente poter fare una sagra dell'asino". E nel frattempo, per tutto febbraio, sarà possibile il tesseramento per tutti i nuovi soci, così come ha spiegato il presidente Capecchi: "Per un mese sarò disponibile nella sede della Pro Loco ogni martedì dalle 14 alle 15, giovedì dalle 11 alle 12 approfittando del mercato, venerdì dalle 20 alle 20.30 ed infine al sabato dalle 16 alle 17. Abbiamo scelto giorni ed orari differenti in modo da andare incontro alle necessità di tutti e chi non fosse in grado di raggiungerci in sede può rivolgersi all'edicolante, Betty, oppure a Simona, del negozio ortofrutticolo del paese. Speriamo di ottenere riscontro soprattutto nella fascia giovanile, in modo da incentivare le nuove generazioni a collaborare per volontariato". Ma, parlando di nuove generazioni, di recente un gruppo di ragazzi ha espresso la volontà di formare una nuova associazione per la realizzazione di eventi sul territorio, che andrebbe ad accostarsi alla già esistente Pro Loco, per altro su un'area abbastanza ristretta. "Non possiamo di certo impedire la formazione di nuovi gruppi ed associazioni. Certamente non potranno entrare nell'Unpli, ma dovranno nascere come altro tipo di unione.", ha concluso Capecchi.

"ORGANIZZEREMO EVENTI PERIODICI PER COINVOLGERE I GIOVANI"

In alternativa alla Pro Loco ecco una nuova associazione di

Marta Calatroni

In questi giorni un nutrito gruppo di giovani bressanesi si è riunito per dare vita ad una nuova associazione attiva sul territorio, per la creazione e la gestione di attività ludiche e culturali. L'idea nasce da Mariano Gambardella, conosciuto nel paese anche grazie all'attività di famiglia, dopo che gli stessi giovani non avevano trovato terreno fertile nella Pro Loco di Bressana. Abbiamo chiesto a Giovanni Latiano, che a giugno 2014 aveva provato a tesserarsi in Pro Loco, di spiegare la situazione. "Assieme ad un gruppo di ragazzi, avevo deciso di entrare nella già esistente associazione proprio per rinnovarla e ringiovanirla. Da tempo infatti era gestita dalle stesse persone ma, soprattutto, venivano proposti eventi che non attiravano la fascia più giovane. Per questo sono diventato socio a giugno scorso ma, fin da subito, il direttivo mi ha negato il rilascio della tessera. Tutto ciò è successo molto tempo prima del "polverone" che ha comportato l'arrivo dell'Unpli regionale, quando ancora esistevano due tipi di tessere che, in teoria, venivano rilasciate. A questo punto abbiamo deciso di dare vita ad una nuova associazione autonoma che al momento risulta ancora essere in itinere. Il punto di riferimento è e sarà

Mariano e, fino ad ora, abbiamo ricevuto commenti e riscontri positivi un po' da tutte le fasce di età: è sì vero che ci dedicheremo con attenzione ai giovani e soprattutto agli adolescenti, ma è altrettanto vero che non escluderemo altri tipi di eventi". Essendo in itinere l'associazione non ha ancora un nome, una sede ed un punto dove organizzare gli eventi. Fino a maggio, infatti, l'area feste di Bressana è a disposizione della Pro Loco... Questo rappresenta un problema per voi? "Tutt'altro, un'area precisa potrebbe essere vincolante. Al contrario noi preferiamo organizzarci di volta in volta, magari coinvolgendo anche i comuni limitrofi. Sicuramente ci piacerebbe lavorare in collaborazione con i commercianti del paese, continuando sulla linea della sagra di settembre, organizzata dall'amministrazione". Abbiamo sentito anche l'opinione di Mariano Gambardella, l'ideatore. Quali sono gli obiettivi? "Abbiamo in mente di dare vita ad una serie di eventi periodici in grado di attirare gli adolescenti e di farli socializzare tra di loro. Per ora parliamo di cose astratte, dato che aspettiamo il reale riscontro da parte sia delle famiglie sia dei ragazzi stessi: chiunque fosse interessato a partecipare attivamente oppure ad informarsi mi può contattare al numero 3314625741. Una volta raccolto un certo numero di

adesioni procederemo con l'istituzione vera e propria dell'associazione. Vorremmo utilizzare come vetrina uno stabile in via Depretis, la via principale, che sarà un po' il nostro punto di riferimento: qui i ragazzi potrebbero venire per dei tornei di play station o di Xbox, per esempio, e avrebbero così l'opportunità di socializzare e divertirsi, stare in paese al sicuro, senza problemi logistici per i genitori. Proprio per andare incontro alle famiglie vorremmo istituire un "discobus", ovvero una navetta dal paese alle discoteche e viceversa. In questo modo i genitori non dovrebbero nè organizzarsi per portare i figli nè preoccuparsi sapendoli in macchina con terzi". E per quanto riguarda gli eventi culturali? "Una bella iniziativa potrebbe essere il festival del graffito. Sarebbe un modo per avvicinare questo tipo di arte ai giovani che ne sono molto attratti. L'idea è quella di coinvolgere artisti che verrebbero a Bressana ad esporre i loro lavori: grazie ad un contest i migliori potrebbero essere premiati ad esempio con un'inserzione su un giornale del settore, oppure con un set di colori acrilici". L'associazione però non è rivolta solamente agli adolescenti. Cosa avete in mente per i più piccoli? "Giovanni è il marito della maestra Sonia e lei sicuramente ci potrebbe dare una mano per organizzare eventi e giochi per i bambini. Non si tratterebbe del solito film, ma di manifestazioni storiche, geografiche ed etniche che uniscono piacevolmente contenuti e divertimento. Il nostro obiettivo è quello di far socializzare tra di loro anche le famiglie, in modo che siano loro in primis a cercare e dare input per nuovi eventi".


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INCONTRIAMO IL SINDACO MARCO PARAVELLA

“Siamo pronti a concretizzare il sogno di San Cipriano: l'argine sul Po” di

Valentina Villani

Abbiamo incontrato Marco Paravella, giovane Sindaco di San Cipriano dal 2011, al suo primo mandato. Paravella, eletto sindaco nel 2011 e precedentemente assessore, un cammino iniziato nel 2006 che prosegue tutt'oggi: cosa ci vuol dire in merito? Il prossimo anno sarà una nuova sfida elettorale, intende proseguire, immagino? “Sono nato e cresciuto a San Cipriano come mio padre e prima ancora mio nonno. Ho un legame molto profondo con il mio paese e ciò che mi da grande gioia e soddisfazione è l'aver avuto la possibilità di amministrarlo come primo cittadino. La strada non è semplice, lo riconosco, ma noi cerchiamo di dare sempre il massimo ed anche qualcosina di più: siamo una bella squadra e tra dipendenti e componenti dell'amministrazione collaboriamo perché il nostro paese sia funzionale, in primis per dovere e poi anche per amore della patria. In questi anni siamo riusciti a fare molto, all'interno dei nostri parametri ovviamente; stilando un bilancio conclusivo posso affermare che sono molto orgoglioso per tutte le iniziative che abbiamo perseguito. Spero vivamente di continuare per la strada già iniziata, che i miei concittadini continuino ad avere fiducia in noi come già fatto in passato; un altro desiderio poi sarebbe quello di essere presente per vedere un grande sogno concretizzarsi nella sua totalità”. Non è da tutti poter riuscire a concretizzare un sogno per la propria cittadina, soprattutto nei tempi in cui viviamo, ma voi ci siete riusciti: vuole spiegarci di cosa si tratta? “San Cipriano Po' è l'unico Comune che non può contare sulla difesa di un argine. Il nostro paese corre grossi rischi per quel che riguarda l'emergenza alluvione: negli anni passati, ed ancora nei mesi scorsi, abbiamo subito gravi danni a causa di questo problema; aggiungo altresì una serie di altri disagi,

quali, ad esempio, i terreni del nostro Comune che sono esclusi da edificabilità, il PGT a San Cipriano è molto limitato. Oggi abbiamo la possibilità di sanare questa situazione: così facendo metteremo in sicurezza la nostra cittadina ed al tempo stesso verrà rivalutato il valore dei nostri terreni, poiché usciremo dalla condizione in cui ci troviamo ora di area esondabile. Il nostro sogno prende forma nel 2012 quando finalmente parte il progetto; successivamente c'è stato l'avvio per il procedimento dell'esproprio ed un percorso molto lungo chiamato burocrazia: oggi però abbiamo tutto in regola, compresi i finanziamenti da parte della Regione Lombardia e dall'AIPO (Agenzia Interregionale per il fiume Po'), quindi possiamo solo procedere per la strada verso la realizzazione del tanto atteso argine. Questo per noi sarà un grande punto di arrivo”. Sindaco, ci stili un bilancio all'interno del Comune. “Nonostante le difficoltà in cui ci troviamo ogni giorno, con le spese che aumentano di continuo contestualmente ai tagli da parte dello Stato (quest'anno pari al 20%), devo comunque ammettere di essere abbastanza soddisfatto; gli interventi necessari sono stati effettuati, altri sono in programma e abbiamo

chiuso l'anno con un avanzo di bilancio di duecentomila euro. Le tasse purtroppo ci sono, noi non possiamo farci carico di tutto; ciò nonostante abbiamo cercato di non esagerare per non gravare ulteriormente sulle condizioni in cui versano i cittadini. Abbiamo quindi ritoccato qualche parametro, prestando però attenzione a non vessare la popolazione. Abbiamo inoltre una convenzione con la vicina cittadina di Portalbera, beneficiamo entrambi di una serie di funzioni associate: ragioneria, segreteria e comando urbano, riducendo così le spese”. Degli interventi effettuati invece cosa ci può dire? “E' stato riqualificato il sistema d'illuminazione rimpiazzando le lampade in sodio e mercurio, risalenti ad almeno vent'anni fa, con i led: questa, oltre che un ottima operazione per il miglioramento delle condizioni della nostra cittadina, è stato anche un valido investimento poiché il risparmio che abbiamo ora dei costi d'illuminazione copre nettamente le spese effettuate per il suo intervento. Lo scorso anno è stato terminato l'ampliamento del cimitero. Abbiamo installato impianti fotovoltaici in Comune, in biblioteca e nel centro sportivo del paese; per il resto si sono svolti interventi di ordinaria amministrazione”. E per quanto riguarda i progetti futuri? “Con inizio anno partiranno quasi immediatamente altri due importanti interventi. Il primo riguarda la sicurezza delle strade: verrà eliminato l'incrocio passante davanti al Comune, attualmente molto pericoloso: al suo posto verrà realizzata una deviazione, facendo così scorrere il traffico nella strada che passa sul retro del Municipio. Sempre collegato al fattore sicurezza strade, siamo in attesa di una comunicazione da parte della Provincia, poiché abbiamo fatto richiesta di acquisizione a titolo gratuito della provinciale 55. Nel momento in cui riceveremo conferma, potremo procedere con la costruzione di passaggi pedonali rialzati per limitare la velocità. Altro intervento in programma è la costruzione di una struttura polivalente: verrà poi messa a disposizione di tutti i cittadini, della Pro Loco e diverrà il punto focale di attività, feste e manifestazioni per il nostro Comune”.

L'EVENTO E' ANDATO IN SCENA PRESSO LA STAZIONE FERROVIARIA

Signori in lettura: successo a Stradella per l'evento legato al mondo dei libri

Quindici libri in otto ore. Ma anche sei case editrici e due associazioni culturali che hanno stampato le loro pubblicazioni. Una mostra di fotografie e una di quadri. Il tutto in una stazione ferroviaria. E’ questa la sintesi di “Signori, in lettura!” evento dedicato agli Editori e all’Editoria dell’Oltrepò Pavese e organizzato presso la sede di Infopoint a Stradella, la stazione ferroviaria, dal Comune di Stradella – Assessorato alla Cultura retto da Alessandra Mossi, attraverso l’Infopoint. Tema portante: il viaggio. Quello reale, di chi parte e di chi arriva in stazione, ma anche quello simbolico attraverso i patrimoni dell’Oltrepò Pavese raccontati dagli autori e dagli editori oltrepadani. La mostra che ha accompagnato l’evento s’intitolava “Viaggiatori d’Oltrepò” e ha coinvolto Mauro Bellucci, artista vogherese conoscitore delle tradizioni, della storia e dell’identità giapponese, e Piercarlo Sacchi, fotografo stradellino attento ai gesti e ai personaggi

che riprende durante i suoi viaggi. Questo l’elenco delle case editrici che hanno partecipato: Edizioni Guardamagna – Varzi, Edizioni Publicenter – Stradella, Emilio Francioso Editore - Rivanazzano Terme, Eumeswil – Broni, Libreria Ticinum Editore – Voghera, Primula Editore – Voghera. Le due associazioni culturali coinvolte quali testimoni dell'attività editoriale in ambito culturale svolta da associazioni sono state il Motoclub Città di Stradella e Unitre di Stradella. Nella due giorni dell’evento, le case editrici, il Motoclub e l’Unitre hanno esposto i loro libri presso l’atrio della stazione, ma hanno anche presentato autori e produzioni nella sala incontri dell’Infopoint, creando un collage di saperi tutti all’insegna dell’Oltrepò Pavese. Due i termini che hanno identificato l’iniziativa: riqualificazione e valorizzazione. La riqualificazione è quella degli spazi dismessi della stazione ferroviaria, oggetto di un accordo fra Comune e Rete Ferro-

viaria Italiana nell’ambito del progetto “Stazioni in comune” formulato da RFI, Regione Lombardia e Anci Lombardia. Dal settembre 2013, tre sale della stazione ospitano la sede dell’infopoint Multimediale, che è, al di là del nome, un progetto culturale di ricerca, comunicazione e diffusione dell’identità dell’Oltrepò Pavese. Qui scatta il secondo termine, la valorizzazione, applicata in primo luogo ai 17 territori comunali che sono il focus dell’Infopoint, ma estesa anche ai giacimenti culturali di tutto l’Oltrepò Pavese. Ne è una testimonianza il sito www.infopointstradella.it che, anche attraverso il suo Magazine virtuale “Oltrepò Mondo” comunica storia, tradizioni, personaggi e ambienti del territorio. All’evento è intervenuto l’Assessore all’Unesco del Comune di Mantova, Celestino Dall’Oglio, che ha portato i saluti della città lombarda invitata per la sua straordinaria valenza d’arte e cultura e sede del FestivalLetteratura.


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INTERVISTA AL SINDACO DI MEZZANINO GIANLUIGI ZOPPETTI

di

Valentina Villani

Abbiamo incontrato il sindaco di Mezzanino, Gianluigi Zoppetti. Sindaco Zoppetti, questa è in assoluto la sua prima esperienza all'interno di un'Amministrazione Comunale. Primo cittadino dal 2011, come si è trovato in questi anni? Impressioni? “Esatto. Decisi di candidarmi quattro anni or sono: in primis, perché volevo fare qualcosa per il mio paese ed anche aiutare e sostenere i miei cittadini, poiché, sono fermamente convinto che nessuno meglio di un Sindaco possa capire quali sono i bisogni di un paese e dei suoi abitanti. Prima del mio incarico sono stato volontario dell'AUSER Mezzanino per sette anni, diciamo che quello di prodigarmi per gli altri è un ruolo che mi ha sempre regalato gioie e soddisfazioni. Impressioni? Beh, devo dire che l'impatto è stato più duro di quanto potessi credere; certo, sapevo che sarebbe stato un incarico oneroso e pesante però, a causa di questa forte crisi economica che accompagna la nostra nazione da tempo è stato più complicato di quanto pensassi e va avanti tutt'ora ad esserlo”. Come sta il Comune di Mezzanino? “Purtroppo sta come stanno gli altri Comuni, tiriamo avanti a campare, facciamo tutto quello che possiamo fare, anche se è tutto molto difficile. Con la questione del patto di stabilità poi i Comuni vengono strangolati, questo è un grande problema. I margini d'intervento sono minimi, noi cerchiamo comunque di mantenere la tassazione al livello dall'anno passato, la nostra intenzione non è aumentare le tasse, vogliamo che i nostri cittadini siano tranquilli, già c'è lo Stato che ci si mette ad agitare le acque, almeno noi vorremmo chetarle”. Ci parli della convenzione per la gestione dei servizi... “E' stata fatta una convenzione per la gestione dei servizi, come prevede la legge 104, insieme ai Comuni di Bressana Bottarone, Bastida Pancarana, Ca-

stelletto di Branduzzo, Robecco Pavese e Cigognola. Questa convenzione ci farà beneficiare della possibilità di avere dei servizi, quali, ad esempio il Comando dei Vigili Urbani, ad un costo minore poiché suddiviso tra i vari Comuni”. Sindaco, interventi importanti effettuati? “Un'opera di primaria importanza, per un Comune come il nostro a rischio alluvione, è stata sicuramente l'idrovora: collaudata nei mesi passati, abbiamo potuto constatare di persona l'utilità e la funzionalità di questo strumento. Successivamente abbiamo pulito parzialmente il reticolo idrico minore; svolto opere di restauro ed ammodernamento interno nella nostra scuola e modificato la scala di emergenza. Sono stati realizzati un paio di dossi, per limitare la velocità sulle strade comunali ed installato due armadi dissuasori sulla provinciale nella frazione Tornello. Abbiamo inoltre, ampliato i centri di raccolta differenziata e come prossimo passo, insieme ai paesi facenti parte

LUNGO IL PO

“Nessuno più di un sindaco può capire i bisogni di un paese e dei suoi abitanti”

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della convenzione, vorremmo portare la raccolta differenziata casa per casa”. Cosa vorrebbe per il futuro di Mezzanino? “Sicuramente un impianto di videosorveglianza di un certo livello, per la sicurezza della nostra cittadina. La casa dell'acqua, per fornire un servizio in più ai compaesani che, con una piccola spesa potranno portarsi a casa l'acqua demineralizzata e limitare così l'accumulo di plastica. Un centro polifunzionale, per dare un punto di ritrovo ai nostri giovani, in cui magari vengano anche svolte attività di vario genere e laboratori didattici. Un altro passo molto importante che abbiam tentato di fare, partecipando al bando ottomila campanili, è sicuramente quello della realizzazione di una Scuola Materna: attualmente non ne disponiamo, per cui i nostri bambini sono obbligati a spostarsi a Rea Po, non siamo riusciti nell'intento, purtroppo, ma resta comunque in cima ai nostri progetti”.


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CASTEGGIO

"PRIMO COMPITO DI NOI AMMINISTRATORI E' DIFENDERE I NOSTRI CITTADINI”

Casteggio, pugno duro contro le slot L'assessore Vigo: "Problema arginato" di

Valentina Villani

Casteggio è stato tra i primi comuni della provincia a dotarsi, nel 2010, di un regolamento che limitasse le aperture di sale slot sul territorio comunale. A cinque anni di distanza anche Regione Lombardia muove i primi passi a tutela dei cittadini. Abbiamo incontrato Lorenzo Vigo, Vicesindaco di Casteggio e assessore al commercio per conoscere la situazione più da

vicino. Assessore, sono passati cinque anni dall’approvazione del regolamento sale giochi a Casteggio: possiamo fare un bilancio? “Nel 2010, davanti alla continua richiesta di informazioni per l’apertura di nuove sale giochi, è stata presa una decisione non solo amministrativa o politica ma prima di tutto morale: abbiamo voluto dire basta a questo scempio. Negli ultimi cinque anni siamo riusciti ad arginare il fenomeno SLOT nonostante la volontà pressante di uno Stato che usa le VLT per fare cassa, cannibalizzando i suoi cittadini senza ritegno”. Oggi non siete più soli in questa lotta; infatti pare che anche la Regione Lombardia stia legiferando nella vostra stessa direzione. “Si, fortunatamente. Anche presso gli enti superiori pare che si siano accorti del disastro economico e so-

ciale che queste attività stanno portando sui territori. Conti alla mano, i presunti introiti per lo Stato vengono ampiamente compensati e superati dalla spesa assistenziale in supporto ai numerosissimi soggetti fragili che finiscono nel tritacarne delle SLOT. Noi a Casteggio riteniamo che questa sia una tendenza da invertire e continueremo a batterci per questo". Quindi l’impegno del Comune non è ancora finito? Ci sono altre iniziative? “Assolutamente non è finito. Da alcuni giorni è stata firmata dal Sindaco Callegari un'ordinanza che fissa gli orari in cui si potranno utilizzare SLOT e VLT, ordinanza che vale non solo per le sale gioco ma anche

per i bar dove si possono trovare questi apparecchi. Gli orari consentiranno il gioco dalle 9.00 alle 12.00 la mattina e dalle 18.00 alle 23.00 nel pomeriggio. Sono stati esclusi gli orari sensibili, dove ci sono più giovani in giro per il paese. Stiamo inoltre valutando alcune modifiche al regolamento comunale per renderlo più efficace”. Casteggio ha preso una posizione molto forte sul tema. Crede che succederà anche a Roma? “Pecunia non olet… dicevano gli antichi. Temo che il governo centrale sia sordo e cieco davanti a questo dramma. Chi amministra il territorio vede le code agli sportelli di sostegno e conosce molti drammi di concittadini che hanno perso tutto. Noi abbiamo la consapevolezza e dobbiamo combattere per difendere i nostri cittadini. Mettersi contro queste iniziative non è affatto semplice: si tratta sempre di limitare l’attività di una impresa e quindi ogni tipo di diniego va valutato attentamente e studiato sui parametri di legge, per non rischiare di incappare in ricorsi e condanne come successo ad altri comuni. Prima il nostro regolamento era uno strumento debole perché poco supportato dalle leggi nazionali e regionali ma adesso la situazione è cambiata e possiamo pensare di avere qualche arma in più. L’aspetto più triste di tutta questa vicenda è rendersi conto che una amministrazione comunale come Casteggio sta combattendo contro le leggi del suo stesso Stato, leggi che dovrebbero tutelare i più deboli ma che invece, troppo spesso, diventano strumenti di povertà e miseria”.


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LA MINORANZA ALL'ATTACCO DELLA GIUNTA: ALBANI ABBANDONA L'AULA

di

Valentina Villani

Dalle elezioni del 25 maggio scorso nel consiglio comunale di Casteggio si respira un'aria tesa: la minoranza, incalza con attacchi a tutto campo le iniziative della maggioranza che prosegue il suo cammino e replica, difendendo il proprio operato. Ma la minoranza non placa gli animi ed i conflitti avanzano. Martedi 27 gennaio, nell'aula consiliare di Casteggio, maggioranza e minoranza hanno dato il via ad un Consiglio Comunale molto acceso. Giulio Giovanetti con Franco Arnese, due dei quattro rappresentanti della minoranza, hanno presentato la prima interpellanza riguardante il Project Financing del cimitero Comunale. La richiesta: indire un'assemblea per presentare ai cittadini questo progetto, ed inoltre, Giovannetti intende conoscere il motivo per cui, si debba ricorrere a quest'azione per ampliare il Camposanto. L'assessore all'urbanistica Andrea Mussi, nonostante il tema fosse già stato trattato nei Consigli Comunali precedenti, risponde dettagliando ed illustrando nuovamente l'argomento. Successivamente partono i primi scontri: il presidente del Consiglio, Andrea Tagliani, suggerisce al consigliere Giovannetti di unificare quest'interpel-

lanza alla numero quattro, “poiché trattasi di punto appena illustrato”; nasce così una polemica molto accesa tra Giovannetti ed il presidente: il consigliere di minoranza Ettore Albani interviene nella discussione ed in seguito sceglie volontariamente di abbandonare il consiglio. Le successive interpellanze, anche queste già viste nei precedenti consigli, interrogano gli amministratori in merito alla gestione del Centro Sportivo Comunale, dal contratto con i gestori, ai lavori che si stanno realizzando; ultima richiesta, ulteriori informazioni in merito al passaggio della gara ciclistica Milano-Sanremo per il centro della cittadina. L'assessore allo sport, Lorenzo Vigo, enuclea l'argomento del Centro Sportivo alla minoranza, esponendo minutamente le motivazioni riguardo alle decisioni prese, la minoranza di tutta risposta si ritiene insoddisfatta e propone, infine, la chiusura della piscina comunale come soluzione al contenimento delle spese. Le successive tre interpellanze vengono presentate dalla consigliera Giuliana La Cognata, gli argomenti trattati saranno i seguenti: inagibilità strada Tre Noci dovuta ad allagamenti a seguito di precipitazioni, controllo delle analisi dell'acqua potabile ed infine desidera sapere di chi sia la competenza

DOPO IL CONSIGLIO PARLA IL PRIMo CITTADINO

"Più che un consiglio comunale questa è la saga del pettegolezzo" di

Valentina Villani

Abbiamo incontrato il Sindaco Callegari dopo il consiglio comunale. Sindaco, i Consigli Comunali di Casteggio sono sempre molto caldi e si portano dietro non poche polemiche, lei cosa ne pensa? “Per parlare di consigli accesi bisognerebbe ritornare negli anni 80/90: quelli si potevano chiamare tali, si facevano le quattro del mattino a filosofeggiare, su temi però di una certa importanza. Erano consigli in cui, nonostante ci fossero forti tensioni tra maggioranza e minoranza, avevamo entrambi una funzione in comune: quella di amministrare la nostra cittadina. I consigli di oggi invece possiamo chiamarli la saga del pettegolezzo, dell'insulto, della maldicenza e del sospetto; queste insinuazioni non servono a nulla di costruttivo ma anzi, procurano solo rigidità ad entrambe le parti. Noi andiamo avanti per la nostra strada: loro chiaramente saranno sempre più esclusi dall'amministrazione del Comune perché si comportano in modo tale da essere messi ai margini; hanno atteggiamenti che sono tutto tranne che costruttivi e utili allo sviluppo di questo territorio, sono sempre le solite trite e ritrite polemiche sugli stessi argomenti. Questo non è fare amministrazione, è un metodo che alla lunga non paga: che proposte hanno fatto? Che cose serie hanno detto? La realtà è che viviamo tempi in cui tutto è difficile, l'economia italiana è all'occhio di tutti e se non si mettono insieme le forze nell'intento di promuovere il territorio e dare anche un sollievo ai cittadini non si va da nessuna parte, così facendo l'unica cosa certa è che si faranno solo passi indietro”. Tra i temi sui quali la minoranza continua a soffermarsi, ci sono due argomenti molto scottanti: Project Financing e lavori alla piscina, la maggioranza va dritta per la sua strada?

“Nei tempi in cui viviamo è sempre più difficile andare avanti, fondi non ce ne sono, i trasferimenti da parte dello Stato sono sempre meno, i Comuni si devono attrezzare come riescono, ingegnandosi come possono, nel tentativo di riuscire a portare avanti le opere necessarie al minor costo e maggior profitto. Il Project Financing è una formula di compartecipazione pubblico - privata normata da leggi dello Stato in accordo con l'amministrazione pubblica. Un privato, in questo caso la C.A.E.S. si fa carico dei costi di progettazione e realizzazione di un'opera, nel nostro caso si tratterà quindi delle opere di ampliamento del Cimitero Comunale successivamente vendita degli stessi e relativo sfruttamento economico. Dopo un tempo prestabilito l'opera resterà di proprietà dell'amministrazione che negli anni riceverà una percentuale dei ricavi delle vendite. Il Comune non ha rapporti con il proponente che, autonomamente ed in base ad una normativa nazionale, ha liberamente deciso di proporre al Comune quanto abbiamo spiegato. L'aggiudicazione avverrà a seguito di pubblicazione di bando di gara pubblica di carattere europeo al quale possono partecipare tutte le imprese europee con le caratteristiche previste dalla normativa secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Il Comune ha tutto l'interesse nello svolgere un'operazione di questo genere, innanzitutto non c'è indebitamento e altra cosa importante finalmente si faranno i lavori che servono in un unica operazione, mi chiedono dov'è la trasparenza? Eccola! La trasparenza non c'è solo negli occhi di chi non vuol vedere o di chi, vuol vedere sempre la stessa strada". E per quanto riguarda l'impianto sportivo? Per quanto riguarda i lavori di manutenzione al Centro Sportivo credo sia essenziale, soprattutto per i giovani abitanti della nostra cittadina, avere la possibilità di fare del sano sport occupando il proprio tem-

CASTEGGIO

Casteggio: scoppiano scintille durante l'ultimo consiglio comunale

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per la pulizia dell'area adiacente alla scuola di Via Montebello. Il Consiglio procede placandosi leggermente e, terminate le interpellanze, si passa all'ordine del giorno, comunicazioni, approvazioni di convenzioni. Ultimo punto, ma forse il più importante della serata, comunicazione del Sindaco: un colpo di scena che nessuno si aspettava. Callegari prende la parola e, con una nota di tristezza e rassegnazione, comunica al Consiglio la sua totale insoddisfazione per la situazione di totale ostilità in cui si trova il Consiglio. “E' un grande rimpianto il rendersi conto che nessuno vuole davvero collaborare ma solo ostacolare, polemiche ed insulti non sono mai serviti a nulla e mai serviranno”. po in attività formative...mens sana in corpore sano!. Tecnici del Comune, insieme alla Società Movimento di Acque, hanno valutato una serie di problematiche e criticità, che da diversi anni il nostro impianto porta in eredità. I gestori del Centro Sportivo si sono resi disponibili a farsi carico di una serie di interventi che andrebbero a risanare queste criticità, le spese, saranno recuperate in detrazione dall’affitto che i gestori pagano al Comune. Invece, durante il consiglio abbiamo appreso che la soluzione per la minoranza sarebbe quella di chiudere la piscina coperta, colpevole di costi troppo elevati rispetto ai proventi; tengo a precisare che in altri Comuni, non si percepisce denaro per il mantenimento della piscina ma anzi, gli amministratori forniscono aiuti ai gestori: credo che noi possiamo ancora ritenerci fortunati, la piscina comunale è un servizio per la comunità e non mi sembra ci sia nulla di sbagliato nel volerla mantenere in vita. Non credo che migliorare la qualità di un servizio debba solo servire a dare un profitto al Comune, prima di tutto deve fornire un servizio ai cittadini; se questo non va bene alla minoranza, li inviterei a rileggere bene e successivamente anche a capire. Molto spesso non basta solo saper leggere, bisogna anche capire”. Il suo intervento finale è stato il rammarico di una triste realtà che l'amministrazione di Casteggio, sta ormai vivendo da diversi mesi. Crede che le sue parole potranno dar modo di far pensare e contestualmente portare dei cambiamenti positivi all'interno del consiglio? “....Qui habet aures audiendi audiat. Se la minoranza, comportandosi in questo modo, crede di destabilizzarci, ha capito male. Noi andremo avanti per la nostra strada, come abbiamo sempre fatto, e se loro non vogliono capire, non possiamo farci nulla. Purtroppo, ognuno seguirà il cammino che riterrà più adatto al buon funzionamento della nostra cittadina. Il Comune ci perde? Ho dei seri dubbi che dalla minoranza possano arrivare idee importanti, considerati i risultati a cui siamo rimasti ad oggi; se sono convinti che questi atteggiamenti siano costruttivi ed utili per il bene del Comune che vadano pure avanti, noi sicuramente non ci fermeremo davanti a queste cose”.


CASTEGGIO

il Periodico

di

Marta Massacci

L’Amministrazione di Casteggio sta proseguendo il proprio lavoro ma l’opposizione non è soddisfatta e ha criticato diversi aspetti della gestione della città. Abbiamo incontrato Ettore Albani, consigliere dell’opposizione. Come procede l'attività del consiglio comunale, dopo questi primi mesi crede che la collaborazione con l'amministrazione sia positiva? “Purtroppo, devo dire che non sono affatto soddisfatto di come stiano procedendo i lavori in questo periodo, a dirla tutta, negli ultimi vent’anni sono state compiute delle scelte del tutto irrazionali che hanno portato la città ad indebitarsi sempre di più. Ora come ora abbiamo debiti fino al 2038, una cosa insensata. Al momento sto pensando di dimettermi perché Casteggio è uno dei paesi peggio amministrati della Lombardia, dal mio punto di vista; non c’è assolutamente collaborazione tra maggioranza e opposizioni, non c’è ascolto e considerazione, così come non c’è partecipazione collettiva da parte dei cittadini. Se mi arrabbio e accentuo i toni, e capita spesso, non è per volgarità ma perché tengo a quello che faccio e mi arrabbio nel vedere che le cose non funzionano come dovrebbero”. Quali sono le questioni che l'opposizione sta affrontando in questo momento? “La minoranza sta ponendo diverse interpellanze, come per esempio quella inerente al cimitero, accolta come ordine del giorno in Consiglio, anche se la

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PARLA IL CONSIGLIERE COMUNALE DI OPPOSIZIONE

Albani: "In vent'anni la giunta ha fatto scelte irrazionali"

questione è piuttosto complessa. Sembra che l’Amministrazione abbia dato in appalto a un consorzio di Messina, il progetto inerente alla nuova integrazione del cimitero, che comprenderebbe l’aggiunta di numerosi loculi e un ridimensionamento notevole della struttura, per un valore di due milioni e settecentomila euro. È tutto a favore degli interessi dei fornitori e non dei cittadini ma, per aver affermato questo concetto pubblicamente, mi sono preso una querela. Purtroppo però è la realtà dei fatti. Per me, personalmente, un atteggiamento del genere equivale a fare l’imprenditore privato con i soldi pubblici. Peggio di così non si può fare. Attualmente abbiamo 8 milioni di euro di debiti, non abbiamo possibilità di risollevarci economicamente, visto il periodo di forte crisi che non sembra finire. Anche le spese per la piscina coperta si finirà di pagarle nel 2038, un impianto già presente in paesi limitrofi con facilità di accesso anche per i cittadini di Casteggio, per cui, non c’era motivo di accollarsi un investimento simile. Vi è, inoltre, la questione della pesa pubblica che non funziona, si trova in via Pavia, inoltre è in una posizione assurda, esterna al paese. Casteggio ha avuto lo “spauracchio” di una centrale a olio per la quale il comune si è indebitato di spese legali notevoli, coinvolta anche la Provincia”. Che cosa farebbe esaltare maggiormente di Casteggio se doveste presentarla ad Expo? “Per quanto riguarda l’Expo, non vale la pena parlarne, visto come è andata la gestione dell’area Truffi, che è stata data in gestione alla solita Clastidium Lavora per mille euro al mese. Non c’è possibilità di uscita, l’unico polo che poteva avere visibilità a livello nazionale è proprio l’area Truffi, se avessero fatto un grande appalto visibile sui giornali nazionali, per esempio, società o imprenditori di sicuro più importanti, ne avrebbero acquisito la gestione, e sarebbero stati in grado di sfruttarla molto meglio e con maggiore visibilità. In una condizione del genere, penso che vada data la possibilità di farsi vedere da parte di persone serie e competenti in grado di lavorare effettivamente per un progetto di queste dimensioni, ma così con la solita cooperativa che non ha rilievo non credo si andrà molto lontano. Inoltre, un paese come

Casteggio dovrebbe poter attirare persone da tutte le parti, per la bellezza paesaggistica di cui è dotata ma per il degrado che offre, al momento, non credo possa essere paragonato alla bellezza del centro storico di paesi come Fortunago, che hanno saputo valorizzarsi meglio”. Cosa ritiene importante trasmettere al prossimo, scegliendo di impegnarsi politicamente? “Sebbene sia in un momento di profonda insoddisfazione e rabbia nei confronti della mala gestione del Comune, ritengo che la cosa importante sia quella di compiere le azioni a vantaggio della collettività e avere una gestione della 'Cosa Pubblica' come la intende Giovanetti, cioè come un buon padre di famiglia. Bisogna gestire la macchina comunale in modo trasparente, compiendo scelte improntate al risparmio, proprio come succede all’interno della famiglia, in un’emergenza drammatica come quella italiana, in cui la gente continua a perdere il lavoro. Questo Comune ha perso di vista tutto questo, investendo cifre esorbitanti in progetti totalmente inutili, come le Vele, i nuovi tendoni esposti al mercato delle bestie, per non parlare delle spese legali degli ultimi anni che hanno raggiunto cifre esagerate per le scelte sbagliate che si compiono”. Quale pensa sia il futuro della città? “Per me in questo momento non c’è futuro. La città è degradante, la gestione è stata fallimentare su tutti i fronti, dalle scuole che cadono a pezzi, alle strutture, all’urbanistica e la cosa grave è che la gente non se ne accorge. Non ha saputo cogliere la reale possibilità di cambiamento che poteva portare una persona come Giulio Giovanetti o l’ex Maresciallo dei Carabinieri Francesco Arnese e sono sbalordito da questo. Deve esserci condivisione con la minoranza ma anche la popolazione, i cittadini che non si accorgono che i risultati finanziari sono pessimi, c’è una grande immobilità. Invito seriamente tutti a riflettere e a partecipare di più ai Consigli Comunali, perché tutto questo riguarda prima di tutto noi, il Comune si chiama così perché di tutti. Se non c’è partecipazione, si prenderanno decisioni che riguardano il nostro futuro senza alcun confronto ed è uno schiaffo alla democrazia”.


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SONO PIU' DI 1800 LE FIRME A SOSTEGNO DEL SALVATAGGIO DELL'ARNABOLDI

di

Oliviero Maggi

Salvare l'ospedale di Broni dalla chiusura e riqualificarlo per renderlo funzionale ad ospitare le associazioni che operano in campo sanitario, come l'Avis. È questo l'obiettivo del comitato, nato nelle scorse settimane, di cui fanno parte l'amministrazione comunale, i volontari di Avis Broni e Fausto Abbà, in rappresentanza del sindacato Uil del presidio ospedaliero di Broni-Stradella. A sostegno di questo progetto è stata lanciata una raccolta firme, coinvolgendo oltre i cittadini di Broni anche quelli di Stradella e dei Comuni limitrofi, facenti parte del bacino di utenza della struttura. Dall'inizio dell'anno sono già state raccolte 1800 firme; inoltre i Comuni di Santa Maria della Versa e Santa Giuletta hanno deciso di adottare la delibera di riqualificazione dell'ospedale, così come proposto da Broni. “Il comitato è soddisfatto per la calorosa accoglienza che abbiamo ricevuto da parte dei cittadini - spiega il presidente di Avis Broni, Roberto Calatroni -. Vedere in poco tempo così tante persone che hanno aderito alla sottoscrizione e soprattutto constatare con mano la loro partecipazione e il desiderio di fare la propria parte ci ha entusiasmato e ci dà ulteriore carica per proseguire con ancora più energia questa importante iniziativa”. Gli fa eco Roberto Bonacina, consigliere comunale di Portalbera: “Riqualificare l'ospedale di Broni è un'opportunità per tutto l'Oltrepò orientale, e la popolazione ne sta prendendo consapevolezza. In sinergia con l'ospedale di Stradella, le due strutture possono rendere un grande servizio pubblico”. Sul fronte del salvataggio dell'Arnaboldi è da sempre impegnato il vicesindaco di Broni, Antonio Riviezzi, che non ha mai mancato ad un gazebo e

ci racconta la mobilitazione di un territorio per salvaguardare il proprio ospedale. Vicesindaco Riviezzi, come commenta queste prime settimane di raccolta firme? “I cittadini stanno rispondendo bene all’invito, segno che ci tengono al nostro Ospedale Arnaboldi. E’ fondamentale importanza che sempre più persone sottoscrivano la richiesta, così che si possa garantire un futuro alla nostra struttura ospedaliera nell’ottica di poter svolgere alcuni servizi, magari differenti da quelli attuali, ma comunque a complemento dell’organizzazione sanitaria della nostra zona. Nel frattempo si stanno moltiplicando i punti in cui si potrà aderire alla petizione, sia a Broni che nei comuni limitrofi e questo non può essere che un bel segnale di collaborazione”.

BRONI

Riviezzi: “Vogliamo garantire un futuro certo alla nostra struttura ospedaliera”

Il territorio oltrepadano ha risposto positivamente all'appello che avete lanciato. Nelle prossime settimane dove sarà possibile firmare? “I Comuni di Portalbera, Barbianello, Casanova Lonati, Cigognola, Pinarolo Po, Redavalle, Santa Giuletta e Santa Maria della Versa hanno dato la propria disponibilità ad organizzare dei banchetti nel proprio territorio e alcuni sono già partiti nei giorni scorsi. A Broni e Stradella, per tutto il mese di febbraio, i banchetti saranno presenti alla domenica, rispettivamente in piazza Garibaldi e piazza Trieste. Un grazie anche alla squadra di basket femminile “Broni '93” che ha permesso la raccolta di firme davanti al PalaBrera, prima delle partite casalinghe”. Broni è certamente il Comune più interessato da questa iniziativa. E qui avete creato una rete di raccolta, coinvolgendo anche i commercianti. “Sì, a Broni anche numerosi esercizi commerciali hanno dato la propria disponibilità a fungere da punto di raccolta delle firme; tra questi, Glamour, Caffe Noir, Scabini Calzature, Cartoleria Vanetta, Bar Grande, Gloss, Giorgi Uomo, Marina Nori, Ottica Ferrari, Pelletteria Vercesi, L’Orafo, I sapori del Grano e il fruttivendolo Domenico. Ringrazio i commercianti per la loro sensibilità e la volontà di fare squadra per raggiungere insieme un risultato importante per tutta la nostra comunità. Invito i cittadini che ancora non l’hanno fatto, a sottoscrivere la petizione, perché la salute e la sua tutela è un bene prezioso che ci riguarda tutti”.

IL MERCATO CITTADINO CAMBIA VOLTO. A BREVE VIA ALLA NUOVA DISPOSIZIONE

Sarà modificata la disposizione dei banchi per consentire il passaggio ai mezzi di soccorso di

Oliviero Maggi

Nuove regole per il mercato rionale del venerdì e della domenica. Il prossimo 11 febbraio si terrà un incontro tra Comune, Ascom e Polizia locale in cui verrà presentata la bozza del nuovo regolamento per la riqualificazione dell'area mercatale cittadina di piazza Vittorio Veneto. A preoccupare è soprattutto la disposizione dei banchi, che non permette, ad esempio, il passaggio dei mezzi di soccorso, per eventuali interventi d'urgenza in mezzo al mercato. “Insieme ad Ascom ed alla Polizia Locale abbiamo lavorato in questi mesi per approntare alcune migliorie al mercato rionale del venerdì mattina e della domenica, soprattutto riguardo alla disposizione dei banchi – fanno sapere dal Comune - In alcuni punti, infatti, la sistemazione attuale dei venditori non è sufficientemente ordinata, rende difficoltoso il loro raggiungimento da parte dei clienti, specialmente per gli anziani”. La nuova disposizione dei banchi, in fase di progettazione, recependo i suggerimenti di Ascom e le indicazioni della Polizia Locale, renderebbe il mercato più ordinato, accattivante, fruibile e anche più sicuro in termini di via di fuga e di accesso da parte

dei mezzi di pubblico servizio. La bozza prevede anche maggiori controlli da parte dei vigili urbani per verificare se gli ambulanti sono in regola con la carta d'esercizio, in modo da tutelare maggiormente tutti i venditori che svolgono, osservando le leggi, la loro attività. “Ci auguriamo che le migliorie proposte vengano accolte con favore anche dagli ambulanti,

visto che sono i primi interessati e soprattutto sono coloro che trarranno i maggiori benefici – spiegano ancora da Palazzo Arienti –. Infatti, con la nuova disposizione avranno più visibilità per la propria merce e ci sarà una maggiore facilità di accesso ai banchi da parte della clientela, che si potrebbe tradurre in un conseguente incremento delle vendite”.


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BRONI

IL COMANDANTE ILLUSTRA I DATI DELL'ATTIVITA' DELla POLIZIA LOCALE

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Alovisi: “Assicuriamo una presenza sul territorio qualificata e competente” di

Oliviero Maggi

La Festa di San Sebastiano è l'occasione, ogni anno, per fare un bilancio dell'attività del corpo di Polizia locale di Broni. È toccato ancora una volta al comandante Fabio Alovisi illustrare i dati dell'impegno degli agenti sul territorio, in molti settori della vita pubblica. Grande attenzione è stata quella rivolta al controllo del territorio, alle sanzioni per le infrazioni stradali e la sosta vietata, in particolare nei parcheggi degli invalidi. Senza dimenticare la sicurezza e il controlli degli immigrati e la battaglia contro il degrado urbano e lo smaltimento illegale dei rifiuti. E sul futuro del corpo di Polizia locale, soprattutto nei centri come Broni, il comandante Alovisi è sicuro: servirà sempre più fare rete, sia con gli altri settori della macchina comunale, sia con le altre realtà impegnate sul territorio. Comandante Alovisi, qual è il bilancio dell'anno appena trascorso per il corpo di Polizia locale? “I problemi ci sono, sia nelle grandi che nelle piccole realtà, ma chi ha scelto di servire la collettività in uniforme sa che il suo ruolo è insostituibile e prezioso e va svolto per senso del dovere e partecipato per senso di appartenenza. La Polizia locale, infatti, è legata in modo esclusivo e speciale al territorio e ha il dovere di conoscere tutti i suoi ambiti e di assicurare una presenza qualificata e competente”. Quali sono i numeri del corpo dei vigili di Broni? “Il nostro piccolo corpo di Polizia locale si compone di solo otto operatori, un ausiliario del traffico, due cantonieri, un'impiegata amministrativa, un volontario, più un sistema di volontariato civile a noi vicino. I dati mettono in risalto un servizio di tutti i giorni e per tutto l'anno, che nulla hanno da invidiare ad altre realtà numericamente più consistenti. Si tratta di una copiosa ed articolata attività, dove abbiamo di fare rete”. Passiamo ai dati. Quali sono quelli più rilevanti

della vostra attività? “Il dato più interessante è quello delle sanzioni, con 4087 accertati contravvenzionali, pari a 231.883,67 euro, anche se di questi ne sono stati incassati solamente 111.259,83. Importante anche il dato complessivo sui parcometri, con più di 95 mila euro incassati. Nell'anno appena trascorso i nostri mezzi hanno percorso circa 22 mila chilometri, con 604 servizi di viabilità presso le scuole, oltre a 655 attività volontarie del “Nonno vigile”. Infine voglio sottolineare i 2237 utenti che si sono avvicinati al nostro sportello per chiedere supporto e aiuto”. Per quanto riguarda il controllo del territorio, la sicurezza e il degrado, invece? “Abbiamo registrato più di 3000 violazioni riferite alla sosta e al parcheggio dei veicoli, di cui 441 per sosta vietata nel parcheggio degli invalidi. Altre 495 violazioni sono quelle riferite alla circolazione dei veicoli, di cui 188 rilevate con il posizionamento di autovelox. Abbiamo rilevato, inoltre, 31 incidenti stradali. Per quanto riguarda il degrado del territorio segnalo i 250 metri quadrati di rifiuti urbani, giacenti sul suolo pubblico, che abbiamo conferito

in discarica; 31 interventi di monitoraggio delle frane e del torrente Scuropasso e 5 interventi nella lotta alla flavescenza. Infine la sicurezza: oltre all'ambito stradale, abbiamo sequestrato 5 veicoli, 7 ricorsi al Prefetto e 18 al Giudice di Pace, 6 comunicazioni di notizie di reato. Numerosi, poi, i sopralluoghi: 68 in ordine all'ambiente, all'urbanistica e all'edilizia, 169 in ordine al commercio, 438 sopralluoghi anagrafici e di controllo della residenza”. Comandante Alovisi, qual è il futuro della Polizia locale, soprattutto nei piccoli Comuni? “È molto difficile, oggi, operare da “poliziotti” del territorio, in una situazione di palpabile conflitto, di aumentata insicurezza percepita, di dilagante diffidenza e profondo disorientamento, ma la società si aspetta da noi, che dovremo esserne la migliore espressione locale, una vigilanza attiva, che si sa imporre sulla prevaricazione, su ogni forma di prepotenza, privilegiando chi è più debole. La Polizia locale è chiamata a dare modelli di associazionismo e tecniche operative di lavoro che devono diffondersi anche in tutta la macchina del Comune: con gli strumenti adeguati, può far risparmiare forze e risorse”.


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RETE IDRICA E CEDIMENTI STRADALI: L'ASSESSORE RISPONDE

di

Oliviero Maggi

Via Garibaldi, via XXVI aprile e via Lentini. Le fognature della città continuano a dare problemi e a creare disagi per i residenti. Se, infatti, il problema di via Garibaldi sembra sia in via di risoluzione, con i lavori al via all'inizio di marzo, una nuova tegola è caduta sulla Strada Nuova, dove nei giorni scorsi si è formato un nuovo avvallamento nell'asfalto. Problemi che arrivano da lontano, visto che i primi cedimenti si sono verificati due anni fa e che finora non hanno trovato, evidentemente, soluzioni adeguate. Dopo i lavori di via Garibaldi, il progetto, predisposto da Pavia Acque, prevede interventi radicali proprio in via XXVI aprile (e via Lentini), con la speranza di mettere la parola “fine” a questi problemi. Ad illustrare la situazione attuale è l'assessore ai Lavori Pubblici, Agostino Mazzocchi. Assessore Mazzocchi, non c'è pace per le fognature della città, con numerosi disagi per i cittadini. Ora sembra finalmente che qualcosa si muova. Di cosa si tratta? “La società Pavia Acque scarl ha deciso di stralciare l'intervento di rifacimento della linea acquedottistica di via Garibaldi dal progetto generale, che comprende anche i lavori in via XXVI aprile e via Lentini. I lavori di rifacimento dell'acquedotto e di ripristino dell'asfalto stradale saranno realizzati interamente da Acaop. Saranno sostituiti 300 metri di condotta, dall'incrocio con via Trento fino a quello con via Costa. Al termine dell'intervento, poi, l'asfalto sarà fresato e tutta la carreggiata sarà riasfaltata. Il Comune non spenderà nulla per questi lavori”. Quando è previsto l'inizio dei lavori in via Garibaldi? “I lavori inizieranno ad inizio marzo e, se i tempi

saranno rispettati, all'inizio di aprile la questione di via Garibaldi sarà finalmente conclusa. Oltre all'acquedotto sarà effettuato anche un piccolo intervento sull'impianto fognario, che però non necessita di sostituzione. La Polizia locale ha già emesso l'ordinanza per la chiusura al traffico della via, dalle 8 alle 18, durante i lavori. Voglio ringraziare Acaop, nella persona dell'ingegner Chiesa, per un doppio impegno: da una parte la celerità con cui gli operai hanno effettuato le riparazioni, nei mesi scorsi, per evitare i disagi ai residenti della via, dall'altra per i lavori che ha deciso di realizzare, per risolvere finalmente la situazione”. Ma la situazione critica riguarda anche via XXVI aprile, dove si è aperta l'ennesima buca nell'asfalto. Il primo caso risale a febbraio di due anni fa.

STRADELLA

“Partono le opere in via Garibaldi, e si interverrà anche in via XXVI aprile”

Non sarà il caso di fare qualcosa anche qui? “La passata amministrazione aveva istituito il divieto di transito dei mezzi pesanti. Ma evidentemente la situazione della fognatura, ancora in mattoni, è molto più critica. Non a caso il progetto di Pavia Acque prevede proprio i lavori anche in via XXVI aprile e via Lentini. Per quanto riguarda la Strada Nuova, la buca che si è formata è stata chiusa in poco tempo, ma ora serve un intervento più radicale di rifacimento di tutta la rete fognaria. Il progetto implica un rivestimento interno della linea fognaria e la sostituzione della linea di adduzione dell'acqua. Si interverrà, inoltre, sulla linea delle acque nere, che scende in via Martiri Partigiani, con una calza termocoprente, senza il bisogno di dover rompere l'asfalto”. Assessore Mazzocchi, nel progetto che altri interventi sono previsti? “Purtroppo il problema di via Lentini sembra ancora più urgente di quello di via XXVI aprile. Qui, infatti, bisogna intervenire sulla stazione di sollevamento, per evitare che gli scarichi delle attività che si sono insediate in zona, nell'ultimo periodo, vadano a ostruire la fognatura. Il potenziamento della stazione di sollevamento potrebbe risolvere il problema, senza prevedere ulteriori interventi all'impianto. La volontà di Pavia Acque è quella di appaltare i lavori entro l'anno: speriamo che si riesca al più presto a dare l'avvio al progetto. Certamente, si tratterà di chiudere la Strada Nuova per almeno un mese e quindi dovremo avviare un confronto con i commercianti, con le attività e con i residenti per ridurre al minimo i disagi per tutti”.

RAFFICA DI INTERPELLANZE DI “LA STRADA NUOVA” PER IL PROSSIMO CONSIGLIO

Lacapra: “A Stradella serve uno Sportello lavoro”

di

Oliviero Maggi

Lavoro, rifiuti, sede delle associazioni. Sono questi gli argomenti delle interpellanze e degli ordini del giorno presentati dal gruppo consiliare di minoranza “La Strada Nuova”, in vista del prossimo consiglio comunale. Il gruppo, formato da Antonio Curedda e Massimo Lacapra, anche in questa occasione si è rivelato il più attivo nella presentazione di richiesta alla giunta e alla maggioranza di “Torre Civica”. Il capogruppo Massimo Lacapra spiega i contenuti delle ultime richieste avanzate dal suo gruppo. Capogruppo Lacapra, il suo gruppo ha presentato un ordine del giorno sul lavoro. Quali sono le vostre proposte alla giunta? “La maggioranza ha presentato un piano per il lavoro che, a nostro parere, si incentra troppo su un unico evento, una sorta di open day. Tra l'altro anche le risorse impegnate per il progetto, 10 mila euro, ci sembrano francamente eccessive. La nostra proposta, invece, contenuta nell'ordine del giorno che abbiamo presentato per il prossimo consiglio comunale, è la

realizzazione di un vero e proprio “Sportello lavoro”, che supporti concretamente i cittadini in cerca di occupazione, affiancandoli nella creazione del curriculum e della lettera di presentazione e nel contatto con le aziende che vogliono assumere”.

Altro tema che avete affrontato è quello della raccolta differenziata. “Il problema della raccolta differenziata riguarda questa volta l'area dell'autogrill. Due membri del direttivo dell'associazione politico-culturale “La Strada Nuova”, Erika Mingrino e Luca Salviati, hanno segnalato che nell'area esterna dei due autogrill di Stradella, sulla A21, in entrambi i sensi di marcia, mancano i cassonetti della raccolta differenziata. Abbiamo così presentato un'interpellanza chiedendo al Comune di dare la possibilità anche a questi punti vendita di fare la raccolta, visto che tra l'altro si tratta di attività che producono grandi quantità di rifiuti”. Per quanto riguarda la “Casa delle associazioni”, invece, cosa chiedete al Comune? “Alcune associazioni, che condividono la sede di via Trento, ci hanno segnalato delle infiltrazioni d'acqua all'interno delle stanze, causando il distacco dell'intonaco dai muri e il danneggiamento dei dispositivi informatici. Nel prossimo consiglio chiederemo al sindaco di provvedere in fretta al ripristino di quei luoghi così importanti per l'associazionismo stradellino. Abbiamo presentato, infine, un'interpellanza sugli adeguamenti che il Comune deve attuare a seguito della modifica della normativa Isee e un ordine del giorno per l'istituzione dei “Gratta e Parcheggia” e di un permesso prepagato annuale per i parcheggi a pagamento”.


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STRADELLA

CONTRO UNA DELLE PIEGHE SOCIALI PIU' DIFFUSE

Zotti: “Nasce l'osservatorio per combattere il gioco d'azzardo” di

Oliviero Maggi

Un Osservatorio per fare rete contro il gioco d'azzardo, una delle principali piaghe sociali della nostra società. L'idea è venuta ad un gruppo di cittadini, già impegnati in partiti politici o nell'associazionismo, che ha deciso di mettere in campo tutte le forze possibile per contrastare la ludopatia. Questi cittadini hanno stilato un manifesto, che presto verrà condiviso con tutta la cittadinanza: l'idea di fondo è quella di mettere insieme tutti i soggetti coinvolti in questa battaglia, creando confronti e studiando azioni mirate, non a colpevolizzare, ma a dare una soluzione. Partendo dagli esercenti per arrivare ai giovani e alle famiglie. Elena Zotti, tra le promotrici di questa iniziativa, illustra che cosa vuole essere l'Osservatorio sull'azzardo. Qual è la necessità di dare vita ad un Osservatorio sull'azzardo a Stradella? “Siamo cittadini attivi, realtà politiche, associazioni, movimenti della città di Stradella e pensiamo che l’azzardo richieda, da parte di tutti, una cooperazione e uno sforzo condiviso nell’intento e con l'obiettivo di costituire un fronte comune di contrasto alla deriva sociale e personale di molte vite. Sempre più spesso, infatti, ci troviamo di fronte ai numerosi esempi di impoverimento sociale e personale che spesso vengono alla luce, anche con rilievo mediatico, e vediamo persone, cittadini, amici incappare nella ragnatela del gioco. In questa partita siamo quindi coinvolti tutti: sindaci, amministrazioni, associazioni, parrocchie, oratori, centri sportivi, partiti, famiglie, cittadini, esercenti”. Quali sono le finalità di questa iniziativa che state portando avanti? “L'Osservatorio dovrà elaborare proposte e azioni,

rivolgendosi all’intelligenza e alla passione delle persone che non si rassegnano alla deriva dell’azzardo, ed impegnarsi a ricostruire una partecipazione democratica per dare forza e credibilità ad un’idea di trasformare le fragilità in una forza comune. Quello che vogliamo evitare sono atteggiamenti di disapprovazione e di condanna nei confronti delle persone malate e degli esercenti: a loro va la nostra solidarietà e il nostro impegno, i primi perché possano trovare la forza per reagire ai primi, i secondi perché abbiano la consapevolezza delle ricadute sociali. Entrambi devono riconquistare la pienezza della propria dignità e del proprio valore”. I principi su cui vi basate sono sacrosanti, ma rischiano di rimanere solo degli enunciati. Quali sono le azioni concrete che avete in mente? “Proprio per quello che si diceva prima, una delle prime azioni sarà quella, in collaborazione con l'Ascom, di organizzare dei corsi di formazione per gli esercenti: bisogna avere consapevolezza della pericolosità di vendere anche solo “un gratta e vinci”

ad un'anziana, che così si gioca tutta la pensione, o ad un minore. Inoltre stiamo lavorando alla stesura del nostro manifesto, che sarà tradotto in sei lingue diverse e sarà poi condiviso con i cittadini e le attività commerciali. Importante sarà, poi, la collaborazione con i genitori: l'idea è quella di somministrare loro dei questionari per capire quanto il tema dell'azzardo sia conosciuto tra i più giovani e le famiglie”. Quali sono le realtà che fanno parte dell'Osservatorio? “L'Osservatorio si è costituito ufficialmente nelle scorse settimane con l'adesione di Anpi, Auser, Spi Cgil, Sel, La Strada Nuova, Comitato genitori, Oratorio, Lega Coop, Federsert, Libera. E ovviamente qualsiasi altro soggetto che vorrà condividere la nostra azione. A queste associazioni si affiancherà anche un comitato scientifico formato da Leopoldo Grosso (vicepresidente gruppo Abele), Alfio Lucchini (presidente Federsert), Eugenio Rossi (docente di sociologia all'Università Bicocca di Milano), Mauro Cecchetto (cooperativa “La Collina”), che avrà il compito di studiare le azioni, che progressivamente andremo a lanciare sul territorio”. Il tema del gioco d'azzardo è stato trattato più volte anche in consiglio comunale, con una parte della minoranza che ha proposto l'adozione di un'ordinanza di limitazione degli orari delle slot come a Pavia. Voi come la pensate? “La limitazione degli orari di accensione delle slot è solo una parte di quelle azioni di contrasto che i Comuni stanno mettendo in campo, ma ha efficacia limitata. Noi, ripeto, non vogliamo criminalizzare nessuno, tanto meno chi installa le slot. Qui c'è bisogno dell'aiuto di tutti, anche del Comune di Stradella, se vorrà partecipare, perché siamo consapevoli che il gioco d’azzardo non si può eliminare, ma che si possono mettere in campo strumenti per rispondere in modo adeguato alla sfida”.

UN SORRISO PER LA RICERCA: L'IMPEGNO DELLA COMPAGNIA DIALETTALE

“La Vecchia Stradella” dona tre mila euro all'Airc, per la cura del cancro di

Oliviero Maggi

Ammonta a tre mila euro il ricavato che la compagnia dialettale “La Vecchia Stradella” ha deciso di devolvere all'Airc, per la lotta e la ricerca contro il cancro. I fondi sono stati raccolti in occasione dell'ultimo spettacolo della compagnia, andato in scena nelle scorse settimane al Sociale di Stradella. La commedia, dal titolo “Che situazzione traggica!! Olè giriam la paggina”, è una riflessione comica, ma anche amara, sulla situazione politica dell'Italia, ma di quasi tutti i paesi del mondo: “Nello spettacolo si parla dei tanti governi che si succedono e delle loro promesse che puntualmente non vengono mantenute – spiega la regista Elisabetta Aimaretti -. Le tasse invece continuano ad aumentare e si crea solo malcontento nella gente. Una riflessione sulla politica di oggi, condita però con tante risate”. Risate che, però, hanno anche una finalità benefica. Alla prima dello spettacolo è stato registrato il tutto esaurito. In questa iniziativa la compagnia è stata supportata anche dai volontari

della Protezione civile, della Croce rossa di Stradella e di Promoltrepo. Saranno devoluti ad Airc anche gli incassi degli spettacoli che la compagnia metterà in scena nella consueta tourneè, oltrepadana e non solo, in programma a Voghera, Pavia, Broni e Castel San Giovanni. Ecco il cast dello spettacolo: Piera Losio, Danilo Padellini, Nadia Popovich, Andrea Maggi,

Elisabetta Aimaretti, Luigi Grossi, Rosa Arcide, Irene Cipullo, Gianfranco Montagna, Barbara Padellini, Carlo Delmonte, Antonio Bruschi, Carlo Crescimbini, Renzo Dellavalle; musiche del maestro Massimo Rognoni, responsabile di scena Antonella Morelli, tecnico di scena Giorgio Crisopulli.


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INTERVISTA AD ANDREA LUCA PORTINARI SINDACO DI ROVESCALA

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Valentina Villani

Abbiamo incontrato in questi giorni il sindaco di Rovescala, Andrea Luca Portinari per tracciare un bilancio delle opere fatte e dei progetti futuri. Sindaco Portinari, dal 1997 in amministrazione Comunale: un cammino che l'ha vista dapprima come consigliere di minoranza, poi assessore, vicesindaco ed ora primo cittadino, come sono cambiati i metodi di gestione negli anni? “Sono cambiati totalmente, c'è una differenza abissale rispetto a un tempo. Innanzitutto c'erano molte possibilità, più disponibilità economiche e conseguentemente maggiore opportunità nel realizzare diversi progetti; minor gettito da parte dello Stato sta a significare servizi minori. Le difficoltà, è ovvio, ci sono sempre state, ma mai accentuate come quelle che incontriamo oggi. Si viveva decisamente meglio”. Come intendete procedere per tentare di limitare queste difficoltà? “Cercando sempre e comunque di dare il massimo che possiamo, andando incontro alle esigenze della nostra gente, facendo in modo di impattare il meno possibile per il bene della nostra cittadina e dei suoi abitanti. Le imposte le abbiamo tenute al minimo che si poteva fare, l'IMU ad esempio era mezzo punto in più, ma poi è tornato com'era prima”. Sindaco, opere effettuate? “Nel 2011 abbiamo proseguito i lavori già iniziati dall'amministrazione alla quale siamo subentrati, abbiamo adeguato e messo in sicurezza l'edificio cimiteriale, rifatti gli intonaci, tinteggiato e sistemato il tetto. Sono state asfaltate le strade e parzialmente la piazza del paese, sostituito le piante ammalate del nostro viale, con altre nuove". E nel sociale? "Nel sociale c'è stato un aumento considerevole di servizi, per nostra iniziativa e grazie alla buona collaborazione con l'AUSER, indirizzati ai meno abbienti, agli anziani e alle persone non autosufficienti:

lavoriamo insieme affinché queste difficoltà vengano superate, che le persone si rendano conto di poter contare sul nostro aiuto. Questi volontari effettuano trasporti per visite mediche e consegnano i pacchi con pasti già pronti per chi, non è in grado di farsene da sé, inoltre, forniamo assistenza domiciliare, sono convinto che i servizi nel sociale siano sempre più importanti e vorrei che resterebbero tali sempre, per chiunque, anche a chi mi succederà. E' stata data un'impronta diversa alla biblioteca, è stata resa più apprezzabile e messa in rete, attualmente disponiamo di otto computer, c'è una forte collaborazione con la scuola, i bambini rispondono bene a questo progetto, sono molto coinvolti, quindi più divertimento ma anche più cultura. Un' altra iniziativa all'interno della biblioteca sono stati i corsi cucina e di computer per anziani". Passiamo alle De.Co. "Abbiamo già deliberato, presi accordi con la De.Co (denominazione comunale di origine), ed ora già in via di realizzazione, il nostro progetto più grande, sotto l'aspetto enogastronomico. La De.Co. rappresenta un'identificazione che attesta l'origine del prodotto enogastronomico o artigianale a livello comunale, di cui si certifica la territorialità e quindi l’unicità stabilita da una serie di fattori non trasportabili o riproducibili in altri luoghi dettati dall’universo socioculturale ed economico di quella specifica area, in cui tradizione e storia legittimano l’intera filiera produttiva, nel nostro caso vorremmo concentrarci sul bonarda e successivamente, abbinarlo al nostro pane fatto in casa. Così facendo salvaguarderemo e valorizzeremo in tale ambito le attività agricole ed artigianali tradizionali”. E per quel che riguarda i progetti futuri? “Innanzitutto le strade hanno sempre bisogno di interventi, per cui le asfaltature in programma non mancano mai, e successivamente vorremmo effettuare interventi di miglioria all'edificio scolastico. Poi c'era anche un progetto molto importante quasi un sogno direi, che stava per coronarsi ma purtroppo ci

OLTREPO

“Daremo il massimo per il bene del paese senza incidere sugli abitanti”

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siamo dovuti fermare, non per nostro volere, purtroppo”. Di che sogno si tratta? "Vorrei dar vita ad una scuola per l'infanzia. In realtà da tempo si lavorava a questo progetto, tutto procedeva per il meglio ma poi, inaspettatamente arriva “l'alt” dal Governo”. In che senso? Ci spieghi meglio "Stavamo dando vita a questo asilo, le documentazioni ormai erano tutte in regola, pronti a partire sopraggiunge una notizia inaspettata: la scuola può aprire ma il Comune deve farsi carico di buona parte degli insegnanti. Purtroppo mio malgrado abbiamo dovuto abbandonare il progetto poiché l'amministrazione non può permettersi una cifra simile. Quello che ci ha sconfortati un po' è il non avercelo detto prima, avevamo il sogno nelle mani e ci è stato portato via, ma siamo fiduciosi, non ci fermeremo e prima o poi riusciremo a realizzarlo”.


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INTERVISTIAMO ANGELO VILLANI, NEO SINDACO DI MONTALTO PAVESE

di

Valentina Villani

Intervista al sindaco di Montalto Pavese, Angelo Villani per tracciare un bilancio a otto mesi dalle elezioni amministrative del 2014. Sindaco Villani, otto mesi di amministrazione, vuole farci il punto della situazione all'interno del Comune di Montalto? “Dal nostro ingresso in Comune devo constatre che abbiamo avuto mesi di intensa attività: innanzitutto ci sono state diverse problematiche da risolvere. Successivamente abbiamo avuto anche importanti interventi da programmare. Aggiungo altresì che la passata amministrazione aveva inoltrato diverse richieste di contributo: alcune sono state approvate, per cui ora stiamo finalizzando i primi interventi sul territorio, ci aspetta un lungo e duro lavoro, ma noi siamo pronti ed entusiasti di intraprendere questo cammino”. Importanti interventi in programma: vuole illustrarcene qualcuno? “Un intervento già iniziato, ad esempio, è la parziale ristrutturazione della palestra comunale effettuato grazie anche al contributo da parte della Regione Lombardia. Stiamo inoltre lavorando per il recupero dell'area sportiva della Frazione Ca' del Fosso, oggi in disuso e precarie condizioni. L'idea è quella di creare una zona di ricreazione sportiva contestualmente ad un area verde in prossimità del torrente Gaia. Abbiamo anche creato due sportellli all'interno del Comune per poter dare una mano in più ai nostri concittadini: uno a carattere sociale, mirato all'assistenza fiscale e burocratica; l'altro indirizzato all'emergenza lavoro". Altri interventi programmati? "Sempre restando in ambito sociale, a partire dai prossimi mesi indiremo delle riunioni settoriali: verranno suddivise in base alle diverse attività dei nostri compaesani. All'interno di queste saranno nominate delle piccole consulte, in questo modo vogliamo così avvicinarci alle necessità dei nostri concittadini, poter capire meglio le loro problematiche ed aiutarli a superarle, accostandoci sempre più ai loro bisogni. Sono stati impostati diversi bandi su nostra iniziativa, un esempio ne è quello presentato in collaborazione con la Comunità Montana, finanziato di recente, per il miglioramento delle aree boschive (comprendenti i fossi del reticolo idrico minore). Per quanto riguarda i progetti in programma, siamo in attesa di una risposta definitiva da parte della Provincia, per partire con la pulizia del fosso minore verso la Vallescuropasso. Un altro intervento molto importante e da non sottovalutare, è il drenaggio e rifacimento della sede stradale che collega Montalto a Rocca de' Giorgi, purtroppo temporaneamente in stand-by a causa di un blocco dei fondi da parte della Regione”. Ci è giunta però notizia che dopo un primo stop, pare che ora stiano finalmente arrivando i fondi necessari a coprire gli interventi sulle frane. Montalto potrà contare su trecentocinquantamila euro, giusto? “Esattamente. Il progetto era già stato approvato, la Regione Lombardia ha dapprima finanziato le schede di segnalazione per i dissesti idrogeologici e successivamente ne ha bloccato i fondi. Dal nostro canto siamo già intevenuti su una strada, poiché la situazione era veramente urgente, investendo cinquantamila euro: spese sostenute sapendo che sarebbero arrivati i finanziamenti da parte della Regione, come

stabilito. Montalto potrà contare su trecentocinquantamila euro: per ora restiamo in attesa, confidando nella notizia giuntaci che questi fondi sono stati messi a bilancio per il prossimo anno, così da poter intervenire tempestivamente verso altre situazioni davvero critiche“. Il dissesto idrogeologico sta diventando una vera e propria emergenza in Oltrepò Pavese: quali interventi crede siano necessari per il futuro? “Il territorio oltrepadano è storicamente soggetto a dissesti idrogeologici. Non dimentichiamo gli effetti devastanti che hanno provocato le frane alla fine degli anni 70; alcuni decenni più tardi la piovosità è stata limitata ed avvenimenti così gravi, fortunatamente, non ce ne sono più stati. Ora però sembra essere ritornati ai tempi dei grandi dissesti; basta fare un giro in Oltrepò, per rendersi conto degli effetti devastanti che determinate situazioni stanno portando. Noi Comuni cerchiamo di fare del nostro meglio, ma non possiamo arrivare dappertutto: i tagli da parte

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“Un territorio abbandonato diventa impossibile da recuperare”

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dello Stato sfiorano ormai il ridicolo e noi ci troviamo davanti a strade impercorribili, frane, territori incolti che incalzano a scapito delle attività produttive, tutto questo a danno della nostra terra". Cosa fare per arginare questo fenomeno? "Dobbiamo unire le forze e tentare di fare tutti del nostro meglio, per evitare problemi di dissesti, chi gestisce il territorio deve lavorare in maniera accurata, cercando di far defluire le acque a dovere evitando, ad esempio, ristagni idrici. Quello che può sembrare un risparmio oggi, può essere un disastro ambientale domani, perchè quando si abbandona un territorio, diventa poi impossibile recuperarlo. Montalto è un Comune estremamente delicato dal punto di vista idrogeologico: la sua grande estensione e la complessità del suo reticolo idrico lo rendono un Comune molto complicato da gestire. Uno dei nostri obiettivi primari è la costante manutenzione dei corsi d'acqua, sia del reticolo idrico maggiore (torrente Coppa e Scuropasso) gestito direttamente dalla Regione, alla quale abbiamo chiesto aiuti e finanziamenti, sia il reticolo idrico minore, gestito direttamente dal Comune: l'obiettivo è quello di minimizzare le criticità del nostro territorio mettendo al sicuro i nostri cittadini”. Villani, ha un particolare desiderio per la sua cittadina? “Mi piacerebbe che Montalto potesse un giorno divenire simbolo dell'Oltrepò Pavese. Vorrei renderlo interessante da ogni punto di vista: integrando beni e servizi di tipo attrattivo a quella che è la bellezza naturale di un Comune di bassa collina. La posizione è ottimale poiché vicini alle città, ma immersi già nel verde dei colli; starà a noi renderlo interessante da ogni punto di vista concentrandoci in ogni suo aspetto: turistico, ambientale, enogastronomico e culturale”.

I 100 ANNI DI MONSIGNOR NONNA

La comunità di Zavattarello festeggia il secolo di vita del proprio illustre concittadino Il prossimo 13 febbraio Mons. Pietro Nonna, originario di Borgoratto Mormorolo ma residente a Zavattarello da oltre trent’anni, supererà il traguardo dei 100 anni di vita, di cui 77 vissuti al servizio della Chiesa, come sacerdote. Prima a Gavorrano, in provincia di Grosseto e poi a Zavattarello, il ministero di monsignor Nonna si è svolto costantemente all’insegna della totale devozione a Dio. Sacerdote tanto discreto quanto deciso, Don Pietro è riuscito ad entrare nei cuori, spesso tutt’altro che devoti, della cittadina toscana, tanto da indurre la diocesi di Grosseto ad omaggiare il presule, ormai ritiratosi da trent’anni a Zavattarello, in occasione dei festeggiamenti per il suo settantacinquesimo anniversario di sacerdozio. Don Pietro, sempre affiancato dalla solerte sorella Alda, ha rappresentato un valido supporto per tutti i parroci che si sono succeduti a Zavattarello dagli anni ’80 ad oggi, riuscendo ad entrare con altrettanta forza nel cuore degli zavattarellesi. Fino allo scorso anno, Mons. Nonna celebrava la Santa Messa ogni mattina nell’oratorio

di San Rocco, in centro paese, alle ore 9.30. Ed anche ora, nonostante gli acciacchi dell’età gli impediscano di recarsi a piedi dalla propria abitazione al luogo di culto, egli celebra quotidianamente la Santa Messa nella propria abitazione. Nel 2014, come segno di amore verso la comunità parrocchiale e di affetto verso la chiesa di San Rocco, ha finanziato privatamente il restauro dell’altare ligneo di San Rocco, risalente al XVII secolo. Quanti chierichetti, nel corso degli anni, hanno servito messa con Don Pietro, quante famiglie si sono rivolte a lui per una buona parola, quanti ammalati si sono riavvicinati al Signore per mano sua? Tutti insieme, essi rivolgono a monsignor Nonna, ora decano della Diocesi di Tortona, un augurio sincero ed affettuoso per i primi cento anni di vita e per il bene che, con la consueta umiltà, egli saprà ancora dispensare a beneficio della comunità di Zavattarello.


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OLTREPO PAVESE

INTERVISTA A ROBERTO LECHIANCOLE NEO PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE

Rinasce la Strada del Vino e dei Sapori, la svolta turistica dell'Oltrepò Pavese

di

Valentina Villani

Lunedi 26 gennaio al Centro Riccagioia si è tenuta l'assemblea annuale dei soci della Strada del Vino e dei Sapori con lo scopo di eleggere un nuovo CDA che potesse dare nuovo slancio ad un associazione che, negli ultimi anni, aveva ormai perso il suo smalto. Il nuovo consiglio d'amministrazione, eletto all'unanimità, ha partorito subito la prima fondamentale decisione: il presidente sarà Roberto Lechiancole, patron del Wine Resort Prime Alture di Casteggio. Chi è Roberto Lechiancole? "Imprenditore milanese di nascita, casteggiano d'adozione che, innamoratosi delle colline oltrepadane ha deciso di scommettere sul nostro territorio. Mi sono candidato come presidente per una semplice ragione: vorrei solo veder crescere questo territorio come merita; la mia forza è che non ho interessi economici e nemmeno di visibilità, vorrei solamente realizzare un sogno per un territorio che ho imparato ad amare”. Presidente, il suo mandato è sicuramente legato ad un progetto di sviluppo del territorio: ci racconti le sue idee. “L'Oltrepò Pavese ha molte anime che sono i produttori di food, gli agriturismi, i ristoranti, i piccoli alberghi e le cantine: pur avendo ognuno obiettivi, interessi e modi di agire diversi, è fondamentale che si uniscano tutti insieme in un progetto comune per la promozione dell'Oltrepò. Il programma è tutto una scommessa sul territorio: La Strada del Vino e dei Sapori avrà il compito di essere la cabina di regia per tutti gli enti che organizzano manifestazioni, in modo da non sovrapporsi ma pubblicizzando e sostenendosi a vicenda, poiché basilare è la sinergia: sono convinto che se si uniscono le forze, tutto avrà una risonanza maggiore. Il nostro scopo sarà quello di coinvolgere il più possibile tutti gli operatori che ci sono sul territorio. Per essere un' associazione che ha un suo valore e un suo peso dovrà fare massa critica, fare rete, incentivarsi a vicenda tra food, produttori di vino, ristoratori ed albergatori". Quale sarà lo scopo? "Quando i turisti verranno nella nostra terra, in qualsiasi zona si troveranno dovranno “respirare Oltrepò”, nei cibi, nei vini e nell'accoglienza. Altro importante obiettivo: la riconquista di Milano. E' una vetrina importantissima e potrà aiutarci ad acquisire una fetta d'internazionalità. In che modo? Vorremmo creare un punto di riferimento di promozione dei sapori ed emozioni dell'Oltrepò, dove si potrà degustare presentare e commercializzare il meglio della nostra produzione enograstronomica. Se riusciremo ad arrivare a tutto questo, allora potremo puntare ad uscire dai confini nazionali e conquistare i territori vicini: l'Austria, la Svizzera e la Bavaria, sono 3 aree che facilmente possono raggiungere in auto le colline dell'Oltrepò. Mireremo a manifestazioni e fiere di turismo in cui la Strada parteciperà presentando il nostro territorio. Tutto questo contestualmente comporterà una necessità: quella di creare un albergo diffuso, che porterà alla creazione o ristrutturazione di ulteriori camere, di cui noi ora, siamo molto carenti. E' assolutamente fondamentale fornire ai nostri visitatori la possibilità di poter anche pernottare

nelle nostre valli. Si creerà un centro in cui saranno smistati tutti gli arrivi e spalmati in vari alberghi della zona in base alla tipologia di stanza che richiederanno ed ovviamente al prezzo”. Cosa si aspetta da cantine ed imprese che parteciperanno al progetto? “Innanzitutto collaborazione da parte di tutti, un'attenzione alla qualità, predisposizione all'accoglienza, anche durante i week end, collaborazione con le altre anime dell'Oltrepò ed infine la condivisione del progetto globale: credo che il nostro problema principale sia la mancanza di un progetto comune da condividere. Con l'individualismo non si va avanti, ci vuole del coraggio e tengo inoltre a sottolineare che un territorio unito sa affrontare al meglio anche le difficoltà”. A breve partirà EXPO 2015, la Strada del Vini e dei Sapori sarà già pronta per l'evento? Come intendete proporvi? “Per EXPO ci collegheremo e supporteremo le varie iniziative che si stanno realizzando e sviluppando da parte di altri enti dell'Oltrepò; non ci dobbiamo inventare nulla, dobbiamo solo aderire e sostenere quello che già c'è. In ambito vino sono convinto che l'Oltrepò avrà un'identità più forte se la nostra terra riuscirà ad essere identificata come la valle del Pinot Nero....non c'è un vino senza territorio e un territorio senza un vino!” E dopo EXPO? La Strada potrà diventare l'ente turistico dell'Oltrepò Pavese? “Sicuramente. E' proprio quello a cui miriamo di arrivare, è la sintesi del nostro obiettivo”. Dal suo punto di vista, cosa dovrebbe fare tutto il resto dell'Oltrepò? “Auspico che Consorzio, Distretto e Cantine Sociali insieme alla Strada del Vino e dei Sapori sviluppino un progetto globale per l'Oltrepò, ognuno per il proprio ruolo che gli compete o per quello che rappresentano. In altre zone di produttori vitivinicoli, quali, ad esempio, la Franciacorta o Valpolicella c'è una grande percezione della qualità del vino, ma non altrettanto della bellezza del loro territorio. Si stanno unendo fortemente per sviluppare un progetto comune: rendere il loro territorio più attraente, più piacevole dal punto di vista ottico; credo che, quella intrapresa, sarà per loro una strada molto difficile,

molto costosa, molto dura e magari quasi impossibile da realizzare, poiché la morfologia del territorio, per quanti sforzi tu faccia, non la puoi cambiare. Noi abbiamo l'opposto, c'è una grande percezione della bellezza del nostro territorio, ma una bassa percezione della qualità dei nostri vini: abbiamo la strada più facile dei nostri cugini e credo questo sia un grande vantaggio in cui credere”. Ecco la composizione del Cda Strada del Vino e dei Sapori: Elena Perdomini (Cantina Podere San Giorgio), Milena Guerci (Cantina F.lli Guerci), Marco Bertelegni (Cantina Monsupello), Siro Roncallo (Cantina Marchese Adorno), Giancarlo D'Oriano (Hosteria La Cave Cantù), Marco Calatroni (La Locanda dei Beccaria), Filippo Arsi (Ristorante Liros), Fabio Tentori (Ristorante Colombi) e Francesca Panizzari (Sindaco di Canneto Pavese). Il collegio dei sindaci: Paola Beduschi (coordinatore Federazione Strade del Vino e dei Sapori di Lombardia), Lorenzo Vigo (vice sindaco del Comune di Casteggio) Federica Vannini (consigliere del Comune di Stradella).


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INTERVISTA AL PRESIDENTE mATTEO Maggi

di

Rocco Falotico

Intervista ad un socio fondatore della nuova associazione Oltr&Oltre, il produttore di vino Matteo Maggi. Lei recentemente ha parlato molto sulla Cantina di Broni, aveva sospetti su quanto sembra sia successo? "Sospetti del genere no... ma che si stava percorrendo una via insidiosa e non remunerativa si... Un socio solo non può nulla e la maggioranza aveva timore ad esporsi e poco interesse sulla gestione della cantina. Quello che interessa è arrivare a fine vendemmia, ciò che non sanno è che la cantina è legittimamente dei soci e le decisioni prese dopo la vendemmia a livello commerciale d’immagine e promozione influiscono poi sul futuro e sui prezzi delle uve e quindi anche sulla vendemmia. Se forse tutti avessero a cuore la cantina come i pochi che hanno cercato di reagire ora non saremmo qui". Allora, un’altra associazione? "Le associazioni in Oltrepò sono tante, per questo siamo nati. Uno dei nostri compiti (per nulla facile) è provare a farle dialogare affinché tutti insieme si raggiunga lo scopo della valorizzazione della zona traendo i massimi benefici". Qualità come? "Ci sono dieci punti fondamentali da rispettare, per ogni tipologia di produzione vi è un disciplinare da seguire, con dei paletti. Li rispetti sei dentro, non li rispetti, sei fuori".

Questo lo dicono in molti "Ci sono dei controlli periodici all’interno delle aziende per verificare che tutto sia a posto. Se sei a posto ti forniamo un logo da apporre". Altri servizi? "Convenzioni con professionisti locali che forniscono i loro servizi a prezzi di favore, con locali di ristorazione della zona e negozi per vendere i nostri prodotti. Non mi dilungo, ma sul nostro sito ci sono tutti quelli attivi ed in fase di attivazione". Perché non integrare le vostre idee all’interno di un’associazione esistente? "Ognuna ha le sue idee e non tutti i soci possono essere d’accordo su tutto. Uno dei nostri scopi è quello di riunire dove possibile tutti gli attori che operano nella nostra zona, se agissimo dall’interno di un’associazione esistente le altre avrebbero difficoltà ad interagire. Essendo fuori, tutti quelli che entrano hanno gli stessi diritti e doveri. Per questo la sede legale a Voghera: sempre Oltrepò ma al di fuori di ogni interferenza. Da noi una testa un voto, indipendentemente dalle dimensioni dell’azienda". Esempi di interazione? "Fornire alle associazioni di produttori che già esistono la possibilità di certificare l’operato dei loro soci, con le nostre visite ispettive ed il nostro logo. Abbiamo personale altamente qualificato incaricato di andare a fare i controlli. Basta prodotti certificati solo sulla carta! Il giorno tot c’è una festa organizzata da chi produce vino? Arriva quella che fa salame

OLTREPO

Dopo la debacle della cantina di Broni nasce l'associazione "Oltr&Oltre"

e la domenica dopo si fa il contrario, così uno integra l’altro senza magari pestarsi i piedi organizzando la stessa festa lo stesso giorno (si pensi alla Festa della Birra di Voghera organizzata negli stessi giorni di Birrart)". Imprese molto difficili "Il nostro obiettivo è portare la gente che ci crede veramente e ha ancora voglia di ottenere qualcosa, di guadagnare facendo qualità e non quantità (per di più finta). Siamo tutti produttori o comunque professionisti qualificati. Parliamo ad esempio del vino: la produzione lombarda di vino DOC incide a livello nazionale per il 4,3%, di cui il 50% è rappresentato dalla nostra zona. Il 2% della produzione nazionale!!! Di quanto possiamo aumentare la quantità? Le colline sono quelle, non è meglio puntare sulla qualità?". Riconoscimento della qualità dunque, parlando del vino vuol dire ad esempio che per voi il vino è buono solo se ha almeno 13 gradi, ecc ecc? "Questo sarebbe snobismo. Chi produce vino da 12 gradi buono ha lo stesso diritto di vendere di chi lo produce a 13. Entrambi però si chiamano Bonarda. Noi forniamo ad entrambi la certificazione che il loro prodotto è buono e spieghiamo che sono però diversi dicendo il perché. Devono però essere buoni entrambi ed essere veramente Bonarda, non solo sulla carta".


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OLTREPO PAVESE

INTERVISTA A LUIGI PARONI SINDACO DI BRONI

"Non bisogna fermarsi sui risultati ottenuti, ma occorre guardare avanti"

di

Valentina Villani

Enoteca di Cassino: finalmente la prima pietra su cui costruire il futuro, il riconoscimento come regionale, questo risultato arriva dopo anni di lavoro ed impegno da parte del Comune di Broni che ha sempre creduto in questo progetto. Sindaco Luigi Paroni, cosa vuole dirci in merito? “Il progetto dell’Enoteca Regionale è inserito all’interno del progetto della ‘Cittadella dell’Enoturismo’, nato dalla volontà di Regione Lombardia e Comune di Broni di dar vita ad un centro per la promozione e lo sviluppo dell’agroalimentare lombardo, che gioverà a tutto il territorio regionale ed oltrepadano. Per la sua realizzazione, partita nel 2009, si è provveduto al consolidamento ed alla ristrutturazione edilizia del complesso. Successivamente nel 2010, il Comune di Broni ha predisposto il progetto di recupero dell’intero complesso, denominato “Programma finalizzato alla valorizzazione turistica del territorio e alla promozione e sviluppo dell’agroalimentare lombardo in sinergia con la realizzazione dell’Enoteca Regionale. Lo scorso primo agosto Regione Lombardia ha deliberato la concessione in comodato d’uso della porzione della Cascina di Cassino, ente capofila di un partenariato

pubblico - privato creato ad hoc, composto ovviamente dal Comune di Broni, Provincia di Pavia, Camera di Commercio di Pavia, Fondazione per lo Sviluppo dell’Oltrepò Pavese, Consorzio Vini Doc Oltrepò pavese, Distretto Vini di Qualità e dalla Strada del Vino e dei Sapori dell’Oltrepò Pavese, esso avrà funzioni di indirizzo e controllo sull’attività dell’Enoteca stessa. Dopo la sottoscrizione dell’accordo conseguente fra Comune di Broni e Regione Lombardia, il 31 ottobre il Partenariato ha inviato alla Regione la richiesta di riconoscimento dell’Enoteca Regionale, che dovrebbe avvenire entro l’anno”. Sappiamo che adesso la vera sfida sarà la gestione di questa struttura, come si sta procedendo a riguardo? “L’apertura dell’Enoteca Regionale avverrà prima dell’avvio di Expo 2015 e sarà destinata a diventare l’hub di tutti gli itinerari turistici delle valli del vino. La gestione della struttura sarà affidata ad un privato, che verrà selezionato attraverso un avviso pubblico, e che dovrà operare sulla base di un ‘regolamento di gestione’ che verrà successivamente approvato dal partenariato”. Il mondo del vino si aspetta molto da questa enoteca, e lei? “L'Enoteca regionale rappresenta una delle risposte forti, che tutto il nostro territorio vuole dare al perdurare della crisi, raccogliendo la sfida della ripresa economica, offrendo servizi di qualità per un turismo

di livello, attraverso una buona interazione e sinergia fra pubblico e privato. Si tratta di un progetto di rilancio e sviluppo, che, come Amministrazione, abbiamo fortemente voluto e reso possibile grazie alla collaborazione degli enti che lo hanno condiviso e grazie anche alla Regione Lombardia, che ha scommesso sulla nostra città e sulla valenza del progetto. Sono certo che, Enoteca e Cittadella dell’Enoturismo una volta completate, costituiranno un plus per Broni e riusciranno a fargli fare il salto di qualità che da tempo aspettava”. Sindaco, il 2015 sarà l'ultimo anno di mandato. Quali gli obiettivi che coltiverà nel suo corso? “Sarà un anno molto intenso, in quanto inaugureremo ufficialmente alcune opere importanti per tutta la nostra comunità. Mi riferisco in primis all'Housing sociale "Molino Meriggi", composto di 14 appartamenti a canone sociale, cui seguirà un secondo lotto di 8 appartamenti la cui realizzazione è in partenza. Sarà poi la volta del nuovo Centro culturale polivalente, intitolato a Giorgio Soavi, in cui troveranno sede la Biblioteca Civica e le Associazioni Culturali Cittadine. Inoltre porteremo a compimento l’ultima delle grandi opere ancora da terminare nel rispetto degli impegni che come Sindaco e come Gruppo di Unione Civica ci eravamo assunti davanti agli elettori: la nuova scuola elementare "Paolo Baffi",edificio che le famiglie di Broni aspettano da tempo e che finalmente sarà pronto per il nuovo anno scolastico".


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PER L'ENOLOGO DI MONTELIO "IL 2014 E' STATo uno degli anni piu' duri"

di

Stefania Bertonazzi

Abbiamo uno dei rappresentanti più amati e più amanti del nostro territorio, l’enologo Mario Maffi che ci riceve presso l’Azienda Agricola Montelio. Maffi, un uomo dalle mille iniziative pratiche, vero? “Io non ho e non uso un pc, io insegno ciò che so, guardando direttamente le persone, dialogando con loro, tramite serate, eventi o altro. Ho chiuso il 2014 con 88 serate didattiche, (che generalmente si concentrano in 6 mesi ), 10 serate legate ad associazioni, croce rossa ed iniziative a scopo beneficio, 20 con amici, mirate alla passione per il territorio, del buon vino e della cucina. In tutto, oltre 120 serate fuori casa. Lavorare sempre, sperare che non si ripeta un’annata "fetente" come quella del 2014, parlare e raccontare di questa terra guardando negli occhi il consumatore in serate nei Ristoranti o in Enoteche per educare ed avvicinare al mondo del vino". Come nascono queste iniziative e cosa intende per "serate didattiche"? “Ci sono circoli nati spontaneamente dove organizzano serate. I primi incontri sono didattici, i successivi sono serate "monografiche". Cosa significa? "Ad esempio, una serata di assaggi di Barbera (e sottolineo assaggi e non bevute) rigorosamente "alla cieca" perché l’italiano medio, quasi sempre, non sa cosa mangia e nemmeno cosa bene, si dimentica di avere un senso olfattivo ed un naso mangiando e bevendo con gli occhi della pubblicità". Vino, icona di questo nostro Oltrepò e non solo? “Il vino non è solamente un prodotto edonistico, vino è storia, tradizione, cultura, è fattore economico fondamentale, ma anche simbolo religioso ed alimentare. Nel vino sono racchiuse 400 componenti e, dopo il latte per i bambini, rimane l’alimento più completo e complesso. Bisogna educare ed avvicinare l’uomo ad esso. Al di là del tanto nominato abbinamento cibovino, bisogna capire i motivi, conoscerne le proprietà, la storia, le qualità e, perché no, anche i difetti. Un esempio? L’unica zona al mondo dove, da sempre, si beve vino rosso frizzante è la Pianura Padana comprensiva delle zone limitrofe e bisogna chiedersi il perché. Madre Natura ha dato al mondo i giusti cibi ed i giusti vini. Riuscireste ad immaginare dei siciliani a bere vino della Valtellina? I cibi sono rapportati alle tradizioni, al microclima ed alle esigenze fisiche di chi ci abita. La Pianura Padana ha una storia nella sua “carne di maiale” che ha bisogno di un vino detergente come un vino frizzante che per la sua parte “grassa”, (ragò, lardo, pancetta) necessita un vino dalle cadenze acide come un Barbera frizzante; mentre un bel salame di Varzi, cucito, o gentile, altre icone del territorio, desiderano un Bonarda dalle cadenze tanniche. In entrambi i casi l’abbinamento favorisce non solo di poter assaporare meglio il cibo ma lo rendono anche più digeribile”. 'Suca e mlon a la so stagion' quindi? “Esattamente. Se Madre Natura ci ha dato gli agrumi in inverno significherà pur qualcosa? Forse perché le vitamine e le proprietà in essi contenuti ci aiutano a stare bene nelle stagioni fredde? Oppure ancora: i nostri pomodori freschi dell’orto nati, per natura, per “regolarità”, nel mese di luglio danno il supporto perfetto al nostro corpo durante i mesi estivi, proprietà che non ci potrà mai offrire un pomodoro "artificiale" arrivato da chissà quale parte del mondo e ben

esposto nei nostri supermercati a dicembre”. Cosa ci dice della vendemmia 2014? “Come ormai è stato più volte detto e letto, il 2014 è stata l’annata più piovosa degli ultimi 100 anni (su una media di 702 mm di pioggia all’anno, lo scorso anno ne sono caduti 1300 mm). Chi opera bene è riuscito comunque a fare un buon raccolto, ma chi impone quantità alla vigna, invece della qualità, è dovuto ricorrere a trattamenti e sistemi molto meno felici ottenendo comunque un raccolto poco dignitoso. Se si vuole garantire qualità al prodotto, il produttore deve rivolgersi ad un territorio vocato e curarlo adeguatamente. Quando diciamo “terroir” intendo la stessa questione dei prodotti di stagione ed in questo caso, ad ogni terreno, il proprio vitigno. Quando vedo piantare croatina in un terreno gessoso mi inorridisco, al contrario amerei vedere Moscato, Malvasia e Riesling. Per i vitigni storici a "bacca rossa", ci vogliono terreni ben esposti, di medio impasto e con una certa componente collinare”. E per questo 2015 appena iniziato, qualche previsione? “Ogni annata ha una sua storia, io ne ho vissute 45 e sto per vivere la 46esima. L’inizio è stato motivo di un certo ottimismo e con una Santa Pasqua "bassa", (5 aprile), si dovrebbe avere un leggero anticipo di maturazione. Pasqua è, da sempre, un riferimento determinante e la Risurrezione di Gesù corrisponde a quella della natura. Il fatto che la Pasqua abbia una cadenza fluttuante non è casuale ed è inoltre il simbolo della prima festività dopo la luna piena di marzo”. L’Oltrepò in rinascita, condivide questa affermazione? “In termini polemico, dal mio punto vista, affermo

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Maffi: "L’Oltrepò deve vendere se stesso, l’individualismo può fare solo danni"

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che se l’Oltrepò vuole rinascere, lo deve fare a 360 gradi. Il futuro deve essere sempre più improntato sulla cultura del territorio, sul senso di ospitalità. Quest’area deve vendere se stessa, l’individualismo può fare solo danni. Troppi locali del territorio propongono prodotti, sia vini che alimentari, non significativi per questa area. Se non siamo noi stessi ambasciatori della nostra cultura, mai potremo pensare che da fuori ci possano apprezzare e valorizzare. Se ci riferiamo poi alla bufera in corso del mondo del vino, credo sia la giustizia, se in Italia si può ancora trovare, a fare il proprio decorso; certo è che ne esce un’immagine negativa del territorio in un momento in cui nessuno ne ha bisogno, torno comunque a ripetere che chi lavora bene non ha nulla di cui preoccuparsi". Come vede l’Oltrepò a pochi settimane dall’inizio di Expo? “Io personalmente ho paura e temo che l’italiano medio non abbia assolutamente ben chiaro né capito cosa sia. Si parla, ad oggi, di 10 milioni di biglietti venduti con una previsione di 30 mila persone in sei mesi con i cinesi che hanno prenotato a Lugano i loro pernottamenti. Con la carenza di strutture, di luoghi per pernottare, di vere realtà pronte ad un evento del genere, credo che non si potrà trarre da essa quanto realmente si potrebbe e dovrebbe".


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OLTREPO

INTERVISTA AL SINDACO DI CASATISMA ANTONIO MORONI

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“Felice di tornare ad amministrare dove ho iniziato il mio cammino 40 anni fa”

Valentina Villani

A tu per tu con il sindaco di Casatisma, Antonio Moroni. Moroni, il suo cammino a Casatisma inizia dal 1975 come consigliere comunale, successivamente assessore ed infine Primo Cittadino dal 1990 al 2004: ben tre mandati alle spalle e quest'anno Sindaco dopo le elezioni del 25 maggio, cosa si prova a tornare nella mischia dopo tutto questo tempo? “Innanzitutto vorrei dire che sono davvero felice di aver avuto la possibilità di tornare ad amministrare la cittadina dove ho iniziato il mio cammino quarant'anni fa, motivo di grande orgoglio è poi il constatare che i miei concittadini hanno creduto nelle potenzialità della nostra squadra”. Sindaco, cos'è cambiato rispetto a dieci anni fa? “Cambiamenti ce ne sono stati, certo, ma sono tutt'altro che positivi. Purtroppo, ho avuto modo di constatare le grandi difficoltà che incontriamo attualmente nell'amministrare i Comuni rispetto agli anni passati: un tempo, c'erano più possibilità nella realizzazione di opere necessarie al Comune, ad esempio, o nel provvedere ai servizi di cui i nostri cittadini ab-

bisognano. Oggi si può solo cercare di andare avanti come si può”. Per i prossimi anni toccherà a lei impostare e portare avanti lo sviluppo di Casatisma, come immagina la sua cittadina tra cinque anni? “Se le circostanze in cui ci troviamo non migliorano, ci sarà ben poco da sperare per il futuro. I trasferimenti da parte dello Stato diminuiscono di continuo, quest'anno siamo a quarantamila euro in meno, di conseguenza ci viene chiesto di reperire i fondi necessari tassando i contribuenti. Riassumendo: i tagli aumentano incessantemente e noi abbiamo molte difficoltà , avremmo voluto la TASI all'1%, ad esempio, ma con grande dispiacere abbiamo dovuto portarla 2,5”. Un punto della situazione all'interno del Comune? “Purtroppo le condizioni ad oggi non sono delle più rosee; se poi ai tagli aggiungiamo anche il debito ereditato di duecento mila euro posso solo affermare che, se la situazione non migliorerà, credo sarà veramente dura andare avanti: attualmente ci si occupa di ordinaria amministrazione e poco altro. Negli anni precedenti, quando le circostanze lo permettevano, le opere non sono di certo mancate, possiamo elencare, ad esempio, la pesa pubblica, sono state realizzate due strade nuove e allargata una terza, abbiamo impiantato il semaforo all'ingresso di Via Roma con la ex statale 35, risanato il centro storico, è stato migliorata la pavimentazione del cimitero, vi sono stati inseriti 80 nuovi loculi ed ampliato il parcheggio; abbiamo portato le fognature oltre il torrente Coppa nelle frazioni che ne erano sprovviste. Altro intervento molto importante, ed oggi fiore all'occhiello di Casatisma, è l'asilo Mariquita d'Adda, che un tempo si presentava fatiscente, è stato ristrutturato ed ampliato; quello che oggi preme più che mai è sicuramente il buon mantenimento di ciò che è stato fatto in precedenza".

Priorità? "Nel caso in cui qualcosa si sbloccasse avremmo come priorità la sistemazione della viabilità ,a tutt'oggi un po' carente in alcune aree, il potenziamento dell'illuminazione pubblica, ed ultimo, ma non meno importante, il perfezionamento della videosorveglianza:l'obiettivo è quello di coprire tutte le zone del comune, così da poter offrire una miglior sicurezza ai nostri cittadini. Ci stiamo inoltre adoperando per riuscire a sistemare il problema delle fornaci centrali dismesse: possiedono una copertura in eternit di materiale che si sta sfaldando, a tutt'oggi abbiamo rivolto diverse richieste ai proprietari, purtroppo ancora senza esito positivo, capiamo certamente che non sarà un operazione semplice per loro, ma noi non smetteremo di fare pressioni fino a quando la situazione non sarà definitivamente risolta”. La recente convenzione firmata con Casteggio come capofila, dello sportello unico delle attività produttive è un buon esempio di collaborazione tra comuni: cosa ci può dire in merito? “Si stanno facendo passi avanti: per comuni come il nostro unioni e collaborazioni con altre amministrazioni diventano necessarie e strategiche. Insieme a Casteggio abbiamo condiviso il servizio SUAP e stiamo lavorando con l'unione dei comuni di Verretto e Lungavilla per entrare a far parte del loro progetto: la condivisione di obiettivi e servizi renderà il futuro tutto più semplice e più facile da gestire, aggiungo altresì che per una buona collaborazione essenziali sono i confini del territorio tra i comuni interessati”. Sindaco, un sogno nel cassetto per Casatisma? “La realizzazione di un centro di aggregazione polifunzionale per i nostri cittadini, però servono in primis i fondi e successivamente il reperimento dei locali, qualora ne avessimo la possibilità sarebbe il conseguimento di un grande sogno”.

A TU PER TU CON IL SINDACO DI ZENEVREDO, PIETRO GRAMEGNA

"In arrivo una residenza per anziani soli ma autosufficienti per evitare l'isolamento" di

Francesca Ragazzi

Il comune di Zenevredo conta 488 abitanti. Il sindaco, Pietro Gramegna, in carica da 3 anni, ha esposto quali iniziative ha apportato al suo paese e quali in via di realizzazione. Gli anni del suo mandato sono stati particolarmente duri a causa della crisi economica che ha aumentato le ristrettezze finanziarie. Nelle casse del comune le entrate sono in calo e a fronte di questo, l'amministrazione comunale ha tentato di auitare in primis le famiglie in deficit economico, cercando di andare incontro a queste persone sul fronte della tassazione minimizzando gli aggravi fiscali. In secondo luogo hanno cercato di realizzare opere stradali e di sistemazione delle aree pubbliche, come il centro sportivo, in programma per il quinquennio del loro incarico. In progetto per il 2015 vi sono la sistemazione e messa in sicurezza del piano viabile tra cui il rifacimento della segnaletica e sistemazione del fondo stradale. Fino ad oggi il sindaco è riuscito ad attuare tutti i suoi propositi tranne 2 strutture: un nuovo tratto fognario, progetto difficile da realizzare

poichè necessita dell'autorizzazione e collaborazione della struttura provinciale di Pavia Acque; la realizzazione di una nuova strada, progetto di più facile realizzazione perchè prettamente comunale. "Un altro progetto in realizzazione nel comune di Zenevredo sottolinea il sindaco - è la residenza per anziani Villa Arco, una bella iniziativa per il territorio. E' una casa famiglia che da la possibilità agli anziani autosufficienti, che non hanno la possibilità di stare in famiglia, di evitare l'isolamento, facendoli entrare in contatto tra loro e passare questo periodo della vita in società. Questa Comunità vuole anche attuare delle iniziative con lo scopo di aggregazione e di evitare la sedentarietà, come per esempio accompagnarli a fare gite, fare mercatini. Questa struttura ospiterà anziani della zona e non, inizialmente sarà a conduzione famigliare, ma con l'aumentare del numero degli ospiti il sindaco presuppone che ci saranno opportunità di lavoro anche al di fuori della famiglia". Il comune attua anche iniziative per i giovani, che fanno da volontari, in collaborazione con la fondazione onlus, che opera per aiutare le persone anziane nei trasporti di

coloro che faticano ad arrivare da soli nelle strutture ospedaliere o dove ne hanno necessità, gratuitamente; vi è un'altra iniziativa che è il Miotaxi con finalità di trasporto delle persone ovunque vogliano, anche per esempio a fare shopping; è una struttura comunale in cui qualsiasi cittadino che non ha la possibilità di avere un proprio mezzo di trasporto può telefonare al Miotaxi e farsi trasportare ad una cifra contenutissima, perchè è finanziato dal comune.


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TANTI APPUNTAMENTI CON LA PIETRA VERDE

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di Alessandro

Disperati

Alla scoperta dei tesori nascosti dell'Oltrepò, dell'Appennino e delle bellezze naturali che ci circoandano. Anche quest'anno l'associazione 'La Pietra Verde' organizza una lunga serie di appuntamenti all'aria aperta. Nel volo di un rapace, nel verde dei pascoli, nei segreti testimoniati dalle rocce, abbiamo sempre trovato ispirazione, desiderio di conoscere, gioia di scoprire nuove prospettive. Nella scoperta del territorio, nel raccogliere testimonianze di vita e antiche tradizioni, nell’ascoltare gli echi della Natura e degli antichi abitanti abbiamo trovato risposta solamente ad alcune domande, mentre tantissime altre ancora di fronte a noi attendono la loro risposta. È un territorio quello dell’Oltrepò e dintorni, che sa concedersi e saziarci, così come è maestro nel custodire i suoi segreti, celandoli fra le plaghe delle sue valli, nei muri di antiche costruzioni, nella quiete ombrosa di boschi secolari. Il suo scheletro è costituito dagli elementi della Natura, armoniosamente plasmati dal Tempo. Il suo richiamo intenso è unico ed in fondo è già presente in ciascuno di noi. Nei pochi concetti espressi sta tutto il desiderio di nuove attività. Nel tentativo di essere generosi come il nostro territorio ci insegna, risiede la volontà di condividere queste esperienze con un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo. Ecco allora nuovi progetti e nuove iniziative volte a portare la fruizione del territorio alla portata di tutti, imparando a conoscerlo attraverso lo sport, gli eventi culturali, le gite fuori porta. Attività ispirate al benessere psicofisico della persona, al relax offerto da ambienti incontaminati, al desiderio di conoscere e di crescere attraverso nuove esperienze. Oltre a queste motivazioni, ricordiamo inoltre che l’Associazione gestisce dall’anno 2011 il Rifugio escursionistico

EVENTI

Escursioni e trekking alla scoperta dei tesori nascosti dell'Appennino pavese

Monte Giarolo Foto di Pierluigi Casanova

Piani di San Lorenzo, quartier generale degli Istruttori di Walking Ecoconsapevole inseriti nell’Associazione La Pietra Verde. Posizionato a m 1.100 s.l.m. nel versante nord-occidentale del Monte Giarolo in val Borbera nel Comune di Cantalupo Ligure (AL), la struttura offre servizio ricettività, bar, camerata per il pernottamento (12 posti) e tende nel periodo estivo ed è un fondamentale riferimento per tutti gli amanti della montagna. Aperto tutte le domeniche dell’anno e tutti i giorni nei mesi di luglio e agosto. È in questa struttura che vengono proposti i prossimi Campi Avventura per ragazzi dai 6 ai 16 anni. L’obiettivo è quello di stimolare il ragazzo a muoversi nell’ambiente apprendendo quelle nozioni naturalistiche basilari che permettano l’osservazione, l’esplorazione e la scoperta di un territorio unico e ancora selvaggio

di questi luoghi. Durante le prossime vacanze estive, verranno svolti sei campi, da giugno a fine agosto. Un anno imperdibile di appuntamenti con La Pietra Verde, per proporre un approccio sano ed in continua evoluzione con la Natura, la cultura e le nostre tradizioni. Ecco gli appuntamenti principali. 22 febbraio: la Val Ponci e i suoi ponti romani; 15 marzo: percorrendo la Val Curone; 29 marzo: La perla dell'Oltrepò; 12 aprile: Donnas-Perloz (Aosta); 3 maggio: il giardino alpino di Piertracorva; 10 maggio: la festa di san Salvario: 6-7 giugno: trekking in Appennnino con gli asinelli; 12 luglio: il Lago del Brugneto; 19 luglio: le sorgenti del Lys; 25 luglio: notturna sul Passo dell'Aquila; 2 agsoto: la festa del Redentore sul Monte Giarolo; 10 agosto: la notte di San Lorenzo.

"il 2014 e' stato un anno ricco di soddisfazioni"

Nuovi importanti traguardi per la biblioteca di Rivanazzano: superata quota 8 mila prestiti Il consuntivo relativo al servizio bibliotecario dell’anno 2014 evidenzia come la Civica Biblioteca “Paolo Migliora” di Rivanazzano Terme, presieduta da Laura Disperati, si configura, con i suoi 8.142 prestiti a domicilio, come uno dei centri culturali più rilevanti e attivi dell’Oltrepò Pavese. Gli iscritti al prestito, registrati al 31 dicembre dello scorso anno, risultano essere 1.770, provenienti da numerose località limitrofe e dalla vicina Provincia di Alessandria. Grazie al costante acquisto delle novità librarie e alle numerose donazioni effettuate annualmente da privati, è in atto, da diversi anni, un trend decisamente positivo per una comunità che ha ormai superato i cinquemila abitanti e che ha portato la Biblioteca ad annoverare un patrimonio librario che supera le 43.000 unità oltre a possedere una nutrita sezione multimediale (VHS, DVD, CD) ed un’emeroteca che vanta oltre 25 abbonamenti a periodici fra cui 2 quotidiani. "Il continuo sforzo degli operatori, della Commissione di Gestione e dell’Amministrazione Comunale rivanazzanese - sottolinea la presidente Laura Disperati - sta nel cercare di offrire ai cittadini, ai giovani in particolare, un punto di riferimento culturalmente qualificato e competente. Va sicuramente in questa direzione l’avere messo a disposizione degli iscritti alla Biblioteca due computer

per la navigazione in internet e la possibilità per gli utenti di dialogare con la Biblioteca per via telematica direttamente da casa potendo consultare il catalogo, prenotare i testi che interessano, potere usufruire di un prestito interbibliotecario completamente gratuito". Da un’analisi compiuta sulle preferenze di lettura accordate dagli iscritti al prestito, si può affermare che, ancora una volta, la ‘narrativa’ l’ha fatta da padrona. Le donne erano e sono le più assidue lettrici. Gli scrittori che hanno beneficiato dei massimi consensi sono stati Sveva Casati Modignani e Sara Rattaro, seguite a brevissime distanza dal premio Nobel Alice Munro. Va sottolineato come la narrativa italiana ha avuto, nel corso del 2014, la forza di stare al passo con l’agguerrita schiera di rivali in lingua inglese. Le manifestazioni culturali attuate nel corso del 2014 sono state numerose e davvero molto qualificate. Sono proseguiti i tradizionali incontri con l’autore e i laboratori di lettura animata per i più piccoli ma lo sforzo maggiore è stato quello di proporre delle iniziative originali ed interessanti per cercare di rendere la Biblioteca un luogo di incontro piacevole, oltre che culturalmente interessante, per tutta la cittadinanza. Vanno in questa direzione l’organizzazione di uno spettacolo teatrale in occasione della Giornata Internazionale della Donna, di una

“Lectura Dantis” con commento e accompagnamento musicale, di numerose mostre di artisti quotati ed originali. La Biblioteca di Rivanazzano Terme ha voluto prestare attenzione anche problematiche che sono diventate urgenti all’interno della società contemporanea. Sono state quindi organizzate conferenze dedicate alla depressione e alla violenza di genere, quest’ultima in collaborazione con l’Associazione C.H.I.A.R.A di Voghera. Per concludere è doveroso ricordare che il 2014 è stato l’anno dedicato al concorso nazionale letterario di poesia e narrativa “Comune di Rivanazzano Terme” che si è ritagliato, ormai, un ruolo importante nell’ambito dei concorsi letterari nazionali. Anche quest’edizione è stata caratterizzata da un grande successo relativo alla qualità dei componimenti pervenuti. Alla cerimonia di premiazione, tenutasi il 23 novembre scorso presso la Sala Manifestazioni della Biblioteca, ha assistito un pubblico davvero numeroso. "Il 2014 è stato un anno davvero ricco di soddisfazioni - dicono Laura Disperati, Presidente della Biblioteca e Laura Barbieri, direttrice - e questo ci dà la carica e l’entusiasmo per iniziare il nuovo anno con tanti progetti e tanta voglia di portare la Biblioteca di Rivanazzano Terme ad essere sempre di più il punto di riferimento culturale per tutto il nostro territorio".


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In Oltrepo c’è una persona che da 49 anni, frequenta il mondo dei rally, in modo attivo, sia a livello nazionale che a livello locale. Quando si parla con lui sono innumerevoli gli aneddoti, le curiosità e i fatti, a volte anche segreti rallystici, che racconta , con simpatia e dovizia di particolari. Sono migliaia gli episodi dove questa persona è stato testimone, episodi rallystici che molte volte può raccontare ed altre volte non racconta, perché pur con la sua inconetibile simpatia, verve e voglia di vivere, questa persona, una vera Wikipedia del rallysmo nazionale e oltrepadano, sa mantenere i segreti, e ne avrebbe tanti da raccontare. Ha il dono di avere la battuta pronta, e spesso riesce sempre con una battuta, a smorzare i toni e non esacerbare gli animi. In ogni rally è stato ed animatore del "terzo tempo", la serata di festa che si svolge alla fine di ogni rally, inumerevolisono le foto che lo ritraggono con le pilotesse e le navigatrici, più brave, ma sopratutto più belle. Questa persona è Bruno Bazzini, di Canneto Pavese , professione ristoratore e con l’hobby dei rally, o forse il contrario come può permettersi di dire con maliziosa ironia qualche suo vero amico. Dal suo ristorante uno dei più antichi e rinomati dell'oltrepo pavese, che insieme al fratello gestisce con perizia proponendo eccellenti piatti della cucina tipica oltrepadana, sono passati tantissimi campioni e tantissimi personaggi. Nell’Italia rallystica Bazzini è conosciuto da tutti come “il Baz” in Oltrepò, per tutti è “Bazè” o “Bazon”. Ha girato, in veste di “federale ACI”, in largo ed in lungo l’Italia rallystica, ha visto nascere e purtroppo morire tutti i rally dell’Oltrepò, ha conosciuto i maggiori piloti internazionali e nazionali. Di non nessun pilota ha mai dato un giudizio negativo, ma a volte con una battuta sagace, “classifica” un pilota o un personaggio rallystico. A lui, al Wikipedia oltrepadano dei rally, abbiamo posto alcune domande alle quali ha risposto come suo costume, in modo equilibrato , cercando di non ferire nessuno e di non esaltare nessuno. Il suo modo di rispondere che per alcuni potrebbe essere “cerchiabottismo” in realtà è un modo di rispondere pacato e ragionevole per cercare di coltivare e promuovere la sua grande passione. I rally! Lei è certamente una delle figure storiche del rallysmo oltrepadano, quando ha iniziato a seguire i rally? “Nell’ ormai lontano 1966 (aimè)... il mio amico di allora e rimasto tale, Rinaldo Brambilla, con la carica di Vicepresidente ACI Pavia, mi contattò insieme ad un altro gruppo di giovani appassionati di Stradella e mi propose di partecipare al corso di “commissario di percorso”. Da li in poi, dopo alcune esperienze sul campo e vista la mia attitudine, riuscivo migliorarmi ad arrivare ad assumere il ruolo di Commissario Sportivo Regionale. Nel frattempo partecipavo anche come collaboratore degli organizzatori nei vari rally nazionali, tra qui il 4 Regioni, il Ciocco, il Costa Smeralda, Piancavallo, Motor Show, ecc ecc”. Si ricorda il suo primo rally al quale ha partecipato in veste ufficiale ed in quale ruolo? “Nel 1969 al Rally Giro della Provincia di Pavia con il ruolo di Commissario”. Lei ha vissuto l'epopea dei rally, in vari vesti come uomo ACI, qual è il più bel rally al quale ha partecipato? “In primis il 4 Regioni, che tra l’altro mi è rimasto nel cuore, ma anche il Ciocco e il Costa Smeralda ai quali partecipai per vari anni. Devo dire tuttavia che altre varie gare Nazionali di varie importanze (che non cito per non dilungarmi), hanno lasciato in me

un segno tangibile”. Siro Pietro Quaroni, una figura mitica per chiunque segua i rally non solo in Oltrepò, ma anche a livello nazionale , una frase per definirlo? “Uomo ingegnoso, lungimirante e carismatico e un mio amico”. Il Rally 4 Regioni, un mito, secondo lei ancora riproponibile in veste moderna oppure è meglio non riproporlo? “Purchè lo sport automobilistico prosegua, che ben venga qualsiasi tipologia”. Dopo il Rally 4 Regioni, c'è stato il Rally Oltrepo che poi si è trasformato in Beta Rally Oltrepò, perché secondo lei ad un certo punto si è deciso di non organizzare più questo rally? “Non entrando nel merito, sicuramente la crisi economica ha inciso negativamente, altrimenti i requisiti per proseguire ottimamente, c’erano”. Scuderia Alberto Alberti, la scuderia storica e forse più importante dell'Oltrepo, alla quale Lei era molto legato, un momento o un fatto che lei ricorda con piacere? “Sicuramente la più importante. Ricordo con piacere in particolare l’approdo in IRC del Rally Oltrepo, con partenza da Salice Terme, sede storica del 4 Regioni”. Il Beta Rally Oltrepò è stato criticato dai puristi, perché la parte sportiva era messa in ombra dalle feste e dagli eventi sociali, critica corretta o sbagliata? “Innanzitutto il vero appassionato della specialità aveva occhi soprattutto per la gara, tuttavia non trovo giuste le critiche poiché un bellissimo contorno, invidiato da molti del settore, ha dato maggior interesse alla manifestazione stessa”. In tutti questi anni ha potuto vedere all'opera molti piloti oltrepadani, chi secondo Lei aveva le più grandi potenzialità? “Senza dubbi Marco Carrera, perchè se analizziamo il suo curriculum, lo dimostra ampiamente”. Chi dei piloti oltrepadani ha raccolto meno di quanto meritava? “Paolo Scattolon e Alberto Bruciamonti, piloti di cuore, tanto coraggio e abilità, ma sfortunati e non adeguatamente supportati specie negli anni di gioventù”.

MOTORI

Bruno Bazzini: il Wikipedia del rallysmo oltrepadano

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Se dovesse fare una critica ai piloti dell'oltrepo quale farebbe? “Poco uniti tra loro soprattutto nelle critiche interpersonali”. Qual è il giovane pilota del nostro Oltrepò che ha più futuro? “Anche se per ora ancora ai margini, vedo un ottimo potenziale in Arianna Rosario”. Che consiglio Le darebbe? “Non mi sento di dare consigli in quanto già presa per mano da chi ne sa più di me”. Purtroppo in Oltrepò i rally sono in crisi, riproporre il 4 Regioni, seppur in veste storica, può essere utile per risvegliare l'entusiasmo nella nostra terra? “Certo!! L’ Aci Pavia con il nuovo CDA e nella persona del presidente Marino Scabini, ripropone il 4 Regioni proprio per questo scopo”. Lei ha conosciuto tanti campioni, il suo preferito degli anni 80-90 e perché ? “Il grande Marku Alen per le sue qualità e anche perché con poche parole di pessimo italiano, ha saputo scriveva un pagina di storia rallystica”. Chi sono le tre persone che hanno fatto di più per i rally in Oltrepò? “Siropietro Quaroni, Rinaldo Brambilla e Chicco Gorini”. Oggi in Oltrepò, valutando tutte le situazioni, è ancora possibile organizzare un grande rally nazionale, come poteva essere il Beta Rally Oltrepò ? “Le potenzialità ci sono, ma l’economia rema contro”. Un ricordo al quale è particolarmente legato del Beta Rally Oltrepò? “Il rivivere momenti simili a quelli vissuti ai tempi d’oro del 4 Regioni”. Sembra ci sia un risveglio rallystico da parte dell'ACI di Pavia, lei che consiglio darebbe per rinverdire i fasti del passato? “Come membro attuale della commissione sportiva dell’Aci Pavia, è mio dovere esporre pareri interni, ma nello stesso tempo consiglio ai veri appassionati di evitare critiche controproducenti ed essere maggiormente collaborativi, visto che dopotutto il vero obbiettivo finale è comune”.


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Giuseppe Averaimo, il giocatore più votato, vola a quota 245 preferenze di

Mauro Colombini

Incontriamo Giuseppe Aveirano, classe 87 attaccante del Fbc Casteggio, prima categoria Lombardia. Giuseppe, Tracciami un bilancio della tua stagione? "La mia stagione è in linea con le aspettative spero di arrivare a 15 16 gol che sarebbe un bel traguardo per me visto che non sono mai stato un bomber". Quanti gol hai fatto in carriera? "Gol in carriera esattamente non lo ricordo, piu’ o meno 70/80". Prima di giocare a Casteggio dove hai giocato? "Ho giocato in serie D nel Frascati, poi sono passato al Formia, in eccellenza. Durante il servizio di militare volontario, ho giocato nella Stella Polare, squadra rappresentante la Guardia Costiera. Sono passato allo Scauri Minturno dove ho concluso la mia esperienza laziale, per poi trasferirmi al “nord”, Torrevilla ed ora Casteggio". Squadre favorite per salire in promozione? "Direi il Varzi su tutte, poi a seguire l'ordine della classifica rispecchia i valori reali delle squadre e delle loro possibilità di fare il grande salto. Per i playoff conterà molto il fattore casa, quindi arrivare secondi è importante, esempio l anno scorso con la Torrevillese". Parliamo della nostra rubrica Oltrefootball, stai sbaragliando tutti e sei in testa a piu di 60 lunghezze sul secondo, cosa ne pensi? "Mi fa piacere essere stimato dagli allenatori significa che sto facendo bene". Amaro, Carusi e Pugliese attaccanti considerati tra i piu’ forti della categoria, si trovano dietro di te. Perche? "Amaro è molto forte, con Carusi, Sozzi e Pugliese sono prime punte di lusso in questa categoria, con i quali mi piacerebbe giocare in squadra prima o poi.

Onestamente non so il perche, siano “indietro”, ma d’altronde ce ne sono tanti altri di giocatori bravi e di livello che hanno ottenuto un punteggio basso. Un nome su tutti Cantiello, a mio giudizio un vero fenomeno, eppure non è stato mai nominato". Tra gli allenatori votati, il tuo mister Albertini, si trova molto dietro secondo te perché? "Mister Albertini è un tecnico preparato, che tiene tantissimo al Casteggio ed a far bene. Ha un carattere deciso e schietto, e questo suo modo di approcciarsi un po’“sanguigno” può risultare antipatico a chi non lo ha dalla sua…". Landini si merita il primo posto?

"Landini al contrario è pacato, gentile e tranquillo. Non ho mai avuto il piacere di averlo come allenatore, ma comunque tutti ne parlano bene, e poi se la Sua squadra, è prima in classifica, il merito sarà anche suo". Pronostico favoriti nell’Oltrefootball best coach e best playes? "Più che i favoriti sono quelli che piacerebbe veder trionfare, Albertini, Rebecchi e Landini tra gli allenatori, Carusi, Squarzanella, Amaro tra i calciatori". Non hai fatto il tuo nome, quindi tu non ti senti favorito? "È ancora lunga..come il campionato del resto".


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PROSEGUE LA CAVALCATA DEL VARZI, CAPOLISTA IN PRIMA CATEGORIA

Lorenzo Fossati: “Obiettivi per il 2015? Sarebbe bello vincere il campionato” di

Gianluca Giaconia

Primo posto solitario per il Varzi in 1° categoria. I granata stanno rispettando i pronostici di inizio stagione, avendo staccato momentaneamente le inseguitrici in classifica, grazie al miglior attacco e alla miglior difesa del campionato. Artefice del capolavoro è il presidente Lorenzo Fossati, che, assieme a mister Landini, ha costruito in estate una squadra in grado di compiere il salto in promozione. Fossati, primo posto in classifica. Quali sono i commenti a caldo? “Si tratta di un campionato equilibrato in cui non c’è la squadra in fuga, a differenza delle altre stagioni. Dal canto nostro possiamo contare sul miglior attacco, la miglior difesa e il capocannoniere del torneo. Landini sta facendo tesoro di ciò che gli è stato messo sul piatto, si è rivelato un buon traghettatore, anche perché senza un buon capitano le navi non arrivano mai dove dovrebbero”. In passato abbiamo elogiato l’attacco, composto da due grandi giocatori come Amaro e Sozzi. Non dimentichiamo, però, il reparto difensivo… “Sulla carta giochiamo ogni domenica con quattro attaccanti, Amaro e Sozzi centrali, Baldini e Bariani laterali. Sopportare la presenza di quattro attaccanti significa dover diminuire il margine di errore in difesa. Grazie all’ottimo lavoro di copertura offerto in mezzo da Rebolini e Canzano, i due centrali, Guidi e Savi, sono stati diligenti nel guidare al meglio il reparto difensivo. Guidi è un giocatore di serie D, ha

permesso il salto di qualità a coloro che gli stanno attorno. Savi sta contribuendo con la sua esperienza, Rebolini ha un passato nelle giovanili del Milan, Tagliani nel Casale, insomma stiamo parlando di giocatori di un certo spessore. Il portiere Baldaro, infine, non ha mai commesso errori tra i pali”. Il Varzi sta esprimendo quest’anno un livello di gioco da categoria superire. Cos’è cambiato rispetto all’anno scorso? “Quest’anno abbiamo inserito cinque innesti di qualità importanti. Lo scorso anno abbiamo notato che Amaro aveva bisogno di un attaccante di peso al suo fianco e inoltre mancava un centrocampista di qualità, anche perché Aldano alternava grandi prestazioni e squalifiche. Si è creato un impianto di gioco su cui si sta lavorando quest’anno, il mister è stato caparbio nel correggere gli errori presenti”. Arriviamo a parlare di mister Landini. “Partiamo dal presupposto che Landini non è un al-

NUOVO ALLENATORE PER IL NORD VOGHERA

Carmignani: “Accetto la sfida con entusiasmo: credo nei ragazzi” di

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Gianluca Giaconia

E’ tempo di ribaltoni in casa Nord Voghera. Nonostante diverse buone prestazioni, il girone d’andata complicato e, allo stesso tempo, sfortunato dei grigiorossi ha causato l’esonero di Luciano Rebolini, che ha pagato i soli sette punti conquistati. Per sostituire l’ex allenatore di Varzi e Torrevillese, il presidente Giulio Perinetti ha scelto Giorgio Carmignani, in passato tecnico di Voghera e Casale. Avendo dovuto defilare gli impegni in atto con l’Arsenal Soccer School e la Fondazione Real Madrid per problemi fisici, Carmignani si è avvicinato a casa e ha deciso di accettare l’offerta. Una vera e propria missione lo attende: la salvezza. I grigiorossi occupano infatti la penultima posizione in campionato. Carmignani, com’è nata la trattativa che l’ha portato sulla panchina del Nord Voghera? “La trattativa è nata principalmente grazie al rapporto di amicizia che mi lega al presidente Giulio Perinetti, persona con cui ho iniziato ad allenare le giovanili degli Anni Verdi vent’anni fa. Quest’anno ho avuto un problema alla schiena, tale da costringermi all’operazione, quindi ho dovuto declinare gli impegni intrapresi con la Fondazione Real Madrid e con l’Arsenal Soccer School, che mi portavano a

lavorare a Milano, Genova, Parma e altre realtà”. Come aveva iniziato la stagione? “A causa dei problemi fisici sopraccitati, ho iniziato la stagione con i giovani dell’Accademia Verde Voghera. Al momento dell’esonero di Rebolini, il presidente Perinetti, sapendo della mia convalescenza, mi ha proposto di allenare il Nord Voghera. Ho accettato l’incarico perché le motivazioni non mancano, inoltre ho assistito alla partita con la capolista Varzi e ho potuto ammirare delle ottime potenzialità, adatte per risalire e migliorare la posizione attuale. Conosco la dirigenza e parte dei giocatori, inoltre posso continuare in futuro la mia attività con giovani, avendo gli allenamenti durante i pomeriggi”. Cosa si sente di dire dopo l’arrivo su questa panchina? “Le sfide mi piacciono. Questa è una bella sfida, difficile, ma ci credo perché conosco i giocatori e la società e cercherò di portare qualche innesto nei prossimi giorni per potenziare la rosa. Spero di poter mettere l’esperienza maturata negli scorsi anni al servizio della squadra”. La domanda è lecita: il Nord Voghera ha il peggiore attacco del campionato, come intende risolvere il problema? “Si tratta di una domanda intelligente, che mi son

lenatore da 1° categoria. E’ un perfezionista, ha tutti i mezzi per allenare a grandi livelli, essendo in grado di correggere le carenze tecniche a partita in corso. Finché avrà l’entusiasmo di adattarsi alla categoria, sarà il migliore allenatore sulla piazza. In futuro sarei curioso di vederlo misurarsi in categorie superiori. Landini ha richiesto i giocatori in base alla sua tipologia di gioco ed è stato messo in condizione di lavorare bene”. Unico neo di questa stagione è l’eliminazione in coppa Lombardia. “Per me la coppa Lombardia è importantissima perché permetteva di concedere spazio anche ai giocatori meno utilizzati, inoltre le partite disputate lo scorso anno creavano un’emozione nemmeno percepibile durante le domeniche di campionato. E’ stato un peccato uscire ai gironi, ma, vedendo l’esito dello scorso anno, pensiamo adesso a vincere il campionato”. Cosa si augura per il 2015? “Ripetere il girone di andata, vincendo quindi il campionato, sarebbe straordinario. Abbiamo un settore giovanile in continua crescita e in tutte le categorie stiamo ottenendo grandi risultati. Il centro sportivo, attivo da oltre vent’anni, necessita di ulteriori miglioramenti e una società con più di 200 ragazzi può ambire più in alto, quindi puntiamo sul futuro per ottenere il meglio”. Questo primo posto crea un po’ di tensione? “Assolutamente no. Abbiamo avvertito la pressione prima della finale di coppa Lombardia dello scorso anno, quando tutti ci incitavano per ottenere la vittoria, poi sfumata. L’entusiasmo presente all’interno della società e sugli spalti ci offre la forza per continuare a lottare per raggiungere l’obiettivo”.

posto anche io. Secondo la mia filosofia di gioco, in assenza di uno o due attaccanti in grado di raggiungere la doppia cifra, vedremo di arrivare a rete con il maggior numero di giocatori. Anche in serie D avevo questa idea di calcio e ho sempre sopperito all’assenza di un attaccante in grado di realizzare parecchi gol. Andremo a sviluppare delle soluzioni di gioco più propositive”. Cosa sta mancando alla squadra, a suo parere? “Al di là dell’attaccante prolifico, manca la propositività in fase offensiva perché generalmente la squadra attacca con pochi uomini. Cercherò di cambiare la mentalità della squadra perché, mancando 13 partite al termine del campionato, adesso il punticino serve a ben poco. Per raggiungere i playout dobbiamo ragionare come se dovessimo vincere il campionato, quindi giocare tutte le domeniche per ottenere tre punti contro tutti”. Altri aspetti su cui lavorare? “Ho potuto assistere alla partita casalinga persa con il Varzi. Dopo il primo gol subìto, i ragazzi hanno mollato dal punto di vista fisico e psicologico. Cercherò quindi di lavorare su quell’aspetto. La partita con il Varzi, gestita meglio, si poteva portare a casa, per cui sostengo di avere a disposizione una buona base su cui lavorare. Sono fiducioso. Dobbiamo acquistare autostima e metterci in testa che bisogna vincere le partite”.


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STAGIONE DI TRANSIZIONE PER LA PORTALBERESE IN 2° CATEGORIA

di

Gianluca Giaconia

Raggiungere una salvezza tranquilla, valorizzando i propri giovani, per migliorarsi il prossimo anno. Fabio Tondo, allenatore della Portalberese, ha determinato gli obiettivi per il girone di ritorno, dopo che ad inizio stagione aveva dichiarato di puntare più in alto. Le squalifiche inflitte dal Giudice Sportivo, gli infortuni e i problemi disciplinari legati a qualche giocatore ritenuto indispensabile nella rosa hanno fatto la differenza sul rendimento della squadra. Mister, a luglio mi parlava di un obiettivo playoff possibile. Attualmente navigate nelle zone medio basse della classifica, cosa non ha funzionato? “Ho dovuto affrontare le prime giornate con ben nove squalificati, quindi la partenza non poteva che risultare difficile. Rispetto alla passata stagione abbiamo cambiato 19 giocatori, una rosa intera, che si è dovuta amalgamare nel corso delle giornate. Abbiamo fatto affidamento su alcuni giocatori esperti, come Greco e Manenti, che siamo stati costretti ad allontanare per motivi comportamentali. La soluzione è stata una sola: puntare sui giovani”. Direi che è la soluzione positiva per il calcio di oggi… “Eccetto i veterani, Castagna, Portaldo e Lanati, ho un gruppo di giovani su cui lavorare: un ’96, sei ’95, due ’93 e quattro ’92, per un totale di 13 ragazzi in prima squadra. Con la rosa al completo potevamo pensare di lottare per i playoff, ma squalifiche e infortuni hanno causato il cambio di obiettivo. Puntiamo ora a crescere i nostri giovani e disputare un campionato tranquillo per raggiungere una salvezza e poi valutare l’anno prossimo”. Mister, ha già in mente qualcosa per la prossima stagione? “Punteremo su 2-3 giocatori di esperienza da affiancare a questi giovani per migliorare il campionato attuale. Ormai il futuro del calcio sono i giovani, e parlo di ragazzi di 18, 19 e 20 anni, con una carriera davanti a sé”. Quanto hanno pesato, sul morale dei giocatori, le squalifiche iniziali? “Le squalifiche di inizio campionato hanno causato la mancanza di risultati positivi, che avrebbero dato morale e forza alla squadra. In Coppa Lombardia, con la squadra al completo, ci siamo ben comportati, battendo compagini accreditate come Stradella e Zavattarello. Tra i nove giocatori assenti erano compresi i due attaccanti titolari, Castagna e Nefzaoui, quindi abbiamo riscontrato evidenti problemi in fase realizzativa”. Come giudica il campionato di quest’anno? “La squadra più competitiva è l’Apos Stradella, che ha a disposizione un centrocampo di categoria superiore e una punta di diamante, Adolfo Viola, che, nonostante i 40 anni, è ancora in grado di fare la differenza, grazie al suo notevole impegno, anche nel corso degli allenamenti. La minaccia dell’Albuzzano, attualmente seconda in classifica, è sempre presente, ma attenzione al Volante Roncaro, compagine che può ben figurare anche nel ritorno”. Rivelazione? “Dico il Ceranova perché sta disputando un campionato sopra le aspettative, senza dimenticare che lo scorso anno lottava per non retrocedere”. Nella nostra rubrica “Il Periodico OltreFootball Best Player-Coach” Fabio Tondo è in 5° posizione, con 103 punti ottenuti. Quali sono i suoi meriti?

“Il merito, a mio avviso, può essere legato al fatto di aver vinto più campionati in posti diversi. Ho trionfato a Broni e Casteggio, vinto i playoff a Zavattarello e nei settori giovanili a Pavia e Stradella. L’esperienza

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Tondo: “Per il futuro intendiamo potenziare i giovani della squadra”

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maturata in questi anni, inoltre, mi ha portato a conoscere gran parte dei giocatori in attività”. Su Facebook, però, i voti ottenuti sono solo tre… “Io non ho Facebook (afferma sorridendo). Ritengo sia un concorso simpatico, ma va interpretato nella giusta maniera, infatti non sono il tipo che chiede in giro i voti. Accetto serenamente il giudizio delle persone”. La classifica degli allenatori vede Carlo Bissacco saldamente in 1° posizione. Il divario esistente tra lui e gli altri allenatori è così definito? Il campionato felice dell’Apos costituisce un vantaggio a suo favore? “Bissacco è un veterano, è la storia del calcio nella provincia di Pavia. Ha vinto dappertutto, è una persona solare e simpatica, che sa stare con i giovani, quindi merita i voti ottenuti. Colgo l’occasione per ringraziare i miei due collaboratori, Roberto Contardi e Davide Ghia, per il grande contributo offerto nel corso degli allenamenti settimanali”.

FUNZIONAVA DAL LONTANO 1947

Chiude il bocciodromo del Dlf di Voghera di

Giorgio Macellari

Ormai da qualche mese, il bocciodromo del Dopo Lavoro Ferroviario di Voghera ha chiuso i battenti: la struttura, tuttavia, rimarrà e sarà utilizzata per altri scopi, forse per il calcetto o per diverse attività. Termina così tristemente la storia di uno dei “templi” boccistici, che ha più volte ospitato le gesta di grandi campioni a livello nazionale. Attivo, ma solo in modo saltuario, nel periodo che intercorre tra le due grandi guerre, il gruppo bocciofilo del Dopo Lavoro Ferroviario di Voghera nasce di fatto nel 1947. Sono gli anni della ricostruzione, della speranza; e anche le bocce, nella loro rinascita, cercano di darsi un’organizzazione. I primi dirigenti che si occupano della società – Franceschetti, Garlaschi e Porri – forniscono un forte contributo all’attività agonistica. Si tratta ancora di un’epoca pioneristica, ma i risultati non mancano. A partire soprattutto dalla fine degli anni ’60, la struttura societaria si consolida con l’avvento di nuovi dirigenti. Ricordiamo, tra gli altri: Dante Giuliani, Sandro Pini, Pietro e Stefano Pollini, Enrico De Micheli, Paolo Coscia, Orlando Giorgi, Astorre Mastrini, Giovanni Varni, Ernesto Garrone, Pierino Pallavicini. Molti campioni rivestono in momenti diversi la casacca del Dlf: Rino Guagnini, Armando Rovati, Angelo Balduzzi, Franco Faravelli, Danilo Ferrarese, Antonio Olmo, Renzo Gastaldi, Carlo Figini e, addirittura, il “campionissimo” Romano Scampoli; in tempi più recenti, Nello Molinari, Giuseppe Marchese, Luigi Ghiozzi e Rino Fossati hanno dato lustro al sodalizio sportivo.

Tra gli allori più prestigiosi, occorre ricordare il titolo italiano assoluto in categoria A conquistato nel 1964 a Modena da Gastaldi e Figini e i diversi titoli ottenuti nei Campionati Italiani per Ferrovieri: tre per merito di Guagnini e Rovati (a Bologna, Treviso e Voghera), un altro tricolore grazie ancora allo stesso Guagnini, stavolta in coppia con Danilo Ferrarese (a Milano), e infine il titolo vinto da Molinari e Brocchetta a Lecce. Fino agli inizi degli anni ’80, la bocciofila presentava addirittura nove corsie in terra, all’aperto, lunghe 28 metri e larghe 5 metri. “Storiche” le gestioni della struttura da parte, prima, della famiglia di Agostino Ferrari, poi di quella di Pierino Cremonte e, in seguito, di Franco Panigazzi. Dal 1983, quattro nuove corsie in materiale sintetico hanno sostituito i vecchi campi in terra battuta, all’interno di un bocciodromo coperto dotato di una capiente tribuna. Tra le varie e importanti manifestazioni svoltesi nella bocciofila del Dlf, ricordiamo, nell’ottobre del 2010, i Campionati Europei Giovanili, organizzati dal comitato Fib di Voghera, presieduto da Piero Mutti. Adesso, purtroppo, registriamo con rammarico la chiusura definitiva di un bocciodromo all’interno del quale si sono scritti significativi capitoli della storia sportiva di questo territorio: forse, con maggiore accortezza e con una più oculata e fantasiosa gestione, si sarebbe potuto evitare. In ogni caso, il movimento boccistico oltrepadano, pur fra molti problemi, prosegue per la sua strada, forte della propria tradizione.


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CAMPIONATO Rally auto storiche 2014

di

Ruggeri-Marzi: quando passione e divertimento diventano successo e vittoria

Mauro Colombini

In Oltrepò Pavese, la passione dei rally, ha una lunga storia, ma soprattutto non ha confini e non ha età e c'è sempre qualche giovane che con le sue vittorie rinverdisce la tradizione e riscalda gli animi dei tifosi oltrepadani. Questo è il caso di Ruggeri Daniele, classe 88 e Marzi Martina classe 92, un equipaggio che seppur con pochissimi anni di carriera rallystica alle spalle, con passione e determinazione ha già conquistato significative vittorie. Quando avete iniziato ad interessarVi di Rally? "Da tempo. Io e Martina siamo appassionai di rally sin da piccoli. Abbiamo sempre seguito i rally in zona, la gara che ci ha fatto più appassionare è stato il mitico rally oltrepo dove ci si trovava in compagnia anche ad assistere alle ricognizioni. Da li abbiamo cominciato a seguire diverse gare sparse un po’ in tutto il nord Italia, arrivando a seguire anche più di 20 gare all'anno. Ad un certo punto però non ci è più bastato essere spettatori e così di comune accordo

abbiamo deciso di provare a correre anche noi". La prima gara che avete fatto e con quale vettura? "La prima gara in assoluto che abbiamo disputato non è stato un rally, ma bensì una regolarità sport, il mitico rally 4 regioni anno 2011, con l'unico scopo di divertirci e di terminare. La regolarità sport è una disciplina che si avvicina molto ai rally ma lascia più spazio al divertimento avendo un tempo imposto in cui percorrere il tratto di prova speciale. L'auto utilizzata è stata una Fiat 127 Gruppo 1 , molto vicina alla serie, con pochi cavalli. Come inizio andava più che bene.. alla fine abbiamo concluso la gara e ci siamo pure divertiti. Nel 2012 il rally 4 regioni si trasforma in rally storico, decidiamo di provare a correre sul serio, con la mitica Fiat 127 Gruppo 2, vettura divertentissima che stiamo utilizzando tutt'ora e che tante soddisfazioni ci ha regalato". La vittoria - o piazzamento più bello? "Le vittorie indimenticabili sono sicuramente quella del rally 4 regioni nel 2012, che ha segnato ufficialmente il nostro debutto. La gara è stata splendida, oltre al divertimento è arrivato anche il primo posto di classe. L’emozione di salire sul palco all'arrivo a Salice Terme ed essere premiati non la dimenticheremo mai. Vincere la classe è stata una cosa inaspettata, inoltre questa vittoria è arrivata sulle strade “di casa”, cosa ancora più speciale grazie anche al tifo degli amici a bordo prova che fa sempre molto piacere. La seconda vittoria è stato quella del circuito di Cremona nel 2013, per noi era la prima gara su strade "fuori casa" ed inoltre eravamo in una classe molto agguerrita con tutti i trofeisti 112, alla fine è arrivata anche qui una splendida vittoria di classe che insieme a quella del 4 regioni è un ricordo indi-

menticabile. Arriviamo poi al 2014 dove grazie alla partecipazione a 4 gare sparse nel nord italia (rally Campagnolo, Rally della Lana, Rally Circuito di Cremona e Rally Piancavallo) del campionato italiano ci siamo portati a casa il titolo della nostra classe, la D0. Un doveroso ringraziamento oltre al team garageautostoriche di Verona, con il suo titolare Mirco Viviani, persona splendida e molto precisa nel suo lavoro di preparatore tanto che in tutte le gare disputate solo una volta ci siamo fermati per un piccolo problema meccanico, anche alla nostra scuderia, la Road Runner Team che nelle persone di Paolo Scattolon e Silvia Gallotti ci ha sempre aiutato e consigliato oltre agli amici di ParcoChiuso Rally Club che ci hanno sempre seguito sia da casa che direttamente in gara". Quali rally disputerete nel 2015? "La stagione 2015 è ancora da definire, dipende sempre dal budget e dagli sponsor sempre più difficili da reperire. Dopo un 2014 passato in giro per le varie gare del campionato italiano vorremmo correre in zona,. sicuramente vorremmo partecipare al rally 4 regioni che proprio quest'anno dovrebbe tornare a corrersi. L’auto utilizzata sarà sempre la fida fiat 127 gruppo 2 . Oltre al 4 regioni dovremmo partecipare al rally 2 Valli di Verona ed ad una ronde, ancora da decidere, sempre nelle nostre zone". Il sogno rallystico nel cassetto? "Bella domanda… Sicuramente già da quest'anno se il budget ce lo consentirà vorremmo provare un’auto moderna, una Clio N3 ed in futuro una Clio Williams A7 soprattutto per accontentare la navigatrice, senza tuttavia abbandonare la 127 vettura a cui siamo molto affezionati".

NON E’ BASTATA UNA GRANDE PRESTAZIONE PER OTTENERE IL TITOLO ITALIANO

Francesco Acatullo: “Ho lottato col cuore e presto avrò la mia rivincita” di

Gianluca Giaconia

Francesco Acatullo vicinissimo all’impresa. Il pugile proveniente da Caivano e residente a Codevilla ha dato vita ad uno spettacolare incontro, valido per il titolo italiano dei pesi superleggeri, a Bergamo contro Andrea Scarpa, che ha vinto ai punti, proclamandosi campione. Gran risalto va dato alla prestazione di Acatullo, che ha combattuto alla pari con un avversario ben più esperto. Acatullo, quali sono stati i suoi pensieri a caldo? “Sono salito sul ring concentrato e determinato, con l’obiettivo di vincere, cercando di dare il meglio di me stesso fino all’ultimo round. Il mio avversario, Andrea Scarpa, già due volte campione d’Italia, ha sfruttato la maggiore esperienza. Sono giovane e spero di poter avere un’altra possibilità al più presto per vincere il titolo, per me un grande sogno. E’ stato un match piacevole e ben combattuto. Ho perso la battaglia, ma non la guerra”. Durante il match il suo allenatore, Luciano Bernini, ha detto che lei stava troppo lontano dall’avversario. Qual è il suo pensiero? Ci sono rimpianti? “Non ho nessun rimpianto. Ho scelto personalmente di stare lontano da Scarpa perché preferisco attendere l’avversario, essendo io un pugile tecnico. Il ma-

estro dal proprio angolo ha la sua visione, mentre il pugile presente sul ring la vede diversamente, infatti ritengo di essermi sempre avvicinato all’avversario, colpendolo ripetutamente, nonostante la sua altezza. Mi sono adattato ad uno stile diverso, tenendo testa per dieci riprese ad un avversario pregevole. Non sono stato mai messo a tappeto da un pugile che ha vinto la metà dei suoi incontri per ko e questo mi ren-

de orgoglioso”. Una sconfitta, quindi, a testa alta. Chi si sente di ringraziare? “Sono uscito dal ring a testa altissima, galvanizzato anche dal fatto che l’incontro è stato trasmesso da Italia 1 e questa è per me una vittoria personale. Ringrazio il maestro Luciano Bernini per avermi portato fin qui e il mio preparatore Michele Marro, che mi ha seguito alla perfezione. Ho tenuto testa per dieci riprese e questo è merito loro. Ci rifaremo e sono sicuro ben presto di portare a casa il titolo”. Quando potrebbe ripresentarsi questa possibilità? “Ho combattuto contro gli undici pugili migliori d’Italia; i miei punteggi sono rimasti gli stessi dopo il match. Aspetto ben presto una rivincita, in quanto resto lo sfidante ufficiale, essendo dietro di lui in classifica. Ultime voci dicono che Scarpa potrebbe lasciare vacante il titolo perché aspirerebbe all’internazionale e io diventerei nuovamente lo sfidante. Entro marzo sapremo qualcosa in più”. Sono previsti dei match prossimamente? “Il manager Mario Loreni, che crede molto in me, organizzerà un match sulle sei riprese come preparazione per un’eventuale rivincita. In questi giorni, infatti, ho ripreso ad allenarmi duramente per non perdere di vista il mio obiettivo”.


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PALLACANESTRO STRADELLA ED EUROBASKET BRONI, L’UNIONE FA LA FORZA

di

Gianluca Giaconia

Pallacanestro Stradella ed Eurobasket Broni, due realtà all’avanguardia nel panorama del basket oltrepadano. La collaborazione tra le due società sta procedendo per il verso giusto, coordinata alla perfezione dal coach Giuseppe Zucconi, che sta coordinando numerosi progetti, anche di profilo internazionale. Partiamo dalla Pallacanestro Stradella, come procede il campionato di promozione? “Diversamente dagli altri anni, il campionato è stato gestito direttamente dal comitato regionale che ha previsto una nuova formula, infatti la prima classifica verrà promossa in Serie D e solo la seconda e la terza concorreranno nei playoff mentre le ultime due retrocederanno in Prima Divisione. Attualmente la squadra si trova nella metà bassa della classifica e stiamo risentendo delle difficoltà di dover rivoluzionare per l’ennesimo anno il nostro roster con l’inserimento di nuovi giocatori poiché, e ci teniamo a ricordarlo, tutti i giocatori e lo staff prendono parte a titolo gratuito al campionato, a differenza di moltissime squadre di questo girone, che già investono nella propria formazione diverse migliaia di euro”. Passiamo ora al discorso collaborazioni: come procede la collaborazione con l'Eurobasket di Broni? “Come anticipato ad inizio stagione, prosegue e si amplia la collaborazione tra l’Eurobasket Broni e la Pallacanestro Stradella con la partecipazione congiunta nella squadra Under 13 maschile, allenata da Coach Silvia Crivelli. Tale scelta richiede un doppio impegno soprattutto agli atleti nati nel 2003 delle due società, che partecipano sia al proprio campionato esordienti, al quale l’Eurobasket e la Pallacanestro Stradella sono presenti con una propria squadra, sia nel campionato Under 13 dove le due società uniscono le proprie risorse, come da anni già avviene con i giocatori nati nel 2000 e 2001, che

quest’anno prendono parte al Campionato Under15. E la collaborazione con la pallacanestro femminile Broni 93? “Si è rafforzato il rapporto di collaborazione nato lo scorso anno tra il Centro Minibasket Eurobasket e la OMC Broni. Non solo dal punto di vista prettamente sportivo, dato che Giulia Bona ed Ilaria Bonvecchio, giocatrici della formazione bronese, affiancano Annalisa Zucconi e Emanuela Ponzinibio nello staff tecnico del centro Minibasket, ma dalla sinergia delle due società sono nati finora due progetti di promozione sociale ed avvicinamento al basket, che hanno ricevuto il patrocinio dalla FIP, dal CONI Pavia, dalla Legabasket Femminile e dal Comune di Broni”. Quali sono i due progetti? ““Un Ciuff Per Unicef” è il primo dei progetti che i due Club stanno portando avanti, sotto la mia gestione, al fine di sensibilizzare il pubblico presente alle partite della Serie A; il pubblico può tentare un tiro con un minipallone contenente una moneta nei canestri posti all’ingresso del PalaVerde. Lo scopo è di unire il "successo sportivo" della realizzazione di un canestro al “successo sociale” della donazione di quella moneta all’Unicef. Al termine della fase di campionato che vedrà le ragazze bronesi lottare per la promozione in Serie A1, l’ammontare raccolto verrà consegnato ai responsabili regionali lombardi dell’Unicef”. L’altro progetto, invece? “”We Love This Game”, invece, si prefigge di promuovere la conoscenza del basket tra le alunne e gli alunni degli Istituti Comprensivi di Broni, Stradella e valle Versa; in occasione di ogni partita casalinga, le giocatrici della OMC Broni, tra cui ricordiamo diverse atlete che hanno vestito la maglia della nazionale italiana e Dimana Giorgeva, della nazionale bulgara, si recano nelle classi degli istituti oltrepadani ad invitare le bambine ed i bambini ad assistere

SPORT

Coach Zucconi: “La sinergia tra le due società è fondamentale”

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alla partita in programma. E’ pleonastico dire che la visita delle giocatrici sta suscitando grande interesse nelle scolaresche che pongono quesiti di ogni genere, chiedono autografi e sfidano le ragazze a mini partite di basket in classe o in palestra”. Un giudizio sulla stagione del minibasket? “Quest’anno il Centro Minibasket Eurobasket vede la presenza di una nutrita schiera di miniatleti a partire dai Pulcini, nati nel 2009 e 2010, seguiti dall’istruttrice Emanuela Ponzinibio per proseguire con la categoria Scoiattoli, nati nel 2006/2007/2008, sotto la visione di Giulia Bona e gli Aquilotti, nati nel 2004/2005, allenati da Ilaria Bonvecchio ed Annalisa Zucconi. Categoria di passaggio tra il minibasket e il basket è quella degli Esordienti nati negli anni 2003 ed allenati dal sottoscritto. Particolare soddisfazione proviene dalla presenza di un nutrito gruppo femminile e dalla disponibilità dei genitori che hanno aderito alla richiesta del centro di collaborare in qualità di dirigenti accompagnatori di ognuna delle quattro squadre della corrente stagione sportiva”. Infine, cosa prevedono le attività internazionali? “Fondata nel 1994, l’Eurobasket sin dalla sua nascita unisce l’attività prettamente agonistica a quella di organizzazione di tornei internazionali e di tour per squadre americane di basket, in collaborazione con il Comitato Provinciale C.S.A.In di Pavia. Oltre ai consueti tornei in Italia, Spagna e Grecia, la novità per il 2015 è rappresentata dall’evento che si sta preparando negli Stati Uniti per il mese di Luglio e che vedrà lo staff Eurobasket impegnato tra New York e Boston dal 13 al 22 Luglio. Il mese di Agosto vedrà invece il sodalizio bronese accompagnare, come di consueto, le formazioni di Division 1 dei college americani nei tour che avranno luogo nelle nazioni europee prescelte dalle Università d’oltreoceano, tra le quali quest’anno spicca la University of Southern California (USC Trojans), squadra di primo livello nella conference PAC-12”.


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PAOLO, FRANCESCO E RICCARDO PARTECIPANO AL CAMPIONATO ITALIANO

I fratelli Buscone: tre ragazzi con una grande passione per l'enduro di Alessandro

Disperati

Tre figli: Paolo, Francesco e Riccardo. Tutti e tre con la stessa identica e grande passione: l'enduro. Tre figli d'arte perchè il papà, Giorgio Buscone, non ha certo bisogno di presentazioni. Basta leggere il suo palmares nel mondo dei rally per capire che l'adrenalina e la voglia di correre scorre nel sangue di questi giovani talenti. Paolo e Francesco sono gemelli, hanno 20 anni. Il terzo fratello, Riccardo è, per così dire, il più vecchietto: ha 24 anni. Giorgio scherzando dice: "In questa famiglia di rumore ce n'è tanto". Ed in effetti, visto che tre figli su tre cavalcano le moto di enduro, non si può che dargli ragione. Abbiamo incontrato Paolo che ci racconta questa passione. Da quanti anni correte? "Tutti e tre corriamo da tre anni nelle gare di enduro mentre Riccardo aveva iniziato anni fa con il supermotard". Perchè questa passione? "Ce l’ha trasmessa nostro padre. Prima giocavano a calcio ed eravamo anche abbastanza bravi ma è scattata la passione per i motori e ci abbiamo creduto da subito". Avete ottenuto già dei buoni risultati? "Riccardo ha vinto il Campionato Regionale Lombardo nella categoria E1 due tempi senior. Io fino ad oggi ho ottenuto un secondo posto nel Campionato Regionale Emiliano nella categoria oltre junior nel 2013. Quest’anno, nella stessa gara, sono arrivato quarto. Ho vinto qualche gara in Piemonte ma i risultati importanti devono ancora arrivare. Mi auguro che questa sia la stagione decisiva per emergere". E Francesco? "Anche mio fratello ha ottenuto dei secondi e terzi posti nel Campionato Regionale Emiliano". In questo momento quali sono gli obiettivi dei fratelli Buscone? "Per prima cosa vogliamo cercare di ottenere dei buoni risultati nel Campionatio Italiano". In che categoria e con quale moto correrete? "Io correrò con la 250/400 E1 quattro tempi under; Fransceso correrà con il 300 due tempi nella E3 under mentre Riccardo sempre nella E1 due tempi senior con il 125". In quale club siete iscritti? "Per due anni abbiamo corso con il Moto Club Ponte dell’Olio di Piacenza. Tutti e tre da quest’anno facciamo parte del Moto Club Varzi presieduto da Alessandro Ricci". Dove vi allenate? “In inverno facciamo palestra e andiamo a correre mentre quando il tempo lo consente ci prepariamo con le moto sulle sabbie di Ottobiano". Quali saranno le prime gare che vi vedranno protagonisti in questa stagione? "La prima gara sarà il Campionato regionale che è in programma il primo marzo a Chieve di Brescia. La gara rientra nel Campionato Lombardo. Dopo di che ci sarà la gara di Ottobiano (Pavia) che rientra nel Campionato Italiano e che è in programma il 30 marzo. Clou della stagione sarà la gara di casa in programma il 27 luglio a Varzi. E qui è fuori di dubbio che ci teniamo a fare bene". I moto club in provincia di Pavia quanti sono? "Sono tantissimi. Si va dal Moto Club Varzi, al Moto

Paolo Buscone

Francesco Buscone

Club Pavia. Poi c'è il Moto Club Valle Staffora che è appena stato inaugurato e ancora: il Valli Oltrepò e il Paolo Bianchi della Val Versa. Inoltre, in Piemonte, a due passi da noi, c’è il Valli Tortonesi". Cosa vi spinge a fare enduro? "In primo luogo la passione ma poi anche lo stare in compagnia con tanti amici. E' bello confrontarsi con gli altri nelle gare. Questo è uno sport sano. Più bello del calcio perché qui siamo tutti amici, non ci si insulta come nel calcio ma c’è un grande affiatamento". Paolo, il momento più delicato della tua carriera? "Lo scorso anno ho avuto un infortunio a Febbio ai Campionati Italiani dove mi ero lesionato i legamenti del ginocchio. La settimana successiva c’era il Campionato Europeo a Casanova Staffora e siccome era la gara di casa più importante il dottore mi ha autorizzato a correre dopo che avevo fatto una ricognizione del percorso con le stampelle. Aver preso il via a quella gara e riuscire a mettere la moto nel parco chiuso è stata la vittoria più bella in quanto temevo di non poter partecipare a seguito dell’infortunio".

IL 'TIGO' RIPARTE

Tra Fiat Punto e rally storici

Riccardo Buscone

Il 2014 è stato un anno positivo per Andrea ‘Tigo’ Salviotti. Il pilota salicese ha corso una decina di gare ottenendo positivi piazzamenti. Tra i riusltati più importanti la vittoria di classe al Rally di Cremona e al Formula Rally a Castelletto, ultima gara della stagione 2014. Ora il Tigo pensa alla nuova stagione agonistica. “Le gare inizieranno ad aprile ma non escludo una presenza subito a marzo. Correrò con una Fiat Punto Sper 1600 e in alternativa anche alcune gare dello storico con una 127 gruppo 2".


il Periodico

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La Fallaci l’ha sempre sostenuto eppure da molti, troppi, è stata derisa ed insultata, arrivando addirittura ad essere definita “un’eretica”. Invece ecco che lo scenario che ci si prospetta dinnanzi è proprio quello da lei predetto con tanta lungimiranza: L’Europa si sta trasformando in Eurabia. Gli sbarchi continuano inesorabili, i clandestini proliferano e le questure non fanno nulla perchè tanto quando li arrestano si tagliuzzano ovunque con le lamette nascoste nei loro indumenti e minacciano i poliziotti di dire che sono stati loro ad aggredirli e via al ricovero e all’archiviazione del reato. In un paese dove la classe politica protegge chi commette i reati al posto dei cittadini onesti e dove un paese civile si sta trasformando nel far west… In un paese dove gli stranieri, meglio se clandestini, oltre a ricevere l’ asilo politico, sono più tutelati degli Italiani stessi che ormai faticano a sbarcare il lunario e che non ricevono sicuramente la pocket Money , riservata invece agli immigrati. Siamo arrivati al punto di togliere i crocefissi dalle nostre scuole e da altri luoghi pubblici per una sorta di gentile concessione verso le altre Religioni, a cui “urta” tale visione e che contestano la violazione del principio di laicità, ma che in realtà costituisce un in-

tollerabile danno alla religione dominante dello stato Italiano e alla nostra cultura più antica. Ma diamine… dove sono finite le nostre ideologie, i nostri valori, la nostra identità? Così facendo abbiamo permesso a chiunque di sopraffarci e finiremo col cedere la nostra Libertà, tanto agognata dai nostri predecessori, che hanno lottato a caro prezzo per ottenerla. E tutto questo grazie ad un ben preciso schieramento politico che ha imposto la propria egemonia culturale nelle Università, nei mass-media e perfino nella Magistratura. Loro, presuntuosi come non mai che sventolano bandiere pacifiste (ma sono guerraioli), che vogliono i campi rom ma che poi iscrivono i loro figli nelle scuole private, dove non ci sono “gli stranieri”. Loro, che con ciò che definiscono “accoglienza” non fanno altro che incoraggiare e proteggere i clandestini e aprire la strada alla cultura islamica, anche quella più estrema. E grazie anche a tutti noi che con il nostro silenzio e la nostra inerzia abbiamo permesso che tutto ciò accadesse. Il corteo di Parigi che ha visto oltre 50 capi di Stato e di Governo e 1,5 milioni di persone sfilare contro il

"Un po’ di verità sulla R.S.A. “I Germogli” di proprietà del Comune di Menconico" In queste settimane il nostro Sindaco si sta prodigando per promuovere l’accordo interpretativo del contratto di servizio stipulato con il gestore Sereni Orizzonti di Udine, facendolo passare come un colpo di genio. Non è proprio così, ma vediamo con ordine. Il Comune di Menconico è proprietario della Residenza Sanitaria Assistenziale “I Germogli” sita in fraz.ne San Pietro Casasco. I posti letto sono 40 e, se occupati tutti da persone non residenti, significa un introito annuo da rette pari a ca. Euro 816.000 (1.700x40x12) che, sommato al contributo annuo versato dall’ASL pari a ca. Euro 480.000 (perché la struttura è accreditata), porta alla significativa somma di ca. 1.300.000,00 Euro/anno: le R.S.A. sono un grande affare! Nel giugno 2012 il Comune, dopo aver volturato a suo nome l’accredito presso l’ASL, affidava la gestione della RSA alla soc. Sereni Orizzonti. I contributi ASL sono versati al Comune che poi provvede a girarli al gestore. Il canone annuo di affitto ammonta a ca. 90.000 Euro/anno. A seguito di una ispezione l’ASL Pavia evidenziò diverse anomalie e la dualità dei ruoli tra Comune

(titolare accredito) e Sereni Orizzonti (gestore). Per queste irregolarità l’ASL di Pavia ha comminato al Comune una sanzione pari all’1% degli importi versati dall’entrata in vigore del contratto al giugno 2014, sanzione pari a Euro 9.188,51, che l’attuale Amministrazione ha addebitato a tutti i contribuenti nonostante le nostre proteste. Alla soluzione più semplice di voltura dell’accredito alla soc. Sereni Orizzonti che, solleverebbe il Comune dalle vorticose triangolazioni di denaro pubblico, metterebbe il Comune al riparo da possibili future sanzioni e salvaguarderebbe in toto gli obiettivi strategici per cui è sorta l’R.S.A., l’attuale Amministrazione comunale preferisce perseguire l’obiettivo di mantenere in capo al Comune la titolarità dell’accredito e adesso anche la gestione effettiva, continuando così ad accollarsi il rischio di future sanzioni mentre Sereni Orizzonti incamera rette e contributi senza rischiare alcunché: un accordo geniale! Per giungere a questo il Sindaco ha speso per una consulenza 5.000 Euro (B&B consulting) poi, per redigere una dichiarazione interpretativa dell’attuale

Un'assenza ingiustificata Ho letto sull'ultimo numero del Periodico la stupefacente assenza del sindaco di Godiasco/Salice Terme, Barbieri alla riunione svoltasi in Regione. Come sindaco appena eletto già sarebbe stata una "scortesia", sia verso la Regione, sia verso i cittadini, elettori e non, la sua non partecipazione, a maggior ragione con l'incombente grana del ponte e la querelle su come rimetterlo in piena efficienza, questo atteggiamento pare francamente senza senso. Un ulteriore segnale, se mai ce ne fosse stato bisogno, della disaffezione della neo giunta nei confronti di Salice, della sua politica rancorosa ed accidiosa, priva di contenuti, di buon senso e di sana scaltrezza, evidenza della chiara ed ormai insanabile frattura fra Godiasco e Salice. Dr. Marco Zaino

DAI LETTORI

"Oriana lo diceva: il nemico è in casa..." Occorre combattere contro il terrorismo

FEBBRAIO 2015

Terrorismo, inneggiando a non aver paura è stata sicuramente una prima risposta vincente alle loro provocazioni, ma questa non rappresenta la risposta concreta con cui rispondere agli Integralisti islamici che ci hanno dichiarato guerra. E’ ora di combattere con le armi, e non con il dialogo, chi sgozza le gole, taglia le teste e si fa esplodere in nome di una Religione, volendo imporre il proprio credo e le proprie regole sull’Occidente. Dobbiamo intensificare i controlli alle frontiere e gli sbarchi, ma dobbiamo anche porre particolare attenzione ai giovani, anche Europei, che scelgono di convertirsi all’Islam ed abbracciare la dottrina jihadista. Giovani che in Italia svolgono un ruolo di collegamento con il terrorismo islamico dopo essersi convertiti al fondamentalismo. Siamo ancora in tempo per cambiare le sorti della nostra vecchia, cara Europa, ma è ora di destarsi, di arrabiarsi ma soprattutto di indignarsi… è ora di reagire! Simona Molaro contratto di servizio, altri 4.000 Euro (Lissandrin). Cosa prevede questa dichiarazione che il Sindaco sbandiera come un successo? La suddivisione della funzione di direttore in due figure: un responsabile e un coordinatore. La direzione della struttura è assunta direttamente dal Comune, quella di coordinamento dalla soc. Sereni Orizzonti che quindi non è più il gestore! Il Sindaco nomina poi come direttore della struttura la soc. B&B consulting (la stessa del contratto di consulenza!) e ne stabilisce la retribuzione che dovrà poi essere rimborsata dal coordinatore Sereni Orizzonti. Tralasciamo ogni commento su questa ulteriore triangolazione di denaro pubblico. Il Comune nominerà inoltre un organo di vigilanza specifico per la RSA distinto dall’analogo della Sereni Orizzonti e dall’analogo del Comune (Commissione di vigilanza). Ne avremo dunque ben tre a conferma del noto principio: più sono, più confusione e soprattutto meno controlli! Da aggiungere infine che la dichiarazione non parla minimamente della manutenzione della struttura e di tutta l’area: all’Amministrazione comunale non interessa l’evidente stato di avanzato degrado in cui versano gli stabili che da più di due anni non subiscono alcun tipo di manutenzione. Alessandro Callegari consigliere comunale

Non c'è solo Roma ladrona...

Non c’è solo Roma ladrona. Nel nostro comune di Retorbido fino al 2012 le famiglie che con sacrificio acquistavano una casa per poi donarla in comodato d’uso al proprio figlio/a (per comodato d’uso si intende donazione senza percepire interessi d’affitto o altro) non erano soggette a tassazione della medesima. Ma già nel 2013 il comune tentò di abolire questa norma tanto che a giugno venne pagata la prima rata. Poi per pressione della minoranza si rifecero i conteggi e la seconda rata fu eliminata. Ora nel 2014 senza minoranza in comune la tassa è ritornata. Motivo d’interesse: il governo taglia i soldi ai comuni e quindi qualcuno deve pagare. Ma nessuno è cieco e molta gente ne parla, si nota lo sperpero e la cattiva gestione. Quindi con un'amministrazione migliore, non sono quelle tasse che risolvono il problema dei conti economici del comune. Spero che nel 2015 la giunta comunale si ravveda e tolga questa disgustosa tassa. Altrimenti non solo Roma ma anche... Retorbido ladrona. Lettera firmata


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FEBBRAIO 2015

Il periodico news 88 - febbraio 2015  

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