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il Periodico

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AGOSTO 2016

"OGGIGIORNO I NOSTRI ANZIANI SI SENTONO SOLI"

di

Valentina Villani

Un problema comune che incontrano oggigiorno gli anziani nella società moderna è la solitudine. Una società troppo attuale che spesso non lascia spazio alla loro figura, complice il sistema economico e sociale del nostro tempo che sta spazzando via valori e tradizioni, per lasciare posto ad una realtà che non ha più tempo per le piccole cose. E così una buona fetta dei nostri "vecchietti" vive in case di riposo che, nonostante siano sempre più luoghi felici e rispettabili, non sono certo una calda e solida famiglia. Dell'altra fetta fanno parte invece quegli anziani ancora abbastanza "autosufficienti", che vivono da soli ma, in territori ampi come quelli oltrepadani incontrano ogni giorno grandi difficoltà anche nelle piccole azioni giornaliere, come acquistare il pane o fare semplicemente una visita medica. In un certo senso è come se la società odierna li avesse emarginati: troppo vecchi per poter fare parte di una comunità all'avanguardia che scorre troppo veloce per fermarsi un momento ad aspettare il loro passo divenuto ormai troppo lento. Un ruolo importante per queste persone oggi lo svolgono gli Auser, organizzazioni di volontariato presso le quali offrono i loro servizi persone comuni, magari in pensione e con una particolare propensione nell’aiutare gli altri. Nata in seguito all'affiliazione con il centro sociale stradellino, l'associazione di promozione sociale "Auser Centro Sociale Stradellino" è attiva sul territorio di Stradella ma non solo, infatti i servizi forniti sono estesi a ben 17 comuni limitrofi.

Incontriamo il Presidente Antonio Serra. Cosa significa prendersi cura degli altri? "Diciamo che prima di tutto è un impegno certo non indifferente, perché occupa gran parte delle giornate ma, al tempo stesso, è una grande passione che deve partire da dentro, se ti piace farlo lo fai, senza porti troppe domande". Una missione la vostra? "La nostra missione è quella di aiutare il prossimo, tuttavia sono convinto che quello del volontariato sia un ruolo dalla duplice funzione: fai del bene agli altri e nello stesso tempo lo fai anche a te stesso, questo è sicuramente impagabile". Qual è a suo avviso il problema maggiore che riscontrate negli anziani al giorno d'oggi? "La solitudine. Oggigiorno i nostri anziani si sentono soli, molti di loro si trovano in condizioni di disagio interno, i figli e i nipoti molto spesso vivono lontani per questioni lavorative e queste persone sono in un certo senso abbandonate a se stesse. Hanno molti bisogni, ma la loro prima necessità è senza ombra di dubbio un appoggio morale". Come opera una Auser? "Le Auser sono squadre di volontari che, nel loro piccolo, cercano di essere attivi sul territorio, fornendo il loro appoggio a tutti quelli che si trovano in condizioni di difficoltà. "Auser Insieme" è una Onlus che offre accompagnamento assistito, aiuto alla persona e, allo stesso tempo, svolge anche una funzione di promozione sociale. All'interno del nostro territorio gli anziani vivono momenti di grande difficoltà, molti

Antonio Serra

STRADELLA

"Fai del bene agli altri e nello stesso tempo a te stesso"

di loro risiedono in paesi in cui non vi è neppure la possibilità di acquistare beni di prima necessità: noi li accompagniamo a fare la spesa, le visite mediche ma non solo, ci occupiamo di fornire loro prima di tutto una compagnia, che poi è quello di cui al giorno d’oggi hanno maggiormente bisogno. Cerchiamo di star loto vicino laddove i famigliari per i troppi impegni non possono arrivare. In media al mese facciamo all'incirca 210 spostamenti". Mentre per quanto riguarda l'ambito di promozione sociale? "La parte più bella della nostra associazione è l’ambito ricreativo. Allo stato attuale possiamo contare 280 soci effettivi, il nostro centro è un punto di ritrovo ormai per loro fondamentale, dove passano le giornate a giocare a carte, a chiacchierare, inoltre da giugno a settembre organizziamo attività di vario tipo come cene e serate danzanti; insomma, cerchiamo nel nostro piccolo di portare compagnia e serenità a queste persone che spesso vivono in gravi difficoltà e senza l’aiuto di nessuno. Quindi in primis sostegno psicologico, se così lo possiamo definire, ma anche assistenziale e ricreativo”.

"priorità? i giovani, gli anziani e l'ambito sociale"

DI Valentina Villani

Lo scorso mese di giugno in sede di elezioni amministrative la lista "Un futuro per Rovescala", capitanata dal candidato sindaco Marco Scabiosi trionfa con una percentuale alquanto notevole, il 64,24% contro il 35,75 degli avversari della lista "Rovescala da Vivere". Un risultato netto, che non lascia spazio ad interpretazioni, soprattutto se pensiamo che nessun appartenente alla lista trionfante ha mai avuto a che fare con l'ambito politico/amministrativo. A due mesi esatti dal termine delle amministrative l'entourage di Scabiosi inizia a prendere confidenza all'interno del palazzo comunale, addentrandosi in un'esperienza del tutto nuova e senza precedenti. Come è stata la prima esperienza di consiglio comunale e il primo impatto con la pubblica amministrazione? "La prima esperienza vissuta di consiglio comunale è stata sicuramente un qualcosa di davvero emozionante, visto anche il giuramento. Personalmente devo ammettere però che è stato tuttavia vissuto diciamo in modo piuttosto confuso e proprio per via del grande impatto che ha portato questa novità è stato e continua ad essere tutto abbastanza traumatico. Sembrerebbe quasi che tutto quello che gravita attorno alla gestione amministrativa serva solo per rallentare e complicare qualsiasi iniziativa".

Scabiosi, priorità dei prossimi cento giorni? "Come già accennato nell'intervista pre elettorale e all'intero del nostro programma, priorità della nostra amministrazione saranno sicuramente i giovani, gli anziani, l'ambito sociale in genere ed il territorio. Tornando però a quanto ho affermato poco fa, sono convinto che se le cose non si sistemano in qualche modo i comuni rischiano di essere risucchiati da quella parte di amministrazione chiamiamola "obbligata" e dalla eccessiva burocrazia, portando gravi conseguenze, come ad esempio il non poter dare la giusta attenzione ai progetti prefissati". Com'è la situazione economica che vi siete trovati davanti l'indomani dal vostro insediamento? "Proprio in questi giorni stiamo procedendo con la stesura del DUC (documento unico di programmazione) di previsione per il triennio 2017-2019, anche se tuttavia trovo un'assurdità che venga richiesto a luglio, nonché ad una prima revisione del bilancio. Diciamo che, nonostante le risorse limitate ed il bilancio che abbiamo trovato in eredità, riusciremo a garantire i servizi di base, soprattutto per quanto riguarda il sociale. Per quest’anno altro purtroppo non potremo fare, se non tamponare e ricostruire la macchina amministrativa per renderla uno strumento quantomeno più equilibrato". Che rapporti avete intenzione di instaurare con l'opposizione?

ROVESCALA

"Sono amareggiato per avere uno Stato assente e nemico"

Marco Scabiosi "Era nostra intenzione, ed è tutt'ora, quella di instaurare un rapporto sereno e di collaborazione reciproca con l'opposizione. Di conseguenza mi auguro in futuro di trovare spirito costruttivo condivisione". Cosa pensa della politica vissuta sulla propria "pelle"? "Praticamente da subito sono rimasto molto amareggiato nello scoprire di avere non solo uno Stato assente ma addirittura nemico. Uno Stato che esprime con i fatti una volontà forte e chiara di cancellare in forma subdola più comuni possibili e, insieme a questi, conseguentemente la cultura e la storia locale di un paese. Uno Stato incapace di assumersi certe responsabilità, come spesso accade per questioni politiche, che ha pensato bene di permearci di vincoli assurdi in nome del risparmio e dell’efficienza: peccato che questi siano tutti concetti assolutamente sconosciuti a Roma".

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