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il Periodico

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Commento di Antonio La Trippa La situazione delle Terme di Salice è sempre più disperata: stipendi che non arrivano alcuni dipendenti se ne vanno altri che forse senza alternativa restano, lampadari che cadono rischiano di ferire gravemente le persone, fatture da pagare, contratti con i fornitori di energia elettrica e con i fornitori del gas che sembrano impagati, annunci di chiusura per un giorno o due per ristrutturazioni dovute a cause tecniche… La situazione delle Terme di Salice mi ricorda la situazione del Pavia Calcio che dopo l’uscita dalla società della famiglia Calisti è stato venduto prima a una società milanese e poi ai cinesi, i quali hanno promesso mari e monti per poi accorgersi che vincere i campionati non è facile. Scoperta l’acqua calda hanno venduto la società ad un imprenditore romano il quale ha portato il Pavia al fallimento. Per le Terme di Salice mi sembra che la situazione negli anni abbia avuto lo stesso sviluppo, ma se Pavia può fare a meno di una squadra che competa a livello professionistico, Salice Terme, la Valle Staffora e tutto l’Oltrepo più difficilmente può fare a meno di quella che è stata per anni il suo principale motore turistico. Perché la storia del Pavia Calcio è simile a quella delle Terme di Salice? Molto semplicemente: così come il Pavia Calcio con l’uscita dalla società della famiglia Calisti ha iniziato il suo declino, allo stesso modo, anche le Terme di Salice nel 2004 hanno visto l’estromissione per motivi di "bottega", di Somensini e di una parte del management di allora, anche per le Terme di Salice è iniziato il declino. Le Terme vennero vendute o svendute ad nuova proprietà con capofila il Gruppo Garilli fallito pochi anni dopo aver acquisito le Terme e successivamente furono rilevate della famiglia Fabiani, che dopo alcuni anni di bilanci in rovinosa perdita ha tentato di cedere le Terme, tentato perché non è mai stato pagato il pattuito, ad un imprenditore vogherese di nome Elio Rosada, il qual dopo un anno e mezzo di gestione delle Terme, anche lui, ha dovuto ritornare la società ai Fabiani anche perché, alcune sue aziende erano inquisite e/o in stato fallimentare. I Fabiani evidentemente stanchi di rimetterci hanno ceduto le Terme di Salice a un gruppo romano che dopo aver nominato un dirigente, il quale ha preferito dimettersi proprio perché su questo giornale sono emerse notizie sul suo passato, ha ipotizzato la cessione delle attività delle Terme a due separate società: una si dovrebbe occupare dell’attività termale vera e propria, la seconda società si dovrebbe occupare delle altre attività delle Terme, principalmente del parco e riscuotere gli affitti dei vari locali: la Piscina Lido, La Buca, il Club House, Il Boccio, il Minigollf...etc etc Questa seconda società dovrebbe anche e forse gestire il Caffe Bagni e fare qualcosa, sembra una casa di riposo al Nuovo Hotel Terme. La strategia anche se non ancora del tutto chiara è abbastanza delineata e sarebbe trasformare l’attuale società proprietaria delle Terme in una "bad company", in sostanza in questa società rimarrebbe tutta la spazzatura, debiti e contenziosi con lo Stato, con Equitalia, con i dipendenti e con fornitori vari, mentre le due nuove società prenderebbero in gestione i

due rami d’attività e ripartirebbero da zero senza debiti. Strategia non nuova e già sperimentata in molti casi, ad esempio Alitalia, ma questa strategia ha due problemi di base: il primo è che nella vecchia società termale rimarrebbero molti debiti e si dovrebbe concordare con i vari creditori, tra i quali anche lo stato ed in questo caso la cosa più difficile, una transazione, in buona sostanza, si va dai vari fornitori e si dice: "Ho mille euro di debito con te, se falliamo non prendi più una lira, se te ne do trecento accetti la transazione?". Se tutti e ripeto tutti accettano, si fa un concordato preventivo e la società non fallisce. Chiaro che se si fa un concordato preventivo, nella quale si promette di pagare il 30% o il 40% o quello che sarà, poi l’importo concordato va pagato. Si parla comunque di qualche milione di euro da pagare, altrimenti si torna punto a capo e risulta al momento non facilmente capibile come i nuovi proprietari possono saldare questo importante importo, alla luce del fatto che ad oggi hanno difficoltà nel pagare poche migliaia di euro di stipendi ai dipendenti... Però tutto è possibile! Il secondo problema inerente alle nuove società che ripartirebbero da zero è che la nuova società che dovrebbe occuparsi delle Terme avrebbe come ricavi gli incassi derivanti dalle terapie e dai trattamenti termali ma per fare questo ci vogliono i clienti. Mentre nel 2004 si contavano oltre 24 mila clienti termali oggi invece sono circa 6/7 mila. È molto dura con questi numeri far sopravvivere la struttura termale ed è molto più dura riuscire ad incrementare i clienti, ma non si sa mai, i miracoli ogni tanto avvengono! L’altra nuova società dovrebbe, pensiamo, occuparsi del parco, di rimettere in funzione o come casa di riposo o altro il Nuovo Hotel, di gestire il Caffè Bagni e riscuotere gli affitti di tutti i locali di proprietà all’interno del parco. Qui c’è un piccolo problema… Perché una parte degli affitti è appannaggio del Comune di Godiasco-Salice Terme e deve essere versata al comune, in base all’accordo stipulato quando l’amministrazione comunale ha ceduto l’ultima parte delle Terme di Salice, con il rimanente degli affitti e con la gestione del Caffe Bagni e magari in futuro dell’ex Nuovo Hotel, dovrebbe mantenere il parco delle Terme in uno stato decoroso e come tutte le società anche guadagnarci. Impresa non facile, perché per mantenere in uno stato decoroso il parco sono necessari dai 100 ai 200 mila euro all’anno, dipende come lo si vuol mantenere… Insomma anche in questo caso diciamo che tutto può essere, i miracoli… Ogni tanto avvengono. La realtà però forse è un’altra: le Terme di Salice, così come si presentano oggi, si possono dividere in due, tre o addirittura in venticinque società, ma dopo aver perso quasi tutti i clienti ed essere state gestite negli ultimi 10-12 anni in un modo indegno, alla luce dei fatti, ora si trova nel baratro.Per uscirne ci vorrebbe quello che nell’ambito finanziario si chiama il "cavaliere bianco", cioè uno che arriva e dice: "Pago tutto io!". Debiti pregressi, si intende, ed immetta nella società soldi per fare un piano industriale e commerciale serio per recuperare nuova clientela. Ad occhio e croce ci vogliono 10 milioni di euro. Secondo voi c’è qualcuno, pur essendo i

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TERME DI SALICE: MOLTI PARLANO SENZA SAPERE QUELLO CHE DICONO

AGOSTO 2016

manicomi ormai chiusi, che viene a Salice e mette dieci milioni di euro "dentro" le Terme? Secondo me no! I vari politici locali passati, presenti e anche quelli che sperano di diventarlo in futuro cercano di dire la loro sulla situazione attuale delle Terme, molti di questi sono anche i responsabili della situazione attuale delle Terme, ed ad oggi non ho sentito neanche un politico o pseudo tale e neanche un imprenditore oltrepadano che parlando delle Terme abbia dato la ricetta per uscire da questa situazione, anzi a dire il vero qualcosa ho sentito: sciocchezze! La più grossa detta da alcuni politici che hanno governato o che governano a Godiasco e a Rivanazzano, val la pena ricordare che Salice Terme è divisa in due, pertanto questi politici dovrebbero sapere di che cosa si sta parlando, ecco secondo questi "fenomeni da paese" le Terme sono andate in crisi da quando lo Stato non paga più le terapie termali ai cittadini che ne fanno richiesta, da quando non c'è più la "mutua".... . Questa è una grandissima "castroneria" ed è cosa assolutamente non vera, perché questi nostri dirigenti, politici locali, molti del piffero, non sanno cosa dicono e confondono le terapie a carico del SSN, che anche attualmente vengono erogate, con i mutuati dell’INPS. Peccato che la convenzione dell'INPS sia stata cancellata dallo stato italiano nel 1993 e quella dell’INAIL sia stata drasticamente ridotta nel 1992, infatti allora le Terme subirono un'importante ridimensionamento avendo perso una buona fetta della loro clientela, tant'è che in quegli anni le Terme misero del personale in cassa integrazione, senza mai però rischiare di fallire come oggi... Dal 1996 impiegando una diversa strategia commerciale fino ad arrivare al 2004 le Terme hanno raggiunto il loro record di clienti, oltre ventiquattro mila, un numero ben superiore anche rispetto agli anni dell'INPS e dell'INAIL, ebbene di questi 24mila clienti la stragrande maggioranza erano con cure a carico del Servizio Sanitario Nazionale, e solo una piccolissima parte, poche centinaia era con cure a carico di INPS e INAIL, e dal 2004 ad oggi non è cambiato pressochè nulla a livello di rapporti con il Servizio Sanitario Nazionale, i clienti possono sempre effettuare le terapie a carico della cosiddetta "mutua", ma ancora oggi qualche mal informato, afferma che la crisi delle Terme è dovuta al fatto che lo stato non paga più le cure, quando lo stato paga tranquillamente ancora oggi le cure ed il record di clienti è stato ottenuto nel 2004 con una situazione sostanzialmente uguale a quella odierna. Queste affermazioni senza senso la dice lunga sul grado di preparazione relativo alle Terme di Salice da parte di alcuni, non tutti, politici e imprenditori locali. Sarebbe anche opportuno che quei politici che hanno dal 2004 ad oggi portato a questo sconquasso le Terme, lascino perdere la politica e almeno per vergogna alla luce del fatto che di dignità ne vedo poca, non si candidino alle prossime elezioni salicesi e godiaschesi. Per vergogna non per dignità che molti non hanno. Salice Terme e Godiasco hanno già dato a questi POLITICOTTI... Fin troppo!

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