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COMINCIA A LOTTARE CON NOI, OGGI! actionaid.it/fight

IN ITALIA €0,50

È MORTO JOSEPH PULITZER segue a pag. 2

#Primapagina - Erri De Luca Coraggio

Fondato da Luca Mattiucci

C

IlPaeseSera @IlPaeseSera @il_paese_sera

oraggio e paura: tra queste due tensioni emotive oscilla la borsa valori della politica. Il coraggio è benefico, sobrio, fraterno. La paura è tossica, scomposta, bisognosa di sfogo. Il coraggio affronta il futuro. La paura vuole esorcizzarlo. Il coraggio analizza la situazione. La paura prende per realtà le proprie percezioni alterate. L’Italia per esempio non è un territorio invaso ma in via di evasione. Più di cinque milioni di concittadini sono nel registro dei residenti all’estero e molti altri non si sono iscritti. Il coraggio incrementa l’economia producendo investimenti. La paura la deprime per autolesionismo. Tra i suoi disturbi

del comportamento c’è il razzismo, sfogo di superiorità contro il più povero. Per manifestarsi ha bisogno di due condizioni: l’incoraggiamento dall’alto e un vantaggio numerico sul posto. Dieci contro uno è la sua misura necessaria. Se non può sopraffare, si astiene, perché il razzismo è vile. È un fenomeno clinico di disturbo della personalità, prima di essere un atto osceno in luogo pubblico. In questo momento la paura e i suoi sfoghi siedono sul provvisorio trespolo del governo. Il coraggio invece non ha ancora la sua rappresentanza politica. C’è tempo fino alle elezioni Europee. Questo giornale può esserne l’araldo. @Erriders

BREAKPOINT

Interviste ordinarie a persone straordinarie: l'anno zero dei cittadini resistenti.

Emiliano Moccia pag. 7

A FARI SPENTI

L'Aquila chiama Italia, viaggio in Abruzzo a 10 anni dal terremoto. Le macerie raccontano cosa siamo diventati.

Anna Toro pag. 8

AUTOSCATTO

Il Paese siamo noi. Volti di chi innova, cominciamo dai nostri Giulia Polito pag. 14

La Striscia

di Ryan Pagelow pag.15


I

SEGUE DALLA PRIMA

Lunedì 29 Ottobre 2018

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P R O S P E T T I Luca Mattiucci V @lucamattiucci @ lmattiucci@ilpaesesera.it E FONTI • XV° Rapporto

sulla Comunicazione del Censis

• Audipress • Rapporto RSF 2018 PER SAPERNE DI PIÙ “IL NOSTRO FUTURO” Alec Ross – Feltrinelli 2016 “GLI IMPERFEZIONISTI” Tom Rachman – Il Saggiatore 2010

LA PAROLA Press- divide Con questo termine si indica una nuova forma di divario esistente tra quanti fruiscono di media stampati assieme a radio, Tv e internet e quanti non li utilizzano ancora o non li utilizzano più. Se il digital divide va riducendosi, il press divide tende ad aumentare. Nel 2006 solo il 33,9% degli italiani non usufruiva di media stampati, nel 2009 invece si è arrivati a toccare il 39,3%. Un significativo +5,4% che riguarda giovani (+10%) e uomini (+9,9%) con alti livelli di istruzione (+8,2%). Quelli cioè ritenuti, in un Paese ancora fortemente maschilista, il traino della modernizzazione.

l 29 Ottobre 1907 scompariva Joseph Pulitzer. Centosette anni dopo abbiamo scelto di dedicargli la prima copertina della nostra testata. Perché a quell’idea di giornalismo ci ispiriamo. Un’idea di giornale che sceglie di essere dalla parte della gente comune. Nessun populismo, solo la determinazione di denunciare le disuguaglianze sociali, la corruzione e l’ingiustizia che in questi anni stanno trasformando la società in cui viviamo in un’arena dove chi ha poco reputa legittimo sopraffare chi ha ancora di meno. Restituire senso e peso alle parole che ci sono state rubate per essere tradotte in sterili slogan: diritti, lavoro, giustizia. Pulitzer si sgretola tra i pixel nella confusione di un giornalismo schiacciato da logiche di mercato assurde. Noi quelle logiche le proviamo a spingere ancor più all’estremo per ribaltarle. Il prezzo de “Il Paese Sera” sarà sempre di 50 centesimi perché l’informazione dev’essere un diritto accessibile a tutti. E quei 50 centesimi saranno il giusto compenso per gli edicolanti, cinque volte il compenso di ogni altro quotidiano. Un modo per dire che chi lavora va pagato e non affamato. Così come saranno remunerati ben oltre il costo orario i migranti e gli ex detenuti selezionati dalla Comunità di Sant’Egidio che si occuperanno di creare la rete di distribuzione indipendente che ogni mattina porterà il giornale in edicola.

LA REDAZIONE Sui social network, dove abbiamo lanciato le call per i colleghi che entreranno a far parte della squadra (ancora aperte per chi volesse partecipare), siamo stati tacciati di essere discriminatori. Ma se essere discriminatori perché abbiamo scelto di evidenziare che alcuni profili fossero riservati per colleghi neo-mamme, neo-papà, persone con disabilità, disoccupati e giovani possibilmente provenienti dalle regioni più depresse del Paese, allora sì siamo razzisti. Lo siamo contro una società che della normalità ha fatto uno schermo per lasciare fuori l’umanità e la comprensione di chi si sente in svantaggio. Di chi sceglie di non partecipare

È nata “l’impre

Da Gennaio 2019 arriva il giornale ispirato alla fabbrica felice di Ol

neppure ad una call di lavoro perché tanto già sa che verrà scartato. Una rivoluzione, si è esattamente ciò che abbiamo in mente. Una rivoluzione culturale sana, generosa e autentica. Dove esista la possibilità di uno scambio generazionale con redattori pensionati che facciano da nave scuola (gratis) per i colleghi più giovani. È ciò che accadeva prima e creava professionisti sul campo, è ciò che oggi non accade più perché non c’è ricambio e se sei giovane, a parte qualche entrata dalla porta sul retro, la redazione per te è solo un luogo mitologico. E non parlo dei ventenni che pure la gavetta devono farla, ma dei trenta-quarantenni. Ne potremo scegliere pochi, ma non

sfrutteremo nessuno. Non affameremo dei colleghi premiandoli con la firma e cinque euro al pezzo, perché pretendiamo qualità. E la qualità arriva se il lavoratore è felice di lavorare. Oggi si sopravvive, qui vogliamo provare a dire che è un diritto di tutti vivere.

UNA PIAZZA SOCIALE Un’idea assurda di business? No, un’idea di impresa che mette il lettore al centro, non più come consumatore di un abbonamento. Ma attore protagonista di una piazza sociale dove ciascuno porta il suo contributo. Piazze reali, come quelle dove ci riuniremo di mese in mese non solo per raccogliere notizie ma per rendere protagonisti quei milio-

Sostenibilità, Sviluppo, Progresso Prometeo è la testata del Gruppo gmc dedicata alla responsabilità sociale d’impresa e allo sviluppo sostenibile. Un’iniziativa multimediale che attraverso diversi canali – notiziario di agenzia, tv, radio, web, social network, newsletter e quotidiani locali – fornisce un’informazione accurata e affidabile sul tema della sostenibilità

prometeo


(R) Innovazione Enrico Bertolino

Circa tre anni fa,

mi trovavo in Spagna per presentare un evento aziendale e, come spesso accade in simili circostanze, ebbi l’onere e l’onore di presentare un relatore chiamato a tenere un intervento dal titolo "Open Innovation". Confesso che inizialmente mi parve la solita abile mossa di qualche Guru americano per vendere come nuovo, un concetto abbastanza ovvio e datato. Dopo aver sentito però l’intervento del Professor Henry Chesbrough sull’Open Innovation, ovvero come fare innovazione utilizzando creatività ed usufruendo della tecnologia, mi sono alquanto ricreduto ed ho capito una cosa: a volte, dietro i titoli semplici e apparentemente scontati, ci sono dei concetti altrettanto semplici, ma innovativi e spesso non considerati forse proprio perché ad un primo sguardo troppo semplici. In buona sostanza la teoria dice: se le aziende che vogliono fare innovazione, invece di rinchiudersi tra le proprie mura (Closed Innovation) per timore di plagio o peggio ancora di furto del capitale intellettuale, si aprissero all’esterno (Open Innovation) e collaborassero con Università, Istituti di Ricerca, l’innovazione non sarebbe solo una fonte di guadagno, ma uno strumento di apprendimento formidabile, e permetterebbe alle imprese di crescere sia in creatività che in profitto, alimentando nel contempo la condivisione e la crescita non “accumulare clic”. Anzi di più, ci del sapere, fidelizzando i collaboratori prendiamo la libertà di poter afferma- non solo a livello economico ma con re che, se sul web esistono giornali che l’arricchimento continuo delle proprie competenze e conoscenze. Alla fine resta si leggono gratis e altri che chiedono un quesito: e se applicassimo questa teoria un obolo per le loro preziose notizie cut and copy, noi siamo convinti che la anche alle persone? Ovvero se decidessicultura vada incentivata. È per questo mo che si cresce e ci si ( R )Innova soltanto attraverso il confronto con gli altri, e che che ai lettori più assidui il giornale più questi altri son diversi da noi e più sia pagherà ogni anno il costo dell’abbonamento. Nessun trucco solo libertà di maggiore la possibilità di (R)Innovarsi? azione. Quella che deriva dall’avere un Credo che la scelta sarà soltanto nostra, editore indipendente fatto da aziende, come persone, tra il sovranismo culturale lettori e cittadini. Mille padroni, nessun e l’innovazione personale. Ciò che temo è solo che, qualunque scelta si compia, sarà padrone, se non la ricerca puntuale della verità libera da condizionamenti. poi molto difficile tornare indietro. Buon lavoro a tutto “Il Paese Sera”. Una libertà che ci permette di dire con certezza che parleremo chiaro al nostro lettore. @enricobertolino

esa” intelligente

Lunedì 29 Ottobre 2018

P R O S P E T T I V E

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LE APP

Truepic

Sapere se una foto è originale oppure no? Se è stata scattata in quel momento oppure se è stata modificata con photoshop? Da oggi si può gratis sia per iOS che per Android.

e che paga i lettori, con un modello livetti che oggi compie 110 anni. ni di cittadini che pur non scegliendo la ribalta politica, con le loro idee stanno cambiando pezzetti d’Italia, come nel caso di Mario D’Amico (a pag.7). Un modello di giornale che ha superato il dilemma tra carta e web. Tra giovani e meno giovani. Si è arreso direbbero i vecchi media. Abbiamo intuito il futuro diciamo noi. Saremo infatti il primo giornale in Italia con un’interfaccia, simile in tutto e per tutto a quelle degli altri, ma con due grandi differenze: la prima è che useremo i social come piattaforma di caricamento dei servizi. Saranno loro il nostro portale, perché siamo liberi di poter scegliere che la nostra mission è diffondere cultura anche oltre confine (pag. 5), e

#DATABREAK

46 posto °

Su 180 Paesi presi in esame dall’ONG Reporter Senza Frontiere nel rapport 2018 sulla libertà d’informazione è questo il posizionamento dell’Italia. Il Belpaese migliora quindi di 6 posizioni nel ranking globale rispetto al 2017, ma ancora molto resta da

fare. Oltre l’aumento di minacce nei confronti dei giornalisti, Rsf rileva un crescendo delle “pressioni politiche – si legge nel rapporto – e sempre più di frequente si fa largo un sistema di auto-censura”. A precedere l'Italia al 45°posto gli Stati Uniti.

37,4 %

È la percentuale di lettori di quotidiani sul totale della popolazione italiana (CENSIS). E anche se nell’ultimo anno si è registrata una crescita del 1,6%, nulla fa immaginare di poter tornare ai fasti del passato, quando appena nel 2007 la percentuale era del 67%. Un calo che non è stato compen-

sato dai giornali online che, nello stesso periodo, hanno incrementato i loro utenti di circa il 4,5% attestandosi attorno al 26,3% complessivo. Va bene invece per gli aggregatori di notizie online e portali web d’informazione che vengono consultati dal 46,1% della popolazione.

Flipboard

È un'applicazione che consente di creare un magazine personalizzato. Una volta scelti gli argomenti di interesse, il materiale viene aggregato da diverse fonti e impaginanato come una rivista digitale.

DA NON PERDERE

Si chiama Openly e punta a informare un pubblico globale in cerca di notizie autorevoli, imparziali e affidabili sui molti problemi che riguardano le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender nel mondo. É la nuova piattaforma digitale di news lanciata dalla Thomson Reuters Foundation il 27 settembre scorso. Storie, reportage e analisi su discriminazioni, riforme e arretramenti legislativi, questioni relative alla salute, gli impatti economici e sociali. Con la volontà di dare visibilità al lavoro di quelle persone, aziende e istituzioni che promuovono i diritti LGBT +. www.openlynews.com


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NEGLI ULTIMI 20 ANNI le perdite economiche in tutto il mondo causate da catastrofi climatiche sono cresciute del 151%. I DISA

S NORD AMERICA O N A R GROENLANDIA

Pesca al bando

Nove paesi insieme all’Unione Europea hanno firmato a Ilulissat un accordo internazionale vincolante che proteggerà dalla pesca quasi tre milioni di chilometri quadrati del Mare Glaciale Artico, lasciandoli intatti per i prossimi 16 anni.

Roberto Zuccolini @rzuccolini

NOSTROMI «Aspetta, fammi vedere, l’attacco del pezzo… ecco così funziona». Non è un correttore di bozze, non è il caporedattore, non è il collega accanto che ti aiuta se hai dubbi. É più facile dire chi non è per spiegare cosa fa in redazione Roberto Zuccolini, sì perchè una figura come la sua non è ancora mai esistita in una redazione normale, ma noi di normale abbiamo poco e nulla. Roberto insieme ad altre firme del giornalismo hanno deciso di accompagnarci da Senior, ovvero volontari che si metteranno al nostro fianco per favorire lo scambio generazionale, la professionalità e l’arte del mestiere sedimentata in oltre 30 anni di lavoro. Uno scambio che prima era una norma e oggi rappresenta l'eccezione sia per mancato ricambio e sia per la fisiologica carenza di personale che spinge tutti a concentrarsi solo sul proprio lavoro. Loro saranno i nostromi della nostra «nave scuola», quelli che, senza firmare articoli per evitare di confondere il tutoring con lavoro non pagato, ci aiuteranno a tenere la rotta. Per questo varo della nave, però, il volto e la firma di Roberto, portavoce della Comunità di Sant'Egidio partner del progetto che cura la selezione dei giovani migranti addetti alla distribuzione, sono in pagina perché questo progetto appartiene a noi quanto a lui e alla Comunità tutta.

STATI UNITI

Senza casa

Oltre 12mila persone nell’area di Seattle vivono in rifugi temporanei, dormono all'aperto o in automobile. La città del Nord Ovest ha la più alta percentuale di senza fissa dimora degli Stati Uniti, condizioni peggiori anche rispetto a New York e Los Angeles.

Per il Centrafrica in guerra, una luce in fondo al tunnel

Il Centrafrica, grande il doppio

dell’Italia, ma con soli 5 milioni di abitanti, non sembra preoccupare nessuno in Italia. Eppure lì, dal 2012, è in corso un conflitto armato che ha fatto almeno 30mila vittime. Si dice che è una guerra tra musulmani selekà e cristiani anti-balakà, ma in realtà è uno scontro tra un gran numero di fazioni per la spartizione delle risorse. Tutti contro tutti, con la popolazione che dipende ormai in parte dagli aiuti umanitari, 538.000 rifugiati nei paesi vicini,

combatte, ma già oltre 500 soldati hanno deposto le armi e a breve dovrebbe partire il programma di disarmo nazionale: una luce, anche se ancora piccola, in fondo al tunnel.

SUD AMERICA E OCEANIA Frontiere chiuse

AUSTRALIA

L’idea è quella di rilasciare visti d’ingresso per gli immigrati che accettino di trascorrere almeno cinque anni in aree periferiche o rurali invece che stabilirsi a Sydney o Melbourne. Il piano del Governo conservatore rischia di creare "città ghetto" nelle zone più povere del paese.

IL PROGETTO BOLIVIA

In pieno boom Contrastare la violenza sulle donne da parte di chi indossa un'uniforme. È quanto sta facendo a New Dheli, in India, l’ONG Maitri per fermare gli abusi perpetrati dall'esercito, dai paramilitari e dalla polizia. In uno dei paesi più pericolosi per donne, Maitri fa educazione sulle violenze di genere tra gli ufficiali e le loro famiglie. Attraverso workshop, centri di ascolto e consulenze legali, sono coinvolte più di 30mila persone.

oltre 600mila sfollati interni, attacchi a ong e peacekeeper dell’Onu. Una miscela esplosiva, di fronte alla quale le grandi potenze non sono riuscite a trovare una soluzione. Papa Francesco l’ha capito scegliendo di aprire nella capitale Bangui la prima Porta Santa del Giubileo. Poi, nel giugno 2017, con la mediazione della Comunità di Sant’Egidio, è stata firmata a Roma una road map tra il governo e i 14 gruppi ribelli. Serve per giungere al disarmo e poi alla pace. Difficilissimo, perché nel frattempo ancora si

Mentre il Fondo monetario internazionale taglia le stime di crescita per l’intera regione, le proiezioni del Pil della Bolivia sono al 4,3% per il 2018. A pesare la recessione in Argentina, l’instabilità del Brasile e l'emergenza in Venezuela.


ASTRI AMBIENTALI TRA IL 1998 E IL 2017 sono costati circa 2.245 MILIARDI DI DOLLARI, cioè il 77% del totale.

Fonte UNISDR

Lunedì 29 Ottobre 2018

EURASIA S O N A R RUSSIA

Artico a raggi X

Una spedizione di ricerca nell’Artico ha scoperto che i ghiacciai dell’isola di Novaya Zemlya hanno alti livelli di radioattività e che si stanno sciogliendo a velocità record.

NEPAL

Paradiso delle tigri

Il numero di tigri del Bengala del Nepal è raddoppiato dal 2010. Oggi nelle aree protette del paese si contano 235 felini. La specie in via di estinzione oggi è ridotta a soli 4mila esemplari in tutta l’Asia, ma la tutela degli ecosistemi, i corridoi transfrontalieri e le politiche antibracconaggio nepalesi fanno ben sperare.

Credits MSF Svizzera Sven Torfinn

The Central African Republic, twice the size of Italy with a population of barely 5 million people, seems to be so far from our daily concerns. Since 2012, however, there is a cruel

Endless war mauls the heart of Africa and violent armed conflict going over there, the death toll continues to climb and it’s indefinite, more than 30,000 people killed according to some conservative estimates. The clash between Muslim minority and Christian majority goes on, Selekà against Antibalaka, fuelled by military and political factions for the sharing of resources. It is a volatile combination driving 2,4 million people to rely on humanitarian assistance. More than 538,000 people

have taken refuge in neighbouring countries while other 601,000 have been displaced. It is a neglected humanitarian crisis and in 2017 a resurgence of violence affected civilians, NGO and UN peace-keepers. In June 2017 a peace agreement between the government an 14 rebel groups was signed in Rome. It is an ongoing peace process, strongly supported by Pope Francis which in 2015 chose Bangui to host the first Holy Door in the Jubilee Year, still far from becoming a reality.

AFRICA E MEDIORIENTE

LA STORIA

É sempre difficile imparare dai

propri errori. Deve esserlo stato ancora di più per Brent Allen Drees, un cinquantenne di Wichita, Kansas, Stati Uniti. A inizio ottobre è entrato in una sede della Conway Bank, ha dato al cassiere un biglietto con su scritto «Dammi 3.000 dollari e non ti farai male». Non è andata come sperava però, dopo due giorni una segnalazione anonima ha portato gli investigatori sulle sue tracce ed è stato arrestato. L’uomo si è dichiarato colpevole della rapina, ma la Procura federale del Kansas ha scoperto che Drees aveva già derubato la stessa banca 7 anni prima. Nel 2011 aveva messo a segno due rapine con lo stesso metodo nel giro di pochi giorni, sempre per cifre modeste. Anche allora era stato preso e gli era stata inflitta una condanna di 46 mesi. Uscito dal carcere più di un anno fa non ha resistito alla tentazione del “biglietto”.

FONTI • The Whicita Eagle kansas.com

• The Barents Observer

thebarentsobserver.com/en

• The Epoch Times

theepochtimes.com

• Quartz Africa

qz.com/africa

• France24

france24.com

NIGERIA

Netflix sbarca in Africa

Il colosso dello streaming globale ha deciso di investire di 8 miliardi di dollari per produzioni originali di Nollywood, l’industria cinematografica nigeriana che sforna oltre 2mila film all’anno. Lionheart, commedia diretta e interpretata da Genevieve Nnaji, è il primo titolo in catalogo.

IRAN

Medicine addio

Salgono alle stelle i prezzi di farmaci essenziali e salvavita sotto l’effetto delle sanzioni economiche “secondarie” contro l’Iran, in vigore da agosto dopo il ritiro degli Usa dall’Accordo sul nucleare.

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• News.com Australia news.com.au

• Agenzia Nova

agenzianova.com

• The Seatte Times seattletimes.com

• CBC Canada cbc.ca


11.10.2018 06.01.2019

“The Beauty of Imaging” - Una mostra del Gruppo Bracco Città della Scienza \\ Napoli - Via Coroglio, 57 \\ 11.10.2018 > 6.1.2019 “The Beauty of Imaging” invita i visitatori a esplorare la straordinaria bellezza del corpo umano visto dall’interno, tra storie incredibili, suggestioni visive e laboratori didattici. La Mostra è un viaggio al cuore della vita che per la prima volta, usando il linguaggio dell’arte, racconta ai giovani e al grande pubblico il fascino di una delle scoperte più importanti della storia della medicina: la diagnostica per immagini. Pensata per celebrare nel 2017 alla Triennale di Milano il 90° anniversario del Gruppo Bracco, la Mostra sbarca ora a Napoli in un ideale gemellaggio NordSud all’insegna della cultura. “The Beauty of Imaging” rimarrà aperta fino al 6 gennaio 2019 alla Città della Scienza, arricchendo l’offerta dell’esibizione permanente Corporea.

www.bracco.com www.cittadellascienza.it #thebeautyofimaging


Lunedì 29 Ottobre 2018

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B R E A K P O I N T Emiliano Moccia Il ritratto dedicato a D'Amico dall'artista Gomez, foto WSC

Il Poeta del Trullo: "L'anno zero dei cittadini resistenti" In una notte d'estate Mario D'Amico è sceso in strada nel suo quartiere per colorare i muri, stanco del grigiore. Da allora c'è un quartiere diverso

«

S

emo messi male. Semo all’anno zero. Mancano i servizi, la solidarietà, gli ospedali, la carta igienica nelle scuole. Serve una rivoluzione coi colori e i pennarelli. Serve colorare sta città de Roma, sta nazione. Serve la partecipazione dei cittadini, perché so' loro, i cittadini, che portano avanti sto Paese». Mario D’Amico fissa le mura scrostate di una vecchia casa popolare, piegata dal tempo e dall’incuria. Vorrebbe salvarla, restituirgli un po' di vita, anche l’anima se potesse. In fondo è proprio un richiamo. Perché lui sa che i colori cambiano «lo stato d’animo delle persone». E forse anche il loro destino. Lo sa perché lui ha restituito speranza e costruito pratiche di resistenza in alcuni quartieri di Roma ormai rassegnati al grigio e all’anonimato. Il Trullo, Santa Maria della Pietà, Boccea. Con i Pittori Anonimi del Trullo (P.A.T.) attraverso i murales sta portando ai cittadini la bellezza e il senso di appartenenza al proprio angolo di città. D’Amico, dove sta andando l’Italia? Cosa sente quando gira per le strade di Roma? «La gente è sfiduciata, nun crede più a niente e a nessuno. S’alza per andare a lavorare, per attraversare la città in macchina o sui mezzi, torna a casa stanca e non ha manco er tempo per giocà coi propri figli, per guardarsi in faccia, per dedicarsi ai propri hobby, pe stà in famiglia. È ormai alienata da tutti e da tutto. Il bene collettivo non esiste

più, anche perché gli esempi negativi arrivano dall’alto, da chi comanda, da chi ci governa ai vari livelli». A Roma che clima si respira? «A Roma non si capisce niente. Gli autobus non passano, negli ospedali non ci sono le barelle, la monnezza è dappertutto, le strade sono impraticabili, i Municipi non hanno personale per gestire e far funzionare i servizi, non ci sono soldi per fare nulla». E per te quali sono le cause? «Io ho 65 anni. Ho vissuto gli anni del boom economico, di quando la gente stava bene, di quando proprio quel benessere creava maggiore solidarietà, fiducia, senso di appartenenza. Oggi, invece, la solidarietà è venuta meno a causa della povertà, della mancanza di lavoro, del malessere diffuso. Se io ho un pezzo di pane sto ben attento a mangiarlo di nascosto, senza dividerlo con chi ne ha bisogno». Crede che l’Italia sia spaccata in due? Che sia in atto una guerra fra poveri? «Sicuramente. È come se stessero mettendo delle micce per farle esplodere, perché è quello che accadrà. C’è troppa tensione sociale, troppo odio, anche causato dai politici e dalla cattiva informazione. A Roma, per esempio, l’Ater sta dando le case popolari anche ai nomadi o agli immigrati. A me sta bene, perché credo in un mondo senza frontiere, dove la gente non può scegliere il posto in cui

nasce ma può scegliere il luogo in cui vive. Ma in troppi queste scelte non le comprendono, anche a causa di quello che gli viene raccontato dai media». Il reddito di cittadinanza può servire a contrastare la povertà ? «Parto da un presupposto. A me il reddito di cittadinanza converrebbe perché non lavoro, quindi, mi spetterebbe. Ma secondo me nun serve a niente. Perché che me serve che tu Stato me dai 750 euro al mese e poi me li togli aumentando le tasse, il pane, i costi dei servizi? È come mettere la cioccolata sul piatto per stuzzicare un bambino e poi dargli uno schiaffo se allunga la mano per prenderla». Da dove si riparte per migliorare le nostre città ed il nostro Paese? «Si riparte dai colori e dai pennarelli, da quello che diciamo ai bambini che incontriamo nelle scuole o dalla gente nei quartiere in cui andiamo: il bene comune è di tutti. Ciascuno è chiamato a fare la propria parte. E poi si riparte da tutti quei cittadini di buona volontà che si occupano delle persone con disabilità, dell’ambiente, dell’educazione dei ragazzi. Sono questi cittadini lo Stato, quello vero. Sono loro che mandano avanti questo Paese. Se si fermassero, se scioperassero anche un solo giorno, allora per l’Italia sarebbe finita e forse finalmente chi ci governa si accorgerebbe di quanto sono importanti».

@emimoccia

@ emoccia@ilpaesesera.it

Interviste ordinarie a persone straordinarie

IL SONDAGGIO IL REDDITO E LA PACE FISCALE SONO: • SPECCHIETTI PER LE ALLODOLE

44%

• IDEE POCO PRATICABILI 23% • SCELTE SENSATE 25% • IDEE POSITIVE

MA NON PER L'ITALIA

8%

PARTECIPANTI: 143 DURATA: 48H DATA ELABORAZIONE: 22 OTTOBRE 2018


Lunedì 29 Ottobre 2018

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A F A R I

Anna Federica Toro @annaftoro

@ atoro@ilpaesesera.it

S P E N T I

FONTI • Comitato “Oltre il MUSP” • Accesso Open Data Governo italiano

• Opendataricostruzione.gssi.it • Cittadinanzattiva PER SAPERNE DI PIÙ • Il Disastro, Francesco Erbani Edizioni La Terza

• Il Buco Nero, Giuseppe Caporale Garzanti libri

CURIOSITÀ

A pochi km dall’Aquila si trova il

borgo di Santo Stefano di Sessanio, tra le colline abruzzesi nel Parco Nazionale Gran Sasso. Era quasi totalmente spopolato quando, a fine anni ’90, l’imprenditore italo-svedese Daniele Kihlgren ha deciso di ristrutturarlo e riportarlo a nuova vita, creando l’albergo ecologico diffuso di “Sextantio”, in pieno stile medievale. Costruito nel rispetto delle norme antisismiche, il borgo non è stato intaccato dal sisma del 2009.

L’Aquila chiama Italia

Le immagini sono tratte dal libro fotografico "Le Mani della Città" di Claudia Pajewsky, edito da DRAGO

A 10 anni dal sisma, le macerie raccontano cosa siamo diventati

A

dominare sono i ponteggi, i tubi e le impalcature, le reti e gli sbarramenti, sovrastati da decine di gru che vegliano dall’alto. Camminando per le vie dove passarono Carlo Martello e Carlo D’Angiò, in una domenica qualsiasi, l’eco dei passi è l’unico nemico del silenzio. Lo stesso iniziato con un boato la notte del 6 aprile 2009. Il sisma di magnitudo 6.3 che ha provocato 309 vittime, 1.600 feriti e 70 mila sfollati. Sotto le geometrie metalliche fantascientifiche s’intravede lo splendore di quello che è stato un tempo questo luogo e di quello che forse sarà, fra un’altra decina d’anni a sentire i sospiri dei cittadini. Perché la ricostruzione post terremoto è lunga, affronta fasi diverse e ostacoli di ogni tipo che spesso riflettono l’incapacità della politica nazionale e delle amministrazioni di far fronte non tanto all’emergenza, quanto a ciò che accade dopo. Lo sanno bene anche in Centro Italia, dove la terra continua ancora oggi a tremare. Ma a due anni dai terremoti che hanno colpito i territori di Marche, Umbria e Lazio la ricostruzione sembra essere ancora un miraggio. É l’Italia delle macerie, della disorganizzazione e della burocrazia, dove le scelte vengono imposte dall’alto e il cittadino risulta non pervenuto. «Un rischio enorme – commenta l’ex ministro italiano per la Coesione territoriale Fabrizio Barca –

Il coinvolgimento dei cittadini in questi processi è sempre fondamentale per capire le loro aspirazioni e accogliere la loro conoscenza. Diventa essenziale quando c’è uno shock naturale come il sisma, perché il sisma distrugge le relazioni umane. E se viene meno la fiducia nelle istituzioni, come forse sta succedendo in alcune zone dell’Italia centrale, quei posti non verranno mai più abitati». Succede nei piccoli comuni, sia montani che della costa, che rischiavano lo spopolamento anche prima del terremin

max

soffocata dalla burocrazia. «Hanno provato a far rivivere il centro rimettendo subito a nuovo almeno il Corso principale, ma non è servito – racconta Sara Vegni, attivista aquilana e tra i promotori del Festival della Partecipazione che ogni anno si svolge nel capoluogo abruzzese – Una città non è solo case e tetti sulla testa, che certo sono fondamentali, ma anche servizi, luoghi sociali, aggregativi, pubblici». Una questione di priorità, che non sono uguali dappertutto: «L’Emilia Romagna colpita dal sisma è partita dalla scuola, per dedicarsi poi al lavoro e alle case. Sono coloro che hanno reagito meglio al disastro» – spiega Silvia Frezza, insegnante all’istituto aquilano di Sassa “Gianni Rodari” e presidente del comitato “Oltre Il Musp” (moduli ad uso scolastico provvisori ndr).

IN AULA NEI CONTAINER

Fonte: Scala del rischio sismico in Italia - Istituto Nazionale di Geofisica

moto. Ma succede anche all’Aquila, dove si è optato per una ricostruzione a due velocità: prima quella privata poi quella pubblica, appena iniziata e

La questione delle scuole è la fotografia dello stato dell’arte: a dieci anni dal terremoto dell’Aquila, i bambini fanno ancora lezione nei container allestiti durante l'emergenza per il rientro a scuola degli studenti a Settembre 2009. Ne furono aperti 36, gli stessi di oggi. Nessuna scuola è stata ricostruita, ed è comprensibile che molte famiglie abbiano deciso di abbandonare il territorio: le iscrizioni perse si stima-


Lunedì 29 Ottobre 2018

A F A R I

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S P E N T I INFO UTILI

LA RICOSTRUZIONE

€ 2.477.951.658 FINANZIAMENTI PRIVATI EROGATI

€ 410.478.870 FINANZIAMENTI PUBBLICI EROGATI

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GLI EDIFICI SCOLASTICI RICOSTRUITI

1.086 I NUCLEI FAMILIARI IN STRUTTURE PROVVISORIE no siano 800. Eppure, ci sono 45 milioni di euro disponibili già dal 20132014, ma nessuno sa dire dove siano. Così come restano tutt’ora un mistero gli indici di vulnerabilità sismica delle scuole rimaste in piedi. Un problema che non riguarda solo L’Aquila: l’ultimo rapporto di Cittadinanzattiva sulla sicurezza delle scuole in Italia parla di “Un crollo ogni quattro giorni di scuola, tre scuole su quattro senza agibilità statica, e solo una su venti in grado di resistere ad un terremoto”. Al Sud e al Centro va peggio che al Nord. E i disastri naturali non fanno che accentuare questa spaccatura del Paese, che fatica a risollevarsi, e dove il tessuto sociale sembra sfaldarsi ogni giorno di più. A L’Aquila la decisione di trasferire gli sfollati del centro nelle cosiddette “new town” si è rivelata

deleteria. Si tratta dei 19 complessi creati intorno alla periferia della città per contenere l’emergenza abitativa dopo il terremoto. «Questo ha rimescolato un po’ tutte le carte rispetto alla socialità e alle reti sociali preesistenti – spiega Alessandro Vaccarelli, docente di pedagogia generale e sociale dell’Università degli Studi dell’Aquila – Mentre i bambini crescono con l’idea di una città che non riconoscono o non hanno mai conosciuto: per loro una sorta di straniamento, che alla lunga si può trasformare in forme di disagio sociale». Se a questo si aggiunge la mancanza di occupazione cronica di questi territori, si capisce come per molti giovani restare sia diventata una sfida: quella per riconquistare i propri spazi e il proprio futuro in una città che ha perduto il suo cuore pulsante. L’esasperazione e la voglia di cambiamento è stata talmente forte da prendere derive inaspettate. Come per la clamorosa vittoria alle elezioni comunali di giugno 2017 del sindaco Pierluigi Biondi, del partito di ultradestra Fratelli d’Italia, in una città roccaforte del centrosinistra. Un preludio di quella che sarebbe stata di lì a poco la

UNA CITTÀ NON È SOLO CASE, MA ANCHE LUOGHI SOCIALI disfatta del Partito Democratico su scala nazionale. «Oltre agli errori commessi su vari fronti negli ultimi dieci anni, il Partito di sinistra ha

messo in campo un candidato debole – spiega Mattia Fonzi, giornalista aquilano – Dall’altra parte, il sindaco Biondi è stato abile a presentare la sua come un’operazione civica da destra, senza il bisogno di utilizzare la retorica anti-straniero che ci si aspetterebbe dalla sua area politica». Fonzi racconta di una città che non è certo esente dal clima di chiusura e paura che si respira a livello nazionale – «siamo pur sempre in Italia» – ma tiene a sottolineare la solidarietà ed empatia istintiva che accomunano chi ha perso tutto a causa di un disastro naturale, come gli ex terremotati, con chi ha perso tutto a causa di una guerra.

RISCHIO LAVORO NERO Quelle stesse persone che spesso si ritrovano di giorno nel cantiere della città, al lavoro per restituire agli aquilani il loro centro, la loro identità e memoria. Qui sì che il lavoro abbonda, ma il malaffare è dietro l’angolo. Una recente ricerca dell’Osservatorio dei flussi di manodopera della Prefettura dell’Aquila ha rilevato nei cantieri della zona situazioni di precarietà, sfruttamento, lavoro irregolare e sommerso. Sempre quest’anno a Macerata la Cgil aveva denunciato la cosiddetta “giungla delle Sae”, le Soluzioni Abitative di Emergenza destinate alle famiglie delle zone terremotate del Centro Italia, con situazioni simili a quelle del caporalato nelle campagne del Sud Italia. Così, la ricostruzione si allontana ancora: quella materiale dei territori feriti e lasciati indietro, ma anche quella morale. Una fiducia dura a ricostruirsi.

VIAGGIARE In auto è possibile raggiungere l’Aquila utilizzando l’A24 Roma – Teramo – L’Aquila. In autobus da Roma e da Pescara con le Autolinee TUA (www. tuaabruzzo.it)

DORMIRE B&B Palazzo Kappa, soggiorno ad un passo dal centro storico della città federiciana per riviverne la storia (prezzo medio €35,00 per persona – www.bbpalazzokappa.it)

VISITARE Basilica di Collemaggio. Gravemente danneggiata dal sisma, è stata riaperta la notte di Natale del 2017, tornata al suo splendore dopo due anni di lavori di restauro ha riaccolto nel suo mausoleo le spoglie di Papa Celestino V.

IL LIBRO “Bella mia” Einaudi, pp.182 € 12,00 Anno 2018 Donatella di Pietrantonio

Racconta la storia di Caterina, che perde sua sorella gemella nel sisma dell’Aquila del 2009. Si troverà a dover fare da madre al nipote Marco, in un lungo processo di adattamento reciproco in cui ognuno dovrà affrontare il trauma del presente, facendo i conti col passato. Vite da ricostruire.


L’Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze è una organizzazione di volontariato che costruisce una società più giusta e solidale attraverso lo sviluppo di una cultura della solidarietà e dei diritti, la diffusione della democrazia partecipata, la promozione della socialità nei singoli territori, la creazione di comunità solidali in Italia e all’estero Essere associazione di volontariato di pubblica assistenza significa che l’aspetto centrale della mission è l’assistenza rivolta verso “qualcosa”, svolta a fianco di “qualcuno” e sviluppata in modo “pubblico”

Le pubbliche assistenze Anpas sono associazioni di volontariato laiche nate a partire dal 1860 Si occupano del bene quotidiano della persona e delle comunità svolgendo servizi sanitari e sociali, protezione civile e ambientale, formazione, cultura e cooperazione internazionale

ANPAS IN NUMERI

86143

volontari ANPAS 440 18 bambini adottati

3767 dipendenti

volontari ANPAS per la campagna di prevezione IO NON RISCHIO 2018 4 progetti di cooperazione in 3 paesi e 1.398 beneficiari

918

pubbliche assistenze ANPAS

si lavora qui per ingentilire i cuori #anpas

www.anpas.org

2868 posti nel bando

servizio civile 2018

1500 minori nei 54

campi scuola di protezione civile Anch’io sono la Protezione Civile 2018

7885 mezzi


Una risata, da lontano. Damien Jurado al Monk

Silvano Agosti: ottant’anni di cinema e resistenza

The Horizon Just Laughed, questo il titolo del

Cinema irregolare. Così, in sintesi, si potrebbe definire il

nuovo album (prodotto da Secretly Canadian) di Damien Jurado, in uscita il 4 maggio. Cantautore di Seattle dedito all’indie rock, se si ha bisogno di ridurlo a un’etichetta, Jurado è fieramente indipendente e non nasconde le fondamentali influenze che hanno modellato la sua musica: Nick Drake, Bob Dylan, Lou Reed, e poi ancora Neil Young e Randy Newman. Le sue canzoni, fotografie del quotidiano, piccole storie di disperazione, sono state associate ai racconti minimalisti di Carver, favole indie rock con bagliori psichedelici , venate di pop. I brani di questo album, forse il più complesso che Jurado abbia mai scritto, sono la perfetta sintesi dei suoi vent’anni di carriera, non una nota, non una parola sprecate. Un peccato sarebbe invece sprecare l’occasione di sentirlo suonare dal vivo la sua musica, il 30 ottobre al Monk di Roma.

lavoro di Silvano Agosti, regista, sceneggiatore, montatore e anima del Cinema Azzurro Scipioni di Roma, "piccola chiesa" consacrata al culto dei film di qualità. Scegliendo l’autoproduzione e la clandestinità, in aperta sfida contro le logiche del mercato cinematografico, ha sempre rivendicato l’assoluta autonomia da tutto e tutti. "Ora e Sempre Riprendiamoci la Vita", in questi giorni in sala, è il suo ultimo progetto realizzato montando materiale d’archivio sul periodo che va dal 1968 al 1978, decennio cruciale della storia del Novecento, vissuto da lui stesso in prima linea. Dalle rivolte studentesche alla morte di Moro, la polvere degli scontri sfuma nelle parole dei testimoni diretti di quegli anni, un documentario forse ingenuo, che pur non aggiungendo molto al racconto di fatti noti commuove per la passione del suo autore, agitatore culturale di professione.

Lunedì 29 Ottobre 2018

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O B I E T T I V O

Maria Grazia Becherini mariagraziabecherini

@ mgbecherini@ilpaesesera.it LIVE • TORINO DANZA FESTIVAL

2018 Fino al 1 dicembre 2018 la rassegna, ormai alla sua trentunesima edizione, offrirà spettacoli di danza, con artisti provenienti da 8 diverse nazioni, film, sperimentazioni e performance artistiche. Torino, fino al 1 dicembre, luoghi vari www.torinodanzafestival.it

• JANARE, TAMMORRE E

La barbarie del pensiero unico Un piccolo libro, appena una cinquantina di pagine,

in cui l’economista e filosofo francese Serge Latouche ci schiaffeggia elegantemente con quello che ha da dire. Sotto forma d’intervista, il teorico della decrescita critica la tribù occidentale che impone il suo imperialismo culturale al resto del mondo, critica il consumismo e il pensiero unico che conduce a conseguenze devastanti. Critica lo sviluppo sostenibile, un ossimoro secondo lui, e le megalopoli senz’anima, critica la globalizzazione. Lo fa con estrema lucidità, colpisce duro ma con garbo, invita a farsi domande di cui preferiremmo non sapere le risposte, perché questa è, secondo lui, la strada maestra per la barbarie, che stiamo percorrendo a velocità folle. Bisogna deviare allora, cercare altre vie nella sobrietà volontaria, nell’autolimitazione, per uscire dalle logiche di un sistema che rischia di distruggere chi l’ha creato. Un testo denso, da studiare e ricordare.

I panorami esistenziali di Motus Contro le categorie il diritto alla fluidità. PANORA-

MA, dal 31 ottobre al 3 novembre al Teatro Vascello per il Romaeuropa Festival, è l’ultima produzione di Motus, compagnia indipendente fondata da Enrico Casagrande e Daniela Nicolò, che proprio nel nomadismo e nel mutamento trova la sua forma espressiva più pura e completa. PANORAMA racconta tante biografie riunite in un’unica storia e con l’aiuto di un dispositivo visuale, elaborato al Seoul Institute of the Arts, rompe gli schemi che ci vogliono prigionieri di gerarchie, etnie, nazionalità, rivendicando il diritto al movimento e le potenzialità del nomadismo culturale, da cui nascono le migliori espressioni artistiche. «Panorama è una parola di origini greche», dicono, «formata dalla radice del verbo vedere e dalla parola tutto, e parla della possibilità di vedere quanto più possibile, per esplorare nuovi progetti esistenziali». Nessuna barriera, nessun limite, questo è il teatro di Motus.

FEMMENE Leggende e segreti della musica popolare napoletana e campana in occasione della vigilia di Ognissanti in compagnia di Alessandro Colmaier e della sua tammorra. Napoli, mercoledì 31 ottobre allo Spazio Napulitanata www.napulitanata.com

• L’AVARO DI MOLIÈRE

Alessandro Benvenuti nella parte di Arpagone in questo adattamento di Ugo Chiti, che ne cura anche la regia. Un’opera di innegabile modernità messa in scena dalla compagnia Arca Azzurra. Arezzo, giovedì 2 e venerdì 3 novembre al Teatro Petrarca www.toscanaspettacolo.it

• BOLOGNA JAZZ FESTIVAL

I grandi del jazz riuniti a Bologna, da Fabrizio Bosso a David Murray, per un festival ricco di eventi e appuntamenti per appassionati e curiosi. Bologna, dal 30 ottobre al 14 novembre, Unipol Auditorium, Arena del Sole e teatro Duse www.bolognajazzfestival.com


Lunedì 29 Ottobre 2018

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Giulia Polito @GiuliaPolito

A U T O S C A T T O

@ gpolito@ilpaesesera.it DOVE ANDIAMO

Il Paese siamo noi

• RICERCA COME BACK

Uno spazio per le storie di chi innova. Questa volta iniziamo dalla nostra, che è quella di tutti voi. LUOGO Italia SCADENZA 28 novembre INFO fondazioneconilsud.it Ogni anno il Sud perde migliaia di giovani talenti costretti a emigrare. E se si provasse a invertire la tendenza? Con il bando Brains to South Fondazione Con il Sud si propone di sostenere la ricerca indipendente e favorire il ritorno a casa dei “cervelli in fuga”, per costruire un futuro di innovazione anche nel Meridione.

• ASPETTANDO ZERO

LUOGO Roma DATA 10 novembre - 10 marzo INFO minimondi.it Disegni, libri «armadilli e tricchettracche»: tutto il mondo di Zerocalcare riempirà il MaXXI per un grande mostra che racconterà uno degli artisti underground più amati. Una roba insomma, come lui scrive, «abbastanza gigante» dedicata ai fans e alla comunità degli spazi occupati e del punk che ne hanno condiviso il percorso.

I GIORNALISTI

L

a foto in basso sembra uscita dalle note di Gino Paoli. Eravamo quattro amici seduti al bar, vicino Piazza Navona. Eravamo già figli o genitori di qualcuno, giornalisti con storie diverse, uniti dal precariato e dalla passione per il nostro lavoro. Contrariamente ai quattro amici di Paoli noi non avevamo l’ambizione di cambiare il mondo. Volevamo creare qualcosa di nostro: un giornale di qualità, fatto da professionisti comuni, uomini e donne che scrivono notizie ma che non fanno mai notizia. Fare il giornalista vuol dire occuparsi delle storie altrui e a non prestare attenzione alla propria. Ma per cambiare davvero il giornalismo italiano ha bisogno di raccontarsi. Ecco perché i precari dell’informazione saranno tra i protagonisti di questa nuova avventura editoriale. Più ne parlavamo e più avevamo l’impressione di stare davvero cambiando un pezzo di mondo. Oggi, siamo già di più di quei quattro amici al bar e siamo convinti che Il Paese Sera sia un sogno possibile.

GLI EDICOLANTI

I DISTRIBUTORI

ffissa al tetto c’è una targa: Bottega storica, 1914. L’edicola Magni è la più antica di Milano. Qui c’è tutto: più di un secolo di storia, il meglio dello spirito milanese, la rappresentazione plastica di ciò che ha prodotto la crisi e di come sia cambiato il mercato dei giornali. Maurizio, terza generazione di famiglia, racconta: «Prima noi facevamo la fortuna degli editori perché sapevamo vendere i prodotti». Oggi quel rapporto di reciproca fiducia non esiste più e a farne le spese sono soprattutto le edicole. Le iniziative delle società editrici non tengono più conto delle loro esigenze. L’informazione ha un grande debito nei loro confronti. E il fatto che Maurizio abbia definito Il Paese Sera come un progetto «impegnativo ma coraggioso» ci fa pensare che resistere si deve, affinché quella targa affissa non sia solo un accessorio ma il simbolo della memoria collettiva da preservare. Editori, giornalisti e distributori insieme possono cambiare il mercato dei giornali. Lo dimostreremo.

di Napoli, starà certamente canticchiando “viri o mare quant’è bello”. Quel Mediterraneo, cornice del celebre brano di De Curtis, ha rappresentato la sfida più grande della sua vita. La sua storia nasce lontano, nel ventre di una famiglia povera e numerosa del Gambia. Quando è partito aveva solo 16 anni. Ha percorso tante miglia, Stati e deserti prima di potersi imbarcare. È arrivato a Pozzallo senza neanche i vestiti addosso ma con un grande sogno nel cuore: poter studiare, diventare qualcuno e tornare in Gambia per cambiare il corso della storia. Ci sembrava un desiderio troppo importante per non essere sostenuto. Oggi Omar ha 21 anni, a Napoli si è costruito una vita fatta di scuola, amici, volontariato e lavoro di distribuzione con Il Paese Sera. Intanto sogna l’università. Per noi è un simbolo da prendere per mano e accompagnare. Non cambieremo il mondo con un giornale, ma forse Omar e i tanti ragazzi e ragazze come lui potranno farlo.

A

È facile incontrare Omar per le vie


#FUOCO

#ACQUA

di Maria Grazia Cucinotta

di Michela Murgia

#ARIA

Lunedì 29 Ottobre 2018

di Giobbe Covatta

Le violenze da denunciare lontano dai riflettori

La barriera del sessismo nelle redazioni

Anno 2147 Al mio antenato Giobbe

di #Metoo, un movimento importante che dovrebbe mettere fine agli abusi, alla violenza ed alla discriminazione o quanto meno accendere i riflettori sul tema. Il rischio come al solito è la tanta confusione mediatica e i troppi gossip, che distolgono l'attenzione dall'argomento principale: la tutela delle donne. Un movimento simile dovrebbe innescare nella politica, in chi fa informazione e nella società tutta la voglia di avviare un cambiamento vero e radicale nella percezione delle donne all’interno della società. Quante volte vi sarà capitato di vedere quelle giovani ragazze che troppo spesso si notano ai bordi dei marciapiedi ad ogni ora del giorno e della notte, per loro c’è solo la nostra indifferenza, come se facessero parte di un paesaggio squallido che merita solo il nostro biasimo e nulla più. Penso anche con rabbia e tristezza a quelle donne prigioniere di violenze e di paure, dentro le loro case o nei luoghi di lavoro. A tutte queste donne nessuno offre sostegno, nessuno chiede loro se abbiano bisogno di aiuto. Sempre di più, anzi, si riducono gli interventi a loro tutela. E invece è proprio chi non può difendersi che dovrebbe essere al centro delle preoccupazioni di una società che si dice civile. Invece le donne restano invisibili. È ora che iniziamo ad ammettere che il problema non è circoscritto solo allo star system, ma è purtroppo molto più vicino a noi di quanto si possa immaginare. Forse alla porta accanto. Il #metoo va bene, ma magari quei riflettori teniamoli accesi anche dopo lo show.

e da uomini dove però solo questi ultimi possono raccontare la politica e l’economia. Non è ai confini della galassia: è l’Italia, dove il livello di marginalità dell’opinione delle donne sui temi che fanno dibattito in una democrazia sana è altissimo. Le giornaliste, pure non poche, scrivono soprattutto di costume, ma per molti questo non è un problema: se è una notizia ben data - dicono – che importanza ha chi la scrive? Sarebbe vero se i giornali con redazioni di sole donne non venissero chiamati “periodici femminili”, rivelando che laddove tutte donne si rivolgono solo alle donne, tutti uomini possono invece spiegare il mondo a chiunque. La barriera del sessismo impedisce di riconoscere l’autorevolezza delle donne non solo per il generale maschilismo italiano, ma anche perché nelle scuole di giornalismo per anni il grado zero della comprensione degli articoli è stato la donna ignorante, la famigerata casalinga di Voghera, e mai il bracciante di Roncobilaccio. Nel mentre in libreria la divulgazione scientifica diventava efficace solo quando l’argomento complesso riusciva a semplificarsi fino a poter essere spiegato “a mia madre/mia nonna/mia figlia”. In un paese dove la donna incarna il punto più basso della comprensione, a molti sembrerà ovvio che persino nel 2018 il mondo continuino a spiegarlo gli uomini, ma ovvio invece non è. Insistere nel farlo notare suonerà certamente antipatico, ma non è con la simpatia che si fanno le rivoluzioni.

terti a parte di ciò che successe negli anni in cui vivevi tu. Purtroppo per voi nel 2020 l’ignoranza venne resa obbligatoria per non far fare brutta figura agli allora governanti. Il tutto grazie al nuovo Ministro della scuola e ricerca, il quale venne fatto Ministro della ricerca perché era ricercato. Furono prese importanti decisioni: 1 Le scuole furono chiuse definitivamente e si risolsero così anche le discriminazioni tra bambini italiani ed extracomunitari. A Lodi la mensa chiuse per TUTTI (w la democrazia!). 2 Diminuì la ricerca scientifica, ma fu incrementata la ricerca nei cassonetti, facendo diventare l’Italia il Paese con più ricercatori dopo Etiopia e Sudan. 3 I Professori furono esiliati ma si crearono centinaia di nuovi posti con la qualifica di acchiappacolti. Giravano in “ronde” per le strade facendo domande fulminee per verificare l’ignoranza certa dell’inquisito. Di punto in bianco chiedevano “La capitale della Svezia?” E se rispondevi Ikea te la cavavi ma se dicevi Stoccolma finivi in gattabuia per “cultura premeditata”. “6 per 6..?”, chiunque rispondesse 36 veniva fucilato. “Cos’è la Magna Grecia?”: “Ristorante etnico” promosso, “Corrotta classe politica ateniese! È tutto un magna magna Grecia!” promosso. Ma guai a dire “colonia greca nel VIII secolo a.C.”, venivi subito etichettato come pericoloso intellettuale. È così che siete passati da popolo di poeti e navigatori a popolo di analfabeti e… scusa, ti devo lasciare! Si sta chiudendo il portale spazio-tempo ma proverò a scriverti di nuovo. Ciao, Tuo ProProPro nipote Anselmo.

@MGCucinotta

@KelledaMurgia

@GiobbeTweets

Negli ultimi mesi si è parlato tanto Esiste un mondo abitato da donne Mio caro trisavolo, ti scrivo per met-

La Striscia di Ryan Pagelow

C A M P O

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B A S E IL PAESE SERA • Anno 1 n°1 • Direttore responsabile Luca Mattiucci • Caporedattore Emiliano Moccia • Editor Maria Grazia Becherini, Giulia Polito (Caposervizio), Anna Federica Toro • Impaginazione e graphic editor Giovanna La Forgia • Disegni Damjan Stanich • Sito Web Stefano Dal Pra Caputo, Andrea Martini • Press officer Paola Amicucci paola.amicucci@ilpaesesera.it • Edito da Luca Mattiucci (AD) • Comitato Promotore Il Paese Sera Mediagroup • Sede Legale Via Martucci 56, 80121 Napoli • Stampa Litosud S.r.l., Via Carlo Pesenti 130, 00156 Roma • Periodicità Quotidiano • Diffusione 40000 copie • Copyright Tutto il materiale scritto dalla redazione è disponibile sotto la licenza Creative Commons attribuzione non commerciale • Registrazione Tribunale di Napoli n°41 del 20/09/2018 • www.ilpaesesera.it • Redazione mail@ilpaesesera.it • Pubblicità adv@ilpaesesera.it • Segnalazioni dei lettori corrige@ilpaesesera.it Questo numero de “Il Paese Sera” è dedicato alla memoria dello scrittore Arto Tapio Paasilinna


Lunedì 29 Ottobre 2018

#1280 CARATTERI

TRENTANOVE ANNI DI LOTTE PER PROTEGGERE L’AMBIENTE E PROMUOVERE IL TERRITORIO SENZA FERMARCI DAVANTI A NIENTE .

ESTERI Dottori in fuga dal Kosovo, stipendi troppo bassi

Cento medici emigrati negli ultimi tre mesi. Sono dati sconfortanti che giungono dal Kosovo. Secondo Hakhi Avdyli, del comitato parlamentare per la sanità, le cause dell’esodo riguardano la cattiva gestione del sistema sanitario. All’emergenza il ministero della Salute sta tentando di rispondere con una bozza di legge che garantisce maggiori paghe per il personale medico.

ITALIA Migrazioni, l’invasione che “non esiste”

Due ogni mille: è l’attuale proporzione italiana tra migranti e abitanti. Unhcr risponde con i numeri alla percezione errata e diffusa circa il rischio “invasione”. L’Italia, 60 milioni di abitanti circa e 131 mila rifugiati accolti, presenta uno dei minori rapporti migranti-popolazione residente d’Europa, soprattutto in relazione a paesi come la Svezia (10 milioni di abitanti a fronte di 186 mila rifugiati).

POLITICA La dura ripartenza del partito green

PER CONTINUARE AD ESSERE NOI, ABBIAMO BISOGNO DI TE.

Mentre i Verdi in Baviera, Lussemburgo e Belgio volano, al di qua delle Alpi l’ondata ecologista non passa. L’ultimo risultato elettorale nazionale vede i Verdi italiani fermi allo 0,54% senza alcun eletto. Sembrano lontani i tempi in cui il partito di Alfonso Pecoraro Scanio otteneva Ministri, Sottosegretari e deputati. Ora è fissato al 2 dicembre il nuovo congresso in vista delle europee da cui il presidente Angelo Bonelli spera di ripartire.

ECONOMIA Industria, crescita a rischio. Dal 2007 perdite per il 22%

Diventa socio Legambiente: con il tuo aiuto porteremo avanti le nostre iniziative in difesa della natura e una piccola, grande, parte di te sarà con noi ogni giorno, permettendoci di fare ancora di più. Iscriviti al circolo più vicino o su www.legambiente.it/soci

La produzione industriale italiana, dopo aver registrato una lieve ripresa dal 2014, ha subito una brusca frenata a Luglio del 2018. Un segnale che lascia presagire una probabile prossima recessione legata sia ad un rallentamento dell’economia globale ma anche agli elementi di incertezza politica del Belpaese emersi dopo l’estate. Vauro’s gift

Creatività: Unik - Grafica: thesign.biz

Duemiladiciannove

#CHETEMPOFARÀ ROMA

min 11° max 19°

NAPOLI

min 13° max 19°

MILANO

min 6° max 16°

#DICEASCLEPIO

Da quanto tempo Scorpioni non fate pulizia nella dispensa? Non voglio costringervi alle grandi pulizie, ma per noi segni d’acqua è giunto il momento di togliere via il superfluo.

La logica vi porterà da A a B. L'immaginazione vi porterà dappertutto. Albert Einstein

Il Paese Sera_numero 1_2018  

La nuova avventura editoriale de Il Paese Sera, nelle edicole con il numero 1 lo scorso 29 ottobre. Un quotidiano dal costo di soli cinquant...

Il Paese Sera_numero 1_2018  

La nuova avventura editoriale de Il Paese Sera, nelle edicole con il numero 1 lo scorso 29 ottobre. Un quotidiano dal costo di soli cinquant...

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