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di Enzo TAMBORRA

S

i finisce con il cartello vendesi tra le mani. Ai tifosi del Bari non resta che aggrapparsi ad un rettangolo di cartone come fosse un sogno che altrove hanno realizzato: quello di avere un presidente che spenda l’impossibile pur di farli sentire grandi. C’è chi è arrivato persino a tassarsi per pubblicare sul Sole 24 ore un appello agli imprenditori italiani ed esteri affinchè acquistino il Bari La storia si ripete, dopo una parentesi di vittorie e gioie che avevano fatto dimenti-

care al popolo biancorosso quel senso di frustrazione che da sempre prova. Del resto Bari, insieme, a Catania, è l’unica grande città che palla al piede non ha mai superato i confini europei. I tifosi vanno capiti. Il colmo è che adesso, insieme alla retrocessione, è arrivato l’allarme sopravvivenza. Ma i sostenitori biancorossi sono già oltre, perchè a loro, in fin dei conti, che si viva di stenti calcistici, poco importa. C’è chi arriva persino a dire che “è meglio l’Eccellenza di questa

presidenza”. Un concetto estremo che la dice lunga sull’insofferenza che provano, sul desiderio che hanno di cambiare manico. L’ipotesi cordata non li affascina, vogliono qualcosa che profumi di veramente nuovo. Questo è il sogno. In realtà, c’è chi nelle stanze del San Nicola sta cercando disperatamente una via d’uscita per iscrivere il Bari al prossimo campionato di B. Sarà triste, ma così è. Lasciando però sempre la porta aperta al vero Tim Barton. © Riproduzione riservata

Anno 2 - Numero 37 1 Maggio 2011

Periodico Diffusione gratuita

la voce del tifoso


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meglio il silenzio stampa Tante inutili parole, altrettante vacue promesse hanno scandito i desolanti giorni della retrocessione biancorossa di Franco CIRICI

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rduo gestire le battaglie perse. Nel calcio, come nella vita di tutti i giorni, è decisamente più facile indossare i panni del vincitore. Quando la spunti sull’avversario, ti senti padrone del mondo. Puoi dire tutto ed il contrario, improbabile che qualcuno si opponga alle tue verità. Ma quando perdi, riperdi, e poi perdi ancora? Cosa racconti alla gente che paga il biglietto per venire a vederti? Come lo spieghi a chi si sacrifica per acquistare un abbonamento tv, pur di seguire anche le tue performance esterne? Cosa dici alla società che ti paga, a te stesso? Facile immaginare che i calciatori del Bari, in questa stagione spesso e volentieri abbiano sbattuto il muso davanti a tali interrogativi. Ma, come al cospetto degli avversari sul campo, ne sono usciti sconfitti. Senza appello, né attenuanti generiche. Per l’intera annata hanno sciorinato un fiume inutile di parole, ripetendo stancamente ritornelli stonati. Qualche esempio? “E’ il momento della reazione”. “Ora basta con gli errori e le figuracce”. “Onoreremo la maglia, per rispettare noi stessi ed i ti-

fosi”. “Non faremo sconti a chicchesia”. E bla, bla, bla. Forse, sarà stata anche colpa di noi giornalisti. Ma il Bari è scivolato inesorabilmente in B, tra gli echi di fastidiose chiacchiere. Senza uno straccio di analisi (da parte dei protagonisti) di quanto stava accadendo. Per non parlare delle promesse urlate ai quattro venti. “Prima salvo il Bari, poi me ne vado”, dichiarò l’epico Almiron, quando per mille motivi ritenne opportuno presentarsi davanti a taccuini e telecamere. I risultati, le sue pre-

stazioni e quelle della squadra, hanno dato seguito a quell’urlo di battaglia… e che seguito! Soltanto Andrea Masiel-

lo ha alzato la voce a tempo debito, il giorno dopo la sconfitta casalinga con il Bologna. Una voce fuori dal coro per denunciare i problemi del campo, far intuire le crepe dello spogliatoio, reclamare

l’esigenza di un’immediata svolta tecnica. Un messaggio gradito ai tifosi, ma respinto drasticamente dallo spogliatoio. Perché certe cose non si dicono, perché i panni sporchi si lavano in famiglia, perché è meglio recitare il ruolo delle marionette. Invece, no! Masiello aveva ragione, gli altri avrebbero dovuto seguire la sua scia. Imporsi. Farsi sentire anche e soprattutto dalla società, quando c’era ancora tempo per risalire la china. Già, ma oggi per i professionisti del pallone è molto più comodo restare alla larga dalle responsabilità. Non camminare su terreni minati. Fedeli alla filosofia che, se le cose vanno male, la colpa è sempre degli altri. Peraltro, mentre il Bari ed i baresi torneranno a soffrire in B, molti di loro ripartiranno da un’altra parte. Se gli va bene, ancora in serie A. La morale? Quando non si trova il coraggio di parlare, piuttosto che regalare un vuoto repertorio di dichiarazioni, sarebbe saggio optare per un più onesto silenzio stampa. © Riproduzione

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Nel suo palmares una promozione dalla serie D alla II Divisione, due dalla II Divisione alla I, fino all’exploit di Varese portato dalla II Divisione alla zona play off in B in due anni e mezzo.

53 anni, nato a Bellinzona. Ha alternato ottimi risultati (salvezze ad Ascoli, Cagliari e Siena) ad esoneri sorprendenti come quello dell’attuale stagione a Catania.

Conquista per gioco e carattere. Grande motivatore, vulcanico.

Organizza bene le sue squadre ed è avvezzo alle difficoltà.

SI

Finora non ci sono stati contatti. E piace anche in A.

NO

4-4-2: squadra corta, compatta, caratterizzata da ritmo e grinta feroce.

SI

Cerca un progetto ambizioso più che una rifondazione

NO

4-3-1-2: il suo è un calcio non spettacolare, ma affidabile.

10%

Bergamasco, 56 anni, ex attaccante, da tecnico ha vinto la B a Messina (2004). A febbraio ha preso il Bari con un piede già in B e non gli è riuscito il miracolo.

SI

Conosce ambiente e società.

Potrebbe pagare il prezzo della rifondazione.

NO

4-4-2: quest’anno ha varato un 4-3-21 che garantiva equilibrio e logica.

pierpaolo bisoli

20%

bortolo mutti

30%

marco giampaolo

giuseppe sannino

a cura di Davide LATTANZI

40%

Il grande favorito. Sembra che il ds Angelozzi abbia già sondato la sua disponibilità. A Cesena ha centrato il doppio salto dalla Prima Divisione alla serie A.

SI

È attento alle disciplina. E ha dimostrato di saper vincere.

Il Bari gli offrirà di meno dei 700 mila Euro di Cagliari.

NO

4-4-2: quest’anno ha varato un 4-3-21 che garantiva equilibrio e logica.


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Andria, 28 aprile 2011 – E’ ormai tempo di conto alla rovescia per quello che si preannuncia uno degli eventi più attesi dell’anno. Pochi giorni ancora e gli appassionati pugliesi potranno godersi le giocate strabilianti della squadra di basket più famosa ed amata al mondo, gli Harlem Globetrotters. Giovedì 12 maggio infatti, Andria ospiterà al Palasport di Corso Germania, dalle 20,30, la prima tappa meridionale del Tour 2011, che vedrà la squadra-spettacolo per eccellenza esibirsi in altre sette città italiane, da Milano a Forlì. La manifestazione, organizzata con il supporto dell’Assessorato allo Sport del Comune di Andria, si propone come un evento imperdibile non

solo per tutti gli appassionati di pallacanestro ma anche per quanti vogliano trascorrere una serata di grande divertimento: “Stiamo ricevendo tantissime richieste, anche da fuori regione, a riprova della bontà della scelta di ospitare ad Andria l’unico appuntamento del centrosud Italia del tour degli Harlem Globetrotters, senza dubbio gli indiscussi interpreti mondiale del basket coniugato al divertimento – osserva l’assessore allo Sport del Comune di Andria, Flavio Geremia Civita, curatore di un programma di promozione sportiva che spazia dall’attenzione per l’associazionismo cittadino e per lo sport di base all’offerta di eventi di eccellenza – Il Palazzetto dello Sport di Andria sarà protagonista di una esaltante notte di sport e spettacolo, divenendo vetrina della Puglia intera. Con iniziative di questo genere, intendiamo promuovere lo sport ed il nostro territorio, ponendolo al centro di una ribal-

ta internazionale”. I biglietti per la tappa di Andria sono in vendita sul circuito TicketOne e BookingShow, a partire da 20 Euro, a prezzi più bassi rispetto agli altri appuntamenti del tour 2011, grazie all’impegno del Comune di Andria. Previsti ridotti per under 14 ed over 65. Acquistando almeno 20 biglietti se ne riceveranno 2 in omaggio, del settore maggiormente richiesto (infotel 02.30063306 e 366.1961503, email ufficiogruppi@harlemglobetrotters.it). Ulteriori dettagli sulla pagina Facebook “Harlem Globetrotters ad Andria”: fino al 5 maggio si potrà provare a vincere un tagliando per la tappa del 12 maggio, pubblicando un video di acrobazie con il pallone da basket. Provando, insomma, ad imitare i giocolieri americani per poterne poi ammirare le prodezze.


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tifo contro di Enzo TAMBORRA

L

’aria di derby è spirata in modo anomalo con due settimane d’anticipo. Quel boato al rigore assegnato alla Sampdoria, che sanciva l’ennesima sconfitta e la retrocessione del Bari, non è

sfuggito a nessuno. Quell’esultanza atipica, o meglio ancora innaturale, oltre ad essere un segno di amicizia nei confronti dei tifosi liguri, era anche una proiezione verso il match contro il Lecce in programma il 15 maggio. In quel momento, complice la sconfitta

dei salentini a Marassi, la Curva Nord ha sposato la linea del mal comune mezzo gaudio, fiutando la possibilità di trascinare nel baratro anche il Lecce. Triste, ad essere onesti. Confidare nelle disgrazie altrui non è mai bello. Eppure sembra essere questo l’unico sfizio che molti tifosi baresi vorrebbero togliersi: scendere in B anche il Lecce. Ovviamente non tutti la pensano così, sottolineando come sarebbe meglio lasciare un po’ di Puglia in serie A. Questione di punti di vista. Tirerà aria strana tra due settimane al San Nicola, non ci sono dubbi. Se vogliamo un epilogo il linea con una stagione tutta da dimenticare. © Riproduzione riservata


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Stadio S

BARI 21 PUNTI (20°) Vittorie: 4 Pareggi: 9 Sconfitte: 21

4 GOL: Barreto; 2 GOL: Okaka, Rudolf, Ghezzal, Parisi; 1 GOL: Donati, Castillo, Rivas, Kutuzov, Caputo, A.Masiello, Alvarez, Gazzi Ultima vittoria del Bari in casa: 19 Gennaio 1992: 2-1 Alvarez, Okaka Mutti non ha mai battuto Montella

Jean Francois GILLET (media voto 6,18)

Andrea RAGGI

(media voto 5,01)

1 Magg ore 2

ROMA

IN CLASSIFICA

56 PUNTI (6°)

IL CAMMINO

Vittorie: 15 Pareggi: 8 Sconfitte: 10

I MARCATORI

LA CABALA GLI EX LA CURIOSITÀ

12 GOL: Totti; 10 GOL: Borriello; 9 GOL: Vucinic; 4 GOL: Simplicio; 3 GOL: Perrotta; 2 GOL: N.Burdisso, De Rossi, Juan, Menez; 1 GOL: Brighi, Loria, Mexes, Pizarro Ultima vittoria della Roma a Bari: 4 Aprile 2010: 1-0 Perrotta Montella non ha mai battuto Mutti

Francesco TOTTI

IL TOP

(media voto 6,31)

IL FLOP

John Arne RIISE (media voto 5,68)

A disposizione:

25 Padelli, 15 Belmonte, 84 Raggi, 8 Donati, 3 Codrea, 32 Romero, 90 Alvarez

domenica 7 Maggio ore 18,00


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I precedenti

S. Nicola

gio 2011 20,45

a cura dI Maurizio Fontana La Roma torna a Bari ancora una volta a fine campionato, dopo che nelle ultime due occasioni è giunta al San Nicola in piena lotta per lo scudetto. Nel 2001, dopo aver sconfitto i galletti già retrocessi per 4-1, i giallorossi finirono la stagione campioni d’Italia. L’anno scorso, invece, nonostante un rocambolesco successo per 1-0 (il Bari sfiorò più volte il gol e il risultato più giusto sarebbe stato un pareggio), la Roma dovette rinunciare al primato in classifica dopo la pazzesca sconfitta in casa contro la Sampdoria di Cassano. Quest’anno, all’andata il Bari, pieno di infortuni e squalifiche, giocò a Roma una delle partite più gagliarde della stagione, e solo un gol in fuorigioco di Juan riuscì a regalare il successo alla squadra della capitale. © Riproduzione riservata

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RIEPILOGO Partite Vittorie Pareggi Sconfitte

25 12 6 14

Reti segnate Reti subite

37 46


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l'uomo dei di Maurizio FONTANA


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record

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a Roma si identifica, ormai da quasi vent’anni, nel suo giocatore simbolo, quel Francesco Totti che ha accettato di vivere la propria carriera calcistica nella squadra della sua città, quella per cui aveva fatto il tifo fin da bambino, rinunciando alle sirene provenienti da club come Milan e Real Madrid che più volte furono vicini all’acquisto del suo cartellino. In soldoni, il capitano dei giallorossi ha rinunciato ad un ingaggio più cospicuo rispetto a quello che percepisce nella città eterna, ma soprattutto ha, probabilmente, rinunciato a vincere più di quello che è riuscito ad ottenere da quando, nel lontano 1993, ha esordito in serie A. E da allora, da quando prima Boskov poi Mazzone scoprirono il talento straordinario del futuro numero 10 della Roma e della Nazionale, Totti ne ha fatta di strada. E’ riuscito a conquistare uno Scudetto, due

Coppe Italia e due Supercoppe Italiane, una Coppa del Mondo con l’Italia nel 2006 e una Scarpa d’oro nel 2007. Ha infranto tutti i record possibili, prima come giocatore della Roma poi come giocatore del Campionato Italiano, diventando il più fertile realizzatore in attività (lui, che aveva iniziato a giocare da trequartista negli anni si è trasformato in un cecchino irresistibile). Eppure ne ha passate tante, il capitano della Roma, a partire dal brutto infortunio che nel 2006 lo ha quasi portato a rinunciare al Mondiale. E’ uno dei giocatori più osteggiati dalle tifoserie avversarie perchè incarna quella mentalità tipica romana, un po’ goliardica un po’ assonnata, un po’ nervosa perchè vorrebbe riuscire sempre a primeggiare sull’avversario. E’ stato accusato di es-

sere un giocatore violento per alcune reazioni a volte effettivamente eccessive, ma che fanno da contraltare alle grandi doti di umanità e di generosità testimoniate dai numerosi impegni nella solidarietà. Totti, infatti, è ambasciatore Unicef e gestisce una scuola calcio che garantisce l’accesso anche ai bambini meno fortunati di Roma e di alcuni paesi stranieri disagiati. A Bari Totti potrebbe raggiungere un certo Roberto Baggio a quota 205 marcature in serie A. Dopo un avvio di campionato stentato, infatti, il numero 10 giallorosso sta cercando, a suon di gol, di portare i giallorossi a ridosso della zona Champions, alla conquista di un quarto posto che fino a poche settimane fa sembrava insperato e che, invece, passa proprio dallo Stadio San Nicola. Il Bari appena retrocesso proverà a scacciare l’“incubo” dell’uomo dei record. © Riproduzione riservata

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l'ultimo eroe

Jean Francois Gillet, capitano e storico portiere biancorosso, non è stato coinvolto dal naufragio del Bari. E speriamo che non se ne vada…

S

ono passati dieci anni, ma lui è rimasto al suo posto. Tra mille tempeste e qualche giornata di sole, sprazzi di calcio spettacolo e salvezze tirate con i denti, parate necessarie solo a scongiurare fallimenti totali. Eppure nel frattempo Jean Francois Gillet ha calamitato soltanto applausi. E’ diventato l’idolo di ogni stagione per i tifosi biancorossi, un punto di riferimento garantito. A prescindere, come avrebbe detto Totò. Ecco perché,

nei giorni del mesto ritorno in B, il portiere belga merita un capitolo a parte. Lo ha scritto anche in questa malaugurata stagione. Mentre la barca affondava, Gil ha cercato disperatamente di tenerla a galla. Non a caso, sui tabellini sovente ha rimediato voti e giudizi superiori alla sufficienza. Non è riuscito a salvare la serie A, perché da solo non poteva farcela. Ma, per l’ennesima volta, si è confermato un grande. Forse, gli va accreditato soltanto un limite. E’ troppo buono, troppo bravo per fare il capitano. Soprattutto quest’anno, in molti momenti, avrebbe dovuto alzare la voce, farsi sentire di più oltre i confini del terreno di gioco. Perché sarebbe stato necessario cambiare rotta prima, svegliare qualcuno, adoperarsi in modo concreto per evitare una resa così umiliante. Ma, in fondo, è giusto che Gillet vada ampiamente assolto anche per il suo limite caratteriale. Gli immancabili applausi dei pochi tifosi rimasti al San Nicola dicono tutto. Era arrivato con il Bari in serie A e aveva poco più di 20 anni ed un bagaglio ricco di sogni e speranze. Realizzate solo in parte. A fine mese, ne compirà 32. Ha già tra-

di Franco CIRICI

scorso più di mezza carriera in biancorosso. Fino a diventare il fedelissimo di tutti i tempi del Bari. Un’etichetta doc. per il primo portiere straniero della storia biancorossa. Nel frattempo, non ha preso in moglie solo una bella e grintosa ragazza barese, Adriana. Gil ha sposato Bari. Il profumo del mare, i piatti tipici, il dialetto, perfino i difetti della città scorrono nel suo sangue. Impossibile immaginarlo altrove, sotto un’altra bandiera, tra i pali di una porta diversa da quella biancorossa. Eppure, mai come ora, rischia di andar via. Qualche sirena dal suo paese (Standard Liegi e Bruges), la necessità di giocare in un campionato di prima categoria per difendere il posto in nazionale, la possibilità di aiutare il Bari a far cassa con la sua eventuale cessione: tre motivi che potrebbero indurlo a partire. Nessuno potrebbe ostacolarlo, né angosciarlo con i sensi di colpa. Non lo meriterebbe il professionista, nè l’uomo. Ma è pur vero che, in un momento di globale incertezza, il popolo barese del pallone può contare soltanto su una certezza assoluta per il futuro immediato: Gillet. Non può esserci addio per l’ultimo eroe. © Riproduzione riservata


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caro bari, ti aspetto in

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Simone Perrotta, ex di turno nelle fila della Roma, dà l’arrivederci ai biancorossi nella massima categoria di Davide LATTANZI

H

a conosciuto l’amarezza della retrocessione in serie B. Ma ha saputo rialzarsi fino ad arrampicarsi sul tetto del mondo. Simone Perrotta ha giocato nel Bari dal 1999 al 2001. La sua parentesi tra i galletti si chiuse con il tonfo in B. “Ma anche le sconfitte più dolorose aiutano a crescere”, attacca Perrotta. “Il 2001 fu disastroso per me e per il Bari. Un’annata in cui tutto girò storto, proprio come sta accadendo adesso. Tuttavia, non ci si può fermare. Io ebbi la fortuna di ripartire dal Chievo e sono riuscito a togliermi tante soddisfazioni. Anche il Bari adesso deve rialzarsi per riappropriarsi quanto prima della serie A: l’unica categoria che gli spetta”. Si aspettava che i biancorossi potessero retrocedere con così grande anticipo? “Non avrei mai pensato ad un simile crollo. La scorsa stagione il Bari ha giocato il calcio più bello del campionato. E’ difficile giudicare dall’esterno e comprendere quali possano essere stati i problemi. Una cosa, però, è certa: i molteplici infortuni hanno condi-

zionato pesantemente il torneo dei galletti”. Qual è il ricordo più bello legato alla sua esperienza barese? “Il mio primo anno a Bari fu entusiasmante. Malgrado una flessione nel ritorno, gravitammo a lungo nella zona alta della classifica. La notte in cui battemmo l’Inter al San Nicola resta indimenticabile. Il lancio per il gol di Cassano lo feci io. Sono orgoglioso di aver contribuito alla rivelazione di un grande campione”. Che cosa, invece, avrebbe voluto cambiare? “A Bari non ho mostrato le mie qualità. All’epoca pensavo che dipendesse dal fatto che spesso giocavo defilato sulla fascia e non nel mio ruolo naturale. Una posizione che non digerivo affatto. A distanza di tempo, tuttavia, anche quell’esperienza mi è stata utile perché mi ha permesso di accrescere il mio bagaglio tecnico e di esperienza”. Lei è anche barese d’adozione visto che ha ricevuto, in seguito al mondiale vinto nel 2006, la cittadinanza onoraria. Che cosa sente di dire ai

supporter biancorossi? “A Bari sono legato, ho tanti amici in Puglia. Peraltro, quando si ricevono riconoscimenti del genere significa che hai lasciato un ricordo positivo prima di tutto come persona e questo mi fa particolarmente piacere. Ai baresi dico: non mollate. Vi aspetto tra un anno in A”. Stasera prevede vita facile al San Nicola per la sua Roma? “No. Anzi: sarà una gara dura. I giocatori biancorossi vorranno dimostrare di valere la serie A e non faranno sconti. Noi, però, abbiamo bisogno dei tre punti per inseguire la qualificazione in Champions League”. © Riproduzione riservata

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l'angolo di Il trailer della partita "visto dalla Curva" la partita di oggi presentata in maniera insolita, ironica e pittoresca La prematura scomparsa della Serie A. Uno tsunami di debiti che si abbatte sull’A.S. Bari. Calciatori che non segnano nemmeno se li metti davanti alla porta vuota. Cordate che si stringono attorno al futuro come cappi intorno al collo. Insomma: quando pensavamo che le cose non potessero peggiorare, sbagliavamo. La Roma arriva a Bari alla ricerca di un posto in Europa. La Bari sfida la Roma alla ricerca di un risultato utile. Almeno per fare un po’ di preparazione. Che sappiamo tutti che l’unica partita di valore che resta da giocare sarà sì contro i giallorossi. Ma non questi. Quegli altri. I sogni infranti si trasformeranno un’altra volta in fischi che pioveranno dalle gradinate verso il campo,

dove giocavano i nostri beniamini. Perché quelli che un tempo erano gli idoli dei tifosi, oggi sembrano più dei professionisti prezzolati. Una specie di escort, insomma. Ma senza fascino femminile. E nemmeno bravi a fare il loro lavoro. Insomma, non farebbero strada nemmeno in politica. Questo e altro ancora in campo oggi per Bari-Roma, sfida che non ha proprio niente da dire. Non vedete l’ora di sapere come andrà a finire? Ma siete sicuri? Che tanto sempre in Serie B dobbiamo andare. Però, dite voi, giacché siamo venuti, almeno ci guardiamo la partita. E allora abbassate il giornale e guardatevela. Ma io vi ho avvisato. Forza Bari. Sempre. Pasquale Laricchia

Anche in Serie B continueremo a tifare Bari! Torneremo presto in A! Invia anche tu le tue foto allo Stadio a info@ilnuovogalletto.it

Reg. trib. Bari n. 34 del 14/09/2009 Direttore responsabile: Vincenzo Tamborra www.ilnuovogalletto.it - redazione@ilnuovogalletto.it SOCIETA’ EDITRICE E CONCESSIONARIA PUBBLICITA’

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la voce del tifoso

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