Page 1

Anno 2 - Numero 35 10 Aprile 2011

Periodico Diffusione gratuita

la voce del tifoso di Enzo TAMBORRA

S

ei mesi e mezzo senza vincere al San Nicola. Se qualcuno lo avesse detto dopo il successo al debutto stagionale contro la Juventus, l’avrebbero rinchiuso in un manicomio. Ed invece è accaduto sul serio. Roba da matti. Dopo l’eurogol di Donati contro i bianconeri, c’è stata un’altra vittoria contro il Brescia: era il 26 settembre e faceva caldo come d’estate. Sono trascorsi un autunno e un inverno, il Bari non ha più vinto davanti ai suoi tifosi, che pure in quattordicimila gli avevano accordato fiducia incondizionata facendo l’abbonemento. Ecco, il senso del tradimento è proprio nella sproporzione tra i fedelissimi e i punti conquistati dai biancorossi allo stadio. Un calvario senza precedenti, perchè mai nella sua storia il Bari aveva dovuto

attendere così a lungo per vincere in casa. Se a Cagliari Cellino, dopo la netta sconfitta contro il Palermo, ha sentito il dovere di scusarsi con i tifosi regalando il biglietto per la gara successiva, cosa dovrebbe fare Matarrese (o chi per lui) per risarcire il danno a chi a cuore le sorti del Bari ? Probabilmente molti di quelli che si sono dovuti bere sciroppi amari uno dopo l’altro, la prossima stagione non verrebbero allo stadio neppure gratis. Ma a chi avrà la bontà di non abbandonare la squadra, bisognerà pensare ad un bonus davvero speciale. Oggi, intanto, sarà il caso di infrangere il tabù più inatteso. Quasi certamente non servirà per la classifica, ma chi scenderà in campo si metta nei panni di chi da mesi non vede che sconfitte e pareggi. © Riproduzione riservata


3

www.ilnuovogalletto.it 10 Aprile 2011 Stadio San Nicola ore 15.00

il grande assente di Enzo TAMBORRA

T

redici partite, quattro gol. Tutto qui, il Barreto stagione 2010-2011. L’uomo dei sogni è l’emblema dell’incubo vissuto dal Bari e dai suoi tifosi. Con le sue accelerazioni ed i suoi colpi di genio avrebbe dovuto esaltare la squadra, ed invece la sua stagione è solo un cumulo di infortuni e di inutili attese. Ventura, dopo il primo stop per i soliti problemi muscolari, lo aspettava come regalo di Natale, ed invece non lo ha mai più visto giocare. Qualche settimana fa, dopo il lungo recupero dal secondo infortunio, sembrava finalmente sul punto di rientrare. Mutti lo aveva addirittura messo in lista di attesa per la sfida di Parma. Niente da fare. Altro crack muscolare e nuovo viaggio della speranza a Barcellona. Stagione finita, c’è poco da discutere. E’ stato

il grande assente di questo campionato, molti tifosi sono arrabbiati con lui. Gli hanno dato persino del mercenario, perchè tra un infortunio e l’altro aveva trovato il tempo di fare le visite mediche per la Fiorentina. Una cosa è certa: al Bari è mancato da morire. Con una semplice proiezione, sarebbe bastata la media gol della sue rare presenze stagionali, per garantire al Bari una decina di reti. Forse non sarebbero stati sufficienti a tirarlo fuori dai pasticci, ma l’avrebbero tenuto in linea di galleggiamento con le altre pericolanti. E stavolta non si tratta del classico senno di poi, ma di qualcosa vicina ad un certezza, considerando le potenzialità del brasiliano. Togliete Di Vaio al Bologna o Pellissier al Chievo, per rendervi conto di cosa ci siamo persi. © Riproduzione riservata


5

www.ilnuovogalletto.it 10 Aprile 2011 Stadio San Nicola ore 15.00

fate presto, se potete... Il futuro del Bari è avvolto da un enorme punto interrogativo. Ma per mille motivi l’orizzonte andrebbe schiarito alla svelta.

C

he ne sarà del Bari? La domanda è tanto semplice quanto intrisa di legittime apprensioni. La cordata degli imprenditori baresi, se mai prenderà corpo e sostanza, e l’interesse degli americani (Florida Real Tv) hanno aperto un varco. Eppure la luce in fondo al tunnel è tutt’altro che visibile. Più di una sensazione: il lavoro, pur lodevolissimo, di Domenico De Bartolomeo (incaricato dalla famiglia Matarrese di sondare il territorio, alla ricerca di forze economiche da innestare nel club

biancorosso), sarà ricco di ostacoli e di presumibili difficoltà. Non resta che attenderne gli sviluppi con una consapevolezza: i Matarrese non hanno alcuna intenzione di rilanciare nell’impresa calcio. Anche il presidente Vincenzo Matarrese, l’unico della famiglia che negli ultimi anni ha insistito caparbiamente al timone del Bari, è stanco, sfiduciato, deluso. Dai risultati, dalle persone a cui ha offerto fiducia a piene mani (l’ultimo della serie è stato Giampiero Ventura), anche dai suoi innegabili errori di valutazione. Impensabile che smaltisca tutto in fretta e torni alla carica. Come è difficile ritenere che i suoi parenti riescano e vogliano, se le cordate non sortissero gli effetti auspicati, a risollevare il Bari soltanto con le proprie forze. Occorrono milioni, tanti milioni. A cominciare da metà maggio, allorchè occorrerà pur riconoscere ai calciatori il primo trimestre di ingaggi del 2011. Può succedere davvero di tutto, ed il contrario di tutto.

Dal 1977 (quando i Matarrese rilevarono la società biancorossa) non c’è mai stato un momento così critico, nebuloso, indecifrabile. Ma un futuro dovrà pur esserci per questo Bari. Chiunque abbia le carte in regola per cominciare a scriverlo, però, sarà bene che non perda altro tempo. Già più volte in passato il Bari ed i suoi tifosi hanno pagato a caro prezzo un attendismo esasperato. Ultimo esempio, la scorsa primavera. Quando sarebbe bastato chiudere qualche mese prima (a febbraio, non a maggio inoltrato) l’era Perinetti, per programmare con la necessaria tempistica il nuovo progetto tecnico. Il Bari era già abbondantemente in salvo, dopo il blitz dell’Olimpico nella tana della Lazio. Eppure don Vincenzo tergiversò. Perse tempo, occasioni e, forse, gli

di Franco CIRICI

uomini più idonei per disegnare opportunamente una squadra in grado di difendere il posto al sole della serie A. Un anno dopo, se il Dio del Pallone non ribaltasse un destino già segnato, il Bari ha davanti la prospettiva della serie B. Ma anche ora ha un buon margine di tempo da ottimizzare, per decidere come e con chi ripartire: tecnici, dirigenti e calciatori adatti alle esigenze del torneo cadetto. Già, prima sarà necessario stabilire quali saranno i padroni del vapore. Ma, fate presto. Se potete… © Riproduzione riservata


Ora ci sono tre ottime ragioni in più per amare un Mac. I nuovi iPhoto, iMovie e GarageBand. Li trovi tutti in iLife ’11. E in ogni nuovo Mac. Su un Mac è facilissimo fare cose incredibili con le tue foto, i tuoi video e la tua musica. Trasforma i tuoi scatti in fantastici fotolibri e biglietti in rilievo, e condividili in modi nuovi. Crea un trailer da cinema. Registra un pezzo esaltante o prendi nuove lezioni di chitarra e di piano. Vieni da C&C Consulting. Ti mostreremo tutto quello che puoi fare con i nuovi iPhoto, iMovie e GarageBand.

C&C Consulting BARI - Corso Vittorio Emanuele, 32-32/A - Tel. 080 573 98 38 - Fax 080 524 43 81 LECCE - Via Zanardelli, 44 - Tel. 0832 45 44 42 - Fax 0832 45 44 39 www.cecconsulting.it - info@cecconsulting.it

TM e © 2010 Apple Inc. Tutti i diritti riservati.


7

www.ilnuovogalletto.it 10 Aprile 2011 Stadio San Nicola ore 15.00

bari, sei vittorie per la rimonta Gionatha Spinesi, ex bomber dei biancorossi e dei siciliani considera i galletti ancora in corsa per la salvezza

di Davide LATTANZI

Gionatha Spinesi, che gara sarà Bari-Catania? “Una bella partita. Il Catania ha un buon margine sulla zona pericolo, ma per caratteristiche non è in grado di speculare e giocherà a viso aperto. Il Bari, invece, dovrà metterci tutte le energie possibili per mantenere viva la speranza. Come valori i biancorossi non valgono l’ultimo posto, la differenza in negativo è venuta dall’altissimo numero di infortuni. Tuttavia, le chance di permanenza non sono del tutto svanite. Insomma, oggi sarà uno scontro tra caproni. Chi sferra l’incornata più forte vincerà”.

Crede davvero che il Bari possa centrare il miracolo? “Bisogna crederci. La vittoria di domenica scorsa a Parma può infondere carica ed il calendario è alla portata. Servirebbero sei vittorie in sette turni per restare in serie A. E’ difficile, ma in fondo se il Napoli può ambire allo scudetto lottando con due corazzate come Milan e Inter, perché il Bari non dovrebbe sperare nella rimonta?”. Ha trascorso sei stagioni al Bari. Si è fatto un’idea del perché i biancorossi non riescano a stabilizzarsi in serie A? “Non è un problema che riguarda solo il Bari. Per consolidarsi nel massimo campionato occorre restarci per quattro o cinque stagioni di fila. Si cresce nella considerazione generale. Purtroppo, basta un solo capitombolo per ricominciare tutto daccapo”. Da questo punto di vista il Catania è sulla buona strada per diventare una realtà fissa sul palcoscenico più prestigioso? “E’ una società che ha compreso la strada da seguire. Si punta molto sulla compattezza che nel calcio è decisiva. In

più, Lo Monaco è uno dei migliori ds d’Italia. Si è orientato su un mercato ricco di talento come quello sudamericano pescando a prezzi moderati elementi di grande qualità”. 125 presenze e 52 gol nei sei tornei a Bari, 121 gettoni e 49 reti nel quadriennio di Catania. Quali sono i ricordi più intensi delle due esperienze? “A Catania è stato tutto bello. La promozione in A del 2006 rappresenta il picco dell’emozione. A Bari sono stato bene, mi sono affermato nel grande calcio, ho instaurato un bel rapporto con i tifosi. Non posso, però, dire lo stesso della società: nel 2004 non trovammo l’accorso per il rinnovo del contratto e fui messo fuori rosa per la seconda parte del campionato. Un’umiliazione che non dimentico”. Pur essendo classe 1978 già da due anni ha lasciato il calcio. Perché? “E’ un mondo in cui non mi ritrovavo più. E quando si perde la passione è inutile continuare. Non è stata una scelta sofferta. Ora mi godo la mia famiglia e sono felice”.

SERVIZI GRATUITI PER I NOSTRI CLIENTI www.studiodicarne.it

Consulenza Fiscale - Consulenza Finanziaria Consulenza del Lavoro Scadenziario Fiscale Personalizzato Rateizzazioni Cartelle Esattoriali Pagamento on-line dei Tributi

Da oggi anche “CONSULENZA LEGALE” Dott. NICOLA DI CARNE

Commercialista - Revisore Contabile - CAF

V.le L. Einaudi, 3 - 70125 BARI - Tel. 080.5027586 - Fax 080.5675250 - info@studiodicarne.it

© Riproduzione riservata


8

www.ilnuovogalletto.it

Stadio S

BARI

CATANIA

20 PUNTI (20°)

IN CLASSIFICA

35 PUNTI (14°)

Vittorie: 4 Pareggi: 8 Sconfitte: 19

IL CAMMINO

Vittorie: 9 Pareggi: 8 sconfitte: 14

4 GOL: Barreto; 2 GOL: Okaka, Rudolf, Ghezzal, Parisi; 1 GOL: Donati, Castillo, Rivas, Kutuzov, Caputo, A.Masiello Ultima vittoria del Bari in casa: 9 aprile 2005: 1-0 nessuno Mutti non ha mai battuto Simeone.

Jean Francois GILLET (media voto 6,18)

Marco ROSSI

(media voto 5,01)

10 Apr ore 1

I MARCATORI

LA CABALA GLI EX LA CURIOSITÀ

7 GOL: Maxi Lopez; 4 GOL: Silvestre; 2 GOL: Bergessio, Gomez, Lodi, Terlizzi; 1 GOL: Antenucci, Capuano, Ledesma, Llama, Mascara, Morimoto, Pesce, Ricchiuti Ultima vittoria del Catania a Bari: 17 Settembre 2005: 2-0 Marchese Simeone non ha mai battuto Mutti.

Matias SILVESTRE

IL TOP

(media voto 6)

IL FLOP

Nicolas SPOLLI (media voto 5,76)

A disposizione:

25 Padelli, 52 Glik, 7 Rivas, 3 Codrea, 8 Donati, 90 Alvarez, 24 Kopunek

Stadio Manuzzi domenica 17 Aprile ore 15,00


9

www.ilnuovogalletto.it

I precedenti

S. Nicola

rile 2011 15,00

a cura del mensile Il Bari RIEPILOGO er la quarta volta a Bari si gioca la sfida col Catania in P serie A . La prima, il 07.05.1961 capitò proprio dopo la strepitosa vittoria dei biancorossi a San Siro per 3-1 contro il Milan. Il Catania, purtroppo, vinse per 1-0. Due anni e mezzo dopo il 27.10.1963, per uno 0-0 bissato l’anno scorso il 3 ottobre 2009. S ei vittorie del Catania a Bari: la più clamorosa è stata quella di metà dicembre 1980 per 4-1. Il Bari era andato in vantaggio dopo 7’con Serena, il Catania poi straripò segnando con Piga, Mosti, Bonesso e Barlassina. L ’ultimo successo del Bari è di aprile (9/4/2005) di sei anni fa con un gol decisivo di Carrus (1-0) nel secondo tempo. La prima vittoria del Bari sul Catania risale, invece, al 24.03.1957 in B, 1-0 con rete di Farinelli al 24’del primo tempo. Finora il Bari non è mai riuscito a segnare più di 2 gol al Catania. © Riproduzione riservata

A disposizione:

1 Kosicky, 24 Pesce, 16 Llama, 8 Ledesma, 18 Augustyn, 17 Gomez, 15 Morimoto. All’indirizzo www.ilnuovogalletto.it troverai tutti i giornali sfogliabili! Iscriviti alla nostra pagina ufficiale su Facebook (circa 4400 fan)! www.twitter.com/ilnuovogalletto

www.facebook.com/ilnuovogalletto

Partite Vittorie Bari Vittorie Cesena Pareggi

22 8 6 8

Reti Segnate dal Bari Subite dal Bari

20 21


11

www.ilnuovogalletto.it 10 Aprile 2011 Stadio San Nicola ore 15.00

sempre sorprendenti di Maurizio FONTANA

I

nutile nascondersi. Il Catania è ormai una realtà della Serie A italiana. Ogni anno parte come formazione spacciata. Si è indebolita, dicono i più. Invece, nonostante qualche affanno di troppo, anche in questa stagione ha saputo risalire la china e ipotecare - quasi - l’ennesima salvezza, conquistata praticamente tra le mure amiche. Ironia della sorte, ancora una volta è stato il Palermo a sancire l’avvicinamento della permanenza in Serie A. Con una vittoria schiacciante nel derby di Sicilia, infatti, i Catanesi hanno segnato un solco importante che li separa dalla zona retrocessione, dando ragione a chi, tra lo scetticismo generale, si è affidato ad un neofita della panchina qual è il “cholo” Simeone, celebre per i suoi trascorsi di calciatore (in Italia con Pisa, Lazio e Inter), meno per le sue performances da allenatore. Privati del giocatore simbolo Mascara, approdato alla corte dell’altra grande sopresa del campionato, quel Napoli di Mazzarri che sta dando del filo da torcere a Milan e Inter, i catanesi hanno pian piano

recuperato punti preziosi, sfruttando appieno le intuizioni di un ds, Lo Monaco, considerato tra i più esperti ed affidabili della serie A. Meno esuberante della passata stagione, la “punta di diamante” del Catania, Maxi Lopez, è uno dei giocatori più temuti questo pomeriggio al San Nicola. Spesso imprendibile, la punta argentina è dotata di un gran senso del gol ed è un attaccante completo e moderno. Il Bari visto a Parma e nelle ultime giornate, quel Bari capace di sfiorare il miracolo allo Stadio Meazza contro il Milan di Allegri, potrebbe arginare i siciliani e cercare di dare un seguito al successo di Parma, per tentare un’impresa che sarebbe senza precedenti nella storia del calcio italiano. Ancora sette finali, occorre vincere oggi per alimentare ulteriori speranze. © Riproduzione riservata

HABITAT HABITAT SERVICE S.R.L. | via campo sportivo 24 - terlizzi.ba habitatservice.com - info@habitatservice.com


Nuova BMW Serie 6 Cabrio

www.bmw.it

Concessionaria BMW

Baldassarre Motors

BARI - via F.lli Philips, 5 tel. 080 5384111 BARLETTA - via dell'Euro, 36 - tel. 0883 334186 F OGGIA - S .S . 16 Km . 683,600 - Z on a AS I - te l. 0881 630611

Piacere di guidare

www.baldassarremotors.bmw.it


13

www.ilnuovogalletto.it 10 Aprile 2011 Stadio San Nicola ore 15.00

ma mi faccia il piacere Le squadre italiane hanno collezionato figuracce e batoste in Europa. I padroni del vapore capiranno che è il momento di voltar pagina?

di Tiziano TRIDENTE

di Franco CIRICI

M

ancava solo l’Inter all’appello dei senza vergogna. Ai quarti di finale hanno provveduto anche i nerazzurri di Leonardo… stavolta per Cambiasso e soci sarà quasi impossibile ribaltare in Germania, il verdetto scritto al Meazza. E così il drappello italiano sta per lasciare il palcoscenico europeo, come una semplice comparsa. Tutte eliminate, molto prima dei fuochi finali. Il Milan come la Roma, il Napoli come l’Inter e la Juventus. I nostri club più blasonati sono stati bastonati a dovere, praticamente da chiunque. L’Inter mondiale di Mourinho è roba di qualche mese fa, ma sembra già uno sbiadito ricordo. E comunque le imprese di quello squadrone nerazzurro, infarcito di campioni stranieri, appartenevano ben poco al calcio italiano. Già, dove siamo finiti? Dov’è il campionato più bello del mondo? Si è semplicemente tra-

sferito da un’altra parte. In Spagna o, se preferite, in Inghilterra. Laddove il calcio regala più spettacolo, emozioni e gioco. Laddove gli stadi sono più moderni e, soprattutto, molto più pieni rispetto ai nostri. Dove i tifosi più caldi restano sempre al loro posto e non sbagliano più. Ecco, per riconquistare un ruolo di primo piano a livello continentale, sarà bene che il calcio italiano riparta proprio dagli stadi e dai tifosi. Non a caso Fabio Capello, qualche giorno fa a Turi, ha messo il dito sulla piaga. “Gli stadi italiani sono vecchi, obsoleti e deserti – ha detto il c.t. della nazionale inglese -. Mentre i nostri ultras devono tifare, non più delinquere”. Il dibattito è aperto. Ci saranno certamente ultras e ultras, a generalizzare si fa sempre peccato. Ma, inutile negarlo, il problema in Italia esiste. Come è evidente la necessità che, pian piano, gli stadi diventino di proprietà dei club. Due tasselli per un nuovo mosaico. Che non potrà, ovviamente, prescindere da un’accuratissima analisi tecnica. Vero è che il calcio italiano non sforna gioielli da una vita: Totti e Del Piero, pur essendo arrivati ai confini della pensione,

continuano a far la differenza. Un motivo ci sarà. Quale? Basterebbe chiedersi perché mai le nostre società, non solo le big, continuano a riempire le tasche di calciatori di livello pressochè mediocre. Perché mai il monte ingaggi della maggior parte di club di serie A raggiunge l’80% (nella migliore delle ipotesi) degli introiti annuali. Evidentemente i padroni del vapore hanno pensato di costruire le proprie squadre, solo con il contributo del dio denaro. Piuttosto che con le idee, con la capacità di fare calcio. Fatta eccezione per l’Udinese ed il Chievo nel massimo campionato, per il Varese ed il Novara in serie B, il resto è noia. O meglio, piattume. D’accordo, una vincerà lo scudetto, l’altra arriverà seconda, un’altra ancora alzerà la Coppa Italia. Evviva! Ma, se i nostri dirigenti non cambieranno il modo di leggere il calcio, se non si investirà seriamente sui settori giovanili (soprattutto sugli istruttori), continueremo ad essere bravi solo nel nostro orticello. Ma, mi faccia il piacere! © Riproduzione riservata


14

www.ilnuovogalletto.it vs

ripartiamo da qui.

di Davide LATTANZI

Ecco i sette giocatori che potrebbero costituire l’ossatura del prossimo Bari

P

iazza pulita sì, ma con le dovute eccezioni. Dopo un torneo così deludente, è scontato che il Bari dovrà cambiar ra d i c a l m e n t e pelle. L’80% della rosa biancorossa finirà sul mercato. E non potrebbe essere altrimenti data la pressoché certa retrocessione in B. Da alcuni pezzi pregiati (Andrea Masiello,

Belmonte, Barreto, forse Donati) si tenterà di far cassa per ripianare i conti in rosso, l’avventura di altri, invece, è al capolinea per scadenza di prestito (Padelli, Raggi, Rossi, Codrea, Kopunek, Romero, Okaka) o di contratto (Parisi, Galasso, Rinaldi). Tuttavia, da qualcuno bisognerà pur ripartire. Un punto fermo, però, dovrebbe essere capitan Gillet, recordman di presenze in biancorosso. L’attaccamento alla maglia del 31enne di Liegi è fuori discussione. L’incognita, però, deriva da alcune richieste di mercato provenienti dal Belgio (Standard Liegi e Bruges) che potrebbero tentare il numero uno al ritorno in patria. Dovrebbe restare pure Alessandro Gazzi, altro fedelissimo in virtù delle sue sette stagioni a Bari. Il 28enne

centrocampista è una garanzia, ma se giungesse

un’offerta d a l l a massima serie, sarebbe difficile trattenerlo. Meriterebbe un’altra chance Kamil Glik che ha lasciato intravvedere interessanti doti fisiche e di applicazione. La sua conferma, peraltro, avrebbe costi contenuti (600mila euro per riscattarne la metà dal

Palermo), ma il difensore polacco non vorrebbe rinunciare ad un palcoscenico prestigioso p ro p r i o nella sta-

gion e c h e c o n d u r rà all’Europeo in programma nella sua terra ed in Ucraina. Non è dispiaciuto nemmeno Simo-

ne Bentivoglio, elemento utile poiché in grado di ricoprire quasi tutti i ruoli del centrocampo. Su di lui il Bari vanta il diritto di riscatto per l’intero cartellino: occorrerà discuterne con il Chievo. Con il Siena, invece, si parlerà della comproprietà di Ghezzal: l’algerino percepisce un ingaggio importante (oltre 600mila euro), ma è pur vero che la sua qualità farebbe comodo in B. Così come tornarebbe utile Rudolf, capace di disimpegnarsi da prima o seconda punta e dotato di discreto fiuto del gol. L’ungherese potrebbe finire nei vari discorsi che si intavoleranno con il Genoa (interessato ad Andrea Masiello e Belmonte), anche se finora è apparso riluttante alla discesa di categoria. E’ tutto del Bari, invece, Erik Huseklepp. Il norvegese ha numeri interessanti, ma vanta anche diversi estimatori, soprattutto all’estero. E se giungesse una buona offerta, il club biancorosso lo lascerà partire. Un caso a parte, infine, riguarda Almiron che ha dichiarato di voler restare. Un’eventualità possibile soltanto se si troverà una soluzione per spalmare su più anni l’oneroso ingaggio (oltre un milione) dell’argentino. Certo, un Almiron in forma sarebbe un lusso per la B. Ma se il sudamericano non superasse i mille problemi accusati in questa stagione, la spesa varrebbe l’impresa? © Riproduzione riservata


15

www.ilnuovogalletto.it 10 Aprile 2011 Stadio San Nicola ore 15.00

l'angolo di Il trailer della partita "visto dalla Curva" la partita di oggi presentata in maniera insolita, ironica e pittoresca La vendetta è un piatto che va servito freddo. Le quattro pappine prese a Catania l’anno scorso bruciano ancora. Il campionato è ormai compromesso. Ma la Bari non lascerà nulla alle avversarie. Lo hanno capito anche a Parma. La sfida è utile solo all’orgoglio. La Bari affronta il Catania del Cholo Simeone. Che a giudicarlo dal soprannome deve essere amico del Nacho Castillo. E quindi non ci sta simpatico. Duelli entusiasmanti attendono gli spettatori: Rudolf e Huseklepp cercheranno di mangiarsi altri gol per eccesso di egoismo. Mentre Belmonte e compagni cercheranno di arginare il talento di Maxi Lopez. Che è la versio-

ne argentina del Maxi Bon. La salvezza è passata da improbabile a impossibile. O quasi. Mutti cercherà comunque di vendere cara la pelle. E dagli spalti ci aspettiamo una buona prestazione. E poi è partito il toto scommesse: chi sarà il prossimo a picchiare Marco Rossi? Questo e altro ancora in campo oggi per Bari-Catania, sfida da bassifondi della classifica. Per la Bari è questione d’onore. Per i siciliani di sopravvivenza. Io faccio il tifo per l’onore. Ovviamente. Non vedete l’ora di sapere come andrà a finire? Allora abbassate il giornale e godetevi la partita. Forza Bari. Sempre. Pasquale Laricchia

Antonio e Giuseppe abbonati ed assidui tifosi della nord. Non importa la serie o la posizione di classifica, loro saranno sempre lì a sostenere i galletti. Invia anche tu le tue foto allo Stadio a info@ilnuovogalletto.it

Reg. trib. Bari n. 34 del 14/09/2009 Direttore responsabile: Vincenzo Tamborra www.ilnuovogalletto.it - redazione@ilnuovogalletto.it SOCIETA’ EDITRICE E CONCESSIONARIA PUBBLICITA’

Password s.n.c di Gesù Domenico e Di Summa Antonio via delle Murge, 65/A - 70124 Bari Tel. +39 080 5046293 - fax +39 080 5672586 www.passwordweb.it - info@passwordweb.it

la voce del tifoso

FOTOGRAFIE 601 N.34th Street - Seattle, WA 98103 - USA www.gettyimages.com

SEDIT

BlueBox s.a.s. di Maurizio Fontana & c. Via Camillo Rosalba 41/A Tel. +39 080 9146214 - fax +39 080 9146376 www.blue-box.it - info@blue-box.it

Periodico Diffusiona gratuita

STAMPA

Servizi Editoriali S.r.l. Via delle Orchidee 1 A.S.I. - 70026 Modugno Tel. +39 080 5857439 - fax +39 080 5857427 www.sedit.biz - info@sedit.biz

PER LA VOSTRA PUBBLICITÀ: marketing@ilnuovogalletto.it - Tel. 0805046293 - 3331350404 - 3396042123


Il Nuovo Galletto n.35  

IL n.35 del giornale distribuito gratuitamente allo stadio San Nicola di Bari.

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you