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Anno 2 - Numero 29 9 Gennaio 2011

Periodico Diffusione gratuita

la voce del tifoso

di Enzo TAMBORRA

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a vittoria nel derby ha riportato il Bari dentro il campionato, regalando ai tifosi biancorossi la più bella Befana che si potesse immaginare. A Lecce si poteva sprofondare, una sconfitta avrebbe avuto effetti devastanti, mettendo il Bari fuori dai giochi. Ed invece i tre punti che mancavano da cento giorni, sono arrivati nel pomeriggio giusto. In un colpo solo il Bari ha rotto il digiuno, ha accorciato la classifica e ha dimostrato che se gioca con una formazione appena dignitosa, ha qualcosa in più delle altre pericolanti. Ad aprire

il cuore a nuova speranza, è anche l’inserimento a tempo di record non solo di Okaka, in gol dopo appena un allenamento con Ventura, ma dello stesso Glik, che è sembrato già pronto nonostante a Palermo non avesse mai giocato. Vittorie come quella di giovedì, possono dare una spinta incredibile, anche sul mercato, dove bisogna insistere. A distanza di poche ore, si scende nuovamente in campo e si ha il dovere di riprovarci. I problemi non sono certo stati risolti in novanta minuti, ma se si facesse il bis il futuro sembrerebbe meno complicato. Con il Bologna bisogna giocare come se fosse un altro derby. Solo così potrà iniziare per il Bari un nuovo campionato. © Riproduzione riservata


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PRIMA DEL VIA...

il diavolo e le altre di Franco CIRICI

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l massimo campionato si presenta al giro di boa con una novità rivoluzionaria rispetto alle più recenti stagioni. Lo strapotere italico dell’Inter è finito. Lo scettro del comando si è spostato sull’altra sponda di Milano. Onore al merito di Allegri, capace di dare gioco ed equilibrio ai tanti campioni rossoneri, nonché di dimostrare al padrone del vapore (Berlusconi) che si può vincere e divertire anche con tre mediani. Il diavolo rossonero, peraltro, riparte con un Cassano in più ed un Ronaldinho in meno. L’equazione è semplice. Se Fantantonio (di solito avvezzo a collezionare simpatie

e numeri di alta scuola all’inizio delle sue nuove avventure) si rivelasse un valore aggiunto, il Milan correrà di filato verso lo scudetto. In caso contrario, spunteranno ostacoli al momento imprevisti. La sensazione è che, nonostante i distacchi siano ancora lievi e facilmente colmabili, questo campionato sia nelle mani di Ibra e soci. La sosta natalizia ci ha regalato un milanista in più, al gran tavolo delle pretendenti: Leonardo. Ragazzo intelligente, ma anche tecnico tutt ’altro che sprovveduto. Non a caso il brasiliano ha intrapreso la carriera in panchina, partendo dall’alto. Prima il Milan, ora l’Inter. Raro trovare precedenti in materia di allenatori. Non si può dire che non sia un uomo baciato dalla fortuna. Leonardo, però, è chiamato subito ad un impegno gravoso: deve rimettere su la corazzata nerazzurra. Riallacciare i fili del discorso, spezzati dalla breve gestione Benitez. Tornare a vincere in Italia e, facile immaginare i desideri del suo patron, continuare a farlo in Champions League. Almeno sulla carta, l’Inter pare ancora la rivale più accreditata del Milan. La classifica, invece, racconta un’altra storia. Quella, per certi versi sorprendente, di Napoli, Juventus e Lazio. Tre regi-

nette che hanno tutte le intenzioni di non mollare l’osso, fino in fondo al rettilineo. Ognuna delle tre, tuttavia, dovrà ottimizzare il mercato bis per rendersi ancor più competitiva nelle alte sfere. Poi c’è la Roma. La più imprevedibile delle grandi. Capace di rovinarsi la vita, per via di un ambiente perennemente oltre le righe, ma anche di battere il Milan al Meazza. Se chiudesse il girone di andata vincendo anche a Genova (contro la Samp), si farebbe largo nella lotta al vertice. Andrà ancora avanti a lungo la burrascosa storia tra Zamparini e Rossi? Una cosa è certa: l’ambizioso progetto - Palermo avrebbe bisogno di un pizzico di pace, per crescere meglio. Ma se dopo ogni pareggio, il presidente rosanero continuasse a tuonare, non sarebbe alla portata nemmeno l’accesso in Europa League. Fiorentina – Brescia e Parma – Cagliari possono regalare una porzione di tranquillità a chi la spunterà. I padroni di casa partono con un leggero vantaggio. Tutto da verificare se sapranno capitalizzarlo sul campo. Mentre il Genoa di Ballardini va a Cesena per capire di che pasta è fatto. Se è davvero lievitato, deve vincere. © Riproduzione riservata

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O R E T S IL MI di Enzo TAMBORRA

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a cos’ha Almiron ? Se lo chiedono da mesi i tifosi, orfani di quello che in un battere d’occhio era diventato il loro beniamino. Ma se a chiederselo è anche Ventura, ecco che la perdurante assenza dell’argentino, prima per problemi virali poi per per un risentimento muscolare, diventa un vero e proprio mistero. “Al polpaccio non gli hanno trovato nulla. Non so”, la frase sibillina pronunciata dal tecnico ligure, prima del derby di Lecce. Certo è che la stagione dell’argentino ha preso una piega davvero strana. Dopo le prime due gare strepitose contro Juventus e Napoli, di lui si sono smarri-

te le tracce. Anzi, ad essere più precisi, è ricomparso in occasione di quella insolita conferenza stampa durante la quale giurò di non essere mai andato a letto con le mogli dei compagni di squadra, per porre freno alle chiacchiere da bar che da giorni giravano sui siti in città. A tutti sembrò il ruggito del leone ferito, ma pronto a tornare ad azzannare. Ed invece da allora Almiron è praticamente sparito, svanendo tra infermeria e palestra. Dopo le frasi di Ventura, che si chiarisca subito cosa sta accadendo, per non alimentare nuove ed inutili polemiche. Il Bari ha investito tanto sull’argentino e lui aveva promesso amore eterno alla città ed ai tifosi. Ed invece Almiron non c’è più e la squadra non è più la stessa. Fosse un altro giocatore, ce ne faremmo una ragione. Ma per l’impegno che aveva preso, giusto pretendere la verità. © Riproduzione riservata

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e proprio tutta colpa della iella?

di Franco CIRICI

Tanti, troppi, infortuni hanno condizionato la stagione biancorossa. Non è più il caso di tirare in ballo solo il fato.

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a tiritera della sfiga è durata fin troppo a lungo per essere ancora credibile. Quantomeno al cento per cento. Un ritornello che ha finito per azzerare ogni possibile analisi critica sulla prima parte del campionato. Spesso e volentieri, soprattutto dal decimo turno in poi, Ventura ha dovuto rinunciare almeno a mezza dozzina di titolari, bloccati ai box da guai di svariata natura. In certi casi, a Catania come a Roma ed ancora a Genova contro la Sampdoria, gli assenti sono stati ancor più numerosi. Con l’inevitabile ruzzolone in classifica, accompagnato da una cruda realtà: il giocattolo biancorosso è andato in frantumi. Nel senso più letterale. Colpa della malasorte, si è detto e creduto. Raramente nella storia del calcio una squadra era stata così falcidiata dagli infortuni, si è detto e creduto. E il refrain è stato riproposto stancamente, in attesa della sosta natalizia. Nella speranza, ancora viva, dei rinforzi. Ancor più, nella certezza del recupero dei pezzi da novanta bloccati in infermeria. Ebbene, ora Natale e Capodanno sono

alle spalle. Ma nel frattempo Barreto si è nuovamente fermato, Salvatore Masiello idem, e Ghezzal come sopra. Non solo. Durante il ritiro di Roma, negli spiccioli del 2010, i vari Almiron, Alvarez e Parisi hanno proseguito a lavorare in modo differenziato. Ovvero, la musica (stonatissima) non è cambiata. Ripassare taluni dati fa rabbrividire. Salvatore Masiello si è visto solo mezza dozzina di volte in questo campionato, è out dal match casalingo con l’Udinese. La sua alternativa sulla sinistra, Parisi, ha saltato quattro partite. Lo stesso numero di forfait collezionato da Almiron, che peraltro quando ha giocato non si è mai espresso ai livelli dello scorso campionato. Ancor più imbarazzante il quadro della prima linea. Barreto ne ha saltate quattro e rischia di saltarne il doppio. Castillo non si vede dalla trasferta di Firenze, Kutuzov è rientrato con il Palermo, dopo oltre un mese di stop,

Ghezzal è in panne dalla sfida casalinga con l’Udinese. E l’algerino è atteso da un’ulteriore, lunga, sosta. Sarebbe troppo facile sparare sulla croce rossa, distribuire responsabilità alla cieca. In vero, Giampiero Ventura si avvale della collaborazione di professionisti che, non più tardi dello scorso anno, hanno meritato soprattutto elogi. E’ altrettanto vero, però, che quest’anno i conti non sono tornati. Qualcuno dovrebbe abbattere il paravento della malasorte, e spiegare ai tifosi i motivi reali dell’interminabile catena di infortuni. Forse, non tutto è addebitabile al destino fatale. Le cadute ci stanno, le ricadute no. Il presidente Vincenzo Matarrese dovrebbe essere il primo a chiedere lumi, a pretendere chiarezza assoluta dai suoi dipendenti. La posta in palio è altissima: il futuro del Bari. Non possono continuare a ripeterci che è stata tutta colpa della iella. © Riproduzione riservata


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BARI

a disposizione: 25 Padelli, 6 Rinaldi, 32 Romero, 13 Pulzetti, 21 Parisi, 91 D’Alessandro, 18 Caputo Allenatore Giampiero VENTURA

BOLOGNA

14 PUNTI (20°)

IN CLASSIFICA

21 PUNTI (14°)

Bari in casa, 9 PUNTI: Vittorie: 2 Pareggi: 3 sconfitte: 4 Reti fatte: 6 Reti subite: 11

IL CAMMINO

Bologna in trasferta, 6 PUNTI: Vittorie: 1 Pareggi: 3 sconfitte: 5 Reti fatte: 7 Reti subite: 16

4 GOL: Barreto; 1 GOL: Donati, Castillo, Rivas, Parisi, Kutuzov, Caputo, A. Masiello, Okaka

I MARCATORI

9 GOL: Di Vaio; 3 GOL: Britos; 2 GOL: Gimenez; 1 GOL: Meggiorini, Mudingayi

Ultima vittoria del Bari in casa: 9 Ottobre 2006: 2-0 Raggi

Jean Francois GILLET (media voto 6,19)

Marco ROSSI

(media voto 5,3)

LA CABALA GLI EX

Ultima vittoria del Bologna a Bari: 26 Settembre 2005: 1-0 Siligardi, Di Vaio, Meggiorini

Emiliano VIVIANO

IL TOP

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a partire dalle 22.00 * offerta valida no al 03.02.2011

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JUVENTUS-BARI Stadio Olimpico domenica 16 gennaio ore 15,00

Stadio Sa Domenica 9 G ore 15


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an Nicola Gennaio 2011 5,00

4-3-1-2

a disposizione: 22 Lupatelli, 21 Cherubini, 8 Garics, 24 Buscè, 32 Casarini, 17 Radovanovic, 77 Siligardi Allenatore Alberto MALESANI

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I precedenti Nella passata stagione il Bari esordì al San Nicola proprio contro il Bologna. I Biancorossi, reduci dall’insperato quanto meritatissimo pareggio al Meazza contro l’Inter, furono fermati dai rossoblu sullo 0-0. Per l’11 di Ventura non si trattò di un vero e proprio stop. Dalla partita casalinga succesiva, infatti, il Bari iniziò ad inanellare i risultati strepitosi che, per lunghi tratti, hanno portato la compagine biancorossa a sperare in un posto in Europa League.


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www.ilnuovogalletto.it 9 Gennaio 2011 Stadio San Nicola ore 15.00

poker di ex

di Davide LATTANZI

l'incompiuto

il rimpianto

la meteora

l'incompreso

Veloce, abile in marcatura, dotato di buona tecnica, Andrea Raggi è unanimemente considerato uno dei più interessanti difensori italiani. Eppure, a 26 anni non ha ancora sfondato nel calcio che conta. Dopo aver disputato quattro buone stagioni nell’Empoli, fu acquistato dal Palermo per 7 milioni di euro, ma i siciliani già a gennaio 2008 lo girano alla Sampdoria e, l’estate successiva, al Bologna (32 presenze e 1 gol). Infine, il nuovo ritorno al Palermo e la cessione in prestito al Bari. Finora Raggi è stato bersagliato da noie alla schiena e non ha lasciato segni tangibili del suo valore. Anche lui, come tutti i biancorossi, deve cambiare marcia da oggi in poi.

Lo scorso anno Riccardo Meggiorini ha segnato appena cinque reti nel Bari che lo aveva prelevato dal Genoa, dopo i fasti di Cittadella. Eppure, non c’è nessuno che non rimpianga la sua partenza. L’oscuro lavoro della punta veneta non ha trovato eredi. E di certo fa rabbia aver perso un elemento tanto prezioso per una manciata di euro alla lotteria delle buste con il Genoa. A Bologna Meggiorini non ha trovato finora continuità d’impiego, nonostante alcune buone prove, prima tra tutte quella contro la Roma all’Olimpico, propiziando il gol dell’insperato pareggio rossoblu. E forse anche a lui è dispiaciuto l’addio al biancorosso.

“Il nuovo Recoba”. Con questa etichetta era approdato a Bari due anni fa Luca Siligardi, proveniente dalla Primavera dell’Inter. In biancorosso, però, il sinistro del giovane talento non brilla, complice anche la difficoltà ad inserirsi nella formazione di Conte, in marcia verso la Serie A: soltanto cinque apparizioni e a gennaio passa al Piacenza. Dopo il positivo campionato scorso in forza alla Triestina, ecco la prestigiosa chance di Bologna. Con i rossoblu 9 presenze tra campionato e coppa Italia. Siligardi, che quest’anno ha esordito in serie A proprio contro l’Inter, possiede tutti i mezzi per fare strada, ma in pochi si ricorderanno del suo passaggio al San Nicola.

Marco Di Vaio approdò al Bari nel 1996, conquistandosi immediatamente la stima di Fascetti che ha sempre giurato sulle qualità dell’attaccante scuola Lazio. L’avventura biancorossa non rappresenta, però, il miglior ricordo per il bomber romano, finito nel mirino di tifosi e critica. Di Vaio lasciò la Puglia a fine campionato e cominciò a segnare a raffica a Salerno e a Parma, arrivando alla Juventus e alla nazionale. Per Il 34enne centravanti esperienze anche in Spagna (Valencia) e in Francia (Monaco), prima di contribuire alla promozione in A del Genoa. Da tre anni è l’icona del Bologna, di cui rappresenta, senza ombra di dubbio, la punta di diamante.


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il nuovo Bologna di Maurizio FONTANA

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a un po’ di anni il destino del Bologna sembra appeso a un filo, e negli ultimi mesi la società emiliana è stata sull’orlo del fallimento, con un punto di penalizzazione in campionato per inadempienze fiscali, passando da un nuovo proprietario (l’immobiliarista Sergio Porcedda) ad una cordata di imprenditori bolognesi, guidata da Massimo Zanetti, proprietario della Segafredo, che ha letteralmente salvato dal baratro la prestigiosa compagine rossoblu. Da dicembre 2010, quindi, il Bologna attraversa un nuovo corso. Alla squadra non mancano alcune ottime individualità, prima tra tutte quel Marco Di Vaio (ex biancorosso) che due stagioni fa contese ad un certo Zlatan Ibrahimovic il titolo di capocanniere del campionato fino all’ultima giornata. L’attacco del Bologna, tuttavia, può vantare anche Riccardo Meggiorini, poco utilizzato dal tecnico Malesani, ma che l’anno scorso fu autore di un’ottima stagione al fianco di Barreto nelle file del Bari. Il nuovo Bologna, reduce dal pareggio casalingo contro la Fiorentina, non avrà vita facile contro i galletti: il Bari dovrà confermarsi dopo il meraviglioso successo nel derby. © Riproduzione riservata


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il grande cuore del guerriero

di Davide LATTANZI

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ui ha già vinto la sua partita. Klas Ingesson ha lasciato ricordi indimenticabili a Bari e a Bologna. Non solo perché è stato un eccezionale calciatore, ma soprattutto per il suo spirito da guerriero indomito. È rimasto un idolo, soprattutto in Puglia ed in Emilia Romagna. Impostato come esterno offensivo, ma affermatosi da centrocampista centrale, con trascorsi in compagini prestigiose come IFK Goteborg, Psv Eindhoven e Sheffield Wednesday, nonché già nazionale svedese (aveva partecipato ai mondiali del ‘90 e del ’94 - in foto - e agli Europei del ’92) fu proprio il Bari a portare Ingesson in Italia, nel gennaio ‘96. A fine stagione, con la retrocessione in B, mentre il suo connazionale Kenneth Andersson (in foto abbraccia Ingesson nella finale 3°-4° posto al mondiale USA ‘94) prese la via di Bologna, Klas restò in biancorosso anche in cadetteria, rivelandosi il principale condottiero della pronta risalita dei

galletti in A, avviando con una sua doppietta al Lecce una rincorsa storica verso le posizioni di vetta. E quando non trovò l’accordo per il prolungamento del contratto, i tifosi insorsero invocando la sua permanenza. Ma Ingesson raggiunse Andersson a Bologna, dove giocò due splendide stagioni, impreziosite dalla conquista della Coppa Intertoto. Non deve meravigliare, pertanto, lo sconcerto che ha suscitato la notizia del suo male, resa pubblica da lui stesso nel maggio 2009. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare che la leucemia (per la precisione un mieloma) avrebbe potuto abbattersi su un gigante di 190 cm, forte come un toro e sempre vissuto a contatto con la natura. Al punto che, lasciato il calc i o

nel 2001 dopo una breve parentesi al Lecce, decise di non restare nel mondo del pallone per dedicarsi ai suoi boschi in Svezia. Fino alla scoperta del brutto male che lo ha colpito. Un dolore che Klas ha affrontato con la stessa grinta che sfoggiava in campo. E, proprio come accadeva pure agli avversari più coriacei, anche la malattia è rimbalzata addosso allo svedese senza riuscire a piegarlo. Esattamente un anno fa, dopo intensi cicli di cure, è giunta la notizia più bella: Ingesson è guarito e da qualche mese è anche tornato nel calcio, come tecnico delle giovanili dell’Odeshog, la squadra della sua città. Per i tifosi di Bari e Bologna sarebbe un sogno poterlo riabbracciare oggi al San Nicola. Chissà se Klas riuscirà a regalare alla gente che lo ha amato la sorpresa più gradita. Ma anche se non dovesse esserci, tutti continueranno a fare il tifo per lui. Per un guerriero che ha insegnato come si vince: nel calcio e nella vita. © Riproduzione riservata

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l'angolo di Il trailer della partita "visto dalla Curva" la partita di oggi presentata in maniera insolita, ironica e pittoresca

C’è una tifoseria, in Italia, che non conosce la paura. C’è una tifoseria, al sud, che non teme le distanze. C’è una tifoseria, in Puglia, che è capace di cantare in continuazione. L’avete riconosciuta? Ma che bravi! Sono i tifosi della Bari. Sì, pure tu che stai leggendo ora. La squadra è ancora ultima in classifica ma la voglia di risalire c’è. È sugli spalti. È in panchina. È in campo. È nella palla che, quando si infilerà alle spalle del portiere del Bologna, produrrà un boato che partirà dalla Nord e salirà altissimo. Fino al cielo. Forza Viviano, facci restare senza voce a furia di gridare di gioia. Anzi. Se ti trovi che la stai per prendere, lasciala passare, che poi noi facciamo un coro pure per te. La sfida odierna non è adatta ai deboli

di cuore. Vale solo segnare e vincere. Per continuare a lottare. Per inseguire la salvezza. Duelli emozionanti attendono gli spettatori. La retroguardia barese dovrà fare gli straordinari per evitare il gol dell’ex. Di Vaio è il pericolo numero uno. Ma anche Meggiorini preoccupa. Certo. Riccardo l’anno passato per fare un gol ne doveva sbagliare 10. Facciamo che oggi ne sbaglia 9. E il gol lo fa la settimana prossima. Tutti d’accordo, sì? Questo e altro ancora in campo oggi per Bari-Bologna, sfida in chiave salvezza che chiude il girone di ritorno. Non vedete l’ora di sapere come andrà a finire? Allora abbassate il giornale e godetevi la partita. Forza Bari. Sempre.

La piccola Ilaria, 11 anni, supertifosa del magico Bari e tesserata in Curva Nord. Il suo sogno per il nuovo anno: salvezza e nuovo programma della società per il Bari in zona UEFA. Inviaci anche tu le tue foto allo Stadio a info@ilnuovogalletto.it Reg. trib. Bari n. 34 del 14/09/2009 Direttore responsabile: Vincenzo Tamborra www.ilnuovogalletto.it - redazione@ilnuovogalletto.it SOCIETA’ EDITRICE E CONCESSIONARIA PUBBLICITA’

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Il Nuovo Galletto n.29