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Anno 2 - Numero 28 19 Dicembre 2010

Periodico Diffusione gratuita

di Enzo TAMBORRA

U

n anno fa sotto l’albero il Bari batteva la Juventus e faceva ai suoi tifosi il più bel regalo che si potesse immaginare. Sembra una vita fa, ed invece sono passati appena dodici mesi e, comunque vada, sarà un Natale assai povero per chi ha a cuore le sorti dei biancorossi. Nella migliore delle ipotesi (vittoria sul Palermo e sconfitta del Cesena) si andrà alla sosta da penultimi in classifica. Eppure i tre punti contro i rosanero, farebbero felici i tifosi così come quelli contro la Juventus. C’è voglia di risorgere, nessuno è rassegnato ad un destino che pure sembra scritto dai numeri delle prime sedici giornate di campionato. Certo è che battere il Palermo di Pastore, per un Bari ancora pieno di cerotti e con il morale a terra, è impresa decisamente più clamorosa di quella messa a segno un anno fa da un Bari che scoppiava di salute contro la frastornata Juventus di Ferrara. Ma un regalo a sorpresa i tifosi del Bari lo meriterebbero eccome. Il loro tifo all’inglese,sempre accanto alla squadra nonostante tutto, è il fiore all’occhiello di un’annata sinora da dimenticare. Ventura ha parlato di qualcosa di unico nel panorama italiano ed è difficile dargli torto. L’1 fisso non è solo necessario per la classifica, ma doveroso nei confronti di chi ci sta credendo a dispetto di tutto. © Riproduzione riservata

la voce del tifoso


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PRIMA DEL VIA...

spezzatino indigesto di Franco CIRICI

di Franco CIRICI

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’accordo con le sacre ragioni della tv, forza motrice del calcio nostrano. Chi paga ha diritto di piazzare le partite di serie A, dove gli pare e piace. Ma l’esperienza maturata in questa stagione, forse, spingerà qualcuno a rivedere i palinsesti. Oggettivamente questo campionato spezzatino ha stufato. Sia gli attori protagonisti che i tifosi. Anche il turno odierno, l’ultimo dell’anno che se ne va, risulta bizzarramente tagliato. Due gare ieri, un’altra oggi alla mezza, cinque nel pomeriggio, una la sera (il derby della Lanterna) e l’ultima, Fiorentina – Inter, rinviata a data da destinarsi. Nemmeno lo chef più inadeguato sarebbe stato in grado di preparare uno spezzatino così indigesto. Siamo proprio sicuri che ci siano ritorni consistenti sul piano dell’audience? Lecito dubitarne. L’importante è riflettere e provvedere, per fortuna il calcio non finisce mai. Intanto gustiamoci l’ultima pietanza del 2010, impepata da un doppio derby: Parma – Bologna e Sampdoria –

Genoa. Sulla via Emilia si soffre non poco, soprattutto per le sorti del Bologna. Anche se, curiosamente, da quando Di Vaio e soci hanno messo in mora la società, la squadra ha decisamente accelerato il passo. A volte l’orgoglio aiuta a superare anche gli ostacoli più ardui. Certo, non sarà un impegno agevole per il Parma del sempreverde Crespo (i gol dell’argentino, unitamente agli assist di Giovinco, stanno tenendo su la compagine di Marino). E nei derby il fattore campo ha sempre avuto un peso specifico irrilevante. Dovrebbe regalare maggiori dosi di spettacolo la partitissima di Marassi, anche se non sembra una stagione particolarmente ispirata per le due genovesi. La Samp è rimasta orfana di Cassano. Un’assenza che ha tolto luce ed imprevedibilità alla manovra dei blucerchiati. In quanto al Genoa, non è davvero più luminoso del parente stretto. L’arrivo di Ballardini non ha risolto d’incanto i problemi che assillavano Gasperini. Toni continua a stentare sulla via

del gol, ed i suoi compari non lo aiutano a dovere. Ma il profumo del derby potrebbe far miracoli. Il turno, almeno sulla carta, appare favorevole al lanciatissimo Napoli. Già, al San Paolo Lavezzi e soci non hanno sempre incantato. Ma, quando il vento tira forte alle tue spalle, non ti fermi facilmente. E poi, il Lecce di Gigi Di Canio in trasferta è un osso tutt’altro che duro. Esame di laurea, sotto l’albero, per la rigenerata Juventus. Se i bianconeri superassero di slancio anche l’ostacolo – Chievo, diventerebbero i rivali più accreditati del Milan nella corsa scudetto. Dall’altra parte della classifica scontro diretto in Sicilia, tra Catania e Brescia. La squadra di Giampaolo attraversa una fase involutiva, il Brescia è stato subito rilanciato dal cambio in panchina (Beretta per Iachini). La X sembra scritta sul pronostico della logica. Ma il calcio resta pur sempre il regno dell’irrazionalità. © Riproduzione riservata

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una riserva d'eccezione S

arà strano non vedere in porta Gillet. Lui, il numero uno da una vita, sarà in tribuna come un tifoso qualunque a sostenere il suo vice, Daniele Padelli, la riserva doc del Bari. Sì, perchè questo ragazzo dal volto da attore, ha un passato da raccontare. Quasi sempre vissuto in panchina, ma non da tutti: è stato infatti il primo giocatore italiano a vestire la maglia del Liverpool. Nel 2007 era il terzo portiere dei Reds, ma riuscì proprio all’ultima giornata a respirare l’aria di Anfield Road, giocando contro il Charlton. Un’esperienza che non gli è valsa però il grande salto, perchè di seguito il giovanotto lombardo ha solo collezionato una ventina di presenze in B con il Pisa di Ventura e l’Avellino, dove la Sampdoria, società proprietaria del suo cartellino, lo aveva mandato a farsi le ossa. Dallo

scorso anno è il vice Gillet: una sola gara in campionato ad Udine, a giochi ormai fatti, quest’anno due presenze in Coppa Italia contro Torino e Livorno. “Ma questo con il Palermo è il mio vero esordio con il Bari. Gillet mi ha detto che sono forte e che devo stare tranquillo. Se lo dice lui....”. Non facile esordire contro i formidabili attaccanti del Palermo, capaci come pochi di trovare la via del gol anche con conclusioni imprevedibili. “Quelle di Ilicic sono tremende”, ha detto pensando ai suoi avversari. Ma se hai giocato seppur per una sola volta ad Anfield, non puoi avere paura di niente e di nessuno.

di Enzo TAMBORRA

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Atene 2007. Daniele Padelli (a sinistra) pochi istanti prima della finale di Champions League disputata dal “suo” Liverpool contro il Milan di Carlo Ancelotti. In quella occasione era il secondo di Reina (a destra).


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babbo zampa aiutaci tu

di Davide LATTANZI

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Il mercato del Bari si fonda sulla collaborazione con il Palermo: nel mirino Glik e Maccarone

n campo si daranno battaglia. Poco dopo, magari, si siederanno attorno ad un tavolo per parlare di mercato. L’incrocio tra Bari e Palermo non si limita ai 90’ di gioco. Non è un mistero che il club biancorosso debba condurre una campagna invernale massiccia e convincente per reperire almeno quattro elementi di spessore. E non è nemmeno un segreto che il presidente Matarrese intenda far shopping al ricco negozio di Maurizio Zamparini. Nella vetrina del presidente rosanero ci sono articoli per tutti i gusti e per tutte le tasche. E se il Bari non può permettersi il lusso nemmeno di sbirciare i vari Pastore, Ilicic e Bacinovic, guarda con interesse almeno due elementi in rosanero. Durante l’assemblea di Lega di lunedì scorso è stato proprio Zamparini a lasciarsi scappare una frase inequivocabile. “Sono vicino a Vincenzo Matarrese che mi sta chiedendo due giocatori”, ha dichiarato. Ebbene, gli indiziati sono Kamil Glik e Massimo Maccarone. Un giovane ed un esperto. 22 anni, polacco, Glik è un difensore magari non bello a vedersi palla al piede come i mai tanto rimpianti Bonucci e Ranocchia, ma roccioso in marcatura e dotato nel gioco aereo. Caratteristiche che farebbero assai comodo alla barcollante retroguardia biancorossa. Chiuso dai vari Bovo, Munoz, Goian, Glik potrebbe giocarsi in Puglia una chance importante per dimostrare di valere la serie

A. Ventura lo ha visto all’opera più volte ed è convinto che nel giovane nazionale polacco ci sia stoffa. Di Maccarone, invece, c’è poco da scoprire. 31 anni, protagonista ad Empoli, Middlesbrough e Siena, deve quotidianamente affrontare la dura concorrenza dei tanti talenti a disposizione di Rossi. A Bari, invece, formerebbe con Barreto una coppia tutta tecnica, fantasia e rapidità e garantirebbe quella dote di reti che servirebbe come il pane all’anemico attacco dei galletti. Tuttavia, su “Big Mac” ci sono gli occhi di Milan, Genoa e Sampdoria. Compagini che oggi promettono prospettive ben più intriganti della dura lotta per non retrocedere. E allora, non resta che sperare nel buon cuore di Zamparini. Chissà che non sia lui il Babbo Natale che porti al Bari doni preziosi per conservare la serie A. © Riproduzione riservata


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www.ilnuovogalletto.it 4-4-2

BARI

PALERMO

10 PUNTI (20°)

IN CLASSIFICA

26 PUNTI (5°)

Bari in casa, 6 PUNTI: Vittorie: 2 Pareggi: 2 sconfitte: 4 Reti fatte: 5 Reti subite: 10

IL CAMMINO

Palermo in trasferta, 9 PUNTI: Vittorie: 3 Pareggi: 0 sconfitte: 4 Reti fatte: 11 Reti subite: 12

4 GOL: Barreto; 1 GOL: Donati, Castillo, Rivas, Parisi, Kutuzov, Caputo

I MARCATORI

7 GOL: Pastore; 6 GOL: Ilicic; 5 GOL: Pinilla; 3 GOL: Miccoli; 2 GOL: Bacinovic; 1 GOL: Balzaretti, Bovo, Maccarone, Nocerino

Ultima vittoria del Bari in casa: 31 Gennaio 2010: 4-2

LA CABALA

Raggi, Parisi, S. Masiello.

Ultima vittoria di Ventura su Rossi: 31 gennaio 2010: Bari-Palermo 4-2

Jean Francois GILLET (media voto 6,19)

Nico Pulzetti (media voto 5,3)

GLI EX GLI ALLENATORI

a disposizione: 78 Boerchio, 28 Galasso, 32 Romero, 15 Belmonte, 20 Kutuzov, 19 Crimi, 91 D’Alessandro Allenatore Giampiero VENTURA

Ultima vittoria del Palermo a Bari: 2 Novembre 2002: 1-0 nessuno

Ultima vittoria di Rossi su Ventura: 23 dicembre 2001: Udinese-Lecce 0-1

(media voto 6,53)

IL FLOP

Stadio Sa Domenica 19 D

ore 15

Javier PASTORE

IL TOP

Arb

Rizzoli della sez Guardalinee: L 4° uomo:

Massimo MACCARONE (media voto 5,75)

LECCE-BARI Stadio Via del Mare giovedi 6 gennaio ore 15,00


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bitra

4-3-3

zione di Bologna Liberti e Viazzi Calvarese

an Nicola Dicembre 2010 5,00

a disposizione: 99 Benussi, 29 Garcia, 3 Goian, 11 Liverani, 4 Kasami, 51 Pinilla, 32 Maccarone Allenatore Delio ROSSI

I precedenti a cura di Maurizio Fontana Bari e Palermo si sono quasi sempre affrontati in serie B. Dal 1969 all’anno scorso, infatti, non era mai capitato che i rosanero incrociassero i galletti nella massima serie. Il 4-2 con cui si impose l’11 di Ventura l’anno scorso fu memorabile, anche perchè il capitano Miccoli giunse a Bari convinto di lasciare il segno con una goleada, invece, da leccese, fu proprio lui a dover tornare a casa “carico di meraviglie”, con ben quattro gol sul groppone.... © Riproduzione riservata

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RIEPILOGO Partite Vittorie Bari Vittorie Palermo Pareggi

27 18 4 5

Reti Segnate dal Bari Subite dal Bari

38 17


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don tonino, se ci sei batti un colpo

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di Franco CIRICI

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e sei ultimo, ti tirano le pietre. Nel nostro paese pallonaro va così. Da sempre. Le squadre più deboli, sono anche le più penalizzate dai direttori di gara. Sarà un caso, ma il ritornello si ripete stancamente in ogni stagione. Ora sta capitando al “malcapitato” Bari. Già fin troppo colpita dalla malasorte, nonché dagli

errori estivi di programmazione, la squadra di Ventura sta pagando un dazio salatissimo anche ad una catena di valutazioni errate degli arbitri e dei loro assistenti. Guai ad ipotizzare complotti, né è opportuno che prevalga il vittimismo, ma è pur vero che questo Bari le sta prendendo di santa ragione. Da ogni parte. Già, gli errori fanno

parte del gioco. Ma quando i penalizzati sono sempre gli stessi, che gusto c’è. Le cenerentole non fanno notizia. Forse per questo è quantomeno lecito ipotizzare nei loro confronti una maggior leggerezza degli arbitri. Il rigore patito dal Bari a Genova, la successiva espulsione di Rossi, e poi ancora il generoso penalty concesso alla Roma, il gol in fuorigioco realizzato da Juan: la collana degli orrori è già lunga ed allarmante. Se è scritto che questo Bari debba tornare in serie B, sarebbe giusto che scenda per propri demeriti, e non spinto da

palesi ingiustizie. Che si può fare? La società biancorossa, almeno finora, ha scelto di reagire con il silenzio. O quasi. Un fiato del d.s. Guido Angelozzi, uno sfogo di Ventura all’Olimpico, poco altro. Evidentemente è prevalsa la convinzione che non lamentarsi, almeno pubblicamente, sia più saggio. Il tempo dirà. E’ altresì vero, però, che dalla scorsa estate Antonio Matarrese stia ricoprendo una carica di peso nel club biancorosso. Curioso. Da quando ha ricevuto la nomina di vice presidente del Bari, nessuno l’ha più visto nei dintorni del San Nicola. Ebbene, forse, sarebbe il caso che in questo particolare e delicatissimo frangente, il fratello del presidente faccia quantomeno sentire la sua voce. Don Tonino, nel bene e nel male, ha contribuito a scrivere la storia recente del calcio italiano. Ha ricoperto le cariche istituzionali più alte nell’universo del pallone. Chi meglio di lui conosce i battiti che scandiscono le stanze dei bottoni. Sa come muoversi, non ha davvero bisogno di consigli. Il Bari della sua famiglia, invece, ha bisogno come il pane di qualcuno che ne tuteli gli interessi. Sul piano politico - sportivo. Nessun calciatore del Bari pretende regali o assistenze dall’alto. Ma tutti, a partire dai tifosi biancorossi, chiedono soltanto decisioni giuste. Ne hanno diritto, come quelli del Milan. © Riproduzione riservata

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nessuno come lui di Maurizio FONTANA

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ai su Google. Cerca “pastore”. Ti aspetteresti di trovare risultati su chi “custodisce il bestiame”, e invece trovi subito lui, “Javier Pastore”, calciatore argentino (di origini italiane), 21 anni, scoperta di questo Palermo e autentica rivelazione, ormai da un anno, del nostro campionato. C’è chi lo ha accostato addirittura a Zinedine Zidane, chi invece vede in lui semplicemente “Pastore”, un fenomeno a parte, uno che con il pallone ci sa fare, sa inventare, dribblare e segnare. Non a caso è lui il capocannoniere di questo Palermo, pur non essendo una prima punta. E neanche una mezza punta, ma un “semplice” trequartista. Uno di quelli che fino a qualche anno fa avrebbero portato il numero 10 sulle spalle e i gol li avrebbero fatti fare ai propri compagni. A 21 anni Pastore ha già all’attivo un campionato mondiale giocato al fianco di gente del calibro di Messi, mica uno qualsiasi, guidato dal numero 10 per eccellenza, quel Diego Armando Maradona che con la maglia dell’Argentina ha trionfato per ben 2 volte nella massima manifestazione intercontinentale. Ciò che lascia sorpresi, tuttavia, è la capacità di questo ragazzo (di cui il Presidente Zamparini diceva un gran bene sin da quando, mezzo sconosciuto, l’anno scorso lo portò a Palermo) di estraniarsi da chi lo esalta quotidianamente, e di lasciare il segno in ogni partita giocata. Non si perde d’animo ogni volta che viene accostato a qualche campione di una delle regine del campionato. Il “duello” lo ha quasi sempre vinto l’argentino. E pertanto, con buona pace di Miccoli, il piccolo leccese con tanto livore nei confronti dei galletti, la stella del Palermo è Javier Pastore e non lui. Sono i giocatori come l’argentino a “valere il prezzo del biglietto”. Oggi, però, stia al suo posto ed eviti di deliziarci. La sfida la lasci vincere al nostro Barreto. © Riproduzione riservata


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PALERMO, CHE RICORDI! MA IL MIO CUORE BATTE PER IL BARI Vito Chimenti, celebre inventore della “bicicletta”, analizza la sfida del San Nicola

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di Davide LATTANZI

ei è nato a Bari, ma a Palermo ha scritto le pronostico è chiuso in partenza? erà serie difficoltà agli uomini di Delio Rossi”. pagine più belle della sua carriera. Per chi ti- “Nella situazione attuale, la truppa di Ventura non La classifica segna meno cinque punti dalla zona ferà oggi? può permettersi il lusso di guardare l’avversario. salvezza. Il cammino è già compromesso? “Per me si tratta di una sfida dalle mille emozioni. Ma Deve provare a vincere sempre. Il Palermo ha i sin- “Assolutamente no. Il Bari patisce un’incredibile serie il mio cuore sarà con il Bari. Non potete immaginare goli più interessanti del campionato: Pastore ed Ili- di infortuni, ma dispone di valori superiori rispetto che dolore sia vedere i biancorossi all’ultimo posto” cic su tutti. Ma fuori casa accusa qualche battuta a ad almeno quattro squadre. Recuperando elemenQuali sono i ricordi più belli dell’esperienza vuoto. Il Bari dovrà essere aggressivo ed arrabbia- ti, Ventura saprà invertire la tendenza. La forza dei vissuta in Sicilia? to. Se i biancorossi biancorossi è il gioco. Sono convinto che appena “Il biennio in rosanero è stato fantastico. Bala metteranno sul ritroverà i suoi cardini, la squadra riprenderà a masti pensare che ho segnato quasi 40 gol. Il piano del furocinare punti”. momento più intenso è stato senz’altro re agonistiLei è famoso per aver inventato la “bicicletta”, ovla finale di Coppa Italia del 1979. Pur co, crevero, il giochetto con cui si alza la palla facendola essendo in B, arrivammo a sfidare la passare sopra la testa. Come nacque questo gesto Juventus ed io segnai il gol del vantecnico? taggio contro i bianconeri. Purtroppo “In realtà, non ho inventato niente. La bicicletta è perdemmo 2-1 ai supplementari. Ma un esercizio che in tanti provano in allenamento. quella gara resta indimenticabile”. Magari, io ho avuto il coraggio di tentarla nelle Da barese purosangue è rammaricato di partite vere. Per riuscirci è necessaria una buona non aver mai indossato la maglia biancotecnica di base e molta sfrontatezza: devi sapere rossa? che se sbagli vai incontro ad una brutta figura. La “Per ogni barese il Bari rappresenta il masverità è che l’aspetto più importante nel calcio resta simo dell’aspirazione. In realtà, nella stala tecnica pura. Oggi si corre tanto, ma si vedono gione 1981-82 sono stato vicinissimo al pochi “colpi”. Mi piaceva fare la bicicletta perché trasferimento in biancorosso. Ma a causa divertiva la gente. Voglio proprio vedere se qualcun dell’infortunio di Juary, l’Avellino bloccò la altro avrà il fegato di riproporla”. mia cessione”. © Riproduzione riservata Il Palermo sogna la Champions League, mentre il Bari non vince da due mesi. Il


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l'angolo di Il trailer della partita "visto dalla Curva" la partita di oggi presentata in maniera insolita, ironica e pittoresca Come fare 30 punti in 22 partite? Prendete la Bari. Fatto? Ora prendete la tifoseria migliore della A e cospargetela di abbondante colla vinilica. Biancorossa, ovviamente. Fatto? Bene, ora prendete il tutto, mettetelo in uno stadio e ricominciate a vincere. Dalla partita di oggi, magari. La sfida è da brividi e le insidie saranno tante. La Bari ha mezza squadra in infermeria. E Miccoli, come sempre, cercherà di infliggere il colpo del giallorosso. Dalla nord speriamo che, come sempre, non ci riesca. Magari gli scappa pure un autogol. Che abbiamo un debito con la fortuna che se fosse in soldi basterebbe a comprare il cartellino di Messi.

Un duello entusiasmante attende gli spettatori: Donati e Gazzi dovranno stare attaccati a Pastore come due ombre. Come due Rottweiler all’osso. Come i famosi cani da Pastore. Solo una grande prestazione degli uomini di Ventura potrà ribaltare il pronostico e rilanciare la Bari in classifica. E aiutare il presidente rosanero. Che è ormai da mesi in crisi di astinenza da esonero allenatore. Questo e altro ancora in campo oggi per Bari-Palermo. Non vedete l’ora di sapere come andrà a finire? Allora abbassate il giornale e godetevi la partita. Forza Bari. Sempre. Pasquale Laricchia

Il piccolo Giuseppe, già supertifoso biancorosso... augura a tutti i lettori de Il Nuovo Galletto un Buon Natale e un Felice Anno Nuovo! Inviaci anche tu le tue foto allo Stadio a info@ilnuovogalletto.it Reg. trib. Bari n. 34 del 14/09/2009 Direttore responsabile: Vincenzo Tamborra www.ilnuovogalletto.it - redazione@ilnuovogalletto.it SOCIETA’ EDITRICE E CONCESSIONARIA PUBBLICITA’

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Il Nuovo Galletto n.28