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Anno 2 - Numero 22 26 Settembre 2010

Periodico Diffusione gratuita di Enzo TAMBORRA

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n po’ ci siamo rimasti male. Non ci aspettavamo che il Bari, contro l’Inter campione d’Europa, perdesse come una squadra qualunque. E’ andata come la logica vuole: doppietta di Milito, due gol di Eto’o, con Barreto e compagni a fare da comparse. A molti è tornato in mente cosa accadde tredi-

ci mesi fa, quando Ranocchia e Bonucci inchiodarono quei due, mentre Kutuzov ristabiliva la parità nel punteggio. Un parallelo che ha alimentato qualche cattivo pensiero, in una tifoseria che, come tutte quelle passionali, passa dall’euforia alla sconforto. Ma se volete consolarvi, riguardatevi all’infinito i primi venti secondi della sfida del Meazza, con il palo di Almiron a chiudere un’azione da

la voce del tifoso

Playstation. Quello è il Bari: un capolavoro di organizzazione e tecnica.Poi nel calcio, come nella vita, può capitare che si spengano le luci. E’ accaduto anche al Bari, forse nella notte sbagliata. Ma è accaduto e non bisogna perdere la calma. Il Bari delle meraviglie si è preso solo una sosta, ma il trenino biancorosso ripartirà, magari già da oggi contro un Brescia che vola alto. La magia del Bari di cui l’Ita-

lia calcistica parla non può essere finita improvvisamente. Il guaio sarebbe insinuare nello spogliatoio il dubbio di non essere quelli di sempre. Ecco perchè mai come oggi, all’ingresso delle squadre in campo, sarà importante accogliere il Bari con un applauso calorosissimo. Come se avesse vinto contro l’Inter. Ripartire, con queste premesse, sarà ancora più bello. © Riproduzione riservata


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poveri tifosi... I

l derby di Lecce? Spostato, insieme a tutto il programma della 18esima di A, dal giorno dell’Epifania a mercoledì 19 gennaio, dopo che era stata avanzata l’ipotesi del 22 dicembre. Accadono davvero cose strane nel calcio e purtroppo tutte sulla pelle dei poveri tifosi, quelli del Bari compresi. Non c’è davvero più rispetto di chi paga il biglietto. Trattando con la Lega sulla questione dello sciopero, l’Associazione dei calciatori ha pensato bene di barattare il congelamento della serrata con delle vacanze natalizie da sogno. Mentre in Inghilterra si giocherà come sempre da Santo Stefano in poi, i nostri calciatori chiuderanno baracca e burattini il 19 dicembre, per poi ripresentarsi in campo il 9 gennaio. Tre settimane piene senza calcio, alla faccia di tanti bambini che nel giorno dell’Epifania avrebbero potuto avere in regalo dai propri genitori un pomeriggio alla stadio. In un primo momento, era stato deciso di anticipare la giornata mercoledì 22 dicembre, in notturna, ma poi si è cambiato idea in considerazione del pericolo ghiacchio che già lo scorso anno condizionò il campionato. Per giocare quando? Il 19 gennaio, sempre in notturna, come se in quel periodo le temperature fossero più alte. Roba da matti. Al Via del Mare di sicuro si giocherà, ma il derby alla Befana era proprio un bel regalo per i tifosi. I viziatissimi calciatori si sono presi anche quello. © Riproduzione riservata

di Enzo TAMBORRA


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la tavola dei cocchieri

PRIMA DEL VIA...

di Franco CIRICI

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er una volta consentiteci di non presentare l’odierno turno di campionato, il quinto. E non perché sia meno importante degli altri. La verità è che questo primo scorcio della stagione ha già accumulato mille roventi polemiche, dichiarazioni decisamente fuori dalle righe che inducono a profonde riflessioni. Sono bastate poche partite, le prime avvisaglie di crisi, i primi inevitabili errori delle terne arbitrali, per sollevare il coperchio dal pentolone del calcio che conta. Berlusconi che allude agli arbitri di sinistra, Zamparini che etichetta l’Inter come “la nuova Juve” ipotizzando la nascita di un’altra calciopoli, Ranieri che definisce “da ricovero” il guardalinee Ayroldi, reo di aver visto un rigore che non c’era a Brescia. Attenti signori! Stiamo vivendo soltanto il primo mese di campionato. Se queste sono le premesse, a Natale tutti si prenderanno a botte. Prima considerazione: oltrechè ai tifosi, sarebbe stato saggio pretendere un’altra tessera anche dai tesserati. Vero è che finora i casini li hanno fatti soltanto loro, quelli che dovrebbero offrire sempre un buon esempio. Seconda considerazione: gli arbitri, ed i loro assistenti, non hanno avuto una partenza felice. Hanno già collezionato un po’ di errori, anche gravi. Ma è proprio il caso di “farli ricoverare”? C’è piuttosto che il designa-

tore Braschi ha percorso una strada oltremodo coraggiosa, limitando a venti uomini la sua formazione, ovvero i fi-

schietti destinati alle partite del massimo campionato. Troppo pochi, per consentire un opportuno turn over. Continuando a criticare duramente l’operato degli arbitri, tuttavia, si finisce solo per complicare il loro processo di crescita. Terza considerazione: una buona parte di allenatori preferisce commentare le cadute della propria squadra, aggrappandosi agli episodi piuttosto che all’essenza di gioco espressa nei 90’. Mazzarri docet. Nel post partita occorrerebbe parlare molto più di calcio giocato, molto meno delle sviste arbitrali. Le polemiche fanno audience? Ma allora perché accendere fuochi solo sui, pur clamorosi, errori dei direttori di gara? Si dovrebbero mettere in discussione anche talune discutibilissime scelte dei tecnici, o magari certe prestazioni dei nostri eroi. Considerazione finale: in questo momento la serie A, a partire dai signori presidenti, sembra la tavola dei cocchieri: ognuno è libero di dare libero sfogo al proprio istinto animalesco. Diamoci presto una regolata! © Riproduzione riservata

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Bari

e Brescia sempre nel cuore. Nonostante tutto Rolando Maran, partiti benissimo, ma a febbraio abbiadi Davide LATTANZI Bari e Brescia sono mo accusato un periodo di appannastate esperienze mento rimediando tre sconfitte di seguipositive o negati- to. Ancora oggi sono certo che avremmo in grado di mantenersi lontano dai rischi ve? superato senza problemi quel frangente ed hanno qualcosa in più delle rondinel“Sono state due di difficoltà. Ma nel calcio, il primo a pa- le. Tuttavia, nel massimo campionato avventure intense gare è sempre l’allenatore. Quando fui è vietato fare voli pindarici. Il manteniche, purtroppo, si esonerato, comunque, avevamo sette mento della categoria per club mediosono concluse male. A punti di vantaggio sulla zona pericolosa. piccoli deve essere la priorità assoluta”. Brescia è accaduto pra- Senza di me, la squadra si è salvata alla Chi può decidere la gara su un fronte e ticamente l’incredibile penultima giornata. Ad ogni modo, que- sull’altro? nella stagione 2005-06: sti trascorsi mi hanno rafforzato sia nel “Cito due giocatori che ho avuto il piaceeravamo quinti in classifica, carattere, sia nel bagaglio di conoscenze. re di allenare. Sulla sponda barese, dico in piena zona play off, e sono Erano le prime esperienze nel calcio che Gillet: è un mostro di continuità e sa fare stato esonerato dopo aver conta: sono servite a capire come fun- la differenza pur giocando in porta. Dalvinto 3-0. L’anno suc- ziona la giostra”. la prospettiva bresciana, indico Possancessivo a Bari, Che cosa le è rimasto maggiormente zini: un vero leader”. invece, era- impresso delle due piazze? Bari e Brescia sono in serie A. Quando v a m o “Pur essendo città diverse, trasmettono toccherà a Maran? entrambe grande calore. Basti pensare “Forse ho perso un treno quando alleche a Brescia in casa vincevamo pun- navo il Brescia. Avevo una squadra fortualmente. A Bari, invece, ero arrivato tissima e sono certo che la promozione in una situazione un po’ depressa. Ma in non sarebbe sfuggita. Per il resto, sia breve si ricreò l’entusiasmo: ricordo an- nel biennio a Trieste, sia nell’esperienza cora i 28.000 spettatori al San Nicola nel che sto vivendo al Vicenza, penso di aver match con il Napoli. Oppure l’accoglien- sempre centrato gli obiettivi richiesti. Di za trionfale quando vincemmo 3-1 al Via più non posso fare. Spero che un giorno del Mare il derby con il Lecce. Ai tifosi anche io possa giocarmi la grande chan© Riproduzione riservata del Bari sono rimasto molto affezionato”. ce in serie A”. Considera il match odierno uno scontro Rolando MARAN è nato a Trento il salvezza? 14 luglio 1963. Oltre ad aver allenato “Il Bari ha già un anno di esperienza in A il Bari (2006-2007) e al Brescia (2005ed un impianto di gioco collaudato, men2006), ha giocato nel Chievo Verona per tre il Brescia è pur sempre una matricola. quasi dieci anni, dal 1986 al 1995. Sulla carta, pertanto, i biancorossi sono


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l'uomo dei miracoli “In difesa abbiamo gli uomini contati. Speriamo che non si fermi qualcun altro. Si può lavorare su chi c’è, non su chi non c’è. E siccome per i miracoli ci stiamo attrezzando, non ci resta che pregare”. Così parlò Giampiero Ventura. E non dopo la disfatta con l’Inter, ma alla vigilia della sfida casalinga con il Cagliari. Ribadendo un concesso espresso, con annessi e connessi, nello scorso numero del nostro giornale. In realtà quel che poteva accadere solo per eccesso di malasorte, è già successo. A Milano, nella tana di una squadra già fortissima di suo, il Bari si è presentato senza gli acciaccati Belmonte, S. Masiello e Raggi. Ovvero soltanto

di Franco CIRICI

con tre difensori di ruolo: A. Masiello, Rossi e Parisi. Cosa ha inventato Ventura per coprire il settore destro? L’unica soluzione possibile, nonché provata in allenamento: ha utilizzato da esterno basso il centrocampista Pulzetti. Le conseguenze? Nefaste. Lo scatenato Eto’ ha fatto il bello ed il cattivo tempo dalle parti dell’ex livornese. Ebbene, premesso che Pulzetti va solo elogiato per il sacrificio, nonché per essersi esposto alla quasi matematica figuraccia, è intuibile che anche per un navigato difensore di ruolo sarebbe stato arduo fermare la furia - Eto’. L’alternativa a Pulzetti? Quelli che parlano sempre dopo hanno immediatamente tirato in ballo l’oggetto misterioso Rinaldi. Almeno è un difensore, si è detto. Già, ma Ventura è un allenatore, per giunta tutt’altro che sprovveduto. Nessuno può pensare che abbia voluto tagliarseli… è vero invece che il tecnico biancorosso ha sempre considerato Rinaldi, troppo acerbo per la categoria. E lo stesso d.s. Angelozzi la pensa così. Il problema è un altro: nella passata stagione il Bari poteva contare su Stellini e Diamoutene, nei casi di estrema necessità. Quest’anno invece ha Rinaldi. La differenza, se permettete,

è sostanziale. Ma non è certo colpa di Rinaldi. E siccome si può fare ben poco per rimediare, se non attendere speranzosi gennaio o rispolverare Galasso (ma ci vorrebbe un mesetto per tirarlo a lucido), è davvero stucchevole pretendere miracoli da Ventura. Questi, peraltro, fa bene a pretendere molto di più da chi a Milano ha dimenticato di essere un calciatore del Bari. Su certi palcoscenici si lotta con il gruppo, non si recitano insulsi monologhi. Vero Rivas? Che la lezione serva da monito a tutti. In fondo, se proprio si doveva giocare con tre soli difensori, è meglio che sia capitata l’Inter. Non una diretta concorrente. © Riproduzione riservata

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BARI

BRESCIA

5 PUNTI (5°)

IN CLASSIFICA

9 PUNTI (2°)

Bari in casa, 4 PUNTI: Vittorie: 1 Pareggi: 1 sconfitte: 0 Reti fatte: 1 Reti subite: 0

IL CAMMINO

Brescia in trasferta, 3 PUNTI: Vittorie: 1 Pareggi: 0 sconfitte: 1 Reti fatte: 1 Reti subite: 2

1 GOL: Donati, Barreto, Castillo

I MARCATORI

2 GOL: Caracciolo 1 GOL: Dallamano, Diamanti, Eder, Hetemaj

Ultima vittoria del Bari in casa: 10 marzo 2006: 1-0 (serie B) nessuno Ultima vittoria di Ventura su Iachini: 13/03/2007: Verona-Piacenza 3-1

Sergio B. ALMIRON (media voto 6,37)

Nico PULZETTI (media voto 5)

LA CABALA GLI EX GLI ALLENATORI

a disposizione: 25 Padelli, 6 Rinaldi, 7 Rivas, 13 Pulzetti, 91 D’Alessandro, 9 Castillo, 18 Caputo Allenatore Giampiero Ventura

Ultima vittoria del Brescia a Bari: 4 Febbraio 2001: 1-3 (serie B) Cordova Ultima vittoria di Iachini su Ventura: 24/11/2003: Cagliari-Piacenza 0-2

(media voto 6,83)

IL FLOP

Stadio Sa Domenica 26 S

ore 15

Matteo SERENI

IL TOP

Arb

Guida della sezione Guardalinee: C 4° uomo:

Simone DALLAMANO (media voto 5,83)

GENOA-BARI Stadio Marassi domenica 3 ottobre ore 15,00


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bitra

di Torre Annunziata Cariolato e Meli : Bagalini

an Nicola Settembre 2010 5,00

4-3-1-2

a disposizione: 1 Arcari, 3 Daprela, 15 Zambelli, 21 De Maio, 4 Filippini, 33 Kone, 18 Possanzini Allenatore Iachini

I precedenti a cura del mensile Il Bari - Alla sfida con il Brescia è legato il primo spareggio del Bari per la permanenza in A: era il 16 giugno 1932 e sul campo neutro di Bologna. Il Bari superò il Brescia per 2-1 con due gol di Dario Gay che ribaltarono il vantaggio iniziale del Brescia. - L’ultima vittoria del Brescia a Bari è stata in serie A all’inizio di febbraio del nuovo secolo. Il Bari, invece, ha vinto l’ultima volta il 10/03/2006 con un gol di Ganci che sconfisse i bresciani diretti da Zeman. - Per ben due volte il Bari ha battuto il Brescia segnando 4 gol: la prima nel 1957, la seconda nel 1993. Il Brescia, invece, è riuscito a segnare una volta ben 5 gol sul campo del Bari: fu la “domenica nera” del portiere barese Cortigiano. - Memorabile la vittoria del 22 gennaio 1978, 30 anni fa, per 3-2: straordinario Penzo e bravo Pellegrini nell’ottenere il 3-2 finale nel giorno in cui esordiva sulla panchina barese Santececca al posto di Losi.

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RIEPILOGO Partite Vittorie Bari Vittorie Brescia Pareggi

32 15 6 11

Reti Segnate dal Bari Subite dal Bari

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il ritorno di 3

3 anni e tanta voglia di tornare in campo. Antonio Bellavista è stato una colonna del Bari: è cresciuto nel settore giovanile biancorosso, ha trascorso nove stagioni in prima squadra, dal 1999 al 2007. Anni difficili che hanno segnato la retrocessione in B e tante sofferenze tra i cadetti (tra cui la caduta in C1 nel 2004 evitata dal ripescaggio). Ma il giocatore nato a Bitonto è stato sempre in prima fila: centrocampista per natura, ha sopperito a qualsiasi esigenza riciclandosi come esterno o persino terzino. Dopo la separazione dai galletti, Antonio ha vissuto un biennio a Verona ed una brevissima esperienza ad Andria, chiusa lo scorso ottobre. “Ma non ho mai smesso di allenarmi”, assicura il mediano. “Aspetto una chiamata. Non sono vecchio e fisicamente sto bene: mi piacerebbe ripartire dal calcio professionistico. Nel frattempo, mi sto allenando con il Terlizzi (compagine che milita nel campionato di Eccellenza Pugliese, ndr). Ringrazio di cuore il presidente D’Alessio per questa bella opportunità. Non mi aspettavo di restare tanto tempo senza squadra. Forse si è diffusa la voce che sono una mela marcia. Eppure, sfido chiunque ad obiettare della mia professionalità”. In effetti, per lui parlano le cifre: nel Bari ha collezionato 251 presenze che lo pongono al sesto posto (in coabitazione con Spimi) nella graduatoria dei super fedelissimi bianco-

rossi. “Dal Bari- svela Bellavista- non sarei mai andato via. Vestire la maglia della squadra per cui ho sempre tifato è stata la realizzazione del mio sogno. Tante volte ho pensato al record di presenze: sono lieto che questo traguardo sia stato raggiunto dal mio amico Gillet, anche se ammetto che un po’ lo invidio”. Anche se dall’esterno, Antonio segue sempre il suo Bari. “Sono contento- dichiara- per quanto di bello la squadra sta esprimendo e per il ritrovato feeling con i tifosi. Purtroppo, io sono capitato quando non si vedeva la luce in fondo al tunnel della crisi. Eppure, se nei momenti bui non ci fossimo uniti per salvare la baracca, ora il Bari non sarebbe qui. C’è una cosa che mi rende davvero infelice: capisco che, quando le cose vanno male, i primi a pagare siano i cosiddetti senatori di un gruppo. Ed io non mi sono mai sottratto alle responsabilità, sebbene in quegli anni avessi perso i miei genitori. Tuttavia, anche a distanza di tempo, nessuno ha avuto per me una parola di conforto. Non riesco nemmeno ad andare al San Nicola”. Nel frattempo, Antonio sta studiando da allenatore. “Ho frequentato- conclude- il corso di base. Per proseguire, però, dovrei lasciare del tutto l’attività e non sono convinto di voler smettere. Mi piacerebbe, però, prendere lezioni da Ventura: il suo calcio è il più bello d’Italia”. © Riproduzione riservata

Bellavista di Davide LATTANZI

TOP 10 Le presenze nel Bari

1) Jean Francois Gillet 2) Giovanni Loseto 3) Mario Mazzoni 4) Giorgio De Trizio 5) Bruno Cicogna 6) Antonio Bellavista Vittorio Spimi 8) Alessandro Carlini 9) Aurelio Galli 10) Angelo Terracenere

321 318 313 273 262 251 251 236 235 230

Antonio Bellavista, ex bandiera biancorossa, è in cerca di squadra e si allena con il Terlizzi. E confessa: “Avevo sognato il record di presenze. Al Bari ho dato tutto, ma mi rende infelice sapere che a qualcuno sono ancora inviso”


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Un secondo posto inatteso

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rande sorpresa in casa Brescia. Dopo la prima giornata di campionato, la squadra della leonessa d’Italia sembrava destinata a veleggiare nei bassifondi della classifica, sconfitta all’esordio e priva di gioco. Si diceva che solo il suo attacco fosse degno della massima serie, con il Brasiliano Eder, protagonista di una stagione pazzesca tra i cadetti, quest’anno approdato nella massima serie, la conferma Caracciolo, per i bresciani una garanzia, visto quanto fatto dall’”airone” negli anni passati, e il nuovo arrivato Dia-

manti. L’ex livornese, approdato a Brescia dalla Premier League, è uno specialista di calci piazzati e un giocatore dai piedi particolarmente buoni. Un po’ incostante ma fondamentale per garantire ai lombardi quel salto di qualità che solo poche settimane fa sembrava del tutto improbabile. Il secondo posto alle spalle della “solita” capolista inter la dice lunga. Dalla seconda giornata di campionato tre partite e altrettante vittorie, ottenute, tra le a l tre,

contro il Palermo (i Siciliani giovedi hanno sconfitto 3-1 la Juventus) e la Roma. Mercoledì la partita contro i giallorossi è stata condizionata pesantemente dall’arbitraggio, ma tutto sommato i bresciani, fatta eccezione per i 3 rigori negati dall’arbitro Russo alla Roma, non hanno concesso troppe occasioni a Perrotta & co., che h a n n o dominato a li-

di Maurizio FONTANA

vello di possesso palla ma hanno trovato pochi sbocchi. La condizione atletica, apparsa ottima contro Palermo e Chievo, è apparsa meno convincente contro la Roma. Il Bari, reduce da una partita non certo da incorniciare contro i campioni d’Italia, dove ha sofferto particolarmente Eto’o sulla fascia, ritrovando un terzino di ruolo potrà tenere più a bada la velocità di giocatori del calibro di Eder. Il Brescia è in definitiva una formazione ampiamente alla portata dei Galletti, che devono ritrovare la via del gol e conquistare punti importanti. © Riproduzione riservata


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accadeva 7 giorni fa...

mezzogiorno di fuoco!

B

ari, 19.09.2010. Temperatura 30°. Umidità 90%. Alle ore 12:30 c’è l’afa delle grandi occasioni, da mezzogiorno di fuoco. C’è da giocare comunque la terza giornata di serie A , Bari-Cagliari è la fortunata partita in programma, quella del nuovo campionato spezzatino, la novità dettata dalle tivvù che pagano di più. Nell’arena dello stadio San Nicola la battaglia è finita con uno scialbo ed incolore 0-0 privo di emozioni ma ricco di cattivi pensieri e soprattutto di mal di pancia per tutti o quasi. Tutti in coro contro la partita delle 12:30, tecnici, calciatori e tifosi. Il bomber del Cagliari Acquafresca lasciava il campo alla fine del primo tempo praticamente evaporando, il suo compagno di squadra, Pinardi, lo seguiva a braccetto dopo esser passato in pochi minuti da un colorito rosso pompeiano ad un preoccupante blu tenebra. Una vera e propria sauna che ha lasciato tutti sudati, delusi, affamati e sbadiglianti; una faticaccia senza aver goduto di un degno spettacolo, di un gesto tecnico di rilievo, di calcio ben giocato, di vigoria fisica. E pensare che la domenica di nemmeno un anno fa, più o meno alla stessa ora, la maggiorparte degli italiani stava per concludere le chiacchiere sportive al bar sfogliando i quotidiani, giocava le ultime schedine, affollava le pasticcerie prima di avviarsi verso casa, per il pranzo, pensando al ricco pomeriggio calcistico che li avrebbe di lì a breve attesi ed al sudore che volentieri avrebbero speso pur di fare un tredici al totocalcio. Adesso invece ci tocca la partita alle 12:30, ormai già una

pericolosa realtà che ci è stata regalata facendo un allegro e positivo paragone tra il nostro calcio e quello inglese. Ma se l’Inghilterra è vicina al circolo polare artico quanto noi lo siamo al tropico del cancro, se gli inglesi a pranzo non mangiano, fanno il brunch alle 8:30 della mattina e noi invece pranziamo dalle 13:30 in poi, partendo dall’antipasto e finendo con l’ammazzacaffè, passando per i classici ma sempre di moda primo e secondo, se in Inghilterra piove due giorni si e cinque pure e qui da noi c’è il sole più cattivo e caldo, proprio quando non possiamo andare al mare… Che colpa abbiamo noi? Noi agli inglesi non possiamo proprio esser paragonati… Persino il Vaticano si è opposto allo spezzatino del pallone dichiarando che disturba le sane abitudini domenicali; dopo le 12 la messa è finita da poco e la partita sta per cominciare, ergo delle due l’una, o si va in Chiesa con sciarpa, bandiera, cappellino, abbonamento e panino per poi svignarsela di gran fretta allo stadio oppure si diserta la trinità scegliendo un classico ed equilibrato quattroquattrodue. Noi italiani, che siamo un paese tutto casa, Chiesa e soprattutto pallone, diventiamo schiavi del business che prevale sulla fede; eppure da tifosi inossidabili quali siamo, alla fine accetteremo e ci abitueremo anche a questa variante anomala, pranzando alla velocità della luce, senza scambiare chiacchiere e risate con parenti ed amici a tavola; il calcio d’inizio lo daranno nel nostro fondoschiena mogli e fidanzate nere di rabbia. Ma ne vale davvero la pena? Questo benedetto spezzatino non sarebbe stato meglio continuare a mangiarlo a pranzo con due patate ed una cascata di ragù? di Mario D’Innella

Reg. trib. Bari n. 34 del 14/09/2009 Direttore responsabile: Vincenzo Tamborra www.ilnuovogalletto.it - redazione@ilnuovogalletto.it

ERRATA CORRIGE Sul numero 20 del 29/08/2010 in prima pagina sono state pubblicate due foto (riportate nel riquadro), senza che ne venisse correttamente attribuita la paternità. Le immagini realizzate da

in questione sono state

Rocco De Benedictis / Today. Ci scusiamo con l’autore e con i lettori per questa involontaria omissione.

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