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il amico nuovo •

settimanalE d’informazione diocesi di: pesaro •  fano • urbino

fondato nel 1903

COPIA OMAGGIO

23 giugno 2013 • Anno 110 • N. 25 • Spedizione in abb. post. D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27.02.2004 N. 46) Art. 1, Comma 1, DCB Pesaro • facebook.com/ilnuovoamico € 1,00

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editoriale

ENCICLICA SULLA FEDE

A quattro mani

P

ortare a termine l’Enciclica sulla Fede iniziata da BenedettoXVI: ”Una enciclica a quattro mani” è quanto ha annunciato in questi giorni Papa Francesco. Più precisamente prevede di lavorare riprendendo il Sinodo sull’evangelizzazione che si è tenuto a ottobre del 2012, ma in una cornice più larga. Il tema è la diffusione del Vangelo nel mondo attuale. Ma se i confini dell’annuncio sono i bordi della terra si dovrà parlare di evangelizzazioni. Egli stesso, cristiano preso dalla”fine del mondo” n’è in qualche modo, l’immagine. Il problema che si pone è proprio questo: riuscire a pensare, a credere e ad agire in termini locali ed universali insieme; occorre cioè un fondamento comune, quindi universale, per “costruire solidarietà del comunicare”(J.Abermas) La Chiesa da sempre nella storia, esperimenta quest’apertura al mondo perché sa di appartenere al mondo e a Cristo Salvatore del mondo. Come il Colonnato del Bernini così la Chiesa volge il suo abbraccio verso il mondo, le altre religioni e le altre chiese. Un abbraccio senza limiti, eppure nell’unità di un solo credo e nella varietà delle lingue e delle culture. Qui è il cuore dell’evangelizzazione: opera viva di tutta la chiesa che si fa prossimità di ogni gente, attraverso l’inculturazione della fede (vedi progetto culturale) . La sfida è talmente alta che “le tecniche-sottolinea Papa Francesco - sono certo importanti, ma neppure le più perfette potrebbero sostituire l’azione discreta ma efficace dello Spirito. Non potrebbe essere diversamente per un Papa che, tra l’altro, dice”prima la fede e poi le strutture”, come dire che l’evangelizzazione nasce dalla spiritualità non dalle strutture. Ma la spiritualità ha una sua fonte che è la liturgia. E’viva in questo Papa la nostalgia della Chiesa primitiva quando Pietro non aveva soldi, gli ascoltatori udivano nella loro lingua, i battezzati erano discepoli e testimoni e le comunità erano Chiesa. E’ davvero lo Spirito Santo protagonista della nuova evangelizzazione. Non è una semplificazione letteraria, www.arpaitalia.com ma una lucida constatazione storica. La domanda, anche questa storica : ma quale evangelizzazione per il mondo di oggi che vive la globalizzazione e le convergenze e sente fortemente anche le proprie singolari identità culturali ? Il popolo di oggi è in realtà plurale e, in un certo senso., parla in tutte le lingue e s’immette nella rete dei nuovi strumenti della comunicazione. Ma non basta. Bisogna che la Chiesa nella sua totalità diventi ministra e testimone della Parola. Raffaele Mazzoli

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Tre importanti opere d’arte

Vedi pagg. 13 e 18

Fano - Guido Reni La consegna delle chiavi (particolare)

L’arte dell’accoglienza Domenica 30 giugno Giornata per la Carità del Papa

I

l 30 giugno Giornata per la Carità del Papa, appuntamento annuale che, come ci ricorda la Conferenza Episcopale Italiana, esprime il profondo vincolo che unisce le Chiese in Italia con il successore di Pietro. Tutte le parrocchie sono invitate a contribuire alle tante opere di carità che il Santo Padre realizza in tutto il mondo venendo in soccorso di quanti sono afflitti dalla povertà. Papa Francesco in questi primi mesi del suo Pontificato ha più volte ricordato ai cristiani che la solidarietà con i poveri è parte essenziale del Vangelo e tratto distintivo della fede.

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CHIESA E MONDO

23 giugno 2013

L A PAROLA DI DIO XII Domenica del Tempo Ordinario Anno C

I

l cristiano è invitato oggi a rispondere all’interrogativo fondamentale: Chi è per te il Cristo? E’ una domanda che provoca studio, adesione, impegno. Evidentemente non una risposta asettica, anche se precisa risposta catechistica, ma interroghiamo la nostra vita, la nostra esperienza, il nostro incontro con lui e raccontiamo come lo abbiamo incontrato, come lo viviamo o come semplicemente lo cerchiamo. Saremo più credibili se attingeremo dalla nostra esperienza personale. E qual è il modo migliore per raccontare Dio attingendo dalla nostra vita se non raccontando le nostre croci per amore di fedeltà, di sequela, di ricerca? Anche perché credere è seguire, diventare discepoli, calcare le orme del maestro. Ma non basta dire chi è

Chi sono io per te?

Gesù, occorre essere anche stautofori, ossia portatori della croce dietro a lui: lui avanti e noi dietro. Prima lettura: Zaccaria 12,10-11,13,1. Il profeta invita a guardare a colui che hanno trafitto, e noi giustamente intravediamo il volto di Gesù Cristo innalzato da terra, il mistero dell’amore che genera salvezza. Seconda lettura: Galati 3,26-29. Paolo propone una splendida formula battesimale, che a quel tempo e in parte anche oggi suona come rivoluzionaria, ma della rivoluzione evangelica. Le discriminazioni etniche, religiose, politiche, economiche o sessuali, vengono d’un colpo rese insignificanti dall’inserimento in Cristo Gesù. Vangelo: Luca 9, 18-24. Siamo messi di fronte al nocciolo duro del vangelo, alla proposta di perdere la vita per trovarla, alla logica di un amore che si espone al rischio del fallimento, pur di andare fino in fondo. E’ la scelta di Gesù che propone anche a

chi vuol essere suo discepolo, è la modalità vera per far fiorire la nostra esistenza e non tenerla stretta nell’egoismo. Meditatio - Viene il momento della vita in cui non si può rispondere con le parole degli altri. Ciò riguarda ogni realtà dell’esistenza in primo luogo la fede che non può non essere personale. - Chi è Gesù per te? Quale spazio, quale tempo della tua vita è per Lui? Con Lui o senza di Lui è la stessa cosa? Nelle scelte importanti o quotidiane ti confronti con la sua Parola o pretendi che il buon Dio metta un timbro a cose fatte? - Provaci, guardati, confrontati, fatti aiutare, mettiti a nudo davanti alla Parola. E poi, così come sei, lasciati invitare. Lascia che il Maestro getti nel tuo cuore la certezza che c’è un cammino promettente davanti a te. Faticoso, certo, ma cento volte ricco di bellezza.

“EVANGELIUM VITAE”

Mattoni o pietre vive?

La nostra cultura è indubbiamente l’odierna, respirata e non quella dei nostri avi, per quanto illustri siano stati. Assistiamo, con il transitare delle generazioni, a svolte, sbalzi, mutamenti che ci dicono chiaramente quanto la persona umana sia diversa, progredita. Quando invece di progredita dovrebbe essere indicata come regredita? La svolta non diventa una via senza uscita? Proprio perché si sbatte contro un muro invalicabile si tenta in tutti i modi di renderlo inesistente, lo si nega, perché è impossibile affermare che il muro l’abbiamo costruito proprio noi, con le nostre stesse mani e il nostro stesso ingegno. Muro costituito da mattoni facilmente identificabili nella nostra cultura che, senza falsi timori, denomino pseudocultura o cultura che inganna ed allarma: Omicidio; Aborto; Pena di morte; Accanimento terapeutico; Eutanasia. Questi mattoni non costruiscono, demoliscono, nella loro falsità propongono non una cultura della vita ma quella che, correttamente, viene chiamata “cultura della morte”. In un’era scientifica e tecnologica come la nostra dove viene collocata la dignità della persona, della vita umana? L’insegnamento di Giovanni Paolo II, nella “Evangelium vitae”, nasce

dalla Parola di Dio che Gesù Cristo ha testimoniato, quello che la Chiesa, pur con tutti i suoi limiti umani, ha sempre difeso. Perché tutto questo avviene? Per una svolta assurda che si codifica “rifiutando o dimenticando il suo fondamentale rapporto con Dio, l’uomo pensa di essere criterio e norma a se stesso e ritiene di avere il diritto di chiedere anche alla società di garantirgli possibilità e modi di decidere della propria vita in piena e totale autonomia”. Se crediamo, la vita scaturisce in noi, non malgrado le difficoltà, le imperfezioni, ma proprio dentro di tutto questo bagaglio che costituisce, spesso, il fardello di ogni persona umana. Diamo una definizione, seguendo l’Enciclica ai mattoni culturali che per noi, credenti, possono diventare “pietre vive” della Chiesa e della società umana: Aborto: “un omicidio anticipato per impedire a qualcuno di nascere”; Pena di morte: “se i mezzi incruenti sono sufficienti per difendere le vite umane dall’aggressore e per proteggere l’ordine pubblico e la sicurezza delle persone, l’autorità si limiterà a questi mezzi, poiché essi sono meglio rispondenti alle condizioni concrete del bene comune e sono più conformi alla dignità della persona umana”;

Accanimento terapeutico: “La rinuncia a mezzi straordinari o sproporzionati non equivale al suicidio o all’eutanasia; esprime piuttosto l’accettazione della condizione umana di fronte alla morte”; Eutanasia: preoccupante “perversione” della pietà… e tentazione …di “impadronirsi della morte, procurandola in anticipo” e ponendo così fine “dolcemente” alla vita propria o altrui. In realtà, ciò che potrebbe sembrare logico e umano, visto in profondità si presenta assurdo edisumano. Papa Francesco continua a ribadire la sua esortazione a “mantenere viva l’attenzione sul tema del rispetto per la vita umana, dal concepimento al termine”. La morte, grande interrogativo che percorre i secoli e ogni esistenza, certo può essere pensata e ritenuta assurda e quindi combattuta, ma nessuno si è mai dimostrato immortale, presente vivo nei secoli, per i credenti “l’uomo si trova posto di fronte al mistero della morte”. L’opzione è tutta nostra: mattoni o pietre vive? Perché “l’uomo è chiamato a una pienezza di vita che va ben oltre le dimensioni della sua esistenza terrena, poiché consiste nella partecipazione alla vita stessa di Dio”. Cristiana Dobner

- Non è dal modo in cui un uomo parla di Dio, ma dal modo in cui parla delle cose terrestri che si può meglio discernere se la sua anima ha soggiornato nel fuoco dell’amore di Dio (Simon Weil). Oratio Grazie, Gesù, perché mi lasci libero di decidere della mia vita e di fare ciò che mi fa sentire bene, vivo, contento. Non mi costringi d’esser tuo discepolo, mi inviti solo a stare attento esortandomi a caricarmi della fatica del quotidiano. Grazie, Signore, perché comprendi la mia paura di perdermi. Armando Trasarti, Vescovo di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola © RIPRODUZIONE RISERVATA

ANNO DELLA FEDE 14

Il peccato originale

C’

è un’espressione dogmatica che il mondo moderno, soprattutto negli ultimi decenni, anche quel mondo che è nella chiesa, ha dimenticato e, potremmo dire, tentato di censurare. Si tratta della verità dogmatica del peccato originale, secondo la quale tutti gli uomini nascono in uno stato di privazione della santità e della giustizia originali. È un peccato da noi “contratto”, non “commesso”; una condizione di nascita, e non un atto personale. Deriva da un atto di disubbidienza e di superbia dei nostri progenitori, e, a motivo dell’unità di origine di tutti gli uomini, esso si trasmette ai discendenti di Adamo con la natura umana, “non per imitazione ma per propagazione”. L’uomo è così ferito in naturalibus, sia nella sua volontà che nella sua conoscenza. Il peccato originale è un mistero sul quale la nostra ragione ha poco potere, ma senza questo dato dell’antropologia cristiana, fondato sulla rivelazione biblica, non si capisce nulla della vita degli uomini, della società e della cultura pelagiana omologante in cui viviamo. Anche l’esperienza cristiana non può fare a meno di questa semplice verità di fede; il dogma è come gli argini di un fiume per la vita che inizia con il battesimo, le dà forma e la rende possibile. don Daniele Federici

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BEATIFICAZIONE DI FOCHERINI

Dalla vita ordinaria alla pienezza di senso

G

ioia e speranza sono i sentimenti che si sono respirati alla celebrazione della beatificazione di Odoardo Focherini svoltasi questa mattina a Carpi, presieduta dal cardinale Angelo Amato, accompagnato da monsignor Francesco Cavina, vescovo di Carpi; dall’arcivescovo di Trento monsignor Luigi Bressan; da monsignor Domenico Sigalini, assistente nazionale dell’Azione Cattolica e monsignor Antonio Lanfranchi, arcivescovo metropolita della provincia ecclesiastica. Circa 5mila persone, credenti e non credenti, hanno partecipato alla funzione allestita in piazza Martiri. Una ventina i vescovi provenienti anche da fuori regione e un centinaio i sacerdoti in particolare delle diocesi di Carpi e Trento e dell’Azione Cattolica. Erano presenti anche mons. Bassano Staffieri e mons. Elio Tinti, che come vescovi di Carpi hanno rispettivamente iniziato e seguito il processo di beatificazione. Numerosi i delegati delle associazioni ecclesiali e della Società Cattolica di assicurazione, insieme ai diversi rappresentanti delle istituzioni. Aut. n. 83/85 Trib. di Pesaro IL NUOVO AMICO RISPETTA L’AMBIENTE. STAMPIAMO SOLO SU CARTA RICICLATA.

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Questo numero è stato chiuso in redazione mercoledì 19 giugno 2013 alle ore 22 e stampato alle ore 6 di giovedì 20 giugno


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Socio Politico

23 giugno 2013

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Riforme diciotto mesi di cura costituente

A

no delle riforme istituzionali (e costituzionali) è ufficialmente iniziato. La legge costituzionale in corso di approvazione fissa il termine che il governo (di concerto con la presidenza della Repubblica) aveva indicato: 18 mesi. Sono tutte, finalmente, buone notizie. Il tema si agita dal 1979: si è discusso molto, si è fatto qualcosa, ma a spizzichi e non senza contraddizioni. Tanto più che è molto difficile prendere decisioni. Non è una priorità dell’opinione pubblica, la gente spesso risulta infastidita dalla complessità delle questioni istituzionali e dalle strumentalizzazioni politiche. Ma è una evidente priorità per un sistemapaese che, tanto più in questa fase di crisi, deve rendere più legittimate, più efficienti e più forti e stabili, oltre che meno costose, le sue istituzioni. Questa duplice constatazione può disegnare alcune condizioni (necessarie e non sufficienti) perché il processo riesca, o almeno per affrontarlo con realismo e fiducia. Innanzi tutto deve essere chiaro che la seconda parte

della Costituzione deriva dalla prima. Cioè le scelte tecniche sono comunque al servizio di precisi obiettivi di democrazia. A partire dalla più eclatante, a proposito dell’elezione diretta del Capo dello Stato e dei suoi poteri. Basta guardarsi attorno in giro per l’Unione europea e nel mondo occidentale: vi sono vari modi per rendere forti e stabili le istituzioni, capaci di decisione, di rappresentanza e di partecipazione. Quello che conta è avere ben chiari gli obiettivi e gli interessi in gioco, oltre che le garanzie per tutti. E così si può scegliere serenamente. Siamo così alla seconda condizione, il realismo. È sbagliato sovraccaricare di attese il processo di riforme, anche perché questa è la strada migliore per strumentalizzarle, cioè perché partiti e gruppi, oggi tutti assai deboli, frammentati e incerti, combattano sul piano delle riforme istituzionali battaglie politiche: né più, né meno quello che è avvenuto negli ultimi decenni. Eccoci allora al terzo punto: la determinazione. Le riforme istituzionali e costituzionali non si possono fare

solo a tavolino. Certo servono buone soluzioni tecniche, meglio se semplici e chiare. Ma condurle in porto comporta una buona e alta politica. Hanno bisogno di una regia. Dato che - fortunatamente - non può essere di uno, deve essere di molti, tra loro coordinati. Forse la debolezza di tutti, oggi, può aiutare a lavorare insieme e a produrre risultati. Infine le riforme istituzionali sono collegate con due questioni sistemiche. La prima è la sostenibilità dei conti pubblici, la seconda la nostra credibilità nell’Unione europea e nei club mondiali del G8 e del G20. Dove stiamo perdendo posizioni. Per questo occorre mettersi subito, con fiducia, al lavoro. Bene si è fatto a prevedere forme di partecipazione e di consultazione larga ai lavori per le riforme. Perché questa occasione non sia sprecata. Ma contribuisca a farci ripartire davvero. Nicola Salvagnin

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La ripresa passa attraverso la nuova industrializzazione “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che (…) impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese” (art. 3 della Costituzione italiana). E si converrà unanimemente che la povertà sia uno degli ostacoli maggiori per quel pieno sviluppo. Ecco: da qui vogliamo partire per affrontare l’assoluta necessità di una ripresa economica del sistema-Italia. Scopriremo che il 2012 ha dato il suo bel contributo ad aumentare quella percentuale, che in soldoni significa 8 milioni di italiani con gravi problemi economici.. Spiega bene che la schiera dei cosiddetti poveri si sta ingrossando grazie anche all’arrivo di nuove figure sociali: gli anziani che, superata l’enorme barriera del pudore, chiedono aiuto; i 40-50enni che perdono il lavoro e faticano a trovare una qualsivoglia occupazione; i separati a basso reddito; i piccoli imprenditori - negozianti, artigiani - che si sono “mangiati” tutto cercando di salvare la loro baracca; gli immigrati che gettano la spugna. A dirlo è la Caritas nazionale, che registra un semplice dato: alle porte delle sue 220 Caritas sparse sul territorio, nel giro di un anno si è presentato il 25% in più di bisognosi. Ci sono realtà ormai sature, soprattutto nel Mezzogiorno (Palermo, ad

esempio): troppe richieste di aiuto rispetto alle forze a disposizione. “Il miglior modo di eliminare i poveri è farli diventare ricchi”, diceva Ronald Reagan con quel tono da presidente-cow boy. Fosse così semplice… Ma la sparata contiene una sua importante, banale verità: in un Paese, se c’è maggior ricchezza stanno bene tutti. E quindi vale la banalità opposta: più perdiamo la nostra ricchezza, più poveri diventeremo. È quello che sta accadendo agli italiani dal 1991 ad oggi. Il Prodotto interno lordo depurato dall’inflazione ci ricorda che questo Paese ha smesso di crescere da più di vent’anni. E negli ultimi dieci ha innescato sostanzialmente la retromarcia. La ragione è semplice: spendiamo più di quanto guadagniamo, e l’esplosione del debito pubblico è stato il tentativo di mantenere un tenore di vita agiato, senza averne i mezzi. Ora siamo alla resa dei conti, letteralmente. Una diffusa situazione di illegalità (evasione fiscale, lavoro nero, gli enormi proventi della criminalità organizzata) ha finora tamponato la realtà dei conti, che parlano di uno Stato in pre-bancarotta. La povertà non è ancora esplosa perché vi è molta ricchezza occultata; perché ci stiamo consumando i risparmi e il patrimonio; perché istituti come la cassa integrazione stanno “congelando” una disoccupazione altrimenti vertiginosa. Ma bisogna ricominciare a remare,

R

La sorpresa iraniana ha un volto moderato

ome già accaduto in altre occasioni, anche questa volta le elezioni iraniane hanno riservato notevoli sorprese, spiazzando perfino gli osservatori più attenti: vi è stata un’alta affluenza alle urne e ha vinto, a sorpresa, un candidato moderato. I leader del movimento di opposizione al regime che fece tremare l’Iran nel 2009 sono tuttora agli arresti o costretti a vivere all’estero. Sono dunque mancate voci che chiedessero cambiamenti radicali nelle settimane precedenti alle elezioni, sia l’illustre escluso che un altro ex presidente moderato, Khatami, avevano cautamente appoggiato la candidatura di Hassan Rohani, risultato vincitore a sorpresa. Le ragioni della vittoria di quest’ultimo sembrano

fondamentalmente due. Prima di tutto, i conservatori si sono profondamente divisi, presentando ben quattro candidati, variamente collegati ai Pasdaran, ad Ahmadinejad e a Khamenei. In secondo luogo, proprio l’accorto bilanciamento fra moderazione e determinazione ha permesso ai riformisti da un lato di non rischiare la repressione e dall’altro di convincere larghi strati della popolazione a non ritirarsi

sgombrando la rotta da iceberg potenzialmente negativi, anche se apparentemente affascinanti. Due su tutti: la decrescita felice; la crescita “alternativa”. Sulla prima ci soffermiamo appena, rilevando che la decrescita economica sarebbe felice solo per chi può permettersela. I poveri - chi ha bisogno di un aiuto anche economico - sarebbero ancora più poveri, ancora più numerosi, ancora più abbandonati. Punto. La crescita che definiamo “alternativa” non è di per sé cattiva cosa: risponde a quella corrente di pensiero che sostiene che lo sviluppo dell’Italia deve passare dal turismo, dalle sue bellezze artistiche e paesaggistiche, dai milioni di cinesi che non vedrebbero l’ora di venire qui, dalla nostra sapienza artigianale, dalle piccole e geniali start up e dal terziario stra-avanzato. E qui ribadiamo un concetto espresso già altre volte: quante decine di migliaia di agriturismi ci vogliono, per fare i fatturati e l’occupazione dell’Ilva che sta morendo

nell’astensione. Cosa succederà dunque adesso? Se Rohani riuscisse a migliorare le condizioni dell’economia iraniana e a far rivestire un ruolo di rilievo al Paese sul piano internazionale, pur spostando la politica estera su una linea meno aggressiva nei confronti di Israele e dell’Occidente, allora acquisirebbe un peso e un’autorevolezza tali da poter tentare un cambiamento negli

a Taranto? E come riforniamo di acciaio le centinaia di aziende manifatturiere italiane? Con gelati a km zero? Questa visione arcadica va bene per qualche piccola isola greca, in cui gli abitanti si accontentano di olive e feta. Non per un Paese di 60 milioni di persone, strette in 300mila km quadrati senza alcuna notevole risorsa naturale. Un Paese che ha oggidì 16 milioni di pensionati da mantenere (domani di più), solo per offrire il dato più macroscopico. Quindi l’Italia deve per forza tornare al… sapore di sale, a quel boom economico fatto da Fiat, Olivetti, Pirelli, Eni e Agip, banche e Generali, Alitalia e Montedison, la statale Iri e quegli elettrodomestici che cambiarono la vita degli italiani, in tutti i sensi. La ripresa economica dell’Italia passa da una nuova industrializzazione. Non sarà fatta come cinquant’anni fa, ma non è impossibile. Nicola Salvagnin

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assetti di potere interni all’Iran. Si potrebbe creare un nuovo blocco di potere riformista in grado di allargare gli spazi di libertà e introdurre alcune riforme. In una strategia di questo tipo, sia gli Stati Uniti che l’Europa potrebbero avere un ruolo. Dovrebbero cercare di coinvolgere l’Iran in un serio dialogo politico ad ampio raggio sui molti temi scottanti della regione, dimostrando di saper ancora usare la diplomazia e uscendo dall’arida alternativa a cui spesso assistiamo fra un uso ragionieristico degli strumenti economici, privo di un disegno politico generale, e il ricorso improvvisato e scomposto alla forza armata. Stefano Costalli

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23 giugno 2013

Socio Culturale

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Presentato a Roma il vademecum su IMMIGRAZIONE E DIALOGO

Nelle diverse religioni una forza di pace

“L’

esperienza migratoria può essere letta, in senso positivo”, come una grande opportunità per riconoscere nelle diverse appartenenze religiose “una forza di pace”, “enormi riserve di energia e impegno” che “possono essere di grande importanza per lo sviluppo della società civile”. Questa “l’ottica” con cui è stato realizzato il Vademecum “Religioni, dialogo, integrazione” presentato il 17 giugno a Roma. Uno strumento non solo di indagine statistica sulla appartenenza religiosa degli immigrati nel nostro Paese ma anche di percorsi di dialogo avviati a livello nazionale e territoriale. Il Vademecum è stato realizzato dal Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione istituito presso il Ministero dell’Interno la cui stesura è stata diretta da Paolo Naso e curata da Com Nuovi Tempi e dal Centro Studi e Ricerche Idos/Immigrazione Dossier Statistico. I dati. Al 31 dicembre 2011, il Centro Studi ha stimato una presenza regolare complessiva di 5.011.000 cittadini stranieri. Ripartiti per macro-aree confessionali, il Dossier curato tra gli altri da Franco Pittau e Ginevra De Maio rileva come l’incidenza dei cristiani, supera la metà del totale (53,9%), per una presenza di 2,702 milioni immigrati cristiani. I musulmani rappresentano nel nostro Paese il 32,9% della popolazione immigrata regolare per un totale di 1,651 milioni di persone. I fedeli di tradizioni religiose orientali

I

l 13 giugno i nove giudici della Corte Suprema Usa hanno emesso all’unanimità una sentenza nella quale affermano che i geni estratti dal corpo umano, cioè il cosiddetto Dna isolato, non può essere brevettato, mentre aprono alla brevettabilità del materiale genetico prodotto sinteticamente in laboratorio. Il pronunciamento ha detto stop all’esclusiva ventennale dell’azienda privata Myriad Genetics di Salt Lake City, specializzata nella diagnosi molecolare delle malattie, scopritrice dei geni noti come Brca 1 e 2, che ha sequenziato e dei quali detiene il brevetto. Il Sir ha chiesto al genetista Bruno Dallapiccola, direttore scientifico dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di

Bruno Dallapiccola, direttore scientifico dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma

(induisti, buddhisti e altri) sono invece poco più del 5,9% per un totale di 297mila fedeli. Seguono poi 51mila immigrati riconducibili a religioni tradizionali e 310mila tra ebrei, atei/agnostici e altri. L’incidenza dunque degli immigrati cristiani, superando la metà del totale (53,9%), mostra “quanto sia improprio in Italia agitare lo spettro di una ‘invasione’ di persone di diversa religione”. Negli ultimi due decenni, infatti, si è registrata una diminuzione in termini percentuali dei musulmani (cinque punti in meno) e, al contrario, quasi un corrispettivo aumento percentuale dei cristiani a seguito dei consistenti flussi determinatisi dai paesi dell’Est Europa, a forte prevalenza di cristiani ortodossi.

distruttivi”. È evidente che il pluralismo “buono” ha altre caratteristiche. “La prima e la più rilevante - dice Naso - è che deve essere intrinsecamente dialogico, deve cioè promuovere il confronto tra i diversi soggetti culturali e religiosi presenti nella società civile; dall’altra deve favorire la loro partecipazione al discorso pubblico, a quel particolare dialogo tra soggetti intermedi ed istituzioni tipico di ogni democrazia complessa. L’agenda di questo dialogo è molto ampia e comprende una varietà di temi educativi, sociali e culturali”.

Il pluralismo cattivo. È il curatore della ricerca, Paolo Naso, professore di Storia, culture, religioni alla Sapienza di Roma, a distinguere tra un pluralismo “buono” ed uno “cattivo”. Il pluralismo “cattivo” è quello che “si limita a prendere atto della molteplicità dei soggetti culturali e religiosi presenti ed attivi all’interno della società civile”. È un pluralismo “statico” che si consolida come giustapposizione di “comunità tendenzialmente chiuse in se stesse, che hanno relazioni deboli le une con le altre e una scarsa capacità di presenza sulla scena pubblica. È il pluralismo dei ghetti, di tante banlieues e di tante periferie frammentate in comunitarismi spesso implosivi e

Le “buone pratiche”. “L’elemento di novità, ultimo nel tempo - sottolinea nel Vademecum la sociologa Carmelina Chiara Canta -, è segnato dal fatto che le religioni abbiano e vogliano avere un ruolo pubblico e vogliano esercitare una funzione sociale, che le rende più disponibili al confronto tra cittadini e istituzioni, sulle questioni che interessano la convivenza”. “Anche la società civile ha maturato l’idea che non è più possibile ignorare il pluralismo delle religioni e delle culture e che esse possano dare un contributo alla coesione sociale”. A fronte allora di questa nuova consapevolezza anche nel nostro Paese

sono nate in molte città iniziative e “buone pratiche” di dialogo come “Forum interreligiosi”, “Tavoli Interreligiosi”, “Incontri con i gentili”. Si sono ormai consolidate iniziative di dialogo in date fisse come la giornata dedicata al dialogo ebraico-cristiano (17 gennaio) e la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio) ed anche alcuni appuntamenti fissi e ricorrenti: festival, convegni, seminari. Agenzia Sir

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Un saggio “no” degli USA

Il Dna umano non si brevetta Roma, un commento sulla sentenza. Come ha accolto il pronunciamento della Corte suprema di ieri? “Si tratta di una scelta di assoluto buonsenso dal punto di vista scientifico, etico e giuridico. Il Dna non lo crea il ricercatore; questi va all’interno di una scatola il cui contenuto è creato da altri per cercare il gene responsabile di una specifica malattia. Sono stati i forti investimenti, soprattutto negli anni passati, da parte di alcune aziende private per andare a caccia di questi geni, a ‘giustificare’ il principio che il forte investimento conferisca all’azienda il diritto a un rimborso, e quindi una specie di ‘tassa’ da ‘riscuotere’ ogni volta che un soggetto ha bisogno di usare il gene per finalità diagnostiche. La sentenza si riferisce ai geni Brca 1 e 2, predisponenti al tumore della mammella, negli ultimi giorni alla ribalta per la vicenda di Angelina Jolie. Ma oltre a questo caso specifico un significativo numero di geni dello stesso tipo è stato brevettato negli Usa e in altri Paesi - per fortuna non in Italia - imponendo ai ricercatori che vogliano analizzare un gene particolare il versamento di una sorta di royalty ai titolari dei brevetti. Lo ribadisco: il Dna non è brevettabile - lo hanno già affermato le Società europea e italiana di genetica umana. Non ha senso brevettare qualcosa che ha creato qualcun altro e che comunque ci è pervenuto attraverso l’evoluzione”. I giudici ammettono però la possibilità di concessione di brevetti a materiale genetico prodotto

sinteticamente... “Certo. Quello che può semmai essere brevettabile è il Dna artificiale costruito in laboratorio, oppure lo sviluppo originale di biotecnologie innovative per lo studio del Dna stesso, ed eventuali terapie. Il pronunciamento della Corte Usa opera una necessaria e chiara distinzione tra questi due aspetti e una sorta di ‘armonizzazione’ con la giurisprudenza europea”. Quale sarà la ricaduta pratica di questa sentenza? “L’argomento a sostegno della brevettabilità, portato avanti per molto tempo, della necessità di un ritorno economico a fronte dei forti investimenti delle aziende per la ricerca, non ha più ragion d’essere perché i costi sono stati drammaticamente abbattuti. Oggi con circa mille euro ci si può sottoporre a un’analisi genomica e avere i risultati in una settimana; nell’arco di tre anni questo sarà possibile magari con cento euro e un giorno di attesa. Dunque, anche dal punto di vista pratico, le possibilità diagnostiche ne trarranno certamente vantaggio perché nessuno sarà più costretto a ‘pagare una tassa’ a chi è arrivato per primo alla scoperta di un determinato gene”. Intravede in questo dibattito il rischio di una distorsione dell’idea di uomo e di una sorta di sua “mercificazione”? “La distorsione dell’idea dell’uomo non viene fuori da questo specifico problema ma da altre biotecnologie. Essa nasce soprattutto dall’attribuzione alla genetica di una sorta di onnipotenza - che di fatto la genetica non ha - nel guardare dentro di

noi per identificare tutte le nostre magagne e sviluppare quella medicina predittiva così carica di attese – e soprattutto illusioni –, oggi non ancora possibile. Attese e illusioni di fronte alle quali, da genetista, ho l’obbligo di affermare con chiarezza che se una parte del nostro destino è inscritta nel nostro Dna, la maggior parte è conseguenza dei nostri stili di vita e dell’ambiente che modula e condiziona il nostro genoma”. Giovanna Pasqualin Traversa

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23 giugno 2013

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PARTE UN RAGAZZO E TORNA UN SACERDOTE

Don Nicolò Ceccolini ordinato presbitero

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abato 22 giugno 2013, alle ore 15.30, nella Basilica papale di Santa Maria Maggiore a Roma, verrà ordinato presbitero, per l’imposizione delle mani di S.E. Mons. Massimo Camisasca, don Nicolò Ceccolini, cresciuto nella Parrocchia di Santa Maria Annunziata di Ponte Tavollo e poi entrato nella Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo. In attesa di poterlo incontrare personalmente nella sua Parrocchia d’origine, dove il 29 giugno 2013, alle ore 21.00, celebrerà la sua Prima Santa Messa, ci uniamo nella preghiera per il nuovo sacerdote e riportiamo alcuni passaggi della sua testimonianza, pubblicata su “Fraternità e Missione” di giugno 2013. “Quando penso alla storia della mia vocazione,. Penso alla storia di un ritorno a casa. Proprio come quello dei marinai. Sono cresciuto in un piccolo paese di mare della riviera romagnola, in una famiglia semplice: mio padre fa l’elettrauto, mia madre è casalinga. Ho un fratello minore che sta terminando la Scuola di Ragioneria. In casa ho sempre respirato un clima di serietà verso la vita, fatto di lavoro assiduo e quotidiano. In parrocchia all’età di nove anni ho incontrato un prete, don Lino, giovane, un po’ tarchiatello e dietro a lenti grandi come

fanali si intravedevano due occhi azzurri. Quegli occhi piccoli, ma intensi erano vivi e sprigionavano una gioia profonda. Era forse la prima volta che mi trovavo davanti a una persona veramente grata della propria vita. Ben presto desiderai anch’io essere felice come lui. Quello fu il primo momento in cui percepii il fascino di una vita sacerdotale pienamente donata a Dio. Alla fine della scuola Media iniziò in Parrocchia un piccolo Coro a cui decisi di prendere parte su invito di una catechista. Nel tempo le parole di quei canti mi segnarono profondamente. Lei era di Comunione e Liberazione, ma io non lo sapevo. Con un gruppetto di amici iniziammo a frequentarla e lei ci raccontava delle persone a cui era legata. Non capivo molto, ma avevo chiaro che erano insieme per Gesù. Da quei racconti crebbe in me il desiderio di una vera amicizia e di una compagnia. La mia allora era quella del “sabato sera”, degli amici del calcio, che si incontrava nella piazza del paese. Ognuno accavallato al proprio scooter nell’attesa che accadesse qualcosa. Me ne tornavo a casa amareggiato e sempre un po’ vuoto. A volte capitava di leggere alcune frasi tratte dai libri di un certo Giussani, che di nuovo non sapevo chi fosse. Percepivo che in quelle parole era contenuto qualcosa

di grande e affascinante. Quando scoprii che Giussani era un prete mi dissi: “Questa è la strada che devo seguire”. Da quel giorno mi immersi nella lettura dei suoi testi. Avvenne una vera liberazione: fu la scoperta che il cristianesimo non era uno sforzo personale per essere all’altezza di Cristo, ma la sorpresa della sua presenza viva nel volto degli amici che chiedeva unicamente di potermi amare. Poi è arrivata la Fraternità San Carlo. Era il 2004, quarto anno di Liceo Scientifico. L’idea del sacerdozio mi era rimasta addosso anche dopo essermi innamorato. Sfogliando le pagine di una rivista, mi imbattei in una frase nella quale si diceva che nella Fraternità entrano ragazzi che, incontrando il Movimento, hanno maturato la loro vocazione al sacerdozio e desiderano essere educati secondo il carisma di don Giussani. “Voglio questo per me” mi dissi. Compresi che non c’era più tempo da perdere. Ne parlai con don Lino e insieme andammo dal Vescovo di Pesaro. Così approdai a Roma … Mi colpì la letizia

sul volto dei preti della Fraternità, la gioia del loro stare assieme e la disponibilità di consegnare le loro vite nelle mani di Dio. Erano lieti perché non erano soli. Vedevo possibile, anche per me, vivere la vocazione al sacerdozio in un’amicizia radicata nel silenzio e nella preghiera. Questo mi portò alla decisione di scrivere a don Massimo e richiedere di entrare nella Fraternità San Carlo. La richiesta venne accettata. Ora mi sento anch’io un marinaio che ha preso il largo per uscire e andare a pesca. Anche quando giungono nebbie e turbolenze, sono certo che il faro è sempre lì, imponente sul molo ad aspettarmi, perché possa fare continuamente ritorno alla casa di Dio. A cura di Paola Campanini

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La Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo

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a Fraternità Sacerdotale, fondata da mons. Massimo Camisasca a Roma nel 1985, è una Società di Vita Apostolica di diritto pontificio, i cui membri conducono vita comune, vivendo prevalentemente in case costituite da tre o più membri. Essa trae origine dal carisma di mons. Luigi Giussani, fondatore del movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione. Ha come fine l’evangelizzazione e l’educazione della fede attraverso l’esercizio del ministero sacerdotale soprattutto in quegli ambienti e in quei paesi nei quali si manifesta più evidente la scristianizzazione della società e la necessità per la Chiesa di una nuova evangelizzazione. Oggi la Fraternità conta centodiciannove membri definitivi e

quaranta seminaristi. Il 29 settembre 2012, Sua Santità Benedetto XVI ha nominato Massimo Camisasca Vescovo di Reggio Emilia – Guastalla. La Fraternità san Carlo è attualmente presente in Italia. Dal 1989 la Fraternità ha aperto case in Europa. Dal 2003 la Fraternità ha iniziato la propria presenza a Mosca con don Paolo Pezzi, oggi arcivescovo della Madre di Dio nella medesima città. In Africa è presente a Nairobi (Kenya), mentre in Asia è a Novosibirsk (Siberia) dal 1991, a Taipei (Taiwan) dal 2001. La Fraternità è anche in America del Nord a Boston, Denver e Washington (U.S.A.). Infine in America Latina le missioni di Asunción in Paraguay, Santiago del Cile e Concepción (Cile), Città del Messico,

San Paolo del Brasile. I membri della Fraternità svolgono la loro missione in parrocchie, scuole, università, carceri e ospedali. Nei paesi del cosiddetto terzo mondo i missionari affrontano anche i bisogni delle popolazioni locali. In Paraguay e in Kenya sono sorte molteplici opere di carità: una clinica per malati terminali raccolti dalla strada, un dispensario, un centro sociale per portatori di handicap, scuole, asili. Molti sacerdoti lavorano in scuole di ogni ordine e grado sia all’estero da Boston a Nairobi, ma anche in Italia (Bologna e Roma). Infine alcuni sacerdoti insegnano anche in istituti universitari

Domenica 23 giugno Il popolo della vita abbraccia Francesco grande festa a Soria G rande festa a Roma, a piazza San Pietro, domenica 16 giugno, per il popolo della vita, proveniente da tutto il mondo. La piazza è stata gremita di fedeli per la messa celebrata da Papa Francesco, in occasione della Giornata dell’Evangelium Vitae. La giornata è iniziata subito con un fuori programma. Una piazza colorata da tanti ombrellini, per difendersi dal sole cocente, da cappellini (persino alcune suore sul velo sfoggiavano delle pagliette) e palloncini ha accolto con gioia, mentre stava recitando il rosario, il Pontefice sorridente, che, prima della messa, a bordo della jeep scoperta ha percorso anche via della Conciliazione, per salutare i fedeli, compresi le centinaia di “bikers” del raduno delle Harley-Davidson. Il Santo Padre è poi entrato in piazza San Pietro, facendo il giro dei vari settori dove erano radunati anche tanti anziani, malati e disabili, in pellegrinaggio alla tomba di Pietro dei malati, dei disabili e degli operatori sanitari. Acclamato dalla folla, il Papa si è fermato di tanto in tanto per baciare e accarezzare i bambini.

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a comunità cristiana e i Confratelli di Soria festeggiano il 25mo di sacerdozio di P. Mario Amedeo, circondato dal fratello sacerdote Padre Costantino, dallo zio sacerdote e dalla zia Suora. …. una parentela tutta …. “religiosa”. È anche la festa del quartiere con numerose iniziative religiose e ricreative. Con il Parroco si festeggiano gli Anniversari di Matrimonio   … fino al 60mo …  e forse oltre! Tra le novità, oltre ai soliti stand e “Soria alla ribalda” con intramontabile Nando, sarà presente la band con  “Green  Circle  Ensemble”, con musiche e brani  della tradizione Irlandese, Scozzese, Bretone.

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DIOCESI DI FANO FOSSOMBRONE-CAGLI- PERGOLA PARROCCHIA DI S. GIOVANNI BATTISTA – S. LUCIA

Alberone – Montegiano - Passo Beato Sante sabato 29 giugno alle ore 11.00 - Solennità dei Santi Pietro e Paolo S. Messa di Te Deum presieduta dal vescovo diocesano Armando Trasarti per gli 80 anni del parroco don Nestore Galli Tutta la comunità di Montegiano è invitata a prendere parte alla bella ricorrenza ricordando che don Nestore è parroco lì da 45 anni. Sono invitati a partecipare tutti i bambini e bambine della 1ª comunione e cresima accompagnati dai genitori, dai padrini e madrine. Domenica 30 giugno tutti, dalle ore 16.00 in poi, al campo polivalente per i festeggiamenti con musica, dolci e bevande.


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Si è concluso il primo anno di incontri dell’Associazione culturale “Panim – il volto dell’Altro”, nata a settembre 2012 per iniziativa di un gruppo di ex-studenti dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Giovanni Paolo II” di Pesaro, allo scopo di mantenere vivo il collegamento tra l’Istituto stesso e coloro che hanno terminato il ciclo di studi, cercando di contemperare l’esigenza di aggiornamento formativo con quella di vivere un momento di incontro fraterno e di comunione ecclesiale.Il tema prescelto per il primo anno è stato quello di conoscere le altre confessioni cristiane non cattoliche e di aprire una finestra sul tema dell’ecumenismo. Gli incontri si sono svolti con cadenza mensile a Villa Borromeo e grazie al lavoro del Direttore dell’Istituto, prof. Paolo Boni (che fa parte del Consiglio Direttivo di Panim), ha coinvolto docenti molto qualificati sui temi trattati, per cui gli incontri sono risultati molto ricchi di contenuti e coinvolgenti anche dal punto di vista spirituale. A questi si sono aggiunti

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23 giugno 2013

UN ANNO DI INCONTRI CON PANIM

averci fornito un’introduzione storica, ha toccato i punti salienti della spiritualità ortodossa: la liturgia della luce, le icone, la preghiera del cuore (esicasmo). Come testimone abbiamo invitato, il 24 maggio, p. Constantin Cornis, parroco a Pesaro della Chiesa Ortodossa Rumena, il quale ci ha ripresentato con modalità didascalica i momenti salienti della celebrazione eucaristica in Rito Ortodosso. Ringraziamo l’Istituto Superiore di Scienze Religiose, per la preziosa collaborazione che ci ha fornito con il supporto organizzativo e logistico, assieme a tutti coloro che a vario titolo hanno partecipato alla vita di Panim, rendendo possibile un’esperienza così bella e ricca. Auguriamo a tutti buone vacanze estive ed arrivederci al prossimo ciclo di incontri su Ebraismo e Islam, a partire dal prossimo mese di settembre. Il Presidente Paolo Barbadoro ed il Consiglio Direttivo

Il volto dell’Altro

due incontri con testimoni diretti delle altre confessioni cristiane, che hanno fornito un approccio più esperienziale e vivo ai temi trattati. Ripercorrendo brevemente questo primo anno di incontri, abbiamo iniziato il 12 ottobre 2012 con il prof. don Erio Castellucci (docente di Ecclesiologia al “Giovanni Paolo II”) sul Decreto Unitatis Redintegratio, che ci ha introdotti al tema dell’ecumenismo. Sono seguiti poi due incontri sul protestantesimo con il prof. don Massimo Serreti (14 novembre e 12 dicembre), teologo della Lateranense e docente a Pesaro, da anni impegnato nel dialogo

ecumenico con l’area del luteranesimo. Nei due incontri don Massimo ha approfondito l’ecclesiologia e la sacramentaria in Lutero. Nell’incontro del 28 gennaio, proprio al termine della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, abbiamo invitato la pastora metodista Greetje Van Der Veer, responsabile delle comunità di Marche e Abruzzo, che ci ha permesso di sentire dalla viva voce di una protagonista l’esperienza della Riforma. Il tema dell’Ortodossia lo abbiamo affrontato con il prof. Natalino Valentini (19 marzo e 22 aprile), direttore dell’I. S.S.R. di Rimini ed uno dei massimi esperti italiani dell’ortodossia slava. Dopo

L’AVIS PREMIA I VIDEO DELLE SCUOLE

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CLINIC INTERNAZIONALE “GIOVANNI PAPINI’’

In vena di cinema Pesaro - Premiazione nella sala del consiglio comunale dei video finalisti alla II edizione del concorso “In vena di cinema’’, promossa dall’AVIS della provincia di Pesaro e Urbino e rivolta alle scuole superiori della provincia anno scolastico 2012/2013. Presenti il presidente dell’Avis provinciale Daniele Ragnetti, il vice presidente Giovanni Pelonghini e i consiglieri Mirko Carloni e Enzo Frulla. Nelle 37 sezioni dell’Avis locali si sta facendo uno sforzo per aumentare le donazioni e il numero dei donatori. Una risposta importante viene dal mondo giovanile e l’incontro con le scuole permette di raggiungere risultati positivi. Mirko Carloni ha presentato i tre video vincitori del concorso. Quest’anno hanno partecipato oltre alle quarte e alle quinte anche una prima dell’Istituto Cecchi, giunta fra i tre video vincitori. Le altre due scuole che hanno vinto il concorso sono l’istituto Raffaello di Urbino e l’Olivetti di Fano. Le scuole vincitrici hanno ricevuto un tablet ciascuno. Negli ultimi tre anni c’è stata una notevole crescita dei donatori, che l’anno scorso erano 1300 Paolo Montanari

Un riconoscimento a Pesaro

Pesaro - Si svolgerà dal 28 al 30 giugno nella suggestiva cornice del Palas di Viale dei Partigiani la terza edizione del clinic internazionale “Giovanni Papini’’ per allenatori di basket. “E’ un riconoscimento alla città, ha sottolineato il vice sindaco e assessore allo sport Enzo Belloni, che ha la pallacanestro nel suo dna e che ha strutture sportive e ricettive di qualità, che le permettono di competere a livello mondiale in un settore, come quello turistico abbinato allo sport, di grandi potenzialità e capace di un indotto significativo sul territorio provinciale’’. Il clinic nasce da una collaborazione tra la Federazione Italiana di Pallacanestro e la Giorgio Gandolfi - Sport Marketing, Eventi e Comunicazione, che nella presentazione dell’evento, ha sottolineato che quest’anno sarà più internazionale, con la presenza di diversi allenatori provenienti da Qatar,Oman e Kuwait. Entusiasta per l’iniziativa, Franco Del Moro, presidente della Vuelle, “perché da appassionato mi rendo conto della qualità e dell’importanza dei relatori del clinic. Come dirigente, ha proseguito Del Moro, mi piacerebbe che l’evento pesarese venga preso seriamente dai giovani allenatori italiani, perché rappresenti occasione di confronto e di crescita professionale.’’ Quest’anno clinic ha una collaborazione con Convention Bureau Terre Ducali di Pesaro, che ha come missione la promozione del turismo congressuale nelle Marche. Fra gli allenatori di fama internazionale che saranno presenti a Pesaro, vi saranno Lawrence Frank, Mike Dunlap, Holger Geschwinder, Repesa, capo allenatore della Nazionale Croata, Frank Vitucci, miglior allenatore dell’anno con la Cimberio Varese e Romeo Sacchetti allenatore della Dinamo Banco di Sardegna e grande giocatore di basket. P.M. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Premio giornalistico “Fallani”

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cco l’argomento sui cui sono chiamati a confrontarsi redattori e collaboratori dei settimanali cattolici: “Europa e territorio: un futuro comune?” Quale contributo specifico all’Europa sono chiamati a offrire i cattolici che vivono sul territorio in un contesto culturale e politico in cui spesso lo scetticismo e il pessimismo sembrano prevalere su un atteggiamento critico-costruttivo? A meno di un anno dalle prossime elezioni europee (maggio 2014) è l’Europa il tema del VI premio giornalistico “Giovanni Fallani” promosso da Fisc e Sir. “Europa e territorio: un futuro comune?” l’argomento attorno a cui sono chiamati a confrontarsi redattori e collaboratori dei settimanali cattolici. Un’occasione per riflettere sulla “identità complessa” dei settimanali, in continua tensione tra locale e universale. Gli articoli, interviste, réportage, dovranno pervenire alla segreteria del premio (premiofallani@agensir.it) entro il 1° marzo 2014. La premiazione avverrà nel corso del convegno Fisc dedicato all’Europa, in programma a Gorizia dal 3 al 5 aprile 2014.

Lettere al direttore Attenti alle risonanze mediatiche!

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osso dire che l’accenno del Papa alla tragedia della Siria, fatto oggi all’Angelus, non mi è piaciuto? Non credo sia un’eresia. Dico meglio: è stato lacunoso. Mi spiego: in casi tragici come questo non è sufficiente, a mio parere, dirsi dispiaciuti, invitare a pregare e chiedere ai rapitori di persone di ravvedersi. Occorre anche fare appello alle autorità mondiali (ONU, America, Europa ecc.) perchè si sbrighino a fare subito qualcosa, almeno sul piano diplomatico, per fermare “l’inutile strage”. Troppo tempo sta passando prima che chi di dovere faccia quanto è in obbligo di fare. Troppo poco è stato fatto finora per fermare la mano assassina specialmente di quel dittatore spietato, dalla faccia buona (lupo vestito da agnello), del quale non voglio nemmeno fare il nome. Non è il primo e forse, purtroppo, non sarà l’ultimo. Ma scherziamo? Vogliamo che si ripeta il caso più che tragico della Schoah (forse sbaglio a scrivere la parola orribile) o casi tragici simili?

Gradirei che qualcuno rispondesse a questa mia nota, dicendomi magari che sbaglio e perchè. Ringrazio anticipatamente. L’argomento è troppo importante e ciascuno di noi, magari solo sul piano delle idee, dovrebbe sentire il bisogno di dire la sua. Assieme alla preghiera, certamente, che è sempre al primo posto, perchè il Principe della pace dia pace e serenità, dopo tanti lutti e tante sofferenze, alla Siria e a tutte le nazioni dove sono in corso guerre e lotte spesso fratricide. Pace e bene, veramente. Pace e bene a tutto il mondo. Valerio T. Gentile signor Valerio Chi ha ragione e chi ha torto nel dare un giudizio come il suo, su come Papa Francesco si sia introdotto all’Angelus sul conflitto e le brutture che stanno accadendo in Siria? Tanto si è detto sul silenzio di Pio XII, a cui corrisponde, fatte le debite proporzioni, il silenzio dell’Arcivescovo Bergoglio sulle dittature dei colonnelli. Il “non possumus” di Pio XII è lì stampato a grandi lettere a inneggiare la sua “eroica prudenza”. Non è questo il caso certamente. Ma questo Papa, senza apparire, conosce bene le risonanze mediatiche, e conosce altrettanto bene ciò che conta davvero ed anche quale sia lo stile di Gesù e quale siano le vere ragioni delle crudeltà umane e là dove stia la vera medicina e la corresponsabilità degli uomini nei processi della Storia. Sono del parere che Papa Francesco continui così … Grazie della sua collaborazione Il Direttore

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a Parrocchia di Morciola organizza un viaggio a Medyugorie in data dal 28/06/2013 al 03/07/2013. Per informazioni telefonare al 333/9146787. Organizzazione tecnica Cactus Viaggi Pesaro.

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23 giugno 2013

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A RISCHIO LA MOBILITÀ PER STUDENTI, LAVORATORI, ANZIANI, TURISTI

Allarme per i tagli al trasporto pubblico

Urbino - <Senza trasporti l’istruzione non va lontano: i tagli al trasporto pubblico potrebbero incidere anche sui servizi agli studenti>. Di questo si è parlato in un convegno tenutosi sabato 15 giugno nella sala del Giardino d’Inverno di Palazzo Ducale e promosso da Adriabus, società di trasporto provinciale comprendente il settore pubblico e quello privato, che ha inteso coinvolgere direttamente nell’iniziativa l’Università degli Studi di

Urbino, rappresentata dal pro rettore prof. Vilberto Stocchi. All’incontro è intervenuto il sottosegretario al ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca Gian Luca Gattelli. Erano presenti il sindaco di Urbino Franco Corbucci, parlamentari e amministratori provinciali e locali. E’ stato il presidente di Adriabus sen. Giorgio Londei a tenere la relazione introduttiva nella quale ha denunciato senza mezzi termini una situazione che penalizza le

Marche due volte: la prima in quanto vedrebbe ridursi il finanziamento statale alla regione; la seconda perché le Marche, con 9694 chilometri quadrati di superficie e 1.519.000 abitanti si troverebbero a ricevere 107 milioni di euro, un contributo pari a quello dell’Umbria, una regione che è più piccola per territorio (8456 chilometri quadrati) e abitanti (858.938). Senza considerare altre pesanti discriminazioni, come quella relativa al riparto dei fondi in rapporto agli abitanti; in questo senso, il caso limite è rappresentato dalla regione Basilicata cui vengono assegnati 13 euro per abitante, quando alle Marche _ che risulta essere la più penalizzata delle regioni italiane _ vengono concessi solo 6,8 euro per ogni residente. La proposta di Londei, che ha detto di essere molto preoccupato per il futuro del trasporto pubblico nella provincia e nella regione, è che si proceda al rastrellamento del 5 per cento dei fondi e si provveda a redistribuirli partendo dal basso, cioè dalle regioni più penalizzate, a partire dunque dalle Marche. Londei ha spiegato anche le strategie e gli impegni posti in essere per coordinare il trasporto pubblico su gomma con quello ferroviario e con quello aereo attraverso collegamenti diretti con le stazioni e con gli aeroporti più importanti, particolarmente a fini

turistici. Ha concluso affermando che per far funzionare bene la scuola è necessario che non ci siano tagli ai finanziamenti del trasporto pubblico e che occorre trovare una soluzione al problema perché si rischia di penalizzare il sistema scolastico e l’efficienza dell’istruzione. Non ha mancato poi di sottolineare come sia da evitare un altro rischio incombente, la concentrazione dei servizi, a cominciare da quello scolastico, nei grandi centri urbani, a cominciare da Roma e Milano, per finire a quelli seppure minori della nostra regione, con la conseguenza di proseguire nell’opera di desertificazione delle aree collinari e dell’alta provincia, un territorio che merita di essere vissuto e goduto, per le sue bellezze naturali e per il suo patrimonio storico, artistico, culturale, ma che, senza servizi, è destinato all’abbandono totale. Il sottosegretario Gattella è parso condividere le valutazioni del relatore ed ha riconosciuto la peculiarità di Urbino e della provincia nel settore della formazione (gli studenti rappresentano il 70% degli utenti dei mezzi pubblici), una situazione che merita di essere tenuta presente tanto da affermare di volersi fare portatore di tale tipicità e delle istanze del territorio nelle sede competenti). giancarlo di ludovico

disaccordo con il padre, ed ha cercato il lavoro nelle Marche, ma senza risultati. “Sono stato ospitato a Casa Mariolina e poi presso la struttura delle Opere Padre Pio di Fano. Ora il 22 giugno mi scade il termine

di permanenza nella struttura fanese e continuerò a svolgere una vita senza fissa dimora”. Paolo Montanari

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NEL CHIOSTRO DEL CONVENTO DI SAN GIOVANNI

Agape francescana Pesaro - “I 250 poveri di Pesaro che hanno partecipato all’Agape francescana,svoltasi, sono i miei compagni di viaggio quotidiani, ma Basura è ancora più complessa,articolata e nascosta e le emergenze povertà nella nostra città aumentano ogni giorno”. Sono le parole di Matteo Donati, responsabile del Centro d’ascolto diocesano della Caritas, che insieme a Miria Lazzari e ad un gruppo di volontari, hanno partecipato all’incontro conviviale con tante persone bisognose fra cui anche numerosi pesaresi, vittime della crisi economica. “Mi chiamo Gino Palazzi ho 64 anni. Sono nato a Pesaro. Mi sono separato, e dopo una vita di sacrifici, mi ritrovo a percepire una pensione di 750 euro e devo pagare 300 euro di affitto per la camera. Sono costretto a venire, grazie a dei buoni pasto, alla mensa dei poveri in via del Teatro e qualche volta a chiedere dei pacchi viveri e il pagamento delle bollette al centro d’ascolto”. Anche Davide, anni 42 di Montelabbate, con 700 euro dovuti alla cassa integrazione, è costretto a ricorrere alle strutture della Caritas. “Ogni giorno

vengo a mangiare alla mensa dei poveri, perchè con 422 euro d’affitto, non riesco ad arrivare a fine mese. I primi tempi mi vergognavo; ma poi ho incontrato tante persone, anche pesaresi, costretti per motivi economici e famigliari a rivolgersi al Centro d’ascolto, dove posso trovare anche vestiti, soprattutto per l’inverno”. Matteo è un volontario pesarese della mensa dei poveri e di Casa Mariolina. “Fino a pochi anni fa la mensa dei poveri era frequentata da extra comunitari; oggi sono in prevalenza italiani e di questi una ventina sono pesaresi. Nella mensa dei poveri siamo 30 volontari”. E in questi giorni la Caritas della parrocchia del quartiere di Vismara ha raccolto 1.600 euro per il Centro d’ascolto, che in tempo di crisi, risente delle difficoltà quotidiane per i vari servizi. “Per quanto riguarda Casa Mariolina, abbiamo avuto un riconoscimento unanime di struttura d’accoglienza d’eccellenza ed è pronto il progetto di utilizzare lo stabile vicino a Casa Mariolina in via dell’Acquedotto, per poter accogliere le donne”.Matteo 32 anni di Verona è andato via di casa, perchè in

PREMIATI I VINCITORI DI “PROGETTA IL TUO LAVORO”

Le proposte imprenditoriali dei giovani di Fano; - benefici previsti dal progetto BuonaImpresa promosso da BCC; 2° classificato – “Withand” presentato da Elia Nicusanti e Filippo Ciacci ai quali viene riconosciuto un premio in denaro pari ad € 300 unitamente agli altri benefici previsti dal progetto BuonaImpresa promosso da BCC; 3° classificato - “Vesti le tue Idee” presentato da Alessandro Frighi e Sara Ansuini, ai quali vanno € 200 di premio in denaro ai quali si aggiungono i benefici previsti dal progetto BuonaImpresa promosso da BCC.

FANO – Sono stati presentati, giovedì 13 giugno, nella Sala della Concordia del Comune i tre gruppi giovanili vincitori del concorso “Progetta il tuo lavoro”, ideato dall’Assessorato alle Politiche Giovanili e gestito attraverso il servizio comunale Agenzia Giovani. I progetti vincitori, selezionati da un’apposita commissione di esperti del settore, risultano i seguenti

1° classificato - “Paintball Fano” presentato da Chiara Bocchetti, Giorgio Spezi e Giovanni Tamburini, che si aggiudicano i seguenti premi: - € 500 in denaro; - partecipazione al corso di formazione sull’auto-imprenditorialità offerto dalla Provincia nell’ambito del progetto YouthAdrinet; - ideazione del logo e del sito internet a carico della Banca di Credito Cooperativo

Grande soddisfazione viene espressa da parte dell’Assessore Luca Serfilippi: “Non mi aspettavo così tante adesioni, ben 25 proposte imprenditoriali da parte dei giovani fanesi. Si pensi che nel Comune di Bologna, ad un concorso simile hanno partecipato 120 giovani. Questo significa che non è vero che i giovani non abbiano voglia di fare o spirito d’iniziativa. Siamo partiti dalle idee, perché è da lì che si sviluppa un’azienda. Con questo spirito mi auguro che oltre ai 3 vincitori, anche gli altri ragazzi portino avanti la loro idea

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e la realizzino. Ho in mente di riproporre il progetto l’anno prossimo, allargando il raggio d’azione a tutto l’Ambito Territoriale Sociale (consentendo anche i giovani residenti nei comuni limitrofi di partecipare) e portare a Fano l’esperienza del Coworking, cioè individuare una sede utilizzata da più giovani neo-imprenditori in cui possano sviluppare la propria idea facendo rete.” Presenti all’iniziativa il Direttore dell’U.O.Politiche Giovanili d.ssa Roberta Galdenzi e il funzionario Roberto Busca che hanno rimarcato come il progetto ben si inserisca nel quadro più ampio di iniziative volte a promuovere e sostenere le abilità dei giovani, finalità perseguite già da tempo mediante il proprio servizio comunale Agenzia Giovani. Marco Pancrazi, vice-direttore della BCC di Fano ha ringraziato tutti coloro che hanno partecipato all’iniziativa auspicando che almeno alcuni dei progetti presentati possano passare dalla fase della progettazione a quella della realizzazione con il sostegno dell’Istituto di credito locale. Infine, Pietro Caporaso, Presidente della commissione, ha illustrato il contenuto dei progetti con riferimento alle aree di interesse coinvolte evidenziandone i punti di forza e gli elementi di criticità emersi dall’esame attento dei progetti.

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23 giugno 2013

Pesaro

Andrea Parri Consulting

Redazione di Pesaro: Via del Seminario, 4 - 61121 Pesaro Tel. 0721 64052 - Fax 0721 69453 E-mail: pesaro@ilnuovoamico.it

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INCONTRI DI PREGHIERA COMUNITARIA

Le notti di Nicodemo

“sentiamo”, “pensiamo”, ci “auto- il parroco di Belvedere Fogliense l’amore per un ragazzo, che però convinciamo e autosuggestio- don Michele, Maria Teresa della aveva l’impressione di “essere traniamo” che ci sia, ma perché lo “Tenda del Magnificat”, i coniugi dito con un altro”. E poi l’inizio di possiamo vedere all’opera, dentro Raffaele e Chiara della Fraternità una “lotta” con quest’altro innale più disparate circostanze del- di S. Francesco. morato, Cristo, che le faceva una la realtà; perché fa innamorare E, ultima in ordine cronologico, “corte spietata” a cui lei non voleva di sé sorprendentemente giovani Paola dei “Memores Domini”. arrendersi. “normalissimi”, per niente “bigotti”, Nell’incontro conclusivo anima- “Questa mia resistenza, ha detto con una vita fatta di famiglia, stu- to da Comunione e Liberazio- Paola, mi ha fatto sperimentare dio, amici, divertimenti, hobbies; ne, la giovane insegnante liceale che la vocazione è un’iniziativa li chiama a seguirlo attraverso ha ricordato la sua “tristezza” di di Dio, che precede ogni risposta tanti segni (coincidenze, incontri, adolescente; l’illusione di poter- umana; non è dunque una sugChe cosa ci lascia l’esperienza – fatti) apparentemente casuali, che la sanare ricorrendo (come oggi gestione, ma un’ oggettività nella conclusasi sabato 15 giugno – del- a posteriori però si possono rico- spesso accade) a uno psicologo; vita della persona”. le “Notti di Nicodemo”, incontri noscere come tasselli di un mo- l’invito del suo insegnante di reli- Solo dopo diverso tempo è avvemensili di preghiera comunitaria saico fatto di amore, significato, gione, don Giancarlo Vecerrica a nuta la corrispondenza del cuore, per le vocazioni voluti dal nostro bellezza. seguire l’esperienza di CL; il rapi- l’inizio della “verifica” della vergiArcivescovo e preparati ogni volta Tutti i “testimoni” succedutisi nei dissimo incontro, per strada, con nità, la decisione di far parte dei con attenta cura dal Vicario Ge- sei incontri hanno raccontato ciò don Giussani, “un vecchio con “Memores Domini” che hanno nerale don Stefano Brizi? che hanno “visto e udito” nella occhi da bambino”; il momento come “missione” specifica la teCi lascia la certezza, ancora più loro vita: il seminarista Andrea, il esaltante dell’Università e la sco- stimonianza della fede nel lavoro, salda, che Dio c’è non perché frate cappuccino padre Damiano, perta che la fede c’entra con tutto; e quindi la presenza in mezzo al

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state 2013: la nostra Comunità parrocchiale offre per l’undicesimo anno alle famiglie, bambini, ragazzi, giovani e adulti l’esperienza dell’Oratorio estivo. I principi educativi del Progetto Oratorio sono come sempre, ispirati alla Parola di Dio. Ormai sono anni che un personaggio biblico conduce l’avventura e diviene Progetto: questo anno é TOBIA. Il Libro espone le esperienze di una famiglia; narra il viaggio del giovane Tobia accompagnato da un angelo in incognito, Raffaele. Il racconto parla della malattia, delle sofferenze e della guarigione; di onestà, lealtà e vita coerente nell’affidarsi al Signore. Anche l’Oratorio Estate13 vuole proporsi come cammino formativo e accompagnamento alla prossima vita adulta. Dalla Parola di Dio, raccolta nel Libro, trarremo i valori per integrare vita e fede. Le attività ricreative, i laboratori, i giochi: tutto ciò sarà strumento per comprendere, apprezzare e praticare i valori suddetti. Sono previsti anche momenti comunitari di viaggio per visite a luoghi significativi del programma. Il nostro Oratorio è sito in Via Flaminia, quindi

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iamo partiti con due pulman al mattino presto Domenica 16 Giugno per andare in pellegrinaggio ad Assisi. Eravamo in 96 delle tre parrocchie di Case Bruciate, Babbucce e Tre Ponti, col desiderio di visitare la città di S. Francesco ma soprattutto per incontrare Lorenzo Del Bene, parrocchiano di Case Bruciate che sta facendo il noviziato con i frati minori a S. Damiano. La giornata ha avuto due momenti: il primo nella mattinata ci ha visti pellegrini a S. Chiara, e S. Francesco: S. Chiara l’abbiamo visitata con agio e senza fretta godendo della spiritualità che caratterizza questi ambienti. Nella basilica di S. Francesco, gremita di persone nelle chiese su-

ORATORIO SANTA MARIA DI LORETO

mondo. E’ stato come lo squarciarsi della nebbia e il vedere nella realtà “il trono di Dio“, ha detto don Giuseppe Gaudenzi commentando il testo di Isaia; come scoprire in ogni circostanza, nella piccolezza dei segni, Colui che dà speranza alle cose. Le “Notti di Nicodemo” si sono chiuse, diversamente dal solito, nella Parrocchia di Santa Maria Annunziata di Ponte Tavollo. E’ stata una scelta voluta dall’Arcivescovo: in questa comunità infatti è maturata la vocazione di don Nicolò Ceccolini, il nuovo sacerdote che sarà ordinato a Roma domenica 22 giugno e che domenica 29 celebrerà proprio in questa chiesa la sua prima messa. Un altro dono per cui ringraziare il Signore. Senza dimenticare comunque che è necessario continuare a pregare e a chiedere, perché “la messe è molta ma gli operai sono pochi”. Paola Campanini © RIPRODUZIONE RISERVATA

I RAGAZZI CHE RICEVERANNO LA CRESIMA A S. PAOLO

Un viaggio con Tobia Incontro con il nostro Vescovo

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conosceremo ciò che è legato alla consolare Flaminia: Rimini; Fano, il Furlo e la galleria, il Museo di Cagli. I ragazzi di seconda media in ottobre riceveranno la ‘Confermazione’, come sempre, approfondiranno il Progetto Oratorio con uno specifico riferimento che é poi il titolo del libro di Tobia. Visiteremo i malati e gli anziani soli della Parrocchia. Sono previsti incontri con operatori Caritas e alcuni

ospiti dell’Onlus via del Seminario a Pesaro. Sarà questo un intenso e condiviso programma che 520 bambini, ragazzi e giovani propongono e intendono realizzare con il sostegno di Don Giuseppe, i propri referenti, suor Alessandra e le famiglie della comunità. L’attività estiva si protrarrà fino al 31 luglio e culminerà con un gran finale a sorpresa.

unedì 17 giugno i ragazzi che prossimamente ( 29 giugno ) riceveranno il sacramento della Confermazione , nella Parrocchia di San Paolo, hanno incontrato il nostro arcivescovo mons. Piero Coccia; i ragazzi erano accompagnati dai loro catechisti Don Giuseppe Gaudenzi , Adrio Ferri e Mario Rogheto. L’incontro , che si è svolto in Arcivescovado , è stato estremamente cordiale e sentito e soprattutto ha permesso ai ragazzi di approfondire ciò che per loro significherà ricevere il sacramento della Cresima; Sua Eccellenza Mons. Coccia ha infatti sottolineato loro come con la Cresima essi verranno confermati nella fede, fede che hanno già ricevuto come dono di Dio nel Battesimo per scelta dei loro genitori ,l’Arcivescovo ha poi spiegato perché vale la pena chiedere la conferma della fede , perché questa permetterà di vivere una vita più piena anche di fronte alle inevitabili difficoltà che la vita ci farà incontrare ( esperienza del centuplo ), da ultimo Mons Coccia ha affermato come questo dono andrà poi coltivato nella comunità dei credente , cioè la Chiesa viva. E’ seguito poi un vivace dibattito tra Sua Eccellenza ed i ragazzi con domande anche “personali “ : “ ma il Vescovo cosa fa? , il vescovo è ricco ?” , domande che hanno permesso ai ragazzi di comprendere meglio e più precisamente la figura del nostro pastore , al disopra e aldilà dei banali “ luoghi comuni “ Al termine dell’incontro l’Arcivescovo ha accompagnato i ragazzi a visitare i locali pubblici dell’Arcivescovado ed ha concluso in maniera molto affettuosa con una preghiera ed una benedizione nella cappella. Mario Rogheto © RIPRODUZIONE RISERVATA

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INCONTRO CON LORENZO

Pellegrinaggio ad Assisi periori, che ci hanno costretto ad una visita molto veloce, abbiamo però potuto fermarci a pregare davanti alla tomba di S. Francesco nella chiesa inferiore. Nel pomeriggio ci siamo recati a S. Damiano, dove ci aspettava Lorenzo che abbiamo trovato sereno, anzi direi sprizzante gioia e non solo per la nostra presenza. Dopo un primo incontro abbiamo sentito una sua testimonianza, quindi abbiamo celebrato la S. Messa mentre Lorenzo accompagnava i nostri canti all’armonium.

Il tempo è trascorso velocemente e ben presto è arrivato il momento dei saluti. abbiamo un po’ faticato a ripartire perché tutti lo volevano personalmente salutare e scambiare con lui due parole. I genitori, pure presenti, sono stati trattati come tutti gli altri pellegrini. Il rientro a casa ci ha trovati desiderosi di commentare la giornata veramente bella e gratificante, commenti interrotti ad un certo punto dalla recita del S. Rosario ed anche dal tentativo, di far esprimere forte le suggestio-

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ni e l’esperienza della giornata. Non sono stati in molti a parlare perché un po’ di timidezza nell’esprimere ad alta voce i propri sentimenti era senz’altro presente, ma qualche voce si è fatta sentire.

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Pesaro

23 giugno 2013

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IL SINDACO PRESENTA IL PROGETTO PER UN NUOVO GRANDE PARCO

Il “Cuneo Verde”

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i aveva già accennato in precedenza. Ora Ceriscioli è entrato nei dettagli. All’ultimo incontro con i media, il sindaco e il dirigente Nardo Goffi hanno illustrato la nuova area del “Cuneo Verde” con una mappa ravvicinata della zona in cui sorgerà un nuovo parco, un nuovo campo da rugby e nuovi edifici. Qualche cifra: la superficie complessiva del “Cuneo verde” sarà di 13,9 ettari, di cui 1,8 ettari destinati a parco vero e proprio, e 10,3 ettari a giardino. Vi saranno percorsi ciclopedonali per 2000 metri circa e superficie destinata a parcheggi a raso di 0,38 ettari, il resto per piazze e percorsi (861 mq.) Ma non mancheranno edifici a carattere residenziale, per i quali si prevede un’area complessiva di 9.700 mq. Il Cuneo sorgerà in un’area compresa tra i quartieri Pantano e Muraglia, a nord del

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cimitero di Loreto. Essa consiste di tre zone distinte: una parte da strada Pantano e la Celletta di Santa Veneranda, una parte fra Strada Pantano (zona Baratoff ) e via Giorgi e l’ultima adiacente al corso del Genica in prossimità del parco Scarpellini. Per ora la Giunta ha approvato un primo stralcio per una zona equivalente a circa ¼ del totale, la quale conterrà nuove attrezzature e campi sportivi, fra cui un nuovo campo da rugby accanto a quello già esistente. A partire dal 17 giugno, sul relativo piano particolareggiato, pubblicato in rete, i cittadini avranno 60 gg. di tempo per far pervenire le proprie osservazioni e commenti tramite Urbanistica 2. Le numerose domande dei giornalisti presenti hanno stimolato altre precisazioni. Sono previsti 4 lotti di area edificabile, a ridosso di via Pantano, dove sorgeranno

circa 150 abitazioni. Poichè però l’indice di edificabilità è basso (0,08% rispetto alla superficie totale), si pensa a palazzine di massimo tre piani. Nè Ceriscioli nè Goffi hanno manifestato ottimismo sui tempi: chi deve presentare progetti e costruire sono i privati, e in questa situazione non saranno certo in molti. Stesse considerazioni valgono per le tre aree sportive. Sulla zona verde, la concezione cui si ispira il progetto è quella di realizzare aree boscate nella zona di Calcinari, destinate a fare da barriere antirumore e antipolvere da traffico. Quanto alla vegetazione, Ceriscioli ha assicurato che si farà il possibile per ripristinare quello che per secoli è stato l’aspetto del territorio agricolo, riproducendo gli stessi filari, etc.; e qualcosa di simile si farà per il deflusso delle acque, con la restaurazione dei

fossi originari. Le piste ciclabili (¾ delle quali sono attualmente solo tratti) e i percorsi pedonali assolveranno al compito di collegare fra loro quartieri scarsamente comunicanti fra loro (Pantano, Muraglia, Celletta e Santa Veneranda). Il parcheggio, localizzato su strada Carloni, sarà di 180 posti e servirà soprattutto il neo-campo di rugby.

Breviario di notizie pesaresi

abato 9 Giugno presso Vil- VICARIA DI SAN MICHELE ARCANGELO IN FESTA la Baratoff si è svolta la Festa della Vicaria di San Michele Arcangelo – comprendente le unità pastorali “SS. Michele e Pietro”, Candelara e S.Maria dell’Arzilla e le dre Valentino, comboparrocchie di Novilara, Trebbianti- niano che ha vissuto co, Monteciccardo, Mombaroccio 61 anni in missione, il e Villagrande. L’incontro, rivolto quale – narrandoci la ai ragazzi delle medie e di prima sua lunga avventura superiore, è stato organizzato dai africana fra leoni selreferenti catechistici delle varie par- vaggi, zanzare pericorocchie interessate, con lo scopo lose e serpenti mortali di offrire un’occasione di incontro, – ci ha ricordato che la conoscenza e formazione ai ragazzi fede senza carità è vuoche hanno ricevuto o si preparano a ta e muta e che la caricevere il sacramento della Confer- rità autentica, fondata mazione. Dopo il saluto iniziale di su una stima concreta don Giampiero Cernuschi, verso le e reciproca, nasce dalore 15.30 i ragazzi, divisi in squadre, la pronta risposta ad hanno intrapreso un simbolico viag- un’esigenza che ci interpella, spesso gli è propria - la nostra Chiesa che, gio alla ricerca di tutte le parrocchie proprio quando siamo impegnati in incarnandosi nelle singole famiglie componenti la Vicaria, ciascuna ben altri programmi. e parrocchie, assume il volto della delle quali, nella sua pecularità, pro- Prendendoci per mano durante la Chiesa universale. poneva loro un simpatico gioco in recita del Padre nostro, abbiamo Un grazie particolare agli animatori cui cimentarsi. così concluso questa prima giornata degli oratori di Ginestreto, Novilara La sfida finale ha visto i ragazzi insieme, riservandoci di rincontrarci e Candelara, che tanta cura hanno impegnati in uno scontro entusia- quanto prima, per condividere an- dedicato alla preparazione dei giosmante, conclusosi con una rinfre- cora momenti di gioco, di preghiera chi. scante merenda insieme. e di festa, imparando così a costruiValeria Di Francesco © RIPRODUZIONE RISERVATA E’ seguito quindi l’incontro con pa- re - ciascuno nella quotidianità che

Il quale, di tutte le opere pianificate, sarà l’unico ad essere edificato per primo e molto presto: i fondi sarebbero già in cassa, la società sportiva avrebbe già realizzato il progetto. Mancherebbe solo l’esproprio di un piccolo angolo, ma il sindaco si è detto ottimista su una celere “perequazione”. Claudio Turco © RIPRODUZIONE RISERVATA

AL CONVEGNO PRESENTE IL MINISTRO GIOVANNINI

L’incontro con i ragazzi Benessere equo e sostenibile

DOMENICA 23 GIUGNO I VIAGGI DELL’ARCOBALENO – L’Auser “Città di Pesaro” (333/2305296) va in gita al Parco dei 100 Laghi – Castello di Torrechiara (Parma). Partenza, alle ore 7, dal Campus scolastico di via Nanterre. NEL QUARTIERE FIERISTICO CAMPANARA – Continua, fino a sabato 29 giugno, ginnastica in festa. MEETING NAZIONALE DI NUOTO – Ultima giornata di gare nella Piscina Osvaldo Berti di via Redipuglia. “COLORI DI UN DIALOGO” – Mostra di Paola Pagnini e Bianca Tamburini Pagnini. Fino a sabato prossimo (29 giugno) nella Sala Laurana di Palazzo ducale. VISITE GUIDATE A PALAZZO DUCALE – Previsti due turni: alle ore 9.45 e alle 11.15. Costo euro 5. Prenotazioni: 338.2629372. NELLA GALELRIA ART 065 – Prosegue, fino al 30 giugno, la mostra di Terenzio Pedini. 19° CAMPIONATO EUROPEO DI COMPAK SPORTING – Alle ore 17.00. Cerimonia di chiusura sull’impianto di tiro a volo San Martino di Rio Salso di Tavullia. A BAIA FLAMINIA – Si conclude il 14° torneo di “Beach mini rugby” e 5° trofeo del gemellaggio “Città di Pesaro”. In gara bambine/i e ragazze/i dai 5 ai 18 anni. XXX FUORIFESTIVAL – Arte, video ed altre culture fuori e intorno al “Pesaro film fest”. Fino al 1° luglio, dalle 18 alle 23. “NAS ACOUSTIC TRIO” – Rivisitazione acustica di musiche e suoni dei nostri tempi. A Novilara – Locanda Ricci, dalle ore 19.30. LABORATORI FORMATIVI GRATUI-

TI – Per 24 giovani fra i 18 e i 29 anni. Titolo: “Invest in you – Ali per le tue idee”. Domani, lunedì, ultimo giorno utile per l’invio delle domande (ore 13): Provincia di Pesaro e Urbino – Servizio politiche giovanili – viale Gramsci 4.

MERCOLEDI’ 26 GIUGNO IN LUNGOMARE N. SAURO – Mercatino dell’artigianato, tutti i mercoledì fino al 4 settembre con orario 18-24. NELLA CHIESA DI VIA DELLA MATERNITA’ – Adorazione eucaristica dei Giovani del Movimento sacerdotale mariano e Santa Messa. Ore 21. “LIBRI” – Nella Corte della Biblioteca Oliveriana, ore 21.15. Mario Lentano: “La memoria e il potere. Censura intellettuale e roghi di libri nella Roma antica”- Liberilibri 2012. Presentazione di Simonetta Drago.

LUNEDI’ 24 GIUGNO GUARDIA MEDICA TURISTICA – E’ attiva, in viale della Vittoria 189 (tel. 0721/21344), fino al 30/6 con orario 8-10 e, dal 1° luglio al 31 agosto, dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19. LE FOTO DI YOSHIE NISHIKAWA – Sono in mostra, fino al 31 agosto, all’Hotel Excelsior (Lungomare Nazario Sauro). 49^ MOSTRA INTERNAZIONALE DEL NUOVO CINEMA – Da oggi al 1° luglio: nel teatro Sperimentale, al cinema Astra e in piazza del Popolo. NELLA CHIESA DELL’ADORAZIONE – Santo rosario meditato, vespri e benedizione eucaristica con il Gruppo di preghiera “Padre Pio”. Ore 17.15. NELLO SCALONE VANVITELLIANO – In piazza del Monte (ingresso via della Maternità). Da oggi, a domenica 30 giugno, espone Susanna Majuri. Orario: tutti i giorni dalle 18 alle 21. Info: 340.7519839.

GIOVEDI’ 27 GIUGNO MERCATINO DELL’ARTIGIANATO – Tutti i giovedì fino al 5 settembre. In via Pedrotti. Orario:18-24. NELLA CORTE DI PALAZZO TOSCHI MOSCA – Paolo Belloni dà voce a: “Piante e frutti antichi, dimenticati, quasi scomparsi. La grande perdita della biodiversità e la globalizzazione del cibo”. Ore 18.30. CONCERTI AL TRAMONTO – Al Porto, Molo di Levante, presso “Moloco pub”. Ore 19.30. All’ascolto brani proposti dal “Random sextet”. “TANGERINE STONED” – Dalle ore 22 a “La Poderosa”, in via San Martino 130. Dj Andrea Bartoccini.

MARTEDI’ 25 GIUGNO “TUTTI I COLORI DEL VERDE” – Nella Corte di Palazzo Toschi Mosca. Maurizio Di Tommaso propone: “Piante afrodisiache. Venere e Marte nel mondo vegetale”. Ore 18.30. ANIMAZIONE LUDICA ITINERANTE – Il Ludobus fa tappa a Mombaroccio, dalle 20 alle 23.

VENERDI’ 28 GIUGNO “BALLANDO SOTTO LE STELLE” – In riva al mare sul terrazzo del Centro sociale “Adriatico”, in viale Trieste 242. Si danza con i migliori complessi. Ogni mercoledì e venerdì dalle ore 20.30 alle 24.00. Aperto a soci e turisti. FESTA DEL MARE – Oggi e domani,

Pesaro - “Il benessere equo e sostenibile - Un nuovo approccio per le politiche della città e del territorio’’, è il titolo del convegno organizzato con Istat e Cnel dalla Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro e Festival della Felicità nel Salone Metaurense di Palazzo Ducale. Presenti al dibattito Enrico Giovannini, ministro del lavoro e delle politiche sociali, il prefetto di Pesaro Attilio Visconti, il sindaco Luca Ceriscioli, il presidente della Provincia Matteo Ricci, l’on. Marco Marchetti e la sen. Camilla Fabbri. Il sindaco Ceriscioli ha sottolineato come” non bisogna abbandonare la situazione economica oltre al Pil, che è un indicatore sintetico” Antonio Marzano presidente del Cnel ha voluto tracciare il percorso storico-economico avvenuto in questi anni nel nostro paese invitando a riscoprire i valori presenti nella nostra Costituzione. Enrico Giovannini ha messo in rilievo il ruolo svolto dalle parti sociali in questo momento di crisi contraddistinto dal problema della disoccupazione che coinvolge due milioni e mezzo di giovani che non lavorano né studiano: si tratta di un capitale umano perso per strada che non figura nel Pil ma che significa in concreto una perdita in Italia di 24 miliardi di euro all’anno. Al termine dell’iniziativa si è svolta una tavola rotonda con Gian Mario Spacca presidente Regione Marche, Linda Laura Sabbadini, direttore Dipartimento Statistiche sociali e ambientali Istat, Walter Vitali,Matteo Ricci e Silvia Giannini, sul tema “Quali prospettive politiche?” © RIPRODUZIONE RISERVATA

dalle ore 18 alle 24, in Soria (Parco di via Gattoni). Pesce e cibo di strada, mercatini, musica, spettacoli. Anche domenica, 30 giugno, con orario 11.30 – 24. “OGNI FANTASTICO VENERDI’” –Mercatini in viale Trieste con orario 19-24. SABATO 29 GIUGNO ALL’EREMO DI CARPEGNA – Gita con la parrocchia Santa Croce. Partenza alle ore 9.15. “SAN GIOVANNI E IL DRAGO” – Nella Biblioteca San Giovanni, dalle ore 15 alle 23: giochi di ruolo, modellismo, war games, mostre e tornei. Anche domenica dalle 10

alle 19. “BENTORNATA ESTATE” – In piazzale della Libertà: 2^ edizione della festa dei bagnini. Domenica in caso di maltempo. NELL’ACCADEMIA INTERNAZIONALE DI CANTO – In Largo Aldo Moro 12. Concerto di Daniela Battisti, voce ed arpa celtica. Una introduzione alla Storia e alla Funzione della musica nelle Colonne sonore del cinema, con esempi esplicativi Ore 17. Ingresso libero. “LE NOTTI DI NICODEMO” – Nella chiesa di San Francesco (Cappuccini). Dalle 21.15: un’ora di preghiera nell’ascolto della parola e nel silenzio.


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Pesaro

23 giugno 2013

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i è concluso il primo anno di incontri dell’Associazione culturale “Panim – il volto dell’Altro”, nata a settembre 2012 per iniziativa di un gruppo di ex-studenti dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Giovanni Paolo II” di Pesaro, allo scopo di mantenere vivo il collegamento tra l’Istituto stesso e coloro che hanno terminato il ciclo di studi, cercando di contemperare l’esigenza di aggiornamento formativo con quella di vivere un momento di incontro fraterno e di comunione ecclesiale. Il tema prescelto per il primo anno è stato quello di conoscere le altre confessioni cristiane non cattoliche e di aprire una finestra sul tema dell’ecumenismo. Gli incontri si sono svolti con cadenza

UN ANNO DI INCONTRI CON PANIM

Il volto dell’Altro mensile a Villa Borromeo e grazie al lavoro del Direttore dell’Istituto, prof. Paolo Boni (che fa parte del Consiglio Direttivo di Panim), ha coinvolto docenti molto qualificati sui temi trattati, per cui gli incontri sono risultati molto ricchi di contenuti e coinvolgenti anche dal punto di vista spirituale. A questi si sono aggiunti due incontri con testimoni diretti delle altre confessioni cristiane, che hanno fornito un approccio più esperienziale e vivo ai temi trattati. Ripercorrendo brevemente questo primo anno di incontri, abbiamo

iniziato il 12 ottobre 2012 con il prof. don Erio Castellucci (docente di Ecclesiologia al “Giovanni Paolo II”) sul Decreto Unitatis Redintegratio, che ci ha introdotti al tema dell’ecumenismo. Sono seguiti poi due incontri sul protestantesimo con il prof. don Massimo Serreti (14 novembre e 12 dicembre), teologo della Lateranense e docente a Pesaro, da anni impegnato nel dialogo ecumenico con l’area del luteranesimo. Nei due incontri don Massimo ha approfondito l’ecclesiologia e la sacramentaria in Lu-

tero. Nell’incontro del 28 gennaio, proprio al termine della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, abbiamo invitato la pastora metodista Greetje Van Der Veer, responsabile delle comunità di Marche e Abruzzo, che ci ha permesso di sentire dalla viva voce di una protagonista l’esperienza della Riforma. Il tema dell’Ortodossia lo abbiamo affrontato con il prof. Natalino Valentini (19 marzo e 22 aprile), direttore dell’I.S.S.R. di Rimini ed uno dei massimi esperti italiani dell’ortodossia slava. Dopo averci fornito un’introduzione storica, ha toccato i punti salienti della spiritualità ortodossa: la liturgia della luce, le icone, la preghiera del cuore (esicasmo). Come testimone abbiamo invitato, il 24 mag-

PARROCCHIA S. FRANCESCO D’ASSISI

L’

Oratorio estivo “Non solo Mare” nasce circa 20 anni fa nella parrocchia “S.Francesco d’Assisi” via Cardinal Massaia di Pesaro, e in ogni anno i bambini trovano un ambiente felice e bello, dove crescere serenamente nel gioco e nella fede, sotto la guida attenta di un numeroso staff di educatori giovani e preparati. Ogni giorno, attraverso il momento di preghiera e le attività organizzate ogni bambino è seguito passo per passo nella sua maturazione e crescita come persona e come cristiano, nel rispetto di sé stessi e degli altri; instaurando inoltre un rapporto di serena amicizia con i suoi compagni di viaggio e di rispetto ed affetto verso gli educatori, rendendo quella dell’Oratorio un’esperienza indimenticabile tesa a rinnovarsi ogni anno, in uno spirito di gruppo sempre più forte e sempre più bello. Emanuele Principi © RIPRODUZIONE RISERVATA

“Sulle ali del sapere”

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nome del consiglio d’amministrazione dell’Ente Olivieri, del direttore, dell’intero staff, e mio personale, porgo alla famiglia le condoglianze per la scomparsa di Dario Zini. Il dottor Dario Zini ha ricoperto nella nostra città numerosi incarichi istituzionali, tra i quali il ruolo di segretario generale del Comune di Pesaro e del Rossini Opera Festival. A me spetta però di ricordarlo come segretario amministrativo dell’Ente Olivieri, incarico che il dottor Zini ha sostenuto per oltre mezzo secolo, dal 1957 al 2009, sempre met-

“conferenza stampa” simulata dagli alunni, è stato illustrato l’argomento, trasposto in un film realizzato dai bambini stessi, dal titolo “Come zucchero e sale”. Alla fine dello spettacolo gli stessi alunni hanno riferito spontaneamente i cambiamenti avvenuti a livello personale sottolineando di “sentirsi più felici” per aver “accresciuto e consolidato i rapporti di amicizia”. Un lavoro che dovrebbe essere esteso a tutte le scuole, come sottolineano gli psicologi, in una società che cura poco le emozioni dal punto di vista educativo, con eccessi che compromettono frequentemente il rapporto con gli altri e il futuro dei nostri ragazzi. Istituto G.Galilei di Pesaro © RIPRODUZIONE RISERVATA

tendo le sue alte competenze al servizio dei presidenti pro tempore dell’Ente e dei direttori pro tempore della Biblioteca e dei Musei Oliveriani. La sua riconosciuta esperienza lo ha reso un sicuro punto di riferimento per gli amministratori dell’Ente Olivieri. A lui si devono tra l’altro la convenzione con il Comune di Pesaro e la Provincia di Pesaro e Urbino, che dal 1992 regola i rapporti tra

l’Ente Olivieri e le predette istituzioni; a lui si deve l’attuale statuto dell’Ente Olivieri. Per queste ragioni nel maggio 2009 il consiglio d’amministrazione dell’Ente Olivieri deliberò l’inserimento del dottor Dario Zini nell’albo d’onore dell’Ente Olivieri stesso; e oggi ne onora il ricordo e la memoria. Riccardo Paolo Uguccioni © RIPRODUZIONE RISERVATA

Visita al Cimitero di Montelabbate

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a visita guidata al cimitero di Montelabbate, in programma per il 25 e 26 Maggio scorsi e poi rinviata a causa del maltempo, é stata riaggiornata a Domenica 23 Giugno, ore 18,30. L’iniziativa, organizzata per il 100 anniversario della istituzione del locale

Domenica 16 Giugno alle ore 9.45, munita dei conforti religiosi, è mancata all’età di anni 93

ELSA BENELLI Ved. Grilli

Ne danno il triste annuncio il figlio GOFFREDO, la nuora NADIA, il genero LIDO, i nipoti ALESSANDRA, LAURA, MICHELE, i pronipoti RICCARDO, JACOPO e i parenti tutti. Il funerale ha avuto luogo Mercoledì 19 Giugno alle ore 10 nella Chiesa parrocchiale di S. Carlo Borromeo. Dopo la S. Messa è proseguito per il Cimitero Centrale. A.F. Marinelli – Via Del Governatore, 4 tel. 336/284055 – 337/635960

Condoglianze per Dario Zini

cimitero, costituirà una occasione per vivere e per guardare questo luogo in modo diverso da quello che solitamente facciamo. Tra le storie narrate vi sarà la vicenda della famiglia montelabbatese - padre, madre e due figlioletti di 7 e 4 anni - che trovò la morte nell’eccidio nazifascista di Sant’Anna di Stazzema. Si rievocheranno inoltre le figure del famoso mineralogista Ferruccio Zambonini e quello di sua moglie, la pittrice Jole Guidi,

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necrologi

Oratorio Non Solo Mare

PESARO – Come da tradizione, anche quest’anno l’Istituto G.Galilei di Pesaro ha arricchito la sua offerta formativa attivando una serie di laboratori che si sono conclusi con la manifestazione finale dal titolo “Sulle ali del sapere”. In particolare gli alunni delle classi seconde della Scuola Primaria “A.Gramsci” di Villa Fastiggi hanno rappresentato una storia incentrata sui suoni e i rumori della natura con video, musiche ed animazioni ritmiche. Nel corso dell’anno scolastico i bambini sono stati educati al rispetto e all’ascolto delle sonorità presenti in diversi ambienti di diretta conoscenza come il mare, la città e la campagna. Inoltre, a conclusione del  loro percorso nella scuola primaria, i bambini delle quinte hanno presentato alle famiglie una sintesi delle attività svolte centrate sullo studio delle “emozioni”. Con una

gio, p. Constantin Cornis, parroco a Pesaro della Chiesa Ortodossa Rumena, il quale ci ha ripresentato con modalità didascalica i momenti salienti della celebrazione eucaristica in Rito Ortodosso. Ringraziamo l’Istituto Superiore di Scienze Religiose, per la preziosa collaborazione che ci ha fornito con il supporto organizzativo e logistico, assieme a tutti coloro che a vario titolo hanno partecipato alla vita di Panim, rendendo possibile un’esperienza così bella e ricca. Auguriamo a tutti buone vacanze estive ed arrivederci al prossimo ciclo di incontri su Ebraismo e Islam, a partire dal prossimo mese di settembre. Il Presidente Paolo Barbadoro ed il Consiglio Direttivo

che fu avviata agli studi artistici da Giuseppe Vaccaj e giunse a partecipare a importanti rassegne espositive come la Biennale di Venezia. E ancora tante altre storie: il sindaco dimenticato, il giovane anarchico ucciso a Pesaro durante uno scontro di piazza, il partigiano che morì con la sua compagna sotto i bombardamenti della liberazione... Sarà un modo per ripercorrere gli ultimi cento anni della nostra storia, locale e nazionale. Un modo per

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anniversario Giugno 1984 - Giugno 2013

PAOLO FILIPPETTI

Nel doloroso ricordo.

la mamma

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anniversario Mercoledì 19 Giugno è ricorso il 4° anniversario della scomparsa della cara

LUCIANA ROMANI in Sabatini

“Sono già trascorsi quattro anni e il dolore per la tua perdita ci accompagna costantemente, nulla e nessuno potrà mai sostituirsi a te, nel guardare questo luogo come un nostro cuore e nella nostra mente vivrai per altro paese, un paese parallelo a sempre”. quello in cui quotidianamente La ricordano con amore e rimpianto il maviviamo. Un luogo che nel suo rito, i figli, il babbo, la mamma, la nuora, silenzio e nella sua apparente le nipotine Gaia e Alice, la sorella, i cognati immobilità non solo è in grado , le cognate, i nipoti e parenti tutti. Una S. di parlarci di un passato che ci Messa in suffragio è stata celebrata Sabariguarda, ma anche di dar mag- to 22 Giugno alle ore 18.30 nella Chiesa gior significato al nostro vivere parrocchiale di Cattabrighe. Si ringraziano quanti si sono uniti nel ricordo e nella preinsieme. ghiera. Nella foto: Due architetture in stile razionalista nel cimitero di Montelabbate: la cappella Salvi e la cappella Guidi-Zambonini.

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23 giugno 2013

Fano

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Redazione di Fano: Via Roma, 118 - 61032 Fano Tel. 0721 802742 dir. 803737 Fax 0721 825595 E-mail: fano@ilnuovoamico.it

Fossombrone Cagli Pergola Speciale serata della comunicazione FANO – Due ore di dibattito ricco di spunti interessanti condotto dal giornalista Marco Gasparini. Tanti sono stati gli argomenti trattati, venerdì 14 giugno nella Sala Riunioni del Centro Pastorale diocesano, durante la serata dedicata alla comunicazione dal titolo “Giornalisti o giornalai? La verità non è in vendita”. Dopo l’introduzione del vescovo Mons. Armando Trasarti e di Enrica Papetti direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali diocesano, Marco Gasparini ha invitato gli ospiti intervenuti ad entrare subito nel vivo della questione. Nella prima parte il direttore di Fano TV Marco Ferri, la direttrice della testata giornalistica di Radio Fano Anna Rita Ioni, il direttore de Il Fano Quotidiano Marco Giovenco e il coordinatore de Il Giornale del Metauro Alessandro Marconi si sono confrontati su temi importanti di grande attualità. Si è parlato del funzionamento del mondo dell’informazione partendo da esempi pratici e dall’esperienza giornalistica di ognuno dei relatori, delle caratteristiche di notizia

UN dibattito sul mondo dell’informazione condotto da marco gasparini

“La verità non è in vendita”

bilità, della possibilità o meno di riconoscere la verità ovunque essa sia, delle forme comunicative che riescono in modo migliore a trasmettere la verità e dell’esistenza di una o più verità. La seconda parte è stata dedicata al tema “Comunicare nella comunità”. La psicologa e psicoterapeu-

ta Linda Renzoni, la direttrice del settimanale diocesano “Emmaus” di Macerata Francesca Cipolloni e la caporedattrice del settimanale diocesano “La Voce Misena” di LAURA MANDOLINI DI Senigallia hanno focalizzato l’attenzione sulla comunicazione pastorale. Partendo proprio dai meccanismi

della comunicazione interpersonale approfonditi da Linda Renzoni, sono stati vari e interessanti gli spunti di discussione: come raccontare i grandi eventi diocesani e non solo, l’importanza di usare con discernimento i mezzi di comunicazione, i media cattolici come spazi di evangelizzazione,

l’importanza della comunicazione in ambito parrocchiale. Il confronto è stato impreziosito dalle letture di pensieri di alcuni dei nomi più noti del giornalismo italiano e non solo interpretati magistralmente da Arianna Faroni, Rachele Puglisi e Antonio Boiano. © riproduzione riservata

La sintesi della riflessione del vescovo Mons. Armando Trasarti

“Sono necessari intelligenza, etica e limite”

G

iornalisti non ci si improvvisa, ci si diventa nel tempo. E’ una professione, direi quasi una vocazione, che implica intelligenza, etica e limite. Intelligenza significa andare in profondità e non fermarsi all’apparenza, saper raccontare la notizia con verità, documentandola e verificandola perché quando è stata data, la rettifica è sempre doppia volgarità. E’ necessaria, poi, l’etica, ma non moralistica, rispetto della notizia. Ciò significa distinguere la notizia dall’interpretazione, dall’emozione, dal fanatismo e dal servilismo. Questo vale sia nel mondo cattolico che in quello laico. Dopo l’etica, non dobbiamo dimenticare la fatica di

tirare avanti e qui il rischio è o diventare giornalai oppure entrare nella notizia, approfondirla, verificarla prima di scriverla, fare un’inchiesta non sostituendosi ad altri rispettando la persona. Credo che tutto questo ci debba aiutare a capire una professione molto nobile. Dobbiamo, poi, distinguere il giornalismo televisivo da quello radiofonico e scritto. Ognuno ha un percorso fatto di tipicità e velocità. Nel giornalismo televisivo, come in quello radiofonico, dopo poco più di un minuto si perde l’attenzione. In quello scritto, che implica più emozioni e sensazioni,, dovremmo davvero essere molto più seri senza dare nulla per scontato. Un’immagine,

infatti, passa in poco più di un minuto, una notizia scritta rimane anche per settimane. Il giornalismo può anche indirizzare: ognuno deve avere una propria morale laica. Ci sono anche i grandi silenzi sugli eventi, sui fatti. Anche questo è un giornalismo non prodotto, ma è sempre giornalismo. Il giornalismo non raccoglie solo i pensieri di altri: il giornalista li fa suoi nella sua linea editoriale. Questo dovrebbe valere anche per i nostri giornali diocesani. Occorre, infine, una grande prudenza narrativa nell’uso delle parole. Auguro a tutti i giornalisti di far diventare il loro lavoro una vera e propria missione. © riproduzione riservata

Il 30 giugno Giornata per la Carità del Papa

Agenda del vescovo 21-23 GIUGNO venerdì 21 giugno udienze in sede ore 21, incontra i genitori e i padrini dei ragazzi che si preparano a ricevere il Sacramento della Confermazione presso la parrocchia di Fenile sabato 22 giugno presso il Centro Pastorale diocesano incontra le associazioni sociali ed economiche ALLE ore 9,30, in Cattedrale presiede la celebrazione eucaristica in occasione del 50esimo anniversario di sacerdozio di don Paolo Gramolini domenica 23 giugno ore 9.45, conferimento del Sacramento della Confermazione presso la parrocchia di Acquaviva ore 11.20, conferimento del Sacramento della Confermazione presso la parrocchia di Frontone A cura della Segreteria Vescovile

Ristorante Lo Squero

di Sanzio Ubaldi (Chiuso il lunedì)

I

l 30 giugno prossimo è in programma la Giornata per la Carità del Papa, appuntamento annuale che, come ci ricorda la Conferenza Episcopale Italiana, esprime il profondo vincolo che unisce le Chiese in Italia con il successore di Pietro. “Domenica 30 giugno – scrive il cardinale Agostino Vallini vicario generale del Pontefice - siamo invitati a contribuire alle tante opere di carità che il Santo Padre realizza in tutto il mondo venendo in soccorso di quanti sono afflitti dalla povertà. Papa Francesco in questi primi mesi del suo Pontificato ha

più volte ricordato ai cristiani che la solidarietà con i poveri è parte essenziale del Vangelo e tratto distintivo della fede. Egli stesso, in più occasioni, è stato il primo testimone di come bisogna amare quanti si trovano in situazioni di emarginazione o fragilità. Confido che il suo esempio sia per tutti noi stimolo ad essere generosi, nonostante la persistente crisi economica che affligge l’Italia”. La diocesi di Fano, Fossombrone, Cagli, Pergola ha raccolto 6.100 euro. © riproduzione riservata

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Fano Fossombrone Cagli Pergola

23 giugno 2013

FANO – Come ogni anno si ripete la tradizionale Festa del Patrono della comunità parrocchiale di San Paolo Apostolo al Vallato. Riportiamo, di seguito, il programma: martedì 25 giugno ore 18,30 Trofeo San Paolo Triangolare di calcio per Adulti, Giovani e Giovanissimi-Giovanotti presso il campo della Delfino. A seguire cena in Parrocchia.

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La Parrocchia del Vallato in festa

Per info: Nicola 340 5872160 Amir 331 4809947 (maggiori informazione e regolamento dell’evento - 2° Trofeo San Paolo) venerdì 28 giugno ore 21,00 - Adorazione eucaristica e confessioni presso la chiesa parroc-

chiale. sabato 29 giugno ore 18,00S.Messa dei santi Pietro e Paolo presieduta dal vescovo Mons. Armando Trasarti A seguire, cena in piazza domenica 30 giugno ore 18,30 – S. Messa e conferimento del-

l’unzione degli infermi presso la chiesa parrocchiale.

Per prenotarsi alla cena mandare SMS con indicazione n.persone e nome famiglia al numero 3479645852 entro mercoledì 26 giugno.

SARÀ PROIETTATO NEL MESE DI AGOSTO

Il primo cortometraggio de “La Pioletta”

CAGLI – Sarà proiettato ad agosto, durante Cagli in Veglia. Per sapere come sarà, è ancora presto, ma l’energia che gira attorno al primo cortometraggio della compagnia La Pioletta fa ben sperare. Un lavoro che è la conclusione di un laboratorio di teatro, ma che amatoriale non lo è quasi per niente. Perché dietro la macchina da presa c’è Giacomo Tarsi e perché, ad aiutarlo, sono arrivati un po’ di colleghi da Tolentino e un’attrice (la protagonista Maddalena Ponza) da Milano. Quella che ha portato a realizzare “Ci sentiamo domani” (il titolo è provvisorio), è la seconda parte di un laboratorio (nella prima si è lavorato per due mesi sulla stessa scena) possibile grazie a uno sforzo anche economico importante della compagnia cagliese La Pioletta. Una manciata gli attori, ma una quarantina le persone che hanno partecipato in vario modo alle riprese di una storia che si svolge ad agosto e che doveva essere girata nell’ultima, fredda, grigia e piovosa settimana di maggio. “È difficile fingere che è caldo quando senti freddo” spiegano gli attori, che tra maniche corte, abitini di cotone e felpe da indossare al volo, hanno trascorso due giorni intensi tra

pincio e altre sei location di Cagli. “L’approccio con la sceneggiatura è Arrivati al temine di tre settimane diverso da quello col testo teatrale di preparativi, partiti con un rac- – spiegano -. Anche la recitazione conto da trasformare in soggetto. è diversa: la mimica, il tono della La storia di Agnese Anniballi era voce,… tutto da imparare. È stata lì dal 2006 ed è diventata soggetto un’esperienza faticosa, ma molto con l’aiuto di Claudia Urbinati. appassionante. Adesso resta la cu-

di chi si sente solo e non lo è e in quella di chi scopre un vuoto mentre è circondato di persone ma in rapporti sterili. Con la convinzione che tutti sono un po’ soli ed è quella vena di follia buona a fare compagnia. “Frequento da anni le badanti per via dei miei genitori – confida Agnese -. Quel ruolo l’ho interpretato parlando il ‘lidiano’, un dialetto che parliamo in due, io e la badante alla quale mi sono ispirata, che non lavora più per noi, ma con la quale c’è un rapporto affettivo e che frequento ancora”. Dopo averlo visto nascere come attore, La Pioletta è con Giacomo anche nella sua prima, vera, prova da regista: “ho fatto altre cose – spiega – ma qui era diverso. Ho visto parti di Cagli con un occhio nuovo: è stato bello”. “Se era agitato, lo ha nascosto bene. Giacomo è tanto professionista da metterti in soggezione, ma anche a tuo agio - raccontano gli attori che in Giacomo non vedono più riosità: non sappiamo cosa aspet- quel ragazzino per le prime voltarci dal montaggio”. te sul palco -. È un professionista Tre nipoti, una vecchia zia e la ba- che si sa far apprezzare: in quei dante che le cambierà la giornata giorni per noi durissimi, ha ostendi Ferragosto sono i protagoni- tato calma e sicurezza”. sti di una storia che racconta un Elisa Venturi © RIPRODUZIONE RISERVATA viaggio nella solitudine: in quella

Sabato 1 giugno si è conclusa con una serata di grande musica

I vincitori del II Concorso Internazionale “Fernando Mencherini”

CAGLI - Proposto dall’Associazione Contemporaneo di Cagli, con il patrocinio della Federazione Cemat, e la collaborazione del Comune di Cagli Assessorato Beni e Attività Culturali e dell’Istituzione Teatro Comunale di Cagli, il Concorso è stato pensato per ricordare la figura del compositore cagliese Fernando Mencherini (1949-1997), diffondendone l’opera tra le nuove generazioni di esecutori. L’iscrizione al concorso era aperta a musicisti italiani e stranieri, purché non avessero superato i 35 anni di età. Gli interessati dovevano misurarsi con un brano del Maestro cagliese tra quelli scelti per l’occasione. L’adesione è stata alta, con più di 50 iscritti provenienti da tutto il mondo: Italia, Austria, Spagna, Svizzera, Germania, Giappone, etc. Nel corso della serata di premiazione, svoltasi

con grande successo presso il Teatro Comunale di Cagli, la giuria composta da Massimo Mazzoni, Fausto Bongelli, Gianfranco Leli, Gastone Mencherini, e presieduta dal prof. Renzo Cresti ha annunciato i seguenti vincitori: - Primo premio a: duo Angelo Arciglione (pianoforte) ed Eleonora Turtur (violino) – La Huella - Per la capacità di costruire un suono e un fraseggio adeguato al brano, con una introspezione interpretativa raffinata e profonda, evidenziata soprattutto dalla ricerca timbrica del pianoforte. - Secondo premio Ex Equo a: Silvia Cignoli (chitarra) – Undo - Per la decisione con cui ha affrontato un brano impegnativo dal punto di vista tecnico, sottolineando le variazioni dinamiche e la qualità del suono.

Il 22 giugno il Vescovo incontra le associazioni sociali ed economiche

e Quartetto d’archi “Sincronie” – Miguel Violini: Houman Vaziri (Iran) e Cheryl Lim (Singapore), Viola: Arianna Bloise (Italia), Violoncello: Jo Chan Lin (Taiwan) Per l’apprezzabile vivacità nell’affrontare le molteplici sfaccettature del brano, in un risultato sonoro convincente. - Menzione Speciale La giuria ha ritenuto inoltre di assegnare una segnalazione a: Stefano Papa (sax) – La pista Per aver affrontato con slancio una partitura difficile, riuscendo a esprimerne il senso complessivo. La serata è poi proseguita con le esibizioni, molto applaudite dal pubblico presente, dei vincitori, ed è stata conclusa dal sassofonista Massimo Mazzoni che ha eseguito un brano particolare della produzione mencheriniana: “Piangere la pietra”, per sax e voce, su testo e con la voce recitante (registrata) del poeta Edoardo Sanguineti. -Nella foto:, i vincitori del II° Concorso “Fernando Mencherini”, da sinistra: Eleonora Turtur (violino) - Angelo Arciglione (pianoforte) - Silvia Cignoli (chitarra). Quartetto d’archi “Sincronie”: Arianna Bloise (viola), Jo Chan Lin (violoncello), Cheryl Lim (violino), Houman Vaziri (violino) - Foto di Giacomo Mattioli © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’impegno nel presente, lo sguardo sul futuro

FANO – “L’impegno nel presente, lo sguardo sul futuro” sarà il tema dell’incontro del Vescovo e la comunità cristiana con le associazioni sociali ed economiche in programma sabato 22 giugno alle ore 9.30 presso il Centro Pastorale diocesano organizzato dall’Ufficio pastorale per i problemi sociali e il lavoro diocesano. Sarà una riunione di soggetti diversi, ma ognuno determinante per il proprio ruolo nella società, per impostare un lavoro comune in grado si superare attività separate tipiche delle situazioni di “appartenenza” di ciascuno al proprio settore operativo per realizzare una rete civile e sociale concreta e coesa, capace di affrontare la crisi economica, ma anche quella dei valori che sta vivendo la nostra attuale società. Programma dell’incontro: ore 9.30 breve presentazione degli obiettivi dell’incontro ore 10.00 intervento del vescovo Mons. Armando Trasarti ore 10.30 interventi dei rappresentanti delle associazioni, enti e categorie invitate ore 12.30 aperitivo di saluto


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Fano Fossombrone Cagli Pergola

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Alla PINACOTECA SAN DOMENICO FINO AL 29 settembre

Guido Reni “La consegna delle chiavi” FANO – Guido Reni, da tutti conosciuto semplicemente come “il Guido”, è l’autore dell’importante tela che è attualmente in mostra presso la pinacoteca San Domenico di Fano. Cristo consegna le chiavi a San Pietro, così si chiama il dipinto, è stato dato in prestito fino al 29 settembre prossimo, quando tornerà nel prestigioso contesto del museo del Louvre di Parigi. Il pittore bolognese dipinse l’opera per l’altare maggiore della chiesa di San Pietro in Valle di Fano, luogo in cui venne in seguito trafugata in epoca napoleonica e poi conservata nel museo francese sin dal 1797. Oltre alla Consegna delle chiavi, la Fondazione Cassa di Risparmio di Fano ha pensato di organizzare un itinerario nel Seicento fanese che coinvolgerà anche la pinacoteca civica, la cattedrale e la basilica di San Paterniano. Accanto al capolavoro del Reni, sono state collocate altre due opere del medesimo artista, entrambe raffiguranti l’Annunciazione: una proveniente dalla pinacoteca civica di Fano e l’altra da quella di Ascoli

Piceno. Com’era ovvio che fosse, il prestito di tale opera ha attirato su di sé l’attenzione di molti, come la Soprintendenza dei Beni Culturali di Urbino che, lavorando in simbiosi con il competente Ministero, ha potuto rendere concretamente fattibile l’intero percorso artistico. Contestualmente a tale iniziativa, inoltre, è stata realizzata una monografia di oltre cento pagine, il cui ricavato della vendita sarà de-

stinato alla Croce Rossa Italiana. D’altra parte, l’evento ha inevitabilmente avuto i suoi costi (circa ottantaseimila euro), i quali hanno attirato non poche polemiche. Durante la conferenza stampa di presentazione della mostra, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, l’ingegner Fabio Tombari, ha tenuto a precisare che una tale opera, assieme alle iniziative ad essa connesse, sarà un volano per diversi settori del-

L’inaugurazione della mostra “La consegna delle chiavi – Un capolavoro ritorna” svoltasi nella giornata di sabato 15 giugno presso la Pinacoteca San Domenico è stata un vero successo. Presenti all’appuntamento: il vicesindaco di Fano, Maria Antonia Cucuzza; il direttore generale per le Marche del Ministero per i Beni Culturali, Lorenza Mochi Onori; Attilio Visconti, prefetto della Provincia di Pesaro e Urbino; e centinaia di cittadini. La mostra – organizzata dalla Fondazione CARIFANO con la collaborazione dei Musei Civici di Ascoli Piceno, della Pinacoteca Civica di Fano, del Museo del la città, come il turismo, oltre al Louvre e della Diocesi di Fano prestigio culturale di poter ammi- Fossombrone Cagli e Pergola – rirare un simile capolavoro proprio marrà aperta al pubblico sino a Fano. Il concetto è stato a sua al 29 settembre, tutti i giorni volta suffragato anche dall’ammi- dalle ore 18 alle 22, esclusi i lunistrazione comunale, che ha cre- nedì. duto nel valore dell’accostamento L’ingresso sarà libero. Per uldei tre quadri di Guido Reni. teriori informazioni visitare il Resta dunque da ricordare che sito www.fondazionecarifano.it l’ingresso al pubblico, presso oppure telefonare al numero la pinacoteca San Domenico di 0721/802885. Fano, è completamente gratuito. DC © RIPRODUZIONE RISERVATA Matteo Itri

FANO – Delle raffigurazioni ROBERTO MANGÙ ESPONE LE OPERE SULLA CULTURA astratte, intense ed armoniose, giustapposte a tinte smaglianti oppure monocromatiche. Queste sono le caratteristiche distintive dei quarantacinque dipinti, ad olio su tela o cartone, in mostra a un lungo viaggio attraverso il con- evince chiaramente dalle opere Palazzo Corbelli in via Arco d’Au- tinente europeo, dalla Spagna alla cariche di patos dipinte da Mangù. gusto n. 47, presso gli ambienti Grecia, passando per la Francia e L’esposizione – curata da Dominiespositivi della Galleria CARI- l’Italia, con l’intento di arricchi- que Stella e Véronique Serrano ed FANO, nell’ambito della rassegna re il suo bagaglio di conoscenze organizzata dal museo bresciano personale “Mar adentro” uffi- professionali. Per molti anni, dal di Santa Giulia con il coordinacialmente inaugurata il 7 giugno. 1987 al 1995, ha vissuto a Milano mento della Fondazione GrupL’autore dei quadri in questione e proprio nel contesto artistico po di Credito Valtellinese ed in è Roberto Mangù: poliedrico ar- meneghino il suo stile, assimila- collaborazione con l’assessorato tista francese di fama internazio- bile al neo-impressionimo o alla alla Cultura del comune di Fano nale nato a Parigi nel 1948. Non trans-avanguardia, è giunto a pie- – rimarrà aperta al pubblico tutti esclusivamente pittore, ma anche na maturazione. La mostra “Mar i giorni, ad esclusione dei lunedì, scultore, incisore ed architetto, il adentro”, in particolare, riflette e dalle ore 18:30 alle 22:30, sino al nostro Mangù si è formato acca- celebra il peculiare rapporto che 25 agosto. L’ingresso sarà libero e demicamente nella sua città natale, intercorre fra l’artista – la cui fa- gratuito. Per ulteriori informaziopresso la prestigiosa École natio- miglia è originaria dell’Andalusia ni o prenotazioni telefonare al nunale supérieure des beaux-arts. In – ed il Mar Mediterraneo. Un le- mero di cellulare: 333/9512294. seguito, durante la seconda metà game simpatetico ed emotivo, di Diego Corinaldesi © RIPRODUZIONE RISERVATA degli anni Settanta, ha intrapreso natura quasi ancestrale, come si

MEDITERRANEA

“Mar adentro”: Il Mediterraneo in mostra

IL PROGETTO CONTINUERÀ CON ULTERIORI “SPUNTI” INNOVATIVI

Gli attestati del corso “Sempre giovani 2.0”

FANO - Sono stati consegnati, presso la Sala della Concordia del Comune di Fano, gli attestati del corso “Sempre Giovani 2.0” - 2^ edizione. Il corso, rispetto alla prima edizione, ha registrato un maggior numero di partecipanti. Il progetto redatto dal Prof. Domenico Consoli dell’Istituto Tecnico Commerciale “C. Battisti” di Fano, ha avuto, in entrambe le edizioni, il patrocinio dell’Assessore alle Politiche Sociali Del Vecchio e dell’ Assessore alle Innovazioni Tecnologiche Serfilippi e il supporto della Fondazione Fano Solidale per le iscrizioni. L’obiettivo del progetto è stato quello di far apprendere agli anziani l’uso dei social network (Facebook, Twitter, Youtube, …). Oggi i giovani utilizzano gli strumenti digitali con maggiore dimestichezza e possono trasmettere questa “manualità tecnologica” agli

adulti. Gli adulti possono utilizzare questi canali per interfacciarsi con le amministrazioni pubbliche (edemocracy) e nella vita privata per comunicare con altri simili, parenti e amici. Il progetto è da inquadrarsi in un contesto di cittadinanza attiva e di inclusione “digitale” visto che tende a ridurre il gap tecnologico dei cittadini della terza età nei confronti delle nuove tecnologie. Gli obiettivi del corso-progetto, sin dalle sue origini, sono stati tre: 1) far apprendere agli anziani l’utilizzo delle nuove tecnologie digitali e dei social network 2) responsabilizzare gli studenti che sono generalmente abituati ad ascoltare, in maniera più o meno passiva, le lezioni dei docenti (in questo caso saranno loro a salire in cattedra e ad assumere il ruolo di insegnanti) 3) mettere a contatto le due generazioni: i nativi digitali e i nativi

cartacei. I giovani hanno insegnato agli anziani ad usare i canali sociali di Internet mentre le persone adulte hanno trasmesso ai giovani esperienze e valori quali i principi morali, l’impegno nel lavoro e nel sociale, i sacrifici, ecc… I docenti del corso sono stati alcuni studenti delle classi 2A, 3A, 3B e 3F dell’ ITC “Battisti”. La formula originale è stata quella di affiancare uno studente ad ogni corsista e quindi il rapporto docente – discente è stato sempre uno a uno. Si è trattato di un processo innovativo nella didattica visto che, in questo caso, sono gli studenti “a salire in cattedra”. Consoli ha solo espletato la funzione di supervisore senza mai intervenire nelle unità didattiche che sono state svolte, in piena autonomia, dagli studenti-docenti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

NOTIZIE IN BREVE ◆ ORCIANOEVENTI 2013 ORCIANO – Dal 22 giugno al 13 luglio, ad Orciano, sono in programma una serie di eventi culturali. Il 22 e 23 giugno, alle ore 21 nella Chiesa di Santa Maria Novella, si terrà l’ “XI Rassegna di Canto Corale “M. Giovanna di Capua”.Nei giorni 6, 11, 12 e 13 luglio, in Piazza Garibaldi, si svolgerà l’ “8° ORCIANOdia - festival della multivisione artistica” Oltre a spettacoli di multivisone, ci saranno concerti e spettacoli teatrali ◆ DOMENICA 23 GIUGNO L’INAUGURAZIONE DELLA BCC ARENA FANO – Domenica 23 giugno, alle ore 19, è in programma l’inaugurazione della BCC arena in località Chiaruccia dedicata all’attore Emanuele Manuelli prematuramente scomparso. Il nuovo teatro all’aperto dal 24 giugno ospiterà il tradizionale appuntamento con “Teatro sotto le stelle”. ◆ AGRICOLTURA SOCIALE E GIOVANE FANO - La Bcc di Fano, con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità locale e di fornire alle nuove generazioni stimoli e idee per il proprio futuro lavorativo, promuove il convegno “Nuove opportunità nell’agricoltura che cambia. Agricoltura sociale, giovane, cooperativa e sostenibile”, che avrà luogo a Fenile il 21 giugno alle ore 17.30 presso l’area della Fondazione Agraria Cante di Montevecchio. ◆ FINO AL 29 GIUGNO LA MOSTRA “ANIMALI, TERAPIA DELL’ANIMA” Al via la mostra “Animali, terapia dell’anima” legata all’omonimo concorso fotografico nazionale “Animali, Terapia dell’Anima”, organizzato dall’associazione Osiride onlus in collaborazione con la Scuola di Fotografia Santa Maria del Suffragio e con il patrocinio dell’Assessorato al Turismo del Comune di Fano. Visitabile fino al 29 giugno presso la Mediateca Montanari, nei normali orari di apertura, l’esposizione presenta le foto vincitrici del concorso, insieme a una selezione delle oltre 400 immagini pervenute da 16 regioni d’Italia. Con 137 concorrenti infatti, quella di quest’anno è stata una partecipazione record, accolta dai promotori con grande soddisfazione. Per l’occasione, saranno esposte anche alcune opere a tema, le celebri “Gattiverie”, dell’illustratore fanese John Betti.


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Urbino

Redazione di Urbino: Via Beato Mainardo, 4 - 61029 Urbino Tel. e Fax 0722/378395 ilnuovoamico@arcidiocesiurbino.it Orario: Mattino 9.00-12.00 Pomeriggio 15.00-17.00

Urbania Sant’Angelo in Vado

unitalsi Per i 110 anni di fondazione le reliquie di S. Bernadette all’Annunziata pagina

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UNA PREZIOSA OPPORTUNITÀ PER L’ATTIVITÀ PASTORALE DIOCESANA

Insediato il nuovo Consiglio Pastorale

URBINO. Venerdì scorso 14 giugno ha avuto luogo a Fermignano, presso il salone della Parrocchia, l’insediamento e la prima seduta del Consiglio Pastorale Diocesano. Composto da presbiteri, diaconi, consacrati e soprattutto da laici, ai sensi dei canoni 511-514 del Co-

dice di Diritto Canonico, il consiglio pastorale diocesano è un organo consultivo che contribuisce a realizzare la comunione nella Chiesa in particolare come strumento di partecipazione aperto a tutte le componenti del popolo di Dio e che, sotto l’autorità dell’Arci-

vescovo, ha il compito di studiare, valutare e proporre conclusioni operative per quanto riguarda le attività pastorali della diocesi. Del Consiglio fanno parte rappresentanti delle 7 Unità Pastorali, delle Associazioni e Movimenti Ecclesiali presenti in Diocesi. Nell’incontro, atteso e partecipato, mons. Arcivescovo ha fatto il punto della situazione in merito alla preparazione della Missione Diocesana (25 settembre – 6 ottobre). Grande spazio si è poi dato al dialogo su questi primi mesi di attività delle Unità Pastorali, traendo la conseguenza della necessità di una sempre maggiore e migliore comunicazione tra sacerdoti delle parrocchie, affinché si possa crescere e consolidarsi in uno stile di comunione e corresponsabilità, secondo gli insegnamenti del Concilio Vaticano II. Di seguito la composizione del Consiglio Pastorale Diocesano: Arcivescovo; Vicario Genera-

le: mons. Giuseppe Tabarini. Moderatori delle Unità Pastorali: mons. Sandro De Angeli, mons. Davide Tonti, mons. Pietro Pellegrini, mons. Riccardo Magnanelli, don Daniele Brivio, mons. Giuseppe Tabarini, don Domenico Curzi. Segretario del Consiglio e Responsabile per le comunicazioni sociali: Luigi Fedrighelli; liturgia: diac. Giuseppe Mangani; catechesi-scuola: Licia Zazzarini; caritas: Itala Fazi e Maria Teresa Moschini; economo diocesano: Giorgio Giampaoli; parrocchia universitaria: p. Luca Gabrielli; famiglia: Giovanni e Chiara Donnini; centro missionario diocesano: p. Piergiorgio Rossi; Religiosi: p. Francesco Acquabona; religiose: suor Marcella Lorenzetti m.p.v. e suor Teresa Augusta Cavazzuti s.d.c; Azione Cattolica: Francesca Sabetta; FUCI: Michele Cencio e Sara Rocchi; scout: Francesco Maria Mini;

Comunione e Liberazione: Fabio Magnanelli; Rinnovamento nello Spirito: Antonio Violini; Focolarini: Beatrice Buscaglia; gruppi Padre Pio: Carlo Paci; adorazione perpetua: Stefano Mattei; confraternite: mons. Eugenio Gregoratto; pastorale giovanile: don Andreas Fassa; ecumenismo: Carla Pandolfi; pastorale sanitaria: p. Claudio Pantaleo. Dalle Unità Pastorali: Luigi Bravi e Benedetta Sebastiani (Urbino); Patrizia Rossi e Luigi Antoniucci (Massa Trabaria); Sante Remedia e Oberdan Stroppa (Candigliano); Claudia Rombaldoni, Serena De Pellegrin e Michela Santi (Urbania); diac. Paolo Ferri – anche Pastorale del Lavoro – e Giorgia Paolucci (Apsa); Giulia Volponi e Nicoletta Bianchini (Foglia); Leonardo Silvani e Antonio Seraghiti (Metauro). Don Andreas Fassa

una speranza. È la stessa situazione in cui si è trovata Maria alle nozze di Cana. Ci aiuta ad avere fiducia e speranza; è la prima che si rivolge a Gesù e gli dice: “non hanno più vino”. Cosa significa? “Guarda che da soli non ce la possono fare”. Questa frase racchiude tutte le nostre domande, tutte le nostre preoccupazioni: il lavoro, la sicurezza, la salute, il futuro. Ed oggi come allora ripete anche a noi: fate tutto quello che vi dirà; è l’indicazione preziosa del nostro cammino. Cioè cercate di introitare la Parola di Dio, l’insegnamento del Vangelo: comunione, solidarietà, accoglienza». L’Arcivescovo ha poi invitato a far seguire alla

speranza, la carità che è un modo concreto per dirci persone di fede. «Essere quindi persone di fede, di speranza e di carità. Maria è sempre un faro che ci conduce a Gesù». Il pellegrinaggio si è concluso con un gesto di solidarietà a favore di Vittoria, una bambina di Fermignano, e poi nel pomeriggio, con la recita del rosario ed il saluto alla Vergine nel santuario. A conclusione non poteva mancare un sentito, profondo e condiviso ringraziamento a don Umberto per la passione e la tenacia che continua a mettere anche in questo servizio pastorale. Giuseppe Magnanelli

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GRANDE SUCCESSO DELLA TRENTAQUATTRESIMA EDIZIONE

Pellegrinaggio a piedi al Pelingo

URBINO. Il pellegrinaggio mariano al Pelingo è un’esperienza nata trentaquattro anni fa dal cuore e dalla volontà di don Umberto Brambati. È partito dall’impegno di un manipolo di ragazzi della scuola media di Urbino fino ad allargarsi, di anno in anno, su base diocesana, unendo anche iniziative autonome di varie “vicarie” dell’Arcidiocesi. Di anno in anno il pellegrinaggio e la devozione a questo luogo sono diventati un appuntamento dello Spirito da molti atteso con trepidazione . Due le novità di quest’anno: la prima è che si è svolto in un giorno feriale, la seconda è la presenza per tutto il tragitto dell’Arcivescovo, il quale ha guidato con passo agile e sicuro il suo gregge alla meta, stimolando e rassicurando, lungo il percorso, i partecipanti della varie zone della diocesi. Due le consegne impartite da don Umberto, alla partenza delle ore 6,45 all’inizio della “Strada Rossa”: preghiera e silenzio. Due atteggiamenti specifici del pellegrino che si pongono come gesto del camminare nella fede. Nonostante la consegna, c’è voluta tutta l’autorevolezza di don Umberto ed il prezioso contributo dei volontari della Croce Rossa Italiana, per tenere ordinato il gruppo lungo il

tragitto, particolarmente trafficato per le varie attività del giorno feriale. Chi ha vissuto l’esperienza di questo itinerario ha scoperto un ambiente multicolore e la tenerezza di Maria per la vita di fede di ogni persona. Un cammino accompagnato, tra l’altro, anche da una radiosa giornata di primavera avanzata. Dopo la prima sosta a Fermignano per la colazione, una seconda in cima alla salita di S. Gregorio, prima della discesa verso il Pelingo. Qui la famiglia Mar-

coni, come già da diversi anni, ha offerto con generosità un benefico ristoro. Il parroco del Duomo don Andreas Fassa, Stefano Mancini e un gruppo della Morciola, hanno animato il pellegrinaggio con canti, preghiere e riflessioni. A mezzogiorno, nel campo soprastante il santuario, si è tenuta la celebrazione eucaristica, presieduta dall’Arcivescovo. «Quando ci si mette in cammino», ha detto Mons. Tani, «tutti hanno in animo un’intenzione, un desiderio,

RIFLESSIONI DI UN VETERANO

A piedi fuori dal tempo PELINGO – Trentaquattresima edizione del pellegrinaggio Urbino-Pelingo: anche quest’anno don Umberto Brambati, ideatore e promotore, ha guidato i pellegrini il cui numero è stato ridotto dal cambio di giornata (sabato 15 anziché la prima domenica di Giugno). Tempo splendido, identico calore di popolo, come ha avuto modo di constatare un pellegrino di eccezione quale l’Arcivescovo

Tani. Un pellegrinaggio non è soltanto devozione, gesto di fede, momento di preghiera, sacrificio fisico, disponibilità personale, richiesta di grazia, ringraziamento di doni ricevuti. Non è soltanto un camminare insieme simbolico del viaggio della vita sotto la protezione divina. È anche necessità esistenziale, bisogno spirituale, sacralizzazione totalizzante, ingraziamento, ricerca dell’Altro. E, ancora, purificazione,

conversione, tentativo di afferrare e farsi afferrare dalla potenza sacrale che andiamo a incontrare. È una ricerca dell’extra-ordinario, in una fusione, anche se temporalmente limitata, del totalmente Altro, affinché l’uomo vecchio che è dentro di noi si vesta di una nuova pelle, uscendo dal tempo che ci fa prigionieri. Massimo Volponi © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Urbino Urbania Sant’Angelo in Vado

Pastorale universitaria

vergogna di buttarsi ai piedi di Gesù per ottenerne il perdono; non si vergogna di manifestare il proprio pentimento di fronte ai farisei che certamente l’avrebbero giudicata. E per questo, Gesù non solo la perdona, ma offre a tutti noi un esempio, uno stimolo a metterci dalla parte dei peccatori per aiutarli a pentirsi e poter così beneficiare della gioia del perdono. Nell’episodio narrato da Luca, chi ha dimostrato di amare di più è stata certamente la peccatrice, al contrario del fariseo Simone che aveva invitato Gesù e che forse non era nemmeno in grado di accorgersi del suo grave peccato di orgoglio e di presunzione, della sua tendenza a giudicare tutto e tutti. “In questo episodio”, ha detto padre Samuele Salvatori, “c’è il fariseo che

invita Gesù, ma è lontano con il suo cuore; non ha mai fatto esperienza del perdono, della misericordia. Si mette a giudicare questa donna solo perché è una peccatrice e poi anche Gesù. Deve mettersi continuamente una maschera perché ciò che gli interessa è come appare ed anche come viene giudicato dagli altri. I farisei non sono mai veri, non sono mai se stessi”. E rivolto ai ragazzi, padre Samuele ha così continuato: “Anche noi spesso abbiamo paura di non essere accettati dagli altri; anche nella vita di coppia usiamo qualsiasi stratagemma pur di essere accolti dall’altro. Puntiamo il dito sulle mancanze degli altri, evitando così di metterlo sulle nostre piaghe. Però così rischiamo di non essere veri. Non abbiamo il coraggio di

UNA GIORNATA AI CONFINI DELL’ORIZZONTE

Natura, gioco e preghiera a Monte Carpegna tura costituendo così un prezioso compagno di passeggiata e spunto di riflessione sulla custodia del creato e la responsabilità nell’educare a questo le giovani generazioni. Pur nelle diverse età (si andava dai 6 ai 13 anni) il momento del gioco ha visto tutti indistintamente insieme nel godere delle “competizioni” e prove di abilità. La parrocchia mariana in visita all’eremo mariano ha dedicato a Maria, Madre della Riconciliazione, la preghiera ed il sacrificio della Messa, chiamando tutti quanti ad accogliere la Vergine presso di sé come madre, sull’esempio di Giovanni ai piedi della Croce. lb

dire al Signore di aver bisogno del suo aiuto, del suo perdono. Questa donna si mette in gioco, vuole fare verità al contrario del fariseo che preferisce tenere la maschera e di conseguenza non riesce a chiedere perdono. Questa donna fa un gesto di umiltà, perde la faccia di fronte a tutti, però guadagna il perdono di Gesù; ha fatto l’esperienza di essere amata, perdonata, accolta”. Padre Samuele ha quindi invitato i ragazzi a non avere paura ad essere se stessi ed anche a non avere paura di chiedere perdono, perché è la cosa che li rende più amici e più fratelli. “Sarete in grado di donare la misericordia soltanto nella misura in cui l’avrete sperimentata con Dio”. Giuseppe Magnanelli © RIPRODUZIONE RISERVATA

Nuovo romanzo di Mario Borghi

URBINO. Mercoledì 26 giugno alle 17 presso la Sala degli Incisori del Collegio Raffaello sarà presentato il romanzo di Mario Borghi “Victor, l’inverosimile agente segreto”. Interverranno alla presentazione Gastone Mosci, Sergio Pretelli. Sarà presente don Romano Ruggeri, che parlerà su “Cristianesimo ed Islam. Aspetti e problemi tra culture e scienze religiose diverse”. Moderatore degli interventi sarà Giancarlo di Ludovico, giornalista e responsabile della redazione urbinate de Il Nuovo Amico. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Quasi un diario

Urbania e dintorni

Nella mostra sono presenti anche opere prestate da collezionisti tra cui il dipinto “La Famiglia” di Leonardo; il quadro “Il violinista”, del 1919, la scultura in bronzo, “La madre” 1920, e”Il Violinista “

1. Un giorno a Urbino, nella salita di Valbona assistetti al singolare incontro tra d. Corrado Leonardi e Leonardo Castellani il quale confidò all’amico estimatore di avere settant’anni e che la vista cominciava a cedere. Il ricordo mi affiorava ieri nella Casa Raffaello, di fronte al dipinto raffigurante tre personaggi, in cui dominava uno sguardo quasi surrealista. Non potevo fare a meno di visitare la mostra delle opere donate dal figlio Silvestro all’Accademia Raffaello, sicuro di trovare novità. La donazione comprende 65 mirabili acqueforti, un disegno a penna “Impiccagione di Cesare Battisti “, la lastra in rame e la stampa, oltre al dipinto “La creazione di Adamo”, olio su tavola. Per l’occasione è stato edito il catalogo dal titolo “LEONARDO CASTELLANI SEGNO E RACCONTO” con introduzione del presidente dell’Accademia Raffaello Giorgio Cerboni Baiardi e note critiche di Andrea Emiliani e Giorgio Strazza.

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L’amore e il perdono URBINO. La parabola dell’evangelista Luca della scorsa domenica poggia su due personaggi: la peccatrice e il fariseo. Un episodio che ci mostra la misericordia di Gesù verso i peccatori e le peccatrici che si pentono e, per contrasto, la presunzione dei farisei che, al contrario, condannano di buon grado gli altri, ritenendo giusti solo se stessi, e quindi accusano Gesù di non saper distinguere i giusti dai peccatori. Il fariseo ha invitato il Signore, probabilmente solo per giudicarlo; e Gesù, partendo da questo atteggiamento presuntuoso, fissa l’attenzione sulla peccatrice per evidenziare il suo sincero pentimento e far notare la non rettitudine del fariseo che l’aveva invitato. Ci troviamo di fronte ad una peccatrice che non si

URBINO. Per molti parrocchiani della SS. Annunziata di Urbino il monte Carpegna, con la sua ampia mole, costituisce il punto dove il sole va a dormire regalando suggestivi tramonti dai colori intensi. Proprio lì dove lo sguardo si perde don Sandro ha voluto portare bambini e ragazzi delle classi di catechismo in chiusura dell’anno formativo, nel primo giorno delle vacanze estive, lunedì 10 giugno scorso. Con la buona volontà di catechisti, genitori ed animatori il gruppo ha raggiunto l’Eremo della Madonna del Faggio, sul Carpegna appunto. La natura ha accolto tutti con prati rigogliosamente verdi dopo le lunghe settimane di pioggia ed un erbario in piena e variegata fiori-

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bronzo 1920. La mia curiosità è stata sollecitata dalle ceramiche del periodo Futurista datate 19201923 (foto), fatte a Cesena, per la prima volta esposte al pubblico. 2. Se non c’è il lavoro, bisogna anche saperlo inventare come hanno fatto tre giovani che, ambiziosamente, hanno costituito un trio

musicale dal titolo “Il Giardino Barocco” (foto), nome e aggettivo con l’iniziale maiuscola. L’animatore è stato, almeno così mi è sembrato, Lorenzo Antinori, mezzo urbaniese e mezzo fermignanese, (cembalo) (1987), assieme a due ragazze: Nelita Maiolatesi, di Serra dei Conti (oboe) e Maria Sole Mosconi iesina (flauto) (1992). Diplomati nel Conservatorio Rossini di Pesaro e si sono costituiti nel 2013. Terranno un concerto nel Salone del Museo Diocesano “Leonardi” di Urbania nel mese di luglio. 3. Mostra “In hoc signo vinces 313”

nel segno della Croce. Promossa dall’arcidiocesi di Urbino con un itinerario che si svolge a Urbino, Montefabbri, Urbania, Sant’Angelo in Vado, Mercatello, Sassocorvaro, luoghi dove si conservano opere d’arte e di fede antiche e moderne. Un itinerario di promozione religiosa. Urbania è stata introdotta così: Nata lungo le rive del Metauro, attorno all’Abbazia benedettina di San Cristoforo del ponte alla fine del Trecento la comunità prese il nome di Casteldurante portato fino al 1636 quando Urbano VIII la elesse a città con il suo nome, chiamandola Urbania,

di Raimondo Rossi

nel momento della erezione a diocesi. Lungo i secoli fiorì le fede e l’arte cristiana documentata da tanti segni spirituale materiali. Infatto il visitatore può godere dell’arte trecentesca nel Crocifisso di Pietro da Rimini nella Cattedrale o delle lapidi paleocristiane nel Museo Leonardi, ricco di opere pittoriche del manierismo metaurense e contenitore del museo della ceramica durantina e urbaniese. 4. Giancarlo Lepore è stato eletto presidente dell’associazione Amici della ceramica di Urbania. Giovedì 20 la prima iniziativa: Terra, festa d’arte e cultura. 5. “Niente può salvare l’uomo / che accecato dall’oro / rovescia l’ara della Giustizia: / il suo bene non dura” (Eschilo, Orestiade). 6. 10 anni di canto a Peglio. Sono stati festeggiati con un bel concerto del coro” don Licio Guidi”. La serata è stata ricca di storia dalla sua nascita sotto la direzione di Susanna Castelli, diplomata al Pontifici Istituto Ambrosiano di Musica Sacra,fino all’attuale direttore Carlo Baffioni. Voluto dall’Amministrazione Comunale, ha raggiunto un buon grado di preparazione. L’attuale sindaco ha ringraziato e premiato direttori e coristi e tutti coloro che hanno contribuito al successo della corale.


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• il• amico nuovo

Urbino Urbania Sant’Angelo in Vado DUE GIORNATE DI SOLE NEL CUORE

S. ANGELO IN VADO. Il 19 Maggio, durante la Messa per la solennità della Pentecoste, 32 bambini hanno vissuto momenti di grande emozione e ricevuto per la prima volta il Corpo di Cristo. Momento gioioso e debitamente preparato con cura e dedizione durante l’anno dalle catechiste Barbara Cottini e Romina Rossi e dagli appuntamenti che lo hanno preceduto: il ritiro sabato mattina in oratorio e le confessioni nel pomeriggio. È stato bello vedere questi nostri il momento dell’Eucaristia, a cui i bambini vestiti con le loro tuniche bambini si sono preparati dispobianche e con al collo il crocefisso nendosi in fila, come in un cammidi legno ricevuto precedentemente no verso il “Pane disceso dal Cielo, nell’anno passato durante la Prima che ha in sé ogni dolcezza”. Confessione, ma soprattutto è sta- Domenica 26 maggio poi, nel to emozionante vederli composti giorno della Santissima Trinità, la e partecipi durante tutta la santa comunità parrocchiale di Sant’Anmessa, consci che il momento che gelo in Vado ha vissuto un altro andavano a vivere sarebbe stato momento di grande fede e gioia: il uno dei momenti più importanti Sacramento della confermazione, della loro vita, per la loro crescita 25 ragazzi hanno ricevuto la crecristiana all’interno della comuni- sima per l’imposizione delle mani tà. La Messa è stata celebrata dal dell’arcivescovo, mons. Giovanni Parroco, mons. Davide Tonti, con Tani. Il dono dello Spirito Santo don Cristoforo Amati e don Mi- apre i ragazzi a quella coscienza di chele Mezdrea; l’omelia ha chiari- gratuità nel donarsi, insegnando ficato ai bambini che, ricevendo la loro a non chiedere solamente, ma comunione, mangiando il Pane di anche ad offrire se stessi, sull’esemVita, Gesù abiterà in loro e li farà pio di Cristo. La giornata un po’ come Lui. Il dono di ricevere Gesù grigia e fredda è stata illuminata richiede a tutti di irradiare la luce dai giovani che, nonostante la loro di Cristo, la sua gioia, il suo amo- emozione, hanno risposto con un re. Al centro della solennità è stato “Eccomi!” deciso alla chiamata del

Comunioni e Cresime a Sant’Angelo in Vado

parroco, L’Arcivescovo nell’omelia ha ricordato che la cresima non conclude un cammino, ma è invece la partenza per quella che sarà la vita autentica, vissuta nel donarsi agli altri, nella sequela di quel Gesù che ha donato se stesso. La fede ricevuta nel Battesimo, desiderata dai genitori, ora viene accolta responsabilmente dai ragazzi, non come un segno esteriore, ma come un percorso, che necessita di essere continuamente confermato. Il cammino di fede dei giovani, così difficile e con tanti stimoli contrari alla sequela di Gesù, comporta una maturità che permette a ciascun ragazzo di scegliere, sentendo la comunità parrocchiale, come una cosa propria e inserendosi a pieno titolo in essa. L’accoglienza dei giovani non può essere demandata ad un ente esterno, ma è responsabilità di tutti: catechisti, educatori, animatori e dell’Oratorio. Gli adul-

EVENTI DELLA TRADIZIONE CRISTIANA

Un pellegrinaggio che fa riflettere URBINO. È con questo titolo che si è svolta la trentacinquesima edizione del pellegrinaggio Macerata-Loreto. Circa 100.000 persone di ogni età provenienti da tutta Italia e anche da località straniere sono accorse, sabato 8 giugno 2013, a Macerata per compiere un gesto che è tra i più rilevanti della tradizione cristiana. Il pellegrinaggio che si snoda ritmato dalla preghiera, dal canto, dal silenzio, un cammino compiuto non individualmente ma insieme, dove la fatica è sostenuta e le difficoltà superate dall’aiuto reciproco, esprime con straordinaria evidenza il

cammino di fede, il percorso del cristiano, l’itinerario, in fondo, di ogni uomo. «È questa circostanza» ha scritto Carron, presidente di Comunione e Liberazione, nel suo messaggio ai pellegrini«che mette davanti ai nostri occhi la domanda da portare lungo il cammino: chiedere la fede in Gesù Cristo». Questo anno poi è stato allietato da un fatto straordinario: la telefonata di Papa Francesco immediatamente prima della celebrazione che segna l’inizio del pellegrinaggio. Un’autentica sorpresa. Emozionatissimo il vescovo di Fabriano, mons. Giancarlo

Vecerrica promotore del gesto che ha conversato col Papa. «Lei come sta? – ha esordito - con la sua nota naturalezza il Sommo Pontefice che ha poi esortato tutti ad una fede che non sia un presupposto ovvio, ma un’esperienza reale, l’esperienza di una Presenza affascinante. «Siate aperti alle sorprese di Gesù» ha esortato «Non lasciatevi rubare le speranza» ha ancora ripetuto. Ha quindi vivamente sollecitato a fare gli auguri al cardinale Marc Ouellet, celebrante della S. Messa, ricordando l’odierna ricorrenza del suo compleanno. Il cardina-

le, nell’omelia, ha evidenziato, richiamando le letture della messa, il valore di implorazione del pellegrinaggio, oltre a quello di solidarietà e di testimonianza. Era presente alla celebrazione anche l’arcivescovo di Urbino monsignor Giovanni Tani; vari pullman sono partiti dalla nostra città e, nel nutrito gruppo di urbinati, alcuni ministri dell’eucarestia hanno prestato durante la messa il loro prezioso servizio. Il cammino a piedi da Macerata a Loreto nasce nel 1978 per iniziativa di un insegnante di religione di Macerata (ora vescovo di Fabria-

ti devono impegnarsi affinché la comunità credente ed educante si coinvolga nelle esigenze del mondo giovanile che necessita di spazi e di compagnia per poter crescere con i valori cristiani, per affrontare i problemi e le gioie della vita. La comunità deve essere disponibile ad accompagnare i ragazzi in questo cammino, che necessita dell’esempio di coloro che vivono la gioia della testimonianza e l’entusiasmo della fede. Alle celebrazioni, coordinate dalle catechiste e da Suor Silvana, animate dal coro della parrocchia, hanno partecipato, uniti nella preghiera, i genitori e moltissimi fedeli. Al termine, consueto per i vadesi, non poteva mancare l’affidamento dei nostri ragazzi alla Vergine Santissima nella cappella della Madonna del Pianto. Patrizia e Romina © riproduzione riservata

no) che lo propone agli studenti come gesto di ringraziamento alla Madonna al termine dell’anno scolastico. Nel 1978 parteciparono poco più di trecento persone, negli anni successivi si assiste ad un eccezionale aumento fino a superare 90.000 nelle ultime edizioni. Metà circa dei pellegrini proviene dalle Marche, i restanti da tutta Italia e anche da diverse parti d’Europa; molti sono anche i volontari che contribuiscono all’organizzazione. Il pellegrinaggio il cui percorso riprende un cammino mariano di antichissima tradizione e si snoda per circa 28 chilometri, inizia la sera del sabato immediatamente seguente la fine delle lezioni scolastiche. Maria Laura Fraternali © riproduzione riservata

URBINO CELEBRA I 110 ANNI DI FONDAZIONE DELL’UNITALSI

Le reliquie di Santa Bernadette all’Annunziata URBINO. Lunedì 24 giugno saranno esposte presso la chiesa parrocchiale della ss. Annunziata di Urbino, provenienti da Lourdes, le reliquie di santa Bernadette Soubirous, la grande mistica francese, testimone delle apparizioni

mariane avvenute nella grotta di Massabielle. Questo evento, organizzato dalla sezione urbinate dell’Unitalsi, si colloca nell’alveo delle celebrazioni per il 110° anniversario di fondazione dell’Associazione. Questo il programma: alle 10 accoglienza delle reliquie e recita del rosario; alle 11 santa messa; alle 16 adorazione eucaristica; alle 17 santo rosario guidato dall’Unitalsi con la partecipazione di gruppi e associazioni della diocesi; alle 18,30 santa messa ed, alle 21 veglia di preghiera.

Santa Bernadette Soubirous (Lourdes, 7 gennaio 1844 – Nevers, 16 aprile 1879) è conosciuta per le 15 apparizioni mariane, avvenute tra l’11 febbraio ed il 16 luglio 1858, alle quali riferì di aver assistito in una grotta del suo paese natale (Grotta di Massabielle). La visione dell’allora quattordicenne Bernadette di “signora vestita di bianco”, divenuta nota poi come Nostra Signora di Lourdes, viene correlata a prodigi dichiarati non spiegabili scientificamente da una Commissione

medica appositamente istituita dall’amministrazione del Santuario. Nel 1868, all’età di 22 anni, si ritirò nel convento delle Suore della Carità di Nevers. Trascorse lì gli ultimi anni della sua breve esistenza, lavorando come assistente nell’infermeria e poi come sacrestana, creando inoltre ricami per abiti d’altare e vesti. Aveva seguito lo sviluppo di Lourdes come santuario per pellegrinaggi mentre viveva lì, ma non fu presente per la consacrazione della basilica sullo stesso luogo, nel

1876. Morì all’età di soli 35 anni, il 16 aprile 1879. Dopo la sepoltura il corpo venne esumato il 22 settembre 1909 e apparve inesplicabilmente incorrotto. Altre esumazioni avvennero il 3 aprile 1919 e nel 1925, e il corpo non mostrava segni di corruzione. Dal 1925 il corpo intatto di Bernadette è esposto alla devozione dei fedeli. Bernadette è stata beatificata nel 1925 e canonizzata nel 1933 durante il pontificato di Pio XI. Don Andreas Fassa © riproduzione riservata


• • il nuovo amico

23 giugno 2013

convento san giovanni

colline e castelli

Restaurata Madonna col Bambino

Festival di musica antica Musicae Amo eni Loci

di arte cultura sport pagina Si è svolto lo scorso 29 maggio presso il Circolo Acli – Centro universitario di Urbino, il seminario di studi dal titolo “Italo Mancini vent’anni dopo”. Presenti autorevoli studiosi come mons. Bruno Forte, Teologo e Arcivescovo di ChietiVasto, Carmelo Vigna, dell’Università Cà Foscari di Venezia, Piergiorgio Grassi, direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Italo Mancini’’, Marco Cangiotti dell’Università degli studi di Urbino, Sergio Domenico Scalzo, Enrico Moroni, Andrea Aguti, Maurizio Bozzetti, Michele Cascavilla, Galliano Crinella e Alessandro Di Caro, che furono allievi di don Italo Mancini ed oggi sono docenti universitari. Presenti anche l’Arcivescovo di Urbino-Urbania-S. Angelo in Vado mons. Giovanni Tani e don Mario Florio, direttore dell’Istituto Teologico Marchigiano. Riportiamo a seguire l’editoriale scritto da mons. Forte per “Il Sole 24Ore” e che l’Arcivescovo di ChietiVasto ha acconsentito alla pubblicazione sul Nuovo Amico.

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DON PUGLISI E DON MANCINI COSTRUTTORI DI PONTI

I cattolici per la rinascita del Paese

di Bruno Forte*

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ome potranno contribuire i cattolici italiani alla rinascita del Paese? La domanda risulta legittima alla luce della nostra storia, in particolare ricordando la ricostruzione fisica e morale della nazione dopo la tragedia della seconda guerra mondiale. L’apporto che i credenti seppero dare al nuovo inizio del paese fu straordinario, tanto in termini di protagonisti (si pensi solo a un Alcide De Gasperi), quanto sul piano dell’operosità e delle idee (il personalismo cristiano del Codice di Camaldoli fu, ad esempio, fonte ispirativa determinante della Costituzione repubblicana). E oggi? La gravità della situazione, segnata dalla crisi economica mondiale e più in profondità dalle responsabilità etiche che ne sono alla base, è sfida per tutti a un impegno, per il quale non bastano certamente disfattismi, capaci solo di dire dei no. In questo contesto, il protagonismo dei cattolici dovrebbe esprimersi in tutte le sue potenzialità, mentre sembra che stenti a proporsi e a volte perfino a definirsi. Nonostante gli impulsi che vengono da Papa Francesco col suo costante richiamo al Vangelo e alla scelta dei poveri, la diaspora dei credenti nelle diverse espressioni politiche e sociali non pare apportare al Paese quel soffio di profezia e quell’incisività di azione, di cui diedero prova i cattolici nell’immediato dopoguerra e nei primi anni della crescita italiana. Per cercare risposte alla domanda iniziale mi sembra allora utile attingere ad alcuni modelli significativi che in questi decenni hanno saputo mostrare la capacità della fede cristiana di illuminare e trasformare il presente personale e collettivo. Ne scelgo due, accomunati dalla coincidenza temporale dei venti anni trascorsi dalla loro morte, testimoni dei quali ho avuto il dono di una conoscenza diretta e personale: don Pino Puglisi, sacerdote palermitano appena beatificato, e don Italo Mancini, pensatore vigoroso, protagonista rilevante del dibattito culturale di fine secolo.

MARTIRE DELLA MAFIA Nell’Angelus di domenica 26 maggio Papa Francesco ha ricordato don Puglisi. «Ieri, a Palermo, - ha detto il Pontefice – è stato proclamato Beato Don Giuseppe

S.E.R. Mons. Bruno Forte, prof. Marco Cangiotti, Prof. Carmelo Vigna. (Urbino 29-5-2013)

Puglisi, sacerdote e martire, ucciso dalla mafia nel 1993. Don Puglisi è stato un sacerdote esemplare, dedito specialmente alla pastorale giovanile. Educando i ragazzi secondo il Vangelo li sottraeva alla malavita, e così questa ha cercato di sconfiggerlo uccidendolo. In realtà, però, è lui che ha vinto, con Cristo Risorto. Io penso a tanti dolori di uomini e donne, anche di bambini, che sono sfruttati da tante mafie, che li sfruttano facendo fare loro un lavoro che li rende schiavi, con la prostituzione, con tante pressioni sociali. Dietro a questi sfruttamenti, dietro a queste schiavitù, ci sono mafie. Preghiamo il Signore perché converta il cuore di queste persone. Non possono fare questo! Non possono fare di noi, fratelli, schiavi! Dobbiamo pregare il Signore! Preghiamo perché questi mafiosi e queste mafiose si convertano a Dio e lodiamo Dio per la luminosa testimonianza di don Giuseppe Puglisi, e facciamo tesoro del suo esempio!». Con queste parole tanto semplici, quanto ricche di forza spirituale, il Papa ha saputo ricordare il tratto peculiare di don Pino: un sacerdote fedele, educatore appassionato dei giovani, che aveva fatto del Vangelo non solo il suo codice di vita, ma anche la fonte a cui attingere costantemente per la formazione dei suoi ragazzi. Proprio così il suo martirio, voluto dalla barbarie mafiosa che evidentemente si sentiva minacciata dalla forza della verità e dell’amore che quel prete irradiava, diventa una prova eloquente di come il male possa essere combattuto e vinto unicamente dal bene. Alla violenza don Pino rispondeva con la mitezza e il perdono; alla paura con il coraggio della carità; al mondo in sfacelo della logica mafiosa, con l’annuncio innamorato di Cristo a tutti e specialmente ai giovani, alba di un nuovo domani. Si comprende qui chiaramente

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qual è il primo, straordinario apporto che i credenti possono dare a un’Italia migliore: la luce del Vangelo, la sua forza trasformante e la testimonianza credibile di essa nel quotidiano esercizio della carità. È su questo che don Puglisi aveva scommesso tutto, già nei trentatré anni del suo ministero sacerdotale precedente ai tre spesi nel quartiere Brancaccio di Palermo, nei quali aveva semplicemente mostrato la ricaduta di una vita consacrata al Vangelo su un mondo che della forza aveva fatto la sua legge, calpestando la dignità dell’essere umano immagine di Dio.

L’INSONNE RICERCA FILOSOFICA Diversa e complementare è stata la testimonianza di don Italo Mancini: docente universitario, pensatore rigoroso e scrittore fecondo, ricordato in questi giorni in un significativo convegno nella sua Urbino, aveva attinto alla fede in Cristo la luce e la passione per un compito esigente. Nella fatica dei tempi che gli furono dati di vivere - quelli delle contrapposizioni ideologiche e della guerra fredda - egli aveva saputo testimoniare l’insonne ricerca di un pensiero mai pago di soluzioni scontate o tranquillizzanti. La fatica della mediazione fra gli irriducibili - l’essere e il nulla, Dio e l’uomo, la ragione e la fede, il bene e il male -, ricevuta come eredità dal suo maestro Gustavo Bontadini, era sfociata in lui nell’accettazione sempre più consapevole della loro compresenza, in una sorta di esplicito consenso all’inseparabilità dell’uno dall’altro. Era questo in realtà il risultato del primato attribuito al “riconoscimento” dell’altro rispetto a ogni presunzione assoluta dell’io: ascoltare l’altro e proporre la propria idea nell’impegno di servire la verità, che tutti ci trascende, fu

lo stile di innumerevoli dialoghi, teorici ed esistenziali, portati avanti da don Italo nell’intenso cammino dei suoi anni. Proprio così, egli seppe fecondare di Vangelo interi orizzonti di pensiero, suscitando domande e accendendo luci lì dove il pregiudizio e la chiusura avrebbero lasciato ciascuno prigioniero della propria solitudine. Ricordo ancora uno dei nostri dialoghi pubblici, svoltosi alla fine degli anni ottanta davanti a centinaia di giovani, che ci ascoltavano con passione e amore nella città di Francesco, il “poverello” trasparente d’Eterno. In quell’occasione, don Italo seppe tessere la trama incantata di un ideale percorso lungo le vie della trasparenza, che andavano dall’«impossibile trasparenza» della verità ideologica imposta dai totalitarismi novecenteschi, alla «trasparenza possibile» dell’onesta ricerca del cuore, fino alla «trasparenza donata» della vita toccata dalla Grazia e aperta al dono di Dio e di sé. È la trasparenza di cui avremmo bisogno più che mai oggi, per dialogare fra storie ed eredità diverse al servizio del bene comune. Su questo compito di costruttori di ponti di dialogo, vissuti nella verità e nella carità, ritengo che dovrà misurarsi anche oggi l’apporto dei cattolici alla rinascita dell’Italia di tutti. A ricordarcelo è anche il cinquantesimo dalla morte di Giovanni XXIII, il Papa del dialogo, che sul ponte dell’amicizia offerta a tutti seppe proporre alla Chiesa e al mondo in modo rinnovato, tanto umile, quanto attento e credibile, il dono del Vangelo, come acqua viva da offrire a chiunque voglia attingerla alla fontana del villaggio, che deve essere la comunità dei credenti raccolta intorno ai suoi pastori in mezzo alla sua gente. *Arcivescovo di Chieti-Vasto

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23 giugno 2013

CONVENTO FRATI MINORI - PESARO - 25 GIUGNO 2013

Un capolavoro restaurato

P

resentazione al pubblico, alle ore 17,00, del dipinto raffigurante la Madonna,, con Bambino, San Pietro e San Girolamo nella biblioteca del Convento Frati Minori in Via Passeri 98, Pesaro. Seguirà lo svelamento dell’opera, restaurata. con il contributo della Banca Popolare Valconca, nella Chiesa Monumentale di San Giovanni Battista e Santa Messa Solenne. In occasione della presentazione dell’Opera restaurata i Frati Minori del San Giovanni B. ringraziano il. P. Stefano Troiani è un frate minore della Marche noto a livello nazionale per essere stato per decenni bibliotecario del comune di Sassoferrato ed animatore del Premio “Gian Battista Salvi”, una delle rassegne di arti visive più importanti in Italia e tra le più longeve e per essere stato uno dei fondatori dell’Istituto Internazionale di Studi Piceni: é il francescano P. Stefano Troiani, studioso di grande cultura e tra gli esperti più accorti nel campo dell’arte sacra, settore nel quale ha promosso numerose

URBINO – Tecniche operative davvero mai viste in una chiesa né tantomeno a Urbino e con ogni probabilità rare persino in Italia: questo è quello che ci spiegano i restauratori Isidoro e Matteo Bacchiocca, responsabili del recupero del gigantesco dipinto normalmente nel transetto sinistro rappresentante San Pietro che battezza in carcere i Santi Processo e Martiniano, di mano di Giuseppe Passeri, pittore romano discepolo di Carlo Maratta attivo tra fine 1600 e inizi ‘700. La tela, di più di 6 metri e mezzo di altezza per 3,5 di larghezza, risultava infatti sì in buono stato, ma comunque bisognosa di tre mirati interventi volti a ripulirla dallo sporco, a ritensionarla meglio al supporto e a risarcire piccole lacune. Qualche mese fa parlammo su queste pagine dell’inizio dell’intervento, di come la tela, giunta con la “sorella” ospitata nel transetto destro a Urbino per volere del Card. Annibale Albani, si trovasse prima a S. Pietro in Roma (da qui il soggetto), nel battistero. Problemi di umidità spinsero a sostituirle con più duraturi mosaici. Ciò non toglie niente alla qualità della mano e dell’opera finale, considerata la committenza papale: basti pensare che il supporto è un unico “lenzuolo” di circa 7 metri per 4 e la rete di pali che lo sostiene è formata da tronchi unici delle medesime dimensioni uniti da incastri che ci sono giunti perfettamente in posizione e che paiono usciti ieri da una moderna segheria. Ora il recupero è giunto alla seconda fase: la tela, come chiunque può vedere entrando in chiesa, è stata trasferita in fondo alla

esposizioni. Nato a Sassoferrato nel 1926, il P. Stefano è stato anche amico e confidente di numeroso grandi maestri dell’arte contemporanea, da Brindisi a Trubbiani, da Mannucci a Bruno D’Arcevia, da Tulli a Piacesi, passando per i grandi futuristi Dottori, Bruschetti, quest’ultimo invitato ad eseguire presso il locale convento “La Pace” la monumentale Resurrezione, forse il suo capolavoro in assoluto e rarissimo esempio di autentica opera d’arte sacra. I Frati del Convento del San Giovanni Battista vogliono ringraziare, attraverso il Prof. Galliano Crinella – Docente universitario in Urbino – il P. Stefano per averci donato la sua collezione di libri d’Arte che rendono la Biblioteca Francescana del San Giovanni Battista, in Via Passeri 98, una prestigiosa realtà culturale che attende la catalogazione per essere a disposizione della nostra città. I Frati Minori di San Giovanni

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LA GRANDE TELA CUSTODITA IN SAN FRANCESCO

Tecniche e curiosità per il restauro del dipinto di Giuseppe Passeri

navata centrale, e circondata da paratie. Dietro queste ultime poi è stata portata anche la rete lignea di sostegno, formando un vero e proprio cantiere aperto dalle

dimensioni ragguardevoli, che a prima vista lascia un po’ sorpresi e fa pensare a un tetto pericolante, ma l’occasione è molto più “lieta” e fortunatamente non riguarda

IL LINGUAGGIO DELLE PIETRE

Elmo “Bibi” Baiocchi

I

l protagonista della storia è Elmo “Bibi” Baiocchi, nato e vissuto a Ginestreto, alle spalle 50 anni di attività come muratore con la passione per la ristrutturazione di vecchi casali. Oggi Bibi si dedica, con un entusiasmo che fa onore ai suoi 80 anni portati con disinvoltura, alla scultura delle pietre che recupera nei campi e che modella con gusto e fantasia, rappresentando esclusivamente soggetti religiosi. “Ho cominciato quasi per caso con una pietra che ritraeva Elisabetta Renzi, la fondatrice delle Maestre Pie dell’Addolorata che hanno un convento proprio a Ginestreto. Per ben due volte avevo ricevuto l’invito a ‘lasciare un segno’ nel giardino dell’istituto e grazie all’interessamento di suor Maria Pia, l’attuale madre superiora, il progetto si è concretizzato”. Bibi ha cominciato a scolpire pietre - ne ha realizzate una cinquantina - in concomitanza con un avvenimento che ritiene ‘portentoso’ e che. contribuito a ravvivare la fede che lo aveva sempre animato. “Ricoverato per un intervento urgente e complicato, ho ringraziato Dio per quello che avevo avuto e, consegnatomi nelle mani del Padre, mi sono sentito tranquillo e al sicuro. Anche la ripresa

post-operatoria è stata quasi miracolosa: dopo pochi giorni, con grande stupore di chi mi stava intorno, ero tornato quello di prima, pieno di energia. Auguro a tutti un’esperienza come la mia”. Il suo ‘ringraziamento’ si è tradotto in un’attività che lo ha portato a disegnare nella pietra ritratti di figure spiritualmente ricche di significato come San Francesco, Papa Woytila, Padre Pio, la Madonna di Lourdes e di Medjugorie. Non poche persone apprezzano il suo lavoro e gli chiedono di scolpire immagini sacre a ricordo di cari defunti o collocano le sue sculture nei giardini delle loro case. “Bibi” dà un’interpretazione precisa della nuova attività che occupa gran parte del suo tempo e che interrompe solo per seguire in televisione la recita del Santo Rosario dal Santuario di Lourdes: “Quello che ho compiuto è un percorso che, partito dal convento delle suore, nei pressi del quale sono nato, mi ha riportato, attraverso la via di una fede rinnovata, alle mie origini più autentiche e all’incontro con il Signore”. Maria Rita Tonti

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Nella foto: Elmo “Bibi” Baiocchi al lavoro

la struttura della chiesa, ma uno dei suoi più importanti arredi. Isidoro Bacchiocca ci rivela che l’unica parte consumata della tela è il contorno, quello fortunatamente non dipinto, che dovrebbe girare attorno al sostegno per poi esservi inchiodato. Verrà dunque aggiunta una “striscia” di simile tessuto che avvolgerà i pali finché una serie di molle sostituirà i chiodi nell’azione di tensionamento, risultando molto più efficienti e duraturi. Un altro segreto del restauro, che differenzia questo dipinto dal precedente, già ripulito anni fa, sono due piccoli tagli che il quadro ha subito nella sua metà inferiore: forse (e qui si scende nella storia della tela) qualche candelabro caduto accidentalmente, o un oggetto appoggiato incautamente durante precedenti lavori alle pareti o allo stesso dipinto hanno provocato le lesioni. In ogni caso verranno risarciti e i lembi avvicinati da una toppa posizionata all’interno. Tra qualche mese la ricollocazione sull’altare, e finalmente godremo di nuovo dei colori settecenteschi che illuminavano la chiesa di S. Francesco ai tempi degli Albani. Giovanni Volponi

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Conservatorio “ Rossini” Concerti Finali 2013 Mercoledì 19 giugno, ore 21 Musiche di Rossini, RotaMangani, Mangani, Holst, de Haan, Verdi, Wagner Sabato 22 giugno, ore 17 Giovani in concerto Musiche di Schinstine, Piazzolla, Debussy, Kacaturjan, CastelnuovoTedesco, Chopin, Accolay, Händel, Mascitti, F. Strauss, Cajkovskij, Vinciguerra, Liszt, Rachmaninov, Creston Lunedì 24 giugno, ore 21 Musiche di Brouwer, Gombau, Ponce, de Falla, Longo, Cajkovskij, Kacaturjan Mercoledì 26 giugno, ore 21 Musiche di Dowland, Froberger, Bach, Quantz, Banchieri, Tudino, Arcadelt, Passereau, Morley, Donato, Attaignant, Festa, Monteverdi, Certon Venerdì 28 giugno, ore 21 Musiche di Beethoven, Mendelssohn

Lunedì 1 luglio, ore 21 Musiche di CastelnuovoTedesco, Domeniconi, Britten, Williams, Andres, ter Veldhuis, Bédard, Molinelli, Glass Mercoledì 3 luglio, ore 21 Musiche di Alain, Messiaen, Hasselmans, Poulenc, Ibert, Debussy, Enescu, Dukas, Jolivet, Paurice Venerdì 5 luglio, ore 21 Musiche di Chopin, AlabievLiszt, Liszt, Scriabin Lunedì 8 luglio, ore 21 Musiche di Sor, Boehm, Kalliwoda, Doppler, Dvorák, Schumann, Brahms, Neuling, Hindemith Mercoledì 10 luglio, ore 21 Musiche di Rossini, Donizetti, Vivaldi, Mozart, Bizet, Puccini, Massenet, Delibes, Debussy, Verdi Sabato 13 luglio, ore 21 Concerto finale dei solisti e dell’orchestra del Conservatorio Musiche di Mozart, Schubert


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23 giugno 2013

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FESTIVAL DI MUSICA ANTICA IN COLLINE E CASTELLI

Musicae amoeni loci G

iunta felicemente a celebrare la decima edizione, la rassegna MUSICAE AMOENI LOCI ritorna nuovamente quest’anno e vuole ribadire e accentuare la sua vocazione: il collegamento stretto col territorio inteso non solo come luogo geografico, ma come connubio tra natura e cultura, tra storia e attualità, tra musica e letteratura, tra passato e presente. Il ‘fil rouge’ che lega gli appuntamenti della decima edizione del festival di musica antica Musicae Amoeni Loci prende spunto da una data di 500 anni fa quando, all’inizio del 1513 accadono due eventi molto importanti per i borghi di questi territori. Il primo riguarda uno dei letterati più celebri del Rinascimento, Baldesar Castiglione, investito in quell’anno della contea di Novilara dal duca di Urbino Francesco Maria Della Rovere. Il secondo riguarda invece il territorio dell’intero ducato, luogo per quasi quattro anni di una delle guerre più inutili e sanguinose di quello scorcio di secolo, tra i Della Rovere e i Medici. L’inaugurazione avverrà sabato 22 giugno alle ore 19.30 al Castello di Frontone: con FANO - Si è svolto sabato 1 giugno nella sala polivalente Falcineto Park il convegno sul tema “sport e integrazione”. La conferenza – dibattito, organizzata dai giovani sostenitori della polisportiva Passepartout, Enrico Tamanti, neoallenatore di pallavolo, e Cristina Fiorani, coadiuvati da Umberto Battista, Andrea Farnese, Paolo Palazzi e Mario Buonvino, con il supporto della dirigenza dell’ADP Arzilla Calcio, ha visto la partecipazione di circa 700 persone, segno di una collettività attiva e sensibile nei confronti di temi così importanti. Tra gli ospiti, significativa la presenza dell’Amministrazione comunale di Pesaro, col sindaco Luca Ceriscioli, dell’Amministrazione provinciale con l’assessore allo sport Massimo Seri e dell’Amministrazione comunale di Fano con gli assessori Franco Mancinelli, Riccardo Severi e Luca Serfilippi. Intervenuti anche Paolo Cellini presidente regionale della FIGC, il coordinatore provinciale FIGC Sauro Saudelli e il presidente provinciale dell’AIAC Paolo Muratori. Il moderatore del convegno Umberto Battista ha voluto sottolineare il ruolo fondamentale e strategico dello sport, al fine di facilitare l’integrazione nella società relativamente a genti di origine straniera e per sostenere il dialogo interculturale. Sono seguite le relazioni. In primis, Anita Manti dell’associazione L’africa Chiama, che ha voluto enfatizzare, mediante anche delle immagini significative, l’importanza e la valenza del progetto “Special Children”

una “avventura musicale”, che prende il via nella rocca medievale e prosegue con un itinerario notturno alla luce delle torce ardenti verso il suggestivo poggio traforato, realizzato in collaborazione con il gruppo escursionistico “La Cordata” e nel quale il Coro Polifonico Jubilate di Candelara e l’Accademia dei musici “Francesco Petrarca” proporranno musiche medievali tratte da Carmina Burana, Llibre Vermell De Monserat, Cantigas De Sancta Maria. Dopo il primo appuntamento con la Guerra di Urbino sabato 29 giugno al Castello di Gradara, sabato 6 luglio, presso la suggestiva Fonte dei poeti di Sant’Angelo in Lizzola, il gruppo Sensus ci proporrà “Aman Sepharad”, un incontro vocale e strumentale con la melanconia dell’antica musica sefardita delle comunità ebraiche del Mediterraneo. Ancora la Guerra di Urbino, sabato 13 luglio, a Mombaroccio poi, sabato 19 luglio e domenica 20 luglio, al Castello di Candelara avverrà la rievocazione storica del banchetto di Federico Barbarossa, rifugiato a Candelara dopo la sconfitta a Legnano. Qui il Coro Polifonico Jubilate di Candelara e un Ensemble Medievale

animeranno la cena. Sempre a Candelara, domenica 28 luglio, nella Pieve di Santo Stefano, uno straordinario appuntamento di musica sacra, che affianca due capolavori della musica barocca tedesca: la cantata “Le Sette Parole di Gesù Cristo in Croce” di Heinrich Schutz e l’ “Actus Tragicus” di Johann Sebastian Bach, interpretati da Floriana Fornelli - soprano, Arianna Lanci - mezzosoprano, Giovanni Cantarini - tenore, Mauro Borgioni – basso affiancati dal Coro Polifonico Jubilate di Candelara e da Les Musiciens, tutti sotto la guida di Willem Peerik. Ultima puntata della Guerra di Urbino a Novilara sabato 2 agosto con la presenza dell’ensemble Le Stranie Voci e le musiche di Josquin des Prez prima di tornare nuovamente a Pesaro, nel cortile di Palazzo Mazzolari, con due appuntamenti del festival dedicati specificamente ai piccoli ascoltatori e organizzati con la collaborazione di Assiemi (Associazione Italiana Educazione Musicale Per L’infanzia) di Bologna e l’Associazione musicale InMusica di Pesaro. Due celebri favole verranno narrate da

Willem Peerik, che si accompagnerà al clavicembalo, e illustrate dalle meraviglie della sand-art (immagini realizzate dal vivo nella sabbia e proiettate su un grande schermo) di Massimo Ottoni. Giovedì 15 agosto il nostro ‘Nonno Cembalo’ racconterà la storia del Musicanti di Brema, mentre domenica 18 agosto sarà la volta dell’Usignolo dell’Imperatore della Cina. Ogni appuntamento si concluderà con la possibilità di degustare di prodotti tipici locali.

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Un convegno per parlare di sport e integrazione

nell’integrazione dei bambini di strada di Nairobi attraverso il gioco del calcio. Poi l’intervento di Andrea Ceccarelli, presidente di Gerico, che ha mandato un messaggio

I DIPINTI MURALI DELL’ISTITUO ARSENI

PERGOLA – Giovedì 13 giugno, presenti S.E. Mons. Armando Trasarti, il Vicesindaco di Pergola Marta Oradei, l’amministratore dell’Istituto Arseni don Sesto Biondi, il Dott. Claudio Maggini ispettore di zona della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici di Urbino, i collaboratori diocesani Massimo Bonifazi (Beni Archivistici) e Guido Ugolini (Beni Culturali), si è inaugurato il restauro dei dipinti murali che, nelle lunette del soffitto di una bella sala dell’Istituto Arseni, raffigurano le storie parallele di San Francesco e Sant’Antonio da Padova.

IL NUOVO AMICO È nelLE EDICOLE DI fano • ferlito giuseppe v. le XII Settembre 1 • A.F. News s.n.c. p.za Amiani • Edicola di Simona Garoffolo v. Nolfi • Rivendita Giornali e riviste di Palazzi Augusto v. Roma 8/a

fanno le cooperative sociali. Giandomenico Papa, dirigente legale del Politecnico delle Marche, ha rilevato l’importanza di un’etica dell’amicizia e della mutua prosperità, principi cardine del judo fondato da Jigoro Kano, un mezzo pedagogico apprezzabile nello sviluppo di una società radicata nel rispetto dell’individuo e sul valore della collettività. Fathi Hassan, pittore egiziano e primo artista africano ad aver esposto alla biennale di Venezia, ha incantato la platea descrivendo le difficoltà che le persone di colore incontrano allontanandosi dalla propria terra; ha provocato, giocando sul suo ruolo di pittore e quindi di esperto di colori, per dire che tutti siamo uomini di colore. L’intervento conclusivo è stato di Roberto Grelloni, presidente ANPIS (Associazione Nazionale Polisportive per l’Integrazione Sociale), il quale ha ribadito la visione di uno sport inteso come mezzo per raggiungere obbiettivi ben più grandi di quelli di una semplice vittoria in campo - a vincere sono sempre quelli che partecipano, portando quel contributo essenziale proprio che è dato dalla diversità.

alle autorità presenti, sottolineando il fatto che occorre far crescere la comunità anche attraverso l’impiego di ragazzi con storie di disagio mentale e non, come

Unanime l’apprezzamento per l’ottimo lavoro eseguito dalla restauratrice pergolese, ma residente a Pesaro, Donatella Renzaglia. I vari interventi hanno evidenziato la necessità e la bellezza del recupero di ciò che è parte integrante della nostra storia, della nostra cultura e quindi di noi stessi. Hanno altresì evidenziato, leitmotiv divenuto ormai una costante, le difficoltà sempre connesse ad operazioni di qualche impegno economico. I dipinti, recuperati nella loro quasi totalità, consentono di essere nuovamente goduti nella piacevolezza e arguzia di ciò che raccontano e di travalicare il dato immediato proponendo, grazie anche a talune didascalie conservatesi, di raggiungere l’insegnamento più vero da essi sotteso.

IL NUOVO AMICO È IN TUTTE LE EDICOLE DI PESARO

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Le foto di Travaglini

Pesaro - E’ in corso all’Hotel Alexander Museum, la mostra personale di R. Travaglini fotografo pesarese di lunga generazione. Sono fotografie originali, trattate in maniera tecnologica, in cui risaltano il colore, la linea e le sfumature chiaroscurali. Travaglini, figlio d’arte, definisce la sua fotografia “oltre frontiera’’, poiché non rispetta i canoni tradizionali della fotografia classica proveniente dal bianco e nero. Nelle sue fotografie vuole comunque recuperare alcuni valori pittorici, che lui riporta a reminiscenze di Caravaggio e crea paesaggi al confine fra realtà e surrealismo. giugno

FARMACIE DI PESARO TURNO DAl 24 Al 30 gIUgNO 2013 Lunedì

24 Madonna di Loreto V. Ugolini, 1

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giovedì 27 Centro Str.da Adriatica, 48

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Venerdì 28 Pantano V. Dandolo, 6

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Sabato

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Mare - V.le Fiume, 95

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domenica 30 Madonna di Loreto V. Ugolini, 1

0721-390645

24 h

Mare - V.le Fiume, 95

0721-69083

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29 San SaLVatore L.go Aldo Moro, 1

INFORMAzIONI UTIlI Il turno 24 h va dalle ore 8,30 alle ore 8,30 del giorno successivo. Il turno AUSILIARIO nei giorni feriali va dalle ore 15.30-19.30. Il turno AUSILIARIO nei giorni festivi effettua orario di normale apertura.

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23x giugno 2013

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Urbino Urbania Sant’Angelo in Vado DUE GIORNATE DI SOLE NEL CUORE

S. ANGELO IN VADO. Il 19 Maggio, durante la Messa per la solennità della Pentecoste, 32 bambini hanno vissuto momenti di grande emozione e ricevuto per la prima volta il Corpo di Cristo. Momento gioioso e debitamente preparato con cura e dedizione durante l’anno dalle catechiste Barbara Cottini e Romina Rossi e dagli appuntamenti che lo hanno preceduto: il ritiro sabato mattina in oratorio e le confessioni nel pomeriggio. È stato bello vedere questi nostri il momento dell’Eucaristia, a cui i bambini vestiti con le loro tuniche bambini si sono preparati dispobianche e con al collo il crocefisso nendosi in fila, come in un cammidi legno ricevuto precedentemente no verso il “Pane disceso dal Cielo, nell’anno passato durante la Prima che ha in sé ogni dolcezza”. Confessione, ma soprattutto è sta- Domenica 26 maggio poi, nel to emozionante vederli composti giorno della Santissima Trinità, la e partecipi durante tutta la santa comunità parrocchiale di Sant’Anmessa, consci che il momento che gelo in Vado ha vissuto un altro andavano a vivere sarebbe stato momento di grande fede e gioia: il uno dei momenti più importanti Sacramento della confermazione, della loro vita, per la loro crescita 25 ragazzi hanno ricevuto la crecristiana all’interno della comuni- sima per l’imposizione delle mani tà. La Messa è stata celebrata dal dell’arcivescovo, mons. Giovanni Parroco, mons. Davide Tonti, con Tani. Il dono dello Spirito Santo don Cristoforo Amati e don Mi- apre i ragazzi a quella coscienza di chele Mezdrea; l’omelia ha chiari- gratuità nel donarsi, insegnando ficato ai bambini che, ricevendo la loro a non chiedere solamente, ma comunione, mangiando il Pane di anche ad offrire se stessi, sull’esemVita, Gesù abiterà in loro e li farà pio di Cristo. La giornata un po’ come Lui. Il dono di ricevere Gesù grigia e fredda è stata illuminata richiede a tutti di irradiare la luce dai giovani che, nonostante la loro di Cristo, la sua gioia, il suo amo- emozione, hanno risposto con un re. Al centro della solennità è stato “Eccomi!” deciso alla chiamata del

Comunioni e Cresime a Sant’Angelo in Vado

parroco, L’Arcivescovo nell’omelia ha ricordato che la cresima non conclude un cammino, ma è invece la partenza per quella che sarà la vita autentica, vissuta nel donarsi agli altri, nella sequela di quel Gesù che ha donato se stesso. La fede ricevuta nel Battesimo, desiderata dai genitori, ora viene accolta responsabilmente dai ragazzi, non come un segno esteriore, ma come un percorso, che necessita di essere continuamente confermato. Il cammino di fede dei giovani, così difficile e con tanti stimoli contrari alla sequela di Gesù, comporta una maturità che permette a ciascun ragazzo di scegliere, sentendo la comunità parrocchiale, come una cosa propria e inserendosi a pieno titolo in essa. L’accoglienza dei giovani non può essere demandata ad un ente esterno, ma è responsabilità di tutti: catechisti, educatori, animatori e dell’Oratorio. Gli adul-

EVENTI DELLA TRADIZIONE CRISTIANA

Un pellegrinaggio che fa riflettere URBINO. È con questo titolo che si è svolta la trentacinquesima edizione del pellegrinaggio Macerata-Loreto. Circa 100.000 persone di ogni età provenienti da tutta Italia e anche da località straniere sono accorse, sabato 8 giugno 2013, a Macerata per compiere un gesto che è tra i più rilevanti della tradizione cristiana. Il pellegrinaggio che si snoda ritmato dalla preghiera, dal canto, dal silenzio, un cammino compiuto non individualmente ma insieme, dove la fatica è sostenuta e le difficoltà superate dall’aiuto reciproco, esprime con straordinaria evidenza il

cammino di fede, il percorso del cristiano, l’itinerario, in fondo, di ogni uomo. «È questa circostanza» ha scritto Carron, presidente di Comunione e Liberazione, nel suo messaggio ai pellegrini«che mette davanti ai nostri occhi la domanda da portare lungo il cammino: chiedere la fede in Gesù Cristo». Questo anno poi è stato allietato da un fatto straordinario: la telefonata di Papa Francesco immediatamente prima della celebrazione che segna l’inizio del pellegrinaggio. Un’autentica sorpresa. Emozionatissimo il vescovo di Fabriano, mons. Giancarlo

Vecerrica promotore del gesto che ha conversato col Papa. «Lei come sta? – ha esordito - con la sua nota naturalezza il Sommo Pontefice che ha poi esortato tutti ad una fede che non sia un presupposto ovvio, ma un’esperienza reale, l’esperienza di una Presenza affascinante. «Siate aperti alle sorprese di Gesù» ha esortato «Non lasciatevi rubare le speranza» ha ancora ripetuto. Ha quindi vivamente sollecitato a fare gli auguri al cardinale Marc Ouellet, celebrante della S. Messa, ricordando l’odierna ricorrenza del suo compleanno. Il cardina-

le, nell’omelia, ha evidenziato, richiamando le letture della messa, il valore di implorazione del pellegrinaggio, oltre a quello di solidarietà e di testimonianza. Era presente alla celebrazione anche l’arcivescovo di Urbino monsignor Giovanni Tani; vari pullman sono partiti dalla nostra città e, nel nutrito gruppo di urbinati, alcuni ministri dell’eucarestia hanno prestato durante la messa il loro prezioso servizio. Il cammino a piedi da Macerata a Loreto nasce nel 1978 per iniziativa di un insegnante di religione di Macerata (ora vescovo di Fabria-

ti devono impegnarsi affinché la comunità credente ed educante si coinvolga nelle esigenze del mondo giovanile che necessita di spazi e di compagnia per poter crescere con i valori cristiani, per affrontare i problemi e le gioie della vita. La comunità deve essere disponibile ad accompagnare i ragazzi in questo cammino, che necessita dell’esempio di coloro che vivono la gioia della testimonianza e l’entusiasmo della fede. Alle celebrazioni, coordinate dalle catechiste e da Suor Silvana, animate dal coro della parrocchia, hanno partecipato, uniti nella preghiera, i genitori e moltissimi fedeli. Al termine, consueto per i vadesi, non poteva mancare l’affidamento dei nostri ragazzi alla Vergine Santissima nella cappella della Madonna del Pianto. Patrizia e Romina © riproduzione riservata

no) che lo propone agli studenti come gesto di ringraziamento alla Madonna al termine dell’anno scolastico. Nel 1978 parteciparono poco più di trecento persone, negli anni successivi si assiste ad un eccezionale aumento fino a superare 90.000 nelle ultime edizioni. Metà circa dei pellegrini proviene dalle Marche, i restanti da tutta Italia e anche da diverse parti d’Europa; molti sono anche i volontari che contribuiscono all’organizzazione. Il pellegrinaggio il cui percorso riprende un cammino mariano di antichissima tradizione e si snoda per circa 28 chilometri, inizia la sera del sabato immediatamente seguente la fine delle lezioni scolastiche. Maria Laura Fraternali © riproduzione riservata

URBINO CELEBRA I 110 ANNI DI FONDAZIONE DELL’UNITALSI

Le reliquie di Santa Bernadette all’Annunziata URBINO. Lunedì 24 giugno saranno esposte presso la chiesa parrocchiale della ss. Annunziata di Urbino, provenienti da Lourdes, le reliquie di santa Bernadette Soubirous, la grande mistica francese, testimone delle apparizioni

mariane avvenute nella grotta di Massabielle. Questo evento, organizzato dalla sezione urbinate dell’Unitalsi, si colloca nell’alveo delle celebrazioni per il 110° anniversario di fondazione dell’Associazione. Questo il programma: alle 10 accoglienza delle reliquie e recita del rosario; alle 11 santa messa; alle 16 adorazione eucaristica; alle 17 santo rosario guidato dall’Unitalsi con la partecipazione di gruppi e associazioni della diocesi; alle 18,30 santa messa ed, alle 21 veglia di preghiera.

Santa Bernadette Soubirous (Lourdes, 7 gennaio 1844 – Nevers, 16 aprile 1879) è conosciuta per le 15 apparizioni mariane, avvenute tra l’11 febbraio ed il 16 luglio 1858, alle quali riferì di aver assistito in una grotta del suo paese natale (Grotta di Massabielle). La visione dell’allora quattordicenne Bernadette di “signora vestita di bianco”, divenuta nota poi come Nostra Signora di Lourdes, viene correlata a prodigi dichiarati non spiegabili scientificamente da una Commissione

medica appositamente istituita dall’amministrazione del Santuario. Nel 1868, all’età di 22 anni, si ritirò nel convento delle Suore della Carità di Nevers. Trascorse lì gli ultimi anni della sua breve esistenza, lavorando come assistente nell’infermeria e poi come sacrestana, creando inoltre ricami per abiti d’altare e vesti. Aveva seguito lo sviluppo di Lourdes come santuario per pellegrinaggi mentre viveva lì, ma non fu presente per la consacrazione della basilica sullo stesso luogo, nel

1876. Morì all’età di soli 35 anni, il 16 aprile 1879. Dopo la sepoltura il corpo venne esumato il 22 settembre 1909 e apparve inesplicabilmente incorrotto. Altre esumazioni avvennero il 3 aprile 1919 e nel 1925, e il corpo non mostrava segni di corruzione. Dal 1925 il corpo intatto di Bernadette è esposto alla devozione dei fedeli. Bernadette è stata beatificata nel 1925 e canonizzata nel 1933 durante il pontificato di Pio XI. Don Andreas Fassa © riproduzione riservata

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«Il Nuovo Amico» n. 25 del 23 giugno 2013  

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