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il amico nuovo •

settimanalE d’informazione diocesi di: pesaro •  fano • urbino

fondato nel 1903

COPIA OMAGGIO

2 giugno 2013 • Anno 110 • N. 22 • Spedizione in abb. post. D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27.02.2004 N. 46) Art. 1, Comma 1, DCB Pesaro • facebook.com/ilnuovoamico € 1,00

pesaro

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fano

“Credere non credere” a Santa Veneranda

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urbino

Speciale festa della famiglia

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quadrante

Festa del S. Cuore a Ca’ Staccolo

editoriale

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Si presenta il libro di Matteo Donati

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PROGETTO DEL LICEO economico-sociale DI FANO SU LEGALITA’ E DETENZIONE

Prete di strada

pagine 11/14

Q

uella scelta preferenziale che sempre alla carità della Chiesa s’impone non ha dimenticato Paolo VI di ricordarla ai nostri vescovi marchigiani ‘ad limina’ nell’aprile del 1977. “Sappiate valervi del contributo dei laici, sappiate farveli discepoli e amici, preferite tra loro i poveri, gli ammalati, gli emarginati” cui Gaetano Michetti, vescovo di allora, aggiunge “anche la nostra comunità diocesana ha fatto questa scelta” e tra questi ultimi anche gli operai. Ecco l’occasione che mi spinge a proporre ai lettori la figura di don Andrea Gallo, un sacerdote scomodo, che ha fatto la scelta degli ultimi, sine glossa. La difficoltà di raccontarlo la dice lunga circa il modo radicale ebbe il contesto sociale e religioso nel quale la scelta è caduta la sua singolare testimonianza. Per questo mi avvalgo di quanti l’hanno conosciuto e autorevolmente detto. Per il suo vescovo Cardinal Bagnasco “ha cercato di lenire i dolori di chi incontrava con l’olio della consolazione e il vino della fiducia, ridonando speranza per guardare al domani”. Nella circostanza del funerale nella chiesa di Nostra Signora del Carmine, Bagnasco nell’omelia “cominciò quasi alla spicciolata aprendo la porta a chi bussava e cercava calore e con il passar del tempo da iniziale ricovero diventò un abbraccio fecondo di chi si sentiva o appariva ai margini, forse senza nome. Don Andrea sapeva che quella era una sua risposta e non pretendeva che fosse di tutti, perché la fantasia del bene è grande ed è percorsa con generoso sacrificio da molti”. L’omelia venne interrotta dal canto di ‘Bella ciao’ e provocò l’intervento della segretaria della comunità di S. Benedetto, Lilli, “ragazzi, voi così non rispettate la memoria e l’insegnamento di Andrea. Lui credeva nella Chiesa, ne aveva un rispetto profondo. E aveva un profondo rispetto per il suo vescovo. Impariamo ad ascoltare tutte le voci come lui ha ascoltato noi”. Per don Ciotti “don Gallo era innamorato di Dio e dei poveri…” parlando del Conclave, diceva che non bisognerebbe dire extra omnes ma dentro tutti: gay, lesbiche, divorziati” quasi per mettere le mani avanti contro possibili strumentalizzazioni. Moni Ovadia, ebreo e agnostico’ ha affermato “attenti a non dualizzare don Gallo perché è sempre stato prima di tutto un prete. Don Andrea – ha sottolineato – parlava sempre della ‘mia Chiesa’. Lui era prima di tutto un sacerdote e uomo di chiesa, e, in quanto tale, poteva anche prendersi la libertà di contestarne alcuni aspetti, ma sempre dall’interno”. Era capace di porre segni eclatanti, magari fingersi eretico, (Samaritano), pur di accoglierli, se non venivano al San Benedetto,www.arpaitalia.com egli, prete di strada, andava a cercarli. Un’immagine come questa in un contesto sociale e culturale come il nostro, non poteva non essere non essere usato politicamente, specie da una sinistra–dabbene e da cattolici–bene. In una Chiesa come la sua, con un Concilio alle spalle, e un Papa Giovanni XXIII che diceva di odiare il peccato e di amare il peccatore, e un Pontefice attuale che sceglie di chiamarsi Francesco e le periferie come luogo privilegiato dell’evangelizzazione e che scende dall’auto per abbracciare un ultimo, don Gallo, il prete di strada, non poteva non trovarsi a suo agio. Raffaele Mazzoli

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Il “Nolfi” nella redazione del carcere La vignetta della settimana Ius Il ministro Kienge consegna L’arte dell’accoglienza gli attestati di cittadinanza Teatro Rossini di Pesaro gremito lo scorso 28 maggio per la cerimonia di consegna degli attestati di cittadinanza italiana onoraria a un’ottantina di studenti stranieri nati nel nostro Paese. Pag 8

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CHIESA E MONDO

2 giugno 2013

L A PAROLA DI DIO SS. Sangue e Corpo di Cristo Anno C

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a prima lettura (Gen 14,18-20) si rifà ad un inedito sacrificio fatto da Melchisedek, re e sacerdote di Salem (la futura Gerusalemme). Invece di offrire il sacrificio al Dio Altissimo, il sangue e la vita di un animale, offre pane e vino e stringe un’alleanza con Abramo e la sua tribù, sigillandola con un banchetto. Intorno a questo episodio si snoda nei secoli una lenta rivelazione del Signore che lo farà apparire profetico di un altro banchetto, quello di Gesù sul prato quando moltiplicò i pani per tutti (Vangelo Lc 9,11-17). E questa moltiplicazione dei pani, a sua volta, non fu soltanto un gesto di compassione di Gesù verso la folla, ma fu anche un gesto profetico dell’istituzione dell’Eucaristia (1 Cor 11,23-26). La festa di oggi celebra proprio l’istituzione dell’Eucaristia, con la quale il Signore si fa presente nei secoli a noi, come nostro cibo e nostro amore. “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui” (Gv 6,56). L’abitudine all’Eucaristia può attenuare la strabiliante meraviglia di ciò che ha fatto per noi il Signore Gesù: “Io sono il pane

Per la vita del mondo

vivo disceso dal cielo” (Gv 6,41b), “Io sono il pane della vita” (Gv 6,35a); Il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo” (Gv 6,51c). Meditatio - “Prese… recitò la benedizione… spezzò… dava…” (Lc 9,16). Coloro che non spezzano il pane (e il resto) agli altri, non celebrano l’Eucaristia, anche se vanno a Messa e fanno la comunione. Messaggio coinvolgente di questa festa. Gesù dentro di noi, dono meraviglioso, ricevuto spesso, anche tutti i giorni, in un rapporto intimo di amore fortificante, aiuta e spinge ad essere anche noi dono per gli altri, in una pratica di servizio, di fraternità, di perdono. - Il gesto del pane e del vino, le parole di commento, tutto converge nell’indicare la via di Gesù come una vita donata. Il gesto eucaristico svela la “verità” di Gesù, cioè quella tensione interiore che ha guidato la sua vita fin dall’inizio. Nell’amore di Gesù non ci sono esclusi o emarginati, non ci sono i primi e gli ultimi. Nell’Eucaristia bisogna scorgere e celebrare quel Dio che in Gesù si è manifestato come condivisione, amore e servizio.

- Il corpo dato e il sangue versato sono l’espressione di una vita donata, non una volta, ma ogni giorno, spesa nel servizio dell’altro e nella testimonianza resa al Signore. L’Eucaristia impegna a costruire relazioni di comunione, anche se questo costa sangue, e farci carico dell’altro nella sua concretezza. - La processione: Gesù non può restare chiuso nei tabernacoli discosto da noi, ma in mezzo a noi, nella vita e nelle occupazioni di ogni giorno. Il nostro mondo, le nostre esistenze devono diventare il suo tempio. Oratio O Signore, vogliamo mostrarti come messaggio che fa piegare le ginocchia anche agli uomini più orgogliosi, che asciuga le lacrime delle anime fiaccate, che sostiene il cammino dei cuori fragili. Sei tu quello che di più bello, infinito, tenero, amoroso possiamo mostrare: Sei tu, Cristo-Eucaristia Armando Trasarti, Vescovo di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola © RIPRODUZIONE RISERVATA

PAPA FRANCESCO CON 16 PICCOLI PER LA PRIMA COMUNIONE

‘’Il Papa sta in Vaticano Il vescovo è qui con voi’’ F

rancesco, di prima mattina, nella parrocchia dei Santi Elisabetta e Zaccaria a Prima Porta. L’omelia a braccio e le mille sorprese con i bambini dai quali al termine della messa si è fatto ‘’benedire’’

Un raggio di sole si è affacciato nell’area nord di Roma, dopo una notte di pioggia, quando poco dopo le 8,30, a sorpresa, nell’area antistante alla parrocchia romana dei Santi Elisabetta e Zaccaria a Prima Porta è atterrato l’elicottero che ha portato un’ospite d’eccezione: Papa Francesco. Certo, oggi la sua visita era prevista. Anzi, quella di oggi è stata la sua prima visita ad una parrocchia romana. Quello che non era previsto era l’orario dell’arrivo, così presto. Possiamo immaginare con quanta attesa, non solo i fedeli, ma lo stesso Francesco stamattina abbia assaporato l’idea di questo incontro tra di lui, vescovo di Roma, e i fedeli. Anche a Buenos Aires l’allora cardinal Bergoglio amava molto andare nelle parrocchie, dove riusciva a creare un rapporto speciale con le persone. Così è stato anche in questa parrocchia romana, dove il Pontefice ha subito voluto avere un primo contatto con i fedeli, che lo hanno accolto con un lungo applauso e sventolando verso il cielo foulard bianchi e gialli, i colori pontifici. E al vento sventolavano pure le bandiere italiana, argentina e vaticana, mentre le campane suonavano a festa. La messa è stata celebrata all’aperto, ma il Santo Padre

ha avuto tutto il tempo di salutare anche all’interno della chiesa famiglie, ammalati, disabili, collaboratori parrocchiali. Ad ognuno ha dispensato un sorriso, una carezza, una stretta di mano, un bacio.

L A PAROLA DI DIO Santissima Trinità Anno C

Errata corrige – Recuperiamo il commento sulla SS. Trinità omesso nel numero precedente. Ci scusiamo con i lettori. l nostro Dio è Uno, Unico in tre Persone. Tutto ciò che sappiamo del Padre e dello Spirito Santo ce lo ha detto Gesù. Perciò il Dio cristiano è solamente Colui che ci viene manifestato da Gesù non solo con la sua parola ma soprattutto con il suo agire. Il Dio di Gesù è un Dio che si mette alla ricerca dell’uomo perduto. Le parabole della “pecorella smarrita”, della “dramma ritrovata”, del “datore di lavoro buono”, del “fariseo e del pubblicano”, del “figliol prodigo” hanno tutte lo stesso pensiero comune: la bontà di Dio verso i peccatori, gli sventurati e i caduti in miseria è così tanto grande che l’uomo rimane meravigliato e stupito per questo modo di comportarsi di Dio. Gesù si è rivolto al Padre chiamandolo “Abbà”. La parola appartiene alle locuzioni familiari; noi diremmo oggi “papà”. Lo Spirito Santo è il primo dono ai credenti, è il frutto della morte e Risurrezione di Gesù per cui ciò che una volta

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Proverbi 8,22-31. Chi è l’architetto al quale Dio propone di fare insieme l’essere umano e l’intera creazione? E’ il Figlio suo, immagine del Dio invisibile. La realtà viene dal legame intenso e unico tra il Padre e il Figlio: da questa relazione prende forma il tutto, brillando della stessa luce di bellezza e di bontà. Romani 5,1-5. Nel segno della fede il Figlio ci permette di essere in pace con Dio Padre; questo ci rende saldi nella speranza, anche quando le vicende della vita ci mettono di fronte alle tribolazioni. Giovanni 16,12-15. La verità tutta intera di cui parla Gesù non consiste in formule più precise, in concetti o ragionamenti, ma in una sapienza del vivere custodita nella vicenda terrena di Gesù. Una sapienza sulla nascita, sulla

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piccoli è arrivato anche al cuore dei grandi. Al termine della messa il parroco ha annunciato un regalo dei bambini della prima comunione per il Papa: cantargli la benedizione di frate Francesco per invocare la benedizione di Dio su di lui. Il Santo Padre si è subito lasciato circondare dai bambini, chinando il capo, come la sera del 13 marzo, quando, appena eletto Pontefice, chiese ai fedeli riuniti a piazza San Pietro di invocare la benedizione di Dio su di lui. Poi il Papa, raggiante, ha spiegato ai bambini il senso della benedizione: ciascun cristiano può benedire, cioè dire bene dell’altro. E poi ancora il bagno di folla con grandi e piccini che hanno gridato “Gesù, Gesù”, come più volte ha chiesto il Santo Padre quando ha sentito invocare il suo nome. Il giro in jeep piano tra la folla per non tralasciare nessuno e ancora un saluto, prima di salire sull’elicottero che lo ha riportato in Vaticano: “Grazie per l’accoglienza. Sono contento di avere una parrocchia così vivace e con tanti bambini. È una benedizione. Pregate per me”. Questo è Papa Francesco. Lo raccontano, più di tante parole, i visi commossi di bambini, adulti e anziani al termine della visita, in una giornata straordinaria condivisa con il Papa in un clima familiare di festa. Attraverso di lui hanno sentito la carezza di Dio sui loro visi. E la periferia è diventata il centro. Gigliola Alfaro

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Il mistero di Dio: l’Amante, l’Amato, l’Amore

è successo sulla croce, cioè Cristo è morto per i nostri peccati, lo Spirito lo realizzerà in ogni battezzato. La nostra vita spirituale è un rapporto filiale con Dio e, in Dio, un rapporto fraterno con gli altri perché siamo stati battezzati tutti nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Aut. n. 83/85 Trib. di Pesaro IL NUOVO AMICO RISPETTA L’AMBIENTE. STAMPIAMO SOLO SU CARTA RICICLATA.

SETTIMANALE D’INFORMAZIONE DIOCESI DI: PESARO • FANO, FOSSOMBRONE, CAGLI, PERGOLA • URBINO, S. ANGELO IN VADO, URBANIA

Con la gioia sul volto si è anche lasciato abbracciare da un paio di bambini, che si sono stretti a lui, cingendogli la vita. Poi la messa è iniziata con il saluto del parroco, di origini romene, Benoni Ambarus, che ha fatto riferimento alla periferia dove si trova la parrocchia ma in senso positivo. E il Papa ha convenuto: “La realtà si capisce meglio dalle periferie”. Scherzando poi sul fatto che in visita ci fosse “il vescovo” e non il “Papa che è in Vaticano”, Francesco ha anche voluto condividere con i fedeli il 29° anniversario di ordinazione del suo segretario personale, monsignor Alfred Xuareb, invitandoli ad applaudire e a pregare per lui. Così con spontaneità, come si fa in famiglia. Con la stessa spontaneità e semplicità, come fa un buon parroco nella messa dedicata ai bambini, il Papa ha dialogato, al momento dell’omelia, con i 16 piccoli a cui oggi ha amministrato il sacramento dell’Eucaristia e con gli altri 26 che di recente hanno fatto la prima comunione. Facendo domande e incoraggiandoli a rispondere, il Pontefice ha parlato del mistero della Trinità. E parlando ai più

Redazione di Pesaro: Via del Seminario, 4 - 61121 PESARO (PU) Tel. 0721/64052 - Fax 0721/69453 e-mail: pesaro@ilnuovoamico.it Alvaro Coli – Responsabile diocesano.

Redazione di Urbino: Via Beato Mainardo, 4 - 61029 URBINO (PU) Tel. e Fax 0722/378395 e-mail: ilnuovoamico@arcidiocesiurbino.it. Giancarlo Di Ludovico – Responsabile diocesano

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EDITORE: Cooperativa Comunicare - Via del Seminario, 4 - 61121 PESARO (PU). Tel. 0721/64052 - Fax 0721/69453. Amministratore Unico: Marco Farina Presidente Cooperativa Comunicare

vita, sulla morte, sull’amore, su me e sugli altri. Meditatio - Gesù ha svelato il Dio che si chiama Padre, il Dio che accoglie tutti, indistintamente; che perdona in anticipo e senza che nulla venga chiesto; che non gode della sofferenza del giusto ma della gioia del peccatore convertito. - Il suggeritore meraviglioso, lo Spirito, ci insegna il segreto per essere pienamente uomini: in principio a tutto c’è un legame, legame d’amore. L’uomo è relazione oppure non è. L’uomo è essere di desiderio e di ricerca. - Allora capisco perché la solitudine mi pesa tanto e mi fa paura: perché è contro la mia natura. Oratio O Dio, sono incapace di vivere a tua immagine e somiglianza. Rifiuto la relazione, rinnego la condivisione. Difficile per me collaborare, troppa fatica. Tanta rivalità nel cuore e competizione. Visita, o Padre la mia orfanezza con la tua paternità Armando Trasarti, Vescovo di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola STAMPA: Galeati Industrie Grafiche/Imola GRAFICA: arti grafiche pesaresi srl/pesaro La testata “Il Nuovo Amico” fruisce dei contributi Statali diretti di cui alla Legge 7 agosto 1990, n. 250. PUBBLICITÀ Uffici della Redazione centrale 0721/64052 e Paolo Morsiani L’Impresa Editrice COMUNICARE risulta iscritta al Registro delle imprese di PESARO presso la Camera di commercio al n. 98100

Questo settimanale è iscritto alla FISC Federazione Italiana Settimanali Cattolici ed è associato all’USPI Unione Stampa Periodica Italiana

Questo numero è stato chiuso in redazione mercoledì 29 maggio 2013 alle ore 22 e stampato alle ore 6 di giovedì 30 maggio


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Socio Politico

2 giugno 2013

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Come le famiglie italiane con figli fronteggiano la crisi economica

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sservare i comportamenti di consumo assunti dalle famiglie offre alcune indicazioni delle capacità di azione di fronte alla crisi e permette di fornire alcuni suggerimenti per intervenire sulla vulnerabilità economica. I dati Istat del Rapporto annuale 2013 ci mostrano le strategie di contenimento dei costi adottate dai nuclei familiari italiani. Ci accorgiamo che cambiano alcuni comportamenti di consumo: sono aumentate le famiglie che hanno dichiarato di aver diminuito la quantità e/o qualità degli acquisti: il 62,3% ha ridotto la spesa sui generi alimentari e il 69,1% quella per i capi di abbigliamento e calzature. Inoltre si registra la crescita del numero di famiglie che “scelgono” gli hard discount o le bancarelle dei mercati, mentre abbandonano i supermercati e i negozi classici. Le informazioni sono allarmanti, perché le strategie di contenimento dei costi non sono dirette verso quelli che un tempo si sarebbero chiamati beni “voluttuari”, ma

verso i beni “essenziali”. La questione appare in tutta la sua drammaticità, quando si scende nel dettaglio: l’Istat rileva che le riduzioni sono maggiori, quando ci si trova di fronte a coppie con uno, due o più figli. Possiamo così trarre due indicazioni. La strategia di contenimento delle spese è sicuramente utile per rispondere nell’immediato all’urgenza. Però non riesce a diventare un comportamento che agisce per “rinnovare”; anzi di solito quando si preferiscono prodotti di scarsa qualità, si finisce per premiare imprese e aziende che prestano meno attenzione al consumatore, all’ambiente, ai propri lavoratori. Inoltre dall’esame delle strategie emerge ancora una volta la difficoltà delle famiglie con figli, come se avere un bambino in Italia sia un lusso e non un dono. Fortunatamente sappiamo, ce lo conferma il Rapporto annuale Istat, che quando ci si trova in una condizione di forte deprivazione riescono ancora a intervenire le reti di solidarietà (parenti, amici, istituzioni):

così verifichiamo che l’anno scorso il 18% delle persone ha ricevuto un aiuto in denaro o in natura. Ma fino a quando può resistere questo salvagente? Per reagire alla vulnerabilità economica delle famiglie due suggerimenti possiamo trarli dal Documento preparatorio della 46° Settimana sociale dei Cattolici che si svolgerà a settembre a Torino. Da una parte occorre riconoscere e promuovere la funzione assicurativa della famiglia svolta nel sostegno economico come di cura, ma che andrebbe sostenuta a partire da un seria revisione delle misure fiscali. Dall’altra parte bisognerebbe prendere coscienza della forza del voto con il portafoglio quello che permette di scegliere le aziende virtuose e attente alle famiglie, una pratica che andrebbe sostenuta con la costruzione di indicatori adeguati di responsabilità sociale di impresa. Andrea Casavecchia

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A PROPOSITO DELLE ULTIME ELEZIONI

La non politica male dell’astensionismo N on ci si può arrendere a questa deriva, ma per recuperare partecipazione occorre forse suggerire una griglia di giudizio. Ogni elezione comporta, infatti, una scelta di giustizia sociale e di salvaguardia antropologica. Noi irriducibili sostenitori della democrazia possiamo darla vinta al partito dell’astensione che, ad ogni tornata elettorale, innalza la sua asticella? Un partito ormai trasversale, viste le dimensioni raggiunte in Italia. Tanto che è meglio non chiedere neppure ai parenti e agli amici. Perché la domanda del giorno è cambiata. Non più “per quale partito hai votato?”. Ma un molto più realistico: “Questa volta hai votato?”. E alzi la mano chi non ha in famiglia, nella cerchia degli amici, ma anche nella propria comunità di appartenenza, qualcuno che abbia disertato le urne. Naturalmente per scelta o per stanchezza, per disaffezione o per disistima, per rassegnazione o per protesta, per impeto moralistico o ascesso di realismo. Ognuno, se interpellato, esprimerà le proprie personalissime ragioni. Ma proprio questa circostanza deve aiutarci tutti a riflettere. Perché il partito dell’astensione (legittima e democraticamente tutelata) non ha un leader, non ha un testimonial d’eccezione, non ha un volto che buchi il video e ci spinga a disertare le urne. Non ha, ci si passi il paradosso, una intenzionalità “politica”. Perché se tale

fosse, almeno avremmo qualcuno con cui confrontarci e scontrarci. Che dovrebbe spiegarci le ragioni del rifiuto del voto e aiutarci a discernere. Per poi individuare, meglio se insieme, le soluzioni a questa emorragia di partecipazione. Dunque, ci troviamo nelle peggiori condizioni e dobbiamo prendere atto che abbiamo dinanzi a noi un nemico davvero insidioso. Tanto che qualche analista si spinge ad affermare che “la crisi della democrazia rappresentativa è compiuta” o addirittura mette in guardia dal rischio di derive autoritarie. E qualche dubbio, a dire il vero si insinua anche in noi, perché quando minoranze sempre più esigue di elettori (pur attraverso la mediazione degli eletti che sono espressioni di partiti e coalizioni) scelgono per tutti, si fa fatica a delineare i contorni di una democrazia reale. E di un’amministrazione della cosa pubblica (soprattutto nelle diverse articolazioni territoriali) che risponda al criterio essenziale del bene comune. Se il cittadino rinuncia, scegliendo l’astensione, ad esprimere un giudizio sull’operato dell’amministratore pubblico, perché mai quel sindaco, quella giunta, dovranno domani farsi carico dei problemi di tutti? Una scelta di guida amministrativa povera di consensi è già un implicito lasciapassare per amministratori infedeli. L’astensione generalizzata, oltre un certo limite, può divenire l’affermazione di un

Immigrati: la tratta delle campagne

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e Caritas diocesane mettono in campo strategie antisfruttamento. La mappa: Nardò, Gallipoli, Rignano e Manfredonia in Puglia, Castel Volturno nel Casertano. Poi toccherà a Rosarno, in Calabria, seguendo i tempi di maturazione dei prodotti della terra: angurie, pomodori, uva, arance. Paghe alla metà dei lavoratori italiani di dieci anni fa e tante situazioni che rasentano la schiavitù. Aspettano i braccianti stagionali per raccogliere le angurie e i pomodori nella diocesi pugliese di Nardò-Gallipoli, dove nel 2011 ne arrivarono 1200. Dopo il crollo del mercato delle angurie, lo scorso anno solo 350. Qui le istituzioni e le organizzazioni della società civile avevano tentato un Centro per l’impiego contro lo sfruttamento dei caporali e il lavoro nero, che però non ha funzionato. “I lavoratori stanno ancora lì - precisa la collega Paola Gaballo -, ma dormono sotto gli alberi, nelle masserie abbandonate. Sono in maggioranza ghanesi, tunisini, nigeriani. Di recente sono arrivate anche alcune donne. Sono sempre accompagnate. Abbiamo il sospetto siano coinvolte in un giro di prostituzione”. Dopo i fatti del 2011, con gli scioperi degli immigrati, gli arresti di 16 imprenditori che li sfruttavano e la successiva approvazione della legge sul caporalato (ma sono tutti agli arresti domiciliari e

continuano a dirigere e firmare accordi con le istituzioni), la Caritas sta ora pensando di organizzare, per l’estate, un servizio di trasporto e servizi per migliorare le condizioni igienico sanitarie. Nel territorio della Capitanata, in provincia di Foggia, con la chiusura delle fabbriche del nord a causa della crisi e dei centri che accoglievano i profughi dell’emergenza Nord Africa, sono già 600 gli africani francofoni che vivono al Ghetto di Rignano, case contadine abbandonate e trasformate in una sorta di villaggio africano senza acqua né elettricità. In estate arrivano 16mila persone per raccogliere i pomodori. Poi si spostano nella zone delle olive, dell’uva, quindi in Calabria per le arance. Vengono pagati 3 euro e 50 ogni cassone di 250 kg. La metà di quanto guadagnavano trent’anni fa i braccianti italiani. Nell’abusivismo edilizio a Castel Volturno. La crisi ha abbassato il prezzo del lavoro anche per gli africani che lavorano nel caporalato edilizio a Castel Volturno, provincia di Caserta, comune regolarmente commissariato ogni tre anni. Tutto in mano alla camorra e a connivenze varie che cementificano a tutto spiano, nell’abusivismo edilizio più totale. Sir

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potere senza controllo, proprio per rinuncia del cittadino ad esercitare il proprio diritto a verificare e a indirizzare mediante lo strumento principe che, in democrazia, è ancora il voto libero e personale. E non ci si venga a dire che altri strumenti, vedi l’ubriacatura della democrazia digitale, possano prendere il posto delle elezioni a suffragio universale. Le democrazie, per ora, non hanno inventato di meglio. Anzi, hanno un bisogno fisiologico di tornare a farsi giudicare e rinnovare dal popolo sovrano. Questa non è la sede per interrogarsi su chi si avvantaggi di questa disaffezione popolare (anche se qualche insidiosa valutazione si fa avanti), ma certamente è l’occasione per registrare la nostra sensibilità al problema della partecipazione. L’occasione anche per ribadire che si tratta di una grande questione educativa. Che, in quanto tale, ci interroga come credenti. Oggi, è inutile nasconderlo, ogni elezione ci pone (meglio, ci dovrebbe porre) dinanzi a quesiti essenziali. Di giustizia sociale come di salvaguardia antropologica. Forse è proprio questa griglia di giudizio che facciamo fatica ad elaborare e a suggerire come metro di pubblica valutazione. Sarebbe un piccolo contributo, forse essenziale, per prosciugare il mare dell’astensione. Prima che diventi un oceano che ci sommerga tutti. Domenico Delle Foglie

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2 giugno 2013

Socio Culturale

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DALL’INCONTRO DEI VESCOVI ITALIANI CON PAPA FRANCESCO

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he cosa significa essere Pastori? Questa domanda è al centro dell’incontro avvenuto nella basilica di San Pietro tra Papa Francesco e i vescovi italiani in occasione della solenne professione di fede, giovedì scorso.“Significa credere ogni giorno nella grazia e nella forza che ci viene dal Signore, nonostante la nostra debolezza e assumere fino in fondo la responsabilità di camminare innanzi al gregge, sciolti da pesi che intralciano la sana celerità apostolica, e senza tentennamenti nella guida, per rendere riconoscibile la nostra voce sia da quanti hanno abbracciato la fede, sia da coloro che ancora non sono di questo ovile (Gv 10,16)”. L’immagine biblica del pastore si riferisce a qualcuno che solitamente precede il gregge: indica la via ed egli stesso la percorre. Il pastore nella Chiesa è colui che insegna e mette in pratica. Conosce i percorsi: non parla mai di cose di cui non ha fatto esperienza in prima persona. Sa distinguere i terreni praticabili da quelli impraticabili; sa dove sono i pericoli: quali devono essere affrontati e quali devono essere evitati. Sa dove trovare ristoro e riposo: a lui ci si può affidare. Anticipa i cambiamenti del tempo, cioè sa come interpretare l’aspetto del cielo e trarne le giuste conclusioni, affinché il gregge non venga sterminato dalla tempesta o dal sole cocente. Il pastore nella Chiesa è attento ai segni dei tempi: li studia e li valuta alla luce del Vangelo per aiutare i fedeli ad essere una presenza significativa nel mondo. Non lo fa da solo, beninteso, perché ascolta volentieri quello che altri esprimono alla luce del senso della fede. Conosce le pecore, sa che cosa può pretendere da esse e che cosa no. Custodisce la vita; custodisce ciò che gli è stato affidato. Sa che le pecore non sono lì per lui, ma egli è lì per esse. Sa che non le può trattare come cose, come semplici oggetti di carne e di lana da sfruttare, ma come esseri viventi. Il pastore nella Chiesa è l’immagine del Buon Pastore, che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la vita (cfr. Mc 10,45). “Per questo, essere Pastori - ha spiegato

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l cardinale Romeo lo ha ricordato così: “A Brancaccio trovò bambini e giovani esposti alla ‘paternità’ falsa e meschina della mafia del quartiere, che rubava dignità e dava morte in cambio di protezione”. Ad essa il sacerdote ucciso dalla mafia “sottrasse consenso e manovalanza con la sua azione di evangelizzazione e promozione umana”

Una folla composta e festosa ha assistito stamattina alla cerimonia di beatificazione di padre Pino Puglisi, il sacerdote ucciso dalla mafia nel 1993. Quasi 100mila fedeli hanno accompagnato al Foro italico di Palermo il rito condotto dal cardinale Salvatore De Giorgi, delegato di Papa Francesco, che ha dato lettura della lettera apostolica con cui don Puglisi è stato iscritto nel novero dei beati. Un boato di gioia ha accompagnato lo svelamento della foto del martire palermitano e l’ingresso del reliquiario.È stato monsignor Vincenzo Bertolone, arcivescovo di CatanzaroSquillace e postulatore della causa di beatificazione, ad illustrare ai presenti la vita di don Pino. L’arcivescovo di Palermo cardinale Paolo Romeo, che ha officiato la celebrazione eucaristica, ne ha tracciato un ritratto nella sua omelia, descrivendolo come “un padre discreto e accogliente, che sapeva di umano e di sovrannaturale insieme”. Un padre “che si lasciò interpellare dai bisogni del territorio e della gente affidata alle sue cure, soprattutto i piccoli e i poveri”. Fu soprattutto a Brancaccio che il beato Puglisi “trovò bambini e giovani esposti alla ‘paternità’ falsa e meschina della mafia del quartiere, che rubava dignità e dava morte in cambio

Cosa vuol dire essere pastori

il Santo Padre - vuol dire anche disporsi a camminare in mezzo e dietro al gregge: capaci di ascoltare il silenzioso racconto di chi soffre e di sostenere il passo di chi teme di non farcela: attenti a rialzare, a rassicurare e a infondere speranza”. Ecco dove cammina il pastore: un po’ ovunque, ove è necessario. Egli non è né un condottiero che guarda solo avanti, dimenticando la fatica di chi segue, né un generale che osserva la battaglia da dietro, al sicuro dai colpi. Il pastore ama il suo gregge e ama ciascuna delle sue pecore; in questo suo amore non vi è debolezza: le ama e per questo le conduce anche contro le loro resistenze e i loro capricci. Il pastore nella Chiesa

è un uomo coraggioso, perché con tutta la saggezza, che è la prima cosa di cui ha bisogno per il suo compito, affronta gli inevitabili ostacoli, non cedendo alla tentazione della popolarità, cioè di essere sempre applaudito. Per questo le sue scelte si comprendono con il tempo, quando il frastuono si calma. È un uomo determinato nella fedeltà a Cristo e alla sua parola. J. Ratzinger notava - come fatto significativo - che nel Nuovo Testamento il termine “vescovo”, che secondo il suo significato letterale significa “sorvegliante” e potrebbe indicare diversi mestieri, sia direttamente legato al concetto di “pastore” (cfr. I Pt 2,25), cosicché “il motivo del

A PALERMO PER LA BEATIFICAZIONE

In centomila per don Puglisi

di protezione”. Ad essa don Pino “sottrasse consenso e manovalanza con la sua azione di evangelizzazione e promozione umana”. Tra i vescovi intervenuti alla celebrazione, anche il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata. Il segretario di Stato cardinale Tarcisio Bertone

ha inviato un messaggio alla Chiesa palermitana augurando che “l’esempio e l’intercessione di don Puglisi continui a suscitare nella comunità ecclesiale e civile risposte generose e coerenti alla chiamata di Cristo”. Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

pastore è presente in questo senso nella descrizione del compito del vescovo” (“Annunciatori della parola e servitori della vostra gioia”, p. 338). Nello stesso tempo il “pastore-sorvegliante” è uno che vede. Deve avere l’occhio per il tutto e per il particolare al momento opportuno e inopportuno. Deve essere uno che vede: questo si lega già con il nocciolo del compito del pastore cristiano. La fede fa vedere, dona il pensiero, la mente di Cristo (cfr. I Cor 2,16). Solo a partire da Lui si può cominciare a vedere il tutto e a distinguere ciò che è essenziale da ciò che non lo è. Marco Doldi ©riproduzione riservata

ha fatto pervenire ai partecipanti la sua “personale vicinanza alla figura di un sacerdote il cui martirio costituisce una grande testimonianza di fede cristiana, di profonda generosità e di altissimo coraggio civile”. Tra le autorità presenti il presidente del Senato Piero Grasso e il vicepremier Angelino Alfano. In mezzo alla folla di fedeli, moltissimi i giovani che hanno voluto testimoniare la propria ammirazione verso questo sacerdote che mise i ragazzi al centro del proprio percorso pastorale. Tra loro un gruppo di scout messinesi: “In questi mesi - spiegano - ci siamo confrontanti più volte sulla figura di padre Puglisi, e oggi ci è sembrato giusto essere qui per proseguire un percorso di legalità orgogliosamente intrapreso da siciliani”. Ad un passo da loro gli scout di Penne (Pescara), che definiscono don Puglisi “un esempio da seguire, un uomo che ha portato avanti la sua missione senza paura, pur consapevole dei rischi che correva”. Massimo Schiera, tra i responsabili del servizio diocesano di Pastorale giovanile di Palermo, sottolinea: “Quasi nessuno di noi, per motivi anagrafici, ha conosciuto don Pino, eppure abbiamo sentito molto parlare di lui. Il suo più grande insegnamento resta l’invito affinché ognuno faccia la propria parte, senza aspettare gli altri”. La signora Angela Sechi, sposata e madre di cinque figli, ha invece un ricordo personale del martire palermitano, che risale ad un incontro vocazionale di trent’anni fa. “Era un uomo mite - racconta - di una semplicità così disarmante da far paura”. a cura di Graziella Nicolosi ©riproduzione riservata


Primo Piano

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2 giugno 2013

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SEMINARIO NAZIONALE PROMOSSO DA SCIENZA&VITA A ROMA

Obiezione di coscienza diritto da preservare

Analizzate le sue attuali contraddizioni nel rapporto con libertà e responsabilità. Annunciata la nascita di una struttura di servizio le-

gale, mediante un pool di avvocati che tutelerà il diritto all’obiezione di coscienza da parte dei medici, soprattutto i più giovani

Non contro, ma secondo la legge. Per la presidente, Paola Ricci Sindoni, l’obiezione di coscienza è un “felice paradosso della giurisprudenza” secondo la quale “per legge si può rifiutare una parte della legge, non contra legem ma secundum legem. Non c’è libertà senza responsabilità e viceversa. Medici e operatori sanitari vengono spesso lasciati soli, pertanto occorre - ha spiegato - arricchire il nostro vocabolario di parole” affinché “esprimano con energia e rispetto lo sfondo valoriale e giuridico sottostante”. Dei rapporti tra politica e religione ha parlato Francesco Paolo Casavola, presidente emerito della Corte Costituzionale: “L’obiezione di coscienza - ha detto - è la manifestazione di una inamovibile libertà interiore. Non sono forse da tornare a leggere gli insegnamenti dei Vangeli come dialoghi tra gli uomini e il figlio di Dio? La non-simmetria tra responsabilità e libertà può essere almeno lenita se ci ricordiamo scambievolmente che Dio è misericordia”.

apparente contraddizione. Deve, cioè, trattarsi di un valore riconosciuto come fondamentale anche dall’ordinamento giuridico: e la vita umana è il valore fondativo di un sistema politico-giuridico giusto”. Così l’iniziativa europea di raccolta di firme per “Uno di noi” a tutela della dignità dell’embrione umano, ha aggiunto Casini, è “l’obiezione di coscienza dei popoli: se la loro coscienza grida ‘uno di noi’, scienza e sentire popolare si uniscono e si sostengono a vicenda”.

Una continua scommessa di dialogo. Per padre Maurizio Faggioni,

docente di Bioetica all’Accademia Alfonsiana di Roma, l’obiezione di coscienza evoca il conflitto possibile tra “l’ingiunzione di una legge” e “la concezione di bene”, configurandosi come “baluardo per la persona davanti allo Stato che impone le sue leggi e le sue prospettive: non un’opposizione tra ius e lex, ma tra ciò che si sente e ciò che è possibile fare”. Secondo Luciano Eusebi, docente di Diritto penale all’Università Cattolica del Sacro Cuore, “non sono in gioco diritti negoziabili laddove la Chiesa stabilisce che certi diritti sono di sua competenza e non intende discuterne: essi hanno a che fare col cardine stesso dello Stato moderno. In tutto questo - ha spiegato - l’obiezione di coscienza si pone sulla base della continua scommessa del dialogo nella nostra società”. Obiezione di coscienza dei popoli. Per “legittimare l’obiezione di coscienza, la libertà religiosa e di pensiero non bastano” secondo il presidente nazionale del Movimento per la vita, Carlo Casini: “Bisogna che ci sia in gioco un valore così grande da giustificare una

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Obiettori da tutelare. “Con l’avvento delle neuroscienze, dalla medicina dell’organo siamo passati alla medicina della relazione” secondo Romano Forleo, già direttore della divisione di ostetricia e ginecologia del Fatebenefratelli di Roma. Alcune discipline appaiono “indispensabili” alla formazione permanente del ginecologo o dell’ostetrico: storia e filosofia della medicina, sociologia ed ecologia, arti ed estetica, psicologia e antropologia, pedagogia e bioetica. Sulla “disinformazione” e le “pesanti complicità

mediche” si è soffermato Piero Uroda, presidente dell’Unione farmacisti cattolici: “Noi cristiani - ha spiegato - siamo figli di Dio e obbediamo alle sue leggi prima che a quelle degli uomini”. Occorre un “servizio alternativo garantito affinché l’attività dell’obiettore non sia marginalizzata o considerata d’intralcio ma vista come valore positivo nella difesa del diritto alla vita della donna e del concepito” secondo Paolo Marchionni, medico legale presso l’Azienda sanitaria unica regionale delle Marche. “Noi non vogliamo essere meri esecutori di cose che qualcun altro ha scritto”, ha detto Barbara Mangiacavalli, segretario della federazione nazionale dei collegi Ipasvi (infermieri professionali, assistenti sanitari e vigilatrici d’infanzia), perché “come categoria gli infermieri non possono avvalersi dell’obiezione ma solo della clausola di coscienza”. Contestualmente è stata annunciata la nascita di una struttura di servizio legale, mediante un pool di avvocati che tutelerà il diritto all’obiezione di coscienza da parte dei medici, soprattutto i più giovani. a cura di Lorena Leonardi

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Regione Provincia

2 giugno 2013

AL “BATTISTI” UNA CONFERENZA CON ESPERTI IN NUOVE TECNOLOGIE

I sistemi informativi nell’era del web 2.0

FANO - Si è conclusa, presso l’Aula Magna dell’ ITC Battisti, la conferenza su “I sistemi Informativi nell’era del web 2.0”, organizzata dal Prof. Domenico Consoli nell’ambito del progetto “Informatica e Aziende”. Alla conferenza hanno partecipato gli studenti del Battisti ed esperti informatici e appassionati di nuove tecnologie web. Dopo il benvenuto del dirigente scolastico Francesco Leoni, Consoli ha introdotto il tema del convegno focalizzandosi sullo stretto legame tra le tecnologie informatiche e le aziende. L’informatica supporta le aziende nell’evoluzione dei loro sistemi e modelli organizzativi. Le nuove tecnologie del web 2.0 (chat, blog, forum e social network) avvicinano l’azienda ai clienti. Le loro opinioni, tramite i canali virtuali interattivi, devono servire per migliorare prodotti/ servizi.

Stefano Giraldi della Mepsystem S.p.A ha relazionato sull’evoluzione dei sistemi informativi aziendali con l’avvento del web 2.0. Marco Santini della società veneta Digital Accademia ha sottolineato l’importanza del Social CRM nelle relazioni con in clienti e del Social HR nella selezione del personale. La blogger Patrizia Chimera ha spiegato come si fa a diventare blogger professionisti e scrivere contenuti che possono “piacere” anche ai motori di ricerca. Walter Del Prete, della società pesarese e-Leva, ha presentato la sua case history sul brand Photoviva che segue da anni, sia dal punto di vista del web marketing che come community manager su Facebook. A conclusione, Francesco Albertucci della Confartigianato di Pesaro, ha riassunto, quale esperto di scienza della comunicazione, il fenomeno del web 2.0.

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UNO SPETTACOLO DI TAPPETI E QUADRI FLOREALI

NELL’AMBITO DEL 90° DELLO SCAUTISMO CATTOLICO

L’infiorata di Fermignano Il monte Nerone maestro di vita T

utti con il naso all’insù. Sperando che non piova. “Jupiter”, dio della pioggia e degli improvvisi quando deturpanti rovesci, sia benevolo. Domenica 2 giugno, festività del Corpus Domini, il centro storico di Fermignano è uno spettacolo di tappeti e quadri floreali che si snodano per le vie del cuore pulsante della città metaurense. Lo scorso anno, Eolo, potenza del vento e delle tempeste, non fu affatto simpatico nei confronti degli artisti delle splendide creazioni di petali ed elementi vegetali, di fiori e colori, che indicano al Corpo di Cristo, portato in processione dai sacerdoti, il passaggio, circa un km, di diversi alterni quadri d’infiorate. Una tradizione ormai secolare, iniziata in epoche scorse e tramandata fino ad oggi. Un vanto ed un orgoglio per l’associazione Pro Loco, per il “deus ex machina” Giulio Finocchi e per i tantissimi lavoranti volontari, detti infioratori, che, ogni stagione, realizzano autentici capolavori di testa, di cuore e di braccia. Ne sanno qualcosa il professor Passanisi ed i suoi più stretti collaboratori – studenti. Ne sapeva qualcosa l’indimenticato e bravissimo punto di riferimento Antonio Battistini. Tutti, dunque, alla ricerca delle rigogliose colture floreali nelle campagne e nelle colline circostanti Fermignano. Colture che copriranno di molteplici meravigliosi arazzi Corso Bramante, i vicoli adiacenti e, soprattutto, piazza Garibaldi. Innumerevoli pannelli di sorprendente creatività e perfezione artistica. Una festa di colori e di forti emozioni. Il clou già da sabato 1 giugno, con il traffico chiuso alle auto. Fermignano, starà sveglia di notte per concretizzare, alle prime luci dell’alba, decine di infiorate ornamentali ispirate a motivi religiosi per la gioia di una impressionante mole di visitatori e curiosi. Fermignano diventa, così, cittadina degna di turismo e di tanta arte. eg

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Lettere al direttore

Don Gallo un agnostico e il testamento biologico

C

ome Genova ha avuto Don Andrea Gallo, Pesaro ha avuto Don Gianfranco Gaudiano. Non ho mai conosciuto personalmente Don Gaudiano; ho conosciuto Don Gallo attraverso la lettura del suo penultimo libro “Come un cane in chiesa – il Vangelo respira solo nelle strade”. Mi aveva colpito la figura schietta di questo prete durante un suo colloquio televisivo con Corrado Augias. Mi sono sentito in sintonia con lui. Sulla questione del divino so di non conoscere la risposta, sono un agnostico. Don Andrea non mi avrebbe escluso dalla Chiesa, come non ha fatto con gli “ultimi” di ogni specie umana. Anche Don Gaudiano, nel 1962, era stato esonerato dal suo vescovo perché giudicato “di sinistra”. A me sembrava di sinistra anche il suo amico di sempre, Don Franco Tamburini che era parroco a Villa San Martino. Quest’ultimo, nel 1968, mi accolse nella sua chiesa. Discuteva, su Fede e Politica, insieme a me e ad altri giovani miscredenti che contestavano e desideravano il cambiamento, su tutto! Ci spiegava che, quando si lavora per il bene e la giustizia, siamo tutti fratelli di Gesù. Ho ritrovato in Don Andrea Gallo lo stesso approccio;

A

nche i “Capi Scout”, che nel loro curriculum di educatori vantano un lungo e articolato iter di formazione fatto di campi scuola dove si impara, non solo il metodo scout e le modalità di comunicarlo e di viverlo, ma anche le problematiche legate alla psicologia dell’età evolutiva delle varie fasce di età, hanno bisogno ogni tanto di immergersi in modo nuovo e originale nella natura. Si tratta infatti dell’ambiente consueto dove si vive e si realizza pienamente il metodo educativo dello scautismo. Con questi presupposti, in continuità con le celebrazioni del 90° di fondazione dello scautismo nella nostra Provincia, i Capi Scout dell’AGESCI (Associazione Guide E Scout Cattolici Italiani) della Zona di Pesaro-Urbino, circa cento educatori dai 21 ai 60 anni, si sono ritrovati nella Casa Scout (ex Colonia Don Orione) alle pendici del Monte Nerone per vivere una esperienza di immersione

ha scritto: “Dio è padre di tutti ed in Paradiso ci sono buddisti, atei, mussulmani, ebrei e popoli di ogni religione”. Si è battuto per una Chiesa povera e non gerarchica. Mi sembra che il Papa Francesco la pensi come lui. La Chiesa, anche grazie al Concilio Vaticano II, ha steso sempre più il manto della misericordia sulla condizione (miseria) umana. Non spetta alla gerarchia ecclesiale stabilire chi si salva e chi è condannato. La madre di Don Andrea Gallo, a 99 anni e mezzo è morta assaporando, nell’ultimo istante, il gusto del moscato; quel giorno fatidico disse: “Sentite, io parto, lasciatemi andare in pace”. Don Andrea Gallo era profondamente convinto che il testamento biologico dovesse diventare legge, al più presto! Sosteneva che non ci si può accanire su una persona che è diventata un vegetale e non può più nutrirsi e bere. Quest’agnostico la pensa come lui. Quest’uomo non sa se esiste Dio ma è convinto che, se esistesse, non vorrebbe fosse calpestata la dignità della persona umana. Mia madre Dirce è affetta da “sindrome involutiva cerebrale senile, avanzata, con poliangiosclerosi” dal novembre del 2004. E’ malata di Alzheimer. La malattia di Alzheimer è una malattia organica dovuta alla morte progressiva e irreversibile delle cellule cerebrali, che perdono la capacità di comunicare tra loro. Dirce era una donna socievole e molto intelligente. Aveva una notevole memoria tanto che, nel gioco della briscola ed all’ultima mano, sapeva quali briscole erano rimaste agli avversari. Ora che ha perso il proprio “io” molto prima del suo corpo, la sto piangendo anche se il suo cuore ancora non si è fermato. Quando dovessi incontrare, nell’aldilà, Don Andrea Gallo, lo abbraccerò. Lo ringrazierò per essersi impegnato in tante battaglie di umanità e, soprattutto, per il primato della coscienza personale.

totale nella splendida natura di questa nostra montagna. Le esperienze proposte sono state diverse e tutte particolarmente avvincenti: ci si è calati nella grotta dei “Cinque Laghi” accompagnati da Marco Bani, esperto conoscitore del Nerone, - un gruppo ha fatto trekking da Piobbico al Rifugio Corsini passando per la famosa “Balza Forata”, mentre altri hanno percorso un sentiero in quota, tutti guidati da Fabio, Luca e Ferruccio esperti della cooperativa “La Macina”. Originale e sorprendente l’incontro con Loretta Stella (che vive da tanti anni alle pendici del Nerone), esperta di erbe e piante officinali, che ha guidato il suo gruppo alla scoperta delle proprietà medicinali e culinarie di quelle esistenti su questo territorio. Non poteva mancare l’arrampicata (interrotta per cattivo tempo) di “Free Climbing” guidata dal gruppo di esperti di Mercatello sul Metauro e un impegnativo percorso in “Mountain Bike” con Cris, del gruppo Montain-bike di Urbino, come guida. Per coronare il tutto alcune esperte massaie di Sant’Angelo in Vado hanno insegnato ai nostri Capi, sia maschi che femmine, l’antica arte della pasta sfoglia che, unitamente alla carne, cotta ovviamente sulla brace ardente, ha sfamato poi tutti i partecipanti alla fine delle varie esperienze. Per tutti è stata come una sferzata di aria nuova, una piacevole interruzione di quella routine che, senza accorgerci, ci porta a vivere le cose che facciamo con ripetitività e monotonia; il consiglio di “spezzare”, ogni tanto, è rivolto a tutti naturalmente! Giorgio F. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Stefano Giampaoli Caro Stefano, la tua lettera mi ha commosso, oltre don Gallo hai messo dentro anche la tua personale esperienza e la tua passione. Dirò qualcosa anch’io mettendo dentro un po’ di me stesso. Per quanto riguarda don Gallo ti rimando all’editoriale in prima pagina. Per il resto, sono convinto che il Vangelo respira ovunque, specie dove c’è la sofferenza. Don Gaudiano è considerato un gioiello dalla Chiesa pesarese. La Chiesa è “il popolo di Dio ordinato gerarchicamente in cammino verso la conversione” dove la gerarchia deve essere considerata un servizio. . Paolo VI dice che la Chiesa oltre ad essere una, santa, cattolica e apostolica è anche peccatrice e che tutti gli uomini sono peccatori, da cui i tanti difetti che tu elenchi, però hanno la possibilità di diventare giusti e anche santi. Per quanto riguarda i valori sensibili (bioetica, testamento biologico, accanimento terapeutico … ) è aperto il dialogo … come sempre, è aperta la porta della chiesa per chi vuole entrare. Anch’io potrei essere migliore e non lo sono! Grazie della tua collaborazione Il direttore

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Grazie dall’Oasi di Ginestreto

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aro Nuovo Amico, desidero esprimere a tutta la redazione i più sentiti ringraziamenti per gli articoli nel tempo usciti riguardo le iniziative dell’Oasi di San Giuseppe di Ginestreto. Domenica scorsa si è tenuto l’ultimo incontro sulla meditazione con grande partecipazione e molte delle nuove persone presenti erano lettori del Nuovo Amico. Grazie - Suor Pia

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REGIONE PROVINCIA

2 giugno 2013

IL MINISTRO CECILE KYENGE ALLE SCUOLE

Nati a Pesaro, quindi italiani

PESARO – Teatro Rossini gremito per l’arrivo del ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge, giunta in città lo scorso 28 maggio per la cerimonia di consegna degli attestati di cittadinanza italiana onoraria a un’ottantina di studenti stranieri nati nel nostro Paese. A fare gli onori di casa il sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli e il presidente della provincia Matteo Ricci. Ma i veri protagonisti sono stati i ragazzi delle scuole. LA VOCE DEI RAGAZZI I nuovi cittadini onorari vengono dalle scuole presenti al teatro: Pirandello, Alighieri, Olivieri, Marconi, Benelli, Santa MartaBranca, Mamiani, Bramante e direzione didattica Tonelli. C’è chi va a ritirare l’attestato con la tuta della nazionale di calcio. Dal gruppo degli studenti spunta Jurgen, dodicenne della prima A dell’Alighieri, nato a Pesaro da una famiglia albanese: «Gli amici mi prendono in giro? Non mi interessa». Rivela la fede calcistica: «Tifo Italia e Milan». Infine: «Sono felice di essere italiano. Ringrazio il ministro perché questo è un evento bello». La sua compagna di classe Anna Luna spiega che «Jurgen è un grande amico. Giochiamo, facciamo passeggiate. Per me è sempre stato italiano».

«Spesso le cose migliori del Paese nascono dal basso, vengono dalle città e dai territori. Davanti agli arrivi in massa degli immigrati lui creò il primo centro di accoglienza cittadino. Con una grande intuizione profetica, aveva capito che questa sarebbe stato l’inizio di un profondo cambiamento. Ci ha lasciato una grande eredità e noi vogliamo proseguire sulla stessa strada, coltivando la sua testimonianza».

detto – e non si deve temere il pluralismo delle culture ma l’assenza di cultura. Lo sfondo comune di valori è la Costituzione. L’obiettivo – ha aggiunto - è far parlare il Paese, i cittadini, i partiti. Confrontarsi e alla fine di questo confronto scegliere il modello che si adatta all’Italia. Si deve tenere conto dei requisiti della permanenza del territorio e del percorso scolastico».

L’AMMINISTRAZIONE LOCALE Dopo la Provincia e il Comune di Pesaro altri 100 consigli comunali hanno deliberato in questo senso. «Dobbiamo scommettere sulle risorse migliori che abbiamo – ha detto Matteo Ricci - e tutte le nuove generazioni rappresentano il nostro futuro. Ripartiamo dalle energie dei nostri giovani, fuori da scontri ideologici e vene razziste che ancora si insinuano nella nostra società. Solo così possiamo farcela». Il sindaco Luca Ceriscioli citando don Gianfranco Gaudiano ha detto:

LE PAROLE DEL MINISTRO «Per la cittadinanza italiana a mio avviso - ha detto la Kyenge - si deve tenere conto dei requisiti della permanenza nel territorio e dell’aver frequentato le scuole. Sarà il Parlamento a decidere sulla nuova legge, ma nel frattempo voglio richiamare la vostra attenzione sull’esistenza di questo problema. Non risolverlo determina solo il peggiorare delle cose». Poi il ministro ha scherzato sulla pronuncia del suo nome, più volte storpiato dai media. «L’Italia è interculturale – ha

POLEMICHE Per dovere di cronaca dobbiamo registrare alcune contestazioni che tuttavia non hanno rovinato il clima di serenità dell’iniziativa. Nella notte precedente l’arrivo della Kienge, di fronte al Teatro Rossini, era comparsa l’immagine una mano insanguinata con la scritta “l’immigrazione uccide” a firma di Forza Nuova. Da sottolineare anche le dichiarazioni della Lega Nord che ha accusato il ministro di difendere la poligamia.

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AL MIRALFIORE L’8 E 9 GIUGNO

Torna la “Festa dei popoli” L

a “Festa dei popoli” si ripropone a Pesaro per il decimo anno, giorni 8-9 giugno 2013 al Parco Miralfiore. Il tema attuale, dedicato all’impegno civile, nasce dalla volontà d’agire nel concreto per affrontare insieme l’intolleranza, il razzismo, i soprusi e l’ignoranza. Il programma prevede numerosi incontri, tra i quali ricordiamo quello di sabato 8

con “Spazio Bambini”, laboratori e giochi, “La macchina del tempo”e l’esposizione di libri e riviste sui popoli del mondo, a cura dei Missionari Comboniani. La kermesse proseguirà nel pomeriggio con musiche e spettacoli etnici e dalle ore 18.00 si degusteranno specialità internazionali. Domenica 9 giugno, inizio ore 17.00-19.00 con“Spazio Bambini”,

di seguito esposizioni di libri e riviste sui popoli del mondo, a cura dei Missionari Comboniani; dalle ore 16.00 alle 21.00 Musiche e Spettacoli Etnici. Gran finale, inizio ore 19.00, con l’aperitivo condiviso. Per info. Centro Interculturale Per La Pace, via Petrarca, 20 Pesaro. Tel.0721/387178, cell. 3299423841. Gianfranco Sorisio

Carlo Urbani, il medico che ha salvato il mondo

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IL PEPERONCINO

Una Messa a New York

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iaggio a New York, musei, grattacieli, negozi, parchi ecc. La domenica mattina si va ad Harlem per un concerto di spirituals. Bellissimo, si può lodare Dio e raccogliere fondi per la parrocchia. Solo gli americani ne sono capaci. Poi cerchiamo una chiesa cattolica per assistere alla messa. All’ingresso due robusti giovanotti con l’evidente funzione di buttafuori ci controllano con attenzione, ma alla nostra richiesta in un inglese improbabile: “E’ una chiesa cattolica? Possiamo assistere alla Messa?” ci accompagnano sorridendo sull’ultima panca. L’espressione però è quella di chi dice: “Adesso non muoverti da lì”. La funzione è quella di qualsiasi chiesa cattolica, ma la contraddistinguono alcuni particolari. Al termine dell’omelia una prolungata ovazione dell’assemblea dimostra il gradimento dei fedeli. Sorge un pensiero maligno: “Se applaudono significa che gli è piaciuta; da noi non applaudono, cosa vorrà mai dire?” Al momento dell’offertorio ci fanno muovere ordinatamente, una panca alla volta, dopo aver deposto l’obolo ognuno torna al suo posto. I due robusti giovanotti non smettono di seguirci con gli occhi. Stesso movimento al momento della comunione: una panca alla volta ordinatamente con i giovanottoni che regolano il traffico. All’uscita il sacerdote si piazza sulla porta per stringere la mano a tutti. A noi che usciamo per ultimi dice anche qualche parola che non riusciamo a capire, ma poiché sorride supponiamo sia una forma di ringraziamento per la partecipazione. I due giovanottoni ci inseguono e danno la mano a ciascuno di noi con ampi sorrisi. Probabilmente li abbiamo tenuti in apprensione ed ora sono rassicurati della nostra ortodossia. La pace sia con voi. Alvaro Coli © RIPRODUZIONE RISERVATA

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A 10 ANNI DALLA SCOMPARSA EVENTO ALLE GROTTE DI FRASASSI

ella scenografia unica delle spettacolari Grotte di Frasassi (Ancona), note in tutto il mondo per la loro bellezza, con il Patrocinio della Regione Marche, si terrà il prossimo 7 giugno, un evento di altissimo contenuto e impatto emotivo dedicato alla memoria del medico che salvò il mondo: Carlo Urbani. Le Grotte, una sorta di “santuario naturale”, creato goccia dopo goccia in 150 mila anni di storia, saranno il teatro naturale per celebrare il grande medico marchigiano che dieci anni fa isolò il virus della Sars e salvò il mondo dalla pandemia, donando però la sua stessa vita, a 47 anni, e lasciando tre bambini. “Non sapremo mai quanti milioni di vite ha salvato”, disse allora Kofi Annan, segretario generale delle Nazioni Unite, esprimendo la gratitudine dei governi di tutto il mondo e dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), per la quale Urbani lavorava e si era trasferito in Vietnam dal 2000 con la sua famiglia. “I libri di storia del futuro, che hanno pagine ancora bianche da riempire, dovranno parlare di Carlo Urbani, esempio di vero eroismo”, scrisse Enzo Biagi. Nel 1999, come presidente di Medici senza Frontiere Italia, aveva ritirato il Premio Nobel per la Pace a Oslo. A dieci anni dalla terribile pandemia che sconvolse il pianeta, e in pochi giorni infettò diecimila persone, molti Paesi del mondo occidentale e orientale ricordano l’infettivologo marchigiano e gli dedicano

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ospedali, scuole, associazioni. L’Italia lo fa il 7 giugno 2013, alle ore 19, con una serata che si prospetta unica, per il luogo in cui avviene e per le testimonianze. Non una celebrazione triste, ma una festa. Come avrebbe voluto lui e come desiderano la famiglia e l’Aicu - Associazione Italiana Carlo Urbani Onlus, che ne continua nel mondo le opere di solidarietà. La voce eccezionale di Antonella Ruggiero che si irradierà tra le volte di alabastro e le spettacolari forme calcaree delle Grotte, entrando in sintonia con l’eco del ventre della terra in un ambiente senza tempo, creeranno una straordinaria atmosfera di grande emozione. A completare l’irripetibile quadro, l’accompagnamento musicale del M° Mark Harris, la lettura di alcuni brani scritti da Carlo Urbani a cura dell’attore e doppiatore Beniamino Marcone, le toccanti testimonianze della presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini, della consulente dell’Oms già direttore di Medici senza Frontiere Nicoletta Dentico, e di Tommaso Urbani figlio di Carlo, con la conduzione dei giornalisti Lucia Bellaspiga di Avvenire – ideatrice dell’iniziativa - e di Vincenzo Varagona Rai3. L’entrata alle Grotte di Frasassi per assistere allo spettacolo sarà gratuita. Le offerte (libere) verranno destinate all’Associazione Italiana Carlo Urbani Onlus e utilizzate per il progetto Riseal per la cura di malattie parassitarie nella popolazione infantile del Madagascar.

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2 giugno 2013

Pesaro C’

è bisogno di credere e perché? Che significato ha la vita, come si spiega la presenza del male e del dolore nella vita, anche in quella dei bambini? E, come si immagina il dopo morte? Sono alcune delle domande che hanno fatto da filo conduttore all’incontro - dialogo tra un credente e un non credente - sui temi della fede, che ha visto la partecipazione di quasi trecento persone interessate ad approfondire l’argomento, che si sono ritrovate nella chiesa di S. Veneranda a Pesaro, lo scorso venerdì 24 maggio. Nulla oggi è così difficile come dire: “io credo” oppure dire “io non credo” e rendere ragione di questa affermazione. Per questo motivo dopo una forte esperienza vissuta dalla parrocchia di Santa Veneranda con la missione mariana organizzata attraverso la visita dell’immagine della Madonna di Fatima, che ha richiamato tante persone anche non credenti e non praticanti, la comunità ha pensato di approfondire le ragioni del “perché credere oggi?” «Il contesto dell’anno della fede voluto dal Santo Padre Benedetto XVI – ha detto il parroco don Michele Rossini - ci ha aiutato a creare l’occasione per affrontare temi esistenziali così importanti e che riguardano ogni uomo sulla faccia della terra». Al confronto erano presenti il prof. Don Bernardo Estrada, docente alla Pontificia Università della Santa Croce di Roma e per

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CHIESA GREMITA PER IL CONFRONTO ESTRADA / FERRETTI

Credenti e non credenti a S. Veneranda

la visione più laica il prof. Gustavo Ferretti, già Preside del Liceo Scientifico di Pesaro, come moderatore della serata il prof. Simone Betti, docente dell’università di Macerata. L’incontro si è svolto con uno schema che prevedeva una prima parte con domande fisse e poi con quesiti proposti dal pubblico ai quali i relatori dovevano rispondere in massimo tre minuti. È sempre stata opinione comune che le leggi dell’universo scoperte dalle scienze siano in conflitto con quelle di Dio e che la ragione fosse in contrasto aperto con la fede, intesa come la libera risposta dell’uomo all’iniziativa di un Dio trascendente che si rivela. Tutto ciò è stato chiarito attraverso un dialogo aperto e costruttivo che ha aiutato i presenti a comprendere le ragioni profonde attraverso l’aiuto del pensiero di filosofi e pensatori, messi al confronto anche con i testi della parola di Dio. A conclusione della serata vi è stata una corale richiesta di proseguire con altre occasioni di confronto su

queste importanti tematiche. L’iniziativa della parrocchia di S. Veneranda è stata organizzata in collaborazione con: Comune di Pesaro-Quartiere Pantano S. Veneranda, l’MCL (Movimento

Cristiano Lavoratori), l’AGESCI (Associazione Guide E Scout Cattolici Italiani), le ACLI (Associazione Cattolica Lavoratori Italiani), l’UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti)

GRANDE FESTA PER LE 100 CANDELINE

I VOLONTARI in pellegrinaggio A LORETO PRIMA DI RIPRENDERE IL SERVIZIO

Riapre il Centro d’ascolto della Caritas

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artedì 28 maggio, i volontari del Centro di Ascolto, servizio mensa e magazzino vestiario della Caritas Diocesana di Pesaro hanno rinnovato il loro “SI” a servizio dei più poveri, recandosi a Loreto-Marche presso il Santuario della Vergine Lauretana, qui il Verbo si è fatto carne, permettendo ad ogni uomo l’incontro personale con Gesù. Ad accogliere i volontari, guida-

ti dalla disponibilità e simpatia del Direttore Caritas Don Marco Di Giorgio, è stato l’arcivescovo prelato Giovanni Tonucci che, lasciandosi guidare dalla riflessione intorno a tre parole: casa, dono e Maria, ha risvegliato in ognuno il senso, la direzione, il fine del proprio servizio nella Chiesa. Il pellegrinaggio a Loreto ha sigillato la pausa di riflessione e rinnovamento iniziata il 20 maggio,

giorno in cui i volontari hanno interrotto il loro servizio sul campo, si sono incontrati per una formazione permanente, si sono messi in ascolto della Parola, hanno pregato e condiviso gioie e difficoltà. Gli incontri si sono svolti presso i locali dell’ex seminario di via Avogrado e ogni volontario ha potuto riflettere, rivedere e rinnovare la propria motivazione e adesione al volontariato.

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Agnese Di Giorgio

Riaprono così il centro di Ascolto e il magazzino vestiario, il servizio di mensa non è mai stato interrotto. Riprende il cammino di ognuno nella gioia e nella consapevolezza sempre nuova che la Chiesa, corpo vivo di Cristo, si costruisce attraverso la testimonianza dell’Amore. R.T.

re la vera a t s u g i o u v Se a, vieni t t a n ig p in trippa lla Giannina e d la o u c s alla

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Nella foto: Don Michele Rossini, Gustavo Ferretti, don Bernardo Estrada e Simone Betti - FOTO LOVE

C

ompie un secolo di vita il 31 maggio 2013. Tre figli, di cui uno missionario comboniano, P. Antonio Campanini, 6 nipoti, 11 pronipoti e tanti ex alunni si rallegrano vivamente, non solo per i suoi 100 anni, ma soprattutto per come li ha vissuti: con tanto amore, tanta generosità e tanta fede. La maestra Agnese è anche la zia di don Marco Di Giorgio. Aggiungiamo altresì le felicitazioni de “Il Nuovo Amico”.

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Pesaro

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PREMIATI DALLA FONDAZIONE BEN 54 GLI STUDENTI

Da 15 anni nel ricordo di Filippo Fattori L’avv. Giuseppe Fattori, con alla sua destra la prof.ssa Loretta Mattioli, in rappresentanza dell’Ufficio scolastico provinciale, si accinge alla consegna dei premi.

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a Fondazione Filippo Fattori, nata nel 1990, qualificata O.N.L.U.S., per la quindicesima volta, in ottemperanza al proprio fine di solidarietà, ha premiato con un contributo economico - commisurato, in base a valutazione medica, alla gravità del deficit in atto, perlopiù, di natura neuro-muscolare - quei diligenti e volenterosi studenti delle scuole medie inferiori e superiori della nostra Provincia, i quali, nonostante la compromissione fisica, sono riusciti, come attestato dai rispettivi Istituti scolastici, a superare con profitto gli studi nell’anno 2011 – 2012. Complessivamente i giovani che hanno fruito di questo sostegno, in tale arco di tempo, ascendono a 325. L’avvocato Giuseppe Fattori, assi-

stito dal collaboratore Giorgio Ricci e dalla rappresentante dell’Ufficio Scolastico provinciale prof.ssa Loretta Mattioli, che al solito si è impegnata a dovere per la divulgazione di questa benemerita iniziativa nell’ambito scolastico, ha rivolto ai premiandi studenti, accompagnati dai famigliari e pure da alcune intere scolaresche, parole d’incoraggiamento e di plauso con l’invito a proseguire con dedizione nell’applicarsi allo studio. La consegna dei premi è stata effettuata nel ricordo di Filippo Fattori, figlio dall’avvocato. Tale cerimonia, particolarmente coinvolgente ed emotiva, rappresenta un momento quanto mai corroborante e di soddisfazione per questi giovani che acquisiscono così sempre più fiducia nelle proprie capacità e diven-

tano sempre più pronti ad affrontare con decisione e volontà gli impegni che li attendono, sia nella scuola, sia nella vita quotidiana e sociale. Questi gli studenti premiati: 1 Acciaioli Arianna - Liceo Classico Statale “T. Mamiani” - Pesaro / 2 Alesi Natascia - Scuola Secondaria Superiore “Luigi Donati” - Fossombrone / 3 Angelotto Enrico - Istituto d’Istruzione “A. Cecchi” - Pesaro / 4 Arduini Angelica - Istituto d’Arte “F. Mengaroni” - Pesaro / 5 Bavosi Ilenia - Istituto d’Istruzione Superiore Polo Scolastico 3 – Fano / 6 Bonadies Gianluca - Istituto d’Istruzione “A. Cecchi” – Pesaro / 7 Bucchi Francesco - Istituto d’Istruzione ”A. Cecchi” – Pesaro / 8 Chiappori Simona – Istituito d’Istruzione Superiore “Guido Nolfi” – Fano / 9 Cianni Maria Chiara – Scuola Secondaria Superiore “Luigi Donati” – Fano / 10 Cleri Elia – Istituto Omnicomprensivo “Della Rovere” – Urbania / 11 Cocci Andrea – Istituto d’Istruzione Superiore Polo Scolastico 3 – Fano / 12 D’Aniello Enzo – Istituto Omnicomprensivo “Della Rovere” – Urbania / 13 Dattolico Sabino – Istituto Alberghiero “S. Marta” – Pesaro / 14 Dikra Khalil – Istituto d’Istruzione “A. Cecchi” – Pesaro / 15 Fagotti Chiara – Scuola Secondaria Superiore “Luigi Donati” – Fossombrone / 16 Famoso Stefano – Istituto Alberghiero “S. Marta” – Pesaro / 17 Francesconi Elena - Istituto Alberghiero “S. Marta” – Pesaro / 18 Frat-

tini Angela – Istituto d’Istruzione Roberto - Scuola Secondaria SupeSuperiore Polo Scolastico 3 – Fano / riore “Luigi Donati” – Fossombrone 19 Fulvi Ugolini Leonardo – Istituto / 38 Perrone Ilenia - Istituto Alberd’Istruzione Superiore Polo Scolasti- ghiero “S. Marta” – Pesaro / 39 Peco 3 – Fano / 20 Gaudenzoni Sharon trella Michael – Istituto d’Istruzione – Istituto d’Istruzione “A. Cecchi” Superiore Polo Scolastico 3 – Fano – Pesaro / 21 Geminiani Cristina - / 40 Pierelli Gianmarco – Istituto Istituto d’Istruzione Superiore Polo d’Istruzione Superiore Polo ScolaScolastico 3 – Fano stico 3 – Fano / 41 Piermaria Giada 22 Giampaoli Francesca - Scuola – I.P.S.I.A. “G. Benelli” – Pesaro / 42 Secondaria Superiore Polo Scolasti- Orazi Mattia – Istituto d’Istruzione co 3 – Fano / 23 Giugliano Alber- Superiore Polo Scolastico 3 – Fano to - Istituto Alberghiero “S. Marta” / 43 Orazietti Veronica – Istituto – Pesaro / 24 Gorini Eleonora – Isti- d’Istruzione Superiore Polo Scolatuto d’Arte “F. Mengaroni” – Pesaro stico 3 – Fano / 44 Righi Giorgia / 25 Grillo Vincenzo - Scuola Media Liceo Scientifico “G. Marconi” – Pe“Marco Polo” - Lucrezia di Cartoceto saro / 45 Rotatori Andrea – Istituto / 26 Halimi Sami - Istituto d’Istru- d’Istruzione Superiore Polo Scolazione “A. Cecchi” – Pesaro / 27 La stico 3 – Fano / 46 Santangeli DeMontagna Alessandro – Istituto nis – Istituto d’Istruzione “A. Cecd’Istruzione “A. Cecchi” – Pesaro / chi” –Pesaro / 47 Sbrega Angelica 28 Lazzari Gianluca - Istituto Alber- – Istituto d’Istruzione Superiore Polo ghiero “S. Marta” – Pesaro / 29 Lo Scolastico 3 – Fano / 48 Scanzano Giudice Jessica - Istituto Alberghie- Dario – Istituto d’Istruzione Supero “S. Marta” –Pesaro / 30 Mamouni riore Polo Scolastico 3 – Fano / 49 Fadwa – Istituto d’Istruzione Supe- Solferini Stefano - Liceo Scientifico riore “Raffaello” – Urbino / 31 Maz- “G. Marconi” – Pesaro / 50 Spinaci za Giovanni – Istituto d’Istruzione Marco - Istituto Comprensivo “FAA Superiore Polo Scolastico 3 –Fano / di Bruno” – Marotta / 51 Spivacen32 Nobili Matteo - Liceo Scientifico co Andrei - Istituto Comprensivo “G. Marconi” – Pesaro / 33 Pagnini Superiore Polo Scolastico 3 – Fano / Francesco - Liceo Classico Statale 52 Tomassini Antonio – Liceo scien“T. Mamiani” – Pesaro / 34 Palazzini tifico “G. Marconi” – Pesaro Lorenzo - Liceo Scientifico “G. Mar- 53 Villanova Matteo - Istituto Alconi” / 35 Pallara Marco – Istituto berghiero “S. Marta” – Pesaro / 54 d’Istruzione Superiore Polo Scola- Vegliò Alice - Istituto Alberghiero “S. stico 3 – Fano / 36 Panicali Giulia – Marta” – Pesaro Istituto d’Istruzione Superiore Polo gar Scolastico 3 – Fano / 37 Paparone © RIPRODUZIONE RISERVATA

DA 50 ANNI LA FESTA DEL PAESE

IL 2 GIUGNO A TAVULLIA

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Tradizione a Roncaglia

Breviario di notizie pesaresi

i è celebrata a Roncaglia nella penultima domenica di maggio, la festa parrocchiale. Nella foto alcuni dei ragazzi che si sono occupati dell’organizzazione, impegnati ad intrattenere il paese con simpatici balli e giochi organizzati dal gruppo folkloristico di Candelara. Questi ragazzi si impegnano ogni anno a tenere viva A cura di Vittorio Cassiani

questa tradizione che ormai si tramanda da più di 50 anni, ottenendo sempre un gran successo grazie anche al contributo di tutti i parrocchiani. La festa ha avuto chiaramente anche il momento religioso con la celebrazione della S. Messa alle ore 9,30 e la processione preceduta dalla S. Messa alle ore 15, pro-

Le farfalle di Lele

cessione che partendo dalla chiesa ha raggiunto il paese percorrendo alcune vie recitando il S. Rosario intercalato da canti religiosi sostenuti dalla banda.

WEEK-END GASTRONOMICI – Sono aperti i seguenti ristoranDOMENICA 2 GIUGNO ti: Osteria del Parco (Acqualagna), “L’EUCARESTIA EDUCA LA FAMI- La Cantinaza (Montemaggiore GLIA” – Da oggi a sabato prossi- al Metauro), La Collina da Pifin mo adorazione eucaristica nella (Monteporzio), Antica Osteria da chiesa di via della Maternità con Oreste (Casinina di Auditore). le parrocchie Santo Stefano in A VISMARA – Manifestazione Candelara e San Donato in Belve- ciclistica per la categoria giovadere Fogliense. nissimi (6-11 anni) sotto l’egida 4° RADUNO NAZIONALE – Pro- della Società ciclistica pesarese. posto dal Vespa club Pesaro. Coordinatore: Eugenio Arduini. Iscrizioni, dalle ore 8.30 alle 10, La partenza al primo gruppo di presso il Ristorante “Serra degli concorrenti viene data, alle ore agrumi” all’interno del Parco Mi- 15.30, da via Basento. ralfiore. Info: 348.6013378. “LE FARFALLE DI LELE” – Pre“MONTE SAN BARTOLO” – Con sentazione del libro di Emanuela il CAI. Da Gabicce Mare a Fioren- Arcangeli dal racconto di Sanzuola di Focara. Accompagnatori: dra Banci. Interventi del coro “I Alfiero Tallinai (346.0433452) ed Cantori della città futura” e del Antonio Mezzino (333.9296308). Gruppo orchestrale dell’Istituto “CAPRILE AGRISHOW” – A Villa comprensivo Pian del Bruscolo. Caprile si conclude, oggi, la 12^ Nella Sala consiliare dell’Unione edizione. Incontri e spettacoli dei Comuni di Pian del Bruscolo dalle ore 9 alle 21.30. di Tavullia. Ore 18. “LE FORME DEL VIAGGIO” – Viaggio nell’arte e nella storia LUNEDI’ 3 GIUGNO attraverso un monumento. Un TORNEO DI CALCIO INTERQUARpercorso per ragazzi (10-14 anni) TIERI – Prende l’avvio questa e uno per adulti. Palazzo duca- sera sul campo sintetico di Lorele di Pesaro. Previsti due turni: to, promosso dall’Associazione ore 9.45 e 11.45. Info: Isairon italiana cultura e sport (AICS). 338.2629372. CONSULTA PASTORALE GIOVANIA GRADARA – Si conclude, a LE – Sala San Terenzio, ore 21. Palazzo Rubini Vesin, la mostra multisensoriale proposta da MARTEDI’ 4 GIUGNO Francesca D’Elia e Giovanni Ga- ESTATE BAMBINI – Centro estivo liardi. Orario: 10-13 e 15-18. per bambini dai 3 ai 6 anni che FIERA DEL RIUSO – Festa insie- frequentano la scuola dell’infanme al Parco Scarpellini (zona Mu- zia. “Primi passi”, in via Petrarraglia) dalle ore 10 alle 20. Stand ca 54 (zona Muraglia). Iscrizioni gastronomici, animazione, musi- possibili fino al 18 giugno. Info: ca e ballo, attività sportive, ban- 0721/65945 oppure 328/4592742. carella dei bambini, associazioni GIUDICI POPOLARI – E’ in corso di volontariato, mercatino del l’aggiornamento degli elenchi. riuso. In caso di maltempo rinvio Gli interessati possono presentaa domenica 9/6. re domanda, entro il mese di lu-

glio, alla Segreteria del Comune di Pesaro. ISCRIZIONI AL NIDO D’INFANZIA – Con riferimento all’anno scolastico 2013/2014 per bambini nati dal 1° gennaio 2011 al 1° giugno 2013. Le domande di iscrizione vanno presentate on line sul sito www.comune.pesaro.pu.it. Info: Servizi politiche educative (via Mameli 9). Tel. 0721/387534-353. MERCOLEDI’ 5 GIUGNO VILLA IMPERIALE – Da oggi al 25 settembre: visite guidate ogni mercoledì dalle ore 16. Prenotazione obbligatoria: IAT, p.le della Libertà (tel. 0721/69341). Euro 12. NELL’UNILIT – Conversazione filosofica del professor Paolo Bellinazzi: “Comunismo e nazifascismo: il ‘sogno’ di una ‘cosa’”. Sala San Terenzio, ore 16.30. ASSEMBLEA AMICI DELLA PROSA – Nella Sala gruppi dell’Amministrazione provinciale (v.le Gramsci 4). Ore 18.30. Al termine comunicazione delle Compagnie ammesse al 66° Festival. ORA DI ADORAZIONE – Nella chiesa di via della Maternità per giovani e coloro che vogliono unirsi alla preghiera. Ore 21. GIOVEDI’ 6 GIUGNO SPORT VILLAGE – Per minori dai 5 ai 12 anni. Nell’impianto sportivo “Parco della Pace”, via Redipuglia 34/36. Info: 0721/405029. “PIANTE TRA MITO, SIMBOLI E ARTE” – Conversazione di Grazia Calegari: “Immagini di rose nel tempo e rosa di Pesaro”. Corte di Palazzo Toschi Mosca, ore 18.30. “IL VENTO DEGLI ANNI 60” – Spettacolo proposto dagli studenti del Liceo scientifico musi-

omenica 2 giugno alle ore 18 presso la sala consigliare dell’unione dei comuni di Pian del Bruscolo (Tavullia) sarà presentato il libro Le farfalle di Lele di Emanuela Arcangeli dal racconto di Sandra Bonci. Ci sarà accompagnamento canoro e musicale con la collaborazione de “I Cantori della Città Futura e dell’Istituto Comprensivo Statale Pian del Bruscolo. L’Associazione “Le farfalle di Eleonora” devolverà l’intero incasso del libro ai bambini ammalati. Enrico Morri © RIPRODUZIONE RISERVATA

cale. Tutte le sere fino a domenica 9 giugno. Teatro Rossini. NELLA CHIESA DELL’ADORAZIONE – Adorazione comunitaria per le vocazioni. Ore 21. VENERDI’ 7 GIUGNO FESTA DELLA BISTECCA – In zona “5 torri”. Oggi e domani dalle ore 18 alle 24; domenica dalle 11.30 alle 24. Parcheggio in via del 900. NELLO SCALONE VANVITELLIANO – Piazza del Monte (ingresso via della Maternità). Espone Susanna Majuri: “The breath of water” . Orario di apertura: da mercoledì a domenica 18-21, dal 24 al 30 giugno tutti i giorni 1821. Info: 340.7519839,

SABATO 8 GIUGNO “SOCIALE BOCCE” – La manifestazione si svolge, dalle ore 8.30, su vari impianti della città. Nel pomeriggio finali e premiazioni nel Bocciodromo della Società Rinascita di Villa Ceccolini. Pranzo sociale, alle ore 13, presso il Centro socio-culturale anziani “L’Asilo” di Villa San Martino (via Leoncavallo 15). CON “IL PONTICELLO” – “Dai luoghi dell’anima agli artisti di strada”. Destinazione Pennabilli. Ritrovo presso “Polvere di cafè”, via Fratti 126. Ore 10. Quota euro 12. FESTA DEI POPOLI – Oggi e domani nel Parco Miralfiore, 10^ edizione. Dalle ore 16: “Area bambini”, “Biblioteca vivente”, “Musica e spettacoli etnici”.


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Pesaro

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LA DATA E’ FISSATA AL 14 LUGLIO

Riapertura dei Musei Civici

I Musei Civici riapriranno il 14 luglio. Questa la notizia più importante che il Sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli, l’Assessore alle Nuove Opere Rito Briglia e l’Assessore alla Cultura Gloriana Gambini hanno fornito ai giornalisti presenti alla conferenza stampa tenutasi venerdì scorso a Palazzo Mosca. Cui ha fatto seguito una “visita guidata” dagli stessi a beneficio dei “media” ospiti. Ceriscioli ha sintetizzato confermando che la ristrutturazione degli spazi museali e il loro allestimento si devono a fondi europei. “Negli ultimi 3-4 anni”, ha commentato il primo cittadino, “siamo ricorsi sempre più spesso a questo tipo di fondi, il cui uso è immune dalle costrizioni imposteci dal Patto di Stabilità: questo progetto è costato 1,3 mln di Euro, cui vanno idealmente aggiunti 3,3 mln di fondi europei di tipo FAS impiegati per l’autostrada e circa 300mila investiti in progetti più minuti.” La visita ha obbedito ad una tempistica precisa. I lavori di ristrutturazione veri e propri – di cui è responsabile l’Assessorato alle Nuove Opere - sono in via di ul1903-1923

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enito Mussolini il 22 ottobre1922 avrebbe preso il potere; un grido d’allarme venne lanciato da L’Idea dell’11 agosto. Il suo articolo di fondo venne scritto, in grassetto, a caratteri cubitali (enormi): All’ombra del segreto, i falsi tutori della classe lavoratrice hanno proclamato uno sciopero, ignobile perché non necessario, evidentemente generatore di disordini – e quindi antinazionale. Di rimbalzo, con un’organizzazione di violenza che deve aver fatto temere finalmente lo stesso Governo, il fascismo ebbe, per qualche giorno, in pugno la vita nazionale italiana. E la Patria – che dev’essere

timazione, e gli esponenti della Giunta ci hanno tenuto a illustrare le modifiche degli spazi e i materiali impiegati prima che inizino i lavori di allestimento - sotto la responsabilità dell’Assessorato alla Cultura – che, una volta iniziati, avrebbero reso impossibile esaminare con completezza il “cantiere nudo” dei primi. La fase del “passaggio del testimone” fra le deleghe di Briglia e quelle della Gambini costituiva così un’occasione unica. Il primo ha commentato rilevando che il finanziamento europeo impone criteri più rigorosi per la rendicontazione ed un altrettanto rigoroso rispetto delle scadenze. “Ma queste regole, per quanto severe, sono di gran lunga preferibili ai lacci del Patto di Stabilità”, ha affermato. Nel condurre gli ospiti nelle varie sale, Sindaco e assessori hanno sottolineato come gli spazi museali siano aumentati. Si tratta ora di 950 mq. totali: 250 di questi se ne sono aggiunti anche grazie alla conglobazione dell’appartamento dove un tempo viveva il custode. Al piano terra, accanto alla biglietteria, sorgerà una caffetteria in gestione associata con l’adiacente bar di Casetta Vaccai. Al piano superiore, oltre alla ex- sala Rossini e alla famosa Sala Bellini già allestita con dipinti del famoso pittore e di artisti della sua scuola, altri spazi saranno dedicati alle Arti Decorative, incluse le ceramiche già in parte esposte, alle sale di opere d’arte suddivise per epoca, e alla Sala dedicata al Novecento. “Il prossimo intervento di questo tipo”, ha concluso il sindaco, “lo faremo per riqualificare l’area archeologica di Colombarone”. Claudio Turco © riproduzione riservata

Nella foto: La “Medusa” di Mengaroni (cortile musei civici)

Il fondo di tutti, perché tutti devono essere suoi – subì ancora sangue e fuoco a straziarle il corpo, tanto malato. I violenti – di sinistra e di destra, di ieri e di oggi – dovrebbero sentire l’orrore del fratricidio, e dell’odio che ne è retaggio inevitabile. Il Governo (che non è del socialista Nitti o del fascista Giolitti, ma di ogni cittadino italiano), si elevi imparzialmente – e doverosamente – a imporre il rispetto a una legge uguale per tutti. – E’ ora! C’illuderemo pensando che lo scoccare di quest’ora è stato avvertito dal Governo stesso? Speriamo di no. Stefano Giampaoli © RIPRODUZIONE RISERVATA

PUBBLICAZIONI DAL fino AL 30 maggio

Oggi sposi!

comune di Pesaro

a cura di Caterina Tani

Ferroni Gianluigi (60 anni) e Druda Patrizia (52 anni) Nardini Carlo (60 anni) e Benedetti Anna (59 anni) De Meo Michele Lucio (30 anni) e Berretta Elena (31 anni) Bartolini Morris (36 anni) e Angileri Sara (25 anni) Lungu Dumitru (29 anni) e Gutu Alina (31 anni) Baldoni Nicola (35 anni) e Garofalo Loredana (31 anni) Gallo Gianluca (31 anni) e Cipressi Alice (30 anni) Pugliese Nicola (33 anni) e D’avanzo Sandra (34 anni) Romoli Federico (37 anni) e Bichi Cecilia (33 anni) Costantini Daniele (34 anni) e Sabbatini Sara (31 anni) Cerasuolo Carlo (63 anni) e Paun Violeta (50 anni)

• il• amico nuovo

necrologi ✞ Martedì 21 Maggio è mancata all’ affetto dei suoi cari

Annita vicarelli nata il 18/08/1922 morta il 21/05/2013 Il funerale ha avuto luogo il 21/05/2013 ore 15,00 presso la chiesa S. Maria dell’Arzilla A.F. Alma Mater di Stefania Tonelli via del Fallo, 8 - Pesaro - tel. 0721/33100

Mercoledì 22 Maggio alle ore 3,15 all’ospedale di Urbino, munito dei conforti religiosi è mancato

Gualtiero Lombardi

Il funerale ha avuto luogo Giovedì 23 maggio alle ore 15.30 nella Chiesa parrocchiale di Sacro Cuore a Soria. Dopo la S. Messa è proseguito per il cimitero Centrale. A.F. Marinelli – Via Del Governatore, 4 tel. 336/284055 – 337/635960

✞ Venerdì 24 Maggio alle ore 3.15, munita dei conforti religiosi, è mancata

Giuseppinapalazzini ved. Giommi

Ne danno il triste annuncio il figlio SERGIO, il nipote GIULIO, la consuocera CAMILLA e i prenti tutti. Il funerale ha avuto luogo sabato 25 maggio presso la chiesa parrocchiale di Santa Maria di Rosciano ove alle 10,30 è stata celebrata la funzione religiosa. Dopo la S. messa ha proseguito per il cimitero locale. A.F. Marinelli – Via Del Governatore, 4 tel. 336/284055 – 337/635960

Sabato 25 maggio alle ore 22 è mancata all’affetto dei suoi cari, all’età di anni 93

Munito dei conforti religiosi è mancato all’ affetto dei suoi cari

enrichetta pagnini ved. Simoncelli

Lo annunciano con profondo dolore il figlio PAOLO e i parenti tutti. Il funerale ha avuto luogo lunedì 27 Maggio alle ore 17 partendo dall’obitorio di Muraglia per la SALA del REGNO dei Testimoni di Geova di via Togliatti. Dopo la cerimonia funebre è seguito il trasporto al Cimitero di RONCAGLIA. Si ringraziano quanti hanno partecipato alla cerimonia. IROF Funeral Services Sede Pesaro via Cattaneo n.11 - Tel. 0721 31494-371444

Lunedì 27 Maggio alle ore 0.45, munita dei conforti religiosi, è mancata all’età di anni 96

Giuseppa Felici (Nonna Peppa) ved. Tittarelli

Ne danno il triste annuncio il figlio MARIO, la nuora MARIELLA, i nipoti MASSIMILIANO con MANUELA e MARCO con CATERINA,gli amatissimi pronipoti e parenti tutti. Il funerale ha avuto luogo Martedì 28 Maggio alle ore 15 partendo da Casa Padre Damiani per la Chiesa parrocchiale di Santa Croce in via Lubiana. Dopo la S. Messa è proseguito per il Cimitero Centrale. A.F. Marinelli – Via Del Governatore, 4 tel. 336/284055 – 337/635960

Venerdì 24 maggio alle 7.40 è mancata all’affetto dei suoi cari,munita dei conforti religiosi, all’età di anni 78

Guerrina Gazzalini ved. Falconi

Lo annunciano con profondo dolore i figli RICCARDO ed ELISABETTA,il genero MARCELLO, gli adorati nipoti ANGELA e STEFANO,la sorella MARIA GRAZIA e parenti tutti. Il funerale ha avuto luogo lunedì 27 Maggio nella Chiesa parrocchiale di S. Maria di Loreto. Dopo la S. Messa ha proseguito per il Cimitero Centrale. Si ringraziano a quanti sono intervenuti alla mesta cerimonia. IROF Funeral Services Sede Pesaro via Cattaneo n.11 - Tel. 0721 31494-371444

✞Sabato 25 maggio

alle ore 19.20 è mancata all’affetto dei suoi cari, munita dei conforti religiosi, all’età di anni 92

alfea carnarolI ved. Neri Lo annunciano con profondo dolore i figli ELISEO, PAOLA, GABRIELE e DAVIDE, il genero, le nuore e gli adorati nipoti.Il funerale ha avuto luogo lunedì 27 Maggio alle ore 15 nella chiesa parrocchiale di S. Luigi Gonzaga. Dopo la S. Messa ha proseguito per il Cimitero di Piagge. IROF Funeral Services Sede Pesaro via Cattaneo n.11 - Tel. 0721 31494-371444

ringraziamento La famiglia TITTARELLI nell’impossibilità di farlo singolarmente, ringrazia commossa quanti hanno partecipato al suo dolore per la perdita della cara

GIUSEPPA FELICI (NONNA PEPPA)

Sabato 1 Giugno alle ore 19 S. Messa di settima nella Chiesa parrocchiale di Santa Croce in via Lubiana. A.F. Marinelli – Via Del Governatore, 4 tel. 336/284055 – 337/635960

✞ Martedì 28 maggio alle ore 3 è mancato all’ affetto dei suoi cari,all’ età di anni 83

elio ovanI

Lo annunciano con profondo dolore la moglie MARIA, i figli ENZO e CORRADO, le nuore RITA e CRISTINA, le adorate nipoti SARA e SONIA, i fratelli MARIA, LAURINA e GIORGIO, i cognati, nipoti e parenti tutti. Il funerale ha avuto luogo mercoledì 29 Maggio nella Chiesa parrocchiale di BABBUCCE alle ore 15 ove è stata celebrata la S. Messa. Dopo il rito funebre è seguito il trasporto al Cimitero di MONTELURO. IROF Funeral Services Sede Pesaro via Cattaneo n.11 - Tel. 0721 31494-371444

Renzo Maggioli

Ne danno il triste annuncio la moglie TERESA,i figli FABRIZIO e ,LUCA la nipote LUCIA, le sorelle MARIA, GIOVANNA e DORINA, le cognate ODELIA, IMELDE ed ELVINA,i cognati TERZO e GIORGIO,i pronipoti,i cugini e i parenti tutti. Il funerale ha avuto luogo lunedì 13 maggio nella chiesa di Villa Fastiggi con l’ accompagno al cimitero locale. O.F.San Pietro di Marco Giombetti-via Villa Fastiggi 105, Pesaro-tel.0721/282549

ringraziamento La famiglia SERAFINI nell’impossibilità di farlo sing olar mente, ringrazia commossa quanti hanno partecipato al suo dolore per la perditadella cara

Adriana Amadori (Diana)

Domenica 26 Maggio alle ore 11.15 è stata celebratala S. Messa di settima nella Chiesa parrocchiale di S. Carlo Borromeo in via Nitti. A.F. Marinelli – Via Del Governatore, 4 tel. 336/284055 – 337/635960

ringraziamento La famiglia PERIDI LUCA nell’impossibilità di farlo s in g o l a r m e n te , ringrazia commossa quanti hanno partecipato al suo dolore per la perdita della cara

mara

Lunedì 27 Maggio alle ore 19 è stata celebrata la S. Messa di settima nella Chiesa parrocchiale di S. Carlo Borromeo. A.F. Marinelli – Via Del Governatore, 4 tel. 336/284055 – 337/635960

ringraziamento La famiglia SCAVOLINI ringrazia tutti coloro che hanno voluto onorare

amedeo

con le loro testimonianze di affetto. Nella ricorrenza del trigesimo della scomparsa Martedì 18 Giugno alle ore 18.30 verrà celebrata una S. Messa nella Chiesa Cattedrale di Pesaro. A.F. Marinelli – Via Del Governatore, 4 tel. 336/284055 – 337/635960

anniversario ...i giorni passano, gli attimi rimangono.... Lunedì 3 Giugno ricorre il quinto anniversario della scomparsa del caro

ANGELINO CANTORI

Lo ricordano con amore e rimpianto la moglie Gemma, la figlia Rita,il genero Aldo, gli adorati nipoti Sara e Luca e parenti tutti.Una S. Messa in suffragio sarà celebrata Domenica 2 Giugno alle ore 11.15 nella Chiesa parrocchiale di S. Maria delle Fabbrecce.Si ringraziano quanti si uniranno nel ricordo e nella preghiera. A.F. Marinelli – Via Del Governatore, 4 tel. 336/284055 – 337/635960


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libera tutti

Redazione della Casa Circondariale di Villa Fastiggi - Str. di Fontesecco, 88 - 61122 Pesaro (PU) - Anno II - Numero 8 del 2 giugno 2013 CONTATTI info@ilnuovoamico.it - tel 0721/64052 fax 0721/69453

PROGETTO SULLA LEGALITA’ INSIEME AL LICEO ECONOMICO-SOCIALE “NOLFI” DI FANO

a i b b a g n i e c s e p n u e m Co Editoriale

“Mi sono sentito come a casa”

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uesto è il pensiero che Diego, uno studente, nel momento finale del primo incontro con la redazione di “Penna Libera Tutti”, ha espresso con un sorriso aperto e sincero. Tale frase è molto indicativa dell’atmosfera serena, di accoglienza reciproca, di disponibilità a raccontarsi e ad ascoltarsi che si è creata in una mattinata un po’ speciale, di un “fare scuola” in un modo diverso, a contatto con un mondo sconosciuto, spesso ignorato e disprezzato come quello del carcere. Le alte mura, le inferriate, i cancelli nascondono una realtà che è, prima di tutto, comunità di uomini e di donne, che condividono un percorso individuale, difficile e complesso, in un contesto che toglie e annulla il bene più prezioso che l’uomo ha: la sua libertà. L’impatto iniziale con la struttura è stato molto forte: paura, soffocamento, disagio, agitazione, angoscia… sono queste le parole che i ragazzi hanno usato maggiormente nelle riflessioni personali (vedi pag. 14), per esprimere i loro stati d’animo prima dell’incontro, nella Casa circondariale di Villa Fastiggi, con la redazione

di “Penna Libera Tutti”; ed è stato altrettanto scioccante, toccare con mano, il senso di violazione e limitazione della libertà personale, un valore assoluto per degli adolescenti che si stanno affacciando alla vita. All’uscita emergono emozioni molto diverse: piacere, ammirazione, scoperta di valori, gioia, tranquillità, ma anche una profonda tristezza, dovuta al dolore che quel luogo di esclusione e separazione produce. Il colore così diverso delle emozioni, iniziali e finali, è sicuramente l’effetto positivo che la conoscenza e la relazione diretta hanno innescato: il desiderio di riconoscere e superare i pregiudizi, molto presenti e radicati nei confronti di chi vive in un luogo di detenzione, fa emergere la centralità e il valore della persona umana e della sua dignità, al di là di ogni sbaglio o errore che possa aver commesso. Ascoltare dalla voce di Alfonso, Spartaco, Luca, Alessandro, Toni… le testimonianze di come si vive dentro quelle mura, le enormi difficoltà, i problemi quotidiani, ma anche la speranza e le riflessioni su come il cambiamento sarebbe possibile se

venisse veramente attuato ciò che è già previsto dalla legge, in particolare dalla Costituzione (trasformare il carcere da luogo di pena a luogo di rieducazione)…, ci ha dato una preziosa opportunità di spalancare gli occhi su un mondo così vicino, ma allo stesso tempo, così lontano. Tali racconti si sono poi intrecciati con la lettura del libro di Gherardo Colombo “Sulle regole”, che ha arricchito il dibattito ed il confronto, rendendoci consapevoli che “il rispetto dell’altro equivale anche al rispetto di sé, e ogni volta che si degrada o si consente che sia degradata un’altra persona, noi stessi ne siamo degradati, in quanto parte di un medesimo insieme”. Grazie a tutta la redazione, ed a tutto il personale della Casa circondariale, per averci fatto sentire partecipi di questo insieme. Loretta Barberi - Docente di diritto Liceo Economico Sociale “G. Nolfi” di Fano

Il ponte dei sospiri

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n dialogo con la città”. Con questo titolo “Penna Libera Tutti” iniziava le pubblicazioni il 7 ottobre 2012. La nostra speranza era quella di essere notati da qualcuno là fuori e provare a costruire un ponte immaginario per raggiungere altre persone. Allora ci sembrava quasi un sogno, uno di quei desideri che si possono chiedere solo al classico genio della lampada. E invece in soli sette mesi abbiamo constatato con mano che i nostri articoli finivano davvero nelle mani di tanti lettori. In molti hanno iniziato ad attraversare quel ponte per avvicinarsi a noi. Così la nostra redazione si è aperta alle telecamere della Rai e poi sono arrivati gli studenti de “Il Ducato”, il periodico dell’Università di Urbino. Sorprendente anche come, da un nostro piccolo annuncio sul Nuovo Amico, sia nata una gara di solidarietà che in pochi giorni ci ha permesso di avere una decina di computer per la nostra redazione. Infine non possiamo dimenticare la pagina speciale che “L’Azione”, settimanale di Fabriano, ci dedica una volta al mese riprendendo alcuni degli articoli di “Penna”. Ma la sorpresa più grande ci è giunta dagli studenti e dagli insegnanti del Liceo Economico Sociale “G. Nolfi” di Fano che, dopo poche settimane dalla prima uscita del nostro periodico, ci hanno contattato per portare avanti “insieme”, un progetto didattico. Ne è uscito un qualcosa di straordinario che proviamo a raccontare in questo numero. La Redazione


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Non siamo “mostri” da tenere a distanza

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el corso dell’anno scolastico riservare spiacevoli conseguenze. i ragazzi della classe Terza Credo poi che il loro metodo di C dell’istituto Nolfi di Fano, studio, di far emergere delle parole hanno approfondito l’argomento significative da ogni incontro, sia della legalità anche attraverso degli stato veramente importante. incontri con noi detenuti della Mi piace pensare che, più che di redazione di “Penna Libera Tutti” legalità, in un paese come il nostro, della Casa Circondariale di Villa dove purtroppo sembra quasi che se Fastiggi. Nella prima occasione, ne siano perse le tracce, sia utile entrando nel carcere, lasciandosi nelle scuole imparare a prevenirne alle spalle i grandi cancelli di le cause di tanti illeciti, aiutando i ferro che dividono le due realtà, il ragazzi a capire il significato e le loro imbarazzo era tale quasi da conseguenze delle nostre azioni. spaventarli. Appena rotto il ghiaccio Tra le parole emerse dai nostri però, si sono resi conto che anche incontri segnalo: “partecipazione”, qui dentro ci sono persone sensibili che è già un modo per farsi e non solamente “mostri” da tenere conoscere; “valore”, inteso come a distanza. Personalmente spero il rispetto delle regole civili nel che gli incontri con noi siano stati rapporto con gli altri; “dignità”, che costruttivi. Abbiamo cercato di potrebbe essere la parola giusta metterli da subito a proprio agio (per per racchiudere il concetto di quanto possibile), inoltre abbiamo identità di una persona, “coerenza”, provato a spiegargli che la legalità, che prevede che le nostre azioni oltre a quella teorica, studiata sui rispettino quelli che sono i nostri libri di scuola, va praticata nella pensieri (spesso ci capita di parlare vita. Abbiamo provato a riflettere di valore morale, di etica e poi un insieme sul sottile confine tra giusto momento dopo facciamo tutto il e sbagliato, tra il bene e il male. contrario solo per egoismo o per Ci siamo trovati d’accordo sul fatto pura comodità); “equilibrio”, che che un eventuale errore potrebbe nella nostra società e nella vita di

tutti noi ce n’è veramente poco; “impegno” perché rappresenta il modo in cui ci si deve comportare nelle società; “miglioramento” perché è quello che ognuno di noi dovrebbe cercare di fare per tutta la vita; “libertà” che in questo ambiente assume un valore particolare. Ecco, credo che per cercare di prevenire la perdita di questo bene prezioso, bisognerebbe agire proprio in funzione di una nuova educazione ai valori, a partire dalla scuola che per prima dovrebbe guidare i ragazzi verso un percorso di vita che sia il più onesto possibile nel rispetto delle regole, mettendo a conoscenza i giovani delle conseguenze a cui si va incontro quando il pensiero di trasgressione prevale sul buon senso. Mi auguro che l’approccio con noi detenuti, che stiamo pagando direttamente le conseguenze dei tanti errori commessi in passato, sia stato per la 3^C del “Nolfi”, motivo di grande riflessione, proprio per evitare di cadere in certe situazioni di enorme disagio che inevitabilmente ti segnano per tutta la vita. Si è parlato anche del grande pregiudizio

La generosità dietro alle sbarre è stato molto importante potersi confrontare con persone che, fuori da questo contesto, hanno idee su noi detenuti. Sinceramente appena li ho visti, mi sono subito ricordato di quando anche io andavo a scuola. Quando studiavo io però non ricordo di aver mai visto un questionario sul carcere. Mi hanno fatto molta compagnia questi

20 alunni della classe Terza C. Sapevo che volevano incontrare noi della redazione ma prima di conoscerli mi chiedevo: «Chissà cosa si aspettano? Chissà che persone vedranno guardandoci negli occhi? Spero tanto che almeno considerino che siamo persone anche noi nonostante tutto». Io mi sono descritto come una persona normale. Sì, è vero.

Ho commesso un reato ma non sono cattivo, anzi. Forse il cuore di noi detenuti è più generoso di chi non è mai stato dietro le sbarre. La reclusione per certi aspetti ti costringe a crescere. Ti fa capire quello che non hai mai capito. Addirittura adesso ho compreso dove c’è il bene e dov’è il male. Dalle domande che ci facevano gli stu-

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che c’è nei confronti dei detenuti e dei grandi tabù che ruotano intorno al mondo sconosciuto del carcere, arrivando ad una conclusione unanime: conoscere e differenziare il comportamento di ogni persona prima di giudicare tutti allo stesso modo. Difatti, dopo aver dialogato con loro, è emerso che le considerazioni che avevano nei nostri confronti sono notevolmente cambiate. Una delle parole che a mio modesto parere è mancata nelle considerazioni è AMORE. Personalmente credo sia il motore della vita, quella parola che riportata nella realtà giornaliera, ci fa migliorare quotidianamente nel rapporto con gli altri e che riassume tutti quei valori che purtroppo si stanno perdendo. La redazione di “Penna Libera Tutti” ringrazia tutti coloro che hanno reso possibile questo confronto e auspicando che di questi incontri ce ne siano ancora, salutiamo tutti i ragazzi della terza C e le insegnanti, compresa la tirocinante avv. Chiara Centofanti dell’istituto “Nolfi” di Fano. Grazie. Spartaco

denti ho capito infine che si erano preparati molto sull’argomento della legalità. Per questo mi sento di dover fare i complimenti a studenti e insegnanti perché, pur essendo molto giovani, hanno già le capacità di affrontare discorsi seri e importanti e stimolare gli anticorpi per vivere nella legalità. Alfonso


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Il momento più emozionante del progetto G

li incontri con la redazione di “Penna Libera Tutti” hanno costituito il momento conclusivo e sicuramente più emozionante del Progetto “Giustizia e diritto: quale rapporto?”, intrapreso da noi studenti della classe III C del Liceo Economico Sociale “G. Nolfi” di Fano, ad inizio anno scolastico. L’attenzione si è focalizzata, attorno a tre tematiche (la giustizia penale in Italia, la pena di morte e il carcere) da noi scelte ed approfondite, non solo con gli strumenti della ricerca teorica, ma anche con importanti esperienze “sul campo”. La visita al Tribunale di Fano, la testimonianza di Cristina Campagna, responsabile del gruppo Amnesty international di Pesaro e le tre mattinate trascorse con la redazione, nella Casa Circondariale di Villa Fastiggi ci hanno dato la preziosa opportunità, non solo di venire in contatto con importanti istituzioni e associazioni che operano sul territorio, ma, soprattutto, di conoscere e di confrontarci con tante persone che, in mondi e con ruoli diversi, hanno condiviso questo nostro percorso di crescita . Un grazie al Comune di Fano (Assessorato alle Politiche giovanili) per il sostegno economico, al Dirigente Scolastico prof. Flavio Grilli, al personale di Segreteria, al prof. Ruben Eugenio Mariotti per la collaborazione e a tutti i docenti della classe III C, per la disponibilità dimostrata. I ragazzi della 3^C

È stato come tornare a scuola I

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li incontri con la 3^ C del Liceo “Nolfi” di Fano mi hanno fatto rivivere alcuni momenti di quando anch’io andavo a scuola per cercare di imparare qualcosa che mi sarebbe potuto servire da mettere in pratica per il mio domani. Nelle giornate di confronto con loro, ho vissuto delle forti emozioni che mi hanno fatto sentire felice e partecipe dei loro pensieri sul carcere e di come vedevano noi detenuti. Li ho visti vicini ai nostri problemi e, ascoltandoli parlare, ho ripensato a quando io con miei compagni di scuola, invece di costruire dialoghi su argomenti seri e importanti, pensavo solo a prendere in giro gli altri per poi trovare una scusa per litigare e fare casino. Mi sono così reso conto che i tempi oggi sono cambiati, e vedo un’unione sincera tra questi ragazzi. Con loro abbiamo potuto scherzare senza che pesasse

l 14 febbraio 2013 è stato somministrato un questionario ai 286 studenti (di cui 261 ragazze e 25 ragazzi) del Liceo delle Scienze umane, scienze sociali, scienze della formazione ed economico-sociale. L’obiettivo dell’indagine è duplice: da una parte, rilevare il livello di conoscenza degli adolescenti (14-19 anni) della complessità del sistema carcerario; dall’altra indagare la rappresentazione che essi hanno di tale sistema e della sua funzione sociale. Si è scelto un questionario con parecchie riposte aperte, per lasciare spazio alle idee degli studenti. Sinteticamente emerge che: il 40% afferma di conoscere l’organizzazione di un carcere. Molto alto è l’interesse a visitarne uno (81%) che corrisponde, all’incirca, a quella di coloro che non hanno mai visitato un istituto penitenziario. Poco più della metà di questa percentuale, sono invece le persone disposte a svolgere un’attività (dal fare compagnia, al volontariato a svolgere un lavoro vero e proprio). È significativo che il 64% degli studenti intervistati ha dichiarato di sentirsi capace di relazionarsi con un detenuto; tra gli insegnamenti che questo confronto potrebbe portare, oltre al superamento di paure, pregiudizi e al pensare sempre alle conseguenze delle nostre azioni, c’è la comprensione vera e profonda del valore della libertà, ascoltando l’esperienza di chi l’ha persa: un’importante lezione di vita. Libertà – Il prigioniero chiude un seme nel pugno aspetta che germogli spaccandogli la stretta (Erri De Luca) - Il disegno accanto è stato realizzato da due studentesse della 3^C e collocato su un cartellone firmato da tutti i ragazzi

la differenza di età e senza pregiudizi reciproci. Al contrario. Abbiamo vissuto giornate in un clima di grande rispetto ed educazione verso il prossimo pur essendo dentro il carcere dove lo stato d’animo delle persone non si può certo definire felice. Dove la maggior parte dei detenuti spesso preferisce stare sulla linea difensiva senza riuscire ad aprirsi più di tanto. Per me sono stati momenti anche profondi perché ci siamo scambiati idee costruttive con molto ordine, rispetto e precisione nell’intervenire a turno senza sovrapporci a vicenda. Anche se avevo qualche domanda non sono mai riuscito ad esternarla. Questa volta per me è stato molto più importante ascoltare. Anche se per poche ore sono ritornato ragazzino e per me è stato fantastico … tornare a scuola. Ezio

Bravi ragazzi ma … basta carcere I l “Progetto legalità”, nasce da un’idea della professoressa di diritto Loretta Barberi che ha ben pensato, insieme ai suoi alunni, di ampliare i contenuti di legittimità costituzionale con noi detenuti. Non ho dato subito la giusta importanza a questi incontri, ma successivamente al nostro primo confronto, ho capito che

sarebbe stata un’occasione unica l’approfondire queste tematiche con i ragazzi. Gli incontri con la 3^C sono risultati così un’apertura verso il mondo carcerario. Abbiamo cercato di attingere delle conoscenze laddove il mondo esterno quasi sempre pensa di trovare negatività e malcostume. E se in molti casi questa idea è veritiera,

va anche detto che altre volte l’opinione di alcuni detenuti (quelli che veramente desiderano reinserirsi), può meglio evidenziare il percorso necessario al raggiungimento del fine del progetto. Questo interscambio con i ragazzi è un ulteriore spunto per riflettere sugli errori commessi e auspico che da questa serie di incontri possa nascere

quella sorta di collaborazione tra le parti che nella vita di tutti i giorni viene sempre più a mancare. Ho trovato che, da parte degli studenti, ci sia stata oltre alla curiosità una corretta e sentita partecipazione. Mi sento di ringraziare le persone che si sono adoperate per lo sviluppo e la riuscita di questi incontri. Spero anche che per i ragazzi sia (salvo ulteriori visite scolastiche) l’ultima occasione di entrare all’interno di un carcere. Luca

Piccola rassegna fotografica


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Pensieri in libertà

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“L’azione di lasciare la tua “Le persone incontrate mi volessero fermarci e dirci: quello che proborsa, i tuoi oggetti persohanno fatto capire che viamo noi qui dentro voi da fuori non potete nali, in una stanza lontana l’istituzione del carcere neanche immaginarlo” da te, ti fa sentire spaesanon funziona e deve essere Alessia to, come se ti avessero tolrifondata. to qualcosa di importante, Per entrare nella parte dei da non poterne fare a meno; laboratori ho attraversato “Mi spaventa il fatto che spesso noi ci sentiamo così ben sette imponenti portoanche se commetti un picpersi perché magari ci tolni e cancelli di ferro blincolo reato, potresti finire gono il cellulare o il computer: non posso im- dato: mi sentivo come un pesce in una gablì dentro. È un posto brutmaginare come sarebbe se mi togliessero la bia” to, grigio, freddo, piccolo. libertà” Diego Manca la privacy e vivi in 3 Elisa M. mq con altre due persone” Giulia “Ho capito che la mia idea “Appena arrivai provai a di detenuto era completacancellare ogni pensiero mente sbagliata. Piano piache c’era nella mia mente e no mi sono trovata a mio “Questa esperienza mi è mi concentrai solo ed escluagio: ridere e dibattere piaciuta molto, soprattutto sivamente su quella giornacon loro è stata una bellisperché ho conosciuto cose ta, cercando di farmi rimasima esperienza. Non vedo che non sapevo, un ambiennere impresso ogni attimo, l’ora di incontrarli di nuovo. te nuovo, le sue carattericercando di cogliere ogni Questa esperienza mi ha stiche e le persone che vi minimo dettaglio, perché fatto capire che si deve giudicare di meno e “abitano”. non volevo dimenticarmi nessun particolare, conoscere di più le persone” Federica D perché per me sarebbe stata sicuramente Marua un’esperienza importante”. Alessandra “Credo che la libertà sia uno “La mia idea di detenuto era dei valori più importanti e differente prima di visita“L’elettricità che aleggiasolo entrando in un carcere re il carcere: me li immagiva nella stanza era percemi sono accorta che la loro navo freddi, schivi, invece pibile a pelle; noi ragazzi è veramente limitata, ansi sono dimostrati molto parlavamo poco, un po’ per che solo guardando i canconfidenti” l’imbarazzo, un po’ per la celli che ogni giorno devono Camila soggezione, ma i nostri corpassare” pi comunicavano dei mesSara saggi non verbali non indifferenti, poiché ci siamo appollaiati tutti in fondo alla stanza, quasi “Abbiamo fatto delle doman“Provavo una strana senper proteggerci a vicenda” de ai detenuti e abbiamo sazione nel stare in quella Lucrezia avuto modo di capire il loro stanza sapendo che, lì con pensiero, che ci ha aiutati a me, c’erano persone che superare alcuni pregiudizi avevano commesso reati. “Ho sempre pensato che nei loro confronti. Mi è piaPerò più aumentava la conoi detenuti avessero altre ciuto veramente tanto; non scienza, più eravamo tranfacce rispetto a noi, insomcapita tutti i giorni di poter quilli” ma pensavo avessero “facvisitare un carcere” Elisa E. ce da detenuto”, facce catFederica T. tive e brutte. I loro volti, invece, erano come i nostri, “Durante il percorso, non anzi più dolci, i loro occhi “Ho provato un mix di emofacevo altro che guardarmi esprimevano tanta dolcezzioni: paura, voglia di scopriintorno, di qua e di là, come za e tanta felicità nel vederci” re una realtà nuova, curiosiper paura che qualcuno arAnnalisa tà, stupore, mi è sembrato rivasse all’improvviso. Il di parlare con persone che primo impatto con i detegià conoscevo: umili, simpanuti è stato molto traumaMi ha colpita molto, anche tiche e sorridenti” tico: ci vergognavamo ma, se non l’ho potuta visitaFederica B. soprattutto, eravamo imre, la cella, il racconto che pauriti e questo lo si poteva capire perché di essa hanno fatto… dalla c’eravamo messi a sedere tutti vicini; poi, finestra si vedeva che era “Io amo la libertà a tre- mano a mano ci siamo sciolti” molto piccola. centosessanta gradi, è un Elisa T. Da questa esperienza ho valore inestimabile, da cucapito che la libertà è molrare e tutelare. Per queto importante e che, spessto credo che più persone so, la si dà troppo per scontata. debbano andare in carcere, “Attraverso i loro racconti Alba per rendersi conto, per immi hanno trasmesso qualmedesimarsi come ho fatto cosa di positivo. Nelle loro io e realizzare che la liberparole c’era la voglia di “Appena arrivata, non ero tà non ha prezzo e va preservata, sempre” migliorare e c’era sopramolto agitata; ma, quanSofia tutto la consapevolezza di do è giunto il momento di aver commesso qualcosa entrare, è arrivata anche che può costare caro e di l’ansia… soprattutto quan“In certi occhi ho visto il cui puoi davvero pentirtedo si è chiusi il cancello è vuoto e quando leggevamo ne. Ho capito quanto è importante pensare stato “traumatico”: al temalcune risposte del que- prima di compiere un azione, qualunque essa po stesso però non vedevo stionario, vedevo nei loro sia, perchè una volta che l’hai commessa non l’ora di entrare per capire volti alcuni sorrisini, ma puoi più tornare indietro e devi assumerti le o anche solo vedere come è fatto un carcenon sorrisi di felicità. Io tue responsabilità. re, perché finora l’avevo visto solo nei film” ho interpretato queste Immacolata Serena espressioni come se loro


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Redazione di Fano: Via Roma, 118 - 61032 Fano Tel. 0721 802742 dir. 803737 Fax 0721 825595 E-mail: fano@ilnuovoamico.it

Fossombrone Cagli Pergola DON GIOVANNI NICOLINI ALL’ASSEMBLEA PASTORALE DIOCESANA

Il coraggio di riproporre la fede

FANO - Si è aperta lunedì 27 mag- un fatto storico. Si potrebbe dire gio l’assemblea pastorale diocesa- che la fede è la nostra storia delna sul tema “Vivere e trasmettere la salvezza. Riprendendo la figura la fede oggi”. Ad introdurre l’in- di Zaccheo – ha proseguito don contro è intervenuto il vescovo Giovanni – notiamo alcune caratMons. Armando Trasarti. “Il mae- teristiche: è un brigante, un uomo stro non è colui che è capace di molto ricco. E’ anche una persona riempire il sacco ma colui che ri- molto curiosa, ma è anche molto scalda il cuore, dobbiamo cogliere basso di statura, ma non si arrenquesta tre giorni come una piccola de per questo. Si arrampica sulla compagnia nel viaggio della vita pianta. Lui vuole vedere, verbo cicristiana. Occorre - ha proseguito tato molte volte nel brano. Ma in il Vescovo - ripensare di ripropor- realtà le cose vanno diversamente. re la fede con coraggio e di accom- Non possiamo vedere il Signore pagnare le persone nella fragilità se prima non è Lui a vedere noi. E’ della vita. Entrare nella relazione Gesù, infatti, che alza lo sguardo e ampia per ripercorrere insieme vede Zaccheo. La fede, all’inizio,è un po’ di strada. Non dimentichia- lo sguardo del Signore su di noi, è moci della capacità di raccontare un dono che Gesù ci fa, è la perla bellezza e la freschezza del Van- cezione che non si è più da soli. gelo che si impara con l’umiltà del Noi – ha proseguito don Nicolini cuore”. Don Giovanni Nicolini, in- – istintivamente, come Zaccheo, trodotto dal Vicario per la Pastora- saliamo in alto per cercare Dio, le don Marco Presciutti, partendo Dio per guardare noi scende in dal brano di Vangelo che racconta basso. In questo senso il cristianel’episodio di Zaccheo, ha sottoli- simo e l’ebraismo sono due religioneato come la fede sia, all’inizio, ni capovolte perché l’incontro con lo sguardo di Gesù su di noi. “La il Signore non avviene perché noi fede – ha spiegato don Nicolini saliamo e lo troviamo, ma perché – non è un codice etico, è qualcosa Lui scende e ci trova. Tutta la stoche succede e a Zaccheo, come a ria della salvezza è racchiusa nella noi, è successo. La fede è la com- grande ricerca che Dio fa della sua pagnia del Signore, è il suo met- creatura amata e perduta. La cerca tersi in strada con noi, per cui non appassionatamente fino alla Pasviviamo più da soli, ma con Lui. sione di Cristo. In questa ricerca Spesso mi accorgo che il Signore avviene necessariamente un imsta già camminando con persone poverimento di Dio perché deve che non se ne sono accorte. Ad andare a cercarla molto in basso. un certo punto, però, ci si accorge La vicenda di Zaccheo è proprio perché la fede è un accadimento, l’icona di questa discesa a cercare

la pecora che si era perduta. Gesù deve entrare nella casa del peggiore dei cittadini di Gerico. Zaccheo ubbidisce, scende e lo accoglie con gioia. La fede è arrivata, la salvezza è entrata in quella casa. La ricerca appassionata di Dio è giunta al suo termine: ha ritrovato la sua creatura amata e si può ancora rinnovare la festa nuziale tra Dio e l’umanità. La fede – ha sottolineato don Nicolini – è l’accoglienza del desiderio che Dio ha di portarci la salvezza, la pressione del suo

amore contro la nostra vita. Non è, quindi, una nostra impresa. Il Signore è venuto per ‘riportare a casa’ tutti i suoi figli, è venuto perché noi siamo poveri, ma questa povertà diventa, per noi, una grande ricchezza poiché siamo poveri salvati e abbiamo questo patrimonio di salvezza da comunicare. Quando Gesù entra nella casa di Zaccheo, il ricco brigante dà la metà dei beni ai poveri e se ha frodato qualcuno restituisce quattro volte tanto: annuncia così la sua vita nuova. La fede è, dunque, la potenza di bene

che ha invaso la nostra vita”. La seconda serata è poi proseguita con i lavori nei vari gruppi. Si è parlato del servizio agli uomini che nasce dal Vangelo, dell’appartenenza alla comunità parrocchiale, della fraternità come condizione e possibilità di evangelizzazione, della celebrazione come momento alto della comunione e dell’annuncio e della famiglia come soggetto di evangelizzazione. © riproduzione riservata

Nel prossimo numero le conclusioni del vescovo Mons. Armando Trasarti.

SOLENNITÀ DEL CORPUS DOMINI Domenica 2 Giugno “Signore Gesù ti sei fatto compagno di strada dei due discepoli di Emmaus ed hai accettato di fermarti con loro alla locanda per spezzare il pane alla loro tavola; concedi anche a noi di riconoscerti presente al nostro fianco, viandante con noi sui nostri cammini”. BASILICA CATTEDRALE presiede Sua Ecc. Mons. Armando Trasarti Concelebrazione Eucaristica ore 17,30 Adorazione Eucaristica sino alle ore 21 Processione ore 21 con il seguente itinerario: via Arco d’Augusto – c.so Matteotti piazza Costanzi – via Bovio Basilica San Paterniano


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Fano Fossombrone Cagli Pergola

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A “CASA SERENA” GRAZIE AI LIBRETTI DELLA SOLIDARIETÀ

Nuovo impianto di riscaldamento

FANO – È previsto per la fine di luglio 2013 il termine dei lavori di ristrutturazione dell’istituto “Casa Serena” di Bellocchi che attualmente accoglie trenta ragazze con gravi disabilità. Lo ha affermato il progettista, l’ingegner Roberto Pierini, il quale ha spiegato, nel dettaglio, l’intervento. “Attualmente la casa ha un impianto termico alimentato con quella che chiamiamo la vecchia nafta, poiché quando venne costruita la nuova ala non venne fatto un impianto ex novo. Ovviamente i consumi sono

notevoli, perché l’impianto è obsoleto, mentre, oggi, con le nuove tecnologie, riusciamo ad avere un risparmio sicuramente maggiore, intorno circa al 50 per cento. Si tratta di un impianto molto flessibile nel senso che in condizioni normali funziona con due pompe da 56 Kwatt elettriche, poi in inverno, quando la richiesta di calore è maggiore, ci sono altre due pompe alimentate a gas metano. Il tutto è completato da otto pannelli solari per la produzione di acqua sanitaria”. Il costo dei lavori è di

206.000 euro (che verrà ripagato con rate semestrali di 10.300,00 euro), finanziamento già deliberato dalla Banca di Credito Cooperativo che potrà essere ripagato tramite i libretti della Solidarietà, ovvero depositi a risparmio le cui somme restano nelle disponibilità di chi lo apre e vengono remunerate con un tasso di interesse nominale annuo pari allo 0.25 per cento. Alla conferenza stampa di presentazione dei lavori sono intervenuti Luciano Radici presidente e Fabio Uguccioni vice presidente di Fano

Solidale che, insieme alla BCC di Fano e alla direzione di Casa Serena, sta portando avanti il progetto, il vice direttore della BCC di Fano Giovanni Mengarelli, l’assessore ai Servizi Sociali e Politiche della solidarietà Davide Del Vecchio i

quali hanno sottolineato l’importanza di questo intervento per l’intera struttura. Presente anche Enzo Uguccioni nuovo presidente del Consiglio generale della Fondazione Fano Solidale. ©riproduzione riservata

Approvato il bilancio 2012 Festeggiata l’apertura della BCC del Metauro del Centro Ippico Minimo

ORCIANO –Sabato 25 maggio si è svolta a Schieppe di Orciano l’assemblea dei soci della Banca di Credito Cooperativo del Metauro. Una affollatissima sala, con ben 700 soci presenti, ha approvato il bilancio consuntivo 2012. La banca, sia pure in un momento difficile per l’economia nazionale e locale, ha chiuso il 2012 con un utile di 1,6 mln di euro, triplicato rispetto all’esercizio precedente. La raccolta diretta da clientela a fine anno era pari a 478 milioni di euro, in crescita di circa 6 mln rispetto all’esercizio precedente (+ 1,30%). A fine anno il patrimonio di vigilanza ammontava a 45,2 mln di euro con un incremento del 5% rispetto all’anno precedente. Il Presidente Bruno Fiorelli che ha aperto i lavori, ha portato il suo saluto agli intervenuti per poi relazionare sulla situazione economico finanziaria della Banca. Non si vedono segnali positivi a livella nozionale – ha detto Fiorelli – la disoccupazione in aumento e la situazione difficile in cui si trovano le imprese porta a dire che siamo in recessione piena, abbiamo lasciato le cose ferme per troppo

tempo lasciando i problemi irrisolti, occorre - ha proseguito il Presidente – una finanza mutualistica, proprio come quella che fanno le BCC, attente al territorio e capaci di guardare alle persone. La BCC del Metauro con i suoi 96 dipendenti ha erogato nel 2012 ben 120.000 euro di contributi ad associazioni e enti e 23.000 euro di borse di studio a favore dei soci e figli dei soci. Una serie di dati estremamente positivi che denotano la solidità e la forza della banca. Una forza confermata anche dalla continua crescita del numero dei clienti e della compagine sociale che a fine 2012 era composta da 4.054 soci. La Banca, ha concluso Fiorelli prima di aprire le votazioni per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione, deve guardare al futuro mantenendo le caratteristiche di località, di legame con il territorio e soprattutto di relazione con le persone così come recita l’art. 2 dello Statuto. Marco Gasparini

NOTIZIE IN BREVE ◆ FINALE GIOCHI MATEMATICI L’11 maggio scorso si è svolta a Milano la 20° edizione dei campionati internazionali di Giochi Matematici. Per l’occasione gli edifici dell’Università Bocconi sono stati invasi da circa 4200 sfidanti provenienti da tutta Italia e non solo, divisi in cinque categorie. Leandro Balestrieri, questo il nome dell’alunno frequentante la classe I B della scuola media Padalino, dopo aver superato le selezioni tenutesi a Pesaro, è giunto a Milano con grande soddisfazione anche della sua insegnante di matematica e scienze Prof.ssa M. .Polverari.

CAGLI – La pioggia ci ha provato a rovinargli la festa. Ma quel maneggio mancava ai cagliesi da troppo tempo (era chiuso da ormai 15 anni) per non andare a curiosare. E a festeggiare l’apertura del centro ippico MiNiMo asd La Bisciugola, nonostante il meteo, c’è stata tanta gente, che ha potuto vedere i soci e le loro famiglie esibirsi in tutte le attività che il centro offre. Insieme, perché la nuova vita della Bisciugola nasce dalla passione comune di un gruppo di amici per i cavalli, ma anche dalla disponibilità a lavorare insieme, anche per ridare a Cagli un pezzo della sua storia. L’associazione sportiva dilettantistica è stata costituita formalmente lo scorso 7 febbraio: il nome rispetta la tradizione del luogo sede del centro e MiNiMo raccoglie le iniziali di Micaela, Nicole, Nina e Morgana, figlie di alcuni dei soci fondatori. “Il nostro centro si propone di intraprendere attività di didattica equestre con scuola di equitazione – spiegano i soci -, sia per principianti che per allievi proiettati all’agonismo, sotto la guida del responsabile tecnico, nonché socio fondatore, l’istruttore federale Fitetrec-Ante di secondo livello Luca Panunzi che coordina anche tutto lo staff tecnico”. Il centro dispone di un tondino, un campo esterno in sabbia, un paddock, una Club House per i soci, oltre agli istruttori federali e offre servizio di pensione cavalli, lezioni di equitazione per bambini, principianti e livelli agonistici, passeggiate a cavallo, addestramento. Elisa Venturi ©riproduzione riservata

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INAUGURATO IL NUOVO RADIOTELESCOPIO AL MUSEO DEL BALÌ

Per esplorare l’universo

◆ CALCIO A 5 DELLE BCC Dal 31 maggio al 2 giugno 2013 a Fano è in programma l’”XI Torneo Nazionale di Calcio a 5 delle Banche di Credito Cooperativo”. La manifestazione, che porterà a Fano circa 2.000 persone provenienti da tutta Italia, è promossa dalla Bcc di Fano e dalla Federazione Marchigiana delle Bcc, con l’organizzazione di Iccrea Banca e il patrocinio di Federcasse e del Comune di Fano. ◆ “ANORESSIA. SAPERE O NON SAPERE? Venerdì 31 maggio, alle ore 17.30 presso la sala della Concordia del Comune di Fano, è in programma l’incontro sul tema “Anoressia. Sapere o non sapere? Questo è il problema!” organizzato dalla Scuola Lacaniana di Psicoanalisi del Campo freudiano, dal Centro Multidisciplinare del disagio psichico e dei disturbi alimentari, dall’Istituto freudiano, da L’alveare con il patrocinio dell’assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Fano. Interverranno: Domenico Cosenza psicoanalista, direttore scientifico Comunità La Vela e vice presidente FIDA, Cristina Santini psicoanalista SLP e AMP, referente Heta di Ancona e responsabile segreteria di Ancona SLP e Giuliana Capannelli psicoanalista SLP e AMP, presidente del Centro Heta di Ancona.

SALTARA - Domenica 19 maggio è stato inaugurato al Museo del Balì il nuovo radiotelescopio. Donato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, Socio della Fondazione “Villa del Balì” ed Istituzione da anni impegnata nel sostenere iniziative nel campo dell’istruzione e della cultura, tale strumento amplia l’offerta astronomica del museo creando di fatto un vero e proprio polo osservativo da cui esplorare l’Universo. Dopo i saluti delle Autorità, tra cui il Sindaco di Saltara e il Vicepresidente del

CdA della Fondazione Carifano, una conferenza divulgativa, curata da una ricercatrice dell’INAF-Istituto di Radioastronomia di Medicina (BO), ha introdotto la radioastronomia come finestra alternativa al visibile per l’osservazione del cielo. Solo alla fine il momento inaugurale vero e proprio con il taglio del nastro e l’esposizione della targa commemorativa a Franco Pacini, un importante astrofisico italiano recentemente scomparso e amico di vecchia data del Balì, a cui è stato dedicato l’intero polo osservativo.

Con una parabola di quasi due metri e mezzo di diametro, il radiotelescopio raccoglierà dati in una finestra di lunghezze d’onda invisibile ai nostri occhi. Tali segnali potranno poi essere convertiti in immagini radio da confrontare con quelle “classiche” o in tracce audio per essere ascoltati. In questo modo, sarà possibile esplorare in maniera alternativa gli oggetti celesti, aggiungendo informazioni a quelle che già si possono ottenere nel “visibile” e rendendo più completa la nostra conoscenza sul mondo che ci circonda. Frutto della collaborazione tra le ditte Prima Luce Lab di Pordenone e RadioAstroLab di Senigallia, il radiotelescopio del museo è uno strumento ancora in fase di test e sarà operativo con l’inizio del prossimo anno scolastico. Nato con una decisa impronta astronomica, il Museo del Balì ha deciso di rafforzare questa sua peculiarità rendendo il cielo un luogo ancora più affascinante. Questa iniziativa è una delle tante messe in cantiere per il 2014, anniversario importante per il museo che compirà infatti 10 anni. Un decennio di attività per divulgare, comunicare e rendere di fatto la scienza e la cultura più vicine alle scuole e al pubblico di ogni genere ed età. ©riproduzione riservata


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Fano Fossombrone Cagli Pergola

2 giugno 2013

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A “CASA SERENA” GRAZIE AI LIBRETTI DELLA SOLIDARIETÀ

Nuovo impianto di riscaldamento

FANO – È previsto per la fine di luglio 2013 il termine dei lavori di ristrutturazione dell’istituto “Casa Serena” di Bellocchi che attualmente accoglie trenta ragazze con gravi disabilità. Lo ha affermato il progettista, l’ingegner Roberto Pierini, il quale ha spiegato, nel dettaglio, l’intervento. “Attualmente la casa ha un impianto termico alimentato con quella che chiamiamo la vecchia nafta, poiché quando venne costruita la nuova ala non venne fatto un impianto ex novo. Ovviamente i consumi sono

notevoli, perché l’impianto è obsoleto, mentre, oggi, con le nuove tecnologie, riusciamo ad avere un risparmio sicuramente maggiore, intorno circa al 50 per cento. Si tratta di un impianto molto flessibile nel senso che in condizioni normali funziona con due pompe da 56 Kwatt elettriche, poi in inverno, quando la richiesta di calore è maggiore, ci sono altre due pompe alimentate a gas metano. Il tutto è completato da otto pannelli solari per la produzione di acqua sanitaria”. Il costo dei lavori è di

206.000 euro (che verrà ripagato con rate semestrali di 10.300,00 euro), finanziamento già deliberato dalla Banca di Credito Cooperativo che potrà essere ripagato tramite i libretti della Solidarietà, ovvero depositi a risparmio le cui somme restano nelle disponibilità di chi lo apre e vengono remunerate con un tasso di interesse nominale annuo pari allo 0.25 per cento. Alla conferenza stampa di presentazione dei lavori sono intervenuti Luciano Radici presidente e Fabio Uguccioni vice presidente di Fano

Solidale che, insieme alla BCC di Fano e alla direzione di Casa Serena, sta portando avanti il progetto, il vice direttore della BCC di Fano Giovanni Mengarelli, l’assessore ai Servizi Sociali e Politiche della solidarietà Davide Del Vecchio i

quali hanno sottolineato l’importanza di questo intervento per l’intera struttura. Presente anche Enzo Uguccioni nuovo presidente del Consiglio generale della Fondazione Fano Solidale. ©riproduzione riservata

Approvato il bilancio 2012 Festeggiata l’apertura della BCC del Metauro del Centro Ippico Minimo

ORCIANO – Sabato 25 maggio si è svolta a Schieppe di Orciano l’assemblea dei soci della Banca di Credito Cooperativo del Metauro. Una affollatissima sala ha approvato il bilancio consuntivo 2012 che, sia pure in un momento difficile per l’economia nazionale e locale, ha chiuso con un segno positivo. Il Presidente Bruno Fiorelli ha portato il suo saluto agli intervenuti per poi relazionare sulla situazione economico finanziaria della Banca. Non si vedono segnali positivi a livella nozionale – ha detto Fiorelli – la disoccupazione in aumento e la situazione difficile in cui si trovano le imprese porta a dire che siamo in recessione piena, abbiamo lasciato le cose ferme per troppo tempo lasciando i problemi irrisolti, occorre - ha proseguito il

presidente – una finanza mutualistica, proprio come quella che fanno le BCC, attente al territorio e capaci di guardare alle persone. La BCC del Metauro con i suoi 96 dipendenti ha erogato nel 2012 ben 120.000 euro di contributi ad associazioni e enti e 23.000 euro a borse di studio, ha aumentato la sua compagine sociale di ben 206 nuovi soci per un totale di 4054. La Banca, ha concluso Fiorelli prima di aprire le votazioni per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione, deve guardare al futuro mantenendo le caratteristiche di località, di legame con il territorio e soprattutto di relazione con le persone così come recita l’art. 2 dello statuto. Marco Gasparini

NOTIZIE IN BREVE ◆ FINALE GIOCHI MATEMATICI L’11 maggio scorso si è svolta a Milano la 20° edizione dei campionati internazionali di Giochi Matematici. Per l’occasione gli edifici dell’Università Bocconi sono stati invasi da circa 4200 sfidanti provenienti da tutta Italia e non solo, divisi in cinque categorie. Leandro Balestrieri, questo il nome dell’alunno frequentante la classe I B della scuola media Padalino, dopo aver superato le selezioni tenutesi a Pesaro, è giunto a Milano con grande soddisfazione anche della sua insegnante di matematica e scienze Prof.ssa M. .Polverari.

©riproduzione riservata

CAGLI – La pioggia ci ha provato a rovinargli la festa. Ma quel maneggio mancava ai cagliesi da troppo tempo (era chiuso da ormai 15 anni) per non andare a curiosare. E a festeggiare l’apertura del centro ippico MiNiMo asd La Bisciugola, nonostante il meteo, c’è stata tanta gente, che ha potuto vedere i soci e le loro famiglie esibirsi in tutte le attività che il centro offre. Insieme, perché la nuova vita della Bisciugola nasce dalla passione comune di un gruppo di amici per i cavalli, ma anche dalla disponibilità a lavorare insieme, anche per ridare a Cagli un pezzo della sua storia. L’associazione sportiva dilettantistica è stata costituita formalmente lo scorso 7 febbraio: il nome rispetta la tradizione del luogo sede del centro e MiNiMo raccoglie le iniziali di Micaela, Nicole, Nina e Morgana, figlie di alcuni dei soci fondatori. “Il nostro centro si propone di intraprendere attività di didattica equestre con scuola di equitazione – spiegano i soci -, sia per principianti che per allievi proiettati all’agonismo, sotto la guida del responsabile tecnico, nonché socio fondatore, l’istruttore federale Fitetrec-Ante di secondo livello Luca Panunzi che coordina anche tutto lo staff tecnico”. Il centro dispone di un tondino, un campo esterno in sabbia, un paddock, una Club House per i soci, oltre agli istruttori federali e offre servizio di pensione cavalli, lezioni di equitazione per bambini, principianti e livelli agonistici, passeggiate a cavallo, addestramento.

INAUGURATO IL NUOVO RADIOTELESCOPIO AL MUSEO DEL BALÌ

Per esplorare l’universo

◆ CCALCIO A 5 DELLE BCC Dal 31 maggio al 2 giugno 2013 a Fano è in programma l’”XI Torneo Nazionale di Calcio a 5 delle Banche di Credito Cooperativo”. La manifestazione, che porterà a Fano circa 2.000 persone provenienti da tutta Italia, è promossa dalla Bcc di Fano e dalla Federazione Marchigiana delle Bcc, con l’organizzazione di Iccrea Banca e il patrocinio di Federcasse e del Comune di Fano. ◆ “ANORESSIA. SAPERE O NON SAPERE? Venerdì 31 maggio, alle ore 17.30 presso la sala della Concordia del Comune di Fano, è in programma l’incontro sul tema “Anoressia. Sapere o non sapere? Questo è il problema!” organizzato dalla Scuola Lacaniana di Psicoanalisi del Campo freudiano, dal Centro Multidisciplinare del disagio psichico e dei disturbi alimentari, dall’Istituto freudiano, da L’alveare con il patrocinio dell’assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Fano. Interverranno: Domenico Cosenza psicoanalista, direttore scientifico Comunità La Vela e vice presidente FIDA, Cristina Santini psicoanalista SLP e AMP, referente Heta di Ancona e responsabile segreteria di Ancona SLP e Giuliana Capannelli psicoanalista SLP e AMP, presidente del Centro Heta di Ancona.

SALTARA - Domenica 19 maggio è stato inaugurato al Museo del Balì il nuovo radiotelescopio. Donato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, Socio della Fondazione “Villa del Balì” ed Istituzione da anni impegnata nel sostenere iniziative nel campo dell’istruzione e della cultura, tale strumento amplia l’offerta astronomica del museo creando di fatto un vero e proprio polo osservativo da cui esplorare l’Universo. Dopo i saluti delle Autorità, tra cui il Sindaco di Saltara e il Vicepresidente del

CdA della Fondazione Carifano, una conferenza divulgativa, curata da una ricercatrice dell’INAF-Istituto di Radioastronomia di Medicina (BO), ha introdotto la radioastronomia come finestra alternativa al visibile per l’osservazione del cielo. Solo alla fine il momento inaugurale vero e proprio con il taglio del nastro e l’esposizione della targa commemorativa a Franco Pacini, un importante astrofisico italiano recentemente scomparso e amico di vecchia data del Balì, a cui è stato dedicato l’intero polo osservativo.

Con una parabola di quasi due metri e mezzo di diametro, il radiotelescopio raccoglierà dati in una finestra di lunghezze d’onda invisibile ai nostri occhi. Tali segnali potranno poi essere convertiti in immagini radio da confrontare con quelle “classiche” o in tracce audio per essere ascoltati. In questo modo, sarà possibile esplorare in maniera alternativa gli oggetti celesti, aggiungendo informazioni a quelle che già si possono ottenere nel “visibile” e rendendo più completa la nostra conoscenza sul mondo che ci circonda. Frutto della collaborazione tra le ditte Prima Luce Lab di Pordenone e RadioAstroLab di Senigallia, il radiotelescopio del museo è uno strumento ancora in fase di test e sarà operativo con l’inizio del prossimo anno scolastico. Nato con una decisa impronta astronomica, il Museo del Balì ha deciso di rafforzare questa sua peculiarità rendendo il cielo un luogo ancora più affascinante. Questa iniziativa è una delle tante messe in cantiere per il 2014, anniversario importante per il museo che compirà infatti 10 anni. Un decennio di attività per divulgare, comunicare e rendere di fatto la scienza e la cultura più vicine alle scuole e al pubblico di ogni genere ed età. ©riproduzione riservata


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2 giugno 2013

Urbino

Redazione di Urbino: Via Beato Mainardo, 4 - 61029 Urbino Tel. e Fax 0722/378395 ilnuovoamico@arcidiocesiurbino.it Orario: Mattino 9.00-12.00 Pomeriggio 15.00-17.00

Urbania Sant’Angelo in Vado

accademia belle arti Riconoscimento ad Irene Podgornik per la nuova imprenditorialità

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TANTI LUOGHI UNITI DALLA DEVOZIONE AL MARTIRE ROMANO

San Crescentino: meno locale di quanto sembri

URBINO – Sabato pomeriggio alle 17 si terrà il solenne pontificale in Cattedrale in onore di San Crescentino, patrono di Urbino e dell’Arcidiocesi, presieduto per la seconda volta da S.E. Mons. Giovanni Tani. La messa, alla quale parteciperanno associazioni, scout, religiose, confraternite, il clero e il coro diocesano, sarà seguita dalla tradizionale processione che si snoderà per il Pincio, corso Garibaldi e via Veneto per poi tornare sul sagrato e concludersi con la benedizione del Santo: mentre mons. Tani descriverà nell’aria il segno della croce, la statua alle sue spalle ripeterà lo stesso movimento sostenuta dagli abili e infaticabili portantini. URBINO - Il combattimento di san Crescentino con il drago, verso il quale l’intrepido soldato romano armato di lancia si scaglia per ucciderlo, è ampiamente riprodotto nell’iconografia, tanto da diventarne l’elemento caratterizzante, come è spesso narrato nei testi agiografici “San Crescentino fu nativo de’ nobili e cristiani parenti di Roma (…) si trasferì in Toscana e poi nell’Umbria; e fermatosi in un luogo appresso il Tevere del territorio della Città di Castello, detta allora Tiferno. Quivi intese che uno ispaventevole Dragone, trascorreva spesso intorno essa Città, e per il territorio, divorando animali e uomini e con il suo pestifero fiato infettava e occideva le persone fina da lontano (…). Onde San Crescentino per tale conversione pieno di fiducia in Dio, montò nel suo destriero e dato di mano alla lancia, intrepidamente, andò verso il dragone e arrestandogli una lancia, lo colpì e l’occise” (L. Jacobilli, Vita de’ Santi dell’Umbria, Foligno, 1674, pp. 584-588). Nella zona tra Città di Castello ed Arezzo, si narrano altre storie di santi

URBINO. Domenica 2 giugno la Chiesa celebra la solennità del Corpus Domini. Ad Urbino alle 21 l’Arcivescovo mons. Giovanni Tani sul sagrato della parrocchia della SS.ma Annunziata presiederà la santa messa solenne concelebrata dai sacerdoti della città. Alla celebrazione farà seguito la processione eucaristica che – attraversando via Bramante, via Raffaello, Piazza Repubblica e via Vittorio Veneto – si concluderà in Duomo. Lì mons. Tani impartirà ai presenti ed alla città la solenne benedizione eucaristica. Soltanto da alcuni anni è stata introdotta la consuetudine di celebrare l’eucarestia in notturna all’Annunziata e di raggiungere il Duomo in processione; questa novità è stata molto apprezzata dalla cittadinanza che partecipa sempre nu-

Se a Urbino per Crescenziano, questo il nome latino, si celebreranno tre messe mattutine (8:30, 10:30, 12:00), il pontificale pomeridiano e il triduo nei giorni precedenti, dobbiamo sapere che però non solo dalle nostre parti il martire romano è venerato: innanzitutto a Pieve de’Saddi, comune di Pietralunga (PG), dove vi è la chiesetta che fu il luogo del che hanno combattuto contro feroci draghi. E’ il caso di san Donato vescovo e patrono della città di Arezzo nella quale, nei pressi dell’attuale Piazza Grande, dove sorge la pieve a lui dedicata, aveva preso dimora un feroce drago, ucciso dal santo vescovo a dorso d’asino. La presenza di un mostro è registrata anche a Monterchi, sempre in Valtiberina e in altre zone limitrofe. In qualche “passio” popolare aretina la morte di san Crescentino è messa in relazione con quella di san Donato. Ambedue hanno elementi in comune: combattono il drago, abitano zone limitrofe, evangelizzano, sono condannati per volere dell’imperatore ed entrambi vengono martirizzati in prossimità di fiumi precedentemente sacri a divinità pagane. Il culto dei due martiri accompagnò per secoli l’immaginario collettivo popolare nel suo ricorrere ai santi protettori. La loro venerazione si radicò laddove si espandeva la nuova fede. Se la devozione a san Crescentino si diffuse nei centri umbri di Città di Castello, Perugia, Gubbio, ad

martirio suo e dei suoi compagni. In essa un bassorilievo lo ritrae, e nelle vicinanze una fonte sulfurea è ricollegata agli afflati del drago che nella maggioranza delle icone lo accompagna esanime ai suoi piedi. In secondo luogo nella stessa Città di Castello da cui giunse per volontà del Vescovo locale che lo cedette su richiesta del nostro Beato Mainardo. È in-

fatti patrono anche di quella città e viene festeggiato il 2 Giugno. Il cranio, che secondo l’accordo dei due presuli veniva diviso dal resto delle spoglie, riposa ancor oggi nella Cattedrale tifernate, dove vari quadri illustrano la sua vita. Abbiamo poi Cantiano, dove a pochi kilometri dal paese sorge una pieve romanico-carolingia dedicata a Crescentino, eretta nell’XI secolo, quando il culto del Santo andava incrementandosi dopo la traslazione a Urbino, avvenuta proprio sulla strada lungo la quale è costruita. Qui riposano ancora due suoi compagni, Orfito e Benedetto, e troviamo sia un affresco del quattrocento che una tela di un secolo dopo che lo raffigurano. Tutti questi luoghi, che pur essendo gli unici a conservare testimonianze notevoli non restano i soli a custodire un’icona del Santo, sono frutto di un culto radicato nell’ambito di quello che era tutto il ducato di Urbino (Gubbio compresa), tanto che al-

cune monete roveresche lo effigiano a cavallo con la lancia e in un quadro di Timoteo Viti (Brera) è rappresentato col vessillo dei Montefeltro. Ma la stranezza più grande, spiazzante a prima vista, è l’esistenza in provincia di Vercelli della cittadina di Crescentino, che lo festeggia come protettore la prima Domenica di Giugno. E, per di più, dice di conservarne il corpo in una teca all’interno della parrocchiale. Il mistero si scioglie precisando che il loro Crescentino è un martire che fino al 1660 riposava nelle catacombe di S. Ciriaca a Roma, trovato durante gli scavi e spedito in Piemonte sotto la pressione di Carlo Emanuele di Savoia. Stesso nome, diversa sorte. In ogni caso, sapere che il nostro Santo è unico ci consola, anche se è sempre stato conteso e invocato da più parti. Eppure anche ciò fa pensare: forse così provinciale e sconosciuto poi non è. Giovanni Volponi © RIPRODUZIONE RISERVATA

UN PO’ DI STORIA

La battaglia col drago ovest raggiungeva Arezzo, Firenze, Fiesole, Siena e Sansepolcro, ad est arrivava a Cantiano, Urbino e Fonte Avellana, mentre a nord si arrestava in Emilia. Anche in Abruzzo si trovano chiese che portano il suo nome. Il culto di san Donato si espanse rapidamente in molte regioni e si radicò anche nell’Arcidiocesi di Urbino - Urbania - Sant’Angelo in Vado dove varie chiese sono a lui dedicate. La più antica rappresentazione di San Crescentino, si trova in un antifonario manoscritto del 1348 conservato nell’Archivio del Capitolo Metropolitano di Urbino, dove il santo è raffigurato mentre uccide il drago, il testo invece non fa menzione della sauroctonia. Come non è menzionata nell’Ufficio liturgico, diviso in nove lezioni, conservato nella Biblioteca Apostolica Vaticana, testo del sec. XIV proveniente da Urbino.

Questa trova spazio nelle lezioni dell’Ufficio dell’arcivescovo di Urbino Felice Tiranni edite nel 1567, dove si parla di san Crescentino che libera le popolazioni tramite la predicazione e l’uccisione della bestia. In questo Ufficio compaiono le date, il drago e gli idoli. Ma il mostro è anche simbolo del culto pagano. Questa interpretazione è accolta nelle lezioni urbinati di mons. Tiranni sopracitate, dove la lotta di san Crescentino contro il drago rappresenta l’evangelizzazione e la vittoria di Cristo sulle divinità pagane. Le ossa di un elephans meridionalis rinvenute in località Regnaldello vicino a Città di Castello furono considerate come appartenenti al drago ucciso da san Crescentino. Alcune vertebre sono conservate a Pieve dei Saddi, luogo del martirio, a san Pietro delle Carpini vicino a Montone, un’altra si trovava in casa Ubaldi-

ni in Urbino dove vi fu portata dal conte Crescentino Ubaldini e ora è esposta nel Museo Archeologico di Apecchio. Il ritrovamento occasionale di ossa di cetaceo preistorico avvallò, in varie parti, la credenza della sua uccisione da parte del santo patrono. Don Fabio Bricca © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA CELEBRAZIONE DOMENICA 2 GIUGNO

Processione notturna per il Corpus Domini

merosa all’evento, insieme ai confratelli della venerabile compagnia del Corpus Domini; il corteo sarà illuminato dalle fiaccole dei partecipanti, mentre gli scout effettueranno il servizio d’ordine. La festa del Corpus Domini – più di ogni altra – pone al centro della nostra attenzione il Mistero eucaristico. Siamo in pieno clima pasquale: mettere al centro l’Eucaristia (celebrata ed adorata) significa fissare lo sguardo sul Triduo Sacro, passione, morte e risurrezione del Signore. Lo stesso Concilio Vaticano II nella Costituzione sulla Liturgia “Sacrosanctum Concilium” al n° 7 afferma

che l’Eucaristia è “culmine e fonte di tutta la vita cristiana”. La tradizione ci ha consegnato per la festa del Corpus Domini tutta una serie

di devozioni e pratiche liturgiche che in molte delle nostre comunità sono ancora fiorenti: oltre alle sante messe, congrui momenti di

adorazione eucaristica, la processione la benedizione con il Santissimo Sacramento e, da ultime, le infiorate che addobbano le strade dove dovrà passare la processione eucaristica. Papa Francesco per la solennità del Corpus Domini, ha chiesto a tutti i Vescovi della cristianità di mettere in campo nelle loro Chiese Cattedrali un’ora di adorazione eucaristica in comunione con la Sede Apostolica “che presiede nella carità”: ad Urbino, in Cattedrale, l’ora di adorazione eucaristica si terrà domenica pomeriggio alle 17. Don Andreas Fassa © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Urbino Urbania Sant’Angelo in Vado

Pastorale universitaria

URBINO. La Santissima Trinità è la festa del “Dio unico in Tre Persone”, è il mistero del Dio comunione

La Santissima Trinità di Persone. Non è un’entità astratta, lontana, che appartiene solo a Dio come si potrebbe credere. Al contrario, essa “vive” nell’umanità. Dio non è solitudine, immutabile perfezione, il sommo egoista che basta a se stesso, ma è comunione, festa, famiglia, danza, compassione, dono, amore, tensione dell’uno verso l’altro. Solo Gesù poteva e può farci accedere alla stanza interiore di Dio, solo Gesù poteva e può svelarci l’intima gioia, l’intimo tormento di Dio: la comunione. Cosa significa questo? Cosa cambia nella nostra quotidianità? Se Dio è comunione, e in Lui siamo battezzati e a sua immagine siamo stati creati, questa comunione è insita in noi a tal punto che noi diveniamo immagine di questa immagine. Se ci intestardiamo a condurre la nostra vita in

modo solitario, non riusciremo mai a trovare la luce interiore perché ci allontaniamo dal progetto. Gesù ci ripete: «Siate perfetti nell’unità». Più ci mettiamo alla scuola di comunione di Dio, più ci realizzeremo. Nella misura in cui diremo il nostro “sì” alla chiamata del Signore, ci allontaneremo dall’immagine di uomo tanto abbruttita, come i fatti di questi giorni ci mostrano. Occorre essere disponibili alla sua azione santificante. Rivolgendosi alla Trinità, S. Caterina da Siena esclama: «Tu, Trinità eterna, sei come un mare profondo, in cui più cerco e più trovo, e quanto più trovo, più cresce la sete di cercarti». S. Agostino, quanto più esplora il mistero della Trinità, tanto più gli sembra che sia come mettere l’oceano in un piccolo contenitore che è la mente

dell’uomo. «La liturgia odierna», ha detto padre Samuele Salvatori, «ci aiuta a comprendere che il nostro Dio è una relazione di reciprocità. Per noi è vero solo ciò che tocchiamo, vediamo e sperimentiamo. Per fortuna Gesù ci ha invece parlato di un Dio che è Padre e che vuole la felicità dei suoi figli e vive per la loro gioia. Quando abbiamo spezzato la relazione con Lui, Dio ha mandato suo Figlio per divinizzarci. Siamo esseri umani ma divinizzati perché Dio abita in noi. Spesso abbiamo l’immagine di un Padre che dal cielo ci scruta ed aspetta un nostro errore per punirci; invece questo Padre ama talmente i suoi figli da perdonarli, riabbracciarli e fare festa nonostante le loro ribellioni ed i loro tradimenti». E ancora: «Perché ci ha creati? Perché aveva il desiderio

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di effondere il suo amore all’esterno. Qual è il segno del suo amore? Il dono ed il sacrificio di suo Figlio. Ecco la concretezza del suo amore. E quell’amore crocifisso deve essere il metro del nostro amore. Come facciamo a sentire che Dio è vivo e presente oggi? Attraverso la Santissima Trinità che rende la nostra vita tempio di Dio. Quando proviamo un senso di pienezza, è opera della Trinità che ci fa sentire l’amore di Dio». Padre Samuele ha quindi invitato i ragazzi della parrocchia universitaria a non chiudere il contatto con il Signore, esortandoli a chiedergli il dono di fare questa esperienza nell’Eucaristia, cioè di essere amati da lui. I ragazzi sono stati invitati anche a scorgere il soffio dello Spirito, perché solo così potranno essere capaci di partecipare a quel circuito di amore che è la Trinità. Giuseppe Magnanelli © RIPRODUZIONE RISERVATA

PER DON ANDREAS È LA PRIMA ESPERIENZA COME NUOVO PARROCO

Comunioni in cattedrale URBINO – Domenica 26 è stato il giorno del sacramento che realizza l’incontro con Cristo: sei bambini di quarta elementare si sono per la prima volta accostati all’Eucaristia, non senza commozione e gioia sia da parte loro che dei partecipanti. Non ultimo il parroco, don Andreas Fassa, che ha subito ricordato che sarebbero state sì le prime comunioni per i ragazzi, ma anche per lui stesso, che dallo scorso 25 novembre, data del suo insediamento, ha seguito e portato a questa tappa della vita cristiana i suoi primi frutti da pastore di una comunità. Il rito, cominciato con una processione in cui i giovani hanno tenuto un giglio

bianco in mano e indossato la veste, simboli di purezza, è proseguito con le preghiere dei fedeli uscite dalle stesse bocche dei bambini, che hanno ricordato tra gli altri la comunità, col parroco e la catechista Silvia Bernardi che li hanno accompagnati per tutto l’anno di preparazione. Durante l’omelia, don Andreas ha lanciato un invito ai ragazzi: seppur in senso metaforico, bisogna giocare d’azzardo con Gesù, e scommetterci alla cieca, perché con Lui non si può perdere. Il Signore, che in vita ha scommesso su tutta l’umanità accettando di morire per noi, merita tutta la nostra fiducia e dunque è l’unico amico su cui si può e si

LA CELEBRAZIONE NELLA CHIESA DI S. CATERINA

Festa di Santa Rita

Urbino - Il 22 maggio anche ad Urbino è stata celebrata la festa di S. Rita da Cascia, con la celebrazione eucaristica e la tradizionale benedizione delle rose e degli autoveicoli davanti al monastero agostiniano di S. Caterina d’Alessandria. La festa è stata preceduta da un triduo imperniato su tre oggetti simbolici distribuiti in ogni giornata: lunedì, il pane del perdono, che secondo la tradizione veniva preparato dalle monache di Cascia e distribuito ai bisognosi, guarendo parecchi di loro; martedì, l’olio della lampada mantenuta accesa sulla cassa di S. Rita e dai provati effetti benefici; infine, le rose, a memoria di un episodio avvenuto poco prima della morte della santa: Rita chiese in inverno delle rose e dei fichi alla cugina, che li trovò nel suo giardino e glieli portò subito. Insomma, la devozione popolare verso la santa coinvolge diversi elementi ed è viva in categorie disparate di persone per la particolarità della sua figura: ella fu infatti prima moglie e madre, cui furono sottratti figli e mariti, e poi monaca agostiniana. Per le atroci sofferenze da lei patite e la capacità di affidarsi a Dio nella preghiera, è ritenuta la santa dei casi impossibili; spesso le grazie richieste tramite intercessione di S. Rita sono state esaudite, e perciò martedì è stata recitata la supplica rivolta a lei. Molti fedeli hanno preso parte ai vari momenti del triduo, soprattutto il 22 maggio, quando la piccola chiesa di S. Caterina traboccava di persone. Al termine della messa delle 18.30, sono state benedetti i presenti, gli autisti e profumatissime rose poi distribuite ai partecipanti dalle monache. In seguito, più di cento macchine e moto sono passate per via Saffi per ricevere la benedizione dei mezzi. Sono stati momenti di partecipazione gioiosa e intensa, testimonianza di una fede genuina viva nelle persone, che si affidano volentieri a una donna come S. Rita per farsi condurre davanti a Gesù crocifisso. Eleonora Alborghetti © RIPRODUZIONE RISERVATA

Quasi un diario

1. Venezia. Per una settimana sono ospite a Padova del mio amico V. F. Mi porta a Venezia e, sapendo delle nostre comuni origini metaurensi, mi promette, per ultimo, una sorpresa. Mi sottopone ad una larga, lunga e

faticosa visita che principia con le calli ed i ponti dell’antico Ghetto, per giungere alla Chiesa di S. Alvise (Salita al Calvario, del Tiepolo). Da qui, passando per campo dei quattro mori e la casa del Tintoretto ci avviciniamo a S. M. dell’Orto (Le tavole di Mosè ed il vitello d’oro, Tintoretto). Si prosegue per l’Abbazia della Misericordia e la Chiesa dei Miracoli, (uno scrigno prezioso di pietre dure e marmoree candelabre). Ci aspetta l’Ospedale e la chiesa dei SS. Giovanni e Paolo (Tintoretto, Cima, Lotto, Tullio Lombardo). Domina, alto sulla piazza, il monumento equestre del Colleoni

deve riporre tutto il nostro capitale di fede, sicuri che ce lo restituirà accresciuto e pieno di buoni sentimenti. La comunione, che ha segnato il culmine della Messa, ha riempito di gioia i sei nuovi membri a tutti gli effetti della nostra comunità parrocchiale, segnando, com’è nella radice della parola, un momento di condivisione di intenti e di emozioni, a cui il solo canto impeccabile del coro ha saputo fungere da degna corona. Il giorno prima, sabato 25 maggio, nella suggestiva cornice dell’Oratorio della Grotta, la comunità parrocchiale del Duomo ha vissuto un’altra tappa importante nel cammino di catechesi per l’ini-

ziazione cristiana: sette ragazzini di terza elementare – anch’essi visibilmente emozionati e desiderosi di “fare le cose bene” – si sono accostati per la prima volta al sacramento della confessione sperimentando la gioia del perdono, accompagnati dai loro genitori e seguiti da Marcella, la loro catechista. In preparazione

ad entrambi i sacramenti, nelle settimane precedenti i nostri ragazzi hanno vissuto un bel momento di ritiro al monastero delle monache Clarisse, che ringraziamo per l’affabile disponibilità e la vicinanza nella preghiera. Giovanni Volponi © RIPRODUZIONE RISERVATA

CONCLUSO ALLA FORTEZZA ALBORNOZ LO «SCOUT OPEN CAMP 2013»

Due giorni a tutto scautismo!

Urbino – Un clima piuttosto inconsueto per il periodo, con la “ingombrante” presenza di freddo e pioggia battente, non hanno minimamente scoraggiato od in parte “scalfito” la numerosa partecipazione di tanti scout, amici, genitori e curiosi all’iniziativa «Scout Open Camp», svoltasi sabato 25 e domenica 26 maggio scorsi presso l’accogliente Parco della Resistenza, verde cornice della storica Fortezza Albornoz. In queste due giornate si è voluto far conoscere e vivere da protagonisti lo scautismo attraverso tutta una serie di attività, tecniche ed azioni tipiche del movimento, inscritte in una formula tuttora vincente (lanciata oltre cento anni fa dall’inglese Robert Baden-Powell) che ha fondato un metodo educativo, valido dai più piccoli

agli adulti, che propone un codi- presenza dell’Arcivescovo S.E. Mons. ce di valori di vita da acquisire e Giovanni Tani che ha celebrato la S. “gustare” attraverso l’imparare Messa. Si è trattato di un’incontro facendo ed allenando i cittadini domenicale col Signore piuttosto del domani verso un civismo re- particolare sia per l’importanza lisponsabile attraverso lo sviluppo turgica della giornata, la Ss. Trinità, armonico delle attitudini fisiche, sia per il particolare svolgimento in morali, sociali e spirituali di cia- … stile scout. Infatti dopo una prima scuno. L’intero gruppo scout Agesci parte di Messa celebrata all’aperto, Urbino 1, con i lupetti (la fascia edu- «nuvole bagnate» hanno suggerito cativa dagli 8 agli 11 anni), le guide e di proseguire presso la vicina chiesa gli esploratori (i ragazzi e le ragazze degli Scalzi. I messaggi della liturgia dai 12 ai 16 anni), i rovers e le scolte domenicale hanno completato ed (dai 17 ai 21/22 anni), accompagnati arricchito di significato questa due dai loro capi, hanno giocato, cantato giorni di scautismo urbinate: «la pieinsieme e, soprattutto, messo in pra- na rivelazione di Dio come Padre, Fitica alcune tecniche scout, nodi & le- glio e Spirito Santo si ha nel mistero gature in primis: il portale d’ingresso, della Pasqua, quando Gesù dona la l’alzabandiera, gli angoli della cucina, vita per amore dei suoi discepoli. Era le costruzioni sopraelevate, realizza- necessario che i discepoli sperimente con l’utilizzo di pali di legno, ta- tassero innanzitutto il supremo dono vole e tende che ordinate in queste dell’amore compiuto da Gesù per costruzioni tipicamente scout hanno comprendere la realtà di Dio Amore trasportato tutti i presenti nel clima che dona tutto se stesso». e nell’atmosfera di un campo estivo Un invito a tutti perciò a percorrere in mezzo alla natura, rappresentan- il proprio cammino terreno avendo do quindi efficacemente il senso di come faro Gesù! un’esperienza, di un’avventura da Marco Burani vivere. Graditissima è stata inoltre la © RIPRODUZIONE RISERVATA

Urbania e dintorni opera del Verrocchio. Dopo esser passati per campo Sant’Angelo diretti a campo santa Margherita, traghetto in gondola traballante a S. Toma’. Finalmente arriviamo alla chiesa del Carmelo. Qui, il mio “Virgilio” mi assicura che, oltre ad un bellissimo Lotto, avremmo trovato la rara piastra in bronzo, raffigurante Federico da Montefeltro (inginocchiato come nella pala Pierfrancescana) con il piccolo Guidubaldo e il suo segretario Ottaviano Ubaldini. Colpo di scena: la piastra, nella sua naturale collocazione non c’è più. Il mio amico si affanna, si agita incre-

dulo: chiede al sagrestano, distoglie il vecchio sacerdote dalla preghiera, ma niente. Allora, sfidando l’allarme, scavalca la balaustra e trova, a conferma del suo ricordo, la vecchia targa in plexiglas che indicava la presenza del bronzo nell’antica collocazione. La scritta era malamente censurata da un cerotto: la si scopre ed ecco comparire: Francesco di Giorgio Martini, “Compianto di Cristo morto. (collocato momentaneamente in un altro altare della chiesa) e, Ritratto di Federico da Montefeltro con Guidubaldo e Ottaviano Ubaldini”. All’inspiegabile scomparsa di questa seconda targa

di Raimondo Rossi

bronzea, a fronte dei comprensibili dubbi del mio amico, il vecchio sacerdote reagisce ed invita lo stesso ad approfondire le ricerche. Restiamo in attesa degli sviluppi ora che anche in Urbino si è consapevoli di questa sorprendente sparizione. 2. A Noale ho incontrato Samuele Galeotti, urbaniese, artista fotografo. Espone a Pesaro con G. Marinelli, A. Morrucchio, F. Nonino, E. Salvi, nella nuova galleria “Eclecticos”. Samuele mi ha mostrato una bella serie di scatti dedicati a vari artisti italiani. A casa ho visto molte foto di personaggi e luoghi della sua città natale.


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Urbino Urbania Sant’Angelo in Vado

2 giugno 2013

IL 7 GIUGNO A CA’ STACCOLO

Festività del Sacro Cuore a Urbino URBINO. Venerdì 7 giugno al nuovo santuario di Ca’ Staccolo di Urbino verrà celebrata la festività del Sacro Cuore. Alle 16,30 i partecipanti alla festa si ritroveranno in Piazza Elisabetta Gonzaga del quartiere Piantata, da dove alle 17 la partenza della processione guidata da mons. Giovanni Tani arcivescovo di Urbino, Urbania, Sant’ Angelo in Vado, con i sacerdoti concelebranti ed i fedeli verso la parrocchia Santuario del Sacro Cuore. Alle 18 avrà luogo la concelebrazione dell’Eucarestia presieduta dall’arcivescovo mons. Tani. Saran-

no presenti oltre ai sacerdoti della diocesi anche quelli che accompagneranno ad Urbino la parrocchia di Cividate del Piano, il paese di nascita di Don Elia, il sacerdote che dopo la visione si è fatto promotore della costruzione del Santuario. Altre comunità giungeranno in pullman da Ascoli Piceno e da Rimini. Sono attesi anche molti fedeli della nostra diocesi. Quanto all’ultimazione dei lavori al santuario, le opere da eseguire riguardano l’impianto di riscaldamento, l’impianto elettrico, di amplificazione, gli intonaci interni, i pavimenti. In questo momento

sono fermi anche i lavori di manutenzione del manufatto, perché c’è stato un furto alla gru, dove i ladri hanno esportato tutti i fili di rame dell’impianto elettrico. Il completamento del santuario è legato anche al reperimento delle risorse finanziarie: non ci sono finanziamenti pubblici di alcun genere e tutto è basato sulla generosità di privati cittadini, ditte, aziende, dalla cui sensibilità sono finora pervenuti i contributi che hanno consentito l’avvio dei lavori giunti a buon punto ma non ancora conclusi Alberto Calavalle © riproduzione riservata

UN PREMIO PER SOSTENERE LA GIOVANE IMPRENDITORIALITÀ

SPETTACOLO DEL LABORATORIO TEATRALE DEL RAFFAELLO

Il riconoscimento ad Irene Podgornik In scena “Favole dal call-center”

Urbino. Mercoledì 29 maggio nell’aula magna dell’Accademia di Belle Arti di Urbino si è tenuta la cerimonia del “Premio Scm press” che contribuisce a sostenere la giovane imprenditorialità creativa. Il premio, alla seconda edizione, è una borsa di studio che consiste in un torchio da stampa della ditta “Scm press” di Brendola (Vicenza). Quest’anno il premio è stato conferito alla giovane artista Irene Podgornik già studentessa al corso di Editoria e Illustrazione per la Grafica d’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino. Gli studenti premiati di anno in anno potranno beneficiare di un significativo contributo per iniziare la loro attività artistica ed incentivare l’attività imprenditoriale nel campo dell’editoria e della produzione di stampe di pregio. La macchina calcografica, che stampa le matrici con le tecniche della

tradizione, è al servizio delle più contemporanee espressioni della grafica d’arte. La giovane premiata ha costruito l’immagine poetica nei luoghi di produzione nelle 40 ore lavorative settimanali. Il progetto nasce dall’esigenza di creare un coordinamento tra gli studenti che finiscono il percorso di studi e il mondo dell’impresa. Come afferma Sebastiano Guerrera, Direttore dell’ Accademia di Belle Arti di Urbino, “è importante cercare di impostare una rete di convenzioni e legami con altre realtà, legate al mondo dell’industria o degli enti pubblici. Le immagini grafiche possono così entrare in azione non solo nel campo dell’arte ma anche come nuovo concetto per creare un sistema attivo di dialogo tra le arti e le imprese”. Alla premiazione erano tra gli altri presenti Sebastiano Guerrera, Direttore dell’ Accademia di Belle Arti, i professori Giovanni Turria e Gianluca Murasecchi docenti del corso di Grafica d’Arte e la giovane artista marchigiana. Nella medesima occasione è stato aggiornato il bando del concorso nazionale “Premio Accademia small print per la Grafica d’Arte” rivolto a tutti gli studenti delle Accademie e dei Licei Artistici d’Italia, la cui prima edizione avrà luogo il prossimo autunno a Urbino, promosso dall’ Accademia di Belle Arti, sostenuto dall’Ersu Urbino, patrocinato dall’Istituto Nazionale per la Grafica, in partnership con “Scm Press” e “Il Foglio” di Ivan Pengo di Milano che conferiranno alcuni dei premi. eg

Urbino. Lunedì 3 giugno al Teatro Sanzio di Urbino alle 21 il Laboratorio teatrale dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Raffaello” porterà in scena “Favole dal call center”. Spettacolo interamente autoprodotto, diretto dal regista Simone Levantesi che ha condotto per l’intero anno scolastico la preparazione, l’ideazione e la messa in scena insieme agli studenti – attori – autori (“Carbonara con stile”) che hanno seguito il progetto. Il titolo rievoca la nota raccolta di Gianni Rodari “Favole al telefono”. Cambia però il contesto, ci sono sì sempre i giovani, ma c’è anche la crisi, quella del corpo che cambia e il rapporto con i genitori, c’è la Tv e tutto il repertorio dei nuovi media, c’è

anche la poesia e lo sguardo disincantato e un po’ cinico. “In un gioco continuo di rimandi all’attuale momento economico e sociale che il Paese sta vivendo – sottolinea il prof. Peppe Puntarello, coo – responsabile del progetto assieme alla prof.ssa Giusi Gaggini - il testo sospeso tra l’amara ironia dei diversi protagonisti fa il verso alle identità in trasformazione degli adolescenti e a quelle incrostate degli adulti con i loro pregiudizi”. La stessa Giusi Gaggini sottolinea che “lo sguardo impietoso degli adolescenti che ridono dei grandi, delle loro piccole miserie quotidiane, si posa in modo acuto e intelligente su quelle crepe sottili e invadenti che riguarda tutti noi, che ci deve spingere alla ricerca di una speranza che deve passare attraverso loro”. “Un po’ critica sociale, un po’ parodia delle nuove tecnologie della comunicazione – concludono entrambi i proff. - L’intenzione è quella di far sorridere e nello stesso tempo far riflettere il pubblico sulle urgenti questioni del futuro dei giovani e non solo”. Eg © riproduzione riservata

Nella foto: Il teatro Sanzio di Urbino

© riproduzione riservata

GALLO di petriano IN CORO

Ottava rassegna musicale

GALLO DI PETRIANO. L’Associazione Coro polifonico “Maria Immacolata” di Gallo di Petriano in collaborazione con la Regione Marche e il Comune di Petriano organizza anche quest’anno l’VIII rassegna musicale: “Gallo … in canto” che vedrà la partecipazione di due altri cori: il “Chòr Hejnal” dalla Polonia e il Coro “Antica Città” da Ostra ( An). La manifestazione si terrà presso la chiesa Maria Immacolata di Gallo, venerdì 31 maggio alle ore 21:00. Il Coro Maria Immacolata è composto da quaranta elementi, vanta una tradizione musicale decennale ed è sostenuto da tutta la cittadinanza e dalle istituzione locali. Da Dicembre 2012 si è arricchito di nuovi elementi: otto giovani (quattro ragazzi e quattro ragazze) tra i sedici e i diciotto anni, a testimonianza del fatto che la musica avvicina giovani e “non” e può portare Bellezza anche in una piccola Comunità come quella di Gallo. Siete tutti invitati a partecipare numerosi! Maria Elena Bevilacqua © riproduzione riservata

SULL’ESEMPIO DI PAPA FRANCESCO

Anch’io come tanti devo molto a mia nonna

URBINO. Ogni volta che Papa Francesco racconta della sua infanzia trascorsa con la nonna e come ella Gli abbia trasmesso i primi valori della fede, non posso fare a meno di pensare alla mia, e a tutte quelle nonne che non hanno mai smesso di raccontare Gesù ai loro nipotini. Il primo annuncio cristiano, come afferma Papa Francesco, lo abbiamo avuto proprio da loro. Allora mi vengono in mente le parole di don Luciano Paolucci Bedini. Egli, giovedì sera a conclusione del corso formativo per i catechisti dell’Unità Pastorale di Urbino, a proposito della responsabilità che i genitori devono avere nell’educare i propri figli alla fede, sosteneva: “I nonni delle generazioni future non avranno niente da trasmettere ai loro nipoti riguardo a Dio, perché oggi non si presta più attenzione al bisogno di fede insito in ogni uomo. Bisogno, che ci porta a percorrere un cammino dentro il quale si diventa protagonisti in quanto desiderosi di seguire Cristo”. Se vai con Gesù, ha detto il Papa nella veglia di Pentecoste, “non c’è problema!”. “Ti senti forte e sicuro come un bambino che passeggia tenendo per

Ristorante Lo Squero

di Sanzio Ubaldi (Chiuso il lunedì)

mano entrambi i genitori.” Tornando con la memoria a tutte le nonne e alla loro fede, ricordo che i valori che ci trasmettevano in famiglia, divenivano essenziali per noi ragazzi e li ritrovavamo anche fuori; nel gioco, nel divertimento, a scuola. “Non c’è più la cultura dell’incontro, l’amicizia, la solidarietà, il desiderio di annunciare a tutti la nostra appartenenza cristiana. Non si può continuare a parlare di Dio seduti comodamente nei nostri salotti sorseggiando un te”. continua il Papa. “La società attuale ha spogliato l’etica. Se un barbone muore di freddo o un bambino muore di fame non fa notizia; solo lo scandalo riesce ad interessarci. Se privilegiamo la mondanità vivremo solo lo spirito del mondo e non quello di Gesù”. Penso, dopo queste parole, che sia essenziale per tutti non rinunciare al “bisogno di fede”. Ciò significa che il cammino percorso ci ha trasformati in testimoni, “che parlano poco, perché parlano con la vita” (Papa Francesco). Benedetta Sebastiani Bovi © riproduzione riservata

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2 giugno 2013

piobbico

speciale

Primo “Forum della cultura cristiana” al Castello Brancaleoni

di arte cultura sport

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pagina

Verrà presentato in anteprima Pesaro e firma nota anche del nostro mercoledì 5 giugno alle ore 18.30, settimanale interdiocesano. Si tratta presso il cinema Astra di Pesaro, il libro di una sorta di prosecuzione di quelle “Storie in cerca di Dignità” scritto da “Cronache da Basùra” già dato alle Matteo Donati, responsabile del Centro stampe dallo stesso autore nel 2011. Un d’ascolto della Caritas diocesana di viaggio nei bassifondi della città «che

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Interazione tra scuola e carcere: Il sapore buono della speranza pagina

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- scrive nella prefazione mons. Soddu, direttore nazionale della Caritas - mette al centro della scena quelle persone che, per un motivo o per l’altro, sono state vittime di emarginazione».

L’ULTIMO LIBRO DI MATTEO DONATI VERRA’ PRESENTATO IL 5 GIUGNO ALL’ASTRA

Matteo perchè queste nuove cronache da Basùra? Per tenere vigile l’attenzione sui problemi che molti uomini e donne vivono oggi nel nostro territorio. Perchè, se nessuno ne parla, non ci saranno neppure soluzioni. Vorrei al contempo chiarire che questo libro non pretende di dare soluzioni ma solo mostrare da vicino come vanno le cose in questa città, spesso invisibile, che è Basùra. Come definiresti il tuo libro? Come uno specchio che serve a me, per vedere chi sono e come mi pongo rispetto agli altri. Allo stesso tempo spero che possa far riflettere il lettore evitando di fermarsi alla superficialità con cui questi temi troppo spesso sono trattati. Quali sono le differenze rispetto al libro del 2011? In questi due anni ho avuto modo di fare ulteriori esperienze. La prima volta che presentai pubblicamente “Dio non produce scarti” era presente come relatore don Vinicio Albanesi che mi disse: “hai scritto delle belle cose ma devi andare più a fondo”. E così ho voluto seguire il suo consiglio e sono nate queste ulteriori storie. E cosa si scopre ad andare ancora più a fondo? Che dietro ogni persona ci sono una molteplicità di aspetti da considerare e che aiutare chi ne ha bisogno non è spesso sufficiente. A quale storia delle dodici che presenti nel libro sei più legato? Sicuramente a quella titolata “padre” che non racconta di una persona in particolare

Storie in cerca di dignità a cura di Roberto Mazzoli

ma della condizione di chi, come me, oggi è padre ma che in questo momento non ha magari avuto la mia stessa fortuna. Quanto è cambiata l’attenzione di Pesaro verso Basùra oggi? È cambiata molto. Me ne sono accorto bene in questi due anni. Sono stato invitato spesso a parlare nelle scuole o in altri ambiti educativi. Ho potuto constatare l’attenzione della gente ma soprattutto dei giovani. C’è addirittura chi ha organizzato eventi culturali per raccogliere fondi per Basùra. E paradossalmente, proprio in questo periodo di crisi, i pesaresi ci stanno offrendo il loro sostegno in misura

scheda “Storie in cerca di Dignità” (Emi – Bologna 2013 – pp. 103 € 11). Presentazione con l’autore – Pesaro Cinema Astra in via Rossini. Interverranno Paola Ricciotti, presidente de “I Bambini di Simone” Onlus Fano – Claudia Vanzolini de “La città della Gioia” Pesaro. Moderatore Alberto Pancrazi (giornalista TG Rai Marche)

maggiore rispetto al passato. Il 5 giugno al cinema Astra verrà allestito anche un percorso espositivo. Di cosa si tratta? Sono dei lavori realizzati dagli ospiti di “Casa Speranza” insieme ai volontari. Nella struttura di accoglienza infatti, oltre a mangiare e dormire, le persone svolgono delle attività “extra”. In particolare grazie ad alcune maestre è stato realizzato un progetto didattico dove i nostri ospiti hanno potuto raccontare i problemi della loro vita ma anche i sogni per il futuro. E così sono stati creati dei cartelloni, tipo quelli che fanno i bambini a scuola. L’intento è quello di proiettarsi verso un reinserimento nella società. E in questi giorni cinque persone di “Casa Speranza” (in questo periodo chiusa ndr), vivono in una struttura autogestita e senza operatori. Una “piccola” storia che, in questo caso, ha trovato la sua dignità. ©riproduzione riservata

MARIO DONDERO ALL’ALEXANDER MUSEUM

Fotografia come reportage Pesaro - “Capacità di narrare significa capacità di fare esperienza’’. Con questa breve ma significativa frase si è presentato al pubblico presente all’Alexander Museum, Mario Dondero, certamente uno dei più importanti fotografi, insieme a Mulas e Lucas, del reportage italiano del XX secolo. Mario Dondero, artista milanese, con forti radici esistenziali a Genova, dove sta realizzando un video sul porto e attuale residenza a Fermo. Tre location, per un fotografo che ha fatto del suo impegno giornalistico e fotografico, il senso vero del narratore. “Io

non sono contro l’estetica, ha sottolineato Dondero. Sono contrario all’estetica quando non si raccontano le storie vere. E partendo da questo presupposto, ho compreso come il coinvolgimento emotivo sia fondamentale anche per un fotoreporter. Per questo sono contrario alla spettacolarizzazione degli eventi, ma credo che nonostante la cultura globalizzata e la virtualità delle immagini, il reportage non sia morto. Credo che ancora oggi sia necessario trovare dei temi attrattivi per poi portarli alle testate giornalistiche, perché l’idea della fotografia come reportage

è legata al mondo dei giornali. Sono stato influenzato dalla grande scuola francese della fotografia che risentì della cultura delle avanguardie artistiche ed estetiche dei primi anni del Novecento. Spesso, ha proseguito Dondero, mi si chiede se è presente la componente poetica nelle mie fotografie. Ed io rispondo evidenziando una distinzione fra fotografie fredde e calde, dove ritrovo in quest’ultime l’aspetto poetico, che però deve escludere l’estetizzazione’’. Paolo Montanari ©riproduzione riservata


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arte cultura sport

2 giugno 2013

AL CASTELLO BRANCALEONI IN PIOBBICO DAL 7 AL 9 GIUGNO

Primo “Forum della cultura cristiana”

U

n imponente maniero quattrocentesco, il castello Brancaleoni in Piobbico, ospiterà dal 7 al 9 giugno 2013 il primo “Forum della cultura cristiana”, cui ha aderito virtualmente l’ex premier inglese Tony Blair, già invitato dagli organizzatori, ma indisponibile perché in Arabia con la sua fondazione per promuovere il

dialogo interreligioso. Curiosamente l’idea primigenia è balenata al sindaco di Piobbico Giorgio Mochi che ha poi coinvolto il filosofo Paolo Ercolani e il conduttore televisivo Paolo Notari. L’antefatto è stato quando durante un evento televisivo Rai, Il prof Cacciari impartiva una dura reprimenda a un mussulmano che d’imperio voleva

escludere il crocefisso dai luoghi pubblici. “Tu non lo puoi togliere perché il crocefisso non rappresenta solo la cristianità, ma la cultura cristiana, in cui io ateo sono cresciuto e da 2000 anni cresciamo …” Ecco la folgorante idea di Mochi poi elaborata e curata dall’Associazione Forum della cultura cristiana con sede a Roma che ha inteso il Forum stesso come un grande laboratorio in grado d’intercettare l’interesse e il confronto fra cultura cristiana e fede, comunicazione interreligiosa, politica ed economia. L’evento è articolato in tre giornate, con numerose sessioni, ove esponenti della cultura, del mondo accademico e religioso nazionale e internazionale si confronteranno. Molte le personalità partecipanti, annuncia Paolo Notari: Stefano Carmenati della Comunità di Sant’Egidio, Don Aldo Bonaiuto della Comunità Papa Giovanni XXIII, Bruno Mastroianni portavoce Opus Dei. A cornice del Forum saranno presenti l’attore Terence Hill per il settore comunicazione e Roberto Giacobbo, conduttore del

programma televisivo Voyager. Chiude la conferenza stampa il Presidente del Consiglio Provinciale Luca Bartolucci ponendo l’accento, tra l’altro, come il fulcro del cristianesimo sia l’antropocentrismo che prefigurò la cultura occidentale. Piace infine ricordare un inciso del cardinale Paul Poupard, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura quando ha affermato, nella sua prolusione, Fede e Cultura: Le Sfide del Presente:”La fede cristiana non chiede di sfuggire alla propria cultura, ma di aprirla al fermento cristiano riproponendo i valori di un rinnovato umanesimo cristiano. Dipenderà anche da noi ridare all’Europa la sua anima nella civiltà della vita, dell’amore e della speranza.” Gianfranco Sorisio

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Nella foto: Il conduttore televisivo Paolo Notari, l’assessore al Turismo di Piobbico Ilaria Aluigi, il sindaco di Piobbico Giorgio Mochi e il presidente del Consiglio provinciale Luca Bartolucci

AL MONASTERO DI SANTA CHIARA DI URBINO

Contemplativi sulle strade

URBINO. Piergiorgio Grassi, direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose, ha tenuto la terza lezione nel Convento di Santa Chiara, pensate per l’occasione dell’anno fede, promosso dall’allora papa Benedetto XVI. Nell’accogliente biblioteca, con una parete azzurra affrescata con garbo da una novizia, ispiratasi al cantico

delle creature di Francesco, con frate sole e sorella luna in gioiosa evidenza, il prof. Grassi, quasi in contrapposizione con la mistica monastica, ha girato la riflessione su esperienze mistiche laicali che hanno attraversato la cultura occidentale in questo secondo dopoguerra. Frutto della globalizzazione e quindi dell’incontro di religioni diverse. Se ieri le centrali di riferimento erano Gerusalemme ed Atene, oggi il contro altare di Gerusalemme, è Benares la città sacra dell’India sul Gange. Da ricordare che, nei momenti più duri della contestazione sessantottina, giovani e gruppi di giovani partivano per l’India alla ricerca del nirvana, spinti da quel desiderio di eternità che alberga nel cuore profondo degli esseri umani. Dall’oriente arrivava e arriva una mistica della spiritualità, nell’occidente quella antica mistica di Giovanni della Croce, di Teresa d’Avila, di Eckard, di Foucault, ha subito una involuzione diventando una mistica della visibilità che sconcerta e

delude. Ma, per fortuna o per grazia di Dio, ha lasciato intatto, nei cristiani, la loro capacità di testimoniare, impressa nella cultura dell’occidente cattolico e cristiano, che lo fa rimanere un punto di riferimento per credenti e non credenti, sul mistero dell’eterno. Che don Italo Mancini aveva sottolineato con una felice espressione: “il contagio storico dei cristiani”. Che marca tutto l’occidente, in una perenne ricerca dell’assoluto che giustifica l’affermazione che il Cristianesimo non é e non può mai essere in linea col suo tempo perché l’uomo è sempre proiettato sul futuro, alla continua ricerca della beatitudine sopranaturale. Una costante degli esseri umani che, secondo San Tommaso, è presente anche nella vita pre-cristiana. E che il Cristianesimo nobilita con l’attenzione agli ultimi, ai reietti, chiedendo agli uomini e alle donne di farsi carico delle sofferenze del prossimo, di partecipare alle sofferenze del mondo. Tenendo conto dell’enorme potenza del negativo. O, come

LE SUGGESTIVE OPERE DELL’ARTISTA DANTE PIERMATTEI

Maria Madre di Gesù

una spazialità geometrica, quasi neocubista, e sono realizzate attraverso una suggestiva e peculiare tecnica figurativa che trae spunto dall’astrattismo. I suoi lavori, inoltre, sono caratterizzati da una policromia smagliante e da un’estrema radiosità dell’insieme iconico. Naturalmente, le influenze derivanti dall’impressionismo di Paul Cézanne e, soprattutto, dal simbolismo di Marc Chagall – come confermato dallo stesso autore – risultano evidenti in tali opere. Ad ogni modo, l’originalità pittorica del nostro Dante Piermattei, espressiva ed empatica, è assolutamente indiscutibile. Diego Corinaldesi

UN PREMIO PER UN REBUS

Maria goccia nell’oceano spirituale / Eterna divina Madre del nostro Signore / Proteggi noi peccatori con la tua immensa / Potenza di fede / Affinché muoiano le insidie del maligno Scaltro e denso di odio. Maria salvaci, perdonaci / Madre infinita, / Amaci eternamente / Con il tuo Spirito celeste. * Poesia-preghiera di Marco Giombetti

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aggio

Buono sconto in om

Frase: 8-3-4

I vincitori verranno estratti a sorte tra coloro che avranno inviato la soluzione corretta a pesaro@ilnuovoamico.it oppure a IL NUOVO AMICO Via del Seminario 4 – 61121 Pesaro. L’omaggio di questa settimana è un buono sconto del 20% presso la libreria “LA Buona Stampa” di Pesaro (Via Rossini 68) La chiave risolutiva del rebus di Leone da Cagli pubblicato a pag. 23 del n. 21 del “Nuovo Amico” di domenica 26 maggio era: (Frase: 7-3-5-5) ‘L etto; ride L; N uovo; ami CO’ Soluzione:

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Angolo della poesia

Il mestiere della pittura FANO – Bandiere delle terre scure, Pesce zodiacale, Anima Mundi, Albero delle tre lune: questi sono gli evocativi titoli assegnati ad alcuni quadri dipinti dall’artista Dante Piermattei, nativo di Fossombrone, ed esposti a Fano, sino al 29 maggio, presso l’ex chiesa di San Michele all’Arco di Augusto, nell’ambito della mostra personale “Figure di pensiero – Il mestiere della pittura”. L’esposizione ha raccolto, in totale, ventitré dipinti ad olio su tela o legno e numerosissimi appassionati d’arte e visitatori sono giunti in città per osservarli. Le opere del Piermattei, in particolare, raffigurano nature morte o vedute paesaggistiche incastonate in

ci insegnavano al catechismo, delle malizie del diavolo. Ma senza farci condizionare dalle forze del male, sull’esempio di San Francesco, o per restare nel nostro tempo, di madre Teresa, di don Benzi, di don Gallo. Presenze che servono, per usare una felice espressione di don Italo, per alleggerire la terra. Che insegnano a tutti noi a continuare a vivere nell’amore degli uomini, nell’amore alla vita, alla libertà e all’uguaglianza universale. I cristiani, ha aggiunto Grassi, possono contare su due cose forti: la conoscenza della loro fragilità e la struttura del peccato. A fronte di esse, può contare sulla preghiera e sulla contemplazione, per mantenere alta la speranza di redenzione. Verso quella vita nuova, la terra nuova e i cieli nuovi indicati da Gesù, sapendo che c’è un Dio che opera nella storia. Tre incontri. Una bella esperienza condivisa. Sergio Pretelli

- LETTORI DEL NUOVO AMICO – Vince: Fiorenza Bolsi Venturini

E’ possibile ritirare il premio da lunedì a mercoledì dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 17 alle ore 19 presso la redazione di Pesaro (via Rossini 53). Per un diverso recapito contattare il n. verde gratuito 800/501170 sempre nei giorni e ore sopra indicate. PER RICEVERE L’OMAGGIO È NECESSARIO DIMOSTRARE DI ESSERE IN REGOLA CON L’ABBONAMENTO AL NUOVO AMICO PER L’ANNO 2013 O REGOLARIZZARE LA POSIZIONE AL MOMENTO DEL RITIRO DEL PREMIO


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arte cultura sport

2 giugno 2013

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IL SAPORE BUONO DELLA SPERANZA

Interazione fra scuola e carcere

A cura di Laura Corraducci

che mi accompagna in queste lunghe giornate senza fine. Quando scappo nella fantasia sto bene, mi sento felice e libero ma quando apro gli occhi mi trovo davanti la dura realtà sbarre e oscurità che mi strappano la libertà Cecilia Stefani

Quadretti di sole

Fuori dalla finestra vedo il sole quadretti di sole. Piango, ho sbagliato, sono pentito ma dovrò aspettare ancora prima di tornare in libertà di riabbracciare la mia famiglia. Dovrò aspettare prima di tornare a vivere. Arianna Forlani

Poesia del detenuto

“U

n clown alla corte dello zar” è il titolo dello spettacolo portato in scena dalla Compagnia dello Spacco insieme ai detenuti della Casa Circondariale di Pesaro, la rappresentazione si è infatti tenuta all’interno del carcere davanti ad un pubblico speciale, dagli occhi attentissimi e sensibili, i ragazzi della I B e della II E della Scuola Secondaria di I grado di Villa Fastiggi. Il progetto della scuola media Galilei il cui titolo, “Ri-Esco”, ha il sapore buono della speranza e del desiderio autentico di cambiamento, è un progetto di interazione fra la scuola e il carcere che giunge oramai al suo decimo anno di svolgimento, fortemente voluto e sostenuto dal professore di storia Antonio Rosa e dalla scuola tutta. In questi anni (e ci si auspica per i prossimi a venire) decine di ragazzi hanno varcato la porta del luogo più temuto, il posto dove il male,

si dice, trovi la sua “giusta espiazione”, dove il respiro umano diventa corto e gli uomini, stretti nella loro colpa, cercano spazi di luce, così come raccontano nella loro incandescente bellezza i versi di Oscar Wilde (il quale provò l’esperienza dolorosissima della reclusione) nella meravigliosa “ballata del carcere di Reading” “ io non ho mai visto uomo che guardasse/ con occhio così ansioso/ verso il minuscolo lembo d’azzurro/ che chiamano cielo i prigionieri” Gli occhi dei nostri ragazzi hanno intuito meglio di noi adulti, il dolore e l’inquietudine di chi la vita l’ha fermata con le proprie mani ma continua, immobile, ad attenderla ancora. Ringrazio i colleghi insegnanti, i detenuti (a cui dedichiamo questi testi) , il personale del carcere e soprattutto i ragazzi che, con i versi, hanno saputo raccontare l’ampiezza dei loro cuori.

Un errore

Guardo fuori dalla finestra e penso che ho fatto un errore vorrei poter tornare indietro e cambiare tutto! penso alla famiglia che ho deluso, a voi bambini che avete paura di me!! non sono un mostro, sono solo un uomo che ha sbagliato che vuole rimediare al suo errore. oggi con voi è come se fossi riuscito ad avere un po’ di libertà perché voi mi avete portato la vita. Aurora Di Palma

Se questa è vita …

Per sopravvivere….sogno. Poi rimpiango quel che ho fatto vorrei con un colpo di bacchetta tornare indietro. La luce del sole entra a quadri nella mia cella e io penso alla mia famiglia delusa dai miei occhi scendono lacrime Elena Del Prete

La voce del rimpianto

Animo triste cuore infranto sento la voce del rimpianto voglia di libertà voglia di luce e natura di ricominciare la mia vita nel sole

Gianluca Coli

Fantasia imprigionata

Questa non è una vita ma una prigione qui non devi vivere devi solo resistere. Io per farlo mi sono creato un mondo parallelo dove sono libero e felice. Un mondo di sogni

Ho sbagliato e ora sono qui a scontare la mia pena a vivere in un mondo che non c’è immaginato solo nella mia mente non ho più la mia libertà ma ho ancora la mia fantasia Benedetta Bonaventura

N

on finisce di stupire il fronte sportivo di Urbania. Pochi giorni fa al “PalaTre” di Villa Ceccolini si è disputata la finale regionale di “Baskin” (abbreviazione di basket integrato). Il “baskin” è una nuova attività sportiva che si ispira al basket, pensato per permettere a giovani normodotati e giovani disabili di giocare nella stessa squadra (composta sia da ragazzi che da ragazze). Permette la partecipazione attiva di giocatori con qualsiasi tipo di disabilità (fisica e/o mentale) che consenta il tiro in un canestro. Ebbene, dopo una splendida partita, “Urbania Doubleface Baskin” si è imposta sulla Lupo Pesaro e si è laureata “Campione Regionale” accedendo così alle Finali Nazionali di Cremona che si disputeranno il 7, 8 e 9 giugno 2013. La squadra di Urbania è stata una delle prime società dell’entroterra pesarese a praticare e diffondere questo sport. Ben presto si è formato un gruppo di ragazzi e ragazze quasi tutti alunni del “Della Rovere” dell’antica Casteldurante, che, con impegno ed entusiasmo, hanno ottenuto dei buoni risultati. Lo scorso anno hanno conquistato il secondo posto alla fase Nazionale di Cremona ed a settembre al Trofeo Nazionale di Chatillon, in Valle d’Aosta, si sono classificati quarti. Questi i protagonisti dell’esploit: Carciani Giacomo, Agostini Matteo, Baldassarri Alessandro, Gentilini Luca, Figliola Simine, Bucchi Caterina, Capodagli Emma, Palazzi Giulia, Falconi Arianna, Agostini Federico, Damiani Veronica, Agostini Lorenzo, Cellini Alessandra, Cancellieri Daniel, Giorgini Loris, Antoniucci Samuele, Doda Franceschina e Briaud Massimiliano. Allenatore Maura Mangani e dirigente accompagnatore Cancellieri Giovanni. Eg © RIPRODUZIONE RISERVATA

Al Barco Ducale di Urbania Sabato 1 giugno alle ore 21 performance di musica e danza contemporanea “Il fiore delle mille e una notte”. Partecipano i musicisti dell’Accademia fisarmonicistica, le danzatrici della Kathleen Delaney Dance Co. e il Coro Polifonico Durantino. Fisarmonicista Claudio Jacomucci, direzione e canto Simone Spinaci. Ingresso libero.

IL NUOVO AMICO È nelLE EDICOLE DI fano • ferlito giuseppe v. le XII Settembre 1 • A.F. News s.n.c. p.za Amiani • Edicola di Simona Garoffolo v. Nolfi • Rivendita Giornali e riviste di Palazzi Augusto v. Roma 8/a

IL SUCCESSO DI URBANIA

Sport assieme ai disabili

IL NUOVO AMICO È IN TUTTE LE EDICOLE DI PESARO

giugno

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3

TURNO DAl 3 Al 9 gIUgNO 2013 Lunedì

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Mercoledì 5 ruggeri - C.so XI Settembre, 3 giovedì

6 ViLLa San Martino V. Solferino, 68/2 0721-453359

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Venerdì

7 San SaLVatore L.go Aldo Moro, 1

0721-33135

24 h

Sabato

8 Madonna di Loreto V. Ugolini, 1

0721-390645

24 h

Maffei PenSerini V. Cecchi, 28

0721-33046

Ausil.

0721-454796

24 h

0721-33046

Ausil.

domenica 9 ViLLa andrea CoSta V. Giolitti, 167 Maffei PenSerini V. Cecchi, 28 INFORMAzIONI UTIlI Il turno 24 h va dalle ore 8,30 alle ore 8,30 del giorno successivo. Il turno AUSILIARIO nei giorni feriali va dalle ore 15.30-19.30. Il turno AUSILIARIO nei giorni festivi effettua orario di normale apertura.

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Ausil.

TURNI DEllE FARMACIE TRAMITE SMS E’ sufficiente inviare un messaggio SMS al 320-2649186 scrivendo farmacie PESARO farmacie FANO farmacie URBINO per ottenere un SMS di risposta con l’indicazione del nome delle farmacie di turno nel giorno della richiesta.


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2 giugno 2013

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cure sordità rinogena

(affezioni delle alte e basse vie respiratorie)

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AperturA StAbilimento termAle 3 giugno - 31 ottobre 2013

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Na22 2013  

«Il Nuovo Amico» n. 22 del 2 GIUGNO 2013

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