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settimanalE d’informazione diocesi di: pesaro •  fano • urbino

fondato nel 1903

COPIA OMAGGIO

18 novembre 2012 • Anno 109 • N. 40 • Spedizione in abb. post. D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27.02.2004 N. 46) Art. 1, Comma 1, DCB Pesaro • facebook.com/ilnuovoamico € 1,00

IN QUESTO NUMERO L’ INSERTO GIORNALISTICO DEI DETENUTI DEL CARCERE DI PESARO

libera tutti

Da pag. 11 a 14

editoriale

Riscoprire il senso religioso

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C

ome la secolarizzazione tende a estromettere la religione dalla società, dalla cultura e perfino dal costume della gente, ritengo importante insistere sul tema della spiritualità come fenomeno ricorrente che, se ben considerato, può avere molte probabilità di riscoprire, se non la religione, almeno il ‘senso religioso’ e quindi terreno fecondo da evangelizzare. Il suo è un risveglio che sottende domande di senso e di conoscenza di sé, cui si può relativamente applicare il motto socratico (VI sec. a.C.) “conosci te stesso” o la cinica immagine di Diogene con la lanterna. Anche in questo fenomeno, come in molti altri, caratterizzato da esiti culturali del post-moderno, ci sono dei ma. Si tratta di una spiritualità generica, per non dire vaga, non legata alle istituzioni, anarchica, che ha provocato effetti anche virtuosi, come la protesta contro la ristrettezza, la rigidità e la miopia di molti movimenti religiosi attuali. Questi dilaganti interessi alla spiritualità, lungi dall’essere chiari, suscitano molte perplessità nelle istituzioni religiose, nel cristianesimo in modo particolare. Assidui lettori dei mistici del Cattolicesimo (esempio Ildegarda di Bingen dichiarata recentemente Dottore della Chiesa da Benedetto XVI) entusiasti del Canto Gregoriano, subiscono il fascino delle abbazie, dei monasteri, della storia dell’arte intrisa di fede e del silenzio come linguaggio. Riscoprono cioè la strada maestra della contemplazione. Quanti vicoli per aprire un dialogo!. Riscoprendola nell’uomo è come ritrovare l’immagine di Dio, purissimo Spirito. Eppure questo movimento sciolto da vincoli istituzionali non è necessariamente teista, anche se la sua presenza mette in evidente imbarazzo l’ateismo moderno. Concludo che tutte queste vicende di carattere culturale possono illuminare la Nuova Evangelizzazione e per tutti traduco una interessante intuizione agostiniana: “se vuoi trovare Dio cercalo entro di te”. Ma non è l’unica via.

PER IL CONSIGLIO DI STATO DOVRANNO PAGARE L’IMU LE ATTIVITA’ SENZA FINE DI LUCRO A RISCHIO MENSE CARITAS E VOLONTARIATO

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FANO

Rinnovata la sede scout Pesaro 1 urbiNO

Raffaele Mazzoli

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Giornata delle claustrali. Storie da Cagli Quadrante

Don De Angeli alla parrocchia della SS Annunziata

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Dionigi presidente della Pontificia Accademia di latinità

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Chiesa e Mondo

18 novembre 2012

L a Parola di Dio XXXIII domenica del tempo ordinario - Anno B

LETTURE: Dn 12,1-3; Sal 15; Eb 10,11-14.18; Mc 13,24-32

rmai al termine dell’anno liturgico, la Parola di Dio ci porta a riflettere sul tempo finale che è tempo di raccolta. Il linguaggio è quello apocalittico dell’antico testamento, di cui abbiamo un saggio nella prima lettura. Non deve sfuggire il fatto che le immagini “tremende” sono accompagnate

In cammino vigilanti nella preghiera

da annunci di speranza per coloro che nella loro esistenza saranno stati “saggi” e “avranno indotto molti alla giustizia”: “in quel tempo sarà salvato il tuo popolo, chiunque si troverà scritto nel libro”. Il vangelo specifica che sarà il Figlio dell’uomo a venire per radunare “i suoi eletti dai quattro venti”. E la storia viene vista, non nell’immagine cupa dell’inverno, ma in quella dolce della primavera, quando la natura mostra i piccoli segni di una trasformazione che si manifesterà pienamente nell’estate (“il ramo del fico diventa tenero e spuntano le foglie”). È un andare verso un compimento, o meglio verso un incontro:

“sappiate che egli è vicino, è alle porte”. Cosa dice a noi il Signore? Ci dà uno sguardo complessivo della storia e della nostra vita. Ci dice che il termine sarà un inizio e che tutto viene in realtà deciso dalla nostra libertà di essere scritti “nel libro” agendo con saggezza e diffondendo giustizia. Le parole del Signore ci inducono a riflettere non solo sulla speranza, ma anche con speranza, dando un ampio respiro di significato a tutto ciò che comporta il nostro oggi. I piccoli segni premonitori di un incontro pieno col Signore, possono essere visti anche nei sacramenti che accompagnano il nostro cammino: nel battesimo,

nell’eucaristia, nel perdono, nella cresima e negli altri sacramenti c’è l’azione salvatrice di Dio in Gesù Cristo. Piccoli segni ai nostri occhi, ma sicuri, forti e tenaci per la nostra fede e la nostra speranza. Cosa diciamo noi al Signore? Gli chiediamo di aiutarci a scorgere “i segni della primavera” in ogni nostro “inverno” e, quindi, di fare di tutti noi delle persone rese vigilanti dalla preghiera. “Mi indicherai il cammino della vita” (Salmo).

IL PAPA VISITA I SUOI “COETANEI” NELLA residenza DI SANT’EGIDIO

Gli anziani maestri di affetto

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ivere è bello anche alla nostra età, nonostante qualche acciacco e qualche limitazione”. È il saluto del Papa agli ospiti della casa “Viva gli anziani” della Comunità di Sant’Egidio nel quartiere romano del Gianicolo. “Vengo tra di voi come vescovo di Roma, ma anche come anziano in visita ai suoi coetanei”, ha esordito Benedetto XVI: “Conosco bene le difficoltà, i problemi e i limiti di questa età, e so che queste difficoltà, per molti, sono aggravate dalla crisi economica”. Ciononostante, il Santo Padre ha comunicato agli anziani una sua “profonda convinzione”: “È bello essere anziani! In ogni età bisogna saper scoprire la presenza e la benedizione del Signore e le ricchezze che essa contiene. Non bisogna mai farsi imprigionare dalla tristezza! Abbiamo ricevuto il dono di una vita lunga”. “Gli anziani sognano e sperano, e i giovani hanno visioni”. A soffermarsi sull’attualità di questa visione del profeta Gioele è stato Marco Impagliazzo, presidente della Sant’Egidio, nell’indirizzo di saluto al Pontefice. “Gli anziani sognano quando sono amati e accompagnati ogni giorno”, ha testimoniato Impagliazzo a partire dall’esperienza della sua Comunità, che oltre alla nuova sede del Gianicolo ha altre 14 case per anziani. “Grazie allo Spirito - ha proseguito - i giovani hanno visioni di vita: non temono più la debolezza degli anziani, che diviene anzi occasione di scambio e di amore. E gli anziani sono maestri di affetto e di umanità, vedendo in chi li aiuta quasi un angelo”. “Angeli visibili”: così il Papa ha

definito i volontari della Sant’Egidio, parlando a braccio a conclusione della visita, da cui “esco ringiovanito e rafforzato”, ha assicurato congedandosi dalla casa famiglia. “Gli anziani - ha ribadito il Papa riferendosi all’occasione della visita, l’Anno europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni - sono un valore per la società, soprattutto per i giovani”, eppure “spesso la società, dominata dalla logica dell’efficienza e del profitto”, non li accoglie come tali, anzi spesso li respinge, “considerando gli anziani come non produttivi, inutili”. Di qui l’appello a “operare con maggiore impegno, iniziando dalle famiglie e dalle istituzioni pubbliche, per fare in modo che gli anziani possano rimanere nelle

proprie case”. “La qualità di una società, vorrei dire di una civiltà si giudica anche da come gli anziani sono trattati e dal posto loro riservato nel vivere comune”. “Alla nostra età facciamo spesso l’esperienza del bisogno dell’aiuto degli altri; e questo avviene anche per il Papa”, ha rivelato Benedetto XVI, ma “è una grazia essere sostenuti e accompagnati, sentire l’affetto degli altri, in ogni fase della vita”, perché nessuno può vivere solo e senza aiuto”.Concludendo “Il Papa vi ama e conta su tutti voi! Sentitevi amati da Dio e sappiate portare in questa nostra società, spesso così individualista ed efficientista un raggio dell’amore di Dio”. Agenzia Sir

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a figura di Noè è così nota da rendere incompleto ogni possibile tentativo di riproporre così in breve la sua vicenda, narrata per esteso nei capitoli 6-9 del libro della Genesi, pur con qualche incongruenza, dovuta all’intrecciarsi di due differenti tradizioni. L’arca tratteggiata nel racconto biblico con misure esorbitanti, lunga 156 metri, alto 30, larga 26, con la capacità di 65/70.000 metri cubi,

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Medio Oriente: giovani cattolici ad Abu Dhabi

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n’occasione per ripensare, rivivere e celebrare la loro fede, per continuare a esserne testimoni con la vita anche se c’è qualche zelante islamico che mette ostacoli, non condivide e cerca di far cambiare loro strada”. Con queste parole mons. Camillo Ballin, vicario apostolico dell’Arabia del Nord, spiega il significato dell’incontro, dell’“Arabia Catholic Youth Conference” (Acyc) che ha visto riuniti, dal 15 al 17 novembre, ad Abu Dhabi, oltre 1.500 giovani cattolici del Medio Oriente. Il tema scelto è tratto dal Vangelo di Marco, “Tutto è possibile per chi crede”. Organizzato dai vicariati apostolici dell’Arabia del Nord e dell’Arabia del Sud, guidati rispettivamente da mons. Ballin e mons. Paul Hinder, l’incontro ha permesso di parlare ai giovani, in larga parte emigrati provenienti da varie nazioni, il sacerdote americano e musicista p. Stan Fortuna, “il predicatore in blue jeans”, il filippino p. George Gabriel. L’incontro, afferma mons. Ballin, “ha voluto ribadire che si può testimoniare la propria fede anche se si vive in ambienti difficili. Se abbiamo fede che Dio guida la nostra storia, siamo più sereni. Tutto ciò è fondamentale per chi, come questi giovani, vive lontano dalla propria casa. Riscoprire e rinvigorire la fede, come Benedetto XVI esorta a fare in questo Anno della fede, aiuta i giovani a non prendere altre strade”. Agenzia Sir © RIPRODUZIONE RISERVATA

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IL SANTO DELLA SETTIMANA 18 novembre

San Noè Patriarca

Giovanni Tani, Arcivescovo di Urbino-Urbania S. Angelo in Vado

desta da secoli lo stupore degli artisti, che cercano di raffigurarla, e degli archeologi, che invano tentano di scovarne eventuali resti, nonostante le discordanze sulla suo possibile collocazione.Noè costituisce comunque un emblema dei giusti presenti indubbiamente anche nel mondo pagano: Abramo verrà infatti parecchi secoli dopo. Dio stabilì già con Noè un’alleanza anticipatrice di quella che stipu-

lò poi con Israele sul monte Sinai. Questo è dunque l’atto culminante del racconto del diluvio, cioè il Signore che nella sua giustizia irrompe per colpire il male dilagante con le acque impetuose, simbolo per l’antico Vicino Oriente del nulla e del caos. Ma Dio si fa portatore di salvezza nei confronti di tutti i giusti, incarnati in Noè, “uomo giusto e integro” in una “terra corrotta e piena di violenza” (Gn 6,9.11).L’arcobaleno sfolgorante nel cielo divenne segno non solo del giudizio divino ormai ottemperato, ma anche della nuova alleanza cosmica

Redazione di Pesaro: Via del Seminario, 4 - 61121 PESARO (PU) Tel. 0721/64052 - Fax 0721/69453 e-mail: pesaro@ilnuovoamico.it Alvaro Coli – Responsabile diocesano.

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intersorsa tra Dio e l’intera creazione. Tuttavia il male non fu così del tutto estirpato, riaffiorando infatti nel finale del racconto della storia di Noè, più precisamente nella mancanza di rispetto che Cam, uno dei tre figli di Noè, ebbe nei confronti di suo padre, qualora “vide il padre scoperto e raccontò la cosa ai due fratelli” (Gn 9,22). Fu così evidente che purtroppo, anche nell’umanità appena rinnovata, il germe del male era già pronto a risorgere tra gli uomini e trovare nuovo vigore.

STAMPA: Galeati Industrie Grafiche/Imola GRAFICA: arti grafiche pesaresi srl/pesaro La testata “Il Nuovo Amico” fruisce dei contributi Statali diretti di cui alla Legge 7 agosto 1990, n. 250. PUBBLICITà Uffici della Redazione centrale 0721/64052 e Paolo Morsiani L’Impresa Editrice COMUNICARE risulta iscritta al Registro delle imprese di PESARO presso la Camera di commercio al n. 98100

Questo settimanale è iscritto alla FISC Federazione Italiana Settimanali Cattolici ed è associato all’USPI Unione Stampa Periodica Italiana

Questo numero è stato chiuso in redazione mercoledì 14 novembre 2012 alle ore 22 e stampato alle ore 6 di giovedì 15 novembre


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Socio Culturale

18 novembre 2012

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PRESENTATO IL DOCUMENTO CEI SU PREPARAZIONE A MATRIMONIO E FAMIGLIA

Verso il “sì” per sempre

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ducare all’amore e accompagnare nel percorso del fidanzamento sembrano, oggi, imprese particolarmente difficili, per alcuni, addirittura, improponibili, ritenendo che i mutamenti culturali e sociali siano tali da mettere radicalmente in discussione l’esistenza stessa dell’istituto del matrimonio”. Così mons. Enrico Solmi, vescovo di Parma e presidente della Commissione episcopale per la famiglia e la vita, introduce il documento “Orientamenti pastorali sulla preparazione al matrimonio e alla famiglia”. Nell’attuale contesto, sembra “perdere valore la condizione del fidanzamento a favore di ormai diffuse forme di convivenza, prematrimoniali o permanenti o almeno ‘finché ci vogliamo bene’. Anche il percorso di educazione all’amore pare seguire questa deriva, a tutto vantaggio della pretesa di una neutra informazione che assicuri un esercizio della sessualità privo di rischi per sé e per gli altri”. Il documento dei vescovi è motivato dalla considerazione che “la comunità cristiana conosce bene queste posizioni e le scelte che ne derivano, ma riconosce ancor più e ribadisce il valore e la fiducia nella persona umana come essere educabile all’amore totale, unico, fedele e fecondo, come è l’amore degli sposi, attraverso un percorso progressivo e coinvolgente”. “Credendo alla possibilità di educare e crescere nell’amore”, il documento si propone quindi di offrire “linee rinnovate per i percorsi verso il matrimonio”. La premessa del testo è che il fidanzamento è un “valore”, in quanto “tempo necessario e privilegiato per conoscersi tra innamorati,

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ubblichiamo una parte dell’intervento del Card. Angelo Bagnasco alla cerimonia commemorativa alla Camera dei Deputati.

Il decimo anniversario della visita del Beato Giovanni Paolo II al Parlamento Italiano, il 14 novembre 2002, è motivo di commozione e di gioia. (..) La sua visita al nostro Parlamento, come ovunque Egli si è recato, fu quella di Padre e Pastore della Chiesa Cattolica e di Cittadino del mondo, ed è stata un onore e motivo di riflessione per la sua parola sapiente, ispirata dal dovere appassionato per il bene integrale della persona, delle genti e delle Nazioni: “Vi sono diritti umani universali - diceva - radicati nella natura della persona, nei quali si rispecchiano le esigenze oggettive di una legge morale universale”. E aggiungeva: “Ben lungi da essere affermazioni astratte, questi diritti ci dicono qualcosa di importante rispetto alla vita concreta di ogni uomo e di ogni gruppo sociale. Ci ricordano che non viviamo in un mondo irrazionale o privo di senso, ma che, al contrario, vi è una logica morale che illumina l’esistenza umana e rende possibile il dialogo tra gli uomini e tra i popoli”. Nella voce di quell’uomo che, come nessuno sulla terra aveva visitato e ascoltato il mondo intero, risuonava anche così l’eco di ogni angolo del Pianeta: affermazione e monito perché la “verità sull’uomo” non venga mai meno nella coscienza dei singoli e delle Nazioni, e sia sempre al centro di “ogni giusto ordine civile (…).. In quest’Aula, luogo e simbolo della democrazia del Paese, palestra insostituibile del civile confronto in ordine al bene comune, la presenza del Papa ha confermato la perenne convinzione della Chiesa per cui l’attività politica è una forma alta di carità, di amore verso il popolo che qui guarda con intelligenza

per compiere passi importanti e per accogliersi come dono reciproco, se questo è nel pensiero di Dio”. L’obiettivo è quindi di offrire dei contenuti validi in modo che si compia “un buon cammino verso le nozze”, educando a un “amore sponsale in un mondo che cambia”. I motivi di tale insistenza risiedono nel fatto che oggi “si vorrebbero infatti porre sullo stesso piano del matrimonio scelte diverse e meno impegnative, come la semplice convivenza o la scelta di rimanere sempre fidanzati. La Chiesa non giudica e non intende allontanare chi compie tali scelte; al contrario desidera entrare in un proficuo dialogo con loro e li invita a non allontanarsi dalla vita ecclesiale. Non può però rinunciare ad affermare che vi è una forma di relazione della coppia, quella matrimoniale, che non può essere comparata con le altre forme di convivenza o accompagnamento, perché basata sull’assunzione definitiva del proprio impegno nei confronti dell’altro”. “Costruire la famiglia rinnova la società”, in quanto la famiglia si pone come “cellula vivificante e risorsa feconda” che “partecipa alla vita della società per far crescere in umanità i suoi membri”. La famiglia, inoltre, “alimenta la coesione sociale e ne è l’autentica sorgente”. Dentro questo orizzonte, il primo aspetto che il documento affronta è quello dell’“affettività e innamoramento”, in un contesto in cui sembra prevalere una banalizzazione dell’amore sotto forma di puro erotismo. Viene quindi riproposta la bellezza dell’amore umano con i valori correlati del “pudore” e della “castità”, ribadendo al riguardo il compito educativo dei

genitori. La preparazione al matrimonio non è qualcosa d’improvvisato, ma - dice il documento - “un cammino graduale e continuo”, da proporre “per tempo”. Solo così i fidanzati possono giungere a considerare la loro come una “relazione umanamente matura” in cui si ravvisino i tre elementi della “identità”, della “reciprocità” e della “progettualità” come coppia. Nella parte conclusiva il documento ribadisce che il “matrimonio è via di santificazione” e che gli “sposi sono ministri dell’amore”: c’è una “ministerialità sponsale” che, accanto a quella “presbiterale” ha la sua radice “nell’unico battesimo, sorgente di ambedue le

vocazioni”, che “si differenziano per i diversi doni dello Spirito conferiti nei rispettivi sacramenti”. Si parla poi della preparazione alla “gestione dei conflitti” nella coppia, all’orientamento alla “piena fecondità”, alla “scelta della sobrietà” come stile di vita semplice ed evangelico, alla sofferenza da accogliere con coraggio e sopportazione. Infine il testo propone “alleanze educative attorno alle giovani famiglie” per sostenerle in eventuali momenti di crisi, oltre che un maggiore “protagonismo” delle famiglie nelle cosiddette “politiche familiari”, assumendosi “la responsabilità di trasformare la società”. Agenzia Sir

CARD. BAGNASCO PER IL 10° ANNIVERSARIO DI GIOVANNI PAOLO II AL PARLAMENTO

rispettosamente i Parlamentari e l’intero popolo italiano a “nutrire una convinta e meditata fiducia nel patrimonio di virtù e di valori trasmesso dagli avi”. E aggiungeva: “È sulla base di una simile fiducia che si possono affrontare con lucidità i problemi, pur complessi e difficili, del momento presente, e spingere anzi audacemente lo sguardo verso il futuro”. (…) La verità della persona come soggetto di relazioni solidali, aperto alla Trascendenza quale affidabile fondamento, è il centro naturale e la misura perché la società non diventi un accostamento di individuali interessi, una competizione di poteri e di forze, anziché la casa di tutti, il cui carattere umanistico “si manifesta particolarmente nell’attenzione che esso riesce ad esprimere verso le sue membra più deboli”. In questo compito di solidarietà, la Chiesa con ogni impegno è protesa a dare di cuore il proprio contributo riconoscendo - insieme a Giovanni Paolo II a distanza di dieci anni e in circostanze più complesse e globali - “la grave crisi dell’occupazione soprattutto giovanile e le molte povertà (…) che affliggono persone e famiglie italiane o immigrate”. E a proposito di famiglia, tutti ricordiamo il chiaro e accorato appello del Papa ad una politica “che, mantenendo fermo il riconoscimento dei diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, secondo il dettato della stessa Costituzione della Repubblica Italiana (cfr. art. 29), renda socialmente ed economicamente meno onerose la generazione e l’educazione dei figli”. (…) Sono certo che la storica visita a questo “areopago” del confronto e della sintesi alta, non è un ricordo passato, ma un segno vivo nella memoria e nell’anima di ognuno, anche di chi non l’ha vissuto in prima persona. E continuerà ad essere luminoso e fecondo. (…)

Per un’Italia migliore

esigente e doverosa attesa: “La vostra attività - diceva - si qualifica in tutta la sua nobiltà nella misura in cui si rivela mossa da un autentico spirito di servizio ai cittadini”. Sono certo che, consapevoli del compito alto e arduo del quale ognuno di voi è investito riguardo alla “res publica”, sono presenti nella memoria di tutti, come ideali riferimenti, figure significative di parlamentari e statisti che questo luogo hanno vissuto con intelligenza di visione e dedizione fino al sacrificio: anime che hanno lavorato per fare un’Italia migliore e grande, credibile e autorevole, all’altezza dell’Europa e del mondo. Un cammino aperto e tracciato nonostante l’ora ardua e complessa. In questo orizzonte, risuonano sempre incoraggianti le parole di Giovanni Paolo II: “Le sfide che stanno davanti ad

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uno Stato democratico esigono da tutti gli uomini e le donne di buona volontà, indipendentemente dall’opzione politica di ciascuno, una cooperazione solidale e generosa all’edificazione del bene comune della Nazione”. (…) La figura e la memoria di Giovanni Paolo II, così come la persona e il luminoso Magistero del Santo Padre Benedetto XVI, ricordano alla Comunità delle Nazioni, e con particolare affetto all’Italia, che prima di uno Stato vi è lo spirito di un Popolo, e che non può esistere una comunità di vita e di destino se non esiste un’anima comune fatta di principi e di valori spirituali, morali e culturali. Senza, tutto si corrompe e le stesse leggi diventano esangui. Come non riascoltare allora alcune parole dell’autorevole Ospite? Egli invitava

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Socio Politico

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Il Consiglio di Stato mette a rischio il mondo del volontariato

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a Chiesa pagherà l’Imu. La non-notizia è (finalmente) pacifica. In realtà tutto il vasto mondo riconducibile alla Chiesa ha sempre pagato quel che doveva. Ormai siamo in vista dell’emanazione delle norme che dovrebbero definitivamente regolare le questioni ancora aperte, che non riguardano ovviamente solo la Chiesa e il vasto e multiforme mondo cattolico, ma tutto il mondo del sociale. E questo con particolare riferimento a una procedura d’infrazione che i radicali italiani a suo tempo intentarono contro l’Italia di fronte alla Corte comunitaria. Quel che ancora non è chiaro, ai fini della definizione normativa della questione, è l’esito dei rilievi al testo predisposto dal governo da parte di una delle sezioni del Consiglio di Stato, a proposito della definizione di “attività economica”. Immediata è stata la grave preoccupazione di tutto il mondo del nonprofit, di fronte a una possibile interpretazione estrema

(cioè integralmente liberista), del concetto di “attività economica”, che prescinda appunto dalla distinzione tra “profit” e “non-profit”. Confidiamo che la ragionevolezza prevalga, ovvero la buona amministrazione e, nello stesso tempo, il rispetto della soggettività della società. In attesa degli ultimi sviluppi, tuttavia, è necessaria una riflessione di fondo, a proposito degli indirizzi culturali delle politiche pubbliche. Senza equilibrio e capacità di disegno politico, infatti, il rischio che si profila, non solo in questo specifico settore, è di quello che centocinquant’anni fa un fine analista, Stefano Jacini, aveva definito il “connubio mostruoso”. Quando si prendono dei modelli, infatti, il rischio è quello di combinare non gli elementi più virtuosi, ma quelli peggiori dell’uno e dell’altro. All’indomani dell’Unità d’Italia,Jacini parlava dei modelli francese e inglese. Oggi si può parlare di quello continentale e anglosassone. In ogni caso tra liberismo e statalismo

si potrebbe disegnare un nuovo, moderno, vizioso “connubio mostruoso”, che è esattamente l’opposto del ruolo prezioso che l’Europa può giocare a partire dal vincente profilo dell’“economia sociale di mercato”. Dalla crisi si esce solo ritrovando e rilanciando il nostro capitale sociale, nella dimensione nazionale come in quella europea, che necessariamente sempre più virtuosamente devono essere connesse. Partendo e sempre arrivando alle persone concrete, quelle stesse che su un sempre più forte non-profit devono continuare a poter contare senza esitazione. In questo senso, come ha ribadito il cardinal Bagnasco alla Camera, rievocando la toccante visita di papa Giovanni Paolo II dieci anni fa, la Chiesa e i cattolici continueranno a fare la loro parte di servizio e di testimonianza. Francesco Bonini ©riproduzione riservata

L’INSTABILITÀ POLITICA FRENA LA STABILITÀ ANNUNCIATA

Governo e crisi

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artito lancia in resta e con grandi decisioni prese e accolte all’unanimità, il governo Monti sta finendo il proprio mandato un po’ in confusione e nel basso cabotaggio. Le continue cure impartite al malato Italia hanno definitivamente convinto tutti che, appunto, l’Italia è malata: con conseguente depressione collettiva. Un effetto che si registra nei consumi, in caduta libera; in una psicologia collettiva incapace di risollevarsi. Ma ci sono pure cause esterne che stanno togliendo benzina all’esecutivo Monti. Se all’inizio l’adesione era unanime e il blocco politico sottostante quasi granitico, con l’avvicinarsi delle elezioni si sta sfaldando la maggioranza parlamentare che sostiene il premier. In sostanza, certe decisioni faticano assai a passare il vaglio del Parlamento. Vuoi per ragioni elettorali, vuoi per le pressioni delle varie lobby verso parlamentari ormai in libera uscita, vuoi per il generale senso di smobilitazione (siamo a quattro mesi dal voto), se prima si votava senza tentennamenti una riforma previdenziale unica nell’Occidente, oggi faticano a passare provvedimenti di terz’ordine. Pretendere alte dosi di responsabilità da chi, tra qualche settimana, sarà in tutt’altro affaccendato, è cosa giusta ma sostanzialmente vana.

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gni anno son dolori. Legambiente ha pubblicato l’annuale Rapporto - il tredicesimo - sulla qualità delle strutture e dei servizi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado in 96 capoluoghi di provincia - prendendo in esame nel complesso 7.139 edifici scolastici di loro competenza - e di nuovo ecco una fotografia desolante per il nostro sistema scolastico. Le scuole italiane - gli edifici - sono in gran parte vecchie e con problemi di sicurezza. Tante le emergenze irrisolte, nonostante da anni si ripetano più o meno le stesse cose. La messa a norma delle strutture resta il tallone d’Achille numero uno: quasi la metà, infatti, non possiede le certificazioni di agibilità, più del 65% non ha il certificato di prevenzione incendi e il 36% degli edifici ha bisogno d’interventi di manutenzione urgenti. Bisogna poi considerare che il 32,42% delle strutture si trova in aree a rischio sismico e un 10,67% in aree ad alto rischio idrogeologico. Sulle certificazioni giova a poco consolarsi col fatto che spesso cambiano le norme in itinere, per cui una certificazione valida oggi è da rifare domani… la sostanza è che non ci siamo. Appare evidente il bisogno della scuola italiana d’investimenti e risorse, anche

Spiace dire che la sua parte l’ha fatta - in negativo - pure quest’esecutivo. Se l’autoritas di Mario Monti e il suo prestigio personale sono indiscussi e anzi enormemente cresciuti in questi mesi, altrettanto non si può dire dell’azione del governo e di alcuni ministri. A parziale discolpa c’è da dire che questo esecutivo - come mission- aveva quella di tagliare e tassare, non di costruire un mondo nuovo. Insomma di rimettere i conti in ordine, di dare una sistemata all’Italia prima che ci trasformassimo in Grecia. Pochissimi voli pindarici, molti provvedimenti che sacrificano di qua, fanno male di là. La riforma previdenziale è stata immediata e poderosa, ma gli effetti collaterali che ha scatenato ne hanno evidenziato l’eccessiva frettolosità e la cattiva taratura. Abbiamo imparato a conoscere la parola “esodati”; abbiamo passato undici mesi a capire quanti fossero e a cercare soldi per far fronte alla loro situazione. La macchina pubblica è stata lasciata sostanzialmente uguale a prima: lenta, vecchia e inefficace. Il funzionamento della giustizia (forse la causa prima delle paure che hanno gli stranieri a investire qui) è rimasto inalterato, quindi borbonico. Sul fisco s’è fatto di tutto e di più, ma nulla di diverso da uno spostamento di pedine da qua a là e da una spaventosa tassazione

occulta dei carburanti. Zero sul fronte del dimagrimento dello Stato, della vendita di certi suoi beni. Il Piano Giavazzi aveva individuato almeno 10 miliardi di euro di “massa aggredibile”: alla fine della fiera stiamo ragionando su 500 milioni di euro, un ventesimo. Il taglio dei costi amministrativi - e quelli della politica - ha oscillato tra il quasi niente e la confusione. Ultimo segnale di questo tipo: le Province. O non servivano a niente, e andavano tolte tutte; o invece servono fin dal tempo di Napoleone, e allora vanno riviste le loro funzioni. Si è scelto di toglierne alcune,

EDIFICI SCOLASTICI: PIÙ DEL 50% HA PROBLEMI DI SICUREZZA

I muri parlano

in tempi di “spendingreview”. Va bene ripensare l’organizzazione complessiva e cercare di limitare gli sprechi che si annidano in un meccanismo mastodontico, forse eccessivamente burocratico, come quello dell’istruzione, ma in questi anni la

logica dei tagli sembra aver prevalso su ogni altra cosa. Va bene parlare d’innovazione e di scuola digitale - meglio andrebbe spiegarlo bene (qualche pensiero, ad esempio, andrebbe fatto sul “pasticcio” denunciato dagli editori sulla questione

lasciando alcune funzioni nel limbo di futuri chiarimenti. Insomma le abbiamo destabilizzate giurando che il personale non subirà tagli, quando è proprio da questi tagli che arriverebbero i famosi risparmi preventivati… Si dirà: sembra un bilancio da fine mandato.. Il bicchiere mezzo pieno? Siamo appunto rimasti in vita, senza troppi danni visibili. E scusate se è poco, visto quel che sta accadendo tra i nostri disgraziati vicini greci. Nicola Salvagnin

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dei libri di testo tra versione cartacea e internet) - ma se poi i muri non stanno su e le aule sono a rischio bisogna ripensare le priorità. Ecco, questo è il panorama che pare di scorgere dalla fotografia di Legambiente, che peraltro esclude le scuole superiori, i cui edifici forse stanno ancora peggio di quelli delle elementari e medie. Di fatto la considerazione del mondo scolastico è sempre più scaduta e forse bisogna ripartire proprio da qui, rivalutando la scuola pubblica (quella del sistema integrato, come prevede la legge) come ambiente di educazione e di formazione rispettandone caratteristiche e potenzialità. Forse le trasformazioni culturali degli ultimi decenni, le logiche individualistiche e la “trasformazione antropologica” hanno a che vedere con lo scadimento dell’istituzione scuola, soprattutto nell’immaginario collettivo. Perché la scuola parla immediatamente di comunità, di stare insieme, di risorse condivise, di sviluppo sostenibile, di generazioni che cooperano. Ecco forse si può ripartire da qui. Senza dimenticare i soldi per i muri. Alberto Campoleoni

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Regione Provincia

18 novembre 2012

INTERVISTA AD ANNA GUERRA E GIORGIO NIGOSANTI

Alcune emergenze come l’isolamento fisico- relazionale e la povertà diffusa, condizionano l’attuale società. Un problema che si riscontra soprattutto fra gli over 65, per il protrarsi della crisi economica e per l’incertezza sulle modalità e i tempi d’uscita dalla medesima. Ciò è causa, tra l’altro, di disagio emotivo, definibile come assenza di comunicazione, di affetti e di senso della vita. Telefono Amico, operativo in Italia con plurimi centri d’ascolto, compresa Pesaro, permette a chi chiama di esprimere le proprie sofferenze psicologiche a operatori volontari, in maniera anonima e gratuita. Per conoscere meglio questa realtà locale abbiamo intervistato la prof.ssa Anna Maria Guerra, Presidente del centro d’ascolto pesarese e il dott. Giorgio Nigosanti, psicologo-psicoterapeuta, nonché esperto per la formazione dei volontari. Avete concluso da poco un corso di formazione per operatori del Telefono Amico. Ha senso nell’era di Internet un tale servizio?

Un “Telefono Amico” contro l’isolamento sociale

(Risposta Guerra) - Certo, anche se oggi le comunicazioni di massa usano tecnologie sofisticate e il telefono sembra archeologia comunicativa. Vede , io lo ritengo in taluni casi, un mezzo insuperato perché all’altro capo del filo risponde dal vivo una persona, presenza unica. Pensate, ad esempio, al tono della voce, alle pause, alle sollecitudini che si possono comunicare. L’operatore è un vo-

lontario profondamente e professionalmente motivato per cui si adegua alle tematiche poste in modo ottimale. Come sono stati impostati il corso e la formazione professionale degli operatori? (Risposta Nigosanti) - Possiamo dire che la parte più significativa ha riguardato, sia le diverse tematiche che un volontario si troverà ad affrontare nel corso della

sua attività, sia il modo in cui è opportuno che operi. Particolare attenzione è stata data allo stato d’animo di chi si trova ad operare, alla capacità di un ascolto attivo, ed infine alla disponibilità all’accoglienza. Questo perché si tratta di qualità che permettono a chi chiama di sentirsi realmente compreso. Telefono Amico è come un “porto aperto” per “naufraghi della vita”. Le emergenze più ricorrenti sono quelle relative alla solitudine in cui si trovano tantissimi individui, soprattutto anziani. Abbiamo poi tutta una serie di persone che vivono situazioni difficili, sia reali (precarietà economiche, incertezza del futuro …) che problematiche più “psicologiche”, come stati ansiosi, depressivi, malesseri ge-

neralizzati… che portano alcuni a chiedere aiuto ad un centro come il nostro. Quali sono i progetti e le iniziative future? (Risponde Guerra) - Sicuramente la riproposizione del corso; Telefono Amico richiede sempre un maggior numero di volontari e una continua opera d’aggiornamento degli stessi. Inoltre è basilare coinvolgere il mondo della scuola, vivificando sempre la cultura della solidarietà fattiva e concreta. Infine potenzieremo Telefono Amico anche con nuovi strumenti e tecnologie, come già si è sperimentato in altre parti, per rispondere in maniera sempre più adeguata a chi ci chiede aiuto. A cura di Gianfranco Sorisio © riproduzione riservata

Referenti di Telefono Amico di Pesaro: Presidente, D.ssa Anna Maria Guerra Tel. Abitazione: 0721-32527; cell- 3389722494; Dott. Giorgio Nigosanti: consulente psicologo-psicoterapeuta Tel. Studio 0721-413712; cell. 3286673050; Sede di Telefono Amico : Largo Moro 13 Pesaro Tel. 0721- 33327

La Croce del Monastero A scuola di management turistico delle Benedettine di Fano L UNA INIZIATIVA DEL DISTRETTO LIONS 108 A

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a crisi si combatte con la formazione e la preparazione tecnica. Questo è il pensiero dei Lions marchigiani e romagnoli, che hanno costituito un corso di approfondimento in tecniche turistico alberghiere presso il Park Hotel di Cattolica. L’idea è scaturita da una riflessione sul sociale contemporaneo, con riferimento alla situazione giovanile, al mercato del lavoro e all’occupazione. La scuola superiore si rivolge a laureati e diplomati con corsi per aspiranti manager di azienda e giovani imprenditori, con corsi finalizzati allo sviluppo e al perfezionamento delle capacità manageriali. I docenti sono professori della Scuola superiore di scienze turistiche, Università di Bologna, professionisti ed esperti del settore. Le lezioni si terranno il venerdì pomeriggio dall’11 gennaio al 12 aprile 2013. La domanda va spedita entro il 7 dicembre 2012. La proposta, programma e modulo di iscrizione sono reperibili nel sito internet www. masterlions.org

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IL 20 NOVEMBRE ALL’UNIVERSITA’

Il prof. Campanini all’ITM

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i terrà il prossimo martedì 20 novembre l’inaugurazione dell’anno accademico 2012/2013 dell’Istituto teologico Marchigiano. La prolusione sarà tenuta dal prof. Giorgio Campanini, storico e sociologo, sul tema: “Il Concilio Vaticano II tra storia e attualità. La Chiesa vive e comunica la fede”. L’inizio è previsto per le ore 16 presso l’Aula Magna dell’Istituto in via Montedago 87 ad Ancona. Per maggiori informazioni 071/891851 oppure www.teologiamarche.it

INCONTRO - SABATO 17 NOVEMBRE

Nepi al “Prendi e Mangia”

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abato 17 novembre 2012 alle 21,15, alla chiesa di S.Giuseppe a Pesaro(V. Diaz), nell’ambito del “Prendi e mangia”, incontro del biblista Tonino Nepi , sulla Storia di Giuseppe, in dialogo con il sindacalista Gianluigi Storti. Musica di Stefania Betti all’arpa e Perikli Pite alla viola barocca. Nella precarietà della crisi che si abbatte nel paese, scorgiamo nella storia, con l’immagine delle vacche magre e delle spighe vuote, la responsabilità di un immigrato che attua, per far meglio fronte alla stessa, una intelligente e lungimirante politica agraria che sana le ferite della terra e realizza un piano di riconciliazione che recupera tutta la ricchezza dei rapporti. Letture di Lucia Ferrati.

GUERRA NUOVO CONSIGLIERE DELLA FONDAZIONE CARIFANO

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l Consiglio Generale della Fondazione in seduta 12 novembre u.s. ha proceduto alla nomina del dott. Roberto Guerra, stimato commercialista della città e socio della Fondazione, nel proprio Consiglio di Amministrazione in sostituzione del dott. Giorgio Gragnola, recentemente eletto Presidente del Collegio dei Revisori della stessa.

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l Momastero delle Benedettine si trova appena fuori Fano, sotto Monte Giove, e ci si arriva salendo per poche centinaia di metri dalla statale Flaminia lungo un viale di ulivi. La Croce è situata nell’uliveto antistante il Monastero delle Benedettine, sulle pendici di N.E. della collina di Monte Giove. La base della Croce in legno, sistemata nel 2000, come indicato in una targa in metallo, riporta la scritta “PAX”. Massimo Magi

LIBRI/1 – GIOVEDì 22 NOVEMBRE

CONFERENZA – SABATO 24 NOVEMRBE

Cristianesimo e Gustave Bardy

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l Centro Culturale “Città Ideale” invita all’incontro di presentazione del libro “La conversione al cristianesimo nei primi secoli” di Gustave Bardy. Intervengono: Prof. Paolo Boni, direttore I.S.S.R. “Giovanni Paolo II”, Pesaro; Prof.ssa Paola Ida Orlandi, docente di latino e greco presso il liceo “G. Nolfi”, Fano. Giovedì 22 novembre ore 21.15 Sala del Consiglio Provinciale “W. Pietrangeli” – Pesaro.

Voci dal Missisipi”

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abato 24 novembre, in un incontro che avrà inizio alle 17,30 presso l’Auditorium di Palazzo Montani Antaldi di Pesaro, il Prof. Goffredo Pallucchini terrà una conferenza aperta al pubblico dal titolo: “Voci del Mississippi. Corsari, battellieri, imbroglioni, scrittori”.

LIBRI/2 – SABATO 24 NOVEMBRE

DA LUNEDì 3 A DOMENICA 9 DICEMBRE Giampaoli riscrive Pasqualon Mercatino per le Missioni abato 24 novembre alle ore 10.30 presso la Sala del Consiglio comunale di Pesaro – Piazza del Poresso la Saletta Banca Marche in via

S

polo verrà presentato il libro Pasqualon “Navigatore di sogni”, storia in poesia di Stefano Giampaoli. Introduce Luca Ceriscioli – sindaco di Pesaro, saranno presenti Franco Fiorucci e Carlo Pagnini – coordina Paolo Pagnini. A conclusione della presentazione l’autore sarà lieto di offrire un buffet.

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Rossini (davanti allo Sperimentale di Pesaro) apertura della mostra mercato organizzata dall’Ordine francescano Secolare. Orario continuato tutti i giorni (9-19.30). Pro missioni dei Cappuccini in Africa (Benin – Etiopia)

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Regione Provincia

18 novembre 2012

DUE MILIONI DI EURO ALL’UNIVERSITÀ DI URBINO PER LA RICERCA

il peperoncino

Sigillo d’Ateneo al prof. Fuxe URBINO. Il 23 ottobre 2012 il tivo per il monitoraggio ambienMIUR ha pubblicato l’elenco dei tale e la valutazione dell’impatto Progetti di Ricerca di Interesse dell’inquinamento negli ecosisteNazionale (PRIN) approvati nel- mi marini: studi di laboratorio l’ambito del bando 2010-2011. I sugli effetti dell’inquinamento progetti coordinati da docenti del- causato da elementi in traccia l’Università degli Studi di Urbino e petrolio greggio”, che vede la Carlo Bo sono stati finanziati per partecipazione anche di docenti un totale complessivo di 1.977.365 dell’Università di Palermo, per euro, quasi il doppio di quanto ab- un totale complessivo di 161.749 biano ricevuto le altre tre Universi- euro; un progetto coordinato dal tà Marchigiane messe insieme. prof. Flavio Vetrano, dal titolo L’Università Politecnica delle Mar- “Sviluppo di interferometri ottici che infatti ha avuto un solo proget- ultra low-loss in regime _ondero to approvato con un finanziamento motivo per la riduzione del rudi euro 518.284. Un solo progetto more quantistico in rivelatori di approvato anche per l’Università di onde gravitazionali e rivelazioMacerata con un finanziamento di ne ultrasensibile di piccole forze 677.182. Nessun progetto approva- in sistemi micromeccanici”, che to per l’Università di Camerino. vede la partecipazione anche di In particolare sono stati approva- docenti delle Università di Trenti 3 progetti coordinati da docenti to, Camerino, Pisa, Roma Tor del nostro Ateneo: uno coordinato Vergata, Istituto Nazionale di Fidal prof. Orazio Cantoni, dal titolo sica Nucleare, Roma “La Sapien“Identificazione di nuove mole- za”, Napoli “Federico II”, Firenze e cole terapeutiche per le malattie Salerno per un totale complessimuscolari orfane su base infiam- vo di euro 1.045.800. matoria”, che vede la partecipazione anche di docenti delle Lunedì 12 novembre, il Magnifico Università di Genova, di Bari, di Rettore Stefano Pivato ha conseMilano, di Milano Bicocca, del- gnato il sigillo dell’Ateneo urbinala Libera Università “Vita Salute te per i prestigiosi meriti scientifici S.Raffaele” di Milano e del Con- al prof. Kjell Fuxe, del Division of siglio Nazionale delle Ricerche Cellular and Molecular Neuro(CNR) per un totale complessi- science, Karolinska Institutet di vo di 769.816 euro; un proget- Stoccolma. Il Sigillo d’Ateneo viene to coordinato dal prof. Rodolfo assegnato solo a personalità prestiCoccioni, dal titolo “I foraminife- giose che si sono distinti a livello ri bentonici come proxy innova- internazionale. Le ultime, in ordine

Candidi candidati

è

di tempo, sono state il presidente e pratico della Neuropsicofarmadel Parlamento Europeo Martin cologia e nello sviluppo di nuove Schulz e il Ministro dell’Interno tipologie di farmaci che hanno già Anna Maria Cancellieri. dimostrato rilevanza clinica per il Uno dei maestri delle neuroscien- trattamento di disturbi neurologici ze, il prof. Fuxe è giunto ad Urbi- e mentali. no per tenere una conferenza sui Dal 2008 il prof. Fuxe collabora con meccanismi di comunicazione il gruppo di ricerca coordinato dal del sistema nervoso centrale. Tra prof. Vilberto Stocchi, prorettore i massimi esperti nel campo delle allo Sviluppo. Un’importante sinerneuroscienze, il prof. Fuxe ha com- gia che ha prodotto avanzamenti piuto grandi passi in avanti nella ri- significativi nella comprensione di cerca sulla comprensione dei mec- un nuovo meccanismo di comucanismi d’integrazione dei segnali nicazione intercellulare chiamato così come nella comprensione della “romer type of volume transmiscomunicazione a livello del Sistema sion”. Nervoso Centrale. Scoperte d’avanGdl e af guardia per il progresso teorico © riproduzione riservata

GIORNATA SEMINARIALE ANMIC MARCHE

Integrazione lavorativa della persona disabile

PESARO – È stata organizzata una Giornata seminariale su disabilità e lavoro promossa da ANMIC Regionale in collaborazione con la Regione Marche e la Provincia di Pesaro e Urbino presso la sala del Consiglio Provinciale “W. Pierangeli” via Gramsci, 4; sabato 24 novembre 2012. Tema della giornata “Lavoriamo insieme - per una vera integrazione lavorativa della persona disabile”. Programma della giornata: ore 9.30: Inizio lavori partecipano: Matteo Ricci Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino; Oriano Giovanelli Deputato Parlamento Italiano; Luca

Bartolucci Presidente del Consiglio Provinciale; Massimo Seri Politiche Lavoro e Formazione Provincia Pesaro e Urbino. Ore 10.15 Relazione introduttiva: Massimo Domenicucci Presidente Regionale ANMIC. Relatori: Mario Conclave Responsabile naz.le politiche disabilità – Italia Lavoro; Giancarlo Faillaci Politiche del Lavoro Provincia Pesaro e Urbino; Filippo Pettirossi Agenzia per il lavoro Obiettivo Lavoro; Rodolfo Ugolini Responsabile Disabilità CGIL Pesaro; Elio Borgonovi Professore ordinario di Economia delle Aziende e delle Amministrazioni Pubbliche, Università

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Bocconi di Milano: Lavoro per persone con disabilità: non si tratta solo di economia ma di civiltà. Professor Simone Baglioni Ordinario di Scienza Politica presso la Glasgow Caledonian University, Glasgow, e ricercatore associato Università Bocconi, Milano: Disabilità, giovani e lavoro: quale cittadinanza? Ore 12.15 Conclusioni: Marco Luchetti Assessore Regionale Politiche del Lavoro Dibattito. Coordina i lavori Massimo Domenicucci Presidente Regionale ANMIC.

allo studio una norma che impedisca la candidabilità di persone condannate, anche in primo grado di giudizio. Bene, direte voi, malissimo, dico io. Ma vi pare logico e normale che occorra una norma di legge per evitare che venga sottoposto al giudizio degli elettori una persona anche se solo appena chiacchierata? Non dovrebbe bastare semplicemente il buon senso per evitare di dare le chiavi di casa a chi si sospetta essere un ladro? Evidentemente no, se occorre un’apposita legge. Allora, dato che ci siamo perché non una norma per vietare l’insegnamento a chi viene sospettato di pedofilia? Oppure non concedere il porto d’armi ad assassini e rapinatori conclamati? Ma in questi casi ci sono i regolamenti di polizia e le circolari della Pubblica istruzione che infatti sono sufficienti allo scopo e non servono norme specifiche. Per quanto riguarda i politici invece dovrebbe bastare che i mezzi di comunicazione segnalino che il partito XY ha candidato al Parlamento il signor Sgraffigna Rubattino, indagato per malversazione e distrazione di fondi pubblici. In un paese normale non solo il Rubattino non prenderebbe nemmeno un voto, ma il partito XY sarebbe fortemente penalizzato dai suoi elettori. Noi, però, non siamo un paese normale e ci occorre sempre una norma ad hoc. A questo punto mi sorge un dubbio: vuoi vedere che si fanno tante norme per far sì che sia possibile eluderle meglio? A pensar male si fa peccato ma si indovina. Lo diceva Andreotti citando un politico francese del ‘700. Alvaro Coli © riproduzione riservata

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a riunione della Commissione regionale per la pastorale universitaria, tenutasi in Ancona presso l’ITM il 12 novembre scorso, ha messo ancora più entusiasmo nel servizio comune che ci vede coinvolti, in modo diverso, nella pastorale universitaria in regione. Presenti i referenti di tre Atenei marchigiani (Urbino, Macerata, Camerino), insieme ad una nutrita rappresentanza della Fuci di Urbino, tra questi il neo-eletto incaricato regionale della Fuci, Carlo Mascio, al Prof. G. Galeazzi e al referente diocesano della pastorale universitaria per la sede distaccata dell’Ateneo camerte ad Ascoli, P. Paolo Castaldo. I lavori sono stati introdotti da Mons. Piero Coccia, Arcivescovo di Pesaro e Presidente della Commissione CEM Educazione, Scuola e Università. Una prima attenzione è stata riservata al cammino regiona-

In cammino verso il Convegno ecclesiale

La pastorale universitaria regionale le in vista del Convegno ecclesiale del prossimo anno e al relativo sussidio pastorale per la preparazione del Convegno stesso. Hanno preso la parola tutti i presenti, presentando le attività di pastorale universitaria dei singoli Atenei. E’ stata messa in luce l’importanza di unificare le diverse attività in cantiere intorno ad uno degli aspetti messi in luce dal sussidio pastorale per il Convegno regionale: il capitolo 2 dedicato al discernimento dei segni dei tempi. Ogni realtà locale di pastorale universitaria è chiamata da qui a marzo a mettere a tema di qualche occasione di riflessione e confronto il contenuto del capitolo 2 per provare a portare, a partire

dai diversi contesti regionali, dei contributi specifici che possano aiutare a dare volto concreto al discernimento dei segni dei tempi in regione, in special modo nel vasto e delicato campo del mondo universitario, con attenzione al mondo degli studenti e dei docenti. Speriamo così di potere concorrere a dare volto e voce al rapporto fedecultura nella nostra regione, tenendo conto che si tratta di un binomio decisivo della nuova evangelizzazione e della sfida educativa di questo decennio pastorale delle Chiese in Italia. Una particolare attenzione va inoltre riservata al lavoro con i docenti universitari: sono emerse alcune

iniziative in cantiere sia a livello diocesano con il coinvolgimento dei docenti su iniziativa del Vescovo diocesano (Camerino e Urbino), sia con momenti di confronto interdisciplinare unitari, come il III Seminario di studio per docenti universitari, docenti dell’ITM e dei 5 ISSR della regione, promosso dall’ITM e in previsione per il prossimo aprile/ maggio (data da specificare), su una delle 5 piste di riflessione segnalate da Mons. C. Giuliodori al Collegio dei docenti dell’ITM dello scorso 8 ottobre, vale a dire: Le nuove istanze socioculturali in regione. In relazione a questa iniziativa attendo dalle singole sedi degli Atenei segnalazioni di docenti universitari

da coinvolgere (inviare il recapito e.mail al sottoscritto entro Natale). Il curatore di questa iniziativa è il Prof. Giancarlo Galeazzi, incaricato regionale per il Progetto culturale e Direttore dell’ISSR di Ancona. Rimane la grande sfida di dare risposta alla domanda di senso e di sapienza che viene dal mondo universitario, a tutti i livelli, come testimoniato anche dalla esperienza di docenza per un corso di epistemologia ai dottorandi della Politecnica di Ancona condotta da vari anni dal Prof. G. Galeazzi, su iniziativa del stesso Rettorato dell’Ateneo dorico. Questa domanda, non sempre esplicita, chiede di essere intercettata per osare un nuovo rapporto tra la parola della fede e la parola della cultura, in un contesto complesso e post-moderno. Prof. D. Mario Florio © riproduzione riservata

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Pesaro

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Ivano Dionigi Presidente della Pontificia Accademia di Latinità

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L’ARCIVESCOVO E IL SINDACO: «ESEMPLARE SEGNO EDUCATIVO IN CITTA’»

Rinnovata la sede scout del Pesaro 1

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n pomeriggio importante, lo scorso 10 novembre, per il centro storico della città ed in particolar modo per il gruppo scout Pesaro 1 “G. Giovannelli”, che alla presenza dell’arcivescovo Piero Coccia e del sindaco Luca Ceriscioli, ha inaugurato ufficialmente la sua sede in via Mazzini, rinnovata da importanti interventi strutturali e da un restyling del suo cortile, ritinteggiato di fresco. Un momento di festa e condivisone alla vigilia del novantesimo anniversario dello scoutismo pesarese, al quale hanno partecipato i più di centoventi giovani e giovanissimi iscritti al gruppo, insieme alle proprie famiglie. In più di due ore di incontro, i presenti hanno potuto assistere ad alcune tipiche cerimonie in stile scout e visitare i vari locali della sede, guidati dai bambini e ragazzi del gruppo, che li hanno intrattenuti con canti, danze, proiezioni di fotografie delle attività svolte, racconti di vita vissuta.

Una promessa mantenuta Solo pochi anni or sono, i locali della sede, di proprietà del Co-

mune di Pesaro e affidati ai Frati Minori della comunità di San Giovanni, erano al centro di un progetto di riqualificazione dell’area che avrebbe comportato un notevole ridimensionamento degli spazi concessi agli scout, compromettendo probabilmente la possibilità di esercitare la loro azione educativa. La Comunità Capi del Pesaro 1 decise allora di intensi-

ficare il rapporto di conoscenza e collaborazione con gli organi istituzionali della città, al fine di mettere in luce l’importante ruolo educativo giocato nel contesto del centro storico rimasto forse troppo in ombra fino a quel momento. La volontà del Comune di migliorare una zona del centro città e la necessità di spazi adeguati per i ragazzi del gruppo scout si con-

daco Luca Ceriscioli, che ha sottolineato la rarità al giorno d’oggi di un simile impegno da parte di una associazione senza scopo di lucro, che opera una fondamentale azione educativa sui giovani della città. “E’ bello sapere che le famiglie del quartiere possono lasciare i propri figli in luoghi sicuri ed edificanti per la persona”, ha detto il Sindaco. Sulla stessa linea di pensiero è anche l’arcivescovo Piero Coccia, che ha messo in evidenza il valore del metodo educativo scout nel creare un percorso formativo per la vita dei giovani, “anche grazie all’aiuto della comunità dei Frati Minori che li ospitano”. L’intera opera di riqualificazione della sede sarebbe risultata impossibile, senza la continua e fruttuosa cretizzarono nella promessa da collaborazione tra la Comunità parte dei responsabili di quest’ul- Capi del gruppo, i genitori dei timo, di assumersi la riqualifica- ragazzi che hanno contribuito zione e messa in sicurezza della fattivamente e finanziariamente sede con le proprie risorse. Una a questo progetto ed a una serie presa di responsabilità che oggi di buoni amici, in primis Giorgio ha avuto concreto riscontro. Montanari, che hanno prestato le proprie competenze per portare Il valore dell’educazione un aiuto concreto. Una promessa mantenuta accolta Francesco Gennari con grande soddisfazione dal sin© RIPRODUZIONE RISERVATA

IL SACRAMENTO IN CATTEDRALE IL PROSSIMO 8 DICEMBRE

AGGIORNAMENTO E RITIRO DEL CLERO

Ventitré adulti verso la cresima

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na condizione per certi aspetti tezza e di crisi, poi superati. Pastori e dei Ministri della Chiesa, delle privilegiata” quella di ventitre E’ per questo che alle domande dell’Arci- Celebrazioni Eucaristiche, dei Sacramenti, giovani che si stanno preparando vescovo – “Perché avete preso questa de- dei rapporti comunitari. E’ in queste espea ricevere il Sacramento della Conferma- cisione? Ne vale la pena? Che convenien- rienze che Dio viene incontro all’uomo e zione (l’8 dicembre prossimo in Cattedra- za ne ricavate?” – tutte le persone da lui l’uomo può riconoscerlo. le) in un’età più avanzata rispetto all’abi- direttamente interpellate hanno risposto La Messa, quindi, non può essere sostituale: l’ha definita così l’Arcivescovo Piero con immediatezza e profondità : la fede, tuita dalla preghiera personale a casa – ha Coccia incontrando – giovedì 8 novembre cioè il “riconoscimento” della presenza precisato l’Arcivescovo rispondendo ad in Episcopio – un gruppo di “Cresimandi del Signore nella propria vita, dona le mo- una domanda sollevata da una giovane adulti”. tivazioni del vivere e del morire e apre ad – perché la Messa è il luogo oggettivo e Il numero di coloro che per vari motivi una speranza fondata. privilegiato in cui il Signore ci raggiunge. giungono a prendere questa decisione E’ proprio sulla parola “riconoscimento” Il dialogo tra mons. Coccia e i “Cresimananche dopo il matrimonio è più alto di che mons. Coccia si è soffermato, per sot- di”, sempre molto cordiale, ha toccato i quanto comunemente si pensi: ogni anno tolineare che la fede non è una suggestio- contenuti più vari: dalla “fede calcistiinfatti l’Ufficio Catechistico, diretto da ne della mente, un’emozione o una sensa- ca” dell’Arcivescovo al significato degli don Mario Florio, organizza, con la col- zione, ma implica una presenza concreta, elementi fondamentali del “Presbiterio” laborazione dei coniugi Colombo e Pellos, storicamente rilevabile, da “riconoscere” (l’ambone, la mensa, la “sede” del celedue cammini propedeutici al Sacramento appunto. brante, il tabernacolo). (uno da febbraio a maggio, l’altro da set- “Gesù ha comunicato Dio attraverso la fi- L’accostamento non è irriverente. Se il critembre a dicembre) sicità e la corporeità della sua persona”, ha stianesimo è la pienezza dell’umano, non “Confermare” la scelta battesimale da detto l’Arcivescovo: la fede cattolica, quin- può non abbracciare tutti gli aspetti della adulti è un privilegio perché presuppone di, non si esaurisce in un rapporto intimo, vita. una coscienza più matura, passata presu- spirituale, individuale con Dio, ma nasce Paola Campanini mibilmente attraverso momenti di incer- e si alimenta attraverso la concretezza dei © RIPRODUZIONE RISERVATA

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n occasione dell’Anno della fede, indetto dal Papa Benedetto XVI per il 50esimo anniversario dell’inizio del Concilio Vaticano II, S. E. Mons. Piero Coccia, seguendo le indicazioni contenute nella Lettera Apostolica“Porta fidei” – che invitano ad approfondire la conoscenza dei documenti conciliari – ha voluto impostare i tradizionali incontri mensili di aggiornamento e di ritiro del clero rispettivamente sulle quattro Costituzioni e sul Decreto “Presbyterorum ordinis” del Concilio stesso. In particolare per l’Aggiornamento del Clero sono in programma i seguenti incontri: • 15 novembre 2012 : “Dei Verbum” don M. Marcheselli • 12 gennaio 2013 : “Sacrosantum Concilium” prof. A. Grillo • 21 marzo 2013 : “Lumen gentium” prof. V. Metalli • 16 maggio 2013 : “Gaudium et spes” prof. F. Giacchetta Per il Ritiro del Clero: • 18 ottobre 2012 : “La natura del Presbiterato” don A. Turchini • 20 dicembre 2012 : “Il ministero dei Presbiteri” don E. Brancozzi • 21 febbraio 2013 : “La vita dei Presbiteri” (prima parte) don E. Castellucci • 18 aprile 2013 : “La vita dei Presbiteri” (seconda parte) don E. Castellucci Si sono già svolti, inoltre, gli Esercizi Spirituali per il Clero (dal 22 al 26 ottobre 2012 presso Villa Borromeo) che sono stati guidati da padre Giancarlo Bruni. Ufficio Comunicazioni Sociali © RIPRODUZIONE RISERVATA

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IL COMUNE HA ILLUSTRATO GLI ULTIMI DATI AMBIENTALI

Raccolta differenziata in salita, sabbia in discesa

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rilevamenti del Comune di Pesaro per ciò che riguarda il mese di ottobre, evidenziano una raccolta differenziata dei rifiuti al 70,30% del totale, portando così il dato annuale a 68,24%. «Posso responsabilmente affermare – ha detto il sindaco - che l’obiettivo europeo del 65% sarà certamente raggiunto entro l’anno» Ceriscioli ha poi citato un altro obiettivo fissato dalla UE, quel 50% di “differenziata effettiva” (vale a dire di rifiuti effettivamente riciclati) che l’Europa richiede entro il 2020, rispetto al quale il primo cittadino si è limitato a dire che «abbiamo cominciato a misurarlo, e a fine anno avremo il dato». In questo caso, ha ammesso il sindaco, l’impianto di separazione previsto alla Torraccia è ancora in alto mare.

L’Assessore all’Ambiente Giancarlo Parasecoli ha citato i dati sullo “sforamento delle polveri sottili nell’aria: le centraline di Via Scalpellini avrebbero registrato solo 17 sforamenti dal 1 gennaio al 9 novembre, quindi molto meno del tetto di 35 fissato. Entrambi sindaco ed assessore hanno poi ricordato che Pesaro è salita dal 16esimo all’11esimo posto nella classifica stilata da Legambiente effettuata su 44 città medie italiane, ed al 23esimo posto nella classifica basata su 104 capoluoghi. A questi dati – indubbiamente notevoli ma in fondo già noti – Parasecoli ha aggiunto che Pesaro “sta passando dal terzo al secondo posto” per uso di energie rinnovabili, prevalentemente grazie agli impianti fotovoltaici installati su parcheggi e scuole, con previsione di installazione su

UN’INIZIATIVA LANCIATA DA DUE ASSOCIAZIONI LOCALI

Giornata ecologica al Beato Sante

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uarta edizione della giornata di pulizia promossa dalle associazioni “Memoria” e “Comitato per la Difesa dei diritti dei cittadini e per la Salvaguardia del territorio” di Mombaroccio. “Memoria” ha per scopo la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio naturalistico, storico, archeologico, artistico e gastronomico della comunità. L’altro organizzatore della manifestazione, il Comitato civico, è nato per contrastare il deturpamento del territorio da fotovoltaici e impianto a biogas. La prima giornata ecologica, nel 2004, ebbe a oggetto la raccolta dei rifiuti ai margini della strada Mombaroccio Villagrande. Le successive si concentrarono invece sul bosco del Convento. La pulizia, prevista per il pomeriggio di domenica 18 novembre, slitterà a data da destinarsi in caso di maltempo. c.t.

almeno altri due edifici scolastici ad inizio 2013. Ceriscioli ha aggiunto che, nonstante la passione dei pesaresi per i motocicli, la “crescita ambientale” dell’ultimo decennio è un dato innegabile, ed ha concluso citando la nuova segnaletica che privilegerà gli attraversamenti delle piste ciclabili, le fognature di Soria ed il nuovo depuratore di S.Maria dell’Arzilla in via di ultimazione. Più critica la situazione della costa. Il primo cittadino ha confermato che si attende il permesso della Regione per ricavare sabbia dalla darsena del porto, ma ha ammesso che “non si sa più dove andare a prendere altra sabbia.” E ciò a fronte di una progressiva erosione della costa ulteriormente aggravatasi dopo la mareggiata del 1° novembre. Si chiederà alla Regione l’autorizzazione di

Pesaro- Venti artisti all’Alexander Museum hanno donato in beneficenza per Telethlon le loro opere. L’incontro si è svolto nella splendida sala degli specchi, alla presenza di Alessandro Marcucci Pinoli, Alessandro D’Addio coordinatore per le Marche di Telethlon e Luca Veneziano che è il deus ex machina della manifestazione che si svilupperà nei prossimi giorni anche in altre locations cittadine. “A livello locale, abbiamo raccolto con le precedenti manifestazioni, ha sottolineato Luca Veneziano, 15.000 euro, destinati alla ricerca scientifica e progetti di cura, ed ora con l’asta pubblica, che si terrà a dicembre, delle opere di questi artisti non solo pesaresi, iniziamo un progetto che si svilupperà fino al 21 dicembre 2012 al cinema Astra. Intanto sabato 17 novembre si terrà un Galà Lirico per Telethon all’Accademia

prelevare sabbia in alto mare, previa autorizzazione del Ministero dell’Ambiente. Per la manutenzione delle scogliere invece servono 500mila euro che però non potrebbero poi essere utilizzati causa il Patto di Stabilità. “L’unica soluzione è tornare al passato, vale a dire con finanziamento e appalto gestiti direttamente dalla Regione.” In chiusura, Ceriscioli, ricordando che sono stati recentemente incriminati per bancarotta fraudolenta gli ex-amministratori del cantiere navale, ha annunciato che a gennaio 2013 sarà emanato un nuovo bando con parametri “ribassati” per poter individuare un’azienda disposta a prendere in appalto la concessione dell’area. Claudio Turco © RIPRODUZIONE RISERVATA

ALL’ALEXANDER MUSEUM

Beneficenza e arte

Internazionale di Canto, mentre il 2 dicembre si svolgerà presso la libreria Il Catalogo “Notturni ma non troppo’’, un incontro con giornalisti, critici musicali e d.j. provenienti da molte parti d’Ita-

lia, per creare una serata musicale all’insegna dello stare insieme e della solidarietà per i meno fortunati.’’ Paolo Montanari

Con San Francesco per le strade del Mondo

presso la SALA LAURANA della prefettura, si è conclusa domenica scorsa ottenendo apprezzamenti e un ottimo riscontro di pubblico. I lavori esposti hanno testimoniato il fascino che la figura di San Francesco suscita ancor oggi fra le nuove generazioni. Un grazie speciale ai docenti che hanno lavorato insieme ai ragazzi con entusiasmo proponendo una riflessione e un approfondimento sulla figura di San Francesco, la sua vita e le sue opere. I lavori sono stati raccolti nella pubblicazione, ancora disponibile presso l’ A.I.M.C., curata con passione, generosità e maestria dalla docente Daniela Fuzzi. A conclusione del progetto è doveroso apprezzare l’impegno dei docenti, la creatività e la competenza degli alunni, la disponibilità dei i genitori e di tutti coloro che l’hanno reso possibile. Giuseppe Frulli

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FOLLA DI STUDENTI E GENITORI PER LA CONCLUSIONE DEL PROGETTO

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

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abato 10 novembre la Chiesa dei Cappuccini di Pesaro era gremitissima per la conclusione del progetto “Con San Francesco per le strade del Mondo” in occasione del primo centenario di fondazione della Parrocchia.I bambini di alcune scuole dell’Arcidiocesi, alla presenza dell’Arcivescovo di Pesaro, hanno reso omaggio al Santo di Assisi con recita di Poesie, Filastrocche e Canti composti appositamente per l’occasione.

Il progetto, promosso dall’A .I.M.C. (Associazione Italiana Maestri

Cattolici), prevedeva anche la mostra dei lavori, realizzati dagli

alunni delle scuole dell’arcidiocesi di Pesaro; inaugurata il 31 ottobre

Comune di Pesaro

PUBBLICAZIONI fino al 22 novembre

Oggi sposi!

Morales Daga Joselyn Francisco (24 anni) e Dura Mineko (21 anni) Torcoletti Claudio (58 anni) e Papkovich Alena (42 anni) Ouakki Abderrahman (31 anni) e Rullier Gallardo Jessica (34 anni)

(Nella foto, i bambini delle classi 4^ A e 4^B della Scuola “Anna Frank” di Santa Maria delle Fabbrecce)

a cura di Caterina Tani Pietropaolo Alan (39 anni) e Righi Agata (39 anni) Guardato Fabrizio (62 anni) e Luccarelli Stefania (51 anni) Falconi Marco (39 anni) e Gorini Maria-Elena (38 anni) Renzi Roberto (35 anni) e Zgircu Aylin (37 anni)

Spezi Flavio (36 anni) e Pazzaglini Anna-Lisa (34 anni) Occhialini Gianfranco (48 anni) e Tonucci Sara (35 anni)

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Pesaro

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TANTI APPUNTAMENTI OLTRE ALL’ATTESO INCONTRO CON DON MEROLA

Parrocchia di Cristo Re in festa

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omenti di preghiera, possibilità di ascolto e occasioni di sano divertimento per tutti, questo è il programma della festa parrocchiale di Cristo Re che di svolgerà dal 16 al 25 novembre. Venerdì 16 novembre, alle ore 21,15, i fedeli sono invitati in chiesa per l’Adorazione Eucaristica Comunitaria, per sentirsi uniti in Cristo Salvatore. La serata di sabato 17 sarà dedicata al torneo di burraco, giunto alla sua 3° edizione, che si terrà nei locali della canonica, con inizio alle ore 20.45 (informazioni e iscrizioni : par-

rocchia :0721/33030 - Rita Cell 32-5442646). Domenica 19 novembre SS. Messe ore 9-11-18. Martedì 20 novembre alle ore 21 in chiesa, si terrà una serata d’organo ed esibizione corale, con la partecipazione dei cori Cristo Re e San Terenzio. All’organo M° Giuliana Maccaroni e alla direzione il M° Martino Pòrcile. Giovedì 22 novembre alle ore 21 in chiesa, momento di ascolto e di dialogo con un testimone convinto della fede del Risorto: Don Luigi Merola, parroco a Napoli e sacerdote anticamorra.

Sabato 24 novembre ore 18 S. Messa. La serata del sabato sarà ricca di eventi ricreativi ad iniziare dalle ore 21 con spettacolo teatrale “Cenerentola” presentato dei bambini del catechismo, nei locali della palestra. A seguire spettacoli e scenette organizzate dai giovani della parrocchia. Domenica 25 Festa di Cristo Re S. Messe ore 9-18. Alle ore 11 S.Messa Solenne con la partecipazione dei cori Cristo Re e S.Terenzio. Nel pomeriggio, dalle 16 alle 20, nei locali della palestra, giochi a carte e spettacoli dialettali e musicali. Il Duo “Alberto e

Pietro “ si esibiranno nei monologhi dialettali :”Il mattone” e “Il paesaggio”. L’orchestra “Giovani Centro Musicale -Pantano” presenterà musiche da film e canzoni anni ‘70. La cena sociale concluderà i festeggiamenti. Il Parroco Don Giovanni Paolini, nel ringraziare tutti i collaboratori che hanno dato il proprio contributo alla realizzazione della festa, attende i fedeli e tutti coloro che vorranno pregare e gioire con Cristo Gesù. Durante i giorni di sabato 24 e domenica 25 novembre sarà allestita una “Pesca di beneficenza” orga-

L’INCONTRO IL 2 DICEMBRE ALL’HOTEL FLAMINIO

Assemblea diocesana dei catechisti Pesaro –Domenica 2 dicembre, presso il salone dell’Hotel Flaminio si terrà l’assemblea dei catechisti dell’Arcidiocesi di Pesaro. La manifestazione risponde alla esigenza, espressa da sacerdoti e catechisti, di avere in questo “Anno della Fede” un momento specifico di incontro con il loro Pastore. A questa richiesta l’Arcivescovo ha aderito volentieri ed ha incaricato l’Ufficio diocesano, diretto da don Mario Florio, di organizzare

Cineforum

Breviario di notizie pesaresi

L’Ufficio catechistico diocesano ha organizzato, in collaborazione con il Cinema Solaris, un cineforum con momenti di riflessione. Trascriviamo di seguito il programma di massima.

A cura di Vittorio Cassiani DOMENICA 18 NOVEMBRE STRADOMENICA – La città si apre allo shopping, alla cultura, agli incontri ed al tempo libero. Mercato in piazzale Carducci e mercatini dell’antiquariato in piazza del Popolo, via Rossini e piazzale Collenuccio. CON “LA CORDATA” – Escursione a Rocca d’Uffugliano e Talamello. Ritrovo, alle ore 8.30, presso la Pasticceria Orchidea, in via Ponchielli n°. 82. Quota euro 10. Info: 348.0430358. “STELLA SHOW DANCE” – Manifestazione di danza. Dalle ore 9.00 nel Palazzetto dello sport di via di Partigiani n°. 22. FESTIVAL DEI GAD – Manifestazione conclusiva , dalle ore 10.30, nella Sala della Repubblica del Teatro Rossini. Maricla Boggio presenta “Vita di regina. Regina Bianchi si racconta”. A seguire consegna dei premi e riconoscimenti della 65^ edizione. WEEK-END GASTRONOMICI – Oggi sono aperti i seguenti ristoranti: Al Mandorlo (Serrungarina), Cascina delle Rose (Sant’Ippolito), Cavaliere (Montecalvo in Foglia), La Locanda dei Venti (Novafeltria), La Pantana (Tavullia), La Tana del Lupo (Acqualagna). “IL CIBO DELLA DOMENICA” – Cibo come esperienza di socialità con la Bottega del mondo e il gruppo GAS. A cura di Maurizio Di Massimo. Biblioteca San Giovanni, ore 15.00. CONVEGNO MISSIONARIO DIOCESANO – Dalle ore 15.30 a Villa Baratoff presso i Padri Comboniani. LE CONFERENZE DEL BENEDETTO CROCE – Nell’Auditorium di Palazzo Montani Antaldi, ore 17.00. Conversazione su: “Pesaro: ieri e domani.

l’incontro. Questo il programma di massima della manifestazione: ore 16 – accoglienza; poi l’intervento di mons. Piero Coccia sul tema “Una fede adulta da proporre agli adulti. Seguirà un dialogo fra i catechisti (uno per ciascuna Vicaria) che offrirà uno spunto, una riflessione, una domanda, per dialogare con l’Arcivescovo. I brevi interventi saranno

preparati in un incontro preliminare fra gli operatori di ciascuna Vicaria. Alle ore 18 una preghiera conclusiva a cura del Centro delle vocazioni. “Rispondere con fede al Signore che chiama”. Il desiderio è che l’incontro, se risulta efficace, possa essere ripetuto anche negli anni successivi.

29 Novembre Uomini di Dio - 120’ - Xavier Beauvois - 2010 20 Dicembre Daratt - 96’ - Mahamat-Saleh - 2007 31 Gennaio Il villaggio di cartone - 87’ Ermanno Olmi - 2011 21 Febbraio Il cammino di Santiago - 94’ - Emilio Estevez - 2012

21 Marzo Tutta colpa di Giuda - 102’ - Davide Ferrario - 2009 18 Aprile Cuore sacro - 120’ - Ferzan Ozpetek - 2005 16 Maggio In memoria di me - 115’ - Saverio Costanzo - 2007

Utopia e città ideale”. Per celebrare il quarto centenario di Ludovico Agostini (1536-1612). Intervengono: Claudio Bonvecchio, Oriano Giovanelli, Domenico Losurdo e Luca Pieri. Coordina Gianluca Montinaro. NELLA GALLERIA ART 65 – In via Giordano Bruno, 65. Si conclude la personale di Graziano Marini. LUNEDI’ 19 NOVEMBRE MERCATINO PRO UGANDA – Si conclude oggi nella Saletta San Domenico, in via Branca n°. 5. A cura del Movimento Africa Mission – Cooperazione e Sviluppo. Orario continuato: 9-22. GLI STRUMENTI DELLA POESIA – Incontro con Maurizio Landini. Libreria “Le foglie d’oro”, in via Morselli, 47/49. Ore 18.30. IL VOLONTARIATO ANT – Conversazione su: “La relazione d’aiuto e la buona comunicazione in gruppo e con il paziente”. Nella sede del CSV di via Faggi, 62. Ore 20.30. MARTEDI’ 20 NOVEMBRE NELL’UNILIT – Conferenza di Gabriele Gerboni: “Implicazioni astronomiche della profezia Maya”. Sala San Terenzio (via Rossini, 66), ore 16.00. “L’ARTE DI COLLEZIONARE” – Terzo incontro con Ludovico Pratesi. Nella sede della Fondazione Pescheria, in via Cavour n°. 5, dalle ore 19.00. “A VOCE ALTA” – Il testo narrativo e la sua comprensione. Nella Libreria “Le foglie d’oro”, a cura di Alessia Canducci. Ore 20.00. MERCOLEDI’ 21 NOVEMBRE ARTIGIANI DEL FUTURO – “Artigianato come realtà imprenditoriale per i giovani”. Con Stefano Micelli dell’Università Ca’ Foscari. Bibliote-

Lo Squero di Sanzio Ubaldi (Chiuso il lunedì)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ca San Giovanni, ore 10.30. GIOVEDI’ 22 NOVEMBRE LA RELAZIONE D’AIUTO – Nella sede del 2° Quartiere in Largo Volontari del Sangue (ore 15.00). Oggetto di approfondimento: “Riconoscere e comprendere l’altro. L’ascolto attivo e il sostegno nella relazione d’aiuto”. Relatrice: Marika Bertuccioli. VENERDI’ 23 NOVEMBRE “TRA POESIA E FOTOGRAFIA” – G. Gennari e L. De Marchi espongono, fino al 9 dicembre, nella Galleria di via Giordano Bruno n°. 65. “LA FIGURA DI SAN PAOLO” – Conversazione, per l’Università libera itinerante, di Primo Ciarlantini. Sala San Terenzio, ore 16.00. STAGIONE DI PROSA – Al Teatro Rossini va in scena: “The country” di Martin Crimp con Laura Morante e Gigio Alberti per la regia di Roberto Andò. Oggi e domani alle ore 21.00; domenica alle ore 17.00.

nizzata dalla Caritas Parrocchiale il cui slogan è “Educarsi ed educare alla carità” Rita Luccardini © RIPRODUZIONE RISERVATA

Anniversario del Transito di P. Bocci I Frati Cappuccini di Pesaro, in occasione

del Solenne Anniversario del Transito di P. Giuseppe Bocci (23/11/1974) propongono: Triduo di preghiera 22 - 23 - 24 novembre 2012 Ore 18.30 S. Messa con memoria di P. Giuseppe Bocci (P. Giovanni Leonardi). 23 novembre: ore 17.30 ora di Adorazione Vocazionale; ore 18.30 Messa celebrata dall’Arcivescovo Mons. Piero Coccia. Domenica 25 Novembre 2012 38° anniversario del Transito di P. Giuseppe Bocci Mattino: In tutte le S. Messe viene ricordata la testimonianza del Servo di Dio P. Giuseppe, Apostolo delle Vocazioni. Pomeriggio: ore 17.30 ora Eucaristica per le Vocazioni sacre; ore 18.30 Messa solenne del Provinciale dei Frati Cappuccini P. Giulio Criminesi, con “panegirico” del Servo di Dio.

Borromeo (via Avogadro), ore 16.00. BORSA DI STUDIO “GISELLA CARAMELLA” – Viene assegnata nel pomeriggio a cura dell’ANMIC. Intervengono: Elio Borgonovo della “Bocconi” e Simone Baglioni (Glasgow Calendonian University). Biblioteca San Giovanni, ore 16.00. RACCONTI IN INGLESE – Fiabe animate per bambini a partire dai 5 anni. A cura di Francesca Manga-

nelli. Biblioteca San Giovanni, area ragazzi, ore 16.30. “GRADARA…BRIVIDI E MISTERI” – Gradara Innova propone: “La danza delle vergini folli”. Alle ore 21.00 e alle 22.00. “LE NOTTI DI NICODEMO” – Nella chiesa San Francesco (Cappuccini). Dalle ore 21.15. Un’ora di preghiera e di ascolto della parola e nel silenzio.

Colletta alimentare nei supermercati

In occasione della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare che si terrà in tutta Italia sabato 24 novembre 2012, il Banco Alimentare avvisa che alcuni volontari saranno presenti in quasi tutti i supermercati della Arcidiocesi di Pesaro. Chi avesse desiderio di partecipare facendo un turno di raccolta può rivolgersi alla segreteria del Banco Alimentare di Pesaro: tel 0721/32901 o inviare una mail a: bancoalimentare@ipoint.it

SABATO 24 NOVEMBRE “SOCIALE BOCCE” – L’inizio della manifestazione è fissato per le ore 8.30 su vari impianti della città di Pesaro. Alle ore 13.00 pranzo sociale presso il Centro socio culturale Sereni di via Tombesi. Nel pomeriggio, dalle ore 15.30, finali e quindi premiazioni nella sede della Bocciofila Concordia, in via Ugo Foscolo. NEL CSC “MARIA ROSSI” – Incontro conviviale in sede. Ore 12.30. CORSO DI FORMAZIONE – Per gli animatori pastorali delle Caritas parrocchiali. Incontro con don Francesco Soddu, direttore Caritas italiana: “Dal Concilio ad oggi: la scelta preferenziale dei poveri. La Caritas in Italia: realtà e prospettive”. Villa

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il amico nuovo •

enna

libera tutti

Redazione della Casa Circondariale di Villa Fastiggi - Str. di Fontesecco, 88 - 61122 Pesaro (PU) - Numero 2 del 18 novembre 2012 CONTATTI info@ilnuovoamico.it - tel 0721/64052 fax 0721/69453

il punto

Lamenti, pianti e stridor di denti…

di Donato Antonio Telesca*

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o t n e m a l l o f f a r v o o S t n e m a c o f f o es

l sovraffollamento è, purtroppo, un tema ricorrente nel “pianeta carcere”. Per fronteggiare questo fenomeno nel corso della storia del nostro Paese sono stati adoperati 35 provvedimenti di amnistia e indulto: il primo con Regio Decreto del 17 ottobre 1942, l’ultimo il 31 luglio 2006. Il periodico ricorso a questa soluzione trova la sua ragione nelle condizioni del nostro sistema penitenziario. Tuttavia, la politica e l’opinione pubblica criticano i provvedimenti indulgenziali che, senza affrontare all’origine i problemi del sistema penalepenitenziario italiano, finiscono solo per rinviare una riforma strutturale del sistema della giustizia penale. La situazione attuale è insostenibile: oltre agli spazi limitatissimi nella stanza di detenzione, l’accesso a tutti i servizi viene progressivamente ristretto: docce, aree di passeggio, assistenza medica, colloqui con le figure professionali dell’area pedagogica. Privati dei diritti più elementari, i detenuti si rifugiano in sempre più frequenti forme di protesta, pacifiche nel migliore dei casi, lamentando la mancanza di spazi vitali, le strutture spesso fatiscenti, le infiltrazioni d’acqua, i servizi igienici inidonei col conseguente rischio di infezioni batteriche o virali. Il sovraffollamento ha inoltre costretto gli operatori addetti ai lavori ad una denuncia dei tagli indiscriminati che, con le ultime leggi finanziarie, hanno colpito tanto le forniture per il mantenimento dei detenuti quanto i mezzi a disposizione, ma soprattutto il personale in servizio negli istituti di pena. A pagare le conseguenze di questa politica sono anche i detenuti che, sempre più degradati dalla condizione di persone, si vedono trattati alla stregua di animali, ammassati in gabbia in barba alle regole degli spazi minimi e privati dei servizi più essenziali. Il carcere oggi assomiglia sempre più a un girone dantesco dell’inferno, dove sono “lamenti, pianti e stridor di denti”.

La capienza costituzionale

La provata correlazione tra sovraffollamento, severità del regime detentivo e frequenze delle morti per suicidio dei detenuti ha portato il DAP (Dipartimento per l’Amministrazione Penitenziaria) a emanare nel 2010 una circolare dal titolo “Nuovi interventi per ridurre il disagio derivante dalla condizione di privazione della libertà e per prevenire i fenomeni autoaggressivi”, seguita dalla circolare del 2011 dal titolo “Modalità di esecuzione della pena”. Lo stesso Comitato Nazionale di Bioetica ha elaborato un proprio parere in data 25 giugno 2010 con “Il suicidio in carcere. Orientamenti bioetici”. Occorre considerare come nel 2010 i morti per suicidio avevano raggiunto il numero record di 64, superato nel 2011 con 66 decessi; quest’anno si è giunti a quota 53 al 7 novembre 2012 (fonte: www. ristretti.it, Dossier “Morire di carcere”). Purtroppo a questa competizione non si sottraggono neanche gli Agenti di polizia penitenziaria. Il dibattito politico, amministrativo e massmediale sul sovraffollamento ha prodotto una pluralità di espressioni tecniche attraverso le quali si cerca di segue a pagina 12

editoriale

Nasce il Coordinamento marchigiano dei giornali in carcere

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opo il debutto del numero uno di “Penna Libera Tutti” nel mese di ottobre, eccoci nuovamente all’interno del Nuovo Amico con la seconda uscita. Questo nuovo appuntamento rappresenta un ulteriore piccolo passo nel dialogo con i nostri concittadini. Sovraffollamento e soffocamento. Così abbiamo titolato il numero due del giornale, accostando anche un’eloquente illustrazione realizzata dal nostro grafico. Troppi detenuti in troppo poco spazio. Sulla questione sta dibattendo l’Italia intera, purtroppo per l’ennesima volta. Il rischio è che l’informazione non riesca a far comprendere la drammaticità del momento. Su questo numero ospitiamo a tal riguardo un approfondimento dell’ispettore capo della Polizia Penitenziaria di Pesaro e alcuni articoli tratti dalla nostra esperienza carceraria. L’invito ai lettori è come sempre quello di scriverci per un confronto costruttivo e per far crescere la nostra redazione. Per indirizzare i vostri suggerimenti basta una mail a info@ilnuovoamico.it oppure potete consultare la pagina 14: “Lettere in redazione”. “Penna Libera Tutti” torna nel mese di dicembre ma è consultabile anche nella versione on line all’indirizzo www. ilnuovoamico.it A seguire pubblichiamo il testo dell’importante comunicato stampa datato 7/11/2012

e che ci riguarda da vicino: «Si è insediato questa mattina presso gli uffici del Garante regionale dei detenuti il “Coordinamento regionale delle testate giornalistiche dal e sul carcere”.I componenti sono, oltre all’Ombudsman regionale che ha promosso il progetto, i responsabili dei quattro giornali che attualmente vengono realizzati negli istituti penitenziari delle Marche. Si tratta di “Io e Caino” (Marino del Tronto, Ascoli Piceno), “Penna libera tutti” (Villa Fastiggi, Pesaro), “Fuori riga” (Montacuto, Ancona) e “Mondo a quadretti” (Casa di reclusione di Fossombrone). Gli obiettivi dell’organismo è quello di “dare la possibilità alle persone private della libertà personale di utilizzare strumenti di informazione e di collegamento sia tra gli Istituti sia con le realtà esterne”. Attraverso una rete telematica per la diffusione delle notizie provenienti dalle carceri, il Coordinamento informerà e farà campagna di sensibilizzazione sulle problematiche del sistema penitenziario e del reinserimento dei detenuti. Un ruolo di primo piano sarà svolto anche dall’Ordine dei giornalisti delle Marche che fornirà un supporto di indirizzo e di formazione. “E’ importante prima di tutto far conoscere queste riviste, diffonderle tra i cittadini e le istituzioni – ha sostenuto il Garante Italo Tanoni – Al loro interno collaborano giornalisti motivati e preparati e i contributi dei detenuti possono essere molto interessanti per comprendere la realtà del carcere”».


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12 18 novembre 2012

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libera tutti

All’inferno ho ritrovato Dio

i sono persone che vedono il carcere come un semplice istituto di pena nel quale vengono buttati disordinatamente tossicomani, rapinatori, psicotici ed omicidi. Questa concezione, che appartiene al mediocre semplicismo borghese odierno, non corrisponde però al vero. Reputo di stare infatti dalla parte di coloro che credono che il carcere abbia a che fare con un disegno più grande (e talvolta incomprensibile): il destino. Me ne sto rendendo poco a poco conto, dopo sette mesi scontati in quest’istituto. Parlo così perché vedo come ogni persona sia arrivata ad essere arrestata per i più svariati motivi, facendo però parte di un Volere superiore. Con questo intendo dire che un Dio esiste e prevede per ogni suo figlio delle punizioni e delle possibilità d’espiazione dei propri peccati. Potrebbe sembrare un ragionamento retorico, ma non lo è. Chi ha studiato o praticato il Cristianesimo sa per esperienza che ai peccati vi si “accede” in diversi modi (e l’entrata in carcere è un’allegorica rappresentazione di espiazione di questi peccati), siano questi la lussuria, l’accidia, la gelosia o l’avarizia. Io, ad esempio, ho peccato di impeto, e questo rientra nei piani del Creatore. E non lo dico

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per giustificare il mio reato, bensì perché dopo tanti anni ho ripreso a vedere la vita da Cristiano, quale poi ero realmente. Ci fu infatti un periodo in cui giudicai il cristianesimo una farsa, una mera invenzione umana...: mai errore fu più grande! Infatti il Signore ha fatto sì che mi rendessi conto di tutta la sua Verità ed Esistenza provando sulla mia pelle gli effetti del rinnegamento di esso. Lo dico onestamente: io ho peccato di impeto, e sto pagando un eccesso, uno fra i tanti nella mia giovane, ma spesso tormentata vita. Nella notte di Pasqua, durante una colluttazione, ho perso la percezione del controllo ed ho reagito scriteriatamente ad una aggressione. Una reazione normale, direte... Ma non nel modus operandi. Potevo evitare? Ragionare? Limitare i danni? Assolutamente sì, ma è facile dirlo ora. Purtroppo sono caduto vittima dei più bassi istinti di sopraffazione umana, ed ho rischiato seriamente di togliere la vita ad altri due esseri viventi. Ora stanno bene, ma il rischio è stato davvero grosso. Dunque Dio m’ha avvisato sul come la vita umana sia importante e nessuno abbia il diritto di toglierla ad un altro, ed ha fatto sì che io comprendessi a cosa si va incontro nel commettere certi delitti.

M’ha concesso questo preludio d’inferno, la custodia cautelare, affinché io non cada più vittima di me stesso e migliori la mia condotta di essere umano. Non vi dico certo che riuscirei a porgere l’altra guancia, ok. Ma ci sono dei modi di vivere che un Cristiano deve adoperarsi nel perseguire, ci sono delle prove che un Cristiano deve superare, per avere, nell’intelletto, dell’auto-conoscimento. In carcere, riscoprendo la Bibbia dopo tanti anni, ho capito che la pena più dura non è quella fisica, ma quella spirituale, e che la penitenza è talvolta necessaria per riscoprire e/o rivalutare i veri valori della vita. Finito questo periodo di carcerazione dovrò avere nuove prove da superare. Ora, arrestato nella notte di Pasqua e subite le denigrazioni di media e forze dell’Ordine, ho capito che un

La paura del dopo

ggi non ho voglia di parlare dei soliti problemi che uno sconta qui dentro. Preferisco andare oltre, al dopo e alle difficoltà che troveremo quando sarà terminato il nostro lungo periodo di detenzione. Cinque anni fa sono stato arrestato e portato in carcere per reati legati allo spaccio di stupefacenti. Sono stato dentro cinque mesi. In quel periodo ho sofferto molto e ho capito che dovevo cambiare vita e ambiente. Quando sono uscito, però, non c’era niente di tutto quello che avevo progettato. Nessuno mi ha aiutato e così non sono riuscito a trovare un lavoro. Le persone che frequentavo pian piano si sono allontanate quando hanno saputo che ero un pregiudicato. Così mi sono ritrovato solo. Mi sono sentito davvero abbandonato ed emarginato dalla società. Alla fine è questo il motivo per cui tante persone ci ricascano. Ed è ciò che è successo anche a me. Mi sono trovato agli arresti un’altra volta e con la pena raddoppiata, perché ero recidivo.

Adesso mi trovo in carcere da quattro anni e mi mancano due anni per tornare in libertà. Certo qua dentro, oltre a capire e riflettere su tutti i miei sbagli del passato, non ho fatto altro che migliorare, frequentando più corsi possibile e lavorando. Ma tutto questo penso non sia sufficiente per un futuro chiaro. Tutte le cose che ho fatto qui mi hanno aiutato molto a crescere e per questo colgo l’occasione per ringraziare tutte le persone che dedicano il loro tempo a noi. Tuttavia, ora che sono quasi alla fine della mia pena, ho persino più paura di quando ho saputo che avrei dovuto scontare sei anni di detenzione. Nei paesi dell’Unione Europea, come in Olanda o in Germania, si fa molto di più per il reinserimento sociale e le recidive sono molto inferiori rispetto ai dati dell’Italia. La crisi economica, inoltre, ha avuto pesanti ricadute sul nostro sistema penitenziario. D’accordo, ma alla fine rimane una domanda: il carcere serve a rieducare o a punire? Ariol

periodo di mestizia e solitudine, anche se non bello, era quasi “necessario” per l’anima mia. Chissà, forse un domani il Signore non manderà due energumeni che vogliono spaccarmi la faccia a testare il mio autocontrollo, magari arriveranno la miseria, la malattia o la degenerazione. Ed io mi farò trovare pronto. Perché all’inferno ho ritrovato Dio. Daniele Manca

Lontani ricordi

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arliamo del 12 aprile 1969. Mi trovavo detenuto nell’istituto “Nuove” di Torino, nella seconda sezione (in gergo si dice ‘raggio’). Anche allora, come oggi, si era stipati come sardine: la cella per una persona era condivisa con altri due individui mai visti e conosciuti prima. Se la memoria non mi inganna, in quegli anni si chiedevano l’amnistia e il condono, cose poi concesse nel maggio del 1970. Tra i detenuti, in mancanza della televisione, si usava il “tam-tam”. E così scoppiò una delle tante rivolte per il modo disumano di convivenza. Oggi, a distanza di 44 anni, sto rivivendo il flagello del passato, quando mi sembrava di essere in guerra, con tutti quei candelotti sparati dagli agenti da sopra i muri di cinta. Usavano i lacrimogeni e toglievano la corrente elettrica e l’acqua. Le persone sembravano impazzite. Devastazioni e incendi di suppellettili. C’era anche chi cercava di sopprimere il proprio coimputato perché gli aveva fatto una chiamata in correità. Potrei aggiungere tanto altro di inconcepibile, ma è così difficile da esprimere! Tutto per colpa del sovraffollamento. Mi auguro che oggi questo non abbia mai più a ripetersi. Leonardo Basiricò

Lamenti, pianti e stridor di denti… di Donato Antonio Telesca* quantizzare il fenomeno come “capienza regolamentare”, “capienza tollerabile”, “capienza di necessità”, “capienza antitortura” - quest’ultima corrispondente ad almeno 7 metri quadrati a detenuto secondo le indicazioni della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo -, mentre coerentemente si dovrebbe parlare della sola “capienza costituzionale”, che non può limitarsi alla capacità delle celle ad accogliere più o meno posti letto a castello, ma alla capacità di garantire la sua finalità circa la risocializzazione del reo e trattamenti nel rispetto dell’umanità che l’Art. 27 Cost. Comma 3 impone ad ogni legislatore, all’amministrazione e agli operatori penitenziari. Questa situazione ha destato l’attenzione del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, che ha avanzato proposte per una possibile soluzione, sia attraverso l’introduzione di pene alternative alla detenzione, già in esame, oltre ad un possibile, speciale ricorso a misure di clemenza. Anche l’attuale Ministro

Cucina galeotta Spaghetto alle zucchine

della Giustizia Paola Severino ha dichiarato di “condividere pienamente le parole del Presidente della Repubblica”.

Indulto e amnistia

Come operatore penitenziario credo fermamente alla necessità impellente di ricorrere all’indulto e amnistia, poiché tocco con mano questa realtà angosciosa quotidianamente, ma come cittadino comprendo il timore di quanti pensano al fenomeno “inevitabile” della recidiva. Dopo aver sperimentato la pena “accessoria” delle conseguenze tremende del sovraffollamento, se venissero concessi l’indulto e l’amnistia, si confermerebbe il trend dell’indulto 2006, con una recidiva molto inferiore alla media, come confermato dal Sottosegretario alla Giustizia di allora, Luigi Manconi. Per questa ragione credo che si debba attuare un piano concreto di aiuto per il reinserimento nel tessuto sociale dei detenuti attraverso presidi istituzionali e della società

Volete far cantare di gioia le vostre papille gustative? Volete raggiungere l’estasi dei sapori? Volete abbuffarvi senza sentirvi in colpa per aver preso qualche grammo in più? ET VOILA’! Noi siamo la risposta ai vostri languori più reconditi, la gioia per ivostri palati..... Quindi .... Abbuffatevi con noi...e buon appetito! Vi capita spesso di andare di fretta e magari siete con i minuti contati? Per evitare di pranzare con il solito piatto di “pasta al burro e parmigiano” (detto comunemente “il piatto del cornuto”), potreste preparare uno spaghetto con zucchine e pomodorini. Basta prendere una padella bella larga, versare un filo d’olio d’oliva e mettere a fuoco basso uno spicchio d’aglio tagliato fino per favorirne la cottura. Preparate nel frattempo una zucchina grattugiata e dei pomodorini tagliati in piccoli pezzi. Mettete a bollire l’acqua in una pentola aggiungendo un pugno di sale. Quando l’aglio rosolato sarà biondastro, verserete

segue dalla pagina 12 civile, ma soprattutto occorre un’adeguata sistemazione dei tossicodipendenti e dei malati psichiatrici in strutture terapeutiche funzionali a quel recupero che il carcere non può garantire. * Ispettore Capo Polizia Penitenziaria Casa Circondariale di Pesaro Al 31 ottobre 2012 erano 66.685 i detenuti reclusi (compresi i detenuti in semilibertà) nei 206 istituti di pena italiani, a fronte di una capienza regolamentare di 46.795 posti. Più di un terzo, ossia 23.789, sono i detenuti stranieri; minima è la componente femminile, ovvero 2.857 donne (di cui 1.137 straniere). Al 30 aprile 2012, erano 54 i bambini sotto i 3 anni che vivevano in carcere con le madri (51 detenute). (Fonte: www.giustizia.it, sito del Ministero della Giustizia)

nella stessa padella i pomodorini, aggiungendo sale e peperoncino a piacere. Quando si saranno ammorbiditi, mescolando lentamente, verserete anche le zucchine grattugiate. Lasciate sul fuoco fino a fine cottura della pasta che, una volta scolata, verserete nella stessa padella, mescolando con cura. Servirete nei piatti aggiungendo una nevicata di parmigiano e il gioco è fatto. Buon appetito. Ingredienti per 2 persone: spaghetti 250g una zucchina 6 pomodorini sale e peperoncino a piacere olio d’oliva parmigiano grattugiato a piacere uno spicchio d’aglio parmigiano grattugiato a piacere uno spicchio d’aglio

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Carta e penna: i miei migliori amici

isegnare e scrivere poesie sono da sempre il mio unico modo di comunicazione, l’unica valvola di sfogo per esprimere tutto quello che mi circonda e che vivo. Tuttora è così. Nonostante sia migliorato nei rapporti umani, ancora oggi la penna e la matita rimangono i miei migliori amici, l’unico modo d’espressione concreta per rispecchiare il mio limpido e incensurato stato d’animo. Quando disegno mi catapulto in un’altra realtà, in un mondo parallelo dove tutti i miei sentimenti e istinti prendono forma. E lo stesso accade quando scrivo. Tutto è chiaro e ciò che prima era un semplice foglio bianco prende vita e acquista un senso. Forse qualcuno a volte si è avvicinato a comprendere il mio pensiero,

ma nessuno lo ha mai veramente capito e del resto fatico io per primo a comprendermi. Il mio maestro d’arte un giorno mi consigliò di usare la “qualità”. In principio non gli diedi troppo peso, probabilmente neanche avevo capito a cosa si riferisse. Poi, continuando a parlare, mi resi conto che riuscivo ad esprimere perfettamente tutti quei sentimenti che non sapevo esternare e allora capii a cosa si riferiva. Per la prima volta stavo raccontando ad un’altra persona ciò che credevo solo il foglio potesse capire. La carta però non ha mai potuto rispondermi, mentre ora esisteva un dialogo. Chi stava dall’altra parte mi dava “qualità”. Instaurare rapporti di “qualità”, cercando di essere il primo ad offrirla. Certo non è facile. Io ho sempre trovato

Grazie a tutti

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a redazione di “Penna Libera Tutti” della casa circondariale di Villa Fastiggi di Pesaro, a seguito del convegno dello scorso 5 ottobre, considerando la vasta eco pubblica avuta, desidera ringraziare in modo particolare: Giovanni Volpini, per aver fatto varcare al premio in memoria di suo padre, le porte di un carcere; Ornella Favero, direttore del giornale del carcere di Padova “Ristretti”, per averci ricordato non solo di non arrenderci, ma che noi detenuti abbiamo una responsabilità verso il prossimo, e cioè essere testimoni di quanto sia sottile la linea tra il bene e il male. Vorremmo anche ringraziare la direzione del carcere che ci ha dato questa grande possibilità di portare la nostra voce al di fuori del muro. Quindi la responsabile di tutta l’area pedagogica Enrichetta Vilella che, con molta pazienza, cerca di soddisfare le nostre richieste. Inoltre ci teniamo in particolar modo a ringraziare i redattori del Nuovo Amico Roberto Mazzoli, Francesco Rinaldi e Alvaro Coli che con grande professionalità ci guidano verso la stesura del nostro giornale. Ci sembra poi doveroso anche ringraziare la pasticceria Baccilieri di Pesaro e la frutteria Angelo Bax (FOTO) che hanno contribuito al rinfresco del nostro Convegno con torta e macedonia. Un grazie anche alla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Fano che hanno contribuito alle spese organizzative e all’Hotel Alexander Museum di Pesaro. Infine GRAZIE a tutti per aver creduto in NOI, GRAZIE DAVVERO. La Redazione

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difficoltà, forse perché mi capita di sottovalutarmi o di sottovalutare gli altri. Il pregiudizio è una brutta bestia, ma fa parte di ciascuno di noi, figuriamoci in carcere. Qui la “qualità” è merce rara e instaurare rapporti veri, dove metti a nudo la tua intimità, è come cercare di far passare un cammello per la cruna d’un ago o far entrare un elefante in un negozio di cristalli, con la pretesa che non rompa nulla. Tutto sommato mi reputo fortunato perché, su 300 detenuti della Casa circondariale di Pesaro, già averne trovati tre con i quali potermi aprire non è cosa da poco. Oggi però mi domando chi incontrerò fuori e con chi potrò aprirmi. Se qui sono tre e vivono la mia stessa realtà, all’esterno quante persone saranno disponibili ad instaurare un rapporto di

“qualità” mettendo da parte il pregiudizio?

piccolo dizionario ᐓ DOMANDINA: Prestampato per qualsiasi richiesta (vestiti, vaglia, colloquio) ᐓ COLLOQUIO: E’ la visita parenti ᐓ TRADUZIONE: Spostamento di un detenuto da un carcere all’altro ᐓ CONTA: Il conteggio dei detenuti da parte degli agenti della Polizia Penitenziaria

Il sentimento che uccide l’animo

Rubrica semiseria e “pretenziosa”

ari lettori, queste poche righe che mi accingo a scrivere hanno lo stesso obiettivo del giornale: abbattere i muri e i pregiudizi interni ed esterni al carcere. La nostra redazione è composta da detenuti di varie etnie, età, ceto sociale, livello culturale. Chiaramente ognuno ha problemi che sembrano solo suoi, ma che in realtà sono comuni alla società odierna: convivenza, comunicazione, questioni razziali. A questi aggiungo l’esaltazione del proprio Ego e il culto del Signor Denaro. Tutto ciò lo leggiamo e lo vediamo ogni giorno, enfatizzato dai giornali e dai media, senza entrare nel merito di quei programmi televisivi che delle disgrazie vere ne fanno una moda o una tendenza. Noi detenuti di questa redazione dobbiamo essere consapevoli delle nostre responsabilità individuali, quelle

ATTRAVERSO LE SBARRE

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opo aver scritto per anni su questioni legate alle “scienze antiche”, ecco che per me, specie nella realtà attuale del carcere, diviene rilevante il tema del mio fondamentale rapporto con la Verità. Spesso sento politici ribadire la loro piena fiducia nella giustizia umana. Buon per loro. Io preferisco quella divina, nonostante mi renda conto che quella umana dovrebbe cercare di tendere il più possibile a seguirne l’esempio. Secondo la mia esperienza, le buone intenzioni sono state compromesse da tempo sull’onda di “scorciatoie” ormai abituali in molti tribunali, e sconosciute ai più. Già, e allora comprenderete che, uno dei problemi per me più grandi è stato sentirmi dire dai detenuti che in carcere la Verità e la cultura contano meno di niente. Come avrei potuto comunicare? Nel mondo attuale si

che ci hanno portato dove ci troviamo attualmente. Prendere coscienza di questo aspetto ci consente di ricordare che, con un piccolo gesto verso il prossimo, le cose cambierebbero. Ed invece assistiamo ad un decadimento totale dell’interesse verso il prossimo, in particolare da parte di chi dovrebbe tutelare l’interesse del popolo italiano. Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti: consiglio regionale Lazio, giunta della Lombardia, tesorieri di partito con la doppia faccia, ex ministri alle prese con improbabili acquisti di proprietà immobiliari, finanziamenti occulti ai partiti… Potremmo continuare ancora per pagine e pagine. Di fronte a tutto ciò, dentro chi come noi punta al reinserimento sociale, rimane purtroppo il dubbio del domani, sentimento o sensazione che uccide l’Animo. Riccardo

pensa che siano possibili più verità e che queste dipendano dai punti di vista. È ciò che il Papa chiama soggettivismo, indicandolo, insieme al relativismo, come uno dei mali oggi più diffusi. Nel mondo antico, così come nel cristianesimo, la Verità è unica ed oggettiva. Se ci si potesse riferire ad una Verità unica per stabilire, come nell’antichità, con un certo numero di regole, cosa è vero e cosa è falso, cosa è giusto o cosa è sbagliato, ci si avvicinerebbe a quella che è la base di alcune grandi religioni, che proprio per questi motivi non vengono capite, almeno ai giorni nostri e specialmente in ambienti come un carcere. Le regole antiche a cui accennavo sono state pian piano perdute, giungendo ad una società in cui il soggettivismo ha sostituito l’oggettività, con la conseguenza che l’assoluto scompare disperdendosi in mille concezioni

relativistiche. Nelle carceri uno dei problemi più evidenti è che parecchi detenuti credono di potere stabilire da sé cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, mentre dalla parte opposta, la cosiddetta “rieducazione” tiene conto solo di valori umani e non degli antichi valori divini assoluti che davano una qualità positiva all’evoluzione, ma che ormai vengono considerati superati. Così, mancando di punti di riferimento assoluti, la soluzione dei problemi diviene più improbabile e i risultati positivi sui detenuti sono più casuali di quanto si creda. D’altronde con gli ecclesiastici il divario aumenta perché si basano proprio sulla verità unica. So che il discorso è difficile, ma, se ci si riflette, ci si accorge che in queste diversità risiede la fonte principale dell’incomprensione e degli attriti esistenti in ogni carcere che ho visitato

Emi

Sono solo grida

Sono solo grida o urla di dolore dal basso ventre di chi si illude. Perdere il mondo e ritrovarsi, io non ci sono, io non ho tempo. Eccolo il tempo ci cresce dentro come una malattia disimparata, astratta di volti, nomi, cose che ci vivono dentro, e non puoi far altro, sorridi, sanguini, cammini.

(emi)

Il brodo grasso

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egli ultimi tempi, ascoltando i telegiornali e leggendo i giornali nazionali, mi sono imbattuto più volte nell’argomento carceri. Quello che più mi ha impressionato è ciò che accade in certi istituti e il solo leggerlo mi ha fatto accapponare la pelle. Facendo un paragone con questo istituto di Pesaro, mi pongo una domanda: questo carcere è la regola o l’eccezione? Eh sì, perché, a parte il sovraffollamento (siamo in tre in celle da uno), non riesco a trovare similitudini con quei carceri-lager di cui i mass media parlano tanto. Durante la mia permanenza qui ho avuto modo di ascoltare la voce di detenuti provenienti da altre patrie galere ed è stato interessante notare lo stupore nel vedere le celle aperte durante le ore pomeridiane o il meravigliarsi del ricco elenco di generi di sopravvitto che si possono acquistare. Poi ci sono vari corsi da frequentare; solo per citare i più recenti: edilizia, idraulica, falegnameria, giornalismo. Il carcere mette a disposizione degli amanti della lettura una biblioteca fornita di circa 8.000 libri, senza dimenticare che è possibile frequentare la scuola dell’obbligo. Questa è solo una piccola parte di ciò che mi viene in mente. Non è una “sviolinata”, ma un dato oggettivo, sono dei fatti. Certo, le facce della medaglia sono sempre due e oggi voglio guardare quella positiva. Sì, è vero, ci sono molte altre cose che si possono migliorare, ma lamentarsi e guardare sempre quello che non funziona lo sappiamo fare tutti (e bene). Per mia personale opinione, non è giusto nei confronti di chi si prodiga assieme alle associazioni di volontariato e che, senza soldi, ci mette volontà, umanità, oltre alla faccia, per rendere la nostra permanenza più confortevole. Mia nonna mi diceva sempre: «N’ te lamentà del brodo grasso!» Alessandro

fra una parte del personale e molti detenuti. Cosicché spesso si vedono nascere rancori che non hanno una base reale, ma solo una base “ideologica” fatta di modi opposti di interpretare i fatti reali. Purtroppo non è semplice dirimere tali problemi perché è difficile far comprendere ad una categoria le motivazioni dell’altra. Sono come due civiltà con pochissimo in comune tranne le debolezze umane. Ed allora i concetti di rieducazione, evoluzione e religione diventano i più fraintesi da gran parte della popolazione carceraria impreparata su temi filosofici. Come aiutarli? Cosa secondo voi dovrebbe fare un educatore? La domanda non è un gioco, perché dall’esito di questi percorsi dipende il possibile reinserimento di un detenuto, cioè la sua rinuncia ai comportamenti antisociali che talvolta sono all’origine della sua prigionia. roberto9


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Il potere della penna

ltimamente ho assistito allo scempio compiuto ai danni di quel bambino di Cittadella di Padova. La causa di tutta quella sofferenza è dovuta sostanzialmente ad una relazione fatta da uno psichiatra dalla penna facile che, con poca competenza, ha diagnosticato una pseudo patologia di nome “PAS”. Si tratta della sindrome da alienazione genitoriale (Parental Alienation Syndrome) che, nello specifico, è risultata, dopo varie indagini, inesistente. Il caso di Padova mi ha provocato tanta rabbia, perché oltre ad aver creato dolore al bambino, alla sua mamma e a tutta la sua famiglia, mi ha fatto ricordare quanto disagio può provocare una relazione scritta da chi dovrebbe aiutarti ed invece ti distrugge la vita in un attimo. Mi è tornata in mente una storia analoga, con la differenza che la persona rovinata non era un bambino. E’ successo che un uomo, dopo anni di tossicodipendenza, era finalmente riuscito ad entrare in una comunità di recupero. Con fatica era uscito dal tunnel della droga. Poi, durante il percorso riabilitativo, mentre scontava un residuo di pena in regime di affidamento in prova per un reato commesso molti anni prima, ha conosciuto una psicologa con la quale ha intessuto una relazione sentimentale. Dopo averle dichiarato amore, stanco di doversi nascondere agli occhi di tutti, decide di confidarsi con la responsa-

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bile della struttura, sua psicoterapeuta e affermata psichiatra. La dottoressa in questione, invece di aiutarlo a ristabilire un equilibrio interiore, ha preso la “penna” e ha pensato bene di scrivere una relazione al magistrato di sorveglianza accusando l’ospite della comunità di essere disonesto perché, facendo sesso con la psicologa, aveva infranto le regole e pertanto doveva essere rivista la sua permanenza in comunità. A seguito di quella nota il ragazzo è stato di nuovo riportato in carcere. Adesso qualcuno mi dica qual è stato l’aiuto che questa psichiatra ha reso a quel povero ragazzo. Spesso, a parer mio, si dà troppo potere a persone che si ritengono autorevoli a prescindere. Mi domando perché non si cerchi di approfondire la verità. Si eviterebbero così giudizi affrettati, soprattutto quando si tratta di persone pregiudicate e di conseguenza non credute. Per la cronaca, quel povero ragazzo (che sono io), a seguito di quello scritto, sta finendo di scontare la sua pena senza avere più diritto a nessun tipo di beneficio perché, ad ogni sua richiesta, torna alla luce quella relazione che inevitabilmente influisce sul suo futuro. Succederà anche a quel povero bambino innocente? Per il resto della sua vita soffrirà per colpa di uno psichiatra incompetente? Spartaco

Rapporto Antigone

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errà presentato lunedì 19 novembre a Roma, nella sede della Federazione nazionale stampa italiana, il IX Rapporto annuale sulle condizioni di detenzione in Italia dal titolo “Senza dignità” (edizioni Gruppo Abele) dell’Associazione Antigone. Numeri, violenze, lavoro, sanità, suicidi, edilizia, personale, tagli, risorse e progetti i temi e i casi trattati dal Rapporto. Con l’occasione, verrà lanciato “Inside carceri”, il primo web-doc sul tema della detenzione in Italia realizzato da Antigone e da Next new media. Sul portale www.insidecarceri.com, attivo dal 19 novembre, sarà possibile scaricare gratuitamente oltre 30 video realizzati all’interno di istituti di pena italiani tra settembre e novembre 2012, oltre a photogallery, interviste audio e video e approfondimenti. “Il progetto - si legge in un comunicato stampa - è il primo esperimento in Italia di un Rapporto prodotto in forma multimediale con uno strumento interattivo e dinamico come il web-doc, ampliamente utilizzato e apprezzato all’estero, e che per la prima volta renderà disponibile a tutti, stampa e cittadini, un prezioso archivio multimediale sulle carceri italiane”. Info: www.osservatorioantigone.com.

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Cuore e cervello a confronto

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ono infiniti i dogmi della fede, ma bisogna essere assolutamente razionali nel seguirli. Dobbiamo saper valutare con coscienza le nostre decisioni senza che la fede ci occluda la vista, in quanto noi siamo strumenti di Dio e non il contrario. Se ci aspettiamo che Dio faccia qualcosa per qualsiasi piaga sulla terra..., beh, allora quella piaga di qualsiasi entità essa sia, non potrà far altro che dilagare ed espandersi all’infinito finché la coscienza non capirà di dover assolutamente fare qualcosa a riguardo. Quando questa coscienza comincerà ad accorgersi della cecità pregressa? Quando riconosceremo che i grandi ricchi sono la causa dei grandi poveri? Quando capiremo che l’industrializzazione è la causa della fine del prodotto e del lavoro? Quando vedremo che la causa dell’inquinamento è dovuta al petrolio che noi stessi estraiamo? Droga, gioco, alcol, quando ci accorgeremo che siamo la causa dei nostri mali? Spero in Dio e non faccio niente! Gianni Fioravanti

I miei errori per non ripeterli

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onoscere se stesso all’età di 28 anni. Nel carcere di Pesaro esiste un gruppo di nove detenuti: da circa 8 mesi stanno da soli, in un reparto che ne può ospitare almeno quattro volte di più. Cosa assai curiosa, visto il sovraffollamento che c’è in tutte le carceri d’Italia. Io sono uno di questi nove detenuti e approfitto per raccontare ai lettori di questo giornale chi siamo e come vivo questa nuova esperienza. Nel mio reparto viene svolto un trattamento intensificato riservato ai sex offenders, a chi ha commesso reati a sfondo sessuale. Si tratta di una sperimentazione avviata in Canada oltre 30 anni fa e da circa un decennio anche nel carcere di Bollate a Milano. Il carcere di Pesaro è il secondo penitenziario italiano che si è ispirato a questo trattamento. Il suo scopo è quello di abbassare la recidiva e le statistiche confermano risultati soddisfacenti. Fra coloro che hanno seguito il programma nel carcere di Bollate, per esempio, soltanto il 2% ha commesso di nuovo il reato una volta uscito dal carcere. Il trattamento prevede 5 colloqui alla settimana: comunicazione e abilità sociale, arteterapia, prevenzione della recidiva, attività motoria e assemblea istituzionale. A dirigere i lavori ci sono nove preparatissimi psicologi. Voglio essere sincero: la fase iniziale è stata dura, perché è previsto l’isolamento dal resto dei detenuti. Pur avendo le celle aperte tutto il giorno, le possibilità di scegliere con chi fare due chiacchiere o una partita a carte erano poche. Spesso c’era un silenzio noioso, ma ne è valsa la pena. Prima di cominciare questo trattamento pensavo di conoscermi bene. Mi sbagliavo. C’erano tante cose che non sapevo di me e ora sto imparando a conoscere le mie emozioni, a gestirle senza cadere nell’angoscia o sfogarmi nella rabbia, a comprendere i miei errori di pensiero e di comportamento che mi condizionavano la vita e mi impedivano di vivere bene. Ma quello che è più importante per me è che ho capito il male che ho fatto e che non c’è un rimedio per ciò che ho compiuto, se non migliorare e non ripetere lo stesso sbaglio. Dice un famoso detto: “I popoli che non conoscono la propria storia, sono destinati a ripeterla”. Edlir Alla

Euro ed Europa

Unione Europea esiste da più di 20 anni, ma cosa è stato fatto per poter dire che siamo un’Unione? L’unica cosa realizzata è la moneta unica. Le istituzioni europee pensano e parlano solo della situazione finanziaria. In questo contesto si inserisce la mia storia. Sono stato arrestato in Italia perché 19 anni prima avevo commesso un reato in Olanda. Nel 1994 sono entrato in un carcere italiano. Ho provato a chiedere l’espulsione, ma non era possibile perché sono un cittadino europeo. Dopo tre mesi mi hanno espulso senza spiegazioni e senza avermi condannato. E così mi sono trovato all’aereoporto di Amsterdam con un sacco di plastica pieno di vestiti. Mia madre era morta un anno prima, così ho venduto casa e sono venuto ad abitare con la mia ragazza in Italia. Solo ora ho capito che sono stato condannato

dopo (l’impossibile) espulsione e che dopo nove anni c’è stato un appello. Nove anni! Ora ho fatto richiesta per poter espiare la mia pena in Olanda. Nella nostra bella Unione funziona tutto così bene che ci vorranno uno o due anni per la procedura. Per gli extracomunitari che hanno un residuo della pena di due anni, ci vogliono più o meno tre mesi. Il problema è sempre Bruxelles, dove i nostri parlamentari non fanno domande difficili ai loro colleghi di altri Paesi. E’ un gruppo di buoni colleghi che farà di tutto per non lasciare il posto che occupa e le molteplici agevolazioni di cui gode. Se non cambia il sistema, non arriveremo mai a essere una Unione seria. Dal mio punto di vista, ‘seria’ vuol dire che si preoccupa del suo cittadino e non solo dei suoi soldi. Frank

Lettere in redazione

Per scrivere alla redazione della Casa Circondariale di Pesaro indirizzare una e-mail a info@ilnuovoamico.it oppure scrivere a Redazione di Penna Libera Tutti c/o Casa Circondariale di Pesaro – Str. Fontesecco 88 – 61122 Pesaro (PU)

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iportiamo a seguire alcune lettere giunte in redazione dopo il debutto del nostro primo numero di Penna Libera Tutti avvenuto lo scorso 5 ottobre. Invitiamo i lettori di questo inserto a scriverci per poter avviare un dialogo autentico con la città. Grazie!

“Despondere spem munus nostrum”. Il nostro compito è garantire la speranza. Questo è il motto (che richiama i peculiari compiti istituzionali) iscritto nella lista d’oro, svolazzante alla base dello stemma araldico della Polizia Penitenziaria che campeggia nella casa circondariale di Villa Fastiggi. Qui il 5 ottobre scorso si è tenuto l’annuale convegno del il “Nuovo Amico”, con l’assegnazione del premio giornalistico Valerio Volpini, che ha avuto un titolo estremamente significativo: “Penna Libera Tutti, giornalismo in carcere”. E’ proprio

vero, anche attraverso la “Penna” ci si può liberare, come si è potuto apprezzare leggendo il numero 1 del giornale (allegato a il Nuovo Amico), redatto da persone che “tra un’angoscia e una speranza – come scrivono - aspettano la fine della propria condanna per potersi reintegrare nella società, perché nella vita si può cadere, ma si ha il diritto di avere un’altra chance” per riprendersela. Un grazie sentito al nostro settimanale interdiocesano, per questa iniziativa che consente di esprimere “le paure, le speranze e i sogni che vivono” in persone che vogliono dialogare. La parola che liberamente pone in relazione con l’altro connota come esseri umani in pienezza, riconosce dignità, arricchisce..., in una solidarietà capace di alimentare la speranza; ed è proprio questa che in ogni situazione permette di continuare a vivere. Rita Frassanito Bravi tutti. Conoscere attraverso le esperienze delle persone in carcere cpme, di scivolamento in scivolamento si può arrivare dietro alle sbarre, è assai utile per ciascuno di noi che vivendo al di fuori pensa di essere esente da tale rischio magari pur vivendo spericolatamente..... Giorgio Paolucci

Ho letto un libro bellissimo “Il perdono responsabile” di Gherardo Colombo. Se accettate un suggerimento, sono certa che vi coinvolgerebbe. Complimenti per “Penna Libera Tutti” e per la scelta della Favero. Silvia Sinibaldi – Caporedattore Corriere Adriatico Pesaro E’ stata una giornata densa di stimoli, di riflessioni profonde e di umanità! Grazie per averci fatto toccare con mano questa parte di città! Luca Bartolucci – Presidente Consiglio Provincia Pesaro e Urbino Speriamo sia l’inizio di un vero cammino di avvicinamento di quelle due mani “michelangiolesche” separate da quella grata dell’indovinata locandina che rappresentava il tema della giornata odierna e che con l’incondizionato coinvolgimento del mondo ecclesiastico, politico, militare, del volontariato e della società civile della città di Pesaro si possa ridare dignità a persone che hanno diritto a ricostruirsi un futuro. Alessandro Fabbri


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Fossombrone Cagli Pergola Intervento di don Luigi Ciotti sull’educazione

I ragazzi hanno bisogno di adulti credibili

FANO – “Educazione è relazio- quale accompagnarli e mai inca- ragazzi”. ne”. Queste le prime parole, sot- nalarli”. Don Ciotti si è poi soffermato sul tolineate più volte nell’incontro, Don Ciotti ha proseguito il suo delicato mondo degli adolescenti. di don Luigi Ciotti intervenuto intervento mettendo in eviden- “E’ fondamentale – ha spiegato mercoledì 7 novembre al Centro za la reciprocità dell’educazione. – sostenere il ragazzo nel pasPastorale per parlare di “Dovere “Non si educa mai da soli, ma saggio dal sogno al progetto, dale responsabilità in educazione”. sempre insieme. Solo così l’edu- l’aspirazione ai piccoli impegni, L’appuntamento, che rientra nel cazione diventa un processo co- dall’apprendimento all’assunziociclo di conferenze, cineforum, rale, di alleanze. ne graduale delle responsabilità. laboratori, percorsi ed esperien- E vorrei citare, a questo propo- I giovani oggi hanno bisogno di ze per una nuova consapevolezza sito Danilo Dolci il quale diceva adulti autentici, veri e credibili e del ruolo di padre organizzato che l’educazione è sogno condi- gli adulti, dal canto loro, devono dai circoli didattici di Sant’Orso viso di una città educativa dove lasciare uno spazio vuoto di cone di San Lazzaro e dall’assessora- tutti contribuiscono al progetto. tenuti che deve essere riempito to ai Servizi Educativi “Padri. Un ruolo essenziale, infatti, in dai giovani, perché è uno spazio Tra regole e desiderio”, ha visto questo percorso è da attribuire pieno di fiducia nelle loro capauna folta partecipazione di in- al contesto nel quale viviamo. E’ cità”. segnanti, genitori ed educatori, la qualità del contesto umano e Enrica Papetti ©riproduzione riservata coloro che tutti i giorni hanno sociale – ha ribadito don Ciotti a che fare con il delicato mondo - a incidere nella formazione dei dei ragazzi. “Educare – ha sottolineato don Ciotti – è una grande gioia, ma allo stesso tempo una responsabilità immensa e difficilissima. E’ intervenire in un processo esistenziale per orientarlo verso una direzione buona e giusta. Dobbiamo dire ‘no’ ad un’educazione che si illude di trasmettere valori: i valori non si trasmettono, vanno testimoniati. Inoltre, l’educazione non è mai neutrale, noi, insegnanti, educatori, genitori, dobbiamo sempre avere in mente la via verso la quale far crescere i nostri ragazzi, o meglio verso la ORCIANO - “Date voi stessi da mangiare” è il titolo della Festa dell’Accoglienza diocesana dei giovanissimi di Azione Cattolica che si è tenuta domenica 11 novembre presso la parrocchia di Orciano. Un centinaio di ragazzi delle superiori, della diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola, si è incontrato e ha trascorso un’intera domenica insieme per dare il via ufficiale all’anno associativo appena iniziato. Il titolo è ripreso dal brano evangelico dell’anno associativo (Gesù moltiplica i pani e i pesci, Luca 9,10-17) e precisamente riporta proprio le parole che Gesù rivolge ai suoi discepoli «Date voi stessi da mangiare». Nel momento in cui, di fronte a tutta quella folla di persone, i discepoli manifestano una volontà di disimpegno («congeda la folla…»), Lui risponde contagiandoli e coinvolgendoli in prima persona. Voi stessi come soggetto e complemento oggetto della frase. È proprio su questo che si è voluto basare l’intera giornata, sull’importanza cioè di essere sia soggetti che complementi oggetto del “dare da mangiare” perché solo il dare (donare) permette di mangiare (vivere). È stato bello quindi iniziare la festa con un gesto simpatico, ovvero quello di scop-

Festa dell’Accoglienza diocesana

Aprirsi all’altro nella condivisione le proprie esperienze e le proprie scelte e cosa è significato e significa nel loro specifico “date voi stessi da mangiare” nei luoghi in cui dedicano il loro tempo e la loro vita. Quella di domenica è stata quindi una giornata all’insegna della condivisione in cui si è confermata l’importanza dell’essere soggetti e complementi oggetto di una bella storia, come la nostra. Alessandra Fioranelli, per l’intera Equipe del Settore Giovani di AC ©riproduzione riservata

piare delle merendine, contenute nei classici sacchettini, consegnate all’inizio ai ragazzi, simbolo di nutrirsi, ma anche e soprattutto di aprirsi all’altro mettendo a disposizione quel poco che si ha. Dopo aver celebrato l’Eucarestia e pranzato insieme, nel pomeriggio i ragazzi hanno avuto l’occasione di ascoltare cinque testimonianze di ragazzi giovani che hanno scelto di donare sé stessi in vari ambiti.

Erano rappresentati la scuola con una professoressa di storia e filosofia, la politica con un ragazzo di venticinque anni assessore alle politiche giovanili, la famiglia con una coppia giovane di futuri sposi, il sociale con una ragazza volontaria come “clown in corsia” e per ultimo l’ambito lavorativo il cui testimone era un ragazzo cha da tre anni ha fatto la scelta di mettersi a lavorare in proprio. Ciascuno ha raccontato

Agenda del vescovo sabato 17 novembre ore 16, partecipa al convegno diocesano delle Caritas parrocchiali presso il Centro Pastorale Diocesano domenica 18 novembre ore 11, Santa Messa a Pergola per ACG

ore 16.30, incontro con la comunità parrocchiale di Acquaviva e Celebrazione Eucaristica lunedì 19 novembre ore 21, Lectio a Pergola a cura della Segreteria Vescovile


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Fano Fossombrone Cagli Pergola

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21 NOVEMBRE GIORNATA DELLE CLAUSTRALI

• il• amico nuovo

a cura di Elisa Venturi

Le suore di S. Nicolò di Cagli si raccontano

CAGLI – Il silenzio è la regola d’oro della vita domenicana. In silenzio si ascolta, mangiando, la Parola e in silenzio si riflette sulla preghiera collettiva appena conclusa. Ma le suore di clausura del monastero di San Nicolò di Cagli al silenzio accostano tanta comunicazione. Perché, ricordano, “da sempre è cura delle nostre suore educare le fanciulle”: prima coi libri, ora alla vita. Per questo, quando parlano del proprio carisma (e lo fanno spesso, con gioia, a chiunque le interroghi), ricordano che è sempre attuale, anche se, a Cagli, le monache domenicane ci sono fin dal 1529, da quando, cioè, per volontà del vescovo della città, subentrarono alle Benedettine che si erano trasferite all’interno dell’allora cerchia urbana. Da allora, nel chiostro vissero numerose sante e fanciulle di illustre casato, compresa suor Nicolina Baldoni, nipote di Pio IX. Era lei la priora quando, durante il secondo conflitto mondiale, col permesso del vescovo, tra le mura del convento trovarono riparo quattro donne ebree. La domestica di una di loro le denunciò tutte, ma la badessa, costretta a giurare il falso, riuscì a salvarle. Un’unica navata compone la chiesa adiacente, ristrutturata dopo CAGLI – Lunedì 12 novembre ha festeggiato 84 anni. Ma sulle piccole spalle della madre badessa c’è una comunità con almeno 800 anni di storia, anche se fatta di sole otto consorelle. Le origini del monastero di San Pietro, infatti, risalirebbero a prima del Duecento (la comunità era fuori dalle mura della città), anche se è dal Trecento che si hanno notizie più frequenti e solo nel 1388 il vescovo di Cagli ha consacrato la chiesa, chiedendo alle Benedettine di trasferirsi nei locali accanto. Un’opera del Lapis sovrasta l’altare maggiore di una chiesa le cui pareti sono adornate con i santi che appartengono alla famiglia, Benedetto compreso. Preghiera e lavoro restano le attività di una comunità cambiata negli anni, ora che la Regola non è più applicabile così com’è e che ogni comunità può dotarsi di una

il terremoto e nella cui volta compaiono decorazioni che evocano proprio San Nicolò e che contiene una pala del Lapis. Negli ultimi anni, diverse suore giovani hanno ridato nuova vita a un monastero nel quale si continua a studiare e insegnare. Al telefono (che è spesso occupato) ma anche grazie a internet. D’altra parte la Parola è la stessa da 2mila anni, ma i modi di comunicarla, quelli no. Oggi le religiose sono impegnate nell’apostolato, con il conforto e i consigli che i laici, e non solo, ogni giorno chiedono: questi dialoghi, in ogni forma, aiutano corpo e spirito e guidano nelle scelte, sempre più difficili in un mondo che chiama modernità ogni forma di egoismo. Sulle orme di quel San Domenico che ha sfamato i poveri vendendo i suoi libri di studente, le suore si adoperano nella carità, che si concretizza anche nella preghiera per gli altri, quel sacrificio offerto con amore per la salvezza delle anime. La struttura stessa sembra in equilibrio tra silenzio e parole: nessuna piazza o strada a indicare il complesso di porta Massara, solo due portoni che lasciano immaginare una storia importante, ma che si racconta solo a chi si mette lì, in silenzio, ad ascoltare.

Testimonianza dal monastero di S. Pietro

propria costituzione. Qualche anno fa, le Benedettine di Cagli hanno scelto una clausura “meno stretta”: per uscire dal monastero o perché qualcuno entri, serve soltanto l’autorizzazione della

così tanto della chiamata, da decidere di sacrificare tutto, di non tenersi nulla, identità e libertà comprese, sicure che questo è il giusto prezzo per la felicità degli altri. Ma anche per la loro, che ne parlano con un sorriso radioso e una luce davvero soprannaturale. Che ti accolgono come si fa con un fratello che non vedi da un po’, che iniziano a pregare all’alba e che continuano a farlo la notte, finché il sonno vince. Chi bussa al portone di quella grande casa un po’ nascosta nel cuore di Cagli, lo fa per chiedere una preghiemadre badessa. Non più sforzi di ra e sono ancora in tanti a farlo. fantasia, quindi, per immagina- “Spesso ci telefonano – confessa re cosa c’è dietro la grata: in una la badessa, la stessa da 30 anni società che si “fida” sempre meno, – perché preghiamo per un famiesse sono diventate anche segno liare o un amico. Ma chi si rivoltangibile. Loro che si sono fidate ge a noi ha bisogno di sapere che

Proseguono gli incontri del percorso diocesano

preghiamo con lui”. Ora che l’età media sale e i lavori per l’esterno non si fanno quasi più, resta un po’ di ricamo per la chiesa, il giardino, le faccende domestiche, la spesa, ma la giornata (che da fuori può sembrare tutta uguale) vola via veloce, con pochissima e selezionata tv e qualche lettura. Anche la foresteria, ormai, è quasi sempre vuota: destinata ad accogliere gruppi di preghiera, scaldarla d’inverno è troppo costosa. Come mantenere la struttura, anche se si cerca di aggiustare un pezzo alla volta. Ma l’impegno più grande delle suore resta pregare “per mantenere viva quella fiamma. Perché, spesso qui dentro ce lo chiediamo: ma come si vive senza fede?”. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Conclusa la terza edizione della rassegna diocesana

Accompagnamento “Parrocchie in Coro” spirituale per separati FANO – Proseguono gli incontri di accompagnamento spirituale di separati, divorziati e riaccompagnati. Il percorso diocesano nasce dal desiderio di mostrare sempre più il volto accogliente, materno e tenero della Chiesa nei riguardi di alcuni suoi figli e figlie feriti dalla separazione o dal divorzio. Senza pretesa di offrire risposte prefabbricate, si cerca di accogliere quanti, separati, divorziati o in nuova unione, cercano risposte per comprendere il senso della loro situazione e di accompagnarli nel cammino di riscoperta della fede, del valore del Sacramento del matrimonio e della possibilità di vivere in qualunque situazione il Vangelo di Cristo, attingendo al suo disegno di salvezza. Il percorso propone incontri strutturati intorno all’ascolto della Parola, una riflessione su di essa, seguiti dal confronto e dal dialogo con le varie storie di vita.

Al termine dell’incontro si offre la possibilità di un ascolto individuale con i membri dell’equipe. Riportiamo il calendario degli incontri (ore 17-19.30): sabato 17.novembre sabato 22 novembre sabato 19 gennaio sabato 16 febbraio sabato 16 marzo sabato 20 aprile sabato 18 maggio Secondo le richieste: - Centro Pastorale diocesano - Santuario San Giuseppe Spinello Per partecipare al corso e per informazioni chiamare: don Mauro Bargnesi 348.6721991 sancristoforofano@libero.it

Formazione per educatori e animatori AC PERGOLA – L’AC diocesana, con il patrocinio del comune di Pergola, organizza, sabato 17 e domenica 18 novembre a Pergola due giorni di formazione per educatori e animatori AC. Riportiamo, di seguito, il programma: sabato 17 novembre ore 17.30 arrivi a Pergola presso la “Sala dell’Abbondanza” ore 18 La Chiesa bella del Concilio. Intervento di dom Salvatore Frigerio (monaco camaldolese di Monte Giove). “Dio, che noi non possiamo vedere, parla ad ogni uomo attraverso la Sua

Parola e lo fa come quando si sia fra amici”. Intervento di Laura Giombetti (consigliera nazionale Acr). “Tutti gli uomini che hanno vissuto, che vivono e che vivranno nel mondo, sono chiamati a formare il popolo di Dio (ragazzi compresi). Questo è ciò che desidera Dio”. Un frutto bello del Concilio, il rinnovamento dell’Azione Cattolica e la nascita dell’Azione Cattolica dei Ragazzi. A seguire Vespro. ore 20 cena ore 21.30 serata di festa e animazione ore 23.30 buona notte

CAGLI - Nel pomeriggio di domenica 11 novembre, nella concattedrale di Cagli, si è tenuta la terza edizione di Parrocchie in coro, la rassegna delle realtà che, nella diocesi, si occupano di animazione musicale liturgica. Secondo la scaletta, si sono esibiti i cori della Cappella Musicale del Duomo di Fano, assieme alla formazione dei Pueri Cantores, diretti dal maestro Stefano Baldelli; il Coro Polifonico di Cagli, guidato dal maestro Adriano Pigna; la Schola Cantorum di San Domenico Loricato di Cantiano, con il maestro Mario Campioli, ed il Coro Polifonico di Acqualagna, sotto la guida del maestro Carlo Baffioni. Di tanto in tanto, inoltre, alcuni interventi d’organo sono stati interpretati da allievi e docenti dell’Istituto Diocesano di Musica Sacra. Un buon successo anche in termini di pubblico, tra cui nume-

domenica 18 novembre ore 9 lodi mattutine otre 9.15 La nostra regola spirituale: “A regola d’arte” e “Verso l’alto”. Intervento di don Andrea Franceschini (resp. Pastorale Giovanile di Senigallia) e Giovanna Baccianini (resp. Giovani AC di Senigallia) ore 11.15 Santa Messa con la comunità parrocchiale di Pergola ore 13 Pranzo ore 15 Confrontiamoci su quanto detto sul nostro percorso spirituale ed educativo ore 16.30 preghiera conclusiva ore 16.45 saluti

rosi cittadini della città ospitante, che hanno poi partecipato alla Santa Messa animata dalle corali, presenti anche queste ultime nonostante le avverse condizioni meteorologiche. L’evento, oltre a sottolineare i traguardi conseguiti durante l’anno, frutto di un lavoro minuzioso e paziente, è stato utile per perseguire un secondo importante obbiettivo, ovvero quello di fare incontrare, confrontare e conoscere le varie

realtà corali e vocali che operano sul medesimo territorio, al fine di contribuire alla crescita di ciascuno. E mentre si tolgono le locandine dell’edizione 2012, già si pensa ai prossimi concerti ed anche alla futura quarta edizione di questa rassegna. Non resta, dunque, che augurare a tutti “buona musica”! Matteo Itri © RIPRODUZIONE RISERVATA

SCUOLA BIBLICA ALL’EREMO DI MONTE GIOVE MONTE GIOVE – E’ iniziata, presso l’Eremo di Monte Giove, la Scuola Biblica sulla Genesi. Riportiamo, di seguito, le prossime date degli incontri (ore 21) tenuti da Dom Salvatore Frigerio: 22 – 29 novembre 6 – 13 dicembre 10 – 17 – 24 – 31 gennaio 7 – 14 – 21 – 28 febbraio 7 – 14 – 21 marzo 11 – 18 aprile 2 - 9 – 16 maggio


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Fano Fossombrone Cagli Pergola

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L’associazione cagliese ha compiuto 18 anni

Nuovo Anno Accademico per l’Unilit

CAGLI - Giovani dentro, pur se studenti. Un programma ricco, con qualche “acciacco” fuori. Per reso possibile anche da alcuni questo, all’inaugurazione del- sponsor privati. È stato il coordil’anno accademico 2012-2013 natore Valentino Ambrosini a indell’Unilit – Università Itineran- trodurre l’appuntamento a mezzo te Terza Età, qualcuno è potu- di un radio-microfono, donato alto essere presente solo con un l’associazione da Gianluca Raggi. biglietto o una telefonata. Ma il Tra i presenti il sindaco Patrizio Salone degli Stemmi di Cagli era Catena, che ha ringraziato l’assocomunque gremito di tanti amici ciazione per il lavoro costante a dell’associazione cagliese e arriva servizio non solo di Cagli ma di così a festeggiare la maggiore età: tutto il territorio e ricordato che: 18 anni fa, difatti, il primo giorno. “la cultura è un collante prezioso La storia d’Italia resta al centro per la città”, nonostante le risorse degli incontri di quest’anno: 50 siano sempre più scarse, “vogliarelatori per 47 incontri, tre dei mo continuare a fare cultura e a quali itineranti, che porteranno preservare i nostri beni”. fuori dall’aula magna di piazza “Riportare il dialogo tra le persoSan Francesco il folto gruppo di ne e fare qualcosa per gli altri”, il FANO - Lunedì 19 novembre alle ore 18, presso la Chiesa del Suffragio, sarà presentato pubblicamente il calendario 2013 dell’Associazione “don Paolo Tonucci APITO”. Sarà presente all’iniziativa S.E. Mons. Giovanni Tonucci, arcivescovo e delegato Pontificio della Santa Casa di Loreto e autore delle fotografie e delle riflessioni contenute nel calendario. Il calendario, che sarà poi venduto in diverse attività commerciali di Fano e dell’entroterra, composto da 28 pagine a colori racconta la storia della cattedrale della nuova diocesi di Camaçari, in Brasile, nella quale Don Paolo Tonucci (missionario della Diocesi di Fano, Fossombrone, Cagli, Pergola) ha svolto per 13 anni il suo servizio di parroco insieme con Don Luigi

merito principale dell’Unilit secondo l’assessore di Urbino Federico Scaramucci, invitato per parlare dell’Unesco. Sposato con una cagliese, Scaramucci si è detto emozionato nel tenere, proprio qui, la sua prima lezione universitaria. Prima di iniziare la relazione, poi, Franco De Rosa, docente di Malattie Infettive all’università La Sapienza di Roma, ha rivolto un invito alla platea: “perché non fate una bacheca con alcune pubblicazioni di Celli sulla malaria? Servirebbe a far conoscere meglio un grande cagliese”. E.V. ©riproduzione riservata

Il 19 novembre con mons. Giovanni Tonucci

L’Apito Marche presenta il calendario 2013 Carescia e Don Marco Presciutti (attuale Vicario pastorale della Diocesi di Fano…). Tra i progetti di don Paolo, durante il suo servizio in missione, c’era anche quello di fornire la chiesa di una serie di dodici vetrate, che presentassero visivamente il cantico dei tre giovani nella fornace ardente, come narrato nel libro del Profeta Daniele (3,51-90). Le vetrate sono state eseguite da Fra Domingos Savio Menezes Carneiro, per la parte dedicata al cantico, e, per le vetrate delle pareti di fondo e d’ingresso, da Suor Adelia de Oliveira Carvalho. Nel calendario se

ne presentano alcune immagini, con la serie completa dei disegni preparatori di Fra Domingos, che Paolo aveva visto e approvato. Il cantico dei tre giovani è una specie di “cantico delle creature”, ma scritto più di un millennio prima di quello composto da S. Francesco. Mentre però Francesco rivolge a Dio un canto di lode per tutte le creature, il cantico dei tre giovani invita le creature stesse a lodare Dio. Anche se la prospettiva può sembrare diversa, il sentimento è lo stesso: gratitudine per le tante cose buone che il mondo ci of-

Consiglio dei bambini e dei ragazzi

Sodalizio Fano e Alberobello

FANO - Giovedì 25 ottobre il Consiglio dei bambini si è riunito in seduta straordinaria per l’incontro con il Consiglio dei ragazzi di Alberobello, interessati all’esperienza maturata dal Labter Città dei Bambini riguardo le attività di progettazione partecipata e cittadinanza attiva. L’incontro è stato richiesto dall’ing Elisabetta Cimnaghi dell’Istituto di ricerca di Torino SiTI che collabora attivamente con il Ministero per i Beni e le Attività

Culturali nell’ambito di numerosi progetti legati alla gestione e valorizzazione delle risorse culturali e all’UNESCO. In particolare, è ormai da anni che l’Istituto collabora con il sito UNESCO “I trulli di Alberobello”, del quale hanno scritto il Piano di Gestione e seguito numerose altre attività. Ad Alberobello è presente un Consiglio Comunale dei ragazzi, che ha dato vita, tra le altre cose, ad un Piano di Gestione dei ra-

Richieste entro venerdì 16 novembre

ATTIVITÀ CULTURALI E DEL MUSEO CIVICO

FANO - L’Assessorato alla Cultura del Comune di Fano comunica che dalla data del 31 ottobre 2012 è in pubblicazione sul sito del Comune di Fano (www.comune.fano.ps.it, alla pagina Bandi e Gare), l’avviso pubblico di indagine di mercato per l’affidamento dei servizi a supporto del Servizio Attività Culturali e del Museo Civico. Il termine per la presentazione della richiesta è il 16 novembre 2012, alle ore 12.00.

gazzi. L’incontro a Fano ha fatto parte delle attività previste dal gruppo di lavoro presso una città che abbia maturato esperienza sul tema della cittadinanza attiva e della progettazione partecipata con i ragazzi. Oltre ai Bambini/e Consiglieri i ragazzi di Alberobello e i loro accompagnatori hanno incontrato i collaboratori esterni Ippolito Lamedica e Francesca Serrallegri. ©riproduzione riservata

fre, contemplazione estatica della bellezza delle creature, lode a Dio come espressione corale da parte di tutti noi. Nella rappresentazione creata da Fra Domingos Savio, ogni vetrata ha in alto l’immagine del sole, simbolo evidente di Dio creatore, da cui emanano tutte le cose. I diversi soggetti sono ispirati alla realtà brasiliana, che è però facilmente comprensibile da chiunque, perché il mondo in cui viviamo è lo stesso in ogni paese e in ogni continente. Il calendario, nel suo ritmo dei mesi e dei giorni, vuole mantene-

re viva la relazione con tutti coloro che, attraverso le iniziative dell’Associazione “don Paolo Tonucci Apito”, a Camaçari e a Salvador, in Brasile e in Italia, sentono che gli ideali vissuti da Don Paolo sono ancora qualcosa che vale la pena di annunciare, condividere e sostenere. Il ricavato della vendita del calendario sarà utilizzato per sostenere i progetti dell’Associazione a sostegno dei bambini delle favelas di Camaçari in Brasile. Marco Gasparini ©riproduzione riservata

CONCORSO LETTERARIO “CITTÀ DI ANCONA”

Premio al poeta Sorcinelli

FANO - Sabato 3 novembre, nell’ex Sala Consiliare del Comune di Ancona, si è svolta la cerimonia di premiazione dei vincitori e dei segnalati al XXI Concorso Letterario Internazionale “Città di Ancona”, organizzato dall’associazione culturale VOCI NOSTRE con il patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Ancona e del Comune di Ancona (Assessorato alla Cultura e Prima circoscrizione). L’edizione di quest’anno ha premiato la poesia “Africa” del poeta fanese Stefano Sorcinelli, dedicata alla bambina del Senegal sostenuta a distanza tramite l’organizzazione internazionale ActionAid, classificatasi al II posto nella sezione “poesia singola”e premiata dall’Assessore alla Cultura Andrea Nobili con la coppa offerta dal Commissario straordinario della Provincia di Ancona. Le opere premiate sono state presentate e lette dal regista RAI Terenzio Montesi mentre l’analisi critica è stata svolta dallo scrittore di fama internazionale Cesare Baldoni, Presidente della Giuria. Tra le personalità presenti, il Sindaco di Ancona Fiorello Gramillano e Orietta Maria Varnelli, presidente di ActionAid Italia, che si è voluta personalmente congratulare con Sorcinelli per il prestigioso riconoscimento conseguito.

Venerdì 16 novembre la presentazione del libro

Strategie d’impresa per il bene comune FANO – Venerdì 16 novembre, alle ore 21 presso il Centro Pastorale diocesano, è in programma la presentazione del libro “Strategie d’impresa per il bene comune” (2011, Ed. Franco Angeli). Il tema dell’agire d’impresa tra ritorno economico e attenzione al bene comune da sempre è alla base della scienza economica. Negli ultimi decenni questo tema è arrivato ad essere dirompente: a fianco a concetti quali l’etica d’impresa e la responsabilità sociale, l’impresa e la sua reputazione sono ai minimi storici, accusata di avere comportamenti scorretti e dannosi per la società stessa. A questi temi vuole dare il suo contributo UCID, Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti. Riportiamo, di seguito, il programma della serata: ore 20.45: introduzione di Padre Natale Brescianini, Priore dell’Eremo di Monte Giove - ore 21.00: “Bene comune ed obiettivi d’impresa” – Giorgio Mion (Economia Aziendale Università di Venezia) -ore 21.30: testimonianze di Angelo Ferro (imprenditore – docente universitario - presidente Fondazione OIC Padova) e Vincenzo Linarello (imprenditore – presidente Consorzio Goel Locri)


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Urbino

Redazione di Urbino: Via S. Chiara - 61029 Urbino Tel. e Fax 0722/327655 ilnuovoamico@arcidiocesiurbino.it Orario: Mattino 9.00-12.00 Pomeriggio 15.00-17.00

Urbania Sant’Angelo in Vado URBINO. Una Chiesa talmente gremita, tanto da contenere a stento tutti i partecipanti, ha fatto da cornice all’arrivo del nuovo parroco don Sandro De Angeli, sacerdote di grande dedizione al Signore e di grande esperienza per aver ricoperto importanti e delicati incarichi, nel suo lungo e prezioso servizio pastorale. Ad attenderlo una comunità in cammino, una comunità che comprende gran parte dei fedeli dell’unità pastorale di Urbino. Dopo la lettura della bolla di nomina a tempo indeterminato, da parte di don Giancarlo Pappi, uno scrosciante applauso dell’assemblea, ha sostituito il “rendiamo grazie a Dio” per questo grande dono ed espresso stima, affetto e piena collaborazione verso il nuovo parroco. L’Arcivescovo mons. Tani, che ha presieduto la celebrazione eucaristica, dopo aver ricordato don Umberto Brambati e gli altri parroci che hanno prestato servizio pastorale nella comunità della S.S. Annunziata, ha ringraziato don Sandro per aver accettato di guidarla. “Grande riconoscenza da parte mia, per quanto ha fatto in tanti anni nella nostra diocesi e sono certo che anche qui farà bene; ormai lo conosco da vicino in quanto tutte le mattine ci ritroviamo in Cattedrale per la recita

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ccellenza Reverendissima, ci permetta di esprimerle i sensi della nostra gratitudine per aver trovato in sostituzione dell’albero maestro della nostra nave un albero maestro altrettanto saldo, forte, sicuro nella fede. Chi – e sono molti insieme a me – ha fatto esperienza di vita cristiana in questa Parrocchia, ha avuto la fortuna di trovare guide di grande carattere, di grande levatura umana, pastori stanziali, che hanno servito l’Annunziata per lunghi anni, figure certamente esemplari: la prendo un po’ alla larga (colpa dei miei anni non più verdi), da quando cioè questa Parrocchia con la costruzione della sua nuova chiesa, a partire dal dopoguerra ha cessato di essere una chiesa di campagna, venendo a trovarsi nel cuore vivo della città nuova: fu mandato allora come parroco don Ugo del Moro che, per più di trent’anni nella sua profondità intellettuale ha tra l’altro insegnato da questo ambone che i parrocchiani non attingono URBINO. La prima parola che in questo momento mi viene in mente e che sgorga dal mio cuore è “grazie”. Grazie innanzitutto al Signore, che governa con amore la storia, ma che guarda con attenzione e predilezione ciascuno di noi, suoi figli. Quello del Signore è un amore provvidente per cui sempre dispone che possiamo fare esperienza di salvezza e pienezza di vita. Se riguardo la mia storia, in modo particolare quella di prete, sempre mi accorgo di essere stato accompagnato da questo amore, che mi ha dato la possibilità di crescere attraverso le diverse esperienze che mi ha procurato e i tanti servizi che mi ha fatto vivere. Ho sperimentato soprattutto come vera la promessa che Gesù aveva fatto a Pietro: “Non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e del vangelo, che

Agostiniane Domenica 11 novembre una nuova sorella ha emesso la professione solenne

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DON SANDRO DE ANGELI NUOVO PARROCO DELLA S. S. ANNUNZIATA

Ad accoglierlo tutta una comunità in festa delle Lodi. Sarà il moderatore di tutta l’unità pastorale di questo ampio territorio che è chiamato a camminare all’unisono. Le unità pastorali hanno lo scopo di eliminare le abitudini consolidate, le particolarità e creare una fattiva animazione per crescere nella vita cristiana”. L’Arcivescovo ha quindi tracciato gli obiettivi da unificare, muovendosi lungo tre direttrici: guidare e sostenere i giovani a prendere coscienza dei valori della vita, aiutare le famiglie a mantenersi fedeli alla vita cristiana e predisporre un’adeguata formazione dei catechisti. E ancora: “Io qui ho sempre trovato una bella comunità, inoltre qui è nato già da tempo l’Oratorio di S Crescentino; intendo ampliarlo e svilupparlo, come intendo ampliare anche la struttura della Chiesa, e quindi l’intero suo complesso, in

quanto centro propulsore di tutto il territorio dell’unità pastorale”. Riprendendo la pagina evangelica, ha aggiunto: “Questa vedova che va al tempio lasciando le uniche due monete che aveva, è diventata l’icona in cui don Sandro

inizia questo nuovo cammino. È una donna che si è affidata a Dio e ha offerto tutto quello che aveva perché si fidava di Lui. Quello che conta è la qualità di quello che facciamo. Nel giorno della domenica noi mettiamo un’ostia e un po’ di

GRAZIE DON UMBERTO, BENVENUTO DON SANDRO

Il saluto della parrocchia

servizi dalla parrocchia, ma ne costituiscono linfa vitale, sognando per l’Annunziata la costruzione di una chiesa più adatta alle esigenze che si presentavano, quella che lui definiva “la mia beata speranza”; poi è arrivato don Umber-

to Brambati che, su questa salda base teorica, per sedici anni ha messo in moto la fase pragmatica, operativa, costruttiva vigilando da vicino, anzi, da dentro e trovando concretamente per ciascuno in base a competenze e predi-

sposizioni l’ambito di attività più adatto, quell’Impegno urbinate che figura nel titolo del foglio parrocchiale da oltre cinquant’anni. Al lavoro dei parroci si affianca dal 1966 l’insegnamento fine, lo studio, la frequentazione assidua di don Romano Ruggeri e l’accorto servizio che don Giancarlo Pappi offre dal suo congedo da Cappellano militare. Questo patrimonio ricco di assennati insegnamenti ci ha dato la serenità di accettare responsabilmente l’avvicendamento che oggi si sigla ed anzi ci impegna nell’offrire ogni sostegno al nuovo Parroco per costruire insieme un prospero cammino e per far fruttificare quanto seminato nel passato: non un colpo di spugna quindi, ma una sapiente stratificazione che si caratterizza e si arricchisce nelle diversità. Questo tesoro è ben noto a don

SALUTO D’INGRESSO NELLA NUOVA SEDE

Il grazie commosso di don Sandro non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà”, quando gli chiedeva cosa avrebbero avuto in cambio coloro che avrebbero lasciato tutto per seguirlo. E ora il Signore mi chiede ancora qualcosa di nuovo, ma soprattutto mi offre una nuova compagnia con la quale crescere nella fede e cercare di vivere l’esperienza di Chiesa come realtà vera del suo Corpo che si incarna in questo tempo e in questo spazio, che è il tempo e lo spazio di questa parrocchia della SS. Annunziata di Urbino. Grazie, Signore per il tuo amore che si perpetua. Grazie a Lei, Eccellenza, per il suo amore che si concretizza nella fidu-

cia che ha avuto e continua ad avere nei miei confronti. Non potrò mai dimenticare il grazie, che ha voluto esprimere nei miei confronti, nel suo saluto all’inizio del ministero episcopale in Cattedrale. Ed ora ha voluto affidarmi questa parrocchia, che è la più grande di questa unità pastorale di Urbino. Penso che sia nei suoi desideri che questa parrocchia, proprio perché la più grande di Urbino, che è la città sede della nostra Arcidiocesi, diventi sempre di più per tutte le altre un po’ la sorella maggiore con la quale mettersi in dialogo, e dalla quale avere una forte testimonianza di vita ecclesiale. Io nell’accettare questo incarico ho sentito questa missione “particolare” e desidero

trasmetterla anche a tutti voi miei nuovi parrocchiani. Un grazie poi a don Giancarlo e don Romano che mi hanno accolto con affabilità e profonda amicizia sacerdotale. Sarò contento di accogliere sempre i loro consigli che vengono da una lunga e maturata esperienza pastorale. Grazie e un saluto fraterno a tutti voi, miei nuovi parrocchiani; a voi che siete presenti a questa celebrazione; a coloro che non hanno potuto partecipare, perché impossibilitati per la malattia o l’età, ma sono presenti con il desiderio e soprattutto con la condivisione della preghiera; a tutti coloro che abitano nel territorio di questa parrocchia. Grazie per l’accoglienza, per il vo-

vino che certamente valgono poco, come quei due soldi della vedova, ma dopo la consacrazione diventano tutto. Auguri a don Sandro, agli altri sacerdoti don Romano e don Giancarlo e a tutti voi, sapendo che il Signore è tutta la nostra ricchezza”. Sono seguiti altri gesti particolari quali il rinnovo da parte del neo parroco, delle promesse fatte al momento dell’ordinazione sacerdotale, la pronuncia della professione di fede e, infine, la presa di possesso della sede da dove presiederà le celebrazioni e la consegna della chiave del tabernacolo. Il coro parrocchiale, con all’organo Alessandro Veneri e diretto con competenza da Laura Lani, ha reso ancor più solenne questo particolare e festoso rito eucaristico. Giuseppe Magnanelli ©riproduzione riservata

Sandro de Angeli che qui ha curato la pastorale giovanile quando don Umberto passò a Colbordolo, erano gli anni ’80 e… io e molti c’eravamo. In anni più recenti un altro importantissimo servizio ha svolto qua don Sandro, quando per indisposizione dell’arcivescovo mons. Francesco Marinelli è stato lui a consacrare l’altare ed ora eccolo felicemente qui alla guida piena della nostra comunità. Siamo certi, don Sandro, che la Madonna ti sarà accanto [del resto sei sempre stato parroco di chiese mariane: Santa Maria de Cruce, l’Annunziata di Morciola (la minor), S. Maria Assunta della Cattedrale, ed ora di nuovo l’Annunziata, ma quella di Urbino (la maior)] e pregheremo Maria insieme per avviare con oggi una nuova fase del nostro cammino; con la Vergine Annunziata ti ringraziamo per il tuo sì, dandoti il benvenuto tra noi. La comunità parrocchiale dell’Annunziata ©riproduzione riservata

stro sorriso, per il vostro saluto affabile, per il vostro desiderio di collaborazione. Grazie per il desiderio che, sono certo, tenete nel vostro cuore: quello di essere sempre più comunità viva nella quale ogni persona possa sentirsi a casa, possa crescere in umanità e fare la bella esperienza di una piena esperienza di fede. Vi propongo per il cammino che faremo insieme l’icona della prima comunità cristiana così come ci viene descritta in Atti 2,42-47. La Vergine Maria Annunziata, protettrice della nostra parrocchia sia anche il nostro continuo modello di riferimento e come Lei diciamo al Signore: “Ecco i servi del Signore: avvenga per noi secondo la tua Parola” esprimendo così, con entusiasmo, la nostra disponibilità e la certezza che nella sua parola c’è la pienezza per la nostra vita individuale e comunitaria. ©riproduzione riservata


Urbino Urbania Sant’Angelo in Vado

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Pastorale universitaria

“Cosa significa credere”

URBINO. Ci stiamo avvicinando alla fine dell’anno liturgico, per poi iniziare il tempo dell’attesa, il tempo della venuta del Signore. In questo periodo, Il Signore continua ad ammaestrarci, cercando di

farci capire il significato autentico del verbo credere. La scena che si svolge nel tempio di Gerusalemme è eloquente. Ci ammonisce, ci sottolinea cosa evitare e cosa invece considerare e approfondire. Agli scribi che cercano lo sguardo ammirato degli altri, Gesù contrappone il proprio che ammira il gesto di una povera vedova che getta nel tesoro del tempio tutto quel poco che aveva. Questa donna testimonia il grande “sì” della fede. Questa donna si è giocato tutto per il Signore; è un’offerta di se stessa a Dio. Sottolineando il

Luca, “Gesù chiama a sé i discepoli, dicendo loro che quella donna aveva dato tutto quello che aveva gesto di questa vedova, il Signore per vivere. Questo gesto lo vede vuole insegnarci che chi vuole te- solo il Signore, mentre noi vediastimoniare la fede con la logica del mo solamente quello che appare. mondo, rimarrà deluso, perché, in Spesso anche noi ci “vestiamo” di questa logica effimera, ci sono vie atteggiamenti per destare l’attenche non sono quelle di Dio. Solo zione e l’ammirazione degli altri”. Lui è capace di indicarci la strada E rivolto ai ragazzi, ha aggiunto: giusta; la condizione necessaria è “Ci vestiamo mai in modo da farci quella di anteporre la sua via alle notare da Dio? Ci comportiamo nostre, anche se non sappiamo come quella vedova o come gli dove ci porterà. Con il Signore scribi? Quando veniamo in Chieprima si agisce, poi si comprende. sa offriamo al Signore tutta la noLa fede implica un voler perdere stra vita, oppure solo quello che ci le proprie certezze per affidarsi fa comodo, solo il superfluo? Per convintamente a Dio. “Di fronte al ricevere la lode dal Signore, dobgesto della vedova”, ha detto padre biamo offrirgli le nostre fatiche, le

nostre speranze, le nostre sconfitte, le nostre delusioni e affidarci ciecamente a Lui. Non ci siano delle ombre che vogliamo nascondere, perché così non saremo veri davanti a Dio. Dal mattino alle sera, dobbiamo riporre in Lui tutta la nostra vita. Solo con questo impegno, riusciremo a capire cosa significa credere”. In questo anno della fede, proprio per approfondire la Parola di Dio, ai ragazzi della parrocchia universitaria, sono stati proposti degli incontri settimanali che si tengono ogni martedì, alle ore 21, nella Chiesa di S. Domenico. Giuseppe Magnanelli © riproduzione riservata

L’INVITO DELLE MONACHE ALLA PROSSIMA FESTA DI S. CATERINA

Una nuova sorella tra le Agostiniane URBINO – Domenica 11 Novembre lo Spirito Santo è sceso su Urbino, e il monastero claustrale delle Agostiniane di via Saffi lo ha accolto con gioia e gratitudine nella persona di suor Maria Caterina Samory, che ha emesso la professione solenne durante una suggestiva e toccante cerimonia, presieduta dall’Arcivescovo Giovanni con don Hugo e padre Francesco alla presenza dei parenti e di tanti amici sia della novella suora che di tutte le consorelle, pienamente “integrate” nell’ambito urbinate (e non solo) grazie al consolidato progetto Un monastero nella città e per questo care a tanta gente che non manca di essere presente negli importanti momenti di festa del convento. La celebrazione, preceduta il giorno precedente da una intensa veglia di preghiera animata dalle stesse suore, ha visto suor Maria Cateri-

na, originaria di Corinaldo, vestire i panni dell’ordine, anche se già dal noviziato risiedeva nel monastero; d’ora in poi intraprenderà il cammino di spiritualità proprio delle sorelle Agostiniane affidando la sua vita interamente a Cristo e proseguendo l’opera evangelizzatrice con le consorelle che costantemente inventano e realizzano nuovi progetti: da veglie a ritiri per giovani, da tombole e mercatini alla partecipatissima benedizione degli autoveicoli per S. Rita. E infatti proprio il 25 Novembre prossimo e i giorni precedenti, in occasione della festa di Santa Caterina, presso i locali accessibili a destra del monastero (tra quest’ultimo e la sede centrale dell’università) si terrà l’ormai consueto mercatino che vedrà le suore mettere in vendita le gustose bontà da loro stesse preparate, tra cui le marmellate, i biscottini, i

URBINO – Dopo un anno di episcopato, l’Arcivescovo Tani ha concepito la novità più interessante, intelligente e mirata: le unità pastorali. Durante l’omelia di inizio anno pastorale aveva infatti annunciato a tutta l’arcidiocesi l’intenzione di costituire delle strutture territoriali che avessero la funzione di unificare alcuni aspetti della pastorale generale, dopo averne già parlato con il clero e aver riscontrato sostanziale consenso. Ogni volta che ha presieduto le varie celebrazioni di insediamento di nuovi parroci (numerose in seguito ai vari spostamenti annunciati a fine settembre) ha infatti ribadito la logica che ha guidato le nuove molteplici nomine: quella di un’equa e congrua distribuzione di parroci e sacerdoti su tutto il vasto territorio diocesano, ben consci del fatto che non ci sono e non ci saranno mai esattamente tanti parroci quante sono le parrocchie. Così sono nate le sette zone, per agevolare l’integrazione tra tre principali settori, cari al nostro Arcivescovo in particolare ma sicuramente fonda-

LA NUOVA IDEA DELL’ARCIVESCOVO SPIEGATA E ILLUSTRATA

casione di questa festa, visto che la Santa è la patrona degli universitari, sarà possibile, partecipando alla messa del convento (sempre affollatissima fino a fuori del portone), ricevere la “lampada dello

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Unità pastorali: sette zone per essere più vicini

mentali per l’intera Chiesa: la pastorale giovanile, quella delle famiglie e dei fidanzati e infine la formazione di catechisti ed educatori. Questi settori saranno dunque non di competenza parrocchiale ma dell’unità, a partire dal momento che sarà deciso alla prossima Assemblea diocesana che si terrà la sera di lunedì 26 novembre presso il santuario del Pelingo: a questo importante mo-

Quasi un diario

Urbania e dintorni d i Raimondo Rossi

sughi, la pasta e ovviamente la tipica ed unica Ruota di S. Caterina (foto 2), dolce integrale arricchito di uvetta e frutta secca dalla forma appunto di ruota, simbolo della martire egiziana. Sempre in oc-

studente”, da accendere come voto alla patrona nei momenti di esami e di intensi studi. Le Agostiniane insomma non si fermano mai e dopo una festa già preparano la successiva, sempre con la stessa passione e la stessa gioia, ma ora con una sorella in più. Giovanni Volponi

1. Sembra che sia finito il secolo dello Storicismo. Nei convegni letterari si riconosce l’importanza del Medioevo, prima considerato oscuro, e viene rivalutato il Paradiso, la terza cantica di Dante, contrariamente alla critica di De Sanctis che sosteneva l’Inferno. 2. Stanno terminando i clamori effimeri estivi, anche a Urbania. Per i presepari, dopo il lavoro quotidiano, si prospettano lunghe serate per la preparazione del Presepe. 3. Quasi ultimati i lavori di restauro e di rinnovo del museo nell’ex Palazzo del-

mento di incontro e discussione sono invitati tutti i sacerdoti e parroci, gli operatori pastorali, i catechisti, i membri di ogni movimento e associazione cattolica, gli insegnanti di religione e tutti coloro che svolgono compiti e attività a livello parrocchiale e/o diocesano. G. V. © riproduzione riservata

l’Episcopio, sede dell’Istituto Culturale “Corrado Leonardi”. Con molta probabilità la riapertura a Natale. 4. I vincitori del Premio Metauro: Giuliano Scabia con Canti del guardare lontano, Einaudi, 2012. (Padova, 1935) “Poeta estroso, cordiale e raffinato, capace di convocare tutti i tempi e tutti i luoghi della poesia…” 5. Si è conclusa la mostra di opere grafiche e pittoriche di Silvano Silvani, l’artista di Fermignano che ebbe gli esordi con Walter Piacesi negli anni ’60. L’inaugurazione della mostra (4-11 novembre) è avvenuta con la presenza del Sindaco della Città, di Walter Piacesi, Bonita Cleri, degli artisti

Elenchiamo tutte le parrocchie divise nelle rispettive unità pastorali, che è possibile vedere evidenziate approssimativamente nella cartina esplicativa. 1. Unità pastorale di Urbino: Cattedrale di Urbino, SS. Annunziata, S. Cuore di Ca’ Staccolo e Pallino, Mazzaferro e S. Cipriano, S. Donato in S. Bernardino, Cristo Re in Trasanni, S. Cassiano in Cavallino, S. M. Assunta in Gadana, S. Tommaso alla Torre. 2. Unità pastorale di S. Angelo in Vado: S. Michele A. di S. Angelo in Vado, S. M. Nuova di Borgopace, S. Michele A. in Lamoli, S. Veronica Giuliani di Mercatello sul Metauro. 3. Unità pastorale di Urbania: S. Cristoforo di Urbania, S. Giorgio in Piano di Urbania, S. Maria del Piano di Urbania, S. Pietro in Muraglione, S. Fortunato di Peglio, S. Giovanni in Petra, S. Giovanni in Pozzuolo. 4. Unità pastorale di Fermignano: S. Barbara in Fermignano, S. Veneranda di Fermignano, S. Maria in Re-

amici: Luigi Toccaceli, Vitaliano Angelini e molto pubblico. Sono stati apprezzate le opere esposte, quasi tutte ispirate al paesaggio della città di Fermignano. Piacesi, intervenendo simpaticamente, ha fatto rivivere il clima artistico vissuto con Silvani, raccontando vari episodi tra cui la vicenda occorsa di una mostra in una galleria di Rimini: Walter e Silvano , giunti per l’inaugurazione della mostra, con loro grande sorpresa e soddisfazione, apprendono che tutto era stato acquistato da un collezionista amante dell’arte. Tempi del boom economico, non solo materiale, ma anche culturale. Oggi sembra essere tornati indietro.

puglie, S. Silvestro in Iscleto, Cristo Lavoratore in Calpino, S. M. Assunta in Canavaccio, S. Stefano di Gaifa e S. Maria di Calmazzo. 5. Unità pastorale di Acqualagna: S. Lucia di Acqalagna, S. Maria del Pelingo, S. Giovanni Bosco in Pole, S. Stefano di Piobbico, S. Maria in Val d’Abisso e S. Donato di Piobbico. 6. Unità pastorale di Montecalvo in Foglia: S. Nicolò e S. Silvestro di Montecalvo in Foglia, S. Giorgio in Borgo Massano, S. Giovanni Battista a Sassocorvaro, S. Donato in Taviglione, S. Giovanni B. in Schieti, S. Giovanni B. in Pieve di Cagna. 7. Unità pastorale di Colbordolo: S. Giovanni Battista di Colbordolo, S. Gaudenzio di Montefabbri e S. Michele a Talacchio, Maria Immacolata di Gallo, S. Martino a Petriano, S. Andrea in Scotaneto, S. M. Annunziata in Morciola, S. Cristoforo di Isola del Piano, S. Barbara in Fontecorniale di Montefelcino, S. Giovanni Battista in Monteguiduccio di Montefelcino.

6. Non credo di aver perso il tempo per prestare attenzione ad un opuscolo ricevuto in dono da Alfredo Ferretti: “Un’Annunciazione inedita nella chiesa belfortese di S. Eustachio” a cura di L. M. Armellini, nei quaderni degli “Artisti dei Monti Azzurri 3” di San Ginesio 2011, Macerata. Il dipinto è del Mancini di S. Angelo in Vado, il pittore settecentesco studiato da B. Cleri e Laura Vanni. (www montiazzurri.it). 7. Il 12 novembre, dal rettore dell’ Università Iulm, Giovanni Puglisi, (Via Carlo Bo, 1, ore 11) è stata consegnata al celebre maestro Riccardo Muti, la medaglia d’oro del Ministero degli Affari Esteri per la promozione e della cultura italiana all’estero.


20 18 novembre 2012

• il• amico nuovo

Urbino Urbania Sant’Angelo in Vado URBINO HA PERSO UN ARTISTA ATTENTO E SENSIBILE

Giorgio Foglietta ci ha lasciato Urbino. Sabato 10 novembre all’Ospedale di Urbino si è spento, all’età di 73 anni, Giorgio Foglietta, da tutti conosciuto come Pic nic. Questo simpatico nomignolo gli era stato dato in occasione del-

la liberazione della città nell’agosto del 1944 da parte degli alleati estrapolando il termine da una frase di uno dei soldati americani presenti in città cui i bambini si rivolgevano per chiedere cioccolato e caramelle. La notizia del suo decesso si è diffusa tra gli amici e i conoscenti proprio facendo riferimento all’appellativo che lo aveva sempre contraddistinto: è morto Pic nic. Giorgio Foglietta era un uomo gentile, cordiale, un urbinate nato e vissuto nella casa paterna in via Sant’Andrea, accanto alla chiesa dedicata all’apostolo, fratello di Pietro, che ha subito il martirio, come Gesù, su una cro-

ce. Aveva frequentato la prestigiosa Scuola del Libro di cui era stato successivamente docente, stimato dagli allievi con cui riusciva ad instaurare sempre un rapporto amichevole e dai colleghi, che ne apprezzavano la modestia ed il buon senso oltre alla professionalità e alla competenza, seguendo in ciò il percorso paterno che della stessa scuola era stato maestro d’arte dotato e benvoluto da tutti. Era un artista intelligente e sensibile, intriso di urbinitas, cioè di quel senso civico e dell’arte che ne facevano un interprete fedele e seguace convinto della tradizione e della storia, in una parola della

CORSO FORMATIVO CON PADRE SALVATORE FRIGERIO

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“Aquiloni” due tempi ispirati a Pascoli

SANTUARIO DEL PELINGO. Domenica 11 novembre le sottosezioni Unitalsi di Fano Pesaro e Urbino si sono ritrovate, presso il Santuario del Pelingo, per un corso formativo sul tema: il libro della Genesi come fondamento di una relazione. Don Fabio Bricca ha presentato il relatore Padre Salvatore Frigerio, monaco Camaldolese, attualmente a Monte Giove. Padre Frigerio dopo il saluto iniziale ha esposto in modo chiaro e con diverse similitudini e simboli, il punto essenziale del concetto della Genesi, come progetto di armonia che Dio ha creato e che quotidianamente consegna all’uomo. Ma se l`uomo non sa discernere il bene dal male, la luce dalle tenebre, il buono dal cattivo, attraverso l`aiuto dello Spirito Santo, è come se pretendesse di stare, anzi di “giudicare” al posto di Dio, eliminando cosi quel luogo di delizia in cui vi è la fedeltà divina nei confronti di tutta l`umanità, dove dimora la luce, una giustizia uguale, dove non esiste dominio ma servizio a custodire il prezioso giardino che è il Regno di Dio. Argomento di livello spirituale elevato, ma gli intervenuti hanno prestato attenzione ai molti punti trattati, avendo cosi la possibilità di proseguire e concludere l `incontro con un dibattito, dopo aver salutato e ringraziato don Frigerio per la chiarezza e gli spunti di riflessione suscitati. E’ seguita la Celebrazione Eucaristica, concelebrata dall`assistente spirituale dell`Unitalsi don Piergiorgio Angelini, don Fabio Bricca, don Luigi Spallacci. Sono stati ricordati nella preghiera ammalati, anziani, soci defunti che tanto hanno operato con il loro servizio nell’Unitalsi. M L Gulini ©riproduzione riservata

Urbino. Inizio alla grande della stagione del Teatro Sanzio di Urbino. L’overture, il 15 novembre, è toccata all’attore Paolo Poli che ha interpretato “Aquiloni”, due tempi liberamente tratti dal poeta Giovanni Pascoli. L’arte scenica di Paolo Poli ci ha stupiti con leggiadri e pungenti quadri recitati – cantati – danzati nello stile unico ed inconfondibile dell’artista, che questa volta si è aperto al mondo poetico di Giovanni Pascoli di cui ricorre quest’anno il centenario della morte (Bologna, 6 aprile 1912). Per la città ducale è stata un’occasione importante per ricordare il vate di San Mauro di Romagna che ha studiato a Urbino dagli Scolopi, grazie ad un assegno per gli studi concesso dai principi Torlonia, di cui il babbo era amministratore. Nel 1871, all’età di sedici anni e dopo la morte del fratello Luigi avvenuta per meningite il 19 ottobre dello stesso anno, Pascoli dovette lasciare il collegio Raffaello dei padri Scolopi di Urbino, trasferendosi a Rimini, per frequentare il liceo classico Giulio Cesare. “Aquiloni” è, sottolinea Poli, “l’allegoria del comporre poetico, un giocattolo antico preindustriale che affettuosamente ci ricorda il grande poeta”. Fino alla metà del Novecento la scuola italiana si è nutrita della sua produzione. La critica letteraria a cominciare da Croce privilegiò le rime giovanili, fino a Contini che ne elogiò il plurilinguismo, a Pasolini che rilevò la dicotomia psicologica, per arrivare a Baldacci che ne curò la ricca antologia. Da “Myricae” e dai “Poemetti” lo spettacolo, ha inteso evocare la magia memoriale e la saldezza linguistica nelle figure contadine di un’Italia ancora gergale. I floreali motivi della Bella Epoque hanno accompagnato gli ascoltatori nel ricordo del volgere del secolo. Le scene sono sempre del grande Ema-

nuele Luzzati, i costumi di Santuzza Calì, le musiche di Jacqueline Perrotin e le coreografie di Claudia Lawrence. Accanto a Paolo Poli quattro attori di vaglia (Fabrizio Casagrande, Daniele Corsetti, Alberto Gamberini, Giovanni Siniscalco) e uno staff tecnico di prim’ordine. La regia è dello stesso Paolo Poli. eg ©riproduzione riservata

Commemorazione Lions

IL PROSSIMO APPUNTAMENTO A MORCIOLA

Incontri di preghiera per giovani di preghiera mensili, vissuti nella modalità della “Scuola di preghiera”. Gli incontri, in quest’anno che ci chiama a riflettere sulla fede, avranno come tema “Preghiera ed eucaristia”. Divisi per vicaria, queste le date dei prossimi incontri, fino a maggio: Vicaria di Urbino: 23 novembre; 21 dicembre; 22 gennaio; 19 febbraio; 19 marzo; 23 aprile. Vicaria di Fermignano: 27 novembre; 18 dicembre; 29 gennaio; 26 febbraio; 26 marzo; 30 aprile. Vicaria del Foglia: 16 novembre; 11 dicembre; 15 gennaio; 12 febbraio; 12 marzo; 16 aprile. Vicaria dell’Alto Metauro: 14 dicembre; 11 gennaio; 15 febbraio; 8

Fassa. Erano presenti le due cognate, Angelina e Franca, i nipoti, parenti, colleghi ed amici. Al termine della celebrazione l’avvocato Nino Pretelli, amico d’infanzia, ha affermato che con Giorgio se n’è andata un’altra parte di Lavagine, la contrada dove insieme sono cresciuti, dove giocavano: la fonte del Leone, la chiesa con il muretto, la Madonna con la catena, la Porta e San Francesco dove si ritrovavano, anche ultimamente, ogni domenica alla Messa delle 9: <Era un uomo di fede>. giancarlo di ludovico

PAOLO POLI INAUGURA LA STAGIONE TEATRALE URBINATE

Unitalsi Provinciale

URBINO. Venerdì prossimo 16 novembre dalle 20.45 alle 22 l’arcivescovo mons. Giovanni Tani terrà a Morciola di Colbordolo un incontro di preghiera per adolescenti e giovani della Vicaria del Foglia. �� chiaro che, pur indirizzato precipuamente ad adolescenti e giovani, l’incontro è aperto a tutti coloro che desiderano introdursi nello stile della preghiera. Questa iniziativa rientra nell’impegno dell’intera comunità diocesana di continuare il cammino con i giovani iniziato lo scorso anno pastorale: aiutare sempre più i nostri ragazzi a far posto al Signore nella loro vita, sostenuti e guidati anche da incontri

civiltà urbinate di cui era attento e competente assertore. Tutta la sua vita è trascorsa in questo contesto cittadino e non mancava giorno che non facesse la sua passeggiata in centro, in particolare lungo corso Garibaldi e via Matteotti, sotto i Torricini, anche negli ultimissimi giorni, appoggiandosi al bastone, a volte insieme alla fedele Maria che lo accompagnava nei suoi giretti quotidiani. Così come era spesso seduto ai tavoli del Circolo cittadino per intrattenersi e conversare con gli amici. Le esequie si sono svolte lunedì pomeriggio in Cattedrale e sono state celebrate da don Andreas

marzo; 12 aprile. Tutti i giovani, i catechisti, gli operatori pastorali, i movimenti ed i gruppi ecclesiali, a conclusione delle attività pastorali dell’Anno 2012-2013 saranno invitati in Cattedrale, sabato 18 maggio per la celebrazione diocesana della Veglia di Pentecoste. Desideriamo infine anticipare che la Diocesi propone per gli adolescenti ed i giovani un camposcuola durante le vacanze di Natale – precisamente dal 2 al 4 gennaio 2013 – a Battaglia (Urbania), sulla scorta delle esperienze vissute la scorsa estate a luglio e a settembre. Don Andreas Fassa ©riproduzione riservata

S

abato 10 novembre i soci del Lions Club di Urbino su organizzazione del loro Presidente Emanuele Brancati hanno partecipato alla S. Messa celebrata da S. E. Mons. Giovanni Tani in commemorazione dei defunti dell’Associazione. Il rito si è tenuto nella suggestiva cornice della Cappella del Crocifisso delle Grotte del Duomo. Mons. Arcivescovo nella sua omelia ha fatto riferimento all’episodio (dal Vecchio Testamento) della vedova di Serepta, la quale ha donato ad Elia tutto quanto possedeva. Quindi ha ricordato dal Vangelo di Marco il fatto della vedova che dona nel Tempio di Gerusalemme due piccole monetine, le uniche che ha, a differenza di altri che gettano solo il loro superfluo. Ha commentato quindi che i due episodi sono legati da un estremo atto di generosità e dalla fede: entrambe le vedove donano tutto quello che hanno, avendo fede nella Divina Provvidenza. Le note dell’organo di Inzoli del 1889 suonato magistralmente da Alessandro Veneri e il canto della bravissima soprano Ilaria italia Cipriani hanno accompagnato la celebrazione. Al termine del Rito il cerimoniere ha letto la preghiera dei Lions, mentre il past president Giulio Sparaventi ha elencato i nomi dei soci defunti dei Lions club di Urbino e dei coniugi scomparsi. Quindi è stata donata a mons. Arcivescovo una stampa di Fiorucci in ricordo di un Service dei Lions compiuto in favore dei bambini di un villaggio del Kenia. ac ©riproduzione riservata


• • il nuovo amico

18 novembre 2012

arte

spettacoli

Michele Scodavolpe La stoffa del fumettista

di arte cultura sport

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Si è alzato il sipario di Fano - Teatro pagina

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IL PAPA HA NOMINATO IVANO DIONIGI PER I PROSSIMI 5 ANNI

«È

istituita la Pontificia Accademia di latinità, con sede nello Stato della Città del Vaticano, per la promozione e la valorizzazione della lingua e della cultura latina». È questo l’articolo 1 dello statuto della nuova Accademia, che specifica come essa sia «collegata con il Pontificio Consiglio della cultura, dal quale dipende». Gli scopi molteplici dell’istituzione sono indicati nel secondo articolo. Oltre a «favorire la conoscenza e lo studio della lingua e della letteratura latina, sia classica sia patristica, medievale ed umanistica, in particolare presso le istituzioni formative cattoliche, nelle quali sia i seminaristi che i sacerdoti sono formati ed istruiti», anche quello di «promuovere nei diversi ambiti l’uso del latino, sia come lingua scritta, sia parlata». Presidente della neonata Accademia, per i prossimi 5 anni, sarà il pesarese Ivano Dionigi, rettore dell’Università di Bologna, segretario, invece, sarà il latinista don Roberto Spataro: entrambi sono stati nominati il 10 novembre scorso dal Papa Benedetto XVI. Spetta al presidente rappresentare legalmente l’Accademia, convocare e presiedere il Consiglio accademico e l’Assemblea dei membri, partecipare, in qualità di membro, alle riunioni del Consiglio di coordinamento delle Accademie pontificie e mantenere i rapporti con il Pontificio Consiglio della Cultura; provvedere all’ordinaria amministrazione, con la collaborazione del segretario, e in materia di straordinaria amministrazione, in accordo con il Consiglio accademico e con il Pontificio Consiglio della Cultura. Pubblichiamo la Lettera apostolica in forma di Motu Proprio «Latina lingua» con la quale viene istituita la Pontificia Accademia di latinità.

Lettera Apostolica di Benedetto XVI

1. La lingua latina è sempre stata tenuta in altissima considerazione dalla Chiesa cattolica e dai Romani Pontefici, i quali ne hanno assiduamente promosso la conoscenza e la diffusione, avendone fatto la propria lingua, capace di trasmettere universalmente il messaggio del Vangelo, come già autorevolmente affermato dalla Costituzione apostolica Veterum sapientia del mio predecessore, il beato Giovanni XXIII. In realtà, sin dalla Pentecoste la Chiesa ha parlato e ha pregato in tutte le lingue degli uomini. Tuttavia, le comunità cristiane dei primi secoli usarono ampiamente il greco ed il latino, lingue di comunicazione universale del mondo in cui vivevano, grazie alle quali la novità della Parola di Cristo incontrava l’eredità della cultura ellenisticoromana. Dopo la scomparsa dell’Impero romano d’Occidente, la Chiesa di Roma non solo continuò ad avvalersi della lingua latina, ma se ne fece in certo modo custode e promotrice, sia in ambito teologico e liturgico, sia in quello della formazione e della trasmissione del sapere.

2 . Anche ai nostri tempi, la conoscenza della lingua e della cultura latina risulta quanto mai necessaria per lo studio delle fonti a cui attingono, tra le altre, numerose discipline ecclesiastiche quali, ad esempio, la Teologia, la Liturgia, la Patristica ed il Diritto canonico, come insegna il Concilio Ecumenico Vaticano II (cfr Decr. Optatam totius , 13 ). Inoltre, in tale lingua sono redatti, nella loro forma tipica, proprio per evidenziare l’indole universale della Chiesa, i libri liturgici del Rito romano, i più importanti Documenti del Magistero pontificio e gli Atti ufficiali più solenni dei Romani Pontefici. 3. Nella cultura contemporanea si nota tuttavia, nel contesto di un generalizzato affievolimento degli studi umanistici, il pericolo di una conoscenza sempre più superficiale della lingua latina, riscontrabile anche nell’ambito degli studi filosofici e teologici dei futuri sacerdoti. D’altro canto, proprio nel nostro mondo, nel quale tanta parte hanno la scienza e la tecnologia, si riscontra un rinnovato interesse per la cultura e la lingua latina, non solo in quei Continenti che hanno le proprie radici culturali nell’eredità greco-romana. Tale attenzione appare tanto più significativa in quanto non coinvolge solo ambienti accademici ed istituzionali, ma riguarda anche giovani e studiosi provenienti da Nazioni e tradizioni assai diverse. 4 . Appare perciò urgente sostenere l’impegno per una maggiore conoscenza e un più competente uso della lingua latina, tanto nell’ambito ecclesiale, quanto nel più vasto

Un pesarese alla guida della Pontificia Accademia di latinità scheda

I

vano Dionigi è nato a Pesaro il 20 febbraio 1948. Già ordinario di letteratura Latina, è attualmente Magnifico Rettore dell’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna. Coniugato e con un figlio, è presidente della Fondazione Don Gaudiano di Pesaro. Ha studiato al liceo classico “T. Mamiani” di Pesaro. Laureatosi nel 1972 presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Bologna, ha svolto fino al 1990 la propria attività didattica e scientifica presso l’Istituto (ora Dipartimento) di Filologia Classica e Medievale della suddetta Facoltà, ricoprendo le diverse figure giuridiche di Assistente Incaricato, Borsista ministeriale, Contrattista, Professore Incaricato, Professore Associato. Come Professore Straordinario, e quindi come Professore Ordinario ha ricoperto la cattedra di Letteratura Latina presso la Facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Venezia, successivamente è stato chiamato presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna ed ha ricoperto l’insegnamento di Letteratura Latina prima per il corso di Laurea in Conservazione dei Beni Culturali (sede di Ravenna), e quindi per la Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali.

mondo della cultura. Per dare rilievo e risonanza a tale sforzo, risultano quanto mai opportune l’adozione di metodi didattici adeguati alle nuove condizioni e la promozione di una rete di rapporti fra Istituzioni accademiche e fra studiosi, al fine di valorizzare il ricco e multiforme patrimonio della civiltà latina. Per contribuire a raggiungere tali scopi,

seguendo le orme dei miei venerati predecessori, con il presente Motu Proprio oggi istituisco la Pontificia Accademia di latinità, dipendente dal Pontificio Consiglio della cultura. Essa è retta da un presidente, coadiuvato da un segretario, da me nominati, e da un Consiglio accademico. La Fondazione Latinitas, costituita dal papa Paolo VI, con

il Chirografo Romani Sermonis , del 30 giugno 1976, è estinta. La presente Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio, con la quale approvo ad experimentum, per un quinquennio, l’unito statuto, ordino che sia pubblicata su L’Osservatore Romano . Benedetto XVI ©riproduzione riservata


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18 novembre 2012

HA COLLABORATO PER LE WINKS E SFIORATO “LA GABBIAnELLA E IL GATTO”

Michele Scodavolpe la stoffa del fumettista

N

arra la leggenda che un pastorello adolescente di nome Giotto, in quella che oggi chiameremmo pausa di lavoro, disegnò sulla pietra una «o» col carboncino e la fece così bene da ricavarne un cerchio perfetto. Ed è proprio qualcosa del genere che accade qualche annetto dopo a Michele, il Michele Scodavolpe disegnatore dei nostri rebus del concorso, il quale, a soli tre anni, dipinge un pagliaccio e lo pittura così bene che ancor oggi ha ragione di vantarsene e conservarlo gelosamente almeno quanto non lo sia il ‘mitico’ primo centino di zio Paperone. Dipinge, appunto, e non disegna; e non con acquerelli ma ad olio su tela. Ben si comprende, allora, che è da quel giorno che egli individua la via da percorre-

re. Alla Urbino della leggendaria Scuola del Libro antepone però Bologna perché è lì che si trova ‘Hamphy Dumpty’. “E’ una scuola di fumetto all’avanguardia - mette le mani avanti Michele - che piglia il nome da un personaggio di Lewis Carrol: un grosso uovo antropomorfizzato. Il fumetto, infatti, è la mia vera vocazione e del fumetto, all’Hampy Dumphy curo innanzitutto baloon ed onomatopea”. Cioè? Baloon significa la nuvoletta contenente le parole, che poi è il fumetto vero e proprio, e onomatopea sono i neologismi che riproducono suoni e rumori. Come ‘Bang’ lo sparo e ‘smack’ il bacio? Esattamente. Premetto che il mio cammino si rivela subito arduo,

Concorso di enigmistica «Un rebus per AMICO» 2^ EDIZIONE

Il settimanale d’informazione “Il Nuovo Amico” con il contributo della BCC di Gradara, in collaborazione con Leone Pantaleoni, da un’idea di Carmine Russo, bandisce il secondo concorso di enigmistica dal titolo: «Un Rebus per AMICO». Quest’anno il tema riguarderà l’ambito della culinaria in tutte le sue possibili “ricette”. In questa pagina pubblichiamo gli schemi ideati dai partecipanti della prima edizione sul tema “la tua città”. Sulle prossime uscite del Nuovo Amico continueremo con questa carrellata inedita di rebus… REGOLAMENTO DEL CONCORSO ART.1 – Il Concorso, aperto a tutti, prevede una sezione di gara riservata agli alunni delle scuole di Pesaro e provincia che potranno partecipare come singoli o gruppi fino alla

anche perché col fatto che salute permettendo si può disegnare fino ad età veneranda, il cosiddetto cambio generazionale è lungi a venire. Hai mai provato a creare un personaggio tutto tuo? Più che un personaggio, una storia e per giunta ambientata a Lione perché confesso d’aver un debole per la Francia Si tratta? D’un ragazzo, mezzo uomo e mezzo vampiro di nome Gabriel in cui a vincere sarà la parte materna a danno di quella paterna; vale a dire il bene sul male. Un po’ Jekyll e un po’ Hyde; un po’ Edipo e un po’ Elettra, in sostanza. E di occasioni di lavoro importanti, ne hai avute? Una andata in porto e ormai conclusa e l’altra sfumata. La

prima, l’inserimento nell’Azienda Rainbow che ha creato le Winks e la seconda, la chiamata della Cecchi Gori per ‘La Gabbianella e il Gatto’ alla quale non ho potuto aderire per somma sfortuna, in quanto non ancora in grado d’alzarmi dal letto di convalescenza dopo un’operazione. Da ultimo la scoperta del rebus con il concorso dell Nuovo Amico… Che mi è sempre piaciuto ma non so dirne il perché. Sto scoprendo a mie spese che quella di disegnarlo è vera arte; dove parti figurate e parti grafiche debbono coniugarsi senza intralciarsi; ed anzi, in maniera del tutto armonica proprio come un lui e lei fatti l’uno per l’altro. Gli innamoratini di Peynet, tanto per restare in tema. Per conclude-

intera classe. Il concorrente non può presentare più di 5 lavori. Il gioco dovrà corredarsi di relativa descrizione, perché del disegno se ne farà carico la Redazione. ART.2 - Gli elaborati dovranno riportare in forma leggibile nome, cognome, residenza, telefono, e indirizzo di posta elettronica del singolo autore o di quello che rappresenta il gruppo o la classe di appartenenza; i lavori, inoltre, dovranno essere consegnati o spediti alla libreria Buona Stampa di Via Rossini n. 68 (61121 Pesaro) con la dicitura “ UN REBUS PER AMICO, 2a edizione ” sulla busta. ART 3 – Il tema del presente concorso è “ IL REBUS E’ SERVITO” e riguarda l’ambito della culinaria in tutte le sue possibili raffigurazioni e applicazioni. Esso dovrà comparire in almeno uno dei tre elementi costitutivi del rebus: illustrazione, chiave risolutiva e frase risultante. Esempi: Nella illustrazione: UN GESTO ASTUTO (Unge S toast UTO) Nella chiave risolutiva: TURPI ATTI (TUR, piatti) Nella frase risultante:

i giochi di Leone PantaleonI da cagli UN PREMIO PER UN REBUS I VINCITORI DELLA SETTIMANA

La chiave risolutiva dei rebus pubblicati a pag. 19 del n. 38 del “Nuovo Amico” di domenica 4 novembre 1. CONSERVATORIO ROSSINI 2. PESARO NELLA MANO DI ROSSINI

URBINO. Il 3 novembre è stata inaugurata nel Palazzo del Collegio Raffaello di Urbino una mostra di Giò Tanchis, al secolo Walter Marchionni, dal titolo “Spirito indomito”, promossa dall’Amministrazione del Legato Albani, dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Urbino, dall’Assessorato Pubblica Istruzione, Cultura, Ambiente Sport della regione autonoma della Sardegna, che resterà aperta sino al 2 dicembre. L’esposizione comprende 50 tra tavole e tele di varie dimensioni frutto di un lavoro recente. In Tanchis la figura ora prende corpo con molta più evidenza in quanto la nuova materia utilizzata (poliuretano espanso, rete metallica deformabile, oltre alle sabbie, le paste acriliche, gli smalti e le vernici) sporge notevolmente rispetto alla superficie del supporto come se fosse quasi un bassorilievo. Per la prima volta l’artista utilizza come supporto la tavola multistrato ottenendo, solo con la semplice stesura dei colori puri, un effetto diverso rispetto alla tela. E’ come se il soggetto (toro, cavallo ecc..) fosse costretto, imprigionato (in senso lato: non solo fisico ma anche psicologico) da questa maglia metallica; la figura sprigiona la propria forza nel tentativo di liberarsi da questa costrizione. La materia in alcuni casi, con la vernice di finitura, assume un effetto brillante distinto dal resto del

3. VISITARE IL PARCO MIRALFIORE 4. PORTERÒ SEMPRE PESARO NEL MIO CUORE 5. LA PIZZA DI TONI È FANTASTICA

Vince il libro “Quasi un diario” di Gaetano Michetti ANNA DI PAOLO – PESARO

Il nostro Michele, in bianco e nero come i rebus.

re, va doverosamente sottolineato che Michele, 36 anni il 30 settembre scorso, bocca buona almeno quanto la penna, è uno che nelle parentesi d’inattività vocazionale si adatta a svolgere qualsivoglia mansione d’ordine o concetto. Dunque, per nessuna ragione al mondo s’abbia la sfrontatezza d’includerlo nel novero dei cosiddetti ‘bamboccioni’. I bambocci, lui, caso mai li disegna. Leone Pantaleoni © RIPRODUZIONE RISERVATA

MANGIARE SALATO (MAN, giare; S, alato) ART. 4 – Qualora gli esaminatori dovessero constatare che il gioco non è originale, anche se ciò non implica la mala fede del concorrente, il Rebus dovrà essere scartato. E sarà scartato anche nel caso che contenga riferimenti politici, espressioni dialettali e, peggio ancora, volgarità; i lavori dovranno pervenire ai sopra citati punti di raccolta entro e non oltre la data di sabato 30 marzo 2013. ART. 5 – A insindacabile giudizio della Commissione Esaminatrice, tra tutti i lavori pervenuti verranno scelti quelli ritenuti vincenti. Ai partecipanti verrà tempestivamente comunicata la data della pubblica premiazione. ART. 6 – Impreziositi di lapidario commento di Leone Pantaleoni, il Leone da Cagli della Settimana Enigmistica, ai vincitori verranno consegnati i propri elaborati su pergamena. I Rebus vincenti verranno pubblicati sul Nuovo Amico e, nel caso, inviati alla Settimana Enigmistica. Per eventuali approfondimenti dei punti di cui al presente bando, contattare il seguente indirizzo e-mail: info@ilnuovoamico.it. PER RICEVERE L’OMAGGIO È NECESSARIO DIMOSTRARE DI ESSERE IN REGOLA CON L’ABBONAMENTO AL NUOVO AMICO PER L’ANNO 2012 O REGOLARIZZARE LA POSIZIONE AL MOMENTO DEL RITIRO DEL PREMIO

E’ possibile ritirare il premio da lunedì a mercoledì dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 17 alle ore 19 presso la redazione di Pesaro (via Rossini 53). Per un diverso recapito contattare il n. verde gratuito 800/501170 sempre nei giorni e ore sopra indicate.

Mostra di Giò Tanchis fino al 2 dicembre

“Spirito indomito ”

corpo; ciò che appare è simile alla grafica dei neuroni e delle sinapsi. Contatti nervosi che esprimono forza e spirito indomito. Urbino è come se avesse generato l’arte di Tanchis I colori sono a campiture:”colori stesi e pieni”. come scriveva Oreste del Buono di Piero della Francesca. Ma anche quelli di Salvatore Fiume, che ha studiato ad Urbino. Con un tramite: il padre di Tanchis, Dino Marchionni dove lì è nato e lì ha studiato all’istituto d’arte, la scuola di decorazione ed illustrazione del libro, perfezionandosi all’accademia Raffaello. Da lui ha

imparato la prospettiva; frutto delle conoscenze del “De prospectiva pingendi” di Piero della Francesca Tanchis ha reinventato la prospettiva, utilizzando le diagonali nell’accostamento dei colori. (giallo, nero, bianco, rosso). Colori di Sardegna che si sente addosso , che avvolgono la sua fantasia pittorica. Bianchi, gialli accesi e rossi che rimandano al paesaggio sardo ma anche, in maniera subliminale, a quelle immagini di quei testi che il padre ha utilizzato nel Suo insegnamento: Piero della Francesca e Salvatore Fiume. Di questi Tanchis si è nutrito aggiungendo, nel tempo e con fondamentale e determinante contaminazione pittorica, la pittura di Aligi Sassu, sardo, grande pittore figurativo del ‘900 italiano. EG © RIPRODUZIONE RISERVATA

Tel. 0721.414723 - Fax 0721.418574 Via G. Pepe, 11 - 61100 PESARO


• il• amico nuovo

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Tanti applausi per i primi due spettacoli

Si è alzato il sipario di Fano - Teatro FANO – E’ iniziata bene la stagione di prosa al Teatro della Fortuna organizzata dalla Fondazione Teatro della Fortuna in collaborazione con Amat. Non solo per l’ottima vendita di abbonamenti e biglietti, ma anche perché le prime due rappresentazioni, andate in scena registrando il tutto esaurito, hanno ottenuto applausi e gradimento dal pubblico. “Furioso Orlando”, lo spettacolo che ha inaugurato “Fano – Teatro lo scorso 30 ottobre, con replica il giorno successivo, ha presentato i versi dell’“Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto, rimaneggiati dal regista Marco Balliani

che si è concentrato sulle storie d’amore principali: quella tra Orlando e Angelica e quella tra il cavaliere saraceno Ruggiero e la guerriera cristiana Bradamante. Protagonista dall’inizio alla fine, per un’ora e venticinque minuti, un bravissimo Stefano Accorsi, il quale, declamando le rime ariostesche, nei panni del cavalier errante, ha offerto agli spettatori una grande prova di recitazione. Accanto a lui, la delicata presenza della cantante e musicista Nina Savary (figlia del regista francese Jerome); ella, oltre a suonare, cantare e creare rumori attraverso alcuni oggetti, con un pronunciato accento francese ha

dato voce a quella che possiamo definire “dignità femminile calpestata”, ribellandosi e contrapponendosi più volte alle parole del cavaliere - Accorsi. Colpisce come questa opera classica ci assomigli e come le storie d’amore caratterizzate da sentimenti che prendono il sopravvento, sembrano non avere una precisa epoca di appartenenza. Divertente, moderna e soprattutto graffiante è stata invece “La locandiera” scritta da Carlo Goldoni nel 1750 ed interpretata al Teatro della Fortuna da Nancy Brilli, il 6 e 7 novembre. Scelta dal regista Giuseppe Marini, la popolare attrice ha sapu-

to infondere a Mirandolina leggerezza sì, ma anche parecchio narcisismo e opportunismo. Il personaggio, infatti, ben si presta ad essere considerato il prototipo di un certo tipo di donna femminista: fredda, calcolatrice e poco disposta ad accettare disparità di diritti tra uomo e donna. Di buon livello il cast di attori affiancato a Nancy Brilli (bravo soprattutto Fabio Bussotti), che sotto la precisa ed affilata regia di Giuseppe Marini ha efficacemente rappresentato i conflitti esistenti tra le classi sociali. Mariella Polverari © RIPRODUZIONE RISERVATA

53^ STAGIONE CONCERTISTICA DELL’ENTE CONCERTI PESARO

Incanta il duo pianistico Labèque

L

a sera dell’8 novembre, allorché l’avv. Guidumberto Chiocci – Presidente dell’Ente Concerti di Pesaro – è comparso sul palcoscenico del Teatro Rossini, rivolgendo, come consuetudine, un cordiale saluto al pubblico ed esprimendo, altresì, un significativo ringrazia-

mento alle Istituzioni che offrono un prezioso sostegno all’attività artistica dell’Ente (si consideri il momento in cui le difficoltà economiche rendono tutto assai difficile), è nata la 53^ Stagione Concertistica a tener viva questa nobile voce della nostra città. Concerto inaugurale, quindi, incen-

trato sul ‘900 musicale tra Francia e Stati Uniti ed affidato al celeberrimo duo pianistico Katia e Marielle Labèque, già ammirato in un precedente folgorante concerto tenuto all’ “Auditorium Pedrotti”. Le due sorelle si presentano con la grazia e la leggerezza che le fa sembrare silfidi piene di entusiasmante vitalità. Iniziano con una delle più note composizioni di Maurice Ravel: “Ma Mère l’Oye”; cinque pezzi infantili in cui l’autore si ispira ad un mondo fiabesco usando massima semplicità di mezzi espressivi, linearità intuitiva, trasparenza della strumentazione che è ridotta all’essenziale; un piccolo capolavoro; un delizioso quadretto realizzato in musica con commovente tenerezza. Vi domina la figura di Laideronnette imperatrice delle pagode, la cui musica è basata sulla scala pentatonica cinese (reminiscenza della musica

orientale che tanto aveva affascinato l’autore presente alla expo di Parigi del 1889). Dalla fiabesca iridescenza timbrica, le due artiste passano all’espansiva esuberanza armonica e ritmica di “Rapsodie espagnole”, esse, pur provenendo da una scuola di grande severità, suonano con travolgente slancio, abbandonandosi alla gioia liberatoria del suonare; sono capaci di esprimersi, grazie ad uno straripante virtuosismo, in un repertorio che va dal classico al jazz e con straordinaria eccellenza; dalle loro dita lunghe e nervose scaturisce una forza irresistibile quanto sorprendente. Katia e Marielle sono così integrate nelle loro esecuzioni da sembrare un unicum. Seguono, di George Gershwin, tre famosi preludi che esprimono tutta la magia del compositore americano la cui opera influenzò perfino Ravel ed inebriò l’Europa del dopoguerra;

musica diffusa da radio, celebri orchestre, cantanti e films; questo geniale autore-pianista, realizzò quel nuovo linguaggio che la critica definì, brevemente, “jazz sinfonico” e quei motivi segnarono una epoca.. Poi, vengono eseguiti i “Four moviments for two pianos” di Philip Glass, nato a Chicago nel 1937 e perfezionatosi a Parigi con Nadia Boulanger; accanto alla preparazione accademica, questo autore ebbe vere e proprie illuminazioni da Radi Shankar, di cui apprese una diversa nozione del ritmo, basato sulla successione di piccole unità (concezione c.d. “addittiva”). Alle clamorose ovazioni, le sorelle Labèque hanno generosamente concesso, fuori programma, un brano dal “West side story” di Bernstein ed una “polka” di Adolfo Berio (nonno di Luciano Berio), la cui pirotecnica esecuzione ha ulteriormente elettrizzato l’uditorio. Quanta forza si sprigiona da queste delicate interpreti fatte di musica. Un bell’inizio di Stagione: non c’è che dire! Fulvio La Rosa © RIPRODUZIONE RISERVATA

La cerimonia nell’antica abbazia di Lamoli

Il Premio Metauro a Giuliano Scabia Lamoli di Borgo Pace. E’ Giuliano Scabia, autore di “Canti del guardare lontano” (Einaudi editore), il vincitore della19esima edizione del “Premio Letterario Metauro”. “Canti del guardare lontano” è stato presentato con parole mirabili: “è un viaggio verso i boschi del mondo e dentro quelli interiori. Il bosco fa ritrovare qualcosa che giace dentro di noi, come ricordo, come dolcezza, come minaccia”. Giuliano Scabia, con 29 preferenze, all’Abbazia di Lamoli, ha, dunque, conquistato la giuria popolare. Ha detto di lui Gianni D’Elia: “Scabia pare un poeta volgare del duemila, catapultato dal Trecento nell’era globale. Egli è leggero, ma per gravità, profondo, come un mare neologizzante, per

onomatopea del passo e del tremito, suo concetto - chiave, che sta per emozione, corpo canoro. Cosi, come un Palazzeschi che non si diverta, ma che si emozioni, è soprattutto capace di far passare negli altri l’emozione, e cioè di commuoverci e rallegrarci”. Nato a Padova nel 1935, poeta, drammaturgo, docente al Dams per più di trent’anni, Scabia è protagonista del teatro contemporaneo. Nel corso della serata sono stati premiati insieme al vincitore anche gli altri finalisti: Cristina Alzati con “Come non piangenti” (Marcos y Marcos, 2011); Luigi Fontanella con “Bertgang, Fantasia onirica” (Moretti & Vitali, 2012); Giuseppe Piersigilli con “Dopo la voce”, (Il Canneto Editore, Genova, 2012). La rosa finale

IL NUOVO AMICO È nelLE EDICOLE DI fano

• ferlito giuseppe v. le XII Settembre 1 • A.F. News s.n.c. p.za Amiani • Edicola di Simona Garoffolo v. Nolfi • Rivendita Giornali e riviste di Palazzi Augusto v. Roma 8/a

grafica@artigrafichepesaresi.it

del Metauro è stata selezionata, alcuni mesi fa da una giuria tecnica, presieduta da Umberto Piersanti, e composta da Eugenio De Signoribus (poeta), Bianca Garavelli (scrittrice e critica letteraria), Feliciano Paoli (direttore del Museo Civico e Biblioteca di Urbania), Paolo Ruffilli (poeta). I libri dei finalisti sono stati poi consegnati alla giuria popolare, ma le schede per la votazione sono state distribuite solo nel corso della cerimonia, dopo che i finalisti, invitati sul palco, hanno letto i loro versi e dialogato con il pubblico. Grande assente della serata è stato Umberto Piersanti, fuori per seguire una terapia di riabilitazione in seguito a un piccolo incidente. Nel corso del Premio il Presidente della Comunità

IL NUOVO AMICO È IN TUTTE LE EDICOLE DI PESARO

Montana dell’Alto e Medio Metauro Alceo Serafini ha consegnato il Premio Speciale a Andrea Aromatico, giornalista e scrittore, sceneggiatore e regista urbinate. Il sindaco Romina Pierantoni ha assegnato riconoscimenti speciali a coloro che si sono distinti per l’impegno civico a sostegno del comune e presentato inol-

tre il concorso letterario rivolto ai ragazzi delle Scuole medie inferiori della Regione Marche dal titolo “Un territorio da fiaba”, un concorso che mira a promuovere la conoscenza dell’Alta Valle del Metauro, culla da sempre di storie e leggende. eg © RIPRODUZIONE RISERVATA

noVeMbre

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0721-453359 0721-410050 0721-453478 0721-390645 0721-24790 0721-30172 0721-67121 0721-410050 0721-390645 0721-22230 0721-67121

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I presepi, i sapori, le tradizioni nella suggestiva cornice

MOMBAROCCIO IN FESTA

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del castello medievale. Eccezionale nevicata in piazza.

Mercatino di Natale

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novembre 2012

Da 110 anni il settimanale della tua città

P

enna

110 lode

libera tutti

Nell’autunno 2013 sono in programma alcune iniziative per la ricorrenza della fondazione del nostro giornale.

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«Il Nuovo Amico» n. 40 del 18 novembre 2012