Page 1

www.ilnuovoamico.it

Antifurto - Antincendio TVCC - Videocontrollo Cotrollo Accessi Cablaggio Strutturato Impianti telefonici Automazioni FAAC Portoni Sezionali Preventivi e sopralluoghi gratuiti Assistenza tecnica 24 ore su 24 0721 - 851005 Fano

il amico nuovo •

settimanalE d’informazione diocesi di: pesaro •  fano • urbino

fondato nel 1903

COPIA OMAGGIO

21 ottobre 2012 • Anno 109 • N. 36 • Spedizione in abb. post. D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27.02.2004 N. 46) Art. 1, Comma 1, DCB Pesaro • facebook.com/ilnuovoamico € 1,00

Pesaro

9

FANO

16

Festa del Voto e processione

Urbino

A Rebecca la “poesia onesta”

editoriale

Diffidenza verso le istituzioni

N

el momento in cui l’agricoltore decide di gettare il seme non può esimersi dal valutare le condizioni del terreno. La parabola evangelica del “Buon seminatore” insegna. Così fanno i Padri Sinodali, convocati a Roma allo scopo di stabilire la Nuova Evangelizzazione. Quale terreno troveranno di fronte i pastori dell’Europa Occidentale? Secondo lo studioso Alister McGrath è indispensabile considerare alcuni cambiamenti verificatisi nella cultura e riflettere sulla loro importanza per la missione delle Chiese. Non è l’America o l’Africa o il Medio-Oriente, è semplicemente l’Europa. Proprio qui in Occidente, e quindi anche in Italia, si registra, tra l’altro, un fenomeno particolarmente inerente: la diffidenza verso tutte le istituzioni che travolge anche le religioni. L’analisi dello studioso è leale e severa. Prima fra tutte: governo, banche e società d’affari a causa del loro potere, degli interessi personali e della loro imprudenza finanziaria. Anche le Chiese purtroppo sono risucchiate in questo tsunami di scetticismo e di cinismo: clima preoccupante, che viene alimentato da una editoria anticattolica (sul tipo di Angeli e Demoni, Codice Da Vinci… e non solo). Si tratta perlopiù di fantasie con approccio storico fazioso e approssimativo, ma nella gente “percezioni”, specie suscitate da argomenti simili, diventano subito realtà. Bisogna rendersi conto che ogni errore o peccato o misfatto dentro l’istituzione (Chiesa in questo caso) vengono a rinforzare tali percezioni. Ma non sono limitate solo ai cosiddetti laicisti. “Vi sono infatti cristiani - precisa McGrath - che condividono queste ‘preoccupazioni’ e avvertono una distanza di fondo tra la propria fede personale e i propri valori da un lato, e le istituzioni delegate a incarnare e salvaguardare questi valori dall’alto. Si diffonde l’idea di “un cristianesimo puro e semplice” concentrandosi sulla fede personale degli individui, specialmente i giovani, una specie di “fai da te” che minimizza l’importanza dell’istituzione. Per far fronte a questa deriva bisognerà prendere tutte le misure appropriate per evitare il discredito e assicurare che i significativi contributi della Chiesa al bene comune, e sono tanti, vengano compresi ed apprezzati, senza dimenticare che in queste ‘preoccupazioni’ diffuse sono insite domande di autenticità che vanno lette come ‘segni’ e come tali dovrebbero essere raccolte. Oltretutto sta la buona testimonianza delle piccole e grandi comunità e dei singoli fedeli di ogni titolo e grado. Terreno certamente difficile da evangelizzare esigente di una oculata e insostituibile inculturazione della fede e di una Chiesa che mostri la sua “vera immagine” con tale trasparenza da rendere il “Volto del suo fondatore”. Raffaele Mazzoli

20

concorso

23

“Un rebus per amico” 2ªedizione

In difesa del tribunale

Antifurto - Antincendio TVCC - Videocontrollo Cotrollo Accessi Cablaggio Strutturato Impianti telefonici Automazioni FAAC Portoni Sezionali Preventivi e sopralluoghi gratuiti Assistenza tecnica 24 ore su 24 0721 - 851005 Fano

Moda Luciana nuovi arrivi prezzi speciali Pesaro - via delle Betulle n. 4 (zona Torraccia) - Tel. 0721/22611

Torna a crescere l’export in provincia

JEANS DEL MONTEFELTRO, CUCINE E MECCANICA DEL LEGNO IN DOPPIA CIFRA

pag 8

Giornata Mondiale Missionaria

D

omenica 21 ottobre si celebra la Giornata Mondiale Missionaria. Il tema di quest’anno è “Chiamati a far risplendere la Parola di Verità”. “[…]La celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale – scrive Benedetto XVI nel messaggio per la Giornata Mondiale - si carica quest’anno di un significato tutto particolare. La ricorrenza del 50° anniversario dell’inizio del Concilio Vaticano II, l’apertura dell’Anno della fede e il Sinodo dei Vescovi sul tema della nuova evangelizzazione concorrono a riaffermare la volontà della Chiesa di impegnarsi con maggiore coraggio e ardore nella missio ad gentes perché il Vangelo giunga fino agli estremi confini della terra[…]”. Pagg. 10/14 © RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

hotel supplies

Via delle Betulle, 6 - 61122 Pesaro Tel. 0721 405274 Fax 0721 259164 www.arpaitalia.it - info@arpaitalia.it

Seguici su:

Illustrazione: Mara Cerri

FORNITURE ALBERGHIERE ARREDO BAGNO E CAMERA COMUNICAZIONE E PUBBLICITÁ

security systems

Comunicazione: Hotelfantasy.co.uk

SISTEMI DI VIDEOSORVEGLIANZA SSS CON CONTROLLO REMOTO VIA INTERNET Richiedi il tuo preventivo

Via delle Betulle, 6 - 61122 Pesaro Tel. 0721 405274 Fax 0721 259164 www.ipsorveglianza.com - info@ipsorveglianza.com

il bar diventa accessibile.

start up è un servizio bar essenziale e basilare, che permette a chiunque di creare il proprio locale. Un’opportunità per i giovani e per chi sceglie di investire su sé stesso e sulla propria voglia di futuro.

€ 5.959 + iva

Prezzo al pubblico start up basic da 3 mt. Tale prezzo include, per il mercato italiano, il trasporto e la consegna in loco.

il tuo talento, il tuo futuro, il tuo primo bar.

Inclusi 3 anni di garanzia

IFI S.p.A. - Sede e Showroom

Strada Selva Grossa 28/30 - Zona Case Bruciate - 61010 Tavullia (PU) - Italy - Tel. +39 0721 20021 - Fax +39 0721 201773 - www.ifi.it - info@ifi.it


2

• il• amico nuovo

Chiesa e Mondo

21 ottobre 2012

L a Parola di Dio XXIX domenica del tempo ordinario - Anno B

LETTURE: Is 53,10-11; Sal 32; Eb 4,14-16; Mc 10,35-45

esù aveva appena finito di annunciare (e non era la prima volta) la sua passione, quando i due fratelli, Giacomo e Giovanni, lo avvicinarono per dirgli che, nella sua gloria, desideravano stargli accanto, uno alla destra e l’altro alla sinistra. Gesù vedeva davanti a sé una gloria e un trono ben particolari, quelli

Il Vangelo può entrare nel mondo solo con la testimonianza

che sarebbero passati attraverso il Calvario. Nella sua risposta vuole orientare i due fratelli verso quella direzione e allontanarli dall’idea di gloria terrena. Chiede a loro se possono “bere il calice” che egli sta per bere, o “essere battezzati nel battesimo” che egli sta per ricevere, espressioni che fanno riferimento alla passione. I due rispondono: “Lo possiamo”. Forse non sanno quello che dicono, ma anche in questo caso Gesù prende per buona la loro risposta e guardando al futuro vede il loro martirio col quale renderanno gloria a Dio. Si solleva l’indignazione degli altri apostoli, invidiosi, gelosi, contro i due fra-

telli. Gesù prende occasione per dare l’insegnamento sui criteri che devono guidare i suoi discepoli: nel mondo c’è la ricerca del potere, “fra voi però non è così”: è il servizio che fa veramente grandi, come è per lui che “non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti”. Risuonano qui le parole dell’Eucaristia, del Corpo offerto e del Sangue versato in remissione dei peccati. Cosa dice a noi il Signore? Gesù ci porta sempre al cuore del Vangelo, e non usa le mezze misure. Soprattutto va notata l’espressione: “Fra voi però non è così”. Una frase che stabilisce

uno statuto della vita cristiana. Si sta svolgendo il Sinodo sulla nuova evangelizzazione e abbiamo iniziato l’anno della fede: dobbiamo pensare che il messaggio del Vangelo può entrare nel mondo solo se viene portato da una testimonianza netta e forte. Cosa diciamo noi al Signore? Dio Onnipotente ed eterno, crea in noi un cuore generoso e fedele, perché possiamo sempre servirti con lealtà e purezza di spirito (Orazione di colletta). Giovanni Tani, Arcivescovo di Urbino-Urbania -S. Angelo in Vado © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA SITUAZIONE AL TEMPO DEL CONCILIO E QUELLA CONTEMPORANEA

CALENDARIO 19 ottobre

S. Gioele Profeta d’Israele

L’Anno della Fede

è

S

Roma, 11 ottobre: fiaccolata promossa dall’Azione Cattolica in occasione dell’apertura dell’Anno della fede e nel 50° anniversario dell’inizio del Concilio Vaticano II

i è aperto da pochi giorni l’Anno della fede e il pensiero va all’omelia pronunciata dal Santo Padre in occasione della solenne concelebrazione nella basilica di San Pietro. Ha parlato del valore del Concilio, ma anche ha stabilito un confronto tra la situazione di quel tempo e quella contemporanea. Qualcosa di simile ha fatto anche nel breve discorso dal palazzo apostolico la sera di quello stesso giorno, l’11 ottobre. “In questi decenni è avanzata una ‘desertificazione’ spirituale”, ha detto in San Pietro. Parole che possono essere messe accanto a quelle scritte nel documento di indizione dell’Anno della fede: c’è“una profonda crisi di fede che ha toccato molte persone”. Queste affermazioni non possono non far riflettere. Il Concilio è stato una benedizione e un dono alla Chiesa del nostro tempo: ha offerto energie per la nuova evangelizzazione e ha rinnovato profondamente la vita dei battezzati. Purtroppo, nel frattempo, le cose sono peggiorate. Occorre prendere atto della situazione senza cedere al pessimismo, perché Dio non abbandona la sua Chiesa. Quanto il Vaticano II ha prodotto, ha effettivamente

arricchito la fede e la vita cristiana di tanti fedeli, producendo frutti di santità ovunque. C’è, però, un mondo esterno, che ha cambiato rapidamente e non si può non tenerne conto: la Chiesa è inserita nel mondo e i suoi figli sono toccati da quello che attraversa la società. Non si può non pensare che il venir meno della religiosità non influenzi, almeno in un primo momento, anche i credenti. Che cosa è dunque successo? Risulta interessante e di notevole aiuto l’analisi puntuale e precisa svolta recentemente dal card. C. Ruini (“Intervista su Dio. Le parole della fede, il cammino della ragione”, Mondadori 2012). In questi decenni c’è stata l’accelerazione di un movimento culturale che ha origini cronologiche molto lontane. “Oggi prevalgono due forme di distanziamento dalla fede, quella agnostica, che per una serie di motivi ritiene l’uomo non in grado di conoscere Dio, e, in misura probabilmente minore, quella dell’ateismo. Ciò ha portato molti a vivere in modo naturale la non-esistenza di Dio, quasi si trattasse di una conquista del pensiero. A questo hanno contribuito i “maestri del sospetto” (K. Marx, F. Nietzsche, S. Freud), per i quali la religione

Aut. n. 83/85 Trib. di Pesaro IL NUOVO AMICO RISPETTA L’AMBIENTE. STAMPIAMO SOLO SU CARTA RICICLATA.

settimanalE d’informazione diocesi di: pesaro •  fano, fossombrone, cagli, pergola • urbino, s. Angelo in vado, Urbania

ABBONAMENTI Ordinario € 39 - Amico € 50 - Sostenitore € 100 Da versare sul c/c 12522611 intestato a: “IL NUOVO AMICO” - Via del Seminario 4 / 61121 PESARO - www.ilnuovoamico.it

REDAZIONE CENTRALE: Raffaele Mazzoli – Direttore - Ernesto Preziosi - Direttore Responsabile Roberto Mazzoli - Caporedatt. Centrale Gastone Mosci – Incaricato dei rapporti con la Regione Marche Via del Seminario, 4 - 61121 PESARO (PU) - Tel. 0721/64052 Fax 0721/69453 e-mail: info@ilnuovoamico.it

avrebbe la sua origine in una condizione di infelicità dell’uomo. Ancora recentemente uno psicanalista francese ha sostenuto che la fede e la religione avrebbero solo una capacità consolatoria. L’uomo divenuto adulto può ormai liberarsi di Dio, che, in fondo, altro non sarebbe stato che una costruzione dell’uomo. Questi rapidi richiami mostrano come da alcuni secoli sia in atto a livello di pensiero un’autentica lotta contro il cristianesimo e molti in nome della modernità lo osteggiano. Accanto a questi fenomeni culturali occorre porne altri, legati più al modo di vivere. Ad esempio, il benessere autosufficiente, il consumismo e l’erotismo. Segno di una civiltà che ha raggiunto ragionevoli e auspicabili livelli di sazietà e li ha anche notevolmente superati, almeno in alcune regioni ricche del mondo. I beni materiali sono necessari, ma non possono chiudere l’uomo nel materialismo. Ecco, probabilmente, alcune delle ragioni che hanno condotto in questi ultimi decenni alla desertificazione della fede. Sono un dato di fatto, ma anche una spinta ad impegnarsi decisamente per la nuova evangelizzazione. Marco Doldi

uno dei dodici profeti minori, le cui profezie sono contenute nel breve libro biblico che porta il suo nome e che è anche l’unica fonte da cui si può ricostruire qualche notizia che lo riguarda. Si suppone che fosse di stirpe sacerdotale, perché parla spesso di offerte sacre, di offerte nel Tempio e di sacerdoti, ai quali si rivolge con una certa autorità; esercitò nel territorio di Giuda e più particolarmente a Gerusalemme. Alla base della profezia di Gioele vi è sicuramente una calamità naturale verificatasi proprio in quei tempi; una enorme invasione di cavallette aveva devastato i campi della Giudea, portando miseria e fame alla popolazione. Il profeta interpretando questo flagello, come castigo inviato da Dio, ritiene che sia necessario invitare tutto il popolo a fare penitenza ed a chiedere il perdono dei propri peccati. Ma ciò non basta a placare l’ira di Dio e Gioele vede approssimarsi un altro flagello, più terribile del precedente, descritto come un immenso esercito di soldati nemici, più numeroso delle cavallette. È il “giorno del Signore” o il giorno della vendetta che si avvicina, il profeta incita di nuovo alla penitenza (2, 12-17) e finalmente l’ira di Dio si placa. Questo riconoscimento è come una conversione gradita a Dio, che ricambia con la promessa di favori straordinari, assicurando che quando verrà il nuovo “giorno dei Signore”, egli farà giustizia di tutti i nemici d’Israele radunati nella valle di Giosafat e riunito il suo popolo disperso, abiterà eternamente in mezzo a loro. La seconda parte del libro è una grandiosa descrizione del “giorno del Signore”, cioè del suo supremo intervento nella storia, accompagnato da una straordinaria ed universale effusione del suo Spirito; seguirà il Giudizio divino sulle genti e l’alba di un nuovo mondo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Redazione di Pesaro: Via del Seminario, 4 - 61121 PESARO (PU) Tel. 0721/64052 - Fax 0721/69453 e-mail: pesaro@ilnuovoamico.it Alvaro Coli – Responsabile diocesano.

Redazione di Urbino: Via Beato Mainardo, 4 - 61029 URBINO (PU) Tel. e Fax 0722/378395 e-mail: ilnuovoamico@arcidiocesiurbino.it. Giancarlo Di Ludovico – Responsabile diocesano

Redazione di Fano: Via Roma 118 61032 FANO (PU) - Tel. 0721/802742 (dir.) - 803737 - Fax 0721/825595 e-mail: fano@ilnuovoamico.it

EDITORE: Cooperativa Comunicare - Via del Seminario, 4 - 61121 PESARO (PU). Tel. 0721/64052 - Fax 0721/69453. Amministratore Unico: Marco Farina Presidente Cooperativa Comunicare

STAMPA: Galeati Industrie Grafiche/Imola GRAFICA: arti grafiche pesaresi srl/pesaro La testata “Il Nuovo Amico” fruisce dei contributi Statali diretti di cui alla Legge 7 agosto 1990, n. 250. PUBBLICITà Uffici della Redazione centrale 0721/64052 e Paolo Morsiani L’Impresa Editrice COMUNICARE risulta iscritta al Registro delle imprese di PESARO presso la Camera di commercio al n. 98100

Questo settimanale è iscritto alla FISC Federazione Italiana Settimanali Cattolici ed è associato all’USPI Unione Stampa Periodica Italiana

Questo numero è stato chiuso in redazione mercoledì 17 ottobre 2012 alle ore 22 e stampato alle ore 6 di giovedì 18 ottobre

Installatore qualificato abilitato Legge 46/90 • • • • •

Impianti idro-termo-sanitari Aria condizionata Trasporto gas Manutenzioni varie Impianti antincendio

Magazzino: Via del Vallato, 17 Pesaro - Tel. 0721 32583 RTC 336 284093 PREVENTIVI GRATUITI

• Impianti idro-termo-sanitari • Aria condizionata • Trasporto gas • Manutenzioni varie • Impianti antincendio


Socio Politico

21 ottobre 2012

3

Politica e Paese - Servono proposte non solo per le elezioni di primavera

G

li scandali e il malaffare seguono la dinamica ormai consolidata: uno tira l’altro, dalle vacanze alla ‘ndrangheta. Speriamo che si possa far pulizia, a tutti i livelli. Ma soprattutto che si possa voltare pagina. Serve moralità, che è merce sempre più rara, perché scontiamo decenni di venir meno progressivo della trasmissione educativa. Servono nuove e rigorose regole sul finanziamento e sui costi della politica. Anche se tutti ben sappiamo quanto è difficile passare dall’annuncio alla concreta messa in opera dei provvedimenti. Perché dei tagli, del dimagrimento si deve fare carico la stessa classe politica che degli abusi reiterati è di fatto responsabile. Ma soprattutto serve una nuova offerta politica. In vista della tornata elettorale della prossima primavera – sia o meno anticipata in regioni emblematiche come il Lazio e la Lombardia – il punto è proprio questo. Vino nuovo in otri nuovi, insomma. O, se l’immagine è un po’ datata, per usare una formula commerciale, contenuti

C’

è dentro di tutto, nella manovra autunnale varata di fresco dal governo Monti: dalle quisquilie folcloristiche (meno lampioni accesi di notte) al consueto rimodellamento di imposte e tasse, fino a un decisivo - quanto sottaciuto dai media - disegno di legge che vuole mettere riordino alla devolution costituzionale dei poteri dal centro alla periferia, dallo Stato agli enti territoriali. Di base non c’è niente di fondamentale per la acclamata ripresa economica, e non potrebbe essere il contrario. Da tempo ci sgoliamo nel ripetere che non si rilancia l’economia con un decreto legge; ma a forza di interventi legislativi si possono creare quelle condizioni che consentano all’economia stessa di ripartire. E la selva di rami che la immobilizzano da anni, è veramente tale. Non potendo né volendo usare la motosega, Mario Monti ha privilegiato il taglio selettivo della ramaglia paralizzante. Ha scelto saggiamente di spostare un pochino l’imposizione fiscale dal lavoro ai consumi, alleggerendo l’Irpef di un punto e incrementando sempre dell’1% l’Iva. È cosa saggia per vari motivi: il lavoro in Italia è tartassato, in particolare quello di chi dichiara fino all’ultimo euro. La tassazione dei consumi ha effetti negativi (appesantendoli li frena ancora di più, e rischia di accendere seriamente l’inflazione) ma colpisce onesti ed evasori in ugual misura; pesa su chi ha un regime di vita più costoso rispetto a chi tira a campare; favorisce le esportazioni e ostacola le importazioni. Sia detto con altrettanta onestà: il taglio di un punto delle aliquote Irpef più basse, è demagogica. Fumo negli occhi per far capire all’opinione pubblica che le tasse possono anche calare. Nella sostanza, sgrava soprattutto i redditi medio-alti (paradossale ma è così); è accompagnata da una stretta su deduzioni e detrazioni per cui tutto si risolverà in una partita di giro; non tiene conto come al solito dei carichi familiari. Infine, parliamoci chiaro: una simile riduzione dell’Irpef - di per sé molto costosa per le casse dello Stato - sarà però impercettibile per le tasche degli italiani.

nuovi in nuovi contenitori. Stiamo assistendo infatti da anni ad una vicenda di cosmesi collettiva, accelerata negli ultimi tempi. Di fronte alla crisi di credibilità del sistema politico, a suo tempo commissariato dall’Europa per “tecnici” interposti, il gioco collettivo ricorda quello dei quattro cantoni, o delle tre carte. Ma la cosmesi, il maquillage, o, peggio, la chirurgia estetica, può garantire il brevissimo, o al massimo il breve termine. Con il risultato, come è successo prima con la fine della “prima repubblica” e poi nei lunghi anni delle “alternanze per disperazione”, di procrastinare e non di risolvere i problemi. La somma di debolezze infatti non produce nessuna forza. E questo sembra ancora lo spettacolo che attualmente va in onda a reti unificate. Il problema infatti non è il nuovo per il nuovo. È la definizione di un quadro e dunque di proposte che a) siano intelligibili nel contesto europeo, cioè rispondano, si riferiscano alle grandi famiglie politiche dell’Unione, di cui l’Italia resta non solo uno dei soci fondatori, ma

anche uno dei componenti di maggiore peso; b) abbiano un respiro un po’ più ampio dell’orizzonte delle prossime elezioni. Tra gli obiettivi non dichiarati, ma strategici del governo dei tecnici, al primo posto c’era consentire la definizione di una nuova ed adeguata offerta politica. D’altra parte sono più di vent’anni che si dice che la prossima dovrebbe essere una legislatura “costituente”. E non si riesce da decenni a fare una legge elettorale semplice e chiara, ma si inseguono alchimie complesse e contraddittorie. Il percorso certamente non sarà breve, ma occorre incamminarsi senza perdere altro tempo. Continuare a baloccarsi con palliativi o surrogati non fa che allungare la crisi e creare guai peggiori. Come per i conti pubblici, anche per la politica una seria “operazione verità”, fatta di bilancio e di progetto, non ha più alternative. Francesco Bonini

FINANZE LOCALI E AL BUIO LE FAMIGLIE

Legge di stabilità

Se si mira a dare una scossa psicologica positiva, di quelle che elettrizzano redditi e consumi, l’Irpef andrebbe tagliata di una decina di punti… Questa volta, assieme alle tasse, sono arrivati pure i tagli. Una parte della stampa li ha definiti epocali, simil-Grecia. La realtà dei numeri dice che sono stati minimi: per dire, 600 milioni di euro di tagli al budget sanitario su una spesa complessiva di 200 miliardi di euro, è

difficile associarli a uno smantellamento della sanità italiana. E lo stesso vale per il giretto di vite ai trasferimenti agli enti locali, compensati da maggiori risorse per il trasporto pubblico. In verità, questa volta si è tagliato poco ma con precisione, togliendo di qua e aggiungendo di là, rimodulando quella spesa pubblica che va snellita con intelligenza e resa soprattutto più produttiva. In verità, tutti invocano tagli,

PREMIO NOBEL PER LA PACE ALL’UNIONE EUROPEA

Un impegno per il futuro

L’

assegnazione del Premio Nobel per la pace all’Unione europea giunge - inutile negarlo - in un momento particolarmente difficile per l’integrazione comunitaria, minacciata dalla crisi economica, dal risorgere dei nazionalismi, da qualche evidente debolezza interna, specialmente sul fronte istituzionale e su quello del rapporto con i cittadini. Ma la decisione unanime del Comitato norvegese che assegna il massimo riconoscimento ai costruttori della convivenza pacifica, se da una parte stupisce (lo hanno ammesso a chiare lettere alcuni responsabili dell’Unione), dall’altra suona come un giusto riconoscimento storico. L’Europa comunitaria infatti è stata, e rimane, una grande area di pace e di democrazia, e ha contribuito a ricostruire, nel segno della “fraternità delle nazioni”, un continente (o ampia parte di esso) uscito distrutto e diviso dalla seconda guerra mondiale.E quando la forzata e triste

© RIPRODUZIONE RISERVATA

divisione dell’Europa - segnata per decenni dalla minacciosa presenza della Cortina di ferro e dei sistemi comunisti - è stata superata, i Paesi dell’ex blocco sovietico si sono subito rivolti alla Comunità, avvertendola come un vicino affidabile, un solido aggancio allo Stato di diritto e un generoso partner sulla via della rinascita sociale ed economica. La storia dell’integrazione europea narra dunque di un grande “sogno” di pace, che ha preso forma grazie al pensiero di pochi intellettuali, letterati ed eroi risorgimentali soprattutto a partire dal XIX secolo, compiendo però i primi veri passi politici dagli anni Cinquanta del Novecento. Pochi, illuminati politici di allora, fra i quali i cattolici Robert Schuman (Francia), Konrad Adenauer (Germania) e Alcide De Gasperi (Italia), seppero trasformare l’ideale della convivenza pacifica, fondata su valori condivisi, in piccole e progressive acquisizioni istituzionali, passando

anzitutto per la via della cooperazione economica, per poi estendere il progetto alla coesione sociale, alla cultura, alla ricerca, allo sviluppo territoriale, ai diritti individuali e sociali, all’“azione esterna”. È proprio questo processo politico, irto di difficoltà ma anche prodigo di successi, che il Nobel intende valorizzare e portare ad esempio al resto del mondo. “Per oltre sessant’anni” l’Europa comunitaria, si legge nella motivazione, “ha contribuito all’avanzamento della pace, della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani in Europa”. Il card. ReinhardMarx, presidente della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea), non a caso ha affermato che questo Nobel “è un segnale chiaro che conferma come l’Europa, secondo le parole di Jean Monnet, può essere un contributo a un mondo migliore”. L’arcivescovo di Monaco ha aggiunto: “Nonostante tutti i problemi

ma nel giardino degli altri. Ma in cauda sta il meglio. Dietro la cortina fumogena di Irpef e Iva, resa più mimetizzante da boutade quali la riduzione dei lampioni accesi di notte (su cui apriremo copiosi dibattiti ma dal valore economico irrisorio), il governo Monti ha piazzato un disegno legge questo sì capace di sparigliare le carte in tavola. Lo Stato si riprende la competenza ad armonizzare i bilanci pubblici, altrimenti nessuna “spendingreview” sarà mai efficace. Quindi mette gli occhi sui bilanci degli enti locali, e lo farà pure la Corte dei Conti non solo a uova rotte, ma anche preventivamente. E Regioni ed enti locali avranno come obbligo il pareggio di bilancio, così come lo ha lo Stato, che si riprende le competenze esclusive su energia e infrastrutture, troppo spesso paralizzati da veti e lentezze locali. Insomma fine della devolution di poteri senza responsabilità connessa. Questo è un bel lampione acceso su quel buco nero che è diventata la finanza degli enti locali, Regioni in primis. Un pozzo oscuro che inghiotte miliardi di euro senza molto senso, che tutti sanno esistente ma che finora nessuno ha voluto o potuto illuminare. Speriamo che questo disegno di legge non venga cancellato dal gommino di una politica più attenta al bene proprio che a quello comune. Nicola Salvagnin

© RIPRODUZIONE RISERVATA

con i quali ci stiamo confrontando in Europa, questo Premio ci ricorda fino a che punto l’integrazione europea ha contribuito allo sviluppo pacifico del nostro continente e quale parte essenziale vi hanno assunto i cristiani che si sono impegnati politicamente al servizio di questo progetto”. Ovviamente il Premio impegna ulteriormente l’Ue sul versante della pace e, ugualmente, alla difesa dei diritti fondamentali, che spaziano dalle libertà personali alla dignità umana, dalla giustizia sociale e dalla solidarietà alla vita, dalla famiglia alla valorizzazione della diversità culturale. L’Unione come “comunità di valori” deve inoltre sentirsi chiamata ad aprirsi ai Paesi europei che ancora non ne fanno parte e a collaborare con le altre regioni del pianeta per uno sviluppo globale e integrale fondato sul bene comune. Insomma, questo premio non può essere inteso come un punto di approdo, ma è semmai uno stimolo e un monito ad andare avanti con determinazione. Sir Europa

© RIPRODUZIONE RISERVATA


4

21 ottobre 2012

Socio Culturale

• il• amico nuovo

LA “LUMEN GENTIUM” PUNTO FOCALE DEL VATICANO II

FINE VITA

Bussola sicura della Nuova Evangelizzazione

Agghiacciante cinismo

di Marcello Semeraro*

T

ra i documenti emanati da Concilio Vaticano II, la Costituzione dogmatica “Lumen Gentium” costituisce per il magistero della Chiesa e per la sua attività un testo di straordinaria importanza. C’è stato chi ha voluto mostrare come tutti gli altri documenti conciliari conducano a questo, o ne derivino. Il testo, approvato da 2.156 Padri con 2.151 voti favorevoli e solo 5 contrari, fu promulgato “una cumpatribus” da Paolo VI il 21 novembre 1964. L’organizzazione finale della costituzione in otto capitoli è tutta positiva: preoccupata del Mistero considerato in se stesso, delle ricchezze in esso contenute e che dovevano essere offerte al popolo fedele e al mondo perché divenissero spirito e vita.Il primo carattere che emerge dall’esposizione sulla Chiesaè la sua ispirazione biblica, che evidenzia un altro aspetto assai importante per l’ecclesiologia: quello della storia della salvezza. La Rivelazione, infatti, presenta il mistero della Chiesa essenzialmente nel mistero della redenzione: essa prolunga nella storia gli eventi originari che hanno condotto e conducono l’umanità alla salvezza. In questa medesima prospettiva biblica e in questa visione storico-salvifica deve esser compreso anche il secondo

capitolo della costituzione sulla Chiesapopolo di Dio: quel popolo che il Redentore ha raccolto da terre disperse, che lo Spirito vivifica nell’unità e che riconduce definitivamente al Padre. Nella prospettiva della redenzione operata da Cristo sarà compresapure l’indole sacramentale della Chiesa. È la prima volta che in un documento del Magistero questa categoria viene applicata alla Chiesa, recuperando in ciò il più vasto significato di sacramento e di mistero molto familiare all’antico linguaggio dei Padri e al linguaggio perenne della liturgia.La Chiesa poi si attua e vive i suoi momenti originari attraverso i Sacramenti. Tale dimensione profonda del mistero della Chiesa non coincide in toto, come già intuiva Agostino, con la sua organizzazione storica, ma ha la sua fonte originaria nella potenza operante dello Spirito Santo. Ovunque è lo Spirito di Dio che opera l’unità, ivi è la Chiesa che sorge e prende vita.Le strutture giuridiche, anche quelle di origine divina, sono in funzione di questa vitalità essenziale della Chiesa, che è la salvezza in atto. Sono queste considerazioni che hanno portato il Concilio a mettere in rilievo il ministero dell’episcopato e della gerarchia, come servizio offerto alla comunità degli

uomini. Come successori degli Apostoli, i vescovi hanno la cura pastorale del regime della Chiesa diffusa su tutta la terra in una profonda unità di disciplina, di fede, di speranza e di carità con il loro Capo, il Successore di Pietro. Nella stessa luce “Lumen Gentium” considera la natura del laicato, che nella Chiesa non rappresenta una parte passiva o accidentale, ma è un aspetto essenziale della sua vita e della sua missione. Questa concezione di Chiesa, sacramento dell’azione dello Spirito nella storia ha offerto l’opportunità al Concilio di esaltare il ruolo della Santa Madre di Dio e Madre della Chiesa. A questo dinamismo interno della Costituzione si potrebbe aggiungere un’osservazione della sua forma. Vi si potrebbero riconoscere quattro coppie tematiche:la prima composta dai primi due capitoli, che spiegano la natura misterica della Chiesa, ossia la Chiesa nell’eterno disegno della Trinità, e la sua storica attuazione; la seconda coppia è composta dai successivi due capitoli, che riguardano la struttura in cui si articola storicamente il popolo di Dio, cioè i sacri ministri e i fedeli laici. Essa è radicata nella duplice partecipazione all’unicoSacerdozio di Cristo attuata nella forma del sacerdozio comune, o battesimale e del sacerdozio ministeriale, o gerarchico. I capitoli quinto e sesto presentano la santità come il fine della Chiesa e indicano la vita religiosa come una via specifica per giungere alla perfezione. La quarta e ultima coppia descrive in concreto la fase finale della Chiesa e ce ne indica i modelli nella Madonna e nei Santi. Oltre i suoi contenuti dottrinali, la costituzione ci lascia in eredità un metodo che conserva intatta la sua validità e la sua attualità. Per parlare della Chiesa il Vaticano II ha fatto ricorso alle fonti, cioè alla Parola di Dio viva nella Chiesa e trasmessa vitalmente sotto l’assistenza dello Spirito Santo nella dottrina dei Padri, del Magistero dei Pastori, nella testimonianza della liturgia e della vita cristiana del popolo di Dio. Sono le medesime piste sulle quali oggi la Chiesa può avviare i suoi cammini per la nuova evangelizzazione. *vescovo di Albano

©riproduzione riservata

“U

n letto d’ospedale vuoto e una scritta: ‘fatevi vivi’. È con questo agghiacciante cinismo, mascherato giornalisticamente da humor nero, che l’associazione Luca Coscioni ha lanciato una campagna pubblicitaria per reclutare pazienti terminali come testimonial a favore della legalizzazione dell’eutanasia”. Così inizia la nota che il Centro di bioetica dell’Università Cattolica ha diffuso in merito allo spot pubblicitario dell’associazione Luca Coscioni. “Il salto di qualità, novità tragica, di questa campagna - si legge nella nota consiste nella strumentalizzazione della sofferenza e della malattia delle persone reali, illuse di diventare protagoniste perché chiamate a pubblicizzare la loro morte”. Ad avviso del Centro di bioetica dell’Università cattolica, “i malati sono e devono essere protagonisti perché ciò che è in gioco, nella malattia e nell’assistenza, è più che la loro salute, sono loro stessi, la loro dignità inalienabile: per questo è ignobile confondere il diritto a rifiutare i trattamenti e alle cure palliative con l’eutanasia. È assurdo far credere che l’essere protagonisti possa avere a che fare con la morte. Speculando cinicamente sul bisogno di senso e cura che pervade un’esistenza segnata dal dolore e dalla sofferenza di una malattia terminale, si diffonde un messaggio del tutto fuorviante. ‘Fatevi vivi’ in realtà significa ‘venite che vi uccidiamo’”. La nota così si conclude: “Visto che lo spot pubblicitario si accompagna con il motto ‘Dal corpo del malato al cuore della politica’, viene facile domandarsi quali ne siano i veri fini. In un momento di crisi ‘radicale’ del welfare in Italia, mentre si vivono gravi sacrifici economici, la campagna pubblicitaria dell’associazione Luca Coscioni, ammantata nel suo liberismo individualistico, suona perfino come una tragica ricetta di politica economica”.

©riproduzione riservata

Quale messaggio viene dalle manifestazioni degli studenti?

P

er alcuni osservatori è l’inizio di un autunno caldo. Le manifestazioni degli studenti nelle piazze italiane sono arrivate all’improvviso e anche con un codazzo di scontri e violenze di cui avremmo fatto volentieri a meno. Un segnale inquietante, di un clima esasperato. Tanto più inquietante perché coinvolge proprio i giovani studenti - una piccola parte, intendiamoci - che finiscono per essere spesso “carne da macello” e parafulmine per disagi e situazioni più complesse di quelle legate al mondo scolastico. Così anche questa volta i cortei hanno lanciato slogan contro il caro-libri, per salvare la scuola pubblica dai tagli e contro la scuola privata, ma anche contro “la casta”, contro le banche, la crisi, l’austerità. Hanno portato cartelloni con slogan sulla scuola e contro il ministro Profumo, ma hanno anche bruciato la fotografia di Monti. Non c’è anno che passi senza le contestazioni studentesche e con gli slogan sempre uguali, qualsiasi governo ci sia. E con ragione c’è da lamentarsi di una scuola continuamente deprivata di risorse, su cui si continua a investire poco e talvolta in situazioni critiche. La piazza, poi, non è luogo di mediazioni e facilmente fa di tutte le erbe un fascio. Punta sulle magagne e non vede i passi avanti. Ma tant’è: il fenomeno è noto

e, per certi versi, inevitabile. Questa volta, però colpisce anzitutto la facilità della degenerazione in violenza e poi l’oggettiva situazione di disagio crescente e complessivo nel quale le manifestazioni studentesche trovano spazio. I giovani sono forse i più colpiti dalla crisi di sfiducia che investe il Paese, dalla mancanza di riferimenti, dal clima complessivo di corruzione e immoralità che ogni giorno rimbalza dalle cronache dei giornali, dalle immagini televisive, dalle indagini giudiziarie. Giuseppe De Rita, sul Corriere invitava a guardare alla crisi attuale e alla “cafonaggine collettiva”, a quello che potrebbe apparire come una “infernale discesa verso l’inevitabile disastro antropologico”, come a una crisi di crescita, un processo di assorbimento e poi espulsione di grumi che si sono raggruppati nel corso del processo sociale. La speranza è di “andare avanti”, di “metabolizzare i parvenu, senza cadere nella tentazione di vedere tutto in discesa verso il baratro della beceraggine collettiva”. Sarà anche. L’analisi viene da un esperto conoscitore della “chimica del corpo sociale”. Tuttavia, per tornare agli studenti, è difficile che siano i più giovani a comprendere questa visione. Piuttosto a loro servono reazioni forti, esempi, parole nuove. Speranze. Un miraggio nella scena attuale. Serve lo “slancio morale” di cui

ha parlato ancora Napolitano, un sussulto soprattutto della vita pubblica e della politica, la cui inadeguatezza, tra degrado e frammentazione produce smarrimento, rifiuto. Fino alla violenza. Serve uno sforzo “straordinario come ai tempi della costituente”, una “ripresa di slancio ideale e di senso morale”. Qui è il nodo. E non è nuovo. C’è chi richiama da tempo in modo accalorato la necessità di un’opera educativa, che passa necessariamente da un rinnovamento

della vita pubblica e della politica. In questo quadro le nuove contestazioni studentesche, l’insofferenza e la violenza di piazza - mai giustificabile, come non è giustificabile ogni violenza, compresa quella arrogante cui è sottoposta ogni giorno la cosa pubblica - sono un segnale ulteriore, una sirena d’allarme. Non si può spegnarla con la forza, ma cercando davvero di cambiare strada. Alberto Campoleoni ©riproduzione riservata


• il• amico nuovo

Speciale

21 ottobre 2012

5

Un fallimento degli adulti i bambini strappati Il piccolo di Padova prelevato con la forza per eseguire un’ordinanza Responsabilità dei media nel raccontare un dramma familiare.

“S

iamo di fronte a un sistema malato di adulti, che agiscono i conflitti sui bambini”. È il commento di Tonino Cantelmi, presidente dell’Associazione psicologi e psichiatri italiani, al tragico episodio del bambino di 10 anni che, in una scuola elementare a Cittadella, nel padovano, è stato prelevato dalle Forze di polizia, in esecuzione a un’ordinanza della sezione Minori della Corte d’Appello di Venezia, che ha disposto l’affidamento in via esclusiva al padre, con collocamento in una comunità. Le immagini dell’allontanamento forzato del bambino dalla scuola – al quale ha partecipato anche il padre - sono state trasmesse dalla trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?” su Rai Tre. Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha chiesto chiarimenti al capo delle Forze dell’ordine, Antonio Manganelli, che ha espresso “profondo rammarico” e scuse ai familiari, e disposto un’inchiesta interna. Anche il presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, ha chiesto al governo di riferire al più presto, dopo le richieste d’informativa e delle interrogazioni parlamentari presentate da deputati di vari gruppi. Il video, ora trasmesso all’autorità giudiziaria, è stato girato dalla zia. Il padre era presente all’allontanamento, mentre il figlio opponeva resistenza perché voleva restare con la madre.

Nessuno si è fermato. “Ciò che sorprende – spiega Cantelmi al Sir – è l’incapacità di tutti gli adulti coinvolti nella vicenda di creare un minimo di contesto che aiutasse questo bambino a decodificare una situazione che a lui risulta incomprensibile”. “Nessun adulto, né la polizia, né gli assistenti sociali, né i familiari presenti, né il padre – denuncia l’esperto - si è fermato di fronte al dolore di questo bambino e ha cercato di trovare una soluzione”. Questo significa, per lo psichiatra, che “non siamo in grado di fermarci, perché i conflitti degli adulti sono vissuti e agiti sui bambini. È un dato di cui siamo tutti colpevoli, soprattutto perché incapaci di gestire i conflitti se non attraverso questa modalità, che rende i minori vittime esclusive degli errori degli adulti”. Siamo tutti colpevoli. “In un momento così drammatico per la vita di questo bambino – spiega infatti Cantelmi – nessun adulto è stato capace di fare un passo indietro”, ma anzi “è intervenuto in maniera scomposta, rendendo ancora più drammatica la situazione”. Un “trauma”, questo, di cui il bambino “porterà il peso per tutta la vita, poiché si sentirà sempre più solo e abbandonato”. Il bambino, infatti, “probabilmente già vulnerabile, già ferito, è stato ulteriormente messo in crisi riguardo alla fiducia nella figura degli adulti, verso i quali finirà per nutrire una sostanziale sfiducia”. “Per il bambino, tutto ciò che è incomprensibile diventa

violenza”, osserva lo psichiatra, che invoca per il mondo degli adulti “una maggiore capacità di mediazione”: a partire dalla scelta “del luogo più adatto per risolvere i conflitti, che non è certamente la scuola”. Quanto alle immagini del prelievo forzato del bambino davanti alla scuola, diffuse in tv, Cantelmi osserva che, “poiché non è l’unico caso del genere, possono aiutarci a riflettere su un discorso che va affrontato su un piano generale”. Tuttavia, per Cantelmi resta il fatto che “si tratta di immagini molto violente, che non rendono ragione di tutto ciò che c’è dietro e dunque possono portare a giudizi molto severi, scatenando la caccia al colpevole e distraendo invece l’attenzione da un sistema malato di adulti”. Episodio gravissimo. “La notizia dell’allontanamento, nelle modalità con cui è stato effettuato, ha profondamente sconvolto il Consiglio dell’Ordine degli assistenti sociali del Veneto”, ha dichiarato la presidente dell’Ordine, Patrizia Lonardi: “Dietro questi episodi – si legge in una nota – quasi sempre ci sono storie di vita molto dolorose e molto complesse. L’interesse e la tutela dell’integrità del minore devono comunque e sempre prevalere su tutto. Episodi di questo genere sono gravissimi e devono far riflettere sulla necessità di forti e competenti assunzioni di responsabilità rispetto al bene primario del minore da parte della famiglia e di tutte le istituzioni”. Non aggiungere violenza a violenza. “La comunicazione può avere una fondamentale funzione civile. Una donna angosciata riesce a documentare con un telefonino l’azione violenta e sconsiderata di alcuni agenti di polizia ai danni di un bambino, e l’informazione può dare così il giusto, grande risalto ad una vicenda che appena pochi anni fa sarebbe stata messa a tacere. Ma è violenza che si aggiunge alla violenza della polizia quella che sul bambino hanno compiuto i troppi media (non tutti, per fortuna e per senso di responsabilità deontologica) che hanno trasmesso il video senza preoccuparsi di rendere non identificabile il suo protagonista”. È la posizione espressa da Roberto Natale, presidente della Federazione nazionale della stampa, sul modo in cui media hanno trattato la vicenda. “Non se ne può più di un’informazione priva di senso del limite, che ogni volta deve fare sacrifici umani al dio spietato della spettacolarizzazione”, osserva Natale, secondo il quale “non c’era nessun bisogno di darne il nome, né di far vedere il volto. Sarebbe stato sufficiente adottare pochi, elementari accorgimenti tecnici”. Agenzia Sir © RIPRODUZIONE RISERVATA

Non basta oscurare il volto

H

a destato comprensibile clamore e sincero sdegno il video di un ragazzino di 10 anni prelevato a forza dalla sua scuola con un blitz della Polizia in esecuzione di un provvedimento di affido. Le immagini mostrate da “Chi l’ha visto?” (Rai3) sono subito rimbalzate su tutti i telegiornali del giorno dopo e le testate online le hanno tenute a lungo in buona vista in prima pagina. Il filmato è scioccante, non soltanto per i modi – decisamente bruschi – utilizzati, ma anche per la vulnerabilità estrema del ragazzino; l’immagine che lo mostra tirato dal padre per i piedi e da un poliziotto per le braccia è la triste e desolante metafora della sua condizione di oggetto conteso fra gli interessi del padre e quelli della madre. Le immagini del filmato somigliano a quelle di un rapimento. E, quali che siano le ragioni dell’una e dell’altra parte o di chi ha deciso di eseguire un simile intervento in maniera tanto drastica, l’eccesso è evidente. A far luce sull’operato dei poliziotti penseranno le inchieste degli organi competenti, ma nessuna giustizia restituirà al ragazzo la sua innocenza, la sua serenità e la sua fiducia negli adulti. Come sempre accade quando i media aprono uno squarcio su vicende problematiche, non sono mancati i soliti sciacalli, pronti ad avventarsi sul caso. Tra questi, si sono segnalati gli avvocati e i parenti del padre e della madre, in lotta fra loro, seguiti a ruota da alcuni politici che hanno dichiarato di voler fare immediatamente visita al ragazzo per sincerarsi delle sue condizioni (e magari – perché no? – per conquistare una parte della ribalta mediatica). Nel weekend è stata la volta dei salotti televisivi più di grido, a partire dallo spazio pomeridiano si Rai1 affidato a Massimo Giletti, con la consueta sfilata di esperti e opinionisti. Tutti pronti a speculare sulla vicenda di un ragazzino che di tanta attenzione mediatica avrebbe fatto a meno, scambiandola volentieri con una equivalente attenzione affettiva e sentimentale. Difficile non cadere nel sospetto che tv, giornali e testate online abbiano dedicato tanto spazio alla vicenda non tanto (o non solo) per denunciare la gravità di un comportamento inadeguato da parte delle forze dell’ordine, ma anche (o soprattutto) perché sanno che le storie che hanno per protagonisti minori dai diritti violati hanno un forte impatto emozionale sul pubblico. Marco Deriu © RIPRODUZIONE RISERVATA


6

Regione Provincia

21 ottobre 2012

Diritto all’informazione e carcere Il caso Sallusti scuote il Paese

Oggi viene meno quel po’ di ottimismo che ci si sentiva autorizzati ad esercitare, nonostante tutto, sull’esito della ‘vicenda-Sallusti’. Un ottimismo dettato dall’attività politico-istituzionale (indotta) tesa ad evitare che una persona scontasse un’ingiusta detenzione. Un risultato enorme, si pensava. Purtroppo, però, il rifiuto della Commissione giustizia del Senato di varare il ddl Chiti/Gasparri che modifica la legge sulla diffamazione (e cancella il carcere

Evento mediatico

Cassazione ha comminato “una pena eccessiva” e ha invitato il Parlamento a valutare modifiche delle pene. Finchè non verrà revisionata la legge la si applica così com’è. Cioè in riferimento a una legislazione e a una prassi giudiziaria confusa e contraddittoria: lo dicono anche gli studiosi C. Malavenda, C. Melzi d’Eril e G.E. Vigevani nel libro sulla professione giornalistica “Vita da querelato”.

Grazie all’eco che il caso-Sallusti ha ricevuto sugli organi di stampa, una delle norme del diritto italiano più soggetta a varie, spesso errate, interpretazioni (reato di diffamazione, revisionato nel 1948, oggi in vigore), verrà comunque modificata. L’informazione ha già spinto all’elaborazione di un ddl correttivo che non prevede il carcere per i giornalisti condannati ma una pena pecuniaria. Trasversale ai partiti politici l’opinione che è una barbarie mettere in ceppi un giornalista reo di aver L’ultimo aspetto da registrare: la pubblicato un articolo ritenuto giurisprudenza italiana non ha ridiffamatorio con l’aggravante di tenuto di adeguarsi a quella della essere considerati, come Sallusti, Corte di Strasburgo. L’obbligo di “soggetto socialmente pericoloso”. rispettare principi e giurisprudenEcco la questione della discrezio- za della Corte europea dei Diritti nalità dei giudici. La Cassazione, dell’Uomo è stato, peraltro, accolcioè, ha considerato, del diretto- to nel 2007 dalla Corte costituziore, anche la capacità di reiterare il nale italiana (sentenze 348 e 349): reato, e altro. A causa dell’applica- “gli Stati contraenti sono vincolati zione di questa norma (e poichè la ad uniformarsi alle interpretazioCassazione ha negato le attenuan- ni che la Corte di Strasburgo dà ti richieste dal PG G. Izzo) il Pri- delle norme della Convenzione mo Presidente della Cassazione europea”, e poi nel 2011 con senE. Lupo ha giudicato che la stessa tenza di Cassazione: “Il giudice in-

Giurisprudenza europea

terno non può ignorare o svuotare di contenuto il decisum definitivo della Corte europea” e deve adeguarvisi con effetto immediato. La giurisprudenza di Strasburgo, quindi, prevale su quella degli Stati nazionali membri dell’UE, e la Corte europea nega che un giornalista possa essere carcerato per la pubblicazione di un articolo ritenuto diffamatorio. La Corte europea applica l’articolo 10 (Libertà di espressione) della Convenzione che dice: “ogni persona ha diritto alla libertà di espressione” che include “libertà d’opinione e di ricevere o comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera (…)”. Al proposito, Franco Abruzzo, già Presidente dell’Ordine Giornalisti della Lombardia, sottolinea: “L’articolo 10 della Convenzione indica che la libertà di stampa, il segreto professionale dei giornalisti e il diritto dei cittadini all’informazione sono considerati come diritti fondamentali dalla Corte

FRANCO ABRUZZO PRESIDENTE EMERITO GIORNALISTI DELLA LOMBARDIA

«La libertà di stampa è fondamento democratico»

“L

a libertà di stampa, come afferma anche la Corte Costituzionale, è fondamento di ogni regime democratico, inviolabile parametro di libertà”, così esordisce alle nostre domande Franco Abruzzo, Presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia dal 1989 al 2007, oggi Presidente Emerito e consigliere dello stesso Ordine. Abruzzo ha una lunga e importante consuetudine con questi temi: i suoi studi e saggi sulla revisione della norma della rettifica, sulla diffamazione a mezzo stampa, su Corte europea e intercettazioni, e altri, costituiscono uno dei punti qualificanti del suo mandato. Nel 2000 Abruzzo chiese l’intervento del Ministro della Giustizia sottoponendogli modifiche alla legge sulla stampa. Il loro aspetto innovativo, riguardo, per esempio, alla rettifica, ha fatto sì che esse siano state già recepite dal ddl Chiti/ Gasparri, da cui dovrà iniziare la discussione in Parlamento: “Va affermato il principio per cui se la persona offesa non chiede la pubblicazione di una rettifica o di una smentita della notizia lesiva, non può chiedere il risarcimento del danno lamentato. Questo costituisce un possibile punto di equilibrio tra la necessità di tutelare la dignità della persona offesa e il diritto del giornalista di informare i cittadini”. E il ddl Chiti/Gasparri ha già previsto proprio questo: “se il giornale pubblica al massimo entro otto giorni la rettifica documentata, questo fa venir meno le ragioni dell’iter processuale”. Il diritto all’informazione è minacciato? “Nel nostro Paese i Giudici stentano ad adeguarsi alle norme emesse dalla Corte europea. Mi auguro che si recuperino i principi stabiliti a Strasburgo, e che la Corte di Cassazione italiana ha accolto per tre volte. Si consideri che dal 2009 le norme della Convenzione sono operanti anche in Italia: i giudici possono applicarle direttamente. Molto importante poi l’introduzione nel nostro ordinamento del principio anglosassone del ‘precedente’, in virtù della legge n.69 del 2009: il giudice di merito si deve adeguare al giudizio se il giudizio è costante”

per il giornalista condannato) azzera tutto. Ora si esprimerà il Parlamento: dilazione dei tempi, quindi, e carcere più vicino per Alessandro Sallusti. In seguito a ciò maggiore significato assumono altre questioni: prerogativa della discrezionalità della pena assegnata ai Giudici, rapporto tra Istituzioni nazionali e sovranazionali, professione giornalistica. Partiamo dalla fine.

Quali sono gli effetti della condanna inflitta a Sallusti? “Il carcere è indubbio che funzionerebbe come forte deterrente per la libertà di stampa, per il lavoro di tutti i giornalisti. Accade nei regimi totalitari. Non dovrebbe accadere in Italia”. La legge è ancora in alto mare, però… “Si deve far bene comprendere che la pena della detenzione o una pena pecuniaria spropositata, non solo frenano la libertà di espressione –e sopprimono la libertà di stampa- ma costituiscono un danno irreparabile per il cittadino che si serve dell’informazione per l’espressione dei propri diritti. Non si può privare il lettore di conoscere ciò che accade nei palazzi del potere. Chi sarà quel giornalista che, col rischio di andare in carcere o di dover pagare un’ammenda di decine e decine di migliaia di euro, avrà la forza di descrivere integralmente anche i più oscuri risvolti, qualora vi fossero, di un ambiente politico o finanziario? Nessuno lo farebbe”. E il lettore… “…sarà privato di uno strumento essenziale: la stampa libera, in qualsiasi Paese democratico, è l’intermediario tra i cittadini e i fatti. Tolti i fatti cosa rimane alla stampa di far conoscere? L’Europa difende il segreto professionale, da noi non è così. Più volte, invitato dal Consiglio superiore della Magistratura, ho suggerito ai giovani magistrati di non seguire, su questa questione, le orme dei magistrati anziani: perquisire le redazioni dei giornali o gli studi degli avvocati produce una limitazione intollerabili delle libertà sancite dalla nostra Repubblica, fondata sul popolo sovrano che lo è se conosce i fatti perché poi quel popolo deve votare. Riguardo ai giornalisti essi osservano due limiti: rispetto della dignità delle persone e verità sostanziale dei fatti. Si può persino offendere a mezzo stampa, lo consente la legge, se ciò che si scrive è vero”. Cosa attende Sallusti? “Non il carcere, spero”.

Pmr

© riproduzione riservata

europea. Il diritto di cronaca non Ora, per evitare la galera a Salè un privilegio dei giornalisti ma lusti e a tutti i giornalisti la legge un diritto primario di ogni citta- –accantonato il ddl- dovrà essere dino europeo, del suo ‘conoscere digeribile a un variegato schieraper deliberare’”. Esemplare la deci- mento e varata in fretta. En passone di Strasburgo nel caso ‘Kydo- sant, mentre anche il ministro Senis contro lo Stato della Grecia’ verino e il Presidente Napolitano (2009): Kydonis, giornalista, era contestano la carcerazione di un stato condannato alla reclusione giornalista per diffamazione, più per diffamazione a mezzo stampa che discutibile il bavaglio autoimma la Corte europea ha ribaltato posto dagli Ordini regionali dei la sentenza condannando la Gre- giornalisti: ad esclusione dell’Orcia: “giornalisti mai in carcere per dine della Lombardia (vi è iscritto il reato di diffamazione. Il carcere Sallusti) e di quello Nazionale, tutprevisto, dagli ordinamenti inter- ti gli altri tacciono: non un buon ni, nei casi di diffamazione, ha un servizio per i giornalisti iscritti e effetto deterrente sulla libertà del paganti la quota annuale. Bisogiornalista di informare, con effet- gna ricordare loro che una nuova ti negativi sulla collettività che ha, norma sulla diffamazione inciderà a sua volta, il diritto di ricevere non su “uno” ma su 40.000 e passa informazioni”. Evidente che non giornalisti e gli Ordini hanno anè in discussione l’impunità per il che il dovere di tutelare l’attività giornalista nè la condanna per degli iscritti sottoposti a minacce diffamazione. e aggressioni come documenta il “Rapporto Ossigeno 2012”: 260 i giornalisti minacciati con varie Su queste basi già il ddl Chiti/Ga- modalità nel 2012; 1200 negli ultisparri: eliminazione della deten- mi sei anni. Cifre inquietanti. zione, aumento del risarcimento, Paolo Maria Rocco nuovo dispositivo della rettifica. © riproduzione riservata

Il ddl Chiti/Gasparri


Regione Provincia

21 ottobre 2012

7

In corso le sagre dedicate al prezioso tubero del Montefeltro

Il Re Tartufo la fa da padrone a s. Angelo in Vado

A

l suono della banda cittadina, si è ufficialmente aperta domenica 14 ottobre di fronte alle numerose autorità, la 49a Mostra Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato delle Marche a Sant’Angelo in Vado. Per quattro week-end la cittadina dell’alto Metauro si trasforma nella mecca di “Re” tartufo. La trifola è di ottima qualità, ma anche col prezzo no0n si scherza: duemila euro al chilo per le taglie medie, per le pezzature più grandi si può oltrepassare gli oltre 3 mila euro al chilo. A Sant’Angelo di scena, oltre al bianco pregiato, anche tanti altri prodotti eno-gastronomici, grazie all’iniziativa “Campagna Amica” di Coldiretti. Accolte dal Sindaco Settimio Bravi, le autorità presenti al taglio del nastro sono state l’Assessore Provinciale Claudio Minardi, il Presidente della Camera di Commercio Alberto Drudi, il Presidente della Comunità Montana Alceo Serafini, il Presidente della Coldiretti Regionale Giannalberto Luzi e la dirigente ASSAM Cristina Martellini insieme all’Amministratore Unico Gianluca Carrabs.

Presenti anche numerosi sindaci timana: da venerdì 19 a domenica dei comuni limitrofi ed una dele- 21 ottobre si terrà nella zona del gazione di giornalisti americani campo sportivo il 34° Motoraduno oltre ad una delegazione istriana Nazionale e 17° Internazionale del arrivata per conoscere le tecniche Tartufo Bianco Pregiato organizzadi micorizzazione utilizzate nel to dal Moto Club “Tonino Benelli” Centro Sperimentale di Tartuficol- di Sant’Angelo in Vado. Sabato 27 tura dell’ASSAM che ricordiamo e domenica 28 ottobre nella Sala aver compiuto proprio quest’an- Parrocchiale si terrà la 6a Mostra no i suoi primi 30 anni di attività. Micolocogica, a cura dell’AssociaCollateralmente hanno aperto i zione Micologica Massa Trabaria. battenti le diverse mostre d’arte, “le Nel pomeriggio di sabato 27, in vie dei mercanti” (mercatini tipici), particolare, nella Sala Consiliare si spettacoli itineranti, il 18° Raduno terrà il Convegno Caritas che avrà Camperisti e la 18a Gara di Pesca. come tema “Caritas e territorio: Da segnalare “I Piccoli Narratori” percorsi di solidarietà”. Domeniossia gli alunni della locale Scuola ca 28 ottobre, alle 8.30 presso il Primaria che raccontano la storia, Campo Monti si terrà la 38a Gara l’arte e gli antichi mestieri di San- Nazionale di Cerca al Tartufo ed, t’Angelo in Vado. Da segnalare infi- alle 11 a Teatro Zuccari avverrà ne alle ore 16 l’inaugurazione della l’assegnazione del “Tartufo d’Oro nuova area archeologica delle Ter- 2012”. Sabato 3 novembre, alle 21 me, attigua alla Domus del Mito, nella Basilica Concattedrale di San che arricchisce la possibilità di Michele si terrà la 16a rassegna visita dell’antica Tifernum Matau- Internazionale di Cori Polifonici, rense e alle ore 17 la degustazione organizzata dal Coro Polifonico dei prodotti a Km 0 della Massa “Agostino Mercuri” di Sant’Angelo Trabaria svolta presso la Corte Ga- in Vado. Domenica 4 novembre stronomica di Palazzo Mercuri. lungo le vie del Centro Storico, Ricordiamo, infine i principali ap- infine, l’attesa Fiera “In Vado”. Dupuntamenti dei prossimi fine set- rante tutte le giornate della mani-

festazione, saranno aperti stand gastronomici, Stuzzicherie e Ristorantini, “Le Vie dei Mercanti” con curiosità e gastronomia, mostre artistiche, visite guidate e spettacoli itineranti. Per informazioni e

prenotazione visite guidate contattare la “Segreteria Mostra del Tartufo”, tel. 0722 819924 – fax 0722 819925. AF © riproduzione riservata

ad acqualagna

È

stato un incontro tra capitali, con le eccellenze enogastronomiquella Romana e quella del che del Belpaese. La biblioteca del Tartufo che ha scelto la sede salotto Da Gustare quest’anno ha di Eataly a Roma per presentare in scelto due libri adatti alle famiglie anteprima la sua 47 Fiera Nazio- e ai bambini. Giovedì 1 novembre nale del Tartufo Bianco Pregiato. arriva “La Banda delle Polpette”, Tra le varie novità dell’edizione un laboratorio creativo per bam2012 il sindaco Andrea Pierotti ha bini per imparare che “Il cibo non annunciato che consegnerà la Ru- serve solo per riempirsi la pancia, scella D’Oro a Oscar Farinetti (ce- può anche essere usato per espririmonia il 10 novembre) e a Gian me sentimenti ed emozioni”. Altro Marco Tognazzi (cerimonia 28 ot- appuntamento è per sabato 10 notobre). Piazza E. Mattei ospita gli vembre alle ore 16.00 con il Libro stand dei commercianti di tartufo “Una Tata per amica”. fresco, anima storica della festa. Sale&Pepe sarà presente per la Il Palatartufo è il più importante prima volta alla Fiera Nazionale spazio di accoglienza per gli oltre del Tartufo Bianco di Acqualagna 200.000 visitatori della Fiera. Pas- (1.2.3.4 novembre 2012) con la sua seggiando per i suoi 4.000 mq, gli scuola di cucina. Il mensile diretto appassionati di cultura enogastro- da Laura Maragliano organizzerà nomica possono assaggiare e ac- numerosi corsi di cucina gratuiti quistare ciò che di meglio offre la rivolti a bambini e adulti all’intercucina tradizionale italiana. Inol- no dello spazio “Salotto da gustatre si può visitare l’area dedicata re”. Si rinnova la partecipazione all’artigianato locale del mobile e di DECANTER di Radio2 Rai alla della celebre lavorazione artistica Fiera del Tartufo che sarà presendella pietra. E inoltre, domenica te con la simpatia dei Conduttori 28 ottobre, sabato 10 e domenica Fede & Tinto l’1.2.3 novembre 11 novembre “Il Tartufo incon- dalle ore 19,45 in diretta dal Satra le Regioni Italiane” con dei lotto da Gustare dove il pubblico cooking show che sposeranno il è invitato a partecipare. sapore del Tartufo di Acqualagna © riproduzione riservata

S

i è svolto a Loreto nei giorni 13 e 14 ottobre il tradizionale corso regionale di formazione delle Acli marchigiane, al quale hanno partecipato due esponenti della presidenza nazionale delle Acli. Il corso si è aperto con una sessione dedicata alle linee programmatiche emerse dai congressi regionale e nazionale dell’aprilemaggio 2012. Dopo gli interventi del presidente regionale Francesco Baldoni e del vicepresidente Venanzio Pennesi, il responsabile nazionale dello Sviluppo associativo Pierpaolo Napoletano ha delineato il ruolo delle Acli nell’attuale difficile situazione del Paese: una associazione impegnata a generare comunità per contribuire alla ricostruzione di un’Italia prostrata non solo dal punto di vista economico ma anche dal punto di vista sociale e

L’APPELLO LANCIATO DALLE SEZIONI MARCHIGIANE RIUNITE A LORETO

L’impegno delle Acli Marche per la ripresa morale. Nella seconda sessione, introdotta da Maurizio Tomassni, presidente provinciale delle Acli di Pesaro-Urbino e portavoce del Forum regionale del Terzo Settore, Lucia Della Ceca ha presentato i risultati di una ricerca delle Acli sul lavoro di cura. Ha chiuso Fabio Corradini, coordinatore regionale dell’Ufficio Politiche sociali e Welfare, con una relazione dedicata al nuovo ruolo assunto dal Patronato Acli che, nella sua veste di Agenzia per il lavoro, si è aggiudicato tramite bando regionale la realizzazione del servizio di intermediazione tra domanda e offerta di assistenti domiciliari nelle Marche. La terza sessione è stata dedicata

ai temi del lavoro e in particolare ai problemi incontrati dai giovani nella ricerca di un lavoro. Tre gli intervenuti alla tavola rotonda, moderata da Patrizia Di Luigi, che per le Acli delle Marche ha la delega alle politiche attive del lavoro: Marco Moroni, responsabile del Centro Studi Acli delle Marche, ha parlato dei problemi incontrati dai marchigiani emigrati all’estero alla ricerca di un lavoro sicuro; Tatiana Cinquino, incaricata regionale dei Giovani delle Acli, ha utilizzato la sua storia personale per presentare le difficoltà dei giovani di oggi di fronte a un lavoro sempre più precario, mentre Antonio Mastrovincenzo, funzionario dell’Assessorato regionale al lavoro, ha illustrato le

molteplici misure prese dalla Regione Marche in tema di politiche attive del lavoro. Ha preso la parola, infine, Stefano Tassinari, responsabile del Dipartimento lavoro delle Acli nazionali: il lavoro – ha detto Tassinari – è il cardine per costruire una società più giusta e più umana. Nel nostro Paese serve una nuova alleanza per il lavoro che punti a privilegiare l’economia reale rispetto alla finanza speculativa e che operi per un diverso modello di sviluppo, più equo e più sostenibile. Di fronte al dramma di tanti giovani in cerca di lavoro – ha concluso – oltre a investimenti economici cospicui per tornare a crescere, occorre dare vita a un Piano straordinario per l’occupa-

zione giovanile. L’attuale crisi dell’Italia non è soltanto una crisi economica: è anche una crisi sociale e morale. Da questa crisi, a giudizio delle Acli, non si esce senza il coinvolgimento convinto e fattivo della società civile. La politica da sola non è in grado di autoriformarsi. Solo con il contributo di una società civile che salvaguardi la coesione sociale e si impegni per la riforma della politica sarà possibile rimuovere le macerie economiche e morali dell’ultimo ventennio e ricostruire su basi nuove il nostro Paese. La Presidenza regionale ACLI Marche © riproduzione riservata


8

Regione Provincia

21 ottobre 2012

• il• amico nuovo

STUDIO DI INTESA SANPAOLO PER BANCA DELL’ADRIATICO E CARISAP

Sale l’export del mobile e del jeans S

ono davvero incoraggianti i segnali di ripresa economica sull’aggiornamento trimestrale del monitor dei distretti industriali delle Marche, realizzato dal Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo per Banca dell’Adriatico e Carisap. “Nel secondo trimestre – si legge nel rapporto - i distretti marchigiani hanno continuato a registrare una crescita delle esportazioni pari al 7,4% , con sei distretti industriali su sette che segnano una variazione positiva , chiudendo il primo semestre dell’anno con una variazione tendenziale del +5,3%

D

opo la Cina e l’India, l’Unilit ha voluto conoscere la realtà della Birmania, oggi Myanmar che confina con i due colossi emergenti di questa Era della globalizzazione. L’organizzazione perfetta curata dall’APATAM ci ha consentito di avere un buon accompagnatore, aperto e ottimista, perché in questo 2012, erano scomparse molte restrizioni governative e le guide turistiche potevano muoversi con meno restrizioni e con meno timori. E’ il risultato del ritorno nella scena politica di Aung Suu Kyi, Nobel per la pace 1991, ritirato quest’anno, 2012. Nella ex capitale Yangon, l’abitazione di Suu Kyi, con fiori, bandiere e il ritratto del padre, fondatore nel 1947, della Birmania libera dal giogo degli inglesi, è offerto come luogo saliente ai turisti. Nel National Museum di Yangon, dai reperti dei troni e dalle suppellettili dorate e incise, abbiamo avuto conferma di un prestigioso passato birmano, riconducibile al nostro Medioevo e al nostro Rinascimento. Poi il colonialismo inglese ha stroncato l’evoluzione di questo popolo laborioso e sereno, di fede buddista, credente, praticante, col sorriso stampato sulle labbra e sugli occhi, che conquista. Immersi di colpo nel clima tropicale della stagione delle piogge, il paesaggio di un verde intenso dalle varie tonalità, distraeva dal caldo umido piuttosto intenso. Gli alberi di tek, di bambù, di banano, di cocco, di papaya stonavano con la povertà del popolo. Povertà dignitosa, di

equivalente a circa 86 milioni di euro in più rispetto al gennaiogiugno del 2011”. Tutte le filiere marchigiane evidenziano un ritmo di crescita superiore a quello registrato a livello nazionale, ad eccezione del comparto degli elettrodomestici, che arretra in territorio negativo (3,4%), in controtendenza rispetto al livello nazionale (+2%). Crescono poi ad un tasso superiore, rispetto alla media italiana, le esportazioni delle cucine di Pesaro (+19,1%), anch’esse trainate dai buoni risultati sul mercato russo. Consolidano infine la crescita con

buoni incrementi le macchine utensili e per il legno di Pesaro (+30,1%) e la jeans valley di Montefeltro (+20,3%). Il confronto con i livelli pre-crisi evidenzia come le imprese distrettuali delle Marche non abbiano mai recuperato i livelli del 2007, evidenziando un gap più ampio rispetto a quello registrato su scala nazionale. Nel corso del primo semestre del 2012 resta ampio il differenziale rispetto al picco del 2007, sebbene si conferma una progressiva riduzione dal primo semestre del 2010. Per i distretti marchigiani, nel corso del primo

semestre del 2012, il livello delle esportazioni ha evidenziato una variazione del -28,8% rispetto al livello toccato nello stesso periodo del 2007. L’analisi dei singoli distretti evidenzia come il ritardo rispetto ai livelli pre-crisi riguardi 5 dei 7 distretti monitorati. In pesante ritardo il distretto delle cappe aspiranti ed elettrodomestici di Fabriano e le macchine utensili e per il legno di Pesaro. Hanno recuperato i livelli pre-2008, invece, i distretti delle pelletterie del Tolentino e gli strumenti di Castelfidardo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’Unilit di Pesaro e Urbino in Myanmar

La religiosità della Birmania

gente che non muore di fame, ma ha debiti con la mal nutrizione e ritardi abissali con l’igiene e il rispetto dell’ambiente. Da Iangon, in aereo, ci si è trasferiti nel lago Inle. Una meraviglia della natura. Qui i villaggi sono costituiti da palafitte. Anche le stalle e le scuole sono su palafitte. La vita si svolge tutta sul lago. Gli uomini e le donne che curano gli orti galleggianti o pescano il pesce, si muovono su piccole barche o meglio un legno concavo che spingono con un remo al quale danno forza con un piede. Stupe sul lago confermano la diffusione della religiosità popolare buddista.

Pagode con Budda giganteschi, in piedi o sdraiati, e stupe diffuse caratterizzano tutta la Birmania. Nelle Pagode si entra scalzi. La gente prega con genuflessioni o seduti recitando giaculatorie con un rosario o si adorna il Budda con foglie dorate. Monaci o apprendisti di ogni età, rasati e col caratteristico abito viola (rosa per le donne) si incontrano dappertutto. Per la strada, per la carità del riso quotidiano. Mentre a Mandalay, il centro di Studi monastici, raduna un migliaio di monaci e monache. A Pagan, antica capitale, il clima tropicale è un po’ più arido. Oltre

Sui fatti di Torrette di Fano

Medaglie al merito civile

i templi abbiamo potuto vedere piccole imprenditorie tessili, di fibre vegetali, di seta, di cotone e di carta rivelandoci la grande abilità manuale dei birmani. Un popolo che si presenta al riscatto della storia (non saranno tempi brevi) col sorriso e la dolcezza di Aung Suu Kyi. Forse con un vantaggio rispetto ai suoi colossi confinanti. Il supporto delle donne che in Birmania godono di pari dignità degli uomini o non hanno certo il discrimine che si riscontra in India e peggio in Cina. Sergio Pretelli © RIPRODUZIONE RISERVATA

Ecco, dono del Signore sono i figli, / è sua grazia il frutto del grembo. (Salmo 126)

il peperoncino

Attenti al lupo

A

umentano, malgrado il lavoro improbo di polizia e carabinieri, furti e aggressioni in casa. Le forze dell’ordine, non potendo mettere una guardia armata per ogni abitazione, raccomandano di cautelarsi con sbarre alle finestre, portoni blindati, sistemi di allarme e tutte le cautele che il buon senso suggerisce. “Non è che possiate salvarvi con sicurezza dai ladri – afferma un tutore della legge – ma almeno rendetegli la vita difficile”. Purtroppo nelle nostre zone siamo stati abituati a lasciare la chiave di casa nella toppa e dormire tranquilli. Costretti a cambiare abitudini la mettiamo in tasca, ma i nostri portoni sono, in genere, chiusi da vetri non blindati. Anche se abbiamo vetri antisfondamento questi sono fissati ai serramenti con una semplice strisciolina di legno. Basta una gomitata. In un condominio, non molto tempo addietro, i ladri, vestiti da muratori, hanno sfondato la parete sulle scale. Tutti i vicini hanno visto, ma credevano si effettuassero dei lavori. Ad una famiglia di commercianti, di ritorno dal negozio, i vicini hanno detto “Ma allora ci lasciate? – Perché? – Abbiamo visto il camion dei traslochi”. Avevano aperto una finestra e con la scala del camion avevano portato via tutti i mobili di valore, oro, contanti e argenteria. Io sono attentissimo, quasi sempre, ho cercato la chiave dell’auto per due giorni, poi mi sono accorto che l’avevo lasciata nel cruscotto. Ho messo sbarre e cancelli alle finestre e, dopo aver chiuso tutto ho abbandonato la chiave nella toppa. Ho acquistato un grosso cane, dolcissimo con i bambini, e vivo nel terrore che me lo rubino. Allora attenti al lupo, ma anche alla stupidità. Alvaro Coli © RIPRODUZIONE RISERVATA

PROVINCIA DI PESARO

Ricci cede quattro deleghe

I

L

o scorso 11 ottobre presso la sede della Prefettura di Pesaro e Urbino, nel corso di un’apposita cerimonia, il Prefetto Dr. Attilio Visconti alla presenza del Questore, dei Comandanti Provinciali dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto e dell’Assessore del Comune di Fano Santorelli, ha consegnato la medaglia d’argento al Merito Civile conferita con Decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell’Interno a favore dei Sigg. Bacchiocchi Marco e Rosati Vittorio di Fano per aver contribuito, insieme alla Sig.ra Monini Gabriella, insegnante di Umbertide, a mettere in salvo i due figli della donna che si trovavano in grave pericolo a causa delle forti correnti marine in località Torrette di Fano nella giornata del 5.8.2008. In quella occasione, purtroppo nonostante i soccorsi, la Sig.ra Monini giungeva esanime a riva e decedeva poco dopo, e nei suoi confronti è stata conferita la medaglia d’oro al Merito Civile alla memoria. Nella foto: il Prefetto consegna della medaglia d’argento ai sigg. Bacchiocchi e Rosati di Fano

Fiocco azzurro in redazione

È

arrivato Luca Mazzoli. Il fratellino Filippo e la sorellina Chiara con grande gioia ne annunciano la nascita avvenuta al S. Salvatore di Pesaro lo scorso 10 ottobre. La direzione del Nuovo Amico e la redazione esprimono i più cari auguri a tutta la famiglia: mamma Veruska e papà Roberto (caporedattore del Nuovo Amico).

l presidente della Provincia Matteo Ricci cede a quattro assessori le sue deleghe, “per concentrarsi a tempo pieno – si legge in un comunicato di viale Gramsci - sui problemi legati alla crisi economica del territorio e alla situazione dell’ente di viale Gramsci, che ha già contribuito a salvare dalla sforbiciata del Governo, ma che dovrà affrontare nei prossimi mesi fasi difficili”. Dopo la scelta di restare alla guida dell’amministrazione provinciale, il presidente ha quindi comunicato in giunta i trasferimenti, che si sommano alle deleghe già possedute dagli assessori: a Massimo Galuzzi andranno le Aree interne e montagna, l’Agricoltura e la Protezione civile; a Renato Claudio Minardi la Sicurezza, il Turismo e le Energie rinnovabili; ad Alessia Morani le Politiche giovanili; a Tarcisio Porto la Gestione aree protette.


• il• amico nuovo

9

21 ottobre 2012

politica

Pesaro

Gli 11 punti del Sindaco per la Regione

Redazione di Pesaro: Via del Seminario, 4 - 61121 Pesaro Tel. 0721 64052 - Fax 0721 69453 E-mail: pesaro@ilnuovoamico.it

11

pagina

IL PROGRAMMA DELLA FESTA

DOMENICA 21 OTTOBRE LA PROCESSIONE PER IL CENTRO CITTA’

Domenica 21 ottobre Festa del Voto e processione. ore 7,30: Pellegrinaggio a piedi della Parrocchia di Villa Ceccolini e S. Messa presieduta da P. Serafino M., Vassallo dei Servi di Maria. Ore 8,30: S. Messa presieduta da P. Giuseppe M. Galassi, Predicatore. Ore 10: S. Messa Pontificale presieduta da Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Piero Coccia, Arcivescovo Metropolita di Pesaro con la partecipazione delle autorità. Coro del Santuario Beata Vergine delle Grazie, diretto da P. Roseto M. Saccà. Ore 11,30: S. Messa presieduta dal P. Gino M. Leonardi, OSM, Priore Provinciale. Ore 15,30: Celebrazione dei Vespri della Beata Vergine. Ore 160: Solenne Processione con la Venerata Immagine della Madonna delle Grazie con il seguente itinerario: Via S. Francesco, Via Gramsci, Via XI Febbraio, Piazza Lazzarini, Via Branca, Piazza del Popolo, dove l’Arcivescovo pronuncerà il discorso e impartirà la Benedizione alla Città di Pesaro. Ore 17: S. Messa celebrata da don Stefano Brizi, Vicario Generale. Coro del Santuario Beata Vergine delle Grazie, diretto da P. Roseto M. Saccà. Ore 18,30: S. Messa celebrata da Don Gino Rossini, Parroco della Cattedrale (Ultima Messa).

S

ull’esempio di Benedetto XVI a Loreto, anche l’Arcivescovo di Pesaro Piero Coccia ha voluto affidare a Maria l’Anno della fede, iniziando – venerdì 12 ottobre nel Santuario della Madonna delle Grazie – la novena per la Festa della Vergine: una donna che, con umiltà e fermezza, si è fidata del Signore sempre, dal momento dello sconvolgente annuncio che sarebbe diventata madre a quello della morte in croce dell’unico figlio, promessole come Salvatore, fino all’altro annuncio, altrettanto sconvolgente, della

C

inquantaquattro ragazzini di terza media, accompagnati dai loro catechisti e dal parroco don Orlando Bartolucci, hanno incontrato a Montecchio, alla vigilia della loro “Confermazione”, S. E. Mons. Piero Coccia. Gli incontri con i “cresimandi”, divenuti ormai abituali per l’Arcivescovo, risultano in realtà ogni volta nuovi per la freschezza, la vivacità, la curiosità con cui i “giovanissimi” li vivono. Sono incontri estremamente cordiali, che creano subito un rapporto del tutto informale con l’ “autorità” e avviano, nei limiti del possibile, una più precisa conoscenza reciproca. Mario di Napoli, Antonio di Avellino, e poi Marco, Chiara, Giulia, Lucia, Elisa, Martina e tutti gli altri, fino “al gatto e alla volpe”, hanno raccontato un po’ di sé e soprattutto hanno rivolto tante domande all’Arcivescovo: “Che cosa faceva prima di venire a Pesaro? Perché è diventato prete? Che cosa l’ha ispirata? Come si è nominati Vescovi? Che cosa si prova a fare il Vescovo? Perché lo si chiama ‘Eccellenza’?” E mons. Coccia, parlando della sua vocazione, ha sottolineato il gusto e la bellezza di una vita consacrata al Signore, invitando i suoi giovani interlocutori - lì per lì un po’ sconcertati, a dire il vero, dalla proposta – a non scartare a priori l’ipotesi di seguire la strada del sacerdozio o della vita religiosa. Il clima di familiarità e di allegria

sua resurrezione. Maria “ha offerto la propria carne, ha messo tutta se stessa a disposizione della volontà di Dio, diventando ‘luogo’ della sua presenza, dimora del Dio incarnato” ha affermato il Papa a Loreto. La fede cristiana infatti - ha ricordato l’Arcivescovo - non è una costruzione mentale, un messaggio etico, una “legge” a cui obbedire (nessuna ideologia, nessuna morale, nessuna battagli per la ‘legalità’ può salvare l’uomo). La fede è l’esperienza della Vergine, che ha accolto il Dio incar-

Pesaro rinnova il Voto alla Madonna

nato, incontrabile oggi nella Parola, nell’Eucarestia, nella testimonianza di chi lo segue. Maria è veramente la stella che brilla sul cammino della “nuova evangelizzazione” e sull’Assemblea Generale del Sinodo dei Ve-

scovi, convocata su questo tema. E’ anche la stella che brilla sul cammino della nostra diocesi, desiderosa di crescere nella fede e di testimoniare una fede adulta particolarmente al mondo degli adulti. Alla Vergine

delle Grazie, pertanto, l’Arcivescovo ha affidato, ancora una volta, la preghiera che fioriscano per la Chiesa di Pesaro nuove e sante vocazioni. p.c. © RIPRODUZIONE RISERVATA

I CRESIMANDI HANNO INCONTRATO IL VESCOVO COCCIA

A Montecchio la carica dei 54 Aperto l’Anno della Fede

Q

che si è instaurato non ha fatto dimenticare certo il tema fondamentale dell’incontro: il significato del Sacramento della Confermazione. “Che cosa significa ‘confermare’? Perché confermare la fede? E quale fede confermare? Che vantaggio ne deriva? Che cosa significa oggi vivere la fede?”. Domande che hanno suscitato attenzione e silenzio e che hanno indotto l’Arcivescovo a documentare, con esempi concreti, quanto la fede in Gesù possa incidere profondamente sulla vita, cambiandola radicalmente.

Nell’osservare quei ragazzini così spensierati, eppure così capaci di ascolto e ancora così “affidati”, era inevitabile provare una certa trepidazione pensando al loro immediato futuro. Nessuno ignora, infatti, quanto forte sia, soprattutto sugli adolescenti, il potere della cultura dominante, quanto possa distoglierli dalle domande fondamentali del cuore e allontanarli dalla “vita buona del Vangelo”. E’ compito urgente ed essenziale della comunità cristiana cercare di arginare questo rischio: lo sta

Don Semri 60 anni di sacerdozio GABICCE Monte – La festa del Patrono di domenica 7 ottobre, è coincisa con le celebrazioni per il 60° di sacerdozio di Don Semri Santini, parroco dal 6 ottobre 1952 nella stessa parrocchia di Sant’Ermete martire. Nel corso della messa don Giuseppe Scarpetti, Cancelliere vescovile ha consegnato a Don Semri una Pergamena con la Benedizione Papale, mentre il sindaco Corrado Curti una targa dell’Amministrazione comunale che riporta: “i sentimenti di ringraziamento per il servizio pastorale e guida spirituale per tutta la comunità”. Don Semri è nato a Piobbico nel 1929, consacrato sacerdote nell’agosto del ‘52, voleva restare a Pesaro, ma il vescovo Carlo Borromeo decise di nominarlo aiuto a Don Giuseppe Giulietti. Claudio Vincenzetti © RIPRODUZIONE RISERVATA

facendo la parrocchia di Montecchio, dove esiste un percorso educativo per i ragazzi del “dopo-cresima”, con un bel gruppo di giovani che li accompagnano. Un compito, comunque, che deve sempre essere sorretto da una certezza, fondata, come in più occasioni ha ricordato il Papa, sulla promessa che Gesù ha fatto a ogni uomo – anche a ognuno di quei ragazzini: “Che tu ci sia è un bene, qualunque cosa ti capiterà”. P.C. © RIPRODUZIONE RISERVATA

ARCIDIOCESI DI PESARO – Ufficio per la Pastorale Liturgica

Anno della fede

LA LITURGIA PRIMA SCUOLA DELLA FEDE Sala S. Terenzio – ore 18.00 - Via Rossini,66 Lunedì 22 ottobre

Relatore: Don Giovanni Frausini

Parroco e Docente di Liturgia all’Istituto Teologico Marchigiano Sono particolarmente invitati i “gruppi liturgici parrocchiali” e quanti svolgono o si preparano a svolgere un ministero liturgico.

uanti considerano la sapienza un bene? Quanti la desiderano veramente e pregano per ottenerla? Eppure essa è più preziosa delle ricchezze, della bellezza e della salute, perché dà un gusto alla vita così profondo e così durevole che nessun altro bene può eguagliarla. Con questo richiamo a ricercare la sapienza, S. E. Mons. Coccia ha aperto, sabato 13 ottobre alle ore 18.30 in Cattedrale, l’Anno della fede nella nostra diocesi, ricordando gli appuntamenti più significativi che attendono la chiesa in tale contingenza: il Sinodo dei Vescovi sulla “Nuova evangelizzazione” (iniziato il 7 ottobre scorso), il secondo Convegno della Chiesa Marchigiana sulla trasmissione della fede nella nostra regione (che si svolgerà a novembre del 2013); il proseguimento del cammino diocesano tracciato con il Convegno “Essere adulti nella fede”. Ma che cos’è la sapienza? Essa non coincide con la conoscenza né con la scienza né con la saggezza. E’ la Parola di Dio incarnata, che si è fatta dono all’uomo e si può incontrare in ogni istante in Gesù, il Signore. Seguirlo è un atto di libertà. Lo è stato per il “giovane ricco”, che se ne è andato via, seppure tristemente; lo è stato per gli apostoli, che per il Signore hanno abbandonato tutto. Lo è anche per noi. Vale la pena seguirlo? Chi ne fa esperienza può testimoniare che si ama “cento volte di più” la vita terrena, anche nella fatica e nella sofferenza e che si àncora la propria speranza nella promessa di Gesù: la vita eterna. Occorre però una “dimora”, una “casa”. Benedetto XVI – ha ricordato l’Arcivescovo – ha indicato la “Casa di Loreto” come modello per la Chiesa marchigiana: “Non è una casa privata, appartenente a una persona o a una famiglia, ma un’abitazione aperta a tutti, che sta, per così dire, sulla strada di tutti noi. A Loreto, troviamo una casa che ci fa rimanere, abitare, e che nello stesso tempo ci fa camminare, ci ricorda che siamo tutti pellegrini, che dobbiamo essere sempre in cammino verso un’altra abitazione, verso la casa definitiva”. Paola Campanini © RIPRODUZIONE RISERVATA


10

Pesaro

21 ottobre 2012

“IL CONCILIO, IL NOSTRO PRESENTE, IL NOSTRO FUTURO”

L’Azione Cattolica si prepara all’assemblea diocesana annuale

A

nche nella diocesi di Pesaro, in contemporanea con la fiaccolata in Piazza S. Pietro, si è voluto fare memoria del cinquantesimo anniversario dell’inizio del Concilio Ecumenico Vaticano II che il Santo Padre ha voluto far coincidente con l’indizione dell’anno della fede, lo scorso 11 ottobre. L’Azione Cattolica, invitando tutte le aggregazioni laicali e con la presenza dell’Arcivescovo Piero Coccia, ha realizzato una serata di testimonianze presso la sala S. Terenzio; gradito ospite padre Costantino, sacerdote della comunità ortodossa a Pesaro. La serata ha avuto inizio con il saluto del Presidente diocesano Margherita Carletti, a cui è seguito l’intervento dell’Arcivescovo che ha puntualizzato l’importanza delle quattro costituzioni conciliari, i loro contenuti, gli effetti sulla vita della Chiesa, la loro attualità e centralità. Si è poi passato alla visione di un video, realizzato per l’occasione dal Centro di Ricerca e Studi Storici e Sociali (CERSES) coordinato dal Professor Ernesto Preziosi, un vero e proprio colloquio con Monsignor Capovilla il segretario personale di Giovanni XXIII: le interviste hanno spaziato nei ricordi delle ragioni che hanno portato all’indizione del concilio, a com’è nato il discorso della Luna a considerazioni sul protagonismo del lai-

PROGRAMMA

D

omenica 28 Ottobre a Villa Borromeo all’Assemblea diocesana dell’Azione Cattolica:Il Concilio e l’attualità dei suoi contenuti è il tema affidato alla relatrice Stella Morra, docente presso la Pontificia università

cato. Se volessimo oggi riprendere in mano i temi del concilio, o ripresentarlo ai giovani, persino ai bambini, quali strumenti potremmo utilizzare? La risposta nell’intervento tenuto da Don Mario Florio, direttore dell’ufficio catechistico, che ci ha indicato alcuni testi di recente pubblicazione, non ultimo “Perle del concilio” (edizioni Dehoniane), in cui troviamo anche un suo contributo; ha indicato inoltre alcune pubblicazioni dell’AVE, il sito www.vivailconcilio.it e trasmissioni televisive a tema, tutti strumenti moderni, realizzati in un linguaggio attuale e di facile consultazione. La serata è proseguita con un altro contributo filmato: questa volta ad essere intervistato da due giovanissimi interlocutori è stato Padre Fabio Ottaviani della Comunità dei Padri Cappuccini di Pesaro, consacrato sacerdote a Loreto il 7 ottobre 1962, tre giorni dopo la visita di Giovanni XXIII e pochi giorni prima del Concilio. A chi meglio di lui chiedere di portare il suo contributo di cinquant’anni di sacerdozio vissuto quasi esclusivamente nel servizio della parrocchia alla luce dell’evento conciliare! La preghiera allo Spirito Santo, proclamata dai rappresentanti delle aggregazioni, ha concluso la serata. La Presidenza diocesana © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gregoriana. Qui di seguito il programma. “Il Concilio, il nostro presente, il nostro futuro”. 9.30 SS. Messa celebrata dal Vicario Generale Don Stefano Brizi. 10,30 prima Relazione 12,30 Programmi dei Settori. 13,00 Pranzo. 15,30 seconda Relazione. 17.00 Vespri e saluti. Per informazioni acpesaro@virgilio.it

Centro Italiano Femminile - Attività del mese Mercoledì 24 ottobre - Ore 17,00 Alla scoperta di Palazzo Almerici, la sua storia e i suoi archivi. Palazzo Almerici - Via Mazza, 97 (Visita alla Biblioteca e ai Musei Oliveriani) con Riccardo Paolo Uguccioni, presidente Biblioteca Oliveriana Segue cocktail (Per adesioni, rivolgersi a Giusi tel. 0721 638692 o a Doriana tel. 0721 371039) Genitori e figli: la comunicazione in famiglia Margherita Vitali, psicologa–psicoterapeuta - Didatta Centro Studi Terapia Familiare Urbino

Martedì 30 ottobre - Ore 17,00 Sala Consiglio Comunale

Promozione del benessere psicologico “Territorial-mente” Conoscere la rete dei servizi formali ed informali sul territorio Segue invito

Breviario di notizie pesaresi

Giovedì 25 ottobre - Ore 21,00 Sede

A cura di Vittorio Cassiani DOMENICA 21 OTTOBRE “L’EUCARESTIA EDUCA LA FAMIGLIA” – Da oggi a sabato prossimo adorazione eucaristica nella chiesa di via della Maternità con le Suore Francescane del Buon Pastore e Casa del clero. “CAPOLAVORI DAI MUSEI DEL MONDO” – Sono in mostra fino al 30 ottobre, dalle ore 8.30 alle 19, nella Rocca di Gradara. Info: 0541/964181. VISITE AL PALAZZO DUCALE – Previsti due turni: alle ore 9.30 e alle 11.00. Costo euro 5. Prenotazioni: Isairon 338/2629372. “PEREPEPE’” – Nel Centro arti visive Pescheria (Corso XI Settembre, 184) si conclude “Perepepè” all’insegna dello slogan: “Sia caldo l’autunno della mia città”. Orario:10-24. NEL CSC SERENI – In via Tombesi n°. 15. Pranzo sociale. Ore 12.30. UGO FELICI – Espone, fino al 31 ottobre, presso la Galleria Art. 65, in via Giordano Bruno n°. 65. “CANTO DEGLI ESCLUSI” – Concertato a due per Alda Merini. Teatro Rossini, ore 17.00. LUNEDI’ 22 OTTOBRE

NELL’UNIVERSITA’ DELL’ETA’ LIBERA – Oggi inizia il corso di disegno e pittura tenuto da Franco Barbieri (ore 16.30), domani quello di acquerello (ore 20.30) VOLONTARIATO ANT – Nella sede CSV di via Faggi n°. 62. Conferenza su: “Il volontariato ANT. Fare volontariato: perché e come”. Ore 20.30. CINEVISIONI – Nell’Auditorium dell’università dell’età libera (Campus scolastico). Sullo schermo: “Fino all’ultimo respiro” di Godard (1960). Ore 21.00. Ingresso libero. MARTEDI’ 23 OTTOBRE “A VOCE ALTA” – “Leggere e raccontare gli albi illustrati”, a cura di Alessia Canducci. Libreria “Le Foglie d’oro”, in via Morselli n°. 47/49 (tel. 0721/371774). Ore 20-22. SERATE BURRACO – Presso il Centro sociale Adriatico, in viale Trieste n°. 242 (tel. 0721/287305). Ogni martedì e venerdì dalle ore 21.00. E’ necessario prenotare: 333.8836168. MERCOLEDI’ 24 OTTOBRE “TEATRO DI MARCA” – Nell’Auditorium dell’Accademia internazionale di canto, in Largo Aldo Moro n°. 12. Ore 18.00. “Renato Borsoni, un pubblicitario dietro le quinte” di

Luca Celidoni e Pierfrancesco Giannangeli. A cura dell’Associazione Amici della prosa. GIOVEDI’ 25 OTTOBRE NEL CSC MARIA ROSSI – Assemblea ordinaria dei soci. In prima convocazione alle ore 14.00, in seconda alle 17.00. Nella sede di via Toschi Mosca. “MISSIONE IMPOSSIBILE?” – Conversazione di Massimo D’Angelillo e Pietro Caporaso su: “Le opportunità imprenditoriali per i giovani nei diversi settori dell’economia di Pesaro”. Biblioteca San Giovanni, ore 17.00. “PRENDI E MANGIA” – A Palazzo Montani Antaldi, ore 21.15. “Disperare. Icone bibliche della carità” con Luciano Manicardi della Fondazione don Gaudiano. VENERDI’ 26 OTTOBRE A VILLA BORROMEO – Via Avogadro. Percorso di formazione per operatori pastorali. Ore 18.30. AIUTIAMO I CRISTIANI DI TERRASANTA – Cena e musica a sostegno del progetto: “Gerusalemme pietre della memoria”. Ore 20.00. Ristorante “Il Poggio” di Ginestreto. Info: 340/0512399. FESTIVAL DEI GAD – Al “Rossini”,

diciannove anni dopo RICORDANDO DON GIANFRANCO GAUDIANO

PESARO – La Comunità di Via del Seminario / Ce.I.S. Associazione Amici di don Gaudiano/Fondazione don Gaudiano onlus, dopo la Messa celebrata in Cattedrale il 20 ottobre da S.E. Mons. Piero Coccia Arcivescovo di Pesaro, a diciannove anni dalla morte di don Gaudiano, lo ricordano con tutta la città Giovedì 25 ottobre h 21.15 a Palazzo Montani Antaldi g.c. da Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, con un incontro sul tema “DI.SPERARE L’umano alla prova della sofferenza”. Sarà presente Luciano Manicardi, monaco di Bose. ore 21.00. L’Associazione teatrale “Il Dialogo” di Cimitile (Napoli) presenta: “Filumena Marturano” di Eduardo De Filippo per la regia di Ciro Ruoppo. SABATO 27 OTTOBRE “IL PESCE NELL’ARTE” – Ultimo

giorno di mostra: Museo della Marineria, viale Pola n°. 9. Orario: 1013 e 16-19. Accademia internazionale di canto – in L.go Aldo Moro, 12. La prof.ssa Maria Luce Bui Di Maria presenta il libro di Valentino Carloni: “Amori fantastici 3+1” ore 17.30.


Pesaro

• il• amico nuovo

“N

on posso farvelo leggere- ha detto il sindaco ai giornalisti del fascicolo che aveva in mano - ma intanto ve ne dico i titoli interni.”. Si tratta della proposta complessiva che il Comune andrà a presentare alla Regione nel programmato incontro delle due Giunte del 22 ottobre prossimo. Mette a fuoco gli obiettivi dove a giudizio della Giunta comunale sono necessari interventi e investimenti della Regione. Vediamoli in breve:

Sanità E’ l’attività che assorbe il 90% degli investimenti regionali: si chiederà alla Regione di “garantire le risorse” per il potenziamento e lo sviluppo del progetto dell’azienda sanitaria Marche Nord, nell’ambito del quale si dovrà costruire il Nuovo Ospedale e curarne l’ulteriore integrazione del territorio.

Cultura Ceriscioli ha definito il Rossini Opera Festival (ROF) come la più importante manifestazione culturale della regione; è necessario però valorizzare e finanziare ulteriormente le altre iniziative culturali.

Urbanistica Il sindaco ha puntato il dito sul necessario snellimento delle procedure. “Anche un intervento di ampliamento richiede tre anni di iter burocratico. E’ intollerabile, dobbiamo lavorare di concerto con la Regione per velocizzare questi processi.”

Patto di stabilità Ceriscioli ha ricordato che l’anno scorso, grazie al cosiddetto “Patto verticale” il Comune ha potuto sal-

21 ottobre 2012

11

IL 22 OTTOBRE IN PROGRAMMA L’INCONTRO DELLE DUE GIUNTE LOCALI

Gli 11 punti del Sindaco per il summit in Regione vare molte aziende cui ha potuto pagare gli arretrati dovuti grazie ad in’iniezione di liquidità; il documento auspica che la Regione fornisca agli enti locali una quota regionale rilevante anche quest’anno.

Turismo E’ necessario un rilancio, si chiederà alla Regione di condividere strategie che verranno preventivamente esaminate con i diretti interessati, gli albergatori.

Ambiente I punti di forza elencati sono: piste ciclabili, raccolta differenziata (già al 65%), balneabilità di Baia Flaminia, qualità dell’aria, piano fognario etc. serve però anche qui il sostegno regionale (“solo per completare la rete fognaria sono necessari 15 mln”).

Servizi Pubblici Locali Il sindaco esprime l’auspicio che la Regione unifichi i servizi (“ci vuole una strategia”, commenta “Marche Multiservizi può essere un modello”) e se ne assuma la regia.

Difesa della costa Definendolo un “tema cruciale”, Ceriscioli ha parlato genericamente di

alcune emergenze importanti per la tutela dei 12 km di costa pesarese, che richiederanno interventi mirati.

Mobilità sostenibile Lodate le misure adottate di uso scambievole di biciclette (c.d. “bikesharing), di uso comune di veicoli (c.d. “car-pooling”), zone parcheggio di 30 min., navette (menzione speciale di quella di S. Decenzio) e definito un ruolo modello di Pesaro in materia.

Servizi sociali ed educativi Anche qui Ceriscioli parla di un fiore all’occhiello: Santa Colomba. Ma i 60 letti di cui l’amministrazione si arroga il merito dovranno venir adeguatamente finanziati dalla Regione.

Infrastrutture “Chiederemo alla Regione di accelerare le spese di adduzione ai caselli della A14. Inoltre il Presidente Spacca ha individuato un tracciato nuovo per la Fano-Grosseto: noi appoggeremo” Claudio Turco © RIPRODUZIONE RISERVATA

DAL 26 OTTOBRE A VILLA BORROMEO / ISSR

Tanti auguri Nuovo corso per a mamma operatori pastorali Teresa V

L

a signora TERESA ONOSCURI, mamma di Don Marco De Franceschi, attorniata dai famigliari e amici, ha festeggiato il suo centesimo anno! A lei i più cordiali rallegramenti e tantissimi auguri dalla Comunità Parrocchiale di Santa Maria del Porto.

PUBBLICAZIONI fino al 22 ottobre Comune di Pesaro

a cura di Caterina Tani Santinelli Massimo (42 anni) e Tatali Sara (30 anni) Travaglini Roberto (36 anni) e Generali Giovanna (27 anni) Dridi Mohamed Anis (27 anni, tunisino) e Marottesi Cristina (20 anni)

S

abato 13 ottobre, alle ore 11.00, 480 studenti della Nuova Scuola (dalla materna ai Licei), accompagnati dai loro familiari e da 70 docenti, hanno accolto nella Chiesa di Santa Maria del Porto S. E. Mons. Piero Coccia, per la celebrazione di una Santa Messa con la quale affidare al Signore l’anno scolastico ormai avviato. Il dott. Giorgio Maniscalco ha rivolto all’Arcivescovo il suo saluto, ricordando che a fondamento di una Scuola Cattolica stanno quelle domande che Benedetto XVI invita

P

enerdì 26 ottobre 2012, alle ore 18.30, inizierà il corso che l’Arcidiocesi di Pesaro dedica ogni anno agli operatori pastorali. La sede degli incontri sarà, come sempre, nei locali dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Giovanni Paolo II”, presso Villa Borromeo, in via Avogadro 40. Il corso di questo anno pastorale è rivolto alla presentazione del Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica, secondo quanto indicato da Benedetto XVI nel motu proprio Porta fidei. Il percorso di formazione intende dunque offrire un sostegno per vivere con più profondità e consapevolezza l’anno della fede. Gli incontri sono aperti a tutti. Sono previsti 6 appuntamenti. Nel primo, quello del 26 ottobre, il prof. don Agostino Tisselli darà una “Presentazione del catechismo della chiesa cattolica–Com-

pendio”. Ci si addentrerà poi all’interno dei vari capitoli nei quali è suddiviso il Compendio. Venerdì 30 novembre il prof. don Enrico Brancozzi parlerà su “La professione della fede”. Sarà poi la volta, venerdì 14 dicembre, del prof. Andrea Grillo che presenterà il capitolo dedicato a “La celebrazione del mistero cristiano”. Venerdì 25 gennaio 2013 padre Francesco Compagnoni parlerà de “La vita in cristo”, mentre il prof. don Erio Castellucci, venerdì 22 febbraio, terrà l’incontro su “La preghiera cristiana”. Da ultimo, venerdì 22 marzo, si terrà un’assemblea conclusiva. Ulteriori informazioni si possono ricevere telefonando alla segreteria dell’Istituto, allo 0721/52109 ogni lunedì, martedì e mercoledì dalle 17.30 alle 20.00, oppure visitando il sito www.issrpesaro.it.

INAUGURATO L’ANNO 2012/13 CON UNA S. MESSA

L’opera educativa de La Nuova Scuola a porsi nella “Presentazione” al suo nuovo libro “L’infanzia di Gesù” : “E’ veramente accaduto ciò che è stato detto nei Vangeli? Riguarda proprio me? E, se mi riguarda, in che modo?”. Domande cruciali non solo per la ricerca teologica, ma per la storia dell’uomo di ogni generazione, alla ricerca inquieta di quella verità che

enna

libera tutti

è nato il giornale del carcere di Villa Festiggi Seguici ogni mese su Il Nuovo Amico.

sola può condurre alla gioia profonda. Domande che fanno riflettere sul rapporto del passato con il presente: un rapporto che non riguarda solo l’esegesi biblica, ma la vita stessa. L’Arcivescovo, commentando le Letture e interpellando personalmente alcuni bambini, ha espresso proprio questo augurio ad ognuno dei pre-

senti: non solo di arricchirsi, nel corrente anno scolastico, di nuove conoscenze, competenze e professionalità, ma di scoprire (o riscoprire) in questa particolare coincidenza dell’anno della fede, che Gesù non appartiene solo al passato, ma si incontra nel presente. E lo si incontra non nella Legge (che è, comunque, come dice

© RIPRODUZIONE RISERVATA

San Paolo, un grande pedagogo), ma nell’eucarestia e nelle persone che lo amano e lo seguono. L’incontro con Gesù genera un cambiamento, donando significato e gusto allo studio e alla vita. La Nuova Scuola accoglie con gratitudine questo augurio, volendo continuare ad essere, anche tra mille difficoltà, un efficace supporto all’opera educativa delle famiglie e della Chiesa. Paola Campanini © RIPRODUZIONE RISERVATA

Siamo presenti anche su facebook e su www.ilnuovoamico.it


12

Pesaro

21 ottobre 2012

• il• amico nuovo

COLLEZIONE PRIVATA DEL DOTT. DARIO CORSI E MOSTRA FOTOGRAFICA

Biciclette leggendarie a Palazzo Gradari

è

possibile osservare da vicino le biciclette dei campioni del Giro d’Italia e del Tour de France. L’esposizione ripercorre l’evoluzione tecnica delle biciclette da corsa degli anni ottanta. Dal 1933 anno in cui Campagnolo introdusse nelle biciclette da corsa il primo cambio a tre rapporti (permettendo così di affrontare percorsi più impegnativi quali le mitiche salite delle Dolomiti e dei Pirenei) le biciclette sono arrivate ad avere ben 12 rapporti negli anni ottanta. Anche i telai nel corso degli anni subiscono alleggerimenti di peso e la

geometria dei telai viene variata in relazione alle nuove esigenze del ciclismo agonistico e le biciclette vengono rese sempre più efficienti e leggere. La tecnica costruttiva è stata trasferita anche nelle biciclette da lavoro e passeggio e la produzione di biciclette in Italia risulta in quegli anni elevatissima, permettendo l’inizio della mobilità urbana della popolazione negli anni sessanta-ottanta. Nell’esposizione ci sono biciclette rappresentative degli anni del boom economico italiano con cambio Campagnolo al telaio e componentistica di altissimo livello che ha por-

tato l’industria di biciclette italiana ad essere leader nel mondo. Campioni quali Merchx, Saronni, Moser, Hinault e tanti altri hanno vinto Campionati del mondo e Giri d’Italia con queste biciclette. L’acciaio delle tubazioni del telaio veniva lavorato dai telaisti italiani più bravi con risultati incredibili nelle diverse competizioni. La ditta più importante in quegli anni nella costruzione di tubazioni per il telaio della bicicletta è la ditta Columbus che affina la tecnica di costruzione fino ad arrivare alla costruzione di telai leggerissimi con

A

ll’esposizione “Biciclette leggendarie” si affianca la mostra fotografica “La bicicletta per la mobilità sostenibile a Pesaro” attivato a fine agosto, aperto a tutti e con partecipazione gratuita. Il concorso è stato organizzato in collaborazione con Centrale Fotografia e Macula, importanti associazioni che da anni operano sul territorio. Cinquanta partecipanti hanno inviato oltre 140 fotografie, che sono state selezionate da un’apposita giuria. Gli allestimenti di Palazzo Gradari rimangono aperti al pubblico fino al 27 ottobre 2012, con orario 10.30-12.30 e 16.30-19.30.

congiunzioni tra i tubi particolari ed elegantissime. La Colnago Arabesque rappresenta il massimo livello costruttivo di eleganza nelle biciclette da corsa. Colnago, Masi, De Rosa , Marastoni e tanti altri artigiani costruiscono biciclette come vere opere d’arte. La maestria dei telaisti italiani viene

apprezzata da tutti i campioni del ciclismo di quegli anni i quali colgono importanti vittorie. Campionissimi del pedale hanno pedalato con questi gioielli vincendo le competizioni più importanti e scrivendo così la storia del ciclismo mondiale.

Si è svolto anche un incontro ufficiale in Comune alla presenza dell’assessore ai servizi sociali, dott. Catalano, dell’assessore all’economia e al turismo, Belloni, dell’architetto Goffi durante il quale i convittori hanno chiesto , con interesse e senso di appartenenza, quale sono i progetti per la sistemazione dell’ultimo tratto di viale Trieste, comprendente la Villa Marina in visibile disfa-

cimento e le zone limitrofe ad essa collegate. Significativo il pensieroricordo ad essi distribuito “ Pensieri, parole,immagini di una vita passata che dura ancora adesso”. L’evento si è concluso con una S.Messa alla Chiesa di S. Maria del porto durante la quale sono state ricordate le persone e gli amici che non ci sono più.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

EX CONVITTORI DELL’ISTITUTO POSTELEGRAFONICI DI VIALE TRIESTE

… cinquant’anni dopo

D

opo cinquant’anni si sono ritrovati a Pesaro, molti ex convittori dell’Istituto Postelegrafonici della “storica”Villa Marina di viale Trieste, da parecchi anni non funzionante e in evidente decadenza. Da circa un anno alcuni “ex” lavoravano a questo progetto per ricontattare i “ragazzi “ della loro classe, ricercare le nuove sistemazioni avvenute nel tempo e i nuovi indirizzi. Ci sono riusciti e... con successo e grande soddisfazione di tutti gli intervenuti accompagnati molti dai

familiari. Sono stati quelli di questo incontro momenti veramente commoventi e di grande importanza educativa e di vita, in quanto oltre al naturale piacere di rivedersi dopo tanto tempo, raccontarsi, rivivere situazioni, riportare alla luce episodi, volti, comportamenti, come è naturale che avvenga quanto ci si ritrova, è stato da molti messo in rilievo che, nella loro personale esperienza del collegio, hanno ricevuto principi fondamentali per la vita di ciascuno di loro, quali la solidarietà, l’amicizia,

l’impegno, il senso di responsabilità, la famiglia, che si sono mantenuti nel tempo e anzi valorizzati e hanno conseguentemente determinato il loro modo di pensare, le loro scelte, la loro vita. E qui sono riaffiorati alla memoria, i volti di persone ,alcune delle quali, pur nella quotidianità e nella semplicità del loro lavoro, li colmavano di affetto e di attenzioni facendo sentir meno il distacco dalle famiglia. E’ emersa anche l’importanza di alcune attività formative e sportive che praticavano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

INAUGURAZIONE NUOVA EDICOLA MARIANA A SANTA VENERANDA

Un momento veramente sentito e partecipato è stato quello dell’inaugurazione di una nuova edicola dedicata alla Vergine Maria nella Parrocchia di Santa Veneranda. La festa si è svolta martedì 9 ottobre con la celebrazione della Santa Messa, la benedizione del parroco don Michele Rossini e un momento conviviale, nel parco del nuovo quartiere in Via Macci, una traversa di Strada Sotto le Selve. Le edicole (dal latino aedicula: tempietto, piccola costruzione che contiene una statua) sono presenti nel nostro territorio, soprattutto nelle strade di campagna in prossimità degli incroci. Un ringraziamento a tutti coloro che hanno organizzato l’evento, in particolare gli ideatori e costruttori dell’edicola, Fabi Piero, Giunta Giuseppe e Marfoglia Paolo.

1903-1923

P

oesia pubblicata in data 16 gennaio 1915 su “L’Idea”, settimanale della diocesi di Pesaro nato nel 1903 e chiuso dal fascismo nel 1923.

In bibita - 1915 Bona gent s’à vlé i dolor Seguitè a bé chi liquor In ti bar in ti cafè Ch’i v’ fa anca discordè Da gì a tavla qualca volta Che la fem la v’ s’è distolta; Mo chi avess la volontà D’ viva propri in sanità E d’ mantena l’appetit De fel sempre più accanit El dent lup che tutti i l’à

Bsogna bé cla qualità Del vén vermut specialista Ch’ fa Ugolini el farmacista.

Buona gente se volete i dolori Continuate a bere quei liquori Nei bar e nei caffè Che vi fanno anche dimenticare Di andare a tavola qualche volta Che la fame vi è stata distolta;

Ma chi avesse la volontà Di vivere proprio in salute E di mantenere l’appetito Di farlo sempre più accanito Il dente lupo che tutti hanno Bisogna bere quella qualità Di vino vèrmut specialista Che fa Ugolini il farmacista. Stefano Giampaoli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Agriturismo con piscina • Appartamenti indipendenti dotati di ogni comfort Aperto tutto l’Anno

Produzione e vendita diretta di: vino sfuso e in bottiglia • olio extravergine di oliva • frutta di stagione

Strada Cerreto, 16 - Pesaro - Località Novilara tel. 0721 286101 - cell. 335 5772217 info@aniballivini.com


• il• amico nuovo

21 ottobre 2012

Fano

13

Redazione di Fano: Via Roma, 118 - 61032 Fano Tel. 0721 802742 dir. 803737 Fax 0721 825595 E-mail: fano@ilnuovoamico.it

Fossombrone Cagli Pergola ULTIMO INCONTRO DI FORMAZIONE AL CENTRO PASTORALE

Catechesi a 50 anni dal Concilio FANO - «Il documento base del coltivare quella rete di relazioni con rinnovamento della catechesi, pub- lo stile della cordialità. «La comuniblicato nel febbraio del 1970, è il tà ecclesiale viene prima dei cateprimo documento conciliare da chismi e della catechesi. Essa è tutta cui dobbiamo partire, in quanto è responsabile dell’evangelizzazione. l’espressione di un evento, il Con- Il catechista porta con sé la minicilio Ecumenico Vaticano II, che sterialità della comunità, in quanto è stato da tutti riconosciuto come sa lavorare in equipe assieme a tutluce per la Chiesa». Così don Mar- te le realtà e le età della parrocchia. co Presciutti ha esordito all’ultimo – ha detto il vicario pastorale don incontro di formazione per cate- Presciutti – Fedeltà a Dio, fedeltà chisti, sul tema della catechesi a all’uomo. Questa è la svolta antrocinquant’anni dal Concilio, tenutosi pologica del Concilio Vaticano II. lunedì 8 ottobre. La sua relazione, “Amare Dio significa trovare e serincentrata su cinque grandi capi- vire l’uomo, l’uomo vero, l’uomo toli, ha mirato a porre al centro il integrale”; amare l’uomo e fare il generale viraggio dalla catechesi cammino con lui equivale trovare ad impostazione dottrinale ad una Dio. Per fare catechesi occorre dunprettamente esperienziale, in cui que essere anche esperti di umanità, l’attenzione è rivolta alla persona. sapendo cogliere il contesto in cui La catechesi non vive per delega, ma si opera». L’esperienza della fede il catechista è il mediatore naturale deve nascere innanzitutto nella tra la comunità e la persona, che sa persona che si fa portatore dell’an-

nuncio: «La dissociazione tra fede e vita è gravemente rischiosa per il cristiano, soprattutto in certi momenti dell’età evolutiva o di fronte ad alcuni impegni concreti. Quante volte il cristiano, in quest’ottica, è chiamato ad andare contro corrente! – ha proseguito don Marco – Il messaggio della fede lo può sorreggere, però, se diviene per lui prospettiva organica e dinamica di tutta l’esperienza, luce di Dio nella sua esistenza». Al centro della proposta di fede, si trova la persona di Gesù: «La fede cristiana è affidamento, aderire mente e cuore a Cristo e, attraverso di lui, al Dio trinitario. Il cristianesimo infatti è Cristo stesso. I catechisti devono dunque essere adoratori e missionari, che si meravigliano dell’amore incredibile di Dio manifestato in Cristo e si stupiscono perché Dio si è rivelato

nella piccolezza. I catechisti sono quindi innamorati di Gesù e ne diventano missionari, annunciando a tutti la sua presenza. Chi vive l’intimità del rapporto con Gesù, poi, ne condivide la missione, uscendo a portare il Vangelo con rinnovato vigore ed indomabile fantasia». In questo contesto, la Sacra Scrittura rappresenta non il sussidio, ma il libro fondante della catechesi, as-

“Ecologia del cuore e del Creato” SAN FRANCESCO IN ROVERETO - “Educare alla custodia del creato per sanare le ferite della terra”. È il tema della 7a settima Giornata per la salvaguardia del creato, che si celebra dal 2006 in Italia e che quest’anno a San Francesco in Rovereto è coinciso con il ventennale della nascita del centro di spiritualità guidato dalle suore Discepole Gesù Eucaristico. All’iniziativa, curata dalle suore discepole di Gesù Eucaristico, dalla Caritas Diocesana, dall’Oratorio “Famiglia in gioco” di Saltara-Cartoceto e dalla Pastorale sociale del lavoro, ha preso parte il Vescovo Mons.Armando Trasarti, con una riflessione sul tema enunciato dai vescovi italiani. L’incontro si è aperto con la proiezione del filmato “Il creato ferito”, realizzato dai giovani in servizio civile presso la Caritas Diocesana di

Fano e attraverso il quale si è ricordato, da un lato, il racconto della Creazione e, dall’altro, le ferite che l’uomo ha provocato negli anni all’ambiente. La serata è poi entrata nel vivo con l’intervento del Vescovo, che si è soffermato sul bisogno di annunciare la verità sull’uomo ricordando l’importanza di uno stile di vita improntato alla sobrietà e al legame con la terra, per una perfetta ecologia del cuore e del creato. Fondamentale il concetto di “ecologia del cuore” che, il Vescovo, ha cercato di trasmettere e ha dato anche l’unica vera chiave necessaria per cominciare a cambiare seriamente le cose. Ma più che per il significato economico, la sobrietà è importante per il suo significato antropologico. In effetti nella sobrietà si manifesta tutta la “premura per l’altro” partendo da un “io”

consapevolmente sobrio, un “io” che in questo modo si impegna a “condividere” e a rispettare il “limite” rifiutando l’ebbrezza dei consumi, dell’accumulo e del possesso. L’incontro è stato, inoltre, animato dallo spettacolo dei bambini dell’oratorio di Saltara-Cartoceto, che hanno messo in scena la fiaba “Fata Fontanella”, incentrata sul tema dell’acqua come bene comune e prezioso. Dopo le conclusioni di Don Piergiorgio Sanchioni, è seguita la Notte Eucaristica, con l’adorazione continuata fino al mattino e conclusasi con la preghiera delle lodi. Domenico , Roberta , Marco , Giulia e Volontari del servizio civile Caritas Diocesana di Fano

sieme alla tradizione della Chiesa, la liturgia, le opere del Creato e l’immancabile legame al contesto sociale. Se i catechismi sono i sussidi, le necessarie mediazioni, la Bibbia rappresenta la fonte viva per eccellenza che, da quanto riportato dai sondaggi, dobbiamo abituarci a riprendere in mano. Matteo Itri © RIPRODUZIONE RISERVATA

Agenda del vescovo venerdì 19 ottobre visita ai sacerdoti ore 21, presso la parrocchia di Rosciano celebra l’Eucaristia in occasione dell’arrivo della reliquia del beato polacco Jerzy Popieluszko domenica 21 ottobre ore 11, conferimento del sacramento della Confermazione presso la parrocchia di Saltara ore 17, presso la Concattedrale di Pergola consegna il mandato a catechisti e operatori pastorali e apre l’Anno della Fede a cura della Segreteria Vescovile

© RIPRODUZIONE RISERVATA

75° anniversario dell’adorazione Eucaristica a San Tommaso

Cuore di Dio e della chiesa

IL VESCOVO CONSEGNA IL MANDATO PERGOLA – Domenica 21 ottobre, alle ore 17 nella Concattedrale di Pergola, il vescovo Mons. Armando Trasarti consegnerà il mandato a catechisti e operatori pastorali e aprirà l’anno della Fede.

FANO - Siamo da poco entrati nell’anno della fede, tempo di grazia per conoscere, nutrire, il nostro stare con il Signore e vivere con lui. Questo cammino è individuale e insieme comunitario: è amare la Chiesa di cui siamo membra con il cuore di Dio. Senza tale amore il cammino di fede è riversato solo su stesso, da esso non può nascere la testimonianza, l’attenzione al prossimo, la carità. E’ credere che Dio opera nel cuore della Chiesa e nella storia di noi suoi figli nonostante le nostre incoerenze. Il cuore di Dio e il cuore della Chiesa trovano il loro punto d’incontro, la loro unione, la loro massima espressione nell’Eucaristia. Il 24 ottobre ricorre il 75° anniversario dell’adorazione eucaristica nella Chiesa di San

Tommaso. Adorazione voluta da S.E. Mons Vincenzo Del Signore il giorno della sua ordinazione Episcopale e inizio del suo ministero in Diocesi. L’Anniversario sarà ricordato venerdì 26 ottobre alle ore 18.00 con una Celebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo S. E. Mons. Armando Trasarti. In preparazione da lunedì 22 a giovedì 25 la santa Messa del mattino sarà seguita da una breve adorazione guidata. La S. Messa delle ore 18.00 sarà preceduta ugualmente da un’adorazione guidata a partire dalle ore 16.45. Per tutto l’anno della fede sarà intensificata l’adorazione guidata per rafforzare la nostra fede e per aiutarci a vivere l’Eucaristia, nella “Messa continua” che è la

nostra vita. Ogni istante messo nel cuore di Dio, nutrito dalla Sua Parola, penetra in noi, ci purifica, ci modella, ci fortifica, ci rialza, ci proietta verso la nostra vera dimora.


14

21 ottobre 2012

D

omenica 21 ottobre si celebra la Giornata Mondiale Missionaria. Il tema di quest’anno è “Chiamati a far risplendere la Parola di Verità”. “[…]La celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale – scrive Benedetto XVI nel messaggio per la Giornata Mondiale - si carica quest’anno di un significato tutto particolare. La ricorrenza del 50° anniversario dell’inizio del Concilio Vaticano II, l’apertura dell’Anno della fede e il Sinodo dei Vescovi sul tema della nuova evangelizzazione concorrono a riaffermare la volontà della Chiesa di impegnarsi con maggiore coraggio e ardore nella missio ad gentes perché il Vangelo giunga fino agli estremi confini della terra[…]”. Alla luce di tutto ciò, abbiamo intervistato alcune persone che hanno tradotto il significato della parola “missione” nella vita di tutti i giorni.

Fano Fossombrone Cagli Pergola

• il• amico nuovo

Speciale Giornata Mondiale Missionaria

Con gli occhi dei piccoli CUCCURANO – “Nel 1996 mi è stato fatto un gran bel regalo. Lo avevo chiesto al Signore a al vescovo di allora e sono stato accontentato: dedicare un po’ di anni al servizio misionario”. Così è iniziato, sabato 13 ottobre nel salone della parrocchia di Cuccurano in occasione della Festa del Crocifisso, l’incontro dei bambini e ragaz- “missione”. “Noi missionari siamo zi con il missionario don Luciano chiamati a far conoscere Gesù, a Gattei (foto), sacerdote della no- far comprendere che con Lui la stra diocesi. Don Luciano ha chie- vita si arricchisce. In Kenya, dove sto ai presenti alcune parole che vivo io, la gente vive con tante potessero collegarsi al concetto paure. L’incontro con Gesù rapdi “missione” e le risposte dei ra- presenta un incontro di scoperta gazzi non si sono fatte attendere: della libertà dei figli di Dio”. Don incarico, viaggio, carità, dono e Gattei, per raccontare la vita della altruismo. “La missione – ha spie- missione, ha mostrato ai presenti gato don Gattei – è sicuramente alcune fotografie di popolazioni e un incarico che qualcuno ci affida. paesaggi. “Nella nostra missione, L’impegno missionario, infatti, è abbiamo una scuola elementare legato ad un mandato. Ma chi è che va dalla prima all’ottava classe. stato il primo missionario? Gesù, Chi è più fortunato viene a leziomandato ad annunciare la buona ne a piedi, mentre per coloro che novella. La missione è anche un abitano più lontano mettiamo a viaggio, che non significa necessa- disposizione una struttura che acriamente partire per terre lontane. coglie gli alunni per tutto il perioCi sono missioni che il Signore ci do scolastico. Attualmente ospiinvita a compiere verso coloro che tiamo 110 ragazzi. Fin dalla prima sono più vicini a noi come i geni- classe, i bambini imparano due lingue, l’inglese e lo staili anche se esistono altre 40 lingue tribali”. Al termine dell’incontro, i bambini che hanno ricevuto la Prima Comunione hanno consegnato a don Luciano la loro offerta del progetto “Capretta”. EP

Tommaso dal Burundi con amore

tori, i fratelli e le sorelle e gli amici. La missione – ha proseguito don Luciano – è carità e dono, significa aiutare qualcuno ad uscire dalla condizione di povertà. E per povertà non intendo solo quella materiale, ma anche e soprattutto quella dell’animo. Povero è anche chi è solo e triste. Un altro aspetto legato alla missionarietà è, sicuramente, quello dell’altruismo, essere consapevoli che non esiste solo il nostro io ma anche gli altri”. Ai tanti bambini e ragazzi, attenti e desiderosi di conoscere che cosa significhi nella pratica essere missionari, don Luciano ha spiegato il vero significato della parola

Sono ritornato? Ancora non ci credo. Ho vissuto un mese in Burundi ospitato dalla parrocchia di Urukundo a Gitega, la seconda città più grande di questo stato, paragonabile per estensione a Fossombrone. Mi hanno chiesto di raccontare la mia esperienza, me lo chiedono sempre tutti, ma quando sono li, non so davvero cosa raccontare. Signori, io vi posso raccontare quello che ho visto, quello che ho fatto, quello che ho detto, ma non vi potrò mai raccontare cosa ho provato. L’Africa non è un luogo di fatti, è un luogo di emozioni. Avete mai provato a raccontare di quando vi siete innamorati? Scommetto che avete descritto quel giorno e quella persona nel dettaglio, ma non siete riusciti a comunicare la cosa più bella, la gioia dell’amore. Io mi sono innamorato.

Le mie giornate passavano così, la mattina alle 6 ci si alzava (perché il tempo è scandito dalla luce del sole che nasce alle 6 e tramonta alle 18) e alle 6 e 30 si andava alle lodi mattutine, verso le 7 era ora di colazione, e dopo di questa, si partiva, per andare a visitare luoghi e villaggi pigmei, fino a quando il sole non tramontava, poi si tornava a casa, alle 19 e 30 si dicevano i vespri, si cenava tutti insieme e si andava a letto, pronti per un nuovo giorno. Il Burundi ha un paesaggio meraviglioso, per i suoi colori che alternano la terra rosso fuoco della strada all’erba verde smeraldo delle infinite piantagioni di caffè. Le persone che ci abitano non possono che aver preso carattere da questo luogo, sono come il rosso e come il verde, ricche di amore e speranza. La prima volta che andammo in un villaggio, non potevo credere ai miei occhi, se la povertà in cui versano queste persone mi stupì, i loro visi mi lasciarono senza fiato, dal primo all’ultimo erano tutti sorridenti. Tra quei volti, scolpiti dalla fame, c’era la felicità. Scoprii che erano felici, per tre motivi: Il primo, arrivavano i Bazungu (uomini bianchi). Il secondo, ogni giorno che visitavamo un villaggio si portava in dono qualcosa, caramelle, biscotti, cibo o vestiti. Il terzo, il più importante, che era incondizionato dalla nostra presenza, c’era il sole. Perché dovete sapere che quando piove le loro capanne, costruite con quattro bastoni e un po’ di paglia, non reggono e vi piove dentro, quindi, specialmente la notte le persone sono costrette a restare sveglie in piedi perché il terreno diventa fango. Qui ho capito la vera importanza del progetto mattone. Gli africani sono persone fantastiche, persone che hanno molto da insegnarci, come noi abbiamo molto da insegnare a loro; se decidete di andare in missione, non partite mai con l’intento di aiutare, partite con l’intento di migliorare voi stessi, laggiù c’è veramente molto da dare, ma anche tanto da ricevere. Non abbiate paura di partire per il timore di non poter far niente, c’è così tanto da fare… siamo due realtà talmente diverse, che non si direbbe che abitiamo in

un unico mondo, per questo, an- ad ogni spiegazione. Sono partita che la più piccola cosa che possia- scrivendo nel mio stato Facebook mo portare, anche la più insignifi- “ Ansia, Paura, Curiosità, Gioia è cante idea, per loro si può rivelare quello che mi fai provare prima una scoperta fenomenale. ancora di partire mia cara Africa”, Concludo, perché c’è davvero sono stati d’animo che hanno ritroppo da dire e la parola non ba- specchiato in pieno questa espesta, certe esperienze per capirle si rienza, aiutandomi decisamente a possono solo vivere. Mi aspettavo crescere. solo povertà, ma ho visto anime Concludo con una provocazione più ricche delle nostre. Mi aspet- per tutti quelli che dicono “C’è bitavo di vedere tanto dolore, mi sogno di andare in Africa per fare hanno mostrato solo la loro gioia. del bene alle persone?” rispondo Mi aspettavo di dire solo “prego”, che forse, molto egoisticamente ma alla fine sono io che ho detto parlando, l’Africa aiuta più noi grazie. stessi. Tommaso Flavia

Flavia e Christian un agosto in Kenya Siamo due ragazzi di Fano che quest’anno abbiamo trascorso il mese di agosto nella missione che cura la nostra diocesi in Kenya, ecco la nostra esperienza. Sono partita con una situazione di fede alquanto altalenante, non vorrei dire che sono tornata con delle certezze assolute, ma ho iniziato ad apprezzare alcuni aspetti della vita di cui prima non tenevo neanche in conto. Ho imparato a fidarmi nuovamente nel prossimo e questo è un traguardo personale molto importante in quanto sono riuscita ad abbattere il muro che avevo alzato per difendermi dalle continue delusioni ricevute. Il popolo africano ti fa capire che non importa chi sei o cosa hai fatto fino ad ora, essi ti accolgono, con una forte stretta di mano ti fanno sentire il benvenuto. Dicono che l’Africa ti cambia, io penso che faccia solo esaltare ciò che uno ha già dentro di sé ma che purtroppo non sempre riesce ad esternare. È stata sicuramente una bellissima esperienza, grazie ai miei compagni di viaggio, Elena, Christian, Diego disponibili costantemente, in grado di farti ridere in qualunque situazione, e a Father Luciano, che è stato davvero come un padre, protettivo e sempre pronto

Africa! Luogo che mi ha sempre affascinato; tante testimonianze ascoltate e documentari visti, ma rimaneva sempre il desiderio e la curiosità di andare di persona, di vedere di toccare con mano quella realtà. Così ho deciso di fare questa esperienza tramite la nostra diocesi, che ha una missione in Kenya, Kipsing, seguita da un sacerdote fidei donum. In questi venti giorni mi sono “disintossicato” della vita italiana, e mi sono immerso nella bellezza dell’atmosfera africana. Tante sono le cose che mi hanno colpito: l’accoglienza, la generosità, il rispetto degli abitanti al grande lavoro che eseguono i nostri missionari, il fascino del paesaggio. Mi ha fatto capire ancor di più la continua e significante presenza di Dio nella nostra vita, in qualsiasi parte del mondo, tanti chilometri che ci separano, culture e modi di vivere diversi ma tutti figli dello stesso Padre. Scolpiti in me, rimarranno i sorrisi e la semplicità dei bambini, la felicità soltanto di vederti e giocare con la mano bianca, e i loro sguardi profondi che “rapiscono”. Pensando a quanto l’Italia ha in più dell’Africa, si arriva ad una conclusione, che l’Africa ha molto di più: la gente. Gente in grado di farti innamorare, sorridere, provare tante emozioni e sentimenti che nel nostro Paese mancano per vivere in serenità e bellezza. Ho vissuto un’esperienza veramente indimenticabile, sicuramente da ripetere, che mi ha fatto crescere e riflettere così da lasciare per sempre un segno nella mia vita. Christian © RIPRODUZIONE RISERVATA


Fano Fossombrone Cagli Pergola

21 ottobre 2012

15

Don Luigi Ciotti alla festa dell’associazione di Maria Chiera

Da vent’anni un’oasi di accoglienza

S. ANDREA IN VILLIS – L’Oasi dell’Accoglienza onlus compie vent’anni di attività. L’associazione, nata nel 1992 da Maria Chiera e da un gruppo di amici, offre un servizio di accoglienza a malati di talassemia, leucemia e altre patologie. Lungo il cammino di questi anni l’associazione si è aperta ai nuovi bisogni tra cui l’educazione alla mondialità e la difesa dei diritti umani. Per festeggiare questa importante ricorrenza l’Oasi ha proposto una due giorni di riflessione e studio, sabato 13 e domenica 14 ottobre, assieme ai tanti volontari e amici. Ospite fraterno della due giorni Don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele, nonché prete impegnato contro le mafie. Don Ciotti nei suoi due interventi all’assemblea ha evidenziato come la prima povertà in questo momento è della Chiesa stessa, “ve lo dice uno che è innamorato di Dio e della Chiesa”. “A cinquant’anni dal Concilio Ecumenico II°, un concilio pastorale

e non dogmatico, - ha proseguito don Ciotti – vi sono alcuni documenti che sono stati applicati e altri rimasti incompleti”. Tra questi ultimi, due fondamentali: la Gaudium et spes e la Lumen Gentium, documenti che dicono rispettivamente che la Chiesa è per l’umanità e non l’umanità per la Chiesa e che la gerarchia è per i fedeli e non viceversa. La Chiesa che emerge dal concilio è dunque una chiesa libera da ogni potere, da ogni concordato perché il Vangelo chiede profezia e NON diplomazia! Abbiamo bisogno di una Chiesa profetica, più forte, più coraggiosa che ritrovi l’essenzialità e la radicalità del Vangelo. Don Luigi ha poi aperto un fronte di riflessione sulla società di oggi invitando tutti a non avere paura di ciò che si ritiene giusto e a non tacere di fronte alle arroganze di chi vuole imporsi. Di fronte a una profonda crisi morale dobbiamo sentirci invitati a rispondere di ciò che facciamo ma anche di ciò che

non facciamo. Due sono le emer- la vita della gente esse sono inutili! genze nel nostro paese, la prima è “Chi ha permesso questa crisi? - si l’emergenza ‘civiltà’, che vuol dire è chiesto provocatoriamente Don percorsi di inclusione per le per- Ciotti – è stata questa finanza ‘kilsone che sono stati cancellati. Le ler’, nata da persone che hanno leggi devono essere rispettate, de- buttato il mondo in una situaziovono valere per tutti, ma le perso- ne di fragilità, ed ora a pagare il ne vanno messe in condizione di conto sono le fasce più deboli e poterle rispettare, solo così ci si povere della società. Dobbiamo responsabilizza. L’economia ha le resistere, non possiamo abbansue leggi e i suoi saperi ma se que- donare i più poveri. Si sono curaste leggi non servono a migliorare ti per decenni i sintomi e non le

50° anniversario di sacerdozio di don Giulietti

Caro don Mario

C

aro don Mario Non c’è famiglia di Marotta che non abbia una tua foto nel suo album: in cinquant’anni i campi sono diventati case, strade, alberghi, negozi … e quanti matrimoni, battesimi, comunioni, funerali, ragazzi di cui sei stato professore alle medie, turisti, e tanto altro. Chissà se le attese di quel bambino, figlio di contadini di Serrungarina, affascinato da Gesù e colpito da un missionario, entrato poco dopo nel seminario dei comboniani a Villa Baratoff, sono state realizzate. Se i sacrifici della tua famiglia per farti studiare al seminario regionale di Fano si sono trasformati a pieno in buoni frutti. Se la comunità di Marotta,

alla quale sei stato assegnato in via “temporanea” cinquant’anni fa, è stata capace di valorizzare e far esprimere tutte le tue potenzialità e di testimoniare il Vangelo di Cristo che hai sollecitato a conoscere e seguire. Sicuro è che nelle tante storie e persone che hai incrociato (tuo malgrado molte marottesi!) si è tessuta la tua vita di uomo e ha preso forma il tuo ministero di prete. Sicuro è che il piacere delle novità, della provocazione e la curiosità di sapere continuano a non mancare. Il sapore del bello, dell’ordine e delle cose vive e pulsanti ti affascina e ti caratterizza così come il gusto dell’avventura, dei viaggi e della compagnia. Con questo ci prendiamo an-

che un po’ d’incostanza, certo non il metodo, e lunghe discussioni che, insieme allo stile, che in prima battuta “tende a smontare”, allenano la pazienza e saggiano la fondatezza delle motivazioni. Sicuro è che le tue prediche (quando sei in vena) nel tipico stile “libero e urlato” sono memorabili e non fanno addormentare nessuno; che nel motto: “a Dio le cose più belle” c’è la cura e il tempo per la preparazione della Chiesa – pulizie, tovaglie da scegliere e stirare, fiori da abbinare, candele da disporre; che l’improvvisazione fatta di cenni da cogliere al volo è un’arte da affinare; che la lista delle tue possibili malattie e i modi di dire “so stuf” sono in continuo aggiornamento… Nel tanto altro che ti vorremmo e potremmo esprimere, ti diciamo ancora che ti vogliamo molto bene e ti ricordiamo le parole che hai consegnato a Steven il giorno che ha presieduto per la prima volta l’Eucaristia: “Ricordati o prete della tua dignità”: continua don Mario a mantenere viva e a coltivare la tua dignità di uomo, di cristiano, di prete, guardando avanti con fiducia. La parrocchia di Marotta © RIPRODUZIONE RISERVATA

La Chiesa bella del Concilio ne cattolica diocesana ha voluto essere presente a questo evento proprio per sottolineare lo spirito di comunione che ci tiene uniti alla Chiesa. L’11 ottobre 1962 quando Papa Giovanni aprì il Concilio qualcuno della nostra diocesi era presente a Roma. Esattamente 50 anni dopo in 12 siamo partiti da Fano e Pergola per partecipare all’iniziativa organizzata dall’Azione Cattolica per ricordare la ricorrenza. In tanti modi si è parlato del Concilio in questo anniversario e si è cercato di rileggerne lo spirito e i frutti. Iniziare questo percorso con l’immagine della luce delle fiaccole, è stato assaporare un momento della Chiesa

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Anche la Diocesi di Fano partecipa al programma

L’AC diocesana a Roma come 50 anni fa…

FANO - Non sappiamo se tutti, soprattutto i meno giovani, hanno negli occhi le immagini di quella bellissima fiaccolata che mezzo secolo fa attraversò via della Conciliazione sino al sagrato della Basilica pietrina e quasi obbligò Giovanni XXIII ad affacciarsi alla finestra e a rivolgere a una Piazza San Pietro un discorso che è nei cuori di tutti noi. Due pagine di vita della Chiesa, un profetico convergere di ricorrenze che l’Azione Cattolica Italiana e la Diocesi di Roma hanno voluto celebrare in Piazza San Pietro la sera dell’11 ottobre per vivere insieme a Benedetto XVI un momento di festosa presenza e di preghiera. Anche l’azio-

cause dei problemi sociali, senza costruire una giustizia sociale. La Chiesa ufficiale deve inchiodare la politica non con ammiccamenti di sorta ma con chiarezza, siamo chiamati alla testimonianza cristiana e alla responsabilità civile saldando la terra con il cielo. La seconda emergenza – ha concluso Don Luigi - è quella ‘etica’: il paese è in uno stato di ‘coma etico’, un degrado morale devastante fatto di cattivi esempi che perdurano e che avranno una conseguenza educativa non indifferente, una deriva culturale fatta di interessi e tornaconti personali. Dobbiamo graffiare di più su questa dimensione, il problema più grande infatti non è chi fa il male ma quelli che guardano e lasciano fare il male! Dobbiamo riflettere, interrogarci, e impegnarci per cambiare e questo l’Oasi dell’Accoglienza l’ha fatto e lo sta facendo”. Marco Gasparini

bella del Concilio. Così come l’adorazione che è seguita per noi alla Chiesa di Sant’Anna – una delle tante Chiese romane aperte per l’occasione – che ha rinnovato il desiderio e l’impegno e a essere credenti e testimoni ed ha davvero aperta la “porta della fede”. Una bella giornata che sicuramente ricorderemo nel tempo, ravviva la consapevolezza che questa Chiesa è per noi, con noi e conta su ciascuno, e che la sfida del Concilio dei prossimi cinquant’anni, per una Chiesa sempre più bella, passa per la nostra vita. Il gruppo diocesano AC che ha partecipato alla fiaccolata © RIPRODUZIONE RISERVATA

E-Learning in protezione dei minori FANO - La nostra Diocesi, insieme alle altre marchigiane è stata inserita nel “Programma E-Learning in protezione dei minori”. E’ partito in queste settimane quindi, il corso di Apprendimento a distanza Italiano ad esso collegato. La Chiesa, come sappiamo, è impegnata ad affrontare il drammatico e penoso tema degli abusi sui minori, commessi anche da esponenti del clero. Importante iniziativa, in quest’ambito, è stato il Simposio Internazionale. Dal Simposio sono giunti diversi input per aiutare i pastori della Chiesa ad affrontare nella pratica il drammatico tema degli abusi sui minori. Tra le iniziative che hanno preso concretamente il via al termine dei lavori, c’è stata l’immediata operatività del Centro per la Protezione dei Minori della Pontificia Università Gregoriana, con sede a Monaco di Baviera. Tale Centro intende diventare punto d’incontro fra gli Episcopati di diverse nazioni che potranno confrontare, così, le varie risposte messe in campo per fare fronte al problema degli abusi. Svilupperà, in particolare, nell’arco di tre anni, un programma di apprendimento a distanza (e-learning) con lo scopo di offrire uno strumento moderno e facilmente utilizzabile ovunque, “per sensibilizzare la Chiesa in tutto il mondo a un’attenzione maggiore verso i diritti dei minori e di tutte le persone vulnerabili per prevenire abusi sessuali”. Dopo un periodo di sperimentazione di tre anni, il programma di e-learning, nel 2015, sarà reso disponibile a chiunque nella Chiesa cattolica, in qualsiasi luogo del mondo, con i necessari ed opportuni adattamenti locali. Sono ammessi al programma di e-learning circa cento persone, provenienti dall’Arcidiocesi di Fermo e dalle altre Diocesi delle Marche. Seguiranno il corso non tutte insieme, ma suddivise in tre gruppi, e in tempi diversi, cioè un gruppo l’anno (dal 2012 al 2014). L’impegno complessivo per ogni studente sarà di 30 ore, articolate in circa 27 lezioni in italiano, da seguire nel periodo massimo di 6 mesi dall’inizio del corso. Nella fattispecie per la nostra Diocesi sono stati accolti quattro candidati che nei prossimi 2 anni svolgeranno il corso; nello specifico due corsisti Andrea Ordonselli e Sabrina Longhini hanno appena iniziato il percorso. A marzo 2013 partirà una secondo gruppo in cui aderiranno Giada Bellucci e Valentina Gasperini. Essi sono stati scelti per la peculiare attinenza col progetto diocesano oratori, in cui già operano. Sabrina Longhini - Sociologa © RIPRODUZIONE RISERVATA


16 30 settembre 2012

• il• amico nuovo

Fano Fossombrone Cagli Pergola

Tavola rotonda dei pionieri del commercio equo a Casa Archilei

Seminatori di una nuova cultura FANO - Sabato 13 ottobre, presso Casa Archilei, si è tenuta la tavola rotonda sul tema “20 anni di Commercio Equo e Solidale nella cittĂ di Fano. Storia e prospettiveâ€?. Vent’anni sono tanti, e sono un periodo giusto anche per fare un bilancio di ciò che si è realizzato e soprattutto se ciò che è stato “seminatoâ€?, soprattutto dal punto di vista culturale, ha prodotto frutti. “Una delle principali novitĂ  di questo nuovo decennio è l’emergenza di una figura nuova: quella del consumatore socialmente responsabile. Non è piĂš solamente l’impresa che deve essere socialmente responsabile, ma anche il cittadino consumatore non può ritenersi esonerato dall’obbligo di utilizzare il proprio potere di acquisto

per contribuire a raggiungere fini che egli giudica eticamente rilevanti�. E’ quanto affermava il prof. Zamagni in un recente convegno nazionale. Questa affermazione,

ormai condivisa da molte persone, ci fa ritenere che sia maturata una nuova cultura anche grazie all’opera che alcuni pionieri del commercio equo e solidale, fin da

Un’alunna della scuola media “Padalino� di Fano

vent’anni fa, esercitavano nel promuovere prodotti che venivano dai Paesi del Sud del Mondo, contribuendo a dare dignità al lavoro di quelle popolazioni, a diminuire gli intermediari nelle transazioni commerciali, contribuendo cosÏ a limitare i rischi di speculazioni nelle materie prime alimentari, e a diffondere prodotti cresciuti nel rispetto dell’ambiente. Anche nella nostra città, il lavoro iniziato oltre vent’anni fa, ha contribuito a creare un clima favorevole verso i temi della giustizia sociale e del consumo consapevole. Non a caso, tanto per citare alcuni esempi, appena pochi giorni fa è stata celebrata la settima edizione della Fiera della Sostenibilità (traguardo anch’esso significativo),

nonchĂŠ realizzato, nel precedente week-end, la manifestazione Fanno Cultura che ha trattato i temi della decrescita, del consumo consapevole, della sobrietĂ , e della necessitĂ  di adottare nuovi stili di vita, attraverso un convegno ed uno spettacolo teatrale. Ma oltre a creare cultura, il merito del commercio equo e solidale è stato sicuramente quello di avere realizzato “opere concreteâ€? che durano nel tempo, garantendo continuitĂ  nel rapporto commerciale ad alcune comunitĂ  nel Sud del Mondo, che grazie a questa continuitĂ  hanno potuto far evolvere la loro condizione sociale ed economica. Gabriele Darpetti Šriproduzione riservata

Terzo volume de “I quaderni del museo�

Rebecca vince il Concorso Bimillenario delle mura augustee Poesia Onesta 2012

to - Antincendio TVCC - Videocontrollo ollo Accessi Cablaggio Strutturato Impianti telefonici Automazioni FAAC toni Sezionali eventivi e sopralluoghi gratuiti Assistenza tecnica e su 24

www.ilnuovoamico.it

FANO - Rebecca Marchionni, alunna della scuola media Padalino, classe 3D, ha ottenuto il primo premio con la sua poesia “Lupo solitarioâ€? al Concorso Letterario Nazionale Poesia Onesta 2012 giunto alla 7°edizione. La premiazione degli studenti della scuola secondaria di 1° grado della sezione poesia in italiano, si è svolta presso l’ex sala consiliare del comune di Ancona il 5 ottobre scorso. L’alunna, accompagnata dall’insegnante Cristina Diotallevi ha ritirato il premio ottenendo anche un diploma di merito e la pubblicazione della propria opera, insieme a quella degli altri vincitori, nel volume “Poeti e narratori in italiano e in dialettoâ€?. Paolo Brugiati motiva cosĂŹ l’assegnazione del primo premio alla poesia: è l’adolescenza che reclama il suo spazio , necessita di soddisfare i propri bisogni, con la voglia di rompere tutti gli schemi, compresi quelli poetici. Ma dopo il ‘dolore’ della crescita c’è l’aspirazione ad un domani piĂš rassicurante.

il ssetaccio •

SETTIMANALE D’INFORMAZIONE D

Mangiare bene a casa e a scuola

FANO – “Mangiare bene a casa e a scuola per crescere saniâ€? è il titolo della conferenza in programma sabato 20 ottobre, alle ore 16.30 nell’ex chiesa Sant’Arcangelo, organizzato dall’associazione Altramarea con il patrocinio dell’assessorato ai Servizi Educativi del Comune di Fano, dall’Asur Marche Area Vasta n.1 e con il sostegno del Centro Servizi per il Volontariato. All’incontro, aperto a tutta la cittadi-

nanza e in particolare a genitori ed educatori, interverrà la dottoressa Anna Villarini, del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva Unità di Epidemiologia Eziologica e Prevenzione e Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Interverranno, inoltre, Jacopo Cerchi del Comitato Sostenibilità in Mensa, Stefano Brunori assessore del Comune di Saltara, Bruno Sebastianelli presidente della cooperativa agricola La Terra e il Cielo e Andrea Ceccarelli coordinatore del progetto Emporio AE mercato dell’Altra Economia. Per i bambini verrà allestito uno spazio di intrattenimento con letture e giochi. Al termine della conferenza verrà offerta una merenda a tutti i partecipanti. Per info: associazione.altramarea@gmail. com – Elisabetta 328.8444370

FANO – GiovedĂŹ 11 ottobre, presso la sala ipogea della Mediateca Montanari, è stato presentato alla cittadinanza fanese il terzo volume della raccolta storico-didattica “I quaderni del museoâ€? curata dal gruppo di lavoro del Museo civico Malatestiano. Maria Antonia Cucuzza – assessore alla Cultura del comune di Fano – ha sobriamente introdotto l’evento. In seguito, hanno preso la parola: il professor Luciano De Sanctis, esperto di storia romana, ed il dottor Gabriele Baldelli, archeologo, ex soprintendente della regione Umbria. De Sanctis, in particolare, ha illustrato ai numerosi cittadini lĂŹ presenti i contenuti di questo terzo volume. Il libro, in sintesi, raccoglie gli interventi dei vari studiosi che hanno preso parte al convegno accademico Murum dedit, svoltosi nel 2009 a Fano per commemorare il bimillenario delle mura augustee cittadine. Il professor De Sanctis, durante il suo discorso, si è soffermato soprattutto sugli aspetti

architettonici e storici riguardanti i bastioni eretti, in etĂ augustea per l’appunto, intorno all’originaria cittĂ  romana di Fanum Fortunae. L’estetismo delle mura, la geometria dell’Arco di Augusto, l’assetto urbanistico della Fano romana, il rapporto fra urbs (spazio cittadino sacro) e ager (spazio esterno fuori dalle mura); questi sono stati alcuni dei temi trattati. Il terzo numero de “I quaderni del museoâ€?, per chi fosse interessato, è disponibile presso il book shop del Museo civico Malatestiano. Diego Corinaldesi Šriproduzione riservata

Preparazione al volontariato in Africa

FANO - Anche quest’anno l’associazione “L’africa Chiama onlusâ€? propone viaggi di formazione e di volontariato internazionale di breve periodo in Kenya, Tanzania e Zambia. Il prossimo corso per chi desidera partire si terrĂ dal 26 al 28 ottobre presso l’Eremo di Monte Giove, a partire dalle ore 15 di venerdĂŹ 26 fino alle ore 16 di domenica 28. Il numero massimo di partecipanti al corso è di 30 persone: una volta raggiunto tale numero, le iscrizioni verranno chiuse. Per motivi organizzativi, non sarĂ  possibile effettuare partenze prima di Febbraio 2013. All’indirizzo http://www.lafricachiama. org/index.php/eventi/eventi-2012/537-corso-diformazione-per-il-volontariato-in-africa.html, tutte le info ed aggiornamenti sull’evento.

Roberta Martinelli va in pensione

CAGLI - Roberta Martinelli, dopo tanti anni di lavoro, lascia l’ospedale di Cagli. Alla neo pensionata, gli auguri dei colleghi per il meritato riposo.

%JUUB10((*0-*45&'"/0

Officina meccanica specializzata per incastellatura, ceppi, battenti per campane ed elettrificaziOne. OrOlOgi da tOrre - impianti antifulmine 4PQSBMMVPHIJ QSPHFUUB[JPOJFQSFWFOUJWJHSBUVJUJ

7JB$BTF1PQPMBSJ "6%*503& 16 5FM$FMM


• il• amico nuovo

21 ottobre 2012

Urbino

Redazione di Urbino: Via Beato Mainardo, 4 - 61029 Urbino Tel. e Fax 0722/378395 ilnuovoamico@arcidiocesiurbino.it Orario: Mattino 9.00-12.00 Pomeriggio 15.00-17.00

Urbania Sant’Angelo in Vado

17

anniversario Matilde Poggiolini e Alcide Dini festeggiano le nozze di diamante

20

pagina

L’ARCIDIOCESI ACCOGLIE LA RELIQUIA DEL BEATO GIOVANNI PAOLO II

Una giornata indimenticabile

SANT’ANGELO IN VADO. «Fratelli e Sorelle! Non abbiate paura di accogliere Cristo e di accettare la sua potestà! […] Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa “cosa è dentro l’uomo”. Solo lui lo sa! Oggi così spesso l’uomo non sa cosa si porta dentro, nel profondo del suo animo, del suo cuore. Così spesso è incerto del senso della sua vita su questa terra. È invaso dal dubbio che si tramuta in disperazione. Permettete, quindi – vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo. Solo lui ha parole di

vita, sì! di vita eterna». Chi non ricorda queste memorabili parole del grande Giovanni Paolo II, da lui pronunciate con vigore e passione nella sua prima solenne eucaristia, celebrata

in Piazza San Pietro il 22 ottobre 1978, e da lui vissute con tenacia e gioia durante tutto il suo lungo pontificato, sino al quel 2 aprile 2005, quando – per usare le parole di un altro grande papa del XX secolo, Paolo VI – ha chiuso «gli occhi su questa terra dolorosa, drammatica e magnifica, chiamando ancora una volta su di essa la divina Bontà». Queste stesse parole sono risuonate nel pomeriggio di lunedì 15 ottobre a Sant’Angelo in Vado, anzi lo stesso Giovanni Paolo II ha fatto visita alla cittadina, capitale della “Massa Trabaria”: dopo tanta attesa, trepidazione e preparazione, è arrivata, infatti, la preziosa reliquia del Beato Giovanni Paolo II, scortata da un’auto del Carabinieri ed accolta con entusiasmo a Porta Albani dal Parroco mons. Davide Tonti, dal Sindaco Settimio Bravi e da moltissimi fedeli, dagli scout e dai ragazzi delle scuole, con tanto di bandierine alzate al cielo. Tutti, con sempli-

sacerdote della nostra chiesa diocesana per il bene della chiesa universale

La scomparsa di Mons. Antonio Paolucci

Urbania -Con mons. Antonio Paolucci scompare nella nostra chiesa uno dei sacerdoti più stimati nel servizio pastorale. È vissuto oltre novant’anni. È deceduto presso l’ospedale di Urbino il 12 ottobre 2012. Con lui si estingue l’ultimo canonico della Cattedrale di Urbania, dove era stato nominato sessantadue anni fa. Proviene da una famiglia di forte tradizione cristiana. Era nato a Urbania il 3 febbraio 1922. È quinto di dodici fratelli. Dal ramo della sua famiglia sono usciti quattro sacerdoti e una suora. È stato per sessantasei anni direttore diocesano dell’ufficio missionario e per quindici anni anche direttore dell’ufficio regionale per le missioni. L’ho accompagnato volentieri in molti convegni regionali da lui organizzati a Loreto, in Ancona, a Macerata, a Fano…e ricordo la stima dei vescovi, dei cardinali e di tanti missionari che avevano per lui

come sacerdote dinamico, gene- sua vita ha amato la sua chiesa roso e sensibile alle situazioni di diocesana per il bene della chiesa povertà. Per questo nel vangelo universale. È stato amministratodella liturgia funebre, presieduta re parrocchiale di san Sebastiano dall’arcivescovo mons. Giovanni e santa Maria in Triaria ed è stato Tani, sono state proclamate le pa- cappellano del monastero delle role: “ …hanno conosciuto che tu benedettine di Urbania, direttore mi hai mandato. E io ho fatto co- dell’Apostolato della Preghiera e noscere il tuo nome…” (Gv 17,24- dell’Opera Vocazioni Ecclesia26). Non c’è dubbio che don An- stiche, poi direttore dell’ufficio tonio sia stato per tanti la mano catechistico diocesano, quindi didella “Provvidenza”. L’Arcivescovo rettore del collegio femminile san ne ha tessuto un eccellente elogio Giuseppe di Urbania e della scuomostrandolo come esempio per la materna di Monte San Pietro in la nuova evangelizzazione. Ai fu- Muraglione di Urbania. Per nunerali, che si sono svolti in forma merosi anni ha svolto l’incarico di solenne nella concattedrale di Ur- economo del seminario di Urbabania, hanno preso parte molti sa- nia, dove è stato anche insegnante cerdoti tra cui l’arcivescovo eme- e vice-rettore. rito mons. Francesco Marinelli Tanti i pellegrinaggi da lui orgae il nuovo vicario generale mons. nizzati soprattutto a Lourdes… e Giuseppe Tabarini. proprio a Lourdes fu lui a proLa vita di don Antonio si è spenta pormi, ai responsabili dell’ufficio proprio all’inizio dell’Anno della liturgico del santuario, a proclaFede, per la quale non si è mai mare in canto il Vangelo in latino risparmiato nel sostenere con la durante la messa internazionale preghiera ed anche economica- nella grande basilica sotterranea di mente, nel corso di molti anni, i san Pio X in una concelebrazione venticinque missionari e le otto con circa quattrocento sacerdoti, missionarie della nostra diocesi. alla presenza di circa quindicimiPer i seminaristi poveri ha invece la pellegrini da tutto il mondo. Mi costantemente cercato delle ado- disse di averlo fatto per privilegiazioni, attraverso le quali – anche re la nostra arcidiocesi di Urbino quest’anno - altri quattro semina- – Urbania – Sant’Angelo in Vado. risti hanno completato gli studi e Grazie, don Antonio. Il tuo ricorsono stati già ordinati sacerdoti. do arderà per sempre tra noi. Notevole è stata la sua collaboGiuseppe Mangani razione con le Pontificie Opere (testimonianza a pag. 18 ‘Diario) Missionarie. In tutto l’arco della © RIPRODUZIONE RISERVATA

cità, commozione e gioia grande hanno voluto fare corona al grande papa, accompagnandolo lungo corso Garibaldi sino alla Basilica Concattedrale, mentre l’inossidabile Alcide – sagrista per più di 60 anni e memoria storica della comunità – suonava le campane. Giunti in Duomo, gremito di fedeli e “vestito” a festa come per le grandi occasioni, si è recitato il santo rosario (preghiera tanto cara a Giovanni Paolo II) e cantato il Vespro. Dopo cena, alle 21

Urbania, Acqualagna e dal 24 ottobre prossimo sino a domenica 28, Urbino, secondo il seguente programma: mercoledì 24 alle 17,30 accoglienza nella parrocchia SS. Annunziata, cui seguirà alle 18.30 la celebrazione della Santa Messa; alle 21 processionalmente verrà portata a San Francesco, dove alle 21.30 si terrà una veglia di preghiera per i giovani con l’Arcivescovo. Giovedì 25 ottobre la reliquia visiterà al mattino il Monastero delle agostiniane e

– concelebrata dai sacerdoti della Vicaria e animata egregiamente dal coro parrocchiale – si è tenuta la santa messa solenne, che ha visto grande concorso di popolo, i confratelli delle compagnie ed uno stuolo di emozionati chierichetti, pronti ed attenti a “servire” al meglio delle loro possibilità. Al termine della celebrazione si è lasciato il giusto spazio al tradizionale bacio della reliquia ed alla preghiera personale. La reliquia resterà a Sant’Angelo sino a domenica 21, quando continuerà la sua visita in Diocesi:

nel pomeriggio il Monastero delle clarisse. Venerdì 26 ottobre, ad Urbino, in Cattedrale, ci sarà l’incontro con le scuole; nel pomeriggio sarà accolta dalla comunità di Morciola, dove resterà sino al primo pomeriggio di sabato 27, quando tornerà ad Urbino per la celebrazione con gli anziani e gli ammalati, alle 15.30. Domenica 28 ottobre, infine, alle 18.30 Santa Messa presieduta dall’Arcivescovo e partenza della reliquia per Roma. Don Andreas Fassa © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL SACRAMENTO DELLA CONFERMAZIONE A 25 RAGAZZI

Cresime ad Acqualagna

ACQUALAGNA - Il 13 ottobre scorso venticinque ragazzi e ragazze della parrocchia S. Lucia hanno ricevuto il Sacramento della Cresima. Appena entrato in Chiesa l’Arcivescovo Mons. Giovanni Tani, seguito dai cresimandi, ha loro rivolto la parola richiamando la loro attenzione su quello che stavano per ricevere. “Voi state per diventare soldati di Cristo- ha loro detto-, il cristiano vince attraverso la lotta”. Queste parole sono poi state approfondite da S.E. prima di impartire il Sacramento della Confermazione. La cerimonia si è svolta tra i canti del coro parrocchiale diretto dal m° Lorenzo Gamboni.e con i ragazzi che hanno seguito i diversi momenti con la massima attenzione e compostezza . L’Arcivescovo, riprendendo le parole del saluto iniziale, durante l’omelia si è rivolto ai ragazzi invitandoli a scegliere la buona strada e di non cedere alle facili proposte di coloro che dicono di assecondare tutto quello che istintivamente sentiamo di fare. .Nella vita cristiana ci sono delle frecce , come quelle stradali, che aiutano ad orientarsi. Le prime indicazioni provengono dai Comandamenti che rappresentano atti di amore di Dio verso di noi, e poi l’altra grande freccia è quella che ci porta a Gesù perché è lui la sapienza della vita. Se porto Gesù nel mio cuore saprò meglio orientarmi e comprendere ciò che voglio diventare. Al termine della liturgia il parroco don Piergiorgio ha ringraziato l’Arcivescovo per la Sua presenza, ha ringraziato in particolare i catechisti e le catechiste per la loro importante collaborazione, e il coro per aver reso più bella la cerimonia. Oberdan Stroppa © RIPRODUZIONE RISERVATA


18 21 ottobre 2012

Urbino Urbania Sant’Angelo in Vado

GLI INCONTRI SI SONO TENUTI NELL’ORATORIO DI CÀ GALLO

Corso formativo per catechisti

Montecalvo in Foglia - Presso l’Oratorio “Arduini don Adelelmo” di Cà Gallo di Montecalvo in Foglia si è tenuto, nel mese di settembre, il corso formativo per catechisti/e. Il corso è stato pensato dai parroci di Sassocorvaro, Cà Gallo, Pieve di Cagna e San Donato, i quali hanno avvertito l’esigenza di far partecipare al medesimo anche altre comunità. La proposta è stata accettata con molto entusiasmo, tanto che i quattro incontri hanno visto la partecipazione di numerose catechiste/i di tutte le zone limitrofe alla Val del Foglia. Le motivazioni e le finalità del corso sono state: aiutare i/le catechiste ad acquisire una mentalità che superi l’approccio “scolastico” limitato alle lezioni settimanali e vissuto in modo individuale; fare gruppo e collaborare con le altre realtà parrocchiali ed essere presenti alla vita diocesana; formazione spirituale. La buona riuscita del corso è avvenuta attraverso l’aiuto di Don Mario Florio dell’Ufficio Catechistico di Pesaro che ha accettato di

collaborare alla sua realizzazione inviando relatrici d’eccellenza delle varie parrocchie di Pesaro. Il corso è stato suddiviso in quattro incontri, il primo, dal titolo “Educare al servizio nella Catechesi”, è stato tenuto da Fiorenza Pistelli e Rita Valeri del’UDC di Pesaro. Una lettura approfondita del racconto

evangelico circa la moltiplicazione dei pani e dei pesci, ha permesso di comprendere l’importanza del servizio. Il secondo incontro, dal titolo “Il gruppo dei catechisti/e nella Comunità Parrocchiale”, ha visto l’intervento di Aldina Lanzerini e Cristina Valdinocci della Parrocchia

Pastorale universitaria

del Porto. Un incontro caratterizzato dal rendere pratico il servizio affidato ai catechisti. Il terzo incontro “La Lectio Divina nella formazione spirituale dei catechisti/e” ha visto come relatrici due professoresse di religione, Ilaria Bezziccheri e Tea Borghi della Parrocchia del Duomo di Pesaro.

Infatti, il catechista compie un servizio, per mettere in pratica tutte le sue conoscenze e la sua fantasia, ma tutto ciò è possibile solo se parte dal cuore, solo attraverso una formazione spirituale. Infine, l’ultimo incontro, “L’atteggiamento di Fede nel catechista”, è stato tenuto da Sua Eccellenza Mons. Giovanni Tani, Arcivescovo di Urbino – Urbania - Sant’Angelo in Vado il quale ha posto l’accento sull’atteggiamento che ci accompagna, distinguendo tra “fede in cui crediamo” e “fede con cui crediamo”, quest’ultima è caratterizzata, appunto, dall’atteggiamento che ci contraddistingue. L’invito di Sua Eccellenza è stato quello di formarsi spiritualmente, anche attraverso lo scritto “Alzati e và. Vivere e trasmettere la Fede nelle Marche”, distribuito alla fine della Celebrazione tenuta in Cattedrale, a Urbino sabato 6 ottobre, in occasione dell’ inaugurazione dell’Anno Pastorale. Giulia Volponi © riproduzione riservata

IL MANDATO AI CATECHISTI E LA BENEDEZIONE AI BAMBINI

“La sapienza del cuore” La condivisione della fede

URBINO. Le lezioni universitarie sono ormai iniziate. A confermarcelo non è soltanto il calendario, ma anche l’aumento del numero dei partecipanti alle attività della parrocchia, grazie alla presenza delle nuove matricole. Il parroco, padre Luca Gabrielli, dopo un affettuoso saluto di benvenuto anche ai nuovi arrivati, ha invitato tutti a mettere sotto il segno della fede, lo studio, le amicizie, le occasioni di incontro, le attività ricreative e tutto ciò che accadrà in questo nuovo anno accademico. Nell’incontro domenicale di questa settimana, i testi della Parola di Dio hanno indicato ciò che é davvero importante nella vita del cristiano: saper vedere le persone e gli avvenimenti alla luce di Dio, lasciandosi guidare dal suo insegnamento. Ecco la sapienza del cuore, cioè l’apertura

della mente e del cuore al mistero di Dio. La riflessione che chiede quale sapienza avere per vivere e non fallire la vita, è scaturita dalla domanda fatta da un giovane a Gesù: “Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna? Cioè la vita vera, la vita piena, la gioia che non finisce?”. “Questa sapienza, stimata più dell’oro”, ha detto padre Luca, “è la nostra fede, cioè la fiducia in Dio da alimentare tutti i giorni, a cominciare dal desiderio di avvicinarsi a Lui, come ha fatto questo giovane per chiedergli come comportarsi per raggiungere la vita eterna. Anche noi dovremmo fare altrettanto. È Dio che ha messo questo desiderio nel nostro cuore. Gesù fa una richiesta che secondo la sapienza del mondo potrebbe essere considerata una pazzia: va, vendi quello che hai e seguimi! Questo giovane se ne va triste perché non aveva fede. Senza fede non si riesce a fare una scelta di questa natura”. Il parroco ha ricordato ai ragazzi che quest’anno il Papa ci chiede di coltivare, di approfondire la nostra fede. Come? “La parroc-

chia universitaria, con la sua quotidiana attività, ci aiuterà nel cammino di riscoperta della fede. Oggi con la fede ci si comporta come se fossimo davanti ad un menù:ognuno prende alcune cose, di solito quelle che fanno più comodo e ne lascia altre. Non può essere così perché la fede ci è stata donata da Cristo: tutti dobbiamo credere alle stesse cose, tutti dobbiamo avere una fede condivisa. E’ questa la cosa che vale più di tutte le ricchezze. Anche noi quindi, dobbiamo spogliarci delle nostre idee e riacquistare la fede che ci dona la vita. La fede si acquista affidandosi a Dio e perdendo le proprie sicurezze e convenienze”. Al termine il parroco ha invitato tutti a mettere il cammino di questo nuovo anno, sotto lo sguardo di Maria. Così ha fatto “la band”, guidata da padre Samuele, nel canto finale: nella casa tua io canto a te Maria / prendi fra le mani tu la vita mia / accompagna il mio cammino verso lui / sulla strada che hai percorso tu Maria Giuseppe Magnanelli

Quasi Quasiun undiario diario

1. La mia fortuna di essere stato in collegio per cinque anni. E per di più un collegio a cento metri da casa. Questi pensieri si sono affollati nella mia mente per la scomparsa del sacerdote Antonio Paolucci. il vice rettore di questo che ho chiamato collegio, ossia del Seminario di Urbania. 1950. Dico fortuna per mille motivi: aver avuto

un’educazione retta e rigida; insegnanti colti; clima sereno, semplicità. Mamma sarta, babbo muratore, appena di ritorno dalla guerra dopo quattro anni di silenzio, nonna infermiera, un fratello e una sorella. Dopo la quinta elementare avevo dato un dispiacere ai miei amici d’infanzia per essermi defilato da loro ed entrato in seminario. In compenso avevo trovato ragazzi seminaristi di Mercatello e Sassocorvaro, le due città del Vicariato della Diocesi di Urbania. (La Diocesi di Sant’Angelo in Vado aveva il suo seminario). Una quarantina di ragazzi in tutto per le tre medie e le due di ginnasio. Classi di

© riproduzione riservata

Urbino - Alla vigilia del suo trasferimento nella Parrocchia di San Martino di Urbino (Santuario Sacro Cuore di Cà Staccolo), mons. Umberto Brambati nella sua veste di Parroco della SS. Annunziata di Urbino, domenica 7 ottobre ha conferito il mandato ai catechisti ed ha benedetto i bambini del catechismo durante la messa delle ore 11. Nell’omelia mons. Brambati ha annunciato la decisione di rinnovare ai catechisti il mandato di insegnamento esprimendo la fiducia che bambini e ragazzi trovino nei loro insegnanti fiducia, senso di condivisione e spirito di fraternità. Ha invitato i bambini e i ragazzi ad essere disponibili ad accogliere con fede la parola di Dio affinché ogni scelta della loro vita sia sempre una scelta corretta e coerente coi principi e i valori umani e cristiani. La celebrazione è stata animata dal coro dell’Annunziata accompagnato all’organo da Catia e Laura. Fausto Nucci © riproduzione riservata

Urbania e dintorni d i Raimondo Rossi cinque o sei alunni, insegnamento individualizzato. Alzata alle sei e mezza d’inverno e d’estate. Ore sette: messa e meditazione in cappella con il padre spirituale. Prima della colazione, una mezz’ora per il ripasso. Dalle otto e mezza alle dodici e mezza: scuola. Pranzo in silenzio per la lettura di alcune pagine di vite dei Santi. Fino alle 14 e trenta passeggio fino ai Cappuccini. Altre due ore di lezione, merenda e studio fino alle 20. I genitori, settimanalmente: visita e sostituzione della biancheria. Esami e un mese di vacanza a casa, il resto un mese nell’abbazia di Lamoli, con studio ed escursioni. Don Pao-

lucci, provvedeva ai viveri e alla cucina (Concetta Ravaioni con tanti figli) per il prossimo anno. Un uomo di azione con lo sguardo sempre fisso alle Missioni… 2. Ricordiamo tutti il libro del Vangelo che, nel giorno del funerale di Giovanni Paolo II, si chiuse a causa di una folata di vento. Per una settimana in Urbania sarà presente una Reliquia del Papa: un’ampolla di sangue incastonata in un libro. 3. Per i fissati di proverbi: Se vo’ un bell’aiè, l’è da metta giò a Genè . Un consiglio del mio amico ortolano. © riproduzione riservata


Urbino Urbania Sant’Angelo in Vado URBINO. A partire dal 5 novembre avrà inizio presso il convento San Francesco di Urbino il corso di preparazione per gli adulti ai sacramenti dell’iniziazione cristiana. Gli incontri si tengono ogni lunedì alle ore 20,30. Il corso, proposto e curato dal servizio diocesano per il catecumenato diretto da P. Francesco Acquabona con la collaborazione di Stefano Mancini Zanchi, si rivolge a quanti, adulti, desiderano ricevere il Battesimo o la Cresima ed è aperto a chiunque desideri approfondire o riscoprire i motivi della propria fede. La fede della comunità cristiana, lo sappiamo, si gioca e si fonda non tanto sulla fede dei fanciulli, ma su quella degli adulti. Per questo motivo la Chiesa, a partire dal Concilio Vaticano II, prendendosi a cuore un impegno tanto importante, chiede che sia la Diocesi a preparare gli adulti ai sacramenti dell’iniziazione cristiana (Battesimo, Confermazione, Eucaristia) e che sia il Vescovo stesso – o un

21 ottobre 2012

19

A SAN FRANCESCO LA PREPARAZIONE DEGLI ADULTI AI SACRAMENTI

Servizio diocesano per il catecumenato suo delegato – a celebrarli, proprio come già faceva la Chiesa dei primi secoli, al tempo dei grandi Padri: Agostino, Ambrogio, Cirillo di Gerusalemme e tanti altri. Il RICA (Rito dell’iniziazione cristiana degli adulti) sottolinea con precisione questa dimensione diocesana ed ecclesiale: «Ministri ordinari del Battesimo sono i vescovi, i presbiteri e i diaconi. Quando celebrano questo sacramento, ricordino che agiscono nella Chiesa in nome di Cristo e nella potenza dello Spirito Santo.

Curino pertanto con particolare diligenza la proclamazione della parola di Dio e la celebrazione del sacramento. Evitino inoltre tutto ciò che dai fedeli possa essere interpretato come preferenza di persone. I vescovi sono i principali dispensatori dei misteri di Dio e i responsabili di tutta la vita liturgica nella Chiesa loro affidata. In forza di questo loro ufficio essi regolano il conferimento del Battesimo, mediante il quale gli uomini partecipano al sacerdozio regale di Cristo. Non tralascino

quindi di celebrare essi stessi il Battesimo, soprattutto nella Veglia pasquale. Si raccomanda in particolare che essi stessi conferiscano il Battesimo agli adulti e ne curino la preparazione. Spetta ai parroci coadiuvare il vescovo nella preparazione e nella celebrazione del Battesimo degli adulti loro affidati, a meno che il Vescovo non abbia disposto altrimenti. È inoltre loro ufficio preparare e seguire con adeguate forme pastorali i genitori e i padrini dei bambini da battezzare, sollecitando anche

l’aiuto di catechisti e di altri laici idonei. Infine essi stessi conferiranno ai bambini il sacramento. gli altri presbiteri e i diaconi. Gli altri presbiteri e i diaconi, come cooperatori del ministero del vescovo e dei parroci, prestano la loro opera nella preparazione del Battesimo; possono anche conferire il sacramento per incarico o con l’assenso del vescovo o del parroco». Per informazioni si può telefonare al n. 329.6124320. AF © riproduzione riservata

NEL ‘500 GLI OROLOGI URBINATI ERANO DI GRAN MODA

Barocci: una famiglia di artisti /2

URBINO – Nello scorso numero abbiamo scoperto quanto i parenti dell’illustre Federico Barocci fossero altrettanto famosi per i loro strumenti matematici e come un loro avo, Ambrogio, avesse scolpito le formelle che ornavano il basamento di Palazzo Ducale. Oggi approfondiremo l’attività della fiorente bottega baroccesca, che spaziava dalle squadre all’oreficeria. In quella che oggi, a loro ricordo, è stata chiamata via Barocci, quattrocentocinquanta anni fa vi era una delle botteghe più invidiate d’Europa: quella, appunto, di Simone Barocci. Il pittore Federico, che era conosciuto per i suoi vivaci colori e gli strabilianti cangiantismi, aveva un fratello dedito più alla tecnica che all’arte, ma sicuramente non per questo meno famoso. Simone, ingegno brillante

e lungimiranza da commerciante, fondò una bottega di strumenti matematici: squadre, compassi, goniometri e tutto quanto serviva ad architetti e disegnatori. Nel contempo però, incoraggiato dai constanti affari che si facevano con la vendita di oggetti di facile acquisto, iniziò con i cugini Giovanni Maria e Giovanni Battista anche a produrre orologi preziosi. Erano nati in quegli anni i primi orologi da tasca e da tavolo, e Simone decide di intraprendere

questa nuova strada, speranzoso della committenza danarosa che una dinastia imparentata con mezza Europa poteva rappresentare; e difatti così fu. Francesco Maria II ordinava e i Barocci eseguivano, poi il pezzo (rigorosamente unico) veniva spedito nelle più svariate corti del continente. L’importante per il Duca infatti era che il pezzo suscitasse meraviglia e stupore per la sua originalità e che al contempo rappresentasse una produzione tipica del suo ter-

COME AFFRONTARE IL RISCHIO TERREMOTO

Una domenica particolare URBINO. Nelle giornate del 13 e 14 ottobre, si è svolta nella piazza  della Repubblica in Urbino, (oltre che in altre 100 piazze d`Italia) la campagna “Terremoto io non rischio”, preparata e presentata dai volontari dell`Unitalsi, con l`aiuto dei volontari della Protezione Civile di Urbino, guidata dal Sig. Roberto Tempesta,che ha collaborato sia per l`allestimento  delle strutture, che per la distribuzione del materiale illustrativo.

Tre volontari Unitalsi dal mese di maggio hanno partecipato ad un corso formativo presso il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, a Roma, ed hanno a loro volta formato volontari anche di altre associazioni, per la preparazione a questo evento sulla riduzione del rischio in caso dei calamità. Ognuno ha avuto un compito sia per la parte tecnica e illustrativa: Giorgio Zazzeroni, responsabile della piazza; Velia Verdolini, responsabile della Pro-

“SERENISSIMA” di Foglietta Giuliana

VERNICI e FERRAMENTA dal 1967 al servizio di una clientela sempre più vasta

Via Roma, 131 - Tel. 0721/490298 MONTECCHIO (PU)

tezione Civile Unitalsi di Urbino; Juan Carlos Rivero, responsabile della formazione volontari; Luciano Ubaldi, Lidia Aluigi e Matteo Grossi volontari dell`Unitalsi. Le associazioni promotrici Anpas, Ingv, Protezione Civile, Reluis, sono state presenti portando anche il saluto ai nostri volontari. Hanno collaborato i volontari Paolo Venturini, Luiselle Spadoni, Andrea Righi, Marco Pompili. L’Associazione Unitalsi ringrazia tutti quanti si sono prodigati per la buona riuscita di questo evento, avendo registrato una buona partecipazione da parte dei cittadini e di qualche turista di passaggio che ha dimostrato interesse. L’Unitalsi ora si appresta al prossimo impegno il 27 ottobre p v in Duomo, alla presenza delle Sacre Reliquie del Beato Papa Giovanni Paolo II alle ore 15,30 ci sarà la celebrazione Eucaristica presieduta dall`arcivescovo mons. Giovanni Tani. Il personale sarà a disposizione per accompagnare persone anziane ed ammalati. © riproduzione riservata

ritorio. Nel 1570 ad esempio Giovanni Maria invia a Papa Pio V un orologio-planetario, uno dei pochi esemplari che oggi sono giunti a noi di tutta l’immensa produzione urbinate. Del resto possiamo immaginare che col tempo, superati da oggetti più moderni, siano stati pian piano accantonati e poi buttati o fusi per ricavarne metallo prezioso. In ogni caso il nome dei Barocci rimarrà immortale, anche se le loro opere non ci sono giunte, per le appassionate cronache del

tempo e gli ammiratori che hanno avuto ovunque, in Spagna come in Toscana. Fu infatti a Firenze che un giovane scienziato di nome Galileo Galilei, al quale servivano per i suoi studi strumenti rari e all’avanguardia, ordinò prima dall’Olanda un cannocchiale e poi da Urbino, per la precisione dai Barocci, alcuni “compassi geometrici et militari”, che gli sarebbero stati utili nelle sue rivoluzionarie scoperte. Chissà se senza i Barocci oggi sapremmo ugualmente che è la terra a ruotare intorno al sole e non il contrario? Probabilmente sì, ma possiamo affermare senza dubbio che senza la favorevole culla urbinate molti passi della scienza e dell’arte non sarebbero stati così giganti e ravvicinati. Non ci sarebbe stato, in due parole, il Rinascimento Matematico. La prossima settimana la terza ed ultima parte di questo viaggio nel tempo ci porterà all’interno dello studio di Federico Barocci, per vedere come gli strumenti del fratello fossero utili anche a lui, artista figlio di una città in pieno fermento culturale. Nella foto un momento del convegno “I Barocci a Urbino tra arte e scienza” con Simone Barocci sullo sfondo. Giovanni Volponi © riproduzione riservata


20

21 ottobre 2012

Urbino Urbania Sant’Angelo in Vado

• il• amico nuovo

LA CITTÀ DEVE RITROVARE L’ORGOGLIO E LA VOGLIA DI BATTERSI

In difesa del Tribunale e non solo

Urbino – Mentre enti istituzioni associazioni cittadini sono impegnati, in uno sforzo comune che - come qualche volta accade nei momenti critici della storia locale -, sta coinvolgendo tutte le realtà del territorio, nella non facile impresa di salvare la sopravvivenza del Tribunale di Urbino, non si può fare a meno di riconsiderare tutte le sconfitte e le

perdite subìte dalla città in questi ultimi decenni, non sempre soltanto per volontà altrui, ma anche per un mancato e marcato esercizio del proprio buon diritto. Una precedente soppressione degli Uffici Giudiziari, verificatasi negli anni Trenta del Novecento, era stata positivamente superata dalla città, anche se non si era giunti ad un ampliamento dell’ambito

territoriale di competenza del Tribunale includendo tutti i comuni dell’alta provincia. Il che avrebbe dato maggior forza e consistenza agli Uffici Giudiziari urbinati. Una vera e propria sconfitta Urbino l’ha subìta con la chiusura della Casa Circondariale allora ubicata nell’ex convento di San Girolamo. La sconfitta è stata una conseguenza della mancata realizzazione di una nuova struttura carceraria fuori dalle mura per la cui realizzazione il ministero di Grazia e Giustizia aveva stanziato i finanziamenti necessari indicando le caratteristiche che avrebbe dovuto presentare l’area prescelta. Nonostante queste indicazioni le zone che di volta in volta il Comune di Urbino individuava venivano respinte dal ministero perché non corrispondenti alle caratteristiche richieste. In questo modo si andò avanti per circa dieci anni e quando il Comune si decise a scegliere l’area di Canavaccio, che fin dall’inizio era stata da varie parti segnalata come quella ideale, il ministero aveva dirottato altrove i finanziamenti e non se ne fece nulla. E si ebbe anche l’impressione che a qualcuno non importasse

più di tanto perché non ci fu nessuna “rivoluzione” o pressione per ottenere soddisfazione. Eppure la nuova Casa Circondariale oltre a portare nel Comune di Urbino centinaia di dipendenti, avrebbe costituito un buon deterrente per il futuro del Tribunale. In precedenza la città aveva perso un’altra importante struttura, la Casa di Rieducazione per Minorenni, ubicata nell’ex Palazzo delle Esposte (ora sede degli Uffici Giudiziari) e nell’ex convento degli Scalzi (dove c’era la sezione agricola) in cui prestavano la loro opera parecchie decine di dipendenti. Con il venir meno di queste due istituzioni, sono venuti a mancare centinaia di potenziali residenti. In quelle circostanze si era parlato della creazione ad Urbino, al fine di compensare la città delle perdite subìte, di una Scuola per allievi sottufficiali penitenziari o di altre categorie di personale statale, ma non se ne è fatto nulla: solo chiacchiere. E’ evidente che è mancato il doveroso impegno e la necessaria coesione delle forze politiche e istituzionali locali e territoriali. Tutte condizioni che non sono evidentemente mancate e non

mancano a Camerino, città con Tribunale a rischio, come Urbino. Nei giorni scorsi, nel corso di un servizio televisivo dedicato alla situazione carceraria nelle Marche, si è appreso che è stato disposto un congruo finanziamento per costruire a Camerino una nuova Casa Circondariale. Il Comune camerte è piccolo (meno della metà degli abitanti di Urbino), ma enti e cittadini sono molto legati alla loro terra, alla loro Università, alle istituzioni presenti nella città e sono molto motivati ed impegnati nel difendere i loro interessi. Naturalmente non si è voluto infierire parlando della soppressione della ferrovia (unica ad essere stata chiusa nelle Marche), dell’impianto di risalita (ce l’hanno Perugia, Spoleto, Gubbio, solo per citare località a noi vicine e con caratteristiche analoghe), della Data, dei nodi irrisolti relativi alla grande viabilità su gomma, del trasferimento e/o ridimensionamento di uffici e servizi. In compenso, c’è chi si consola con l’aria “buona”. giancarlo di ludovico

esempio di vita coniugale ed una significativa testimonianza della

loro fede, della loro operosità e del servizio a favore della comunità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

MATILDE FAGGIOLINI E ALCIDE DINI FESTEGGIANO LE NOZZE DI DIAMANTE

Sessant’anni insieme Sant’Angelo in Vado - E’ per me una fortunata e felice circostanza poter parlare dell’anniversario di matrimonio dei miei genitori che in questi giorni celebrano le nozze di diamante. Sessant’anni insieme sono tanti e fa tenerezza vederli passeggiare sottobraccio e andare alla messa insieme appoggiandosi ai loro bastoncinini di sostegno. La mamma è una attenta lettrice de Il Nuovo Amico e del quotidiano locale che legge per intero dai titoli di testa alle pubblicità . E’ lei che mi passa gli articoli: “Oggi c’è sul fiume” “C’è l’articolo sull’energia

per la scuola...”. Il 21 ottobre ci sarà la messa nella cappella della Madonna del Pianto dove si sposarono sessant’anni fa; il 25 ottobre festeggeranno la ricorrenza insieme ai figli e parenti. La mamma, Matilde Faggiolini, è nata il 18 dicembre 1927, il babbo Alcide Dini è nato 17 dicembre 1924; è lui il più dinamico e puntualmente gli va a prendere il quotidiano in edicola. E’ un vecchio maestro bottaio, che per 65 anni ha fatto anche il sacrestano; era lui che nel passato dava il meteo ai cittadini con i vari rintocchi della campana. A lui va anche il ringraziamento

di tutta la comunità ecclesiale locale, per aver accudito, arredato, riparato, animato la nostra Cattedrale e le varie liturgie quotidiane; ancora oggi lo si sente intonare i canti, con la sua voce possente durante la messa quotidiana serale. Peppe Dini © RIPRODUZIONE RISERVATA

La redazione diocesana del Nuovo Amico è lieta di unirsi ai famigliari e alla comunità vadese nel festeggiare le nozze di diamante di Matilde e Alcide che hanno offerto e continuano ad offrire una grande

PER CONOSCERE MEGLIO LA PROPRIA REGIONE

Una gita nel maceratese Urbino – Organizzata dal Coro di Sancta Maria de Cruce di Mazzaferro ed allargata a tutti coloro che avevano voglia di partecipare, domenica 14 ottobre è stata effettuata una bella gita nell’alto maceratese con l’assistenza di Daniela, una bravissima guida del luogo. Approfittando dalla bella giornata di sole, che ha smentito tutte le infauste previsioni di maltempo, i gitanti hanno visitato alcune interessanti località ed hanno potuto ammirare veri e propri gioielli d’arte e naturalistici. La prima tappa è avvenuta a San Maroto in comune di Pievebovigliana dove sorge la chiesa di San Giusto in stile

romanico a pianta centrale con quattro cappelle che risale al 1000, la cui torre campanaria era stata in origine costruita come torre di difesa. La seconda tappa è stata fatta a Visso, una cittadina che ha il suo punto di forza nella piazza centrale dove si affacciano la Chiesa Collegiata di Santa Maria (sec. XIII), la Chiesa di Sant’Agostino, ora

adibita a museo, in cui è raccolta la ricca collezione di arte cittadina cui si aggiunge una raccolta di manoscritti originali di Giacomo Leopardi, il Palazzo del Governatore, il Palazzo dei Priori e tutta una cornice di palazzi costruiti dalle famiglie più importanti della città nel corso dei secoli, perfettamente conservati e restaurati. Il

pomeriggio è trascorso a Macereto dove sorge uno splendido santuario dedicato alla Madonna. La edificazione di questa chiesa trae origine da un evento che ha del miracoloso, verificatosi il 12 agosto 1359. Dei mulattieri stavano trasferendo una statua lignea della Madonna con destinazione Napoli, ma ad un certo momento i muli

si sono fermati e non hanno voluto saperne di andare avanti, nonostante frustate e sollecitazioni di ogni tipo. I residenti del luogo hanno letto nell’episodio qualcosa di insolito e hanno bloccato i mulattieri, preso in consegna la statua cui hanno costruito una piccola cappella. Nel Cinquecento la cappellina è stata rivestita di pregiati marmi ed inglobata in una grande chiesa bianca, di forma ottagonale con croce greca, costruita su modello bramantesco da Giovan Battista da Lugano a partire dal 1528 e completata nel 1558 da Filippo Salvi da Bissone, presto divenuta meta di pellegrinaggi; una struttura adibita a foresteria ed un lungo portico coperto fornivano il necessario riparo ai visitatori. Il santuario sorge a mille metri di altitudine e offre un’atmosfera di grande spiritualità oltre a suggestivi paesaggi che si allungano fino ai monti Sibillini. gdl © RIPRODUZIONE RISERVATA


• • il nuovo amico

21 ottobre 2012

palcoscenico

di arte cultura sport

giochi

Presentata la Stagione teatrale di Cagli pagina

21

22

Torna il Concorso “Un rebus per amico” pagina

23

“PRENDI E MANGIA” TRA PITTURA MUSICA E LETTERATURA Programma GIOVEDI 25 OTTOBRE 2012 ore 21,15 - (Palazzo Montani Antaldi): “Di-sperare. Icone bibliche della carità”. Luciano Manicardi Fondazione don Gaudiano SABATO 17 NOVEMBRE 2012 ore 21,15 - (Chiesa S. Giuseppe): “La storia di Giuseppe. Provvidenza e saggezza umana”. d. Tonino Nepi con Gian Luigi Storti. Stefania Betti, arpa SABATO 19 GENNAIO 2013 ore 21,15 - (Chiesa S. Cassiano): “I vangeli di Maria e di Tommaso. I Vangeli Apocrifi”. Cristina Simonelli con Marco Gallizioli. Filippo Piscopiello, chitarra e coro SABATO 16 FEBBRAIO 2013 ore 21,15 - (Chiesa S. Luigi): “Piaghe d’Egitto e piaghe d’oggi. Sofferenza e responsabilità umana”.

d. Nazareno Marconi con Rosanna Marchionni. Les Flutes joyeuses SABATO 2 MARZO 2013 ore 21,15 - (Chiesa Cristo Risorto): “La via crucis nella storia dell’arte delle nostre terre”. Anna Cerboni Baiardi. Coro Dulcis Memoria LUNEDI’ 1 APRILE 2013 ore 18,00 - (Chiesa S. Stefano di Candelara): “Indagine sulla morte-resurrezione. I Vangeli e la storia”. Simone Venturini con Ernesto Preziosi. Coro Jubilate diretto da Willem Peerick SABATO 25 MAGGIO 2013 ore 21,15 - (Chiesa Santa Maria delle Grazie): “Apocalisse. Una lettura profetica della storia”. p. Ricardo Perez con d. Marco di Giorgio. Andrès Langer, piano e Ilario Baggini, fiati e percussioni

a prima burrascata d’ottobre, venerdì 13, non ha impedito ai cultori d’arte e fede di riempire la platea della chiesa Il Nome di Dio in via Petrucci nell’ambito dell’iniziativa diocesana “Prendi e Mangia”. Quest’oratorio, ove si armonizzano architettura e scenografia è rimasto intatto, unico esempio a Pesaro. La fondazione risale al 1577, realizzata dalla Compagnia Il Nome di Dio, una ricca confraternita, ora estinta, curava le esequie dei defunti poveri e inibiva il vizio della bestemmia. Don Giorgio Giorgetti, biblista, è stato l’anima e il promotore della serata dedicata al tema “La Bibbia di Giovan Giacomo Pandolfi, Il Mistero si lascia raccontare”. Intervenuti ospiti di tutto riguardo: don Mario Florio, docente di Teologia Sacramentaria e preside dell’Istituto Teologico Marchigiano; la prof.ssa Grazia Calegari, storica dell’arte e Lucia Ferrati, nota voce narrante che ha letto due brani dall’Esodo e dagli Atti degli Apostoli. Il commento musicale a cura di Nunzio Randazzo, organo e Luigi Faggi, tromba. Le armonie eseguite sono di Frescobaldi, Stradella e Viviani. L’incontro ha analizzato il senso biblico e storico artistico delle immagini rappresentate per capirne i significati rapportandoli all’attualità. Don Mario Florio ha ricordato, tra l’altro “…Siamo accolti in questo prezioso scrigno di arte e fede, scopriremo una Bibbia raccontata con il linguaggio della pittura di Giacomo Pandolfi, discepolo del Barocci”.

Quindi il ringraziamento a Mons. Raffaele Mazzoli che per vari decenni è stato il vero custode spirituale e promotore della salvaguardia e conoscenza di questa chiesa. Il rito cattolico seicentesco, ha proseguito Don Florio, prevede che nell’accompagnare l’agonia del morente, il prete reciti all’orecchio del medesimo un’unica invocazione: Jesus, Jesus, Jesus. E qui la riflessione teologica centrale “è nel nome di Gesù che si entra nella salvezza con il battesimo e nel nome di Gesù si conclude la vita terrena per incontrare il mistero dell’Eterno. Di Gesù, centro di salvezza parlano le scritture…”. La prof.ssa Grazia Calegari con un competente e approfondito intervento ha posto l’accento su alcuni aspetti della poetica del Pandolfi le cui figure bibliche del Vecchio Testamento sono gigantesche proprio per enfatizzare ed esaltare il trionfo del Nome di Dio, a differenza del Barocci molto più contenuto nelle forme. Le pareti della chiesa sono state dipinte dal 1634 al 1636, con la collaborazione di Nicola Sabbatini (1574-1654) scenografo alla corte dei Della Rovere. Ha terminato l’incontro con l’illustrazione critica dei dipinti del soffitto, sempre opera del Pandolfi, ove lo sguardo dello spettatore è ‘rapito’ dagli arcangeli e da una coorte d’angeli colta da una luce intensa dominata dal Trionfo del Nome di Dio che ha le fattezze del bambin Gesù. Gianfranco Sorisio

L

©riproduzione riservata

Nell’incanto dell’Oratorio di “Il Nome di Dio”

LO STORICO DELL’ARTE M. GRAZIA CALEGARI

Così ho scoperto l’autore del S. Diego d’Alcalà Pesaro - Tanta gente ha partecipato alla presentazione del restauro del dipinto di San Diego d’Alcalà nella sala della biblioteca del convento di San Giovanni. Da un’intervista alla relatrice, prof.ssa Maria Grazia Calegari riportiamo alcuni tratti riguardanti le vicende di questa tela. “È una scoperta molto interessante, anzitutto perchè riporta nella chiesa di san Giovanni, un tema di francescanesimo puro. San Diego d’Alcalà è un pò il grande campione di umiltà e della carità. Ed è una sorpresa perchè non si sapeva con chiarezza chi fosse l’autore, che finalmente conosciamo ed è Girolamo Cialdieri di Urbino, che è stato un autore molto attivo, soprattutto è stato alla scuola di Claudio Ridolfi. Questa tela mi ha stupita per

l’enorme paesaggio, pieno di acqua con un ponte, con un albero a sinistra e delle colline. Ed ho potuto approfondire che questa del paesaggio è la specialità del Cialdieri. Il fatto che torni nella chiesa monumentale di S. Giovanni un dipinto di questo tipo, oltretutto con una natura così vasta, credo che sia un avvenimento importante, perchè nello stesso edificio religioso, non vi sono tele di questo genere. Ma come è riuscita la professoressa Calegari a risalire alla figura di Cialdieri, autore del dipinto? “Consultando un testo nella biblioteca dei frati minori di S.Giovanni di Ciro Ortolani (da Pesaro) dal titolo “Il mio bel San Giovanni’’ del 1930, ho trovato una annotazione che fa riferimento al “San Diego del Caldieri’’,

certamente un errore ortografico che mi ha messo subito sulla strada di Girolamo Cialdieri di Urbino. Cialdieri, risente della grande influenza del suo maestro Claudio Ridolfi, con una grande impronta di grande colore in particolare di colori veneti che sono ben evidenti. Nella chiesa di S.Biagio a Saludecio, vi è un dipinto del Cialdieri, che raffigura la “Nascita della Vergine’’, con ponte e fiume come nello schema del quadro di S.Diego. Nel museo diocesano di Urbino, due tele del Cialdieri, rappresentano Urbino sullo sfondo: città e paesi. Il Lanzi dice che Cialdieri era “espertissimo nel toccare il paese e lodato nella prospettiva’’. a cura di Paolo Montanari ©riproduzione riservata


22

arte cultura sport

21 ottobre 2012

CAGLI - Ventimila euro per una stagione che punta su spettacoli unici e singolari che passano per musica, danza e parole. Saranno Simone Cristicchi e il suo “Mio nonno è morto in guerra” ad aprire il cartellone di una stagione non troppo lunga forse, ma, di certo, lungamente attesa. Che costa “poco” ma che non si fa mancare niente, perché della Cultura non si può fare a meno, specie nei momenti di crisi. Anche per questo Comune di Cagli e Istituzione Teatro hanno pensato a prezzi agevolati che arrivano a 3 euro per gli studenti che prenotano a gruppi di 5: “non gratis – ha spiegato Massimo Puliani, amministratore unico dell’Istituzione – perché una cosa gratis viene percepita come di poco valore”. Invece, questa stagione teatrale di valore ne ha. Perché promuove gli artisti del territorio e offre opportunità ai più giovani e perché i quindici appuntamenti in cartellone sono residenze e anteprime, come nella formula innovativa portata a Cagli da Pascucci e che ha fatto vivere a questa città uno dei suoi più importanti momenti culturali. Nessun cachet milionario per gli artisti che arrivano in città appositamente per l’occasione, ma un palcoscenico di tutto rispetto, nel più visitato monumento cagliese, da calpestare per gli ultimi giorni di prove e messa

sarà bello partire da qui: Su queste tavole ho mosso i miei primi passi con la compagnia La Pioletta”. Tutta cagliese anche la compagnia di danza MeF ensemble, che in teatro, a maggio, nella giornata mondiale della danza, porterà “Ophelia: essere o non essere”. Appena 21 anni l’età della coreografa del gruppo che comprende anche ragazze di 15 anni; nata in occasione di Dance Immersion, per la seconda produzione ancora da scrivere, ha già due date prenotate oltre a quella cagliese. Alla presentazione della stagione Cagli Teatri e Musei, anche l’assessore di Acqualagna, che ha ipotizzato di rappresentare a Cagli uno spettacolo su Mattei. “Contiamo di dare presto vita a una Fondazione - ha detto il vicesindaco Mazzacchera -. Stiamo mettendo insieme i soci che dovranno affiancare il Comune. I soldi sono il problema principale, ma serve la consapevolezza che la Cultura aiuta a crescere, anche l’Economia. Nei prossimi mesi faremo uno sforzo: è pronto ad aprire il Polo culturale, con quattro sale gra fin de siècle”, preceduta da un di consultazione libri e due interomaggio cinematografico nel po- net, un front office e due stanze meriggio. Due giovani cagliesi tra i a disposizione delle associazioni protagonisti di “Sono ancora vivo”: che potranno viverle e farle vivere. Nella compagnia Teatro Ardito, Neppure il teatro può restare solo anche Lavinia Mochi e Giacomo un monumento”. Tarsi. “Era un mio sogno metterElisa Venturi lo in scena – spiega Giacomo – e © RIPRODUZIONE RISERVATA

Si inizia il 26 ottobre con simone cristicchi

Presentata la stagione teatrale di Cagli

a punto dello spettacolo che, poi, partirà per il suo tour. Chi ci lavora, così, vive la città e i suoi abitanti, che ricambiano con l’ospitalità. Venerdì 26 ottobre l’appuntamento è con Cristicchi: alle 18.00 al Ridotto del Teatro con le narrazioni di “Alla Salute” e alle 21.15 con lo

spettacolo di aneddoti, ricordi e canzoni di Francesco De Gregori, Ivano Fossati e Boris Vian, oltre ai canti alpini. La data di marzo è ancora da confermare, ma sarà Lina Wertmuller (che ha scelto Cagli per debuttare in teatro) a presentare “Un’alle-

Fano International Film Festival

Premiati Vaporidis e Filippi FANO – Torna puntuale, al Teatro della Fortuna, “Fano International Film Festival”, la rassegna di cortometraggi (durata massima 30 minuti), ideata e diretta da Fiorangelo Pucci, che quest’anno si svolge in tre giorni (18, 19 e 20 ottobre). Una manifestazione tra le più longeve, visto che è dall’ormai lontano 1989 che si presenta ininterrottamente ogni anno, sempre caratterizzata da un alto livello qualitativo ed un crescente successo. Per l’edizione 2012, la XXIV, sono pervenuti oltre 8oo film, provenienti da ben 70 paesi diversi ed oltre 250 sono le scuole nazionali, dalle materne alle università, che hanno mandato i propri lavori. La serata di inaugurazione di giovedì 18 (ore 21,15) è dedicata all’animazione italiana e straniera. Ospite il regista Simone Massi originario di Pergola (sua è la sigla dell’ultimo Festival di Venezia), che partecipa con l’opera “Dell’ammazzare il maiale”. La sera successiva verte su una selezione di film italiani e autori marchigiani, ed è

preceduta da una degustazione di prodotti locali di “Campagna Amica” della Coldiretti. La serata finale di sabato 20 ottobre prevede invece un “dolce” omaggio alla memoria di Marilyn Monroe (ricorrono i cinquanta anni dalla sua scomparsa), curato dal pasticcere Stefano Ceresani, quindi la proiezione e la premiazione delle opere vincitrici. E tanti sono anche quest’anno i premiati. Per la sezione “Autori italiani” il primo premio è andato a “Non farmi del male” di Luca Elmi (Milano), secondo “Schengen” di Annarita Zambrano (Roma) e terzo “Scratch” di Riccardo Brex (Roma). Ad aggiudicarsi il primo posto nella sezione “Autori stranieri” è stato il film “Luminaris” realizzato da Juan Pablo Zaramella (Argentina), secondo classificato “Happy birthday” di Riho Unt (Estonia) e terzo “Noise” del polacco Przemyslaw Adamski. Il Premio AGIS l’ha ottenuto “Formiche” del fanese Luca Longarini, ed un premio speciale della giuria è andato a “Il capo” realizzato da Yuri An-

SAN DOMENICO E SAN MICHELE DI NUOVO APERTE AL PUBBLICO

H

anno da poco riaperto al pubblico al pubblico la Pinacoteca S. Domenico e la Sala Esposizioni S. Michele all’Arco d’Augusto. Di seguito si riportano le date e gli orari delle visite: PINACOTECA S. DOMENICO: fino al 6 gennaio 2013 sabato e domenica 16,30 - 19,30 SALA ESPOSIZIONI SAN MICHELE: fino al 6 gennaio 2013 - domenica 16,30 - 18,30

Parte la scuola di Musica a Montelabbate

I

l Corpo Bandistico “G.Rossini” di Montelabbate e il Comune presentano i nuovi corsi della Scuola di Musica ad orientamento bandistico 2012/2013. Presso la Scuola di Musica, attraverso quattro validi insegnanti, è possibile imparare a suonare strumenti dell’organico bandistico. Strumenti ad ancia (clarinetto, sassofoni), ottoni (tromba, trombone, corno , euphonium, basso tuba), flauto traverso, batteria e percussioni. Il corso verrà presentato Mercoledi 24 Ottobre alle ore 20:30 presso la sede del Corpo Bandistico in via Leopardi 3 a Montelabbate (sotto le scuole medie). La scuola di Musica è quasi esclusivamente gratuita(a parte una quota di iscrizione) e non ha limiti di età. Per info www.bandarossinimontelabbate.it

DAL 9 NOVEMBRE ALL’AUDITORIUM PEDROTTI

Concertistica al Conservatorio

carani di Ravenna. Per quanto riguarda i migliori attori, ricevono il premio Camilla Filippi e Nicolas Vaporidis quali interpreti del film “Quel che resta” di Andrea Bacci. L’ambito “Premio Cinescuola” è stato attribuito alla Scuola Primaria Dante Alighieri di San Lorenzo in Campo con “Dal sogno e dal talento …il futuro”, alla Scuola secondaria di primo grado Galilei Chini di Firenze per “Guida dei bravi studenti” ed al Liceo Tito Lucrezio Caro della provincia di Padova che ha presentato “Pensa positivo”. Infine “Miglior tesi di laurea di argomento cinematografico” a Gabriele Prosperi di Bologna ed alla fanese Sabrina Giovanelli che hanno rispettivamente trattato “Il rapporto tra autore e realtà attraverso il piano-sequenza” e “Newspaper movie: quando la realtà entra in scena. Il lato cinematografico del giornalismo”. Mariella Polverari

PESARO – Quattro concerti di pianoforte con interpreti di eccezionale livello: questo il cartellone della stagione concertistica 2012/2013 del Conservatorio Statale di Musica G. Rossini, presieduto dal dottor Maurizio Gennari e diretto dal Maestro Maurizio Tarsetti, nato dalla collaborazione con la Fondazione Gioventù Musicale d’Italia, sede di Pesaro, che quest’anno festeggia i 60 anni di vita, e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro. La rassegna, che si terrà nel prestigioso Auditorium Pedrotti, avrà inizio venerdì 9 novembre (ore 21) con il duo Durach (violoncello e pianoforte) che ha ottenuto il primo premio al concorso internazionale Lutoslawski di Varsavia nel 2011. In programma musiche di Beethoven, Mendelsshon, Stravinskij, Rachmaninov e Tansman. Venerdì 14 dicembre, sempre alle 21, sarà la volta del pianista Alexander Schimpf, vincitore del concorso internazionale di Cleveland 2011, che proporrà pagine di Mozart, Ravel, Feldman e Beethoven. Il Quartetto d’archi Zemlinsky, vincitore del concorso internazionale di Bordeaux 2010, sarà protagonista dell’appuntamento del 22 febbraio 2013 (ore 21) con musiche di Haydn, Von Zemlinsky, Suk e Dvořàk. La stagione si conclude venerdì 22 marzo alle 21 con il pianista Behzod Abduraimov, primo premio al concorso internazionale di Londra 2009, che si cimenterà con pagine di Scarlatti, Beethoven, Chopin e Liszt. I ticket d’ingresso al concerto si possono ritirare presso il box del Conservatorio a partire dal 30 ottobre dalle 10 alle 19, fino al giorno dello spettacolo. Info tel. 0721.33671 e 0721.34151. Maria Rita Tonti © RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Comune di Pesaro e Amat

La poesia di Alda Merini

PESARO - Alla poetessa Alda Merini è dedicato lo spettacolo inaugurale della Stagione Teatrale promossa da Comune di Pesaro e Amat (venerdì 19, sabato 20 ottobre, ore 21, domenica 21 ottobre ore 17). Si tratta di un ‘concertato a due’ che avrà come protagonisti Alessio Boni e Marcello Prayer, impegnati nell’interpretazione di versi della Merini che nelle sue liriche ha espresso con lucidità gli smarrimenti e la sofferenza dell’animo umano. “Se un poeta – scrive Alda Merini - dona le proprie carte con l’intenzione di regalare i propri patimenti, le ansie, le sue mille anime, gli altri dovrebbero ringraziarlo perché, con gli occhi rarefatti dalla follia, sta guardando il destino anche per loro”. Alessio Boni e Marcello Prayer, che con il film “La meglio gioventù” (2003) hanno dato l’avvio ad una carriera ricca di soddisfazioni, spiegano così il loro lavoro: “Dopo Pavese e Pasolini, abbiamo scelto di continuare il gioco della Poesia nella

nudità scenica con Alda Merini, dove le nostre voci si alternano e s’intrecciano (come sempre) per diventarne Una, a cadenzare la ritmicità del Suo verso di forte intensità emotiva nel grumo di contraddizioni che l’hanno abitata. Abbiamo immaginato d’ascoltare la Sua voce dettarci, come gli antichi rapsodi, il Libro di Poesia da mettere in voce: così è nata la necessità di questo altro viaggio che ora proponiamo”. [Nuovi abbonamenti – da 63 a 175 € - in vendita dal 14 ottobre presso la biglietteria del Teatro Rossini (tutti i giorni 10 – 13 e 17 – 20, tel. 0721.387621), biglietti - da 7,50 a 27 € - in vendita dal 18 ot-

tobre (per il primo spettacolo). Dal secondo è possibile l’acquisto di biglietti per tutti gli spettacoli. Biglietteria aperta il giorno precedente la prima rappresentazione (10 – 13 e 17 – 20); nei giorni di spettacolo dalle 10 alle 13 e dalle 17 ad inizio rappresentazione. La domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 ad inizio spettacolo]. Maria Rita Tonti © RIPRODUZIONE RISERVATA


• il• amico nuovo

arte cultura sport

21 ottobre 2012

23

Concorso di enigmistica «Un Rebus per AMICO» 2ª edizione

Il settimanale d’informazione “Il Nuovo Amico” con il contributo della

BCC di Gradara, in collaborazione con Leone Pantaleoni, da un’idea di Carmine Russo, bandisce il secondo concorso di enigmistica dal titolo: «Un Rebus per AMICO». Quest’anno il tema riguarderà l’ambito della culinaria in tutte le sue

possibili “ricette”. In questa pagina pubblichiamo gli schemi ideati dai partecipanti della prima edizione sul tema “la tua città”. Sulle prossime uscite del Nuovo Amico continueremo con questa carrellata inedita di rebus…

Piccoli capolavori

Q

uale primo d’una serie di lotti componenti la totalità dei rebus risultati vincenti al Concorso indetto dal nostro periodico e appunto intitolato ‘Un rebus per Amico’, pubblichiamo per primi - primi in senso cronologico - i quattro che seguono (le soluzioni sulle prossime uscite del Nuovo Amico). Si tratta di lavori ideati da privati a cui faranno infine seguito quelli riservati a soli studenti. Nell’un caso e nell’altro, si tratta di lavori eseguiti da dilettanti che, come non potrebbe essere altrimenti, del dilettante tradiscono il vizio e ostentano la virtù. E se il vizio si chiama ingenuità e la virtù si chiama freschezza, è infine quest’ultima a occupare incontrastata il proscenio. I disegni dei rebus, tutti i rebus del Concorso e dunque anche quelli a seguire, sono opera d’un giovane che di nome fa Michele e di cognome, Scodavolpe. Dire che sono belli sembra cosa scontata per volere di convenevoli e invece è innanzitutto frase non sufficientemente remunerativa. Perché i disegni, in realtà, sono bellissimi. Leone Pantaleoni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

REGOLAMENTO del concorso ART.1 – Il Concorso, aperto a tutti, prevede una sezione di gara riservata agli alunni delle scuole di Pesaro e provincia che potranno partecipare come singoli o gruppi fino alla intera classe. Il concorrente non può presentare più di 5 lavori. Il gioco dovrà corredarsi di relativa descrizione, perché del disegno se ne farà carico la Redazione. ART.2 - Gli elaborati dovranno riportare in forma leggibile nome, cognome, residenza, telefono, e indirizzo di posta elettronica del singolo autore o di quello che rappresenta il gruppo o la classe di appartenenza; i lavori, inoltre, dovranno essere consegnati o

spediti alla libreria Buona Stampa di Via Rossini n. 68 (61121 Pesaro) con la dicitura “ UN REBUS PER AMICO, 2a edizione ” sulla busta. ART 3 – Il tema del presente concorso è “ IL REBUS E’ SERVITO” e riguarda l’ambito della culinaria in tutte le sue possibili raffigurazioni e applicazioni. Esso dovrà comparire in almeno uno dei tre elementi costitutivi del rebus: illustrazione, chiave risolutiva e frase risultante. Esempi: Nella illustrazione: UN GESTO ASTUTO (Unge S toast UTO) Nella chiave risolutiva: TURPI ATTI (TUR, piatti)

UN PREMIO PER UN REBUS

Nella frase risultante: MANGIARE SALATO (MAN, giare; S, alato) ART. 4 – Qualora gli esaminatori dovessero constatare che il gioco non è originale, anche se ciò non implica la mala fede del concorrente, il Rebus dovrà essere scartato. E sarà scartato anche nel caso che contenga riferimenti politici, espressioni dialettali e, peggio ancora, volgarità; i lavori dovranno pervenire ai sopra citati punti di raccolta entro e non oltre la data di sabato 30 marzo 2013.

ART. 6 – Impreziositi di lapidario commento di Leone Pantaleoni, il Leone da Cagli della Settimana Enigmistica, ai vincitori verranno consegnati i propri elaborati su pergamena. I Rebus vincenti verranno pubblicati sul Nuovo Amico e, nel caso, inviati alla Settimana Enigmistica. Per eventuali approfondimenti dei punti di cui al presente bando, contattare il seguente indirizzo e-mail: info@ilnuovoamico.it

ART. 5 – A insindacabile giudizio della Commissione Esaminatrice, tra tutti i lavori pervenuti verranno scelti quelli ritenuti vincenti. Ai partecipanti verrà tempestivamente comunicata

Un libro in omaggio

I vincitori verranno estratti a sorte tra coloro che avranno inviato la soluzione corretta a pesaro@ilnuovoamico.it oppure a IL NUOVO AMICO Via del Seminario 4 – 61121 Pesaro. L’omaggio di questa settimana è il libro di Gaetano Michetti: “Quasi un diario”. Per vincere occorre risolvere i 4 rebus proposti in pagina I VINCITORI DELLA SETTIMANA La chiave risolutiva del rebus di Leone da Cagli pubblicato a pag. 19 del n. 35 del “Nuovo Amico” di domenica 14 ottobre era: Rebus frase (11, <3>) – “Riso, L; U, zio; neon, U” (RISOLUZIONE ONU)

la data della pubblica premiazione.

Vincono un esclusivo SEGNALIBRO in silverplate SILVANO TURCHI ANGIONI MARIO MARTA LOMBARDI

E’ possibile ritirare il premio da lunedì a mercoledì dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 17 alle ore 19 presso la redazione di Pesaro (via Rossini 53). Per un diverso recapito contattare il n. verde gratuito 800/501170 sempre nei giorni e ore sopra indicate. PER RICEVERE L’OMAGGIO È NECESSARIO DIMOSTRARE DI ESSERE IN REGOLA CON L’ABBONAMENTO AL NUOVO AMICO PER L’ANNO 2012 O REGOLARIZZARE LA POSIZIONE AL MOMENTO DEL RITIRO DEL PREMIO

sponsor

ottobre

FARMACIE DI PESARO TURNO 22-28 OTTObRE 2012 Lunedì 22 Sant’antonio V. XI Febbraio, 22 Martedì 23 ViLLa San Martino V. Solferino, 68/2 Mercoledì 24 aLbini V. San Francesco, 14 Giovedì 25 Pantano V. Dandolo, 6 Venerdì 26 MuraGLia V. Commandino, 38 Sabato 27 beLLaGaMba Str.da Adriatica, 403 Sant’antonio V. XI Febbraio, 22 ViLLa San Martino V. Solferino, 68/2 aLbini V. San Francesco, 14 Domenica 28 Soria V. Laurana, 4 Sant’antonio V. XI Febbraio, 22 INFORMAzIONI UTIlI Il turno 24 h va dalle ore 8,30 alle ore 8,30 del giorno successivo. Il turno AUSILIARIO nei giorni feriali va dalle ore 15.30-19.30. Il turno AUSILIARIO nei giorni festivi effettua orario di normale apertura.

0721-31168 0721-453359 0721-33987 0721-410050 0721-54296 0721-21422 0721-31168 0721-453359 0721-33987 0721-24790 0721-31168

24 h 24 h 24 h 24 h 24 h 24 h Ausil. Ausil. Ausil. 24 h Ausil.

22 23 25 24 26 27 28

TURNI DEllE FARMACIE TRAMITE SMS E’ sufficiente inviare un messaggio SMS al 320-2649186 scrivendo farmacie PESARO farmacie FANO farmacie URBINO per ottenere un SMS di risposta con l’indicazione del nome delle farmacie di turno nel giorno della richiesta.


24

• il• amico nuovo

21 ottobre 2012

Provincia di Pesaro e Urbino

Centro per l’impiego, l’orientamento e la formazione di Pesaro

Assessorato Formazione Professionale e Politiche del Lavoro

sunzione s a i d a i z n i gara ievi format ll a li g e d per il 60%

UNIONE EUROPEA Fondo Sociale Europeo

Un corso di 300 ore destinato a 20 disoccupati e/o lavoratori in mobilità, per la formazione di personale di bordo da inserire nell’organico della Costa Crociere Spa, con garanzia di assunzione del 60% degli allievi formati.

Un mare di opportunità

Figura in uscita: Il Tecnico dell’accoglienza (Guest Service) è una figura professionale che opera a bordo della nave da crociera in uno dei seguenti ambiti: accoglienza e assistenza degli Ospiti alla Reception, assistenza all’Hotel Director nella gestione delle attività, registrazione pagamenti e servizio cambio. Destinatari: n° 20 disoccupati e/o lavoratori in mobilità Requisiti di accesso: possesso di Diploma o di Laurea, oppure esperienza lavorativa documentata di almeno 3 anni nel settore. Buona conoscenza della lingua inglese e discreta conoscenza di una 2° lingua tra tedesco e/o francese Durata: 300 ore (è previsto un esame finale per il rilascio del diploma di Specializzazione) Per info: telefonare al Numero Verde 840 000 676 (uno scatto alla risposta), visitare www.provincialavoro.it o contattare il Centro per l’impiego, l’orientamento e la formazione di Pesaro (0721 3592 803 / 0721 3592 824).

Corso di formazione

tecnico dell’accoglienza

Presentazione del corso: giovedì 18 ottobre 2012 ore 9.30 Sala Convegni Job Pesaro - via Luca della Robbia, 4

(Guest Service nel turismo crocieristico)

www.provincialavoro.it

cure inalatorie

da lun. a ven. 9.30 -17.30 (uno scatto alla risposta)

cure sordità rinogena

(affezioni delle alte e basse vie respiratorie)

Convenzionate con il S.S.N.

tel. 0721.885161 - Fax 0721.885656

Terme di Carignano - Via Bevano 43 Fano (PU) www.termecarignano.it - e-mail: termedicarignano@iol.it Orario visite Mattino dalle 7.30 alle 10.30 Dal 22 giugno aperto anche il pomeriggio dalle 14.30 alle 15.30

Apertura Stabilimento 4 giugno - 31 ottobre 2012

Ristorante Lo Squero

di Sanzio Ubaldi (Chiuso il lunedì)

Ristorante tipico con servizio di pesce Menù riservati • Accoglienza distinta Servizio inappuntabile

Strada delle Marche, 61 - Zona Gelsi - tel. 0721 65405

«Il Nuovo Amico» n. 36 del 21 ottobre 2012  

«Il Nuovo Amico» n. 36 del 21 ottobre 2012

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you