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COPIA OMAGGIO

7 ottobre 2012 • Anno 109 • N. 34 • Spedizione in abb. post. D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27.02.2004 N. 46) Art. 1, Comma 1, DCB Pesaro • facebook.com/ilnuovoamico € 1,00

Pesaro

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FANO

Rimpasto della Giunta Ceriscioli

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Urbino

L’annuncio del Vangelo in Oratorio

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speciale

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Lettere sullo sgambatoio della Rocca

Anno scolastico Aimc e Age

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editoriale

Ripartire dalla società civile

C’

è un riferimento costante dei cattolici che, oggi in Italia, si interessano di politica: riferimento alla società civile, come soggetto originario della politica stessa, non tanto per captarne il consenso, piuttosto per riconoscerne il soggetto. Rimandare il tutto alla società civile può essere una via verso la ripresa. Di lì i nuovi soggetti sociali, di lì le persone nuove, non le stesse facce che rigirano da tanti lustri ripetitivamente sullo schermo. Cambiano giacca e cravatta ma non il vizio. Sorrisi, strette di mano e foto fanno parte della retorica. ‘Non se ne può più’, colpa della gente? Talmente uguali e ingessati da essere considerati una casta: amministrativa nei comuni, nelle provincie, nelle regioni; politica negli organismi statali. Bisogna ricreare la casta in modo di cambiare senso a quella brutta parola. Non disprezzo e ho un alto concetto dell’arte del ‘fare politica’. Ma c’è un verbo riflessivo da coniugare: convertirsi per ridare dignità ed efficacia ad una attività da cui dipende il futuro del nostro Paese. L’esperienza ci dice che non bastano le riforme e i decreti-legge per risolvere la crisi (anche economica) giacché sono le persone che fanno riforme e decreti e li interpretano. Trattandosi in definitiva di una crisi morale che affonda le sue radici nel cuore dell’uomo, non si può prescindere da una formazione responsabile, e dalla ricerca dei valori fondanti e comuni. La stessa CEI, nella prolusione del Presidente, annota che il Paese è come avvolto in una cappa di sfiducia, fattore più pernicioso e pervasivo cui fanno da contrasto il popolo che tiene, resiste, patisce e naturalmente si interroga e vuole reagire. È un richiamo, non tanto nascosto, che bisogna ricominciare dalla società civile. Ed è anche la costante che ritorna nelle dichiarazioni di impegno dell’Associazionismo cattolico. Da un documento dell’AC si evince che una fase nuova e promettente in cui i credenti, a partire dal territorio, si caricano con uno spirito comune, della necessità di tenere unito il Paese e di protendere tutti, senza indugio, verso il bene comune. È dei focolari la domanda: “Si può ripartire dalla società civile dopo il flop della politica?” La grande sfida è che nella società devono rimanere dei centri di pensiero e mantenere la capacità di ragionare politicamente per potere interloquire con le istituzioni e con i partiti. È un dovere da fare. Scendere invece nella partecipazione politica, e quindi scendere nelle dirette responsabilità immediate, prospettando una collaborazione fra cattolici e ‘laici liberali’ mettendo al centro, al di là di ogni caduta liberistica e relativistica, la persona umana e la libertà democratica è quanto si propone l’MCL. Comunque sia, non sarà facile uscire fuori da un contesto devastato da scandali e sprechi. Raffaele Mazzoli

Penna libera tutti NASCE IL GIORNALE DEL CARCERE DI PESARO PREMIO VALERIO VOLPINI A ORNELLA FAVERO

Inserto pagg 11/14

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libera tutti

Si apre l’Anno della Fede

C

on il motu proprio Porta fidei dell’11 ottobre del 2011 Benedetto XVI ha indetto l’anno delle fede che inizia giovedì 11 di questo mese di ottobre. L’iniziativa non è nuova; infatti anche Paolo VI nel 1967, di fronte alla crisi della Chiesa post-conciliare, sentì il bisogno di proporre un anno della fede, che si concluse nel giorno dei santi Pietro e Paolo del 1968 con la proclamazione solenne del Credo del popolo di Dio, in cui venivano semplicemente riaffermati «i punti capitali della fede della Chiesa stessa, proclamata dai più importanti concili ecumenici». All’inizio del 1967 il Concilio Vaticano II si era concluso da poco più di un anno ma già regnava, come si espresse l’allora teologo Joseph Ratzinger in una conferenza a Bamberga del luglio precedente, «un certo disagio, un’atmosfera di freddezza e anche di delusione, quale segue solitamente i momenti di gioia e di festa». In questo contesto con l’esortazione apostolica Petrum et Paulum del 22 febbraio 1967, Montini indice l’anno della fede; dal 29 giugno 1967 al 29 giugno 1968 la Chiesa è chiamata a celebrare il XIX centenario del martirio degli apostoli Pietro e Paolo «primi maestri della fede». Pag. 2 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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• il• amico nuovo

Chiesa e Mondo

7 ottobre 2012

L a Parola di Dio XXVII domenica del tempo ordinario - Anno B LETTURE: Gn 2,18-24; Sal 127; Eb 2,9-11; Mc 10,2-16

l rapporto uomo - donna nasce dalla potenza creatrice di Dio. Nel racconto della Genesi vengono sottolineati alcuni elementi essenziali di questo rapporto. Innanzitutto la natura relazionale e comunionale dell’uomo: “Non è bene che l’uomo sia solo”. In secondo luogo è detto che l’aiuto che viene dato all’uomo gli deve corri-

Matrimonio: mistero d’amore

spondere: anche gli animali sono esseri viventi, ma in essi l’uomo non trova un aiuto che gli corrisponda: essi sono inferiori a lui; egli dà a ciascuno di loro un nome, manifestando in questo la sua signoria su di essi. E quindi, terzo, il fatto che la donna sia formata da una costola dell’uomo tolta mentre egli dorme, significa che questo rapporto è alla pari, fra esseri della stessa natura e che costituisce qualcosa che nasce dal mistero di Dio: l’uomo si trova la donna davanti come un dono e, pieno di stupore, dice: “Questa volta è osso delle mie ossa e carne della mia carne”.

Da ultimo è detto che questo rapporto è unitivo, al punto che i due non sono più due ma “un’unica carne”. E Gesù conclude: “Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto”. Cosa dice a noi il Signore? Siamo invitati a considerare il disegno di Dio e il suo progetto sull’uomo e sulla donna; a considerare il matrimonio non come una realtà che nasce dalla volontà umana, ma dall’amore creativo di Dio. Qualcosa da accogliere nel più profondo atto di fede, perché molto prima di essere una iniziativa umana, è un dono di Dio, che corrisponde a

Dio stesso. Infatti nel primo racconto della creazione, al capitolo primo della Genesi, si legge che “Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò”. Cosa diciamo noi a Dio? Lo preghiamo affinché con la grazia di Cristo sia superata la durezza del nostro cuore, che spesso impedisce di accedere a questo mistero di amore. E chiediamo che il matrimonio sia salvaguardato nella sua realtà e vocazione. Giovanni Tani, Arcivescovo di Urbino-Urbania -S. Angelo in Vado © RIPRODUZIONE RISERVATA

La crisi della chiesa unisce Paolo VI a Benedetto XVI

L’11 ottobre inizia l’Anno della Fede

C

on il motu proprio Porta fidei dell’11 ottobre del 2011 Benedetto XVI ha indetto l’anno delle fede che inizia in questo mese di ottobre. L’iniziativa non è nuova; infatti anche Paolo VI nel 1967, di fronte alla crisi della Chiesa post-conciliare, sentì il bisogno di proporre un anno della fede, che si concluse nel giorno dei santi Pietro e Paolo del 1968 con la proclamazione solenne del Credo del popolo di Dio, in cui venivano semplicemente riaffermati «i punti capitali della fede della Chiesa stessa, proclamata dai più importanti concili ecumenici». All’inizio del 1967 il Concilio Vaticano II si era concluso da poco più di un anno ma già regnava, come si espresse l’allora teologo Joseph Ratzinger in una conferenza a Bamberga del luglio precedente, «un certo disagio, un’atmosfera di freddezza e anche di delusione, quale segue solitamente i momenti di gioia e di festa». In questo contesto con l’esortazione apostolica Petrum et Paulum del 22 febbraio 1967, Montini indice l’anno della fede; dal 29 giugno 1967 al 29 giugno 1968 la Chiesa è chiamata a celebrare il XIX centenario del martirio degli apostoli

Pietro e Paolo «primi maestri della fede». Il tutto è incentrato sulla riproposizione del Credo e nelle omelie e nelle catechesi di quell’anno il Papa ribadì e suggerì più volte l’urgenza di ripetere l’atto di fede. «Non crediate di avere la fede se voi non aderite al Credo, al simbolo della fede, cioè alla sintesi schematica delle verità di fede», disse nell’udienza del 31 maggio 1967. Invece non era all’orizzonte alcuna intenzione di concludere l’anno con una solenne proclamazione di una nuova profissio fidei. Il Credo del popolo di Dio, alla luce di recenti ricerche, sembra infatti essere stato suggerito a Paolo VI dal teologo francese Maritain, che nel suo Contadino della Garonna aveva descritto drammaticamente la situazione della Chiesa del tempo come segnata da una «apostasia imminente» al cui confronto «il modernismo dei tempi di Pio X appare un modesto raffreddore da fieno». Il teologo francese in una lettera del gennaio 1967 al cardinale svizzero Journet, che lo aveva informato di essere stato convocato a Roma dal Papa, scrive: “Un’idea mi è venuta in mente da parecchi giorni, con una tale intensità e una tale chiarezza che io non credo di

In Diocesi PESARO – Sabato 13 ottobre solenne concelebrazione presieduta dall’Arcivescovo in Cattedrale FANO - Domenica 21 ottobre, Giornata Missionaria, alle ore 17 nella Concattedrale di Pergola il vescovo Mons. Armando Trasarti consegnerà il mandato a catechiesti e operatori pastorali e aprirà l’anno della Fede URBINO – Sabato 6 ottobre ore 17 in Cattedrale apertura dell’Anno Pastorale e dell’Anno della Fede Aut. n. 83/85 Trib. di Pesaro IL NUOVO AMICO RISPETTA L’AMBIENTE. STAMPIAMO SOLO SU CARTA RICICLATA.

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REDAZIONE CENTRALE: Raffaele Mazzoli – Direttore - Ernesto Preziosi - Direttore Responsabile Roberto Mazzoli - Caporedatt. Centrale Gastone Mosci – Incaricato dei rapporti con la Regione Marche Via del Seminario, 4 - 61121 PESARO (PU) - Tel. 0721/64052 Fax 0721/69453 e-mail: info@ilnuovoamico.it

CALENDARIO 6 ottobre

S. Sofia (Sonia) Martire

poterla trascurare. Era come un problematiche sono cambiate, al tratto di luce mentre pregavo per brevissimo pontificato dell’umile il Papa e consideravo la crisi tre- Giovanni Paolo I è seguito quello menda che la Chiesa sta attraver- lunghissimo del grande Giovanni sando”. Poi spiega: “Solo una cosa è Paolo II; il mondo ha visto la cain grado di toccare universalmen- duta dei regimi comunisti dell’est, te gli spiriti, e di custodire il bene la globalizzazione e l’esplodere di assolutamente essenziale, che è una crisi economica senza precel’integrità della fede”, non “un atto denti. Ma forse, al di là dei decenni disciplinare, né delle esortazioni, che li separano, un filo rosso lega né delle direttive, ma un atto dog- Paolo VI e Benedetto XVI. Il loro matico, sul piano della fede stessa”. magistero descrive una situazione Secondo lui quello di cui la Chiesa tragica della Chiesa per cui la fede aveva bisogno era che il Pontefice va scomparendo e propone una redigesse una professione di fede ripresa dell’essenziale del Credo completa e dettagliata, nella quale come possibilità di rinascita. fosse esplicitato tutto ciò che era In realtà ogni vera riforma nelrealmente contenuto nel Simbolo la storia della Chiesa è stata un di Nicea. Era il 14 gennaio 1967, ritorno all’origine. Vengono alla circa un mese prima che l’anno mente a proposito le bellissime della fede fosse ufficialmente reso parole di Papa Clemente romano noto. Nell’incontro del 18 gennaio nella sua lettera alla comunità di Journet consegnerà a Paolo VI una Corinto, dilaniata dalle divisioni: fotocopia della lettera di Maritain. “Buttiamoci ai piedi del Signore e In seguito, il 14 dicembre 1967, di supplichiamolo con lacrime, perfronte alla domanda del cardinale, ché, fattosi propizio, ci restituisca se il Papa avesse in animo di pub- la sua amicizia e ci ristabilisca in blicare per la fine dell’anno della una magnifica e casta fraternifede qualche documento sarà pro- tà d’amore”. Nel grande discorso prio Paolo VI a chiedere a Journet inaugurale della seconda sessione di preparare uno schema di ciò che del Concilio Vaticano II, il 29 setlui pensasse dovesse essere fatto. Il tembre 1963, Montini disse che cardinale svizzero di fronte alla ri- avrebbe voluto essere come Papa chiesta del Pontefice coinvolge da Onorio III, quale è rappresentato subito Jacques Maritain, e la bozza nel mosaico del grande abside di da lui preparata sarà la base su cui S. Paolo fuori le mura: una figura verrà redatto il Credo del popolo di “di proporzioni minuscole e con il Dio. corpo quasi annichilito prostrato Anno della fede e Credo del popolo a terra”, che bacia i piedi di Cristo di Dio appaiono così due iniziati- “di mole gigantesca e ammantato ve diverse sorte nell’animo di due di maestà come un regale Maegrandi uomini di Chiesa, Paolo VI stro”. L’anno della fede indetto da e Maritain, destinate ad incontrar- Benedetto XVI in fondo rinnova si spinte dalla stessa percezione l’invito di Papa Clemente e il desidella crisi in cui la Chiesa versava. derio, che è preghiera, di Paolo VI: Tanti anni sono passati da quel riconoscere Gesù risorto e buttarsi lontano 29 giugno 1968 quan- ai Suoi piedi. do si chiuse l’anno della fede di Don Daniele Federici Papa Montini. La Chiesa e le sue © RIPRODUZIONE RISERVATA

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D

i Alberta si crede che fosse sorella di s. Fede e con lei decapitata, insieme ai santi Caprasio, Primo e Feliciano, altri cristiani del luogo. Ma mentre il culto per la martire s. Fede, forse a causa del significato del suo nome, per la sua giovanissima età e soprattutto perché le fu dedicata una chiesa a Conques-enRouergne, che custodiva alcune sue reliquie, ubicata sul percorso medioevale, dei pellegrini diretti a S. Giacomo di Compostella, che si fermavano a venerare la santa, come anche i cavalieri cristiani che si recavano allo stesso santuario di Compostella, prima di affrontare i Mori invasori in Spagna. Anche la chiesa di S. Fede divenne così celebre, e il suo culto si diffuse enormemente in tutta Europa ed anche poi in America, dove tante chiese e città (Santa Fé) le furono intitolate. Tutto questo deve aver lasciato in ombra la figura della presunta sorella Alberta, probabilmente più grande di età. Si è creduto di riconoscerne i resti nelle ossa di una fanciulla, trovate nel 1884 a Venerque (Tolosa), nella tomba di s. Febade, dove forse furono traslate; comunque non ci sono certezze. S. Alberta è ricordata l’11 ottobre nel ‘Proprio’ della diocesi di Agen del 1727, ma se ne celebra la festa il 6 ottobre, insieme alla sorella s. Fede. Il nome Alberta è più che altro ricordato come il femminile di s. Alberto Magno, maestro di s. Tommaso d’Aquino, che si ricorda il 15 novembre, ma nell’uso corrente è diffusa la versione Albertina.

STAMPA: Galeati Industrie Grafiche/Imola GRAFICA: arti grafiche pesaresi srl/pesaro La testata “Il Nuovo Amico” fruisce dei contributi Statali diretti di cui alla Legge 7 agosto 1990, n. 250. PUBBLICITà Uffici della Redazione centrale 0721/64052 e Paolo Morsiani L’Impresa Editrice COMUNICARE risulta iscritta al Registro delle imprese di PESARO presso la Camera di commercio al n. 98100

Questo settimanale è iscritto alla FISC Federazione Italiana Settimanali Cattolici ed è associato all’USPI Unione Stampa Periodica Italiana

Questo numero è stato chiuso in redazione mercoledì 3 ottobre 2012 alle ore 22 e stampato alle ore 6 di giovedì 4 ottobre

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Socio Politico

7 ottobre 2012

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Messaggio Mario Monti: “Se serve, ci sarò”

U

ario Monti non parteciperà alle elezioni, è senatore a vita, ma ha dato la disponibilità a un secondo mandato. La conversazione di Mario Monti al “Council on foreign relations” di New York ha fatto molto più notizia dell’intervento all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. La primavera è lontana, non si hanno ancora notizie della legge elettorale (e purtroppo nemmeno di misure operative contro lo sperpero di denaro pubblico, che per Sturzo era, non dimentichiamolo, una delle male bestie della democrazia) e tutti gli scenari restano aperti. Ma vale la pena di ritornare alla tribuna dell’Onu. Perché il discorso del presidente del Consiglio italiano è stato, per un certo aspetto, storico. Non si è infatti limitato a illustrare le posizioni italiane sui diversi dossier delle relazioni internazionali. Ha parlato del Mediterraneo e delle primavere arabe, dei diritti umani e della Siria, del rifiuto dell’estremismo. Ha confermato la linea

A

leggia una certa aria di catastrofe, tra le righe della stampa italiana e le immagini dei tiggì. Ogni statistica con il segno meno – e in questo periodo di crisi economica c’è da stupirsi ad imbattersi in qualche più – viene salutato come una disgrazia, una calamità, uno sprofondare negli abissi. Italia come il Titanic che non “mai stata così dal 1992”, anzi “dagli anni Settanta”. Fino ad arrivare al Dopoguerra evocato da un quotidiano di recente. Aleggia una certa aria di catastrofe, tra le righe della stampa italiana e le immagini dei tiggì. Ogni statistica con il segno meno – e in questo periodo di crisi economica c’è da stupirsi ad imbattersi in qualche più – viene salutato come una disgrazia, una calamità, uno sprofondare negli abissi. Italia come il Titanic che non “mai stata così dal 1992”, anzi “dagli anni Settanta”. Fino ad arrivare al Dopoguerra evocato da un quotidiano di recente. Eppure, girando tra le strade delle nostre città, non si osservano palazzi sventrati e pedoni con cappotti rivoltati e rattoppati. Quindi c’è qualcosa che stona tra quello che fanno intravvedere le statistiche, e la realtà di un Paese in crisi, ma non in ginocchio. I numeri sfornati dall’Istat raccontano di una contrazione dei consumi, certo un brutto segnale e certo un fenomeno che porta con sé conseguenze negative per l’economia. Ma stiamo parlando di cali del 2-3%, non del 30. Il mercato nazionale è sicuramente in difficoltà, ma sarebbe stupefacente vederlo in crescita se i redditi sono in ghiacciaia da tempo, la disoccupazione in aumento e la tassazione a livelli giudicati insopportabili. E l’addentrarsi nei numeri fa capire che a soffrire di più la crisi sono i negozietti, il pizzicagnolo di quartiere, colui che ti dà tempo e fiducia, ma non certo i prezzi più bassi. Quelli li trovi nei super ed ipermercati, i cui numeri anzi sono in lieve crescita. Segno che la crisi spinge gli italiani a spendere con più oculatezza e

per l’abolizione universale della pena di morte, la protezione delle minoranze, lo sviluppo dello status della donna e la “libera e sicura espressione della religione e del pensiero”. “Dobbiamo cooperare - ha aggiunto - giudiziosamente per rigettare con fermezza ogni degradazione della religione in strumento di distruzione o destabilizzazione”. Ha parlato anche di riforma del Consiglio di sicurezza e della Corte internazionale di giustizia. Insomma, il tipico discorso da Assemblea generale dell’Onu. Il fatto nuovo è avere esordito e avere dedicato una parte qualificante del discorso all’Unione europea. D’altra parte il 10 settembre lo stesso Monti aveva dichiarato a Cernobbio che “il governo dell’Italia si fa in gran parte a Bruxelles, sia pure con un’attiva partecipazione italiana”. Ha insomma parlato di Europa e anche a nome dell’Europa, assicurando che l’Italia si muove senza esitazioni proprio nella prospettiva europea: “Oggi il

mondo ha capito quanto è essenziale una forte Europa per affrontare le sfide globali dell’economia della sicurezza e quanto è importante l’area Euro per la ripresa dell’economia globale. Oggi - ha sottolineato Monti - è chiaro che ‘più Europa’ è un interesse generale, non solo degli europei”. Per questo, ha osservato il presidente del Consiglio italiano, ha ragione Jean Monnet, quando nelle sue memorie scrive che “l’Europa viene costruita attraverso le sue crisi”. Davvero, “è risolvendo queste crisi che gli europei hanno compreso quanto sono strettamente integrati i loro interessi e quanto interdipendenti le loro economie”.La via insomma è obbligata. Resta una grande incertezza sui modi e sulla volontà, cioè sulla politica. Ma senza una buona politica non si può andare da nessuna parte. Francesco Bonini

CRISI E SOCIETA’ - LE STATISTICHE NON POSSONO SEMPRE DIRE TUTTO

Ma è proprio catastrofe?

cercando i prezzi più bassi. Che al mare si va, ma scegliendo l’appartamento in affitto piuttosto che la pensione in albergo; che si attendono i giorni di svendite e “offerte promozionali” per acquistare ciò che si lascia lì a prezzo pieno. Insomma, si fa di necessità virtù. Si affollano gli outlet, si acquista il biglietto aereo o del treno con largo anticipo per risparmiare, si “scala” dal ristorante alla trattoria, si fa il pieno nel fine settimana o da chi offre il prezzo più basso. Siamo diventati un popolo sensibile al cartellino dei prezzi: come il tutto il resto d’Europa, come non lo eravamo più da tempo. I ricchi

austriaci vengono a fare una settimana sul mare Adriatico rigorosamente in giugno o in settembre: non perché amino il tempo incerto e l’acqua freddina, ma perché si spende la metà che in agosto. Sono fatti così, stiamo diventando così. Non vogliamo farla rosea. Ci sono settori – vedi l’auto – in crisi veramente drammatica. Lo ha detto pure Marchionne: se non hai soldi, l’ultima cosa che pensi di fare è cambiare l’auto. Eppure cambiamo telefonino come niente fosse, e il nuovo smartphone Apple ha in Italia il prezzo più caro dell’Occidente: sanno che faremo la fila per averlo. Stanno cambiando i

PRESENTATO A ROMA UN DOSSIER SULLA ‘’NUOVA MAFIA’’

Corruzione: servono scelte chiare

“L

a nuova mafia si chiama corruzione che inquina i processi della politica, minaccia il prestigio e la credibilità delle Istituzioni, inquina e distorce gravemente l’ambiente e l’economia, sottrae risorse destinate al bene della comunità, corrode il senso civico e la stessa cultura democratica”. Di questo sono convinti Libera, Legambiente e Avviso Pubblico, che hanno presentato oggi a Roma il dossier “Corruzione, le cifre della tassa occulta che impoverisce e inquina il Paese”. Contro la corruzione e per chiedere l’attuazione delle norme che prevedono la confisca e il riutilizzo sociale dei beni sottratti ai corrotti Libera con Avviso Pubblico ha raccolto oltre un milione di cartoline consegnate al presidente della Repubblica, Giorgio

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Napolitano, per “chiedere di intervenire affinché Governo e Parlamento adeguino il nostro Codice alle leggi internazionali anticorruzione”. “Sul problema corruzione servono scelte chiare, nette, concrete, categoriche. Non sono possibili deviazioni”, ha detto don Luigi Ciotti, presidente di Libera, alla presentazione del dossier. Per don Ciotti, è necessario uno “scatto di coscienza. Non possiamo più essere cittadini a intermittenza”. Secondo la World Bank, nel mondo va sprecato a causa della corruzione circa il 3% del Pil mondiale. Applicando questa percentuale all’Italia, si legge nel dossier, “si calcola che l’onere sui bilanci pubblici è nella misura di 50-60 miliardi di euro l’anno, come una vera e propria tassa immorale e occulta

pagata con i soldi prelevati dalle tasche dei cittadini”. Particolarmente allarmante è quella che chiamano “corruzione ambientale”. Sempre più spesso, infatti, attività illegali come il traffico illecito di rifiuti o l’abusivismo edilizio, magari “rivestito” con il rilascio di concessioni illegittime, sono accompagnate da un sistematico ricorso alla corruzione di amministratori pubblici e rappresentanti politici, funzionari incaricati di rilasciare autorizzazioni o di effettuare controlli. “I numeri parlano chiaro – sottolinea il dossier -, dal 1° gennaio 2010 al 30 settembre 2012 sono state 78 le inchieste relative a episodi di corruzione connessi ad attività dal forte impatto ambientale”. La “corruzione ambientale”, nel senso del

gusti, lesiniamo sulla qualità della merendina e su un’altra camicia in armadio, ma non rinunciamo all’elettronica all’avanguardia. Il vero problema è che noi produciamo spaghetti e camicie, non tivù a 60 pollici e tablet pc. Certo che, a forza di dire “al lupo al lupo”, è chiaro che poi non ci si avventura fuori di casa. Che non si spende – non si investe – per paura di finire senza quelle riserve di grasso sui fianchi che pure sono abbondanti: la ricchezza delle famiglie italiane è superiore a quella dei tedeschi, pari a tre volte e mezza il nostro Pil annuale. E abbiamo un tenore di vita superiore a vent’anni fa: spendevamo 13mila euro a testa in un anno per campare, ora 15mila (erano 16mila fino a pochi mesi fa). Siamo ancora un popolo di risparmiatori, anche se meno di prima. Onestamente fuori fa freddo, ma non è appena passata la guerra. E giova infine ricordare che le statistiche raccontano ciò che vedono, non ciò che rimane nascosto. E il “nascosto” in Italia – nonostante Monti, i blitz della Guardia di Finanza, l’esecrazione generale, leggileggine-decreti ad hoc – è una montagna. Sommersa. Nicola Salvagnin

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suo impatto sul patrimonio naturale, sul territorio e sul paesaggio, è “un veleno che attraversa il Paese: sono 15 le Regioni coinvolte nelle inchieste, con 34 procure impegnate, omogeneamente distribuite tra Nord (13), Centro (11) e Sud Italia (10)”. Il maggior numero d’inchieste, invece, “si è concentrato in Lombardia (15) seguita a pari merito, con 8 inchieste ciascuna da Calabria, Campania e Toscana”. Le persone arrestate complessivamente, per reati che vanno dalla corruzione all’associazione a delinquere, dal traffico illecito di rifiuti al riciclaggio, dal falso in atto pubblico alla truffa aggravata, sono state 1.109”. Ma la corruzione ambientale miete ogni anno altre vittime. Il settore dell’edilizia e delle costruzioni è conosciuto anche per la sua vulnerabilità alla corruzione, che inesorabilmente si ripercuote sulla capacità di resistenza degli edifici, ad esempio, agli eventi sismici, ricorda il dossier. Agenzia Sir

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7 ottobre 2012

Socio Culturale

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UN IMPEGNO PER L’INTERO POPOLO DI DIO

Un ricordo dal Concilio di Ernesto Preziosi*

Ottobre missionario

“I

l 50° anniversario dell’apertura del Concilio - 11 ottobre 1962 - ricorre nel cuore dell’ottobre missionario. L’Anno della fede, che in tale circostanza il Papa inaugura, è riferimento prezioso anche per chi si occupa di missione. Il rinnovamento della coscienza missionaria che il Concilio ha promosso nelle Chiese locali e nel cuore di ogni battezzato, s’intreccia con la fede, dono che caratterizza il percorso di ogni cristiano e ne costituisce l’identità profonda”. Con queste parole don Gianni Cesena, direttore nazionale di Missio, presenta l’“ottobre missionario” al cui interno, il 21 ottobre, verrà celebrata la Giornata missionaria mondiale 2012. Un ottobre denso di eventi per la Chiesa, a partire dal ricordo dei 50 anni del Concilio e dal seguente avvio dell’Anno della fede, che s’intrecceranno con il Sinodo dei vescovi sulla nuova evangelizzazione. Ecco perché don Cesena sottolinea come questi appuntamenti ecclesiali abbiano tutti uno spiccato contenuto missionario. “L’intreccio di fede e missione – afferma - richiama un unico modo di vivere: chi accoglie in sé la relazione costitutiva con Cristo, non può che comunicarla. L’autentico cammino della fede non si esaurisce in vicende individuali o in solitarie vette di spiritualità, ma ha la sua conseguenza nell’annuncio o nella testimonianza: la missione svela che la fede è vera”. Perché del “mandato missionario”. Missio

propone alla Chiesa italiana l’“ottobre missionario” e la Giornata mondiale ricordando che non solo “la fede si rafforza donandola”, ma anche che “ci spinge a essere missionari”, al punto che “la perdita di vitalità nella spinta missionaria è sintomo di una crisi di fede”, secondo le parole del Beato Giovanni Paolo II. Don Cesena aggiunge che “nella testimonianza della fede, missionari e missionarie, da un lato, e comunità di invio, dall’altro, possono reciprocamente sostenersi e, nello stesso tempo, assicurare che la ‘Buona Notizia’ venga divulgata”. Tra gli strumenti di questo annuncio missionario negli ultimi decenni si è registrato un singolare sviluppo dei preti “fidei donum”. In proposito il direttore di Missio afferma: “Si tratta di un dono, quello del prete, che si riceve con gratitudine e che si distribuisce con gratuità”. Richiama anche un passaggio del messaggio del Papa per la Giornata 2012, in cui Benedetto XVI afferma: “Abbiamo bisogno quindi di riprendere lo stesso slancio apostolico delle prime comunità cristiane, che, piccole e indifese, furono capaci, con l’annuncio e la testimonianza, di diffondere il Vangelo in tutto il mondo allora conosciuto”. Il Papa aggiunge che “non meraviglia che il Concilio Vaticano II e il successivo Magistero della Chiesa insistano in modo speciale sul mandato missionario che Cristo ha affidato ai suoi discepoli e che deve essere impegno dell’intero Popolo di

N

Dio, vescovi, sacerdoti, diaconi, religiosi, religiose, laici”. Cifre dei missionari odierni. Per l’“ottobre missionario” sono stati preparati appositi sussidi e itinerari di preghiera e formazione, che si possono anche ritrovare sul sito www.missioitalia.it. Per le cinque settimane del mese sono previsti altrettanti programmi particolari (“contemplazione” 1ª settimana, “vocazione” 2ª, “responsabilità” 3ª, “carità” 4ª, “ringraziamento” 5ª). Itinerari particolari sono previsti per le fasce d’età dei ragazzi, dei giovani, degli adulti, dei consacrati e consacrate. La Giornata missionaria avrà come slogan le parole di san Paolo ai Corinzi: “Ho creduto perciò ho parlato”. La realtà dei missionari e missionarie italiane è oggi costituita da circa 10 mila laici, “fidei donum”, religiosi, suore, oltre a membri di Congregazioni missionarie, presenti nelle lontane terre d’Asia, America Latina, Africa, Oceania e nella vicina Europa dell’est. Il Cimi (Conferenza degli istituti missionari) parla di circa 2.100 membri italiani d’Istituti maschili e femminili (tra di loro Pime, Società delle missioni africane, Comboniani, padri Bianchi, Verbiti, Saveriani, Consolata, Nostra Signora degli Apostoli, Francescane missionarie di Maria e altri). Circa i laici presenti in terra di missione per lo più sono giovani sotto i 40 anni, per il 55,7% donne e oltre il 60% coniugati. ©riproduzione riservata

chiesa e comunicazione - giornata mondiale 2013

Un terreno da coltivare C

hiesa e comunicazione: il tema della Giornata mondiale 2013 Si dice spesso che una delle sfide per il cristianesimo contemporaneo consista nell’educare le domande perché la risposta di fede possa risuonare credibile. Il contesto dell’Anno della fede offrirà, certamente, molteplici occasioni tra le quali ben si colloca il tema, diffuso lo scorso 29 settembre, per la 47ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali: “Reti Sociali: porte di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione”. L’ambiente digitale è infatti uno dei nuovi areopaghi in cui si esplicita oggi la dinamica della domanda e della risposta. In particolare lo sono la rete dei social network e l’utilizzo costante dei motori di ricerca. “Gli elementi di riflessione - ricorda il Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali - sono numerosi e importanti: in un tempo in cui la tecnologia tende a diventare il tessuto connettivo di molte esperienze umane quali le relazioni e la conoscenza, è

necessario chiedersi: può essa aiutare gli uomini a incontrare Cristo nella fede? Non basta più il superficiale adeguamento di un linguaggio, ma è necessario poter presentare il Vangelo come risposta a una perenne domanda umana di senso e di fede, che anche dalla rete emerge e nella rete si fa strada”. Da qui la proposta concreta e la linea pastorale da perseguire per la Chiesa e in particolare per gli animatori della cultura e della comunicazione: “Sarà anche questo il modo per umanizzare e rendere vivo e vitale un mondo digitale che impone oggi un atteggiamento più definito: non si tratta più di utilizzare internet come un ‘mezzo’ di evangelizzazione, ma di evangelizzare considerando che la vita dell’uomo di oggi si esprime anche nell’ambiente digitale”. Pertanto lo sviluppo e la grande popolarità dei social network, che hanno consentito l’accentuazione di uno stile dialogico e interattivo nella comunicazione e nella relazione, diviene un terreno necessario d’impegno per innestare l’annuncio cristiano nelle

relazioni che in essi si stabiliscono e coltivano. Il messaggio del Santo Padre sarà pubblicato in occasione della ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti (24 gennaio), mentre la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, l’unica giornata mondiale stabilita dal Concilio Vaticano II (“Inter Mirifica”, 1963), verrà celebrata il prossimo 12 maggio 2013. Adriano Bianchi - direttore “La Voce del Popolo” (Brescia) ©riproduzione riservata

ell’ottobre del 1962 avevo sette anni, e frequentavo la seconda elementare in una borgata di Roma: Torre Vecchia. Avevo già ricevuto la Prima Comunione e ogni mattino servivo la Messa, in latino, nell’Istituto di suore dove ero ospite. Era una Messa celebrata prima dell’orario di scuola in una chiesa che mi pareva freddissima. È per questa singolare coincidenza che mi sono trovato, nella sera dell’11 ottobre, in Piazza S. Pietro, sotto quel colonnato − che allora davvero mi sembrava enorme − raggiunto dalle parole di Giovanni XXIII. L’impressione fu grandissima e quelle parole semplici, che anche un bambino della mia età poteva comprendere almeno nel loro significato umano, mi davano la sensazione di un papa che è un buon papà, vicino ai suoi figli. Emozione ancora più forte per me che in quei mesi vivevo lontano dalla mia famiglia. Lo scenario poi era qualcosa di mai visto: quella moltitudine di fiaccole faceva sentire la piazza come incendiata. La moltitudine dei presenti trasmetteva il senso di una Chiesa che raccoglie l’umanità intera: una emozione palpabile che scoppiò in un grande applauso dopo la familiare conclusione con cui Giovanni XXIII si congedò. In quella mattina avevo già avuto modo di vedere il lunghissimo corteo di mitrie bianche entrare nella basilica per l’inizio dei lavori conciliari. Ricordo che mi trovavo abbastanza avanti, quasi a ridosso delle transenne, e che essendo un bambino, avevo una visuale limitata. Fui preso allora in spalla da un seminarista americano e da quel punto di osservazione l’immagine era ancora più suggestiva. Lungo i mesi seguenti quanto avveniva al Concilio lo ascoltavo dalle parole delle suore nel convento in cui vivevo: non potevo comprenderne appieno il significato, così come potrei fare oggi, ma mi è rimasta la sensazione di un’attesa, di una grande speranza di ciò che doveva avvenire. Alla fine della scuola, prima di rientrare nella mia città, mi trovai ancora in quella piazza sotto un caldo sole per poter passare, dopo ore di fila, davanti al feretro del pontefice che aveva aperto il Concilio. Quando è scomparso mio padre in un cassetto, dove conservava le cose a cui teneva, abbiamo trovato una cartolina a colori mandata proprio in occasione dell’apertura del Concilio con la mia firma di bambino. Qualche anno più tardi, soprattutto grazie all’Azione cattolica, ho potuto leggere i documenti con cui il Concilio aveva affidato ai credenti il compito di rinnovare il volto della Chiesa. Ho sentito mio il messaggio ai giovani, la chiamata a camminare insieme in una Chiesa, in una comunità che andava cambiando e ci faceva sentire a casa, protagonisti dell’annuncio del vangelo. Ho sentito rivolto a me l’invito ad una stagione in cui il laicato, tutti i credenti, in quanto battezzati, venivano chiamati a vivere in prima persona la missione della Chiesa. Ho potuto crescere, maturando le varie esperienze della vita, lo studio, l’affettività, il lavoro, sentendole non come un ostacolo rispetto la chiamata universale alla santità, ma come la via propria, il modo in cui santificarsi giorno dopo giorno; ho sperimentato, nonostante alcune difficoltà, la bellezza di una Chiesa comunione di credenti uniti dall’essenziale vincolo a Cristo, anche se chiamati a differenti ministeri. Una Chiesa più fraterna, secondo lo stile e l’insegnamento di Giovanni XXIII, che, proprio perché fraterna, può farsi ogni giorno compagna di strada e nutrire il bisogno di significato, di senso espresso dalle donne e dagli uomini di questo tempo; una Chiesa capace di condividere, così come dice una pagina famosa del Concilio, le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini di oggi. * direttore delle Pubbliche Relazioni dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori. ©riproduzione riservata


Speciale

• il• amico nuovo

7 ottobre 2012

H

a scatenato un’ondata di reazioni l’articolo pubblicato su “Il Nuovo Amico” la scorsa settimana: «Rocca Costanza: sgambatoio o monumento?». Centinaia di commenti giunti in poche ore sulle nostre finestre multimediali (facebook, sito, e-mail). Con quel semplice pezzo intendevamo lanciare una provocazione in merito allo stato di trascuratezza del quattrocentesco fossato sforzesco oggi adibito a sgambatoio (abusivo) per cani. Una situazione che si trascina da anni sotto gli occhi rassegnati di tanti, con le istituzioni che si rimpallano responsabilità di sorta. Della Rocca se ne parla giusto quei quattro o cinque giorni all’anno. Si tratta di solito con polemiche roventi a sfondo unicamente politico, o meglio, partitico. Al di là dell’indubbio valore storico a nessuno pare importare la possibile valenza sociale di questo luogo. Un’area strategica nel cuore della città non solo per le esigenze dei cani ma anche di anziani, bambini e famiglie. Di qui il sondaggio proposto la scorsa settimana dalla nostra redazione on line: volete che il fossato diventi uno sgambatoio per cani (possibilmente legalizzato e attrezzato) oppure un parco pubblico? Le risposte dei nostri lettori non avranno alcun effetto pratico, lo sappiamo bene e del resto non potrebbe essere diversamente. Tuttavia il profluvio di pareri espressi dalla gente andrebbe in qualche modo tenuto in conto. Ecco perché appare imbarazzante il silenzio delle istituzioni dalle quali aspettiamo ancora, come si suol dire, un cenno di riscontro. Nel frattempo prosegue il sondaggio su www. ilnuovoamico.it

Appartiene alla città non alla Sovrintendenza

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SGAMBATOIO NEL FOSSATO SFORZESCO: CENTINAIA DI LETTERE IN POCHE ORE

«Famiglie o cani ma fate vivere la Rocca» paletta! Massimo Quaresima: Assolutamente d’accordo che sia la Rocca che il fossato debbano essere recuperati a resi fruibili ai cittadini ed i turisti.L’associazione Salviamoilcentrostorico ha completato l’iter per realizzarne uno sgambatoio in Via del Risogimento. Gisella Mancini: Diventa poi doveroso, da parte dei padroni dei cani, mantenere pulito il luogo, da parte del Comune far rispettare le norme. Francesco Taronna meglio così che tenerlo inutiliz-

Maris Galdenzi A dir la verità é da un pò che ci penso, come provocazione. Potrebbe diventare davvero uno sgambatoio per cani, considerato che non viene mai utilizzato. E’ un luogo magico e varrebbe veramente la pena di essere utilizzato per iniziative culturali. Siccome così non é e forse no lo sarà mai, va bene anche lo sgambatoio. Roberto Biagiotti Io proposi in Consiglio Comunale di utilizzarne 1/4 come area bimbi e famiglie e 3/4 come parcheggio con pavimento ad erba. Mi è stato risposto la sovraintendenza non vuole, deturperebbe il monumento. Nani Marcucci Pinoli Io, in tutti i giorni dell’anno (tranne quando ci sono “auspicabili” manifestazioni!) riserverei quei prati ai bambini e alle giovani mamme e nonni con i loro bimbi! Poi, una zona, si potrebbe anche riservare ai cani... a condizione che i loro padroni girino con la “prescritta”

zato... Danario Pantonieri: Mi domando se ormai siamo giunti al punto da porre invece la domanda “dove fare uno sgambatoio per i soli cristiani?”. Sara Lugli Mi dispiace di vedere Rocca Costanza abbandonata. I cani non mi dispiacciono ma vorrei rivederla più vitale. Emanuela Pandolfi Beh se i proprietari dei cani sono educati niente in contrario é un luogo più vivo. Emanuela Favro Spazio per i cani. Brunori Alfio per quanto riguarda i cani dovrebbero andare dappertutto e fare le multe ai proprietari che non puliscono. per rocca costanza uniamoci per recuperarla. Roberto Moretti rocca costanza deve essere valorizzata per manifestazioni storico-culturarli ma anche come luogo di ristoro, svago, passeggio anche per cani purchè i padroni puliscano.

C’è l’esempio del castello Sismondo di Rimini

Massimiliano Fochi Pesaro peggio di Rimini che ha trasformato castello Sismondo in un museo per espo-

sizioni internazionali d’arte, abbiamo Rocca Costanza molto più grande chiusa e in abbandono che vergogna. Roberta Di Carlo che vi si possa passeggiare liberamente e con sicurezza niente da dire per quel che riguarda portarci a passeggio i cani come sempre bisogna fare affidamento al buon senso... Giorgio Concadoro Di sgambatoi credo che ce se siano a sufficienza. Cristiano Andreani Io ne farei uno spazio per concerti/teatro/spettacoli all’aperto. Augusto Giorgetti meglio un grande parco con sgambatoio clinica negozio e parco per animali. Federico Giacomini Monumento! Marina Carluccio Amare gli animali, ho due adorabili cagnoni, non significa infischiarsene degli altri. Alessandro Panaroni In questo caso meglio se non lo si utilizza come sgambatoio ma comunque favorevole all’apertura al pubblico. Chiara Olmeda A parer mio, se il padrone e’ una persona civile e dotata di buon senso, nulla in contrario ci sarebbe a far divertire i cani in quella zona. Giuseppe Frulli Nel periodo autunno inverno abbiamo tutta la spiaggia a disposizione dei cani, fino a Fano! Irene Petrarca che schifo con questi cani dappertutto! Ma la colpa non è loro perchè sono molto meglio degli uomini! Giovanna Piccini Sono favorevole, ci vogliono più spazi per gli animali. Stefano Fucili Favorevolissimo! Simonetta Guidi I cani dovranno stare da qualche parte no? e li sinceramente

credo non diano fastidio a nessuno!! le bottiglie di birra gettate nel fossato dagli ubriaconi che oziano li intorno invece? Emilio Acone a me questo articolo non è piaciuto. Poi sempre questa tiritera del confronto tra bambini e cani. Marcella Leonardi Io ci vado col mio cane. Arrestatemi! Però, avete idea di quante volte io e altri proprietari di cani, in genere tutti educati, abbiamo ripulito il posto da bottiglie, lattine e altra immondizia? Il luogo è trattato come una discarica. Il giorno in cui ci verrà data un’alternativa la useremo. Questa città non ha nè la spiaggia per cani, nè uno sgambatoio centrale. Walter Stafoggia Mi hanno segnalato che ci sono un paio tombini che non sono chiusi, quando piove da li esce di tutto: quindi chi ci va con i cani faccia attenzione, perché potrebbero avvelenarsi. Massimo Tonucci Il sonno della ragione si è spinto a chiedere l’uso del fossato di Rocca Costanza come sgambatoio per cani invece di poterlo utilizzare come luogo per portare bambini che potrebbero sbizzarirsi a giocare. Pur rispettando gli animali. Paolo Prosperi il fossato di Rocca Costanza mi sembra abbastanza ampio per essere usato sia come sgambatoio per i cani sia come giardino per bimbi e adulti. Caterina Buffalini sono contrarissima, pur amando i cani, luoghi così belli e significativi non devono diventare il vespasiano dei cani! © RIPRODUZIONE RISERVATA

AZIENDA OSPEDALIERA MARCHE NORD RISULTATI E CRITICITA’

Un anno di integrazione tra S. Salvatore e S. Croce

“M

arche Nord ha dovuto far fronte ad un anno senza precedenti. Nonostante questo la quantità di attività è rimasta invariata ed è cresciuta la qualità”. Poche parole quelle del direttore generale dell’azienda ospedaliera Aldo Ricci che in mano ha i risultati emersi durante le riunioni di budget che proprio negli ultimi 15 giorni si sono svolte senza sosta. Prima una panoramica generale sui servizi dell’emergenza e urgenza attivi sul territorio provinciale, la diversificazione delle attività ambulatoriali e l’apertura a Pesaro e Fano di nuovi ambulatori di secondo livello fino all’unificazione dei servizi sanitari come l’Anatomia patologica, la Radioterapia, la Medicina nucleare e il Laboratorio analisi; poi la diversificazione delle attività di Diagnostica per immagini e

l’unificazione delle chirurgie specialistiche con un unico primariato “ad esclusione - ha precisato Ricci – dell’ortopedia. La traumatologia, infatti, non può essere collegata ad un solo ospedale. Quello che si poteva unificare, nonostante i vincoli strutturali, lo abbiamo fatto”. Per Giuseppe Migliori, primario unico dell’unità di Otorino, l’integrazione è già storia: “Dal 2008 che lavoriamo sul progetto – ha spiegato – e abbiamo diversificato molte attività. La chirurgia complessa viene fatta a Fano e sono gli stessi medici pesaresi a venire qui. Se non è integrazione questa. Per non parlare delle eccellenze, come il centro foniatrico, il gruppo di lavoro delle patologie neoplastiche testa collo fino agli ambulatori di vestibologia”. Stesso discorso per Bruno Giannotti, primario unico di Oculistica. Anche

la Cardiologia non fa eccezione. Addirittura Paolo Bocconcelli non esclude la possibilità, nonostante la presenza di due presidi, di riuscire ad arrivare ad un reparto unico prima dell’ospedale unico che, comunque, a gran voce hanno chiesto tutti. Da ottobre Paolo Coschiera, in previsione del pensionamento del collega Carlo Amodio, comincerà a lavorare direttamente con lo staff della Radiologia di Fano “per arrivare ad una riorganizzaizone dei percorsi capace di aumentare l’attività ospedaliera”. Gabriele Frausini della Medicina Interna del Santa Croce che ha allargato il percorso del paziente colpito dall’ictus cerebrale anche a Pesaro mentre grazie ai colleghi del San Salvatore ha potenziato gli ambulatori di Ematologia, Malattie infettive e Pneumologia. A

Giuseppe Visani il compito di fare il punto sul dipartimento Onco Ematologico che vede Pesaro e Fano lavorare in tandem oramai da tempo “grazie ai tanti ambulatori aperti e al potenziamento delle attività della Radioterapia”. Insomma, nonostante l’atto aziendale non sia stato formalmente approvato in Regione (si attende il sigillo lunedì prossimo), i medici di Pesaro e Fanno sono in corsa. Qualche progetto speciale, come lo screening neonatale per 50 malattie rare, sta per decollare. Le partite da chiudere in fretta sono il trasferimento della Medicina Nucleare e quello della Neurochirurgia, la prima in arrivo entro l’anno, la seconda nella primavera 2013. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Regione Provincia

7 ottobre 2012

S

i è svolto al Teatro Sperimentale di Pesaro il convegno “Fano-Grosseto – La priorità della Regione Marche. A che punto siamo?”, promossa dall’Assemblea legislativa delle Marche del Consiglio Regionale e dal Gruppo Consiliare Presidente Gian Mario Spacca. Presenti il presidente della Giunta Regione Marche Gian Mario Spacca, Franca Zapparrata Presidente Commissione tecnica mista MIT, Giampaolo Basoli Esperto Comitato TEN-T, Commissione Europea, Fabrizio Romozzi Esperto in progetti infrastrutturali, Vittoriano Solazzi Presidente Assemblea legislativa delle Marche. Ha moderato il giornalista Luigi Luminati. «La Fano-Grosseto è al primo punto della programmazione infrastrutturale regionale - ha detto il presidente Spacca - perché darà una maggiore valorizzazione del territorio marchigiano in rapporto al confine toscano. Si iniziò a riflettere e progettare della FanoGrosseto con il ministro Antonio Di Pietro, che aveva promesso un finanziamento statale per i lotti 4 e 10. Poi abbiamo cambiato strategia con forte determinazione senza ricalcare i progetti passati. Ed oggi finalmente possiamo parlare non più di un progetto nazionale ma europeo, perché l’Europa ha un forte interesse per questo lungo corridoio e può intervenire

IL GOVERNATORE SPACCA SULLA FANO-GROSSETO

Ponte tra penisola Iberica e Balcani per la certificazione del progetto. La seconda novità è che il progetto farà leva sui privati. Infatti il finanziamento sostanziale per realizzare la Fano-Grosseto sarà fatto da parte delle imprese che anticiperanno il denaro, con meccanismi dei soggetti privati, che si intrecceranno con meccanismi di carattere giuridico». In virtù delle caratteristiche evidenziate il progetto rappresenta un vero ponte infrastrutturale capace di porre in relazione la penisola iberica con il versante balcanico. La Fano-Grosseto è stata inserita nella rete Transeuropea di trasporto Ten-T, che apre alla possibilità di accedere ai fondi strutturali europei e ad oggi è stato proposto di inserire questa infrastruttura tra gli interventi “Core Network , ossia la rete prioritaria comunitaria che consentirebbe di godere di ulteriori vantaggi finanziari. Massimo dopo tre anni, per

assolvere ad ogni forma di autorizzazione, dovrebbero iniziare i lavori per la Fano-Grosseto, che

dovrebbero durare circa 8 anni. Paolo Montanari

© riproduzione riservata

NESSUNA NUOVA PISTA IN ERBA MA SOLO LO SFALCIO DI QUELLA ATTUALE

Minardi fa il punto sull’aeroporto di Fano

N

on è vero che la Provincia si è astenuta dal voto durante l’assemblea della Fanum Fortunae per problemi legati allo smaltimento delle acque dell’aereoporto di Fano. Non è vero che esiste una nuova pista in erba. Lo apprendiamo dall’assessore della Provincia, Renato Claudio Minardi, al quale abbiamo rivolto alcune domande. Assessore come mai il suo collega Massimo Seri si è astenuto dal voto, quando Fanum Fortune, società di cui fanno parte Comune di Fano, Confcommercio di Pesaro e Provincia, ha approvato l’impegno a modificare alcune attività di servizio aeroportuale fanese? Per due motivi. Anzitutto non è ancora chiaro il quadro economico

complessivo, in particolare in merito alla Flying Work. Il secondo motivo è che il Sindaco di Fano, ha voluto ad ogni costo portare al voto quel ‘pacchetto’ di provvedimenti nonostante la nostra contrarietà. Un quadro economico non convincente? E’ stato ipotizzato di assumere, in Fanum Fortunae, diverse unità di personale prima gestite dalla FW, in cambio di servizi che saranno delegati alla stessa FW. Dobbiamo stare attenti affinché i costi di questa operazione siano tutti riassorbiti. La FW ha un passivo di bilancio significativo? Sì. Ha presentato, a questo proposito, un piano di rientro del debito che ha con la Società dell’aeroporto. Bisogna capire se quel piano è

Chi è la Flying Work

È

una società operante nel settore del Lavoro Aereo dal 1984. A seguito dell’esperienza maturata negli anni successivi, l’attività della ditta si è ampliata anche nel campo dell’istruzione al volo, fondando una scuola che inizialmente si è dedicata ai corsi per il conseguimento della licenza di pilota privato e successivamente si è specializzata nel campo professionale introducendo quelli di pilota commerciale, di abilitazione strumentale e il corso per istruttori di volo.La FW srl è la società esercita le proprie attività per conto della Fanum Fortunae.

adeguato. E la questione dello smaltimento delle acque? Quel problema non c’è. La questione era sorta perché la Provincia ha elaborato un progetto per il trattamento delle acque di ‘seconda pioggia’. Poi ci siamo resi conto che è superfluo: basta e avanza il progetto, già realizzato dalla Provincia, per il trattamento delle acque di ‘prima pioggia’ elaborato insieme con Arpam e Ufficio ambientale della Provincia e che ora si tratta di verificare. Si è letto di una nuova pista in erba realizzata all’aeroporto. E’ una pista fatta ‘a regola d’arte’? No. Si tratta di una nuova pista che per ora è stata solo delimitata accanto a quella già esistente che dovrà essere asfaltata. Nulla di più.

È stata solo delimitata e si è provveduto allo sfalcio dell’erba. A cosa serve la delimitazione di questo nuovo corridoio? Quando la pista attuale - la vera e propria pista in erba - sarà sottoposta ai lavori di asfaltatura, questa ‘nuova’ consentirà, sostituendo quella originaria, decollo e atterraggio degli aeromobili. Sembra che la Commissione UE abbia deciso ulteriori tagli per quegli aeroporti che non riescono a sostenersi senza aiuti pubblici. A che punto è il finanziamento che l’aeroporto fanese, di secondo livello, sta attendendo dall’Enac per l’asfaltatura della pista? A noi risulta che l’asfaltatura della pista di Fano sia stata già finanziata dall’Enac. Anche se il contributo deve ancora arrivare. Inoltre il nostro è uno scalo di secondo livello per il quale le restrizioni economiche pubbliche non dovrebbero incidere. È un aeroporto non commerciale ma adatto a voli privati, charter e aerotaxi per un traffico aereo legato al sistema economico del territorio. Per esempio nei mesi precedenti per gruppi di turisti provenienti dalla Germania, e con altri voli, sono giunti a Fano importanti personalità in occasione del Rossini Opera Festival. Non ci aspettiamo che l’aeroporto fanese competa con quelli di Rimini e di Falconara anche perché la Provincia di Pesaro e Urbino è già socia (con lo 0,11% ndr) dell’aeroporto di Falconara, e che stiamo vendendo proprietà immobiliari in Valmarecchia per entrare nella società aeroportuale riminese. A cura di Paolo Maria Rocco © riproduzione riservata

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Non sarà un’incompiuta

“D

a oltre un anno lavoriamo intensamente con l’Europa e con il Ministero per la Fano-Grosseto. Siamo a una svolta strategica”. Così il presidente della Giunta regionale Gian Mario Spacca, ha aperto l’incontro - dibattito, al Teatro Sperimentale di Pesaro, su questa importante arteria di interesse europeo. “Mai come ora ci sono le condizioni per realizzare completamente questa infrastruttura. Ma a che punto siamo?” si chiede. “Se giocassimo a tresette e la vittoria fosse a 31, saremmo a 30 e due figure”, è la sua risposta scherzosa. La Regione ci crede, tanto che il Governatore sottolinea più volte ai presenti di aver inserito la Fano –Grosseto tra le priorità del piano infrastrutturale regionale. “La Regione – ha proseguito Spacca - con un’azione sotto traccia ha cercato con grande determinazione e trovato una soluzione per il completamento di questa opera. Quando ci siamo resi conto che non c’era disponibilità da parte dello Stato, abbiamo cambiato strada e ideato un piano nuovo, mettendo in campo una procedura assolutamente originale, che fa leva sul Canone di disponibilità. Così l’arteria è stata inserita nelle reti transeuropee Ten che danno la possibilità di accedere ai fondi Bei. La strada viene vista come un corridoio terra-mare tra Spagna e i Balcani: un ponte sorretto da quattro piloni che sono i quattro porti: Civitavecchia, Livorno, Ancona e Ravenna. E dato che lo Stato non può finanziare l’opera in conto capitale, si farà leva sui privati (Astaldi, Cmc Ravenna e soprattutto l’austriaca Strabag come capogruppo) che anticiperanno le risorse. La controprova l’avremo entro il prossimo 30 ottobre quando questi privati dovranno presentare una proposta di fattibilità». La prima novità dunque è la prospettiva europea che si affianca a quella nazionale; la seconda, il coinvolgimento dei privati; la terza, i meccanismi di carattere giuridico; la quarta, l’intesa raggiunta dalle tre Regioni Marche, Toscana e Umbria per la definizione del progetto. Anche il Ministero delle Infrastrutture ha giocato un ruolo molto importante: “L’istituzione di una apposita Commissione sulla E-78, ha messo a confronto tutti i soggetti interessati”, ha detto Franca Zapparata, presidente della Commissione, “È stato possibile abbattere i costi per la realizzazione, passati da 4 miliardi a 2 miliardi e 960 milioni. L’altro co-organizzatore della manifestazione Vittoriano Solazzi, presidente dell’Assemblea legislativa delle Marche che ha contribuito non poco all’ottima riuscita dell’evento, ha detto che “la Fano-Grosseto è un’opera che rischiava di iscriversi tra le incompiute del nostro Paese. In conclusione il Governatore Spacca, con una velata ironia, ha aggiunto che “siamo venuti a ribadire che non c’è stata lontananza della Regione da questa provincia. È vero che si percepisce così, ce lo dicono i sondaggi, ma questo progetto è la prova del contrario”. Giuseppe Magnanelli © riproduzione riservata


Regione Provincia

7 ottobre 2012

OLTRE 100 ISCRITTI DALLE 14 COMUNITA’ REGIONALI

Giornata marchigiana del Masci

7

il peperoncino

Batman

D

domi; ascolto la “Parola” e m’ima ragazzino mi piacevano pegno a viverla in comunione con i fumetti (ancor oggi i miei “fratelli”, accettando la mia e se mi capitano sotto l’altrui debolezza, andando non di mano li sfoglio) e ricordo rado contro corrente, ma sempre volentieri fra i Super eroi nella speranza che alimenta quella Batman, l’uomo pipistrello. Il fede che mi salva. E quella fede “va personaggio, in calzamaglia riscoperta, rimotivata, purificata e nera e mantello sfrangiato, è testimoniata nella carità”. sempre accompagnato da Dopo aver ascoltato padre Loren- Robin (in italiano Pettirosso) un zo, gli adulti scouts marchigiani ragazzino che lo segue nelle sue si sono divisi in gruppi di lavoro avventure. Mi ha sempre dato in cui si è riflettuto e discusso sui l’impressione di un pedofilo, ma nche il Masci regionale Magistra della Comunità di Osi- flessioni di gruppo, confronto as- punti focali della coinvolgente re- lasciamo perdere … Batman è un delle Marche, in occasio- mo 2 Isabella Vaccarini Stramenti- sembleare e conclusioni di padre lazione. E’ seguito il confronto as- miliardario americano, dal fisico ne dell’annuale Giornata noli e dal Segretario regionale del Lorenzo. L’anno della fede vuole sembleare vivamente partecipato. perfetto, che spende il suo denaro dello Spirito, ha scelto, Masci Gaetano Buttafarro. Tema portare alla riscoperta della fede Il canto Madonna degli scout ha e le sue energie per combattere il come argomento di meditazione, del convegno: “L’anno della fede”. come dono di Dio e risposta del- concluso la giornata. “male”. “L’anno della fede”. La giornata è La giornata si è incentrata su tre l’uomo a Dio che si rivela in Cristo; Da sottolineare la confortevole e Le cronache politico giudiziarie stata organizzata dalla Comunità momenti principali: la fede “è dire sì con tutte le sue fraterna accoglienza della Comu- ci propongono oggi un altro di Osimo 2, e si è tenuta domeni- -relazione da parte del benedet- conseguenze; un sì totale, come nità di Osimo 2. A metà mattina, Batman, un Fiorito (anzi ormai ca 30 settembre, presso in Centro tino padre Lorenzo Sena, Priore l’”Eccomi” di Abramo e di Maria; durante una breve pausa dei lavori, sfiorito) consigliere regionale Giovanni Paolo II di Montorso del Monastero di San Silvestro di è l’”Amen” che pronunciamo nel- è stata graditissima, anche se bre- del Lazio, non era miliardario (Loreto), dove si sono dati appun- Fabriano, sul tema della giorna- la liturgia e nelle nostre personali ve, la visita di Giovanni Morello, come il suo omonimo americano tamento un centinaio di iscritti ta; -Santa Messa concelebrata con preghiere”. direttore del periodico del Masci ma sembra che lo sia diventato. delle 14 comunità operanti in re- l’Assistente Ecclesiastico del Masci Dio irrompe nella mia vita di uomo “Strade Aperte”. Quanto a combattere il male poi, gione. Dopo la recita delle Lodi, i delle Marche, don Isidoro Lucconi e io, nella mia libertà, cerco di riA.G. ho forti dubbi. A dire la verità il lavori sono stati introdotti dalla presso la cappella del Centro; -Ri- sponderGli fidandomi e affidan© riproduzione riservata fisico corpulento non si adatta molto alla calzamaglia, anzi se volessimo condannarlo dovremmo costringerlo ad indossarla e BELLONI VICE SINDACO, CATALANO AI SERVIZI SOCIALI, CORADUCCI ALL’EDILIZIA pubblicare la foto su tutti i giornali. Fiorito è sicuramente innocente, tutti lo siamo finchè un tribunale in terzo grado di giudizio non ci proclama colpevoli. Lo scorso martedì 2 ottobre, il sindaco di Poi il Sindaco ha fatto il punto sulle deleghe Oggi poi è stato arrestato, per Pesaro Cerscioli ha ufficializzato il riassetto legate ai servizi dell’urbanistica assunte pro rischio di fuga e occultamento delle deleghe dopo le dimissioni dell’ex as- tempore dallo scorso mese di agosto. «La delle prove. Lasciamo ai tribunali sessore all’Urbanistica Luca Pieri. Un rim- delega all’edilizia, urbanistica, sportello i relativi giudizi. Però mi pasto che era nell’aria da tempo e che il Sin- unico, ha fatto cadere la scelta su Gerardo chiedo: “La mensa del carcere daco ha motivato con queste parole: «Una Coraducci che è una persona molto equiavrà nel suo menù aragoste e scelta che permette all’Italia dei Valori di librata, con una lunga storia politica, ed è champagne?” Devo ricordarmi di aver il ruolo di vice sindaco al quale tene- in grado di gestire in poco tempo una machiederlo ai miei amici della Casa va in maniera particolare perché normal- teria così ricca in termini di necessità della Circondariale di Villa Fastigi mente la seconda forza della maggioranza città». Ceriscioli conserverà comunque la la prossima volta che li vado a esprime questo incarico. Lo facciamo con il parte di pianificazioni e varianti «Si tratta trovare. Infine rubo (siamo sempre consenso della Giuseppina Catalano che ha – dice - di procedure già avviate che seguivo in tema) la battuta al vignettista svolto al meglio il ruolo di vicesindaco e de- di fatto da tempo e che comportano pesandel Resto del Carlino: “Quanto sidera potersi esprimere con una delega più ti rapporti di natura politica all’esterno per può costare una cena a base di ampia rispetto a quella di oggi ma con la esempio il rapporto con Autostrade, il nuoaragoste e champagne? – Non lo stessa direzione perché occupandosi di casa, vo ospedale». so, io non mi occupo di politica”.. di famiglia e di bambini prosegue la sua atClaudio Turco Alvaro Coli tività ai servizi sociali». © riproduzione riservata © riproduzione riservata

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Rimpasto della Giunta di Pesaro

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l primo Sportello di Mediazione familiare è finalmente una realtà a Pesaro: un luogo di ascolto dove persone competenti e sensibili sono a disposizione gratuitamente di famiglie in crisi. Promosso dal CIF - Centro Italiano Femminile Provinciale è nato in collaborazione con il Comune di Pesaro, Assessorato alle politiche familiari e con l’ambito territoriale sociale. Annunciato nell’incontro stampa del 20 settembre scorso in Comune, lo Sportello di Mediazione familiare è diventato operativo dal 1 Ottobre all’interno della sede comunale dell’Informafamiglia, già Informagiovani sotto la loggia, nell’angolo di Via Rossini, il lunedì pomeriggio dalle 15,30 alle 19 e il sabato mattina dalle 9,30 alle 13. “E’ un risultato che ci riempie di soddisfazione”, afferma Elena Sormani, Presidente del CIF Provinciale “raggiunto con la collaborazione e l’impegno di Giuseppina Catalano, Assessore

AVVIATO DAL CIF DI PESARO E URBINO

Sportello di mediazione familiare alle Politiche familiari del Comune di Pesaro, che ringrazio vivamente, perché ci ha sempre spronato e fattivamente sostenuto, perché lo Sportello si realizzasse. Voglio ringraziare ancora in particolare tutte le componenti del Consiglio del CIF provinciale e le socie allieve del corso nazionale, riconosciuto dall’AIMEF - Associazione Italiana Mediatori Familiari, che il CIF ha

organizzato a Pesaro diplomando un gruppo di mediatrici familiari, sei delle quali si alterneranno nell’attività dello Sportello”. Il Cif ha così portato a termine il progetto formativo fino alla realizzazione di un nuovo servizio comunale di cui si sentiva la necessità e che ha già ottenuto l’attenzione di molti altri comuni italiani, che presto imiteranno Pesaro. Da questa virtuosa

collaborazione tra CIF e Comune di Pesaro è nato un nuovo strumento gratuito per offrire un aiuto concreto nei contrasti familiari, per comprendere le dinamiche del conflitto, per avere uno sguardo attento ad ogni segnale positivo che comunque si manifesti, avendo attenzione soprattutto al bene dei figli. Questo delicato lavoro di ascolto e mediazione punta a offrire ai genitori uno spazio neutro nel quale ripristinare il dialogo interrotto, per arrivare ad un confronto costruttivo e ristrutturare le relazioni. Con questa attività, il CIF provinciale ha così realizzato uno suoi scopi fondamentali: contribuire alla formazione umana e professionale di donne che con lo

Radio Maria dall’Ospedale Civile di Fossombrone

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n unione spirituale con tutti i malati presenti nell’Ospedale, Radio Maria ha raggiunto in modo particolare tutti coloro che si trovano a percorrere quella che Giovanni Paolo II definì come la difficile stagione della sofferenza, ricordando che per grazia di Dio, la malattia potrebbe diventare anche occasione di una profonda esperienza di fede, addirittura una liturgia domestica, nella quale si celebra, nel nascondimento e nella semplicità un sacrificio spirituale di inestimabile valore. La liturgia è stata anche preghiera di ringraziamento e benedizione per le mani, le menti ed i

cuori degli operatori sanitari, perché siano sempre di più presenze umanizzanti e strumenti di guarigione. Nell’omelia il Padre Cappuccino Marzio Calletti, cappellano dell’Ospedale, ha ricordato come gli Angeli siano parte della Storia della Salvezza , presenza costante nella Bibbia – Gli Angeli non sono un “ genere letterario “ (come alcuni del dopo Concilio insegnavano) ma esseri personali, ambasciatori di Dio. Nel Nuovo Testamento troviamo: gli Angeli dell’Annunciazione, della Nascita di Gesù, nelle tentazioni del deserto, con Gesù nel Getsemani,, al Sepol-

cro annunciatori della Risurrezione. Gli Angeli sono nostri modelli come servitori del progetto di Dio. Sul nostro cammino giornaliero non ci sono solo gli uomini ….ma anche gli Angeli che invochiamo come aiuto e nostro sostegno. Anche noi dobbiamo essere “ Angeli “ per gli altri, specialmente per i sofferenti, i soli, gli ammalati e tribolati….anche noi messaggeri della Parola di Dio per gli uomini di oggi. (fin qui le parole del Cappellano) Nella preghiera rivolta a Maria salute degli infermi, la supplica perchè custodisca le lacrime dei sofferenti, conforti le famiglie visitate dall’infermità, sosten-

strumento dello Sportello creano uno spazio di ascolto, dove si pone al centro la famiglia in crisi. L’azione del CIF è infatti attenta alle nuove emergenze imposte dalla attuale fase storica. Dall’ottobre del’44, anno di nascita del CIF ad oggi sono davvero ampi i compiti dell’Associazione che è rimasta però sempre fedele alla sua identità: essere un’associazione di ispirazione cristiana fra donne impegnate in campo culturale, politico, sociale, fautrice di solidarietà, partecipazione umana, giustizia, pace, mantenendo costantemente buoni rapporti con le Istituzioni e con il territorio.

ga sempre l’impegno di quanti operando in campo s anit ar io promuovono e difendono con coraggio la vita umana. Lo Studio Mobile di Radio Maria per le Prov. di Ancona –Pesaro Urbino ringrazia oltre il Cappellano, ed il coro Beato Benedetto Passionei, la Direzione dell’Ospedale, il personale sanitario per l’accoglienza riservata al collegamento.

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Festa del Patrono di Gabicce

La festa del Patrono Sant’Ermete si aprirà con la S. Messa di domenica 14 ottobre, alle ore 11,15 presieduta dal parroco Don Semri Santini.


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• il• amico nuovo

7 ottobre 2012

Anniversario

Pesaro

Il 50° di fondazione della Parrocchia di Villa San Martino

Redazione di Pesaro: Via del Seminario, 4 - 61121 Pesaro Tel. 0721 64052 - Fax 0721 69453 E-mail: pesaro@ilnuovoamico.it

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Messaggio dell’Arcivescovo S.E. Mons. Piero Coccia Maria, modello di fede per i credenti è un dato di fatto che stiamo vivendo una stagione culturale, sociale ed ecclesiale segnata da alcune difficoltà ma anche da tante opportunità. Ce lo dicono gli esperti di vari settori, ma soprattutto ce lo conferma la nostra quotidiana esperienza. Pertanto oggi più che mai a noi credenti è chiesta una lettura sapienziale della storia che ci faccia cogliere, alla luce del Vangelo, le necessità emergenti. Tra queste appare chiara l’urgenza, per la comunità cristiana, di crescere in una fede nel Signore sempre più adulta. Varie sono le ragioni tra cui anche quella di una mutata mentalità, come Benedetto XVI ci ricorda nella lettera apostolica “Porta della fede” con cui ha voluto indire un anno speciale da dedicare alla fede: “La fede infatti si trova ad essere sottoposta più che nel passato ad una serie di interrogativi che provengono da una mutata mentalità” (n. 12). Di fronte a questa realtà i cristiani sono fortemente sollecitati in alcuni casi a riscoprire, in altri ad approfondire l’esperienza della fede come incontro con il Mistero del Cristo Risorto che ci introduce nella comunione trinitaria. Da ciò scaturiscono alcune implicanze. Innanzitutto il desiderio di “confessare” la fede in pienezza e con rinnovata convinzione, fiducia e speranza. Inoltre la consapevolezza di dover intensificare la partecipazione alla celebrazione della fede nella “liturgia” in particolar modo nell’Eucarestia “fonte e culmine dell’azione della Chiesa”, cogliendone tutta la portata. Ed ancora la sollecitazione a saper contagiare con la “testimonianza” di un vissuto da credenti sempre più au-

Domenica 21 ottobre al Santuario B.V. delle Grazie

Festa del Voto 2012 tentico, tutta la società. Pertanto abbiamo tutti bisogno di crescere come cristiani in una esperienza di fede centrata sul Mistero del Cristo professato, celebrato e testimoniato. Ma chi ci può essere di aiuto in questo cammino che si pone anche per la nostra chiesa come necessaria ed urgente? è la figura di Maria, autentica donna di fede, a prenderci per mano. Maria è e rimane nella storia della salvezza modello di esemplare donna condotta dalla fede, a cui la chiesa può e deve ispirarsi. Con fede Maria accoglie la parola dell’angelo che la prefigura Madre del Salvatore (cfr. Lc 1,38). Grazie alla fede Maria dà alla luce il suo unico figlio mantenendo intatta la sua verginità (cfr. Lc 2,6-7). A motivo della fede Maria porta, insieme a Giuseppe, il suo figlio in Egitto per salvarlo (cfr. Mt 2,13-15). Per fede Maria segue il Signore nella sua predicazione e rimane accanto a Lui fino alla morte (cfr. Gv 19,25-27). Nella fede Maria assapora i frutti della Resurrezione di Gesù e li custodisce nel suo cuore (cfr. Lc 2,19-51). In forza della fede Maria rimane con i dodici nel cenacolo in attesa di ricevere lo Spirito Santo e dare l’avvio alla missione della Chiesa (cfr. At 1,14; 2,1-4). Dunque la comunità cristiana per crescere in una fede adulta e responsabile non è orfana. Sa a chi guardare e a chi rivolgersi: a Maria. La nostra chiesa locale, chiamata a fare un’esperienza di fede adulta e a propor-

la al mondo degli adulti, trovi in Maria il vero elemento di esemplarità per vivere e testimoniare il mistero del Cristo morto e risorto da annunciare, da celebrare e da comunicare. In questa occasione mi è caro ringraziare i Padri Servi di Maria, custodi del Santuario della Madonna delle Grazie a cui tutti noi Pesaresi siamo profondamente legati, per il prezioso ministero che vi svolgono. Affido alla Beata Vergine delle Grazie la Città e l’Arcidiocesi di Pesaro e invoco su tutti la benedizione del Signore. +Piero Coccia Arcivescovo 8 settembre 2012 Festa della Natività della Beata Vergine Maria

Novena in preparazione alla festa (12-20 Ottobre 2012) OGNI GIORNO: Ore 17,15: Recita del S. Rosario con litanie cantate Ore 18,00: Celebrazione Eucaristica con Omelia sulla Vergine Tema: Maria, modello di Fede per i credenti Predicatore: P. Giuseppe M. Galassi, Servo di Maria dal 15 al 20 Ottobre celebrazioni particolari VENERDì 12 ore 18,00:Celebrazione Eucaristica. Presiede la concelebrazione l’Arcivescovo Mons. Piero Coccia ore 21,00: Celebrazione dei “13 di Fatima” a cura del “Gruppo Regina della Pace”

Domenica 14 ore 17,00: Incontro dei Malati con Maria a cura dei Cappellani degli Ospedali martedì 16 ore 21,15: Omaggio a Maria del Movimento di Comunione e Liberazione. mercoledì 17 ore 8,45: Consacrazione dei bambini alla Madonna (scuole materne ed elementari) ore 16,00:Consacrazione dei bambini con le mamme alla Madonna ore 21,15: Omaggio a Maria. Canti, preghiere e testimonianze della “Fraternità San Francesco di Pesaro” giovedì 18 ore 9,30: Ritiro Spirituale del Clero. Predicatore Don Andrea Turchini, Rettore del Seminario di Rimini ore 17,00:Adorazione Eucaristica per le Vocazioni sacerdotali e religiose. Venerdì 19 ore 19,00: Visita guidata del Santuario a cura di Max domenica 21 ottobre: SOLENNITÀ DEL VOTO PROGRAMMA ore 7,30: Pellegrinaggio a piedi della Parrocchia di Villa Ceccolini e S. Messa presieduta da P. Serafino M., Vassallo dei Servi di Maria. ore 8,30: S. Messa presieduta da P. Giuseppe M. Galassi, Predicatore. ore 10,00: S. Messa Pontificale presieduta da Sua Ecc.za Rev.ma Mons.

Piero Coccia, Arcivescovo Metropolita di Pesaro con la partecipazione delle autorità. Coro del Santuario Beata Vergine delle Grazie, diretto da P. Roseto M. Saccà. ore 11,30: S. Messa presieduta dal P. Gino M. Leonardi, OSM, Priore Provinciale. ore 15,30: Celebrazione dei Vespri della Beata Vergine. ore 16,00: Solenne Processione con la Venerata Immagine della Madonna delle Grazie con il seguente itinerario: Via S. Francesco, Via Gramsci, Via XI Febbraio, Piazza Lazzarini, Via Branca, Piazza del Popolo, dove l’Arcivescovo pronuncerà il discorso e impartirà la Benedizione alla Città di Pesaro. ore 17,00: S. Messa celebrata da don Stefano Brizi, Vicario Generale. Coro del Santuario Beata Vergine delle Grazie, diretto da P. Roseto M. Saccà ore 18,30: S. Messa celebrata da Don Gino Rossini, Parroco della Cattedrale (Ultima Messa). © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL 26 OTTOBRE CENA PER RACCOLTA FONDI A GINESTRETO

Nasce l’Associazione pesarese “Pro Terrasancta”

Pesaro

AIUTIAMO I CRISTIANI DI TERRASANTA Cena e musica a sostegno del progetto “Gerusalemme pietre della memoria”

Venerdì 26 Ottobre ore 20:00 Ristorante Il Poggio - localitÀ ginestreto

Adesioni entro il 21 ottobre quota adulti 22€ bambini fino a 10 anni 11€

Anna: 340 0512399 annamaria.bartolucci@hotmail.it don Marco di Giorgio 335 5650241 digio@netco.it

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asce il gruppo pesarese dell’Associazione “Pro Terrasancta”. In collaborazione con l’Associazione Pro Terrasancta (ATS) di Milano, è stato costituito a Pesaro un gruppo di ex pellegrini e non, che ha lo scopo di sostenere i progetti già avviati dalla Associazione, volti a migliorare le condizioni dei cristiani che vivono nella terra di Gesù. La presenza della Chiesa Cattolica Latina in Terrasanta, fin dal 1300, è stata affidata alla Custodia dell’Ordine dei Frati Minori di San Francesco e da allora i frati sono rimasti là, anche in mezzo a grandi traversie, per servire la Chiesa locale, custodire, restaurare e proteggere i luoghi santi cristiani; accogliere e servire i pellegrini di tutto il mondo. L’ATS è un’organizzazione non governativa (ONG) senza fini di lucro, della Custodia Francescana di Terrasanta, a cui collaborano anche numerosi laici. Dal mese di settembre, anche da Pesaro, su iniziativa di don Marco di Giorgio e alcuni amici che hanno vissuto l’esperien-

za indimenticabile del pellegrinaggio in Terrasanta, è possibile sostenere le iniziative a favore dei cristiani che abitano nel luogo più santo della terra. Forse non tutti sono a conoscenza che attualmente i cristiani in Terrasanta sono ormai ridotti a una minoranza veramente piccola, si stima circa un 2% della popolazione totale, e che l’esodo dei cristiani continua, tanto in Israele, quanto soprattutto nei Territori Palestinesi. I motivi che hanno portato e stanno portando tanta gente ad abbandonare i luoghi santi sono numerosi: la mancanza di lavoro, in particolare per i professionisti e gli specialisti, molti dei quali appartengono alla comunità cristiana; la difficoltà di acquistare o affittare alloggi a causa dei salari che sono molto bassi e infine l’insicurezza quotidiana per la decennale guerra israelo-palestinese. Inoltre i cristiani si sentono schiacciati dai due gruppi maggioritari: gli ebrei e i musulmani, per i quali spesso religione e politica si confondono. Questa situazione

genera spesso una crisi di identità e una sfiducia diffusa riguardo al futuro che porta specie i più giovani, ad emigrare all’estero, in cerca di possibilità che non riescono a trovare nei luoghi natii. Il gruppo ATS di Pesaro intende sostenere in particolare il progetto “Pietre vive”, che ha come scopo quello di restaurare le abitazioni dei cristiani della città vecchia di Gerusalemme, per garantire una presenza cristiana in quel luogo, così essenziale per la nostra fede. Con i fondi raccolti nella cena di beneficienza che si svolgerà il prossimo 26 ottobre ed attraverso altre iniziative, desideriamo inoltre sostenere l’educazione dei bambini, soprattutto palestinesi, più bisognosi e con problemi di apprendimento, oltre che fornire loro le cure mediche essenziali. Chiunque fosse interessato all’attività dell’associazione, può partecipare alla cena dove saranno anche presentati identità e progetti futuri. ATS PESARO © RIPRODUZIONE RISERVATA

ARCIDIOCESI DI PESARO – Ufficio per la Pastorale Liturgica

Anno della fede

LA LITURGIA PRIMA SCUOLA DELLA FEDE Sala S. Terenzio – ore 18.00 - Via Rossini,66 Lunedì 15 ottobre Lunedì 22 ottobre Relatore: Don Giovanni Frausini Parroco e Docente di Liturgia all’Istituto Teologico Marchigiano Sono particolarmente invitati i “gruppi liturgici parrocchiali” e quanti svolgono o si preparano a svolgere un ministero liturgico.

Tel. 0721.414723 - Fax 0721.418574 Via G. Pepe, 11 - 61100 PESARO


Pesaro

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INTERVISTA A DON MARCO DI GIORGIO E A GIORGIO FILIPPINI

Perché un corso per animatori Caritas?

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i svolgerà a cavallo tra di arrivo ma ancor di più un punil 2012 e il 2013 il primo to di partenza, uno stimolo forte a “Corso di formazione per condividere e progettare insieme animatori pastorali delle la vita delle nostre comunità per Caritas parrocchiali di Pesaro”. essere segno di testimonianza ecFilo conduttore degli appunta- clesiale e di presenza di Dio nella menti sarà il brano di S. Giacomo: società.(Atti Convegno diocesano “Che giova, fratelli miei, se uno dice 2010). di avere la fede ma non ha le opeCome si inserisce il progetto re? Forse che quella fede può salnella pastorale ordinaria della varlo?”. Ma a cosa serve un corso diocesi? del genere a Pesaro? Lo abbiamo Nel 2010, a conclusione della Vichiesto a don Marco Di Giorgio, sita Pastorale, l’Arcivescovo avedirettore della Caritas diocesana va auspicato come necessario lo e a Giorgio Filippini, coordinato- sviluppo del settore della Caritas re del “laboratorio di promozione inserendolo nel più vasto tema delle Caritas parrocchiali”. della Questione Educativa. Egli Quando e come nasce l’idea di sottolineava alcune motivazioni un corso per animatori pasto- alla base di questa scelta.0 rali delle Caritas parrocchia- Ad esempio? li? La necessità di aiutare le nostre È stato il convegno diocesano comunità a recuperare il nesdel settembre 2010 sul tema “Se so vitale tra fede celebrata e fede non ho la Carità non sono nulla - vissuta. Una fede incarnata e teeducarsi ed educare alla carità” a stimoniata nella carità, con una sollecitare profondamente la vita attenzione fattiva verso le vecdella nostra diocesi in questo sen- chie e nuove povertà. Ed ancora: so. Nella presentazione degli atti l’Eucaristia, pane “donato” e vino del convegno il Vicario, don Ste- “versato” non può non interpelfano Brizi, auspicava che questo larci nel nostro vissuto attraverso non dovesse essere “solo un punto l’esperienza dell’amore, del dono,

della solidarietà nei confronti di tutti, specie dei più bisognosi. Una delle indicazioni era quella di istituire in tutte le parrocchie l’organismo pastorale della Caritas con la sua precisa identità e funzione e di creare i “Centri di Ascolto Vicariali” (Atti Convegno diocesano 2010). Dunque un lavoro che ha richiesto un biennio di preparativi. Come si articolerà il corso? Abbiamo cercato di invitare autorevoli relatori a cominciare dal direttore di Caritas Italiana, don Francesco Soddu e don Salvatore Ferdinandi responsabile, a livello nazionale, proprio della formazione e promozione delle Caritas Diocesane e Parrocchiali, nonché don Giovanni Nicolini già direttore Caritas di Bologna. Si tratta, come comprensibile, di un evento unico non facilmente ripetibile nel prossimo futuro. Pertanto l’invito ad essere presenti per tutta la durata del corso è rivolto a tutte le realtà parrocchiali comprese quelle che fanno difficoltà a costituire un gruppo dedicato all’ani-

mazione della Caritas; per non perdere questa opportunità chiediamo ai parroci di nominare almeno “ Che giova, fratelli miei, se uno una persona che, fordice di avere la fede ma non ha te dell’esperienza del le opere? Forse che quella fede corso, possa fare da può salvarlo?”Gc 2,14 apripista per tutta la comunità. Ricordiamo gli VILLA BORROMEO appuntamenti. OTTOBRE 2012 Gli incontri si svolGENNAIO 2013 gono a Villa Borromeo in Via Avogadro con inizio alle ore 16 (arrivare 15 minuti prima) e termine alle ore 18. Sabato 13 ottobre, il primo giorno, l’accoglienza inizierà alle 15,30. E’ previsto un contributo alle spese di organizzazione di 10 € a persona da versarsi al primo incontro Caritas 0721 33743. Il programma per ogni informazione rivolgersi del corso su www.arcidiocesipesaai seguenti numeri: Giorgio Filip- ro.it pini 329 6212434 / don Marco Di A cura di F. G. Giorgio 335 5650241 / Segreteria © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’ARCIVESCOVO CON GLI OPERATORI DELLA PARROCCHIA DI S. MARTINO

Una Chiesa attenta a chi è “sulla soglia”

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Breviario di notizie pesaresi

el cammino della fede, ha affermato S. E. Mons. Piero Coccia nell’Omelia per la celebrazione del Mandato agli Operatori Pastorali svoltasi durante la settimana di San Terenzio, non c’è mai un traguardo che ci autorizzi a riposare, a considerarci arrivati”. Anche se “crediamo”, abbiamo bisogno (come dice – apparentemente contraddicendosi – il padre dell’epilettico del racconto di Marco) che il Signore “aiuti la nostra incredulità” e ci “avvolga” in modo continuativo con la Sua Presenza, così che la nostra “ricerca” di Lui e il nostro “incontro” con Lui diventino sempre più “adulti” e si trasformino in “compito”. Forte di questa certezza, mons. Coccia (quasi per dare continuità anche al recente Convegno diocesano “Essere adulti nella fede”) ha voluto incontrare, sabato 29 settembre, i più stretti collaboratori della liturgia, della catechesi e della carità della Parrocchia di Villa San Martino. A costoro ha ricordato, come intende ricordaDOMENICA 7 OTTOBRE CIMITERI DI PESARO – Da ottobre a marzo osservano l’orario 7.30-17, fino al cambio dell’ora legale. Da aprile a settembre 7.30-19.00. “L’EUCARESTIA EDUCA LA FAMIGLIA” – Da oggi a sabato prossimo adorazione eucaristica nella chiesa di via della Maternità con la parrocchia Santa Croce e i Gruppi di preghiera P.Pio. MOSTRA MERCATO DEI FIORI – Si conclude oggi in Piazza del Popolo. Orario: 8-22.30. “IL GIOCO NELLA STORIA” – La storia in gioco. A Gradara, dalle ore 14 alle 19. Ingresso gratuito. In caso di maltempo la manifestazione sarà rinviata alla domenica successiva. Info: 0541/964673. FESTA DEL CATECHISMO – All’insegna dello slogan “Alzati e va…”: “Vivere e trasmettere oggi la fede”. Nella parrocchia Santa Croce dalle ore 15.30. Conclusione alle ore 17.30 con la Santa Messa. 50° DI SACERDOZIO – Per padre Fabio Ottavini, parroco di San Francesco d’Assisi (Cappuccini). Alle ore 18.30 santa Messa di ringraziamento con la presenza dell’Arcivescovo. Al termine momento di festa in Palestra. LUNEDI’ 8 OTTOBRE NELL’UNIVERSITA’ DELL’ETA’ LIBERA – In zona Campus scolastico. Oggi iniziano i corsi di: canto corale, informatica-internet, in armonia con gli altri, storia, storia del melodramma, lettura espressiva ad alta voce.

re a tutti gli Operatori, quanto una fede adulta necessiti, oltre che di esperienza, anche di “una conoscenza organica e sistematica dei contenuti della rivelazione cristiana con i criteri scientifici della teologia”, specie “in merito alle grandi questioni del nostro tempo (vita, sessualità, matrimonio, famiglia, economia, politica)”, per evitare il

NELLA LIBRERIA DEL BARBIERE – In via Rossini n°. 38. Si conclude la mostra di Gian Luca Proietti: “Disegni e segni su carta”. Orario. 16-20. CINEVISIONI – Nell’auditorium dell’Università dell’età libera (Campus scolastico). Sullo schermo: “Splendore nell’erba” di E. Kazan (1961). Ore 21.00. Ingresso libero. PREPARAZIONE AL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO – Nella parrocchia di San Francesco d’Assisi (Cappuccini). Tel. 0721/412840. Primo incontro alle ore 21.15. MARTEDI’ 9 OTTOBRE “PEREPEPE’” – Il Centro arti visive Pescheria (corso XI Settembre, 184) ospita, fino al 21 ottobre, “Perepepè”, all’insegna dello slogan: “Sia caldo l’autunno della mia città”. Orario: dal martedì alla domenica 15-24; ex chiesa del Suffragio 10-24. ETA’ ATTIVA – L’Università dell’età libera dà oggi inizio ai corsi di: psicologia, fotografia creativa, esercizi bioenergetici, comunicazione, francese e tedesco. MONS. NICOLA ALEGI – Viene ricordato, nel centenario della nascita (1912-1994), a Candelara, di cui è stato parroco, nelle Pieve di Santo Stefano. Alle ore 20.45 concelebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo mons. Piero Coccia. Dalle ore 22.00 testimonianze. MERCOLEDI’ 10 OTTOBRE I CORSI DELL’ETA’ LIBERA – In zona

PRIMO CORSO DI FORMAZIONE PER ANIMATORI PASTORALI DELLE CARITAS PARROCCHIALI.

rischio di “ridurre il Vangelo a semplice religione civile”. Per questo l’Arcivescovo ha raccomandato di cogliere come preziosa opportunità i corsi accademici di teologia e scienze umane dell’ISSR “Giovanni Paolo II”, molto apprezzato per la qualità della sua offerta formativa e ha invitato a seguire il Corso diocesano per operatori pastorali, che quest’anno, come ha suggerito il Papa, sarà centrato sulla presentazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, strumento di fondamentale importanza ma spesso ignorato. Riferendosi poi alle tematiche e ai contenuti del Convegno, Mons. Coccia ha dichiarato che la nostra chiesa locale sente fortemente l’esigenza di rivolgere la sua attenzione al complesso e variegato mondo degli adulti: a quelli cosiddet-

Campus scolastico. Iniziano oggi i corsi di: etruscologia, maiolica, cucito e the gospel experience. Domani 11/X: grafologia, origami, uncinetto e maglia ai ferri. Venerdì 12/X: storia dell’arte, training affermativo ed autogeno di base. GIOVEDI’ 11 OTTOBRE “LAVORO. MISSIONE IMPOSSIBILE?” – Nella Biblioteca San Giovanni (via Passeri, 102). “Il lavoro che cambia…”. Incontro con Emiliano Sbaraglia e Davide Imola. Ore 17.00. Ingresso libero. “INSALATA DI FIABE” – Incontri per ragazzi dagli 8 ai 12 anni. Ogni giovedì, da oggi (ore 17.30-19) fino all’8 novembre. Presso la Biblioteca di Pantano, in via Confalonieri n°. 11. VENERDI’ 12 OTTOBRE FESTIVAL DEI GAD – Al “Rossini” va in scena “Tutto per bene” di Luigi Pirandello proposto dalla Compagnia “Spazio Teatro” di Livorno. Sipario alle ore 21.00. SABATO 13 OTTOBRE EDUCATORI BENEMERITI – Si incontrano in convivio, alle ore 12.30, presso il Ristoro ODA, in via del Teatro. “GIRAR PER ERBE” – Ricerca di erbe di campo con “Il Ponticello” (tel. 0721/482607). Ritrovo, alle ore 15.00, presso “Polvere di caffè”, in via Fratti n°. 126. Quota euro 12 (laboratorio pratico).

ti “della soglia”, a chi cerca la fede in maniera sofferta, a chi crede più per tradizione che per convinzione, a chi vive situazioni familiari “ferite” (separati, divorziati, risposati), a chi è impegnato nel mondo delle istituzioni, dell’economia, del lavoro e della scuola. Soprattutto ai tanti genitori che, pur non essendo praticanti e a volte anche non credenti, continuano a chiedere i sacramenti dell’iniziazione cristiana per i loro figli. A questo proposito l’Arcivescovo ha riaffermato la necessità di trovare nuovi modelli di iniziazione cristiana che permettano ai genitori e alle famiglie dei ragazzi che frequentano il catechismo di fare un percorso contemporaneo a quello dei figli, per scoprire o riscoprire la fede o comunque per diventare adulti in essa. Ha invitato pertanto gli operatori presenti, e con loro tutte le comunità parrocchiali, ad impegnarsi in modo particolare in questa direzione, augurando loro di “trovare e sperimentare una fede adulta, libera e responsabile, da testimoniare e comunicare più attentamente al mondo degli adulti”. Paola Campanini © RIPRODUZIONE RISERVATA

Con la parrocchia Santa Croce

PELLEGRINAGGIO A SAN GIOVANNI ROTONDO

PESARO – La parrocchia Santa Croce (via Lubiana, 2) propone, per le giornate di sabato 27 e domenica 28 ottobre, una gita pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo. Previste, inoltre, visite ai Santuari dell’Incoronata (Foggia), di San Michele Arcangelo, del Miracolo Eucaristico (Lanciano) ed alla Cattedrale di Trani. La partenza è fissata per le ore 5 dal parcheggio attiguo alla chiesa. La quota di partecipazione, tutto compreso, è di euro 135. Iscrizioni entro il 19 ottobre. Info: tel. 0721/453529.


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conclusione del Convegno Diocesano, che ha impegnato per due giorni la nostra Chiesa locale sul tema “Essere adulti nella fede”, desidero esprimere la mia più viva soddisfazione per la partecipazione così ampia e attenta con cui è stato vissuto e ringraziare sinceramente tutti coloro che, a vario titolo, hanno contribuito a realizzarlo. Il nostro Convegno ci ha dato la possibilità di riflettere e di confrontarci sul tema della fede adulta nella sua duplice valenza. Una fede che deve diventare sempre più adulta in tutti noi e una fede che la nostra chiesa di Pesaro sente di dover proporre o riproporre agli adulti. Ma perché questa scelta? Tutti abbiamo coscienza di quanto il Papa ci dice nella sua lettera apostolica “La Porta della Fede”: “La fede si trova oggi ad essere sottoposta più che nel passato ad una serie di interrogativi che provengono da una mutata mentalità” (n. 12). Ma poi aggiunge che per la comunità cristiana “sarà decisivo nel corso di questo Anno ripercorrere la storia della nostra fede…per provocare in ognuno di noi una sincera e permanente opera di conversione…. tenendo fisso lo sguardo su Gesù Cristo, «colui che dà origine alla fede e la porta a compimento» (Eb 12, 2). (n. 13). In ultima analisi tutti siamo provocati dalle parole del Papa a vivere un cammino che ci conduce a forme sempre più compiute di fede adulta e a testimoniarla al mondo degli adulti. Una fede radicata nel mistero di Gesù Cristo.

La crisi della comunità cristiana

Interrogarsi sul tema della fede e per di più di una fede adulta, costituisce oggi una vera necessità, vista la crisi della fede che attanaglia anche la comunità cristiana. È il Papa stesso a ricordarcelo sempre nella sua lettera apostolica: “Capita ormai non di rado che i cristiani si diano maggior preoccupazione per le conseguenze sociali, culturali e politiche del loro impegno, continuando a pensare alla fede come un presupposto ovvio del vivere comune. In effetti, questo presupposto non solo non è più tale, ma spesso viene perfino negato. Mentre nel passato era possibile riconoscere un tessuto culturale unitario, largamente accolto nel suo richiamo ai contenuti della fede e ai valori da essa ispirati, oggi non sembra più essere così in grandi settori della società, a motivo di una profonda crisi di fede che ha toccato molte persone”. (Porta della fede, n. 2)

L’incontro esige una risposta

Va da sé quindi che tutti dobbiamo porci una domanda essenziale e vitale: cosa è la fede adulta? La risposta nitida ce la dà Benedetto XVI quando definisce la fede come “esperienza dell’incontro con il Signore”. In questa semplice definizione troviamo l’essenza della fede. Ma cosa essa implica? Innanzitutto va ricordato che la parola “incontro” è la risultante di due termini. “In” sta ad indicare la possibilità dataci dalla nostra condizione umana e quindi concreta, storica. Mentre “contra” sta ad indicare il Mistero di Dio, l’Irriducibile, l’Oltre, l’Alterità nella sua pienezza. In ultima analisi l’incontro indica la presenza del Mistero del Cristo che ci raggiunge nella nostra condizione umana. Tale incontro, originariamente indipendente dalla nostra volontà e

Le conclusioni di mons. Piero Coccia sul Convegno annuale dell’Arcidiocesi

perciò “dono”, esige risposta nella libertà. Il dono va accolto ma anche corrisposto. Inoltre va anche sottolineato come ogni incontro, vissuto consapevolmente, ha il potere di cambiarci. Il nostro “io” si costruisce grazie al “Tu”. Pertanto quando l’incontro con il Signore avviene, noi siamo sempre trasformati e modificati da questa esperienza. Per di più la fede adulta si pone come incontro con il Signore, con il Kyrios, cioè con Colui che ha il potere non delle signorie umane che sono sempre idolatrie, ma il potere della Verità ultima e definitiva sulla vita di tutti noi. Questa Verità piena e totale è richiesta dal nostro essere e dal nostro esistere e ci può essere data solo nel Signore (Kyrios), come ci ricorda la Gaudium et spes al n. 22: “In realtà solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo”.

La responsabilità della Chiesa

Va inoltre evidenziato che l’incontro con il Signore ha una sua perenne attualità grazie alla Chiesa che, animata dallo Spirito e guidata dai Pastori, è il “luogo” dove tale incontro riaccade continuamente attraverso la parola annunciata, la liturgia celebrata e la testimonianza vissuta del Mistero del Cristo. Da qui nasce la responsabilità di Chiesa chiamata ad essere comunità dove l’incontro con il Signore si realizza nella sua attualità, poiché il Signore nella Chiesa concretizza la sua “permanente permanenza”, rendendosi nostro contemporaneo.

Fede che genera e che educa

Ma la fede adulta ha sempre il potere di generare e di educare. Del resto l’atto generativo ed educativo è proprio dell’adulto. Essere adulti nella fede include questo duplice compito, vissuto nella testimonianza. Pertanto l’adulto nella fede, non solo trova in essa il motivo dell’accettazione serena della vita in tutte le sue stagioni dando a questa senso, calore e colore, ma sente anche

l’esigenza di amare l’altro volendo il suo vero bene, raccontando a lui la sua storia di fede realizzata, trasmettendo a lui la passione per questa esperienza decisiva e facendosi carico del suo processo di crescita.

Essere testimoni credibili

Ma se la nostra Chiesa avverte forte il bisogno di una fede adulta, sente altrettanto forte l’esigenza di proporre o di ri-proporre l’esperienza della fede agli adulti come destinatari da privilegiare. Del resto già nel 1970 il Documento Base per la Catechesi così si esprimeva: «Gli adulti sono in senso più pieno i destinatari del messaggio cristiano, perché essi possono conoscere meglio la ricchezza della fede, rimasta implicita o non approfondita nell’insegnamento anteriore. Essi, poi, sono gli educatori e i catechisti delle nuove generazioni cristiane. Nel mondo contemporaneo, pluralista e secolarizzato, la Chiesa può dare ragione della sua speranza, in proporzione alla maturità di fede degli adulti» (n. 124). E nella lettera di riconsegna dello stesso documento nel I988, i Vescovi italiani scrivevano: «In un tempo di trapasso culturale, la comunità ecclesiale potrà dare ragione della sua fede [ ... ] solo attraverso la presenza missionaria di cristiani maturi, consapevoli del ricchissimo patrimonio di verità di cui sono portatori e della necessità di dare sempre fedele testimonian-

za alla propria identità cristiana. Anche la catechesi delle nuove generazioni ha assoluto bisogno di riferirsi a modelli adulti e credibili di vita cristiana, se vuole avere presa nel cuore e nell’esistenza dei giovani» (n.I2). E sempre nel Documento Base per la Catechesi si trova la strada per avviare gli adulti a una fede matura centrata nell’«Educare al pensiero di Cristo, a vedere la storia come Lui, a giudicare la vita come Lui, a scegliere e ad amare come Lui, a sperare come insegna Lui, a vivere in Lui la comunione con il Padre e lo Spirito Santo» (n. 38).

Attenzione pastorale particolare

Nella nostra realtà di Chiesa locale ci sono delle categorie di adulti alle quali necessita rivolgere una attenzione pastorale particolare e che richiedono un preciso investimento di risorse. Ne elenco alcune. • Gli adulti detti della “soglia” perché incerti, titubanti e che sono con un piede dentro la chiesa e con l’altro fuori. • Gli adulti detti “ricomincianti” perché si trovano nella condizione di riiniziare il cammino della fede. • Gli adulti detti “cercatori di Dio” perché vivono, anche in maniera sofferta, l’esperienza della ricerca della fede. • Gli adulti animati nella fede più dalla “tradizione” che dalla convinzione.

• Gli adulti che formano la “famiglia ferita” o in difficoltà come i separati, i divorziati, i risposati. • Gli adulti “impegnati” nelle istituzioni, nel mondo del lavoro, nella politica, nel sociale, nell’economia, nell’imprenditoria, nella scuola. • Ma soprattutto tanti adulti “genitori” che, pur non essendo praticanti e a volte anche non credenti, chiedono i sacramenti dell’Iniziazione cristiana per i loro figli. Proprio su costoro si è focalizzata l’attenzione del Convegno, che ha messo in evidenza la necessità di trovare nuovi modelli di iniziazione cristiana, che permettano ai genitori e alle famiglie dei ragazzi che frequentano il catechismo di fare un percorso di fede contemporaneo a quello dei figli, per riscoprire o scoprire la fede nel Signore o comunque per diventare adulti in essa. Invito pertanto la nostra Chiesa, specie le comunità parrocchiali, ad impegnarsi in modo particolare nel nuovo anno pastorale in questa direzione. Auguro loro di trovare e sperimentare tutte le possibilità per maturare progressivamente nella fede adulta, libera e responsabile da testimoniare e da comunicare agli adulti. La Beata Vergine delle Grazie e San Terenzio ci sostengano nel nostro cammino. Arcivescovo Metropolita di Pesaro © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA FESTA IL 7 OTTOBRE

La parrocchia di S. Martino compie 50 anni

PESARO – Continuano, nella Parrocchia San Martino, le celebrazioni del 50° di fondazione predisposte dal parroco monsignor Franco Tamburini alla guida della comunità del 1° maggio 1963. Per domenica 7 ottobre è prevista una giornata ricca di avvenimenti che avrà il suo momento principale, alle ore 11.15, con la Santa Messa presieduta dall’arcivescovo Piero Coccia e concelebrata dai sacerdoti della parrocchia. Alle ore 13, presso il ristOrante “La Giara” verrà servito il pranzo comunitario, una sorta di rimpatriata, che riunirà gran parte dei parrocchiani di ieri e di oggi. Le celebrazioni proseguiranno domenica 11 novembre, solennità di San Martino, vescovo di Tours, patrono della parrocchia. La Santa Messa delle ore 11.15 sarà officiata dal cardinale Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio per i migranti. Con il pellegrinaggio a Roma e l’udienza del Santo Padre di mercoledì 21 novembre (ore 10.30) e la “Meditazione e professione della fede sulla tomba dell’apostolo Pietro” (ore 15) si concluderanno le celebrazioni iniziate il 31 maggio scorso.


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il amico nuovo •

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libera tutti

Redazione della Casa Circondariale di Villa Fastiggi - Str. di Fontesecco, 88 - 61122 Pesaro (PU) - Numero 1 del 7 ottobre 2012 CONTATTI info@ilnuovoamico.it - tel 0721/64052 fax 0721/69453

In dialogo con la città

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opo un mese di corso formativo per aspiranti giornalisti e settimane di preparativi, inizia la nostra avventura. Sotto la guida dei nostri “magnifici” redattori, anche noi siamo una redazione, composta da varie personalità che già hanno proposto diversi argomenti interessanti. Non vogliamo commettere l’errore di fare il passo più lungo della gamba. Con questo numero uno ci limitiamo a presentare il nostro giornale. Il pensiero principale che accomuna tutti noi è il poter avere un colloquio con l’esterno, raccontando le problematiche e le difficoltà che incontriamo quotidianamente. Esprimeremo le paure, le speranze e i sogni che vivono in noi. Cercheremo

di raccontarvi questo luogo che non è solo un edificio dove sono reclusi i cattivi, ma anche un istituto dove esistono persone che tra un’angoscia e una speranza, aspettano la fine della propria condanna per potersi reintegrare nella società. Nella vita si può cadere, ma si ha il diritto di avere un’ altra chance per riprendersi la propria vita. Ed ecco che questo strumento sociale ci dà l’opportunità di raccontare la vita carceraria, portando riflessioni e sfatando quei luoghi comuni che non aiutano né voi né noi a comprendere questo mondo. Aiutateci a migliorare. La redazione


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Gli ultimi sogni da bambino

ato dall’amore di una coppia di romani, che a quel grande e diverso da quello che facevo abitualmente, tempo sognavano davanti al Colosseo di come che rimasi affascinato, tanto da volere poi pretendere, sarebbe stato il loro futuro. Di sicuro (credo) se lo con noiosi piagnistei, di andare continuamente con lui. aspettavano diverso da come poi io l’ho reso.... Tutti i racconti che potevo vantare al ritorno con i miei Insomma, da cosa nasce cosa e così, tra passeggiate compagni di scuola mi facevano sentire importante. I romantiche al chiaro di luna e qualche bacetto di primi successi con le ragazze arrivavano proprio dal troppo, alla fine sono nato io. Era un loro desiderio saperne di più grazie a questi viaggi e allora, così facendo, farmi crescere nella più assoluta tranquillità e fuori da aumentava “pericolosamente” la mia popolarità. Con qualsiasi pericolo, anche perché in quegli anni Roma non una attenta valutazione, forse, qualsiasi psicologa era proprio una delle città più tranquille d’Italia. Difatti direbbe che l’essere narcisista oggi, nasce proprio da quei in quel periodo, tra tempi lontani. la famosa “banda Con il passare del della Magliana” tempo, mi sono piccolo e le altrettanto accorto che quello tragicamente note che mi circondava dizionario “Brigate rosse”, non non mi bastava più. c’era tanto da stare Certo, rimanevo tranquilli. Crescevo legato a tutti quei ᐓ Perquisa: perquisizione generale della cella per nell’ovatta, protetto valori che mi avevano cercare oggetti non consentiti dalla direzione e coccolato da tutti, insegnato i miei da i nonni, sempre piccolo: il rispetto ᐓ Conta: conteggio dei detenuti ad ogni cambio di attenti ai miei per gli altri, l’affetto guardia spostamenti, dalla per la famiglia e per scuola alle piccole le donne in generale, ᐓ Appuntà: chiamare l’agente penitenziario per fare feste organizzate l’amore per gli qualche richiesta per i compleanni dai animali e una buona miei compagni di educazione come scuola, ai vari sport ᐓ Domandina: modulo prestampato per qualsiasi galateo comanda, esigenza, Esempio: richiesta di colloquio con educatrice, che allora praticavo. che non guasta mai. assistenti sociali, psicologi, telefonate etc. etc. Ricordo che mio Domandarmi nonno era un oggi come tutto il commerciante di vini. ᐓ Sbobba: pasto del pranzo e della cena passato possa aver A volte mi portava influenzato la mia con lui nelle varie cantine dei colli romani per l’acquisto vita è veramente inutile, in quanto non è andata proprio dei vini. Io giocavo fra quelle immense botti di legno, come avrei voluto. Se fossi stato, o meglio, se fossi rimasto mentre lui contrattava sul prezzo. I suoi amici-clienti lo quel “bravo ragazzo” di un tempo, ubbidiente e riflessivo, chiamavano “il principe”, per via del suo modo di vestire, molto probabilmente tanti errori non li avrei commessi. sempre impeccabile: giacca, cravatta e l’immancabile Ma purtroppo la vita mi si è presentata in diverse borsalino in testa, proprio come quegli attori famosi sfaccettature, piena di tentazioni alle quali ho sempre degli anni ‘60. fatto molta fatica a resistere. Ho sempre voluto passare Mio padre invece mi dedicava solitamente il fine il limite, come quando attraversavo il confine nei miei settimana, anche perché il resto del tempo era fuori per primi viaggi con papà. Quando si è bambini si sogna di lavoro, in quanto trasportatore, quindi era più la “qualità” diventare “qualcuno”, dall’astronauta, al pilota d’aereo, del rapporto che la quantità. Sì, certo, capitava anche all’architetto che sogna con gli occhi della mamma una che nei periodi di vacanza, quando le scuole erano chiuse, casa più grande, al primario chirurgo o meglio ancora mi portava con lui per quei viaggi che all’epoca mi ginecologo per guardare con tutta libertà fra le cosce sembravano interminabili. Ecco, credo proprio che questo delle donne. Ma in realtà poi difficilmente si arriva dove viaggiare con lui abbia sviluppato in me quel grande ci si era prefissi. spirito d’avventura che tutt’oggi mi porto addosso. La prima volta che andai all’estero, mi sembrava tutto cosi Spartaco

editoriale

Il pianeta sconosciuto

Una redazione giornalistica dal carcere di Villa Fastiggi. Per Il Nuovo Amico non è proprio una novità. Già nel lontano 1994/1995 il nostro settimanale aveva avviato un progetto analogo, grazie all’idea del dott. Aldo Maturo, all’epoca direttore. Da allora i nostri lettori hanno continuato periodicamente a chiederci di riprendere il dialogo con questa parte di città, troppo spesso dimenticata o raccontata grattando appena la superficie. E così, dopo una fase preparatoria di quasi un anno, siamo ripartiti con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle tematiche carcerarie. Parleremo di tutto ciò che gravita intorno a questo “pianeta sconosciuto” ai più: dal sovraffollamento al reinserimento sociale, dalla prevenzione della devianza all’educazione alla legalità tra i giovani. Vogliamo capire, insieme ai nostri lettori, cos’è davvero il carcere oggi. Raccontare l’errore, ma anche la voglia di rialzarsi di chi, temporaneamente, vive privato della libertà personale. Ecco perché a scrivere saranno direttamente i detenuti, una volta al mese. Grazie alla direzione della Casa circondariale di Villa Fastiggi, e in particolare alla dottoressa Enrichetta Vilella, ci è stato possibile avviare un vero corso di giornalismo in carcere, in collaborazione con tanti colleghi ai quali va la nostra riconoscenza: Giorgio Guidelli del “Carlino” di Ancona, Laura Mandolini e Giulia Torbidoni della “Voce Misena” di Senigallia e Gianni Rossetti, direttore della Scuola di giornalismo di Urbino. In poche settimane abbiamo macinato tanto lavoro e costruito una vera redazione composta da una decina di ragazzi fortemente motivati. Il confronto e la discussione, a volte critica e divergente, avviene sempre nel rispetto della linea editoriale scelta e condivisa. Una linea che affonda le radici nella preziosa esperienza di “Ristretti Orizzonti”, l’associazione di Padova che da oltre 15 anni si occupa di giornalismo nelle carceri italiane. È anche grazie a questa realtà che, negli ultimi mesi, è nato il “Coordinamento Regionale delle testate giornalistiche da e sul carcere” delle Marche. Un tavolo di lavoro che raggruppa il mondo dell’informazione dai penitenziari di Ascoli Piceno, Ancona, Fossombrone e Pesaro. Ora la parola passa ai lettori del Nuovo Amico ai quali non chiediamo di limitarsi a seguire questo nuovo progetto editoriale, ma di adottare queste pagine, inviandoci lettere e suggerimenti (info@ilnuovoamico.it). Il desiderio è di costruire un dialogo tra detenuti e cittadini. L’appuntamento è al prossimo mese di novembre. La redazione del Nuovo Amico P. Enrico Bonfigli, Alvaro Coli, Stefano Danti, Roberto Mazzoli, Francesco Rinaldi

I miei desideri in uno zaino

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i rendo conto di quanta difficoltà ci sia ad avere un dialogo costruttivo tra chi emigra e chi ospita. Lo sfruttamento delle persone emigranti crea un business, ad esempio a scafisti e imprenditori che ne sfruttano la manodopera. E’ vero anche che molti emigranti delinquono. Quando sono arrivato in Italia era per studiare, cercarmi un futuro, rendere orgogliosa la mia famiglia che mi ha trasmesso sani valori. Sono arrivato ad iscrivermi all’università di Milano. Questo è il punto di partenza: uno zaino con dentro i miei sogni, la mia incoscienza dell’età, le raccomandazioni dei miei genitori. Persone cresciute all’insegna del lavoro e dell’onestà che, con i propri sacrifici, avrebbero dato un futuro migliore a me e ai miei fratelli, avendo a loro volta vissuto la distruzione dell’Albania (il mio Paese). Fino all’età di 19 anni è andato tutto

bene. Lo zaino che portavo con me via via si riempiva di speranze e di sogni. Di lì a poco invece sono andati in frantumi. Fui arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti. Solo oggi a 32 anni mi rendo conto con quanta facilità si possono distruggere le nostre ambizioni, e quanto realmente costa ricostruirle. Oggi mi sento come una goccia nel mare. E non sono l’unica, purtroppo. Tutti quanti potrebbero, con un piccolo gesto di solidarietà, cambiare la mentalità a coloro che ci discriminano. Credo sia proprio questo il problema principale, sia per chi ci ospita, sia per chi è emigrato dal suo paese. Aprire un attimo gli occhi e accorgerci che intorno a noi esiste già l’integrazione. Se imparassimo ad essere più uniti, anche i problemi della società si potrebbero affrontare meglio. Ariol

V Giornata nazionale dell’informazione dal/sul carcere

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i svolgerà venerdì 26 ottobre dalle ore 10 alle 16,30 presso l’Auditorium della Regione Emilia Romagna, Viale Aldo Moro 18 a Bologna. Questo il programma: Ore 10 Saluti delle Autorità: Teresa Marzocchi - Assessore alle Politiche Sociali Regione Emilia – Romagna; Francesco Maisto - Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Bologna; Paola Cigarini – Referente Conferenza Regionale Volontariato Giustizia E-Romagna. Ore 10,20: “Il lavoro delle redazioni all’interno del carcere: valore educativo e criticità”. Intervengono: Pietro Buffa – Provveditore alle carceri dell’EmiliaRomagna; Ornella Favero – Direttore di Ristretti Orizzonti. Contributi di: Teresa Valiani giornalista direttore de “Io e Caino” giornale del carcere di Ascoli Piceno e Adriana Lorenzi esperta in scritture autobiografiche e direttore editoriale di “Alterego” giornale del carcere di Bergamo. Ore 11,30: “Il lavoro delle redazioni all’esterno: rapporti coi media e sensibilizzazione dei territori”. Intervengono: Gerardo Bombonato, Presidente ODG Emilia Romagna. Mario Consani giornalista di cronaca giudiziaria del quotidiano “Il Giorno”. Andrea Volterrani docente Università Tor Vergata,

esperto di “Comunicazione sociale”. Contributi di: Susanna Ripamonti direttore di “Carte Bollate” che presenta le prossime iniziative della Carta di Milano. Elton Kalika e altri redattori di Ristretti che raccontano l’esperienza di Padova. Ore 15,30: “L’impegno delle redazioni nella tutela dei diritti: suggerimenti e sollecitazioni” Desi Bruno, Garante dei Diritti delle persone private della libertà della Regione Emilia Romagna. Ore 15,50: Redazione di comunicato stampa. Ore 16: Conclusione della giornata. Conduce i lavori: Carla Chiappini vice-presidente OdG Emilia Romagna, direttore del giornale del carcere di Piacenza “Sosta Forzata”. La giornata è gratuita e aperta a tutte le realtà dell’informazione dal/sul carcere ma si raccomanda iscrizione presso segreteria di Ristretti Orizzonti: redazione@ristretti.it In collaborazione con: Fondazione dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia Romagna Ristretti Orizzonti


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Le mie vacanze estive

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on è la prima volta che impegno il tempo in compagnia della penna. La cosa mi alletta sempre più. Questa volta la mia riflessione cade sull’estate. Molto strano parlarne dal carcere di Pesaro, dove le stagioni non promettono certo cambi degni di nota. Le stagioni si allungano, si accorciano, ma qui l’unica cosa che muta è l’abbigliamento. Per il resto tutto accade come nulla. In inverno muori dal freddo, ma ti puoi coprire solo quando hai di che metterti addosso. D’estate invece muori e basta. Qualsiasi movimento rimane lento e molto faticoso. Quindi sotto con i bagni refrigeranti, ma niente sabbia sotto i piedi anche se, per chi vuole, si può prendere il sole. Il problema però sono gli orari assurdi e il conseguente rischio di insolazione. E così si vedono pance spropositate e gonfie

come grossi cocomeri che diventano rosse e che poi vengono sfoggiate con noncuranza. Pance che creano una sorta di zona d’ombra al di sotto della vita e che non fa abbronzare i piedi. Pancione rosso e piedi bianchi: “combinazione” perfetta per passeggiare in via Solferino. La ricerca di un’isola felice, un’oasi estiva è praticamente un sogno. Per questo noi carcerati, anche se all’aria aperta, non siamo propriamente felici. Per paradosso i giorni memorabili rimangono quelli marcati col segno del lampo (i temporali). Un giorno sul calendario di un detenuto che segnava con una perfetta X la data passata trovai il simbolo di un fulmine. Quando chiesi cos’era quella saetta mi rispose “un lampo”. Trovai un che di poetico in quel gesto, segnare anche il maltempo è roba da scienziati. In estate l’aria che passa tra le sbarre è bollente. Un metodo

infallibile per trovare sollievo è passare qualche ora in compagnia del mio secchio. Ho un bel rapporto con lui e passo parecchie ore in sua compagnia. Non è mai fuori luogo e quando serve c’è sempre. Così lo riempio con acqua fredda (ma calda considerata l’alta temperatura) e poi, come carcere insegna, buco una bomboletta del gas da campeggio che usualmente si utilizza per cucinare. La immergo ancora piena nell’acqua che si raffredda fin quasi a ghiacciarsi. Fatta questa operazione immergo i piedi e lì rimango finchè non diventa brodo per i tortellini. Posso effettuare questa operazione anche due o tre volte al giorno, per un costo di 1,20 euro ogni volta (se penso che una brandina ne costa 10, alla fine ci sto dentro). E così, coi piedi al gelo, aspetto che il sangue circolando raffreddi il corpo provando un leggero sollievo, poi mi

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appoggio al cancello di ferro che dovrebbe aumentare la sensazione di benessere. Infine, per non lasciarmi coinvolgere dall’ambiente in cui mi trovo, chiudo gli occhi e mi immagino in spiaggia. Cosi anch’io ho trascorso le mie vacanze estive di questo 2012. Marco Conti

Nelle gabbie della Thailandia I l paradiso, per un tossicodipendente d’eroina, è la Thailandia. Per questo anni fa ci sono stato, in compagnia di un amico. A pensarci bene “amico” è una parola grossa, visto che l’unica cosa che ci accomunava era lei: “la roba”. Fatto sta che appena arrivati, per una settimana, mi sono sentito davvero in paradiso... Poi, mentre un giorno mi ciondolavo su di un’amaca fra due palme a due passi dal mare, arrivarono due guardie. Il mio “amico” aveva fatto qualcosa che non doveva ed aveva fatto anche il mio nome. Io ero strafatto e non riuscivo a capire cosa volessero da me. Mi afferrarono e trovarono nelle mie tasche 2 grammi di eroina. Ingenuamente pensai che non ci avrebbero dato peso, visto che si trattava di uso personale. Invece stavo rischiando dai 6 ai 12 anni di reclusione. Le due guardie continuavano a parlare, ma io non capivo e ridevo, finché uno di loro mi ha detto in italiano: “adesso te lo togliamo noi quel sorrisetto del c...o” ed hanno iniziato a massacrarmi di botte finchè non sono svenuto. Quando mi sono ripreso, prima di aprire gli occhi, vomitavo sangue. Ero tutto bagnato, probabilmente mi avevano fatto la doccia con l’idrante dell’antincendio. È così infatti che ci lavavano. Arrivavano davanti alla cella e ci spruzzavano addosso il getto d’acqua con l’idrante. Non so quanti metri quadrati fosse la cella, ma ricordo che vi erano solo tre mura, il quarto lato erano le sbarre. In quel buco era stipata gente di ogni etnia; non c’era altro, niente. Nessuna branda, tv,

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tavolino, sgabelli, fornelli per cucinare, pentole etc. Cose che si trovano invece in un carcere Italiano, anche se sovraffollato. In Thailandia, quando ci portavano il “cibo”, lo gettavano direttamente in terra. Io stavo accucciato in un angolo e vedevo i miei “concellini” gettarsi su quella melmaglia a mangiare direttamente dal pavimento come maiali. Per le guardie noi eravamo nient’altro che carne da macello. Per tre mesi ho digiunato, poi sono diventato bestia anche io. Ero convinto di morirci in quella cella, mi ero completamente lasciato andare ai miei istinti primordiali; perché lì era “morte tua, vita mia”. Nonostante ne sia uscito vivo per vie burocratiche, a tutt’oggi rimangono indelebili nella mia mente i ricordi di tutte quelle persone che si sono impiccate, o di chi si è tagliato la gola. Ho visto con i miei occhi un detenuto prendere a testate il muro fino ad aprirsi il cranio e pure io avrei voluto farla finita, ma non ne ho avuto il coraggio. A farmi forza era una scritta incisa sul muro della mia gabbia che diceva: “Per attraversare l’inferno bisogna passarci in mezzo”. Io sono riuscito ad attraversarlo, ma ancora mi chiedo che fine abbia fatto il mio “amico”. Ora sono qui, a Pesaro e mi verrebbe da dire che questo non è un carcere. Certo anche qui c’è gente che muore e i nostri diritti umani vengono continuamente calpestati a causa del sovraffollamento. Anche se in modo diverso credo che anche noi, ai vostri occhi, rimaniamo bestie. emi

Un giorno diverso

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ATTRAVERSO LE SBARRE

Rubrica semiseria e “pretenziosa”

ggi mi sono svegliato alle sette con l’ansia, in attesa che arrivassero le ore nove. Già, perché dovevo scendere e dico “scendere” perché sono in una sezione del primo piano e i nostri incontri avvengono al pianterreno. Oggi sono assieme a tutti coloro che partecipano per dare un contributo letterario per il “Nuovo Amico”, il nostro giornale. Oggi il numero zero è in

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nizio dicendo che la cosiddetta tanto “sventolata” rieducazione non esiste nella maggior parte delle carceri italiane (troppi detenuti rispetto al personale addetto), la vita neanche, la sofferenza sì. Il giornalismo dovrebbe raccontare la vita... e allora? Cosa scriviamo? Solo di sofferenze? Ma chi è fuori, libero, secondo la mia pur scarsa esperienza, con sporadiche

il punto

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preparazione. Per questo motivo è un giorno diverso. Grazie alle autorità del penitenziario che ci permettono di poterci esprimere lasciando libero il nostro pensiero senza censura. Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno avuto questa brillante idea di dare voce a chi non ne ha. Leonardo Basiricò

eccezioni, anche se non conosce quella carceraria, crede di saperne abbastanza della sofferenza. E a volte gli basta la sua, tanto che si sentono spesso frasi come “buttare via la chiave” o “deve marcire in galera”, e altre simili amenità. Allora preferisco non scrivere di cose personali che poi quasi nessuno legge. No. Meglio tentare di fare qualche opinabile considerazione sulla realtà, così come mi viene ogni

volta secondo le notizie e i discorsi che “mi giungono all’orecchio” da fonti diverse. Questa volta vorrei proporre una specie di “provocazione”. Ho visto in tv che troppi nostri politici stanno approvando un provvedimento che stabilisce che, chi è stato condannato in via definitiva, non potrà candidarsi in politica. Immagino che molti lettori si trovino d’accordo con una simile linea di condotta. Tuttavia vi chiedo

Detenzione: un tema scivoloso

i piace pensare che il rinnovato interesse da parte della redazione de Il Nuovo Amico nei confronti del carcere di Pesaro sia frutto anche del grande impegno profuso dagli operatori penitenziari di Villa Fastiggi a favore di una apertura del carcere alla città. Da sempre attento alla cura dei rapporti con il territorio, l’Istituto pesarese ha rinforzato negli ultimi dieci anni tale vocazione, tramite l’ideazione, l’attuazione e lo sviluppo di progetti socio-pedagogici fortemente caratterizzati dalla ricerca dello scambio tra cittadine/i incarcerati e cittadine/i liberi, in uno sforzo comune e condiviso con le realtà pesaresi, istituzionali e non. Emblema di questa tensione è la manifestazione estiva denominata “l’Arte Sprigionata”, luogo-evento che

dal 2003 vede la città raccogliersi intorno a detenute e detenuti che portano “in piazza” i propri prodotti artistici, artigianali, agricoli, il loro pensiero, le loro storie. Nell’edizione 2012, è stato chiesto ai pesaresi di votare un elenco di titoli per dare nome ad una testata giornalistica dei detenuti. La scelta è sotto i nostri occhi. Ma l’avventura era cominciata qualche mese prima, quando il caporedattore del Nuovo Amico, Roberto Mazzoli, insieme a Francesco Rinaldi e Alvaro Coli, si sono presentati in carcere lanciando l’idea di uno spazio dedicato, all’interno del settimanale interdiocesano. L’idea era ottima e ben si adattava agli orientamenti della direzione col vantaggio di essere veicolata su di un giornale prestigioso e molto letto a Pesaro e provincia.

Io ricomincio da qui Nell’ultimo incontro con i nostri tutor abbiamo discusso l’avvio del progetto e ci è stato chiesto quali fossero le nostre aspettative. Beh, di aspettative vere e proprie non ne ho. Sarà che nella mia vita i risultati non sono mai stati all’altezza di ciò che mi aspettavo, però quando mi hanno comunicato la possibilità di partecipare a questa iniziativa mi si è aperto il cuore. Non so se riuscirò a essere un bravo giornalista, per me essere parte di questo gruppo è già un buon punto di arrivo. Perciò non mi importa nemmeno se i miei scritti verranno pubblicati; sicuramente mi impegnerò con tutto me stesso per ringraziare queste persone che hanno creduto in noi e hanno dedicato parte del loro tempo a insegnarci le tecniche e i “trucchi” del giornalismo. Essere membro di una redazione mi ha fatto sentire di nuovo vivo, partecipe di un gruppo che si appresta a intraprendere qualcosa di concreto. Avevo bisogno di quella spinta che mi inducesse a cambiare e scegliere di essere altro. Sfidare i limiti, riprendere la marcia e rialzarmi dopo essere caduto, invece di lasciarsi morire dalla solitudine, farsi ingannare dall’attesa speranzosa e lasciare che il dolore corroda lo spirito. Per me questo giornalino è consapevolezza di ciò che oramai è andato perduto, ma è anche un impegno concreto di desiderare ancora una nuova vita, che comprende quella forma di perdono interiore che devo sapermi dare per non soccombere al dolore del passato. Io ricomincio da qui! Alessandro

se è giusto che un condannato, una volta scontata la sua pena, debba essere bollato per sempre ed essergli impedito il reinserimento completo nella vita. È un provvedimento che serve solo per avere più voti? E gente come Ghandi, Mandela, gli Apostoli e altri che dopo la prigionia hanno migliorato la società? Ditemi dove sbaglio.. roberto9

La motivazione dell’inserto è quella di avviare un dialogo, su un tema tanto scivoloso come quello della detenzione, tra chi il carcere lo vive e chi lo immagina solo, o addirittura lo ignora. Le pagine di un giornale consentono alle persone di esprimersi, di informare ed informarsi. Le pagine di un giornale rappresentano una potente agenzia educativa, dove si formano opinioni, si orientano mentalità, in un confronto continuo tra esperienze, competenze, narrazioni. Saper esprimere quello che si vuol comunicare; saper riconoscere le parti più pregnanti di un discorso e di un fatto; saper ascoltare; saper guardare; saper compromettersi per cercare, conoscere, crescere: questi gli obiettivi del progetto “Penna libera tutti”, de Il Nuovo Amico, del carcere di Pesaro e… della città che lo contiene. La Direzione della Casa Circondariale di Villa Fastiggi


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P

enna

libera tutti

7 ottobre 2012

CONVEGNO ANNUALE DEL NUOVO AMICO

«Penna Libera Tutti» GIORNALISMO IN CARCERE

INTERVIENE

Ornella Favero

Direttore di “Ristretti Orizzonti”

ALLA QUALE VERRA’ ASSEGNATO IL

Premio giornalistico Volpini 8ª EDIZIONE

VENERDI’ 5 OTTOBRE 2012 - ORE 10 TEATRO DELLA CASA CIRCONDARIALE DI VILLA FASTIGGI STR. FONTESECCO 88 - PESARO

In collaborazione con la

Casa Circondariale di Villa Fastiggi

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA Dipartimento Amministrazione Penitenziaria DIREZIONE CASA CIRCONDARIALE PESARO

Si ringrazia per la gentile collaborazione Patrocinio di: Federazione Italiana Settimanali Cattolici / Presidenza del Consiglio Provinciale di Pesaro e Urbino / Comune di Pesaro Ombudsman delle Marche / UCSI Marche


7 ottobre 2012

Fano

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Redazione di Fano: Via Roma, 118 - 61032 Fano Tel. 0721 802742 dir. 803737 Fax 0721 825595 E-mail: fano@ilnuovoamico.it

Fossombrone Cagli Pergola FANO - Sabato 29 settembre, in occasione del terzo appuntamento di formazione per i catechisti della diocesi, è stato presentato un incontro interamente dedicato alla conciliazione tra catechesi e realtà oratoriale. A interloquire con i presenti sono stati proprio i responsabili del “progetto oratori”, che da qualche anno si sono occupati di studiare e rilanciare la presenza del luogo dell’oratorio all’interno delle varie comunità parrocchiali. Il Vescovo, nell’aprire i lavori, ha preso a riferimento la realtà del nord Italia, evidenziando come, in quel territorio, l’apertura al cattolicesimo ha favorito il diffondersi dell’aggregazione oratoriale, cosa invece diversa nel centro del Paese in cui l’agenzia educativa dell’oratorio è stata spesso sostituita da enti non ecclesiali. Dopo questa introduzione, monsignor Trasarti ha sottolineato l’importanza delle “tre facce” della catechesi, ovvero la preghiera, un racconto di vita possibile e l’aspetto ludico. Dal canto suo, invece, l’animatore adulto deve occuparsi di formare, informare ed accompagnare. Poi, al termine del suo intervento, il vescovo Armando ha rivolto un appello agli addetti della pastorale: «Se utilizziamo l’oratorio come una sala giochi, la nostra proposta è omologata a standard che non sono nostri. All’equipe chiedo di mantenere il punto di riferimento essenziale della fede». Dopo l’introduzione, i membri dello staff del “progetto oratori” hanno riportato le molteplici esperienze raccolte in questo periodo iniziale di lavori. È intervenuto Alessandro Iacucci, che si occupa del coordinamento delle attività oratoriali della zona di

CONCILIAZIONE TRA CATECHESI E REALTÀ ORATORIALE

L’annuncio del Vangelo si fa con la vita

Fano; Sabrina e Valentina, che hanno curato il monitoraggio delle esperienze già presenti nelle parrocchie della nostra diocesi e delle aspettative dei giovani delle scuole medie inferiori e superiori.

Tutti questi dati sono stati raccolti in un’apposita pubblicazione che è stata distribuita ai presenti. Al termine, ha preso la parola Linda Renzoni, psicologa e psicoterapeuta, che ha fornito le linee guida

di come dovrebbe svilupparsi una proposta oratoriale: «L’oratorio è un luogo diverso dalla catechesi, in quanto l’annuncio del Vangelo lo si fa con la vita, agganciando relazioni in uno stile differente.

Dovremo riuscire ad arrivare ad un ambiente in cui tutti si conoscono e si interessano l’un l’altro; per fare ciò occorre confrontare obiettivi e finalità comuni». Un cammino, quello proposto dalla dottoressa Renzoni, che prevede una formazione seria e non lasciata al caso. Al termine dell’incontro, in cui le parrocchie rappresentate hanno potuto condividere le loro aspettative assieme a chi ha portato la propria esperienza di pastorale di oratorio, è stata espressa la volontà di costituire il “Consiglio diocesano di oratorio”, in cui due animatori per ogni parrocchia possano lavorare con stile oratoriale ed apportare proposte, producendo materiale e garantendo, così, un’indispensabile continuità progettuale. «Occorre includere chi sta sulla soglia o, addirittura, è fuori», è il proposito fissato dall’equipe che, per quanto possa sembrare lontano dal realizzarsi, già sta prendendo forma. Matteo Itri © riproduzione riservata

La sintesi dell’incontro prosegue a pag. 16 con l’intervista alla Dott.ssa Linda Renzoni

Al Centro Pastorale incontro con don Carlo Rocchetta

Ascoltare e accogliere i divorziati FANO - “La Chiesa deve saper accompagnare, farsi compagna del povero”. Con queste parole il vescovo Mons. Armando Trasarti ha aperto, martedì 2 ottobre al Centro Pastorale, “Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito”, un incontro, molto partecipato, per parlare di accompagnamento spirituale per divorziati, separati e riaccompagnati. L’introduzione è stata affidata a don Mauro Bargnesi, responsabile dell’ufficio diocesano per la Pastorale della Famiglia, il quale ha ricordato l’importanza di un cammino di accompagnamento per le coppie in difficoltà. “Da questa sera - ha spiegato don Mauro - ci rendiamo disponibili, in diocesi, per un itinerario spirituale con un’equipe che si è già formata”. Poi la parola è passata al Vescovo il quale ha sottolineato l’importanza di una Chiesa che si faccia compagna di viaggio. “Negli ultimi venticinque anni la famiglia è cambiata come prima in cinquecento anni. Qualora andasse alla deriva un rapporto affettivo – ha continuato Mons. Trasarti - non può andare alla deriva il rapporto educativo”. Il Vescovo ha poi messo in evidenza il valore della tenerezza, troppo spesso dimenticato, e l’invito, in queste situazioni difficili, a

non dare mai giudizi. Don Carlo Rocchetta, responsabile della “Casa della Tenerezza” di Perugia nata per aiutare coppie in difficoltà, ha voluto porre l’accento, partendo proprio dalla sua esperienza di vita, su due questioni: il dramma della separazione e l’accoglienza da parte della comunità ecclesiale. “La separazione è un lutto, con tutto ciò che il lutto stesso comporta: il senso di smarrimento, di solitudine, il domandarsi ‘che senso ha ora la mia vita?’. In queste situazioni – ha proseguito don Rocchetta – c’è il rischio di cadere in uno stato d’animo di violenza nei confronti di se stessi, degli altri, di Dio. Ed ecco allora il senso di vendetta, la rimozione psicologica, la ricerca di evasioni, di paradisi artificiali quanto illusori, e il masochismo, la rassegnazione al dolore, escludendosi da una vita ordinaria fino ad arrivare alla depressione. Come venire fuori da tutto ciò? Innanzitutto, occorre accettare il sentimento negativo e impegnarsi a sostituirlo con la tenerezza e con il perdono, che è il più grande dono che possiamo fare a noi stessi”. Don Rocchetta ha, poi, ricordato come la separazione o il divorzio non riguardino solo i

coniugi ma anche i figli. Sono anche loro a pagarne le conseguenze. “Per quanto riguarda la comunità ecclesiale dobbiamo chiederci ‘quale accoglienza riserviamo ai separati?’. Sicuramente urge una pastorale nuova, di vicinanza. La chiesa deve essere segno della tenerezza di Dio. Di fronte – ha concluso don Rocchetta – ai divorziati che hanno scelto di risposarsi vorrei suggerirvi

tre indicazioni pastorali: ascoltare la loro sofferenza, non giudicare e accogliere con il cuore stesso di Dio. Il fallimento di un matrimonio non rompe il legame con Dio, non cancella la fede, non spezza la comunione battesimale con la Chiesa”. Enrica Papetti © riproduzione riservata


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Fano Fossombrone Cagli Pergola

• il• amico nuovo

IL NUOVO RITO DELLE ESEQUIE, UN’OCCASIONE DA NON PERDERE (I PARTE)

Nella valle del pianto una sorgente

S

e il 20-30% dei cristiani partecipa alla celebrazione eucaristica domenicale, il 100%, o quasi, partecipa alle celebrazioni delle esequie che costituiscono, quindi, un momento privilegiato della vita della comunità cristiana e della sua missione. Una consapevolezza che spinge l’introduzione al rito ad affermare a proposito del ministero dei presbiteri: «Particolare interessamento dimostrino poi per coloro che in occasione dei funerali assistono alla celebrazione liturgica delle esequie o ascoltano la proclamazione del vangelo, siano essi acattolici o anche cattolici che mai o quasi mai partecipano all’Eucaristia, o danno l’impressione di

FANO - Al termine dell’incontro di sabato scorso in cui è stato presentato il lavoro dell’equipe del “Progetto oratori”, abbiamo chiesto a Linda Renzoni, psicologa e psicoterapeuta, di illustrarci tramite la sua esperienza il lavoro all’intero staff. Cosa dovrebbe essere l’oratorio? «Credo che ci siano diverse immagini che ricorrono nella mente di ciascuno e nelle spiegazioni che abbiamo sentito: una porta, un ponte, comunque un luogo dove qualcuno aspetta proprio te, dove qualcuno ti accoglie, ti accompagna e propone. Ecco perché l’idea che mi piace di più è quella della casa, una casa di tutti, un luogo che tutti possono sentire come

aver perduto la fede». Il concilio, che 50 anni fa è stato aperto, ha voluto una riforma della liturgia che potesse renderla sempre più esperienza di Dio, incontro con la sua grazia e la sua salvezza, atto di lode, rendimento di grazie. Sono stati così riformati tutti i libri liturgici ed anche quello delle esequie che oggi vede la sua seconda edizione italiana. La ragione di un nuovo rito è il mutamento profondo delle condizioni sociali e culturali con le quali oggi tutti, cristiani e non, vivono la morte. Si tratta di fare d questo nuovo rito delle Esequie un’occasione per riscoprire e cogliere l’esperienza di fede che esso intende far vivere e quindi verificare la correttezza pastorale

delle nostre celebrazioni. A questo rito si applicano in modo molto appropriato quanto il nostro vescovo scriveva nella esortazione pastorale sulla presidenza eucaristica: «Non è sufficiente, per chi presiede, leggere semplicemente le rubriche, ma occorre saperle interpretare nel contesto concreto nel quale si celebra. Come in una sinfonia musicale è il direttore d’orchestra che, in base allo spartito, all’orchestra che ha, al luogo, ecc., offre agli spettatori una interpretazione della melodia (e per questo può essere applaudito o fischiato), così chi presiede deve conoscere in modo approfondito il programma rituale della celebrazione per

INTERVISTA ALLA PSICOLOGA LINDA RENZONI

L’oratorio: una casa di tutti casa propria, con la porta sempre aperta e qualcuno che ha cura come fa il Signore con ciascuno di noi; un posto dove si dice il Vangelo con la vita e si accompagnano i più “piccoli” a questo». Se dovessi sintetizzarla con una parola, come definiresti la realtà oratoriale oggi presente sul nostro territorio? «Multisfaccettata e familiare». Perché? «Multisfaccettata perché chiamare una realtà aggregativa nata in parrocchia col nome di oratorio

assume, solo nella nostra diocesi, infinite accezioni e modi di lavorare: dall’aiuto compiti all’aggregazione, dal gioco del sabato pomeriggio all’allestimento di spettacoli ed eventi, dal ritrovo di volontari all’organizzazione integrata di operatori specializzati e retribuiti, famiglie e ragazzi, ma uno degli aspetti unificanti è proprio il fatto che quasi sempre sono le famiglie a prendersi la responsabilità delle attività, a organizzarle e spesso a gestirle». Cos’altro c’è da fare?

SUOR NAZZARENA CAMPANELLI È TORNATA ALLA CASA DEL PADRE

Una vita al servizio della Chiesa

FANO - Poco dopo la mezzanotte di lunedì 1 ottobre Suor Nazzarena Campanelli, dell’Istituto Palazzi Zavarise di Fano, è tornata alla Casa del Padre. Suor Nazzarena era nata il 24 giugno 1916 ed era originaria di Montemaggiore al Metauro. Era entrata nell’Istituto il 29 marzo 1934. Fece la professione il 20 settembre 1935 e svolse i suoi servizi in varie comunità, con mansioni sempre diverse: fu maestra di ricamo, Superiora a Vicenza, nella comunità di San Lazzaro, dal 1957 al 1964, poi vice maestra di Probandato a Casa Madre e poi ancora Superiora a Windsor (Stati Uniti). Da lì andò a Bargano e di nuovo a Vicenza – San Lazzaro, dove si fermò per molti

adattarlo al luogo e al momento. Questo esige competenza e sensibilità per poter raggiungere lo scopo: l’edificazione della Chiesa in Cristo, tenendo conto che gli spettatori nella liturgia non esistono, ma tutti celebriamo in Cristo, con ministeri diversi, lo stesso atto salvifico». Il nuovo rito «valorizza tre luoghi

anni, dal 1970 al 2002 e si prodigò con zelo, aiutando la Scuola Materna e in Parrocchia. Il ricordo della Superiora Generale, Madre Agnese Grasso Di carattere riservato e rigoroso, era una donna forte, decisa ma nello stesso tempo umile, rispettosa, aperta, intelligente e molto disponibile. Ha sempre dato una bella testimonianza di fede e di vera vita consacrata al Signore, nello stile nazareno, prodigandosi sempre in vari modi, con grande senso di appartenenza all’Istituto e di amore alla Chiesa. Nutriva grande rispetto per tutti i sacerdoti, nei quali vedeva e serviva Cristo. Pur essendo instancabile nel servizio e nel dono di sé, nel 2002, in

Ristorante Lo Squero

di Sanzio Ubaldi (Chiuso il lunedì)

seguito alla chiusura della comunità di San Lazzaro, dovette accettare di ritirarsi a Fano, dove trascorse il resto della sua vita. Anche lì, finché le forze non l’abbandonarono, si rese utile alla comunità in qualche piccolo servizio. Assistita dalle sorelle della comunità, si è spenta all’età di 96 anni. Il Signore l’accolga nel Paradiso insieme a Gesù, Maria e Giuseppe e al Padre Fondatore, perché possa godere l’eterno riposo e la gioia della Sua visione beatifica. Noi preghiamo per lei e speriamo fortemente che dal cielo continui a servire la nostra Famiglia Religiosa e a intercedere, ottenendo da Dio nuove vocazioni, dono che anche qui, sulla terra, chiedeva con costanza. Il ricordo di Suor Maria Chiara, missionaria in Costa d’Avorio Carissime sorelle, ho appena appreso della dipartita da noi della carissima Suor Nazzarena. A lei devo affetto e riconoscenza per quanto mi ha donato nel cammino e nella realizzazione della mia vocazione. I suoi esempi, le sue parole, la sua laboriosità, il suo amore alla Famiglia Religiosa sono per me indimenticabili! Dalla lontana Costa d’Avorio la preghiera, il cuore e l’affetto sono con voi. Saluti cari a tutte, soprattutto a suor Giselda.

«I grandi obiettivi che il progetto si prefigge sono: il creare un linguaggio e una cultura comune nel parlare di oratorio e di animazione oratoriale; il sostegno delle realtà diocesane attraverso la condivisione e la formazione di chi lavora in oratorio. Per questo, in quest’anno pastorale, proponiamo ad ogni realtà parrocchiale che lo desideri la possibilità di una formazione di base per operatori (nel tempo si strutturerà anche una formazione avanzata basata sui contenuti di riflessione proposti dalla Diocesi

particolarmente significativi: la casa, luogo della vita e degli affetti familiari del defunto; la chiesa parrocchiale, dove si è generati nella fede e nutriti dai sacramenti pasquali; il cimitero, luogo del riposo nell’attesa della risurrezione» (RE, Presentazione CEI, A). Giovanni Frausini © RIPRODUZIONE RISERVATA

e dalla Chiesa) e la strutturazione di un Consiglio diocesano di oratorio». Cos’è il “Consiglio diocesano di oratorio”? «Il Consiglio è un organo, che si riunirà per la prima volta a fine ottobre, il quale dovrebbe garantire il sostegno, lo scambio e la continuità per le realtà che hanno progetti in corso o che vogliono progettare e pensare in senso oratoriale. Il Consiglio raccoglie i rappresentanti proposti da ogni realtà parrocchiale od oratoriale e ha la funzione di creare un collegamento, raccogliere bisogni e proposte e produrre materiale per l’animazione in oratorio». A cura di MI © RIPRODUZIONE RISERVATA

SERATA DI RIFLESSIONE E PREGHIERA A S. FRANCESCO IN ROVERETO

Salvaguardia del Creato

“E

ducare alla custodia del Creato per salvare le ferite della terra”, tema della Giornata Mondiale per la Salvaguardia del Creato, sarà il titolo dell’incontro che si terrà sabato 13 ottobre alle ore 21presso il convento di San Francesco in Rovereto. Riportiamo, di seguito, il programma della serata: ore 20.45: video sul tema “Il Creato ferito” proposto dai giovani del Servizio Civile della Caritas diocesana; ore 21: relazione del vescovo Mons. Trasarti. A seguire, presentazione della fiaba “Fata Fontanella”, lavoro del progetto Oratorio. Famiglia insieme di Saltara-Cartoceto proposto dai ragazzi della catechesi. Le conclusioni saranno affidate a don Piergiorgio Sanchioni. Seguirà la Notte Eucaristica, adorazione continuata fino alle ore 6 e conclusione con la preghiera delle lodi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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• il• amico nuovo FANO - L’Azione Cattolica Italiana, in collaborazione con la diocesi di Roma, giovedÏ 11 ottobre ha organizzato un momento di festosa presenza e di preghiera a Roma in piazza San Pietro insieme al Santo Padre Benedetto XVI, preceduto da una fiaccolata che partirà da Castel Sant’Angelo. Com’è noto, la mattina del prossimo 11 ottobre il Santo Padre Benedetto XVI aprirà solennemente, insieme ai nostri vescovi, l’Anno della Fede. Un anno in cui tutti siamo chiamati a ripensare la nostra fede, a rinnovarla e a riproporla con maggiore decisione alle donne e agli uomini del nostro tempo. In quello stesso giorno ricorrerà anche il 50° anniversario dall’inizio del Concilio Ecumenico Vaticano II. Tutti, soprattutto i meno giovani, hanno negli occhi le immagini di quella bellissima fiaccolata che mezzo secolo fa attraversò via della Conciliazione sino al sagrato della Basilica pietrina e quasi obbligò Giovanni XXIII ad affacciarsi alla finestra e a rivolgere a una Piazza San Pietro gremita di gente, e alla Luna, un discorso che è nei cuori di tutti noi.

Fano Fossombrone Cagli Pergola

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L’AC DIOCESANA IN PIAZZA SAN PIETRO CON IL PAPA

La Chiesa bella del Concilio

Due pagine di vita della Chiesa, un profetico convergere di ricorrenze che l’Azione Cattolica Italiana e la Diocesi di Roma vogliono celebrare invitando tutti coloro che vorranno esserci a “ritornareâ€? in Piazza San Pietro la sera dell’11 ottobre prossimo, per vivere insieme a Benedetto XVI un momento di festosa presenza e di preghiera e per dire che questo Anno della Fede lo vogliamo dedicare a dichiararci credenti, ad essere testimoni di luce e di speranza affinchĂŠ il Concilio continui ad essere attuato. Riscoprendo e riaffermando la nostra vocazione di laici nella Chiesa e per il mondo, oggi come allora, vogliamo insieme a Benedetto XVI dire la bellezza dell’essere Chiesa e raccontarne le meraviglie. E’ bello se anche la nostra associazione diocesana potesse essere presente a Roma almeno con una

- ore 8,00 partenza da Fano (ritrovo chiesa parrocchiale S.Orso) - ore 12,00 circa arrivo a Roma e pranzo al sacco - ore 13,00 giro per la città - ore 18,30 accoglienza a Castel Sant’Angelo - ore 19,30 fiaccolata in via della Conciliazione - ore 20,30 preghiera in Piazza San Pietro e saluto di Papa Benedetto XVI - ore 21,30 chiese aperte nel centro di Roma per la preghiera e l’adorazione eucaristica - ore 22,30 circa partenza da Roma per Fano

rappresentanza, proprio per sottolineare lo spirito di comunione che ci tiene uniti alla Chiesa intera. Riportiamo, di seguito, il pro-

UN CONVEGNO PER UNA MALATTIA DA CONOSCERE

Il morbo di Addison

FANO - Un convegno per parlare di una malattia ancora forse poco conosciuta. Sabato 29 settembre il Centro Pastorale Diocesano ha ospitato l’ incontro “ Morbo di Addison. Una malattia da conoscere� al quale hanno partecipato medici e pazienti provenienti da diverse regioni. A presentare gli obiettivi del convegno, organizzato da Asur Marche Area Vasta 1, da AIPAd (Associazione Italiana

7 ottobre 2012

Pazienti Addison), dall’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Pesaro-Urbino, dalla SIE (Societå Italiana Endocrinologia) e dall’Universitå Politecnica delle Marche, sono intervenuti Furio Silvi e Alessandro Galvani presidente dell’AIPAd e padre di Enrico, deceduto quattro anni fa a causa del Morbo di Addison alla cui memoria è stato dedicato il convegno.

gramma: (MAX 27 PERSONE 3 pulmini sicuri... in base alle adesioni possibilitĂ  di aumentare il numero dei partecipanti)

Le adesioni dovranno pervenire entro domenica 7 ottobre a : Marco Rupoli: 3937676376 – marco.rupoli@virgilio.it Luca Gervasi: 3283396135 – gervasiluca@ libero.it Šriproduzione riservata

A PERGOLA UN’INVERSIONE DI TENDENZA

A portare il suo saluto è intevenuto anche il vescovo Mons. Trasarti. “La Diocesi è onorata di ospitare convegni scientifici. Sicuramente è importante che una malattia rara, che non ha grandi numeri, sia oggetto di ricerca e di discussione. Credo - ha concluso il Vescovo - che una Chiesa che si faccia carico di aspetti plurimi sia davvero una Chiesa estroversaâ€?. Mons. Trasarti, prendendo spunto dalla famiglia di Enrico, ha inoltre ribadito l’importanza di accompagnare i genitori dei cosiddetti figli in Cielo. Tanti gli interventi dei professionisti che hanno approfondito cause e quadri clinici dei pazienti con Morbo di Addison. La prima sezione dei lavori è stata dedicata all’epiemiologia e alla patogenesi di tale morbo, mettendo in evidenza storia naturale e terapie. Nella seconda parte della mattinata sono stati esaminati alcuni casi clinici ed è stato lasciato ampio spazio alle domande dei pazienti. EP

Un anno e otto matrimoni

PERGOLA – E’ probabile che la gente non si sposi piÚ. Forse le statistiche dicono questo. O per lo meno, si sposino di meno. A Pergola quest’anno, invece, c’è stata una vera e propria inversione di tendenza, ve lo potrà confermare il vice parroco Don Filippo Fradelloni, che quest’anno ha celebrato e celebrerà ben 8 matrimoni in tutto l’anno. A Pergola ogni ottobre inizia il corso per fidanzati, coordinato da Don Filippo, Don Sesto Biondi e alcune coppie di coniugi sposati. E ogni anno il corso porta i suoi frutti, in coppie che scelgono di dire il loro sÏ davanti a Cristo, di avvicinarsi sempre di piÚ alla Chiesa, di diventare sempre piÚ comunità viva e vera di testimonianza. Non possiamo certo dire che la nostra sia una grande città, ma di certo di giovani con l’intenzione di sposarsi ce ne sono. E questo, in un momento, in un lungo momento, in cui la convivenza è preferita al matrimonio, in cui prove e contro prove sono preferibili ad una scelta chiara e decisiva, fa rinascere tante speranze e tante belle cose nella nostra comunità. Grande merito va al nostro vice parroco, che con la sua giovinezza, freschezza e cordialità non annoia mai, non predica una Chiesa lontana e vecchia, ma racconta dell’amore, della bellezza, della fede e lo fa sempre con il sorriso e la simpatia. L’8 settembre Don Filippo si è addirittura ritrovato a celebrare due matrimoni, uno al mattino e uno al pomeriggio. Da cristiani, possiamo solo augurarci che questa sia la buona strada per i giovani, la strada che li avvicini sempre di piÚ alla Chiesa, come coppia, come amanti e come famiglia. Martina Pieri Šriproduzione riservata

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P. RENZO PIAZZA RITIRA IL PREMIO PER CONTO DI NIGRIZIA

Ho l’Africa nel Cuore FANO – P. Renzo Piazza, missionario Comboniano, ha ricevuto sabato 29 settembre il premio “Ho l’Africa nel cuoreâ€? a nome della rivista Nigrizia. All’interno della settimana Africana Regionale giunta alla sua XV° edizione e organizzata dalla Associazione L’Africa Chiama onlus ong, si è svolta la manifestazione “la Notte Neraâ€?. Una giornata dedicata interamente al continente Africano con mostre, premiazioni, musica e gastronomia per riflettere e discutere sul futuro del continente nero. L’iniziativa - ha ricordato Italo Nannini – ha l’obiettivo non

solo di aiutare l’Africa dal punto di vista economico ma soprattutto di far emergere e crescere una cultura della cittadinanza globale dove il benessere personale è conseguente al benessere collettivo. Alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni locali e regionali e del Vescovo Mons. Trasarti, P. Renzo Piazza ha ritirato il premio ringraziando tutti e sottolineando come la rivista Nigrizia, nata nel 1872, non ha mai smesso di dare voce all’Africa, un continente che viene verso di noi con le mani piene di doni tra cui la capacità di mettersi in relazione e di ama-

re. Essa è il continente della speranza – ha proseguito P. Renzo – e non dobbiamo guardarla solo con atteggiamento paternalista ma con spirito di profondo scambio per crescere assieme nei valori di cui è portatrice e che l’Europa sta perdendo. Durante l’intera serata si è respirata, come ha detto la Rappresentante del Comune di Pesaro, una atmosfera di partecipazione ai problemi di altri popoli e di altre culture, una voglia di aprirsi

alla mondialità. Un atteggiamento questo che è nel DNA della nostra regione, una ricchezza e un valore

che ci rende grandi. Marco Gasparini

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7 ottobre 2012

Urbino

eventi

Redazione di Urbino: Via S. Chiara - 61029 Urbino Tel. e Fax 0722/327655 ilnuovoamico@arcidiocesiurbino.it

VI Edizione di Biosalus. Intervistaall’ideatore del Festival Zazzaroni

Orario: Mattino 9.00-12.00 Pomeriggio 15.00-17.00

Urbania Sant’Angelo in Vado

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a sant’angelo in vado festa del patrono e DELLA POLIZIA DI STATO

Con S. Michele per le vie della città

SANT’ANGELO IN VADO – Conclusi con successo i tre giorni di preparazione, duranti i quali si è svolta la terza rassegna di organo e liturgia, felicemente intitolata “Princeps gloriosissime, Michael Archangele”, sabato scorso 29 settembre la comunità cristiana e civica di Sant’Angelo in Vado ha vissuto la propria festa patronale, nella quale si è integrata la “summa” delle celebrazioni liturgico religiose in onore del Santo e la festa provinciale della polizia, di cui san Michele è protettore dal 1949. Fu, infatti, papa Pio XII, il 29 settembre 1949 a dichiararne il patrocinio, per la lotta che il poliziotto combatte tutti i giorni come impegno professionale al servizio dei cittadini.

Con grande concorso di popolo ed alla presenza delle massime autorità civili e militari – presenti il Sindaco di Sant’Angelo in Vado, prof. Settimio Bravi con la giunta comunale, il Questore, dott. Italo d’Angelo, il presidente del tribunale di Pesaro ed Urbino, dott. Mario Perfetti, i rappresentanti della Provincia di Pesaro ed Urbino e della Regione Marche, ufficiali della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, delle Guardie Forestali e della Polizia Locale –mons. Giovanni Tani, arcivescovo di Urbino – Urbania – Sant’Angelo in Vado, ha presieduto il canto del vespro, la processione per le vie della città (con la partecipazione del corteo storico e della banda

cittadina) e la santa messa ponti- nicazione fra cielo e terra, comuficale, solennemente animata nel nicazione sostenuta anche dagli canto dal coro polifonico “Ago- Angeli, ai quali Dio dà l’incarico stino Mercuri”. Alla celebrazione di seguirci e di proteggerci». «Un hanno concelebrato il parroco di messaggio, quello degli Angeli – Sant’Angelo, mons. Davide Tonti, ha proseguito l’Arcivescovo – che il cappellano della Polizia di Stato ci invita a guardare la vita dalla mons. Giacomo Mura, unitamen- parte di Dio. E a metterci dalla te ai sacerdoti della vicaria dell’Al- parte di Dio. Inizierà tra qualche to Metauro. giorno l’Anno della Fede. La fede Mons. Tani nell’omelia ha sottoli- ci fa dire “sì” a Dio. Ci fa dire che neato il ruolo positivo e concreta- Dio è l’unico. Ci fa affermare che mente fattivo degli Angeli, come nessuno è come Dio (Michele; messaggeri di Dio e protettori di “Chi è come Dio?”). Ma proprio noi che ancora “lottiamo”, prote- questa fede ci mette in stato di si verso la patria beata del cielo: combattimento, perché si vorreb«Con la salvezza procurata da be dimenticare Dio o metterlo da Cristo, il collegamento fra cielo parte, o vivere come se Dio non e terra è ristabilito. L’immagine esistesse». degli Angeli di Dio che salgono e Al termine della partecipata azioscendono è un annuncio di comu- ne liturgica, a Teatro Mercuri la

LA CERIMONIA NELLA BASILICA CATTEDRALE DI URBINO

Inizia il nuovo Anno Pastorale

Urbino. Sabato 6 ottobre alle ore 17 presso la Basilica-Cattedrale di Urbino si terrà la Santa Messa presieduta dall’arcivescovo Mons. Giovanni Tani che inaugurerà l’Anno Pastorale 2012-2013, durante la quale sarà conferito il “mandato” a catechisti ed operatori pastorali. E’ un momento importante della vita della comunità diocesana perché segna l’inizio ed evidenzia il significato ed il percorso del nuovo anno pastorale. In questa circostanza che l’Arcivescovo indicherà i contenuti e le caratteristiche dell’attività pastorale che verrà portata avanti nei prossimi dodici mesi. Sono invitati a partecipare tutti i sacerdoti, i collaboratori parrocchiali, i catechisti/e, Associazioni e Movimenti ecclesiali, i componenti degli Uffici Diocesani. La celebrazione sarà resa più solenne e coinvolgente dalla presenza del Coro Diocesano diretto da don Daniele Brivio, con all’organo il M° Alessandro Veneri, che tanti consensi ha registrato fin dalla sua istituzione. L’Arcivescovo annuncerà ufficialmente una serie di nomine che sono già state antici-

pate sulla news letter diocesana. Vicario Generale è stato nominato mons. Giuseppe Tabarini, Parroco della parrocchia di Santa Veneranda di Fermignano; mons. Sandro De Angeli, finora Vicario Generale e Parroco della Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta di Urbino, è nominato Parroco della parrocchia della SS. Annunziata di Urbino; mons. Umberto Brambati, dalla parrocchia della SS. Annunziata di Urbino passa a quella di San Martino in Pallino di Urbino (santuario Sacro Cuore di Gesù, Ca’ Staccolo); don Andreas Fassa, già Vicario Parrocchiale di San Michele Arcangelo di Sant’Angelo in Vado, è nominato Parroco della Basilica Cattedrale Santa Maria Assunta di Urbino e incaricato per la Pastorale Giovanile e Vocazionale Diocesana; don Michele Mezdrea, Vicario Parrocchiale della parrocchia di Cristo Lavoratore di Calpino, è nominato Vicario Parrocchiale di San Michele Arcangelo di Sant’Angelo in Vado; don Domenico Curzi, attuale Parroco della parrocchia Santa Veronica Giuliani di Mercatello sul Metauro, è

nominato Parroco di Santo Stefano e di Santa Maria in Val d’Abisso di Piobbico; don Piero Pasquini, Rettore di Santa Maria in Campolungo di Urbania, è nominato Parroco della parrocchia Santa Veronica Giuliani di Mercatello sul Metauro; don Salvatore Amico è nominato Amministratore Parrocchiale della parrocchia di San Tommaso a “La Torre” di Urbino; don Hugo Garcia Oliveros, Vicario Parrocchiale della Basilica Cattedrale Santa Maria Assunta di Urbino, è nominato Amministratore Parrocchiale della parrocchia di San Cristoforo di Isola della Piano e collaboratore nella Pastorale Giovanile e Vocazionale Diocesana; padre Luca Gabrielli è nominato Parroco della parrocchia Universitaria di San Domenico. Il rag. Giorgio Giampaoli, è confermato nel suo incarico di Economo Diocesano. Quando un anno fa, il 17 settembre 2011, mons. Tani venne consacrato, nella cattedrale urbinate, arcivescovo di Urbino – Urbania – Sant’Angelo in Vado comunicò che si sarebbe riservato un anno di tempo, da dedicare alla conoscenza della realtà diocesana, che in questi mesi ha avuto modo di visitare e di contattare attraverso un gran numero di celebrazioni ed incontri, ed alla riflessione, prima di assumere eventuali decisioni che prevedessero possibili avvicendamenti di coloro che avevano ruoli e funzioni di responsabilità nelle diverse mansioni: anche se situazioni di urgenza e non prorogabili venutesi a creare per il venir meno degli addetti ad incarichi specifici, hanno determinato dei trasferimenti. Come nel caso dei movimenti di sacerdoti determinati dalla esigenza di sopperire alle necessità venutesi a creare in qualche realtà parrocchiale. Così è accaduto per la parrocchia di Calpino dove, è venuto a mancare don Giuseppe Righi sostituito da don Fabio Pierleoni e, proprio in questi giorni, per quella di Canavaccio. Con le nomine annunciate la Chiesa di Urbino – Urbania – Sant’Angelo in Vado si prepara ad affrontare con rinnovato impegno e vigore il programma di lavoro pastorale che verrà annunciato sabato dall’Arcivescovo. Gdl e AF © RIPRODUZIONE RISERVATA

fanfara della Polizia di Stato ha allietato gli ospiti con un eccellente concerto conclusosi – come da tradizione – con la marcia d’ordinanza della Polizia ed il “Canto degli italiani”, ovvero l’inno di Mameli. Nell’intervallo tra il primo e secondo tempo dell’esecuzione bandistica, c’è stata la consegna di attestati ed onorificenze agli uomini della Polizia di Stato che in ultimi questi tempi si sono distinti per merito in occasione di azioni di investigazione portate a termine con successo a tutela dell’ordine pubblico, nella salvaguardia della sicurezza dei cittadini e del patrimonio dello Stato italiano. Don Andreas Fassa © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA QUINTA EDIZIONE DELLA MANIFESTAZIONE

Volontariato in festa

Urbino – Giovedì 27 settembre si è tenuta nel cortile del Collegio Raffaello la Festa del Volontariato, giunta quest’anno alla quinta edizione. La giornata è iniziata con l’intervento del presidente del Consiglio comunale di Urbino Lino Mechelli che ha portato il saluto dell’amministrazione comunale ed ha espresso il suo compiacimento per l’iniziativa. E’ seguito l’incontro con gli studenti degli Istituti superiori cittadini e dell’Ambito territoriale. Quindi il prof. Cristiano Bellei docente di antropologia culturale della mediazione culturale ha tenuto una relazione sul tema:”Perché il volontariato?”. Successivamente sono state ascoltate testimonianze di giovani impegnati nelle associazioni di volontariato e si è avuto un intervento di Anais Piccoli diciannovenne scrittrice e volontaria dell’Associazione Aido. Ha fatto da moderatore dei lavori Nicoletta Lucchesi vicepresidente dell’associazione “Tutti i cuori di Rossana”. Nel pomeriggio c’è stata una tavola rotonda dal titolo: “Cittadinanza sostenibile: Urbino città universitaria”. Al dibattito hanno portato il loro contributo l’arcivescovo di Urbino mons. Giovanni Tani; il sindaco di Urbino Franco Corbucci; i rappresentanti dell’Università urbinate, dell’Ersu e dell’associazione studentesca Agorà. A conclusione dei lavori pomeridiani c’è stato un momento di “Animazionen e terapia della risata”, mentre alle 22 ha tenuto un concerto il gruppo “Sound of Sun” live. Poiché l’iniziativa ha avuto l’adesione di ben venti associazioni di volontariato, è stato fatto rilevare che la partecipazione dei volontari e/o dei loro rappresentanti nonché dei cittadini avrebbe potuto essere molto più consistente, nonostante la giornata feriale. Fausto Nucci © RIPRODUZIONE RISERVATA


Urbino Urbania Sant’Angelo in Vado

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Pastorale universitaria

“Il cammino nella fede”

URBINO. Sono già iniziate in molti Dipartimenti della nostra Università le lezioni del nuovo Anno Accademico 2012-2013, per cui molti studenti sono tornati a pullulare la piazza centrale, le strade, i vicoli, i luoghi di ritrovo e le residenze pub-

bliche e private. La città ha riacquistato, in questi giorni la fisionomia di Campus universitario. Alle voci già conosciute si mescolano quelle nuove delle matricole che, insieme, portano allegria, giovinezza, gioia e speranza per la loro formazione ed il loro futuro. Anche la parrocchia universitaria ha nuovamente iniziato la sua attività sempre sotto la sapiente guida di padre Luca Gabrielli, che proprio nei giorni scorsi è stato nominato parroco dall’Arcivescovo Tani. Nel primo incontro del nuovo anno, padre Luca, dopo aver salutato calorosamente i ragazzi, li ha invitati a camminare

nella fede e ad accogliere tutti coloro che agiscono bene nel nome di Cristo. “Il Signore ci dice che il bene non sta solo all’interno di una cerchia ristretta, come potrebbero essere i credenti, ma alberga anche al di fuori di determinati gruppi: chi non è contro di noi è per noi. Non c’è una patente di buon discepolo. Tutti possono annunciare il Vangelo; occorre riconoscere il bene anche al di fuori della nostra comunità. Noi che conosciamo il Vangelo certe volte ci comportiamo in modo peggiore di quelli che non conoscono il Signore. Tutto questo ci deve richiamare a riconoscere il

bene indipendentemente da dove viene; dobbiamo essere spronati a fare meglio, dobbiamo essere animati da uno spirito d’amore anche verso i lontani, verso coloro che non ci frequentano, ma fanno del bene”. E ancora: “Con questa pagina evangelica Gesù ci vuole spronare sulla via della santità”. Al termine della celebrazione il saluto di fra’ Danilo Beciani, trasferito in un’altra comunità, ma che per quattro anni ha fatto parte del gruppo francescano che ha guidato e animato l’attività della parrocchia universitaria. “Insieme a voi e ai mie confratelli ho vissuto la fraternità e nel

confronto quotidiano ho imparato a smussare gli angoli e le mie spigolosità. Auguro a me e a tutti voi di saper amare, perché quell’amore supera ogni nostra debolezza. Il contatto e le varie attività svolte con tutti voi hanno certamente arricchito il mio bagaglio di vita e mi hanno avvicinato maggiormente al Signore. Così le albe che verranno saranno più radiose”. Padre Luca ha poi invitato tutti a partecipare alla festa della matricola che si terrà al collegio Raffaello il prossimo 17 ottobre.. Giuseppe Magnanelli © riproduzione riservata

IL GRUPPO EUCARISTICO MARIANO IN PREGHIERA CON L’ARCIVESCOVO GIOVANNI

“Il miracolo più grande” Pelingo – Il gruppo GEM (Gruppo Eucaristico Mariano) si è riunito martedì scorso al Pelingo, come ogni 25 del mese, per pregare insieme, recitando il Rosario, adorando il Santissimo Sacramento e celebrando l’Eucaristia. Questa volta, la gioia che caratterizza questi incontri era più grande del solito e ciò è dovuto al fatto che a guidare la fervente preghiera è stato il nostro Pastore, l’arcivescovo mons. Giovanni Tani. La presenza dell’arcivescovo è giunta gradita anche perché attesa e desiderata da tempo da parte del gruppo. “Stiamo per vivere il miracolo più grande” ha esordito l’Arcivescovo all’inizio della celebrazione eucaristica sapendo che di lì a poco Gesù si sarebbe ancora una volta donato a noi nel pane e nel vino in memoria perenne della sua morte e risurrezione. Le letture hanno offerto interessanti spunti di riflessione. Durante l’omelia prendendo spunto dalla

prima lettura dal libro dei Proverbi (Pr 21, 1-6.10-13) che contiene alcuni riferimento al peccato, che è stato il tema su cui abbiamo meditato nella preghiera l’arcivescovo ha sottolineato come “Noi siamo beati se abbiamo capito che la Parola di Dio è la strada giusta da seguire e facciamo di essa la nostra sapienza, intelligenza e il nostro modo di vivere”. Il brano del vangelo che la liturgia ha presentato in questo giorno (Lc 8, 19-21) ci racconta della presenza della Madre di Gesù e la mostra come una madre che cerca il figlio. “Anche Maria” sottolinea l’arcivescovo – “partecipa con noi del nostro desiderio di vedere Gesù. Anche Maria – prosegue - cerca Gesù! Il Vangelo ci insegna che Maria fin dal primo momento cerca di capire: sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore (Lc 2, 51). Qui è racchiuso il significato della fede che si poggia anche nei periodi di ricerca, nei momenti

Urbino _ L’inaugurazione dell’anno sociale 2012-2013 delle associazioni Aimc (associazione italiana maestri cattolici) e Age (associazione genitori) si è tenuta quest’anno nella sala del Pellicano del Centro Artelavoro di Trasanni messo a disposizione da mons. Ezio Feduzi presidente della omonima Fondazione. Dopo la pausa estiva, seguita alla conclusione dell’anno sociale 2011-2012 tenutasi al Santuario del Sacro Cuore di Gesù con la partecipazione della missionaria urbinate Anna Rita Micelli delle Suore della Carità (ritornata per un breve periodo dalla sua Missione in una Casa di accoglienza di un villaggio della Thailandia del Nord) e l’intervento dell’arcivescovo Mons. Giovanni Tani, le due associazioni hanno ripreso in pieno l’attività istituzionale dedicando il pomeriggio di sabato 29 settembre ad intensi momenti devozionali e a un finale gioioso a tavola. L’incontro è iniziato con la Via Crucis, devozione diffusa dai francescani ed in particolare da San Leonardo da Porto Maurizio nella prima metà del Settecento, effettuata lungo il percorso che si snoda sulla collina

LA CERIMONIA NEL CENTRO ARTELAVORO DI TRASANNI

Urbania e dintorni di Raimondo Rossi

Urbania e dintorni di Raimondo Rossi

più oscuri, più difficili del nostro cammino che però ci aiutano a crescere”. “Impariamo da Maria! - è l’esortazione dell’Arcivescovo - come cercare Gesù nel nostro quotidiano chiedendo a Lei l’aiuto necessario: Fa o Madre che non mi stanchi mai di cercarti!”. Alla fine della celebrazione molto partecipata il GEM ha salutato e ringraziato l’Arcivescovo per la sua venuta riaffermando il desiderio forte di essere sempre a servizio di tutta la Chiesa diocesana con la sua preghiera passando sempre per l’intercessione di Maria. Un applauso scrosciante seguito dal canto dell’alleluia ha salutato con gioia l’arcivescovo che nel congedarsi ha espresso l’augurio e l’esortazione agli oltre cinquecento fedeli sempre presenti a questi incontri auspicando che possano portare e vivere questa preghiera nel proprio quotidiano. (S.M.Z.) © riproduzione riservata

Aimc e Age inaugurano l’a.s. 2012/13

sovrastante il Centro Artelavoro e guidata dall’assistente diocesano Aimc-Age don Clodoveo Agostini. Prima di iniziare la la Via Crucis i partecipanti hanno elevato una preghiera alla Madonna d’Europa raffigurata in una grande statua in pietra posta all’inizio del tragitto, a sottolineare la vicinanza di

Maria a Gesù nel giorno della sua crocifissione. Anche in questa circostanza la scelta del luogo della cerimonia inaugurale non è senza significato: il Centro Artelavoro rappresenta un luogo che alla devozione mariana aggiunge un ricchissimo museo di opere d’arte dedicate a Maria realizzate da ar-

tisti di ogni parte d’Italia. Con la Via Crucis si vuole commemorare, con 14 stazioni, la strada di Gesù dal Pretorio di Pilato al Calvario, e rappresenta sempre una situazione di grande coinvolgimento ed emozione. Così è stato anche per docenti e genitori di Aimc e Age che hanno fatto il percorso con intensa partecipazione soffermandosi per pregare, riflettere e cantare ad ogni stazione fino alla grande Croce in legno che si innalza davanti alle colline che si inseguono via via verso l’orizzonte lasciando trasparire sul fondo l’inconfondibile panorama di Urbino da cui svettano i campanili del Duomo e di San Francesco. Anche se il sole non ha illuminato con i suoi raggi lo splendido scenario che si può ammirare dall’alto della collinetta dove si conclude la Via Crucis, il tempo è stato tuttavia clemente ed ha permesso il regolare svolgersi della cerimonia. Dopo la Via Crucis don Clodoveo ha celebrato la S. Messa nel-

la cappella in legno realizzata tra gli alberi a lato del sentiero della Via Crucis, dedicata alla Sacra Famiglia, raffigurata in tre statue lignee di Giuseppe, Maria e Gesù Bambino, in grandezza naturale, di grande bellezza ed efficacia. Al termine della celebrazione eucaristica Bruna Desideri e Luciana Aureli hanno letto rispettivamente le ispirate preghiere dell’Aimc e dell’Age. E’ stata data anche comunicazione del calendario dei prossimi incontri dei soci tenuti da don Clodoveo sul tema: <Attualità del “Discorso della Montagna”>. Le riunioni si terranno nella sala dell’oratorio, sotto la chiesa della SS. Annunziata, alle 16,15 di martedì 16 ottobre, venerdì 16 novembre e martedì 18 dicembre. Com’è tradizione la giornata si è conclusa in una pizzeria di Trasanni dove maestre e genitori hanno dato spazio alla loro riconosciuta simpatia. Gdl © riproduzione riservata

Quasi un diario

1. Osservazioni di questi giorni. a) Il gesto espressivo e colto di Likke Anolm, maestra cantante, nella direzione del Coro liturgico della parrocchia di Sant’Angelo in Vado, in occasione della festa del patrono S. Michele Arcangelo. b) Ho sentito eseguire un inno al Patrono, scritto nell’800 dal maestro di

cappella della città, Adolfo Fresco. Un pezzo d’opera, utile solo per la tradizione e nient’altro riguardo alla devozione, pur bene interpretato dal giovane tenore Lorenzo Gamboni. c) Impressionante e piacevole la lucidità di memoria e freschezza di comunicazione di Giuseppe Pasquini (ex sindaco storico di S.A. in V.), che ti sa recitare un sonetto di Trilussa. Altra generazione. d) Oltre che piacevole e divertente, l’ana-

lisi di Marcello D’Orta, (noto per il suo Io speriamo che me la cavo) autore del libero “All’apparir del vero” Il mistero della conversione e della morte di Giacomo Leopardi. Piemme, pp. 167, euro 14. L’autore, con stile piano e non supponente, affronta la vita dell’autore dell’ Infinito. Tra i tanti critici che avevano provato a considerare la sua religiosità, Divo Barsotti aveva compreso l’aspirazione di L. a una realtà trascendente, ritenendo l’opera

poetica, una delle più alte e commoventi testimonianza religiose dell’Ottocento. Ma non voglio privarvi del gusto della lettura. 2. Antonio Mariani, da poco scomparso, ex sindaco di Frontino, sarebbe stato felice che i Francescani riapriranno il Monastero di Montefiorentino, dove domenica scorsa, si è svolta la trentunesima edizione del Premio nazionale di cultura Frontino Montefeltro. Un cenobio, centro di spiritualità francescana.


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URBINO – Sembra strano, ma è vero: al Collegio Raffaello giungono i Maya, ospiti della sesta edizione di Biosalus – Festival del biologico e del benessere olistico, dedicato quest’anno, dopo Giappone, Tibet, Indiani d’America, India e Cina, alle Civiltà Precolombiane, di cui i più illustri rappresentanti sono sicuramente i Maya, famosi costruttori di piramidi, ma non solo. Per capire meglio il loro rapporto con la natura e le novità di questa edizione chiediamo spiegazioni al direttore organizzativo nonché ideatore del Festival Antimo Zazzaroni. Direttore, siamo a sei… Eh già, dopo i primi anni in cui ci siamo fatti conoscere, ormai possiamo contare su molti affezionati e su un vasto pubblico di curiosi, che ogni anno è sempre maggiore. E anche il Festival si ingrandisce, sempre con nuove idee e nuove proposte. Lei è un pioniere del rapporto uomo-natura, della medicina orientale e della cultura del benessere in generale, ha fondato l’Istituto di Medicina Naturale, che ha sede in Urbino e organizza corsi per Naturopati da circa 30 anni. Come è nata l’idea di Biosalus? Erano vari anni che avevo in mente un festival, poiché, credendo in quel che facevo, mi sembrava importante anche divulgare la cultura del benessere, della prevenzione ed educare al rispetto della natura. All’inizio non mi credeva nessuno,

Urbino Urbania Sant’Angelo in Vado

• il• amico nuovo

A COLLOQUIO CON L’IDEATORE DEL FESTIVAL ANTIMO ZAZZARONI

Biosalus …e siamo a sei

tutti mi davano del visionario, poi nel 2007 mi sono deciso e ho detto: “O quest’anno o mai più”. E così, con il prezioso aiuto del dott. Florido Venturi, direttore artistico, abbiamo cominciato. Credo di aver avuto ragione. Dal successo riscosso, si direbbe di sì: è ormai diventato un Festival nazionale. Esatto: appassionati ed espositori, come anche relatori, giungono presso il Collegio Raffaello da tutta Italia, isole comprese. Abbiamo avuto anche dei partecipanti svizzeri e tedeschi. E poi non bisogna dimenticare che festival strutturati come il nostro, che spaziano dai concerti alle conferenze, dalle mostre-mercato alle dimostrazioni, in Italia non ce ne sono: è un evento unico nel suo genere. Veniamo al programma: tre giorni intensi, ricchi di attività. Da cosa ci consiglia di iniziare? Direi che la novità più importante consiste nel Paese ospite di quest’anno: le Civiltà Precolombiane, in particolare i Maya. Non potevamo scegliere un Paese migliore nell’anno della “profezia sul 2012”! Ci saranno quindi incontri e conferenze

sulle loro predizioni e sui riti ciclici, mercatini ed esibizioni tradizionali, un interessante spettacolo di mandala, cioè i disegni dal vivo con la sabbia sabato a teatro alle 21:30 e un appassionante esibizione di un danzatore azteco domenica sera per la festa di chiusura. È un professionista della danza antica, che non è solo spettacolo, ma soprattutto spiritualità e sintonia con la natura; non a caso si chiama Ollinatl (significa Acqua in Movimento, n.d.r.). L’anno scorso si sono tenute ben 42 conferenze, con anche

quattro in contemporanea nelle diverse sale del Collegio Raffaello: è un primato destinato a cadere? Penso proprio di sì; gli incontri e i dibattiti saranno tanti e vari, in particolare ne ricordo uno, domenica pomeriggio nella Sala degli Incisori, dal tema “Salviamo Gaia”, su edilizia e agricoltura sostenibili, in una parola permacultura. Si parlerà quindi di eco-villaggi, gruppi di acquisto e economia di relazione, emergenze ambientali e vegetarianesimo. Tutti problemi dell’uomo di oggi.

Per quanto riguarda l’aspetto ludico e le esposizioni, qual è il programma? Saranno sempre aperti il mercatino di prodotti artigianali e agro-biologici sotto le arcate, così come gli espositori nelle sale del primo piano. Spettacoli di vario genere sia nel cortile che in piazza della Repubblica si alterneranno senza sosta. Ad esempio? Danza del ventre, concerti, intrattenimento per i più piccoli, yoga della risata… l’elenco è veramente lungo! E poi tutti i giorni alle 16:30 ci sarà una gustosa BIOmerenda per bambini. Infine professionisti di medicina naturale saranno a disposizione di tutti per dimostrazioni gratuite delle varie discipline mediche tradizionali orientali e non solo. Insomma non mancherà certo qualcosa da fare. Grazie della sua disponibilità e arrivederci alla settima edizione, sempre che i Maya non abbiano ragione… È vero che erano un popolo molto avanzato, ma per una volta spero proprio che si siano sbagliati! Giovanni Volponi © RIPRODUZIONE RISERVATA

NELLA STRUTTURA DI VIA NERUDA UN AMBIENTE PER I BAMBINI

Sala nuova, tutta un’altra musica URBINO – È proprio tutta un’altra musica quella che è stata illustrata venerdì scorso all’inaugurazione di una nuova sala in via Pablo Neruda, presso la già funzionante Casa della Musica, nata da un’idea dell’Istituto per la Musica “Harmonia” di Urbino con la collaborazione dell’associazione Pro Sound, del Comune e della Cappella Musicale. La saletta, arredata a misura di bambino e conforme al metodo d’insegnamento dell’Istituto, che lo pone al centro dell’attenzione (e non solo in ambito prettamente musicale, ma

anche formativo e relazionale), sarà la accessibile sede dei corsi di educazione musicale (3-5 anni) e propedeutica strumentale (6-7 anni) e del laboratorio di musicoterapia, nuovo per la città, guidato da una insegnante specializzata in questa particolare branca del mondo delle note. Al taglio del nastro erano presenti la presidente dell’Istituto “Harmonia” Augusta Sammarini, l’assessore alle politiche educative Gian Luca Marcucci, gli insegnanti della scuola coinvolti nel progetto e alcune persone che hanno fatto un

intervento sul legame tra bambini, musicoterapia, educazione e benessere: Silvia Gelardi, dirigente scolastico, Antimo Zazzaroni, dell’Istituto di Medicina Naturale di Urbino, Claudia Agostini e Alessia Gabellini, psicologhe, e Fulvio Rusticucci, ideatore del metodo che porta il suo nome, metodo sul quale si poggia la didattica dell’Istituto “Harmonia”. “È stato importante avere la libertà di arredare questa sala secondo i nostri ideali – ci dice la presidente Sammarini – perché insegnare musica ai bambini in un ambien-

UNA VITA DEDICATA AL LAVORO ALLA FAMIGLIA ALLA PARROCCHIA

La scomparsa di Ivana Rasori

Urbino – Profondo cordoglio ha suscitato la scomparsa di Ivana Rasori in Savelli avvenuta il 27 settembre scorso all’età di 66 anni. La comunità della parrocchia di Sancta Maria de Cruce in Mazzaferro si è stretta alla famiglia colpita da così grande dolore ed ha partecipato con grande commozione alle esequie tenutesi venerdì, cui hanno preso parte anche amici ed ex colleghi dell’Ersu, l’Ente regionale per il diritto allo studio universita-

rio, presso il quale aveva prestato la sua opera fino al pensionamento. La Messa è stata concelebrata dal parroco mons. Agostino Venturi e da don Salvatore Parisi, parroco di Morciola di Colbordolo. La cerimonia è stata accompagnata dalle musiche di Marco Piersantini al piano e dai canti di Giuseppe Biancalana cui si sono aggiunti quelli eseguiti dal coro parrocchiale, diretto da Odette Travaglini, che ha inteso così manifestare il proprio affetto ad Ivana e la vicinanza al marito Vincenzo, alle figlie Simona e Silvia, ai nipotini ed agli altri congiunti. Tutti indossavano la fascia azzurra che alcuni mesi fa Ivana, già colpita dal male, aveva voluto donare ai componenti del coro in segno di apprezzamento e simpatia per l’attività svolta. Ivana non mancava mai alle funzioni religiose, spesso anche nei giorni feriali, quando le presenze dei fedeli sono scarse, <così – diceva - don Agostino non è solo a

dir Messa>. E don Agostino è stato efficace e sensibile, durante l’omelia, nel ricordare, con parole molto sentite e cariche di emozione, che <La sua fede è stata grande> e che <non occorrono molte parole per ricordare Ivana perché è tutta la sua vita a parlare>, aggiungendo che <Ivana è stata un esempio di bontà, laboriosità, dedizione alla famiglia, al lavoro e alla comunità parrocchiale> e <seguire questo suo cammino di vita è il modo migliore di onorare la sua memoria>. Le parole di don Agostino sono state seguite in grande silenzio mentre la commozione dei presenti cresceva sempre più in una atmosfera intensamente toccante. Ivana resterà sempre nel cuore di chi l’ha conosciuta per la sua vita esemplare e per la fede e la forza sempre dimostrate nelle avversità e anche durante la malattia che l’ha portata alla morte. Giancarlo di Ludovico © RIPRODUZIONE RISERVATA

te vuoto, privo di ogni stimolo alla fantasia e alla creatività, è insegnare solo a metà. La musica per noi non è il fine, ma un mezzo per formare l’intera personalità dell’individuo, e l’ambiente che lo circonda è essen-

ziale a tale scopo”. Passo dopo passo, i bambini camminano; nota dopo nota i bambini crescono. Divertendosi. GV © RIPRODUZIONE RISERVATA

ESPONE L’ARTISTA PAOLO MAZZUFERI

Elicoidi alla casa di Raffaello Urbino. La mostra “elicoidi” di Paolo Mazzuferi è stata inaugurata domenica 30 settembre nelle Sale della Bottega G. Santi - Casa natale di Raffaello – Urbino e resterà aperta sino al 14 ottobre con il seguente orario: dal lunedì al sabato 9 - 12,30 / 15 - 18,30; domenica 10 - 12,30. Il catalogo è l’ultimo quaderno della collana del “Centro Internazionale di Studi Urbino e la Prospettiva”. Durante il periodo espositivo il Mazzuferi si è reso disponibile ad illustrare, alle scolaresche interessate, le proprietà delle superfici elicoidali e la centralità dell’aspetto intuitivo. I “Quaderni” del “Centro Internazionale di Studi Urbino e la Prospettiva” (già pubblicati: “Urbino, i luoghi della scienza” di Gianni Volpe, “Uomini e cannoni a Urbino nel Rinascimento” di Enrico Gamba “Raffaello e la matematica” di Enrico Gamba, “La prospettiva a 180°e oltre” di Liliana Curcio e Roberto di Martino, “Le tre facce del poliedrico” Luca Pacioli di F.M. Cesaroni, M Ciambotti, E. Gamba, V. Montebelli “Le stelle sopra Urbino” di Enrico Gamba) rappresentano una collana di fascicoli, pubblicati senza una scansione temporale predefinita, a carattere monotematico, di livello molto qualificato, iniziata nel 2007. Gli argomenti trattati riguardano le applicazioni delle scienze matematiche e fisiche all’arte e all’architettura, con particolare enfasi sugli studi di carattere artistico e scientifico effettuati a Urbino dal periodo Rinascimentale fino ad oggi. Attraverso la collana dei “Quaderni”, il “Centro Internazionale di Studi Urbino e la Prospettiva”, intende recuperare e diffondere la conoscenza dei personaggi, delle opere e delle realizzazioni tecniche che hanno caratterizzato la scuola scientifica di Urbino. Eg © RIPRODUZIONE RISERVATA


• • il nuovo amico

7 ottobre 2012

fano

di arte cultura sport

L

a XXXI edizione del Premio Frontino Montefeltro, domenica 30 settembre nel Convento di Montefiorentino, si è svolta nel segno del ricordo del Sindaco Antonio Mariani, nella novità dell’indirizzo culturale del sindaco Andrea Spagna, all’insegna della festosità dell’incontro e della luminosità espressa dall’intervento del senatore Sergio Zavoli, giornalista e scrittore, una vera e propria lectio magistralis che ha raccolto l’attenzione del numeroso pubblico.

Zavoli riceveva il premio per l’arte di vivere e la felicità con il suo recente. “Il ragazzo che io fui” (Mondadori 2011), un libro della sua vita e della cultura della società d’oggi. A questa situazione di un affascinante dialogo con la vita, va legata la conversazione del rettore dell’Università di Urbino Stefano Pivato, il quale insieme a Gianfranco Sabbatini, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, ha sottolineato il valore del Premio come fatto d’incontro e di civiltà in un contesto aperto alla bellezza della natura e del paesaggio. La città ideale - Il tutto si lega al primo vincitore per la cultura marchigiana, l’opera curata da Stefano Marchi e Maria Rosaria Valazzi, il risultato di una mostra e di un catalogo di valore storico, “La città ideale. L’utopia del Rinascimento a Urbino tra Piero della Francesca e Raffaello” (Electa 2012), una operazione culturale che ridona a Urbino una centralità espositiva e critica nell’ambito dell’inedito indirizzo degli ultimi anni della Sovrintendenza. Museo del Balì e Turba di Cantiano - Questo ottimismo operati-

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L’Unilit compie 25 anni di attività pagina

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LA XXXI EDIZIONE DEL PREMIO HA RICORDATO IL SINDACO MARIANI

Frontino e la cultura del Montefeltro

di Gastone Mosci

vo trova riscontro in due esperienze culturali e sociali di alto valore nel nostro territorio: il Museo del Balì di Saltara e la Turba di Cantiano. Nella patria ideale del fisico Giuseppe Occhialini (che pur tuttavia è nato a Fossombrone) si trova un laboratorio di coinvolgente avventura della scienza e del firmamento. A Cantiano comune e istituzioni locali collaborano insieme alla Turba, la processione del Venerdì Santo, una lunga preghiera nata nel Medio Evo per invocare la

pace, nel lontano 1260, resistendo nel tempo e trovando dalla seconda metà del Novecento una grande vitalità, al quale evento partecipa la scuola media con i ragazzi, il collegio docente e due professoresse che guidano i laboratori didattici, Vanessa Morolli e Valentina Oriani. Personaggio dell’anno - Il personaggio dell’anno è la pesarese Tiziana Primori, manager che opera a Bologna, con un’esperienza impegnativa nel mondo della cooperazione e della solidarietà.

Di questa giornata così intensa di messaggi vanno segnalati il piacevole concerto del “Trio di clarinetti Belle Epoque” (Loris Carigi, Egidio Fabi e Michele Mangani); la mostra fotografica di 40 fotogrammi dedicata a “Il Sindaco Antonio Mariani e il Premio Frontino Montefeltro”; una esposizione di vetrine dedicate alla storia del premio; la vivace presentazione di Giuseppe Biancalana; il buffet delle donne di Frontino; ed anche una informazione inedita sulla medaglia che

Zavoli: la realtà con gli occhi della verità

egli ultimi decenni abbiamo acquisito nei rapporti con Sergio Zavoli una consuetudine di dialogo che ha arricchito il pubblico degli incontri e dei fatti culturali vissuti insieme. Il luogo della scena è il nostro territorio fra Urbino, Pesaro e il Montefeltro. Gli interlocutori, vale a dire i personaggi della nostra comunità intellettuale, sono stati Carlo Bo,

Università

Stagione di prosa al Teatro della Fortuna pagina

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Tonino Guerra, Gianfranco Sabbatini, Pino Paioni, Stefano Pivato. L’ambiente è abitato dai successori dei Montefeltro e dai fondatori di una civiltà dell’amicizia e della felicità, collocata oggi alle falde del Carpegna e dei Sassi Simone e Simoncello – “in un mondo, in un cerchio di perfezione, dove ancora una volta la perizia dell’arte non annulla il paesaggio che lo circonda e lo protegge” -, a Frontino, con il suo annuale premio di cultura. Nella porta d’ingresso delle Marche – “un dominio a sé” è il Montefeltro per Carlo Bo - e a confine con la Romagna e nei discorsi ininterrotti con i romagnoli. Da una parte c’è l’asperi-

tà dell’Appennino, dall’altra la malia dell’Adriatico dei riminesi. Bo parla della “dolcezza marchigiana” e dello “stile forte e netto dei romagnoli”. Per Zavoli chi vive in montagna si nutre di “cose certe” (è la civiltà dell’Appennino), chi come i riminesi sono catturati dall’idea della lontananza e dalla malia del mare, sono il prodotto di una casa che sembra crollare, inquieti, “stralunati”, nella condizione del puro fellinismo (è la civiltà marina). Zavoli nel suo recente libro di giornalista e di narratore, “Il ragazzo che io fui” (Mondadori 2011), racconta la sua vita dall’infanzia di chi sogna a colori, dalla giovinezza nell’oratorio dei salesiani e dall’età adulta nella vita di spiaggia fino alle esperienze più recenti che si concludono con una felicissima intervista senza domande al biologo Jean Rostand che offre

parole di perenne saggezza, come liberarsi dal timore della morte e fare giustizia di tutto con l’amore partendo da una sorprendente confessione “abitare la debolezza”. Il libro non è un testamento ma un vivere la realtà con gli occhi della verità, perché il mondo di Zavoli - disse Carlo Bo - è ispirato “dalla immaginazione autenticata dalla realtà”. Il dialogo profondo di cui si parlava potrebbe avere come data d’inizio il 5 ottobre 1986, il giorno della sua laurea honoris causa in lettere a Urbino: si avvia allora una tessitura con lo spirito di Urbino nell’incontro con Bo, Federico Fellini e Giulietta Masina (“Ci sono dei paesi di cui non si può mai dire che si è finito di conoscerne l’anima.” - Carlo Bo). Dopo, seguono a Urbino gli appuntamenti con Tonino Guerra per la mostra di Alberto Sughi al Castel-

Guido Vanni, grande artista del Montefeltro operoso a Bologna, avrebbe dovuto presentare: anche stavolta è giunto a lavori conclusi e con un’opera ancora grezza ma straordinariamente fine, delicata, affascinante, una medaglia con un lato dedicato alla città ideale e con l’altro dominato dal ritratto di Antonio Mariani di fronte al convento di San Girolamo e al Bottaccio nei pressi di Frontino. ©riproduzione riservata

lare ed altre occasioni, la presentazione delle sue poesie di “La parte in ombra” nel 2010 nell’Aula rossa, di “Il ragazzo che io fui” nel cortile del Collegio Raffaello. A Frontino nel 2001 fa la commemorazione di Carlo Bo e consegna il premio del presidente della giuria “Valerio Volpini” al regista e poeta Aglauco Casadio. A Pesaro il 22 maggio 2010 ha tenuto una memorabile conferenza sulle Fondazioni Casse di Risparmio nell’auditorium Montani Antaldi. Gli incontri a Pennabilli a casa di Tonino Guerra sono stati numerosi nel clima del risveglio delle terre del Marecchia, nel nome della poesia e dei poeti. Il libro è il racconto di una vita e la storia dell’Italia con lo sguardo acuto e la scrittura cadenzata dal respiro mosso di pause e sussulti della sua voce e della sua intelligenza accogliente e ricca di luci. ga.mo. ©riproduzione riservata


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arte cultura sport

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IL CARTELLONE DELLA STAGIONE COME UN VIAGGIO NELLA SCRITTURA

Prosa al Teatro della Fortuna

FANO – Con l’arrivo dell’autun- Fondazione Teatro della Fortuna drea Giordana tra gli interpreno, quasi tutti i teatri si appresta- Giuseppe De Leo, dall’Assessore ti principali e la regia affidata a no a presentare gli spettacoli che alla Cultura del Comune di Fano Giancarlo Sepe. proporranno al loro pubblico nel- Maria Antonia Cucuzza e (novità Sempre gradita la presenza di la stagione 2012-2013. Un clima di quest’anno) dall’Assessore alla Luca De Filippo, che continuando di attesa circonda quasi sempre Cultura della Provincia di Pesaro- il lavoro sui testi del padre Eduarquesto momento, perché come è Urbino Davide Rossi. do, torna come attore e regista il giusto che sia, tra gli appassionati Vediamo ora quali sono gli spetta- 21 e 22 dicembre per mettere in tanta è la curiosità di sapere quali coli. Apre per primo il sipario il 30 scena “La grande magia”, una spettacoli (e quindi quali attori e e 31 ottobre un lavoro del regista commedia avente per tema il rapregisti) ci allieteranno nei prossi- Marco Baliani, il quale parafra- porto tra realtà, vita e illusione. mi mesi. sando il celebre “Orlando Furioso” Per il 18 e 19 febbraio è previsto Lo scorso 28 settembre è stato e concentrandosi sulle due storie “Due di noi” di Michael Frayn; tre il Teatro della Fortuna di Fano a d’amore principali dell’opera ha divertenti atti unici che sfiorano presentare il suo nuovo cartel- confezionato “Furioso Orlando”, la farsa, sull’incomunicabilità tra lone, che come l’anno scorso è avvalendosi dell’attore Stefano coniugi, portati in scena da Lucomposto da sette titoli in abbo- Accorsi che sulla scena monologa netta Savino e Emilio Solfrizzi, namento, con due repliche per per un’ ora e 25 minuti. per la regia di Leo Muscato. ogni titolo. Il 6 e 7 novembre torna ad essere Il 26 e 27 febbraio Alessandro La stagione è stata idealmente rappresentata “La locandiera” di Gassman è regista ed interprete divisa in due linee di lettura: un Carlo Goldoni, che avrà il volto, dello spettacolo “RIII - Riccardo viaggio nella scrittura italiana la simpatia e l’intelligenza scenica Terzo” di Shakespeare, una prova dal Rinascimento alla contem- di Nancy Brilli, diretta da Giu- importante alla quale Gassman poraneità ed un altro in quella seppe Marini. ha deciso di sottoporsi dopo l’ininglese dal ‘600 ad oggi ed è stata “Un ispettore in casa Birling” di contro con Vitaliano Trevisian a illustrata in conferenza stampa John Boynton Priesley sarà a cui ha affidato traduzione e adatdal direttore dell’Amat Gilberto Fano il 23 e 24 novembre con i tamento del testo. Santini, dal sovrintendente della bravi attori Paolo Ferrara e An- “La trappola “ scritta da Luigi Pi-

randello nel 1912, viene infine presentata dall’attore e regista Gabriele Lavia il 20 e 21 aprile. C’è inoltre un ottavo spettacolo in cartellone, fuori abbonamento, che è proposto dalla Fondazione Teatro della Fortuna e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Fano per il 14 e 15 novembre. Si tratta di “Agamennone” di Eschilio, nella traduzione di Pier Paolo Pasolini, recentemente realizzato in collaborazione con Amat nell’ambito di “Teatri Antichi Uniti”. Pietro Conversano, presente ala conferenza stampa, ne è regista ed è tra gli interpreti. Quanto agli abbonamenti, chi era abbonato nella passata stagione può esercitare il diritto di prelazione dal 29 settembre al 10 ottobre, mentre i nuovi abbonamenti saranno in vendita dall’11 al 20 ottobre. I biglietti di tutti gli spettacoli saranno in vendita dal 22 ottobre. Mariella Polverari © RIPRODUZIONE RISERVATA

La cerimonia nella Rocca Ubaldinesca di Sassocorvaro

Assegnati i riconoscimenti del Premio Rotondi

Sassocorvaro - Grandi lezioni di civiltà e di sapienza nella 16esima edizione del prestigioso “Premio Rotondi ai salvatori dell’Arte 2012”. “Oggi – ha detto il sindaco Antonio Alessandrini – vogliamo innanzitutto rivolgere un pensiero riconoscente verso un uomo, Pasquale Rotondi, che rappresenta un simbolo della cul-

tura italiana. L’uomo vale per l’impronta che lascia, per ciò che ha edificato, per quel che proietta nel mondo: quello che ha lasciato in eredità Rotondi è un patrimonio immenso ed una testimonianza di una cultura stupefacente. Dobbiamo rifarci ai suoi valori gettando un ponte ideale tra passato, presente e futuro per ricordarci che la salvaguardia dei beni artistici richiede l’impegno di tutti, nessuno escluso. Rotondi ha vinto grazie allo spirito della comunità: è questa la sfida che il nostro paese tutto deve sentire come sua per vincerla”. Ben 6.509 pezzi tra i più rilevanti hanno trovato ricovero durante l’ultima guerra nel Palaz-

zo dei Principi Falconieri di Carpegna e nella Rocca Ubaldinesca di Sassocorvaro. Questo premio non si deve fermare. “Deve essere una celebrazione costante e continua – ha detto il sindaco Alessandrini – da vivere giorno dopo giorno nelle sue forme più svariate, deve incentivare iniziative per promuovere l’amore per il bello, la scoperta e la valorizzazione delle risorse culturali, come momento educativo e formativo ed anche come investimento per fare conoscere il Montefeltro”. Tutti emozionati i selezionati. L’ex senatore ed ex sindaco di Urbino, Giorgio Londei (vincitore del premio per la sezione Italia) si è lasciato andare in un pianto consolatorio quando ha condiviso, con la sua famiglia presente, la splendida scultura di Selim Abdullah (dal San Giovanni Battista di Donatello con alla base la tartaruga che assomiglia alla Rocca

i giochi di Leone PantaleonI da cagli

UN PREMIO PER UN REBUS

o Un segnalibr in omaggio

di Sassocorvaro). Per la sezione Mondo il premio è andato a Giuseppe Fanfoni. Ammiccante il filmato del restauro del complesso architettonico dei Dervisci, nel centro storico della capitale egiziana. Tutto il pubblico si è calato su quel roteare che è sentimento d’arte e dovere di curarlo. Per la sezione Europa ha ritirato il premio Heinz Dieter Klink vero mago della riconversione della vasta area industriale della Ruhr, dal carbone all’arte ed al turismo culturale con 17 milioni di visitatori in un anno. E dire che all’Italia mancano 450 giorni per intercettare 45 miliardi di fondi europei. “Il più grande spread di cui dobbiamo avere paura – ha dichiarato Giannella – è l’aspetto educativo del nostro paese”. Da noi non si riconverte, si distrugge. Bagnoli docet. eg © RIPRODUZIONE RISERVATA

Frase: 5-2-9

vincitori verranno estratti a sorte tra coloro che avranno inviato la soluzione corretta a pesaro@ilnuovoamico.it oppure a IL NUOVO AMICO Via del Seminario 4 – 61121 Pesaro. L’omaggio di questa settimana è un esclusivo SEGNALIBRO in silverplate I VINCITORI DELLA SETTIMANA Vincono un esclusivo SEGNALIBRO in silverplate LAURA BALLARINI

La chiave risolutiva del rebus di Leone da Cagli pubblicato a pag. 22 del n. 33 del “Nuovo Amico” di domenica 30 settembre era: Rebus frase (3-1-5-1-7-5) – “F, arabo; T, tè; E, dàrsene; T, ante” (FAR A BOTTE E DARSENE TANTE)

ANGELINI GIANFRANCO

E’ possibile ritirare il premio da lunedì a mercoledì dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 17 alle ore 19 presso la redazione di Pesa-

ro (via Rossini 53). Per un diverso recapito contattare il n. verde gratuito 800/501170 sempre nei giorni e ore sopra indicate.

MARIA GRAZIA MATTIOLI

PER RICEVERE L’OMAGGIO È NECESSARIO DIMOSTRARE DI ESSERE IN REGOLA CON L’ABBONAMENTO AL NUOVO AMICO PER L’ANNO 2012 O REGOLARIZZARE LA POSIZIONE AL MOMENTO DEL RITIRO DEL PREMIO

ARTE STORIA E APOCALISSE

“Prendi e Mangia” Ritorna il “Prendi e Mangia”, percorso biblico per interrogare l’intera città, nelle sue componenti ecclesiali, sociali e civili con letture di Lucia Ferrati. «Quest’anno il programma – spiega don Giorgio Giorgetti, responsabile dell’Apostolato Biblico promotore dell’iniziativa – sarà costruito su tre filoni: quello dell’arte che parla della Parola di Dio; quello del rapporto Parola di Dio/Storia e l’ultimo l’approfondimento tematico e attualizzante sui temi dell’Apocalisse che abbiamo trattato lo scorso anno». Tra le particolarità di questa quinta edizione spicca la data del 25 ottobre, presso l’auditorium di Palazzo Antaldi sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, per ricordare l’anniversario della morte di don Gianfranco Gaudiano e il 1° aprile, lunedì dell’Angelo alle ore 18 nella Pieve di Candelara. Per informazioni: parrocchiascassiano@ alice.it / Tel.0721/31465 Questo il programma: SABATO 13 OTTOBRE 2012 ore 21,15 (Chiesa – Oratorio Nome di Dio): “La Bibbia di Giacomo Pandolfi. Il mistero si lascia raccontare”. Maria Grazia Calegari con d. Mario Florio. Nunzio Randazzo, organo e Luigi Faggi, tromba GIOVEDI 25 OTTOBRE 2012 ore 21,15 - (Palazzo Montani Antaldi): “Di-sperare. Icone bibliche della carità”. Luciano Manicardi Fondazione don Gaudiano SABATO 17 NOVEMBRE 2012 ore 21,15 - (Chiesa S. Giuseppe): “La storia di Giuseppe. Provvidenza e saggezza umana”. d. Tonino Nepi con Gian Luigi Storti. Stefania Betti, arpa SABATO 19 GENNAIO 2013 ore 21,15- (Chiesa S. Cassiano): “I vangeli di Maria e di Tommaso. I Vangeli Apocrifi”. Cristina Simonelli con Marco Gallizioli. Filippo Piscopiello, chitarra e coro SABATO 16 FEBBRAIO 2013 ore 21,15 - (Chiesa S. Luigi): “Piaghe d’Egitto e piaghe d’oggi. Sofferenza e responsabilità umana”. d. Nazareno Marconi con Rosanna Marchionni. Les Flutes joyeuses SABATO 2 MARZO 2013 ore 21,15 - (Chiesa Cristo Risorto): “La via crucis nella storia dell’arte delle nostre terre”. Anna Cerboni Baiardi. Coro Dulcis Memoria LUNEDI’ 1 APRILE 2013 ore 18,00 (Chiesa S. Stefano di Candelara): “Indagine sulla morte-resurrezione. I Vangeli e la storia”. Simone Venturini con Ernesto Preziosi. Coro Jubilate diretto da Willem Peerick SABATO 25 MAGGIO 2013 ore 21,15 - (Chiesa Santa Maria delle Grazie): “Apocalisse. Una lettura profetica della storia”. p. Ricardo Perez con d. Marco di Giorgio. Andrès Langer, piano e Ilario Baggini, fiati e percussioni


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IL 31 OTTOBRE LA PROLUSIONE DEL NUOVO ANNO ACCADEMICO

L’Unilit celebra i 25 anni di attività

S

ono aperte le iscrizioni alla Libera Università Itinerante della Terza Età (Unilit) della Provincia di Pesaro e Urbino, collegata con l’Università degli Studi “Carlo Bo”, di Urbino, nell’imminenza dell’apertura dell’Anno Accademico 2012/2013. Il programma di studi sarà inaugurato ufficialmente mercoledì 31 ottobre, alle ore 16.30, nell’Auditorium del Palazzo Montani Antaldi di Pesaro, con la prolusione del Prof.ssa Maria Grazia i fantasmi del cuore” . Calegari, sul tema: “L’ex Chiesa Quest’anno l’Unilit celebra il di San Domenico di Pesaro tra “Venticinquesimo” d’attività. Si passato e presente”. tratta di un traguardo sicuraIn seguito, martedì 6 novembre, mente importante, che l’Unilit alle ore 16, Ivana Baldassarri ha potuto raggiungere grazie alnella Sala San Terenzio di Via l’apprezzamento e al sostegno di Rossini, 66, darà inizio al pro- quanti hanno sempre accolto con gramma della Sezione di Pesaro, favore le sue proposte. L’Anno illustrando la figura di “Edda: tra Accademico 2012/2013 propone

agli studenti che frequenteranno Sono state inserite nel programle lezioni nella Sala San Terenzio, ma di studi nuove materie; è stata nei giorni di martedì e di gio- avviata la collaborazione con nuovedì, dalle ore 16 alle 18, una vi docenti ed è stato programmariflessione culturale seria e orga- to un nuovo ciclo di cinque connica, con approfondimenti di temi versazioni filosofiche, dal titolo di attualità, attraverso programmi “Conversazioni sul potere”, aperdi studio in varie aree culturali, te non solo agli iscritti, ma anche affidati a docenti preparati e con- alla città. sapevoli del compito loro affidato. Nel “Vademecum 2012/2013”

IL 12 OTTOBRE PRESSO LA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI FANO

Seminario di studi sul Codice di Camaldoli I

l “Collegium Scriptorium Fontis Avellanae” propone per venerdì 12 ottobre, presso la Sala di Rappresentanza della Fondazione Cassa di risparmio di Fano (Via Montevecchio 114) l’VIII Seminario di Studi sul Codice di Camaldoli: “Lavoro ed economia”. Il seminario è riconosciuto su scala nazionale

come corso di aggiornamento per docenti e per partecipare occorre prenotarsi presso collegium@fonteavellana.it oppure contattando D. Salvatore Frigerio (0721/864090). Quota di iscrizione Euro 20. Il programma prevede: alle ore 9.30 le operazioni di segreteria, alle ore 10 l’apertura dei lavori con i saluti di Fabio Tombari, Presidente della Fondazione Carifano, S.E. mons. Armando Trasarti, Vescovo di Fano, Stefano Aguzzi sindaco

ITINERARI E INCONTRI A FONTE AVELLANA

I

l 12, 13 e 14 ottobre si svolgerà il secondo dei Convegni che il Centro Studi “Itinerari e incontri” ha organizzato per il 2012 presso il Monastero Camaldolese di Fonte Avellana. Il tema è suggerito dal titolo: “Non è bene che l’uomo sia solo (Gn.2, 18). Il senso del vivere in gruppo”. Si esaminerà la civiltà odierna lacerata da un processo di disgregazione sociale che separa sempre più i cittadini dalle istituzioni dello Stato e dai partiti politici. Al bene comune e al valore della responsabilità collettiva si contrappone la costrizione occulta imposta dalle leggi di mercato sulle scelte della cultura dominante “neoliberale”. D’altro lato è però viva e diffusa la presenza di associazioni volontarie che operano in vari ambiti ispirandosi tutte al senso della solidarietà. Sulla loro incisività sugli stili di vita, sulla loro potenzialità di agire per la ricostruzione del tessuto sociale e il rinnovamento dell’attività

politica si interrogheranno i relatori Guido Dotti, Monaco della comunità di Bose, Mario Miegge, docente di Filosofia Morale all’Università di Ferrara e coordinatore del Convegno, Vittorio Capecchi, Sociologo e Professore emerito dell’Università di Bologna, Raffaella Lamberti, docente di Storia e Filosofia e Presidente dell’associazione “Orlando”, Luigi Ceccarini, Ricercatore di Scienze Politiche all’Università di Urbino, Sabino Chialà, Monaco della comunità di Bose. Alle prolusioni seguirà come sempre il dibattito. Milena Milazzo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Per prenotazioni e iscrizioni: Monastero di Fonte Avellana, Tel. 0721 730261; priore@fonteavellana.it; foresteria@fonteavellana.it. Oppure: itincontri@libero.it, cell. 349 4327149

IL NUOVO AMICO È nelLE EDICOLE DI fano

• ferlito giuseppe v. le XII Settembre 1 • A.F. News s.n.c. p.za Amiani • Edicola di Simona Garoffolo v. Nolfi • Rivendita Giornali e riviste di Palazzi Augusto v. Roma 8/a

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Il Nuovo Amico sulle frequenze di

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di Fano, Matteo Ricci presidente della provincia di Pesaro e Urbino e d. Salvatore Frigerio Presidente Collegium. L’introduzione dei lavori è affidata al prof. Franco Federici dell’Università di Perugia. Alle ore 11 sul tema del lavoro interverrà l’on. Savino Pezzotta e dopo la pausa con buffet si riprenderà alle ore 15 con il prof. Riccardo Milano sul tema dell’economia. La conclusioni e il dibattito sono previsti alle ore

17.30. La storia del Codice- Ne l 1943, nella Foresteria del Monastero Benedettino di Camaldoli, allora dichiarata “porto franco”, un nutrito gruppo di docenti e di giuristi del mondo cattolico riunito attorno a Mons. Giovanni Battista Montini, Assistente Nazionale dei Laureati e Studenti Universitari Cattolici, si interrogò sul tema “Per una società cristiana”. Essi avvertivano la fine vicina del regime fascista e le con-

trovano collocazione, inoltre, accanto alle lezioni in aula, alle conversazioni e ai corsi integrativi, le visite culturali e gli intrattenimenti, che favoriscono l’arricchimento associativo dei partecipanti. In particolare, saranno organizzati il fraterno, augurale incontro conviviale, nel mese di dicembre, nel corso del quale saranno conferiti riconoscimenti agli “studenti” con almeno venti anni di frequenza dei corsi, e il piacevole incontro di carnevale con Carlo Pagnini e Vittorio Cassiani. Le iscrizioni si ricevono presso la Sede Sociale, Pesaro, Via Branca n. 93, ove è a disposizione il programma completo di studi, il martedì e il giovedì, dalle ore 10 alle 12, Tel. 0721.65777. Giorgio Baccheschi © RIPRODUZIONE RISERVATA

seguenze politiche, sociali, economiche che ne sarebbero derivate. Dopo un anno di lavori di gruppo in case private della città di Roma, a Camaldoli stesero un documento che - coperto dal suddetto titolo generico - divenne poi, di fatto, la bozza della futura Costituzione Italiana. Il documento, per ovvi motivi, fu pubblicato soltanto nel 1945. Il Collegium “Scriptorium Fontis Avellanae”, nell’anno 2005, a sessant’anni di distanza dalla sua pubblicazione, si è proposto di affrontare a più riprese gli argomenti trattati dal documento oggi detto “Codice di Camaldoli”, confrontandoli con le attuali, tanto mutate situazioni sociali, politiche, economiche. Gli ultimi capitoli del Codice riguardano il Lavoro e l’Economia. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA MOSTRA IN CORSO ALL’ALEXANDER MUSEUM

Il mistero dell’esistente di Roberto Perrotti è in corso all’Hotel Alexander Museum la mostra personale di Roberto Perotti, medico e artista genovese. Perotti concilia l’attività professionale di psicoterapeuta a quella del mondo dell’arte astratta riprendendo dalla lezione dell’informale e da quel movimento artistico a cavallo fra gli anni ‘50 e ‘60 che si sviluppò a Roma e che ebbe fra i protagonisti Mario Schifano. «Pur non avendo frequentato studi accademici – dice Perrotti - ho avuto la possibilità di conoscere delle personalità artistiche importanti a Milano, che mi hanno introdotto nel mondo dell’arte. La mia attività di pittore è iniziata molti decenni fa, riprendendo i canoni dell’espressionismo astratto e utilizzando le vernici. Successivamente ho seguito lo stile di Pollock e dell’action painting americana,

IL NUOVO AMICO È IN TUTTE LE EDICOLE DI PESARO

soprattutto per le sequenze verticali che per me sono i profili urbani, ma che per parte della critica possono essere persone, sentinelle che vigilano sulla realtà urbana. Poi ho introdotto nell’ambiente astratto i profili urbani delle cupole. Su questo simbolo universale, riconoscibile dai popoli di ogni parte del mondo, si è concentrato il mio linguaggio pittorico». Dal punto di vista artistico, la cu-

pola è una forma “buona’’, attorno a cui si organizza lo spazio del quadro, e come in una variazione musicale di Bach, le sue forme e i suoi colori mutano continuamente, pur restando il tema di fondo, costante, riconoscibile e rassicurante. «Ho realizzato anche piccole icone – prosegue Perrotti - con le cupole che rappresentano immagini che esprimono la sacralità dell’esistere umano. Se prendiamo la tradizione sacra, vengono realizzate forme verticali, per indicare una tensione verso l’alto. Io utilizzo la simbologia della cupola, che in alcune opere si degenera nel segno, per indicare il mistero dell’esistente ed è una forma protettiva, nei confronti di una realtà che vuole distruggere la natura e i sentimenti dell’uomo». Paolo Montanari © RIPRODUZIONE RISERVATA

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«Il Nuovo Amico» n. 34 del 7 ottobre 2012