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fondato nel 1903

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23 settembre 2012 • Anno 109 • N. 32 • Spedizione in abb. post. D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27.02.2004 N. 46) Art. 1, Comma 1, DCB Pesaro • facebook.com/ilnuovoamico € 1,00

PRIMO PIANO

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mombarocciO

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urbino

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La famiglia Sarano scampata alla Shoah

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Mons. Tani un anno di episcopato

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Pesaro si prepara Don Gabriele Micci alla festa del Patrono la gioia del sacerdozio MESSAGGIO DEL’ARCIVSCOVO COCCIA ALLA CITTA’. IL 23 SETTEMBRE SI CONCLUDE ILCONVEGNO DIOCESANO

pagine 9-10

NUOVO SACERDOTE DELLA DIOCESI DI FANO

pagina 13

editoriale

“Perseguitati in patria”

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ualcosa di inverosimile sta accadendo nella democraticissima Inghilterra. Troppa acqua è passata sotto i ponti del Tamigi da quando Elisabetta II, come gli altri sovrani prima di lei, promise di custodire “la legge di Dio e la vera professione del Vangelo”. Evidentemente il senso comune non è più lo stesso. I cristiani (Anglicani, Cattolici…), che mostrano la loro fede pubblicamente, rischiano di essere discriminati. Tuttavia il Governo continua imperterrito a promuovere la cosiddetta “Agenda dei diritti civili” con criteri ritenuti paradossali. L’analisi della situazione viene così riassunta dai diretti interessati: “da dieci anni ai Cristiani viene chiesto di non manifestare Dio nei posti di lavoro poiché questo potrebbe offendere non solo i Musulmani, ma anche gli atei e perfino i gay. L’Islam ha acquisito una

sorta di status di ‘religione protetta’, mentre quella di sempre, la nostra, oggi è sostanzialmente perseguitata” (Paul Diamond, giurista). La frontiera, dove liberismo e tolleranza hanno sviluppato una cultura di allergia contro l’identità cristiana, induce ad un ripensamento doveroso che non sfugge all’attenzione delle alte sfere istituzionali. Lo stesso premier David Cameron, pena a contraddirsi, esorta i cristiani a “lottare contro la secolarizzazione della Gran Bretagna” e riconosce che “l’insegnamento cristiano può aiutarci ad avere quei valori forti di cui abbiamo bisogno. È dell’ex premier Tony Blair, non privo di umorismo “Penso che le persone, che stanno spingendo questo secolarismo aggressivo, abbiano qualcosa in comune con gli estremismi religiosi. Di fronte all’estremismo è facile per un secolari sta dire sono tutti pazzi, non ascoltateli”. Altrettanto pertinente è l’osservazione dell’ex primate delle Chiese di Inghilterra e Galles “Nessuno è obbligato ad essere Cristiano, ma nessuno dovrebbe essere obbligato a vivere secondo la nuova religione secolare”. Lo storico classico umorismo potrebbe aiutare gli inglesi

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a ridare nobiltà e sapienza alla politica liberandola dei fuochi fatui delle mode culturali del momento. Ma la questione sociale spesso, a seconda delle emergenze, cambia nome. Oggi è “questione di libertà” la quale sta naufragando nel magma degli impedimenti dimenticando che la sua radice è dentro l’uomo, nella sua originale capacità di scegliere cui nessuno può toglierla, semmai impedirne l’esercizio. Chi cerca di toglierla ne fa un martire, vale a dire un testimone ed è proprio inglese il suo campione, il grande Thomas More (S. Tommaso Moro). Sicché la libertà religiosa e di coscienza è il fondamentale di tutte le altre. Dato incontestabile è che la rivendicazione della libertà passa attraverso la conoscenza. Uscire dall’eufumenismo, dall’agnosticismo e dal dubbio sistematico è come uscire da un tunnel. “La verità vi farà liberi”. Più che geniale intuizione è la somma capace di rendere franca la libertà. E non poteva pronunciarla se non il figlio del falegname di Nazaret. Raffaele Mazzoli

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Socio Politico

23 settembre 2012

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Anomalia italiana: Scuola non statale - parità ancora negata

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arità scolastica. In Italia resta una mezza chimera. Mezza, perché esistono le condizioni normative che definiscono un sistema scolastico costituito da scuole “paritarie”, statali o non statali, rispondenti a precisi criteri per svolgere un “servizio pubblico”. Ma tuttavia manca la condizione più importante per una effettiva parità: un sostegno economico adeguato agli istituti non statali, che di fatto vivono (sopravvivono) con le rette di iscrizione. La cosiddetta “legge di parità” è del 2000, 12 anni fa. Le promesse di stanziamenti a favore delle paritarie non sono mai decollate. Gli attuali contributi restano grandemente insufficienti, al punto che non sono poche le realtà scolastiche private che si sono viste costrette in questi anni a chiudere i battenti. In Italia la questione della parità scolastica s’intreccia da decenni con posizioni ideologiche dure a morire e, in particolare, con l’interpretazione rigida di un inciso costituzionale, che spiega come enti e privati hanno il diritto d’istituire scuole e istituti di educazione “senza oneri per lo Stato”. Su questo inciso sono state erette negli

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n molti si sono chiesti, dopo l’ondata di proteste e di violenze che ha portato all’uccisione dell’ambasciatore degli Stati Uniti in Libia ed è costata la vita a tante altre vittime dentro e fuori i paesi della cosiddetta primavera araba se sta finendo una stagione politica che aveva fatto intravedere al mondo occidentale un futuro di dialogo e di cooperazione con i nuovi stati arabi affacciatisi sulla sponda del Mediterraneo sventolando la bandiera della democrazia, ma più in generale se è vero il che il fondamentalismo falsifica la religione non è forse altrettanto vero che falsifica spesso e a volte più subdolamente anche la politica? In riferimento alla prima domanda, più legata all’attualità degli eventi che hanno sconvolto il mondo islamico, è opportuno introdurre una distinzione chiara tra islam e islamismo. L’islam è una religione, l’islamismo è una politica. L’islam poggia su principi religiosi: la professione di fede, la preghiera, l’elemosina, il pellegrinaggio, il digiuno. L’islamismo applica questi principi religiosi alla vita pubblica, al diritto, alla morale, all’educazione, all’insegnamento, in una parola allo stato. E’ per così dire l’islamizzazione dello stato attraverso la cosiddetta Sharia. Una legge – questo è bene saperlo – che non sempre e non necessariamente è legata all’islam e ai suoi principi religiosi. Sono tre, infatti, i testi che costituiscono la legislazione e la giurisprudenza dell’islam: il Corano, la Sunnna o i detti del Profeta, e la Sharia, in quest’ordine. Dal che si deduce che la Sharia non si identifica con il Corano, anzi per molti aspetti se ne allontana nella misura in cui fonda molte prescrizioni su pratiche che l’islam ha man mano acquisito lungo i secoli e non corrispondono ai principi rivelati da Dio a Maometto, almeno così come sono scritti nel Corano. Una cosa è certo: laddove la Sharia diventa legge dello stato prima o poi sfocia nel fondamentalismo.

anni barricate e muri per sostenere che gli istituti privati non devono essere in alcun modo finanziati. Lo stesso “titolare” dell’emendamento, l’onorevole EpicarmoCorbino (liberale), in sede di dibattito ne spiegava invece il significato così: “Noi non diciamo che lo Stato non potrà mai intervenire in aiuto degli istituti privati, ma che nessuno istituto privato potrà sorgere con il diritto di avere aiuti da parte dello Stato. È una cosa diversa: si tratta della facoltà di dare o di non dare”. La polemica ormai è sterile e superata dagli enormi cambiamenti avvenuti dal dopoguerra ad oggi nel mondo scolastico e nella società italiana. Tuttavia la situazione della scuola non statale, pur a fronte della legge di parità del 2000, resta sospesa. La libertà di educazione, vero problema che sottostà alla questione, rimane ancora in mezzo al guado. Il mondo cattolico insiste da sempre sul diritto delle famiglie alla scelta educativa e sottolinea come quella per la libertà di educazione sia una “battaglia di civiltà”, per tutti, non una ricerca di vantaggi o privilegi per le proprie istituzioni. Non stupisce, allora, il nuovo richia-

mo alla condizione non facile delle paritarie che viene dalla diffusione del Rapporto sulla scuola cattolica nell’anno scolastico 2011/12 elaborato dal Centro studi per la scuola cattolica, ripreso dai media. Dati e riflessioni per cogliere il “peso” di un mondo assolutamente importante nel panorama scolastico, con 13.500 scuole di ogni ordine e grado di cui 9.000 cattoliche o d’ispirazione cristiana, frequentate complessivamente da 727.000 studenti. E tra i dati spicca anche il calcolo dei costi: secondo una stima Agesc (Associazione genitori scuole cattoliche) lo Stato per un allievo nelle statali spende 6.635 euro l’anno, mentre per uno studente delle paritarie l’erario eroga solo 661 euro. Così si calcola che il risparmio complessivo sia di oltre 6 miliardi di euro l’anno. In tempo di “spendingreview” alle scuole paritarie bisognerebbe fare un monumento. Ma, fuor d’ironia, sarebbe certo ora di bilanciare gli investimenti, poiché non ci possono essere allievi di serie A o di serie B. Alberto Campoleoni © RIPRODUZIONE RISERVATA

UOMINI, RELIGIONI E POLITICA

Traditi dai fondamentalismi

fedele e aderente a un verbo, un libro, un codice normativo, quasi fosse una “legge di natura” che non ammette – in teoria, beninteso – modifiche, né varianti. In secondo luogo – ma in tal caso sarebbe più corretto parlare di integralismo – il fatto che questa organizzazione sociale, questo codice di comportamento, questo corpo dottrinale, sono un tutt’uno, formano una totalità, che non lascia residui, non pone limiti alla sfera di azione dello stato.

Non solo la ispirano, ma determinano in forma rigorosamente coerente e logica ogni aspetto della vita individuale e collettiva. Se spesso i due termini vengono confusi è perché entrambi gli elementi che essi designano compaiono strettamente intrecciati, talvolta sovrapposti, nella maggior parte dei fenomeni religiosi o politici che connotiamo come fondamentalisti o integralisti. Giuseppe Trentin, teologo

SEGNALI POSITIVI PER L’EUROPA na boccata d’ossigeno ogni fede agli impegni assunti”. Eppure, tanto ci vuole. E un sospiro ha ricordato il politico portoghedi sollievo aiuta ad andase, per “mettere in sicurezza il re avanti. Così, all’indomani del nostro modello sociale di sviluprischioso “supermercoledì”, che po, per creare lavoro e ricchezza”, concentrava diversi appuntamen- al mercato unico, Michel Barnier, rilanciare l’unità europea comin- bisogna al più presto realizzare ti di rilievo per il futuro dell’inte- hanno illustrato i contenuti della ciano a mostrare qualche effetto. l’unione bancaria, quella fiscale grazione, l’Europa esce un po’ più proposta per una “unione banca- In tal senso le parole più convin- e di bilancio e, infine, a racchiutonica e rafforzata. ria”, che indica nella Banca cen- centi sono giunte proprio da José derle tutte, l’unione economica A Karlsruhe la Corte costituzio- trale di Francoforte il perno del Manuel Barroso. Intervenendo e politica. Per questo Barroso ha nale tedesca ha stabilito che il nuovo Meccanismo unico di vigi- nell’emiciclo del Parlamento Ue, chiesto un cambio di marcia: “Noi fondo salva-Stati (Esm) non è in lanza (Single Supervisory Mecha- ha ribadito che “la crisi c’è, non dobbiamo evolvere verso una fecontrasto con l’ordinamento giu- nism). Fin qui i fatti. Differenti tra è passata, continua a mostrare i derazione di Stati nazionali. Non ridico interno, dando peraltro loro eppure convergenti nel dare suoi pesanti effetti” sui conti pub- un superstato europeo, ma una un via libera “condizionato” allo una spinta in avanti al cammino blici, sull’economia reale, sull’oc- federazione democratica, con una European Stability Mechanism. I dell’Unione europea. Gli stru- cupazione e quindi sul benessere sovranità condivisa”, una unione giudici hanno determinato che menti tecnici in fase di determi- dei cittadini. L’Ue, e i suoi Stati “con gli Stati, non contro gli Stati”. l’impegno finanziario della Ger- nazione a Bruxelles possono fun- membri, hanno finora compiuto Dunque la prospettiva federalimania non dovrà superare 190 zionare, l’euroscetticismo mostra alcuni passi per rispondervi, ma sta trova una sponda autorevole miliardi, salvo l’approvazione del una battuta d’arresto, gli appelli a accade ancora che “i leader poli- e ufficiale dentro le istituzioni Bundestag. A Strasburgo, infine, “procedere insieme” per risponde- tici dei 27 assumano una decisio- comunitarie. Lo stesso presidenlo stesso Barroso e il commissario re adeguatamente alla crisi e per ne e il giorno dopo non tengano te della Commissione ha quindi

specificato: “Qualcuno sostiene che non può esistere una democrazia sovranazionale. Si sbaglia di grosso. I mercati sono transnazionali, le sfide globali sono transnazionali. Noi abbiamo avviato una democrazia in cui la sovranità degli Stati viene valorizzata su scala europea e consente ai Paesi membri di mantenere la velocità dei grandi attori mondiali”. Probabilmente questa è attualmente la visione europeista più avanzata e praticabile, una modalità concreta per dare risposte alle attese dei cittadini e, al contempo, per smontare le pur comprendibili obiezioni euroscettiche. Il percorso, ancora lungo, appare oggi più chiaro. Gianni Borsa

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Arriviamo così alla seconda domanda, meno legata all’islam e al mondo islamico, ma proprio per questo più interessante: il fondamentalismo falsifica solo la religione o anche la politica? La risposta ovvia è che falsifica entrambe. Falsifica la religione nella misura in cui la trasforma in politica, applica cioè alla vita e alle istituzioni dello stato, senza mediazione alcuna, i principi su cui una determinata religione si fonda. Ma falsifica anche la politica

nella misura in cui la trasforma in ideologia, applica cioè alla vita e alle istituzioni dello stato, senza mediazione alcuna, i principi su cui una determinata ideologia si fonda. Cosa hanno in comune tutti questi fondamentalismi religiosi o ideologici che siano? Due cose. Anzitutto il fatto che una organizzazione sociale, un codice di comportamento, un corpo dottrinale, pretende di rimanere, iuxta propria principia, in base cioè a una logica rigorosa,

Cambio di passo

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Socio Culturale

16 settembre 2012

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FIAT - UNA RESPONSABILITÀ DA CUI NESSUNO PUÒ CHIAMARSI FUORI

Prima di tutto i lavoratori

di Marco Bonatti *

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ella strategia di Marchionne per il settore auto di Fiat, quella americana appare come la scelta prevalente. L’alleanza con Chrysler - divenuta ormai, grazie ad Obama, una fusione - si presenta come il perno della “nuova Fiat” su cui l’amministratore delegato ha ottenuto a suo tempo il consenso degli azionisti. Il fatto che “Fiat-America” funzioni mentre “Fiat-Europa-Italia” sia in difficoltà sembra giustificare ampiamente la scelta (e sono gli argomenti che Marchionne ha usato nella sua intervista a un quotidiano di oggi). Senza dimenticare, però, che l’attuale successo americano è stato ottenuto partendo da una situazione molto diversa da quella europea, in cui gli “aiuti di Stato” sono proibiti. Non era così in passato: e anche Fiat ne aveva usufruito abbondantemente. In America, inoltre, il governo federale è in grado di prendere decisioni “d’interesse nazionale” che da noi richiedono mesi di trattative fra i vari Stati membri dell’Unione. Per altro anche in Europa Francia e Germania, diversamente dall’Italia, hanno preso atto e affrontato il tema della crisi del settore auto… E, ancora guardando all’Europa, è vero che Fiat ha acquisito negli ultimi anni un respiro mondiale rafforzandosi in mercati promettenti come Brasile, India e Cina. Ma è altrettanto vero che, compiendo questa scelta, ha spostato il proprio

baricentro dall’Europa - e dall’Italia in particolare, dove le condizioni del mercato sono obiettivamente molto più difficili. Si può ancora osservare che le scelte europee di Fiat sono state fatte guardando “fuori” dall’Unione: l’unico nuovo stabilimento avviato è in Serbia, dove le condizioni di lavoro e di mercato sono ben diverse da quelle dell’Europa a 27, per non parlare dell’Eurozona. Lo stesso investimento in Polonia (precedente all’era Marchionne) sembra badare più alla possibilità di sfruttare le diversità territoriali che a una logica di “radicamento continentale”. Crisi e nuovi progetti La storia (breve e contrastata) di “Fabbrica Italia” va letta, ci pare, all’interno di questo quadro complessivo di ridimensionamento della presenza Fiat non solo a Torino e in Italia ma in Europa. Alla fine di ottobre verranno presentati nuovi progetti che, secondo l’ad di Fiat, tengano conto del grave stato di crisi del mercato italiano ed europeo. È un annuncio che non sposta molto rispetto alla realtà che già si conosce, ma la vicenda di “Fabbrica Italia” si riconduce a molti caratteri tipicamente italiani: l’assenza di prospettiva in cui ormai da troppi anni si vive in questo Paese, “appiattito sul presente” anche e soprattutto quando si tratta d’impegnarsi a progettare il proprio futuro. L’assenza di una politica industriale è ben più antica del Governo attuale; e forse non è

casuale che gli anni della cosiddetta Seconda Repubblica siano gli stessi della grande crisi Fiat e della dismissione di settori industriali strategici in Italia (chimica, informatica, siderurgia…). Le scelte di Marchionne, giunto in Fiat dopo la morte dei fratelli Agnelli, sono state orientate prima di tutto a salvaguardare gli interessi degli azionisti, come è evidente e ovvio. Ma ciò è accaduto anche nel disinteresse, e in una malcelata ostilità, degli ambienti governativi, quando si dichiarava di voler trasformare questo Paese in un “polo del lusso”, in cui la ricchezza sarebbe venuta soprattutto dal turismo e dal valore aggiunto di beni e servizi per i ricchi. In quella visione dell’Italia il gruppo Fiat non aveva molto significato: bastava tenere Ferrari e Maserati… Strategie di comunicazione Il disegno di Marchionne, poi, è stato facilitato anche dai suoi migliori nemici, certe correnti oltranziste del sindacato ferme alla convinzione che, anche dopo il 1989, il salario continuasse a essere una “variabile indipendente”. Ottenendo così al-

meno un risultato, comunque sia, sicuro: quello di sfiancare i moderati, nel mondo imprenditoriale e soprattutto in quello sindacale. La strategia di comunicazione del manager italo-canadese ci ha messo molto del suo: con la grande capacità di “dettare l’agenda”, spostando continuamente il confine del dibattito - o dello scontro verbale - dalle nuove regole contrattuali ai progetti d’investimento, dall’uscita da Confindustria alle questioni dell’art. 18, alle polemiche (cose mai viste, nell’antico stile Fiat) su certe sentenze della Magistratura. Uno dei risultati di tale strategia è stato, ci pare, quello di mantenere a lungo - troppo a lungo - il “caso Fiat” nel recinto delle questioni settoriali, lasciando dimenticare che il tema vero non è se la Fiat abbandona o meno Torino, ma la presenza di un sistema di grande industria in questo Paese. Un “basso profilo” che ha fatto comodo finora ai Governi nazionali, alla stessa Fiat, agli altri grandi imprenditori e al sistema bancario, oltre che a quei “profeti di sventura” mediatici che in queste ultime settimane han-

cure inalatorie

no cercato di utilizzare la situazione per asservirla a qualche interesse di bottega. La priorità è il lavoro Ora, però, l’intero quadro è tornato in movimento. E dunque è il momento di non nascondersi più le condizioni reali della situazione e le sue conseguenze, produttive come occupazionali. Anche per questo sarebbe utile mantenere il massimo della chiarezza, su tutti i fronti: quello dei passi del Governo, ma anche quelli di Fiat, che ormai ha sfruttato fino in fondo la carta degli annunci, delle smentite e dei fumi della rissa verbale. Così come è necessario che nessuno dei protagonisti si chiami fuori. A cominciare dalla famiglia Agnelli. Anche senza rinvangare la lunga storia dei rapporti tra il Lingotto e il Paese, c’è una realtà d’impegno di capitali e risorse produttive che non può essere né dimenticata né minimizzata; e c’è un quadro di “interessi comuni”, di Fiat e Italia, che non viene cancellato in un mese ma che anzi può essere ripensato e rafforzato per il futuro. La vera priorità, per Torino come per l’Italia, è il lavoro: prima del “valore per gli azionisti”, prima della realizzazione di un qualche “diverso modello di sviluppo” viene il diritto a mantenere se stessi e la propria famiglia. L’arcivescovo di Torino lo ha ricordato in più occasioni di recente: e forse non sarebbe male che altri seguissero. È sul lavoro che si gioca la capacità di uno Stato di garantire la dignità ai propri cittadini, in una prospettiva di bene comune. Vale per la Fiat, l’Ilva, l’Alcoa come per tutte le altre crisi grandi e piccole che non arrivano neanche ai mass media ma che - anche senza fare notizia - stanno impoverendo questo nostro Paese. * Direttore “La Voce del Popolo” (Torino)

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Primo Piano

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Baabda (Libano), il Papa incontra i capi delle Comunità religiose musulmane nel Salone degli ambasciatori del palazzo presidenziale

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l messaggio è stato forte e chiaro: la pace non è un’opzione, è una necessità, per la Terra Santa e il Medio Oriente. La pace è possibile, anche se richiede alcune condizioni, che peraltro sono alla portata, impongono idee chiare, spirito aperto, buona volontà e disponibilità al sacrificio. Anche per questo i cristiani, in tutta la regione, sono una presenza indispensabile, che bisogna tutelare e promuovere. Alla Chiesa, chiamata a vivere con rinnovato

slancio una presenza millenaria che oggi più che mai è una risorsa di civiltà il Papa ha consegnato dopo il Sinodo sul Medio Oriente, l’impegno a testimoniare la realtà della fede, di Dio e della comunione. Più ampiamente, di conseguenza, le religioni hanno un compito e sono un risorsa indispensabile. Devono essere esemplari. Benedetto XVI lo ha ripetuto all’aeroporto, lasciando il Libano dopo una visita ricca di segni e di prospettive: “Il mondo ara-

23 settembre 2012

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Il Papa in Libano

Pace in Medio Oriente Possibile nonostante tutto

bo e il mondo intero hanno visto, in questi tempi travagliati, cristiani e mussulmani riuniti per celebrare la pace”. Intorno a Benedetto XVI, nei giorni di una visita intensa e toccante, culminata nella grande Messa che ha raccolto centinaia di migliaia di persone sul lungomare di Beirut, si è sperimentata la possibilità concreta del dialogo, del rispetto, dell’ascolto. Il Papa ha voluto fortemente questa visita perché sapeva di dover testimoniare, in mezzo ai conflitti, la via del Vangelo. Prendendo congedo dalla folla della spianata di fronte al mare di Beirut i suoi accenti sono quelli di chi dà voce al grido degli inermi, degli orfani e delle vedove, che, come ai tempi della Bibbia,

piangono per la guerra. Dà voce agli interrogativi sul perché della guerra e della violenza, e questi interrogativi diventano preghiera: “Possa Dio concedere al vostro Paese, alla Siria e al Medio Oriente il dono della pace dei cuori, il silenzio delle armi e la fine di ogni violenza! Possano gli uomini comprendere che sono tutti fratelli!”Ha mostrato il sereno coraggio della fede, Benedetto XVI: in uno scenario esplosivo, il suo magistero è stato pacato e, nello stesso tempo, esauriente. Ha parlato di fede, prima di tutto, e poi di libertà religiosa, di dignità della persona e di promozione umana, di lavoro, di giovani, di futuro, in una parola di pace, quella pace che è dono di Dio. Tutti lo hanno accolto e rispettato: è

comunque un dato importante, anche se il Libano continua a essere percorso da innumerevoli tensioni, quelle che rendono tutta la regione così instabile, oggi soprattutto in riferimento all’atomica iraniana. Gli premeva però, a tutti i costi, testimoniare che la logica della guerra e della violenza ha delle concrete alternative. Il messaggio è arrivato, forte e chiaro. Tocca a tutti farsene carico. Il Papa ancora una volta ha dimostrato che i cattolici, i cristiani, anche a costo di pagare di persona, come da troppo tempo accade proprio anche in Terra Santa, sono pronti, sono disposti a dare l’esempio. Agenzia Sir © RIPRODUZIONE RISERVATA

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ianta un cedro il Papa, insieme al presidente della Repubblica del Libano. È un albero che tante volte ricorre nella Bibbia, segno di stabilità e di forza: un riferimento, che diventa anche un augurio e una prospettiva di azione: “Perché Dio ha scelto questa Regione? Perché essa vive nella tormenta? – si è chiesto parlando al solenne incontro con tutti i leader del Paese - Dio l’ha scelta, mi sembra, affinché sia esemplare, affinché testimoni di fronte al mondo la possibilità che l’uomo ha di vivere concretamente il suo desiderio di pace e di riconciliazione!” Benedetto XVI ripete con solennità e pacatezza le parole che aveva anticipato in volo, conversando come di consueto con i giornalisti al seguito. E’ la condanna di ogni fondamentalismo, inteso come una vera e propria bestemmia alla religione, strumentalizzata per fini politici e piegata ad una logica di morte. Il Papa invece disegna una prospettiva opposta, che poi è quella autentica, la fede diventa un concreto riferimento di speranza e di sviluppo, sulla base di un preciso fondamento, la persona umana. “Dobbiamo dunque unire i nostri sforzi per sviluppare una sana antropologia che comprenda l’unità della persona. Senza di essa, non è possibile costruire l’autentica pace”, ricorda. E aggiunge: “Ma un tale stile di vita conviviale, sereno e dinamico non può esistere senza la fiducia nell’altro, chiunque sia. Oggi, le differenze culturali, sociali, religiose, devono approdare a vivere un nuovo tipo di fraternità, dove appunto ciò che unisce è il senso comune della grandezza di ogni persona, e il dono che essa è per se stessa, per gli altri e per l’umanità. Qui

“V

oi vivete oggi in questa parte del mondo che ha visto la nascita di Gesù e lo sviluppo del cristianesimo. È un grande onore! Ed è un appello alla fedeltà, all’amore per la vostra terra e soprattutto ad essere testimoni e messaggeri della gioia di Cristo”. Lo ha detto stasera Benedetto XVI rivolgendosi ai giovani, che ha incontrato nel piazzale antistante il patriarcato maronita di Bkerké, nel suo secondo giorno di viaggio apostolico in Libano. Benedetto ha rivolto un appello ai giovani: “Siate i messaggeri del Vangelo della vita e dei valori della vita. Resistete coraggiosamente a tutto ciò che la nega: l’aborto,

INSIEME AL PRESIDENTE DEL LIBANO

Pianta del cedro segno di stabilità

si trova la via della pace!” Il tono è fiducioso, pur nella consapevolezza dei tanti problemi e delle difficoltà di dialogo culturale. Per questo sottolinea, della dignità e dei diritti della persona, uno dei tratti essenziali. “Non dimentichiamo, ribadisce il Papa, che la libertà religiosa è il diritto fondamentale da cui molti altri dipendono. Professare e vivere

liberamente la propria religione senza mettere in pericolo la propria vita e la propria libertà deve essere possibile a chiunque. La perdita o l’indebolimento di questa libertà priva la persona del sacro diritto ad una vita integra sul piano spirituale. La sedicente tolleranza non elimina le discriminazioni, talvolta invece le rinforza”. No dunque

al fondamentalismo ma anche ad un laicismo aggressivo o insinuante. Può il Libano restare un esempio, come si augura il Papa? La risposta è affidata anche ai giovani, che Benedetto XVI ha incontrato con grande entusiasmo ed ha esortato a resistere alla tentazione dell’emigrazione, impegnandosi in progetti di vita autentici.

LIBANESI CRISTIANI MUSULMANI E SIRIANI

Appello e saluto ai giovani la violenza, il rifiuto e il disprezzo dell’altro, l’ingiustizia, la guerra”. Così facendo “diffonderete la pace intorno a voi”. Ma il perdono di Dio dà la forza della conversione, e la gioia di perdonare a propria volta. Il perdono e la riconciliazione sono vie di pace, ed aprono un futuro”. “Giovani libanesi – ha evidenziato il Pontefice -, voi siete la speranza e il futuro del vostro Paese. Voi siete il Libano, terra di accoglienza, di convivenza, con questa capacità inaudita di

adattamento. E in questo momento, non possiamo dimenticare i milioni di persone che compongono la diaspora libanese e che mantengono solidi legami con il loro Paese di origine. Giovani del Libano, siate accoglienti e aperti, come Cristo vi chiede e come il vostro Paese vi insegna”. “Un saluto ai giovani musulmani e siriani”. Il Santo Padre, salutando i giovani musulmani presenti all’incontro, ha dichiarato: “Vi ringrazio per la vostra presenza che è così

importante. Voi siete con i giovani cristiani il futuro di questo meraviglioso Paese e dell’insieme del Medio Oriente. Cercate di costruirlo insieme”. E “quando sarete adulti continuate a vivere la concordia nell’unità con i cristiani, poiché la bellezza del Libano si trova in questa bella simbiosi. Bisogna che l’intero Medio Oriente, guardando voi, comprenda che i musulmani e i cristiani, l’islam e il cristianesimo, possono vivere insieme senza odio, nel rispetto del credo di ciascuno,

E’ il coraggio e al serenità della testimonianza, di cui lo stesso Benedetto XVI ha dato l’esempio, che può rappresentare, nel concreto della vita quotidiana, la risposta più persuasiva ai venti di guerra e di odio che continuano a percorrere la scena tormentata del Medio Oriente. © RIPRODUZIONE RISERVATA

per costruire insieme una società libera e umana”. Benedetto XVI si è rivolto, quindi, ai giovani venuti dalla Siria: “Voglio dirvi quanto ammiro il vostro coraggio. Dite a casa vostra, ai familiari e agli amici che il Papa non vi dimentica. Dite attorno a voi che il Papa è triste a causa delle vostre sofferenze e dei vostri lutti. Egli non dimentica la Siria nelle sue preghiere e nelle sue preoccupazioni. Il Papa non dimentica i mediorientali. È tempo che musulmani e cristiani si uniscano per mettere fine alla violenza e alle guerre”. Agenzia Sir © RIPRODUZIONE RISERVATA


6 23 settembre 2012

Regione Provincia

IL PRESIDENTE RICCI RISPONDE ALLE CRITICHE DI SINDACATI E DIPENDENTI

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rova a difendersi il presidente della Provincia Matteo Ricci, attaccato duramente dai sindacati e dai dipendenti dell’amministrazione provinciale di Pesaro e Urbino. In particolare la Uil denuncia la possibile “fuga” di Ricci mentre la nave affonda. Sempre più voci, anche vicine a viale Gramsci e ai democratici, ipotizzano imminenti dimissioni del presidente in vista di sua candidatura che potrebbe portarlo verso Roma. E così lo scorso 19 settembre Ricci ha provato a difendersi convocando alla Sala del Consiglio tutti i dipendenti prima di incontrarsi con i sindacati.

VOCI DESTABILIZZANTI

Ha parlato di «confusione che

Urbino _ La giuria del premio Rotondi per l’arte, edizione 2012, ha insignito della palma del vincitore, nella sezione Italia, il senatore Giorgio Londei per la grandiosa opera di restauro, da lui portata avanti in questi anni, dell’antico monastero di Santa Chiara che, da una condizione di pesante degrado, è stato riportato all’antico splendore ottenendo il plauso degli urbinati, molto legati a questo capolavoro, e di quanti auspicano il recupero del patrimonio monumentale del nostro Paese. Il premio è stato istituito con legge 111/2009 per riconoscere i meriti e le benemerenza di coloro, che in Italia e nel mondo, si sono impegnati nell’opera di salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali. Gli altri premiati sono autori di importanti interventi di restauro effettuati al Cairo e nella Ruhr. L’annuncio dei nomi dei nuovi salvatori deoll’arte, vincitori del premio nazionale Rotondi, è stato dato a Carpegna nel palazzo dei Principi messo a disposizione dalla famiglia di Carpegna Falconieri. I riconoscimenti prendono

qualcuno avrebbe fatto nelle ulti- bendo, con l’operazione, buona me ore». «Ho sempre avuto gran- parte del personale della società». de rispetto per le organizzazioni Poi Ricci ha provato a rivendicasindacali – ha detto - ma ritengo re una serie di meriti elencandoli non utile organizzare incontri che così: «Abbiamo tutelato la nostra non danno informazioni corrette. organizzazione come la prefetE creano più allarmismo di quel- tura, camera di commercio, molo che serve. A maggior ragione, torizzazione, Inps ... Ma capisco poi, se si fanno battutine politiche che, forse, la riconoscenza non è fuori luogo». di questo mondo. Non ripartire Poi ha citato la spending review, da qui, significa non comprendeche in italiano altro non signifi- re cosa abbiamo salvato dentro il ca che “revisione della spesa”, che “casino” generale». ha ridotto di 10 milioni le entrate. Poi ha voluto ricordare la sobrieQuindi è entrato nello specifico tà della propria impronta politica. cercamndo di rassicurare i dipen- «Sfatiamo qualche leggenda. Da denti sul proprio futuro. « Ci era- quando sono qui, non ho preso vamo presi degli impegni precisi: neanche una persona da fuori. il primo è stato salvaguardare il Nemmeno una segretaria. Abbiaposto di lavoro di chi era qui. Lo mo la giunta più ridotta d’Italia, abbiamo fatto anche chiudendo il giro con la Multipla a metano. Ma Cspa e risanando il Megas, assor- …c’è stata la neve: 4,6 milioni di

SI VENDE TUTTO

Il piano prevede la vendita delle quote di Marche Multiservizi, la cartolarizzazione degli immobili. la valorizzazione dell’ex Bramante, in prospettiva della vendita. Nessun accenno invece alla questione degli oltre 100 milioni di euro di mutui accesi. Un debito enorme accumulato negli anni di vacche grasse per una miriade di iniziative più o meno necessarie e che ora pesano come un macigno. Se Ricci abbandonerà la nave come il capitano Schettino © riproduzione riservata

TRA I VINCITORI L’URBINATE GIORGIO LONDEI

I salvatori dell’arte al Premio Rotondi

il nome di Pasquale Rotondi (Arpino 1909 – Roma 1991) che fu soprintendente alle Gallerie delle Marche con sede in Urbino dal 1939 al 1949 e che, in tale veste, coordinò l’operazione di salvataggio dei principali capolavori dell’arte italiana nel secondo con-

flitto mondiale nel Montefeltro marchigiano (Sassocorvaro, Carpegna e Urbino). Questi i vincitori scelti dalla giuria presieduta da Giovanna Rotondi Terminiello e coordinata da Salvatore Giannella e le motivazioni dei premi. Sezione Mondo: Giuseppe

L’importanza della fede nella cura del malato

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euro di danni, la crisi delle entrate, dovute alle minori immatricolazioni delle auto e assicurazioni, che pesa per un milione e mezzo di euro (fra Ipt e Rca, ndr)». Stando così le cose, poche sono le alternative. «C’è un piano per salvare l’ente e salvaguardare i posti di lavoro. Si regge su tre pilastri, e lo presenteremo ai sindacati, per portarlo poi in consiglio provinciale. Confidiamo nella massima consapevolezza di tutti, sono convinto che ci sarà la collaborazione della struttura».

estimoni della fede nella pastorale della salute” è il tema del 28° Convegno Nazionale dell’AIPAS - Associazione Italiana di Pastorale Sanitaria che si terrà dal 15 al 18 ottobre 2012 presso la Domus Pacis di Assisi - Santa Maria degli Angeli (Perugia) e che si colloca all’inizio dell’Anno della Fede indetto da Benedetto XVI. L’AIPAS (www.associazioneitalianapastoralesanitaria.it) riunisce, oltre agli Ordini Ospedalieri religiosi fondatori (Fatebenefratelli, Camilliani, Francescani Minori e Cappuccini), quanti prestano assistenza spirituale presso le strutture socio-sanitarie pubbliche e private in Italia: laici, sacerdoti diocesani, religiose e religiosi, operatori sanitari e volontari. «Il decisivo atteggiamento del credere sta alla base delle scelte fondamentali che molti cristiani hanno compiuto nella storia e sta all’origine delle grandi innovazioni compiute dai credenti nell’ambito della cura della salute – ha detto don Carmine Arice, sacerdote del Cottolengo di Torino e Presidente Nazionale dell’AIPAS -. A queste figure e alle conseguenze che derivano dalla Fede si ispirano i lavori del Convegno di quest’anno». Il Convegno si aprirà con l’intervento di Mons. Vincenzo Paglia, Vescovo di Terni, da poco nominato Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, sul tema “La fede nel Dio di Gesù Cristo”, ponendo quella base teologica e pastorale da cui partiranno i lavori delle giornate successive. Si esaminerà l’azione concreta della Chiesa nella pastorale sanitaria, attraverso la relazione sui sacramenti di guarigione di Fra Vittorio Viola, docente di liturgia presso il Pontificio Istituto Sant’Anselmo di Roma, e attraverso i vari laboratori di studio che avranno luogo nel pomeriggio,

durante i quali si tratterà di Celebrazione con disabili mentali e malati di Alzheimer, Parola nell’accompagnamento dei malati, Sacramento della Riconciliazione, dell’Unzione degli Infermi, Rito delle Esequie, bisogni spirituali del malato e formazione dei Ministri della Comunione. Una giornata sarà dedicata alle opere di misericordia che nascono dalla fede, Suor Michela Carrozzino, Direttrice del Centro Studi Guanelliani, parlerà delle opere della fede per mezzo della carità, a cui seguiranno le testimonianze di don Noicir Marchetti, Cappellano dell’Ospedale Sacro Cuore di Negrar di Verona, e di Fra Marco Fabello, Direttore Generale dell’IRCCS San Giovanni di Dio di Brescia, su realtà significative nel campo della salute e della pastorale sanitaria. I lavori si chiuderanno con la relazione del prof. Stefano Zamagni, noto e molto apprezzato economista, sui profeti di giustizia. Oltre a momenti di riflessione e di confronto di idee ed esperienze personali, i partecipanti al Convegno potranno celebrare insieme la fede nei luoghi francescani, sotto la guida di figure ecclesiali significative come Mons. Giuseppe Merisi, Presidente della Commissione Carità e Salute della CEI, Mons. Domenico Sorrentino, Vescovo di Assisi, Mons. Renato Boccardo, Arcivescovo di Spoleto, e Mons. Andrea Manto, direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale della Sanità della CEI. Per informazioni e iscrizioni al Convegno: Fra Angelo De Padova 0831.304330 o 328.2420044 frateangelo@alice.it .

Fanfoni, esperto di restauro dell’Università La Sapienza di Roma, nonché docente di progettazione nell’Istituto d’Arte di Roma e professore di metodologie e tecniche del restauro all’Università del Cairo, oltre ché promotore del Cantiere scuola per il restauro e l’archeologia, conosciuto soprattutto per aver diretto il restauro dello splendido complesso architettonico dei Dervisci, nel centro storico della capitale egiziana. Sezione Europa: architetto Roland Gunter, Heinz Dieter Klink (ex governatore della Ruhr), entrambi della direzione del movimento Werkbund Germania, per aver contribuito a pilotare la riconversione della vasta area industriale della Ruhr, in Germania, dal cantiere all’arte e al turismo culturale, facendone la capitale europea della cultura 2010. Sezione Italia: Giorgio Londei, presidente dell’Isia (Istituto

superiore industrie artistiche) di Urbino, per il lavoro di squadra di restauro avviato con lungimiranza (e sulla base di un saggio di Pasquale Rotondi del 1949) da Walter Fontana, sempre attento all’interesse della città di Urbino, che ha contribuito al rinascimento dell’ex monastero di Santa Chiara in Urbino, capolavoro di Francesco di Giorgio Martini, che risorge con all’interno il suo operoso nido creativo. Un premio speciale per la protezione civile è stato assegnato alla Venerabile arciconfraternita di Misericordia di Firenze che opera, ininterrottamente dal 1244, all’interno di una vera e propria cornice museale, nel centro storico fiorentino. La cerimonia di assegnazione dei premi si terrà sabato 29 settembre. gdl © riproduzione riservata

Iscrizione ai Corsi del “Maria Rossi”

PESARO – Il Centro Socio-Culturale ‘Maria Rossi’ ha organizzato per l’anno 2012-2013 una serie di corsi di interesse generale, spaziando dal corso di Giornalismo, Inglese (primo e secondo livello) Psichiatria, Trucco, Bridge, Storia dell’arte di Pesaro, Alimentazione e salute, Tedesco, recitazione, Francese Recitazione, Ballo di gruppo, Spagnolo, Storia di Pesaro (1860-1922), Spagnolo Grafologia, Cinese e Scacchi. Ogni corso è seguito da professori esperti della materia. Per partecipare ai vari corsi è necessaria l’iscrizione al Centro ‘Maria Rossi’. La quota associativa annuale è di 15 euro comprensiva di assicurazione e permette di partecipare a tutte le iniziative che il Centro promuove durante l’anno 2012. Al termine dei corsi non verranno rilasciati attestati di frequenza. È previsto un contributo per la partecipazione al corso prescelto. Iscrizioni e informazioni in Sede Via Toschi Mosca, 20 Tel 0721/34804 dalle 17 alle 19 – Orario di segreteria dal lunedì al venerdì ore 16 – 19 E mail: Centromariarossi@libero.it

Tel. 0721.414723 - Fax 0721.418574 Via G. Pepe, 11 - 61100 PESARO


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UNA CLARISSA IN NIGERIA

Madre Francesca Federici C

arissimi amici, Il Signore ci dia pace! Alcuni di voi mi conoscono da quando ero giovane, alcuni come sorella della dott. Teresa Federici e alcuni non mi conoscono affatto perché da ben 42 anni sono in monastero, prima in Toscana e poi in Africa (Nigeria) da 17 anni. Negli ultimi anni in Africa qualche volta sono tornata a Pesaro per recuperare salute e forze. Anche in Nigeria il nostro è un monastero di clarisse che vivono in clausura ma essendo in un paese povero (o in cui milioni di persone sono poverissime) ogni giorno si presentano alla nostra porta decine di persone che chiedono aiuto, dai

rifugiati dal Congo, Liberia, Sierra Leone, a quelli che sono ammalati o i cui figli sono ricoverati in ospedale ma non hanno soldi per pagare terapie e medicine, a quelli che chiedono da mangiare. Inoltre non è facile mantenere una comunità di 20 Sorelle con tutte le necessità inerenti e tenendo conto del fatto che anche per loro malaria, tifo e altre infezioni

Scheda

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e Clarisse del Monastero di Cortona (Ar) nel 1995 iniziarono una fondazione nella Diocesi di Ijebu-Ode in Nigeria, su invito del Vescovo locale, con 2 Sorelle nigeriane, sr Priscilla e sr M. Rosa, formate in Italia per 8 anni, e come responsabile sr. M. Francesca Federici. La città di Ijebu-Ode, nel sud Ovest della Nigeria, agli inizi del secolo passato fu definito “ tomba degli uomini bianchi” a causa dell’infierire della malaria e della febbre gialla, ancora ampiamente esistenti, ha una popolazione per metà mussulmana e metà cristiana, con una forte presenza della religione tradizionale, sopratutto nel sottofondo culturale della maggioranza delle persone. Solo il 7/8% della popolazione è cattolica. La Chiesa cattolica è estremamente povera. Le infrastrutture sono inesistenti: strade disastrate, luce quasi mai, debolissima e fluttuante, acqua corrente inesistente; moltissimi vengono a prendere l’acqua da noi perché abbiamo il pozzo artesiano. La ricerca di Dio è molto viva e, sin dall’inizio le candidate sono state numerose. Ora, dopo 17 anni, la comunità è composta da 20 Sorelle, di cui 12 Professe solenni e 8 in formazione. Da meno di un anno il monastero ha ottenuto l’autonomia giuridica dal monastero fondante e

richiedono il ricorso frequente a dottori, ospedali e medicine. Il nostro monastero è molto amato e apprezzato dalla gente del posto, molti vengono anche per giornate di preghiera, ma la richiesta è immensamente superiore alle possibilità; infatti abbiamo 8 stanze ma vengono gruppi anche di30/40 che si adattano a dormire in terra , sulle stuoie (in Africa non è

troppo strano!). Le necessità sono moltissime: avremmo bisogno di una casa di ritiri più grande, di più stanze per la comunità perché non possiamo ricevere più candidate per mancanza di spazio, ma, dal momento che facciamo fatica ad arrivare alla fine del mese, tutto il resto rimane solo un sogno impossibile.. Tantissime mamme vengono a

questo rende l’aspetto economico molto delicato e talvolta preoccupante perché anche se le Sorelle si impegnano generosamente in vari tipi di lavori, come fare le ostie, cucire casule e camici per i sacerdoti, preparare sapone liquido, marmellate e altro, e offrire ospitalità nelle poche stanze che abbiamo, tutto ciò e insufficiente perché in una società povera i prezzi si devono tenere bassi, mentre i consumi sono altissimi e siccome per far qualsiasi lavoro è necessario il generatore e il diesel costa il doppio della benzina, il guadagno è sempre insufficiente. E’ una società molto ingiusta ed in cui non è facile vivere. Il livello di corruzione e violenza è altissimo, la disoccupazione drammatica, la mortalità infantile , delle donne e dei giovani preoccupante. Il Signore è spesso l’unica speranza per molti. MADRE FRANCESCA FEDERICI ST. CLARE MONASTERY OFF IMORU ROAD P.O. BOX 32 CATHOLIC BISHOP’S HOUSE IJEBU-ODE OGUN STATE NIGERIA E-mail: stclaresnig@yahoo.com PER INVIARE OFFERTE: IBAN IT03W0605513315000000004628 INTESTATO A MARIA TERESA FEDERICI – Specificare Offerta per Suor Francesca - Nigeria

piangere con noi perché non hanno i soldi per curare i figli ammalati o mandarli a scuola; negli anni passati ne abbiamo aiutati alcuni, con la collaborazione degli amici italiani e questo aiuto annuale minimo di 310/350 euro ha cambiato la vita di molte famiglie. Ora, per motivi vari, molti non sono più in grado di dare questo aiuto ed, essendo responsabile di tutte queste realtà, a volte sono molto preoccupata. Perciò, come figlia e seguace di S. Francesco, oso chiedervi di farvi collaboratori e compartecipi di questo monastero in terra di missione, l’unico di clarisse in una nazione di 150 milioni di abitanti. Con profonda gratitudine per qualsiasi cosa possiate fare per noi, in questo Ottavo Centenario della fondazione delle Clarisse, vi assicuro la nostra quotidiana preghiera e con S. Francesco e S. Chiara vi saluto: Il Signore vi benedica e vi custodisca. Vi mostri il Suo volto e vi doni la sua misericordia; il Signore vi dia pace! Sr M. Francesca Federici © riproduzione riservata

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arissimi amici e benefattori Mi pare un sogno essere di nuovo in Italia e quindi più vicina ai miei cari e a tutti coloro che seguono e sostengono le necessità della missione filippina. Con molti avrò l’opportunità di un incontro mentre, per quelli che non sarà possibile, fin d’ora invio un affettuoso saluto con l’espressione della mia rinnovata gratitudine. Dopo oltre 23 anni dalla prima partenza per le Filippine, tante sono le sensazioni che provo come, la meraviglia, lo stupore, la gratitudine, la gioia per ciò che il Signore ha desiderato operare in me, intorno a me, attraverso di me e sono veramente grata e felice per avermi scelto di spendere la vita con quei fratelli semplici e poveri, ma ricchi di quei valori umani che la nostra società consumistica ha messo in disparte come l’attenzione all’altro, la condivisione, il sorriso, l’ascolto, il dono di sé, la gratitudine, ecc… Forse è difficile che possa accadere in occidente ed allora non dimenticate che in quei paese ancor oggi capita di ascoltare mamme che dicono ai loro figli “bevete dell’acqua e andate a dormire perché non ho niente da darvi per mangiare”. Tante opere sono state realizzate, a Calaca-Batangas, grazie alla

DA 23 ANNI MISSIONARIA NELLE FILIPPINE

Suor Maria Adele Toccaceli

generosità di molte persone dì varie località ma, quelle di questo territorio, sono certamente in maggioranza. Infatti, voi avete collaborato e sostenuto il mio sforzo per portare a compimento quelle opere che, di volta in volta e per mio tramite, il Signore ha

suggerito di realizzare. Accanto a quelle poi, è fiorito anche il materiale sostegno quotidiano con le adozioni a distanza che, anche in questo anno scolastico, sono superiori a 300 nella frequenza esterna alla scuola elementare media e superiore mentre, all’interno della

missione cattolica, circa 250 bambini frequentano la scuola per le sei classi di elementari e, da quest’anno, anche la prima media. L’assistenza sanitaria ed alimentare che noi cerchiamo di trasmettere, è principalmente finalizzata ad una formazione umana e cristiana, non solo dei bambini,. ma anche delle famiglie ed il problema che ci sta più a cuore è quello della evangelizzazione e della catechesi giovanile. Ci proponiamo di aiutarli a scoprire la loro identità di persone e di cristiani, di prendere coscienza delle loro responsabilità umane e cristiane, affinché possano affrontare in modo migliore la vita e riuscire ad essere più liberi per combattere le tante ideologie che sono diffuse e non essere quindi schiavi delle medesime. Tra le nuove attività che dovranno essere realizzate, mi piace segnalarvi quella che abbiamo già messo in movimento e che ha origine da una sollecitazione a noi pervenuta dal Vescovo di Dagupan (una località situata al

Nord delle Filippine, nella regione di LUZON) S.E. Mons. Soc Víllegas che ha desiderato coinvolgerci nell’accoglienza dei giovani universitari con incontri assistenziali e formativi. Siamo già riuscite ad acquisire un edificio idoneo che dispone anche di spazi esterni, necessari per una migliore accoglienza. L’edificio dovrà essere sottoposto ad opere di ristrutturazione e, come sempre, confidiamo nella Provvidenza che non mancherà di sollecitare il buon cuore delle persone. Sono arrivata in Italia il 6 Agosto e farò rientro nelle Filippine il 24 ottobre. Vi porto tutti nel mio cuore e, soprattutto, nel ricordo della preghiera quella stessa preghiera che ogni giorno viene recitata, per i benefattori, da tutti coloro che sono all’interno della missione. Con la certezza che altrettanto continuerete a fare pure voi continuando ad essermi vicini con la vs amicizia e generosità. La Vergine Maria ci benedica e ci aiuti a fare della nostra vita un dono per rispondere con umiltà, generosità e gioia, all’amoroso disegno che Dio ha su ciascuno di noi. Con affetto e riconoscenza. Suor Maria Adele Toccaceli © riproduzione riservata


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SFILANO I VINCITORI DELLA XXXI EDIZIONE DEL PREMIO

Il Frontino-Montefeltro ricorda Mariani

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a cerimonia del Premio Frontino Montefeltro si terrà Il prossimo 30 settembre. È la trentunesima edizione, la prima senza il compianto Sindaco Antonio Mariani (foto), deceduto nel corso del corrente anno. Anche il rito cambia. Non più di pomeriggio, ma al mattino alle ore 10,30 sempre nel complesso monumentale del Convento francescano di Montefiorentino. A Mariani verrà dedicata una mostra fotografica con il Sindaco ritratto, nelle varie edizioni, con i personaggi che hanno fatto la storia del Premio; e gli verrà dedicata una medaglia, opera dello scultore Guido Vanni, medaglista di fama internazionale formatosi alla Scuola del Libro di Urbino. Aprirà la manifestazione il dott. Andrea Spagna, eletto sindaco con una maggioranza plebiscitaria. Poco più che trentenne, l’età con la quale anche Mariani iniziò la carriera politica. Un buon auspicio e l’augurio da parte nostra per un attaccamento a quel territorio ed al Premio Frontino, simile a quello espresso dall’illustre predecessore. Poi il Rettore della “Carlo Bo” Stefano Pivato, prima della consegna dei premi, terrà la lezione rettorale. Intestata a Mariani una sezione del Premio dedicata alla “sperimentazione scolastica”. Un incentivo per legare affettivamente i giovani al

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nche quest’anno, nella prima settimana di settembre, il MASCI Pesaro 1 ha vissuto 6 giorni di fraternità scout alle Dolomiti.È stata un’occasione per incontrare altri adulti scouts di Fabriano e specialmente la Comunità Masci di Sacile (Pordenone), nella casa alpina s. Apollinare di Canale d’Agordo. Questo è il paese natale di Papa Luciani, che, con il suo sorriso e la sua semplicità, ha illuminato, sia pure per brevissimo tempo, la nostra Chiesa. Il museo e il paese tutto sono improntati al ricordo del papa. Qui abbiamo meditato la via Crucis, articolata nella foresta della valle del Biois. Agevolati da un tempo sempre splendido,abbiamo fatto un’ escursione alla cascata delle Comelle nella valle di Garès, confinante con

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territorio delle loro comunità. Nomi di fama regionale, nazionale e internazionale sono passati per il Montefeltro ed hanno divulgato la conoscenza di Frontino a livelli che pochi paesi possono vantare. Quest’anno il premio per la Sezione “Cultura marchigiana” è stato attribuito ad Alessandro Marchi e Maria Rosaria Valazzi, autori del catalogo “La città ideale. L’Utopia del Rinascimento a Urbino tra Piero della Francesca e Raffaello, Frontino nel 2008. Electa, Verona 2012, legato alla Per la nuova sezione dedicata ad grande mostra del Palazzo Ducale Antonio Mariani, per la spericostruita sulle utopie architettoni- mentazione scolastica, il premio che del Rinascimento italiano. Una è andato alla sede di Cantiano pietra miliare per comprendere la dell’Istituto Comprensivo Franco svolta urbanistica delle città, inte- Michelini Tocci, per il progetto sa in senso laico come punto d’in- “La Turba”, una rappresentazione contro della nuova ideologia poli- di lunga tradizione a Cantiano che tica da non disgiungere dall’ideale coinvolge ora la fantasia dei giovaestetico che si sublimeranno, poi, nissimi per legare la manifestazionelle espressioni pittoriche di Pie- ne al sentire dei tempi correnti. ro della Francesca, di Raffaello e di Per la Sezione “Lo scrittore per Bramante. l’arte di vivere” viene premiato SerIl Premio per la Sezione “Cultura e gio Zavoli per Il ragazzo che io fui, Scienze” è andato al Museo del Balì Mondadori 2011. Un personaggio di Saltara per il quale tanto si era da sempre ai vertici della cultura adoperato il compianto prof. Anto- italiana che, ripercorrendo l’arco nio Vitale, già onorato dal Premio della sua lunga vita, delinea un af-

fresco leggero dell’evoluzione della nostra società. Per la Sezione “Personaggio” la premiata è Tiziana Primori. Non è una quota rosa, ma un premio meritato per una manager che si è distinta e si distingue nel campo dell’imprenditoria e della cooperazione, associando alle competenze il tratto umanitario, fondamentale nelle relazioni, nel la credibilità delle scelte e dei progetti. L’intermezzo musicale è affidato al Trio di clarinetti Belle Epoque di Loris Carigi, Egidio Fabi e Michele Mangani, personaggi affermati dal Conservatorio “Rossini”. Sergio Pretelli © RIPRODUZIONE RISERVATA

FRATERNITÀ MASCI NEL PAESE NATALE DI PAPA LUCIANI

Esperienze di fede ad alta quota

il gruppo de le Pale di S.Martino. Un’altra giornata è stata dedicata alla scoperta dei pittoreschi Serrai di Sottoguda, ai piedi della Marmolada di malga Ciapela. Ancora

siamo saliti al passo S.Pellegrino e di qui al rifugio Selle e al meraviglioso ed appartato piccolo lago vicino al passo. Infine raggiungendo, attraverso i passi Valles e Rolle, S.

iovanInsieme” è l’iniziativa organizzata dai Frati Minori delle Marche il 22 e 23 settembre a Loreto. Sabato 22, alle 18, l’apertura spetterà a Padre Ferdinando Campana (ministro provinciale dei Frati Minori) e ci sarà una testimonianza di Padre Beppe (un francescano che senza sosta incontra i carcerati). Alle 21 ci sarà una festa musicale con Valerio “Lode” Ciprì (autore e compositore storico del Gen Rosso). Domenica 23, alle 10, è prevista presso il Palacongressi, una testimonianza di Fabio Salvatore, attore, regista e scrittore, autore del libro “A braccia aperte tra le nuvole” e della campionessa di tennis Mara Santangelo, vincitrice del premio Roland Garros 2007 in doppio. I due ospiti racconteranno come è cambiata la loro vita dopo aver scoperto la fede. L’iniziativa si chiuderà con la S. Messa alle 12 e con la festa finale alle 14.

Martino di Castrozza, siamo saliti in funivia al rifugio Rosetta nel cuore del Cimon de la Pala. Per ultimo abbiamo visitato nella vicina Falcade, lo studio e il museo dello scultore Augusto Murer del secolo scorso, che raccoglie numerose sue opere in bronzo e in legno,esaltanti soprattutto la fatica del lavoro e la dolcezza della maternità. Possiamo dire che il paesaggio e le esperienze vissute in questi pochi giorni, hanno rafforzato le nostre amicizie e ci hanno fatto sentire più vicini al Creatore. Athos e Mariapia Zoffoli © RIPRODUZIONE RISERVATA

il peperoncino

Cioè

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to scorrendo un vecchio libro di Luca Goldoni, “Cioè”. Questo mi sollecita a criticare la parolina magica che inizia, prosegue e termina qualsiasi discorso. Cioè è un avverbio esplicativo, dovrebbe, cioè, spiegare meglio un concetto già espresso. “Dove vai in vacanza quest’anno?” “Cioè …” Ma cosa spieghi se non hai detto nulla? Dai tempi di Luca Goldoni la situazione è peggiorata; c’è addirittura una rivista (di non eccelsa levatura) intitolata Cioè. Nel dizionario contemporaneo ci sono parole magiche, che non dicono nulla ma che il parlante utilizza appunto per non dire nulla. Questo innervosisce, cioè, non sono proprio arrabbiato, ma la situazione è differente. Se siete bravi avete capito quello che volevo dire: in realtà nulla. Allora era meglio stare zitti. “Di un bel tacer non fu mai scritto”. Povero Luca Goldoni, se voleva stigmatizzare un pessimo modo di dire non c’è affatto riuscito malgrado l’impegno e la bravura. Continuiamo ad utilizzare cioè in modo sbagliato. La lingua italiana è in crisi, cioè in difficoltà, cioè gli insegnanti non danno più brutti voti a chi non si sa esprimere chiaramente, cioè non sanno parlare, salvo ottime eccezioni, nemmeno loro. Cioè forse hanno imparato dai politici che parlano e parlano per non dire nulla, cioè ci prendono per i fondelli. In fondo che volete farci. Spesso è anche colpa nostra che di fronte ad un cioè errato non reagiamo in maniera violenta e aggressiva. Cioè siamo passivi. Alvaro Coli

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DAL 22 AL 29 SETTEMBRE

Settimana Africana Regionale FANO - Dal 22 al 29 Settembre è in programma a Fano la XV edizione della Settimana Africana Regionale, una settimana ricca di eventi ed incontri per scoprire il continente africano. La manifestazione inizierà sabato 22 settembre con l’inaugurazione della mostra “GOOD MORNING AFRICA”, a cura della rivista Africa, presso l’Auditorium Sant’Arcangelo: quaranta incredibili immagini scattate da reporter capaci di catturare la vitalità di un continente in pieno movimento. Si prosegue domenica con l’arrivo del Ludobus per i bambini nel Chiostro delle Benedettine: giochi e attività per far riflettere i bambini sull’importanza del rispetto dell’ambiente e delle risorse comuni del pianeta. La settimana poi sarà scandita dalle proiezioni di documentari e film, con un approfondimento speciale sul regista Andrea Segre, ospite fra l’altro alla 68° ed. della Mostra del Cinema di Venezia con il documentario “Mare Chiuso”, che verrà proiettato martedì 25 settembre. Ed infine l’appuntamento conclu-

sivo della manifestazione sarà sabato 29 settembre con la consegna del Premio “Ho l’Africa nel Cuore” alla rivista Nigrizia e l’apertura della sesta edizione della Notte Nera, musica, danza, street art e stand gastronomici. Info: www.lafricachiama.org


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Pesaro

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ricordo Dopo 70 anni Mombaroccio ricorda la famiglia Sarano scampata alla Shoah

Redazione di Pesaro: Via del Seminario, 4 - 61121 Pesaro Tel. 0721 64052 - Fax 0721 69453 E-mail: pesaro@ilnuovoamico.it

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MESSAGGIO DI S.E. MONS. PIERO COCCIA PER LA SOLENNITÀ Del patrono

San Terenzio e la fede adulta

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annuale celebrazione della solennità di San Terenzio, vescovo, martire e patrono della città e dell’Arcidiocesi di Pesaro, ci offre l’occasione per una puntuale riflessione, che diventa forte sollecitazione per la nostra chiesa locale e per quanti vorranno accoglierla. Una chiesa che sarà particolarmente impegnata per il Nuovo Anno Pastorale, su indicazione di Benedetto XVI, a cogliere l’essenziale dell’esperienza della fede. Ancora, una chiesa che si prepara a celebrare il 2° Convegno Regionale delle Chiese Marchigiane individuandone le priorità. Da ultimo una chiesa, come il Convegno diocesano ci indica, che punta ad una fede adulta ed ad una fede da proporre o riproporre agli adulti. Una comunità cristiana, non è mai eterea, astratta, immaginata, ma viva, concreta, incarnata in un territorio e dentro la sua storia segnata dai dinamismi della continuità e dell’attualità. In questo processo di incarnazione la vita della nostra comunità, senza mai perdere la propria identità, anzi grazie a questa, si intreccia in rapporto fecondo con la vita del nostro territorio colto in tutta la sua realtà esistenziale, culturale, politica, economica e sociale. Dentro questo intreccio, la chiesa di Pesaro sente di poter e dover dare il proprio contributo originale per la crescita della comunità pesarese globalmente intesa. Ma tale apporto è possibile nella misura in cui la nostra chiesa locale vive la fede nel Mistero del Cristo e realizza la sua missione senza pretese egemoniche, senza omologazioni e senza strumentalizzazioni varie. A questo riguardo la figura e l’opera di San Terenzio rimane modello esemplare a cui ispirarci.

L’esortazione di Papa Benedetto

Partiamo da una presa di coscienza in merito a quanto il Papa ci dice nella sua lettera apostolica “La Porta della Fede”: “La fede si trova oggi ad essere sottoposta più che nel passato ad una serie di interrogativi che provengono da una mutata mentalità” (n. 12). Ma il Papa aggiunge anche che per la comunità cristiana “sarà decisivo nel corso di questo Anno ripercorrere la storia della nostra fede…per provocare in ognuno una sincera e permanente opera di conversione... tenendo fisso lo sguardo su Gesù Cristo, «colui che dà origine alla fede e la porta a compimento» (Eb 12, 2). (n. 13). In ultima analisi tutti siamo pro-vocati dalle parole del Papa per vivere un cammino che ci porti a forme sempre più compiute di fede adulta e radicata nel Mistero del Cristo. Ma cosa comporta l’esperienza della fede cristiana e per di più della fede cristiana adulta? Rispondo: vivere nella nostra vita il Mistero di Gesù Cristo nella ricerca, nella certezza dell’incontro, nel desiderio dell’ulteriorità e nella gioia della testimonianza.

L’esperienza dell’incontro

Se la fede cristiana si configura come incon-

tro profondo con la persona di Gesù Cristo, come Benedetto XVI più volte ci ha ricordato nel suo illuminante magistero, ne consegue che tale incontro deve essere da noi tutti costantemente ricercato. L’esperienza dell’incontro non è mai un dato automatico. L’incontro parte dalla consapevolezza che la nostra condizione esistenziale, colta in tutti i suoi interrogativi, chiede una risposta piena per vivere una vita buona e soddisfacente. La persona nella sua profondità è e rimane un mistero, nonostante i risultati della scienza, della tecno-scienza, di una prassi politica accettabile, di un sistema economico e sociale soddisfacente ed altro ancora. Abbiamo una struttura antropologica fatta di tensione continua che ci spinge verso l’Infinito. Se è vero che certi livelli di bisogno possono essere anche soddisfatti, è altrettanto vero che nel profondo abbiamo il desiderio, la necessità dell’«Altro». Il puramente umano non ci basta, poiché non è in grado di saziare la nostra fame. I grandi problemi esistenziali, compresi quelli della ricerca di senso, del dolore, della morte e del destino ultimo, chiedono un orizzonte diverso. Una fede adulta dunque fa della ricerca una costante; fa del mistero dell’uomo, colto in tutta la sua problematicità e complessità, il punto di partenza per scrutare ben altri orizzonti; fa della domanda interiore la base di avvio per un cammino di ricerca sistematica ed appassionata. Una fede adulta dunque ha bisogno di una lettura sincera di noi stessi, senza illusioni, senza incantesimi, senza suggestioni, senza mascheramenti e contraffazioni. La nostra umanità è quella che è ed è sempre dibattuta tra reale e ideale, tra dato immanente e desiderio trascendente, tra corporeità e spiritualità. Siamo mistero a noi stessi. Ma questo mistero chiede di essere colto, decifrato e risolto.

La Parola che cambia la vita

Il mistero dell’uomo ha bisogno non solo di cercare ma anche di incontrare il Mistero del Cristo per riconoscerlo come l’unica esperienza in grado di soddisfare tutto l’uomo ed ogni uomo. Non basta ricercare, occorre incontrare la Verità. Non è sufficiente dunque coglierci come mistero, necessitiamo di immergerci nel Mistero del Cristo riconoscendo nella sua persona il Signore, vale a dire colui che domina tutta la realtà, perché a questa è in grado di dare fondamento, significato e prospettiva ultima. Non dimentichiamo che la parola in-contro deriva da due termini. “In” indica la condizione umana e “contra” indica il Mistero del Cristo, cioè del Dio che si fa uomo e ci rag-

perché, come diceva Sant’Agostino, è Lui a possedere noi e non noi a possedere Lui. E’ questo il punto nevralgico della fede. Nel cammino della fede non si è mai degli arrivati, non c’è mai un traguardo che ci autorizza a riposarci. Se la fede è esperienza dell’incontro con il Mistero del Cristo Signore, su tutti noi incombe la necessità di lasciarci prendere ed avvolgere da questa realtà. Ecco perché l’incontro diventa anche compito di approfondire e vivere sempre più intensamente il Mistero, con tutte le implicanze che ne derivano. Il dinamismo dell’ulteriorità va sempre a configurare una fede adulta.

Testimonianza e comunicazione

giunge rendendosi accessibile, per immetterci nella pienezza della vita che è quella della comunione Trinitaria. La nostra fede non solo non è astratta, ma si concretizza nel rapporto con Gesù Cristo fattibile anche oggi, dopo duemila anni di storia. Infatti anche oggi siamo raggiunti dalla parola di Gesù che la chiesa, colta nella sua successione apostolica, ci dona continuamente, assumendo i tratti della contemporaneità. Anche oggi siamo messi nella condizione di sperimentare la presenza corporea di Gesù che la chiesa, attraverso la liturgia, ci rende costantemente attuale e reale. Anche oggi siamo colpiti dalla testimonianza di una chiesa fatta di apostoli, di santi, di martiri, di padri nella fede e della fede che sta ad attestarci che l’incontro con il Mistero del Cristo non solo è possibile, ma cambia anche la vita. La fede nel Signore infatti non sfiora la vita e nemmeno l’abbellisce soltanto, ma la cambia, la trasforma, la modifica in quella logica che l’incontro di per sé realizza, se vissuto coscientemente.

Inoltrati nel Mistero

Ma la fede vissuta come esperienza di incontro con il Signore non raggiunge mai il tetto del compimento, la soglia ultima e definitiva. L’esperienza della fede è possibile solo e dentro la dimensione dell’incessante ulteriorità. Del resto il Signore ci eccede e ci precede, per cui a nessuno di noi è dato, durante il percorso umano, di poter essere pienamente soddisfatto e quindi di poter tirare i remi in barca e vivere di rendita in merito alla fede. Il Mistero del Cristo, per quanto credenti, non lo potremo mai possedere nella sua totalità sia perché ci supera costantemente sia

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E’ un dato di fatto incontestabile che più sperimentiamo la fede a livello personale e comunitario, più sentiamo in noi l’esigenza di comunicarla attraverso la testimonianza. E’ questa una conseguenzialità che diventa responsabilità da cui non possiamo esimerci. Nel trasmettere la fede non possiamo mai portare a scusante le difficoltà, anche quelle che oggi incontriamo a livello culturale complessivamente inteso. Va da sé che quanto più sperimentiamo la decisività del Mistero del Cristo per il nostro vivere, quanto più ne cogliamo la convenienza per dare significato alla nostra esistenza, tanto più avvertiamo l’esigenza di comunicare questo Mistero che cogliamo come vero ed unico patrimonio. Rendiamoci conto che il problema della comunicazione della fede non riguarda tanto le tecniche, le forme, i metodi, il linguaggio, le strategie, quanto piuttosto l’esperienza più o meno profonda che noi facciamo del Cristo nella nostra vita e della nostra vita in Cristo. E’ qui il vero nocciolo della questione generativa prima ed educativa poi della fede. Non altrove. Una testimonianza incisiva ci è richiesta, tra l’altro, dalle sfide inedite che ci sono poste dall’attuale contesto culturale, compreso quello di Pesaro, in merito alle grandi questioni del nostro tempo come quelle relative alla vita, alla sessualità, al matrimonio, alla giustizia e alla politica. Non possiamo né dobbiamo rimanere muti, mortificando la luce e la forza del Vangelo o riducendo questo a semplice religione civile. Nel contempo togliamoci di dosso sia la sindrome del pessimismo rinunciatario che può portarci all’immobilismo fatalista, come anche quella della costante ricerca del capro espiatorio su cui far convergere responsabilità che invece ci appartengono. Alziamo lo sguardo al futuro ed intraprendiamo, dentro le coordinate della continuità e della ulteriorità, il nostro cammino di comunità che, facendo l’esperienza di una fede adulta, incontra, approfondisce e testimonia il Mistero del Cristo in cui si compie il mistero dell’uomo. A questo riguardo S. Terenzio è e rimane figura luminosa da amare e da seguire. + Piero Coccia Arcivescovo Metropolita di Pesaro

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Pesaro

23 settembre 2012

Convegno Diocesano e Festa del Patrono S. Terenzio

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abato 22 settembre ore 21.15 – Presso il Cinema Loreto preghiera e introduzione di mons. Piero Coccia Arcivescovo di Pesaro. A seguire don Matteo Armando, docente di teologia alla Pontificia Università Urbaniana di Roma interverrà sul tema: “Essere adulti nella fede”. Domenica 23 settembre ore 9 – Presso il Cinema Loreto preghiera, a seguire: “L’educazione degli adulti alla fede attraverso l’iniziazione cristiana: testimonianze”. Interventi di don Francesco Pedrazzi, direttore ufficio catechistico diocesi di Brescia, don Giorgio Paolini parroco di S. Maria Regina in Borgo S. Maria (Pesaro); don Giuseppe Fabbrini, parroco di S. Maria di Loreto di Pesaro. ore 11.45 S. Messa celebrata da don Stefano Brizi Vicario Generale diocesi di Pesaro. ore 15.30 gruppi di lavoro e conclusioni di S.E. mons. Piero Coccia. È previsto un servizio per non udenti il giorni 22/9 e un servizio di baby sitter la mattina e il pomeriggio del 23/9.

Giovedì 20 settembre, in cattedrale alle ore 21,15, S.E. l’Arcivescovo conferirà il mandato agli operatori della catechesi, liturgia (Ministri Straordinari della S. Comunione) e carità. Dal 21al 23 settembre, presso la Basilica Cattedrale, si svolgerà il Triduo di preparazione in vista della solennità del Santo Patrono Terenzio (Ore 18 Rosario – ore 18.30 S.Messa). Venerdì 21 settembre ore 18.30 Pellegrinaggio delle Parrocchie delle Vicarie Pesaro 1 e Pesaro 2. Sabato 22 settembre ore 18.30 Pellegrinaggio Cresimandi delle Parrocchie della città. Domenica 23 settembre ore 18,30 Pellegrinaggio dei Religiosi e delle Religiose. Lunedì 24 settembre SOLENNITA’ DI S. TERENZIO SS. Messe ore 8 – 9 – 10.30 – 12 – 18 Ore 16,30 Celebrazione del Vespro. Ore 17 Processione con l’urna di S. Terenzio per le vie: Rossini, Marsala, Bertozzini, P:le I Maggio, C.so XI Settembre, Piazza del Popolo, Rossini. Ore 18 Solenne concelebrazione eucaristica presieduta da S.E. Rev.ma mons. Piero Coccia.

Le “Emozioni” di Antonio Nicoli

Breviario di notizie pesaresi

PESARO – “Non sempre il tempo la beltà cancella…”. Antonio Nicòli (29 luglio 1923) è sempre incisivamente presente nel panorama culturale cittadino e non solo. Di recente “Voci dialettali”, rivista dell’Associazione nazionale poeti e scrittori dialettali ha pubblicato, nello spazio dedicato alle Marche, una sua poesia dal titolo “Emozioni”: “T’le véd ti òcch d’un pcèn / che ‘l mond l’aguarda / tra insòni e fantasì”…Emozioni che si colgono negli occhi di un bambino, nel rumore delle onde che accarezzano la battigia, nella musica dolce che molce il cuore… Nicòli, autore di grande sensibilità, in prosa e in versi, in dialetto e in lingua, continua ad offrire “emozioni” per regalare a tutti palpiti di Cielo.

IN BREVE

RICORDO DI P. BOCCI

Domenica 23 settembre, nella chiesa dei Padri Cappuccini si svolgerà una celebrazione eucaristica in onore di San Pio da Pietrelcina distinta in due momenti particolari: un’ora di adorazione alle ore 17.30 e la S. Messa alle 18.30. Il celebrante P. Mario Pigini prenderà l’occasione per ricordare anche P. Giuseppe Bocci, Servo di Dio. Tutta la comunità cristiana è invitata a partecipare.

PELLEGRINAGGIO PADRE PIO

Il Gruppo di Preghiera S. P. Pio della Parrocchia S. Francesco d’Assisi organizza nei giorni di sabato 20 e domenica 21 ottobre un pellegrinaggio a Pietrelcina e S. Giovanni Rotondo. Al ritorno visita al Santuario S. Michele Arcangelo – Monte S. Angelo. Partenza ore 2.00 dal Campus Scolastico Cinque Torri. Informazioni: Ornella tel. 0721-451855. Organizzazione e trasporto: ITERMAR Salvadori - Cattolica

A cura di Vittorio Cassiani DOMENICA 23 SETTEMBRE “L’EUCARESTIA EDUCA LA FAMIGLIA” - Da oggi a sabato prossimo adorazione eucaristica, nella chiesa di via della Maternità, con i Padri Comboniani, gli Istituti secolari, la parrocchia di San Luigi e Cammino neocatecumenale. CON IL CAI – A Monte Nerone, da Pieia alla Montagnola. Accompagnatori Rossi (339.8127420), Galeazzi e Menchetti. VISITE A PALAZZO DUCALE – Tutte le domeniche fino al 28 ottobre. Previsti due turni: alle ore 9.30 e alle 11.00. Costo euro 5. Prenotazione: Isairon 338.2629372. SETTIMANA BENELLI – Si conclude oggi con il motoraduno aperto a tutte le marche di motociclette costruite entro il 1965. Deposizione di una corona d’alloro al Monumento di Tonino Benelli. Info: Registro storico Benelli (0721/31508). LA BIBLIOTECA NEI PARCHI – Secondo giorno per la Festa dello studente al Parco Miralfiore. A cura del Collettivo “Spazio Bianco”. Info: 0721/387770. NEL TEATRO COMUNALE DI GRADARA – Si conclude il Seminario di studi su Guglielmo Ebreo da Pesaro: “La danza nel Quattrocento”. Dalle ore 10.00: presentazione della spada dei Cherubini e laboratorio di scherma antica. “GLI OGGETTI RITROVATI” DI MICHELE PROVINCIALI – Sono in mostra, fino a domenica prossima, in via Passeri n°. 83. A cura dell’Associa-

zione culturale pesarese. “SUGGESTIONI CROMATICHE E PLASTICHE ARMONIE” – A Candelara, nella Sala dei Capitani, ultimo giorno di mostra per le opere del ceramista Mirko Bravi e dei pittori figurativi Ennio Buonanno e Piera Corinaldesi. Info: 339.3707313. ALL’ALEXANDER MUSEUM PALACE – In viale Trieste n°. 20 (tel. 0721/30550) espone, fino a giovedì 27 settembre, Paolina Ogiy. AUDIZIONI – Per tutte le voci a cura e nella sede del Coro polifonico San Carlo, in via Gonfalonieri 9. Adesioni entro il 25 settembre. Info: 340/6173342. FESTIVAL DEI GAD – Spettacolo inaugurale, al “Rossini”, della 65^ edizione con “Il teatro dei Picari” di Macerata. In scena: “Del don Giovanni” di Francesco Facciolli. Sipario alle ore 18.00. LUNEDI’ 24 SETTEMBRE MUSEO DIOCESANO – Oggi, festività di San Terenzio, osserva l’orario 9.3012.30 e 16.00-19.00. Ingresso euro 3. LEZIONI DI LATINO – Le iscrizioni sono possibili fino al 20 ottobre. Quota di partecipazione euro 40 (30 per studenti e “Amici della Biblioteca Oliveriana”. Info: 0721/33344. NELLA CHIESA DELL’ADORAZIONE – Santo Rosario meditato, Vespri, Benedizione Eucaristica con il Gruppo di preghiera “Padre Pio”. Ore 17.15. MARTEDI’ 25 SETTEMBRE UNIVERSITA’ DELL’ETA’ LIBERA – Presso la palestra della Celletta, in via del Novecento, inizia (ore 9/10) il

Lo Squero di Sanzio Ubaldi (Chiuso il lunedì)

corso di ginnastica a corpo libero. MERCOLEDI’ 26 SETTEMBRE VILLA IMPERIALE – Si conclude oggi il ciclo di visite guidate per il 2012. Informazioni: Isairon 338.2629372. NELLA BIBLIOTECA SAN GIOVANNI – Conferenza (ore 20.45): “Lo yoga. Equilibrio ed integrazione del corpo e della mente”. Relatore: Maurizio Di Massimo. GIOVEDI’ 27 SETTEMBRE PRESENTAZIONE LIBRO – Nella Biblioteca San Giovanni, ore 17.00. “La casa color grigio perla” di Anna Rosa Balducci. CIMITERO EBRAICO – Sul San Bartolo. Oggi ultimo giorno di visite per il 2012 (ore 17.00 – 19.00). Dalle ore 18 alle 19 è possibile fruire di una guida specializzata gratuita. Info: 348/7751596.

ALLA CHIESA DEL CARMINE

Prosegue presso la chiesa del Carmine in corso XI Settembre n. 227/1 (Borgo), la raccolta di accessori da cucina quali piatti, bicchieri, tovagliati, nonchè coperte, lenzuola e mobili (in discreto stato) per la casa. Si è pensato a questa iniziativa che coinvolge anche alcuni giovani che abitualmente frequentano la Chiesa del Carmine, inizialmente per allestire una casa per attività ricreative ed educative. Nel corso di pochi mesi, grazie alla generosità delle gente, si è voluto dare un’impostazione anche caritativa, considerate le difficoltà economiche in cui versano oggi numerosi pesaresi. Chiunque avesse disponibilità di materiale non più in uso, può portarlo alla Chiesa del Carmine tutti i giorni dalle ore 8 alle 12 e dalle ore 16 alle 19. Per chi avesse difficoltà nella consegna, è possibile rivolgersi ai seguenti numeri di telefono per organizzare eventuale ritiro: 393-9128221 (Alberto) – oppure 340-3390444 (Stefano).

18-20. Info: 0721/910586. NEL CENTRO SOCIO CULTURALE MARIA ROSSI – Torneo di burraco con classifica finale. Nella sede di via Toschi Mosca n°. 20. Ore 20.30. Riservato ai soci. Quota di partecipazione euro 5. “LE SERVE” AL “ROSSINI” – La Compagnia “I Cattivi di cuore – Teatro del Bauchero” di Imperia propone, per il Festival nazionale d’arte drammatica (GAD), “Le Serve” di Jean Genet. Sipario alle ore 21.00. SABATO 29 SETTEMBRE LA SCUDERIA FERRARI CLUB – In collaborazione con il Club Ferrari di

Potenza Picena e il Ducati club ufficiale della provincia di Pesaro e Urbino, promuove una visita alla Fabbrica e al Museo Ducati di Borgo Panigale. Ritrovo e partenza dal piazzale antistante all’Adriatic Arena. Ore 8.00. PRANZO SOCIALE – Al ristorante “Piccolo Mondo” di Villagrande di Mombaroccio per i soci del “Maria Rossi”. Costo euro 25. Partenza da piazzale Matteotti alle ore 12.15. “GIRAR PER ERBE” – Con “Il Ponticello” (tel. 0721/482607). Ritrovo, alle ore 15.00, presso “Polvere di caffè”, in via Fratti n°. 126. Quota euro 12 (laboratorio pratico).

VENERDI’ 28 SETTEMBRE L’AREA ARCHEOLOGICA DI COLOMBARONE – E’ aperta venerdì, sabato e domenica, dalle ore 17.00 alle 20.00. Info. 389/6903430. In occasione delle Giornate europee del patrimonio (“L’Italia tesoro d’Europa” del 29-30 settembre) viene proposto un laboratorio dal titolo: “Aspettando il tramonto, tra lucerne ed argille”. Orario 17.30-19.30. Prenotazione obbligatoria entro giovedì 27 settembre. Partecipazione gratuita. A MONTECICCARDO – Nel Conventino dei Servi di Maria. Ultimi tre giorni di mostra, da oggi a domenica 30 settembre, per: “Eliseo Mattiacci. Sette corpi di energia dal bosco”. Orario

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Pesaro

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23 settembre 2012

ORDINE DEL GIORNO DEL CONSIGLIERE ANDREOLLI SULL’ISEE

Nota Locale

Equità nelle liste dei nidi comunali

PESARO - È stato depositato in consiglio comunale un ordine del giorno avente per oggetto: “integrazione dei criteri di valutazione della situazione economica utile a determinare, nel settore dei servizi educativi e scolastici, le tariffe del servizio calcolate tramite Isee” Il documento, che porta la firma del consigliere del Pdl Dario Andreolli, si rifà a quanto già applicato in comuni come Firenze e Bologna e punta ad una maggiore equità fiscale all’atto dell’iscrizione all’asilo comunale. Sono numerosi infatti i genitori che, per accedere ad una tariffa agevolata, rinunciano a spo-

Sulla morte di Emanuele

di Matteo Donati*

sarsi facendo così risultare un reddito inferiore. Gli asili pubblici infatti effettuano le graduatorie in base alle situazioni familiari: ha la precedenza chi ha entrambi i genitori che lavorano, chi ha fratelli o sorelle, chi vive situazioni disagiate. Il secondo criterio, per stabilire la retta da paga- monio mobiliare e di quello immore, è il modello Isee, ovvero l’indice biliare, e la composizione della fareddituale e patrimoniale di ogni fa- miglia. L’Isee deve essere presentata miglia con cui è possibile, sotto una per l’utilizzo di diversi servizi: assecerta soglia, ottenere una riduzione gno per il nucleo familiare, assegno in materia tariffaria. Questo indica- per la maternità, asili nido, mense tore tiene conto di quattro differenti scolastiche, tasse universitarie e parametri per stabilire la ricchezza servizi socio sanitari. Con questo effettiva di un nucleo familiare: la provvedimento – spiega Andreolli somma dei redditi, il 20% del patri- – si dovrà tenere conto dell’Isee di

P entrambi i genitori, anche se non sono sposati. Basta che il figlio sia riconosciuto da entrambi i genitori: ciò comporterà che il reddito complessivo protegge tutta la famiglia, evitando scappatoie perché spesso a finirci di mezzo sono le coppie sposate, magari monoreddito, costrette a rimanere fuori dalle graduatorie. © RIPRODUZIONE RISERVATA

MASTER IN RUSSO E ALLO SCIENTIFICO IL CINESE

Pesaro punta sulle lingue orientali

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uovo Master di primo livello di “Arabo, Cinese, Russo: Lingue, Intercultura e Internazionalizzazione d’impresa” che si terrà, dal prossimo anno, a Pesaro Studi. La preside della Facoltà di lingue e letterature straniere dell’Università di Urbino, Prof.ssa Anna Ossani e il Prof. Marco Cioppi, ricercatore di economia e gestione delle imprese, hanno brevemente illustrato l’iniziativa.

OFFERTA DIDATTICA Il Master, della durata di un anno, per

un totale di 165 ore di lezione e 1335 ore di studio individuali, dal costo di 2.000 Euro, è rivolto a chi abbia un diploma di laurea triennale o quadriennale in Lingue e letterature straniere, Economia “o altre tipologie di laurea coerenti con la tipologia del Master”. E’ richiesta la buona conoscenza scritta e orale di almeno una lingua fra arabo, cinese e russo. Trenta i posti disponibili. Le materie saranno da una parte economiche, quali: Economie della globalizzazione, Processi di internazionalizzazione, Organizzazione internazionale d’impresa, Strategie d’internazionalizzazione, Leader e competenze manageriali; dall’altra insegnamenti interculturali d’area, e segnatamente: Istituzioni a supporto dell’interna-

zionalizzazione, Business plan (per qualche oscuro motivo inserito in questa categoria e non in quella economica), Tecniche di comunicazione internazionale, Negoziazione e trattative interculturali. I due gruppi di materie elencati costituiscono una parte comune a tutti e fanno la parte del leone nel monte ore di lezioni (135 su 165). Dopodiché ciascuno studente dovrà scegliere tra una delle tre lingue, e sarà allora ammesso ad un corso di 30 ore di lezione straniera commerciale (con una previsione di 95 di studio). Uno stage aziendale di 500 ore di impegno individuale concluderà il Master. SBOCCHI PROFESSIONALI Sia la prof.ssa Ossani che il sindaco hanno sottolineato lo sforzo che l’Università Pesaro Studi esercita ormai da tre anni nella direzione delle lingue orientali : la preside ha affermato che la sua facoltà si sforza di fare dei gli studenti dei “mediatori culturali” con forti prospettive occupazionali. Ha menzionato il caso di due studentesse che hanno fatto uno stage a Shangai e di due giovani lau-

LIBRO DI LUCIANO BAFFIONI VENTURI – ED. “METAURO”

Cento strade per cento pesaresi PESARO – “CENTO STRADE PER CENTO PESARESI Concittadini illustri nelle vie di Pesaro”. Volume I - Una bella azzeccata pubblicazione del noto saggista Luciano Baffioni Venturi, uscita per i tipi Metauro Edizioni, giugno 2012. È lo stesso autore ad introdurla. “Raccoglie le schede biografiche di pesaresi ai quali la città dedica una via. Le schede riportano anche notizie storiche generali, aneddoti, fatti, personaggi noti e meno noti, dall’epoca romana ad oggi. Sarà come sfogliare un vecchio album di foto di famiglia, ritrovato in un baule della soffitta,

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e allora i ricordi riaffiorano ed anche le rovine del centro racconteranno storie dimenticate. E se hai appena un po’ di pazienza e di curiosità troverai anche la tua strada e soprattutto non ti annoierai.” Forse anche la toponomastica si riempirà di significato. Brevemente: si tratta dunque di una attraente rassegna di personaggi pesaresi, cui sono intitolate le strade. Quasi un’enciclopedia di agile consultazione da tenere a portata di mano in casa o in altro luogo. Paolo Morsiani

reate in partenza per la Cina e per il Vietnam (all’Università di Hanoi, ha ricordato, il più grande dipartimento di lingue è quello di italianistica, e questo a fronte di oltre 200 aziende italiane già operanti in Vietnam). Infine è stato menzionato il fatto che, l’idea di avviare corsi di arabo e cinese a Pesaro Studi, adottata tre anni fa a scopo sperimentale, registra oggi un totale di 300 studenti di arabo e cinese al solo ateneo pesarese. A questi vanno idealmente aggiunti gli studenti che frequentano i corsi di lingua russa a Urbino dove - ha aggiunto la prof. Ossani - un liceo locale inserirà il russo nel suo programma, mentre al Liceo scientifico di Pesaro inizierà un corso di cinese. Il sindaco Ceriscioli ha citato le percentuali di sbocco professionale degli studenti usciti dai corsi di lingue orientali: dal 2009 al 2011 i due terzi hanno continuato gli studi, un terzo ha trovato lavoro retribuito dopo un anno, con una piccola e tollerabile flessione (-4%) in quest’ultima categoria dovuta alla crisi. Claudio Turco © RIPRODUZIONE RISERVATA

ochi giorni fa ad Acqalagna una madre ha scoperto in cucina il cadavere di suo figlio ormai privo di vita. Aveva 23 anni, un ragazzo come me. Morto per overdose. E’ semplicemente assurdo. Appena ho letto la notizia sui giornali sono rimasto sconvolto, anzi dentro di me sentivo più che altro rabbia. Non è possibile che la sua vita sia finita in quel modo. La vita che è la cosa più preziosa che abbiamo, che ci è stata regalata per poter essere felici, per trasformare quello che di per sé è già un miracolo in un’opera meravigliosa, dove ognuno può realizzarsi inseguendo i propri sogni, mettendo a frutto i propri doni. Mi sento molto triste perché non è giusto che Emanuele sia caduto in quella trappola mortale che è la droga. Anche se non lo conoscevo di persona, come suo coetaneo non posso tacere, mi devo arrabbiare contro un mondo in cui ancora succedono queste tragedie. Non può passare come mero fatto di cronaca l’immagine di un ragazzo freddato da una siringa di eroina e quella di una famiglia distrutta dal dolore e incapace di comprendere. Poi le forze dell’Ordine faranno le loro indagini e sicuramente risaliranno a coloro che vivono spacciando morte, mi auguro che lo facciano al più presto, ma il rischio è che ci si dimentichi in fretta. Intanto in dieci giorni è la seconda volta che succede nel nostro territorio. E’ la seconda volta che una vita se ne va troppo presto. Ci deve mettere in guardia. L’appello è prima di tutto a noi ragazzi, non è uno slogan, è un grido disperato: vale la pena vivere! *Responsabile Centro di Ascolto Caritas Pesaro © RIPRODUZIONE RISERVATA

PUBBLICAZIONI fino al 22 settembre Comune di Pesaro

a cura di Caterina Tani Rusu Serghei ( 26 anni, moldavo) e Tomescu Lilia (24 anni, moldava)

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Il Ministro Balduzzi incontra la città

Sabato 22 settembre alle ore 17,30, nel Salone Metaurense, presso il Palazzo della Prefettura in Piazza del Popolo, il Ministro della Salute Renato Balduzzi terrà un incontro pubblico sul tema “Salute, sanità nel tempo della crisi”. Sarà un’utile occasione per ascolta, dalla viva voce del Ministro quelle che sono le scelte governative in materia di sanità e nell’ottica di quella spesa rivedibile che costituisce uno degli elementi portanti dell’azione governativa. Il taglio consistente imposto dalla spending review consente di pensare ancora ad una sanità capace di andare incontro alle esigenze dei cittadini, della loro salute e in maniera particolare delle fasce più deboli della società? La necessaria riorganizzazione della sanità registra un calo di occupati nei posti ospedalieri a fronte di una riqualificazione del settore anche a proposito del patto per la salute con le regioni sono in discussione scelte non indifferenti dalla quali dipende la qualità del servizio erogato. L’incontro è promosso dall’Associazione culturale “Argomenti 2000”, dal Gruppo di Operatori Culturali dell’Università Cattolica “V. Bachelet” e dal Circolo culturale Jacques Maritain di Fano. L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Pesaro

23 setttembre 2012

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DOPO 70 ANNI UNA CERIMONIA PER RICORDARE GLI EBREI SCAMPATI ALLA SHOAH

L’abbraccio di Mombaroccio alla famiglia Sarano

Una delle 4 “pietre d’inciampo” del monumento che la scuola “Barocci” ha dedicato ai “giusti” di Mombaroccio

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I ragazzi della scuola media “Barocci” di Mombaroccio sul set del film “Il giardino dei giusti”

errà presentato domenica 23 settembre, presso il Convento del Beato Sante, il documentario dal titolo “Il giardino dei giusti”. Si tratta di un cortometraggio realizzato da studenti e insegnanti della classe terza, per la regia di Giorgio Ricci, nota firma pesarese nel campo della cinematografia. Una pellicola di circa diciotto minuti che vede protagonisti i ragazzi della scuola media “F. Barocci” di Mombaroccio che compaiono come attori, autori, scenografi e costumisti di una vicenda storica che vede protagonista il loro paese nell’ormai lontano 1944. E così questi quattordicenni hanno indossato i panni del frate, del soldato tedesco, del rifugiato e dell’ebreo. Poi, grazie alla disponibilità dei frati sono entrati nel PESARO - “Finalmente presto i pesaresi, dopo tanti anni potranno ammirare di nuovo il monumento a Felice Cavallotti, garibaldino, giornalista, poeta e drammaturgo’’. Sono le parole emozionate di Giorgio Montesi collezionista d’arte particolarmente legato alla storia di questo monumento che, dal 1921, scomparve dal centro storico di Pesaro rimanendo poi abbandonato nei depositi comunali. Nel libro di Antonio Brancati “Un monumento pesarese tra la crisi dello stato liberale e la nascita del fascismo’’, viene documentata l’avventurosa peripezia del monumento a Cavallotti. Il monumento a Cavallotti, realizzato dallo scultore Giuseppe Pinto, fu inaugurato il 17 luglio 1910 e donato alla città dalla Società Volontari Garibaldini di Pesaro. Inizialmente venne collocato in piazzale Collenuccio e affidato al

Santuario, scendendo nelle grotte per girare le riprese nei minimi dettagli.

Cortometraggio e monumento

Il progetto didattico, coordinato dagli insegnanti Beatrice Vincenzi, Elisa Buoncompagni e Michele Alexis, prende l’avvio da un articolo apparso nel gennaio 2012 sul settimanale “Il Nuovo Amico” e sul quotidiano “Avvenire”. Per la prima volta, a distanza di 70 anni, veniva narrata la storia della famiglia Sarano costretta, a causa delle proprie origini ebraiche, a fuggire da Milano per scampare alla Shoah. Insieme a papà Alfredo, segretario della comunità israelitica milanese, ci sono mamma Diana, le sorelline

ta nella cappella del Beato Sante. Quattro semplici “pietre d’inciampo” con inciso il nome dei giusti di questa storia: i coniugi Ciaffoni, Padre Sante Raffaelli, il comandante Erich Eder e la famiglia Sarano.

Le voci dei testimoni

Il momento più atteso del 23 settembre sarà la testimonianza delle sorelle Vittoria e Miriam Sarano, che giungeranno appositamente da Israele per incontrare gli abitanti di Mombaroccio e i ragazzi della scuola che ha deciso di intitolare alla famiglia Sarano alcune aule e la biblioteca d’istituto. A lato il programma della cerimonia pubblica in merito alla quale Il Nuovo Amico darà un ampio resoconto prossimamente. © RIPRODUZIONE RISERVATA

PROGRAMMA

Ore 9 S. Messa presso il Convento del Beato Sante celebrata dal Ministro Provinciale P. Ferdinando Campana Ore 10 proiezione del filmato e testimonianza della famiglia Sarano. A seguire cerimonia di inaugurazione del monumento alla presenza della dirigente scolastica Prof. Giuliana Ceccarelli e del Sindaco di Mombaroccio Massimo Muratori

IL MONUMENTO ERA STATO INAUGURATO NEL 1910 DAI GARIBALDINI

La statua di Cavallotti torna in città sindaco della prima giunta di sinistra pesarese Ugo Tombesi (18741939) «perché - scrive Brancati - l’Amministrazione lo assumesse in carico tra i beni da conservare e tutelare a nome e per conto della Pesaro democratica». Nel 1913 il sindaco Tombesi, dietro anche a pressioni di alcuni settori dell’opinione pubblica ebbe un ripensamento e decise di trasferire il monumento nel piazzale Cialdini (oggi Matteotti), o all’interno dell’aiuola a sinistra dell’ingresso di Rocca Costanza o nella parte a giardino alla sinistra dell’imbocco di viale Marsala (oggi Don Minzoni). Ma a questa idea, spiega Giorgio Montesi, non venne dato seguito. Infine per contrasti politici in sede di consiglio comunale,

1903-1923

I

Matilde e Vittoria di quattro e due anni, la nonna Allegra e lo zio Arturo. Dopo una breve parentesi a Pesaro, la famiglia Sarano trova rifugio sulle colline di Mombaroccio. Qui i coniugi Ciaffoni decidono di nasconderli in casa propria, nonostante la legge punisse con la fucilazione anche quanti proteggessero gli ebrei. I Sarano rimangono così al sicuro fino al passaggio del fronte quando i tedeschi, nel tentativo di rallentare l’offensiva degli alleati, scelgono di fortificare l’altura dello Scotaneto occupando il convento del Beato Sante e il paese di Mombaroccio. A dirigere le operazioni militari è il giovane comandante Erich Eder, un cattolico di 21 anni che, nonostante fosse a conoscenza della presenza di ebrei fuggiaschi, decide di non procedere ad alcun

arresto. Una scelta poi comunicata a Padre Sante Raffaelli del Beato Sante. Il 25 agosto 1944 la famiglia Sarano, insieme a decine di sfollati, si rifugia nelle grotte del convento occupate dai tedeschi. Nonostante più di 24 ore di pesanti bombardamenti dell’artiglieria canadese, tutti i civili riescono a salvarsi. In seguito la famiglia Sarano farà ritorno a Milano per poi trasferirsi stabilmente in Israele insieme a tanti altri ebrei sopravvissuti alla Shoah. Nel frattempo nascerà Miriam che oggi, insieme alle sue sorelle Matilde e Vittoria hanno quasi “adottato” i ragazzi della scuola media di Mombaroccio. Per tramandare la memoria di questa preziosa testimonianza, il laboratorio artistico dell’istituto “Barocci” ha realizzato una scultura che verrà inizialmente colloca-

l Consiglio Superiore del Lavoro, istituito nel 1902 e soppresso dal fascismo, costituì il primo esempio italiano di partecipazione istituzionale delle forze sociali all’elaborazione di una moderna politica del lavoro. I cattolici volevano la loro rappresentanza in quest’organismo

il monumento fu spostato alla fine del gennaio 1921, per far posto a quello di Collenuccio e finì negli scantinati comunali. «Oggi – prosegue Montesi - grazie l’ufficio tecnico del comune di Pesaro il monumento è stato recuperato. È stato recuperato il basamento originale del monumento, donato al comune da mio padre, ed è stato restaurata la statua grazie alla sponsorizzazione di un istituto di credito». Il monumento verrà presto collocato all’interno dell’aiuola a destra di Rocca Costanza, vicino ad un altro monumento importante, quello dedicato a Terenzio Mamiani’. Paolo Montanari © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il Consiglio Superiore del lavoro e i socialisti contrastarono questo buon diritto. Nel 1911 l’onorevole Longinotti tenne, con successo, un brillantissimo discorso alla Camera dei Deputati per sancire il diritto dei cattolici. L’Idea riportò quanto detto dal Corriere della Sera in proposito. La tesi del parlamentare era molto semplice: non si potevano discriminare le organizzazioni cattoliche esistenti che avessero un carattere economico. I socialisti avevano strenuamente combattuto questo ingresso propugnando che esse avessero una natura confessionale. In questo modo erano riusciti a privi-

legiare le proprie organizzazioni e cioè la Confederazione del lavoro e la Federazione nazionale dei lavoratori della terra. La loro tesi, che fino a quel momento era stata vincente, sosteneva che l’impronta confessionale delle organizzazioni cattoliche offendeva la libertà. Non avevano quindi diritto di cittadinanza in un organismo di carattere statale. Per escluderle, fecero condurre un’indagine di carattere poliziesco per conoscere se oltre al fine economico, avessero un fine politico. L’onorevole Longinotti seppe smascherare, con chiarezza polemica, la disparità di

trattamento che veniva perpetrata fra socialisti e cattolici. Così le leghe fra operai e contadini, le società operaie di mutuo soccorso e le cooperative agricole, tutte cattoliche, ottennero il loro diritto di rappresentanza. Il giornale diocesano così concludeva il proprio articolo: “E tutto questo sta ancora una volta a dimostrare che i socialisti hanno paura del vasto e serio lavoro che i cattolici d’Italia compiono a favore del proletariato”. Stefano Giampaoli © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Fano

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Redazione di Fano: Via Roma, 118 - 61032 Fano Tel. 0721 802742 dir. 803737 Fax 0721 825595 E-mail: fano@ilnuovoamico.it

Fossombrone Cagli Pergola DON GABRIELE MICCI ORDINATO PRESBITERO DA MONS. TRASARTI IN CATTEDRALE

In umiltà e comunione con la Chiesa

FANO – Sabato 15 settembre, nella cattedrale di Fano, Don Gabriele Micci è stato ordinato presbitero per l’imposizione delle mani del Vescovo Mons. Armando Trasarti alla presenza del Cardinale Mons. Elio Sgreccia. Un cammino, quello di Gabriele, che lo ha portato ad abbracciare il Signore nella scelta del sacerdozio, una scelta consapevole e desiderata affidata alla grazia del buon Padre Dio per poter servire il suo popolo. La solenne celebrazione si è svolta in un profondo raccoglimento che non ha però potuto contenere la grande emozione e l’immensa serenità che si è manifestata con lacrime di gioia di Don Gabriele. Nell’omelia il Vescovo Armando ha sottolineato come è necessaria oggi una rinnovata “concentrazione su Cristo”, dobbiamo diventare contemplator i di Gesù, poiché sarà questo rapporto personale e diretto con Lui che ci salverà. Lui è origine della fede e solo guardando il Suo volto l’uomo capirà chi

è Dio e chi è l’uomo. “Non serve un nuovo programma – ha detto il Vescovo – c’è già è Cristo stesso !”. Mons. Trasarti si è poi rivolto a Don Gabriele esortandolo a perseverare nella sua scelta, “il sacerdozio – ha detto – esige che ogni giorno motiviamo con costanza e perseveranza la sequela di Cristo… non vivere mai il ministero con modi spavaldi, esso è un dono datoti in vasi di creta”.

Alla solenne concelebrazione era presente anche il cardinale Elio Sgreccia

Ciò che sarai per noi

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abriele Micci, il 15 settembre è stato chiamato all’ordine presbiterale: il Vescovo Armando lo ha consacrato attraverso il linguaggio di una liturgia importante, molto ricca di letture, preghiere, riti, segni “per significare le realtà divine invisibili” (SC 33), una liturgia come luogo di realizzazione dell’opera santificatrice del padre, per Cristo nello Spirito. Consapevoli della realtà cui il rito rinvia, nella Cattedrale affollata, tutti si sono raccolti in comunione e sincera partecipazione. Si è percepito chiaramente un’ecclesiologia cristocentrica che rinvia al mistero della Pasqua, mistero che esige di trasformarsi in vita, fino al termine ultimo. Con l’incarnazione e con il

Fedeltà e fortezza dovranno essere il programma di vita del sacerdote, servo e amico di ogni uomo capace di ridare a Dio quanto da Lui ricevuto. Nell’esortare don Gabriele a porre le sua fondamenta sulla parola di Dio, il Vescovo ha concluso l’omelia dicendo al neo eletto presbitero di andare la dove la Chiesa ha bisogno, la dove gli uomini hanno fame e sete di Dio e della sua Parola, sicuro e certo che Maria non farà mancare la sua tenerezza e il suo accompagnamento. Alla fine della Celebrazione Don Gabriele, con le lacrime agli occhi dalla commozione, ha

compimento del mistero pasquale, ha ribadito il Vescovo nell’omelia, la relazione dell’uomo con Dio si realizza compiutamente. Tutto si concentra su Cristo nella cui passione e morte avviene l’incontro definitivo tra Dio e l’uomo. Di qui il fascino, il desiderio e la decisione di seguire in pienezza la Sua Voce, nella cui risposta si ‘gioca’ la propria esistenza. Gabriele, pur nella commozione di un cuore vibrante, toccato dalla Parola, quella di Gesù, ha dimostrato una consapevolezza granitica della responsabilità del suo mandato, nessuna indecisione nelle risposte alle domande di rito: una voce alta, decisa, sicura ha pronunciato in ‘sì’ a

ringraziato la sua famiglia e tutti quanti lo hanno accompagnato lungo il cammino chiedendo una grazia a Dio Padre: quella di pote-

Colui che molte volte gli ha detto “Io sarò con te”. Permettimi ora di rivolgermi a te, don Gabriele, in prima persona: pane spezzato, pane donato, testimone del Dio vivente, pietra preziosa in un vaso che non teme la propria fragilità: questo sarai per noi. La comunità diocesana ha esultato di gioia con preghiere e canti di ringraziamento che salivano in alto nelle volte del cielo per il dono della tua persona e al tempo stesso si è stretta intorno a te in una fraterna promessa di aiuto. Mi piacerebbe salutarti e augurarti ‘buon cammino’, insieme a coloro che ti verranno affidati, con le parole di Angelo Casati: “Dio non è nella rigidità/ Dio non è nel trattenersi/ Dio non è nel chiudersi/ E’ nello sbilanciarsi, che è/ lo sbilanciarsi dell’amore”. Irene Maria Cavalli © RIPRODUZIONE RISERVATA

re essere sempre umile e in comunione con la Chiesa tutta. Marco Gasparini © RIPRODUZIONE RISERVATA

Agenda del vescovo venerdì 21 settembre udienze in sede ore 19, incontra i genitori e i padrini dei ragazzi che riceveranno il sacramento della Confermazione presso la parrocchia di Orciano sabato 22 settembre ore 18.30, conferimento del sacramento della Confermazione presso la parrocchia di San Marco in Sassonia domenica 23 settembre ore 9.30, conferimento del sacramento della Confermazione presso la parrocchia di Montebello ore 11, conferimento del sacramento della Confermazione presso la parrocchia di Orciano ore 17, Consiglio Pastorale diocesano presso il Centro Pastorale lunedì 24 settembre ore 11, Festa della Madonna a Serravalle di Carda ore 20.30, saluta i partecipanti al corso di formazione Avulss ore 21, partecipa all’incontro di formazione per catechisti presso il Centro Pastorale a cura della Segreteria Vescovile


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Fano Fossombrone Cagli Pergola

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FANO - Ormai 90 anni fa, esattamente il 16 dicembre 1922, la nobildonna Luisa Palazzi Gisberti vedova del dottor Luigi Zavarise, non avendo figli, apriva le porte dell’antico palazzo di via Arco d’Augusto a quattro bambine sordomute e una cieca. Il piccolo gruppo di ospiti era affidato alle cure di suor Clelia Colombo e di altre suore, inviate dal canonico Don Pietro Bonilli che a Spoleto aveva fondato le Suore della Sacra Famiglia particolarmente impegnate nell’educazione delle bambine prive della vista e dell’udito. La preparazione specifica e l’impegno amorevole delle suore della Sacra Famiglia iniziarono a produrre frutti meravigliosi tra le piccole alunne alle quali insegnavano a leggere in braille se cieche o a pronunciare le parole se sordomute. La città di Fano accolse con amore la nuova istituzione, specie dopo la morte della signora Luisa Palazzi Zavarise avvenuta il l0 aprile 1926. Tra chi prese a cuore la comunità delle bambine e delle loro educatrici fu monsignor Ettore Castelli rettore del Seminario Regionale che da allora trasmise il suo paterno amore ai propri parenti che lungo i successivi decenni si sono prodigati per l’istituto fanese. Ma il terremoto che il 30 ottobre 1930 colpva il territorio che va da Senigallia a Fano non risparmiò l’antica dimora dei Palazzi, così le oltre trenta giovani ospiti e le suore furono dapprima accolte dalle Maestre Pie Venerini,

OGGI LE SUORE DELLA S. FAMIGLIA SVOLGONO ATTIVITA’ IN CAMPO EDUCATIVO

L’Istituto Palazzi Zavarise ha 90 anni

poi trovarono alloggio presso un’ala del Seminario Diocesano finché la loro casa non fosse restaurata. Sorse allora il desiderio di una specifica costruzione edilizia che in breve venne realizzata con il sostegno economico di tanti benefattori, tra cui Pio XI, Mons. Castelli e i suoi parenti, il vescovo di Fano Giustino Sanchini. il nuovo Istituto Palazzi Zavarise fu inaugurato nel giugno 1934. Aumentando ancora il numero delle ospiti si profilò la necessità di ampliare la casa, a questa esigenza provvide il commendator Lamberto Adanti che si fece carico della costruzione di una nuova ala inaugurata il 6 giugno 1942, ma che il generoso benefattore fanese non poté vedere perché deceduto nel gennaio precedente. Le vicende belliche costrinsero anche le piccole cieche e sordomute a sfollare dapprima nella casa estiva sulla collina di Rosciano, ereditata dalla stessa fondatrice Luisa Palazzi Zavarise, poi presso

FORMAZIONE PER CATECHISTI AL CENTRO PASTORALE

Come leggere la Parola di Dio FANO - Lunedì 17 settembre al Centro Pastorale è iniziato il cammino di formazione dei catechisti, ad introdurre l’incontro il diacono Carlo Berloni che ha ricordato gli appuntamenti previsti che termineranno con il Mandato nel giorno della Giornata Missionaria Mondiale. Presente anche il Vescovo che, nel salutare i numerosi partecipanti, ha ricordato l’importanza della narrazione nella catechesi, essa deve essere quanto più possibile vera e basata non solo su esperienze personali ma anche e soprattutto di comunità. “La catechesi deve essere globalizzante

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deve abbracciare tutta la vita di fede – ha proseguito il Vescovo - voi catechisti siete all’avanguardia, i battistrada, educatori alla fede in prima linea, attenzione però alla storia dei ragazzi, occorre essere attenti alle situazioni concrete di ciascun nel rispetto totale delle famiglie”. Dobbiamo avere una particolare sensibilità alle fragilità dei ragazzi che non sono un contesto a sè ma sono sempre un contesto di famiglia, la fede è una storia di adulti non solo di bambini per questo è bene coinvolgere i genitori nel cammino di catechesi dei figli. A seguire don Marco Di

PESCA DI BENEFICENZA FANO – La parrocchia Gran Madre di Dio e l’Associazione Papa Karol Onlus

l’asilo di San Giorgio di Pesaro retto dalle suore della Sacra Famiglia. I RICORDI DELLE EX ALUNNE Per ricordare i 90 anni dell’Istituto, la scorsa domenica 16 settembre è stata organizzata una giornata dei ricordi, voluta da alcune exalunne. Si sono ritrovati insieme un centinaio di persone, donne e uomini, le piccole ospiti ormai adulte (tra cui la più anziana con i suoi 93 anni d’età) ed ex- alunni dell’Istituto che dalle suore della Sacra Famiglia hanno imparato ad esprimersi correntemente raggiungendo l’autonomia della comunicazione che ha permesso loro una attività professionale e per alcune la realizzazione di una vita affettiva con il matrimonio. Una giornata di grandi emozioni nel ritrovarsi negli ambienti che ha visto il maturarsi delle loro persone, Giorgio, della Diocesi di Pesaro, ha introdotto il primo tema del corso sui generi letterari nella Bibbia. I generi letterari sono una sorta di schemi comunicativi, gli antichi ad esempio nel loro schema mettevano prima la presentazione di se e poi il saluto, come faceva S. Paolo nelle sue lettere alle comunità Cristiane. La Bibbia è una biblioteca in cui sono contenuti tanti generi letterari diversi di cui tenere conto nella catechesi, essa infatti racconta la storia della salvezza utilizzando tanti generi che possono convivere assieme anche in un singolo libro come accade nei Vangeli. Per poter annunciare la Parola è necessario conoscere e riconoscere i vari generi in modo da poterli comunicare in modo adeguato – ha sottolineato Don Marco- Un primo passo da fare è capire da dove è nato il genere letterario, scoprire il contesto vitale dove nasce il testo al fine di comprendere il testo stesso. Ogni autore sacro infatti scrive portandosi dietro la propria vita e la propria cultura per questo dobbiamo sempre chiederci cosa l’autore sacro vuole dire a noi oggi. MG © RIPRODUZIONE RISERVATA

Prossimo appuntamento: lunedì 24 settembre 2012, ore 21 presso il Centro Pastorale, “L’animazione nelle varie fasce di età”

organizzano, sabato 22 (ore 15-20) e domenica 23 settembre (ore 9-12.30 e ore 16-20), la pesca di beneficenza per la raccolta di fondi per i nuovi locali parrocchiali e per le finalità socio-assistenziali dell’Associazione Papa Karol Onlus.

una festa gioiosa nell’incontrarsi da strade e luoghi diversi, la celebrazione della messa per un ringraziamento a Dio, alla Sacra Famiglia di Nazaret, a Luisa Palazzi Zavarise, a Lamberto Adanti, ai Castelli e soprattutto al beato Pietro Bonilli e alle sue suore, a quelle presenti per quelle che ora in cielo godono della ricompensa riservata agli operatori di bene. Una mostra fotografica preparata con somma cura da exalunne ha permesso di ricostruire la storia dell’Istituto e di ripercor-

Per concludere permettetemi di accennare soltanto ad un tema che credo, nei prossimi anni, sarà di grande attualità: la mistagogia. Scrive Benedetto XVI: «All’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva» . Con la mistagogia la Chiesa vuol rendere possibile questo incontro tra il Cristo risorto e i cristiani soprattutto attraverso la celebrazione dei misteri. Così la Chiesa vuole andare incontro alla situazione di moltissimi battezzati che, pur partecipando (magari solo saltuariamente) alla liturgia, non ha altri momenti formativi. Anche per questi la

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LA TRADIZIONE ATTORNO AL DIPINTO DEL SEICENTO

Festa per la Madonna del Pianello

ORCIANO – Domenica 2 settembre Orciano ha festeggiato la “Madonna del Pianello”, un antico dipinto di Maria in trono con Gesù bambino conservato in una chiesetta eretta nel 1600 alle porte del paese che, come da tradizione, richiama ogni anno tanti fedeli per la S. Messa e la processione. A presiedere l’Eucarestia all’aperto, don Marco Prosciutti affiancato da don Gabriele Micci, diacono (ordinato presbitero il 15 settembre). Proprio Gabriele ha portato il suo messaggio ai fedeli ricordando come il Signore continua a chiamare ciascuno alla propria strada, non c’è mai un momento ben preciso in cui si capisce tutto e si sceglie ma occorre affidarsi giorno dopo giorno alle sue mani per poter realizzare il Suo progetto, l’unico che ci rende davvero felici e pienamente realizzati. L’andare in processione, ha continuato il Diacono, pur essendo un gesto esteriore ci deve rimandare al motivo profondo del camminare assieme che è quello di testimoniare la nostra fede. La solenne processione dell’immagine della Vergine, accompagnata dalla banda musicale di Orciano , si è poi conclusa con la benedizione e con un momento di fraternità. MG © RIPRODUZIONE RISERVATA

Dal 29 ottobre lectio del Vescovo nelle varie zone pastorali

FANO - Dal 29 ottobre inizierà la lectio del Vescovo nelle varie zone pastorali sul tema “Io credo, sostieni la mia poca fede”. ITINERARIO DI FEDE NELL’ANTICO E NEL NUOVO TESTAMENTO 1. La fede di Abramo: una storia affascinante 2. Dio mise alla prova Abramo 3. La fede di Mosè: egli decise di porsi al fianco del suo popolo oppresso 4. Maria modello e guida della fede Riportiamo, di seguito, le date e i luoghi: Pergola: 29 ottobre, 5 novembre, 12 novembre, 19 novembre Tavernelle: 26 novembre, 3 dicembre, 10 dicembre, 17 dicembre Fano (San Paterniano): 18 febbraio, 25 febbraio, 4 marzo, 11 marzo, 18 marzo 2013

La Chiesa che genera/41

[…] La Mistagogia: nuova evangelizzazione dei battezzati

rere gli anni della fanciullezza di numerose ospiti. Anche se per disposizioni ministeriali l’Istituto Palazzi Zavarise non svolge più la specifica attività per la quale era sorto, rimane l’operosa presenza delle suore della Sacra Famiglia in campo educativo con la scuola dell’infanzia paritaria e nell’ambito formativo cristiano della parrocchia. dalla relazione dell’ex-alunna Loretta Ciotti

mistagogia potrebbe essere alimento e sostegno della fede. I vescovi delle Marche nel convegno delle nostre Chiese nel 1993 affermavano che «la nuova evangelizzazione esige come fondamento una rinnovata comunità ecclesiale come comunità cristiana che annuncia, celebra e testimonia il vangelo della carità […] facendo precedere la testimonianza della vita di fede alla trasmissione dottrinale delle verità rivelate». Subito dopo così descrivono la Chiesa: «Una comunità che celebra come rappresentazione misterica dell’evento per coinvolgersi in una storia che diventa salvifica. Una comunità che testimonia ciò che annuncia e celebra, per tradurre in concretezza storica la carità di Dio» . È necessaria una nuova evangelizzazione che ha un cardine essenziale nella rappresentazio-

ne misterica dell’evento salvifico: cioè nella mistagogia come celebrazione del sacramento. Occorre superare quella divisione che molte volte continua (soprattutto nella prassi pastorale) tra quello che si deve fare (leggi liturgia) e quello che è pastoralmente utile (leggi accoglienza, disponibilità, devozioni popolari, incontri, tradizioni …). Se le nostre celebrazioni diventeranno per tutti vera esperienza del mistero, cioè dell’azione di Dio in nostro favore, avremo dato un grande contributo alla nuova evangelizzazione delle nostre comunità. Ogni anno, almeno nel tempo pasquale, cercheremo di curare in modo particolare la liturgia perché possa diventare esperienza di incontro con il Cristo vivente e di salvezza […] + Armando Trasarti © RIPRODUZIONE RISERVATA


Fano Fossombrone Cagli Pergola

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DA PERGOLA SOLIDARIETA’ PER L’EMILIA ALLA 42^ FESTA DEL VINO

“La cantina del Priore” per i terremotati PERGOLA – Uno degli appuntamenti più conosciuti dell’estate nell’entroterra pesarese è sicuramente la Festa del Vino a Pergola, quest’anno giunta alla sua 42esima edizione. L’ultimo fine settimana di luglio è infatti dedicato alla festa che ha saputo valorizzare e portare il Pergola Rosso DOC tra le nostre colline, grazie al grande lavoro e alla collaborazione tra le cantine e la Pro Loco pergolese. Tra le varie cantine, c’è l’immancabile Cantina del Priore, teatro che da tantissi-

mi anni vede la partecipazione volontaria dei ragazzi della parrocchia e di chiunque voglia farne parte, per poi devolvere il ricavato in beneficienza. Una delle più caratteristiche cantine della festa, chi conosce Pergola, sa che può trovare la Cantina del Priore tra le vie storiche del retrocorso, nei locali di San Marco, luogo di ritrovo di molti giovani proprio grazie alla comunità cristiana di San Marco che si era formata dopo il Concilio Vaticano II. Potete riconoscerla anche

dall’abbigliamento caratteristico, pantaloni rossi, camicia bianca e fascia alla vita nera, ma anche dall’allegria con cui vogliamo ogni anno questo servizio per noi e per gli altri, lavorando e divertendoci. Quest’anno abbiamo deciso di devolvere il nostro ricavato ai terremotati dell’Emilia, grazie ad alcuni contatti, tra settembre e ottobre invieremo una parte proprio a chi la scorsa primavera è stato colpito dal terremoto. Un’altra parte, invece, abbiamo deciso di devolverla alla famiglia di un caro

amico che è venuto a mancare proprio questa estate, poco dopo la Festa del Vino. Un caro amico pergolese, naturalizzato toscano da moltissimi anni, che per tanto tempo ha lavorato alla Cantina del Priore. Insomma, il gruppo della parrocchia di Pergola non si ferma

DAL 24 SETTEMBRE AL 3 DICEMBRE IL XII CORSO DI FORMAZIONE

L’Avulss ricerca nuovi volontari sociali FANO – E’ ancora possibile iscriversi al XII corso base per la formazione del volontariato socio - sanitario promosso dall’Avulss di Fano, con il sostegno del Centro servizi per il volontariato Marche. Dal 24 settembre al 3 dicembre prossimi verranno proposte quarantaquattro ore di lezione per offrire una solida preparazione di base per volontari più consapevoli in ambito sanitario e sociale. L’apertura del corso è fissata per lunedì 24 settembre alle ore 20.30, presso la Sala “Gialla” dell’Asur n. 3, in via Ceccarini, 38 a Fano, con gli interventi di M. Gertrude Fazi, presidente Avulss Fano, Mons. Armando Trasarti, vescovo di Fano, e Davide del Vecchio, assessore ai Servizi sociali del Comune di Fano. Per informazioni e iscrizioni: segreteria 0721 801396 (lun – merc – ven 9.30 - 12.30), oppure ai numeri 0721 827028 348 9339599 (sarà possibile iscriversi anche la sera stessa di avvio del corso). Il percorso formativo è un appuntamento molto qualificato nel quale ci sarà spazio per affrontare temi più spiccatamente sa-

nitari, come “Anziani: uso dei farmaci ed alimentazione”, “Indicazioni per il pronto soccorso domiciliare e per l’emergenza extra-ospedaliera”, “Il malato cronico: problemi legati all’assistenza”, insieme ad altri di tipo relazionale e psicologico, quali “ Il dialogo e l’ascolto in vista della relazione di aiuto”, “La psicologia del malato anziano”. Spazio anche a momenti di spiritualità e confronto sulle motivazioni del volontariato. Chi si iscrive al corso e partecipa almeno a tre quarti delle lezioni riceverà un attestato e deciderà poi come ‘investire’ concretamente questo patrimonio formativo: in

casa, nella cura dei propri familiari, oppure diventando operatore volontario Avulss nelle sedi di servizio dove l’associazione opera dal 1988. L’Avulss fanese, infatti, è presente presso l’Ospedale ‘S. Croce’ dove nel 2011 i volontari hanno offerto la loro presenza “amica” a 50 malati con più di mille ore di assistenza. Nelle Case di riposo fanesi ha operato una volta alla settimana, con servizi di sostegno e compagnia per un totale di 275 ore. I volontari che operano a domicilio hanno seguito nello scorso anno quindici persone, soprattutto anziane, segnalate anche dai Servizi sociali e alle quali è stata assicurata compagnia, assistenza nei bisogni quotidiani, accompagnamento per visite mediche e per incombenze burocratiche varie, per un totale di 1300 ore. Con l’aiuto dei nuovi volontari che si iscriveranno, l’associazione progetta di rafforzare i servizi già presenti ampliandoli con l’adesione ai nuovi progetti “Biblioteca in ospedale” e “Nati per leggere”.

CARTOCETO - Settembre: sono aperte le iscrizioni ai corsi per adulti organizzati dall’Istituto Comprensivo di Cartoceto per il nuovo anno scolastico 2012/2013. L’Istituto organizza e gestisce: 1) corsi gratuiti per il conseguimento della licenza media (conosciuti come “150 ore”), aperti ad allievi a partire dai 15 anni d’età, e per la certificazione dell’apprendimento della lingua italiana come seconda lingua, offrendo una preziosa opportunità di crescita e di integrazione agli stranieri di recente immigrazione; 2) percorsi di informatica, articolati in diversi livelli, che permettono di sostenere l’esame per la patente europea (ECDL), ma anche una preparazione su programmi

“LA DIMORA” e l’aiuto allo studio

PRIMA PIETRA PER LA BCC ARENA

FANO – Domenica 16 settembre è stata posta la prima pietra della BCC Arena, il nuovo teatro all’aperto che sorgerà in via Chiaruccia ed è dedicato ad Emanuele Manuelli, artista fanese prematuramente scomparso lo scorso anno (foto Pucci)

FANO - Dal novembre 2002 l’Associazione Emma Maria Rogheto La Dimora-Onlus porta avanti con buoni risultati, riconosciuti anche dagli enti pubblici, progetti di “Aiuto allo studio” nella sede di via Roma 116/A in Fano. Lo svolgimento dei compiti è attualmente distribuito in tre giorni alla settimana, da ottobre a giugno, dalle ore 14.30/15.00 alle ore 17.00/18.00 a seconda dei casi e delle necessità dei ragazzi. I ragazzi si ritrovano per svolgere le loro attività scolastiche con l’aiuto di insegnanti volontari e di diversi ragazzi delle superiori che coprono tutte le discipline curriculari e ci permettono di formare piccoli gruppi di studio suddivisi nelle aule a nostra

neanche d’estate, tra lavoro e beneficienza la Cantina del Priore è davvero una delle più amate e più caratteristiche di questa bellissima festa, che ha fatto amare Pergola fin nelle città più lontane d’Italia. Martina Pieri © riproduzione riservata

LABORATORI A CASA CECCHI

FANO - Il Comune di Fano, laboratorio Città dei bambini, propone nuove attività presso Casa Cecchi, Via della Paleotta, 11 – Fano. Con il ritorno a scuola ricominciano anche i laboratori creativi a Casa Cecchi. Se sei creativo, se ti piace usare mani e fantasia, iscriviti ad uno dei 3 corsi per bambini e ragazzi che dal 24 settembre fino a dicembre si alterneranno nella sede del Consiglio dei Bambini: COOP COMEDIA. Laboratorio di ceramica lunedì 24 settembre; 1 – 8 – 15 – 22 ottobre. età: 6/11 anni. orario: 17.00 – 18.30. // SIMONA PATERNIANI Laboratorio di danza creativa mercoledì 3 – 10- 17 – 24 – 31 ottobre. età: 6/11 anni. orario: 15.00 – 16. // FATTORIA MONTICELLI Laboratorio creativo del “Tutto fresco… fatto in casa” venerdì 16 - 23 – 30 novembre; 7 – 14 dicembre. età: 6/11 anni. orario:17.00 – 18.30. Tutti i laboratori sono strutturati in moduli di 5 incontri e saranno attivati con un minimo di 6 bambini fino a un massimo di 10, è prevista una quota di iscrizione di 13 €uro. Per ulteriori informazioni e iscrizioni rivolgersi al Laboratorio Città dei bambini, Via Vitruvio 7 - tel. 0721 887374 - 0721 887810 (anche fax). © riproduzione riservata

© riproduzione riservata

Istituto Comprensivo di Cartoceto

Al via i corsi per adulti specifici come Autocad, strumento basilare per la progettazione e il disegno industriale. E’anche possibile frequentare corsi (livello base e avanzato) per l’apprendimento delle lingue, in particolare inglese, tedesco, spagnolo, ma anche arabo e russo. Il Centro Eda (educazione degli adulti) di Cartoceto offre un ventaglio di corsi per una formazione in ambiti innovativi e stimolanti come la fotografia, il restauro, l’erboristeria e tanti altri che rispondono alle esigenze di una utenza sempre più articolata. Le lezioni, pomeridiane e/o serali, disposizione. Lo scopo di questo lavoro capillare è di rendere più efficace l’intervento didattico degli insegnanti e di verificare e superare le difficoltà che si presentano di volta in volta, in un dialogo interpersonale che facilita non solo la comunicazione e l’assimilazione dei contenuti, ma anche la crescita di un rapporto amichevole, indispensabile per creare un clima familiare e costruttivo. Visto che è cre-

sono tenute da esperti qualificati e prevedono laboratori e percorsi modulari, utilizzando risorse e materiali didattici specifici. Economicamente l’offerta risulta molto vantaggiosa: il contributo richiesto ad ogni corsista è limitato, si offre così una opportunità per tutti. Per ogni informazione si può contattare la segreteria del centro allo 0721/897274. Referente amministrativo Cintia Frattini. Susanna Neumann Dirigente Scolastico © riproduzione riservata

sciuto il numero sia dei ragazzi che delle loro difficoltà abbiamo necessità di allargare l’organico e, personalmente, aggiungo che persone nuove aiutano a respirare a pieni polmoni anche me. Per chi fosse interessato la riunione con tutti i volontari è fissata per lunedì 1 ottobre alle ore 18.00 nella sede dell’Associazione. Mary Fanelli © riproduzione riservata

“SERENISSIMA” di Foglietta Giuliana

VERNICI e FERRAMENTA dal 1967 al servizio di una clientela sempre più vasta

Via Roma, 131 - Tel. 0721/490298 MONTECCHIO (PU)


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Fano Fossombrone Cagli Pergola

SPETTACOLO TEATRALE ALLA XVII EDIZIONE DEL FESTIVAL “MARINANDO”

La scuola “Padalino” vince ad Ostuni FANO - Anche quest’anno un gruppo di alunni delle classi prime, seconde e terze della scuola media statale G. Padalino di Fano si recheranno ad Ostuni nella settimana dal 16 al 23 settembre. Si tratta dei giovani attori che nell’a.s. 2011-12 hanno partecipato alla rappresentazione teatrale dal titolo “Ma che pesci pigliamo” piazzandosi tra le cinque scuole vincitrici a livello nazionale del concorso Marinando. Una campagna di sensibilizzazione scolastica sul mare e la pesca, promossa fin dal 1995 dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, alla quale la Padalino par-

tecipa, collocandosi tra i finalisti ormai da dodici anni. La scuola ha già vinto durante le passate manifestazioni 3 coppe del Presidente della Repubblica, 4 coppe della Giuria dei giornalisti e 1 della Giuria Giovani. Anche quest’anno, quindi, ci si augura che gli alunni della Padalino possano aggiudicarsi un ulteriore premio da aggiungere ai prestigiosi riconoscimenti già ottenuti. Lo spettacolo teatrale, coordinato e diretto dalla prof.ssa Cristina Diotallevi in collaborazione con l’esperto Sandro Fabiani e la prof.ssa Anna Maria Pierini ex docente della Padalino, tratta di un tema importante

quanto, forse, poco conosciuto: la lottizzazione del mare Mediterraneo da parte di grandi società per la realizzazione di piattaforme estrattive offshore. L’istallazione di questi enormi mostri di metallo al largo delle nostre coste provoca gravi danni alla conservazione della biodiversità minacciando seriamente l’ittofauna. I giovani alunni della Padalino avranno modo di portare sotto i riflettori della “città bianca” un problema di grande rilevanza per la protezione del Mare Nostrum così come faranno i giovani finalisti provenienti dalle scuole secondarie di primo e secondo grado di diverse

Conclusa la Fiera della Sostenibilità

ha spiegato le finalità della fiera e ha ringraziato tutto lo staff per aver lavorato con costanza e impegno in questi mesi. La parola poi è passata a Davide Guidi, del Comitato organizzatore, il quale ha proposto ai presenti tre aspetti della transizione: l’aspetto politico, l’aspetto economico e di conseguenza quello del lavoro e l’aspetto spirituale. Intervenuto

Festeggiati anche i 60 anni del Maestro Sauro Nicoletti

Orchestra Fanum Fortunae

FANO - Un folto pubblico ha condiviso, sabato 8 settembre, con l’orchestra di Fiati Fanum Fortunae, presso la Chiesa di San Domenico, i festeggiamenti per i 40 anni di carriera musicale e i 60 anni del Maestro Sauro Nicoletti. Il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio, Fabio Tombari, organizzatore del concerto, presentando il Maestro Sauro Nicoletti, ha avuto per lui parole di affettuosa amicizia e apprezzamento per la sua attività nel campo musicale che ha fatto dell’Orchestra di Fiati Fanum Fortunae un vero fiore all’occhiello per la città di Fano. Applauditissimi il Maestro e i suoi orchestrali, alcuni dei quali provenienti da gruppi musicali del territorio che hanno avuto Sauro Nicoletti come Maestro e che, con la loro partecipazione, hanno voluto dimostrare l’affetto nei suoi confronti. Prima dell’esecuzione dell’ultimo brano del concerto l’Assessore Lomartire ha consegnato a Sauro Nicoletti un omaggio, a nome dell’amministrazione comunale, sottolineando come Sauro Nicoletti sia una figura rappresentativa che ha diffuso a Fano il piacere della musica e del fare musica. E’ toccato poi al Vicepresidente dell’Orchestra, Fabio Launaro, e alla giovane flautista, Laura Scarabottolo, consegnare, a nome dell’Orchestra, i loro omaggi. Il Maestro Sauro Nicoletti ha ringraziato commosso, ricordando coma la musica abbia, da sempre, fatto parte della sua vita e lo abbia accompagnato e sostenuto in ogni momento. L’Orchestra di Fiati rinnova i suoi auguri e si prepara, con lui, ad affrontare la sua nuova stagione. ©riproduzione riservata

tecipanti l’occasione di abbattere i confini di lingue e culture diverse e di condividere il migliore dei sentimenti, la fratellanza, in nome di un bene comune di altissimo valore, il mare Mediterraneo. ©riproduzione riservata

Storie di giovani della nostra diocesi

Verso una nuova civiltà

FANO – “In transizione verso una nuova civiltà” è stato il tema della settima edizione della Fiera della Sostenibilità. Tre giorni alla scoperta di persone, prodotti e progetti che fanno bene al pianeta. Tante persone non sono volute mancare alla serata di inaugurazione, venerdì 15 settembre, presentata da Lucia Magrini, del Comitato organizzatore, la quale

regioni italiane e di 5 Paesi affacciati sul Mediterraneo. Tutti si preparano a vivere una settimana indimenticabile con escursioni, laboratori, stage e tanti momenti di incontro. Il Festival, giunto alla XVII edizione, offre a tutti i par-

Ti racconto l’estate

alla serata anche il Vescovo. “Sostenibilità – ha spiegato Mons. Trasarti – è l’esatto contrario di voracità. La persona vorace non è mai felice. La voracità porta alla distruzione dell’economia di base: occorre, invece, una politica che dia dignità in particolare ai piccoli paesi. Dobbiamo tener conto sempre del criterio di non voracità sia a livello ambientale che affettivo”. Il Vescovo si è poi soffermato sul valore del volontariato come bene verso la felicità. Presenti all’inaugurazione anche il Presidente della Provincia, Matteo Ricci, il quale ha sottolineato l’importanza di individuare, dopo la transizione, una strada nuova e l’assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Fano, Luca Serfilippi, il quale ha messo in evidenza la passione di tutti i volontari che hanno dato la possibilità alla fiera di crescere molto nel corso degli anni. ©riproduzione riservata

SAN LORENZO IN CAMPO - E’ il titolo dell’incontro dei giovani della nostra diocesi ospiti della parrocchia di San Lorenzo in Campo, lo scorso venerdì 14 Settembre, per la condivisione delle iniziative di cui sono stati protagonisti durante la calda estate 2012. Dopo la cena insieme, è iniziata la condivisione: gli scout hanno raccontato le loro emozioni durante la Route Nazionale di Agosto, nell’affascinante paesaggio delle Dolomiti. Alcuni animatori hanno testimoniato il Campo Educatori organizzato dall’AC, come momento importante di lavoro, formazione e liturgia. Tre ragazzi, di ritorno da Kipsing la nostra missione in Africa, hanno condiviso il loro operato “dove le persone che non hanno nulla sono capaci di dare tutto”. I ragazzi che hanno partecipato al Campo Missionario Diocesano hanno testimoniato la loro gioia dell’incontro con l’altro attraverso tale esperienza. Sono state invece le impressioni di meraviglia, paura e vera condivisione a caratterizzare il Campo di Discernimento Vocazionale a Pozza di Fassa. I ragazzi di Casa Giovani hanno invitato tutti a provare “questa bella esperienza di convivenza”. In seguito è stato fatto qualche accenno ai programmi futuri: GMG a Rio de Janeiro, Veglie di preghiera, incontri di formazione. La serata si è conclusa con la compieta e l’invito a pregare per nuove vocazioni, in occasione dell’ordinazione di Don Gabriele Micci (vedi pagina 13)

Istituto Diocesano di Musica Sacra

Iscrizioni alla Corale della Cattedrale

FANO - Sono aperte le iscrizioni per l’anno scolastico 2012/13 alla Scuola Corale della Cattedrale di Fano, la scuola dei pueri cantores della Cappella Musicale del Duomo di Fano. Questa scuola, che accoglie bambini e ragazzi (sia maschi che femmine) e li educa alla musica e al canto, ha tre percorsi: corale, vocale e strumentale. Il percorso corale prevede la sola partecipazione al coro, mentre quello vocale completa la partecipazione al coro con lezioni individuali di tecnica vocale. Il percorso strumentale offre la possibilità di studiare uno strumento (piano-

forte, organo, o altro strumento a richiesta) con lezioni individuali e la partecipazione all’attività del coro. Le prove del coro si svolgono due volte a settimana (un’infrasettimanale e il sabato). La Scuola Corale ha sede a Fano presso l’Istituto Diocesano di Musica Sacra in via Roma 118 (ex Seminario), dove si trovano diverse aule per le lezioni individuali e le prove del coro, fornite di pianoforti, organo, armonium e clavicembalo. Iscriversi a questa scuola ti insegnerà a suonare e cantare. Ma non è tutto! Avrai la possibilità di fare molte esperienze insieme

ad altri tuoi compagni, che condividono con te la passione per la musica. Potrai cantare in concerto nella tua città ed in altre città e magari andare in tournée in giro per l’Italia o all’estero. Crescerai con la musica e nella musica in un’esperienza attiva e coinvolgente. Al termine del percorso formativo si possono certificare le competenze raggiunte per proseguire gli studi in Conservatorio in anni successivi al primo. Chi fosse interessato potrà partecipare ad un incontro illustrativo che si terrà il giorno 1 ottobre alle ore 18.30 presso la sede della Scuola in via Roma 118, Fano (c/o Centro Pastorale Diocesano), ove verrà presentata l’offerta formativa e sarà possibile conoscere i docenti e visitare gli ambienti della Scuola. E’ possibile reperire tutte le informazioni e i moduli per l’iscrizione ai corsi dal sito internet http://scuolacoralefano.altervista.org o inviare una email all’indirizzo scuolacoralefano@altervista.org. ©riproduzione riservata


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23 settembre 2012

Urbino

Visita episcopale

Redazione di Urbino: Via Beato Mainardo, 4 - 61029 Urbino Tel. e Fax 0722/378395 ilnuovoamico@arcidiocesiurbino.it

L’Arcivescovo visita la Contrada Sal Polo

Orario: Mattino 9.00-12.00 Pomeriggio 15.00-17.00

Urbania Sant’Angelo in Vado URBINO. “Sono venuto per servirvi; la Provvidenza mi conduce qui, nella chiesa di Urbino, Urbania, S. Angelo in Vado”. Con queste parole mons. Giovanni Tani si è rivolto agl’innumerevoli fedeli di Urbino e dell’intera Arcidiocesi riuniti all’interno e all’esterno della Basilica Cattedrale per partecipare alla sua ordinazione episcopale. Era il 17 settembre 2011. Ancor vivo nella mente e nel cuore di tutti è il ricordo di quel pomeriggio di festa, reso ancor più intenso e suggestivo dalla scelta di celebrare proprio ad Urbino la cerimonia. Una lunga processione, in apertura, ha dato inizio all’Ordinazione episcopale, con l’ingresso delle confraternite con i loro gonfaloni, dei diaconi, dei sindaci e a seguire di mons. Tani, accompagnato dagli Arcivescovi concelebranti: mons. Francesco Marinelli, molto applaudito dai fedeli e dalle Autorità, mons. Francesco Lambiasi Vescovo di Rimini e il Cardinale Agostino Vallini, Vicario del Sommo Pontefice per la Diocesi di Roma che ha presieduto la celebrazione. Mons. Sandro De Angeli, Vicario generale di Urbino – Urbania – Sant’Angelo in Vado, ha chiesto al Cardinale che mons. Giovanni Tani fosse consacrato Vescovo; quindi mons. Luigi Ricci, vicario generale della diocesi di Rimini, ha letto ai presenti la bolla papale di nomina del nuovo Arcivescovo. Il Cardinale Vallini,

Un anno ad Urbino

nell’omelia, chiamando amichevolmente mons. Tani, più volte “don Vanni”, ha sottolineato come “essere Vescovo significa essere Pastore, spendersi per gli altri senza calcolo, non anteporre le proprie idee,

non essere uomo di potere ma un discepolo”. Poi la preghiera consacratoria, l’unzione, la consegna dell’anello, della mitra e del pastorale, quest’ultimo usato dal cugino di suo padre, Arcivescovo dal 1932 al

1952, l’insediamento, l’abbraccio e il bacio di pace da parte di tutti i Vescovi. Un momento molto toccante è stato sicuramente la benedizione impartita dall’ordinato a tutti i presenti, accompagnata da scoscianti

La gratitudine della nostra Chiesa

ACQUALAGNA. Sabato 8 settembre, il Santuario Mariano del Pelingo ha accolto un’imponente folla di fedeli affluita per venerare la Vergine Maria nel giorno del suo compleanno. Una fiumana di gente è entrata nel Santuario per pregare accostandosi ai Sacramenti della Penitenza e dell’Eucaristia. Mai vista tanta folla. Erano famiglie intere, fedeli organizzati di parrocchie vicine e lontane della nostra Arcidiocesi, erano fedeli delle diocesi di Pesaro e di Fano, dei paesi vicini dell’Umbria e della Toscana e anche da Roma. Sono giunti a gruppi dal primo albeggiare del mattino fino a notte tarda. Alle migliaia di fedeli pellegrini, il Santuario non era mai apparso così bello nella sua eleganza e nella sua armoniosa sobrietà avvenuta dopo i lavori di risanamento. Ha portato tanta gioia anche la presenza dell’arcivescovo mons. Giovanni Tani, che per la prima volta ha presieduto la liturgia eucaristica delle ore 18:00. Hanno concelebrato con lui il Vicario Generale mons. Sandro De Angeli e 55 sacerdoti della Congregazione di Propaganda Fide presenti al Santuario per imparare la lingua italiana, alla “Scuola Dante Alighieri” di Urbania, prima di iniziare gli studi in corsi universitari presso Facoltà Teologiche di Roma. La

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RICORRENZA DELLA CONSACRAZIONE EPISCOPALE DI MONS. TANI

L’AFFETTO DELL’ARCIDIOCESI PER IL SUO PASTORE

URBINO. Un anno fa, nella gremitissima Cattedrale di Urbino, il nostro Arcivescovo Mons. Giovanni Tani riceveva l’ordinazione episcopale ed iniziava il suo servizio pastorale nella nostra Arcidiocesi di Urbino – Urbania – Sant’Angelo in Vado. Ora, nel ricordare questo avvenimento, tutta l’Arcidiocesi desidera mettersi in atteggiamento di ringraziamento. Per ringraziare innanzitutto il Signore perché, attraverso l’Arcivescovo, continua la sua presenza di buon pastore

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che precede e guida questa sua chiesa particolare. Per ringraziare, poi, Mons. Giovanni Tani perché ha accettato di metter la sua fede, le sue forze, la sua esperienza, tutta la sua vita a servizio di questa nostra chiesa. In questo primo anno abbiamo sperimentato la sua opera pastorale intensa e speciale, che si è espressa in un servizio costante e premuroso, e che si è caratterizzata come incontro con tutte le parrocchie, disponibilità, accoglienza

e dialogo con tutti coloro che l’hanno desiderato, così come aveva promesso nel giorno della ordinazione: “Voglio servirvi come Vescovo e, con l’aiuto di Dio e la collaborazione di tutti, spero di riuscirci”. Nel giorno in cui ricorre l’anniversario, il 17 settembre, l’Arcivescovo è a Roma per impegni istituzionali. Ma avremo modo sabato 6 ottobre 2012, quando tutta l’Arcidiocesi sarà convocata alle ore 17,00 nella Cattedrale di Urbino per l’inaugurazione del

nuovo anno pastorale, di fare corona attorno a lui per esprimere il nostro ringraziamento e per augurargli abbondanza di grazia e di benedizioni dal Cielo, perché possa a lungo espletare tra noi la delicata e impegnativa responsabilità nel proporci suggestive mete pastorali e nel coordinare tutta la vita spirituale della nostra Arcidiocesi. Ci attendono anni meravigliosi e difficili, ma ci sentiamo tranquilli, forti e sicuri per l’esperienza del suo ministero

SANTUARIO MARIANO DEL PELINGO

La Natività di Maria

presenza di questi sacerdoti provenienti dalle giovani chiese del Terzo mondo, spesso povere di mezzi e talvolta perseguitate, ma ricche spiritualmente, rappresenta per la nostra chiesa diocesana un grande dono ed un’importante occasione d’incontro e di arricchimento da non lasciarci sfuggire e da sfruttare. Ci hanno fatto perfino ascoltare i

canti mariani della loro terra. Questo nostro Santuario Mariano diocesano, già legato spiritualmente alla Basilica Papale di Santa Maria Maggiore di Roma, potrebbe avere una risonanza mondiale grazie anche a questi sacerdoti, alcuni dei quali potrebbero addirittura essere scelti in avvenire come eccellenti Pastori nelle loro terre di origine.

Tutto ciò è per noi dono di Maria. L’Arcivescovo nella sua omelia, ha preso spunto dalla liturgia domenicale, essendo quella l’ora della Messa prefestiva del sabato. Partendo dal vangelo sulla guarigione del sordomuto, ha sviluppato il pensiero sull’importanza della maternità di Maria nella vita della Chiesa, dove è invocata come Madre di Misericordia e Aiuto dei cristiani. Il “sordomuto” del Vangelo assomiglia molto a tanti di noi. Possiamo avere accanto il Signore, che ci sussurra le parole più dolci e pressanti: non lo sentiamo! Possiamo avere vicino le persone più buone, che desiderano aiutarci: non prestiamo attenzione! O possiamo passare davanti a chi ha bisogno di un conforto, di una speranza: è come se fossimo soli al mondo, chiusi nel nostro egoismo! La Madonna è la nostra Madre. È quella che ci può prendere sulle braccia per guidarci nella via della grazia ed aprirci (effatà), aprirci alla carità. Il parroco don Gianluigi Carciani, che ha fatto gli onori di casa accogliendo nel prato superiore del San-

applausi, mentre il Coro intonava il Te Deum. Dal giorno del suo ingresso ha dato inizio ad una intensa attività pastorale che lo ha portato in tutte le chiese grandi e piccole dell’Arcidiocesi per celebrare l’eucaristia ed incontrare la gente presentando ovunque una chiesa aperta agli orientamenti e alle direttive del Concilio per vivere con entusiasmo la misura alta della vita cristiana: la santità. Parlando al Pelingo l’8 settembre scorso, mons. Tani, si è detto contento di questo primo anno dove, appunto, ha avuto modo di conoscere la nostra Chiesa Diocesana, trovandola ricca di tante e belle tradizioni e soprattutto “una Chiesa che ama e onora Maria”, la strada più sicura per arrivare a Gesù, unico Salvatore. Assente in questi giorni per la partecipazione ad un incontro dei nuovi vescovi a Roma, mons. Tani parlerà di questo suo primo anno alla guida dell’Arcidiocesi il prossimo 6 ottobre in Cattedrale, in occasione della cerimonia di apertura del nuovo anno pastorale. AF © RIPRODUZIONE RISERVATA

episcopale, di lui che percorre, davanti a noi e insieme con noi, la strada, che a volte è ripida e cosparsa di difficoltà, ma anche colma di limpida gioia e di comunione fraterna. I sacerdoti, i religiosi e le religiose e i fedeli cristiani di tutta l’Arcidiocesi, ancora una volta, esprimono con gratitudine e riconoscenza, i più sinceri sentimenti di affetto e di stima per quella inconfondibile testimonianza di autentico, di buono e di illuminato Pastore che egli ha dato finora in mezzo a noi. Grazie Eccellenza. Mons. Sandro De Angeli Vicario Generale dell’Arcidiocesi © RIPRODUZIONE RISERVATA

tuario diverse centinaia di fedeli, tutti all’ombra sotto la “Tendopoli Mariana” al riparo dai potenti raggi del sole, ha espresso con vibranti parole la sua gioia nel vivere insieme un forte momento di comunione ai piedi della Madonna, Madre della Chiesa e della Misericordia. Tra tanta gente abbiamo notato il sindaco di Acqualagna Andrea Pierotti, Bruno Capanna membro del Consiglio Provinciale e il Maresciallo della Stazione Carabinieri di Acqualagna. C’erano diversi benefattori del Santuario, i responsabili dell’Ufficio Amministrativo, dell’Ufficio Tecnico e dell’Istituto Sostentamento del Clero dell’Arcidiocesi. Il servizio liturgico è stato animato dal coro parrocchiale del Pelingo e dalle suore Piccole Ancelle del Sacro Cuore del Santuario. Mentre il servizio d’ordine per regolare i movimenti di migliaia di autoveicoli da posteggiare nell’ampio prato antistante al Santuario, è stato eseguito da esperti della Pro Loco del Furlo, dai Vigili Urbani, da elementi della Protezione Civile e da tanti volontari, tutti ben coordinati tra loro nell’offrire un servizio ben organizzato a vantaggio di tutti. Giuseppe Mangani © RIPRODUZIONE RISERVATA


18 23 settembre 2012

Urbino Urbania Sant’Angelo in Vado

SANT’ANGELO IN VADO. Al via la terza edizione della rassegna di Organo e Liturgia “Princeps gloriosissime, Michael Archangele” promossa dalla parrocchia San Michele Arcangelo di Sant’Angelo in Vado sotto la direzione artistica dell’organista titolare, il M° Lorenzo Antinori. Novità di quest’anno saranno l’accostamento di voci soliste e di formazioni corali al tradizionale suono dell’organo, ed inoltre l’esecuzione di brani richiedenti l’impiego di due organi. Come per le precedenti edizioni, protagonista principale della rassegna sarà il prezioso organo costruito da Giovanni Tamburini nel 1933 e collocato sulla cantoria della Concattedrale vadese. Lo strumento, voluto dal vescovo mons. Luigi Baccini ed installato durante gli importanti lavori di restauro cui è stata soggetta l’allora Cattedrale all’inizio degli anni ‘30, è stato revisionato dall’organaro Luciano Peroni di Pesaro nell’ottobre del 2008. La rassegna si snoderà nei giorni da mercoledì 26 a venerdì 28 settembre, in occasione del Triduo di preparazione alla solennità di San Michele Arcangelo, patrono principale della parrocchia e compatrono della nostra arcidiocesi. Questi gli

SANT’ANGELO IN VADO SI PREPARA ALLA FESTA PATRONALE

Rassegna di organo e liturgia per San Michele

appuntamenti: la Messa delle ore seguirà la Messa. Animerà la li18 di mercoledì 26 settembre ve- turgia la Schola Cantorum della drà la partecipazione del soprano Concattedrale di Urbania, con la fermignanese Annalisa Cancel- partecipazione del soprano Annalieri, accompagnata all’organo da lisa Cancellieri, uniti sotto la direAntinori, impegnati nell’esecu- zione all’organo del M° Lorenzo zione di musica sacra spaziante Antinori. In programma musiche dal romantico al contemporaneo. di Lorenzo Perosi, tra cui la Missa Giovedì 27 settembre, sempre alla “Te Deum laudamus” del 1899, e Messa delle 18, il M° Alessandro di Johann Sebastian Bach. Casali (organista titolare del Duo- Sabato 29 settembre, solennità mo di San Leo) ed il M° Lorenzo di San Michele, saranno celebraAntinori proporranno un pro- te Sante Messe in parrocchia alle gramma di musica rinascimentale 8.30 ed alle 10.30 (alle 9.30 presso di rarissimo ascolto, in un interes- il monastero delle monache Serve sante “duello” a due organi con gli di Maria); alle 17 il canto del Veesecutori posti a distanza, alle due spro cui farà seguito la processioestremità della chiesa. Venerdì 28 ne per le vie del centro storico e settembre infine, a partire dalle la Santa Messa Pontificale presie17.15, verranno celebrati i Primi duta dall’Arcivescovo S. E. Mons. Vespri della Solennità, cui alle 18 Giovanni Tani. Alle 19.30 la fan-

fara della Polizia di Stato terrà un concerto a Teatro Zuccari, cui farà seguito in fine il momento conviviale, quest’anno offerto dal-

IN FESTA LA COMUNITÀ DI CA’ MAZZASETTE

La Madonna del Giro a San Paterniano URBINO. Cambiano i tempi, ma la festa dell’accoglienza alla Madonna del Giro registra tutt’ora una grande partecipazione di popolo. Il 12 maggio scorso, L’immagine di Maria, la mamma di tutti, di scuola baroccesca, assegnabile alla prima metà del secolo XVII, rappresentante la Madonna della Misericordia, restaurata nel 1876 a spese della comunità locale, accompagnata da preghiere e canti di una moltitudine di fedeli di tutte le età e dalla banda musicale, guidati dal parroco don Romano Conti, si è trasferita da Castelcavallino a Schieti, ove resterà un anno. La devozione a Maria è così radicata che la vicina frazione di Camazzasette, ha chiesto ed ottenuto di avere l’immagine di Maria nella locale chiesa di San

Urbania e dintorni d i Raimondo Rossi

Quasi Quasiun undiario diario

1. 8 settembre. Un’altra festa straordinaria di questa estate, è stata per me, la Processione delle rocche a Piobbico nella ricorrenza della Nascita della Madonna. Tradizione antica che prevede l’offerta della lana per i poveri nella abbazia della Madonna di Val d’Abisso. Siamo alle falde del Monte Nerone e di abissi ne sono tanti, ecco uno dei suoi nomi. Si narra che, anticamente dei pastori avessero trovato nel monte una immagine della Madonna che portarono in paese e, per conservarla e onorarla, avessero costruito una cappella, poi, crescendo il numero dei pellegrini, fu elevata l’attuale chiesa dedicata alla Vergine. Da allora, vari secoli, i piobbichesi, il giorno della festa, 8 settembre, si vestono con i costumi popolari tradizionali, colorati a forti tinte, e, tenendo in mano una rocca, colma di lana, sfila dal Borghetto del Palazzo Brancaleoni, fino al santuario della Madonna di Val D’Abisso, ripetendo simbolicamente l’offerta della lana ai poveri. Sono cinque chilometri da percorrere fino alla chiesa, che oggi nessuno farebbe a piedi, per di più con gli ultimi 500 metri in ripida salita. Precede la processione il crucifero, (questo compito era affidato al sacerdote Luigi Maioli per ogni cerimonia); dietro gli uomini della confraternita del SS.mo Sacramento, in saio azzurro, le Autorità comunali, poi le ragazze e le spose con i bambini, tutti portando una rocca traboccante di lana colorata. Mi sono stupito come non ci fosse nessuna telecamera a riprendere la scena. Sarebbe stato un motivo di scoop. Ma ora tutti i media sono in altre faccende affaccendati! Per i bambini vestiti da fraticelli è un gioco, ma gli adulti sono compresi nel rito. Quest’anno ha celebrato il nuovo arcivescovo Giovanni Tani che si è detto meravigliato da tanta devozione e grande partecipazione. Canti del Coro Santa Maria che, per l’occasione, ha eseguito l’inno popolare “Santa Maria di Val D’Abisso”, composto dal suo direttore Franco Sacchi e armonizzato dal maestro Lorenzo Gamboni. La giornata era di un azzurro splendido. 2. La moda passa, lo stile resta. 3. Nel mio diarietto privato avevo appuntato una osservazione fatta nel mese di agosto, quando nella chiesa di San Giovanni Battista, all’interno del Barco di Urbania, è stata rappresentata l’Aminta del Tasso. Questa chiesa, scrivevo, farà una brutta fine, ossia diventerà un mezzo teatro. Forse, per rispetto al luogo dove fino a un anno fa si celebrava la messa ogni domenica, almeno per la prima volta, si poteva pensare a rappresentare qualche cosa di sacro. Ma così va il mondo! 4. Non è stata una buona annata per gli avellani! Lo dicevo ad un mio amico che non mi fece finire l’osservazione raccontandomi, a proposito degli avellani, un episodio dei tempi scorsi. Negli anni ’60, quando lui era allenatore della squadra allievi di calcio, il premio per chi segnava goal consisteva in venti avellani raccolti nel giardino di Cellini. Qualcuno ne guadagnò fino a quaranta. 5. Vado in Urbino in corriera. Da Urbania ce n’è una ogni ora: è comodissimo. Oggi di ritorno avevo perso la corsa regolare, per fortuna sono riuscito ad approfittare di quella riservata agli studenti che vengono distribuiti fino Lamoli. Gremitissima, sono stato per un po’ in piedi aggrappandomi qua e là. Una ragazza, pur vedendomi forte, si è accorta che ero un po’ vecchietto e mi ha offerto il suo posto. C’erano anche tanti maschi, però meno attenti al rispetto della canizie.

Paterniano, sia pure per un tempo limitato. Per l’avvenimento la piccola comunità del Foglia ha decorato strada e chiesa ed ha voluto, per la celebrazione della messa, il suo antico parroco, mons. Pietro Caldari che, negli anni giovanili, vi esercitò l’azione pastorale per vent’anni e quattro mesi. Una esperienza indimenticabile per il presule che ha voluto donare alla sua comunità, la pianeta con la quale celebrò la sua prima messa il 29 giugno 1953. Una pianeta che portava i segni del tempo. Per ringraziare del gesto affettivo, le parrocchiane riconoscenti, si sono adoperate per riportarla a nuovo ricorrendo all’aiuto delle suore di clausura di Urbino, da sempre un’autentica fucina per la conservazione e la trasmissione dei

l’Amministrazione Comunale, a Palazzo Mercuri. AF © riproduzione riservata

segreti del rammendo e del recupero degli arredi sacri ed in particolare dell’arte tessile. Una sorpresa ed un regalo ad un prete che si avvia a celebrare i sessant’anni di sacerdozio e a compiere la veneranda età di novant’anni. Una ulteriore conferma alla domanda che si era posto mons. Franco Negroni sulla validità, oggi, degli antichi riti della Madonna del Giro. Una risposta positiva espressa dallo stesso don Franco per l’entusiasmo presente nelle varie chiese dell’arcidiocesi di Urbino, Urbania e Sant’angelo in Vado, verso questa antica devozione mariana. Un rito ed un affetto mirabilmente animati dalle donne che sono gran parte nell’organizzazione logistica ed in quella liturgica, come a Camazzasette con le ragazze del coro o come le abbiamo viste, cantare con l’identico entusiasmo, nelle chiese delle limitrofe Pieve di Cagna e Montecalvo in Foglia. Sergio Pretelli © riproduzione riservata

URBINATI IN PREGHIERA SULLA TOMBA DI SAN PIO

Pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo U R BINO. N e i giorni 11, 12 e 13 s e ttembre il gruppo di preghiera “San Pio da Pietrelcina” di Urbino, di cui è responsabile Giovanni Palazzi, ha promosso il tradizionale pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo per pregare sulla tomba del santo delle stigmate. Una prima tappa del viaggio è stata effettuata a Lanciano nella chiesa del miracolo eucaristico dove ha concelebrato la santa messa mons. Umberto Brambati, parroco dell’Annunziata di Urbino e guida del gruppo. Una seconda sosta è stata effettuata presso il santuario di san Matteo sul Gargano. In serata, giunti a destinazione, ci siamo recati nella basilica inferiore della nuova chiesa di San Pio per la recita del Rosario. La mattina di mercoledì

12 è stata dedicata alla Via Crucis lungo il percorso che si snoda sul fianco della collina sovrastante il santuario. Nel pomeriggio c’è stata una visita alla grotta del santuario di Monte sant’Angelo. Giovedì 13, ultimo giorno di pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo, il gruppo di preghiera di Urbino ha trascorso la mattinata nella chiesa grande di San Pio, dove ha partecipato alla messa presieduta da mons. Antonio Santucci, Vescovo emerito di Trivento, che nell’omelia ha richiamato i fedeli a tenere vivo nel cuore l’eredità spirituale del santo da Pietrelcina. FN © riproduzione riservata


Urbino Urbania Sant’Angelo in Vado

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VIAGGIO NEL MONDO POETICO DI RENZO SCOPA

“Amo i colori di Urbino” esposte e che sono il comune denominatore di tutta la sua produzione. Egli è un attento e profondo osservatore della realtà in tutte le sue sfaccettature, sia positive sia negative. Ed è proprio attraverso le immagini che esprime al meglio le sue sensazioni. Certamente, essendo un “poeta” dell’anima umana che non ha mai smesso di interrogarsi sul senso della vita, non è semplice calarsi nella sua dimensione umana e artistica.

URBINO. C’è un artista di Urbino che, “partito dal 1954, quasi all’improvviso, dall’immagine molto semplice e un po’ inaspettata di una veduta con case solitarie e alberi spogli contro un cielo che sembra scuro (…) per il nulla spaziale”, come scrive il noto critico Floriano De Santi, si è trasformato ben presto, grazie all’azione stimolante della Scuola del Libro di Urbino, dei suoi maestri Un recital al teatro Sanzio Carnevali e Castellani e all’influsso Non è un caso, dunque, se dieci anni di intellettuali illuminati, quali Car- fa, per volere del figlio Saulo, è nato lo Bo e Paolo Volponi, in un pittore un recital musicale con l’obiettivo di Massimo Bartoletti, Umberto Ugo- anche realtà di povertà, di solitudine completo e originale che ha saputo sintetizzare e divulgare il suo pen- berti e Ermanno Vallini sono ma- e di dolore di tante popolazioni con descrivere magistralmente l’inquie- siero attraverso musiche e letture gistralmente riusciti a far percepire le quali l’artista è venuto a contatto. tudine esistenziale dell’uomo con- interpretative, nonché immagini al pubblico il vissuto, la fantasia, le Oltre che per la ricerca, Scopa sarà temporaneo, la sua miseria, le sue evocative, create sulla base della rie- passioni e la forte carica emotiva che ricordato come il simbolo di un sapaure e le sue gioie. Stiamo parlan- laborazione degli scritti del periodo ha caratterizzato tutta l’attività di pere trasportato. Ha fatto conoscere do di Renzo Scopa, nato a Urbino giovanile dell’artista, molti dei quali Scopa. Nonché l’amore e la nostal- in giro per l’Italia il sapere di Urbino; nel 1933 e morto a Città di Castel- anche frammenti, e di alcuni suoi gia per l’amata città di Urbino, i cui ha insegnato a generazioni di ragazlo nel 1997, dove si era trasferito racconti di viaggio. Questo spetta- colori accesi e intensi sono sempre zi il disegno, la stampa, l’incisione per insegnare all’Istituto per le Arti colo, che ha anche il pregio di far presenti nelle sue opere. Il pubblico e la grafica che aveva acquisito ad Grafiche, dopo essere stato in Luca- riemergere l’Urbino degli anni ’50 visibilmente incuriosito e coinvolto, Urbino. Però la sua stella polare è nia, Sicilia e a Mantova. E proprio in – oggi quel mondo non c’è più…-, si é lasciato trasportare in questo rimasta sempre la sua amata città di questi giorni, Urbino rende omag- è andato in scena nei giorni scorsi viaggio alla scoperta del senso della Urbino. Gli piaceva più ricercare e gio a questo suo “maestro” gentile nello splendido teatro Sanzio di Ur- vita. Un viaggio non celebrativo, ma scavare che mettere in bella mostra e riservato, che proprio per il suo bino. I musicisti Maurizio Perugini, di formazione, che scopre ed evoca le sue opere e per questo ora la faessere solitario per scelta e vocazione non si è mai fatto conoscere dal grande pubblico, con una mostra al Castellare del Palazzo Ducale, fortemente voluta dalla sua famiglia, e in particolar modo dal figlio Saulo, che rimarrà aperta sino al 23 setO alte torri che d’estate padre Renzo, da anni accompagna le sue tembre. Sarà questa, l’occasione, per toccate la luna mostre in giro per l’Italia; ma qui ad Urbino entrare in contatto con quelle che un forte sogno m’annulla. è stata un’emozione tutta particolare: infatti sono le più grandi qualità delle sue Voi, che abitate lontano molti degli scritti di Renzo Scopa raccontaopere, ovvero “il rigore irrazionale, venite a vedere le Torri d’Urbino! no la “sua Urbino”, città vissuta e trasfigurala caotica armonia, la calma angoRenzo Scopa ta dalla sua fantasia. Un grazie in particolare scia e la durevolezza instabile”. Il va a Massimo Bartoletti e Maurizio Perugini, visitatore non potrà non cogliere e “Siamo molto contenti di aver potuto rap- che sono stati la vera anima di questo recital, farsi travolgere dalla sensibilità, dalpresentare qui ad Urbino, al teatro Raffael- dando un toccante eco alle sue parole”. la nobiltà d’animo e dalla profonda lo Sanzio, lo spettacolo “Amo tutti i colori”. Saulo Scopa religiosità di Scopa, che emergono Questo spettacolo, tratto dagli scritti di mio © riproduzione riservata chiaramente dalle cinquanta opere

miglia si sente piacevolmente impegnata a “mostrare”, a far conoscere la sua produzione. Questo impegno traspare anche dalle parole del figlio Saulo: “Siamo molto contenti di aver potuto rappresentare qui ad Urbino, al teatro Raffaello Sanzio, lo spettacolo “Amo tutti i colori” – ha dichiarato al termine della rappresentazione -. Tratto dagli scritti di mio padre Renzo, da anni accompagna le mostre in giro per l’Italia; ma qui ad Urbino è stata un’emozione tutta particolare: infatti molti degli scritti di Renzo Scopa raccontano la “sua Urbino”, città vissuta e trasfigurata dalla sua fantasia. Un grazie in particolare va a Massimo Bartoletti e Maurizio Perugini, che sono stati la vera anima di questo recital, dando un toccante eco alle sue parole”. Dopo aver partecipato a questa rappresentazione non si può non ricordare l’invito dell’artista, espresso sottoforma di poesia, rivolto a tutti, a venire a vedere Urbino: “O alte torri che d’estate / toccate la luna / un forte sogno m’annulla. / Voi, che abitate lontano / venite a vedere le Torri di Urbino”. Giuseppe Magnanelli © riproduzione riservata

...O alte torri

ACCADEMIA DELLA RISATA URBINO

I prossimi appuntamenti

URBINO. Sabato 22 settembre si svolge ad Urbino, in Piazza delle Erbe, dalle ore 9 alle ore 18, la quarta edizione locale di “Pompieropoli”, manifestazione realizzata dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco Comando Provinciale di Pesaro e Urbino, dall’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco del Corpo Nazionale Sezione di Pesaro e Urbino e dall’Unicef. La manifestazione vede la partecipazione di bambini delle Scuole Elementari, che potranno effettuare appositi percorsi comprensivi di spegnimento di fuochi controllati e teoria della prevenzione. La città di Urbino ospiterà giovedì 27 settembre la quinta edizione di “Volontariato in festa”, l’appuntamento annuale per far conoscere le tante realtà associative del territorio e per discutere sul valore del volontariato. Anche quest’anno l’Accademia della

Risata sarà presente con i propri Animatori qualità di Teacher Training di Richard Roper allietare la festa. magnoli, proveniente dal Sud dell’India e Dal 30 settembre al 7 ottobre riparte la VIII nominato dallo stesso Dr. Madam Kataria, edizione 2012 del Festival Clown & Clown, medico e ideatore dello Yoga della Risata, a Monte San Giusto (MC), denominata quale Ambasciatore di Laughter Yoga nel Città del Sorriso. Il programma 2012 del Mondo, con il supporto scientifico del Dott. Festival Clown & Clown prevede la parteci- Alessandro Bedini, Leader Laughter Yoga pazione dell’Accademia della Risata, attra- – Laughter Club Urbino – sede affiliata verso due appuntamenti: giovedì 4 ottobre, alla Dr. Kataria’s School of Laughter Yoga. nel momento dell’inaugurazione ufficiale Il Corso Intensivo diplomerà i partecipandel Festival e domenica 7 ottobre durante ti leader di laughter yoga abilitato dalla Dr. il momento conclusivo e più emozionante Kataria’s School of Laughter Yoga, che ti del Festival; in entrambi i momenti il Dott. permetterà di aprire Club della Risata in Alessandro Bedini, terrà due mega sessioni Italia e tenere sessioni di Yoga della Risadi Yoga della Risata. ta nelle aziende, nelle scuole, in palestre e Venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 otto- strutture socio-sanitarie, ma soprattutto di bre 2012, l’Accademia della Risata è lieta di migliorare la tua vita grazie ai benefici dello ospitare la prima Certificazione Internazio- Yoga della Risata. Il Corso si terrà a Urbino nale Leader Laughter Yoga organizzata nel (PU), presso l’Hotel “La Meridiana”, Via Urnostro territorio, con la partecipazione in binate 43, a Trasanni di Urbino.

Ricordo di NENO

N

ei giorni scorsi è scomparso l’urbinate Nazzareno Sgaggi (Neno). I famigliari,oltre a ringraziare quanti hanno partecipato al loro lutto hanno inviato una lettera in cui si esprime gratitudine e riconoscenza al Reparto di Medicina generale dell’ Ospedale S. Maria della misericordia di Urbino per le cure e l’assistenza prestate al loro congiunto. Questo il testo. <Carissimi, vorrei ringraziare tutti voi dal profondo del cuore, a partire dal Dott. Maiello con i suoi collaboratori, alla caposala, agli infermieri, al personale del reparto. Tutti siete stati vicino a Neno e a me con estrema delicatezza e professionale ma amorevole attenzione. Vi ringrazio. É stato un periodo difficile e faticoso ma la cura e l’amore da cui ci siamo sentiti avvolti ci ha permesso di affrontarlo con maggiore serenità. Sono certa che anche Neno vi sia grato. Vi abbraccio uno per uno e al mio grazie si uniscono, altrettanto riconoscenti, i miei figli e la mia famiglia. Giulietta Gelardi, Simone e Stefania Sgaggi e famiglie. © riproduzione riservata


20 23 settembre 2012

Urbino Urbania Sant’Angelo in Vado

• il• amico nuovo

PASSATA LA FESTA DELL’AQUILONE, GIÀ SI PENSA AL FUTURO

L’Arcivescovo visita la Contrada San Polo

URBINO – Sempre più in alto, sempre più avanti. È questa la parola d’ordine per tutti i partecipanti all’ormai più che cinquantennale Festa dell’Aquilone, non fa eccezione la Contrada San Polo. E se anche si vince solo per l’aquilone più piccolo (tradizione consolidata dall’infaticabile capocontrada Sirto Sorini), resterà sempre l’allegria dei momenti passati in compagnia in via delle Campane a studiare la lunghezza di questo filo o la robustezza di quella canna, a discutere delle bandiere o del nuovo campo di gara. Resterà comunque la gioia di aver partecipato e la voglia di far sempre meglio, arrivare sempre più in alto, in una sfida più con se stessi che con gli avversari. Questo il messaggio che è stato esposto anche all’Arcivescovo Mons. Tani durante la sua visita proprio il giorno della gara presso la storica sede a due passi da porta S. Agostino; l’Arcivescovo, che ancora non conosceva bene la festa urbinate, si

è informato sulla sfida e sulle re- stianità, nonostante la sua appargole di costruzione delle “comete” tenenza “d’ufficio” al quartiere del colorate, ha osservato le bandiere Duomo. “Non posso certo smentie tutti gli aquiloni pronti per la re la mia residenza nel rione della gara stipati nel locale e ha posato Cattedrale,- ha detto Mons. Tani con una maglietta donatagli dalla -ma il mio cuore è solidale con tutcontrada che porta il nome di uno ti e fraterno con ogni quartiere”. La dei Santi più importanti della cri- settimana dopo la festa c’è stata

L’ATENEO NOMINA QUATTRO NUOVI AMBASCIATORI ACCADEMICI

Figure di rilevanza internazionale

URBINO. Venerdì 21 settembre, alle ore 12, presso l’Aula Rossa di Palazzo Battiferri in via Saf-

fi 42, è in programma la nomina di quattro Ambasciatori Accademici dell’Università di Urbino. Si tratta di figure di rilevanza internazionale, professori e ricercatori famosi a livello internazionale e legati in qualche modo all’ateneo urbinate, che diventano in questo modo dei “testimonial” della nostra università nel mondo. Si tratta dei professori Volker Böhm, economista della Università di Bielefeld (Germania), Carl Chiarella, matematico e economista della Università politecnica di Sydney (Australia), Tony Puu, economista regionale dell’Università di Umea (Svezia), Barkley Rosser Jr., economista alla James Madison University di Harrisonburg (USA). Questi quattro studiosi sono ad Urbino per partecipare alla settima edizione del convegno inter-

L’UNITALSI DÀ IL PROPRIO CONTRIBUTO ALLA PROTEZIONE CIVILE

Terremoto io non rischio

URBINO. Come sappiamo, l`Unitalsi non svolge più solo pellegrinaggi, anche se è conosciuta soprattutto come associazione del treni bianchi. In particolare, con il passare del tempo si sta aggiornando e si rivolge in tanti altri campi nell`aiuto ai bisognosi e sofferenti, come ad esempio: portando avanti il progetto bambini, le case vacanze, il servizio civile nazionale ed estero, il cuore di latte, il progetto sollievo, la casa famiglia, “volere volare”, il computer in un batter d`occhi, i luoghi della disabilità, la protezione civile.

nazionale sui Modelli Dinamici in Economia e Finanza. In realtà hanno regolarmente partecipato anche a tutte le precedenti edizioni di questo convegno, che si svolge a Urbino ogni due anni dal 2000, e hanno trascorso vari periodi presso il nostro Ateneo per motivi di ricerca. Il loro elevato profilo culturale e la rilevanza delle loro figure sul piano dei rapporti accademici internazionali, unitamente al loro legame con Urbino, li rende adatti a rappresentare idealmente la nostra università nel loro paese e nell’ambiente scientifico internazionale. E’ proprio questa l’idea che il Rettore Stefano Pivato, insieme al Delegato Rettorale per i Rapporti Internazionali Giuseppe Giliberti, ha voluto portare avanti nell’istituire la figura dell’ambasciatore accademico nell’ambito del più ampio programma per l’internazionalizzazione dell’Università di Urbino. La cerimonia della nomina sarà seguita una tavola rotonda sul tema del ruolo della modellistica matematica in economia e finanza. La partecipazione è aperta a tutti.

invece la consueta riunione conviviale nello splendido scenario notturno del torrione, alla quale ha partecipato lo stesso Arcivescovo assieme a don Hugo. Non è allora mancata una domanda che tutti i contradaioli da tempo si pongono: potranno i locali essere di nuovo esclusivamente adibiti a sede della contrada? Ormai da vari anni infatti le stanze sotto la chiesa di S. Agostino vedono l’alternanza tra quest’ultima e la contigua Caritas. La speranza c’è, visto che anche lo stesso ente diocesano chiede più ampi e accessibili locali, ma nel-

l’immediato non si sono fatte promesse. Intanto, conclusa una festa, già si pensa a un’altra: alle prossime Vie dei Presepi infatti sarà esposto tra gli altri un originale presepeaquilone, realizzato da alcuni contradaioli da un’idea dello scrivente, anche per portare un po’ di tipicità urbinate nella rassegna natalizia. Ancora una volta San Paolo depone la spada per riprenderla con lo stesso slancio il prossimo Settembre, quando tutto ricomincerà, come da ben 58 anni. Giovanni Volponi © RIPRODUZIONE RISERVATA

E’ LA NUOVA DIRIGENTE DELLA PRESTIGIOSA SCUOLA DEL LIBRO

Bianca Marrè al Liceo artistico

Urbino _ Il nuovo anno scolastico ha fatto registrare il cambio della guardia alla dirigenza del Liceo artistico urbinate erede della gloriosa Scuola del Libro di cui porta avanti la tradizione ultra secolare e l’alta qualità degli studi. Per la nuova dirigente si tratta di un ritorno a casa in quanto ha già insegnato inglese nella scuola per sette anni e per di più il padre vi è stato docente per molti anni. Bianca Mariapia Marrè sostituisce la dirigente uscente Maurizia Ragonesi che ha saputo felicemente superare il passaggio da Istituto d’arte a Liceo artistico voluto dalla riforma scolastica. La nuova dirigente ha trovato la scuola in pieno boom di iscrizioni: 620

sono gli studenti dei corsi normali (sei classi prime) e 500 gli iscritti al Centro Eda di Educazione per adulti che frequentano le aule fino a sera. Tra le finalità che intende perseguire c’è quella di consolidare e aumentare il numero delle iscrizioni oltre a quella di portare avanti il progetto di Maurizia Ragonesi per la creazione di un “distretto culturale artistico” insieme all’ISIA (Istituto superiore industrie artistiche) e all’Accademia di belle arti che costituiscono due importanti istituzioni scolastiche a livello universitario. Altri obiettivi sono quello di mettere sul mercato i servizi offerti dalla scuola al fine di reperire risorse economiche e quello di ottenere la istituzione del corso di perfezionamento, che ha sempre rappresentato un punto di forza e di qualificazione dell’Istituto, e che, pur non essendo previsto dalla riforma, non è affatto escluso che possa essere riattivato. gdl © RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Proprio in relazione a questo ultimo punto di impegno vi è una notizia che è rivolta a tutti i lettori, e riguarda una attività che l`Unitalsi della sottosezione di Urbino-UrbaniaSant’Angelo in Vado è stata invitata a realizzare. Tre volontari hanno preparato questo evento iniziando con un corso formativo a Roma di tre giorni alla Sede Nazionale della Protezione Civile. A loro volta, hanno formato altre 10 volontari sia unitalsiani che di altre associazioni di volontariato, in particolare ha supportato lo svolgersi del corso preparatorio il responsabile della Protezione Civile di Urbino. L`argomento è “terremoto io non rischio” e si svolgerà in Piazza della Repubblica di Urbino, scelta dall`Unitalsi delle Marche, oltre a quella di Camerino, il 13 e 14 ottobre

2012: due intere giornate con gazebo ed esposizione di immagini e personale preparato per spiegare e far conoscere l`importanza della conoscenza basilare di alcuni accorgimenti in caso di terremoto. La sottosezione UNITALSI dell’Arcidiocesi di Urbino – Urbania – Sant’Angelo in Vado informa anche i lettori sui prossimi impegni dell’Associazione: dal 24 al 30 settembre si terrà il Pellegrinaggio Nazionale a Lourdes in treno; dal 25 al 29 settembre il medesimo pellegrinaggio si effettuerà in aereo. M. Luisa Gulini © RIPRODUZIONE RISERVATA


• • il nuovo amico

23 settembre 2012

prosa

di arte cultura sport

evento

Il 19 ottobre si apre la stagione al Rossini: sette appuntamenti da non perdere

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La Mostra degli Avori fa il pieno di visitatori pagine

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DAL MEDIOEVO AL RINASCIMENTO

Risalendo la vallata del Metauro, da Fossombrone in direzione di Urbino, all’altezza di Canavaccio, in alto sulla collina a destra si trovano i ruderi del Castello di Primicilio, soprannominato “La Brombolona”. Su questo castello, Maria Cristina Marchetti ha svolto una interessante tesi di laurea, della quale riportiamo alcune note. Il fatto curioso è che da una torre di avvistamento nacque un castello fortificato che prese il nome dalla campana (a suo tempo rubata) detta la Brombolona, per i bromboli (ghiaccioli) che ne ricoprivano gli orli nei mesi invernali. Ma per la povera campana non c’è pace; tolta per sicurezza dalla torre, fu ricoverata nei magazzini di un’agiata famiglia del posto ed attualmente non si conosce la sua le mura di cinta, con il proposito di collocazione. meglio proteggerla e di controllarla.

Il Castello di Primicilio e la Brombolona

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el XII secolo, quando gli enti ecclesiastici iniziano a cedere in affitto, in feudo o in enfiteusi non solo i piccoli appezzamenti agricoli come i mansi, ma anche parti più estese come il dominico, si intensifica il processo di disgregazione delle curtes, una sorta di grande azienda agraria di epoca alto-medioevale. Al disgregarsi delle curtes si associa il fenomeno dell’incastellamento di centri curtensi e di ville, che dalla fortificazione della casa dominica danno origine al castrum - un castello - le cui dimensioni dipendono dalla capacità del signore di raggruppare la popolazione entro

Nello stesso periodo si sviluppano insediamenti militari di origine tardo-antica caratterizzati in prevalenza da rocche, torri e piccoli centri fortificati, che spesso portano il nome del signore che li ha fondati. La Torre Brombolona è uno dei rari esempi di castrum fortificato edificato nel comprensorio di Canavaccio. L’edificio sorge sul pianoro della collina più alta in località Primicilio, terra di origine della famiglia di Polidoro Virgili di Fermignano. il padre Giorgio, notaio, risiedeva infatti assieme alla moglie Battista Pini nel podere Rio Cagliese. La torre fa parte di un castello fortificato, del quale sono visibili alcuni resti e par-

te della cinta muraria, entro la quale si ha notizia dalle Visite Pastorali dell’epoca, che nel 1496 esistesse un oratorio dedicato a S. Leonardo. La torre in pietra bianca della Cesana, alta 15 mt e risalente al XIII–XIV secolo, fu probabilmente edificata con funzione di avvistamento. Certamente faceva parte di un castello posto a presidio della via Flaminia, del quale si hanno notizie negli Statuti del Ducato. Il Castello era conosciuto con il nome di Castello di Primicilio, teatro negli anni 15741631, sotto la reggenza di Francesco Maria II, di una leggendaria contesa tra il Conte di Gaifa e quello di Primicilio per la campana da collocare sulla cima della torre campanaria. La torre versa oggi in pessime con-

dizioni, mentre ancora perfettamente conservata è la cisterna per raccogliere acqua piovana. Quasi interamente coperti dalla vegetazione sono, invece, i ruderi di un’altra struttura non più identificabile. La peculiarità della Torre Brombolona è da individuarsi nella capacità di questo edificio di coniugare, nella sua caratteristica struttura, la verticalità tipica degli edifici militari medioevali con la tradizione del campanile di origine cristiana che, rispetto al mondo pagano, apporta una novità assoluta: la campana. L’antica e preziosa campana in bronzo era presente sino i primi anni Novanta, per poi scomparire misteriosamente nel nulla. Aveva un diametro di cm. 75 ed una altezza di cm.

85 e, dalle poche informazioni reperibili, sappiamo che non fu collocata sulla torre fin dalla sua costruzione, ma che apparteneva originariamente al vicino Castello di Gaifa. La campana, oltre all’iscrizione in caratteri gotici: MENTEM SANCTAM SPONTANEAM HONOREM DEO ET PATRIE LIBERATIONEM – AMEN, ANNO DOMINI 1407, presentava l’iscrizione palindroma latina del quadrato magico: SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS. Maria Cristina Marchetti Laureata in Lettere indirizzo Storico- Artistico presso l’Università di Urbino ©riproduzione riservata

UNA CAMPANA SINGOLARE

Il quadrato magico del Sator

I

l quadrato del Sator è una ricorrente iscrizione latina, in forma di quadrato magico, composta da cinque parole: SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS. Disposte nell’ordine indicato, danno luogo ad un palindromo, cioè una frase che rimane identica se letta da sinistra a destra o viceversa. L’iscrizione, il cui significato è

ancora oscuro, è stata oggetto di numerosi ritrovamenti archeologici, sia in epigrafi lapidee sia in graffiti. Disponendo le parole su una matrice quadrata, si ottiene una struttura che ricorda quella dei quadrati magici di tipo numerico. Le cinque parole si ripetono se vengono lette da sinistra a destra e da destra a sinistra, oppure dall’alto al basso o dal basso in alto. Al centro del quadrato, la parola TENET forma una croce palindromica. Difficile stabilire il significato letterale della frase in quanto il termine AREPO non è strettamente latino. Nell’antica Gallia esiste-

va un tipo di carro celtico, che era chiamato arepos: la parola potrebbe, dunque, essere stata latinizzata in arepus, che nel quadrato avrebbe la funzione di un ablativo strumentale. Ne deriverebbe una traduzione di senso oscuro quale: “Il seminatore, con il carro, tiene con cura le ruote”. Una interpretazione più semplice considera “Arepo” come nome proprio, da cui il significato diviene: “Arepo, il seminatore, tiene con maestria l’aratro”. La presenza del palindromo in molte chiese medievali induce a considerarlo un simbolo che si inserisce nella cultura cristiana di quel periodo. Partendo dalla

identificazione del Sator, il seminatore, con il Creatore, è stata proposta anche la seguente interpretazione: “Il Creatore, l’autore di tutte le cose, mantiene con cura le proprie opere”. Le lettere che compongono il quadrato, analizzate con spirito enigmistico, possono servire a comporre una croce, nella quale la parola “PATERNOSTER” si incrocia sulla lettera N. Le lettere A e O che avanzano possono essere poste ai quattro estremi della croce, come fossero l’alfa e l’omega, il principio e la fine. Il quadrato sarebbe, dunque, un sigillo nascosto in uso tra i primi cristiani ai tempi delle persecuzioni. Al suo

interno contiene una croce greca dissimulata, costituita dall’incrocio, al centro del quadrato, delle due ricorrenze di TENET, l’unica parola della struttura che è palindroma di sé stessa. Inoltre è stato osservato che lo stesso carattere T era utilizzato dai primi cristiani per indicare la croce. Da notare anche che in molti edifici templari ricorre lo stesso quadrato. Sulla campana possiamo aggiungere che riporta la data del 1407, ha un diametro di cm.75 ed un’altezza di cm. 85. Sul bordo vi è un’iscrizione in caratteri gotici. a.c. ©riproduzione riservata


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arte cultura sport

23 settembre 2012

AL ROSSINI UN CARTELLONE PRESTIGIOSO PER LA STAGIONE DI PROSA

Sette appuntamenti da non perdere PESARO – E’ di nuovo tempo di teatro. Dal 19 ottobre al 14 aprile sul palcoscenico del Teatro Rossini si succederanno sette spettacoli che compongono il cartellone della stagione 2012/2013, frutto della collaborazione tra Comune di Pesaro e AMAT e realizzata con il contributo di Regione Marche e Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Alessio Boni, che di recente su RAI 1 ha interpretato l’indimenticabile Walter Chiari, e Marcello Prayer inaugurano la stagione con il Canto degli esclusi, un reading di poesie di Alda Merini, donna inquieta e sofferente, che ha trasformato in poesia l’esperienza del disagio mentale (19-21 ottobre). Ritorna al teatro, il suo amore giovanile, l’affascinante Laura Morante che interpreta The country, enigmatica commedia di Martin Crimp, uno dei più interessanti drammaturghi contemporanei. Accanto alla Morante il versatile Gigio Alberti in un affre-

sco della società postmoderna che porta la firma eccellente del regista Roberto Andò (23-25 novembre). Angela Finocchiaro, la comica stralunata de “La TV delle ragazze”, nel cast di “Benvenuti al Sud” e “Benvenuti al Nord”, insieme a Walter Fontana, autore del testo, e all’ironico Michele Di Mauro porta in scena Open day, spettacolo che nasce da una domanda che riguarda tutti noi: come si guarda al futuro quando non sai bene come comportarti col presente? (25-27 gennaio). A Febbraio (8-10) andrà in scena Il discorso del Re con Luca Barbareschi, anche regista, e Filippo Dini. Ambientato a Londra nei primi decenni del Novecento, lo spettacolo è incentrato sulle vicende di Albert, il futuro Giorgio VI, affetto da una balbuzie invalidante superata grazie ai metodi anticonformisti di un logopedista australiano. Il discorso del Re è un capolavoro dello sceneggiatore David Seidler nato per il teatro ma

trasformato nel 2010 in una pluripremiata pellicola diretta da Tom Hooper. Il secondo appuntamento di febbraio (22-24) è all’insegna del divertimento con Se devi dire una bugia dilla ancora più grossa, séguito dell’altra commedia di Ray Cooney Se devi dire una bugia dilla grossa, per la regia di Gianluca Guidi. Questa esilarante commedia degli equivoci, che vanta il prestigioso premio “Lawrence Olivier” come migliore commedia dell’anno a Londra, schiera sulla scena Gianluca Ramazzotti, Antonio Catania, caratterista teatrale e cinematografico di grande professionalità, Miriam Mesturino, l’inossidabile Raffaele Pisu, Nini Salerno e Licinia Lentini. Tutt’altra atmosfera per Quello che prende gli schiaffi di Leonid Nikolaevič Andreev. La coppia Roberto Sturno – Glauco Mauri adotta una libera versione tratta dall’omonimo testo teatrale di un’opera di grande successo in Russia nei primi del ‘900:

FRA I PARTECIPANTI ANCHE L’ACCADEMIA DEI TENEBROSI

Piagge omaggia la poesia

PIAGGE – Molti ricordano ancora la simpatica rassegna di “Arteinscena ” che per alcune estati si era tenuta a Piagge, avvalendosi dell’organizzazione della Pro Loco, con il patrocinio del Comune; se oggi questa manifestazione non esiste più, è facile immaginare che abbia influito il peso della crisi economica che ha forzatamente ridimensionato tutti i bilanci. Ben vengano perciò le iniziative dei privati che con i propri mezzi organizzano eventi capaci di aggregare la popolazione. È quello che ha fatto Gabriele Polverari (un tempo vivace animatore della locale Pro Loco) organizzan-

do negli spazi della Piadineria Dietro le Mura (sempre a Piagge), una serata di “Omaggio alla poesia”. Scartabellando il materiale della passata rassegna, egli ha pensato bene di invitare quei poeti che allora avevano partecipato, riproponendo la lettura dei loro componimenti. E’ nata così una riuscita serata di metà settembre, durante la quale, comodamente seduti ai tavoli del locale (magari assaporando una piadina), si sono potute ascoltare le opere di quanti hanno aderito, alcune lette direttamente dagli autori, altre da Elisabetta Lucertini e Dolly Daluiso. Tra i partecipanti, tanto per citare qualche nome, Fiorella Rosati Anastasia e diversi componenti dell’Accademia dei Tenebrosi” di Orciano, come Rodolfo Tonelli. A rendere ancor più poetica l’atmosfera è stata la musica d’autore di Alessandro Boccioletti. Mariella Polerari

Audizioni per tutte le voci

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Il Coro San Carlo di Pesaro indice audizioni per tutte le voci in vista delle nuove produzioni artistiche per l’anno 2012-2013, tra cui: Concerti con orchestra; Tournee in Italia e all’estero; Esecuzione di un ampio repertorio tratto da vari generi musicali. Contattare entro il 25 settembre 2012 il numero 340/6173342 Oppure inviare una e-mail: corosancarlo@gmail.com. Le audizioni si terranno presso la sede del Coro San Carlo in Via Confalonieri 9 – Pesaro. www. corosancarlo.com

i giochi di Leone PantaleonI da cagli

UN PREMIO PER UN REBUS

una storia commovente che, attraverso l’emozione e il divertimento, comunica al pubblico la “civile utilità del Teatro”(8-10 marzo). La stagione si conclude con The history boys, “miglior spettacolo del 2011” per il prestigioso Premio Ubu, che mette in scena un gruppo di adolescenti all’ultimo anno di college impegnati con gli esami di ammissione all’università. La commedia di Alan Bennett, nella versione di Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani del glorioso Teatro dell’Elfo, ha debuttato nel 2010, sei anni dopo la prima inglese, incontrando la risposta entusiasta degli spettatori più giovani (12-14 aprile). Gli abbonati alla passata stagione potranno esercitare il

Nella foto: Angela Finocchiaro, la comica stralunata de “La TV delle ragazze” © RIPRODUZIONE RISERVATA

FINO AL 13 OTTOBRE LE ATMOSFERE MUSICALI IN PROVINCIA

Prosegue “Castelli d’aria” PESARO – “Castelli d’aria” è l’immagine suggestiva legata agli itinerari organistici nella provincia di Pesaro e Urbino organizzati dal network “Marche & Organi” con il patrocinio della Regione Marche e della Provincia di Pesaro e Urbino. La rassegna, iniziata il 5 luglio, prosegue con grande successo di pubblico, caratterizzata dall’intento, che coinvolge tutti gli artisti, di far conoscere i luoghi più belli e gli strumenti storici più interessanti della nostra Provincia. Dopo aver toccato Fano, dove nella Basilica di San Paterniano si trova l’organo op. 103 di Gaetano Callido del 1775, Mondolfo, che nell’Insigne Collegiata di Santa Giustina conserva l’organo costruito dallo stesso Callido l’anno successivo (op. 116), Saltara, Cartoceto, Urbania, Montevecchio di Pergola, che nella cantoria della Chiesa di San Giuseppe ospita un organo di autore anonimo dell’Italia centrale risalente alla fine del XVII secolo, lo scorso week end la rassegna ha proposto due appuntamenti: nella chiesa di San Filippo, a Fossombrone, si sono esibiti il soprano Pamela Lucciarini e l’organista Luca Scandali con un programma dedicato al repertorio sacro del Seicento veneziano. Nel corso della serata sono stati proposti all’ascolto autori che hanno contribuito in modo significativo alla evoluzione della vocalità italiana tra la grande tradizione della polifonia e le innovazioni della melodia accompagnata. Il giorno successivo a Mombaroccio nella chiesa di San Vito e Modesto il concerto è stato dedicato

o Un segnalibr in omaggio

Frase: 7-7

vincitori verranno estratti a sorte tra coloro che avranno inviato la soluzione corretta a pesaro@ilnuovoamico.it oppure a IL NUOVO AMICO Via del Seminario 4 – 61121 Pesaro. L’omaggio di questa settimana è un esclusivo SEGNALIBRO in silverplate I VINCITORI DELLA SETTIMANA Vincono un esclusivo SEGNALIBRO in silverplate La chiave risolutiva del rebus di Leone da Cagli pubblicato a pag. 22 del n. 31 del “Nuovo Amico” di domenica GIOVANNA PENSALFINI 16 settembre era: Rebus frase (5-6) – “C lavano; D osa” CLAUDIA RICCI (CLAVA NODOSA) ELENA RAGNI E’ possibile ritirare il premio da lunedì a mercoledì dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 17 alle ore 19 presso la redazione di Pesa-

diritto di prelazione sull’acquisto dei nuovi abbonamenti dal 6 all’11 ottobre senza distinzione di turno. Coloro che desiderano effettuare cambi di turno e posto hanno a disposizione i giorni 12 e 13 ottobre. Vendita nuovi abbonamenti dal 14 ottobre. Biglietteria del Teatro Rossini (0721.387621) aperta tutti i giorni (10-13 e 17-20). Info: Teatro Rossini 0721.387620, www. pesarocultura.it, teatri@comune. pesaro.pu.it, AMAT 071.2072439 www.amat.marche.it. Maria Rita Tonti

ro (via Rossini 53). Per un diverso recapito contattare il n. verde gratuito 800/501170 sempre nei giorni e ore sopra indicate.

PER RICEVERE L’OMAGGIO È NECESSARIO DIMOSTRARE DI ESSERE IN REGOLA CON L’ABBONAMENTO AL NUOVO AMICO PER L’ANNO 2012 O REGOLARIZZARE LA POSIZIONE AL MOMENTO DEL RITIRO DEL PREMIO

alla figura di Lodovico Grossi da Viadana, Maestro di Cappella del Duomo di Fano dal 1610 al 1612, anno in cui vennero pubblicati i suoi celebri “Salmi”. La Cappella Musicale del Duomo di Fano, diretta da Stefano Baldelli, nell’ambito di un progetto che si propone la riscoperta e diffusione dell’opera di questo importante autore, attivo a Fano nel periodo di sua maggiore notorietà, ha eseguito alcune delle più belle pagine del compositore padano, tratte dalla sua ampia produzione. Le esecuzioni della Cappella Musicale sono state affiancate dal soprano Marta Torbidoni,  impegnata in alcune composizioni del Viadana a voce sola. Prossimi appuntamenti domenica 30 settembre, ore 21.15, Chiesa di San Cosma e Damiano, Lunano, con Paolo Bougeat all’organo; venerdì 12 ottobre, ore 21.15, Eremo di Fonte Avellana, Serra Sant’Abbondio, Cappella Musicale del Duomo di Fano, Stefano Baldelli, direzione e organo. La rassegna si concluderà al Salone Aurora di Mondolfo, sabato 13 ottobre, ore 18, con il concerto dal titolo “Vo’ dagl’occhi versar l’anima in pianto” dedicato al compositore mondolfese del XVII secolo Pietro Porfiri con la prima esecuzione moderna delle “Cantate da camera”. mrt © RIPRODUZIONE RISERVATA


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arte cultura sport

23 settembre 2012

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CHIUDERA’ I BATTENTI IL 24 SETTEMBRE CON OLTRE 2.500 PRESENZE

La mostra degli Avori fa il pieno di visitatori

PESARO - Le cifre parlano chiaro. Al termine della piccola esposizione La stanza degli avori. Preziose creazioni eburnee sacre e profane tra Pesaro e Urbino, inaugurata lo scorso 8 maggio, il Museo diocesano di Pesaro è stato visitato, fino ad oggi, ha registrato la presenza di oltre 2.500 visitatori, con un incremento del 20% rispetto allo stesso periodo del 2011. Inutile dire che l’affluenza maggiore di visitatori si è avuta nel mese di agosto, in occasione degli appuntamenti culturali strategici della città. Tuttavia la fortunata stagione del nostro Museo diocesano avrà una proroga di una settimana. Infatti l’Ufficio dei Beni Culturali ha deciso, d’accordo con gli Enti prestatori, di prolungare la mostra fino al 24 settembre compreso, giorno in cui Pesaro festeggia il santo patrono. E proprio il

giorno di S.Terenzio, il museo sarà aperto al pubblico con ingresso gratuito (mattino : dalle 9.30 alle 12.30/ pomeriggio dalle 16.30 alle 19.30) e a quanti interverranno sarà consegnata una copia-omaggio del catalogo della mostra. L’operazione avori nel Museo Diocesano ha voluto attirare l’attenzione di un pubblico, troppo spesso insufficientemente informato, su una classe di manufatti raffinati e ricchi di charme che sono presenti nella nostra città da secoli e che rappresentano anche un certo tipo di collezionismo erudito. In particolare mi riferisco agli oggetti eburnei raccolti dall’Olivieri, conservati nella Sala dello Zodiaco della Biblioteca Oliveriana e selezionati per la loro importanza. Grazie al presidente dell’Ente Olivieri, prof. Riccardo Paolo Uguccioni e al direttore della Biblioteca

La mostra è stata resa possibile grazie al generoso sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro

e dei Museo Oliveriani, prof. Marcello di Bella, l’esposizione è stata anche l’occasione, sia detto senza ostentare certezze, per restituire una bellezza dimenticata e un sen-

so di appartenenza recuperato. Un recupero, apparentemente semplice ma unico, nel contesto della nostra città è come un pezzo d’identità sfilacciata che si ricostituisce per

suscitare ancora la nostra ammirazione e decifrare la varietà delle opere d’arte anonime e nascoste. Mario Morbidoni

il tutto, si ha un ‘S, ante; re, N; zio, P; A, trono’ le cui lettere, suddivise come da diagramma, danno la so-

luzione ‘San Terenzio patrono’. Leone Pantaleoni

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DAL CONCORSO PER AUTORI UN ENIGMA UNICO NEL SUO GENERE

Un rebus dedicato a San Terenzio di Pesaro

S

cherza coi fanti’ ammonisce una volta per tutte il saggio ‘ma lascia stare i santi’; epperò, non foss’altro che per confermare la regola, si permetta una volta per tutte anche l’eccezione. E l’eccezione si chiama Rebus; vale a dire, quel trastullo edipico che fonde segni grafici e figure onde ricavarne frasi di senso compiuto. Ed ecco allora, a mo’ d’esempio, le lettere VI sul disegno d’una pera per ottenere VIPERA. Dove vipera, si badi bene, nulla ha a che spartire con pera. Eh sì, perchè Enigmistica, dal greco ài-

nigma connesso al verbo ainìttomai, significa parlare in maniera oscura. Rebus e santi, allora; dove rebus è opera della Simona partecipante al nostro Concorso per autori e Santo è il Terenzio patrono della nostra città. Del resto, ad attutire l’irriverenza dell’accostamento, ci pensano sia il cognome dell’autrice, Arcangeli, che il nome Michele dello Scodavolpe disegnatore. Infatti, non è forse arcangelo Michele? E non ne ricorre la festa appena 5 giorni dopo quella di Terenzio? Guardandolo da sinistra verso destra come prassi comanda,

decrittiamolo, allora, il nostro ... benedetto rebus. A cominciare da quanto scritto in alto a sinistra che prende il nome di diagramma, scopo del quale è facilitare il compito al solutore, suggerendogli che la frase risolutiva è di tre parole, di 3 lettere la prima, 8 la seconda e 7 la terza. Indicate con la S sono due segmenti d’una porta che, come sportelli d’armadio, prendono il nome di ante. Quindi c’è la N che è re del mazzo di carte. A seguire, la P indica tre trattini che stanno per ‘zio’; infine la A, ad indicare un bellissimo trono. Ricomponendo

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TERZO MEMORIAL FORD

La Vuelle col cuore in attesa del campionato

Pesaro- “Sono molto contento per la prima vittoria stagionale nel nostro palazzo dello sport’’. Sono le parole emozionate di Giampiero Ticchi, nuovo allenatore della Vuelle - Pesaro

che ha vinto, contro i russi del Krasnye Krylia Samara, dove gioca l’ex di turno Lydeka, per 68 a 67, il terzo Memorial Alphonso Ford. “Dovevamo fare una partita che ci servisse, per

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amalgamarci, visto che la squadra ad eccezione di Traini, Flamini e Cavaliero è totalmente cambiata, rispetto alla passata stagione’’. Ed è cambiata anche nel nome; infatti dopo tanti anni non troviamo più nella canotta dei giocatori la scritta Scavolini. Un pezzo di storia del basket pesarese se ne va, anche se Scavolini insieme ad altri industriali, sono entrati a far parte del consorzio che sostiene finanziariamente la società, che ritor-

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na al suo nome d’origine: Vuelle. “E la partita l’abbiamo giocata con il cuore, ha proseguito Giampiero Ticchi allenatore nativo di Gradara, anche per ricordare un grande campione quale è stato Alphonso Ford. Che cosa dire della partita? Rientra in un processo di lavoro che è abbastanza normale in un sistema in cui apparentemente sembra che non vi siano delle regole, ma che in realtà oltre a norme sportive ed etiche, deve tener conto

dell’approccio psicologico rivolto a ciascun giocatore. Per noi l’Adriatic Arena, in cui per l’esordio casalingo della Vuelle erano presenti circa 1500 spettatori, non paganti (serata in beneficenza Ail), deve diventare un punto di riferimento.’’ Intanto sta per iniziare il campionato e vedremo La Vuelle all’Adriatic Arena il 30 settembre contro la Virtus Roma. p.m. © riproduzione riservata

setteMbRe

FARMACIE DI PESARO TURNO 24 - 30 SETTEMbRE 2012 Lunedì 24 Rossini V. Recanati, 15 Martedì 25 Pantano V. Dandolo, 6 Mercoledì 26 RuggeRi C.so XI Settembre, 3 giovedì 27 san saLvatoRe L.go Aldo Moro, 1 venerdì 28 soRia V. Laurana, 4 sabato 29 Zongo V. Rossi, 17 CentRo Str.da Adriatica, 48 MuRagLia V. Commandino, 38 Maffei PenseRini V. Cecchi, 28 Domenica 30 sant’antonio V. XI Febbraio, 22 CentRo Str.da Adriatica, 48 INFORMAzIONI UTIlI Il turno 24 h va dalle ore 8,30 alle ore 8,30 del giorno successivo. Il turno AUSILIARIO nei giorni feriali va dalle ore 15.30-19.30. Il turno AUSILIARIO nei giorni festivi effettua orario di normale apertura.

0721-22230 0721-410050 0721-33206 0721-33135 0721-24790 0721-416134 0721-33257 0721-54296 0721-33046 0721-31168 0721-33257

24 h 24 h 24 h 24 h 24 h 24 h Ausil. Ausil. Ausil. 24 h Ausil.

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23 settembre 2012

CONVEGNO ANNUALE DEL NUOVO AMICO

«Penna Libera Tutti» GIORNALISMO IN CARCERE

INTERVIENE

Ornella Favero

Direttore di “Ristretti Orizzonti”

ALLA QUALE VERRA’ ASSEGNATO IL

Premio giornalistico Volpini 8ª EDIZIONE

VENERDI’ 5 OTTOBRE 2012 - ORE 10 TEATRO DELLA CASA CIRCONDARIALE DI VILLA FASTIGGI STR. FONTESECCO 88 - PESARO

In collaborazione con la

Casa Circondariale di Villa Fastiggi

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA Dipartimento Amministrazione Penitenziaria DIREZIONE CASA CIRCONDARIALE PESARO

Patrocinio di: Federazione Italiana Settimanali Cattolici / Presidenza del Consiglio Provinciale di Pesaro e Urbino / Comune di Pesaro Ombudsman delle Marche / UCSI Marche

«Il Nuovo Amico» n. 32 del 23 settembre 2012  

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