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COPIA OMAGGIO

16 settembre 2012 • Anno 109 • N. 31 • Spedizione in abb. post. D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27.02.2004 N. 46) Art. 1, Comma 1, DCB Pesaro • facebook.com/ilnuovoamico € 1,00

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Il 22 e 23 settembre apre il Convegno diocesano

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Lavoro ai giovani con il progetto Policoro

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Quattro milioni risparmiati

editoriale

Cambiano i termini ma rimane il problema

C’

è un capitalismo finanziario che sfugge e impedisce a tanti di capire quanto sta succedendo intorno. Una minoranza detiene la ricchezza e praticamente - come succede spesso nelle nostre democrazie - ha in mano anche il potere e li esercita con il consenso della maggioranza che non ha potere né ricchezza. Ma perché non lo impedisce? Finché si radicalizza la divisione dei cittadini in classi, scemano le alternative. Sono lontani i tempi quando Berta filava: c’era chi viveva senza lavorare e chi lavorava senza vivere almeno umanamente. Certo che i termini della questione sociale cambiano ma il problema rimane. Dato il fallimento del liberalismo e del socialismo e la infelice posizione dei moderati che hanno come riferimento il bene comune, si delinea l’urgenza primaria di eliminare o almeno ridurre la divisione tra ricchi/potenti e poveri/inermi. Ma come? Le medicine escogitate del libero mercato e della ‘rivoluzione’ (lotta di classe) non hanno funzionato anzi hanno creato soltanto illusioni. La società moderna, vista in trasparenza, si trova nella condizione non molto diversa di quella tipica del capitalismo industriale e del feudalesimo, ma con alcune differenze molto pesanti. La principale consiste nella invisibilità della classe dominante. Ieri era esposta e si assumeva le proprie responsabilità. Oggi si confonde con la folla, non veste troppo diversamente dagli altri, e non si assume alcuna responsabilità. Difficile pertanto intercettarla fino al punto da ritenerla scomparsa e quando la crisi incalza la si va a cercare nei luoghi sbagliati. E saranno i meno abbienti a pagare il conto. Trema soltanto di fronte al rischio che saltino le banche. E chi è chiamato a risistemare il sistema? I soliti poveri. Così il giornalista L. Bruni di Avvenire sintetizza “C’è oggi, almeno come ieri, e perciò di più, un’élite di popolazione, comunque trans-nazionale, conosciuta ma senza volto e volti, che vuole evitare il default del sistema senza mettere in discussione i propri privilegi, ricchezze, potere, ma solo e semplicemente, la democrazia” tale da rendere la politica sempre più debole e sottomessa. Tanto sottomessa da essere per definizione esclusa dal governo tecnico e per di più ridotta in panciolle dalla presunzione dei partiti. Raffaele Mazzoli

Triplice festa in memoria di don Ligi

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UN MARE DI TASSE IN MENO GRAZIE ALLE SCUOLE PARITARIE DI PESARO E PROVINCIA

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Nuovo Anno Accademico all’ISSR di Pesaro

S

ta per iniziare il sesto anno accademico dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Giovanni Paolo II”, per il quale sono già aperte le iscrizioni. In questi anni si sono immatricolati ben 237 studenti come ordinari e 443 uditori, per un totale di 680 frequentanti. Ma al di là dei numeri, pure di gran rilievo, il punto di forza dell’ateneo pesarese è rappresentato dal corpo docenti di primissimo piano, con un’offerta delle discipline d’insegnamento in costante aumento. I dettagli nell’intervista esclusiva il direttore dell’ISSR Paolo Boni. Pag. 9 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Chiesa e Mondo

16 settembre 2012

L a Parola di Dio XXIV domenica del tempo ordinario - Anno B

LETTURE: Is 50,5-9a; Sal 114 (116); Gc 2,1418; Mc 8,27-35

on la prima lettura, che è il Terzo Canto del Servo del Signore, il pensiero corre a Gesù, proclamato servo del Padre, che nella sua passione vive ciò che qui è descritto: “Ho presentato il mio dorso ai flagellatori, le mie guance a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la fac-

Avere fede nella potenza di Dio

cia agli insulti e agli sputi”. Momenti di sofferenza fisica, ma soprattutto di sofferenza morale perché questi sono gesti di dispregio e di umiliazione. Ma il Servo non si arrende, non si ritira, perché Dio gli ha aperto l’orecchio, cioè l’ha reso capace di ascoltare e accogliere la sua parola, e lo assiste, gli è vicino. Il Vangelo si pone su questo percorso del Servo, misurando la capacità dei discepoli di accogliere un Messia-Servo e non un messia umanamente trionfatore che tutti aspettavano. “Ma voi, chi dite che io sia?”. Gesù accoglie l’atto di fede di Pietro (“Tu sei

il Cristo”, il Messia), ma ordina di “non parlare di lui ad alcuno”, perché questo Messia-Servo”dovrà soffrire molto”, “essere rifiutato”, “venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere”. Un Messia diverso, assurdo, al quale Pietro si ribella e “rimprovera” Gesù perché parla in quel modo. Gesù prende Pietro come un tentatore e lo chiama “Satana”, perché crede di poter essere lui a suggerire la strada invece di mettersi dietro a Gesù e seguirlo. “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”. Cosa dice a noi il Signore? Noi cre-

diamo in Gesù che è stato rifiutato, deriso, torturato, ucciso in croce; e che il terzo giorno è risorto. La fede è un totale abbandono alla potenza di Dio, anche quando con ogni evidenza c’è tutto da perdere. Cosa diciamo noi al Signore? Nelle difficoltà della vita, cerchiamo di non scandalizzarci chiedendoci come Dio può permettere certe cose, ma confidando in Dio lo invochiamo: “Ti prego, liberami, Signore”. Giovanni Tani, Arcivescovo di Urbino-Urbania -S. Angelo in Vado © RIPRODUZIONE RISERVATA

INCONTRO MONDIALE DELLA PACE PROMOSSO DALLA COMUNITÀ DI SANT’EGIDIO

CALENDARIO 16 settembre

S. Cipriano Vescovo e martire

Sarajevo come Assisi

“D

a Sarajevo vuole partire un messaggio di pace, grazie all’incontro di tanti uomini e donne di religioni diverse. La pace ha bisogno di essere sostenuta da cuori e menti che cercano la verità, si aprono all’azione di Dio, tendono le mani agli altri”. Così Benedetto XVI ha salutato l’apertura nella capitale bosniaca dell’Incontro della Pace promosso nello “Spirito di Assisi” dalla Comunità di Sant’Egidio dal titolo “Living Together is the Future. Religioni e Culture in Dialogo” (fino all’11 settembre). In un messaggio, firmato dal card. Tarcisio Bertone ed indirizzato al card. Vinko Puljc, arcivescovo della città, il Pontefice ha ribadito l’importanza di “allargare lo sguardo al mondo intero… Il nostro mondo ha veramente bi-

sogno di pace” ha concluso il Papa. La cerimonia ha avuto inizio con gli interventi dei diversi leader religiosi tra cui quello del Patriarca della chiesa serba ortodossa Irinej, la cui presenza all’incontro è stato un evento storico per la storia di Sarajevo e per le relazioni tra le Chiese nei Paesi balcanici. Per la prima volta, infatti, il Patriarca serbo ha visitato la città, entrando, l’8 settembre, nella cattedrale cattolica per partecipare alla messa cattolica. Per non dimenticare. “Le persone del Paese in cui ci troviamo, e quelle dei paesi vicini nel corso della loro storia passata e recente hanno vissuto molte sofferenze e visto molti caduti” ha detto Irinej, un ricordo che non deve essere una “chiamata alla ritorsione, ma come memoria e guida per il fuAut. n. 83/85 Trib. di Pesaro IL NUOVO AMICO RISPETTA L’AMBIENTE. STAMPIAMO SOLO SU CARTA RICICLATA.

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REDAZIONE CENTRALE: Raffaele Mazzoli – Direttore - Ernesto Preziosi - Direttore Responsabile Roberto Mazzoli - Caporedatt. Centrale Gastone Mosci – Incaricato dei rapporti con la Regione Marche Via del Seminario, 4 - 61121 PESARO (PU) - Tel. 0721/64052 Fax 0721/69453 e-mail: info@ilnuovoamico.it

turo. Un futuro che chiede a tutti noi una volontà di pace”. “Le nostre radici – ha aggiunto - sono qui nei Balcani, come anche in Europa a cui apparteniamo, sono radici spirituali. E’ mio profondo desiderio che il futuro comune possa essere liberato dalle più dolorose e tragiche esperienze del passato che tutti abbiamo vissuto. Possa Dio – ha concluso - concedere alle nuove generazioni di crescere e di vivere senza odio e senza conoscere la paurosa esperienza della guerra”. Ed è stato il gran Mufti di Bosnia-Erzegovina, Mustafa Ceric, a ricordare le vittime di questa guerra e il ventesimo anniversario dell’assedio di Sarajevo. “Undicimila cittadini di diverse fedi e nazionalità, tra i quali mille bambini, sono stati uccisi a seguito di quattro anni di assedio

e bombardamenti. Queste vittime innocenti meritano il nostro rispetto e il nostro sincero impegno per la verità, la giustizia, la pace e la riconciliazione, il nostro giuramento onesto a Dio e all’umanità che faremo tutto il possibile in modo che mai più capiti a nessuno quello che è successo qui”. “Siamo qui – ha affermato il card. Vinko Puljic, arcivescovo di Sarajevo - per dire che proprio da questa città vogliamo mostrare al mondo intero che la convivenza non solo è possibile, ma che essa è l’unico futuro che possiamo augurare all’umanità e per il quale ci vogliamo impegnare. Se insieme scopriamo i principi che tutti dobbiamo rispettare e inserire nella vita quotidiana, possiamo diventare costruttori di pace e di speranza per il domani”. Tolleranza e comprensione sono state invocate da Jakob Finci, presidente della Comunità ebraica di BosniaErzegovina come risposte alla guerra: “dobbiamo essere ancora più consapevoli del vero significato della tolleranza, del rispetto reciproco, e del rispetto verso i vicini di casa – ha detto il rabbino - i vicini di casa, che possono e hanno il diritto di essere diversi da noi, non meritano un rispetto minore, anzi li dobbiamo rispettare e amare nella loro diversità. Per Finci solo sulla strada “della comprensione, del rispetto del diverso e del differente, troveremo tutti i nostri Libri sacri. Non esiste un libro sacro che proclama la distruzione dell’altro e del diverso, anche se non concordano nel credere nell’unico Dio. Se siamo tutti creati ad immagine di Dio, e siamo creati differenti per poter concorrere al bene, in questo caso il messaggio è chiaro. a cura di Maria Chiara Biagioni e Daniele Rocchi inviati Sir Europa a Sarajevo

Redazione di Pesaro: Via del Seminario, 4 - 61121 PESARO (PU) Tel. 0721/64052 - Fax 0721/69453 e-mail: pesaro@ilnuovoamico.it Alvaro Coli – Responsabile diocesano.

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N

i Cipriano giovane sappiamo che è nato pagano a Cartagine intorno al 210. Battezzato verso il 245, nel 249 è vescovo di Cartagine. Nel 250 l’imperatore Decio ordina che tutti i sudditi onorino le divinità pagane. A Cartagine, Cipriano si nasconde, guidando i fedeli come può dalla clandestinità. Cessata la persecuzione molti cristiani, che hanno ceduto per paura, vorrebbero tornare nella Chiesa. Ma quelli che non hanno ceduto si dividono tra indulgenti e rigoristi. Cipriano è più vicino ai primi, e con altri vescovi d’Africa indica una via più moderata, inimicandosi i fautori dell’epurazione severa. A questo punto le sue vicende s’intrecciano con quelle di Cornelio, un presbitero romano d’origine patrizia. Da Cartagine, Cipriano affianca Cornelio e si batte contro Novaziano, affermando l’unità della Chiesa universale. Ucciso in guerra l’imperatore Decio, il suo successore Treboniano Gallo è spinto a perseguitare i cristiani perché c’è la peste, e la “voce del popolo” ne accusa i cristiani, additati come “untori” in qualunque calamità. Si arresta anche papa Cornelio, che muore in esilio nel 253 a Centumcellae (antico nome di Civitavecchia). E viene definito “martire” da Cipriano, che appoggia il suo successore Lucio I contro lo scisma di Novaziano. Lucio muore però dopo un anno (254). Gli succede Stefano I, e durante il suo pontificato c’è uno strappo con Cartagine, per il battesimo amministrato da eretici e scismatici, che è valido per Stefano e nullo per Cipriano. Questi poi accusa Stefano di considerare ingiustamente il primato di Pietro come un diritto all’ingerenza continua nella vita delle singole Chiese. Il dissidio si estende pericolosamente, ma nell’agosto 257 papa Stefano muore, e intanto l’imperatore Valeriano ordina un’altra persecuzione. Cipriano viene mandato in esilio, dove apprende che il nuovo papa Sisto II è morto martire a Roma, col diacono Lorenzo. Liberato, può far ritorno a Cartagine; ma nel settembre 258 lo arrestano di nuovo, e il giorno 14 muore decapitato.

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Questo settimanale è iscritto alla FISC Federazione Italiana Settimanali Cattolici ed è associato all’USPI Unione Stampa Periodica Italiana

Questo numero è stato chiuso in redazione mercoledì 12 settembre 2012 alle ore 22 e stampato alle ore 6 di giovedì 13 settembre

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Socio Politico

16 settembre 2012

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Nuove responsabilità e linee d’impegno per una svolta decisiva

“O

rmai, e lo vediamo nei singoli casi concreti, il governo dell’Italia si fa in gran parte a Bruxelles, con un’attiva partecipazione italiana”. Il presidente del Consiglio, intervenendo al tradizionale appuntamento di Cernobbio, ha indicato un elemento decisivo, per orientarsi nel dibattito politico di fine-estate. In precedenza il ministro per lo Sviluppo economico, sempre dinanzi alla stessa platea, aveva detto: “Abbiamo preso gli obiettivi dell’Ue e li abbiamo internalizzati”. Questi sono dati di fatto. Ciò non significa sminuire il livello nazionale, ma collocarlo in un quadro più ampio e più complesso, che peraltro si definisce, a livello istituzionale, con il principio di sussidiarietà, per cui tutti i livelli istituzionali devono essere tenuti nella loro considerazione. E devono essere ben governati. Questo comporta nuove responsabilità e nuove linee d’impegno, sia a livello strategico, per lavorare su più livelli, sia nel concreto della governance, cioè della soluzione dei diversi problemi

“A

bbiamo preso un impegno, lo manterremo”. Così il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, ha risposto a chi lo interrogava su una possibile revisione degli obiettivi dell’Italia su debito e deficit. Gli obiettivi di finanza pubblica fissati dal Governo nel Def di aprile (deficit, avanzo primario, debito) fino al 2015

L’attuale congiuntura economica rassomiglia a quella dei primi anni 70 quando venne coniato il termine stagflazione. Così si nomina un simultaneo aumento di prezzi (a causa dell’abbondanza di moneta e dell’aumento dei prezzi delle materie prime) e della disoccupazione (che denota stagnazione). Oggi si aggiunge la crisi del bilancio dello stato costretto ad attuare una politica fiscale restrittiva con aumento della pressione fiscale nelle accise e nelle tariffe dei servizi pubblici. Nel mese di agosto l’inflazione in Italia ha raggiunto il 3,2%. Le voci con aumenti più consistenti sono risultate: l’abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+7,1% su agosto 2011), le bevande alcoliche e i tabacchi (+6,3%) i trasporti (+6,2%) tutte voci in cui l’intervento dello stato e degli enti locali si è fatto sentire. Tutte le altre voci del paniere risultano inferiori al 3,2% con l’esempio virtuoso delle comunicazioni il cui contributo all’aumento dei prezzi è negativo (0,8%). Le retribuzioni non riescono a tenere il passo con l’inflazione, a luglio aumentano dell’1,5% su base annua, per cui il potere di acquisto di chi lavora si riduce. La causa principale è il blocco nell’ultimo periodo delle retribuzioni del settore pubblico.

Retribuzioni e lavoro

Le retribuzioni rimangono ferme anche per la crisi del mercato del lavoro. Nel 2 trimestre del 2012 l’occupazione si mantiene stabile con 23.046 mila occupati, in calo di 48.000 unità rispetto allo stesso periodo del 2011. Diminuiscono di 439.000 unità i lavoratori a tempo pieno e aumentano di 391.000 unità quelli a tempo parziale. Ciò avviene non per conciliare le esigenze della vita con quelle del lavoro ma si tratta di lavori accettati per

ai diversi livelli. Primo, oggi, quello del lavoro. È insomma giunto il momento, sulla spinta dell’emergenza economica e finanziaria, per un discorso chiaro su un livello di governo ormai decisivo: come “internalizzare” le linee europee e soprattutto come contribuire alla loro stessa definizione. Quella che qualcuno già chiama la “terza Repubblica”, che sta cominciando, non può che partire da lì, se vuole avere ragionevoli chance di sviluppo. Se la campagna elettorale dei prossimi mesi darà delle risposte, definirà delle linee serie in questa direzione, potrà davvero rappresentare una svolta. Sempre rivolgendosi al convegno di Cernobbio il presidente della Repubblica ha aggiunto due cose. La prima è che “non ci facciamo illusioni sulla sufficienza dei risultati ottenuti”. La seconda è che “c’è da auspicare una costruttiva conclusione della legislatura in corso”. E qui c’è il passaggio della riforma elettorale. A proposito della quale può valere un’altra considerazio-

ne scaturita sulle rive occidentali del lago di Como. “Spesso - ha detto il presidente del Consiglio - si è pensato che gli italiani siano ingovernabili, io penso che la domanda di governo c’è presso gli italiani, ma qualche volta è mancata l’offerta di governance all’altezza dei problemi”. È una sollecitazione forte: il problema politico più rilevante oggi non è dal lato della domanda, ma dell’offerta. Qui pescano i cosiddetti populismi, un po’ in tutta Europa. Rappresentano domande che non trovano risposta, o la trovano per scorciatoie che diventano vicoli ciechi. La risposta non può che essere uno sviluppo della democrazia. Si ritorna così alla questione decisiva, della stoffa della classe politica e del senso di responsabilità, individuale e di gruppo. Con l’autunno, che sta per iniziare, dovranno arrivare le risposte, a partire dalla legge elettorale. Francesco Bonini © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL MINISTRO GRILLI: “ABBIAMO PRESO UN IMPEGNO, LO MANTERREMO”

Italia e crisi. Voglia di futuro

mancanza di occasioni di impiego a tempo pieno. Diminuiscono i lavoratori con contratto a tempo indeterminato e aumentano quelli con tempo determinato. Continua inesorabile la diminuzione degli occupati indipendenti mentre aumentano i collaboratori. Le persone in cerca di occupazione sono 2.764 mila e gli inattivi nell’età compresa tra i 15 e i 64 anni sono 14.727 mila. In Italia nella fascia compresa tra i 15 e i 64 lavorano il 66,6% dei maschi e il 47,6% delle femmine. Questi valori rischiano di peggiorare nei prossimi mesi per effetto di due fenomeni tra loro collegati; i recenti provvedimenti del governo hanno abbassato la flessibilità in entrata, inoltre le imprese sono impegnate in uno sforzo per aumentare la produttività per poter essere competitive sui mercati interni ed esteri. Pertanto molti contratti a termine o di collaborazione non saranno rinnovati e prima di contrattualizzare un nuovo lavoratore le imprese preferiranno utilizzare il personale già dipendente (straordinari o con la banca delle ore). Gli unici segnali positivi giungono dai settori dell’agricoltura e dai servizi. L’agricoltura aumenta gli occupati dipendenti e indipendenti al Nord, nelle sole posizioni alle dipendenze al Sud. In questo settore, marginale come numero complessivo di dipendenti, è più forte l’innovazione di prodotto e di processo che si costruisce su tradizioni passate che hanno reso il marchio italiano tra i più apprezzati nel mondo. Nei servizi aumentano gli occupati dipendenti ma diminuiscono gli indipendenti: rimane in azienda la componente più adulta (con più di 55 anni) per via dei provvedimenti sull’età pensionistica, si tagliano le posizioni indipendenti che lavorano per le imprese più grandi. L’aumento dell’occupazione si indirizza verso i servizi alla persona visto l’invecchiamento del paese con innovazioni di “processo produttivo”.

Il risparmio

Terminiamo con una notizia positiva per l’Italia: in Germania le aste sui titoli decennali con rendimenti intorno all’1,5% registrano un calo di partecipazione degli investitori. Dopo mesi di rendimenti negativi i rispar-

miatori e gli investitori istituzionali di lungo periodo (fondi pensione e assicurazioni) cominciano ad orientarsi verso altri strumenti e paesi. L’esperienza degli anni 70 conferma che chi risparmia può accettare rendimenti negativi solo per brevi pe-

riodi: con un inflazione europea che oscilla tra il 2-3% è più normale per un risparmiatore chiedere un tasso di interesse del 4-5% che orientarsi verso un tasso dell’1,5%. Sergio Pierantoni © RIPRODUZIONE RISERVATA

11 SETTEMBRE –IL CROLLO DELLE TERRi GEMELLE

Rassegnazione e paura

P

er Domenico Delle Foglie, presidente del Copercom (Coordinamento delle associazioni per la comunicazione), è questo il sentimento che trasmette l’11 settembre. In una nota pubblicata sul sito www.copercom.it, Delle Foglie sostiene che “il crollo delle Torri Gemelle fu l’inizio di una lunga, estenuante ed estenuata recessione”; le speranze del nuovo millennio “furono subito oscurate e il clima per noi tutti fu quello di una guerra imminente per la sicurez-

za nazionale”. Da allora “il mondo occidentale si è come ripiegato su stesso e le angustie dell’euro sono solo un aspetto di quella crisi economica globale che ha avuto inizio con i titoli spazzatura”. “Vincere formalmente le guerre (e quella in Afghanistan può dirsi davvero vinta?) può non bastare per restituire il sorriso e la speranza ai popoli”, osserva il presidente del Copercom. In tale contesto la grande comunicazione, che “continua a registrare rassegnazione e sgomento, non può che restituire

rassegnazione e sgomento”. Di qui il suggerimento di “riscrivere la storia della comunicazione a partire da quell’11 settembre di undici anni fa. Forse scopriremmo anche le radici più profonde del grande freddo che avvolge la stampa e che non risparmia la comunicazione televisiva. Mentre premia internet e i social network, media più caldi e diretti, dove forse la speranza è una merce meno cara”. Agenzia Sir © RIPRODUZIONE RISERVATA


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16 settembre 2012

Socio Culturale

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NAUFRAGIO DI LAMPEDUSA - INTERVISTA AL CARD. ANTONIO MARIA VEGLIÒ Sono proseguite senza sosta le ricerche dei dispersi del naufragio a Lampione, vicino Lampedusa. Sono ancora molti gli interrogativi che avvolgono la vicenda. Non è certo il numero dei dispersi così come non è chiaro quante persone fossero presenti sulla barca. Di sicuro si sa che gli sbarchi, nonostante la tragedia appena vissuta, stanno proseguendo. Maria Chiara Biagioni, per Sir Europa, ha intervistato il card. Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti sulla tragedia di Lampedusa.

Cosa facciamo per impedire la tragedia? C

he cosa dire di fronte all’ennesima tragedia del mare? “Di fronte a queste tragedie, ci si sente umiliati. Queste morti ci chiamano alla coscienza e ci chiedono: che cosa facciamo? Che cosa facciamo per queste persone prima che muoiano o per evitare che muoiano? Non sono chiare le dinamiche di questa ultima tragedia nel mare. Di solito le barche affondano perché vengono sovraccaricate. Sono anche da chiarire le responsabilità: però è triste sapere che avvengono questi fatti nel terzo millennio, che ci sia gente che muore per trovare un lavoro, per mantenere una famiglia, o che per garantire per sé e i suoi figli una vita sicura, è costretta a lasciare tutto”.

I governi sono attrezzati ad affrontare questa emergenza? “No, non siamo attrezzati. Soprattutto psicologicamente, perché in fondo siamo tutti profondamente egoisti. Viviamo nelle nostre torri d’avorio e tutto ciò che è diverso, ci disturba. Per questo è necessario creare una mentalità più aperta verso questi nostri fratelli, perché tali sono, e sono stati meno fortunati di noi. Ho l’impressione che non risolveremo mai questo problema, anzi pare che aumenti. Comunque, ci sarà sempre. La migrazione è nella natura umana. Ci saranno sempre le persone che vorranno vivere meglio, e cercheranno quindi un posto dove poter realizzare questa aspirazione. Non ci sono bacchette magiche per risolvere la questione. Di fronte

però all’ineluttabilità del fenomeno, occorre creare una mentalità nuova più accogliente, direi più umana. Quando c’è gente che muore nel mare, per fuggire da situazioni brutte, per cercare una vita migliore, quando c’è gente che lascia la patria per trovare lavoro, quando c’è gente che è obbligata a scappare dal proprio Paese perché c’è la guerra o ci sono disastri naturali, non possiamo chiudere un occhio e dire che non c’importa”. Alcuni invocano respingimenti. Lei cosa dice? “È una vergogna. Il respingimento è una vergogna e l’uso delle armi ancora peggio: è come quando uno sta morendo di fame e chiede un pezzo di pane a chi è al banchetto. E si sente rispondere di andare via per-

ché disturba. Ritengo che sia normale che ci sia un controllo, perché l’apertura anche umana e cristiana non vuole dire essere degli ingenui. Il flusso dei migranti è un problema che deve essere affrontato con giudizio, non respingendo tutti in mare né dicendo di venire tutti”. Qual è allora la posizione della Santa Sede di fronte a questi problemi? “La Santa Sede ritiene che questo fratello che viene, è un fratello nostro. E quindi ha gli stessi nostri diritti e doveri. È quindi una posizione di apertura perché sono nostri fratelli e figli di Dio, ed è un richiamo alla responsabilità a chi arriva qui, al quale si chiede di essere pronto a osservare le leggi. E soprattutto occorre cercare l’integrazione, conser-

vando la propria identità religiosa e umana in un contesto di pluralità”. Con la transizione araba c’è poi il grande problema dei profughi e dei rifugiati. “La Siria è un mistero. Ci sono migliaia di morti e il mondo fa finta di non accorgersene. Capisco che è una situazione che ha preso un po’ alla sprovvista: quando ero nunzio in Libano, la Siria era la potenza dominante nella regione. Mai avrei pensato che un siriano arrivasse in Libano come profugo. Il Medio Oriente è come un mondo in ebollizione che viene coperto ma che sotto è come un vulcano. L’Europa molte volte si nota per la sua assenza perché politicamente è ancora debole”. ©riproduzione riservata

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AIUTA TUTTI I SACERDOTI. Ogni giorno 38.000 sacerdoti diocesani annunciano il Vangelo nelle parrocchie tra la gente, offrendo a tutti carità, conforto e speranza. Per continuare la loro missione, hanno bisogno anche del tuo aiuto concreto: di un’offerta per il sostentamento dei sacerdoti. Queste offerte arrivano all’Istituto Centrale Sostentamento Clero e vengono distribuite tra tutti i sacerdoti, specialmente a quelli delle comunità più bisognose, che possono contare così sulla generosità di tutti.

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n viaggio che “non è mai stato realmente messo in discussione”, e che manifesta “la chiara volontà della presenza” del Papa in questa terra, senza lasciarsi mettere incertezza dalle circostanze, nonostante i problemi dell’area, come segno d’incoraggiamento, di speranza e di pace”. Così padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede, ha definito il viaggio di Benedetto XVI in Libano - il 24° fuori dall’Italia, il quarto nell’area mediorientale. In questi giorni, ha fatto notare il portavoce vaticano, si è registrato “consenso” per la visita del Papa “dalle varie Confessioni religiose” presenti nel Paese, che hanno manifestato “soddisfazione” per tale decisione e creato “un clima di cordiale benvenuto da parte delle componenti più varie della realtà libanese, che colgono il significato d’incoraggiamento, amichevole, di pace che il Papa vuole dare, e che fa andare con serenità e fiducia incontro a questo viaggio”. Interrogato su possibili riferimenti alla situazione della Siria nei discorsi papali, padre Lombardi ha ricordato che Benedetto XVI “non si presenta come un potente capo politico, ma come un capo di comunità religiose che attraverso la loro testimonianza di vita e il loro impegno servono il Paese in cui vivono”.

I cristiani, “ponte” nel Paese “Chi si fa aspettative sulla politica - ha puntualizzato il portavoce vaticano non centra il viaggio e il suo spirito: il Papa è un leader religioso che va a portare un messaggio alla comunità che fa riferimento a lui, che attraverso la sua testimonianza svolge un servizio al Paese in cui abita”. “Il Papa - ha precisato non ha indicazioni per dire ai cristiani che cosa devono fare”: a loro, semmai, affida “un ruolo di ponte, non di parte ma di possibile incontro” tra le varie componenti del Paese. A una domanda sulle misure di sicurezza prese in occasione del viaggio, padre Lombardi ha risposto ricordando che “la sicurezza

Primo Piano è responsabilità del Paese che ospita”. “Ci possono essere anche misure preventive in questi giorni, ma non credo siano cose straordinarie”, ha commentato il portavoce, ribadendo che “tutti considerano che il Papa è una persona benvenuta per la maggior parte della popolazione libanese, non c’è preoccupazione per ostilità nei suoi confronti: è visto come messaggero di pace e come tale è benvenuto, e ciò crea un clima di sostanziale serenità. Sta poi al Paese predisporre misure necessarie”.

Occasione per tutto il Medio Oriente L’occasione del viaggio del Papa - che

16 settembre 2012

L’ACCOGLIENZA DELLE VARIE CONFESSIONI RELIGIOSE

Un consenso crescente per il Papa in Libano

“non è solo per il Libano, ma per tutto il Medio Oriente” - è la firma dell’Esortazione apostolica “Ecclesia in Medio Oriente”. Il Libano è stato scelto perché “è il Paese del Medio Oriente in cui i cristiani e i cattolici sono la percentuale più rappresentativa e dove c’è una tradizione di dialogo e di convivenza tra le diverse componenti religiose e sociali del Paese”. Sei i discorsi previsti - che Benedetto XVI terrà in francese - più un breve discorso per la consegna dell’Esortazione apostolica e l’Angelus dopo la Messa di domenica. Dialogo religioso, ecumenismo, partecipazione dei cristiani alla vita sociale i temi probabili, ha riferito il portavoce. Il viaggio si svolgerà “al centro del Paese e dintorni”, senza toccare il Nord, zona di confine con la Siria, e il Sud, luogo di frizioni con Israele. Benedetto XVI si sposterà, spesso con la “papamobile”, in località intorno a Beirut, dove ci sono la nunziatura e i quattro patriarcati, che “per rispetto” visiterà tutti. In Libano sono presenti 18 religioni o Confessioni religiose, di cui almeno 7 cattoliche, diverse comunità ortodosse e musulmane: di queste ultime il Papa incontrerà le quattro principali (sciiti, sunniti, drusi e alawiti). Agenzia Sir © RIPRODUZIONE RISERVATA

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6 16 settembre 2012

Attualità

Chiara ed Enrico Petrillo santità a misura di famiglia L

a realtà è il vero banco di prova della ragione e della fede, lo specchio su cui osservare il riflesso di ciò che veramente siamo. Un modo singolare per sfuggirle è quello di giudicarla in modo impersonale utilizzando la “terza persona” piuttosto che sentire la storia del vicino di casa come la propria; ingerenza e vicinanza sono divise solo dallo sguardo di chi cerca a tutti i costi il giudizio e chi invece nello stupore che le vicende provocano cercano il faticoso sentiero dei significati profondi, quelli che cambiano la propria vita.’’ Il movimento di un filo d’erba viene percepito dalla stella più lontana della galassia’’ (Einstein). La realtà non è un film: siamo tutti sullo stesso palcoscenico coinvolti in un unico destino. La vicenda che recentemente ha sconvolto molti di noi della mamma che ha preferito “dare” la vita piuttosto che curare la propria (Chiara Petrillo) è già consumata al punto che una analoga vicenda, nei giorni seguenti questo avvenimento è rimasta come trafiletto in quindicesima pagina e solo di pochissimi giornali. È proprio vero che il bene non fa rumore. Il cardinale Valliani, durante l’Omelia del funerale di Chiara ha detto: “Chissà che cosa avrà voluto dirci il Signore con questa vicenda? Chiara ha aperto una pagina e non ha chiuso semplicemente un racconto e parte di questa pagina è bianca, ancora da scrivere. Molti di noi hanno smesso di pensare a quella vicenda un secondo dopo la “muratura della tomba” Mi piacerebbe

leggere con la sua semplicità i fatti che stanno accadendo seguendo il criterio della “inequivocabilità della evidenza” di cui parla cercando di interpretare la storia, la nostra storia. È così che la storia di Chiara è prossima alla nostra e non relegata nelle bacheca degli eroi e dei Santi.

Errori contro l’aborto

Negli anni 70, quando abbiamo cominciato a parlare di aborto a tappe forzate e senza alcuna preparazione per affrontare in fretta e furia il referendum sulla 194 siamo partiti con un bagaglio di 4 parole incapaci di argomentare pressoché nulla! Oggi, ancora balbuzienti, ci troviamo a leggere gli avvenimenti con occhi che hanno ben chiari tutti i limiti “delle nostre arringhe” ma con una prospettiva nuova, quella di chi non intende dimostrare testardamente qualcosa o difendere “genericamente dei valori” ma mostrare il bello, il bene e il vero che è iscritto in ogni molecola di Dna che viene miracolosamente accesa. L’evidente, appunto! Sono del tutto ininfluenti le figuracce, le banalità, gli eccessi e perché no anche l’istintiva cattiveria a volte mostrata nelle discussioni ma che non baratterei mai con il silenzio omertoso del popolo delle “astensioni” o del “silenzio assenso”. Non si può barare sulla realtà! Chiara ci ha detto che Dio ha scritto “l’evidente dentro di Noi”. Che cosa significano questo nell’era in cui il desiderio individuale diventa criterio per

discutere l’oggettività degli eventi con la irriverente idea che la realtà si pieghi al desiderio? Questi giorni, mentre l’olimpiade esibiva la straordinaria bellezza delle imprese agonistiche, un atleta veniva colto con le mani nel sacco. Un italiano e per di più già vincitore di una gara olimpica a Pechino. Non uno qualunque, ma un nostro figlio che, piangente di fronte alle telecamere di tutto il mondo, raccontava la enorme sciocchezza in cui era incappato. Non fate come me, diceva piangendo, e dimenticatemi! una valanga di giornalisti (…. O giornalai? senza offesa per i giornalai ovviamente) non soddisfatti di queste parole così amare, di colpo saliti sul palco vincente degli ipocriti inveivano come “leoni ruggenti cercando di divorare” il malcapitato, vittima semplicemente della umana fragilità. Possibile che le lacrime di pentimento non abbiano colpito nessuno? Una volta si diceva “il peccato ma non il peccatore”. Nell’era dell’individualismo obbligatorio non c’è spazio per il peccatore. Paradossale ma è così. La Chiesa maestra di umanità non “giustifica” ma “perdona” tutto. Per questo può apparire ad un occhio superficiale, come bacchettona e “retriva”, ma uno sguardo “sull’evidenza” comprende quanto sia più umano che “giustificare tutto e non perdonare mai”.

Scwhatzer e Veronesi

Scwhatzer non ha scusanti ma merita meno fango di chi sceglie

deliberatamente di considerare il male per bene e viceversa. Che dire infatti del Prof Veronesi che auspica “il doping libero”? (e non solo, ma ben altro dalla promozione della pillola del giorno dopo alle adolescenti e preadolescenti nelle scuole, alla liberalizzazione o al consumo medicalmente assistito delle droghe, all’approvazione di norme che favoriscono il divorzio breve, la equiparazione del matrimonio relazioni omosessuali e tanto altro e, dulcis in fundo … darsi una morte dignitosa ovvero una finale coerente con le premesse, l’omicidio della libertà. Che dire poi delle istituzioni nazionali e, ormai sovranazionali (vedi storia odierna delle sentenza della corte europea dei diritti dell’uomo… sulla legge 40) che spingono verso una drammatica deriva eugenetica? Si! Una parola maledetta, evitata ma che incontestabilmente riemerge come cenere fumante dalle macerie Hitleriane con il plauso quasi unanime della platea politica del nostro paese. È così che la Corte europea affossa definitivamente un referendum popolare Italiano? “Dal desiderio di una coppia” una legge per tutta L’Europa! E’ incontestabile ed “evidente” che l’eziologia vera della crisi economica è parte da questo contesto culturale dove il bene comune non esiste ma a spadroneggiare è il pensiero e la deriva individualista. Nessun Mario neppure il supertecnico Monti ci tirerà fuori da queste sabbie mobili che non sono un fatto esclusivamente contabile, c’è ben altro.

SCHEDA Chiara Corbella è morta la mattina del 13 giugno 2012. Aveva 28 anni ed era sposata con Enrico Petrillo. Una coppia normalissima della generazione Wojtyla. Si sono sposati nel 2008. Chiara è rimasta subito incinta di Maria. Ma purtroppo alla bimba, sin dalle prime ecografie, è stata diagnosticata un’anencefalia. Senza alcun tentennamento l’hanno accolta e accompagnata nella nascita terrena e, dopo circa 30 minuti, alla nascita in Cielo. Qualche mese dopo, ecco un’altra gravidanza. Anche in questo caso l’ecografia non è andata bene. Il bimbo, questa volta, era senza gambe. Anche in questo caso i due giovani hanno voluto accompagnare il piccolo Davide fino al giorno della sua nascita in cielo, avvenuta (anche in questo caso) poco dopo la nascita terrena. Finalmente una nuova gravidanza: Francesco... Molti avrebbero - comprensibilmente - desistito dal riprovarci. E mentre le ecografie confermavano la salute del bimbo, al quinto mese di nuovo la croce. A Chiara è stata diagnosticata una brutta lesione della lingua e fatto un primo intervento (non invasivo) i medici le hanno detto che si trattava di un carcinoma. Nonostante questo, Chiara ed Enrico hanno voluto difendere questa vita. Non hanno avuto dubbi e hanno deciso di portare avanti la gravidanza mettendo a rischio la vita della mamma. Chiara, infatti, solo dopo il parto si è sottoposta ad un intervento più radicale e ai successivi cicli di chemio e radioterapia, ma senza successo.

La gaffe di Totti

L’evidente! Chiara è un modello di lettura della realtà che ci aiuta a comprendere che cosa è evidente e persino che cosa è la chiesa che non diventa più quell’oggetto ambiguo che lo vorrebbe “immune dal limite umano” ma al contrario il “pennino” di un Dio che pronto sempre a perdonarci che scrive la storia di bene attraverso le nostre miserie. Dio ci chiede di stare attenti alle bucce di banana che ci fanno cadere e non gode (al contrario di chi riempie le pagine dei giornali) delle nostre cadute, a volte rovinose. È li, rispettoso della nostra libertà pronto sempre e comunque a darci una mano a rialzarci. È bello pensare a questo Dio che prolunga la partita della vita ai supplementari fino a riagguantare il risultato. C’è sempre la possibilità di segnare un goal in extremis. lcuni giorni fa una simpatica gaffe di Totti che, intervistato sull’omofobia (non a caso ma per una evidente ricaduta pubblicitaria) candidamente ha affermato (non conoscendo il termine ma volendo seguire la corrente dei benpensanti ); “Io sono favorevole all’“omoffobbia”. Simpatica gaffe ma come lui, spesso ignorando la realtà, ci adeguiamo a chi invece con l’inganno delle parole equivoche vuole capovolgere la realtà e far prevalere la menzogna sulla verità. Il mondo ci vuole un po’ come Totti, simpatici obbedienti e quindi ininfluenti. I nostri limiti, anche quelli palesi così come i nostri errori talora enormi non possono essere la scusa per “ritiro” dalla storia. San Paolo era tra i mandanti dell’omicidio del Diacono Stefano (singolare che il primo martire nasca…..in casa) ma l’importante è non rimanere perennemente “mandanti”. I nostri limiti, quelli che piacciono tanto ai giornalisti, non possono servire a coprire le menzogne del rumoroso popolo dei pubblicani e dei farisei. Francesco Amaduzzi – Presidente Associazione “La Famiglia” di Fano © riproduzione riservata


Regione Provincia

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AL FESTIVAL FRANCESCANO DI RIMINI 100 APPUNTAMENTI IN TRE GIORNI

“Femminile, plurale” N

ell’VIII centenario della Il tema delle donne nel Vangelo dopo 24 anni in Africa, continua consacrazione di Chiara e nella Chiesa verrà approfondi- a dedicare la propria missione a d’Assisi, Festival France- to dai Vescovi di Rimini, Fran- favore delle donne e dei minori scano sarà nelle piazze del cen- cesco Lambiasi, e di San Marino vittime di violenza e sfruttamento. tro storico di Rimini dal 28 al 30 – Montefeltro, Luigi Negri; dal Si parlerà anche delle donne della settembre 2012 per riflettere sul- Rettore della Pontificia Università “Primavera araba” con le giornal’universo femminile, attraverso Antonianum fr. Priamo Etzi; dalla liste Paola Caridi, Manuela Borun centinaio di appuntamenti di presidentessa del Coordinamento raccino e la candidata al premio spiritualità, conferenze, spettaco- Teologhe Italiane Marinella Per- Nobel Rita El Khayat. li, arte e incontri. Con lo slogan roni, con uno sguardo alle altre Sante, Madonne e Donne nel “Femminile, plurale”, la manife- religioni con Serena Di Nepi e mondo dell’arte verranno illustrastazione dei francescani italiani Shahrzad Houshmand Zadeh. te dalla medioevista Chiara Fru- (“Carabinieri”). I biglietti sono in racconterà il ruolo delle donne Famiglia, politica e lavoro saran- goni, dallo statunitense Timothy prevendita su www.ticketone.it. nella società, nell’economia, nel- no al centro di due tavole roton- Verdon e da Philippe Daverio, Come ormai da tradizione al Fela cultura, nelle professioni, nelle de, moderate dai giornalisti Ti- amatissimo conduttore di “Pas- stival, si terrà il concerto del Picreligioni, nella Chiesa; del loro ziana Ferrario e Luigi Accattoli, separtout” (Rai 3). Ancora la bel- colo Coro “Mariele Ventre” delapporto decisivo e plurale. Il pro- con ospiti come il ministro Elsa lezza sarà al centro degli incontri l’Antoniano di Bologna, con i più gramma su: www.festivalfrance- Fornero e la sindacalista Susanna letterari con Alessandro D’Avenia grandi successi dello Zecchino scano.it. Sui modelli femminili, Camusso. Previsto anche un in- (“Bianca come il latte, rossa come d’Oro; mentre tra le iniziative inedall’agiografia alla cultura dei di- tervento dell’editorialista di “Av- il sangue”) e il poeta Alberto Ber- dite si segnalano lo spettacolo di ritti, rifletteranno, tra gli altri: la venire” Marina Corradi e dell’eu- toni, della danza di Simona Atzori Luciano Sampaoli “Sorella carisprofessoressa Lucetta Scaraffia, roparlamentare Rita Borsellino. e della musica di Walter Gatti. sima. Lettere di Chiara ad Agnese esperta di religiosità femminile; A un anno dal Nobel alle donne Da non perdere, un evento nel- di Boemia” e la mostra dedicata il professor Marco Bartoli, tra i africane, Festival Francescano non l’evento: il debutto di “Chiara a Santa Chiara presso il Museo principali conoscitori della figu- poteva dimenticare la condizione e Francesco il musical. L’amore della Città, che presenta anche ra di Chiara d’Assisi; il francese di coloro che ricoprono un ruolo quello vero”, degli stessi autori di la tavola di Gentile da Fabriano Jacques Dalarun, già direttore sempre più determinante nei pro- “Forza venite gente”, per la regia “Madonna col Bambino in gloria dell’Institut de Recherche et d’Hi- cessi di pace. Una grande testimo- di Oreste Castagna, con Marina tra i santi Francesco e Chiara”: un stoire des Textes di Parigi. ne sarà suor Eugenia Bonetti che, Murari e Massimiliano Varrese capolavoro del gotico internazio-

URBINO. Leonardo Becchetti dell’Università di Roma Tor Vergata ha tenuto all’ateneo urbinate una brillante conversazione sui problemi attuali della crisi con indicazioni credibili per uscirne. Non con la bacchetta magica, non con un lampo di genio di qualche luminare della scienza e dell’economia, ma con il voto di portafoglio. Che sarebbe il nostro modo di fare la spesa. Di scegliere con oculatezza ciò che compriamo. Di evitare il superfluo. Di spingere perché si riequilibri la distribuzione della ricchezza. Becchetti ha ricordato che un salario mensile a Nairobi (Kenia) è di 30 €, in Romania di 200 € per far capire come lo stesso bene, prodotto in Africa o nei paesi dell’Est, costi evidentemente

RISPOSTE ETICAMENTE ORIENTATE ALLA CRISI

Il mercato siamo noi meno. E lì che le imprese vanno a produrre e lì che i commercianti vanno a comprare. Si deve allora concludere che la globalizzazione è una disgrazia? I risultati dicono che è una fortuna perché mai si è cresciuti come adesso. Vedi la Cina, l’India, il Brasile, l’Africa. Alle cui popolazioni però, nella stima degli economisti e dei sociologi, per arrivare ai nostri livelli sociali e culturali occorreranno 200 anni. Per la Romania la stima è di 20 anni. Nei citati paesi esiste una forte sperequazione nella distribuzione della ricchezza. Pochi

hanno moltissimo, molti nemmeno il necessario per sopravvivere. Anche in Europa la distribuzione della ricchezza si è modificata. Specie nei paesi del Mediterraneo. I ricchi sono diventati più ricchi ed i ricchi spendono meno per i consumi. Spesso sprecano o scialacquano in beni voluttuari. E per mantenere il loro status di privilegio, i Governi che essi sostengono, sono portati ad aumentare le tasse. E con questo tipo di tassazione la gente è costretta a ridurre i consumi. E le imprese non riescono a vendere. Si creano tensioni sociali

e disordini. Che è quello che cercano gli speculatori che hanno individuato nell’Euro il punto debole non essendoci dietro, almeno oggi, una convergenza politica. In pratica un’Europa disunita. Per rilanciare la ripresa occorre ridurre la tassazione. Ma non basta se i consumatori non orientano i loro consumi sui beni di imprese non speculative. Il Relatore per farsi capire ha parlato dei Beni del commercio equo e solidale (In Svizzera il 55% dell’acquisto delle banane, negli Usa il 25%) o del Km zero. Sarebbe il cosi detto voto di

Pesaro - “Il 54,1% dei pesaresi, secondo i dati recenti dell’archivio della Fondazione per la lotta contro l’infarto, vivono in sovrappeso e di questi il 14,1% si colloca nell’area dell’obesità’’. E’ il dato negativo che Ernesto Sgarbi presidente della Fondazione ha fornito in occasione dell’iniziativa “Difendi il tuo cuore’’, svoltasi in un ambulatorio-tenda in Piazza del Popolo. Iniziativa che ha avuto un gran successo, perchè fin dall’apertura dell’ambulatorio si è formata una fila di pesaresi e non, per poter misurare il colesterolo, peso e pressione e che ha visto anche la collaborazione e partecipazione di AssoFano-Cuore, gli Amici del cuore di Urbino e Tutti i cuori di Rossana, i medici dell’ospedale San Salvatore e l’Asur Marche. “Il problema del sovrappeso corporeo, ha sottolineato Sgarbi, non è solo un problema di sovraccarico di lavoro cardiovascolare. La condizione di obesità costituisce è un problema di infiammazione a livello di tutti gli organi e a livello delle arterie. Perchè si formano le placche nelle arterie, per un problema infiammatorio che viene sostenuto dal colesterolo alto e dal sovrappeso e grasso viscerale. Noi dobbiamo educare in questa direzione perchè il pesarese mentre sta controllando meglio la pressione,

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portafoglio. Siccome poi è comprovato che la crescita del PIL non aumenta la felicità, diventano prioritari gli investimenti nell’istruzione e nella creazione di posti di lavoro che, con la vita di relazione, fanno scattare in alto l’indice di felicità. Così era ieri, così è oggi e così sarà domani. Vitali diventano la riduzione delle tasse, la riforma della Finanza e quella delle banche che, in generale, tendono a fare utili per i loro azionisti. L’incontro è stato coordinato dal prof. Piergiorgio Grassi. Il presidente della Federazione marchigiana Bruno Fiorelli ha portato il saluto delle BCC ed ha partecipato al dibattito. Sergio Pretelli © riproduzione riservata

Angolo della poesia

IL 54,1% DEI PESARESI IN SOVRAPPESO

Difendi il tuo cuore

nale in Italia. Il comitato scientifico di Festival Francescano 2012 è composta da: Marco Bartoli, fr. Priamo Etzi, Alberto Melloni, fr. Ugo Sartorio e Lucetta Scaraffia. Presidente: fr. Alessandro Caspoli, direttore dell’Antoniano di Bologna. Con il patrocinio di: Comune e Provincia di Rimini, Regione Emilia-Romagna, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Diocesi di Rimini, Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, Università di Bologna. Con il sostegno di: Renzo Landi, Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Cattolica.

infatti i dati recenti parlano del 29,6% di un campione di popolazione con ipertensione arteriosa rispetto al 45,4% del 2008, e la riduzione progressiva della colesterolemia con il 50,9% del campione di popolazione esaminato con valori inferiori a 200 mg/dl, non segue un trend positivo per il peso corporeo che è in salita. E’ quindi fondamentale implementare campagne di educazione sanitaria per favorire l’adozione di stili di vita salutari che comprendano la promozione dell’attività fisica regolare ed una corretta alimentazione. Nell’anno 2011 nel nostro ambulatorio di Pesaro in via Petrarca abbiamo esaminato 1195 pazienti con un’età media che è risultata di 57 anni, per il 52,6% maschi e per il 47,4% donne. Inoltre insieme all’Asur Marche e all’A.T.S. n.1 di Pesaro stiamo portando avanti la campagna di sensibilizzazione “Scegli le scale’’. Infatti contro il sovrappeso, fare due rampe di scale al giorno, ad esempio, serve per bruciare circa 10 Kcal al minuto e perdere 2,7 Kg in un anno (esattamente il doppio di quello che si consuma camminando)’’. P. M.

Dolci pensieri

Sento la brezza del vento, l’ondeggiare delle foglie sulla cima degli alberi.

Amo la rugiada del

mattino, il volo felice delle rondini e la vastità dell’orizzonte.

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Gusto il nettare delle fiabe e il vociare chiassoso dei bimbi. Colgo l’attimo per fantasticare e respirare l’immenso.

Tel. 0721.414723 - Fax 0721.418574 Via G. Pepe, 11 - 61100 PESARO

Poi una pausa, una profonda riflessione per non offuscare la realtà del Creato. Cesare Guidi


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Regione Provincia

9 settembre 2012

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SCUOLE PARITARIE PER L’INFANZIA IN PROVINCIA DI PESARO URBINO

Un risparmio di 4 milioni di euro

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nizia un nuovo anno scolastico. Insieme alle scuole statali, ed a quelle comunali dell’infanzia, sono pronte all’appuntamento con il nuovo anno le scuole paritarie cattoliche, una realtà più che significativa nella nostra Provincia anche per la loro consistenza quantitativa (vedi riquadro) tra l’altro indispensabili per soddisfare la domanda; scuole anch’esse pubbliche in ragione del servizio pubblico offerto a tutti, private per la natura giuridica dei soggetti gestori, tutti soggetti “non profit” espressioni di realtà educative della comuni-

servizio educativo e di istruzione secondo un proprio specifico progetto educativo, di ispirazione cristiana, legato a valori presenti nella comunità territoriale e condivisi dalle famiglie che le scelgono per i loro figli. Proprio per tale ragione esse rappresentano un arricchimento dell’offerta complessiva del sistema educativo provinciale per apporto di stimoli reciproci e per una risposta a specifica domanda dell’utenza. Sono una concreta attuazione – anche se parziale, in quanto scuole riconosciute sul piano giuridico ma non su quello di un adeguato contributo economico per il servizio pubblico svolto del principio di sussidiarietà contà o radicate nella comunità: Isti- clamato dalla Costituzione e daltuti religiosi, Cooperative sociali, la Comunità Europea, coerente Parrocchie, Associazioni, ecc…. con i diritti delle famiglie e delle Scuole Paritarie Cattoliche in Provincia di Pesaro Infanzia Primarie Secondarie TOTALE In Prov.di Pesaro -Istituti scolastici 20 5 6 31 - Allievi 1.051 529 458 2.038 Nel Comune Pesaro -Istituti scolastici 5 4 3 12 -Allievi 489 430 211 1.130

Sono scuole con tutti i requisiti di legge, riconosciute dall’Autorità scolastica, ma che offrono il

aggregazioni sociali intermedie e rispondente altresì ad un criterio di maggiore efficienza ed econo-

In base al decreto Turco del 2006 (D.M. 4.8.2006) per potersi curare con le cellule staminali (anche in caso di atrofia muscolare), la prassi prevede un’autorizzazione del Tribunale, chiamato a decidere se il paziente sia in fin di vita o risulti solo in pessime condizioni. Per Celeste, bimba di 2 anni affetta da atrofia muscolare, la cura con le cellule staminali è l’unica speranza di rimanere in vita. Ma, nonostante i positivi progressi effettuati (è riuscita, con la cura, a muovere le braccia e le gambe), c’è stato lo stop imposto dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Il diniego alla cura con le cellule staminali sarebbe arrivato in seguito all’indagine che ha colpito l’ospedale dove la bambina è in cura. Secondo i magistrati, questo ospedale di Brescia, ove opera la Onlus Stamina Fondation, sarebbe stato una sorta di laboratorio del Dottor Jekyll. E’ l’unica, insieme all’Irccs di Bruno Garofalo di Trieste in Italia, a fornire la cura con le staminali. Recentemente, dopo essersi pronunciata per la sospensione delle cure alla bambina, la stessa Procura della Repubblica ha inviato i carabinieri del Nas ed altri esperti in materia di sanità nominati dalla controparte. I risultati, di pubblico dominio, hanno confermato che la struttura non ha alcun tipo di problema e rispetta in modo rigoroso le leggi dello stato e della regione in materia di sicurezza sanitaria. Adesso quel procuratore che ha espresso il parere, dovrebbe essere rimosso dal suo incarico dal Consiglio Superiore della Magistratura, ma certamente questi non muoveranno un dito contro un loro associato. La burocrazia nel sistema giudiziario italiano è devastante per la società. Un cittadino malato ha il diritto di vivere e quindi di provare ogni terapia che possa portargli giovamento, come nel caso della bambina che sta rischiando la vita non solo a causa della malattia, ma anche a causa di chi ha la responsabilità di gestire la salute. Su questa vicenda volevo esprimere tutta la mia rabbia e tutto il mio sdegno verso un ministro che, alla vigilia della decisione del giudice veneziano, si mette di traverso, ovviamente spinto dalla “casta”. Se un malato o un medico qualsiasi dovesse scoprire una cura e i ricercatori cosiddetti accreditati, durante la loro carriera, producono nulla o poco più di nulla, forse si sentono scavalcati e umiliati. Ricercatori di questo tipo non hanno scrupoli sull’esito della malattia della povera bambina: è strano a dirsi, ma non rispettano neppure il lavoro dei loro colleghi, ovviamente sempre quelli fuori della “casta”. Io credo che questa vicenda, comunque vada a finire, debba essere la madre di tutte le battaglie per i pazienti che soffrono di malattie rare e soprattutto neuromuscolari, dove sono possibili trapianti di cellule staminali autologhe e dal cordone ombelicale. Ora occorre non mollare in termini legali, costituirsi tra le varie associazioni e rivolgersi alle rispettive autorità giudiziarie penali, civili ed amministrative. Se ciò non bastasse ci muoveremo davanti alla Corte di Giustizia Europea. Se quella bimba morirà, qualcuno avrà per tutta la vita un peso enorme sulla coscienza.

Può la burocrazia prevalere sulla vita umana?

micità di gestione dei servizi. In tempi di crisi economico-finanziaria e di necessario contenimento della spesa pubblica è ancora più stringente interesse dell’Ente Pubblico assicurare la sopravvivenza delle scuole paritarie fornendo il necessario contributo economico a fronte del servizio pubblico dalle stesse svolto a costi nettamente più bassi di quelli di cui l’Ente Pubblico (Stato o Comune) dovrebbe farsi carico per garantire lo stesso servizio. Il 12% (cioè più di un milione) degli studenti italiani frequenta scuole paritarie che a fronte ricevono un contributo pubblico pari ad appena l’ 1% della spesa per la pubblica istruzione: per ogni alunno della scuola statale la spesa pubblica è di 6.635 Euro all’anno, contro un contributo pubblico di 580 Euro all’anno per ciascun alunno delle scuole paritarie (dato medio tra i diversi ordini di scuola), contributo che per il prossimo anno rischia di finire sotto la scure della “spending rewiev” che vorrebbe addirittura tagliarne la metà mettendo a rischio la sopravvivenza di molte scuole paritarie e del loro servizio. I costi unitari complessivi delle scuole comunali dell’infanzia nella nostra Provincia superano in media i 5.000 Euro all’anno per ogni bambino e gravano, al netto di limitati recuperi effettuati a carico delle famiglie, per oltre 4.000 Euro all’anno sul bilancio pubblico. Di contro i costi unitari delle paritarie dell’infanzia presenti in Provincia sono inferiori di quasi il 50% a quelli delle comunali e pesano sui bilanci comunali, quando è stata prevista l’erogazione di un contributo, nella misura di appena qualche centinaio di euro all’anno per ogni bambino, in un Comune importante (diverso dal capoluogo) addirittura per importo inferiore. Sono dati su cui è necessario riflettere con obiettività nell’interesse di un bene comune importante come l’educazione. Angelo Crescentini (Presidente FISM Provinciale di Pesaro) © RIPRODUZIONE RISERVATA

il peperoncino

Cara scuola

P

urtroppo dobbiamo ripeterci, ma che fare se il mondo non cambia? Non mi posso permettere di mandare il figlio/a a scuola; 300 euro di libri, poi le tasse scolastiche (alcune decine di €), le scarpe nuove, la tuta da ginnastica, giubbotto griffato, zainetto alla moda e chi più ne ha più ne metta. Non sono mica miliardario! Vediamo allora di mettere ordine: i libri si trovano tranquillamente usati; anzi, se il pargolo non li ha trattati malissimo si possono vendere quelli già acquistati lo scorso anno. Ma con le nuove edizioni come la mettiamo? Tranquilli: Cicerone negli ultimi tre anni non ha modificato le Catilinarie, e nemmeno Pitagora ha fatto delle variazioni al suo teorema. Un libro in edizione non recente può essere usato benissimo, è sufficiente confrontarlo con la nuova edizione. Ma per farlo necessita leggerlo e questo è troppo per qualsiasi studente. Lo zainetto è costoso? Il martedì al mercato ce ne sono a pochi euro. Spiegatemi: perché per i libri non si possono spendere 200 € ma per un paio di scarpe sì? Ma i ragazzi fra di loro fanno dei confronti! Molto bene, vuol dire che vostro figlio è speciale, è straordinario. Infine il contributo volontario che si versa all’Istituto: la scuola è gratuita per tutti ed io non verso nulla. Certo è possibile ma si rimane senza libretto delle giustificazioni, senza fotocopie, senza assicurazione, senza sussidi didattici; solo gesso, lavagna, ed un professore di buona volontà che parla. E’ sufficiente? Se i ragazzi stanno attenti sì. La cultura è costosa, ma l’ignoranza lo è di più. Alvaro Coli

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Secondo noi … Perché spendere soldi pubblici per la scuola privata? Se la vogliono se la paghino. Perché la scuola paritario fa risparmiare all’Amministrazione comunale quasi due milioni di euro, al netto di un piccolo contributo fornito dal Comune. Questo semplice calcolo i politici lo hanno già fatto, mentre la gente non ha ancora focalizzato il problema. Se la paritaria dovesse chiudere molti bambini starebbero a casa.

Cappella della Madonna del Latte (FOSSOMBRONE)

La Cappella della Madonna del Latte, posizionata lungo la scalinata tra la Corte Alta e la Cittadella di Fossombrone, è una piccola costruzione restaurata di recente. La scultura policroma rappresentante la Madonna che allatta il Bambino è custodita all’interno in una nicchia sopra l’altare.


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16 settembre 2012

Pesaro

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Ambiente Torna il blocco del traffico per i mezzi più inquinanti

Redazione di Pesaro: Via del Seminario, 4 - 61121 Pesaro Tel. 0721 64052 - Fax 0721 69453 E-mail: pesaro@ilnuovoamico.it pagina

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INTERVISTA A PAOLO BONI DIRETTORE DELL’ISSR DI PESARo Sta per iniziare il sesto anno accademico dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Giovanni Paolo II”, per il quale si sono già aperte le iscrizioni. Abbiamo chiesto al Direttore dell’Istituto, prof. Paolo Boni, di esprimere una valutazione sull’esperienza dei cinque anni trascorsi e di illustrare i motivi per cui vale la pena iscriversi.

Istituto “Giovanni Paolo II” offerta teologica di qualità Professore, quando cinque anni fa, su iniziativa dell’Arcivescovo Piero Coccia, nacque a Pesaro l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Giovanni Paolo II”, ci fu chi si chiese, manifestando qualche perplessità, se fosse opportuno convogliare risorse umane e finanziarie verso un’opera di cui la diocesi sembrava non avvertire una grande necessità. Sulla base dell’esperienza, seppure giovane, di questi anni quale valutazione si sente di esprimere in proposito? Certamente, quando siamo partiti, avevamo chiaro il valore dell’iniziativa in sé, ma non sapevamo se ci sarebbe stata una risposta adeguata da parte degli studenti. La nostra è stata in un certo senso una scommessa. Abbiamo rischiato, stando attenti a vedere che cosa sarebbe successo. Già il primo anno abbiamo avuto un segnale per noi di grande conforto: al di là di ogni nostra aspettativa si sono iscritti 152 studenti tra ordinari e uditori. Un segno che la cosa poteva funzionare. La conferma si è avuta nel tempo: in questi anni abbiamo avuto 237 studenti ordinari e 443 uditori, per un totale di 680 frequentanti. Questo significa che l’Istituto risponde ad esigenze reali, anche se talvolta latenti? Può dirci quali sono queste esigenze? Quali sono i motivi principali per cui le persone decidono di iscriversi? I motivi sono sostanzialmente due. Innanzitutto si viene all’Istituto per una esigenza di formazione teologica. Il primo dato sorprendente è

questo: c’è un bisogno di teologia. Nell’assecondare questo bisogno, non si rischia di fare un’operazione puramente intellettualistica, del tutto inincidente sulla vita della comunità ecclesiale? Se si ascolta l’esperienza degli studenti, si scopre che non è affatto così. Potrei raccontare di tante persone che frequentando l’Istituto hanno cambiato la vita e che, approfondendo il loro cammino di formazione spirituale, hanno iniziato a vivere più consapevolmente sia la loro fede che il loro impegno ecclesiale e civile. Per usare l’espressione della Lettera di S. Pietro, gli studenti “imparano a rendere ragione della propria fede” o meglio “approfondiscono” il rendere ragione della propria fede”. E’ chiaro infatti che la frequenza ai Corsi dell’Istituto non può sostituire il cammino che ognuno svolge dentro la propria comunità; è però un supporto ad esso. Non a caso tanti sono venuti anche per il servizio che svolgono in parrocchia o nei vari movimenti. Ecco: quella dell’Istituto è una sorta di forza in più piuttosto che un’operazione intellettuale. E’ come se le persone scoprissero le radici e il retroterra di quello che stanno vivendo. Il primo motivo dunque è di natura esperienziale: un andare a guardare nel terreno dove affondano le radici. E il secondo motivo? L’altro motivo è che l’Istituto offre un curriculum di studi triennale al termine del quale si consegue la laurea in Scienze Religiose, che consente l’insegnamento della Religione Cattolica nelle Scuole Primarie e costituisce il titolo per il passaggio

al ciclo biennale di specializzazione (a Urbino). La laurea in Scienze Religiose è stata resa obbligatoria dalla nuova Intesa tra Stato italiano e CEI, sottoscritta il 28 giugno scorso dal Ministro Profumo e dal Cardinale Bagnasco. Quali sono i punti di forza dell’Istituto, grazie ai quali le persone sentono corrisposta la loro esigenza di fede adulta? Il punto di maggiore forza è indubbiamente la docenza. Abbiamo professori di grande valore, competenti e appassionati. Con la stima e il consenso che hanno acquisito, contribuiscono notevolmente al buon nome dell’Istituto e favoriscono la fedeltà nel tempo degli studenti. Non dobbiamo poi dimenticare la segreteria e la biblioteca, che sono luoghi non solo di efficienza, ma anche di grande cordialità. Chi viene non è mai trattato da estraneo. L’Istituto insomma è un luogo sia di formazione che di legami. Una conferma di questo è data dalla nascita, entro il mese di settembre, di una Associazione di ex studenti. Di che cosa si tratta? Chi l’ha promossa e con quale scopo? E’ un altro bellissimo segnale del valore dell’Istituto. L’Associazione, sulla quale stiamo lavorando da un anno, è stata promossa da ex studenti, desiderosi di proseguire l’esperienza formativa vissuta, mantenendo i legami tra di loro e continuando a studiare. Lo scopo dunque è dare vita a una sorta di formazione permanente, attraverso un lavoro seminariale in cui verranno approfonditi certi temi con docenti dell’Istituto. Membri dell’associazione perciò saranno anche gli insegnanti, sul modello originario

dell’Università, che era appunto una corporazione di docenti e studenti. Parlando degli studenti iscritti all’Istituto, lei all’inizio ha fatto una distinzione tra ordinari e uditori. Ci spiega la differenza? All’interno dell’Istituto, che – come va ricordato – è di livello universitario e dipende dalla Pontificia Università Lateranense, sono previste due tipologie di studenti: l’ordinario e l’uditore. Il primo deve frequentare tutti i 33 corsi (11 ogni anno, riguardanti le discipline bibliche, storico-patristiche, morali, filosofiche e di scienze umane); superare gli esami e discutere una tesi, fino al conseguimento del Diploma in Scienze Religiose. L’uditore invece può frequentare liberamente uno o più corsi accademici al termine dei quali gli viene rilasciato un attestato di frequenza. L’indizione, da parte di Benedetto XVI, dell’anno della fede (2012-2013) ha influenzato in qualche modo i contenuti di studio del nuovo anno accademico?

Sicuramente. Innanzitutto uno dei Corsi, quello di Pedagogia, verterà sul “Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica”, della cui pubblicazione ricorrono i venti anni. In secondo luogo i tre incontri del ciclo “In dialogo con la città” saranno dedicati al Concilio Vaticano II (della cui apertura ricorrono i cinquant’anni) e prevederanno la partecipazione di grandi personalità cattoliche e laiche della cultura contemporanea. Alcuni docenti dell’Istituto, infine, terranno – sempre sul Catechismo della Chiesa Cattolica – un “Corso per Operatori Pastorali” aperto a tutti coloro che si impegnano nel campo della catechesi, della liturgia, della carità e di ogni altro settore pastorale. (cfr. programma allegato). Insomma vale la pena iscriversi all’Istituto Superiore di Scienze Religiose? Sì vale la pena. E le iscrizioni per il prossimo anno stanno già arrivando. Avete tempo fino alla fine di ottobre. a cura di Paola Campanini

CORSO DI FORMAZIONE PER OPERATORI PASTORALI

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1 PRESENTAZIONE DEL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA COMPENDIO Venerdì 26 Ottobre 2012 _Don Agostino Tisselli 2 LA PROFESSIONE DELLA FEDE Venerdì 30 Novembre 2012 _Don Enrico Brancozzi 3 LA CELEBRAZIONE DEL MISTERO CRISTIANO Venerdì 14 Dicembre 2012 _Prof. Andrea Grillo 4 LA VITA IN CRISTO Venerdì 25 Gennaio 2013 _Padre Francesco Compagnoni 5 LA PREGHIERA CRISTIANA Venerdì 22 Febbraio 2013 _Don Erio Castellucci 6 ASSEMBLEA CONCLUSIVA Venerdì 22 Marzo 2013


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MESSAGGIO DELL’ARCIVESCOVO PIERO COCCIA PER L’INIZIO DELL’ANNO SCOLASTICO

La scuola e la sua missione educativa C

ari Studenti, Genitori, Docenti, Dirigenti e Operatori della Scuola, l’inizio di ogni anno scolastico rappresenta sempre un momento carico di attese, di speranze, ma anche di sfide. L’esperienza scolastica, infatti, si colloca in un cammino educativo diretto a formare persone autonome e libere, in grado di assumersi il compito difficile delle scelte orientate al bene individuale e sociale. La scuola costituisce un campo di sfida continua per tutti, dove l’educazione continuamente è interpellata. Se ciò è vero sempre, ancor più lo è in questa stagione culturale segnata dalla cosiddetta “questione educativa”, con tutta la problematicità che ne consegue. E’ un dato di fatto che l’educazione soffre oggi di varie patologie che hanno una matrice unica: il riduttivismo. A pagare il costo più alto

è la persona che viene penalizzata, sia a livello di mancato sviluppo di tutte le sue dimensioni, compresa quella spirituale, come anche a livello di un pieno e corretto approccio con la realtà, non riuscendo a cogliere di questa la totalità e tutto il suo significato profondo, compreso quello religioso. J. Maritain afferma che “l’educazione è una questione di esperienza integrale”.La categoria di esperienza assunta nella sua integralità, una volta sgomberato il campo da ogni forma di riduzione, è dunque il cardine della proposta educativa che riguarda anche la scuola. Da questa considerazione nasce l’urgenza di un ripensamento serio della “questione educativa”. Una questione che si ripropone come esperienza integrale che coinvolge necessariamente la dimensione religiosa della persona e l’interpretazione religiosa

della realtà stessa. E’ impensabile escludere l’esperienza religiosa dall’esperienza educativa. E’ da notare che l’imprescindibile punto di partenza per percorrere la strada dell’educare come esperienza integrale, è costituito dal mondo degli adulti i quali sono chiamati non solo ad insegnare ma a trasmettere alle nuove generazioni, in modo concreto e personale, la possibilità di compiersi integralmente vivendo la realtà secondo la totalità dei suoi fattori, compreso il suo significato ultimo. E’ questa la vera sfida che attende tutti coloro che hanno a cuore l’Educare. Auguro a tutti coloro che sono impegnati nel difficile ma affascinante compito di “educare”, che l’inizio di questo nuovo anno scolastic costituisca l’occasione per una profonda riflessione sull’educare come esperienza integrale, perché ognuno al riguardo assuma le pro-

prie responsabilità. Agli studenti auguro poi un cammino scolastico vissuto non come peso ma come opportunità da valorizzare per la propria crescita; come un tempo in cui rafforzare aspettative e tener desta la passione per la vita, nell’incessante ricerca delle sue profonde motivazioni ideali e spirituali. L’esercizio del mio ministero di Arcivescovo mi ha portato in questi anni ad incontrare tanti giovani, tra cui molti studenti. Grazie a questa possibilità che mi è stata data e che continuamente mi viene ridata, mi sono sempre più convinto che a Pe-

IL 18 SETTEMBRE LA S. MESSA IN CATTEDRALE

saro abbiamo un mondo studentesco ricco di potenzialità, disponibile ad un impegno serio e desideroso di incontrare nella fede la Verità di Cristo. L’Anno della Fede indetto da Benedetto XVI costituisca una possibilità in più per realizzare questo incontro decisivo con la “Verità” di tutto l’uomo e di ogni uomo. A voi giovani rivolgo il mio affettuoso saluto di Pastore che ha a cuore la vita di ogni persona e di tutte le persone. Mentre auguro un buon anno scolastico, benedico tutti di cuore. + Piero Coccia Arcivescovo

Primo anniversario di Suor Edoarda I

Breviario di notizie pesaresi

(18 Settembre 2011 / 18 settembre 2012) – Un anno dal commiato. Ma ogni giorno il nostro cammino è stato illuminato dalla certezza della sua presenza e del suo affetto. Al rintocco di questa piccola misura di tempo terreno, noi insieme a tutti coloro che l’amano, offriamo nuovamente la nostra sorella Edoarda a Te, Dio onnipotente, che misuri il tempo in modo misterioso

A cura di Vittorio Cassiani DOMENICA 16 SETTEMBRE “FAMILY DAY” – Nella parrocchia Santa Croce, in via Lubiana. Il programma: Sante Messe alle ore 8-10-11.30. Dalle ore 15.30: stand gastronomici, giochi, pesca di beneficenza, musica e burraco. Ore 19.00: orchestra e coro del Centro musicale Pantano. Alle ore 21 la Compagnia dialettale di Santa Croce propone: “Dai che te daj, sketch, dialett e ballett”. STRADOMENICA – La città si apre allo shopping, alla cultura, agli incontri e al tempo libero. Mercato in piazzale Carducci e mercatini dell’antiquariato in piazza del Popolo, via Rossini e piazzale Collenuccio. “L’EUCARESTIA EDUCA LA FAMIGLIA” – Da oggi a sabato prossimo adorazione eucaristica nella chiesa di via della Maternità con la parrocchia Sant’Andrea apostolo di Fiorenzuola di Focara. CICLOTURISTICA SUL FIUME CONCA – A ritmo lento per gustare gli angoli che sfuggono al visitatore frettoloso. Con “Il Ponticello” (tel. 0721/482607). Ritrovo alle ore 9.00 presso “Polvere di caffè” in via Fratti n°. 126. Quota euro 12. VISITE AL PALAZZO DUCALE – Tutte le domeniche fino al 28 ottobre. Previsti due turni: alle ore 9.30 e alle 11.00. Costo euro 5. Prenotazioni: Isairon 338.2629372. LA SEICENTESCA CHIESA DI SANT’UBALDO – Può essere visitata ogni terza domenica del mese. PEDALATA IN BICIPOLITANA 8 – Nell’ambito della “Settimana europea della mobilità sostenibile”. Appuntamento in piazza del Popolo alle ore

LA FONDAZIONE DON GAUDIANO RINNOVA IL CDA

e, per noi, incomprensibile. E tu, Dio meraviglioso che puoi tenere l’Universo nel palmo della mano, tienila vicino e accogli il fiore della preghiera che ti eleviamo per lei, con lacrime e amore, nella luce della Speranza. Pregheremo con Suor Edoarda nella S. Messa del 18 settembre alle ore 18.30 in Cattedrale. Le Sorelle di Viale Battisti 42 – Pesaro

10: “targhiamo le bici”. A MONTELABBATE – Si concludono i festeggiamenti per i 100 anni della Pia Unione di Maria Immacolata. Il programma: Santa Messa presieduta dall’Arcivescovo (ore 11.15), processione (ore 17.00), festa nel cortile della parrocchia con l’intervento della Banda “G. Rossini” (ore 18.30). Al termine della serata spettacolo pirotecnico. NEL CASTELLO DI PAOLO E FRANCESCA – A Gradara, itinerari guidati a tema. Tutte le domeniche alle ore 11.00. Info: 0541/964115. MUSICA ANTICA A MOMBAROCCIO – Nella chiesa di San Vito e Modesto (ore 18.30) con Marta Torbidoni (soprano), Cappella musicale del Duomo di Fano e Stefano Baldelli (direzione ed organo). LUNEDI’ 17 SETTEMBRE ESTATE AL MUSEO – Esperienze d’arte e assaggi di creatività per bambini dai 5 agli 11 anni. Ultimo incontro dell’anno. Dalle ore 8.30 alle 12.30 nella sede dei Musei civici (0721/387541). LA CARICA DEI 101…BENELLI – Settimana in moto per festeggiare 101 anni dalla fondazione. Tutti i giorni con partenza dalle officine Benelli, via Mameli n°. 22, tour motociclistici nella provincia di Pesaro e Urbino. Info: 0721/31508. CONVERSAZIONE SULLA BICICLETTA – Incontri d’autore. Ore 18.00. Palazzo Gradari, in via Rossini. PRESENTAZIONE DEL FESTIVAL DEI GAD – Nella sede dell’Accademia internazionale di canto, in Largo Aldo Moro n°. 12 (ore 18.00). Conversazione di Ivana Baldassarri: “Marta Abba e Luigi Pirandello, un ambiguo gioco delle parti”. Sullo schermo immagini

Lo Squero di Sanzio Ubaldi (Chiuso il lunedì)

proposte da Ortensio Rivelli. “ALZATI E VA’…” – Incontro pubblico nella parrocchia Santa Croce: “Vivere e trasmettere oggi la fede” con l’intervento di don Dino Pirri. Ore 21.15. MARTEDI’ 18 SETTEMBRE MERCATO CITTADINO – Dalle ore 8 alle 14 presso il parcheggio San Decenzio. CON IL CENTRO SOCIO CULTURALE “MARIA ROSSI” – Giornata di spiritualità a Saltara presso il Convento “San Francesco di Rovereto”. Partenza da piazzale Matteotti alle ore 8.30. IRENE PODGORNIK ESPONE IN BIBLIOTECA – Nella “San Giovanni” in via Passeri. Acqueforti su zinco. Fino al 30 settembre. Info: 0721/387770. A CANDELARA – E’ in corso, fino al 23 settembre, “Suggestioni aromatiche e plastiche armonie”. Info: 0721/387135 – 333.3866081 – 338.3322176.

n data 8 settembre si è riunita l’Assemblea dei Soci Fondatori costituita da Arcidiocesi di Pesaro, Banca dell’Adriatico, Banca di Pesaro Credito Cooperativo, Comune di Pesaro, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e Provincia di Pesaro e Urbino e ha provveduto al rinnovo del Consiglio d’Amministrazione che risulta così composto: Presidente: Ivano Dionigi Vice Presidente: Paolo Drago Consiglieri: Bertozzini Gastone, Don Brizi Stefano, Casula Pierfrancesco, Cangiotti Marco, Ceccarelli Giuliana, Cioppi Giancarlo, Gaudiano Maria Rosa, Scavolini Emanuela, Secchiaroli Marcello. Il Collegio Sindacale è stato riconfermato nelle persone di Farina Giampaolo (Presidente), Criso Piero e D’Angelo Franco, riconfermato anche il Direttore Amministrativo Moresco Livio. La nomina vale per il quadriennio 2012 – 2016. so a pagamento con prenotazione: 0721/387357. APERICYCLO – Per chi va al lavoro in bici. Ore 18.30 in piazza del Popolo. LA VIA CRUCIS DI FIORUCCI – E’ visibile nella cappella feriale della chiesa parrocchiale di Cristo Risorto (via Matteucci n°. 29 – zona Muraglia). Alle ore 21.15 serata inaugurale con Ivana Baldassarri (commento), il Coro “Le insolite note” e la conduzione di Beatrice Guglielmi. Sarà presente l’autore. VENERDI’ 21 SETTEMBRE PELLEGRINAGGIO A LOURDES – Con la Comunità parrocchiale Santa Maria di Loreto (21-24 settembre). Partenza alle ore 7.45.

I MUSEI CIVICI A PALAZZO CIACCHI – Dalle ore 15 alle 18 nella sede di via Cattaneo 34. Dipinti e ceramiche in mostra. Ingresso gratuito su prenotazione. Tel. 0721/3831. “TOTO’ AL GIRO D’ITALIA” – Proiezione del film di M. Mattioli a cura di Pierpaolo Loffreda. Palazzo Gradari, ore 21.00. SABATO 22 SETTEMBRE “LA BIBLIOTECA NEI PARCHI” – Oggi e domani: festa dello studente nel Parco Miralfiore. A cura del Collettivo Spazio Bianco. Info: 0721/387770. NELLA GALLERIA ART. 65 – In via Giordano Bruno n°. 65. Espone, fino al 7 ottobre, Giazan.

MERCOLEDI’ 19 SETTEMBRE “GRAFICA UTILE” – Manifesti di grande interesse, realizzati dal grafico Massimo Dolcini e dal suo studio, sono in mostra permanente, aperta al pubblico in orario scolastico, negli spazi dell’Istituto tecnico Donato Bramante (Campus scolastico di via Nanterre). GIOVEDI’ 20 SETTEMBRE A PESARO E GRADARA – “La danza nel Quattrocento. Guglielmo Ebreo da Pesaro”. Seminario di studi e laboratori di danza antica. Fino a domenica prossima. Info: 0721/387541. VISITA ALLA CASA ROSSINI – Per conoscere, attraverso le collezioni esposte, curiosità, aneddoti ed aspetti meno noti del Maestro. Ultimo appuntamento (ore 17.30) dell’anno. Ingres-

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Pesaro

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L’ANNO PASTORALE DEDICATO ALLA FEDE SI APRE CON S. TERENZIO

Il 22 e 23 settembre il Convegno Diocesano

L’

anno pastorale 2012- tolineatura particolare verso la 2013 inizia all’insegna del fede degli adulti. Come aiutarsi grande richiamo che Be- a vivere il cristianesimo in modo nedetto XVI ha rivolto a sempre più maturo e consapevotutta la Chiesa indicendo l’”Anno le? Come riavvicinare alla fede gli della fede”: è necessario confer- adulti che per tanti motivi se ne mare, comprendere, approfondire sono allontanati? E, soprattutto, in maniera sempre nuova i conte- come trasformare in occasione nuti secolari della fede cattolica, di conversione per i genitori la per testimoniarli coerentemente catechesi normalmente svolta in in condizioni storiche diverse dal parrocchia per preparare bambini passato. e ragazzi ai sacramenti dell’iniziaIl nuovo anno, dunque, inizia con zione cristiana? una certezza – siamo all’inter- Occorre confrontarsi con espeno della grande tradizione della rienze già in atto in questo campo. Chiesa e del suo straordinario E’ ciò che si propone il Convegno cammino di popolo – e con una diocesano “Essere adulti nella attesa: che la nostra libertà perso- fede”, che il 22 e il 23 settembre, nale permetta a questo cammino presso il Cinema Loreto, darà inidi rivelarsi sempre più vero per zio al nuovo cammino pastorale. tutti gli uomini. Siamo tutti invitati. Accogliendo il richiamo del Papa, il nostro Arcivescovo Piero Coc- PROGRAMMA cia invita anche la chiesa locale Sabato 22 settembre ore 21.15 a focalizzare la sua attenzione – Preghiera e introduzione di sul tema della fede, con una sot- mons. Piero Coccia Arcivescovo

di Pesaro. A seguire don Matteo Armando, docente di teologia alla Pontificia Università Urbaniana di Roma interverrà sul tema: “Essere adulti nella fede”. Domenica 23 settembre ore 9 – Preghiera, a seguire: “L’educazione degli adulti alla fede attraverso l’iniziazione cristiana: testimonianze”. Interventi di don Francesco Pedrazzi, direttore ufficio catechistico diocesi di Brescia, don Giorgio Paolini parroco di S. Maria Regina in Borgo S. Maria (Pesaro); don Giuseppe Fabbrini, parroco di S. Maria di Loreto di Pesaro. ore 11.45 S. Messa celebrata da don Stefano Brizi Vicario Generale diocesi di Pesaro. ore 15.30 gruppi di lavoro e conclusioni di S.E. mons. Piero Coccia. È previsto un servizio per non udenti il giorni 22/9 e un servizio di baby sitter la mattina e il pomeriggio del 23/9.

FESTA DEL PATRONO Giovedì 20 settembre, in cattedrale alle ore 21,15, S.E. l’Arcivescovo conferirà il mandato agli operatori della catechesi, liturgia (Ministri Straordinari della S. Comunione) e carità. Dal 21al 23 settembre, presso la Basilica Cattedrale, si svolgerà il Triduo di preparazione in vista della solennità del Santo Patrono Terenzio (Ore 18 Rosario – ore 18.30 S.Messa). Venerdì 21 settembre ore 18.30 Pellegrinaggio delle Parrocchie delle Vicarie Pesaro 1 e Pesaro 2. Sabato 22 settembre ore 18.30 Pellegrinaggio

Cresimandi delle Parrocchie della città. Domenica 23 settembre ore 18,30 Pellegrinaggio dei Religiosi e delle Religiose. Lunedì 24 settembre SOLENNITA’ DI S. TERENZIO SS. Messe ore 8 – 9 – 10.30 – 12 – 18 Ore 16,30 Celebrazione del Vespro. Ore 17 Processione con l’urna di S. Terenzio per le vie: Rossini, Marsala, Bertozzini, P:le I Maggio, C.so XI Settembre, Piazza del Popolo, Rossini. Ore 18 Solenne concelebrazione eucaristica presieduta da S.E. Rev.ma mons. Piero Coccia. © RIPRODUZIONE RISERVATA

MIGLIAIA DI EURO GIA’ INVESTITI DAL COMUNE DI PESARO

Via le barriere architettoniche dalle scuole

sessore alle Nuove Opere Rito Briglia, hanno illustrato le realizzazioni – alcune ancora in corso

Nella Carducci, in particolare, per soddisfare richieste della direzione didattica, sono state anche effettuate sistemazioni interne, rifatte le grondaie e tinteggiata la facciata. Alla scuola Manzoni realizzata una nuova pavimentazione dell’aula magna e sistemate le aule poste al primo piano. Spesa: 18mila euro. Al più tardi all’inizio di novembre 2012 saranno conclusi i lavori della palestra della scuola media Alighieri. L’importo totale della spesa è di 1.170.766,18 euro e comprende nuove attrezzature sportive. All’apertura dell’anno scolastico 2013-2014 la scuola di Borgo Santa Maria sarà fruibile, i lavori sono in corso; (Briglia ha ricordato che il plesso era finito a suo tempo sotto sequestro per abuso edilizio. Al momento rimane una sola scuola da risistemare, quella di Villa Fastiggi, ancora priva di

APPUNTAMENTI TRA PESARO E GRADARA

to - Antincendio TVCC - Videocontrollo ollo Accessi Cablaggio Strutturato Impianti telefonici Automazioni FAAC toni Sezionali eventivi e sopralluoghi gratuiti Assistenza tecnica e su 24

Guglielmo Ebreo e la danza nel Quattrocento

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i terrà dal 20 al 23 settembre a Pesaro e Gradara un seminario di studi e laboratori di danza antica su “Guglielmo Ebreo da Pesaro - La danza nel Quattrocento’’ a cura di A.D.A. (Associazione Danze Antiche), progetto a cura di Chiara Gelmetti, con il patrocinio della Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro e Comune di Gradara. Guglielmo Ebreo da Pesaro (Pesaro 1420 circa - Urbino 1484) rappresenta simbolicamente la visione rinascimentale, quell’orizzonte d’idee che nell’uomo e nella natura trovano il loro fondamento. Giovedì 20 settembre alle ore 17,30, vi sarà l’incontro inaugurale alla Sinagoga di Pesaro in via delle Scuole con ingresso su prenotazione. Dopo il saluto delle autorità, interverrà Maria Luisa Moscati Benigni. Seguirà lo spettacolo di danza del ‘400 con il Gruppo

Guglielmo Ebreo da Pesaro diretto da e con Enrica Sabatini e con Letizia Dradi e Ensemble Laus Veris. Venerdì 21 settembre dalle ore 10,00 alle 15,30 presso la Biblioteca San Giovanni interverranno Barbara Sparti, P.Pozzi, G.Busi, Giorgio Agamben, M.Cristina Esposito, Roberto Danese. Modera Emilio Sala. Verranno trattati l’aspetto egli abiti al tempo di Guglielmo e il Manoscritto di “Marguerite d’Autriche’’. A Gradara nel Borgo Antico alle 21,30 si terrà lo Spettacolo di danza e liuto a Palazzo Rubini Vesin con Bruna Gondoni, Marco Bendoni gruppo A.D.A. (su prenotazione: info@gradara.org). Sabato 22 settembre dalle ore 10 alle 16 presso il Teatro Comunale di Gradara sono previsti gli interventi di Vincenzo Borghetti, Alessandro Pontremoli, Marina Nordera, Lara Comis. Modera Emanuele Senici. Alle

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ore 14,40 tavola rotonda su “Danzare oggi il rinascimento’’. Moderatori Ornella di Tondo e Marco Mencoboni. Dalle ore 16,00 alle 18,00 Laboratorio coreutico “Danze cortesi italiane del ‘400’’ condotto da Bruna Gondoni. Dalle ore 18,00 alle 19,30 Laboratorio coreutico “La Moresca’’ condotto da Marco Bendoni. Nella terza giornata di studio domenica 23 settembre dalle ore 10 alle 11,45 al teatro comunale di Gradara, presentazione della Spada dei Cherubini a cura di Marco Chiozzi in collaborazione con l’Accademia delle Lance Spezzate di Ferrara. Seguirà Laboratorio di Scherma antica, condotto da Marco Chiozzi. Per informazioni e iscrizione al seminario e-mail guglielmo@danzeantiche.org p.m © RIPRODUZIONE RISERVATA

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el primo incontro con i media dopo l’interruzione estiva, il sindaco e l’As-

- del servizio nuove opere: Ultimati i lavori di installazione di piattaforme elevatrici nelle scuole: Collodi di via Ugolini, Cantarini a via del Carso, Don Milani a via Togliatti, con una spesa di 50mila euro per ogni scuola. Saliranno così a 11, nell’anno corrente, le scuole senza più barriere architettoniche. Altri interventi edili sono stati alle scuole primarie Carducci di Via Gramsci e alla Mascarucci di via Agostini, per una spesa rispettivamente di 50mila e 80mila. Alla Carducci e alla Olivieri si sono conclusi lavori in entrambe le sedi per un importo complessivo di 525mila euro, per consentirne l’adeguamento alle norme di sicurezza e antincendio: alla Olivieri è stata anche rimossa la pavimentazione in amianto, posata la nuova pavimentazione in gomma e risistemate le aule del primo piano, totale 50mila euro.

ascensore, a causa di ostacoli interni che si spera di superare nel 2013. Briglia reclama il merito dell’amministrazione di aver eliminato quasi tutte le barriere esistenti in una città di 95.000 abitanti, con edilizia scolastica degli anni risalente ‘60-’70. Ha poi sottolineato le difficoltà di “mantenere la barra dritta” e continuare a destinare il 40-50 % delle disponibilità per i servizi educativi a fronte di zero finanziamenti statali. Ceriscioli ha sottolineato quest’ultima difficoltà, confermando però che l’amministrazione continuerà a ritenere la scuola una priorità. Il 12 settembre il sindaco e i due assessori Briglia e Marco Signoretti hanno poi visitato la Manzoni, la Carducci e l’Olivieri, all’apertura dell’anno scolastico. Claudio Turco © RIPRODUZIONE RISERVATA

il ssetaccio •

SETTIMANALE D’INFORMAZIONE D

Preparazione al matrimonio PESARO – Martedì 25 settembre ha inizio, presso la parrocchia di S. veneranda, in via Bonini 225, l’itinerario per fidanzati in cammino verso la scelta del matrimonio cristiano. Per iscrizioni basta presentarsi il primo giorno del corso. Per informazioni: don Michele Rossini 339/3813162 oppure 0721/415510

Pesaro in bici omenica 16 pedalata fino a Fano.

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Si parte da Piazzale della Libertà alle ore 10. Il percorso si svilupperà sulla pista ciclabile del lungomare con possibilità di ritorno in autobus grazie ad Adriabus. Possibilità di pranzare al Pesce Azzurro.


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DAL 17 SETTEMBRE PROVVEDIMENTI CONTRO LE POLVERI SOTTILI

Tornano le limitazioni al traffico

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on l’autunno tornano in vigore le limitazioni alla circolazione per i veicoli più inquinanti. Il provvedimento tornerà in vigore a partire da lunedì 17 settembre. La misura viene attuata nella zona blu delimitata da “inizio Comune di Pesaro Strada Statale 16 Adriatica (località Fosso Sejore), strada

panoranica Ardizio, via Lombroso, Per i contravventori, la sanzione è via Guerrini, via Carloni, via Pan- di 155 euro. tano, strada Pantano Castagni, via Le disposizioni vengono attuate in Pertini, via Bonini, via A. Costa, relazione all’accordo sottoscritto linea ferroviaria Fs, fiume Foglia, con la Regione Marche nel 2012, mare”, dal lunedì al venerdì con in base alla delibera della giunta orario 8.30-12.30 e 14.30-18.30. Il regionale n.1610 del 25/11/2011. divieto sarà valido anche per i re- “Uno degli obiettivi più importanti sidenti nella zona blu e per i veicoli che l’Amministrazione comunale dotati di Bollino blu. persegue, è quello di migliorare la

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nteressante e produttivo il progetto portato avanti con entusiasmo , nel corso dell’anno, dagli utenti del Centro diurno T41”A” sulla scoperta del colle S. Bartolo, dei suoi panorami, dei suoi borghi, della sua gente. Nata sull’esperienza dei corsi di acquerello del prof. Daniele Fattori, organizzati ogni anno dall’Ente Parco in collaborazione con la circoscrizione di Fiorenzuola di Focara, questa attività si è articolata in momenti di pittura sul luogo cogliendo la bellezza e la particolarità di alcuni scorci, delle case, arricchiti da conversazioni con gli abitanti che hanno parlato della storia, della vita, delle abitudini locali. Particolare l’incontro con Emilio, abitante del luogo, che li ha condotti nella sua cantina e ha spiegato loro come, partendo dall’uva, avviene la vinificazione mostrando anche alcuni attrezzi e apparecchiature necessari allo scopo. Il tutto, successivamente, veniva rielaborato in pensieri personali, espressioni poetiche spontanee ed originali. A conclusione, nel mese di giugno, la visita ad alcune zone del Parco con la guida Laurent Sonet, operatore dell’Ente . Si è dimostrata, questa, una esperienza particolarmente stimolante perché , oltre a far conoscere angoli suggestivi del nostro territorio, è stata un incentivo a far interpretare ed esprimere, in varie forme , emozioni, sentimenti in modo spontaneo, diretto e del tutto nuovo. Per quest’anno sono programmati degli incontri, sul S. Bartolo prima e a scuola poi , con gli alunni della Scuola Media Statale “D. Alighieri” che prevedono occasioni di lavoro comune e di nuove conoscenze. 1903-1923

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ul finire del primo decennio del secolo scorso, si sviluppò un acceso dibattito politico sul tema dell’avvenuta sostituzione delle suore, con personale laico, nell’ospedale San Salvatore. All’Idea il cambiamento del personale di sorveglianza non era parso necessario né utile. I giornalisti cattolici sostenevano che in Italia, in quel momento, non esisteva per-

qualità della vita dei cittadini pesaresi – spiega l’assessore all’Ambiente Giancarlo Parasecoli -. Per raggiungere questo obiettivo da anni il Comune sta mettendo in atto azioni mirate tra cui anche quella della limitazione al traffico dei veicoli più inquinanti, proprio per frenare l’inquinamento atmosferico”. Nel 2012, per quanto riguarda la città di Pesaro, i giorni di superamento del livello di 50 microgrammi/mc delle Pm10 (centralina via Scarpellini), al 31 agosto, sono 12, rispetto al limite dei 35 annui. ECCO CHI NON POTRA’ CIRCILARE autovetture e autocarri benzina Euro 0; autovetture e veicoli commerciali leggeri diesel Euro 0-1-2 senza Fap (filtro antiparticolato); ciclomotori e moticicli 2 tempi pre Euro; altri veicoli diesel come descritti nell’ordinanza sindacale n. 15/2012 (e successive modifiche), salvo eccezioni stabilite dalla stessa ordinanza.

ECCEZIONI Oltre ai veicoli non compresi dal divieto è consentita la circolazione a: Veicoli elettrici, ibridi, a gas metano, GPL, Automezzi per il trasporto pubblico, Taxi e veicoli a noleggio con conducente fino a 9 posti, Veicoli Forze di Polizia, Veicoli diretti alle strutture sanita-

rie di tipo ospedaliero, previa documentazione, Veicoli sanitari e di soccorso, Veicoli con permesso disabili. Vige la deroga per i veicoli in possesso di permessi temporanei di transito (individuati dalla targa) per consentire lo svolgimento di attività produttive altrimenti impossibilitate. La deroga si attua tramite il Comando Polizia municipale su istanza motivata degli operatori economici interessati. AUTOBUS PER IL CENTRO In diversi quartieri periferici sono attivi autobus diretti verso la zona blu soprattutto nelle ore di punta (in diversi casi anche ogni 15 minuti). Si segnala inoltre che è possibile lasciare l’auto nei parcheggi scambiatori gratuiti (esterni alla zona blu) di via Solferino e del Campus scolastico dove (nei giorni, orari e periodo in cui è in vigore l’ordinanza) passano autobus di linea diretti verso il centro ogni 15 minuti. Per conoscere gli orari telefona numero verde gratuito 800664332. DOVE PARCHEGGIARE Dal divieto di circolazione è escluso il percorso per accedere dalla Strada statale 16 Adriatica (esclusa dal divieto) al parcheggio “Il Curvone” nel quale è presente, per chi parcheggia l’auto, un servizio di biciclette gratuito.

COOPERATIVA SOCIALE T41 “A”

Alla scoperta del S. Bartolo

CONSIGLIO COMUNALE

Suore in ospedale

sonale adeguato e sufficiente a sostituire le suore. I giornali laici quali, Il Progresso, La Favilla, Il Sole, gli si schierarono contro. Il dibattito fu talmente appassionato ed infervorato che la Prefettura fu costretta a formare una Commissione d’inchiesta. L’indagine mirava a verificare se, dopo la sostituzione, il servizio infermieristico ospedaliero fosse migliorato o peggiorato. La Commissione redasse la relazione conclusiva (approvata con deliberazione prefettizia del 13.12.1910). Dalla sua lettura, i giornali della sinistra gridarono vittoria mentre, dall’altra parte, L’idea vide confermate le proprie critiche.

In effetti, il risultato dell’inchiesta accontentava entrambi le posizioni. Secondo il giornale diocesano, i commissari: “Non hanno detto tutta la verità (paura) ma ne hanno detta abbastanza (onestà); le loro critiche sono minute e gravi (onestà) ma fatte tutte scaltramente in fretta, come tenessero d’indugiarvisi sopra (paura); e dopo aver dichiarato che per molte ragioni, il servizio non è regolare tanto che solleva qualche giustificata preoccupazione (onestà), trovano il modo di concludere che - il funzionamento dell’Ospedale è nel suo complesso normale – (paura).” In concreto, la commissione rilevava i se-

guenti limiti ai provvedimenti adottati: 1) la riduzione della precedente pianta organica (il personale religioso del passato risultava più cospicuo); 2) l’eccessiva concentrazione di funzioni in capo all’Economo che, come addetto agli acquisti di dispensa, cucina, guardaroba e lavanderia, esercitava anche l’attività di sorveglianza (diventando in questo modo controllore di se stesso); 3) eccessiva estensione delle funzioni del “basso personale”. L’Idea scrisse ancora: “Noi parliamo - si persuada bene La Favilla - non per odio né per disprezzo; le nostre osservazioni sono sempre ispirate dal vivo desiderio che le “cose dell’Ospedale” vadano meglio che sia possibile, perché i poveri malati non debbano soffrire e perché tante promesse … laiche siano mantenute.” Stefano Giampaoli © RIPRODUZIONE RISERVATA


• il• amico nuovo

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Fano

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Redazione di Fano: Via Roma, 118 - 61032 Fano Tel. 0721 802742 dir. 803737 Fax 0721 825595 E-mail: fano@ilnuovoamico.it

Fossombrone Cagli Pergola MESSAGGIO DI MONS. TRASARTI PER L’INIZIO DELL’ANNO SCOLASTICO

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ento il desiderio di inviare un grande augurio alla Scuola: ai docenti, ai ragazzi e a tutti gli operatori che, dalla materna alle superiori, stanno per affrontare un nuovo anno scolastico. Conosco la difficoltà del percorso educativo che spazia dalla capacità di comunicare, a quella di saper leggere il reale, la difficoltà di quel cammino che fa da contrappeso al conformismo culturale ed all’utilitarismo dominante. Le giovani generazioni ci interrogano sul senso da dare alla propria esistenza e la scuola può offrire risposte, indicare percorsi, poiché è senza dubbio un momento fondante per una crescita nella direzione della responsabilità e della solidarietà che sono alla base della maturità personale. Educare è indubbiamente accompagnare i no-

Educare è accompagnare e prendersi cura

stri ragazzi nel loro processo di conoscenza e di formazione, affinché diventino uomini liberi e critici di fronte ad una società che omologa, annullando l’individualità creativa e le differenze che rendono ciascuno unico e portatore della propria ricchezza. Mi piace ricordare il motto di don Milani “I care”, il prendersi cura dell’altro, l’avere a cuore. Cura dell’altro che è speranza non fatta di parole, tenerezza che sa ricevere il prossimo senza violentarne la personalità. Anche un altro educatore, San Giovanni Bosco, affermava che l’educazione è cosa del cuore. A queste due straordinarie figure si è ispirato il Cardinale Carlo Maria Martini che ha sempre cercato il dialogo con i giovani, riuscendo ad entrare nel cuore dei loro sentimenti, cogliendone la profondità del desiderio di autenticità. Secon-

FANO - Il primo incontro della Cattedra del dialogo è stato dedicato al Cardinale Carlo Maria Martini, uomo del dialogo, vicino e partecipe dei problemi della contemporaneità qualunque fosse la condizione sociale e il credo religioso degli interlocutori e ispiratore della nostra iniziativa di cui era a conoscenza fin dagli inizi degli anni 2000. I lavori si sono aperti con la straordinaria presenza di Ágnes Heller, grande pensatrice ungherese, allieva di Lukacs, autrice di originalissime e radicali riflessioni sul rapporto fra etica, storia e società. Una sala gremita, tante persone rimaste fuori dall’Ipogea per la limitata capienza del locale. Un pubblico attento di fronte a una donna che ha orientato la sua ricerca sulla teoria dei bisogni in una società insoddisfatta. Una filosofa della vita che della vita invita a vivere ogni istante. “Un filosofo – afferma nel libro ‘I miei occhi hanno visto’ - è un uomo che mangia, che respira e che contempla le cose…”. Per l’occasione ha presentato in anteprima il suo ultimo libro “I miei occhi hanno visto”, appunto, (edizione Il Margine), curato da Francesco Comina, giornalista e saggista, e da Luca Bizzarri, dottore di ricerca in comparazione storico giuridica presso l’Università di Ferrara. In-

do questa prospettiva, l’educatore dovrebbe riconoscere il desiderio di bene e farlo emergere, tenendo gli occhi fissi al Maestro interiore di agostiniana memoria. L’educatore, quindi, oltre ai modi e ai contenuti dell’educazione, potrà anche confrontarsi con quella che Martini ha chiamato “l’azione educativa di Dio” nei riguardi del suo popolo, così come l’Antico e il Nuovo Testamento, secondo il Cardinale, ci testimoniano. Vi sono vicino nelle vostre difficoltà e, cari insegnanti, operatori scolastici e studenti, sono certo che il coraggio di amare, il dialogo costante, la coerenza, la ‘paziente impazienza’ vi saranno di grande aiuto nel vostro comune cammino. Auguri! Il vostro vescovo Armando Trasarti © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alla Cattedra del Dialogo la filosofa Ágnes Heller

“I miei occhi hanno visto”

tervistata da Francesco Comina, Ágnes Heller ha raccontato la sua straordinaria avventura di vita e di pensiero attraverso il secolo dei totalitarismi e delle utopie. E’ riaffiorato il ricordo della sua vita nel ghetto, del suo indimenticabile maestro Lucaks, dell’abbandono dell’Ungheria a causa della persecuzione marxista, del periodo trascorso in Australia e infine a New York. Da sempre la filosofa ha avuto una passione speciale per l’Italia. Nelle prime pagine del suo libro si legge: ”Fu il mio primo viaggio in occidente. Nelle vie, nelle chiese, nei palazzi di Firenze ho incontrato un sogno, o meglio, il mio so-

gno di un mondo adeguato all’uomo…”. E così ha continuato, incalzata dalle domande di Comina, a narrare la sua parabola esistenziale senza ipocrisie, con uno sguardo unico e lucido sulle ideologie che hanno da un lato costruito, dall’altro sconvolto il ‘900. “I miei occhi hanno visto” raccoglie le sue esperienze e il suo vissuto e quindi, oltre a riprodurre i temi di carattere etico-filosofico del pensiero dell’autrice, è anche una testimonianza intensa e drammatica sui passaggi cruciali del secolo breve. Irene Maria Cavalli © RIPRODUZIONE RISERVATA

Agenda del vescovo venerdì 14 settembre udienze in sede sabato 15 settembre ore 17, conferimento del sacramento della Confermazione presso la parrocchia di Sterpeti - ore 20.30, ordinazione presbiterale di don Gabriele Micci presso la Cattedrale di Fano domenica 16 settembre ore 6.30, Santa Messa presso l’ospedale “Santa Croce” di Fano in occasione della Festa dell’Esaltazione delle Croce - ore 9.30, conferimento del sacramento della Confermazione presso la parrocchia Santa Famiglia ore 11.15, presso l’Istituto Suore dell’Addolorata di Mondavio 50° anniversario di fondazione dell’istituto ore 16.30, saluta l’Unitalsi Fano in pellegrinaggio al Santuario di Cartoceto - ore 18, Festa del Patrono e conferimento del sacramento della Confermazione presso la parrocchia di Serra Sant’Abbondio lunedì 17 settembre ore 21, incontro di formazione per catechisti presso il Centro Pastorale martedì 18 settembre udienze in sede - ore 21, incontra i genitori e i padrini dei ragazzi che si preparano a ricevere il sacramento della Confermazione presso la parrocchia di San Marco in Sassonia mercoledì 19 settembre ore 21, incontra i genitori e i padrini dei ragazzi che si preparano a ricevere il sacramento della Confermazione presso la parrocchia di Cuccurano a cura della Segreteria Vescovile

La Chiesa che genera/40

[…] Si obietterà che in questo modo diversi ragazzi rischierebbero di non ricevere il sacramento della confermazione perché lontani dalla vita delle nostre comunità. Credo che anche questo potrebbe diventare una risorsa nel momento in cui, desiderando, ad esempio, la celebrazione del matrimonio, scoprirebbero di non aver ancora completato il cammino della IC e di aver quindi ancora bisogno di imparare a vivere da cristiani. Sacramento e vita vanno, infatti, in parallelo. Ed è certamente evidente che oggi per molti l’aver ricevuto la cresima non costituisce

un forte stimolo alla vita cristiana. Ma per tutti, bambini e ragazzi: la famiglia. Resta essenziale e vero che non si potrà continuare ad introdurre nel cammino dell’eucaristia o a celebrare la confermazione senza un diverso e più profondo coinvolgimento delle famiglie dei bambini e dei ragazzi e dei padrini della cresima. Sono ormai decenni che la nostra chiesa locale, stimolata soprattutto dagli interventi della CEI, considera prioritario il coinvolgimento delle famiglie nel cammino dei figli, perché possano non solo prepararsi ai sa-

cramenti, ma, attraverso i sacramenti, entrare nella vita cristiana. Questa vera trasformazione di mentalità, che sposta l’attenzione dalla preparazione ai sacramenti alla introduzione nella vita cristiana, esige che le famiglie siano le prime ad essere coinvolte. Senza una nuova evangelizzazione del mondo degli adulti tutti i nostri sforzi di introduzione alla fede dei nostri bambini e ragazzi risulteranno estremamente parziali […] + Armando Trasarti © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LUCREZIA - Si è concluso lo scorso 31 agosto presso il convento delle suore Clarisse di Sant’Agata Feltria la prima esperienza del Campo Universitari 2012, proposta dalla parrocchia di Lucrezia. Di grande aiuto alla riflessione e alla preghiera è stato sicuramente la Comunità francescana che ci ha ospitato. Il poter respirare giorno dopo giorno un clima di silenzio, di preghiera e di lode al Signore ci ha permesso di fare nascere in noi domande e riflessioni preziose. Importante ed accattivante il tema affrontato in questi giorni. Oltre la stretta del cappio, desidero desiderare; un argomento che ci hanno aiutato a sviluppare alcune persone negli occhi delle quali abbiamo potuto vedere la gioia di chi si sente veramente amato da Gesù; persone nelle quali, con la loro umiltà, siamo riusciti a sentire la presenza di quel Gesù che giorno dopo giorno ci accompagna lungo il nostro sentiero di vita. Grazie alla prime riflessioni, ci siamo soffermati ad affrontare il capitolo sul desiderio dell’uomo, il suo desiderio di desiderare oltre il finito. Infatti, molto spesso necessitiamo di conoscere noi stessi prima di capire i nostri desideri ed essere così liberi dalle pressioni esterne. Ognuno di noi, conoSAN SEVERO - Fine giugno – inizio luglio, ore 15, un caldo difficile da dimenticare eppure erano già qui, a S. Severo, tutti i giorni, pronti per regalare i loro pomeriggi ai bambini e ai ragazzi più piccoli, gli animatori dell’Oratorio Estivo 2012! Sono i ragazzi del dopo-Cresima di Montefelcino e Sterpeti, assieme a qualche adulto, coloro che hanno permesso ai loro amici (dalla scuola materna – rigorosamente accompagnati da mamme- nonni- zie! – alla seconda media) di trascorrere due settimane di crescita, formazione, gioco e attività di vario genere, facendo essi stessi esperienza di quanto sia bello e formativo mettersi a servizio nella gratuità. E’ stato per loro il coronamento del percorso di crescita di quest’ultimo anno: per settimane abbiamo studiato le proposte degli Oratori lombardi, per adattarle alla nostra situazione, le attività da proporre ai più giovani, i laboratori da fare… Forse il momento più divertente delle settimane di preparazione è stato quando abbiamo dipinto la scenografia per la scenetta

Fano Fossombrone Cagli Pergola PROPOSTA DI SPIRITUALITA’ DELLA PARROCCHIA DI LUCREZIA

Universitari dalle Clarisse di S. Agata Feltria scendosi, scopre che nella sua vita ha delle parole che lo svegliano, lo accendono e gli fanno capire che è ora di passare all’attacco; così come ci sono altre parole che invece lo emozionano, gli fanno battere il cuore. A sguardi intensi e con occhi fissi abbiamo poi incontrato e ascoltato suor Chiara Elisabetta, badessa del monastero di Sant’Agata, la quale ha spezzato per noi uno dei salmi più belli della Scrittura: il salmo 62. Da qui la bellezza infinita della Parola di Dio, un alfabeto ricco di emozioni e sentimenti che, ogni volta che viene da noi ascoltato e meditato, ci invita a dissetarci e ristorarci nuovamente di Dio. Coinvolgente, emozionante, provocatorio è stato poi l’intervento di don Marco Pozza. Don Marco ci ha aiutato a comprendere me-

glio la parola desiderare, ossia quando abbiamo nostalgia di una stella e, quindi, quando i ragazzi di oggi hanno paura e non lascino più spazio nella loro vita ai sogni, quando non hanno più nostalgia di quella stella tanto desiderata: un desiderio. Ma al di là di ogni forma e colore del desiderare c’è sempre in noi il desiderio nascosto che Dio parli ancora una volta alla nostra vita. Il desiderio di sentirci ogni giorno amati e coccolati da Gesù, da quell’amore che giorno dopo giorno ci dà la forza di testimoniarlo a chi ci sta accanto, con energia ed entusiasmo, e il desiderio di poter essere per gli altri testimoni autentici dell’Amore gratuito che a noi si dona. Ecco allora che con queste premesse di ascolto e di preghiera dal Campo Universitari 2012 ci portiamo a casa il proposito di

giocare la nostra vita, una vita che ci è stata donata, una vita preziosa e nella quale noi siamo sì i registi, ma gli attori sono anche altri. Sì, accettiamo questa sfida: GIO-

I RAGAZZI DI MONTEFELCINO E STERPETI

Oratorio estivo a San Severo

che quotidianamente suggeriva il tema del giorno (una parola da vivere, importante perché attinta nella Parola di Gesù, nel momento di preghiera): immaginatevi un telo di diversi metri steso sul prato all’ombra delle querce e una squadra di artisti “in erba” (è proprio il

RIFLESSIONI SULL’AMORE IN PREPARAZIONE ALLA CRESIMA

Eros, filia e agape SAN FRANCESCO IN ROVERETO - Eccoci qui, genitori, figli, catechisti e parroco a chiudere nella gioia tre giorni di ritiro spirituale. In questo posto carico di spiritualità che è S. Francesco in Rovereto, nove ragazze e due ragazzi di dodici/tredici anni sono stati “in disparte” per riflettere il tema bellissimo ed insieme delicatissimo dell’ “AMORE”. Eros, Filia, Agape. Tre parole dal greco antico che ci parlano di AMORE. Sono state presentate ai ragazzi in tre giorni di riflessione e di giochi con Suor Tiziana, Suor Paola, Don Sauro e i catechisti Paolo e Franco della parrocchia dei SS. Pietro-Paolo- Marco e Severo in Montefelcino. Nel corso dell’anno trascorso, durante gli incontri di catechismo, spesso le ragazze e i ragazzi avevano

• il• amico nuovo

espresso il desiderio di stare un po’ insieme, tutto il giorno, per parlare, giocare, condividere qualcosa. Sono stati accontentati grazie anche alla disponibilità dei genitori che hanno accolto la proposta. Del tema dell’Amore, le ragazze ed i ragazzi, adesso sanno che è dono di Dio a tutti i livelli perché da Dio viene e va vissuto insieme nel corpo e nell’anima nella purezza, nel pudore, nella verità e nella gioia. Dunque, al di là di quali saranno i frutti della catechesi di questi giorni che non è dato a noi di raccogliere, i ragazzi hanno certamente rafforzato rapporti di amicizia esistenti, hanno posto le basi per comprendere ed accogliere le differenze degli altri, hanno collaborato. Hanno chiacchierato, sono stati sve-

caso di dirlo!!!) che disegnano gli alberi di una foresta, combattendo con un vento dispettoso che fa di tutto perché il telo non resti al suo posto e il colore, appena steso, vada a posarsi nel posto sbagliato!!! Ma poi è arrivato il tempo dell’Oratorio vero e proprio: i giovani si gli la notte ed hanno un po’ dormito di giorno. Hanno servito gli uni gli altri, rispettato le regole, pulito le camere, sono stati puntuali, partecipato alle attività proposte, pregato con grande sensibilità per loro, per le loro famiglie, per tutti. Queste sono esperienze di crescita sana che auguriamo di vivere a tutti i ragazzi. Questi sono il nostro tesoro. Noi genitori ed educatori non possiamo e non dobbiamo permettere che il mondo li porti dove vuole. Dobbiamo lasciare la libertà a ciascuno di crescere secondo le proprie aspirazioni tenendoci alla giusta distanza; non troppo “addosso”, non troppo “assenti”. Abbiamo la responsabilità di guidarli, accompagnare, proteggere, assicurare loro la nostra presenza nel momento del bisogno. Genitori ed educatori insieme sono chiamati a donare con gioia l’AMORE di DIO che i figli hanno il diritto sacro e santo di ricevere.

AL VIA LA FORMAZIONE PER CATECHISTI

FANO - Da lunedì 17 settembre, alle ore 21 al Centro Pastorale, riprenderanno gli incontri di formazione per catechisti. Riportiamo, di seguito, il calendario degli appuntamenti: lunedì 17 settembre, ore 21 presso il Centro Pastorale, “Come leggere la Parola di Dio. I generi letterari”. Interverrà don Marco Di Giorgio. Lunedì 24 settembre, ore 21 presso il Centro Pastorale, “L’animazione nelle varie fasce di età”. Intervento da definire sabato 29 settembre, ore 15:30-19 presso il Centro Pastorale, “Quali oratori per quale catechesi?”. Presentazione delle varie esperienze oratoriali. Lunedì 8 ottobre, ore 21 presso il Centro Pastorale, “Essere catechisti a 50 anni dal Concilio Vaticano II”. Intervento da definire. Domenica 21 ottobre, ore 17 presso la Concattedrale di Pergola, il Vescovo consegnerà il mandato agli operatori pastorali Lectio del Vescovo durante l’anno, nelle varie zone pastorali, da definire.

sono messi davvero in gioco, sono stati attenti al gruppo e a ciascuno. Ognuno ha messo al servizio qualcosa che era una sua caratteristica: chi ci ha aiutato facendo il dj per la colonna sonora dell’Oratorio (sicuramente ci hanno sentito per tutta la vallata!), chi si è dedicato al balletto, chi si è improvvisato (ma mica poi tanto… erano proprio dei professionisti!) CT sportivo, chi ha fatto un vero e proprio servizio fotografico dell’evento, altrettanto professionalmente montato per la proiezione alla festa finale, chi ha dato spazio alla creatività per i lavoretti e chi si è occupato dei più piccoli. E poi tutti insieme per i giochi, di squadra e non. Ogni giorno, prima di cominciare, un breve momento di preghiera tutto per gli animatori e poi, una volta fatto il punto della situazione, qualche “dritta” da chi ha un po’ più di esperienza per poter miglio-

CHIAMOCI LA VITA, MA NON GIOCHIAMO CON LA VITA e sicuramente qualcosa cambierà! Giovanni Nicotra © RIPRODUZIONE RISERVATA

rare ancora quella “stoffa” di educatori che si è vista chiaramente in loro. Poi via, sul campo, a suon di musica, perché i piccoli arrivavano ben prima dell’ora stabilita, tanto erano impazienti di partire per una nuova avventura! Più di una mamma, dei piccoli e dei grandi (in segreto!), ha raccontato della gioia di partecipare a questa esperienza, del dispiacere che sia finito così presto, della speranza che l’anno prossimo duri un po’ di più, delle confidenze sulla scoperta di come sia bello essere a servizio dei più piccoli, dei sogni per quando – cresciuti – potranno avere ancora maggiori responsabilità. “Che peccato, è già finito…” è il ritornello che ho sentito tante volte la sera della festa finale! Che il Signore, Parola viva, che i ragazzi hanno incontrato in modo nuovo in questa esperienza, possa dare loro sempre la nostalgia di stare bene insieme nel Suo nome e nella gioia di essere a servizio gli uni degli altri e il desiderio di realizzare questo sogno che, prima di tutto, è il Suo! © RIPRODUZIONE RISERVATA

RADIO MARIA DAL CONVENTO DEI FRATI DI FOSSOMBRONE

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l Santuario annesso al Convento dei Frati Cappuccini, immerso nel verde e nel Silenzio, aperto su un panorama che abbraccia vasti orizzonti fino al mare Adriatico, sabato 8 settembre ha dilato le sue mura, portando al mondo la preghiera e la liturgia nella natività della Vergine Maria. La Chiesa che ha ospitato il collegamento con Radio Maria, si qualifica come Santuario perché conserva le spoglie mortali del Beato Benedetto Passionei di Urbino che lì visse e morì. Inserita nel 450° anniversario della sua morte, e’ stata ricordata la sua santità , per onorarne la vita nella nobile formazione colturale e nelle connotazioni spirituali che l’hanno contraddistinta. Nella memoria della natività della Vergine Maria, la celebrazione ha trovato la sua particolare sintonia con la tenera devozione che il Beato nutriva per la Madre di Dio, Vergine del silenzio, che sul Colle dei Santi ( clima congeniale e insostituibile per le ascensioni dello spirito ) guidò questo figlio prediletto all’altezza della santità. Il custode spirituale del Convento Francescano, Padre Aurelio Pela che ha presieduto l’intera liturgia, nella sua omelia , oltre alla spiegazione della genealogia per cui fu’ lungamente preparata la venuta di Cristo, ha puntualizzato come gli avvenimenti che hanno preceduto la venuta di Gesù ci dicono, come Dio voglia la collaborazione dell’uomo per ottenere la salvezza dell’umanità.. Il brano del Vangelo di Matteo ha invitato ad una riflessione profonda sul senso della famiglia. Oggi che la famiglia è in crisi, dobbiamo riscoprirne la condizione originale, quella della Santa Famiglia di Nazaret. Maria, la Vergine dell’incarnazione(continua Padre Pela) la renda culla di amore e di vita e ci sostenga nella collaborazione alla salvezza del mondo. I componenti lo Studio Mobile di Radio Maria Marche per le prov. di Ancona-Pesaro-Urbino ringraziano per l’accoglienza e collaborazione dei frati cappuccini, e del coro “Amici del Beato Benedetto” diretto dal maestro Dino Rossi.


Fano Fossombrone Cagli Pergola

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FESTA DEL SOCIO BCC DI FANO CON LO SGUARDO AI TERREMOTATI

Solidarietà ai cittadini di Finale Emilia FANO - Grande partecipazione sabato 8 settembre al Codma per la tradizionale Festa del Socio della BCC di Fano, alla quale hanno presto parte quasi 3.000 persone. Un momento di festa, ma anche di solidarietà: nell’ambito del weekend di accoglienza organizzato dal Comune di Fano, è stata ospite della Banca la delegazione di cittadini di Finale Emilia, comune colpito dal recente terremoto. Nel corso della festa, il presidente della BCC di Fano Romualdo Rondina ha ufficialmente consegnato ad un rappresentante del Comune di Finale un contributo di € 4.000, come segnale di vicinanza e solida-

rietà, che si aggiunge ad altre azioni di raccolta fondi a favore delle zone colpite dal terremoto già portate avanti dal gruppo Credito Cooperativo nazionale e dal personale della BCC di Fano. A presentare la manifestazione, il vice-direttore Marco Pangrazi, che ha passato la parola per un saluto al presidente Rondina e al direttore Falcioni, il quale ha colto l’occasione per sottolineare il buon andamento della banca, supportando le affermazioni con i dati: al 31 agosto 2012, la raccolta diretta si attesta a 805,4 milioni di euro, quella indiretta a 165,8 milioni di euro mentre gli impieghi ammon-

tano a 712,2 milioni di euro. L’utile d’esercizio, al 30 giugno 2012, era pari a 1,8 milioni di euro. Una banca radicata nel territorio con una compagine sociale che, al 31 agosto 2012, si attesta a 5.352 unità; un istituto di credito che dà lavoro a 146 dipendenti e che continua a sostenere le attività sociali, culturali e ricreative che si svolgono nel territorio come dimostrano i numerosi interventi di sponsorizzazione e di beneficenza. A seguire, sul palco è stato invitato il dott. Ansuini, che ha ricordato l’iniziativa di prevenzione del rischio cardiaco “Cent’anni fan salute”, realizzata dall’Asur in collabo-

ANALISI DEI DATI DEL XV CENSIMENTO DELLA POPOlAZIONE

Fano non cresce più

FANO - Sono stati resi disponibili i primi dati provvisori del 15° censimento della popolazione nella nostra città al 9 ottobre 2011 erano 63.209 gli abitanti residenti di cui 30.397 maschi e 32.812 femmine. I nuclei famigliari risultano 26.931 e 2,3 è il numero di componenti per famiglia. Rispetto ai dati del 2010 che riportavano una popolazione di 64.100 abitanti ci sono 891 abitanti in meno. Questo dato va però letto non nel suo “specifico peso numerico” ma solo come indicatore: di un preciso “giro di boa” di decrescita demografica della nostra città. Le famiglie risultano ancora più piccole, con un numero di componenti che è passato da 2,6 nel 2001 al 2,3 nel 2011, pesa sempre più in maniera esponenziale l’aumento della popolazione anziana che nei prossimi vent’anni avrà un impatto sempre maggiore arrivando nella terza e quarta età le classi del primo dopoguerra con il suo “ boom demografico”. Il trend di crescita, che aveva portato ad un progressivo e costante incremento di popolazione negli anni soprattutto a causa della domanda di lavoratori nei settori produttivi quali la cantieristica e l’edilizia che facevano crescere la città di più di 1000 abitanti all’anno, è definitivamente terminato. Fano non cresceva per un aumen-

to di popolazione autoctona, non cresceva per un aumento di tassi di natalità, ma cresceva perché c’era lavoro e i processi migratori da sempre seguono la domanda di lavoro. La crisi non è per terminare a breve, quindi il controesodo era già iniziato lo scorso anno; i primi a partire i lavoratori italiani del sud del paese con le loro famiglie, ma ora anche coloro che avevano cercato di ritrovare un lavoro, immigrati provenienti da paesi stranieri a malincuore debbono prendere atto che il loro progetto migratorio non può reggere più a lungo in assenza di reddito. I flussi migratori quindi invertono il senso di marcia e con le ferie molte famiglie se ne vanno per non tornare più. Già alcuni lavoratori magrebini che avevano perso il posto di lavoro avevano mandato a casa i figli e le mogli per contenere i costi. n problema non di facile soluzione è quello dei contributi pensionistici versati e se gli venisse concesso di recuperarne almeno in parte molti immigrati disoccupati se ne andrebbero con maggiore facilità. Per la città significa alleggerire i costi sociali che sono sempre più pesanti per il nostro sistema di welfare in grande difficoltà a causa dei tagli subiti. Anche nel lavoro di cura che aveva avuto una domanda costante a causa di anziani non

autosufficienti si sta verificando un calo progressivo della richiesta di lavoro, l’anziano è fonte di reddito con la sua pensione e con l’indennità di accompagnamento, con queste difficoltà oggettive le famiglie si organizzano per contenerne i costi. Dai dati nazionali del censimento risultano un milione di stranieri in meno rispetto alle iscrizioni anagrafiche. A Fano gli immigrati extracomunitari erano al 1.1.2011 5.130 pari all’8% della popolazione. All’inizio dell’anno scolastico si potranno verificare con certezza quante famiglie se ne sono tornate al loro paese e quanti scolari mancheranno nelle classi. E’ finito un processo, quello delle migrazioni, dei ricongiungimenti famigliari, quello di una città che offriva lavoro. Dal disagio sociale di una città che cresceva troppo in fretta importando non solo manodopera, non solo braccia ma famiglie e bambini, una città che cresceva però anche nel suo sviluppo economico, nelle case, nei servizi ora dobbiamo programmare una veloce decrescita, in attesa di vedere la famosa luce in fondo al tunnel. Maurizio Tomassini

Presidente provinciale Acli Sociologo

razione con la Banca. La scena è poi passata ai più piccini e ai loro genitori con la consegna di 120 “bonus bebè” ai figli neonati di Soci e dipendenti. Uno sguardo al futuro e uno al passato: non poteva quindi mancare il riconoscimento del merito dei soci più anziani: sono stati premiati con una medaglia d’oro 20 Soci entrati nella compagine nell’anno 1969.

Lezioni di musica per tutte le età

FANO - È iniziato l’Anno Scolastico 2012-2013 presso la Scuola di Musica ‘R. Bramucci’ dell’A.Ge., Associazione Genitori – Fano. Fondata nel lontano 1976 dal prof. Giuseppe Rovinelli, la scuola (che si avvale della collaborazione di insegnanti altamente qualificati) s’ispira ai principi statutari dell’Associazione Genitori, di cui rappresenta una delle principali attività; in tal senso, ricordiamo le importanti agevolazioni economiche per le famiglie, la massima attenzione ai ragazzi con problemi di apprendimento, i corsi speciali per la rieducazione motoria attraverso la musica, l’avviamento alla musica per bambini dai 3 ai 5 anni e quelli per anziani (anche con lezioni a domicilio, senza maggiorazione di prezzo). La Scuola è infatti aperta ad allievi di tutte le età, dai dilettanti ai professionisti, con corsi individuali o a gruppi, personalizzati in base agli obiettivi di ciascun allievo, con possibilità di spaziare dalla musica classica alla moderna. Vengono inoltre offerti a tutti i frequentanti, a qualunque livello di preparazione e senza distinzione d’età, tre Saggi per ciascun Anno Scolastico, al fine d’imparare a misurarsi col pubblico e socializzare con gli altri allievi, escludendo a priori qualsiasi forma di competizione. Per qualsiasi informazione è possibile contattare il direttore della Scuola, Luca Ferretti, ai seguenti recapiti: Sede della Scuola: Via Arco d’Augusto, 39 (Fano) – Telefono fisso: 0721/861133 – Telefono cellulare: 340/3526267 – E-mail: ferrettiluca@libero.it – Contatto Facebook: Luca Ferretti/Scuola di Musica ‘Bramucci’ – Sito Internet: www.agefano.it Elenco dei corsi attivati per l’Anno Scolastico 20122013. Avviamento alla musica (da 3 a 5 anni), avviamento alla musica (per adulti), basso elettrico, batteria, canto lirico, canto moderno, chitarra classica, chitarra acustica, chitarra elettrica, composizione moderna, educazione motoria attraverso la musica, flauto, pianoforte, sax, solfeggio, teoria musicale, tastiere, ukulele, viola, violino. Luca Ferretti Il direttore della Scuola di Musica ‘Bramucci’ © RIPRODUZIONE RISERVATA

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FESTA DELL’ACCOGLIENZA ALL’OPERA PADRE PIO

L’Apito ricorda don Paolo Tonucci

e promotore della Fondazione Emmaus, che nel suo saluto ha sottolineato come Don Paolo nella sua missione ha saputo tradurre il Vangelo nella vita della gente sostenendola e lasciando un segno profondo in quanti lo hanno incontrato, e a seguire di don Matteo Pucci, vice Direttore del Centro Missionario, che ha esposto il programma della Giornata Mondiale della Gioventù del 2013 che si svolgerà a Rio de Janeiro. La GMG vedrà

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NUOVO ANNO SCOLASTICO ALLA SCUOLA ‘R. BRAMUCCI’

RACCOLTA FONDI PER LE MISSIONI DEL BRASILE

FANO – Giovedì 6 settembre, nel suggestivo contesto della Rocca Malatestiana di Fano, si è svolto “ApitoPeritivo”, iniziativa di solidarietà organizzata dall’Associazione Apito Marche e dal ristorante brasiliano Cabocla. ApitoAperitivo è stata la prima iniziativa di questo genere che l’associazione Apito Marche ha voluto proporre con la duplice finalità di sensibilizzare la cittadinanza alle tematiche della cooperazione con i paesi impoveriti e in particolare del Barsile da una parte, e la raccolta fondi per finanziare progetti a sostegno dei bambini e dei giovani dello stato di Baia dall’altra. Il filo conduttore della serata è stato la memoria di Don Paolo Tonucci, Missionario della diocesi di Fano, Fossombrone, Cagli, Pergola che, come ha ricordato il presidente nazionale dell’Apito Roberto Ansuini, ha lavorato in Brasile promovendo e difendendo i diritti di tutti e in particolare dei più poveri. Durante la serata si sono susseguite anche le testimonianze di don Luigi Carrescia, Missionario appena rientrato dal Brasile

Al termine delle premiazioni, tutti gli intervenuti hanno potuto assaporare i piatti tipici preparati dalla Cooperativa Tre Ponti e dalle Proloco di Cartoceto e San Costanzo. Prima di lasciare spazio alla musica e alle danze, si è svolta, come da tradizione, la premiazione dei vincitori del VIII Trofeo di bocce BCC Fano”.

un gruppo di giovani partecipare all’evento prolungando la permanenza in Brasile anche dopo il 28 luglio 2013 dando così la possibilità ai giovani di visitare i luoghi dove don Paolo prima e don marco Prosciutti poi, hanno lavorato, una esperienza questa di scambio tra le due realtà ecclesiali e di grande respiro missionario. A concludere la fresca e piacevole serata la danza della “Capoeira” del gruppo Janga Rio. Soddisfatti gli organizzatori per la riuscita dell’iniziativa che hanno già annunciato una seconda edizione dell’aperitivo solidale anche in versione invernale. Marco Gasparini © RIPRODUZIONE RISERVATA

FANO – Sabato 22 e domenica 23 settembre, nel chiostro e Basilica di San Paterniano, è in programma la Festa dell’Accoglienza in onore di San Pio da Pietrelcina. Riportiamo, di seguito, il programma: sabato 22 settembre ore 17, inaugurazione della mostra “Arte Solidale” nel Chiostro (mostra di pittura di artisti locali) ore 18.30, Santa Messa presieduta dal vescovo Mons. Armando Trasarti nella Basilica di S Paterniano ore 20.15, buffet nel chiostro ore 21, concerto nel chiostro con il gruppo musicale “Figli di Sion” domenica 23 settembre ore 9.30-12.30/16.30-22.30, mostra di pittura “Arte Solidale” nel chiostro ore 21, concerto per voce e organo nella Basilica di San Paterniano con Giovannimaria Perrucci (organo) e Daniela Nuzzoli (soprano) L’ingresso a offerta nei concerti e il ricavato della vendita dei dipinti saranno devoluti alla “mensa dei poveri” dell’Associazione San Paterniano – Opera Padre Pio – Centro di Accoglienza Padre Valerio.


16 16 settembre 2012

DOMANDE IN DIOCESI ENTRO IL 15 OTTOBRE

Lavoro ai giovani con “Policoro”

FANO - Il Progetto Policoro è una iniziativa ecclesiale promossa allo scopo di accompagnare i giovani che vivono quotidianamente il grave problema della disoccupazione, nella ricerca attiva del lavoro e laddove possibile alla creazione d’impresa, attraverso percorsi formativi in grado di orientarli rispetto alla loro vocazione umana e professionale. Nell’esperienza del Progetto Policoro la proposta di evangelizzazione nei confronti dei giovani disoccupati costituisce il punto di partenza dell’impegno, quello che caratterizza tutta la sollecitudine pastorale nei confronti di quanti vivono il dramma della mancanza di lavoro o la situazione di “cattivi lavori”. Si avvalora così la necessità di un radicale cambiamento di mentalità e di cultura che porti il giovane ad attivare le sue potenzialità in un’ottica di imprenditorialità personale. Per tale motivo, la Diocesi di

Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola, nell’ambito di un progetto più ampio di “Osservatorio Diocesano sull’Occupazione Giovanile”, ha deciso di attivare, a partire dal 1 gennaio 2013, le attività previste nel Progetto Policoro. A tal fine il primo “step” è quello di individuare l’“Animatore di Comunità”(AdC), secondo i compiti e le specifiche di seguito dettagliate. Chiunque desideri diventare l’Animatore di Comunità del Progetto Policoro deve presentare la propria domanda per il tramite di uno dei tre uffici diocesani o delle associazioni di cui al punto 2, in presenza dei seguenti requisiti: a. esperienza ecclesiale nella Diocesi o in una associazione, riconosciuta a livello ecclesiale, possibilmente già impegnata a livello nazionale nel Progetto Policoro; b. età compresa tra i 23 e i 35 anni; c. disponibilità ed impegno alla frequenza con continuità e profitto al corso base regionale di formazione per AdC; d. passione e interesse per il tema giovani e lavoro; e. ottime capacità relazionali e voglia di lavorare insieme nella legalità e nell’aiuto vicendevole; f. buona conoscenza dell’uso dei principali programmi per computer. La domanda di presentazione del candidato dovrà pervenire in maniera cartacea (a mano o per posta) presso la sede della Caritas Diocesana in via Rinalducci n° 11 – 61032 – Fano (PU) corredata di una fotocopia del documento di identità, e copia del curriculum vitae. Si richiede inoltre l’invio anche via

email a: info@caritasfano.net Per info e chiarimenti si può contattare la Caritas Diocesana (0721/827351) Lun-Ven 9:00-13:00. Nell’arco temporale di tre anni, gli animatori svolgono i seguenti compiti: - collaborare attivamente con le tre pastorali, di cui una svolge la funzione di tutor, al fine di rispettare la natura ecclesiale del Progetto e garantire il coinvolgimento sinergico delle pastorali; - curare reti per lavorare insieme con le associazioni presenti sul territorio e che aderiscono alle filiere dell’evangelizzazione e della formazione; - partecipare assieme agli altri animatori agli incontri formativi nazionali e regionali per crescere insieme nella consapevolezza ecclesiale e per offrire un servizio competente; - acquisire informazioni utili per organizzarle e metterle a disposizione dei giovani e far crescere una maggiore consapevolezza circa le opportunità legislative (comunitarie, nazionali e regionali) relative alla possibilità di accesso nel mondo del lavoro; - contrastare il “mito” del lavoro dipendente e del posto fisso e operare negli spazi dell’esclusione sociale e della disabilità per costruire nuova cittadinanza verso i soggetti deboli; - assicurare un raccordo tra i giovani e i diversi soggetti, pubblici e del mondo associativo organizzato, in particolare di quelli coinvolti nel Progetto e orientare verso la realizzazione di gesti concreti (idea imprenditoriale e rapporti di reci-

procità); - scoprire e valorizzare le potenzialità dei giovani e delle risorse del territorio; - coinvolgere negli scambi di reciprocità e solidarietà i gesti concreti già sviluppati sul territorio; - garantire il servizio di animazione territoriale presso scuole, parrocchie e gruppi ecclesiali della diocesi, relativamente alle tematiche occupazionali; - relazionare mensilmente e puntualmente sulle attività svolte in un’ottica educativa: per rendere conto del proprio operato (livello personale - trasparenza e legalità), per condividere ciò che si realizza e sviluppare nuove partecipazioni al Progetto (livello diocesano - collaborazione e condivisione), e per facilitare l’acquisizione complessiva del lavoro svolto sul territorio (livello nazionale - solidarietà e reciprocità); - accompagnare l’animatore di comunità successivo in un graduale inserimento nelle attività della diocesi trasmettendogli il bagaglio relazionale ed esperienziale acquisito, a tal fine appare più utile partire con un impegno di 12 ore nel primo anno e di 24 ore nel secondo e nel terzo, ciò permette di valorizzare adeguatamente l’esperienza acquisita dall’animatore nella fase centrale e finale del suo percorso di formazione. Per ulteriori informazioni sul Progetto Policoro si può visitare il sito ufficiale: www.progettopolicoro.it ©riproduzione riservata

CONCLUSA L’ESPERIENZA DELLA MENSA SOS-TITUTIVA

Un’estate alla Caritas

S

i è conclusa domenica 2 settembre l’esperienza della Mensa Sos-titutiva organizzata dalla Caritas Diocesana di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola che durante il mese di agosto ha sostituito la Mensa di San Paterniano, in occasione della chiusura estiva della struttura. Dal 6 agosto al 2 settembre, festivi inclusi, sono infatti stati distribuiti complessivamente 1708 pasti, facendo registrare un incremento di oltre 350 pasti distribuiti e di 51 persone servite rispetto al 2011. Queste cifre non possono che invitarci a riflettere sull’importanza dell’assicurare almeno un pasto quotidiano a tutti e sulla difficoltà per un numero purtroppo sempre maggiore di persone di questo bisogno primario. Il servizio ha visto impegnati, in maniera alternata, circa 35 volontari provenienti da tutta la Diocesi, grazie ai quali è stato possibile garantire un pasto quotidiano a ben 221 persone bisognose, di cui 99 donne. Delle persone che in questa occasione si sono rivolte alla Caritas diocesana, il 28% erano

di nazionalità italiana; il 53% provenienti dall’Est Europa; l’11% dal Nord Africa; il 2% dall’Africa; lo 0,45% dall’America Latina; circa il 5% non specificato, per un totale di ben 17 nazionalità. La Mensa Sos-titutiva ha visto, inoltre, impegnati anche 8 ragazzi che quest’anno svolgono servizio civile presso la Caritas Diocesana. “Abbiamo avuto l’occasione di stare insieme, di aiutarci a vicenda e di fare una cosa utile per persone bisognose. Ognuno di noi ha trovato qualcosa da fare per essere d’aiuto: c’è chi tagliava il pane, chi farciva i panini e chi si occupava di distribuire i cestini”. La Mensa è stata inoltre un’esperienza di servizio anche per un gruppo di ragazzi di Azione Cattolica provenienti dalla Diocesi di Fermo, accompagnati dai loro educatori, e che sono stati ospiti della nostra Diocesi per una settimana. Nonostante il numero elevato di persone, si è riusciti comunque a soddisfare le esigenze e i bisogni di ognuno, grazie soprattutto al costante impegno dei volontari presenti. ©riproduzione riservata

In ricordo di Antonio Battistini

…Più vicini al cielo…

C

aro Toni, ho voluto mettere per iscritto questi pensieri, perché ho timore di essere tradito dalla emozione e dai sentimenti. Ci hanno uniti fortemente sessanta anni di profonda amicizia nella fede. Una fede e una amicizia fortificate grazie a Don Genesio e Don Antonio e, non meno importanti, alla discrezione e alla disponibilità di Don Ennio. Una amicizia tanto più goduta quanto più messa a sevizio delle nostre comunità parrocchiali, da quella di Orciano a quelle di Fermignano e di Pesaro. Ci

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Fano Fossombrone Cagli Pergola

siamo frequentati in mente, cuore e anima ogni giorno, compresi i giorni e le settimane in cui eravamo distanti l’uno dall’altro. In ogni incontro ci era facile ricostruire per l’altro la propria storia personale per tornare a conviverla in pienezza. Le esperienze di impegno cristiano venivano scambiate e condivise (catechismo e formazione cristiana personale, campi scuola, incontri per fidanzati e per famiglie, vacanze finalizzate e pur godute…), erano motivo di confronto per intraprendere nuove iniziative, forte e ricco l’uno della esperienza dell’altro. Mi è stato domandato perché tu avessi tanti amici. La risposta è ovvia: tu hai sempre dato l’amicizia per primo. “Per primo” è la costante della tua vita: per primo, tra gli amici fin dalla preadolescenza, sei diventato padre, per primo sei diventato nonno, per primo

hai dovuto affrontare gravi malattie, la tua e quella di Mariella, per primo sei diventato vedovo ed ora, per primo, sei tornato alla Casa del Padre. Hai sempre aperto la strada che siamo chiamati a percorrere. Mi dicesti: “Perché, quando siamo di fronte ad una montagna, i nostri occhi cercano un possibile percorso per conquistare la cima?”. “Perché, raggiunta la vetta, abbiamo la sensazione di aver vinto tutte le resistenze della materia”. Ho risposto. “Ma anche perché lassù ci sentiamo più vicini al cielo”. Hai concluso. Un giorno, eri già malato e stavi affrontando le sofferenze della malattia e le dolorose cure, io ti dissi: “C’è una parte del cuore che appartiene soltanto ad un amico”. “A volte, ho la sensazione che tu sei la parte migliore di me”. Hai confessato. Io aggiunsi che potevo affermare la stessa cosa, ma che tu eri

Entusiasmo consapevole

E’

vero, per mancanza di tempo, o meglio, di non presenza fisica a Pergola, non sono più un’educatrice ACR, ma mettiamola così, parafrasando una famosa citazione: ‘Puoi togliere la ragazza dall’ACR, ma non puoi togliere l’ACR dalla ragazza”. Da qui parte una riflessione, mentre fuori sta diluviando e la serata non permette altro che starsene in casa. Ho partecipato in parte al Campo educatori organizzato dall’AC diocesana, un paio di giorni, non l’intera settimana. L’ho fatto perché non c’è estate senza campo educatori, non c’è estate senza AC, senza i soliti volti da rivedere e con cui pregare. Soliti volti, non direi proprio. Sono 7 o 8 anni che faccio campi educatori, e da 7 o 8 anni vedo più o meno gli stessi volti, per lo meno la maggioranza sono sempre gli stessi. Quest’anno per la verità, non conoscevo proprio nessuno. Nessuno è un eufemismo. Il Don, sempre lui, instancabile, Don Gianfranco Ciccolini della parrocchia di San Paolo di Fano e pochissimi altri che si sono spesi per organizzare il campo. Nessun’altro … gli altri 40, 50 volti erano ignoti. Bellissimi volti ignoti, alcuni giovanissimi, appena 16 anni, che condividevano questa bellissima esperienza. Segno di quanto l’AC diocesana lavori e lavori bene. Di quanta voglia c’è di fare servizio, un servizio con i ragazzi, di rispondere alla chiamata e di viverla bene. I due giorni in cui ho partecipato al campo sono stati ricchi di testimonianza. In particolare il venerdi è stato un giorno davvero interessante e innovativo, in cui si è discusso del Concilio Vaticano II e dei cambiamenti avvenuti in seguito, grazie alla testimonianza di Don Gabriele Bongarzoni di Cagli, Don Francesco Pierpaoli responsabile della Pastorale Giovanile Marchigiana e direttore del Centro Giovanni Paolo II a Loreto e di Giuseppe Escarotico, più volte presidente diocesano di AC in passato. Venerdi sera, quando me ne sono andata, dopo la classica e ben preparata caccia al tesoro, ho lasciato un campo vivo, di bella gente, entusiasta e più consapevole. Segno di un rinnovamento, segno di tante cose buone. Martina Pieri ©riproduzione riservata

arrivato a dichiararla per primo, ancora una volta. “Ma io, concludesti, sono in una condizione favorevole…”. Solamente la fede può far dire queste cose. Sei stato amico in Cristo con tutti, e molte persone non sanno quanto bene hai fatto loro, anche senza conoscerti direttamente. Amico in Cristo perché senza contropartita di convenienza. Con la fede hai dato forte testimonianza di credente e hai strappato anni di vita oltre quelli che la medicina ha potuto offrirti. Ora, come recita il salmo, “si è compiuta in te l’opera iniziata”. Caro Toni, nelle nostre rispettive comunità, mi pare di poter dire, abbiamo cercato, sollecitandoci a vicenda, di insegnarci l’un l’altro, anche fino alla nostra età avanzata, di essere in qualche modo come il Ragazzo del Vangelo che ha messo a disposizione cinque pani e due pesci, perché fosse promosso lo spirito di comunità e fosse agevolato il miracolo della salvezza. La prossima estate ci incontreremo in cima al Pizz Boè, insieme ai tuoi ami-

ci di Fermignano che da poco ti hanno preceduto. Io verrò dal basso, con un po’ di fatica, voi dall’alto del Cielo, senza dovervi staccare troppo dal Paradiso, perché il Dio buono e misericordioso l’ha messo poco sopra le nostre teste. Diremo insieme il rosario con i misteri inventati e le intenzioni (le vocazioni laiche e religiose, l’educazione dei giovani, la comunità familiare e le comunità parrocchiali e diocesane, le associazioni cristiane, strumenti e mai fini delle vocazioni personali). Sulla terra l’amicizia supera i limiti dello spazio e del tempo, e tu, ora, l’hai portata per primo, nella dimensione dell’eternità. Dalla notizia della tua morte mi pare che tu sia accanto a me, vicino al mio angelo custode, tu, angelo custode senza ali, accanto a tutti coloro che ti hanno amato e a tutti coloro che tu ora ami in modo più simile a come Cristo ama. Rodolfo Tonelli U.C.I.I.M. e Accademia dei Tenebrosi di Orciano ©riproduzione riservata


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16 settembre 2012

Urbino

Redazione di Urbino: Via Beato Mainardo, 4 - 61029 Urbino Tel. e Fax 0722/378395 ilnuovoamico@arcidiocesiurbino.it Orario: Mattino 9.00-12.00 Pomeriggio 15.00-17.00

Urbania Sant’Angelo in Vado

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Sant’angelo in vado Festa provinciale dell’Avis: cinquantacinque anni di solidarietà pagina

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CINQUANTA FRA RAGAZZE E RAGAZZI DI DIVERSE PARROCCHIE

Cresime in Cattedrale

URBINO. Domenica scorsa 9 settembre nella Basilica Cattedrale di Urbino, l’arcivescovo mons. Giovanni Tani ha conferito il sacramento della Confermazione a cinquanta ragazzi e ragazze provenienti dalle parrocchie di S. Maria Assunta in Gadana, San Cassiano di Castel Cavallino, Sancta Maria de Cruce in Mazzaferro, Sacro Cuore Ca’ Staccolo, SS.ma Annunziata. Dopo il cammino di catechesi svolto nelle rispettive parrocchie, i cresimandi si sono trovati giovedì e venerdì scorso a Castel Cavallino per due giorni di ritiro spirituale come preparazione prossima alla Cresima. Alla conclusione della “2 giorni” di fraternità l’Arcivescovo ha incontrato genitori e padrini con i quali ha condiviso alcuni aspetti del loro compito di educatori nella fede verso i ragazzi.

AF

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URBINO. Nella parrocchia di San Giovanni Battista di Pieve di Cagna è arrivata, proveniente da San Cipriano, la Madonna del Giro. Nel paese vestito a festa, in un crescendo di fiori, lungo le strade di accesso, davanti alle mastadine, nelle case fino alla chiesa, l’arcivescovo Giovanni Tani ha presieduto la liturgia della Cresima e della Eucarestia, accompagnato da un bravo coro di giovanissime ragazze. In chiesa c’era il pieno delle grandi occasioni. Per onorare la Madonna e accompagnare con la sua benedizione i cinque cresimandi, ben preparati da una catechista motivata che, a fine messa, ha sottolineato con grazia il profilo umano e l’impegno dei cresimati, due maschi e tre femmine. E questa era il secondo motivo della festa. Il terzo motivo, la scoperta della lapide, appesa in fondo alla chiesa, per onorare don Nello Ligi, parroco di Pieve di Cagna dal 1940 al 1974. Per l’evento erano presenti: Luca Bartolucci, presidente del Consiglio Provinciale, il Presidente provinciale delle ACLI SANT’ANGELO IN VADO. Grande festa a Sant’Angelo in Vado sabato scorso 8 settembre, in occasione della Natività di Maria. Proprio in quella circostanza, infatti, si celebra la solennità della Madonna “in fletu laetitia” (conforto nel pianto), più comunemente conosciuta dai vadesi come “Madonna del pianto”. Nel giorno della festa, sono state celebrate le messe del mattino, il canto del vespro e la santa messa solenne del pomeriggio e, a concludere, la processione notturna per le vie della città: il tutto con grande e devoto concorso di popolo. A preparare spiritualmente l’annuale ricorrenza, si è vissuta una settimana speciale durante la quale nella predicazione della santa messa serale si sono alternati i sacerdoti di Sant’Angelo ed i confratelli della Vicaria del Metauro. La sacra immagine è venerata nel bellissimo santuario annesso alla Basilica Concattedrale. Si legge nel libro “La Madonna del pianto conforto” pubblicato dalla Parrocchia di Sant’Angelo in Vado nel 2003: «L’origine della devozione alla Madonna del Pianto non si conosce con sicurezza; ci sono due leggende che ne raccontano l’inizio, poco credibili.

triplice festa a pieve di cagna

La memoria di don Nello Ligi

Maurizio Tomassini, il Capitano dei Carabinieri Walter Fava. Massimo Ligi ha introdotto la cerimonia. Sergio Pretelli ha delineato un breve profilo di Don Nello. Ricordan-

do lo stato delle campagne del 1940 e il periodo della guerra, quando il prete era punto di riferimento, per contadini e paesani, nei rapporti con la città e le sue Istituzioni. Un

prete, madido di sudore, ha scritto Dino Tiberi ne Il Ranco, che sfidava anche i campi minati per portare l’Eucarestia agli ammalati e le notizie dei figli dei contadini al servizio militare o arruolati. Un prete che è passato sopra gli aspri dissidi cattolici-comunisti, restando a fianco dei poveri e bisognosi, come al tempo degli emigranti, andando a trovarli in Svizzera per celebrare messa con loro a Biel, Losanna, Ginevra, portandogli il pane di casa. Aprì cantieri scuola per avviare i giovani a un mestiere. Fondò l’Azione Cattolica, le Acli, la San Vincenzo. Aprì un asilo parrocchiale. Si prodigò per l’Ufficio Postale e la Farmacia. Ma l’elenco è più lungo. Ora la situazione si è capovolta. E’ cresciuto il benessere e la gente è più acculturata. Oggi Pieve di Cagna ha due preti forestieri. E’ bene che la

GRANDE E DEVOTA LA PARTECIPAZIONE DEI FEDELI

Festa della Madonna del Pianto Una leggenda, illustrata anche da qualche stampa, parla di un miracoloso ritrovamento in un campo con tanto di buoi inginocchiati; narrazione poco attendibile anche perché è un dipinto in legno e si sa che il legno con il tempo infradicia. Forse questa versione è il ricordo di un qualche ritrovamento successivo a smarrimento (o trafugamento) a noi sconosciuto. Un’altra narrazione, più attendibile anche se non controllata, parla di un’immagine (quella attuale) della Madonna di proprietà di una signora forestiera, certa Petronilla, che nel sec. XVI perduti i due figli, pose in pubblica venerazione l’immagine sul muro esterno della Pieve in una nicchia: la cittadinanza riscontrata la protezione della Madonna in tante occasioni fece si che nel 1591 l’immagine venisse solennemente posta in venerazione dentro alla Chiesa, dalla parte dove ora si apre la Cappella dedicata appunto alla Madonna. Oltre queste due narrazioni si hanno notizie di fatti storicamente accertabili, quali ad esempio l’aggregazione

della Compagnia della Madonna del Pianto a Compagnia di ugual nome a Roma, avvenuta nel 1607; penso che la nostra Compagnia abbia avuto origine poco prima di questa aggregazione […]. L’immagine della Madonna del Pianto è dipinta su una tavola di pino (o abete ?) centinata e lobata, che misura cm. 150 x 75; raffigura la Madonna solennemente in trono seduta con manto ceruleo, mentre tiene in braccio il Bambino che con una mano benedice e con l’altra regge un

frutto autunnale (una mela). Questo particolare può aver dato inizio alla consuetudine di celebrare la festa della nostra Madonna il giorno 8 settembre (per il calendario liturgico sarebbe la festa della Nascita della Madonna) festa mariana che cade in un mese prettamente autunnale e ricco di frutti. Sull’autore della tavola nulla si sa; si dice genericamente che è del XIV secolo, di scuola veneta (lo stile rimanderebbe alla scuola di Gentile da Fabriano)».

comunità parrocchiale, per mantenere al meglio gli uffici religiosi, si stringa intorno a don René e a Don Richard per aiutare la loro naturale integrazione. Don Romano Conti ha percorso un tratto di strada con don Nello. Ha ricordato le sue capacità di osservazione e di lettore. Nelle riunioni dei preti della vicaria, l’ultima parola era sempre quella del saggio don Nello. Virtù confermata anche da Meris Tiberi, una delle giovani cresciute con don Ligi. Infine le parole di mons. Giovanni Tani che, richiamando anche il pensiero del card. Martini sulla testimonianza, ha ricordato il ministero di don Nello che, insieme a quello di tanti preti, come lui illuminati, ha consentito e consente alla Chiesa, dopo duemila anni, di essere ancora una istituzione centrale per il progresso dell’umanità. Nella cerimonia della cresima, resa bella dalla partecipazione popolare e dalla serenità di Mons. Tani, ha concelebrato con l’arcivescovo, don Renato. S.P. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Nel XX secolo, un anno fondamentale nella storia del santuario, che nella struttura attuale risale al 1885, e della devozione dei vadesi alla Madonna del Pianto è senz’altro il 1947; si legge ancora nel succitato testo: «Molti vadesi ricorderanno senz’altro gli avvenimenti del lontano 1947. La data più importante: 11 Agosto 1947 ore 11 alla presenza di Mons. Giovanni Capobianco Vescovo di S. Angelo in Vado, del Cerimoniere pontificio Mons. Dante e di altri Prelati, Sua Santità PIO XII, nella sala del Trono in Castel Gandolfo incorona l’immagine della Madonna del Pianto ponendole sul Capo e così su quello del Suo Divin Figlio la corona d’oro offerta dai Vadesi riconoscenti alla Vergine del Cielo per i tanti benefici ricevuti nel corso dei secoli e, più in particolare, per gli scampati pericoli della recente disastrosa Seconda Guerra Mondiale». Ricorda infatti una strofa dell’inno composto proprio in quella circostanza e a Sant’Angelo da tutti conosciuto: «T’acclamano i figli dell’alta Tiferno, scampati ai perigli di stragi e d’orror. Madonna del Pianto, deh, prega per noi». Don Andreas Fassa © RIPRODUZIONE RISERVATA


18 16 settembre 2012

Urbino Urbania Sant’Angelo in Vado

IL MODERNO COMPLESSO NEI PRESSI DELL’OSPEDALE

La nuova struttura per anziani URBINO. Era nei programmi del sindaco Franco Corbucci realizzare una nuova struttura per anziani. A giugno del 2009 veniva installata una gru, a indicare che presto sarebbero iniziati i lavori. C’era un clima di grande aspettativa e speranza ed anche molte diffidenze. Ma i profeti di sventura sono stati smentiti: dal 1° agosto 2012 la struttura è funzionante e ospita gli anziani che finora erano nella struttura “Arcobaleno”. La nuova struttura denominata “Residenza Montefeltro” è stata costruita seguendo tutte le normative nazionali e regionali, guardando al futuro. Unica e all’avanguardia per tecnologia, arredi, con servizi TV, collegamento wirless e telefono, è stata studiata come una vera e propria residenza, e non come un “istituto”. L’anziano che non è più in grado di rimanere nella propria abitazione, nella nuova struttura può trovare tutto ciò di cui ha bisogno, in un ambiente confortevole e assistito in modo professionale, qualificato, ma soprattutto personalizzato. L’umanizzazione dell’assistenza è

da oggi una realtà non solo per Urbino, ma per l’intero territorio. La Cooperativa che gestisce la struttura ha una comprovata esperienza nel campo e metterà in opera tutte le energie per esprimere al meglio le proprie potenzialità. «Realizzare un’opera così importante – si legge in una nota dell’assessore alle Politiche Sociali – è stato il frutto del lavoro delle tante persone che ci hanno creduto e che hanno collaborato strettamente. Un grosso lavoro di sinergia fra

gli Assessorati e gli Uffici del Comune, di “Urbino Servizi”, la ditta costruttrice, la Cooperativa, la Regione Marche, il Dipartimento di Prevenzione dell’Asur Marche e tutte le altre ditte hanno reso possibile il progetto e superato le tante difficoltà. Abbiamo realizzato una grande e importante struttura in un luogo idoneo, vicino all’ospedale all’interno di un contesto cittadino. Abbiamo una struttura dove gli anziani di oggi, ma anche quelli di domani troveranno un luogo

RITIRO DI GIOVANI A LAMOLI

dell’Abbazia di Lamoli, i ragazzi hanno potuto godere innanzitutto della paterna vicinanza del loro vescovo che gli ha accolti e ascoltati. Lavare, incontrare, seguire, rimanere sono i quattro verbi che hanno scandito il ritmo delle giornate in cui si alternavano momenti di preghiera, silenzio, attività e giochi. Si è voluto inoltre dare uno spazio considerevole a numerose testimonianze tra cui quella di alcuni ragazzi della nostra diocesi che hanno partecipato alle edizioni precedenti della GMG e quella

Urbania e dintorni d i Raimondo Rossi

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E’ morto Francesco Rusciadelli

di Chiara P. e Chiara S. appena ritornate da una missione in Africa accompagnate dal Vicario generale don Sandro. Altro segno importante é stata la presenza dei giovani del gruppo di Urbania che, con la loro creatività e fantasia hanno animato le serate del ritiro. Quattro giorni all’insegna di una Chiesa giovane e vivace, bisognosa di incontrarsi per crescere insieme uniti nella stessa fede in Gesù Cristo. Andrea Righi

Quasi un diario

1. Questa volta ho proprio da dire qualche cosa. Riferire un fatto eccezionale: una festa diversa da quelle che vanno sotto il nome di panem et circenses. Dunque è accaduto in Urbania che una ragazza, vista la mala parata della condizione delle esperienze fatte che lasciano vuoti ed insoddisfatti, ha deciso di lasciarle e prendere la via della consacrazione a Dio. Questo è il mio pensiero grossolano, ma in verità credo che in quella giovane tutto sia accaduto per opera dello Spirito santo, ciò che noi chiamiamo vocazione. In Urbania ciò non accadeva da vari anni. Racconto sempre ai miei amici (quando si lamentano per la mancanza dei preti) che nella, via Garibaldi, in pieno centro storico, nella prima metà del secolo scorso, solo in quella via della città, erano nati

alla realizzazione che al movimento degli ospiti, nella delicata fase di trasferimento: la Croce Rossa, con il suo presidente e tutti i volontari; i familiari degli anziani; gli operatori; la Cooperativa; il personale dei Servizi Sociali. Un ringraziamento particolare va alla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e al suo Presidente, che ha dato un contributo notevole». A breve ci sarà l’inaugurazione ufficiale.

E’ STATO UN PARRUCCHIERE NOTO ED APPREZZATO

Per ripartire insieme

URBINO. Da lunedì 3 a giovedì 6 settembre, 11 giovani provenienti dalle parrocchie di Ca’ Gallo, Gallo, Trasanni e Urbania hanno partecipato al ritiro per giovani guidato dal nostro Arcivescovo insieme a Andrea e due seminaristi del Pontificio Seminario Romano Maggiore. Si tratta di una iniziativa fortemente voluta da mons. Tani spinta dal desiderio di incontrare e conoscere da vicino i nostri giovani per aiutarli e incoraggiarli nel loro cammino di fede. Accolti nella splendida cornice

sicuro e confortevole quando e se ne avranno necessità. Le energie spese sono ripagate dalla consapevolezza che ora i cittadini hanno un servizio di alta qualità. Gli ospiti sono circa 60, ma sono già state avviate tutte le procedure per l’autorizzazione e l’accreditamento per la Residenza Sanitaria Assistita. Ricordo che fanno parte della nuova costruzione anche tre miniappartamenti per 6 ospiti autosufficienti. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno collaborato sia

URBINO _ All’età di 85 anni è scomparso Francesco Rusciadelli, Franco, molto noto ad Urbino per aver esercitato per molti anni l’attività di parrucchiere per uomo dapprima nel negozio di via Raffaello, dove aveva appreso il mestiere alla scuola dei fratelli Serafini, poi nel locale di via Bramante dove ha concluso la sua vita lavorativa. Il suo negozio è stato per decenni un punto di riferimento per gli urbinati e, nonostante si fosse ritirato da tempo dalla attività, la sua scomparsa ha destato unanime cordoglio e rimpianto tra i concittadini che, fino alla comparsa della malattia, avevano occasione di incontrarlo non solo per le solite quattro chiacchiere ma anche nelle manifestazioni e nelle iniziative che si tenevano in città cui partecipava con interesse, compresi i corsi dell’Unilit, l’università della terza età. I funerali si sono svolti lunedì pomeriggio nella chiesa della SS.Annunziata, la sua parrocchia. Il decano dei barbieri urbinati è attualmente il conosciutissimo Enzo Busignani (Pippi per amici e clienti), decano dei barbieri urbinati, che è tuttora in servizio e l’anno prossimo festeggerà i 70 anni di lavoro. La sua attività si svolge tuttora nel negozio di via Mazzini dove ha avuto inizio, ufficialmente, al termine le elementare, di fatto fin da piccolo perché dopo la scuola era solito trascorrere parte del pomeriggio nella bottega del babbo che aveva iniziato l’attività di parrucchiere dopo la Grande Guerra. L’espressione “casa e bottega” può ritenersi decisamente appropriata alla vita di Pippi Busignani. Infatti, il locale venne acquistato dal padre, nel 1928, anche se già da anni era lì che svolgeva il suo lavoro. Per le sue caratteristiche e per recare evidenti i segni del tempo sono tanti i turisti, i giornalisti, i fotografi che si affacciano nel negozio, così come sono ormai numerose le apparizioni di Pippi in tv e nella stampa. Sicuramente quella del parrucchiere è una professione che suscita la considerazione e l’interesse della gente: non dimentichiamo che in passato ci si recava dal barbiere anche per cavare i denti, e in questo caso il titolare assurgeva al ruolo di “cerusico”. Non per nulla il grande Rossini ne ha fatto il protagonista di una sua celebre opera. gdl © riproduzione riservata

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dieci sacerdoti, alcuni dei quali scomparsi qualche tempo fa. Tornando a noi, dicevo che la sera di domenica scorsa, la chiesa cattedrale era in festa, rigurgitante di giovani che si meravigliavano che una di essi avesse scelto di seguire la vita di consacrazione a Dio. Gioia, lacrime di commozione, canti di festa fino tardi. Così mi è stato riferito. Si chiama Giorgia Tallarini. Ha chiesto l’ingresso nella comunità “Figlie Benedettine della Divina Provvidenza”. Sul libretto del rito di entrata della postulante Giorgia ha scritto: “Per 30 anni ho corso veloce come un treno alla ricerca della felicità, dell’amore, della pace, ma invano! Correvo nel verso sbagliato, aggrappandomi al divertimento, all’alcol, al vestito più bello… come un povero cieco che si aggira nel buio, sentendo la mia anima spegnersi ogni giorno di più…”. 2. Conobbi Antonio Battistini (foto) nel-

l’Azione cattolica di cui fu presidente diocesano, ne apprezzai la passione e il rigore che ho ritrovato nelle suo opere d’artista nell’ultima mostra per lui organizzata come incisore dal Comune di Castelbellino. Instancabile, nonostante la sua malattia che lo deprimeva, organizzò una mostra di beneficenza chiedendo collaborazione ai suoi amici artisti 3. La lingua italiana è una gran signora che va per il mondo vestita da stracciona. Ha terre, castella, antenati, e vive in una stanzuccia d’albergo francese, disprezzata da sguatteri e maggiordo-

mi, ignorata dalla gente fra la quale cammina. Nessuno sospetta le sue ricchezze, nessuno vuol credere alla sua generosità- La povera signora soffre del suo carattere maledettamente difficile. Bisogna farle troppo la corte e la gente non ha tempo”. (Prefazione anonima al Canto novo di D’Annunzio, per le scuole, Milano, Sonzogno, sd).


Urbino Urbania Sant’Angelo in Vado

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A SANT’ANGELO LA FESTA PROVINCIALE DELL’AVIS

Cinquantacinque anni di solidarietà SANT’ANGELO IN VADO. La nostra città domenica 9 settembre 2012 ha vissuto una stupenda manifestazione in occasione del 55° di fondazione della sezione AVIS vadese e della XVII giornata del donatore. Dopo il benvenuto presso il Circolo cittadino l’assemblea si è poi riunita nella Basilica Concattedrale per partecipare alla Santa Messa celebrata dal parroco mons. Davide Tonti, alla presenza delle Autorità convenute e di un folto pubblico che gremiva la chiesa. L’omelia è stata ricca di sentimento nei riguardi dei donatori di sangue: don Da-

vide ha sottolineato il parallelo commovente con Cristo, primo donatore di sangue ai fratelli, e il valore dell’amicizia che accomuna i donatori anche nella vita di ogni giorno. Al termine della celebrazione un lungo corteo di labari, accompagnati dalla banda cittadina, ha attraversato le vie di Sant’Angelo per poi rendere omaggio al monumento del donatore “Dono per la Vita”. Poi tutti si sono ritrovati nel Teatro Zuccari, dove si sono tenuti i saluti delle varie autorità presenti e la consegna delle benemerenze ai donatori: 123 donatori

con distintivo in rame per 8 donazioni, 68 donatori con distintivo in argento per 16 donazioni, 46 donatori con distintivo in argento dorato per 24 donazioni, 26 donatori con distintivo in oro per 50 donazioni, 16 donatori con distintivo in oro e rubino per 75 donazioni, 16 donatori con distintivo in oro e smeraldo per 100 donazioni, distintivo in oro e diamante per 120 donazioni. Inoltre l’Amministrazione Comunale ha conferito due targhe ai donatori Grassi Aleardo e Giudizi Bruno per aver raggiunto le 150 donazioni. Nel suo saluto, il Presidente della Se-

Fermignano. Dal 2006, l’Amministrazione di Fermignano, riconosce a due cittadini del territorio comunale, un attestato di benemerenza a testimonianza dei “segni” che hanno e continuano a lasciare alla comunità locale. Quest’anno è toccato ad Aldo Minutelli e Walter Piacesi. Il primo per la genialità delle sue poesie, le sue cronache in vernacolo e ricordi di vita fermignanese descritti nei suoi quattro libri. Per il prossimo Natale è prevista la presentazione dell’ultimo volume “Fiori di campo”. Minutelli, un vero dono culturale per Fermignano, ha lavorato per 20 anni nel Tabacchificio Donati ed altri 20 nel Lanificio Carotti. Autodidatta. Coltiva interessi che vanno dai fastosi versi elegiaci alla meccanica ed elettronica. Ha costruito congegni vitali assemblan-

RICONOSCIMENTI A PIACESI E MINUTELLI

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Cittadini benemeriti do pezzi di elettrodomestici in disfacimento. Anch’esse sciorinano la passionalità del movimento con un’accuratezza ingegneristica che rappresenta la perfetta combinazione fra incantesimo e mole di idee. Per essere chiari, poesie robotizzate. Walter Piacesi è un artista conosciuto in tutto il mondo. Un messaggero pubblicitario, suo malgrado, per la regione e Fermignano. Raffinato incisore e pittore che nelle sue opere ha rappresentato personaggi e vedute della nostra realtà locale lasciando tracce di profondissima sensibilità ed occhio elegante, zeppo di penetra-

zione e saggezza in ogni moto del suo esclusivo pennino a china ed i suoi nobili colori. Ha frequentato l’Istituto Statale d’Arte di Urbino abilitandosi nel 1954 all’insegnamento educando all’Arte, presso lo stesso plesso, centinaia di alunni. Dal 1976 al 1982 ha ricoperto la cattedra di Tecniche dell’Incisione all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Intensa la sua attività pittorica e incisoria alle maggiori rassegne d’arte nazionali ed internazionali. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private. Ad entrambi è stata consegnata la splendida copia della

PIAGA SOCIALE DEL NOSTRO TEMPO

Ludopatia URBINO. Tanto tuonò che piovve. Per la prima volta, dopo che da più parti è stato invocato un suo intervento, lo Stato cerca di porre degli argini per evitare l’ulteriore straripamento del gioco d’azzardo, una piaga sociale del nostro tempo che troppo spesso degenera in ludopatia, ovvero in una vera e propria patologia che investe ben 1 milione e 800 mila italiani di ogni età ed estrazione sociale, compresi 200 mila minori. Tale dipendenza, oltre ad alterare l’equilibrio psichico dei giocatori, mina profondamente il tessuto sociale entro il quale gli stessi vivono. Chi gioca in maniera ossessiva, si isola perdendo di vista i valori della famiglia, trascurando

zione Ottavo Longhi ha illustrato le attività svolte ringraziando il Consiglio direttivo per la fattiva collaborazione. Sono seguiti gli interventi del Sindaco Settimio Bravi, il Presidente dell’Avis Provinciale dott. Daniele Ragnetti e del Vice-presidente Giovanni Pelonghini. Momento centrale degli interventi sono state le relazioni del prof. Augusto Federici, primario di Ematologia e Medicina trasfusionale dell’Ospedale Luigi Sacco di Milano, e del comm. Renato Del Compare presidente del HSOS (Ospedale Sacco Obiettivo Sangue).

In 55 anni di attività i donatori vadesi hanno fatto ben 19.330 donazioni. Attualmente la sezione conta 320 donatori attivi con 20 nuovi iscritti. Si sono avvicinati all’Associazione anche ragazzi e ragazze di nazionalità ed etnie diverse a significare il valore universale della donazione del sangue. Grazie a questi giovani. Questi numeri non devono far dire solo “Ah quanti sono!!!” perché non si è mai abbastanza per la grande richiesta di sangue e suoi emoderivati. La premiazione dei donatori è stata intervallata da applausi calorosi per coloro che si avvicendavano al tavolo delle autorità a ricevere il riconoscimento meritato. Particolare successo ha ottenuto l’iniziativa di premiare facendo salire sul palco i gruppi familiari, come segno di continuità e di trasmissione di valori all’interno del nucleo familiare. La festa si è conclusa con un momento conviviale presso il Bocciodromo comunale. Andrea Campana

il lavoro e gli amici. Il fenomeno del gioco d’azzardo colpisce duramente anche la nostra provincia e molti studenti, come denunciato già l’anno scorso dal Corecom dopo uno studio che ha coinvolto diverse scuole della regione. Da registrare l’impegno delle nostre Istituzioni locali: la Provincia di Pesaro e Urbino, già lo scorso anno, ha provveduto a sensibilizzare il Governo affinché vietasse le pubblicità del gioco d’azzardo almeno nella fascia giornaliera tutelata compresa tra le 14 e le 22, e non soltanto in quella protetta dalle 16 alle 19, nonché potenziasse le campagne di comunicazione nelle scuole e sui media che rendessero noti e ben chiari i rischi connessi al gioco d’azzardo. Ora, non si può che accogliere con viva soddisfazione l’impegno del governo Monti, e in primis dei ministri per la Famiglia e alla Salute, Andrea Riccardi e Renato Balduz-

zi, a ridurre questo sconsolante fenomeno attraverso una serie di misure confluite nel cosiddetto “decretone” sulla sanità, tra le quali il divieto di installare i video poker in un raggio di 500 metri da scuole, centri giovanili, ospedali e luoghi di culto e, soprattutto, l’obbligo di informazione sulle reali possibilità di vincita di ogni gioco d’azzardo e scommessa sportiva, il divieto di trasmettere in Tv la pubblicità nella fascia protetta (16-19) e il divieto di divulgare spot e manifesti che abbiano per protagonisti ragazzi intenti al gioco d’azzardo. Tuttavia non si deve abbassare la guardia, perché il cammino è ancora lungo e irto di difficoltà: non è detto che queste previsioni siano tradotte in legge o mantenute. L’auspicio è che il Parlamento non arretri di fronte all’ambizioso obiettivo di contrastare questo dramma sociale, ma al contrario contribuisca a rilan-

medaglia “Bramantes Asdruval- dichiarato Minutelli stretto daldinus” del Caradosso fatta co- l’emozione. “Amo questo paese niare da Papa Giulio II nel 1508 – ha affermato Piacesi – Di premi in occasione degli inizi dei lavori ne ho avuti, questo, però, è il più della nuova basilica di San Pietro interessante”. progettata dall’esimio concittadieg no Bramante. “Ringrazio tutti”, ha © riproduzione riservata ciare ed esaltare il ruolo di garante del benessere sociale che spetta a ogni Stato democratico, ben più nobile del pur condivisibile rispetto dei conti pubblici, in nome del quale i giochi vanno tutelati, per non dire incentivati, per il solo fatto che garantiscono ogni anno elevati proventi alle casse statali. Per quanto riguarda le soluzioni, invece, occorre che l’intera classe politica, dimostrando equilibrio e buon senso, privilegi la prevenzione rispetto alla repressione ed eviti che sul tema si scateni una caccia alle streghe contro tutti gli operatori commerciali, per il solo fatto che nei loro locali accolgano le famigerate macchinette. E soprattutto che, in fase di discussione, non sottovaluti il punto di vista delle famiglie, delle scuole, della Chiesa e delle associazioni di categoria. Cioè di tutti quegli attori che ogni giorno si trovano a contrastare sul campo i casi di disagio provocati dal gioco compulsivo. Giuseppe Magnanelli © riproduzione riservata

Riapre la Caritas diocesana

URBINO. Con il mese di settembre ha ripreso in pieno la sua attività la Caritas diocesana. La sede di via Saffi 68 e di via delle campane 4 è aperta al pubblico secondo il seguente orario: martedì, giovedì e venerdì dalle 9.00 alle 11.30 (centro d’ascolto e magazzino viveri); mercoledì e venerdì dalle 9.00 alle 11.30 (magazzino vestiario). Per accedere ai magazzini bisogna prima ritirare il buono – pacco viveri e/o la richiesta vestiario presso il centro d’ascolto. Ancora una volta la Caritas diocesana mette le sue strutture e le sue risorse – anche umane, ivi compresi anche i giovani in servizio civile volontario – a disposizione dei meno fortunati che in questo periodo di crisi sono in continuo aumento, comprendendo anche persone che fino a poco tempo fa erano pienamente autonome. FN © riproduzione riservata


20 16 settembre 2012

Urbino Urbania Sant’Angelo in Vado

• il• amico nuovo

ANCHE QUESTO È UN SEGNO DEI TEMPI

Mai lasciare la chiave nella toppa!

Fermignano - A Fermignano, come un po’ovunque, si poteva lasciare la chiave nella toppa. Una volta. Ora si rischierebbe di non ritrovare mai più non solo i valori sparsi qua e la tra le pareti domestiche ma la stessa porta dove è conficcata la serratura. La povertà dilaga. Si vede e si tocca con mano tra le presenze dei fruitori in negozi e supermercati locali ma anche considerando le percentuali di vendita dei prodotti dove, in alcuni punti commerciali

(macellerie, alimentari, frutta e verdura) ha raggiunto punte di – 60%. Tutte considerazioni “trite & ritrite”. Dove sta, allora, il mutamento? Ai tradizionali borsaioli di “professione” si aggiungono, in diversi casi, anche i nuovi poveri che si impadroniscono di borse della spesa lasciate incustodite sui manubri delle biciclette o all’interno degli abitacoli delle vetture lasciate dischiuse. Guai lasciarle un attimo abbandonate al proprio destino. Sparisce di tutto: dal pane alle

bistecche, dalle merendine al pesce fresco, dalla pasta (fresca e dura che sia), a qualsiasi ortaggio, legume e frutta fresca. Incredibile la velocità d’esecuzione. Giorno preferito, il venerdì di mercato. Prendersi un caffè in un bar con la spesa all’esterno è un rischio indefinito perché qualche malcapitato ci ha rimesso anche la due ruote, fosse motoretta o bici. Sull’auto è la stessa identica cosa: “zac” dalle portiere aperte. Se i teppistelli vedono borse gonfie è la fine

della spesa. Il massimo è quando si riporta il carrello del supermercato al suo posto e la propria vettura ha per un decimo di secondo le portiere aperte. Si rischia di ricominciare tutto il percorso tra gli scaffali. C’è anche chi si è inventato un passatempo: prova con i “gratta & vinci” già sfregati. C’è sempre il distratto di turno. Qualche tessera non strisciata oppure una vincita non vista. Ecco, allora, chi s’inventa raccoglitore di “grattini” usati. Chiede al titola-

STUDENTI DURANTINI SI FANNO ONORE NEL BASKIN

La squadra si è affermata a Cremona

Urbania. La squadra di ragazzi e ragazze dell’Istituto “Della Rovere” di Urbania, specializzata nel Basket integrato, ha vinto il Torneo Provinciale e si è garantita la partecipazione alla fase Nazionale di Cremona, dove, presso l’Oratorio Sant’Abbondio, la squadra durantina, rappresentante della provincia di Pesaro e Urbino al Trofeo Nazionale, si è aggiudicata il secondo posto dopo una entusiasmante partita contro la forte squadra locale. Il match è sempre stato punto a punto finché nell’ultimo quarto di gioco ci sono state 4 bombe da tre punti di una strepitosa numero due dei cremo-

nesi che così hanno battuto l’Urbania per 58 a 68. La squadra di Urbania, composta da allievi dell’Istituto Superiore “Della Rovere” che solo da un anno praticano questo sport, si è comportata molto bene sia in campo che fuori dando modo di essere apprezzata dallo staff del Cremona. Gli alunni, accompagnati dagli insegnanti Mangani Maura, Ceccarini Antonio, Davide Valentina e Luca Gentilini che ha anche giocato con loro in qualità di capitano hanno ricevuto elogi e complimenti. A seguire la squadra urbaniese anche il vicesindaco Fred Briaud, il Presidente della società

re dell’esercizio di poter portarsi via i “gratta & vinci” gettati sui cestini dei rifiuti o sullo speciale contenitore con fessura. C’è, a Fermignano, chi si è trovato con “nonchalance” una piccola fortuna: somme da un massimo di 500 ad un minimo di 1 euro. Cosa può la sbadataggine e, soprattutto, la fretta! Meglio così. La distribuzione della ricchezza (si fa per dire) è più equa e solidale. eg © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE DOMANDE SCADONO IL 29 SETTEMBRE

Basket di Urbania Tiziana Catani ed alcuni genitori. I ragazzi: Massimiliano Briaud, Rossi Matteo, Allievski Elvis, Serafini Loris, Agostini Federico, Sorrentino Antonio, Capodagli Emma, Palazzi Giulia, Bucchi Caterina, Regini Alessio, Carciani Giacomo, Alessandroni Nicola, Gentilini Luca. Baskin sta per “Basket Integrato”, una nuovissima disciplina sportiva che mette in squadra atleti normodotati e diversamente abili. Questo sport è nato a Cremona diversi anni fa grazie all’intelligenza di alcuni genitori di ragazzi con disabilità. E’ un’idea innovativa dello sport che punta da eliminare pregiudizi e comportamenti errati nei confronti della disabilità. In campo, grazie anche ad un semplice regolamento, il gioco diventa ricco e molto dinamico coinvolgendo i giocatori e il pubblico. La presenza nella stessa squadra di ragazzi e ragazze è un’ulteriore elemento di innovazione. L’essenza del Baskin è quella di favorire la cultura dell’inclusione tramite la pratica sportiva, per permettere a ragazzi e ragazze, sia con disabilità che senza, di giocare insieme vivendo l’emozione di esperienze reciprocamente arricchenti. L’Istituto Superiore “Della Rovere” di Urbania è stato una delle prime scuole superiori dell’alta provincia a praticare e diffondere anche a livello societario questo sport. eg

Bando per assegnazione dei libri di testo URBINO. Sono aperti i termini del bando per l’assegnazione gratuita o semigratuita dei libri di testo per gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado (scuole medie e scuole superiori) per l’anno scolastico 2012 – 2013. Possono essere ammessi al beneficio il genitore o chi rappresenta il minore, appartenenti a famiglie il cui indicatore di situazione economica equivalente (ISEE), in riferimento alla dichiarazione dei redditi 2012 (periodo di imposta 2011), non sia superiore a euro 10 mila 632, 94. Le domande di ammissione, corredate della dichiarazione sostitutiva ISEE, dovranno essere compilate e sottoscritte dal genitore o da chi rappresenta il minore, utilizzando l’apposito modulo disponibile nell’Ufficio Politiche Educative del Comune (via Puccinotti n.3), nella sede distaccata dell’Ufficio Anagrafe di Piansevero (Via Bagarini), nelle segreterie degli Istituti Scolastici, oppure scaricandolo dal sito internet del Comune di Urbino (www.comune.urbino.pu.it). Il termine ultimo per presentare la richiesta è il 29 settembre 2012. Si precisa che l’Ufficio Politiche Educative del Comune di Urbino è aperto al pubblico dal lunedì al sabato, dalle ore 08.30 alle 12.30, e limitatamente al mese di settembre, il giovedì pomeriggio dalle ore 15.00 alle 17.00. Per informazioni chiamare: Simonetta Fucili (0722-309.458) / M. Teresa Guidarelli (0722-309.455).

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Lectura Dantis

ACQUALAGNA. “… Da cielo in terra a miracol mostrare”. Il Centro Culturale “E. Mounier” di Acqualagna ha scelto la suggestiva cornice dell’abbazia di San Vincenzo al Furlo per una allettante proposta, ovviamente aperta a tutti coloro che ne fossero interessati: una serie di incontri con esperti e letterati per approfondire la conoscenza di Dante Alighieri e giungere così a realizzare una Lectura Dantis. Il primo incontro si terrà con il prof. Paolo Valentini sabato 22 settembre alle 21 ed avrà come titolo: “Dante e la Vita nova”.

“SERENISSIMA” di Foglietta Giuliana

VERNICI e FERRAMENTA dal 1967 al servizio di una clientela sempre più vasta

Via Roma, 131 - Tel. 0721/490298 MONTECCHIO (PU)

Premio Sgarzini URBINO. I vincitori del concorso biennale di ceramica - promosso dall’associazione “Paolo Sgarzini”, sul tema «La Ceramica: ieri e oggi … e domani» Giuliano Smacchia (primo premio riservato alle botteghe artigiane), Laura Scopa (secondo premio della medesima categoria), Marcello Pucci (premio riservato ai laboratori di ceramica), e Antonio Giangoli-

ni (premio riservato alle associazioni), posano per la tradizionale foto di gruppo in occasione dell’assegnazione dei premi assieme all’assessore alla Cultura del comune di Urbino Lucia Pretelli e al Presidente dell’Associazione Claudio Giardini. Il concorso è organizzato per mantenere viva la tradizione della maiolica e promuoverne lo sviluppo.


• • il nuovo amico

16 settembre 2012

rossini opera festival

di arte cultura sport Grazie al sentito e rilevante invito di Sua Ecc. il Prefetto di Pesaro–Urbino, Attilio Visconti, alla cortese ed attenta sensibilità dell’Assessore Comunale, Gloriana Gambini, al proficuo, silenzioso e costante impegno del Coordinatore delle Ass. Combattentistiche e d’Arma, cav. di Gran. Croce Cesare Venturi, la Cappella Votiva Comunale – Chiesa di S. Ubaldo – è riaperta al pubblico. Ogni terza domenica del mese - dalle ore 10 alle ore 13 - è possibile visitare e conoscere questo ragguardevole monumento. L’accoglienza e la sorveglianza sono garantite dal Coordinamento delle Ass. Combattentistiche e d’Arma.

Il legame con i Della Rovere

Della Chiesa/Cappella S. Ubaldo – proprietà artistico monumentale della Municipalità di Pesaro – troviamo già riscontro nel verbale del Consiglio Comunale datato 8 Ottobre 1601. Il citato documento riporta che i pesaresi (in seguito al matrimonio, in seconde nozze, del Duca Francesco Maria II - Signore di Pesaro - con la nipote Giulia Della Rovere) contrassero preciso impegno di erigere un edificio ecclesiale “in buonissima forma e con maggior disegno d’architettura possibile” in onore del Santo venerato il giorno della nascita del sospirato erede in casa Della Rovere. Il lieto evento si verificò il 16 Maggio 1605, giorno che il calendario gregoriano dedica a S. Ubaldo : di qui la denominazione della Chiesa. Il Consiglio Comunale riunitosi il giorno 13 Agosto 1605 in solenne seduta indetta dal Gonfaloniere Remo Almerici, deliberò all’unanimità di preventivare la spesa per la realizzazione della suddetta opera. L’iniziativa intrapresa dalla Volontà Civica ebbe momenti di vivaci discussioni, specialmente nella fase di realizzazione. Finalmente, dopo lunghi e non facili pareri, la cerimonia per la posa in opera della prima pietra è fissata il 15 Maggio 1610 alla presenza del Gonfaloniere, del Vescovo Fra’ Bartolomeo Gregori de’ Zoccolanti e di tutte le Autorità laiche e religiose della Città. I lavori edificatori ebbero inizio ben due mesi e mezzo dopo e cioè il 3 Agosto 1610. Le operazioni su progetto dell’ arch. Francesco Guerrini da Pesaro (allievo di Guidubaldo Dal Monte fisico, astronomo e amico di Galileo) ebbero la direzione di Mastro Gian Giacomo da Loreto e Antonio da Fiorenzuola di Focara e ter-

A

tto finale, mercoledì 29 agosto della IX edizione dei Vespri d’organo a Cristo Re. Il programma dell’ultima serata prevedeva, fra i brani in programma, un omaggio a Bassi che inaugurò l’organo Mascioni all’esposizione di Milano agli inizi del ‘900. Lo strumento venne poi acquistato dal Conservatorio Rossini e collocato all’auditorium Pedrotti, dove rimase fino al 1975, prima di essere collocato nella chiesa di Cristo Re. “L’idea dei Vespri è nata proprio dal desiderio di valorizzare uno strumento straordinario che avevamo a disposizione” ha precisato il direttore artistico del Festival, Giuliana Maccaroni, che ha aggiunto: “Organizzare concerti fa parte della mia formazione, ma in questo progetto ho trovato il sostegno del parroco, don Giovanni Paolini che mi ricorda sempre la frase di papa Giovanni Paolo II: la bellezza della musica è il riflesso di Dio nel mondo”. E’ soddisfattissima Giuliana Maccaroni del grande consenso registrato da questa edizione dei Vespri d’organo:

minarono il 17 Dicembre1618, una volta ultimata la ricopertura della volta: vennero impiegate ben 80 mila libbre di piombo per realizzarla.

sport Olimpiadi e Paralimpiadi: insieme è meglio

Bilancio superiore a qualsiasi aspettativa. pagina

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LA CAPPELLA VOTIVA AI CADUTI PESARESI DELLE GUERRE

Sobrietà ed eleganza

L’edificio è a pianta ottagonale. A suo tempo il più visto e frequentato della città, era sormontato dalla predetta cupola a lanterna poggiante su otto pilastri; rifatta nel 1965 durante i lavori di consolidamento del biennio 1964/65. La facciata, così come appare oggi, è frutto di un consistente rifacimento in stile neoclassico ordinato nell’anno 1853 dal Conte Giulio Mamiani sulla base di un atto di liberalità testamentaria del padre Giuseppe, fratello del più noto Terenzio. Il prospetto sulla via adiacente, invece, è rimasto inalterato nel tempo. Dopo vari spostamenti in epoche diverse vi riposano, dal tardo anno 1812, i resti mortali del Duca Guidubaldo II della Rovere e della consorte Duchessa Vittoria Farnese, genitori di Francesco Maria II Della Rovere. Dobbiamo arrivare agli anni 1926/27. per avere modifiche interne alla Chiesa quando, su decisione unanime dell’Amministrazione Comunale e dell’Associazioni Combattentistiche e d’Arma, il Sacro Tempio viene consacrato al ricordo dei Pesaresi Caduti per la Patria nella giornata del 24 Maggio1927. L’incarico assegnato all’arch. Prof. Mario Urbani – insigne preside del ben noto Istituto d’Arte cittadino – si concluse, praticamente nel 1931, con quelle modifiche ancor oggi ben visibili, che portarono quella sobrietà raffinata, elegante, dovuta e necessaria all’ambiente medesimo. La voce corrente definisce la “Cappella Votiva” di Pesaro, “Opera unica nel suo genere”. Il disegno Urbani portò alla sostituzione dell’altare principale con un’ara sacrificale di stile romano, collocata su una base di quattro gradini in posizione dominante; la ricopertura marmorea delle pareti corredata da iscrizioni sono dedicate non solo ai Pesaresi caduti nella guerra 1915-1918, ma anche a quelli caduti sia nelle guerre d’indipendenza che coloniali; l’eliminazione degli altari laterali e dei quadri, che ricoprivano le pareti, diedero spazio a sei strisce di marmo nero contornate da rilievi decorativi destinate a contenere i nomi del Caduti.

Le lapidi commemorative

L’intera opera lapidea ricorda ed annovera 18 Caduti nelle Guerre d’In-

S. Ubaldo riapre alla città di Franco Giorgini

dipendenza, 4 Caduti nella Guerra di Libia, 410 Caduti nella Guerra 1915/1918, 9 Caduti nella Guerra d’Africa. Su interessamento del Comitato Famiglie Caduti in Guerra, Associazione Mutilati ed Invalidi di Guerra, Combattenti e Reduci e delle Autorità si è potuto riassettare l’interno del Tempio e così arrivare all’attuale sistemazione. Volendo, così, perpetuare il ricordo dei Ca-

duti della Guerra 1940/1945 e date le note difficoltà nel rintracciare i Caduti e/o Dispersi, si è optato per una lapide che ricordi e commemori il Sacrificio di Coloro che ovunque e comunque caddero per la Patria. Tale lapide è stata posta nella giornata del 4 Novembre 1968 e completa la “Storia di Pesaro” scritta da Pesaresi e non solo per i Pesaresi. Concittadini dei quali non conosciamo il

particolare momento del Sacrificio compiuto da Ciascuno di essi, ma insieme riuniti senza distinzione né di censo, né di classe, né di religione, né di pensiero, a cui dobbiamo la nostra eterna riconoscenza e coltivarne il perpetuo ricordo. “Fratelli” pesaresi che hanno offerto il Loro bene supremo: la Vita. ©riproduzione riservata

GIULIANA MACCARONI SULLA CONCLUSIONE DEI VESPRI D’ORGANO A CRISTO RE

La bellezza della musica è il riflesso di Dio

“E’ andata benissimo, abbiamo avuto un riscontro di pubblico davvero incredibile”, ha dichiarato ed ha aggiunto: “Abbiamo assistito a un’evoluzione della rassegna. Di anno in anno il pubblico e le amministrazioni si sono rese conto dell’autorevolezza dei Vespri. Le chiese sono sempre più piene e il pubblico è vario. Vuol dire

che abbiamo fatto centro”. “Un concerto d’organo non è immediatissimo e per avvicinare l’ascoltatore medio a questo strumento bisogna accostarlo ad altre forme d’arte”, ha precisato la Maccaroni che ha aggiunto: “La varietà è la formula vincente della rassegna, ma noi puntiamo molto anche sulla qualità. Il

livello degli artisti è alto, hanno tutti una fama internazionale. Molti si propongono attraverso il nostro sito, altri vengono contattati direttamente da me. Devono essere disponibili a dialogare con altre forme d’arte”. Il direttore artistico ha espresso anche la sua soddisfazione per la novità di questa edizione, il concerto in Cattedrale, la sera dell’Assunta: “Il pubblico ci ha sorpreso anche in questa occasione. Ringrazio il parroco del Duomo, don Gino Rossini per averci messo a disposizione la basilica Cattedrale”. Alla fine di una rassegna i ringraziamenti sono d’obbligo, perchè dietro ai Vespri ci sono tanti sostenitori e collaboratori. La Maccaroni ha espresso la sua gratitudine: “Ringrazio la Fondazione Cassa di Risparmio nella persona di Gianfranco Sabbatini, Vittoriano Solazzi per L’Assemblea Legislativa delle Marche, il presidente

del Consiglio provinciale Luca Bartolucci, l’assessore alla Cultura del Comune Gloriana Gambini, il presidente del Consiglio Comunale Ilaro Barbanti e ancora Renato Nardelli per la Chiesa del Nome di Dio concessa anche, come l’Annunziata, grazie alla Diocesi”. La Maccaroni ha espresso la sua gratitudine alla straordinaria Lucia Ferrati, attrice e didatta teatrale che da anni presta la sua voce alle grandi personalità protagoniste di alcune serate del Festival. Il prossimo anno ricorrerà il decennale dei Vespri d’organo a Cristo Re, ma il direttore artistico non ha voluto anticipare nulla, ha solo promesso una stagione ricca e sorprendente. Scusate se è poco. Una cosa è certa.”Pesaro non può più fare a meno dei Vespri”. Parola di Giuliana Maccaroni. Laura Guidelli ©riproduzione riservata


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arte cultura sport

16 settembre 2012

PESARO – Il Rossini Opera Festival rappresenta, dal punto di vista culturale, un’isola felice: anche quest’anno il pubblico è stato fedele alla manifestazione garantendo il tutto esaurito alle quindici serate operistiche e confermando l’alta percentuale di spettatori stranieri, superiore al 60 %. Il merito è della felice intuizione che, 33 anni fa, ha dato origine alla manifestazione coniugando ricerca musicologica, finalizzata alla restituzione dell’opera omnia di Rossini, e allestimento teatrale. L’edizione 2012 ha proposto quattro opere, ciascuna con una sua specificità: la ‘riscoperta’ di “Ciro in Babilonia”, lo spettacolo ‘cult’ con “Matilde di Shabran”, la farsa giovanile de “Il signor Bruschino” e l’opera in forma di concerto, “Tancredi”, che ha concluso la XXXIII edizione del Festival. “Ciro in Babilonia”, composto da un Rossini appena ventenne, ha avuto nella regia di Davide Livermore una chiave di lettura fastosa e coerente, fondata sull’idea di una sostanziale affinità fra il linguaggio del melodramma e quello del cinema muto degli inizi del Novecento. Nell’opera si trovano, in nuce, alcuni elementi che caratterizzeranno la produzione della maturità e, secondo la comune

BILANCIO SUPERIORE AD OGNI ASPETTATIVA

Il Rof guarda già al 2013

Ciro in Babilonia Da sinistra: Ewa Podles (Ciro), Jessica Pratt (Amira)

prassi dell’autoimprestito, Rossini utilizza alcune parti del “Ciro” in altre opere. Buone le prove del

direttore Will Crutchfield, a capo dell’Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna, e del cast

INCONTRO INTERNAZIONALE POLIFONICO CITTÀ DI FANO

con Ewa Podles nel ruolo del titolo, affiancata da Jessica Pratt e Michael Spyres. Con “Matilde di Shabran” il Rof ha giocato una carta vincente in partenza trattandosi della stessa produzione presentata con grande successo otto anni fa al Teatro Rossini. La regia raffinata di Mario Martone e le geniali soluzioni scenografiche, con l’incombente scala elicoidale del castello di Corradino, hanno contribuito a creare uno spettacolo ricco di tensione che vede la vittoria di Matilde su Corradino, in balia dell’amore per la giovane. Vocalmente è stato un trionfo per Juan Diego Florez, che nel 1996 ha debuttato al Festival con questo titolo, impegnato in un duello amoroso senza esclusione di colpi con una sensuale Olga Peretyatko, diretti con vigore da Michele Mariotti a capo dell’Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna. All’insegna del ‘giovanilismo’ è stata la regia e la condotta vocale de “Il Signor Bruschino”, ambien-

tato in una divertente “Rossiniland”. In “Tancredi”, opera esaltata dall’esecuzione in forma concertistica, ha brillato su tutti Daniela Barcellona, perfettamente calata nel personaggio al quale ha conferito spessore vocale e psicologico. Significativa l’’incursione’ rossiniana di Stefano Bollani che ha giocato su spunti tematici del pesarese divertendosi ad improvvisare ed a stupire il numerosissimo pubblico. Ormai si pensa al Festival 2013, sul quale grava ancora l’incognita della consistenza del finanziamento ministeriale. Certo è che andranno in scena “Guillaume Tell”, l’opera con cui Rossini ha dato l’addio alle scene teatrali, in edizione integrale (quasi cinque ore di musica) con Juan Diego Florez nel ruolo, quanto mai impervio, di Arnold per la regia di Grahm Vick, L’Italiana in Algeri e La donna del lago, in forma di concerto. Maria Rita Tonti © RIPRODUZIONE RISERVATA

Dedicato al compositore Zanchetti Tra storia e aspettative future

FANO - La trentanovesima edizione dell’ Incontro Internazionale Polifonico Città di Fano, svoltasi la scorsa settimana, è stata dedicata alla figura del compositore fanese Silvio Zanchetti, scomparso dieci anni fa. Un suo vivo ricordo, capace di riscoprirne la felice inventiva, lo ha offerto il concerto inaugurale della rassegna, ospitato nel Santuario di San Pateniano mercoledì 5 settembre, al quale hanno preso parte i cori Philippine Madrigal Singers,

Coro Polifonico Malatestiano e Convivium Ensemble, accompagnati al pianoforte da Maria Laura Liguori. A ricordare Zanchetti dal punto di vista musicale ma anche nel suo aspetto umano è stata invece la conferenza del 7 settembre, organizzata in collaborazione con l’Associazione Amici del Teatro della Fortuna e tenutasi nella Sala di Rappresentanza della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano. A questo evento, che si è avvalso della coordinazione di Paolo Bonetti, sono intervenute diverse persone che lo hanno ben conosciuto e che ne stimavano sia la serietà professionale che la persona, come Franco Battistelli, Paolo Petrucci, Alberico Sanchioni e Luigi Livi. Franco Battistelli, amico di lunga data di Zanchetti ha rievocato il triste episodio di quando all’ esecuzione di una sua composizione dodecafonica seguì una lettera anonima che lo invitava a cambiar mestiere; tanto fu il suo dispiacere che bruciò molti degli spartiti che aveva composto e smise addirittura di comporre

IL TEATRO ACCADEMIA DI PESARO

per parecchio tempo. Molto importante (per entrambi) fu l’incontro tra Zanchetti ed il Coro Polifonico Malatestiano. Furono infatti Giuseppe Romano e Paolo Petrucci (componenti del coro) che lo invitarono a tornare a comporre e lo convinsero a farlo per la musica polifonica. Fu un vero successo, che per due anni consecutivi (1989 e 1990) gli valse il primo premio al Concorso internazionale di musica corale a Tolosa. Ma il loro incontro è stato importante anche perchè per tanti anni quasi tutti i cori che sono venuti a Fano, hanno cantato i brani di Zanchetti e li hanno poi inseriti nei propri repertori, facendoli così conoscere in tante parti del mondo. Dedicargli questa edizione della rassegna era doveroso, non solo per rendere omaggio alla sua memoria, ma perché ha permesso di continuare ad esplorare e valorizzare alcune delle sue tante composizioni lasciate. Mariella Polverari © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il Coro San Carlo di Pesaro indice audizioni per tutte le voci

In vista delle nuove produzioni artistiche per l’anno 2012-2013, tra cui: Concerti con orchestra, Tournée in Italia e all’estero, Esecuzione di un ampio repertorio tratto da vari generi musicali. Contattare entro il 25 settembre 2012 il numero 340/6173342 Oppure inviare una e-mail: corosancarlo@gmail.com Le audizioni si terranno presso la sede del Coro San Carlo in Via Confalonieri 9 – Pesaro. www.corosancarlo.com

i giochi di Leone PantaleonI da cagli

UN PREMIO PER UN REBUS

o Un segnalibr in omaggio

I

l Teatro Accademia della Torraccia di Pesaro è giunto al suo 31^ anno di attività. Per saperne di più sulla sua nascita, il suo crescere nel tempo e per conoscere anche le prospettive future abbiamo intervistato la presidentessa Brunella Quieti. Quando nasce l’Accademia? Nel 1981 i soci fondatori erano Giulio Cotignoli e Paola Turci, nasce come teatro in lingua per i primi 8/10 anni, viene coltivato il teatro di avanguardia, il teatro classico e il mimo. Questi gruppi si chiamavano: “E. L. Morselli” per il teatro classico , “La porta del sale” per il teatro di avanguardia, “Il club del teatro” per il mimo. Il primo nucleo era di 15 persone. L’attività è evoluta con il teatro dialettale. Dal 2000 sono partiti i corsi sistematici per adulti, ragazzi e bambini in collaborazione con il Comune, la banca del tempo e altre associazioni culturali Perché c’è bisogno di teatro oggi? La necessità di teatro nasce dall’uomo stesso, quella di rappresentare se stesso. Il teatro aiuta a recuperare una certa individualità che si è persa nel vortice della vita moderna. Abbiamo puntato molto sui giovani perché il teatro semina cultura, il numero dei bambini è elevatissimo. Quanto è importante una “sede” in un quartiere come la Tombaccia? I punti di ritrovo sono sempre meno,

Frase: 5-6

vincitori verranno estratti a sorte tra coloro che avranno inviato la soluzione corretta a pesaro@ilnuovoamico.it oppure a IL NUOVO AMICO Via del Seminario 4 – 61121 Pesaro. L’omaggio di questa settimana è un esclusivo SEGNALIBRO in silverplate I VINCITORI DELLA SETTIMANA Vincono un esclusivo SEGNALIBRO in silverplate La chiave risolutiva del rebus di Leone da Cagli pubblicaMARIO FERRI – FOSSOMBRONE to a pag. 22 del n. 30 del “Nuovo Amico” di domenica 9 settembre era: Rebus frase (5-7-7-2-9) – “Udire dicerie ENRICO GIARDINI– PESARO maligne ed insolenti” (UDI, redi; ceri, E; MA, lignee; di ANNA DI PAOLO – PESARO N,SO lenti) E’ possibile ritirare il premio da lunedì a mercoledì dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 17 alle ore 19 presso la redazione di Pesa-

ro (via Rossini 53). Per un diverso recapito contattare il n. verde gratuito 800/501170 sempre nei giorni e ore sopra indicate.

PER RICEVERE L’OMAGGIO È NECESSARIO DIMOSTRARE DI ESSERE IN REGOLA CON L’ABBONAMENTO AL NUOVO AMICO PER L’ANNO 2012 O REGOLARIZZARE LA POSIZIONE AL MOMENTO DEL RITIRO DEL PREMIO

i dopolavoro degli anni Settanta le parrocchie negli anni Ottanta, i centri sociali negli anni novanta. Siamo una insegna con scritto “Teatro” nella notte. Il teatro non è solo servizio sociale muove anche l’economia e l’indotto, luci, vestiti, artigianato. Stiamo in piedi con le nostre gambe. Quali sono gli ostacoli che fanno soffrire una compagnia amatoriale? La mancanza di aiuti economici pubblici, siamo fortunati perché la nostra sede dispone di una novantina di posti in platea, però non riusciamo ad uscire negli spazi come il teatro “Sperimentale” e “ G. Rossini”. Si risente della crisi ed anche se i prezzi dei biglietti sono accessibili, le persone spesso sono in difficoltà economiche quindi rinunciano a certe spese. Cosa si prevede per il futuro del teatro dilettantistico? Nel tempo contiamo sul cambio generazionale di trasmettere la nostra passione. Questo ci sembra fattibile perché abbiamo una ventina di ragazzi tra i 15 e 20 anni che ci seguono con passione A cura di Sebastiano Ondedei © RIPRODUZIONE RISERVATA


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INTERVISTA A MARIO LUSEK CAPPELLANO DELLA SQUADRA ITALIANA

Olimpiadi e Paralimpiadi: insieme è meglio

“A

l centro della pratica sportiva c’è l’uomo. Al di là dell’abilità o della disabilità, categorie che al mondo dello sport vanno strette”. Non ha dubbi, il direttore dell’Ufficio Cei per la pastorale dello sport, turismo e tempo libero, mons. Mario Lusek (foto in alto), marchigiano della diocesi di Fermo, reduce dalle Olimpiadi di quest’estate e intervistato dal Sir all’indomani della chiusura a Londra delle Paralimpiadi (29 agosto-9 settembre): “Lo sport ha tutta un’etica e dei valori che perfezionano l’uomo, lo spingono a un rapporto diverso con il proprio corpo, che non è da idolatrare ma uno strumento per vivere un’esperienza di vita interiore”. La spedizione azzurra a Londra per i Giochi paralimpici ha conquistato 28 medaglie: 9 ori, 8 argenti e 11 bronzi.

Quale messaggio lanciano le Paralimpiadi? “Ci pongono dinnanzi non all’esistenza dell’uomo con difficoltà, ma dell’uomo in quanto tale, che tende alla perfezione sfidando ostacoli che altri non hanno. Gli atleti paralimpici puntano a manifestare la propria normalità: esiste la persona con i suoi carismi, le sue potenzialità e i sui limiti”.

Che differenza c’è tra un atleta Che rapporolimpico e uno paralimpico? to intercor“Mettono lo stesso impegno, le re tra i granstesse motivazioni e lo stesso stile. di eventi e Hanno le stesse preoccupazioni e le realtà teruguali disagi. Cambia il punto di ritoriali? vista particolare. Forse un atleta “A Casa Italia paralimpico si caratterizza per si lavora a un una maggiore determinazione. progetto, leNon vogliono sentirsi espropriati gato al Centro di niente, anche nell’esperienza sportivo italiasportiva”. no e all’Expo Come si spiega il diverso trat- Milano 2015, tamento mediatico riservato ai per valorizdue eventi sportivi? zare, accan“In realtà sono centinaia di mi- to allo sport gliaia le persone che seguono dal professionale vivo le Paralimpiadi, e moltissi- di alto livello, me le guardano in tv. La minore anche lo sport visibilità mediatica è dovuta ai di base. Che fattori culturali che identificano accoglie tutti, tà della proposta sportiva. Si può per i giovani”. l’esperienza paralimpica come dal più al meno dotato. Pur non sempre ripartire, recuperando Di cosa ha bisogno, dal punto di ‘serie b’. Ci vuole tempo. È una escludendo la cura dei talenti che una dimensione più umana. In di vista spirituale, un atleta? questione di cultura, di educazio- emergono”. quest’ultima Olimpiade la vici- “Di vicinanza, comprensione e ne. Si tratta di uno sdoganamento Sport e doping, un binomio do- nanza della Chiesa al mondo del- consolazione”. che ha riguardato e riguarda anloroso anche in queste Olim- lo sport s’è sentita molto”. Gli atleti che hanno il dono che altri ambiti della vita sociale, piadi e Paralimpiadi. Come si sta accanto agli spordella fede hanno una marcia in pensiamo alle barriere architetto- “Vicende che insegnano l’importivi? più? niche. L’importante è che non cali tanza della vigilanza su noi stessi. “Con la presenza, senza essere in- “Molti atleti venivano al villaggio la sensibilità. L’ideale, secondo E dimostrano che bisogna segui- vadenti. Come un compagno di olimpico con la Bibbia sotto bracme, per ottenere una maggiore ef- re gli atleti non solo dal punto strada che propone Gesù Cristo. cio. Hanno una motivazione in ficacia mediatica, è che Olimpiadi di vista tecnico ma anche etico, La Chiesa condivide i valori del- più, direi. Non eccedono, non si e Paralimpiadi avvengano nello accompagnandone la natura spi- lo sport: il sacrificio, la costanza, sentono dei superuomini quando stesso periodo, un po’ come acca- rituale, con la prossimità nei mo- l’impegno, la sfida con se stessi. vincono e nemmeno dei perdenti de per i Giochi del Mediterraneo. menti di buio e incertezza. Che Un uomo di sport, poi, può esse- quando vengono sconfitti. Sono Quando arriva il campione, co- poi accadono al cuore di ogni re anche di fede, senza che vi sia impregnati di una dimensione che munque, è sempre un campione, uomo. È, questa, ancora un’occa- contrasto. Così si diventa stru- trascende il momento che vivono”. olimpico o paralimpico che sia”. sione per interrogarci sulla quali- menti di testimonianza alta anche © RIPRODUZIONE RISERVATA

NOTIZIE IN BREVE DAL CSI RIPARTE IL CALCIO AMATORI l CSI-Fano riparte con la nuova stagione sportiva, da sabato 29 settembre, con il Campionato CSI Calcio Amatori, giunto quest’anno alla 23a edizione, il campionato 6° Memorial Vittorio Del Curto. In palio il 16° Trofeo Prodi Sport, sponsor tecnico del campionato; le iscrizioni si ricevono al CSI-Fano fino al 20 settembre, info 3387525391 e www.csifano.it. Anche in questa stagione la dispu-

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ta di quasi tutte le gare settimanali avverrà su campi in erba sintetica e con spogliatoi a disposizione degli atleti. Il 29 settembre si partirà con la Supercoppa CSI (vincitore scorso Campionato contro vincitore Coppa Fano), poi dal 6 ottobre scenderanno in campo tutte le squadre per la prima giornata di gioco. RECLUTAMENTO CLASSE ARBITRALE 2012 Vieni anche tu ad arbitrare nel

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Centro Sportivo Italiano! Parallelamente alla grande campagna di comunicazione sugli organi di stampa nazionali é partita la campagna di reclutamento della classe arbitrale 2012. Chiunque abbia desiderio di “fischiare” nel CSI, può iscriversi ai corsi per arbitro di calcio, calcio a 5 e calcio a 7 , rivolgendosi al Comitato Provinciale CSI di Pesaro – Urbino con sede a Fano. Il corso è rivolto a tutti con età compresa tra i 18 ed i 50 anni

ed è completamente gratuito. Al termine del corso, che si svolgerà a Fano dalle 21.00 presso la sede del comitato situata all’interno del Palazzetto dello sport di Fano “Palas Allende”, ed al superamento di un test verrà rilasciato un attestato e consegnato tutto il materiale per poter arbitrare (divisa, taccuino, fischietto,……). Per maggiori informazioni ci si può rivolgere al responsabile arbitri del comitato Marco Pagnetti al 328 – 1130158 oppure mandare un’email a csifano@gmail.com.

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«Il Nuovo Amico» n. 31 del 16 settembre 2012  

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