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settimanalE d’informazione diocesi di: pesaro •  fano • urbino

fondato nel 1903

COPIA OMAGGIO

29 luglio 2012 • Anno 109 • N. 28 • Spedizione in abb. post. D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27.02.2004 N. 46) Art. 1, Comma 1, DCB Pesaro • facebook.com/ilnuovoamico € 1,00

pesaro

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La diocesi verso il Convegno annuale

urbino

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Organfestival a Santa Maria Nuova

editoriale

Essere testimoni di spiritualità

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Chiesa e Olimpiadi

L’

iniziativa dell’UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti) patrocinata dal Comune di Pesaro “Interrogativi intorno all’anno della fede” sul tema È ancora possibile credere? e l’approccio con il breve saggio apparso in Avvenire del teologo Bruno Forte che cito fra virgolette, mi spingono a introdurre questa riflessione assai attuale. Villaggio globale e realtà virtuale, globalizzazione, sono termini correnti ad indicare l’accelerazione di un cambiamento che coinvolge tutto e tutti, compresa la sfera spirituale e religiosa. Resta comunque vivo il bisogno di politica, di economia e di cultura. Cresce sorprendentemente il bisogno di spiritualità. Di quello che il sistema mediatico mette in rete e distribuisce, con la consuetudine del mercato e del consenso, gran parte viene raccolto a soddisfare un’esigenza consolatoria che sostituisca, in qualche maniera, la speranza e l’innata ricerca di salvezza. Campo aperto quindi per il Cristianesimo e come esso, nella varietà dei contesti e delle sue tradizioni confessionali, specialmente nella esperienza di universalità, possa contribuire a costruire una risposta.. Fra gli ambiti di impegno, che si lasciano riconoscere come ineludibili per il cammino di tutte le Chiese, primaria senza dubbio è la testimonianza come risposta alla domanda di spiritualità. Ciò che la Modernità aveva contrapposto (antitesi) e separato, la teoria dalla pratica, la razionalità dall’esperienza…, la fede dalla vita, il Post-moderno sembra spingere a saldare i due momenti. L’alternativa della fede alla astrattezza delle ideologie sta nello sperimentare un rapporto personale con la Verità. “Non qualcosa che si possiede, ma Qualcuno dal quale lasciarsi possedere” e come la dimensione contemplativa sembra offrirsi a via verso l’integrazione. “Si può quindi supporre che il futuro del Cristianesimo o sarà più spirituale e mistico, ricco del Mistero divino, o potrà ben poco contribuire alla crisi e al cambiamento in atto nel mondo”. La ricerca di un nuovo consenso di fronte alle attuali emergenze chiede ai cristiani una risposta affidata alla Testimonianza della loro fede nel Dio di Gesù Cristo e ai teologi “una teologia più teologica nel significato di essere più collegata al vissuto spirituale”. Tutto ciò comporta alle Chiese conversione missionaria, inculturazione della fede e apertura ecumenica che richiami costantemente l’universalità del messaggio cristiano. Raffaele Mazzoli

A

gli organizzatori, agli atleti e agli spettatori delle Olimpiadi di Londra è giunto anche il saluto di Benedetto XVI: “Le Olimpiadi – ha affermato il Papa - sono il più grande evento sportivo mondiale, a cui partecipano atleti di moltissime nazioni, e come tale riveste anche un forte valore simbolico. Per questo la Chiesa Cattolica guarda ad esse con particolare simpatia e attenzione”. Il Pontefice ha anche pregato che, “nello spirito della tregua olimpica, la buona volontà generata da questo evento sportivo internazionale possa dare i suoi frutti, promuovere la pace e la riconciliazione in tutto il mondo”. (servizio pag. 2)

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Chiesa e Mondo

29 luglio 2012

L a Parola di Dio XVII Domenica del Tempo Ordinario Anno B

LETTURE: 2Re 4,42-44; Sal 144; Ef 4,1-6; Gv 6,1-15

iamo giunti al miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Il raconto viene preso non dal Vangelo di Marco ma dal capitolo 6 del Vangelo di Giovanni; un capitolo che, diviso in cinque parti, ci accompagnerà per altrettante domeniche. Gesù che prova “compassione” per le folle che sono come “pecore senza pastore”, si prende cura di loro

Un mondo nuovo nella fraternità

mettendosi a insegnare molte cose (Vangelo di domenica scorsa) e donando un pane che sazia tutti (Vangelo di questa domenica). Il miracolo avviene in un luogo dove “c’era molta erba”; proprio come dice il salmo 22: “Su pascoli erbosi mi fai riposare”; “davanti a me prepari una mensa”. Con pochi pani e pochi pesci offerti da un ragazzo, Gesù sfama una grande moltitudine di persone, sane e malate. È il segno di una nuova comunione (una vera società) che si stabilisce in lui. L’evangelista ricorda che era vicina la Pasqua dei Giudei, cioè la memoria dell’intervento prodigioso

operato da Dio per la liberazione del suo popolo dalla schiavitù di Egitto. La moltiplicazione dei pani è segno e anticipazione della Pasqua che Gesù vivrà sulla croce come dono totale di se stesso, vera liberazione dal peccato e dalla divisione: il Pane eucaristico sarà la presenza di questo dono moltiplicato per tutto il mondo in ogni tempo. Cosa dice a noi il Signore? Ci chiede di accogliere con fede rinnovata l’invito a sederci, la domenica, insieme, tutti, senza badare alle nostre diversità, e accogliere il suo Pane che fa di

tutti noi un solo corpo (seconda lettura), per imparare a vivere finalmente di lui e così costruire un mondo nuovo nella fraternità. Il nostro piccolo contributo di fede e di carità sarà moltiplicato per tutti. Cosa diciamo noi al Signore? “O Padre, che nella Pasqua domenicale ci chiami a condividere il pane vivo disceso dal cielo, aiutaci a spezzare nella carità di Cristo anche il pane terreno, perché sia saziata ogni fame del corpo e dello spirito”. Giovanni Tani, Arcivescovo di Urbino-Urbania -S. Angelo in Vado © RIPRODUZIONE RISERVATA

CHIESA E OLIMPIADI – IL PRESIDENTE DELLA CEI AGLI ATLETI ITALIANI

CALENDARIO 29 luglio

Per costruire un mondo migliore

I

l presidente del Coni Giovanni Petrucci e il segretario generale, capo missione della squadra italiana, Raffaele Pagnozzi, con una delegazione di atleti, alla messa per la squadra olimpica azzurra che è stata celebrata a Londra nella storica St.Peter’s Church. Nella chiesa della comunità italiana, che si trova nel centro della capitale britannica a due passi dalla City, hanno concelebrato il parroco, padre Carmelo Di Giovanni, mons. Mario Lusek, direttore dell’Ufficio nazionale di pastorale per il tempo libero, turismo e sport della Cei, e il nunzio apostolico in Gran Bretagna, mons. Antonio Mennini. L’iniziativa del Comitato olimpico nazionale italiano ha trovato disponibilità nelle autorità ecclesiastiche: “Gli atleti e i dirigenti del Coni sono stati coraggiosi a volere un momento spirituale prima di cominciare a gareggiare - ha dichiarato padre Di Giovanni -. Penso che questa decisione bellissima, nel mondo secolarizzato di oggi, vada vista come una scelta coraggiosa. La fede aiuta a superare tanti ostacoli, a vedere anche le cose negative come positive e quindi servirà agli atleti”. Per l’occasione è stato letto il messaggio del presidente della Conferenza

episcopale italiana (Cei) e arcivescovo di Genova, card. Angelo Bagnasco, agli atleti italiani. “Carissimi atleti e atlete d’Italia, vi giunga il saluto dei vescovi italiani, mentre siete riuniti nella Chiesa di S. Peter a Londra per celebrare l’Eucaristia nel Giorno del Signore e iniziare così l’avventura olimpica ‘tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento’”. Inizia così il messaggio del card. Angelo Bagnasco agli atleti. “Sono grato al Coni – ha sottolineato il porporato - che ancora una volta ha voluto accreditare nel suo contingente la figura del cappellano, chiamato ad annunciare Gesù Cristo, amico dell’uomo, nostra speranza e nostra festa, testimoniando la compagnia e l’amicizia della Chiesa verso il mondo dello sport”. “La Carta olimpica – ha proseguito - ci ricorda che scopo del Movimento olimpico è contribuire alla costruzione di un mondo migliore. Da sempre lo sport ha favorito un movimento di idee e di intenti all’insegna di un universalismo caratterizzato da istanze di fraternità e amicizia tra i popoli, di concordia e pace tra le nazioni: un universalismo che ha sempre parlato il linguaggio del rispetto, della lealtà e del sacrificio”. Per il

cardinale, “l’avvenimento olimpico, dove si confrontano popoli e nazioni che rappresentano culture e tradizioni differenti, può diventare tramite di una forza ideale capace di aprire vie nuove, e a volte insperate, nel superamento di tensioni, conflitti, violazione dei diritti umani”. Il card. Bagnasco ha voluto chiudere il suo messaggio agli atleti italiani con le “parole memorabili” pronunciate dal “beato Giovanni Paolo II, grande amante dello sport”, nell’omelia allo stadio olimpico di Roma in occasione del Giubileo degli sportivi nell’Anno Santo del 2000: “Ogni cristiano è chiamato a diventare un valido atleta di Cristo, cioè un testimone fedele e coraggioso del suo Vangelo. Ma per riuscire in ciò è necessario che egli perseveri nella preghiera, si alleni nella virtù, segua in tutto il divin Maestro. In effetti è Lui il vero atleta di Dio; Cristo è l’uomo più forte che per noi ha affrontato e sconfitto l’avversario, satana, con la potenza dello Spirito, inaugurando il Regno di Dio”. Infine, l’augurio “di vedere realizzati i vostri sogni, frutto di passione e impegno”. Agenzia Sir © RIPRODUZIONE RISERVATA

BENEDETTO XVI

Olimpiadi – Esperienza di fraternità fra i popoli

“T

ra qualche giorno avrà inizio, a Londra, la XXX edizione dei Giochi olimpici”, ha ricordato il Pontefice dopo l’Angelus. “Le Olimpiadi sono il più grande evento sportivo mondiale, a cui partecipano atleti di moltissime nazioni, e come tale riveste anche un forte valore simbolico. Per questo la Chiesa Cattolica guarda ad esse con particolare simpatia e attenzione”. Di qui l’invito a pregare “affinché, secondo la volontà di Dio, i Giochi di Londra siano una vera esperienza di fraternità tra i popoli della Terra”. Anche nei saluti in varie lingue, in inglese, ha parlato delle Olimpiadi: “Mando il mio saluto agli organizzatori, agli atleti e agli spettatori e prego che, nello spirito della tregua olimpica, la buona volontà generata da questo evento sportivo internazionale possa dare i suoi frutti, promuovere la pace e la riconciliazione in tutto il mondo”. Su tutti i partecipanti ai Giochi olimpici di Londra il Santo Padre ha invocato “le abbondanti benedizioni di Dio Onnipotente”. Aut. n. 83/85 Trib. di Pesaro IL NUOVO AMICO RISPETTA L’AMBIENTE. STAMPIAMO SOLO SU CARTA RICICLATA.

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Redazione di Urbino: Via Beato

Santa Marta di Betania

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arta è la sorella di Maria e di Lazzaro di Betania. Nella loro casa ospitale Gesù amava sostare durante la predicazione in Giudea. In occasione di una di queste visite compare per la prima volta Marta. Il Vangelo ce la presenta come la donna di casa, sollecita e indaffarata per accogliere degnamente il gradito ospite, mentre la sorella Maria preferisce starsene quieta in ascolto delle parole del Maestro. Non ci stupisce quindi il rimprovero che Marta muove a Maria: “Signore, non t’importa che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”. L’amabile risposta di Gesù può suonare come rimprovero alla fattiva massaia: “Marta, Marta, tu t’inquieti e ti affanni per molte cose; una sola è necessaria: Maria invece ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta”. Ma rimprovero non è, commenta S. Agostino: “Marta, tu non hai scelto il male; Maria ha però scelto meglio di te”. Ciononostante Maria, considerata il modello evangelico delle anime contemplative già da S. Basilio e S. Gregorio Magno, non sembra che figuri nel calendario liturgico: la santità di questa dolce figura di donna è fuori discussione, poiché le è stata confermata dalle stesse parole di Cristo; ma è Marta soltanto, e non Maria né Lazzaro, a comparire nel calendario universale, quasi a ripagarla delle sollecite attenzioni verso la persona del Salvatore e per proporla alle donne cristiane come modello di operosità.

GRAFICA: arti grafiche pesaresi srl/pesaro La testata “Il Nuovo Amico” fruisce dei contributi Statali diretti di cui alla Legge 7 agosto 1990, n. 250. PUBBLICITà Uffici della Redazione centrale 0721/64052 e Paolo Morsiani L’Impresa Editrice COMUNICARE risulta iscritta al Registro delle imprese di PESARO presso la Camera di commercio al n. 98100

Questo settimanale è iscritto alla FISC Federazione Italiana Settimanali Cattolici ed è associato all’USPI Unione Stampa Periodica Italiana

Questo numero è stato chiuso in redazione mercoledì 25 luglio 2012 alle ore 22 e stampato alle ore 6 di giovedì 26 luglio

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Primo Piano

29 luglio 2012

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Politici e statisti: c’è bisogno di figure di grande statura morale

A

nche il presidente del Consiglio Mario Monti ha ripreso (a Mosca, alla vigilia dell’ennesima tempesta finanziaria) una considerazione ormai famosa di Alcide De Gasperi: gli statisti guardano alla prossima generazione, i politici alle prossime elezioni. Strano rapporto quello degli italiani e dei politici italiani con De Gasperi. I primi a liquidarlo sono stati forse gli stessi democristiani della cosiddetta “seconda generazione”, mentre perché gli antichi oppositori comunisti ne riconoscessero la grandezza è dovuto in sostanza crollare il muro di Berlino (e l’Urss). Ora, finalmente un po’ tutti concordano nell’assegnargli un posto d’onore tra i “padri della Patria”. E con questo riconoscimento, che data ormai da qualche anno, cresce la nostalgia per una generazione di politici che hanno saputo ricostruire l’Italia e arricchire il Paese prima che le loro famiglie. Vale un po’ la stessa legge delle imprese familiari: famiglia “povera”, impresa ricca, o viceversa. La frase di De Gasperi, che Monti ha citato, vale nella

sua interezza. Non significa che abbiamo bisogno di statisti e non di politici, ma degli uni e degli altri. E questo è il vero punto. A meno che non si decida di sospenderle per un turno, come fa il giudice sportivo con i calciatori “cattivi”: le elezioni ci sono. Si dovrà arrivare, se vogliamo essere seri ed efficaci come Unione europea, a sincronizzare le elezioni politiche nazionali, cercando di concentrarle in anni alterni con quelle per il Parlamento europeo. Le elezioni (nazionali) ci sono e servono buoni politici per vincerle e così fare legittimare buone politiche pubbliche, dato che le scelte strategiche sembrano obbligate. Se poi ci sono anche statisti, che sanno vedere lontano e costruire consenso in modo lungimirante, meglio. Questo vale in particolare per l’Italia, con il suo dibattito spesso sopra le righe. Molto semplicemente e schematicamente, in vista della scadenza della legislatura e di fronte alla conclamata necessità di una riforma elettorale, il problema italiano è articolare proposte politiche adeguate e di

conseguenza aggregazioni coerenti. La questione è aperta e si intreccia con quella del futuro politico dell’Unione europea, l’una e l’altra alla base appunto del tormento dello spread, che in buona sostanza definisce il differenziale tra due Europe. Mentre ci auguriamo che spunti lo statista, i buoni politici di cui abbiamo bisogno si possono misurare dalla capacità di istruire e di rispondere alla questione di un’offerta politica adeguata alle molteplici sfide di oggi e dell’immediato futuro. Certo De Gasperi e quelli della sua generazione, che ha attraversato l’Europa e tanti regimi politici, può aiutare. Nel senso della sobrietà, prima di tutto, e poi della capacità di mirare all’essenziale, e infine nel senso di responsabilità: De Gasperi e tanti come lui, hanno saputo pagare di persona. E andarsene, anche quando, come all’indomani del controverso esito delle elezioni del 1953, avrebbero potuto resistere, vincolati alla poltrona. Francesco Bonini ©riproduzione riservata

IL PRESIDENTE DELLA BCE SULLA SOVRANITÀ CONDIVISA

L’integrazione politica per superare la crisi

Q

uando Mario Draghi (foto) dichiara, come ha fatto in un’intervista su “Le monde”, che “l’euro è irreversibile”, afferma un concetto nel quale crede fermamente, per il quale opera concretamente, senza peraltro sottovalutare gli ostacoli e le incertezze che ruotano attorno alla questione. Il colloquio con l’autorevole quotidiano francese andrebbe però letto a ritroso. Nelle ultime righe infatti il presidente della Banca centrale europea, rispondendo alla domanda sulla moneta unica in pericolo, dichiara: “Alcuni analisti prefigurano scenari di esplosione dell’Eurozona, ma chi lo fa disconosce il capitale politico che i nostri dirigenti hanno investito in questa Unione, così come il sostegno degli europei”. E qui arriva la frase pubblicata a caratteri cubitali in prima pagina nell’edizione del 21 luglio, rilanciata dalle agenzie e dai media di mezzo mondo: “L’euro è irreversibile”. Draghi sa bene che alcuni politici, coi rispettivi governi, non stanno investendo energie sufficienti per far fronte alla crisi che attanaglia la moneta comunitaria e l’unione politica, pressati proprio dagli “europei”, ossia dalle opinioni pubbliche nazionali; le quali, trascinate dagli effetti della recessione, vorrebbero chiudere le porte di casa,

Q

ualche avvisaglia c’era già stata, ma davvero niente faceva pensare ad un’altra terribile notte “no-Tav” in Val di Susa. Una notte, quella tra sabato 21 e domenica 22 luglio, macchiata di sangue, di violenza, al cantiere di Chiomonte. Una notte di paura. L’impressione è di essere finiti in un vicolo cieco da cui non si riesce più a uscire. Tutti:“sì-Tav” e “no-Tav”. Già è incredibile questa storia della Tav per la sua lunghezza. Vent’anni di parole, di progetti, di giochi politici. Ogni tanto qualche vertice e, poi, di nuovo silenzi, rinvii. Italia, Francia, Europa.Ma quello che

mettendo per il momento da parte l’Europa e pensando maggiormente, o esclusivamente, agli interessi interni. Quello del presidente dell’Eurotower sembra dunque più un indiretto richiamo alle responsabilità collettive dell’Ue – oltre che dell’Eurozona – di fronte a una sfida così ampia e profonda che nessun governo nazionale può affrontare da sé: né quello di Berlino, né quello di Parigi, né quello di Roma o di Madrid o di Nicosia. Così, procedendo all’indietro, si giunge a un’altra domanda sulla permanenza di Atene nell’area dell’euro. “Noi preferiamo, senza alcun equivoco, che la Grecia rimanga nell’Eurozona. Ma la decisione – afferma Draghi – spetta al governo di Atene, che ha dichiarato il suo impegno e ora deve produrre i risultati”. Qui il capo della Bce comincia a essere più chiaro: non basta fare affermazioni di principio, bisogna agire di conseguenza. E questo vale – anche se nell’intervista non lo si legge – sia per la Grecia che per la Spagna, fino a giungere all’Italia. Ancora una retromarcia e si arriva al cuore dell’intervista. “A mio parere il movimento verso un’unione di bilancio, finanziaria e politica è inevitabile e condurrà a nuove entità sopranazionali”. A cosa si riferisce l’economista italiano, sti-

mato nel mondo? A una più coraggiosa, per quanto non scontata, integrazione politica a livello continentale, esattamente come vanno chiedendo da tempo, anche se con accenti diversi, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il premier italiano Mario Monti, il presidente della Commissione Ue, il portoghese José Manuel Barroso. L’intervistato parla di “trasferimento di sovranità che ne consegue”. Draghi peraltro preferisce parlare, e lo dice esplicitamente, di ulteriore “condivisione” della sovranità in un quadro europeo. “In tempi di globalizzazione, è precisamente attraverso questa condivisione che ogni Paese ha le maggiori probabilità di salvaguardare la sua sovranità”. Per concludere: “A lungo termine, l’euro dovrà essere fondato su una maggiore integrazione”. Draghi di fatto non pretende di avanzare una propria “ricetta”, che del resto non gli compete: per salvare la moneta e l’economia europee, e con esse la politica europea, la società europea, egli ricorda che bisogna puntare di nuovo sulla condivisione dei problemi, sulla ricerca di vie di uscita comuni che prevedano anche nuovi passi in avanti – istituzionali – dell’Unione europea. Gianni Borsa ©riproduzione riservata

NO TAV – NOTTE DI VIOLENZA E DI PAURA NEL CANTIERE A CHIOMONTE

Vent’anni di parole più colpisce è che attorno a questo progetto si sia raccolto un “no” che nulla ha a che fare con l’originario, legittimo dissenso di tanti valsusini.Se è vero che nelle centinaia di violenti dell’altra notte c’era gente di mezza Europa, allora vuol dire che i valsusini“no-Tav” non hanno saputo vigilare, i cancelli della loro protesta sono stati aperti a tutti e per quei cancelli è entrato di tutto. Tra le tante cose lette, mi hanno

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colpito queste parole: “Caschi scuri, fazzoletti sul volto, maschere antigas, scudi ricavati con i cartelli stradali modificati, cesoie per tagliare le recinzioni, pietre e bulloni destinati a chi sta dall’altra parte della barricata. Una grossa fionda trasformata in un mortaio per lanciare pietre e bombecarta. Un piccolo esercito composto da centinaia di militanti, armato alla meglio, ha attaccato l’altra sera poco

prima della mezzanotte il cantiere Tav a Chiomonte in Val di Susa”. E quando domenica a mezzogiorno mi ha chiamato “Radio Vaticana” per un commento, francamente non sapevo che dire. Perché non c’è alcuna giustificazione. Azioni come questa vanno semplicemente condannate e bisogna avere il coraggio di prendere le distanze dai violenti. Per molti anni l’acronimo “nimby” (non nel mio corti-

le) è stato uno dei messaggi della protesta “no-Tav”. E se i valsusini trovassero ora il coraggio di dire: nessun violento nel mio cortile? Il vero, decisivo,“nimby” oggi è questo. Fuori i violenti dalla Valle. Le regole della democrazia sono semplici ma precise. Consentono a tutti di dire il loro “no”. Ma non di essere violenti. Riusciranno i valsusini a spedire una cartolina dalla loro Valle che rassereni tutta l’Italia? È ora di spedirla, non c’è più tempo da perdere. Ettore De Faveri direttore “La Valsusa” (Susa) ©riproduzione riservata


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Socio Culturale

29 luglio 2012

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LA COOPERANTE ERA STATA RAPITA IL 23 OTTOBRE 2011

il peperoncino

Rossella Urru finalmente libera T

Tutti a casa

“R

ossella Urru è libera”. Abbiamo sempre sperato di poter pronunciare queste parole in questi 270 giorni che hanno tenuto l’intera Sarde-

gna – e con lei tutto il Paese – con il fiato sospeso. La cooperante sarda si trovava in un campo profughi del Sahrawi quando, la notte tra il 22 e il 23 ottobre scorso, è stata prelevata

da un commando armato, insieme a due colleghi spagnoli. Fin dal primo momento la famiglia è rimasta in stretto contatto con l’Unità di crisi del Ministero degli esteri e con il Comitato italiano sviluppo dei popoli, l’Ong dove lavora la giovane volontaria. Finalmente la notizia che aspettavamo è arrivata. Dopo le prime indiscrezioni, la parola d’ordine è stata prudenza. Qualche mese fa, infatti, si era diffusa la voce della liberazione e in tanti avevano gioito, purtroppo invano. Questa volta anche le agenzie di stampa e i blog hanno evitato fughe in avanti e quando in serata è arrivata la conferma ufficiale dal Ministro degli esteri tutti hanno capito che la notizia era vera. In questi mesi si sono susseguite numerose iniziative di solidarietà in molte parti d’Italia. Da subito tutta la comunità di Samugheo, il piccolo paese in provincia di Oristano dove è nata Rossella, si è stretta attorno ai familiari. Il parroco, don Alessandro Floris, ha organizzato fiaccolate e momenti di preghiera ai quali hanno preso parte tantissimi cittadini, am-

La gioia delle associazioni di Pesaro

A

bbiamo appreso la notizia della sua liberazione con grande gioia e sollievo. Per 9 mesi ci siamo chieste come potesse stare Rossella in balia dei rapitori, la nostra angoscia si aggiungeva a quella della sua famiglia. L’8 marzo scorso le abbiamo dedicato la giornata internazionale delle donne e raccolto le firme per sollecitarne la liberazione (Donne dell’Associazione culturale sarda di Pesaro, UDI Pesaro, ANDE, Donne in Nero, Croce Rossa). Poi le trattative e il silenzio richiesto perché non ci fossero interferenze, ormai era tempo che ritornasse a casa! Noi ci

auguriamo, che dopo questo lungo periodo passato lontano dai suoi cari, possa rimettersi e tornare presto a svolgere il suo lavoro per il quale occorre una forte passione

ministratori locali e organizzazioni di volontariato. La Sardegna non ha mai perso la speranza. Anche l’arcivescovo di Oristano, mons. Ignazio Sanna, ha seguito la vicenda auspicando sempre “con tutto il cuore di riaverla libera, perché possa vivere i suoi ideali e realizzare la sua missione”. E oggi, dopo aver avuto la conferma che Rossella era stata liberata, è stato tra i primi a manifestare la gioia di un’intera isola per questa bella notizia. Mons. Sanna si è unito, infine, alla gioia dei familiari dei colleghi spagnoli Ainhoa Fernandez ed Enric Gonyalons, che hanno condiviso con Rossella il servizio della cooperazione e i lunghi mesi della prigionia. Presto il sorriso di Rossella Urru, che abbiamo visto nelle foto diffuse in questi mesi, illuminerà il volto dei suoi genitori, dei suoi familiari, di tutti coloro che le vogliono bene e che hanno pregato per la sua salute e per la liberazione. Da oggi siamo tutti più liberi. Marco Piras direttore “L’Arborense” (Oristano) © RIPRODUZIONE RISERVATA

e competenza che Rossella ha dimostrato di avere. Speriamo che in futuro possa raccontarci di persona la sua storia e ci parli di quelle popolazioni che lei ha aiutato attraverso le Missioni umanitarie, a contatto con chi soffre, specialmente donne e bambini, per la fame, la sete, la guerra. Queste sono grandi testimonianze di giovani donne di cui vorremmo sapere, perché rappresentano per tutte un modello positivo contro gli stereotipi femminili che ci sono continuamente proposti. Bentornata Rossella. Le donne delle Associazioni Culturale Sarda “Eleonora d’Arborea” e UDI Unione Donne in Italia di Pesaro © RIPRODUZIONE RISERVATA

utti ricordano il film “Johnny Stecchino” con Roberto Benigni, dove un siciliano elenca i difetti di Palermo, dicendo poi che ce n’e uno in particolare, di cui molti si vergognano. Gli spettatori ovviamente pensano alla Mafia, ma la risposta è il traffico. In politica succede la stessa cosa: lo Spread sale, la Borsa scende, l’occupazione anche, ma il problema principale per il PD sono i matrimoni gay. Stessa cosa per il Pdl: il Titanic affonda e si estrae dal cilindro il capitano Berlusconi. E’ vero che i comici ne sono entusiasti, finalmente hanno qualcosa da dire, ma i problemi sono altri. Stessa difficoltà per la Lega, e tutti i partiti minori. Nemmeno i grillini, che forse apprezzerebbero questo Peperoncino, ci convincono. Nel frattempo i cittadini sono chiamati a fare sacrifici; da diversi anni il costo della vita lievita ma gli stipendi rimangono immutati. Nuove tasse (IMU) ci ripuliscono le tasche ed altre se ne annunciano. Chi può evita di contribuire (evasione ed elusione) e le “grida manzoniane” rimangono lettera morta. Il popolo bue tace e paga. I politici invece non sono disposti né a diminuire il loro numero e nemmeno gli emolumenti, anzi … Possiamo solo sperare nelle prossime elezioni, anche se il “porcellum” ci dice che gli eletti saranno sempre gli stessi o i loro sodali. Consoliamoci guardando in TV un classico del cinema: “Tutti a casa” di Luigi Comencini. Poi la notte sogneremo che tutti i politici tornino alle loro belle dimore e gente seria potrà amministrare la nazione. Sarebbe un bel sogno. Alvaro Coli © RIPRODUZIONE RISERVATA

Riaperta la chiesa di San Biagio dopo il restauro R

iapre, nel centro storico di brazione eucaristica presieduta L’Aquila, la “chiesa degli dall’arcivescovo metropolita ne universitari”, a poco più di ha ufficialmente decretato la riatre anni dal terremoto del 6 apri- pertura. le 2009. La trecentesca chiesa di Tutta la città aspetta di poter riSan Biagio d’Amiterno, dal 2008 sorgere. “La chiesa di San Giudivenuta parrocchia universi- seppe, la parrocchia universitaria con il nuovo nome di San taria che risorge, ci richiama Giuseppe artigiano, in seguito alla mente, in modo prepotente, al sisma era stata seriamente tutta la nostra città che aspetta danneggiata, con uno squarcio di poter risorgere”, ha affermato nel soffitto, danni al timpano e l’arcivescovo di L’Aquila, mons. alle parti interne. “Adottata” da Giuseppe Molinari, nell’omelia una fondazione privata che ne della messa per la riapertura e ha curato le operazioni di rico- consacrazione della chiesa. “Noi struzione e restauro, dopo 18 – ha aggiunto – ci auguriamo mesi di lavori questa sera la cele- che questa chiesa universitaria,

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E allora viene spontaneo augurare a questa parrocchia universitaria di San Giuseppe artigiano di essere un centro d’iniziative che riapre le sue porte e torna a religiose, culturali e pastorali per pulsare di vita nuova in questo tutti i giovani universitari che angolo del centro storico della vivono nella nostra città”. L’augunostra città, sia un simbolo, un rio di mons. Molinari è che queauspicio per la rinascita di tutta sta parrocchia diventi “sempre l’Aquila”. Un auspicio accompa- di più il centro propulsore dal gnato, tuttavia, dalla domanda: quale possa irradiare una cultu“Perché la ricostruzione tarda ra nuova, una cultura di pace, di così tanto a realizzarsi?”. “Ma dialogo, di rispetto reciproco, di una risposta in particolare – ha confronto sereno”. precisato – appare chiara agli Un’avventura straordinaria. Il occhi di tutti: la ricostruzione presule ha ripercorso il camminon riparte innanzitutto perché no che ha portato all’“adozione” siamo divisi, perché tra gli aqui- della chiesa dopo il terremoto lani le contrapposizioni di ogni e, prima ancora, quello che l’ha genere hanno avuto la meglio su resa parrocchia universitaria. ogni altro progetto di rinascita. Circa 30 mila erano i giovani universitari presenti in città, con i quali “cominciò un’avventura straordinaria, ricca di abbondanti e meravigliosi frutti sul piano spirituale”, interrotta tragicamente la notte del 6 aprile 2009. “Il 5 aprile 2009 alla sera, nella messa solenne della Domenica delle Palme, erano presenti tanti giovani. E fu, per alcuni di loro, l’ultima messa, l’ultima Eucarestia”, ha sottolineato l’arcivescovo. “In questo momento vogliamo pensare anche a loro, ricordarli, sentirli vicini, dire loro che non li abbiamo dimenticati. Ricordiamo la loro gioia, la loro fede, la loro goliardica spensieratezza, il loro incredibile amore alla vita. E a loro – ha concluso – raccomandiamo questa chiesa, questa parrocchia universitaria che risorge”. Agenzia SIR © RIPRODUZIONE RISERVATA

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29 luglio 2012

musica

Pesaro

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Il 10 agosto parte la 33ª edizione del Rossini Opera Festival

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pagina

APPUNTAMENTO DAL 22 AL 23 SETTEMBRE AL CINEMA LORETO

Messaggio dell’Arcivescovo

La diocesi verso il Convegno annuale

C

“E

ssere adulti nella fede”. E’ questo il tema del Convegno diocesano che si svolgerà il 22 e 23 settembre prossimi presso il Cinema Loreto e che, come da tradizione, aprirà per la Chiesa di Pesaro, insieme alla settimana dedicata a San Terenzio, il nuovo anno pastorale 2012-2013. Ancora una volta il criterio con cui l’Arcivescovo Piero Coccia ha scelto il tema di questo annuale appuntamento è stato sintonizzare il cammino della nostra arcidiocesi con i percorsi prioritari della Chiesa italiana e universale. Il Papa Benedetto XVI, infatti, partendo dalla constatazione che “ormai non di rado i cristiani si danno maggior preoccupazione per le conseguenze sociali, culturali e politiche del loro impegno, lasciando la fede come presupposto” (Motu proprio “Porta fidei”), ha proclamato l’ ”Anno della fede” , che si svolgerà dall’11 ottobre 2012 (cinquantesimo anniversario dell’inizio del Concilio Vaticano II) al 24 novembre 2013 (ventesimo della pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica): un anno in cui “i contenuti essenziali che da secoli costituiscono il patrimonio di tutti i credenti dovranno essere confermati, compresi ed approfonditi in maniera sempre nuova, al fine di dare testimonianza coerente in condizioni storiche diverse dal passato”. Altro irrinunciabile punto di riferimento per la nostra Chiesa locale rimangono ancora gli Orientamenti pastorali dei Vescovi italiani per il decennio 2010-2020, che proprio nell’“educare alla vita buona del Vangelo” individuano l’emergenza fondamentale del nostro tempo; a questo stesso tema, del resto, sarà dedicato anche il Convegno delle Chiese delle Marche in programma per l’autunno 2013.

LECTIO MAGISTRALIS DI DON MATTEO ARMANDO

Ma è in particolare sulla fede “adulta” che il nostro Arcivescovo desidera focalizzare la riflessione dei convegnisti, perché senza la coscienza e la testimonianza di una fede adulta non esistono le condizioni essenziali per educare. Il programma del Convegno di settembre prevede una Lectio magistralis di don Matteo Armando, docente di Teologia presso la Pontificia Università Urbaniana di Roma (sabato 22 settembre, ore 21.15); alcune testimonianze sulla “iniziazione” alla fede cristiana sia da parte di don Francesco Pedrazzi, direttore dell’Ufficio Catechistico della diocesi di Brescia sia da parte di don Giuseppe Fabbrini e di don Giorgio Paolini della nostra arcidiocesi (domenica 23 mattina); gruppi di lavoro (domenica pomeriggio). Quest’anno saranno effettuati anche un servizio interpreti per non udenti (sabato sera) e un servizio di baby sitter (domenica). Domenica mattina, inoltre, alle ore 11.45, presso il Cinema Loreto, dopo le testimonianze, verrà cele-

brata dal Vicario Generale, don Stefano Brizi una Santa Messa, guidata e animata dall’Ufficio liturgico. L’Arcivescovo dunque invita caldamente tutta la comunità diocesana al prossimo appuntamento, sperando in una partecipazione numerosa, attenta, responsabile. Paola Campanini © RIPRODUZIONE RISERVATA

i d n e Pr a not Perdono d’Assisi ai Cappuccini

Il 2 Agosto è il giorno del PERDONO D’ASSISI o meglio perdono della Parziuncola-Santa Maria degli Angeli, il luogo più amato da S. Francesco, che per amore di Dio e degli uomini, ottenne dal Papa Onorio III, l’indulgenza plenaria per ogni uomo che in quel giorno, abiurando il peccato, seguendo le norme della Chiesa, con la confessione sacramentale e la Santa Eucaristia, avesse visitato la santa Chiesa della Porziuncola. Oggi tale indulgenza è estesa a tutte le Chiese Francescane e Parrocchiali, dal mezzogiorno del 1° agosto a mezzanotte del 2 agosto. Pertanto i fratelli e le sorelle

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Informazioni più dettagliate si possono trovare sul sito www.arcidiocesipesaro.it. Con il presente numero de “Il Nuovo Amico” , inoltre, viene distribuita a tutte le parrocchie parte del materiale del Convegno (locandine e cartoline) da mettere a disposizione in fondo alle chiese.

dell’OFS e la Comunità dei Padri Cappuccini di Pesaro, invitano tutti alla celebrazione del Perdono d’Assisi, nella Chiesa di San Francesco - Via Massaia 1. È un’occasione importante per ciascuno di noi, che richiama alla conversione e alla preghiera, in vista della salvezza delle nostre anime, voluta fortemente da San Francesco. Pace e Bene! ***

Formazione Cresima

L’Ufficio catechistico diocesano avvisa che, il secondo percorso diocesano di formazione per giovani e adulti in cammino verso la cresima inizierà giovedì 27 settembre alle ore 21,15 presso la sala della Curia (via Rossini, 66). Il percorso prevede 12 incontri (sempre il giovedì) e si prolunga fino ai primi di dicembre. Per maggiori informazioni: catechesi@arcidiocesipesaro.it telefono : 0721 30043 (curia) ***

Villa S. Martino per il Creato

arissimi fedeli, come ormai da tradizione, l’annuale Convegno diocesano di settembre, insieme con la settimana dedicata a San Terenzio, aprirà per la nostra Chiesa di Pesaro il nuovo anno pastorale 2012-2013. Il tema su cui sarà orientato tutto il percorso che ci attende - di preghiera, di riflessione, di scelte operative - è quello della “fede”. La nostra comunità ecclesiale, infatti, vuole camminare in piena sintonia sia con le indicazioni del Sommo Pontefice Benedetto XVI, che ha proclamato, con il Motu proprio “Porta fidei “, l’“Anno della fede” (dall’11 ottobre 2012 al 24 novembre 2013) sia con gli Orientamenti pastorali per il decennio 2010-2020 dei Vescovi italiani, che proprio nell’educazione alla fede hanno individuato l’emergenza principale del nostro tempo. Tutto ciò implicherà, naturalmente, un impegno costante nella formazione degli adulti, senza la cui consapevolezza e testimonianza non esistono condizioni per educare. Acquisire, pertanto, una comprensione sempre più profonda di che cosa significhi - Essere adulti nella fede - sarà il desiderio e la domanda con cui vivremo il Convegno e imposteremo tutta l’azione pastorale, ordinaria e straordinaria, della nostra Chiesa locale. Fiducioso di potervi incontrare, vi benedico con animo paterno. + Piero Coccia Arcivescovo di Pesaro © RIPRODUZIONE RISERVATA

Sabato 1 settembre 7^ Giornata per la salvaguardia del creato sul tema “Educare alla custodia del creato per sanare le ferite della terra”. Presso la parrocchia di Villa San Martino di Pesaro, lunedì 3 settembre alle ore 21,15, avrà luogo una celebrazione della Parola presieduta da don Marco Di Giorgio, responsabile della Caritas Diocesana. ***

In Turchia sulle orme di S. Paolo

Le parrocchie di Santa Croce e Candelara di Pesaro organizzano dal 10 al 17 ottobre, un pellegrinaggio sui passi di San Paolo (Efeso, Istanbul, Cappadocia, Antiochia, Tarso ….). Partenza da PESARO con bus privato per l’aeroporto di Bologna. Volo TURKISH AIRLINES - Hotel 4* Quota in camera doppia € 1.020 / Supplemento camera singola € 190 Quota d’iscrizione abbuonata. AFFRETTARSI POSTI LIMITATI prenotazioni entro il 15 luglio 2012 acconto € 200. Per info tel. Don Alberto Tel. 0721/453529 oppure Don Giampiero 0721/286105/3289631867 In collaborazione con Eteria Viaggi Tour Operator


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Pesaro

29 luglio 2012

E’ DOCENTE ALL’ISSR “GIOVANNI PAOLO II” ED E’ SEMPRE VISSUTA A PESARO

Giuseppina, ora “Sveva della Trinità” S

veva della Trinità

è il nuovo nome della giovane Giuseppina Santucci, nata a Novafeltria di Pesaro (ora di Rimini), consacratasi monaca eremita durante la gioiosa celebrazione eucaristica di sabato 30 giugno 2012 nel bel santuario “Madonna delle Grazie” in Pennabilli, in cui ella ha proceduto alla vestizione e alla professione temporanea dei consigli evangelici, davanti al vescovo di S. Marino-Montefeltro,

S. E. Mons. Luigi Negri. Ella ha chiesto al Vescovo “la misericordia del Signore e la grazia di servirlo come Monaca Eremita Diocesana, volendo vivere in castità per il regno dei cieli, abbracciare la povertà volontaria, offrire a Dio il dono dell’obbedienza, per seguire Cristo nella via della perfezione evangelica”. Il Presule, dopo aver chiesto al Signore per lei la grazia di seguire con rettitudine i consigli evangelici, di glorificare il Suo nome e giovare alla salvezza del mondo, accetta la sua professione, la riconosce creatura nuova e la chiama Sveva della Trinità; quindi le consegna il sacro velo con cui ella venga riconosciuta dallo Sposo e ammessa alle nozze eterne del cielo, il Vangelo perché custodisca nel cuore la Parola e viva conforme ad essa, la Liturgia delle Ore perché si unisca all’ufficio sacerdotale di Cristo e la Forma di vita della Monaca Eremita Diocesana perché sia fedele agli orientamenti in essa delineati.

Ha rinunciato a tutti i beni terreni

Con questa celebrazione Giuseppina, seguendo la spiritualità francescana, ha rinunciato a tutti i beni terreni. Lo ha dimostrato riconoscendo il Signore Iddio come primo Padre e prima Madre senza ovviamente misconoscere i familiari, anzi stringendosi ancor più alla mamma vedova, catechista nella parrocchia del Centro storico di Pesaro. Ella ha rinunciato ai beni economici che le spettavano per eredità, a quelli provenienti dalla carriera di arpista che avrebbe potuto esercitare dopo essersi diplomata brillantemente presso il Conservatorio “G. Rossini” prima di iniziare gli studi accademici; nonché ai beni che le sarebbero derivati dalla laurea ottenuta presso l’Università di Urbino in “Scienze dell’Educazione” e dal diploma in “Scienze Religiose”. Contemporaneamente al diploma ha conseguito il perfezionamento in “Scienze Storico-Antropologiche delle Religioni”.

Nell’anno accademico 2004-2005 ha conseguito il titolo di “Dottore di ricerca in filosofia”.

Insegna dottrina sociale della Chiesa

Nell’obbedienza ai superiori la nostra Sveva ha voluto mantenere il servizio alla Chiesa pesarese di docente di Dottrina Sociale della Chiesa presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Giovanni Paolo II”. Il Vescovo di Pennabilli-Montefeltro ha assegnato a Sveva la sede presso Castello di Bascio e, nella omelia pronunciata durante la celebrazione eucaristica, ha dichiarato

ESPERIENZA DI UN VOLoNTARIO DELLA PROTEZIONE CIVILE DI PESARO

A Massa Finalese dopo il terremoto

L’

Breviario di notizie pesaresi

esperienza di volontario della Protezione Civile al campo n. 5 di Massa Finalese, che ho vissuto dal 4 al 9 luglio, è stata per me e per la mia collega qualcosa che mi ha arricchito nel profondo dell’intimo, al di là di ogni aspettativa. Ciò che è contato di più è stato il contatto con le persone. Nonostante loro avessero perduto materialmente ciò che con fatica avevano realizzato, in quel momento per loro era importante avere qualcuno con cui parlare e sfogarsi. In loro percepivi ancora la paura di quei tremendi momenti perché il loro pensiero andava sempre alle persone che non sono riuscite a venirne fuori. Non volevano risposte, ma solo essere ascoltati, oltre al nostro lavoro A cura di Vittorio Cassiani DOMENICA 29 LUGLIO IN BICI PER SOLIDARIETA’ – Si disputa, in mattinata, il 4° trofeo “Africa Mission – Cooperazione & Sviluppo” per contribuire alla “manutenzione straordinaria dei pozzi d’acqua di Moroto” in Uganda. Premiazioni nella sede di Morciola di Colbordolo. PALIO DEI BRACIERI – A Rocca Costanza, ore 21.00. SPETTACOLI POPOLARI – Secondo i canoni della “Commedia dell’arte”. Fino al 9 settembre. Tutte le sere nel mini parco di viale Trieste, angolo viale Fiume e viale Pola. Ore 21.15. MUSICAE AMOENI LOCI – A Candelara, Pieve di Santo Stefano, ore 21.30. “Serenissima Repubblica” (1^ parte, 2° libro di mottetti di Bardolino). Altri appuntamenti a: Mombaroccio (5 e 17 agosto) e Novilara (12/VIII). LUNEDI’ 30 LUGLIO GIROBIKE – Pedalata a premi con gli animatori di Pesaro Village. E così fino a giovedì. Partenza da piazzale della Libertà, ore 17.30. ZUMBA FITNESS – Lezioni per adulti. In piazzale della Libertà, ore 18.30. Info: 0721/1791831. BALLARE A…PALLA – In piazzale della Libertà. Orchestra dal vivo. Tutti i lunedì dalle ore 21.00. Info: 0721/829136. MARTEDI’ 31 LUGLIO VISITE GUIDATE CON ISAIRON – Info: 338.2629372. Urbino, Palazzo ducale e città (ogni martedì), Villa Imperiale (ogni mercoledì), Pesaro e i suoi monumenti (giovedì), Fano e i suoi monumenti (venerdì). “GOCCE DI PIETRA…” – Nel cortile dei musei civici e piazza Toschi Mosca. Storie, ricordi e bellezza in un percorso di musica e di tempo. Ore

che consisteva in prevalenza nel servizio pasti, lavanderia, smistamento di biancheria e vigilanza per evitare furti e infiltrazioni di qualsiasi genere specialmente la notte. Nel campo al posto della chiesa c’è una tenda bianca, decorosa e al suo interno non manca niente. Il parroco ci ha salutato ringraziando tutti quelli che pregavano e pregano per loro. Nella tendopoli anche gli ospiti di fede musulmana hanno la loro moschea e mi hanno detto che gli italiani capiscono e sono generosi con chi è di fede diversa. Come sempre siamo partiti credendo di dare e siamo tornati consapevoli di aver ricevuto tanto. Antonino Emma ©riproduzione riservata

18.30. Info: 0721/387541. UNO SPUNTINO DI STORIE – “Non è la solita minestra”. Nel portico della Biblioteca San Giovanni. Letture con immagini e laboratorio per bambini a partire da 5 anni. Ore 20.45. MERCOLEDI’ 1° AGOSTO MERCOLEDI’ DI …VINI E NON SOLO – Le birre del territorio in abbinamento a prodotti locali. A pagamento e su prenotazione: 339/1456050. Cortile Palazzo Gradari. Ore 20.30. “BABEL” – Dance anni ’70. Nel cortile di Palazzo Ricci (via Sabbatini), ore 21.00. Info: 329.1694555. VESPRI D’ORGANO A CRISTO RE – Omaggio a don Primo Mazzolari. All’organo Daniel Zaretsky (San Pietroburgo, Russia). Ore 21.15. CONCERTI ALLA ROCCA – Fino al 20 agosto. A cura dell’Ente concerti di Pesaro. (0721/32482) GIOVEDI’ 2 AGOSTO VISITA TEMATICA – Percorso guidato alla Casa Rossini. Ingresso a pagamento con prenotazione: 0721/387357. Ore 17.30. Altri appuntamenti: 9 – 16 – 23 e 30 agosto, sempre alla stessa ora. ROSSINI IN BIBLIOTECA – Presentazione del libro di Sonia Arienta. Biblioteca San Giovanni, ore 18.00. NEL SANTUARIO DEL BEATO SANTE – “Perdono d’Assisi”. Liturgia penitenziale. Ore 18.30. Presiede padre Aldo Marinelli. Il 5 agosto: “Festa dei bambini e delle famiglie”. CONCERTI AL TRAMONTO – Ultimo appuntamento a Baia Flaminia, Lungofoglia delle Nazioni (zona Rosa del Vento). Ore 19.10. Si produce il Gruppo musicale “Variazioni sul tango”. FESTA DEL BASILICO – Iniziano oggi, con la processione della venerata reliquia di Santa Veneranda (ore 21.15), i riti e gli incontri ricreativi di avvicinamento alla festa di domenica 29

luglio. “RECALENTAO” – Musiche sudamericane con il Gruppo Del Barrio. Piazzale della Libertà, ore 21.15. “L’ANGOLO DELLA POESIA” – Omaggio a Giorgio Caproni. Introduce Fabrizio Lo Presti. Nel cortile di Plazzo Ricci, in via Sabbatini, ore 21.30. Successivo ed ultimo appuntamento giovedì 9 agosto: Salvatore Quasimodo. NEL PARCO DELLA BIBLIOTECA SAN GIOVANNI – Proiezione del film: “Carnage”. Ore 21.30. Ingresso libero. Altre proiezioni il 9 – 16 – 21 e 28 agosto. VENERDI’ 3 AGOSTO MERCATINO ARTIGIANALE AL MARE – Dalle ore 18.00 alle 23. In via Cristoforo Colombo, zona Moletto. Info: 0721/387358. GRAN VARIETA’ – Serata di musica e ballo, ascolto e non solo. A cura di Pesaro Village. Piazzale della Libertà, ore 21.15. SABATO 4 AGOSTO ITINERARIO “ROSSINI A PESARO” – Per scoprire i luoghi rossiniani in città. Ore 17.30. Tel. 0721/387357. Ingresso a pagamento con prenotazione. Altri appuntamenti, sempre alla stessa ora, nelle giornate dell’11 – 18 e 25 agosto. COINCIDENZE ASTRALI – Con “Il Ponticello” (tel. 0721/482607). Passeggiata al tramonto con osservazione delle stelle al telescopio. Ritrovo, alle ore 18, presso “Polvere di caffè”, in via Fratti 126. Quota euro 18. CONCERTO DELLA BANDA DI COLBORDOLO – In piazza Europa, Baia Flaminia. Ore 21.00. Info: 0721/400798. MOSTRE D’AGOSTO “Giancarlo Polidori: un grande ceramista, un grande maestro”

di accogliere con fiducia il suo programma spirituale, esaltandone i tre cardini fondamentali già consolidati nella Chiesa cattolica: povertà, castità, obbedienza. Ha spiegato che ella è già in cammino verso la perfezione cristiana, disponendosi a servire la Chiesa feretrana e universale con la preghiera assidua e l’accoglienza dei fratelli, confidando nell’aiuto del Signore e della Mamma Celeste. ©riproduzione riservata

Nella foto: Il giorno della Consacrazione davanti al vescovo di S. Marino-Montefeltro, S. E. Mons. Luigi Negri.

DOMENICA 29 LUGLIO

Concerto al Farneto omenica 29 luglio, alle ore 17 presso la

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chiesa di S. Martino Vescovo, a Farneto di Montelabbate, avrà luogo il secondo dei due concerti previsti per celebrare il secondo anniversario della riapertura della chiesa stessa che, a seguito del terremoto dell’Abruzzo del 2009, era stata dichiarata inagibile. Luisa Maione accompagnerà con l’organo il Maestro Agide Brunelli al clarinetto, suo figlio Marco appena quindicenne alla tromba, il soprano Aloisa Aisemberg, laureata in violino presso il Conservatorio G. Rossini di Pesaro e ora allieva di canto presso il Conservatorio Nicolini di Piacenza. Il programma prevede musiche di Bach, Cherubini, Giordani, A.Marcello, Mozart, P.Morandi, Pescetti, Rossini, Tartini, Vivaldi.

– Palazzo Mosca, fino al 9 settembre. Orario: martedì, giovedì, venerdì, sabato e domenica 10-13 e 16-19.30; mercoledì 10-13. “La stanza degli avori” – Museo diocesano, in via Rossini 53. Da martedì a domenica con orario 16-20. “Il pesce nell’arte” – Esposizione di nature morte. Museo della Marineria, in viale Pola n°. 9. Fino al 27 ottobre. Orario: venerdì, sabato e domenica, 10-13 e 16-19. “Eliso Mattiacci – Sette corpi di energia dal bosco” – A Monteciccardo, convento dei Servi di Maria. Fino al 30 settembre. Venerdì, sabato e domenica con orario 18-20. Info: 0721/910586. “L’altro Pascali” – Fondazione Pescheria – Centro arti visive (corso XI Settembre, 184). Dal martedì al venerdì con orario 10.00-12.30 e 16.3020.00; sabato, domenica e festivi

10.00-12.30 e 16.30-22.00. “Fano, Pesaro, Rimini per Simone Cantarini, genio ribelle 1612-2012” – Musei civici, fino al 30 settembre. Info: 0721/387541. “Collettiva” a Mombaroccio – Nella chiesa di San Marco, fino al 31 agosto. Espongono: Raffaella Spinaci, Maria Cristina Ludovico, Mario Bonetti e Graziano Giangolini. ROSSINI OPERA FESTIVAL La XXXIII edizione si svolge dal 10 al 23 agosto. Queste le opere in cartellone: “Ciro in Babilonia”, “Matilde di Shabron”, “Il Signor Bruschino, “Il viaggio a Reims” e “Tancredi”. IL PESCE DEL MESE Conviviale con degustazione del pesce del mese: la triglia. Ore 17.00. Info: Museo della marineria (0721/35588).


Pesaro

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29 luglio 2012

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MITO MINIMO FESTIVAL DELLA FILOLOGIA ALL’OLIVERIANA

Il Salone della parola si propone ai bambini

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ino al 6 settembre, ogni giovedì alle ore 17.30 si svolgerà presso il Museo archeologico Oliveriano e la Corte del lapidario una breve rassegna dedicata al mito, alle leggende e alle storie più antiche raccontate ai bambini e ragazzi: dunque “mito minimo”. L’iniziativa da un lato rappresenta un momento del Salone della parola che si configura anche come una attività permanente dell’Oliveriana, dall’altra partecipa alla campagna di promozione della Regione Marche siglata Happy Museum.

PROGRAMMA

Giovedì 2 agosto, Chi ha nascosto Pisaurum? Vanessa Delvecchio del-

la Cooperativa Ante Quem condurrà un gioco in cui i giovanissimi archeologi-detective si metteranno sulle tracce dell’antica Pisaurum. Il laboratorio è indirizzato ai ragazzi dagli 11 ai 13 anni ed è articolato in due turni: ore 16.45 e 17.45 (massimo 20 partecipanti per turno). Giovedì 9 agosto, la scrittrice Sabina Colloredo leggerà Zeus. Re degli dei, degli uomini e di moltissime donne, uno dei suoi racconti tratto dalla collana “Hotel Olimpo” - Edizioni EL. L’incontro è per bambini dai 7 agli 11 anni (massimo 50 partecipanti). Mentre giovedì 23 agosto in Ulisse, un viaggio senza fine Sabina Collo-

redo racconterà l’eroe omerico durante una lettura animata per ragazzi dai 10 ai 13 anni (massimo 50 partecipanti). Giovedì 30 agosto, Stefania Lanari, Cecilia Giampaoli e Carlo Cirino (Associazione Le foglie d’oro e Groviglio) presentano In barba al sapiente! Lettura della filastrocca La storia del cattivo Federigo, tratta da Pierino Porcospino di Heinrich Hoffmann, cui seguirà un mitico laboratorio manuale per bambini dai 7 agli 11 anni (massimo 30 partecipanti). Infine, giovedì 6 settembre verrà proiettato il documentario animato, Vaso François. Il mito dipinto (durata 43 minuti), realizzato dal

MiBAC - Soprintendenza archeologica della Toscana e presentato da Mario Morbidoni: una summa dei miti greci illustrati, “per grandi e piccini”. L’iniziativa è organizzata dalla Biblioteca e Musei Oliveriani in collaborazione con il Comune di Pesaro. Ogni incontro avrà una durata di circa un’ora e mezza circa e sarà coordinato da Valeria Valchera. *** La partecipazione gratuita è a prenotazione da effettuarsi presso la sede del Museo archeologico, via Mazza, 97 – Pesaro, tutti i giorni feriali dalle 16 alle 19.

I LAVORI INIZIERANNO NELLA PRIMAVERA DEL 2013

Nuovo bocciodromo comunale

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l “piatto forte” dell’incontro con i media del 20 luglio è stato il nuovo bocciodromo comunale. L’Assessore ai Lavori pubblici Rito Briglia ha annunciato che sorgerà in fondo all’Interquartieri, dalla parte di S. Veneranda, in un’area vicina all’attuale campo di calcio. Avrà 4 campi, tribune, spogliatoi e spazi sociali. Il tutto su un solo piano. I lavori inizieranno a primavera 2013. “E’ una vecchia idea, rimasta nel cassetto per trent’anni – ha precisato il sindaco – ed in questo periodo non potremmo certo metter mano al portafoglio, strangolati come siamo dal Patto di stabilità; ecco perché il progetto, del valore di circa 1.300mila Euro, verrà compensato con una permuta: chi vincerà l’appalto si prenderà come compenso l’area del vecchio bocciodromo del circolo Concordia, a Via Foscolo, che è edificabile e potrà restituire buoni profitti. Il nuovo bocciodromo sarà una struttura di prestigio, potrà ospitare gare internazionali; s’inquadra in quella strategia di rinnovamento degli impianti sportivi che stiamo perseguendo e che agevolerà il turismo.” Ha aggiunto che, in questo quadro, è stato presentato un progetto di ristrutturazione della piscina del Parco della Pace, perché possa ospitare gare tutto l’anno. Briglia ha ribadito che il periodo è di

vacche magre e che pertanto si ricorrerà ove possibile a forme “creative” di compensazione del costo come “project financing” o “escamotages” vari quali permute, etc. “Un’eccezione sarà rappresentata dai lavori per la pista d’atletica del Campo Scuola di Via Respighi, che inizieranno a settembre e saranno finanziati da denaro comunale. Gli spogliatoi verranno dopo, ma dovremo ancora

una volta verificare come staremo messi finanziariamente”. A proposito dell’ Interquartieri, Ceriscioli ha poi espresso la speranza di poter inaugurare quanto prima l’ultimo segmento di questa arteria, il tratto che dai pressi dell’Iperrossini si collegherà direttamente con la Strada del Montefeltro, precisando che per ora sarà a due corsie, in attesa che si possa rimuovere il capanno del mer-

cato sull’area destinata ad ospitare le altre due. Inoltre, la Società Autostrade sta ultimando il ponte sull’Autostrada che collegherà Via degli Abeti. Anche con due sole corsie, si potrà così andare dal Montefeltro in Romagna più agevolmente. Claudio Turco © RIPRODUZIONE RISERVATA

Nella foto l’immagine virtuale del nuovo complesso sportivo

ALLA LIBRERIA FRUSAGLIA

“La morte batte i denti”

PESARO - Si inaugura sabato 11 agosto alle ore 18.30 presso la libreria Frusaglia in via Mazzolari 16, la mostra “La morte batte i denti” di Mara Cerri, artista pesarese formatasi alla Scuola del Libro di Urbino. Collabora, ad iniziare dal 2003, come illustratrice di libri per ragazzi, con diverse case editrici italiane ed estere; espone presso le biennali internazionali di illustrazioni di Bologna, Bratislava e Lisbona; pubblica i suoi disegni su riviste e quotidiani e realizza illustrazioni per l’agenzia americana “Riley Illustration”. Suo è il progetto del film “via Curiel 8” per il quale ha fornito più di quattromila disegni dipinti a mano. La mostra presenta disegni in acrilico-matita, pastelli a olio e tecnica mista, alcuni molto piccoli su carta, altri su legno. Domina su tutti il “faccione” di “Peli rosa one” su tela. Sono disegni che ritraggono disegni, l’immaginario comune del tempo della sua formazione giovanile, uno stereotipo che, rivisitato con libera forma, è servito all’autrice ad esprimersi e a comunicare. Il catalogo è un album di figurine. La mostra rimarrà aperta fino al 15 settembre con orario: 1012.30 e 17-20. Marco Larici © RIPRODUZIONE RISERVATA

PUBBLICAZIONI fino al 1 ° agosto

SALONE DELLA PAROLA - FOLLA DI GENTE PER UMBERTO ECO

“Memoria e dimenticanza”

PESARO - Perché le Veline si censurato a simbolo della visibilichiamano così? In questo modo tà. Infatti la censura può avvenire ha esordito Umberto Eco nella attraverso il silenzio oppure attraconferenza su “Memoria e dimen- verso il rumore della notizia. ticanza”, evento unico del Salone Marcello Di Bella, direttore della della Parola 2012, nel palazzo du- biblioteca e dei musei Oliveriani, cale lo scorso 22 luglio. Lo scrit- ha definito Umberto Eco un maetore, nonché critico e filosofo, ha stro che si pone il problema del chiarito che le Veline non sono significato delle parole. Mentre soltanto ragazze di grande venu- Salvatore Siena, presidente della stà, ma il termine affonda le radi- Associazione Amici della Biblioci nel fascismo, quando le veline teca Oliveriana, ha ricordato che erano fogli di carta molto sottile Roberto Benigni nella “Ode all’Itache recavano messaggi. Questo lia” ha citato Umberto Eco come nome nasconde un significato al “il più grande intellettuale vivente contrario: da messaggio celato e al mondo”.

Per informazioni: 0721-33344; email: biblio.oliveriana@provincia. ps.it www.oliveriana.pu.it

Comune di Pesaro

a cura di Caterina Tani

Un episodio raccontato da Eco ha fatto sorridere la sala gremita. Ad un esame di maturità un allievo, alla domanda “Chi ha compiuto la strage di Bologna?”, ha risposto: i bersaglieri! In altre occasioni Aldo Moro è stato definito capo delle Brigate Rosse! Da qui lo spunto per riflettere sul fatto che una volta l’ignorante era colui che non aveva accesso alla cultura, oggi dobbiamo considerare altro. Nel passato i canali di informazione erano pochi, oggi sono moltissimi quindi occorre saper selezionare. Cercando una qualsiasi parola su Internet, appaiono decine di siti privi di attinenza con l’argomento. Dunque bisogna filtrare le notizie del web. Nel Cinquecento i giovani andavano a bottega per vedere il lavoro dei maestri, dunque anche oggi bisognerebbe guidarli mostrando loro un confronto tra siti per imparare a distinguere le idee originali da quelle deliranti. Umberto Eco ha concluso dicendo “I miei ricordi sono talmente ampi che, per esaurirli tutti, dovrei raccontarli a rate!” Marta Fossa . © RIPRODUZIONE RISERVATA

Montagnoli Simone (51 anni) e Paolini Sara ( 34 anni) Damiani Claudio (36 anni) e Severi Maria Silvia (36 anni) Battistelli Germano (54 anni) e Bertozzi Orietta (51 anni) Galeazzi Valerio (73 anni) e Escarotico Anna Lucia (72 anni) Luzzi Alberto (43 anni) e Sabattini Sabina (42 anni)

Antonio e Nadia: 30 anni insieme

A

ntonio Seraghiti e Nadia Sartori festeggiano lietamente l’anniversario di matrimonio celebrato trent’anni fa nella chiesa parrocchiale Santa Maria Assunta di Canavaccio. Si felicitano con loro le tre figlie, i parenti e tutti gli amici del paese. Auguri anche dalla nostra redazione.


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29 luglio 2012

Fano

Redazione di Fano: Via Roma, 118 - 61032 Fano Tel. 0721 802742 dir. 803737 Fax 0721 825595 E-mail: fano@ilnuovoamico.it

Fossombrone Cagli Pergola DON MARCO PRESCIUTTI NOMINATO AMMINISTRATORE PARROCCHIALE

Mons. Trasarti in visita ad Orciano

ORCIANO – Una comunità unita e orante si è stretta domenica 22 luglio, attorno al Vescovo per celebrare l’Eucarestia a pochi giorni dalla straziante notizia dell’arresto del suo parroco don Giangiacomo Ruggeri. Prima di iniziare la celebrazione Mons. Trasarti si è rivolto ai tantissimi fedeli riuniti nella Chiesa di San Cristoforo, sottolineando come “fa molto rumore un albero che cade, ma a Orciano c’è tanta foresta che è cresciuta, che cresce, che oggi ha subito una potatura fuori tempo, ma che credo crescerà ancora, con la pazienza, con tanto, tanto bagno di umiltà sia per i credenti che per i pastori”.

“Per non scoraggiarvi tanto, non vi lascio soli - ha proseguito Mons. Trasarti - ci vuole qualcuno che prenda le redini della comunità, che vi accompagni, vi aiuti, una figura istituzionale di rilievo che inizi l’accompagnamento. Per questo, nomino Amministratore parrocchiale da oggi il Vicario per la Pastorale Diocesana don Marco Presciutti, a fianco abbiamo questo sant’uomo che è Don Ennio, prudente, santo, un uomo di preghiera, un uomo che ha visto tante difficoltà e che ci accompagnerà”. La celebrazione dell’eucarestia è proseguita in un clima di profondo raccoglimento e commozione che è particolar-

mente emersa nell’omelia dove, Mons. Trasarti, ha evidenziato come in questa situazione di profondo malessere ci sentiamo agnelli senza pastore, vediamo la speranza ingiallire, abbiamo come chiuso gli occhi e le orecchie di fronte a Dio che continua a essere presente. Tutta l’oscurità del mondo però non potrà spegnere la luce di una candela, dobbiamo aiutare i preti a saper stare in ginocchio per poter poi stare in piedi. Marco Gasparini Nella foto la celebrazione dell’Eucarestia presso la Chiesa di S. Maria ad Orciano

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o scorso sabato 21 luglio il Vescovo di Fano-Fossobrone-CagliPergola si è recato presso la Casa circondariale di Pesaro per far visita a don Giacomo Ruggeri. «E’ normale – ha detto mons. Trasarti - che il Vescovo vada a visitare in carcere un suo figlio, come farebbe un padre di famiglia. Il Vescovo frequentando spesso il carcere di Fossombrone sa che la realtà carceraria è più faticosa di quanto si possa immaginare; la visita di un Vescovo esprime la compassione (patire con, patire insieme).

di doverlo rileggere alla luce di quanto accaduto e mentre attendiamo che la Magistratura chiarisca la posizione di un nostro sacerdote don Giangiacomo Ruggeri. Santa Caterina da Siena nella lettera 291 al Papa Urbano VI scriveva: “La giustizia senza la misericordia è più ingiustizia che giustizia, è tenebra crudele; la misericordia senza la giustizia è come mettere unguento su una piaga non pulita, non disinfettata. L’unguento non farebbe che infettare ancor più la piaga. Solo unite, l’una e l’altra insieme, ridanno sanità e vita.” Sento forte dentro di me lo strazio lancinante, un peso indescrivibile per quanto accaduto, lo sconcerto per le ipotesi di reato contestate e nel contempo il dolore per un mio e nostro fratello sacerdote, la vicinanza a chi è stato oggetto di abuso. Oggi, nonostante tutto, Gesù ci dice ancora, coraggio sono Io, non abbiate paura; il Maestro ripete come allora queste parole straordinarie anche a noi Chiesa di Fano Fossombrone Cagli Pergola. Sentiamo il “forte vento contra-

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arissimo Vescovo, la messa celebrata oggi, nella sezione Levante del carcere di Fossombrone, è stata una funzione triste perché si percepiva il dolore dell’amato Don Guido per gli avvenimenti degli scorsi giorni. Dolore che è anche il nostro poiché sappiamo, attraverso le parole preoccupate di Don Guido nei suoi confronti, quanto Lei stia soffrendo. Lei ci è sempre stato vicino, senza mai giudicarci e regalandoci sentite parole d’affetto e fratellanza che hanno fatto breccia nei nostri cuori, tanto da pensare a Lei come a un padre, a un fratello o ad un caro amico. Qualche volta, nelle messe da Lei celebrate in carcere, ha citato Sant’Agostino e sicuramente le saranno di conforto le sue riflessioni, nelle quali afferma che: “Il male non può essere opera di Dio, esso s’insinua nel mondo quando gli esseri umani (dotati di libero arbitrio) rifiutano i beni assoluti, scegliendo quelli relativi”. Se dunque il “male” è sempre il frutto di una libera scelta dell’uomo, quando accadono questi eventi, non possiamo che abbracciare con maggiore forza l’insegnamento di Gesù, perché solo in esso risiede la salvezza. La vita ci pone spesso davanti a dure prove che sembrano annientarci ed è solo grazie all’amore di Dio e delle persone care che riusciamo a superarle, fra queste ultime sappia che vi siamo tutti noi e con queste poche righe vogliamo trasmetterle tutto il nostro affetto, con la speranza che possa darle conforto in questo triste momento. I detenuti della Casa di Reclusione di Fossombrone RIPRODUZIONE RISERVATA

RIPRODUZIONE RISERVATA

Le lettere ai fedeli e al Presbiterio D’altronde noi tutti, e la Chiesa in prima linea, siamo e conviviamo con “uomini imperfetti”. I sentimenti e le sensazioni personali sono e saranno sempre “custoditi” nel riserbo e nel rispetto». Nei giorni scorsi mons. Trasarti ha indirizzato due lettere: al presbiterio diocesano e ai fedeli (di quest’ultima pubblichiamo per intero il testo). Al clero il Vescovo ha ricordato il «coraggio di annunciare e testimoniare il Vangelo con tutta l’umiltà che questa vicenda ci insegna; con quello spirito penitenziale che consiste nel saper percorrere la via della propria conformazione a Cristo senza scorciatoie o superficialità. Umiltà che ci ricorda il nostro essere legati alla terra, l’essere fatti di terra; penitenza che ci riconduce alla nostra chiamata alla vita in Dio in terra e in cielo». *** Carissimi fedeli della Diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola, proprio in questi giorni, 5 anni fa, scegliendo il mio motto episcopale “Ego sum nolite timere” (sono io, non abbiate paura), non avrei mai pensato

I detenuti scrivono al Vescovo

rio”, che scuote e mette in pericolo la barca, ma per il grande Mistero di cui siamo partecipi riconosciamo la Presenza del Signore che ci sprona ad aver coraggio perché Lui è con noi. Questa è l’unica certezza della Chiesa, situazioni come quella che stiamo vivendo ci ricordano in modo quasi prepotente che la nostra fragile umanità è stata scelta da Dio come via privilegiata della Sua presenza nella storia; il mistero dell’Incarnazione ha sigillato questa scelta irreversibile, ma quando noi uomini e donne non assumiamo pienamente la nostra umanità, quando non “facciamo pace” con i nostri limiti, quando pensiamo di sostituirci a Dio allora il cortocircuito è inevitabile. Proprio domenica scorsa leggevamo nel Vangelo il comando dato da Gesù ai suoi discepoli di andare a predicare il Vangelo. Mi colpiva il fatto che Gesù non chiedesse a quel piccolo gruppo di uomini mezzi straordinari ma solo un bastone e un paio di sandali. Mezzi poveri ed essenziali perché il resto lo fa il Signore. Anche a noi è chiesto in questo momen-

to e sempre di mettere la nostra fragile umanità al servizio del Vangelo, poveri e insignificanti, fragili e peccatori, ma resi forti e risanati dalla parola del Vangelo che custodiamo gelosamente. Questo è il tempo che ci è dato di vivere, e nonostante sia estremamente fragile perché affidato alla nostra umanità imperfetta, abbiamo ancora come Chiesa il compito di accogliere e annunciare il Vangelo; anche in questa ulteriore fatica dobbiamo accogliere Dio nella nostra fragile barca sbattuta dalle onde della tempesta, solo così potremo avere la certezza di non affondare. Sentiamo - pieni di fiducia - la straordinaria forza dell’amore di Dio che rinfranca il cuore e anche in questo momento di prova riscopriamo un nuovo percorso di conversione, proviamo a rimpastare la nostra vita fidandoci unicamente di Lui che dopo 2000 anni sussurra al nostro cuore parole di speranza e di misericordia, “coraggio sono Io non abbiate paura”. (Dalla Residenza Vescovile di Fano, 17 luglio 2012) +Armando Trasarti – Vescovo di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Fano Fossombrone Cagli Pergola

29 luglio 2012

LE ESEQUIE DELLA MISSIONARIA DELL’EUCARESTIA IN DUOMO

Il «grande giorno» di suor Alba Maltoni FANO – “Ecco il grande giorno!”, il giorno dell’incontro con il Signore, quello che suor Alba Maltoni aveva sempre desiderato nella sua vita terrena. Nelle esequie, celebrate mercoledì 18 luglio in una Cattedrale gremita di fedeli compresi tanti giovani, il Vescovo, nell’omelia, ha voluto leggere il testamento spirituale che suor Alba, Missionaria dell’Eucaristia, aveva scritto il 25 dicembre 1996. “Poiché sono cosciente di essere stata una miserabile creatura piena di imperfezioni, incapace di amare come Dio ci ha chiesto, mi affido alla misericordia di Dio. Per questo desidero che i presenti, a nome mio, recitino il Miserere”. E ancora “la scelta della prima lettura dal Cantico dei Cantici vuole esprimere tutta la gioia del mio incontro con il Signore tanto atteso e desiderato. Quante volte questa lettura mi ha commosso pensando a quel giorno! Sì, ho scelto il Signore, soltanto Lui e nessun altra cosa. Io l’ho scelto perché Lui per primo si è degnato di chiamarmi”. E suor Alba, nel suo scritto, conclude “Con il canto alla Comunione Il Signore la mia salvezza vorrei che tutti i presenti potessero esprimere con me la gioia di essere salvati e riconoscere il dono di Dio”. Alle esequie hanno preso parte

FANO - Ripercorrendo ancora la mia vita, in vista della prossima ordinazione, vorrei soffermarmi oggi sull’importanza che ha avuto la mia famiglia e la mia parrocchia nel cammino vocazionale, soprattutto pensando al tempo appena precedente all’ingresso in seminario e al seminario stesso, dove ho maturato la scelta definitiva del sacerdozio ministeriale; in particolare poi vorrei sottolineare la necessità di aver avuto e di avere una guida spirituale a sostenermi e guidarmi. Ripensando alla mia famiglia, mi vengo subito in mente le lacrime di mamma il primo giorno di seminario. Da quelle lacrime posso dire senz’altro che non erano lacrime di dolore, ma lacrime di emozione e partecipazione piena al mistero di un figlio che iniziava il suo cammino di discernimento e formazione insieme ad altri “figli” verso la consacrazione totale della sua vita al Signore, scelta che ha comportato certo anche distacco e rottura; quelle lacrime mi han-

I cinquantacinque ragazzi della parrocchia del Porto di cui suor Alba è stata catechista

anche cinquantacinque ragazzi della parrocchia del Porto di cui suor Alba è stata catechista e che ha accompagnato dalla Prima Comunione fino al Sacramento della Confermazione, tutti attenti, tutti commossi nel ricordare una suora così vicina a loro e alle loro famiglie. Enrica Papetti

L’affetto della gente

Ho conosciuto Suor Alba a San Giuseppe al Porto. Lei, Suora Missionaria dell’Eucaristia, che ogni primo venerdì del mese era lì per l’adorazione del Santissimo Sacramento, a cui il Parroco, Padre Eugenio, a corto di catechisti, chiese di seguire i bimbi della seconda elementare, e prepararli per la prima comunione e poi la cresima. Io sposata e madre che, dopo

anni di lontananza, grazie alle catechesi per adulti del cammino Neocatecumenale, ero stata riabbracciata dalla Chiesa ed ero entrata, con mio marito, nella seconda comunità di San Giuseppe al Porto. Anche a me Padre Eugenio chiese di collaborare per il catechismo degli stessi bimbi. Immediatamente tra Suor Alba e me si è costituita una bellissima comunione, tra noi, pur con storie così diverse, non c’è mai stato alcun distacco. Mi sono sentita accolta da Lei senza alcun giudizio, avvertivo forte la sua vocazione ad annunciare Cristo. I suoi bimbi, ormai diventati adolescenti, non li ha mai lasciati, ha continuato ad avere incontri con loro anche dopo la cresima. Aveva dei progetti d’amore cristiano per i “ suoi

ragazzi “. In tutti questi anni ho visto in Lei un amore vero e disinteressato nei loro confronti, pensava sempre a quello che poteva annunziargli e al modo di proporglielo. Condivideva con loro la “ Parola”, la preghiera e il suo amore per Gesù Cristo. Li contattava ad uno ad uno con lettere e telefonate. A volte si sentiva inadeguata, pensava di non essere all’altezza, perché diceva, “oggi comunicare con i giovani non è semplice”. Io la incoraggiavo, lei mi ascoltava e poi mi ringraziava. Era umile, non si sentiva meglio di nessuno. Era obbediente alle regole del suo istituto ed era contenta di farne parte, era felice di essere una Missionaria dell’Eucaristia. Spesso ci vedevamo. Lei passava dal mio negozio e io andavo da Lei a S.Tommaso. Ho visto come accoglieva chi andava per parlare e cercare conforto, era una persona dolcissima ed aperta all’accoglienza dell’altro. Ascoltava con attenzione i problemi degli altri e riusciva a dare una parola buona a tutti. Non si è mai scandalizzata di nulla ed ha sempre pregato per tutti. Aveva un animo ingenuo che non si trova facilmente: “le famose persone di una volta “. Per me ha veramente incontrato Cristo. Anche se so che dal cielo prega per me, mi manca tanto. Paola Pistilli (sua collaboratrice catechismo) Non scorderò mai la tua vocina, che anche quando tentava di essere severa, diventava ancora

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Testamento spirituale

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rego i miei superiori di voler usare questo schema di letture e canti per il giorno dei miei funerali e di farne fotocopia per distribuirlo a tutti i presenti. (Si può anche rifare meglio ma senza però cambiare il contenuto, anche se per il canto soprattutto se ne possono scegliere altri secondo la conoscenza del luogo (dove? quando?). Pregherei però di lasciare ugualmente quelli dello schema per il loro contenuto. Le preghiere dei fedeli sono lasciate libere. Non so quando e in quale luogo avverranno i miei funerali, Dio solo sa tutto, io ho voluto seguire una ispirazione che mi è sembrata buona: preparare in tempo quel momento che io ho sempre desiderato fosse caratterizzato dalla gioia. Quello che ho scritto l’ho fatto in piena lucidità di mente e in piena libertà di spirito, con gioia e non con tristezza. Quel giorno l’ho sempre pensato fin da piccola, ma conoscendo sempre di più il Signore Gesù il desiderio di raggiungerlo al più presto possibile è andato aumentando sempre di più in me. Ecco perché è giorno di “Festa” “Ecco il grande giorno”. (Fano – S. Natale 1996) Alba Maltoni delle Missionarie dell’Eucaristia ©riproduzione riservata

più sottile. Anche se non ti vedrò più fisicamente, sarai comunque sempre al mio fianco come un altro mio angelo custode, insieme alle persone che ho amato e che non ci sono più. Un bacione Maria Matilde Nucci (testimonianza di una ragazzina del catechismo)

©riproduzione riservata

DON GABRIELE MICCI VERSO L’ORDINAZIONE SACERDOTALE (1ª PARTE)

Famiglia e parrocchia nel cammino vocazionale no indicato che non ero solo nel mio cammino e come la mia famiglia mi aveva lasciato libero e sostenuto negli anni precedenti, ancor più poteva esserlo da quel momento in poi, nonostante la distanza e gli incontri che da quel momento si sarebbero fatti molto meno frequenti. Anzi, posso dire che la distanza non ha fatto altro che rafforzarmi e rendere più autentiche le relazioni, anche con gli amici della parrocchia, con cui condividendo nei primi anni di seminario i pochi ritorni a casa, avevo modo di confrontarmi con altre scelte di vita “più normali” ed ero obbligato a scendere dal piedistallo del prescelto e distaccato dal mondo

e mettermi sul loro piano. La parrocchia, e in particolare il parroco di San Lorenzo in Campo di quegli anni, mi ha sicuramente aiutato in questo, non avendomi fatto mai pressioni in nessun senso e avendomi lasciato molto libero; anzi, anche provocandomi nel senso opposto! Scherzando, tale parroco (don Giuseppe Marini) mi diceva che se, nonostante lui, io perseveravo nel cammino, avevo la vocazione! In tutto questo, però ho visto la mano sapiente di un Dio che mi plasmava giorno per giorno secondo la Sua volontà, grazie anche alle persone che mi metteva vicino. E, per leggere bene tutto quel-

lo che mi accadeva e mi accade, ecco la fondamentale importanza del Padre spirituale, per discernere i pensieri e le emozioni e non fare solo di testa mia. Nei due anni precedenti all’ingresso in seminario ricordo l’esperienza del centro vocazionale insieme ad altri giovani della diocesi e poi, di fondamentale importanza, il Padre spirituale in seminario, che con serenità e fermezza mi ha aiutato nei momenti di sconforto e mi ha confermato nella scelta, facendomi capire che più che scelta propria, la vocazione è una risposta ad una chiamata personale e unica, facendomi sempre rientrare in me stesso per capire l’importanza di essere sin-

La Chiesa che genera/37

[…] Questo è ancor più vero per quelli che celebrano la confermazione. In molti casi questa festa può coincidere con una sorta di festa di congedo dall’assemblea domenicale. Non ho certezze da comunicare né novità tali da poter immaginare strepitosi successi nell’immediato, ma mi permetto di proporvi alcune considerazioni sulle quali riflettere e dalle quali far emergere un dialogo sereno e costruttivo, consapevoli che l’attuale situazione richiede un ripensamento significativo. La prima considerazione che mi sento di

fare riguarda la centralità dell’eucaristia nella IC. Come già ricordato sopra, la meta e lo scopo dell’IC è una vita legata all’eucarestia. Questo deve emergere con chiarezza nella prassi celebrativa delle nostre comunità. Dobbiamo evitare ogni linguaggio che possa far pensare che la tappa ultima e definitiva dell’IC sia la confermazione, definendola, ad esempio, come il sacramento della maturità cristiana. Una seconda considerazione riguarda il rapporto con le famiglie. Quanto detto a

ceri con se stessi per poter fare verità nella propria vita e crescere umanamente, spiritualmente e nella vocazione a cui si è chiamati. Don Gabriele Micci ©riproduzione riservata

proposito del battesimo credo che sia importantissimo applicarlo anche alle famiglie dei bambini di prima comunione e dei ragazzi di cresima. Esiste oggi una sproporzione innegabile tra il lavoro con i ragazzi ed il lavoro con le famiglie. Occorre riequilibrare, se non invertire, l’impegno. Si tratta di preparare sempre di più catechisti delle famiglie riconoscendo che i veri protagonisti della formazione cristiana dei figli sono i genitori […] + Armando Trasarti © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Fano Fossombrone Cagli Pergola

29 luglio 2012

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ESAMI DI MATURITA’ I magnifici 100 Le eccellenze del “Torelli” dell’istituto FANO – Ventidue studenti del liceo scientifico “Torelli” di Fano (compresa la sede di “Don Orione”

Pergola) hanno superato brillantemente l’esame di stato meritandosi il massimo dei voti, 100. Per cinque di loro anche la lode. SEDE DI FANO: Bramucci Alessandro 100/100, Ciavaglia Edoardo 100/100 con lode, Giommi Luca 100/100, Tombari Francesca 100/100 con lode, Montanari Silvia 100/100, Morazzini Sara 100/100, Petrolati Laura 100/100, Bruscia Jacopo 100/100, Vitali Iouri100/100, Girelli Luca 100/100, Guidi Giulia 100/100, Licci Paolo 100/100 con lode, Paci Rebecca 100/100, Balocchi Giulia 100/100, Carbonari Francesca 100/100, Klhar Laura 100/100, Malvagi Lorenza 100/100, Mencarini Tatiana 100/100, Mucchietto Andrea 100/100 con lode, Smilari Marta 100/100. SEDE DI PERGOLA: Vecchio Antonio Maria 100/100 con lode, Giuliani Caterina 100/100 Il dirigente scolastico, i docenti e tutto il personale si congratulano con gli studenti ed augurano loro le cose migliori per il futuro.

FANO - Risultati eccellenti all’Istituto Tecnico Industriale “Don Luigi Orione” di Fano. I nuovi periti meccanici e informatici hanno concluso gli Esami di Stato conseguendo brillanti risultati. La commissione di Stato presieduta dal Preside prof. Enrico Guidi dell’Istituto “Della Rovere” di Urbania ha attribuito agli allievi FRANCOLINI MARIO e PUCCI ALESSANDRO , il riconoscimento massimo del 100/100. La classe ha sorpreso la commissione per la forte preparazione tecnico – scientifica e l’educazione ricevuta. Nella giornata del 24 luglio il Presidente della provincia di Pesaro Urbino Matteo Ricci e l’Assessore alla pubblica istruzione Morani premiano gli alunni alla presenza di tutte le scuole superiori della provincia. L’Istituto Tecnico Industriale Don Luigi Orione si sta affermando come un polo tecnico di alto rilevo sia per la preparazione tecnico-scientifica sia per la qualità educativa. “La formazione umana della persona è elemento essenziale e pre-condizione indispensabile per quella tecnico-scientifica. Educare alla scoperta e coltivare i talenti che ogni giovane possiede sono gli obiet-

Il preside prof. Samuele Giombi (al centro) insieme a quattro dei cinque studenti del Torelli diplomati con 100 e lode

tivi principali di ogni scuola” E’ quanto sostiene il prof. Roberto Giorgi, direttore dell’Istituto. E aggiunge “La scuola è di qualità se riesce a rispondere ai compiti di sviluppo che ogni giovane porta in sé”. L’Istituto Don Orione è strutturato su questa forte convinzione che la scuola è delle persone e i successi sono di tutta la comunità che educa a partire dalla famiglia. Certamente la forte preparazione tecnica del personale docente e non docente, l’attenzione alla formazione umana e scientifica degli allievi hanno favorito strategie di “sistema” con tutte le realtà del territorio. La dinamicità della struttura formativa ha consentito un largo successo nel tempo dei percorsi scolastici. Di seguito i risultati di tutti gli allievi dei

periti meccanici: Baldelli Matteo 72/100, Bartoccetti Nicola 80/100, Bellagamba Francesco 82/100, Belli Francesco 64/100, Carozza Emanuele 76/100, Ferri Daniele 75/100, Francolini Mario 100/100, Lahouiny Sami 95/100, Manna Marco 92/100, Rosati Loris 76/100, Sorgente Francesco 60/100. I risultati dei periti informatici: Aurioso Luca 63/100, Bertini Stefano 73/100, Bicchiarelli Luca 77/100, Bolognini Nicola 91/100, Corsi Tommaso 60/100, De Angeli Alessandro 80/100, De Angelis Andrea 817100, Di Pumpo Michele 70/100, Fratini Elia 72/100, Gabrielloni Alessio 68/100, Locatelli Mirko 65/100, Marcantognini Federico 78/100, Morazzini Mattia 88/100, Pucci Alessandro 100/100, Scardacchi Simone 80/100 © RIPRODUZIONE RISERVATA

QUARTO PELLEGRINAGGIO ESCURSIONISTICO DEL PATRONO S. PATERNIANO

Dalla grotta al Santuario

FANO - Anche quest’anno si è ripetuto il pellegrinaggio escursionistico di San Paterniano che da quattro anni arricchisce gli eventi legati alla festività del patrono della città e della diocesi. Una ottantina di pellegrini accompa-

gnati da padre Filippo, Guardiano del convento di san Paterniano nonché promotore dell’evento, si sono mossi ripercorrendo i passi del santo che nel IV secolo venne richiamato dai suoi concittadini dalla sua vita eremitica per dive-

nire Vescovo di Fano. Paterniano, che aveva fissato la sua dimora presso la Grotta che porta il suo nome nell’attuale località di Camminate, discese la collina per rientrare in città tra i fedeli che l’avevano scelto come guida. I dodici chilometri del tragitto sono un tuffo nel creato: lo sguardo ad ovest per ammirare il paesaggio collinare, ad est il panorama del mare e l’attraversata del fiume Metauro, sono gli ingredienti per fare proprio un atteggiamento di contemplazione che il pellegrino, a distanza di secoli, ricerca imitando Paterniano. Il tutto arricchito da uno splendido sole accompagnato da un leggero venticello che ha reso il

clima più mite rispetto alle tipiche giornate estive, l’ideale per il pellegrinaggio-escursionistico. Il pomeriggio del pellegrino comincia con la celebrazione Eucaristica davanti all’ingresso della Grotta, punto dal quale, dopo un breve momento di riposo offerto dalla famiglia Pierini è partita la marcia attraverso la campagna di Camminate fino a giungere alla sponda del Fiume Metauro dove il gruppo ha fatto memoria del battesimo rinnovano le promesse e ricevendo l’acqua versata sul capo, riprendendo il gesto di Giovanni il Battista sulle acque del Fiume Giordano. Il gruppo poi, dirigendosi verso la zona del Campo d’aviazione ha at-

traversato la località di Tre Ponti raggiungendo i quartieri del Vallato e di San Lazzaro giungendo infine in centro passando per via Cavour e poi in Basilica ai piedi dell’urna del Santo dove i pellegrini hanno potuto offrire un’intenzione particolare a favore della diocesi e del Vescovo Armando facendo affidamento all’intercessione del santo Patrono suo predecessore nelle cui mani sono state idealmente riposte anche tutte le intenzioni personali di ciascun partecipante attraverso l’invocazione che nel Santuario viene ripetuta ogni giorno al termine di ogni celebrazione Eucaristica. Mattia Bargnesi © RIPRODUZIONE RISERVATA

PROPOSTA DELLA BANCA DI CREDITO COOPERATIVO FANO

Start up di imprese giovani FONDARE IMPRESA

Bando per l’assegnazione di contributi per n. 10 progetti di impresa

La Fondazione Cassa di Risparmio di Fano annovera tra i vari settori di intervento il sostegno allo sviluppo economico e alle categorie deboli e volontariato. In un momento caratterizzato da grave e generale crisi economico-finanziaria, gli Organi volitivi e di indirizzo della Fondazione hanno elaborato, in collaborazione con esperti di settore, un progetto finalizzato a sostenere l’economia locale e a realizzare processi di costituzione di nuove imprese con particolare attenzione ai giovani residenti nei 14 comuni che costituiscono il territorio di riferimento della Fondazione (Fano, Cartoceto, Fossombrone, Montemaggiore al Metauro, Saltara, Serrungarina, Pergola, Barchi, Mondolfo, Monte Porzio, Orciano, Piagge, San Costanzo e Senigallia). Per conseguire dette finalità il Consiglio di Amministrazione della Fondazione ha approvato il 25 giugno 2012 un bando di concorso e relativo regolamento che prevedono:

a) assegnazione di un contributo a fondo perduto di € 10.000,00 per il 1° anno di attività e € 5.000,00 per il secondo; b) la consulenza gratuita per i primi anni di attività nel settore giuridico, contabile e fiscale; c) l’accesso ad una convenzione con la Cassa di Risparmio di Fano Spa per finanziamenti agevolati. I progetti saranno valutati in base alle seguenti caratteristiche e peculiarità: - innovazione e originalità - sostenibilità economico-finanziaria - ricaduta e benefici occupazionali sul territorio di riferimento. Le domande di ammissione al concorso dovranno pervenire alla Fondazione entro il 14 settembre 2012. Il Bando e relativo Regolamento sono pubblicati da oggi 2 luglio 2012 sul sito dell’Ente http:// w w w. f o n d a z i o n e c a r i f a n o . i t / BandiDiConcorso.htm Fano 02.07.2012 Il Presidente Ing. Fabio Tombari

FANO - E’ stato presentato, giovedì 12 luglio presso la sala riunioni della filiale di via Veneto della BCC di Fano il progetto “Buona Impresa!”, la nuova iniziativa che il Credito Cooperativo italiano realizza in collaborazione con le associazioni di categoria che aderiscono a Rete Imprese Italia (Confesercenti, Confcommercio, Confcooperative, CNA e Artigianato Metaurense. Si tratta di un progetto che nasce con l’obiettivo di stimolare e agevolare l’imprenditorialità giovanile mettendo a disposizione strumenti concreti che favoriscano la nascita di nuove imprese, promuovendo occupazione ed autooccupazione. La Banca di Credito Cooperativo di Fano, che ha aderito all’iniziativa nazionale, ha ritenuto opportuno organizzare una presentazione con i rappresentanti territoriali delle associazioni di categoria aderenti all’accordo, in particolare: Ulvido Sorcinelli di Artigianato Metaurense, Luigi Colombaretti di CNA, Roberto Esposito di Confartigianato, Giovanni Arceci di Confcommercio, Ilva Sartini di Confesercenti,

Gabriele Darpetti di Confcooperative. Ha fatto gli onori di casa il presidente Romualdo Rondina, che ha sottolineato l’importanza di lanciare in questo momento critico per l’economia messaggi di fiducia e di fare coesione tra tutti gli attori del territorio verso l’obiettivo comune di risollevare la situazione. La parola è poi passata al direttore generale Giacomo Falcioni, che ha ribadito il ruolo di sostegno che da sempre la BCC di Fano dà all’economia locale. Si è poi entrati nel vivo della presentazione di “Buona Impresa!”, affidata a Massimo De Sanctis, responsabile del progetto per la BCC Fano, affiancato da Francesco Valentini, responsabile finanza agevolata, convenzioni e prodotti della Federazione Marchigiana BCC. Questa iniziativa prevede l’erogazione di credito a giovani dai 18 ai 35 anni che abbiano un’idea meritevole per dare inizio ad una nuova attività imprenditoriale. La BCC di Fano valuterà la bontà del progetto e potrà offrire un mutuo con un preammortamento fino a 12 mesi; la durata massima fino a 60 mesi (oltre preammortamento); un importo massimo di 100 mila euro con un tasso agevolato. Tutte le informazioni del progetto sono reperibili sul sito www.buonaimpresa.it. I giovani che vogliano aderire all’iniziativa possono presentarsi in una delle sedi locali di: Confesercenti, Confartigianato, CNA, Confcommercio, Artigianato Metaurense e Confcooperative. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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29 luglio 2012

Urbino

Redazione di Urbino: Via Beato Mainardo, 4 - 61029 Urbino Tel. e Fax 0722/378395 ilnuovoamico@arcidiocesiurbino.it

Colbordolo Campo estivo nei luoghi di Francesco e Chiara

Orario: Mattino 9.00-12.00 Pomeriggio 15.00-17.00

Urbania Sant’Angelo in Vado

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UN SUCCESSO L’ESPERIENZA DEL GREST 2012 A SANT’ANGELO IN VADO

Cavalcando con gli indiani…

SANT’ANGELO IN VADO. Sembrava ieri il 18 giugno e siamo arrivati alla fine del grest 2012 “Cavalcando con gli indiani”. Una bella, appassionante e ricca esperienza di amicizia, di fraternità e di integrazione culturale (erano presenti anche ragazzi marocchini, cinesi e beninesi), vissuta attraverso il gioco, il lavoro di squadra ed i vari laboratori attivati in queste cinque assolate settimane. All’interno dell’accogliente oratorio, i ragazzi del grest (più di 130, seguiti da suor Silvana e da una quarantina di motivati animatori dalla prima superiore in su) erano divisi in quattro squadre, ciascuna con il nome di una tribù indiana: Apache, Sioux, Algonchini e Cheyenne. Le due ultime giornate di grest, giovedì 19 e venerdì 20 luglio, sono state per i nostri ragazzi determinanti: giovedì sera, infatti ha avuto luogo la premiazione dei lavori (quattro stupende tende indiane, con tanto URBINO. Sabato 1° e domenica 2 settembre, si terrà un pellegrinaggio che avrà come mete la Basilica di Sant’Antonio a Padova e la tomba di don Elia Bellebone a Cividate al Piano (Bg). La basilica del Santo custodisce il corpo del grande Predicatore e Taumaturgo Sant’Antonio, Sacerdote e Dottore della Chiesa. Alla sua tomba accorrono tantissimi fedeli per affidare le loro sofferenze e i loro problemi al Santo, mettendo la mano sulla tomba per esprimere un contatto diretto con Sant’Antonio affinché interceda presso il Padre. Il viaggio prevede anche la visita della chiesa di Santa Giustina; la prima basilica risale al periodo paleocristiano, eretta in onore di Santa Giustina martirizzata il 7 ottobre del 304. Dopo il terremoto del 1117 che la di-

di disegni e decorazioni, utensili indiani realizzati con legni, cartoni e stoffe, abiti ed altro) e l’ormai tradizionale caccia tesoro notturna per le vie del paese, che ha assegnato la vittoria del grest 2012 alla squadra degli Apache. Venerdì 20, poi, in piazza Duomo grande spettacolo finale che, con danze, canti e parti recitate, ha inteso ripercorrere la commovente storia dell’ “Albero di fiamma”, e del giovane indiano

protagonista Nadove. Sabato 21 e domenica 22, infine, festa dell’oratorio per grandi e piccoli, con stand gastronomici, disco music e ricche attrazioni per tutti. Vera grazia del cielo la realizzazione concreta della festa, dal momento che le previsioni meteo per lo scorso fine settimana non promettevano nulla di buono: ma è andata bene, sicuramente oltre le aspettative. Tra le “cose” notevoli di questa

edizione del GREST dobbiamo senz’altro ricordare le lezioni di equitazione, impartite con sapienza e grande passione da Eleonora, con l’attiva partecipazione della figlia Ilaria, nonché di Shadow e Bella, i due cavalli che si sono prestati alle dimostrazioni ed hanno offerto il loro dorso ai nostri ragazzi… in realtà solo Bella, in quanto Shadow è esclusivamente partner di Eleonora, gelosissima del suo inseparabile

compagno di lavoro e di gioco! Per non parlare poi dell’ormai consueta uscita del giovedì in piscina, resa possibile anche grazie al sostegno dell’Amministrazione comunale che gentilmente e gratuitamente ci ha messo a disposizione scuolabus ed autista. Emozionante, infine, (nonché foriero di tante domande da parte dei nostri ragazzi) l’incontro con la dottoressa Bianca Pasquini che, in occasione dello studio preparatorio alla sua tesi di laurea, ha vissuto un periodo con gli indiani d’America. A tutti coloro che si sono adoperati in svariati modi per far riuscire “alla grande” il GREST 2012 – e sono tanti – il nostro sincero grazie: la fatica e l’impegno non sono stati riversati “a perdere”, ma a vantaggio dei nostri ragazzi, perché anche da un’esperienza estiva di gioco si possono trarre spunti e appunti per crescere in umanità… Don Andreas Fassa

UN’INIZIATIVA DELLA FONDAZIONE DEL SACRO CUORE DI URBINO

Pellegrinaggio per gli amici di Gesù

strusse completamente, iniziò la costruzione della nuova basilica, nella quale è conservato anche il corpo di San Luca Evangelista. Sarà poi la volta della cappella degli Scrovegni, costruita su commissione di Enrico Scrovegni agli inizi del Trecento su un terreno già occupato da un anfiteatro romano ancora parzialmente visibile. L’interno conserva una delle opere più espressive della pittura italiana del Trecento: il ciclo di affreschi dipinto da Giotto raffigurante le “Storie di Maria e Cristo”. Infine si passerà alla chiesa dei Cappuccini, dove dal 1909 al 1942 San Leopoldo Mandic, si

ritirò per ascoltare le confessioni, chiuso in un confessionale, stretto e poco illuminato, a servizio dei più bisognosi e a disposizione dei più poveri. La cella-confessionale di San Leopoldo fu miracolosamente salvata dalle bombe sganciate il 14 maggio 1944, mentre la chiesa e il convento dei cappuccini sono stati distrutti. Domenica 2 settembre il pellegrinaggio toccherà Cividate al Piano (BG), dove riposa don Elia Bellebono, di cui quest’anno ricorre il sedicesimo anniversario della morte. Don Elia ha vissuto in sintonia con il Cuore di Cristo, che prova compassione per chi vive lon-

tano dalla verità, per chi vive nel peccato, tanto da esserne uno strumento docile, pronto a fare di tutto per riconquistarlo al Sacro Cuore. Lo pregheremo affinché interceda, al Cuore Sacratissimo di Gesù, per esprimere il nostro amore e il nostro ringraziamento per tutto quello che Gesù ha sofferto per la nostra salvezza. Chi intende partecipare può rivolgersi, entro il 10 agosto, alla Fondazione Opera del Sacro Cuore di Gesù - Via Ca’ Staccolo 5 – URBINO; Tel. 0722 322698 - Fax 0722 377091 - Antonio Dal Ben Cel. 334 9762548. © RIPRODUZIONE RISERVATA

ROCCO, IL SANTO CHE PROTEGGE DALLA PESTILENZA

Una devozione popolare che dura nel tempo

URBINO. È facile trovare nei nostri paesi e nelle nostre contrade chiese ed edicole dedicate a San Rocco; per fare soltanto alcuni esempi, ad Urbino in prossimità di Borgo Mercatale

esisteva una chiesa di San Rocco che veniva utilizzata come lazzaretto; a Sant’Angelo in Vado, un’antica chiesetta, non più esistente, dedicata a San Rocco ha dato il nome all’omo-

nimo quartiere; ancora, a Sassocorvaro è presente un antico Oratorio dedicato al Santo. La sua ricorrenza liturgica, fissata al 16 agosto (in pieno clima di ferie) offre in moltissime comunità l’occasione di celebrazioni liturgiche con grande concorso di popolo, processioni e sagre paesane. Rocco è il Santo più invocato, dal Medioevo in poi, come protettore dal terribile flagello della peste, e la sua popolarità è tuttora ampiamente diffusa. Il suo patronato si è progressivamente esteso al mondo contadino, agli animali, alle grandi catastrofi come i terremoti, alle epidemie e malattie gravissime; in senso più moderno, è un grande esempio di solidarietà umana e di carità cristiana, nel segno del volontariato. Rocco di Montpellier, universalmente noto come San Rocco (Montpellier, anno imprecisato tra il 1346 ed il 1350 – Voghera, notte tra il 15 e il 16 agosto di anno imprecisato tra il 1376 ed il 1379), fu un pellegrino e taumaturgo francese. La scarsa storiografia su San Rocco si estende anche alla sua canonizzazione. Non solo non si conosce con esattezza la

data ma addirittura c’è ancora oggi chi nega che ci sia stata per il Santo una vera e propria elevazione alla gloria degli altari. L’ipotesi più celebre, propagata dall’antica Vita Sancti Rochi del Diedo, è che sia avvenuta per opera del Concilio di Costanza nel 1414, durante il quale, secondo la tradizione, la cittadina fu colpita dalla pestilenza e mentre i Padri conciliari stavano discutendo se convenisse lasciare la città, un giovane cardinale propose in assemblea come unica soluzione il ricorso ad un uomo di Dio, San Rocco. La proposta fu accolta e dopo aver portato in processione per la città l’immagine del Santo, la città fu in breve tempo liberata dal morbo. Fu quella, quindi, una canonizzazione avvenuta per acclamazione di popolo e ufficialmente riconosciuta dal concilio; ma come già detto, si tratta di un evento storicamente indimostrabile. La prima ufficializzazione del culto di San Rocco è comunque avvenuta in un periodo tribolato per la Chiesa, il cosiddetto scisma d’Oriente, con più papi eletti contemporaneamente al soglio pontificio, il primo fra i

quali, papa Gregorio XIII ne fissò la sua festa al 16 agosto. Infine, Urbano VIII approvò solennemente il suo culto nel 1629 e la Congregazione dei riti concesse un ufficio e una messa proprie alle chiese costruite in onore del Santo. Nel 1694, papa Innocenzo XII prescrisse ai francescani di celebrarlo con il rito doppio maggiore. Così la gerarchia ecclesiastica seguì l’entusiasmo espresso dai fedeli nei confronti di Rocco diventato Santo grazie ai suoi miracoli piuttosto che al favore del clero. Tra quelle italiane più antiche – dedicate a questo Santo taumaturgo – va rilevata innanzitutto la chiesa di San Rocco in Venezia, che risale al 1494 ed è la sede della prima Arciconfraternita dedicata al Santo, appositamente costituita per venerarlo e per custodirne le reliquie che tuttora vi si conservano. Anche in Roma presso la chiesa di San Rocco all’Augusteo fu quindi costituita una omonima Arciconfraternita, attualmente sede dell’Associazione Europea Amici di San Rocco. AF © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Urbino Urbania Sant’Angelo in Vado

29 luglio 2012

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CELEBRAZIONE EUCARISTICA IN CATTEDRALE

Commemorazione di Carlo Bo

URBINO. Come ormai da sentita consuetudine, anche quest’anno le autorità accademiche del nostro Ateneo e la Fondazione Carlo e Marise Bo hanno voluto ricordare la straordinaria figura del Rettore che ha guidato l’Università per oltre cinquanta anni.

Docenti, studenti, personale tecnico amministrativo ed ausiliario, a cui si sono uniti amministratori, cittadini e turisti, hanno fatto da cornice alla celebrazione eucaristica, presieduta da mons. Franco Gori. Tutti hanno voluto onorare, almeno in parte, il grande debito di riconoscenza che l’Università e tutta la città di Urbino, hanno nei confronti di questo personaggio della storia contemporanea che ci ha lasciato un’eredità culturale e spirituale singolarmente preziosa. Sono trascorsi undici anni dalla morte ma la sua figura non sbiadisce, perché i suoi tratti sono scolpiti nella storia del nostro Ateneo, oltreché nella storia della letteratura italiano del ‘900. Ha dato lustro all’Ateneo, guadagnandosi sul campo la fama vissuta da schivo, di grande “urbinate” ed è stato uno dei massimi interpreti della

rinascita culturale del suo Pae- dalle quali traeva la forza per rise. Un grande intellettuale che ha percorrere quelle sue esperienze avuto a che fare anche con il po- dolorose, “le illusioni, le speranze tere, ma che non è mai stato con- svanite, le sconfitte”, di fronte a dizionato dai rapporti politici. “La cui aveva un atteggiamento quasi sua testimonianza spesso prende di rassegnazione, pessimistico, ma avvio dal dato letterario, ma senti- che nello stesso tempo lo spingeto e interpretato come documen- vano a rinnovare “la speranza del to di vita o come testimonianza credente”, ovvero “quell’altra più dei valori dello spirito incarnati profonda speranza, non confinata nella vita dell’uomo. Affondava la nel tempo, non fondata sui meriti sua analisi appassionata e talora dell’uomo. “Bo è uno spirito libeansiosa fin nella coscienza del- ro e inquieto della serie dei grandi l’uomo che tanto spesso manca a spiriti dell’intellettualità cattolica se stesso, alla sua dignità, alle sue francese del Novecento: Maritain, responsabilità, al suo destino au- Bernanos, Péguy, Mounier, Clautentico”, ricorda don Franco Gori. del, Mauriac, Rivière; egli ha in Bo, però, non era soltanto un let- mente un cristianesimo incarnato terato estraneo alla realtà, non era che sia espressione delle ragioni un intellettuale che viveva su una umane più vere, un cristianesimo sorta di piedistallo, ma un attento, che al momento della caduta di raffinato e acuto osservatore della ogni speranza, mostra all’uomo il realtà quotidiana, della, “cronaca volto della –speranza scandalosa letteraria, politica e del costume”, – e gli suggerisce quella sorta di

TANTI URBINATI IN VACANZA AD ANDALO

Lassù sulle montagne

Urbino – Anche quest’anno si è svolto il tradizionale soggiorno alpino ideato da don Ugo del Moro e don Giuseppe Zazzeroni e da don Peppe ripetuto puntualmente ogni estate fino a che le forze glielo hanno consentito e continuato poi da coloro che ne sono stati i suoi più fedeli ed entusiasti collaboratori, con la presenza di mons. Agostino Venturi, succeduto a don Peppe alla guida della Parrocchia di S. Maria de Cruce di Mazzaferro. Anche questa volta la partecipazione è stata molto numerosa, ancora più del solito, a dimostrazione del senso di appartenenza comunitaria che anima tutto il gruppo, che si accresce sempre di nuove presenze, soprattutto giovani famiglie con figli che si uniscono ai meno giovani che non hanno alcuna intenzione di mancare ad un appuntamento che si ripete da oltre 50 anni. Da diverse stagioni il soggiorno alpino si tiene ad Andalo, in provincia di Trento, all’ombra della Paganella, vicino al lago di Molveno, ma in precedenza sono state toccate tante belle località dolomitiche e non è mancata anche una paren-

tesi valdostana. Alla vivacità delle passeggiate diurne, si aggiungono le colorite tavolate del pranzo e della cena, la Messa pomeridiana celebrata da mons. Venturi e il calore delle serate trascorse insieme nelle sale dell’albergo tra canti,

uscita di sicurezza che è la preghiera: la preghiera, come frutto della speranza cristiana, come medicina delle tristezze esistenziali”, continua don Gori. Una preghiera che, secondo Bo, “non si perda nella polvere dei giorni, ma che passi oltre il muro della voce, della confessione labiale”. “La nostra”, conclude don Gori, “è una commemorazione liturgica, e la liturgia è preghiera pubblica, alta e solenne della Chiesa, che per non scadere al rango di esteriore cerimonia religiosa, ha bisogno del rigore della coscienza critica del credente, ha bisogno cioè, dell’umile interiore sofferta partecipazione dell’orante, per rendere più autentica la comunione che la preghiera liturgica vuole esprimere”. Giuseppe Magnanelli © RIPRODUZIONE RISERVATA

GRANDE SUCCESSO DI LUCA GUGLIELMI

Concerto di San Giuseppe

frizzi e accese partite a carte. La partenza è stata, come sempre, un po’ malinconica ma tutti si sono consolati dandosi appuntamento alla prossima estate. gdl

URBINO. Fasti di altri tempi alla chiesa di San Giuseppe. Gente di tutte le età, sedute fin sui gradini, per ascoltare il concerto del maestro d’organo e clavicembalo Luca Guglielmi da Torino. Trentacinquenne, con molte performance in Europa, ha coordinato i seminari d’organo di Urbino Musica antica iniziati con l’organo delle suore agostiniane di Santa Caterina e conclusisi presso il nostro oratorio di San Giuseppe con l’organo del Vici del 1782 del quale la Confraternita (e la città) ne sono orgogliosi. Una bella realtà, questo Festival di musica antica che richiama gente dall’Italia e dall’estero, incantata da questa città rinascimentale e dal suo grande potenziale culturale. Il maestro, disinvolto e brioso, ha proposto brani di Girolamo Frescobaldi (1583-1643), di Juan Cabanilles (1644-1712), di Bernardo Pasquini (1637-1710), di John Stanley (1716-1786), di Johann Pachelbel ( 1653-1706) e di Dieterich Buxtehude (1637-1707), tutta musica settecentesca nella quale si esaltano le caratteristiche dell’organo coevo. Uno strumento difficile, l’organo, diceva il maestro durante le prove. La tastiera in legno rende mai uguali i tasti l’uno all’altro. La polvere si attacca e genera attriti avvertibili solo da mani esperte. E così l’umidità o l’eccessivo calore. Per questo vanno provati e riprovati. Non a caso il maestro Guglielmi ed i suoi allievi, italiani e stranieri, sono venuti a provare la domenica mattina e poi la domenica pomeriggio e così il Lunedì fino a un’ora prima del concerto, per conquistare l’oggetto della loro passione –l’organo- che trattano con estrema delicatezza, riguardo e amore. Anche verso la pedaliera, per la quale usano scarpette speciali, come i ballerini. E poi la pausa con l’organo acceso. “Perché l’organo suona bene quando non suona”. La pausa, in silenzio, per ascoltare eventuali fruscii impercettibili vibrazioni dei grossi mantici, una volta spinti a mano ed ora dall’energia elettrica. E’ un peccato che la cultura della musica organistica si sia affievolita, relegata nell’ambito di una ridotta elite. Ma è ancora vitale, come dimostra questo Festival di musica antica, giunto alla 44esima edizione, che onora la città e questa straordinaria terra marchigiana che esprime con la stessa intensità la poesia dei campi coltivati (il paesaggio) e dell’arte in tutte le sue versioni. Sergio Pretelli

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Urbania e dintorni d i Raimondo Rossi

Quasi un diario 1. Feste patronali. Nell’800 anche i durantini si servivano degli incisori urbinati. Nella biblioteca di mons. Corrado Leonardi si conserva il libretto Preghiere a S. Cristoforo, martire protettore della Città e Diocesi d’Urbania per essere preservati dal flagello del colera. Urbania dalla Tipografia Rossi, 1855. Sull’antiporta appare una ingenua e popolare incisione firmata dall’incisore Nini, della famiglia di artisti di Urbino. 2. Come sia stato possibile che a Piobbico, fosse fiorito uno dei più belli e sereni dipinti del Barocci! (foto) Questa

è stata la domanda di Massimo Moretti che, sabato 20, su invito dell’Associazione Tarducci, ha tenuto una conferenza nella chiesa parrocchiale di S. Stefano, sul dipinto Riposo nella fuga in Egitto del Barocci (1573). La più fresca e bella delle tre tele realizzate, dello stesso soggetto del grande pittore urbinate Federico Fiori. Attento alla storia, Moretti crede che il conte Antonio Brancaleoni, avesse commissionato l’opera per riscattare la sua figura, macchiata dall’omicidio di tre Ubaldini. Un’ipotesi interessante e credibile, che ha incuriosito il pubblico, ammirato per la bravure dell’analisi del Moretti, di fronte all’opera originale conservata nell’altare di destra della chiesa. (Nel

Ristorante Lo Squero

di Sanzio Ubaldi (Chiuso il lunedì)

mondo della critica d’arte Moretti si distingue per il suo tipo di analisi che nasce da una sentita fede e robusta cultura religiosa, così che l’interpretazione dei dipinti e la loro ragione estetica, acquistano maggior valore e consistenza). 3. Il tema della “Partecipazione del cittadino alla pubblica amministrazione mediante i nuovi mezzi telematica” è stato trattato dall’Associazione Idee in Comune.(Lunedì 23). 4. Cani e gatti. ”Nelle case dove sia morto di morte naturale un gatto, tutti gli abitanti si radono le ciglia; invece là dove sia morto un cane, si radono tutto il corpo e la testa” (Erodoto, Storie).

Ristorante tipico con servizio di pesce Menù riservati • Accoglienza distinta Servizio inappuntabile

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Urbino Urbania Sant’Angelo in Vado

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PURCHÉ SIA PRODOTTA ALTROVE

Energia alternativa cercasi

Urbino – Sì, anzi no. Oggi il sì non è più di moda e mentre crescono i bisogni diminuisce la capacità dell’uomo, per lo meno da queste parti, di adeguarsi ai tempi e di trovare la soluzione dei problemi che assillano la collettività. E’ un tutti contro tutti, quasi una minaccia alla stessa convivenza civile. Prendiamo, ad esempio, il settore dell’energia. Il carbone è stato messo al bando, il petrolio è sotto accusa e se ne accetta l’uso obtorto collo, l’energia nucleare è stata rifiutata in toto, il gas non è sufficiente a soddisfare il fabbisogno. Se ci riferiamo al nostro ambito territoriale, la situazione si presenta ancora più precaria: i corsi d’acqua sono

pochi e di portata molto scarsa e i tentativi di ricorrere alle cosiddette energie alternative - sole, vento, utilizzo dei rifiuti – si infrangono contro una infinità di dinieghi, di divieti, di rigetti, di opposizioni che coinvolgono enti, associazioni, categorie, cittadini ogni qualvolta vengono interessati in prima persona da progetti e provvedimenti. Si dice che il fotovoltaico e l’eolico disturbano il paesaggio, mentre i grandi e piccoli tralicci della corrente elettrica e le innumerevoli antenne di ogni tipo e misura utilizzati per trasmettere i segnali Tv e per collegare i telefoni cellulari, hanno un qualcosa di estetizzante che li rende compatibili con l’am-

biente. La realtà è che, di questi ripetitori, non si può fare a meno, se si vuole accendere la luce o la tv o il cellulare, e di fronte a questa necessità sono venuti meno tutti i tentativi di opporsi alla loro installazione e anche le mura della città (al monte) possono vantare il loro bel trasmettitore. Per i pannelli solari e le antenne eoliche la questione è diversa: tanto – questo sembra essere il ragionamento l’energia elettrica in qualche modo ci verrà fornita. Eppure sono molti coloro che vorrebbero ricorrere al sole e al vento, ma le difficoltà sono tante e molti rinunciano, anche se ultimamente la pressione che sale dalla gente si fa sentire

VISITA AI LUOGHI DI FRANCESCO E CHIARA

Campo estivo ad Assisi

COLBORDOLO. Amicizia, divertimento e riflessione si sono intrecciati nel Campo Estivo organizzato dalle Parrocchie di Colbordolo, Talacchio e Montefabbri ad Assisi per venti giovani e adolescenti. Il Gruppo ha vissuto un’esperienza molto intensa, ricca di incontri nei luoghi più importanti della vita di Francesco e Chiara, sempre guidati da giovani Frati e suore Alcantarine. La vita straordinaria di questi due grandi santi è stata al centro della riflessione del Gruppo, rimasto davvero impressionato dalla capacità di cambiare radicalmente la propria vita per dedicarsi, in povertà, a fare la volontà del Signore. La prima visita è stata alla Porziun-

cola in Santa Maria degli Angeli, considerata cuore del francescanesimo, perché qui Francesco ha iniziato la sua conversione, qui ha accolto i primi confratelli ed anche Chiara, qui tornava dopo i suoi viaggi di predicazione del Vangelo, annunciato alla sua maniera, e, alla fine qui ha voluto morire, disteso sulla nuda terra. Un’alta tappa importante è stata la visita alla Chiesa di San Damiano, dove è presente una copia del Crocifisso davanti al quale, mentre era in preghiera, Dio ha rivelato a Francesco la sua missione; poi visita alla Basilica di S. Chiara, alla sua tomba, nella cripta, e, in fine alla Chiesa Nuova, costruita sulla casa dove è

UNITALSI A LOURDES

nato ed ha vissuto fino a venti anni Francesco con la sua famiglia. Ci siamo recati anche all’Eremo delle Carceri, il luogo dove Francesco era solito ritirarsi, soprattutto quando ancora era alla ricerca della sua specifica vocazione. Nel pomeriggio escursione sul Monte Subasio, per un po’ di tintarella e di riposo. Il luogo più suggestivo visitato è stato la Basilica di San Francesco: tutti raccolti e pensosi presso la tomba del Santo, poi in ammirazione nelle due Basiliche, quella inferiore e quella superiore , tutte quante affrescate da grandi Pittori, per poi finire con la celebrazione dell’Eucaristia. Non sono mancate ore di svago e di divertimento, come la serata “Assisi by night” e la “festa dell’amicizia” nella Casa di Frate Jacopa delle Alcantarine, insieme alle suore e ad altri gruppi provenienti da varie città d’Italia; abbiamo potuto scatenarci con canti, balli e pantomime, provando grande emozione, unione e gioia. Per concludere questa ammirabile esperienza, nell’ultimo giorno, siamo tornati nella Casa di Frate Jacopa per ricever da suor Gabriella il Tau, croce che ci ricorderà l’amore che Dio ci dona gratuitamente e che Francesco ha ricambiato da par suo. Non resta che dire grazie perché un’esperienza così profonda non può che rafforzare la fede di ciascuno e la coesione di tutto il Gruppo. La Redazione del Gruppo © riproduzione riservata

URBINO. Si è appena concluso il primo dei due pellegrinaggi annuali che l’Unitalsi dell’arcidiocesi di Urbino – Urbania – Sant’Angelo in Vado organizza al santuario mariano di Lourdes. Quest’anno la visita ha assunto un significato particolare in quanto il gruppo dei pellegrini è stato guidato dall’arcivescovo mons. Giovanni Tani. La sua presenza è stata molto apprezzata ed ha reso ancor più sentita la partecipazione degli ammalati e più motivato il servizio delle dame e dei barellieri dell’Unitalsi, il cui impegno disinteressato e gratuito è comunque sempre totale ed esemplare. Mons. Tani ha condiviso con il gruppo i momenti più significativi del pellegrinaggio, unendosi agli ammalati ed al personale, oltre MG che nelle celebrazioni liturgiche, anche nella recita del Santo Rosario.

sempre di più. Non parliamo poi del biogas: gli impianti per la produzione di gas combustibile attraverso la fermentazione di residui vegetali, letame, ecc.; non interessa a nessuno che questo sistema può consentire lo smaltimento dei rifiuti urbani e può produrre anche dei profitti tutt’altro che effimeri. Ogni città e comune potrebbero, al massimo, consentire che questi impianti vengano creati in altre località e territori, ma non nel proprio. Infatti si fanno le barricate anche per impedire il passaggio di gasdotti. Nel settore energetico non si riesce ancora a trovare soluzioni compatibili, che pure ci sono e si possono individuare se

non manca la volontà al dialogo e al confronto. Il modo migliore per risolvere i problemi non è quello di ignorarli o di respingerli, ma quello di affrontarli e cercare le soluzioni che i tempi richiedono. Archimede con gli specchi ustori, concavi, ha bruciato le navi nemiche. Le pale eoliche possono essere viste anche come una moderna versione dei mulini a vento. giancarlo di ludovico © riproduzione riservata

FRANCESCO FRATERNALI, UN GIOVANE INGEGNERE

Un fermignanese che si fa onore

Fermignano - Il giovane ingegnere Francesco Fraternali di Fermignano è stato invitato a presentare il suo intervento al Congresso dell’International Symposium on Industrial Embedded Systems (SIES’12) tenutosi a giugno nella città di Karlsruhe in Germania. Fraternali studia Ingegneria Elettronica all’Università di Bologna. Prossimo alla Laurea Magistrale ha svolto nel 2011 la tesi presso la prestigiosa Università di UCLA (University of California, Los Angeles) – USA da dove nel 1969 è stato inviato il primo messaggio ARPANET dando vita alla rivoluzione di Internet. E’ stato anche invitato ad adoperarsi come ricercatore ed ha così preparato due articoli di cui uno è stato successivamente pubblicato. Le precedenti edizioni del Simposio si sono tenute in Vasteras (Svezia 2011), Trento (Italia 2010), Losanna (Svizzera 2009), La Grande Motte (Francia 2008), Lisbona (Portogallo 2007) e Antibes Juan-Les-Pins (Francia 2006). Nel 2012 la settima edizione si è tenuta a Karlsruhe, in Germania, conosciuta per il Karlsruhe Institute of Technology (KIT). L’obiettivo di SIES è quello di riunire ricercatori e professionisti del settore e del mondo accademico, e di fornire una piattaforma per segnalare i recenti sviluppi, implementazioni, i trend tecnologici e i risultati della ricerca relativi a sistemi embedded e alle loro applicazioni in vari ambienti industriali. Il Congresso era strutturato in dieci sessioni, speaker Jorg Henkel (kIT, Germany) e Renè Graf (Siemens AG, Germany). Fraternali è stato inserito nella 5 sessione “Embedded System Design”; il suo articolo dal titolo “Opportunistic Hierachical Classification for Power Optimization in Wearable Movement Monitoring System”, è stato scritto con l’aiuto di altri ingegneri e professori come Mahsan Rofouei, Nabil Alshurafa, Hassan Ghasemzadeh, Luca Benini e Majid Sarrafzadeh. Alla conferenza era tra i più giovani ed ha parlato e proiettato su maxi schermo le sue slide per circa 25 minuti rispondendo poi alle domande di una platea di circa 50 ingegneri provenienti da quasi 5 continenti, i quali a loro volta hanno presentato i loro articoli preparati con la collaborazione di altri 110 ingegneri ricercatori, tutti provenienti da Università tra le migliori al Mondo. Durante una serata conviviale nell’ Hotel Marxzell Muhle al Nord della Foresta Nera, sono stati consegnati anche diversi riconoscimenti. Il paper è stato pubblicato e sarà a disposizione per essere consultato citando il nome dell’autore Ing. Fraternali Francesco di Fermignano (PU) Marche – Italy, ogni qualvolta che verrà utilizzato per qualsiasi testo o supporto audio, video, cartaceo etc.


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ezzo secolo di con- Stephan Van De Vijgert (9 agosto), certi d’organo a Santa l’italiano Mario Ciferri (16 agosto), Maria Nuova! Sembra il finlandese Pauli Pietiläinen (23 incredibile, ma sono agosto), il francese Daniel Pandavvero passati 50 anni di ininter- dolfo (30 agosto) con un varierotte stagioni concertistiche estive gato programma dal classico al nella chiesa fanese di Santa Maria contemporaneo, partendo dalNuova dove nel 1959 fu realizzato l’improvvisazione che il m° Leol’organo Mascioni op. 776 ammi- nardy offrirà durante la proierato dai 168 organisti che si sono zione del film muto “Giovanna esibiti nei concerti estivi dal 1962 d’Arco” di Carl Theodor Dreyer al 2011. (1928). Il volume commemorativo che fu Una novità precederà i concerti, realizzato lo scorso anno, dopo cioè due appuntamenti denouna prima parte di riflessioni sul minati “Aspettando il Festival” suono e la musica e la descrizione in cui l’organo resterà al centro dello strumento, raccoglieva tutti dell’incontro. i programmi dei 233 concerti dei Nel primo – martedì 31 luglio cinquanta anni, con breve curri- – i giovani organisti Luca Muculum e una ratori foto dei maee Fabio stri concertaGenetori, prezioso rali si do c umento rivolgeche ha ragranno giunto i Conparticoservatori mularmensicali italiani te ai e molti orgiovani ganisti di die a chi verse nazioni, vorrà perché allo interstrumento di Santa Maria Nuova venire, per presentare loro lo si sono seduti maestri provenien- strumento Mascioni con le sue ti da ogni continente, alcuni dei innumerevoli varietà di registri quali famosi quali gli italiani Fer- e di combinazioni adatte a eseruccio Vignanelli, Fernando Ger- guire musiche di ogni tempo e mani, Alessandro Esposito, Clau- di ogni genere. dia Termini, il rumeno Michael Nel secondo – martedì 7 agosto Radulescu, la spagnola Montser- – verranno presentate le numerat Torrent Serra, i francesi Ga- rose opere d’arte contenute nella ston Litaize e Odile Pierre. chiesa di Santa Maria Nuova con Quest’anno inizia un’altra stagio- sottofondi e intermezzi musicali ne che, si spera, possa far giun- che ne esaltino le peculiari belgere l’ininterrotta manifestazione lezze; a questa serata sono partifanese al traguardo del secolo. colarmente invitati i turisti che Ogni giovedì – non più il venerdì potranno godere di traduzioni si– si terrà un concerto che vedrà multanee. Ogni serata avrà inizio susseguirsi il tedesco Bernhard alle ore 21,15. ©riproduzione riservata Leonardy (2 agosto), l’olandese

solidarietA’ Caritas Fano rimane aperta per tutto il mese di agosto

Confusione su don Lorenzo Milani e il suo “esilio”

di arte cultura sport

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da 51 anni a santa maria nuova di fano

Organfestival: mezzo secolo di concerti

di S.B.

In cinquant’anni oltre 200 concerti all’organo Mascioni. Quest’anno la novità “aspettando il festival”. Il programma dal 31 luglio al 30 agosto.

AL VIA LA 33^ EDIZIONE DEL ROSSINI OPERA FESTIVAL

Si apre il 10 agosto con “Ciro di Babilonia” PESARO – Il popolo ebraico ha un ruolo significativo nell’opera “Ciro in Babilonia” che inaugurerà la XXXIII edizione del Rossini Opera Festival il prossimo 10 agosto. La vicenda infatti è ambientata in Babilonia, dove gli Ebrei sono stati deportati da Nabucodonosor (587 a.C.). Il re persiano Ciro, imprigionato da Baldassarre, re di Babilonia, invoca il Dio d’Israele, promettendo che, se riuscirà a sconfiggere il nemico, lascerà che gli Ebrei pratichino liberamente il loro culto. Baldassarre da parte sua, atterrito dalla misteriosa apparizione durante il convito sacrilego da lui organizzato, ricorre al profeta Daniele che spiega come il dio d’Abramo, stanco di sopportare le persecuzioni contro gli Ebrei,

ha deciso di porre fine al regno di Babilonia. L’opera si conclude con la vittoria di Ciro e dei Persiani sui Babilonesi (539 a.C). Il libretto, piuttosto intricato, fu scritto dal conte Francesco Aventi, amico di Rossini e appassionato cultore di teatro, che fu anche il committente del “Ciro in Babilonia”, ‘dramma con cori’ di soggetto biblico, adatto per essere rappresentato durante la Quaresima. Non è dato di sapere se l’opera, altrove definita oratorio, fu messa in scena o fu eseguita appunto in forma di oratorio, senza scene né costumi. Certo è che Rossini, all’epoca completamente immerso nell’esperienza dell’opera buffa, di fronte ad un soggetto storico così grave e macchinoso, realizza in questa partitura ardite soluzioni drammatiche, conferendo ampio sviluppo ai pezzi d’insieme, inserendo abbondanti recitativi

strumentali e accentuando gli effetti scenico – musicali. L’opera ebbe buona accoglienza come dimostra la recensione apparsa all’indomani della prima rappresentazione, nel marzo 1812, sul Giornale del Dipartimento del Reno: “Il sig. Rossini, che scrisse la musica, ha meritato replicate dimostrazioni di applauso ad ogni pezzo. Questo giovane maestro dà le più belle speranze al teatro ne’ suoi talenti musicali che potranno via maggiormente svilupparsi con l’attenzione e lo studio.” Nonostante l’opera venisse ripresa una decina di volte negli anni successivi, Rossini racconta ironicamente a Hiller: “Ritornato a Bologna, allorché gli amici mi invitarono a fare uno spuntino, io ordinai al pasticciere un marzapane in forma di nave, con una bandiera sulla quale stava scritto Ciro; ma l’albe-

ro maestro appariva spezzato, la vela squarciata e la nave pencolante da un lato e navigante in un mare di crema”. Con la medesima vena umoristica, il compositore, a proposito della prima interprete di Argene, ricorda ancora ad Hiller: “Non soltanto era brutta oltre il lecito, ma anche la voce era indecente. Dopo un accurato esame, scoprii che possedeva almeno una

nota felice, il si bemolle dell’ottava centrale. Dunque scrissi per lei un’aria nella quale non dovesse cantare nient’altro che questa nota, misi tutto il discorso musicale in orchestra, e poiché il pezzo piacque e fu applaudito, la mia monotona cantante fu felicissima del suo trionfo”. Maria Rita Tonti ©riproduzione riservata

Scheda CIRO IN BABILONIA - Teatro Rossini / 10, 13, 16, 19 e 22 agosto, ore 20. Dramma con cori di Francesco Aventi. Revisione sulle fonti coeve della Fondazione Rossini, in collaborazione con Casa Ricordi, a cura di Daniele Carnini e Ilaria Narici. Direttore WILL CRUTCHFIELD. Regia DAVIDE LIVERMORE. Scene e Progetto luci NICOLAS BOVEY. Interpreti: Baldassare MICHAEL SPYRES, Ciro EWA PODLES, Amira JESSICA PRATT, Argene CARMEN ROMEU, Zambri MIRCO PALAZZI, Arbace ROBERT MCPHERSON, Daniello RAFFAELE COSTANTINI. ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA. Maestro del Coro Lorenzo Fratini (ROF - Rossini Opera Festival Via Rossini, 24 / tel. 0721.3800294 www. rossinioperafestival.it)


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arte cultura sport

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SUI RIMBORSI DANNI PROVOCATI DALLA NEVE

Una commedia all’italiana URBINO. “Ma mi faccia il piacere”, avrebbe detto il grande Totò di fronte a questa che potremmo classificare come un’ennesima “commedia all’italiana”, se non fosse che di mezzo c’è il futuro di migliaia tra imprese, artigiani, produttori agricoli, allevatori ed enti locali, messi in ginocchio dal nevone dello scorso febbraio, che stanno pagando ancora oggi un prezzo troppo alto sia in termini di costi per la ricostruzione, sia di minore produzione. Un vero e proprio caso di malcostume che rischia di avere effetti devastanti per il nostro territorio e l’economia locale. I fatti. Dall’Italia è arrivato sui tavoli della Commissione Europea un corposo dossier dal quale emerge che l’emergenza neve ha causato nell’intera penisola danni per oltre 2,7 miliardi di euro. E fin qui nulla di strano. Vista la scarsità di risorse, lo Stato ha opportunamente deciso di rivol-

gersi a Bruxelles per attingere al Fondo di solidarietà europea, che si attiva nel caso in cui la catastrofe naturale abbia provocato danni diretti superiori a 3,6 miliardi di euro, per coprire sino a un massimo del 2,5% dei danni non assicurabili. La rabbia, l’indignazione e lo sconcerto, però, montano quando si scopre che, tra le Regioni che si sono rivolte a Bruxelles, ce ne sono ben cinque – Lazio, Campania, Calabria, Puglia e Basilicata – che hanno presentato richieste per circa 500 milioni di euro di danni, senza averne titolo. In altre parole: pur di accedere ai fondi europei, hanno trasformato ordinarie nevicate in calamità naturali determinanti danni permanenti. Come se le macchine bloccate per alcune ore lungo le strade e la messa in moto dei mezzi antineve fossero paragonabili a capannoni abbattuti, tetti crollati, capi di bestiame soppressi e vite

umane perse. Di fronte a questo vero e proprio “assalto alla diligenza” corredato da richieste a dir poco fumose, Bruxelles ha chiesto subito chiarimenti. Il rischio è che, di fronte a comportamenti così irresponsabili e poco seri, la Commissione Europea decida di chiudere i cordoni della borsa per tutte le Regioni, comprese quelle veramente danneggiate, a partire dalle Marche, che ha subito danni per circa 1 miliardo di euro, la maggior parte dei quali concentrati nella nostra Provincia. La difesa dell’Italia lascia a dir poco desiderare. “Siccome per accedere al Fondo di solidarietà uno Stato deve avere subito danni per oltre 3,6 miliardi di euro e l’Italia è al di sotto di questa soglia, allora abbiamo cercato di soddisfare il secondo requisito per l’accesso che Bruxelles riconosce soltanto in via eccezionale, ovvero che ad avere subito profonde e durature

URBINO. Nel Castello di Belforte all’Isauro, sabato 21 luglio si è tenuta l’inaugurazione della mostra di allievi e docenti del Liceo Artistico Caravaggio di Milano. La mostra “Fuoriaula” è stata promossa da Ornella Magnabosco docente di Storia dell’Arte nello stesso liceo e Presidente dell’associazione Voces Feretranae in Campo. L’iniziativa vuole portare a conoscenza le esperienze artistiche della scuola milanese che è annessa alla Pinacoteca Brera, nei luoghi di artisti immortali come Piero della Francesca e Raffaello. Tutto questo per l’avvio di un possibile dialogo con le Scuole d’Arte dei centri di questa terra. Urbino con i suoi istituti: il Liceo Artistico, l’Accademia di

AL CASTELLO DI BELFORTE ALL’ISAURO

mortale al sentimento di coesione nazionale, dimostra che, anche nelle emergenze, c’è sempre qualcuno pronto ad approfittare delle disgrazie altrui, pur di ottenere indebiti vantaggi. L’auspicio è che lo spirito cristiano prevalga sulla furbizia e l’arroganza e sia riconosciuto un sacrosanto aiuto soltanto a chi ha subito realmente danni strutturali e permanenti. Sempre che Bruxelles non decida di chiudere i cordoni della borsa prima. Giuseppe Magnanelli © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mostra “Fuoriaula”

Belle Arti e l’Istituto superiore di Industrie Artistiche, può esercitare un ruolo di primo piano in questa direzione. Il Liceo Artistico “Caravaggio” ha vinto il primo premio per il migliore sito internet tra le scuole d’Italia. La prof. Magnabosco, di origini milanesi, è da diversi anni presente nel nostro territorio, dove ha acquistato e restaurato la canonica e la chiesa del castello di Campo, facendone un centro culturale con diverse iniziative musicali, lettera-

rie e convegni fra i quali uno con i sindaci e alcune personalità politiche sul futuro del Montefeltro. Anche in questa direzione Urbino potrebbe avere un ruolo importante, come l’ha avuto in un lontano e glorioso passato. La mostra del liceo milanese è stata sponsorizzata dal gestore del Castello del barone di Beaufort con il patrocinio del Comune di Belforte, della Provincia di Pesaro e Urbino. Alberto Calavalle © RIPRODUZIONE RISERVATA

CARITAS FANO: APERTI PER FERIE FANO - Anche quest’anno la Caritas Diocesana ha proposto un percorso teorico- pratico per la formazione del Volontariato sociale, con l’obbiettivo di: 1. favorire la crescita individuale nella testimonianza cristiana della carità; 2. permettere una maggiore conoscenza fra gli animatori parrocchiali e diocesani e le Opere-Segno della carità; 3. imparare ad ascoltare, osservare e aiutare le persone in difficoltà. Il Percorso formativo diocesano è iniziato a metà aprile e, dopo 4 incontri teorici e di laboratorio sulle motivazioni e tecniche di ascolto e osservazione, si è concluso il 9 giugno in occasione dell’Open- Day per ricordare i 40 anni della Caritas Diocesana, con la presentazione delle Opere- segno presso le quali potere effettuare stage durante l’estate. Hanno partecipato alle lezioni teoriche (20 ore) un’ottantina di persone, metà circa delle quali si è poi resa disponibile per la parte pratica (20 ore), con stage presso le Opere- segno come il Centro di Ascolto Caritas Diocesana, la Mensa di S. Paterniano, la Spiaggia sociale dei Talenti, il Centro di accoglienza notturna di Casa Betania. Tutti questi strumenti sono un aiuto alle Parrocchie per coprire i bisogni del territorio e offrono l’opportunità’ di sperimentare un modo alternativo per passare le vacanze o le ferie estive, e di conoscere e servire persone e realtà’ diverse da quelle che abitualmente si frequentano (poveri, immigrati, emarginati..). Ai volontari viene offerta l’opportunità’ di partecipare alle attività del sulla base di un progetto individualizzato per un periodo di tempo che va dal 11 luglio al 2 settembre 2012. Diversi i settori disponibili per il servizio, in cui saranno affiancati dai volontari esperti per le varie attività a vantaggio delle persone che fanno più fatica a vivere e che non vanno in ferie. Si raccomanda in particolare il servizio del pranzo alla Mensa SOStitutiva, che verrà attivata presso la sede Caritas durante la chiusura annuale della Mensa di S. Paterniano (6/08 – 2/09), con la preparazione quotidiana di sacchetti con panini imbottiti e acqua. Chi fosse interessato, può contattare ogni giorno il Tel. 0721- 827351 o la sede di Via Rinalducci, 11 dalle ore 9,30 alle Il Direttore Angiolo Farneti

Lettere al direttore

Confusione su don Milani entile Signor direttore de “Il Nuovo Amico”, ho

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conseguenze negative dalla calamità sia la maggioranza della popolazione nazionale”, è in sostanza la spiegazione fornita dalla Protezione Civile. Bene: se l’unico motivo per cui è stato concesso alle cinque Regioni, senza titolo, di presentare richiesta a Bruxelles è realmente quello di fare scattare il Fondo di solidarietà per l’Italia, questo significa che le sue risorse verranno destinate soltanto alle Regioni che ne hanno veramente diritto, Marche in testa? Questa vicenda, che rappresenta un colpo

sempre avuto un grande rispetto per la vicenda personale di don Lorenzo Milani che fu “soprattutto” un sacerdote desideroso di testimoniare il Vangelo più radicale. Perciò ho sempre pensato che fosse una profanazione al suo ricordo, e dunque al suo insegnamento, il volerlo strattonare da una parte politica (ci sono stati molti esempi in proposito). Le scrivo perché ho letto l’articolo a firma D. Piergiorgio Sanchioni il quale afferma: “..per me (prete) è stata una emozione come quella provata andando ad Auschwitz. Ma che aveva mai fatto questo povero prete per essere confinato lassù lontano dal mondo”. Se le parole hanno un senso, il sacerdote accusa il Vescovo di allora di essere un discepolo di Hitler: scusa-

temi se è poco! Ma ai preti non si insegna più la storia ed una certa proprietà di linguaggio: paragonare la vicenda di don Milani ai campi di sterminio nazisti - senza che nessuno della redazione abbia mosso qualche osservazione - mi sembra alimentare ancora la grande confusione che regna attorno a noi. Ma forse sono un nostalgico della bella scrittura quando le parole venivano soppesato per il loro vero valore e non si scriveva - mi si perdoni la presunzione - un po’ a ruota libera... Voglia gradire i miei più cordiali saluti Eugenio Astolfì – Fano Certo, gentile Sig. Astolfi, l’avvicinamento di Barbiana ad Auschwitz è quanto meno ardito e non mi sorprende la sua meraviglia anche se le parole vanno lette secondo il genere a cui appartengono. Tuttavia fra i due fatti c’è qualcosa che li accomuna: il termine “persecuzione”. Sia a livello familiare, scolastico, ambientale, politico, ecclesiale li unisce un filo rosso che le qualifica fino al punto che le “piccole” possono essere parabola delle grandi anche se gli effetti possono essere tragicamente differenti e lontani. Comunque ogni persecuzione ha le sue vittime, quelle del profeta comunemente si tramutano in Grazia La ringrazio della sua collaborazione comunque preziosa. Il Direttore PRODUZIONE RISERVATA

UN PREMIO PER UN REBUS

Rebus di “Leone da Cagli”

In vista della consueta pausa di agosto, sospendiamo per questo numero l’angolo dei giochi rimandando alla pagina 8 de “Il Nuovo Amico” n. 29 del 5 agosto. Dal 9 settembre riprenderemo la consueta programmazione enigmistica I VINCITORI DELLA SETTIMANA La chiave risolutiva del rebus di Leone da Cagli pubblicato a pag. 18 del n. 27 del “Nuovo Amico” di domenica 22 luglio era: Rebus frase (9-5-2-5) – Ciliegina sopra la torta (CI, Liegi; naso, PR; alato, RTA) Vincono un esclusivo SEGNALIBRO in silverplate LUCA BODINI – FANO ANTONIO AGOSTINELLI ROMINA CASELLI PER RICEVERE L’OMAGGIO È NECESSARIO DIMOSTRARE DI ESSERE IN REGOLA CON L’ABBONAMENTO AL NUOVO AMICO PER L’ANNO 2012 O REGOLARIZZARE LA POSIZIONE AL MOMENTO DEL RITIRO DEL PREMIO E’ possibile ritirare il premio da lunedì a mercoledì dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 17 alle ore 19 presso la redazione di Pesaro (via Rossini 53). Per un diverso recapito contattare il n. verde gratuito 800/501170 sempre nei giorni e ore sopra indicate.

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0721-410050 0721-21422 0721-453359 0721/54296 0721-33135 0721-390645 0721-67121 0721-30172 0721-69083 0721-69083 0721-67121

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Il Nuovo Amico n. 28 del 29 luglio 2012