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6 gennaio 2013 • Anno 110 • N. 1 • Spedizione in abb. post. D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27.02.2004 N. 46) Art. 1, Comma 1, DCB Pesaro • facebook.com/ilnuovoamico € 1,00

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editoriale

Persone e luoghi invisibili

di Matteo Donati*

C

os’avrà pensato Jemima Segal prima di arrivare sulla spiaggia? Perché ha scelto di coricarsi proprio lì, in riva al mare, dove il vento e il freddo di queste gelide notti invernali mordono ancora più forti? I quotidiani locali hanno ripreso la notizia più volte per mettere in luce i risvolti di una tragedia che sembra dare poche spiegazioni. Nei titoli riecheggiavano parole come “morte assurda, uccisa dal freddo, dramma della solitudine”, quasi a lasciare intendere che è inutile cercare responsabilità, non ci sono colpevoli, nessuno poteva evitarlo, è accaduto e basta. Jemima, uno zaino e una coperta si addormentano sotto l’inclemente gelo di gennaio. Immaginare il freddo, i brividi, il tormento è quasi impossibile. Dicono che a un certo punto, gradualmente, si smetta di soffrire. Il corpo si assidera un po’ alla volta, si entra in uno stato confusionale e ci si addormenta. E’ una morte calma, silenziosa. Se non ti vengono a salvare è la fine. All’alba del 6 gennaio, qualcuno ha notato un corpo disteso sulla spiaggia, ha dato l’allarme, ma ormai era troppo tardi. Inutili i tentativi di rianimazione. Jemima è morta. Con calma, in silenzio. Stando ai dati Istat in Italia ci sono quasi 50 mila persone che vivono senza casa, a Pesaro se ne contano alcune decine, ma la maggior parte trovano riparo nelle varie strutture d’accoglienza. Chi non trova posto nella nostra città chiede aiuto altrove, oppure si rifugia all’ospedale, presso la stazione ferroviaria, in edifici abbandonati. In ogni caso cerca un riparo. La morte di questa signora di 42 anni lascia a bocca aperta perché è avvenuta in circostanze inspiegabili. Chi la conosceva bene, ne parla come di una persona schiva, che preferiva starsene da sola. E in effetti posso testimoniare che negli ultimi quattro anni, da quando sono responsabile del Centro di Ascolto della Caritas diocesana, non si è mai rivolta ai nostri servizi. Ogni tanto frequentava i luoghi di ritrovo dei nostri ospiti, ma non ha mai chiesto neppure un buono pasto per mangiare alla mensa dei poveri. L’ultima volta in cui a Pesaro è morta una persona per strada era il 19 settembre 2010, quando ci lasciò Massimo Mirigelli che viveva in una baracca lungo il fiume Foglia. Da quel giorno tutti si accorsero di quanto fosse grave il problema dei senza-tetto e il suo “sacrificio” ha dato il via a tante iniziative e ha commosso l’opinione pubblica. Ma il caso di Jemima è diverso: chi poteva intervenire e impedirle di abbandonarsi in quel modo? Se si riflette bene fa ancora più paura: la solitudine, la depressione, il disorientamento, sono mali che esistono e sono ben radicati nella nostra società, ma si nascondono in luoghi un tempo impensabili, che sono le nostre case, i nostri cuori. Luoghi fragili, continuamente esposti alle intemperie della vita e che a volte, paradossalmente, sono ancora più invisibili di una tenda, sull’argine di un fiume. *Responsabile Centro di Ascolto Caritas Diocesana di Pesaro” © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Primo Piano

6 gennaio 2013

Appello alle comunità cristiane e una richiesta all’Unione europea In occasione della 99ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che si terrà il 13 gennaio, dalla Commissione episcopale triveneta per il settore Migrantes e dai direttori della Migrantes del Triveneto è giunto oggi un messaggio di preoccupazione. “Gli immigrati sono tra coloro che pagano il prezzo pesante della disoccupazione e della conseguente disgregazione delle famiglie, perché vengono rimandati ai paesi d’origine alcuni componenti dei nuclei familiari e si accresce il pericolo, per molti, di entrare in condizione di irregolarità e di accettare situazioni di lavoro irregolare e talora di sfruttamento, pur di garantire una vita dignitosa ai familiari”, scrive la Commissione Migrantes nel messaggio, facendo notare come gli immigrati nel Nordest siano già diminuiti di 50mila unità negli ultimi anni (Dossier Migrantes-Caritas 2012).

Una cultura per la persona

Il patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia, intervenuto alla conferenza stampa di presentazione del documento, ha chiesto con forza un maggiore impegno dell’Unione Europea per una politica comune nei confronti dei migranti. “Mi pare che l’Italia sia stata lasciata un troppo po’ sola e che serva una politica europea per garantire l’accoglienza, così come ci si è mossi con impegno nel settore dell’economia”, ha commentato, riaffermando contestualmente il diritto dell’uomo a non emigrare, come richiamato anche dal messaggio di Benedetto XVI in occasione della Giornata dei migranti. “Lasciare la propria terra è quasi sempre un trauma e spesso lo si fa non per migliorare le proprie condizioni di vita, ma solo per la sopravvivenza. Lo sa bene una terra come il Veneto, patria di migranti”, ha ribadito

T

utti, anche quelli che per anni hanno ostentato ottimismo, parlano ormai di crisi economica e di paura del futuro. Chi sta nel sociale, sul territorio, sulla strada, lo tocca con mano da tempo e ne ha segnalato, inascoltato, le avvisaglie. È una crisi da cui non si uscirà facilmente. Se ne uscirà solo – a dispetto di chi, dopo averla provocata, ne promette il superamento grazie a una nuova crescita dietro l’angolo – con trasformazioni sociali profonde. E, soprattutto non chiudendo gli occhi. “Perché la crisi non è uguale per tutti. Non è uguale per i vecchi che frugano nelle pattumiere e per i 200.000 acquirenti annui di auto di lusso da 100.000 euro e più. Non è uguale per i milioni di giovani senza lavoro o con lavori finti e per chi incrementa rendite miliardarie, evadendo ogni forma di tassazione. Non è uguale per chi muore di lavoro nero e pericoloso pagato quattro euro all’ora e per chi si arricchisce sfruttando quel lavoro. Non è uguale per l’operaio che guadagna 1.000 euro al mese e per l’amministratore delegato che guadagna più di quattrocento volte tanto. La crisi è una lente di ingrandimento che mostra anche a chi non vuole vedere due mondi diversi e divaricati. Due mondi che non si parlano, dove la parte soddisfatta della società sembra vivere come un problema la presenza e la visibilità degli ultimi “(don Ciotti).

mons. Moraglia, ricordando che la Giornata del migrante forse non a caso fu istituita, nel 1914, da un Papa veneto, Pio X. Alla domanda sulla posizione della Chiesa triveneta in merito alla richiesta di concessione della cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia, mons. Moraglia ha dichiarato che ciò che sta a cuore alla Chiesa è promuovere una mentalità e una cultura che consideri “la persona nel suo insieme, la accolga, la accompagni e la valorizzi”. “Auspico - ha detto - che un tema così importante non diventi occasione di lacerazioni e che una legge di questo tipo, se verrà adottata, non venga letta come un togliere qualcosa a qualcuno. Per non restare lettera morta, dovrà comunque essere frutto di una cultura condivisa”.

tes, la stima dell’appartenenza religiosa dei 774mila immigrati presenti nel Triveneto è che oltre la metà siano cristiani (per la precisione il 54%, ovvero 417 mila, suddivisi in 29,6% ortodossi, 19,2 cattolici e solo 4,4% protestanti) e un terzo musulmani (255 mila, 33%), il 6 % appartenenti a tradizioni religiose orientali. Mons. Adriano Tessarollo, vescovo di Chioggia e delegato Cet per i Migrantes, ha sottolineato quindi l’impegno della chiesa triveneta in supporto di tutti i migranti, ma in particolare l’accoglienza pastorale nei confronti dei cattolici. “Sono ormai oltre 100 i Centri paSecondo i dati forniti da Migran- storali diocesani per gli immigrati cattolici nel Triveneto, e ben 60

La maggioranza è cristiana

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anche da Africa, Estremo oriente e America del Sud”, ha spiegato mons. Tessarollo. a cura di Emanuele Cenghiaro

©riproduzione riservata

DOMENICA 13 GENNAIO GIORNATA MONDIALE DELLE MIGRAZIONI

Accogliamo persone non manodopera La crisi vista dalla strada

Vista dalla strada, la crisi non riguarda né il prodotto interno lordo (il mitico PIL), né il crollo delle borse, discorsi troppo lontani dalla vita reale della gente. Vista dalla strada la crisi riguarda le condizioni di vita, sempre più difficile, delle persone. La disuguaglianza è ovunque, ma c’è un luogo che ne è diventato un simbolo: l’immigrazione. Le frontiere e il mare Mediterraneo in particolare, ma prima ancora i deserti africani, si macchiano di sangue, cimiteri per migliaia di “senza nome” uccisi da una guerra che invece un nome ce l’ha, anche se pochi hanno il coraggio di pronunciarlo: guerra all’umanità. «Oggi,vediamo che molte migrazioni sono conseguenza di precarietà economica, di mancanza dei beni essenziali, di calamità naturali, di guerre e disordini sociali. Invece di un pellegrinaggio animato dalla fiducia, dalla fede e dalla speranza, migrare diventa allora un «calvario» per la sopravvivenza, dove uomini e donne appaiono più vittime che autori e responsabili della loro vicenda migratoria. Così, mentre vi sono migranti che raggiungono una buona posizione e vivono dignitosamente, Aut. n. 83/85 Trib. di Pesaro IL NUOVO AMICO RISPETTA L’AMBIENTE. STAMPIAMO SOLO SU CARTA RICICLATA.

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sono i sacerdoti provenienti dai vari paesi d’origine che seguono le proprie comunità nei loro cammini di fede. Molti provengono dall’est europeo ma giungono

REDAZIONE CENTRALE: Raffaele Mazzoli – Direttore - Ernesto Preziosi - Direttore Responsabile Roberto Mazzoli - Caporedatt. Centrale Gastone Mosci – Incaricato dei rapporti con la Regione Marche Via del Seminario, 4 - 61121 PESARO (PU) - Tel. 0721/64052 Fax 0721/69453 e-mail: info@ilnuovoamico.it

con giusta integrazione nell’ambiente d’accoglienza, ve ne sono molti che vivono in condizioni di marginalità e, talvolta, di sfruttamento e di privazione dei fondamentali diritti umani». (Benedetto XVI, Messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2013) L’immigrazione è stata affrontata come una eterna emergenza. Lungi dall’essere ricondotta ai dati reali, l’immagine dell’immigrato è stata assimilata a quella di un “invasore” e di un potenziale criminale, è stata amplificata dai media, impegnati a dare risalto soltanto a fatti di cronaca negativi, tacendo quelli positivi. Così, i movimenti migratori hanno suscitato paure e chiusure, preoccupazioni e ansie, che si sono tradotte in rifiuti e discriminazioni.. Queste stesse paure, a cui bisognava dare delle risposte sul piano educativo e sociale, sono state invece usate come formidabili leve di consenso elettorale. Chiediamoci con serenità: «Cosa vedono i bambini che stanno crescendo in questi anni? Che parole ascoltano in famiglia e nella società? Che esperienze sono costretti a vivere nelle loro comunità, tra i banchi di scuola? Cosa si forma nella testa di un bambino che vede alunni della sua classe esclusi dalla mensa scolastica perché i genitori non sono

in grado di pagare la retta, o che da un giorno all’altro non trova più il compagno di banco perché la sua famiglia è stata colpita da uno sfratto o da uno sgombero e ha dovuto trasferirsi altrove? La storia ci ha insegnato che nel disumano si può scivolare lentamente, complice la disattenzione e l’indifferenza dei più. Risonano belle più che mai le parole di Benedetto XVI, che, nel suo Messaggio di quest’anno, ricorda a tutti noi l’ansia della Chiesa per l’umanità, la famiglia di Dio: «Il Concilio Ecumenico Vaticano II, nella Costituzione pastorale Gaudium et spes, ha ricordato che «la Chiesa cammina insieme con l’umanità tutta» (n. 40), per cui «le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore» (ibid., 1).

La Chiesa dei poveri e degli abbandonati

Don Tonino Bello sognava una chiesa “per il mondo”, capace di incontrare le persone attraverso Dio e Dio attraverso le persone.

Redazione di Pesaro: Via del Seminario, 4 - 61121 PESARO (PU) Tel. 0721/64052 - Fax 0721/69453 e-mail: pesaro@ilnuovoamico.it Alvaro Coli – Responsabile diocesano.

Redazione di Urbino: Via Beato Mainardo, 4 - 61029 URBINO (PU) Tel. e Fax 0722/378395 e-mail: ilnuovoamico@arcidiocesiurbino.it. Giancarlo Di Ludovico – Responsabile diocesano

Redazione di Fano: Via Roma 118 61032 FANO (PU) - Tel. 0721/802742 (dir.) - 803737 - Fax 0721/825595 e-mail: fano@ilnuovoamico.it

EDITORE: Cooperativa Comunicare - Via del Seminario, 4 - 61121 PESARO (PU). Tel. 0721/64052 - Fax 0721/69453. Amministratore Unico: Marco Farina Presidente Cooperativa Comunicare

San Daniele Comboni parlava di “fare causa comune” con i più poveri e abbandonati. La Chiesa può gioire nel constatare come quest’impegno trovi oggi espressioni di grande valore nelle comunità e sacerdoti che ogni giorno, senza clamore, in contesti difficili, si spendono per i diritti e la dignità di tutti. Alla stessa maniera essa è cosciente delle fragilità ancora esistenti al suo interno: omissioni, rifiuti, minimizzazioni, silenzi. I migranti in mezzo a noi portano la freschezza della fede delle giovani chiese e delle loro culture. È imperativo «camminare insieme», avendoli presenti nelle nostre comunità cristiane, nelle sue attività di animazione e di catechesi, negli organismi ecclesiali parrocchiali e diocesani, come pure nei vari organismi di intervento e di ascolto in campo sociale, politico ed economico. In parole brevi possiamo dire: “aiutare i migranti attraverso i migranti”. Solo così, dando cioè risposte accettabili, si creerà umanità e comunità e i migranti avranno « l’occasione di incontrare e di riconoscere il volto di Cristo nei gesti di bontà che ricevono nel loro pellegrinaggio migratorio» (Benedetto XVI). P. Michele Sardella comboniano Pesaro

STAMPA: Galeati Industrie Grafiche/Imola GRAFICA: arti grafiche pesaresi srl/pesaro La testata “Il Nuovo Amico” fruisce dei contributi Statali diretti di cui alla Legge 7 agosto 1990, n. 250. PUBBLICITà Uffici della Redazione centrale 0721/64052 e Paolo Morsiani L’Impresa Editrice COMUNICARE risulta iscritta al Registro delle imprese di PESARO presso la Camera di commercio al n. 98100

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Questo settimanale è iscritto alla FISC Federazione Italiana Settimanali Cattolici ed è associato all’USPI Unione Stampa Periodica Italiana

Questo numero è stato chiuso in redazione mercoledì 2 gennaio 2013 alle ore 22 e stampato alle ore 6 di giovedì 3 gennaio


Echi Natalizi

È

6 gennaio 2013

Uno sguardo a presepi e rappresentazioni

arrivata l’ora di un bilancio (seppur non proprio definitivo) per Luciano Biagiotti, l’artista urbinate che per ben sette anni è stato impegnato nella realizzazione del maestoso presepe che si è potuto ammirare durante le feste nella Chiesa di San Domenico a Urbino: l’imponente opera, di circa 26 metri quadrati, nata nel 2006 come presepe del Duomo, rappresenta tantissimi scorci dell’Urbino dello scorso secolo, cartelloni del cinema compresi, anche se i vestiti e i mestieri dei personaggi lo collocano in un’epoca a noi più lontana. Tirando un po’ le somme, elenchiamo alcuni dati e caratteristiche della Città Ideale, titolo del singolare presepe. Maestro, quanti pezzi conta la sua opera?

Solo di alcune categorie ho tenuto il numero, come per le statuine, che sono 120, tutte di terracotta con vestiti di stoffa, e per i coppi dei tetti: circa 4200. Impossibile calcolare oggettini o animali! Quali i materiali usati nella realizzazione? Soprattutto polistirolo, sagomato e colorato, poi colla, das, sabbia e muschio, stoffe e tanti altri. Ma lei non si è fermato agli esterni… No, infatti ho arredato e popolato tantissime case e palazzi, grotte e arcate, come quella in cui c’è la Sacra famiglia, corrispondente a Corso Garibaldi. All’interno della Data e nella Casa di Raffaello ho allestito anche un museo! Alcuni angoli particolari? Caratteristico il mercato di Piazza delle Erbe idealmente vicino a

I Presepi artistici di Pietro Angradi

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porta Valbona, così come il cortile dell’asilo Valerio col platano pieno di aquiloni impigliati. La novità di quest’anno è Piazzale Roma con l’obelisco egizio al posto di Raffaello, già presente da anni di fronte all’orto botanico. In più in piazza c’è anche il mio personaggio, che augura a tutti “Buon Natale”! Non le dispiace chiudere questo capitolo lungo sette anni? I lavori ad un presepe non finiscono certo con il suo allestimento: i ritocchi e gli aggiustamenti non mancheranno, e poi sto già pensando a qualche aggiunta qua e là… La Città Ideale di Luciano Biagiotti per il momento è dunque terminata; solo tra un anno vedremo se sarà rimasta la stessa. Giovanni Volponi ©riproduzione riservata

S. Veneranda fino al 2 febbraio

La realizzazione di presepi e dei loro singoli componenti (personaggi o scenari) costituisce uno dei settori più ricchi dell’arte popolare italiana. A Cantiano Pietro Angradi realizza i suoi presepi artistici con materiali naturali del Monte Catria (rami, cortecce e muschio). Pietro Angradi è ritratto nella casa ubicata presso il torrente Bevano in Via Ventura Mazza.

Anche quest’anno nella chiesa di Santa Veneranda è stato realizzato un presepio artistico di grande pregio, curato nei particolari e nell’utilizzo dei materiali. Il lavoro da certosino è iniziato già da quest’ estate dalla mano paziente di Davide Meccanici e dallo staff di giovani genitori: Tonti Paolo, Gabucci Carlo, Pierini Sergio, Battistoni Agostino, Fusciani Devis. Don Michele Rossini ringrazia tutti i realizzatori di questa opera che ci aiuta veramente a rivivere il momento della nascita di Gesù a Betlemme. Nelle foto scattate da “PHOTO LOVE” il gruppo dei presepisti. In primo piano alcuni angeli donati dal noto stilista Piero Guidi. Il presepio sarà visibile tutti i giorni fino ai primi di Febbraio. Per tutto il mese di gennaio inoltre ogni sabato alle ore 21 e ogni domenica alle ore 16.30 si terrà la tombola. Sabato 2 febbraio la grande tombola di beneficienza alle ore 21.

Suggestive sculture di ghiaccio

L’oro della nostra libertà

Siamo venuti per adorarlo (Mt 2,2). Anche quest’anno, e per la terza volta, i Poco dopo la Messa di mez- bambini della parrocchia Santa Maria del Porto hanno accolto con gioia l’arzanotte, a Natale, i fedeli di rivo dei Re Magi, vero senso della festa che la Chiesa Universale celebra il 6 Tavullia hanno potuto vede- gennaio (Solennità dell’Epifania del Signore). Oggi più che mai sentiamo l’urgenza di recuperare il senso cristiano re una eccezionale sorpresa di molte feste, tra queste il Natale, che come diceva il Papa Benedetto XVI: “è diventata una festa dei negozi, il cui fuori della chiesa: una Na- luccichio abbagliante nasconde il mistero dell’umiltà di Dio, la quale ci invita all’umiltà e alla semplicità”. Anche tività scolpita nel ghiaccio noi, pellegrini sulle orme dei Magi, siamo chiamati ogni giorno ad uscire, a partire, a lasciare il peccato che ci allondallo scultore Francesco Fa- tana da Cristo, e a seguire la stella che ci conduce verso di Lui per poter infine offrire “l’oro della nostra libertà”, certi lasconi, campione mondiale che Dio non ci toglie nulla, ma ci dona quella pace, quella serenità, quella felicità vera che il mondo, per quanto ci di questa arte. I sentimenti provi, non può offrire. Finiamo augurando a tutti un buon Natale e felice anno nuovo con le parole che Benedetto di gioia del Natale si sono XVI nel 2005 rivolse ai giovani di tutto il mondo a Colonia, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù: cristallizzati in quest’opera “..Spalancate il vostro cuore a Dio, lasciandovi sorprendere da Cristo! Concedetegli il diritto di parlarvi..aprite le suggestiva e piena di luce, porte della vostra libertà al suo amore misericordioso! Esponete le vostre gioie e le vostre pene a Cristo, lasciando che che ha emozionato tutti! Egli illumini con la sua luce la vostra mente e tocchi con la sua grazia il vostro cuore”.

SUCCESSO DELLE INIZIATIVE NATALIZIE

Il programma incentrato sulla tradizione del presepe

Urbino - Il Natale 2012 ad Urbino è stato caratterizzato da una serie di eventi che hanno ottenuto un significativo successo. L’associazione rievocazioni storiche ha proposto, per la prima volta, una edizione invernale della Festa del Duca dando vita ad un Presepe vivente in stile e costumi rinascimentali che ha ottenuto molti consensi. Piazza Duca Federico è stata la scenografia naturale per accogliere la ricostruzione di una natività che ha preso lo spunto da un dipinto del Perugino e poiché il Natale è la tipica festa della luce sia nella tradizione pagana, sia in quella cristiana, l’intera piazza è stata illuminata dalla suggestiva luce delle candele di Candelara. Tutt’attorno artigiani, mercanti, musici, arcieri, tamburi, giocolieri con il fuoco, burattinai e banchetti gastronomici del rinascimento natalizio, hanno animato questo magico luogo. Nelle Sale del Castellare di Palazzo Ducale è stato allestito dal Consorzio Artigianapoli - Arte Tradizione Ricerca di Napoli, un diorama presepiale della tradizione napoletana, prodotto di altissima finitura che ripercorre i modelli settecenteschi più noti, con ambientazioni di grande respiro e scorci della città di Napoli. Anche in questo caso ci sono stati tanti apprezzamenti da parte dei visitatori. Nel suggestivo percorso dell’Oratorio della Grotta della Cattedrale, si è potuta ammirare la mostra “La danza degli Angeli” - Iconografie del Natale nell’arte, a cura dell’Ufficio Arte Sacra e Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado. La mostra ha inteso

costruire un percorso sul tema della Natività, attraverso opere d’arte realizzate da artisti ed artigiani operosi ad Urbino o su commissione locale, fra XV e XVIII secolo, che costituiscono uno dei tesori dell’Arcidiocesi. La Via dell’Agrifoglio ha permesso di scoprire bellissimi presepi artistici e laboratori di artigianato artistico, mentre canti Gospel e popolari su temi evangelici, Zampognari, concerti natalizi, hanno pervaso le vie cittadine. Contestualmente alla Via dell’Agrifoglio, tante Natività realizzate artigianalmente hanno caratterizzato Le Vie dei Presepi creati lungo le strade di Urbino, negli angoli più suggestivi del centro storico. L’Arcidiocesi di Urbino, Urbania e Sant’Angelo in Vado ha organizzato il tradizionale Concorso dei Presepi, cui ogni anno aderiscono centinaia di famiglie, con la premiazione, all’Oratorio della Grotta domenica prossima 13 gennaio alle 16, del miglior presepe di ogni categoria. Il 1° gennaio 2013 si è ripetuta un’iniziativa avviata alcuni anni fa per rendere omaggio alla Madonna di San Luca, collocata nella facciata nord del palazzo municipale, e per invocare la sua materna intercessione affinché la pace si diffonda e regni fra gli uomini. Grazie alla collaborazione dei Vigili del Fuoco di Urbino è stata deposta una corona ai piedi della sacra immagine della Vergine. La festa della Befana per tutti i bambini organizzata dal Comune al Palazzetto dello Sport ha concluso il periodo natalizio. gdl ©riproduzione riservata


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Echi Natalizi

6 gennaio 2013

L’

Arcivescovo di Urbino-Urbania-S. Angelo in Vado, per inviare gli auguri per il 2013, si è ispirato al passo del Vangelo di Giovanni in cui l’apostolo spiega che Gesù, a quanti lo hanno accolto, ha dato il potere di diventare figli di Dio. «Con Gesù inizia una nuova umanità e noi ne facciamo parte – spiega Mons. Tani -. Gli auguri che ci facciamo sono un invito ad accogliere la novità che Dio ci dona. Chissà quante cose ci portiamo nel cuore. Spero tante gioie, ma inevitabilmente anche sofferenze o, per lo meno, fatiche. Quante delusioni e quante attese». Non bisogna mai abbandonare nel proprio cuore la speranza: «Mi auguro che in questo 2013 cambino un po’ le cose. Le cose cambiano se noi cambiamo. Il mondo di allora, a cominciare dalla grande potenza dell’impero romano, con la venuta del Signore non è immediatamente cambiato; ma con il tempo, quando uomini nuovi che avevano accolto il messaggio di Gesù, cominciarono ad agire nel mondo, a poco a poco il mondo è cambiato. Sono gli uomini nuovi che rendo-

Gli auguri per il 2013 nelle parole di mons. Tani

no nuovo il mondo. Questo è possibile anche oggi». E tutto questo è possibile per la novità assoluta, ricordata in questi giorni, che è la nascita del Signore: «Egli è venuto a insegnarci – ha sottolineato l’Arcivescovo nella messa di Natale – a “rinnegare empietà e i desideri mondani”: tutte cose che vediamo probabilmente nel nostro piccolo personale e che abitano con evidenza nel grande mondo. Esse attirano e lusingano, promettono libertà e gioia, cose che puntualmente non arrivano. La proposta di Gesù sembra che ci tolga la gioia di vivere, in realtà ci mette nelle condizioni più vere per sperimentare la pienezza della vita. Anche i pastori non erano famosi per essere persone pie. Al

contrario vivevano ai margini della società e della legge. Ma proprio loro sono stati avvolti dalla luce della gloria divina. E hanno sentito l’annuncio che poi avrebbe invaso il mondo intero: È nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. È lo stesso annuncio che raggiunge anche noi in questa notte e io auguro a me e a voi che sia forte la luce della fede che si accende in noi». Mons. Tani ha anche ricordato che stiamo vivendo l’anno della fede: «Questo è il Natale dell’anno della fede. C’è fede in noi? Direi di sì, altrimenti non saremmo qui. Ma quanto spazio diamo a Dio? Quanto apriamo a lui il cuore? Lo preghiamo? Abbiamo tempo per lui? Siamo convinti che possiamo

incontrarlo nei sacramenti della confessione e della comunione? Gesù è nato in una stalla, di questo possiamo essere sicuri, perché è stato adagiato in una mangiatoia. Infatti, non c’era posto per loro nelle locande. Come si vede, Gesù non disturba troppo il mondo. E così non disturberà noi, se noi non lo vogliamo. Ma rimane sempre aperta la questione della fede e la domanda: cosa decido di fare con questo Dio che diventa uomo?». Quindi l’augurio per il nuovo anno: «L’annuncio della nascita del Salvatore che ascoltiamo nella notte di Natale, mi auguro che raggiunga tutti noi e sia forte la luce della fede che si accende in noi. Il mio pensiero va alle famiglie, in particolare a quelle che soffrono e che si tro-

vano in difficoltà per questa crisi economica. La fede cresca e diventi solida in questo anno della fede. Nascendo in una stalla, Gesù non disturba troppo il mondo. E così non disturberà noi, ma certamente solo lui è la salvezza del mondo. La carità mostri il volto concreto della vita nuova che abbiamo in Cristo». Anche nella messa del “Te Deum”, celebrata la sera di san Silvestro, l’Arcivescovo ha ricordato le luci e le ombre, le fatiche e le difficoltà trascorse e contemporaneamente ha pregato il Signore a donare a tutti un supplemento di speranza e che la sua venuta porti un nuovo inizio, in modo da diventare nuovi accogliendo la sua presenza. GM ©riproduzione riservata

Il Circolo Acli S. Andrea in Concerto dell’Epifania a Tavullia Villis ha festeggiato la Befana U SANT’ANDREA IN VILLIS - La festa della Befana promossa dal Circolo Acli di Sant’Andrea in Villis quest’anno ha compiuto venticinque anni, un’iniziativa volta a rafforzare la solidarietà, la promozione della famiglia e dell’infanzia. Un appuntamento partecipato soprattutto da tante famiglie di un popoloso quartiere quello del Fenile che in questi ultimi anni è cresciuto con tante giovani coppie e fortunatamente con tanti bambini. E’ proprio grazie al volontariato dei nostri soci assieme a tanti cittadini che si rafforzano i legami di una comunità specie in un contesto di grandi difficoltà delle famiglie. Il Circolo presieduto da Donatella Piermaria, si è sempre prefisso in questi anni di coniugare la festa alla solidarietà pertanto il ricavato della lotteria è stato interamente devoluto a Casa Serena di Bellocchi, all’Oasi Casa dell’Accoglienza, all’associazione Apito che sostiene le opere di Don Paolo Tonucci in Brasile ed infine alla realizzazione della scuola di Iriri in Uganda. Grazie al lavoro di squadra di tutti i soci del direttivo dai vice presidenti Enzo di Sante e Giuseppe Diottalevi, ma soprattutto la disponibilità di tanti amici delle ACLI nel quartiere si è riusciti nell’intento di dare continuità nel tempo all’iniziativa. In una serata conviviale che si è svolta venerdì 4 gennaio alla presenza di diversi amministratori della città guidati dal Sindaco Aguzzi sono stati consegnati dei significativi attestati alle signore che negli anni sono state le Befane e a diversi amici che con la loro disponibilità hanno sempre sostenuto la festa. Il Presidente Provinciale Tomassini e il Vice Tebaldi (tra gli organizzatori) hanno portato il sostegno della Presidenza Provinciale delle Acli che ha nel circolo di Sant’Andrea in Villis una presenza qualificata di dirigenti che fanno sì che l’associazione si distingua positivamente nell’intero territorio provinciale. L’iniziativa è stata inoltre realizzata con la collaborazione dell’A .ge (associazione genitori), della Parrocchia e con il patrocinio del Comune di Fano.

n’occasione lieta quale il concerto dell’Epifania è diventata un momento di grande significato, un momento di luce e speranza per tutti noi! Mentre eravamo semplicemente lieti di ascoltare i nostri bambini che ci auguravano il Buon natale con i loro canti, mentre il Coro dei piccoli Cantori diretto dal Maestro Gilberto Del Chierico ci riempiva di allegria e stupore, ci è stato fatto un grande dono. Roberto e Sara, i genitori del piccolo Alessandro Guidi, sono venuti a trovarci, hanno condiviso con noi un momento della strada che hanno intrapreso con Alessandro, un bimbo cerebroleso dotato però di una grande volontà e gioia. Roberto e Sara hanno deciso di incominciare a seguire il metodo Doman, che attraverso una serie di esercizi fisici eseguiti quotidianamente, grazie a una sequenza di stimoli visivi e uditivi , permette ad Alessandro di acquisire capacità che gli consentono di avere una vita sempre migliore. E’ una strada che richiede una dedizione continua, che Roberto e Sara riescono a dare anche grazie alla loro famiglia e a una trentina di volontari diventati ormai amici. Ci è stata comunicata una grande speranza e una grande forza e di questo li ringraziamo. Allora anche concludere questo incontro con i Tre Re Magi che recavano doni ad ogni bambino ha avuto più senso, perché il vero dono lo abbiamo avuto noi incontrando Roberto, Sara e Alessandro! Luigi Signoretti ©riproduzione riservata

Pace e solidarietà alla Scuola Media “A. Manzoni”

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iovedì 20 dicembre, la scuola secondaria di I grado “A. Manzoni” di Villa S. Martino di Pesaro si è ritrovata nel teatro della parrocchia “S. Martino” a festeggiare il Natale, la Pace e la Solidarietà. Da molti anni la scuola propone il “Progetto Pace” coinvolgendo gli alunni e le famiglie nella produzione di oggetti che servono a sostenere l’adozione a distanza di due bambini etiopi. Gli alunni inoltre elaborano cartelloni, balletti, canzoni, video riguardanti il tema della Pace; una commissione formata da alcuni studenti di II media, con l’aiuto dei docenti, organizza la presentazione del progetto e il coordinamento delle attività. In occasione del Natale tutto ciò che i ragazzi hanno creato viene condiviso in uno spettacolo che è un momento di gioia, di espressività carica di significato e di valore, un’occasione unica per sperimentare la Pace in modo concreto.

©riproduzione riservata

S

arebbe stato possibile rappresentare, entro uno spazio per sua natura limitato, come quello di un teatro, le vicende di Gesù di Nazareth? Avere cioè la possibilità di racchiudere questa vicenda, così carica di mistero, sul legno di un palcoscenico e lì, immaginarvi l’antica ed instabile terra di Giudea? Nell’Enrico V di Shakespeare, il coro attingeva all’immaginazione del pubblico chiedendo alla fantasia dei singoli spettatori di parteciparvi attivamente: “…o miei signori, vogliate scusare le menti ottuse e volgari che hanno osato portare un argomento così vasto su un palcoscenico così indegno; come potrebbe infatti, questa platea, comprendere in sé gli immensi campi di Francia.. .ma diamo ora esca alla vostra fantasia…”. Così è stato a Pesaro, la sera del 16 dicembre, al Teatro Sperimentale, dove l’immaginazione del pubblico accoglieva la calda rievocazione della vita di Gesù contenuta nel “C’era una volta Nazareth”, rappresentazione teatrale e musicale entro la quale

In scena la Giudea di Gesù

si rendevano visibili le vicende salienti del Figlio di Dio, fattosi, per noi, bambino ed uomo. Un caleidoscopio di musiche, balli, parole e canti, che ha prismaticamente restituito nel presente, il quotidiano di allora, con i suoi costumi, i suoi riti, quelli cioè di una comunità umana tumultuosa nonché impreparata all’arrivo di un messia e di un messaggio che ne avrebbe scosso le consolidate fondamenta. L’esperimento poteva dirsi riuscito. Grazie, prima di tutto, ad una scelta accorta e principalmente antologica della vita del Messia, dipanatasi negli episodi: “la nascita di Gesù”, “Gesù al tempio”, “Maddalena” e “L’ultima cena”, sintesi rappresentativa di una vita terrena umanamente breve ma spiritualmente eterna, che attraverso i quattro quadri scelti, esaltava lo speciale rapporto di Gesù col mondo. Poi, per una calibrata alternanza, tra esibita

popolarità etnica ed intimi, e quasi magici, raccoglimenti dell’anima. “C’era una volta Nazareth”, non si è limitata a declinare in nuovi moduli espressivi, il messaggio divino di salvezza ma è riuscito, in una sera di

bello spettacolo e colorato intrattenimento, ad enucleare il bisogno di esso, un bisogno che abita in questo nostro ipercinetico ed agitato mondo, forse moderno, ma incessantemente alla ricerca di una confortante e luminosa Betlemme. Massimo Baronciani ©riproduzione riservata

C’ERA UNA VOLTA NAZARETH

Scuole di Danza della Uisp di Pesaro:

Direttore Artistico Tiziana Montani Roseto Saccà Direttore Coro Jader Baiocchi Voci recitanti Massimo Baronciani Tiziana Montani Barbara Kubatova Soprano Luca Grandicelli Organo Flauto Brunella Radi Luciano Franca Oboe Massimiliano Poderi Violino Luigi Faggi Tromba Coro Santuario Madonna delle Grazie Pesaro

Danz’art Coreografi

Cristian Giunta e Lucia Foresta

Performance Coreografa

Anna Rebecchi

Centro Studi Danza Coeraografi Paola Forlani e Chiara Frulli Center Stage Coreografa

Laura Mungherli


Regione Provincia

C

ome tantissime persone di questo mondo, fino a poco tempo fa avevo una conoscenza sommaria e una vaga cognizione del mondo missionario, se non per averne sentito parlare dalle persone direttamente o indirettamente coinvolte o dai vari mass media. Ma poi sempre attratto da questa realtà, ho intrapreso insieme ad altri conoscenti, poi divenuti amici,  un viaggio in Etiopia allo scopo di portare aiuti al centro denominato “Smiling Children Town” di Soddo, cittadina ubicata su un altopiano a circa 370 chilometri a sud di Addis Abeba, fondato da Don Marcello Signoretti. Arrivati a destinazione ci accoglieva, un timido ragazzo etiope di nome Wondesen, di 26 anni, laureato in Economia, il quale dopo averci illustrato come i ragazzi di strada vengono contattati ed invitati a frequentare il centro e tutte le attività che si svolgono all’interno, con lo scopo di dare loro un futuro almeno dignitoso, ci parlava della sua conoscenza  di “Abba Marcello”, avvenuta quando lui era uno “street children” ed aveva circa dieci anni; Wondesen ci  ha raccontato come Abba Marcello lo aveva aiutato a portare avanti gli studi fino alla laurea e ha aggiunto che, senza il suo aiuto, non avrebbe  potuto permettersi un corso di studi ed una laurea, in quanto la sua famiglia era molto povera. Questo ragazzo si dedica oggi, dopo essersi laureato,  ad aiutare i suoi “fratelli” di strada, ed è diventato uno dei responsabili del Centro. Mentre Wondesen  ci raccontava di  Abba Marcello, definendolo come  suo secondo padre, dai suoi occhioni neri e molto comunicativi, oscurati da un cappello con visiera che è solito portare,

F

esta della parrocchia di Namapa il primo gennaio. La chiesa parrocchiale terminata nel 2002 ricorda i 10 anni dall’accordo di Roma tra Frelimo e Renamo. Finita la guerra civile le parti in lotta si trasformano in partiti politici. La gente può riprendere la sua vita normale. Lavoro e pace porteranno presto i primi segni del benessere. La parrocchia di Namapa,diocesi di Nacala porto(Mozambico) riconoscente,dedica la sua prima grande chiesa in muratura alla madonna della pace :NOSSA SENHORA DA PAZ. Ogni anno il primo gennaio rinnoviamo i nostri sentimenti di riconoscenza e un rinnovato impegno per la pace. Niente tribunali, niente condanne per crimini di guerra.. Il male fu fatto perché le persone non vivevano nel loro ambiente naturale.

6 gennaio 2013

TESTIMONIANZA SULLA MISSIONE DI ABBA MARCELLO SIGNoRETTI

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Ho conosciuto un angelo in terra d’Etiopia

iniziarono ad uscire dolci lacrime che lentamente solcavano il suo viso, esprimendo una commozione  coinvolgente.  Ma, il vero coinvolgimento emotivo lo si prova quando si conosce realmente quest’uomo speciale, non carismatico, ma umile, sereno e addirittura timido, di grande fede religiosa e con quell’amore che sa trasmettere ai bambini etiopi da “mancato” padre, più che da religioso, come in effetti era prima di vestire l’abito talare. Durante le giornate che abbiamo trascorso insieme ad Abba Marcello nel visitare i vari villaggi e missioni nel sud dell’Etiopia, sono rimasto colpito, dall’accoglienza che riceveva in ogni dove e di come la gente che incontrava con dignità

lo ringraziava per tutto ciò che lui aveva fatto per loro, anche se a volte, non proferivano neanche una parola, si leggeva nelle espressioni dei loro occhi quanta gratitudine avevano nei suoi confronti. Bambini poverissimi a volte completamente nudi che si avvicinavano con i loro occhi sorridenti e carichi di speranza ed urlavano: “Abba, Abba”, oppure “Marcè…Marcè”….. oppure l’intercalare tipicamente pesarese “Allora….Allora….!!!”, o ancora malati e anziani malnutriti, che comunque si prostravano innanzi a questo grande uomo e per tutti quanti Abba,  che con il suo tipico gesto di mettere loro una mano sulla testa, aveva sempre una parola di conforto o una pro-

messa o un gesto di aiuto, morale ed anche economico. Ho provato una profonda commozione quando ci siamo recati presso una fabbrica di mattoni completamente gestita e composta da lavoranti cechi, mi ha colpito il loro modo di muovere la testa appena hanno udito la voce di Abba Marcello e dopo che lo avevano salutato mi è sembrato di vedere gioia e serenità trasparire dai loro occhi  fissi e senza colore. Il momento più commovente dell’intero viaggio è stato la visita al “Children’s Blind Centre di Soddo”, dove vengono raccolti ed assistiti bambini cechi dalla nascita, che frequentano la scuola ed altre attività, affinché abbiamo una qualsivoglia futura prospettiva di vita dignitosa. Il Centro è diretto da un ragazzo  anch’egli cieco, laureato, molto capace ma con scarsissima sussistenza economica. I ragazzi dormono in stanze con materassi di gommapiuma spesso bucati e sottili come fette di formaggio emmenthal, che debolmente sostengono  il peso, sia pur leggero di questi ragazzi,  mi si è stretto il cuore nel vedere questi bambini passeggiare nel giardino abbracciati o tenersi per mani a gruppi di tre, quattro o cinque per evitare di cadere o inciampare. Erano sorridenti, immersi in

un oasi naturale di sole e colori di fiori variopinti, di cui è gremito naturalmente il giardino dove essi passeggiano, mai purtroppo consapevoli delle bellezze del creato, ma pur tuttavia sorridenti, così era quell’adolescente di nome Abdel, che stava leggendo su di un libro con metodo braille a rilievo ed alla domanda di Abba Marcello se gli piaceva studiare, rispondeva di sì e diceva che intendeva studiare fino a laurearsi, così da grande avrebbe potuto aiutare la sua famiglia molto povera, facendo trasparire una serenità  e mostrando un sorriso radioso, difficile da cogliere in altri ragazzi vedenti. Toccante è stata la funzione religiosa celebrata in uno dei villaggi etiopi  da Abba Marcello, contornata da canti di cori composti da giovani  e balli di ringraziamento al “Signore” a cui hanno partecipati tutti i presenti in chiesa. Fiumi di pagine possono scriversi  a proposito del grande lavoro che questo prete missionario sta svolgendo in quel paese Africano, ma in questo mi ha preceduto Vincenzo Varagona giornalista del TG3, che ha scritto il libro “Abba Marcello – Viaggio nel cuore dell’Africa Missionaria”. Antonio Cardinali ©riproduzione riservata

LETTERA DI PADRE ANTONIO CAMPANINI DAL MOZAMBICO

Namapa ringrazia Maria per il dono della pace Ora sì. Perciò le leggi invitano al rispetto per tutti. Non ci sono nemici da odiare. Le votazioni libere permettono ai cittadini di scegliere i loro capi e il loro governo. Certo c’è ancora molto da fare. Ma si farà nel rispetto della legalità. Ciò che sta rovinando questa pace e questo rispetto per i diritti del cittadino,sono ora gli abusi in campo economico e la corruzione di chi per amore del denaro chiude un occhio o tutti e due sulle leggi e sul vero bene comune. E siccome sono entrate in Mozambico molte multinazionali e molti

soldi, le tentazioni sono forti. I soldi finiscono in mano a pochi e i poveri,dopo vent’anni di pace e di lavoro onesto,stanno lottando ancora contro la POVERTA’ ASSOLUTA (che mi pare sia avere un dollaro al girono per campare….). Noi missionari stabiliamo in ogni diocesi delle commissioni di laici impegnati per educare il popolo, orientare chi ha buona volontà ma anche per denunciare la corruzione e gli abusi. Padre Antonio Campanini (1° gennaio 2013 NAMAPA) ©riproduzione riservata

LE SUE SCULTURE ANCHE DA PAPA GIOVANNI XXIII

Rivive l’affascinante arte di Aurelio Burzi

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resentate al pubblico, la notte di Natale, nella monumentale chiesa di San Giovanni a Pesaro, tre sculture lignee di Aurelio Burzi, scultore, pittore e baritono pesarese. Le opere raffigurano la Madonna della Pace, che è stata collocata in una cappella laterale della chiesa, la figura di Cristo coronato di spine e la statua policroma del vescovo S.Leo, che si trovano nel museo del convento di S.Giovanni Battista. “Le opere ci sono state donate, ha sottolineato padre Aldo Marinelli, superiore della fraternità francescana, da Lydia Oor, vedova dello scultore. L’artista ha realizzato delle opere rigorose e delicate allo stesso tempo, che si rispecchiano la sua ricca personalità’’. Ma perchè ricordare Aurelio Burzi? “Aurelio - ha sottolineato padre Aldo Marinelli - ha vissuto un’infanzia difficile e ricca allo stesso tempo; dove si mescolano i compiti di figlio maggiore di una famiglia laboriosa e i giochi fatti al porto con i compagni. E Aurelio farà i lavori più umili, come raddrizzare i chiodi da un falegname, il cameriere da un pasticcere in via Branca, dove incontrerà Vittorio De Sica con il suo piccolo cane bianco. Un incontro for-

tuito e fortunato, perchè già Aurelio Burzi, aveva la musica dentro di sè e il grande De Sica lo sentì cantare mentre portava un vassoio di paste di fichi, gli accarezzò i capelli e gli predisse un avvenire mera-

viglioso.’’ E per Aurelio Burzi si apre l’affascinante mondo dell’arte. A bottega da un ebanista per fare esperienza, inizia a studiare a Bologna e poi a Venezia, dove vincerà il primo premio di scultura. Poi gli studi musicali. Nel 1948/49 Burzi segue il corso di canto nella classe di Arturo Malocchi. La sua vocalità di baritono lo porteranno presto verso i teatri d’oltralpe, dove interpreterà prestigiosi ruoli in lingua italiana e francese. La sua specializzazione sarà di avere una vocalità verdiana e con le opere del genio di Busseto calcherà le scene del teatro Royal Mannaie di Bruxelles, la Scala di Milano, il teatro americano di Setale, l’Operà di Parigi e l’Opera di Gand e D’Anvers in Belgio. Contemporaneamente riemerge in Aurelio Burzi l’amore per la scultura e realizzerà un bassorilievo di Papa Giovanni XXIII per una chiesa di Bruxelles. Poi la realizzazione in Italia della testa del Cristo, ora nel museo del convento S.Giovanni, dove la semplicità dell’espressione artistica è prodotta da un’intensa e profonda ricerca interiore. Paolo Montanari ©riproduzione riservata

Il 19 gennaio incontro con lo scienziato Lucio Rossi

Sabato 19 Gennaio 2013, presso la Sala Congressi di Baia Flaminia Resort, viale Parigi,8 Pesaro ore 17.00 si terrà l’incontro: LA CACCIA AL BOSONE DI HIGGS AL LHC DEL CERN, il mistero della materia e i nuovi confini dell’avventura della conoscenza. Relazionerà il Prof. LUCIO ROSSI, responsabile del progetto LHC ad alta luminosità del CERN di Ginevra.


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Cultura e Territorio

6 gennaio 2013

LIONS CLUB PESARO HOST E PESARO DELLA ROVERE

Un Natale nel segno della solidarietà

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ell’accogliente sala del Tritone dell’Hotel Flaminio di Pesaro, in perfetta sintonia con il clima natalizio, suffragato dalle fraterne voci di due abiti talari, si sono riuniti per trascorrere insieme la Festa degli Auguri e scambiarsi i relativi voti, come già accaduto in anni precedenti, i Lions Club Pesaro Host e Pesaro Della Rovere. La serata è stata caratterizzata ed allietata dall’ingresso di due nuovi soci nel Sodalizio veterano. Il cerimoniere del Club Pesaro Della Rovere Federico Buscarini, coadiuvato dal pari ruolo del Club Pesaro Host Michele Della Chiara, ha svolto il consueto rituale ed ha nominato le autorità presenti, fra cui Gianfranco Buscarini past governatore distrettuale, Piero Coccia arcivescovo, Nino Montemurro presidente della III Circoscrizione Lions, Giuseppina Catalano asses-

Fano- E’ in corso nell’atelier del pittore pesarese Alessandro Tonti in via Montevecchio a Fano, la mostra dello scultore pesarese Claudio Cesarini. Per la prima volta lo studio di un’artista apre ad un altro artista. “Questo fatto, ha sottolineato Tonti, potrebbe essere d’auspicio per dare vita ad un dialogo poetico’’. E Claudio Cesarini, durante l’inaugurazione a cui era presente il critico e storica dell’arte Silvia Cuppini, ha sottolineato, come la sua scultura non è commerciale, perchè “ho sempre lavorato con l’uomo che soffre. I miei soggetti sono stati i vecchi dell’ospizio e dell’ospedale psichiatrico. E queste storie le ho interiorizzate ed ho compreso come la sofferenza si estende a tutto il mondo. Le mie sculture nascono da dentro di me, per questo realizzarle, significa intraprendere un lungo percorso artistico’’. Per Silvia

sore ai servizi sociali del Comune, in rappresentanza del sindaco, Italo D’Angelo questore, il col. Giovanni Gagliano comandante del 28° Reggimento Pavia, il ten. col. Giuseppe Donnarumma comandante dell’arma dei carabinieri, don Marco di Giorgio responsabile della Caritas ed i molteplici

ospiti. Ludovico Pazzi presidente del Club Della Rovere, nel suo intervento, ha espresso il parere che proprio in considerazione della critica situazione generale, in cui siamo immersi, prendendo gli stimoli dalla ricorrenza natalizia, pervasa dagli stessi valori lionistici, dobbiamo sempre più ancorar-

ci ad essi che costituiscono i capisaldi del nostro credo. Com’è noto, siamo impegnati nella realizzazione del service distrettuale, da noi promosso, “La casa d’accoglienza per i senzatetto” ed è necessario lavorare alacremente tutti insieme perché l’agognata meta sia raggiunta. L’Arcivescovo Coccia, nel suo saluto, ha fatto riferimento al recente 46° rapporto del Censis che si può sintetizzare nel nostro stato di sopravvivenza, contraddistinto da risparmi, rinunce, rinvii di scelte. L’assessore Catalano ha ricordato che nella nostra città vi sono molti casi di famiglie indigenti e le Istituzioni da sole non sarebbero in grado di fornire gli aiuti richiesti, occorre, pertanto, il sostegno della collettività. . Don Marco, Di Giorgio anch’egli coinvolto nel citato service, poiché la Caritas avrà il compito di gestire la funzionalità di detta casa del-

la speranza, ha rammentato che la loro mensa di Via del Teatro è quotidianamente “assaltata come la diligenza da tutte le parti” ed ogni aiuto sarà ben accetto; nel nome della Chiesa, “Il Natale è una risposta di Dio al dramma dell’umanità in cerca della vera pace”, parole di Papa Benedetto XVI che sono state riproposte per il loro pregnante significato. gar ©riproduzione riservata

Fhoto Love / Da destra: past governatore Gianfranco Buscarini (padrino), Attilio Della Santina (nuovo socio), Marco D’Angeli (nuovo socio), past presidente Pietro Paccapelo (padrino), presidente Roberto Bracci (sul podio), segretario Michele Graziano Giua, cerimoniere Federico Buscarini (più indietro), cerimoniere Michele Della Chiara.

MOSTRA DELLO SCULTORE CLAUDIO CESARINI

«Nella mia arte la sofferenza dell’uomo» Cuppini, in “Claudio Cesarini, si della grande “catena dell’essere’’ può vedere anche un percorso e a riportare la nostra condizione inverso, dalla scultura si può ri- umana allo stato in cui si doveva salire alla spiritualità dell’artista. trovare qualche millennio fa....’’ E in questo difficile momento “Per questa audacia nel far regreeconomico e sociale sarebbe un dire l’immagine tradizionale delerrore capitale, sottrarre la fun- l’uomo Cesarini rasenta in parte zione dell’artista, perchè dà degli il grande caso pittorico di Francis schemi per poter vedere il mon- Bacon, e trova pure qualche tando’’. genza con un pesarese “d’adoClaudio Cesarini, ha affermato zione’’, Giuliano Vangi...’’ “Se gli il critico d’arte Renato Barilli, “è “stanti, conclude Barilli,di Cesauno scultore che se ne sta ben rini parlassero, certo si esprimeabbarbicato alla sua terra, con rebbero con parole ugualmente poche preoccupazioni di uscir- strozzate, come i suoi personaggi, ne fuori e di curare un successo e rivolte a gridare un elementamondano. Del resto poche volte re bisogno di cibo, di affetto, di si incontra un ‘arte a scavo ver- comprensione.’’ ticale, protesa a percorrere di P.M. fretta i gradini della filogenesi, ©riproduzione riservata

Il calendario di Rinaldi – Ugolini

Sulle tracce di Zangheri PESARO – Il calendario 2013 di Ido Rinaldi e Delfina Ugolini pone a confronto le fotografie scattate, negli anni che vanno dal 1931 al 1950, da Pietro Zangheri, forlivese, appassionato di osservazioni botaniche, con quelle degli autori realizzate, per quando possibile, dalle stesse inquadrature. E così le immagini di ieri e di oggi scorrono in parallelo per dare vita ad una documentazione di indubbio valore storico ed artistico. I dodici mesi dell’anno evidenziano, per lo più, paesaggi della Valmarecchia, pareti del Sasso Simone e vedute dei “roccioni” di Perticara, posti a protezione del paese. Lo stesso criterio è stato adottato dai coniugi Rinaldi per realizzare il calendario dedicato al passato (anni ’50) e al presente della Repubblica di San Marino.

Moni Ovadia a Pesaro

Si terrà al teatro Rossini di Pesaro, giovedì 17 gennaio alle ore 21, lo spettacolo di Moni Ovadia dal titolo “Il registro dei peccati”. Un racconto nel quale Moni Ovadia, attraverso stralci di Franz Kafka, Martin Buber e altri esponenti del chassidismo, conduce il pubblico alla scoperta di quella spiritualità che è alla base dell’opera di pensatori come Freud, Einstein, Marx, Trotsky e artisti come Marc Chagall, che hanno dato un contributo significativo al sapere moderno.

Nasce la piattaforma multimediale de “Il Nuovo Amico”

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Cultura e Territorio

6 gennaio 2013

IL ROTARY CLUB PESARO FESTEGGIA I 60 ANNI

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Concerto umanitario per le ragazze dell’Imprevisto I

l Rotary Club Pesaro rinnova la tradizione del concerto ‘’Note di Speranza’’ service giunto alla IV edizione e rivolto, per l’anno rotariano 20122013 presieduto da Alessandra Baronciani, alla ‘’Cooperativa l’Imprevisto ‘’ comunità terapeutica educativa che opera a Pesaro

dal 1990. L’evento di questa edizione offre alla musica una doppia valenza dare aiuto a chi soffre, come è costume del Rotary e ricordare i 60 anni del Club, che per l’importante occasione è lieto d’invitare al concerto tutta la cittadinanza , sempre attenta alle iniziative solidaristiche organizzate dal Rotary sul territorio, nell’ambito sanitario, culturale e umanitario.

Il concerto sinfonico si terrà al Teatro Rossini Domenica 13 gennaio 2013 alle ore 17.30 Il Maestro Simone Baiocchi dirigerà l’Orchestra i Musici di Parma con musica di Rossini, Donizzetti, Bizet, Gounoud e Verdi .Il Soprano Cinzia Forte allieterà la serata con bellissime’’ arie’’. Maria Chiara Mazzi ,critico musicale curerà l’introduzione al concerto.

Patrociniato della Provincia di Pesaro Urbino, del Comune di Pesaro, de ‘’il Resto del Carlino ‘’ L’evento è realizzato con la partecipazione di: FondazioneCassa di Risparmio di Pesaro/ Carifano Cassa di Risparmio Fano/ Carilo Cassa di Risparmio di Loreto/ A.N.C. E. –sez. Costruttori di Confindustria P-U Ditta Baiocchi Marco Pesaro / Isopak Adriatica SpA/ Sider Rottami Adriatica Spa/

Concluse le celebrazioni per il 30° del Coro S. Carlo

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omenica 6 gennaio, presso la Chiesa monumentale di S. Agostino di Pesaro, si è tenuto il tradizionale concerto per L’Epifania, promosso dalla parrocchia di S. Agostino, dal Coro San Carlo di Pesaro, in occasione del quale sono state idealmente chiuse le celebrazioni per il 30° di fondazione del complesso corale, alla presenza del fondatore il Reverendissimo Don Guido e, con il prezioso contributo Istituto Ottica Ciaroni di Pesaro, il quale è da sempre vicino all’arte, alla Cultura, alla grande Musica Pesarese, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, si ringrazia la Parrocchia di S. Cassiano per l’utilizzo dell’organo. Un

piccolo cenno storico del Coro: dopo alcuni anni incentrati sul servizio liturgico - musicale presso la Chiesa di S. Carlo Borromeo in Pesaro, nel 1982 il gruppo inizia a cimentarsi in concorsi, rassegne, tournee in Italia e all’estero, proseguendo ancora oggi con immutato entusiasmo. In 30 anni di vita altre 150 coristi si sono avvicendati tra le file del gruppo, attratti dalla bellezza del canto e dello spirito di amicizia al di là di ogni differenza di età, professione ecc ……, quella magia che solo la grande musica è in grado di regalare! E questa lunga eredità è stata simbolicamente ricordata nel Concerto tenutosi il 6 gennaio. In programma,

musicale di Pergolesi (Magnificat) e Mozart (Ave Verum, Tantum Ergo, Dominicus Messe KV 66). Il Coro San Carlo, composto oggi da oltre 40 elementi, ha come sempre messo in luce tutto il proprio potenziale: ottima tecnica vocale, fusione delle voci, realizzazione delle dinamiche espressive e numerosi dettagli tecnici ottenuti con un grande e infaticabile lavoro, ma ampiamente ripagati dal pubblico presente che al termine del concerto non smetteva di congratularsi con gli artisti. Ad accompagnare il coro, un quartetto di ottimi solisti: Gabriella Palmerini (soprano), Elim HAN (mezzo-soprano), Jung (tenore), Hyunseok Park (baritono). L’accompagnamento strumentale è stato affidato all’Orchestra Sinfonica G. Rossini di Pesaro, mentre all’organo sedeva il Maestro Claudio Colapinto. La direzione della compagine è stata affidata alla mano esperta del M° Salvatore Francavilla, che ha evidenziato gesto elegante, sicurezza nella direzione e elevato coinvolgimento emotivo. Uno scrosciare interminabile di applausi con standing ovation finale hanno coronato questo pomeriggio musicale … un bel viatico per il Coro S. Carlo a proseguire su questa strada per i prossimi 30 o chissà quanti altri anni ancora …. Marcello Urbinati

Buone note per A.D.AM.O.

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FANO - Mercoledì 26 dicembre, si è tenuto, presso la Chiesa di S. Maria Nuova di Fano, il Concerto Di Natale, in memoria di Raffaella Londei, con la partecipazione del Soprano Giovanna Donini accompagnata dall’organista M° Luca Muratori, del Gruppo vocale dell’Istituto Maestre Pie Venerini di Fano, diretto dal M° Stefano Baldelli e del “Coro Jubilate” di San Lorenzo in Campo, diretto dal M°Olinto Petrucci. Il ricavato della serata è stato devoluto alla Associazione ADAMO (Assistenza Domiciliare AMmalati Oncologici). In apertura, il Presidente Paganucci, su invito della organizzazione, ha illustrato brevemente cosa è ADAMO, cosa fa e come opera.

enna

libera tutti

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Il nuovo anno all’insegna della musica

PESARO – Natale e Capodanno ad alta concentrazione musicale in città. Pesaro si conferma dunque città della musica, titolo che da tempo e da più parti si rivendica per la patria di Rossini. Si è svolta la XVI edizione de I Concerti del Filarmonico, manifestazione promossa dal Coro Filarmonico Rossini e articolata in tre appuntamenti, seguiti da un pubblico numeroso, dedicati rispettivamente alla rassegna di cori polifonici, all’esecuzione dell’oratorio di Natale di Saint-Saëns e alle musiche dai più celebri balletti di Caikovskij. A metà dicembre si è tenuto il secondo appuntamento della stagione realizzata dal Conservatorio Rossini in collaborazione con la Gioventù Musicale d’Italia che ha avuto come apprezzato protagonista il giovane pianista Alexander Schimpf, vincitore del primo premio al prestigioso Concorso internazionale di Cleveland 2011. Nell’ambito della stagione concertistica promossa da Ente Concerti e Comune di Pesaro sono saliti sul palcoscenico del Teatro Rossini il pianista iraniano Ramin Baharami, che ha offerto la sua originale lettura della produzione bachiana per strumento a tastiera, il ventunenne pianista russo Daniil Trifonov il cui tocco è stato definito da Martha Argerich “tenero e demonico insieme”, e da ultimo una gradita ‘sorpresa’, il balletto russo di Anna Ivanova, intenso interprete di ”Romeo e Giulietta” di Prokof’ev. Il 1 gennaio inoltre è stata inaugurata, con il Concerto di Capodanno, la nuova stagione dell’Orchestra Sinfonica Rossini: “Sinfonica 3.0”. Il neodirettore Massimo Quarta ha guidato l’Orchestra Sinfonica Rossini in un turbinio di pagine musicali che la tradizione europea associa ai festeggiamenti del primo giorno dell’anno. Un segno senz’altro positivo che rincuora in un momento di crisi economica e culturale e che fa ben sperare per il futuro, grazie alla collaborazione fra ente pubblico - l’amministrazione comunale - e sponsor privati. Non poteva mancare neppure il consueto concerto dell’Epifania del Coro Polifonico San Carlo, diretto dal M° Salvatore Francavilla, insieme all’Orchestra Sinfonica Rossini. Maria Rita Tonti

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Sinfonie in San Pietro in Valle FANO - Venerdì 4 gennaio, è tornata la musica barocca nella Chiesa di San Pietro in Valle a Fano. Secondo appuntamento organizzato dall’Orchestra Sinfonica G. Rossini in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Fano e Fondazione Cassa di Risparmio di Fano. Il primo concerto ha ottenuto uno straordinario successo di pubblico confermando l’attaccamento dei fanesi a questo prezioso luogo, esempio mirabile di arte barocca. Quando le prime note del pianoforte si sono propagate San Pietro si è rivelato luogo ideale per l’esecuzione di musica da camera del Seicento/ Settecento suscitando grandi emozioni e suggestioni negli interpreti e negli intervenuti. L’Assessore alla Cultura, Maria Antonia Cucuzza, ringrazia, per il contributo offerto, la Fondazione Cassa Risparmio di Fano che si è nuovamente distinta per aver investito sul recupero di importanti luoghi della cultura fanese, e rivolge ai Maestri intervenuti un sentito ringraziamento per aver accettato con grande entusiasmo e professionalità l’invito a partecipare a questo importante evento culturale.

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6 gennaio 2013

Lavoro, crescita, responsabilità Bilancio Regionale 2013

Il massimo rigore per sostenere il lavoro e per riconfermare le misure anticrisi a favore dello sviluppo e dell’equità sociale, senza aumentare le tasse e garantendo il diritto alla salute di tutti i marchigiani. Sono i cardini su cui si innesta il bilancio di previsione 2013 della Regione Marche. “Il bilancio 2013 fa i conti con 420 milioni di euro di tagli del Governo, ma non aumenta la pressione fiscale, conferma le misure anticrisi a sostegno dell’occupazione, introduce nuovi elementi di sviluppo e tutela il welfare e la coesione sociale – spiega il presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca - In questo momento così difficile è importante superare rendite di posizione, immobilismo, paura e saper guardare avanti con intraprendenza per sfidare il futuro con coraggio. Attraverso una rigorosa spending review regionale e la lotta all’evasione fiscale liberiamo quindi risorse dagli apparati e dalla burocrazia per destinarle su progetti concreti a favore dei giovani, del lavoro e della crescita del nostro territorio”. “La redazione del bilancio – afferma l’assessore al bilancio Pietro Marcolini - è stata complessa a causa della drammatica riduzione dei trasferimenti statali, ma nonostante ciò siamo riusciti a tenere in ordine i conti della Regione e a mantenere alta l’attenzione riservata alle categorie più fragili. Tra gli impegni decisivi la difesa e il miglioramento della qualità dei servizi socio assistenziali, il trasporto pubblico locale, la prima casa e gli aiuti alle imprese”. RISORSE REGIONALI: con il Bilancio 2013 la Regione nei settori extra-sanitari mette a disposizione della comunità marchigiana risorse proprie per oltre 600 milioni di euro. PRIORITA’ BILANCIO 2013: invarianza della pressione fiscale; recupero di risorse tramite taglio dei costi della politica/burocrazia e lotta all’evasione; difesa attiva del lavoro e giovani; casa e housing sociale; liquidità per le PMI; internazionalizzazione e attrazione degli investimenti; turismocultura-territorio; politiche sociali e welfare; trasporti.

COSTI DELLA POLITICA/ BUROCRAZIA: risparmi di -30 milioni di euro grazie a molteplici misure quali soppressione di Enti regionali; abolizione Cda; azzeramento quasi totale delle consulenze esterne; eliminazione auto blu; taglio di commissioni, collegi e comitati; taglio di dirigenti e servizi regionali; blocco

Misure per la difesa attiva del lavoro e dello sviluppo senza alzare le tasse e pensando ai giovani

to nei 5 anni della crisi, dal 2008 ad oggi: fondo ammortizzatori sociali in deroga per lavoratori imprese sotto i 15 dipendenti; impegno con dotazione richiesta di 409 mln euro per la protezione di 80.305 lavoratori; aiuti alle assunzioni, progetti formativi, voucher (FSE): 196 mln euro; 60.914 beneficiari; contratti di solida-

RESISTENZA MARCHE:

RESISTENZA MARCHE:

OCCUPAZIONE

IMPRENDITORIALITÀ

COSTI DELLA POLITICA:

TASSE REGIONALI MARCHE:

MARCHE VIRTUOSE

SOTTO MEDIA NAZIONALE

del turnover; ecc. Approvata legge statutaria con riduzione di assessori/consiglieri regionali. Per il 2013 si lavorerà anche alla razionalizzazione degli immobili regionali con ulteriori risparmi sul versante degli affitti e alla ulteriore riduzione dei costi della burocrazia. LOTTA ALL’EVASIONE: con il potenziamento dell’attività di contrasto dell’evasione si è arrivati ad un recupero di circa 30 milioni di euro all’anno; negli ultimi 5 anni in totale sono stati recuperati 140 mln di euro. PATTO DI STABILITA’ VERTICALE: per il terzo anno consecu-

tivo, la Regione conferma il Patto di stabilità verticale annunciandolo l’intervento fin dal bilancio 2013: un trasferimento di capacità di spesa pari a 40 mln di euro che permetterà agli Enti locali di girare liquidità con i pagamenti alle piccole imprese del territorio. DIFESA ATTIVA DEL LAVORO E DELLE PMI: conferma nel bilancio 2013 del pacchetto di misure anticrisi per la tutela dell’occupazione, delle piccole imprese e della coesione sociale. Di seguito il report di quanto fat-

rietà: 3.094 lavoratori coinvolti; prestiti d’onore regionale: avviate 976 nuove imprese (50% giovani sotto i 35 anni, 2/3 al femminile); borse lavoro (adotta un giovane), stabilizzazioni contratti a termine, progetti per precari scuola: 2.675 beneficiari; contributi agli studi per figli lavoratori in difficoltà: 1.806 beneficiari; contributi di solidarietà (200 euro mensili): 5.420 beneficiari; agevolazioni sanitarie: 39.815 ricette esentate da ticket per 27.984 lavoratori in difficoltà; Fondo di garanzia per la liquidità e l’accesso al credito delle PMI: 15.906 PMI coinvolte, 683 mln euro di finanziamen-

ti garantiti; progetti di ricerca, sviluppo, innovazione e trasferimento tecnologico per PMI: 551 mln euro di investimenti attivati, incentivi di 144 mln, 1.654 progetti agevolati, 1.793 imprese coinvolte; Fondo BEI per sviluppo PMI: 100 mln euro. INTERNAZIONALIZZAZIONE E ATTRAZIONE INVESTIMENTI - Costituzione di un albo di professionisti (avvocati, commercialisti, urbanisti, ingegneri gestionali, architetti, ecc.) specializzati nella assistenza tecnica e commerciale ai potenziali investitori, in particolare a sostegno delle attività propedeutiche agli investimenti esteri in entrata. - Costituzione di un “Fondo per la valorizzazione degli investimenti produttivi ed occupazionali sul territorio”, con una dotazione finanziaria per 1,5 milioni di euro, per la erogazione di voucher con copertura pubblica fino al 50% dell’importo, ai professionisti iscritti all’albo. PRESSIONE FISCALE: nonostante i tagli nazionali il Bilancio 2013 mantiene invariata la pressione fiscale regionale, che nelle Marche è scesa nel tempo e risulta ora inferiore alla media italiana; dal 2004 le addizionali regionali Irpef e Irap sono state ridotte di -36%, da 169 a 108 milioni di euro; oltre i 2/3 dei cittadini marchigiani sono esentati dall’addizionale regionale Irpef. DEBITO: il bilancio regionale presenta conti in ordine, testimoniati anche dalla riduzione costante del debito regionale complessivo; è sceso costantemente, in controtendenza nazionale, dal 2004 fino ad oggi, arrivando alla cifra di 1.236 milioni (-8%). SANITA’ E WELFARE: nonostante i -180 milioni di tagli di trasferimenti statali il Governo regionale conferma il suo impegno verso i cittadini e avvia una riforma per assicurare servizi appropriati in tutto il territorio. Per quanto riguarda le politiche sociali è prevista sostanziale invarianza della dotazione regionale rispetto lo scorso anno: in particolare viene confermata la quota storica di 35 mln di euro dal 2010 e l’integrazione di 10 mln in conseguenza del definanziamento statale.

Giovani, casa, housing sociale e rilancio dell’edilizia

La Regione, con questo bilancio, si propone di sostenere, oltre le categorie più fragili e gli anziani al centro di un progetto per la longevità attiva, in particolar modo i giovani e i loro diritti, sia per quanto riguarda la ricerca di occupazione che della casa.

Il fine è anche quello del rilancio del mercato edilizio, un vero e proprio moltiplicatore per tutti i settori che coinvolge. - Verranno impiegati 2,9 milioni di euro per l’innovativo progetto “Giovani nell’internazionalizzazione” che prevede voucher regionali con la riduzione per le PMI di -50% del costo di assunzione di giovani laureati e diplomati a sostegno dei processi di internazionalizzazio-

ne delle PMI; anche per questi giovani viene istituito uno specifico albo regionale a cui le imprese potranno attingere, in coerenza con l’iniziativa del fondo per l’attrazione degli investimenti. - Coinvolgimento di giovani qualificati nell’apertura dei siti turistici-culturali diffusi sul territorio (musei, archivi, biblioteche, teatri). L’intervento regionale prevede l’erogazione di borse di studio e di lavoro, cui sono destinati 2 milioni di euro. - E’ prevista poi la costituzione di un “Fondo per la casa, l’housing sociale e la riqualificazione urbana” di circa 15 milioni di euro, destinato all’acquisto della prima casa da parte delle giovani coppie, nonché al sostegno di progetti integrati pubblico-privati e di riqualificazio-

ne dei centri abitati. Il Fondo agirà secondo un meccanismo di “rotazione” per consentire un effetto leva di stimolo all’edilizia e sarà costituito da diverse fonti finanziarie (Jessica, housing sociale, ecc.). La priorità regionale della casa si rafforza anche con la conferma del progetto di casa intelligente per la longevità attiva. Per dare, infine, velocità alle Marche sono stati assunti tre impegni per il 2013: alta formazione e mestieri; attrazione degli investimenti e Marche in rete per rafforzare il modello policentrico di città-regione, grazie alla distribuzione diffusa ed equilibrata di servizi, attività e infrastrutture.


«Il Nuovo Amico» n. 1 del 6 gennaio 2013