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28 aprile 2013 • Anno 110 • N. 17 • Spedizione in abb. post. D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27.02.2004 N. 46) Art. 1, Comma 1, DCB Pesaro

settimanalE d’informazione diocesi di: pesaro •  fano • urbino fondato nel 1903

Le nostre Diocesi da Papa Francesco

pesaro - fano - urbino

17 aprile 2013


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28 aprile 2013

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fondato nel 1903

COPIA OMAGGIO

28 aprile 2013 • Anno 110 • N. 17 • Spedizione in abb. post. D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27.02.2004 N. 46) Art. 1, Comma 1, DCB Pesaro • facebook.com/ilnuovoamico € 1,00

pesaro

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faNO

Fede e ragione: studenti in concorso

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urbino

speciale

Vetrina europea per “La Terra del Duca”

Festa delle famiglie affidatarie

editoriale

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Undici studenti pesaresi in Etiopia

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Al servizio dei poveri

25 aprile giorno della memoria

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a nostra democrazia, in questo frangente, si lascia travolgere da una partitocrazia che ha fatto il suo tempo e sta dimostrando il suo lato peggiore. Prevale ancora la logica del conflitto di una politica orfana di ideali, di cultura e di programmi. Il 25 aprile non basta. Più che l’esaltazione si deve farne memoria. Poche luci e molte ombre. Come d’altronde avviene in tutte le guerre. La resistenza è stata una guerra tra le più ingrate, perché guerra civile. Non basta affidare il futuro a valori datati dalla storia. Il Seminarista reggiano, Rolando Rivi, riconosciuto martire, presto proclamato beato da Papa Francesco, ucciso in odio alla fede il 13 aprile del 1945 a Pian di Monchio. Aveva solo 14 anni. La storia di Rolando è emblematica di un clima di odio alimentato dal fanatismo anticlericale e ideologico. “Sappia essere strumento – commenta il vescovo di Reggio Camisasca – di riconciliazione con Dio e fra gli uomini”. Rolando nasce il 7 gennaio del 1931, figlio di contadini, a San Valentino nel Comune di Castellarano. A 11 anni entra in seminario di Marola e veste per la prima volta l’abito talare che non lascerà fino al martirio. Nel 1944 torna a casa e continua gli studi in privato, sotto la guida del parroco. Il suo zelo, la sua capacità di attirare amici nell’oratorio, nel clima di odio e di conflitto di quel periodo, viene preso di mira da un gruppo di partigiani comunisti. Viene sequestrato il 10 aprile del 1945, portato in prigione a Pian di Monchio, sull’Appennino Modenese, rinchiuso in un casolare per tre giorni, brutalmente picchiato e torturato. Venerdì 13 aprile 1945, alle ore 3 del pomeriggio, spogliato a forza della sua veste talare, trascinato in un bosco, viene ucciso con due colpi di pistola. Non gli viene concesso neppure di pregare per il babbo e per la mamma. Nel 1951 la Corte d’Assise di Lucca condanna gli autori dell’efferato omicidio, condanna che viene confermata in appello di Firenze e diventa definitiva in Cassazione. Da una testimonianza di Dante Bursi, rileviamo: “In quei giorni alla gente era solo lecito pensare eppure, si apprese l’accaduto. Si era recato nel bosco vicino a casa, a studiare, un biglietto ‘non cercatelo, viene un momento con noi partigiani’. Qui finisce la vita delwww.arpaitalia.com ragazzo. Il commissario Corghi interpellato, dice di averlo portato in un bosco e di averlo ucciso lui personalmente, ed ivi sepolto, dopo regolare processo, perché era una spia. Al processo di Lucca risultò tutto falso”. Falsità, brutalità, odio di religione, vendetta. Anche tutto questo fu resistenza. Raffaele Mazzoli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ERRATA CORRIGE Per un errore tecnico l’ultimo periodo dell’editoriale, del numero precedente, deve considerarsi nullo. Ci scusiamo con i lettori.

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GLI OPERATORI CARITAS DI PESARO-FANO-URBINO AL 36° CONVEGNO NAZIONALE DI MONTESILVANO

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Reportage fotografico dell’accoglienza deiL’arte pellegrini dal Papa

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ur consapevoli del rischio di tralasciare qualche nome, dobbiamo doverosamente ringraziare coloro che, a vario titolo, hanno collaborato alla realizzazione dello speciale sul pellegrinaggio delle nostre diocesi da Papa Francesco, che pubblichiamo in questa edizione speciale: Guido Zonghetti, Samanta Giorgi, Stefano Pagnini, Alessandro Ugolini, Luca Colli, Federica, Michela Vampa, Agostino Imperato, Paola Campanini, Claudia Parmeggiani, Luca Veneziano, Chiara Pandolfi, Giulia e Chiara Marchionni,

Don Giuseppe Fabbrini, Graziella Raneri, Matteo e Isabella, Valeria del Bianco, Paolo Mazzoli, Federico Del Baldo, Francesco Liera, Patrizia Faggiolani, Franco Galluzzi, Gabriele Falciasecca, Famiglia De Gasperis, Annibale Pretelli, Renato Frattesi, Becchini Enrico, don Andreas Fassa, Sabrina Perfetti, Rosy Di Giacomo, Famiglia Giovanni Cialdini, Debora Paolucci, maggie1610, fam. Steccherino, Giacomo Biddoccu, Iris De Marco, Roberto Polidori e Isabella Seri, Roberto Rossi, Michele Renzi…

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Socio Politico

28 aprile 2013

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Il messaggio di Clio Maria Bittoni moglie del Capo dello Stato

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ra ai margini o al centro dell’attenzione nel giorno in cui Giorgio Napolitano uscito dal Quirinale al mattino vi è rientrato nel pomeriggio, sempre

come presidente della Repubblica? Cosa avrà pensato dell’audace decisione del marito di continuare una così grave e gravosa responsabilità? La televisione l’ha ripresa, assorta e raccolta, mentre ascoltava le parole fermissime, anche se a tratti commosse, del Capo dello Stato ai parlamentari. Un’immagine molto sobria, un’immagine molto bella di una donna che ha sempre scelto il silenzio e il non apparire pur essendo al fianco di un uomo continuamente sotto la luce accecante dei riflettori. Ha applaudito anche lei alla fine del discorso ma c’era qualcosa di molto diverso in quel volto e in quel gesto che facevano trasparire una tenerezza infinita. È bastata qualche fugace ripresa televisiva per comprendere la grandezza di una donna che, condivisa la scelta del marito, la sosterrà con l’intelligenza e con l’affetto di sempre. Anche lei è dentro questa ulteriore e imprevista fatica per amore del Paese. Clio Maria Bittoni, è il nome di questa donna, ha sposato Giorgio Napolitano nel 1959 e da allora i due sposi hanno camminato insieme, in una freschezza di vita che il tempo, anche con il dono di due figli, ha reso più fragrante invece che appassire. Senza nulla togliere al significato e al valore di una presenza femminile al Quirinale questa donna ha offerto e offre al Paese un messaggio straordinario.

Riporta alla mente il pensiero che accanto a un grande uomo c’è sempre una grande donna e accanto a una grande donna c’è sempre un grande uomo. Non è un gioco di parole ma è il dire la verità sul rapporto tra maschile e femminile quando si esprime in condivisione di scelte di vita, di impegni e di pensieri ad alta quota. Una verità che vale per tutti perché in una società fraterna è di tutti la responsabilità di contribuire al bene comune. In un momento difficile e buio, ma non privo di speranza, il volto dolce e sereno della “moglie del presidente” è davanti agli occhi degli italiani. Non c’è bisogno di molte parole e di molte immagini mediatiche per trasmettere il messaggio di una donna che, con incondizionato rispetto del ruolo del marito, avverte di fronte al Paese una responsabilità silenziosa ma forse più decisiva di molte altre. E il nostro Paese, che non difetta di sensibilità umana, ha capito, si è accorto che le parole alte del suo Presidente sono scritte anche con l’inchiostro della grandezza e della bellezza della donna che dal 1959 è al suo fianco. Paolo Bustaffa

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Rielezione di Napolitano vicinanza e partecipazione della Chiesa italiana E

cco il messaggio inviato dalla Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, in occasione della sua rielezione a Capo dello Stato. Signor Presidente, Le esprimiamo di cuore le nostre felicitazioni nel momento in cui Lei, avendo dato la Sua esemplare disponibilità da molti richiesta, è stato confermato Capo dello Stato. Nel farLe sentire la nostra vicinanza e partecipazione avvertiamo il peso della responsabilità che l’incarico conferitoLe porta con sé, specialmente in quest’ora della storia. Sono, infatti, molteplici gli elementi che sembrano oggi indebolire il riconoscimento del senso della comune appartenenza. La gente e le famiglie vivono la crisi economica che, a sua volta, rimanda a una crisi più profonda e generale; essa tocca le radici stesse dell’uomo. È crisi sociale ed è crisi politica, che emerge in contrapposizioni radicali, nella scarsa partecipazione e nella fatica a raggiungere consenso. Tutto ciò fa di questo un tempo di scelte impegnative, che richiedono la consapevolezza e la capacità di cogliere le risorse e le reali opportunità per sviluppare una rapida e incisiva ripresa. Del resto, la misura dell’autentica politica si riconosce nella sua capacità di interpretare la società e di ragionare in termini di sviluppo storico e non all’insegna della contingenza, restituendo priorità alla riflessione pacata, al confronto, alla mediazione alta; nell’affrontare seriamente quanto ha a che fare con la vita quotidiana della nostra gente.

è

giunta notizia del rapimento, nella zona di Aleppo, di due vescovi, MorGregorious Yuhanna Ibrahim, della Chiesa siro-ortodossa di Aleppo, e BolousYazejy, della Chiesa greco-ortodossa di Aleppo. I presuli sono stati rapiti, secondo quanto riportato dalle agenzie, mentre trasportavano aiuti umanitari. Nei giorni scorsi ad Istanbul i ministri degli Esteri degli 11 Paesi occidentali e musulmani del gruppo “Amici della Siria”, fra cui l’Italia, hanno chiesto l’avvio di trattative per una fine politica del conflitto. Da parte sua l’Opposizione siriana ha rassicurato la comunità internazionale, preoccupata per l’avanzata della componente jihadista, e ribadito che le

La risposta migliore alla stanchezza e alla disillusione passa dal rispetto della democrazia e, quindi, dalla fedeltà ai principi della Costituzione, che ha il suo cardine nella centralità della persona e impegna a garantire a tutti lavoro, speranza e dignità. L’esperienza cristiana ha sempre avuto una dimensione e una valenza pubblica: i valori del Vangelo, incarnati nella partecipazione attiva di tanti fedeli laici alla vita pubblica, hanno contribuito a costruire una società più umana, oltre che ad arricchire il tessuto della Comunità nazionale, portando frutti di cultura, di carità, di sostegno dei diritti fondamentali della persona. All’uomo, infatti, è diretto il servizio della Chiesa come quello dello Stato, nella piena distinzione e autonomia, nonché nella reciproca e leale collaborazione per il bene dell’intero Paese. Come abbiamo ribadito in occasione del 150° anniversario dell’unità d’Italia, la coesione politica e istituzionale include un’unità interiore e spirituale che merita di essere perseguita come contributo vitale offerto a tutta la Nazione. Il nostro cordiale augurio è che, sotto la Sua rinnovata Presidenza, il Paese possa crescere nell’autentico progresso, in una stagione di effettiva e corale disponibilità, avendo come supremo obiettivo quello di servire il bene comune. Signor Presidente, Le siamo vicini con la nostra preghiera, confermando il leale e generoso contributo della Chiesa che vive nell’amata Italia. Roma, 20 aprile 2013

Sir

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SIRIA – RAPITI DUE VESCOVI DELLA CHIESA ORTODOSSA

Un’autentica mobilitazione

forniture di armi non andranno nelle mani sbagliate. Daniele Rocchi, per il Sir, ha fatto il punto della situazione con il presidente Sabra. Presidente, ieri sono stati rapiti due vescovi cristiani. Da leader dell’Opposizione e da cristiano, come reagisce a questa ennesima escalation di violenze e abusi? “Siamo impegnati a risolvere la vicenda nel minor tempo possibile. Li stiamo cercando dovunque. Si tratta di una questione che ci sta particolarmente a cuore. Vorrei che

fosse chiaro che per noi la liberazione è una priorità. Stiamo facendo del nostro meglio e speriamo di riuscire a risolvere questo dramma al più presto”. La popolazione siriana è allo stremo dopo due anni di guerra, decine di migliaia di morti e feriti. Il Paese si sta spopolando nel silenzio della Comunità internazionale… “Ciò che sta accadendo in Siria è incredibile. Basti pensare che solo pochissimi giorni fa è stata perpetrata una strage con centinaia di vittime e feriti. Si calcola che

diecimila siriani attraversano ogni giorno i confini dei Paesi confinanti. Nei giorni scorsi abbiamo incontrato i Paesi amici ad Istanbul e li abbiamo messi di fronte alle loro responsabilità ed esortati ad agire. L’alternativa sarà quella di vedere milioni e milioni di siriani lasciare il loro Paese con inevitabili problemi per Giordania, Libano, Turchia ed altri ancora”. Sir

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28 aprile 2013

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Regione Provincia

AL CONVEGNO NAZIONALE PRESENTI LE 220 CARITAS DIOCESANE

Una Chiesa povera per i poveri

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i è tenuto dal 15 al 18 aprile a Montesilvano (PE) il 36° Convegno nazionale delle Caritas diocesane che ha visto il confronto tra quasi 600 rappresentanti provenienti da tutt’Italia. Un appuntamento importante giunto in un periodo delicato in cui “la Chiesa è chiamata a moltiplicare gli sforzi” ha sottolineato il presidente di Caritas Italiana mons. Giuseppe Merisi, “utile per verificare il modo di intendere il servizio delle Caritas nei diversi territori”.

CINQUE AMBITI DI CONFRONTO

La prima giornata si è conclusa con la relazione teologico-pastorale di mons. Bruno Forte, Arcivescovo di Chieti-Vasto, che ha delineato alcuni spunti “per educare alla fede, alla scuola dei Magi”, sottolineando in modo particolare due aspetti: l’incontro con Dio non fa evadere dalla storia, dagli impegni della quotidianità e dalle responsabilità a cui si è stati chiamati; l’incontro con il Signore cambia profondamente le persone. I giorni successivi sono stati caratterizzati dai lavori di gruppo sui cinque ambiti di confronto: migranti, famiglie, persone in so-

M

ons.Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana aveva da tempo annunciato che il filo conduttore del Convegno sarebbe stato il confronto. E così è stato: il valore aggiunto di queste giornate è emerso proprio dai lavori di gruppo, cioè dal condividere l’esperienza vissuta ogni giorno sul campo nel servizio di aiuto e di prossimità ai poveri. L’obiettivo era molto alto: delineare gli scenari e i volti della povertà oggi. A partire da ciò, le nostre delegazioni di Pesaro, Fano e Urbino, si sono confrontate con il resto d’Italia e, pur con sfumature diverse, è emerso un dato fondamentale: la fotografia dei volti è la stessa, da Trento a Ragusa, passando per le Marche, ovviamente. Cerchiamo adesso di riassumere il risultato di questo scambio, CAGLI - Un NO grande quanto una piazza e un flash mob per non vedere l’entroterra morire. Oltre a una serie di incontri e passi istituzionali. Tutto il comprensorio cagliese ha deciso di stringersi attorno al suo ospedale, che il Piano sanitario regionale vorrebbe veder ridotto a casa della salute, per salvare il diritto alla sanità di 25mila persone che vivono un territorio ampio, dislocate in frazioni sull’Appennino che arrivano a contare anche meno di dieci abitanti. Un territorio che lo scorso anno è rimasto prigioniero di oltre due metri di neve, un territorio dove le strade non sono in pianura e molte avrebbero bisogno di manutenzione. Un territorio che coi tagli ci fa i conti da sempre, ma che questa volta non vuole smettere di spiegare le proprie ragioni. Il Piano sanitario regionale sarà presentato ad Ancona a fine aprile. L’assessore regionale alla Sanità Mezzolani e l’apposita commis-

litudine, giovani, persone che vivono forme diverse di solitudine, giovani, persone che sperimentano dipendenze.

OPERATORI COMPETENTI E CREDIBILI

Nel secondo giorno, il prof. Leonardo Becchetti, docente di economia al Politecnico di Roma, ha te tutti i lavori centrale è stato il offerto spunti di confronto nel- ri”. l’orizzonte socio-economico. “Ab- Mercoledì si è svolta una tavo- confronto con la Parola sotto la biamo bisogno di operatori com- la rotonda, coordinata da Paolo guida della prof.ssa Rosanna Virpetenti e testimoni credibili: oggi Beccegato, responsabile dell’Area gili, docente di Sacra Scrittura. soffriamo la distanza tra operato- Internazionale di Caritas Italiari che dimenticano l’anima quan- na, che ha visto la partecipazione LE CRISI SI ALTERNANO do diventano esperti e testimoni di Mons. Pierre-André Dumas, E SI SUSSEGUONO sensibili che non hanno strumenti presidente di Caritas Haiti, P. Saadatti e sono bollati come anime mir Khalil Samir, islamologo, L’ultima giornata invece è stato belle”. Ha rilanciato così l’esigenza Carlo Di Cicco, vicedirettore de tempo di conclusioni e prospettidi una formazione e di identifica- “L’Osservatore Romano”, Alberto ve, a partire da quanto esaminato re vie di partecipazione economi- Chiara giornalista di “Famiglia nei gruppi di confronto. “Occorre ca e politica attraverso i quali tutti Cristiana”. A partire dall’auspicio riconoscere e ridirci il valore di i cittadini possono essere prota- di papa Francesco di “Una Chiesa quella che a volte definiamo come gonisti del cambiamento verso il povera e per i poveri” nel mondo, la rete Caritas in Italia” ha sottolibene comune. “C’è bisogno – ha molti sono stati gli argomenti toc- neato il direttore di Caritas Italiaconcluso – di un ponte tra i due cati: il ruolo pedagogico e la pa- na, don Francesco Soddu, richiamondi, dobbiamo essere il fiume storale di prossimità della Chiesa, mando la responsabilità affidata al che scorre tra le due rive sensibi- chiamata nei complessi scenari di servizio e all’azione delle Caritas. lizzando i competenti e dando crisi a testimoniare il Vangelo, ma “Responsabilità certamente nelcompetenze ai sensibili”. Nella anche il ruolo dei media nel co- l’accoglienza ai poveri, ma anche consapevolezza che “carità signi- municare volti e vicende di questa educativa, culturale, ecclesiale fica volere il bene dell’altro, mette- Chiesa. Si è parlato anche della nel discernere il tempo presente”. re il povero in condizioni di essere drammatica emergenza in Siria “Questo Convegno –ha aggiuntodono, dare dignità, opportunità di e del complesso scenario emerso non finisce oggi: ricomincia domainclusione, diritti ma anche dove- dalla primavera araba. Duran- ni nel lavoro che ci attende, è un viaggio che continua in una chiesa

L’IMPOTENZA DI FRONTE AL DEPOTENZIAMENTO DELLA STRUTTURA FAMILIARE

Le nostre delegazioni a confronto perché si tratta di elementi che interessano e coinvolgono ogni cittadino. I poveri che oggi si rivolgono alla Caritas hanno un volto nuovo, per loro sono cambiate le condizioni, spesso in modo inaspettato e i soggetti più coinvolti sono i giovani, le seconde generazioni di immigrati, le famiglie in rottura, le persone dipendenti dal consumo o che hanno instabilità emotive. Questi nuovi volti esprimono dei bisogni modificati rispetto al passato a causa dell’incertezza del futuro, al disequilibrio e al disorientamento che riflettono ciò che una persona vive interiormente. Si tratta di domande complesse,

moltiplicate in quantità e mutate in qualità, che hanno bisogno di risposte articolate e integrate. Così l’isolamento, la solitudine, la mancanza di un supporto affettivo, di punti di riferimento, spesso ha conseguenze gravi come le varie forme di depressione e fragilità, l’insicurezza, la paura e la vergogna nel palesarsi “povero”. Il

depotenziamento della struttura familiare, la riduzione delle capacità di risposta da parte delle istituzioni e l’incertezza delle reti consolidate di sostegno fa sì che i poveri subiscano e gli operatori si sentano impotenti. In conclusione si è arrivati ad affermare che se si vuole dare delle risposte bisogna partire da alcuni

DATI ALLARMANTI La crisi economica ha provocato un aumento enorme

delle povertà familiari: 177,8% di casalinghe e 65,6% dei pensionati (rispetto al 2011) che nei primi sei mesi del 2012 si sono rivolti ai Centri di ascolto Caritas, un totale del 15,2% in più di italiani. Le Caritas

PIANO SANITARIO REGIONALE: SEGNALI DI APERTURA

della carità, in un paese solidale e accogliente”. Infine ha ricordato che “in un mondo che cambia, con le crisi che si alternano e si susseguono, siamo sempre chiamati ad essere segno e portatori di speranza mediante l’educazione secondo la pedagogia dei fatti”. Dal Presidente, mons. Giuseppe Merisi, è giunto poi un ringraziamento a tutti i presenti e a quanti si sono impegnati per la buona riuscita del Convegno e ha evidenziato la necessità di investire sempre più sulla formazione e sul potenziamento delle Caritas diocesane sviluppando percorsi educativi per le comunità locali affinché siano capaci di testimoniare nel quotidiano che la carità è l’intima natura della Chiesa ed è esigenza concreta della fede cristiana. Laura Paolini, Caritas Fano © RIPRODUZIONE RISERVATA

punti fermi che sono i volontari, i giovani e il soggetto unitario famiglia con un approccio che non sia più centrato sui servizi, ma sulla persona, nel rispetto della dignità e cogliendo la domanda di approcci trasversali che ci provengono dall’intreccio delle storie e dei volti. Parole difficili, dinamiche complesse, ma è una sfida che la Caritas vuole affrontare. Matteo Donati – Caritas Pesaro © RIPRODUZIONE RISERVATA

registrano un ritorno a situazioni di marginalità ed esclusione sociale con un aumento del 10% di tutte le situazioni di povertà estrema, dalla grave indigenza a gravi problemi lavorativi e abitativi. Tra il 2011 e il 2012 sono aumentate di circa il 20% le persone che si sono rivolte ai centri Caritas e di queste più del 44% ha richiesto beni materiali: cibo, abiti, farmaci.

L’entroterra si mobilita per salvare gli ospedali sione consiliare hanno dimostrato qualche apertura per una riforma che doveva essere in vigore dal primo aprile, che è stata sospesa per attendere le audizioni di sindaci e territori e che, forse, subirà qualche aggiustamento. In un modo che potrebbe essere anche già deciso. Cagli e il territorio del Catria e Nerone hanno scelto di spiegare insieme le proprie ragioni. Istituzioni, partiti e cittadini, molti giovani, hanno scelto di mettere da parte gli scontri politici, si sono uniti dietro gonfaloni e fasce tricolore e hanno approvato odg, fatto manifestazioni, cercato incontri e accordi, consapevoli di non poter avere tutto, ma con la volontà di mantenere qualche eccellenza e i posti letto, già insufficienti. I sindaci del Catria e Nerone e rappresentanti del Comitato per

l’ospedale sono stati ascoltati in Regione, dove sono arrivati circondati da circa 300 cittadini. Hanno sfilato in piazza a Cagli lo scorso 13 aprile, quando i ragazzi hanno organizzato una coreografia nella piazza davanti all’ospedale. Gli stessi ragazzi che, davanti all’ospedale di Urbino, si sono buttati a terra per dire no alla soppressione di servizi che uccidono l’entroterra. E, sempre quei ragazzi, che hanno assicurato di non fermarsi qui. La prossima settimana potrebbe essere decisiva per capire se e come Cagli, ma anche il resto della zona montana marchigiana (il taglio dovrebbe riguardare le strutture di 13 comuni) manterranno le proprie strutture ospedaliere. Elisa Venturi © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Regione Provincia

28 aprile 2013

il peperoncino

CONCLUSE LE CELEBRAZIONI PER I 90 ANNI DELL’AGESCI

Largo ai giovani

Scout che passione!

PESARO - “……all’ora stabilita, i nostri scout, mentre stavano per entrare in Cattedrale messi in bell’ordina di marcia, incontrarono, provenienti dalla Piazza Vittorio Emanuele, i fratelli di Fano e Senigallia appositamente invitati per la circostanza. Miglior incontro non potevano fare, si erano salutati insieme ai piedi di Cristo. Dopo aver ascoltata la S. Messa, celebrata da S.E.M. Bonaventura Porta il quale, prima di compiere la distribuzione ai giovani del Pane dei forti, pronunciò un magnifico e commovente discorso per la circostanza, gli scouts tornarono insieme in sede …” Qualcosa di simile a questa cronaca scritta nel lontano 1923, in occasione della fondazione del primo Gruppo di Scout Cattolici della città, è accaduto domenica scorsa, 21 aprile quando, in Piazza del Popolo, si sono incontrati, provenienti da S.Angelo in Vado, Cagli, Urbino, Fano e dai vari quartieri della città di Pesaro, circa 400 Coccinelle e i Lupetti (bambine/i di 8-11 anni), 350 Guide ed Esploratori (ragazze/i di 12-15 anni), 150 Scolte e Ro-

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ver (giovani di 16-21 anni) e circa 150 Capi educatori appartenenti ai dodici Gruppi Scout AGESCI della Provincia. Un incontro che ha avuto come spunto, certamente, la celebrazione dei novant’anni di storia ma, come fondamento, la consapevolezza che l’educazione dei giovani, attraverso il metodo scout, non solo è ancora attuale ma risponde con più forza e concretezza che mai, al bisogno educativo odierno. Il ritrovarsi insieme in così tanti non è per gli scout una manifestazione esteriore fine a se stessa. Lo stare insieme, secondo le caratteristiche metodologiche delle tre fasce di età (Branche), è il segreto della dimensione educativa. I valori trasmessi dallo scautismo in generale e da quello cattolico in particolare passano proprio attraverso la vita di comunità, l’amicizia, il contatto con la natura e l’ambiente, il gioco, l’avventura e l’esplorazione, la strada, il servizio, la preghiera e si costruiscono lungo tutto il cammino scout nel rispetto delle età e delle capacità di ognuno. Nei due giorni di permanenza in città, tutte e tre le Branche ave-

Lettera al direttore

aro Nuovo Amico, per seri motivi di salute non ho preso parte al pellegrinaggio per Papa Francesco ma ne sono stata partecipe ugualmente con la mente e la preghiera, vi spedisco questa poesia in suo onore, con la speranza di vederla pubblicata insieme alle tante altre composizioni che vi giungeranno in occasione dell’uscita speciale del Nuovo Amico. Anche se non sono abbonata non manco mai di cercare il vostro settimanale essendo una vostra lettrice appassionata. Cordiali saluti e grazie.

PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE

Festa del B. Benedetto Passionei

Triduo di preparazione 25-26 Aprile - Nella nostra chiesa ore 21,00 Santa Messa con omelia Sabato 27 Aprile - Nella Chiesa di S. Antonio ore 20,30 Santa Messa ore 21,00 Tradizionale fiaccolata al Colle dei Cappuccini ore 22,30 Accoglienza nel piazzale del convento, omelia e be-

vano come tema di fondo il motto universale lasciatoci in eredità dal fondatore dello scautismo Baden Powell: “..lasciate il mondo migliore di come lo avete trovato”. I ragazzi della Branca Guide ed Esploratori, sollecitati da ipotetici ispettori europei venuti a controllare e a sensibilizzarli sul tema, hanno mostrato le loro idee e le loro imprese relative al riciclaggio dei rifiuti, alle fonti di energia rinnovabili, alle fonti a basso consumo e ai temi di inclusione sociale. Hanno poi concretamente costruito una batteria, con materiale di riciclo, che ha dato corrente ad una gigantesca lampadina. I giovani della Branca Scolte e Rover invece si sono ritrovati, usando lo stile della discussione e della veglia espressiva, su questi contenuti : “lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato…questo è possibile se siamo persone migliori; per essere persone migliori dobbiamo essere persone più oneste e sincere; per fare questo dobbiamo essere persone che si impegnano ad avere relazioni vere, sia con se stessi che con gli altri”.

*** Gentile lettrice sono tanti i non abbonati che ci trovano nelle edicole e nelle parrocchie e la loro presenza ci conforta e spinge a far sempre meglio. Pubblichiamo la sua bella poesia sottoponendola agli altri nostri lettori. La redazione

A SUA SANTITÀ PAPA FRANCESCO Un solenne “benvenuto a te” Caro Papa Francesco…. E un grazie di cuore da noi tutti Sei giunto sin qui da paesi assai lontani Semplice e a mani nude, Ci hai portato una nuova “luce” e i più bei doni

nedizione con la reliquia del Beato. Seguono spettacolo pirotecnico e ristoro. Domenica 28 Aprile Festa del Beato Benedetto Passionei ore 9,00 Santa Messa ore 10,30 Messa solenne presieduta dal P. Provinciale dei Cappuccini ore 15,30 Incontro e benedizione dei bambini da parte del Vescovo mons. Armando Trasarti ore 16,00 Santa Messa ore 17,00 Santa Messa del Vescovo mons. Armando Trasarti (teletrasmessa da Fano TV) Animatore e predicatore: P. Alessandro Tesei

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A corollario di questi due giorni intensi e ricchi di emozioni aggiungiamo le parole che l’Arcivescovo di Pesaro mons. Piero Coccia, ha comunicato nella sua omelia durante la celebrazione della S.Messa nella cornice del Santuario della Madonna delle Grazie: “Gli scout sono abituati ad avere come guida dei Capi. Ricordatevi che il Capo più grande è Gesù. È lui il vero pastore che dobbiamo seguire per non perderci e per avere in dono la vita eterna. Come gli Apostoli anche voi avete la missione di andare nelle vostre città ad annunciare con la parola e con il vostro esempio la buona notizia del Vangelo di Gesù…”. Non resta che augurare buon Volo, buona caccia e buona strada a tutti. G.F.

opo la seconda elezione del Presidente Napolitano, tirato per i capelli in una situazione complicata, il Presidente della Provincia Matteo Ricci dice: “Adesso largo ai giovani”. Se i giovani fossero stati più bravi e capaci, non c’era bisogno di disturbare un vegliardo dal suo più che meritato riposo. Per Ricci occorre rifondare il partito partendo da tre pilastri: la passione della gente (che la crisi perdurante ha ammosciato), una nuova generazione di dirigenti (e lui fa parte di questa generazione) e gli amministratori locali (a cui lui appartiene). Il riassunto è la sua disponibilità a qualsiasi incarico di prestigio. Ma tornando ai giovani, dopo la presidenza di Napolitano e, al momento, la candidatura di Amato (praticamente un ragazzo) a presidente del Consiglio, di giovani ne abbiamo tanti. Forse è il caso di dire che la gioventù non è un semplice dato anagrafico ma la capacità di pensare in modo nuovo e diverso. Dunque più giovane di Napolitano non c’è nessuno. I vecchi sono i quarantenni legati a metodi politici obsoleti ed ancorati al passato. Palmiro Ucchielli intanto lavora per ricucire gli strappi, ma cercando i “franchi traditori” si ritrova ancora nei vecchi panni di funzionario di partito. Nel frattempo i “grillini” augurano al deputato del Pd Dario Franceschini , visto al ristorante, “Che te vada pe’ traverso” dando dimostrazione di finezza e cortesia verso gli avversari. E Berlusconi che fa? Nulla. Gli oppositori lavorano per lui. Ho cercato di spiegare ad amici francesi la situazione politica italiana: “No ho capito” mi hanno risposto. Non preoccupatevi nemmeno noi. Alvaro Coli

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Proseguono con le mostre fotografiche a Cagli il 24 aprile, a Fano il 4 maggio, ad Urbino il 20 maggio e a S.Angelo in Vado il 30 maggio

La luce dell’amore, la bontà, la fratellanza. Della modestia l’umiltà della speranza Sai infondere la fede a chi non crede E la rinnovi a chi già ce l’ha. Questi veri valori della vita Sono doni della ricchezza più infinita E non dimentichi i nostri fratelli I sofferenti gli infelici i rinchiusi e i poverelli “Caro Papa Francesco” grazie ancora Con devozione e con fervore Pregheremo per te “nostro Signore” !!! Affinché la preghiera e la tua luce Veglino sempre su di noi……. Un caldo abbraccio……. I tuoi figli

P

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enna

libera tutti

Il sorriso di Marina Ho scritto al Papa

V Anna Casi

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SUL PROSSIMO NUMERO A causa delle numerose pagine speciali che Il Nuovo Amico dedica in questo numero al pellegrinaggio interdiocesano a Roma da Papa Francesco, il consueto inserto mensile del carcere di Pesaro viene posticipato alla prossima settimana. La redazione

oglio raccontare quale pensiero è nato nel mio cuore. Appena mi sono alzata dal letto. “Ho paura di essere felice, aiutami mio Signore”. In questa famosa ricerca di felicità e bellezza mi scuote tale frase che sento risuonare dentro di me. Ecco, sicuramente sentir dire che la persona malata non può essere felice, ha bloccato pure me, io che voglio essere libera da pregiudizi! Certo che uscire dagli schemi che ci siamo costruiti è difficile, serve una grande dose di coraggio e fermezza in Dio e un pizzico di follia. Accendiamo il sorriso che è in Lui e buttiamo via la paura. Ah, sapete? Ho scritto al carissimo Papa Francesco, spero tanto che riceva me ed i soci della mia Associazione. Ora guardo l’azzurro del cielo, ascolto nel mio cuore le dolci parole di Antonio, ascolto anche le parole di un mio carissimo amico che mi chiede di pregare per lui e … non ho paura di essere felice. Un sorriso e a presto Marina © RIPRODUZIONE RISERVATA


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28 aprile 2013

Pesaro PESARO - Martedì 16 aprile, nel Salone Metaurense della Prefettura si è svolta, alla presenza dell’Arcivescovo Piero Coccia e del Prefetto Attilio Visconti, la cerimonia di premiazione del Concorso sul rapporto ragione-fede, promosso in occasione dell’Anno della fede dall’Ufficio Scuola e dall’Ufficio Cultura dell’Arcidiocesi, rivolto agli studenti delle scuole di secondo grado della Metropolia di Pesaro, Urbino e Fano e patrocinato dall’Università degli Studi “Carlo Bo” di Urbino, dalla Provincia, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e dall’Ufficio Scolastico Regionale. Il Concorso ha coinvolto oltre 200 giovani (chiamati a riflettere su alcuni testi di intellettuali laici e credenti) i cui elaborati sono stati valutati da una Commissione composta da dirigenti scolastici e docenti. Riportiamo a seguire alcuni passaggi dei loro scritti.

Redazione di Pesaro: Via del Seminario, 4 - 61121 Pesaro Tel. 0721 64052 - Fax 0721 69453 E-mail: pesaro@ilnuovoamico.it

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I VINCITORI DEL CONCORSO PROMOSSO DALL’ARCIDIOCESI DI PESARO

Fede e ragione: così la pensano gli studenti

NON CREDERE PER ESSERE TRASGRESSIVI

“E’ difficile credere in Dio, perché credere implica un atto di cieca fiducia. Mentre è facile credere alla scienza, che si fonda sull’evidenza dei fatti. Al giorno d’oggi noi giovani non riusciamo a credere in qualcosa di astratto. Abbiamo bisogno di prove, di certezze, di vedere per credere. Pensiamo che la fede si basi su sentimenti e congetture e che le uniche certezze siano quelle fondate sulla ragione. Non credere in Dio ci fa sentire più intelligenti, più trasgressivi, più adulti”.

SENTIRSI SOLI IN MEZZO ALLA FOLLA

“Quando capita d’estate di trovarsi in campagna di notte e di sbalordirsi sotto la vastità del cielo stellato; quando ci si perde nelle increspature delle nuvole di una sera dopo la pioggia e gli occhi si ubriacano della sapiente organizzazione delle forme e sorridono della sfrontatezza dei colori; come posso io, senza avere prove certe, sottomettere il tutto a un unico progetto? Non sarebbe il mio un atto di superbia, non essendo io sicuro dell’esistenza di Dio? Quando invece si è tristi, di quella incolmabile malinconia che porta a sentirsi soli pur in mezzo alla folla, preferisco reggermi sulle mie gambe, scelgo di essere un uomo sudato che arranca a capo chino, con i muscoli in tensione,

Andrea Magnini I premio

Elisabetta Camillini II premio

Sono risultati vincitori: Magnini Andrea, Liceo “Mamiani” Pesaro (I premio di 700 euro); Camillini Elisabetta, Liceo “Storoni” Pesaro (II premio di 500 euro); Mamuuni Fadwa, Liceo “Raffaello” Urbino (III premio di 300 euro), quest’ultima non appare in pagina perché assente il giorno

della premiazione. Segnalati gli elaborati dei seguenti studenti: Arcidiacono Giada, Arduini Sonia, Canestrari Giulia, Durazzi Francesco, Giombi Lorenzo, Melle Sara, Paolini Lucia, Perlini Giammarco, Tinti Susanna, Scarpetti Martina. Durante la cerimonia

si sono esibiti il Trio di fisarmonicisti del Conservatorio “G. Rossini” e della prof.ssa Monica Marcolini del Liceo Musicale “Marconi”, mentre il prof. Nevio Genghini, docente dell’I.S.S.R. “Giovanni Paolo II”, ha commentato i passi degli elaborati selezionati.

piuttosto che un uomo sorridente che avanza, mano nella mano, con suo padre”.

“Fidarsi di un Dio trascendente, Entità. La risposta più facile saspirituale, superiore è facile. Molto rebbe: il Dio cristiano. Io però non QUESTA SCELTA più difficile è concedere la propria ritengo giusto aderire ad una fede SPETTA A ME fiducia alla Chiesa. Il volto del- solo perché fa parte della storia IO, RAGAZZA la Chiesa spesso non è in grado di della mia nazione. Allora, se fossi “Io scelgo di non credere. I giovani ispirare una volontà di adesione. nata in una famiglia araba, oggi non credenti sono in aumento e MUSULMANA Di fronte a incoerenze, regole este- sarei musulmana? Se fossi nata io mi colloco tra loro. Ma non per Non è necessario contemplare i riori, parole che suonano astratte e in India sarei induista? Io voglio la scarsa credibilità morale della miracoli celesti per comprendere vane è comprensibile che i giovani credere senza condizionamenti, Chiesa, per l’incapacità della famiche ciò che ci circonda non può scelgano strade alternative a quel- usando solo la mia ragione e il mio glia di trasmettere la fede, per la seessere nato accidentalmente. Ogni la proposta dalla religione cristia- cuore”. colarizzazione della società. Semindividuo che abbia una minima na. Certo non si deve generalizzare “Fino a 15 anni non provavo nessun plicemente per scelta personale”. “Io conoscenza di biologia e anatomia, perché si riscontrano esempi di una interesse particolare per la fede. credo. E penso che la fede, proprio che conosca la perfezione del no- Chiesa fedele a Cristo. Ma la ten- Andavo a messa perché ci dovevo perché nasce dall’intimo dell’animo stro corpo, può intuire che deve denza prevalente oggi, soprattutto andare. Ma poi, attraverso alcuni umano, non possa ridursi alla pur esistere necessariamente un Dio nei giovani, è di non dare impor- amici, ho conosciuto la comunità necessaria appartenenza a una coonnipotente. In conclusione, io, tanza agli aspetti positivi, perché della mia parrocchia che è fusa munità, ma debba concernere anche sono una ragazza musulmana, sono meno evidenti di quelli nega- con altre parrocchie e quindi ha un che la sfera dell’individualità. Alla credo che la fede non impedisca tivi”. discreto numero di giovani. Così base di tutto deve esserci una scelta all’uomo di essere razionale”. “Io sono certa che qualcosa oltre il ho cominciato a vivere una serie di libera e meditata, che non può esmondo reale ci sia. Ciò che però eventi e di esperienze che mi hanno sere imposta da©altri”. RIPRODUZIONE RISERVATA UN CONTO E’ DIO E UN non sono riuscita ancora a com- cambiato”. ALTRO LA CHIESA? prendere è “chi” possa essere questa

L’ARCIVESCOVO ALLA VEGLIA PER LE VOCAZIONI

Ragazzi giocatevi la vita senza supplementari

PESARO – Venerdì 19 aprile in Cattedrale si è svolta la veglia di preghiera per le Vocazioni sul tema: “Progetta con Dio … abita il futuro”. Nel corso della serata sono stati letti alcuni passaggi del messaggio scritto da Benedetto XVI in occasione della 50a Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. Il Papa – ha detto l’Arcivescovo di Pesaro - ci ricorda che la vocazione è sempre segno della speranza e che questa è fondata sulla fede. Tre le parole sul quale mons. Coccia si è soffermato: vocazione, speranza e fede. L’esperienza umana vissuta da credenti – ha detto l’Arcivescovo – ci mostra tante e variegate vocazioni. In particolare quella al sacerdozio, alla vita religiosa (maschile e femminile) e alla vita di speciale consacrazione. «Rimango sempre perplesso e preoccupato quando sento

dire: ma perché il Signore non ci manda di queste vocazioni? Il problema è un altro. Spesso siamo noi a non avere consapevolezza di ciò. Per di più non poche volte abbiamo paura di dare risposta ad una chiamata che percepiamo troppo impegnativa e che ci lascia nel timore e nel tremore. Il problema dunque è nostro e noi siamo chiamati a risolverlo. Occorre un continuo discernimento attraverso la parola di Dio dataci dalla chiesa e nella chiesa. Ma abbiamo anche necessità di metterci in gioco in forma decisa, senza paure ed incertezze, convinti che il Signore, a chi lo segue dà il centuplo in questa vita e la vita eterna». Poi mons. Coccia si è soffermato sulla speranza cristiana come esperienza che ci dona la certezza e, rivolgendosi ai giovani ha detto: «Cari giovani la vita consacrata non è un salto nel buio, ma una

esperienza radicata nella certezza della speranza». Per mons. Coccia, la speranza cristiana è generata dalla “esperienza”, della fede. E’ la fede vissuta e non solo creduta che dà fondamento alla speranza. «Cari giovani – ha detto - mi rivolgo soprattutto a voi che avete una intera vita da giocare in una partita decisiva ma anche esclusiva. A nessuno è data la possibilità di partite di ritorno e nemmeno di tempi supplementari. Perciò giocate da protagonisti e da vincitori la partita che vi attende». Infine l’Arcivescovo di Pesaro ha chiesto di sostenere con la preghiera i «nostri seminaristi Giuseppe, Valerio, Andrea, Fabio e Gianluca, perché il Signore li illumini e li consolidi nella loro vocazione percepita e vissuta come segno della speranza fondata sulla fede». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Pesaro

28 aprile 2013

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CONVEGNO FIDAPA IN COMUNE - «LA META’ NON DENUNCIA GLI STALKER»

Pesaro si interroga sulla violenza alle donne PESARO - Nonostante il percorso compiuto verso l’eliminazione delle disparità tra i generi, il fenomeno della violenza sulle donne è in vertiginosa crescita in tutti i Paesi avanzati, tanto da aver meritato il neologismo femminicidio. In molti casi si tratta di violenza che si scatena in un ex-partner che non accetta di essere respinto dalla donna: il recente gravissimo episodio accaduto a una nostra giovane concittadina ne è un terribile esempio che ha aggiunto una nota di drammatica attualità all’incontro svoltosi per iniziativa della FIDAPA giovedì 18 aprile in Comune con la giornalista Maria Chiara Ballerini e la psicote-

rapeuta Paola Speziale, invitate a trattare il tema nei suoi aspetti sociologici e psicologici. Nella sua introduzione l’avv. Raffaella Marini presidente dell’Associazione ha indicato come prioritaria per contrastare il dilagante fenomeno la necessità dell’informazione supportata dalla formazione dei giovani nella scuola. E’ tuttora vero infatti, come la giornalista ha ribadito nel suo intervento, che nonostante i passi avanti fatti dalla legislazione e le molte iniziative messe in atto dalle associazioni femminili esistono tuttora nella nostra cultura pregiudizi atavici e stereotipi duri da estirpare che condizionano e frenano l’efficacia

dell’azione di prevenzione e protezione della donna da stalking e violenze. I dati sfatano la convinzione che il fenomeno della violenza di genere colpisca Paesi arretrati e fasce di scarsa istruzione e basso status sociale, ed evidenziano invece che i Paesi più colpiti sono quelli all’avanguardia, al 1° posto la Finlandia seguita dalla Germania. In Italia, dove tuttora manca una banca dati unica, le ultime statistiche Istat del 2006 sono integrate dai dossier raccolti e diffusi dalla Casa delle Donne di Bologna e pur essendo in difetto sono allarmanti: una donna su tre è stata almeno una volta vittima di violenza

per lo più domestica; il 53% non denuncia l’accaduto; ogni anno vengono uccise oltre cento donne. E’ essenziale sottolineare che il reato di genere rientra nell’ottica della violazione dei diritti umani. Purtroppo le leggi, dall’abolizione dell’autorità maritale del 1975 alla legge anti-stalking del 2009, come pure le molte campagne di sensibilizzazione non si sono ancora tradotte in un efficace agire

giuridico e politico. Essenziale il ruolo dei Centri antiviolenza, che nati alla fine degli anni ’90 si sono riuniti in una Federazione a livello europeo, e dove la donna riceve ascolto, accoglienza in case rifugio ove esistano, sostegno legale e psicologico per sé e per i figli. Il numero nazionale di emergenza è il 1522, attivo 24 ore su 24. Milena Milazzo © RIPRODUZIONE RISERVATA

Ecumenismo a Candelara e S. Maria dell’Arzilla

“P

er motivi storici, voi appartenete alla Chiesa di Roma e noi apparteniamo alla Chiesa d’Inghilterra, ma le differenze tra di noi finiscono qui”. Così ha esordito George Reading, uno dei 5 amici anglicani di Redbourn che abbiamo ospitato dal 12 al 15 aprile nelle parrocchie di Candelara e S.Maria dell’Arzilla, nel suo breve discorso durante le nostre messe. George e sua moglie Diana, Roy, Valerie e il loro parroco Will Gibbs sono venuti per rinnovare

1903-1923

N Breviario di notizie pesaresi

el 1903 Pio X succedette a Leone XIII. Vincenzo Gioacchino Raffaele Luigi Pecci, divenuto papa col nome di Leone XIII, è ricordato come il pontefiA cura di Vittorio Cassiani DOMENICA 28 APRILE SALUTO ALLA MADONNA PELLEGRINA – Termina, nella parrocchia di Santa Veneranda, la “visita” della Vergine di Fatima. Alle ore 8 Santo Rosario e preghiera delle Lodi, alle 9 Santa Messa solenne. GINNASTICA RITMICA – Si conclude, all’Adriatic Arena, la terza prova della Coppa del mondo. FORM-ORCHESTRA FILARMONICA MARCHIGIANA – Concerto al “Rossini”, ore 18, con Giuseppe Albanese (pianoforte) e Federico Mondelci (direttore e sassofono solista): “Blue Rhapsody”. villa borromeo – Incontro dalle 16.30 alle 18.00 in via Avogadro 40 per separati, conviventi e divorziati. LUNEDI’ 29 APRILE SULLA ROTTA DEI TRABACCOLI – Inizia oggi, per concludersi sabato 4 maggio, la 29^ edizione della Pesaro-Rovigno. Sabato 11 maggio, nella sede della Lega Navale, cerimonia di premiazione. NELLA CHIESA DELL’ADORAZIONE – Santo rosario meditato, vespri e benedizione eucaristica con il Gruppo di Preghiera P. Pio. Ore 17.15.

un patto di amicizia che dura da 13 anni fra le nostre comunità parrocchiali e lui (che era la decima volta che veniva dalle nostre parti, nonostante i suoi 80 anni). “Adoriamo lo stesso Dio – è stato detto - crediamo nello stesso figlio Gesù Cristo, invochiamo lo stesso Spirito Santo e preghiamo con le stesse parole. Sono molte di più le cose che ci uniscono di quelle che ci dividono e reputo fondamentale che l’ecumenismo nasca dalla base, da noi, dal nostro reciproco affetto e

La malattia di Leone XIII ce che introdusse l’attività pastorale anche in campo socio-politico. La sua più famosa enciclica fu la Rerum Novarum grazie alla quale gli fu attribuito il nome di “Papa dei lavoratori”. La salute di Leone XIII aveva cominciato a dare preoccupazioni nel marzo di quel 1903 quando ricorreva il 25° anniversario dalla sua incoronazione. Le sue condizioni fisiche non gli impedirono di presenziare a tutte le feste celebrate in suo onore. I giornali, a livello mondiale, seguirono con particolare attenzione il decorso della sua malattia e furono prodighi di lodi e ammirazioni per la sua figura, considera-

MARTEDI 30 APRILE NELL’UNILIT – Conversazione del professor Mario Morbidoni: “Ombre: trasparenze dell’antico”. Sala San Terenzio, ore 16. TRA SPORT E POESIA – Incontro conclusivo a Palazzo Gradari, ore 18. Giacomo Leopardi: “A un vincitore nel gioco del pallone”, STORIA DEL CINEMA – Sullo schermo del “Solaris” il quinto e sesto episodio: dal 1939 al 1952 e dal 1953 al 1957. Ore 21. MERCOLEDI’ 1° MAGGIO COLLE SAN BARTOLO IN ASINELLO – Guida, merenda ed asinello. Ritrovo al Parco Miralfiore, giochi bimbi, ore 10. Quota euro 18. Con “Il Ponticello”, via Micaloro, 6/1 (tel 0721/482607). STAFFETTA DELLA MEMORIA – In bicicletta lungo la linea gotica per l’organizzazione firmata da “Hostess New Media”. Conclusione al Parco Miralfiore. Festa e musica dalle ore 16. GIOVEDI’ 2 MAGGIO “IO CRESCO CON LA MUSICA” – Corsi collettivi per bambini e per adulti vengono proposti da “In musica”, associazione no-profit,

ta quella di un grande Pontefice. Di tanto in tanto le sue forze venivano meno ed il dott. Lapponi fu costretto, per misura precauzionale, a proibirgli alcune funzioni ed udienze. A fine giugno la sua fibra sembrò riaversi tanto da far sperare in una ripresa del corso normale delle sue attività. Il 30 giugno il S. Padre aveva avuto una giornata particolarmente intensa che si era conclusa con l’incontro di un piccolo gruppo di pellegrini studenti di Budapest. Quella sera, lo sfinimento del Papa fu notato dai suoi famigliari; vennero chiamati a consulto il dott. Lapponi e il prof. Mazzoni che

nelle sedi di via Milano n°. 47 e in quella distaccata di Santa Maria dell’Arzilla. Info: 0721/580454. MOSTRA NELLA SALA LAURANA – Fino al 6 maggio con orario 16.3019.30. Che cos’è l’uomo perché te ne ricordi? “Genetica e natura umana nello sguardo di Jerome Lejenuc”. VENERDI’ 3 MAGGIO NELL’UNIVERSITA’ LIBERA ITINERANTE – Conversazione di Glauco Maria Martufi: “Due religiosi in Cina e Tibet”. Ore 16. “ALLENAMENTE” – Evento speciale al Teatro Rossini. Ospite Arnaldo Ninchi, storico cestita della VL, nazionale ed attore. Info:0721/387741. CANONE DI PROFESSORI – Incontro conclusivo con Paolo Boni: “La democrazia degli altri…”. Sala consiliare della provincia, viale Gramsci 4. Ore 18. NEL SALOTTO CULTURALE DI CANDELARA – Conversazione di Francesca Rosa: “Le tecniche pittoriche antiche: fusione alchemica tra materia e soggetto”. Ore 21. SABATO 4 MAGGIO “MUSIC DAY” – In programma tre

dalla nostra comune preghiera”. In questi giorni abbiamo mangiato, scherzato, passeggiato e pregato insieme e quando se ne sono andati ci siamo sentiti più soli, ma con un forte desiderio di proseguire il percorso intrapreso coinvolgendo altre persone perchè, come dice il canto con cui li abbiamo salutati domenica “E’ più bello insieme”. Gianfranco, Simone, Antonia, Barbara e Letizia © RIPRODUZIONE RISERVATA

fecero la seguente diagnosi: “epatizzazione polmonare senile”. “Alle ore 22 circa Mons. Pifferi si era recato nella stanza del Pontefice ad amministrargli la estrema unzione”. La sua fibra fortissima gli fece superare la notte ed il Prof. Mazzoni decise per una puntura alla pleura dalla quale fu estratto 800 grammi di liquido. Il bollettino medico proseguì così, fra alti e bassi, fino al 20 luglio, giorno della sua morte. Fino all’ultimo strinse, con una certa energia, la mano di quanti vollero baciare la sua. Le sue facoltà mentali furono sempre lucidissime e, a chi piangeva, disse: “perché piangete? E al card. Ferrata: andiamo verso l’eternità”. Stefano Giampaoli

concerti: di musica antica (Conservatorio Rossini, ore 11), d’organo (chiesa del Nome di Dio, ore 18) e sinfonico (Auditorium Pedrotti, ore 21). PERCORSO PER GENITORI E FIGLI

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– Incontro conclusivo: “Corpo ed emozioni: un pensiero sull’affettività e la sessualità”. A cura dell’Associazione “Il Mantello”. Scuola elementare don Bosco, via Leoncavallo (Villa San Martino).


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DECIMO ANNIVERSARIO

L’Arcidiocesi ricorda don Amatori

L

unedì 6 maggio alle ore 10.30 in Cattedrale a Pesaro, S. Messa di suffragio per il 10° anniversario del canonico mons. Don Aldo Amatori Nato a Fano (PU) il 13 agosto 1911, fu ordinato sacerdote nel 1936. Suo primo incarico per un anno fu quello di Vice Rettore e docente in seminario, quindi nel 1937 fu destinato alla parrocchia di S. Lucia in Pesaro. Lasciò la parrocchia nel 1954, diventando canonico della Cattedrale e Direttore dell’Ufficio Amministrativo Diocesano. Nel 1961 divenne Cancelliere Vescovile, ufficio associato a quello di responsabile dell’Archivio Diocesano che lo condusse ad interessarsi alla storia della Chiesa di Pesaro. Fu quindi attratto dal grande fascino del passato e ben presto ebbe l’intuito di offrire alla nostra comunità un’opera che raccogliesse quanto, in tale ambito, potesse destare interesse, conscio che per amare la Chiesa è necessario conoscerla e rendersi conto delle lotte, difficoltà e sofferenze sopportate lungo i secoli. Per questo ha voluto offrirci una storia che andasse dalle origini ai nostri giorni, traendo notizie, con cura meticolosa, sia dall’Archivio e Biblioteca diocesani, sia da altri archivi e biblioteche parrocchiali e comunali. Completò il lavoro nel 1986, ma non riuscì a darlo alle stampe. è

però venuto alla luce nel 2003 per opera di Dante Simoncelli. Non solo nel campo archivistico–culturale ma anche e soprattutto nell’impegno pastorale. Come parroco di S. Lucia e amministratore del legato Ortolani ricostruì l’immobile annesso alla parrocchiale per farne un poliambulatorio per l’infanzia e che poi il vescovo Luigi Carlo Borromeo preferì farne la sede della Pontificia Opera Assistenza, dell’ODA e della Mensa Onarno. Sempre nell’ambito assistenziale fu cappellano della Casa di Cura Villa Adriatica e collaborò con il Vescovo e l’On. Cuzzaniti all’acquisto e trasformazione da parte dell’ONPI (Opera Nazionale Pensionati Italiani) della Villa in Casa di Riposo per sacerdoti italiani. Don Aldo Amatori è una figura eminente nell’album dei sacerdoti pesaresi. © riproduzione riservata

L’ultimo saluto a Fr. Fernando Bartolucci

I

necrologi ✞ Mercoledì 10 aprile è mancata all’affetto dei suoi cari, munita dei conforti religiosi, all’età di anni 76

CAROLINA AMODIO (Lina) in Spadoni

COMBONIANI IN LUTTO

l 13 aprile u.s. si è spento a Verona il Fr. Fernando Bartolucci, Missionario Comboniano. Aveva 88 anni. Nato a Montecalvo in Foglia nel 1925, a 20 anni faceva i suoi primi voti come Fratello nella congregazione dei Comboniani. Fu assegnato per qualche anno alle comunità di Verona e di Thiene esercitando il lavoro di sarto: all’epoca dovevano provvedere all’abbigliamento dei numerosi scolastici che partivano a completare gli studi in Inghilterra e negli Stati Uniti. Dal 57 al 2001 è stato per 43 anni in Messico dove ha esercitato la responsabilità di Procuratore di tutte le missioni, il servizio di accoglienza per i missionari che arrivavano e partivano e talvolta anche il servizio

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Pesaro

28 aprile 2013

della cucina. Ha accompagnato la nascita e lo sviluppo del seminario comboniano di Guadalajara, che ha preparato un gran numero di confratelli per la vita missionaria. Servizievole, riservato ed efficace nel suo lavoro, non disdegnava qualche momento di svago, in particolare la pesca alle trote. Con la complicità di un altro missionario, produceva dell’ottimo vino, condiviso con le varie comunità e anche qualche buona bottiglia di grappa. Ha trascorso gli ultimi anni nella comunità di Verona, dove si è spento serenamente, celebrando 68 anni e un mese di vita consacrata. San Daniele Comboni scriveva: “Noi vogliamo andare in paradiso come dei veri missionari”. Fr. Fernando è stato un vero missionario, che ha scelto di amare e di vivere come Gesù, nell’umiltà, il servizio e il nascondimento. La comunità di Montecalvo in Foglia ha accolto la sua salma lunedì 15 aprile e ha ringraziato Dio per la sua vita donata alla missione. Il Parroco ha espresso un desiderio e una preghiera: che il Fr. Fernando non sia l’ultima persona consacrata al Signore della Parrocchia. Il suo esempio, la sua testimonianza e la sua preghiera possano favorire lo sbocciare di altre vite donate per la causa del Vangelo.

PER CESARE CECCOLINI “Cesare, è stato un grande dono conoscerti da vicino, “gustare” la tua presenza, notare il tuo immenso amore per la Chiesa di Cristo, vederti “servire” i cibi, spesso, anche da te confezionati, in modo impeccabile! Delicato, sobrio, lievemente ironico e “sornione”, sempre indaffarato, perché tutto venga preparato nel modo migliore, ma pronto alla battuta schietta ed intelligente, hai fatto della gratuità e del “servizio alla Chiesa” che amavi, caro diacono, lo scopo della tua intensissima vita. Una malinconia lieve, assorta, circolava nelle stanze dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Pesaro “lassù” al “Seminario nuovo”, nello scorso mese di settembre; perché, dopo aver sistemato tutto dopo il “caos” estivo, insieme con i collaboratori, le lezioni universitarie sono riprese regolarmente, ma Cesare non c’era, stava ingaggiando l’ultima “battaglia”, questa volta con la sua vita. A tutti, allievi, docenti, amministrativi, mancano i suoi passi “felpati”. Le splendide composizioni floreali per i momenti d’incontro, le magnifiche tavole imbandite, apparec-

Lo annunciano con profondo dolore il marito TITO, i figliSTEFANO e SAURO, le nuore ANGELITA e LORENA, gli adoratinipoti SAMUELE e VERONICA, FILIPPO e CAMILLA, il fratello GIANNI, la cognata PIA e i parenti tutti.

Sabato alle ore 21.30 è mancato all’affetto dei suoi cari, all’età di anni 88

CARLO MANCINI Lo annunciano con profondo dolore la moglie DINA,il figlio MAURIZIO, gli adorati nipoti LUCA e CHIARA e i parenti tutti. Il funerale ha avuto luogo nella Chiesa parrocchiale di S. Agostino. Dopo la S. Messa seguirà per il Cimitero Centrale. IROF Funeral Services Sede Pesaro via Cattaneo n.11 - Tel. 0721 31494-371444

Sabato 20 aprile alle ore 8 è tornata alla Casa del Padre, all’età di anni 91

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✞ Giovedì 11 aprile è mancata all’affetto dei suoi cari, munita dei conforti religiosi all’età di anni 80

CLARA BIAGIONI in Gennari

Lo annunciano con profondo dolore il marito GIORGIO, la figlia MARIA ASSUNTA, il genero Enzo, l’adorato nipote ALESSANDRO, il fratello ARNALDO, le cognate, i nipoti e parenti tutti. La tumulazione è avvenuta presso il Cimitero di Candelara IROF Funeral Services Sede Pesaro via Cattaneo n.11 - Tel. 0721 31494-371444

✞ Giovedì 18 Aprile alle ore7,45è mancato l’età di anni 75

Luigi Piermaria

Ne danno il triste annuncio la moglie CESIRA, i figli VALTER e GABRIELE, la nuora MONICA, i nipoti LUCA e MARCO, le sorelle, i cognati, le cognate e parenti tutti. Il funerale ha avuto luogo nella Chiesa parrocchiale di S. Veneranda. Dopo la S. Messa è proseguito per il Cimitero Centrale

LUIGI

Sabato 27 Aprile alle ore 18.30 verrà celebrata la S. Messa di settima nella Chiesa di S. VENERANDA. O.F. Marinelli –Via Del Governatore, 4 tel. 336/284055 – 337/635960

BENVENUTI BRUNO

nato il 03/03/1920 morto il 22/04/2013 Esequie in forma civile il 24/04/2013 presso il cimitero centrale. O.F. Marinelli –Via Del Governatore, 4 tel. 336/284055 – 337/635960

✞ Anniversario Domenica 28 Aprile ricorre il 6°anniversario della scomparsa della cara

NINFA VITALI ved. Ballarini Lo annunciano con profondo dolore le figlie ANNA e BRUNA, i generi URBANO e MARINO, i fratelli, gli adorati nipoti MARINA, BARBARA, CRISTINA e GABRIELE e i parenti tutti. Il funerale ha avuto luogo presso la chiesa parrocchiale di S. Lucia. Dopo la S. Messa proseguirà per il Cimitero. IROF Funeral Services Sede Pesaro via Cattaneo n.11 - Tel. 0721 31494-371444

Sabato 20 aprile 2013 è venuta a mancare all’ affetto dei suoi cari

ROSA ANNA GRILLI Ne danno il triste annuncio il marito Alberto, i figli Federigo con Daniela,Angelica con Francesco e l’adorata nipote Flavia,le sorelle Giovanna e Lellina e i parenti tutti. Il funerale ha avuto luogo nella chiesa parrocchiale di S. Cassiano. Seguirà il trasporto al Cimitero Centrale. IROF Funeral Services Sede Pesaro via Cattaneo n.11 - Tel. 0721 31494-371444

O.F. Marinelli –Via Del Governatore, 4 tel. 336/284055 – 337/635960

ringraziamento La famiglia PIERMARIA nell’impossibilità di farlo personalmente, ringrazia commossa quanti numerosi hanno partecipato al loro grande dolore per la perdita del caro

Lunedì alle ore 4 è mancata all’affetto dei suoi cari munita dei conforti religiosi all’età di anni 99

FILOMENA ORTOLANI ved. Tonti Lo annunciano con dolore la figlia GUIDELMA, il genero CARLO, le adorate nipoti DANIELA, SILVIA ed EVA, LEWIS, i pronipoti EDI, DIANA e DIEGO e parenti tutti. La tumulazione è avvenuta presso il Cimitero Centrale. IROF Funeral Services Sede Pesaro via Cattaneo n.11 - Tel. 0721 31494-371444

chiate con cura e affetto. Non c’è più la sua delicatezza nell’approntare ciò che occorre, e anche di più, in cappella, perché i momenti di preghiera siano profondi; non c’è Cesare di fronte alla piccola e bianca scultura di Maria, al margine del prato; le sue parole non risuonano nelle stanze, mentre governa, sposta, controlla, prepara. Mentre scrivo, qui in casa, le sue frasi, spesso sussurrate, affollano la mia mente, si accavallano, sprofondano nel cuore e risalgono allegre, semplici, ma incisive, assieme al “non detto”, magari affogato in un sorriso. Ricordo quando mi dicevi: “ti piace il prato, eh? Finalmente, senza auto, è ricresciuto folto e verde”; “è un Paradiso questo luogo, peccato le zanzare-tigre!”; “uhm, cioccolatini fondenti di marca, ci vuoi proprio bene!”; “ieri sera avete dimenticato una luce accesa in aula magna!”; “è arrivato il teologo, gli ho consegnato le chiavi della stanza, ora è in cappella … grosso studioso eh?”; “dovrebbe essere tutto a posto dopo il caos estivo, non manca nulla, è vero?”. No, Cesare, non è mai mancato nulla; tutto è in ordine, anche oggi. Ma il “piccolo, grande uomo”, l’angelo dell’ex “Seminario nuovo” di Pesaro, apparentemente, è là: in quella bara

VERDIANA BOSCHI in Costanzi “Il ricordo di Te vive sempre dentro di noi che non abbiamo mai smesso di amarti...” La ricordano con tanto amore le figlie Bruna e Donatella, il genero Carlo, i nipoti Roberta, Raffaella e Marco, i pronipoti e parenti tutti. Una S. Messa di suffragio sarà celebrata Lunedì 29 Aprile alle ore 19 presso la Chiesa di S. Croce in via Lubiana a Pesaro. O.F.. Marinelli –Via Del Governatore, 4 tel. 336/284055 – 337/635960

anniversario Giovedì 2 Maggio ricorre il primo anniversario della scomparsa della cara

anna lazzarini La ricordano con amore e rimpianto il compagno CARLO, il figlio ERMES, la nuora ANGELICA, le nipoti VIRGINIA ed ELISA, il fratello PAOLO, le sorelle VIVIANA ed ORNELLA, i cognati, le cognate e parenti tutti. Una S. Messa in suffragio sarà celebrata Sabato 27 Aprile alle ore 18.30 nella Chiesa parrocchiale di S. VENERANDA. Si ringraziano quanti si uniranno nel ricordo e nella preghiera. O.F.. Marinelli –Via Del Governatore, 4 tel. 336/284055 – 337/635960

di legno chiaro, nella sua parrocchia, con il volto “scavato” dalla malattia che, implacabile, l’ha invecchiato prima del tempo, l’ha trasformato velocemente come Cristo in croce. No, Cesare, intorno ci sono i tuoi amici affranti, come le donne al sepolcro di Gesù singhiozzano e pregano, ma tu non sei lì; sei in Paradiso, di fronte a Gesù, sorridente, discreto, finalmente in pace! Non più dolore, non lutto, non penoso silenzio, ma pace e gioia con il tuo Signore che hai sempre servito, servendo umilmente in ogni luogo, ci fosse bisogno della tua opera. Ciao, grazie di tutto, anche a nome di chi non hai aiutato, di chi soffre il vuoto incolmabile della tua presenza quaggiù. A molti manca il tuo passo leggero e il tuo sguardo attento e scrutatore. Prega per tutti noi “in questa valle di lacrime”, prega ora che vedi la Bontà e Bellezza infinita, che hai cercato di farci “pre-gustare”, con la tua sollecitudine, in piccola porzione, nel nostro “piccolo Paradiso” di via Avogrado. “Ciao, Cesare, diacono nel Signore!”, forse starai rispondendo: “ciao, state bene e c’arvedem!”. Donatella Valentini © riproduzione riservata


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Pesaro Fano Urbino da Papa Francesco

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Reportage fotografico dei pellegrini di Pesaro Fano Urbino

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Le parole del Vescovo di Roma

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ari fratelli e sorelle, buongiorno! Nel Credo, troviamo l’affermazione che Gesù «è salito al cielo, siede alla destra del Padre». La vita terrena di Gesù culmina con l’evento dell’Ascensione, quando cioè Egli passa da questo mondo al Padre ed è innalzato alla sua destra. Qual è il significato di questo avvenimento? Quali ne sono le conseguenze per la nostra vita? Che cosa significa contemplare Gesù seduto alla destra del Padre? Su questo, lasciamoci guidare dall’evangelista Luca. Partiamo dal momento in cui Gesù decide di intraprendere il suo ultimo pellegrinaggio a Gerusalemme. San Luca annota: «Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, egli prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme» (Lc 9,51). Mentre “ascende” alla Città santa, dove si compirà il suo “esodo” da questa vita, Gesù vede già la meta, il

Cielo, ma sa bene che la via che lo riporta alla gloria del Padre passa attraverso la Croce, attraverso l’obbedienza al disegno divino di amore per l’umanità. Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma che «l’elevazione sulla croce significa e annuncia l’elevazione dell’ascensione al cielo» (n. 661). Anche noi dobbiamo avere chiaro, nella nostra vita cristiana, che l’entrare nella gloria di Dio esige la fedeltà quotidiana alla sua volontà, anche quando richiede sacrificio, richiede alle volte di cambiare i nostri programmi. L’Ascensione di Gesù avvenne concretamente sul Monte degli Ulivi, vicino al luogo dove si era ritirato in preghiera prima della passione per rimanere in profonda unione con il Padre: ancora una volta vediamo che la preghiera ci dona la grazia di vivere fedeli al progetto di Dio. Alla fine del suo Vangelo, san Luca narra l’evento dell’Ascensione in modo molto sintetico. Gesù condusse i discepoli

ltre 2.500 persone dalle diocesi di Pesaro, Fano e Urbino hanno partecipato, lo scorso mercoledì 17 aprile, al pellegrinaggio a Roma sulla tomba di S. Pietro. A guidare il viaggio, indetto in occasione dell’Anno della Fede, c’erano l’Arcivescovo Metropolia di Pesaro mons. Piero Coccia, il Vescovo di Fano-Fossombrone-CagliPergola mons. Armando Trasarti e l’Arcivescovo di Urbino-Urbania-S. Angelo in Vado mons. Giovanni Tani. L’entusiasmo dei partecipanti ha toccato il culmine nel corso dell’udienza del mattino con Papa Francesco in piazza S. Pietro. Poi nel pomeriggio la S. Messa sulla tomba di S. Pietro celebrata dai tre Vescovi della Metropolia. Quindi il rientro sui 51 pullman per un totale di oltre 10 ore di viaggio. Raccontiamo questa giornata di fatica e gioia con questo speciale interamente realizzato grazie alle fotografie che spontaneamente la gente ha inviato alla redazione del Nuovo Amico rispondendo al nostro invito della scorsa settimana. Per la precisione si tratta di 1.462 scatti che abbiamo selezionato e che, per ovvi motivi di spazio, non trovano posto nella loro totalità. Un ulteriore contributo fotografico lo pubblichiamo anche sul nostri profili internet, facebook e twitter, dove compare anche qualche video sempre realizzato dai pellegrini delle nostre diocesi. Chi fosse interessato può richiedere la propria foto contattando la ns. redazione a: info@ilnuovoamico.it

«fuori verso Betania e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio» (24,50-53); così dice san Luca. Vorrei notare due elementi del racconto. Anzitutto, durante l’Ascensione Gesù compie il gesto sacerdotale della benedizione e sicuramente i discepoli esprimono la loro fede con la prostrazione, si inginocchiano chinando il capo. Questo è un primo punto importante: Gesù è l’unico ed eterno Sacerdote che con la sua passione ha attraversato la morte e il sepolcro ed è risorto e asceso al Cielo; è presso Dio Padre, dove intercede per sempre a nostro favore (cfr Eb 9,24). Come afferma san Giovanni nella sua Prima Lettera Egli è il nostro avvocato: che bello sentire questo! Quando uno è chiamato dal giudice o va in causa, la prima cosa che fa è cercare

un avvocato perché lo difenda. Noi ne abbiamo uno, che ci difende sempre, ci difende dalle insidie del diavolo, ci difende da noi stessi, dai nostri peccati! Carissimi fratelli e sorelle, abbiamo questo avvocato: non abbiamo paura di andare da Lui a chiedere perdono, a chiedere benedizione, a chiedere misericordia! Lui ci perdona sempre, è il nostro avvocato: ci difende sempre! Non dimenticate questo! L’Ascensione di Gesù al Cielo ci fa conoscere allora questa realtà così consolante per il nostro cammino: in Cristo, vero Dio e vero uomo, la nostra umanità è stata portata presso Dio; Lui ci ha aperto il passaggio; Lui è come un capo cordata quando si scala una montagna, che è giunto alla cima e ci attira a sé conducendoci a Dio. Se affidiamo a Lui la nostra vita, se ci lasciamo guidare da Lui siamo certi di essere in mani sicure, in mano del nostro salvatore, del nostro avvocato.

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Pesaro Fano Urbino da Papa Francesco

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CARTOLINE DA

segue dalla pagina 11

Un secondo elemento: san Luca riferisce che gli Apostoli, dopo aver visto Gesù salire al cielo, tornarono a Gerusalemme “con grande gioia”. Questo ci sembra un po’ strano. In genere quando siamo separati dai nostri familiari, dai nostri amici, per una partenza definitiva e soprattutto a causa della morte, c’è in noi una naturale tristezza, perché non vedremo più il loro volto, non ascolteremo più la loro voce, non potremo più godere del loro affetto, della loro presenza. Invece l’evangelista sottolinea la profonda gioia degli Apostoli. Ma come mai? Proprio perché, con lo sguardo

della fede, essi comprendono che, sebbene sottratto ai loro occhi, Gesù resta per sempre con loro, non li abbandona e, nella gloria del Padre, li sostiene, li guida e intercede per loro. San Luca narra il fatto dell’Ascensione anche all’inizio degli Atti degli Apostoli, per sottolineare che questo evento è come l’anello che aggancia e collega la vita terrena di Gesù a quella della Chiesa. Qui san Luca accenna anche alla nube che sottrae Gesù dalla vista dei discepoli, i quali rimangono a contemplare il Cristo che ascende verso Dio (cfr At 1,9-10). Intervengono allora due uomini in vesti bianche che li invitano a non restare immobili

a guardare il cielo, ma a nutrire la loro vita e la loro testimonianza della certezza che Gesù tornerà nello stesso modo con cui lo hanno visto salire al cielo (cfr At 1,10-11). È proprio l’invito a partire dalla contemplazione della Signoria di Cristo, per avere da Lui la forza di portare e testimoniare il Vangelo nella vita di ogni giorno: contemplare e agire, ora et labora insegna san Benedetto, sono entrambi necessari nella nostra vita di cristiani. Cari fratelli e sorelle, l’Ascensione non indica l’assenza di Gesù, ma ci dice che Egli è vivo in mezzo a noi in modo nuovo; non è più in un preciso posto del mondo come lo era prima

dell’Ascensione; ora è nella signoria di Dio, presente in ogni spazio e tempo, vicino ad ognuno di noi. Nella nostra vita non siamo mai soli: abbiamo questo avvocato che ci attende, che ci difende. Non siamo mai soli: il Signore crocifisso e risorto ci guida; con noi ci sono tanti fratelli e sorelle che nel silenzio e nel nascondimento, nella loro vita di famiglia e di lavoro, nei loro problemi e difficoltà, nelle loro gioie e speranze, vivono quotidianamente la fede e portano, insieme a noi, al mondo la signoria dell’amore di Dio, in Cristo Gesù risorto, asceso al Cielo, avvocato per noi. Grazie.


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A SAN PIETRO

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I SALUTI Saluto con affetto i fedeli di lingua italiana. In particolare, i pellegrinaggi Diocesani, guidati dai rispettivi Vescovi: penso specialmente alle comunità del Triveneto, che hanno accompagnato i loro Pastori nella Visita ad Limina Apostolorum. Saluto le numerose parrocchie, in particolare quella del Buon Pastore di Caserta e di S. Maria Assunta in Frosinone. Saluto i Padri Giuseppini del Murialdo, i Religiosi dell’Ordine della Madre di Dio, che ricordano il 75° anniversario della

canonizzazione del fondatore san Giovanni Leonardi, e i sacerdoti della diocesi di Verona, tanto cari a noi latinoamericani per la loro missionarietà. A tutti auguro che questo tempo pasquale sia un profondo invito a rinnovare la propria esistenza ponendola al servizio del Vangelo. Era prevista per oggi anche la presenza dell’Arcivescovo di Sassari, in Sardegna, e degli operai della società “E.ON”. Ma l’aereo ha avuto un ritardo di tre ore, e non sono riusciti ad arrivare. Ma li abbiamo presenti nel cuore. Saluto, infine, i giovani, i malati e gli sposi

novelli. Il Signore risorto riempia del suo amore il cuore di ciascuno di voi, cari giovani, di voi studenti oggi così numerosi, perché siate pronti a seguirlo con entusiasmo. Non si può capire un giovane senza entusiasmo! Seguire il Signore con entusiasmo, lasciarsi guardare da Lui. Sostenga voi, cari malati, perché possiate accettare con serenità il peso della sofferenza; e guidi voi, cari sposi novelli, perché la vostra famiglia cresca nella santità, seguendo il modello della Santa Famiglia.

APPELLO Ho appreso con tristezza del violento sisma

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che ha colpito le popolazioni dell’Iran e del Pakistan, portando morte, sofferenza, distruzione. Innalzo una preghiera a Dio per le vittime e per tutti coloro che sono nel dolore e desidero manifestare al popolo iraniano e a quello pakistano la mia vicinanza. Grazie PAPA FRANCESCO UDIENZA GENERALE Piazza San Pietro Mercoledì, 17 aprile 2013


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Pubblichiamo a seguire questa carrellata di brevi testimonianze giunte in redazione, scusandoci per alcuni tagli che abbiamo dovuto apportare ai testi esclusivamente per ragioni di spazio. Ci riserviamo di pubblicare sulle prossime uscite del Nuovo Amico i contributi scritti giunti in redazione

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Appunti di viaggio

PESARESE DELL’ARGENTINA

Cari amici del Nuovo Amico: Sono una dei tanti pellegrini recatisi mercoledì 17 aprile in Vaticano per vedere il Papa. Si, anch’io ormai pesarese ma argentina di origini e di cuore, desideravo vedere da vicino il Papa, “il mio” Papa Francesco. Ebbene, l’abbiamo veduto, forse neanche da tanto vicino, con trepidazione abbiamo ascoltato le sue parole di conforto, di rassicurazione che ci spronavano a rinnovare la nostra fede e la nostra speranza nel Cristo Risorto. Ero lì, tra migliaia in mezzo alla folla di Piazza San Pietro quando una sensazione nuova cominciò ad invadermi; mi sentii pervasa da una gioia infinita vedendo questa folla festante, anzi più correttamente questa comunità in festa, questo fiume di umanità che scorreva lungo i colonnati o nei corridoi, a volte anche troppo chiassoso e irruente, ma quant’allegria, quanti sorrisi, quanta speranza nei volti dei pellegrini! … E’ questo il dono e la Grazia ricevuta che ancora oggi sento e rimarrà forse per sempre nel mio cuore. Una giornata indimenticabile! Ringrazio i compagni di viaggio e gli organizzatori della Diocesi e della Parrocchia di Loreto per l’efficienza ed efficacia del loro operato e soprattutto, per l’impegno , la responsabilità e lo spirito di servizio con cui ci hanno accompagnato. Deo Gratia Iris De Marco

COME ALLA GMG DI MADRID

Caro Nuovo Amico, “Egli è il nostro avvocato: che bello sentire questo! Quando uno è chiamato dal giudice o va in causa, la prima cosa che fa è cercare un avvocato perché lo difenda. Noi ne abbiamo uno, che ci difende sempre, ci difende dalle insidie del diavolo, ci difende da noi stessi, dai nostri peccati! Carissimi fratelli e sorelle, abbiamo questo avvocato: non abbiamo paura di andare da Lui a chiedere perdono, a chiedere benedizione, a chiedere misericordia! Lui ci perdona sempre, è il nostro avvocato: ci difende sempre! Non dimenticate questo!” Con queste parole Papa Francesco è stato capace di disvelare quell’intima consapevolezza che Dio è sempre con noi. La difficoltà più grande che probabilmente incontra il giovane cristiano oggi è quella di testimoniare nel mondo, pieno di insidie e di venti contrari, il suo Amore. Ora, con la rinnovata certezza che Dio ci difende, sempre, nel suo perdono e nella sua misericordia, vogliamo essere ogni giorno vivi esempi di speranza. Ora, con il cuore riempito dalla tenerezza che Papa Francesco ci ha mostrato con le sue carezze ai tanti bambini presenti ieri in Piazza San Pietro, vogliamo donare quella stessa tenerezza a chi incontreremo ogni giorno. Ora, con le parole di Papa Francesco che ancora risuonano nei nostri cuori, vogliamo radicare le nostre vite nella fede in Cristo, come il suo predecessore Benedetto XVI ci aveva invitato a fare nella GMG a Madrid. Chiara Marchionni

In occasione del pellegrinaggio anche Il Nuovo Amico ha viaggiato insieme ai 2.500 partecipanti scendendo addirittura dai pullman ed arrivando fino in piazza S. Pietro. Lì poi (vedi foto piccola) il nostro giornale ha continuato a rendersi utile anche per … proteggersi dal sole!

MI HA GUARDATO E MI HA SORRISO

Gent.ma Redazione, a seguito del nostro bellissimo Pellegrinaggio a Roma del 17 aprile scorso da Papa Francesco, allego alcune fotografie scattate durante l’udienza mattutina. Alla fine, è sceso dall’Altare e mentre passava davanti a me ho gridato ‘Papa Francesco!’. Lui si è girato, mi ha guardato, mi ha sorriso e mi ha salutato. Sono riuscito a riprendere questo suo bellissimo gesto con una foto, che vi allego (e che pubblichiamo al centro della croce del poster della sovra copertina n.d.r.). Nella speranza che possano essere pubblicate porgo cordiali saluti Roberto Rossi

QUEGLI 80MILA FEDELI…

“Quello che mi ha colpito di papa Francesco (già per televisione, ora dal vivo ancor più) è la grande capacità comunicativa verbale e gestuale, unita all’attenzione di farsi capire da tutti: densi concetti spirituali e teologici espressi in maniera semplice, direi di più, normale e quotidiana. Sarà per questo che anche mercoledì 17 in piazza san Pietro c’erano - dicono - oltre 80.000 fedeli?” AF

DIARIO DELLA GIORNATA

La sveglia mi strappa dal sonno, e appena sveglio penso di non farcela. Invece parto, pullman numero 18 di Pesaro. Quarantanove persone della parrocchia del Porto e di Loreto insieme. Sono le 3:13, molta gente dorme, io invece penso. Mi chiedo cosa spinga tutta questa gente, me compreso, a impegnarsi in questa sfacchinata, veramente impegnativa. In men che non si dica eccomi in prima fila, proprio dove passerà il Papa! L’attesa è fremente, e quando finalmente arriva Papa

Francesco, una cosa mi stupisce subito, il suo volto sereno, e la tranquillità che proviene da tutta la sua persona. Mi passa vicinissimo, mi sorprende di essere arrivato qui, ma forse non è casuale. E quando inizia a parlare, anche la voce è tranquilla, e scalda subito il cuore. “Non siete mai soli”, questo mi rimane del suo discorso. Anche il nostro Arcivescovo Piero Coccia, nella sua omelia della S. Messa pomeridiana dirà la stessa cosa. Noi, oberati da preoccupazioni, angosce, problemi piccoli o grandi, abbiamo però nel Signore misericordioso la nostra forza, il nostro “avvocato” che mai ci abbandona. Nel pomeriggio celebriamo la S. Messa. Un momento di comunione fraterna molto sentito. È anche un’emozione vedere le tre Diocesi di Pesaro, Urbino e Fano, con i rispettivi Vescovi e molti sacerdoti celebrare a fianco delle tombe degli apostoli e martiri. Guido Zonghetti

DALLA GERMANIA CON VOI

Gentile redazione, sono una pesarese che dal 1960 vive in Germania ma il mio cuore è legato alla mia città, alla nostra Madonna delle Grazie,a San Terenzio al nostro Arcivescovo e a vari sacerdoti. Ho fedeli amicizie che reggono oltre il tempo. Mi unisco a voi spiritualmente. Sia lodato Gesù Cristo Graziella Raneri

IMMAGINE DI FRESCHEZZA

Caro Nuovo Amico, una splendida giornata passata insieme agli amici della Parrocchia di Tavullia! Un gruppo allegro e in festa per Papa Francesco e per l’immagine di freschezza e pulizia da lui donata alla Chiesa e a tutti noi! Bacchini Enrico

NOI TESTIMONI DI CRISTO

Quali impressioni sul viaggio a Roma del 17 aprile 2013? Molte e coinvolgenti l’animo di qualsiasi persona: cristiano, cattolico o no ed anche non credente. Il tripudio di folla, non si è limitato all’applauso o al battimano. ma è stato osannante. Ognuno avrebbe voluto saltare sulla papa-mobile che ha girato per mezz’ora in lungo ed in largo per la piazza, per accontentare tutti e stringere il Santo Padre in un avvolgente abbraccio. Decine e decine di bambini, sorretti dai genitori e molti disabili, hanno polarizzato la sua attenzione. Vicino a me, qualcuno ha fatto cenno di lanciargli uno zucchetto. Lui gli ha fatto capire di gradire il lancio e lo ha ricambiato togliendosi il suo e rilanciandolo a sua volta. Che fremito e che emozione, nel volto di tutti. In alcune persone vicino a me ho visto i visi rigati di lacrime. Io ho partecipato alle udienze di più di un Papa, dal 1947 in avanti. Avvincente vedere in essa riconfermata la diversità della natura umana dei suoi protagonisti. Ricorderò a lungo quel 17 aprile 2013, che ha visto la piazza S.Pietro affollata da migliaia di persone. Che spettacolo, che emozione e che tripudio di fede. Annibale Pretelli

La simpatia da Tavullia

“Non avrò pace fino a quando anche la centesima pecorella smarrita non sarà nell’ovile!” Michela Festino Dopo Valentino a Tavullia vogliamo fondare anche il Piero Coccia Fans Club! Paride, Riki, Ago ed Enrico Siamo arrivati da 1000 strade diverse fino all’unico centro! Grazie, carissimo Papa Francesco,per averci mostrato la strada verso Gesù, unica via, verità e vita!” Gruppo della parrocchia di Tavullia, di cui facevano parte anche 5 pellegrini di Padiglione, 4 di Cattolica e 2 di Misano. © riproduzione riservata

In maggio i nostri vescovi dal Papa

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enerdì 3 e sabato 4 maggio i Vescovi della Metropolia di Pesaro, Fano e Urbino saran-

no nuovamente a Roma per la “Visita ad limina Apostolorum”. Il nostro giornale racconterà questo

appuntamento con uno speciale in programma sul numero del 13 maggio.


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Fano

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Redazione di Fano: Via Roma, 118 - 61032 Fano Tel. 0721 802742 dir. 803737 Fax 0721 825595 E-mail: fano@ilnuovoamico.it

Fossombrone Cagli Pergola IL BUON DIO NON SCEGLIE I MIGLIORI, MA I “DISPONIBILI”

A Lucrezia la veglia vocazionale diocesana

trova tutto quello che serve alla sua vita. Il buon Dio non sceglie i migliori, ma i “disponibili”, ovvero coloro che si lasciano plasmare dalla chiamata, in quanto Gesù è l’unica chiave di lettura della salvezza, dunque della nostra gioia». E se è Dio che ci permette di capire la Parola, è proprio dalla Parola che deriviamo l’atteggiamento di chi porta l’annuncio, che è quello di farsi prossimi ai propri compagni di strada, accompagnando chi si mette in ricerca. Tessitori della nostra risposta,

FANO - Sabato 20 aprile, presso la parrocchia di Sant’Apollinare in Lucrezia di Cartoceto, il vescovo Armando Trasarti ha presieduto la veglia diocesana per le vocazioni. Prima della catechesi, è stato letto il brano degli Atti degli Apostoli (8,26-40) che quest’anno farà da sfondo al Convegno ecclesiale marchigiano, dove si riporta l’episodio in cui il Signore invia Filippo verso il mezzogiorno, il quale incontrerà l’eunuco di Candace

con cui condividerà parte della sua esperienza di fede. Una “chiamata”, dunque, da cui si dirama una missione, che passa tramite persone ed incontri apparentemente comuni e casuali. «Riconoscere nelle persone le opportunità, le vocazioni, come se fossero degli angeli del Signore, così come accade con Filippo», ha esordito il Vescovo nella sua riflessione, che ha poi proseguito sottolineando come sia importante, per ogni

dunque, diventano i compagni di vita, che ci fanno intuire la vicinanza di Dio e ci trasmettono il coraggio di non temere quello che il Signore vuole farci capire. Su questa linea, ha così sollecitato il Vescovo: «Diamo ascolto al Signore, quando capiamo di camminare verso la felicità. Cos’altro ci manca? Con questa consapevolezza potremo rispondere al Signore che dice anche a noi: “Alzati e va’ nella tua strada nel deserto”». MI (foto di Marialuisa Abruzzese) © riproduzione riservata

annunziatore della Parola, tenere ben presente che l’iniziativa spetta sempre al Signore: il protagonista è infatti Dio. Dopo aver raccontato parte della sua esperienza di discernimento vocazionale, con la quale ha poi intrapreso la strada verso il sacerdozio, monsignor Trasarti ha confutato il pensiero secondo il quale, rispondendo ad una chiamata, si è costretti a scegliere cosa lasciarsi alle spalle: «Il chiamato non lascia nulla, semmai

ESERCIZI SPIRITUALI A VILLA SAN BIAGIO VILLA SAN BIAGIO – Riportiamo di seguito il programma degli esercizi spirituali che si terranno a Villa San Biagio: a)- per preti - religiosi e diaconi permanenti - 20 - 25 Maggio 2013: Esercizi spirituali in forma di Lectio Divina “...La tempra e il cuore dell’apostolo Paolo” In ascolto di S. Paolo e S. Luigi Orione b) per suore e consacrate laiche - 17 - 22 giugno 2013: “Consolate il mio popolo…” Isaia 40-55 Vocazione e apostolato in tempo di prova 1 - 6 luglio 2013: Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Lectio divina con la Lettera ai Romani

FESTA DEI FIDANZATI A LORETO

FANO – Domenica 21 aprile, tanti fidanzati della nostra diocesi che si stanno preparando a ricevere il sacramento del Matrimonio si sono ritrovati a Loreto per affidare alla Beata Vergine Maria la loro vita insieme.

Per info e prenotazioni: Don Vincenzo Alesiani - Casa di Spiritualità Villa San Biagio 61032 FANO (PU) tel. 0721 - 823.175 e-mail: d.alesiani@virgilio.it sito: www.sanbiagiofano.it


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Fano Fossombrone Cagli Pergola

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UN GRAZIE CORALE DALLE ISTITUZIONI

La festa delle famiglie affidatarie

FANO - Nel pomeriggio di sabato 20 Aprile presso i locali dell’Oratorio San Cristoforo di Fano si è tenuta la Festa delle Famiglie Affidatarie dell’Ambito Territoriale Sociale VI. Erano presenti numerose famiglie Affidatarie provenienti dai vari Comuni dell’Ambito e limitrofi, l’associazione Papa Giovanni XXIII che rappresenta le associazioni all’interno dell’equipe di Ambito e le psicologhe dell’equipe Affidi di Ambito dr.ssa Cristina Sabatucci e dr.ssa Federica Bonazza, la Coordinatrice d’Ambito dr.ssa Sonia Battistini, il sindaco di Fano Stefano Aguzzi, la consigliera regionale Elisabetta Foschi, il Presidente dei Sindaci Davide DellVecchio e Sua Eccellenza Monsignor Armando Trasarti. L’ incontro si è tenuto per ringraziare pubblicamente, a nome di tutte le istituzioni e dei cittadini, le famiglie affidatarie per il grande servizio che stanno rendendo in primo luogo ai bambini in difficoltà, alle loro famiglie e quindi a tutta la comunità. Parole di stima e di profonda gratitudine sono arrivate sia dal

Sindaco Stefano Aguzzi che dal Presidente Davide Del Vecchio, poiché dare l’affetto e il calore di una famiglia è il bene più grande per il benessere del bambino, con l’auspicio che le famiglie affidatarie possano essere da esempio per

altre e coinvolgerle nell’affido. Sua Eccellenza Arnaldo Trasarti ha sottolineato la generosità, la gratuità e la libertà che stanno alla base della scelta dell’affido. Il mettersi in gioco complesso e impegnativo rende queste famiglie

degne del massimo rispetto e del massimo supporto da parte dei Servizi e l’impegno a migliorare continuamente la qualità dei sostegni e dei supporti erogati. A nome dei comuni dell’ATS un ringraziamento, per il prezioso

contributo, va alla dott.sa Patrizia Giangolini responsabile del progetto per il lavoro svolto in questi anni. Non sono mancati suggerimenti per migliorare il coordinamento del servizio, potenziando il rapporto tra i vari soggetti che si occupano d’affido e anche la possibilità di inserire un modulo per far conoscere l’affidamento durante i corsi di preparazione al matrimonio organizzati dalla Diocesi. Toccanti e di grande sensibilità le testimonianze di alcuni genitori affidatari che sono intervenuti: “Siamo persone comuni, genitori normali, cerchiamo di aiutare i bambini in difficoltà a ritrovare la serenità, a riscoprire il desiderio e la gioia nel rivedere la propria famiglia d’origine. Il denaro, la carriera non sono traguardi che ci avrebbero mai soddisfatto tanto quanto la consapevolezza di aver aiutato un bambino in difficoltà a crescere e ad essere felice, questo è quello che un percorso come l’Affido comporta”. Sonia Battistini e Stefano Paradisi © RIPRODUZIONE RISERVATA

“DIO COSTRUISCE IN NOI IL SUO FUTURO GIORNO PER GIORNO”

E se anche io ti dico sì?

FANO - E se anche io ti dico sì? Oltre ad una provocazione, è stato il titolo della veglia vocazionale diocesana di sabato 20 aprile, in cui si ha avuto modo di interpretare la chiamata di Dio non come qualcosa di distruttivo, a fronte della quale occorre rinunciare a gran parte delle proprie aspettative, ma come qualcosa che aiuta a raggiungere la pienezza della persona, che quindi non sente altro che la pienezza della gioia. Dopo una cena insieme, ai presenti sono state proposte diverse testimonianze di scelta di vita sottoforma di stand, per poi incamminarsi verso la chiesa per l’inizio della veglia. Prima, però, sono stati suggeriti alcuni interrogativi ai presenti: rispondere a Dio brucia il nostro futuro? Buttiamo via il nostro futuro per Dio? Dio non costruisce il nostro futuro perché non gli interessa. Schietti quesiti che, però, incarnano i dubbi condivisi da chiunque debba intraprendere un percorso vocazionale. Ne è seguito, in tutta risposta, l’invocazione allo Spirito, l’ascolto della Parola, la commemorazione del Battesimo, FANO - Sabato 27 aprile i pueri cantores della Scuola Corale della Cattedrale di Fano prenderanno parte ad una importante rassegna corale che si svolgerà nella città di Porto Sant’Elpidio (FM). Si tratta, infatti, della XIV edizione della Rassegna Regionale di cori di voci bianche organizzata dall’A . R.CO.M. (Associazione Regionale dei Cori Marchigiani), in collaborazione con il Coro di bambini “Unisono” e la Corale “Città di P. S. Elpidio”. Questa manifestazione vede ogni anno la partecipazione di numerosi cori di bambini provenienti dalla cinque province della regione Marche. La rassegna, ideata nel 1998, ha avuto il merito di porre l’attenzione sul mondo giovanile e particolarmente su quello scolastico, creando a cadenza annuale ed in maniera itinerante, un palcoscenico sul quale mettere in risalto il lavoro svolto dai vari docenti e direttori insieme ad ogni corista nel corso dell’anno. La giornata inizierà con

la “chiamata alla fede” e, quasi a sottolineare la centralità di Gesù, l’adorazione eucaristica. Proprio in questo momento, in un atmosfera di estremo raccoglimento, i tanti giovani presenti sono approdati alle rassicurazioni verso i loro iniziali quesiti direttamente dalla bocca di Dio, tramite il Vangelo. Ecco dunque un Dio che non brucia il futuro, ma lo valorizza, non lo spreca. Dio infatti costruisce in noi il suo futuro giorno per giorno, facendosi compagno di vita. Dio ci insegna l’importanza dell’unità che si realizza tra noi e

Lui. Ed è con Dio che tutti ci scopriamo essere parte della stessa comunità, che è la Chiesa, in cui ogni vocazione trova spazio. In questo ritrovato “abbraccio”, ci si è uniti in una suggestiva preghiera, in cui ognuno è stato chiamato a dire di “sì” al Signore, sicuri del fatto che con Lui si aprono “orizzonti di fraternità ed amicizia”, in cui ciascuno trova “senso e futuro” nella forza dell’amore. Matteo Itri (foto di Marialuisa Abruzzese)

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I Pueri Cantores alla Rassegna di Porto Sant’Elpidio

un concerto al mattino presso le scuole primarie della città, per proseguire poi con un incontro di tutti i cori partecipanti nella piazza cittadina alla presenza delle

autorità, dove i cori eseguiranno alcuni brani. I ragazzi si riuniranno quindi per pranzare tutti insieme ed il pomeriggio si svolgerà il concerto aperto al pubblico

e brani di musica leggera arrangiati per coro. I ragazzi e ragazze del coro sono (in ordine alfabetico): Attili Maria, Bartolini Federico, Bartolini Lorenzo, Carnaroli Marco, Conti Eugenia, Di Piazza Tommaso, Fratini Alberto, Fulvi Ugolini Corinna, Lucarelli Giulia, Lucarelli Sofia, Mendy Charlotte, Papakostopoulos Gea, Paradisi Marco, Parisi Francesco, Pensorosi Gabriele, Piantini Diego, Piantini Sophia, Ribaldi Lucrezia, Russo Samuele, Tranquilli Tommaso. Gli altri cori partecipanti sono: Coro di bambini “Unisono” di Porto Sant’Elpidio (FM), Coro “Le Piccole Voci Durantine” di Urbania (PU), Coro “Piccoli Cantori di Potenza Picena” (MC), Coro dell’I.C. “B.Gigli” di Recanati (MC), Coro Voci Bianche “Piccole Voci dell’I. S.C. “Don Giussani” di Ascoli Pinella chiesa della SS. Annunziata. ceno. Non resta che augurare un I pueri cantores proporranno bra- grande in bocca al lupo ai nostri ni di musica sacra di autori quali cantori, augurandogli di vivere a Faurè, Perosi, Cima, oltre a brani pieno questa bella esperienza. © RIPRODUZIONE RISERVATA corali profani per cori di bambini


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Fano Fossombrone Cagli Pergola

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DUE GRUPPI D’ASCOLTO PER I CITTADINI COLPITI DALLA CRISI ECONOMICA

Al via il progetto “Niente paura”

FANO – Una conferenza stampa, svoltasi nella mattinata di giovedì 18 aprile presso la sede dell’Ambito Sociale n. 6, ha presentato i nuovi servizi di sostegno psicologico “Gruppi di parola” sviluppati nell’ambito del progetto intercomunale d’assistenza sociale “Niente Paura – Servizio d’ascolto”. Davide Del Vecchio, assessore ai Servizi Sociali e alle Politiche per la Solidarietà del comune di Fano; Sonia Battistini, coordinatrice dell’Ambito Sociale n. 6; ed Ermanno Cavallini, presidente dell’associazione Disoccupati PU, hanno preso parte all’incontro con la stampa locale. La dottoressa Battistini, in particolare, durante il suo intervento ha sottolineato l’importanza del ruolo svolto dalle Caritas di Fano e Pesaro all’interno di questo innovativo

progetto realizzato in collaborazione con il Ce.I.S. (Centro Italiano di Solidarietà) di Fano, il C.S.V. (Centro Servizi per il Volontariato) delle Marche, l’associazione fanese Amici di Casa Betania, il Centro d’accoglienza Opera Padre Pio, l’ONLUS Città della Gioia e le amministrazioni municipali di Fano e Pesaro. Nello specifico i “Gruppi di Parola”, guidati dallo psicologo Alessandro Pascucci e materialmente organizzati e resi operativi dal personale della cooperativa sociale Il Grande Pino, intendono offrire un’assistenza psicologica gratuita ai cittadini coinvolti in problematiche concernenti le gravi situazioni d’indigenza e povertà causate dall’attuale crisi economica e lavorativa. Due locali distinti, ubicati a Fano ed a Pesaro, ospiteranno le riunio-

ni dei “gruppi” che si svolgeranno a cadenza quindicinale. Inoltre, sempre a Fano, sarà aperto uno sportello d’ascolto psicologico ideato appositamente per le famiglie. A Fano, la sede dell’Ambito Sociale n. 6, in piazza Andrea Costa n. 31, accoglierà gli incontri dei gruppi e lo sportello d’ascolto; a Pesaro, invece, le riunioni si svolgeranno presso gli ambienti del Centro Servizi per il Volontariato, in via Alfredo Faggi n. 62. Per avere ulteriori informazioni sui servizi offerti o per prenotare appuntamenti telefonare ai numeri di cellulare: 338/6901987 oppure 340/2340633. Diego Corinaldesi © RIPRODUZIONE RISERVATA

AL CIRCOLO “BIANCHINI” INCONTRO CON IL LUOGOTENENTE MAURIZIO MUNGARI

Testimonianze dall’Afghanistan FANO - Dell’Afghanistan si è parlato moltissimo, da quando questa parte dell’Asia è diventata il centro del mondo, concentrando su di sé l’attenzione di tutti i popoli, soprattutto quelli europei, che hanno mandato là i loro figli in missioni di pace che spesso si sono rivelate trappole mortali. Il comandante della Guardia di Finanza della sezione di Pesaro, luogotenente Maurizio Mungari, ha trascorso in Afghanistan 7 mesi tra il 2011 e il 2012, a capo del contingente italiano ISAF, di stanza ad Herat, e mercoledì 17 aprile è venuto al Circolo Culturale “A. Bianchini”, di Fano, a

parlare della sua esperienza in quel tormentato paese asiatico. Non è un giornalista in cerca di scoop e di notizie sensazionali, e neppure un uomo politico che si sente in dovere di risalire alle origini di una decisione di governo, magari polemizzando. Maurizio Mungari è un soldato e si è trovato lì in obbedienza all’incarico che gli è stato affidato, ma sostenuto anche da un forte spirito umanitario, per aiutare il disgraziato popolo afghano ad uscire dalle difficoltà presenti ed a costruire uno stato moderno. I soldati italiani hanno tenuto, e tuttora tengono, corsi per preparare gli Afghani all’ammini-

strazione dello Stato, ai controlli di frontiera, importantissimi per un paese che è il più grande produttore d’oppio del mondo, e proprio dal contrabbando di questa sostanza trae la maggior parte delle sue entrate. Ma forse più delle parole del comandante erano eloquenti le immagini proiettate: la vita ordinata ed operosa del campo militare, i gruppi di studio, le uscite nella città di Herat, affollata di donne completamente velate dal chador, ed i contatti con la popolazione locale afflitta da una povertà secolare, resa ancora più acuta dallo stato di guerra che sembra non finire mai. Ma

anche per gli italiani non è facile uscire liberamente, perché i talebani sono sempre in agguato, ed ogni gruppo in uscita è accompagnato da fucilieri con l’arma in pugno. Sono notizie di sconcertante attualità e informazioni di prima mano che proprio per questo sono particolarmente interessanti. I partecipanti all’incontro, molto numerosi, hanno avanzato domande di vario genere, a cui il comandante ha risposto, chiarendo ed approfondendo il suo discorso. Leda Pedinotti

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AL PAESE “DEI BALOCCHI” LA PAROLA D’ORDINE È LOTTA AGLI SPRECHI

Un futuro migliore

FANO - È il futuro, nella sua accezione più lungimirante e positiva, il tema dell’edizione 2013 del Paese dei Balocchi. La manifesta-

zione, promossa dall’omonima associazione, tocca quest’anno la sua decima edizione e propone un programma ricco di iniziative non

NOTIZIE IN BREVE

◆ AL VIA LA COLLEMAR-ATHON BARCHI – Domenica 5 maggio, alle ore 9, è in programma il tradizionale appuntamento con la Collemar-athon, “Una corsa nella storia, nelle tradizioni culturali e gastronomiche delle Marche” - Manifestazione Podistica Internazionale di Km.42,195.

limitate al solo tradizionale appuntamento estivo in programma, quest’anno, dal 15 al 18 agosto. Dopo i temi di grande attualità e di forte valenza sociale affrontati negli anni, l’edizione 2013 è incentrata sul desiderio di creare un futuro migliore partendo proprio dalle giovani generazioni, alle quali fornire un’educazione il più possibile rispettosa dell’ambiente. In quest’ottica l’evento 2013 riserverà particolare attenzione

alla “lotta allo spreco”, cioè alla possibilità di limitare gli sprechi soprattutto in campo alimentare, promuovendo la cultura del riutilizzo e del rispetto ambientale. Anche il Sindaco del Paese dei Balocchi sarà in perfetta linea con il tema scelto: dopo Paolo Cevoli, Gene Gnocchi, Giobbe Covatta, Francesco Tonucci, Maria Grazia Bettuzzi, Gino Girolomoni, Angelo Vassallo e Marcello Leoni, quest’anno a portare la fascia tricolore sarà Andrea Segrè, agronomo, economista e saggista italiano, docente di politica agraria, politiche dello sviluppo agricolo e agricultural policies presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna. Il prof. Segrè, fondatore del primo Osservatorio Nazionale sugli sprechi, sarà ospite d’onore

◆ APPUNTAMENTO CON LA “CATTEDRA DEL DIALOGO” FANO – Domenica 28 aprile, alle ore 17 presso il Centro Pastorale diocesano, è in programma l’incontro con la “Cattedra del Dialogo”.

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UNO STREPITOSO GABRIELE LAVIA CONCLUDE “FANO – TEATRO”

La stagione di prosa

◆ TORNA “SAPORI & MOTORI” FANO - Sabato 18 e domenica 19 maggio: ecco le date ufficiali della 7^ edizione di Sapori & Motori, che quest’anno predispone nuove aree per ampliare il percorso della manifestazione ed accogliere nuovi espositori, ulteriori raduni di club nazionali e attrattive per il pubblico da vivere in prima persona. ◆ GLI STUDENTI AMERICANI VISITANO LA NOSTRA CITTÀ FANO - Venerdì 19 aprile, nella sala della Concordia della residenza municipale, l’assessore ai Servizi educativi Franco Mancinelli ha ricevuto due classi composte da 34 studenti americani provenienti dal Connecticut che sono rimasti nella nostra città fino al 25 aprile per uno scambio scolastico con i loro pari grado fanesi del Liceo Scientifico “Torelli”. Gli studenti americani fanno parte di due scuole: la Norwich Free Academy e la St. Bernanrd’s High School. Oltre a visitare Fano hanno avuto l’opportunità di compiere escursioni a Venezia, Firenze e Roma.

della “Cena a spreco zero”, affiancato da Massimo Cirri, psicologo toscano, conduttore radiofonico della nota trasmissione “Caterpillar” su Rai Radio 2. Cirri, autore teatrale, ideatore di un’altra iniziativa di grande impatto educativo come “M’illumino di meno”, sarà nominato Assessore alla Cultura del Paese dei Balocchi. Nomi e temi importanti anche quest’anno, che andranno ad arricchire una manifestazione che con il tempo è cresciuta notevolmente, conquistando eco nazionale a tal punto che nel corso delle ultime edizioni la festa ispirata al celebre libro di Collodi ha richiamato oltre 20.000 presenze nell’arco delle quattro giornate di programmazione.

FANO - Si è conclusa la settimana scorsa al Teatro della Fortuna, la stagione di prosa di Fano - Teatro 2012-2013, con lo spettacolo “La Trappola” di Luigi Pirandello, prodotto dal Teatro di Roma e diretto ed interpretato da una delle figure più rappresentative del teatro italiano, come Gabriele Lavia. Scritta nel 1912, questa è tra le novelle più filosofiche, amare e disperate dell’autore agrigentino.

In un contesto scenico (curato da Alessandro Camera) che mostra una casa piena di mobili ed oggetti quasi accatastati, apparentemente sospesi in una immobilità che inquieta, il protagonista Fabrizio appare fin dall’inizio tormentato dal pensiero della morte. Egli si sente in trappola perché si ritiene staccato dal flusso della vita senza forme, per essere fissato in questo tempo. Ogni genitore,

a suo dire, crede di dar la vita alla creatura che genera, ma in realtà gli dà anche la morte. Egli è inoltre vittima di un ulteriore tranello, in quanto Rosalba (l’attrice Giovanna Guida), una donna sposata che non può avere figli dal marito, lo seduce e gli strappa una gravidanza, per poi allontanarlo e tornare dallo sposo, lasciandolo solo con il padre paralizzato (Riccardo Monitillo). Un testo che se pur scritto un secolo fa, sa essere attuale, visto che quesiti del tipo “Perché vivo, se devo morire?” l’uomo se li porrà sempre. Lavia, che sulla scena è strepitoso, propone un adattamento che lo vede più volte rivolgersi ed interagire col pubblico. Tanti, calorosi e soprattutto meritati gli applausi. Mariella Polverari © RIPRODUZIONE RISERVATA


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28 aprile 2013

Urbino

Redazione di Urbino: Via Beato Mainardo, 4 - 61029 Urbino Tel. e Fax 0722/378395 ilnuovoamico@arcidiocesiurbino.it Orario: Mattino 9.00-12.00 Pomeriggio 15.00-17.00

Urbania Sant’Angelo in Vado URBINO. Partenza ore tre dal parcheggio del Bocciodromo. Alle tre e venti, puntuali, uno alla volta gli autobus hanno acceso i motori: meta finale Roma. E così l’Arcidiocesi di UrbinoUrbania-Sant’Angelo in Vado è pronta ad incontrare Papa Francesco. Alle sette e venti eccoci a Roma. “La vecchia Signora” è già sveglia come noi, già da qualche ora. Quanto traffico! Quanto tempo perso perché l’autobus potesse riuscire ad arrivare al Terminal San Pietro! Finalmente raggiungiamo la nostra postazione con in mano il pass e al collo il fazzoletto azzurro, il colore che accomuna tutta l’Arcidiocesi. Pronti per il grande evento. Quanta folla! Andavamo verso la stessa direzione: uomini, donne, piccoli, grandi, disabili, stranieri e una moltitudine di colori, tutti mossi dallo stesso pensiero: “Oggi tocca a noi, vedremo il Papa dal vivo, Lo saluteremo e forse chissà…potremo stringerGli anche la mano”. Superati i controlli e Piazza San Pietro – Una mattina soleggiata ha accolto molte decine migliaia di fedeli giunti da varie regioni italiane e dall’estero fra cui quasi tremila persone dalle nostre Diocesi e Arcidiocesi di Pesaro, Fano ed Urbino che insieme ai loro Vescovi si sono ritrovate in Piazza San Pietro per incontrare papa Francesco durante l’udienza del mercoledì. Appena preso posizione sulla piazza abbastanza vicini al Papa abbiamo assistito ad un incontro davvero simbolico che da sé rende testimonianza di tutta la giornata: l’incontro con i fratelli di tante parte del mondo che diventa comunione in Cristo attraverso il Vescovo di Roma. San Pietro luogo di incontro; anche l’incontro con il nostro vescovo Giovanni è stato carico di emozione e di gioia. Appena lo abbiamo scorto, seduto sulle sedie riservate ai Vescovi a pochi metri dal Papa anche lui in attesa sotto il sole, lo abbiamo salutato da lontano chiamandolo a gran voce per nome, mentre lui riconosciutici ha risposto con il suo sorriso paterno e amichevole agitando in alto la sua mano in segno di saluto (pareva anche divertito da questa nostra rumorosa acclamazione filiale). Luogo dell’incontro, dicevamo a proposito di questa immensa

Piazza San Pietro - Papa Francesco è arrivato puntualissimo e dopo un lungo giro per salutare la folla regalando il suo sguardo ed il suo sorriso insieme ad una carezza con un attenzione particolare verso i bambini che gli venivano messi tra le braccia si è seduto sulla cattedra allestita davanti la porta centrale della basilica. Nel silenzio abbiamo ascoltato con attenzione la parola di Dio che attraverso l’evangelista Luca (Lc 24,48-53) ci ha raccontato il momento in cui Gesù dopo essere apparso più volte ai discepoli è asceso al cielo. L’insegnamento di Papa Francesco in seguito a questo brano di Luca ci ha messo in evidenza diversi punti: Gesù che sale al cielo benedicendo gli apostoli che a loro volta chinano il capo nel ricevere la benedizione; “Gesù è l’unico sacerdote presso il Padre

economia Vetrina europea all’Ambasciata d’Italia a Vienna per “La Terra del Duca” pagina

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L’ARCIDIOCESI ENTUSIASTA DI VEDERE IL PAPA

C’eravamo anche noi

le prime transenne, via di corsa verso il secondo varco per poter accedere agli spazi attrezzati di sedie. Che delusione! Gli accessi erano già stati chiusi, non solo al nostro gruppo, ma anche ad altri; non era possibile proseguire ulteriormente. Il Papa l’avremmo visto stando in piedi e attraverso gli schermi. Tutta colpa del traffico romano che ha ritardato il nostro arrivo in Piazza San Pietro! Questo è stato subito il primo pensiero di disappunto. Poi di rimando un interrogativo si è fatto strada. Chissà i romani quante colpe attribuiranno ai pellegrini che invadono ogni giorno Roma? Pervasi da questo sentimento compassionevole nei confronti degli abitan-

ti della città eterna, ci predisponiamo ad accogliere il Vicario di Cristo, mentre una moltitudine di canti e di cori si sollevano dalla piazza e preannunciano il suo arrivo a bordo della papa-mobile. Istintivamente ci portiamo verso le transenne che delimitano il suo percorso, ma con scarso successo. Troppa gente! E mentre, il Papa continua ad attraversare Piazza San Pietro in lungo e in largo distribuendo saluti, abbracci affettuosi ai bambini e strette di mano, la folla accorre verso di Lui a seconda di dove la papa-mobile si ferma. Quanto entusiasmo, che festa, che gioia! Egli è riuscito ad arrivare sino agli ultimi. Anche vicino a noi che eravamo rammarica-

ti di non aver raggiunto le sedie. smettergli sicurezza e speranza, Terminato il giro tra i fedeli, ci soprattutto quando sa che è fraprepariamo ad accogliere le sue gile e bisognoso di aiuto. Consuparole. Il Santo Padre ci invita a miamo il nostro pranzo al sacco e riflettere sull’atteggiamento degli poi di nuovo in fila per poter acApostoli quando dopo aver visto cedere alla Basilica di San Pietro Gesù ascendere al cielo tornano a e partecipare alla S. Messa conceGerusalemme, con il cuore pieno lebrata dai tre Vescovi della medi gioia nonostante siano rimasti tropolia e dai sacerdoti convenusoli. Da Piazza San Pietro si in- ti. Al termine della celebrazione, nalza un fragoroso applauso. prima di salutarci, anche il nostro Dopo la benedizione finale la folla Vescovo Giovanni Tani, ha voluto si dirige verso strade diverse, ma farci l’augurio di poter continuare non il Papa: ora la sua attenzione la missione dell’Apostolo Pietro: è rivolta esclusivamente ai disabi- ”Non a caso siamo tutti qui sulla li, a coloro che sono rimasti lì per sua tomba a professare la nostra ricevere da lui una parola di con- fede e a chiedere di poter speriforto, un abbraccio, una carezza. mentare sempre la gioia di Gesù Va incontro a loro come fa un vivo in mezzo a noi”. padre che ha bisogno di stringere Benedetta Sebastiani Bovi © RIPRODUZIONE RISERVATA a sé il figlio per confortarlo, tra-

UN EVENTO MEMORABILE

Pellegrinaggio a Roma

piazza San Pietro, che diventa anche luogo di comunione con quanti sono rimasti a casa in particolare con gli ammalati che in

quel momento venivano ricordati nel cuore e presentati al Signore con una preghiera alla quale poi ha fatto seguito la benedizione di

L’INCONTRO CON PAPA FRANCESCO

Papa Francesco con l’invito a farci portatori di quella benedizione che per le mani del Papa viene da Dio (già durante il viaggio di an-

data nel nostro pullman partito da Fermignano avevamo recitato il Rosario per stare vicino al nostro don Pippo, vicario episcopale e parroco di Fermignano, che in questo giorno avrebbe subito un intervento chirurgico del quale poi abbiamo saputo nel viaggio di ritorno che tutto è andato bene). Luogo di incontro dunque ma anche “luogo della conferma” come mons. Piero Coccia, arcivescovo metropolita di Pesaro ha sottolineato nel pomeriggio durante l’omelia tenuta nella celebrazione eucaristica presso l’altare della Cattedra in San Pietro a conclusione del pellegrinaggio; “Ci siamo chiesti perché siamo qui?” ha domandato mons. Coccia “Siamo qui per essere confermati nella fede assieme al successore di Pietro in questo luogo dove riposano tanti martiri che per la fede in Gesù risorto hanno dato la vita… siamo qui per confessare e testimoniare la nostra fede nel Risorto. Credere nel risorto per avere la vita eterna. Ecco la nostra fede. La morte ci assale ogni giorno sotto diverse forme, depressione, malattia, scoraggiamento ma in questo luogo veniamo confermati nella fede in Cristo risorto l’unico che può trasformare il male in bene la morte in vita”. SMZ © RIPRODUZIONE RISERVATA

Siate annunciatori di Cristo con entusiasmo che intercede per noi” sottolinea il Papa “Egli è il nostro avvocato; è bello avere un avvocato che fa sua la nostra causa e che ci difende dalle insidie del diavolo, dalle insidie di noi stessi e del nostro peccato. Non abbiamo paura ad andare a chiedergli aiuto. Egli ci difende sempre” prosegue papa Francesco “l’ascensione ci insegna questo! Gesù cammina avanti come un capo cordata e quando è giunto alla meta ci attende e sostiene. In Lui siamo in mani sicure… Il secondo elemento su cui vorrei soffermarmi a riflettere con voi - prosegue il Papa - è l’atteggiamento degli apostoli; dopo che Gesù è salito al cielo, infatti, essi, dopo averlo adorato, tornano a

Gerusalemme con grande gioia (Lc 2,52); di solito noi quando ci separiamo da qualcuno siamo tristi invece l’evangelista sottolinea la gioia che provano gli apostoli. Questa gioia deriva dalla certezza che Gesù anche se da quel momento non lo vedranno più è sempre accanto a loro. L’ascensione ci insegna che Gesù è in mezzo a noi in modo nuovo. Ora è nella Signoria di Dio vicino a ciascuno di noi”. Infine un invito ai giovani: “Non perdete l’entusiamo! Un giovane che perde l’entusiasmo perde parte della sua giovinezza! Siate dunque annunciatori di Cristo con entusiasmo”. SMZ © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Urbino Urbania Sant’Angelo in Vado

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Pastorale universitaria

Il Buon Pastore URBINO. Nelle letture di questa quarta domenica del tempo pasquale vi è un evidente contrapposizione tra Gesù Buon Pastore e tutti coloro che sono venuti per compiere una missione opposta a quella di Cristo. Ascoltare la sua voce significa entrare in comunione con lui e non andare perduti. Essere conosciuti da Gesù significa sentirci unici davanti a Lui, amati e considerati nella nostra identità. Egli “conosce”, cioè entra nella profondità personale della creatura amata. Ci fa vedere come continua ad amare anche quando gli uomini, in cambio dell’amore da Lui offerto, rispondono con indifferenza, ostilità ed odio. Odio che giunge all’accecamento estremo e alla tragedia di uccidere Colui che era venuto per donarci la sua vita e il suo amore. Questa immagine

del “Pastore buono” non ha nulla di debole o remissivo: è il pastore forte che si erge contro i lupi, che ha il coraggio di non fuggire; il pastore vero che ha a cuore cose importanti. Riconoscere il Buon Pastore significa distinguere la sua voce da quelle di coloro che vogliono sfruttarci, legarci con vari ricatti e di conseguenza non farci sentire veramente liberi. Talvolta però, nonostante tutto, preferiamo seguire queste altre voci o per comodo o perché, pur sfruttandoci non ci chiedono di cambiare vita; ma tutto ciò non fa altro che aumentare la nostra inquietudine e insoddisfazione. Egli ci indica la strada, è Colui che si prende cura delle sue pecore, le porta al pascolo, le difende dai pericoli anche a costo della propria vita, le riconosce e le chiama per nome, una ad una. Al

mercenario interessa il guadagno, non le pecore, al Buon Pastore interessa stabilire un rapporto intimo e particolare con ogni singola pecora; il rapporto però per essere pieno deve essere reciproco. “Osservando il comportamento di un gregge”, ha detto padre Luca Gabrielli, “si nota che si muovono sempre in gruppo. Le pecore, tra gli animali, non hanno strumenti per difendersi; la loro forza, per sventare i pericoli, viene dalla stare insieme e la loro difesa è garantita dal pastore. Anche noi dovremmo cercare di non esporci a pericoli, bensì seguire il Signore che ci indica la retta via preservandoci dai mercenari. Come il pastore sta sempre con le pecore, così fa il Signore con noi, assumendo il nostro stesso odore. Le pecore conoscono la voce del loro pastore, così anche

noi dovremmo avere più familiarità con il Signore”. E ancora: “La sua voce è docile e amorosa e così noi dovremmo essere chiamati ad avere più confidenza con Lui e non comportarsi come quelle pecore che si allontanano dal gruppo, rischiando di essere sbranate dal lupo. Il Signore ci chiama per nome perché tra noi e lui c’è una relazione profonda, pertanto l’invito é a seguirlo perché oltre a difenderci, ci dà la vita eterna, ci dà tutto quello di cui abbiamo bisogno”. Al termine il parroco ha invitato i ragazzi a mettersi all’ascolto del Signore, perché nel tempo dello smarrimento, la sua voce sia guida sicura sui sentieri della loro vita, dove l’abbraccio del Padre li attende. Giuseppe Magnanelli © RIPRODUZIONE RISERVATA

INCONTRO NELL’ORATORIO PER RAGAZZI, INSEGNANTI E GENITORI

Fumo, alcol, alimentazione e stili di vita

Urbania – Sabato 20 aprile, nell’accogliente e funzionale salone dell’Oratorio “San Domenico Savio”, si è svolto un incontro di formazione dal titolo “Fumo, alcol e stili di vita”, tenuto dal dottor Vincenzo Catalano, medico oncologo dell’Ospedale “San Salvatore” di Pesaro e presidente della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori - Sezione di Pesaro e Urbino. È stata un’importante occasione educativa, voluta fortemente dal Responsabile don Diego Torres in collaborazione con il Circolo Acli, che ha coinvolto i ragazzi di Urbania, alunni dell’Istituto omnicom-

prensivo “Della Rovere” nonché frequentatori abituali del nostro oratorio, le loro famiglie e i loro insegnanti. La lezione scientifica e nello stesso tempo divulgativa ed accattivante, supportata dalla proiezione di diapositive esplicative e spesso divertenti, ha tenuto silenziosi ed attenti gli ascoltatori per circa un’ora e mezza. Gli obiettivi fondamentali dell’evento sono stati due: il primo, di rendere consapevoli i giovani dei gravissimi rischi di salute (90.000 casi all’anno in Italia di tumore sono correlati al fumo), a cui vanno incontro una volta intrappolati

nelle spirali di fumo ed alcol e l’altro di proporre un corretto stile di vita, da seguire con l’aiuto dei propri genitori. Le statistiche e i dati raccolti nelle varie ricerche illustrate dallo specialista non sono certo confortanti e l’elemento che ha colpito è stato quello che si abbassa sempre di più l’età di chi si avvicina al fumo e all’alcol (tredici anni), in maggioranza ragazze, attratti non tanto dal piacere, quanto spinti dall’emulazione di ragazzi più grandi, nell’ottica dominante dell’omologazione. Particolarmente interessante è stato il confronto che il dottor Catalano,

Quasi un diario

1. Fedeli anche quest’anno, da Urbino e Urbania, siamo andati all’Aquila, come giuria del premio di cultura: Lo Zirè d’oro di Mario Narducci. Una giornata splendida che ci ha donato di vedere la Maiella innevata e contenti che anche l’urbinate Germana Duca abbia vinto un premio per la poesia. Riguardo a me, credevo di averla fatta franca e vi dico perché: tutte le volte che esco di

casa, mi capita di lasciare qualche cosa in albergo: o un pezzo di pigiama, o un pullover o la radiolina,… Questa volta è toccato alla penna stilografica. (Sentirete mia moglie!). Ieri ho dovuto ricorrere alla sostituta penna d’oro che mi avevo infilato nel taschino, perché non ci so stare senza, sempre con il serbatoio a inchiostro, che ha rischiato qualche volta di macchiarmi la camicia. Un oggetto sorpassato, ma che fa scena, però mai pronto all’uso immediato e allora devi sbattere, svitare, spingere la pancetta del serbatoio per inumidire il pennino. Mentre facevo questi movimenti, chiedendo aiuto e in attesa che qualcuno mi portasse una penna a sfera, l’amico che

ha effettuato basandosi su un questionario che le insegnanti e gli educatori avevano distribuito ai ragazzi nelle settimane precedenti e che raccoglieva i comportamenti alimentari del ragazzo in una settimana tipo. Il dato elaborato è stato confrontato con quello di una casistica ufficiale della regione Abruzzo e con la casistica personale, circa 900 questionari, che l’esperto ha raccolto in circa tre anni di incontri con i ragazzi delle scuole della provincia. I dati hanno confermato una quasi completa sovrapponibilità di comportamenti tra le casistiche a conferma

della uniformità di comportamenti anche non virtuosi (no colazione, scarsa presenza di frutta nella dieta quotidiana, utilizzo eccessivo di merendine confezionate); c’è stato, infine, un momento in cui i ragazzi, seguendo le indicazioni del docente, hanno provato a calcolare sui loro telefonini il body mass index, per stabilire l’indice di obesità personale. La presenza, inoltre, dell’assessore alle politiche giovanili, Alice Lombardelli, ha sottolineato lo spirito di collaborazione tra l’oratorio e le istituzioni su tematiche così importanti per il bene dei nostri ragazzi. Il dottor Catalano ha concluso l’incontro proiettando l’immagine del collegio in cui ha studiato, un collegio di Salesiani, appunto, all’oratorio “San Domenico Savio”, a rappresentare una continuità negli eventi della vita e perché no, l’inizio di un percorso condiviso di informazione e di formazione. Paolo Alessandroni e Maria Tancini © RIPRODUZIONE RISERVATA

Urbania e dintorni mi era accanto, sorpreso della mia ricchezza aurea, si ricordò di quello che aveva detto un illustre professore a proposito di penne, sic: “Una volta con penne d’oca si scrivevano parole d’oro, oggi da una penna d’oro si scrivono parole d’oca” proprio come capita a me! 2. Urbania. Due grandi monumenti chiusi. Come possibile! La grande chiesa di San Francesco dentro il centro storico e quella di San Giovanni Battista a pianta centrale inserita nel Barco ducale. La prima nata alle origini del Santo. Si notano ancora dall’esterno le tracce di due finestre gotiche. Nel Settecento avvenne la trasformazione in barocchetto marchigiano. Piange il cuore che un

tale monumento, ricco di forme e di preziosi dipinti sia chiuso. Mi sono consolato, ieri notte, ritornando dallo spettacolo in dialetto nel Teatro Zuccari di Sant’Angelo in Vado, vedere magnificamente illuminato il Barco ducale all’interno del quale si trova la chiesa suddetta. 3. E’ tempo di mostre. Due pittori invitano: Augusto Salati con donazione del ciclo pittorico “Requiem di Mozart” a Castelbellino (6-14 aprile). Giuseppe Papagni, dipinti e sculture nel Castello di Pietrarubbia (20 aprile – 9 giugno), Museo A. Pomodoro nel Montefeltro. 4. Mi pare che, nella presente incipiente primavera, sia anche tempo di teatro. Infatti Il Palchet-

di Raimondo Rossi

tone si è dato, altro che una mossa!: a Loreto il 12 aprile con “Se devi dire una bugia, dilla grossa”; a Urbania, 19-21 aprile, con “Il matrimonio perfetto”; a Sant’Angelo in Vado, per il dialettale, con “La famiglia Bruscolin”, 20 aprile. Si meritano un applauso.


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28 aprile 2013

Urbino Urbania Sant’Angelo in Vado

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SERATA PROMOZIONALE ALL’AMBASCIATA D’ITALIA A VIENNA

Vetrina europea per “La Terra del Duca”

Da sinistra Leonardo Campanelli Direttore ENIT Vienna, Lucia Pretelli Assessore alla Cultura Urbino, Maria Bertone Responsabile Ufficio Cultura e Turismo Urbino, Evelino Vagnarelli Responsabile Ufficio Turismo Gubbio

VIENNA - Ancora un successo tutto europeo per La Terra del Duca, il circuito culturale e turistico cui aderiscono i Comuni di Urbino, Gubbio, Pesaro e Senigallia per la valorizzazione delle numerose eccellenze dell’antico Ducato di Urbino. Finanziato dalla Regione Marche e dalla Regione Umbria La Terra del Duca è stato infatti riconosciuto quale progetto d’eccellenza dal Ministero per il turismo. Martedì 26 marzo, nella prestigiosa cornice dell’Ambasciata d’Italia a Vienna, si è tenuta un’importante serata pro-

mozionale. Un’occasione davvero preziosa e molto apprezzata dagli oltre 60 tra giornalisti specializzati e tour operator intervenuti che hanno potuto approfondire la conoscenza dell’offerta culturale e turistica e valutare le grandi potenzialità di un territorio ricco di storia, arte, bellezze naturali ed enogastronomia di qualità. La serata ha avuto inizio con il saluto ed il benvenuto dell’Ambasciatore d’Italia Eugenio d’Auria alla delegazione de La Terra del Duca, guidata da Lucia Pretelli Assessore alla Cultura, Beni

Sala dell’Ambasciata d’Italia a Vienna.

Culturali e Pari Opportunità della Città di Urbino, e a tutti i convenuti. Dopo una breve introduzione del responsabile dell’Ufficio Enit di Vienna Leonardo Campanelli, a cui era stata affidata l’organizzazione tecnica della serata, si è proceduto con la visione del nuovo video promozionale realizzato dal regista senigalliese Lorenzo Cicconi Massi, otto affascinanti minuti di armonia e poesia che hanno riscosso un meritato successo. Ha preso poi la parola la dottoressa Francesca Del Torre del

Kunsthistoriches Museum che ha illustrato il ritratto di Francesco Maria I della Rovere, dipinto da Giorgione e conservato nelle collezioni dell’importante Museo viennese, e ne ha esposto le intriganti vicende riannodando il filo storico e artistico che lega l’Austria alla Terra del Duca. Il progetto La Terra del Duca nasce per valorizzare l’immenso patrimonio culturale, enogastronomico e la tipicità dei prodotti delle città e dei territori compresi nell’antico Ducato di Urbino. “La Terra del Duca è un territorio

straordinario – ha affermato l’assessore Pretelli – che si riconosce orgogliosamente in una ricca e gloriosa tradizione culturale ma allo stesso tempo è profondamente calato nel nostro tempo, capace di incontrare le sensibilità di un pubblico internazionale attento alla cultura, alla natura, all’enogastronomia di qualità”. La dottoressa Maria Bertone, responsabile dell’ufficio Cultura e Turismo della Città di Urbino, ed esperta conoscitrice del mondo germanico, ha poi risposto in lingua tedesca alle numerose domande degli intervenuti e li ha calorosamente invitati a farsi ambasciatori della Terra del Duca. Al termine della serata gli intervenuti hanno potuto gustare i sapori delle Terra del Duca grazie ad una degustazione di prodotti enogastronomici. Nella giornata del 27 marzo la delegazione ha inoltre visitato l’Istituto Italiano di Cultura a Vienna su invito della direttrice Clara Bencivenga Trillmich, presente anche alla serata in Ambasciata, per mettere a punto alcune proposte di collaborazioni ed iniziative future. AF © riproduzione riservata

CONVEGNO DEL ROTARY AD URBINO

Città storiche Unesco, patrimonio di pace URBINO. Il Rotary Club Urbino e Distretto 2090 del Rotary International, hanno organizzato il primo convegno dei centri storici europei dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità intitolato “Città storiche Unisco, patrimonio di pace”. E’ stata la città di Urbino ad ospitare l’evento nei giorni 20 e 21 aprile 2013. I lavori del convegno si sono svolti nell’aula magna di Palazzo Brandani secondo un programma che ha visto la partecipazione delle delegazioni di diversi club Rotary italiani ed europei presenti in città i cui centri storici hanno ottenuto il riconoscimento Unesco e di autorevoli esperti in materia di conservazione e tutela delle città URBINO. Mercoledì 24 aprile, nell’Aula Magna del Dipartimento di Scienze di Base e Fondamenti (DISBEF) in Piazza della Repubblica (Collegio Raffaello) il Direttore del Dipartimento, professor Flavio Vetrano e la professoressa Laura Baratin, Coordinatore della Scuola di Conservazione e Restauro dell’Ateneo hanno presentato alla stampa i laureati in Laurea Magistrale Abilitante in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali. A partire dall’anno accademico 2011-2012 escono i primi restauratori con un diploma di laurea abilitante. Questa laurea è la fine di un percorso che dovrebbe rafforzare la preparazione teorico-scientifica e tecnico-pratica di figure professionali molto importanti nel nostro paese. Per la prima volta in Italia viene formalmente riconosciuto un livello di alta specializzazione e formazione ai restauratori pur continuan-

storiche come l’Arch. Adele Cesi e la Dott.ssa Adele Lagi dell’Ufficio Patrimonio Mondiale Unesco del Ministero per i Beni e le Attività Culturali; la Prof.ssa Laura Baratin, coordinatore della Scuola di Conservazione e Restauro dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, che ha relazionato sul tema della formazione per la

salvaguardia e la valorizzazione dei centri storici; il Dott. Carlo Arancini, Coordinatore Comitato Tecnico Scientifico dell’Associazione Città e Siti Italiani Patrimonio Mondiale Unesco, che ha presentato un’esperienza concreta operata sulla città di Firenze; l’Arch. Paolo Ceccarelli, titolare della Cattedra Unesco “Pianifica-

PRESENTAZIONE DEI PRIMI RESTAURATORI LAUREATI

zione urbana e territoriale per lo sviluppo locale sostenibile” presso l’Università di Ferrara, attualmente impegnato ad Urbino per la redazione del piano strategico della città. Napoli, Roma, Firenze, Siena, Mantova, Sabbioneta, Pienza, San Gimignano, Verona, Venezia, Vicenza, Ferrara, Torun (Polonia), Nessebar (Bulgaria), Istanbul (Turchia), La Valletta (Malta), Telc (Repubblica Ceca) sono le città che hanno partecipato portando anche contribuiti circa le iniziative in atto o programmate per i loro centri storici. Due giornate che hanno impegnato i Club Rotary partecipanti a costruire insieme una sorta di vademecum che riporti le caratteristiche, i problemi, le necessità ma anche le potenzialità che ogni sito simile esprime. Una sinergia e una collaborazione tra le città partecipanti per perseguire alcuni fondamentali scopi comuni: sostenere le direttive che ogni anno l’Unesco diffonde; I Rotary Club si

impegnano ad adottare, ogni anno, tutte le iniziative possibili per sostenere l’immagine dei propri centri storici nel rispetto dei principi fissati dall’Unesco; valorizzare e promuove i siti dichiarati patrimonio dell’Umanità dall’Unesco costruendo una rete di relazione tra i Rotary Club presenti nelle città coinvolte nel progetto. Il convegno ha realizzato l’obiettivo di stimolare l’attenzione da parte di tutti facendo conoscere le direttive, i progetti, le iniziative, le opportunità che l’organismo internazionale programma a favore della valorizzazione dei centri storici. Il ‘primo’ convegno, è nato da una felice intuizione di Sebastiano Giovannelli, Presidente in carica del Rotary Club di Urbino; l’auspicio è che l’evento, con cadenza biennale e condividendo un’opportuna programmazione con tutti i Rotary Club coinvolti, si possa ripetere in ogni sito. AF © riproduzione riservata

Conservazione e Restauro dei Beni Culturali do nella tradizione già consolidata nelle Scuole storiche del MiBAC, ma aumentandone il valore e il riconoscimento anche a livello internazionale. Tutti gli studenti che usciranno dalle Università, Scuole di Alta Formazione ed Accademie accreditate, da oggi in poi avranno questa nuova qualifica. Oggi si parla di “ripartire dalla cultura” per creare le condizioni di una reale sussidiarietà fra stato e autonomie locali, fra investimento pubblico e intervento privato. Secondo la professoressa Laura Baratin «guardare al futuro significa credere nel valore pubblico della cultura, nella sua capacità di produrre senso e comprensione del presente, proprio a partire dalle sue istituzioni di formazione, per l’avvio di un radicale disegno

di modernizzazione del nostro Paese che possa dare un futuro a queste nuove generazioni.  In Urbino con le istituzioni locali stiamo portando avanti questa linea, come primo esempio in Italia, e questi laureati si possono inserire in questo nuovo contesto che però deve ancora trovare maggiore collaborazione fra il momento formativo e il momento professionale. Potremmo dire - osserva il Coordinatore -”Restaurata la formazione, restauriamo l’imprenditoria” che nell’arte e nella tutela del patrimonio culturale deve trovare una vera fonte di sviluppo economico e soluzioni innovative rispettando e valorizzando le competenze specifiche». © riproduzione riservata


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28 aprile 2013

oliveriana

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Da alcuni anni l’Assessorato alla Cooperazione Internazionale del Comune di Pesaro in collaborazione con il Liceo Scientifico “G.Marconi” ha promosso un gemellaggio con la cittadina di Soddo in Etiopia . Due sono i momenti più significativi di questo progetto: l’impegno di tutti gli studenti e docenti a

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a quando sono tornata dall’Etiopia molte volte mi è stata posta la domanda: “allora, com’è andata l’esperienza in Africa?” e d’istinto rispondo “bene!”. Bene è semplicemente riduttiva come risposta, ha bisogno di approfondimenti e, a ragione, può sembrare prettamente convenzionale. Mi piace dunque pensare di essere in grado di presentare un quadro generale di quello che ho vissuto in quella terra lontana insieme ad altri dieci ragazzi , mettendo nero su bianco le riflessioni che sono scaturite in me durante quei pochi ma pur sempre intensi giorni di soggiorno a Soddo. Come recita il titolo l’Etiopia mi è sembrata sin dai primi istanti una terra dai mille volti, per non dire contraddizioni. L’ho percepito subito dall’energia, allegria e spensieratezza che la gente trasmetteva, dai bambini che salutavano con la mano e sorridevano… Tutto questo però mutava immediatamente aspetto quando l’attimo dopo quella mano veniva allungata per chiedere l’elemosina e si leggeva loro in faccia tutta la sofferenza di una vita di stenti. Può sembrare pura retorica descrivere quello che si può osservare in un qualsiasi documentario sull’Africa, ma quello che davvero mi ha colpito, al di là del semplice fatto di sperimentarlo in prima persona, è che ci sia bisogno di arrivare fin lì per rendersi veramente conto di quanto tutto ciò sia drammaticamente reale.

COSA POSSO FARE IO PER LORO?

Dunque nonostante fossimo nel bel mezzo di un paradiso naturalistico, nell’altopiano del Wolayta (regione in cui si trova la cittadina di Soddo, a circa 380 km a sud-ovest della capitale), in un luogo dove l’inquinamento ambientale è praticamente inesistente, dove la mano distruttiva dell’uomo non è ancora arrivata e si può apprezzare a pieno il rapporto genuino tra uomo e natura, spesso mi sono sentita disarmata, impotente, spiazzata. Mi sono chiesta come fosse possibile che malgrado gli sforzi di molti volontari e missionari le condizioni di vita di molti, in particolare degli abitanti dei villaggi, dove ogni famiglia conta circa una decina di figli, siano a dir poco precarie e traballanti. Mi sono sentita tremendamente in colpa quando andavamo a visitare alcuni di questi posti dove la presenza dell’acqua era un estremo lusso, ed ascoltavamo i discorsi dei capi del villaggio che, dopo aver ringraziato infinitamente Abbà Marcello per l’asilo o la clinica che aveva fatto costruire grazie ai soldi dei benefattori, avevano ancora tante altre cose da chiedere, per noi così scontate ma per loro così vitali e purtroppo assenti. Non potevo fare altro che provare empatia, scattare fotografie ai bambini, che impazzivano di emozione di fronte all’obiettivo e sgomitavano per comparire nell’inquadratura, giocare, cercare di scambiare due parole, per quello che la diversità della lingua permetteva, mentre nella testa martellava incessantemente la domanda “cosa posso fare io per loro?”. Ho cercato una risposta che fosse adeguata per tutta la settimana, arrovellandomi la mente, quando infine mi sono accorta di averla proprio sotto gli occhi e che, proprio come l’Africa, era anch’essa una medaglia a due facce. Una faccia è quella che ho scoperto osservando più a fondo il centro d’accoglienza

SCHEDA

musica

La biblioteca della memoria rischia di scomparire

di arte cultura sport raccogliere fondi per realizzare opere necessarie a promuovere solidarietà e sviluppo tra queste popolazioni e il viaggio che alcuni studenti accompagnati dai loro insegnanti realizzano per incontrare questo meraviglioso popolo che ricambia la nostra solidarietà con abbondanti doni di accoglienza, ospita-

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Inaugurato l’anno accademico del Conservatorio “G. Rossini”

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lità e gioia di vivere. Per i giovani studenti è un incontro straordinario con un’umanità semplice e autentica capace di rigenerarli e aiutarli a guardare il futuro con speranza e fiducia. Pubblichiamo qui di seguito la testimonianza di Giulia, studentessa del V liceo, che ha partecipato al viaggio.

UNDICI STUDENTI PESARESI NELL’AFRICA DI ABBA MARCELLO

Etiopia: una terra dai mille volti

di Giulia Galeazzi

Gli undici ragazzi del Marconi al centro d’accoglienza per bambini di strada di Soddo con Abbà Marcello (a sinistra) e il giovane Wendesen

per bambini di strada realizzato da Padre Marcello, che ospita oggi circa duecento ragazzi i quali di loro spontanea volontà hanno scelto di accettare l’aiuto che veniva loro offerto, per migliorare la propria vita e ottenere un’istruzione, oltre che un letto in cui dormire e del cibo da consumare ogni giorno. Ho realizzato che senza il contributo di tutti noi questo non sarebbe mai stato possibile, e vedere con i propri occhi ciò che con un minimo sforzo da parte nostra è stato costruito mi ha riempito il cuore di gioia. Una gioia consapevole di come la solidarietà elevata al suo più nobile stato sia proprio quella, l’aiuto dell’uomo all’uomo. Va da sé che non bisogna fermarsi qui, perché di servizi da costruire ancora ce ne sono tanti e tanti sono i progetti che Abbà Marcello sta realizzando per andare incontro alle richieste numerosissime dei bisognosi.

SALVARE L’AFRICA CON L’AFRICA

L’altra faccia della medaglia, invece, più che essere una risposta mette in dubbio la domanda stessa. Quest’ultima infatti non dovrebbe essere “cosa posso fare io per loro”, bensì “cosa possono fare gli africani per gli africani”. Citando il famoso missionario Daniele Comboni il mio pensiero si rivela tutt’altro che nuovo e originale e traducibile con la sua affermazione “Salvare l’Africa con l’Africa”. Non c’è bisogno e anzi sarebbe terribilmente sbagliato imporre alla cultura africana la “civiltà” dell’Occidente (dall’alto del suo presunto avanzato modello di vita), che la snaturerebbe e priverebbe di quei suoi valori preziosissimi che noi oggi abbiamo perso, come la vita in simbiosi con la natura, per loro così normale eppure distante anni luci dalla nostra quotidianità. In relazione a quest’ultimo punto ci tengo

Nel dicembre 2009 la città di Soddo, capoluogo etiope del Wolayta, dedica una sua strada a un uomo bianco. La notizia è un evento ancora più raro se si considera che questo importante riconoscimento viene attribuito alla memoria, mentre Marcello Signoretti, ormai per tutti Abba Marcello, continua da anni nel suo impegno missionario in una delle terre più complesse dell’Africa e del mondo.

particolarmente a raccontare di Wendesen, il ragazzo ventiseienne che ci ha accolto alla “Smiling Children Town” di Soddo, il quale da poco è anche responsabile dell’intera gestione economica del centro. La sua storia inizia come quella di un qualsiasi bambino di strada, senza la possibilità di andare a scuola e vivere dignitosamente; è così che si avvicina al centro per i bambini di strada e grazie all’aiuto costante di Abba’ Marcello conduce i suoi studi fino alla laurea in economia. Oggi eccolo lì, a mettere la sua competenza a disposizione dei bambini che sono proprio come era lui una volta, ad aiutare l’Africa. La fraternità speciale e unica che gli si legge negli occhi quando li guarda, le lacrime che gli velano lo sguardo intenso ed espressivo quando ci racconta cosa ha fatto Marcello per lui e la sua famiglia infondono grande conforto, sono quasi una certezza: Wende ci assicura infatti che, in base ai suoi studi, da qui a dieci anni l’Etiopia sarà autosufficiente, in grado di reggersi sulle proprie gambe, economicamente e socialmente. Penso che egli stesso sia prova dell’inizio di questo processo, prova che quello che dice è vero, e ciò mi riempie di nuovo il cuore. Questa volta, però, di speranza.

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Nei giorni in cui veniva inaugurata la “Abba Marcello street”, a Soddo si apriva anche la “Smiling children town”, la Città dei bambini sorridenti’ voluta da Marcello per togliere i ragazzini dalla strada. “Si è avverato il sogno della mia vita”, dirà commosso a migliaia di amici che lo hanno sostenuto nell’impresa. Marcello è stato ragioniere nella sua Pesaro e – dopo una vita di lavoro e sofferenze familiari – è partito per il continente

Bambini di un villaggio nero, dove è stato ordinato sacerdote dal Vescovo missionario Domenico Marinozzi. Oggi è Vicario della Diocesi africana dove è impegnato, attualmente guidata dal Vescovo Rodrigo Mejia, presta servizio in diverse parrocchie, coordina progetti pastorali e di cooperazione internazionale e anche se non è più un ragazzino, non pensa affatto a smettere e ha tanti programmi per il futuro suo e della sua gente.


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arte cultura sport

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INTERVISTA AL PRESIDENTE DELL’OLIVERIANA UGUCCIONI

Il luogo della memoria non può morire

L

a Biblioteca Oliveriana è aperta dal 1793: più di due secoli al servizio della città e del territorio. E da alcuni anni, oltre a essere il luogo della memoria per Pesaro e la sua provincia, è ridiventata una presenza culturale attiva. Chiediamo al presidente Riccardo Paolo Uguccioni quali problemi restino aperti.

Due, soprattutto. L’entrata annuale insufficiente alla gestione ordinaria della vita dell’istituto e i problemi strutturali di palazzo Almerici. Infatti l’esaurimento degli spazi è un problema grave che sta per impedire quel ruolo di raccolta che la legge sull’editoria affida all’Oliveriana per l’intero territorio provinciale. Noi custodiamo tutto quel che si stampa in provincia – giornali e libri – e costantemente riceviamo fondi, fotografie, materiali, ma non abbiamo potuto accogliere altri depositi o fondi archivistici per mancanza di spazi. In proposito, stiamo pensando di fare uno studio per redigere la storia dell’ente Olivieri, approfondendo alcuni aspetti come l’abbandono di palazzo Olivieri per far luogo al Conservatorio

Rossini. Con il museo inagibile dallo scorso novembre per allagamento le cose si sono risolte? Non ancora. Ma sussiste anche il fatto che il museo è saturo: dove finiranno i reperti piceni che stanno emergendo sotto Novilara per l’ampliamento dell’A14? Separarli dai materiali rinvenuti nella stessa necropoli sul finire del XIX secolo, che da oltre un secolo custodiamo noi, sarebbe un errore imperdonabile. Dal successo delle vostre iniziative si deduce però che questa città sia sensibile alle iniziative culturali. Pesaro è una città attenta alla cultura. L’Oliveriana ha proposto diverse iniziative di alto livello, sempre con successo. Purtroppo il ritorno sulla scena cittadina ha coinciso, nel 2008, con l’inizio della crisi. Lo scorso anno, per mancanza di risorse, abbiamo compendiato il “Salone della parola” in una sola serata con Umberto Eco. Quest’anno non so cosa succederà, ma qualcosa faremo comunque, perché se l’Oliveriana si arrende è come se si arrendesse la città, come

se morisse la memoria storica. Siamo aperti dal 1793, cioè da 220 anni: non ci arrendiamo, l’Oliveriana non deve morire. Come state affrontando il 2013? L’Ente Olivieri propone da anni una serie di attività a bassissimo costo ma di alto profilo, con grandi studiosi, da Tullio De Mauro a Umberto Eco, da Luciano Canfora a Maurizio Bettini, Remo Bodei o Franco Cardini. Penso al “Salone della parola”, o ai cosiddetti “Pezzi facili”, di cui è appena terminata la quarta serie, tutte iniziative di alta qualità e costi minimi. Talvolta i partecipanti hanno perfino contributo alle spese. Come faremo? Ridurremo il riscaldamento, le pulizie, gli stipendi non faraonici. Non so, qualcosa faremo comunque. A volte la Cultura è trattata come un hobby marginale... E’ invece un tema fondamentale. Se lasciamo

sgretolare gli ambiti culturali (la scuola anzitutto, poi il teatro, i musei, le biblioteche, gli archivi, la musica, il cinema, ecc.), che sono il cuore della coscienza critica dei cittadini, fra qualche anno avremo forse la sospirata ripresa economica ma in un contesto sociale più arretrato, più barbaro, perfino più esposto ai rischi di pulsioni antidemocratiche. Coltivare la Cultura è diverso dal dar da mangiare ai pesci rossi: è un marchio di civiltà e di qualità. Chi è ignorante si fa abbindolare dal primo dottor Dulcamara che passa, perché non sa distinguere, non ha senso critico, è un citrullo dotato di diritti civili: il risultato è che, in un mondo di ignoranti, la democrazia è in pericolo. A cura di Marta Fossa

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AL PEDROTTI APPLAUDITA PERFORMANCE DEGLI ALLIEVI

Inaugurato l’Anno Accademico al Conservatorio

Pesaro - Inaugurato l’Anno Accademico 2012-2013 del Conservatorio G. Rossini, alla presenza del sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli, il presidente della Provincia Matteo Ricci, il presidente del Conservatorio Maurizio Gennari, il direttore del Conservatorio Maurizio Tarsetti, il sovrintendente del Rof Gianfranco Mariotti e il presidente della Fondazione Rossini Oriano Giovannelli. Presente anche Giorgio Girelli, presidente emerito. A conclusione della giornata rappresentazione all’Auditorium Pedrotti de “L’Opera da Tre Soldi’’ con musiche di Kurt Weill su libretto di Bertolt Brecht, da parte degli allievi del Conservatorio Rossini. “ L’attività che fin’ora abbiamo svolto, ha

sottolineato Maurizio Tarsetti, è stata finalizzata soprattutto alla formazione e quindi i programmi sono stati didattici. Ora per tanti motivi, fra cui i tagli di fondi, stiamo facendo lavori e progetti, per esportare le nostre produzioni, facendo maturare i nostri studenti su repertori che sono di maggiore interesse. Da qui la realizzazione de “L’Opera da Tre Soldi’’, che ha avuto un grande successo di pubblico e che dovremmo replicare in altre due sedi. A ottobre vi saranno due esecuzioni di “Falstaff’, di Verdi al teatro Rossini, con studenti del nostro conservatorio, di Cesena e di Ferrara. Esecuzioni che verranno poi replicate a Cesena e Ferrara, per un totale di sette esecuzioni. Altra cosa che vorremo

fare per la prossima inaugurazione dell’Anno Accademico è l’allestimento scenico dei Carmina Burana di Orff, che solitamente viene ascoltato per Coro e Orchestra. E da diversi decenni un allestimento di questo tipo non viene più realizzato. Da ultimo vi è l’intenzione, in occasione del prossimo compleanno di Rossini, a far partire un Concorso Internazionale di Canto, con cadenza quadriennale, dedicato alla voce di mezzo sorano, a cui Rossini ha dedicato delle bellissime pagine musicali. Dovrebbe diventare un concorso di elite, collegandolo al nome di Rossini, a completamento del progetto “Pesaro città della musica’’. Inoltre va anche detto che il Conservatorio di Pesaro

Un duo di eccellenza

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l 15^ appuntamento della Stagione Concertistica presenta, al Rossini, un duo di eccellenza: la violinista Francesca Dego e la pianista Francesca Leonardi – avevano già suonato a Pesaro nel 2009, lasciando il ricordo di uno strepitoso concerto -. Francesca Dego è la vincitrice di numerosi

concorsi internazionali; lo spazio concesso permette solo qualche cenno relativo alla sua straordinaria carriera! Nel 2008 è stata la prima violinista italiana, a partire dal 1961, entrata in finale in occasione del Premio Paganini di Genova. A sette anni debutta in California con un concerto di J.S.Bach; a 14 ani suona il concerto di Beethoven per viol. e orch. ed a 15, suona addirittura il concerto di Brahms; nei quattro continenti è presente con le più famose orchestre e con crescente successo. La notissima casa discografica D.G.G. le affida l’incisione dei “Capricci” di Paganini. Salvatore Accardo dice di lei: “è uno dei talenti più straordinari che io abbia incontrato. Possiede una tecnica infallibile e brillante, un suono bello, caldo ed affascinante, la sua musicalità è al tempo stesso fantasiosa e molto rispettosa del testo”. Francesca Dego suona un prezioso

violino Ruggeri (Cremona 1697), nonché un Guarneri del Gesù (1734), appartenuto al famoso violinista Riggiero Ricci. Il programma comprendeva la sonata per violino e pianoforte di Debussy (18621918), composta nella piena maturità e ricca di elementi del rinnovamento a cui l’autore era spinto anche dalle sue frequentazioni nel salotto del poeta Mallarmé, dove Debussy incontrava pittori e poeti come Boudelaire e Verlaine, ai cui poemi si ispirò, sovente, legandosi al simbolismo e all’impressionismo. Poi, la sonata di Poulenc (18991963), compositore che portò un originale contributo a quella poetica neoclassica che si veniva formando a Parigi negli anni del dopoguerra. Infine, nella seconda parte, veniva eseguita in maniera superlativa la famosa Sonata n. 9 op. 47 “A Kreutzer” di Beethoven: questa

è il quinto per importanza in Italia, dopo città come Roma, Milano,Napoli, e di questo ne sono orgoglioso, in quanto pur vivendo in un contesto di una città di provincia, il conservatorio musicale mantiene la sua importanza culturale’’. La novità è stata presentata dal sindaco Luca Ceriscioli, che ha detto che entro l’anno sarà liberato Palazzo Ricci, ora destinato ad altre funzioni. Ed una parte di palazzo Ricci sarà utilizzato per le esigenze didattiche del Conservatorio, che attualmente vengono svolte con molte difficoltà’’. Paolo Montanari

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composizione poneva fine alle sonate settecentesche dove al violino spettava solo una parte di deuteragonista; qui la sonata assume un respiro, una costruzione formale e stilistica di un “quasi concerto”. Il destinatario, stranamente, non ne ebbe contezza, anche perché l’autore aveva annotato nella dedica che la partitura era destinata ad un “violinista valente e non ad uno dei tanti dilettanti che si trastullano nei salotti dell’epoca”. L’esecuzione in questa grande sonata trova nella bravissima ed agguerrita pianista Francesca Leonardi la più raffinata collaboratrice al pianoforte per la Dego, il cui virtuosismo ne fa la diretta erede della grande scuola violinistica italiana. Alle trionfali ovazioni sono seguiti due fuori programma: un Rondò in sol magg. di Beethoven e “Danze rumene” di Bartòk. Lasciamo il teatro sotto l’effetto emotivo di tanta musica affidata a queste belle e straordinarie interpreti. Fulvio La Rosa

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onto i giochi di Leone PantaleonI da cagli Un buono sc

UN PREMIO PER UN REBUS

in omaggio

Frase: 10-7-5-2-7 I vincitori verranno estratti a sorte tra coloro che avranno inviato la soluzione corretta a pesaro@ilnuovoamico.it oppure a IL NUOVO AMICO Via del Seminario 4 – 61121 Pesaro. L’omaggio di questa settimana è un buono sconto del 20% presso la libreria “LA Buona Stampa” di Pesaro (Via Rossini 68) La chiave risolutiva del rebus di Leone da (Frase: 7 8): ‘Protesi per fette Cagli pubblicato a pag. 22 del n. 16 del Soluzione: - PROTESI PERFETTE “Nuovo Amico” di domenica 21 aprile era: margherita di giorgio

E’ possibile ritirare il premio da lunedì a mercoledì dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 17 alle ore 19 presso la redazione di Pesaro (via Rossini 53). Per un diverso recapito contattare il n. verde gratuito 800/501170 sempre nei giorni e ore sopra indicate.

PER RICEVERE L’OMAGGIO È NECESSARIO DIMOSTRARE DI ESSERE IN REGOLA CON L’ABBONAMENTO AL NUOVO AMICO PER L’ANNO 2013 O REGOLARIZZARE LA POSIZIONE AL MOMENTO DEL RITIRO DEL PREMIO


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«Il Nuovo Amico» n. 17 del 28 APRILE 2013  

«Il Nuovo Amico» n. 17 del 28 APRILE 2013

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