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COPIA OMAGGIO

17 marzo 2013 • Anno 110 • N. 11 • Spedizione in abb. post. D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27.02.2004 N. 46) Art. 1, Comma 1, DCB Pesaro • facebook.com/ilnuovoamico € 1,00

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Francesco H

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abemus Papam. La grande e felice sorpresa non è stata quella di averlo, ma di averlo così come si è presentato, nella semplicità e soprattutto nella novità tanto corrispondente alla ‘Nuova Evangelizzazione’. Il suo nome è Francesco che rimanda al saio del Santo di Assisi e alla virtù di ‘Sorella povertà’. “Sono il vostro vescovo”, il vescovo della Chiesa di Roma che, in unione a tutte le Chiese sorelle del mondo, è in cammino nell’unità. Prima di benedire ha voluto essere benedetto dai suoi fedeli ed ha esteso la benedizione a tutte le Chiese del mondo, con un certo impaccio sentendone forse la responsabilità ed anche la volontà di sentirsi servo. Don Raffaele Mazzoli

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Chiesa e Mondo

17 marzo 2013

Le chiavi nelle sue mani di Cristiana Dobner

13 MARZO 2013 - L’ARGENTINO JORGE MARIO BERGOGLIO E’ IL NUOVO PAPA

«Preghiamo sempre per noi, l’uno per l’altro»

I

l volto sereno e sorridente, il drappo rosso che abbraccia l’affaccio della Loggia, la banda che suona l’inno nazionale e lui che ascolta commosso in piedi. Otto anni dopo il suo predecessore, Papa Francesco I - il 266° Romano Pontefice della storia della Chiesa, primo Papa gesuita della storia - alle 20.21 si è affacciato per la prima volta dalla Loggia delle Benedizioni per ricevere il saluto della folla, un oceano festante in piazza san Pietro che ha atteso più di un’ora sotto la pioggia per vedere il nuovo Papa. “Fratelli e sorelle buonasera”, le sue prime, semplici, parole.

LE PRIME PAROLE

“Sembra che mi dobbiate sopportare come nuovo vescovo di Roma”, ha proseguito il nuovo Papa: “Sembra che i fratelli cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo”, ha scherzato sulle sue origini argentine, “ma siamo qui”. “Vi ringrazio dell’accoglienza”, ha poi detto riferito alla

città di Roma. Il primo pensiero al suo predecessore: “Preghiamo innanzitutto per il nostro vescovo emerito, Benedetto XVI”, ha detto Francesco I: “Preghiamo insieme per lui, perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca”. Poi la recita del Padre Nostro e dell’Ave Maria, insieme alla piazza. “E adesso cominciamo questo cammino”, ha detto subito dopo il Papa, definendo già da oggi il suo pontificato “un cammino di fratellanza, di amore, di fiducia”. “Preghiamo sempre per noi, l’uno per l’altro”, il primo impegno chiesto e preso insieme ai fedeli. Poi l’orizzonte si è allargato: “Perché ci sia una grande fratellanza”. Quindi il primo augurio, sempre rivolto alla piazza: “Vi auguro che questo cammino di Chiesa che oggi cominciamo sia fruttuoso per ‘evangelizzazione di questa bella città”.

QUELLA BENEDIZIONE INEDITA

Prima di impartire la benedizione “Urbi et Orbi”, il nuovo Papa ha fatto un gesto

SCHEDA BIOGRAFICA

I

L a Parola di Dio La buona e bella notizia di oggi celebra il perdono! E la conversione che nasce dal sentirsi amati, serviti nel condono. Non una misericordia a buon prezzo, nemmeno giudizio inflessibile. Essere giusti non equivale a non peccare, altrimenti non lo sarebbe nessuno; significa piuttosto affidarsi sempre e comunque all’amore giustificante di Dio. Gv 8,1-11. Un tranello per il Maestro. Anche lui incriminato. E’ in trappola. E corre il rischio di essere lapidato. Pacato scrive per terra silenzioso, come per far calmare gli animi. Ma forse li agita di più. Chino attira su di sé l’attenzione, distogliendo la rabbia e dando sollievo alla disgraziata che davanti a lui gli è stata posta, raddrizzata! Mentre nessuno ha più fiducia in lei, Lui offre possibilità di cambiamento. Quando Gesù rimane solo in compagnia solo dell’infedele peccatrice, diventa lui giudice di perdono misericordioso. La fragilità umana e la grandezza dell’amore di Dio. Ma siccome

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Miseria e misericordia

l’amore è soltanto riabilitativo, sempre generativo, anche in quella donna rinasce la vita. Isaia 43,16-21. La nostra umanità è segnata da sbagli e fallimenti. Il perdono ricrea, non si limita a riaggiustare le cose. Non equivale a chiudere un occhio, semmai li spalanca ancora di più; non sull’abisso del male, ma sull’immensità dell’amore. Fil 3,8-14. La vita cristiana non è una perfezione da conquistare, è piuttosto lasciarsi conquistare dall’amore, sentirsi afferrati dal vangelo anche nelle proprie fragilità e nello stesso peccato. Così ci si lascia alle spalle ciò che è vecchio e si va verso ciò che ci attende. Meditatio • La misericordia non si scrive sulla materia dura e nemmeno può essere fissata sulla carta. La misericordia si traccia sulla superficie delicata di un cuore di carne, significata dalla morbida polvere della terra. • E’ necessario acquisire ‘uno sguardo nuovo’. Uno sguardo capace di “sospettare” che ogni individuo, sotto le incrostazioni degli errori, dei difetti, dell’infamia, o anche soltanto delle

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inedito e già indicativo del modo in cui concepisce il servizio del ministero petrino: “Prima vi chiedo un favore”, ha detto rivolgendosi direttamente alla folla che lo ha ascoltato in religioso silenzio, “che voi pregate il Signore, che il popolo chieda una benedizione per il suo vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me”. E così, sulla piazza è sceso un minuto di intenso silenzio, di vera preghiera, seguito da un applauso. Poi la benedizione “Urbi et Orbi”, in latino. Una benedizione rivolta “a voi e a tutto il mondo, a tutto gli uomini e le donne di buona volontà”, ha proseguito il Papa in italiano, e dalla folla si è levato un altro applauso. “Pregate per me e a presto”, il semplice saluto finale, che ha richiamato il primo con cui si era rivolto alla folla dalla Loggia. Infine, una confidenza ai fedeli sul giorno dopo: “Domani voglio andare a pregare la Madonna perché custodisca tutta Roma”.

quindi i superiori lo hanno destinato al collegio del Salvatore, da dove è passato alla chiesa della Compagnia nella città di Cordoba come direttore spirituale e confessore. Il 20 maggio 1992 Giovanni Paolo II lo ha nominato Vescovo titolare di Auca e Ausiliare di Buenos Aires. Il 27 giugno dello stesso anno ha ricevuto nella cattedrale di Buenos Aires l’ordinazione episcopale dalle mani del Cardinale Antonio Quarracino, del Nunzio Apostolico Monsignor Ubaldo Calabresi e del Vescovo di MercedesLuján, Monsignor Emilio Ogñénovich. Il 3 giugno 1997 è stato nominato Arcivescovo Coadiutore di Buenos Aires e il 28 febbraio 1998 Arcivescovo di Buenos Aires per successione, alla morte del Cardinale Quarracino. È autore dei libri: «Meditaciones para religiosos» del 1982, «Reflexiones sobre la vida apostólica» del 1986 e «Reflexiones de esperanza» del 1992. È Ordinario per i fedeli di rito orientale residenti in Argentina che non possono contare su un Ordinario del loro rito. Gran Cancelliere dell’Università Cattolica Argentina. Relatore Generale aggiunto alla 10ª Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (ottobre 2001). Dal novembre 2005 al novembre 2011 è stato Presidente della Conferenza Episcopale Argentina. Dal B. Giovanni Paolo II creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 21 febbraio 2001, del Titolo di San Roberto Bellarmino. È Membro: - delle Congregazioni: per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti; per il Clero; per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica; - del Pontificio Consiglio per la Famiglia; - della Pontificia Commissione per l’America Latina.

l Cardinale Jorge Mario Bergoglio, S.I., Arcivescovo di Buenos Aires (Argentina), Ordinario per i fedeli di rito orientale residenti in Argentina e sprovvisti di Ordinario del proprio rito, è nato a Buenos Aires il 17 dicembre 1936. Ha studiato e si è diplomato come tecnico chimico, ma poi ha scelto il sacerdozio ed è entrato nel seminario di Villa Devoto. L’11 marzo 1958 è passato al noviziato della Compagnia di Gesù, ha compiuto studi umanistici in Cile e nel 1963, di ritorno a Buenos Aires, ha conseguito la laurea in filosofia presso la Facoltà di Filosofia del collegio massimo «San José» di San Miguel. Fra il 1964 e il 1965 è stato professore di letteratura e di psicologia nel collegio dell’Immacolata di Santa Fe e nel 1966 ha insegnato le stesse materie nel collegio del Salvatore di Buenos Aires. Dal 1967 al 1970 ha studiato teologia presso la Facoltà di Teologia del collegio massimo «San José», di San Miguel, dove ha conseguito la laurea. Il 13 dicembre 1969 è stato ordinato sacerdote. Nel 1970-71 ha compiuto il terzo probandato ad Alcalá de Henares (Spagna) e il 22 aprile 1973 ha fatto la sua professione perpetua. È stato maestro di novizi a Villa Barilari, San Miguel (1972-1973), professore presso la Facoltà di Teologia, Consultore della Provincia e Rettore del collegio massimo. Il 31 luglio 1973 è stato eletto Provinciale dell’Argentina, incarico che ha esercitato per sei anni. Fra il 1980 e il 1986 è stato rettore del collegio massimo e delle Facoltà di Filosofia e Teologia della stessa Casa e parroco della parrocchia del Patriarca San José, nella Diocesi di San Miguel. Nel marzo 1986 si è recato in Germania per ultimare la sua tesi dottorale;

Quinta Domenica di Quaresima Anno C

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on è troppo difficile intuire lo stato d’animo del prescelto, il cardinale Bergoglio, argentino, senza per questo cadere in funambolismi romantici, anche se conosciamo la sua tempra umana, messa alla prova da una lunga vita spesa al servizio di Dio, dall’annuncio della Sua Parola, dalla custodia del gregge, tuttavia un salto al vertice, avrà suscitato “timore e tremore”. Ringraziamo Papa Francesco per aver accettato, magari avendo compiuto dentro di sé lo stesso percorso di Giona, ma avendo poi aperto le mani per accogliere e stringere quelle chiavi. Abitualmente le chiavi a noi servono per tutelare la nostra casa, una cassetta di sicurezza, la nostra vettura. Le teniamo come saldo possesso, da cui non ci distacchiamo. Così facendo chiudiamo l’accesso a tutti, tranne a chi noi vogliamo e con cui vogliamo compartecipare i nostri beni. Il nostro Papa Francesco, fresco di nomina e di grandi emozioni interiori, con il con-clave, che si è espresso eleggendolo, ha quelle chiavi che, da Pietro nel lungo inanellarsi dei Papi nei secoli, è giunto fino a noi. Non chiudono dimore, cassette con beni preziosi, vetture di lusso, sono chiavi la cui origine è divina, chiavi che schiudono il Regno dei cieli e già, da qui, dalla nostra storia, vogliono richiamarci non a quanto la tignola e la ruggine consumano ma a quanto è imperituro: il Volto di Dio. Ora l’attesa è compiuta, conosciamo il nome d’origine e il nome che ha voluto scegliere per qualificare tutto il tempo che gli è donato per il suo pontificato, nel simbolo quindi ritroviamo il grande messaggio di Francesco: pace e unità, nella Chiesa, nell’umanità, nei cuori di tutti. Le chiavi sono nelle sue mani. Che cosa ci attendiamo dal Papa? Semplicemente tutto. Senza eccezioni. Tutto e integro l’ascolto della Parola. Tutto e integro l’annuncio della Buona Novella. Tutto e integro il desiderio di salvezza per tutti. Tutto e integro l’impegno per la pace fra i popoli. Tutto e integro il sollievo al grido dei poveri, degli emarginati, degli oppressi. Quali che siano gli eventi che segneranno il pontificato di Papa Francesco, la barca di Pietro non mancherà di un nocchiero che si sa secondo, perché il primo è, sempre e comunque, Cristo Signore, Risorto.

Redazione di Pesaro: Via del Seminario, 4 - 61121 PESARO (PU) Tel. 0721/64052 - Fax 0721/69453 e-mail: pesaro@ilnuovoamico.it Alvaro Coli – Responsabile diocesano.

Redazione di Urbino: Via Beato Mainardo, 4 - 61029 URBINO (PU) Tel. e Fax 0722/378395 e-mail: ilnuovoamico@arcidiocesiurbino.it. Giancarlo Di Ludovico – Responsabile diocesano

Redazione di Fano: Via Roma 118 61032 FANO (PU) - Tel. 0721/802742 (dir.) - 803737 - Fax 0721/825595 e-mail: fano@ilnuovoamico.it

EDITORE: Cooperativa Comunicare - Via del Seminario, 4 - 61121 PESARO (PU). Tel. 0721/64052 - Fax 0721/69453. Amministratore Unico: Marco Farina Presidente Cooperativa Comunicare

debolezze, conserva una zona intatta, “vergine”, dove il suo essere più autentico coltiva il desiderio di aprirsi a qualcuno che è capace di amarlo. Questo territorio segreto si apre solo all’amore. • E’ necessario, ogni mattina, purificare lo sguardo. Svincolarlo da ogni istinto di possesso, disarmarlo dagli elementi di ostilità, aggressività, durezza, malignità; ringiovanirlo, restituendogli la capacità di stupore e di meraviglia; renderlo sensibile all’altro, ossia capace dio vedere l’altro come io vorrei essere veduto. Solo l’amore può dire all’altro: “Io ti riconosco il diritto di essere quello che sei. Desidero che tu sia tutto quello che puoi essere” (Agnese Baggio). Armando Trasarti, Vescovo di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola © RIPRODUZIONE RISERVATA

STAMPA: Galeati Industrie Grafiche/Imola GRAFICA: arti grafiche pesaresi srl/pesaro La testata “Il Nuovo Amico” fruisce dei contributi Statali diretti di cui alla Legge 7 agosto 1990, n. 250. PUBBLICITà Uffici della Redazione centrale 0721/64052 e Paolo Morsiani L’Impresa Editrice COMUNICARE risulta iscritta al Registro delle imprese di PESARO presso la Camera di commercio al n. 98100

Questo settimanale è iscritto alla FISC Federazione Italiana Settimanali Cattolici ed è associato all’USPI Unione Stampa Periodica Italiana

Questo numero è stato chiuso in redazione mercoledì 13 marzo 2013 alle ore 22 e stampato alle ore 6 di giovedì 14 marzo


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Donna quale Festa?

CAMPAGNA DI AVVENIRE La petizione per liberare la giovane donna cristiana ha superato le 30mila firme. Il direttore Tarquinio: ‘’Abbiamo consegnato gli scatoloni con le lettere cartacee e in formato digitale. L’ambasciatore pakistano si è impegnato con noi a farle avere alle autorità del suo Paese’’

Luce sulla vicenda di Asia Bibi

1.359 giorni, 32.616 ore dietro le sbarre del carcere pakistano di Sheikhupura, nella provincia del Punjab, una delle terre più fertili del pianeta. Per Asia Bibi, giovane donna cristiana accusata di aver offeso il profeta islamico Maometto, si sono aperte dal giugno del 2009 le porte di una cella senza finestre nell’attesa impietosa che si compia la sua condanna a morte. Dal penitenziario, però, non ha smesso di sperare: “Vivo con il ricordo di mio marito e dei miei figli e chiedo a Dio misericordioso che mi permetta di tornare da loro”. Per sostenere la liberazione di Asia Bibi, il quotidiano “Avvenire” ha lanciato una petizione che ha superato le 30mila sottoscrizioni. Impacchettate in due scatoloni, le firme sono state consegnate il 6 marzo alla signora Tehmina Janjua, ambasciatore della Repubblica Islamica del Pakistan in Italia. Per fare il punto della situazione Riccardo Benotti, per il Sir, ha intervistato Marco Tarquinio, direttore di “Avvenire”. Com’è nata l’idea della raccolta firme? “Già da due anni e mezzo abbiamo scelto di porre un ‘bollo’ nella pagina degli editoriali e sul sito internet con lo slogan ‘Salviamo Asia’, per ricordare a tutti una vicenda

che stenta a trovare la luce dei riflettori. L’8 dicembre 2012 abbiamo pubblicato come editoriale della prima pagina la lettera scritta dal carcere ai suoi familiari: una testimonianza straordinaria per intensità, bellezza e dolore. Questo editoriale ha suscitato numerose lettere di risposta. La campagna è partita quasi da sola, perché abbiamo ritenuto che valesse la pena dare un seguito a questo movimento dal basso. Ci siamo offerti come punto di raccolta”. “Avvenire” continuerà a tenere accesa la luce sulla vicenda di Asia Bibi? “Certamente. L’attenzione non si sospende e ci auguriamo che diventi contagiosa. I media cattolici sono tutti mobilitati: c’è stata un’iniziativa parallela alla nostra di Tv2000, che si è sviluppata in questi anni, ma anche Radio Vaticana e la stampa del territorio hanno sempre tenuto al centro dell’interesse casi come quelli di Asia Bibi che non è l’unica cristiana perseguitata a

causa della sua fede, in questo mondo senza pace. Basti pensare a ciò che sta accadendo in Africa del Nord, in quelle comunità cristiane strette d’assedio tra speranza e regressione apparentemente rivoluzionaria. Ci auguriamo che il resto del circo mediatico sia più attento a queste tematiche: è più facile che la stampa internazionale si mobiliti per il caso senz’altro importante di persone condannate per adulterio alla pena di morte, piuttosto che per quello di una donna cristiana che in Pakistan rischia la vita a causa della sua fede. È un dato drammatico sul quale bisogna riflettere”. ©riproduzione riservata

Ilse cantava ninne nanne...

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Tante, troppe, sono ancora oggi le donne che devono fare i conti con l’arroganza del potere che dilaga in una società sempre più stressata e sempre più insoddisfatta. Ce lo scandiscono le cronache di questi ultimi anni. Qualche settimana fa, il dolore si è fatto ancora una volta musica ed ha abbracciato le donne di tutto il mondo in un flash mob che ha coinvolto intere generazioni. “Quando avrà fine la sofferenza?” si chiedeva Ilse Weber. Una domanda a cui ancora oggi non sappiamo dare una risposta certa. Né

Viaggio sorprendente sul pianeta donne

L’

DA AUSCHWITZ NON FECE RITORNO

acconta storie fantastiche, scandisce le parole di versi dal sapore antico e intona le dolci melodie che invitano al riposo. Quelle ninne nanne, Ilse, le canta al suo bambino e agli altri quattordici piccoli ricoverati nel reparto pediatrico dell’ospedale di Theresienstadt, nell’allora Cecoslovacchia. Quei bambini sono diventati tutti un po’ suoi figli. Ilse conosce la forza di quelle manciate di note, sa che quelle parole sussurrate con dolcezza sono come la più dolce delle medicine, capace di scacciare - seppure per poco - la paura e il dolore. Ilse non smette di cantare quelle ninne nanne nemmeno in quella tragica notte dell’ottobre 1944, quando lei, suo figlio e i piccoli pazienti del reparto vengono prelevati a forza per essere trasferiti ad Auschwitz. Da dove - come centinaia di migliaia di altre persone - non avrebbero più fatto ritorno. Nei giorni scorsi quelle melodie, rimaste a lungo nascoste in una valigia a Theresienstadt, sono tornate a risuonare a Merano, proposte dal trio “Arsrosa”. Un omaggio in vista della festa della donna, quello che le tre musiciste meranesi hanno voluto fare a Ilse Weber, autrice di fiabe e valente musicista, che per amore seppe rispondere alla cieca e insensata violenza che stava vivendo, intonando note di speranza. Tante, troppe, sono ancora oggi le donne che sperimentano il sapore amaro del dolore, vedono riflessa nei loro occhi la cecità della violenza, che si consuma spesso tra le mura di casa. Là dove si pensa di essere al sicuro.

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17 marzo 2013

mai, forse, saremo in grado di darla. Ma alla sofferenza si può comunque rispondere, come ha fatto Ilse e come hanno fatto tante donne (molte delle quali sono sconosciute alle cronache) percorrendo strade di speranza, rispondendo all’arroganza con la pazienza. Perché anche nel buio della notte, la pazienza e la speranza ci permettono di guardare con fiducia all’aurora che ci annuncia l’arrivo di un nuovo giorno. Irene Argentiero direttore ‘’Il Segno’’

Altissimo, quando creò l’uomo, Adam, e la donna, le fece un dono speciale, tutto suo: il silenzio in cui Adam era colto dal sonno ed Egli creava la donna in una teofania a lei solo nota, donandole quella libertà che, nella relazione della fede, può restituirsi realmente. La risposta della donna, allora, si rivolge alla creazione di una cultura dell’interiorità fattiva per, che si rifiuti di ridurre la persona a trama di relazioni storiche, qualificazione di forza-lavoro e classificazioni. La donna oggi avverte di poter dare la sua risposta: - nei simboli della vita quotidiana; - nell’universo mentale femminile, in chiave di una frequentazione sapienziale che riesca a coniugare la ricerca della verità con il sapore dell’esperienza; - nell’immediato che si fa spiritualmente sensibile, quale risonanza del sentimento, dell’emozione sensibile, della vibrazione del desiderio; - nel sapere e nel sensibile, in gioco di rimando continuo; - nella creazione continua di gesti inediti o antichi, radicati in un pensiero diverso che genera un linguaggio diverso, che non si rinchiuda nell’espressività delle cure materne e della generazione ma da qui si dilati; - nell’interscambio di amore, pensiero, arte, linguaggio, nel combinato culturale. C’è una donna che, con la sessuazione del discorso, tipico di una donna, diventa icona del porsi femminile dinanzi a quanto ineludibilmente gli eventi manifestano: Miriam di Nazaret. È scritto che “conservava e confrontava”, pensava in proprio, su di sé, sul Figlio, sulla storia che si stava svolgendo, nella sua mente, nel suo animo, nella sua coscienza, giocava la libertà, con cui disponeva di sé, orientando verso un fine determinato tutta la propria intelligenza, affettività e sensibilità. Conservava e confrontava: cammino pensante, tracciato dalla donna, come desiderio di spiegazione, di ricerca, di cambiamento, di libertà; cammino che evidenzia un umanesimo e l’apertura all’ulteriore, declinato al femminile, una coscienza femminile nella costruzione di sé, quale creatrice di vita, che consente di passare da una carica negativa a una positiva, quando diviene porta per la coscienza vera. Un’intelligenza agapica, cosciente di ricevere il dono dello Spirito e di lasciarsene riplasmare fino a divenire dono vivente, agape stessa, mistero dell’amore, ritmo segreto di una cultura dell’interiorità fattiva per, forza donna trasformante. Il misterioso pianeta donna! Cristiana Dobner

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Conclave

17 marzo 2013

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NOVITÀ SIGNIFICATIVE PRIMA E DOPO IL CONCLAVE

La preghiera del nuovo Papa

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l nuovo Papa, appena eletto, mentre esce dalla Cappella Sistina dopo l’atto di omaggio dei cardinali, per andare alla Loggia passa alla Cappella Paolina e fa “una breve preghiera personale, silenziosa davanti al Santissimo Sacramento”. Poi riprende il cammino e si affaccia alla Loggia delle Benedizioni per dare alla folla in Piazza San Pietro il suo saluto e impartire la prima benedizione “Urbi et Orbi”. In quest’occasione il protodiacono annuncia anche l’indulgenza, come si fa a Pasqua e a Natale. Una volta raggiunto il quorum per l’elezione canonicamente valida del nuovo Papa, il cardinale decano - in questo caso il presidente dell’assemblea, che è il cardinale Re - si rivolge a lui con la domanda: “Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice?” E, dopo la risposta, l’altra domanda: “Con quale nome vuoi essere chiamato?”.

La Stanza delle lacrime e l’ossequio dei cardinali. Dopo questa “breve cerimonia” nella Sistina, avviene la bruciatura delle schede e la fumata, che è bianca se l’accettazione è avvenuta. Il Pontefice nuovo va nella cosiddetta “Stanza delle lacrime” per indossare le vesti papali. Fa ritorno nella Sistina, dove si svolge un’altra piccola cerimonia con una preghiera, la lettura di un passo del Vangelo “tipicamente legato al ministero petrino”, e una preghiera in cui - ha spiegato padre Lombardi - “entrano come attori il primo dell’Ordine dei diaconi, il primo dell’Ordine del presbiteri, il primo dell’Ordine dei vescovi”. Poi c’è l’atto di ossequio e di obbedienza dei cardinali al nuovo Papa, sempre nella Sistina. Dalla fumata bianca all’annuncio del nuovo Papa passano circa quarantacinque minuti, “ma con la sosta di preghiera alla Paolina potrebbero diventare di più”. Un’altra informazione importante data ai giornalisti riguarda la messa di inaugurazione del Pontificato, che “può essere celebrata anche in giorno feriale, non necessariamente di domenica, a seconda di quanto è durato il Conclave e di quanto tempo è opportuno dare anche alle delegazioni straniere che vogliano intervenire”.

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orna la Sindone, questa volta non solo per Torino ma per il mondo intero. L’ostensione televisiva di sabato 30 marzo si presenta come un grande “evento multimediale”, destinato a catturare l’attenzione degli spettatori italiani e di tutte le reti tv che saranno collegate con l’emissione di Rai Uno. In questi ultimi decenni l’interesse per la Sindone è cresciuto, in ogni senso. Durante le ostensioni pubbliche e solenni (1978, 1998, 2000, 2010) Torino ha accolto milioni di pellegrini e anche di “curiosi”, richiamati da un enigma che non è solo scientifico. Ma è cresciuto anche il dibattito degli scienziati (veri) per conoscere meglio un oggetto che sembra svelare, più che le contraddizioni della religione, le incertezze della “scienza”, come notò Giovanni Paolo II nella sua riflessione del 1998. È cresciuto ancora, ma era inevitabile, il “mercato sindonico”, fatto d’improbabili scoop giornalistici ed editoriali, d’impropri collegamenti tra il Lenzuolo di Torino e tutte le possibili sette religiose che hanno popolato i venti secoli di cristianità... In questo speciale “campo del vasaio”, la Sindone è diventata un oggetto quasi mitologico, come il Graal... Il vero mistero, è altrove. Come ha ricordato mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, custode pontificio

EVENTO MULTIMEDIALE IN UN CONTESTO DI FEDE

Torna la Sindone

Sabato Santo, su Rai Uno, la prima ostensione televisiva del nuovo millennio

della Sindone, è attraverso i segni della sofferenza impressi nel corpo dell’Uomo

della Sindone che si manifesta la gloria del Signore. E dunque saranno i malati ad

LIBERALIZZAZIONE DELLA COMMERCIALIZZAZIONE

Non bruciamo la domenica

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li orari e i giorni di apertura (o chiusura) degli esercizi commerciali sono un tema che non cessa di interessare e anche dividere l’opinione pubblica, il mondo politico nonché la stessa Chiesa, soprattutto per gli aspetti legati al riposo festivo, alla celebrazione cristiana della domenica, alla vita comunitaria, alla dimensione dei legami familiari. Recentemente la Corte Costituzionale italiana si è pronunciata sulla materia, prendendo in considerazione numerosi ricorsi presentati da diverse Regioni italiane, in forma e con modalità e contenuti diversi, ma tutti accomunati dall’intento di salvaguardare, in qualche modo, la domenica come giorno festivo e di riposo oltre che di armonia familiare e sociale. La Corte Costituzionale ha di fatto rigettato tutti i ricorsi regionali variamente motivati a difesa dei piccoli esercizi (Piemonte), del riposo settimanale (Friuli e Toscana), del rispetto delle peculiarità socio-culturali (Lombardia) e altre. La Consulta ha così sancito, a quanto sembra una

volta per tutte, la prevalenza del principio di “tutela della concorrenza” e del valore superiore della liberalizzazione, “rimuovendo vincoli e limiti alle modalità di esercizio delle attività economiche”. Tutto ciò - sostiene la Corte - va “a beneficio dei consumatori” creando “un mercato più dinamico e più aperto all’ingresso di nuovi operatori”. Comunque, afferma mons. Casile direttore dell’Ufficio Cei per i problemi sociali e il lavoro): “Per noi cristiani, la domenica è il giorno della Chiesa, il giorno dell’uomo e il giorno della famiglia. È un giorno speciale perché rappresenta l’oasi in cui fermarsi per assaporare la gioia dell’incontro e dissetare la nostra sete di Dio. Certo occorre crederci, coltivare questo profondo significato, riempirlo di contenuti, occasioni, incontri. Ma ricordiamo il momento centrale della domenica: la Messa festiva, in cui la comunità si stringe intorno al proprio Signore. È questione di fede e di amore reciproco”. ©riproduzione riservata

essere “protagonisti” di questa ostensione televisiva, la prima multimediale del nuovo millennio. Anche perché la sofferenza di queste persone (le poche che saranno in duomo, e i milioni di uomini e donne provati dal dolore del corpo) è in qualche modo il contrappeso estremamente concreto, fisico, a quel mondo virtuale che pure ci attira e ci coinvolge. L’ostensione attraverso la televisione (tenutasi finora una sola volta, nel 1973), prima e più che un evento mediatico, o una presentazione scientifica, si colloca completamente in un contesto di fede e di Chiesa. È nell’Anno della fede e “per” l’Anno della fede che si propone l’ostensione. Proprio perché il carattere più vero e profondo di quell’immagine rimane il suo richiamo fortissimo al Signore, alla sua Passione e allo straordinario, misterioso silenzio del Sabato Santo, un giorno intero in cui “Dio è morto”, ma in cui proprio la Sindone ci aiuta a ricordarne la presenza solenne, misteriosa, affascinante. Marco Bonatti direttore “La Voce del Popolo” (Torino) responsabile della comunicazione Commissione diocesana per la Sindone Torino ©riproduzione riservata


Socio Politico

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17 marzo 2013

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KENYA – Kenyatta è il nuovo premier eletto pacificamente dal popolo

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una settimana dal voto, che si è svolto il 4 marzo, è Uhuru Muigai Kenyatta il nuovo presidente del Kenya, uscito vincente dalla sfida contro il rivale Raila Amolo Odinga, con uno scarto di circa 800 mila voti (50,07%). Odinga ha già denunciato irregolarità nei conteggi e annunciato che ricorrerà alla Corte suprema. Kenyatta è il figlio di Mzee Jomo Kenyatta, il primo presidente nella storia del Kenya post-coloniale. Ma una ombra nera sulla vittoria di Kenyatta è l’accusa formulata dal Procuratore della Corte penale internazionale Luis Moreno Ocampo, per aver fomentato, insieme ad altre cinque persone, le violenze e gli scontri dopo le elezioni del 2007-2008, che causarono la morte di oltre mille persone e centinaia di migliaia di sfollati. Kenyatta dovrà comparire davanti alla Corte dell’Aja il prossimo mese di luglio. Compiacimento nei confronti del popolo kenyano è stato espresso da Stati Uniti e Unione europea, che hanno auspicato una soluzione pacifica delle controversie postelettorali. Ma nessuna delle cancellerie

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e ci avessero avvertito che le elezioni politiche sarebbero state un referendum sui partiti e sulla forma partito ci saremmo attrezzati alla bisogna. Ma così non è stato, anche se una lettura deformata e interessata dei risultati elettorali sembra dare ragione a quanti hanno fatto dell’antipolitica la bandiera con la quale dare l’assalto ai Palazzi romani. Un’analisi più lucida e realistica, invece, ci riconsegna una realtà molto più chiara. Sicuramente da valutare a mente fredda. Innanzitutto va detto che sette elettori su dieci hanno votato i partiti tradizionali (Pd-Pdl) o un partito nuovo di zecca (Scelta civica). Due elettori e mezzo hanno scelto un non partito come il Movimento Cinque Stelle (M5S), forte di un risultato elettorale persino migliore della Lega Nord post Mani pulite. La realtà, dunque, ci dice che nonostante il forte risentimento popolare verso una classe politica alla quale si attribuiscono pesanti responsabilità per la crisi finanziaria e il mancato sviluppo che angustiano il Paese, ai partiti tradizionali viene affidato, dalla maggioranza assoluta degli elettori, l’onere di governare. Spetta dunque a questi tre partiti, largamente rinnovati nelle loro compagini parlamentari, di trovare una via di uscita. Se gli elettori hanno un torto, si fa per dire, è quello di non aver dato a uno dei tre partiti una maggioranza assoluta, ma avrebbero dovuto fare il miracolo di neutralizzare gli esiti nefasti del “porcellum” che, per la terza volta consecutiva, ha condannato il Paese all’ingovernabilità. Ma quegli stessi elettori hanno

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occidentali, in imbarazzo per la vicenda della Corte penale internazionale, ha inviato messaggi di congratulazioni al neo presidente. La Chiesa cattolica del Kenya, nei giorni scorsi ha lanciato appelli per invitare la popolazione alla calma e così è stato, finora. per il Sir, secondo Boniface Lele, arcivescovo di Mombasa, (dove prima delle elezioni ci sono stati alcuni scontri con una quindicina di vittime, tra cui poliziotti e sei membri del gruppo secessionista “Mombasa republic council”) “Uhuru Muigai Kenyatta viene dalla Provincia Centrale. È una zona molto popolosa e non siamo sorpresi che abbia vinto. Qui le persone votano secondo la loro appartenenza tribale. Sono però preoccupato perché Kenyatta deve dare delle risposte alla Corte penale internazionale dell’Aja e temo che questo possa interferire con la sua elezione o con il futuro del Paese. Kenyatta ha annunciato che si occuperà di tutti i cittadini, di qualsiasi appartenenza politica siano. In realtà potrebbe

essere una persona neutrale e potrebbe far avanzare il Paese. Ma ribadisco: sono preoccupato per ciò che potrebbe succedere all’Aja. Ma i fondamentalisti islamici hanno ucciso alcuni militari anche prima delle elezioni. Non so cosa vogliano. Non sembrano accettare la democrazia. Stavolta le elezioni si sono svolte in un clima pacifico, non ci sono stati scontri come nel 2007-2008. Un importante segno di maturità da parte della popolazione. Le persone hanno votato molto bene e non c’è stata violenza, tranne gli scontri a Mombasa. È un notevole passo in avanti. La gente non vuole rivivere le violenze del 2007-2008. Non so cosa succederà all’Aja, ma spero che Kenyatta sarà il nostro presidente per almeno cinque anni. Intanto i cattolici del Kenya si aspettano che il presidente sia uno di loro. La Chiesa cattolica si aspetta che non ci sia violenza e che sappia guidare tutti i keniani”. Agenzia Sir ©riproduzione riservata

LI HANNO VOTATI SETTE ITALIANI SU DIECI

Eppure non sanno dare un governo al Paese

detto alcune cose molto chiare. Innanzitutto hanno chiesto di dare un governo al Paese per affrontare l’emergenza e per non dilapidare i sacrifici fatti durante il governo Monti, peraltro sostenuto esattamente dai Pd-Pdl-Montiani. In secondo luogo, hanno ribadito la necessità di realizzare le riforme in grado di rimettere in moto l’economia del Paese, magari ricontrattando le politiche di austerity concordate con l’Europa. In terzo luogo, hanno sollecitato l’adozione di una legge elettorale in grado di determinare una maggioranza in grado di governare. Infine, hanno chiesto all’intero sistema politico-amministrativo una salutare cura dimagrante, in linea con i sacrifici del popolo. Tutto ciò richiede che i tre partiti riconoscano la gravità del momento e sappiano, con il sostegno del Capo dello Stato, individuare una strada realistica e percorribile verso la governabilità. Pd, Pdl e Scelta civica hanno pagato un prezzo pesantissimo per sostenere i sacrifici chiesti dal governo tecnico agli italiani. Ma la responsabilità dimostrata ieri non può infrangersi contro le timidezze, le pregiudiziali e gli egoismi di oggi. Occorre tempo e guadagnarlo non è un

concerto” per il duplice omicidio avvenuto ieri nel palazzo del “Broletto” della Regione Umbria, terminato con il suicidio dell’uomo che, poco prima, aveva fatto fuoco sulle due donne. Questo il sentimento della Chiesa umbra, della quale si è fatto portavoce l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, monsignor Gualtiero Bassetti. A Francesco Rossi, per il Sir, l’arcivescovo affida le sue riflessioni sulla vicenda, che è al tempo stesso un caso “molto particolare”, ma denuncia come una “cultura di morte” possa avere “conseguenze devastanti” sui soggetti più deboli. Qual è stata la reazione della diocesi e della Chiesa umbra alla notizia? “Quanto è accaduto ha portato sconcerto e dolore in tutta la regione: le due vittime

peccato politico. Aspettando che il movimento di Grillo si costituzionalizzi, occorre rispondere subito all’emergenza Paese. Sosteneva Aldo Moro che non bisogna mai augurarsi l’annientamento dell’avversario politico. In democrazia, una forza politica ha sempre bisogno di un avversario in grado di contrastarla, di contenderle il potere e di limitarne lo strapotere. È la sostanza della democrazia rappresentativa. Sempre affinabile, ma democrazia vera. Ecco perché non riusciamo a sorridere quando Beppe Grillo chiede il 100 per cento dei voti per distruggere i partiti, con la promessa di non costituirsi in partito e di sciogliere il suo movimento. Tenersi stretta la democrazia parlamentare e rappresentativa è un bene comune che passa anche attraverso le scelte responsabili dei partiti che sono in campo. Nelle loro mani è principalmente il destino della nostra democrazia. Speriamo che ne abbiano piena e avvertita coscienza. E non si lascino paralizzare dalla paura di rischiare un’alleanza per costruire un governo di salute nazionale. Domenico Delle Foglie

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CRISI ECONOMICA - VIOLENZE E… MORTE

Umbria sotto choc

provenivano dalle diocesi di Orvieto-Todi e Città di Castello, mentre l’uomo che ha sparato e poi si è ucciso era di Perugia. Nel messaggio diffuso appena appresa la notizia della tragedia lei ha parlato di crisi dei “valori morali”, ribadendo “che il valore della vita rimane assolutamente intangibile e che nessun fratello può alzare la mano contro un altro fratello…. Sono convinto che il momento che stiamo vivendo abbia influito, anche se bisogna ricordare che il soggetto che ha compiuto il gesto era seguito dai servizi pubblici e aveva problemi psichiatrici. È preoccupante la

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condizione in cui oggi ci troviamo a vivere. Vediamo affermarsi una cultura di morte, un senso negativo verso quelli che sono i valori fondanti della vita. Ogni giorno si respira una continua violenza – sulla stampa, in televisione, su internet – che su un soggetto più fragile e debole può avere conseguenze devastanti”. Dobbiamo interrogarci, come società e anche come operatori dei media, su quello che succede e su nostre eventuali responsabilità? “Sì. È vero che viviamo anche una crisi economica che pare non avere precedenti,

ma ormai ci siamo resi conto che le sue radici sono nella crisi morale, in una concezione nichilistica della vita. Se la vita di una mosca vale quanto quella di un uomo – come qualcuno afferma – viene meno l’intangibilità di chi mi sta accanto. Si afferma un concetto falso di libertà che non ha fondamento su valori etici, né barriere. Questa è, in un certo modo, la visione antropologica che si è costruita oggi. Bisogna ripartire da quelli che sono i valori di fondo, cominciando dal senso di Dio. Quando questo è distrutto nulla ha più senso, nulla è più proponibile perché manca l’elemento fondamentale della scala dei valori. Decaduto il senso di Dio tutto il resto si sgretola”. Agenzia Sir

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Regione Provincia

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a polemica innescata la scorsa settimana dalla CGIL circa la presenza di soli medici obiettori in alcuni ospedali delle Marche e lo scarso numero di aborti con la pillola RU486, si è trasformata in una querelle mediatica nella quale, in pochi giorni, si sono spese tante parole per affermare la sussistenza di diritti – veri o presunti – perdendo però di vista l’argomento centrale che avevamo voluto segnalare, quando abbiamo posto pubblicamente le domande: “quali e quante risorse sono state investite per mettere la donna in condizioni di non dover abortire? Quali aiuti economici – specie in questo tempo di crisi – vengono offerti concretamente alle donne affinché possano davvero essere libere di scegliere se proseguire la gravidanza o rinunciare al bambino che portano in grembo?”. Oggi vogliamo riproporre qui, con altre parole, la medesima questione: nel territorio della nostra Provincia nel 2012 oltre 400 donne hanno fato ricorso all’aborto volontario in ospedale, ben

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empre più numerose le coppie in difficoltà, che decidono di separarsi o di divorziare e che si rivolgono allo sportello di Mediazione Familiare attivato da cinque mesi a Pesaro nei locali delll’InformaFamiglia del Comune. E‘ promosso dall’assessorato alle Politiche per la Famiglia del Comune di Pesaro, in collaborazione con il Cif - Centro Italiano femminile provinciale. Si avvale di professionisti esperti di mediazione familiare e composizione dei conflitti della coppia in fase separazione o divorzio. “Vorrei ringraziare l’Assessore Giuseppina Catalano per la sua sensibilità ai problemi della famiglia e per aver creduto e realizzato un aiuto

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QUERELLE MEDIATICA CGIL/EMBRIONE

Quali alternative all’aborto volontario?

più di una al giorno!!! Che cosa si sta facendo per aiutare ciascuna donna, come dice l’art. 5 della legge 194, a “rimuovere le cause che la porterebbero alla interruzione della gravidanza”? Cosa si fa per “metterla in grado di far valere i suoi diritti di lavoratrice e di madre?” Cosa per “promuovere ogni opportuno intervento atto a sostenere la donna, offrendole tutti gli aiuti necessari sia durante la gravidanza sia dopo il parto”? Non sembrino – queste – domande retoriche o, peggio, peregrine. La concretezza della vita, le sue difficoltà, le sue amarezze, i suoi travagli ci impongono di guardare alla realtà sociale in cui viviamo, e ci interrogano come cittadini, prima ancora che come credenti. Le forze dell’impegno civile e sociale,

storicamente ben presenti nel nostro territorio, hanno l’obbligo morale di porsi gli interrogativi che qui abbiamo suggerito, e di esaminare in maniera serena, ma onesta, quale sia stato finora e quale dovrà essere in futuro l’impegno necessario a favore della fragilità delle donne, qualunque sia la appartenenza e la provenienza “ideologica”: non si può infatti negare che la decisione di interrompere la gravidanza sia comunque una soluzione tragica, oltre che per il bambino, anche per la madre che spesso vi è costretta da circostanze che nulla hanno a che vedere con il suo desiderio di maternità, anche quando questa non sia stata preventivamente “programmata”. Ci piacerebbe che la sfida venisse raccolta – oltre che da quel variegato mondo del “popolo della vita” (per

dirla con il Beato Giovanni Paolo II) che già oggi offre, nel nostro territorio, numerosi esempi di questo impegno e di questa attenzione – anche da altre realtà che, nel desiderio di promuovere l’universo femminile, sappiano proporre modi nuovi per valorizzare la donna senza negare il diritto alla vita del bambino non ancora nato. È una sfida che lasciamo aperta, dichiarandoci fin d’ora disponibili al confronto costruttivo con tutti coloro che vorranno accoglierla, per progettare insieme un futuro migliore per le donne e per i figli che portano in grembo. Paolo Marchionni – Associazione “Scienza&Vita” Pesaro, Fano e Urbino SUL TEMA VEDI ANCHE PAGINA 6 © RIPRODUZIONE RISERVATA

UN AIUTO PER LE COPPIE IN FASE DI SEPARAZIONE

Sportello di mediazione familiare concreto alle coppie in crisi” dice le decisioni riguardanti la crescita Elena Sormani, presidente del e il benessere dei propri figli senCif provinciale. Qui le coppie in za delegarle ad altri. difficoltà si possono rivolgere ad “Lo sportello per la mediazione esperti di problematiche familia- familiare – precisa l’assessore ai ri, per ricostruire un dialogo, per Servizi sociali Giuseppina Catatrovare gli accordi più adeguati lano - si colloca nell’ambito delle sulla cura condivisa dei figli e altre politiche a favore delle famiglie, questioni relative alla separazione. inserendosi nel quadro di un‘amIl servizio, totalmente gratuito, in pia offerta di sostegno alle risorse alcuni casi, si è tradotto in percor- e alle competenze genitoriali. Non si di mediazione familiare attra- vanno dimenticati il progetto Carverso 8-10 incontri quindicinali, ta Bimbi, i corsi di formazione per per far prendere in prima persona genitori ed altri progetti in cantie-

re”. I casi trattati finora riguardano situazioni di conflittualità di coppia e familiare, aggravati spesso da disagi lavorativi, economici e relazionali. Un quadro eterogeneo e complesso, che fotografa bisogni vari e articolati e presenta una domanda di sostegno non sempre colmabile. L’eterogeneità delle richieste, infatti, mette in luce la necessità di promuovere sul territorio la conoscenza del servizio di mediazione familiare e delle sue applicazioni.

Per questo l’attività verrà presentata alle scuole e in particolare ai docenti, perché siano un tramite informato e qualificato. Lo sportello è aperto il lunedì (dalle 15.30 alle 19.00) e il sabato mattina (dalle ore 9.30 alle 13.00) nei locali dell’InformaFamiglia sotto le logge del palazzo Comunale in piazza del Popolo. Per maggiori informazione telefonare negli orari (giorni) di apertura dello sportello al numero 0721 387384. © RIPRODUZIONE RISERVATA

FNP-CISL PESARO PER LA FESTA DELLA DONNA

Fiori alle donne anziane

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l Coordinamento Donne della FNP-CISL di Pesaro, condividendo la condanna unanime del femminicidio e di ogni violenza perpetrata ai danni delle donne, ha voluto rendere partecipi della festività dell’8 marzo, le proprie associate più anziane. Una delegazione del Coordinamen-

to Donne e della Segreteria Territoriale della FNPCISL Pesaro si è recata presso i rispettivi domicili, (alcune degenti in case di cura) per consegnare un omaggio floreale. Il gesto è stato particolarmente gradito dalle anziane signore, che si sono sentite integrate e ancora partecipi della società civile, ma è stato apprezzato anche dai relativi familiari, che trovano nel sindacato FNP- CISL un fermo sostegno alle politiche per gli anziani, specie quelli non autosufficienti. Rita Luccardini Coordinatrice Territoriale Donne FNP -CISL PESARO © RIPRODUZIONE RISERVATA

UN MERCATINO PER CASA FIDUCIA

In difesa della vita

Pesaro - Loretta Luzi, impiegata dell’Inps, insieme ad altre 30 colleghe, ha organizzato per l’8 marzo, un’iniziativa in difesa della Vita. Loretta Luzi ci parla di questa idea umanitaria, voluta espressamente nel giorno della Donna. “Inizialmente, ho pensato di realizzare con altre 15 colleghe, un mercatino con oggetti artigianali e soprammobili che avevamo in casa, per devolvere il ricavato ad altre donne in difficoltà. A queste si sono aggiunte altre 15 colleghe, che hanno voluto sostenere la nostra iniziativa. Grazie al Cral dell’Inps, abbiamo avuto per il giorno 8 marzo, l’ex farmacia Zongo. E’ stata mia figlia, che aveva fatto uno stage del Liceo Classico Mamiani come volontaria a Casa Fiducia, gestita dalle suore del Sacro Cuore, a lanciare l’idea di devolvere l’incasso, per queste ragazze madri. L’iniziativa è stata proficua, perché in un gior-

PER INFORMAZIONI Centro di Aiuto alla Vita di Pesaro – 0721/33044 - 335/5392680, centroaiutovita.ps@libero.it Centro di Aiuto alla Vita di Fano – 0721/803765 – 346/6093869, cav.fano@alice.it Movimento per la Vita di Fano – 0721/899002 - mariapia.ambrosini@email.it Movimento per la Vita di Urbino – 0722/329076 – 338/1914873, volponimassimo@alice.it

no abbiamo incassato 410 euro, che sono stati subito portati a Casa Fiducia. Inoltre molte mie colleghe, che non conoscevano Casa Fiducia, si sono ripromesse, di voler aiutare personalmente questa struttura, che accoglie donne che spesso hanno avuto dalla vita tanti problemi’’. A cura di Paolo Montanari © RIPRODUZIONE RISERVATA

A PESARO E’ POSSIBILE FIRMARE (MODULO CARTACEO) PRESSO LE LIBRERIE “BUONA STAMPA”, IN VIA ROSSINI, E “BONALI”, IN VIALE DELLA REPUBBLICA. La firma deve essere corredata dai dati di un documento di identità personale: sono accettati solo la carta di identità o il passaporto. E’ assolutamente esclusa la patente. In collaborazione con


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Regione Provincia

17 marzo 2013

QUANDO SI STRAPPAVANO LE TESSERE DI PARTITO

Le ferrovie dimenticate

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a VI Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate, evento organizzato dall’Associazione FVM, dal Circolo Legambiente Urbino e dal FAI di Pesaro, dal titolo ”La ferrovia Metaurense: un profondo legame con storia tecnologia e paesaggio” ha ottenuto un notevole successo. Oltre un centinaio di persone, molte provenienti anche dall’Emilia Romagna, hanno partecipato all’escursione sulla ferrovia, ripulita dalla vegetazione da FVM, presso San Lazzaro di Fossombrone. Si è raggiunto il luogo della frana del 1934, dove lo storico Renzo Savelli ha rievocato il tragico evento che causò 11 vittime e che, assieme ad altri casi in molte zone d’Italia, spinse il governo dell’epoca ad approvare una legge che prevedeva la possibilità di chiedere sussidi. E’ seguita la visita al canyon delle Marmitte dei Giganti, particolari cavità scavate nella roccia dall’azione levigante dell’acqua che trascina con sé pietre o piccoli massi, ed infine all’impianto idroelettrico della diga di San Lazzaro, serbatoio artificiale che alimenta la centrale elettrica di Ponte degli Alberi - 10 MWatt di energia PESARO – L’8^ edizione della rassegna “Dio s’è fatto fanciullo”, proposta dall’Associazione musicale “I Cantori della città futura” dell’Unione dei Comuni di Pian del Bruscolo, è stata confortata da un lusinghiero successo. Come già in passato i proventi della manifestazione vengono destinati al Movimento Africa Mission – Cooperazione e sviluppo per dare più forza ai vari progetti a favore della popolazione ugandese. Più che legittima la soddisfazione di Franco Bezziccheri che, da sempre, pilota l’iniziativa: “Sento il dovere di ringraziare sentitamente le famiglie, le ditte, i gruppi corali partecipanti ed il pubblico che ha dimostrato grande sensibilità affollando le sedi che hanno ospitato, dall’8 dicembre scorso al 31 gennaio 2013, i sei concerti in programma a Borgo Santa Maria

rinnovabile. Nel pomeriggio, nella Sala Conferenze della chiesa di Sant’Agostino a Fossombrone, il prof. Oscar Mei ha tenuto una conferenza sulla vicenda della sventata dismissione della tratta Fano Fermignano nel 1938. Questo sconosciuto episodio è venuto alla luce grazie al ritrovamento casuale di documenti storici salvati da sicura perdita proprio dallo stesso Prof. Mei. Si è così venuto a sapere che, allora, la popolazione di Fossombrone lamentava la chiusura e la probabile perdita della ferrovia come già avvenuto per altri opifici e strutture dello Stato quali prefettura, ufficio delle entrate, filande, mercato dei bachi ecc. L’assoluta convinzione dell’allora Podestà, l’ingegnere Getulio Emanuelli, sull’assurdità di una tale perdita spinse questo illustre personaggio a scrivere alle più alte cariche istituzionali, fino al Capo del Governo Benito Mussolini con grave rischio di eventuali provvedimenti disciplinari. L’Ing. Emanuelli presentò anche calcoli sui conti economici per la riattivazione della linea prevedendo che il movimento dei viaggiatori avrebbe

consentito di compensare le spese; evidenziò come la popolazione della Valle del Metauro aveva lottato ed accettato di compiere sacrifici pur di vedere la costruzione della ferrovia. Perdere questa struttura avrebbe significato un regresso civile e una demoralizzazione generale. Ma tutto questo non servì a molto fino a quando accadde un episodio particolare che fu volutamente sottaciuto: molti cittadini, per protesta, giunsero a stracciare le tessere nella sede del partito alla presenza dei gerarchi locali. I provvedimenti di smantellamento, che sembrava imminente, furono ritirati ed il Duce dispose che la ferrovia Fano - Fermignano rimanesse dov’era in attesa di riprendere il servizio. Oggigiorno tale rischio è, invece, altamente probabile! Con questa rievocazione storica, presentata impeccabilmente dal Prof. Mei e piena di straordinarie analogie con le vicende attuali, si è conclusa la VI Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate. Associazione Ferrovia Valle del Metauro © RIPRODUZIONE RISERVATA

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il peperoncino

I pentiti

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n amico in vena di confessioni, mi racconta: - Stavolta ho proprio sbagliato. Non volevo andare nemmeno a votare, ma sono stato aggredito verbalmente da amici e familiari. “C’è gente che è morta per questo diritto, non puoi sprecare i loro sacrifici”. Rassegnato ho preso la scheda elettorale e di fronte a quella lenzuolata di partiti ho cercato il destinatario del mio voto. Intanto non c’erano nomi, solo simboli. Non ho votato Pdl perché il Cavaliere non mi ha mai invitato alle sue feste ad Arcore. Non ho votato Pd perché, pur sembrandomi Bersani una brava persona non mi convincono quelli che stanno attorno a lui. Avrei votato Magdi Allam (tanto per cambiare) ma sarebbe stato un voto perso, infatti ha preso lo 0,0 qualcosa. Mi era simpatico quel giornalista che veste in maniera strana, Oscar Giannino, ma saputo che raccontava bugie (due lauree ed un master) ho pensato chissà cosa ci racconterà una volta eletto. Avrei votato il prof. Monti ma visto che aveva proclamato che non si sarebbe mai candidato e sarebbe tornato ad insegnare ho voluto accontentarlo. C’era poi una serie di partiti oscillanti fra l’insulso e lo sconosciuto. Per protesta e per disperazione mi è caduta la matita sul Movimento a 5 stelle. – Benissimo, hai espresso la tua opinione politica. – Ma nemmeno per idea, volevo esprimere la mia ribellione per una legge elettorale che non mi permette di votare persone, ma solo dei simboli. Ma ci si può fidare di un capo popolo che non ha nemmeno il coraggio di candidarsi in prima persona? Ho davvero sbagliato, ma tanto che importa, presto torneremo a votare e allora … Alvaro Coli

SOLIDARIETÀ IN … CANTO

Con l’Uganda nel cuore

di Pesaro, Osteria Nuova di Montelabbate, Morciola di Colbordolo, Acqualagna, Cagli e Casinina di

Auditore. La rassegna ha coinvolto ben undici formazioni corali con un organico di circa 400 ele-

menti. Doveroso citarle tutte: San Carlo di Pesaro, Ensemble onde medie di Riccione, Polifonico Du-

NASCITA DI PADRE GIUSEPPE BOCCI 15 MARZO 1885

Un seme che produsse molti frutti

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ell’ormai lontano 1885 Dio nel suo amore per l’umanità e per la Chiesa, in particolare per i frati cappuccini e i Pesaresi, il 15 marzo gettò nel mondo un seme, ricco del Suo DNA. In verità tutti i grani che Lui semina sono ricchi del Suo DNA! E nacque al mondo, in Sant’Elpidio a Mare, una stupenda pianticella: Giulio

Bocci. Il nuovo germoglio accolse tutto l’amore che il Seminatore gli manifestava nella sua crescita e si lasciò sarchiare, nutrire, concimare… e la pianticella divenne… Padre Giuseppe Cappuccino, poi…. Servo di Dio. Ma… tutto ha avuto origine dal quel seme di Dio, gettato nella terra dell’umanità! Nel giorno della nascita di una persona inizia un progetto, una storia, un futuro ricco di tutta la Creatività, la Sapienza e l’Amore di Dio. Per questo vogliamo ricordare con tanta gratitudine e senso di riconoscenza quel giorno: perché nel seme c’era un futuro grande e bello, ricco di santità e di amore. La pianticella di Giulio Bocci sarà poi arricchita con altri grandi segni e doni dell’Amore divino: il 17 marzo riceve il battesimo che lo

rende Suo figlio prediletto, il 20 giugno 1901 il Signore lo consacra a sé sulle orme di Francesco, il 21 dicembre 1907 gli elargisce il dono del Sacerdozio facendolo ministro della Parola e del Suo Amore per il popolo di Dio. La piccola pianta cresce e si infoltisce di rami ricchi della Grazia di Dio. Quel DNA che il Signore ha impresso in Giulio nel giorno della sua nascita manifesta tutta la ricchezza di un dono immenso per la Chiesa e l’umanità! La pianticella – ormai cresciuta - comincia a portare frutti preziosi che alimentano tante vite umane, e i suoi rami offrono sollievo a quanti si fermano alla loro ombra. Chiare testimonianze confermano che molti fratelli e sorelle hanno usufruito del ministero sacerdotale di padre Giuseppe, hanno in-

contrato Cristo attraverso la sua parola e ricevuto il perdono divino attraverso la sua serena accoglienza. Quanti giovani hanno ricevuto consigli per scoprire la bellezza della vita attraverso l’incontro con lui o attraverso quello che il futuro Servo di Dio ha lasciato scritto per loro! Tante ragazze hanno incrociato Cristo Sposo e hanno trovato la loro pienezza entrando nell’Istituto delle Volontarie Francescane delle Vocazioni, da lui fondato! Tanti “fratini” hanno attinto dalla vicinanza con lui esempio e sprone per vivere pienamente la loro vocazione di cappuccini. Senza alcun dubbio, da Padre Giuseppe innumerevoli fedeli hanno imparato a supplicare il Padrone della mèsse per ottenere buone vocazioni sacerdotali e di vita consacrata! Al

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rantino di Urbania, Piccolo coro e Coro Santa Maria Annunziata di Morciola, Polifonico Santa Maria Immacolata di Gallo di Petriano, Santa Lucia di Acqualagna, Città di Cagli, La Bottega delle voci di Cattolica, Santa Maria Pian del Monte di Casinina nonché il gruppo promotore de I Cantori”. La somma raccolta permetterà a 120 giovani ugandesi di partecipare, per tutto il 2013, alla vita del Centro di Moroto offrendo loro l’opportunità di vivere e studiare in un ambiente altamente formativo ed alle volontarie Franchina ed Ersilia, della sede regionale di Morciola di Colbordolo, di dare continuità al progetto “Taglio e cucito” di Loputuk. Nella foto il Coro polifonico de “I Cantori della città futura”. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Padre Bocci si possono applicare le parole che il Vangelo dice del granello di senape, diventato una grande pianta: “gli uccelli del cielo possono ripararsi alla sua ombra” (Mc 4,32) per trovare ristoro. Il 15 marzo 1885 il Signore ha gettato un seme nel campo del mondo: in quel seme era contenuto tutto quello che Padre Giuseppe Bocci è stato con la sua vita, la sua Opera, con la sua santità! Straordinaria è stata la generosità del Signore con il nostro Servo di Dio; ma anche lui ha fatto bene la sua parte: la Grazia di Dio in lui non è stata vana! (cf. 1Cor 15,10). Ha consentito che quel seme crescesse e divenisse un albero rigoglioso. Così molti fratelli e sorelle hanno potuto trovare refrigerio alla sua ombra; hanno tratto ristoro, sostegno e crescita spirituale, gustando i suoi deliziosi frutti di vita e di santità. Fr. Gianni Pioli © RIPRODUZIONE RISERVATA


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17 marzo 2013

Pesaro PESARO - Il Convegno diocesano del 2010 sulla Carità non è stato un evento isolato e concluso in se stesso, ma si è rivelato, com’era negli auspici, il punto di partenza di un cammino condiviso, i cui frutti più recenti sono stati la nascita di alcune Caritas parrocchiali e la realizzazione del primo “Corso di formazione per animatori pastorali” di tali Caritas. Proprio a conclusione di questo Corso, i partecipanti (106 iscritti, con una media di 70 presenze ad ogni incontro e 24 parrocchie rappresentate) si sono riuniti in Assemblea, il 5 marzo scorso, con l’Arcivescovo Piero Coccia e con don Marco Di Giorgio - rispettivamente presidente e direttore della Caritas diocesana - per un giudizio sull’esperienza vissuta ed un confronto sui passi futuri da compiere. Dopo una breve introduzione di don Marco e del dott. Giorgio Filippini, che hanno contestualizzato il Corso all’interno del cammino della diocesi, S. E. Mons. Coccia, riferendosi anche al “Motu proprio” di Benedetto XVI sul servizio della carità (pubblicato l’11 novembre 2012), ha ribadito gli aspetti fondamentali di questa dimensione costitutiva della Chiesa. Presupposto fondamentale, ha detto, è che il servizio della carità non vada confuso con una attività assistenziale - sempre purtroppo inadeguata per quanto generosa possa essere - né con una mera raccolta e distribuzione di fondi: esso trova radice, alimento e speranza in Colui che è la vera Carità, la vera risposta, la vera vicinanza ai bisogni dell’uomo. Senza un rapporto continuo con Cristo dentro la comunità della Chiesa, ogni nostro sforzo finisce per essere impotente e deludente. Da ciò derivano importanti

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CONCLUSO IL CORSO DI FORMAZIONE PER ANIMATORI PASTORALI CARITAS

Un piccolo esercito a servizio dei poveri conseguenze a livello di contenuto e di metodo. Chi opera nella pastorale caritativa è chiamato a dare testimonianza di fede, oltre che di generosità e di concretezza; è chiamato cioè a vivere la dimensione della carità in stretta connessione con quella dell’annuncio della Parola (catechesi) e della celebrazione dei Sacramenti (liturgia), ricordando che la carità, come ha affermato don Giovanni Nicolini, “non è una virtù da esercitare, ma un tentativo di restituire l’immenso bene che con Cristo ci è stato donato”. Il “ministro” della carità, inoltre, nel rapportarsi alle persone, non può non tener presente la “globalità” dei loro bisogni, perché la

povertà materiale (del cibo, dei vestiti, della salute, della casa, del lavoro) si accompagna spesso a una povertà relazionale (solitudine, abbandono) e culturale (senso di vuoto, di insignificanza, di inutilità della propria vita) che denuncia una fragilità umana profonda, a cui solo Cristo può dare speranza. Per queste ragioni è importante che gli operatori della carità, da un lato, provvedano alla propria formazione teologica e pastorale, utilizzando gli strumenti e i percorsi messi a disposizione dalla diocesi; dall’altro svolgano essi stessi una funzione formativa nella comunità parrocchiale, mettendo in atto una pedagogia dei “fatti”, cioè di azioni e

gesti che favoriscano l’educazione alla condivisione e alla testimonianza evangelica. Venendo quindi all’indicazione di scelte precise, l’Arcivescovo ha sollecitato a continuare sulla strada, già avviata, dell’istituzione delle “Caritas” parrocchiali e a prevedere, sulla base ovviamente di una valutazione realistica delle singole situazioni, la creazione di Centri di Ascolto vicariali nei quali coinvolgere e responsabilizzare la presenza dei laici: tali obiettivi si rivelano sempre più necessari a causa della grave crisi in atto, che appesantisce enormemente il carico di lavoro degli operatori della Caritas e del Centro di Ascolto diocesani.

LA CONSEGNA DA PARTE DELLA FIGLIA CAMILLA

La collezione Falcioni al Museo Diocesano

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l Museo Diocesano di Pesaro è stato arricchito di una donazione testamentaria di Nino Domenico Falcioni, noto collezionista d’arte e di antiquariato scomparso una anno fa. La figlia Camilla ha donato il corredo di oggetti liturgici in argento, più una pianeta con stola e copricalice di cui suo padre aveva dotato la cappella della villa settecentesca di Candelara: una cappella moderna, fatta costruire per il battesimo della

bambina, avvenuto alla presenza del vescovo mons. Gaetano Michetti, di don Gino Rossini e di don Nicola Alegi parroco di Candelara, nel 1976. E’ stata particolarmente toccante questa consegna a don Stefano Brizi, Vicario Generale e Direttore dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici dell’Arcidiocesi, anche perché alcuni oggetti di grande significato “privato” passavano definitivamente nel contesto pubbli-

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co, vario e ricchissimo del Museo Diocesano pesarese. La pianeta settecentesca in seta verde, ricamata con motivi policromi e bordata di pizzi e passamanerie, andrà ad aggiungersi alla splendida serie di quelle esposte provenienti per lo più dal Capitolo della Cattedrale, già accostate in modo che le cromie esprimano tutte le varie funzioni liturgiche. Gli oggetti in argento e argento dorato, consistenti in un calice, due patene e una pisside, unite a due ampolline in vetro con vassoio, costituiranno una preziosa presenza di oreficeria “moderna” del Novecento accanto agli oggetti liturgici già esposti per lo più settecenteschi: un tassello finora mancante nel racconto liturgico museale. Una donazione privata come questa, oltre ad arricchire il Museo, continua ad esprimere la generosità, l’amore per la Bellezza, il desiderio di essere utile alla comunità religiosa e civile che chi ha conosciuto Nino Falcioni può testimoniare, e che si è espresso anche con altre donazioni come quella di ceramiche settecentesche con rosa di Pesaro alla Fondazione Cassa di Risparmio, per fare un solo esempio. G. Calegari

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L’Arcivescovo, infine, rispondendo alle domande dei presenti, ha invitato non solo a guardare il futuro, ma anche a valorizzare quanto è già stato fatto (perché la chiesa di Pesaro si è sempre impegnata seriamente nel campo della carità) e quanto oggi, in una situazione completamente nuova, si sta realizzando sia a livello di formazione che di opere. Ha poi consegnato ai presenti gli attestati di partecipazione al Corso, raccomandando di mantenere un rapporto stretto tra loro e di presentarsi ai parroci per comunicare la propria disponibilità a collaborare. Paola Campanini ©riproduzione riservata

Agenda Diocesana VIA CRUCIS DIOCESANA Venerdì 22 marzo alle ore 21 Via Crucis Diocesana. Quest’anno l’itinerario riguarderà le vie della Città: partirà da Piazzale Europa (Zona Baia Flaminia) e si concluderà in Cattedrale. Per l’occasione verrà consegnato il Messaggio del Papa in vista della Giornata mondiale della Gioventù che, come ogni anno, coincide con la celebrazione della Domenica delle Palme (24 marzo) DALLE SUORE DI GINESTRETO DOMENICA 17 MARZO 2013 le suore di Ginestreto invitano tutti gli amici ad un incontro di riflessione e di preghiera in preparazione alla Pasqua, dalle ore 15 alle ore 19,30 con la possibilità di fermarsi a cena. L’incontro: “Pasqua, evento di straordinaria bellezza, rivelazione di un grande amore”. sarà condotto da don Tonino Falcone - Salesiano di Roma. Per prenotazione e adesione tel. 0721- 482153

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Essere fedeli al proprio carisma “oggi”, dentro la “chiesa marchigiana”, perché la fede è una “vita” che si incarna sempre in un preciso tempo e luogo. Questo è il motivo fondamentale per cui l’Arcivescovo Piero Coccia (domenica 10 marzo, presso l’Istituto delle Maestre Pie Venerini) ha presentato alle Religiose – in occasione del loro ritiro spirituale – il secondo Convegno Ecclesiale Marchigiano, che si svolgerà, prima ad Ancona poi a Loreto, dal prossimo 22 novembre al 24 novembre (giorno della Festa di Cristo Re e della conclusione ufficiale dell’Anno della fede) con la partecipazione delle 13 delegazioni diocesane della Regione. Non è un caso, ha detto l’Arcivescovo, che il titolo del Convegno contenga proprio questa precisazione: Vivere e trasmettere “oggi” la fede “nelle Marche” . Tale precisazione implica, da una parte, che ci si chieda che cosa è accaduto nella società e nella chiesa marchigiane nei venti anni trascorsi dal primo Convegno del 1993; dall’altra che si guardi a questo pezzetto di storia come a un tempo in cui si sta realizzando il Regno di Dio e quindi non con lo scetticismo di chi non vede altro che irreversibile declino religioso, ma con la fede di chi sa rintracciare, dentro questo tempo, la ricchezza, le risorse, la vitalità di cui la Chiesa ancora gode, perché il Signore, come ha ricordato Benedetto XVI, non lascia affondare la sua barca. E così le stesse sfide che l’attualità lancia (dalla crisi economica e sociale al capovolgimento radicale della concezione della vita, del

VERSO IL SECONDO CONVEGNO ECCLESIALE REGIONALE

Vivere e trasmettere oggi la fede nelle Marche sistema di valori, dei comportamenti, della prassi educativa ecc.) vanno considerate, ha detto l’Arcivescovo, come delle opportunità per i cattolici di crescere nella consapevolezza di sé e nella responsabilità. E’ vero che ci sono elementi di preoccupazione (calo della frequenza alle messe domenicali, crisi delle vocazioni, invecchiamento del clero), ma ci sono anche tanti segnali positivi: molti laici, ad esempio (catechisti, operatori pastorali impegnati in diversi ambiti) stanno assumendo sempre più nella comunità ecclesiale il ruolo di corresponsabili, non di sempli-

ci esecutori o di collaboratori dei sacerdoti. Anche le famiglie, che pure risentono di spinte sociali fortemente disgreganti, continuano ad essere una risorsa importantissima per la chiesa: insieme a quelle che vivono dolorose esperienze di separazione e divorzio (per le quali la diocesi di Pesaro sta realizzando iniziative di accoglienza e vicinanza) ne esistono altre che hanno una fede solida e si rivelano soggetti indispensabili per la trasmissione della vita cristiana alle nuove generazioni. Gli stessi giovani non vanno giudicati solo come “un problema”,

CINEFORUM ALLA MULTISALA GIOMETTI

Detachment: “solo per audaci”

PESARO - Martedì 19 marzo il centro culturale Città Ideale di Pesaro organizza la proiezione del film Detachment (USA 2011 di Tony Kaye) alle ore 21,15 presso il Cinema Multisala Giometti - piazza Stefanini - a Pesaro. Con questo film il cineforum “Solo per audaci” giunge al terzo e al penultimo appuntamento per questa stagione. Detachment non è un film solo sulla scuola american , che tra l’altro ha ormai molti fattori in comune con quella italiana, non è un film solo sugli adulti che non sono in grado di educare, non è un film solo sulla gioventù in crisi, ma può essere letto anche come un tentativo di mettere in luce il “di più” che ogni uomo desidera.

Breviario di notizie pesaresi

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Pesaro

17 marzo 2013

A cura di Vittorio Cassiani DOMENICA 17 MARZO “I LIMONI DELL’AMICIZIA” – Vengono distribuiti all’ingresso delle chiese. Pro Africa Mission – Cooperazione e sviluppo. CON IL CAI – Escursione ai monti Eugubini: da Madonna della Spella a Gubbio. Accompagnatori: Fattori (347/7401475) e Bardeggia. STRADOMENICA – La città si apre allo shopping, alla cultura, agli incontri ed al tempo libero. Mercato in piazzale Carducci e mercatini dell’antiquariato in piazza del Popolo, via Rossini e piazzale Collenuccio. RITIRO DIOCESANO PER FIDANZATI – Con l’Arcivescovo mons. Piero Coccia a Loreto Marche. Partenza alle ore 8.30 da San Decenzio. Ritorno alle 19 circa. VISITE A PALAZZO DUCALE – Previsti due turni: alle ore 9.45 e alle 11.15. Prenotazioni: 338.2629372. Costo euro 5. LA PALESTINA DELLA CONVIVENZA – In mostra la “Storia della Palestina 1888-1948”. Palazzo Gradari, via Rossini 24. Fino al 21 marzo. Orario: oggi 10-12.30 e 16-19.30. Feriale 16-19.30. AL POZZO DI SICAR – Oggetto di approfondimento: “Chiamati ad un incontro d’amore. Vocazione”. Villa Borromeo, via Avogadro 40. Info: Margherita Di Giorgio, via Monti 10 (tel. 0721/32392). PRESENTAZIONE LIBRO – “Funambole” d Isabel Farah. A cura di Jacopo Nacci. Biblioteca San Giovanni, ore 17. TEATRO COMICO – La Compagnia “I Cumediant” di Fano presenta: “La

steca vien dal legn” di Paola Magi. Regia di Marco Lucertini. Sala polivalente del Centro civico Vismara (via Basento). Ore 17. Ingresso libero. LUNEDI’ 18 MARZO PER FIDANZATI – Alle ore 21, presso il Cinema Solaris, replica dello spettacolo. “Con l’infinto nel cuore”. L’amore nell’arte, nella musica, nella poesia. CINEVISIONI – Sullo schermo: “Preferisco il rumore del mare” di M. Calopresti (1999). Auditorium dell’Università dell’Età Libera (Campus scolastico, via Nanterre). Ore 21. Ingresso libero. MARTEDI’ 19 MARZO NELL’UNILIT – Incontro con Santino Ciuffolini (“Viaggio dentro una importante componente della ricchezza faunistica del nostro Appennino…”) e Della Valle Beltrami (“La ricerca di Dio nel cuore dell’uomo…”). Sala San Terenzio, ore 16. GIOVANI AUTORI ITALIANI – Sullo schermo: “Bellas Mariposas” di Salvatore Mereu. Cinema Solaris, ore 21. Ingresso euro 6. “SOLO PER AUDACI” – Al “Metropolis” (5 Torri) viene proiettato il film: “Detachment”, regia di Tony Kaye con Adrien Brody. Ore 21.15. MERCOLEDI’ 20 MARZO NELLA SEDE DEL CIF – In via Branca 29. “Dolci” auguri per la Santa Pasqua con simpatico scambio di ricette della tradizione. Ore 17. GIOVEDI’ 21 MARZO AGGIORNAMENTO DEL CLERO – A Villa Borromeo, ore 9.30.

perché ce ne sono tanti che stanno compiendo positivi cammini educativi in oratori, associazioni, movimenti. Nelle Marche, inoltre, vivono comunità religiose maschili e femminili che, nonostante la crisi vocazionale, stanno offrendo un grandissimo servizio alla Chiesa e alla società: basti pensare al loro impegno nella scuola, nel mondo dei malati, degli anziani, delle carceri, delle ragazze madri, della promozione e difesa della vita. E’ importante che tali comunità testimonino la specificità del loro carisma in comunione con il cammino della chiesa locale, come del

resto sta già avvenendo a Pesaro: le parrocchie più grandi della diocesi, infatti, sono affidate alla direzione o alla collaborazione dei Sacramentini, dei Cappuccini, dei Conventuali, dei Comboniani. Certo bisogna pregare perché il Signore doni nuove vocazioni e indichi la strada per superare le frammentazioni ancora presenti all’interno delle diocesi e tra le diocesi marchigiane. Affinché i carismi suscitati dallo Spirito siano vissuti, pur nella loro specificità e autonomia, come un dono e una ricchezza per tutti. Paola Campanini ©riproduzione riservata

MOSTRA ALLA EX CHIESA DELLA MADDALENA

… dal filo alla trama

Pesaro- Prosegue con successo di pubblico e di critica presso l’ex chiesa della Maddalena la II edizione della mostra dedicata ai manufatti del gentil sesso. Il titolo di questa edizione è: “dal filo alla trama:opere d’arte tessute,ricamate e dipinte’’. L’iniziativa culturale è curata da Lorenzo Fattori dell’associazione turistica Pro Loco di Candelara. Nella seconda sezione della mostra sono protagoniste le opere di sei artiste contemporanee: Anna Rosa Basile, Elvia Bertuccioli (Bertu), Alessandra Bonci, Piera Corinaldesi, Eufemia Rampi e Irina Kuksova. Anna Rosa Basile partecipa con le sue bellissime eroine fantastiche che fuoriescono dai fondi blu. I movimenti dinamici e sinuosi dei personaggi onirici della Basile, trovano una location meravigliosa nella struttura interna della Maddalena. P.M ©riproduzione riservata

PROGETTO GARTEN – Incontro letterario con Alessandro Forlani. Introduce Federica Campi. Biblioteca San Giovanni, ore 16. NELLA SEDE DEL “MARA ROSSI” – Torneo di burraco comune. Dalle ore 16. INCONTRARE LA VITA – La dottoressa Sara Pagnini, psicologa e psicoterapeuta, propone l’argomento: “Conseguenze psicologiche dell’aborto”. Nei locali della 2^ Circoscrizione (5 Torri), ore 20.45. “GENITORI E FIGLI” – “Essere madre, essere padre oggi”. Conversazione di Margherita Vitali, psicologa, psicoterapeuta, didatta del Centro studi terapia familiare di Urbino. Nella sede del CIF, in via Branca 29. Ore 21. “LA FEDE DI MARIA” – Incontro di preghiera e adorazione. Nella chiesa parrocchiale San Martino. Ore 21. “GIALL IN FAMEJA” – La commedia di Franco Andruccioli viene presentata nel Salone “Snaporaz” di Cattolica (ore 21.15) nell’ambito della stagione di teatrale. VENERDI’ 22 MARZO NELLA GALLERIA ART 65 – In via Giordano Bruno 65. Espone, fino al 7 aprile, Marco Ambrosini. ANGELO CHIARETTI ALL’UNILIT - Conversazione su: “La genesi dantesca della pascoliana poetica del fanciullino”. Sala San Terenzio, ore 16. IL LIBRO DI MASSIMO CONTI – Viene presentato, presso la Biblioteca San Giovanni, alle ore 17: “Traversine – 50 chilometri a piedi da Fano a Urbino lungo la ferrovia Metaurense”.

AD HONOREM – La giornalista Ivana Baldassarri ricorda Marcello Cocco. Nell’Auditorium dell’Accademia internazionale di canto, in Largo Aldo Moro 12. Ore 17.30. PER OPERATORI PASTORALI – Incontro per il percorso diocesano di formazione. Villa Borromeo, ore 18.30. CONCERTISTICA AL CONSERVATORIO – Si esibisce (ore 21) il pianista Behzod Abduraimov. All’ascolto brani di Scarlatti, Beethoven, Chopin e Liszt. SABATO 23 MARZO IL MUSEO INVISIBILE – Ultimo giorno di mostra. Biblioteca Olive-

riana, via Mazza 97. Orario: 9.30-13. Ingresso libero. CONVIVIO DEL “MARIA ROSSI” – Presso il ristorante “La testa del re”. Ore 12.30. “LETTORI DI CLASSE” – Incontro finale della gara di lettura tra le classi degli istituti superiori di Pesaro. Biblioteca San Giovanni, ore 16. “GOCCIA DOPO GOCCIA” – Racconto proposto dai lettori volontari della Biblioteca San Giovanni (Area ragazzi) per bambini partire dai 5 anni. Ore 16.45. NELLA SALA BEI DLLA PROVINCIA – Concerto della scuola di composizione: Ensemble strumentale del Conservatorio. Ore 18.


Pesaro

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l Comune di Pesaro sollecita idee per una riprogettazione del porto. Lo ha specificato il sindaco Ceriscioli informando che sono stati investiti circa 18,5 mln di Euro e che entro un mese la ditta appaltatrice Idresia, consegnerà il primo stralcio. I due moli saranno allungati e alcune banchine risanate. Una seconda fase vedrà il dragaggio dalla sabbia della darsena, che verrà effettuato a settembre. Ne risulterà un porto nuovo per dimensioni e qualità. Chiarito preliminarmente che bisognerà attendere i risultati della prossima asta fallimentare per sapere se vi saranno offerte congrue, Ceriscioli ha spiegato che il Comune ha nel frattempo lanciato un’operazione, denominata “Smart Harbor” (“Porto intelligente”), in collaborazione con l’Università di Bologna e con lo studio di progettazione “Young Architect Competitions” (YAC). I rappresentanti di YAC presenti, gli ingegneri Alessandro Liuti e Alessandro Cecchini, hanno illustrato la concezione: nel presupposto che la crisi economica abbia messo in ginocchio la cantieristica navale, lo studio ha bandito un concorso diretto a ricevere progetti origina-

17 marzo 2013

PIATTAFORME ACQUATICHE, RESIDENZE E PERSINO RUOTE PANORAMICHE

Un concorso per riprogettare il porto YOUNG ARCHITECTS COMPETITIONS

li per una ri-destinazione turistica dello spazio del porto. Si sollecita-

no così progetti per una utilizzazione “ludico-ricreativa” di tutta

l’area dell’ex-cantiere: si sono fatti gli esempi di giardini artificiali su

SUCCESSO PER LO SPETTACOLO “QUELLO CHE PRENDE A SCHIAFFI”

Glauco Mauri lezione di teatro e di vita

Da sx: Glauco Mauri e Roberto Sturno

DOMENICA 24 MARZO A VILLA BORROMEO

Incontro per separati, divorziati e conviventi

Dopo il primo incontro che si è tenuto a Villa Borromeo domenica 24/02/2013, si è deciso di incontrarsi dalle ore 16,30 alle ore 18,30 ogni terza domenica del mese sempre a Villa Borromeo. Pertanto si ricorda a tutti i Parroci che domenica 24/03/2013 ci sarà il secondo incontro rivolto alle persone separate, divorziate e conviventi. Certi della vostra collaborazione si ringrazia per la diffusione che farete del suddetto messaggio. Ufficio Diocesano Pastorale Familiare © RIPRODUZIONE RISERVATA

1903-1923

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offensiva italiana che fece ritirare l’esercito austriaco al di là del Piave venne lanciata nel giugno 1918. Nei mesi seguenti gli italiani sarebbero avanzati rapidamente in Veneto, Friuli e Cadore. L’Idea del 28 giugno riferiva che la notizia della ritirata del nemico al di là del Piave fu accolta con viva gioia da tutta la cittadinanza. “Si è subito

PESARO – Una lezione di teatro e di vita. Ad impartirla sono stati Glauco Mauri (Papà Briquet) e Roberto Sturno nel ruolo di “Quello che prende gli schiaffi”, protagonista dell’omonimo spettacolo. C’è una significativa sintonia fra l’inquietudine e il disagio di vivere che il drammaturgo Leonid Nicolaevic Andreev esprimeva nei suoi testi agli inizi del Novecento e i sentimenti di oggi. Affinità che non è sfuggita a Glauco Mauri che rileggendo ed interpretando liberamente gli scritti dell’autore russo ha trovato materia per il suo teatro. Un teatro impegnato che Mauri, in compagnia del fido Roberto Sturno, porta in scena da oltre 30 anni. Nato a Pesaro nel 1930, da 62 anni Mauri si dedica al mestiere di teatrante con rigore e passione, alla instancabile ricerca della qualità poetica e della

libertà degli intenti artistici. Lo spettacolo “Quello che prende gli schiaffi” ruota attorno alla favola dell’uomo che vuole cambiare il mondo arido e crudele attraverso il potere dei propri sogni, dell’onestà, della bontà d’animo. Un mondo che egli identifica con quello dell’arte e dell’umorismo, in particolare con la dimensione circense, nella quale si muovono Papà Briquet, il direttore, la figlia domatrice, un acrobata, una ballerina muta e alcuni clown musicisti. Le prove dello spettacolo vengono interrotte da uno spettatore che chiede di entrare a far parte della compagnia perché non riesce più a vivere la vita di prima ed ha un desiderio disperato di comprendere il significato dell’esistenza. Vuole diventare un clown per poter nascondere sotto le lacrime finte quelle vere. E’ la favola di un

piattaforme acquatiche, residenze turistiche, negozi, poli culturali polivalenti e persino ruote panoramiche. Idealmente il concorso si rivolge a giovani professionisti – non necessariamente tutti architetti - “under 35”. L’idea è quella di stimolare un dibattito creativo, ma non solo; i lavori presentati – il concorso si chiude il 24 giugno – saranno valutati da una giuria, membro della quale sarà da parte del Comune l’architetto Nardo Goffi; il progetto che sarà giudicato il migliore riceverà un premio in denaro, e sarà esposto presso il Municipio e le Università di Bologna, Santa Fè e Shangai. Claudio Turco © RIPRODUZIONE RISERVATA

uomo che abbandona il mondo reale per uno immaginario, sperando che mutando la prospettiva cambino anche le regole del gioco. Ma è solo un’illusione: “quello che prende gli schiaffi”, ancora un volta immerso nella meschinità del mondo, diviene preda della follia e protagonista di un tragico finale. La recitazione degli interpreti, capeggiati magistralmente da Mauri e Sturno, è stata appassionata ed elegante, i costumi, di Odette Nicoletti, sofisticati e divertenti, le musiche di Germano Mazzocchetti delicatamente suonate dal vivo, la scena di Mauro Carosi semplice e funzionale. Impeccabile la regia di Mauri, che ancora una volta ha portato in scena “l’arte per la vita”. “Io sento che la speranza è lì che ci aspetta – afferma Briquet - Mauri. Dipende da noi. Per questo ora noi appenderemo i nostri costumi, laveremo i nostri visi, ma domani nonostante tutto ricomincerà il nostro lavoro, il nostro gioco..”. Maria Rita Tonti © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’ ANNUNCIO DI RABACHÈN

Ecco i biglietti vincenti della Lotteria di Carnevale

Pesaro – Nella mattinata di lunedì 11 marzo 2013 sono stati estratti, nell’ambito della 56^ edizione del Carnevale dei Ragazzi, i biglietti della Lotteria. Questi i numeri vincenti: Serie Numero Premio B 372 1 SCOOTER MALAGUTI BLOG 125 A 953 2 BICICLETTA ELETTRICA C 469 3 CLIMATIZZATORE C 890 4 ABB. PARCHEGGIO CURVONE 6 MESI A 348 5 TELEVISORE LCD 20” E 951 6 VIDEOCAMERA DIGITALE A 340 7 CELLULARE CON FOTOCAMERA C 690 8 FOTOCAMERA DIGITALE B 321 9 MACCHINA DA CAFFE’

C 619 10 DECODER DIGITALE H 072 11 GRATTUGIA ELETTRICA A 806 12 SET COMPLETO ASCIUGAMANI G 629 13 ASPIRAPOLVERE B 824 14 BILANCIA PESA PERSONE B 295 15 FERRO DA STIRO A 246 16 CORDLESS D 231 17 BILANCIA DA CUCINA H 235 18 PLAID E 648 19 RADIO AM/FM H 246 20 LETTORE MP3 I premi dovranno essere ritirati entro il 12 aprile 2013. Per accordi telefonare al numero 0721-55783 (dalle 14.30 in poi).

Pesaro e la prima guerra mondiale (l’arrivo dei feriti) formato in Piazza V. Emanuele un corteo di bandiere italiane, americane, inglesi, francesi e belghe che via via è andato ingrossandosi fino ad assurgere a imponente manifestazione cittadina. Esso si recò dapprima al monumento a Giuseppe Garibaldi, quindi agli ospedali militari Perticari e Carducci, ed alla borgata Andrea Costa ove fra entusiastici applausi parlarono ripetutamente il Prof. Donazzolo ed i Mutilati di guerra Tenente Moggi e Prof. Altan.” Anche il giorno dopo la cittadinanza tributò gli onori ai combattenti, all’Italia e agli alleati. “Il Municipio aveva pubblicato un nobilissimo patriottico manifesto annunziante lo splendido successo riportato dalle nostre armi.” Il Circolo San Terenzio aveva spedito alla Brigata Pesaro un telegramma con cui si esprimeva

la partecipazione dei concittadini alle lotte patriottiche dei pesaresi. Il giornale diocesano riferiva, fra l’altro, che il pesarese Angelo Bracci, Tenente nel Battaglione Bersaglieri Ciclisti, era stato ferito ad entrambe le gambe da schegge di granata. Il 25 giugno era giunto nella nostra città un treno attrezzato dalla Croce Rossa con 300 feriti provenienti dai fatti d’arme del Grappa e del Piave. Le operazioni di trasporto dei feriti furono eseguite dai Giovani Esploratori, dalla Croce Verde e da una squadra della Giovane Italia. Il Patronato Profughi inviò un telegramma al Generale Diaz che interpretava i sentimenti patriottici di questi feriti. Stefano Giampaoli © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Pesaro

17 marzo 2013

necrologi

ARCIDIOCESI DI PESARO PARROCCHIA DI SAN GIUSEPPE

19 marzo 2013 Solennità di S. Giuseppe PROGRAMMA

Venerdì 8 Marzo è mancata all’affetto dei suoi cari all’età di anni 79

gilia della Solennità di San Giuseppe

TRIDUO DI PREPARAZIONE Sabato 16 marzo ore 18,30 - Santo Rosario e Litanie di San Giuseppe ore 19,00 - S. Messa festiva

Martedì 19 marzo SOLENNITÀ DI SAN GIUSEPPE ore 8,30 e 10,00 Sante Messe ore 18,30 - Secondi Vespri della Solennità di San Giuseppe ore 19,00 - Santa Messa Solenne con la partecipazione delle Parrocchie dell’Unità Pastorale Centro

Domenica 17 marzo ore 10,00 - Santa Messa festiva Lunedì 18 marzo ore 18,30 - Primi Vespri della Solennità di San Giuseppe ore 19,00 - Santa Messa nella vi-

Comune di Pesaro

PUBBLICAZIONI fino al 20 marzo

Oggi sposi!

a cura di Caterina Tani

Cricelli Francesco (35 anni) e Angeli Lucia (31 anni) Matteini Gianluca (39 anni) e Grassi Angela (35 anni) Ottaviani Marco (45 anni) e Piccinini Giulia (33 anni) Cecchini Marco (52 anni) e Catalano Simona (38 anni) Magnani Omar (35 anni) e Beretta Francesca (30 anni) Giangolini Alberto (51 anni) e Filippi Sabina (44 anni) Tasini Alessandro (35 anni) e Marcucci Elisa (32 anni) Menghetti Paolo Giovanni Luca (44 anni) e Panzieri Elisabetta (42 anni) Durante Henry Domenico (30 anni) e Del Pivo Silvia (28 anni)

LUCIA BOLDRIN ved. Meneghello Ne danno il triste annuncio i figli Uldino, Doriano e Claudio, le nuore, i nipoti, i parenti tutti. Il funerale ha avuto luogo Sabato 9 Marzo nella Chiesa parrocchiale di S. Maria di Loreto. È seguito l’accompagno al Cimitero Centrale. O.F. EUROSERVICE S.N.C. di Poderi Tonelli Ricci – Via Flaminia 287 - tel 0721/392425

Domenica 3 marzo Marzo è mancata all’affetto dei suoi cari

Uniti nella vita, per sempre nell’eternità

Ne danno il triste annuncio il marito Roberto, i figli Andrea e Federico, i genitori Giancarlo e Diana, i parenti tutti. l funerale ha avuto luogo mercoledì 6 Marzo nella Chiesa parrocchiale di S. S. Terenzio in Cattabrighe. È seguito l’accompagno al Cimitero Centrale. O.F. EUROSERVICE S.N.C. di Poderi Tonelli Ricci – Via Flaminia 287 - tel 0721/392425

ondina iottI EZIO E GISELDA GIANGOLINI La vostra immagine, sempre viva nei nostri cuori, ci illumina e ci protegge nel cammino della nostra vita. – I famigliari In loro ricordo sarà celebrata una S. Messa Domenica 17 marzo alle ore 11.15 presso la Chiesa parrocchiale di Montelabbate.

Ne danno il triste annuncio i figli Marcello, Antonella e Susanna, la sorella Adriana, i generi, la nuora, i nipoti, il cognato, i parenti tutti. Il funerale ha avuto luogo mercoledì 6 Marzo nella Chiesa parrocchiale di S. Maria di Loreto

Laura Sino in Imperato nata il 08/07/1959 - morta il 11/03/2013 “Ecco la dimora di Dio… Egli sarà il Dio con loro. E tergerà ogni lacrima dai loro occhi”. (Ap. 21) La Redazione partecipa al dolore della famiglia e del figlio Agostino, da tempo collaboratore del Nuovo Amico. O.F. ALMA MATER di Tonelli Stefania - via del Fallo 8, Pesaro – tel. 0721/33100

A Laura ‘grande mamma’ Cara mamma, sai già che con le parole non sono tanto bravo e poi mi emoziono, così quello che ti volevo dire oggi, a cui ho pensato tanto, me lo sono scritto, così non perdo i pezzi. Mamma, mi mancano un bel po’ le nostre litigate. Sì, quando litigavamo e dopo mezz’ora uno dei due si metteva a ridere e si faceva subito pace. Io assomiglio molto a te, siamo testardi uguale, vogliamo sempre avere ragione e vogliamo sempre essere e fare il contrario di tutti e tutto. Mi è sempre piaciuto questo spirito ‘rivoluzionario’ che ci accomuna. Dei tanti insegnamenti di cui più ti sono grato, sono la tua semplicità, l’onestà e il fatto che mi dicevi sempre “se credi in una cosa o vuoi qualcosa te la devi conquistare mettendoci impegno e amore”. Ti ringrazio per avermi aiutato a coltivare il dono della preghiera che, in questi giorni dove la mia fede è messa a dura prova, mi sta aiutando tantissimo, e per quanti amici che credo tu abbia benedetto le loro azioni e messo a mia disposizione. Ricordi, ti ho letto il brano delle Beatitudini, la parabola del Seminatore, l’Inno alla carità della Lettera di S. Paolo ai Corinzi. Sono loro che mi hanno suggerito questi brani e mi stanno aiutando a superare questo smarrimento. Mamma, tu sei una grande mamma, hai voluto esserlo, hai combattuto per essere mamma, mia mamma, a rischio della tua vita, della tua salute, per mettere al mondo me, tuo figlio. Ti ringrazio anche perché non solo hai voluto bene a me ma hai amato tanto anche papà. Ti voglio bene mamma. Agostino

Martedì 5 Marzo, munito dei conforti religiosi, è mancato all’età di anni 53

Sabato 9 Marzo munita dei conforti religiosi è mancata all’affetto dei suoi cari all’età di anni 95

Ne danno il triste annuncio la moglie SAVINA LINDA, la mamma MARIA, i fratelli STEFANO e MARCO, le cognate IVANA, SILVIA e BARBARA con FABRIZIO, lo zio VALTER, la suocera FRANCA amici e parenti tutti. Il funerale ha avuto luogo Mercoledì 6 Marzo nella Chiesa di Borgo S. Maria. Dopo la S. Messa la tumulazione è avvenuta presso il Cimitero di Pozzo Alto. Ag. Funeb. Marinelli –Via Del Governatore, 4 tel. 336/284055 – 337/635960

Teresa Costantini ved. Paolucci

Lo annunciano con profondo dolore i figli EMMA, ROSANNA, AGOSTINO e ANASTASIA, i generi, gli adorati nipoti e pronipoti, i fratelli, la sorella e parenti tutti. Il funerale ha avuto luogo il 12 Marzo presso la Chiesa parrocchiale di Borgo S. Maria. Dopo la funzione religiosa la tumulazione è avvenuta presso il Cimitero di Montelabbate. IROF Funeral Services - Pesaro via Cattaneo n.11 - Tel. 0721 31494-371444

O.F. S. PIETRO di Giombetti Marco Via Fastiggi 105- tel. 0721/282549

Lo scorso 8 marzo nella chiesa S. Carlo Borromeo si sono svolti i funerali di

✞ Ringraziamento Le famiglie ZANCA-FABBRICA nell’impossibilità di farlo singolarmente, ringraziano commosse quanti hanno partecipato al loro dolore per la perdita del caro PAOLO ZANCA Ag. Funeb. Marinelli –Via Del Governatore, 4 tel. 336/284055 – 337/635960

Lo scorso 9 marzo presso la chiesa S. Paolo si sono svolti i funerali di

RINALDO MARINELLI Lo annunciano con profondo dolore la moglie LINA, la figlia ROSELLA con MARCO, gli adorati nipoti DANILO e AURORA, la sorella DINA, i cognati e i parenti tutti. Il funerale ha avuto luogo lunedì 11 Marzo presso la Chiesa parrocchiale di S. Maria di Loreto. Dopo la S. Messa la tumulazione è avvenuta presso il Cimitero Centrale.

Lo scorso 6 Marzo alle ore 18 è mancata all’affetto dei suoi cari

rosa Orciani in Di Cecco Ne danno il doloroso annuncio il marito ELIO, i figli SILVANA con OSCAR, DANIELE con PAOLA e gli adorati nipoti LUCA, LUCIA e GIACOMO. Si unisce nel ricordo la fedele TANIA. Giovedì 7 Marzo nella Chiesa parrocchiale di S. Maria di Loreto, è stata celebrata la S. Messa di commiato. IROF Funeral Services - Pesaro via Cattaneo n.11 - Tel. 0721 31494-371444

Olga Tamanti nata il 03/02/1926 morta il 07/03/2013

ANNIVERSARIO Domenica 17 marzo ricorre il secondo anniversario della scomparsa della cara

O.F. ALMA MATER di Tonelli Stefania via del Fallo 8, Pesaro – tel. 0721/33100

Lo scorso 11 marzo presso la chiesa Cappuccini si sono svolti i funerali di

Gaspard Coppola

Fernando Tonelli

nato il 07/03/1920 morto il 04/03/2013

nato il 22/08/1924 morto il 08/03/2013

O.F. ALMA MATER di Tonelli Stefania via del Fallo 8, Pesaro – tel. 0721/33100

Giovedì 7 Marzo è tornato alla Casa del Padre

IROF Funeral Services - Pesaro via Cattaneo n.11 - Tel. 0721 31494-371444

pina tonucci in Tallevi Ne danno il triste annuncio i figli Eliseo e Rosalba, la nuora, il genero, i nipoti Andrea, Davide e Milena e i parenti tutti. Il funerale ha avuto luogo lunedì 11 Marzo nella Chiesa parrocchiale dei Cappuccini. È seguito l’accompagno al Cimitero di Villa Fastiggi.

Domenica 10 Marzo alle ore 9 è mancata all’affetto dei suoi cari, munita dei conforti religiosi, all’età di anni 89

Paolo Zanca

✞ ✞

Ag. Funeb. Marinelli –Via Del Governatore, 4 tel. 336/284055 – 337/635960

O.F. EUROSERVICE S.N.C. di Poderi Tonelli Ricci – Via Flaminia 287 - tel 0721/392425

Agenzia Funebre Marinelli –Via Del Governatore, 4 – tel. 336/284055 – 337/635960

Lo scorso 13 marzo presso la chiesa S. Giuseppe si sono svolti i funerali di

Ne danno il triste annuncio la sorella CLARA, il cognato MICHELE, i nipoti e parenti tutti. Il funerale ha avuto luogo Giovedì 7 Marzo partendo da Casa Padre Damiani nella Chiesa parrocchiale di S. Maria del Porto. Dopo la S. Messa la tumulazione al Cimitero Centrale.

PATRIZIA BRENTA

Domenica 3 Marzo munita dei conforti religiosi, è mancata all’affetto dei suoi cari all’età di anni 65

anniversario

Bruna Gambini ved. Gennari

✞ ✞

Martedì 5 Marzo alle ore 2, munita dei conforti religiosi, è mancata all’età di anni 85

O.F. ALMA MATER di Tonelli Stefania via del Fallo 8, Pesaro – tel. 0721/33100

ANNA LORENZI in Barilari La ricordano con amore e rimpianto il marito, i figli, le nuore, i nipoti, il fratello, le sorelle, i cognati e parenti tutti. Una S. Messa in suffragio sarà celebrata Domenica 17 marzo alle ore 11 nella Chiesa parrocchiale di Borgo S. Maria. Si ringraziano quanti si uniranno nel ricordo e nella preghiera. Ag. Funeb. Marinelli –Via Del Governatore, 4 tel. 336/284055 – 337/635960


• il• amico nuovo

17 marzo 2013

Fano

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Redazione di Fano: Via Roma, 118 - 61032 Fano Tel. 0721 802742 dir. 803737 Fax 0721 825595 E-mail: fano@ilnuovoamico.it

Fossombrone Cagli Pergola Quarto Quaresimale guidato dal Vescovo nella Basilica di San Paterniano

“Nulla è impossibile a Dio”: la fede fiduciosa FANO - Non poteva che essere questo il passaggio: dall’eccomi di Abramo e di Mosè all’eccomi fiducioso e germinante di Maria. Una catechesi ampia che unisce alla profondità dei contenuti un rimando biblico di grande ricchezza. Partendo dallo spessore della verità mariologica, mons. Trasarti è passato ad una lettura del messaggio mariano con gli occhi rivolti al presente, alle situazioni vissute nella realtà, con la semplicità di una traduzione comprensibile a tutti. Maria non è una figura aleatoria, lontana da noi, come spesso ci è stata mostrata, ma una presenza viva e vicinissima alla nostra quotidianità. E’ una donna “feriale” e i suoi gesti hanno come soggiorno obbligato i perimetri delle cose concrete. In questa ferialità germoglia e cresce la sua fede. Una fede fiduciosa, umile, appresa nella sinagoga di Nazareth, formata e informata dalla

luce della parola di Dio. Seguendo il Vangelo di Luca, il contrassegno iniziale con cui il pennello del Vescovo identifica la fede di Maria è il suo essere salda nel turbamento. E’ fede autentica: l’angelo annuncia e la fanciulla, promessa a Giuseppe, è turbata dall’impossibile, ma non c’è spavento o dubbio.La sua è una fede che sa ascoltare (questo è il secondo

affresco). L’inviato le illustra il piano di Dio e in lei, attenta e informata, riemergono le profezie bibliche. Maria riflette, medita, crede. E ancora in sequenza: la sua mente fiduciosa interroga, non si accontenta del mistero. Quale senso ha il saluto? “Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?” “Anche tua cugina Elisabetta…Nulla è impossibile a Dio” Ma-

ria ora pronuncia il suo ‘sì’. Questa fede obbediente dove intelligenza e cuore sono chiamati in causa ci interpella, perché generatrice e rispettosa della libertà. Non ha nulla a che fare, infatti, con l’azzeramento della volontà, col supino atteggiamento del rinunciatario. Si è in presenza di una completa identificazione con l’altro a cui si vuol bene tanto che si rende possibile la sovrapposizione delle volontà. Questa è l’obbedienza di Maria. Questa deve essere la nostra obbedienza. Maria, splendida Creatura, ha ascoltato ‘in piedi’, ‘di fronte’ (ob-audire), ma, dicendo ‘sì’, si è abbandonata a Dio Padre liberamente, entrando nell’orbita della Storia della salvezza. Altro passaggio pittorico è quello della fede che rimane fiduciosa anche quando Maria non comprende. Gesù viene smarrito e ritrovato dopo tre giorni. Maria e Giuseppe lo interroga-

no, ma non afferrano la risposta. Il Figlio di Dio deve compiere la sua missione. La madre capirà, e questo è il contrassegno più sconvolgente, quando vedrà il figlio patire, morire, risorgere. Il dolore di Maria ai piedi della Croce di Gesù è lo specchio del Dio crocifisso: dolore composto con un’eloquenza d’infinito amore, unione perfetta di lei alla volontà del Padre. L’ultima delicatissima immagine che il vescovo tratteggia, sempre sulla scia del vangelo di Luca, è il posto decisivo che Maria ricopre nella Chiesa e in ciascuno di noi. Rimane con i discepoli nella riflessione e nella preghiera. Come il Figlio, che è anche il suo Signore, vive con la chiesa, nella chiesa e per la Chiesa. Chiesa umile, chiesa del servizio, cenacolo al piano superiore in attesa dello Spirito. Irene Maria Cavalli © RIPRODUZIONE RISERVATA

Al Centro Pastorale la relazione di Don Dario Vitali sul Concilio Vaticano II

“Uno sguardo sulla Chiesa con la Lumen Gentium” FANO – Si è tenuto, mercoledì 6 marzo al Centro Pastorale, l’incontro con don Dario Vitali, docente di Ecclesiologia alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, sul Conclio Vaticano II. Don Dario ne ha approfondito alcuni aspetti riscattandone la storia e ha messo in evidenza l’importanza della “Lumen Gentium”, costituzione dogmatica emessa il 16 novembre del 1964 e promulgata da papa Paolo VI il 21 novembre dello stesso anno. Se prima si pensava alla Chiesa soprattutto come Istituzione visibile, gerarchica dopo il Vaticano II la si riscopre come Mistero, Comunione, Popolo di Dio che deriva la sua unità dall’unità del Padre,del Figlio e dello Spirito Santo. La chiesa quindi, secondo il testo conciliare, è fatta da uomini, nasce dal basso ma

proviene contemporaneamente dal- mulazione di riforma nell’800 con la l’alto, discende dalla Trinità, mostra Scuola cattolica di Tubinga la quale la Trinità e torna alla Trinità. presenta la Chiesa come Corpo di “Questo documento – ha spiegato Cristo. Ciò che si predica dell’umadon Dario – costituisce un riferi- no si predica del divino come affermento nuovo, non nega l’istituzione, ma in maniera davvero bella ed eloma la risalda con il mistero, non con- quente la Costituzione dogmatica: traddice la struttura ma la presenta “Ma la società costituita di organi nella sua profondità, complessità, gerarchici e il corpo mistico di Cribellezza e ragione d’essere che non sto, l’assemblea visibile e la comunidipendono dagli uomini ma da Dio. tà spirituale, la Chiesa terrestre e la La Lumen Gentium – ha proseguito Chiesa arricchita di beni celesti, non don Vitali – seppure assemblata a si devono considerare come due cose pezzi, frutto di mediazione tra po- diverse; esse formano piuttosto una sizioni diverse, mostra una sua indi- sola complessa realtà risultante di scutibile e profonda coerenza, rag- un duplice elemento, umano e divino. giunge una bellezza formale davvero Per una analogia che non è senza vaimpressionante perché, a monte, vi è lore, quindi, è paragonata al mistero un grande lavoro di intelaiatura, di del Verbo incarnato. Infatti, come la paziente dialogo e approfondimento. natura assunta serve al Verbo divino Questo testo è il frutto di un lungo da vivo organo di salvezza, a lui incammino che trova la sua prima for- dissolubilmente unito, così in modo

Domenica 17 marzo, alle ore 17, al Centro Pastorale

Agenda del vescovo

FANO - Il terzo incontro della Cattedra del dialogo si terrà domenica 17 marzo alle ore 17 presso la Sala riunioni del Centro Pastorale di Fano (ex seminario), via Roma 118. Luisella Battaglia (Università di Genova) e Sergio Belardinelli (Università di Bologna/Forlì) si confronteranno sul tema: L’eredità del Concilio e le sfide dell’etica contemporanea. Verranno prese in considerazione le aperture del Vaticano 2° in ordine al rapporto della chiesa coi problemi dell’uomo e i contributi della scienza all’etica. Riteniamo l’incontro di particolare interesse per tutti coloro che, credenti e non, desiderano arricchirsi di un valido apporto, per tentare di leggere e orientarsi nella variegata e difficile realtà odierna.

venerdì 15 marzo udienze in sede ore 21, incontro con i genitori dei ragazzi che si preparano a ricevere il sacramento della Confermazione a Pergola sabato 16 marzo ore 8.30, celebra l’Eucaristia nella chiesa di San Tommaso ore 18, celebra l’Eucaristia in Cattedrale domenica 17 marzo ore 11, inaugurazione di “Padri Sempre”, la casa di accoglienza per padri separati ore 11.30, celebra l’Eucaristia presso la parrocchia di San Cristoforo ore 16, celebra l’Eucaristia presso la chiesa di San Liberio in occasione del primo anniversario della morte di don

TERZO APPUNTAMENTO CON LA “CATTEDRA DEL DIALOGO”

non dissimile l’organismo sociale della Chiesa serve allo Spirito di Cristo che la vivifica, per la crescita del corpo (cfr. Ef 4,16)” (LG, 8). “La chiesa militante – ha proseguito il professore - si deve comprendere allora come realtà voluta da Dio, inserita da sempre nel disegno del Padre realizzato dal Figlio nello Spirito Santo e che si manifesta come realtà di salvezza, come popolo di Dio radunato, popolo tutto sacerdotale che noi chiamiamo sacerdozio comune”.

Mario Guidi lunedì 18 marzo ore 20.30, quinto Quaresimale presso la Basilica di San Paterniano martedì 19 marzo in occasione della visita pastorale, visita le suore di Pergola ore 16, celebra l’Eucaristia al Santuario di San Giuseppe in Spinello in occasione della Festa di San Giuseppe ore 18, celebra l’Eucaristia presso la parrocchia di San Giuseppe al Porto in occasione del centenario della chiesa mercoledì 20 marzo ore 11, celebra l’Eucaristia in Cattedrale in occasione del Precetto Pasquale Interforze

In conclusione, attraverso la storia degli ultimi secoli e con tantissimi esempi tratti dall’esperienza di professore presso la Pontificia Università Gregoriana il relatore ci ha fatto riscoprire questa visione della Chiesa che nell’ottica del Concilio vaticano II non viene più percepita e vissuta semplicemente come società e corpo mistico di cristo, ma anche e primariamente come sacramento e mistero trinitario. © RIPRODUZIONE RISERVATA

ore 21, incontra la comunità di Calcinelli giovedì 21 marzo in occasione della visita pastorale, visita le suore di San Lorenzo in Campo venerdì 22 marzo ore 8.30, presso la Sala Riunioni del Centro Pastorale diocesano saluta i partecipanti al convegno “Cure palliative pediatriche nelle Marche” ore 21, Via Crucis cittadina – GMG diocesana sabato 23 marzo ore 8.30, celebra l’Eucaristia nella chiesa di San Tommaso ore 18, celebra l’Eucaristia in Cattedrale a cura della Segreteria Vescovile


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Fano Fossombrone Cagli Pergola

17 marzo 2013

LUCREZIA - Benedetto XVI durante l’Agorà dei giovani Italiani nel 2007 denominò la città di Loreto “Nazaret d’Italia”. Proprio qui sabato 2 marzo, circa ottanta giovani della parrocchia di Lucrezia hanno voluto, come Maria, rinnovare il loro Sì. Un Sì che ci ha chiesto di continuare ad appartenere alla Chiesa come una vera casa, luogo in cui trovare sicurezza e sollievo. Un Sì che ci ha invitati ad essere apostoli dei giovani, testimoni di speranza ed amore tra i nostri coetanei ed infine un Sì per essere fin da adesso il presente della Chiesa per poi un giorno esserne il futuro. Tutto questo nella casa di Maria, una giovane e umile donna che disse il suo Sì e ha messo la sua vita nelle mani di Dio: ha accolto la Sua chiamata nel silenzio di una povera casa, lontano dai rumori e dal mormorio del paese in cui viveva, ed è proprio in questa quiete, in questa tranquillità lei ha detto il suo Sì a Dio. Un Dio quindi che si rivela nella nostra vita, ogni giorno, nel silenzio del nostro cuore, nel

DALLA PARROCCHIA DI LUCREZIA A LORETO PER RINNOVARE IL LORO SÌ

Il nostro futuro inizia da qui

momento e nel luogo che meno ci aspettiamo. Dobbiamo allora essere pronti, attenti a percepire la sua presenza ed a rinnovargli ogni giorno il nostro coraggioso Sì. Un’esperienza alternativa, una proposta che va al di là dei soliti sabati sera. Ritrovarsi prima a Montorso, luogo che, come ci ha ricordato don Francesco Pierpaoli responsabile del centro Giovanni Paolo II, è stato voluto proprio da quest’ultimo come casa dei giovani e per i giovani, luogo di incontro e di confronto. Un luogo che, fin da subito ti dà l’occasione di respirare l’aria di quella Chiesa ancora giovane, bella ed affascinante di cui oggi non si parla più ma che ancora c’è. Essere lì, poi, nella Santa Casa, riuniti in preghiera, nel silenzio, nella penombra della casa di

Maria e aver avuto l’occasione di riflettere, di interrogarsi di poter prendersi del tempo per se stessi ci ha permesso di entrare nei no-

QUATTRO INCONTRI PER RISPONDERE ALLE DOMANDE DEI GIOVANI

In chiesa con o senza testa? LUCREZIA - “Giovani sì, ma con gli attributi”. Ma gli attributi ce li aveva anche l’interlocutore. Mercoledì 27 febbraio si è svolto il primo dei quattro incontri del progetto “Giovani sì, ma con gli attributi” la tematica affrontata era giovani e Chiesa, il titolo sviluppato all’interno delle serata è stato “In chiesa: con o senza testa ?”. A rispondere agli interrogativi dei giovani era presente dom Salvatore Frigerio monaco della comunità di Monte Giove. Il progetto nasce dal desiderio di un gruppo di giovani di Lucrezia di voler far sentire la propria voce e avere l’occasione di poter esprimere la loro opinione su diversi argomenti. Infatti, i prossimi appuntamenti avranno come tema futuro, società e Dio. “Siamo tutti là fuori in attesa di vivere un sogno incredibile.” È risuonata questa strofa, nella chiesa di Lucrezia, prima di lasciare la parola ai giovani che sono intervenuti e al relatore, dom Salvatore Frigerio. Si è voluto porre l’accento su tutto ciò che il mondo adulto, o più in generale la società, spesso pensa dei giovani. Giovani, che come si sente continuamente dire sono giovani stanchi, sbandati, nulla facenti, mentre invece aspettano

• il• amico nuovo

solo che qualcuno gli dia fiducia, che qualcuno li faccia ancora sognare e non gli tagli continuamente le ali. Il mondo giovanile, che oggi più che mai ha un bisogno enorme di essere ascoltato, ha bisogno di un mondo adulto che instauri con i giovani una relazione di dialogo, un confronto, occasione di crescita per entrambi. I giovani hanno oggi bisogno di punti di riferimento, qualcuno che per loro sia disposto a rimettersi in discussione. Dobbiamo

avere il coraggio di dubitare, poiché il dubbio apre le nostre menti, ci apre al ragionamento e di conseguenza ci dà occasione di crescere, maturare. A volte, capita che il mondo degli adulti, le istituzioni, taglino fuori i giovani con l’alibi di non volerli “rovinare”, di lasciarli nella loro “innocenza”, dimenticando però che per i giovani ancora oggi il progredire, il cadere, lo sbucciarsi le ginocchia non è che un ulteriore occasione per entrare in contatto con il mondo. I giovani sono creatività, hanno bisogno di creatività ed hanno bisogno di poter esprimere questa, all’interno del mondo in cui vivono, negli ambienti che frequentano, chiesa, parrocchia, scuola, politica: la creatività nei giovani deve emergere, non dobbiamo arrenderci anche se essa costa sacrificio. Per concludere siamo uomini, donne, giovani e bambini che dobbiamo fuggire dall’individualismo, non siamo soli, siamo circondati da persone, adulti capaci di ascoltarci, uomini capaci di darci fiducia, individui pronti ad investire su di noi e perché no, sul nostro futuro che oggi sembra sempre più precario. Giovanni Pezzolesi © RIPRODUZIONE RISERVATA

stri cuori, di far luce nelle nostre vite e da lì poter rincominciare. Non è cosa di tutti i giorni vedere un gruppo di giovani riuniti lì,

nella casa di Maria, donna e sposa di Dio, mamma di tutti. Giovanni Nicotra

© RIPRODUZIONE RISERVATA

NOTIZIE IN BREVE ◆ SFALCIO DELLE AREE VERDI FANO - Il Servizio Verde Pubblico informa che a breve inizierà l’operazione di sfalcio delle aree verdi pubbliche. Verranno prioritariamente sfalciate le aree verdi più sensibili (ad esempio le scuole) e poi via via tutte le rimanenti aree verdi pubbliche. Il servizio verrà svolto in tutte le aree verdi attrezzate di gestione comunale, nessuna esclusa, con un calendario dipendente dalla valutazione di priorità effettuata dal servizio Verde Pubblico in base alla loro posizione, fruizione e pericolosità. ◆ ALLA MEMO “UNO SPAZIO TUTTO DA... SCOPRIRE!” FANO - All’interno delle sue attività dedicate ai bambini e ai ragazzi, la Mediateca Montanari organizza “Uno spazio tutto da... SCOPRIRE! Storie e laboratori sui pianeti del sistema solare e i miti greci” una rassegna per bambini dai 9 ai 12 anni. Gli appuntamenti si terranno ogni mercoledì fino al 17 aprile 2013 secondo il seguente programma: Mercoledì 20 marzo, Mercurio e Venere - Mercoledì 27 marzo, Terra e Luna - Mercoledì 3 aprile, Marte e Giove - Mercoledì 10 aprile, Saturno e Urano - Mercoledì 17 aprile, Nettuno e Plutone Gli incontri si terranno sempre nell’aula didattica della Mediateca Montanari alle ore 17:00. Gli incontri sono a numero chiuso (massimo 30 posti), per questo è necessaria la prenotazione telefonando al numero 0721/887343. ◆ “LA POTENZA E LA GRAZIA” ILDEGARDA DI BINGEN TAVERNELLE – Lunedì marzo, alle ore 21 presso la sala parrocchiale “La Barca” di Tavernelle, l’assessorato alle Pari Opportunità del comune di Serrungarina organizza un incontro con Lucia Tancredi, scrittrice e insegnante di letteratura, su Ildegarda di Bingen, mistica, musicista, medichessa del XII sec, proclamata Santa e Dottore della Chiesa da Benedetto XVI nel 2012. Le sue opere i suoi scritti continuano ancora oggi a narrare la semplice e geniale straordinarietà di una donna che sembra nata nel nostro tempo.

“PREPARIAMOCI ALLA RISURREZIONE”

CAGLI - Con la Pasqua sempre più vicina, le confraternite e le parrocchie di Cagli hanno organizzato due incontri per vivere meglio e insieme questo tempo di Quaresima. Entrambi alle 21, il primo è venerdì 15 nella sacrestia della cattedrale, con don Mirco Ambrosini a fare da relatore. Giovedì 21, invece, sarà don Marco Presciutti a incontrare i confratelli e quanti vorranno partecipare all’incontro nella chiesa di San Giuseppe.

INAUGURAZIONE DOMENICA 17 MARZO ALLA PRESENZA DEL NOSTRO VESCOVO

I pellegrinaggi dell’Unitalsi Fano Una casa di accoglienza per padri separati

FANO – Tanti sono i pellegrinaggi sezionali e nazionali che Unitalsi Fano propone. Riportiamo, di seguito, date e mete: Pellegrinaggio regionale a Lourdes da lunedì 15 a domenica 21 luglio (in treno) da martedì 16 a sabato 20 luglio (in aereo) Scadenza iscrizioni: lunedì 13 maggio Pellegrinaggio a Loreto Da venerdì 2 a lunedì 5 agosto (in pullman) Scadenza iscrizioni: lunedì 15 luglio Pellegrinaggio nazionale a Lourdes da martedì 23 a lunedì 29 settembre (in treno) da mercoledì 24 a domenica 28 sett. (in aereo) Ricordiamo, anche, alcuni momenti culturali, di aggregazione e di festa:

SOLENNITA’ DI SAN GIUSEPPE 2013

SPICELLO – Martedì 19 marzo, il santuario di Spinello celebrerà la Solennità di San Giuseppe. Nel Santuario le Sante Messe saranno alle ore re 9,00 - 11,00 - 16,00 - 18,30 21,00. Il vescovo Mons. Trasarti presiederà quella delle ore 16,00.

martedì 26 marzo, alle ore 19.30, presso il Santuario del Pelingo si terrà un momento di preghiera in preparazione alla Santa Pasqua. A seguire cena pasquale ebraica. Sabato 4 maggio, alle ore 20, festa del socio unitalsiano domenica 5 maggio è in programma il pellegrinaggio mariano ad Assisi o Chiampo alla Grotta di Lourdes ricostruita in misura originale da Fra Claudio Granzotto (prenotazioni entro il 22 aprile 2013) La sede dell’Unitalsi Fano è aperta al pubblico: tutti i lunedì dalle ore 17.30 alle ore 19 tutti i giovedì dalle ore 10.30 alle ore 12 tel. 0721.803110 – email: unitlasifano@libero.it

FANO - Domenica 17 marzo, alle ore 11, alla presenza del vescovo Trasarti, si inaugura la nuova casa di accoglienza “Padri sempre” adiacente alla Chiesa di San Cristoforo. La Parrocchia, dopo l’inaugurazione dell’Oratorio nel 2008, con questa nuova casa di accoglienza vuole porre un nuovo segno di fede nel territorio. La casa di accoglienza vuole essere un nuovo segno di attenzione ai padri separati che, da quanto emerso da recenti osservazioni, risultano essere i nuovi poveri. Un’opera-segno, che vuole invitare altre realtà ecclesiali e civili ad avere più attenzioni ai padri separati che si trovano in situazioni di soffe-

renza, solitudine e disagio economico. Questa scelta è stata preferita ad altre perché, nel nostro territorio cittadino, esistono già strutture di accoglienza per indigenti che vivono in strada, per ragazze madri, per madri con minori, per minori con disagi, per anziani. Siamo convinti che la fede cristiana deve farsi compagna di strada per infondere speranza e per farsi prossimi, quindi questa casa diventa segno di fede della comunità parrocchiale, affinché ogni parrocchiano, ogni cristiano fanese, possa essere stimolato ad aprire il suo cuore al povero che incarna il volto di Gesù. La nuova costruzione avrà una disponibilità di quattro posti letto, con i relativi servizi ed uno spazio comune con cucina e soggiorno. Certamente non risolverà il problema dei padri separati nel nostro territorio, ma vuole essere un segno di attenzione a queste nuove povertà, con il proposito di sollecitare le istituzioni pubbliche e private a porre attenzione a questo nuovo disagio sociale. Don Mauro Bargnesi Responsabile ufficio diocesano per la Pastorale della Famiglia © RIPRODUZIONE RISERVATA


• il• amico nuovo FANO – “Un laboratorio sociale ed economico a cielo aperto”. Così è stata definita l’agricoltura sociale, una nuova opportunità di lavoro e di sostegno sociale che nasce dall’incontro fra la cooperazione sociale e quella agricola di cui si è parlato nel seminario “Cooperazione e agricoltura sociale”, organizzato da Agci, Confcooperative e Legacoop Marche a “Il Giardino del Cante” di Fenile di Fano (Pu). E proprio da qui parte un’esperienza innovativa in questo settore, che nelle Marche si è sviluppato negli ultimi due anni e annovera una trentina d’imprese attive, quella della creazione del Gruppo Paritetico Cooperativo, che si è costituito lunedì 11 marzo con l’obiettivo di progettare e gestire servizi sociali in ambito rurale, produrre, trasformare e commercializzare prodotti agricoli. Il Gruppo è composto da otto cooperative del territorio, le sociali T41b, Irs L’Aurora, L’Elicriso, Alpha, Il posto delle viole, il Consorzio Terre Alte, le coop sociali agricole De Rerum Naturae e Progetto Terra, come hanno spiegato Danilo Marchionni, consulente, e Nicola Denti, presidente T41. È un gruppo che conta già 300 dipendenti, gestisce interventi sociali a favore di un migliaio di utenti e che punta ad allargare le proprie attività anche nell’agricoltura sociale organizzando reti imprenditoriali e sociali. Un’azione che trae spunto anche da quanto

Fano Fossombrone Cagli Pergola

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IL GRUPPO COOPERATIVO PARITETICO COMPOSTO DA OTTO COOPERATIVE

Laboratorio sociale ed economico a cielo aperto

già realizzato con il “Progetto Fenile”, nella sede de’ “Il Giardino del Cante”, gestito dall’Irs Aurora, dalla T41b e dalla Fondazione agraria “Cante di Montevecchio”, di cui ha parlato il presidente di quest’ultima, Gianfranco Mazzanti. A Fenile di Fano (Pu), ci sono un negozio e un vivaio, e, insieme agli utenti della comunità terapeutica, si fanno attività di giardinaggio, orticoltura, frutticoltura, si forniscono servizi di prevenzione primaria, di socialità, educazione e sport. Fra le azioni da sviluppare in futuro, ci sono la trasformazione dei prodotti coltivati, la pet therapy, la formazione, eventi culturali, sociali ed enogastronomici. Un modello, secondo Teodoro Bolognini, responsabile settore Agroalimentare di Legacoop Marche, “che può essere riprodotto per sviluppare le potenzialità offerte dall’agricoltura sociale, con le sue funzioni con finalità terapeutiche, riabilitative, formative e d’inserimento lavo-

rativo, che saranno fra le azioni sostenute della nuova programmazione 2014-2020 della Politica agricola comune”. Per questo, ha detto Bolognini, “le Centrali cooperative stanno promuovendo sul territorio incontri su questo tema e stanno realizzando una pubblicazione su quanto fatto finora in quest’area nelle Marche”, in fase di elaborazione da parte di San-

dro Buatti, agronomo. Francesca Severini, Servizio regionale Agricoltura, ha ricordato l’impegno della Regione Marche in questo campo che viene sostenuto da un articolo della legge regionale 7 del 2005 per la cooperazione agricola che, per il 2013, prevede un fondo di 250 mila euro, mentre Ugo Testa, responsabile censimento agricoltura sociale dell’Agenzia

servizi settore agroalimentare delle Marche, ha raccontato delle iniziative già messe in campo dall’Assam all’interno delle carceri marchigiane, in collaborazione con il Dipartimento di amministrazione penitenziaria, dove sono stati impiantati degli uliveti, come a Barcaglione di Ancona, e degli orti. ©riproduzione riservata

SUCCEDE A MASSIMO SERI ALLA GUIDA DELL’AVIS FANO

Giuliana Peroni nuovo presidente FANO – In occasione della Festa della Donna, venerdì 8 marzo Avis Fano ha presentato il nuovo consiglio direttivo che vede proprio una presenza femminile alla guida dell’associazione. Si tratta di Giulia Peroni che succede a Massimo Seri per 8 anni alla presidenza di Avis Fano. “E’ un consiglio eterogeneo – spiega la presidente Peroni - dove ciascuno potrà mettere in campo le

proprie esperienze e offrire il proprio contributo volto ad elevare, giorno dopo giorno, il numero dei donatori, rafforzando la costituzione di gruppi di lavoro tematici quali sport, gruppi aziendali, attività sociali, promozionali, scuole senza dimenticare il mondo giovanile con il quale sono stati già avviati incontri con gli istituti scolastici superiori”. La presidente ha, infatti, messo in evidenza l’importanza dei giovani come continuità con il futuro. E’ quindi di fondamentale importanza sensibilizzare questa realtà alla donazione di sangue, l’unico farmaco salvavita che non può essere costruito in laboratorio. “Vogliamo coinvolgere – prosegue Giulia Peroni - il maggior numero di persone sui principi di solidarietà, fratellanza, attraverso un’asso-

ciazione di volontariato che vuole cabile attività di sensibilizzazione essere aperta a tutta la cittadinanza alla donazione. fanese, comprese le persone stra- “Per rendere tangibili i risultati delniere residenti nel nostro comune. la donazione vorremmo – sottoliLa partecipazione al “punto Avis”, nea la presidente - richiedere effetcostituito presso il Centro Trasfu- tive testimonianze a coloro che per sionale, testimonia come anche i necessità hanno incontrato l’Avis. cittadini vicini all’associazione che, Inoltre sarà realizzato un sito ad per qualche motivo, non possono hoc dell’associazione, quale vetridonare, si sentono comunque par- na informativa di eventi avisini e te integrante della famiglia avisina informative sulla modalità per dorendendosi disponibili a fornire in- nare. Già da ora tutti possono aveformazioni e supporto ai donatori re il nostro contatto su facebook. che per la prima volta incontrano Dulcis in fundo vorrei sottolineare Avis Fano”. che una parte importante della L’associazione, oggi, conta oltre nostra attività sarà svolta in stretta 4.450 donazioni con oltre 240 sinergia con i medici ed operatori nuove iscrizioni nel 2012. Numeri del Centro Trasfusionale che con importanti che testimoniano come, tanta dedizione e professionalità nel corso degli anni, Avis si sia svolgono il loro lavoro. Purtropsempre più radicata nel territorio po, in questo periodo, sono sotto grazie anche alla costante e instan- personale: vi è un medico in meno

IL NUOVO LAVORO DEL PROFESSOR URBANO URBINATI

“La riconquista dell’otium” CAGLI – In testa ne ha già ben chiari altri due. E un altro si sta delineando. Intanto, però, Urbano Urbinati ha dato alle stampe il suo terzo libro. “La Riconquista dell’otium” è in distribuzione per QuattroVenti, diretto alle librerie di tutta Italia in un formato tascabile e snello, da rileggere anche una volta letto. Il professor Urbinati lo ha scritto di getto (un capitolo nasceva chiaro in testa mentre l’altro si stava per concludere), lasciandosi guidare dalla memoria in un viaggio che passa per persone e personaggi della letteratura e pure della

Bibbia. Ecco l’otium, non l’ozio, il colo spazio quotidiano dedicato bighellonare senza scopo e senza ad ascolto e riflessione. meta della traduzione italiana. Ma Un libro chiaro e ben scritto, quelse gironzolare deve essere, allora lo che Urbinati offre al suo lettore, sia tra frasi, deduzioni e commen- che inizia con una frase di Marai: ti dai quali la vita frenetica aveva “Occorre molto tempo per improvato a distogliere. L’ascolto è parare che in realtà non si ha un il punto di partenza dell’autore e bel niente da fare. E quasi sempre di arrivo del lettore, spesso im- è proprio allora che si comincia a pegnato a elencare la quantità di fare qualcosa”. cose che deve fare, di rado impe- L’illustrazione in copertina è del gnato nella ricerca, quella vera. pittore Stelio Meschini: il disegno, Ritrovare se stesso è il senso di ideato ad hoc per il titolo, è ispiraquesta ricerca da riscoprire, for- to dalla contemplazione. se più facile al termine di una vita Elisa Venturi dedicata a lavoro e famiglia, ma ©riproduzione riservata possibile ricavando per sé un pic-

che ancora non è stato integrato. Quindi la nostra vicinanza è di fondamentale importanza”. Presenti alla conferenza stampa, oltre al consiglio direttivo, anche il presidente uscente Massimo Seri il quale ha sottolineato che, da volontario e donatore, continuerà a dare il proprio contributo affinché la famiglia avisina possa continuare a crescere nel proprio servizio e il vice presidente Andrea Vitali il quale ha sottolineato l’intensa attività di promozione alla donazione di sangue in programma da qui all’estate 2013 ad iniziare proprio dal 27 marzo giorno in cui il consiglio direttivo si presenterà alla città proprio con una donazione di sangue collettiva. EP ©riproduzione riservata

CORSO PER LETTORI VOLONTARI

SANT’IPPOLITO - Un corso per lettori volontari prenderà il via martedì 2 aprile presso la BiblioS Sant’Ippolito. L’iniziativa, promossa e realizzata grazie al contributo della Provincia di Pesaro e Urbino Assessorato alle politiche culturali e valorizzazione beni storici e artistici, si rivolge ad adulti volontari ed è gratuita. Con l’iscrizione i partecipanti si impegnano a rendere disponibili 15 ore del proprio tempo per attività di lettura organizzate dalle biblioteche del sistema CoMeta per il progetto Nati per Leggere. Gli incontri si svolgeranno dalle ore 20.30 alle 23.00, presso la BiblioS di Sant’Ippolito e presso la Biblioteca Comunale di Montemaggiore al Metauro, nel centro civico di Villanova. Saranno condotti da Alessia Canducci, attrice e responsabile del progetto Librillo, il virus della lettura ad eccezione del secondo incontro tenuto da Valeria Patregnani referente NPL Marche, insieme ai bibliotecari CoMeta. Programma: Martedì 2 aprile - “I colori della voce” - Martedì 9 aprile - Biblioteca di Montemaggiore “Il Progetto Nati per Leggere” - Martedì 16 aprile - BiblioS Sant’Ippolito “Leggere e raccontare gli albi illustrati” - Lunedì 22 aprile - Biblioteca di Montemaggiore “Gesti, azioni e spazi della lettura” Iscrizioni presso le biblioteche di Fossombrone, Saltara, Sant’Ippolito, Serrungarina, Montemaggiore al Metauro, oppure chiamando i bibliotecari: Fabio 3498407312 Laura 3339517382


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17 marzo 2013

Fano Fossombrone Cagli Pergola

• il• amico nuovo

La giornata della donna al Circolo “A. Bianchini”

FANO - E’ bello avere un’occasio- “Giornata della donna” deve essere ne di parlare, di dire quello che si soprattutto questo: stare insieme, desidera e ci sta a cuore, di con- parlare di ciò che ciascuna vuodividere con le amiche l’emozione le, sapendo in anticipo che quello di una lettura, la nostalgia di un che dirà non sarà oggetto di criricordo, la gioia di essere insieme. tiche malevole, ma sarà amicheIl Circolo Culturale “A. Bianchini” volmente apprezzato e condiviso. è riuscito a realizzare tutto questo, È stato un percorso lungo e vario, in un piacevole pomeriggio, mer- a cominciare dal culto neolitico coledì 6 marzo, in una sala ralle- della Grande Madre, dea delgrata da tante primule multicolori. la vita, connotato da un periodo Molte socie sono andate al micro- di pace, prima che il matriarcato fono per leggere poesie o prose fosse sostituito dal patriarcato, di cui erano autrici, o per leggere portato dagli indoeuropei pastori composizioni di altri autori, che e guerrieri, dominato da divinità avevano apprezzato in modo par- violente che sostituirono il culto ticolare, riscuotendo approvazio- pacifico della Grande Madre. La ne e sincera partecipazione. La prima poetessa di cui abbiamo ri-

cordo, Saffo, ci dà testimonianza del lungo e faticoso cammino percorso dalla donna per riemergere, acquistando via via coscienza della propria personalità e del valore delle proprie scelte. Dante con il sonetto “Tanto gentile e tanto onesta pare” ci rappresenta una dolcissima visione della donna angelo, portatrice di ciò che c’è di più bello e gentile nella vita umana per gli uomini del Medioevo. Un contratto di matrimonio, ritrovato tra i documenti di un notaio medioevale, ci dice con chiarezza che alla donna spetta di fare tutto ciò che vuole il marito, senza che a lei venga riconosciuta alcuna dignità

o volontà autonoma. La lirica dedicata alla violenza sulle donne, argomento purtroppo doloroso e attualissimo, ci mette di fronte ad una realtà sempre viva, senza tempo e per ora senza rimedio. Struggenti sono stati i ricordi personali rivolti alla nonna o alla mamma delle amiche che le hanno perdute, suscitando commossa partecipa-

zione di fronte alle figure rievocate di persone che non ci sono più. Molto bella e commovente è la preghiera di papa Giovanni Paolo II con cui ringrazia le donne per la loro esistenza nel mondo e per i valori di cui si sono sempre fatte portatrici. Leda Pedinotti ©riproduzione riservata

TRE GENERAZIONI A CONFRONTO SU LAVORO – FAMIGLIA - MARITI

Presentato il nuovo saggio del medico fanese Agostini

FANO - Uomini che hanno aiutato con decisione le loro compagne nella loro avventura imprenditoriale; altri che con scetticismo le hanno seguite ma mai appoggiate; altri ancora che magari le hanno in qualche modo ostacolate pensando che questa attività le avrebbe allontanate dalla famiglia. Hanno dovuto vedersela anche con i propri compagni, oltre che con la diffidenza delle banche, dei fornitori ed in generale di un mondo ancora tutto orientato al maschile, le donne che negli anni SessantaSettanta hanno aperto un’attività artigianale e commerciale. Storie che ancor prima che economiche sono state pezzi interi di vita che hanno coinvolto sentimenti, emozioni, rapporti familiari. Sono le storie che le donne imprenditrici coraggiose hanno deciso di raccontare nella Sala della Concordia del Comune di Fano nel corso dell’incontro “Donne e Lavoro” organizzato da CNA Impresa Donna. Dopo una visita guidata alla Chiesa di San Pietro in Valle condotta dalla restauratrice Gio-

FANO – Il mistero di Maria Mad- tate d’importanti accezioni simbodalena – Dai vangeli gnostici ai liche ed iconografiche. Il prof. Bat“rex deus”: così s’intitola il contro- tistelli ha poi esposto il contenuto verso ed intrigante libro pubblica- del saggio: un’opera di ricerca che to dalla casa editrice Grapho 5 e affronta e rielabora con acume scritto dal medico fanese Massimo vari argomenti storici ed esoterici Agostini, appassionato di storia, fi- connessi fra di loro. L’autore del losofia ed esoterismo. La presen- libro, infatti, analizza ed illustra tazione del volume si è svolta nella la presunta dottrina sapienziale serata di venerdì 8 marzo, presso delle prime comunità cristiane, i la sala di rappresentanza della postulati gnostici presenti nei vanFondazione Cassa di Risparmio geli apocrifi, il supposto rapporto di Fano. Oltre all’autore del saggio, d’intimità fra Gesù di Nazareth erano presenti all’appuntamento: e Maria Maddalena, la leggenda Fabio Tombari, presidente della concernente il santo Graal, …, ecFondazione; Franco Battistelli, sto- cetera. In particolare la Maddalerico ed ex direttore della Bibliote- na, secondo le tesi formulate da ca Federiciana; ed Alberto Berar- Massimo Agostini, eserciterebbe di, ex assessore alla Cultura del una funzione fondamentale in tale comune di Fano e della Provincia contesto storico e religioso. «Madi Pesaro e Urbino. «Siamo lieti ria Maddalena ha svolto un ruolo d’ospitare questa presentazione, estremamente importante nella riguardante l’ultima fatica lettera- vita e nella spiritualità del Cristo, ria di Agostini»: con queste parole – ha sottolineato l’autore – ella ha esordito il presidente della Fon- era infatti definita l’apostola degli dazione, Fabio Tombari. È inter- apostoli». Svelare altro potrebbe venuto, successivamente, Alberto sembrare inopportuno. Sarà lo Berardi. L’ex assessore ha illustrato stesso libro di Agostini a guidare il al pubblico presente le principali lettore attraverso un affascinante leggende agiografiche extraevan- percorso iniziatico gravido di sigeliche riguardanti Maria Madda- gnificati e saperi esoterici. lena: delle narrazioni mirabolanti, Diego Corinaldesi ©riproduzione riservata prive di attinenze storiche, ma do-

L’importanza dell’imprenditoria femminile “Il mistero di Maria Maddalena”

IL LICEO “TORELLI” CAMPIONE DI SCACCHI

FANO - La squadra del Liceo Scientifico Torelli si è aggiudicata il Campionato provinciale studentesco di scacchi per la categoria allievi. Nella foto, insieme al dirigente scolastico Samuele Giombi, gli studenti campioni provinciali: Antognoni Nicola (capitano), Ameri keivan, Consoli Luca, Dellasanta Luca, Gabellini Francesco. Ora gli studenti rappresenteranno la provincia di Pesaro alla fase regionale che, quest’anno, si terrà a Fano.

vanna Macchi, l’incontro della CNA ha proposto storie di donne della nostra provincia che hanno saputo coniugare la loro attività di imprenditrici ai figli, alla famiglia. Artigiane di ieri e di oggi come la magliaia Gina Magrini ed Emilia Esposito e la sua ditta di meccanica di Montemaggiore al Metauro; l’estetista Milena Carlotto di Pesaro e Laura Tarsi e la sua gastronomia di Acqualagna. Ed ancora Ramona Roccheggiani e la sua ditta di bioedilizia di Fano, Caterina Pagnini e le sue lavanderie di Pesaro; Giada Pascucci giovane estetista di Calcinelli. Insomma donne che hanno raccontato al folto pubblico presente in sala non solo la loro avventura nel mondo dell’impresa ma anche il loro percorso attraverso la vita quotidiana e dunque la difficoltà nel conciliare lavoro e famiglia; impresa e figli; incombenze professionali e rapporto con il proprio partner. Sullo sfondo le questioni che attanagliano da sempre la vita di ogni impresa: la burocrazia, la difficoltà nel reperire credito, le

difficoltà nelle riscossioni, le tasse, gli adempimenti. L’incontro, aperto dal vicesindaco ed assessore alle pari opportunità del Comune di Fano Maria Antonia Cucuzza, è stato l’occasione per un confronto tra generazioni; tra modi di tradurre in progetti concreti sogni, aspirazioni, passioni. Ha concluso l’incontro, organizzato da Alessandra Benvenuti, il neo segretario provinciale della CNA, Moreno Bordoni. Nel corso del suo intervento Bordoni ha ricordato l’importanza dell’imprenditoria femminile nella nostra provincia, dove operano oltre 9.600 imprese (su 42mila totali). Questo significa che un’impresa su quattro è a conduzione femminile. E che sono proprio le imprese rosa a resistere meglio delle altre ai colpi della crisi. “Questo - ha concluso Bordoni - ci incoraggia a sperare nel futuro e continuare ad investire molto sulle donne, risorsa fondamentale non solo per la nostra economia ma per le famiglie e tutta la società”. ©riproduzione riservata

L’OPERA COMICA DI VERDI ISPIRATA A SHAKESPEARE

Atteso debutto di “Falstaff”

FANO - Dopo lo splendido allesti- per allestire “Falstaff” nel 2013.Tra gabbati” cantano infatti gli mento di “Don Giovanni”, diretto i 150 artisti (provenienti da tutto interpreti nel fugato finada Francesco Esposito, andrà pre- il mondo) che vi parteciparono, a le). sto in scena al Teatro della For- conquistare i ruoli da interpretare “Falstaff” fu rappresentata tuna (venerdì 22 marzo alle ore sono stati: Sergio Vitale (Falstaff ), per la prima volta al Teatro 20,30 e domenica 24 marzo alle Valeriu Caradja (Ford), l’argentino alla Scala di Milano il 9 febore 17), una nuova produzione di Pablo Karaman che abbiamo re- braio 1893, con la direzio“Falstaff” di Giuseppe Verdi su li- centemente applaudito a Fano nel ne di Edoardo Mascheroni bretto di Arrigo Boito, la seconda “Don Giovanni” (Fenton), Matteo e suscitò subito interesse, e ultima opera inserita nel cartel- Mezzaro (Dr. Cajus), Cosimo Vas- anche tra gli addetti ai lalone del “Fortuna Opera Festival” sallo (Bardoflo), Emanuele Corda- vori. Quest’anno ricorrono quindi (avrebbe dovuto esserci anche ro (Pistola), Zhala Ismailova (Mrs. 120 anni da quel lontano debutto “Simon Boccanegra”, ma è stato Alice Ford), Maria Elena Loren- ed anche i 200 anni dalla nascita annullato per motivi di bilancio). zini (Nannetta), Hye Young Choi del grande musicista di Busseto. Il Un evento questo, che vedrà pro- (Mrs. Quickly) e Anna Konovalo- libretto di Arrigo Boito fu tratto tagonisti tanti giovani interpreti, va (Mrs. Page). da “Le allegre comari di Windsor” in quanto si dà compimento al Falstaff è l’ultima opera composta di W. Shakespeare, ma alcuni pasprogetto iniziato nel maggio 2012, da Verdi ed è l’unica sua opera si furono ricavati anche da “Enriquando sotto la direzione artisti- comica, se si esclude l’esperimen- co IV, il dramma storico (ugualca di Virginio Fedeli (oggi dimis- to giovanile di “Un giorno di Re- mente di Shakespeare) nel quale sionario), è stato organizzato, al gno”; viene perciò considerata il per la prima volta era apparsa la Teatro della Fortuna, il 2° Concor- suo congedo dal teatro: un addio figura di Sir John Falstaff. La regia so Internazionale di Canto Lirico disincantato al mondo e alla vita, di questo atteso lavoro è affidata a “Marcello Giordani”, finalizzato non senza un filo di malinconia Ivan Stefanutti (nativo di Udine e proprio alla selezione di cantanti (“Tutto nel mondo è burla ...tutti laureato in architettura a Venezia),

la cui attività è rivolta soprattutto all’opera lirica, dove spazia dal grande repertorio a titoli meno frequentati, ma si è parallelamente avvicinata anche al teatro leggero, al musical ed all’operetta. Sul podio, a dirigere l’Orchestra Sinfonica G. Rossini, ci sarà Roberto Parmeggiani, direttore musicale della Fondazione Teatro della Fortuna, mentre maestro del Coro del Teatro della Fortuna Mezio Agostini è Andrea Bizzarri. Mariella Polverari ©riproduzione riservata


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17 marzo 2013

• il• amico nuovo

Urbino Urbania Sant’Angelo in Vado “LA FLAGELLAZIONE” DI ANDREA AROMATICO

Il romanzo, i codici, il mistero

URBINO. Sabato 16 marzo 2013, alle ore 17.00, nel Giardino d’Inverno del Palazzo Ducale di Urbino si tiene la presentazione del libro di Andrea Aromatico «La Flagellazione – Il romanzo, i codici, il mistero» (Petruzzi Editore). L’iniziativa è organizzata dal Comune di Urbino insieme alla Soprintendenza per i Beni Storici Artistici e Etnoantropologici delle Marche – Urbino. Nel corso dell’incontro l’autore del volume

presenterà la sua affascinante tesi riguardante i significati, i perso-

naggi raffigurati, il committente e l’originale collocazione del fa-

mosissimo dipinto di Piero della Francesca. Al Soprintendente Maria Rosaria Valazzi sarà invece affidato il ruolo di «avvocato del diavolo». Andrea Aromatico mostrerà una serie di documenti, riferimenti iconografici, ricostruzioni storico-urbanistiche e scoperte storiografiche che non mancheranno di sorprendere il pubblico. La presentazione del libro è anche l’occasione per illustrare in anteprima l’appuntamento del 30 marzo 2013, organizzato dall’Assessorato comunale al Turismo: una passeggiata nel centro storico di Urbino alla scoperta dei luoghi della Flagellazione (partenza ore 15.00 da Piazza Duca Federico). In quel caso i partecipanti “entreranno” in prima persona negli spazi che ispirarono Piero e saranno

coinvolti nella narrazione di vicende che secoli fa condizionarono le sorti dei Montefeltro. Il libro di Andrea Aromatico è stato pubblicato alla fine del 2012, e arriva dopo che si era giunti a ben 42 diverse interpretazioni del significato della Flagellazione di Piero della Francesca. Il nuovo volume però non è semplicemente «uno dei tanti» riguardanti la celebre tavola custodita nel Palazzo Ducale di Urbino. Aromatico contestualizza l’opera in modo del tutto nuovo, e incasella ogni dettaglio nel complesso mosaico del Rinascimento alla Corte dei Montefeltro. Partendo dal dipinto, l’autore intreccia vicende umane, personaggi straordinari, potere politico, congiure e unicità proprie della cultura urbinate.

Nemours (1479 - 1516). Giuliano l’aveva commissionato a Leonardo per il figlio, che non aveva conosciuto la madre, ma muore prima di poterlo ritirare; sicché l’artista lo porta, con altri due quadri, in Francia”. Leonardo, come altri artisti – insistono la Borchia e la Nesci – “conosceva per altro bene quella porzione di paesaggio in quanto la Valmarecchia era la via di accesso verso il nord, per Bolo-

gna, Ferrara, Milano e il maestro aveva certamente percorso, osservato e documentato con metodo scientifico questi luoghi”. La conferenza si è tenuta nell’ambito della rassegna “Conserva il paesaggio” che, come ha spiegato Marianna Bruscoli nell’introduzione, “è promossa da Urbino Resort al fine di contribuire alla valorizzazione del territorio nel rispetto dell’ambiente e delle sue radici storiche”.

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AUTRICI ROSETTA BORCHIA E OLIVIA NESCI

Il reale paesaggio della Gioconda

Urbino. Ottima affluenza di pubblico ad Urbino Resort, Tenuta Ss. Giacomo e Filippo, per la conferenza di Rosetta Borchia e Olivia Nesci su “La scoperta del paesaggio della Gioconda nei territori dell’antico Ducato di Urbino”. Le autrici del volume “Codice P. atlante illustrato del reale paesaggio della Gioconda”, edito da Electa, hanno raccontato le loro affascinanti scoperte di “cacciatrici di paesaggi” (Rosetta, pittrice-fotografa di paesaggi, e Olivia, geomorfologa dell’Università di Urbino) coinvolgendo il pubblico in un interessante dibattito. Le studiose hanno puntualmente spiegato come Leonardo “abbia utilizzato il metodo della compressione sopra un’estesa veduta del Montefeltro per poterla contenere tutta in una tela ridotta e soprattutto come i particolari dello sfondo della Gioconda corrispondano in modo sorprendente a dettagli del paesaggio reale”. Attraverso una metodologia scientifica di analisi del territorio e di comparazione con disegni dello stesso Leonardo, “hanno riconosciuto questi

dettagli come corrispondenti ad una vista ‘a volo di uccello’ sulla Valmarecchia e sul fiume omonimo nel punto di incontro con il torrente Senatello, che si vede sulla destra del quadro di Leonardo, fino ai Sassi Simone e Simoncello, individuabili sulla sinistra”. Curiosità e desiderio di conoscere sugli sguardi sgranati dei presenti. Ma perché sullo sfondo di Monna Lisa c’è un paesaggio urbinate

e non toscano come si è a lungo sostenuto? Una recente scoperta dello studioso romano Roberto Zapperi spiega che “il dipinto più famoso al mondo non ritrae Lisa Gherardini, moglie del mercante di Firenze Francesco del Giocondo, bensì Pacifica Brandani da Urbino, morta poco dopo aver dato alla luce il futuro cardinal Ippolito de’ Medici, figlio illegittimo avuto nel 1511 da Giuliano, duca di

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LA CITTÀ DIVISA

Telecamere e polemiche URBINO. Doveva essere una partenza scontata. In fondo, le telecamere sono già installate da mesi ai quattro varchi della città: Santa Lucia, il Monte, via Matteotti e via delle Mura. E da tempo controllano il movimento degli autoveicoli in entrata ed uscita per verificare il numero delle macchine, la frequenza dei passaggi, i momenti di maggior traffico e le trasgressioni da parte dei non autorizzati, anche se fino a domenica 10 marzo non ci sono state contravvenzioni. L’entrata in funzione delle telecamere ai fini del rispetto della zona a traffico limitato, la registrazione delle targhe delle auto in entrata ed il rispetto dell’itinerario indicato sui permessi da seguire all’interno del centro storico, e la conseguente penalizzazione delle infrazioni ha determinato però delle reazioni contrastanti. Da una parte ci sono coloro che avrebbero preferito una chiusura totale al traffico del centro storico: «Tanto è questione – dicono alcuni – di poche centinaia di metri», non tenendo conto, forse, che in città ci sono dei residenti, molti dei quali anziani; che ci sono dei servizi e degli uffici pubblici cui molti cittadini hanno bisogno di accedere con tempestività e urgenza; che c’è un’attività commerciale che richiede tutta una serie di forniture di merci. Dall’altra ci sono quelli che lamentano le difficoltà ed i disagi che la limitazione del traffico comporta. A parte il discorso dei residenti, degli uffici e del commercio cui si è fatto cenno sopra, c’è chi fa osservare che una città per vivere e sopravvivere come tale non può essere resa inaccessibile. È vero che sono state rilasciate delle autorizzazioni, ma Urbino – come città – ha bisogno che entrino coloro che possono dare un contributo alla sua economia: clienti ai negozi,

È IMPEGNATO A TRAMANDARE LE SUE CONOSCENZE

Mario Rovidati, artigiano del tessile utenti agli studi professionali e ai servizi che, come i fatti dimostrano, stanno lasciando il centro storico per le aree periferiche. Col tempo si rischia la museificazione e questo è proprio quello che bisogna temere di più, perché Urbino non sarebbe più una città ma un grande museo. Anche l’eventuale apertura dei varchi per particolari eventi non appare risolutiva, in quanto pur sempre affidata ad una particolare circostanza e non sempre prevedibile da parte degli interessati. La Confcommercio ha proposto delle fasce orarie per consentire l’accesso in tempi determinati sia al mattino, sia al pomeriggio. Ciò faciliterebbe sia il lavoro degli operatori commerciali, sia dei cittadini che hanno necessità di accedere al centro. Naturalmente non c’è nulla di immodificabile: il dibattito, la verifica dei risultati di questo esperimento, i punti di vista degli urbinati offriranno nel prossimo futuro elementi per decidere eventuali modifiche.

Fermignano. Mario Rovidati, 1937. Qualcuno direbbe classe di ferro. Lui, il mago del telaio, indica l’anno di nascita come quella della “classe del tessile”. E’ il personaggio di Fermignano. Se non altro si è battuto strenuamente per avere degli spazi, dalle istituzioni, perché certi valori artigianali, “scriva poesia”, non si perdessero nelle profondità dei ricordi in bianco e nero. Eccolo, allora, che si è accontentato di uno scantinato di viale Martiri della Libertà che ha abbellito con intensità e piacere per dar vita al Laboratorio Tessile Didattico ‘Aurelio Cariaggi’. “Il momento più importante della mia vita è arrivato quando sono passato a fare il direttore tecnico alla ditta Cariaggi di Cagli con l’amico Aurelio. Lì ho trascorso gli ultimi trent’anni di lavoro. Sono grato e riconoscente alla famiglia Cariaggi, tutt’ora una grande azienda produttrice di tessuti di pregio, che esporta in tutto il mondo. Dopo la pensione sono rimasto in ottimi rapporti con tutti loro”. Biellese d’origine, ha iniziato a lavorare a 14 anni come artigiano tessile. Sempre un telaio tra le mani. Come ora che illustra ai ragazzi delle scuole (“mi sono venuti a trovare almeno 300 studenti”) il magico cammino della lana: dal lavaggio alla cardatura, dalla filatura alla ritorcitura, dalla trama all’ordito. Tutto quanto attraverso macchine fatte da sé con cura ed altrettanta dedizione magistrale. “Un omaggio al lavoro manuale e la dimostrazione come si possa arrivare ad un prodotto finito estremamente elegante ed utile. Ho un sogno nel cassetto, volevo dire telaio: che un giovane sui 300 studenti che mi sono venuti a trovare possa ereditare le mie conoscenze e le tramandi negli anni a venire”. eg

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17 marzo 2013

musica

sport

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Vista attraverso la fabbrica Benucci e Latti, una delle tante, raccontate da Luciano Baffioni Venturi nel libro “Cento strade per cento percorsi” (Volume II - Edizioni Metauro di Pesaro con il contributo della Banca di Pesaro in vendita, assieme al primo volume, nelle librerie della città).

V

ia PIETRO LATTI (1774-1834) è a Borgo S. Maria. Il ceramista pesarese Antonio Benucci e il romano Pietro Latti aprirono nel 1814 una fabbrica di maiolica e terraglia della quale Latti fu direttore fino alla morte nel 1834. Il marchio fu dapprima “BC” (Benucci e Compagni) poi, attorno al 1823, “BL” (“Benucci e Latti”) o “BL Pesaro”, normalmente impresso in pasta senza contorno o con un sigillo a triangolo, oppure con un’ancora o una croce. La sede fu in via del Porto (oggi via Cavour) al n. 2027 (la numerazione all’epoca riguardava non le vie, ma l’intera città) nel caseggiato della già “Reggiani & C.”, di proprietà del nobile sig. Mazzolari e vi lavoravano nel 1824 ben ventotto operai. Ne erano soci anche Giuseppe Reggiani e Ippolito Casali. La fabbrica di maioliche Reggiani e Compagni, a sua volta aveva ereditato i locali e le attrezzature della “Vincenzo Rizzoli” quando nel 1803 i fratelli Vincenzo e Aurelio Donati assieme a Francesco Mazzolari e a Giuseppe Reggiani, prestatori di capitale, ne acquisirono le attrezzature lasciando il Rizzoli come direttore. Nel 1808 Donati licenziò Rizzoli e chiamò, a dirigere la ditta, il romano Pietro Latti, allievo del ceramista e incisore Giovanni Trevisan di Bassano, più noto con lo pseudonimo di Volpato. Latti era un valente pittore venuto a Pesaro all’inizio dell’Ottocento da Roma ed era aggiornato su materiali, tecniche e mode del momento. Il marchio della “Reggiani & C.”, fu “RC” e la produzione, oltre che nelle terraglie marmorate e bronzate, iniziò a interessarsi anche di oggetti decorativi e figurativi plastici, come già si faceva nelle fabbriche di porcellana nordiche. Nel 1814, dunque, avvenne la cessione per 1600 scudi romani, cifra che comprendeva le attrezzature, i materiali e tutte le maioliche e terraglie “di nuova lavorazione diretta del Latti”, presenti sia nella sede di Pesaro sia negli spacci di Ancona e Rimini (Anp, Antonio Mancini, 30.9. 1814). Latti sposò Michelina Rizzoli, figlia di Vincenzo (i maiolicari da secoli erano consorterie familiari, dove i “segreti” dell’arte erano tramandati strettamente ai soli parenti e discendenti), e introdusse nella fabbrica una novità per Pesaro: la

lavorazione delle terraglie dure all’uso inglese (in effetti, anche presso la “Casali e Calegari” già alla fine del ‘700 si era iniziata la produzione della terraglia, ma come produzione minore rispetto alla “maiolica fina”). Inoltre applicò la decorazione a smalto al “terzo fuoco” anche sulla terraglia, smalto che fino allora era applicato soltanto sulla maiolica. La ditta si specializzò nell’oggettistica: sottobicchieri, portasale, portabottiglie, ampolliere e portastecchini e altre suppellettili, tutto quel corredo di elegante semplicità che impreziosiva le mense della prima metà dell’Ottocento. Nel 1826 il Latti a Roma richiese, senza ottenerla, una “privativa”, cioè un brevetto o un’esclusiva, da parte di papa Leone XII per la produzione di terraglia dorata e argentata a imitazione di quella inglese sostenendo di conoscerne il segreto (ASP, f Camerlengato di Roma, busta 990, 1827, fasc. 3). I campioni non ebbero l’approvazione dell’esperto pontificio cardinale Galeffi, ma il Latti ottenne di prepararne altri a Pesaro con più calma e con mezzi più adeguati. Per la difficoltà a reperire le materie prime (caolino, silice) Latti si adoprò a fabbricare vasi “coi soli generi nazionali” e preparò dei campioni simili agli antichi vasi etruschi e altre buone terraglie da inviare a Roma, in grado di contrastare la forte concorrenza inglese nel campo delle stoviglie fini da tavola. Il Legato Apostolico di Pesaro-Urbino, monsignor Benedetto Cappelletti, ne appoggiò poi la supplica, sostenendo che la ditta “tiene in continuo lavoro trenta individui che traggono il sostentamento per le loro famiglie”, ma solo nel 1834 un editto pontificio tassò di cinque scudi ogni 100 libbre i manufatti stranieri di “terracotta fina” favorendo le produzioni locali (PS A.S.P. f Del. Apo. Titolo APC, b. 18, 1834, fasc. 2). L’importanza economica della ditta è

di Luciano Baffioni Venturi

testimoniata anche dalla presenza del Latti fin dal 1826 come consigliere del Tribunale di Commercio di Pesaro, del quale poco dopo divenne presidente. La decorazione più utilizzata sulle ceramiche della Benucci e Latti degli inizi fu quella “a paesaggini” policromi, con alberi e edifici color manganese in primo piano, su uno sfondo di montagne in azzurrino, ripresi dai dipinti di Marco Ricci, o con scene della campagna romana, copiati dalle incisioni del Volpato. In altri casi si predilesse il paesaggio in monocromo azzurro, bruno o rosso, con

un decoro semplice, sempre a gran fuoco sottovernice. Pure comuni i servizi da tavola decorati con piccoli fiorellini in rosso-ruggine e azzurro, sparsi su tutta la superficie della terraglia. Dopo la morte del Latti, la fabbrica fu diretta da Pietro Gai fino al 1866, anno della morte, poi nel 1880, dopo un periodo di stallo, fu rilevata da Vincenzo Molaroni (1859-1912) nipote di Pietro Latti, che rilanciò la ditta in particolare nel settore della maiolica istoriata a uso antico, a imitazione di quella del Cinquecento.

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Urbani a quanti, soprattutto ragazzi, non hanno avuto modo ancora di scoprirlo: ragazzi che magari frequentano scuole a lui dedicate e leggono questo nome sulle targhe di un’aula magna o di una biblioteca, ma non sanno chi sia Carlo Urbani. Carlo, prima medico di base nel suo paese, poi infettivologo negli ospedali di Ancona e Macerata, sin da giovane ha alternato questi impegni con viaggi e missioni all’estero, accettando poi ruoli di responsabilità in Medici Sen­za Frontiere, di cui è stato presidente per l’Italia, e in seguito nell’Organizzazione Mon­diale della Sanità, per cui lavorava, in Vietnam, quando, a 47 anni, è morto. Arricchito dalla presentazione della moglie Giuliana e dalla prefazione di Kostas Moschochoritis, direttore generale di Medici senza frontiere Italia, il volume di Vincenzo Varagona raccoglie decine di testimonianze, di familiari, amici, medici, dirigenti, funzionari, diplomatici, molti dei quali parlano per la prima volta, raccontan­do un Carlo Urbani spesso

diverso da quello finora conosciuto. Storie, aned­doti che tentano di superare un’agiografia in questi casi inevitabile, per of­frire le tracce di un’esperienza capace di destare, ancora, entusiasmi e speranze. Non a caso il volume si conclude con un capitolo dedicato all’AICU, l’Associazione Italiana Carlo Urbani, che da dieci anni si propone di continuare l’opera iniziata da Carlo perseguendo una serie di obiettivi di solidarietà sociale nei Paesi in via di sviluppo. In quarta di copertina alcune righe tratte dal discorso di carlo Urbani a Oslo, quando ritirò il Nobel per Medici senza Frontiere: ’Questo premio è per l’idea di salute e dignità che rap­presentiamo, è un impegno a restare vicini alle vittime, tutelandone i diritti. (…) Vorremmo che oggi vi sentiste tutti un po’ Nobel per la Pace, per averci permesso l’indipendenza e l’ingerenza negli affari di Paesi dove la vita umana non vale niente. Lasciamo che i riflettori illuminino gli scenari dimenticati, affinché il domani sia migliore e i benefici del premio vadano a

IL MEDICO DELLA SARS

Il medico di Castelplanio che fermò la SARS

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pagina

L’arte della maiolica e della terraglia nei primi decenni dell’800 a Pesaro

IL LIBRO DI VINCENZO VARAGONA RACCOGLIE DECINE DI TESTIMONIANZE

l prossimo 29 marzo ricorreranno dieci anni dalla scomparsa, a Bangkok, di Carlo Urbani, medico di Castelplanio, vittima di quella stessa sindrome, la Sars, che aveva contribuito a individuare e sconfiggere. Urbani era in Vietnam in missione per conto dell’Onu, dopo essere stato in missione in Cambogia. Accettando la trasferta ad Hanoi, con la sua famiglia, Carlo si era dimesso da Presidente di ‘Medici senza frontiere’, responsabilità che nel 1999 lo aveva portato anche a Oslo, a ritirare il Premio Nobel.Ebbene, l’Aicu (Associazione Italiana Carlo Urbani), nata pochi mesi dopo la scomparsa di Carlo, celebrerà la ricorrenza con una serie di iniziative nel primo week end di aprile. Esce, intanto, in questi giorni, per iniziativa delle ‘Edizioni Paoline’, un volume: “Il medico della Sars, Carlo Urbani raccontato da quanti lo hanno conosciuto” che ospita decine di testimonianze raccolte dal giornalista Vincenzo Varagona. “Il volume – spiega l’autore – vuol fare conoscere Carlo

A Gabicce la nazionale di calcio e stampelle

Intervista al Maestro Ubaldo Fabbri

di arte cultura sport

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VINCENZO VARAGONA

“Sono cresciuto inseguendo i sogni ed ora credo di esserci riuscito.”- “Non so come ringraziare Dio per ciò che mi ha concesso”.

IL MEDICO DELLA

SARS

CARLO URBANI raccontato da quanti lo hanno conosciuto

loro, alle vittime.” (Edizioni Paoline - IL MEDICO DELLA SARS – di VINCENZO VARAGONA Collana Uomini e donne n. 140 / pagine 256 euro 17,00).


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rande successo di pubblico per il concerto lirico svoltosi nella sala Bei della Provincia di Pesaro e Urbino. Il concerto rientra nell’ambito de “I Concerti del Sabato’’, promossi dal Conservatorio Rossini con il patrocinio della Provincia. Ala Ganciu e Samantha Pagnini soprani, Luca Narcisi tenore, della classe di canto di Daniela Broganelli, accompagnati al pianoforte da Ubaldo Fabbri, hanno dato vita ad un concerto magico, che ha avuto come tema “la nostalgia’’. Abbiamo intervistato il maestro Ubaldo Fabbri, docente accompagnatore al pianoforte e direttore del laboratorio teatrale del Conservatorio Rossini. Maestro Fabbri, perchè avete scelto il tema della nostalgia? “Avremo potuto chiamare questo concerto “Sehnsucht’’ (nostalgia). Ogni brano musicale presentato è caratterizzato dall’anelito di qualcosa d’antico o di un altrove. In Messiaen, di cui sono state eseguite “Vocalise e Trois Mélodies’’, la nostalgia si realizza verso il futuro. Un’aspirazione che non si poteva realizzare nel Romanticismo. In Messiaen, vi è poi una costante trascendenza musicale. Tanto che viene definito uno dei più importanti compositori spiritualisti della storia della musica. Partendo da Debussy, e dal movimento impressionista, Messiaen, va verso quest’altrove che si fonda sui modi gregoriani e la tonalità, in un nuovo sistema che lui ha chiamato modi a trasposizione limitata e che aveva come immagine le vetrate delle chiese gotiche e l’arcobaleno.’’ Ma il viaggio musicale è continuato

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arte cultura sport

17 marzo 2013

CONSERVATRIO ROSSINI - INTERVISTA AL MAESTRO UBALDO FABBRI

“I Concerti del Sabato” dedicati alla nostalgia attraverso pagine di Cajkovskij, Delibes, Donizetti, Debussy, Tosti e Bernstein. Ci spieghi i passaggi della nostalgia nei vari autori. “In “Nur wer die sehnsucht kent op,6 n.6’’, Cajkovskji, la nostalgia viene ripresa dalla canzone di Goethe di “Mignon’’, in cui la protagonista ha il desiderio del suo amato lontano. Lo strazio d’amore che si svilupperà in tutto il Romanticismo. Dunque nostalgia rivolta al passato e alla sofferenza d’amore. In Delibes, di cui è stato eseguito il meraviglioso “Viens Mallika’’, a due voci, la nostalgia va verso l’oriente e ricrea un mondo lontanissimo. In Donizetti, di cui è stata presentata una delle più belle pagine del “Don Pasquale’’, la nostalgia è una componente di un’epoca fuori moda, l’opera buffa. In Debussy, la nostalgia è una componente impressionista e post come in Turner e si rifà ad una maniera onirica del Settecento. E questi elementi sono presenti in “Fètes galantes’’. In Tosti, la destinazione della nostalgia si sviluppa in maniera luminosa. Infine in Bernstein

con “Glitter and be gay’’ da Candide, la nostalgia è già nel futuro. Il personaggio di Voltaire si coniuga al periodo americano del

maccartismo’’.

a cura di Paolo Montanari

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L’OPERA PITTORICA DI SARA FORTE

“I dieci Mondi” all’Hotel Alexander Museum

V

ictor Hugo scrisse: “Si può resistere alla forza di un esercito, non si può resistere alla forza di un’idea’’. Questa citazione si adatta all’opera pittorica dell’artista lombarda Sara Forte, che sta esponendo il suo progetto pittorico “I dieci mondi’’ all’Hotel Alexander Museum. Nei suoi quadri dal fondo monocromatico, balza agli occhi del visitatore, la forza della sua idea artistica, legata al dinamismo post futurista. Da una prima lettura delle opere di Sara Forte si scorge quanto i quadri siano stati concepiti interiormente e studiati nei

minimi dettagli. Due elementi caratterizzano le sue composizioni: da una parte lo studio accademico delle geometrie, legate al concetto del dinamismo occidentale e dall’altra il colore, che rilascia la sua forza nella tela. “In”I dieci mondi’’, ha sottolineato Sara Forte, ho voluto fare una catalogazione degli stati vitali. Riprendendo le filosofie orientali, che ho evidenziato nella staticità monocromatica dei miei quadri, ho voluto fare un percorso attraverso i sentimenti e le passioni umane: combattere i demoni che sono dentro di noi. I colori nero,blu, rosso,

indicano questa sfida infernale. Poi si arriva al bianco, al trascendente, perché nonostante la crisi artistica, morale, culturale che investe l’uomo, io ho una speranza verso l’Assoluto, che è rappresentato dal bianco, simbolo di purezza. Artista che è partita dal figurativo, Sara Forte, ha sentito di intraprendere il percorso informale e figurativo. I suoi ultimi quadri, che compongono questo nuovo percorso, sono stati realizzati dal 2011 fino a metà febbraio 2013.

come Gesù che per amore dell’uomo, ha accettato il suo Calvario. Sia fatta la Tua, non la mia volontà, per il bene della comunità cristiana. E allora quell’atto di estremo coraggio, quel riaffermare con forza il Mistero nella Sua testimonianza. Il trono è ormai vuoto. Il silenzio è calato.

Cristo trionfa, mentre un uomo solo, vestito di bianco, esce per sempre dalla scena del mondo e riceve nella preghiera la dolce carezza del Padre. Paola Lucia Marcucci Pìnoli

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L’angolo della poesia Benedetto XVI

Il coraggio. Il coraggio di essere un umile servitore nella vigna del Signore. Il coraggio. Il coraggio di testimoniare la coscienza del limite umano e la potenza di Dio.

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i bei tempi dell’Università, quando gli scrittori di lingua inglese erano il mio pane quotidiano, mi colpì molto un passaggio di E.M.Forster nel suo fondamentale saggio sul Romanzo dove il famoso autore di Passaggio in India raccomandava al lettore di visualizzare gli scrittori mentre, seduti attorno a un tavolo in una stanza circolare, erano intenti a scrivere le loro opere contemporaneamente, uniti anzi mezzoipnotizzati da un’unica passione, l’atto della creazione. Ebbene, nella “circular room”, seduto insieme a quegli uomini “per tutte le stagioni”, tra Shakespeare e T.S.Eliot, oppure tra Milton e Virginia Woolf, io ci vedo Charles Dickens, che il professor Roberto Bertinetti, docente di Letteratura Inglese all’Università di Trieste, nella sua lezione all’Auditorium Montani Antaldi (organizzata dagli Amici della Biblioteca Oliveriana con l’Ente Olivieri), ha definito “la celebrity dell’Ottocento”, come si direbbe oggi per il calciatore famoso o per la rock star del momento. Popolarissimo in vita grazie ai suoi romanzi a puntate, ciascun fascicolo dei quali era atteso con ansia frenetica da lettori di ogni ceto, in patria come in tutto il vasto mondo toccato dal colonialismo britannico, il fatto che ancor oggi Charles Dickens (1812-1870) continui ad essere considerato una gloria

Servire il Signore, allora vuol dire farsi da parte, se il Signore lo chiede, e superare sé stessi, il limite umano, tirandosi indietro. Questa sera un uomo solo raccolto in preghiera ha donato tutto sé stesso a Dio, e si è annullato per amore della Chiesa

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CONFERENZA AL MONTANI ANTALDI

Dickens, una celebrity dell’ottocento

della letteratura inglese lo dimostra la portata dei festeggiamenti tributatigli nell’intero 2012 per il bicentenario della nascita. “A tale of two cities”, nella versione italiana “Le due città”, pubblicato nel 1859, il meno letto dei suoi romanzi in Italia ma conosciutissimo in patria e non solo, è stato presentato dal docente per la sua trattazione con il sottotitolo già comparso nell’edizione della Bur uscita di recente con la sua prefazione, “Istruzioni su come evitare la rivoluzione francese. E non solo.” Il quale sottotitolo rivela un sottaciuto intento, più profondo di quanto non si possa pensare: in altre parole, questo romanzo dickensiano così serio e pesante rispetto a tanti altri più popolari e d’intrattenimento è stato scelto non tanto, o non solo, come “chicca” del Cabinet des Merveilles, come lo ha definito in apertura Salvatore Siena, Presidente dell’Associazione, quanto per l’attualità del tema e le implicazioni di carattere sociale e politico, che un pubblico preparato e attento poteva percepire dietro i fatti che si snodano tra Londra e Parigi sullo

sfondo della Rivoluzione francese e del periodo del Terrore. Cosa Dickens vuole comunicare con questo duplice raffronto? Che l’Inghilterra ha già avuto la sua prima rivoluzione cruenta con tanto di testa regale decapitata, e ha già avuto la sua seconda rivoluzione questa volta pacifica ( la “bloodless revolution”) che le ha regalato una monarchia costituzionale e la sua lunga storia di riformismo e pace interna. Dunque attenzione, sembra dire ai suoi lettori e fans, non cadiamo nella trappola della rabbia di una folla impazzita, quella “madding crowd” che in Francia ha prodotto turbolenze, violenze, sconvolgimento degli assetti istituzionali che potrebbero contagiare il nostro Paese, visto che c’è una strada più giusta e pacifica da seguire sulla traccia della nostra storia. Impariamo dal presente e dal nostro passato, continua a dire il regista Dickens mentre scorrono le scene del suo romanzo-fiume. E all’ascoltatore attento ciò risuona come un monito per i nostri tempi: perché anche oggi, anche da noi, c’è molta rabbia in giro, tanta da

farci sentire come sospesi su un baratro, e se non si esercitano prudenza e buon senso, se non ci si orienta verso l’accordo sulle riforme, si rischia anche oggi, anche da noi, di cadere in un regime già sperimentato con conseguenze disastrose. Dickens ci continua a dire questo attraverso il suo romanzo “per tutte le stagioni”, e alle due città ne possiamo aggiungere una terza: Roma. Pensando questo, l’ascoltatore attento in fondo non ha fatto che applicare il metodo che Forster raccomandava ai lettori, di accostarsi cioè alla migliore letteratura godendone nel presente, comprendendola nel suo passato, in un percorso circolare che corrisponde alla visione della grande sala rotonda. In virtù di ciò, sono certa che al termine dell’interessante convegno la maggior parte del pubblico ha lasciato, come me, la sala con l’impressione di aver incontrato un suo geniale contemporaneo, e magari di avergli potuto stringere la mano, e forse anche chiedergli un autografo. Meditate gente, meditate. Milena Milazzo ©riproduzione riservata


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Gabicce mare - Ragazzi disabili in campo con le stampelle per la Nazionale di calcio per amputati. L’incontro é stato un confronto di possibilità potenziali e reali che migliora le sensibilità. La squadra di giovanissimi e più grandi è stata presentata in Assisi l’8 dicembre 2011, presto giocherà in Francia ed, aprendosi all’Europa, è stata invitata in Inghilterra e poi in Giappone. Il team ha trascorso il fine settimana nel grand’hotel Michelacci, ringraziando l’ospitalità dell’albergatrice Paola Michelacci. Nel pomeriggio di sport ha prevalso il dialogo e la soddisfazione dei giocatori disabili, incontrando il sogno di ciascuno di loro che ha superato la condizione di marginalità con l’attività fisico competitiva. L’arrivo della nazionale di calcio amputati e giocatori per il raduno e l’allenamento è stato promosso dalla sezione del Centro cultura di Cattolica “Rimbalzi fuori campo” e l’ha accolto Gabicce mare calcio, i due comuni, la Bcc di Gradara, il Comitato commercianti “Conchiglia d’oro”. Il Csi Centro sportivo italiano di Luigi Gedda, nato nel 1944 ha radici cattoliche, lavora per la promozione sociale, ed ha mandato all’incontro la referente Annamaria Manara. “E’ un mondo che dà emozioni e che si guarda da lontano - ha detto il sindaco Corrado Curti. L’esperienza ha mandato messaggi diretti al cuore, per riprendere con energia le loro e le nostre iniziative di vita sociale. Il dovere delle Istituzioni è quello di promuovere i valori”. “Il messaggio é che sport e disabilità possano incontrarsi per cambiare le mentalità, per una vera rivoluzione sociale, perché tutti

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INIZIATIVA DEL CENTRO CULTURA “RIMBALZI FUORI CAMPO”

A Gabicce la nazionale di calcio e stampelle gli sportivi sognano allo stesso modo”, ha spiegato il presidente di Rimbalzi fuori campo, l’ing. Terenzio Bernardi. La nazionale di gioco del calcio è stata riunita e costruita dal giovane Francesco Messori di Cremona, attraverso Facebook, che ha un

sogno: Partecipare alle Paraolimpiadi. Con lui il nostro giovane fanese di 11 anni, quinta elementare, Lorenzo Marcantognini, Lollo per gli amici sui campi e casa sua. Per la Figc ha partecipato il presidente regionale Paolo Cellini e il calciatore

professionista Eraldo Pecci. Sul campo c’é stata la prova di schemi, l’allenamento in 13 e la partitella vinta per 4-3 contro i giovanissimi del Gabicce 2000. (Foto). Claudio Vincenzetti

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IL 30 MARZO SCADONO LE ISCRIZIONI

Concorso di enigmistica «Un rebus per AMICO» - 2ª edizione

Il settimanale d’informazione “Il Nuovo Amico” con il contributo della BCC di Gradara, in collaborazione con Leone Pantaleoni, da un’idea di Carmine Russo, bandisce il secondo concorso di enigmistica dal titolo: «Un Rebus per AMICO». Quest’anno il tema riguarderà l’ambito della culinaria in tutte le sue possibili “ricette”. In questa pagina pubblichiamo gli schemi ideati dai partecipanti della prima edizione sul tema “la tua città”. Sulle prossime uscite del Nuovo Amico continueremo con questa carrellata inedita di rebus… REGOLAMENTO DEL CONCORSO ART.1 – Il Concorso, aperto a tutti, prevede una sezione di gara riservata agli alunni delle scuole di Pesaro e provincia che potranno partecipare come singoli o gruppi

fino alla intera classe. Il concorrente non può presentare più di 5 lavori. Il gioco dovrà corredarsi di relativa descrizione, perché del disegno se ne farà carico la Redazione. ART.2 - Gli elaborati dovranno riportare in forma leggibile nome, cognome, residenza, telefono, e indirizzo di posta elettronica del singolo autore o di quello che rappresenta il gruppo o la classe di appartenenza; i lavori, inoltre, dovranno essere consegnati o spediti alla libreria Buona Stampa di Via Rossini n. 68 (61121 Pesaro) con la dicitura “ UN REBUS PER AMICO, 2a edizione ” sulla busta. ART 3 – Il tema del presente concorso è “ IL REBUS E’ SERVITO” e riguarda l’ambito della culinaria in tutte le sue possibili raffigurazioni e applicazioni. Esso dovrà comparire in almeno uno dei tre elementi costitutivi del rebus: illustra-

zione, chiave risolutiva e frase risultante. Esempi: Nella illustrazione: UN GESTO ASTUTO - (Unge S toast UTO) Nella chiave risolutiva: TURPI ATTI - (TUR, piatti) Nella frase risultante: MANGIARE SALATO - (MAN, giare; S, alato) ART. 4 – Qualora gli esaminatori dovessero constatare che il gioco non è originale, anche se ciò non implica la mala fede del concorrente, il Rebus dovrà essere scartato. E sarà scartato anche nel caso che contenga riferimenti politici, espressioni dialettali e, peggio ancora, volgarità; i lavori dovranno pervenire ai sopra citati punti di raccolta entro e non oltre la data di sabato 30 marzo 2013. ART. 5 – A insindacabile giudizio della Commissione Esaminatrice, tra tutti i lavori pervenuti verranno scelti quelli ritenuti

vincenti. Ai partecipanti verrà tempestivamente comunicata la data della pubblica premiazione. ART. 6 – Impreziositi di lapidario commento di Leone Pantaleoni, il Leone da Cagli della Settimana Enigmistica, ai vincitori verranno consegnati i propri elaborati su pergamena. I Rebus vincenti verranno pubblicati sul Nuovo Amico e, nel caso, inviati alla Settimana Enigmistica. Per eventuali approfondimenti dei punti di cui al presente bando, contattare il seguente indirizzo e-mail: info@ilnuovoamico.it SPONSOR

onto i giochi di Leone PantaleonI da cagli Un buono sc

UN PREMIO PER UN REBUS

in omaggio

Frase: 5, 3, 7, 6, 9 I vincitori verranno estratti a sorte tra coloro che avranno inviato la soluzione corretta a pesaro@ilnuovoamico.it oppure a IL NUOVO AMICO Via del Seminario 4 – 61121 Pesaro. L’omaggio di questa settimana è un buono sconto del 20% presso la libreria “LA Buona Stampa” di Pesaro (Via Rossini 68) La chiave risolutiva del rebus di Leone da COLLA GENTE -Vince il BUONO SCONTO Cagli pubblicato a pag. 22 del n. 10 del PRESSO LA LIBRERIA “BUONA STAMPA” DI “Nuovo Amico” di domenica 10 marzo era: PESARO (Frase: 4 5 5 5) Chiave risolutiva: ‘U, sarta; TTO, collage; N, tè’ Soluzione: - USAR TATTO SILVANO TURCHI

E’ possibile ritirare il premio da lunedì a mercoledì dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 17 alle ore 19 presso la redazione di Pesaro (via Rossini 53). Per un diverso recapito contattare il n. verde gratuito 800/501170 sempre nei giorni e ore sopra indicate.

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• ferlito giuseppe v. le XII Settembre 1 • A.F. News s.n.c. p.za Amiani • Edicola di Simona Garoffolo v. Nolfi • Rivendita Giornali e riviste di Palazzi Augusto v. Roma 8/a

PER RICEVERE L’OMAGGIO È NECESSARIO DIMOSTRARE DI ESSERE IN REGOLA CON L’ABBONAMENTO AL NUOVO AMICO PER L’ANNO 2013 O REGOLARIZZARE LA POSIZIONE AL MOMENTO DEL RITIRO DEL PREMIO

IL NUOVO AMICO È IN TUTTE LE EDICOLE DI PESARO

MarZo

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24 h

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17 marzo 2013

L'anima, L'ABBRACCI . NASCE BenEssere, IL NUOVO MENSILE DI SALUTE. Tutti i mesi consigli e risposte per aiutarti a vivere meglio sotto tutti i punti di vista. PerchĂŠ, per stare bene, bisogna prendersi cura del proprio corpo, ma anche mantenere un equilibrio interiore ed essere in armonia con se stessi e con gli altri.

DA GIOVEDĂŒ 21 MARZO

IN EDICOLA

«Il Nuovo Amico» n. 11 del 17 marzo 2013  

«Il Nuovo Amico» n. 11 del 17 marzo 2013

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