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Spedizione in abbonamento postale -45% Poste Italiane Spa – Spedizione in A.P. D.L. 353/03 (Conv. 27/02/04 L. 46) Art. 1 comma 1, DCB Asti. Numero 14 - Anno 2013. Contiene I.P. - In caso di mancato recapito rinviare all'Ufficio P.T. 14100 Asti CPO detentore del conto, per la restituzione al mittente che si impegna a pagare il relativo importo

Anno

62° Periodico della Federazione Provinciale COLDIRETTI

numero

14

ASTI

COLDIRETTI

Speciale Consuntivo Annata Agraria - 1a parte

PSR 2007-2013, MISURA 111 – Azione 1 – Sottoazione B

16 dicembre 2013


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SPECIALE FORMULA ANNUALE: dalla potatura alla raccolta


Il 27% dei TIR trasporta falso Made in Italy È la sconcertante realtà rilevata alla frontiera del Brennero

Germania e destinate alla Sicilia, latte proveniente dalla Polonia e destinato alla Lombardia, cagliate industriali per fare il formaggio provenienti dal Belgio e destinate a Verona, prosciutti provenienti dalla Germania e destinati a Modena. Sono solo alcuni degli “inganni” smascherati al valico del Brennero dalle migliaia di agricoltori

In omaggio il Calendario 2014 “Un anno di filiera” Coldiretti Asti augura a tutti gli associati un sereno Natale e un felice anno nuovo

Direzione, Redazione, Amministrazione: 14100 ASTI Corso Felice Cavallotti, 41 Tel. 0141.380.400 - Fax 0141.355.138 e-mail: stefano.zunino@coldiretti.it www.coldiretti.it Periodico ufficiale Coldiretti - Anno 62° numero 14- 16 dicembre 2013* Realizzazione grafica e stampa Riflesso – S.r.l. F.lli Scaravaglio & C. Reg. Trib. di Asti n.44 del 10-8-2011 Direttore Resp.: Antonio Ciotta Vice Direttore: Stefano Zunino Pubblicità: Impresa Verde Asti srl – Riflesso scarl Tel. 0141.380.400 – 0141.590425 Abbonamento annuale: Euro 20,00 *Data di chiusura del giornale

La Battaglia di Natale

Il presidente nazionale Coldiretti, Roberto Moncalvo, e il segretario nazionale Enzo Gesmundo nel corso di una ispezione ad un camion nel corso della manifestazione al Brennero

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Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

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l 27% fra i 170 Tir, camion e container fermati e controllati il 4 e 5 dicembre al presidio di agricoltori ed allevatori al valico del Brennero, trasportava prodotti alimentari stranieri destinati ad essere venduti come Made in Italy. È quanto è emerso dalla mobilitazione di Coldiretti “La battaglia di Natale: scegli l’Italia” che si è estesa dal Brennero a Roma in Piazza Montecitorio per difendere l’economia e il lavoro dalle importazioni di bassa qualità che varcano le frontiere per essere spacciate come italiane. “Abbiamo verificato personalmente quanto sia grave il problema della mancanza di trasparenza sull’origine degli alimenti che ogni giorno portiamo in tavola e che fanno concorrenza sleale alle nostre produzioni”, ha affermato il presidente nazionale Coldiretti, Roberto Moncalvo, nell’apprezzare il sostegno delle Istituzioni alla battaglia di Coldiretti per avere al più presto l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza dei prodotti agroalimentari. È stato sconvolgente trovare spaghetti cinesi in un camion ceco diretto a Firenze, tipico esempio di triangolazione CinaPaese dell’Est europeo-Italia, ma è impressionante constatare la quantità di latte proveniente da Germania e Polonia e destinato a aziende private e a cooperative italiane per diventare latte a lunga conservazione e formaggi “italiani”. Mozzarelle provenienti dalla


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Coldiretti fra cui mille provenienti dal Piemonte e dall’Astigiano da dove è stata affrontata la trasferta in pullman. “Abbiamo verificato personalmente sottolinea Roberto Cabiale, presidente Coldiretti Asti – quanti prodotti entrano nel nostro Paese stranieri per prendere la patente di italianità ed essere rivenduti come “Made in Italy”, ovviamente falso”. “Con i nostri occhi – rileva il direttore Coldiretti Asti, Antonio Ciotta – abbiamo visto delle quantità impressiionanti di prodotti e semilavorati agroindustriali che testimoniano quanto sia diffuso il falso made in Italy. In soli due giorni abbiamo aperto centinaia di camion, pensate in un anno quanto danno viene dato dai prodotti stranieri e di bassa qualità spacciati per produzioni italiane”. Tra i tanti prodotti trasportati dai Tir che entravano nel nostro Paese i carabinieri dei Nas hanno prelevato dei campioni di prosciutti non timbrati sui quali fare delle analisi. L’inventario del “falso Made in Italy” stilato al presidio Coldiretti per difendere l’economia e il lavoro dalle importazioni di bassa qualità che dopo aver oltrepassato le nostre frontiere vengono spacciate per italiane, conta anche piante olandesi dirette a Latina, fiori prodotti in Ecuador, transitati in Olanda e diretti in Veneto e in Toscana, patate tedesche destinate a un mercato ortofrutticolo della Sicilia. E ancora pane precotto congelato con destinazione Bolzano e Mantova che va a “spiazzare” i pani artigianali italiani che sono spesso simbolo di identità territoriale e gli albumi d’uovo provenienti dall’Olanda con destinazione Veneto.

63% sceglie il Made in Italy Ma purtroppo la “non etichetta” inganna

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iù di sei italiani su dieci (63 per cento) vogliono acquistate prodotti Made in Italy per Natale per aiutare l’economia nazionale o garantire maggiori opportunità di lavoro in una difficile momento di difficoltà, che sta portando alla chiusura di molte imprese e alla perdita di occupazione, ma questo non è possibile perché le etichette ingannano. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti, sulla base dei dati Deloitte, presentata in occasione della mobilitazione “La battaglia di Natale: scegli l’Italia” davanti al Parlamento, alla frontiera del Brennero e nella Food Valley italiana a Reggio Emilia. “Dalle scelte di acquisto in queste festività di Natale dipende la sopravvivenza di moltissime imprese, ma per oltre la metà della spesa l’etichetta mente e indica solamente il luogo di confezionamento o ultima lavorazione dei prodotti alimentari in vendita. Accade cosi che i consumatori sono ingannati e non possono fare scelte di acquisto consape-

Il presidente nazionale Coldiretti, Roberto Moncalvo, mostra le mozzarelle straniere

voli. Il consiglio di Coldiretti per Natale è quello di acquistare prodotti a denominazione di origine (Dop) o direttamente nelle aziende, nelle botteghe o nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica, ma anche nella grande distribuzione i prodotti dove viene indicato esplicitamente 100 per 100 italiano anche con il marchio valoriale FAI (Firmato agricoltori italiani).


Mai una battaglia fu più giusta I dati parlano chiaro: si sta svendendo un patrimonio

Il presidente Coldiretti Asti, Roberto Cabiale e gli altri imprenditori agricoli astigiani alla frontiera tra Italia e Austria

La Battaglia di Natale

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E c’è anche un aspetto più edonistico da non sottovalure: gli agricoltori e gli allevatori hanno difeso i nostri pranzi di Natale, la nostra tradizione per il buono. Sapete come sia alto il rischio che gran parte delle schifezze viste alla frontiere, finiscano sulle nostre tavole per il cenone di Capodanno. Nel frattempo con la crisi, dal 2007 ai primi nove mesi del 2013, sono state chiuse in Italia 140mila (esattamente 136.351) stalle ed aziende an-

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anno sfidato il freddo intenso, hanno invaso la frontiera del Brennero tra l’Italia e l’Austria e dato fondo alla “Battaglia di Natale: scegli l’Italia”. Che fosse una battaglia giusta, questa degli agricoltori e degli allevatori italiani, lo si è capito subito. Intanto perchè erano in migliaia, il 4 e 5 dicembre, alla frontiera e poi anche di fronte al Parlamento e a Reggio Emilia. Poi perchè le forze dell’ordine hanno collaborato, tutte le istituzioni si sono fermate ad ascoltare, i Sindaci hanno dimostrato con loro. D’altra parte il popolo con le bandiere gialle Coldiretti era là per denunciare, per smascherare, per fermare i falsari, per sconfiggere i furbi, per difendere la nostra nazione, i posti di lavoro degli italiani, la nostra economia. Hanno bloccato i camion per sapere cosa arriva e dove va a finire la merce, hanno sollevato cartelli, indirizzati agli automobilisti in transito, per chiedere di sostenere la proposta di etichettatura obbligatoria per tutti i prodotti alimentari: “615mila maiali in meno in Italia grazie alle importazioni alla diossina dalla Germania”, “1 mozzarella su 4 è senza latte”, “Il falso prosciutto italiano ha fatto perdere il 10 % dei posti di lavoro”, “Basta inganni scegli l’Italia”, “Subito l’etichetta per succhi di frutta, salumi, formaggi e mozzarelle”, “il falso Made in Italy uccide l’Italia”, “Fuori i nomi di chi fa i formaggi con caseine e cagliate”.

Il Direttore Coldiretti Asti, Antonio Ciotta al Brennero


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che a causa della concorrenza sleale dei prodotti di minor qualità importati dall’estero che vengono spacciati come Made in Italy. La chiusura di un’azienda agricola significa maggiori rischi sulla qualità degli alimenti che si portano a tavola e minor presidio del territorio, lasciato all’incuria e alla cementificazione. La colpa è di un modello di sviluppo industriale sbagliato che ha tagliato del 15 per cento le campagne e fatto perdere negli ultimi venti anni 2,15 milioni di ettari di terra coltivata. Ogni giorno viene sottratta terra agricola per un equivalente di circa 400 campi da calcio (288 ettari) con il risultato che è aumentata la dipendenza degli italiani all’estero per l’approvvigionamento alimentare. Sono questi i drammatici effetti di quelli che sono i due furti ai quali è sottoposta giornalmente l’agricoltura: da una parte il furto di identità e di immagine che vede sfacciatamente immesso in commercio cibo proveniente da chissà quale parte del mondo come italiano; dall’altra il furto di valore aggiunto che vede sottopagati i prodotti agricoli senza alcun beneficio per i consumatori per colpa di una filiera inefficiente. “Stiamo svendendo un patrimonio del nostro Paese sul quale costruire una ripresa

S. Damiano Cisterna Celle Enomondo Ferrere

Il popolo Coldiretti con le bandiere gialle blocca e ispeziona i Tir al valico del Brennero; sotto: il presidente e il direttore di Coldiretti Asti durante il viaggio in pullman per il Brennero.

economica sostenibile e duratura che fa bene all’economia all’ambiente e alla salute” sostiene con forza il presidente nazionale Coldiretti Roberto Moncalvo. “È con l’invasione di materie prime estere che si spinge, prima alla svendita agli stranieri dei nostri marchi più prestigiosi, poi alla delocalizzazione delle attività produttive”. I dati parlano chiaro: l’Italia produce appena il 70 per cento dei prodotti alimentari che consuma; importa il 40 per cento del latte e della carne; proviene dall’estero il 50 per cento del grano tenero destinato al pane e il 40 per cento del grano duro destinato alla pasta; siamo autosufficienti solo per ortofrutta, vino, pollame; compriamo all’estero il 20% del mais e l’80% della soia. Nei primi otto mesi del 2013 gli arrivi di carne di maiale dall’estero sono cresciuti del 16 per cento, mentre le im-

portazioni di cereali, pronti a diventare pasta e riso spacciati per italiani, hanno fatto registrare addirittura un vero e proprio boom (+45 per cento), con un +24 per cento per il grano e un +49 per cento per il riso. Aumenta anche l’import di latte, +26 per cento, anch’esso destinato a diventare magicamente made in Italy. In crescita anche le importazioni di frutta e verdura, +33 per cento, con un vero e proprio boom per il pomodoro fresco (+59 per cento)e del concentrato (+32 per cento). Aumentano anche gli arrivi di succo di frutta dall’estero, +16 per cento.

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Maiali in Parlamento: “Adottateli!” “Spacciati” come Made in Italy, arrivano dall’estero 2 prosciutti su 3

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La Battaglia di Natale

er la prima volta migliaia di allevatori provenienti da tutte le regioni hanno portato i propri maiali davanti al Parlamento per chiedere alle Istituzioni di “adottarli” per salvare le stalle italiane, dopo che solo nell’ultimo anno sono scomparsi dal territorio nazionale 615mila maiali “sfrattati” dalle importazioni dall’estero per realizzare falsi salumi italiani di bassa qualità. L’iniziativa Coldiretti del 5 dicembre

scorso nell’ambito della mobilitazione “La battaglia di Natale: scegli l’Italia” per combattere le imitazioni che fanno concorrenza sleale ai nostri produttori in vista delle festività di Natale dalle quali dipende la sopravvivenza di migliaia di stalle e aziende agricole e dei posti di lavoro. A sostenere gli allevatori guidati dal presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo c’erano anche centinaia di Sindaci con i loro gonfaloni, parlamentari, rappresentanti delle associazioni dei consumatori e della società civile e moltissimi cittadini.

• Produzione e vendita piantine di nocciolo certificate varietà Tonda Gentile delle Langhe a radice nuda. • Disponibilità di piantine impalcate di 1-2 anni. • Consegna a domicilio. • Possibilità di visita vivaio. • Sugli impianti superiori ai 2 Ha analisi terreno gratuita. • Assistenza alla progettazione e realizzazione degli impianti. • Vendita di piante impollinatrici. • Presente al mercoledì presso il mercato di Asti P.zza Campo del Palio.

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Il valore dei prosciutti Su 100 € spesi solo 18 vanno all’allevatore

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a denuncia degli allevatori di Coldiretti mette sotto accusa anche gli insostenibili squilibri nella distribuzione del valore dalla stalla alla tavola. Per ogni 100 euro spesi dai cittadini in salumi ben 48 euro restano in tasca alla distribuzione commerciale, 22,5 al trasformatore industriale, 11 al macel-

latore e solo 18,5 euro all’allevatore. In altre parole mentre in media all’allevatore i maiali allevati sono pagati circa 1,4 euro al chilo, il consumatore spende oltre 23 euro al chilo per il prosciutto Dop. Se poi i maiali arrivano dall’estero c’è anche la beffa della concorrenza sleale.

LE IMPORTAZIONI DEL FALSO MADE IN ITALY DALL’ESTERO • 57,2 milioni di cosce di maiale per prosciutti • 1,5 miliardi di litri di latte • 500 milioni di chili di olio di oliva • 5,7 miliardi di chili di grano per fare pane e pasta • 30 milioni di chili di concentrato di agrumi per fare succhi di frutta e bevande Fonte: Elaborazioni Coldiretti

Notizie

Niente Imu su terreni e fabbricati

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Moncalvo: “Ora stabilizzare esenzione nel 2014”

L’esenzione per quest’anno anche della seconda rata dell’Imu per i fabbricati rurali e per i terreni agricoli degli imprenditori agricoli professionali è una scelta strategica per il Paese che è ora necessario stabilizzare per il prossimo anno”. È quanto afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nell’esprimere apprezzamento per il provvedimento approvato nel consiglio dei Ministri “sotto la spinta decisiva del Ministro delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo che si è dimostrato coerente con gli impegni assunti nel patto per l’agricoltura sottoscritto davanti ai 15mila agricoltori presenti all’Assemblea della Coldiretti lo scorso luglio”. “È stato riconosciuto il ruolo dell’agricoltura italiana ma soprattutto quello dei coltivatori diretti e Imprenditori agricoli professionali che vivono e lavorano nei campi e - sottolinea Mon-

Sopra: la ministra per le Politiche Agricole, Nunzia De Girolamo; a lato il presidente nazionale Coldiretti, Roberto Moncalvo

calvo - contribuiscono in misura determinante alla salvaguardia e gestione del territorio a beneficio dell’intera collettività. Ci auguriamo che questo principio venga rafforzato ed esteso a tutti gli interventi di politica agricola nazionale e - conclude Moncalvo - a quelli applicativi della riforma comunitaria”.

Adesso occorre ancora uno sforzo per eliminare la MINI IMU prevista sia per i fabbricati abitazione principale, anche degli agricoltori, e per terreni condotti da agricoltori professionali in scadenza al 16 gennaio 2014 e da calcolare nella misura del 40% sulla differenza tra l’aliquota base e la maggior aliquota deliberata dai comuni.


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Andamento climatico

Speciale Consuntivo dell’Annata Agraria 2012/13

sando eventi intensi con nevicate anche a quote relativamente basse, ritardando quindi la manifestazione delle miti condizioni primaverili. Nel corso del mese si è assistito al passaggio di ben 12 perturbazioni di cui 4 di forte intensità che hanno determinato, oltre alle abbondanti precipitazioni, un elevato numero di giorni con pioggia con massimi di 17-18 giorni. A livello termico ciò si è tradotto in un anomalo trend di decrescita delle temperature nel corso del mese di maggio, andamento logicamente inverso a quello normale (almeno nel nostro emisfero). Maggio infatti ha esordito con temperature medie giornaliere intorno ai 14-16° C ed è terminato con valori dell’ordine di 1113°C. Nel complesso nei tre mesi primaverili si sono verificati oltre 40-45 giorni di pioggia che corrispondono al 55-60% dei giorni verificatisi da gennaio a settembre. Il trimestre marzo-ma ggio fa segnare precipitazioni localmente all’incirca pari al doppio della media degli ultimi 15 anni e talora tali valori sono risultati superiori alla media delle precipitazioni gennaio-settembre. Tutto ciò ha portato logicamente a conseguenze notevoli per la vegetazione sia in termini di ritardo nello sviluppo fenologico, sia in termini di attacchi da parte di fitopatie, sia conseguenze in termini di fisiopatie, nonché ripercussioni importanti sulla gestione colturale. Quando tutto sembrava volgere al peggio ecco invece l’inversio-

ne di tendenza. Le precipitazioni cessano o si riducono ed i valori termici aumentano da qui in poi la configurazione barica propone l’instaurarsi di aree anticicloniche di matrice atlantica con espansioni talora di promontori africani in corrispondenza delle quali si sono registrati i valori temici massimi assoluti dell’anno. Il vero break point termico si verifica in luglio con un’inversione di tendenza che si mantiene anche nei successivi agosto (seppur più limitato) e settembre, mesi che decorrono favorevoli dal punto di vista termico marcando un’altra estate assai calda che conferma, al pari di altre estati di questo inizio millennio, una crescita delle temperature medie estive a valori superiori rispetto a quelli del secolo scorso. In ogni caso le temperature massime non hanno mai raggiunto valori estremi e si sono mantenute, in genere, al massimo tra i 3536°C. Tuttavia, a causa della forte anomalia del periodo primaverile le temperature medie del periodo gennaio settembre sono risultate in tutte le zone viticole piemontesi inferiori alla media degli ultimi 15 anni. Nel complesso quindi ne è risultato una stagione a due velocità con una prima fase di forte difficoltà ed una seconda che ha consentito forti e provvidenziali recuperi anche se un po’ tardivi. Il decorso settembrino e della prima quindicina di ottobre, ha fornito una particolare “tranquillità” meteorologica che ha permesso, almeno in campo viticolo, di ritardare le operazioni di raccolta e di conseguire risultati di eccellenza.

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pesso abbiamo insistito, negli anni scorsi, nel sostenere che l’annata climatica media praticamente non si verifica mai. Ogni anno ci troviamo ad affrontare ed a descrivere anomalie meteo-climatiche di varia natura e di segno talora opposto che mettono in difficoltà il regolare svolgimento delle campagne colturali e costringono gli imprenditori agricoli ad adottare immediate misure di prevenzione dei rischi e mitigazione degli effetti indesiderati. L’annata 2013 non ha fatto eccezione a causa specialmente di un’accentuata anomalia primaverile che, come vedremo, ha condizionato per alcuni aspetti, il prosieguo della stagione vegeto-produttiva. Se i primi mesi invernali hanno mostrato un decorso termopluviometrico in linea con le condizioni medie dove l’unica vera eccezione è stata costituita da un episodio di rialzo termico di stampo primaverile nei primissimi giorni di gennaio che ha portato i termometri a superare i 20°C, a partire dall’inizio di marzo è iniziata un’anomalia nella circolazione atmosferica che ha condizionato i tre mesi primaverili. Questo ha comportato frequenti passaggi perturbati nelle zone a nord e ovest dell’Italia. A maggio l’anomalia si è consolidata e sulle nostre aree nord-occidentali, con tempo frequentemente perturbato, a tratti invernale, con frequenti irruzioni di aria fredda settentrionale accompagnata da abbondanti precipitazioni. I forti contrasti termici hanno accentuato gli effetti cau-

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La primavera ha inciso decisamente sull’esito dell’annata


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Settore viticolo

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L’incremento quantitativo rispetto al 2012 è stato del 20%

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razie alle abbondanti precipitazioni del periodo invernale, le riserve idriche dei vigneti si sono ricostituite ampiamente dopo un’annata particolarmente siccitosa; pertanto la disponibilità idrica per la vite è stata ottima per quasi tutta l’annata. Durante il mese di aprile non si sono registrate temperature particolarmente elevate, con un ritardo del germogliamento rispetto alle ultime annate, infatti il pieno germogliamento si è verificato solo nella prima decade di maggio. Proprio per il prolungamento di questa fase ci sono stati danni, in alcuni casi anche notevoli, causati dalle Nottue, in particolare nella zona della Valle Bormida, nei comuni di Rocchetta Palafea, Cassinasco e Montabone. Gran parte del mese di maggio e i primi di giugno sono stati caratterizzati da importanti precipitazioni favorevoli alla peronospora che ha colpito diversi vigneti in tutta la provincia, con virulenza piuttosto variabile da zona a zona, richiedendo articolate contromisure per scongiurarne i danni. Il clima umido ha favorito anche la comparsa di sintomi di Botryitis, Black Rot ed Escoriosi, in particolare nel Castelnovese e Sandamiane se. Le piogge tuttavia non hanno disturbato eccessivamente l’allegagione che è avvenuta nel migliore dei modi nella

maggior parte dei casi. Nel mese di luglio le temperature si sono innalzate decisamente, permettendo alla vite di recuperare in parte il ritardo del ciclo vegetativo. Il clima ventilato ha favorito l’insorgere dell’Oidio in molti areali viticoli provinciali. Purtroppo si registrano sempre danni ingenti per quanto riguarda la Flavescenza dorata, nonostante la cresciu-

ta consapevolezza e professionalità dei viticoltori e il rafforzamento delle misure sanzionatorie applicate dalla Regione Piemonte. Ci sono stati diversi fenomeni grandinigeni di intensità più o meno elevata, con diffusi danni nel Nicese, Canellese, Castelnovese e nella Val Tiglione. Un fenomeno veramente imprevisto, quanto eccezionale, è stata la tromba d’aria che il


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Vigneto Astigiano

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29 luglio si è abbattuta sulla parte meridionale della provincia provocando danni ingenti ai vigneti, in particolare nella zona di Castel Boglione, Bruno e in Valle Bormida. L’invaiatura è iniziata a metà agosto, periodo con giornate soleggiate e un’ottima escursione termica. La fase di maturazione è stata lenta ma costante. La vendemmia è iniziata negli ultimi giorni di agosto per quanto riguarda le uve Pinot nero e Chardonnay base spumante, in ritardo di circa 10-15 giorni rispetto all’anno scorso. Le uve Brachetto e Moscato sono state raccolte a partire

da metà settembre; seguite dal Dolcetto e successivamente da Cortese e Arneis. Le altre uve a bacca rossa, Barbera, Grignolino e Freisa, sono state raccolte a partire dagli ultimi giorni del mese di settembre fino a metà ottobre in funzione dell’esposizione. Le uve Nebbiolo e Cabernet sono state raccolte a partire da metà mese ottobre. La quantità di uva in generale è piuttosto elevata, circa il 20% in più dell’anno scorso. La qualità è piuttosto altalenante; nelle posizioni più soleggiate si sono riscontrate concentrazioni zuccherine alte e maturità fenoliche ottimali, mentre nelle posizioni

intermedie, specie con carichi elevati di produzione per ceppo, i gradi zuccherini erano mediocri, con acidità relativamente alte, in particolare per quanto riguarda l’acido malico. La scelta tecnica di posticipare la vendemmia, dove la sanità delle uve lo permetteva, in molti casi ha permesso un netto miglioramento dei parametri di maturazione. Inoltre, la pratica di un minimo diradamento e regolazione della produzione specialmente su vitigni vocati a grande qualità, come Barbera, ha dimostrato in maniera incontrovertibile la possibilità di raggiungere particolari obbiettivi di qualità.

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Settore enologico

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Qualità sotto controllo grazie al Centro Studi Vini Piemonte

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proseguita nel 2013 l’attività di rilevazione dati di maturazione delle uve con la realizzazione delle curve di maturazione presso il Centro Studi Vini del Piemonte (CSVP). Questa attività ha riscosso consensi durante le ultime due vendemmie, con rilievi effettuati sulla generalità dei vitigni ed in particolare su Chardonnay, Moscato, Pinot, Grignolino, Cortese, Freisa, Bonarda, Malvasia, Ruché, Cabernet, Barbera, Dolcetto. Sono stati effettuati circa 200 prelievi che hanno coinvolto oltre 50 appezzamenti di vigneto della provincia riconducibili ad altrettante aziende, rappresentativi dei vari comprensori viticoli provinciali. Il CSVP ha selezionato i vigneti per avere un numero di prelievi uniforme per zona viticola e per vitigno, e per evitare di avere una concentrazione di dati disomogenea e poco rappresentativa ai fini statistici. La metodologia di prelievo si basa sulla campionatura di 2-5 acini (racimoli) per un totale di circa 300 acini integri e completi di pedicello; gli acini vengono prelevati casualmente nelle diverse posizioni del grappolo,

da ogni lato del filare, in modo da rappresentare il più possibile l’intera massa di uva del vigneto. Sulla base delle diverse epoche di maturazione, il primo campionamento è stato posizionato in modo da permettere 2-3 prelievi a cadenza settimanale ed un ultimo prelievo a ridosso della vendemmia. Le analisi hanno interessato i parametri analitici più significativi, ed in particolare gli zuccheri riduttori, il grado Babo, l’alcol potenziale, l’acidità totale, il pH, l’acido malico e l’acido tartarico. Come si evince dai dati è interessante rilevare il valore analitico medio alla vendemmia (media degli ultimi

campionamenti) dell’annata 2013 rispetto al 2012 e alle annate precedenti. In particolare si rileva un grado alcolico potenziale medio pari a 12,3 gradi del 2013 contro i 12,9 gradi del 2012. Per l’acidità totale espressa in acido tartarico si rileva una differenza di un grammo litro con una media pari a 7,20 g/l nel 2013 e 6,20 nel 2012. Lo stesso si può dire per l’acido malico che fa rilevare la stessa differenza di 1 grammo litro con una media di 2,50 nel 2013 contro 1,50 g/l nel 2012, mentre i valori dell’acido tartarico alla vendemmia risultano simili tra le due annate.


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Settore seminativi

Speciale Consuntivo dell’Annata Agraria 2012/13

Un’annata particolare, ma soddisfacente rispetto ad altre regioni

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Prezzi frumento 2013

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Le produzioni di Frumento duro, coltura marginale per la provincia di Asti, sono state anche per quest’anno scarse sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. Per quanto riguarda il prezzo indicativo di commercializzazione (Euro/tonnellata) registriamo un forte calo dei prezzi di vendita (-30%) scendendo da 260 €/ton a

quotazioni inferiori a 200€/ton per il raccolto 2013. SEMINATIVI A CICLO PRIMAVERILE ESTIVO La campagna 2013 è stata condizionata nuovamente da un andamento climatico particolare; abbondanti piogge nel periodo Marzo, Aprile e Maggio, periodo

numero 14 – 2013

FRUMENTO E ORZO La semina è stata effettuata in condizioni climatiche e agronomiche normali, con una buona emergenza della coltura. Le abbondanti piogge del periodo invernale e primaverile hanno condizionato le fasi fenologiche ma, soprattutto, hanno determinato forti difficoltà nell’entrata nei campi per effettuare i primi interventi. Di conseguenza, in parecchi casi, la prima concimazione azotata ed i trattamenti erbicidi e fungicidi normalmente ricadenti nel mese di Marzo si sono dovuti posticipare nel mese successivo. In alcuni casi l’aver posticipato la fertilizzazione azotata ha causato carenze nutrizionali. Chi è riuscito ad intervenire in modo tempestivo, frazionando l’apporto di azoto e i trattamenti di difesa, ha salvaguardato la produzione ottenendo una buona qualità del prodotto. Per quanto concerne le produzioni sono state nella media per Frumento tenero e Orzo, assestandosi entrambe sui 50 q/Ha; si sono comunque verificati casi e zone dove le produzioni sono state inferiori per l’andamento primaverile piovoso. Si vuole evidenziare anche in questa campagna agraria che chi ha effettuato i due trattamenti fungicidi, uno ad Aprile contro le septoriosi e l’altro in fase di fioritura contro le fusariosi, ed è riuscito a frazionare la fertilizzazione azotata, ha ottenuto un buon risultato, a livello qualitativo, di sanità di granella e paglia. In tutti gli altri casi le produzioni sono state scarse, con parametri di qualità tecnologica (peso ettolitrico, W, P/L) poco soddisfacenti.


ATTIVITA' INFORMATIVA E DIVULGATIVA ai sensi del Regolamento (CE) 1698/2005 – Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 Misura 111 Azione 1 Sottoazione B): informazione nel settore agricolo

Misura 111-1B

di siccità e caldo asciutto da Giugno a fine Agosto e forti temporali, hanno condizionato il ciclo vegetativo delle colture a ciclo primaverile estivo, sia a livello qualitativo che quantitativo.

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MAIS Le superfici investite a Mais sono rimaste invariate rispetto all’annata agraria precedente. L’andamento climatico avverso nei mesi di Aprile e Maggio, con piogge persistenti, ha condizionato le semine, posticipandole spesso fino al mese di Giugno. Per quanto riguarda le produzioni dei Mais in asciutta sono state generalmente deludenti. Le semine tardive in alcuni casi a Giugno e l’andamento climatico del periodo di Luglio e Agosto ha causato un posticipo della raccolta della coltura ai primi giorni di Novembre. A fronte di produzioni mediamente scarse il prezzo del Mais nelle prima fase di raccolta si è aggirata intorno ai 135,00 Euro/Tonnellata (base 25% di umidità) andando a posizionarsi sui 145,00 Euro/Tonnellata (base 25% di umidità) nel mese di Novembre.

numero 14 – 2013

GIRASOLE Le superfici investite a girasole sono rimaste invariate rispetto all’annata agraria precedente. Non si sono rilevati problemi

Prezzi mais 2013

Speciale Consuntivo dell’Annata Agraria 2012/13

particolari nella coltivazione e/o problemi di malattie ma solo ritardi nella semina per le piogge abbondanti primaverili. Le rese rilevate sono state mediamente di 18 q/Ha. Il prezzo di mercato si aggira intorno ai 330 Euro/Tonnellata. SOIA Le superfici investite a soia sono rimaste invariate. L’andamento climatico piovoso del periodo già sopra menzionato ha posticipato anche in questo caso le semine, di conseguenza posticipando la raccolta a fine Ottobre, con difficoltà nella trebbiatura. Le produ-

zioni si sono aggirate mediamente intorno ai 18 q/Ha. Il prezzo di mercato si aggira intorno i 395 €/Tonnellata. Sul prossimo numero la 2a parte dello Speciale Consuntivo dell’Annata Agraria


Il Notiziario Agricolo n. 14/2013  

Periodico Ufficiale Coldiretti Asti

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