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Spedizione in abbonamento postale -45% Poste Italiane Spa – Spedizione in A.P. D.L. 353/03 (Conv. 27/02/04 L. 46) Art. 1 comma 1, DCB Asti. Numero 9 - Anno 2010. In caso di mancato recapito rinviare all'Ufficio P.T. 14100 Asti CPO detentore del conto, per la restituzione al mittente che si impegna a pagare il relativo importo

Anno

59° Periodico della Federazione Provinciale COLDIRETTI

numero

ASTI

COLDIRETTI

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30 settembre 2010


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Direzione, Redazione, Amministrazione: 14100 ASTI Corso Felice Cavallotti, 41 Tel. 0141.380.400 Fax 0141.355.138 e-mail: ilnotiziarioagricolo.at@coldiretti.it www.coldiretti.it Periodico ufficiale Coldiretti Anno 59° numero 9-30 settembre 2010* Realizzazione grafica e stampa Riflesso – S.r.l. F.lli Scaravaglio & C. Reg. Trib. di Asti n.44 del 20-4-1949 Direttore Resp.: Antonio Ciotta Vice Direttore: Stefano Zunino Pubblicità: Impresa Verde Asti srl – Riflesso scarl Tel. 0141.380.400 – 0141.590425 Abbonamento annuale: Euro 20,00 *Data di chiusura del giornale Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

argomenti in evidenza

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Dopo la Vendemmia le novità sul vitivinicolo

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Aumentano le Fattorie Didattiche: primo il Piemonte

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A Villafranca il premio Garantiamo l’origine

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Cereali: il punto sull’annata

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Le imprese agricole possono fare il pane

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La manovra correttiva fiscale

Sommario

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Smaltimento fecce e vinacce Le semplificazioni sull’utilizzo alternativo degli scarti di vinificazione

Vitivinicolo

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ulla base dei risultati confortanti emersi dalla campagna “sperimentale” condotta dalle regioni durante la vendemmia 2009, il Ministero Politiche Agricole ha modificato significativamente il decreto sulla distillazione dei sottoprodotti della vinificazione. Con apposito decreto vengono ora considerate le vinacce e le fecce come una risorsa da valorizzare piuttosto che come un problema da limitare. Con la nuova norma sono state introdotte alcune importanti novità: a) sono esplicitati i diversi usi alternativi dei sottoprodotti: agronomico, energetico, farmaceutico, cosmetico, estrazione di enocianina, prodotti agro alimentari; b) l’uso alternativo dei sottoprodotti è consentito a tutte le aziende

vitivinicole, senza limiti dimensionali, evitando quindi la richiesta regionale di esonero per specifiche categorie individuate dalle Regioni sulla base delle proprie peculiarità territoriali e produttive; c) la presentazione della comunicazione di uso alternativo, che implica comunque un ritiro sotto controllo per evitare frodi, avviene in modo semplificato direttamente agli Uffici del Ministero - ICQRF competenti per territorio, compilando un modulo valido per tutta Italia; d) i controlli sono effettuati dagli stessi Uffici ICQRF, che si avvalgono del Corpo Forestale dello Stato; le Regioni intervengono solamente nel caso in cui emanino specifiche disposizioni di controllo. L’emanazione del Decreto n. 7404 rappresenta la conclusione di un percorso costruttivo tra Regioni,

Ministero Politiche Agricole e Ministero Ambiente, mirato a favorire l’uso alternativo alla distillazione di vinacce e fecce, venendo incontro alle attese degli agricoltori per una semplificazione dei rapporti con la Pubblica Amministrazione e per una gestione dei sistemi agricoli in un’ottica di economicità e di rispetto dell’ambiente. Quindi nei prossimi giorni le aziende vitivinicole potranno scegliere la destinazione dei propri sottoprodotti della vinificazione continuando ad inviarli in distilleria scortati da i soliti documenti di accompagnamento doco/IT oppure avvalersi di questa nuova possibilità previo comunicazione agli uffici ICQ RF tramite la modulistica, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 10 settembre 2010, disponibile presso gli uffici Coldiretti.

Nuovo disciplinare per la Barbera d’Asti Il 17 settembre è entrato in vigore per la campagna vendemmiale 2010/2011

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on la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 17 settembre, è stato sostituito ed entra in vigore il nuovo disciplinare di produzione per la Docg Barbera d’Asti. In pratica è stato sostanzialmente modificato l’articolo 2 del disciplinare inerente la “base ampelografica“. La richiesta di modifica, presentata dal Consorzio di tutela dei Vini d’Asti lo scorso anno, prevede l’innalzamento della percentuale di barbera dall’85 al 90% e la riduzione al 10% di freisa e/o grignolino e dolcetto, con l’estensione, ora, a tutti i vitigni a bacca nera, non

aromatici, idonei alla coltivazione nella regione Piemonte. In teoria le nuove disposizioni valgano già per la campagna vendemmiale 2010/2011, ma praticamente, facendo salvi i vigneti esistenti ed iscritti allo schedario viticolo alla data del 17 settembre. Ecco come è stato modificato l’articolo 2: “I vini Barbera d’Asti” devono essere ottenuti dalle uve provenienti da vigneti aventi, nell’ambito aziendale, la seguente composizione ampelogragica barbera minimo 90%. Altri vitigni a bacca nera, non aromatici, idonei alla coltivazione

nella regione Piemonte, massimo 10%”. Pertanto: tutti i vigneti esistenti ed iscritti allo schedario viticolo alla data della presente pubblicazione con base ampelografica secondo la vecchia denominazione in particolare secondo l’art. 2 che prevedeva 85 % barbera minimo con la possibilità fino ad un massimo del 15% di freisa/grignolino e dolcetto da soli o congiuntamente sono in deroga ed idonei comunque alla produzione di Barbera d’Asti. La modifica della  base ampelografica comprende anche il superiore e le tre sottozone.


DOC Piemonte: passaporto per l’estero Il boom della Cina e le nuove opportunità ai viticoltori alcolometrico Resa uva t/ha Titolo vol. min. naturale

“Piemonte” bianco “Piemonte” bianco frizzante “Piemonte” rosso “Piemonte” rosso frizzante “Piemonte” rosato “Piemonte” rosato frizzante “Piemonte” spumante “Piemonte” Pinot bianco spumante “Piemonte” Pinot grigio spumante “Piemonte” Pinot nero spumante “Piemonte” Pinot spumante “Piemonte” Pinot Chardonnay spumante “Piemonte”Chardonnay-Pinot spumante “Piemonte” Albarossa “Piemonte” Barbera “Piemonte” Barbera frizzante “Piemonte” Dolcetto “Piemonte” Dolcetto frizzante “Piemonte” Freisa “Piemonte” Grignolino “Piemonte” Bonarda “Piemonte” Bonarda frizzante “Piemonte” Cabernet Sauvignon “Piemonte” Merlot “Piemonte” Pinot nero “Piemonte” Syrah “Piemonte” Cortese “Piemonte” Cortese frizzante “Piemonte” Cortese spumante “Piemonte” Chardonnay “Piemonte” Chardonnay frizzante “Piemonte” Chardonnay spumante “Piemonte” Sauvignon “Piemonte” Brachetto “Piemonte” Brachetto spumante “Piemonte” Brachetto passito “Piemonte” Moscato “Piemonte” Moscato passito

14 14 13 13 13 13 11 11 11 11 11 11 11 9 12 12 11 11 9,5 9,5 11 11 11 11 11 11 13 13 13 11 11 11 11 9 9 6 11,5 6

9,5 9,5 10 10 10 10 9,5 9,5 9,5 9,5 9,5 9,5 9,5 12 10,5 10,5 10 10 10,5 10,5 10 10 10,5 10,5 10,5 10,5 9,5 9,5 9,5 9,5 9,5 9,5 10 10,0 10,0 12,50 10,0 12,50

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e prime avvisaglie di nuovi scenari si registrarono nel corso dell’ultimo Vinexpo di Bordeaux, quando gli stand piemontesi risultarono molto frequentati dagli importatori cinesi. A quanto pare il grande continente asiatico apprezza molto il Moscato d’Asti. Ora si ha la conferma che la Cina guarda ed apprezza con crescente interesse l’enologia made in Italy. Secondo una analisi Coldiretti, sulla base dei dati Istat divulgata in occasione della visita del primo ministro cinese Wen Jiabao in Italia, le bottiglie di vino italiane esportate in Cina sono più che triplicate nel corso del 2010 facendo registrare un aumento record del 242 per cento. In questo senso, il Piemonte ha ora un’altra “arma” per affrontare il mercato dell’export. Con la firma del decreto ministeriale è infatti entrato in vigore il nuovo disciplinare di produzione dei vini a Denominazione di origine controllata “Piemonte”. Le nuove denominazioni permetteranno di distinguere meglio all’occhio del consumatore straniero le produzioni di qualità piemontesi. Coldiretti sottolinea il risultato raggiunto dopo un lavoro di oltre cinque anni dalla prima stesura del disciplinare. “Tutto questo - sottolinea Maurizio Soave, presidente provinciale Coldiretti con delega vitivinicola per tutto il Piemonte rientra in un più ampio progetto di riorganizzazione del vigneto Piemonte che permetta ai viticoltori di affrontare il mercato del vino, sia quello nazionale che internazionale, con nuovi strumenti a disposizione”. In sintesi le nuove tipologie e le relative rese:


Sequestrati 2 milioni di litri di vino In Sicilia era stato adulterato con refrigerante

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l commercio di vino adulterato con refrigerante colpisce gravemente un settore che dopo la grave crisi del metanolo ha saputo recuperare in un quarto di secolo grande credibilità grazie all’impegno dei produttori, diventando il simbolo del successo Made in Italy all’estero. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente il sequestro di oltre 2 milioni di litri di vino, in parte inquinato da liquido refrigerante e in parte con acidità molto superiore al valore da massimo consentito dalla legge, da parte della Guardia di finanza in una cantina cooperativa di Castellammare del Golfo (Trapani). Il vino contaminato era già pronto per essere venduto, e l’intervento del Nucleo di Polizia Tributaria di Trapani, disposto dalla Procura della Repubblica ha impedito - sottolinea la Coldiretti - che venisse immesso sul mercato un prodotto potenzialmente a rischio per la salute. Tolleranza zero - chiede la Coldiretti - di fronte al ripetersi di questi fenomeni che mettono a rischio il lavoro di centinaia di migliaia di agricoltori impegnati

a garantire la qualità a tavola. Il vino – sottolinea la Coldiretti - ha raggiunto oggi un fatturato di dieci miliardi di euro ed è il prodotto che maggiormente contribuisce all’export agroalimentare nazionale con un valore di 3,2 miliardi di euro di bottiglie Made in italy consumate sui mercati esteri. Al problema delle agromafie e ai danni che provocano ai produttori e consumatori sarà dedicata una apposita sessione dell’edizione 2010 del Forum Internazionale

dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato dalla Coldiretti con la collaborazione dello studio Ambrosetti, che si terrà a Villa d’Este a Cernobbio, sul lago di Como, dal 15 al 16 ottobre, con la presentazione delle anticipazioni sul primo Rapporto agromafie, alla quale interverranno Gian Maria Fara presidente Eurispes, Donato Ceglie, Magistrato e Raffaele Guariniello, Sostituto procuratore della repubblica del Tribunale di Torino.


Vini: 2010, ottima annata Grazie ad una vendemmia di alta qualità

Ora si può procedere con serenità alle operazione di cantina e agli opportuni affinamenti per avere una grande annata 2010.

Lotta alla Flavescenza Dorata della vite Si consiglia un trattamento post-vendemmia contro l’insetto vettore

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seguito dei rilievi in corso sulla presenza dell’insetto Scaphoideus titanus, vettore della Flavescenza Dorata tuttora presente e diffuso nei vigneti, si consiglia, a tutti i viticoltori aderenti alle azioni agroambientali del PSR, di effettuare un ultimo trattamento insetticida per contrastare la deposizione di uova svernanti e quindi la ripresa delle infestazioni nella prossima primavera. Considerato che la vendemmia è iniziata o imminente, è consigliabile realizzare quest’ultimo trattamento subito dopo la raccolta, al fine di evitare rischi di residui nelle uve e problemi di rientro in vigneto per le operazioni di vendemmia. Questo trattamento post-vendemmia è ovviamente auspicabile anche per tutti i viticoltori non aderenti alle azioni agroambientali,

a maggior ragione se collocati in aree con forte presenza della malattia e del vettore. Ai fini del predetto intervento va tenuto conto che: - E’ obbligatorio rispettare le indicazioni della L.R. n. 20/98 per la salvaguardia delle api e degli altri insetti pronubi. Va controllato il pH della soluzione, poiché la maggior parte degli insetticidi necessitano di un ambiente acido o subacido (pH < 6,5-6) per esplicare la loro azione. Vanno impiegati volumi di acqua e pressioni di distribuzione in grado di bagnare bene tutta la vegetazione; trattare tutti i filari da entrambi i lati. La soluzione deve arrivare anche sulla pagina inferiore delle foglie, comprese quelle dei polloni basali. Va evitata la presenza di polloni o erbe infestanti troppo sviluppate

Vitivinicolo

si è determinato un equilibrato sviluppo vegeto-produttivo in generale su tutti i vitigni. Le varie fasi fenologiche, inclusa la maturazione delle uve, sono avvenute in modo progressivo e regolare, nel rispetto di un andamento rappresentativo per il nostro territorio. Si sono così ottenute uve con un favorevole rapporto zuccheri-acidi, un ottimo contenuto di polifenoli e di sostanze responsabili del profumo.

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alla base dei ceppi. Occorre sfalciare, far appassire e asportare la vegetazione sottostante, nel caso di presenza di fioriture spontanee, prima di eseguire i trattamenti insetticidi. Occorre evitare fenomeni di deriva (non trattare in presenza di vento). Per ogni ulteriore informazione rivolgersi ai tecnici Coldiretti.

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i sono tutte le condizioni per una grande annata. La vendemmia è stata ottima, la qualità delle uve è stata elevata e la stagione della raccolta si sta concludendo con successo con una maturazione ideale dei grappoli. I tecnici Coldiretti Asti, hanno monitorato l’andamento climatico lungo tutta la stagione e grazie alla vocazionalità del territorio, unita alla professionalità dei viticoltori,


Ristrutturazione vigneti Le proposte Coldiretti per adeguare gli aiuti

Vitivinicolo

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oldiretti Piemonte continua a lavorare per cercare una soluzione pragmatica alla problematica relativa alla ristrutturazione vigneti, al fine di renderla maggiormente efficace. Tra le diverse proposte avanzate da Coldiretti in materia la necessità di aumentare il valore degli aiuti introducendo come discriminante anche la “pendenza” (vale a dire il dislivello su cui è situato lo stesso vigneto), prevedere la ristrutturazione posticipata con l’intervento per gli anni di mancato raccolto e rivedere il massimale medio di intervento fissato a livello nazionale. Coldiretti Piemonte, in particolare, ha messo in evidenza come il problema principale sia legato al massimale medio di aiuto pari a 9500 euro ad ettaro al quale tutte le regioni devono attenersi. “La nostra Organizzazione – dichiarano Maurizio Soave, dirigente con delega al settore da parte del presidente Paolo Rovellotti, e Bruno Rivarossa, direttore di Coldiretti Piemonte - ha evidenziato come un livello medio uguale per tutte le regioni non è ammissibile date le caratteristiche delle viticolture. È nostra opinione che occorrerà

re una riformulazione delle linee guida nazionali, onde regionalizzare il tetto di intervento. Per il 2010 la Coldiretti ha già

ripartire le risorse con i criteri di base analoghi, dove ciascuna regione potrà poi poter disporre autonomamente degli aiuti. Una proposta a nostro parere attuabile, se si considera che l’Unione Europea non pone limiti fatta eccezione per quello di non superare il 50% delle spese e dei costi reali sostenuti”. Coldiretti Piemonte ha dunque reso nota la sua volontà di propor-

Maurizio Soave, presidente Coldiretti Asti

proposto un ritocco a partire dal 15% sugli aiuti e la possibilità di considerare alla pari della zona montana i vigneti che abbiano pendenza di almeno 20%, tenendo conto della particolare realtà viticola piemontese e dei reali costi di ristrutturazione dei vigneti sostenuti dalle singole imprese agricole”.

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Accordo Moscato: una garanzia per 6mila imprese Positivo il lavoro della “paritetica” in un momento delicato - componente di giunta con delega al settore vitivinicolo da parte del presidente Paolo Rovellotti, ci possiamo ritenere soddisfatti in quanto l’accordo è stato firmato e la paritetica continua la propria operatività e mantiene una valenza economica di chiaro riferimento per il settore. In una situazione di crisi come quella attuale, la firma dell’accordo permette alle aziende di avere un reddito certo con rese e prezzo fissato. Non possiamo comunque non evidenziare apprensione per il fatto che la resa del Moscato d’Asti “tappo raso” non sia stata differenziata rispetto a quella dell’Asti così come richiesto dalla parte agricola.” “Il prezzo reale che percepiranno le aziende agricole per il 2010 – precisa Luca Andreoletti responsabile tecnico del settore - sarà di 96,50 €/q. Essendo però aumentata la resa ad ettaro,  le aziende agricole,

Paolo Rovellotti, pres. Coldiretti Piemonte

percepiranno circa 1000€ ad ettaro in più rispetto al 2009; Ma la vera novità, molto importante per il mondo agricolo, è la fissazione della resa a 100 qli ad ettaro per il 2011 e 2012,fatto salvo la “forbice” relativa alla giacenze (200.000 e 240.000 hl), che permette alle aziende di avere delle certezze per gli anni futuri sia in termini di resa che di prezzo”.

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n sintesi i termini dell’Accordo sul prezzo delle uve moscato, così come definito dalla Commissione paritetica il 9 settembre. L’accordo prevede: 2010: resa di 105 q/ha sia per Asti che per Moscato con un prezzo di 97,20 €/q comprensivo della trattenuta di 0,7 €/q. Per le uve eccedenti i 105 q/ha (superi), fissati nell’ordine massimo di 15q/ha, non è stato fissato un prezzo. 2011: resa di 100 q/ha con un prezzo di 98,00 €/q fatto salvo che la giacenza dei mosti destinati ad Asti e Moscato sia compresa tra 200.000 e 240.000 hl alla data del 31 agosto antecedente la vendemmia. Se la giacenza sarà superiore ai 240.000 hl o inferiore ai 200.000 hl, la Commissione paritetica dovrà rideterminare la resa con un minimo garantito di 95 q/ha. 2012: stessa resa, prezzo e meccanismo del 2011. “Come Coldiretti Piemonte - afferma Maurizio Soave

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Brachetto d’Acqui e Piemonte Brachetto

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ediamo, in sintesi, l’accordo l’accordo di filiera del Brachetto d’Acqui e Piemonte Brachetto sulla resa ad ettaro e sul prezzo fissato dalla Commissione paritetica delle uve per la campagna 2010. E stato stabilito: 1) che la resa del Piemonte Brachetto “tappo raso” sia innalzata a 53q/ha così come la resa del Brachetto d’Acqui “tappo raso”; 2) che la resa del Brachetto d’Acqui “spumante” sia innalzata a 45q/ha e quella del Piemonte Brachetto “spumante” a 50,63q/

ha; 3) che il prezzo dei prodotti esclusi dalla rivendicazione a DO sia pari a 0,2250 EUR/Kg + IVA. È stato aggiunto, all’art. 2 dell’accordo, la non possibilità del passaggio del mosto parzialmente fermentato destinato a “Piemonte Brachetto” tipologia tappo raso alla tipologia spumante, così come previsto per il “Brachetto d’Acqui”. E’ rimasto tuttavia consentito il passaggio dalla tipologia spumante a quella tappo raso (ferma restando la resa prevista per la tipologia spumante). Commenta Maurizio Soave membro di giunta

della Coldiretti Piemontese con delega al settore vitivinicolo del presidente Paolo Rovellotti:” Le nostre imprese avrebbero voluto ottenere un prezzo superiore perchè i costi di produzione agricoli sono elevati. Abbiamo comunque ritenuto di sottoscrivere l’accordo per mettere un punto fermo nell’interesse di tutta la filiera proprio prima di iniziare la vendemmia. Una certezza di cui oggi le imprese agricole necessitano in questa situazione di mercato dei vini alquanto difficile e complessa”.

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I termini dell’Accordo sul prezzo delle uve


A Villafranca il premio Garantiamo l’Origine Alla pro loco i 1000 € elargiti al Festival delle Sagre Astigiane

Campagna Amica

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on le “Tagliatelle ai funghi porcini”, la pro loco di Villafranca d’Asti si è aggiudicata, domenica scorsa, la nona edizione del Concorso “Garantiamo l’Origine” istituito da Coldiretti Asti in collaborazione con Fondazione Campagna Amica, nell’ambito del Festival delle Sagre Astigiane. Il premio, di mille euro, intende valorizzare lo sforzo compiuto negli anni dalle pro loco astigiane per dare risalto al territorio e ai suoi prodotti di eccellenza. La giuria di esperti nominata per l’occasione, ha analizzato con attenzione i piatti concorrenti al premio, riscontrandone in ogni caso la buona tracciabilità e qualità delle materie prime utilizzate nella preparazione. Nel caso del piatto proposto dalla pro loco di Villafranca d’Asti, in particolare sono state valutate con il massimo dei giudizi, la fedeltà di partecipazione negli anni, la completezza della documenta-

zione presentata al concorso e, soprattutto, i contenuti espressi nel dossier di presentazione con particolari riferimenti alla filiera corta. “Sono molto soddisfatto del livello delle proposte gastronomiche in gara - ha affermato il presidente di Coldiretti Asti, Maurizio Soave - non è stato semplice individuare un vincitore, a riprova del fatto che tutte le pro loco si impegnano costantemente per impiegare materie prime del nostro territorio, accuratamente selezionate.” “Quest’anno poi - sottolinea Soave - il nostro compito per individuare un vincitore è stato particolarmente impegnativo: le proposte gastronomiche sono state tutte di ottimo livello e le documentazioni presentateci dalle pro loco partecipanti al concorso per certificare l’origine delle materie prime, sono state molto curate e dettagliate, a dimostrazione dell’altissimo livello qualitativo raggiunto dalla manifestazione.

ALBO D’ORO DEL PREMIO 2002: Moncalvo 2003:  Isola d’Asti 2004:  Cessole 2005:  Cellarengo 2006:  Moncalvo 2007:  Castagnole Monferrato 2008:  San Damiano d’Asti 2009: Azzano 2010: Villafranca d’Asti

Complimenti, dunque, ai presidenti delle pro loco e ai tanti volontari, per il prezioso lavoro svolto anche a favore della promozione dei prodotti tipici della nostra agricoltura”. Le premiazioni del Festival delle Sagre, come da tradizione, si terranno quest’inverno alla Camera di Commercio di Asti con una celebrazione ufficiale.

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Le iniziative Coldiretti alla Douja d’Or

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ltre alla prestigiosa presenza del vice presidente nazionale per l’inaugurazione, Coldiretti alla Douja d’Or ha proposto una serie di iniziative per promuovere i vini e i piatti tipici dell’Astigiano. Per tutto il periodo della Douja d’Or, lo stand Coldiretti ha offerto degustazioni di vini (in particolare i dolci, Moscato,

Brachetto e Malvasia) e di piatti tipici dell’Astigiano. Con due serate “firmate” Coldiretti, con intrattenimenti musicali per i visitatori e degustazioni nel cortile interno del Palazzo del Collegio, sono stati preparati gli agnolotti gobbi astigiani e la Bagna caoda con verdure a Km zero. In fine, è stato particolarmente apprezzato l’impegno del

personale della federazione provinciale, in collaborazione con Terranostra Asti, per preparare il grande pranzo di gala del sabato con le principali autorità e i premiati al concorso nazionale Douja d’Or. Nella foto il gruppo Coldiretti impegnato alla Douja di quest’anno, con il direttore Antonio Ciotta.


La promozione di Sagre e Douja d’Or Gennaro Masiello all’inaugurazione: “Occorre difendere i vini di qualità”

del prestigioso Oscar della Douja d’Or avendo superato la soglia di valutazione di 90 centesimi. Al vice presidente nazionale Coldiretti è poi stata fatta visitare la Douja della Barbera e la Douja dell’Asti, dove sono state evidenziate le criticità del settore di una filiera talvolta troppo lunga in cui alcuni speculatori si insinuano danneggiando i produttori che garantiscono il primato italiano della qualità.

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tivamente presidente Coldiretti Asti e presidente regionale Coldiretti – alla Douja d’Or. Il Salone nazionale dei vini è una occasione importante per presentare la nostra realtà”. Quello che colpisce di questa manifestazione infatti è l’aspetto qualitativo del concorso: 524 vini in degustazione e in vendita alla Douja, frutto della selezione operata dall’Onav fra 438 cantine vinicole con 1076 vini partecipanti. Ci sono poi le 41 etichette vincitrici

Campagna Amica

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nche quest’anno, con la Douja d’Or e il Festival delle Sagre Astigiane, la nostra provincia ha intensificato nel mese di settembre la promozione del territorio e dei prodotti tipici. Quest’anno, la Douja d’Or, il salone nazionale dei vini, ha visto al centro del dibattito la crisi di mercato. Il giorno dell’inaugurazione era presente il vice presidente nazionale Coldiretti, Gennaro Masiello, che ha visitato la Douja e lo stand di Coldiretti Asti realizzato in collaborazione con Fondazione Campagna Amica. Si è soffermato all’enoteca fra i 524 vini premiati al 38esimo Concorso nazionale dei vini Doc e Docg Premio Douja d’Or. Fra questi anche 7 vini beneventani (paese d’origine di Masiello), 6 premiati con la Douja d’Or, più un Taburno Falanghina 2009 premiato con l’Oscar della Douja. “Siamo lieti di ospitare il vice presidente nazionale – hanno detto Maurizio Soave e Paolo Rovellotti, rispet-


Quel sapore del pane di una volta Grazie agli “agricoltori panettieri” si riscoprono i gusti genuini

Filiera

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’era un tempo in cui ogni paese, ogni borgata, ogni frazione, aveva un forno per fare il pane. Nei più piccoli centri abitati, il forno veniva utilizzato a turno dagli abitanti, era un forno in comune, utilizzato da tutti. Erano altri tempi, tempi forse più duri di oggi, quando avere il pane fresco e in quantità significava sfamarsi. Erano tempi in cui, comunque, il sapore del pane era quello vero, tipico, genuino. Una tradizione e una necessità che si è persa grazie al miglioramento delle condizioni economiche, ma quel profumo e quel sapore di pane appena sfornato per molti è stato oggetto di una profonda nostalgia. Ora sarà possibile rivivere quelle emozioni e quel sapore vero di un tempo. Grazie alla nuova figura dell’”agricoltore panettiere” resa possibile dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, con il quale è stata aggiornata la tabella dei beni oggetto delle attività agricole connesse, anche nell’Astigiano sarà possibile comprare il pane tipico di una volta. Via libera, dunque, all’acquisto di pane, panini, cialde, rustici, ed altre specialità salate direttamen-

te dagli agricoltori che potranno sfornarli e venderli direttamente al pubblico mantenendo la natura agricola della propria attività. Per Coldiretti, che da anni si batte per questa possibilità, si tratta di una innovazione importante: “Incentiva la possibilità di portare in tavola pane o derivati di qualità garantita dal campo alla tavola, nonché - sottolinea il direttore regionale Bruno Rivarossa - assicura la certezza di degustare un prodotto veramente a chilometro zero, in un mercato dove la metà del pane in vendita è ottenuto con farina importata senza alcuna indicazione per i consumatori”. “Si tratta di una opportunità, precisa il presidente regionale Paolo Rovellotti - in particolare, per le imprese agricole impegnate nella coltivazione dei cereali soprattutto se coinvolte nell’attività agrituristica e di vendita diretta, che possono così trovare una importante occasione di integrazione del proprio reddito”.   Oltre ai prodotti freschi di panetteria, tra le nuove tipologie di prodotti tassati in base al sistema del reddito agrario, il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 5 agosto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 10 set-

Bruno Rivarossa, direttore regionale Coldiretti

tembre, ricomprende - conclude la Coldiretti - la produzione di farina o sfarinati di legumi da granella secchi, di radici o tuberi o di frutta in guscio commestibili, la produzione di grappa, la produzione di malto e la produzione di birra che sono considerate attività agricole a tutti gli effetti.

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Scandaloso import finta pasta italiana Italiani i più accaniti consumatori al mondo con 26 chili a testa

diretti - vede sottopagati i propri prodotti senza alcun beneficio per i consumatori, anche per l’effetto della concorrenza sleale che vede sfacciatamente immesso in commercio cibo proveniente da chissà quale parte del mondo come italiano. Un piatto di pasta su quattro consumato nel mondo - conclude la Coldiretti - e’ fatto in Italia che è leader nella produzione con 3,2 milioni di tonnellate superiore a quella degli Stati Uniti (2 milioni di tonnellate), del Brasile (1 milione di tonnellate) e della Russia (858 mila tonnellate). 9V(Vcc^

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insieme ai consumatori ci sono gli agricoltori ai quali - precisa la Coldiretti - il grano duro viene pagato intorno ai 22 centesimi al chilo mentre la pasta arriva a 1,4 euro al chilo secondo il servizio sms consumatori. L’azione delle forze dell’ordine è importante per contrastare il furto di immagine e di identità che subisce il vero Made in Italy, che rappresenta - sostiene la Coldiretti - il vero ostacolo alla crescita economica del settore agricolo e dell’intero Paese . Un danno incalcolabile per l’agricoltura italiana che - precisa la Col-

Filiera Italiana

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a scandalosa importazione di pasta con falso marchio Made in Italy proveniente dalla Grecia mette a rischio l’immagine dell’agroalimentare nazionale in tutto il mondo e danneggia consumatori e agricoltori italiani, che vedono sottopagato il proprio grano. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente l’operazione della Guardia di Finanza e della dogana di Ancona che ha portato al sequestro, su tre rimorchi sbarcati da una traghetto greco e diretti nel Nord Italia, di sessantatre tonnellate di pasta che, benche’ prodotta all’estero riportava sulle confezioni la scritta “Made in Italy”’ oltre ad altri simboli e iscrizioni tali da indurre il consumatore a ritenere la merce di origine italiana. La pasta è il prodotto simbolo dell’alimentazione mediterranea e dell’Italia che detiene il primato nella produzione e nel consumo che è fissato - sottolinea la Coldiretti - attorno ai 26 chili a persona, tre volte superiore a quello di uno statunitense, di un greco o di un francese, cinque volte superiore a quello di un tedesco o di uno spagnolo e sedici volte superiore a quello di un giapponese. Ad essere danneggiati


Formazione Dirigenti Cooperative Programmati i corsi in tutto il Piemonte

Cooperazione

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d inizio Nata dall’esigenza del mondo agricolo di identificarsi in una centrale cooperativa specifica e specializzata nelle problematiche agricole, l’UNCI-COLDIRETTI, ha fin dall’inizio impostato il proprio lavoro sul Socio più che sulla struttura, sulla sua crescita sociale ed economica, consapevole del suo ruolo, delle sue potenzialità e delle sue aspettative. Aspetto fondamentale alla base di uno sviluppo remunerativo sotto tutti gli aspetti è la formazione; in primo luogo dei dirigenti ed amministratori e in secondo luogo, ma non meno importante di tutti i Soci. Il Consiglio Regionale dell’UNCI-COLDIRETTI Piemonte, nella sua prima riunione operativa ed in collaborazione con la Coldiretti Regionale, ha deliberato l’organizzazione di un corso di formazione per Dirigenti di Cooperative già costituite e per Coltivatori che progettano di costituirne. Ad Asti il corso è già programmato in collaborazione con Inipa Coldiretti. Spesso si incontrano Cooperative che sfruttano solo parzialmente le loro potenzialità, che non accedono al credito ed ai finanziamenti pubblici, o che incorrono in sanzioni anche gravi, proprio per una mancata conoscenza delle leggi e delle procedure che le riguardano. Lacune quasi sempre dovute ad un approccio alla cooperazione superficiale, mal assistito dalle centrali cooperative, quando non espressamente attuate con scopi che ben poco hanno in comune con la cooperazione mutualistica o sociale. Da qui l’importanza di una formazione di base per le coo-

perative che, già partite, si trovano ad affrontare problematiche non previste o non considerate e per quegli agricoltori che si stanno avvicinando al settore cooperativistico come complemento naturale delle proprie attività. Il programma di massima, da attuarsi orientativamente nel mese di novembre, prevede tre incontri di un’intera giornata ciascuno in cui saranno trattati i principali argomenti legati alla costituzione e gestione di una Società Cooperativa. Una prima giornata dedicata alla legislatura di riferimento, la Costituzione, i Soci, lo Statuto, gli Organi Collegiali, la vigilanza ed il diritto del lavoro; una seconda che riguarderà la contabilità sia fiscale che interna, il bilancio, il capitale sociale, ecc; l’ultimo incontro verterà sugli aspetti finanziari e fiscali, il regime tributario e contributivo, le agevolazione e l’accesso ai fondi mutualistici e regionali (con particolare riferimento alle agevolazioni della Regione Piemonte). Il programma sarà integrato e completato in base alle richieste ed alle proposte dalle singole cooperative o Coltivatori partecipanti tramite un apposito questionario che sarà preventivamente inviato agli interessati. Questi incontri oltre alla loro funzione principale di informazione e formazione serviranno anche per conoscersi, confrontarci e scambiarci esperienze, proposte e collaborazione. Se l’esperienza sarà positiva si potrà integrare, nella prossima primavera con incontri mirati per singole tipologie di attività, (trasformazione, lavoro, commercializzazione, ecc.) per

Piero Montaldo, presidente regionale Unci Coldiretti

affrontare le varie problematiche specifiche legate alle varie tipologie di produzione. Siamo certi che la cooperative associate e future sapranno approfittare di questa opportunità per la loro formazione e crescita. Da parte nostra metteremo tutto il nostro impegno per la scelta degli argomenti e dei docenti, così come ci rendiamo fin d’ora disponibili ad accogliere tutti i suggerimenti e le richieste chi ci verranno formulate. Appena predisposto verrà inviato a tutte le Cooperative Associate ed alle Federazioni Provinciali il programma degli incontri ed i questionari integrativi. PIERO MONTALDO Presidente Regionale Unci Coldiretti


Crescono le Fattorie Didattiche

Antonio Ciotta, direttore Coldiretti Asti

tivo di informare e sensibilizzare i cittadini più giovani sui valori del benessere, della sana alimentazione, della tutela ambientale, della scoperta del territorio come luogo di appartenenza e di identità. Tra i temi individuati: il tempo dell’alimentazione (restituire ai ragazzi l’idea della ciclicità della natura, delle stagioni), lo spazio dell’alimentazione (come luogo di produzione, come ambiente naturale, come luogo della comunicazione e della espressività), il mio territorio (in particolare gli aspetti identitari e storico-culturali che legano le persone ed i prodotti ad un determinato territorio) Il tutto accompagnato da offerta di materiale didattico, momenti di approfondimento, seminari, indagini sui ragazzi e l’alimentazione. In fattoria ci si educa alla comprensione dei fatti naturali, dei processi produttivi, delle culture del cibo, del rapporto con gli animali e con il “vivente”, della vita di campagna. Ed i ragazzi rispondono – riferisce la Coldiretti - con interesse vero. Ricerche, temi e saggi, visite in

fattoria e nelle strutture di trasformazione alimentare, analisi del territorio, laboratori del gusto, produzione di Cd, video, volumi, grafica per etichette di prodotti alimentari, pannelli, feste, valorizzazione di ricette antiche, rappresentazioni teatrali, conferenze stampa: questi sono stati solo alcuni dei “prodotti” dell’impegno dei ragazzi. L’esperienza dei giovani studenti con la buona alimentazione si trasferisce però anche nelle scuole perché grazie alle nuove linee guida per la ristorazione scolastica fissate dal ministero della Salute per l’anno scolastico 2010-2011 l’elaborazione di piatti nelle mense dovrà seguire i principi di un’alimentazione equilibrata, ma “anche considerando la varietà e la stagionalità dei cibi, utilizzando anche proposte di alimenti tipici della regione di residenza, per insegnare ai bambini il mantenimento delle tradizioni”. Niente ciliegie o pesche a Natale, dunque, ma mele in Piemonte e dolci arance in Sicilia ed anche altre specialità offerte dai diversi territori a seconda delle stagioni. Si tratta di una novità importante per il milione e mezzo di bambini che ogni giorno pranzano nelle mense e che risponde peraltro alle preoccupazioni sulla ristorazione scolastiche che secondo un sondaggio condotto dal sito www. coldiretti.it non soddisfa tre italiani su quattro (77 per cento) perche ritengono nel 64 per cento dei casi che debba essere migliorata con prodotti locali genuini e biologici, mentre è troppo costosa  per l’8 per cento e offre un menu poco variato per il 5 per cento.

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uest’anno le Fattorie Didattiche sono cresciute dell’11%. Il mondo agricolo guarda dunque al futuro, offrendo sempre più occasioni ai bambini e ai loro insegnanti per fare una esperienza di vita in campagna. Le Fattorie propongono percorsi didattici sui processi produttivi agricoli, sull’origine territoriale dei prodotti, sulla storia e la cultura di un territorio, dei suoni e dei gusti della campagna. Il dato dell’incremento record delle Fattorie Didattiche, con il Piemonte in pole position, emerge da un monitoraggio Coldiretti per l’inizio dell’anno scolastico 2010. Quest’anno saranno operative in Italia ben 1093 aziende agricole associate che svolgono attività di fattoria didattica a beneficio delle giovani generazioni. Si tratta di iniziative presenti su tutto il territorio nazionale ma con una maggiore concentrazione proprio in Piemonte con 210 imprese, seguita da Veneto (121), Puglia (115), Campania (108), Emilia Romagna (95), e con una diffusione in crescita anche nelle altre regioni. Un impegno che rientra nell’ambito del progetto “Educazione alla Campagna Amica” che nel corso del nuovo anno scolastico coinvolgerà oltre centomila alunni delle scuole elementari e medie che parteciperanno alle oltre tremila lezioni in programma nelle fattorie didattiche e agli oltre cinquemila laboratori del gusto e agli orti didattici che saranno organizzati nelle aziende agricole e in classe. Si tratta di un progetto che vuole avvicinare il mondo della scuola a quello dell’agricoltura con l’obiet-

Campagna Amica

Quest’anno sono aumentate dell’11%, in testa il Piemonte


Campagna Amica

Fattorie didattiche riconosciute Coldiretti

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Regione Piemonte Lombardia Veneto Friuli V. Giulia Trentino A. Adige Liguria Emilia Romagna Toscana Marche Umbria Lazio Abruzzo Molise Basilicata Campania Calabria Puglia Sicilia Sardegna Totale

2010 210 79 121 66 11 12 95 35 58 12 49 18 6 12 108 19 115 28 39 1093

Merenda gratis per 1,3 milioni di bimbi In 8.400 scuole in distribuzione frutta e verdura per 7,4 milioni di chili

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1.340.000 bambini in 8400 scuole primarie di tutta Italia saranno distribuiti circa 7,4 milioni di chili di frutta e verdura in questo nuovo anno scolastico per incentivarne il consumo ed educare le nuove generazioni ad assumere abitudini alimentari corrette. L’iniziativa di “Educazione alla Campagna Amica” Coldiretti è legata all’avvio del programma dell’Unione europea “Frutta nelle scuole’”, nato per sottolineare l’importanza della corretta alimentazio-

ne e per affrontare adeguatamente il ritorno tra i banchi. In Italia purtroppo un bambino su quattro non consuma ortofrutta a tavola almeno una volta al giorno ed inoltre - precisa la Coldiretti - la merenda della metà mattina consumata a scuola da otto bambini su dieci è troppo abbondante, l’11 per cento dei bambini non fa colazione e il 28 per cento la fa in maniera non adeguata, secondo l’ultima indagine ‘’Okkio alla Salute’’ del Ministero della Salute.

“A.A.A. per i Ragazzi” Anche ad Asti il progetto Diderot: “Agricoltura, Ambiente, Alimentazione”

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nche ad Asti è stato lanciato il progetto Diderot 2010/11, rivolto alle scuole primarie e secondarie di ogni ordine e grado del Piemonte e Valle d’Aosta. Il 24 settembre con il road show presso l’IPSIA “Castigliano” di Asti, è stato lanciato il tema di quest’anno dal titolo “A.A.A. Agricoltura, Ambiente, Alimentazione”, che, attraverso lezioni, visite presso le fattorie didattiche, materiali didattici dedicati, i ragazzi avranno la possibilità di acquisire una sana consapevolezza alimentare e un’adeguata conoscenza del proprio territorio. Si tratta di una preziosa opportunità per conoscere e avvicinarsi all’arte

e alla storia, alla matematica ed alla tecnologia, alla conoscenza del territorio ed alla tutela dell’ambiente: vengono sviluppate infatti diverse linee progettuali su temi di grande interesse per alunni e insegnanti, che si concretizzano poi in interventi in classe, laboratori, spettacoli, materiale didattico, destinati alle classi che aderiscono al progetto. “Con il percorso didattico individuato - affermano Paola Romanato, responsabile Donne Impresa Coldiretti Asti - s’intende promuovere un rapporto equilibrato con il cibo, educare al gusto, stimolando i ragazzi a riscoprire frutta e verdura di stagione oltre

ai prodotti locali, ma anche sostenere la salvaguardia dell’ambiente, attraverso la promozione del consumo consapevole e del recupero delle risorse, con la conseguente riduzione degli sprechi”.


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Cereali: il mercato si “muove” Prezzi in crescita per il mais, in ripresa il grano

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ome l’oro anche il mais ha raggiunto una quotazione record superando il muro dei 5 dollari per bushel al Chicago board of trade, punto di riferimento del commercio mondiale, per le consegne nel mese di dicembre. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti dalla quale si evidenzia che si tratta del valore più alto raggiunto dal cereale negli ultimi due anni. La spinta in altro viene giustificata - sottolinea Coldiretti - dalle previsioni non positive per i raccolti negli Stati Uniti per effetto delle condizioni climatiche avverse. L’andamento delle quotazioni dei prodotti agricoli è sempre più fortemente condizionato dai movimenti di capitale che si spostano con facilità dai mercati finanziari a quelli dei metalli preziosi come l’oro fino alle materie prime come grano, mais e soia. Manovre finanziarie sul cibo che stanno “giocando” senza regole sui prezzi delle materie prime agricole dove hanno

provocato una grande volatilità impedendo la programmazione e mettendo a rischio le coltivazioni e l’allevamento in molti Paesi. Il livello dei prezzi per il granoturco, ma anche per gli altri cereali, rimane comunque ancora molto lontano dai valori massimi di oltre 7 dollari per bushel raggiunti nel marzo 2008. Garantire la stabilità

dei prezzi in un mercato a domanda rigida come quello alimentare è un obiettivo di interesse pubblico che - conclude la Coldiretti - va sostenuto con l’introduzione di interventi di mercato innovativi come le assicurazioni sul reddito nell’ambito della riforma di mercato della politica agricola comune.

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I “Voucher” anche per la vendita diretta

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n nuovo dispositivo utile ai Mercati di Campagna Amica giunge dalla possibilità di utilizzare i voucher o buoni lavoro anche nell’ambito delle attività di vendita diretta dei prodotti agricoli e alimentari. In Italia sono già attivi oltre 600 mercati degli agricoltori di Campagna Amica con un crescita esponenziale nell’ultimo anno che

ha interessato grandi e piccoli centri dove si registra un grande successo di pubblico. L’estensione dei voucher rappresenta quindi un’ulteriore occasione per pensionati, casalinghe e lavoratori in cassa integrazione e mobilità, per avere un’opportunità d’integrazione del proprio reddito e per i giovani studenti anche di

accedere ad un’esperienza di lavoro, assicurando a tutti la piena trasparenza al rapporto. L’utilizzo dei voucher, introdotto a partire dalla vendemmia 2008, si è esteso negli anni a più soggetti ed attività e rappresenta uno strumento utile in agricoltura e ha consentito di ottenere importanti risultati nella lotta al lavoro sommerso.

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Un’opportunità di lavoro anche dai Mercati di Campagna Amica


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Frumento e orzo: l’andamento nell’Astigiano Frumento tenero con resa a 54 q./ha, l’orzo a 48

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a trebbiatura dei cereali a paglia, frumento tenero, f. duro e orzo, ha confermato le aspettative dal punto di vista quantitativo e qualitativo. Per quanto riguarda frumento tenero e orzo, la produzione nell’Astigiano è stata generalmente discreta, rispettivamente 54 q/ha e 48 q/ha; in alcuni casi la produzione di frumento tenero ha superato i 60 q/ha. Invece, per il poco frumento duro seminato nella nostra provincia le produzioni sono state quantitativamente scarse e di qualità sufficiente. L’andamento climatico particolare della campagna granaria appena conclusa, caratterizzato tra l’altro da abbondanti piogge, ha determinato spesso difficoltà per i cerealicoltori nell’esecuzione delle operazioni colturali nella fase fenologica più idonea. Non si sono riscontrate partite di frumento pre-germinato e il contenimento dei funghi in campo (fusariosi) è stato accettabile. Inoltre, sia in fase di raccolta che durante lo stoccaggio, non si è riscontrata presenza di danni da cimice , Eurigaster maura e E. austriaca. Dal punto di vista dell’attitudine tecnologica, la qualità del frumento tenero è stata in genere buona, superiore al 2009 e tra le migliori degli ultimi anni, per le varie caratteristiche fisiche legate alla panificabilità (proteine, peso ettolitrico,W, P/L); ciò è vero in generale per i casi in cui: Si sono coltivate varietà classificate tra i Grani di Forza, Panificabili e Panificabili Superiori.

Si è intervenuti contro i funghi e si è posta molta attenzione alla presenza o meno delle cimici. Si sono eseguite concimazioni equilibrate, andando a frazionare l’Azoto in primavera. Per quanto riguarda il frumento, dal punto di vista del mercato e della remunerazione, come sempre è il mercato estero a fare i prezzi e tutti gli sforzi a livello di tecnica colturale per migliorare quanti-qualitativamente la produzione non sono sufficienti. Dopo una estate segnata dal rincorrersi delle notizie provenienti dalla Russia, che hanno generato forti oscillazioni di prezzo, le attuali quotazioni restano comunque ancora del tutto insufficienti per le imprese agricole. E questo a dispetto di un calo del 5% della produzione mondiale, secondo le stime FAO.

Per dare risposte concrete alle esigenze delle imprese è nata la più grande società europea di trading dei cereali di proprietà degli agricoltori, varata a luglio da Coldiretti. Essa si pone l’obiettivo di gestire oltre 20 milioni di quintali di prodotto tra grano duro destinato alla produzione di pasta, grano tenero per il pane, girasole e soia, esclusivamente di origine italiana e garantiti non Ogm. La società denominata “Filiera Agricola Italiana”, ha già iniziato l’attività ed ha chiuso importanti accordi. E’ partecipata da 18 Consorzi Agrari, 4 cooperative, 2 organizzazioni dei produttori, una società di servizi di Legacoop e Consorzi Agrari d’Italia e ha il compito di gestire la contrattualistica nella coltivazione e nella commercializzazione dei seminativi prodotti in tutto il paese.


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Vademecum per il mais Come produrre elevata qualità con poche micotossine

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la rimozione di eventuali residui della coltura. Regolare la ventilazione in modo tale da asportare le impurità senza creare perdite di granella. Regolare la velocità di raccolta in funzione dello stato vegetativo delle piante. Il trasportatore dovrà: Prendere accordi con le parti per abbreviare i tempi di consegna, curare la pulizia del cassone e dotarsi di un telo per riparare il prodotto in caso di intemperie, scaricare la granella avendo cura di non disperderla. L’essiccatore-stoccatore dovrà: Ricevere ed essiccare il prodotto entro 48 ore dalla raccolta con umidità finale tale da garantirne la conservazione, in funzione delle proprie strutture di stoccaggio (tradizionali, industriali e ad atmosfera controllata). Verificare le caratteristiche fisiche della merce con particolare riferimento alla presenza di corpi estranei macroscopici, parassiti animali; chicchi ammuffiti, fermentati,

germinati e spezzati avendo cura, nei casi più gravi, di effettuare una lavorazione separata. Impostare i tempi e le temperature d’essiccazione in funzione dell’umidità del prodotto da essiccare e delle condizioni climatiche esterne; Effettuare una corretta pulitura ed un efficiente raffreddamento prima di stoccare la merce in magazzino.Pulire e disinfestare i locali atti allo stoccaggio prima di immettervi i prodotti e dotare gli stessi d’impianti ventilanti. Controllare, con ispezioni periodiche programmate, che non vi sia presenza d’insetti e roditori. Verificare periodicamente e in maniera programmata le temperature e le umidità dei prodotti stoccati per evitare l’insorgenza d’alterazioni. In ogni caso sul percorso di tutta la filiera per ridurre i rischi è necessario istituire dei sistemi di controllo della rintracciabilità e dei protocolli operativi che puntano a prevenire i problemi.

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’agricoltore dovrà: Evitare di raccogliere la granella ad umidità inferiore al 22-24%; una sensibile riduzione del rischio aflatossina può essere perseguita raccogliendo la granella con umidità non inferiore al 22% (valori di umidità inferiori al 20% sono considerati ad elevato rischio in quanto possono favorire l’accumulo delle aflatossine, soprattutto in annate con andamento stagionale caldo e asciutto) conviene stoccare a parte le partite di mais raccolte a umidità inferiori, effettuare una raccolta anticipata consente anche di ridurre la contaminazione dalle fumonisine che sono le micotossine più frequenti nell’areale della pianura padana. Coordinare l’epoca di raccolta con la disponibilità del trebbiatore e con la ricettività del centro di raccolta e o dell’essiccatorestoccatore, di modo che l’essiccazione sia effettuata entro le 48 ore dalla raccolta. Il trebbiatore dovrà: Prendere accordi con il centro di raccolta o l’essiccatore-stoccatore sulle modalità di consegna affinché l’essiccazione avvenga entro 48 ore dalla raccolta. Osservare che i giri del battitore e l’apertura del controbattitore (griglia) siano regolati in modo tale da ridurre il più possibile la rottura della granella, comunque la trebbiatura ottimale si realizza con le mietitrebbiatrici a flusso assiale, che riducono notevolmente le lesioni alle cariossidi. Dotare la parte crivellante d’opportuni setacci per separare la granella dai residui vegetali (tutoli frantumati e pezzi di stocco), avendo cura di effettuare periodicamente


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Lotta obbligatoria alla diabrotica La rotazione del mais con altre colture è l’azione più efficace

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on Determinazione n. 957 del 10 settembre 2010, il Settore Fitosanitario Regionale ha emanato le norme di applicazione in Piemonte del D. M. 8 aprile 2009 relativo alle misure contro la propagazione della Diabrotica del mais. Questo coleottero crisomelide è stato ritrovato in Piemonte dal 2001 e, come avvenuto in altri areali, si è progressivamente sviluppato e diffuso tale da diventare un grave problema fitosanitario per le coltivazioni di mais. La gravità del danno è rappresentata dalla diminuzione della produzione dovuta all’allettamento delle piante per le erosioni sulle radici da parte delle larve. Con la Determinazione Dirigenziale 18/2004 l’intero territorio del Piemonte è stato classificato come zona di insediamento. I sistematici monitoraggi annuali hanno evidenziato un costante aumento delle popolazioni dell’insetto e dei danni da esso provocato. Da questo punto di vista l’astigiano, essendo meno specializzato è stato fino ad ora meno martoriato ma il trend di diffusione dell’insetto rispecchia quanto avvenuto negli areali maidicoli più specializzati. Grazie alla rete capillare di monitoraggio è stato possibile stabilire la soglia, oltre la quale occorre intervenire con trattamenti insetticidi, pari a 6 individui per trappola cromotropica al giorno. Inoltre, sulla base dei dati meteorologici il Settore Fitosanitario potrà fornire tempestive indicazioni per la semina del mais in secondo raccolto (quando buona parte delle uova dell’insetto sono già schiuse) e per il momento più opportuno degli eventuali trattamenti contro le femmine fecondate dell’insetto. Proviamo di seguito a riassumere

i provvedimenti validi anche per l’astigiano. In generale, al fine di limitare la diffusione verso zone indenni è necessario che: non vengano trasportate al di fuori della zona di insediamento piante di mais (o loro parti) allo stato fresco nel periodo dell’anno in cui si rileva la presenza dell’organismo nocivo; la terra dei campi di mais non deve essere trasportata al di fuori della zona di insediamento; le macchine agricole utilizzate nei campi di mais devono essere ripulite da terra e resti di altro materiale prima di essere portate fuori dalla zona di insediamento. Inoltre, al superamento della soglia

di intervento adottare misure efficaci per ridurre i livelli delle popolazioni di Diabrotica, quali: la rotazione delle colture; la semina ritardata del mais; il trattamento insetticida contro gli adulti. Va tenuto conto che comunque l’avvicendamento del mais con altra coltura è la misura di maggiore efficacia e priva di effetti collaterali negativi sull’ambiente. L’avvicendamento delle colture è peraltro previsto anche dal D.M. 30125/2009 che disciplina gli impegni della condizionalità in agricoltura per tutti i beneficiari di contributi pubblici. Per ogni ulteriore approfondimento rivolgersi ai tecnici Coldiretti.


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Rotazione colturale e fertilizzazione

Norme tecniche del disciplinare dei beneficiari dell’Azione 214.1

AVVICENDAMENTO COLTURALE: a) Aziende Agricole aderenti dal 2007. Per quanto riguarda le colture erbacee annuali e le colture orticole in pieno campo, la stessa coltura non può essere

protratta sullo stesso appezzamento per più di due anni, con l’obbligo che nel quinquennio di impegno la stessa coltura non torni più di 3 anni. Al fine del rispetto delle rotazioni colturali vengono considerate le coltivazioni principali (quelle per le quali viene corrisposto il premio) che devono coincidere con l’eventuale domanda P.A.C. presentata per lo stesso anno. Si precisa, inoltre, che i cereali autunno vernini (frumento tenero/duro, avena, orzo segale, triticale, farro) sono considerati colture analoghe ai fini della successione colturale.

Alcuni esempi di rotazione: • • • • •

2006/7 2006/7 2006/7 2006/7 2006/7

Mais Girasole Girasole Mais Mais

2007/8F.T. 2007/8 Orzo 2007/8 F.T. 2007/8 Orzo 2007/8 Mais

2008/9 2008/9 2008/9 2008/9 2008/9

b) Aziende Agricole aderenti dal 2010 (in zona collinare e montana). Per tutte queste Aziende la rotazione cambia se nell’arco dei cinque anni di impegno si effettua il doppio ristoppio sullo stesso

F.T. F.T. Orzo F.T. F.T.

2009/2010 2009/2010 2009/2010 2009/2010 2009/2010

Mais Mais Mais Mais F.T.

2010/2011 2010/2011 2010/2011 2010/2011 2010/2011

Mais Mais Mais Mais Mais

appezzamento, in tal caso al terzo anno di impegno si deve inserire una coltura di famiglia botanica diversa, altrimenti con un solo ristoppio nel quinquennio bastano due colture in rotazione.

Misura 111-1B

Con l’approssimarsi della campagna semine autunnali è bene ricordare le principali norme tecniche, per l’avvicendamento colturale e la fertilizzazione, stabilite dal disciplinare regionale per i beneficiari dell’Azione 214.1 “Applicazione delle tecniche di produzione integrata”.

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Doppio Ristoppio: Mais Mais Soia Frumento Frumento Un ristoppio: Mais Mais Frumento Mais Orzo Alcuni esempi di rotazione: 2009/10 2009/10 2009/10 2009/10 2009/10

Mais Girasole Mais Orzo Mais

2010/11F.T. 2010/11 Mais 2010/11 F.T. 2010/11 Orzo 2010/11 Orzo

2011/12 F.T. 2011/12F.T. 2011/12 Mais 2011/12 Soia 2011/12 F.T.

2012/2013 Sorgo 2012/2013 Mais 2012/2013 F.T. 2012/2013 Mais 2012/2013 Mais

2013/2014 Mais 2013/2014 Mais 2013/2014 Mais 2013/2014Mais 2013/2014F.T.

Fertilizzazioni Principali adempimenti relativi a frumento tenero e duro, orzo e cereali minori: • Compilazione di un piano annuale di concimazione preventivo, basato nel rispetto dei limiti massimi consentiti per gli asporti dei principali elementi di fertilità (N,P,K). • Tutto il Fosforo deve essere interrato alla preparazione del letto di semina, a meno che non si effettuino interventi in copertura con fertilizzanti organici. • Il Potassio può essere frazionato somministrando una quota non superiore al 50% in copertura. • L’Azoto è distribuibile solo in copertura, a partire dal 15 di Febbraio; se la quantità annua prevista è inferiore o uguale a 70 kg/ha è possibile effettuare una sola concimazione altrimenti l’azoto va frazionato. E’ ammessa la distribuzione di letame alla semina e/o prodotti con azoto di origine organica. Per eventuali dubbi e chiarimenti si consiglia di contattare preventivamente il proprio tecnico Coldiretti.

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ATTIVITA' INFORMATIVA E DIVULGATIVA ai sensi del Regolamento (CE) 1698/2005 – Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 Misura 111 Azione 1 Sottoazione B): informazione nel settore agricolo

Nuove tariffe incentivanti per il fotovoltaico Sostegno alle imprese agricole per produrre energia elettrica

Misura 111-1B

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ome noto i soggetti che realizzano un impianto per la produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica, hanno la possibilità di usufruire di un contributo di natura pubblica, la cosiddetta tariffa incentivante, finalizzata a sostenere ed incentivare la produzione di “bio-energia” (a cui occorre aggiungere il prezzo riconducibile alla vendita dell’energia). Tale incentivo, per quanto concerne le imprese agricole, qualora l’impianto fotovoltaico presenti determinate caratteristiche, ovvero la produzione di energia elettrica possa essere considerata attività connessa ai sensi dell’articolo 2135 del codice civile, è da ritenersi assorbito dal reddito agrario (condizione che non comporta, per l’azienda agricola, alcun maggior aggravio in riferimento al “carico fiscale”). Al riguardo la tariffa incentivante assume, in termini di sostenibilità economica dell’investimento, una primaria rilevanza in quanto, in mancanza della stessa, il periodo di effettivo ammortamento dei costi sostenuti renderebbe l’intervento “anti-economico” e poco efficiente da un punto di vista reddituale. A fronte di quanto sopra, stante il notevole interesse registrato nell’ambito del settore primario ed il valore nominale delle operazioni di investimento (nonché di finanziamento bancario) poste in essere, con l’obiettivo di poter fornire utili indicazioni ai soggetti eventualmente interessati che intendono (o meno) usufruire

dell’intervento di CreditAgri Italia, si evidenzia come per effetto della pubblicazione del Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 06 agosto 2010 (G.U. del 24 agosto 2010), è stata rinnovata la tariffa incentivamente anche in riferimento al triennio 2011 2013. In tal senso occorre tenere in considerazione che, rispetto alla situazione attuale, sono stati introdotti dei tagli agli incentivi. Le riduzioni, per quanto concerne il periodo 01 gennaio - 31 dicembre 2011, oscillano tra il 18 ed il 20% (degli attuali valori), con un ulteriore diminuzione del 6% per gli impianti che entreranno in esercizio nel 2012 e nel 2013. Occorre, inoltre, tenere in considerazione come le nuove tariffe siano diversificate in base: - alla potenza dell’impianto (sono previsti sei diversi livelli); - alle caratteristiche tecniche dell’impianto (impianti con caratteristiche innovative o altri impianti); - al sito di realizzazione (impianti su edifici, impianti non realizzati su edifici).

Sembrerebbe, inoltre, che a partire dal 2011 la tariffa incentivante non sia più cumulabile con altre tipologie di agevolazioni pubbliche (contributi in c/capitale), ad eccezione degli impianti fotovoltaici con potenza nominale non superiore a 3 Kw o di quelli integrati con caratteristiche innovative o a concentrazione, entro il limite massimo del 30% del costo di realizzazione (su tale punto si è in attesa di ricevere chiarimenti a livello ministeriale). In caso, inoltre, di interventi che prevedono anche la sostituzione della copertura contenente eternit (quindi impianti fotovoltaici realizzati su edifici), è previsto un incremento della tariffa incentivante spettante del 10% (rispetto all’attuale 5%), sia che l’impianto sia integrato, che parzialmente integrato (ovvero sovrapposto al tetto stesso). Tale intervento assume, per quanto concerne il settore agricolo, una primaria importanza stante la diffusione di fabbricati ad uso strumentale, aventi superfici in eternit.


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Norme chiare per il futuro del fotovoltaico prevede, inoltre, ulteriori aiuti per gli impianti abbinati ad un uso efficiente dell’energia, per specifiche tipologie ed applicazioni di impianti fotovoltaici (come la loro realizzazione in aree degradate quali discariche o cave esaurite), qualora il progetto preveda l’eliminazione delle coperture in eternit ed ancora per gli impianti integrati con caratteristiche innovative e per gli impianti a concentrazione. Nel frattempo la Regione Piemonte, con la L.R. del 3 agosto 2010 n. 18, ha disposto una moratoria delle procedure di autorizzazione degli impianti fotovoltaici a terra. In specifico il provvedimento riguarda le autorizzazioni in corso o attivate successivamente all’entrata in vigore della legge in oggetto per quegli impianti che ricadono su terreni di particolare fertilità e vocazione agricola così come identificati nella delibera della Giunta Regionale 30-12221.

Tale “sospensione” è destinata a durare fino all’entrata in vigore dell’emanando provvedimento regionale di recepimento delle “linee guida nazionali” destinato a chiarire quando e dove possano essere realizzati i grandi impianti a terra.

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on la pubblicazione del Decreto 6 agosto 2010 è stato definito il nuovo regime di sostegno per il settore del fotovoltaico che prenderà il via a partire dal prossimo anno. La conoscenza degli importi previsti per le “tariffe incentivanti” che verranno applicate agli impianti che entreranno in funzione a partire dal 1 gennaio del 2011 fino al 31 dicembre dello stesso anno, costituisce infatti un presupposto indispensabile per la valutazione degli investimenti in questo settore. Nel complesso il sistema degli incentivi non subirà modificazioni significative mentre le tariffe incentivanti, articolate in base alla potenza, alla tipologia dell’impianto (ovvero se realizzata sugli edifici o a terra) e al periodo dell’anno in cui l’impianto entrerà in funzione, diminuiscono rispetto a quelle attuali in modo differenziato (si veda la successiva tabella). Il Decreto

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Tariffe a scalare rispetto al periodo dell’anno, all’impianto e alla potenza


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Contributi per i castagneti da frutto

La Regione ha riaperto il bando: domande entro il 5 novembre

Misura 111-1B

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a Regione Piemonte ha riaperto il bando per la presentazione delle domande di contributo per la manutenzione, la pulizia ed il miglioramento dei castagneti da frutto. Possono presentare domanda gli imprenditori agricoli singoli o associati, le cooperative agricole, le società di persone o di capitali che svolgono attività agricola. Il castagneto deve avere una densità minima di 25 piante ad ettaro, deve essere in attualità di coltura ed avere una superficie minima accorpata di 1000mq. Gli interventi riguardano castagneti per i quali il conduttore proceda regolarmente alla cura e pulizia del

sottobosco, al taglio della vegetazione arbustiva invadente. Sono previste le seguenti priorità: 1 - conduttore IAP titolare di azienda biologica di età inferiore ai 40 anni; 2 – conduttore IAP titolare di azienda biologica; 3– conduttore IAP di età inferiore ai 40 anni; 4 – conduttore IAP; 5 - Imprenditore agricolo semplice con iscrizione al registro delle imprese della CCIAA; 6 - conduttore in possesso della sola P.IVA per il settore agricolo. Sono finanziabili gli interventi di: potature di produzione, di ringiovanimento e di risanamento;

realizzazione di innesti; mantenimento della sostanza organica del suolo; concimazioni; sistemazione del terreno per la regimazione delle acque. L’aiuto è concesso sotto forma di contributo in conto capitale, il contributo massimo concedibile è di 1.000 €/ha mentre quello minimo non potrà essere inferiore ai 150 €. Il contributo massimo per beneficiario non potrà superare i 7.500 €. Il termine per la presentazione delle domande è fissato al 05 novembre 2010. Gli interventi devono essere realizzati entro il 31 agosto 2011. Gli uffici Coldiretti sono a disposizione per la predisposizione delle domande.

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Notizie Coldiretti sempre aggiornate Richiedete l’invio delle notizie tramite e-mail o SMS

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Coldiretti Asti, nell’ambito dell’Azione 111-1B del PSR, ha predisposto un nuovo servizio per la diffusione delle notizie in tempi rapidi e puntuali. Per essere sempre informati sugli adempimenti, le scadenze, le opportuità inerenti l’attività delle imprese agricole, Coldiretti divulgherà le notizie tramite e-mail e/o SMS telefonici. Si tratta di un’opportunità per essere sempre aggiornati e tenere sotto controllo la propria azienda, dal punto di vista tecnico, burocratico ed economico. Per aderire all’iniziativa e ricevere quindi le notizie è sufficiente compilare e restituire il presente modello agli uffici Coldiretti. Io sottoscritto_____________________________________________________________ Indirizzo__________________________________________________________________ Settore produttivo di interesse_______________________________________________ desidero ricevere l’invio delle informazioni divulgate da Coldiretti Asti inerenti i vari argomenti di interesse per la propria impresa agricola, tramite:

e-mail all’indirizzo: _______________________________________

SMS al telefono di cellulare: _______________________________

Autorizzo Coldiretti Asti ad inserire i miei dati nelle liste per la gestione dell’invio dei comunicati informativi. In qualsiasi momento in base all’Art. 13 della legge 675/96 potrò chiedere la modifica o la cancellazione, oppure negare il consenso al loro utilizzo scrivendo a Coldiretti C.so F. Cavallotti 41 – 14100 Asti.

Luogo ____________________________________Data__________________________Firma_____________________________

da ritagliare e spedire a: coldiretti asti - c.so cavallotti 41 - 14100 asti


La manovra correttiva fiscale

COMUNICAZIONE DI OPERAZIONI IVA RILEVANTI Viene introdotto un nuovo obbli-

go di comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate delle operazioni rilevanti ai fini Iva, di importo non inferiore a € 3.000. Lo scopo di questa sorta di rievocazione degli «elenchi Iva» è quello di contrastare le frodi Iva. La differenza, rispetto al passato, consiste nell’immediatezza dell’informazione. La disposizione non precisa in cosa consistano i nuovi obblighi, demandando ad un provvedimento attuativo «sia la tempistica sia l’ampiezza delle operazioni soggette a trasmissione». I dati riguarderanno, con ogni probabilità, anche le operazioni poste in essere con i consumatori privati, fornendo all’Amministrazione finanziaria un’enorme mole di dati utilizzabili per i controlli incrociati non solo ai fini Iva, ma anche ai fini delle imposte sui redditi. La decorrenza delle nuove disposizioni dovrebbe essere l’anno 2011. Per l’omissione delle comunicazioni, ovvero per la loro effettuazione con dati incompleti o non veritieri si applica la sanzione da € 258,23 a € 2.065,83. DIVIETO DI AUTOCOMPENSAZIONE IN PRESENZA DI SOMME ISCRITTE A RUOLO Dal l’1.1.2011 chi ha debiti sca-

duti non può utilizzare i crediti vantati in compensazione orizzontale (con il Mod. F24). In particolare, la compensazione dei crediti relativi ad imposte erariali è vietata (anche se per compensare altre imposte o contributi) fino a concorrenza dell’importo dei debiti di ammontare superiore a € 1.500, iscritti a ruolo a titolo definitivo per imposte erariali e relativi accessori e per i quali sia scaduto il termine di pagamento. La sanzione, in caso di violazione della disposizione, è pari al 50% dell’importo indebitamente compensato. LOTTA ALL’EVASIONE IMMOBILIARE L’art. 19, D.L. 78/2010 contiene numerose disposizioni volte a rintracciare gli immobili sconosciuti all’Amministrazione finanziaria e che, in quanto tali, sfuggono all’imposizione. Dall’1.1.2011 sarà attivata l’Anagrafe Immobiliare Integrata, costituita e gestita dall’Agenzia del Territorio (in collaborazione con gli enti locali), che attesta, ai fini fiscali, lo stato di integrazione delle banche dati dei Catasti terreni e fabbricati disponibili presso l’Agenzia del Territorio per ciascun immobile, individuandone il soggetto titolare dei relativi diritti reali. Entro il

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PARTECIPAZIONE DEI COMUNI ALL’ATTIVITÀ DI ACCERTAMENTO Viene prevista la partecipazione necessaria dei Comuni all’attività di accertamento sintetico. In questo modo i Comuni diventano protagonisti della lotta all’evasione che viene svolta in chiave federalista. I Comuni sono tenuti a «partecipare» all’attività di accertamento fiscale e contributivo segnalando agli enti di competenza (Agenzia delle Entrate e/o Guardia di finanza, Inps) tutti gli «elementi utili ad integrare i dati contenuti nelle dichiarazioni presentate dai contribuenti, per la determinazione di maggiori imponibili fiscali e contributivi». Al fine della loro partecipazione all’attività di controllo, il nuovo art. 44, D.P.R. 600/1973 prevede che i Comuni siano tenuti ad istituire, laddove non vi abbiano già provveduto, il Consiglio tributario con il compito di fissare mediante delibera anche le modalità con le quali attuare la collaborazione con l’Agenzia del Territorio per la rilevazione degli immobili che non risultano dichiarati in Catasto. I Comuni con meno di 5.000 abitanti, laddove non abbiano già costituito il Consiglio tributario, potranno consorziarsi al fine di istituire un unico Consiglio tributario. Dalla loro attività di partecipazione alla lotta all’evasione tributaria, i Comuni avranno un incentivo economico: incasseranno il 33% delle maggiori somme - relativamente ai tributi statali e alle sanzioni civili riscosse a titolo definitivo anche grazie al loro intervento.

Fisco & Tributi

Alcuni provvedimenti approvati e già in vigore


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31.12.2010 i titolari di diritti reali sugli immobili (proprietari, usuari, usufruttuari, ecc.) già oggetto di pubblicazione in G.U.: • che non risultano in Catasto; • oggetto di interventi edilizi che abbiano causato una variazione di consistenza o di destinazione non dichiarata in Catasto,. devono presentare, ai fini fiscali, la relativa dichiarazione di aggiornamento catastale. In mancanza di dichiarazione di aggiornamento, in caso di immobili non accatastati, l’Agenzia dei Territorio procederà all’attribuzione, con oneri a carico del contribuente da determinare con apposito provvedimento, di una rendita presunta da iscrivere transitoriamente in Catasto, mentre, in caso di immobili oggetto di interventi edilizi, la stessa Agenzia procederà con gli accertamenti di competenza. Questi accertamenti

materia catastale). E’ anche obbligatorio, a pena di nullità dell’atto, l’inserimento nel documento negoziale della dichiarazione, resa dagli intestatari, della conformità dei dati e delle planimetrie catastali con lo stato di fatto degli immobili urbani oggetto dell’atto. Pertanto, nell’ipotesi in cui la planimetria catastale non riproduca fedelmente la configurazione reale (attuale) dell’immobile, al fine di consentire l’inserimento in atto della prescritta dichiarazione di conformità, l’intestatario dovrà presentare una denuncia di variazione, allegando la nuova planimetria aggiornata con lo stato reale. La menzionata dichiarazione può essere sostituita da un’attestazione di conformità rilasciata da un tecnico abilitato alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale. Sono esclusi dalla disciplina

Affrancamento terreni edificabili, plusvalenze tassabili Possibilità di affrancamento e pagamento del 4% del valore periziato, scadenza al 31/10/2010

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coinvolgeranno anche i Comuni sui quali insistono i fabbricati. Per la regolarizzazione dei fabbricati rurali che perdono il requisito di ruralità e per l’accertamento sugli immobili in corso di costruzione o di definizione che acquisiscono l’abitabilità è prevista la possibilità di riconoscere all’Agenzia del Territorio il potere di sostituirsi ai Comuni. A decorrere dall’1.7.2010 viene stabilito che gli atti pubblici e le scritture private autenticate tra vivi di cui si chiede la trascrizione aventi ad oggetto unità immobiliari urbane già esistenti, devono contenere, a pena di: • l’identificazione catastale; • il riferimento alle planimetrie depositate in Catasto; • la dichiarazione, resa dagli intestatari, della conformità dei dati catastali e delle planimetrie allo stato di fatto dell’immobile (sulla base delle disposizioni vigenti in

a vendita di un terreno edificabile può generare plusvalenza tassabile nella dichiarazione dei redditi “modello Unico”. La plusvalenza si genera calcolando la differenza tra il prezzo di vendita del terreno edificabile ed il costo iniziale ed è spesso di ingente valore. Per costo iniziale si intende quello di acquisto del terreno eventualmente rivalutato con coefficiente ISTAT. Nel caso di lottizzazione il costo iniziale sarà quello al momento della lottizzazione se il terreno è pervenuto in capo al venditore con atto di donazione o successione, oppure il valore del terreno al quinto anno antecedente se pervenuto per atto oneroso. Per lottizzazione si intende un insieme di opere intese a rendere edificabile il terreno tra cui la “con-

venzione” con il Comune ed il pagamento di oneri di urbanizzazione. Gli importi relativi alle plusvalenze sono soggette, in modello unico, a tassazione separata con l’applicazione dell’aliquota media degli ultimi tre anni (minimo il 23% ) Il comma 229 dell’art. 2 della Legge 23 dicembre 2009 n.191 (Finanziaria 2010) ripropone la procedura di affrancamento delle plusvalenze relative a terreni, richiamando implicitamente in vita la Legge 28 dicembre 2001 n.448. La disposizione in commento, ai fini della determinazione delle plusvalenze di cui all’art. 67, lettere a) e b), del d.p.r. n. 917/1986, consente di assumere, in luogo del costo di acquisto, per i terreni edificabili e di quelli agricoli posseduti alla data del 1° gennaio 2010, il valore ad essi attribuito a tale

data mediante una perizia giurata di stima, previo pagamento di un’imposta sostitutiva del 4 per cento. La scadenza del versamento è stata fissata al 31/10/2010 . La vendita di terreno edificabile, la cui proprietà o quota di comproprietà è riconducibile ad un titolare di azienda agricola titolare di partita iva, è soggetta a fatturazione con conseguente versamento iva ed irap, qualora il terreno oggetto di vendita sia condotto direttamente dall’azienda agricola.


OPERAZIONI INTRACOMUNITARIE E’ stato adeguato alla normativa comunitaria — volta a contrastare i fenomeni delle frodi Iva intra-Ue — il contenuto dell’art. 35, D.P.R. 633/1972, stabilendo, tra le altre cose, che un apposito provvedimento fisserà criteri e modalità di inclusione delle partite Iva nella banca dati dei soggetti passivi che effettuano operazioni intra-Ue. In particolare, i soggetti che inten-

direttore dell’Agenzia delle Entrate la definizione dei criteri e delle modalità per la loro esposizione nel sistema comunitario del VIES. TRACCIABILITÀ DEI PAGAMENTI E LIMITI ALL’UTILIZZO DEL CONTANTE Il D.L. 78/2010 interviene anche in materia di limitazioni all’uso del denaro contante, assegni e titoli al portatore. In particolare, passa da € 12.500 a € 5.000 il limite: • a partire dal quale sarà vietato il trasferimento di denaro contante effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi. Pertanto è vietato l’uso di contante per il pagamento di fatture superiori a 5.000,00 euro considerate nel loro valore complessivo. Ad ogni fattura, ancorchè frazionata, (acconto e saldo ) relativa ad un’unica operazione deve corrispondere un pagamento tracciabile ( assegno o bonifico). • a partire dal quale gli assegni bancari e postali dovranno recare l’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità;

Fisco & Tributi

dono effettuate operazioni intracomunitarie dovranno comunicare tale volontà nella dichiarazione di inizio attività. L’Ufficio potrà negare l’autorizzazione entro 30 giorni dall’attribuzione della partita Iva. All’atto dell’attribuzione della partita Iva, all’operatore economico verrà richiesto di specificare se intende effettuare operazioni intracomunitarie. Contestualmente sarà sospesa la soggettività attiva e passiva delle operazioni intracomunitarie anche attraverso la loro esclusione dall’archivio interrogabile VIES sino al 30° giorno successivo alla data di attribuzione all’interessato del numero di partita Iva. Nei 30 giorni suddetti il soggetto potrà operare in piena legittimità per le operazioni interne, con gli adempimenti previsti. Al 31° giorno il soggetto viene inserito nell’archivio VIES, qualora non sia stato emanato un provvedimento di diniego. Per quanto riguarda le partite Iva già attribuite in Italia in data antecedente all’entrata in vigore delle nuove norme, viene rinviata al citato provvedimento del

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dell’art. 19, D.L. 78/2010: • le particelle dei terreni; • i fabbricati non ancora venuti ad esistenza di cui all’art. 2645-bis, co. 6, c.c.; • i fabbricati «collabenti», ossia gli edifici diroccati, in quanto non più abitabili o servibili all’uso cui sono destinati; • i lastrici solari e le aree urbane, iscritti al Catasto edilizio urbano con l’indicazione della sola superficie ai sensi dell’art. 15, D.P.R. 26.10.1972, n. 650; • i fabbricati rurali censiti al Catasto terreni, che non abbiano subito variazioni, né perso i requisiti oggettivi e soggettivi per il riconoscimento della ruralità ai fini fiscali. L’omissione delle prescrizioni (verifiche soggettive, riferimenti alle planimetrie, dichiarazioni) è sanzionata con la nullità dell’atto. Sempre dall’1.7.2010 la richiesta di registrazione di contratti di locazione o affitto - scritti o verbali - di beni immobili siti in Italia e relative cessioni, risoluzioni e proroghe anche tacite (stipulati in forma orale o scritta) deve contenere anche l’indicazione dei dati catastali degli immobili. L’omissione o l’indicazione dei dati in modo errato «è considerata rilevante ai fini dell’applicazione dell’imposta di registro» e, dunque, viene punita con la sanzione dal 120% al 240% dell’imposta dovuta per la registrazione.


Fisco & Tributi

Le sanzioni previste per le violazioni delle sopraccennate limitazioni sono, in ogni caso, non inferiori a € 3.000.

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SCIA - SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITÀ Le disposizioni relative alla Scia costituiscono un esempio di norma anti-burocrazia avente l’obiettivo di facilitare l’inizio di un’attività d’impresa o edilizia, rispondendo all’esigenza di liberalizzazione dell’attività d’impresa e di tutela della concorrenza e dei diritti civili e sociali. La Scia ha sostituito dal 31.7.2010 la Dia statale e regionale (Dichiarazione di inizio di attività, di cui all’art. 19, L. 241/1990) e consiste in un’auto-certificazione. Le Amministrazioni avranno 60 giorni di tempo (in luogo dei precedenti 30 giorni) dal ricevimento della segnalazione per esercitare i controlli e per l’adozione di motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione, richiedendo - in ipotesi di carenza dei requisiti necessari - la rimozione degli effetti dannosi (cui l’impresa dovrà provvedere entro 30 giorni) ovvero che l’interessato provveda (entro un termine non inferiore a 30 giorni) a conformare alla normativa vigente l’attività e i suoi effetti. L’attività oggetto della segnalazione può essere avviata dalla data della presentazione della Scia all’Amministrazione competente, senza attendere né i precedenti 30 giorni né il termine dei 60 giorni di cui sopra.


Il 97% degli italiani vuole l’etichettatura Verso l’approvazione alla Camera, bloccherebbe i cibi taroccati

S. Damiano Cisterna Celle Enomondo Ferrere

L’ETICHETTA CON L’ORIGINE SULLE TAVOLE DEGLI ITALIANI Cibi senza indicazione di provenienza Pasta Carne di maiale e salumi Carne di coniglio Frutta e verdura trasformata Derivati dal pomodoro diversi da passata Formaggi Derivati dei cereali (pane, pasta) Carne di pecora e agnello Fonti: Elaborazioni Coldiretti

ragione dell’eventuale utilizzazione di ingredienti in cui vi sia presenza di OGM al di là della soglia tollerata di contaminazione. Il provvedimento, che dovrà passare all’esame dell’Aula della Camera ed ha già ottenuto una prima approvazione del Senato, è totalmente in linea con i nuovi indirizzi che vengono dall’Europa Ad inizio estate, infatti, il Parlamento Europeo ha votato a favore dell’obbligo di indicare il luogo di origine/provenienza per i prodotti con un unico ingrediente (con solo eccipienti come acqua, sale, zucchero) per la carne, il pollame, i prodotti lattiero caseari e gli ortofrutticoli freschi, ed anche per i prodotti trasformati che hanno come ingrediente la carne, il pollame ed il pesce. Il 97 per cento degli italiani considera necessario che debba essere sempre indicato in etichetta

il luogo di origine della componente agricola contenuta negli alimenti. Purtroppo ancora oggi sugli scaffali due prosciutti su tre provengono da maiali allevati all’estero senza una adeguata informazione, tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia sono stranieri mentre la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall’estero. Negli ultimi anni con la mobilitazione a favore della trasparenza dell’informazione, Coldiretti è riuscita a ottenere l’obbligo di indicare la provenienza per carne bovina, ortofrutta fresca, uova, miele latte fresco, pollo, passata di pomodoro, extravergine di oliva ma ancora molto resta da fare e l’etichetta resta anonima per circa la metà della spesa, dai formaggi ai salumi, dalla pasta ai succhi di frutta.

Via C. Botta, 4 - 14015 San Damiano d’Asti

Tel. & Fax 0141.975146 cell. 336.253369

Filiera

Cibi con indicazione di provenienza Carne di pollo e derivati Carne bovina Frutta e verdura fresche Uova Miele Passata di pomodoro Latte fresco Pesce Extravergine di oliva

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’approvazione della Commissione agricoltura della Camera delle norme che prevedono l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti, è un importante passo in avanti per impedire di “spacciare” come Made in Italy il prodotto proveniente dall’estero. Il costo stimato, pagato dagli italiani per acquistare inconsapevolmente prodotti “taroccati” è di 4,2 miliardi. “Il nulla osta della Commissione – sottolinea Maurizio Soave, presidente provinciale Coldiretti - presieduta dall’onorevole Paolo Russo e con due componenti astigiani, Fiorio e Fogliato - è un passo importante e a questo punto è necessario proseguire celermente tutto il suo iter parlamentare per approvare la legge dello Stato per poi sostenerla con forza a livello comunitario”. La norma approvata mette fine ad un inganno che colpisce imprese agricole e consumatori italiani. Secondo un’indagine Coldiretti/Swg il 47 per cento degli italiani ritiene che un alimento realizzato con prodotti coltivati o allevati interamente in Italia valga almeno il 30 per cento in più. Ma scelte più informate e consapevoli sono possibili - continua la Coldiretti - anche a seguito dell’approvazione dell’emendamento dell’onorevole Cenni che aggiunge e completa la serie delle informazioni sulle caratteristiche degli alimenti in


Meno burocrazia con le Agenzie per le Imprese Si avvia la riforma anche grazie ai CAA Coldiretti

Servizi

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on le “Agenzie per le Imprese”, si avvia la sburocratizzazione del settore agricolo. Una necessità sollecitata dal 45 per cento delle imprese agricole che ha sempre considerato la burocrazia il principale ostacolo allo sviluppo. E’ quanto afferma Coldiretti nel commentare positivamente la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 30 settembre scorso del Regolamento che disciplina le Agenzie per le imprese. In pratica, le Agenzie sono soggetti privati cui gli imprenditori possono rivolgersi per ottenere specifiche certificazioni che prendono il posto delle autorizzazioni necessarie per la realizzazione, la trasformazione, il trasferimento e la cessazione dell’attività di impresa. Tra i soggetti che possono essere

accreditati quali Agenzie per le imprese il Regolamento prevede espressamente - sottolinea Coldiretti - i Centri Autorizzati di Assistenza Agricola (CAA). Si tratta di una novità di grande rilievo nel senso della semplificazione e sburocratizzazione dei rapporti tra imprese agricole e pubblica Amministrazione in quanto le imprese potranno rivolgersi al CAA-Agenzia anziché agli apparati pubblici per una tutta serie di adempimenti. Il CAA, ottenuto l’accreditamento quale Agenzia per le imprese, andrà quindi a svolgere, oltre ai compiti ad esso assegnati dalla legislazione statale e regionale, anche quelli - precisa la Coldiretti - di vero e proprio Ente che si sostituisce, in determinati casi, all’Amministrazione anche nella

formulazione del provvedimento finale. Con la nuova disciplina, inoltre, il CAA può candidarsi ad essere l’interlocutore delle pubbliche Amministrazioni per conto della generalità delle imprese e non solo di quelle agricole.

COMUNE DI ISOLA D’ASTI

Borsa di studio Paolo Vastadore” numero 9 – 2010

Assegnazione Isola d’Asti, 24 Ottobre 2010 Ore 11,00 S. Messa in ricordo di Paolo Vastadore presso la Chiesa Parrocchiale di S. Caterina Ore 11,45 Ritrovo presso la Sala Consiliare del Palazzo Municipale Ore 12,00 Assegnazione Borsa di Studio “Paolo Vastadore” allo studente più meritevole diplomatosi presso l’Istituto I.I.S. “G. Penna” di Asti


Annata 2010


Il Notiziario Agricolo N.9/2010  

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