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Spedizione in abbonamento postale -45% Poste Italiane Spa – Spedizione in A.P. D.L. 353/03 (Conv. 27/02/04 L. 46) Art. 1 comma 1, DCB Asti. Numero 14 - Anno 2010. In caso di mancato recapito rinviare all'Ufficio P.T. 14100 Asti CPO detentore del conto, per la restituzione al mittente che si impegna a pagare il relativo importo

Anno

59° Periodico della Federazione Provinciale COLDIRETTI

numero

ASTI

COLDIRETTI

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15 dicembre 2010


LE AZIENDE CONTI E ARAMINI VI AUGURANO UN BUON NATALE ED UN FELICE ANNO NUOVO!

Fraz. Taverne, 63 - Villafranca d’Asti Tel. e Fax 0141 943.477 - contitrattori@teletu.it

Tel. 0141 91.81.15 CASTELLETTO MERLI (AL)


m m a r i o

Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

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Aperte le iscrizioni ad “Oscar Green”

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Etichettatura: c’è il via libera del Senato

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Unci-Coldiretti è già la seconda centrale operativa

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Immagini e commenti del “Ringraziamento”

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CreditAgri, ecco il primo Confidi “agricolo” nazionale

Coldiretti Asti e la redazione de “Il Notiziario Agricolo” formulano a tutti gli associati il migliore augurio di un felice Natale

Dragone s.r.l.

Via G. Abbate, 189 14054 Castagnole delle Lanze (AT) Italy tel. +39 0141 878582, fax +39 0141 877108 www.dragoneweb.org - info@dragoneweb.org

Sommario

Direzione, Redazione, Amministrazione: 14100 ASTI Corso Felice Cavallotti, 41 Tel. 0141.380.400 Fax 0141.355.138 e-mail: ilnotiziarioagricolo.at@coldiretti.it www.coldiretti.it Periodico ufficiale Coldiretti Anno 59° numero 14 -15 dicembre 2010* Realizzazione grafica e stampa Riflesso – S.r.l. F.lli Scaravaglio & C. Reg. Trib. di Asti n.44 del 20-4-1949 Direttore Resp.: Antonio Ciotta Vice Direttore: Stefano Zunino Pubblicità: Impresa Verde Asti srl – Riflesso scarl Tel. 0141.380.400 – 0141.590425 Abbonamento annuale: Euro 20,00 *Data di chiusura del giornale

argomenti in evidenza

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numero 14 – 2010

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Oscar Green, aperte le iscrizioni alla 5° edizione Domande entro il 28 febbraio 2011, info: www.oscargreen.it

Progetto Coldiretti

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’anno scorso fu un grande successo, ci fu la conferma di un settore primario all’avanguardia, di una’agricoltura vitale che può contare su un ricambio generazionale all’altezza della migliore tradizione. Dalla sola provincia di Asti emersero ben 12 progetti innovativi, presentati al concorso nazionale “Oscar Green” da 12 giovanissimi imprenditori agricoli determinati ad interpretare il cambiamento, appassionati del loro mestiere e decisi ad affrontare il futuro con metodi diversi, dal modo di produrre al modo di commercializzare. L’anno scorso superarono le selezione provinciali e regionali e giunsero alla fase finale due imprenditori dell’Astigiano, Gianfranco Torelli di Bubbio con il progetto del Consorzio “Trimillii”, costituito nel 1995 per la promozione e valorizzazione della produzione viti-vinicola biologica, e Giampaolo Laiolo dell’azienda agricola “Laiolo Guido Reginin” di Vinchio con il progetto sulla salvaguardia dell’ambiente anche attraverso l’adesione alla certificazione volontaria “Impatto Zero” per la compensazione totale dei gas serra CO² dell’intera filiera, di cui detiene (primo in Piemonte) la certificazione BIOS. Con queste premesse ed ottime credenziali, sono state aperte in questi giorni le nuove iscrizioni per partecipare al concorso “Oscar Green” promosso da Coldiretti Giovani Impresa. Anche l’edizione 2011, premierà le imprese agricole italiane   più innovative. “Giunto alla quinta edizione – sottolinea Maurizio Soave, presidente provinciale Coldiretti - il Concorso

Oscar Green vuole dare un giusto riconoscimento alle giovani imprese agricole italiane che hanno iniziato un percorso di innovazione, ricerca e diversificazione, dando vita a realtà imprenditoriali che hanno accolto e rilanciato la sfida della globalizzazione”. Le iscrizioni si possono inoltrare attraverso il sito internet www. oscargreen.it dove è possibile compilare la modulistica di partecipazione fino al 28 febbraio 2011. Possono partecipare tutti i soggetti della filiera agricola Made in Italy costituiti dagli agricoltori che non sono risultati vincitori nelle ultime tre edizioni. “Le sei categorie di premi – spiega Antonio Ciotta, direttore provinciale Coldiretti - sono state concepite per riconoscere maggiore prestigio a quelle attività che hanno consentito il raggiungimento di obiettivi fondamentali per le imprese dei giovani agricoltori,

obiettivi quali la multifunzionalità, la capacità di diversificazione nonché la contestuale estensione dell’ambito di azione della propria attività non solo alla realtà prettamente aziendale ma anche a quella dei consumatori, conquistandone la fiducia attraverso la garanzia dell’alta qualità dei prodotti”. Per questo sono state individuate le seguenti categorie di premi “Stile e cultura d’impresa”, “Sostieni lo sviluppo”, “In-generation”, “Esportare il territorio”, “Campagna Amica” ed “Oltre la Filiera” per raccontare le storie di tutti gli imprenditori che hanno il coraggio di rischiare e dare vita ad “un’altra storia” quella dell’Italia vera, delle imprese che fanno grande il nostro Paese. Il Premio Oscar metterà in risalto la storia di chi realizza un progetto originale ed innovativo e decide di scommettere su questi valori il proprio futuro.


Etichettatura: c’è il via libera del Senato

E’ un grande risultato frutto del lavoro del Presidente Paolo Scarpa Bonazza, dei Gruppi parlamentari e di tutti i componenti della Commissione  Agricoltura del Senato,  un senso di responsabilità bipartisan che dimostra che quando le  cose  sono giuste  si possono fare bene, velocemente e con il consenso di tutti, nonostante la crisi politica e gli interessi particolari di chi rema contro”. E’ quanto afferma il presidente nazionale Coldiretti Sergio Marini in riferimento all’approvazione da parte del Senato del disegno di legge sull’etichettatura dei prodotti alimentari nel sottolineare che “ci auguriamo ora una rapida approvazione da parte della Camera che peraltro ha già esaminato il provvedimento”. Ben il 97 per cento degli italiani

ritiene che dovrebbe essere sempre indicato il luogo di allevamento o coltivazione dei prodotti contenuti negli alimenti, secondo l’ultima indagine Coldiretti/Swg 2010. Negli ultimi anni, con la mobilitazione a favore della trasparenza dell’informazione, Coldiretti è riuscita a ottenere l’obbligo di indicare la provenienza per carne bovina, ortofrutta fresca, uova, miele, latte fresco, pollo, passata di pomodoro, extravergine di oliva, ma ancora molto resta da fare e l’etichetta resta anonima per circa la metà della spesa dai formaggi ai salumi, dalla pasta ai succhi di frutta. Il risultato è che, in attesa dell’approvazione della nuova norma,  due fette di prosciutto su tre vendute come italiane sono provenienti da maiali allevati all’estero, tre cartoni

di latte a lunga conservazione su quattro  sono stranieri senza indicazione in etichetta, oltre un terzo della pasta ottenuta da grano che non è stato coltivato in Italia all’insaputa dei consumatori, e la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere ma chi acquista non può saperlo.

Progetto Coldiretti

Con grande senso di responsabilità, un’approvazione “bipartisan”

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Dall’Unione Europea un mezzo aborto

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’Europa dei cittadini è ancora molto lontana dal realizzarsi compiutamente, le lobby contano ancora troppo e lo si vede bene. Nonostante tutto la nostra Italia è più avanti in tema di trasparenza e diritti dei consumatori e questo grazie alla pressante azione di tante associazioni, dei cittadini, dei consumatori e degli agricoltori che hanno convinto i nostri Governi e il nostro Parlamento ad assumersi il coraggio e la determinazione di respingere le pressioni e di operare nel rispetto della trasparenza. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che è questa la lettura unica che si può dare a quel “mezzo aborto normativo” contenuto nell’accordo politico sull’etichettatura europea. Una volta tanto - ha sottolineato

Marini - ci sentiamo orgogliosi di essere italiani e troviamo poche ragioni di gioire in una Europa cosi fatta. Ci auguriamo - ha concluso Marini - che la nostra legge sull’eti-

chettatura obbligatoria degli alimenti già approvata dal Senato arrivi presto a compimento e che l’Italia la applichi quale atto di civiltà, di trasparenza e di libertà.


Aiuti zone svantaggiate e di montagna Maxiemendamento conferma le agevolazioni previdenziali

Tutela del Territorio

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ono stati creati i presupposti per evitare un aumento insostenibile del costo del lavoro che avrebbe messo a rischio 50mila posti di lavoro nelle campagne del mezzogiorno, delle aree svantaggiate e montane per effetto del raddoppio del costo contributivo per i datori di lavoro nel settore agricolo. E’ quanto ha affermato il presidente nazionale Coldiretti, Sergio Marini, nell’esprimere soddisfazione per l’accoglimento delle richieste formulate da Coldiretti nel maxiemendamento alla legge di stabilità approvato dalla com-

missione bilancio della camera. Dopo la manifestazione   del 23 luglio scorso con diecimila agricoltori a Bari, viene ora prevista la stabilizzazione dall’1 agosto 2010 delle agevolazioni previdenziali agricole per le zone svantaggiate e di montagna, rende permanenti le agevolazioni in favore della piccola proprietà contadina e abroga gli aumenti previsti per l’assicurazione generale obbligatoria per lavoratori dipendenti, autonomi e coltivatori diretti. “La necessità di scongiurare un aggravio di costi  insostenibile al settore, che già sconta livelli

di pressione contributiva ben più alti della media europea, era stata prospettata lo scorso 16 ottobre al Forum di Cernobbio,al Ministro dell’Economia Giulio Tremonti al quale - afferma Marini - va il nostro riconoscimento per l’attenzione dimostrata con l’importante sostegno dei  parlamentari di maggioranza e di opposizione che hanno condiviso questo obiettivo. Ci attendiamo ora - conclude Marini - un analogo impegno per affrontare il problema dell’aumento del costo del carburante agricolo a causa delle accise al 22 per cento”.

Natale: la spesa non si taglia 8 italiani su 10 non risparmieranno a tavola

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tto italiani su dieci (79 per cento) non taglieranno le spese a tavola e spenderanno per il cibo e le bevande di Natale come o più dello scorso anno, per un importo aggiuntivo di 140 euro a famiglia. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti dalla quale si evidenzia che le previsioni per gli alimentari destinati a cenoni e pranzi del Natale sono incoraggianti con quasi due italiani su tre (62 per cento) che spenderanno la stessa cifra dello scorso anno, ma anche un 17 per cento che prevede di spendere di più mentre un 21 per cento conterrà gli acquisti, sulla base dell’indagine “Xmas Survey 2010” di Deloitte. La spinta verso spese utili - sottolinea la Coldiretti - premia l’enogastronomia anche

per l’affermarsi di uno stile di vita attento alla riscoperta della tradizione a tavola che si esprime con la preparazione fai da te di ricette personali per serate speciali per gli amici che ricordano i sapori e i profumi della tradizione del territorio. Per le specialità alimentari, accanto ai tradizionali luoghi di acquisto,

un successo viene registrato per i mercatini che durante le festività si moltiplicano nelle città e nei luoghi di villeggiatura. Gli italiani acquisteranno infatti per Natale prodotti alimentari tipici per un valore superiore a 2 miliardi di euro per effetto della tendenza verso i prodotti alimentari di qualità da regalare a se stessi o agli altri.


Ringraziamento: riscoprire l’etica Con l’intervento del Vescovo, la Giornata Coldiretti del 28 novembre

Festa del Ringraziamento

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Chiesa gremita di fedeli, molti gli agricoltori

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L’offerta dei doni

ai giovani affinché si riavvicinino all’agricoltura chiedendo dunque l’aiuto di tutti per dare la giusta dignità alla loro attività. Dopo la messa il Vescovo ha benedetto le macchine e le attrezzature agricole e la Giornata del Ringraziamento è proseguita con la visita del Museo delle Contadinerie e il pranzo sociale preparato dall’attivissima pro loco di Rocchetta Tanaro con i prodotti dei Punti Vendita Campagna Amica. “E’ stato un Ringraziamento ricco di idee e di progetti – ha com-

Il Pres. Soave con l’On. Armosino dopo la messa

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a nevicata non ha impedito la celebrazione di una partecipatissima Giornata provinciale del Ringraziamento organizzata da Coldiretti Asti a Rocchetta Tanaro il 28 novembre. Erano presenti tutte le massime autorità politiche provinciali. Accompagnato dalla banda musicale di Rocchetta Tanaro il corteo guidato dalla bandiera Coldiretti, ha deposto una corona di fiori ai monumenti ai Caduti. Il Vescovo di Asti, Mons. Francesco Ravinale, ha presieduto la Messa solenne con l’offerta all’altare dei doni della terra. I dirigenti Coldiretti hanno voluto ringraziare il Signore per i frutti ottenuti dall’annata agraria, hanno anche portato all’altare lo statuto della Federazione e, simbolicamente, un agricoltore con le mani vuote, quale testimonianza del lavoro dell’uomo. Di fronte ai massimi dirigenti provinciali Coldiretti, ai parlamentari astigiani, Maria Teresa Armosino (anche in qualità di presidente della Provincia), Sebastiano Fogliato e Massimo Fiorio, al consigliere regionale Angela Motta, all’assessore provinciale all’Agricoltura, Fulvio Brusa, al presidente regionale Unci Coldiretti, Piero Montaldo, e ad una nutritissima schiera di Sindaci guidati dal primo cittadino di Rocchetta, Sergio Aliberti, il Vescovo di Asti ha sollecitato alla riscoperta dell’etica sotto tutti i profili della vita, dalla politica all’economia, per ridare la giusta dignità al lavoro, in particolare a quello agricolo che ha radici profonde nella cultura cattolica. Mons. Francesco Ravinale ha anche fatto un appello

Il direttore, Antonio Ciotta, con l’On. Sebastiano Fogliato


Festa del Ringraziamento

Nel salone comunale si è tenuto il pranzo sociale, nella foto, in primo piano, Bruno Porta con il vice questore Dezzani

Il Vescovo Mons. Ravinale con il Sindaco di Rocchetta Sergio Aliberti, il Presidente Maurizio Soave e il Direttore Antonio Ciotta

A lato, Il presidente provinciale e regionale Unci Coldiretti, Piero Montaldo, con l’assessore provinciale all’Agricoltura, Fulvio Brusa Sotto, Il preidente Soave con il sindaco di Rocchetta, l’On Fiorio e l’On. Armosino

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mentato il presidente provinciale Coldiretti, Maurizio Soave -, culminato con l’Omelia di Sua Eccellenza il Vescovo di Asti che ha richiamato tutti alla riscoperta dell’etica. Un messaggio chiaro e assolutamente in linea con le esigenze del settore e con la nostra organizzazione il cui progetto di una Filiera agricola tutta italiana mira alla difesa del made in Italy e alla salvaguardia degli imprenditori agricoli, a chi con la fatica e il lavoro si dedica con passione alla crescita del nostro Paese producendo prodotti di qualità da offrire al consumatore con il giusto prezzo”. “In questi giorni – rimarca il direttore provinciale Coldiretti, Antonio Ciotta - abbiamo riscontrato una crescente sensibilità delle istituzioni nei confronti del nostro settore.La presenza e la vicinanza dimostrataci nel corso della Giornata provinciale del Ringraziamento testimoniano come Coldiretti sia sulla strada giusta, una strada intrapresa un anno fa con il grande e ambizioso progetto di una Filiera agricola tutta italiana e che oggi possiamo dire abbia già dato ottimi frutti. C’è sicuramente ancora tanto cammino da fare, ma tutto questo ci sprona ad andare avanti sul percorso intrapreso, come del resto sollecitano i nostri associati da sempre al nostro fianco”.

Leone, ha avuto l’onore di fare il portabandiera Coldiretti

Il gruppo della Pro Loco che ha preparato il pranzo sociale


Barbera d’Asti: ottima annata I risultati del meeting di degustazioni in anteprima organizzato il 23 novembre

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2010 della Barbera d’Asti – ha sottolineato il presidente provinciale Coldiretti, Maurizio Soave – possa essere all’altezza della situazione, le sue qualità non sono in discussione ed ora ci aspettiamo che il mercato possa recepire al meglio il grande lavoro svolto dai vignaioli. Speriamo anche che l’intero comparto possa avviare sinergicamente nuove occasioni di valorizzazione della Barbera. Per noi è motivo di soddisfazione vedere come, grazie al lavoro dei produttori, l’esito della vendemmia e dell’affinamento in cantina sia ottimale. La Barbera d’Asti Docg annata 2010 si presenta con gusti, colori e profumi di alto profilo”.

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ferrato, Moncalvo, Mongardino, San Damiano e Vaglio Serra provenivano gli altri campioni. Prima delle degustazioni i vini sono stati sottoposti alle analisi per rilevare i seguenti parametri: gradazione alcolica, zuccheri riduttori, acidità totale e volatile, Ph, estratto secco e non riduttore, antociani, polifenoli e i seguenti gli acidi malico, lattico, tartarico e citrico. La valutazione organolettica e sensoriale effettuata in questa fase di “preparazione” dei vini è un utilissimo strumento messo a disposizione dei vignaioli per effettuare le ultime e delicate operazioni di cantina. “Grazie all’iniziativa di Coldiretti Asti – ha sottolineato il professor Gerbi - in questi otto anni di “Anteprima Barbera” abbiamo potuto renderci conto come la Barbera d’Asti abbia ormai raggiunto livelli di altissima professionalità nel vigneto. I vignaioli riescono a produrre sempre ottime uve. In cantina ci sono invece ancora margini di miglioramento e l’Anteprima Barbera è un’occasione unica per affinare ulteriormente le tecniche di vinificazione e di affinamento del prodotto”. “Si conferma come anche l’annata

Festa del Ringraziamento

Non è stata un’annata facile, ma la Barbera d’Asti Docg 2010 darà ottimi vini”, è questo il commento unanime emerso da un pubblico attento e qualificato che ha preso parte, il 23 novembre, nel Salone comunale di Rocchetta Tanaro, al meeting di degustazioni in anteprima della Barbera d’Asti DOCG annata 2010. L’iniziativa, come ogni anno inserita nell’ambito della Festa provinciale del Ringraziamento di Coldiretti Asti, ha rappresentato il primo vero esame della nuova annata, per capire come potrà inserirsi sul mercato il vino più diffuso del Piemonte. Le degustazioni delle Barbera, rigorosamente anonime, ma con l’indicazione della provenienza e le analisi organolettiche principali, sono state guidate con la consueta professionalità dal professor Vincenzo Gerbi dell’Università di Torino. Dopo le degustazioni dei 17 campioni presi in esame, il professor Gerbi ha stilato una sua personale classifica di merito: “Suddividendo in cinque classi di merito, dai vini di quest’anno è risultato che 4 sono in quarta classe, 5 in terza, 3 in seconda e ben 5 in prima classe. In questa fase di affinamento, in ogni caso sono tutti meritevoli, considerando come, ad esempio, un vino classificato in terza classe, fatte le opportune operazioni di cantina, questa primavera quando sarà il momento di metterlo sul mercato potrà tranquillamente risalire in seconda classe oppure in prima”. I vini presi in esame erano tutti rappresentativi del territorio provinciali, Nizza Monferrato, Costigliole, Castagnole Lanze, Montegrosso e Cisterna erano rappresentati da due campioni, da Castagnole Mon-


Accordo con Enel per l’energia verde Firmato un protocollo con Consorzi Agrari per i progetti agro-energetici

Filiera agricola italiana

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nel Green Power e Consorzi Agrari d’Italia (CAI) hanno sottoscritto un accordo per lo sviluppo di impianti alimentati a biomasse da filiera in Italia, attraverso la creazione di una joint venture dedicata. Fulvio Conti, Amministratore delegato e Direttore generale di Enel, e Sergio Marini, Presidente di Coldiretti, hanno firmato un protocollo di intesa per collaborare nella realizzazione di progetti agro energetici finalizzati alla produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile e, in particolare, da biogas e biomasse solide di origine agricola.Questa collaborazione sarà in grado di valorizzare modelli di produzione sostenibili – alimentati da accordi di filiera – e di promuovere tecnologie innovative, con importanti ricadute sui sistemi economici locali, anche attraverso specifici progetti di ricerca. In particolare, Enel Green Power, per Enel, e Consorzi Agrari d’Italia, quale soggetto indicato da Coldiretti, svilupperanno congiuntamente progetti mirati a favorire lo sviluppo di filiere agro energetiche locali, secondo un modello di generazione di energia distribuita da biomasse, in modo da sostenere lo sviluppo di veri e propri distretti agroenergetici. A tale scopo, sarà creata una nuova joint venture - partecipata al 51% da Enel Green Power e al 49% da CAI - che sarà dedicata prevalentemente alla promozione e all’implementazione di progetti di generazione di energia elettrica da biomassa solida da filiera nazionale, e che potrà sviluppare anche progetti fotovoltaici su tetti e terreni dei Consorzi Agrari. I singoli progetti a biomassa saranno messi a punto attraverso società

di progetto dedicate, partecipate integralmente dalla nuova joint venture. I partner svilupperanno le iniziative scegliendo le filiere più adatte ed inserendole nel contesto geografico migliore per la valorizzazione e l’integrazione con le economie locali, facendo leva sulla leadership tecnologica di Enel Green Power nel settore delle rinnovabili, riconosciuta a livello mondiale, e sulla capacità di CAI di strutturare accordi di filiera per l’approvvigionamento delle biomasse. Fulvio Conti, Amministratore delegato e Direttore generale di Enel ha dichiarato: “Siamo lieti di avviare oggi un nuovo modello di business nelle fonti rinnovabili che combina i vantaggi ecologici degli impianti a biomasse, una fonte rinnovabile con un alto potenziale di sviluppo per Enel Green Power, con le ricadute positive sul mondo agricolo locale. Questo accordo si inserisce in un programma di collaborazioni per rendere lo sviluppo delle biomasse da filiera nazionale sempre più efficiente e sostenibile”. “L’accordo segna un ulteriore passo in avanti nel nostro progetto per una filiera agricola tutta italiana che si estende al campo energetico con una dimostrazione concreta del grande contributo che possono offrire le imprese agricole italiane per una crescita del Paese su basi di sostenibilità dal punto di vista ambientale e occupazionale”, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini. “Sviluppare la filiera corta, ossia le biomasse locali, - ha detto Francesco Starace, Amministratore delegato e Direttore generale di EGP - significa valorizzare il territorio che ospita l’impianto,

sostenendo la necessaria differenziazione delle coltivazioni dedicate verso quelle energeticamente più utili, e contribuire, quindi, allo sviluppo dell’indotto. Con CAI, avremo l’opportunità di sviluppare adeguatamente questa fonte rinnovabile, in grado di costituire un terreno di incontro tra mondo agricolo e mondo energetico.” “Costruire filiere italiane anche nel settore dell’energia – ha affermato Pierluigi Guarise presidente del Consiglio di Gestione di CAI – è l’obiettivo che stiamo perseguendo per dare concretezza alla volontà di sostegno efficace all’agricoltura italiana. La presenza di Consorzi Agrari d’Italia, conclude Guarise, potrà essere un elemento di garanzia per una presenza equilibrata di impianti sui diversi territori e una certezza di un buon utilizzo delle biomasse a cominciare dai sottoprodotti di lavorazione delle principali produzioni agricole”.


Unci-Coldiretti ha incontrato i soci Le cooperative protagoniste della Filiera agricola tutta italiana

Unci-Coldiretti è già la seconda centrale cooperativa regionale possa prescindere dall’attuazione di 4 fondamentali basi: la motivazione di ogni singolo socio di ogni cooperativa, l’organizzazione di una rete di informazione capillare e puntuale, la creazione di gruppi di lavoro specifici per ogni singolo settore e soprattutto la formazione mirata degli amministratori delle cooperative, la prima della 4 basi che sarà concretizzata con la fine del mese. Via C. Botta, 4 - 14015 San Damiano d’Asti

Tel. & Fax 0141.975146 cell. 336.253369

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S. Damiano Cisterna Celle Enomondo Ferrere

proprio in ottemperanza ai propri dettami, punta sulla creazione di nuove realtà cooperativistiche che soddisfino tutti i crismi del Progetto “Una filiera agricola tutta italiana”. Ad oggi, a livello piemontese, per soddisfare le esigenze delle oltre 70 cooperative aderenti e dei più di 1000 soci rappresentati, sono attive sul territorio 5 Associazioni, 4 con dimensione provinciale, ovvero quelle di Asti, Alessandria, Cuneo, Torino e una con carattere interprovinciale ovvero quella di Novara, Verbano Cusio Ossola, Vercelli e Biella. In chiusura del suo intervento, il presidente Piero Montaldo ha ribadito come la prosecuzione degli ottimi risultati ottenuti sino ad ora non

Assemblea

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i è tenuta il 15 dicembre scorso, presso la Federazione di Asti, l’assemblea dei soci di Unci Coldiretti. “Seguendo il progetto di “Filiera agricola tutta italiana” di Coldiretti, la cooperazione è tra i protagonisti della strategia di rigenerazione dell’agricoltura”, ha esordito così Piero Montaldo, presidente provinciale e regionale UNCI-Coldiretti. “Il progetto di UNCI-Coldiretti” – ha sottolineato il Presidente – ha tra le sue finalità il ritorno del singolo socio della cooperativa a fulcro fondamentale della struttura, con le cooperative al servizio delle imprese e non viceversa. Per questo occorre seguire tre vie d’azione: rappresentanza nelle sedi provinciali e regionali, qualificazione delle cooperative, inserimento nel progetto di consolidamento dello sviluppo della cooperazione agricola e della trasformazione agroindustriale.” Dinamismo, concretezza, capacità di stare sul mercato con la giusta aggressività economica sono gli elementi che caratterizzano l’Associazione UNCI-Coldiretti che dal punto della rappresentanza oggi è al secondo posto in Piemonte nonostante la giovane età. Una realtà che è nata per offrire un nuovo modo di rappresentare la cooperazione, seguendo nuove linee mai percorse in passato, che vedono il coinvolgimento diretto di ogni singolo socio. UNCI-Coldiretti,


I punti di forza di Donne Impresa Coldiretti Vendita diretta organizzata e filiera agricola tutta italiana

Associazionismo

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ffrontare il difficile momento economico contando su una risorsa in più: l’impegno e la determinazione delle donne imprenditrici. E’ quanto si prefigge il coordinamento regionale Donne Impresa Coldiretti che nel convegno dì lunedì 22 novembre, allargato per l’occasione a tutti i coordinamenti provinciali, ha fatto il punto con relatori illustri sulle strategie per uscire dalla crisi economica e rilanciare le produzioni agroalimentari nell’ottica di una filiera agricola tutta italiana. Il presidente regionale Coldiretti, Paolo Rovellotti, ha salutato la platea tutta al femminile, mettendo in luce quanto il ruolo delle donne sia essenziale nell’ambito di un’azienda.  Il presidente ha lanciato un messaggio sull’etica produttiva di Coldiretti, partendo dal patto sottoscritto a tutela dal consumatore che oggi più che mai rivela la sua importanza. In questa direzione, Franca Sandrone, coordinatrice regionale Donne Impresa, ha messo in evidenza l’importanza della difesa del made in Italy: “Le enormi bugie sugli Ogm fanno bene alle multinazionali, ma il cibo ha un valore etico ben più profondo. Il made in Italy è un valore, sinonimo di qualità, in un contesto in cui cresce la domanda di genuinità e sicurezza. Non dimentichiamo le battaglie portate avanti da Coldiretti, la nostra netta presa di posizione al Frejus e al Brennero, per denunciare quanto cibo contraffatto entri nel nostro paese e venga venduto come prodotto italiano. Secondo dati certificati dall’Uvac, che l’assessore regionale Claudio Sacchetto ha reso noti su richiesta di Coldiretti,

Adriana Bucco

Paola Romanato

300 milioni di euro di carni bovine, suine e latte provenienti dall’estero sono arrivati in Piemonte. Ci chiediamo ora come verranno etichettati e venduti”. “L’agroalimentare italiano è il più amato e il più copiato al mondo, per questo è necessario continuare nel progetto Coldiretti a difesa della filiera agricola tutta italiana”. Un altro aspetto su cui si è soffermata la coordinatrice regionale di Donne Impresa è il reddito dell’agricoltore. “Per ogni euro di spesa alimentare del consumatore, solo 17 centesimi vanno all’agricoltore, mentre 23 vanno alla trasformazione e il resto alla commercializzazione. Bisogna evitare queste storture e valorizzare il cibo di qualità”. Alla tavola rotonda sono state invitate Monica D’Ascenzo, giornalista e

autrice del libro “Donne sull’orlo della crisi economica” e Teresina Mancuso, ricercatrice alla Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Torino. Dagli interventi delle relatrici è emerso un notevole calo dei consumi, dovuti alla crisi economica, accompagnato però da un’aumentata richiesta di qualità del prodotto. La ricetta anti-crisi esiste. Secondo Monica D’Ascenzo: “Non bisogna smettere di investire ed è fondamentale non arrendersi”. Accorgimento necessario – secondo la giornalista del Sole24Ore - comunicare meglio e cogliere le opportunità offerte dal mercato, per andare incontro alla domanda del consumatore”. In Piemonte le imprese al fem-


RINNOVATO IL CONSIGLIO NAZIONALE FEDERPENSIONATI Nel nuovo direttivo anche il presidente di Asti, Bruno Porta

coltura:  “La carta da giocare ora è la multifunzionalità e la parola chiave è diversificare: noi siamo i produttori, ma possiamo essere anche i gestori dei punti vendita di aziende accreditate Coldiretti”. Al termine degli interventi dei relatori è seguito un ampio di-

settore sanitario, previdenziale e sociale, alla formazione dei comitati Cupla e Cera, dalle manifestazioni di denuncia e protesta dell’organizzazione alla nuova fase della Coldiretti di Marini. Presenti nel nuovo consiglio nazionale, oltre a Natale Carlotto, Bruno Porta e Alfredo Penasso, rispettivamente presidente regionale e presidente per la provincia Torinese dell’associazione pensionati Coldiretti.

Associazionismo

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l capoluogo siciliano ha accolto dal 24 al 26 novembre la decima Assemblea nazionale elettiva Federpensionati Coldiretti: quasi trenta i rappresentanti che componevano la delegazione piemontese guidata dal presidente regionale Bruno Porta. “Anziani propositivi e attivi per una giusta previdenza e per una filiera agricola tutta italiana”: questo il titolo dell’interessante relazione del presidente nazionale, il senatore Natale Carlotto. “Fondamentale è il ruolo degli anziani” ha sostenuto il senatore Carlotto di fronte ad una platea coinvolta e partecipe “all’interno del progetto nazionale della filiera agricola tutta italiana e, più in generale, dell’organizzazione Coldiretti, la grande famiglia di famiglie, la grande impresa di imprese”. Molti i traguardi dell’associazione pensionati Coldiretti e del sindacato, ripercorsi in occasione dell’incontro nazionale: dalle leggi e provvedimenti nel

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battito che ha coinvolto le donne imprenditrici. “Da questo confronto – ha sottolineato Paola Romanato, responsabile Donne Impresa Coldiretti Asti - è emersa forte la necessità di fare impresa al meglio anche in questo momento di crisi economica”.

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minile sono solo il 29% , ma hanno un peso notevole nella crescita del settore agricolo e socio-economico. Il dato emerge dall’analisi condotta dalla ricercatrice Teresina Mancuso, secondo cui: “l’ agricoltura ha necessità di forze giovani  per vincere le sfide future, preservando le eccellenze agroalimentari e mantenendo saldo il legame con il territorio”. “A livello nazionale, l’auspicio è che il 30% di imprese al femminile possano crescere -  ha sottolineato Silvia Bosco, segretario nazionale Donne Impresa, che citando i dati di Unioncamere, ha parlato di un’imprenditoria agricola sana e in espansione.  “Oggi, le imprese agrituristiche sono il 2,9% in più rispetto ai dati del 31 dicembre 2008. Nell’ambito di Coldiretti, crescono i progetti legati alle Fattorie didattiche, che sono più di duecento in Piemonte, così come i progetti di vendita diretta e la rete dei farmer’s market”. Adriana Bucco, responsabile nazionale di Donne Impresa Coldiretti, in veste di componente della commissione femminile del Copa, il Comitato delle organizzazioni professionali agricole europee, ha evidenziato come la vendita diretta organizzata che fa parte del progetto Coldiretti anticipi una linea europea che vuole valorizzare “la Filiera Corta” e ha lanciato la sfida a tutte le imprenditrici, di interpretare in modo nuovo e intelligente il modo di fare agri-


“Vino & Vitae”, non demonizzate il vino L’invito di Coldiretti al bere consapevole nel convegno del 10 dicembre

Iniziative

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edici e docenti universitari sono stati i relatori d’eccezione all’incontro conferenza stampa “Vino & Vitae, bevi e controllati” organizzato da Coldiretti Piemonte il 10 dicembre al Circolo dei Lettori di Torino. Davanti ad pubblico attento e partecipe, hanno preso la parola Paolo Rovellotti, presidente Coldiretti Piemonte, Vincenzo Gerbi, docente all’Università di Torino, alla Facoltà di Agraria, Mario del Piano, direttore del reparto di Gastroenterologia all’Ospedale Maggiore della Carità di Novara, Rossana Becarelli, antropologa e Direttrice Sanitaria dell’Ospedale Giovanni Vecchio di Torino, Maurizio Soave, presidente Coldiretti di Asti e componente di Giunta Coldiretti Piemonte con delega al settore vitivinicolo e Bruno Rivarossa, direttore Coldiretti Piemonte. Dal convegno è emersa la volontà di Coldiretti di iniziare un percorso marcato sul consumo consapevole del vino, nel pieno rispetto delle prescrizioni di legge, ma al tempo stesso prendendo atto che è necessario introdurre una normativa che tenga conto di parametri nuovi per non demonizzare “il nettare degli dei” e, al tempo stesso, distinguere il vino dai superalcoolici che, invece, insieme all’uso di droghe sono i principali fattori che causano gli incidenti stradali. E’ fondamentale considerare il vino come un vero e proprio alimento con proprietà nutritive benefiche, indispensabili nella dieta mediterranea, invidiata da tutto il mondo. “Vino è cultura, ha esordito il presidente di Coldiretti Piemonte, Paolo Rovellotti, ma oggi il consumo del vino è osteggiato, il consumatore è spaventato come conseguenza

di una legislazione a volte mal applicata che, non distinguendo tra vino e superalcoolici, lo mette in condizione di allontanarsi da una tradizione agroalimentare millenaria e da un consumo regolare, che dà benefici alla salute”. “Oggi il messaggio che diamo ai consumatori è quello di bere consapevolmente - ha evidenziato il direttore regionale Bruno Rivarossa -. Metteremo a disposizione del pubblico negli agriturismi e nei punti vendita Campagna Amica gli strumenti necessari, come l’etilometro, in modo che si possa controllare coscientemente l’uso di alcool, ma chiediamo che si lavori con medici ed esperti per modificare i parametri di legge oggi troppo rigidi per un alimento così importante come il vino”. “Il futuro del vino è la sostenibilità ambientale – ha sottolineato il prof. Vincenzo Gerbi – per garantire al consumatore tutta la genuinità di un prodotto che non contiene conservanti, ma soprattutto bisogna valorizzare la biodiversità, dando dignità e riscoprendo i vini pregiati del nostro territorio”. Il prof. Mario del Piano ha spiegato i benefici che si riverberano sul piano della salute, attraverso i polifenoli

e altre sostanze presenti nel vino, evidenziando anche come la nostra capacità digestiva dell’alcool risulti un carattere tramandato proprio dall’abitudine dei nostri antenati all’utilizzo costante di questo alimento. Al vino si riconosce quindi una valenza culturale e anche antropologica, come ha sottolineato nel suo intervento la dott.ssa Rossana Becarelli, che ha ripercorso, a partire dall’antichità, i miti che si sono accompagnati al “nettare degli dei” fino alla tradizione cristiana. A chiudere la conferenza, l’impegno preso dal presidente di Coldiretti Piemonte, Paolo Rovellotti: “Da oggi lavoreremo con medici ed esperti per analizzare nuove formule di proposta per il legislatore, nell’attesa invitiamo a bere e controllarsi, ma a bere vino italiano”.


Mercati Campagna Amica patrimonio culturale L’opinione pubblica si sta rendendo conto della funzione dell’agricoltura

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ono cresciuti esponenzialmente in questo ultimo anno grazie ai mercati di Campagna Amica sono decine di migliaia di imprenditori agricoli in tutta Italia, ogni settimana anima-

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Entro il 31 dicembre, in Piemonte, i produttori agricoli che effettuano la vendita nelle aree pubbliche devono presentare un attestato di regolarità contributiva “Ormai – sottolinea il presidente provinciale Coldiretti, Maurizio Soave – in Italia ci sono oltre 1000 mercati di Campagna Amica. Per Coldiretti i mercati di Campagna Amica, oltre essere una positivo esperienza economica riservata agli imprenditori agricoli, sono uno strumento culturale importante di affermazione del Made in Italy e di collaborazione con i consumatori. L’opinione pubblica, grazie alle nostre iniziative Campagna Amica, si sta rendendo conto della funzione strategica dell’agricol-

Maurizio Soave, presidente Coldiretti Asti

tura e delle imprese agricole nei confronti della società. La salvaguardia dell’ambiente, attraverso produzioni a basso impatto e con una corretta manutenzione del territorio, il risparmio energetico attraverso il chilometro zero e lo sfruttamento delle risorse naturali, la salubrità delle produzioni e la garanzia dell’Ogm free, il tramandare tradizioni e valori che hanno radici contadine, in generale accrescere il benessere con uno stile di vita sano correlato alla natura, sono

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no i mercati di Campagna Amica recandosi sulle aree mercatali, nei mercati rionali, sulle aree pubbliche per vendere direttamente ai consumatori al giusto prezzo i loro prodotti. Qui nell’Astigiano i principali mercati degli agricoltori di Campagna Amica si tengono ad Asti presso il Moi, mercato ortofrutticolo all’ingrosso, in piazza Saragat, ogni mercoledì e sabato dalle 7,30 alle 11, ogni seconda domenica del mese sotto i portici della centralissima piazza Alfieri e in piazza Catena tutti i giorni, a Bubbio ogni sabato pomeriggio nella centrale via Roma, a Calamandrana al sabato, mattinata, a Castelnuovo don Bosco ogni domenica mattina. Ai mercati di Campagna Amica si possono trovare tutti i prodotti di stagione, a chilometri zero, ad un costo medio del 30% in meno dei prezzi pubblicati dal servizio SMS consumatori rilevati presso la grande distribuzione.

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Una forza di divulgazione di valori e tradizioni, ogni settimana in Italia animata da decine di migliaia di imprenditori agricoli


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tutti elementi che si stanno affermando anche grazie alla promozione realizzata attraverso i mercati di Campagna Amica. Con i mercati, in pratica, noi agricoltori, abbiamo deciso di mettere la faccia ed anche la firma”. In somma l’attività mercatale degli imprenditori agricoli è diventata una cosa molto seria. In questo senso, deve essere letto anche l’ultimo provvedimento amministrativo imposto dalla Regione Piemonte ai produttori agricoli che effettuano vendita diretta dei propri prodotti su aree pubbliche, marcati rionali e/o settimanali, fiere, manifestazioni, mercati tematici in forma itinerante. Entro il 31 dicembre devono presentare ai Comuni un attestato per la verifica annuale della regolarità contributiva. Il Durc in caso di aziende o società con dipendenti, in mancanza di questo documento il certificato di regolarità contributiva, oppure gli attestati dei versamenti contributivi. Insieme a tale “certificazione” dovranno corredare la ricevuta di presentazione del Modello Unico o di altra dichiarazione dei redditi, una copia della visura Camerale e un documento di identità. Si tratta di un ulteriore adempimento, ma la strada intrapresa dagli imprenditori agricoli italiani è quella della massima trasparenza per far emergere il valore etico della nostra agricoltura nei confronti di chi spaccia prodotti contraffatti per Made in Italy. “Questo è in linea – sottolinea Antonio Ciotta, direttore provinciale Coldiretti – con il nostro progetto di “Una filiera agricola tutta italiana” che vuole l’affermazione del vero made in Italy che è l’unico strumento serio per dare valore aggiunto alle imprese”.

AVVISO VENDITA DIRETTA sui MERCATI Tutti i Produttori Agricoli che effettuano Vendita Diretta dei propri prodotti su Aree Pubbliche, Mercati rionali e/o settimanali - Fiere Manifestazioni - Mercati Tematici - in forma Itinerante, devono

Entro il 31 dicembre 2010 presentare ai Comuni la seguente documentazione, prevista dalla Regione Piemonte con D.G.R. n.° 20 380 del 26-07-2010, per la Verifica Annuale della Regolarità contributiva Aree pubbliche (V.A.R.A.): • D.U.R.C. in caso di aziende o società con dipendenti rilasciato nell’anno in corso con riferimento all’anno fiscale precedente; oppure

QUESTI TRE DOCUMENTI SONO FRA LORO ALTERNATIVI

• La ricevuta dell’avvenuta presentazione del Modello Unico o di altra • Certificato di regolarità contributi- dichiarazione dei redditi; va rilasciato nell’anno in corso con riferimento all’anno fiscale prece- • La copia della Visura Camerale dente in mancanza di D.U.R.C. e in corso di Validità; in caso di aziende o società senza dipendenti; oppure • La Fotocopia della Carta d’identità del titolare dell’Impresa; • Attestati versamenti dei contributi relativi all’anno precedente in difetto di entrambi i documenti sopraindicati; Si invitano tutti produttori a prendere contatto urgentemente con gli Uffici Zona per mettersi in regola con questi adempimenti, al fine di evitare la sanzione prevista: Sospensione e possibile decadenza delle autorizzazioni comunali

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Adeguamento delle macchine agricole La nuova “Direttiva” per la presunzione di conformità CE

e regolamentari di cui al comma 1, e quelle messe a disposizione dei lavoratori antecedentemente all’emanazione di norme legi-slative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto, devono essere conformi ai requisiti generali di sicurezza di cui all’Allegato V. (Allegato V del D.Lgs 81/08). Per fare chiarezza in questo panorama assai complicato, l’ISPESL ha creato una commissione di esperti per affrontare in modo sinergico il problema ed ha pubblicato alcune linee guida che, attraverso la valutazione di numerosi aspetti tecnici, hanno riportato i criteri applicativi per l’installazione di strutture di sicurezza contro il ribaltamento e per la corretta modifica o sostituzione dei sedili di guida di trattrici agricole privi di cinture di sicurezza (www.ispesl.it). L’adeguamento delle macchine agricole riguarda, oltre ai datori di lavoro, i Coltivatori Diretti ed i rivenditori e costruttori in quanto

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strutture antiribaltamento e sedili di guida dotati di cinture di sicurezza. Queste circolari sono però state largamente disattese sia dagli agricoltori sia dai produttori di macchine agricole ed in particolare dai rivenditori che hanno continuato ad immettere sul mercato macchine agricole non conformi appellandosi ad una presunta non chiarezza normativa. Con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 81/08 del 15 maggio 2008, integrato dal Decreto Legislativo 106/09 del 3 agosto 2009 è stata ulteriormente trattato e chiarito il rischio ribaltamento con il rimando alle metodologie di adeguamento riportate nell’Allegato V dello stesso Decreto per cui è opportuno ricordare che da tale data è obbligatorio per le trattrici agricole la presenza sia del telaio che delle cinture di sicurezza. D.L.gs 81/08, art. 70. Le attrezzature di lavoro costruite in assenza di disposizioni legislative

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er l’immissione sul mercato comunitario delle “Macchine agricole nuove”, lo scorso 6 marzo 2010 tramite il D.Lgs 17/10 è entrata in vigore in Italia la nuova “Direttiva Macchine” (in recepimento della Direttiva 2006/42/CE entrata in vigore in Europa il 29 dicembre 2009) che, come già nelle precedenti stesure, richiama, all’Art. 7, la possibilità di utilizzare le norme tecniche armonizzate per la “Presunzione di conformità CE”. La nuova Direttiva porta anche una serie di novità per il settore e la più importante è sicuramente la sua applicabilità anche alle trattrici agricole per diversi punti precedentemente non trattati. Più che delle macchine nuove la cui normativa di fabbricazione ed immissione sul mercato riguarda le ditte costruttrici od i rivenditori per quelle di provenienza extra CEE, ci interessa soffermarci sulle “Macchine Agricole Usate”, sia per quanto concerne il loro uso che la loro compravendita. Il Ministero del Lavoro, facendo seguito alla propria Circolare 49/81 in cui si ricordava la necessità di installare telai di sicurezza su trattrici immatricolate prima del 1974 e prive di detto dispositivo, ha emanato la Circolare 11/05 del marzo 2005, e successivamente la Circolare 03/07 del febbraio 2007, in cui ricorda la necessità di adeguare le trattrici agricole alle normative di sicurezza per il loro utilizzo e rivendita ponendo in speciale attenzione il rischio di ribaltamento e la necessità quindi di adottare


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alla priorità nel porre la massima attenzione per evitare infortuni sul lavoro, occorre valutare anche le eventuali sanzioni che potrebbero derivare dai controlli citati. A titolo esemplificativo riportiamo i principali adeguamenti obbligatori a cui le trattrici agricole devono sottostare per il loro utilizzo, rammentando che l’adeguamento vale sia che sulla trattrice operi un lavoratore subordinato, sia che vi operi il Coltivatore stesso od un suo famigliare (D.lgs.81/08 Art. 21). coinvolti nella compravendita dell’usato (D.lgs.81/08 Art. 23, Obblighi dei fabbricanti e dei fornitori). Inoltre il Piano Sanitario Nazionale prevede, a partire dal corrente anno, una serie di controlli, da parte di ispettori ASL, nelle aziende agricole per cui oltre

Rischio ribaltamento Tutte le trattrici agricole devono essere dotate di un dispositivo di protezione in caso di ribaltamento della stessa, qualora non ne siano state dotate all’origine (trattrici immesse sul mercato prima del gennaio 1974); i telai

di protezione montati devono essere conformi alle linee guida ISPESL, devono essere istallati da una Ditta competente che ne rilasci il Certificato di Costruzione ed Installazione. Tutte le trattrici devono altresì essere dotate di sistema di ritenzione del conducente, cinture di sicurezza; queste devono essere montate se tecnicamente possibile sul sedile della trattrice, se questi non è predisposto sarà necessario sostituire anche il sedile, anche in questo caso le installazioni e le modifiche devono essere effettuate da una Ditta competente secondo le linee guida ISPESL che ne rilasci il Certificato di Costruzione ed Installazione. Rischio avvolgimento Per la protezione dal rischio di

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Notizie Coldiretti sempre aggiornate Richiedete l’invio delle notizie tramite e-mail o SMS

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Coldiretti Asti, nell’ambito dell’Azione 111-1B del PSR, ha predisposto un nuovo servizio per la diffusione delle notizie in tempi rapidi e puntuali. Per essere sempre informati sugli adempimenti, le scadenze, le opportuità inerenti l’attività delle imprese agricole, Coldiretti divulgherà le notizie tramite e-mail e/o SMS telefonici. Si tratta di un’opportunità per essere sempre aggiornati e tenere sotto controllo la propria azienda, dal punto di vista tecnico, burocratico ed economico. Per aderire all’iniziativa e ricevere quindi le notizie è sufficiente compilare e restituire il presente modello agli uffici Coldiretti. Io sottoscritto_____________________________________________________________ Indirizzo__________________________________________________________________ Settore produttivo di interesse_______________________________________________ desidero ricevere l’invio delle informazioni divulgate da Coldiretti Asti inerenti i vari argomenti di interesse per la propria impresa agricola, tramite:

e-mail all’indirizzo: _______________________________________

SMS al telefono di cellulare: _______________________________

Autorizzo Coldiretti Asti ad inserire i miei dati nelle liste per la gestione dell’invio dei comunicati informativi. In qualsiasi momento in base all’Art. 13 della legge 675/96 potrò chiedere la modifica o la cancellazione, oppure negare il consenso al loro utilizzo scrivendo a Coldiretti C.so F. Cavallotti 41 – 14100 Asti.

Luogo ____________________________________Data__________________________Firma_____________________________

da ritagliare e spedire a: coldiretti asti - c.so cavallotti 41 - 14100 asti


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ntro gennaio 2011 entreranno in vigore nuove linee guida sui requisiti dei locali adibiti alla trasformazione dei prodotti agroalimentari. Si prevede un’applicazione più restrittiva rispetto alle regole

In questa categoria, oltre a trattici gommate di vecchia costruzione, sono sicuramente compresi molti motocoltivatori a due assi in particolare quelli di tipo snodato. Si raccomanda di porre molta attenzione alla compravendita, locazione e prestito d’uso di macchine usate; in particolare, se intendiamo vendere qualsiasi macchina od attrezzatura agricola non conforme alle attuali leggi, dobbiamo ricordare che questa può essere venduta solo ad officine e rivenditori specializzati indicando sulla fattura “Macchina non conforme alle attuali normative in materia di sicurezza; la macchina non può essere reimmessa sul mercato nelle attuali condizioni di fatto”, non può essere venduta, locata o data in prestito d’uso (anche specificando la non conformità) ad un’altra azienda agricola comunitaria od ad un privato

attuali, per tanto tutti gli interessati all’apertura di una nuova attività di vinificazione devono contattare quanto prima il servizio competente presso la sede provinciale Coldiretti, tel. 0141380439.

cittadino. Chi concede in prestito d’uso, locazione, ecc., una macchina o una attrezzatura agricola forestale o di altro tipo, anche a titolo gratuito, deve verificare e documentare che il possibile utilizzatore sia in possesso dei requisiti di sicurezza (formazione) previsti dalla legge. (Art. 72 D.lgs 81/08). Nel caso di acquisto di una macchina od attrezzatura agricola usata questa oltre ad essere conforme alle attuali leggi in materia, deve essere accompagnata dal libretto di uso e manutenzione, deve riportare in fattura la scritta “Macchina conforme alle attuali norme sulla sicurezza” ed avere le dichiarazioni di conformità degli eventuali aggiornamenti ed adeguamenti effettuati e non indicati sul libretto di circolazione (Certificato di Costruzione ed Installazione).

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Rischio da contatti con cinghie di trasmissione, ventole, parti calde, ecc. Tutte le parti del motore che permettano l’intrusione di mani, dita, ecc., devono essere isolate mediante griglie metalliche di misura tale da impedirne l’accesso; cosi come parti molto calde che possano dare origine a scottature (marmitta) devono altresì essere segregate. Queste sono certamente le situazioni di maggiore criticità e quindi devono essere oggetto dei primi interventi urgenti; senza le protezioni contro il ribaltamento e senza cinture di sicurezza la trattrice non può essere usata ed in caso di controllo viene immediatamente sequestrata. Occorrerà poi porre attenzione agli altri rischi derivanti dall’uso delle trattrici agricole, tra cui i pittogrammi (segnaletica) di sicurezza, scale d’accesso al posto di guida, visibilità (specchietti retrovisori), luci, protezione del cardano, ecc.. Non sempre però le modifiche sono attuabili; esistono, infatti, macchine che necessitano di adeguamenti strutturali per aumentarne la sicurezza ma che non possono essere modificate a causa di loro particolari configurazioni o perché la modifica potrebbe essere incompatibile con componenti o con parti strutturali; in questo caso l’unica alternativa consiste nella loro rottamazione o disattivazione.

HACCP DELLE CANTINE Da gennaio in vigore le “linee guida”

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contatto involontario con la presa di potenza, per la trasmissione cardanica del moto, l’albero di trasmissione deve essere segregato su almeno tre lati mediante uno scudo di protezione in lamiera conforme ai requisiti di legge.


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Stop ai sacchetti di plastica Dal 1° gennaio 2011 il divieto di produzione e vendita

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al 1° gennaio 2011 stop ai sacchetti di plastica. Il divieto di produzione, commercializzazione ed utilizzo dei sacchetti in plastica non biodegradabili è previsto nella legge finanziaria 2007, la cui scadenza originaria, ossia il 1 gennaio 2010, era stata prorogata in considerazione delle contingenze derivanti dalla crisi economica internazionale. La normativa italiana, che recepisce disposizioni comunitarie (in particolare la direttiva 94/62/ CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio), prevede che, ai fini della riduzione delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera, del rafforzamento della protezione ambientale e del sostegno alle filiere agro-industriali nel campo dei biomateriali, dovrebbe prendere avvio un programma sperimentale a livello nazionale per la progressiva riduzione della commercializzazione di sacchi per l’asporto delle merci che, secondo i criteri fissati dalla normativa comunitaria e dalle norme tecniche approvate a livello comunitario, non risultino biodegradabili. Il bando dei sacchetti di plastica, oltre ad essere un successo ambientale, rappresenta una grande opportunità per le bioplastiche e, dunque, per il settore agricolo. Da un lato, è necessario ricordare che ogni anno miliardi di buste di plastica vengono abbandonate, con tempi di degradazione molto lunghi, circa 20 anni, ed il rilascio di sostanze chimiche dannose per l’ambiente, l’ecosistema marino e la salute umana. L’inquinamento derivante dai sacchetti non è legato solo allo smaltimento, ma anche alla produzione. Si stima, infatti, che per produrne 200 mila tonnellate ven-

gano bruciate 430 mila tonnellate di petrolio. Invece, i nuovi ecoshopper dovranno essere realizzati in bio plastica ricavata da mais e da altre materie vegetali e dovranno essere riutilizzabili. La norma UNI EN 13432, rappresenta, da questo punto di vista, un riferimento importante, in quanto fornisce presunzione di conformità alla direttiva 2004/12/CE sugli imballaggi e rifiuti da imballaggio. Questa norma armonizzata, disciplina i Requisiti per imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione, ed è stata adottata anche in Italia con la denominazione UNI EN 13432. Essa definisce le caratteristiche che un materiale deve possedere per poter essere definito compostabile: la biodegradabilità, ossia la conversione metabolica del materiale compostabile in anidride carbonica; la disintegrabilità, cioè la frammentazione e perdita di visibilità nel compost finale (assenza di contaminazione visiva); bassi livelli di metalli pesanti e assenza di effetti negativi sulla qualità del compost (esempio: riduzione del

valore agronomico e presenza di effetti ecotossicologici sulla crescita delle piante). Si rammenta, infine, che il decreto legislativo, attualmente in discussione, di recepimento della nuova direttiva rifiuti (2008/98/CE), con riferimento alla raccolta differenziata, prevede che i rifiuti organici quali rifiuti biodegradabili di giardini e parchi, rifiuti alimentari e di cucina prodotti da nuclei domestici, ristoranti, servizi di ristorazione e punti vendita al dettaglio e rifiuti simili prodotti dall’industria alimentare dovranno essere raccolti in modo differenziato con contenitori a svuotamento riutilizzabili o con sacchetti compostabili certificati, proprio, a norma UNI EN 13432-2002. Ciò significa che l’ambito di introduzione dei sacchetti biodegradabili va oltre il circuito commerciale, stabilendo l’obbligo, anche per i cittadini, di utilizzare per i rifiuti organici i contenitori alternativi rispetto ai tradizionali sacchetti di plastica. Questi ultimi resteranno destinati, dunque, solo alla raccolta differenziata avente ad oggetto la plastica.


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Commissione UE: una PAC lungimirante Dopo il 2013 si profilano tre obbiettivi principali

COME RAGGIUNGERLI La Comunicazione esamina i futuri strumenti che potrebbero consentire di realizzare al meglio questi obiettivi. Con riguardo ai pagamenti diretti, viene sottolinea l’importanza di ridistribuire, riformulare e rendere più mirato il sostegno, sulla base di

Riguarda non solo gli agricoltori, ma tutti i cittadini dell’UE in quanto consumatori e contribuenti criteri oggettivi ed equi, facilmente comprensibili per il contribuente. I nuovi criteri dovrebbero essere sia economici (data la funzione di “sostegno al reddito” propria dei pagamenti diretti) che ambientali (per tener conto dei beni di pubblica utilità forniti dagli agricoltori), e il sostegno dovrebbe essere maggiormente orientato verso gli agricoltori attivi. Andrebbe organizzata una distribuzione più equa dei fondi, in modo fattibile sotto il profilo economico e politico, prevedendo un margine di transizione per evitare gravi perturbazioni. Uno degli approcci possibili potrebbe consistere nel fornire un sostegno di base ai redditi (eventualmente uniforme per re-

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TRE OBBIETTIVI Nei mesi scorsi la Commissione ha organizzato un dibattito pubblico e una grande conferenza sul futuro della PAC. La stragrande maggioranza dei contributi ha identificato tre obiettivi principali: produzione alimentare economicamente redditizia (la fornitura

di derrate alimentari sicure e in quantità sufficienti in un contesto di crescente domanda mondiale, di crisi economica e di maggiore instabilità dei mercati per contribuire alla sicurezza dell’approvvigionamento); gestione sostenibile delle risorse naturali e azione a favore del clima (gli agricoltori devono spesso far prevalere le considerazioni ambientali su quelle economiche, ma i relativi costi non vengono compensati dal mercato); mantenimento dell’equilibrio territoriale e della diversità delle zone rurali (l’agricoltura resta un motore economico e sociale di grande importanza nelle zone rurali e un fattore fondamentale per mantenere in vita la campagna).

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a Commissione europea ha pubblicato il 18 novembre la comunicazione “La politica agricola comune (PAC) verso il 2020 – Rispondere alle sfide future dell’alimentazione, delle risorse naturali e del territorio”. La riforma è volta a rendere il settore agricolo europeo più dinamico, competitivo ed efficace nel conseguire l’obiettivo della strategia “Europa 2020” di stimolare una crescita sostenibile, intelligente e inclusiva. Il documento delinea tre opzioni per la futura riforma. Al termine del dibattito sulla strategia prospettata, la Commissione presenterà proposte legislative formali verso la metà del 2011. Nell’illustrare la comunicazione, il commissario UE per l’agricoltura e lo sviluppo rurale Dacian Cioloş ha sottolineato l’importanza di rendere la PAC “più verde, più equa, più efficiente e più efficace”. Il Commissario ha quindi aggiunto: “La PAC non riguarda solo gli agricoltori, ma tutti i cittadini dell’UE in quanto consumatori e contribuenti. È dunque importante concepire una politica che sia più comprensibile per il grande pubblico e chiarisca i vantaggi collettivi offerti dagli agricoltori all’intera società. L’agricoltura europea deve essere competitiva non solo dal punto di vista economico, ma anche sotto il profilo ambientale.”


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gione, ma non forfettario per tutta l’Unione, basato su nuovi criteri e con un massimale predefinito), a cui potrebbero aggiungersi: un pagamento ambientale obbligatorio (annuale) per azioni supplementari che vadano oltre le norme di base della condizionalità (ad es. la copertura vegetale, la rotazione dei seminativi, il pascolo permanente o il set-aside ecologico); un pagamento per vincoli naturali specifici (definiti a livello dell’UE) e importi complementari versati tramite le misure di sviluppo rurale; un’opzione limitata di pagamento “accoppiato” per alcune forme di agricoltura particolarmente sensibili (simile all’opzione attualmente esistente, introdotta [a norma dell’articolo 68] nella verifica dello stato di salute della PAC). Un regime di sostegno semplice e specifico dovrebbe rafforzare la competitività delle piccole aziende, ridurre le formalità amministrative e contribuire alla vitalità delle zone rurali. LE MISURE Con riguardo alle misure di mercato, come l’intervento pubblico e l’aiuto all’ammasso privato, potrebbero essere adottate misure di razionalizzazione e di semplificazione, eventualmente introducendo nuovi elementi volti a migliorare il funzionamento della catena alimentare. Benché tali meccanismi costituissero gli strumenti tradizionali della PAC, le successive riforme hanno potenziato l’orientamento al mercato dell’agricoltura dell’UE riducendo queste misure a “reti di sicurezza”, al punto che le scorte pubbliche sono state praticamente eliminate. Mentre ancora nel 1991 le misure di mercato rappresentavano il 92% della spesa della PAC, solo il 7% del bilancio PAC è stato loro destinato nel 2009. La politica di sviluppo rurale ha

permesso di rafforzare la sostenibilità economica, ambientale e sociale del settore agricolo e delle zone rurali, ma esiste una forte richiesta di integrare pienamente e in modo orizzontale in tutti i programmi considerazioni in materia di ambiente, cambiamento climatico e innovazione. Si attira l’attenzione sull’importanza delle vendite dirette e dei mercati locali, nonché sulle esigenze specifiche dei giovani agricoltori e di coloro che iniziano l’attività. L’approccio LEADER verrà ulteriormente integrato. Ai fini di una maggiore efficacia si propone di adottare una strategia più basata sui risultati, se del caso con obiettivi quantificati. Uno dei nuovi elementi della futura politica di sviluppo rurale dovrebbe essere un pacchetto di strumenti per la gestione dei rischi che contribuiscano ad affrontare in modo più efficace le incertezze dei mercati e l’instabilità dei redditi. Gli Stati membri dovrebbero poter disporre di opzioni per far fronte ai rischi legati alla produzione e al reddito, con possibilità che vadano da un nuovo strumento di stabilizzazione dei redditi compatibile con l’OMC a un sostegno rafforzato agli strumenti assicurativi e ai fondi comuni. Come per i pagamenti diretti, andrebbe introdotta una nuova ripartizione dei fondi basata su criteri oggettivi, limitando nel contempo gravi turbative dell’attuale sistema. MANTENERE I 2 PILASTRI La Comunicazione delinea tre opzioni per il futuro orientamento della PAC al fine di affrontare queste importanti sfide: 1) ovviare alle carenze più urgenti della PAC tramite cambiamenti graduali; 2) rendere la PAC più ecologica, equa, efficiente ed efficace; 3) abbandonare le misure di soste-

gno al reddito e le misure di mercato e concentrare l’azione sugli obiettivi in materia di ambiente e cambiamento climatico. Nell’ambito di tutte e tre le opzioni, la Commissione prevede il mantenimento dell’attuale sistema a due pilastri – un primo pilastro che include i pagamenti diretti e le misure di mercato, in cui le norme sono chiaramente definite a livello dell’UE, e un secondo pilastro, comprendente misure pluriennali di sviluppo rurale, in cui il quadro di opzioni è fissato a livello dell’UE ma la scelta finale dei regimi spetta agli Stati membri o alle regioni nell’ambito di una gestione congiunta. Un altro elemento comune a tutte e tre le opzioni è l’idea che il futuro sistema di pagamenti diretti non potrà essere basato su periodi di riferimento storici, ma dovrà essere legato a criteri oggettivi. “L’attuale sistema prevede un regime diversificato di norme per l’UE-15 e l’UE-12 che dovrà essere abbandonato dopo il 2013”, ha ribadito oggi il commissario Cioloş. La necessità di criteri più oggettivi riguarda anche gli stanziamenti per lo sviluppo rurale.


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Parola d’ordine: mantenere le risorse Remunerando le imprese per i servizi offerti alla collettività

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cibo e non di commodities, avvicinandoli ai consumatori, anche per rispondere alla domanda di informazione e di trasparenza da parte di questi ultimi. Bisogna creare le condizioni giuridiche per sostenere la gestione degli agricoltori di filiere corte e trasparenti, anche come strumenti di valorizzazione della diversità e di contrasto al dumping ambientale. E’ necessario remunerare comportamenti virtuosi verificabili da parte degli agricoltori sul fronte sociale ed ambientale. Una combinazione degli strumenti di politica agricola con un nuovo sistema di prevenzione del rischio

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Sergio Marini, pres. nazionale Coldiretti

è - conclude la Coldiretti - la condizione necessaria per affrontare le sfide del mercato globale.

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el negoziato che si apre occorre assicurare che la Politica Agricola Comune (Pac) mantenga un ammontare adeguato di risorse del bilancio Comunitario. Deve essere mantenuta l’attuale distribuzione di risorse tra Stati membri per consentire di raggiungere i tre obiettivi condivisibili di mantenere una produzione alimentare stabile, una gestione sostenibile delle risorse naturali e azione climatica e uno sviluppo territoriale equilibrato. Questo, in sintesi, l’obbiettivo di Coldiretti in merito alla Comunicazione sul futuro della politica agricola comune dal titolo: “La PAC verso il 2020: per rispondere alle sfide future dell’alimentazione, delle risorse naturali e dei territori” adottata dal Collegio dei Commissari e presentata dal commissario Dacian Ciolos. La volontà dell’Esecutivo è di orientare il sostegno esclusivamente agli agricoltori attivi e remunerare i servizi collettivi che essi forniscono alla società, aumentandone l’efficacia e l’efficienza, contribuendo a dare ancor più legittimità  alla PAC e per questo secondo la Coldiretti occorre valorizzare il ruolo degli agricoltori come produttori di


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Nuova PAC: il dibattito è aperto

Il presidente della Repubblica sostiene le imprese agricole

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’intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel giorno della comunicazione della Commissione Europea sulla riforma della politica agricola è un importante sostegno a quasi un milione di imprese agricole presenti sull’83,5 per cento del territorio nazionale che garantiscono all’Italia primati nella qualità, tipicità e salubrità delle produzioni, ma anche nella valorizzazione dell’ambiente e del paesaggio. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nell’esprimere apprezzamento per le parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha sostenuto la necessità di un dibattito pubblico rivolto ‘’anche al ruolo dell’agricoltura, nella salvaguardia dell’ambiente e del territorio, nell’uso sapiente delle risorse naturali, nella rivalutazione dell’impegno costituzionale, nella tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione’’ ponendo l’accento ‘’sul nesso tra l’azione necessaria per superare i fattori di crisi e contrastare i rischi di decadimento dell’attivita’ produttiva agricola.’’ Le parole del presidente richiamano le Istituzioni e le forze politiche, economiche e sociali all’impegno proprio nel momento in cui - sottolinea Marini - si apre il negoziato che deciderà il destino dell’agricoltura italiana ed europea fino al 2020. Il nostro Paese ha saputo costruire un modello agricolo e agroalimentare unico e su questo ci stiamo spendendo con il nostro progetto per la filiera agricola tutta italiana e firmata dagli agricoltori.

Condividiamo, per questo - prosegue Marini - l’appello del Capo dello Stato nella convinzione che parlare di agricoltura non significhi soltanto parlare di un’attività produttiva, bensì di un fenomeno che traguarda cultura, ambiente, socialità, tradizioni e territorio e che pertanto ha grande valenza nelle scelte del Paese; e su tutto questo, nonostante i nostri sforzi,  non si può negare che manchi rispetto al settore agricolo una attenzione pubblica proporzionata al ruolo che svolge. Il nostro modello agricolo è vincente nel mondo dove - sottolinea la Coldiretti - ha conquistato posizioni da primato, ma anche nel valore aggiunto per ettaro di terreno ovvero la ricchezza netta prodotta per unità di superficie dall’agricoltura italiana, che è oltre il triplo di quella USA, doppia di quella inglese, e superiore del 70 per cento di quelle di Francia e Spagna. Le produzioni italiane hanno poi il primato della sanità e della sicurezza alimentare, con un record del 99 per cento di campioni regolari di frutta, verdura, vino e olio, con

residui chimici al di sotto dei limiti di legge. Nel nostro Paese si trova un terzo delle imprese biologiche europee e un quarto della superficie bio dell’Unione superando il milione di ettari. L’agricoltura italiana vanta inoltre la leadership nei prodotti tipici con 214 prodotti a denominazione o indicazione di origine protetta riconosciuti dall’Unione Europea senza contare le 4.511 specialità tradizionali censite dalle regioni, mentre sono 501 i vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (330 vini Doc, 52 Docg e 119 Igt). Ma l’Italia vanta un paesaggio unico che - conclude Coldiretti - è meta di un crescente flusso turistico nei 772 parchi e aree protette presenti in Italia che coprono ben il 10 per cento del territorio nazionale. Una tendenza confermata dalla crescita dell’agriturismo che può contare su 19.000 aziende agricole. E il nostro paese è anche leader europeo per il turismo enogastronomico, con un movimento annuo di circa 5 milioni di appassionati.


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Florovivaismo: il programma di promozione Il Ministero deve garantire una ricaduta diretta alle imprese 

italiani, attraverso editoriali e/o redazionali sulle riviste italiane e trasmissioni televisive, come “Grazie dei fiori”, “Uno Mattina”, “Geo&Geo”, “Le Amiche del Sabato” . Coldiretti evidenzia come, nella definizione del programma, la

massima priorità vada data a quelle azioni che portino ad una ricaduta diretta sull’attività delle imprese italiane; è importante – in un momento particolarmente difficile per il settore – promuovere i consumi evitando di disperdere le scarse risorse disponibili.

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l Ministero delle politiche agricole sta lavorando alla definizione del programma delle attività di comunicazione per il florovivaismo nel 2011. Le iniziative di promozione previste dal Piano Nazionale di settore si potranno sviluppare su quattro diversi filoni. Il primo sono glie eventi fieristici, come la IPM di Essen, con oltre 60.000 visitatori professionali e più di 100 espositori italiani. Ci sono poi le fiere e/o eventi collegati al settore, ma non rivolte al mondo professionale, come Euroflora 2011 (che si svolgerà a Genova a fine aprile 2011). Ancora, azioni sui punti vendita all’estero, tramite editoriali e/o redazionali sulle principali riviste straniere di settore e opuscoli informativi; azioni sui consumatori

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Giorno

Mattino

Pomeriggio

Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato

8,30 - 12,30 8,30 - 12,30 8,30 - 12,30 8,30 - 12,30 8,30 - 12,30 Chiuso

14,00 - 17,30 14,00 - 17,30 14,00 - 17,30 14,00 - 17,30 14,00 - 17,30 Chiuso

Federazione di Asti, C.so F. Cavallotti, 41 Tel. 0141.380.400 - Fax 0141.355.138 www.coldiretti.it - asti@coldiretti.it

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Orario Uffici


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CreditAgri: il primo Confidi nazionale

Nasce da 12 mila imprese Coldiretti per un migliore accesso al credito 

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È

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nato CreditAgri Italia, s.c.p.a, ente di garanzia fidi ed assistenza tecnica e finanziaria, il primo Consorzio fidi nazionale per il settore agroalimentare. E’ Coldiretti ad aver promosso il nuovo organismo convenzionato con 140 istituti di credito che vanta una base sociale di 12mila imprese, un giro di finanziamenti di 1,3 miliardi di euro con un milione di imprese agricole italiane come clienti potenziali. Si tratta del risultato del processo di aggregazione di otto confidi territoriali promossi da Coldiretti, fra cui Agricolfidi Nord-Ovest s.c., con sezione anche ad Asti, che ora assume la nuova denominazione di CreditAgri Italia s.c.p.a. L’obiettivo è migliorare e arricchire l’offerta dei servizi proposti alle aziende, grazie a un costante rapporto col sistema bancario e ad accordi di partenariato, con prodotti appositamente pensati e costruiti per rispondere alle esigenze del settore agricolo. CreditAgri Italia s.c.p.a., rappresenta il primo confidi nazionale operante, in modo specifico, a diretto supporto del settore agricolo. A guidare il confidi nazionale è stato chiamato Giorgio Piazza che sarà supportato dal Consiglio di amministrazione formato per i prossimi tre anni, dal Consigliere Delegato Roberto Grassa e dai Consiglieri di amministrazione Paolo Rovellotti, Franco Gatti, Giuseppe Romano, Angelo Della Valentina, Antonio Fois, Aldo Mattia e Giovanni Carnemolla. “L’obiettivo che si intende rag-

giungere - spiega Paolo Rovellotti, presidente regionale Coldirettti ed entrato nel Consiglio di amministrazione di CreditAgri - è quello di fornire un maggior valore aggiunto attraverso la pianificazione ed attuazione di interventi di garanzia in linea con le disposizioni introdotte dall’accordo di Basilea II”. “CreditAgri Italia s.c.p.a. - dichiara Enrico Rinaldi della direzione di Creditagri Italia - nasce anche dall’esperienza sviluppata a livello territoriale attraverso Agricolfidi Nord-Ovest s.c. e, proprio partendo da tale fondamentale base, intende migliorare ed arricchire l’offerta dei servizi che consentano di accompagnare e supportare le aziende in modo sempre più efficace e qualificato, mantenendo naturalmente un diretto rapporto e collegamento con il territorio.

Paolo Rovellotti, presidente Coldiretti Piemonte

Per questo motivo, dove necessario, sarà potenziata l’attuale rete di carattere operativo”. Ad Asti lo sportello CreditAgri Italia s.c.p.a. è già operativo in corso Felice Cavallotti 41, tel. 0141.380.400, ed è a disposizione di tutte le imprese agricole.


Fiera storica del Cappone di San Damiano Anche Coldiretti Asti ha contribuito alla manifestazione del 12 e 13 dicembre

Filiera

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La fiera del Cappone di San Damiano d’Asti

per gli allevatori dell’Associazione che hanno potuto capire come la strada intraprese sia quella giusta, verso la rintracciabilità completa del loro prodotto, grazie anche al sito internet www. capponesandamiano.it dove il consumatore potrà risalire al produttore dall’anello identificativo dell’animale acquistato in macelleria. Molto apprezzato, anche da Edoardo Raspelli e dalla Madrina della manifestazione, presente durante il convegno, l’attrice siberiana con papà italiano Kseniya Zaynak, il Pranzo di Gala curato dell’Associazione Commercianti Trasformatori. Al lunedì si è poi la tradizionale Fiera-Mercato, con tutti gli esemplari in mostra nel “salotto buono” di San Damiano. I Capponi San Damiano hanno spuntato un prezzo, attorno ai 10 euro al

Lucia Canta

chilogrammo, sicuramente interessante che va a compensare i lunghi tempi di allevamento che mediamente arrivano almeno a 250 giorni.

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nche quest’anno a San Damiano d’Asti sono state fatte le cose in grande per celebrare la “Fiera Storica del Cappone”. Rilanciata l’anno scorso dalla nuova amministrazione comunale con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole e la presenza delle telecamere della popolare trasmissione di Rai Uno “Linea Verde”, da quest’anno è entrata in piena operatività anche l’Associazione per la Tutela del Cappone di San Damiano d’Asti. Voluta e appoggiata dagli assessori, all’Agricoltura, Angelo Monticone e alle Manifestazioni, Luca Quaglia, l’Associazione presieduta da Lucia Canta e con il coordinamento di Giorgio Rabbione, ha saputo aggregare i sei allevatori di riferimento di questo prestigioso e quasi introvabile animale. Grazie all’impegno di tutti, la Fiera è anche stata presentata a Milano, al Pirellone, il 12 e 13 dicembre, il Cappone di San Damiano è stato protagonista indiscusso dei desideri dei gourmet per le festività natalizie. Il convegno “Il Cappone di San Damiano d’Asti: motore di tipicità” ha visto come moderatore il critico enogastronomico Edoardo Raspelli, con gli interventi del presidente provinciale Coldiretti, Maurizio Soave, del responsabile economico, Luigi Franco, dell’On. Sebastiano Fogliato, della presidente della Provincia, Maria Teresa Armosino, dell’assessore Fulvio Brusa, del Sindaco di San Damiano d’Asti Mauro Caliendo. E’ stato un momento importante


La preparazione del brodo di Cappone sulla piazza di San Damiano

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Coldiretti Asti ha anche contribuito alla realizzazione e promozione delle manifestazione: “Per il nostro progetto di “Una filiera agricola tutta italiana” – sottolinea il presidente provinciale, Maurizio Soave – la Fiera Storica del Cappone di San Damiano d’Asti, con la sua tradizione gastronomica secolare, si inserisce perfettamente sulla linea intrapresa con i mercati e punti vendita “Campagna Amica”. Con la necessità di promuovere e valorizzare i prodotti tipici e la gastronomia di alta qualità, del vero made in Italy, frutto della tradizione e della professionalità di generazioni di agricoltori. Gli sforzi che si stanno facendo per promuovere la Fiera storica, incentivano i nostri imprenditori agricoli da sempre proiettati verso un rapporto trasparente con i consumatori per dare valore aggiunto al proprio lavoro offrendo molto più di un prodotto di massa, ma un cibo prezioso che ha spunti culturali e contribuisce ad un’alimentazione sana e all’innalzamento del benessere della persona e dell’ambiente”.

Il presidente Soave, il Sindaco e gli assessori con gli allevatori del Cappone San Damiano; a destra Giorgio Rabbione


La dieta mediterranea vale 200 miliardi luce a un formidabile corpo di conoscenze, canzoni, proverbi, racconti e leggende”. La dieta mediterranea - secondo l’Unesco - è caratterizzata da un modello nutrizionale che è rimasto costante nel tempo e nello spazio, i cui ingredienti principali sono olio di oliva, cereali, frutta e verdura, fresche o secche, una parte moderata di pesce, prodotti lattiero-caseari e carne, numerosi condimenti e spezie, il tutto accompagnato da vino o infusioni, sempre nel rispetto delle convinzioni di ogni comunità. La candidatura della dieta mediterranea, presentata da Italia, Spagna, Grecia e Marocco, oltre a “garantire la trasmissione alle generazioni più giovani e a promuovere la consapevolezza della dieta mediterranea potrebbe dare maggiore visibilità alla diversità del patrimonio culturale immateriale e favorire il dialogo interculturale a livello regionale e internazionale”. La lista Unesco del patrimonio culturale immateriale dell’umanità conta già 166 elementi, tra i quali il tango argentino e la calligrafia cinese, mentre per l’Italia la dieta mediterranea è il terzo elemento della lista, dopo l’opera dei pupi siciliani e il canto a tenore sardo. Tutti i prodotti cardine della dieta mediterranea vedono l’Italia ai vertici mondiali nella produzione. Il Belpaese è, infatti, il primo produttore mondiale di pasta e vino, mentre nell’olio occupa la piazza d’onore, pur essendo il primo esportatore. Ma l’Italia è anche il primo produttore europeo di frutta e ortaggi, oltre che il primo a livello mondiale di kiwi, uva, carciofi, il secondo per pesche e nettarine, carrube, nocciole, il terzo con cavolfiori e broccoli, pere, il quarto su lattuga e cicoria, mandorle, ciliegie, castagne. Primato nelle

Con una megaspaghettata in onore della dieta mediterranea, Coldiretti ha festeggiato col riconoscimento dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità

esportazioni anche per le conserve di pomodoro, di cui lo Stivale è anche il terzo produttore a livello mondiale. Il riconoscimento dell’Unesco spinge il successo del prodotti della dieta mediterranea Made in Italy all’estero dove le esportazioni fanno registrare un aumento del 9 per cento nei primi sette mesi dell’anno. Molto positive - rileva la Coldiretti - le performance di ortaggi (+20 per cento in quantità nell’export), frutta (+18 per cento) e olio d’oliva (+10 per cento), ma anche gli altri elementi simbolo come la conserva di pomodoro (+3 per cento), pasta (+2 per cento) e vino (+1 per cento) fanno segnare un aumento sia pure contenuto a dimostrazione della tenuta complessiva del made in Italy a tavola nonostante la crisi globale. Ma il successo all’estero dei prodotti della dieta mediterranea - conclude Coldiretti - rappresenta anche un volano di sviluppo per il turismo enogastronomico che vale cinque miliardi e si conferma il vero motore della vacanza Made in Italy, unico segmento in costante e continua crescita nel panorama dell’offerta turistica nazionale.

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’apposito comitato di valutazione riunito a Nairobi in Kenia ha adottato definitivamente come previsto la decisione a favore dell’iscrizione della dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’UNESCO. Lo ha annunciato il presidente nazionale Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “i meriti della dieta mediterranea e degli stili di vita ad essa associati sono soprattutto dei nostri agricoltori, che pertanto  hanno il diritto di festeggiare il loro buon operato. Ci aspettiamo che tutti ringrazino la nostra gente dei campi per il lustro che dà al Paese”. I prodotti della dieta mediterranea Made in Italy valgono 200 miliardi. A tanto sommano gli acquisti in un anno, in Italia e nel mondo. E’ quanto stima Coldiretti, che ha organizzato la prima maxispaghettata “Doc” a Roma al Campidoglio in onore della dieta mediterranea nel giorno della decisione dell’iscrizione nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’Umanità dell’Unesco. “La dieta mediterranea è un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, tra cui la coltivazione, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e, in particolare, il consumo di cibo”, si legge nella decisione del Comitato di valutazione per l’iscrizione dell’Unesco nella quale si sostiene  peraltro che - riferisce la Coldiretti - “la dieta mediterranea (da greco diaita, o stile di vita) comprende molto più che il solo cibo. Essa promuove l’interazione sociale, dal momento che i pasti collettivi rappresentano il caposaldo di consuetudini sociali ed eventi festivi. Essa ha dato alla

Made in Italy

Ed ora è nella lista del patrimonio dell’Umanità Unesco


Inaugurati gli Uffici di Castelnuovo D.B. La nuova sede Coldiretti assiste l’attività di 2.400 associati del nord della provincia

Impresa Verde

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naugurazione, il 25 novembre, dei nuovi uffici della zona Coldiretti di Castelnuovo don Bosco. Circa duecento associati hanno voluto seguire l’apertura dei locali di Viale Europa 12/B. Alla presenza del presidente provinciale Maurizio Soave e del direttore, Antonio Ciotta, una breve cerimonia ha visto l’intervento del sindaco, Giorgio Musso e del viceparroco di Castelnuovo. A disposizione dei 24 comuni facenti capo alla zona di Castelnuovo don Bosco, ora ci sono cinque uffici dedicati ai servizi offerti da Coldiretti Asti attraverso la società Impresa Verde, il Centro Assistenza Fiscale, il Centro Assistenza Agricola con tutti gli sportelli informativi della Misura 111 della Regione Piemonte e un ufficio per la consulenza previdenziale Epaca, più una sala riunioni con l’ufficio del Segretario di Zona, Bruno Mirano, chiamato a seguire tutta

Gruppo inaugurazione ufficio Castelnuovo Coldiretti

Il Presidente Coldiretti Asti Maurizio Soave e Savio

l’attività sindacale e associativa, da Terranostra, Giovani Impresa, dai Pensionati a Donne Impresa. La “Zona” assiste complessivamente ben 2.400 associati Coldiretti. Sicuramente è la più grande e capillare forza sociale del territorio, infatti,

dagli uffici di Castelnuovo viene anche seguita l’attività dei quattro uffici recapito a Montiglio Monferrato, Montechiaro d’Asti, Cocconato e Montafia. I recapiti telefonici sono rimasti invariati: 011/9876863 - fax 011/9876789.


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Eurocap s.p.a. Strada per Alessandria, 23 15026 Carentino (AL) Tel: +39.0131 77.72.98 • Fax +39.0131.77.73.21 info@eurocapenergy.it



Il Notiziario Agricolo n.14/2010