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Spedizione in abbonamento postale -45% Poste Italiane Spa – Spedizione in A.P. D.L. 353/03 (Conv. 27/02/04 L. 46) Art. 1 comma 1, DCB Asti. Numero 6 - Anno 2011. In caso di mancato recapito rinviare all'Ufficio P.T. 14100 Asti CPO detentore del conto, per la restituzione al mittente che si impegna a pagare il relativo importo

Anno

60° Periodico della Federazione Provinciale COLDIRETTI

numero

6

ASTI

COLDIRETTI

17 maggio 2011


m m a r i o

Direzione, Redazione, Amministrazione: 14100 ASTI Corso Felice Cavallotti, 41 Tel. 0141.380.400 Fax 0141.355.138 e-mail: ilnotiziarioagricolo.at@coldiretti.it www.coldiretti.it Periodico ufficiale Coldiretti Anno 60° numero 6-17 maggio 2011* Realizzazione grafica e stampa Riflesso – S.r.l. F.lli Scaravaglio & C. Reg. Trib. di Asti n.44 del 20-4-1949 Direttore Resp.: Antonio Ciotta Vice Direttore: Stefano Zunino Pubblicità: Impresa Verde Asti srl – Riflesso scarl Tel. 0141.380.400 – 0141.590425 Abbonamento annuale: Euro 20,00 *Data di chiusura del giornale Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

argomenti in evidenza

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Storico accordo Coldiretti-Saclà

17-18

Zone nitrati: saranno riviste

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Pac 2013: gli scenari futuri

Il valore dei terreni in provincia di Asti

Nuove opportunità per la Filiera forestale

Lotta alla Flavescenza Dorata della vite

Sommario

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Il Paese si rinnova Dall’assemblea di Roma dei giovani Coldiretti

Associazionismo

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rano in duemila, provenienti da tutte le regioni italiane, i giovani imprenditori della Coldiretti riuniti a Roma il 17 maggio scorso nella per avviare un ricambio generazionale allo scopo di rinnovare e rilanciare il Paese. L’Assemblea di Coldiretti Giovani Impresa si è infatti riunita per dibattere l’eloquente tema dal tittolo “Italia 150: il Paese che si rinnova, la filiera agricola tutta italiana per il ricambio generazionale”. Erano trenta gli astigiani, con una delegazione guidata dal delegato Giovani Impresa Coldiretti Asti, Marco Melica. Presenti nella Capitale, il presidente provinciale, Maurizio Soave, e il direttore Antonio Ciotta. Gli under 30 Coldiretti hanno seguito gli interventi del Ministro della Giustizia Angelino Alfano, del Ministro del Welfare Maurizio Sacconi, del vice segretario nazionale del Pd Enrico Letta, del Sottosegretario alle Politiche Agricole Roberto Rosso, del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e del sindaco di Roma Gianni Alemanno. In ogni caso, gli interventi più attesi erano quelli del Presidente nazionale Coldiretti Sergio Marini e del Delegato nazionale Coldiretti Giovani Impresa Vittorio Sangiorgio. L’Assemblea ha vissuto dei momenti molto esaltanti ed ha aperto nuove prospettive ed idee per i giovani agricoltori. Sul prossimo numero de “Il Notiziario Agricolo” approfondiremo i vari aspetti dell’assise nazionale.

Vittorio Sangiorgio, delegato nazionale Coldiretti Giovani Impresa

IL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE NAPOLITANO

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er l’Assemblea di Coldiretti Giovani Impresa, organizzata presso l’Auditorium della musica di Roma, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato al presidente della Coldiretti Sergio Marini il seguente messaggio: “In occasione dell’Assemblea nazionale, invio il mio cordiale saluto a tutti i giovani imprenditori agricoli, riuniti in una celebrazione idealmente collegata anche al 150° Anniversario dell’Unità d’Italia e al 100° anno dalla nascita di Paolo Bonomi, fondatore e per molti anni guida illuminata della Coldiretti. Il settore dell’agricoltura è uno dei più significativi per il ruolo che ha svolto nella nostra economia e nella evoluzione politica e sociale del Paese, nonché per le trasformazioni con le quali si è dovuto misurare. I processi della globalizzazione hanno comportato nuove sfide, anche insidiose, ma nel contempo

hanno aperto all’Italia nuove opportunità, grazie alla possibilità di valorizzare e far conoscere sui mercati internazionali prodotti di eccellenza, frutto di culture e tradizioni che si sono sviluppate e consolidate nel tempo. La ricerca della qualità e la costante educazione del consumatore, in Italia e all’Estero, sono gli obiettivi ai quali dovranno in particolare dedicarsi le nuove energie imprenditoriali, che possono attingere ad importanti, tradizionali risorse di innovazione e creatività. Sono certo che i giovani imprenditori dell’agricoltura sapranno essere all’altezza di questo impegno. Con questo auspicio, auguro a Lei, presidente Marini, al dott. Sangiorgio, delegato nazionale di Coldiretti Giovani Impresa, e a tutti i partecipanti all’Assemblea la migliore riuscita dell’evento insieme ad un rinnovato, crescente sviluppo delle loro attività imprenditoriali”.


Una filiera agricola tutta italiana L’accordo tra la Saclà Spa di Asti e Coldiretti Piemonte

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Dice Paolo Rovellotti, presidente di Coldiretti Piemonte: “La nostra Organizzazione sta lavorando con grande intensità sui contratti di filiera, dopo quello della polvere di latte con la Inalpi-Ferrero e quello sulle nocciole con la Sebaste. Per gli ortaggi abbiamo trovato nella Saclà un’azienda che ha fatto della materia prima Made in Italy, il proprio business, condividendo con noi il progetto della filiera agricola tutta italiana”. Aggiunge il Presidente e Amministratore Delegato della F.lli Saclà Spa, Cav. d. Lav. Lorenzo Ercole: “Il progetto Coldiretti di una filiera agricola tutta italiana,

La conferenza stampa dell’11 maggio a Torino

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Soddisfazione per la sottoscrizione dell’accordo di fornitura

che oggi con noi si concretizza in questo accordo di fornitura degli ortaggi piemontesi, è un’autentica garanzia di tracciabilità e di percorso etico-economico all’interno della filiera. Sono soddisfatto dell’accordo raggiunto e, come sottoscritto nell’intesa, auspico si possa lavorare al meglio per il futuro, al fine di incrementare ulteriormente l’approvvigionamento di prodotti agricoli locali ed incentivare così l’economia piemontese”. Conclude Bruno Rivarossa, di-

rettore di Coldiretti Piemonte: “Il progetto si è realizzato grazie ad una fattiva collaborazione tra le strutture territoriali di Coldiretti. In particolare con le Federazioni provinciali di Asti, Alessandria, Torino e Cuneo abbiamo avviato, anche grazie alla capillare assistenza tecnica da noi erogata alle imprese associate, una serie di contatti con imprenditori agricoli che ora si stanno organizzando in cooperativa per gestire l’organizzazione, la raccolta e la consegna degli ortaggi alla Saclà”.

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In buona sostanza l’accordo prevede il ritiro da parte della F.lli Saclà Spa dei seguenti ortaggi: SEDANO 800 quintali (canne di sedano tagliate in salamoia) CAROTE 3.000 quintali (scollettate asciutte in fusti) CAVOLFIORI 1.200 quintali (sfiocchettati in fusti in salamoia) CIPOLLE 2.000 quintali (pelate messe in fusti in salamoia) PEPERONI fino a 1.500 quintali (detorsolati messi in fusti) RAPE 1.200 quintali (pelate in fusti con salamoia).

Accordo di Filiera

l fine di realizzare una filiera agricola tutta italiana anche nel settore degli ortaggi, tra la F.lli Saclà Spa di Asti e la Coldiretti del Piemonte l’11 maggio scorso è stato siglato un accordo di filiera della durata di cinque anni, che punta all’utilizzo di ortaggi del Piemonte.


L’accordo di fornitura Coldiretti - Saclà 10 mila quintali di ortaggi piemontesi per l’azienda astigiana

Accordo di Filiera

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’11 maggio a Torino, nella sede di Coldiretti Piemonte, è stato aggiunto un altro importante tassello al grande progetto di “Una filiera agricola tutta italiana”. “Due anni fa – ha detto il presidente regionale Coldiretti, Paolo Rovellotti – qualcuno sorrideva alle nostre idee ed iniziative, oggi questo accordo di fornitura con la F.lli Saclà di Asti rappresenta un’unità di intenti fra il settore primario e la produzione industriale che può solo portare benefici per tutti”. Si parte con la fornitura di 10 mila quintali di ortaggi: sedani, carote, cavolfiori, cipolle, peperoni, rape. Si sta costituendo, con Unci Coldiretti, una cooperativa fra orticoltori per la fornitura e la pre-lavorazione dei prodotti. Si attiverà fra Coldiretti e Saclà un pool di tecnici per seguire le imprese agricole nella produzione. Le province interessate alla forniture sono Asti, Alessandria, Cuneo e Torino. L’obbiettivo dichiarato nell’accordo quinquennale Coldiretti-Saclà è di incrementare la produzione e le forniture all’azienda astigiana. “Si apre una nuova strada – sottolinea Maurizio Soave, presidente Coldiretti Asti – fortemente voluta anche dal Presidente e Amministratore Delegato Cav. d. Lav. Lorenzo Ercole, che oggi non sappiamo dove ci porterà ma che di certo traccia fin da subito una prospettiva di riconoscimento della qualità dei nostri prodotti e di quella industriale”. Appare infatti chiaro come tutti insieme si attuino quei principi cari a Coldiretti e da sempre in discussione in Confidunstria: la

La firma dell’accordo di fornitura siglata a Torino nella sede di Coldiretti

Maurizio Soave, presidente Coldiretti Asti: “Si apre una nuova strada che oggi non sappiamo dove ci porterà ma che di certo traccia fin da subito una prospettiva di riconoscimento della qualità dei nostri prodotti e di quella industriale”

Lorenzo Ercole, Presidente e Amministratore Delegato della F.lli Saclà Spa: “Il progetto Coldiretti di una filiera agricola tutta italiana è un’autentica garanzia di tracciabilità e di percorso etico-economico all’interno della filiera”.

tutela del Made in Italy, la filiera corta, la qualità, la trasparenza, le garanzie ai consumatori. In più c’è l’aspetto della preparazione del prodotto da mettere in salamoia, che incentiverà cooperazione (quella vera) e nuovi posti di lavoro. Questo è il terzo “colpo” messo a segno da Coldiretti sui contratti di filiera, dopo quello della

polvere di latte con la InalpiFerrero e quello sulle nocciole con la Sebaste. Una strategia che si sta dimostrando vincente per l’effettivo valore aggiunto dato alle produzioni piemontesi. I prezzi garantiti dalla F.lli Saclà Spa vanno da 35 centesimi di euro al chilogrammo per le carote, ai 45 per le rape e ai 50 per i sedani, fino ai 70 centesimi per


SEDANO 800 quintali (canne di sedano tagliate in salamoia) CAROTE 3.000 quintali (scollettate asciutte in fusti) CAVOLFIORI 1.200 quintali (sfiocchettati in fusti in salamoia) CIPOLLE 2.000 quintali (pelate messe in fusti in salamoia) PEPERONI fino a 1.500 quintali (detorsolati messi in fusti) RAPE 1.200 quintali (pelate in fusti con salamoia).

Le ultime forniture all’inizio degli anni 90

Maurizio Soave, pres. Coldiretti Asti

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Bruno Porta, pres. ass. pens. Coldiretti Piemonte

Bruno Rivarossa, dir. Coldiretti Piemonte

Antonio Ciotta, dir. Coldiretti Asti

a storia racconta che il fondatore della Saclà andasse in bicicletta sulle colline attorno ad Asti per comprare dagli agricoltori le ciliegie. Forse anche per questo il Cavaliere Lorenzo Ercole fino agli inizi degli anni Novanta mantenne uno stretto rapporto con Coldiretti che organizzava i centri di raccolta dei duroni. Poi la concorrenza straniera, le difficoltà strutturali delle aziende agricole, i troppi incidenti degli anziani agricoltori rimasti gli unici a raccogliere le ciliegie, interruppero l’unico legame con l’azienda italiana leader nella produzione di sott’oli e sott’aceti con un fatturato di 140 milioni di euro e 250 dipendenti. In questi anni l’uomo Coldiretti più vicino al Cavalier Ercole è stato Bruno Porta, grazie ai loro incarichi nella Fondazione Cassa di Risparmio. Ci tiene il direttore regionale Coldiretti, Bruno Rivarossa, a ribadire il lavoro della sua squadra in occasione dell’accordo di fornitura con la F.lli Saclà Spa: “Il progetto

si è realizzato grazie ad una fattiva collaborazione tra le strutture territoriali di Coldiretti. In particolare con le Federazioni provinciali di Asti, Alessandria, Torino e Cuneo. La trattativa è stata portata avanti in prima persona dal presidente di Asti, Maurizio Soave e dal direttore Antonio Ciotta. Un ruolo importante, lo ha anche avuto il presidente “emerito” oggi presidente regionale dei Pensionati Coldiretti Bruno Porta”. Il direttore provinciale, Antonio Ciotta, che con i responsabili della Saclà ha stilato l’accordo di filiera dopo una lunga trattativa, sottolinea come oggi le imprese agricole “sono pronte ad adeguare la loro produzione alle esigenze del mercato e quindi delle industrie. Sono anche convinto che mancasse proprio un punto di partenza per dare il via ad una trasformazione che vent’anni fa non è stata possibile per le ciliegie. L’accordo con la F.lli Saclà Spa prevede un impegno preciso in questo senso per il futuro”.

Accordo di Filiera

L’accordo prevede il ritiro da parte della F.lli Saclà Spa dei seguenti ortaggi:

Quelle ciliegie di Revigliasco

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cavolfiori e cipolle e ad 1 euro al chilogrammo per i peperoni. Soddisfazione per il Presidente e Amministratore Delegato della F.lli Saclà Spa, Cav. d. Lav. Lorenzo Ercole: “Il progetto Coldiretti di una filiera agricola tutta italiana, che oggi con noi si concretizza in questo accordo di fornitura degli ortaggi piemontesi, è un’autentica garanzia di tracciabilità e di percorso eticoeconomico all’interno della filiera. Sono soddisfatto dell’accordo raggiunto e, come sottoscritto nell’intesa, auspico si possa lavorare al meglio per il futuro, al fine di incrementare ulteriormente l’approvvigionamento di prodotti agricoli locali ed incentivare così l’economia piemontese”.


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Rai 3 P h 19.30

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Rai 3 P h 14.00


Rete7 h 19.30

Telesubalpina h 19.0 0

te La Stampa Piemon

Rassegna Stampa

Telecupole h 19.30

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o La Repubblica Torin

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La Stampa Asti


Il Cavaliere degli Industriali E’ stato aperto un importante dialogo con Lorenzo Ercole Presidente Saclà

Accordo di Filiera

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enza capire bene, tutti sapevamo tenesse molto alla sua onorificenza, il Cavaliere del Lavoro Lorenzo Ercole. Il presidente e Amministratore Delegato della F.lli Saclà Spa, aduso a relazioni importanti (su una cinquecento del mitico Slow Tour organizzato dall’azienda astigiana con i più prestigiosi giornalisti del mondo c’era anche Tom, il figlio di Camilla Parker Bowles), avrebbe anche potuto snobbare le proposte di Coldiretti, non fosse altro per una cultura industriale impreziosita dalle frequentazioni nella giunta nazionale di Confindustria. Dopo il suo intervento nella sede di Coldiretti Piemonte per la sottoscrizione dell’accordo di fornitura con gli orticoltori, tutti abbiamo compreso perché il Presidente di F.lli Saclà sia molto affezionato al suo Cavalierato. Dalle sue “battute”, “parliamoci chiaro, io non sono un politico e fare il politico è molto difficile”, oppure, “nel passato noi industriali e la Coldiretti abbiamo compiuto errori, ci guardavamo come avversari”, abbiamo capito come il Cavaliere del Lavoro Lorenzo Ercole sia un industriale “vecchio stampo”, un uomo completamente immerso nella sua attività, abituato a raggiungere i risultati con il lavoro, guardando il contesto sociale in cui opera. L’Ordine al “Merito del Lavoro” premia l’insignito non solo per una specifica attività intrapresa, ma lo vincola ad un impegno etico e sociale volto al miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro del Paese. Le sue parole “Il nostro Paese possiede più ricette alimentari di tutto il mondo messo assieme, dobbiamo riuscire a valorizzare questo patrimonio”, “dal punto di vista della sicurezza sanitaria non siamo secondi

Il Cavaliere del Lavoro Lorenzo Ercole, presidente e amministratore delegato Saclà Spa

a nessuno”, “il nostro problema è la frammentazione della produzione di qualità, ma possiamo farlo diventare il nostro punto di forza” e ancora “lavoriamo per la tracciabilità delle produzioni, per una la filiera agricola italiana, per gli interessi dei consumatori”, evidenziano come il Cavaliere del Lavoro Lorenzo Ercole sia totalmente immerso in un nobile ruolo sociale, ormai desueto alle cronache quotidiane, ma di cui si sente un profondo bisogno per superare questa crisi economica che appare agli occhi di tutti come l’inizio di una inevitabile decadenza della supremazia economica e culturale del vecchio occidente. Il Cavaliere del Lavoro Lorenzo Ercole ha saputo spiegare come purtroppo il consumatore tende a spendere poco per l’alimentare, sospinto da una esasperata competitività fra le industrie costrette a fare i conti con la supremazia della grande distribuzione. Ecco allora la condivisione delle parole chiave di Coldiretti, la tipicità, il Made in Italy, la qualità, la tracciabilità, l’etichettatura, la trasparenza, l’eticità nelle

produzioni e il patto con i consumatori, in una parola: la filiera agricola tutta italiana. Tutto questo non è certo scontato, sapendo come oggi esistano molte modalità di fare industria, con la finanza e la politica che si insinuano nel mondo produttivo, con tanti “furbetti del quartierino” che riscrivono l’etica dell’economia. Abbiamo dunque compreso bene come Lorenzo Ercole interpreti il suo ruolo di Cavaliere del Lavoro e da oggi possiamo aggiungere, in qualità di forza sociale più rappresentativa del territorio, come l’industriale astigiano possa rappresentare l’esempio di un rinnovato rapporto fra il settore primario e la produzione industriale. La sua onorificenza ci piace dunque leggerla anche in senso arturiano, un paladino dei giusti che con pazienza, coraggio, onore, dignità e cortesia può riunire attorno ad un tavolo il meglio dell’imprenditoria e dialogare con l’agricoltura per costruire un futuro migliore per tutti. Un Cavaliere degli Industriali su cui Coldiretti e tutto il Made in Italy fanno affidamento.


Ed ora avanti con l’ortofrutta Incontro in Regione per avviare accordi con l’industria dei trasformati

dato la volontà della Regione di accompagnare il virtuoso processo economico che il gruppo di lavoro ha presentato. Attualmente si è comunque fortemente impegnati per il contenimento dei danni della batteriosi sul kiwi. Le misure drastiche sin qui adottate consentono

Si cercano i partner industriali per la produzione di succhi di frutta e di frutta puree utilizzando mele, pere e pesche del Piemonte.

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di contenere gli ingenti danni per mancata produzione relativamente alla campagna in corso. A questo proposito, Coldiretti Piemonte ha ribadito all’assessore Regionale all’agricoltura quanto contenuto nella lettera del 19 aprile a firma del Direttore Bruno Rivarossa. Dice Riccardo Chiabrando:

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Si accelera per avviare in Piemonte la filiera frutticola tutta italiana anche nei trasformati. Serve l’emanazione dei decreti di attuazione della legge sull’etichettatura.

Filiera

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Torino presso la sede della Coldiretti Regionale, il gruppo di lavoro frutticolo di Coldiretti Piemonte coordinato dal membro di Giunta Riccardo Chiabrando su delega del Presidente Paolo Rovellotti, si è incontrato recentemente con l’assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto. L’incontro aveva l’obiettivo di affrontare le diverse tematiche che insistono sul settore frutticolo piemontese che guarda ai ritardi nell’emanazione dei decreti di attuazione della legge sull’etichettatura con la ferma volontà di voler accelerare questo processo a tutela della produzione piemontese e della realizzazione di una filiera frutticola tutta italiana anche nei trasformati. Di qui la ricerca di partner industriali per la produzione di succhi di frutta e di frutta puree utilizzando mele, pere e pesche del Piemonte. Sottolinea Marco Girò, vice Direttore di Coldiretti Piemonte, che segue la progettualità di lavoro su indicazione del Direttore Bruno Rivarossa: “dobbiamo evidenziare che l’interesse delle industrie di trasformazione è molto elevato. Vi è la consapevolezza, da parte dei consumatori, della qualità intrinseca della produzione frutticola piemontese”. L’Assessore Sacchetto ha ricor-


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“abbiamo richiesto di esaminare e liquidare con tempestività gli aiuti relativi alle domande di sviluppo presentate dagli agricoltori colpiti dalla calamità, e sollecitato, anche attraverso la conferenza StatoRegioni, la messa a disposizione di fondi nazionali ed europei per un’azione congiunta con le regioni Lazio, Emilia Romagna e Veneto, colpite come il Piemonte dalla batteriosi”. Conclude Bruno Rivarossa “sono inoltre necessarie misure di aiuto economico per le imprese del settore vivaistico regionale, occorre sviluppare attività di ricerca affinché si velocizzi l’iter burocratico relativo alla certificazione vivaistica del kiwi. Occorre inoltre attuare un coordinamento nazionale degli enti di ricerca per favorire la prevenzione della batteriosi e promuovere con il Ministero, come emerso in un recente incontro svoltosi a Bruxelles, un coinvolgimento degli stati europei quali Francia, Spagna, Portogallo per l’individuazione di una strategia comunitaria per combattere la malattia”. L’assessore Sacchetto, nel concordare sulle richieste avanzate dal gruppo di lavoro di Coldiretti, ha ricordato che le liquidazioni saranno fatte entro il 2011 e che a livello italiano il coordinamento scientifico è stato affidato al CSO (Centro Servizio Ortofrutticoli) mentre per il Piemonte il riferimento è il CReSO. Inoltre la Regione sta portando avanti l’iter burocratico per poter inserire il kiwi tra le piante certificate (passaporto verde).

Crisi suini, kiwi, riso e patate Discussione nella Commissione politiche agricole

I

l 28 aprile si è svolta a Roma la Commissione politiche agricole, alla quale hanno partecipato gli Assessori all’agricoltura delle diverse Regioni. Nell’ambito della discussione sul settore suinicolo, comparto strategico ma sensibile all’attuale periodo di crisi, il Piemonte ha chiesto, insieme a Lombardia ed Emilia, un tavolo urgente su sistema creditizio e tutela dei prosciutti italiani dalla contraffazione. Approvazione da parte di tutti gli Assessorati è giunta in seguito nel momento in cui è stata presentata la proposta a firma

di Piemonte e Lombardia di un Piano nazionale del riso. Per quanto concerne la strategia contro la batteriosi del kiwi, Emilia, Veneto e Piemonte hanno richiesto di incontrare il Ministro Romano in occasione della prossima seduta per condividere un modo di operare sinergico ed efficace. Infine, nell’ambito della produzione di patate, con l’appoggio di Abruzzo, Campania ed Emilia, è stata analizzata l’eventuale presenza di economie sull’articolo 68, agendo però senza andare ad intaccare capitoli importanti quali assicurazioni e zootecnia.


Le proposte del Piemonte per la PAC frutticola Tre gli emendamenti proposti dalla Regione per il comparto

Chiesta una maggiore attenzione per un comparto che rappresenta il 17% della produzione agricola europea e che riceve meno del 4% del sostegno finanziario spettante al settore primario.

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rappresentato in Piemonte da oltre 50 mila ettari di superficie coltivata, 18 mila aziende agricole, e da eccellenti produzioni tra le quali i kiwi, pesche e mele”.

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sollecitato il rispetto delle regole di produzione volte a salvaguardare la sicurezza alimentare, norme che devono essere uguali e rigorose per tutti: in caso contrario i regolamenti che gli agricoltori dell’Unione sono giustamente tenuti a rispettare, si traducono in un evidente svantaggio competitivo per le nostre aziende mentre l’ingresso di prodotti dai paesi terzi, senza le necessarie garanzie di salubrità, può seriamente mettere a rischio la salute dei consumatori. “Dall’impostazione della futura PAC – Ha sottolineato l’Assessore Regionale all’Agricoltura, Claudio Sacchetto nel sottoscrivere gli emendamenti - dipende il destino di un settore, quello ortofrutticolo,

Politica Agricola

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nche la Regione Piemonte si inserisce nel dibattito dell’ Assemblea delle Regioni Europee Frutticole, confronto volto a tracciare le linee guida di una futura PAC che si traduca concretamente in una politica frutticola forte e sinergica, competitiva nelle sfide imposte dal sistema agricolo moderno. Il Piemonte ha portato sul tavolo una serie di argomentazioni coerenti con quelle che erano state le posizioni avanzate precedentemente nel corso del Forum delle Regioni. Tre in particolare gli emendamenti proposti: in primo luogo la rivendicazione di maggiore attenzione per il comparto frutticolo il quale, pur rappresentando dal punto di vista economico il 17% della produzione agricola europea con ricadute importanti sull’occupazione, riceve meno del 4% del sostegno finanziario spettante al settore primario. Il Piemonte ha proposto inoltre un’assicurazione commerciale: giusto incentivare i produttori europei ad investire più coraggiosamente sul mercato, ma altrettanto doveroso è tutelare gli stessi, i quali si espongono quotidianamente ad un tasso di rischio non trascurabile. Infine è stato


Fattoria didattica L’interessante progetto con la scuola di Mongardino

Campagna Amica

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Quest’anno funziona di martedì, fa bene a te mangiar così, un giorno no e uno si”. Con questo titolo la scuola primaria di Mongardino ha realizzato un interessantissimo progetto di educazione alimentare. Interamente autofinanziato grazie al contributo dei genitori degli scolari, le insegnanti Carmela Alfano, Antonella Bertolino, Fiorella Costantino e Patrizia Pia, sono riuscite ad introdurre nella dieta dei bambini il consumo di frutta. Soprattutto le mele di San Marzano Oliveto sono state al centro del progetto educativo, grazie al coinvolgimento dell’azienda agricola Ca’d Lisonna. Il titolare dell’azienda agricola, Mauro Sartoris, ha tenuto alcune lezioni agli scolari, prima in aula e poi nel giardino della scuola dove sono state messe a dimora, insieme ai bambini, alcune piante da frutta. Il 5 maggio la scolaresca di Mongardino, insieme alla scuola d’infanzia di San Marzano Oliveto, si è poi recata in azienda in regione Saline, dove i bimbi hanno potuto vedere direttamente sul campo la provenienza delle prelibate mele. Da sottolineare come la scuola di Mongardino, grazie alla sensibilità

Mauro Sartoris dell’az. agr. ca’d Lisonna di San Marzano Oliveto con gli scolari di Mongardino

della cuoca che gestisce la mensa, proponga agli scolari menù a chilometro zero e il consumo dei prodotti tipici. Soddisfazione

anche per Mauro Sartoris che ha già ricevuto in azienda la visita di numerose famiglie grazie ai bambini della scuola.


Saranno riviste le zone vulnerabili Svolta positiva delle Regioni sulla vicenda nitrati

Stato-Regioni

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15 volto a dare risposte concrete e a riconoscere le giuste responsabilità. Ringrazio l’On. Sebastiano Fogliato e il dottor Stefano Masini del Dipartimento Ambiente di Coldiretti per il prezioso contributo”. Ora si attende con fiducia la deroga agli attuali limiti di span-

dimento dell’azoto sui territori sottoposti al vincolo e si avvia un percorso   condiviso e scientificamente supportato finalizzato all’aggiornamento   delle zone vulnerabili da nitrati e alla definizione dei carichi   inquinanti attribuibili ai diversi settori civili e produttivi.

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unque le zone considerate vulnerabili da nitrati saranno aggiornate e gli adempimenti previsti a carico delle imprese agricole saranno rivisti. Lo schema di accordo elaborato dalle cinque regioni del Nord Italia maggiormente interessate (Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna) è stato approvato ad inizio maggio dalla Conferenza Stato-Regioni. Una tappa importante, di una lunga battaglia portata avanti con tenacia da Coldiretti. Si approda così ad una posizione chiara e comune per tutte le diverse realtà regionali e che sgombra il campo da presunte responsabilità del mondo agricolo sull’importante tema dell’inquinamento come ha sottolineato anche l’assessore regionale all’Agricoltura, Claudio Sacchetto: “Da tempo chiedo che si smetta di puntare il dito contro gli agricoltori, additati ingiustamente quali unici responsabili. La normativa rappresenta un problema da troppo tempo, va aggiornata e razionalizzata individuando le reali fonti di inquinamento. Con tale accordo si avvia un percorso


“Bene l’accordo salva-stalle” Il plauso del presidente nazionale, Sergio Marini

Economia

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L’approvazione dello schema di accordo per l’aggiornamento delle zone vulnerabili e l’adeguamento dei programmi di azione previsti dalla direttiva nitrati è un passo determinante per salvare gli allevamenti italiani e continuare ad assicurare la produzione di salumi e formaggi Made in Italy”. Ad affermarlo è il presidente della Coldiretti Sergio Marini nell’esprimere apprezzamento per il lavoro dei Presidenti e degli Assessori regionali che ha portato cinque regioni del Nord maggiormente interessate (Veneto, Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna) ad elaborare uno schema di accordo che è stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni. “Da parte del Governo un ruolo decisivo - sottolinea Marini - è stato

svolto dal Ministro delle Politiche Agricole Saverio Romano e dal Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. Si tratta di una posizione chiara e comune per tutte le diverse realtà regionali che subordina l’applicazione della disciplina alla realizzazione di un’indagine finalizzata all’aggiornamento della delimitazione territoriale sottoposta a vincolo e a una revisione più complessiva degli adempimenti previsti a carico delle imprese agricole”. La partita si sposta ora a Bruxelles dove tocca allo Stato italiano difendere l’accordo raggiunto per evitare la chiusura delle stalle italiane gravate  ingiustamente di responsabilità fino ad ora esclusive. In attesa di trovare soluzioni agronomiche adeguate occorre dunque distribuire il peso dei vincoli in

Sergio Marini, pres. nazionale Coldiretti

misura proporzionale tra le diverse fonti di inquinamento compresa la depurazione civile. Per far questo, però, è necessario avviare studi analitici con monitoraggi precisi e aggiornati.

La spesa per il pieno sorpassa quella per il cibo Il caro benzina almeno spinge verso l’acquisto di prodotti tipici

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on l’aumento del costo del petrolio la spesa per trasporti, combustibili ed energia elettrica delle famiglie italiane ha sorpassato quella per gli alimentari e le bevande. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti divulgata in occasione del nuovo record storico raggiunto dal prezzo della benzina. Insieme, cibo ed energia assorbono quasi il 40 per cento della spesa totale delle famiglie italiane. In particolare la spesa per trasporti, combustibili ed energia

elettrica ha raggiunto il 20 per cento della spesa totale mentre quella del cibo si ferma al 19 per cento. Si tratta in realtà di due voci di spesa strettamente connesse in un Paese come l’Italia dove l’86 per cento dei trasporti commerciali avviene su gomma. L’aumento dei carburanti pesa notevolmente sui costi della logistica e sul prezzo finale di vendita dei prodotti alimentari ma spinge anche verso il consumo di prodotti locali e di stagione che non devono subire lunghi trasporti.


“La Pac nel bilancio Ue”

S. Damiano Cisterna Celle Enomondo Ferrere

rio è quello di “declino inerziale” in cui ad uno stesso livello di bilancio corrisponde una lieve riduzione del Primo Pilastro (-5%) a favore del Secondo Pilastro; il secondo invece presenta un “ribilanciamento dei pilastri”, con un taglio del 20% del Primo a favore del Secondo Pilastro; il terzo e quarto mostrano, sempre a fronte dello stesso bilancio, una ridistribuzione delle risorse tra le sue rubriche. Più nel dettaglio, si ipotizza un taglio del 20% dal Primo Pilastro a favore del Secondo Pilastro, della Coesione e della Competitività in tre parti eguali; oppure, si ipotizza sempre un taglio del 20% ma a favore della sola Coesione e Competitività. Il quinto ed ultimo scenario presenta, invece, un taglio al bilancio e il conseguente declino della Pac, ovvero un taglio del 20% dal Primo Pilastro che implica un risparmio netto nel bilancio Ue. Lo studio evidenzia inoltre l’importanza della scelta dei criteri di distribuzione tra gli Stati membri, che è ancora una questione aperta nel dibattito in corso a livello comunitario. Più nello specifico, i risultati prodotti dall’analisi, a seconda dei criteri allocativi prescelti, prendendo come indicatori il saldo totale e parziale di bilancio vengono tradotti in una classificazione tra gli Stati membri tra Paesi vincitori (>+ 5%), perdenti (<- 5%) o indifferenti (< +5%; > -5%) a livello di saldo netto, ovvero della

differenza tra i pagamenti versati da ogni Stato membro al bilancio Ue e la spesa che essi ricevono indietro dall’Ue. In termini generali, a livello di saldo netto totale, si osserva che degli scenari più conservativi beneficiano i nuovi Stati membri, mentre gli effetti positivi per i vecchi Stati membri si manifestano nei casi di scenari più radicali. E, allo stesso modo, in termini di saldo netto parziale per le “Risorse naturali”, sono gli scenari più radicali a generare effetti positivi e non quelli più conservativi, solitamente appoggiati da alcuni Stati membri. In conclusione, lo studio sottolinea che, in ogni scenario, gli effetti in termini di saldo netto possono essere attenuati o amplificati dai criteri allocativi adottati per la distribuzione delle risorse rivolte alla Pac tra gli Stati membri.

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a riforma in corso del bilancio dell’Ue e quella della Politica agricola comune dovrebbero essere in stretta collaborazione, in quanto i due processi sono interconessi e le decisioni sul bilancio incidono profondamente sulla posizione degli Stati membri in termini di saldo netto di bilancio totale o parziale. Questo è quanto viene evidenziato nello studio “La Pac nel bilancio Ue: nuovi obiettivi e principi per la revisione del bilancio dopo il 2013”, elaborato dall’Istituto Nazionale di Economia Agraria (Inea) in collaborazione con l’Università degli Studi Roma Tre, che è stato presentato il 2 maggio durante la riunione della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo. Alla luce di questi cruciali processi di riforma in corso, l’obiettivo di tale analisi è duplice, da una parte vuole delineare i differenti scenari per il bilancio e la riforma della Politica agricola comune basandosi sulle questioni rilevanti sollevate nelle relative Comunicazioni presentate dalla Commissione europea; dall’altra simulare i loro effetti in termini di saldo netto di bilancio totale o parziale nei singoli Stati membri. Prendendo come parametro di riferimento lo status quo, l’analisi delinea 5 scenari, derivanti dalle combinazioni possibili delle ipotesi di riforma del bilancio da una parte e della Pac, dall’altra. Il primo scena-

Politica Agricola

Ecco gli scenari futuri secondo l’Inea per la revisione post 2013


Un tetto agli aiuti Pac? La proposta viene dal Commissario Ciolos

Politica Agricola

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n tetto per gli aiuti della Pac? L’idea viene dal Commissario Ue all’Agricoltura, Dacian Ciolos, che nel corso di una visita in Slovacchia ha esposto l’intenzione di introdurre un massimale per i pagamenti diretti alle imprese più grandi nella prossima riforma della Politica agricola comunitaria. L’indirizzo era già stato annunciato in passato dalla stessa Commissione e prevederebbe un’applicazione differenziata in base alle caratteristiche delle stesse aziende. I fondi recuperati sarebbero, inoltre, reinvestiti in

programmi per la modernizzazione del settore agricolo all’interno dei singoli paesi. In questo modo, secondo Ciolos si andrebbe a riequilibrare la spesa, attualmente sbilanciata verso le aziende di grandi dimensioni. “Il punto non sono i tetti, ma i comportamenti da premiare – è il commento del presidente della Coldiretti, Sergio Marini -. Combattere la rendita fondiaria è uno degli obiettivi del documento che la Coldiretti ha sottoscritto con le altre organizzazioni italiane agricole e cooperative. Si tratta di contrastare scelte finalizzate

ad avere il contributo senza un disegno di sostenibilità imprenditoriale. Ben vengano dunque i tetti laddove vanno a contrastare forme di rendita fondiaria”. “Allo stesso modo – precisa però Marini - non ha senso parlare di tetti di alcun genere se questi vanno a limitare realtà imprenditoriali dinamiche e innovative che si impegnano attivamente e quotidianamente in prima persona per garantire produzioni di qualità rispondendo al bisogno crescente di un’agricoltura sostenibile sul piano economico, sociale e ambientale”.

Frutta in guscio: dal 2012 è disaccoppiata

18 Nuovi calcoli per i premi alle nocciole, noci e mandorle

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l Servizio economico di Coldiretti informa che dal 2012 scatta il disaccoppiamento anche per la frutta in guscio. Per il settore che comprende nocciole, noci, mandorle, pistacchi, carrube, questo è l’ultimo anno di sostegno accoppiato. Dal 1 gennaio 2012 è previsto il passaggio ad un sistema completamente disaccoppiato, nell’ambito del regime di pagamento unico. La bozza di decreto ministeriale attualmente in discussione prevede che gli importi dell’aiuto siano attribuiti ai produttori che rispondevano alle condizioni di ammissibilità in almeno uno dei quattro anni individuati all’interno del periodo rappresentativo (2005, 2006, 2007, 2008); il calcolo degli importi di riferimento sarebbe basato sulla media degli

importi ricevuti nel periodo di riferimento. Gli importi di riferimento sarebbero calcolati entro il massimale di 15,710 milioni di euro. I produttori aventi titolo dovranno presentare all’organismo pagatore competente la domanda di fissazione dei titoli all’aiuto

congiuntamente alla domanda unica nel corso del 2012. Per quanto riguarda la parte nazionale di cofinanziamento (120,75 euro per ettaro), l’orientamento attuale del Mipaaf pare essere quello di mantenerla accoppiata alla coltivazione di frutta in guscio.


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Filiera forestale: nuove opportunità Il territorio e Coldiretti riorganizzano il mercato

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Paolo Rovellotti presidente Coldiretti Piemonte

ottica globale, esistono tuttavia ampi margini per realizzare, anche in questo mercato, una filiera tutta italiana, per farlo occorre un nuovo approccio al sistema produttivo che valorizzi la risorsa sotto tutti i suoi aspetti, se si continua a pensare al legno come ad un prodotto indifferenziato ed anonimo si sarà sempre sottoposti alle regole fredde e massificanti del mercato globale, e non si riesce a ricavare dalla risorsa legno (che è pur sempre limitata anche se abbondante) il giusto valore. “Coldiretti ha iniziato a mettere in campo la sua progettualità per il settore forestale stipulando accordi con le principali realtà nazionali in campo forestale tra cui Federforeste (Federazione Italiana delle comunità Forestali) con le quali si porranno le

basi per un nuovo approccio al sistema foresta - legno italiano – continua Rovellotti -. Gli scenari socio-economici che hanno portato al progressivo sottoutilizzo dei boschi sono profondamente cambiati, ed è cambiato l’approccio che occorre avere nei confronti del settore forestale, la domanda di prodotti legnosi si fa sempre più forte per soddisfare un mercato che si diversifica (biomasse per usi energetici o industriali, legname da opera, paleria varia), tuttavia è necessario organizzare bene le filiere produttive per evitare che si vada semplicemente a sfruttare a basso prezzo la biomassa forestale oppure che si ricorra ad importazioni massicce che sottraggono risorse all’economia locale; anche col legno occorre creare filiere a Km 0”.

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egli ultimi anni si è parlato molto di filiera forestale ed utilizzo delle risorse boschive che sono ben rappresentate nella nostra provincia, tuttavia le linee di gestione delle foreste devono giocoforza tenere conto delle svariate funzioni che le stesse svolgono per la società (protettiva, ricreativa, ecologica, ecc.). La nuova filiera forestale contempera quindi un settore produttivo più un settore sociale e la sua gestione deve considerare nuove forme di organizzazione produttiva e commerciale. Occorre che tutti gli attori della filiera forestale si consapevolizzino sul fatto che il prodotto forestale segue le stesse dinamiche di quello agricolo. “Partendo da tale presupposto - evidenzia Paolo Rovellotti, presidente di Coldiretti Piemonte - Coldiretti intende utilizzare nel settore forestale le stesse progettualità produttive e di filiera messe in atto nel settore agricolo, quindi partendo dai dati che ci indicano che il 70% delle superfici boschive sono di privati (nella maggior parte dei casi aziende agricole) e che almeno il 50% dei boschi risulta avere una provvigione molto elevata dovuta al salto di almeno un turno di utilizzazione, si intende favorire anche nel settore forestale lo sviluppo di filiere finalizzate a valorizzare la risorsa boschiva”. Il mercato del legno, a differenza di quello dei prodotti agricoli, ha sempre “lavorato” a prezzi mondiali, quindi è strutturato in


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Il valore dei terreni agricoli

Stabiliti dalla Commissione espropri della provincia di Asti

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l Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte ha riportato i valori medi dei terreni, suddivisi per coltura, così come disposto dalla Commissione espropri. Da sottolineare come per i coltivatori diretti che esercitano l’attività sul fondo, in caso di esproprio con cessione volontaria, il valore in ta-

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bella deve essere triplicato. Per i proprietari che affittano un fondo a un coltivatore diretto, in caso di esproprio con cessione volontaria, il valore del terreno viene considerato il 50% in più per il proprietario; all’affittuario spetta invece un’indennità pari al valore del terreno. Le tabelle riportate di seguito posso-

PROVINCIA DI ASTI Elencazione delle Regioni Agrarie e dei Comuni che ne fanno parte:

REGIONE AGRARIA N. 1 = Colline dell’Alto Monferrato Astigiano:

REGIONE AGRARIA N. 3 = Colline del Belbo e del Tiglione:

Albugnano, Aramengo, Berzano San Pietro, Buttigliera d’Asti, Cantarana, Capriglio, Castelnuovo Don Bosco, Cellarengo, Cerreto d’Asti, Cisterna d’Asti, Cocconato, Cortandone, Cortanze, Cortazzone, Dusino San Michele, Ferrere, Maretto, Monale, Moncucco Torinese, Montafia, Montiglio Monferrato parte (ex territorio di Montiglio), Moransengo, Passerano Marmorito, Piea, Pino d’Asti, Piovà Massaia, Roatto, Robella, San Paolo Solbrito, Tonengo, Valfenera, Viale d’Asti, Villafranca d’Asti, Villanova d’Asti.

Agliano Terme, Azzano d’Asti, Belveglio, Bruno, Calamandrana, Calosso, Canelli, Cassinasco, Castagnole Lanze, Castel Boglione, Castelletto Molina, Castelnuovo Belbo, Castelnuovo Calcea, Castel Rocchero, Coazzaolo, Cortiglione, Costigliole d’Asti, Fontanile, Incisa Scapaccino, Isola d’Asti, Maranzana, Moasca, Mombaruzzo, Mombercelli, Mongardino, Montabone, Montaldo Scarampi, Montegrosso d’Asti, Nizza Monferrato, Quaranti, Rocca d’Arazzo, Rocchetta Palafea, Rocchetta Tanaro, San Marzano Oliveto, Vaglio Serra, Vigliano d’Asti, Vinchio.

REGIONE AGRARIA N. 2 = Medio Monferrato Astigiano: numero 6 – 2011

no valere come punto di riferimento, seppure senza alcun vincolo, per le contrattazioni sulle compravendite dei terreni. Di seguito pubblichiamo la tabella con i valori degli espropri, che deve essere letta facendo riferimento alla regione agraria (qui di seguito) in cui sono situati i terreni.

Antignano, Asti, Baldichieri d’Asti, Calliano, Camerano Casasco, Casorzo, Castagnole Monferrato, Castell’Alfero, Castellero, Celle Enomondo, Chiusano d’Asti, Cinaglio, Corsione, Cossombrato, Cunico, Frinco, Grana, Grazzano Badoglio, Moncalvo, Montechiaro d’Asti, Montemagno, Montiglio Monferrato parte (ex territori di Colcavagno e Scandeluzza) Penango, Portacomaro, Revigliasco d’Asti, San Damiano d’Asti, San Martino Alfieri, Scurzolengo, Settime, Soglio, Tigliole, Tonco, Viarigi, Villa San Secondo.

REGIONE AGRARIA N. 4 = Colline del Basso Bormida e di Millesimo e di Spigno: Bubbio, Cessole, Loazzolo, Mombaldone , Monastero Bormida, Olmo Gentile, Roccaverano, San Giorgio Scarampi, Serole, Sessame, Vesime . REGIONE AGRARIA N. 5 = Pianura del Tanaro Astigiano: Castello d’Annone, Cerro Tanaro, Refrancore.


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Come trattare la Micro-ossigenazione (MicrO) L’Affinamento dei vini: l’importanza dell’ossigeno Monitoraggio della MicrO

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Durante la MicrO è importante conoscere la misura dell’ossigeno disciolto; tutto l’ossigeno somministrato deve essere consumato dal vino e non si deve accumulare.

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La temperatura non deve scendere sotto i 12-13°C; Al diminuire della temperatura si accumula ossigeno in quanto si riduce il consumo di ossigeno da parte del vino mentre aumenta la sua solubilità; l’ossigeno disciolto può essere causa di fenomeni ossidativi e microbiologici indesiderati. Con basse temperature occorre quindi ridurre l’ossigeno o interrompere la MicrO. Anche le temperature elevate possono creare problemi per l’eccessivo consumo di ossigeno con pericolo di ossidazioni; occorre pertanto disporre di impianti che regolano la somministrazione di ossigeno in funzione della temperatura rilevata. L’ossigeno regola inoltre la produzione di acetaldeide; con dosi elevate di ossigeno, a bassa temperatura, si ha un’eccessiva formazione del radicale superossido derivante dai fenoli, che ossida l’alcol producendo dosi elevate di acetaldeide; questa non viene più utilizzate dalle reazioni di polimerizzazione dei tannini e quindi si accumula; l’ossidazione da parte del radicale superossido può interessare altri composti tra cui gli antociani liberi e i composti aromatici varietali. Durante la MicrO deve essere

monitorata con frequenza la SO2 libera, a causa della sua elevata affinità con l’acetaldeide; con il sovradosaggio di ossigeno si hanno produzioni elevate di acetaldeide che combinano la SO2 libera, aumentando i rischi di sviluppo di microorganismi dannosi. La dose di SO2 libera, dopo la fermentazione malo lattica), non deve mai scendere sotto i 15 mg/l (20 mg/l nei vini affinati in legno o con derivati di legno), in modo da avere tenori di SO2 molecolare non inferiori a 0,6 – 0,8 mg/l. Quando nel corso della MicrO si nota un abbassamento della SO2 libera, occorre ripristinarla e ridurre l’erogazione di ossigeno. Per il dosaggio di ossigeno è fondamentale conoscere il quadro polifenolico del vino: contenuto in flavonoidi totali ed antociani totali e in pigmenti antocianici polimerizzati non sensibili alla SO2 ed alle variazioni di pH (dTAT) espressi in % sull’assorbanza a DO 520. Con un vino strutturato e ricco di flavonoidi cresce il fabbisogno di ossigeno e si allunga il periodo della MicrO; viceversa su un vino poco strutturato si accorcia il periodo e si riduce il dosaggio per non incorrere in problemi di ossidazione e di secchezza. Il colore del vino non è determinato tanto dalla quantità di pigmenti quanto dal loro stato di combinazione. Durante la MicrO si dovrebbe assistere: - alla continua riduzione degli antociani totali, degli antociani

Consigli in Cantina: Pubblichiamo la Seconda parte dell’articolo dedicato all’ossigenazione dei vini per un corretto affinamento, a cura del Centro Studi Vini del Piemonte liberi (dAL) e dei pigmenti sensibili alla SO2 (dAT) - al continuo aumento degli antociani polimerizzati insensibili alla SO2 e al pH (dTAT). I valori dell’intensità colorante (DO 420+520+620) vanno incontro ad una minor riduzione rispetto ad un testimone non in MicrO; ciò è dovuto all’incremento della DO a 620, colorazione viola o malva tipica dei pigmenti polimeri che si formano in presenza di ossigeno. Durante la MicrO può essere utile conoscere l’indice di acido cloridrico che si fonda sulla proprietà delle procianidine di precipitare in ambiente acido proporzionalmente al loro grado di polimerizzazione. E’ importante inoltre conoscere il potenziale redox, su cui influiscono il pH e la concentrazione di ossigeno disciolto.


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Il potenziale redox è più elevato nelle botti piccole nuove rispetto a quelle usate ed è più basso nei recipienti inox o di cemento. Quindi aumenta o si riduce in funzione della concentrazione di ossigeno disciolto. Analisi sensoriale Il colore con il procedere della MicrO deve essere sempre più intenso e stabile; all’olfatto si deve ridurre il carattere erbaceo e, dopo una prima fase di ridu-

zione, deve aumentare quello fruttato; al gusto deve aumentare la sensazione di volume e si deve ridurre l’astringenza e secchezza dei tannini, insieme all’amaro. Quando la MicrO è troppo prolungata si può generare una sensazione di secchezza con la comparsa di caratteri propri dell’ossidazione. Controllo microbiologico L’ossigeno favorisce lo sviluppo di microorganismi aerofili contaminanti, quali batteri acetici, Brettanomyces, lieviti filmogeni Pichia e Candida, specialmente nei vini sur lies, con pH elevati e quindi con tenori bassi di SO2 molecolare.

Impianto Di MicrO La quantità di ossigeno viene dosata in peso in mg/l. Un impianto di MicrO è costituito da: una o più bombole di ossigeno, un riduttore per ridurre la pressione della bombola da 200 bar a 5-6 bar (pressione di lavoro del dosatore) un diffusore poroso: che viene posto a circa 20 cm dal fondo del recipiente, al di sopra dell’eventuale deposito feccioso, che rilascia ossigeno in modo continuo, sotto forma di micro bolle molto fini ed omogenee. Il diffusore può essere in ceramica on in acciaio, a seconda delle dimensioni del contenitore o che si tratti di MacrO o di Microossigenazione.

L’ altagamma del vino vola all’estero Cresce del 12 %, come tira tutto il lusso Made in Italy

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e esportazioni italiane di vino volano all’estero che con una crescita del 12 per cento hanno raggiunto la cifra record di 3,93 miliardi di euro nel 2010. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti che sottolinea come il vino è tra i prodotti dell’altagamma Made in Italy che fanno registrare le performance migliori anche nel 2011. Sui nuovi mercati come la Cina è addirittura raddoppiato nel 2010 il valore del vino Made in Italy esportato con un aumento del 108 per cento mentre in India si registra una crescita del 65 per cento e la Russia con un aumento del 58 per cento e un valore delle esportazioni nel 2010 di 104 milioni di euro è divenuta uno dei principali partner commerciali. Negli Usa, dove si realizza oltre un quinto del fatturato all’estero, il vino italiano - continua la

Coldiretti - è cresciuto in valore dell’11 per cento ed è leader di mercato davanti a Francia e Australia mentre l’aumento è stato “appena” del 4 per cento nel mercato tradizionale della  Germania che rimane comunque la destinazione piu’ importante. I buoni risultati del vino sono stati accompagnati da performance positive degli altri prodotti della gastronomia Made in Italy. A crescere all’estero sono tutti i principali settori del Made in Italy, ma il prodotto piu’ esportato è diventato - sottolinea la Coldiretti - l’ortofrutta fresca che, con un aumento del 21 per cento in valore, raggiunge i 4,1 miliardi di euro mentre formaggi e latticini crescono del 15 per cento per un valore di 1,7 miliardi e l’olio del 14 per cento a 1,1 miliardi. Sostanzialmente stabili - precisa la Coldiretti - le esportazioni di

pasta che rappresenta una voce importante del Made in Italy sulle tavole straniere con 1,8 miliardi. Tra i singoli prodotti sono positive soprattutto le performance di quelli a denominazione di origine come il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano che mettono a segno un aumento record del 26 per cento sui mercati mondiali, ma anche il prosciutto di Parma che ha ottenuto nel 2010 il miglior risultato di sempre con un rilevante effetto traino per l’intero settore. Il 2010 è stato un anno record per l`export del Prosciutto di Parma che ha registrato un incremento del 9,5 per cento ottenendo il miglior risultato di sempre con   2.256.000 di prosciutti per un valore di 200 milioni di euro che - conclude la Coldiretti - hanno varcato i confini nazionali raggiungendo le tavole di oltre 80 Paesi del Mondo.

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Con l’aumentare del pH diminuisce il potenziale redox Con l’aumentare dell’ossigeno disciolto aumenta il potenziale redox.

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Strategie contro la flavescenza dorata della vite

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Ciclo di sviluppo dell’insetto in anticipo. Sanzioni agli inadempienti

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STRATEGIE DI LOTTA Il Settore Fitosanitario della Regione Piemonte ha reso noto che “In base ai primi rilievi in vigneto si può ritenere che l’inizio della schiusura delle uova di scafoideo sia cominciato a fine aprile - inizio maggio, in anticipo quindi di circa 10-15 giorni rispetto alle annate “normali”, grazie alle temperature elevate della prima decade di aprile. Nei vigneti “biologici” è pertanto necessario preventivare un primo trattamento con il piretro nella terza decade di maggio, previo controllo in loco del ciclo del cicadellide. A seconda dei vitigni coltivati si dovrà evitare di trattare in fioritura, anche se trattamenti con piretro effettuati in tarda serata risultano poco tossici in genere per le api, vista anche la scarsa persistenza di azione.” L’anticipo nello sviluppo dell’insetto vettore della Flavescenza dorata, per tanto, richiede la massima attenzione dei viticoltori, a partire da quelli che conducono i vigneti con il metodo dell’agricoltura biologica o che comunque utilizzano soltanto il

piretro come insetticida. Di seguito riportiamo integralmente le strategie generali di lotta elaborate dal Settore Fitosanitario Regionale per il 2011. SEGNALAZIONE INADEMPIENZE – NUOVE SANZIONI Si ricorda che la Coldiretti di Asti ha attivato il numero telefonico 0141-351326 al quale tutti gli interessati possono segnalare situazioni di mancato rispetto della lotta obbligatoria, vigneti infetti o abbandonati che costituiscono fonti di rischio per i vigneti coltivati, mancata esecuzione dei trattamenti obbligatori, ecc.. Si suggerisce di utilizzare il più possibile questa opportunità, tenendo conto che rispetto al passato

stanno per essere avviate nuove e più gravi sanzioni amministrative per gli inadempienti. DISTRIBUZIONE GRATUITA DELLE TRAPPOLE Al fine di rendere più efficaci e tempestivi i trattamenti contro l’insetto vettore, tutti i viticoltori interessati possono rivolgersi agli uffici tecnici zonali della Coldiretti per aderire al monitoraggio 2011. In tal caso dovranno essere individuati i vigneti aziendali più rappresentativi nei quali sistemare le trappole gialle per la cattura degli adulti di scafoideo. Periodicamente le trappole potranno essere visionate in collaborazione con i tecnici per decidere gli eventuali interventi.

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FLAVESCENZA DORATA DELLA VITE (Decreto Ministeriale del 31/05/2000 “Misure per la lotta obbligatoria contro la Flavescenza dorata della vite”) Nella lotta alla Flavescenza dorata non si può fare da soli: occorre lo sforzo di tutti senza desistere. Il 2010 si è verificata una recrudescenza della Flavescenza dorata soprattutto in alcune aree viticole piemontesi. Si ricordano gli interventi di prevenzione e le DISPOSIZIONI OBBLIGATORIE Estirpare le piante con sintomi. Eliminare tempestivamente i tralci sintomatici all’apparire delle prime manifestazioni della malattia,anche senza eliminare subito l’intera vite. Eliminare i ricacci di vite selvatica presenti ai margini dei gerbidi e dei boschi confinanti con i vigneti coltivati. Queste zone rifugio sono particolarmente importanti per l’insetto vettore nel periodo dei trattamenti e in certe aree sono troppo numerose: in questi casi ripassare con il trattamento lungo il


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perimetro circa 2 giorni dopo il trattamento principale, per intercettare eventuali insetti vettori rifugiatisi all’esterno e reimmigranti nel vigneto.

La Flavescenza dorata della vite si previene solo se si elimina l’insetto che la trasmette, pertanto è necessario attenersi scrupolosamente alle seguenti indicazioni:

Primo trattamento: da metà giugno, al termine della fioritura della vite ad allegagione completa (eccetto le aziende biologiche che devono intervenire entro fine maggio)

ATTENZIONE!!! E’ INUTILE TRATTARE PRIMA PERCHE’ L’INSETTO NON E’ ANCORA INFETTIVO

Secondo trattamento:

fine luglio - inizio agosto (nel rispetto dei tempi di sicurezza) AZIENDE IN PRODUZIONE INTEGRATA* (che aderiscono all’azione 214.1 del PSR 2007-2013) ETOFENPROX, CLORPIRIFOS ETILE, CLORPIRIFOS METILE, THIAMETHOXAM NB: ognuno dei principi attivi non deve essere usato più di una volta all’anno. ALTRE AZIENDE PRINCIPI ATTIVI AUTORIZZATI SU VITE CONTRO LE CICALINE (TABELLA SOPRA) NB: i periodi sono indicativi, vanno verificati in zona seguendo il decorso del ciclo biologico dell’insetto e possono variare da un anno all’altro. IL SETTORE FITOSANITARIO REGIONALE EFFETTUERA’ CONTROLLI SULL’OSSERVANZA DELLE DISPOSIZIONI DEL DECRETO DI LOTTA OBBLIGATORIA. IN CASO DI INADEMPIENZA SI PROCEDERA’ CON SANZIONE AMMINISTRATIVA DI 1.500,00 EURO.

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AZIENDE IN PRODUZIONE INTEGRATA (che aderiscono all’azione 214.1 del PSR 2007-2013) THIAMETHOXAM, CLORPIRIFOS ETILE, CLORPIRIFOS METILE NB: ognuno dei principi attivi non deve essere usato più di una volta all’anno. ALTRE AZIENDE PRINCIPI ATTIVI AUTORIZZATI SU VITE CONTRO LE CICALINE (TABELLA)

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AZIENDE BIOLOGICHE - ATTENZIONE I TRATTAMENTI CON PIRETRO SONO EFFICACI SOLO SUI GIOVANI E QUINDI DEVONO ESSERE ANTICIPATI RISPETTO A QUELLI CON INSETTICIDI DI SINTESI E RIPETUTI 2-3 VOLTE A DISTANZA DI 7-10 GIORNI, PARTENDO DAL 20 MAGGIO, EVITANDO COMUNQUE DI TRATTARE NEL MOMENTO DI FIORITURA DELLA VITE

SALVAGUARDIA DEGLI INSETTI PRONUBI (Legge regionale 3/8/98, n. 20) • Divieto trattamenti insetticidi in fioritura. • Sfalcio e appassimento/asportazione della vegetazione sottostante nel caso di presenza di fioriture spontanee prima di eseguire i trattamenti insetticidi. • Evitare fenomeni di deriva (non trattare in presenza di vento).

ACCORGIMENTI • Controllare il pH della soluzione in modo che sia inferiore a 7. • Impiegare volumi di acqua e pressioni di distribuzione in grado di bagnare bene tutta la vegetazione; trattare tutti i filari da entrambi i lati. • Cercare di far arrivare la soluzione sulla pagina inferiore delle foglie, comprese quelle dei polloni. • Evitare la presenza di polloni o erbe infestanti troppo sviluppate alla base dei ceppi.

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PIRETRO Più efficace se addizionato con piperonil butossido. Trattare la sera tardi, usare acque non calcaree o acidificare la soluzione (pH < 7).


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Il frappage del nocciolo Per rilevare la presenza di cimici e balanino

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el periodo in cui lo sviluppo del seme ha raggiunto, all’interno del guscio non ancora lignificato, le dimensioni di un chicco di riso la nocciola entra nella fase sensibile agli attacchi della cimice e del balanino. La presenza di tali insetti non è omogenea sul territorio provinciale, ma varia a seconda del noccioleto, è dunque importante valutare la presenza dell’insetto prima di procedere con eventuali interventi fitosanitari. La tecnica di monitoraggio è quella del frappage, consistente nel collocare un telo sotto la pianta, scuoterla energicamente, raccogliere tutto quello che è caduto e metterlo in un sacco di plastica in modo da anestetizzare gli eventuali insetti presenti mediante l’uso di etere etilico. Per quanto riguarda l’astigiano, in particolare è importante concentrare l’attenzione sulle cimici (Gonocerus acuteangolatus, Palomena prasina, Nezara viridula) la cui soglia d’intervento è di 2 adulti per frappage, effettuato su metà chioma di 6 piante dislocate casualmente nel noccioleto. Affinchè si possa valutare con precisione la presenza delle cimici il frappage va effettuato al mattino presto. Per gli eventuali interventi di contenimento, i principi

attivi ammessi dal disciplinare di lotta integrata contro le cimici sono la lambdacialotrina e l’etofenprox, mentre per il balanino il clorantraliniliprole. Sono ammessi su cimice al massimo 2 interventi fitosanitari all’anno e comunque soltanto al superamento delle soglie di presenza degli insetti.

Gonocerus acutenagolatus

Palomena prasina

Danni da cimiciato su semi di nocciolo

INFLAZIONE: GIU’ I CONSUMI - 9% per la frutta e – 5% per la carne

numero 6 – 2011

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a ripresa dell’inflazione fa scendere i consumi a tavola con riduzione record in quantità del 9 per cento per la frutta e dell’8 per cento per i prodotti ittici ma diminuiscono anche il pane (-7 per cento), i  prodotti lattiero caseari (-6 per cento) e le carni bovine (5 per cento). E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sui dati Ismea ed Istat che evidenzia una riduzione media degli acquisti familiari in quantità del 4 per cento nel primo trimestre del 2011. Dall’analisi emergono però trend fortemente positivi per gli acquisti diretti dal produttore (+28 per cento) e per la spesa in prodotti biologici confezionati (+13 per cento) nel primo bimestre 2011. In generale - continua la Coldiretti - gli acquisti di tutti i prodotti alimentari

risultano in calo anche se a tenere maggiormente sono i vini (-1,3 per cento), le carni di pollo (-1,9 per cento), la pasta di semola (-2,3 per cento), ortaggi e patate (-2,6 per cento) e carni suine e derivati (-2,7 per cento). Il calo quantitativo che si è verificato nel primo trimestre del 2011 accentua il trend negativo del 2010 che si è chiuso con una diminuzione dell’uno per cento degli acquisti. Nonostante il contenimento della spesa resta alta l’attenzione alla qualità del prodotti, come dimostra l’andamento del biologico, soprattutto attraverso la ricerca di canali di acquisto alternativi. Nel 2011 sono saliti a 715 i mercati degli agricoltori di Campagna Amica aperti che sono stati visitati da oltre 8 milioni di italiani nel corso di un anno.


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Tempi duri per polli e ovaiole Allevatori in difficoltà per mancanza di chiarezza legislativa

rio d’adeguamento degli impianti da realizzare nel periodo 20112014. Aderendo a questo piano l’azienda si impegna a mettere a norma i propri impianti mediante l’introduzione di gabbie modificate o sistemi alternativi e dovrà indicarne le proprie tempistiche. Le aziende aderenti verranno inserite in apposito registro nazionale, ed un comitato tecnico di valutazione approverà il crono programma e monitorerà lo stato complessivo dei lavori. Per i polli da carne, a livello nazionale vi è poca chiarezza, dopo l’approvazione del D.Lgs. 181/2010, entrato in vigore il 20

novembre. Il Ministero della salute avrebbe dovuto definire un decreto applicativo entro 60 gg successivi, ma al momento vi è solamente una bozza, che presenta alcuni punti critici, quali gli adempimenti che l’allevatore deve rispettare per poter aumentare la densità da 33 kg/ m² a 39 o piuttosto a 42 kg/ m² degli allevamenti. Il decreto prevede i criteri per lo svolgimento di appositi corsi di formazione per gli allevatori più esame finale. Per coloro che svolgono l’attività al 30/06/2010, tramite apposita autocertificazione possono chiedere di essere esonerati dal corso ed essere ammessi all’esame.

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a avuto luogo presso la Coldiretti Verona un incontro a cui hanno preso parte alcuni allevatori avicoli del Nord Italia. L’incontro, coordinato da Giorgio Apostoli e Antonella Tramontano, esperti di Coldiretti nazionale, ha trattato la tematica di benessere animale sia per i polli da carne che delle galline ovaiole. Nello specifico, per le galline ovaiole, i colleghi hanno confermato che non vi saranno proroghe rispetto alla scadenza del 31/12/2011, così come previsto dal D.Lgs. 267/2003. A livello ministeriale sia dal Mipaaf che dal Ministero della salute non si hanno dati oggettivi sullo stato attuale degli allevamenti che si sono già adeguati. Si ipotizza che al 1° gennaio 2012 possano essere in regola solamente il 20-30% degli allevamenti. Sulla problematica gabbie, il Mipaaf, in accordo con il Ministero della salute, ha proposto una bozza di decreto che dia la possibilità ai produttori di aderire ad un programma volonta-

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Co.Sm.An.: si è svolta l’assemblea generale

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enutasi presso l’Assessorato Agricoltura della Regione Piemonte, l’Assemblea generale del Cosman (Consorzio Smaltimento Animali) che, oltre ad approvare il bilancio, ha provveduto anche al rinnovo delle cariche sociali. I delegati eletti dalle tre Assemblee parziali svoltesi la scorsa settimana ad Alessandria, Carmagnola e

Fossano, hanno eletto il Cda, che sarà composto da: Renato Agù di Pontechianale (Cn), Gian Piero Ameglio di Altavilla Monferrato (Al), Giacomo Baravalle di Solero (Al), Chiaffredo Ceirano di Scarnafigi (Cn), Oreste Massimino di Cuneo, Guido Monge di Villafalletto (Cn), Paolo Odetti di Caselle (To), Davide Razzano di Montiglio (At), Giovanni Remondino di Tigliole (At),

Raffaele Tortalla di Fossano (Cn) e Carlo Vanzetti di Candiolo (To). Il collegio sindacale è composto da Gianpiero Conte di Cuneo, Piero Cuzzotti di Vercelli, Claudio Ferrara di Cuneo; i sindaci supplenti sono invece Massimo Rosso di Buttigliera Alta (To) e Mario Viazzi di Trezzo Tinella (Cn). Nel primo Cda saranno eletti il Presidente ed il Vice Presidente.

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Costituito il nuovo Consiglio di Amministrazione del Consorzio


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Conferimento rifiuti speciali alle ecostazioni E’ obbligatorio iscriversi all’Albo Gestori Ambientali

Misura 111-1B

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seguito di nuove norme e procedure ritorniamo su questo argomento per fare i dovuti aggiornamenti. I rifiuti speciali, cioè quelli derivati da attività produttive, possono essere consegnati alle ecostazioni solo se il Comune competente (quello dove è situata la Ditta che ha prodotto i rifiuti) ne ha deliberato l’assimilazione agli urbani. L’assimilazione è variabile da Comune a Comune, sia per la tipologia di rifiuti che per la loro quantità massima conferibile da parte di ogni Ditta. La ditta deve essere munita dell’iscrizione per il trasporto dei rifiuti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali. La ditta deve compilare un’apposita domanda in cui vanno indicate le tipologie e le quantità di ogni rifiuto speciale assimilato che intende conferire. Per tale motivo gli interessati devono verificare quanto è previsto dalla Delibera di assimilazione rifiuti del proprio Comune.

La ditta deve dotarsi di apposito formulario di identificazione dei rifiuti (una sorta di “bolla ecologica di accompagnamento”) che va compilato tutte le volte che si effettua il trasporto. I formulari vanno vidimati presso la Camera di Commercio. Dovrà essere compilato un formulario per ogni tipo di rifiuto conferito. L’alternativa alla compilazione del formulario è la scheda di tale operazione costituisca parte movimentazione SISTRI nel caso integrante ed accessoria dell’organizzazione dell’impresa dalla delle aziende iscritte. Per quanto riguarda l’iscrizione quale i rifiuti sono prodotti. all’Albo Gestori Ambientali, nel Nella domanda di iscrizione va caso di trasporto di propri rifiuti indicato tra l’altro: l’attività svolta è possibile procedere all’iscri- dall’impresa, le tipologie di rifiuti zione, semplificata, all’Albo dei da trasportare, la targa dei veicoli utilizzati. produttori iniziali. COLDIRETTI ASTI vista dei costi, Tale iscrizione è SPORTELLI possibile perINFORMATIVI i Dal punto di l’iscrizione semplificata comporta produttori di rifiuti non pericoINFORMAZIONI SULL’ATTIVITA’ AGRICOLA: le seguenti spese losi che effettuano operazioni attualmente di raccolta e trasporto dei pro- iniziali: due marche da bollo da € 14,62, versamento pri rifiuti, nonché dei -produttori - mercato,diritti filiere,di sePSR 2007-2013; 10,00, versamento iniziali di rifiuti pericolosi che greteria di €multifunzionalità; - produzioni ecocompatibili, governativa effettuano operazioni di raccolta tassa di concessione - ricerca; difesa fitosanitaria; e trasporto di trenta chilogrammi di € 168,00. Inoltre, annualmente - aggiornamenti Condizionalità, un diritto di € o trenta litri al giorno -dei propri occorre versare normativi; agricoltura biologica; 50,00. rifiuti pericolosi, a condizione che

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SPORTELLI INFORMATIVI COLDIRETTI ASTI

- sicurezza alimentare;

- risorse naturali;

- gestione dell’impresa;

- cooperazione

Asti C. so F. Cavallotti, 41

Nizza Monf.to C. so Acqui, 42/44

Canelli V. Cassinasco 11/13

San Damiano d’Asti V. Roma 23

- ricerca;

Castelnuovo D.B. V. Aldo Viglione 18

Zona di Vesime P.zza V. Emanuele II, 3

- Condizionalità, agricoltura biologica;

- aggiornamenti normativi;

Moncalvo P.zza Carlo Alberto 25

Zona di Villanova V. Oddone Blandino 19

- sicurezza alimentare;

- risorse naturali;

- gestione dell’impresa;

- cooperazione

INFORMAZIONI SULL’ATTIVITA’ AGRICOLA: - PSR 2007-2013; - produzioni ecocompatibili, difesa fitosanitaria;

Asti C. so F. Cavallotti, 41

- mercato, filiere, multifunzionalità;

Nizza Monf.to C. so Acqui, 42/44

Per informazioni: 0141.380.427


ATTIVITA' INFORMATIVA E DIVULGATIVA ai sensi del Regolamento (CE) 1698/2005 – Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 Misura 111 Azione 1 Sottoazione B): informazione nel settore agricolo

Sistri, pubblicato il testo unico Il 1° Giugno parte il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti

stanti aggiornamenti. Si segnala, in particolare, che nella ultima versione del manuale operativo (versione 2.4 del 26 aprile), nel capitolo 6.2., relativo al conguaglio dei contributi, sono stati corretti, rispetto al manuale precedente, gli importi della tabella relativa alle compensazioni per le imprese agricole. Ai sensi del nuovo testo unico il contributo, per le annualità successive a quella di iscrizione, deve essere pagato entro il 30 aprile di ogni anno. La  situazione per le imprese agricole, come definita nella più recente versione del manuale (speriamo definitiva, sul punto), è la seguente: A) imprese agricole che impiegano da 1 a 5 addetti e con una produzione di rifiuti fino  a 200 kg: non è dovuto nessun contributo fino al 2013 (30€ per 3 annualità); B) imprese agricole che impiegano da 1 a 10 addetti e con una produzione di rifiuti  da 200 a 400 kg : non è dovuto nessun contributo per il 2011 ed è prevista una riduzione di 20€ del contributo per il 2012.

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prevede che, fino al 31 dicembre 2011, sono esonerati dall’iscrizione al sistema di tracciabilità gli imprenditori agricoli che producono e trasportano ad una piattaforma di conferimento oppure conferiscono ad un circuito organizzato di raccolta i propri rifiuti pericolosi in modo occasionale e saltuario. Sono considerati saltuari ed occasionali i trasporti di rifiuti pericolosi effettuati per non più di quattro volte l’anno per quantità non maggiore di 30Kg o 30 l/giorno e, comunque, i 100 Kg o 100l/ anno o i conferimenti, anche in un’unica soluzione, ad un circuito organizzato di raccolta per quantità  non superiori ai 100 Kg o 100 l/ anno. Il nuovo regolamento, in più parti, rinvia alla modulistica ed alla manualistica tecnica disponibili sul sito ufficiale del Ministero dell’ambiente www.sistri.it. In questo periodo, in vista del previsto avvio del Sistri per il 1° giugno 2011 (fatte salve eventuali ulteriori proroghe), i manuali operativi e le guide utente stanno subendo repentini e co-

Misura 111-1B

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on il decreto del Ministero dell’ambiente n.52/11 è stato approvato il Regolamento recante istituzione del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti. Il documento (scaricabile, insieme ad alcune schede di sintesi, sul sito www. ambienteterritorio.coldiretti.it ha lo scopo di abrogare tutti i precedenti provvedimenti in materia di Sistri che, a partire dal decreto istitutivo del 2009, avevano disciplinato a più riprese, il sistema.  Il regolamento, quindi, fatto salvo quanto previsto dalla normativa generale di riferimento contenuta nel “codice ambientale” e fatte salve alcune previsioni sui termini sopravvissute all’abrogazione, rappresenta l’unico riferimento normativo per la disciplina del Sistema di tracciabilità dei rifiuti. Il nuovo decreto non apporta, per quanto di interesse, modifiche sostanziali. In particolare, ferma restando l’operatività del sistema di tracciabilità - avviato in modalità transitoria a partire dal 1 ottobre 2010 – resta la data del 31 maggio 2011 come termine che disciplina il periodo di coesistenza tra le disposizioni in materia di Sistri ed i vecchi adempimenti (formulario di trasporto e registro di carico e scarico) in materia di rifiuti. Con specifico riferimento alla disciplina di esonero per le imprese agricole che producono modesti quantitativi di rifiuti pericolosi in modo occasionale e saltuario e che conferiscono gli stessi a circuiti organizzati di raccolta, la fattispecie è stata dettagliata, in sede di modifica del codice ambientale, nell’articolo 39, del decreto legislativo n.205/2010 che


La crisi delle carni rosse Si combatte con progetti formativi nelle scuole e nelle Asl

Benessere animale

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ilanciare i consumi di carne rossa, partendo da una corretta informazione, per sostenere la zootecnia piemontese, che a causa della crisi economica, vive un momento di difficoltà. A contribuire alla diminuzione dei consumi delle famiglie, si aggiunge la scarsa considerazione delle carni rosse da parte dei dietologi nell’alimentazione dei giovani e nella ristorazione scolastica in particolare. Per affrontare il momento critico, Coldiretti Piemonte sta attuando una concreta progettualità con l’obiettivo di mantenere alto il livello qualitativo della carne che viene prodotta nella regione subalpina e di rilanciare i consumi, agendo su più fronti. Con le istituzioni, affinché si avviino campagne di informazione con l’obiettivo di spiegare che le carni rosse rappresentano nella dieta di tutte le persone e dei giovani, in particolare, un forte elemento di equilibrio alimentare, le cui proteine sono indispensabili per la crescita dei giovani e le cui vitamine naturali rappresentano l’elemento insostituibile per la formazione dell’apparato scheletrico e muscolare. In particolare, Coldiretti Piemonte chiede alla Regione di realizzare percorsi formativi, attraverso le ASL di competenza anche con un’informazione mirata ai medici di base nonché agli specialisti della Sanità (nutrizionisti, dietologi) che elaborano e monitorano la ristorazione scolastica. Dicono Marcello Gatto (membro di Giunta Coldiretti Piemonte con delega al settore carni da parte del presidente Paolo Rovellotti) e Bruno Rivarossa, direttore di

PIL: SOLO L’AGRICOLTURA CRESCE Dati positivi nel 1° trimestre, ma aumentano i costi

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onostante la crisi, per l’agricoltura continua la svolta positiva di recupero del valore aggiunto anche nel primo trimestre del 2011 durante il quale è l’unico settore produttivo che cresce dopo l’aumento dell’uno per cento registrato lo scorso anno anche se permangono settori in difficoltà. E’ quanto emerge da una stima dell’Ufficio studi della Coldiretti in riferimento ai dati sull’andamento del Pil nel primo trimestre dell’Istat. Mentre industria e servizi sono stazionari, l’agricoltura è cresciuta in misura superiore alla media per effetto di una ripresa nei prezzi dopo i crolli degli anni precedenti e una sostanziale tenuta della produzione.

Coldiretti Piemonte: “Riteniamo che la crisi dei consumi di carni rosse possa essere superata ancora una volta con la stretta alleanza con i consumatori e le loro associazioni anche per promuovere una corretta informazione che riporti il giusto equilibrio nelle diete alimentari di tutti i giorni. Dall’altra, occorre evidenziare gli sforzi compiuti dal mondo economico per rendere di facile e veloce utilizzo le carni rosse in cucina. Non possiamo però non evidenziare come la grande distribuzione organizzata manchi

A preoccupare per i prossimi mesi sono le tensioni sul lato dei costi di produzione che nel trimestre sono aumentati del 4,2 per cento con punte del 6,7 per cento per i carburanti e del 18 per cento per i mangimi mettendo in difficoltà le attività di allevamento.

spesso all’appello in termini di collaborazione reale. Quale ultimo anello della filiera, ci aspettiamo la massima collaborazione e una maggior considerazione per gli operatori che stanno a monte. Non sono più accettabili, sia a livello di produttori che soprattutto di consumatori, che la carne venga pagata all’allevatore 3 euro al kg. La stessa carne la troviamo nei banconi frigo di vendita ad un prezzo medio che supera 15 euro al kg. Situazioni che non hanno bisogno di commento, ma che vanno corrette con urgenza nell’interesse di tutti”.


Il Notiziario Agricolo N.6/2011  

Il Notiziario Agricolo N.6/2011