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AL.SI.P.PE ALLEANZA SINDACALE POLIZIA PENITENZIARIA

NUMERO

1984

DI

LUNEDI

12

MARZO

TELEFONO 3931383562

2018

A

CURA

DELLA

EMAIL

SEGRETERIAGENERALE@ALSIPPE.IT

SEGRETERIA GENERALE

AD USO INTERNO

Dieci giorni di prognosi per un assistente capo della Polizia penitenziaria aggredito da un detenuto nel carcere di Ariano Irpino

Sciacca. Scontro tra un cellulare della polizia pentenziaria e un camion che non si ferma: ferito l’agente .È accaduto nella prima mattinata di oggi sulla statale 115, all’interno della galleria San Giorgio. Un furgone della polizia penitenziaria, per cause ancora in corso di accertamento si è scontrato con un camion. La peggio è toccata al mezzo di stato che nell’impatto ha avuto la rottura del parabrezza, la cui frantumazione, ha causato il ferimento al volto del conducente del mezzo. Il guidatore del camion invece non si è fermato e appare improbabile che non si sia accorto dell’impatto.Sul posto sono arrivati i “rinforzi” della polizia, oltre al 118, che ha trasferito l’agente di Polizia penitenziaria all’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca. Le sue condizioni non destano preoccupazione, la prognosi è di una settimana.(Fatti e Avvenimenti)

Grave episodio di violenza nella Casa Circondariale di Via Grignano ad Ariano Irpino. L’altra sera due detenuti italiani hanno ripetutamente colpito con pugni e schiaffi un assistente capo della polizia penitenziaria in servizio nel reparto. Il collega per le ferite riportate ha dovuto far ricorso alle cure del Pronto Soccorso cittadino, dove gli sono state riscontrate lesioni guaribili con dieci giorni di prognosi.La Segreteria Generale Alsippe condanna il grave episodio di violenza ai danni del personale di Polizia penitenziaria, esprime solidarieta’ e vicinanza al collega e gli augura una pronta guarigione

Due uomini denunciati dalla polizia penitenziaria mentre rubano in un terreno adiacaente l’istituto penitenziario.

Segreteria Generale

Scontro tra un cellulare della polizia pentenziaria e un camion che non si ferma: ferito l’agente

SITO INTERNET

Catania , beccati dalla polizia penitenziaria mentre rubano agrumi. Denunciati in due.Ieri, 7 marzo, nel tardo pomeriggio, durante espletamento di un’attività straordinaria, personale della Polizia Penitenziaria del reparto di Bicocca, bloccava due individui che furtivamente si erano introdotti in un giardino adiacente all’Istituto Penitenziario.I due malviventi di nazionalità italiana, già conosciuti alle Autorità per reati sulla legge stupefacenti e altro. All’interno dell’autovettura si trovavano enormi sacchi di agrumi, provento di furto.I malviventi venivano identificati e sottoposto a sequestro della

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AFFILIATI O.S.A.P.P

APERTO AL CONTRIBUTO

DÌ TUTTI_

refurtiva, espletati le formalità di rito, presso gli uffici della Polizia Penitenziaria, venivano denunciati a piede libero come disposto dall’Autorità Giudiziaria.(gazzettinoonline)

Brutta disavventura per la figlia di un agente penitenziario

Le rubano il cellulare, studenti inseguono e bloccano il ladro Era ferma alla fermata del bus e stava chiamando il padre, guardia penitenziaria, per avvisarlo che presto l’avrebbe raggiunto, quando un uomo di colore le si è affiancato fingendo di gettare un mozzicone e con grande destrezza le ha strappato di mano il cellulare.I fatti sono accaduti ieri poco dopo mezzogiorno, nei pressi del parco Gallo. Il ladro è quindi fuggito. Ma la ragazza non si è persa d’animo: si è lanciata all’inseguimento urlando.Così quando un gruppo di studenti che usciva dal Copernico si è accorto di quanto stava accadendo ha bloccato lo straniero e recuperato il telefono. Ora, mentre le indagini sono affidati ai carabinieri, Laura intende ringraziare i soccorritori.Lo fa attraverso il nostro giornale, sottolineando «come tra i ragazzi esistono ancora valori , con persone che non esitano a scendere in campo anche per una sconosciuta».(Giornale di Brescia)

Telefono cellulare custodito in carcere da detenuti di Brindisi”

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SINDACALE POLIZIA PENITENZIARIA-------------------------------------------


Si tratta di Francesco Coffa e Alessandro Polito, all’ergastolo per l’omicidio Tedesco, indagati nell’inchiesta sullo spaccio di droga in cella. Collegamenti con le indagini sul tentativo di fuga di Baffino, presunto boss della Daunia e su un tentato omicidio in cella .BRINDISI – Un telefonino in uso a due detenuti di Brindisi, Francesco Coffa e Alessandro Polito, e un piano di fuga di un detenuto foggiano, Antonio Quitadamo alias Baffino. Tutti e tre ristretti nel penitenziario dauno e intercettati dalla Guardia di Finanza, nell'ambito di un'inchiesta inizialmente imbastita su un'estorsione legata a debiti di gioco. Per i brindisini il gip ha ravvisato una “estrema disinvoltura con la quale a più riprese veniva organizzato il trasporto di droga destinata a essere introdotta in carcere, utilizzando per i contatti un telefonino cellulare misteriosamente custodito da Francesco Coffa e Alessandro Polito".“ Il telefonino scoperto in carcere Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Giuseppe Biondi, ha tracciato questo quadro con riferimento a Coffa e Polito, sospettati di aver “introdotto o comunque di aver avuto la disponibilità di un telefonino” tra le sbarre. Il periodo oggetto di verifiche è quello in cui erano entrambi ristretti nel carcere di Foggia dopo essere stati condannati all’ergastolo, in primo grado, per l’omicidio di Cosimo Tedesco, avvenuto a Brindisi la mattina del primo novembre 2014, per futili motivi riconducibili alla festa tra bimbi la sera precedente. Fine pena mai anche per Andrea Romano, reo confesso, anche lui in appello dopo il giudizio in abbreviato. Coffa e Polito, entrambi difesi dall’avvocato Cinzia Cavallo, sono stati destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare con l’accusa di spaccio di droga nel penitenziario dauno nell’ambito dell’inchiesta Exodus condotta dalla Guardia di Finanza del capoluogo. Indagini partite dalla denuncia del padre di un giovane ambulante della città, costretto a lasciare Brindisi dopo aver accumulato 80mila euro di debiti al gioco con le slotmachine. Quell’inchiesta, a quanto pare, potrebbe avere ulteriori risvolti legati al tentativo di evasione dallo stesso carcere di Foggia del detenuto Antonio Quitadamo, 42 anni, alias Baffino, ritenuto dalla Dda l’esponente di primo piano della frangia Romito operante nei territori dauni. Il tentativo di evasione dal carcere Al momento, è bene precisare, non c’è alcuna formale contestazione nei confronti dei due brindisini. Vero è che le maglie dell’inchiesta brindisina condotta dai militari del Nucleo di polizia tributaria sono state allargate per accertare in che modo quel telefonino sia stato introdotto in

carcere e se si tratti dello stesso cellulare con il quale sarebbe stato organizzato il piano per la fuga di Quitadamo previsto nella notte del 31 dicembre 2017. Esattamente come nei film, stando a quanto contenuto nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Carlo Protano del Tribunale di Foggia eseguita lo scorso 28 febbraio, nell’inchiesta “Nel nome del padre” in cui sono indagate undici persone. Le intercettazioni della Finanza di Brindisi Il piano è stato scoperto dai finanzieri di Brindisi, ascoltando un’utenza cellulare intercettata nell’inchiesta Exodus: il numero era in uso a un brindisino (il cui nome compare in ordinanza), “si verificava che questi riceveva una telefonata in data 17 settembre 2017 da parte di soggetti che poi si apprendeva essere detenuti nella casa circondariale di Foggia”, ha scritto il gip Biondi. Il numero risultava intestata a un'altra persona. “Significative sono le conversazioni monitorate a partire dal 4 ottobre 2017” per quel che attiene allo spaccio di droga perché “Alessandro Polito utilizzando quella utenza contattava un numero intestato a una donna e in uso al marito, per informare che nella stessa giornata un suo emissario lo avrebbe raggiunto per consegnargli un biglietto con delle previse istruzioni”. Secondo il gip l’emissario sarebbe stato “con ogni probabilità un detenuto rimesso in libertà quel giorno”. La droga doveva essere introdotta in carcere “in un paio di scarpe da ginnastica”. Fili diamantati per tagliare le sbarre della cella L’11 ottobre successivo i militari del Nucleo di polizia economica e finanziaria di Brindisi ascoltano un’altra conversazione e scoprono del piano per la fuga della durata di 8-10 minuti, così come hanno spiegato nella loro relazione gli stessi investigatori della Finanza. Il piano si sarebbe basato sulla disponibilità di “due fili diamantati per segare le sbarre della cella numero 3 e una fuga sui tetti fino a raggiungere le mura perimetrali dove due detenuti avrebbero trovato il cestello di un carrello elevatore” che avrebbe assicurato loro la libertà. La fuga, oltre che per Baffino, doveva riguardare il detenuto Hechmi Hdiovech, considerato braccio destro di Quitadamo. I fili diamantati dovevano arrivare “nella sala pacchi del carcere” in una “busta di vestiti”, più esattamente “nascosti nelle cuciture laterali della borsa contenente destinata a un compagno di cella” del presunto boss del Gargano e del suo gregario. Il tentato omicidio e i fucili Durante la telefonata dell’11 ottobre sarebbe stata pianificata anche l’introduzione nel carcere di uno strumento di offesa, indicato come “cinta/cintura, idoneo - secondo l’accusa - a commettere l’omicidio di un altro detenuto” che finora non si è riusciti ad identificare. Le intercettazioni sono queste: “Ti devi sbrigare, ti devi sbrigare. Vedi di farmi questo piacere, mandami

questa cintura, gentilmente. Manda la cinta, manda la cinta, manda la cinta”. Secondo l’accusa “grazie a dei telefoni cellulari introdotti nel penitenziario da detenuti brindisini, il boss era entrato in contatto con la moglie, il figlio e alcuni suoi gregari come i Della Malva”. Quitadamo avrebbe parlato anche di fucili calibro 12, che nel linguaggio in codice venivano definiti “pavoni”. “oh, là stanno i pavoni, comincia a mettergli la gabbia”, si sente al telefono. “E’ facile facile, hai visto dove sta il tubo per l’acqua per riempire la botte, là c’è un tubo per l’acqua? Sopra, proprio sopra a cinque metri dalla rete tua a cinque metri”. Stando alle indagini, le armi sequestrate durante l’operazione, potrebbero essere state utilizzate in recenti azioni di sangue sul Gargano come quello del giugno 2017 ad Apricena ai danni di Antonio Petrella, 54 anni e il nipote Nicola Ferrelli, 40 anni nell’ambito di una possibile guerra tra Romito e clan dell’Alto Tavoliere. L’arresto del presunto boss e le minacce agli avvocati Quitadamo è in carcere dal 24 settembre 2017 dopo un periodo di latitanza durato 72 giorni. Nell’ordinanza di custodia cautelare, nella parte sulla pericolosità sociale, il gip ripercorre la sua storia: “denunciato a piede libero per omicidio colposo, lesioni personali e sequestro di persona il 2 febbraio 2009, arrestato per minaccia e armi il 23 marzo 2009, arrestato per furto il 6 settembre 2011, per estorsione, droga e armi il 9 ottobre 2013, per estorsione il 20 febbraio 2014, condannato con sospensione condizionale della pena per estorsione il 27 agosto 2016, arrestato per estorsione, armi e rapina aggravata il 31 ottobre 2016, con obbligo di presentazione alla p.g. per ricettazione, armi e rapina il 29 aprile 2017 e, infine, arrestato per estorsione il 24 settembre 2017”. “Baffino” decise di costituirsi e durante una conversazione con la moglie, avrebbe manifestato rabbia e propositi aggressivi verso i suoi avvocati difensori, “rei” di averlo convinto a consegnarsi. “Che guaio che mi hanno fatto questi … li devo prendere e fare a pezzi pezzi … non sia mai che non esco me li devo mangiare il cuore… li devo scannare… li devo spulciare… li devo ficcare le mani negli occhi li devo sventrare come i cani… il cuore mi devo mangiare”.(Brindisi Report)

Boss della droga scappa dal Maggiore

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Albanese, cinquantenne, era ai domiciliari in ospedale ma è evaso. Durante un controllo di routine la polizia ha trovato il suo letto vuoto.E' evaso dall'ospedale maggiore, dove era agli arresti domiciliari. Nimon Zogaj, 50 anni, albanese, è un boss del traffico internazionale di droga. Il suo nome è come un fiume carsico. Affiora e sparisce. Riappare, prima di sprofondare di nuovo nel nulla. A Parma lo conoscono in pochi, anche se ha riempito le cronache nazionali per un pezzo.Zogaj stava scontando la sua pena nella nostra città. Ventidue anni per traffico internazionale di stupefacenti ma nonostante questo fardello è riuscito ancora una volta a eclissarsi. Ed è di nuovo caccia al 50enne albanese, fuggito dall’ospedale sabato scorso. Prima che il Maggiore fosse immerso nel buio, quest’uomo dal naso aquilino, il viso duro e gli occhietti crudeli, ha fatto perdere le proprie tracce. Scomparso. E fine della favola.Zogaj, riacciuffato appena due anni fa dopo undici anni di latitanza, è approdato nel carcere di via Burla la scorsa estate. Arrivato da Saluzzo, in provincia di Cuneo, è stato dirottato in una cella parmigiana. Lo scorso dicembre gli è stata concessa la detenzione domiciliare al Maggiore per problemi di salute, ma la sua cartella clinica è top-secret. Per il resto la cronaca è piatta, tutto liscio fino allo scorso weekend quando la polizia, durante uno dei controlli di routine, ha scoperto il letto vuoto nel reparto di Ortopedia. L’allarme rosso è scattato in un battito di ciglia, gli uomini della Squadra mobile, coordinati dal sostituto procuratore Umberto Ausiello, non hanno perso tempo con le indagini. Indagini in salita, visto che Parma per Zogaj è perlopiù sbarre e corridoi tetri. Non risultano amici o conoscenti in città e non è escluso che il 50enne sia già lontano dalla nostra città, forse anche dall’Italia. Le vaste operazioni di ricerca – con l’avviso della polizia di frontiera e tutti protocolli del caso – sono partite in sordina. Quanto al riserbo, la Questura è un muro impenetrabile: anche le più timide domande vengono glissate con una scrollata di spalle e la tipica risposta: «Le indagini sono in corso».Ma chi è Nimon Zogaj? Sicuramente un habitué della scomparsa, capace di “mimetizzarsi” e prendere il largo, per poi rimanere nell’ombra per undici anni. Almeno così è accaduto l’ultima volta, fino al 2016. Quando i carabinieri della Catturandi del comando provinciale di Milano, dopo averlo braccato senza tregua, hanno interrotto la sua fuga senza respiro. L’hanno scovato al confine tra il Montenegro e il Kosovo, dove si era nascosto forse sicuro di essere stato dimenticato. I reati contestati nel mandato di cattura internazionale che pesavano come un macigno sulla sua testa si riferiscono al 1997-1998, quando quest’uomo muoveva montagne di droga per i nasi milanesi. E quando capì che la situazione era diventata pericolosa scappò in Svizzera da cui però fu estradato nel 2005. Dopo un mese di carcere in Italia venne rimesso in libertà in attesa di giudizio e da allora, tanto per cambiare sparì. I militari milanesi si gettarono a capofitto in un’indagine on the road: niente intercettazioni, niente familiari, piste nebulose. Proprio perché Zogaj era un randagio, battitore libero e senza legami. E

oggi tocca alla Mobile di Parma tornare sulle sue tracce. Con ore di lavoro vecchia scuola, fra marciapiedi e confidenti, per imboccare la strada giusta che, da via Abbeveratoia li condurrà chissà dove.(Gazzetta di Parma)

Carcere, la riforma si allontana. È il primo effetto del 4 marzo

soltanto nei settori reazionari della magistratura: ha una presa molto forte nell'opinione pubblica e di conseguenza un appeal fortissimo sulla stampa e la Tv. Una parte della stampa, quella più estremista, è schierata a corpo morto contro la riforma; la parte più moderata sarebbe anche favorevole, invece, ma teme di dirlo, e scriverlo, a voce alta. E poi c'è la pressione di alcuni partiti politici. In particolare del movimento 5Stelle e della Lega. Che sono proprio i due partiti che hanno vinto le elezioni. È giusto tenere conto dei pareri della Lega e dei 5Stelle (che addirittura hanno definito "criminale" questa riforma). Però bisogna anche tenere conto del volere e degli atti del Parlamento. Questa riforma è stata approvata dal Parlamento, e non emanare i decreti, per i quali si ha un mandato del Parlamento, non è un atto di prudenza ma di arroganza.E poi c'è un altro elemento. Si chiama Costituzione. La riforma penitenziaria si assume il compito di avvicinare un pochino il funzionamento del carcere e l'uso delle pene detentive allo spirito della Costituzione. Del resto, appena qualche giorno fa, la Corte Costituzionale ha emanato una sentenza che va esattamente nella direzione dell'applicazione della riforma carceraria. Possiamo continuare a considerare come inapplicabili quelle parti della Costituzione che impongono lo Stato di diritto?Comunque la partita non è chiusa. Sono rimasti ancora alcuni giorni per salvare la riforma. Le Camere sono in carica fino al 23 marzo. E il governo ha tempo per approvare i decreti attuativi fino a 10 giorni prima della decadenza di questo parlamento. Quindi il termine ultimo è il 13 marzo, cioè martedì prossimo. Noi vogliamo essere ottimisti: credere che Gentiloni e Orlando manterranno la parola.(Il Dubbio)

C'è il rischio concreto, molto concreto, che il primo effetto collaterale del risultato elettorale sia la morte della riforma penitenziaria. Su questo giornale ne abbiamo scritto molte volte. È una riforma con molti limiti, ma che introduce degli elementi importanti di novità nel funzionamento e nella funzione del carcere. In particolare prevede un aumento della possibilità di usare le pene alternative alla detenzione. Questa riforma è stata approvata dal Parlamento ed è stata consegnata al governo la delega per emanare i decreti attuativi. È il risultato di un grande lavoro di ricerca e di discussione, al quale hanno partecipato istituzioni, giuristi, intellettuali, esperti. Ora mancavano solo questi benedetti decreti. Il governo li ha rinviati due, tre, quattro volte. Pochi giorni prima delle elezioni il ministro Orlando e il Presidente del Consiglio Gentiloni hanno giurato che comunque avrebbero emanato questi decreti, prima Nuove disposizioni di lasciare.Poi, all'ultimo momento, i contrattuali,nota del NOIPA decreti sono slittati. Li si aspettava per l'ultima riunione del consiglio dei ministri prima del voto, ma non sono arrivati. Abbiamo pensato tutti che fosse un gesto di prudenza, alla vigilia del voto, nel timore di una campagna anti governativa e manettara, probabilissima, visto che già i giornali della destra populista, insieme al "Fatto", avevano sparato a palle incatenate contro il rischio del cosiddetto "svuota-carceri". E abbiamo sperato che il governo si fosse limitato a rinviare i decreti. Invece ieri il Consiglio dei Ministri si è riunito nuovamente e non ha neanche preso in considerazione il problema.Naturalmente possono essere valutati moltissimi argomenti contrari alla riforma. Il primo è che c'è un pezzo della magistratura Riepilogo sullo stato dei rinnovi dei non maggioritario, ma molto rumoroso e C.C.N.L. del settore pubblico NoiPA può potente - che è contrario. E lo è sulla base provvedere all’applicazione delle nuove di una ideologia. L'ideologia che disposizioni contrattuali una volta immagina la punizione come lo terminati i diversi iter procedurali strumento decisivo della Giustizia e della previsti dalla normativa vigente.A scopo convivenza civile, e immagina il carcere informativo, viene di seguito riepilogato il carcere più possibile duro - come lo lo stato dei rinnovi contrattuali per il strumento fondamentale della punizione. triennio 2016-2018 ancora in corso di È una idea in contrasto con i principi della Costituzione, ma è diffusa, e non ---------------------------------------------------------------------------------- www.alsippe.it-----------------------------------------------------------------------------------------------

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definizione, sulla base delle informazioni pubbliche: Comparto Sanità (Aziende sanitarie e ospedaliere del SSN, policlinici universitari, ARPA, istituti zooprofilattici sperimentali e altri istituti di cura): il 23/02/2018 è stata firmata l’Ipotesi di contratto (v. comunicato dell’ARAN); Comparto Funzioni Enti Locali (Regioni, Enti Locali, Camere di Commercio e altri Enti Territoriali): il 21/02/2018 è stata firmata l’Ipotesi di contratto (v. comunicato dell’ARAN); Comparto Istruzione e Ricerca (ex comparti Scuola, Enti di ricerca, Università, Accademie e Conservatori): il 09/02/2018 è stata firmata l’ipotesi di accordo di contratto (v. comunicato dell’ARAN); Forze Armate, Forze di Polizia e Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco : il 22/02/2018 il Consiglio dei Ministri ha deliberato il recepimento degli accordi sindacali relativi al personale delle Forze di polizia e al personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e il recepimento del provvedimento di concertazione per il personale delle Forze armate (v. comunicato stampa del Consiglio dei Ministri).(MEF) Arretrati contrattuali 2016 e 2017, ultime novita’. Il 19 marzo prossimo il M.E.F. procedera’ all’ elaborazione definitiva della mensilità , e alla chiusura del ruolo Gestione economica ,e all’ abilitazione alle sole funzioni di visualizzazione dei cedolini , il giorno 23 avremo regolarmente l’esigibilita’ dello stipendio , quindi ad oggi ancora nessuna emissione speciale prevista nel mese di marzo per quanto riguarda gli arretrati del contratto 2016 e 2017 ,che con ogni probabilta’ slitteranno al mese di aprile 2018, La Segreteria Generale Alsippe vi informera’ tempestivamente sell’eventualita’ in cui il M.E.F. predisponga qualche emissione speciale per gli arretrati contrattuali.(S.G.)

date e la sede di svolgimento della prova di esame del concorso pubblico per esami, saranno pubblicate nel sito ufficiale del Ministero della Giustizia: www.giustizia.it, nel link dedicato al concorso, in data 29 marzo 2018. Tale pubblicazione avrà valore di notifica a tutti gli effetti.

►DOMANDA (disponibile dal 28 febbraio 2018)

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►SCHEMA di domanda – (pdf, 185 Kb)

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►Scheda del concorso

Segreteria Generale

Concorso a 1220 posti da allievo agente di polizia penitenziaria

Il 29 marzo pubblicazione del diario delle prove d'esame del Concorso per per il reclutamento di complessivi n. 197 allievi agenti di polizia penitenziaria

Concorso pubblico, per esami, per il reclutamento di complessivi 197 posti (147 uomini; 50 donne) di allievo agente del Corpo di polizia penitenziaria. (GU n.78 del 13-10-2017) Con decreto 29 settembre 2017, pubblicato nella G.U. n. 78 del 13 ottobre 2017 – 4ª serie speciale – Concorsi ed  esami, è indetto il concorso per complessivi  197 posti di allievo agente del Corpo di  polizia penitenziaria, 147 posti nel ruolo maschile e 50 posti nel ruolo femminile.Le

Pubblicato il Bando di concorso pubblico a complessivi 1220 posti di allievo agente di polizia penitenziaria, originariamente prevista per il 9 febbraio, poi posticipata a martedì 20 febbraio, poi ulteriore rinvio al 27 febbraio in Gazzetta ufficiale 4 serie Concorsi .Con decreto 15 gennaio 2018, pubblicato nella G.U. n. 17 del 27 febbraio 2018 – 4ª serie speciale – Concorsi ed esami, è indetto il concorso per complessivi 1220 posti di allievo agente del Corpo di polizia penitenziaria, ruolo maschile e femminile.La domanda di partecipazione va redatta ed inviata esclusivamente con modalità telematiche.Qualora negli ultimi tre giorni lavorativi di presentazione delle domande di partecipazione, venisse comunicata l’indisponibilità del sistema informatico, i candidati potranno inviare la domanda, come da schema di domanda allegata al presente bando ( Allegato 1), con raccomandata con avviso di ricevimento, presso il Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria – Direzione generale del personale e delle risorse – Ufficio VI – Concorsi, polizia penitenziaria – Largo Luigi Daga, n. 2 – 00164 Roma.La pubblicazione del bando in G.U. avviene oggi, ma l’invio della domanda di partecipazione alla procedura è reso possibile dal sistema, come previsto dal bando, a partire dalle ore 00:01 del 28 febbraio 2018 fino alle ore 23:59 del 29 marzo 2018, termine per la presentazione. ►GUIDA alla compilazione ►REGISTRAZIONE (disponibile dal 28 febbraio2018)

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Circolari ministeriali e note D.A.P. marzo 2018

Ministeriale 21.2.2018

GDAP-0063098

del

Schema D.M. Giustizia per individuazione in ambito DGPR dell’Ufficio per i Procedimenti disciplinari. Convocazione per il giorno 16 marzo 2018. Ministeriale 9.3.2018

GDAP-0083648

del

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Ruolo Sovrintendenti – Agenti e Assistenti n. 7 (Istruttori cinofili) Graduatoria definitiva dell’interpello straordinario per il centro addestramento cinofili di Asti Leggi le Circolari ministeriali e note sul sito www.alsippe.it

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Convenzioni nazionali e regionali per gli iscritti Alsippe

La Segreteria Generale Alsippe ha definito una convenzione per la stipula di polizze assicurative RC auto e moto per gli iscritti Alsippe ed i propri familiari. Per eventuali preventivi e ulteriori informazioni chiamare al numero di telefono 3931383562 oppure inviare la documentazione direttamente all’indirizzoemail: convenzioni@alsippe.it Documenti richiesti per il preventivo 1)Fotocopia del libretto di circolazione fronte e retro 2) Documento di riconoscimento Nel caso in cui sia un familiare intestatario della polizza un autocertificazione che ne attesti la parentela ai sensi della normativa vigente, per altre informazioni contattare l’ufficio ai numeri indicati sopra

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La Segreteria Generale in collaborazione con i rappresentanti regionali provinciali e locali presenti sul territorio ha stipulato una serie di convenzioni per gli iscritti Alsippe e i propri familiari , per usufruire di servizi con sconti particolari. Per usufruire dei predetti sconti bastera’ esibire la Tessera Servizi Alsippe che potra’ essere richiesta ai responsabili delle Segreterie Sindacali . Cliccando il link sotto potrete visionare i servizi offerti http://www.alsippe.it/it/category/convenzi oni/ oppure CONVENZIONI del sito : www.alsippe.it. Per ulteriori richieste ed contattate l’indirizzo email: convenzioni@alsippe.it

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Convenzione per la stipula di polizze assicurative RC auto per gli iscritti Alsippe e propri familiari

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La Segreteria Generale Alsippe ha perfezionato un accordo con Ignas Tour con sede in Largo Cesare Battisti 26 – 39044 Egna in provincia di Bolzano che prevede l’applicazione di una scontistica dedicata riservata agli iscritti Alsippe ed i propri familiari nel campo dei viaggi e delle vacanze . Ignas Tour, e’ un tour operator italiano, nasce nel 1997 dalla competenza e l’esperienza di un gruppo capace ed intraprendente, ispirato dalla condivisa passione per i viaggi. Visitate il portale www.ignas.it per i vostri preventivi online! Richiedete alla Segreteria Generale Alsippe inviando un email all’indirizzo segreteriagenerale@alsippe.it specificando nome cognome e sede di servizio , e ti sarà inviato il tuo codice sconto fornito da Ignas Tour , codice che dara’ la possibilita’ di accedere alla suddetta scontistica dedicata riservata agli iscritti Alsippe e propri familiari . Consultate il sito www.ignas.it e inserite il codice fornito dalla Segreteria Alsippe alla voce coupon , e avrete il vostro preventivo personalizzato. Per ulteriori informazioni contattate la Segreteria Generale Alsippe Segreteria Generale Segreteria Generale

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Il NotiziAlsippe del 12 marzo 2018  

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