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AL.SI.P.PE ALLEANZA SINDACALE POLIZIA PENITENZIARIA

NUMERO

2048 DI

LUNEDI

17

SETTEMBRE

TELEFONO 3931383562

2018

La Direzione degli Istituti penali di Reggio Emilia riscontra le note della Segreteria Alsippe

A

CURA

EMAIL

SEGRETERIAGENERALE@ALSIPPE.IT

DELLA SEGRETERIA GENERALE

AD USO INTERNO

Aggressione ad agenti di Polizia penitenziaria , un evasione , le ultimissime dai carceri

Continuano le aggressione nelle carceri italiane, nelle ultime ore nelle Case Circondariali di Foggia e Trieste gravi episodi di violenza ai danni di personale di Polizia penitenziaria in servizio nei reparti. A Foggia un assistente capo coordinatore di Polizia penitenziaria ha dovuto far ricorso al ricovero agli Ospedali Riuniti per via di un aggressione da parte di un detenuto che gli provocato la lesione di 3 costole, a Trieste invece un detenuto straniero ha aggredito un assistente capo di Polizia Penitenziaria . Non accennano a diminuire le aggressioni, ormai quotidiane , la situazione negli istituti penitenziari rimane difficile e la tensione e’ molto alta tra il personale , piu' volte nei nostri comunicati diretti al Ministro ed ai sottosegretari abbiamo riportato le tante criticita’ sul territorio, ci riserveremo di riportarle ulteriormente nei prossimi incontri affinche ‘ tra il personale di Polizia penitenziaria ritorni la tranquillita’ lavorativa Per concludere segnaliamo un evasione per non aver fatto rientro nell’ istituto penitenziario di Biella di un detenuto romeno 33 anni , in carcere per furto, ricettazione, rapina . Subito scattate le ricerche da parte delle Forze dell’ordine e della Polizia penitenziaria , ma per ora dell'evaso nessuna traccia Segreteria Generale

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Operazione del Nucleo Investigativo Centrale della polizia penitenziaria e dei Carabinieri , arrestato trafficante di droga evaso

Catturato trafficante droga evaso in Sardegna Operazione polizia penitenziaria e carabinieri E' stato catturato a Carloforte, in Sardegna, Giuliano Bulgarelli che era evaso il 7 settembre scorso dal carcere di Isili. L'arresto, avvenuto nei pressi di una discoteca alle 11.30 di oggi dopo serrate attivita' di polizia giudiziaria, si deve a un'operazione del Nucleo investigativo centrale (Nic) di Roma della polizia penitenziaria con il supporto del nucleo regionale di Cagliari e la collaborazione dei carabinieri di Sant'Antioco. L'uomo, che aveva con se' 900 euro per la fuga dall'isola, sta per essere trasferito nel carcere di Cagliari a disposizione della procura. Nato a Bologna il 7 agosto 1949, Bulgarelli e' stato condannato per traffico di droga. Prima di finire in carcere, viveva in un Spagna e durante un suo viaggio in Italia venne arrestato a Fiumicino in esecuzione di un mandato di cattura internazionale per la condanna di 2 anni e 8 mesi. Dal 2014 ad oggi il Nic ha catturato 30 evasi e 2 da gennaio ad oggi.(ANSA).

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Sardegna: nelle carceri mancano direttori e agenti, appello al ministro

Lettera aperta della presidente di Sdr Maria Grazia Caligaris. "In Sardegna c'è una situazione "storica" che ha la necessità di trovare una soluzione immediata. Confidando nel "cambiamento" asserito e sostenuto dal Governo di cui Lei è espressione, le rivolgo un sentito appello affinché ciascun Istituto Penitenziario sardo possa disporre innanzitutto di un Direttore in pianta stabile". Lo ha chiesto al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede la presidente di "Socialismo Diritti Riforme" con una lettera aperta. "La carenza di responsabili delle carceri - ha scritto Maria Grazia Caligaris - si aggiunge a quella degli Agenti della Polizia Penitenziaria, in numero gravemente insufficiente, e degli Educatori. In particolare negli ultimi mesi quotidianamente le diverse sigle sindacali segnalano continue tensioni all'interno degli Istituti con atti lesivi verso gli Agenti in servizio e di autolesionismo da parte dei detenuti. Gli eventi più pesanti si sono manifestati nella Casa Circondariale di Cagliari-Uta e di Sassari-Bancali, dove il numero dei ristretti è sempre al limite della capienza regolamentare e il numero delle persone con problemi di tossicodipendenza e di natura psichiatrica sono elevati. Ma la situazione non è migliore in altre realtà come la Casa di Reclusione di OristanoMassama in cui il personale carente e "anziano" limita pesantemente le attività trattamentali creando condizioni di tensione che spesso sfociano in battitura dei ferri e in scioperi della fame". "Ribadisco, come ho sottolineato in una nota inviata alla Sua attenzione nel mese di luglio, che la Sardegna - ha sottolineato ancora Caligaris - continua a vantare il primato negativo di 4 Direttori penitenziari stabili per 10 Istituti. Pierluigi Farci (Oristano-Massama), è anche Vice Provveditore; Patrizia Incollu (SassariBancali e Nuoro Badu 'e Carrus), Marco Porcu (Cagliari-Uta, Isili e Lanusei) nonché l'Ufficio Contenzioso del Provveditorato regionale; Elisa Milanesi (Alghero). Altri due Direttori hanno incarichi temporanei a Tempio, Caterina Sergio; a Mamone e Is Arenas, Simona Mellozzi, peraltro direttore

aggiunto alla Casa Circondariale di Regina Coeli". "In estate si è raggiunta un'alta criticità per permettere anche ai Direttori di usufruire delle ferie. Con i ranghi ridotti all'osso oggi la dott.ssa Milanesi ricopre 4 incarichi perché il dott. Porcu è in ferie. In quattro (+ 2) dunque devono gestire dieci Istituti con 2.257 detenuti (731 stranieri). Tutto ciò è scandaloso anche perché viene umiliata la funzione della detenzione. Richiamo infine un altro aspetto che fa dell'isola una cenerentola. Dal 1989, quasi 20 anni, è assente un Provveditore sardo dell'Amministrazione Penitenziaria. L'ultimo, Francesco Massidda, è andato in pensione nel 2010. E' giunto il momento - conclude la presidente di Sdr - di assegnare un incarico di Dirigente Generale a un sardo o a una sarda che conosce il territorio, i colleghi, potenzialità e criticità della realtà detentiva isolana".(linkoristano.it)

fuga, l’ha colpita con un calcio al braccio. A quel punto i poliziotti penitenziari hanno inseguito il rapinatore fino in piazza Caricamento, dove lo hanno bloccato con l’ausilio degli operatori della volante, sopraggiunti sul posto. In Questura è stata raccolta la denuncia della vittima, che non ha avuto bisogno di cure mediche. Fissata per questa mattina la direttissima.(genova24)

Voleva recuperare i documenti dall’auto in fiamme , agente della polizia penitenziaria lo ferma ..

Tre agenti penitenziari sventano un tentativo di……

Calimera: la sua auto va in fiamme, salvo per miracolo

Tenta di rapinare una donna, bloccato da agenti liberi dal servizio Lo hanno bloccato tre agenti penitenziari, liberi dal servizio, stavano cenando in un ristorante del Porto Antico Genova. Intorno alla mezzanotte e mezza di stanotte, in piazza Caricamento, la polizia di Stato, in collaborazione con il personale della penitenziaria, ha arrestato per un tentativo di rapina un 36enne libico. Una volante della Questura è intervenuta a supporto del personale della polizia penitenziaria, che aveva bloccato l’uomo.

CALIMERA- Paura questa mattina in via G.Marconi a Calimera dove un uomo salito a bordo della sua Fiat 126 parcheggiata davanti casa, è riuscito a salvarsi per un soffio dall’incendio. Aveva appena provato a mettere in moto che l’ auto ha preso fuoco. Nel giro di qualche minuto l’intera carrozzeria è stata avvolta dalle fiamme. Provvidenziale il passaggio in quel momento di un agente della polizia penitenziaria libero dal servizio, Francesco Passanisi, che è riuscito a chiamare immediatamente i soccorsi e ad impedire che il proprietario, che voleva a tutti i costi recuperare i documenti dall’auto in fiamme, rimanesse ustionato. Poco dopo sul posto sono interventi gli agenti della polizia municipale e i vigili del fuoco che hanno spento il rogo.(teleramanews)

Continuava a impartire ordini dal carcere di Poggioreale

Tre agenti penitenziari, liberi dal servizio, stavano cenando in un ristorante del Porto Antico, quando hanno sentito un cameriere allontanare ad alta voce un uomo, sorpreso ad aggirarsi tra i tavoli, e hanno visto quest’ultimo prima nascondersi dietro una fioriera del dehor e successivamente allontanarsi di corsa, inseguito da una cliente. Quando la donna lo ha raggiunto, il fuggiasco ha gettato a terra una borsa appena sottratta e, per proseguire nella

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Camorra a Cava de' Tirreni, l'accusa: «Con i clan poliziotti infedeli e politici collusi» Terreni occupati senza titolo e “pizzo” anche sulla pubblicità a bordo campo durante le partite della Cavese CAVA DE' TIRRENI - Dal carcere di Poggioreale, dove è detenuto dal 29 maggio del 2017, Dante Zullo continuava a impartire ordini e a governare sul territorio di Cava de’ Tirreni un giro di usura ed estorsioni. Ma se da un lato lui proseguiva nelle attività criminali, dall’altro anche le indagini della Direzione distrettuale antimafia continuavano ad andare avanti, con intercettazioni di colloqui, sequestri di documenti e acquisizione della corrispondenza dal carcere. Ieri mattina sono sfociate in 14 ordinanze di custodia cautelare (11 in carcere e tre ai domiciliari) e nella contestazione a Zullo e ad altre sette persone del reato di associazione a delinquere di stampo camorristico, una novità rispetto ai capi d’imputazione del 2017. Altre 47 persone risultano indagate, ma per 16 di loro si tratta di accuse di favoreggiamento o di false dichiarazioni al pm perché, vittime del racket o sotto strozzo, hanno preferito negare finanche l’evidenza per timore di ritorsioni. Il clan. Sono tre i gruppi criminali ricostruiti dal sostituto procuratore Vincenzo Senatore, ma sebbene operassero in maniera autonoma si ritiene che tutti avessero in Dante Zullo una figura carismatica di riferimento, e non è escluso che esistesse tra loro una sorta di patto federativo. Il sodalizio guidato dall’ex esponente del clan Bisogno è l’unico in cui si rinvengono i tratti del vincolo camorristico. Ne facevano parte con lui i figli Vincenzo e Geraldine, la moglie Carmela Lamberti e poi Carlo Lamberti, Antonio Santoriello, Vincenzo Porpora e Antonio Di Marino, che a Cava gestisce un panificio. A fare da tramite per le intimidazioni che il “boss” impartiva dal carcere era la figlia Geraldine, mentre il fratello Vincenzo comunicava le sue direttive dagli arresti domiciliari. Fulcro degli affari del clan erano l’usura e le estorsioni, ma le indagini hanno evidenziato anche il tentativo di arrivare al controllo diretto di attività economiche. Tra le accuse c’è quella di avere occupato senza alcun titolo un fondo in via D’Amico, trasformato da suolo agricolo a pista di allenamento per i cavalli, e di avervi realizzato una scuderia e un immobile abusivo, adibito nel 2017 ad abitazione di Vincenzo Zullo. Senza alcun diritto era stato occupato anche un deposito, che il padre utilizzava come ricovero per le proprie autovetture. Ed era poi prassi consolidata quella con cui Dante e Geraldine Zullo facevano la spesa senza pagare in molti negozi alimentari. La Cavese e la pubblicità. Un settore in particolare, quello della raccolta pubblicitaria, era appannaggio di Carlo Lamberti, che avrebbe tentato di imporsi nell’acquisizione della pubblicità da inserire a bordo campo durante le partite della Cavese. Tifoso ultras, il 37enne avrebbe cercato di lucrare una propria percentuale agli imprenditori intenzionati a promuovere le loro attività allo stadio. «Se volete che sia messa dovete dare qualcosa a me» sarebbe stato il tenore della minaccia, pronunciata

avvalendosi della forza intimidatrice proveniente dall’appartenenza al gruppo di Zullo. E proprio nella disponibilità di quest’ultimo gli investigatori hanno trovato un contratto che conferma il ruolo di Lamberti nell’operazione. Gli altri gruppi. Oltre al clan sono due i nuovi sodalizi criminali individuati dagli inquirenti (che si aggiungono agli altri due già emersi nei blitz del 2017 e dello scorso giugno). Uno è un’associazione a delinquere finalizzata alle estorsioni e all’usura aggravate dal metodo mafioso. La guidava Domenico Caputano, già arrestato per droga nel 2016. E sempre lui è il referente del terzo gruppo, un sodalizio che si dedicava allo spaccio di stupefacenti e la cui guida era affidata a Ciro Fattoruso La nuova usura. Sia negli episodi contestati al clan che in quelli attribuiti al gruppo di Caputano, gli inquirenti hanno rinvenuto una nuova metodologia di usura. Ai tassi crescenti di rata in rata si preferiva un importo mensile fisso, che prendeva a riferimento un tasso annuo del 25 per cento e che doveva essere pagato fino a estinzione del capitale. Secondo la Procura era un sistema volto ad aggirare la normativa (che si fonda su tassi soglia) e che consentiva di protrarre i pagamenti sine die . Le vittime versavano somme che andavano dai mille ai 2mila euro al mese, ma l’estinzione del debito non arrivava mai. Le indagini e il pentito. Alla ricostruzione di questo e di altri meccanismi si è giunti con un’indagine interforze che per tre anni ha incrociato gli elementi confluiti in un primo blitz antidroga del 2016 con quelli raccolti nelle indagini su usura e racket (sfociate negli arresti dello scorso anni) e con l’ulteriore scenario di spaccio che ha portato agli arresti di giugno. L’idea che ha guidato gli investigatori è che dietro a quelle attività criminali, tutte concentrate sul territorio cavese, potesse esservi un’unica regia, in cui il ruolo di Dante Zullo fosse preponderante. Su questa traccia si sono mosse le verifiche prima della Squadra Mobile di Salerno e poi di commissariato e tenenza di Cava, dei carabinieri del reparto territoriale di Nocera e della Dia, la Direzione investigativa antimafia. La conferma della pista investigativa è arrivata anche dalle dichiarazioni di un “pentito”: Giovannni Sorrentino, genero di Zullo, che dopo l’arresto del maggio 2017 ha deciso di collaborare con la giustizia e che in quel procedimento si è poi costituito parte civile, individuato non più come indagato ma come parte offesa, costretto a subire, anche nelle sue aziende di viaggi e trasporti, le imposizioni del clan. Dopo le prime indiscrezioni sulla sua collaborazione con la giustizia ha inoltre subito le intimidazioni della cognata, rivolte anche ad alcuni familiari. Le fila dell’inchiesta sono state tirate ieri mattina, con un blitz che oltre agli arresti ha condotto a 38 perquisizioni. Sono state trovate due pistole, non idonee a sparare ma identiche a quelle vere, e un orologio Rolex dal valore di 40mila euro, ritenuto provento di usura.(La Citta ‘ di Salerno)

Malato da fumo passivo", ma il Tar respinge il ricorso del poliziotto penitenziario

Verona: "malato da fumo passivo", ma il Tar respinge il ricorso del poliziotto L'agente della polizia penitenziaria ha fatto causa al ministero: "Costretto a inalare". I giudici: "Sistemi di aereazione non compatibili nelle celle". "Sistemi di aerazione nelle celle, contro il fumo passivo causato dalle sigarette dei detenuti". La richiesta di un agente della polizia penitenziaria di Montorio è stata respinta dai giudici del Tribunale amministrativo. Così come anche la sua richiesta danni."Mettete degli impianti di aerazione nelle celle del carcere di Montorio". La richiesta è di uno degli agenti della polizia penitenziaria della casa circondariale che ha trascinato davanti al Tar il Ministero della Giustizia per far valere le sue ragioni. Tutta colpa del cosiddetto "fumo passivo" che, a suo parere, "gli avrebbe cagionato l'insorgere di patologie respiratorie" e un'ulteriore malattia. I dettagli sono pochi perché sono stati gli stessi giudici amministrativi, nella loro sentenza, a disporre di "oscurare le generalità nonché qualsiasi dato idoneo a rivelare lo stato di salute del ricorrente". Ma, nonostante i vari "omissis" ripetuti nel provvedimento, è possibile ricostruire una vicenda di cui gli stessi magistrati mettono in evidenzia "complessità e parziale novità delle questioni trattate". Perché oltre a rivendicare un risarcimento danni da 30.293 euro per violazione delle norme a tutela della salute dei lavoratori, il dipendente è ricorso al tribunale veneziano per chiedere l'"adeguamento dei luoghi di lavoro mediante installazione di idoneo impianto di aerazione". Richieste respinte dalla sentenza dello scorso aprile e pubblicata nei giorni scorsi. "Il ricorso è infondato e da respingere per quanto riguarda la domanda di risarcimento del danno biologico ivi proposta, mentre è inammissibile in relazione alle altre domande nello stesso contenute", mettono nero su bianco i giudici che hanno comunque disposto l'integrale compensazione delle spese tra le parti in causa, proprio a ragione della complessità e della parziale novità della materia

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discussa.L'agente lavora dal 1999 a Montorio e ha denunciato la "costante stagnazione di grandissime quantità di fumo proveniente dalla (cella, ndr) che i lavoratori si troverebbero costretti ad inalare ogni giorno per tutte le ore dedicate all'espletamento delle loro mansioni lavorative, senza che la direzione della (casa circondariale, ndr) si sia mai attivata per risolvere tale problema". Ma la difesa dell'amministrazione pubblica, in sede di udienza, ha evidenziato come non vi sia agli atti "una chiara individuazione del nesso di causalità tra l'insorgere della patologia dell'agente e l'affermata esposizione al cosiddetto fumo passivo", sottolineando che la relazione del perito incaricato dal ricorrente escludeva che la patologia potesse essere considerata a tutti gli effetti una "malattia professionale". Insomma, mancherebbe la "prova regina" in grado di dimostrare che il fumo passivo abbia fatto ammalare il ricorrente. Il collegio veneziano ha poi preso in analisi anche la richiesta di installazione dei sistemi di aspirazione e ventilazione forzata, decretando che "tale rimedio potrebbe non essere compatibile con la funzione di restrizione della libertà personale dei (detenuti, ndr)". In altre parole, la sicurezza della struttura ha la priorità sul fumo passivo.(Corriere Veneto)

Prescrizione dipendenti chiarimenti

contributi pubblici:

NOTIZIA INPS DEL 13 AGOSTO 2018

cambia sono gli effetti che scaturiscono a carico dei datori di lavoro pubblici, mentre il periodo di lavoro alimenta il conto assicurativo e viene reso disponibile alle prestazioni. I dipendenti che vogliano verificare la propria posizione assicurativa possono accedere, tramite PIN, all’estratto conto e verificarne la correttezza. In caso riscontrassero lacune o incongruenze, possono chiedere la variazione RVPA, istanza per la quale non è previsto alcun termine perentorio. L’unica eccezione è costituita dagli iscritti alla Cassa Pensioni Insegnanti ( CPI), ossia gli insegnanti delle scuole primarie paritarie (pubbliche e private), gli insegnanti degli asili eretti in enti morali e delle scuole dell’infanzia comunali (non rientrano in questa categoria, invece, i docenti MIUR). Per questi lavoratori, nell’ipotesi di prescrizione dei contributi, il datore di lavoro può sostenere l’onere della rendita vitalizia; nel caso in cui non vi provveda, il lavoratore dovrà pagare tale onere per vedersi valorizzato il periodo sulla posizione assicurativa.

In merito alla prescrizione dei contributi dei dipendenti iscritti alle gestioni pubbliche, confluite nell’INPS, si chiarisce che la posizione assicurativa potrà essere sistemata anche dopo il 1° gennaio 2019. Questa data ha rilievo per i rapporti fra INPS e datori di lavoro pubblici, perché mutano le conseguenze del mancato pagamento contributivo accertato Circolari ministeriali e dall’Istituto.Il 31 dicembre 2018 non deve essere considerato come la data ultima note D.A.P. settembre entro cui l’iscritto/dipendente pubblico 2018 può chiedere la variazione della propria posizione assicurativa, ma come il Polizia Penitenziaria termine che consente al datore di lavoro partecipa al torneo di calcio pubblico di continuare ad applicare la “Riviera delle Palme” precedente prassi consolidata nella Gestione dell’ex INPDAPche individuava la data di accertamento del diritto alla contribuzione di previdenza e assistenza come giorno dal quale inizia a decorrere il termine di prescrizione. Sotto questo aspetto, la circolare INPS 15 novembre 2017, n. 169 non ha fatto altro che dettare disposizioni di armonizzazione in materia di prescrizione fra tutte le gestioni dell’Istituto, facendo decorrere la prescrizione contributiva dalla data di scadenza del termine per effettuare il versamento; al tempo stesso, è previsto un periodo transitorio, fino al 31 dicembre 2018, durante il quale i datori di lavoro possono continuare ad avvalersi delle modalità in uso nell’INPDAP per la Poliziotti da tutta Europa per il regolarizzazione contributiva. torneo di calcio al parco Eleonora A maggior chiarimento, va evidenziato che i flussi di denuncia che perverranno SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il all’INPS dal 1° gennaio 2019 saranno Ministeriale GDAP-0281048 sindaco Pasqualino Piunti e l’assessore allo gestiti secondo le nuove indicazioni; i del 7.9.2018 sport Pierluigi Tassotti hanno ricevuto una datori di lavoro pubblici potranno quindi rappresentanza delle squadre partecipanti continuare ad aggiornare le posizioni al torneo di calcio “Riviera delle Palme” tra Mobilità a domanda da assicurative dei dipendenti, ma per i squadre di corpi delle Forze di Polizia di interpello ordinario anno 2017 flussi trasmessi dal 1° gennaio 2019 vari paesi europei organizzato dall’IPA – (Scadenza 30 settembre dovranno sostenere un onerecalcolato (Associazione internazionale forze di secondo le indicazioni della circolare 2017). Ruolo maschile e polizia) – sezione di Ascoli Piceno e in INPS 169/2017 (ossia sarà obbligato a femminile ruolo ispettori programma il 15 e 16 settembre presso i sostenere l’onere del trattamento campi del Centro Sportivo “Eleonora”. di quiescenza riferito a periodi di servizio Le dieci formazioni partecipanti per cui è intervenuta la prescrizione, Per leggere lo schema vai sul provengono da Romania, Belgio, Polonia, utilizzando come base di calcolo il criterio sito www.alsippe.it Ungheria, Italia. Il nostro Paese è della rendita vitalizia). rappresentato dalla Polizia locale di Tempio Pertanto, il termine del 31 dicembre 2018 Pausania, dal corpo della Guardia di non è un termine decadenziale per i Finanza, dalla Polizia Penitenziaria.(La lavoratori. I lavoratori pubblici possono, Segreteria Generale Nuova Riviera) anche successivamente al 31 dicembre 2018, presentare richiesta di variazione della posizione assicurativa. Ciò che ---------------------------------------------------------------------------------- www.alsippe.it-----------------------------------------------------------------------------------------------

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Il NotiziAlsippe del 17 settembre 2018  

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