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AL.SI.P.PE ALLEANZA SINDACALE POLIZIA PENITENZIARIA

NUMERO

3000

DI VENERDI

15 FEBBRAIO

TELEFONO 3931383562

2019

Tenta di evadere , bloccato dalla Polizia penitenziaria

Ha tentato di evadere dal carcere fiorentino di Sollicciano un detenuto straniero trentenne E’ stata l’attenta vigilanza del personale di Polizia Penitenziaria che ha evitato che il detenuto portasse a compimento il suo gesto , lo stesso e’ stato bloccato dal personale mentre tentava di salire sul muro di cinta.

Operazione antidroga reparto polizia penitenziaria di Cagliari Uta

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Trovati cellulare e droga davanti al carcere

Trani, trovati cellulare e droga davanti al carcere

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AFFILIATI O.S.A.P.P

APERTO AL CONTRIBUTO

DI

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Voghera, in cella smartphone e sim Gli agenti della polizia penitenziaria del carcere di Voghera, insospettiti da strani movimenti all’interno dei reparti da alcuni detenuti, hanno intensificato le attività di controllo che hanno portato ad individuare tre smartphone, due micro sim e i relativi adattatori per la ricarica accuratamente occultati per eludere gli ordinari controlli. Impedire ai carcerati di comunicare con l’esterno è un problema dalle dimensioni crescenti che la polizia penitenziari sta affrontando con la solita professionalità e senso del dovere.

Blitz al carcere,impegnati 120 uomini delle forze dell’ordine

Nella casa circondariale di Trani, la rafforzata attività di monitoraggio posta in essere dalla Polizia Penitenziaria per prevenire l’introduzione di sostanze stupefacenti continua a rivelarsi efficace. Ieri, durante un controllo nelle aree esterne dell’istituto con l’ausilio di unità cinofile e di cell detector, nell’aiuola antistante gli alloggi demaniali sono stati rinvenuti 415 grammi di hashish, 5 grammi di cocaina e un telefono cellulare di piccole dimensioni.

Smartphone e sim in cella rinvenuti dalla Polizia Penitenziaria Brillante operazione del personale di Polizia penitenziaria in forza al reparto colloqui della Casa Circondariale “Ettore Scalas” di Cagliari Uta, che durante i controlli all’ingresso delle sale ha bloccato il tentativo di una donna di introdurre della sostanza stupefacente del tipo hashish . La donna dopo gli adempimenti di rito e’ stata denunciata.La Segreteria Generale si complimenta con il personale di Polizia penitenziaria per la brillante operazione mirata al contrasto dell’introduzione di sostanze stupefacenti e psicotrope nell’istituo penitenziario

Segreteria Generale

Padova: blitz al Due Palazzi, carcere perquisito, caccia a droga e cellulari Impegnati 120 uomini delle forze dell’ordine anche per evitare lo scoppio di rivolte dei detenuti. Il blitz di polizia e carabinieri è scattato nel primo pomeriggio. Almeno 120 uomini, su mandato del Dap (dipartimento dell’amministrazione penitenziaria) e della Procura di Padova, hanno passato al setaccio celle e corridoi del carcere Due Palazzi a caccia di droga, telefoni cellulari e chiavette Usb. Il penitenziario era finito nella bufera nel 2010, ma il vero scandalo è scoppiato l’8 luglio del 2014, quando gli agenti della

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SINDACALE POLIZIA PENITENZIARIA-------------------------------------------


Squadra mobile avevano portato alla luce una corruzione diffusa in tutta la casa di reclusione: i detenuti potevano drogarsi, telefonare con i cellulari e con gli stessi navigare in Internet. Il business era stato messo in piedi da alcuni poliziotti della penitenziaria. E da allora le indagini non sono ancora terminate, così come i processi. Negli anni infatti sono stati scoperti altri affari illegali all’interno del Due Palazzi. L’operazione – Poliziotti del reparto prevenzione crimine e della Questura, carabinieri del Nas, del comando provinciale e unità cinofile antidroga, per un totale di 120 uomini, ieri hanno passato al setaccio per oltre cinque ore la casa di reclusione. Agenti e militari, con la stretta collaborazione dei poliziotti della penitenziaria, hanno perquisito ogni singola cella del carcere. Ma non solo, anche i corridoi e le stanze utilizzate per i laboratori, dove i detenuti studiano o imparano un mestiere, e pure gli alloggi e gli uffici della penitenziaria. L’obiettivo era quello di trovare e sequestrate droga, telefoni cellulari e chiavette Usb. E sarebbero state rinvenute alcune dosi di sostanza stupefacente. Il problema principale per carabinieri, poliziotti e agenti delle penitenziaria, è stato quello di tenere calmi i carcerati mentre è andata in scena la perquisizione. Il pericolo che potesse scoppiare una rivolta era elevato. I telefoni cellulari – In soli tre anni, dal 2014 al 2017, nella casa di reclusione Due Palazzi, sono entrati illegalmente 130 telefoni cellulari con tanto di scheda sim. Almeno duecento detenuti hanno potuto usufruire degli apparecchi, tra cui alcuni ergastolani, per chiamare mogli, fratelli, mamme e amici. E proprio nel marzo del 2017 in un alloggio di servizio di un agente penitenziario, sono stati trovati e sequestrati venti telefoni cellulari, mentre altri sei apparecchi sono stati poi scoperti dietro a un termosifone lungo un corridoio del carcere. Ma i telefoni, di dimensioni molto ridotte, sono stati fatti penetrare all’interno del penitenziario anche nascosti dentro i biscotti. Lo stesso trucco è stato utilizzato in più occasioni dai parenti dei detenuti, per occultare le schede sim. Durante il processo che si sta tutt’ora celebrando nell’aula bunker di Mestre per il filone delle indagini relative al blitz del 2014, c’è stata una testimonianza choc da parte di un test della pubblica accusa. L’uomo davanti ai giudici ha dichiarato: “Ho iniziato a drogarmi quando sono stato arrestato e sono finito in carcere. Al Due Palazzi la sostanza stupefacente girava ovunque”.L’altro scandalo – Il pubblico ministero Sergio Dini non si è occupato negli anni solo di droga e telefoni cellulari, ma anche di un altro scandalo che ha investito la casa di reclusione Due Palazzi. Nell’aprile dell’anno scorso sedici guardie penitenziarie sono finite nei guai per essersi assentate dal lavoro 100 giorni a testa, grazie a falsi certificati medici con la complicità di quattro dottori. Nella maggiore parte dei casi le guardie soffrivano di gastrite e lombosciatalgia. Un agente è stato pizzicato nel suo paese in Puglia a fare il meccanico di auto, mentre doveva essere a casa per una lombalgia. Un secondo si è dato malato per non andare a

lavorare, ma si è comunque presentato in carcere per giocare a calcio con i colleghi e i detenuti.(Il Gazzettino )

Condizioni lavorative della polizia penitenziaria , mancanza di personale e turni difficili……

VITERBO - Condannato a quattro mesi un detenuto bosniaco 38enne. L’uomo sta già scontando una pena di 30 anni per omicidio.

San Gimignano (Si): proteste dei detenuti, Cenni (Pd) richiede incontro urgente La parlamentare del Pd interviene sulle proteste dei detenuti del carcere di San Gimignano e chiede visita alla struttura. "Sono molto preoccupata della situazione del carcere di Ranza. Da anni seguo le vicende della casa di reclusione di San Gimignano. Più volte mi sono occupata dei problemi legati alle condizioni di vita dei detenuti e a quelle lavorative della polizia penitenziaria. A partire dalla mancanza di personale che costringe gli addetti a turni difficili, passando per le difficoltà dell'impianto idrico, fino alla mancanza, per lungo tempo, di una direzione stabile.Ho presentato atti parlamentari e incontrato più volte i rappresentanti della polizia e della dirigenza. Ho visitato ripetutamente Ranza. L'ultima occasione, poco meno di un anno fa, con il sottosegretario Cosimo Ferri, per discutere, tra le altre cose, del progetto di una lavanderia. Anche nelle scorse settimane ci sono state interlocuzioni informali con gli uffici competenti in Toscana. Quanto leggo, anche questa mattina, mi conferma l'esistenza di una criticità che va affrontata. Ho già chiesto un incontro con i rappresentanti sindacali degli agenti di custodia e oggi, oltre a confermare tale richiesta, formalizzerò istanza per poter visitare la struttura il prima possibile, come nelle mie prerogative di parlamentare". Con queste parole, Susanna Cenni, parlamentare del Pd alla Camera, interviene sul carcere di Ranza, dopo le proteste dei detenuti della casa di reclusione di San Gimignano. (sienafree.it)

Mammagialla, devasta la sua cella e minaccia di tirare sanitari alla polizia penitenziaria

VITERBO – Ha devastato la cella del carcere di Mammagialla minacciando di tirare alla polizia penitenziaria i pezzi dei sanitari. I fatti risalgono a luglio 2016. A processo per danneggiamento aggravato e resistenza a pubblico ufficiale un 39enne di nazionalità bosniaca, che attualmente sta scontando una pena di 30 anni per l’omicidio premeditato aggravato dai futili motivi e rapina aggravata, in concorso con un 33enne di nazionalità marocchina, di un anziano 62enne di Nettuno. All’ uomo è stata inflitta una ulteriore pena di quattro mesi e 250 euro di multa.(Lafune.eu)

Urgente intervenire sul carcere prima che la situazione degeneri"…..

Asti: Angela Motta "urgente intervenire sul carcere prima che la situazione degeneri" Intervenire urgentemente prima che la situazione degeneri": lo chiede Angela Motta, vicepresidente del Consiglio regionale, dopo l'ultima protesta di 35 detenuti della Casa di Reclusione di Alta Sicurezza di Quarto d'Asti. Dichiara Motta: "Ciò che accade dentro al carcere, con le ripetute dimostrazioni e aggressioni dei detenuti, e ciò che non sta succedendo per assicurare condizioni stabili di sicurezza e di rispetto del personale, dura ormai da troppo tempo. È necessario che il Provveditorato Regionale e il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria mettano in atto tutte le azioni indispensabili a riportare la situazione sotto un pieno controllo".

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A dicembre la vicepresidente del Consiglio regionale, dopo aver incontrato i rappresentanti sindacali degli agenti penitenziari, aveva reso pubblica la lettera inviata al direttore della Casa di Reclusione per chiedere la convocazione urgente di un tavolo interno di confronto tra direzione, organizzazioni sindacali e rappresentanti del territorio. "Da allora la situazione non è cambiata ricorda Angela Motta - Le responsabilità investono anche il governo. Chiediamo al ministro della Giustizia, già sollecitato a intervenire nei mesi scorsi dai parlamentari astigiani, quali decisioni è intenzionato ad assumere, e in che tempi, per migliorare le condizioni di sicurezza e per rinforzare la pianta organica a Quarto" (atnews.it)

Napoli: nuovo carcere da 1.200 detenuti, per sfollare Poggioreale e Secondigliano

Altro che amnistia e indulto, è in arrivo un nuovo carcere in Campania, precisamente vicino Napoli. Ad annunciare la novità è Francesco Basentini, capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, in audizione alla Commissione Giustizia alla Camera. “Sono stati .individuati tre siti di potenziale interesse per noi – ha detto – uno vicino a Napoli, un altro a Casale Monferrato e il terzo a Bari, dove ci sono due caserme e una di queste dovrebbe essere destinata a realizzare la cittadella giudiziaria”. La località scelta è quello a Nola, in località Boscofangone. Secondo i progetti avrà una capienza di 1200 persone, con un costo complessivo per la realizzazione di 75 milioni di euro, e sarà il terzo della Campania, subito dopo i carceri di Secondigliano e Poggioreale; il bando si è chiuso nel marzo 2017.Andrà a decongestionare i carceri di Poggioreale e Secondigliano e sarà dedicato ai detenuti non pericolosi. A Nola sarà aperto il primo carcere dove non ci saranno né sbarre né mura. Inoltre ci sarà tanto verde: è questo il progetto del ministero della Giustizia. Il carcere potrà ospitare 1.200 detenuti e a dare ancora di più l’area di un resort saranno la realizzazione di campi da calcio e da tennis, piscine, teatro, aule e laboratori. Un carcere rivoluzionario, dunque, quello che sarà costruito tra 5 anni nella zona di Boscofagnone. Ma soprattutto, il carcere di Nola, sarà il primo esempio in Italia di casa circondariale sul modello del Nord d’Europa. Il progetto del ministero della Giustizia prevede infatti che non ci siano sbarre né mura perimetrale e inoltre tanto verde.(Internapoli)

Dl Semplificazioni: ripartono i progetti di edilizia penitenziaria

Due anni di tempo, dal 1° gennaio 2019 e sino al 31 dicembre 2020, per elaborare “progetti e perizie per la ristrutturazione e la manutenzione, anche straordinaria, degli immobili in uso governativo all’amministrazione penitenziaria, nonché per la realizzazione di nuove strutture carcerarie, ivi compresi alloggi di servizio per la polizia penitenziaria, ovvero per l’aumento della capienza delle strutture esistenti”. È quanto prevede all’art. 7 il dl Semplificazioni, diventato legge ieri con il via libera definitivo della Camera dei Deputati. L’opera di progettazione e perizia verrà effettuata dal personale del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, con l’obiettivo di far fronte all’emergenza determinata dal progressivo sovraffollamento delle strutture carcerarie e consentire una più celere attuazione del piano di edilizia penitenziaria in corso. Stando a quanto stabilito dal provvedimento, il DAP potrà inoltre individuare “immobili, nella disponibilità dello Stato o di enti pubblici territoriali e non territoriali, dismessi e idonei alla riconversione, alla permuta, alla costituzione di diritti reali sugli immobili in favore di terzi al fine della loro valorizzazione per la realizzazione di strutture carcerarie”. E per lo svolgimento degli interventi da svolgere, il Dipartimento potrà avvalersi anche del personale dei competenti Uffici del Genio militare del Ministero della Difesa.Nell’audizione di tre giorni fa in Commissione Giustizia a Montecitorio, il Capo del DAP Francesco Basentini aveva illustrato le linee sulle quali l’Amministrazione ha inteso muoversi in tema di edilizia penitenziaria. “Innanzi tutto, creare nuovi spazi detentivi, nuove strutture, nuovi reparti, nuove sezioni”, ha spiegato il responsabile del Dipartimento. “Abbiamo ripreso in mano il discorso tecnico finanziario dell’ex Piano-carceri, fermo da diversi anni per diverse vicissitudini e per il quale c’era stata una dotazione di capitali e risorse molto consistenti, assolutamente da riutilizzare. Si è quindi riaperto il tavolo con il Ministero per le Infrastrutture, che ha la competenza per la realizzazione di nuove carceri, e si è ripreso il discorso programmatico dell’ex Piano-carceri: perché lì vi era una serie di progetti che riguardavano alcuni complessi penitenziari che dovevano essere necessariamente rivisti, ristrutturati o comunque restaurati”.L’accordo a cui si è giunti è stato trasformato nell’art. 7 del dl

Semplificazioni e punta a superare i lunghi tempi che spesso richiedono le procedure per l’affidamento sia degli appalti per i progetti sia degli affidamenti delle opere. Una deroga di due anni, appunto, in favore del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria che concede al DAP di curare una parte della procedura, in particolare quella relativa alla progettazione tecnica. In questo modo, ha sottolineato Basentini, “opere di ristrutturazione e di restaurazione o nuovi investimenti in materia di edilizia penitenziaria possono essere progettati dal Dipartimento con i tecnici, ingegneri e progettisti, che sono in forza al DAP”.Sul fronte degli investimenti per l’edilizia penitenziaria, è stata fatta inoltre una ricognizione sui beni di pertinenza o di proprietà di altre amministrazioni pubbliche che potevano essere prese in carico dal Dipartimento per farne nuove carceri e sono state individuate alcune ex caserme dell’Esercito, in alcuni casi particolarmente compatibili con le esigenze dell’Amministrazione. Sono tre, al momento, i siti di potenziale interesse, ha spiegato il Capo DAP. “Per uno, un’ex caserma di Bagnoli a Napoli, è stato già sottoscritto un protocollo con l’Esercito: si tratta di un fondo con una struttura immobiliare che potrà essere riconvertita in istituto. Un secondo sito altrettanto interessante è a Casal Monferrato e anche lì sarà probabile la conclusione di un protocollo con il Demanio militare per prendere in carico la struttura. Terza, ma non ultima in ordine di strategia”, ha concluso Basentini, “è una caserma di Bari: si tratta di in un sito piuttosto ampio dove sono presenti due grandi caserme, una delle quali potrebbe essere impiegata come palazzo di giustizia, l’altra come istituto penitenziario”.

Ivrea (To): i Radicali denunciano "un carcere precario"

Patrizia De Grazia e Giovanni Oteri, militanti dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta di Torino, accompagnati dal Consigliere Regionale Luca Cassiani e dalla Garante dei Detenuti Paola Perinetto, hanno fatto visita alla Casa Circondariale. Nella mattinata di ieri, venerdì 1° Febbraio, Patrizia De Grazia e Giovanni Oteri, militanti radicali dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta di Torino, accompagnati dal Consigliere Regionale

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Luca Cassiani e dalla Garante dei Detenuti Paola Perinetto, hanno fatto visita alla Casa Circondariale di Ivrea. Patrizia De Grazia e Giovanni Oteri, dichiarano: "Siamo rimasti piacevolmente colpiti dal clima di umanità che abbiamo potuto respirare all'interno del carcere di Ivrea. Quasi la totalità dei detenuti è libera di uscire dalle proprie celle a partire dalle nove del mattino fino alle 18, con le sole eccezioni dei pasti, serviti tramite carrello del vitto di camera in camera. Abbiamo potuto constatare che molti dei detenuti sono impegnati durante la giornata in diverse attività formative, ricreative e lavorative. Alcuni si occupano della cucina, altri del bar della struttura, tutti hanno la possibilità di accedere alle biblioteche interne, alla palestra (negli orari prestabiliti), alle sale di socialità e ai diversi laboratori". "Nonostante l'impegno di Personale della Polizia Penitenziaria, Garante, Educatori e l'elevato numero di volontari, tuttavia, l'Istituto Penitenziario di Ivrea presenta molteplici gravi problematicità strutturali. L'edificio è stato costruito negli anni Ottanta, il campo sportivo, che i detenuti vorrebbero (legittimamente) poter utilizzare durante tutto il corso dell'anno, è agibile soltanto nei mesi estivi ed è più simile a un campo di patate che non a un vero campo sportivo, inoltre riteniamo molto grave che l'impianto antincendio sia ancora totalmente fuori uso nonostante le svariate segnalazioni e che gli allarmi anti intrusione siano parzialmente o completamente non funzionanti ed ormai irreparabili". "Si tratta di un carcere altamente sovraffollato, dove la capienza massima sarebbe di 192 posti, a fronte degli oltre 270 detenuti presenti all'interno della struttura. Ricordiamo a tale proposito, che la Casa Circondariale di Ivrea è spesso oggetto di sfollamenti provenienti da carceri vicine (l'Istituto Lorusso-Cotugno di Torino in particolare), a causa del diffuso e gravissimo problema del sovraffollamento carcerario che affligge il nostro Paese da sempre e che la volontà politica delle classi dirigenti presenti e passate non è mai stata abbastanza seria da affrontare di petto. Riscontriamo inoltre un paradosso nella presenza, all'interno di un carcere maschile, di un'ala apposita dedicata a detenuti transessuali che quotidianamente affrontano il processo (già piuttosto difficile, lungo e faticoso fuori dal carcere), di transizione per cambiare sesso". "A nostro avviso queste persone, donne a tutti gli effetti, si vedono fortemente discriminate dalla impossibilità di stare a contatto con gli altri detenuti di una struttura carceraria impossibilitata (in quanto istituto maschile) a rispondere pienamente alle loro esigenze. Segnaliamo tra le altre gravi problematiche che la Direttrice dovrà presto essere sostituita da persona ancora da individuarsi e il comandante del reparto delle guardie carcerarie rimarrà in carica per i prossimi tre mesi durante soli tre giorni alla settimana, non essendoci la possibilità di sapere chi sia l'effettivo comandante". "L'ASL competente segnala inoltre la possibilità che l'impianto dell'acqua risulti a rischio legionella. La carenza di personale

di ogni ordine e grado (Circa 150 agenti per 270 detenuti e soli 4 educatori) rende difficile la gestione dell'istituto. Segnaliamo infine la presenza all'interno della struttura di un 40% di detenuti tossicodipendenti, i quali dovrebbero effettuare percorsi riabilitativi al di fuori dell'ambiente carcerario; si registra infine la presenza di svariati "internati", ovvero ex detenuti, che già hanno scontato la propria pena e dovrebbero essere sottoposti a misure di sicurezza al di fuori del carcere, ma rimangono nei fatti all'interno della struttura per un tempo potenzialmente infinito".

Circolari ministeriali e note D.A.P. febbraio 2019

Convenzioni nazionali e regionali per gli iscritti Alsippe

La Segreteria Generale in collaborazione con i rappresentanti regionali provinciali e locali presenti sul territorio ha stipulato una serie di convenzioni per gli iscritti Alsippe e i propri familiari , per usufruire di servizi con sconti particolari. Per usufruire dei predetti sconti bastera’ esibire la Tessera Servizi Alsippe che potra’ essere richiesta ai responsabili delle Segreterie Sindacali . Cliccando il link sotto potrete visionare i servizi offerti http://www.alsippe.it/it/category/c onvenzioni/

Ministeriale n.0040563U del 6.2.2019 Scrutinio per merito comparativo per la promozione alla qualifica di Commissario Coordinatore Penitenziario - decorrenza 1.1.2017 Ministeriale n. 0040447U del 6.2.2019. Personale di Polizia Penitenziaria partecipante al Corso per l ‘accesso alla qualifica degli ispettori Ministeriale 4.2.2019.

0038010U

oppure CONVENZIONI del sito : www.alsippe.it. Per ulteriori richieste ed informazioni contattate l’indirizzo email: convenzioni@alsippe.it

Segreteria Generale

Offerte Alitalia personale di penitenziaria

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Segreteria Generale

Approfitta dell'offerta Militari/Polizia, dedicata agli appartenenti all'Arma dei Carabinieri, Esercito, Aeronautica, Marina e Guardia di Finanza nonché agli appartenenti alla

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Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Vigili del Fuoco e Corpo Forestale dello Stato. L'offerta è applicabile anche a un accompagnatore familiare. Se non l’hai ancora fatto iscriviti al Programma MilleMiglia e registra i dati di tuo figlio al MilleMiglia Kids: potrai subito iniziare ad accumulare miglia sul tuo conto quando vola tuo figlio.L’offerta è valida esclusivamente per i militari appartenenti all’Arma dei Carabinieri, Esercito, Aereonautica, Marina e Guardia di Finanza nonché per gli appartenenti alla Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Vigili del Fuoco e Corpo Forestale dello Stato in possesso del documento di riconoscimento militare o della Amministrazione di appartenenza in corso di validità che viaggino per diporto L’offerta è estendibile alle stesse condizioni al coniuge o al figlio - maggiore di 2 anni compiuti - del militare/appartenente alle predette forze di polizia e Vigili del Fuoco, che viaggi con questi nelle stesse date, sullo stesso itinerario e classe di viaggioL’offerta è estendibile ad un unico accompagnatore (coniuge, o figlio maggiore di 2 anni)Non è possibile usufruire dell’offerta se l’accompagnatore è un figlio minore di anni due (neonato)L’offerta non è cumulabile con altre promozioni in corsoL’offerta non consente l’applicazione degli sconti BambiniL’offerta prevede un periodo minimo di soggiorno di 3 notti o la permanenza della notte tra il sabato e la domenica per le destinazioni internazionali*L’offerta non consente né cambi né rimborsoL’offerta include il trasporto del bagaglio in stiva. La regolamentazione del bagaglio in stiva è indicata sulla pagina dedicata. E’ consentito il trasporto del bagaglio a mano secondo la regolamentazione indicata sul sito Il prezzo include tasse e supplementiL’offerta è valida su tutti i voli operati da Alitalia, con esclusione dei voli con codice da AZ7000 a AZ7999 e da AZ3000 a AZ3999Sono incluse nell’offerta tutte le tratte dirette operate da Alitalia sul mercato nazionale, ad esclusione delle rotte soggette a bando di continuità territoriale Alghero-Milano Linate, Cagliari-Milano Linate, CagliariRoma, (tutti i collegamenti elencati si intendono e viceversa) e anche tutte le tratte operate sul mercato internazionale* (Europa e Nord Africa) ad esclusione delle destinazioni da/per Francia e Olanda. Sono esclusi dalla promozione tutti i voli da/per destinazioni intercontinentali.L’offerta è valida unicamente per l’acquisto di biglietti andata e ritorno .L’offerta è acquistabile online oppure presso il Customer Center, le biglietterie aeroportuali italiane o le agenzie di viaggio .Per la verifica delle condizioni di accesso alla tariffa dedicata è indispensabile che il militare/poliziotto/vigile del fuoco porti con sé il documento di riconoscimento militare o della Amministrazione di appartenenza; nel caso di estensione al familiare, il predetto familiare dovrà portare con sé idoneo documento militare, ovvero una dichiarazione su carta intestata del comando o della Amministrazione di appartenenza che certifichi lo stato di coniuge o di figlio .La Compagnia si riserva di verificare al momento del rilascio della carta d’imbarco e/o al gate di imbarco, la presenza dei requisiti tariffari.Il mancato imbarco dovuto all’assenza dei requisiti di

ammissione alla tariffa non dà diritto al rimborso del biglietto Alcuni esempi di tariffe:

Trae internazionali incluse nell'offerta Militari / Polizia: Albania, Algeria, Austria, Belgio, Bulgaria, Danimarca, FYROM/Macedonia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Malta, Marocco, Montenegro, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Serbia, Spagna, Svizzera, Tunisia, Turchia, Ungheria. ** I prezzi indica sono comprensivi di tariffa, tasse e supplemen e includono i 3€ a biglieo del servizio di vendita. Il servizio di vendita non è applicato ai bambini fino a 11 anni.

Convenzione per la stipula di polizze assicurative RC auto per gli iscritti Alsippe e propri familiari

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La Segreteria Generale Alsippe ha definito una convenzione per la stipula di polizze assicurative RC auto e moto per gli iscritti Alsippe ed i propri familiari. Per eventuali preventivi e ulteriori informazioni chiamare al numero di telefono 3318147470 direttamente all’indirizzoemail: convenzioni@alsippe.it Documenti richiesti per il preventivo 1)Fotocopia del libretto di circolazione fronte e retro 2) Documento di riconoscimento Nel caso in cui sia un familiare intestatario della polizza un autocertificazione che ne attesti la parentela ai sensi della normativa vigente, per altre informazioni contattare l’ufficio ai numeri indicati sopra Segreteria Generale Segreteria Generale

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Il NotiziAlsippe del 15 febbraio 2019  

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