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AL.SI.P.PE ALLEANZA SINDACALE POLIZIA PENITENZIARIA

NUMERO

1972

DI LUNEDI 12 FEBBRAIO 2018

Polizia penitenziaria rinviene droga spedita col corriere in carcere, era nascosta nelle scarpe

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Alloggi di servizio per la polizia penitenziaria vuoti e inutilizzabili perché pericolanti, situazione inaccettabile al cacere di Livorno

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struttura afflitta da gravi problemi che turbano profondamente la vita quotidiana di chi vi è ospitato. A queste criticità, infine, si aggiunge il fatto che sotto la direzione livornese c’è anche Gorgona, carcere che ospita quasi 100 detenuti e che non ha ad oggi un progetto, per cui nessun detenuto lavora. Corleone ha annunciato che nei prossimi giorni incontrerà il provveditore per affrontare la questione.(gonews.it)

260 agenti di Polizia penitenziaria presenti, a cui si aggiungono quelli del nucleo traduzioni per una pianta organica di 430 la situazione del carcere di Padova

Carcere di Livorno, Corleone: "Situazione inaccettabile"La situazione nel carcere di Livorno è “inaccettabile” e i problemi riscontrati già nella scorsa visita non hanno ancora trovato una soluzione. E’ questo il giudizio del Garante regionale dei diritti dei detenuti, Franco Corleone, al termine della visita di oggi, mercoledì 7 febbraio, alla casa circondariale livornese. La struttura attualmente ospita Padova: cellulari in cella. Il direttore: 238 detenuti, di cui 128 in alta sicurezza "rischio isolamento per chi li utilizza" e gli altri in regime di media sicurezza. Il nuovo direttore del carcere: "Non ci Numerose, secondo Corleone, le criticità sono agenti infedeli". Quindici giorni di del carcere, e tali da impedire una isolamento e l'esclusione dalle attività condizione di vita accettabile. ricreative o di lavoro. È questo quello che Innanzitutto, per quanto riguarda l’alta spetta ai detenuti della Casa di reclusione sicurezza, l’accordo con il dipartimento di di via Due Palazzi che vengono scoperti amministrazione penitenziaria prevede dalla polizia penitenziaria con un che ogni cella ospiti due detenuti, mentre cellulare a loro disposizione.D'altro canto attualmente le persone per cella sono tre, il carcere di Padova nel suo recente con grossi problemi di convivenza vista la passato è stato colpito dallo scandalo dei lunga durata delle pene e il fatto che telefonini in cella, un mercato nero molti degli ospiti studiano. Secondo all'interno della prigione che è stato problema, le cucine, costruite due anni fa scoperchiato dagli stessi agenti della e mai collaudate né messe in funzione Penitenziaria assieme alla Squadra perché è stato commesso un errore di mobile. A spiegare la situazione è il nuovo costruzione, per rimediare il quale non è direttore della struttura, Claudio Mazzeo, stata individuata alcuna soluzione. Anche 58 anni, che venti giorni fa è arrivato a le docce nel reparto giallo sono state Padova dopo le esperienze delle case di chiuse e transennate da alcuni mesi per reclusione di Trapani, Catania, problemi strutturali e i detenuti devono Caltagirone e Cuneo.Al suo fianco il andare a fare la doccia in un altro comandante della Penitenziaria, Carlo reparto. Ancora, gli alloggi di servizio per Torres, e l'assistente capo Andrea la polizia penitenziaria sono vuoti e Azzarito del nucleo traduzioni e inutilizzabili perché pericolanti. Per il piantonamenti. "Il problema dei cellulari Garante si tratta di ferite aperte in una ---------------------------------------------------------------------------------- www.alsippe.it---------------------------------------------------------------------------------------------

Droga spedita col corriere in carcere, era nascosta nelle scarpe . LARINO. Non se ne può proprio più. Ma quanta percentuale della gente che circola consuma stupefacenti? Lo scorso 7 febbraio, durante l'attività di contrasto e prevenzione all’introduzione di sostanze stupefacenti in carcere, gli uomini della Polizia Penitenziaria di Larino, diretti dal Commissario coordinatore Francesco Maiorano, hanno individuato 60 grammi di sostanza stupefacente di hashish e marijuana La sostanza era occultata all'interno di un paio di scarpe, spedite tramite corriere e destinate ad un detenuto. Le sostanze stupefacenti, erano suddivise in più di 40 pezzi, pronte per lo spaccio all'interno del carcere, ed abilmente nascoste sotto la suola delle scarpe rincollate con perizia. Il quantitativo può considerarsi notevole, trattandosi di un traffico interno alla struttura penitenziaria, considerato inoltre anche, che il valore delle sostanze stupefacenti incrementa in modo significativo nei luoghi chiusi, come gli istituti di pena. Solo grazie alla professionalità e operatività della Polizia Penitenziaria e stato possibile impedire che lo spaccio andasse a buon fine. La sostanza è stata sequestrata e messa a disposizione della Procura di Larino.(termolionline.it)

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in carcere - evidenzia Mazzeo - è noto e non riguarda solo Padova, ma tutta Italia. Detto questo, di agenti infedeli qui non ce ne sono più e io mi fido sia dei miei uomini che dei volontari. Se entra qualcosa, cellulari o droga che sia, arriva da chi viene in visita o se lo portano loro quando rientrano dall'esterno".Il comandante evidenzia: "Siamo molto bravi a scoprirli, in ogni caso. Ci sono dispositivi che riescono a passare per il metal detector, ma ora ci sono sistemi che permettono di captare il segnale. Quel che ci piace ricordare è che se l'operazione del 2014 ha permesso di identificare i colpevoli, tra cui dei colleghi, è stato grazie a noi che ci siamo impegnati a eliminare queste mele marce".Il direttore spiega che solo una minima parte dei detenuti cerca questi escamotage: "La maggior parte di loro rispetta le regole e sa che non deve farlo, perché sennò ci rimetterebbero loro che finirebbero in isolamento e perderebbero alcuni privilegi. La legge consente di installare telefoni nelle celle, che i carcerati possono utilizzare per chiamare la famiglia. E se c'è una telefonata in più per sentire i parenti, non è mai stata negata".Mazzeo evidenzia la preparazione degli agenti della Penitenziaria di Padova: "Questi poliziotti affrontano con una sensibilità esemplare il loro lavoro. Gli vengono richieste sempre più competenze, specialmente ora che è sorto il problema della radicalizzazione dei potenziali terroristi, che sappiamo avviene per buona parte proprio in carcere".A tal proposito i sindacalisti hanno accusato l'amministrazione di lasciare impreparati gli agenti, ma il comandante Torres assicura che la situazione è diversa: "I corsi ci sono. Certo è un problema recente e quindi anche la preparazione è agli inizi, ma basti pensare che alcuni poliziotti hanno imparato l'arabo per poter comprendere meglio determinate dinamiche. Siamo noi che osserviamo e valutiamo i detenuti per capire se stanno covando credenze e convinzioni pericolose. Qui, ad esempio, ce ne sono 8 di "sorvegliati speciali". Azzarito evidenzia a questo riguardo la missione di cui si sentono investiti i suoi colleghi: "Essere un poliziotto penitenziario è semplicemente dedizione e sacrificio in relazione del fatto che si hanno di fronte situazioni non sempre semplici, anzi, spesso presentano grandi difficoltà". Infine non poteva mancare un battuta sul problema del sovraffollamento e del numero insufficiente di poliziotti penitenziari: "La situazione in realtà è migliorata rispetto al passato, ma i numeri dovrebbero essere diversi.Le cose però vanno bene, non c'è stato nessun suicidio tra i detenuti, nessun infortunio grave, a riprova del lavoro ben eseguito dei nostri uomini. Grazie a loro restituiamo alla comunità persone migliori". Guardando ai numeri, i reclusi sono 537, di cui 150 che lavorano per le cooperative e altri 130 nell'amministrazione carceraria. Gli agenti invece sono 260 cui si aggiungono quelli del nucleo traduzioni, ma stando alla pianta organica, dovrebbero essere complessivamente 430. "Qualche unità in più sarebbe meglio, ma svolgiamo in ogni caso un lavoro eccellete" assicura il direttore della casa di reclusione. (Il Gazzettino)

Benessere sul luogo di lavoro per il personale di Polizia penitenziaria,presentazione del progetto rivolto al personale operante nella Casa circondariale di Ferrara

CONFERENZA STAMPA - Lunedì 12 febbraio 2018 alle 11.30, nella sala degli Arazzi della residenza municipale (piazza Municipio 2 - FE) Presentazione del progetto "Benessere sul luogo di lavoro per il personale operante nella Casa circondariale di Ferrara" Lunedì 12 febbraio 2018 alle 11.30, nella sala degli Arazzi della residenza municipale (piazza Municipio 2 FE) avrà luogo la conferenza stampa di presentazione del progetto "Benessere sul luogo di lavoro per il personale operante nella Casa circondariale di Ferrara", iniziativa volta a migliorare la qualità della vita lavorativa degli operatori della struttura penitenziaria ferrarese, che prenderà il via a metà febbraio e si svilupperà fino al prossimo luglio 2018. All'incontro con i giornalisti interverranno: - Stefania Carnevale, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Ferrara e responsabile del progetto - Chiara Sapigni, Assessore a Sanità, Servizi alla Persona, Politiche Familiari. - Marcello Marighelli, Garante delle persone private della libertà personale della Regione Emilia-Romagna - Paolo Malato, Direttore della Casa circondariale di Ferrara - Annalisa Gadaleta, Comandante del reparto di Polizia penitenziaria della Casa Circondariale di Ferrara - Aldo Becce, psicoanalista, Presidente dell'Associazione Jonas Onlus Nazionale - Claudia Tinti, psicologa e psicoterapeuta, responsabile Jonas onlus di Firenze e coordinatrice del progetto (insieme a Luca Ciusani, di Jonas Como).(Cronaca Comune)

Incendiò una cella e minaccio’ pesantemente il personale di Polizia penitenziaria, detenuto a giudizio

Incendiò una cella del carcere di Sanremo, detenuto a giudizio a Imperia Sanremo. Si è aperto questa mattina il processo a carico di un detenuto B.H.che tre anni fa incendiò la cella del carcere di Valle Armea a Sanremo. L’uomo è accusato di incendio, danneggiamento, minacce e interruzione di pubblico servizio. Davanti al giudice Massimiliano Botti sono stati ascoltati gli agenti della polizia giudiziaria in servizio al penitenziario di Valle Armea che aveva poi spento le fiamme e messo in sicurezza le celle. “Il detenuto aveva minacciato pesantemente il personale, ma sopratutto creato una situazione di pericolo all’interno della casa circondariale”.(Liguria24.it)

Polizia Penitenziaria, nuovo concorso da 1220 posti

L’uscita del nuovo bando per allievi agenti di polizia penitenziaria, la cui pubblicazione era prevista per il 9 febbraio prossimo sulla Gazzetta ufficiale. sara’ spostata al 20 febbraio 2018. I termini per la presentazione della domanda: saranno dal 21 febbraio al 22 marzo 2018 . I posti disponibili al nuovo concorso per la Polizia penitenziaria saranno 1220 cosi suddivisi : • 598 riservati ai VFP1 in servizio da almeno 6 mesi o in rafferma, • 256 posti riservati ai VFP1 in congedo e ai VFP4, • 366 posti aperti a tutti i cittadini italiani in possesso dei requisiti.Requisiti per il nuovo concorso Polizia Penitenziaria

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I requisiti per partecipare al Concorso Agenti Polizia Penitenziaria 2018 sono: 

avere un’età compresa tra i 18 anni e i 28 anni non compiuti,

aver conseguito almeno un Diploma d’istruzione secondaria superiore (maturità) che consenta l’iscrizione ai corsi universitari

In aumento i detenuti nelle carceri italiane, i dati del mese di gennaio 2018

Diploma d’istruzione secondaria di primo grado (licenza media) per i posti riservati ai VFP1 e ai VFP4 .Prove di selezione Le prove selettive del Concorso saranno: 

 

prova scritta: questionario a risposta multipla di cultura generale e/o logico/deduttivo, idoneità psico-fisica: test collettivi e individuali, colloquio con lo psichiatra e visite mediche, idoneità psico-attitudinali: colloquio con lo psicologo.(LeggiOggi)

Rinvio pubblicazione diario prove d'esame del Concorso per allievi agenti polizia penitenziaria

Come ogni mese il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Ufficio per lo sviluppo e la gestione del sistema informativo automatizzato , Sezione Statistica emana e pubblica sul sito www.giustizia.it la consueta tabella mensile dei detenuti presenti e la relativa capienza regolamentare degli istituti penitenziari per regione di detenzione relative al mese di gennaio 2018, dalle tabelle si evince un aumento della popolazione detenuta a cospetto del mese precedente cioè dicembre 2017, in cui i presenti sono 57.608 , mentre i presenti a gennaio 2018 sono 58.087, di seguito alleghiamo la relativa tabella per regione di detenzione

Segreteria Generale

Il 41bis? Proporzionale. Piscitello: in equilibrio tra tutela e diritti

Le date e la sede di svolgimento della prova di esame del concorso pubblico per sami, per il reclutamento di complessivi n. 197 posti (n. 147 uomini; 50 donne) di allievo agente del Corpo di polizia penitenziaria, pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana – IV Serie speciale – n. 78 del 13 ottobre 2017, saranno stabilite con successivo provvedimento che sarà pubblicato nel sito ufficiale del Ministero della Giustizia: www.giustizia.it, nel link dedicato al concorso, in data 29 marzo 2018. Tale pubblicazione avrà valore di notifica a tutti gli effetti.

Segreteria Generale

Il direttore generale del Ministero della Giustizia interviene sul (contestato) regime. Detenuti ex 41bis dell'ordinamento penitenziario di nuovo sulla ribalta giudiziaria: dai rilevi del Comitato anti tortura - Cat - delle Nazioni Unite alla morte di Totò Riina, mai uscito dal regime di carcere separato e comunque ancora considerato il capo indiscusso di Cosa Nostra. "Un regime proporzionale ed efficace che deve essere sul filo di lana rispetto alla necessità di garantire insieme tutela e sicurezza al cittadino e diritti ai detenuti.Un

equilibrio sottile che va rispettato". Lo definisce tale Roberto Calogero Piscitello, direttore generale dei detenuti e del trattamento del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia, componente della delegazione italiana convocata a Ginevra dal Cat. Un magistrato critico verso il ruolo che ricopre: "Il magistrato non deve essere famoso", dichiara con convinzione.Alle spalle dieci anni di distrettuale antimafia a Palermo, oggi si occupa del versante amministrativo dell'esecuzione della pena. "Mi occupo del trattamento del detenuto dal suo ingresso in carcere alla scarcerazione, tutto passa per questa direzione generale", ricorda a Italia Oggi dal suo ufficio di dipartimento a Largo Luigi Daga."Il carcere separato del 41bis risponde a una necessità: quella di far smettere ai capi mafia di continuare a fare i mafiosi in carcere rendendo impossibili o comunque più difficili le comunicazioni dal carcere alle organizzazioni criminali.Il carcere non riusciva a interrompere quella catena di comando necessaria alle organizzazioni criminali e allora nel 1992, dopo due stragi, è intervenuto il legislatore. Il 41bis viene emanato con decreto legge dopo la prima strage e convertito successivamente alla seconda strage, nell'agosto del 1992. Un regime differenziato che ritengo necessario e indispensabile per far fronte a queste associazioni criminali tutt'altro che finite e che comporta una deroga a tutta una serie di prescrizioni dell'ordinamento penitenziario.Nel tempo - ne ripercorre le tappe - ci sono stati almeno tre interventi legislativi degni di essere considerati: gli ultimi due risalgono al biennio 20082009 per il Pacchetto Sicurezza 1 e 2 che resero il regime meno discrezionale rispetto alle volontà del potere politico vincolando lo stesso ministro all'adozione di una serie di prescrizioni, prima facoltative e ora obbligatorie. Un'oggettivizzazione di un sistema che era nato temporaneamente, suscettibile di proroghe e che solo dopo si è stabilito avesse una sede nell'ordinamento giuridico italiano in via permanente e quando lo si è fatto, è avvenuto con legge ancorandolo a dei presupposti di verifica da parte della giurisdizione".Aggiustamenti? "La Corte costituzionale, negli anni, ne ha limato, migliorandoli, gli istituti di concreta applicazione. Un detenuto al 41bis ha colloqui limitati: non più di uno al mese, compresi quelli con i difensori. La Suprema corte è intervenuta dicendo che la difesa è un diritto di ognuno e non può essere soggetta a limitazioni. Di recente, invece, la Corte ha stabilito che il detenuto non possa acquistare libri direttamente ma solo tramite l'istituto". I detenuti sottoposti a questo particolare regime sono una minoranza: "Circa 730 in tredici istituti", risponde Piscitello, "e sette gli internati che scontano la pena nella Casa di lavoro di Tolmezzo dove si lavora in orti e serre con le stesse limitazioni del 41bis, la durata è stabilita dal magistrato di sorveglianza. Il 95% dei reati commessi sono a caratterizzazione

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mafiosa, oggi in minima parte quelli con finalità terroristiche. Non più di una decina di casi di videosorveglianza ma non c'è nessuna videoregistrazione come invece accade nei colloqui.Circa 20 persone sono in carcere dal 1992 ma si tratta del gotha delle associazioni mafiose. Le riunioni in "gruppi di socialità" da due a quattro persone, sono consentite per un massimo di due ore al giorno". Scandito il susseguirsi o meno delle proroghe: "Il regime è disposto con un decreto del ministro della Giustizia che ha valenza di quattro anni, allo scadere dei quattro anni il mio ufficio", spiega Piscitello, "cura l'istruttoria per l'eventuale proroga che passa per una richiesta fatta alla procura distrettuale antimafia che ha chiesto originariamente il 41bis, alla Procura nazionale antimafia e tutta una serie di informative agli organi centrali delle Forze dell'Ordine. Se la proroga è confermata, il Ministro emana un decreto di proroga che ha una vigenza di due anni. Sia il decreto che le proroghe successive possono essere impugnati davanti alla magistratura di sorveglianza".Accade? Certo che sì. "Tutti impugnano ma le percentuali di accoglimento sfiorano appena il 10% a dimostrazione del fatto che non c'è alcuna proroga automatica vista l' esistenza di un atto amministrativo del ministro valutato dal tribunale di sorveglianza di Roma che controlla la sussistenza dei requisiti di fatto e di diritto alla base del provvedimento. Senza contare che anche davanti al Tribunale di sorveglianza di Roma, il detenuto può sempre percorrere la strada del ricorso in Cassazione".(Italia Oggi)

La riforma delle carceri è in dirittura d'arrivo , le dichiarazioni del Ministro Orlando

Il ministro Orlando assicura: la riforma delle carceri è in dirittura d'arrivo.Oggi dovrebbero arrivare i pareri sui decreti delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato. Oggi le Commissioni giustizia di entrambi le Camere dovranno concludere l'iter per dare un parere definitivo sui decreti attuativi della riforma dell'ordinamento penitenziario.

Ieri, nel frattempo, si sono riunite la Sesta e Nona Commissione del Consiglio superiore della magistratura per esprimere un parere sui decreti della riforma che sarà all'esame del plenum la prossima settimana. Durante il seminario è intervenuto anche il ministro della Giustizia Orlando spiegando che la riforma è in dirittura d'arrivo e nella legge di bilancio ci sono 60 milioni per l'attuazione della riforma dell'ordinamento penitenziario. "Quindici milioni sono per il potenziamento del lavoro penitenziario ha spiegato il guardasigilli, 4 milioni per le attività di formazione scolastica dei detenuti, un milione per le convenzioni con gli esperti ex articolo 80 (criminologi clinici e psicologi, ndr), senza tenere conto delle risorse per l'ammodernamento e per le strutture penitenziario (oltre 250 mln) e per le assunzioni del personale di polizia penitenziaria".Orlando ha anche aggiunto: "Il ministro non ha mancato di guardare anche al futuro: gli "aggiustamenti" che ci saranno alla riforma "non cedano a fenomeni di schizofrenia legislativa assai ricorrenti. Ogni arretramento assumerà una connotazione negativa". Secondo il ministro l'attuazione dovrà essere "equilibrata, senza strappi". Le risorse finanziarie - come già spiegato da Il Dubbio - quindi ci sono, ma i decreti come l'affettività e il lavoro penitenziario, non approvati preliminarmente dal Consiglio dei ministri per motivi finanziari, sono rimasti tuttora nel cassetto e difficilmente vedranno luce. Anche, perché ancora oggi, diversi obiezioni sono state sollevate proprio sul discorso riguardante il mancato onere finanziario della riforma.Osservazione espressa anche dal Consiglio superiore della magistratura. "La scarsezza di risorse - si legge nel parere, votato dalla Sesta e dalla Nona Commissione del Csm - rischia di trasformare alcune norme contenute nella riforma dell'ordinamento penitenziario in un elenco di buoni propositi, senza dar luogo a un reale miglioramento della vita carceraria e ad un più efficace perseguimento della funzione rieducativa della pena". Complessivamente, però, è stata apprezzata la natura della riforma. Durante il seminario, infatti, la presidente della sesta commissione del Csm, Paola Balducci, ha espresso felicitazioni per lo spirito della riforma in via di approvazione. "L'impianto complessivo della riforma dell'ordinamento penitenziario - ha spiegato Balducci - è molto positivo anche per l'impronta culturale che punta alla dignità del detenuto e persegue concretamente il reinserimento nella società di chi ha sbagliato". Poi, sempre la presidente della sesta commissione, aggiunge: "La particolare attenzione alla salute dei detenuti e il rilancio del ruolo del magistrato di sorveglianza sono finalmente in sintonia con il dettato costituzionale e attestano un passo avanti

di grande civiltà del nostro sistema senza rinunciare alle esigenze di sicurezza". L'esponente del Partito radicale Rita Bernardini, giunta al 16esimo giorno dello sciopero della fame, e con la partecipazione al Satyagraha di oltre settemila detenuti, critica il Csm: "Anziché porsi il problema del salto di qualità che deve fare la magistratura di sorveglianza per aderire ai compiti che la legge le affida, fa la lagna e, nell'ultima parte, dimostra di non aver nemmeno letto la normativa su cui la prossima settimana dovrà esprimere un parere". La Bernardini si riferisce alla critica del Csm nei confronti di quella parte di decreto dove si modifica l'articolo 4 bis dell'ordinamento penitenziario. Oggi, quindi, salvo intoppi o rinvii, le commissioni giustizia della Camera e del Senato, dovrebbe licenziare i decreti delegati e inviarli sul tavolo del consiglio dei ministri. Salvo smentite, venerdì ci sarà l'ultima seduta prima delle elezioni politiche del 4 marzo. Dopo, sarà troppo tardi. (Il Dubbio)

Circolare INPS numero 14, agevolazioni per la frequenza di asili nido pubblici e privati

Circolare INPS numero 14 del 29 gennaio 2018 Agevolazioni per la frequenza di asili nido pubblici e privati di cui all’articolo 1, comma 355, della legge 11 dicembre 2016, n. 232. Istruzioni operative ai fini della presentazione delle domande per il 2018. Clicca il link sotto per scaricare la circolare INPS Circolare numero 14 del 29-01-2018

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Il NotiziAlsippe del 12 febbraio 2018  

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