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CARTOCETO

Il Venerdì Santo e Pasquetta

“Capre sciolte” in bicicletta

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SERRUNGARINA

SALTARA

Il “barbiere collezionista”

Eletto il sindaco dei ragazzi pag. 6

Quindicinale di informazione locale

Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in abbonamento postale -70% Commerciale Business Pesaro n. 91/2009

24 marzo 2010 / IL GIORNALE DEL METAURO

SPECIALE PASQUA

pag. 6

www.ilmetauro.it

Anno 2 - numero 6 - 24 marzo 2010 / copia gratuita

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IL GIORNALE DEL METAURO / 24 marzo 2010

LAVORO

ASSOCIAZIONI

Cultura della sicurezza protagonista a Fano

Nuovo direttivo per l’Avis di Cartoceto

FANO - Tre drammatiche testimonianze di persone che hanno subito gravi infortuni sul lavoro hanno lasciato il segno nella testa e nel cuore degli oltre 280 studenti delle classi terze, quarte e quinte degli istituti superiori Volta, Olivetti, Apolloni e Battisti. «Era il nostro obiettivo, perché la propria incolumità, la vita, sono troppo importanti per essere messe a rischio con comportamenti sbagliati o superficiali» dice Dino Marini, presidente provinciale Anmil (Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro). Associazione che il 16 marzo, al cinema Masetti di Fano, ha organizzato un incontro-campagna informativa con le scuole. Cioè con i lavoratori di domani, coloro che devono poter contare su una solida cultura della sicurezza. Il direttore Inail Pesaro-Urbino, Rocco Mario Del Nero, ha illustrato le finalità istituzionali dell’Inail e ricordato che

CARTOCETO - Il 15 febbraio scorso i consiglieri della Sezione Avis di Cartoceto hanno nominato nuovo presidente Gabriele Vampa e vice-presidente Stefania Chiarabini; confermati il segretario Stefano Bartolucci e l’Amministratore Gerio Canestrari. Completano il Consiglio Direttivo altri sette consiglieri. Nuovo Presidente del collegio dei sindaci revisori è Pierluigi Solfanel-

«la cultura della prevenzione è l’arma più importante che tutti abbiamo a disposizione per limitare al massimo la piaga degli infortuni sul lavoro». Una cultura che va di pari passo alla cultura della legalità (cioè il rispetto delle norme) e che si consolida giorno dopo giorno, applicando semplici e basilari norme di sicurezza. L’appuntamento fanese ha anche messo in luce quanto, nella disgrazia, l’Anmil sia importante e vicina agli infortunati. E poi c’è la parte dedicata alla formazione e prevenzione: a questo

proposito l’Anmil ha bandito il concorso “La cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro”, riservato agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado della provincia. Obiettivo è promuovere un percorso di riflessione sulla lotta contro il fenomeno delle malattie professionali e degli infortuni in ambito lavorativo. Il termine per aderire scade il prossimo 30 marzo, mentre gli elaborati potranno essere consegnati entro il prossimo 20 settembre. Informazioni presso la sede Anmil di Pesaro o sul sito www.anmil.it

TEMPO LIBERO

“Capre sciolte” in bicicletta

Il prossimo numero esce il Quindicinale di informazione locale Anno 2 - n. 6 / 24 marzo 2010 Direttore responsabile Marco Giovenco

APRILE

Redazione Alessandro Marconi, Sandra Di Orazio

Redazione e amministrazione via dell’Artigianato 2/2 61030 Lucrezia (PU)

Impaginazione Claudio Vagnini

Tel. 0721 877272 Fax 0721 876671

Editore e Stampa Conte Camillo - Lucrezia

E-mail: redazione@ilmetauro.it www.ilmetauro.it Facebook: il giornale del Metauro

Chiuso in redazione il 22 marzo 2010 In copertina: un’immagine di auguri pasquali del 1961

Questo giornale è stampato su carta 100% ecologica certificata

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2007 - l’AVIS Cartoceto festeggia 35 anni. Seduto, al centro, l’ex presidente Aldo grossi, scomparso lo scorso anno e, in piedi a destra Gabriele Vampa, nuovo presidente

CARTOCETO - Nato alla fine degli anni ’90 oggi il gruppo è costituito da 20 componenti di età compresa tra i 15 anni (capretta Loris) ed i 50 anni (mega caprone Marco) legati dall’amore per la natura e la mountain bike. Il nome viene da uno dei componenti che da bambino era soprannominato “capretta”. L’aggettivo “sciolte” sta invece per gruppo indipendente. I componenti provengono da varie realtà: Lucrezia, Carrara, Fano, Cuccurano e Calcinelli. Durante le loro escursioni incrociano altri gruppi

del territorio simili dai nomi curiosi: “I mufloni”, “I briganti” di Fossombrone, “Le pentecane grasse” e “I sorci verdi”. Le escursioni avvengono solitamente la domenica mattina partendo dal parco della fornace di Cuccurano. L’obiettivo è riscoprire luoghi vicini spesso dimenticati. Le capre hanno riaperto un sentiero ciclistico che da Calcinelli porta fino a Fano sulla sponda sinistra del Metauro. In programma, il 18 aprile prossimo il secondo giro del Metauro. www.lecapresciolte.it (s.d.o.)

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Trovi il Giornale del Metauro a...

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Reg. Tribunale di Pesaro n. 561 del 26-05-2009

li. I consiglieri erano stati eletti lo scorso 31 gennaio nell’Assemblea Ordinaria annuale dei soci. Compito del nuovo direttivo sarà la ricerca di nuovi volontari per accelerare quel ricambio fisiologico indispensabile per la vita della sezione considerato che, nel 2012, verranno festeggiati i 40 anni di fondazione. Ad oggi i soci donatori iscritti sono 635, di cui attivi 220 (a.m.)

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Speciale Pasqua 2010

24 marzo 2010 / IL GIORNALE DEL METAURO

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Pasqua Festa della vita

LE TRADIZIONI DEL VENERDÌ SANTO / 1

Un ramoscello d’ulivo, le uova colorate, la colomba, il profumo dell’agnello, le nostre case e il nostro cuore lindi ecco alcuni segni della festa delle feste: la Pasqua. Pasqua è una parola ebraica (pasah) che significa passaggio, liberazione ma da dove e verso dove? Questa festa antichissima in realtà ha tre dimensioni e significati tutti suggestivi e quanto mai attuali. È il passaggio dal gelido inverno al tepore della primavera che in Oriente arriva alquanto presto. È il tempo della transumanza, del canto della tortora, della primula gentile, dell’amore che riscalda i cuori. Ma alla Pasqua agreste ben presto Israele aggiunge un altro significato molto più profondo: allora la Pasqua diventa Memoriale, Celebrazione, Canto dell’Alleluia per le meraviglie che il Signore ha compiuto. Il potente braccio di Jhavè ha liberato infatti Israele dalla schiavitù dei faraoni d’Egitto e li ha condotti alla Terra promessa, la terra dove “scorre latte e miele”. Ecco la pasqua ebraica che Gesù ha celebrato e che oggi si colora di tanti simboli: pane azzimo (non c’era tempo in quella notte della liberazione di far lievitare la pasta), erbe amare (in ricordo dell’amarezza dell’esilio), agnello arrostito (era il sangue dell’agnello sugli stipiti delle porte ebraiche che aveva salvato dallo sterminio gli ebrei) e quella domanda del più piccolo di casa che chiedeva al capo famiglia: “che cosa ricordiamo in questa santissima notte?” Ma la Pasqua che un miliardo di uomini celebra il 4 aprile o in altra data, per farla coincidere con la prima luna di primavera, è la Pasqua cristiana,

La secolare processione del “Cristo Morto” di Saltara

la Pasqua di Gesù Risorto. È la festa della vita sulla morte: “non cercate tra i morti colui che è vivo”, è la festa del sepolcro vuoto, è la festa della speranza sulla cupa disperazione del non senso, è la festa di chi crede nella resurrezione dei nostri corpi perché vana sarebbe la nostra vita e la nostra fede. Per noi? Pasqua non è solo un vestito nuovo che dobbiamo indossare, dobbiamo rivestirci di Cristo, nostra vita. Ecco alcuni passaggi che possiamo compiere per risorgere anche noi. Ma come? Passare da una vita schiava asservita alle passioni ad una vita liberata, riconciliata, creativa; da una vita insignificante inebriata dalle mille droghe quotidiane ad una vita piena, aperta al Mistero, da una vita sempre competitiva fondata sul profitto, sul consumismo, sull’avere e sull’apparire ad una vita semplice, amica, solidale; dobbiamo inoltre passare da una religione civile, esteriore, di comodo, che usa i simboli cristiani come armi e per interesse ad un cristianesimo del cuore, senza ipocrisie, che ama l’uomo ogni uomo senza guardare il colore della pelle o il suo passaporto. Sono i cristiani del grembiule come li chiamava don Tonino Bello, cioè del servizio. Si tratta di vivere da risorti già in questo mondo. Forse troppe chiese oggi restano vuote perché noi cristiani abbiamo imbalsamato Cristo e non viviamo da risorti. Con l’augurio che possiamo celebrare una Pasqua vera, nuova, bella auguro a tutti i 27.000 cristiani della Vicaria del Metauro Buona Pasqua! (Don Piergiorgio Sanchioni)

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Il Cristo morto portato in processione dal santuario della Villa

SALTARA - Da oltre 160 anni si ripete la processione del “Cristo Morto” che vede la partecipazione attiva degli abitanti del luogo in costume. Le origini di questa processione sono rintracciabili nel medioevo ma è stata una delle quattro confraternite di Saltara, la Confraternita di Maria Santissima Addolorata, nel 1847, a ripristinare questo rito. Aprono il corteo i sol-

L’uomo sconosciuto che, scalzo e incappucciato, porta la croce

dati romani, a piedi e a cavallo, guidati dal centurione e scortano un uomo in tunica scarlatta, con la Croce sulle spalle, che, scalzo e incappucciato, deve rimanere sconosciuto, perché il suo è un gesto penitenziale. Seguono altri personaggi: gli apostoli, le pie donne, i popolani, rappresentanti delle arti e dei mestieri del paese e alcuni bambini recanti i simboli della Cro-

cifissione. Viene poi il cataletto, una portantina a forma di bara, su cui giace il corpo del Cristo Morto appoggiato sulle ginocchia della Madonna Addolorata, affiancati da due bambinetti sempre in costume. Tra preghiera e rispettoso silenzio si sentono solo la cadenza ritmica degli zoccoli dei cavalli e il rintocco lento del tamburello. Al termine del percorso la folla sfila baciando i piedi del Cristo. Ancora oggi sono portati in processione gli antichi oggetti originali che caratterizzano le Confraternite: gli stendardi dei Misteri ed i lampioncini illuminati da candele. Nel corteo compaiono tutte le quattro confraternite che si contraddistinguono per i colori diversi delle cappe. Nella settimana santa è invece visitabile, ogni giorno, a partire dalle ore 19, la Via Dolorosa: una ricostruzione di quadri plastici molto toccanti a dimensione umana collocati negli angoli più caratteristici del centro storico (a.m.)

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Un momento della processione con i figuranti nella piazza di Saltara


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Speciale Pasqua 2010

IL GIORNALE DEL METAURO / 24 marzo 2010

LE TRADIZIONI DEL VENERDÌ SANTO / 2

LE TRADIZIONI DEL VENERDÌ SANTO / 3

Cantiano e la sua “turba” Scalzi per le vie della città CAGLI - Altro centro in cui viene celebrata la ricorrenza del Venerdi Santo è Cagli in cui si rinnova, ogni anno, la suggestiva processione del Cristo Morto. Oltre quattrocento confratelli di cinque distinte confraternite cittadine, partendo dalla chiesa di San Giuseppe, danno vita ad un commovente corteo religioso

che precede il carro dove è deposto il Cristo Morto. Scalzi, in segno di penitenza, ed incappucciati poiché la carità non ammette alcun esibizionismo, vagano per la città in religioso silenzio o recitando le preghiere solite, accompagnati dal suono mesto di un tamburo, e da brani musicali (a.m.)

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Una scena della Turba di Cantiano (foto G. Capodacqua)

CANTIANO - Il paese con la “Turba” si trasforma completamente, nel giorno del Venerdi Santo, in un enorme teatro all’aperto fondendo le ricostruzioni scenografiche degli ultimi momenti della vita di Cristo con gli elementi architettonici di questo elegante paese, ai confini con l’Umbria. La Turba sembra trarre origine, anche se non direttamente, da movimenti popolari di invocazione alla pace che si diffusero in terra Umbra e Marchigiana intorno

alla metà del sec. XIII. Anche Cantiano accolse la “turba” di pentiti e imploranti di ogni età e condizione che, in povertà di abiti o seminudi, procedevano nella sofferenza e nella redenzione, battendosi e flagellandosi, implorando il perdono, invocando la pace e la fratellanza. La Turba non è solo rappresentazione teatrale né solamente manifestazione folcloristica: è la giornata più attesa nella vita dei cantianesi, il loro evento nel quale si specchiano, si proiettano, si

“Quando in Cantiano, cittadina dell’alto Pesarese, l’ombra dei monti si fa meno cupa, i venti spirano più leggeri e il clima perde l’asprezza invernale; quando dai “focaroni” accesi l’essenza del ginepro odora la sera e il “chiù” fa udire il suo richiamo regolare e profondo di tra i rami appena indorati dei pioppi; quando si fanno turgide e brillano al sole le gemme degli ippocastani e tutto annuncia l’inizio della primavera, la gente, obbedendo ad un misterioso richiamo, si scuote, si cerca, si aduna, discute a lungo e decide: è ora di agire, è tempo di Turba.” Dante Bianchi curatore della moderna Turba

misurano. Cantiano abbraccia amorevolmente la Turba e ad essa dedica la propria creatività. Passa il carnevale, arriva la Quaresima e Cantiano si anima: si aggiustano le scene, si adattano i costumi, i personaggi si preparano nei ruoli e nei dialoghi. Le famiglie si mobilitano, padri madri e figli da cent’anni tornano a vestire gli abiti della tradizione, a scegliere le stoffe, a cucire i modelli, in un sentimento misto di religiosità ed orgoglio cittadino. L’attuale messinscena è l’evoluzione delle edizioni tenute sul finire degli anni ‘30 e di quelle, memorabili, dei primi anni ‘50 che introdussero le scene e la teatralità dell’azione e dei linguaggi richiamando a Cantiano, la sera del Venerdì Santo, spettatori sempre più numerosi e di provenienze più disparate ed aprendo la strada all’evento mediatico che oggi essa è divenuta (a.m.)

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Un momento della processione del venerdi santo a Cagli

Lo sapevate che....

Il lunedì di Pasqua Il lunedì dell’Angelo, in Italia, è un giorno festivo che generalmente si trascorre insieme a parenti o amici con una tradizionale gita o scampagnata, un pic-nic sull’erba, svolgendo delle attività all’aperto. Una interpretazione di questa tradizione potrebbe essere collegata con i discepoli di Emmaus narrati nelle Sacre Scritture. Infatti, lo stesso giorno della Resurrezione, Gesù appare a due discepoli in cammino verso Emmaus, città a pochi chilometri da Gerusalemme. Per ricordare quel viaggio si trascorrerebbe, dunque, il giorno di Pasquetta facendo una passeggiata o una scampagnata “fuori le mura” o “fuori porta” (a.m.)

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Speciale Pasqua 2010

24 marzo 2010 / IL GIORNALE DEL METAURO

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TRADIZIONI PASQUALI / 1

TRADIZIONI PASQUALI / 2

La “crescia” di Pasqua: una salata tentazione

Il gioco delle uova pasquali a Urbania

CARTOCETO - La chiamiamo comunemente “Crescia di Pasqua”: la torta salata che oggi siamo abituati a trovare tutto l’anno sugli scaffali dei supermercati. «Ma non è stato sempre così» ci racconta Marisa che ha gestito per anni il Forno Arceci. L’attività di famiglia, avviata nel 1969 ed oggi data in gestione, era conosciuta come el forne del Cucc, dal soprannome attribuito alla famiglia Arceci. «La settimana di Pasqua era intensissima, accanto alle normali infornate di pane le famiglie si prenotavano per cuocere le loro “crescie” nel nostro forno. La tradizione voleva che il lievito madre, un composto di lievito farina ed acqua, venisse preparato la sera precedente. Prima di coprire questo impasto con un telo, si segnava la farina in modo da tracciare una croce, a testimoniare il legame con

l’evento pasquale. Ognuno, a casa, custodiva gelosamente la sua ricetta. La mattina successiva si procedeva a realizzare l’impasto utilizzando uova benedette. C’era chi preparava anche cento uova! Al forno arrivavano i tegami che provvedevamo a mettere nelle zone più calde per favorire la lievitazione. Occorreva stare molto attenti, perché raggiunta la giusta lievitazione si doveva passare subito all’infornata».

Sauro, il figlio, era l’addetto alla cottura. Marisa ricorda che nel solo giorno di sabato santo si arrivava a cuocere tra le 700 e 800 uova di prodotto. Dalle campagne, le famiglie si organizzavano per consegnare e ritirare le loro crescie con ogni mezzo: chi arrivava con un carro o, nelle versioni più moderne, con l’ape o l’utilitaria. La gestione del forno di famiglia è passata negli anni alla figlia Debora e suo marito Gianluca. Un episodio che raccontano con simpatia è quando, durante la cottura delle “crescie”, una di queste era lievitata talmente tanto che non riuscivano più a tirarla fuori dal forno. È stato necessario tagliarla in due per poterla estrarre. Ci lasciamo con un po’ di nostalgia ma con la gioia di aver ripercorso insieme un periodo della vita che, seppur faticoso, è stato felice (a.m.)

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IL “LUNEDÌ DELL’ANGELO”

Tradizionale Pasquetta a San Francesco in Rovereto SALTARA - Un appuntamento tradizionale quello della Festa dell’Angelo il lunedi di Pasqua a San Francesco in Rovereto dedicato a giovani e famiglie, con stands gastronomici e intrattenimenti. Dalla mattina saranno presenti vari collezionisti della valle del Metauro con una esposizione dei loro oggetti.

Il pomeriggio si aprirà alle ore 15.30 con un concerto bandistico e alle ore 16 sarà celebrata la santa messa presieduta dal Vescovo diocesano Mons. Armando Trasarti. Le suore Discepole di Gesù Eucaristico organizzeranno per l’occasione una pesca il cui ricavato sarà destinato alle loro missioni nel mondo. (c.v.)

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URBANIA - Il suo nome è “Punta e cul” e si tratta di un popolare gioco che si svolgeva sull’aia dei contadini nei giorni delle feste pasquali, quando l’uovo aveva un forte valore economico e di scambio. Oggi il tutto si svolge nella piazza centrale di Urbania a Pasqua e Pasquetta e vede la partecipazione di tanti appassionati, giovani e turisti. Si preparano centinaia di uova toste trasportate con un canestro di vimini. I concorrenti, dalle 15 alle 20 persone si dispongono in cerchio. Le uova vengono sistemate a terra, in numero doppio rispetto ai partecipanti (2 per ciascuno per disputare 2 giri). Segue la “conta” per stabilire

chi inizia il gioco: il fortunato sceglie il primo uovo a destra o a sinistra della fila, valutandone la durezza (per battere si userà la punta). Agli altri concorrenti verranno poi consegnate le uova, seguendo la fila del primo uovo scelto. Inizia così la gara. Vince chi riesce a mantenere il suo uovo intatto battendolo (di punta) con quello del vicino, finché il suo uovo resiste e intascando tutti quelli che riesce a rompere. Il gioco viene poi portato avanti dal successivo concorrente e così via per i 2 giri. Alla fine, alcuni concorrenti rifanno il gioco battendo la parte dietro e intatta dell’ uovo, appunto il “cul” (a.m.)

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Non lontano dal Metauro....

Le Castagnole di Pasquetta S. LORENZO IN CAMPO - Una tradizione pasquale che avviene nella valle accanto, quella del Cesano, è la Sagra del Castagnolo organizzata dalla Pro Loco di San Lorenzo in Campo. Giunta quest’anno alla sua 55 edizione rappresenta un appuntamento fisso, a prima vista, un po’ fuori stagione, per fare festa e per dare simbolicamente inizio alle feste e sagre di primavera.


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IL GIORNALE DEL METAURO / 24 marzo 2010

IL BARBIERE COLLEZIONISTA

ARTISTI

Tra barba e capelli... spunta un balilla

Rosso come la mia passione per l’arte

TAVERNELLE - Lui è Giovanni Manoni. La prima cosa che colpisce entrando nel suo salone di barberia a Tavernelle sono le recensioni gelosamente conservate in buste di plastica e collocate sugli specchi necessari per svolgere il suo lavoro quotidiano. Una passione la sua, quella di raccogliere e collezionare materiale del ventennio fascista, in modo particolare riferito al mondo scolastico di quel periodo. «Da piccolo ascoltavo i racconti di mio nonno reduce di guerra, Perelli Giuseppe» ci racconta «All’inizio collezionavo oggetti appartenenti all’esercito, al partito, poi mi sono specializzato negli oggetti appartenenti ai bambini nel periodo scolastico, sempre e comunque del ventennio». Giovanni possiede oltre 1.000 oggetti storici originali fra divise, documenti cartacei, immagini. Il pezzo a cui è più affezionato è una divisa da balilla. Possiede anche due lette-

CARTOCETO – Marco Mariani, classe 1980, diplomato alla scuola d’arte di Urbino vive oggi a Fano. Ha cominciato il suo percorso d’artista con quadri raffiguranti paesaggi e soggetti figurativi usando pastelli ad olio. Oggi preferisce, invece, i colori acrilici per la loro consistenza materica e la loro brillantezza applicandoli su superfici come tela e iuta. «La passione c’è sempre stata, poi un giorno ho deciso: mi metto a dipingere. All’inizio ho esposto le opere presso ristoranti o locali di amici, poi sono arrivate le mostre come quella nel teatro di Cartoceto e, più recentemente, la collettiva BART organizzata dalla BCC di Fano. Preferisco dipingere soprattutto d’estate, in giardino. Appoggio la tela sull’erba, sotto il sole i colori diventano ancora più vivi». Attualmente Marco lavora su formati piccoli e produce opere astratte: grandi mac-

re originali del duce e degli oggetti di Donna Rachele. Il suo sogno nel cassetto è quello di allestire un museo. Si rende conto però che si tratta di un impegno oneroso da realizzare e, soprattutto, da mantenere nel tempo. «La sua collezione» sottolinea Giovanni «non nasce da una passione politica ma da una passione per la storia. Quello che mi affascina è far conoscere il vissuto dei nostri nonni, una realtà storica che accomuna le persone di questo territorio». Fra i prossimi appuntamenti ci ricorda

l’esposizione, assieme ad altri collezionisti, che terrà a San Francesco in Rovereto il 5 aprile. È inoltre prevista una mostra a fine aprile presso il complesso di Santa Maria Nova che prevede l’allestimento di un’aula scolastica con tanto di mobilio e documenti originali dell’epoca fascista. «Spero davvero» ci dice mentre ci saluta «che la gente impari a considerare questo periodo come un momento storico che va studiato e soprattutto fatto conoscere, al di là delle proprie convinzioni politiche» (a.m.)

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SCUOLA

Eletto il sindaco dei ragazzi SALTARA - Si è insediato il nuovo Consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi dopo che gli alunni della Scuola secondaria sono stati alle prese con la formazione delle liste, la campagna elettorale, le votazioni. Il sindaco uscente Margherita Brunori ha consegnato la fascia al nuovo eletto Riccardo Casoli. Ora occorre passare subito all’azione: buon lavoro ragazzi! (a.m.)

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Marco Mariani

chie di colore ispirate ai suoi stati d’animo. Il colore rosso è per lui il colore della felicità, della passione, della gioia di vivere, dell’irrequietezza vista in modo positivo come forza che sprona ad andare avanti. All’acrilico ha affiancato l’utilizzo di malte colorate, schizzate sulle tele, con pennelli, rulli, mani e piedi. In particolare i piedi, nelle sue opere, simboleggiano i passi necessari per andare avanti. C’è sempre un particolare in secondo piano nelle sue opere: disegni, parole che l’artista ama inserire nei quadri tratte da libri, citazioni, o canzoni che lo hanno colpito e stimolato. Marco non ci nasconde la sua volontà di voler crescere in quest’ambito partecipando a mostre e, perché no, arrivare ad esporre in qualche galleria. Per contatti m.mariani80@virgilio.it oppure facebook (a.m.)

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24 marzo 2010 / IL GIORNALE DEL METAURO

A genda NUMERI UTILI _Emergenza Carabinieri 112 / Polizia 113 Vigili del Fuoco 115 Emergenza sanitaria 118 _Polizia Municipale Cartoceto 0721 897022 Fano 800 094141 Montemaggiore 0721 895312 Saltara 0721 891133 Serrungarina 0721 896121 Azienda sanitaria n. 3 _Ospedali Fano 0721 882211 Fossombrone 0721 7211 _Poliambulatori Calcinelli 0721 721490 Lucrezia 0721 899023 Fossombrone 0721 721322 _Guardia Medica 0721 721485

L’angolo del naturopata Mi chiamo Flavia, vivo a Fossombrone e fino a quando, terminate le scuole, non mi trasferisco al mare, soffro di raffreddore da fieno. Mi hanno suggerito di rivolgermi ad un naturopata. Perché lo dovrei fare? Tutti coloro che hanno a che fare con le manifestazioni allergiche di tipo respiratorio e si rivolgono al mondo del “naturale“, vanno alla ricerca di rimedi che permettano loro di ottenere un risultato soddisfacente e, senz’altro, in tempi strettissimi, così come avviene con i comuni farmaci.

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a cura dell’Istituto di Medicina Naturale - Urbino www.istitutomedicinanaturale.it

Ora, i risultati che si ottengono nel momento della massima acuzie, con i rimedi naturali, non son sempre in grado di soddisfare le aspettative di tutti, infatti, l’approccio “naturopatico”, più che i sintomi, privilegia il miglioramento di quello che viene definito come il “Terreno” reattivo, cioè la predisposizione che la persona esprime nel reagire agli stimoli che provengono dal mondo esterno. Il naturopata, senza voler necessariamente proporre un trattamento alternativo al farmaco, cercherà di promuovere la funzionalità del fegato e quella dell’intesti-

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no, suggerendo l’utilizzo di integratori come, ad esempio, l’oligoelemento Manganese, l’elemento Zolfo, associati ad estratti da gemme di Ribes, da germogli di Rosmarino e di Ginepro. Il “lavoro” del naturopata si apprezzerà anno dopo anno, quando, finalmente, non vi sarà più alcuna necessità di assumere né farmaci, né estratti vegetali e la persona arriverà a “dimenticarsi” di esser stata un soggetto allergico. Dott. Wilmer Zanghirati Urbanaz (farmacista, fitoterapeuta, docente presso la Scuola Italiana di Naturopatia di Rimini)

il Brutto Cheffo Costolette d’agnello ai carciofi su patate schiacciate al basilico e limone Ingredienti per 4 persone:

12 costolette d’agnello, tagliate e battute leggermente 7 fette di pan carrè, private della buccia 3 carciofi gr. 500 di patate “vecchie” 1 limone 6 foglie di basilico molto fresche, qualche foglia di prezzemolo Olio extravergine di Cartoceto D.O.P. , Sale e pepe q.b. 1 spicchio d’aglio Procedimento:

Pulite bene i carciofi privandoli delle foglie esterne e della peluria interna e tagliateli a fettine sottili. Ponete sul fuoco una padella antiaderente, lasciate riscaldare per un minuto e aggiungete uno spicchio di aglio, che toglierete poco prima di aggiungere 2 dei 3 carciofi della ricetta. Lasciate rosolare bene i carciofi a fuoco vivo, regolate di sale e pepe e, dopo qualche minuto aggiungete poca acqua, in modo da creare un sughetto che non sia però troppo liquido. Aggiungete le foglie di prezzemolo ben lavate e sminuzzate e spegnete il fornello. A parte, togliete la buccia alle fette di pan carrè, spezzettatele grossolanamente e mettetele in un robot da

cucina con le lame. Lasciate girare per qualche secondo, aggiungete i carciofi e lavorate il tutto a massima velocità, fino a quando si formerà un impasto piuttosto sodo, non troppo morbido. Con la “pasta di carciofi” così ottenuta foderate bene le costolette, dando una forma ed uno spessore regolare con le mani, attaccate qualche fettina di carciofo per ogni costoletta e ponete il tutto su una teglia foderata con carta da forno. A parte fate bollire le patate con la buccia, una volta cotte ponetele in un recipiente, aggiungete la buccia grattugiata di un limone, le foglie di basilico sminuzzate, sale, pepe e un goccio di olio extravergine. Lavorate bene il tutto con l’aiuto di una forchetta fino a che non avrete ottenuto una purea molto grossolana e profumata. Ponete le costolette in forno caldo a 170°C, fino a che le costolette non saranno ben dorate. Servite le vostre costolette sulle patate, magari dando loro una forma regolare e gustate il tutto. Buona Pasqua! http://ilbruttocheffo.wordpress.com/


Committente responsabile: Vittoriano Solazzi - Mandatario elettorale: Norberto Crinelli

8 IL GIORNALE DEL METAURO / 24 marzo 2010


Il Metauro n. 06 2010