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Il Giornale del Metauro 5 - 2013

Numero 05

Quindicinale di informazione locale

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Anno 5 • marzo 2013 • COPIA GRATUITA

redazione@ilmetauro.it • www.ilmetauro.it

PRIMO PIANO

Solidarietà per il piccolo Federico

MICHELE PETRUCCI

Il signore dei fumetti

PAGINA 3

FOSSOMBRONE

Caso “Ospedale giudiziario” PAGINA 4

FANO

Filippo Montesi 1983-2013 PAGINA 6

M. MAGGIORE

Foto Giraldi

Giuditta Giardini EDITORIALE

A scuola di “davantologia” ALESSANDRO MARCONI o ripreso in mano un vecchio diario di scuola per scorrere l’orario delle lezioni che eravamo soliti appuntare nelle prime due pagine ma non ho trovato nessuna materia dal nome “dietrologia”. Eppure, inconsciamente, qualcuno ci ha insegnato spesso a domandarci: «Chissà chi c’è dietro quell’operazione?» o ancora: «Ah, si quell’incontro è promosso dai soliti “amici”!» oppure: «Sta a vedere che quell’associazione è nata chissà per quale motivo». Ma una domanda sorge spontanea: è mai possibile che un’operazione, anche culturale come può essere quella di un giornale, non possa risultare limpida ma essere sempre rivestita ed investita di secondi fini? Così, in questo marasma di supposizioni, presupposizioni, preposizioni DI

H

Poste Italiane Spedizione in abbonamento postale -70% Commerciale Business - Pesaro 91/2009

Le dimissioni di Luca Fabiani

– articolate e semplici – a rimetterci sono sempre le buone idee che fanno un’enorme difficoltà a decollare perché non sono state “certificate” dal sistema dietrologico italiano, ente certificatore per eccellenza, di cui ciascuno di noi detiene qualche azione. Paragonare la dietrologia alla matematica? Per certi versi, è così: perché per forza occorre essere “incasellabili” dentro qualche schema, amicizia o partito, orientamento sessuale o religioso altrimenti per l’anagrafe “dietrologica” si è apolidi. Allora ben venga la “davantologia” per cui siamo ciò che siamo e soprattutto, nella chiarezza e in una ritrovata semplicità delle relazioni, viviamo rapporti con le persone meno filtrati che ci permettano di affrontare meglio periodi complicati come questo

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PAGINA 11

Michele Petrucci e l’arte del fumetto

P

etrucci è un fumettista che nei suoi lavori ha “immortalato” anche episodi della memoria storica della valle come l’epica Battaglia del Metauro o le vicissitudini della Banda Grossi. Michele, che oggi vive a Lucrezia con sua moglie Lara e il loro bambino, è cresciuto nella campagna di Calcinelli a poche decine di metri dal Metauro. La presenza del fiume ha segnato in qualche maniera la sua infanzia, i suoi ricordi, il suo rapporto con la natura ed ha anche stimolato la sua immaginazione di bambino. Oltre alla produzione d’autore, Petrucci crea fumetti su commissione come quelli realizzati per il Corriere della Sera o Il Manifesto

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ARTICOLO A PAG. 8

“Le imprese regolari non ce la fanno più” E intanto dilaga l’abusivismo

L

e frontiere dell’abusivismo e del lavoro sommerso si allargano a macchia d’olio anche nella nostra provincia, a denunciarlo è la CNA, da qui un appello alle forze dell’ordine. Ai vecchi, e per tanto tempo tollerati, fenomeni di lavoro abusivo domestico come ad esempio quello dell’acconciatura e dell’estetica o a pratiche più complesse come quelle della tinteggiatura, della muratura, delle piccole riparazioni, dell’idraulica, dell’impiantistica elettrica, ora si aggiungono nuove forme di concorrenza sleale. Nel settore alimentare aumentano casi di pasta fresca lavorata in casa piuttosto che in laboratorio venduta eludendo costi aziendali dati dal rispetto di normative di igiene. O ancora la vendita

Agli ormai noti casi di parrucchieri, estetiste, idraulici ora si aggiungono pasta fresca e pane di pane congelato spacciato come fresco a danno di tanti panifici seri. Nel commercio si segnalano casi di venditori abusivi, stocchisti spesso riforniti al di fuori delle normali forme contrattuali e giuridiche. Concorrenza sleale anche nel campo dell’artigianato artistico dove la produzione degli hobbysti sconfina molto spesso in vera e propria vendita parallela e concorrenziale

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Il Giornale del Metauro 5 - 2013


Il Giornale del Metauro 5 - 2013

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Primo piano IL CASO DEL BAMBINO DI CUCCURANO

LA RIFLESSIONE DI UNA BIOLOGA SULLE MALATTIE DEGENERATIVE

Cellule Staminali: nuova panacea? U

Cartelloni di protesta di fronte al tribunale di Pesaro

H

a suscitato un grande moto di solidarietà la storia del piccolo Federico Mezzina, di soli 26 mesi, affetto dal morbo di Krabbe, una malattia degenerativa di cui, ad oggi, non esiste una cura efficace se non il tentativo di infusione di cellule staminali adulte. La legge italiana prevede che sia il giudice ad autorizzare questo tipo di intervento, autorizzazione che il tribunale di Pesaro avrebbe prima concesso e poi negato. Si è quindi creata una vera e propria catena di solidarietà intorno alla famiglia di Cuccurano sfociata con sit-in di fronte al tribunale di Pesaro, con prese di posizione da parte del Vescovo Trasarti tramite il Centro Bioetico Diocesano che ha parlato di incoraggiamento nell’uso delle staminali adulte per perseguire finalità di guarigione. Non da ultimo, il sindaco di Fano, che con una lettera indirizzata al presidente del Tribunale di Pesaro ha chiesto un intervento in merito per autorizzare l’infusione delle cellule staminali, tecnica sperimentata negli Ospedali di Brescia. Un ordine del giorno, infine, impegna il consiglio comunale ad attivarsi perseguendo tutte le forme istituzionali praticabili, perché il piccolo Federico possa essere sottoposto, quanto prima, a questo tipo di trattamento

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na malattia degenerativa è una malattia molto spesso genetica che porta al deterioramento di un tessuto in maniera irreversibile, come ad esempio la sclerosi multipla. Chi ne è affetto sa benissimo, sulla propria pelle, cosa sia la sconvolgente diagnosi e il fatto che non ci siano cure: quando ti viene diagnosticato un tumore o una malattia infettiva sai che la medicina ha fatto passi da gigante e anche se non è sempre semplice puoi provare a sottoporti ad una cura, efficace o meno dipende da molteplici fattori, ma pur sempre una cura. Al contrario se ti diagnosticano una malattia degenerativa, la prima cosa che ti dicono i medici è che non c’è nulla da fare per curare, al massimo ti puoi sottoporre ad una serie di trattamenti che servono a lenire il dolore o a rallentare il decorso della malattia. Questo perché i tessuti colpiti da queste malattie non si rigenerano una volta arrivati a maturazione. Negli ultimi anni si sono sviluppate delle cure sperimentali per malattie degenerative utilizzando le cellule staminali. Cosa sono le cellule staminali, e perché dietro al loro utilizzo c’è una forte contrapposizione? Per definizione una cellula staminale è una cellula in grado di dividersi all’infinito ma soprattutto capace di diventare qualsiasi tipo di cellula. L’impiego di queste cellule è molto controverso sia perché le più versatili sono le cellule embrionali, prelevate e coltivate in vitro prima dell’attecchimento dell’embrione nell’utero, sia perché non è ancora ben noto il processo di differenziazione, cioè come da una cellula neutra si

possa per esempio ottenere un neurone. Per usare una metafora, la cellula staminale corrisponde al jolly nelle carte, può diventare cioè qualsiasi cellula adulta, se opportunamente stimolata, quindi sulla carta è la risposta a tutti i problemi causati dalle malattie degenerative. Ovviamente la realtà è molto più complicata, solo le cellule che provengono dall’embrione hanno la capacità di svilupparsi in qualsiasi cellula adulta, ma il loro utilizzo è vietato dalla legge italiana. Nell’organismo già formato esistono cellule staminali, sono pochissime ma ci sono, però sono in un certo senso già indirizzate verso alcuni tessuti finali. Ciclicamente il dibattito sull’impiego delle cellule staminali lascia i forum scientifici e approda agli onori della cronaca, molto spesso svelando l’inadeguatezza e insensibilità della legge di fronte ai drammi umani. Non va mai dimenticato che la procedura per l’impiego di queste cellule è ancora in via sperimentale e che spetta sempre al giudice decidere se possono o meno essere messe a disposizione. Onestamente non è facile decidere, sia perché non ci sono dati certi sull’efficacia, sia perché le parti in causa sono ormai da lungo tempo provate dal dolore e vedersi privati dell’ultima speranza è più tagico della morte stessa. Ci auguriamo sempre che chi decide per noi sia caritatevole e giusto, ma non sempre la cosa giusta è la cosa da fare ELENA BARTOLUCCI

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I DATI DELL’ANNO 2012 DEI VARI COMUNI DELLA BASSA VALLE

Aset: raccolta differenziata in aumento L’

ianno 2012 rispetto al 2011 ha registrato un incremento importante grazie alle attivazioni di raccolta differenziata dei rifiuti. Ottimi i risultati della raccolta differenziata per i Comuni gestiti da Aset. Come evidenziato nella tabella a fianco, nei Comuni “a regime” dove Aset ha attivato la raccolta differenziata nel 2011 le percentuali ottenute hanno superato il limite minimo richiesto dalla legge: 65% entro il 2012. Parliamo di Cartoceto 72,27%, San Costanzo 78,73%, Mondavio 68,06%, Sant’Ippolito 73,95%, Serrungarina 70,29%. Altri Comuni, come Montefelcino 59,98%, Fossombrone 60,40% e

Isola del Piano 62,49%, sono molto vicini al traguardo e con piccole correzioni non avranno difficoltà a raggiungerlo. Nel 2012 la raccolta differenziata è stata attivata nei Comuni di Montemaggiore e Saltara e si prevede

che una volta a regime possano largamente superare le percentuali richieste. Per quanto riguarda Fano, data la vastità del territorio, le attivazioni sono state graduali ma sistematiche a partire da dicembre 2010, nell’anno 2011 e 2012, e si prevede il completamento per l’anno 2013. Dal 2009 al 2012 si è registrato un costante incremento (29,45% nel 2009, 33,80% nel 2010, 40,06% nel 2011 e 45,33% nel 2012) e si prevede che una volta a regime si possa arrivare alle percentuali di legge richieste tanto che gli ultimi tre mesi del 2012 hanno fatto registrare una media del 50,91%

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ATTIVAZIONE SERVIZIO

2012

2011

2010

CARTOCETO

ottobre 2011

72,27%

33,67%

24,47%

SAN COSTANZO

giugno 2011

78,73%

44,74%

16,28%

FANO

2010-2011-2012 45,33%

40,06%

33,80%

MONDAVIO

luglio 2010

68,06%

68,13%

34,51%

MONTEMAGGIORE aprile 2012

45,79%

11,74%

13,02%

MONTEFELCINO

aprile 2011

59,98%

46,39%

18,61%

FOSSOMBRONE

novembre 2010

60,40%

63,96%

20,84%

SANT’IPPOLITO

ottobre 2010

73,95%

75,93%

30,48%

SALTARA

aprile 2012

53,13%

19,52%

16,50%

SERRUNGARINA

aprile 2011

70,29%

54,29%

14,34%

ISOLA DEL PIANO

aprile 2011

62,49%

45,28%

20,21%

COMUNE


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Il Giornale del Metauro 5 - 2013

Fossombrone PRUSSIANI SULLA QUESTIONE OSPEDALE

UN NUOVO DIBATTITO

«AMMINISTRAZIONE E COMITATO CONTRARI ALLA CASA DELLA SALUTE»

Ha senso un Ospedale Psichiatrico Giudiziario a Fossombrone?

P

FOSSOMBRONE

aride Prussiani, assessore ai servizi sociali, interviene sull’operato del Comitato per la difesa dell’ospedale precisando come un comitato ed un’amministrazione abbiamo metodi di azione diversi che nessuno vuole svilire ma che possono invece integrarsi. «Tutti quanti vogliamo salvaguardare l’Ospedale di Fossombrone – dichiara Prussiani – vogliamo che le sue funzioni principali rimangano per quanto possibile intatte, che i servizi siano efficienti e che soprattutto si possano avere cure efficaci per i cittadini. Nessuno vuole o è interessato a qualcosa di diverso. L’Ospedale di Fossombrone deve avere servizi adeguati ai bisogni

Paride Prussiani

della gente e questi servizi debbono funzionare bene». Gli ulteriori tagli da parte dello Stato imporrebbero alla regione di trasformare i piccoli ospedali in Case della Salute. «Esattamente come il Comitato per la Difesa dell’Ospedale, anche l’Amministrazione comunale è contraria alla trasformazione dell’Ospedale di Fossombrone in una Casa della Salute, in cui rischiano di sparire per intero la cura dei malati acuti e le specializzazioni». Prussiani rilancia la sua proposta di far

rientrare Fossombrone nell’Azienda Ospedali Riuniti Marche Nord, di cui fanno parte Pesaro e Fano che, ha fronte di qualche cambiamento, permetterebbe di far confluire investimenti nella struttura cittadina grazie al trasferimento di alcune funzioni degli ospedali maggiori. «Ma per ottenere questo serve coesione. Più si è divisi e meno si è in grado di ottenere risultati. Il Comitato per la Difesa dell’Ospedale è sicuramente uno strumento utile per sostenere il raggiungimento di questo fine comune – conclude Prussiani – e la sua azione non può che affiancarsi a quella dell’Amministrazione comunale. La salute delle persone merita infatti lo sforzo sincero e congiunto di amministratori, politici e cittadini tutti»

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OPINIONI

«Ospedale KO e atmosfera ‘psichiatrica’»

«F

FOSSOMBRONE

ossombrone è uno di quei tre o quattro paesi in Provincia in cui il Movimento 5 Stelle di Grillo prevale ed è il primo partito della città nelle ultime politiche (29,18% alla Camera). Un paese elettoralmente “tranquillo” improvvisamente esplode in un voto talmente di protesta da oscurare tutti gli altri. Perché tale enorme esplosione di protesta a Fossombrone? Stesso risultato nell’intera Regione Marche da sempre baluardo del PD e della sinistra. Si continua a fare i furbetti cercando di nascondere in Fossombrone ed in Regione la ragione in più che ha dato quel quid decisivo alla spinta di protesta a favore del M5S; e tale ragione è lo sfascio della Sanità nelle Marche e a Fossombrone. L’ultima notizia è che scomparirà anche il Punto di Primo intervento di 24 ore, limitandolo a 12 ore. La gente se ne è stata buona ed ha accumulato sopportazione negli

Carlo Ruggeri

anni, ma, nonostante la cappa di piombo informativa, al momento del voto si è sfogata. Ecco come si spiega la botta del PD a Fossombrone, che ha sempre appoggiato la rovinosa riforma della Sanità Regionale, specie riguardo alla chiusura dell’Ospedale cittadino. Per la quale non una parola è stata spesa contro l’Assessore Regionale alla Sanità Mezzolani sempre “ossequiato” ed al posto d’onore a locali ricevimenti e cene, l’ultima proprio al PEEP. Per non parlare dei Sindaci della vallata che hanno firmato un Protocollo d’intesa a favore di quell’Ospedale Unico che cancella i piccoli Ospedali di Polo come Fossombrone. I cittadini, a modo loro, hanno col-

pito, con il voto, un partito vecchio ed arrugginito. Proprio l’amministrazione si sta dilettando “solo” in buffi articoletti sulla stampa ed improprie e vane delibere ed Ordini del Giorno che saranno regolarmente cestinati dai destinatari (come sempre è avvenuto). Nessuno di loro ha voluto seguire il consiglio delle necessarie dimissioni che avrebbero salvato il salvabile. Neppure la fragile e molle minoranza che a Fossombrone ha pur perso oltre il 42%. Dopo la nebbia c’è sempre lo squarcio di sereno. Speriamo che il sereno sia la giustizia. Quindi ben venga la dura protesta del voto, vista l’arroganza del potere. Talmente tanto che, se fosse vera la recente indiscrezione che a Fossombrone, al posto dell’ospedale chiuso verrà “costruito ex novo” un ospedale psichiatrico giudiziario, allora sarebbe l’ora definitiva di una più sconvolgente civile, rivoluzione» CARLO RUGGERI

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LA CITTÀ È STATA SCELTA PER LA COSTRUZIONE DELLA NUOVA STRUTTURA CHE DOVREBBE SERVIRE TUTTA LA REGIONE MARCHE

U

FOSSOMBRONE

na legge nazionale ha previsto la chiusura dei cosiddetti Ospedali Psichiatrici Giudiziari, strutture riservate a persone condannate per reati penali ed affette da fragilità psichica le quali, per la loro situazione, non possono essere recluse in un carcere. Una legge nazionale prevede che questi luoghi, definiti recentemente dal presidente della Repubblica “orrori in un Paese quasi civile”, vengano chiusi e realizzate, al loro posto, strutture apposite di competenza del sistema sanitario. Per le Marche la nascita di questa struttura dovrebbe avvenire a Fossombrone. Si parla di un nuovo stabile che dovrebbe sorgere nei pressi dell’ospedale cittadino in un terreno di proprietà dell’Azienda Sanitaria.

Vito Inserra, presidente dell’Associazione Libera.mente e coordinatore del Tavolo Regionale della Salute Mentale ha da tempo preso posizione contro questa proposta: «Siamo contrari a questo progetto. Fossombrone è già sede di un carcere che ha una sua storia particolare, non ci sembra corretto quindi che tra le tante località presenti in regione venga scelta proprio questa cittadina. La struttura nasce con l’obiettivo di recuperare e riabilitare l’utente. Costruire una nuova realtà dove esiste già un carcere sicuramente non ha un impatto positivo anche sulla popolazione». La posizione del Tavolo regionale è già stata espressa ai vertici dell’ASUR regionale ed è intenzione, a breve, organizzare un incontro pubblico proprio per informare i cittadini in merito AM

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UN ANNO SENZA GINO Un premio indetto da Fondazione Girolomoni e Università

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l 16 marzo di un anno fa moriva, all’età di 66 anni colpito da un infarto, Gino Girolomoni mentre si trovava nella sua cooperativa. Girolomoni è stato uno dei padri del biologico italiano ed ha costituito la sua cooperativa “Alce Nero” negli anni ’70. Oggi, la Fondazione a lui dedicata indice un premio, in collaborazione con l’Università di Urbino, per la miglior tesi di laurea sull’agricoltura biologica. Un’iniziativa che mira a promuovere la cultura del biologico partendo dal terreno più fecondo, quello dei giovani che hanno seguito un percorso universitario specifico. Un argomento complesso che ha inevitabili legami con la salute del nostro Pianeta: una sfida che la Fondazione Girolomoni e l’Università di Urbino vogliono premiare. Le domande vanno inviate entro il 6 aprile 2013. Info su www.girolomoni.it

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Il Giornale del Metauro 5 - 2013

BANDO CASA DI RIPOSO

La minoranza vuole saperne di più

L

FOSSOMBRONE

a minoranza torna sul caso del bando della casa di riposo il cui esito, in base alle ultime informazioni, avrebbe visto la partecipazione di un’Ati (associazione temporanea d’impresa) all’ultimo minuto di cui però non si è capito bene se si sia poi ritirata o la cui offerta non fosse stata ritenuta congrua. La minoranza sostiene che il bando per l’affida-

Mezzanotti: «Non è la prima volta che ci troviamo a diffidare e sollecitare i funzionari del comune di Fossombrone per esercitare il ruolo di verifica sui documenti del Comune; la trasparenza a volte ci sembra un vero miraggio» mento della gestione della struttura ed anche il suo ampliamento, andato deserto più volte, sarebbe costato alla collettività 11 mila euro «soldi che potevano servire per piccoli lavori in muratura di cui la casa di

riposo necessita e che i familiari degli ospiti reclamano a gran voce da tempo – sostiene Mezzanotti – Queste consentirebbero ai loro congiunti di usufruire appieno della struttura, in modo particolare della Cappella, che d’inverno è impraticabile». La minoranza avrebbe poi richiesto l’accesso agli atti della gara per capire meglio quanto accaduto. «Ci è stato risposto che la società esclusa dall’appalto non gradisce che ficchiamo il naso nei loro documenti e per questo ha invitato il Comune ad impedirci di fare verifiche. Il collega Nicola Luzi – continua Mezzanotti - a nome del gruppo di minoranza, ha diffidato il responsabile del procedimento a fornire copia di quanto richiesto. Anche il Prefetto, in virtù del suo ruolo, ne è stato informato. Se non avremo copia degli atti ricorreremo all’Autorità Giudiziaria». La minoranza critica in modo netto la scelta dell’Amministrazione di “sbalgire” ai privati una struttura pubblica per la quale non sarebbe nemmeno necessario l’ampliamento vista l’esigua lista di attesa CV

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CONVENZIONE CON IL CARCERE

Il libro che collega i detenuti alla città

I

FOSSOMBRONE

l Comune ha siglato assieme all’amministrazione della locale Casa di Reclusione una convenzione che collega la biblioteca cittadina a quella del penitenziario. In quest’ultimo sono state istituite due biblioteche di sezione per un ammontare complessivo di circa ottomila volumi, grazie anche alla collaborazione di diverse associazioni e biblioteche del territorio nonché di alcune case editrici. La biblioteca del carcere ha una ovvia funzione rieducativa ed a questa si vogliono aggiungere valori ed aspetti di inclusione sociale. Alto il gradimento da parte dei detenuti visto che si parla di circa 80 prestiti al mese. Da qui è nata anche la proposta di realizzare una rubrica di consigli per la lettura su un pe-

MEMORIA 1938-39: I FORSEMPRONESI IN DIFESA DELLA FERROVIA

riodico locale. Una convenzione firmata dall’Assessore Prussiani e dal direttore del carcere dott. Maurizio Pennelli permette ai detenuti di chiedere in prestito anche i volumi presenti presso la Biblioteca comunale “Passionei”. Sarà Lorenzo Sabbatini, coordinatore del progetto Sistema Bibliotecario Carcerario Regionale, a fungere da tramite fra le due biblioteche, garantendo il prestito incrociato fra le strutture. Un modo questo per considerare i 140 detenuti a tutti gli effetti cittadini forsempronesi. Tra i progetti futuri c’è il coinvolgimento degli agenti di polizia penitenziaria e la possibilità di mettere a confronto una classe dell’Istituto “Donati” con i detenuti sul tema della lettura CV

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IL 16 MARZO

coli sui conti economici per la riattiQUANDO PER LA FERROVIA METAURENSE vazione della linea prevedendo che La musica il movimento dei viaggiatori avrebdi compensare le spe- incontra SI STRAPPAVANO LE TESSERE DI PARTITO bese; consentito evidenziò come la popolazione

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FOSSOMBRONE

a VI Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate, evento organizzato dall’Associazione FVM, dal Circolo Legambiente Urbino e dal FAI di Pesaro, dal titolo ”La ferrovia Metaurense: un profondo legame con storia, tecnologia e paesaggio” ha ottenuto un notevole successo. Oltre un centinaio di persone hanno partecipato all’escursione sulla ferrovia, ripulita dalla vegetazione dall’Associazione Ferrovia Valle del Metauro, presso San Lazzaro: si è raggiunto il luogo della frana del 1934, dove lo storico Renzo Savelli ha rievocato il tragico evento che causò 11 vittime. È seguita la visita al canyon delle Marmitte dei Giganti ed infine all’impianto idroelettrico

della diga di San Lazzaro, serbatoio artificiale che alimenta la centrale elettrica di Ponte degli Alberi (10 MWatt di energia rinnovabile). Nel pomeriggio il prof. Oscar Mei ha tenuto una conferenza sulla vicenda della sventata dismissione della tratta Fano-Fermignano nel 1938. Questo sconosciuto episodio è venuto alla luce grazie al ritrovamento casuale di documenti storici salvati da sicura perdita proprio dallo stesso professore. Si è così venuti a conoscenza che allora la popolazione di Fossombrone lamentava la chiusura e la probabile perdita della ferrovia come già avvenuto per altri opifici e strutture dello Stato quali prefettura, ufficio delle entrate, filande, mercato dei bachi ecc. L’assoluta convinzione

Il documento del ‘39 che scongiura la demolizione della ferrovia

dell’allora Podestà, l’ingegnere Getulio Emanuelli, sull’assurdità di una tale perdita spinse questo illustre personaggio a scrivere alle più alte cariche istituzionali fino al Capo del Governo Benito Mussolini con grave rischio di eventuali provvedimenti disciplinari. L’Ing. Emanuelli presentò anche cal-

della Valle del Metauro aveva lottato ed accettato di compiere sacrifici pur di vedere la costruzione della ferrovia. Perdere questa struttura avrebbe significato un regresso civile e una demoralizzazione generale. Ma tutto questo non servì a molto fino a quando accadde un episodio particolare che fu volutamente sottaciuto: molti cittadini, per protesta, giunsero a stracciare le tessere nella sede del partito alla presenza dei gerarchi locali. I provvedimenti di smantellamento, che sembrava imminente, furono ritirati ed il Duce dispose che la ferrovia Fano-Fermignano rimanesse dov’era in attesa di riprendere il servizio. Oggigiorno tale rischio è , invece, altamente probabile! ASSOCIAZIONE FERROVIA VALLE DEL METAURO

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la fotografia

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ncontro dedicato alla fotografia Sabato 16 marzo alle 17.30 grazie alla collaborazione tra Macula - Centro Internazionale di Cultura Fotografica e la Scuola di Musica nella sua sede di viale Europa, 15 a Fossombrone. Il centro fotografico di Pesaro presenta il primo volume dedicato a Roberto Kusterle e Benedetta Bonichi, due tra i più significativi fotografi italiani sulla scena internazionale. Verranno proiettati video e immagini dei due artisti, i quali hanno esposto a Pesaro dopo le prestigiose personali a New York, Mosca, Madrid, San Paolo del Brasile, Parigi, Shanghai e Bruxelles

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Il Giornale del Metauro 5 - 2013

Fano A 30 ANNI DALLA MORTE DI FILIPPO MONTESI

VIABILITÀ FANESE

Filippo, un giovane fanese da non dimenticare

LA ROTA(S)TORIA

L

FANO

o scrisse un giovane Gian Antonio Stella il 23 marzo 1983 dalle pagine del Corriere della Sera e lo ripetè anche il vescovo di Fano Costanzo Micci nell’omelia del rito funebre: «Dopo 40 anni di pace, un italiano muore in guerra». Filippo Montesi l’11 maggio prossimo avrebbe compiuto 50 anni. Fu ucciso da un’embolia il 22 marzo 1983, dopo aver ricevuto due pallottole nella schiena durante un servizio di ronda mentre era in missione in Libano come marò di leva nel Battaglione San Marco. Un crudele destino quello della famiglia Montesi: nel 1970 il papà Dino morì in un incidente d’auto con suo cognato Antonio Sorcinelli. La moglie Maria rimase fortunatamente viva ma perse il bambino che portava in grembo. Rimasta vedova con due figli, avrà un posto come bidella nell’asilo di Rosciano. Ma nel 1980 la seconda tragedia: il fratello di Filippo, Venanzio, maggiore di tre anni, morì in garage investito dalle fiamme a seguito dello scoppio del serbatoio del suo motorino. Per Filippo, rimasto solo con la mamma, si avvicinò intanto il momento del servizio militare. La richiesta di esonero come figlio unico di madre vedova venne negata: “sua madre lavora e può mantenersi da sola”. Filippo non fece nemmeno ricorso e chiese anzi di essere arruolato nel Battaglione San Marco. I giornali dell’epoca riportano alcuni commenti di Filippo confidati a qualche amico: «Non volevo sprecare un anno della mia vita – diceva – quindi mi sono arruolato in un battaglione più duro ma dove magari ho l’occasione di imparare qualcosa». Tra le macerie e la polvere di Bei-

Colpito a morte in Libano nel 1983, è il primo militare italiano caduto dopo la seconda guerra mondiale. Aveva vent’anni. [a destra] Filippo Montesi [sotto] Il Presidente della Repubblica Sandro Pertini a Sant’Orso durante il funerale del giovane fanese

rut aveva passato cinque mesi. «Grazie a noi – aveva detto – spero finisca questa orrenda e schifosa guerra nella quale ci hanno rimesso tanti innocenti, donne, bambini e vecchi». E invece quelle pallottole lo colpirono alla schiena, il rientro in Italia, l’embolia, la morte. La mamma Maria disse: “Se Pertini vorrà venire al funerale sarò contenta ma gli altri non li voglio”. E così fu. Il presidente della Reubblica presenziò al rito funebre in forma privata in una Fano scossa dal dolore

per la perdita di questo suo concittadino. Oggi una via di Sant’Orso è dedicata a Filippo e così la scuola elementare del quartiere porta il suo nome. «È molto bello – scriveva Filippo riferendosi al popolo libanese – vedere sul volto della gente quel sorriso che mancava da molti anni». Filippo era un uomo di pace, ed è per questo che il sacrificio di questo concittadino fa parte della preziosa memoria del nostro territorio CLAUDIO VAGNINI

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...un vaso e mille auto che ci girano intorno DI

SANDRO CANDELORA

N

FANO

ella disastrosa situazione della viabilità cittadina, fattasi invivibile in virtù di un traffico di attraversamento non più tollerabile, si inserisce, classica ciliegina al veleno su una torta decisamente indigesta, il panorama offerto dalle rotatorie. Strutture funzionali allo snellimento della circolazione, in teoria. Nella pratica, quando mal concepite, si rivelano una trappola infernale capace di ingabbiare auto a iosa, fino alla paralisi assoluta. Prendiamo, a titolo di esempio, quella posizionata a Porta Maggiore. Pensare di gestire due importanti direttrici quale la Statale Adriatica e la Flaminia con il manufatto esistente, collocato dove materialmente non c’è spazio fisico, è utopia da incoscienti e pia illusione di incapaci: di fatto, sono più le volte in cui si creano grotteschi, comici ingorghi di quelle nelle quali tutto scorre liscio. Altra perla è quella situata di fronte alla stazione ferroviara, che si trasforma sovente in una surreale giostra di macchine, auotobus e pedoni. E l’elenco potrebbe continuare a lungo. La colpa, beninteso, non è certo delle povere rotatorie ma di chi, nella stanza dei bottoni da ben due legislature, non ha saputo né concepire né tantomeno realizzare uno straccio di circonvallazione. Ma restiamo in tema di rondò. Oltre che pertinenti allo scopo devono svolgere anche un ruolo di abbellimento estetico, spezzando la cupa monotonia dell’asfalto ed ingentilendo l’ambiente. È ciò che fanno in tutte le città che tengono al proprio decoro, come ben sa chi è solito assistere alle tappe del Tour de France (uno spettacolo nello spettacolo, quelle rotonde curatissime) o anche chi capita nella vicina Pesaro. Da noi pare che assolvano alla finalità di abbruttire ancor di più ciò che è già poco bello. Trascurate, senza

un progetto d’arredo, costituiscono un mirabile ricettacolo di erbacce ed ortiche. Inguardabili. E pensare che dovrebbero rappresentare una cartolina che si presenta agli occhi di chi arriva o lascia la città. Ci si chiede in quali faccende sia affaccendato il Servizio Verde Urbano (che peraltro ad un anno di distanza deve ancora finire di porre rimedio ai danni del ‘nevone’!) per non mettere fine a tale scempio. Non ci sono gli uomini? Si impieghino alla bisogna le schiere di disoccupati che non attendono altro che di fare qualcosa con cui riempire la giornata: da sempre del resto, in tempi di crisi, si destinano le braccia disponibili a lavori di pubblica utilità. Temiamo ahimé che l’idea sia troppo semplice per balenare nelle esimie menti pensanti che ci governano. E non è finita qui! Ché accanto alle rotonde avvilenti, non necessarie ed inefficienti, quando non dannose, occorre metterne in conto anche una fondamentale ma inspiegabilmente assente. Diciamo di quella che deve obbligatoriamente essere realizzata in Viale Piceno, dal momento che il ‘quadrilatero’ concepito è degno di un luogo terremotato o appena uscito dalla guerra. Non è tecnicamente fattibile? Fandonie, pietose bugie. Messe in giro da chi, ignavo oltre che inetto, con queste benedette rotatorie oltre alla testa ci sta facendo girare da tempo anche qualcos’altro

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Nuove aree commerciali, IL PROGETTO DELLA FONDAZIONE CARIFANO Un “Palazzo della Gioventù” a Fano dibattito rovente

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FANO

ura battaglia sul futuro dell’area ex zuccherificio. Le associazioni dei commercianti infatti sono compatte nel condannare la scelta dell’amministrazione di destinare parte dell’area ad uso commerciale. Una decisione che, secondo i commercianti, potrebbe “uccidere” il commercio di una intera città. Questo mentre nella vicina Marotta il comune approva la variante per la realizzazione di

un outlet-village. Uno studio condotto dalla regione dimostra che a partire dal 2000, le Marche sono diventate una delle prime regioni, in Italia, per presenza di strutture della moderna distribuzione, “con conseguenti effetti rapidi e poco programmati sulla vita nei centri storici”. Lo studio quindi considera poco coerente favorire nuove aperture considerato l’invecchiamento della popolazione, l’andamento socio-economico e l’evoluzione dei consumi

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L

FANO

a Fondazione Cassa di Risparmio di Fano sta studiando il progetto per la realizzazione di un “palazzo della gioventù”. «Dopo aver investito in questi anni nei diversi ambiti come quello culturale e socio-sanitario, sia sulla città di Fano che nel territorio – dice il presidente Fabio Tombari – ci sembra importante ora pensare ai giovani e allo sport per il suo alto valore educativo. A Fano infatti

IL 22 MARZO

DI

Un convegno sulle Cure Palliative pediatriche DI

ALFREDO FOGLIARDI E FABIO IZZICUPO

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FANO

enerdì 22 Marzo si svolge a Fano presso il centro pastorale diocesano un convegno sulle cure palliative pediatriche. Il convegno organizzato dall’Area Vasta 1 in collaborazione con l’Associazione Maruzza regione Marche Onlus di Fano vuole essere un occasione di confronto tra operatori e cittadini coinvolti su questi temi. In questo contesto verrà presentato il progetto pilota per l’organizzazione di questo tipo di cure all’interno della nostra regione. Sono stati invitati operatori del settore di fama nazionale che offriranno il loro contributo a cure che troppo spesso vengono lasciate al buon senso e che invece, alla luce della rilevanza emotiva che contraddistingue le persone che vengono colpite e gli operatori stessi, necessità di interventi strutturati. La malattia nelle fasi avanzate è, infatti, difficoltosa per tutti ma quando vengono coinvolti i bambini è necessaria una specifica competenza e delle dotazioni anche strutturali adeguate alle specificità

manca una struttura adeguata». La struttura a cui pensa la Fondazione dovrebbe avere circa 1.500 posti e sorgerebbe in via Campanella, località Chiaruccia, nei pressi di importanti snodi viari come l’uscita della superstrada di Fano Sud e del casello autostradale. Il comune avrebbe già espresso il suo interesse a mettere a disposizione l’area su cui costruire. «Si tratterebbe di un impianto a disposizione non solo dello sport cittadino ma anche dell’intero territorio

del caso. I dati epidemiologici ci permettono di circoscrivere la prevalenza di queste persone a pochi casi ma appunto pregni di significati e vissuti di notevole rilevanza per chi ne è colpito, per chi aiuta e più in generale per la società. La legge 38 del 15 Marzo 2010 relativa alle cure palliative ed alla terapia del dolore ha un capitolo specifico dedicato al periodo pediatrico della vita. E’ prevista nella legge la creazione di una rete di cure domiciliare così da permettere al minore di non staccarsi dai propri spazi e dai propri affetti mantenendo il più possibile la continuità dei rapporti. Quando questo non è possibile è prevista la creazione di Hospice dedicati o di posti letto riservati all’interno di strutture ospedaliere appropriate. Luoghi, ovvero dove sia possibile mimare il più possibile una camera propria di un’abitazione e non di una classica struttura ospedaliera. La nostra regione sta cercando attraverso il progetto che verrà presentato, di dare una risposta adeguata alle esigenze della popolazione coinvolta

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ALBERTO BERARDI

– continua Tombari – tra l’altro il progetto prevede una struttura coperta polivalente in grado di ospitare, oltre a gare sportive, anche concerti, spettacoli, incontri». A chi obietta che in tempi di crisi operazioni del genere vadano evitate Tombari risponde: «Un’opera del genere permetterà di dare lavoro sia a chi la costruisce e a chi dovrà poi gestirla». Infatti l’opera sarà donata dalla Fondazione al Comune che dovrà poi curarne la gestione CV

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Maria Assunta Maiorano

La signora del Circolo Bianchini “Pugno di ferro in guanto di velluto” l’espressione è quanto mai appropriata per presentare alla città colei che è riuscita a reggere la Presidenza del fanese, fanesissimo Circolo Bianchini per 25 anni. In una città come la nostra, ormai famosa per la litigiosità perpetua dei suoi abitanti, in cui tutte le esperienze anche positivissime, danno presto luogo a scissioni con codazzo di acide polemiche, il caso di Maria Assunta Maiorano e della sua venticinquennale Presidenza è assolutamente anomalo. Una signora dolcissima, mamma e nonna di due adorabili gemelle, che non alza mai la voce, chiede sempre “per piacere” e comincia ogni incontro scusandosi per averlo promosso ed aver impegnato il tempo altrui è davvero una rarità in giorni in cui l’arroganza la fa da padrone. Questa donna è Assunta Maiorano. Per comprendere invece cosa è il Circolo Bianchini bisogna aver partecipato almeno una volta all’inaugurazione del suo Anno Accademico. Il Politeama pieno come un uovo di signore

e signorine, qualche uomo un po’ spaurito e sul palcoscenico anche lei un poco spaesata, Assunta come la chiamano tutti, Assuntina come la chiamo io, ad introdurre la serata. Saluti e ringraziamenti, poche parole e la ormai tradizionale gag di dimenticare qualche autorità. Uno dei segreti del suo immarcescibile successo, commenta qualcuno è proprio la brevità dei suoi interventi che significa poi “bando alla retorica”. Anche questa, novità non da poco in un Paese che soffre di retorica fin dalla sua nascita. Per chi vuole approfon-

dire ci sono poi gli incontri del mercoledì in una Aula Magna che non può contenere tutte le associate. In altre parole un successo che si ripete da anni e che non accenna per nulla a diminuire. Tutto merito di Assunta, del suo direttivo e della rete di amicizie e simpatia che il Circolo e per esso il suo Presidente ha costruito nel tempo. In poche parole, come piace ad Assunta, se questa donna a Fano non ci fosse bisognerebbe inventarla e poiché ce l’abbiamo la dobbiamo tenere cara e riconoscere i suoi meriti. Meriti acquisiti sul campo ed ampiamente documentati. Insomma una medaglia per meriti culturali le spetta. A questo ritratto bisogna aggiungere una piccola nota rovesciando il vecchio detto americano secondo cui “dietro ogni grande uomo c’è una donna” in “dietro ogni grande donna c’è un uomo”. E l’uomo è Pio, il provetto arciere che colpì Assunta al cuore secoli or sono e che da allora l’accompagna, armato di arco e frecce in tutte le sue scorribande culturali. Grazie Assunta!

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COPERTINA / MICHELE PETRUCCI

Fano Giovani e impresa: c’è ‘Progetta il tuo lavoro’

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FANO

Agenzia giovani in collaborazione con Provincia, Ambito Territoriale nr. 6 e la BCC di Fano promuove il concorso “Progetta il tuo lavoro”. L’obiettivo è quello di promuovere e stimolare la creazione di nuove idee imprenditoriali e si rivolge a giovani residenti nel comune di Fano di età compresa tra i 18 e i 35 anni. Per partecipare basta scaricare il modulo di partecipazione sul sito www.agenziagiovani.comune. fano.ps.it dove si possono trovare le linee guida per descrivere la propria idea imprenditoriale. Il progetto, ideato da un singolo o da un gruppo di più giovani, va presentato entro il 15 maggio 2013. I primi tre Progetti più creativi,

innovativi e realizzabili verranno premiati rispettivamente con 500, 300 e 200 euro. Inoltre i giovani vincitori che decideranno di realizzare concretamente la loro idea imprenditoriale potranno usufruire di un pacchetto pubblicitario gratuito per promuovere la propria attività e di tutte le Agevolazioni previste dal progetto Buona Impresa della BCC di Fano. I primi 5 classificati parteciperanno di diritto al corso di formazione sull’auto-imprenditorialità promosso dalla Provincia

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Da Milano con amore L’ultimo libro di Rodolfo Colarizi

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FANO

a dove nasce questo libro? Dal desiderio di raccontare e raccontarsi. Non è un atto di narcisismo letterario, ma piuttosto un testamento spirituale. Arriva sempre un momento di riflessione che ci spinge a rintracciare le tappe che hanno rappresentato le pietre miliari del nostro cammino. È così che è nata questa carrellata di eventi e di personaggi che hanno interfacciato la mia lunga esistenza. C’è molta Milano ambientata negli anni Settanta e Ottanta, ricordata come la “Milano da bere”, definizione che caratterizza un momento storico molto vivace della città, ma c’è anche parecchia Fano, nobilitata dalla visita di Papa Giovanni Paolo II e tanta marchigianità che occupano nel mio cuore un palco di proscenio. Inoltre il profilo dei numerosi personaggi che ho avuto la fortuna di conoscere sono stati descritti con affetto e simpatia visto che hanno

lasciato un ricordo incancellabile: dal grande Indro Montanelli, principe dei giornalisti al quale in molti ci siamo ispirati al vivace scrittore Piero Chiara che mi ha onorato della sua amicizia, dal noto Roberto Klinger, medico dell’Inter e della Pallacanestro Cantù al giornalista fanese Nestore Morosini, indiscusso conoscitore della Formula 1, al quale debbo molto per avermi inserito al Corriere della sera. Mi fa piacere devolvere i diritti d’autore alla benemerita associazione A.D.A.M.O RODOLFO COLARIZI

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Il signore dei fumetti F

umettista è colui che crea quella “letteratura disegnata” così come la definiva l’artista Hugo Pratt. E nella nostra ricca e generosa Valle del Metauro non poteva certo mancare un fumettista di talento. Si chiama Michele Petrucci, classe 1973 e le sue storie su tavole, disegnate con strisce di fumetti, hanno “immortalato” anche episodi della memoria storica della valle come l’epica Battaglia del Metauro o le vicissitudini della Banda Grossi. Michele, che oggi vive a Lucrezia con sua moglie Lara e il loro bambino, è cresciuto nella campagna di Calcinelli a poche decine di metri dal Metauro. La presenza del fiume ha segnato in qualche maniera la sua infanzia, i suoi ricordi, il suo rapporto con la natura ed ha anche stimolato la sua immaginazione di bambino. Michele si avvicina al mondo dei fumetti subito dopo la maturità tecnica all’Itis di Urbino, quando decide di frequentare la scuola di design ad Ancona. In realtà, la passione per la “letteratura disegnata” l’ha sempre avuta come lettore ma la vera e propria attività creativa inizia nel periodo anconetano. Come grafico editoriale collabora dal 1999 con la nota azienda Panini (quella conosciuta per le mitiche figurine). Per un periodo ha vissuto a Reggio Emilia dove assieme ad altri giovani fumettisti ha dato vita al gruppo Innocent Victim con cui si è autoprodotto le prime pubblicazioni. Michele ci spiega in sintesi il mondo dei fumetti: «Esistono due grossi filoni: il fumetto d’autore, quello per cui un unico soggetto scrive la storia e disegna le varie “strisce”, ed il fumetto popolare, quello distribuito nelle edicole, come ad esempio Tex, dove il lavoro viene suddiviso in base alle varie mansioni: chi scrive la storia, chi “fa le matite”, chi inchiostra». Petrucci scrive le sue storie, disegna e colora tutte le tavole che compongono il racconto: il suo è un vero e proprio fumetto d’autore. «Un libro nasce da un’esigenza – ci racconta – raccolgo gli stimoli che mi provengono dall’esterno, me li

La copertina e una pagina di “Metauro”, l’opera di Michele Petrucci edita da Tunuè (2008)

appunto e li lascio sedimentare tra le mie carte, nel mio computer, nella mia testa. Se poi quegli stessi stimoli riaffiorano nel tempo e mi continuano ad incuriosire significa che devo e voglio “metterci le mani”». Il lavoro per la creazione di un suo fumetto necessita di tempi apparentemente lunghi soprattutto per un certo mondo che è perennemente di corsa: «Di solito impiego un paio d’anni prima di decidere se fare o meno una storia ed un altro paio per “scriverla”. La fase editoriale, è un passaggio successivo che avviene dopo la crea-

zione, mai prima». Oltre a questa produzione d’autore, Petrucci realizza fumetti su commissione come, ad esempio, le pagine dell’inserto “La Domenica” del Corriere della Sera o quelle sul quotidiano “il Manifesto”. Creatività è anche sinonimo di sperimentazione: un nuovo “campo” in cui Michele si sta cimentando è quello dell’infanzia; sta infatti lavorando al progetto di una rivista di fumetti pensata proprio per i più piccoli e per avvicinare i giovani lettori al fantastico mondo della letteratura disegnata

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Cartoceto GIOVANI E RELIGIONE

«Il nostro futuro inizia da qui» Un sabato sera diverso con una veglia nella Basilica di Loreto aperta appositamente per 80 giovani della parrocchia di Lucrezia

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LUCREZIA

enedetto XVI durante l’Agorà dei giovani Italiani nel 2007 denominò la città di Loreto “Nazaret d’Italia”. Proprio qui sabato 2 marzo, circa ottanta giovani della parrocchia di Lucrezia hanno voluto, come Maria, rinnovare il loro Sì. Un Sì che ci ha chiesto di continuare ad appartenere alla Chiesa come una vera casa, luogo in cui trovare sicurezza e sollievo. Un Sì che ci ha invitati ad essere apostoli dei giovani, testimoni di speranza ed amore tra i nostri coetanei ed infine un Sì per essere fin da adesso il presente della Chiesa per poi un giorno esserne il futuro. Tutto questo nella casa di Maria, una giovane e umile donna che ha

detto il suo Sì e ha messo la sua vita nelle mani di Dio: ha accolto la Sua chiamata nel silenzio di una povera casa, lontano dai rumori e dal mormorio del paese in cui viveva, ed è proprio in questa quiete, in questa tranquillità lei ha detto il suo Sì a Dio. Un Dio quindi che si rivela nella nostra vita, ogni giorno, nel silenzio del nostro cuore, nel momento e nel luogo che meno ci aspettiamo. Dobbiamo allora essere pronti, attenti a percepire la sua presenza ed a rinnovargli ogni giorno il nostro coraggioso Sì. Un’esperienza alternativa, una proposta che va al di là dei soliti sabati sera. Ritrovarsi prima a Montorso, luogo che, come ci ha ricordato don Francesco Pierpaoli responsabile del centro Giovanni

Paolo II, è stato voluto proprio da quest’ultimo come casa dei giovani e per i giovani, luogo di incontro e di confronto. Un luogo che, fin da subito ti da l’occasione di respirare l’aria di quella Chiesa ancora giovane, bella ed affascinante di cui oggi non si parla più ma che ancora c’è. Essere lì, poi, nella Santa Casa, riuniti in preghiera, nel silenzio, nella penombra della casa di Maria e aver avuto l’occasione di riflettere, di interrogarsi di poter prendersi del tempo per se stessi ci ha permesso di entrare nei nostri cuori, di far luce nelle nostre vite e da lì poter rincominciare. Non è cosa di tutti i giorni vedere un gruppo di giovani riuniti lì, nella casa di Maria, donna e sposa di Dio, mamma di tutti G. NICOTRA

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Alcol, donne e violenza, anoressia, bulimia, dipendenza da gioco

Tre incontri per conoscere e agire

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LUCREZIA

re serate per parlare di abusi ma soprattutto per fare conoscere ciò che accade intorno a noi e per fornire alcuni strumenti per capire un determinato disagio, prima, ed agire, poi. È questo l’obiettivo del ciclo di tre incontri promossi dalla Consulta del Volontariato di Cartoceto e dall’Assessorato alla Famiglia e Servizi alla Persona. Dopo il primo incontro che ha trattato il tema dell’alcolismo delle donne e della violenza, tema di grande attualità, si parlerà di disturbi del comportamento alimentare come l’anoressia e la bulimia (10 aprile) mentre nel terzo incontro (10 maggio) verrà trattato il tema della dipendenza da gioco che, purtroppo, sta diventando una vera e propria piaga sociale anche nel nostro territorio e per cui l’Azienda Sanitaria ha at-

tivato un servizio di recupero. Tre serate per dire che non possiamo essere indifferenti a chi è affetto da queste patologie, soprattutto se è vicino a noi. Tali problematiche se non “prese in carico” possono dar luogo a eventi davvero tragici. Gli incontri si svolgono nella Sala Comunale presso la Scuola media. La partecipazione è libera AM

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Compleanno

Auguri a Stefano

Il 19 marzo Stefano Mencarelli compie gli anni. Auguri dai nonni, dai genitori Lorenzo e Anna, dagli zii Gildo e Silvana, dal fratello Luca, dal cugino Andrea con Ilaria. Un augurio speciale dalla fidanzata Arianna

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Laurea bis

Congratulazioni a Gaetana

Il 21 febbraio scorso Gaetana Scarano ha conseguito la sua seconda laurea: dopo quella in Lettere, ora quella in Scienze della Formazione Primaria. Congratulazioni dalle amiche Simona, Barbara, Federica, Michela e dalla redazione del Giornale

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Cartoceto I racconti di Marco Manoni

Nonno Marco a scuola CARTOCETO - I racconti di Marco entrano a scuola e precisamente nella primaria di Cartoceto grazie all’invito rivolto dal maestro Daniele Mencarini a “Nonno Marco”, così infatti è stato soprannominato Marco Manoni dai piccoli alunni. Marco ha raccontato alcuni dei suoi ricordi di “un tempo che fu e che non ritorna più”, per usare una sua espressione. La “memoria” diventa chiave di lettura per il presente ed il futuro, è un bagaglio da trasmettere ai più giovani perché si abbia coscienza che non siamo figli di un “unico” tempo ma il risultato di “tante stratificazioni”: dalle esperienze di chi ci ha preceduto a ciò che viviamo nel presente. «E fare questo lavoro a scuola – dice Marco Manoni – davanti ai bambini curiosi di sapere come si viveva 50-60 anni fa è davvero una grande gioia».

A

rrivò settembre e con esso l’avvicinarsi dell’inizio della scuola; io e mia sorella Leda evevamo l’età per iniziare la scuola elementare, ma come fare? I “locali scolastici” erano stadi distrutti dai tedeschi, ma anche inquesto caso la fortuna fu dalla nostra parte. Infatti una brava insegnante, disposta a tutto pur di non farci perdere l’anno scolastico, si rese disponibile. Si chiamava Giulia Corsini, abitava a Lucrezia lungo la via Flaminia, era proprietaria di una csa colonica (una pusion) con attiguo terreno agricolo coltivato dal nostro

vicino Rondina Leonardo, amico di babbo Giovanni. Insieme ebbero l’idea di adibire ad aula scolastica un locale della casa colonica, dopo aver chiesto l’autorizzazione del Direttore didattico di Saltara, Signor Buffon, che non tardò ad esprimersi favorevolmente. Nonostante fossimo già in ottobre, il tempo era bellissimo ed in quel granaio senza soffitta la temperatura alta era quasi insopportabile. Ma la signora Giulia, aiutata dal contadino Leonardo, portò i banchi di scuola sotto un rigoglioso rustichello improvvisando così le prime lezioni a cielo aperto.

1947 - Lucrezia, la signora Giulia con la sua classe elementare [a sinistra] Marco Manoni incontra gli alunni della scuola elementare di Cartoceto “Nonno Marco” in uno dei disegni che gli alunni gli hanno donato al termine dell’incontro.

I protagonisti dei Carnevali di mezza Quaresima

Con la seconda sfilata di domenica 10 marzo, si è conclusa l’edizione 2013 de “I Carnevali di Mezza quaresima”. L’iniziativa, promossa da Pro Loco e Comune di Cartoceto, si caratterizza ogni anno per la sua originalità grazie al lancio, oltre che di caramelle e dolciumi, di uova di Pasqua al cioccolato. Ogni anno la manifestazione vede impegnati gruppi di cittadini dei vari queartieri e frazioni del comune nella realizzazione di carri allegorici e mascherate. Nella foto il gruppo dei carristi di questa edizione.


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Montemaggiore CRISI NELLA MAGGIORANZA: L’ASSESSORE SI DIMETTE

Le ragioni delle dimissioni di Fabiani Il “caso Palestra” è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso

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MONTEMAGGIORE

«Non non esistono più i presupposti per un mio impegno all’interno della giunta, in quanto è venuto a mancare quel rapporto di fiducia, fondamentale, tra sindaco e assessore»

uca Fabiani, ha rimesso nelle mani del sindaco le deleghe alla cultura, turismo e politche giovanili. Qui di seguito ci spiega le motivazioni del suo gesto. Potrebbe spiegarci per quali motivi ha ritenuto opportuno riconsegnare le sue deleghe al sindaco? Le mie difficoltà in amministrazione, fatta eccezione per il primo anno, risalgono a tempi non recenti, poiché ho potuto beneficiare dell’aiuto di pochissime persone. Secondo il sindaco tutto deriverebbe dalla non condivisione e scarso dialogo con lui. In realtà tutto questo è falso e pretestuoso poiché io mi sono sempre confrontato con tutti e, prioritariamente, con il sindaco: non ho infatti mai fatto cose che non fossero state condivise con lui. Io, purtroppo o per fortuna, ho una caratteristica: mi piace “fare” e “non perdermi in chiacchiere” ed una volta stabilita una cosa che interessa la mia comunità, se ho la possibilità di realizzarla, mi sforzo di renderla concreta e reale, lavorando a testa bassa in funzione dell’obiettivo da raggiungere. In realtà mi sono dimesso perché non esistono più i presupposti per un mio impegno all’interno della giunta, in quanto è venuto a mancare quel rapporto di fiducia, fondamentale, tra sindaco e assessore. Non condivido e non mi riconosco più nell’azione politico-amministrativa proposta, appunto, dal sindaco che ritengo non sia concreta e, quindi, non più in sintonia con i bisogni dei cittadini della nostra comunità. La logica del rimandare a domani i problemi di oggi davvero non mi appartiene e troppe volte la politica dei veti in-

Luca Fabiani

crociati ha rallentato, reso parziale o, addirittura, impedito le decisioni. Ma il motivo che le ha fatto decidere di dimettersi qual’è stato? Occorrerebbe molto tempo; mi limiterò a dire che tutto si riassume in un a sostanziale differenza di mentalità come ho già sottolineato nella mia lettera al sindaco. In questi giorni però mi sono fatto una domanda specifica: per il mio paese è meglio risolvere un problema nel migliore dei modi, così che i cittadini possano godere di quello di cui hanno bisogno, oppure è meglio dotare la comunità di ipotetica e faraonica struttura che, se va tutto bene (e non ci credo) si realizzerà e sarà utilizzabile tra 10 anni? Mi riferisco al caso della palestra comunale crollata per la neve; da allora i ragazzi della scuola media ed elementare si recano ogni giorno con i pulmini, a fare lezione di Educazione fisica a Saltara, mentre la squadra di pallavolo si reca a Piagge. Il tutto con un costo per le casse comunali rispettivamente di 5mila e 18mila euro.

Come soluzione al problema ho proposto di edificare una tensostruttura nell’area della palestra demolita, che è di proprietà comunale. Con i dovuti accorgimenti si sarebbe ben integrata nell’ambiente, e avrebbe avuto un costo non proibitivo (200 mila euro) ma, soprattutto, un’immediata realizzazione e, quindi, un utilizzo immediato per scuola e società sportiva. Ma il sindaco ha ben pensato di considerarla” impercorribile a causa dei costi elevati pari a 300.000 euro”. Di contro si è pensato di individuare un’area accanto al campo sportivo di Villanova, considerata “luogo strategico”. Bene! Ma nessuno dice che i problemi da affrontare sono numerosi e non di facile e immediata soluzione. Per realizzare l’opera occorrerà infatti acquistare un terreno espropriando una proprietà dove è in essere un’attività artigianale di prodotto locale (Ritengo che la tecnica dell’esproprio dovrebbe essere praticare solo in casi del tutto eccezionali). Questa scelta del sindaco, se tutto fila liscio e senza considerare gli ostacoli (privati coinvolti, burocrazia, patti di stabilità), ci permetterà di avere la nostra palestra almeno tra un decennio e, intanto, noi continueremo a vivere un forte disagio e spendere i soldi (10 anni x 23mila annui= 230mila euro) per svolgere le normali attività scolastiche e sportive!

Intanto Montemaggiore depauperata di servizi e strutture richiamerà sempre meno gente dall’esterno. Inoltre, la zona residenziale che il comune vorrebbe realizzare nel luogo della vecchia palestra (10/15 appartamenti), non sarebbe, a mio parere adatta ad attrarre investimenti dall’esterno. Si potrebbe praticare la via di allentare i vincoli paesaggistici del nostro bellissimo comune e ricercare aree di sviluppo che avrebbero più di un motivo per essere appetibili ai cittadini residenti e non residenti. Mi chiedo quali siano le vere motivazioni che spingono il sindaco a intraprendere questa via così lunga e senza nessuna certezza. Un suo pensiero dopo 4 anni di impegno politico? Certamente, ma prima vorrei invitare i componenti della commissione di maggioranza, di minoranza e le associazioni a non sostenere una iniziativa che avrebbe come risultato solo quello di illudere la cittadinanza e di creare una cattedrale nel deserto da “striscia la notizia” che potrebbe avere un inizio e mai una fine. Un pensiero è quello di ringraziamento e lo rivolgo a tutti i consiglieri, i dipendenti comunali, gli operai, il gruppo di protezione civile, i vigili urbani, le associazioni del territorio. Un ringraziamento particolare va alla Pro loco con cui ho avuto maggior rapporto e condivisione concreta per la realizzazione di eventi. Ringrazio anche i due assessori provinciali con cui ho avuto rapporti costruttivi e di condivisione, Claudio Renato Minardi e Massimo Seri, il presidente dell’assemblea legislativa della Marche Vittoriano Solazzi che è sempre stato disponibile, concreto con gli aiuti ed attento alle nostre iniziative ed attività AM

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22 marzo GIULIETTO CHIESA A VILLANOVA

VILLANOVA

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Associazione culturale LiberaMente con il Gruppo Fuoritempo organizza per Venerdì 22 Marzo, alle ore 21, presso il centro civico comunale il giornalista e scrittore Giulietto Chiesa, ex deputato europeo ed ora fondatore e presidente del laboratorio politico-culturale Alternativa, presenta il suo ultimo libro “Invece della catastrofe” edito da Piemme. Converseranno con lui Monia Andreani e Paolo Ercolani dell’Università di Urbino

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40 anni

Auguri Sabrina

Sabrina Vedovi il 13 marzo ha compiuto 40 anni. “Le persone speciali, sono le più belle da scoprire perché si nascondono nella tua quotidianità con una presenza costante e con un calore speciale. Tu rendi la nostra vita meravigliosa… Tantissimi Auguri per i tuoi 40 anni! Doriano, Vanessa, Michael e Vanda”

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Saltara 140 mila euro di oneri La goccia dell’Avis si tinge di rosa non riscossi dal 2004 Roberta Baruffi è la nuova presidente della sezione di Saltara SALTARA

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entre giungono notizie di possibili sostituzioni in giunta e nella composizione della maggioranza (alla chiusura del giornale ancora “ufficiose”), ci viene segnalato un caso amministrativo singolare. Nell’ultimo consiglio comunale, un cittadino che ha preso parte direttamente all’incontro, ha registrato un’importante comunicazione fatta dal sindaco Fabio Cicoli. Il primo cittadino avrebbe informato il consiglio che, a seguito di un controllo dell’ufficio tecnico, sarebbero emersi 140 mila euro di oneri di urbanizzazione mai riscossi da una lottizzazione risalente al 2004. Lo stesso cittadino ha descritto il sindaco che quella sera appariva “tirato” mentre il capogruppo di minoranza Uguccioni avrebbe dichiarato: “Non è successo nulla perché i soldi comunque si recuperano!”. Abbiamo per questo interpellato il primo cittadino per chiedere alcuni chiarimenti in merito. «Ho voluto esplicitamente inserire questa comunicazione tra le dichiarazioni del

VENERDÌ SANTO A SALTARA

SALTARA

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a tradizionale Processione del “Cristo Morto”, ha inizio alle ore 21.30 con partenza dal Santuario della Villa situato sulla parte più alta dell’abitato. La “Via Dolorosa” ricostruita negli angoli caratteristici del centro storico tramite una serie di quadri plastici è visitabile dalle ore 19.30 in poi. I personaggi della processione, saltaresi in costumi storici, si muovono in un lungo corteo dal Santuario verso la piazza di Saltara. Il lugubre ritmo del suono dei tamburi, i soldati Romani a cavallo e a piedi con le loro armature, le donne con gli stendardi dei misteri dolorosi, i popolani e le popolane, i personaggi della Passione e quello che incarna il Cristo che porta la croce, che rimane incappucciato e rigorosamente anonimo, sono uno spettacolo che impressiona e stimola a meditare

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Cicoli: «Occorre che i cittadini sappiano quanto è accaduto» sindaco, come previsto dal regolamento, perché era mia intenzione presentare a tutto il consiglio questa grave mancanza». Le dichiarazioni del sindaco infatti sono a completa discrezione del primo cittadino. «Non c’è nessuna intenzione, da parte dell’Amministrazione, di minimizzare quanto accaduto anzi è esattamente il contrario, e sicuramente il mio essere “tirato” quella sera era per l’irritazione di aver scoperto una tale situazione». L’ammanco sarebbe emerso dopo una recente verifica condotta dall’Ufficio tecnico, dopo l’arrivo di un nuovo responsabile. «Sono fatti gravi che non dovrebbero verificarsi e che vanno stigmatizzati – ha concluso il sindaco – soprattutto in una situazione in cui andiamo a cercare i centesimi con il lanternino per la grave mancanza di risorse»

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SALTARA

o scorso 15 Febbraio è stato rinnovato il direttivo della sezione Avis. Il nuovo Consiglio infatti ha visto un cambio al vertice con la nomina a presidente di Roberta Baruffi, vice presidente è Rondina Daniele, segretaria e anima della Sezione Sonia Cinelli, «se non ci fosse lei ben poco farebbero presidente e Vice» commenta Roberta. Seguono: il tesoriere Massimo Muratori e i consiglieri Selenia Mazzanti, Giancarlo Rotatori, Massimo Bartolucci, Antonio Sebastianelli a cui si aggiungono i neo eletti Marco Della Felice, Raffaella Rossini, Massimo Mencarelli, Annalisa Tomasi, Lorenzo Rossi, Sara Rotatori e Alessandro Bianchi. Nel corso della serata il Presidente uscente Daniele Rondina, da anni alla guida della Sezione, ha salutato commosso tutti i presenti. «È merito suo se esiste l’Avis nel nostro comune – ha affermato la neopresidente – ora il compito del nuovo consiglio è quello di puntare ad avere quanti più donatori possibili, compito non semplice vista l’indifferenza in cui molte volte

[Sopra] la neopresidente Roberta Baruffi. [a lato] Sonia Cinelli, segretaria dell’associazione, con Daniele Rondina, presidente uscente

viviamo, per fortuna però riusciamo a coinvolgere sempre qualche nuovo aspirante Donatore. Siamo già pronti ai blocchi di partenza con rinnovato entusiasmo e

tanta voglia di divulgare la nostra gioia nel donare a persone bisognose quello che è un bene prezioso, e che ancora non si è riusciti a produrre in laboratorio. È quindi dovere di tutte le persone sane donare sangue!» L’Avis sarà presente alla Festa di Primavera a Calcinelli Domenica 24 Marzo per dare informazioni e chiarimenti sull’attività dell’Associazione. «A questo punto non resta che augurare a tutto il gruppo buon lavoro!»

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I giovani saltaresi e la tradizione del Cristo Morto

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SALTARA

lcuni saltaresi, profondi conoscitori della sacra rappresentazione, ogni anno mettono a disposizione la loro esperienza condividendola con un gruppo di giovani nel segno della continuità e dell’attaccamento verso questa rievocazione. Abbiamo sentito alcuni di questi giovani per capire cosa li spinge ad impegnarsi. Cesare Antinori, 31 anni saltarese, ad esempio, ci racconta di come stanno lavorando alla realizzazione di una nuova scena del “Rinnegamento di Pietro”. Fin da piccolo ha sempre seguito la processione ed era solito anche fare parte dei figuranti. Paolo Tonelli, 33 anni, si è trasferito a Lucrezia dopo essersi sposato ma non per questo ha smesso di impegnarsi nell’organizzazione. “Nel mese che precede la rappresentazione ci ritroviamo due, tre volte la settimana – racconta – iniziamo con il sistemare i vari materiali del magazzino ma poi seguiamo tutte le fasi: dalla realizzazione al montaggio delle scenografie”. Anche per lui vale il senso di forte attaccamento verso questa iniziativa. Luca Renzoni, 24 anni, è il falegname e prepara i pezzi di legno che servono per l’allestimento delle scene. «Stiamo cercando di coinvolgere anche altri giovani, occorre trovare dei modi per incentivarli. Come gruppo

I giovani al lavoro nella preparazione della rievocazione del Cristo Morto

ci ritroviamo qualche volta durante l’anno per una mangiata insieme, vorremmo arrivare ad organizzare degli incontri per programmare al meglio la manifestazione già nel corso dell’anno». Del gruppo fanno parte anche due ragazze Marika Renzoni, 24 anni,

e Laura Ceccarelli. Il loro compito è allestire le scene e gestire il noleggio dei vestiti per i tanti figuranti che prendono parte alla sacra rappresentazione. Mattia Berloni, 26 anni, parla di un forte coinvolgimento «È importante che le persone che partecipano, vivano oltre che

l’aspetto spettacolare anche quello spirituale. Da parte nostra cerchiamo di impegnarci al massimo». Questi ragazzi lavorano sia alle scene fisse del percorso ma li ritroviamo anche tra i figuranti durante la processione. Ci sono poi gli addetti alle torce: Francesco Berardi, Francesco Vitali e Mattia Tonelli, i quali provvedono a sistemarle lungo il percorso e ne curano l’accensione. Mentre Tommaso Marcaccio ed Andrea Cangini si occupano di curare l’allestimento della scena del sepolcro. Tra i veterani oltre a Ivo Camminati, ci sono Albino Cespuglio e Ginetto Bonazzelli che curano le scenografie dando un tocco artistico finale, Alceo Nespola che si occupa del montaggio e smontaggio e cura il settore falegnameria. Michele Spadoni e Roberto Morenzetti si occupano dell’audio delle varie scene mentre Eugenio Renzoni si occupa delle luci. Fondalmentale il ruolo della parrocchia che grazie alla presenza del parroco don Messina cura la parte liturgica ed i testi sacri grazie al coinvolgimento di Roberta Omicioli. A tenere le fila c’è sempre la Pro Loco che con la sua presidente Veronika Klahr, coordina l’attività di tutti questi volontari e che, intervenendo economicamente, sostiene l’iniziativa e ne cura la promozione AM

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Sport APAV - LE PALLAVOLISTE DELLA SERIE C FEMMINILE

BASKET

PARTITA CON RIMONTA ENTUSIASMANTE

BARTOLI MECHANICS FOSSOMBRONE

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IL FOSSO BATTE LE TESTE MATTE

LUCREZIA

ara lunga ed avvincente tra due compagini che hanno dato il massimo. Partita dai due volti che ha visto nei primi due set una Lorese più determinata, soprattutto nel secondo, poi la grande reazione della squadra di casa, sostenuta senza interruzione dai suoi tifosi, che è riuscita a fare suo il match. Primo set che vede la BCC Fano partire bene, ma qualche disattenzione di troppo nel finale e la difesa di Lorese molto ben organizzata portano la squadra ospite ad aggiudicarsi il set. Nel secondo set, Lorese ha continuato ad attaccare con continuità ed efficacia, soprattutto con l’opposto (Bernetti), aggiudicandosi il parziale, mentre la BCC Fano non riusciva a prendere le giuste contromisure, nonostante la crescita in difesa della squadra. Nel terzo set la svolta. Complice un leggero calo delle avversarie, la squadra di casa ha saputo reagire, anche grazie agli aiuti venuti dalla panchina, che hanno costretto Lorese agli straordinari nei fondamentali di muro e

FANO

difesa. La BCC Fano, quindi, si è aggiudicata il parziale grazie alla buona gestione del suo attacco ed una difesa più che efficace, soprattutto con Mari, Pietrelli e Montanari. Quarto set molto combattuto, in cui le squadre hanno lottato punto a punto fino al 22 pari, ma a spuntarla è stata la squadra di casa, per la quale si è rivelato ancora una volta fondamentale il gioco con i centrali, sia Martucci che Gallo, che hanno potuto attaccare spesso fast, nonostante Lorese ha opposto fino alla fine una grande difesa, soprattutto con Mazza, anche su palloni che sembravano persi. Tie-Break

che ha visto la BCC Fano cambiare campo in vantaggio, anche grazie ad un cartellino giallo per la panchina di Lorese, che è riuscita, però, a dimezzare lo svantaggio a campi invertiti. Fondamentale qui la battuta, soprattutto il turno di Di Tommaso, che ha limitato il gioco avversario, permettendo alla squadra di casa di aggiudicarsi anche l’ultimo parziale e di portare a casa 2 punti molto importanti per la classifica. Ora la BCC Fano è al quarto posto con 37 punti ed il suo prossimo impegno sarà sabato 16 marzo a Montegranaro PAOLO FRANCESCO PECORARO

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FOSSOMBRONE

e formazioni della partita del 2 marzo: Fosso - Bernardini, Montini, Battistelli 6, Nobilini, Baioncini ne, Falcone 14, Franceschini 11, Tadei 3, Marini 14, Briscoli 17. All.Serafini Pesaro - Primari 17, Terenzi 10, Filanti 2, Pozzoli 11, Cecchini 11, Corsini 6, Benetti, Amici, Vichi 4. All.Cecchini. Di fronte ad un buon pubblico, il Fosso riesce a battere le “Teste

Scacchi, al via i campionati regionali in attesa dei nazionali di aprile

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abato 16 Marzo dalle 10 alle 17 al Pala-J del Porto si svolge per il secondo anno consecutivo il Campionato Regionale Studentesco che coinvolge circa 300 ragazzi di età compresa da 6 ai 18 anni provenienti dagli istituti elementari, medie e superiori della regione. Tra queste anche una squadra del Liceo Scientifico Torelli di Fano, vincitore delle fasi provinciali categoria Allievi e varie scuole di Pesaro, Urbino,

Mondolfo, Cagli e Pergola. In palio la qualificazione ai Giochi Nazionali Studenschi di Monte-

catini. Dario Pedini presidente del circolo Scacchi di Fano: “Il Circo-

lo Scacchi Fano 1988 è lieto di supportare e sviluppare questo evento che ha una finalità prettamente promozionale e didattica. Infatti esso rappresenta il punto d’arrivo di un altro importante progetto che svolgiamo in maniera sempre più estesa con le scuole del territorio dove tramite i nostri istruttori qualificati cerchiamo di espandere il Progetto Scacchi a Scuola con centinaia di bambini e ragazzi. L’ obiettivo è quello di migliorare le loro capacità di calcolo, con-

Matte” dopo una partita vinta col cuore, più che con la tecnica o gli schemi. Partita ruvida ma corretta, punteggio basso frutto di difese toste che lasciano poco al caso. Prima del match, il DS del Nuovo Basket Fossombrone, Michele Silvestrini, consegna la maglia autografata da giocatori e staff a Nicola Cecchini (in foto), ex-giocatore di Fossombrone, ora in maglia Teste Matte, che ha lasciato un bellissimo ricordo, e molti amici, in riva al Metauro STEFANO STORONI

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centrazione, aggregazione, creatività, programmazione ed organizzazione tramite un gioco/sport come gli scacchi che racchiude al tempo stesso elementi e qualità come arte, matematica, studio ed agonismo. Gli scacchi possono essere inseriti dalle Scuole nel piano formativo in orario didattico grazie all’accordo tra Miur e Fsi.” L’ingresso è libero. Questo splendido spettacolo rappresenta un’anticipazione dei Campionati Italiani Open Assoluti e di Categoria che si svolgeranno sempre a Fano dal 12 al 14 Aprile per il terzo anno consecutivo, un importante risultato conseguito grazie all’impegno delle due precedenti edizioni

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Rubriche economia&fisco a cura di Emanuela Giuliani, Commercialista studio@laurigiuliani.it

Affitti: la cedolare secca sulle locazioni l regime della cedolare secca è un regime facoltativo ed opzionale di tassazione dei redditi derivanti da locazioni di immobili ad uso abitativo. La cedolare secca è un’imposta sostitutiva ed omnicomprensiva con aliquota del 21% per i contratti a canone libero e del 19% per i contratti a canone concordato. Per il periodo di durata dell’opzione non sono dovute: • L’Irpef e le relative addizionali regionale e comunale; • L’imposta di registro dovuta sul contratto di locazione nella misura del 2% del canone; • L’imposta di bollo sul contratto di locazione dovuta nella misura di € 14,62 per ogni 4 pagine; • L’imposta di registro e di bollo in sede di risoluzioni e proroghe del contratto di locazione. La scelta del regime può essere esercitata dalle sole persone fisiche proprietarie o titolari del di-

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ritto reale di godimento di unità immobiliari ad uso abitativo e delle relative pertinenze. Il regime interessa esclusivamente i contratti di locazione che hanno ad oggetto fabbricati censiti al catasto fabbricati nella tipologia abitativa (categoria catastale A, escluso A10) ovvero per i quali è stata presentata domanda di accatastamento in detta tipologia abitativa. Sono esclusi gli immobili che, pur avendo i requisiti di fatto per essere destinati ad uso abitativo, sono iscritti in una categoria catastale diversa (ad esempio come uffici o negozi).

psicologia l’esperto risponde a cura di Giacomo Pietrucci, Piscologo e psicoterapeuta dott.pietrucci@gmail.com

La paura di parlare in pubblico

Salve Dottore, ho paura di parlare in pubblico! In passato me la cavavo abbastanza bene, poi una volta mi son “incartato” in una conferenza, mi son vergognato e da allora la paura è costante. Spesso mi son sforzato di concentrarmi ma più lo facevo e più mi bloccavo; in seguito ho anche evitato di parlare in alcune occasioni di gruppo quando avrei potuto o voluto. aro lettore, la vita ci mette costantemente alla prova. Numerose e diverse sono le circostanze che possono generare ansia: un esame, parlare in pubblico, una prestazione sportiva, un primo incontro galante e così via.Nel peg-

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giore dei casi questo può essere vissuto come un grande fallimento, instaurando un circolo vizioso che sfocia di solito in due possibilità: o si inizia ad evitare tali situazioni, oppure si affrontano ma l’ansia aumenta sempre di più, fino a portare anche a un blocco della performance, come nel suo caso. Probabilmente (ma dirlo con certezza sarebbe necessario un colloquio clinico) le sue tentate soluzioni disfunzionali sono l’evitamento delle situazioni potenzialmente minacciose e il controllo che fa perdere il controllo. Quest’ultimo è una sorta di “faro” puntato su noi stessi, quella eccessiva attenzione che va a bloccare ciò che verrebbe na-

Per opzionare il regime della cedolare secca è necessario inviare una comunicazione preventiva al conduttore per informarlo della scelta del regime alternativo e della conseguente rinuncia ad esercitare la facoltà di richiedere l’aggiornamento del canone per tutta la durata dell’opzione. Si deroga all’invio della preventiva comunicazione nell’ipotesi in cui il contratto di locazione preveda espressamente la rinuncia agli aggiornamenti del canone. L’esercizio dell’opzione può avvenire in sede di registrazione del contratto, oppure in sede di proroga o di annualità successiva. La legge consente di accedere al regime opzionale della cedolare secca anche a chi ha omesso la tempestiva comunicazione all’Amministrazione finanziaria, attraverso il ricorso all’istituto della remissione in bonis. Condizione necessaria è che non sia stato eseguito il pagamento dell’imposta di registro per le annualità successive. Possono accedere anche coloro che hanno registrato un contratto di locazione in data anteriore al 7 aprile 2011(data di entrata in vigore del regime della cedolare secca), pur avendo versato l’imposta di registro per l’intera durata della locazione. La tardiva comunicazione deve essere regolarizzata con il pagamento della sanzione di 258 euro. turalmente e spontaneamente, ma proprio per il tentativo di pensarci troppo, porta al “flop”! Ogni volta che evita, conferma a se stesso di non essere in grado e quindi l’ansia è destinata a salire, quando si sforza eccessivamente si mette in una condizione che non la fa essere “naturale”. Inoltre subentra anche la credenza, l’effetto Sansone, cioè l’idea che non si ha più la capacità di farlo, il dono, come i capelli per Sansone, che quando li perde, crede poi di non avere più la forza proprio perché ormai si era convinto che la forza stessa fosse tutta lì, nei suoi capelli. In questa società moderna, con lo sviluppo tecnologico si usano sempre meno i muscoli e più il cervello e, a volte, c’è l’illusione di controllare tutto con la testa quando invece spesso non possiamo proprio farlo, né possiamo spiegare tutto ciò che vorremmo.Vogliamo essere sempre al top, sempre al cento per cento e a volte ci bruciamo proprio per questo; non possiamo essere perfetti e a volte potrebbe risultare utile l’idea di accettare una piccola imperfezione, un piccolo sbaglio! Pensi che nella mia terapia a volte prescriviamo al paziente di inserire volontariamente un piccolo sbaglio nella sua “performance”; egli scopre che non era una cosa poi così terribile proseguendo poi più tranquillo nella prestazione che era bloccata anche da questa illusoria ricerca di perfezione attraverso una eccessiva attenzione. Nel prossimo mio articolo le fornirò ulteriori strategie per sbloccarsi!

a cura di Cristina Morbidoni

Cantucci al gorgonzola

Un bicchiere di frizzantino, questi cantuccini salati irresistibili e conquisterete sicuramente i vostri ospiti. Come sempre, per dubbi, commenti e quant’altro: www.angiolettochecucina.it irando per il web spesso succede che si trovino delle ricette favolose, ma che magari non si abbia a disposizione la “platea” adatta a cui proporre il prodotto finale. Intendo dire che è inutile fare dei biscottini da tè quando alle 5 del pomeriggio di solito una è in ufficio e non avrà mai l’occasione di fermarsi con le amiche a fare due maldicenze, sorseggiare una buona tazza di tè e gustare dei buoni biscottini (sì, lo so: fa molto romantica donna inglese). Si tesaurizzano quindi le ricette e si temporeggia. Tutto ciò per dire che qualche tempo fa si era finalmente prospettata un’occasione ufficiale per esibire dei cantuccini fantastici (anche se ancora sulla carta…) la cui particolarità era quella di essere salati. Un amico comune mio e di Lucia, l’altra cooking-addicted che collabora “pesantemente” con me alla realizzazione delle ricette che trovate in questo giornale e nel mio blog, ci comunica che stava realizzando una mostra dei suoi quadri presso una piccola galleria della zona: Lucia ed io eravamo state candidate per il catering. Urk!! Come? What’s catering? Ci sentiamo con Lucia e comincia immediatamente una lunga serie di chiacchierate telefoniche (ecco perché dell’importo della bolletta telefonica di stamattina…) in cui esprimiamo i nostri dubbi sulla capacità di proporci ad un pubblico ufficiale. Eravamo agitate come un cocktail ;) però l’idea ci solletica non poco e quindi ci fiondiamo nell’avventura. Vi risparmio la descrizione di telefonate in cui,

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con lo sguardo rivolto al forno, ci raccontavamo lo sviluppo della cottura di questo o quel biscottino, vi dico solo che questi cantuccini sono molto buoni, farete bella figura se li proporrete come antipasto con un buon bicchiere di frizzantino. Un consiglio però, mettete un cartello con scritto “salati”, perché i vostri ospiti potrebbero snobbarli pensando siano i soliti cantucci dolci di Siena: io e Lucia ci siamo prodigate a sbandierarlo in continuazione alla mostra, poi il successo è venuto da sé… INGREDIENTI farina 500 gr. gorgonzola 200 gr. mandorle non spellate 120 gr. latte 140 ml. uova 2 olio e.v.o. 100 gr. lievito secco (per pane, focacce ecc.) 2 ½ cucchiaini peperoncino una punta sale 1 presa PREPARAZIONE Mettete il gorgonzola a sciogliere nel latte a fuoco basso mescolando con un cucchiaio affinché si sciolga bene. Mettete in un impastatore, o in una ciotola se impastate a mano, farina, lievito, uova, olio, latte al gorgonzola, peperoncino, sale e infine incorporate le mandorle intere. Ricavate dall’impasto dei filoncini larghi 5 cm. e alti 2 cm. Adagiateli sulla teglia di cottura rivestita con carta forno e metteteli a riposare in frigorifero per 15 minuti. Infornateli a 170° C per 30 minuti, fateli raffreddare, tagliateli a fette in diagonale (vengono fette più lunghe) con un coltello seghettato che tagli bene e infornate di nuovo per 10 minuti o comunque fino a quando non avranno preso colore.


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Per segnalare un evento inviare una mail a: redazione@ilmetauro.it

Incontri CON LE PAROLE GIUSTE

INCONTROLUCE

Venerdì 15 Marzo FANO

(Viale Europa, 15), h 17.30

Sabato 16 Marzo FOSSOMBRONE - Scuola di Musica

Mediateca Montanari

Incontro con Stefano Salis (direttore delle pagine letterarie de Il Sole24ore) sul tema: “Comunicazione: la parola al silenzio” Info: mediatecamontanari.it

Presentazione del volume edito da Macula - Centro Internazionale di Cultura Fotografia di Pesaro. Info: spaziomacula.it

Inaugurazione della mostra dell’artista Tullio Ghiandoni che prosegue fino al 27 marzo. Orario: tutti i giorni 18-20

Libri e visita guidata LA FLAGELLAZIONE Sabato 16 marzo URBINO - Palazzo Ducale, h 17 Presentazione del libro “La Flagellazione” di Andrea Aromatico. Il 30 marzo, con partenza alle ore 15 dalla Piazza Duca Federico: passeggiata alla scoperta dei luoghi della Flagellazione. Info: 0722.309222

Opera di Giuseppe Verdi nell’ambito del Fortuna Opera Festival. Info: teatrodellafortuna.it

Giornata di riflessione sulla salute nel nostro territorio (incidenza delle malattie nella nostra zona; cibo, mente e cura delle malattie...) relazioni di esperti e dibattito. Info: 339.8308817

LA DOMENICA DEI TULIPANI

NATI PER LEGGERE Venerdì 15 e 22 Marzo CARTOCETO

Sabato 16 Marzo GRADARA - Teatro Comunale, h 18.30 Inaugurazione della mostra multisensoriale di Francesca D’Elia e dell’artista cartocetano Giovanni Galiardi. La mostra, allestita nel Palazzo Rubini Vesin, prosegue fino al 20 giugno. Orari: Sab, dom e fest. 10-13 / 15-18 Info: gradarainnova.it

Biblioteca Comunale, h 17

Letture animate per bambini. Ingresso gratuito. Info: 0721.898123 (int. 129)

DISCORSERIA PSICOLOGICA Venerdì 15 e 22 Marzo SALTARA E CALCINELLI, h 21 Incontri di psicologia aperti a tutti. 15 marzo, Museo del Bali (Saltara): “Genitori non si nasce ma si diventa”. 22 marzo, delegazione comunale di Calcinelli: “Paura, panico, fobie. Come uscirne”.

Conferenza ILDEGARDA DI BINGEN

LETTURE PER BAMBINI 3-6 ANNI Domenica 17 marzo FANO - Mediateca Montanari, h 17 Lettura nell’ambito del progetto “Nati per leggere” Info: sistemabibliotecariofano.it

Teatro SPARLA CON ME Giovedì 21 marzo SAN COSTANZO,

Lunedì 18 marzo TAVERNELLE, Centro Parrocchiale “La Barca”, h 21

Incontro con Lucia Tancredi, scrittrice e insegnante di letteratura su Ildegarda di Bingen, mistica del XII sec. proclamata santa e dottore della Chiesa da Benedetto XVI.

Teatro della Conconrdia, h 21,15

Spettacolo di e con Dario Vergassola. Info: 0721.3592515

Storie e laboratori dei pianeti del sistema solare e i miti greci. Rassegna per bambini da 9 a 12 anni (iniziativa gratuita ma posti limitati: è necessaria la prenotazione). Info: 0721.887343

Libri INVECE DELLA CATASTROFE Venerdì 22 marzo VILLANOVA, Centro Civico, h 21

Presentazione del libro di Giulietto Chiesa. Conversazione dell’autore con Monia Andreani e Paolo Ercolani dell’Università di Urbino.

FIERA DI S. GIUSEPPE Domenica 24 Marzo URBANIA Centro storico, intera giornata

info: urbania-casteldurante.it

Domenica 24 Marzo CALCINELLI - Via Flaminia, h 14 Negozi aperti e animazione.

PERCORSI PASQUALI 2013 Dal 3 marzo al 1 aprile CANTIANO - Centro storico

GIORNATE FAI DI PRIMAVERA

23 e 24 marzo 700 luoghi, solitamenti chiusi al pubblico, vengono aperti per l’occasione in tutta Italia dal Fondo per l’Ambiente Italiano. Info sui luoghi aperti in provincia di Pesaro - Urbino: www.giornatafai.it

Iniziative proposte dal Comune e Ass. Culturale “Turba”: mostre fotografiche, presentazione di libri, concerti di musica sacra, seminari, enogastronomia. Info: laturbacantiano.it

PROCESSIONE DEL CRISTO MORTO Venerdì 29 Marzo SALTARA - Centro storico Via dolorosa dalle 19.30, processione alle 21.30

Registrazione Tribunale di Pesaro n. 561 del 26/05/2009 Abbonamenti Quindicinale di informazione locale Anno 5 - n. 5 / 14 marzo 2013

Fano

Bassa Val Metauro

Unione Roveresca

febbraio / marzo

febbraio / marzo

febbraio / marzo

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CUCCURANO CARTOCETO LUCREZIA CALCINELLI P. DEGLI ALBERI SALTARA CUCCURANO VILLANOVA CARTOCETO LUCREZIA TAVERNELLE CALCINELLI P. DEGLI ALBERI SALTARA CUCCURANO

“Spettacolo” della fioritura dei tulipani selvatici in un terreno recuperato dalla Pro Loco. Nel pomeriggio merenda nell’aia. info: fratterosa.org

FESTA DI PRIMAVERA

Mercoledì 20 e 27 marzo FANO - Mediateca Montanari, h 17

FARMACIE DI TURNO PIERINI via Gabrielli 13 BECILLI via S. Lazzaro 14 VANNUCCI via Cavour 2 CENTRALE C.so Matteotti 143 S. ELENA via Alighieri 59 GIMARRA viale Romagna 133 PORTO via I Maggio 2 GAMBA Piazza Unità d’Italia ERCOLANI Via Togliatti 3 S. ORSO via S. Eusebio, 12 RINALDI via Negusanti 9 PIERINI via Gabrielli 13 BECILLI via S. Lazzaro 14 VANNUCCI via Cavour 2 CENTRALE C.so Matteotti 143

Domenica 24 Marzo FRATTE ROSA - Via Pieve Vecchia

UNO SPAZIO TUTTO DA SCOPRIRE

Mostre CON_TATTO

Dalle 8.45 del 23 marzo alle 8.45 del 30 marzo EMANUELLI (Corso Garibaldi, 66)

Sabato 23 marzo URBANIA - Sala Volponi, dalle h 15.30

Festa che celebra il meglio della musica, della cucina e della cultura irlandese. Info: irlanda-in-festa.it/urbino

Sala S. Michele, h 18

Dalle 8.45 del 16 marzo alle 8.45 del 23 marzo DEL CORSO (Corso Garibaldi, 10)

22 e 24 marzo FANO - Teatro della Fortuna

Fino al 17 marzo URBINO - Piazza Mercatale

Venerdì 15 Marzo FANO

Dalle 8.45 del 9 marzo alle 8.45 del 16 marzo EMANUELLI (Corso Garibaldi, 66)

CAMMINO... ALLA SALUTE

IRLANDA IN FESTA

Mostre DIALOGHI CON LE FORME

Fossombrone

Teatro FALSTAFF

MONDAVIO BARCHI MONDAVIO MONDAVIO S. MICHELE ORCIANO S. GIORGIO MONDAVIO BARCHI S. GIORGIO S. GIORGIO S. MICHELE ORCIANO S. GIORGIO MONDAVIO

Direttore responsabile Cecilia Di Lorenzo In redazione Alessandro Marconi, Claudio Vagnini Hanno collaborato a questo numero Alberto Berardi, Fabio Izzicupo, Alfredo Fogliardi, Sandro Candelora, Redazione e amministrazione Via dell’Artigianato 2/2 - 61030 Lucrezia (PU)

Per ricevere il giornale cartaceo: un anno (26 numeri) > 30 euro Per ricevere il giornale digitale: un anno (26 numeri) > 25 euro c/c postale n. 98726284 intestato a Contecamillo Scarl causale: “Abbonamento il Metauro”

Chiuso in redazione alle ore 20 di Lunedì 21 marzo 2013 Per seguire il giornale sul web

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il giornale del metauro

Il n. 5 sarà in distribuzione da giovedì 28 marzo

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Il Giornale del Metauro 5 - 2013


Il Metauro n. 05 2013