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Il Messaggero

æ Giornale dell'Istituto Istruzione Superiore "Arimondi-Eula" Savigliano-Racconigi

l'ITALIA s'è desta

MARZO 201 3 • Anno VII • Numero 37 • Sito internet: www.iiseula.it/201 0web/Giornalino.html • mail: messaggeroeula@gmail.com Orco Boia!

Cronaca sulle elezioni politiche italiane. Ma chi ha vinto? Bersani? Grillo? Berlusconi o Monti? O noi? Marco Biolatti pag. 9

Le donne sul suolo italiano Nella storia ricordiamo solo gli uomini? E le donne? Storie di donne italiane Laura Masucci pag. 6

Giornata della Memoria

Le esperienze del liceo e del tecnico di Savigliano; la visione del film a Racconigi

Sacco, Alerino, Reviglio, Chiavassa pagg. 14­15

TITOLO

Ettore Paschetta

L'intervista

Dopo le elezioni, su facebook, hanno iniziato a girare post scherzosi (o forse no) nei quali si proponeva di emigrare tutti all'estero, vista la situazione disastrosa dell'Italia. Ammetto che talvolta la tentazione è forte! Ma noi del Messaggero siamo controcorrente: abbiamo pensato invece di ricordare coloro che hanno fatto grande il nostro paese, e non solo, anche "gli uomini qualunque". Perchè l'Italia siamo noi. Sara Cedrani

Intervista a Roberto Giacobbo, vice direttore di Rai 2 e conduttore di Voyager Federico Lombardo pag. 2

Come vincere un concorso...

Marco Brero, allievo della classe 4 A scientifico di Savigliano, ci racconta la sua esperienza "poetica" pag. 13


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l'ITALIA s'è desta

L'Editoriale

Dedichiamo questo numero all'Italia e alle sue eccellenze. In un periodo difficile come questo, vogliamo ricordare agli Italiani ciò che possiedono, dai grandi uomini alle grandi donne, dagli stilisti agli scienziati: chi di noi non conosce la Ferrari, la Ferrero o la Barilla? Marchi di fama internazionale nati proprio nel “bel paese”. Ormai ogni giorno si parla solo di crisi, di “spread” o di altre cose

Il Messaggero che ci preoccupano, giustamente; ma non è forse il momento di far rinascere un po’ di patriottismo? Non è forse il momento di unirci nell'italianità? Non è forse ora di far battere i nostri cuori all’unisono per ridestare questa povera nazione dal suo lungo sonno? Per questo ci siamo avvalsi anche della preziosa collaborazione di Roberto Giacobbo, vicedirettore di Rai 2, chiedendogli un giudizio

sull’Italia e sugli Italiani in un'intervista effettuata nel suo studio di “Ragazzi c’è Voyager”. “A volte quattro domande fanno una risposta” ha concluso Giacobbo, che ringraziamo insieme con la redazione di “Voyager” della sede di Torino.

Federico Lombardo

Per ascoltare l'intervista integrale, vai sul sito web www.iiseula.it sezione giornalino oppure punta il tuo smartphone sul QR code per un accesso diretto! che nel campo della medicina si è distinta Rita Levi Montalcini e la Prof.ssa Anzillotti nel campo sociale ha fatto riferimento a Don Gallo che si occupa di sostenere le persone deboli e di combattere coraggiosamente la mafia. Altri docenti invece, come i prof. Cacciatori, Notario, Depretis e Dematteis, hanno risposto che le eccellenze in Italia si riscontrano nei campi più disparati come l’industria automobilistica con la Ferrari che costituisce un’eccellenza non solo in Italia ma in tutto il mondo, o l’ambito accademico con università prestigiose come la Bocconi, ma anche l’arte, la cultura in genere, l’industria tessile, la musica, la moda e l’enogastronomia. Secondo la prof.ssa Notario “le eccellenze sono ricercatori, scienziati, persone di grande cultura ma anche persone che danno esempi di vita”. Qualcuno infine ha evidenziato che l’eccellenza si può riscontrare nei campi più disparati come l’industria automobilistica con la Ferrari che costituisce un’eccellenza non solo in Italia ma in tutto il mondo, o l’ambito con università accademico prestigiose come la Bocconi, ma anche l’arte, la cultura in genere, l’industria tessile, la musica, la

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Bisogna dire ai giovani quanto sono stati fortunati a nascere in questo splendido Paese che è l'Italia.

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Nelle scorse settimane il gruppo di lavoro “L’altra faccia dello specchio” ha intervistato alcuni docenti e addetti alla segreteria della sezione ITIS­ITG di Racconigi sul tema delle eccellenze in Italia. Alla domanda “Che cos’è l’eccellenza?”, la prof.ssa Angela Fumero ha risposto che “eccellenza è colui o colei che ha fatto cose importanti per l’umanità”; per la prof.ssa Luisa Notario “ eccellenza è raggiungere il massimo livello in quello che si è e in quello che si fa”. Di parere simile è il prof. Carlo Depretis, secondo il quale “il concetto di eccellenza si riferisce alle cose o persone che si distinguono dalla media, dalla normalità”. La prof.ssa Tristana Cacciatori invece ha definito l’eccellenza come “ ciò che è efficiente ed efficace”, mentre la prof.ssa Anna Anzillotti ritiene che “l’eccellenza è impegnarsi al cento per cento per raggiungere il più alto livello di quello che si fa, ad esempio se si è insegnanti, bisogna impegnarsi al massimo per cercare di essere un insegnante eccellente”. Il gruppo di lavoro ha proseguito l’intervista con la domanda: “Quali sono le eccellenze in Italia secondo lei?”. La prof.ssa Fumero ha ricordato

Rita Levi Montalcini

Le eccellenze in Italia: cosa ne pensa Racconigi

moda e l’enogastronomia. Secondo la prof.ssa Notario “le eccellenze sono ricercatori, scienziati, persone di grande cultura ma anche persone che danno esempi di vita”.


Marzo 2013 eccellenze italiane, in campo artistico si è soffermato sulla Gioconda di Leonardo da Vinci che, pur essendo materialmente esposta a Parigi nel famoso Museo del Louvre, vanta un carattere di immortalità da attribuire tutto ad un artista italiano; considerando un altro campo ricco di eccelse testimonianze di nostri connazionali come quello della musica classica, ha citato Verdi e la sua ad arrivare alla fine del mese con Giuseppe dignità. Altra domanda a cui i famosissima opera Aida, ancora docenti hanno risposto in modo oggi apprezzata e interpretata da piuttosto concorde è stata: “Pensa che in Italia oggi le eccellenze siano adeguatamente valorizzate?” Quasi tutti hanno manifestato dei dubbi in proposito facendo riferimento al fenomeno che va sotto il nome di “fuga dei cervelli” e hanno sottolineato che le istituzioni preposte a artisti di fama nei teatri più valorizzare le eccellenze non prestigiosi al mondo, ma non ha sempre lo fanno, forse per dimenticato Luciano Pavarotti, il mancanza di risorse e strumenti celebre tenore scomparso da pochi adeguati o forse per mancanza di anni e, per riferirci all’attualità, volontà politica. Come ha Andrea Bocelli. Per un ragazzo affermato l’addetta alla segreteria della sua età era poi impossibile Barbara Tribaudino, “ non non soffermarsi sul mondo dello essendoci fondi a sufficienza, i sport e in particolare sul calcio, ricercatori vanno all’estero mentre visto che quello italiano è tenuto bisognerebbe potenziare le attività in grande considerazione in tutto di ricerca in modo da non lasciarsi il mondo. D’altra parte scappare le intelligenze migliori”. Mohammed ha anche evidenziato Infine, molto significativa è stata con rammarico che in Italia le l’intervista all’unico studente eccellenze non sono interpellato, Mohammed Fakkar adeguatamente valorizzate, tant’è della V F ITG di Racconigi. che considera del tutto normale il Mohammad è di nazionalità fenomeno della “fuga dei cervelli” marocchina ma sta completando le perché le persone meritevoli che trovano un’adeguata pratiche per ottenere la non cittadinanza italiana a cui tiene collocazione nel mondo del lavoro molto. Infatti è convinto che in Italia, vengono invece accolte a diventare cittadino italiano sia un braccia aperte in altri paesi come passo cruciale per realizzare la sua la Germania, gli Stati Uniti aspirazione a rivestire in un d’America e i Paesi Arabi. prossimo futuro un ruolo Nella nostra Italia purtroppo le importante nella società in cui eccellenze a volte non vengono vive e in cui si è formato. A suo neanche scoperte, perché “sin dai parere, l’eccellenza consiste nel primi anni di scuola non si tiene tendere alla perfezione, conto della marcia in più che uno addirittura nel superarla. studente può avere rispetto agli Considerando le numerose altri e così si finisce col passare Qualcuno infine ha evidenziato che l’eccellenza si può riscontrare in tutte le persone normali che lavorano con onestà e che riescono

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inosservati, perdendo così lo stimolo a raggiungere traguardi importanti”. Secondo Mohammed, per valorizzare le eccellenze occorre un efficace connubio tra la competizione, attivata tramite concorsi e borse di studio, e la meritocrazia. E’ indispensabile quindi scrollarsi di dosso l’abitudine molto italiana della “raccomandazione”. Infine alla domanda “In quali campi secondo te si possono sviluppare altre eccellenze?”, lo studente ha risposto che” in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, si deve puntare sicuramente sul potenziamento delle università italiane come la Sapienza o il Politecnico e altre perché mantengano un buon livello ed evitino di cadere in declino”. Poi ha continuato dicendo che “un

altro ambito con grandi potenzialità è quello paesaggistico e ambientale. Solo per fare un esempio, a Lampedusa si trova la “spiaggia dei Conigli” che è considerata fra le più belle al mondo”. Infine, come non citare il patrimonio artistico italiano, ricchezza che tutti gli stati esteri ci invidiano, come il Colosseo a Roma, gli scavi di Pompei, la città di Firenze e tante altre città che rappresentano dei veri e propri “musei a cielo aperto”.

Enrico Ballari Erica Margaria Stefania La Capra Valentina Falco Antonino Rugolo


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Il Messaggero

I Padri della Scienza

L’Italia ha dato i natali ad alcuni dei più grandi inventori di tutti i tempi, autori di scoperte che hanno rivoluzionato la vita dell’umanità, ma anche a una serie di uomini che hanno apportato alla scienza contributi fondamentali. Quanti geni italiani avrebbero meritato un premio Nobel se esso fosse già stato istituito ai loro tempi? Ogni generazione ha recato con sè un certo numero di giovani talenti di altissimo livello che però solo in parte, per mere circostanze e casi della vita, hanno avuto modo di esprimere le loro potenzialità. I grandi e i recenti premi Nobel italiani sono la prova evidente che per raggiungere certi vertici occorrono buona sorte (ad esempio condizioni famigliari ed ambientali favorevoli in partenza),

grandi ingegneri ed architetti della Roma imperiale o dei chimici ante litteram che furono gli alchimisti del Medioevo e del primo Rinascimento, fondatori inconsapevoli della scienza chimica), vi è stata una

successione ininterrotta di menti di livello internazionale che hanno contribuito a porre pilastri nello sviluppo della scienza. Un semplice elenco di Nobel nostrani ci dà l’idea come in Medicina vi siano state menti italiane eccelse: da Camillo Golgi (1906­per i suoi studi sul sistema nervoso) a Daniel Bovet (1957­per la ricerca farmaceutica), Salvador Luria (1969­per le sue ricerche sulla moltiplicazione e mutabilità dei virus), Renato Dulbecco (1975­per aver scoperto le interazioni tra virus tumorali e il materiale genetico di una cellula), Rita Levi­ Montalcini (1986­per aver scoperto il fattore NGF, la proteina segnale coinvolta nello sviluppo del sistema nervoso di tutti i vertebrati), fino al recente Mario Renato Capecchi (2007­per la sua tecnica innovativa di gene targeting, una tencnica biotecnologica che si serve della ricombinazione omologa).

una passione totale per lo studio e la ricerca, una perseverante dedizione alla missione intrapresa. Dal multiforme ingegno di Leonardo scienziato, vera e propria figura planetaria dal poliedrico intelletto che ha saputo racchiudere in sè le grandi aspirazioni del trivio e del quadrivio, quando cioè scienza e umanesimo erano ancora discipline complementari, al grande Galileo, il cui metodo sperimentale divenne ben presto l’unico approccio possibile per rendere credibile la scienza in ogni sua forma (per non parlare dei fisici e matematici della Magna Nel campo della Fisica poi vi sono Grecia, anch’essi italici, o dei stati veri giganti quali Guglielmo

Marconi (1909­per l’invenzione della radio), Enrico Fermi (1938­ per gli studi sull’energia atomica), Emilio Gino Segrè (1959­per gli studi sul nucleare), Carlo Rubbia (1984­per le ricerche sulle particelle nucleari) e Riccardo Giacconi (2002­per i suoi studi nella zona non visibile dello spettro elettromagnetico). In questo campo l’Italia ha fatto nascere una vera e propria scuola che ha esportato il proprio sapere in tutto il mondo, specie negli studi sull’atomo. Anche la chimica italiana è stata premiata con il Nobel del 1963 a Giulio Natta(per la realizzazione del polipropilene isotattico, comunemente noto come Moplen, un materiale plastico duttile e versatile). Come si fa però a tralasciare almeno un cenno ad alcuni tra i

migliori uomini di scienza che hanno costellato la storia antica e recente del nostro Paese? Un vero esercito: da Evangelista Torricelli (barometro) ad Alessandro Volta (pila), a Luigi Lagrange (funzioni analitiche), da Giuseppe Ravizza (macchina per scrivere) a Galileo Ferraris (motore elettrico), da Ascanio Sobrero (nitroglicerina e sobrerolo) ad Antonio Meucci (telefono), per non parlare di Virginio Schiaparelli (studi su Marte): nessuno di loro può essere considerato un minore nella schiera mondiale degli uomini di scienza. Tra gli scienziati italiani ancora in attività, vanno almeno ricordati Margherita Hack (1922,


Marzo 2013 astrofisica e divulgatrice di rara competenza e modernità) e Umberto Veronesi (1925­oncologo di fama internazionale, il cui impegno contro il carcinoma mammario ha salvato la vita di moltissime donne). Rispetto ad altri popoli europei l’elenco dei Nobel e dei grandi scienziati italiani può apparire modesto. Si sa però che i Nobel vengono assegnati spesso anche sulla base di valutazioni non solo di valore scientifico. A parte ciò l’Italia ha pagato (e forse sta ancora pagando) lo scotto della predominanza che la cultura umanista ha avuto per secoli sulla scienza e della scarsa

considerazione che era data a tutto ciò che era “meccanico” e poteva apparire poco spiegabile secondo le leggi naturali. La constatazione che un popolo non può progredire e competere con gli altri se è privo di una buona scienza, in continua fase di ricerca e verifica, fa parte ormai del comune sentire. Di qui al passaggio successivo, e cioè alla scelta squisitamente politica di destinare più risorse alla ricerca, il passo è obbligato. Non sono mancati e non mancano a tutt’oggi i cervelli di casa nostra: mancano fondi e strutture adeguati che si avvicinino almeno a quanto mettono a disposizione

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nazioni sorelle per i loro scienziati e la loro attività di continua indagine. La rincorsa ad un giusto adeguamento a necessità inderogabili come queste non può essere rimandata e sono certo che tempi nuovi e positivi si affaccino all’orizzonte della vita del nostro Paese. Non più fuga all’estero di giovani e geniali cervelli ma accoglienza di quelli di altri paesi per un proficuo scambio di cultura scientifica. Giuseppe Rubatto

Articolo a fumetti

Italia buona VS Italia cattiva storia del nostro paese attraverso le sue facce

Giovanni Mucciolo, Davide Ferracin

IL MESSAGGERO DELL'ARIMONDI EULA:

RICERCA

PER LA REALIZZAZIONE DELL'AGENDA DELL'IIS "ARIMONDI-EULA"

- Nella sede del tecnico di Savigliano: DUE FUMETTISTI e UN FOTOGRAFO - Nella sede del tecnico di Racconigi: DUE FOTOGRAFI

Chi fosse interessato a partecipare è pregato di avvisare la redazione de "Il Messaggero": Biolatti Marco (Savigliano); Nadia Fogliano (Racconigi)


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festa delle

DONNE

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8 MARZO, AUGURI A TUTTE LE DONNE! Le donne sul suolo italiano... ieri e oggi

"Le donne che hanno cambiato il mondo non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla, se non la loro intelligenza. " Questa è una delle tante frasi che Rita Levi Montalcini dedica alle donne, nella consapevolezza che la figura femminile italiana �� sempre stata fondamentale, perché, anche

se la storia è stata scritta dagli uomini, le donne erano sempre al loro fianco. Già i latini scrissero "Dotata animi mulier virum regit" cioè "una donna provvista di coraggio sostiene il marito", questo era un loro antico proverbio che, con qualche variazione, è rimasto valido fino al ventunesimo secolo. Ma quale donna avrà mai avuto una tale importanza da essere il soggetto di un proverbio? I libri di storia parlano poco di queste figure, ma donne come Agrippina e Messalina hanno lasciato un segno indelebile nelle vicende dei nostri lontani avi. La prima era la nipote di Augusto e la madre di Nerone, ma, al di fuori della parentela, era comunque una grandissima donna che mise a rischio la sua vita molte volte, dicendo verità scomode su una Roma particolarmente corrotta e disonesta. La seconda invece fu qualcosa in più che una portavoce popolare... un'imperatrice, una donna al comando di un impero vastissimo;

protagonista di grandissimi scandali (probabilmente esagerati rispetto alla realtà dei fatti), ma tutto sommato se la seppe cavar bene, nonostante tutte le responsabilità che comportava un compito simile. Molti anni dopo, nel 1046, nasce una bambina che all'apparenza era come tante altre, ma aveva già una luce particolare negli occhi che la distingueva, questa bambina era Matilde di Canossa. Per quarant'anni governò da sola uno stato che si estendeva per quasi tutta la penisola italica, fu protagonista dello scontro tra Impero e Chiesa; dopo la prigionia sotto Enrico III divenne una grandissima sostenitrice del Papa e dopo pochi anni di matrimonio decise di divorziare e di ereditare completamente tutti i territori del padre diventando la più grande alleata del Papa Gregorio VII. Non tutte le donne sono famose e ricordate per aver preso il posto di un uomo, ma per aver ispirato e per essere state il motivo dei migliori poemi mai composti, come Beatrice, la grande musa di Dante, donna misteriosa di cui sappiamo veramente poco, anzi non siamo neanche sicuri che sia veramente esistita, ma della quale il poeta italiano per eccellenza continua a dirci che"tanto gentil e tanto onesta pare" ed è grazie a lei se noi italiani possiamo vantare uno dei migliori poemi della storia. Negli anni successivi, quelli delle signorie in Italia, ricordiamo i nomi di donne che hanno segnato la loro impronta nella storia grazie alla loro forte personalità: Lucrezia Borgia, Caterina de' Medici, Anna Maria Luisa De Medici, Bianca Maria

Sforza, Maria Beatrice d'Este e Isabella d'Aragona. A mano a mano che le donne prendono piede sulla scena sociale e politica, si arriva quasi ai giorni nostri con la grandissima Maria Montessori, educatrice e pedagogista italiana, la prima donna italiana a conseguire una laurea in medicina. Ha dedicato tutta la sua vita ai bambini con problemi psichici. Per ultima, ma ovviamente non per importanza, ricordiamo la famosa Rita Levi Montalcini, mancata il 30 dicembre

2012, alla veneranda età di 103 anni. Nel 1986 ottiene il premio Nobel per la medicina grazie all'identificazione del fattore di accrescimento della fibra nervosa o NGF. Tra i mille riconoscimenti è stata anche la prima donna a essere ammessa alla Pontificia Accademia delle Scienze. Qualche anno dopo, nel 2001, è stata nominata senatrice a vita "per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo scientifico e sociale". Per riassumere tutto ciò che le fantastiche donne italiane hanno fatto per la storia basta una frase di Alphonse Karr: "La donna per l'uomo è uno scopo, l'uomo per la donna è un mezzo ".

Laura Masucci

IL MESSAGGERO DELL'ARIMONDI EULA È REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DI:


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Marzo 2013 L’8 marzo si celebrerà la Giornata Mondiale della Donna, negli ultimi anni definita quasi impropriamente Festa della Donna. Dico impropriamente perché le origini di questa ricorrenza sono alquanto legate a un fatto tragico: nel 1908 le operaie dell’industria tessile Cotton a New York scioperarono, protestando per le vergognose condizioni in cui erano costrette a lavorare. Dopo diversi giorni di sciopero, il proprietario decise di bloccare le uscite della fabbrica per impedire alle lavoratrici di uscire. Lo scoppio di un incendio all’interno dello stabilimento arse vive le 129 “prigioniere”. Molti sostengono però che questo evento non sia mai avvenuto, negando addirittura l’esistenza dell’industria Cotton a New York: fanno risalire la nascita di questa celebrazione annuale a un’altra

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tragedia, avvenuta sempre nella città americana nel marzo 1911. Un incendio si propagò negli ultimi piani di una palazzina che ospitava la sede di una fabbrica di camicie (la Triangle Waist Company), mietendo centinaia di vittime, per la maggioranza donne che lavoravano sessanta e più ore la settimana. Il fuoco si diffuse fino al decimo piano dell’edificio, e alle donne non restò che saltare nel vuoto, cercando di evitare una morte tra le fiamme. Fonti riferiscono che, cedute le scale esterne, avevano iniziato a piovere dall’alto corpi destinati a formare sulla strada orrende piramidi umane. «A una finestra del nono piano si videro apparire un uomo e una donna; ella baciò l'uomo, che poi la lanciò nel vuoto e la seguì immediatamente». «Due bambine, due sorelle,

precipitarono tenendosi per la mano; si separarono durante il volo ma raggiunsero il suolo nello stesso istante, entrambe morte». Le 146 donne sfracellate al suolo hanno visto il loro sogno americano infrangersi su un marciapiede, consapevoli che la vita aveva concesso loro un’unica libertà e cioè come morire: di parto, sul lavoro, per mano di un marito violento o a causa di una repressione della polizia? Le donne da sempre faticano a far valere i propri diritti, e ancora oggi sono tanti i casi di soprusi e sofferenze sopportati dal mondo femminile: è forse giusto considerare Festa il martirio di decine di donne desiderose di riscattarsi?

Ilaria Monge

Offro a tutte le donne queste mimose, anche se ritengo che non sia solo oggi la festa delle donne, ma per tutto l'anno le donne sono una festa per chi le sa apprezzare!

IL MESSAGGERO DELL'ARIMONDI EULA FA GLI AUGURI A TUTTE LE DONNE DELL'ISTITUTO

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La Festa delle Donne

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Fernanda Irlante

festa delle

DONNE


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festa delle

DONNE

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Donne nella politica italiana L’articolo 29, comma 2, della Costituzione italiana cita: “Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi.” Forse è una metafora, ma lo stato non è come una grande famiglia? Perché allora è stato necessario inserire le quote rosa, per permettere alle donne di partecipare alla vita politica? Per chi non lo sapesse, le “quote rosa” sono le quote minime di presenza femminile all’interno degli organi elettivi. Statisticamente parlando, sappiamo che nel Parlamento italiano, istituzione bicamerale, la presenza delle donne è circa del 20%. Nel Senato della Repubblica si contano 61 donne su 315 Nella Camera dei senatori. Deputati il confronto è di 134 su 630. Per quanto riguarda il governo, si è spesso parlato nel corso dell’ultimo anno dell’atto

“coraggioso” di Monti. Sono, infatti, state contemporaneamente nominate tre donne per tre ministeri di rilevante importanza: Elsa Fornero per il Lavoro, Anna Maria Cancellieri per l’Interno e Paola Severino per la Giustizia.

Parlando di sindacati, la prima donna a capo di una confederazione sindacale è stata Renata Polverini nel 2006. Ma allontaniamoci dal presente e torniamo al 1982, quando Camilla Ravera fu la prima donna a ricevere la nomina di senatrice a vita. Oppure al 1920, anno di nascita di Nilde Iotti, sicuramente la donna più importante della politica italiana, in quanto fu la prima a ricoprire la carica di presidente della Camera dei

Deputati per tre legislature, dal 1979 al 1992. O ancora al 1887, anno di nascita di Lina Merlin, che fu membro dell’Assemblea Costituente e fu la prima donna ad essere eletta al Senato, nel 1948. Nel 1995 ci fu la prima nomina di una donna alla Farnesina, ossia al Ministero degli Affari Esteri, Susanna Agnelli. Nel 1998 Rosa Russo Iervolino fu la prima donna al Viminale, il Ministero dell’Interno. Non è possibile rendere giustizia a tutte le donne

festa delle DONNE

a SAVIGLIANO

Città di Savigliano Città di Racconigi

festa delle

che hanno partecipato attivamente al progresso non solo politico, ma anche economico e sociale. Ma è evidente che per trovarsi in una

situazione di reale parità, le cariche politiche dovrebbero essere ricoperte solo per il 50% dagli uomini. Purtroppo, la donna è sempre stata sottovalutata. Basti pensare che, cercando su un comune dizionario dei sinonimi e contrari, alla parola “donna” si trova ancora correlata la definizione di “sesso debole”. Sarebbe presunzione anche solo pensare di affidare il potere esclusivamente alle donne. Tuttavia, è necessaria un’equa collaborazione tra le parti. Per questo le donne devono continuare a lottare per i propri diritti e ad impegnarsi socialmente, per far capire agli uomini che le “femmine” non sono l’anello debole, ma sono al contrario parte fondamentale per l’integrità della comunità. Chiara Sacco

festa delle DONNE

a RACCONIGI

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Marzo 2013

ATTUALITÀ Orco Boia!

Dopo mesi e mesi di entusiasmante campagna elettorale, dopo le delusioni dei precedenti governi e lo sgomento delle dimissioni del Papa (che si sentiva un po’ messo da parte), finalmente abbiamo un vincitore delle elezioni politiche italiane: tutti! Neanche il defunto polpo Paul avrebbe indovinato il risultato di queste elezioni. In teoria il vincitore sarebbe il Partito Democratico, quello rappresentato da Pierluigi Bersani, il bolognese dalle mille metafore, il candidato premier non deciso da se stesso ma da circa due milioni di italiani partecipanti alle primarie e il politico che pensava che quest’anno era quello buono per mandare a casa il cattiv…buon Berlusconi. A proposito di Berlusconi, a parer mio è ancora una volta lui il vincitore “morale” di queste elezioni: l’imprenditore, partendo in ritardo rispetto agli altri, è riuscito ad ottenere due ottimi risultati nella Camera e nel Senato (al Senato ha uno scarto rispetto al centrosinistra di circa 2% invece alla Camera manco l’uno). Ancora una volta si è mostrato il più furbo di tutti, da bravo industriale ha puntato a conquistare gli elettori con tre semplici frasi: “Vi restituisco l’IMU!”, “Facciamo il Condono!” ed infine “Compro Balotelli!”. L’altro grande vincitore di queste elezioni è Beppe Grillo: solo il suo partito ha ottenuto il 25 % dei consensi alla Camera! Era scontato che il Movimento Cinque Stelle entrasse in Parlamento ma non con questo sorprendente risultato. Con il motto “Mandiamoli tutti a casa!”, il primo comico­ parlamentare con qualifica è riuscito a conquistare tutte le piazze italiane e ad attirare milioni di voti. E i tecnici dove sono finiti? Il povero Monti non ha spaccato

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tutto, anzi è stato spaccato lui! Non è riuscito nemmeno ad essere la terza forza politica d’Italia, forse ha perso la credibilità alleandosi con Casini e Fini, quest’ultimo non è manco entrato in Parlamento. Però dobbiamo rispettare e provare gratitudine per il professore, perché è stato l’unico che in un momento così difficile è riuscito a riportar su il paese, quelli che erano lì (e che saranno ancora lì) non sono nemmeno riusciti a fare una nuova legge elettorale che subito dopo la fine delle elezioni è stata criticata da loro stessi! Che ridere, o amarezza? Queste elezioni hanno rappresentato perfettamente l’Italia. Hanno mostrato che i politici hanno paura dei comici, come Crozza, Marcorè e Litizzetto con il suo Festival di San Remo, minacciati di portare via voti importanti. Queste consultazioni hanno fatto vedere che in Italia non è ancora arrivata la svolta, molti italiani credono ancora alla pubblicità di quelle persone (di qualsiasi colore) che hanno rischiato di far andar in banca rotta l’Italia, togliendo qualche tassa ma mettendone un’altra e con tutti i loro sprechi per farsi solo i propri interessi e non quelli del nostro povero paese. Ma ora è finita, abbiamo votato, speriamo che quelli che andranno a scaldare le poltrone di Montecitorio e di Palazzo Madama siano in grado di mettersi d’accordo per far uscire dal tunnel l’Italia, investendo quel poco che ci rimane nell’istruzione e non negli F­35. Marco Biolatti

I STITUTO I STRUZIONE S UPERIORE ARIMONDI -E ULA S AVIGLIANO-RACCONIGI

REDAZIONE:

Alerino Cecilia Anselmo Federico Antonino Rugolo Ascrizzi Eleonora Avalle Arianna Barbero Luisa Bosio Valentina Brovia Manuel Candelo Beatrice Cardellino Lorenzo Cerrato Valerio Chiavassa Aicha Chiavazza Valentina Devale Nicolò Enrico Ballari Erica Margaria Ferrero Simone Fogliano Nadia Gallo Giacomo Ghietto Stefania Gonella Camilla Granetto Monica Lungu Iulian Maretto Carlotta Monge Ilaria Orlanda Federico Ortu Michela Ouassiri Osama Parola Roberta Paschetta Ettore Reviglio Aurora Rubatto Giuseppe Sabena Luca Sacco Chiara Secco Alessio Serghie Andreea Sorasio Martina Stefania La Capra Tammaro Vittorio Tavella Simone Valentina Falco Vlasin Maria Andreea

CAPOREDATTORI: Biolatti Marco & Masucci Laura VICE CAPOREDATTORI : Lombardo Federico & Cedrani Sara FUMETTISTI:

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L'arte in Italia

significative dell'Impero Romano sono a Roma con importanti monumenti quali il Colosseo, l'arco di Costantino, il Foro Romano e la zona dei Fori Imperiali e nelle località di Pompei ed Ercolano in Campania. I romani testimonianze con caratteristiche e sono stati importanti per il territorio italiano anche grazie ai culture diverse. La presenza della civiltà greca notevoli livelli raggiunti dalle loro nell’arte edilizia, nelle regioni dell'Italia tecniche Giulia Valfrè meridionale è ancora oggi visibile in mirabili opere e monumenti, splendidamente conservati, come i templi e i teatri nelle città di Siracusa, Taormina ed Agrigento in Sicilia. Le città dell'Umbria, della Campania e del Lazio sono ricche dei resti della misteriosa civiltà etrusca: a Cerveteri e a infatti importanti Viterbo, per esempio, si trovano ricordiamo strade, acquedotti e infrastrutture tombe etrusche, mentre la più importante città etrusca in Italia è non solo nella città di Roma, ma fieramente affermare che l’Italia si Perugia, celebre per la presenza di anche ad Aosta, Verona e Torino. Le principali città d'arte dell'Italia trova ai primi posti, su una scala necropoli e tombe. settentrionale sono le città mondiale, infatti ha il patrimonio lombarde di Milano, Brescia e artistico e culturale più ricco del Monza, raggiunte dai Longobardi mondo con i suoi 3400 (almeno) che hanno lasciato diversi segni musei, 2100 parchi archeologici e artistici del loro passaggio. 43 siti Unesco. L'Italia è anche ricca di opere L’immenso patrimonio artistico e d’arte nelle maggiori chiese o monumentale presente in Italia basiliche e innumerevoli quadri e rappresenta la principale risorsa sculture sono conservati nei economica per il turismo e lo principali musei del territorio. La sviluppo del territorio. maggior parte del patrimonio Bellezze artistiche e monumenti artistico italiano risale al periodo impressionanti non si trovano L'arte e la letteratura rinascimentale: il Rinascimento è soltanto in grandi città come sono l' emanazione stato infatti il periodo storico più Roma, Napoli, Firenze, Venezia morale della civiltà, la importante del nostro paese ecc, ma in ogni provincia e durante il quale sono vissuti i più regione si possono trovare spirituale irradiazione famosi pittori e artisti della storia, straordinarie bellezze da dei popoli. Giosuè Carducci che hanno abbellito con i loro ammirare. L'arte italiana si è sviluppata fin L'Italia raggiunge una cultura affreschi l'interno delle chiese di dalla preistoria: i numerosi popoli artistica comune nell'epoca Firenze, Padova, Assisi, Ferrara e che hanno occupato il territorio romana: le testimonianze più Urbino ma, soprattutto, di Roma, la nostra meravigliosa capitale italiano hanno lasciato che, ad ogni angolo delle sue splendide vie, testimonia la grande storia dell’umanità che di tema del mese di marzo: là è passata e la cui vetta più L'ITALIA s'è desta! Storie degli Italiani sublime è, senza dubbio, la Primo Classificato: spettacolare Cappella Sistina di Ettore Paschetta, III L sc. Racconigi bellezza quasi sovrumana. Giulia Valfrè

Ultimamente sul conto del Paese italiano se ne sono dette di tutti i colori. Certo, la maggior parte delle critiche ha valide fondamenta, ma proviamo a guardare anche l’altra faccia della medaglia; facciamo un elogio a tutte le cose positive che si possono dire a proposito della nostra penisola. E andiamo a parlare, in particolare, dell’arte italiana. A questo proposito possiamo

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Concorso Fotografico de "Il Messaggero" Secondo Classificato: Giulia Valfrè, IV L sc. Racconigi

Maria Andreea Vlasin


Marzo 2013 La musica italiana

La musica è l'arte e la scienza dell'organizzazione dei suoni nel corso del tempo e nello spazio. Si tratta di arte in quanto complesso di norme pratiche adatte a conseguire determinati effetti sonori, che riescono ad esprimere l'interiorità dell'individuo che produce la musica e dell'ascoltatore.

Anche in Italia si è sviluppata la musica. Dai più grandi artisti dell’epoca ai minori, di interesse puramente personale. La musica nella penisola italiana ha origine già prima dell'affermazione del dominio di Roma. È in questo periodo che si fanno risalire i primi strumenti in metallo usati soprattutto dai militari. Successivamente con la diffusione del Cristianesimo, si vede la nascita del canto cristiano e della musica corale, alle quali venne affiancato, successivamente, l'accompagnamento dell' organo;

nel VI secolo si vede la nascita del canto gregoriano che classificò i brani di musica sacra ispirandosi ai modi della musica greca. Dal IX secolo e per tutto il Medio Evo venne introdotto l'uso del neuma, che fu la prima forma di notazione musicale, che venne abbandonata intorno al XV secolo dopo l'introduzione del pentagramma. Successivamente tra i maggiori esponenti della musica italiana, abbiamo Antonio Vivaldi, compositore e violinista italiano. Fu uno dei violinisti più virtuosi del suo tempo e uno dei più grandi compositori di musica barocca. E’ considerato il più importante, influente e originale musicista italiano della sua epoca. Vivaldi contribuì significativamente allo sviluppo del concerto, soprattutto solistico. Passando all'Ottocento, tra i maggiori protagonisti abbiamo Gioacchino Rossini, Vincenzo Bellini, Gaetano Donizetti, Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini. Si giunge al Novecento, che vede la nascita della musica pop e rock (oltre agli altri numerosi generi musicali del periodo) negli Stati Uniti, che giunse, più tardi, anche in Italia. Infine, dal ’45 a oggi, abbiamo quella che viene chiamata la musica melodica leggera, che

Lo stile a portata di tutti

L'Italia: Paese considerato sovente come fanalino di coda, spesso ultimo nelle classifiche. Questa visione e questo modo di pensare, in realtà, non rispecchiano a fondo le caratteristiche del nostro caro Paese. Alcuni pregi? Li abbiamo tutti i giorni davanti ai nostri occhi. I monumenti artistici, la storia, la cucina mediterranea, lo stile... Un esempio? La presentazione a Milano della stagione AUTUNNO­INVERNO 2013­2014, durante la quale hanno sfilato i maggiori brand dello stile italiano come Dolce&Gabbana, Armani, Gucci, Etro, Calani, per citarne alcuni. Si è potuto

constatare che il “SERIAL FASHION” è fuori moda. Da Armani scorrono in passerella un mix di combinazioni che non hanno il compito di porsi come norme imperative del fashion, ma sono suggerimenti che ognuno di noi può rielaborare e cucire addosso alla propria personalità. I classici si rinnovano non con completi stravolgimenti, ma con piccole trasgressioni guidate dal buon gusto. La vera eleganza è allergica ai decaloghi. L'innovazione non passa solo attraverso i tessuti, ma anche attraverso il corpo. Basta con i modelli super palestrati. Oggi un bel ragazzo può essere magro e

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comprende molti cantautori tra i più importanti Fabrizio De André, Pierangelo Bertoli, Francesco Guccini, ma anche di opera lirica moderna come Luciano Pavarotti e Andrea Boccelli. Tra gli adolescenti invece è più diffusa la musica Rock tra cui Vasco Rossi, Ligabue, Laura Pausini, ma anche la musica Hard Rock e Heavy Metal con i Lacuna Coil, Rhapsody On Fire, Sabotage, Linea 77. Ma forse, salvo rari casi, la musica qua in Italia non è finita (Pure i Linea 77 sopra citati cantano una loro famosa canzone "La musica è finita’’)? Dove sono finiti artisti come la Premiata Forneria Marconi (P.F.M.) in grado di avere un successo mondiale con contenuti musicali avanti anni luce rispetto agli anni di pubblicazione? O meglio ancora dove è finito l'artista come Domenico Modugno in grado di scrivere una canzone invidiata e cantata da tutto il mondo? A guardare la musica di oggi pare che gli artisti non siano però stati influenzati dalla lunga schiera che vi abbiamo citato prima , ma di sicuro tutti di bell' aspetto; non sarà mica l'aspetto esteriore ora ad influenzare musicisti produttori e fan? Nicolò Devale scattante senza dover passare ore e ore in palestra a gonfiare i pettorali. La nuova virilità che si sta delineando è forte e composta, nonostante l'utilizzo massiccio di pochette dai colori sgargianti e di altre piccole nuove chicche. La moda non accetta più di limitarsi alle passerelle, ma vuole essere parte integrante della nostra vita di tutti i giorni. In questo modo gli stilisti hanno saputo interpretare la volontà di un Paese che vuole cambiare, rinnovarsi, pur non dimenticando il proprio vissuto, su cui pone le sue fondamenta. Luca Sabena


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Un illustre che ha reso famosa l'Italia

Il teatro è, da sempre, una delle più popolari forme di espressione dell’uomo, che ama esibirsi sul palco per dare vita alle proprie emozioni e alle proprie esperienze, affinché esse rimangano impresse negli annali della storia. Pertanto, se analizziamo le “eccellenze” che, passo dopo passo, hanno contribuito alla realizzazione e allo sviluppo della nostra Italia, non possiamo far altro che analizzare anche una delle principali “eccellenze” che, attraverso il teatro, ha dato voce e forma alla nostra storia, Carlo Goldoni. Goldoni è considerato uno dei padri della commedia moderna e deve parte della sua fama anche alle opere composte in dialetto veneto; nasce a Venezia il 25 Febbraio 1707 e muore a Parigi il 6 Febbraio 1793, all’età di quasi 86 anni. Durante la giovinezza si trasferisce più volte con la propria famiglia, a causa del lavoro del padre; tornato a Venezia, intraprende il praticantato presso lo studio legale dello zio, poi riprende a seguire il padre nei suoi viaggi. In questo periodo, inizia ad elaborare le prime opere comiche (ancora in forma dilettantesca) e scopre la passione per il teatro; quando muore improvvisamente il

padre, tocca a Carlo prendersi cura della famiglia e così torna a Venezia, dove completa gli studi e intraprende la carriera forense. A Verona incontra il capocomico Giuseppe Imer, in sua compagnia inizia a scrivere le prime tragicommedie e, seguendolo a Genova, conosce e sposa Nicoletta Conio, poi torna a Venezia. A Pisa conosce il capocomico Girolamo Nedebach e, seguendo il suo consiglio, continua la stesura delle proprie commedie ed esibisce le proprie opere nei principali teatri della zona. Nel 1762 si trasferisce a Parigi, dove nota, con un certo stupore, che il pubblico francese nutre aspettative molto diverse per la commedia, rispetto a quelle del pubblico italiano; i francesi, infatti, identificano nella commedia italiana proprio quello stile dal quale Goldoni aveva, da sempre, cercato di allontanarsi. Pertanto Goldoni modifica i testi italiani, adattandoli al gusto del pubblico francese, così facendo riscuote un enorme successo. Negli ultimi anni della propria vita, insegna la lingua italiana alla famiglia reale e ottiene una pensione di corte; scrive in lingua francese la propria autobiografia “Mémoires”. La Rivoluzione Francese

Non solo grandi eroi...

Cesare, Garibaldi, Mazzini, Pertini … e tanti altri valorosi uomini che hanno reso grande l’Italia. Solo leggendo questi nomi ci sentiamo rimpicciolire, schiacciati da queste leggende che hanno cercato di lasciare il mondo un po’ migliore di come lo avevano trovato. Ma non solo loro sono grandi eroi. Siamo circondati ogni giorno da persone di questo tipo. Basti pensare a coloro che quotidianamente salvano centinaia di vite mettendo a rischio la propria, a quei medici che lavorano giorno e notte per

ridare un sorriso a chi lo ha perduto, a quegli italiani solidali che danno senza chiedere nulla in cambio, all’uomo che dà una coperta al barbone sdraiato sotto un ponte, alla donna che si ferma a confortare una prostituta , alla ragazza che cede il posto in autobus al signore più anziano, ai pescatori di Lampedusa che, in piena notte, con le loro barchette segante dal tempo, partono per recare aiuto a coloro che si trovano in mezzo al mare, in balia della disperazione, a quegli uomini di legge che sacrificano la loro vita

sconvolge notevolmente la vita di Goldoni, perché abolisce le pensioni istituite dal sovrano e, il 6 febbraio 1793, lo costringe a morire in miseria. Le sue principali opere sono : “La putta onorata”, “La buona moglie”, “La famiglia dell’antiquario”, “La bottega del caffè”, “La locandiera”, “La finta ammalata”, “Il campiello”, “Gli innamorati”, “I rusteghi”, “La casa nova”, “Le baruffe chiozzotte” e “ Il ventaglio”. L’intera opera goldoniana si offre come un’ininterrotta serie di situazioni, si svolge attraverso un “quotidiano parlare”, ad un’attenta rappresentazione del reale, volta a riportare nel teatro la realtà che la commedia dell’arte aveva allontanato. Valentina Chiavazza

per far trionfare la giustizia e, infine, a quel ragazzo che si rimbocca le maniche di fronte alla crisi e si costruisce da solo il suo futuro là dove non c’è. Sono piccoli gesti , che non fanno rumore, di uomini e donne senza volto e senza nome che percorrono silenziosi le strade della Grande Storia e sono ignorati dai giornali, ma è grazie a loro che mi sento orgogliosa di essere italiana e sono queste persone che mi fanno credere in un’ Italia che ha ancora la forza di rialzarsi. Arianna Avalle


Marzo 2013 Come vincere un concorso...

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lo spiega Marco Brero, vincitore del concorso di poesia organizzato dal centro studi “Nuova Acropoli”

Spesso abbiamo in mente molti stereotipi, come per esempio quello secondo il quale gli studenti che frequentano il Liceo Scientifico siano matematici o scienziati pazzi, mentre immaginiamo che poeti e scrittori seguano o abbiano seguito percorsi di formazione fondamentalmente umanistici; in verità non ci accorgiamo di quanto queste due realtà siano vicine e presentino elementi in comune. Infatti, anche la matematica di per sé è un’arte, proprio come lo sono la poesia e la scrittura in generale. A dimostrarcelo è uno studente che frequenta la 4^A del Liceo Scientifico “Arimondi­Eula”, il quale ha vinto un concorso di poesia organizzato dal centro studi “Nuova Acropoli” di Pescara, sul tema del viaggio: si tratta di Marco Brero, al quale abbiamo pensato di rivolgere alcune domande. Che cosa ti ha spinto a iscriverti a questo concorso? In primis mi sono iscritto ad una newsletter che mi invia bandi di concorso di ogni tipo. Dato che scrivere mi appassiona, ho provato a confrontarmi con realtà ampie e diversificate come i concorsi; avendo trovato un tema che mi ha affascinato parecchio, ho scelto di partecipare! Che cosa ti affascinava di questo tema? La dicitura era “Concorso di poesia e filosofia”. Reputo quest'ultima la disciplina scolastica più coinvolgente e suggestiva, quindi ho sentito di potermi lanciare in qualche riflessione. Nello specifico il tema era quello del viaggio, accompagnato da una splendida frase, che ne dà un significato tutto particolare: "Il giovane cammina più veloce dell'anziano, ma l'anziano conosce la strada" (proverbio africano). Quindi scrivevi sin da prima del concorso? Beh, sì. Ho sempre pensato che la scrittura sia un gran bel mondo in cui rifugiarsi ogni tanto. Ho partecipato ad un concorso un paio d'anni fa con l'associazione "Mai + sole" contro la violenza sulle donne; per il resto ho scritto molto per me stesso fin da piccolo e continuo a farlo, perchè al di là della retorica mi dà grande soddisfazione. Di solito di che cosa trattano i tuoi scritti? Sono un vagabondo in questo senso: vario molto generi e stili. Ho concluso tre "libri": due ai tempi delle elementari che riguardavano un improbabile investigatore­ippopotamo, poi mi sono cimentato in un romanzo storico. Se scrivo poesie, mi lascio trasportare dal

sentimento, ma provo anche a descrivere razionalmente quello che mi circonda. Mentre l'attualità è un eccellente impulso per qualche articolo. Visto che adori scrivere, suppongo ti piaccia anche leggere... Che libri leggi? E' un'ottima associazione, sono sicuro che la passione per lo scrivere sia stata la naturale conseguenza delle tante letture. Ad oggi, secondo il programma scolastico, affrontiamo grandi classici del passato, ma nel tempo libero mi avvicino anche a libri meno impegnati, di ogni genere. Tra i miei preferiti ci sono legal o political thriller, ma anche spionaggio: un nome su tutti, John Le Carré. Per me sono stati molto importanti, però, soprattutto le testimonianze di Primo Levi e la letteratura che tratta di mafia. Come vedi, di nuovo regna la varietà. Da che cosa trai ispirazione? Questa è una domanda difficile. Dalla presunzione di essere parte di qualcosa di più grande. Scrivo per descrivere cosa vedo attorno a me e cosa penso di questo. Scrivo una specie di diario con un'impostazione completamente diversa. Così poi a distanza di tempo rileggo e ricordo. A volte l'ispirazione deriva dalla noia, ma non così spesso. Quindi, in ciò che scrivi inserisci spesso parte di te stesso, affrontando magari argomenti di cui non parli normalmente e che preferibilmente custodisci per te? Non ho grossi scheletri nell'armadio. Il mio vero io è quello che condivide gran parte della giornata con gli altri; quando scrivo provo a dare sfogo a una fantasia esuberante o a scavare più in profondità negli avvenimenti, nelle situazioni, ma anche in me stesso. Ogni volta che scrivo, di qualsiasi argomento, lascio – penso ­ inevitabilmente un tocco personale. Se non erro, tu frequenti il Liceo Scientifico, giusto? Sì, e intuisco che finiremo per parlare della ragione per cui, se ero così appassionato per la scrittura, non ho scelto un percorso umanistico... In verità, non mi sono affatto pentito della mia decisione: posso far convivere la passione per la scrittura con il mondo scientifico, che mi intriga parecchio e sa darmi ottimi spunti. Non hai paura di non riuscire a conciliare la scrittura e la scuola? La scuola è la mia priorità e sono ben consapevole del fatto che io possa (sono un inguaribile ottimista), se ci metto impegno, voglia e onestà, garantirmi un buon futuro. In questo momento la scrittura non può darmi troppe rassicurazioni. Detto ciò, parte

del tempo libero dallo studio è impegnato dalla scrittura. Proprio per questo limite mi concentro su scritti brevi: un libro, ora che sono leggermente più maturo, sarebbe un sogno unico, ma anche, in termini di tempo ed energie mentali, molto dispendioso. In questo momento, troppo dispendioso. Qual è l'atmosfera perfetta per scrivere? Sono almeno tre le atmosfere, che danno tre risultati diversi: a volte una situazione, ma anche solo un oggetto o un paesaggio suscitano dei ricordi e la scrittura è fatta di quelli. Un'altra atmosfera perfetta è quella che si vive quando ci si trova in un posto meraviglioso, con persone a cui si vuole bene: allora scrivere diventa una sfida con se stessi per descrivere a pieno la perfezione. Una terza atmosfera, anche se sembra strana, è un pomeriggio cupo di pioggia, quando si è arrabbiati. Non si sta bene, ma alla scrittura servono sensazioni forti e la rabbia è la più straripante. Il tuo sogno è di diventare uno scrittore, anche se si tratta di un’attività che non sempre garantisce stabilità? Se parliamo di sogni, allora vorrei avere un lavoro appagante, che mi lasci al contempo una buona quantità di tempo libero per dedicarmi alla scrittura. Se, però, in qualche modo il pubblico apprezzasse il mio stile, perchè non tentare una carriera letteraria? A quel punto però vorrei garantire anche un apporto culturale, sociale e, magari, politico a più persone possibile. Se fossi costretto a cadere di schiena nella realtà, in un periodo che ha tutte le armi per uccidere i sogni, non scommetterei troppo su un futuro da scrittore. In un mondo come il nostro, in cui sognare e avere idee proprie è sempre più difficile, pensi sia utile scrivere? Io dico che un pensiero originale, nel nostro sistema, è sempre rivoluzionario. Scrivere di se stessi, delle proprie idee e pensieri, di ideali e timori, è fondamentale non per l'intento di conversione coatta di chi legge, ma per dare un'opportunità di confronto allo stesso, che potrebbe far nascere un potenziale pensiero originale (e quindi, come detto, rivoluzionario). Gli ideali hanno perso la loro forza con il conformismo, ma io, personalmente, ogni volta che leggo mi chiarisco le idee e, quando scrivo, lo faccio ancora di più. Michela Ortu


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27 GENNAIO, PER NON DIMENTICARE! Un'interessante mostra nel Giorno della Memoria

Nel 1925 Hitler scrive il famoso saggio che racchiude il suo programma politico, il “Mein Kampf”. In esso vi sono tutti i presupposti che porteranno all’Olocausto, termine che deriva dal greco olokaustos («bruciato interamente») e che rappresenta il genocidio posto in essere dalla Germania nazista e dai suoi alleati nei confronti principalmente, ma non esclusivamente, degli ebrei europei. In ebraico è anche detto Shoah. In realtà, lo sterminio degli ebrei

ha rappresentato la fase conclusiva di un processo che si è sviluppato nel tempo. Nel 1933, infatti, inizia la vera e propria segregazione degli ebrei tedeschi. La notte tra il 9 ed il 10 novembre del 1938 avviene la così detta “notte dei cristalli”, organizzata su impulso di Ioseph Goebbels, durante la quale vengono distrutti negozi, case, attività degli ebrei di Germania, 36 dei quali vengono uccisi. Nel 1941 Heydrich riceve l’incarico da Hitler di realizzare la “la soluzione finale”, con la deportazione nei campi di sterminio dell’intera popolazione ebraica, senza distinzione di età, sesso, condizioni di salute, da tutta l’Europa occupata dai nazisti. Adolf Eichmann (catturato, dopo la guerra, in Sudamerica dai servizi segreti israeliani e

giustiziato) sarà il braccio organizzatore dello sterminio stesso. Nell’arco di qualche anno tra i 5 ed i 6 milioni di ebrei di tutta Europa moriranno nei campi

di concentramento, fino a quando il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche non libereranno il campo di sterminio di Auschwitz. Per mantenere vivo il ricordo di fatti così tragici ogni anno, il 27 gennaio, ricorre la “Giornata della Memoria”, che anche l’Istituto Arimondi­Eula ha voluto celebrare attraverso un’iniziativa concreta. E’ stata infatti organizzata una mostra, dal significativo titolo “Come (non) si diventa razzisti”, nei locali del plesso scolastico saviglianese, mostra non limitata al razzismo perpetrato dalla Germania nei confronti della popolazione ebrea fino al suo sterminio, ma estesa a tutte le forme di razzismo che con il tempo sono emerse e che possono contagiare quotidianamente, anche oggi, ciascuno di noi. Ne è scaturita un’analisi interessante del fenomeno, che ci coinvolge tutti direttamente, soprattutto in relazione ai nostri comportamenti nei confronti di chi può apparire “diverso”, e come

tale può indurci ad un atteggiamento diffidente o sospettoso. E’ infatti facile non essere razzisti nei confronti di popolazioni che si conoscono; troppo spesso invece occorre ancora imparare ad esercitare la tolleranza verso chi non ha le nostre stesse origini. Da questo punto di vista, la mostra è stata una grande lezione: la Storia può infatti insegnare molto a ciascuno di noi. Può ad esempio aiutarci a comprendere che certe situazioni aberranti verificatesi in passato, se non sono ben conosciute, possono riproporsi

nel presente, e che le esperienze vissute da altri possono al contempo costituire un monito ed essere una valida guida per il nostro futuro. Un’iniziativa dunque da mantenere viva negli anni.

Cecilia Alerino


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Marzo 2013 Giornata della Memoria al Tecnico di Savigliano

Il primo febbraio, in occasione della giornata della memoria, tutte le classi dell’istituto Eula di Savigliano hanno focalizzato le loro menti sui dolori del Novecento. A iniziare l’incontro è stato il professor Marco Castelli con una conferenza intitolata “Rovistando nelle pattumiere del mondo”. È stato così possibile per i ragazzi venire a conoscenza di genocidi poco trattati e ai quali l’umanità ha spesso assistito senza intervenire. I massacri contro la popolazione armena cristiana e le successive deportazioni di massa che hanno causato circa un milione e mezzo di vittime; la morte di 800 mila civili ruandesi, tra cui donne e bambini, nell’atroce conflitto scoppiato tra Hutu e Tutsi, con un'analoga cifra

stimata nel vicino Burundi… francesi sono stati radunati nel Questi sono solo alcuni esempi di Velodromo d’Inverno di rue Nélaton per due giorni senza acqua, prima di essere smistati nei campi di concentramento. Venire a conoscenza che quest’atrocità sia avvenuta per volontà e mano francese, non tedesca, è stato ciò che più ha impressionato. Questa giornata ha ampliato il punto di tragedie troppo spesso ignorate o vista degli studenti sulla crudeltà addirittura dimenticate. umana, ma anche offerto la Terminato l’incontro, e concesso possibilità di riflettere sulla un breve intervallo agli studenti, è capacità degli uomini di saper stato proiettato il film “La chiave esprimere compassione attraverso di Sara” diretto da Gilles Paquet­ l’opera di coloro che, pur in Brenner e tratto dall'omonimo situzioni difficili, hanno trovato il romanzo di Tatiana de Rosnay. coraggio di dare una mano. Come il contemporaneo film “Vento di primavera” descrive la vicenda vissuta nel luglio del 1942 a Parigi quando 13.152 ebrei Chiara Sacco

Recensione de "La chiave di Sara" Il film è ispirato all’omonimo romanzo di Tatiana de Rosnay ed è tratto da una vicenda accaduta realmente. (Colpi alla porta)…:”Giochiamo a nascondino come ieri, presto Michel vai dentro all’armadio e non muoverti finchè non torno”. Parigi, 1942: migliaia di ebrei vengono arrestati e ammassati nel Velodromo d’Hiver, in attesa della deportazione. Improvvisamente la vita della piccola Sarah Starzynski e della sua famiglia viene stravolta: rimane sola in un campo di concentramento, insieme a tanti altri bambini come lei. Soltanto la chiave di quell’armadio le dona il giusto coraggio per scappare e non fermarsi di fronte a nulla, perché la promessa fatta al fratello è importante più di ogni altra cosa. Parigi,2009: Julia Jarmond, giornalista di professione, si trova a dover realizzare un servizio sul rastrellamento di ebrei avvenuto nel 1942. Lavorando all’articolo, scopre che l’appartamento in cui lei e la sua famiglia sono prossimi al trasferimento, era un tempo appartenuto alla famiglia

Starzynski; nelle liste di deportati compaiono i nomi dei coniugi ebrei, mentre dei figli, Sarah e Michel, nessuna traccia. Convinta che Sarah sia sopravvissuta allo sterminio, Julia incomincia le sue ricerche, che la porteranno da Parigi a New York, fino all’Italia, in cui vive William, il figlio di Sarah. Permette così a quello che doveva essere solo un articolo di condizionare la sua vita. Nonostante ci siano più di 60 anni a dividere Julia da Sara, le storie delle due donne sono in qualche modo collegate: era stato suo suocero, che risiedeva nella casa appartenuta agli Starzynski, ad aprire la porta a Sarah tornata dopo alcuni mesi. ”Di sicuro Michel è rimasto lì ad aspettarmi, me l’ha promesso.” Aprono l’armadio… Con la morte del fratello svanisce tutto ciò che le rimaneva…speranza, grinta, forza di andare avanti. La chiave, iniziale simbolo di vita e di speranza, è divenuta strumento di morte, la morte orribile di una

persona amatissima, di cui lei sente la piena responsabilità. Julia nel riferire le sue scoperte a William gli fa aprire gli occhi, facendogli conoscere una verità sconvolgente: Sarah si era suicidata a causa del peso del suo passato da cui non riuscì mai a liberarsi né condivere con qualcuno. La sua vita è la prova di come tutto possa girare intorno ad un ricordo, impedendoti di godere di tutto ciò che essa può offrire, senza più coglierne alcun significato. Aicha Chiavassa Aurora Reviglio


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NOTIZIE DALLA SCUOLA Giornate Seminariali al liceo di Savigliano

Nei giorni di giovedì 31 gennaio, venerdì 1 e sabato 2 febbraio, presso il Liceo “Arimondi­Eula” di Savigliano si sono svolte, come di consueto, le giornate seminariali. Si tratta di tre mattinate in cui, al posto delle lezioni curriculari, gli studenti seguono corsi riguardanti svariati argomenti, che quest’anno hanno spaziato dagli approfondimenti su alcune discipline, quale “Lo studio della geologia”, ad incontri con associazioni come “Insieme per l’India”, dalla visione e analisi di film fino a corsi prettamente sportivi o di carattere non propriamente scolastico, quale il corso di make­up o di degustazione dei vini. Le lezioni in

Bruxelles, we love it

Il 20­21 febbraio 2013, noi e altri nostri coetanei dell'IIS “Arimondi­ Eula”, dell'IIS “Cravetta­Marconi”, dell'Ente Scuola Edile e dell'Istituto Salesiano (CNOS) abbiamo avuto il privilegio di partecipare alla visita di una delle città più cosmopolite dell'Europa, Bruxelles. Per poter prendere parte all’iniziativa organizzata dal Comune di Savigliano, abbiamo dovuto sostenere preliminarmente un test riguardante il diritto comunitario e alcune nozioni basilari sull'Unione Europea, e conseguire il massimo punteggio. Bruxelles, capitale del Belgio, è

forma seminariale iniziavano regolarmente alle 8 di mattina e si concludevano alle 12.30, dopo che ogni studente aveva frequentato 2 corsi di 2 ore ciascuno. Tutti i corsi

seminari è stata scelta dagli studenti in base alle proprie passioni ed ai propri interessi, mentre alcuni corsi erano obbligatori, come, ad esempio, le lezioni sulla “Tettonica a zolle” e sul “Tabagismo” per le classi prime, l’“Informazione sessuale” per le classi seconde e l’“Astronomia” per le classi quinte. Il programma è stato molto gradito da tutti gli studenti, anche da quelli che frequentano il primo anno di Liceo, per i quali le giornate seminariali si sono sono stati tenuti da professionisti, rivelate, infatti, una piacevole ed da docenti universitari e, interessante novità. addirittura, talvolta da studenti frequentanti l’ultimo anno del Liceo. La partecipazione ad alcuni Camilla Gonella

Europea e il Consiglio dell'Unione Europea. La terza istituzione, il Parlamento Europeo, ha anch'essa una camera parlamentare a Bruxelles, ma le sue sessioni plenarie si tengono nella sede di Strasburgo. La finalità del viaggio era rappresentata dalla visita delle istituzioni citate. Bruxelles, inoltre, ospita gli uffici della Presidenza europea, le commissioni del Parlamento Europeo e il Comitato delle Regioni, ed è la sede politica della NATO e dell'Unione Europea Occidentale (UEO). Successivamente, abbiamo visitato il PARLAMENTARIUM, un museo interattivo di recente apertura. Esso è diverso rispetto ai musei tradizionali, perché l'utente diventa parte integrante del museo tramite l'utilizzo di enormi schermi touchscreen e di ipod che vengono forniti a ogni visitatore. Il secondo giorno abbiamo deciso, insieme ai nostri accompagnatori, di vedere uno dei simboli di Bruxelles: l'Atomium, una imponente costruzione di vetro e sede di due delle tre principali acciaio ­ che è la rappresentazione istituzioni dell'Unione Europea: di un cristallo di ferro ingrandito ­ esse sono la Commissione e la Grand Place, fulcro della

capitale. Infine, ci siamo potuti concedere un momento di relax nel famoso negozio di moda per giovani “Abercrombie&Fitch”. Con questo articolo vogliamo ringraziare l'onorevole Susta, il

quale ha reso possibile questa fantastica esperienza, e i nostri accompagnatori: Sergio Soave, Sindaco di Savigliano, i funzionari Silvano Parlanti, Antonella Cortassa e Bruno Mellano, e le professoresse Anna Maria Arese e Antonella Isoardi, che si sono presi cura di noi e hanno saputo ascoltare le nostre esigenze. Silvio Busso Luca Sabena


Marzo 2013 Giochi Matematici

Laura Tedesco e Sara Eula, rispettivamente alunne delle classi prima e quarta del Liceo Scientifico di Racconigi, si sono distinte per le eccezionali abilità logico­matematiche riuscendo a classificarsi per i campionati dei giochi matematici 2013 dell' Università Bocconi di Milano.

I "giochi matematici" sono nati in Francia nel 1987 per arrivare in Italia solo nel 1994; sono tantissimi i partecipanti che tentano di vincere, ma soprattutto di confrontarsi con i coetanei (infatti si gareggia per fasce d'età), o ancora di spremere a pieno i neuroni!

Ruzzlemania, il torneo!

È il social game più in voga del momento, è nato nel Marzo 2012 per mano di un gruppo di sviluppatori svedesi con il nome

competizione con avversari scelti casualmente o da una lista impostata dal giocatore. All’interno dell’Istituto “Arimondi – Eula” si è riscontrata una grande passione per questo gioco; si è allora deciso di organizzare un campionato, che prevederà quattro round: il primo selezionerà un campione per ogni classe, mentre i successivi saranno costituiti da sfide all’interno del biennio e del triennio, fino a determinare il vincitore, che verrà poi premiato. Come ogni novità di Rumble, ma non ha riscontrato informatica, l’applicazione ha molto successo. La sua fama risale riscontrato opinioni differenti. al dicembre dello stesso anno, quando un gruppo di studenti del college di Collins, per abbattere la noia, ha iniziato a scaricare quest’App che al momento si trova nelle classifiche come la più scaricata. Un gioco semplice e divertente, che permette a persone di tutte le età di divertirsi sfidando altri a formare il maggior numero di parole collegando le lettere di Numerosi sono i pareri positivi: una griglia 4x4. E’ basato sulla alcuni apprezzano l’occasione che

17 Insomma, a mio avviso, l'importante non è vincere, ma partecipare, e la cosa più rilevante resta sempre essere sportivi...anche se le olimpiadi sono della matematica...Buona fortuna ragazze! Ettore Paschetta

il gioco dà di sfuggire alla realtà e di permettersi un momento di svago, lasciando libero il lato competitivo di ciascuno, stuzzicando, magari, anche la

propria cultura lessicale. Negative sono invece le critiche che a questo gioco assegnano l’etichetta di “assuefante”, giudicandolo come creatore di dannose dipendenze. Usato con moderazione, esso può diventare utile; quasi come una pausa caffè, può servire a distrarre il pensiero cognitivo per poi permettergli di funzionare meglio. L’Istituto “Arimondi – Eula” è impaziente di avere il suo campione! Sara Sacco


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Il Messaggero

SPORT

Storia della nazionale italiana di calcio a puntate Il primo titolo europeo per l'Italia fu conquistato nel 1968, ma la finale contro la Jugoslavia fu assai sofferta e gli azzurri ottennero soltanto un pareggio per 1­1; così si dovette procedere alla ripetizione della partita, ma questa volta si ebbe un esito ben diverso e l'Italia trionfò con un rotondo 2­0 che diede alla Nazionale il suo primo e, per ora, unico trofeo continentale. La terza coppa del

mondo l'Italia la conquistò nel 1982; inizialmente la squadra azzurra era contestata dalla stampa, in quanto il CT Enzo Bearzot aveva deciso di portare ai mondiali di Spagna Paolo Rossi, reduce da due anni di squalifica, essendo stato coinvolto nello scaldalo del calcio scommesse. Tuttavia le sue scelte furono premiate: dopo un inizio non irresistibile, l'Italia eliminò prima l'Argentina di Maradona e successivamente il Brasile. La sera dell'11 Luglio, nello stadio Santiago Bernabeu di Madrid, gli Azzurri diventarono campioni del mondo per la terza volta, dopo 44

anni dal trionfo di Parigi, battendo la Germania Ovest per 3­1 con i gol di Rossi, Tardelli e Altobelli. Il quarto e ultimo titolo mondiale la squadra azzurra lo conquistò nel 2006, sotto la guida di Marcello Lippi in Germania. Partita indimenticabile fu appunto quella contro i padroni di casa, l'ostacolo più grande per raggiungere il sogno della finale. Nessuna delle due squadre riuscì a prevalere nel corso dei 90 minuti regolamentari e si andò quindi ai supplementari, dove in una partita diventata tutta d'un tratto spettacolare, a fare la differenza fu l'Italia, che più tonica rispetto ai tedeschi, prese due legni con Gilardino e Zambrotta all'inizio del primo tempo supplementare e passò in

vantaggio al 119º minuto con una rete segnata dal terzino sinistro Fabio Grosso su assist di Pirlo. Arrivò poco dopo il raddoppio firmato da Alessandro Del Piero, in un contropiede perfetto. In finale l'Italia incontrò la Francia. Dopo l'1­1 nei tempi regolamentari si passò ai supplementari, durante i quali Zidane mise fine alla sua carriera nel peggiore dei modi, rifilando una testata in petto a Materazzi. la sfida si decise ai rigori: per noi andarono a segno Pirlo, Materazzi, De Rossi, Del Piero e ultimo, decisivo Grosso.

Per la Francia invece fu Trezeguet a sbagliare il rigore, incoronando l'Italia campione del mondo per la quarta volta e scatenando la gioia di milioni di Italiani. A fine anno il capitano Fabio Cannavaro, tra i protagonisti del successo di Berlino, vinse il Pallone d'oro (davanti al compagno azzurro Gianluigi Buffon).

Manuel Brovia


Marzo 2013 Coppa Italia, sconfitta la Juve! In Maggio si terrà allo stadio olimpico di Roma la finale della Coppa Italia della stagione 2012/2013. Si sa già il nome di una finalista: la Lazio, che nelle due semifinali con la Juventus si è imposta in casa per 2­1, dopo il pareggio per 1­1 allo “Juventus Stadium”. La partita di ritorno si è decisa nei minuti finali. Infatti, dopo il vantaggio della Lazio con Gonzalez e il pareggio sorprendente della Juve al 90esimo con Vidal, è arrivata la doccia fredda per gli Juventini con il gol di Floccari nei minuti di recupero. La Juventus ha così dovuto salutare la coppa, rinunciando alla possibilità di arrivare a dieci Coppe Italia e di vedersi dunque

La Scherma

Alcuni, di recente, continuano a dire che l’Italia non è più un bel paese, che è in fondo alle classifiche e bla bla bla. Spero sinceramente che voi non siate di questo avviso, e, se invece la pensate proprio così, vi forniremo un buon motivo per essere orgogliosi di essere italiani. Tutto cominciò quando eravamo in viaggio studio a Londra, in tempo di Olimpiadi. Il nostro spirito patriottico allora non era esattamente alle stelle, perché la bellezza delle città e i prati verdi

un po’ ci facevano rimpiangere di non essere inglesi . Ovviamente valeva le pena di tornare subito a casa già solo per il sole e per il cibo, comunque al momento non è che ci sentissimo molto fiere di

tatuata sulla maglia la stella d’argento. La Lazio, invece, si prepara a giocare in casa la finale contro la Roma o l’Inter. Si prospetta, per la finale, un derby romano, dato che la Roma, forte della vittoria all'andata per 2­1, è favorita per il passaggio del turno. Vincere la Coppa Italia potrebbe garantire ai giallorossi un posto in Europa­ league, rimediando ai deludenti risultati in campionato. Inoltre, vincere la Coppa Italia potrebbe permettere ai giallorossi, che vantano già dieci Coppe Italia, di ottenere la stella d’argento, superando così la Juventus. La coppa Italia viene spesso snobbata da molte squadre

19 italiane, che preferiscono far giocare in tali occasioni le loro riserve, conservando le forze per il campionato o la Champions League. Questa coppa, tuttavia, nonostante abbia perso il valore di un tempo, rappresenta ancora un importante riconoscimento. Alla finale, infatti, sarà presente il presidente della Repubblica Napolitano e prima del fischio di inizio verrà cantato l'inno d' Italia. La Coppa Italia, dunque, oltre ad essere un’importante competizione, rappresenta un'opportunità per molte squadre che non riescono a farsi strada in campionato. Simone Ferrero

essere italiane, anche per colpa di sempre distinta in questo sport e ci tutti quei TG inglesi che ha dimostrato che i suoi atleti sono sempre in splendida forma, pronti a tenere alti i nostri colori. Quindi, come potete notare, questo è un ottimo motivo per essere fieri di essere italiani e ne potete trovare tantissimi altri, senza dovervi sforzare troppo o scavare a fondo. Facciamo parte di un paese stupendo e pieno di risorse, e alcuni personaggi straordinari ce riportavano di continuo la vittoria dei loro atleti ai Giochi, mentre dei nostri non trapelava neanche un notiziuccia piccola piccola… E invece un giorno, sorpresa sorpresa, anche lì non si parlava d’altro che del podio di scherma quasi tutto conquistato dagli azzurri! Sto parlando ovviamente delle tre medaglie d’oro nel Fioretto (Elisa di Francisca e le due lo ricordano a ogni loro impresa, squadre, quella maschile e quella che è anche un po’ nostra, perché femminile), dei due argenti (Diego siamo un'unica, grande bella Occhiuzzi e Arianna Errigo) e dei nazione. due bronzi (Valentina Vezzali e la squadra di Sciabola). Come se Ascrizzi Eleonora un’ondata di fiducia ci avesse Carlotta Maretto travolto. Non eravamo più stranieri in terra straniera, eravamo italiane in terra straniera e fiere di esserlo. L’Italia si è


Il Messaggero La cucina italiana

La nostra cucina è stata influenzata dai cambiamenti politici e sociali che ci sono stati fin dal IV secolo a.C. in particolare dalla cucina etrusca, bizantina, come anche da quella dell’antica Grecia e da molte altre. Con la scoperta dell’America furono introdotti nuovi ingredienti (come peperoni, pomodori, patate e mais) che ora sono fondamentali nella nostra cucina, anche se vennero stabilmente utilizzati solo dal XVIII secolo. La cucina italiana è conosciuta anche per la diversità regionale, per l’abbondanza nei condimenti e nel gusto. E’ ritenuta una delle più famose nel mondo, con influenza a livello internazionale. La caratteristica principale è la semplicità, con molti piatti composti da un minimo di quattro a un massimo di otto ingredienti. I cuochi per questo motivo scelgono di far prevalere la qualità piuttosto che la complessità della preparazione. A partire dai primi anno ’90 si è risvegliato un notevole interesse per la gastronomia e l’enologia; numerose associazioni si occupano della riscoperta e della salvaguardia delle tradizioni regionali italiane (tra cui l’Accademia Italiana della Cucina). A tutelare i nostri prodotti e le loro origini ci sono

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æ Arimondi-Eula

delle tutele legali specifiche (ad esempio “DOC” Denominazione di Origine Controllata). La cucina italiana è una delle cucine che viene offerta di più nel mondo, anche se spesso noi italiani non siamo soddisfatti di come vengono preparati i nostri piatti! Uno dei motivi è proprio la semplicità: all’estero spesso si pensa che un buon piatto debba essere ricco di ingredienti e non si resiste alla tentazione di aggiungerne per rendere i piatti più complessi o per non dare l’impressione della noncuranza agli occhi dei clienti. Ad esempio la pizza margherita viene acquistata meno rispetto alle altre, quindi si preferisce aggiungere qualche ingrediente, come ad esempio la salsa d’aglio, che viene data insieme alla pizza. Un’altra caratteristica della nostra cultura è quella di non considerare su due livelli la carne e i vegetali, al contrario di molti paesi in cui la carne è più importante e quindi un piatto che ne sia privo è considerato povero, per cui è difficile, ad esempio, trovare della pasta senza carne. Dato che è molto facile rovinare i nostri piatti, l’associazione “Italian Food Lovers” ha stilato un decalogo di falsi piatti italiani che vengono cucinati, specialmente in America. Ad esempio come

D OPO IL C ONVEGNO NEL BELLISSIMO SCENARIO DEL C ASTELLO REALE DI RACCONIGI ... IL C OORDINAMENTO I NTERREGIONALE DELLA S TAMPA S TUDENTESCA ORGANIZZA NELLA SUA CITTÀ DI ORIGINE P IACENZA IL:

20° C ONVEGNO I NTERREGIONALE STAMPA STUDENTESCA Piacenza, 21 Marzo 201 3

ESTATE S TUDENTESCHE : "LATNOSTRA STORIA, LE NOSTRE STORIE " Palazzo Gotico, I.S.I.I. "Guglielmo Marconi"

P ROVINCIA DI

Piacenza

C OMUNE DI

Piacenza

Marzo 2013 condimento sulla pasta, invece di usare la passata di pomodoro, negli USA, mettono il ketchup (cosa, a parer mio, orribile!). Un’altra consuetudine è che (all’estero) si mangiano la pasta e il riso come contorno, per piatti a base di carne, pesce o verdure. Un altro piatto che viene spacciato per italiano è la “Cesar Salad” che in realtà ha solo presumibilmente origine dallo chef Cesare Cardini, ma in Italia è arrivata solo al Mc Donald! … E comunque resta il fatto che le migliori cuoche del nostro paese sono le nonne e le mamme! Valentina Bosio


Il Messaggero dell'Arimondi-Eula