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novembre 2009

IL POTERE DI TRE

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ierluigi Bersani è il nuovo segretario del Partito Democratico. Si è imposto nettamente su Franceschini e Marino ottenendo un plebiscito in quasi tutte le regioni italiane. I tre candidati hanno espresso grande soddisfazione per questo evento, affermando che il vero vincitore di questa tornata elettorale è il partito stesso. I due sconfitti manifestano grande lealtà verso il nuovo leader, poiché scelto dall'unico vero arbitro della contesa: il popolo del PD. Dopo aver sentito queste affermazioni così ben pronunciate mi vengono spontanei dei semplici quesiti. Perché non mettere in pratica questo bel principio di onestà e lealtà? Perché non eliminare la parola "correnti", così indesiderata all'interno di un vocabolario partitico? Il segretario appena eletto deve eleggere a sua volta due vice segretari, cariche di notevole peso all'interno di una formazione politica in fase di rinnovamento. Mi chiedo.. perché questi due vicesegretari non possono essere proprio Marino e Franceschini? Bersani mostrerebbe davvero di voler prendere in considerazione le tematiche che stanno a cuore a tutti gli elettori del PD. Marino e Franceschini si troverebbero in una posizione di "subalterno aiuto" al segretario, pronti a confermare i loro propositi di lealtà. Dite che sia una chimera irrealizzabile? A me pare che sia il volere del popolo e come dite voi politici "L'unico vero parere che conta in fondo". Quindi non parlatemi di impossibilità dovute alle varie "anime" del partito perché allora non proferite più il termine "unità".

IL GIULLARE GIULIO

DOSSIER: PRIMARIE PD

Non bastavano le grane giudiziarie e personali per Silvio Berlusconi. Le acque mai placide del Partito delle Libertà vengono agitate dalle pietre lanciate da esponenti della coalizione che agiscono senza ritirare la mano e senza alcun preavviso. Basti pensare ai piccoli sassolini lanciati con continuità da Gianfranco Fini che scalfiscono la superficie liquida del partito con i loro brevi e rapidi rimbalzi. Oppure ai massi pesanti scagliati da Bossi, fautori di un tonfo sordo, unico ma con un enorme ritorno acustico. Ora anche Giulio Tremonti pare volersi cimentare in questo disturbante e destabilizzante gioco… Alessandro Frau nella Politica

Per una volta, bisogna riconoscere al principale partito d’opposizione di aver dato vita ad una competizione leale, veramente democratica e dall’esito non del tutto scontato (anche se poi a spuntarla è stato il favorito sin dai blocchi di partenza), che lascia solo un pallido ricordo di quelle che furono le prime primarie (si scusi il gioco di parole) del Partito Democratico, che videro trionfare a mani basse Walter Veltroni, in una competizione senza avversari. Vince Pier Luigi Bersani e lo fa con più del 50% dei consensi. Questo gli permette di dribblare le contorte procedure previste dallo statuto del PD… Gian Marco Pinna nella Politica

IL BRUTTO VIZIO DELLA SINISTRA Ancora una volta, abbiamo dimostrato che se ci impegniamo riusciamo ad essere anche più bravi della destra, nel complicarci la vita… Nicola Irimia nella Politica

SEIN UND SCHEIN Ho sempre dato una grande importanza alla moda e al modo di presentarsi. Per quanto mi riguarda, il detto “l’abito non fa il monaco. … Eleonora Cardogna in A proposito di...

VI PRESENTO PINO MASCIARI Poi lui arrivò. Era lì, di fronte a me. Apparentemente (o non apparentemente?) senza scorta. Elegante, in giacca e cravatta… Andrea Mura in A proposito di...

CANZONI… PER RIFLETTERE La canzone di questo mese riguarda l’amicizia. Si può veramente essere amici per sempre?… Carlo Puggioni nella Cultura

L’ISOLOTTO DI ARTURO L’accordo per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici prevede un aumento medio di 112 euro lordi da erogare in tre anni… Augusto Montaruli nelle Rubriche

IL RACCONTO Eppure mi lasciavo ancora incantare da te! Non era forse un miracolo? Non ne avevo paura perché io non temo l'amore… Maria Grazia Casagrande nella Cultura


1 Novembre 2009 Anno 1째 n.5

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Sommario DOSSIER

4

POLITICA A PROPOSITO DI...

6 8

RUBRICHE

10

CULTURA

12

Alessandro Frau direttore

lemetamorfosideipiccoliprincipi.blogspot.com

Augusto Montaruli

Maria Grazia Casagrande

articolista

narratrice

blogdiarturo.blogspot.com

Alberto Giarrizzo

Giovanni Irimia

articolista

vignettista

Simone Leinardi

Enrico Zago

articolista

vignettista

Eleonora Cardogna Mencucci

Lorenzo Pinna Bobba Design

articolista

art director

Gian Marco Pinna articolista

giannibevangoof.blogspot.com

Andrea Mura articolista

insecondopiano.altervista.org

Nicola Irimia articolista

operaionicola.blogspot.com


1 Novembre 2009 Anno 1° n.5

La Satira

Zago

PAROLA DI PREMIER “Berlusconi sorvola in elicottero Piazza S. Giovanni mentre è in corso una manifestazione sindacale. Se butto giù un biglietto da 10 mila euro ne faccio contento uno, se ne tiro due da 5 mila ne faccio contenti due, se invece lancio 10 mila banconote da un euro ne faccio felici 10 mila. A quel punto lo interrompe il pilota che, in perfetto accento romanesco dice 'A dottò, perchè nun se butta lei così fa felice tutti?” S. Berlusconi

Irimia


1 Novembre 2009 Anno 1° n.5

Il Dossier PRIMARIE: LE PROSPETTIVE PER IL FUTURO

P

er una volta, bisogna riconoscere al principale partito d’opposizione di aver dato vita ad una competizione leale, veramente democratica e dall’esito non del tutto scontato (anche se poi a spuntarla è stato il favorito sin dai blocchi di partenza), che lascia solo un pallido ricordo di quelle che furono le prime primarie (si scusi il gioco di parole) del Partito Democratico, che videro trionfare a mani basse Walter Veltroni, in una competizione senza avversari. Vince Pier Luigi Bersani e lo fa con più del 50% dei consensi. Questo gli permette di dribblare le contorte procedure previste dallo statuto del PD ed essere nominato direttamente e da subito segretario nazionale. Naturalmente noi, e sento di parlare a nome di tutta la redazione, auguriamo a Pier Luigi Bersani buon lavoro, dal momento che gli impegni che dovrà affrontare il nuovo segretario sono tanti e complessi. La prima cosa da fare nell’immediato futuro sarà rafforzare l’opposizione a questo governo e al pensiero unico e reazionario che quest’ultimo vuole imporre agli italiani. Un’ideologia che ha le sue radici nel manifesto programmatico di una loggia eversiva e che nasce nel ’94 con l’appoggio della mafia siciliana. Poi bisognerà conferire al PD una chiara identità politica priva delle ambiguità della gestione Veltroni e delineare una linea programmatica realmente alternativa a quelle che sono le ricette della destra, estromettendo dal partito chi non si trova d’accordo (giusto per fare due esempi Rutelli e Binetti). Altro obiettivo sarà quello di riappropriarsi della cosiddetta questione morale, configurandosi come credibili portavoce di una maniera diversa di fare politica, fuori e dentro il Parlamento. Per finire come ultima cosa, al momento delle elezioni, scegliersi accuratamente gli alleati(per favore non l’UDC!!) sulla base di un programma comune da seguire punto per punto non tradendo neanche una virgola di ciò che è stato messo nero su bianco. Tutto questo in un fondamentale clima di stabilità privo di conflitti interni che tanto spazientiscono e allontanano l’elettore dalle urne. Ci spero, ma non ci conto. Gian Marco Pinna

Il Sondaggio www.ilmercurio.net

CHI VOTERESTE COME SEGRETARIO DEL PD? Marino 40% Bersani 33% Franceschini 27%

I DIECI COMANDAMENTI DEL PARTITO DEMOCRATICO Il polverone che si è alzato all'interno del PD a seguito della scelta della senatrice Binetti di votare la legge pro omofobia è un film che si ripete continuamente. Come le repliche di uno spettacolo, il maggior partito di sinistra in Italia, ricade costantemente nei soliti errori. Il tutto è davvero molto scoraggiante se si pensa che con l'ennesimo congresso elettivo il Pd afferma di voler cambiar rotta. Veltroni cadde per gli inutili tentativi di unire un partito che nelle sue fazioni interne non voleva alcun compromesso e tregua pacifica. Allo stesso modo Franceschini è stato spesso criticato per non essere riuscito in questo gravoso compito. Durante il periodo pre-congresso si è proceduto con

accuse, smentite, colpi bassi e discorsi propagandistici volti ad indebolire questo o quel candidato. Un partito che non è una monarchia (non si vede all'orizzonte uno straccio di re) non è una democrazia (visto che la linea maggioritaria va a farsi benedire puntualmente ed il volere del popolo è lontano anni luce) non è un'oligarchia (perché i cosiddetti “pochi al governo” si scannerebbero un giorno si e l'altro pure) non è un principato (si vedono solo rospi, altro che principi). Un partito che neanche su Marte riuscirebbe a salire al governo, perché pure ai marziani apparirebbe contraddittorio, ambiguo e insignificante. Eppure le ricette da prescrivere per un pronto risanamento non sono difficili da


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UN PARTITO DI EPURARE “Preferisco che il PD sia definito e si definisca partito dell'alternativa piuttosto che partito d'opposizione, perché il concetto di alternativa contiene quello di opposizione , non sempre il concetto di opposizione quello di alternativa.”

Pierluigi Bersani “Questo non è un momento di delusione, è una serata di festa per tutti, perché ha vinto il partito democratico.”

Dario Franceschini “Un risultato davvero ottimo, significa che i temi per il quale abbiamo tanto insistito: l'ambiente, l'energia, il lavoro, i diritti civili, entrano di diritto nel DNA del PD.”

Ignazio Marino

Il neo segretario del PD

In queste foto sono ritratti due dei motivi più palesi del declino del Partito Democratico. Questa signora, Paola Binetti, rappresenta l'incoerenza, l'anarchia e la mancanza di credibilità del maggior partito di sinistra in Italia. Quest'uomo, Francesco Rutelli, rappresenta il doppio gioco, il voltafaccia, la staticità e la stagnazione della politica. Questa anziana donna e questo falso politico rubato alla moda, apparentemente miti, vivono all'interno del PD facendo il bello e il cattivo tempo. Non seguono le direttive della segreteria quasi avessero paura di appartenere ad un unica linea di pensiero. Non conoscono i rapporti tra democrazia e pareri personali, tra uniformità e divergenza. Persistono a risiedere nei banchi del parlamento senza capire che possono esprimere il proprio parere senza sconfessare la presa di posizione del partito di cui fa parte. Soggetti simili minano il progetto del PD. Si fatica a mettere le basi ad un organo politico così complesso quando lo stesso è minato da bombe devastanti collocate nelle sue fondamenta. É tempo di chiamare gli artificieri per disinnescarle tutte. Non importa che tale ruolo sia ricoperto da Bersani, o da altri designati per questo ruolo. Spine nei fianchi della sinistra italiana. Acuminate, pungenti, avvelenate. Lingue biforcute dai discorsi destabilizzanti. Tumori maligni all'interno del corpo del partito democratico già colpito da malanni e acciacchi persistenti. La Binetti è il simbolo principale della politica legata alla Chiesa. In cui la separazione tra Stato e religione è impensabile. Una prospettiva orripilante per tutti coloro che ambiscono a vedere uno stato laico slegato da altri poteri e dipendente solo dai cittadini. Rutelli è un falso leader. Un uomo abituato ad ispirare fiducia e a ricoprire le più alte cariche dei quel momento. partiti senza avere le capacità adeguate. Non è mai 3) Epurazione di tutti quegli esponenti di riuscito a trascinare in maniera entusiastica le folle. partito che non seguano il punto 1 e 2. Ha sempre deluso i suoi elettori. Un partito grande Cancellazione dei deputati e dei senatori e importante come il PD dovrebbe capire che che si assentino ingiustificatamente e che alcuni elementi non sono benvoluti e dovrebbero non raggiungano l'80% delle presenze in essere soggetti a epurazione. Senza aspettare che parlamento. siano le stesse spine ad allontanarsi 4) Rinnovamento dei circoli locali e volontariamente decidendo di rivolgere la loro provinciali. Coinvolgimento dei giovani. acuminata punta verso altri misere vittime. Nel Raduni e conferenze continue da parte dei futuro si deve percorrere un solo sentiero per maggiori esponenti del partito e giungere al traguardo. Basta diramazioni. Soste intensificazione del rapporto con i cittadini. nelle stradine secondarie. Biforcazioni che non 5) Candidatura di persone che siano portano a nessuna meta. Un labirinto in cui la preparate (che abbiano studiato scienze sinistra fino ad ora si è inequivocabilmente persa. politiche o siano tecnicamente validi a far Per di più quando dall'altra parte si percorrono politica) incensurate e prive scorciatoie continue e scandalose. del conflitto di interesse. Una sola via. Un'unica direzione. Un solo itinerario 6) Maggior inserimento delle donne nel segnato da resistenti e alti argini. Chi vuole partito, sopratutto con ruoli primari (vi devo scavalcarli è libero di farlo, ma una volta fatto non ricordare il lavoro di Bindi, Bresso, si può più tornare indietro. É giunta l'ora di Serracchiani per fare degli esempi??) liberarsi con ira dei pesi e delle zavorre che rallentano il passo. Issiamo queste pietre sulle 7) Alleanze salde e forti con i partiti di spalle e scaraventiamole al di là del muro. sinistra. Il procedere da soli ci ha portato Rinnoviamo questo partito. ad un risultato penoso. Fino in fondo per davvero. 8) Puntare sulla scuola, le piccole imprese e i lavoratori. Lì risiede la forza autentica del Alessandro Frau paese e della sinistra italiana. 9) Patti di fedele e leale collaborazione con i sindacati e con confindustria, incorporando il ruolo di giusto mediatore. 10) Ricordarsi del privilegio che possiede il politico: farsi portatore della voce unanime del proprio popolo. Impegnarsi con voglia, passione, spirito d'iniziativa e coraggio per il bene di questo. www.partitodemocratico.it

Il Risultato

trovare. Le suggerisce il giovane universitario, le propone l'operaio, le sottoscrive l'insegnante, le approva la casalinga, le diffonde il giornalista. Gli unici che sembrano portare bende spesse sugli occhi sono gli stessi politici. Vediamo queste proposte: 1) Un segretario forte, che faccia opposizione, che si batta per la laicità dello Stato. Un leader che sopratutto venga SOSTENUTO dagli esponenti del partito e non pugnalato di continuo. 2) Una democrazia interna che porti a delle prese di posizione definite sui temi più scottanti e controversi. Votazione a maggioranza e unica linea da seguire dopo

Ma pensate che ci sia voluto molto per scrivere questi 10 comandamenti del buon politico di sinistra? Chiedete in giro e milioni di altre persone vi daranno la medesima lista con gli stessi obiettivi. La verità è solo una: Gli elettori di del Partito Democratico sono uniti e uniformi nell'esprimere ciò che desiderano e vogliono. Hanno le idee chiare e l'entusiasmo per denunciarle e proporle. A differenza dei propri esponenti in parlamento. Cari politici del PD, so che è difficile, ma temo che vi rimanga solo la possibilità di ascoltarci e imitarci. Alessandro Frau

I DATI FINALI DELLE PRIMARIE Bersani 53,1% Franceschini 34,3% Marino 12,6%


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La Politica Le Frasi

Preferisco che il PD sia definito e si definisca partito dell'alternativa piuttosto che partito d'opposizione, xke il concetto di alternativa contiene quello di opposizione , non sempre il concetto di opposizione quello di alternativa.”

Bersani

Questo non è un momento di delusione, è una serata di festa per tutti, perché ha vinto il partito democratico.”

Franceschini

Un risultato davvero ottimo, significa che i temi per il quale abbiamo tanto insistito: l'ambiente, l'energia, il lavoro, i diritti civili, entrano di diritto nel DNA del PD.

Marino

IL GIULLARE GIULIO E IL SOVRANO SILVIO

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on bastavano le grane giudiziarie e personali per Silvio Berlusconi. Le acque mai placide del Partito delle Libertà vengono agitate dalle pietre lanciate da esponenti della coalizione che agiscono senza ritirare la mano e senza alcun preavviso. Basti pensare ai piccoli sassolini lanciati con continuità da Gianfranco Fini che scalfiscono la superficie liquida del partito con i loro brevi e rapidi rimbalzi. Oppure ai massi pesanti scagliati da Bossi, fautori di un tonfo sordo, unico ma con un enorme ritorno acustico. Ora anche Giulio Tremonti pare volersi cimentare in questo disturbante e destabilizzante gioco lapidario. I rapporti tra il premier e il ministro dell'economia non sono mai stati idilliaci. Le vane promesse economiche di Berlusconi sono sempre state difficili da digerire per il povero Giulio, incapace di far quadrare i conti di uno stato indebitato fino al collo e che ha la pretesa di tagliare le tasse a destra e a manca. Furbo come una lince, il prode Tremonti, tagliava anche servizi e beni pubblici, sminuzzando a più non posso i fondi per l'istruzione, per la ricerca, per la cultura, per la sanità. Colpi di sciabola degni del più abile spadaccino olimpico. Giochi di prestigio che neanche un mago della sparizione come Houdini sarebbe stato in grado di realizzare. Peccato per gli italiani che non si tratta di giochi illusionistici. Nessun abile trucco e solo reali privazioni. Il buon ministro, si aspettava di ricevere il plauso del gran capo, la caramellina di zucchero come premio della sua capacità di gestione, un avvicinamento al trono ed un posto sul fastoso bracciolo. Aspirava il povero Giuli oalla nomina di vicepremier. Voleva essere il cagnolino principale

del bravo accalappiacani. Non aveva capito che in una monarchia assoluta il potere non si divide. Sua bassezza reale accetta di essere servito e riverito ma non scalzato ne avvicinato. Onori e onorificenze a coloro che gli portano lo strascico, il buio di una cella per chi cerca di farlo inciampare. Chi è convinto di essere vittima di un complotto meditato è ancora meno reticente a concedere l'agognata approvazione per il lavoro svolto e guarda di sottecchi i suoi alleati, cercando di trovare il traditore che metterà in atto la congiura ai suoi danni. Ma come l'Alice de gregoriana questo Giulio non lo sa. Il premier non ha ben visto i congressi voluti da Tremonti improntati sul governo del futuro, che guardi oltre il presente e l'attuale politica. Quasi fosse un ragionamento mirato alla sostituzione del re e alla sua abdicazione. Un discorso indigesto per il vecchio sovrano convinto di essere immortale. Da qui i rapporti gelidi degli ultimi tempi. I tormenti del giullare Giulio, sempre più convinto di essere sottovalutato dal re, si acuiscono sempre più. Urgono i confronti, le promesse, la certezza che i sentimenti non siano mutati. Ma il monarca è in Russia e tutto viene rimandato. Alla fine l'obbediente giullare dalla erre moscia viene messo a capo di una equipe per l'economia. Niente è cambiato nel suo ruolo, ma ora può dirigere e comandare dei sottoposti, allenandosi nei suoi pensieri a fare il re. Il monarca è contento, si è liberato del problema dando un giocattolino nuovo al suo giullare rimettendolo insieme agli altri bravi sudditi del suo governo. Tutti ben posizionati sotto i suoi piedi, perfetti per innalzarlo in alto dove neanche madre natura avrebbe mai voluto vederlo.

…è andato tutto bene: Tremonti è solido, solido, non corre alcun pericolo finché sono vivo. Anche il governo è solido, siamo una stessa famiglia. E' inutile dare spazio a chi fa casino e basta.”

Bossi

Non c’è altra politica economica da seguire se non quella in atto. Se qualcuno pensa si possa fare altro, si accomodi al mio posto. Ci penseranno i mercati a fargli cambiare idea. Se invece vuoi che resti al mio posto devi darmi un ruolo da vicepremier.”

Tremonti

La polemica della sinistra sulle dichiarazioni di Tremonti e sul posto fisso è l'ennesima conferma della malafede di molti esponenti della sinistra.”

Berlusconi


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IL BRUTTO VIZIO DELLA SINISTRA Ancora una volta, abbiamo dimostrato che se ci impegniamo riusciamo ad essere anche più bravi della destra, nel complicarci la vita. La vicenda che voglio trattare è quella del Presidente Marrazzo, che nel pieno della sua vita politica ha deciso di rovinarsi la carriera(fosse solo per questo sarebbero affari suoi), ma soprattutto di mettere in cattiva luce il nuovo corso del PD, che si apprestava ad eleggere il nuovo segretario! Non me lo sarei mai aspettato da una persona come lui, e ripeto non parlo del fatto che andava con i trans (per me ognuno è libero di fare ciò che vuole in privato, e ci mancherebbe altro) ma piuttosto mi riferisco al fatto che una persona del suo calibro, con un incarico come il suo, non poteva farsi ricattare per mesi, da un gruppo di carabinieri ed essere quindi tenuto in scacco, con richieste che come abbiamo visto si facevano sempre più pressanti. Se solo avesse avuto l’accortezza di denunciare tutto il giorno stesso del accaduto, tutto si sarebbe risolto in un modo molto più soft, per il PD. Ma non ha fatto nulla di tutto ciò, anzi ha cercato in vari modi di tenere nascosto il fatto, e di insabbiare quello che poteva, sperando forse di cavarsela in questo modo; ingenuità allo stato puro! Mi viene da pensare, che forse a volte sovrastimiamo i nostri governanti, e lo facciamo perché crediamo che se uno arriva in vetta alla montagna , non può che essere una persona per bene. Non che lui non lo fosse per quanto riguarda il suo privato, ma dal lato pubblico, siamo arrivati ad un punto tale che, nessuno può permettersi di avere scheletri nel armadio, meno che mai il Presidente di una regione che amministra svariate decine di miliardi di euro all’anno. Mi chiedo perché uno deve comportarsi in questo modo, mentre avrebbe potuto benissimo dire a tutti: Io vado a trans! E allora? sono fatti miei. Sarebbero stati davvero fatti suoi e della sua famiglia, mentre ha preferito dire che la sua è una debolezza privata (e forse non ha tutti i torti), ma quando uno è un personaggio pubblico, il privato viene sempre dopo. Ad onor del vero bisogna dire che in data 28/10/2009 Marrazzo ha dato le sue dimissioni da qualunque carica politica, e questo non può che fargli onore, mentre aspettiamo da un

pezzo che un certo signore faccia lo stesso. Una vana speranza verso qualcosa che non accadrà mai! Per di più la cosa è saltata fuori proprio prima delle Primarie(sarà stato un caso?) e ha creato molto scontento negli ambienti PD, al di fuori della sfera politica, che come sappiamo tende sempre a proteggere i propri rappresentanti (basta vedere quante volte il Parlamento concede l’autorizzazione a procedere, quando di mezzo c’è qualche politico ...mai!) ma la gente comune è rimasta spiazzata, sbigottita senza parole!E ne aveva ben d’onde, secondo me, perché la gente è stanca di vedere sempre le

stesse cose, sentire che i politici spendono migliaia di euro per passare ore in “buona compagnia”, mentre è sempre più duro tirare avanti, con stipendi da fame! Chiudo la mia riflessione, sperando che sia l’ultima volta che una cosa simile capiti , o meglio se si dovesse verificare , sarebbe meglio che prima che capiti, i politici fossero più onesti con loro stessi, le loro famiglie, ed i loro elettori! Ma alla fine so che questo non si avvererà mai. Perché la politica, è come il lupo;cambia il pelo ma non perde mai il vizio!

Elisir, per avere delle delucidazioni confortanti in campo medico sulla pandemia? Sarebbe così complicato sostituire per una sera una puntata di “Porta a Porta” in cambio di una trasmissione specifica sull'argomento? Riuscirebbero a farla senza infermiere provocanti e medici meno attraenti di Clooney? Invece... Ci tocca accontentarci di Topo Gigio e dei suoi utilissimi consigli. E non ci sorprenderemo se un giorno lo vedremo accomodarsi in parlamento tra gli altri pupazzi. Marionette sotto il controllo del perfido burattinaio di Arcore, meno mangiafuoco e più mangiasoldi. Del resto, il nostro consiglio dei ministri potrebbe tranquillamente già svolgersi a

Topolinia o Paperopoli.Abbiamo il marito di Maga Magò alla pubblica amministrazione (Brunetta) la sorella di Amelia all'ambiente (Prestigiacomo) il gemello di Rockerduck all'economia (Tremonti) il figlio di Frankenstein alla semplificazione (Calderoli) il fratello di Paperoga alla cultura (Bondi).E potrei continuare all'infinito. Un governo che pare il paese dei balocchi, nel quale tutto è possibile e ogni pudore e lasciato fuori dalla porta, insieme al cadavere del grillo parlante. Beh ora ditemi ..sarebbe così strano vedere Topo Gigio ministro della salute? In qualche modo potrei anche augurarmelo dato che probabilmente eleverebbe il livello di competenza del nostro governo.

Nicola Irimia

SE TOPO GIGIO DIVENTA MINISTRO DELLA SALUTE Oggi l'Italia non possiede un ministro della salute. Fatto decisamente grave se si tiene conto dello stato in cui versa la sanità nel nostro paese. Edifici fatiscenti. Scandali nell'amministrazione. Casi continui di errori e inefficienza medica. Ricerca universitaria del settore quasi del tutto assente. Attualmente il ministero della salute è stato inglobato nel ministero del lavoro, insieme alle politiche sociali, retto da Maurizio Sacconi. Un ufficio governativo facilmente ribattezzabile come “Ministero delle vere problematiche italiane gestite dall'incompetenza più palese”. Lo ammetto, il nome è decisamente troppo lungo, ma rende chiaramente l'idea dell'abbandono in cui versano questi settori dell'amministrazione italiana. Non mi stupirei l'anno prossimo se vi ingloberanno anche il ministero dell'istruzione chiudendo definitivamente questo cerchio di menefreghismo e negligenza politica. L'assenza di questo dicastero risulta ancora più inconsueta e inspiegabile se consideriamo le pandemie che in questi anni si stanno spargendo nel mondo, proponendosi come evidenti minacce per la salute pubblica. Il nostro governo, esperto nel minimizzare eventi realmente importanti, ha affidato la campagna di sensibilizzazione pubblica a Topo Gigio. Il famoso pupazzo sarà protagonista degli spot in cui spiegherà accorgimenti sconosciuti come: “lavatevi le mani” o “Starnutite con un fazzoletto davanti al naso”. Una risposta che certamente soddisferà coloro che si aspettano pareri esperti e professionali sulla pericolosità di questa grava influenza per prendere poi appunti sugli accorgimenti da prendere. Misure che dovrebbero andare al di là di quelle da osservare normalmente contro un banale contagio influenzale stagionale. Anche perché l'ultimo messaggio da comunicare al virus è certamente “Strapazzami di coccole”. L'idea sarà stata partorita, dalle menti sveglie degli esponenti del governo, mentre pensavano al premier e al loro desiderio perenne di “strapazzarlo di coccole”. Pensiero fisso dei vari Bonaiuti, Cicchitto, Bondi. Aspirazione decisamente meno considerata dalla maggioranza degli italiani. Dovremo rivolgerci a Mirabella e a programmi come


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A proposito di... SEIN UND SCHEIN

H

o sempre dato una grande importanza alla moda e al modo di presentarsi. Per quanto mi riguarda, il detto “l’abito non fa il monaco” non esprime una verità. L’abito fa il monaco, eccome. Oltre all’apparenza, credo sia fondamentale per ognuno coltivare un proprio bagagli di esperienze e di conoscenza. Il nuovo luogo comune che nel corso del XX secolo il ruolo della donna abbia subito una trasformazione sociale. La “donna nuova” si liberata dai vincoli imposti dalla famiglia, dal marito, e dalla società. La “donna vecchia” era spesso data in sposa dai genitori, così che potesse occuparsi per il resto della sua vita di un uomo, che spesso la vedeva più come governante che come reale compagna con la quale condividere la vita. Il ruolo della donna è, si, cambiato all’interno della società. Ma a quale prezzo? Abbiamo un’indipendenza economica, come gli uomini. Occupiamo ruoli di potere, come gli uomini. Ma quanto di tutto questo è stato ottenuto con l’impegno e quanto grazie ad un bell’aspetto? Si sente spesso parlare di come, in Italia, alcune donne che occupano ruoli politici si siano vendute per ottenere un successo lavorativo. Si sente parlare di ragazza sempre più giovani che si rivolgono al chirurgo estetico, senza un reale bisogno. La società e i media passano messaggi a causa dei quali le nuove generazioni sono convinte di non poter fare carriera senza l’aiuto di un seno taglia quarta. Per strada si vedono sempre più spesso ragazzine addobbate da veline. Eccoli i nuovi modelli: ragazze dal sedere scolpito in palestra e il cervello atrofizzato. La realtà femminile italiana è composta da donne che ogni giorno escono di casa per recarsi sul luogo di lavoro; da donne che tornano a casa dal lavoro e continuano a lavorare; da donne che sono costrette a fare i conti a fine mese per la mancanza di lavoro. E’ composta da ventenni che non solo non aspirano a diventare veline, ma si piacciono così come sono; da ragazze bellissime che non si prostituiscono al primo magnate, ma che ce la vogliono fare grazie alla loro intelligenza. Spesso, noi donne italiane, veniamo reputate più forti e passionali di tutte le altre. E mi chiedo cosa ne abbiamo fatto della nostra forza; l’abbiamo forse barattata con una minigonna firmata? Ci deve essere equilibrio tra apparenza e essenza. L’una non deve superara l’altra. Non si deve scendere a compromessi e, soprattutto, non si deve cambiare una sola parte del proprio carattere e della propria fisicità. Allora, donne, rispolveriamo forza e passionalità! Eleonora Cardogna Mencucci

VI PRESENTO PINO MASCIARI Poi lui arrivò. Era lì, di fronte a me. Apparentemente (o non apparentemente?) senza scorta. Elegante, in giacca e cravatta. Un po’paffutello. Ma d’altronde lui non può andare a correre all’aperto come tutti gli altri. Né possono farlo i suoi figli. No, i suoi figli non possono neanche giocare allegramente all’aperto con i loro coetanei. Di chi sto parlando? Di Giuseppe Masciari, noto come Pino Masciari. Già, forse alla maggior parte di voi questo nome non dice nulla. Permettete che ve lo presenti. Giuseppe Masciari è, o meglio era, un imprenditore edile calabrese, nato a Catanzaro nel 1959, sottoposto a programma speciale di protezione dal 18 ottobre 1997, insieme a sua moglie (medico odontoiatra) e ai loro due bambini. É un testimone di giustizia. Prima elementare distinzione: testimone di giustizia è una persona onesta che ha avuto i coraggio di denunciare qualcosa di illegale, collaboratore di giustizia è chi in precedenza commetteva qualcosa di illegale e poi ha deciso di collaborare con la polizia. Pino Masciari è un testimone di giustizia. Tutto iniziò quando Pino ereditò dal padre un’impresa edile. Decise di allargare l’attività partecipando agli appalti pubblici. Fu così che un giorno si trovò di fronte due persone. Venivano per il pizzo. Il sei per cento ai politici, il tre per cento ai mafiosi. Pino rifiutò categoricamente di pagare. Iniziarono allora le angherie: incendi, danni alle proprietà, una volta irruppero nel cantiere armati di mitra e fecero scappare gli operai. Uno dei suoi fratelli fu “gambizzato”, ovvero sparato alle gambe. Nel 1994 Pino si fa coraggio, licenzia tutti i suoi operai, va dal Maresciallo e inizia a raccontare. La criminalità organizzata ha distrutto le sue imprese di costruzioni edili, bloccandone le attività sia nelle opere pubbliche che nel settore privato, rallentando le pratiche nella pubblica amministrazione

dove essa è infiltrata, intralciando i rapporti con le banche con cui operava. Angherie, assunzioni pilotate, forniture di materiali e di manodopera imposta da qualche capo-cosca o da qualche amministratore, nonché costruzioni di fabbricati e di uffici senza percepire alcun compenso, regali di appartamenti, e acquisto di autovetture. Pino denuncia coraggiosamente tutto. Nel 1996 la Masciari Costruzioni, nonostante fosse ampiamente in attivo, viene dichiarata fallita dal Tribunale di Vibo Valentia. Solo nel 2006 lo stesso giudice che decretò il fallimento, finisce agli arresti domiciliari con accuse quali corruzione in atti giudiziari, falso e truffa allo stato. Fatto sta che Pino non poteva più restare in Calabria. “Perché non potevo più restare in Calabria?” ci racconta Pino “Io non ho fatto nulla. Sono loro che se ne devono andare. Sono onesto, io” Pino, sua moglie e i suoi figli appena nati vengono “deportati” in un luogo sconosciuto. Da questo momento inizia il loro calvario. Pino testimonia nei principali processi contro la ‘ndrangheta e il sistema di collusione, quale parte offesa e costituito parte civile. Diventa “il principale testimone di giustizia italiano”. Ma il programma di protezione è superficiale: spostamenti con veicoli non blindati, va ai processi con la targa della località protetta, viene fatto sedere in mezzo ai numerosi imputati denunciati, intimidito, lasciato senza scorta in diverse occasioni, viene addirittura registrato negli alberghi con suo vero nome e cognome, senza documenti di copertura. La legge 45/2001 istituisce la figura del testimone di giustizia. Il 28 Luglio 2004, la Commissione Centrale del Ministero degli Interni gli notifica “che sussistono gravi ed attuali profili di rischio che non consentono di poter autorizzare il ritorno del Masciari e del suo nucleo familiare nella località di origine. Ritenuto che il rientro non autorizzato nella località di


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origine potrebbe configurare violazione suscettibile di revoca del programma speciale di protezione. Il 27 Ottobre 2004, appena tre mesi dopo, la stessa Commissione Centrale del Ministero degli Interni gli notifica il temine del programma speciale di protezione. Tra le motivazioni si indica che i processi erano terminati. Cosa non vera! Il 19 Gennaio 2005, Pino fa ricorso al TAR del Lazio contro la revoca, azione che gli permette di rimanere sotto programma di protezione in attesa di sentenza. Ma il programma di protezione cessa comunque. Pino Masciari, però, per senso del dovere, si reca ugualmente nei processi, senza scorta. Nel 2007 rivede la madre, dopo dieci anni. “Non sapevo fossi vivo o morto”, fu quello che gli disse. Il TAR del Lazio pronuncia la sentenza riguardo il ricorso e stabilisce l’inalienabilità del diritto alla sicurezza, l’impossibilità di sistemi di protezione o programmi a scadenza temporale predeterminata e ordina al Ministero di attuare le delibere su sicurezza, reinserimento sociale, lavorativo, risarcimento dei danni. Pino Masciari per tramite del suo legale fa richiesta formale dell’ottemperanza della sentenza. Non avendo ricevuto nessuna risposta dalla Commissione Centrale del Ministero dell’Interno, Pino annuncia la volontà di cominciare il 7 aprile lo sciopero della fame e della sete, fintantoché non vedrà rispettati i diritti della sua famiglia ancor prima che i propri. Mi chiedo, come può lo Stato abbandonare quest’ uomo? Un uomo che ha avuto il coraggio di denunciare la malavita, sapendo di mettere a repentaglio la sua vita, quella di sua moglie e quella dei suoi figli. Un uomo dal forte senso del dovere, dal forte senso dello Stato. Io ammiro quest’uomo. Il 20 agosto scorso Pino è scampato ad un attentato. Se verrà ucciso, sarà una sconfitta per lo Stato, una sconfitta per tutti noi. E’già una sconfitta che in Italia ci siano solamente 70 testimoni di giustizia. Dobbiamo reagire, dobbiamo sostenere Pino Masciari. Dobbiamo difenderlo Pino deve essere preso come esempio. Per sconfiggere le mafie, siciliane, calabresi o sarde che siano. Per sconfiggere i politici ed i magistrati collusi. Per riaffermare il senso dello Stato forse in molti andato perduto. Per cambiare il futuro dell’Italia. Pino, siamo tutti con te! Andrea Mura

IL MARINAIO C'era una volta un ragazzo, che si era messo in testa, fin dalla più giovane età di diventare un marinaio. Voleva giungere a solcare i mari del suo paese, fino a domare l'onda più alta (per i surfisti è il punto più in alto dove arrivare come per gli alpinisti la vetta più alta!). Detto fatto, si iscrisse fin da piccolo ad un circolo nautico e prese a frequentarlo con assiduità. Iniziò a scalare le cariche del circolo, fino ad arrivare al ruolo massimo di presidente. Per la verità non è che fosse un gran ideatore, ma sin dall'inizio si diede un aria da saputello, che gli conferiva sempre un che di intellettuale d'élite, tanto che alla fine tutti lo presero per uno da seguire! Nel frattempo stette per una ventina di anni in vetta alle cariche del circolo, ma non fece nulla per essere ricordato in futuro dal suo paese. Fece solo qualche tentativo maldestro di cambiare le regole (dalle sue parti si chiamava Commissione BIC) ma diede solo l'idea che voleva cambiare tutto per non cambiare nulla! Oltre al fatto che, quando qualcun altro gli passò avanti mettendosi alla carica del paese, lui fece di tutto per mandarlo via!!!Non gli piaceva che gli altri fossero più in alto di lui, anche se parecchio più bravi!! Ad un certo punto si era cosi ben inserito, che pur essendosi fatto da parte abbandonando qualunque carica, continuava sempre a muovere i fili del suo circolo, che nel frattempo aveva perso qualunque valenza nautica, ed era diventato una macchina di potere, molto influenzabile nel paese. Per la verità anche il marinaio aveva smesso la sua piccola barchetta, ed era diventato proprietario di un veliero di tutto rispetto, tutto questo mentre aveva sempre predicato a favore dei poveri: del resto lui parlava "solo" per gli altri(predicava bene e razzolava male)! Dunque arrivò un giorno nel quale gli altri marinai(stanchi di fare solo comparsate) si fecero avanti e cominciarono a sgomitare, cosi che riuscirono ad unire un gruppo di circoli piccoli

facendone uno grande! Cosi grande che, per decidere chi doveva guidarlo, crearono delle regole, molto complesse per la verità (ma loro erano bravissimi a complicarsi le cose) e dunque il nostro Ammiraglio (era diventato molto alto in grado) si vide messo in un angolo, ed allora giuro a se stesso che, se non fosse stato lui a guidare il nuovo circolo, sarebbe toccato ad uno dei suoi colonnelli, oppure non se ne sarebbe fatto nulla!Infatti la prima tornata elettorale la vinse il suo colonnello, ma siccome per la seconda votazione l'Ammiraglio nutriva dei dubbi, cominciò a fare un gran caos (a lui gli riusciva sempre bene) ma sopratutto giurò a se stesso che, se il suo colonnello non fosse riuscito a prendere il comando, un minuto dopo la fine del voto della seconda tornata, avrebbe preso il suo veliero, e sarebbe partito per una regata intorno al mondo, in solitario! La maggior parte della gente quasi gli credette, ma quando un tizio sconosciuto ricordò loro che un altro Ammiraglio prima di lui, aveva giurato che sarebbe andato in Africa (pare che lì le onde siano molto più basse e i marinai di quei posti hanno sempre bisogno di una mano per vogare "non hanno i motori alle loro piroghe") se avesse perso la sua corsa. Ma poi non se ne fece nulla e allora si misero tutti ad aspettare fiduciosi questo grande giorno!Dico grande, perché l'Ammiraglio era diventato insopportabile per la stragrande maggioranza del suo popolo. Beh non ci crederete ma tra qualche settimana si deciderà il tutto, ed allora sapremo come è andata a finire. P.S.La settimana nel paese dei marinai dura all'incirca una ventina dei nostri anni, ma speriamo che nel frattempo abbiano deciso anche loro di adeguare il loro calendario al nostro! Al Ammiraglio, auguro di tutto cuore di trovare la sua rotta, il più possibile lontana dai nostri mari. Nicola Irimia.


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Rubriche L’ISOLOTTO DI ARTURO

L’

accordo per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici prevede un aumento medio di 112 euro lordi da erogare in tre anni. Il quinto livello riceverà 110 euro lordi, di cui 28 euro a gennaio 2010, 40 euro dal 2011 e 42 euro dal 2012. Da leccarsi le dita, per avere la sensazione di mangiare.C’è la crisi e, dicono, non ci sono soldi e dobbiamo sacrificarci tutti. Tutti? No, tutti no.E non mi interessano gli speculatori gli affaristi, quelli che fanno business, mi interessano i politici. Mi interessano quelli che sono eletti nei parlamenti e nei consigli degli enti locali, quelli che hanno incarichi governativi. Qualcuno dirà, ecco il solito qualunquismo sugli stipendi dei parlamentari. No, qui facciamo una proposta. La proposta nasce dal desiderio di dare un contenuto etico agli emolumenti dei parlamentari, cioè allineare i costi della politica all’andamento dell’economia del paese (PIL) e alla media delle retribuzioni dei lavoratori e pensionati italiani, andando inoltre a misurare l’efficacia della politica e dell’attività del singolo parlamentare, del gruppo politico e dell’esponente del governo. In altri termini se il paese (o la regione, il comune ..) va bene e ti comporti in maniera ineccepibile prendi tutta la tua indennità. Gli elettori potranno giudicare in modo chiaro le tue promesse e confrontarle con il tuo operato. Una sorta di doparie sui costi della politica. E’ un progetto ambizioso? Velleitario? Forse, ma perché non provarci! Basi della proposta: 1. Riduzione delle indennità, tetto massimo il doppio dello stipendio medio di un lavoratore della pubblica amministrazione. 2. Indennità basata su una parte fissa ed una variabile. a) Per esempio il 50% dello stipendio dovrebbe essere garantito, il restante 50% legato a parametri misurabili e verificabili: PIL, presenze in aula, presentazioni leggi ecc ecc b) Per i ministri la parte variabile dovrebbe prevedere oltre al PIL anche l’andamento del ministero e il programma di governo/finanziaria. Se il programma di governo prevede la riduzione delle tasse e il recupero di evasione fiscale, io ti misuro e ti pago su quanto recuperi dall’evasione e quanto mi fai pagare in meno di tasse. 3. Finanziamento pubblico ai partiti legato all’attività del gruppo parlamentare, media della misurazione dei singoli eletti del gruppo stesso. Andrebbe anche inserito un parametro, per evitare inciuci, che tenga conto di chi governa e di chi è all'opposizione. Lo stesso metodo retributivo potrebbe essere applicato ai dirigenti e ai grandi manager della pubblica amministrazione. Cosa ve ne pare? Augusto Montaruli

variabile: fisso variabile 50% 50%

Presenza in aula 30% Votazioni 20% Attività 10%

Indennità parlamentare: composizione

DIARIO DI UNO STUDENTE DI LETTERE A VENEZIA LA VIGILIA DELLA PARTENZA Nascere in terra di Sardegna è un assoluto privilegio. Ogni sardo è perfettamente cosciente della fortuna che gli è capitata. La sua patria possiede epiteti classici concessi a pochi luoghi sulla terra: sinonimo di paradiso, arcadia, eden. La vista si perde oltre l'infinito, qualunque sia il punto cardinale scelto dallo sguardo incantato. Il mare dispensa abbracci ondosi, spesso attraverso cavalloni di puro affetto. Il sole bacia i corpi, arrossandoli con la forza delle sue effusioni e annerendoli con la delicatezza delle sue carezze. La natura dispensa profumi inebrianti, sconosciuti agli amanti delle creazioni stilistiche. Le spiagge e le scogliere

ricordano l'esclusività di questo privilegio. L'aereo rimembra la difficoltà per separarsi da una terra ineguagliabile. La parlata raddoppiante sottolinea il duplice orgoglio e attaccamento alla casa natia. e ora.. Lei ti sussurra le parole giuste prima del distacco.. Sorridi serrando e sedando le strade del sentimentalismo. Ricorda e rimembra remoti ricami e resti di rimpianti Porta pensieri preziosi nei pertugi del tuo patio privato. Ascolta alimentati e antichi aiuti adunati nell'aria aperta Dona delicati e dolci diamanti al tuo dorato domani Le proprie radici si conservano nel cuore... aspettando il lungo abbraccio del ritorno..

LA NEBBIA E poi venne la nebbia. Placida e avvolgente. Una cortina di fumo naturale di cui senti di far parte. Ti guardi attorno e tutto si è condensato in una coperta trasparente di emozioni. Una mano sfocata bussa sul tuo petto e si fa largo dentro di te. Una sensazione stranissima. Tutto intorno tace. Cammini quasi in punta di piedi per non disturbare ciò che ti circonda. Fendi l'aria sperando di non essere il malcapitato che spezzerà quel mondo parallelo di cristallo. Allarghi le braccia girando su te stesso e abbracci malinconicamente ciò che ti avviluppa in una stretta invisibile. Un contatto che cercavi da tanto tempo con un qualcosa che non appare ma c'è. La nebbia infrange i pensieri. Sbriciola le preoccupazioni. Trattiene la fretta. Ti senti felpato. Hai dentro un qualcosa di agilmente felino. Qualcosa che percepisci solo in parte ma che ti inonda e ti protegge. Foschie senza parole. Brume che ti solleticano la fantasia. Senti liquido il tuo cuore. Ti innamori del silenzio che ti fa una corte muta. Cedi senza alcuna possibilità di opposizione chiudendo le palpebre e continuando ad accumulare passi lenti. Uno dopo l'altro, senza udire alcun rumore.

Senza alzare un dito lasci che invada ogni fibra del tuo essere. La nebbia e il suo silenzio ti hanno vinto. Da oggi in poi li bramerai. Improvvisamente senti un rumore.. Un pullman si avvicina lento. L'incantesimo si spezza. Il silenzio ti ha lasciato una carezza portandosi dietro la sua compagnia nebbiosa.. l'orologio ha ripreso il suo lavoro.. la fretta è tornata dopo la sua breve pausa.. la vita torna a chiamarti e sei costretto a rispondere.. in attesa.. di essere avvolto ancora... Dal silenzio avvolto ricerco abbracci fumosi da una sconosciuta foschia Sulla riva di un canale siedo accanto al Tempo Scostando le adagiate lancette poggiate sulla fredda pietra del destino. Bagnata è la mia anima pervasa dalla coltre Bagnato è il mio essere ricolmo di silenzio Attimi di imperdibile nulla. Un apparente niente traboccante bramati desideri di pace. Alessandro Frau


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ELEMENTARE WATSON CAMBIO DI STAGIONE E LE PRIMARIE DEL PD Puntuale arriva il cambio di stagione, una volta era primavera, estate, autunno, inverno. Adesso lo facciamo a primavera e in autunno. Si controllano i capi, si decide cosa tenere e riporre in naftalina e cosa ormai non va più bene perché ormai logoro. Si mettono in armadio gli abiti adatti alla stagione che arriva. Si verifica cosa manca e cosa sarebbe da acquistare. E poi ci sono quegli indumenti ai quali sei affezionato anche se logori e sbiaditi. Ci vuole coraggio nel buttarli via, ma bisogna farlo. Magari potremmo conservare un bottone o andare a cercare quella foto dove indossavi quella giacca o quel maglione, così per ricordo. Ma quella giacca non puoi più indossarla anche se qualcuno cercherà di convincerti : “metti una toppa sui gomiti, porti in lavanderia e vedrai sarà come nuova”. Già, poi ti stringe sui fianchi, i polsi sono sfilacciati e i bottoni si staccano. No, meglio cambiare. Se una cosa non funziona più e non puoi più ripararla cambiala. Ti sentirai meglio e farai un figurone. Elementare, vero Watson?

MUSICA E PAROLE AMICI PER SEMPRE (POOH) Si può essere amici per sempre, anche quando le vite ci cambiano, ci separano e ci oppongono. Si può essere amici per sempre, anche quando le feste finiscono e si rompono gli incantesimi. Si può anche venire alle mani, poi dividersi gli ultimi spiccioli, non parlarsi più, non scordarsi mai. Gli amici ci riaprono gli occhi, ci capiscono meglio di noi e ti metton davanti agli specchi anche quando non voi. E campioni del mondo o in un mare di guai per gli amici rimani chi sei, sarà il branco che viene a salvarti se ti perdi. Puoi alzare barriere, litigare con dio, cambiare famiglia e città, strappare anche foto e radici, ma tra amici non c'è mai un addio. Si può essere amici per sempre, anche quando le donne non vogliono e per vivere devi scegliere. In amore o sei dentro o sei fuori, un amico ti lascia anche vivere, non ti scredita, no si vendica. Gli amici colpiscono duro, che neanche una madre è così, senza chi mi sbatteva nel muro forse non sarei qui. E campioni del mondo o in un mare di guai per gli amici rimani chi sei, sarà il branco che viene a salvarti se ti perdi. Puoi alzare barriere, litigare con dio, cambiare famiglia e città, strappare anche foto e radici, ma tra amici non c'è mai un addio. Si può essere amici per sempre.

Tutti abbiamo avuto delle amicizie, alcune sono finite, altre sono solidi e forti, ma si può veramente essere amici per sempre? Durante la vita si è in continua crescita, spesso gli eventi ci cambiano e a volte alcune situazioni ci fanno partire e in qualche modo ci allontanano da loro, può anche capitare che si creino delle situazioni in cui ci ritroviamo contro a delle persone che reputavamo degli amici. Queste cose possono cambiare una vera amicizia? Gli eventi ci cambiano, può capitare di vedere un amico diverso da come lo si conosceva, di vederlo cambiato a volte e perché ha un problema e ha bisogno di te, altre volte perché crescendo si cambia. Anche noi cambiamo e anche l’amicizia e le nostre esigenze cambiano, se si è veri amici i cambiamenti si accettano e si va avanti. Le distanze possono farci sentire lontani, ci può mancare il suo supporto quando non c’è, ma quando ritorna tutto sembra, come se non fosse passato solo un giorno, questo è il bello dell’amicizia. I litigi solitamente portano a due risultati, o a un confronto e a una crescita dell’amicizia stessa, se essi vengono superati.cordi mai.

Oppure portano alla fine di un amicizia, ma se l’amicizia è profonda anche se per un po’ non ci parli più, un vero amico non te lo scordi mai. Gli amici sono preziosi? Si quelli veri capiscono quando hai un problema e te lo mettono davanti, ti fanno ragionare ti mettono davanti ai fatti quando a volte sei così coinvolto che non riesci a vedere le cose. Chi potrebbe fare di meglio se non un amico? Gli amici non ti lasciano mai festeggiano con te quando sei allegro, sono la tua ancora di salvezza quando sei nei guai, non ti lasciano mai solo.

Per i lettori che volessero dire la loro su questo argomento scrivete all’email carlopuggioni@gmail.com Sarebbe bello conoscere le vostre esperienze d’amicizia e come vedete voi questo nobile sentimento. Le vostre riflessioni se volete verranno pubblicate nel prossimo numero.


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Cultura PERLINE COLORATE Eppure mi lasciavo ancora incantare da te! Non era forse un miracolo?Non ne avevo paura perché io non temo l'amore, e certo non indietreggio quando sento la passione bussare con insistenza al mio povero cuore. “ Che meraviglia... “ - mi dicevo invece - “ che sorpresa ! ”E neanche m'importava se non provavi le mie stesse emozioni, e neanche mi spaventava se a volte non mi volevi. Non credere ch'io solo per questo avrei rinunciato ad amarti... Io no !Lo sò che hai bisogno dei tuoi spazi, degli amici intorno a te in adulazione... Sei umano e come tale soggetto ad imperfezioni, difetti, peccati... Come tutti ! Ma da un po' di tempo avevi, come dire...deragliato dal binario centrale, avventurandoti in terreni ostili. Eri diventato pesantemente offensivo, provocatorio, banalmente volgare e quel ch'é peggio... bugiardo. Mi hai deluso così tanto che avrei voluto morire. Ma a ben pensarci, io son troppo innamorata dell'Amore, mi piace sognare, mi piace volare sempre più in alto, azzardando arditi passaggi e scambiando ogni volta tutte le carte in tavola. Per cui sono io e solo io che dirigo il gioco, decidendo dove andare e perché, cosa fare e quando. Perché... almeno nei miei sogni, tu non puoi imporre proprio nulla! Quindi lasciami pure le mie meraviglie, ci giocherò da sola! Tu d'altronde, hai imparato benissimo ormai come mentire ad una donna. Sei sempre più convincente e riesci persino a guardarmi dritto negli occhi intanto che sforni l'ultima menzogna. Se non fosse che ormai ti conosco, ci cascherei. Se non fosse che non t'amo più, ci crederei. Se non fosse che sono più forte di te, ci soffrirei. E invece no!

Ti sorrido, ti dico... sì... e faccio finta di essere quella scema che mi credi. Non ti dò certo questa soddisfazione anzi, voglio che sia tu a soffrire, rodendoti nel dubbio ch'io abbia scoperto i tuoi meschini inganni. E adoro veder comparire sul tuo volto quell'ombra d'inquietudine quando, intanto che mi parli, io scanzonata rido...”chissà mai cosa avrà tanto da ridere...” - ti chiedi, mentre le cose ti cadono di mano, goffamente t'inciampi e quasi non riesci più a sostenere il mio sguardo... E pensare che t'amavo e per te avrei fatto qualunque cosa, purtroppo... E invece adesso, e questa é la novità, amo solo più me stessa! E ho proprio voglia di giocare con te come il gatto con il topo, e credimi, sarà un gioco al massacro... Mio Dio che spettacolo sentirti gèmere chiedendomi di soddisfare il tuo piacere, sentirti urlare affinché io ponga fine a quella piacevole tortura...elemosina che non avrai, non adesso, e certo non da me! Sai quelle perline colorate che mi regalasti l'estate scorsa ? Le ho mangiate tutte, una per una...e mentre le ingoiavo pensavo: “ questo é il tuo braccio, questa é la tua testa, queste sono le tue gambe...” e mi sono sfamata di te così voracemente che mi sei subito venuto a nausea, e quindi ti ho vomitato rovinosamente per terra. Che liberazione ! Che meraviglia …

Maria Grazia Casagrande

PAYO Davanti al mare non seppe cosa dire. Rimase muto nel silenzio del mondo. Osservava le onde. Lo sguardo rapito dal loro movimento regolare. Guardava il loro cammino, il loro provenire da lontano. Le scrutava mentre si avvicinavano piano piano, si beava delle increspature, dei giochi, delle corse. Ammirava sorridendo i flutti, che spargevano alternativamente sprazzi di un bianco schiumoso in un blu cristallino. Sognava di poter sovrastare quei deboli cavalloni che si ergevano formando un muro trasparente. Si perdeva nel desiderio di poter allungare le mani e toccare la punta delle onde che percorrevano sempre più centimetri di sabbia cercando di raggiungerlo inutilmente. Del resto non potevano abbracciarsi. Aveva le braccia avvolte intorno alle gambe. Sedeva sereno in quel promontorio ricoperto di erbetta fina e fresca. Sentiva le gambe bagnate dalla rugiada ma non ci fece caso. Quelle goccioline lo inumidivano e lo facevano sentire più vicino al mare. Liquido il suo corpo, liquida la sua anima. Il tempo era volato via. Erano scomparsi i minuti e le ore. Stentava nel ricordare il giorno della settimana in cui si era abbandonato ai desideri della sua anima. Alzò piano il viso verso il cielo e una brezza leggera lo attraversò facendolo rabbrividire. I capelli precipitarono lentamente sul viso per poi tornare al loro posto grazie ad un altro tempestivo soffio d’aria. “Grazie” mormorò piano a labbra strette e cuore aperto. Un piccolo tepore riscaldava le sue gote. I raggi deboli del sole iniziavano a disperdere nel mondo la loro nuova energia. Payo espresse il suo desiderio e in breve tempo una stella a quattro punte gli si materializzò sulla guancia. “Ogni tua richiesta è un piacere lo sai” E Payo sorrise. Denti bianchi e allineati perfettamente sottolineavano la sua purezza e la sua pace. Piegò il viso abbassando gli occhi in segno di riverenza esprimendo la sua gratitudine per mastro Sole e i suoi aiutanti. All’improvviso una piccola farfalla colorata planò verso di lui posandosi sul suo orecchio. Bisbigliò qualche parola e Payo annuì. “Grazie Laila”. Abbracciò il mare con il suo sguardo allungandosi fino a dove potette. Posò le mani sul verde manto e colme di rugiada se le portò alle labbra. Il bacio si allargò verso l’infinito del suo orizzonte rincuorando ogni essere di quel paradiso naturale. Poi con estrema facilità si alzò, senza fare alcun rumore. Con passi di piuma s’incamminò verso casa con la farfalla posata sul palmo della mano. I suoi piccoli piedi si lasciavano accarezzare dai fili d’erba, tutti impegnati a non fargli il solletico e a regalargli un sollievo quotidiano.

Arrivato al sentiero Payo si girò. Soffiò piano sulle mani liberando la farfalla verso un nuovo volo e spargendo sull’erbetta dei piccoli semi. “Domani diventeranno delle piccole margherite” e guardò teneramente la sua amica che ancora si tendeva verso di lui senza nessun bisogno dei mormorii del vento. Detto ciò si voltò e il manto verde tornò a quietarsi lentamente. Sul sentiero Payo non lasciava orme. I piedi nudi sfioravano appena il terreno lasciandolo immacolato e intonso. Il suo passo era talmente leggero da non sollevare alcun granello di polvere. Ogni elemento della natura permaneva nella sua posizione. Payo era capace di non disturbare alcun essere vivente in quel paesaggio sereno. Scivolava accanto alle cose. Si appoggiava delicatamente sopra. Sfuggiva alle eventuali pressioni. Solo la sua natura di spirito testimoniava il suo avvicinarsi. Passeggiava adagio guardandosi tutt’intorno. Elargiva sorrisi di compiacimento al fiore che sbocciava. Accarezzava i tronchi degli alberi congratulandosi per i nuovi rami. Raccoglieva qualche gocciola d’acqua dall’aria per dissetare gli arbusti più nascosti ai lati della strada. D’un tratto sentì un rumore in lontananza. Sollevò lo sguardo e sbuffò seccato. Un calesse si avvicinava rapidamente sollevando nuvole di polvere che si accumulavano sulla vegetazione. Muovendosi a scossoni spingeva al massimo il cavallo che non nascondeva il suo malessere per la corsa al quale lo stavano costringendo. La schiuma alla bocca e il sudore sul corpo mostravano l’apice della sua resistenza. Il piccolo spirito si accigliò vedendo l’animale ancor più da vicino. “Stasera devo dirlo a Fanya” pensò ancora corrucciato. Prima che il conduttore potesse intuire la sua presenza, rimpicciolì diventando grande quanto una formica. Continuò ad osservare la scena fino a che il calesse non sparì in lontananza. Tornò nelle sue dimensioni originali, ancora turbato e infastidito. “Gli esseri umani.. un coltello piantato nella schiena del mondo..” Si avvicinò ai suoi protetti con fare paterno. Con gesti rapidi e sicuri raccolse la polvere sollevata dal calesse e la depose sul sentiero. Pulì tutte le piante colpite da quella folata lasciandole come nuove e accarezzandole amorevolmente. Tristemente raggiunse il limitare della foresta. Alessandro Frau


1 Novembre 2009 Anno 1° n.5

DESTINO, VOCI DAL PASSATO Nel numero precedente del mercurio si è introdotto con una canzone il tema del destino. In passato esso è stato oggetto di discussione, è stato visto come un dio venerabile al quale non ci si può opporre, oppure come una semplice superstizione. Alcuni autori del passato e anche del presente e forse anche del futuro, credono che il destino influisca pesantemente nella vita di tutti i giorni. Ci prende per mano e guida le nostre azioni sapendo già come noi ci comporteremo e come andranno a finire. Un detto Africano dice che: "Puoi svegliarti anche molto presto all'alba, ma il tuo destino si è svegliato mezz'ora prima di te." Il destino viene visto come un qualcosa che ci accompagna sin dall’inizio molto prima che ci svegliamo a prescindere da quando decidiamo di farlo. Le nostre azioni in qualche modo sono dettate da esso. Questa misteriosa forza può essere quindi vista come un qualcosa che cresce dentro di noi, come afferma il romanziere tedesco Hermann Hesse (1877-1962): "Il destino non viene... da una sola direzione, ma cresce dentro di noi." Questa misteriosa forza agisce nel presente conoscendo il futuro. "Il nostro destino esercita la sua influenza su di noi anche quando non ne abbiamo ancora appresa la natura: il nostro futuro detta le leggi del nostro oggi." Friedrich Nietzsche (1844-1900)

questa giornata quando ci svegliamo, ma il destino sa esattamente cosa ci capiterà. Alessandro Baricco (1958) descrive questo con una bella e suggestiva metafora: "E' molto bella l'immagine di un proiettile in corsa: è la metafora esatta del destino. Il proiettile corre e non sa se ammazzerà qualcuno o finirà nel nulla, ma intanto corre e nella sua corsa è già scritto se finirà a spappolare il cuore di un uomo o a scheggiare un muro qualunque." Altri autori invece sono più scettici su questa misteriosa forza e pensano che il destino non esiste. In questo filone di autori l’uomo viene visto come persona capace di scegliere le proprie azioni. Appio Claudio Cieco (370-273 a.C.) scrittore latino dell’antica Roma dice che: "Ciascuno è l'artefice del proprio destino." L’uomo non solo può scegliere le sue azioni ma ne è anche responsabile. "Gli uomini ammucchiano gli errori di tutta la loro vita e creano un mostro che chiamano destino." John Oliver Hobbes (1867-1906) Il destino viene quindi visto come una forza creata dagli uomini e intinta dal mistero, per poter dare a esso la colpa dei nostri errori, alleggerendo la nostra coscienza. Probabilmente è realmente così, la natura dell’uomo è quella di cercare di vivere al meglio la sua vita e quando qualcosa non riesce e non se ne capisce il motivo è molto più facile dare la colpa al destino.

In conclusione Il destino viene anche visto come conoscitore del futuro, capace di influenzare il presente. Noi non sappiamo cosa ci accadrà in

Carlo Puggioni

LETTERA A PAPI LA COSTITUZIONE NON SI TOCCA! Caro Papi Non sono Noemi ma vorrei parlarti. É una fatica che mi sarei risparmiato, ma tu continui a tirarmi in ballo come popolo, dunque mi sento in dovere di risponderti. Come tutti gli altri abitanti di questo paese mi sento italiano anche quando vedo sventolare il tricolore e quando leggo con orgoglio gli articoli della Costituzione. Ho notato che ultimamente le sue manine sudicie la vogliono impiastricciare! Beh, la costituzione non è una torta di panna da rovinare con un semplice gesto di un dito. Non é un mare piatto scompigliato da un'onda anomala, non è fatta di fogli bianchi da pasticciare. Tenga le mani a posto! So che per lei difficile, data la sua nota abitudine ad allungarle. Però qui non si tratta di barzellette, di sederi sculettanti, di corna dubbiosamente ironiche. Si parla della nostra Storia, dei nostri diritti, dei nostri doveri, delle nostre libertà, insomma di noi. So che lei ha l'abitudine di farsi le leggi che vuole ma la Costituzione non è di sua proprietà. Non è in vendita come il parlamento. Non si compra come i giudici. Non si usa per i coprire i propri problemi con la giustizia. Se ne faccia una ragione e affronti a braccetto di Ghedini i suoi processi. So perfettamente che lei è una persona viziata e viziosa. So che le piace chiedere e ottenere. Ma deve capire che quando riceve un no come risposta, non può frignare battendo i piedi in terra facendo i capricci. Deve rassegnarsi. Non tutto in questo paese è a sua disposizione. Il popolo oggi può anche ammirarla per le sue doti di stallone o di imprenditore ma guai a toccargli ciò che gli appartiene. Ancor più se il tentativo di sottrazione avviene con mani non lavate, sporche di lussuria e furti. Mani degne di manette. Spogliate della fede portata con ipocrisia. Stringenti cumuli di banconote dalla provenienza sconosciuta Il Mercurio


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numero 5