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Edizione N. 70 Anno VIII

9 MAGGIO 2014

Inserto di informazione - economia - politica - cultura

Allo stadio Olimpico di Roma ennesima sconfitta dello Stato

Genny’a Carogna più forte di Renzi e Grillo segue dalla prima pagina (...) Come molti degli ultras, anche lui ha una fede di estrema destra. Rivela l’edizione romana del quotidiano “La Repubblica”: «Nel 2008 Daniele De Santis era stato candidato in una lista che sosteneva Gianni Alemanno come candidato sindaco nell'allora XX municipio (oggi XV). De Santis, che aveva ottenuto 44 voti, era candidato nella lista dal nome "Il Popolo della Vita per Alemanno"». Intanto, la Magistratura, ha dato ordine di fermare anche Ciro Esposito, per quanto egli sia ancora in ospedale in condizioni gravi, perché a quanto pare aveva tentato, insieme ad altri, di aggredire il De Santis. Una storia assolutamente edificante. Aveva ragione Oscar Wilde a dire: «Il calcio è uno sport da gentiluomini fatto da bestie, mentre il rugby è uno sport da bestie fatto da gentiluomini». Magari le cose non stanno proprio così per quel che riguarda i giocatori ma sicuramente per i tifosi. Si provi a fare un paragone tra il pubblico perfino di partite come Inghilterra - Scozia o Inghilterra - Irlanda, dove si scontrano rivalità centenarie arricchite da dozzina di guerre. Come simbolo di questa affermazione, basti pensare che nel secondo film della Trilogia del Signore degli Anelli “Il ritorno del Re”, le urla degli orchi che assediano la fortezza del Fosso di Helm non sono altro che il suono prodotto dal pubblico di uno stadio di calcio. Ovviamente questo riguarda la minoranza di coloro che vanno a vedere le partire ma purtroppo si tratta di una minoranza rumorosa e molto efficiente. Come mortalmente efficienti erano gli hooligans inglesi che nello stadio Heysel di Bruxelles fecero strage di tifosi juventini. Le squadre inglesi sparirono per squalifica dell’Europa per quattro anni e nel frattempo il governo prese i giusti provvedimenti ed ora non succede quasi più nulla. In Italia, invece, si urla all’ingiustizia quando alcuni tifosi della Lazio che credevano di potere fare quello che volevano in Commenta sulla nostra bacheca di Facebook

Genny 'a Carogna

Polonia, vennero arrestati, incatenati e sbattuti senza alcun riguardi in carcere. Dalle nostre parti furono in tanti a strillare per l’ingiustizia subita da “quei bravi ragazzi”. Intervennero gli allora Presidente del Consiglio Enrico Letta e il ministro degli Esteri Emma Bonino, mentre il ministro degli Interni Barlomiej Sinkiewicz dichiarava alla televisione polacca: «Comprendo il dolore dei familiari dei tifosi laziali arrestati in Polonia, ma la verità è che una parte di loro si trova a Varsavia per assistere i propri figli "banditi". La legge è uguale per tutti, sia per i polacchi sia per gli stranieri». Purtroppo in Italia non è così, almeno non lo è negli stadi. In Spagna il buontempone che ha tirato la banana al calciatore del Barcellona Dani Aldes non potrà più mettere piede in uno stadio di calcio; nel 2002 il portiere del Messina, Emanuele Manitta, fu colpito con un pugno (e mandato in ospedale con un trauma cranico e la frattura della mascella) da un ultras della curva nord del Cagliari entrato in campo, un certo Massimo Meloni che se la cavò con il pagamento di un’ammenda per invasione di campo. C’è da aggiungere altro? Giovanni Iozzia

Pensiero stupendo «Il mio miglior amico è colui che sa tirare fuori il meglio di me».

Henry Ford

Immigrati, sviluppo e lavoro i temi scottanti prima del 25 maggio

Europee. Verso il vuoto? segue dalla prima pagina (...) Una situazione che dimostra come il solo concetto di politica sia tramontato dalle nostre parti. In effetti, dopo le liste bloccate del porcellum, i giochi “bassi” delle amministrative, queste europee non stanno offrendo nulla. Soliti nomi, soliti slogan e solite pantomime. Salvini, invece, dice cose chiare e concrete, parla alla pancia della gente e la gente lo capisce. Il punto è: ma cosa vale la Lega in Europa e cosa potrebbe fare. Poco o nulla di fronte agli schieramenti coesi e compatti del PPE e del PSE, i due maggiori partiti europei. Il problema è che i nostri europarlamentari, quasi tutti quelli che lo sono stati e certamente (analizzando le premesse) quelli che lo saranno, hanno la considerazione di un ruolo che debba servire a difendere il proprio orticello politico e non ad agire in favore “delle isole Mediterraneo” o “delle regioni del Sud Europa”. Non cercano alleanze con colleghi di altri stati o regioni che abbiano i nostri stessi obiettivi e le stesse esigenze. Purtroppo rischiamo di avere anche questa volta parlamentari che andranno a Bruxelles per i loro piccoli interessi di parte senza comprendere la grandezza del loro ruolo. Continueremo a perdere tutte le occasioni e il solco tra noi e il resto dell’Europa, quella del nord, quella che conta, diventerà sempre più largo. Tornando a Salvini, con l’apertura classica della mentalità leghista, ha subito affrontato ad Augusta il problema

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Matteo Salvini

degli immigrati scatenando le ire del parlamentare regionale Giambattista Coltraro: «Non c'era bisogno della venuta di un leghista per dirci quelle che sono le emergenze sul fronte degli sbarchi degli immigrati». «Sono settimane che, tra l'indifferenza generale, noi diciamo che bisogna intervenire presto e con decisione per aiutare gli immigrati e dare sollievo ai siciliani che cominciano ad avere grandi difficoltà per accogliere coloro che giungono sulle nostre coste», ha aggiunto Coltraro. «Siamo già al collasso ed è più che mai necessario un intervento forte a livello centrale. Augusta è in grandissima difficoltà e non riusciamo neppure a immaginare cosa succederà se gli sbarchi continuano con questo ritmo. Bisogna muoversi in fretta altrimenti rischiamo danni irreparabili per le nostre comunità e per la nostra gente che è stanca, a disagio, preoccupata», ha concluso Giambattista Coltraro. Le elezioni europee saranno tra circa due settimane, c’è tempo per parlarne... ancora. Mat

Festeggia 107 anni a Chiasso ma per l'Inps di Palermo “non c’è più” da giugno 2013 Lucrezia Fulcieri è la donna più longeva della Svizzera ma da Palermo non riceve più la pensione dal 2013. Sono ben 107 gli anni compiuti lo scorso 5 maggio dalla signora Lucrezia Fulcieri, ospite della Casa Anziani Giardino a Chiasso. Un compleanno ancor più eccezionale se si considera che l'anziana in questione è la donna

Lucrezia Fulcieri, la più longeva vecchietta ticinese

più longeva in vita del Ticino. Il suo è un traguardo di quelli speciali raggiunto dopo un viaggio iniziato nella lontana Palermo quando si è trasferita in Ticino negli anni '60". Ha abitato inizialmente a Mendrisio, quindi si è spostata a Chiasso e lì è rimasta. È stata una lavoratrice, in una fabbrica che faceva camicie, come operaia, che ha contri-

buito, nel suo piccolo, come molti italiani emigrati in Svizzera, allo sviluppo del tessuto produttivo di questo paese. Una donna di quelle di una volta, che ha saputo integrarsi e farsi amare dalla collettività. Eppure per lo Stato italiano, la signora Lucrezia non c'è più. Dal giugno del 2013 l'INPS di Palermo non le versa più la pensione…


II

CRONACA

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Il governatore nomina Cosentino e La Rosa, ma per attivare il CdA manca ancora un nome all’appello

Teatro Bellini, nuovo amore tra Crocetta ed Enzo Bianco?

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opo nove mesi di commissariamenti voluti da Crocetta e di tira e molla con il comune di Catania sulle nomine per attivare e nominare il Consiglio d’Amministrazione del teatro Massimo Bellini - “come succede in tutte le altre città d’Italia” ha dichiarato fino a martedì scorso Enzo Bianco -finalmente il governatore si è deciso e, nel tardo pomeriggio di martedì scorso, ha designato i due (su cinque) componenti che dipendono dalla Regione. Una nomina che arriva poco dopo una sfuriata pubblica di Enzo Bianco in cui definiva “incredibile e mostruoso” il comportamento di Crocetta. Salvo poi esprimere “Un grande ringraziamento per la designazione e un

apprezzamento anche per la qualità dei rappresentanti”. Ma è davvero pace fatta e amore vero il sentimento che lega adesso i due leader? Il Consiglio d’amministrazione del Bellini, infatti, ha - al momento - solo quattro componenti confermati su cinque. Filippo Cosentino e Maria Rosa De Luca sono i due nominati dalla Regione. Un posto di diritto spetta al sindaco di Catania. Poi c’è il rappresentante dei lavoratori, Giuseppe Calanna, violoncellista, che è stato eletto da tempo dall’assemblea dei dipendenti. Manca ancora all’appello il membro designato dalla Provincia regionale di Catania che, ricordiamo, è commissariata da Giuseppe Romano che è

stato designato a gennaio dal presidente della Regione. Cosentino, 72 anni, giornalista professionista, è cresciuto nella redazione della Rai di Catania diventando prima direttore del TgR Lazio, poi segretario generale del board dei direttori della Rai, poi vicedirettore del Tg1 con Demetrio Volcic. Quando Pippo Baudo era direttore artistico della Rai lo chiamò per rilanciare il teatro e la musica in tv con la trasmissione "Il palcoscenico". Tornato in Sicilia come direttore della sede Rai di Palermo, ha organizzato ben tre edizione del Prix Italia, la maggiore manifestazione internazionale di tv radio e web. Ha fatto parte del Segretariato del Mediterraneo, espressione del Ministe-

Il palco del Teatro Bellini

ro della Comunicazione. Dal diversi anni è presidente siciliano dell'Istituto italiano dei Castelli ed è tra i fondatori del Forum catanese della cultura e dell'ambiente. Maria Rosa De Luca, 48 anni, è docente di Musicologia e Storia della musica nel Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania. Ha di recente pubblicato la monografia "Musica e cultura urbana nel Settecento a Catania" e curato l’edizione critica dei "Mottetti sacri" di Alessandro Scarlatti. Ha anche lavorato sull’opera di Aldo Clementi e di altri compositori dell’avanguardia musicale italiana. Ha fatto parte del gruppo di ricerca che, sotto la direzione di Giuseppe Giarrizzo, ha realizzato la "Storia di

Catania". Fa parte del gruppo di ricerca SagGEM del Dipartimento di Musica e Spettacolo dell’Università di Bologna e del Comitato scientifico della rivista digitale "Musica Docta". È direttore della Fondazione Bellini e fa parte del Comitato scientifico del Centro di Documentazione per gli Studi Belliniani. Due curricula di tutto rispetto che promettono grandi cose e nuova vita per il più importante ente lirico catanese, a patto che la Provincia nomini al più presto il proprio componente. Fino a mercoledì mattina (a chiusura del giornale) nessun nome era stato fatto. Non vorremmo, ma a pensar male non si sbaglia mai... Monica Adorno

Nuovo sopralluogo del sindaco Bianco per promuovere integrazione etnica, botteghe e riqualificazione urbanistica

San Berillo, ancora linee guida E i consiglieri Catalano e Parisi chiedono al sindaco di far abolire la Merlin Periodicamente a Catania si parla di San Berillo. Lo ha fatto nuovamente il sindaco Bianco nei giorni scorsi, parlando di integrazione etnica, botteghe d’artigianato e riqualificazione urbanistica, le linee guida dell’amministrazione Bianco per lo storico quartiere. Insomma, secondo il primo cittadino ci sarà «Un cambiamento all’insegna dell’ integrazione sociale ed etnica con la riqualificazione del rione e la promozione di nuovi atelier di artigianato e artistici». Sono queste, secondo l’amministrazione comunale, le linee guida per la riqualificazione dell’antico quartiere San Berillo, nel cuore della città. Se ne è discusso nel corso dell’ennesimo sopralluogo che è stato anche l’occasione per controllare gli interventi già avviati di pulizia e disinfestazione. Interventi che saranno ripetuti nel tempo, con cadenze regolari, insieme alla manutenzione straordinaria, allo scerbamento e alla disinfestazione. A questi primi provvedimenti ne seguiranno altri a breve, in collaborazione con l’Associazione antiracket “Ugo Alfino” e con gli studenti delle scuole catanesi per la messa a dimora di alberi in via Di Prima. Un’ulteriore iniziativa vedrà la collaborazione dell’Ente Scuola Edile, che sta attuando con i detenuti del carcere di Bicocca un progetto di recupero sociale e, insieme, edilizio. Dopo gli interventi dell’Ente Scuola Edile gli studenti dell’Accademia di Belle Arti daranno vita a interventi di Urban Art. Tutte queste iniziative rientrano nel progetto, recentemente approvato in Giunta, di rigenerazione urbana “CataniaAgorà”. «Intendiamo agire- ha detto Enzo Bianco - con azioni a breve medio termine di recu-

pero, iniziando dalla pulizia e dal rispetto della legalità. Si cercherà di favorire la vocazione del quartiere con l’apertura di botteghe artigiane e artistiche, incentivando la presenza nel quartiere degli studenti universitari, magari studiando la possibilità di canoni agevolati d’affitto. Ma non solo. Con i fondi Europei destinati al Social Housing, pensiamo di destinare l’immobile comunale all’interno del Vecchio San Berillo, che va restaurato, al volontariato per promuovere l’integrazione tra le varie realtà del quartiere, nel rispetto di chi già ci vive. Pensiamo anche di aprire sportelli di consulenza notarile e di tecnici geometri insieme a quelli di consulenza legale che già il Comitato del Quartiere offre». «Già nel prossimo appuntamento - ha ag-

giunto Bianco - a Palazzo degli Elefanti, ascolteremo e armonizzeremo i pareri e le richieste di chi già abita il quartiere, i professionisti che si occuperanno del recupero, nel rispetto delle opinioni di tutti, sia di chi già vive nel quartiere sia di chi dovesse diventarne un nuovo residente». Nel frattempo due consiglieri comunali, Giuseppe Catalano e Vincenzo Parisi, hanno organizzato una conferenza stampa per chiedere al sindaco di impegnarsi affinché il Governo nazionale provveda ad abrogare la legge Merlin e a riaprire le “case chiuse”. Una richiesta che si lega storicamente al quartiere di San Berillo anche se ormai, e in ogni strada di Catania, è possibile “passarsi un piacere” in qualunque ora del giorno e della notte. Map

Un’immagine del sopralluogo effettuato dal sindaco nel quartiere di San Berillo

Violenza di genere: insediato il tavolo permanente Catania si mobilita contro la violenza di genere. Si è infatti insediato in Comune il Tavolo permanente che avrà il compito di presentare entro la fine del mese le azioni che intende sviluppare nel 2014. Il Tavolo è al momento composto da rappresentanti del Comune di Catania e dell’Udi (Unione Donne Italiane). Obiettivo del Tavolo è quello di dare concreta attuazione a due delibere assunte dal Comune e proposte dall’Udi nell’ambito di due precisi progetti: la convenzione “No more!” contro la L’assessore Valentina Scialfa all’insediamento del tavolo permanente sulla violenza di genere violenza sulle donne e “Catania città li-

bera dalla pubblicità offensiva”. Entro tre settimane il Tavolo, che lavorerà in sinergia con il Comitato di controllo sulla pubblicità offensiva costituito dal Comune di Catania, si riunirà nuovamente e presenterà alla città le azioni che intende sviluppare nel corso del 2014. «In queste azioni - ha spiegato l’assessore Valentina Scialfa - saranno coinvolti associazioni e scuole per determinare la più ampia diffusione di una cultura della libertà di genere come valore fondamentale della vita delle singole persone e della comunità».


CRONACA

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III

Se il governo regionale non varerà la Finanziaria la protesta per i 150 lavoratori ricomincerà a fine mese?

Consorzio di bonifica, operatori a lavoro fino al 31 maggio

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l rapporto di lavoro degli stagionali del Consorzio di bonifica 9 proseguirà sino al 31 maggio in attesa dell’approvazione della Finanziaria. In questo modo è stata rimossa la disposizione del commissario straordinario che prevedeva il licenziamento dei lavoratori già per la fine di aprile. Si è conclusa in modo positivo comunicano i segretari generali di Fai Cisl, Flai Cgil e Filbi Uil, Mannino, Di Paola e Di Stefano, al termine dell’incontro tenutosi all’Esa con l’assessore regionale all’Agricoltura, Paolo Reale - la vertenza di Catania. Una decina di giorni fa i lavoratori avevano protestato per dieci ore, chiedendo la garanzia dei livelli occupazionali e stipendiali dei lavoratori, della forza lavoro necessaria per effettuare le manutenzioni propedeutiche per lo svolgimento della campagna irrigua 2014. Una protesta infiammata anche dalle dichiarazioni, che i sindacati avevano giudicato “effimere”, del commissario del Consorzio Giuseppe Dimino, che però nel frattempo ha rassegnato le sue dimissioni. Dimissioni non conseguenti a questa vicenda quanto piuttosto all’avvicendamento dei due assessori regionali all’Agricoltura: da Caltabellotta a Reale. Il dott. Dimino era stato nominato commissario unico per tutti i consorzi di bonifica della Sicilia e adesso, in attesa o meno della ratifica delle dimissioni sta procedendo nell’ordinaria amministrazione dei Consorzi. “La vertenza dei lavoratori è un’altra tegola caduta sulla testa di Dimino - ci dice Emanuele Sciascia del Consorzio 9 di Catania -. La nostra pianta organica prevede 279 persone ma attualmente è coperta da 120 persone assunte a tempo indeterminato. Cifra che comprende impiegati e una cinquantina di operai. Troppo pochi per garantire tutti i servizi dell’area da noi gestita: 55mila ettari che in sostanza comprende tutta la Piana di Catania. Gli altri commissari - continua Sciascia - facevano rientrare a febbraio gli stagionali, ai quali veniva poi prorogato il contratto per tutto l’anno. Il dott. Dimino invece aveva li confermati fino al 30 aprile con una clausola risolutiva collegata al bilancio regionale (non ancora approvato) e al fatto che da dicembre la Regione non fa trasferimenti né a noi né a nessuno. L’assessore Reale già il 30 aprile aveva

Scorcio della Piana di Catania

dato la sua disponibilità alla proroga fino al 31 maggio alla luce di tre obiettivi: continuare a lavorare, garantire all’ente la manodopera e garantire i servizi ai 12.500 utenti”. Esiste anche un quarto motivo, la proroga dà tempo al Governo e all’Ars di varare la Finanziaria e mettere tutto a posto. In caso contrario la protesta ritornerà puntuale a fine mese per difendere i contratti dei 150 lavoratori. All’incontro erano presenti i deputati

Arrivano i soldi della Regione per i Comuni: previsti i pagamenti del IV trimestre 2013 e del I 2014

Crocetta fa appello all’Ars: Varare finanziaria subito Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, dopo una valutazione congiunta con gli assessori all’Economia ed alle Autonomie locali, ha disposto di procedere ai pagamenti immediati della quarta trimestralità del 2013 e della prima del 2014 a fronte della grave situazione finanziaria determinatasi negli enti locali. «Avrei preferito comunicarlo dopo un incontro con l’Anci - ha spiegato il presidente - ma l’urgen-

za delle decisioni non ha consentito di poter effettuare questo passaggio. Discuteremo nei prossimi giorni». Intanto già in cassa regionale c’è la quarta trimestralità che verrà pagata subito, mentre i pagamenti del primo trimestre del 2014 inizieranno nei prossimi giorni. «Con questa decisione - aggiunge il governatore - il governo si fa carico degli immediati inter-

venti per gli enti locali. È già stato convocato un incontro con l’assessore all’Economia e con altri assessori della giunta, per risolvere i problemi relativi al titolo secondo dei Comuni e per sbloccare immediatamente le situazioni degli enti regionali, dei forestali, dei consorzi di bonifica e tutte le altre situazioni bloccate». Crocetta assicura che il governo «intende agire immediatamente e fa appello all’Ars perché si ap-

Incontro tra il sindacato di Polizia e il questore Tommaso Vendemmia

Migliora la sicurezza a Catania Il segretario del Siap (Sindacato) Tommaso Vendemmia ha incontrato il questore di Catania Salvatore Longo per affrontare i problemi ed i temi della sicurezza a Catania e in provincia. Senza dubbio le Volanti rappresentano il cuore operativo del controllo del territorio, la loro funzione oltre a rendere sicura la città, è volta agli interventi di soccorso pubblico e alla prevenzione e contrasto dei reati e delle attività illecite. Il Siap ha rappresentato al Questore l’esigenza di risolvere le attuali difficoltà legate al turn over del personale composto da molti anziani, all’aumento delle quote di lavoro straordinario, che consentirebbe di af-

frontare le esigenze legate al contrasto dei fenomeni illegali, oltre ad una migliore sistemazione logistica degli uffici interni, attività possibili localmente, mentre rimane, per adesso, non risolvibile la situazione d’implementazione delle auto e delle moto. Purtroppo il parco auto delle volanti, è formato da sole

Si comincia alle 20.30 alla Vecchia Dogana di Catania ed è la seconda tappa di “Master Foodie - Sicilia”

Food bloggers in gara il 12 maggio per il cooking show Lunedì prossimo, alla Vecchia Dogana di Catania con inizio alle 20.30, si terrà la seconda tappa della prima edizione di “Master Foodie – Sicilia”, cooking show rivolto ai food bloggers siciliani, esperti in preparazioni culinarie di alto livello. Si tratta di una serata glamour ma soprattutto di qualità che riconfermerà il parterre palermitano della serata che si è svolto nel capoluogo siciliano lo scorso 14 aprile, accrescendolo di valore grazie alla presenza di rappresentanti etnei delle diverse organizzazioni coinvol-

regionali Piero Sammartino, Valeria Sudano e Concetta Raia che ha dichiarato: “Siamo soddisfatti dell’esito dell’incontro di oggi perché è arrivata la sintesi sperata, un impegno concreto dell’assessore regionale all’Agricoltura Paolo Reale per le sorti dei lavoratori coinvolti nella vicenda, il cui contratto verrà prolungato in attesa che venga approvato il bilancio regionale”. Monica Adorno

te. Una manifestazione, “Master Foodie”, la cui caratteristica, oltre a quella di dare il giusto merito e risalto a questi speciali “internauti” amanti della buona cucina, è quello di toccare tutte le province siciliane, per parlare e proporre la cultura del cibo rigorosamente siciliano attraverso una formula collaudata e ricercata. La tappa catanese riconfermerà come presidenti delle giurie tecnica e critica, rispettivamente lo chef Peppe Giuffrè e la giornalista eno-

gastronomica Alessandra Verzera, direttore della rivista online “Sceltedigusto.it”, che ha pensato e sta promuovendo la manifestazione. Sarà nuovamente presente, questa volta non come padrone di casa ma nella giuria tecnica, lo chef Natale Giunta, accanto al quale siederanno: Domenico Privitera, vicepresidente della Federazione Cuochi Etnei di Catania; Giuseppe Ignoto,

provi entro la settimana la manovra finanziaria, senza parlare burocratese e senza tempi infiniti di discussione per dare immediate risposte alla Sicilia e ai siciliani, non si può bloccare una Regione.

nove auto disponibili e quattro moto, il che richiede un’immediata assegnazione di nuove. Le attuali disponibili, oltre ad aver superato i 200.000 chilometri sono assolutamente insufficienti. È stata chiesta anche attenzione per la logistica dei reparti minori, quali le squadre a cavallo e cinofile, che sebbene poco visibili al cittadino, espletano servizi di alto profilo e sono utili alla sicurezza della collettività. Il Questore, ha condiviso le segnalazioni, ha assicurato giusti interventi per una soluzione da mettere in pratica a breve termine. A margine dell’incontro, il Siap, si è complimentato con il Questore e per il significativo aumento del personale che ha consentito di implementare gli equipaggi che da quattro per turno sono passati a nove. I servizi di contrasto, di attività illecite e gli arresti sono aumentati, ottima l’iniziativa di controllo agli esercizi pubblici, apprezzata dai cittadini. Bailli del Bailliage Catania de “La Chaine des Rôtisseurs”; Vittorio Cardaci, delegato Fisar Catania; Luciano Graziano, GMR Amira Catania. Della giuria critica, che dovrà parimenti votare i piatti delle food bloggers, faranno parte: Daniele Sgroi, Gambero Rosso; Concetto Mannisi, segretario dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia; Rosetta Cartella, Accademia Italiana della Cucina; il PR Fulvio Pastorella e, per dare un ulteriore tocco fashion all’evento, ma anche per parlare di eccellenze siciliane, la stilista Marella Ferrera. Condurrà la serata il giornalista Antonio Iacona.


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ATTUALITÀ

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E Federauto replica che la «ripresa è ancora debole e che occorre abbassare le tasse» per spingere all’acquisto del nuovo

Mercato auto, continua il trend positivo

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a Motorizzazione nel mese di aprile ha immatricolato 119.099 autovetture, con una variazione di +1,94% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, durante il quale ne furono immatricolate 116.838 (nel mese di marzo 2014 sono state invece immatricolate 139.837 autovetture, con una variazione di +5,33% rispetto a marzo 2013, durante il quale ne furono immatricolate 132.753). Nello stesso periodo di aprile 2014 sono stati registrati 357.966 trasferimenti di proprietà di auto usate, con una variazione di +5,12% rispetto ad aprile 2013, durante il quale ne furono registrati 340.515 (nel mese di marzo 2014 sono stati invece registrati 366.276 trasferimenti di proprietà di auto usate, con una variazione di -2,27% rispetto a marzo

2013, durante il quale ne furono registrati 374.783). Nel mese di aprile 2014 il volume globale delle vendite (477.065 autovetture) ha dunque interessato per il 24,96% auto nuove e per il 75,04% auto usate. Nel periodo gennaio-aprile 2014 la Motorizzazione ha in totale immatricolato 496.318 auto-

vetture, con una variazione di +5,01% rispetto al periodo gennaio-aprile 2013, durante il quale ne furono immatricolate 472.656. Nello stesso periodo di gennaio-aprile 2014 sono stati registrati 1.437.534 trasferimenti di proprietà di auto usate, con una variazione di +0,61% rispetto a gennaio-aprile 2013, durante

il quale ne furono registrati 1.428.842. «L’auto è sempre stata una importante cartina di tornasole dell’economia reale italiana. Da gennaio 2014 in poi siamo in presenza di modesti rimbalzi positivi che, se confermati, come tendenza annua, potrebbero portare il mercato Italia a consuntivare circa 1.360.000» lo ha affermato Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto. «In pratica – ha aggiunto Pavan Bernacchi - metteremmo indietro le lancette dell’orologio al 2012, che aveva chiuso con 1.401.000. Se qualcuno volesse affermare che questo è un risultato positivo, siamo pronti al pubblico confronto. La realtà, e ve lo dice chi ogni giorno è a contatto con clienti in carne ed ossa e vive il mercato in ogni sua sfaccet-

La Cgia di Mestre continua a rilevare che la burocrazia strozza le imprese

Sulle imprese gravano 97 controlli Secondo l’Ufficio Studi della Cgia di Mestre sono quasi un centinaio, per la precisione 97, le principali attività di controllo che gravano sulle piccole imprese italiane. Questo risultato emerge suddividendo il quadro legislativo generale in quattro grandi settori: ambiente esSicurezza nei luoghi di lavoro, amministrativo, contrattualistica e fisco. Il primo settore è interessato da 50 possibili controlli che possono essere effettuati da 11 enti/Istituti diversi; la secondo settore registra 6 controlli che sono ad appannaggio di 3 diversi enti/Istituti; nel terzo il numero dei controlli si ferma a 18, mentre gli Enti/Istituti interessati sono 4; nell’ultimo il numero dei controlli è pari a 23 e sono 7 gli enti/Istituti coinvolti. Secondo la Cgia di Mestre «Con una legislazione spesso caotica e in molte circostanze addirittura indecifrabile per molte aziende, soprattutto quelle di piccola dimensione, è difficile essere sempre a norma. Ricordo che il 95% delle imprese italiane ha meno di 10 addetti e non di-

spone, a differenza delle medie e grandi aziende, di nessuna struttura tecnica/amministrativa in grado di affrontare professionalmente queste problematiche. Detto ciò, non è nostra intenzione accusare nessuno, tanto meno gli enti di controllo che, spesso, sono anch’essi vittime di questa situazione. Troppe direttive, troppe leggi, troppi regolamenti creano solo confusione, mettendo in seria difficoltà non solo chi è obbligato ad applicare la legge, ma anche chi è deputato a farla rispettare». Da ciò emerge senza dubbio che il tema della burocrazia è uno dei principali ostacoli che mina la crescita del nostro Paese. «I tempi e i costi della burocrazia – aggiungono dalla Cgia – sono diventati una patologia endemica che ci caratterizza negativamente. Non è un caso che molti investitori stranieri non vengano qui da noi proprio per la farraginosità del nostro sistema burocratico. Incomunicabilità, mancanza di trasparenza, incertezza dei tempi ed adempimenti onerosi hanno gene-

rato un velo di sfiducia tra imprese private e Pubblica amministrazione che non sarà La concussione è che per crescere e creare nuovi posti di lavoro le imprese necessitano di servizi pubblici efficienti e di una legislazione chiara e facilmente applicabile. In questi ultimi anni, invece, il costo della burocrazia sul nostro sistema produttivo ha superato i 30 miliardi di euro all’anno. Questa situazione ha costretto moltissime aziende a trascurare il proprio business per occupare gran parte del tempo alla compilazione di certificati e scartoffie varie: un’anomalia che deve essere assolutamente rimossa.

tatura, è che ci troviamo di fronte a un vero e proprio disastro. E, ce lo dicono tutti gli osservatori esteri, se non ripartono i consumi interni, di cui gli autoveicoli sono un pilastro, non riparte l’economia italiana e non riparte il mondo del lavoro che, invece, continua a registrare nuovi livelli record di disoccupazione». Federauto evidenzia che l’assenza di un chiaro segnale di ripresa delle vendite ai privati, e il fatto che i rimbalzi positivi registrati in questi primi quattro mesi dell’anno siano dovuti in larga parte agli acquisti del canale noleggio - destinato peraltro ad esaurire progressivamente la sua spinta - dimostrano che l’apertura di credito nei confronti del nuovo Esecutivo deve necessariamente essere alimentata da provvedimenti concreti sul fronte, in primis, della riduzione della pressione fiscale. Conclude Pavan Bernacchi: «Pochi giorni fa abbiamo criticato, con toni anche molto duri, il ritorno dei micro-incentivi per le auto a basso impatto ambientale. Una misura creata da chi ha preceduto il Governo Renzi, e su cui avevamo già manifestato nelle sedi opportune le nostre riserve. Ma le ragioni della nostra presa di posizione contro le ‘briciole’ di questi micro-incentivi, che rimarranno non spesi per le aziende e si esauriranno in circa 3 giorni per i privati, stanno proprio nel fatto che dal nuovo Governo, molto attento ad offrire al Paese un cambio di passo, ci aspettiamo una vera rivoluzione anche nei confronti del settore auto, con azioni ed iniziative adeguate al clima economico e congiunturale che stiamo vivendo. Che tengano conto che noi diamo lavoro a 1.200.000 persone e fatturiamo l’11,4% del PIL».

Banda larga e sei “hot spot” wi-fi gratuiti a Catania da agosto Internet ultraveloce e “hot spot” wi-fi gratuiti a disposizione di tutti. È questo il risultato che ci si appresta ad ottenere a Catania - verosimilmente ad agosto in base a una nota del comune - grazie alla posa di 160km di fibra ottica in 530 “armadi” stradali. L’investimento è di 16 milioni di euro che si aggiungono ai 12 già impiegati ma che adegueranno la nostra città agli stan-

dard del 2020. E, forse, Catania sarà la prima delle 23 città scelte per questo investimento perché potrebbe essere la prima a finire i lavori di adeguamento. I lavori sono fatti per il 70% e in zone come Ognina e piazza Palestro è già possibile usufruire dell’ultra veloce. Sei i punti - non ancora individuati - che verranno dotati di collegamento wi-fi: quasi

sicuramente piazze centrali o della periferia, ma il sindaco Bianco ha intenzione di estendere la banda larga alla città metropolitana: Misterbianco e area dell'Etna. L’accordo firmato stamattina tra Comune e Fastweb consentirà a 97mila famiglie e 26mila imprese di navigare con velocità vicine ai 100Mbps in dowload e 10Mbps in upload.

Il tavolo dell'accordo tra Fastweb e Comune di Catania


ATTUALITÀ

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Elisabetta Paladino e Giuseppe Falci dell'Università di Catania hanno effettuato una ricerca su computer quantistici e rumore

Due catanesi sul “Reviews of Modern Physics”

È

stato pubblicato lo scorso 3 aprile su "Reviews of Modern Physics", la rivista internazionale a più alto impatto nel settore della Fisica, il lavoro dal titolo "Rumore 1/f: implicazioni per la Informazione Quantistica", scritto da Elisabetta Paladino e Giuseppe Falci, docenti del dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Università di Catania, insieme ai Colleghi russi Yuri Galperin e Boris Altshuler. Sono allo studio oggi nuove rivoluzionarie tecnologie basate sulla fisica quantistica, nata nel primo decennio del secolo scorso. In un futuro non molto lontano potranno essere disponibili potentissimi “computer quantistici”, in grado di risolvere problemi intrattabili dai computer tradizionali e di grande impatto su diversi aspetti della vita quotidiana, come quello della riservatezza dei dati presso le banche. Un computer quantistico sarebbe, ad esempio, in grado di decodificare in breve tempo i codici delle carte di credito, ma la meccanica quantistica fornisce ulteriori strumenti di crittografia che sono assolutamente sicuri. Sebbene alcuni prototipi di computer quantistici siano già stati fabbricati, realizzare macchine sufficientemente potenti ed affidabili rappresenta ancora una grande sfida delle nanotecnologie. Ne sono state proposte diverse versioni, basate su tecniche avanzatissime di controllo degli atomi e dei nanodispositivi. Il problema più importante da risolvere è chiamato dai fisici “decoerenza”, ed è dovuto al fatto che il computer vive in un ambiente esterno, che disturba fortemente l'elaborazione. Nei dispositivi la principale sorgente di decoerenza è detta “rumore 1/f”. Gli autori hanno passato in rassegna le sorgenti e gli effetti del rumore 1/f, valutando lo stato dell'arte, e proponendo nuove strategie di controllo

Cristina Scuderi

Elisabetta Paladino e Giuseppe Falci

avanzato per ottenere dispositivi quantistici ad alta prestazione. «Un computer quantistico – ha spiegato la dottoressa Paladino - permetterebbe di simulare strutture complesse, e al di là della portata de-

gli attuali computer, consentendo di progettare nuovi farmaci o nuovi materiali per la sostenibilità energetica. In questi settori attualmente si può operare solo per tentativi sperimentali, producendo cioè un certo

numero di campioni diversi e sperando di verificare in uno le proprietà desiderate, un metodo estremamente lento e costoso». Elisabetta Paladino e Giuseppe Falci hanno lavorato in questo campo presso l'Università di Catania, e con il supporto del CNR-IMM UOS di Catania. «E' molto importante in questo momento, e soprattutto nel Sud del Paese – ha detto il professore Falci il fatto che le Istituzioni cui apparteniamo riconoscano l'importanza, difendano e valorizzino la ricerca di base in settori competitivi a livello internazionale, malgrado le difficoltà economiche e sociali che stiamo vivendo».

Il suo progetto è stato premiato con un milione di sterline dalla Royal Academy of Engineering e poi acquistato da Facebook

Dino Di Stefano, genio siciliano all’estero Dino Di Stefano ha appena 40 anni. Nato a Biancavilla ma è praticamente cresciuto a Catania da dove è andato via a soli 19 anni. Ha studiato a Pisa e in Olanda ed è poi diventato professore ordinario alla Queen Mary University. Lo scorso anno ha ricevuto il Premio "Roger Needham award", una sorta di nobel che viene assegnato ai giovani ricercatori dalla dalla British Computer Society. Dino ha inventato un sistema che, basandosi su un algoritmo molto complesso, consente di prevedere gli eventuali errori che possono commettere altri software. In particolare è un ottimo

La terza edizione di Expandere, l’open day di Compagnia delle Opere, che si svolgerà il prossimo 27 maggio a EtnaFiere (Belpasso) è destinata a lasciare il segno per la nutrita offerta di servizi, di focus e workshop e per la possibilità che avranno gli imprenditori siciliani di confrontarsi, di mettersi in rete e di creare occasioni di sviluppo. Si parlerà di “real estate” con il focus sugli alloggi per anziani e residenze universitarie. D’internazionalizzazione e dell’attenzione degli investitori rivolta verso il Marocco e Qatar. Si approfondiranno temi strettamente attuali come le start up e innovazione tecnologica. E si conosceranno le peculiarità sulla comunicazione d’impresa,

metodo per prevenire le azioni degli hacker contro un sistema. Una scoperta che è stata trovata interessantissima ma molte aziende che lo hanno richiesto e che Dino sta fornendo loro con un team che ha potuto mettere in piedi grazie a un contributo di milione di sterline della Royal Academy of Engineering. Una situazione che in Italia non si sarebbe praticamente mai potuta realizzare. La start up che è servita alla realizzazione del progetto, Monoidics, è stata poi acquistata da Facebook per migliorare la qualità del codice delle sue applicazioni mobili che sono

Dino Di Stefano

tristemente famose per il loro alto tasso di “incidenti”. Il team di management Monoidics Its è composto quasi esclusivamente da titolari di dottorato di ricerca; i suoi prodotti sono

A fine maggio l’open day di Compagnia delle Opere

Workshop e seminari per il terzo Expandere su sanità, agroalimentare, turismo e beni culturali, diffusione e promozione di servizi finanziari. «Expandere – spiega il direttore di Cdo Sicilia Orientale, Cristina Scuderi - è una cartolina vivente di ciò che noi siamo perché sviluppa incontri relazioni, crea partnership, realizza workshop, e stimola a creare rete e instaurare un clima di fiducia e collaborazione”. Cambia la location dopo Santa Tecla e Giarre. Si rinnovano gli stimoli e gli

obiettivi seguendo un percorso delineato con precise linee guida in cui siano proprio gli imprenditori i grandi protagonisti. Expandere è un evento innovativo in questo senso, dedicato alle imprese dei vari settori merceologici. E’ pensato – continua - per offrire alle imprese del territorio siciliano un’occasione d’incontro e scambio di opportunità. Vogliamo stimolare l’imprenditore a mettersi in rete con gli altri

utilizzati dai clienti nei settori automotive, telecomunicazioni, aerospaziale, medico, e di difesa. In soli quattro anni Monoidics ha ampliato la sua presenza a livello internazionale con uffici a Seattle e Tokyo. operatori dell’imprenditoria e della finanza, nella convinzione che in un momento così difficile, di piena crisi non si va molto lontano da soli». Alla terza edizione di Expandere hanno aderito in quasi 200 imprenditori siciliani: saranno presenti aziende, ditte individuali, cooperative, liberi professionisti che operano dal settore agroalimentare, all’industria, alla sanità e all’edilizia. L’Obiettivo è quello di favorire le relazioni tra imprenditori, mettendoli in contatto diretto con incontri B2B I partecipanti, infatti, avranno sul piano operativo l’opportunità di avere incontri prefissati secondo un opportuno piano di lavoro prestabilito.


SPETTACOLO

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Il teatro dell’elefante dà vita a CAP 95131 Sette teatri catanesi si consociano per offrire sconti, informazione e combattere l’uso di bevande alcoliche “

E

ppur si muove!”. Ma non ci riferiamo alla Terra di galileiana memoria, bensì al Mondo artistico e culturale che nasce nel capoluogo catanese per esportare il proprio sapere e diffondere la propria voce, il proprio messaggio. Probabilmente stanchi di aspettare che i loro meriti vengano concretamente riconosciuti dalle istituzioni e da quanti altri potrebbero e dovrebbero dare un segnale reale, ma soprattutto stanchi di dover lottare quotidianamente con i fantasmi della sopravvivenza e della sciocca e sterile “concorrenza” fine a se stessa, alcuni operatori del settore artistico/culturale, le cui attività hanno sede ed operano principalmente nel centro storico catanese, hanno deciso di unire le proprie forze e, pur mantenendo ciascuno la propria identità, consorziarsi sotto un’unica sigla: C.A.P. 95131, ovvero Comitato Arti Performative Catania Centro. Tra le principali finalità del neonato Comitato, il contrasto del degrado del centro storico ed il voler dare un nuovo impulso alla fruizione delle arti performative. Il progetto, dunque, come spiega Renato Lombardo (art director del Brass jazz club e propulsore dell’iniziativa) è quello di dare un incentivo alla musica, alla danza, al teatro leggero, a quello impegnato e a qualsiasi altra forma d’arte fornendo, tra l’altro, ai giovani che si recano presso il centro storico cittadino un’alternativa all’alcol. Ma, ovviamente, non solo questo. Le sette strutture con sede nell’area del centro storico e che compongono il Comitato sono, oltre al già citato Brass jazz club, la Sala Hernandez, il Gatto BluHàrpago, lo Scenario Pubblico, il Teatro del Canovaccio, la Sala Chaplin e il Teatro Tezzano. Faranno parte di “Cap 95131” anche le associazioni culturali e gli artisti che,

pur non essendo “residenti” nell’area del centro storico e identificandosi nello spirito di questo consorzio, manifesteranno l’intenzione di collaborare. Tante le iniziative in cantiere tra cui l’organizzazione di eventi di arti performative, la realizzazione di una locandina mensile che raggruppi tutti gli spettacoli della rete, la creazione di un portale web che fornisca notizie e informazioni sugli eventi in programmazione, una galleria espositiva già nata in via Casa del mutilato e una card che assicuri sconti speciali in tutte le strutture artistiche e servizi convenzionati. Appena nato, ma già con le idee molto chiare all’insegna della vera fattibilità e con tutta l’intenzione di andare avanti mettendo in atto tutto ciò che rientra negli obiettivi prefissati, programmandone nuovi. Per presentare il Cap 95131 ai cittadini, alla stampa, alle istituzioni e agli operatori del settore, la scorsa settimana è stata indetta una conferenza cui hanno preso parte, tra gli altri, l’assessore comunale Orazio Licandro, il dott. Salvo Gigliuto ed il dott. Giampaolo Spadaro (consulenti del sindaco rispettivamente per il marketing territoriale e per le politiche giovanili), il presidente della I municipalità Giuseppe Romano, il presidente della commissione comunale cultura Salvo Giuffrida, Piero Castronovo per il Comitato residenti, Antonio Recca dell’Assoc. Centro Contemporaneo, il direttore del Teatro Stabile di Catania Giuseppe Dipasquale, Orazio Torrisi del Teatro Brancati di Catania. Conoscendo la non eccelsa situazione di cassa del Comune di Catania, il Comitato ha chiesto ai rappresentanti dell’Amministrazione comunale presenti semplicemente la “normalità”, ovvero maggiori controlli e sicurezza, pulizia e info point. Vittorio Costa

Da non perdere

VI

9 MAGGIO 2014

"Incontri d'autore" ad Aci Sant’Antonio La Cooperativa “Il Gabbiano” e il Comune di Aci Sant'Antonio presentano: "Incontri d'autore". Primo appuntamento domenica 11 maggio alle 18 con Antonio Marangolo autore del romanzo "Complice lo specchio" presso la Biblioteca Comunale di Aci Sant’Antonio in via Vittorio Emanuele n. 101. Presenta il giornalista Seba Ambra. Antonio Marangolo (Catania 1949). Musicista, pittore e prolifico autore di romanzi sinora sconosciuti al grande pubblico. Ha collaborato con Ivano Fossati, Antonello Venditti, Ornella Vanoni, Claudio Lolli, Vinicio Capossela, Sergio Endrigo, Miriam Makeba, Caterina Caselli, Max Manfredi e soprattutto con Francesco Guccini.

“Sulla mia pelle” di Beldan Sezen Domenica 11 maggio alle 18, nella sede dell’Arcigay di Catania, in via Vittorio Emanuele 245, Beldan Sezen presenterà il suo libro "Sulla mia pelle" (edizioni Beccogiallo). Interverranno: Stefania Arcara, docente di Gender Studies e Coordinatrice di "GenderLab - Dipartimento di Scienze Umanistiche, Università di Catania; Elisa Calabrò, presidente di "Ossidi di Ferro". Dalla Turchia (ma in realtà da un sacco di altri posti) con furore ecco giungere una freschissima graphic novel nella quale l'autrice parla non solo del suo coming out, ma della sua lunga presa di coscienza della propria omosessualità.

Performance di Randagio Clandestino Domenica 11 maggio, alle ore 18.30, nel Centro Sperimentale Kerè, in via Macherione 21 a Catania, performance a cura di Randagio Clandestino con: Mario Bonica, Cinzia Insinga, Gregorio Lui, Filippo Manno. Dall'Antologia di Spoon River di Lee Masters, a Fabrizio De Andrè, fino allo Spoon River degli animali di Randagio Clandestino e lo Spoon River delle donne uccise di Serena Dandini. Quando musica, teatro e letteratura danno voce alle vittime innocenti di razzismo, sessismo e specismo...

L’ep dei “Lucio” mette in campo affilata ironia, intensità visionaria e sprazzi di malinconia metropolitana

“Tutti successi” a un passo dal tormentone estivo Si chiamano Lucio, anche se Lucio non esiste se non come pura entità nata dall'incontro di Giuseppe Lanno e Antonio Russo. I due, entrambi classe '89, palermitano il primo, salernitano il secondo, si conoscono a Bologna frequentando un corso di musica al DAMS. Un'amicizia da cui, come in molti casi e inizialmente per gioco, nasce una collaborazione musicale. Giuseppe comincia a scrivere canzoni, che canta con la sua particolare timbrica bassa e cavernosa, quasi gotica, accompagnandosi con un semplice ukulele. Antonio decide di musicare i brani riadattandoli su basi elettroniche create ad hoc. Prende vita così il

primo ep ufficiale di Lucio, ironicamente intitolato “Tutti successi”. Cinque brani per poco meno di venti minuti di musica, ma sufficienti a far capire che questo non è un progetto come tanti. A partire dalle capacità di scrittura di Giuseppe Lanno, che mette insieme affilata ironia, intensità visionaria e sprazzi di malinconia metropolitana in un perfetto collage di frammenti di delirante e fragile contemporaneità umana. E se i testi centrano subito il bersaglio con il loro immediato lirismo sarcastico, le sonorità non sono certo da meno, di matrice squisitamente elettronica, danzereccia e accattivante, con innesti di chitarra elettrica qui e là

Giuseppe Lanno e Antonio Russo

come nell'esplosiva Jingo, originale cover di Carlos Santana. C'è poi una madrina d'eccezione come Simona Norato, già nota per le collaborazioni in gruppi come Iotatola e Dimartino, alla quale il gruppo affida la produzione artistica che compare in alcuni episodi del disco, come seconda voce in “L'importante è perdere”, al piano in “Rita”. Anche la seconda Iotatola, Serena Ganci, presta la sua bella e inconfondibile voce in “Gratis”. Sono insomma tanti i motivi per cui non si può fare a meno di questo disco, considerato anche il fatto che una volta partiti col primo ascolto, garantito, non si finisce più, e questi cinque pezzi rischieranno di diventare il vostro, e nostro, personale tormentone estivo. Provare per credere. Marco Salanitri


SPETTACOLO

9 MAGGIO 2014

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VII

Una magnifica performing art della compagnia My!Laika al Centro Zo con quattro attori circensi stravaganti

Grande successo per “PopCorn Machine”

U

n pianoforte travestito posizionato su un lato del palco del Centro Zo sembrava la cosa più normale della scenografia messa in scena dai My!laika che comprendeva persino un trapezio. E invece anche lui era “truccato”, svuotato, ma soprattutto attrezzato per ospitare in senso stretto - i quattro effervescenti attori-circensi e il primo dei tre appuntamenti della mini rassegna “Altre Scene Perfoming Art Fest”. Un’esplosiva performance approdata a Catania alla fine di quattro anni che li ha visti protagonisti in Italia e in Europa procurando suspense, risate e tanti applausi. Il giocoliere Paolino, la trapezista Elvira, le acrobate Elvira H ed Elske, hanno giocato sul filo dell’ironia e del surrealismo la loro partita tra il desiderio di esprimere scenicamente conflitti intimi e tecniche di circo. La coreografia “elettrica” ha lasciato coesistere un futuro assurdo con un passato sconosciuto, dove si sono susseguiti una serie di eventi indeterminati e conseguenze improbabili che hanno coinvolto tre carismatiche ragazze (l’argentina Eva Ordonez Benedetto, la tedesca Philine Dahlmann, l’olandese Elske van Gelder) e un

“Elo” Guardo e il suo speciale “tour di Sicilia” Nel romanzo “Un sogno che profuma di ginestra” Alcuni momenti dello spettacolo andato in scena al Centro Zo

uomo, che muore di continuo (il sicilianissimo Salvatore Frasca, originario di Vittoria). Musica dal vivo e Kunst-cirque che hanno trascinato il pubblico in una confusione di sentimenti, azioni e stimoli. Inoltre, mentre una tigre cade dal cielo, la fontana di Trevi si trasforma in un fungo atomico, Elvira vende l'apocalisse in promozione speciale, una Barbie balla, la corda ruvida del trapezio segna il corpo di Elvira, un ventilatore accarezza un vulcano di Popcorn. Il teatro si mescola al circo nella tecnica del “mano a mano” che reinventata diventa “capelli-a-capelli”, nel trapezio vissuto come una espe-

rienza sentimentale e in una bicicletta acrobatica sulla quale le gambe spettacolari di Paolino giocano alla roulette russa. Le note del violoncello si giustappongono ora al ritmo della macchina da cucire, ora a quello di una canzone d'amore siciliana, mentre a un preludio di Rachmaninoff si sommano i botti dei fuochi artificiali: Il loro credo è far ridere quando si vorrebbe piangere. E viceversa! Tutto ha influenza sulla creatività della compagnia My!Laika che si definisce sub-europea. Le fonti di ispirazione dei quattro artisti sono tanto le discipline del circo classico, quanto la danza o

il rugby; la musica d'ascensore o il colore delle camicette di Angela Merkel. Grandi artisti come Kurt Schwitters, Jacky Chan, Samuel Beckett, Lady Di, Fryderyk Franciszek Chopin, Elvira Hancock e Frank Zappa ancora producono ispirazione per il loro lavoro artistico. Star Trek, Fellini, Los Ramones, Toni Bonetta... la lista delle muse è infinita. Il prossimo 15 e 16 maggio, sarà la volta di “Grandi Speranze” una provocatoria pay preview performance in cui la coreografa Emma Scialfa e la compagnia Motomimetico svendono danza e teatro, mettendo lo spettatore al centro della storia.

La nuova produzione del Teatro Stabile scritta da Salvatore Rizzo e firmata da Vincenzo Pirrotta

“Se’ nùmmari” avvince e commuove il pubblico L'atto unico "Se' nùmmari" è una novità assoluta in lingua siciliana di Salvatore Rizzo, giornalista e drammaturgo palermitano, che torna a scrivere per il palcoscenico dopo l'affermazione nazionale riportata con "Le mille bolle blu". Il nuovo allestimento è stato prodotto dal Teatro Stabile di Catania che ha impegnato un cast di altissima qualità. Vincenzo Pirrotta ha firmato regia, scene, costumi, Giacomo Cuticchio le musiche, Franco Buzzanca le luci; in scena agiscono Filippo Luna e Valeria Contadino. Vivere per anni una tragedia quotidiana, e un giorno per caso imbroccare i sei numeri: sì, quelli del Superenalotto. Ed è il bivio per Orazio e Anna, a un passo da un paradiso terreno che finora la sorte ha loro negato, scaraventandoli per anni in un inferno quotidiano alle cui pene si sono sottoposti tra amore e rassegnazione, dovere e strazio, dolore e abnegazione. Il tragico plot ha coinvolto il pubblico nelle spire di un lancinante, abissale impatto emotivo. Lo stesso che sconvolge la coppia di Orazio e Anna, trasformando due angeli in carnefici. La vincita colossale innesta un cortocircuito: marito e moglie si lasciano pervadere dalla tentazione di una possibile felicità che ha però un prezzo altissimo, quello di un sacrificio or-

Valeria Contadino e Filippo Luna

rendo, del più efferato tra i crimini. Eppure quel demone, per un breve ma definitivo momento, si impossessa della loro mente e del loro cuore, li ammorba fino ad intossicarli, confondendo diritto e ragione, egoismo e pietà. Si imbattono in un inferno ancora più insopportabile, Orazio e Anna, quello di una coscienza e di un sentimento che, tornati vigili, osservano il baratro in cui sono sprofondati senza alcuna speranza di uscirne. «Confessare dove, in che tempo, perché

li ho pensati - ha spiegato Salvatore Rizzo -, Orazio e Anna, sarebbe un colpo sotto la cintura per Vincenzo, Filippo e Valeria, grazie ai quali questa storia lascia i fogli di un copione e si trasfigura in anime e corpi di palcoscenico. Quasi un torto. Che non penso affatto di fargli, grato come devo esser loro per farmeli "vivere", questi miei figli di carta che da un po' di tempo sono soprattutto loro figli. In che tempo, al massimo. Un oggi che può essere l'altro ieri o dopodomani. Un oggi qualunque. Ma anche - visto il rito sacrificale di cui Orazio e Anna sono spietati sacerdoti - l'indefinito "sempre" del mito, che è un territorio, a dirla tutta, che a Pirrotta piace frequentare, nel suo teatro. Anche dove, magari, in che luogo. Che importa, il "dove"? Orazio e Anna parlano in siciliano ma la loro storia credo sia ovunque, una tragedia di città o di provincia. E il loro spazio penso sia più quello della follia che quello fisico, è la gabbia del delirio che imprigiona le loro menti, la ragnatela della febbre che li assale e li rinserra dopo che hanno intravisto un barbaglio di felicità che, da lontano, dopo gli anni del dolore, del negarsi e del donarsi, scambiano per un'improvvisa catarsi. E non si accorgono che quella è invece una trappola. Tesa, magari, dagli stessi dei».

Lo scrittore Carmelo “Elo” Guardo ha presentato presso una rinomata libreria catanese la sua ultima fatica “Un sogno che profuma di ginestra”. Come per il precedente libro “La Clessidra e la rosa”, presentato lo scorso anno nella prestigiosa ed artistica aula magna del Convitto Nazionale Mario Cutelli sono stati presenti come moderatori la professoressa Dora Marchese e il professore Francesco Scialfa . La professoressa Marchese ha sottolineato che quest’ultima fatica di Carmelo Guardo è un ideale proseguimento dei precedenti libri della trilogia: “Le conchiglie di Ellenar”, “il ritorno di Ellenar” e “la Clessidra e la rosa “. Anche in questo libro la “natura” e “la donna” sono il fulcro della narrazione non per nulla queste tematiche sono le più care ad Elo. Il romanzo espone delle peculiarità stilistiche che derivano da una grande risorsa di contenuti. Il professore Scialfa ha continuato nella presentazione del libro e dopo aver descritto il rapporto dell’autore con le figure muliebri delle quali è costellato il romanzo ha messo in rilievo l’altro aspetto caro ad Elo e cioè quello del viaggiatore. Un particolarissimo “viandante” che, deposto il cappello a tricorno dei visitatori seicenteschi, ripercorre nuovamente il “Gran Tour” cioè le tappe più seducenti della nostra amata Sicilia che Elo ha definito «un continente più che un’isola», che ci attrae con tutte le sue componenti storiche.

Dora Marchese, Carmelo Guardo e Francesco Scialfa


VIII

SPORT

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9 MAGGIO 2014

A funerale celebrato la vittoria sulla Roma ha riacceso le speranze di salvezza

“A” Bologna per il miracolo Servono sei punti e migliaia di tifosi fanno il viaggio della speranza

L

e favole cominciano con c’era una volta e a volte anche le storie vere iniziano così. Come quella che vi raccontiamo oggi e che speriamo - abbia il suo “lieto fine” il 18 maggio. C’era una volta un calciatore di Buenos Aires che giocava nella serie B argentina e che nel 2006 arrivò a Catania da brutto anatroccolo del calcio per trasformarsi in cigno dopo 216 presenze in serie A e 6 gol. Lui è Mariano Izco, capitano del Catania che domenica scorsa ha preso per mano la “sua squadra” ha realizzato una doppietta contro la Roma e ha rimesso in corsa salvezza la formazione rossoazzurra. C’era una volta un pubblico che forse per troppo amore verso “la maglia” aveva deciso di protestare non partecipando più alle partite della sua squadra e manifestando anzi tutto il proprio disappunto all’esterno dallo Stadio. Un pubblico che è passato in soli 90 minuti da insistenti fischi a incoraggianti Olè. E c’era una volta un Catania brutto, spento, arrendevole che ha ricordato quanto è bello vincere, essere protagonista, gioire a fine partita, ritrovando di fatto quella voglia e quelle motivazioni che hanno latitato per tutta la stagione. Il Catania esattamente come l’araba fenice grazie alla pazza ed emozionante vittoria contro la Roma per un sonoro 4-1 è risorta dalle sue ceneri e complici le sconfitte delle dirette concorrenti per la salvezza - è tornato in corsa nella lotta salvezza. Dopo aver celebrato il funerale a un Catania già dato per spacciato, i risultati inaspettati del gioco del calcio hanno regalato una sorpresa proprio in coda al campionato, perché adesso tutto può succedere nella corsa salvezza.

Perché non crederci adesso? Mancano 2 giornate alla fine del campionato, il Catania ha abbandonato l’ultimo posto della classifica, si è portato al penultimo. Matematicamente è ancora in corsa per restare in serie A e domenica 11 maggio alle 15:00 giocherà la partita più importante della stagione allo stadio Renato Dall’Ara contro il Bologna. Più che una finale per i rossoazzurri, che sono obbligati a vincere per risucchiare proprio i rossoblù del Bologna nella lotta salvezza e tirarsi fuori dalla parte bassa della classifica. Per scrivere così quel “lieto fine” di cui parlavamo in apertura. Ma sarà una battaglia perché il Bologna ha messo a disposizione 12 mila biglietti gratuiti per i suoi tifosi: 8000 tagliandi di Distinti Laterali e 4000 di Curva San Luca per tutti gli studenti delle scuole di Bologna e provincia. Il

Mariano Izco

Catania giocherà contro un intero stadio, ma Bologna porta bene ai rossoazzurri che nel 2006-2007 conquistarono già una salvezza, quando giocarono in campo neutro proprio in Emilia l’ultima partita di campionato contro il Chievo e si imposero 2-0 riuscendo ad ottenere la permanenza in A. Nell’ultima al Massimino - quella del 18 maggio - arriverà l’Atalanta, già salva, che non avrà più nulla da chiedere al campionato. Obiettivo vincere a Bologna, per scrivere la favola. C’è nuova fiducia attorno alla formazione etnea e domenica prossima saranno in migliaia che da Catania partiranno per sostenere i rossoazzurri anche in trasferta. «La speranza non si è mai spenta anche se sei settimane fa, quando ho preso la squadra in mano, eravamo probabilmente retrocessi - ha commentato l’allenatore Maurizio Pellegrino - Perché non crederci adesso? Andremo a giocarci l’occasione a Bologna».

Chi viene e chi va Non si è ancora concluso il campionato, che già impazza il calciomercato. Che sia A o serie B, sarà una rivoluzione quella della prossima stagione per la squadra etnea che stravolgerà l’assetto tattico. Tanti giocatori partiranno, alcuni invece ri-partiranno da Catania: probabile che Lodi e Bergessio restino anche in B. Anche se proprio per il “Toro” argentino sono numerose le richieste dall’Italia (Genoa e Torino) e dall’estero (Argentina e Germania). Dovrebbero restare anche Gyomber, Rolin, Capuano, Fedato e Petkovic, così come Frison. Partiranno, invece Plasil, Barrientos (destinazione Messico) e Almiron, ma anche Leto, Monzon, Bellusci, Biraghi e Peruzzi. Troveranno un’altra collocazione anche Alvarez e Keko, in scadenza di contratto. È già del Napoli Andujar, il cui rapporto con la società etnea si è di fatto concluso lo scorso aprile. Antonietta Licciardello

Grande vittoria a Livorno per 6 a 1

La Primavera del Catania chiude con il botto A guardare il risultato maturato a Livorno è normale parlare di rimpianto per quello che poteva essere e non è stato. Il Catania conclude la sua stagione in quinta posizione, grazie al 6-1 rifilato in terra toscana, e per la prima volta (dal 2006/2007) non approda alla seconda L'allenatore del Catania fase del campionato PriPrimavera Giovanni Pulvirenti mavera. Peccato davvero perché nel computo finale della stagione pesano i punti persi in casa e le sconfitte inattese con le ultime due, Avellino e Trapani, che ne hanno compromesso un cammino che avrebbe portato certamente ai play off. Gli spunti comunque che emergono da questa stagione non certo agevole sul piano dell’andamento (sette vittorie esterne ma troppi ko casalinghi a Torre del Grifo) sono da ritenersi positivi. "Il Livorno – ammette Pulvirenti in una nota diffusa sul sito ufficiale del Catania non meritava un passivo così pesante, noi abbiamo trasformato ogni occasione in gol, mostrando grande risolutezza, contrariamente a quanto accaduto nell'arco del torneo”. E proprio quest’aspetto ha condizionato non poco l’esito delle partite nelle quali il Catania al cospetto delle big non ha certo demeritato. In molte partite la squadra ha ricercato il risultato attraverso il gioco, una conquista che dovrà essere affinata. Ma sono state troppe le occasioni sprecate. Da questo risultato bisogna ripartire, attrezzando un gruppo dei ragazzi, classe 1996, competitivo: "La stagione è da ritenersi positiva, nonostante l'amarezza per il mancato accesso ai playoff. C'è stata, infatti, la crescita di tutti i singoli, testimoniata anche dall'esordio in prima squadra di Garufi e Caruso. Le conquiste dei giocatori della Primavera, meritate, rappresentano esempi positivi ed incoraggiamenti per tutto il settore giovanile". E il Catania proprio da giovani deve ripartire, da quell’impronta marcata che può ridare slancio anche alla prima squadra. Il famoso senso di appartenenza che può e deve in questa fase creare ottimismo e consentire di guardare avanti per il futuro. Nunzio Currenti

Pallavolo – Alla fine di un campionato condotto al vertice della classifica

Meic Gela, ed è finalmente B1! Gela torna in Serie B1. La matematica certezza della promozione nella Terza Serie Nazionale della pallavolo arriva al termine della partita vinta contro il My Mamy Reggio Calabria, fanalino di coda. Festa grande in tribuna e in campo per un successo straordinario visto che, a parte il ko di Misterbianco, la Meic Gela non ha sbagliato un colpo, dimostrando davvero la sua forza in molte partite. La svolta probabilmente è stata la vittoria casalinga con il Misterbianco (3-2), partita che si è rivelata una sorta di spartiacque per le due squadre. Gela, dopo il successo, è stata un rullo compressore, Misterbianco è precipitato sino al terzo posto e do-

La Meic Gela

vrà tentare la scalata alla promozione nei play off. A tre anni di distanza dalla fine del ciclo della Serie A2, il Gela del presidente Faraci ha saputo riappropriarsi della sua dimensione in campo nazionale. La società lancia un appello a imprenditori e forze

politiche affinché il patrimonio non si disperda. La squadra di Mimmo Tripi ha saputo conquistare non solo il campionato ma anche l’affetto degli appassionati. Un dato questo importante dal quale ripartire per programmare sin da subito la promozione. Impossibile

perdere tempo, proprio no. Questo gruppo merita la riconferma in toto da Manuilov, a Martinengo, al libero Lombardo, Fabio Giorlando e via via tutti i protagonisti. Alle spalle dei gelesi il Cinquefrondi di Antonio Polimeni – ma anche di due iblei come Dipasquale e Chillemi che si sono ritagliati uno spazio importante. Terza la Kerakoll Misterbianco che, nel corso della stagione, ha accusato qualche passaggio a vuoto che non gli ha consentito di restare in seconda piazza (soprattutto lo stop interno per 3-1 con il Cinquefrondi). Ma giocatori come Maccarone, Boscaini, Bonsignore e Di Grande possono in questa fase dei play off trovare quelle energie mentali e fisiche per riuscire a tagliare il traguardo. Staremo a vedere Nun. Cur.

Leggimi 3006 090514  

Inserto a Il Mercatino edizione 3006 del 09/05/214

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