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Edizione N. 62 Anno VIII

14 MARZO 2014

Inserto di informazione - economia - politica - cultura

L’Italia che vuole cambiare Renzi e la Cgil allo scontro Bocciate in Parlamento le “quote rosa” sanno di porcellum segue dalla prima pagina (...) La Camera ha bocciato a scrutinio segreto l’emendamento bipartisan alla legge elettorale che prevedeva l’alternanza di genere nelle liste, proibendo di fatto che vi potessero essere due candidati dello stesso sesso uno dopo l'altro. E' stato bocciato anche il secondo emendamento, pure questo bipartisan e pure questo respinto a scrutinio segreto, che prevedeva che nessuno dei due sessi può essere presente nelle liste in misura superiore al 50% per i capilista. Bocciato anche il terzo e ultimo emendamento che prevedeva la proporzione del 40-60% per i capilista. I voti contrari al primo emendamento sono stati 335, e i favorevoli 227. Nel secondo caso, l’emendamento è stato respinto con 344 voti contrari e 214 a favore. L’ultimo emendamento sulla parità di genere è stato bocciato con 298 voti contrari e 253 favorevoli. Le donne ci sono rimaste male ma se ci riflettono o se hanno la pazienza di aspettare, capiranno che è meglio che sia andata così. In fondo quelle che sono state in Parlamento in questi ultimi anni non hanno dimostrato di essere migliori dei colleghi uomini e, seppur in maniera minore, ma solo perché erano di meno, sono altrettanto colpevoli per la situazione generale che si è venuta a creare. La qualità deve essere la condizione necessaria, indispensabile, inderogabile per la formazione della futura Camera dei Deputati. Una regola che deve valere per le donne che, senza dubbio, possono apportare all'Italia freschezza, dinamismo, innovazione e nuove capacità. Ma anche le donne, però, devono cominciare a scommettersi di più in politica perché finora molte La crisi economica ha spinto il Parlamento a ripensare la definizione di “disoccupazione”, rispetto alla quale tarare l’indennità. Il compito è cominciato con il Governo Monti che per mano del suo Ministro, Elsa Fornero, ha definito “disoccupati” tutti coloro che perdono “involontariamente” l’occupazione e che, “nel biennio precedente l’inizio del periodo di disoccupazione, abbiano maturato almeno un anno di contribuzione, anche quella dovuta ma non versata”. L’indennità di disoccupazione

Pensiero stupendo «La morte sorride a tutti. Un uomo non può far altro che sorriderle di rimando»

Marco Aurelio

Ancora minacce per il Presidente della Regione

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Crocetta: “Non mi fermeranno” E annuncia la creazione di nuclei speciali antimafia

non sono state e qualcuno tra loro non ha certo brillato per indipendenza e risoluzione. Le donne possono rappresentare quel “quid” in più che potrebbe consentire a Matteo Renzi, e il nuovo corso della politica che egli vuole rappresentare, di raggiungere i traguardi prefissi. Infatti, mentre in Parlamento si parlava di "quote rosa", Renzi è pronto al confronto duro, anzi durissimo, con una donna che è arrivata al vertice senza il paracadute di nessuna quota: la segretaria generale del Cgil, Susanna Camusso. Ognuno con le sue ragioni, ognuno con le sue argomentazioni, rappresentano due concetti diversi della gestione della cosa pubblica e in particolare del lavoro e della produzione. Bettino Craxi vincendo la battaglia, proprio contro la Cgil, sulla scala mobile cambiò le sorti dell'Italia e nel 1985 la portò ad essere la quinta potenza economica del mondo. Matteo Renzi, su altri temi, si scontra adesso di nuovo con la Cgil. Ribadiamo per lui la formula di rito con cui il Senato romano consacrava il nuovo imperatore: “Possa tu essere migliore di Traiano e più fortunato di Augusto”.

segue dalla prima pagina (...) "La partita decisiva per Catania – ha sottolineato dal canto suo Bianco - si gioca nei quartieri periferici: oggi Librino, domani sarà San Giovanni Galermo, dopodomani Monte Po. Se nascono imprese qui la città avrà diritto di vivere e svilupparsi, avrà un futuro. Qui c’è un’enorme opportunità in un quartiere con grandi potenzialità, siamo in un momento di crisi e avere incentivi così notevoli è una grande occasione". Il protocollo d’intesa sulla Giustizia riguarda l’immediata partenza del progetto con uno stanziamento di 10 milioni di euro, mentre gli altri 30 milioni indispensabili per completare la struttura deriveranno da fondi comunitari che la regione si è impegnata a reperire. Sarà immediatamente costituito un gruppo di lavoro per far sì che il progetto proceda con la massima velocità. Una delle prime scelte che ci si troverà davanti sarà se ristrutturare gli edifici esistenti, rendendoli anche antisismici, o se abbattere tutto per ricostruire, opzione quest’ultima che potrebbe rivelarsi più vantaggiosa anche sotto il profilo economico. Il Palazzo delle Poste di viale Africa, acquisito per essere destinato a sede degli uffici giudiziari e degradatosi in questi anni, sarà ceduto dal Comune di Catania, probabilmente alla Cassa Depositi e Prestiti, e il ricavato sarà impegnato per la ristrutturazione dell’Ascoli Tomaselli. I vertici della Magistratura, tra cui il Procuratore Capo Giovanni Salvi, hanno

espresso grande soddisfazione per le soluzioni individuate nel protocollo d’intesa che consentono una sistemazione definitiva in tempi relativamente brevi. Una volta realizzatala nuova Cittadella della Giustizia il Comune pagherà alla Regione l’affitto e sarà rimborsato dal Ministero della Giustizia. Mentre l'Ars si prepara, dopo le aree metropolitane e le province, ad affrontare il riassetto di bilancio, Crocetta convoca la giunta regionale per varare nuovi strumenti per agire contro la mafia. "A ogni attacco risponderò con misure straordinarie, questo è il metodo che ho sperimentato quando ero sindaco a Gela", ha preannunciato il Presidente. Crocetta prevede infatti la costituzine di nuclei speciali antimafia che risponderanno direttamente alla Presidenza e passeranno la regione ai raggi X per quel che riguarda appalti, forniture, convenzioni, ribassi di gare pubbliche e regolarità nelle certificazioni. La lotta per la legalità continua. Mat

Lavoro, l’opposizione contesta la “Naspi” di Renzi prima ancora di sapere cos’è così definita fu indicata con l’acronimo AspI, che la stessa Fornero riformulò in Mini-AspI modificando il requisito contributivo necessario. Con la MiniAspi per accedere all’indennità di disoccupazione “è necessario dimostrare tredici settimane di contribuzione (versata o dovuta) da attività lavorativa nei dodici mesi precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione”.

Persino rispetto alla MiniAspI l’assai concitata vita politica italiana scriverà presto la parola ‘fine’. Ancor prima di prendere il posto di Bersani prima e di Letta dopo, Matteo Renzi era critico verso le misure sul lavoro del Governo Monti e dall’alto della carica di Premier annuncia la novità della Naspi – la Nuova AspI –, che dovrebbe illustrare al Parlamentare nel giro di pochi giorni.

Intanto, della Naspi sono note soltanto le indiscrezioni di certa Stampa. Tanto basta a sollevare perplessità e critiche tra le diverse forze politiche. Su tutte, prevale la proposta di far ripartire l’Italia dal Reddito Minimo di Cittadinanza, stante la gravità dei dati statistici. In Italia la disoccupazione maschile si attesta intorno a 1.800.000 unità; la disoccupazione femminile è di 1.400.000

unità, ma se si guarda il dato dell’inoccupazione le donne che non cercano e/o non trovano lavoro sono più di 4.500.000. Il che spiega come la disoccupazione femminile non tende a quella maschile e rappresenti un problema molto grave messo al confronto dei dati degli altri stati dell’Unione Europea. Secondo alcuni gruppi parlamentari, ad oggi l’Italia si è limitata a varare mi-

sure di contenimento della dispersione scolastica. Agire per la fascia di età compresa tra 15 e 24 anni equivale infatti ad approntare misure rivolte a chi si trova in obbligo di formazione, ben altra cosa di stimolare occupazione tra i giovani. “Renzi abbandoni l’ipotesi Naspi a favore degli strumenti universali a sostegno della disoccupazione”, chiedono con forza le opposizioni in Parlamento in attesa che il Job Act sia illustrato per documenti e non per dichiarazioni Flora Bonaccorso


CRONACA

II

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Tra le iniziative per favorire il turismo crocieristico c’è l’abbattimento del 30% sulle tariffe di smaltimento rifiuti

Il rilancio del Porto di Catania per attrarre le navi da turismo Previsto anche un corridoio nebulizzato per mitigare il calore estivo ai passeggeri

I

l porto di Catania è stato da tempo abbandonato dalle grandi nave da crociera. Il sindaco Enzo Bianco e il commissario dell'Autorità Portuale, Cosimo Aiello hanno lanciato una serie di proposte per rilanciare lo scalo marittimo etneo. La diminuzione delle tariffe di smaltimento dei rifiuti per le navi da crociera, il miglioramento dei servizi tecniconautici e nuovi servizi turistici. Sono questi i tre interventi per fare del porto di Catania l’hub del distretto del Sud Est per le navi da crociera. Una precisa strategia, messa a punto nel corso di una serie di incontri, che è stata presentata nei giorni scorsi alla presenza direttore del Compartimento Marittimo della Sicilia Orientale, contrammiraglio Domenico De Michele. «Si tratta - ha detto Bianco - di misure concrete che abbiamo deciso e realizzato grazie all’intesa tra istituzioni, considerato che Catania è fortemente legata al suo porto. L’obiettivo che ci siamo dati è ambizioso ma possibile, sfruttando anche la vicinanza dell’aeroporto da cui i turisti possono arrivare e ripartire”. In particolare le iniziative presentate oggi riguardano un abbattimento di circa il 30% della tariffa di smaltimento rifiuti, ottenuto grazie alla disponibilità della società che gestisce il servizio, proponendo quindi tariffe in linea con quelle dei porti di Palermo e Messina. Si sta studiando come diminuirle ulteriormente con il conferimento in discarica effettuato dal

Comune». «Grazie al lavoro congiunto con l'autorità portuale e la capitaneria di Porto - ha aggiunto il sindaco di Catania - abbiamo ottenuto una revisione e il miglioramento dei servizi tecnico nautici. Promuoveremo il nostro porto con le nuove iniziative e l’idea di farne un hub in diretta connessione con le altre infrastrutture della zona del Sud Est, al prossimo salone nautico di Miami, la più importante vetrina del turismo del mare». Il sindaco ha anche comunicato che nei prossimi giorni sarà completato il percorso pedonale dedicato ai

Il porto di Catania

turisti che scendono dalle navi, grazie all’accordo con la società di gestione della stazione marittima. Un percorso coperto che collega il molo

di attracco con l’edificio della Vecchia Dogana, dotato di nebulizzazione per abbassare la sensazione di calore delle alte temperature estive».

«Il porto di Catania - ha detto dal canto suo Aiello - è stato designato come porto di interesse strategico nazionale, al quinto posto tra quelli italiani. Stiamo privilegiando un approccio imprenditoriale per rendere appetibile lo scalo anche al turismo degli yacht, migliorandone le infrastrutture e dunque la qualità offerta. Pensiamo inoltre di restituire il porto storico alla città perché diventi una bella passeggiata per cittadini e turisti». «Quello di Catania - ha concluso l'ammiraglio De Michele - è uno dei pochi porti italiani in regola con le direttive europee. Il nostro è un porto strategico nell’economia marittima migliorando i servizi tecnico nautici abbiamo già incrementato di un 30% la presenza delle navi, riscuotendo l’interesse di molti armatori». Nessuno ha menzionato il porto di Augusta e lo “sdoppiamento” con quello di Catania, individuando nel primo il traffico commerciale e nel secondo quello turistico. Sarebbe davvero un cambiamento storico.

“Tesori archeologici dimenticati” l’operazione del Dipartimento Ambiente del Codacons

Riscoperta dopo 50 anni la necropoli di via Etnea La notizia è di quelle a cui sembra difficile credere ma la storia di Catania può realmente portare a situazioni eccezionali. Lo fu, ad esempio, il ritrovamento della sepoltura a pochi centimetri dalla superficie di piazza Stesicoro durante il rifacimento della via Etnea nel 2002. Il caso è simile ma ancora più eclatante: si tratta di un’intera necropoli dimenticata. La denunzia viene dal Dipartimento Ambiente del Codacons diretto dal professor Angelo Messina che ha avviato l’operazione “Tesori archeologici dimenticati” con la quale si ripromette di stimolare la riscoperta, il recupero e la fruizione del nostro patrimonio archeologico ab-

bandonato al degrado e all’oblio. L’operazione del Dipartimento Ambiente è iniziata con la proposizione alla pubblica attenzione del caso della necropoli scoperta oltre mezzo secolo fa sotto l’edificio de La Rinascente. Il rinvenimento di questa importante testimonianza archeologica di circa 2000 anni fa, risale al lontano ottobre 1959, allorché, durante i lavori edilizi per la costruzione dei magazzini, si rinvennero numerose costruzioni di carattere funerario tra di loro accostate, ancora oggi in gran parte conservate e visibili nei sotterranei. I ruderi, che occupano un’area di circa mt. 35 x 30, all’angolo tra via

S. Euplio e via Spedalieri (ex via Spitaleri), prospettano e sono orientati lungo la via S. Euplio. Sono stati individuati circa sette edifici funerari a pianta rettangolare, databili nel primo secolo d.C.; di questi, uno presenta una serie di nicchie alle pareti. I sepolcri sono circondati da recinti nei cui pavimenti, in una seconda fase di utilizzazione, sono state individuate tombe a fossa in muratura databili tra il V ed il VI secolo d.C. «Alla fine dei lavori - denuncia il Codacons - si decise di lasciare visibili i ritrovamenti nei sotterranei della Rinascente. Questi resti, tuttavia, sono rimasti da allora preclusi alla visita del pubblico e se ne è persa

Una foto risalente alla fine degli anni Cinquanta

perfino la memoria. Come mai La Rinascente non abbia reso fruibile la necropoli e la Soprintendenza ai beni culturali di Catania non abbia proceduto ai relativi controlli?».

L’Associazione Culturale Promethéus premia Elena Santangelo nel giorno della Donna

Giornata particolare per gli studenti del Convitto

Giornata in rosa al Castello di Leucatia

I ragazzi del Cutelli in visita alla Dogana

La donna è stata al centro dell’attenzione nell’incontro in conferenza, musica e poesie che si sono svolte al Castello Leucatia Catania in occasione della giornata mondiale della donna organizzata dall’associazione Prometheus. L’incontro, seconda edizione, dal titolo “Questo importante momento per ricordare il ruolo della donna e del suo mondo nella società” per esternare dolore per le vittime, conquiste e speranze. Ecco gli ospiti della serata: Gabriella Vicino (presidente Conf. Commercio Terziario donna Catania), Stefania Scoglio (dirigente Ancl - Unione Prov. Catania), Rosaria Sardo (docente dell’Università degli studi di Catania), Maria Concetta Guardo (Pittrice), Relatori Emanuela Vaccaro e Giovanni Flaccomio. Dopo i saluti la conduttrice e segretaria dell’associazione, Laura Gussio, ha passato la parola agli ospiti della serata le quali a turno hanno dipanato importanti argomenti a tema sulla donna nella società. Ha prevalso l’incoraggiamento alle giovane leve a intraprendere l’imprenditoria utilizzando gli strumenti messi a disposizione dallo Stato. Non sono mancati i riferimenti al femmini-

cidio - argomento tanto attuale - il rapporto uomo-donna “ma perché non mi capisci?” ove cioè prevalgono quelle incomprensioni che generano violenza con conseguenze immaginabili. È la mancanza di dialogo che apre le porte all’istinto (anche selvaggio) insito nella persona. La pittrice Guardo ha messo in mostra un quadro molto significativo: una mamma che dialoga con la sua bambina, in espressione amorevole, ed una candela accesa, segno di nutrita speranza che fatto da preludio a un video per ricordare almeno un centinaio di donne che nel secolo scorso hanno svolto ruoli importanti nella società, dalla più anziana Rita levi Montalcina alla più giovane Maria Grazia Cucinotta. In chiusura “concorso di poesia” il recital dedicato alla donna è stata premiata Elena Santangelo (12 anni) per il testo poetico “Perché piangi, bambina” molto apprezzato dalla commissione e dal pubblico in sala per i versi a tema sul femminicidio. I bravi musicisti Domenico Famà e salvatore Visalli con le loro musiche hanno allietato la serata. Carmelo Santangelo

Catania - Una giornata particolare per gli studenti di alcune classi delle medie inferiori del Convitto Cutelli di Catania, che hanno effettuato una visita al vicino Ufficio delle Dogane che si trova all'interno del Porto etneo. A ricevere gli studenti è stata Maria Concetta Calandra, Direttore dell'Ufficio che, insieme ai suoi collaboratori, ha illustrato i compiti e le attività che le Dogane svolgono giornalmente all'interno dello scalo marittimo,

soffermandosi sulla complessità della realtà e sottolineando la necessità di un’azione sinergica con tutte le altre Autorità che operano in porto. Non a caso, infatti, era presente anche personale della Capitaneria di Porto. Gli studenti erano accompagnati anche da padre Giuseppe Scrivano, attivissimo Parroco di San Francesco di Paola e San Gaetano alla Marina. Foto ricordo finale e la promessa di altri incontri così importanti.


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utostrade Messina-Palermo e MessinaCatania, oltre al danno la beffa; i cittadini siciliani, per poter usufruire delle tratte autostradali, sono tenuti al pagamento di un pedaggio tra i più cari in Italia ma non ci si occupa nemmeno dell’ordinaria manutenzione». È quanto affermano i rappresentanti del Movimento 5 stelle, sia all’Ars sia alla Camera, attraverso tre diverse interrogazioni, a firma Cancelleri, Zafarana e D’Uva, interroga il governo, il ministero delle Infrastrutture e l’assessorato regionale al ramo circa le inadempienze del consorzio per le autostrade siciliane, l’ente pubblico sottoposto al controllo della regione, attualmente concessionario Anas delle due importanti arterie autostradali. «Le contestazioni rivolte ad Autostrade siciliane - afferma la vice capogruppo del M5s all’Ars Valentina Zafarana - spaziano dalla manutenzione delle piste alla segnaletica (orizzontale e verticale) dai guardrail agli impianti elettrici, dalle opere in verde agli impianti telematici di esazione». Proprio l’Anas, così come riportato da diversi quotidiani locali, l’11 novembre scorso avrebbe già inviato al consorzio una lettera ufficiale all’interno della quale veniva richiesta “una lunga serie di giustificazioni in ordine alle inadempienze già citate, paventando altresì la revoca della stessa concessione”. «Le concessioni autostradali - afferma Francesco D’Uva, primo firmatario dell’interrogazione depositata presso la Camera dei Deputati - erano basate sulla logica della tariffa-remunerazione, con pedaggi che i cittadini avrebbero pagato in cambio di un servizio stradale efficiente e costantemente sottoposto a manutenzione. Le società concessionarie, inoltre, si impegnavano a reinvestire parte dei profitti ottenuti dal pagamento dei pedaggi in nuovi investimenti di ammodernamento delle tratte autostradali affidate alla loro gestione. Peccato che oggi di nuove infrastrutture se ne vedano sempre meno, e quella delle concessioni sembra diventata piuttosto un’attività meramente speculativa. Abbiamo chiesto al Ministro Lupi di consentire anche ai cittadini siciliani - conclude D’Uva - già costretti a pagare il pedaggio per un servizio autostradale assolutamente inefficiente, di poter beneficiare, nonostante la presenza del

Aci Castello cerca esperti museisti entro il 19 marzo Il Comunale di Aci Castello, dovendo costituire un Comitato tecnico scientifico per l’istituzione dell’Ecomuseo “Riviera dei Ciclopi”, intende procedere a una selezione di esperti. Il Comitato tecnico scientifico dovrà occuparsi di redigere la relazione propositiva e lo schema di Statuto dell’istituendo Ecomuseo. Gli interessati, in possesso di titolo di studio e/o esperienze attinenti alla carica da ricoprire, dovranno far pervenire la propria istanza di partecipazione in carta libera, allegando il curriculum vitae, entro e non oltre le ore 12,00 di mercoledì 19 marzo 2014, all’ufficio protocollo del Comune di Aci Castello sito in via Dante n° 28 oppure a mezzo di posta elettronica certificata all’indirizzo protocollo@pec.comune.acicastello.ct.it. Per informazioni, si può contattare l’Ufficio Cultura in via Savoia n° 32 – Aci Castello, telefonando al num 095/7373426, indirizzo mail area2@comune.acicastello.ct.it.

CRONACA

III

Tre diverse interrogazioni presentate dai grillini al Governo nazionale e regionale

M5S: le autostrade siciliane care e brutte sono una beffa Consorzio, delle agevolazioni tariffarie che il ministero dei Trasporti sembra voler introdurre a favore dei pendolari italiani. In caso di risposta negativa potremmo affermare che oltre all’evidente danno vi sarebbe la beffa, o meglio, l’ennesima ingiustizia». «Ad oggi, - concludono i Cinquestelle risultano essere diversi i procedimenti aperti dalla Procura della Repubblica italiana a carico del Consorzio, anche a causa di presunti sprechi di denaro pubblico. Chiediamo, pertanto, al Governo di intervenire con urgenza per verificare la presenza di gravi inadempienze, tali da attentare alla sicurezza dei cittadini siciliani e di verificare la sussistenza delle ragioni che hanno dato vita al contratto di concessione».

Una galleria dell'autostrada Messina-Catania

Il convegno organizzato da AIC ha messo insieme specialisti di ogni genere e la presidente dell’Aism

Neurologi e ricercatori insieme per Sclerosi Multipla e CCSVI Qual è il rapporto tra Sclerosi Multipla e CCSVI? Queste due patologie sono davvero collegate come ha affermato il dott. Zamboni quattro anni e mezzo fa presentando, con la sua scoperta, anche una sorta di chiave di Volta? La Sclerosi Multipla è una malattia cronica, progressiva, di cui si sconosce ancora l’eziologia, che attacca il sistema nervoso centrale causando vari tipi di effetti e sintomatologie causati dalla perdita della mielina, che protegge il nervo, prima e dal danneggiamento vero e proprio del nervo, poi. È stata considerata fino ad ora una patologia autoimmune anche se la prova scientifica non c’è mai stata. La CCSVI (insufficienza venosa cronica cerebrospinale) è una patologia emodinamica - individuata dal dott. Paolo Zamboni quattro anni e mezzo fa - che interessa le vene cervicali e toraciche (giugulari e azigos su tutte) grazie alla presenza di restringimenti e malformazioni che impediscono un corretto deflusso del sangue dal cervello al cuore. Malformazioni genetiche che si sviluppano tra il quarto e il quinto mese di vita del feto. La Sclerosi è stata sempre curata con metodi farmacologici molto costosi e sotto il diretto controllo dei neurologi. Nessun farmaco serve, invece, per la CCSVI sulla quale si interviene con un’indagine doppler e/o radiologica specifica e una venoplastica (eseguibile anche in day hospital). E proprio la venoplastica che risponde al nome di “PTA” - è stata l’oggetto dell’intervento del Prof. Veroux del Policlinico di Catania.

Eppure la PTA non è il punto d’arrivo. Adesso è la ricerca che sta muovendo il mondo della CCSVI a livello locale e internazionale - soprattutto per capire se le due patologie sono in qualche modo connesse a dispetto delle certezze che, fino ad oggi, hanno tenuto distanti neurologi e Aism da radiologi e associazioni di categoria. E c’è di più. Visto che in qualche modo potremmo dire che la Sclerosi “ama” le donne e che i due terzi dei malati sono di sesso femminile.

il prof. Patti del Policlinico di Catania nel suo intervento ha sottolineato che nel capoluogo etneo, negli ultimi anni si è rilevata una maggiore incidenza. Di questo e altro si è parlato al convegno “Sclerosi Multipla: quale futuro?” organizzato domenica 2 marzo 2014 dall’AIC (Associazione Italiana CCSVI) Catania ed Associazione CCSVI e SM Lombardia presso l’Hotel Orizzonte di Acireale. Un evento che ha visto, per la prima volta, seduti allo stesso tavolo

Il dott. Cacciaguerra del Cannizzaro e Roberta Amadeo presidente Aism

Ma purtroppo anche il numero degli uomini è in aumento per questa patologia che manifesta i suoi sintomi per lo più tra i 18 e i 40 anni ma che però non tralascia neanche i bambini. In Italia la percentuale maggiore di malati sono in Sardegna e questo in assoluta controtendenza con i dati europei che individuano questa patologia più presente nei Paesi in cui c’è una minore esposizione al sole. Ed ecco perché nel mondo è il Canada il paese con il maggior numero di malati. La Sicilia sembra rientrare nella media, anche se non esiste - ad oggi - un registro nazionale eppure

ricercatori, neurologi, radiologi, angiologi, fisiatri e la presidente nazionale Aism, la dott.ssa Amadeo, con l’obiettivo comune, e dichiarato, di migliorare la qualità della vita dei malati. Non è un caso che il convegno si sia svolto in provincia di Catania visto che il capoluogo etneo è un polo d’eccellenza (con tre centri pubblici e uno privato) nel campo della CCSVI. Due di questi (Policlinico e Cannizzaro) fanno parte della sperimentazione Brave Dreams del prof. Zamboni che ha come obiettivo quello di verificare l'efficacia e la sicurezza della procedura di venopla-

stica per il trattamento della CCSVI. Proprio di questo hanno parlato, e illustrato con video e foto, il team del Cannizzaro guidato dal dott. Lomeo (che ha moderato il convegno), composto da il dott. Cacciaguerra, il dott. Scolari e la dott.ssa Valvo, descrivendo i benefici - a volte anche immediati - che i pazienti hanno riportato dopo l’intervento di resezione di un piccolo muscolo atrofizzato che insiste sulla giugulare. Trenta i pazienti trattati. 27 quelli che hanno risposto in modo positivo e quasi immediato. In tre non sono state riscontrate differenze, ma presentavano una contrazione da entrambi i lati. Il dott. Arata della Sinergy Heaths Concepts della California ha illustrato i risultati del suo metodo che gli permette di ottenere percentuali simili “pallonando” (cioè allargando) le vene principali che drenano il sangue dal cervello per il loro probabile collegamento con il nervo vago. Un metodo che le “allarga” tutte a prescindere dal fatto che presentino o meno stenosi di qualunque natura. «Un appuntamento che è servito a capire - ha dichiarato Matteo Scibilia presidente di AIC - che esistono diverse possibilità di trattamento dei sintomi della Sclerosi multipla nonostante l’inesistenza di una cura. Ci auguriamo che questo possa configurarsi come il primo passo verso un cammino congiunto che i diversi specialisti possono fare per continuare nella ricerca e verificare se esiste un filo comune che unisca, in qualche modo, queste diverse procedure».


ATTUALITÀ

IV

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percentuali rispetto a un anno fa. Nel progressivo annuo le registrazioni sono state 4.800 (-9,4%) e la quota è stata del 2%, in calo di 0,35 punti percentuali. Continua il trend positivo di MiTo nel segmento B con la quota che rimacorre un forte segnale di discontinuità ne costante rispetto al mese precedente rispetto agli ultimi tre governi che han- con un valore pari al 2,7%. no emanato solo tasse su tasse su auto e Jeep arriva a 625 immobili. Nel progressivo annuo le registrazioLe Jeep immatricolate in Italia a febni di Fiat Chrysler Automobiles sono braio sono state 625 (+7% rispetto a un state oltre 66.500, per una quota del anno fa) per una quota stabile allo 28,15%. Rispetto allo stesso periodo 0,5%. Sono state 1.150 le registrazioni del 2013, i volumi sono aumentati del del 2014 (l’1,8% in meno in confronto 2,2% e la quota è scesa di 1,1 punti per- allo stesso periodo dell’anno scorso), e centuali. anche in questo caso la quota è stabile Con quasi 26 mila immatricolazioni intorno allo 0,5%. il marchio Fiat a febbraio ha aumentato i volumi di vendita del 9,8%, migliorando di 0,2 punti percentuali la quota, attestata al 21,8%. Quasi 51 mila le registrazioni nei primi due mesi dell’anno, grazie alle quali il brand ha ottenuto una quota del 21,4%, in calo di 0,7 punti percentuali in confronto allo stesArriva anche in Italia il nuovo so periodo dell’anno scorso.

Migliorati i volumi di vendita ma siamo ancora lontani dal raggiungere i due milioni di immatricolazioni annue

Mercato auto in crescita a febbraio

N

el nuovo scenario positivo del mercato automobilistico, che finalmente nello scorso mese di febbraio ha incrementato le vendite, Fiat Chrysler Automobiles ha ottenuto un significativo miglioramento dei volumi di vendita. A febbraio, infatti, le immatricolazioni sono state oltre 33.200, il 7,3% in più in confronto allo stesso mese del 2013. La quota è stata del 28,1%, 0,3 punti percentuali in meno rispetto a un anno fa. Un colpo di scena che sorprende soprattutto per l’intero mercato automobilistico che ha registrato 118.172 immatricolazioni nel secondo mese dell’anno ma che non consente - ancora - di vincere la partita. Lo ha confessato a Repubblica Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federato che sconsiglia vivamente di parlare di ripresa. Ben venga il buon risultato di febbraio che però è positivo sol perché il dato del 2013 era davvero pessimo. Se le cose continueranno così, finiremo il 2014 con un incremento

La Fiat Panda e l'auto piu venduta in Italia

dell’8% rispetto allo scorso anno. Un dato positivo ma che non cambierebbe nulla o quasi nulla. Attestarsi sul milione e 400mila immatricolazioni denota ancora e comunque un dato depressivo. Per parlare di ripresa dovremmo avviciIn Fiat vince la Panda narci il più possibile al limite di due Panda si conferma la vettura più milioni di immatricolazioni. E per uscire da questa crisi, continua Pavan oc- venduta del mercato, con il 42% di quota nel suo segmento. Bene anche la 500, con il 16,6 % nel segmento A. Dopo la relazione della commissione, via libera dal ministero dell’Economia Molto bene la 500L che fa registrare una quota del 49,4% nel suo segmento, superiore di oltre 10 punti percentuali a quella di febbraio dello scorso anno. Punto fa registrare una quota di mercaIl Ministero dell’Economia e del- Commissione ha dato la sua valutato (nel segmento privato) superiore di le Finanze ha dato il via libera alla zione positiva all’introduzione oltre un punto percentuale a quella di modifiche sugli studi di settore. Una dell’indicatore di normalità econofebbraio dello scorso anno. Positivo ancommissione di esperti doveva va- mica basato sul valore dei beni struche il risultato del Freemont che con il lutare gli indicatori di coerenza eco- mentali e sulle condizioni generali 26,9 di quota è stata la vettura più vennomica introdotti nel 2011 e finaliz- del territorio in cui si opera. La duta nel suo segmento. zati a contrastare possibili situazioni Commissione si è inoltre data apdi applicazione non corretta dei dati puntamento per i primi di aprile per Lancia supera le 4000 previsti nei modelli degli studi. La l’esame di eventuali correttivi Gli studi di settore sono uno struLancia in febbraio ha ottenuto una mento che il fisco italiano utilizza quota del 3,7%, con oltre 4.400 immaper rilevare i parametri fondamentatricolazioni, in crescita dello 0,3%. Soli di liberi professionisti, lavoratori no state 10 mila le registrazioni nel proautonomi e imprese. La parte pringressivo annuo, in crescita del 7,5%, cipale consiste nella raccolta sisteper una quota del 4,3%, sostanzialmenmatica dei dati che caratterizzano te la stessa di un anno fa. l’attività e il contesto economico in Flessione per Alfa Romeo cui opera l’impresa, allo scopo di valutare la sua capacità reale di proAlfa Romeo con 2.400 immatricoladurre reddito. zioni (-3,8%) ha ottenuto a febbraio una quota del 2%, in calo di 0,3 punti

Ecco il Note Pro da 12,2 pollici

tablet Samsung con pennino

Studi settore: saranno più coerenti

Sky lancia una tv on demand con ticket e senza abbonamento

Nel futuro si guarderà la tv personalizzata Sky (la più famosa paytv in Italia) sbarca su internet, con Sky Online. Il nuovo servizio dell’azienda del miliardario Murdoch oltre agli abbonati potrà essere utilizzato anche dai non abbonati. Collegandosi a Sky Online (che nel giro di qualche settimana funzionerà a pieno regime), si potranno scegliere i contenuti preferiti (film, documentari, eventi

sportivi) e acquistando un “ticket” si potranno vedere i contenuti desiderati. Quindi non ci sarà bisogno di nessuno abbonamento o installazione di parabola o decoder, ma basterà una connessione Internet. Per quanto concerne i “ticket” questi si potranno acquistare per categoria e avranno valenza mensile. Un volta che il “ticket” scadrà il rinnovo non av-

verrà in modo automatico ma sarà necessario ri-acquistare un nuovo “ticket” e per quanto riguarda i costi saranno inferiori rispetto ai contenuti via cavo. Il nuovo servizio, è una webtv che si rivolge in particolar modo a un target giovane, cioè quello dei “nativi digitali” che preferiscono non spendere troppi soldi per un abbonamento e non vogliono impegnarsi

per un periodo lungo, come i contratti (almeno trimestrali) della connessione via cavo. In conclusione, a Sky c’è la convinzione che con Sky Online si potranno trovare nuovi utenti, il tutto rivolto a quell’obiettivo che è la tv personalizzata. Antonino Navarria

Il mercato italiano dei tablet ha un nuovo protagonista, si tratta del nuovissimo Samsung Note Pro da 12,2 pollici dotato di pennino (la S pen) per dar sfogo alla creatività dei creativi digitali. Il nuovo gioiello del colosso coreano ha un display di 12,2 pollici con una risoluzione da 2560x1600 pixel, un processore Qualcomm Snapdragon 800 quad-core 2 GHz di frequenza operativa e di 3 GB di RAM. La memoria dedicata allo storage è di 32 GB che può arrivare ad oltre 100 GB, tramite l’utilizzo di microSD fino a 64 GB e vi sono anche 50 GB gratuiti di storage su DropDox. Dotato del sistema operativo il recente Android 4.4.2, dispone di due fotocamere, una frontale da 2 megapixel e una posteriore da 8 megapixel con una batteria da 9500 mAh. Per quanto riguarda le dimensioni del Note Pro sono di 295.6 x 204 con un spessore di 7.95 mm, mentre il design riprende sostanzialmente le linee del Galaxy Note 3, quindi un aspetto più “serio” e con una cover in simil-pelle che gli dà un aspetto classico e adulto appunto riservato per un target adulto e professionista. In conclusione riguardo al prezzo, attualmente è disponibile solo quello presente sulla versione Online di MediaWorld, che è di 899 euro compresa la cover. A.N.


ATTUALITÀ

14 MARZO 2014

V

Il turismo enogastronomico rappresenta una grandissima opportunità per la Sicilia

Chef e sommelier, le professioni del futuro

L

’enogastronomia rappresenta senza dubbio una delle migliori opportunità di creare lavoro e sviluppo per la Sicilia. Ma per poter competere alla pari con le altre realtà nazionali e internazionali, oggi occorre una preparazione specifica e un’alta specializzazione. I futuri chef e sommelier siciliani, una volta lasciati i banchi della scuola, devono essere in grado di competere su tutti i mercati. E proprio per prepararli a queste importanti sfide è stata organizzata una “due giorni” dalla società Civita Srl, in collaborazione con l’Istituto Superiore Fermi-Eredia, partner nell’ambito del piano formativo G.I.A.R.A. (Generare Innovazione nell’Agroalimentare per Rafforzare le Aziende), finanziato da Fondimpresa, il fondo interprofessionale costituito da Confindustria, Cgil, Cisl Uil, per guardare con consapevolezza ai mestieri del futuro come sono quelle di chef e sommelier. Una full immersion con due docenti d’eccezione: lo Chef Sebi Sorbello (componente del direttivo F.I.C. Federazione Italiana Cuochi) e il Sommelier Vittorio Cardaci (delegazione catanese della F.I.S.A.R. - Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori), rivolta a una settantina di studenti delle tre classi dell’area Cucina, Enologia e Sala dell’istituto. «Stare con i ragazzi è sempre un’esperienza bellissima, perché trasmettono il loro entusiasmo, la voglia di conoscere e andare avanti. Noi abbiamo l’obbligo racconta Sebi Sorbello - di avvertire i ragazzi, però, che per diventare dei bravi ristoratori non basta essere dei buongustai, serve fatica, passione, studio. Attraverso il cibo, raccontiamo un territorio rispettando la tradizione, rivisitandolo con un linguaggio moderno e innovativo». «Conoscere il vino e il territorio - ha aggiunto Vittorio Cardaci - assimilarne il concetto di consumo ragionato e servizio è fondamentale. Sono le basi di un mestiere che deve mettere insieme competenze di cucina, enologia e sala». «Abbiamo creduto molto in questa attività mirata al rafforzamento del binomio menù-vino - ha sottolineato Nanda D’Amore di Civita -. Ci è sembrato utile

Sulla Gazzetta Ufficiale - IV Serie Speciale n. 14 del 18 febbraio 2014 - è stato pubblicato il bando di concorso per l’ammissione di 237 Allievi Marescialli all’86° corso - Anno Accademico 2014-2015 - della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza. Al concorso possono partecipare i cittadini italiani che: abbiano, alla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda, età non inferiore ad anni 18 e non superiore ad anni 26; siano in possesso

Alcuni ragazzi che hanno partecipato alla due giorni presso l’Istituto Fermi

puntare un faro sull’enogastronomia perché è un settore che in Sicilia ha enormi potenzialità e ci sono forti segnali di crescita e di sbocchi lavorativi per i giovani. Non a caso si è voluto che i ragazzi della terza classe cucina preparassero dei piatti che, a loro modo, tra tradizione e innovazione, raccontassero un territorio, con la supervisione di un grande chef come Sebi Sorbello, per poi lasciare che i compagni della terza enotecnica abbinassero i migliori vini siciliani, consigliati da Vittorio Cardaci. Le scuole sono sempre più aziende che riescono ad andare avanti se hanno la capacità di intercettare nuovi flussi, nuove competenze, scommettendo sulla capacità di sviluppo e miglioramento e l’istituto Fermi- Eredia ha contenuti e requisiti».

Un percorso di cinque giorni in cui 25 giovani hanno sperimentato cosa vuol dire fare impresa

Il lavoro deve guardare all’autoimprenditorialità Che il posto sicuro non esiste più è una certezza da tempo. L’hanno capito tutti anche i ragazzi che fanno parte delle nuove generazioni. Quindi è proprio dai giovani che bisogna partire per avviare progetti di autoimprenditorialità nel sociale, offrendo gli strumenti necessari per costruire il proprio futuro. È proprio questo l’obiettivo del primo Social Lab, che si è posto come incubatore di idee per favorire lo start-up di nuove imprese sociali, attraverso il supporto di mentori appartenenti al mondo imprenditoriale profit e no profit. Il progetto, promosso nell’ambito del “Patto Territoriale dell’Economia Sociale del Calatino Sud-Simeto”, ha avuto la direzione scientifica del Centro Studi C.E.S.T.A., ed è stato patrocinato dai comuni di Caltagirone e Castel di Iudica, in collaborazione con il Consorzio Sol.Calatino, il Consorzio Sol.Co Incubatore Certificato, l’Ircac, l’Agci, il Consorzio Meuccio Ruini, la Fondazione Èbbene, e la Fondazione di Comunità del

I giovani del Social Lab

Calatino “Don Luigi Sturzo”, oltre a Banca Popolare Etica e ClapGroup. Il Social Lab si inserisce all'interno di una strategia più complessiva che vuole creare nel Calatino Sud - Simeto un ecosistema economico e sociale capace di favorire la nascita e l'insediamento di nuove imprese giovanili. Con questa iniziativa, partendo dalle imprese sociali si candida il comprensorio quale distretto delle start up giovanili, allo scopo di promuovere innovazione e sviluppo economico.

Una cinque giorni (tre a Caltagirone e due a Castel di Iudica) dedita allo sviluppo di idee imprenditoriali, partendo dalle nozioni base, che hanno abbracciato i diversi aspetti necessari per l’avvio e lo sviluppo di un’impresa sociale, in cui i 20 corsisti partecipanti, provenienti da Caltagirone, Mineo, Grammichele, Palagonia, Ramacca e Castel di Iudica, si sono messi in discussione proprio per «tirare fuori dal cassetto la propria idea d’impresa e, attraverso l’ausilio di esperti nel settore, farla divenire realtà».

«Il Social Lab vuole diventare, nel comprensorio calatino, un punto di riferimento per quanti intendono avviare un’impresa. Abbiamo iniziato un percorso che speriamo duri il più a lungo possibile, gli aspiranti imprenditori che hanno partecipato al Primo Social Lab del calatino saranno seguiti nello start up delle loro imprese grazie alle professionalità del Consorzio Sol.Co, primo incubatore di imprese certificato in Sicilia», è stato il commento finale di Massimo Millesoli, Presidente del Centro Studi Cesta.

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il bando di concorso per titoli ed esami che scadrà il 20 marzo 2014

La Guardia di Finanza cerca 237 allievi marescialli del diploma di istruzione di secondo grado che consenta l’iscrizione ai corsi di laurea previsti dal decreto ministeriale 16 marzo 2007; non essendo in possesso del citato diploma alla data di scadenza per la presentazione della domanda, lo conseguano entro l’anno scolastico 2013/2014. La domanda di partecipazione va compilata esclusiva-

mente mediante la procedura informatica disponibile sul sito www.gdf.gov.it - area “Concorsi Online” - entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del presente bando sulla Gazzetta Ufficiale, con scadenza 20 marzo 2014. Sul sito internet è possibile acquisire ulteriori e più complete informazioni di dettaglio sui concorsi.


Superstizione e ragione in lotta nell’esilarante “Non ti pago” Tuccio Musumeci splendido mattatore “a braccio” con la commedia di Eduardo De Filippo in scena al Brancati

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ioco del lotto, smorfia e cabala sono le forze motrici di “Non ti Pago”, una delle più divertenti commedie in tre atti di Eduardo De Filippo. Scritta negli anni 40, ci catapulta ancora in un mondo in cui il diritto si fondava sui principi illogici della superstizione. Questa volta grazie al palcoscenico del teatro Vitaliano Brancati di Catania, strapieno di pubblico, che ne ha ospitato la prima il 6 marzo distribuendo risate a gogò, per tutta la durata della piéce, Tuccio Musumeci è Ferdinando Quagliuolo, proprietario di un banco lotto, che passa le sue giornate a interpretare i segni che il destino gli invia, tramutandoli in numeri da giocare. Sfortunato come pochi, è costretto ad assistere alle continue vincite di Mario Bertolini (Giovanni Rizzuti), amico di famiglia, innamorato della giovane figlia Stella Quagliuolo (Chiara Seminara), e dipendente nel banco lotto di Ferdinando. La vicenda gira attorno a un cavillo paradossale che vede avversari Mario e Ferdinando, i quali si contendono una cospicua vincita: il primo la pretende in virtù di motivazioni reali e razionali, il secondo in virtù di legami di sangue più importanti di ogni logica ragione. A farne le spese l'intera famiglia Quagliuolo, soprattutto la moglie Concetta (Olivia Spigarelli), che tenta invano di far ragionare il testardo marito, contando sull'aiuto di Don Raffaele Console (Agostino Zumbo). La conclusione ironica mette fine a ogni discordia riconfermando i valori in cui fortemente credono il protagonista e tutti gli altri personaggi. Armando Pugliese, con l'aiuto di Norma Martelli, ha diretto un capacissimo cast che ha saputo te-

Da non perdere

SPETTACOLO

VI

14 MARZO 2014

La mostra del Fischietto a Caltagirone L’associazione culturale “Terra Erea”, in collaborazione con i Musei Civici “Luigi Sturzo” e il patrocinio del Comune di Caltagirone organizza la mostra del fischietto, dal 14 marzo al 2 giugno, presso la Galleria Luigi Sturzo. L’obiettivo della mostra è quello di riproporre, a distanza di tanti anni, un’antica tradizione, appunto quella del fischietto che nato come un prodotto artigianale molto popolare, che lega culture e paesi diversi, da sempre è stato considerato un giocattolo povero e poco importante, un oggetto di terracotta grezza o d’argilla smaltata, oggetto di studio e di collezione, ma che col passare del tempo è finito dell’oblio. A tal proposito l’associazione culturale “Terra Erea” oltre ad invitare a partecipare i ceramisti e gli artisti ha voluto coinvolgere anche gli alunni delle scuole di ogni ordine e grado, in modo da far riscoprire loro una piccola ma importante parte della nostra storia. La mostra pertanto, fruibile al pubblico senza alcun biglietto d’ingresso, sarà visitabile proprio nel periodo delle vacanze della Santa Pasqua.

“Aquariusway. Il mistero di Solobok”

In alto un primo piano di Tuccio Musumeci; in basso la locandina dello spettacolo

ner testa alla magistrale interpretazione di Tuccio Musumeci, realizzando, attraverso dialoghi possibili e non artificiosi, una “finestra” in casa Quagliuolo, dal quale il pubblico può sbirciare indisturbato. Un Tuccio Musumeci che è riuscito a mascherare, come solo un grande attore di teatro sa fare, qualche leggero vuoto di memoria realizzando scambi di battute che han reso ancora più realistica e divertente l'intera vicenda. Una commedia che merita la platea gremita di gente a ogni replica, perché si ha la certezza di uscire dal teatro più che piacevolmente soddisfatti. Belli anche i costumi, merito di Dora Argento, e le scenografie di Riccardo Perricone. Lo spettacolo andrà in scena fino a domenica 23 marzo. Ramona Minacapilli

Domani, sabato 15 marzo, alle 17,30, nei saloni del Museo dell'Etna, in via Dietro Serra 6 a Viagrande, si terrà la presentazione del libro “Aquariusway. Il mistero di Solobok” di ET Dream (Algra Editore, 2014). Interverranno: Enza Coco e Alessandra Motta. Musiche e letture di Anastasia Licciardello. Aisha ha solo sedici anni, eppure si sente già pronta a intraprendere un’avventura che la vedrà protagonista, insieme ai suoi nuovi e straordinari amici, in una lotta contro il tempo. La missione dei sei ragazzi, scelti dal destino e guidati da un saggio venusiano, sarà quella di salvare il pianeta Terra e l’intera umanità. La loro prima tappa è il luogo in cui tutto ha inizio, l’oscuro e misterioso Lago Solobok, le cui acque nascondono un terribile segreto. ET Dream, pseudonimo di Demetra Licciardello, è nata a Catania nel 1995.

“Sicilia Esoterica” di Marinella Fiume Domani, sabato 15 marzo alle 18, nella Sala Romeo del Palazzo della Cultura in piazza Macherione 1 a Giarre, si terrà la presentazione del libro di Marinella Fiume "Sicilia Esoterica", edito da Newton Compton, alla scoperta dei miti e dei riti arcaici dell’isola del sole. Oltre all'autrice interverranno il vicesindaco di Giarre Salvo Patanè, il presidente della società di Storia Patria e Cultura Nicolò Mineo, la presidente della Fidapa di Giarre Mariarosa Tedesco, il professore Dario Consoli e la scrittrice Silvana Grasso, Nel corso della serata sarà proiettato l’audiovisivo “Black & Withe and... Music” di Pietro Romano.

Quarto appuntamento con la Nuova Compagnia Odeon di Rita Nicotra al teatro Don Bosco di Catania

Una Fortuna tutta da ridere con Sebastiano Finocchiaro Giovanni, vive con la moglie Cristina e il loro figlio adottivo Enricuccio una vita di miseria, di stenti e di sventure. Egli, sebbene ferito e amareggiato, non rinuncia mai, però, alla lotta con la vita per affermare la propria dignità e si industria come può in mille iniziative che il più delle volte falliscono. Questa, in sintesi, è la filosofia di vita raccontata nella divertente commedia “La fortuna con l’effe maiuscola”, che è andata in scena al Teatro Don Bosco di Catania, dalla Nuova Compagnia Odèon, diretta da Rita Nicotra. Lo spettacolo, curato in regia da Claudio Jacobello, è uno dei classici del teatro napoletano e si

rifà alla commedia dell'arte e alla farsa con il semplice intento di divertire e emozionare. Bravi gli interpreti che si sono mossi seguendo perfettamente il ritmo impresso da Eduardo, strappando consensi e applausi da parte del pubblico presente in sala. Bravissimo Sebastiano Finocchiaro nella parte del protagonista e perfettamente calata nella parte della moglie Cristina Rita Nicotra. Ma l’intero cast si è mosso con agilità, in sintonia con lo spirito della commedia. Insomma due ore di divertimento intelligente ed appassionante, un’occasione da non per-

Il cast dello spettacolo

dere per tornare ad apprezzare uno dei testi storici della nostra tradizione teatrale e riscoprirne, ancora una volta, l’estrema e sorprendente modernità. Basti ricordare le parole di

Giovanni quando alla fine della commedia sta per essere portato in carcere: «Brigadie’, e questo cos’era, non era un carcere? Letto duro, un padrone di casa che è come un secondino, un fi-

nestrone che lascia passare il vento gelido da tutte le parti, dannarsi per fare una lira, liti con la moglie a causa della miseria. Vuie pazziate? Tutto questo per cinque anni non lo vedo più. Io là sto in grazia di Dio. Vado carcerato da milionario. Brigadie’, il vero carcere è la miseria!». Sul palcoscenico: Sebastiano Finocchiaro (Giovanni), Rita Nicotra (Cristina), Carmelo Marino (Enricuccio), Carlo Bellante (notaio Giuseppe Bagliolo), Giuseppe Caponnetto (avvocato Roberto), Bartolo Giavatto (Dott. Gervaso), Nerina Nicotra (Concetta), Federica Scuderi (Amalia), Enzo Grasso (Vincenzo), Angela Ursino (Virginia), Giancarlo Puglisi (Barone Sandrino), Bruno Grillo (Pietruccio), Mario Calì (Brigadiere), Maria Cardì (Mara). Regia di Claudio Jacobello.


SPETTACOLO

14 MARZO 2014

Questo il commento schietto e duro del “collega” di “Spaghetti western” su un film che ha vinto più di una statuetta

Per il regista Enzo Castellani: «Che noia La Grande bellezza» «

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a grande bellezza? Che noia!», con questo il commento schietto e duro, Enzo G. Castellari, regista di decine di film, dal fortunatissimo "Vado, l'ammazzo e torno" del filone spaghetti-western, ai polizieschi ed a quelli ispirati a “Lo squalo”, non si sottrae a un giudizio sul film che ha vinto l'Oscar. «Ho visto la mia Roma ritratta al meglio nel film - ha aggiunto Castellari -, che sembra più un documentario, ma non ci voleva molto: Roma è bella, bellissima, come la fotografia. Il protagonista è straordinario, con una misura incredibile nella recitazione. Ma non sono riuscito a seguire la sua storia. Un film che mi ha annoiato anche se vorrei essere io al posto di Sorrentino ad aver ritirato l’Oscar. Credo, però, che sia un atto irriverente fare paragoni con maestri come Fellini». Castellari si trova a Catania, insieme all'attore George Hilton, protagonisti di un seminario sul western all'italiana, insieme al tecnico cinematografico Carlotta Bolognini, organizzato dal Centro studi laboratorio d'arte di Alfredo

Lo Piero, castellari, Bolognini, Hilton

Lo Piero, durante il quale ha illustrato le tecniche di regia, ripresa e montaggio con esercitazioni pratiche che hanno coinvolto i partecipanti al seminario, che si è svolto nella sede di via Caronda. Il regista, decine di pellicole all’attivo, ha parlato anche del suo prossimo progetto: una storia da girare nella Marche: un vecchio pugile che per pochi spiccioli prepara i bambini a combattere sul ring sui quali si scommette, come per i combattimenti tra galli. “Una storia dura, difficile. Mio padre era un pugile e mi diceva sempre che sul ring si impara la vita, a cominciare dal rispetto che si deve per il proprio avversario, chiunque

egli sia”. «Di pugni ne ho presi - ha ricordato George Hilton - e dati tanti sul set. Ho pure rotto qualche dente, ma involontariamente. Girare un western è fatico e rischioso: a fine riprese mi ritrovato pieno di lividi e ferite. Ma è un genere che mi piace: sapevo cavalcare fin da ragazzo, sparare e, soprattutto, recitare perché avevo cominciato come attore di teatro. La recitazione era un aspetto che non sempre era adeguatamente curato perché si privilegiava l’azione. Oggi il cinema italiano è poco considerato e non ci sono opportunità per i giovani. Se un giovane attore arrivasse in Italia oggi non riusci-

rebbe a fare sette-otto film l’anno come successe a me. Probabilmente avrebbe difficoltà ad avere anche una sola scrittura». Carlotta Bolognini, figlia di Manolo, e nipote di Mauro, famiglia di cineasti da sempre, lavora come tecnico cinematografico e sta completando un debito d’amore nei confronti del padre: «A mio zio Mauro è stata dedicata tantissima attenzione, a mio padre, invece, di meno. A lui è dedicato il libro che sto scrivendo e che è l’occasione per parlare di oltre cinquanta anni di storia del cinema italiano». «La Sicilia è marginale in tutti i contesti, da quello economico a quello artistico, ma noi vogliamo invertire questa realtà – ha sottolineato Alfredo Lo Piero, direttore artistico del Centro studi laboratorio d’arte -: vogliamo formare qui i nostri talenti e promuovere una migrazione verso la Sicilia, non dalla Sicilia». Prossimo appuntamento al Centro studi laboratorio con il genere horror e con la sua massima espressione in Italia: Dario Argento.

"Io sono io e tu sei tu", presentato il film-documentario sugli immigrati

Un viaggio nel Cara di Mineo Lunedì scorso, dopo l'anteprima nazionale alla Camera dei Deputati dello scorso dicembre, è stato proiettato al Teatro Brancati di Catania "Io sono io e tu sei tu". Il film, metà documentario e metà racconto di finzione, da un lato descrive il funzionamento del Centro Accoglienza Richiedenti Asilo di Mineo, dall'altro cerca di sfatare alcuni pregiudizi ribaltando il concetto di accoglienza con la comunità di rifugiati che accoglie un bambino italiano. Scritto da Rosario Lizzio e Tiziana Bosco che ne ha curato anche la regia, interpretato da Marcello Mazzarella e Luigi Burruano, il film è stato interamente girato presso il "Centro Accoglienza Richiedenti Asilo" di Mineo, con la collaborazione del direttore, degli operatori e degli ospiti del CARA, che si sono anche improvvisati attori, comparse, fotografi di scena, costumisti e attrezzisti. È stato così descritto il funzionamento del Cara di Mineo attraverso interviste agli operatori e ai richiedenti asilo, ma allo stesso tempo, con una storia di finzione, vuole spezzare una lancia contro i pregiudizi, il razzismo e l'ostilità ancora esistente nel nostro paese verso i rifugiati. "Io sono io e tu sei tu" ha avuto il contributo di Daniele Ciprì per la fotografia, Dante Rapisarda per il montaggio, Anna Scordio per la scenografia, Serena Romano per i Costumi, Afo Arounia per i costumi etnici. Interpreti Luigi Burruano, Marcello Mazzarella, Josef Peters, e i piccoli

Matteo Rizzo e Saif Alì. Le musiche sono di Michele Musarra, la canzone Mama Afrika è di Edward Kofi. Il film è stato prodotto dalla Fondazione Integra Servizi alla Persona onlus. Il film, per decisione del Provveditore, sarà poi proiettato in tutte le scuole della Provincia di Catania, per avvicinare le scolaresche al fenomeno dell’immigrazione e promuovere la cultura dell’accoglienza nei più giovani.

VII

Due ore di show eclettico e leggero

Cristina Donà entra nel cuore dei catanesi Cristina Donà è il riuscitissimo esempio di come sia possibile riempire teatri e sale da concerti anche senza dover pagare il pedaggio a tappe obbligate come Sanremo, radio e televisioni varie ed eventuali. In fondo bastano solo il talento (tanto), molta dedizione e un pizzico di fortuna, il resto viene da sé. Sulla scena da ormai quasi un ventennio (l'acclamato esordio risale al 1997) e con cinque preziosi dischi alle spalle, l'artista milanese è ritornata a Catania dopo qualche anno di assenza, sabato 8 marzo, questa volta senza la consueta band al completo ma in duo, affiancata dal fidato Saverio Lanza. Ad attenderla l'ampia sala di un Ma letteralmente gremito di fan della prima e dell'ultim'ora. Una performance di certo poco ordinaria e molto interattiva, animata dall'innata verve e dal raffinato senso dell'umorismo con cui l'artista colora il proprio show rendendolo un momento del tutto particolare. Inutile dire che le capacità canore della Donà sono quelle che caratterizzano i fuoriclasse, che uniscono potenza e melodia senza mai una sbavatura, passando dal sussurrato all'urlato con estrema nonchalance. La chitarra è la fedele e inseparabile compagna di sempre, acustica nei momenti più intimisti ma su cui la cantautrice non esita a schiacciare il distorsore per i passaggi più rock. Saverio Lanza, vera forza della natura, la supporta alternandosi tra chitarra elettrica e tastiere, se non addirittura riuscendo nell'impresa (folle) di suonare i due strumenti in contemporanea, con risultati tutt'altro che mediocri. E dove mancano gli strumenti sopperisce la voce, quello strumento eccezionale con cui la cantautrice riesce ad imitare molto credibilmente perfino il suono di una tromba. Intenso l'omaggio agli amici Afterhours con un'inattesa e lirica esecuzione di “Dentro Marilyn”, così come quella di“Universo”, cantata a gran voce dal pubblico con tanto di accendini in aria. Quasi due ore di show all'insegna di eclettismo e leggerezza per una serata che i catanesi si porteranno a lungo nel cuore. Marco Salanitri

I due piccoli protagonisti del film

La rockband bolognese si destreggia tra il carisma di Clementi e il suono delle chitarre distorto e affilato

I Massimo Volume vanno al “massimo” Ci sono band, poche per la verità, capaci di rimanere fedeli a se stesse, senza lasciarsi mai stravolgere dalle sirene di fama e successo. I Massimo Volume di Emidio Clementi ne sono un perfetto esempio. La rockband bolognese, sulla scena da oltre un ventennio, passata indenne da uno scioglimento e felicemente ricostituitasi nel 2010, dimostra come il tempo possa non solo non logorare ma anzi elevare il livello di chi rende la propria musica un vero e proprio credo. Ne hanno dato conferma anche al pubblico catanese, venerdì 7 marzo nei locali di un affollato Barbara Disco Lab. A scorrere dentro gli amplificatori le note, taglienti ed elettrificate, di

“Cattive abitudini”, ultima fatica del gruppo partorita la scorso autunno. Un disco ispirato come non mai, forse il migliore di tutta una lunga carriera, carico di pathos dalle tinte come sempre noir, denso di tutto il miglior lirismo esistenziale di Emidio Clementi. Che sul palco dà il meglio sé con una presenza granitica, forte, che ipnotizza il pubblico, enfatizzata dall'alternarsi delle luci blu notte e rosso fuoco dei riflettori. Lo stile, che lo ha reso celebre nel paese, trasformandolo poi in un modello seguito da molte altre giovani band, rimane quello dello “spoken word”, ovvero dei versi declamati più che cantati e canzoni che si caratterizzano come fermoimmagine, spaccati di

oscura vita quotidiana di provincia un po' ai margini. Lo show dei Massimo Volume si pone dunque come qualcosa a metà tra il concerto e la performance teatrale, grazie allo sconfinato carisma di Clementi, magistralmente supportato dalle chitarre, ora distorte e affilate ora lisergiche, di Egle Sommacal e Stefano Pilia e dalle mirabolanti ritmiche alla batteria di Vittoria Burattini. La band bolognese tiene dunque alto lo stendardo del rock made in Italy, unanimemente riconosciuta come una delle migliori realtà del panorama nazionale e tra le poche ad essere sopravvissute mantenendo un'integrità invidiabile. Chapeau. (Mar. Sal)


SPORT

VIII

Per la salvezza bisogna battere il Sassuolo, sognare e sconfiggere la depressione

14 MARZO 2014

Catania, non tutto è perduto

Pulvirenti difende i giocatori e attacca tutti i giornalisti

I

L’incontro a Torre del Grifo organizzato per “combattere” strane illazioni contro la società

l Catania non è andato oltre l’1-1 con il Cagliari ed è precipitato in un abisso di cattivi pensieri dal quale deve immediatamente tirarsi fuori per alimentare le speranze salvezza. È necessario restare vigili per salvarsi, per giocare le ultime undici partite che restano come vorrebbero i tifosi, cioè non risparmiando alcuna energia per provare a compiere un’impresa che a oggi sembra impossibile. I rossazzurri sono precipitati nel baratro più brutto, quello della depressione per i risultati che stentano ad arrivare. E dopo il pareggio contro il Cagliari, sarà ancora più difficile riuscire a scrollarsi di dosso tutte le ansie che in questi casi assalgono i giocatori. Solo una vittoria, infatti, avrebbe rimesso in corsa gli etnei per la salvezza, che comunque anche se difficile, da un punto di vista prettamente numerico è ancora possibile. Ma a Reggio Emilia contro il Sassuolo domenica 16 marzo alle 15 non saranno ammessi ulteriori scivoloni, per nutrire ancora la speranza seppur flebile di restare in A, Izco e company sono obbligati a vincere. Un ulteriore pari non servirebbe a nulla.

Perché crederci Alla fine del campionato mancano ancora un quarto delle partite disputate fino ad oggi: 6 in casa, 5 in trasferta. Da settimane vi parliamo di un tempo sufficiente per continuare a sperare. Oggi che il campionato si sta concludendo (finirà il 18 maggio) la realtà parla di poche settimane, ma comunque sufficienti per raggiungere il quartultimo posto, quello utile per mantenere la A. Le altre, le diretti concorrenti per la salvezza, cioè Bologna, Chievo, Livorno e Sassuolo non sono mai riuscite a decollare anzi continuano a navigare in brutte acque. E se continuare a sperare significa aggrapparsi alle disgrazie altrui, bene il Catania deve farlo.

Perché non crederci Col Cagliari era necessario vincere e non erano ammesse altre alternative. Il pareggio è servito solo per mantenere viva la speranza di non sprofondare in B. I fischi di fine partita e quel grido “ma quando vinciamo” della Curva Nord, sono sintomatici della criticità della situazione. Questa squadra non segna, o sarebbe meglio dire segna troppo poco e subisce troppi gol. A fronte di 46 gol incassati, gli etnei ne hanno realizzato solo 20: numeri

Gonzalo Bergessio

che valgono il triste primato di peggior attacco della serie A. E non potrebbe essere altrimenti se si pensa che il Catania è l’unica formazione italiana che in rosa ha una sola prima punta di ruolo, quel Gonzalo Bergessio che in questa stagione pur dannandosi l’anima in campo, non sta riuscendo a dare le garanzie che ci si aspettavano da lui.

Hanno detto… Rolando Maran allenatore degli etnei: “Sono inc…to nero per l’ulteriore occasione che abbiamo buttato via. Ma non abbiamo il tempo per recriminare, contro il Cagliari avremmo dovuto vincere è vero, ma questa è una stagione difficile, costellata dagli infortuni dove non ricordo neanche un episodio

favorevole. Non voglio dare numeri, non so che percentuale abbiamo di salvarci, mancano meno partite e tutto si fa più difficile. Io ci credo, i ragazzi ci credono e deve farlo anche il pubblico. Solo così potremo farcela. La sfida contro il Sassuolo per noi diventa importantissima. Abbiamo raccolto meno di quello che avremmo meritato: abbiamo un obiettivo arrivare al 18 maggio salvi”. Francesco Lodi, centrocampista rossazzurro: “Le chiacchiere non servono più a nulla: dobbiamo andare a vincere a Reggio Emilia contro il Sassuolo. Guadagnare un punto oggi non servirebbe a nulla. Fare risultato pieno domenica ci consentirebbe di affrontare con un altro spirito i due duri impegni casalinghi con Juventus e Napoli. Ci siamo riuniti, guardati negli occhi e ci siamo detti che se manteniamo questa determinazione possiamo tenere testa a chiunque. La voglia e la carica non mancano. La salvezza sarebbe un grande miracolo. Vogliamo regalare alla gente di Catania la permanenza in A”. Gonzalo Bergessio, attaccante Catania: “Abbiamo un solo risultato utile, la vittoria. Non ci servirebbe altro. Dall'inizio di questo campionato cerchiamo una vittoria fuori casa e non siamo mai riusciti a trovarla: vincere contro il Sassuolo domenica potrebbe rappresentare la svolta che cerchiamo”.

All’andata Era già una partita da dentro o fuori per il Catania, che si presentò al Massimino con un nuovo allenatore Gigi De Canio che non riuscì a dare la scossa sperata. Una partita scialba dove a emergere furono tutte le angosce della formazione rossazzurra, bloccata da una stagione iniziata male e proseguita peggio. Solo 0-0 e una cocente delusione per i quattordici mila in tribuna. Antonietta Licciardello

Mascalucia - Ci ha messo la faccia per difendere i tifosi, bacchettare i giornalisti e proteggere i giocatori: nel momento più delicato della stagione, il patron Nino Pulvirenti ha deciso di convocare la stampa per allontanare la pressione dai suoi giocatori convogliandola su di sé e spiegando perché si può ancora credere nella salvezza. “Purtroppo le cose non vanno bene, ho deciso di parlare perché ho sentito delle strane illazioni”, così il presidente Nino Pulvirenti è entrato in tackle per difendere il suo Catania, vittima di “una stagione allucinante costellata di infortuni”. Fattore sfortuna: “Abbiamo avuto realmente difficoltà a fare gli allenamenti, gli infortuni quest’anno sono stati troppi. I nostri uomini, quelli che consideravamo fondamentali non hanno mai giocato con continuità a causa dei diversi traumi. Almiron ha giocato solo 13 partite, Izco e Bergessio 20, Bellusci 14: questa si chiama sfiga. Hanno fatto miracoli, se ci troviamo ancora in corsa è grazie allo spirito di sacrificio di questi ragazzi. Non avete idea delle 'palle' che ha Bergessio: ha giocato 3 partite con un dito rotto e dieci minuti con una frattura al perone per non lasciare la squadra in 10, non voglio sentir dire che non ha coraggio”. Questione attaccante: a gennaio non è arrivata un’alternativa a Bergessio: “Maxi Lopez è andato via per problemi personali, non poteva più

Non era importante il risultato, ma Grande incontro da festa al San Teodoro di Librino. La gara di ritorno il 23 al Goretti il significato che rivestiva il match. Domenica scorsa al campo San Teodoro di Librino si è registrata una storica prima volta nei playoff promozio- hanno battuto i Briganti per 31-8; mone per accedere alla B per i Briganti, ralmente - però hanno vinto i Briganti la formazione di rugby che ha scelto di Umberto Bonaccorsi, che sono riudi operare nel difficile quartiere di Li- sciti a tenere testa a un avversario blabrino con l’unico obiettivo di levare sonato come l’Amatori - che a inizio i ragazzi dalla strada allontanandoli stagione ha rinunciato alla A per da delinquenza e criminalità, attraver- problemi economici. A trionfare è staso lo sport. Un match di rugby all'in- ta soprattutto la gente di Librino, che terno di una grande festa: così può ha riempito gli spalti non lesinando presentarsi la partita tra i Briganti e energie per un tifo appassionato. Sì, l'Amatori. Una giornata da ricordare, perché il rugby ha insegnato ai ragazzi con un terzo tempo speciale con di Librino a crescere sognando un fuI ragazzi dei Briganti Rugby di Librino mercatino e concerto del cantautore turo migliore. Una menzione a parte etnico-popolare impegnato nel sociale merita la struttura del San Teodoro re- visto che il terreno è al limite della campo San Teodoro l’attività dei Mimì Sterrantino. Come da pronosti- cuperata dall’associazione dei Brigan- praticabilità; ma è pur sempre un im- Briganti va, infatti, al di là di quella co i biancorossi di Ezio Vittorio, ti. Ma la strada da fare è ancora tanta, pianto che dà una speranza . Al sportiva ed è soprattutto un laboratorio

I Briganti Rugby sconfitti nei play off ma con onore

stare a Catania, dove non riusciva più a trovare serenità. Non è arrivata un'alternativa, perché l'avevano in squadra: Castro, Leto che da punta centrale ha fatto 16 gol e Pectovick, il giovane più richiesto dalla B, dal quale ci aspettavamo di più”. La salvezza possibile: “È successo che la fortuna non è mai stata dalla nostra e che le partite non sono andate bene e quindi che la classifica è diventata pesante e i ragazzi hanno finito per sbagliare anche le cose più semplici. Noi ci crediamo, ma solo stando uniti riusciremo a salvarci e a salvare il patrimonio della serie A”. Mea culpa: “Può darsi che la società abbia sbagliato, ma lo diremo a fine stagione”. Il rapporto con i tifosi: “Non sono deluso da loro, ma da voi giornalisti che spesso dite inesattezze”. Salvezza comunque a un passo: “Noi progettiamo il futuro, siamo tranquilli perché abbiamo i conti in regola e le strutture che ci permettono di guardare oltre. Abbiamo opzionato il terreno per costruire lo stadio quando eravamo ultimi e questo significa andare avanti in un certo modo. Ci salveremo perché siamo forti, abbiamo un organico superiore a quello che dice il campo”. Il futuro: “Se mi chiedete se sarò io il presidente del Catania in futuro vi rispondo di sì, se volete sapere chi saranno gli uomini della società del domani vi dico: chi può saperlo oggi?”. Ant.Lic. sociale. Successo per i Briganti Librino, non significa ottenere una vittoria, ma vedere tanti ragazzini felici e appassionati di una disciplina. La partita è stata preceduta dalla sfida tra le under 14 delle due squadre a dimostrazione che si è trattato di più di un semplice evento sportivo e si è voluto valorizzare proprio il settore giovanile, perché la crescita dei baby atleti è il primo obiettivo per i Briganti. Tutto merito del lavoro quotidiano di Piero Mancuso, giocatore e coordinatore delle squadre giovanili, e dei tanti volontari che hanno sposato il progetto organizzando anche corsi d’arte e doposcuola al San Teodoro. Il ritorno si giocherà al Santa Maria Goretti domenica 23 marzo. Ant. Lic.

Leggimi 2998 140314  

Inserto a IlMercatino edizione 2998 del 14 marzo 2014

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