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Edizione N. 44 Anno VIII

8 NOVEMBRE 2013

Inserto di informazione - economia - politica - cultura

Azione di forza importante dell’Amministrazione catanese

Il Comune licenzia una dirigente Tanta polverosa tappezzeria da ripulire o rimuovere segue dalla prima pagina (...) Chi definiva Catania “la Milano del Sud” non sottindeva né sarcasmo né rabbia, come sarebbe venuto di lì a non molto». Qualcosa però accadde proprio in quei tempi, qualcosa che mutò la politica e la vita cittadina. Il clientelismo più becero entrò a Palazzo degli Elefanti che lentamente si tramutò in una gigantesca segreteria politica dove, al contrario di quanto era successo prima, nulla più si faceva a vantaggio dei cittadini. Salvatore “Turi” Nicolosi, grande capocronista del quotidiano “La Sicilia” impiegherà diversi capitoli del suo libro per parlare di questa mutazione negativa. Ci vollero quasi trent’anni, fino al 1993 (con un breve prologo tra gli anni 80’ e 90”), quando il sindaco venne eletto direttamente dalla gente. Una stagione, quella della cosiddetta “Primavera di Catania” che durò fino alle porte del 2000. Catania, prostrata dal malgoverno o addirittura dall’assenza di governo, era sprofondata sempre più; era la città degli oltre cento omicidi l’anno. Si era ripresa con orgoglio e dignità ed erano in molti a pensare che indietro non si sarebbe tornati. E “Indietro non si torna” fu lo slogan elettorale di Mario Libertini che si candidato come sindaco di Catania per il centrosinistra. Catania, invece, come successore di Enzo Bianco, scelse l’europarlamentare di Forza Italia Umberto Scapagnini. La “Primavera” venne cancellata e lentamente si tornò ai vecchi vezzi ed usi. Una situazione che ebbe una repentina e irrefrenabile evoluzione negli anni successivi. Tredici per l’esattezza. Palazzo degli Elefanti era nel 2000, metaforicamente e non solo, una bellissima bomboniera, pulita e ordinata; nessuno può dire che nel 2013 fosse la stessa cosa. Un degrado politico e amministrativo che non poteva non avere ripercussioni nella vita generale dell’ente. Non meraviglia quindi che un funzionario comunale, Anna Maria Li Destri, al di là delle sue reali responsabilità che sa-

ranno accertate dalla Magistratura, possa incorrere in tale “errore” da costringere l’amministrazione «con un provvedimento dirigenziale del Dipartimento del Personale emesso pochi giorni fa, ha licenziato senza preavviso per gravi motivi disciplinari, così come previsto dalle norme contrattuali vigenti, la dirigente del servizio Ecologia». Il dirigente «Aveva redatto un bando di gara che, si legge nel provvedimento, "contiene disposizioni per la selezione dei concorrenti che violano in modo sostanziale i principi di libera concorrenza, par condicio, non discriminazione e trasparenza di cui parla il codice dei contratti”». Gli atti del procedimento disciplinare sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica di Catania, che già stava indagando sull'appalto. Fatto gravissimo ma che però dimostra come le cose a Catania s i a n o cambiate o stiano per cambiare. La “tappezzeria” impolverata da rimuovere o da ripulire è ancora tanta. Le pulizie di primavera sono cominciate ma ci sarà da faticare molto prima di fare risplendere di nuovo questa città. Ma anche questa volta la Città di Sant’Agata saprà riprendersi. «Come non aggrapparsì alla speranza?», concluse il suo libro Salvatore Nicolosi, nell’ottobre 1988, esattamente 25 anni fa). Siamo perfettamente d’accordo con lui, grande giornalista. Giovanni Iozzia Commenta sulla nostra bacheca di Facebook

Pensiero stupendo «Bisognerebbe fare un lungo esame di coscienza prima di pensare a criticare gli altri».

Molière

La politica italiana è, sempre più, in mano ai moderati

Avanti al centro contro gli opposti estremismi! segue dalla prima pagina (...) A destra i giochi sembrano ormai fatti. Il Pdl, guidato da Angelino Alfano e sostenuto da gente come Roberto Formigoni, Maurizio Lupi (entrambi esponenti di Comunione e Liberazione) e Carlo Giovanardi, si staccano dai fedelissimi di Berlusconi, quelli di Forza Italia, e cominciano le prove di dialogo con i centristi guidati da Mario Mauro (anch’egli esponente di Comunione e Liberazione e nel Pdl fino al gennaio 2013), con il sostegno di Pier Ferdinando Casini e Gianpiero D’Alia. Obiettivo: realizzare in Italia il Partito Popolare Europeo. Tutto questo mentre Gianni Letta, solo apparentemente uscito di scena, tesse la tela in sostegno del giovane Enrico suo nipote, attuale Presidente del Consiglio. Ma Letta, il giovane, è del Partito Democratico dove c’è presente una forte componente di provenienza “sinistra”. Nessun problema, arriva a grandi falcate un altro ex giovane democristiano: Matteo Renzi. Potrà mai entrare il Pd nell’altro grande partito europeo: il Partito Socialista Europeo. No, ovviamente, ed infatti non vi è entrato neppure adesso. Resterà ai margini, isolato o quasi, oppure con Renzi e Letta si sposterà sempre più verso il centro e dunque verso il Ppe? Il quadro è completo. In questo modo si comprende perché sia scoppiato il putiferio nel Pd in tutta Italia, di più in Sicilia. Infatti, Rosario Crocetta, che comunista è solo di lontanissime origini,

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ha dichiarato che il suo Megafono è un movimento moderato e di ispirazione cristiana. Dichiarazione confermata dai fatti che, mentre i centristi come D’Alia, Leanza, D’Agostino (pur scontrandosi tra loro) e perfino qualcuno del Pdl, lo sostengono o sono pronti a farlo. Con gli ambienti della sinistra Pd il rapporto non è per niente idilliaco. Segnale inequivocabile che la corsa al centro c’è e difficilmente potrà essere fermata con una brusca sterzata a sinistra. Non esiste più il vecchio “Fattore K” ma c’è tanta gente che odia ancora i comunisti. Non ci sono più, neppure in Cina ormai, ma per molti continuano a mangiare i bambini e i “presunti comunisti” in questione non fanno nulla per smentire. Nel senso che, ovviamente, non mangiano i bambini ma a volte si comportano come se ci fosse ancora Stalin al Cremlino. Lì invece adesso c’è Putin che comunista era davvero ma che è amico di Berlusconi... ciò che vale in patria all’estero no. Ma questa è un’altra storia. Restano, però, in Italia, la Boldrini, Vendola e Fava e questo non è poco. Ecco perché Massimo D’Alema appare confuso per la prima volta in venti anni. «Non moriremo democristiani», disse Luigi Pintor nel giugno 1983 e lo hanno ribadito nei giorni scorsi i fedelissimi di Silvio Berlusconi. Morire, forse no, poiché nessuno può fare predizioni; vivere da democristiani, sì. In Italia lo facciamo da sempre, anche da quando la vecchia Dc è uscita (apparentemente di scena). Mat

Fantapolitica «Quanto la pena sarà piú pronta e piú vicina al delitto commesso, ella sarà tanto piú giusta e tanto piú utile. Dico piú giusta, perché risparmia al reo gli inutili e fieri tormenti dell'incertezza, che crescono col vigore dell'immaginazione e col sentimento della propria debolezza; piú giusta, perché la privazione della libertà es-

sendo una pena, essa non può precedere la sentenza se non quando la necessità lo chiede. La carcere è dunque la semplice custodia d'un cittadino finché sia giudicato reo, e questa custodia essendo essenzialmente penosa, deve durare il minor tempo possibile e dev’essere meno dura che si possa. Il minor tempo dev'es-

ser misurato e dalla necessaria durazione del processo e dall'anzianità di chi prima ha un diritto di esser giudicato. La strettezza della carcere non può essere che la necessaria, o per impedire la fuga, o per non occultare le prove dei delitti. Il processo medesimo dev’essere finito nel piú breve tempo possibile».


CRONACA

II

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Il sindaco di Catania chiede al Presidente di consentire l’attività ai centri di formazione utili

Formazione: lettera aperta di Bianco al governatore Crocetta

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l sindaco di Catania Enzo Bianco ha inviato una lettera aperta al Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta chiedendogli di «fare in modo che i centri di formazione utili ai nostri ragazzi, a cominciare da quelli dei Salesiani, possano continuare a operare». «Ho apprezzato molto - scrive Bianco rivolgendosi a Crocetta - l'azione di moralizzazione che hai intrapreso anche nel campo della Formazione regionale, nella quale le irregolarità e i vizi sono stati negli anni troppi e inaccettabili. Molto è già venuto fuori grazie alle Tue puntuali segnalazioni, quelle della Giunta regionale e al lavoro accurato della Magistratura. Un risultato del quale tutti i Siciliani onesti non possono non essere contenti. Anche nella Formazione, come in qualunque altro settore della nostra Isola, ci dibattiamo tra zone d'ombra e luci. Ecco perché voglio segnalare l'azione di grande valore sociale che la formazione professionale dei Salesiani ha nella nostra terra. I Salesiani anche sotto questo profilo sono stati e sono un punto di riferimento essenziale nella città di Catania, e oggi, a causa di colpe che non possono certo essere attribuite a loro, rischiano di chiudere». «Mi permetto - continua la lettera - di attirare la Tua attenzione su questo, caro Presidente, conoscendo la Tua sensibilità, ma anche il Tuo senso di responsabilità nei confronti dei nostri giovani, che devono avere occasioni di Formazione prima e poi di lavoro come don Bosco ha insegnato. Ho visto ieri al PalaCatania un vero autentico entusiasmo nei cinquemila ragazzi, del movimento regionale giovanile salesiano e non solo, venuti a rendere omaggio alle reliquie di San Giovanni Bosco, in pellegrinaggio dal 2009 in vista del bicen-

tenario della nascita che cadrà nel 2015. Ho visto in loro passione, coinvolgimento, una grande energia positiva, da tutelare e valorizzare. Ho visto in loro una Sicilia buona, positiva, fiduciosa, quella che tutti noi, Presidente, vogliamo e dobbiamo difendere, proteggendola dai cattivi maestri, ma dando al contempo

ai buoni maestri gli strumenti per proseguire la loro opera». Bianco lancia infine un appello al Presidente affinché intervenga per salvare i centri di formazione, Salesiani compresi, «oggi in una condizione drammatica» al punto che «potrebbero chiudere tra qualche giorno».

Enzo Bianco e Rosario Crocetta

Inizieranno a volare dal 30 marzo 2014 ma i biglietti sono già online: si parte da 30 euro

Londra, Manchester e Napoli i tre nuovi voli di Easy Jet Inizieranno a decollare dal 30 marzo 2014 i tre voli per Londra Luton, Manchester e Napoli presentanti dalla Easy Jet alla presenza di Gaetano Mancini, ad di Sac SpA. Costo base da 30 euro tutto compreso, garantisce il direttore Italia della compagnia, Francis Ouseley e “un’offerta che speriamo di aumentare in breve”. I tre voli che partiranno da Fontanarossa rappresentano 14 voli in più che si aggiungono alle 44 tratte già attive dall’aeroporto etneo. “Adesso sarà possibile raggiungere Londra in modo più intelligente - afferma la Ouseley - il diretto su Gatway era già attivo e adesso con l’attivazione di Luton possiamo offrire nord e sud della

Ouseley e Mancini

metropoli inglese”. “La collaborazione che abbiamo iniziato nel 2007 con Easy Jet – commenta l’ing. Mancini - rappresenta una partnership in cui crediamo molto. Il primo volo fu su Milano, poi ci fu Parigi nel 2010, Londra nel 2011 e

ogni anno si creano nuove destinazioni che fortificano da un lato l’attrattività di Catania nel vendere le nostre eccellenze e dall’altro forniscono nuove destinazioni dirette ai catanesi che hanno sempre più necessità di spostarsi”.

Scheda tecnica Easy Jet dispone di 140 destinazioni, 25 aerei basati e 880 impiegati in Italia assunti con contratti locali. Le basi aeree sono a Milano (seconda solo all’Inghilterra), Roma e Napoli. È presente in 17 aeroporti e ha una flotta con un’età media di 4 anni e mezzo. Nasce come compagnia online e dispone la carta d’imbarco anche per smartphone. Curiosità Sul sito della compagnia, ma anche sul proprio cellulare scaricando l’apposita app “Ispirami”, è possibile impostare il proprio budget di spesa e lasciare che sia il programma a dirci dove “possiamo andare”. Map

Il Comune vuole evitare rilievi che possano andare contro l’Amministrazione

Segnaletica orizzontale: da giugno interventi su 31.654 metri quadrati

Ognina, rimarrà chiusa la terza corsia della Circonvallazione

Una mano di… Bianco alle strade catanesi

“La corsia dell’Araucaria non verrà più riaperta”. Questa è la decisione presa dell’assessorato alla Viabilità di Catania guidato da Saro D’Agata in merito alla riapertura della terza corsia che costeggia la grande rotonda di Ognina con la fontana. Una carreggiata che da tre corsie verrà ridotta a due per evitare che l’amministrazione comunale possa essere in qualche modo coinvolta nei rilievi di probabili incidenti provocati dal guard reil che delimita quell’albero superbo. L’ing. Giuseppe Ragusa dell’ufficio viabilità ha affermato che sono tanti gli incidenti che si verificano in quel tratto di strada, soprattutto provocati dagli automobilisti che provenendo da piazza Mancini Battaglia scelgono di inserirsi nella corsia di sinistra tagliando la strada a quanti provengono da Misterbianco. In effetti la cronaca non riporta un numero così ingente di incidenti, forse uno verificatosi circa tre, quattro mesi fa che ha alterato il guard reil. Da allora la corsia è stata tran-

sennata ed è stato necessario aspettare fino alla fine di settembre per il pezzo da sostituire e poi della macchina piegatubi che nel frattempo si era rotta. L’ing. Riolo, responsabile delle manutenzioni ci aveva anche garantito che entro la prima settimana di ottobre la corsia sarebbe stata riaperta. Adesso nuovo stop dall’Utu, Ufficio traffico urbano, che ha consigliato di chiudere la corsia. Ancora non è stato deciso in che modo. La prima ipotesi prevede l’allungamento del guard reil fino alla rotonda. La seconda prevede invece l’allargamento della rotonda fino a comprendere l’araucaria. Di certo si restringerà un’arteria molto trafficata che poteva essere preservata allungando il guard reil in direzione Misterbianco e impedendo così, agli automobilisti provenienti da Ognina, il cambio di corsia. Il guard reil riparato che fine farà? Monica Adorno

Catania - «Possiamo dire che stiamo dando… una mano di Bianco alle strade di Catania». L’assessore alla Viabilità, Saro D’Agata, ha così scherzosamente commentato l’importante operazione di ripristino della segnaletica orizzontale della città. I lavori sono cominciati nello scorso mese di giugno ed hanno riguardato 31.654 metri quadrati e 13.462 metri lineari di segnaletica. La Multiservizi, che ha ricevuto l’incarico dal Comune, è dunque intervenuta su strisce pedonali, isole spartitraffico, fasce d’arresto, stop, frecce, margini della carreggiata, linee di mezzeria (quelle che dividono le carreggiate), corsie preferenziali per i bus, stalli a parcheggio libero per auto e moto e altro ancora. «La segnaletica orizzontale - ha detto il sindaco Enzo Bianco - rappresenta una cartina di tornasole dell’attenzione che un’amministrazione ha nei confronti della città.

Ecco perché ho chiesto subito dopo il mio insediamento di lanciare quest’operazione importantissima sotto il profilo della sicurezza, non soltanto dei pedoni ma anche degli automobilisti». «Ovviamente - ha concluso D’Agata - si tratta di un lavoro che non finisce mai: bisogna continuamente ripassare la segnaletica che, a causa degli agenti atmosferici, sbiadisce. E noi siamo pronti a continuare questa battaglia».


CRONACA

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III

Nuove tendenze del bisogno abitativo in Italia: Cdo presenta l’housing sociale

Un nuovo modo per acquistare casa Il convegno organizzato dalla Compagnia delle Opere

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’assessore regionale alle Autonomie Locali, Patrizia Valenti, ha aperto quasi a sorpresa il convegno “Nuove tendenze del bisogno abitativo in Italia: cos’è l’housing sociale”, organizzato a Catania dalla Compagnia delle Opere Sicilia Orientale, insieme con l’Eire e la collaborazione dell’Ance. Una giornata di lavoro che ha affrontato un tema di stretta attualità come quello dell’housing sociale. Per “housing sociale” si intende definire la vasta gamma di iniziative volte ad ampliare l’offerta di abitazioni in affitto (ed in parte anche in vendita) per medio/lungo periodo e a canoni adeguati allea capacità economica di famiglie che non sono in grado di accedere alla locazione di alloggi nel libero mercato. Rientrano pertanto nella definizione di “housing sociale” sia gli alloggi di edilizia residenziale pubblica destinati alle categorie più svantaggiate, sia gli alloggi realizzati da operatori pubblici o privati ed offerti in locazione a canoni moderati. Nel dettaglio sono stati analizzati, nelle varie sessioni di lavoro, i vantaggi, le prerogative, le esperienze che si sono sviluppate

Un momento del convegno organizzato da Compagnia delle Opere Sicilia Orientale

in diverse parti d’Italia e in Europa, le possibilità reali di applicazione dell’housing sociale alla luce anche dell’accresciuta sensibilità sul fenomeno. Il primo intervento, come detto, è stato quello dell’assessore Valenti che ha sottolineato che «Occorre una svolta per superare la crisi economica. Ecco perché crediamo nel social housing e nelle sue finalità. Può rappresentare un elemento di rinascita dei comuni che devono recitare una parte. Bisogna aprire a queste forme nuove, a quei mo-

delli dinamici per riattivare il settore economico. Importante la politica del fare, che deve essere il credo giornaliero». Il convegno è stato aperto da Carlo Saggio, presidente di CdO Sicilia Orientale. «Dobbiamo comprendere – ha detto Saggio - che la richiesta di abitazione cambia perché muta la società, cambiano i soggetti richiedenti e il tipo di abitazioni. Con il social housing si vorrebbe rispondere a queste nuove richieste. E in questo senso Compagnia delle Opere torna ad affrontare l’argomento creando in questa giornata di lavoro proprio quel tavolo di concertazione di tutti gli interlocutori in materia per rispondere proprio a queste precise esigenze e per verificare lo stato delle cose. In Sicilia c’è grande fermento ma ancora oggi non ci sono iniziative nonostante i dispositivi legislativi già in vigore. Tutti gli attori devono recitare la loro parte. I costruttori non debbono solo pensare a creare case, ma devono provare a comprendere le finalità dell’housing. Le istituzioni pubbliche scommettere su quei progetti che possono, se rispettati i parametri, contribuire a cambiare il volto delle cit-

tà». «In un momento così delicato – ha spiegato il direttore di Compagnia delle Opere Sicilia Orientale, Cristina Scuderi - l’esigenza di un casa è diventata imprescindibile per giovani coppie, lavoratori singoli, studenti che hanno difficoltà legate al reddito e non possono permettersi tipologie di case tipiche. Ecco perché è importante parlare di social housing e approfondire le nuove tendenze del bisogno abitativo e per soddisfare le esigenze di chi vive in situazione di difficoltà». Successivamente ci sono stati gli interventi di Alfio Scuto, componente del consiglio direttivo di Cdo; di Antonio Intiglietta, presidente di Ge.Fi. (Gestione Fiere), che ha tracciato il quadro completo ed i possibili interventi sulle modalità di attuazione del social housing; di Daniele Zanni (partner Osborne Clarke studio legale internazionale), che ha tracciato il percorso e le esperienze di housing sociale maturate in Europa; di Paola Delmonte, responsabile Gestione e Sviluppo dalla Cdp Investimenti Sgr spa, gestore del fondo investimenti per la cooperativa L’Abitare, che ha parlato delle le modalità di attuazione dell’social housing. Nel pomeriggio il convegno è proseguito con la trattazione dell’esperienza della Sgr, gestore del fondo dell’Housing Sociale della Regione Sicilia. In chiusura, Jacopo Vignali, presidente della Cooperativa La Ringhiera e Habitare Service srl, ha analizzato in dettaglio le esperienze nel settore.

Il 14 novembre riaprono “Zagare” e “Le Ginestre”

I Lions propongono strategie comuni per “vendere” e promuovere il nostro vulcano

Giovedì prossimo, 14 novembre, riapriranno gli ipermercati dei centri commerciali delle Zagare a San Giovanni La Punta e delle Ginestre a Tremestieri Etneo. Tutto è pronto, o quasi, e solo qualche inconveniente di natura strettamente tecnica potrebbe fare slittare qualcuna delle riaperture, ma solo di alcuni giorni. Inoltre dovrebbero riaprire altri quattro esercizi: il supermercato di via Fisichelli a San Giovanni La Punta, il supermercato di via Nipitelli a Zafferana, il Centro Commerciale “Le Drupe” a Bronte e il supermercato di via Nazionale Modica - Ispica a Modica in provincia di Ragusa. Saranno 356 gli addetti che, dopo essere passati da Aligrup a Coop, torneranno a lavorare. Alcuni giorni fa si era chiuso in maniera favorevole (il 98,39% dei votanti ha risposto affermativamente) il concordato che, secondo la proposta originaria avanzata da Aligrup, prevede un pagamento del 100% ai creditori privilegiati, cioè i dipendenti, e del 30% ai creditori chirografari, cioè i fornitori. Decisiva per il buon esito del concordato è stata la somma di 11 milioni di euro pagata dalla Coop per l’acquisizione dei sei supermercati.

I Lions catanesi propongono streategie comuni da mettere in atto per vendere a livello turistico internazionale il brand “Etna”. Se ne è discusso nel corso di un convegno, presieduto da Vittorio Spampinato, che si è svolto nei giorni scorsi, al quale, tra gli altri, hanno partecipato il sindaco di Catania Enzo Bianco e quello di Acireale Nino Garozzo. I lavori sono stati aperti dall'economista Antonio Pogliese che ha parlato di «Progettualità, imprenditorialità e sinergia: sono questi gli asset che potrebbero risollevare le sorti del turismo siciliano, oggi espressione di una politica fallimentare che negli ultimi cinquant'anni ha decretato il primato negativo della nostra Isola». «Non si capisce perché Comuni quali Trento e Cernobbio – ha continuato Pogliese, past Governatore del Distretto 108Yb Sicilia - pur senza godere di patrimoni storici e culturali di rilievo, siano riusciti a creare eventi che richiamano da anni un turismo di nicchia, che sfugge alle logiche del “mordi e fuggi”, riposizionando questi luoghi quali mete d'interesse internazionale. E invece la Sicilia, nonostante le sue ricchezze, si trovi al 235esimo, nonché ultimo posto nella graduatoria europea della competitività». «Partiamo da un 2012 preoccupante ha detto dal canto suo Enzo Bianco - che segna un trend negativo del settore, trascinandosi dietro gli imprenditori e le attività

Turismo, quanto vale il brand “Etna”? Un’idea: il gemellaggio tra la Festa di S. Agata e il Carnevale di Acireale

Enzo Bianco, Vittorio Spampinato, Antonio Pogliese e Nino Garozzo

commerciali. Catania deve cambiare strategia: occorre addestramento professionale, investimento nella direzione della sicurezza e dell'accoglienza, rete tra gli operatori e una nuova politica dei trasporti, partendo proprio dai collegamenti aerei. Dobbiamo aggredire nuovi mercati: quello congressuale, in primis, quello crocieristico, per fare di Catania una base di partenza/arrivo e non solo di transito, e quello culturale. Mi impegnerò ad accogliere la proposta dei Lions per tradurla in azioni concrete, consapevole che dalla collaborazione possono nascere percorsi virtuosi». «Ben vengano iniziative come queste ha aggiunto Nino Garozzo - noi siamo indignati perché le politiche regionali, anziché valorizzare le risorse, hanno distrutto ciò che negli anni è stato creato con fatica: basti pensare al nostro Carnevale, che riesce a portare oltre 1 milione di visitatori: dai 200mila euro di finanziamenti del

2005 ai 79 del 2012 (sbloccati solo recentemente) all'incognita del 2013. Mentre eventi insignificanti vengono supportati economicamente, noi rischiamo di far fallire uno dei progetti regionali più ambiziosi». I Lions hanno quindi presentato un documento di proposte per creare eventi volti a rilanciare l'asse Catania-Acireale. Oltre alla proposta di gemellaggio tra la festa di Sant’Agata e il Carnevale di Acireale, il piano contempla almeno un evento culturale di grande portata: una conferenza permanente sulle politiche europee per l'immigrazione, una giornata della dieta mediterranea o un meeting sulle produzioni enogastronomiche d'eccellenza: l’evento dovrebbe strategicamente collocarsi in un periodo di destagionalizzazione, identificando un settore capace di attrarre nicchie interessate e diventando un appuntamento annuale fisso e di rilevanza mediatica.


ATTUALITÀ

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Tra novembre e dicembre ci aspettano 28 scadenze fiscali contributive

Fisco, arriva l’offensiva di fine anno Per le imprese prevista una stangata di 76 milioni di euro

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econdo una ricerca condotta dal Centro Studi della Cgia di Mestre, sono tantissime le scadenze ficsali e contributive che aspettano le imprese italiane tra i mesi di novembre e dicembre. «A seguito di ben 28 scadenze fiscali e contributive che si concentreranno nei prossimi mesi di novembre e dicembre – spiega il segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi -, le imprese italiane saranno chiamate a versare allo Stato e agli Enti locali almeno 76 miliardi di euro. Sfiancate dalla crisi e sempre più a corto di liquidità, c’è il pericolo che molte piccole e micro imprese non riescano a superare questo vero e proprio stress test fiscale».

Novembre Per le aziende a novembre ci saranno 13 scadenze: il versamento delle ritenute IRPEF dipendenti e collaboratori; il versamento contributi previdenziali e assistenziali dipendenti e collaboratori; il versamento della terza rata contributi Inps su minimale per commercianti e artigiani; il versamento liquidazione IVA del mese precedente; gli elenchi INTRASTAT contribuenti tenuti alla presentazione mensile. Sempre a novembre per le persone fisiche e società di persone: versamento seconda o unica rata acconto IRPEF, IRAP, INPS Artigiani e Commercianti eccedente il minimale. Soggetti IRES: versamento seconda o unica rata acconto IRES, IRAP.

La comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati contenuti nelle Dichiarazioni di Intento relative agli acquisti o prestazioni confluiti nella liquidazione IVA; la presentazione all’INPS del modello UNIEMENS da parte del Datore di lavoro; la comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati relativi alle operazioni IVA soggette all’obbligo di emissione della fattura e di quelle non soggette all’obbligo di emissione di importo superiore a 3.600 euro, la comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati relativi alle operazioni IVA con operatori economici con sede in Paesi a fiscalità privilegiata; invio mensile relativo al mese precedente; la comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati relativi agli acquisti IVA da San Marino annotate nel mese precedente nei registri IVA; la comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati relativi alle vendite nei confronti di turisti non europei, se ci si è avvalsi della facoltà di ricevere il pagamento in contanti a partire da 1.000 euro. Le minusvalenze di ammontare superiore a 50.000 euro, derivanti da operazioni su azioni o altri titoli negoziati: comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

Dicembre Le scadenze di dicembre saranno 15: il versamento ritenute IRPEF dipendenti e collaboratori; il versamento contributi previdenziali e assistenziali dipendenti e collaboratori; il versamento acconto imposta sostitutiva su redditi da rivalutazione TFR; il versamento liquidazione IVA mese precedente; l’ultima rata della Tares e conguaglio; gli elenchi INTRASTAT contribuenti tenuti alla presentazione mensile; Imu, versamento della seconda rata; il versamento acconto IVA; la comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati contenuti nelle Dichiarazioni di Intento relative agli acquisti o prestazioni confluiti nella liquidazione IVA; la presentazione all’INPS del modello UNIEMENS da parte del datore di lavoro; il regime trasparenza società di capitali: presentazione opzione/rinnovo per il regime; la comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati relativi ai soci e familiari dell’imprenditore che hanno ricevuto in godimento beni dell’impresa o effettuato finanziamenti o versamenti in conto capitale (pari o superiore a 3.600 euro) a favore dell’impresa; la comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate dei

dati relativi alle operazioni IVA con operatori economici con sede in Paesi a fiscalità privilegiata; invio mensile relativo al mese precedente; la comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati relativi agli acquisti IVA da San Marino annotate nel mese precedente nei registri IVA. Per i contribuenti soggetti Studi di Settore la comunicazione giustificazioni delle anomalie o scostamenti relativi Unico 2012.

Costo totale Secondo le stime elaborate dalla Cgia l’imposta che richiederà lo “sforzo” finanziario più importante è l’Iva: le imprese dovranno versare all’Erario 26,5 miliardi di euro. L’acconto Ires, vale a dire l’imposta sul reddito delle società di capitali, garantirà alle casse dello Stato 16,9 miliardi di euro, mentre il pagamento dell’acconto Irap (Imposta regionale sulle attività produttive) porterà altri 11,6 miliardi di euro di gettito. Le altre scadenze che gli imprenditori dovranno onorare sono le ritenute Irpef dei lavoratori dipendenti del settore privato e quelle riferite ai lavoratori autonomi (pari a 12 miliardi di euro), gli acconti Irpef (4,8 miliardi) e il pagamento della seconda rata dell’Imu (4,4 miliardi). Dal gettito complessivo, pari a poco più di 76 miliardi di euro, non sono state incluse le cifre riguardanti i versamenti relativi all’ultima rata della Tares (la nuova tassa sui rifiuti) e i contributi Inps a carico delle imprese e dei dipendenti.

Sfrutterà al massimo la sua laurea in ingegnera biochimica

L’attore Ashton Kutcher assunto dalla cinese Lenovo Ultimamente è stato protagonista al cinema, interpretando il cofondatore di Apple, Steve Jobs nella pellicola a lui dedicata, l’attore Ashton Kutcher è un personaggio anomalo nel mondo di Hollywood, poiché dispone di una laurea in ingegnera biochimica. Dettò ciò è di circa una settimana la conferma che l’attore statunitense è stato assunto niente meno dalla cinese Leno-

vo. Il colosso della tecnologia ha annunciato il suo nuovo ingegnere durante la presentazione del suo nuovo tablet, lo Yoga. Si tratta di un’importante opportunità per il talentuoso Kutcher, in modo da far valere le sue idee nate al tempo dell’Università dello Iowa, dove appunto ha conseguito la laurea specialistica in ingegneria biochimica. Lo stesso Kutcher ha di-

chiarato “A me come Lenovo piace rischiare” e la stessa Lenovo ha affermato “Kutcher verrà integrato nello staff tecnico. La nostra azienda punta sull'innovazione e sfida ai luoghi comuni”. Come dire aver interpretato Steven Jobs, il guru del biopic, è stata la spinta decisiva per accettare l’allertante proposta offertagli da Lenovo. A.N.

Il Nexus 5 è realtà Il nuovo telefonino di Google è già acquistabile

Da qualche giorno dopo tante voci che si sono susseguite in questi mesi, è stato annunciato il nuovo smartphone di Google, si tratta del Nexus 5. Il nuovo “Googlefonino” è stato ancora una volta prodotto dalla LG, ed è un’assoluta novità, poiché si tratta del primo smartphone dotato del nuovissimo sistema operativo Android 4.4 KitKat. Il nuovo Nexus rispetto al precedente, il Nexus 4, ha un design caratterizzato da linee molto sobrie e la cornice del display (da 4,95 pollici) è molto sottile. Passando alle caratteristiche tecniche, il Nexus 5 ha un processore Qualcomm Snapdragon 800 con una frequenza di 2,3 GHz con una memoria RAM da 2 Gb, mentre la memoria dello storage può essere da 16 Gb o da 32. La batteria è di 2300 mAh e vi è anche la funzionalità di ricarica wireless. Dotato anche di due fotacamere, una interna da 1,3 megapixel e quella esterna da 8 megapixel. Completano il pacchetto tecnico la connettività WiFi, Bluetooth, NFC, LTE e HDMI. Per quanto riguarda il prezzo italiano, il nuovo Nexus è acquistabile al prezzo di 349 euro per la versione da 16 Gb, mentre la versione da 32 Gb è disponibile al prezzo di 399 euro. A.N.


ATTUALITÀ

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Documenti, marche da bollo e un pizzico di attenzione per non spendere cifre folli - Seconda parte

Passaggio auto, quanto costa? Prima di procedere con l’atto di acquisto è bene fare una “visura” al Pra

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bbiamo visto la scorsa settimana cosa serve e dove si deve andare per effettuare un passaggio d'auto fra privati del tutto autogestito, che certamente, in cambio di un po' del vostro tempo, comporta un certo risparmio. Ma per l'appunto, quali sono i costi? I costi sono variabili: alla citata marca da bollo da 16 euro si aggiungono altre 16 euro di imposta di bollo (da pagare con il bollettino postale fornito dall'ufficio PRA o Motorizzazione) per aggiornamento della carta di circolazione, 32 euro (che possono diventare 48 se non si usa il retro del certificato di proprietà come dichiarazione di vendita) di imposta di bollo PRA, le commissioni per la Motorizzazione Civile di 9 euro (anche questa cifra da pagare con bollettino postale), e le commissioni per l’ACI pari a 27 euro. A queste cifre va aggiunta anche l’I.P.T., ossia l’imposta provinciale di trascrizione, variabile in relazione all'elemento fiscale (KW o Portata) ed alla provincia di residenza dell'acquirente. Se il venditore non è in possesso del certificato di proprietà, può chiederne una copia al PRA o procedere con un atto, questa volta, bilaterale di vendita in carta libera e con entrambe le firme autenticate, o con un atto pubblico redatto presso un notaio (a cui andrà versato il relativo onorario ed i costi di bollo). È da notare che la procedura descritta è valida anche quando il veicolo è cointestato (dovranno tutti provvedere alle pratiche su descritte per il venditore) o è venduto a più cointestatari (fino a 10), ed è sempre consigliabile, prima di dare il consenso all'acquisto di un veicolo e versare l'importo pattuito al venditore, richiedere una "visura", indicando la targa del veicolo che si vuole acquistare al PRA, al

Alla fine di un procedimento tributario si potrà accedere agli atti di un procedimento tributario ormai concluso. Lo ha stabilito la Quarta Sezione del Consiglio di Stato con la sentenza n. 4821 dello scorso 26 settembre. I giudici amministrativi hanno stabilito che, benché l’articolo 24, della legge 241/1990 non consenta il diritto di accesso nei procedimenti tributari, per i quali restano ferme le particolari norme che li regolano, «è da ritenere che la norma debba essere intesa, secondo una lettura della disposizione costituzionalmente orientata, nel senso che la inaccessibilità agli atti di cui trattasi

fine di verificare che esso sia libero da sequestri, pignoramenti, fallimenti, fermi amministrativi e che non sia stato cancellato dal PRA. In quest'ultimo caso, se il veicolo è un’auto storica, ci si può rivolgere a una sede dell'Automotoclub Storico Italiano (ASI) in quanto

sono previste procedure specifiche e agevolazioni fiscali. Procedure specifiche sono altresì previste per altre fattispecie, se, ad esempio: gli acquirenti sono più di 10; si vuole richiedere l'annotazione dell'usufrutto;

si vuole registrare il passaggio di proprietà con variazione d'uso o delle caratteristiche tecniche del veicolo; il veicolo è destinato a noleggio o Taxi; acquirente e/o venditore sono persone giuridiche o cittadini extracomunitari. Inoltre, se il venditore è una persona defunta, si dovranno fare due passaggi di proprietà (dal defunto agli eredi e da questi all'acquirente) o una pratica unica, ma dal costo praticamente doppio. Nella prossima uscita vi forniremo alcune utili raccomandazioni in tema di garanzia e di omissioni da parte dell'acquirente o del venditore. Roman Henry Clarke

Diffusi i dati di vendite: il settore è ancora in crisi. L’usato vince sul nuovo e il lusso su tutti

La Fiat cresce nel mondo e in Europa Ottimi risultati per Ferrari e Maserati Secondo i dati diffusi dal Ministero dei Trasporti nei primi giorni di questa settimana, la Motorizzazione Civile nel mese di ottobre 2013 ha immatricolato 110.841 autovetture, con una variazione di -5,58% rispetto ad ottobre 2012, durante il quale ne furono immatricolate 117.397 (a settembre 2013: immatricolate 106.769 autovetture, pari a 2,53% rispetto a settembre 2012 con 109.543 immatricolazioni). Calo anche nei trasferimenti di auto usate che a ottobre 2013 registrano un – 2.27% rispetto a ottobre 2012 con 397.772 immatricolazioni contro 407.005. (Nel confronto tra i mesi di settembre 2013 e 2012 la variazione era positiva con +6,47% con 329.466 contro i 309.440 dell’anno precedente). Il volume globale delle vendite pari a 508.613 ha interessato per il 21,79% auto nuove e per il 78,21% auto usate. Cifre basse anche nel conteggio dei primi dieci mesi del 2013 durante i quali la Motorizzazione ha immatricolato 1.111.520 autovetture regi-

strando anche qui un calo di 8,02% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (1.208.470). In positivo, anche se di poco, i passaggi di auto usate che, per gli stessi dieci mesi, si attestano a +0,59% con 3.446.888 contro i 3.426.613 del 2012. Fiat Group ha presentato nei giorni scorsi i dati del terzo trimestre del 2013 relativi alle vendite di tutti i suoi marchi: Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Chrysler, Jeep, Maserati e Ferrari. Crescita dell’1,4% rispetto al 2012 con ricavi pari a 20,7 miliardi di euro. Nafta (Nord America) in positivo del 2% con 11 miliardi di euro. Latam (Sud America) in calo del 17% con ricavi di 2,4% rispetto al picco del 2012 quando aveva beneficiato degli incentivi fiscali sulle vendite in Brasile. Apac (Asia e Australia) in crescita del 45% con 1,2 miliardi di euro. Emea (Europa) ricavi in aumento dell’1% con 3,9 miliardi di euro. Bene i “marchi di lusso” con ricavi in aumento del 38% a oltre 0,9 miliardi di euro. Nel terzo trimestre 2013, la

La Ferrari 458 Speciale

Maserati ha consegnato alla rete 3.953 vetture, più del doppio rispetto alle 1.492 unità consegnate nello stesso periodo del 2012. Ricavi per 534 milioni di euro per Ferrari in crescita del 6% rispetto al 2012 e chiude il terzo trimestre 2013 con un utile della gestione ordinaria di 88 milioni di euro. Per i Componenti i ricavi sono stati in calo del 4% a 1,9 miliardi di euro. Gli obiettivi per il 2013 sono stati quindi aggiornati come segue: ricavi di circa 88 miliardi di euro (da un intervallo tra 88 e 92 miliardi di euro, corrispondente ad un intervallo tra 84 e 88 miliardi di euro a cambi correnti); utile della gestione ordinaria nell’intervallo tra 3,5 e 3,8 miliardi di euro (da un intervallo tra 4,0 e 4,5 miliardi di euro, corrispondente ad un intervallo tra 3,7 e 4,2 miliardi di eu-

Lo ha stabilito il Consiglio di Stato con la sentenza 4821 del 26 settembre 2013

Commissioni tributarie, si potrà accedere agli atti sia temporalmente limitata alla fase di pendenza del procedimento tributario, non rilevandosi esigenze di segretezza nella fase che segue la conclusione del procedimento con l’adozione del procedimento definitivo di accertamento dell’imposta dovuta sulla base degli elementi reddituali che conducono alla quantificazione del tributo. In ragione di ciò deve riconoscersi il diritto di accesso qualora l’ammini-

strazione abbia concluso il procedimento, con l’emanazione del provvedimento finale». Per quanto riguarda le cartelle esattoriali è stata richiamata la norma ai sensi dell'art. 26 del Dpr 29 del settembre 1973, n. 602, che stabilisce che «il concessionario deve conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione dell'avvenuta notificazione o l'avviso del ri-

cevimento e ha l'obbligo di farne esibizione su richiesta del contribuente o dell'amministrazione». In tal modo i giudici del Consiglio di Stato hanno sottolineato che la cartella esattoriale costituisce presupposto di procedure esecutive e, dunque, è strumentale alla tutela dei diritti del contribuente. La cartella deve essere quindi rilasciata, in copia, dalla società concessionaria al contribuente che abbia proposto o

ro a cambi correnti); utile netto nell’intervallo tra 0,9 e 1,2 miliardi di euro (da un intervallo tra 1,2 e 1,5 miliardi di euro, corrispondente ad un intervallo tra 1.0 e 1.3 miliardi di euro a cambi correnti); indebitamento netto industriale nell’intervallo tra 7 e 7,5 miliardi di euro (da circa 7 miliardi di euro, che non includevano circa 0,2 miliardi di euro di impatto negativo dovuto agli investimenti in partecipazioni del terzo trimestre al netto dell’effetto cambi). Il 28 ottobre Fiat ha annunciato che, ottenute le approvazioni delle autorità competenti, si è conclusa l’acquisizione da parte di Fiat Group Automobiles della quota rimanente del 50% detenuta in VM Motori S.p.A. da General Motors, per un prezzo di 34,1 milioni di euro. Fiat, che nel 2010 aveva acquisito il 50% di VM, ora ne controlla il 100%.

voglia proporre ricorso. Una diversa interpretazione della norma verrebbe a creare una vera e propria limitazione delle possibilità di difesa del contribuente che finirebbe col collidere con i diritti costituzionalmente sanciti «posti a garanzia della tutela giurisdizionale, oltre che con il principio, di rango costituzionale, di razionalità».


Piero Rotolo & Talos Quintet concludono in bellezza Classica & Dintorni

Grande serata con Chopin e Piazzolla

Da non perdere

SPETTACOLO

VI

8 NOVEMBRE 2013

"Le città invisibili e altre storie" In occasione del 90° anniversario di Italo Calvino, il “Circolo Città Futura” propone una serie di iniziative dedicate a uno dei più grandi intellettuali italiani. Oggi, alle 19,30, nella sede del circolo in via Gargano n. 37 a Catania, si terrà l’inaugurazione della personale fotografica di Alberta Dionisi "Le città invisibili e altre storie". Intervento musicale di Alessandro Campanella al flauto traverso. Letture di Mario Bonica da "Le città invisibili" di Italo Calvino.

“Una doppia Vita” a Catania Questa sera alle 20,30 nella sede di "Catania da bere" in via Ughetti n. N. 6/C a Catania, si terrà la proiezione del cortometraggio “Una doppia Vita”. Con Miryam Vitale, Sonia Anastasi, Fabrizio Calarese, Dario Giarrizzo, Cloe Di Stefano e la partecipazione straordinaria di Concetta Lazzaro e Pippo Tomaselli. Montaggio di Daniele Mary Spampinato. Regia di Salvo Di Guardo.

"La metamorfosi del limite" Sabato 9 novembre alle 18,30, nello “SpazioVitale” di via Milano 20 a Catania, verrà inaugurata la mostra di Elsa Emmy. "La metamorfosi del limite" a cura di Antonio Vitale. In una logica desiderata di metamorfosi dei limiti degli interessi e degli sguardi degli artisti tutti e di Elsa Emmy nello specifico, il colore scelto è elemento che accompagna per mano il fruitore alla lettura globale delle opere sia che si tratti di pittura o di teatro, di letteratura o di vita. Sono i suoi rossi sangue, i viola profondi, i luminosi gialli sole, gli azzurri lapis i colori che meglio la raccontano e che sanno parlare di lei come donna d’arte, che con arte affronta la vita con i suoi dolori e le sue alte vette, con i suoi profumi e con i suoi profondi perdimenti. La mostra sarà fino al 19 novembre.

Un momento dell’esibizione al Castello Ursino di Catania

S

i è svolto nello splendido scenario del magico e suggestivo Castello Ursino la Rassegna “Percorsi d'autunno” per la X Edizione del Festival Internazionale di musica da camera e folk, Classica e Dintorni con la direzione artistica di Ketty Teriaca. Appena poco dopo lo scoccare delle 19:00 ogni singolo rumore cittadino all'improvviso ha cessato la sua attività per dare spazio alle note incantevoli e ammalianti di due grandi autori e maestri quali Chopin e Piazzola. A valorizzarne l'interpretazione apparentemente distante per spazio e tempo cronologico dei due maestri sono stati Piero Rotolo & Talos Quintet i quali, attraverso un'interpretazione sublime, hanno varcato i legami del virile pessimismo, equilibrato e malinconico che si completa attraverso una ironia corrosiva a tratti giovanile, fresca e con una originalità che solo i sei eccelsi musicisti riescono a dar anima. Tra i brani eseguiti ricordiamo Chopin il "Concerto n.1 in Mi minore op.11 per pianoforte e orchestra: Allegro maestoso, Romance e un sempre vivo Rondò. Per poi proseguire con brani di Estaciones Portenas di Piaz-

zolla. Un gruppo di sei strumenti perfettamente armonici e capaci di rubare per quasi due ore l'attenzione costante di tutti gli spettatori che sedevano poco distanti a ventaglio dai maestri d'arte e che non hanno fatto mancare la loro presenza in applausi e richieste di bis. Un sold out degno di nota e culturalmente molto rilevante. Un plauso va posto anche all'organizzazione Darshan che attenta e rispettosa è riuscita a gestire la folla di curiosi e paganti che si preparava allo spettacolo successivo Medievale di cui il castello si accingeva ad aprire le proprie porte... ma questa è un'emozione che ha vissuto e decanterà qualcun’altro... a noi non resta che ringraziare Piero Rotolo al pianoforte, Flavio Maddonni al violino, Rita Iacobelli al violino, Francesco Capuano alla viola, Luciano Tarantino al violoncello e Michele Petrella al contrabbasso per averci riempito il cuore di attimi d'eterno e perché, come dicono i grandi maestri, la musica non ha età o tempo e soprattutto non conosce barriere. Santa Rosaria Basile

Arriva il Rock ‘n Roll Fest Torna a Catania il “Rock ‘n Roll Fest” che si svolgerà oggi, venerdì 8 novembre dalle 22, al “Centro culture contemporanee Zo” in piazzale Asia n. 6. Dal puro Rock ‘n Roll al blues, passando per lo swing, il rockabilly, il country western, il garage surf beat, per una no-stop di musica live che vedrà alternarsi sul palco: Renny Zapato and The Black Blues Band, con il ritmo degno dei più noti casini della New Orleans anni ’60; Mel Quartarone and the Melotones, sempre pronti a far rivivere il vecchio sound rock’n roll, rythm’n blues e rockabilly; Appaloosa Victor, con il loro old wild west che farà battere i tacchi a suon di musica country; e ancora gli storici Emilio Catera & Mel and the peek-a-boos, Luca Caponetto Band, Luca Nicotra & The Rockfellas, Box Beat, Mario Monterosso & The B.B. FatCats, Jaguar and the Savanas, probabilmente la band surf rock più a sud dell'Europa.

L’opera di Nino Martoglio in scena al Teatro Brancati fino a domenica 10 novembre

Diverte “Il contravveleno” di Tuccio Musumeci “Il contravveleno” di Nino Martoglio allieta il pubblico nella rappresentazione resa al Brancati di Catania con la regia di Turi Giordano, cultore dell’opera di Nino Martoglio, cui ha dedicato uno studio edito dal Gruppo d’Arte Sicilia Teatro dal titolo “Rarità teatrali di Nino Martiglio”. Il piccolo teatro da diversi anni è attivo nel quartiere del viale della Libertà e lega profondamente il pubblico ai suoi beniamini. La chiave di lettura della messa in scena di Tuccio Musumeci e Guia Jelo - sapiente esercizio di equilibrio con la farsa - è l’immutabilità della cultura catanese. Concetto anticipato all’apertura del sipario sulle immagini d’epoca che scorrono lente

accompagnate dalla voce fuori campo; rimarcato dalle parole con cui chiude don Procopio (interpretato da Tuccio Musumeci): niente cambia, neppure l’orrore della malattia e della morte muta il destino tragico dei personaggi. Il riferimento all’attualità - il ricordo dei cigni della Villa al posto dei quali oggi c’è il fil di ferro stilizzato - tradisce un giudizio generoso se non appassionato. Catania non è cambiata, intrisa della miseria di chi non ha un lavoro e si arrabatta; di fame isterica e di botteghe illuminate sino a notte; di vita di periferia, capace di una solidarietà sconosciuta nei centri urbani e allo stesso tempo di liti meschine e violente; di sfratti di case fatiscenti con il mo-

bilio povero. Catania è ancora questo, anzi più di tanto perché su di essa grava la società dei consumi. L’avvilente imperativo di consumare, a prescindere dai bisogni reali, rende tutti come don Procopio: costretti a mentire per non mostrarsi in maniche di camicia, ostaggi del culto dell’immagine forte e bella per accreditarsi nella rappresentazione sociale contemporanea.

Note sulla commedia “Il contravveleno” di Nino Martoglio, che continuerà ad andare in scena al teatro Brancati sino al prossimo 10 novembre, riscontra ogni sera un’ottima affluenza di pubblico.

Il cast L’opera vede protagonisti Tuccio Musumeci nel ruolo di don Procopio, Guia Jelo nel ruolo di una delle comari ovvero Cicca Stonchiti e Miko Magistro nel ruolo di don Cocimu. Il trio è maestro del teatro in vernacolo siciliano, tuttavia da anni gode di uno spazio importante nel panorama teatrale italiano. Il cast artistico è completato da Olivia Spigarelli, Evelin Famà, Loredana Marino, Riccardo Maria Tarci, Valentina Ferrante, Elisabetta Alma e Angelo D’Agosta. Scenografia La commedia è ambientata nel popolare quartiere della Civita, ricostruito come nello stile del tempo.

Tuccio Musumeci

Un’ambientazione di scena che presto costituirà il ricordo di quel che era la Civita di Catania, negli ultimi oggetto di interventi di riqualificazione urbana. Fedele la luce ai quadri rappresentati. Flora Bonaccorso


SPETTACOLO

8 NOVEMBRE 2013

VII

Il fascino sexy delle dive degli anni Venti nelle collezioni Autunno inverno 2013/2014

Lulù, simbolo della seduzione

La moda celebra il cinema muto

Piacere, Louise Brooks

C

i sono dei personaggi femminili che non tramontano mai e di tanto in tanto tornano prepotentemente alla ribalta, assurgendo allo status di mito. Una di queste è senz’altro Louise Brooks, icona incontrastata del cinema degli anni Venti. Dopo quasi un secolo dalle sue apparizioni cinematografiche Lulù, come veniva simpaticamente chiamata l’attrice americana, continua ad essere il simbolo della femme fatale, modello incontrastato di seduzione. A lei, al suo mito, si sono ispirati in tanti. Guido Crepax, il grande fumettista, non ha esitato a prenderla a modello per il suo celebre personaggio “Valentina”. Nel 1955, Henri Langlois, direttore della cineteca nazionale di Parigi, l’ha scelta come “icona” della storica mostra che celebrava i 60 anni della nascita del cinema. Di lei si ricorda anche il celebre caschetto nero che periodicamente viene rivisitato e riproposto dai più celebri hair stylist. In tantissimi negli ultimi cinquant’anni hanno celebrato il suo mito, persino musi-

Sopra: Collezione Ralph Lauren AI 2013-2014; a destra nelle due foto in alto e in basso la Collezione Emporio Armani AI 2013-2014

cisti, come non ricordare, ad esempio, la canzone dei Litfiba “Lulù e Marlene”? Adesso, in quello che sembra un revival degli anni ’20, dopo i lustrini e gli abbagli dell’ultima versione cinematografica del “Grande Gatsby”, la moda continua a celebrare gli anni d’oro del charleston, rileggendone, tuttavia, il lato più oscuro e fatale. Prendendo a modello la più anticonformista e sensuale tra le dive di quell’epoca: Louise Brooks. Molti designer sono rimasti incantati dal fascino eterno di Lulù innalzandola a musa ispiratrice delle loro collezioni per l’autunno-inverno 2013-2014. Da Roberto Cavalli a Ralph Lauren, da Louis Vuitton ad Emporio Armani è tutto un omaggio agli anni Venti. Guardando le immagini delle sfilate della collezione autunno-inverno sembra quasi di rivedere Lulù in tutto il suo splendore. Persino tra gli accessori il rimando è inevitabile a quegli anni: dai cappelli di Borsalino alle borse firmate Jimmy Choo. Patrick Battipaglia

Il sistema siciliano dovrebbe adeguarsi a quello pugliese per dare sostegno al cinema

La difficile vita della “Catania Film Commission” Di necessità virtù se a Catania decidete cimentarvi nel settore cinematografico. Il luogo di riferimento è il Teatro Coppola, eletto a simbolo della riappropriazione degli spazi d’arte. Qui si incontrano autori di ‘corti’ vincitori di festival oltre lo Stretto. Ma a Catania, come nel resto dell’Isola, stanno alla finestra a guardare le opportunità che si offrono senza sfiorarli. Colpa di una struttura regionale che drena risorse incurante delle ricadute occupazionali. Eppure a Sud non mancano modelli vincenti. Apulia Film Commission è la Fondazione istituita dalla Regione Puglia, di cui sono soci fondatori le province e i comuni capoluogo con una quota societaria annua pari a circa 20 centesimi di euro per abitante. La “Sicilia Film Commission” è un “Servizio del Dipartimento Regionale Turismo”. Apulia Film Commission ha istituito nel 2011 Apulia Film Fund, con cui sono erogati i contributi a fondo perduto alle produzioni audiovisive, cinematografiche e televisive, sia italiane sia europee sia extraeuropee. Il contributo non può superare il 50% del costo complessivo di produzione e distribuzione ma può salire all’80%. Una posta di denaro pubblico consistente, ma a condizioni precise finalizzate tanto al ritorno economico nel territorio regionale quanto alla crescita pro-

fessionale delle maestranze locali. I primi tre criteri per accedere al contributo obbligano le produzioni affinché il 35% del personale assunto (troupe, cast e operatori postproduzione) sia composto da cittadini residenti o nati in Puglia; a spendere sul territorio regionale pugliese una somma pari almeno al 200% del contributo ricevuto che può salire al 300%; a garantire un certo numero di settimane di riprese variabile secondo si tratti di lungometraggi, docufiction, cortometraggi o videoclip. In Sicilia il fondo di sostegno regionale al Cinema, denominato Sensi Contemporanei, non vincola le produzioni a precise percentuali di attori e maestranze locali, neppure è commisurato ad una determinata percentuale del budget. In assenza di precisi e chiari criteri, la decisione in merito al finanziamento si forma all’interno di un ‘processo’ che prende avvio con l’esame delle diverse proposte da parte della Segreteria Tecnica della Regione in col-

laborazione con un “team di campo” costituito da esperti in Cinema e Beni Culturali; e si conclude con la decisione del Comitato di Coordinamento, che delibera esaminando gli esiti del lavoro della Segreteria. Questo emerge dalla discussione avuta con la dirigente della “Catania Film Commission”, la dott.ssa Domenica Baudo. Un sistema, quello siciliano, che spiazza anche la Film Commission di Catania e che si scontra con le aspettative delle maestranze. Nel Teatro Coppola, ‘occupato’ già da alcuni anni, ogni lunedì si svolge l’assemblea dove si incontrano le esperienze per amalgamarsi dando vita a progetti artistici. “La Film Commission noi l’immaginiamo così ci spiegano i ragazzi -, invece l’Ufficio mortifica i giovani con un database delle maestranze vecchissimo e, per gli attori, privo della foto”. Non dite “il solito Sud”. Flora Bonaccorso

Louise Brooks

Quando girava le scene di film storici come “Il vaso di pandora” o “Diario di una donna perduta”, nemmeno lei immaginava che di lì a qualche anno sarebbe diventata un mito. E proprio negli anni del cinema muto che nasce il mito di “Lulù”, simbolo assoluto di seduzione degli anni Venti. Nata il 14 novembre del 1906 nella provincia americana, da una famiglia borghese, Louise mosse i primi passi nel mondo dello spettacolo studiando danza alla scuola di ballo Denishawn con i pionieri della danza moderna Martha Graham e Ted Shawn per debuttare a Broadway nel 1925 con le Ziegfeld Follies. Negli Stati Uniti lavora per il cinema con Howard Hawks nel 1928 “Capitan Barbablù” e in Francia nel 1930 “Prix de beauté” di Augusto Genina. Di temperamento chiuso e per certi versi difficile, esprime al meglio la sua vocazione artistica in Germania grazie al regista Georg Wilhelm Pabst che le affida due personaggi dotati di carisma sensuale: una giovane libera e disinibita, costretta da circostanze avverse a diventare una prostituta, in Il vaso di Pandora (1929) e nel Diario di una donna perduta (1929). L'interpretazione di questi film, ispirati dalla "tragedia mostruosa" di Wedekind (composta da Lo Spirito Della Terra e Il Vaso Di Pandora), la rese l'incarnazione moderna del mito della donna fatale: sensuale, provocante, amorale e pericolosa, ma allo stesso tempo infantile, innocente e pura. Il personaggio di Lulù cominciò a far presa sull'immaginario collettivo. Dopo la parentesi all'estero rientrò in patria e, per guadagnarsi da vivere, iniziò a frequentare i night-club dove lavorava come ballerina, recitò in film western minori, lavorò per un periodo in radio e infine fu commessa del grande magazzino Macy's. Dopo la riscoperta dei suoi film di muto avvenuta in Europa tardivamente, scoprì di avere una vena letteraria e iniziò a collaborare a riviste cinematografiche, raccogliendo in un libro, Lulù in Hollywood, i suoi saggi sul cinema muto. Riguardo al suo amore per la letteratura, era solita dire che la sua passione per i libri l'aveva resa l'idiota più erudita del mondo. L’8 agosto del 1985, sola e dimenticata da tutti, Lulù passò a migliore vita stroncata da un attacco cardiaco. Il suo mito è stato recentemente celebrato da un romanzo “Le stelle brillano a New York” scritto da Laura Moriarty ed edito da edizioni Piemme. P.B.


SPORT

VIII

Dopo le sconfitte con Juventus e Napoli il Catania tenta in casa con l’Udinese

AAA Catania cerca vittoria scacciacrisi

M

omento complicato: il 4-0 contro la Juve fa male, così come scotta ancor di più il 2-1 di Napoli. L’emergenza in classifica è alta, ma quello che più preoccupa i supporter rossazzurri è il vero e proprio dramma che si sta vivendo, dal punto di vista tecnico, con un organico ridotto all’osso. Per Bergessio, Barrientos, Plasil e Bellusci due mesi di stop, ma sono fermi ai box da valutare di settimana in settimana Spolli, Monzon, Peruzzi, Boateng e Calbaceta. Izco, Rolin e Leto sono ancora convalescenti. Ben nove giocatori in meno per De Canio, che tuttavia lavorando a stretto contatto con lo staff medico rossazzurro, tenterà di recuperare qualcuno dei suoi uomini, ma se ne saprà di più solo a ridosso della sfida contro l’Udinese di sabato 9 alle 18:00. Questa squadra non si è mai potuta esprimere con tutti i suoi effettivi. Fatalità o preparazione sbagliata, alla base di tutti questi infortuni? Forse semplicemente solo un “fattore S”, come cantava Max Pezzali, che in questo momento sembra non voler abbandonare la formazione rossazzurra. Non bisogna però fare l’errore di piangere sul latte versato è necessario guardare avanti per ripartire. Da dove? Alcuni sprazzi di buon gioco si sono visti già a Torino e sono stati confermati anche a Napoli, dove a dire il vero si è visto quel carattere che ha sempre contraddistinto questa squadra. Bisogna quindi ripartire proprio da quanto di positivo fatto a Napoli. Sabato la società spera di avere uno stadio pieno, che possa spingere alla vittoria la formazione rossazzurra. Continuare sulla falsariga del 4 3 3? Forse impossibile in questo momento in base agli uomini a disposizione per trovare la giusta quadratura. Riproporre il 4 5 1? Più probabile. Le note positive provengono da quel Maxi Lopez che ha fatto solo intravedere di essere quel “maxi” campione che tutti ricordano, quel giocatore che nel 2009 fece 11 gol in 17 partire salvando il Catania che Mihajlo-

Maxi Lopez

vic ereditò ultimo in classifica. Una situazione precaria per il Catania, alla quale serve davvero un “maxi” miracolo e proprio “La Galina Bionda” - Lopez in questo momento è l’unico in grado di sobbarcarsi sulle spalle l’attacco di un Catania che in questa stagione ha segnato solo 7 gol e continua ad essere il peggiore del campionato. Orgoglio, grinta e carattere, saranno fondamentali per cercare…e trovare contro l’Udinese in casa, quel risultato che al Catania servirebbe per rivitalizzare l’ambiente e dare fiducia a un gruppo che ha bisogno di una scossa. Ma per uscire da questo difficile momento, sarà necessario

8 NOVEMBRE 2013

Lotus-Renault e Fia penalizzano Kimi F1- GP Abu Dhabi - Circuito sui generis quello di Yas Marina. Il 17 si corre ad Austin

quel giusto guizzo sotto porta: quindi - oggi più che mai - tocca proprio a Maxi Lopez. Il neo tecnico dei rossoazzurri Gigi De Canio le sta provando praticamente tutte. Il problema, ed è certamente il più grande, continua ad essere il gol: il Catania non segna. Crea occasioni, va vicino al portiere avversario anche più volte nel corso dei novanta minuti, ma spreca e quindi poi viene punita a volte anche nel suo momento migliore. Alla ricerca del gruppo: De Canio sta prima di tutto cercando di ritrovare quell’unità di intenti per la sua squadra, un senso del gruppo che lo scorso anno aveva permesso al Catania di imporsi come sorpresa del campionato arrivando ottava. Al di là dell’approccio sbagliato al campionato si cerca di migliorare il rendimento non ottimale dei vecchi e superare le difficoltà dei nuovi di ambientamento, ma sarà importante, già dal match di sabato contro l’Udinese, ritrovare quello spirito di abnegazione che ha sempre contraddistinto i giocatori rossazzurri. Antonietta Licciardello

Anche ad Abu Dhabi non fa più notizia la vittoria di Vettel (11° del 2013) e relativa doppietta (7°) Red Bull. Il “tedeschino” era col muso lungo il sabato perché il compagno di squadra gli aveva tolto il giocattolino (la pole) e in gara si è vendicato rifilandogli quasi 31 secondi di distacco. Solita partenza balorda di Webber (era in pole), Vettel lo supera immediatamente e si invola solitario fino al traguardo. Solo Rosberg (Mercedes) è riuscito a stare dietro a Webber ma non ha avuto l’opportunità di tentare il sorpasso anche perché in questa pista è molto difficile. Per non parlare della uscita dai box e dell’immissione in pista attraverso un tunnel sotterraneo… di certo al progettista non manca l’inventiva. E neanche alla Fia che lo ha accettato e omologato. La Fia ha quasi “consegnato” il secondo posto in classifica mondiale alla Ferrari di Alonso, in quanto ha estromesso dalle qualifiche il finlandese per una eccessiva flessibilità del fondo piatto (oltre i 5 millimetri). Ma le auto non vengono verificate prima delle prove? E ancora, non potrebbe essere stato un cordolo a modificare quella flessibilità che all’inizio era corretta? La Lotus ha sicuramente impedito a Kimi di combattere per il secondo posto in classifica (12 punti e forse più) e magari di gareggiare contro la Ferrari. Francesi (Renault) autolesionisti! Insomma Kimi è partito ultimo si è “incontrato” con Pic (vendetta tremenda vendetta), è tornato ai box ha preso la sua auto ed è andato via . Peccato! Avremmo sperato in quell’adrenalina che blocca il cuore e che gli avrebbe consentito di at-

Kimi Raikkonen

taccare il 2° posto di Alonso nella classifica piloti e il 3° posto nella conduttori. Sempre a scapito della Ferrari. Ad essere maliziosi si potrebbe obiettare che Jean Todt è il presidente (ombra) della FIA e che nessuno lo mai visto intervenire in qualche diatriba come facevano Jean Marie Balestre e Mosley! Ultimo regalo la Ferrari lo ha avuto dai commissari che non hanno inflitto alcuna penalità allo spagnolo (che deve fare il cattivo per potersi piazzare decentemente con l’auto che si ritrova) per l’uscita kamikaze dai box: quattro ruote sulla linea bianca che delimita la pista e nessuna sanzione. Due misure, stesso peso. Ottima la performance della Force India con entrambe le vetture di Di Resta, che negli ultimi giri ha resistito ad Hamilton, in netta crisi di gomma, e Sutil a punti e che consolida così il sesto posto (77 punti) in classifica costruttori ai danni della Sauber (45) guarda caso motorizzata rosso pallido! Arrivederci a domenica 17 Novembre con il GP di Austin stavolta in diretta sulla Rai dalle 19. N.P.

Moto Gp – Domenica 10 l’ultimo circuito: Jorge corre per il titolo

Lorenzo superlativo Sul circuito di Motegi in Giappone Lorenzo ha guastato la festa a Marquez che pensava di conquistare nel Paese del Sol Levante il suo primo titolo mondiale. Jorge allo start è sembrato una pallottola Winchester e ha preso immediatamente la testa della corsa per non lasciarla mai. Alle sue spalle Pedrosa. Anche lui partito benissimo, sembrava spuntarla su Rossi e Marquez ma si è messo solo dietro Valentino con Mark alle calcagna. La tattica della Yamaha sarebbe stata ineccepibile se Rossi e Pedrosa avessero tenuto dietro di loro Marquez, ma purtroppo il nostro Valentino ha commesso due gravissimi errori andando lungo sempre nella stessa curva e aprendo così le porte ai due spagnoli. Pedrosa ha resistito finché ha potuto ma poi Marquez lo ha superato, ha ricucito lo svantaggio che aveva su Lorenzo e si è mes-

so dietro i suoi scarichi accennando a una bella bagarre. Poi sicuramente dal muretto è arrivata una salutare “camomilla” ed il rookie ha gestito da ragioniere la gara ed accontentandosi di perdere solo cinque punti. Solo 13 i punti che separano Jorge da Mark che comunque ha a disposizione quattro possibilità - sempre che Jorge vinca a Valencia - di conquistare il titolo. Lorenzo è obbligato a vincere e sperare che Marquez non vada oltre il quarto posto. Domenica 10 novembre per il GP della Comunità Valenciana avremo un surplus di adrenalina anche se logicamente Mark sarà cloroformizzato dalla squadra e baderà a stare appena dietro Lorenzo. È stato bello vedere, ma per poco, una Ducati in prima fila con Hayden, complice una qualifica superbagnata, ma dopo lo spegnimento del semaforo siamo tornati alla tristissima realtà.

Jorge Lorenzo

Anche Crutchlow pensiamo stia subendo la maledizione, non di Montezuma, ma della Ducati, infatti da quando ha annunciato il suo passaggio alla Rossa italiana è scomparso dalla lotta per i primi posti. Arrivederci a domenica 10 novembre alle 14 su Italia 1 per l’ultima corsa di Moto GP. Lorenzo darà battaglia per il titolo 2014 e sicuramente la Honda imporrà a Marquez di fare il “turista”. N.P.


Leggimi 2980 081113  

Inserto a IlMercatino edizione 2980 dell'8 Novembre 2013

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