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Edizione N. 12 Anno VIII

22 MARZO 2013

Inserto di informazione - economia - politica - cultura

Dal sottobosco politico spiccano due nomi che tanto hanno lavorato per la legalità

Con Boldrini e Grasso partirà il cambiamento?

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segue dall prima pagina E se da un lato Grasso ha segnato il cambiamento dall'altro ha dato un forte segnale di inclinazione al Movimento 5 stelle. È stato forte l'apprezzamento nei confronti dell’ex-magistrato che si è sottolineato anche dai tanti applausi ricevuti dai banchi dei "cittadini portavoce" ad avvenuta proclamazione. Nonché dal cordiale scambio di battute avuto con Crimi uscendo dall’aula: «Dobbiamo lavorare insieme per il bene del paese, ci sono molte cose da fare», «Siamo qui per fare il possibile». Ma il vero problema per il Movimento, resta la messa in discussione di un metodo sul quale i 5 Stelle hanno faticosamente costruito parte della propria credibilità. Determinanti sia le preferenze dei montiani che dei grillini. Sebbene abbiano avuto possibilità di scegliere, la rapidità con cui gli appartenenti alla Lista Civica hanno attraversato il seggio ha fatto intuire una lunga processione di schede bianche. Non altrettanto hanno invece fatto alcuni del Movimento 5 Stelle che, nonostante sia stata loro negata la libertà scelta, in diversi hanno votato per Pietro Grasso. Un solo auspicio che la politica recuperi quanto ha perso per strada e ritorni servizio per il popolo. Non importa

La rivoluzione di Papa Francesco Il primo Pontefice proveniente dall’America Latina, il primo a scegliere il nome del Santo d’Assisi, il primo a provenire dalla Compagnia di Gesù

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segue dall prima pagina

Pietro Grasso e Laura Boldrini

quello che si potrà leggere tra le righe, o il colore che si ha, ma quello che deve essere avvertito è una sintonia di ragionamenti, un connubio di concetti che si sposavano bene fra loro e da queste considerazioni devono nascere le novità essenziali. La sconfitta della politica a vantaggio delle aspettative della gente che esce dissanguata e in ginocchio da una crisi strutturale. Che il rinnovamento sia in atto lo attendiamo nella prossima primavera, quando si tratterrà di eleggere il capo dello Stato. Nel frattempo la sfida che adesso si delinea all’orizzonte è la formazione di un governo pronto e attento. Siamo fiduciosi che la strada intrapresa porterà dei buoni frutti; per cui avanti, ma con fiducia. Santa Rosaria Basile

Scade oggi il termine per il rientro dei due marò

India forte, Italia debole Oggi scade il permesso elettorale dato dalla Corte Suprema indiana ai due militari italiani, Massimiliano La Torre e Salvatore Girone. E solo oggi si saprà se tutte le discussioni dei giorni scorsi tra Italia e India hanno avuto senso o no: caduta della fiducia, ritorsioni sull’ambasciatore, accuse reciproche. Il dato di fatto è che gli italiani oggi saranno scorretti, gli indiani non lo sono stati di meno quando hanno fatto rientrare con l’inganno la nave italiana in un loro porto per poi fermare i due militari con l’accusa di omicidio. Non si può fare a meno di pensare se la stessa cosa fosse occorsa a militari americani, francesi o inglesi. Oppure agli stessi italiani

Pensiero stupendo «Nessun vento è favorevole per chi non sa dove andare, ma per noi che sappiamo, anche la brezza sarà preziosa».» Rainer Maria Rilke

ma con un’altra guida politica. Come quella, direbbero alcuni inguaribili nostalgici, che a Sigonella nell’ottobre 1985, tenne testa e vinse (politicamente) contro l’allora presidente degli Stati Uniti Ronald Regan. Ma quella era un’Italia forte politicamente ed economicamente. In quegli anni era la quinta potenza mondiale come ricchezza. A sentire Beppe Grillo, che prospera sulla mediocrità di chi ha poi preso il posto di quei politici, si trattava di una banda di ladri. Cosa che sostiene finora. E forse questa banda è stata identificata come tale proprio perché aveva la forza di tenere testa a chiunque nel mondo? Guarda caso che dopo, ma solo dopo, l’Italia è an-

Massimiliano La Torre e Salvatore Girone

data sempre più giù e paesi come la Cina e perfino l’India sempre più su. Ma ormai è acqua passata. Quella classe politica è sparita, in Parlamento siedono i grillini, Scilipoti e Razzi. Forse meglio che La Torre e Girone rimangano in Italia: il Paese perderà la faccia (e quante volte l’ha persa in questi ultimi 20 anni) ma almeno i nostri due ragazzi non rischieranno di perdere ben di più.

Come sarà? Cosa dirà? È il pensiero che corre più veloce di qualsiasi connessione internet. Ma è bastato quel «Fratelli e sorelle, buonasera!» e poi «Vi chiedo un favore: prima che il vescovo benedica il popolo, vi chiedo che voi preghiate il Signore perché mi benedica» perché un fremito di gioia pervadesse, in un lampo, il mondo intero, accomunandolo, una volta tanto, oltre le barriere sociali, politiche, ideologiche. Adesso impareremo a conoscerLo, leggeremo i Suoi scritti, ci accosteremo al Suo magistero, lo seguiremo nei Suoi viaggi apostolici, nelle celebrazioni, negli incontri, ma in questi pochi giorni trascorsi dall’elezione percepiamo che qualcosa di nuovo è iniziato. Ad iniziare dai gesti. Il riferirsi a Se stesso come al “Vescovo di Roma”, chiamare i porporati “Fratelli Cardinali” (e non “Signori Cardinali”) sedendosi in un posto qualunque con loro sul pulmino per gli spostamenti o a tavola per consumare i pasti; andare a sorpresa in ospedale a trovare il connazionale Cardinale Jorge Mejia ammalato

Papa Francesco

o nell’albergo dove era ospitato per pagare di persona il conto e ritirare i bagagli; scegliere l’anello del pescatore non in oro ma nel più modesto argento dorato, attendere i fedeli all’uscita della parrocchia Sant’Anna in Vaticano, all’indomani della Sua elezione, e fermarsi a parlare con i bambini; scendere dalla jeep, prima della celebrazione della Messa di inizio Pontificato, ed andare ad abbracciare un tetraplegico “senza aver paura della tenerezza”. Gesti sì, ma compiuti con l’affabilità del cuore, ci dichiarano con certezza come una nuova pagina della Storia ha già cominciato ad essere scritta. Katya Musmeci

Fantapolitica Il prossimo Governo italiano farà uno sforzo straordinario per aumentare l’offerta di asili nido, incentivando anche la creazione di cooperative di baby nido aziendali e la creazione di asili nido privati-convenzionati, nonché favorendo la costituzione di fondi bilaterali per sostenere le famiglie che devono far fronte al pagamento delle rette degli asili nido. Inoltre Il pagamento della retta sarà stabilito sulla base del reddito del nucleo familiare, mentre le risorse destinate saranno sicure e strutturali, individuate nella legge di stabilità e non più con misure una tantum.


CRONACA

II

N

el 2012 ben 2023 imprese catanesi hanno abbassato le saracinesche. I dati forniti dal report di Confesercenti assomigliano a un vero e proprio bollettino di guerra. Il direttore della sezione di Catania, Salvo Politino lancia un vero e proprio grido d’allarme. “Dinnanzi alla inarrestabile desertificazione dei centri storici e commerciali delle nostre città abbiamo il dovere morale di intervenire e di farlo nel più breve tempo possibile”. Del resto i dati relativi dal report sono poco confortanti. “Catania gode di un tristissimo primato, è la terza città d’Italia per numero di botteghe non affittate, il 27%, con una perdita economica che va dai 20 ai 40 mila euro al mese. Il dato peggiore degli ultimi

22 MARZO 2013

Nel 2012 ben 2023 imprese hanno abbassato le saracinesche

Crolla il commercio a Catania I dati della Confesercenti sembrano un bollettino di guerra 20 anni”. A fronte delle 1073 aziende nate nel 2012, infatti, 2330 hanno chiuso i battenti: un saldo negativo di 1257 imprese. Nel 2011, invece, ne erano nate 1371 e morte 1851, con un saldo di 480 imprese. Il dato negativo si è, nei fatti, quasi triplicato in un anno. Politino ha individuato vari fattori all’origine

del fenomeno: la crisi economica, la mancanza di una politica a supporto delle piccole e medie imprese, l’eccessiva pressione fiscale, il costo del lavoro e i canoni di locazione

diventati proibitivi. Inoltre “la mancata pubblicazione delle graduatorie per i centri commerciali naturali e l’impatto negativo dei centri commerciali che hanno svuotato il centro storico”. Nessun beneficio hanno inoltre sortito le politiche di liberalizzazioni degli orari legate al celeberrimo decreto “Salva Italia”. Secondo Politino, infatti, l’orario continuato “non è servito ad aumentare i consumi e

l’occupazione, ma ha solo agevolato la grande distribuzione, mettendo sempre più in difficoltà i piccoli esercenti”. Per questo Confesercenti Catania propone di aderire alla campagna nazionale Libera la Domenica, in collaborazione con la CEI. L’obiettivo è di raccogliere un numero sufficiente di firme per inviare in Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare che abroghi l’articolo del cosiddetto “Decreto Salva Italia” che ha liberalizzato il regime degli orari. “Non vogliamo demonizzare le aperture festive - conclude Salvo Politino - ma riconsegnare alle Regioni la potestà di disciplinare i calendari di apertura in base alle esigenze territoriali”. Roberta Fuschi

Ristrutturata con un finanziamento di C&G su un progetto di Mignemi, Cusa e Torretti

Dieci punti per governare Catania

Critiche e polemiche, è la nuova piazza Lincoln

Caserta apre la sua “bottega”

segue dalla prima pagina Recita un ben fatto comunicato stampa “Il padre salesiano Don Benedetto ha dato la pubblica benedizione. Un vecchio trenino della Fce per alcune settimane campeggerà nella piazza, proprio sui binari dove fino a qualche anno addietro transitava, oggetto di interesse e curiosità di numerosi cittadini. Tutti gli spazi della piazza sono oggetto di un servizio di videosorveglianza a circuito chiuso”. In realtà i difetti ci sono ed anche ben visibili. E una ricca collezione di foto che testimoniano magagne e pregi è pubblicata sulla nostra pagina “IlMercatino” che trovate su facebook. Sulla quale vi invitiamo ad andare per commentare insieme. Qui vi anticipiamo che quelle strane dune non sono fatte di sabbia bensì di cemento e sembrano messe lì per limitare lo spazio ai giochi dei bambini ma non si capisce a cosa servano intorno agli alberi. Anche se il Comune afferma che il progetto è stato curato dagli architetti Rosario Mignemi, Giuseppe Cusa e Rita Torretti, con la consulenza di esperti in scienze botaniche quanto agli interventi sul verde, è stato condiviso con il Comune valu-

tando ogni aspetto per la tutela e la garanzia dell'ambiente. Insomma aver ingabbiato le radici degli alberi pare sia stata l’unica possibilità per garantire i fusti. Ma non entriamo nel merito di quella che potrebbe essere una valutazione estetica. Purtroppo i difetti sono tanti e ben più gravi di una mancanza di design. Tralasciamo anche lo spazio a verde che è lungo pochi metri, ma non possiamo sorvolare sui mille e mille inghippi che mettono a rischio la semplice passeggiata di un viandante. Mattonelle malmesse in tutto il perimetro nella parte che dovrebbe corrispondere al marciapiede. Dislivelli anche di 3-4-5 centimetri lungo tutta la piazza in corrispondenza di lunghi zig zag creati con rivestimenti differenti. L’altalena per i diversamente abili messa su mattonelle morbide e in un declivio. Panchine avveniristiche con spigoli vivi a ridosso delle dune di cemento che verranno utilizzate più come piste da skateboard che altro. Ovviamente per la felicità di chi utilizzerà le panchine. E ancora. Poco pratici e con altezze differenti le lunette di accesso per i diversamente abili tranne per quello nel lato nord

La lunetta per l'accesso dei disabili (lato est) con un dislivello più alto di 3 cm

La corsa verso Palazzo degli Elefanti

Ma i lavori non erano finiti?

che, pur fatto a livello, finisce in corrispondenza dell’erba e quindi l’affossamento è dietro l’angolo. Giusto per dimostrare che le nostre non sono follie martedì mattina la piazza era ricoperta di strisce rosse e bianche cioè “avviso di pericolo”. Pochi i cestini per le cartacce e piccolo e bruttino lo spazio in cui liberare i cani. Anche se usare la parola “liberare” è cosa grossa visto che la recinzione è aperta e quindi la fuga è a portata di mano. Prevista anche un’altalena per bambini che però al momento manca, come manca la rastrelliera per le biciclette promessa da un annuncio lungimirante. A completare il tutto le strisce pedonali “artistiche” che dovrebbero rispettare la normativa europee e che tutto sommato ci sono piaciute. Un punto di demerito spetta invece all’illuminazione predisposta rasoterra: chi passa di sera viene abbagliato e non vede nulla della piazza. Pazienza, si contenterà utilizzando lo schermo per il touch screen che troverà proprio al centro di una struttura in metallo blublu in cui il nome della piazza è cambiato: "PiazzA Bramo Link on". Map e Mat

Ci vuole veramente un gran coraggio per tentare di cambiare i catanesi e indurli a non seguire la partita dei rossazzurri, in televisione o allo stadio, per recarsi all’inaugurazione di un comitato elettorale. Sabato scorso Maurizio Caserta, candidato sindaco di Catania, ha inaugurato la “sua bottega”, cioè il suo comitato elettorale, alle 18,30, quando già dalle 18 i ragazzi di mister Rolando Maran si contrapponevano all’Udinese al Massimino. Il fatto che il professore Caserta fosse all’oscuro dell’evento non è una cosa grave. Anche perché spesso gli accademici sono lontani dai momenti ludici più popolari ma i componenti del suo staff avrebbero potuto segnalargli che la concomitanza d’orario poteva essere interpretata come un disinteresse per i fatti cittadini e soprattutto perché i 25.000 accorsi allo stadio e molti dei quasi 300.000 che l’hanno vista in televisione, sono potenziali elettori. Quantunque ciò, l’evento ha la sua portata politica. Dopo Raffaele Stancanelli, Lidia Adorno ed Enzo Bianco, Caserta è il quarto candidato sindaco ufficiale per la poltrona di sindaco di Catania dopo la quasi ormai quasi certa rinuncia di Giuseppe Berretta e la proposta esclusivamente velleitaria e autolesionista (per il centrosinistra) di Paolo Castorina (ma non è già stato sindaco di Aci Castello?). Caserta propone innanzitutto di fare diventare Catania una “smart city” nel senso che l’amministrazione comunale deve avere un ruolo leggero, solo di regia. Ovviamente da economista ha le idee chiare su come affrontare i problemi di bilancio dell’ente. Quindi sono stati presentati i dieci punti del programma per rilanciare Catania: Bilancio, piano regolatore generale, integrazione tra le Municipalità, green economy, turismo, beni pubblici collettivi, housing sociale, integrazione sociale anche per gli stranieri, registro delle unioni civili, risorse europee. Ovviamente con il tempo si scenderà nel dettaglio. L’unica cosa ben chiara è: niente primarie e nessun accordo con Enzo Bianco.


CRONACA

22 MARZO 2013

III

Le emissioni da parte dell’Etna stanno sconvolgendo tutta la zona jonica

Cenere vulcanica, in arrivo lo stato di calamità naturale

L

e emissioni di cenere vulcanica da parte dell’Etna stanno praticamente messo in ginocchio i paesi dell’area jonica. Le frazioni settentrionali di Acireale,ed i comuni di Calatabiano, Castiglione di Sicilia, Fiumefreddo, Giarre, Linguaglossa, Mascali, Milo, Piedimonte etneo, Riposto, Sant’Alfio, Santa Venerina e Zafferana, sono continuamente ricoperti di pietre, lapilli e polvere. Non solo le strade sono diventate pericolosissime ma la mancanza di risorse economiche ha paralizzato la gestione dell’emergenza. Tutti i sindaci della zona hanno protestato insieme alla cittadi-

nanza, sconvolta e fortemente danneggiata dall’evento, chiedendo alla Regione interventi immediati per i costi necessari all’eliminazione dei lapilli depositati sul suolo; l’istituzione di un apposito capitolo di bilancio per le

emergenze; una dotazione di mezzi idonei per eliminare i detriti vulcanici in forma autonoma. Il commissario straordinario della Provincia di Catania, Antonella Liotta, ha inviato al presidente della Regione, Rosario Crocetta, una nota dove si richiede il riconoscimento dello stato di calamità naturale. Crocetta ha subito organizzato un incontro con i sindaci delle zona colpita nel corso della quale ha preso tutti gli impegni necessari a risolvere i vari problemi tra i quali anche quello di inviare la richiesta al Governo nazionale per lo stato di calamità naturale.

Alcune immagini della cenere dell'Etna che ha ricoperto strade e città (foto Angela Platania)

Presentato il Comitato civico “Per un’altra Giarre”

L’amministrazione guidata dal sindaco Garozzo sconfitta due volte in aula

Salvo Andò candidato sindaco

Vento di polemiche ad Acireale per depuratore e cementificio

«La parola chiave è discontinuità» Salvo Andò, l’ex ministro socialista ed ex rettore dell’Università Kore di Enna, sarà candidato sindaco a Giarre. L’annuncio è arrivato sabato scorso, durante una partecipata conferenza stampa pubblica, con una sala gremita oltremodo di amici, simpatizzanti e semplici cittadini, nel corso della quale è stato presentato il Comitato civico “Per un’altra Giarre”. Insieme ad Andò c’era l’assessore “in pectore” Salvo Vitale. La campagna elettorale sarà basata sulla parola chiave “discontinuità” vissuta con sentimento di unione con la comunità giarrese, per rilanciare la città di Giarre e far sì che essa si riprenda quel ruolo di centralità che ha avuto nel passato. «Avremo modo - ha detto Andò- di organizzare una manifestazione che entri nel merito del programma in seguito, perché vogliamo coinvolgere nella sua stesura il maggior numero di persone possibili, attraverso una consultazione pubblica, che punti al rinnovamento. L’impegno che assumiamo - ha aggiunto - in riferimento alla gestione della campagna elettorale e della composizione delle liste, vuole sottolineare soprattutto il senso di rinnovamento che deve caratterizzare questa consultazione. Io come voi ricordo un’altra Giarre; ricordo la no-

Salvo Andò

stra comunità come una comunità operosa, con una forte partecipazione politica e un grande consiglio comunale e, soprattutto, ricordo una posizione della nostra città in questo comprensorio che costituiva in positivo un punto di riferimento per tutto l’ hinterland. Insieme agli amici che sostengono questo progetto politico, primo fra tutto Salvo Vitale, credo che molte cose che hanno segnato la nostra storia migliore possano costituire di nuovo, nella realtà che vogliamo costruire, dei punti di forza di questa città. L’appello che faremo in campagna elettorale ha concluso Andò - è rivolto alla scoperta di un nuovo senso della cittadinanza che potrà essere l’occasione per rinnovare il grande patto tra popolo e potere».

Sono due gli argomenti che nelle ultime settimane hanno sconvolto la vita politica di Acireale: l’ubicazione del nuovo depuratore e la sanatoria di un insediamento industriale, un cementificio, in un’area destinata a verde agricolo. In entrambi i casi l’amministrazione guidata dal sindaco Nino Garozzo è stata sconfitta in Consiglio comunale. Nel corso degli anni, il sito che era stato identificato per collocare il depuratore consortile delle Aci era la zona di Rocca di Volano. Improvvisamente il Consiglio comunale, o almeno una parte di esso, ha pensato di collocarlo in una zona diversa: cioè a Femmina Morta. Ma mancando ancora tutti gli studi necessari per la definitiva indicazione della zona, il Consiglio comunale ha indicato tre siti nell’area di Femmina Morta. Toccherà adesso agli uffici comunali espletare le pratiche necessarie. A questo punto, poiché tutto deve essere riscritto, comincia a profilarsi all’orizzonte il rischio concreto di perdere il finanziamento e perfino di andare incontro a sanzioni ed a rivalse degli altri comuni che compongono il comitato del comprensorio per quello che si rischia di non poter fare. La scadenza dei termini è infatti fissata per il prossimo mese di giugno. Sulla vicenda ovviamente polemico il sindaco Garozzo: «Il sito di Fimmina morta ha un parere di carattere tecnico negativo,

non migliora il progetto di depurazione ma la aggrava sia sul piano gestionale che per il coinvolgimento delle reti esistenti e, inoltre, crea una inutile battaglia tra i territori, peraltro fittizia perché è ben chiaro che questo sito non potrà mai ospitare il depuratore per ragioni sismiche, geologiche, paesaggistiche. Il tentativo di cambio del sito creerà un miglioramento complessivo alla Città? Assolutamente no. Ma a questa domanda dovrà dare risposta chi ha voluto stravolgere 30anni di programmazione». L’insediamento industriale in zona di verde agricolo, in un’area nei pressi di via Sclafani ad Acireale, dove si trova anche l’ospedale, all’inizio doveva produrre cemento solo per la ditta costruttrice di cui è proprietà; in seguito, però, è stato anche prodotto per la vendita a terzi. La motivazione per cui il consiglio ha votato la sanatoria è che ad Acireale non esistono aree destinate all’industria. L’amministrazione, invece, sosteneva che queste aree potessero essere inserite nelle aree destinate agli insediamenti industriali. Cosa non accettata dalla maggioranza dei consiglieri. Anche in questo caso, è stata durissima la risposta del sindaco Garozzo: «In occasione dell’approvazione di un insediamento produttivo in verde agricolo, i favorevoli alla infausta previsione, al fine di giustificare una scelta palesemente in contrasto con gli

Il sindaco di Acireale Nino Garozzo

interessi di Acireale, affermarono che l’approvazione era inevitabile e dovuta alla carente programmazione da parte dell’Amministrazione in materia urbanistica e gli imprenditori non potevano per questo essere mortificati. Una scusa grossolana e per molte ragioni. Nel caso specifico perché prima della approvazione dell’insediamento produttivo nelle aree a verde agricolo, per unanime decisione dei capigruppo consiliari, si chiese una delibera che consentisse l’inclusione delle aree industriali all’interno delle aree artigianali proprio per preservare il territorio; delibera che venne redatta dagli uffici, rimase in Consiglio per molti mesi ma fu bocciata, anche da chi la richiese, alla vigilia della trattazione dell’insediamento produttivo in verde agricolo. Quindi – ha concluso Garozzo -, con un gioco ad incastro, l’insediamento produttivo fu votato favorevolmente in verde agricolo in mancanza di quelle aree che avevano bocciato». Anche in questo caso, però, la partita rimane aperta. Garozzo ha infatti dato mandato agli uffici comunali per valutare se esistono i presupposti giuridici per fare opposizione contro la decisione di collocare in cementificio nell’area a verde agricolo di via Sclafani.


ATTUALITÀ

IV

22 MARZO 2013

Lo ha anticipato a Radiocor Pierluigi Bellini, l’associate director di Ihs Global Insight

Fiat, altri cali nelle vendite In Italia l’incertezza politica rallenta la ripresa del mercato auto

L

e vendite di automobili del gruppo Fiat in Europa occidentale (inclusa Svizzera e la Scandinavia) sono previste in calo a febbraio con una flessione superiore a quella del mercato. Lo ha detto a Radiocor Pierluigi Bellini, l’associate director di “Ihs Global Insight”, istituto internazionale di analisi e ricerche. Bellini prevede per il marchio torinese un calo del 20,5% delle vendite pari a quasi 53.580 unità; il calo generale sarebbe invece di 10,2% pari a 775.530 vetture. Previsto anche cali per la Ford, a -21,7%, e la General Motors, con -21,2%. I marchi del segmento superiori dovrebbero contenere le perdite: Bmw a -1,1% e Daimler a 3,2%. Per la Volkswagen è stata prevista una flessione del 7,5%, per la Renault del 7,3%, per la Psa Peugeot Citroen dell’11,8% e per la Toyota del 9,1%. La Hyundai, l’unica tra i primi 10 grandi costruttori, dovrebbe crescere dell’1,8%. La Fiat, nel mese di febbraio, si è piazzata al quinto posto tra i 10 principali costruttori. In vetta alla classifica c’è la Volkswagen, al secondo la Renault/Nissan e al terzo la Psa Peugeot Citroen. «Nei primi due mesi dell’anno il gruppo Fiat - ha aggiunto Bellini -, dovrebbe segnare una flessione del 18,4% delle vendite a circa 112.230 unità verso un anno prima con una quota pari al 6,9% (da

Sergio Marchionne, amministratore delegato del Gruppo Fiat

7,6% nei primi due mesi 2012) su un mercato atteso in calo del 9,5% a oltre 1,63 milioni». Peggio della Fiat dovrebbe andare la Ford con un -23,5%. In terreno negativo anche la Volkswagen con -7,6%, la Renault/Nissan con-6,9%, la Psa con -13,6%, la General Motors con -13% e la Toyota con

-12,6%. Il segmento alto conclude i primi due mesi in area positiva con un rialzo del 3,2% per la Bmw, mentre la Dramler mantiene le posizioni con appena -0,4%. Vanno bene le cose anche la Hyundai, con +2,4%. Guardando ai maggiori mercati europei dell’auto Bel-

lini ha sottolineato che anche la Germania a febbraio ha fatto segnare una considerevole flessione pari a-10,5%. Questo nonostante i recenti lanci di nuovi modelli: Bmw Serie 3, Volkswagen Golf e Mercedes Classe A. La Gran Bretagna, invece, continua a crescere con un +7,9%. La nazioni che vanno peggio sono Francia, con -12,1%, Italia, con -17,2%, e Spagna, con -9,8%. Crescono le vendite in Grecia ma incidono poco in termini assoluti sul mercato europeo trattandosi solo di poco più di 4.000 automobili. Per di più, nel recente passato, la media delle vendita greca era di 25.000 unità. Ihs, fine, ha calcolato

che su base annua, il mercato europeo è destinato a vendere meno di 11 milioni di auto, il livello più basso dalla fine del 1999. In Italia si calcola che nel 2013 si registrerà un’ulteriore flessione delle vendite: da 1.350.000 auto nel 2012 a 1.325.000 dell’anno in corso «con l’incertezza politica che pesa sui comportamenti dei consumatori e che non promette di far ripartire la domanda verso fine anno, quando invece l’Europa dovrebbe riprendersi».

Sbarca in Italia la nuova versione del tablet di casa Amazon

Ecco il Kindle Fire HD da 8.9 pollici Finalmente l’Amazon (compagnia statunitense di commercio elettronico), ha lanciato sul mercato italiano la vendita di Kindle Fire HD da 8.9 pollici, derivato dal precedente modello da 7 pollici. Il nuovo Kindle nelle dimensioni è simili ad un iPad 4, ma con un schermo un po’ più piccolo, appunto 8.9 pollici ed ha un peso di 90 grammi. Per quanto la risoluzione video sia abbastanza alta, 1900 per 1200 pixel. Nel gioiello di casa Amazon, in parte è stato risolto il problema dei riflessi sullo schermo, grazie alla laminazione del sensore touch dell’LCD che forma un singolo strato di vetro che dà la possibilità di leggere in modo agevole

anche con la luce diretta del sole. Passando al comparto tecnico, il nuovo modello di Kindle è dotato di un processore TI OMAP4470 che ha il 40 % in più di banda di memoria rispetto ad un Tegra 3, mentre per la grafica, dispone di un motore grafico 3D Imagination SGX544 ad alte prestazioni. Completano il comparto tecnico, un ottima fotocamera HD frontale con cui è possibile videochiamare con Skype e scattare foto in HD, mentre la navigazione web è molto veloce grazie alla doppia antenna Wi-Fi dual band, con tecnologia Multiple In/Multiple Out (MIMO) e WiFi Ready. Per concludere il nuovo Kindle Fire Hd è acquistabile a 269 euro per la versione da 16 Gb e 299 euro per quella da 32. Antonino Navarria

Presentato la settimana scorsa a New York

Il 2013 è l’anno dei phablets

Il Galaxy S IV è realtà

Si collocano a metà strada tra gli smartphone e i mini tablet e hanno uno schermo che va tra i 5 e i 7 pollici. Possiamo dire che è più grande di uno smartphone ma non così tanto da poterlo paragonare a un tablet né a un minitablet. Il nome è un neologismo e anche una nuova parola composta da phone e tablet. Il primo phablet della storia è uscito nel 2010 ed era il Dell Streak, ma quelli più famosi sono il Samsung Galaxy Note, il Note II e l’LG Intuition tutti dotati di un pennino (stilo) di comando comodissimo per prendere appunti. Al di là dell’aspetto tecnico, questi cellulari con grandi schermi e alta definizione delle immagini anche in versione fotocamera, pare siano destinati a un successo rapido e crescente. L’Istituto Abiresearch afferma che si supereranno i 208 milioni di unità vendute entro il 2015, affermazione confermata dalle vendite del Galazy Note II: 5 milioni di vendite nei primi mesi.

Una settimana fa a New York è stato presentato il nuovo Galaxy S IV con la quale il colosso coreano vuole offrire un dvice che ci accompagni nel viaggio della vita a detta del capo Samsung, Shin. Il nuovo Galaxy, ha un display da 5 pollici full HD, pesa appena 130 grammi e le dimensioni sono ampie (136.6 x 68.9 x 7.9 mm). Dotato di una doppia fotocamera, quella posteriore da 13 mpixel e quella frontale da 2 mpixel. Ma sicuramente le novità dell’S IV sono le funzioni, con la “dual ca-

mera” che consente di lavorare a due fotocamere contemporaneamente e di girare video che le usano entrambe, con particolari funzionalità, tipo la "drama shot" che scatta cento foto in quattro secondi e mette insieme le migliori, o “l’eraser” che cancella dalle foto le presenze indesiderate, ad una funzione di correzione simile a quella di Instagram. Mentre per abbattere le barriere linguistiche e per migliorare le comunicazioni in viaggio è stata inserita la funzione “S-Traslator” che consente la traduzione immediata di

vari tipi di testo. Continuando l’S Voice Drive, oltre ad essere un navigatore vocale, integra anche il messaging e le telefonate, in modo da non interrompere mai la guida e continuare ad usare lo smartphone con i comandi vocali, e funziona come una "personal assistant". E così mentre Health, calcola il nostro consumo di calorie, invece Knox, è un sistema che garantisce la privacy e tiene separati, sulla stessa macchina, i dati legati al lavoro da quelli personali e familiari. A.N.


ATTUALITÀ

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V

Nel 2012 le compravendite hanno raggiunto il livello più basso dal 1985. Catania –4,1%

Mercato immobiliare sempre più giù Forse una ripresa eliminando l'Imu

A

lla fine del 2012 il mercato immobiliare si è ridotto quasi di un terzo: le vendite sono crollate del 29,6% nell'ultimo trimestre dell'anno, come mai era accaduto dall'inizio delle serie storiche, cominciate nel 2004. La percentuale è la più bassa dal 1985. Il mercato è così tornato ai livelli di 27 anni fa, dimezzato rispetto ai picchi del 2006. Anche i prezzi stanno iniziando a flettere, ma in maniera contenuta: gli italiani preferiscono aspettare piuttosto che cedere abitazioni a un valore di gran lunga inferiore rispetto a quello d’acquisto. Secondo il rapporto dell’Osservatorio sull’immobiliare dell'Agenzia delle Entrate (che ha incorporato l’Agenzia del Territorio), gli ultimi mesi non hanno fatto altro che aggravare il bilancio sull'intero anno: il 2012 chiude con una caduta del 24,8%, ma dati peggiori emergono nel quarto trimestre, tutte discese a doppia cifra: dal residenziale, che

segna la perdita più pesante (30,5%) al terziario (uffici), dal commerciale (negozi) al produttivo (capannoni). Sul congelamento del mercato pesa la stretta creditizia: sempre secondo i dati dell'Osservatorio, le compravendite di abitazioni con

mutuo ipotecario nel 2012 sono scese del 38,6%, con il valore in euro dei prestiti caduto ancora più in basso (-42,8%). Intanto sono saliti anche i tassi d'interesse e la rata iniziale del mutuo ormai supera in media i 700 euro. Comprare una casa oggi è

sempre più un miraggio. Tuttavia ancora non si assiste a un totale tracollo dei prezzi: analizzando le dodici città più grandi per popolazione, nella seconda metà dell'anno a Verona le quotazioni risultano addirittura in rialzo (+0,2%), mentre i ribassi più accentuati vengono registrati per Catania (-4,1%), Genova (-3,5%) e Palermo (-3,4%). Inoltre nei centri storici le diminuzioni sono ancora meno evidenti, sopratutto a Roma (7 mila euro al metro quadro). Qua e là i valori iniziano a incrinarsi ma niente a paragone con il collasso delle vendite. Anzi per i primi mesi del 2013 il portale c’è un rallentamento nella discesa dei prezzi. Vista la situazione, per i consumatori del Codacons, e per l'associazione di categoria dei proprietari, la Confedilizia, la strada per la ripresa sta nell'abbattimento dell'Imu. Antonino Calì

News dalla Guardia Costiera

Giornate F.A.I. di Primavera Il 23 e 24 marzo aperto il Faro di Capo Molini Rimarrà aperto al pubblico dalle 09.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.30, sabato 23 e domenica 24 marzo, nell'ambito delle "Giornate F.A.I. di primavera", anche il Faro di Capo Molini. L'iniziativa, promossa dal Fondo Ambiente Italiano, è stata resa possibile grazie alle intese intercorse tra il Gruppo di Acireale, diretto dall'Arch. Loredana Grasso e gli Ammiragli Roberto Camerini e Domenico De Michele, rispettivamente Comandante Militare

Marittimo Autonomo in Sicilia e Direttore Marittimo della Sicilia orientale. Ad illustrare la storia e le caratteristiche del Faro di Capomolini, saranno gli "apprendisti ciceroni" del Liceo Classico "Gulli e Pennisi" di Acireale, dove l'evento è stato presentato lo scorso 19 marzo. Nella stessa giornata del 19 marzo, una conferenza in materia di sicurezza in mare e sulle spiagge, espressamente richiesta dal Dirigente Scolastico Prof.ssa Antonia Puzzo, è stata effettuata da personale della Capitaneria di Porto di Catania, a favore di alcune classi del Liceo "Gulli e Pennisi", nell'ambito dell'operazione "Mare Sicuro". Un interessante filmato sui Fari in

Sicilia, invece, è stato proiettato dal personale militare del Comando Zona Fari della Sicilia, diretto dal Capitano di Fregata Maurizio Romano. «Abbiamo aderito immediatamente a questa iniziativa - spiega il Capitano di Fregata Roberto D'Arrigo, Capo Ufficio Relazioni Esterne della Direzione Marittima di Catania - che oltre a coinvolgere i più giovani, rende visitabile un sito di particolare importanza per la sicurezza della navigazione». Si riportano, di seguito, alcune caratteristiche tecniche del Faro di Capo Molini tratte dal sito web istituzionale della Marina Militare italiana.

FARO di CAPO MOLINI (nunero 2788 dell'Elenco Fari) Riferimenti geografici Provincia CT Comune Acireale Latitudine: 37° 34,6` N - Longitudine: 15° 10,6` E Coordinate Dati Tecnici Tipo di segnalamento Faro a Ottica Rotante Funzione del segnalamento Riferimento Marittimo Alimentazione Rete Elettrica Tipo: LD 3 Lanterna Dv: 2,15 Hv: 0,927 Ottica Tipo: OR T3 Distanza focale: Fanale Tipo: Distanza focale: 500 Caratteristiche sorgente luminosa Tipo Fl(3) Colore W Periodo 15 sec Fasi 0.2 - 2.8 - 0.2 - 2.8 - 0.2 - 8.8 Settori Altezza luce sul livello del mare 42 m Lampada Principale: AL 1000 W Riserva: Portata nominale Principale: 22 Mn Riserva: 18 Mn Dati strutturali Anno di attivazione Altezza 20 m Tipo Casotto / edificio bianco a 2 piani (fonte: http://www.marina.difesa.it/storiacultura/fari/Pagine/Molini.aspx)


La commedia di Ray Cooney in scena grazie alla compagnia Nuovo Teatro Stabile

Un effervescente Taxi a due Piazze Al San Gabriele di Mascalucia ottimo debutto di Andrea Luca come regista

Una scena

L

’Associazione Nuovo Teatro Stabile di Mascalucia ha presentato al Teatro S. Gabriele la commedia in due atti “Taxi a due piazze” di Ray Cooney adattata in italiano da Iaia Fiastri per la regia di Andrea Luca. Dobbiamo subito dire che il debutto di Andrea Luca come regista di questa commedia è stato a dir poco eccellente. Indovinatissimi i tempi di ingresso ed uscita dei vari personaggi e soprattutto delle varie battute intrise di doppi sensi, ma il maestro di Andrea è Mario Re quindi tutto si spiega facilmente. E lo dimostra quando, nel suo piccolo, ha ricordato il famoso Alfred Hitchcok che in tutti i suoi film appariva almeno in una scena, ritagliandosi una parte brevissima (per non scordare il suo trascorso di attore) nei panni del giornalista che segue la vicenda. Il protagonista è Mario Rossi, interpretato da uno scatenato Corrado Di Pietro, che da anonimo innocuo ed ignorato tassista si è costruito una doppia vita con due mogli, Carla (Eleonora Musumeci) e Barbara (Rita Re) regolarmente sposate e che mantiene in due distinti appartamenti. Lo aiuta il lavoro di tassista grazie ai turni notturni e diurni e, sempre a turno, per coccolare le due mogli, annotando diligentemente ogni attività in una agendina.

Il suo tran tran procede felicemente fin quando un malaugurato giorno mentre gira col taxi vede un’anziana signora che subisce uno scippo ed interviene per difenderla, ma la signora lo scambia per uno scippatore e lo colpisce con un colpo di borsetta alla testa. Il ricovero in ospedale è inevitabile! Le “mogli” non vedendolo rincasare ne denunciano la scomparsa ai rispettivi commissari di zona, Pascucci (Domenico Cappello) e Ferroni (Claudio castigliane). E con l’inizio delle indagini collassa definitivamente la perfetta armonia creata da Mario Rossi. Nei due appartamenti vi sono due vicini, in quello di Carla c’è Walter Fattore (Andrea Zappalà) ed in quello di Barbara c’è Bobby un gay magistralmente interpretato da Andrea Giuffrida che tra movenze e atteggiamenti scatena il pubblico in scroscianti e convinti applausi dispensati a piene mani anche a Carla e Barbara (Eleonora e Rita). Alla fine, grazie all’intreccio della storia e l’accavallarsi delle situazioni e delle bugie inventate da Mario e Walter, le due mogli si incontrano. Con quale epilogo? Non resta che scoprirlo domenica 24 alle 18 per la replica al San Gabriele. Il prossimo spettacolo “I niputi du sinnucu”, commedia in tre atti di E. Scarpetta per la regia di M. P. Russo messa in scena dalla C.A.F. di Aci Catena, andrà in scena l’11, il 13, il 14 e il 21 aprile. Nino Parrinelli

Da non perdere

SPETTACOLO

VI

22 MARZO 2013

Da domenica “Body painting” alle Ciminiere Catania - 180 artisti in esposizione, esibizioni di “body painting” sui corpi nudi di una dozzina di ragazze che verranno dipinti sotto gli occhi dei visitatori, offerta al pubblico di pasticceria inglese, performances di percussionisti, sfilata delle ragazze “dipinte”, sfilate di moda, musica e reading poetico. E dulcis in fundo assaggi di dolcetti in glassa di zucchero. Questo il programma di “The three dimensiond of the art” che aprirà i battenti alle Ciminiere di Catania domenica 24 marzo alle 17,30. La manifestazione organizzata da “Spazio Art e Art Center” si protrarrà fino al 7 aprile. Molti gli artisti catanesi coinvolti (Franco Sciacca, Manolo Coco...), lo scultore Maestro Angelo Cottone di Torino, Chris Minoldi,Gianluca Mantovani di Livorno, Jhon Picking, pittore americano, lo scultore Gianfranco Bevilacqua, e altri. Ingresso libero tutti i giorni ore 10-12,00 e 16-19,30.

Le Orme e i New Trolls a Catania Questa sera, alle 21.30, al Teatro Odeon di Catania, Sonny Boy Management presenta: Le Orme & New Trolls. Due nomi storici del Progressive Rock italiano, un concerto all'insegna della musica nata dai vinili degli anni 70 e tornata prepotentemente alla ribalta per un pubblico sempre più vasto. La leggenda New Trolls e Le Orme raccontano quegli anni , e non solo, attraverso le pagine dei loro album più prestigiosi: “Concerto Grosso”, “Felona e Sorona”.

“La cena dei cretini” a Caltagirone Domani, sabato 23 marzo, alle 20,30, al cine-teatro Politeama di Caltagirone, si terrà “La cena dei cretini”, di Francis Veber, regia di Germano Martorana, commedia in due atti a cura dell’associazione culturale “Show People”, adattamento testi di Raffaele Alemanno, adattamento scenico di Tony Crescimone e Giuseppe Indovino, introduzione narrativa di Franco Papale, fotografia di Roberto Strano. Lo spettacolo è il secondo dei quattro appuntamenti in cui si articola “Voglia di teatro”, la rassegna teatrale patrocinata dal Comune.

“Da giovedì a giovedì” a Trecastagni

Andrea Giuffrida (Bobby)

Domani alle 21 e sabato alle 18, al Teatro Comunale di Trecastagni, andrà in scena “Da giovedì a giovedì” di Aldo De Benedetti. Regia: Paolo Merlini. Con: Guia Jelo, Valeria Contadino, Valerio Santi, Francesco Russo, Gianni Rossi e Liliana Lo Furno. Scenografia: Carmelo Miano. Musiche: Mario Incudine. Costumi: Rosi Bellomia. La commedia “Da giovedì a giovedì” racconta con garbo e ironia una vicenda che ha per protagonista una coppia alto borghese quale il marito, l'avvocato Paolo Guarnieri, si dedica solo al suo lavoro e la moglie, Adriana, è rapita da libri, moda e shopping.

Al centro culturale Zo in scena “Sogno d'un mattino di primavera” con Guido Turrisi assistente di regia

Il dramma dannunziano in un sogno di primavera Il Centro culturale Zo di Catania lo scorso week end è stato location d'eccezione per la compagnia teatrale Gli Stravaganti che ha scelto di mettere in scena il dramma dannunziano “Sogno d'un mattino di primavera” con la supervisione alla regia di Guido Turrisi. Il cast, esibitosi in scena, formato da sei carismatici attori (il ruolo della protagonista Isabella è stato interpretato da Barbara Gallo; la nutrice Teodata, invece, da Ileana Rigano; nei panni del saggio Dottore, Antonio Caruso; in quelli di Beatrice, la sorella di Isabella, Chiaraluce Fiorito; ed ancora il ruolo di Virginio è stato interpretato da Daniele Sapio; nelle vesti del giardiniere

Panfilo, Antonio Starrantino) si è trovato a dover coniugare la sperimentalità del poema tragico con il forte pathos interpretativo. Difficile compito questo, se si pensa all'osticità del testo originale e all'arduo tentativo di amalgamare il tutto in modo fruibile per il pubblico evitando prolissità ed inevitabili assopimenti in un atto solo. Proprio questo aspetto sembra non essere riuscito appieno... il duplice impegno sia degli attori, alle prese con la stucchevole ingenuità/pazzia di Isabella, sia degli spettatori per il notevole sforzo di attenzione, alle volte ahimè è venuto meno. Forse l’eccessivo rispetto del classicismo nella recitazione, di certo voluto

e imposto dal regista, ha contribuito da un lato mentre dall’altro ha giocato un ruolo importante la non conoscenza e abitudine a questo genere per una parte del pubblico. La trama di per sé tragica che racconta la sconvolgente, ricca di passione, ma terribile vicenda di Isabella - impazzita, dopo aver tenuto su di sé, per tutta la notte, il corpo senza vita dell'amante massacrato tra le sue braccia dal marito - in un'atmosfera sospesa tra sogno, follia, alienazione e morte dove la primavera è solo un pretesto per una flebile speranza di rinascita, ha denotato un impegno notevole di comprensione proprio per la voluta scelta di rigore formale del lin-

guaggio scenico. Quindi di primaverile oltre al titolo e alle scene c'è stato davvero poco se consideriamo il mero contenuto del dramma. Un plauso, senza ombra di dubbio, spetta alla direzione tecnica quanto alle scelte effettuate per la scenografia curata da Piero Lo Monaco e Mario Platania inserita nel contesto della location; i costumi di Roseastudio; il light designer Aldo Ciulla; i tecnici luci e audio Luigi Galatioto e Segolène Le Contellec. La scenografia, appunto, dal forte impatto visivo fin dall'ingresso in sala, con visual effects innovativi curati da Media Pres, a metà tra il naturalismo e l'estetismo rigoroso (l'immagine della luna e poi an-

Barbara Gallo nei panni di Isabella

cora una farfalla, per poi diventare una candida e verginea rosa bianca che via via è diventata rossa come il sangue quale presagio di morte), e gli arredamenti moderni e minimalisti, che sicuramente hanno dato un taglio netto all'intero contesto teatrale legato al mondo di D'Annunzio e al periodo del Novecento ma proprio per questo più apprezzati. (Miriam Romeo)


SPETTACOLO

22 MARZO 2013

Al Teatro del Canovaccio il capolavoro del francese Jean Genet

Quelle Serve carnefici di sé stesse

VII

I rifiuti dei divi hollywoodiani hanno regalato anche Oscar… a qualcun altro

Capricci da vip

Ottima la messa in scena di Etna-Ngeniousa diretto dalla Barbagallo

L

'Associazione Culturale Etna-Ngeniousa, in occasione della rassegna teatrale XXI in Scena lo scorso fine settimana al Teatro del Canovaccio di Catania ha rappresentato un capolavoro del francese Jean Genet: Le Serve. Il dramma, simbolo del Novecento francese, con l'ideazione e l'adattamento di Saro Minardi; la collaborazione alla regia di Alessandra Barbagallo; l’assistenza luci e suoni di Daniela Cunsolo e la ben studiata scenografia di Federica Buscemi, si è svolto in un atto unico, in un ambiente ambiguo che rispecchiava sapientemente le assurdità dell’animo umano. I riflettori si sono accesi sulle due protagoniste, due sorelle, due cameriere, due sottomesse: Solange (Luana Toscano) e Chiara (Egle Doria) - identiche nei gesti e nelle frasi, in posizione assoggettata e speculare - sullo sfondo di una scena dai pannelli bianchi e trasparenti insieme, divise da una linea rossa (simbolo di passione e di sangue), reale e immaginaria, che taglia in due tut-

Luana Toscano e Egle Doria (Foto Licari)

Luana Toscano, Sergio Valastro e Egle Doria (Foto di A.)

to: le pareti, il letto, la scena, il palco, l'animo. La loro vita. Il duale, la doppiezza e la duplicità sono alla base di ogni cosa in cui falsità e realtà si mescolano e si confondono. «La Signora è buona, La Signora è bella, La Signora è dolce!». Una sorta di mantra, questo, ripetuto meccanicamente con parole dalla cadenza quasi ipnotica. E ancora una formula mistica, un rituale dalla forte componente di auto convincimento... ma senza risultato. Drammaticamente toccanti e inquietanti allo stesso tempo, le due attrici hanno interpretato e abilmente comunicato, conferendo al pubblico un senso di veridicità contemporanea, la difficoltà del doppio in assoluto: luci e ombre di valori e sentimenti. Il Bene e il Male, l'Amore e l'Odio in una ritualità esasperata che si è reiterata con lucida follia. La ripetizione dei gesti, meccanici, svogliati e, alle volte, privi di senso, sono una prassi alla quale non sarà più possibile sottrarsi. Chiara e Solange sembrano entrare davvero nelle parti che recitano, (l'una in quella dell'altra e viceversa, in quella de La Signora), quasi che il “personaggio” si impossessi di loro. Queste due donne hanno dato inizio al loro duplice gioco di finzione/realtà e menzogna/verità. Ma il gioco si è spinto troppo in là... L'unico ingresso, a metà rappresentazione, de La Signora, interpretata en travesti da Sergio Valastro, ha insito in sé il senso più sconvolgente della realtà nella sua doppia faccia. Così quelle che prima sembravano solo vittime, alla fine della pièce si sono trasformate anche in carnefici. Carnefici di loro stesse! Lo spettacolo Le Serve sarà replicato nuovamente, sempre al Teatro Del Canovaccio, dal 21 al 23 marzo nel turno serale. Miriam Romeo

Sabato 23 e domenica 24 “Tutto Costa sempre di più” al teatro Metropolitan Catania - Continua con “Tutto costa sempre di più”, spettacolo di e con Antonello Costa, la rassegna “Una stagione a 4 stelle”, al Teatro Metropolitan di Catania. Lo spettacolo andrà in scena sabato 23 marzo, alle 17,30 e alle 21, e domenica 24 marzo alle 21. Le altre “Stelle” sono Gianfranco Iannuzzo, Pino Caruso e Gilberto Idonea che chiuderà la stagione con “La fortuna con la A maiuscola” il 27 e 28 aprile prossimi.

Humphrey Bogart e Ingrid Bergman in Casablanca

Quanti attori hollywoodiani hanno rifiutato di salire sull’aereo giusto pensando fosse un ferrovecchio e non un jet? Intanto, fuori metafora, sull’aereo del celeberrimo “Casablanca” non è davvero salita Hedy Larmarr (si lamentava del copione incompleto). Così ad andarci è stata Ingrid Bergman. Il risultato si conosce: il film è uno dei grandi cult del cinema. Lo stesso ha fatto Burt Lancaster rifiutando il ruolo di Ben Hur, andato a Charlton Heston che vinse una non proprio insignificante statuetta d’orata: l’Oscar. La carriera di Humphrey Bogart è in parte dovuta all’ex pugile, ballerino (e per inciso amico di Al Capone) George Raft, oggi pressoché dimenticato. Raft oppose dinieghi a ripetizione per il ruolo di protagonista de “Il mistero del falco” (famosissimo noir), di “Casablanca” e del “Tesoro della Sierra Madre”. Per il primo (udite! udite!) accampò la scusa che lui non poteva lavorare con un regista esordiente… tale John Huston! Madonna giudicò la trama di “I favolosi Baker” troppo “melensa”, sicché il ruolo fu affidato a Michelle Pfeiffer e tante nomination agli Academy Awards… E a proposito di giudizi stravaganti Robert Redford scartò il ruolo di Ben Braddock, il protagonista de “Il laureato” perché “troppo naif”. Fu allora chiamato un attore semisconosciuto dell’off Broadway, un certo Dustin Hoffman, che da allora un po’ di strada ha fatto. Non vi pare? Altro Oscar mancato per Eva Marie Saint, la tormentata ragazza di “Fronte del porto”, che dopo aver letto la sceneggiatura de “La donna dai tre volti” la mise da parte dicendo che era “troppo debole”. Joan Wood-

ward, meno schifiltosa della collega, accettò volentieri e… vinse l’Oscar. Al piccoletto terribile James Cagney la produzione nel 1964 mise su un piatto d’oro un milione di dollari per offrirgli il personaggio di Alfred Doolittle di “My fair lady”. Non accettò regalando il successo a Stanley Holloway. E chiudiamo con alcune curiosità. A Sergio Leone che proponeva “Per un pugno di dollari”, i produttori italiani dissero di accettare, ma che il film doveva essere interpretato da Tognazzi e Vianello. Poi interpretato da Clint Eastwood e Gian Maria Volontà. E ancora, il primo provino di Rock Hudson fu giudicato così brutto che veniva mostrato agli aspiranti attori per insegnare loro come non ci si doveva comportare davanti alla macchina da presa. Il nome di Alberto Sordi non compare nei primi manifesti de “I vitelloni” perché dopo l’insuccesso de “Lo sceicco bianco” i produttori non volevano che Sordi recitasse nel film. Fellini ne impose la presenza e a seguito del successo i manifesti furono tutti ristampati di gran carriera. La bellissima Marilyn Monroe ha sbagliato 59 volte la scena con la battuta “Dov’è il bourbon” nell’indimenticabile “A qualcuno piace caldo”. Romoletto

Alberto Sordi in una indimenticabile scena del film I Vitelloni


SPORT

VIII

22 MARZO 2013

Il nocchiero Maran e pronto a far salpare la sua flotta verso i... fiordi europei

Da settembre le due squadre rilanceranno il settore

Planet e Roomy… insieme per crescere

Il Catania non molla la presa Sabato difficile impegno a Roma contro la Lazio

S

emmai fosse affiorato qualche dubbio, la prestazione sciorinata dalla squadra di Maran contro l'Udinese ha fugato ogni possibile equivoco: il Catania sgomiterà sino all'ultima giornata con le altre formazioni dell’alta classifica sognando una clamorosa qualificazione per l'Europa League. Le sconfitte contro Inter e Juventus non hanno lasciato scorie all'interno del gruppo rossazzurro che, anzi, si è ulteriormente compattato come dimostrato soprattutto nel corso Spalti pieni di tifosi al Massimino dello spumeggiante secondo tempo di domenica scorsa. La netta affermazione sull'Udinese ranno di scena all'Olimpico di Roma contro la Lazio, cioè ha, di fatto, rilanciato le velleità etnee anche se in tutti c’è una formazione che ambisce addirittura alla Champions la piena consapevolezza che, nelle restanti nove gare del- League a prescindere dall’ultimo periodo che ha visto i l'attuale campionato, nessuno regalerà niente e la concor- bianco celesti un tantino sotto tono. La mini crisi laziale, d'altronde, è coincisa con l'inforrenza sarà via via sempre più agguerrita. Troppo alta la posta in palio (anche sotto il profilo del tunio occorso a Klose, autentico e insostituibile terminale ritorno economico) perché si possa pensare a un rilassa- della manovra offensiva di Petkovic. Insieme con lui, tormento delle squadre che precedono in classifica il nerà probabilmente a disposizione anche capitan Mauri Catania. Questo lo sa bene Rolando Maran e lo sanno bene e tutto ciò potrebbe creare grattacapi alla retroguardia etnea i suoi calciatori che meriterebbero, al pari dei tifosi, la sto- che, per allora, sarà nuovamente priva dello squalificato rica conquista. Vada come vada, il Catania non lascerà nul- Spolli. Ma i tifosi cominciano già a stilare tabelle di ogni tipo, la di intentato come più volte ha ripetuto lo stesso presidente Pulvirenti. Già dopo la sosta dovuta agli impegni a cominciare da quella imprescindibile secondo la quale delle varie Nazionali, qualche indicazione in più potrà cer- i rossazzurri dovranno conquistare necessariamente 12 tamente arrivare dentro... l’uovo di Pasqua. Nel turno che punti nelle quattro partite casalinghe che rimangono da precede la Santa Festività, infatti, Gomez e compagni sa- qui alla fine della stagione. Al “Massimino” saranno di scena Cagliari, Palermo, Siena e Pescara, tutti avversari abbordabili e... battibili. In trasferta, invece, il Catania dovrà vedersela con Lazio, Chievo, Milan, Sampdoria e Torino ed, anche in questo caso, dovrà cercare di fare quanti più punti possibili. Sinora è stata la compattezza del gruppo l'arma vincente del Catania: il nocchiero Maran e pronto a far salpare la sua flotta verso i... fiordi europei!

La pallavolo catanese al femminile si arricchisce di un nuovo progetto sportivo. Dalla prossima stagione la Roomy Club e la Planet Pedara hanno sottoscritto l’accordo di collaborazione per rilanciare il settore femminile dalla base. Le due realtà hanno deciso di unire le forze partendo dal desiderio di costruire a CaGiovanni Barbagallo e tania gruppi vincenti e convoFrancesco Andaloro gliare il maggior numero di talenti all’interno di un’unica realtà sportiva. Il sogno, insomma, è quello di trovare presto una nuova Gilda Lombardo, la schiacciatrice catanese in forza al Busto Arsizio lanciata anche in Nazionale nei mesi scorsi. I referenti del progetto Planet-Roomy sono al tempo stesso le anime delle due realtà, da un lato Giovanni Barbagallo (Roomy), dall’altro Francesco Andaloro che, coadiuvati da tutto lo staff delle due società, metteranno insieme professionalità e competenza per alimentare la crescita del progetto. La Planet è una realtà emergente e con grandi ambizioni nel settore femminile: diverse sono le atlete Planet che oggi calcano palcoscenici di serie B. Oggi la Planet, che ha già assaporato l’ebbrezza di disputare un campionato nazionale, partecipa alla C con i propositi chiari di promuovere nuovi talenti. Si partirà da settembre 2013, anche se i mesi precedenti serviranno per costruire gruppi omogenei dalle grandi potenzialità. Il progetto prevede la partecipazione a tutti i campionati di categoria e di serie. “Sono certo - ammette Francesco Andaloro - che questa unione sarà proficua per migliorare la qualità del lavoro fin qui svolto. L’unione con la Roomy che negli anni ha dimostrato efficienza, competenza, professionalità e risultati, ci consentirà di ampliare gli orizzonti. Planet e Roomy, con le oltre 500 tesserate, rappresentano il più grande settore femminile in Sicilia. Adesso la parola passa al campo. Ai risultati”. Giovanni Barbagallo replica: “Partiamo con grande entusiasmo, la Planet, come noi, è una società ben strutturata e ambiziosa. Dobbiamo oliare i meccanismi per amalgamare atlete, staff e strategie. Sono certo che riusciremo a vincere anche questa scommessa”. Nunzio Currenti

Francesco La Rosa

Formula Uno – Campionato del Mondo 2013 – Gran Premio d’Australia

Il ritorno di Raikkonen

Al Cibali, vecchie glorie in campo per beneficenza Catania -Amichevole a scopo benefico per il Catania, domani (sabato 23 marzo) alle 15, allo stadio "Angelo Massimino". Scenderanno in campo tra le "Vecchie Glorie": Aldo Cantarutti, Angelo Crialesi, Carlo Borghi, Renzo Castagnini, Gennaro Monaco, Claudio Ciceri, Giampietro Spagnolo, Gianni Di Marzio (allenatore), Roberto Benincasa, Fortunato Torrisi, Pietro Tarantino, Orazio Russo, Andrea Suriano, Gigi Chiavaro, Nino Leonardi, Salvo Bianchetti (allenatore), Antonio Dal Poggetto, Gino Maltese (massaggiatore), Maurizio Pellegrino, Saro Picone, Mimmo Crisafulli, Sandro Cicchetti, Ciccio Bifera, Gionathan Spinesi, Maurizio Anastasi e Lulù Oliveira.

Dopo il finale 2012 in crescendo la Lotus con il “freddo finlandese”, Kimi Raikkonen ha messo il sigillo sulla prima gara del 2013. Ma le buone notizie vengono dalla Ferrari, in testa al mondiale costruttori con 30 punti, che ha conquistato un meritatissimo 2° posto, con il solito battagliero Alonso, e il 4° con Massa che pur essendo stato in testa nella prima parte di gara al primo pit-stop guarda caso si ritrova sempre dietro il compagno di gara. Eppure i proclami sono che i due piloti sono sempre alla pari. Brutta delusione per la Red Bull che pur avendo dominato le qualifiche, in gara ha avuto i suoi rospi da pelare prima con la pessima partenza di Webber scivolato subito al 7°posto e poi con la gestione degli pneumatici Pirelli che a Vettel si degradavano più di Alonso. Infatti nella prima parte di gara il “tedeschino” ha dato

la polvere allo spagnolo ma poi è successo il contrario e Vettel si è dovuto accontentare del podio basso. Disastro in casa Mercedes e Mac Laren, la prima ha perso per un incidente tecnico Rosberg che ha posteggiato lungo la pista ed Hamilton ha arrancato e si è difeso da par suo. Salvo poi essere stato superato anche da Massa; la seconda è sprofondata con il 9° posto di Button e l’11° di Perez: dov’è finita la straripante vettura della fine 2012? Di regola l’anno successivo dovrebbe essere migliore del precedente, ma per la squadra di Ron Dennis pare l’inizio dell’anno zero! Invece quatta quatta La Lotus con il sornione Raikkonen ha saputo gestire al meglio le gomme e con due soli pit stop è giunto alla vittoria, ma ci aspettavamo di più del 10° posto di Grosjean. Altra sorpresa è stata la Force

Kimi Raikkonen

India (motore Mercedes) che con il rientrante Sutil e Di Resta ha, solo nel finale, ceduto allo strapotere Lotus e Ferrari anche se in classifica è alla pari (10 punti) con la casa madre (di motore). Se il buon giorno si vede dal mattino la Ferrari nel 2013 darà soddisfazione e non come avvenne ad inizio 2012. Arrivederci a domenica prossima 24 marzo col GP della Malesia a Sepang sempre in differita su Rai 1 e Rai HD alle 14 (a meno di un cambio nella programmazione). Nino Parrinelli


Mercatino n° 2947 del 22-03-2013