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ANNO VIII, NUMERO 2 FEBBRAIO 2011 € 1,00

LO SPETTACOLO E’ GRATUITO?


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LO SPETTACOLO E' GRATUITO?

Tempo di balzelli e di gabelle, di rinnovo dei canoni televisivi, di bollette da pagare che non mancano mai. L'idea comune è che ormai ti facciano pagare qualunque cosa, persino l'aria che respiri. Fasano non è da meno, percossa continuamente da amministratori a caccia di risorse e poco interessati a forme di investimento durature. L'idea di coltivare un passatempo o qualche ora di sano rilassamento sta diventando un'utopia per chi, tutti i giorni, messo il naso fuori di casa, si ritrova inebetito davanti al parcometro più strano che la scienza abbia mai realizzato, quello che non accetta cartamoneta e che soprattutto non dà resto. Incredibile a dirsi, ma c'è ancora un luogo in cui la risata è gratis, non si pagano biglietti di ingresso e, salvi i sommovimenti degli organi interni (stomaco e fegato, in particolare), si può uscire incolumi e parzialmente soddisfatti. Succede raramente che il Presidente del consiglio comunale convochi l'assise consiliare – tanto lontano è il governo del centro destra dall'idea del confronto e della dimostrazione dei risultati raggiunti – ma, quando l'evento si verifica, è festa grande. E' capitato lo scorso 18 gennaio, grazie alla richiesta delle forze di opposizione che hanno fatto propria la confusione colletti-

va sull'estinzione del Consorzio agroalimentare e la creazione al suo posto di una società privata. L'occasione però è stata ghiotta per cogliere anche un interessante spaccato di come si fa politica sul Palazzo di Città e, cosa non da poco, lo spettacolo è gratuito e può essere spunto di riflessione per tutti i cittadini al momento in cui imbucano la scheda nell'urna. Alla richiesta di chiarimenti formulata dal neo Capogruppo del PD, Checco Laterrenia, sui mancati interventi sulla fogna nera, è intervento il dirigente dei lavori pubblici che, dopo aver espressamente dichiarato “ne facciamo di tutti i colori” quanto ad interventi e sollecitazioni, ha rimesso ogni responsabilità e competenze alla provincia di Brindisi. Se non è zuppa è pan bagnato anche per i semafori; ancora una volta un'interrogazione del Partito Democratico sul nuovo balzello comunale per cittadini e forestieri, e l'ammissione del Sindaco che le difficoltà e gli errori esistono, ma che saranno oggetto di valutazione in seguito. Confondere il rispetto della legge e le garanzie dei cittadini con difficoltà organizzative è raccapricciante, ma questo è quanto offre il governo cittadino. Unico punto di strenua reazione da parte del Sindaco è stata la rispo-

sta alle contestazioni sui “metodi clientelari” praticati per le assunzioni degli ausiliari del traffico. Ai posteri, si sa, l'ardua sentenza; per ora al Sindaco e alla sua Giunta l'innegabile responsabilità di aver creato degli automi che elevano sanzioni “zero tolerance” a scapito degli automobilisti di buona volontà. Contemporaneamente, fra un'ammissione di non colpevolezza e un “si valuterà strda facendo”, il Consigliere delegato alle pari opportunità, Grazia Neglia, dopo aver decantato le lodi dell'Amministrazione in carica, chiede l'istituzione di parcheggi “rosa” che salvagurdino le esigenze del sesso femminile impegnato, usando le parole della stessa delegata, in una non meglio precisata “missione di parcheggio”. A sua volta, il Primo Cittadino, pur impegnato e preso dall'ultimo ritrovato della tecnologia palmare, la applaude per l'interessamento e rinvia, rinvia all'infinito la soluzione di ogni problema. Il punto centrale dello scorso Consiglio comunale doveva essere lo stato dell'ormai defunto Consorzio agroalimentare, uno degli ultimi “ossi da spolpare” secondo un'arguta definizione offerta da parte dell'opposizione. Ed è su questo punto che l'arena consiliare si infuoca, dopo la magistrale prova di lettura offerta dall'onnipresente Assessore Zaccaria. Come non sorridere di fronte alla sua trasformazione repentina, a seconda che sia intento a leggere scritti preparati da altri oppure se si cimenti a fornire risposte che siano farina del proprio sacco. Si potrebbe addirittura pensare a un caso di sdoppiamento della personalità. Indubbiamente gli riesce meglio sghignazzare e lanciare occhiate allusive! Le riposte – quelle vere - sul consorzio non arrivano, ogni problematica è gelosamente

custodita tra i tesori dell'Assessore e quelli di un funzionario fedele che si dichiara offeso da parte del Consigliere Laterrenia, reo di cercare prove documentali sulla vicenda. Più il tempo passa, più le contraddizioni di una fumosa vicenda emergono lampanti, fino alla dichiarazione che la società sorta dalle ceneri del Consorzio ha conseguito vantaggi economici già dai primi giorni di gennaio. Incredibile a dirsi, visto che le persone che facevano parte degli organi direttivi del consorzio sono le medesime che oggi rivestono cariche nella nuova società di diritto privato. Allora è proprio vero che il pubblico rappresenta solo un carrozzone pieno di debiti pagati sempre e solo dai contribuenti. Guai però a cercare di capire le responsabilità e a far pagare coloro che in pochi anni hanno dissipato ciò che doveva rappresentare il fiore all'occhiello della città. L'argomento “consorzio” però è anche il palcoscenico per dar la prova di “coerenza” e vanità da parte di qualche Consigliere comunale, noto al pubblico per i continui cambi di casacca. L'opposizione incalza mentre, tra i banchi della maggioranza, le figure degli attuali governanti offrono il dramma di una città che si vorrebbe sempre più contratta. Lo spettacolo è garantito e gratuito per il pubblico presente in aula, ma non c'è più voglia di ridere. Si paga in separata sede e a caro prezzo la realtà di una politica priva di idee e votata agli interessi personali. E per chi crede che questo teatro pietoso debba durare ancora solo un anno e mezzo ancora o per chi, pur non ammettendolo, ravvisi l'opportunità che il Sindaco Di Bari termini il suo mandato, l'invito a spiegare pubblicamente quali “beni” alla Città questo governo abbia prodotto. Il silenzio in questo caso è sinonimo di complicità. Aldo Carbonaro

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MALAMORE… MALUMORE

“Le donne hanno più confidenza col dolore: provano la temperatura del ferro da stiro toccandolo. Brucia ma non si bruciano. Imparano a cantare piangendo. Portano i figli in braccio per giorni in certe traversate del deserto, sui barconi, nella città”. Cos'è il dolore per le donne? “Un compagno di vita, un nemico tanto familiare da esser quasi amico”. Il virgolettato è tratto dal libro di Concita De Gregorio “Malamore Esercizi di resistenza al dolore”, portato in teatro, con un monologo complesso e difficile, dalla bella Lucrezia Lante della Rovere, autrice del testo teatrale insieme al regista Francesco Zecca. Al centro della scena ci sono solo la voce femminile e quella del pianoforte di Viky Schaetzinger in un avvolgente e denso percorso immersionista in alcune delle donne di cui parla Concita De Gregorio. Emerge un ritratto di donna forte, capace di affrontare la vita con un senso unico di dovere e responsabilità, anche di fronte alle ingiustizie più palesi. Il datore di lavoro che induce a firmare bianco fogli, che celano false dimissioni volontarie, se una lavoratrice rimane incinta, perché così si usa per prassi. Persino la Direzione provinciale del lavoro, ente preposto alla tutela dei lavoratori, incalza e chiede incessantemente alla donna se è stata spostata dalla catena di montaggio perché è perico-

loso per il bambino che porta in grembo. Si insinuano così immotivatamente dei drammi interiori, si impongono scelte irrazionali solo perché arbitrariamente si decide di non rispettare la legge. La coabitazione col dolore è tracciata nel corpo della donna, dal momento in cui ospita la vita nuova trasformandosi, gonfiandosi, fino alla lacerazione del parto, all'urlo congiunto della vita che nasce e di quella che gliela offre. La donna è quasi condannata biologicamente alla sofferenza, abituandosi dall'adolescenza alla scansione mensile del dolore traumatico dell'aborto. E' come se si addomesticasse alla vista del proprio sangue. Concita De Gregorio afferma che “strillare disperde le energie, lamentarsi non serve. Trasformarlo, invece: ecco cosa serve. Trasformare il dolore in forza”. La trasformazione del dolore rischia però, se non preceduta da adeguato sfogo, di convertirsi in un'ulteriore sottomissione, come accade a certe donne quando in maniera infantile giustificano la violenza dei propri compagni. Il malamore cela un profondo malumore e le donne non devono accettare di convivere col dolore. Meglio gridare, così come si usa fare prima di una battaglia a mo' di incitamento, sempre più forte quando chiara e perciò ancor più dolorosa appare la consapevolezza che certe conquiste che comunemente si attribuiscono al sesso femminile, in realtà hanno sempre celato gravi rinunce. Lavoro e indipendenza contro la libera scelta di fare e di crescere un figlio, diritto al voto contro il divieto assoluto di esprimere la propria ideologia (ancora oggi ci sono donne che vengono “scortate” fino alla cabina elettorale),

impegno politico contro lo spregevole appellativo di essere soltanto buone a scaldare le poltrone. Il dolore va urlato e i soprusi devono essere denunciati da subito, senza che per solo istante ci si possa chiedere se uno schiaffo o un pugno o un bianco foglio abbiano una fittizia giustificazione. Malumore ha espresso Lucrezia Lante della Rovere dal Teatro Kennedy di Fasano giovedì 2 febbraio quando al termine dello spettacolo ha dichiarato: “La gente non ne può più di come viene trattata la donna . Oggi ci sono ragazzine laureate che si vantano di cavalcare il sistema. Adesso non ci si vergogna più, è un motivo di vanto. Penso che queste ragazze abbiano imparato che l'unica ricchezza è avere le tasche piene, ma la ricchezza è più spirituale e culturale e non soltanto del porta-

foglio. Oggi si insegna, invece, soltanto questo. Mi sembra che si stiano annacquando i cervelli innanzi ad una televisione che riprende le donne sotto i tavoli a fare le veline. La cultura significa dare gli strumenti alle persone per riconoscere il bello per avere un pensiero raffinato per dare spirito critico”. Sono piovute critiche pesanti dopo queste affermazioni, dopo che il malumore – finalmente espresso – aveva cominciato a scalfire il dolore. Il popolo del web ha cominciato a brulicare per diffondere le immagini senza veli scattate all'attrice qualche anno fa. Così si pensa di aver negato il diritto all'opinione; così invece avrà inizio la nuova battaglia contro il dolore a sferzate di malumore gridato e non più represso. Aurora Nardelli

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UNO SCHIAFFO ANTIFASCISTA 27 Gennaio, giornata della memoria, commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo, del fascismo, dell'Olocausto in onore di coloro che, a rischio della propria vita, hanno protetto i perseguitati. Negli stessi giorni, il 31 Gennaio, a Fasano un partito di “pochi intimi” che mai ha rinnegato il proprio fascino verso l'Italia del duce e verso Mussolini stesso, si è riunita nel suo primo Congresso cittadino. E così, ora anche nella città di Fasano esiste “La Destra”, il partito che a livello nazionale è rappresentato da quell'intellettuale sopraffino di Francesco Storace: lo stesso che con i suoi (fortunatamente pochi) seguaci propose di regalare delle stampelle al premio Nobel Rita Levi Montalcini nell'ottobre del 2007. Negli ultimi giorni è arrivata la notizia dell'allargamento del Governo al partito di Storace. Perché, vi sarete chiesti. Oltre al bisogno oggettivo di Berlusconi di estendere il proprio consenso, una

semplice ricerca in Internet può svelare l'arcano. Storace, infatti, è un pluri-indagato, ed è stato condannato ad un anno e sei mesi di reclusione lo scorso 5 maggio per accesso abusivo di un sistema informatico, in quello che è divenuto noto come il “Laziogate”. Tutti i requisiti, avrà pensato il premier, risultavano a quel punto essere in regola. Fa nulla che lo stesso Storace non molto tempo fa prese posizioni avverse a quelle del Pdl e si fosse allontanato da Fini proprio per la sua vicinanza a Berlusconi: per le poltrone un sacrificio bisogna pur farlo. Il Congresso cittadino fasanese è stato pubblicizzato tramite manifesti graficamente studiati per apparire simili a quelli che settant'anni fa Mussolini faceva appendere in tutta Italia. Sullo sfondo, il tricolore italiano con l'aquila nera al centro, la stessa bandiera della Repubblica Sociale di Salò. A Fasano, è stato acclamato segretario cittadino il can-

didato unico Gaetano Vinci. Lo stesso Vinci, in realtà, ha ricevuto da il Menante una candidatura ben più importante: quella al titolo di unico e vero erede di Franco Mastro. Negli ultimi anni, infatti, molti sono stati i partiti che lo hanno visto tra le sue fila, come tesserato o semplice seguace, ora sulla scia di un politico, ora sulla scia di un altro. La stoffa c'è, l'impegno non manca. Dopo Alleanza Nazionale, Lega d'Azione Meridionale, e Io Sud ora ci riprova con La Destra, in vista fra due anni della tornata elettorale comunale. Lo stesso Vinci, tra l'altro, si è messo in mostra mesi fa per un atto di grande rilevanza sociale: con una grande azione di forza ha autonomamente e “ad uso personale” nominato Piazza Sanfelice a Giorgio Almirante (noto, prima che come politico, per aver firmato il Manifesto della Razza e per le sua militanza attiva antipartigiana) ricoprendo la targa in marmo con un foglio di carta stampato, apponendolo per la notte. Non deve stupire quindi,

date le premesse, che il Congresso cittadino de “La Destra” sia stato interrotto da una dimostrazione pacifica di un gruppo di antifascisti. I manifestanti hanno poi letto un comunicato nel corso dello stesso Congresso, mettendo in risalto e ribadendo i valori dell'antifascismo. Una decina, i dimostranti, che hanno chiesto la parola dopo aver acceso due fumogeni ed esposto uno striscione. Sul posto sono giunti, a controllare la situazione, anche i Carabinieri. Tutto, però, si è limitato alla lettura del documento strettamente antifascista, che da più parti sul web locale è stato commentato positivamente. Insomma, un chiaro messaggio: c'è un limite anche al degrado istituzionale e politico che in tutta Italia regna sovrano. Questo non può che rincuorare gli strenui difensori dei valori fondanti della Repubblica e della Costituzione. E forse il titolo di erede di Franco Mastro non è così male. Fabio Cofano

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IL SENSO DELLA STORIA

AIUTINO DA CASA, NO GRAZIE!

Esiste differenza tra dimenticare e non ricordare? Le parole hanno un peso. Un peso non indifferente. Le parole creano rivoluzione. Le parole aiutano ad abbracciare l'altro, aiutano a ricordare. Cicerone scrive che “la storia è testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra di vita, nunzia dell'antichità”. Ricordare dunque diventa una parola importante per cogliere il senso della storia. Non c'è storia senza memoria. La parola “ricordare” ha nella sua etimologia la parola latina “cor, cordis”, cuore. Il cuore, infatti, si riteneva fosse sede della memoria. Ricordare, dunque, nel suo significato primo implica un movimento di sentimenti ed emozioni. Basta un oggetto, è sufficiente una canzone o semplicemente un'altra parola e si apre la via della storia. E comincia quel moto interiore che porta al passato e che induce a riflettere sul presente. Le Giornate della Memoria sono state istituite negli anni perché una data potesse aiutare a riportare al cuore la storia. Una storia tragica, le storie di uomini uccisi non per una semplice follia ma per una follia di potere, le storie di uomini che hanno lottato contro ordini precostituiti. Lì, in tutte queste storie, comincia il presente. È inaccettabile che una comunità non ricordi giornate di storia. C'è differenza tra non ricordare e dimenticare. Dimenticare è un semplice vuoto mentale. Ma non ricordare significa non aver portato al cuore un po' di memoria. Implica un moto interiore, ulteriore rispetto al semplice riportare alla mente. Implica una riflessione umana, una riflessione di sentimenti oltre che di ragioni. Quest'anno le Giornate della Memoria non sono state ricordate. Nessuna iniziativa di spessore. Pochi film o documentari. Quasi assente la riflessione sulla stampa o nelle aule di giustizia televisiva. Si potrebbe replicare che la trasmissione dei soliti prodotti cinematografici o il solito dibattito televisivo sfiora l'ipocrisia. E dunque, meglio evitare. Non è sempre così. E soprattutto non si sostituisce la paura dell'ipocrisia con l'assenza di riflessione. Anche nel Comune di Fasano non ci sono stati momenti di ricordo. Solo uno spettacolo teatrale promosso dai “Presidi del Libro” e dall'associazione teatrale “Peppino Mancini”. Si comincia a respirare un'aria di cinismo. Non è ancora dimenticanza. Ma è non ricordare, non avere nel cuore un luogo di riflessione. Il cinismo però può col tempo distruggere la storia. La storia è testimone dei tempi e luce della verità. Quale verità? Il 27 gennaio è la giornata in memoria delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, della Shoah (lo sterminio del popolo ebreo), delle leggi razziali e di tutti coloro che si sono opposti allo sterminio e, a costo della propria vita, hanno protetto altre vite. Il 27 gennaio del 1945 l'Armata Rossa scoprì i cancelli di Auschwitz e l'orrore che si era perpetuato oltre quei cancelli per anni, nascosto dalla frase quasi nobile “Il lavoro rende liberi”. II 10 febbraio è la giornata del ricordo per le vittime delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata. Una guerra che costò la vita a molti italiani per motivi politici ed etnici sul confine con l'Jugoslavia. Centinaia di italiani gettati nelle cavità carsiche dell'Istria, Venezia Giulia e Dalmazia. Il 10 febbraio 1947 ricorda il trattato di Parigi con cui si pose fine alla guerra di territorio. La storia è vita della memoria e maestra di vita. Le Giornate della Memoria aiutano a riportarci anche al presente. Le rivolte di libertà in atto nel mondo magrebino; gli episodi di discriminazione etnica e sessuale; la paura che il potere non abbia freno alcuno. Viene alla memoria la vicenda di Rosarno, la cacciata degli immigrati raccoglitori di arance che hanno avuto il coraggio di lottare contro il potere 'ndraghetista. Viene alla memoria la registrazione dei Rom italiani. Viene alla memoria l'ordinanza sindacale del Comune di Fasano sul divieto di accattonaggio. Perché quei bambini multati per chiedere carità soddisfano la sete di legalità e pulizia che, invece, non si respira nelle grandi sale dorate. Francesca Radesco

“Che noia che barba, che barba e che noia!” Diceva Sandra Mondaini a suo marito nel lettone agitandosi tra le lenzuola la sera, mentre noi eravamo, furtivi, in camera con loro: in sostanza di fronte, candidamente guardoni. Questa è la maniera di fare televisione al contrario, non so se ineluttabilmente scontata a livello cronologico oppure studiata e meditata a tavolino, credo d'intuirlo. Di certo la televisione si propone, ancora oggi, come il più comune mezzo di comunicazione che entra nelle case, ma non è detto che l'amore possa essere reciproco, quindi è necessario adottare strategie alternative per mantenerlo costante. Iniziò tutto con la commedia all'italiana, quando Alvaro Vitali sgomitava per non far vedere dietro una toppa, la doccia della topa formosa di turno. Era tutto così casto all'epoca, quando le parole erano importanti, almeno più di chi le pronunciava la mattina lavandosi sotto il getto di acqua calda e voluttuosa a dispetto di Nanni Moretti. Poi la porta si è rotta da quando Raffaella Carrà si è messa a contare i fagioli chiedendo l'aiutino da casa insieme a Gerry Scotti che, nel frattempo, racimolava granelli di riso di un omonimo. Domande assurde per premi garantiti inizialmente si propagavano come i punti spesa nei primi ipermercati, stampati ad hoc per incoraggiare l'acquisto anche di prodotti superflui, poi una volta resi schiavi dei bollini da leccare e buttate le scatole dei fagioli nel water, si passò alla domanda stupida da chiedere a casa. Avviene in seguito il fenomeno “Antonellina Clerici tra i fornelli a ora di pranzo, intercalata da spot mangerecci che i succhi gastrici vi devono far venire l'ulcera se non consumate a oltranza”. Faccio alcuni esempi di domande che propone la conduttrice addobbata di grembiule: “La frittata si fa con le uova o con i saraghi?” Oppure: “E' il sarago o l'asparago che si mette nella frittata?”. La costante è la frittata, mentre cerco di salvare il sarago liberandolo nel mare limpido di diossina, mi accorgo che la prima ormai è girata e rigirata. La TV ora è passata dalla padella alla brace, la gente è incontentabile e sempre assetata di sangue di sarago e di frittate, perché comunque il prodotto lo sorbisce comodamente seduto nel suo salotto davanti allo schermo che, come quello di un microonde, cuoce velocemente. E' un pubblico ormai satollo e tutti se ne accorgono. Perfino Aldo Biscardi con la sua capigliatura più rossa della togata Boccassini, declama: “Non parlate in più di tre o quattro per volta che sennò non si capisce niente!”. Non sottovalutiamolo: fu un pioniere di quello che avverrà in seguito davanti al nostro salotto. Baraonde di uomini e donne su troni con chili di gel sui crani, cercano di accapigliarsi rovinando simili sculture pilifere, sapientemente create da parrucchieri con contratto a tempo determinato. Tutto ciò avviene nel pomeriggio davanti a casalinghe affumicate dai loro ferri da stiro, ma questo non è niente rispetto alla combinazione micidiale che avviene durante i programmi serali, mentre si cena con la nostra orripilante frittata di asparagi e saraghi e uova griffate in gabbia. Avviene la mistica miscellanea della chiamata da casa, la lite nello studio televisivo, la topa di turno e noi con le porte ormai divelte. “Io sono io e voi non siete un cazzo” disse Alberto Sordi nelle vesti del marchese Del Grillo. Le telefonate da casa che irrompono nei programmi, se da una parte sono messe sotto accusa, dall'altra sono sottaciute, avendo preso in considerazione che l'ascolto aumenta in simili frangenti. Tutti ormai ostentano e, democraticamente, anche i dirigenti di azienda o dell'odierna Repubblica Italiana (tanto è lo stesso), non si esimono dal farlo: ognuno deve avere la stessa opportunità. Vorrei provare a intervenire in un programma come “Annozero” o “Ballarò” oppure “L'infedele”, provo prima con il programma di Antonellina Clerici, ma la linea è sempre occupata o fuori servizio, non oso quindi neanche immaginare come si possa fare per intrufolarsi in programmi di prima serata, fosse almeno per controbattere gli interventi di Masi o di Berlusconi in maniera che i conduttori possano per un attimo prendere fiato e scagionarsi da eventuali calunnie in diretta. Santoro, Floris e Lerner svelatemi il sistema per chiamarvi, giuro che almeno io non vi chiuderò il telefono in faccia. A. R.


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IL GRIDO DI ALLARME DEL DOTTOR SALVIA

Il disordine ospedaliero continua a punire Fasano, danneggiando i cittadini. L'ennesimo grido di allarme arriva dal reparto di ostetricia e ginecologia, un reparto modello. Nel 2010 quasi 400 nascite (poche rispetto al target richiesto dalla Regione) con un incremento del 15% rispetto al 2009, meno del 50% di parti cesarei rispettando il target richiesto dalla direzione e consentendo anche risparmi di spesa (l'omologo reparto di Ostuni si attesta invece oltre l'80%, quindi fuori target regionale). Ma il reparto, fiore all'occhiello del nosocomio fasanese, è attanagliato da gravissimi problemi. Il primario, Vincenzo Salvia, cala la maschera e ci confida che attualmente lo staff medico è composto da quattro professionisti di cui uno, per gravi problemi personali, non può effettuare turni notturni o essere reperibile. Quindi si turna in tre, nonostante ogni giorno dovrebbero essere garantiti tre medici in turno e due reperibili. Non ci sono ferie, spesso non ci sono “smontanti”, non c'è il giusto riposo per i professionisti che rischiano di perdere le necessarie lucidità e concentrazione. Si pensi ad un intervento effettuato da un dottore che sta lavorando da più di dodici ore. E mentre Salvia attende da tempo che al reparto venga destinata almeno un'altra unità medica (basta un semplice ordine di servizio), si corre il rischio che, lavorando di continuo senza nemmeno un riposo, i medici possano commettere errori e a farne le spese potrebbero essere gli utenti del reparto. Altissimo livello di stress, un primario che non vuole allarmare

la cittadinanza, ma dalle sue parole trasudano rabbia, delusione e stanchezza. In principio era stato lasciato in sospeso il tutto per via del piano di riordino. Oggi che la Regione ha ufficialmente detto che il reparto rimarrà aperto, a scapito dell'omologo reparto di Ostuni, non si vede ancor nulla e, dati gli ultimi accadimenti, sembra che la strada sia ancora lunga. L'”assedio” al reparto va avanti da tanto tempo “e con questi ritmi i dottori potrebbero resistere al massimo un'altra settimana”, così afferma Salvia. Qualcosa non va. Sembra quasi che, pur essendo stato indicato come un reparto da potenziare, qualcuno spinga per la sua chiusura, non consentendo ai professionisti di lavorare con la dovuta serenità. Il primario non accusa nessuno, anzi ringrazia per l'interessamento alla vicenda l'assessore regionale Amati e il direttore generale dell'Asl Rodolfo Rollo, “gli unici che si sono mostrati attenti alla problematica promettendo una pronta risoluzione”. La promessa era di spostare un' unità da Ostuni, provvedimento ostacolato dal dirigente dell'ospedale di Ostuni, Saracino, per non sguarnire il reparto della Città Bianca. All'appello rimangono il direttore socio-sanitario, Ottavio Narracci, che afferma di non poter far nulla (?) e il direttore sanitario dell'Asl, Emanuele Vinci. Per Vinci non si può procedere ad alcuna assunzione. L'unica possibilità è di spostare un'unità da Ostuni. Dalla Città Bianca,nel frattempo, si dichiara che “… c'è la possibilità di un inopinato trasferimento a Fasano dei reparti di Ginecologia e Pediatria ma a Fasano mancano servizi anestesiologici e emotrasfusionali, che ad Ostuni ci sono già e che lì bisognerebbe attivare… Che il Piano di Riordino Ospedaliero approvato dalla giunta “Fitto” ha individuato l'ospedale di Ostuni come polo chirurgico e ospedale di riferimento per l'area nord della provincia di Brindisi”(fonte-

comunicato stampa Pdl Ostuni) I soliti problemi di campanilismo. Ma se a Fasano fosse concentrata ostetricia e ginecologia, portando i posti letto di Ostuni, si avrebbero le 700 nascite che richiede la Regione Puglia (e che neanche Ostuni raggiunge) e medici in numero sufficiente ad una normale turnazione nel reparto. E questo per tranquillizzare il dottor Vinci, che vede sia Ostuni che Fasano a rischio chiusura per il non rispetto dei target previsti. I servizi anestesiologici ed emotrasfusionali, che ad Ostuni ci sono già, non sono necessari al reparto, basti pensare che in altri Paesi stranieri, per definizione all'avanguardia, si garantiscono condizioni ottimali per partorire in casa (e a Fasano comunque si riducono i parti cesarei, come richiesto dalla Regione). Cosa manca,

allora? La volontà politica e la determinazione dei dirigenti affinché l'ospedale di Fasano non venga nuovamente mortificato, con il rischio di essere trasformato in un grande poliambulatorio (volontà di qualche “illuminato” dirigente?). E poi il piano Fitto è superato da tempo. Quindi, la soluzione esiste ed è scritta nelle carte regionali, trasferire tutti i posti letto e i medici a Fasano e potenziare il reparto. A Ostuni passerà tutta la pneumologia, e rimarranno gli ambulatori di ostetricia e ginecologia, come già previsto dalla Regione… ma ancora nulla si muove! Chi può risolva la situazione velocemente, per evitare che qualcuno corra inutili rischi dovuti a stress e stanchezza. Gianluca Monopoli

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PINA SI MUOVE DA SOLA Com’è difficile la vita di un disabile quando si trova innanzi a tante barriere, architettoniche e mentali. Come è difficile con una patologia che ti limita nelle funzioni vitali, con un affitto da pagare, con una famiglia da mantenere, con una società che non ti aiuta o che ha un punto di vista diverso dal tuo. Pina gira per Pezze con la sua sedia a rotelle spostandosi lungo la strada. Pina è la rompiscatole che non utilizza marciapiedi e scivoli. Pina è colei che ha sempre da ridire. Ma Pina si muove da sola, con le sue braccia fa girare le ruote della sua sedia a rotelle. E la sua sedia a rotelle trova spesso ostacoli insormontabili. Non scrivo della solita inciviltà degli automobilisti che parcheggiano davanti a scivoli o su strisce pedonali. Non scrivo di esercizi pubblici inaccessibili per colpa di gradini e ostacoli vari. Scrivo della sufficienza con la quale chi dovrebbe abbattere le barriere architettoniche, chi dovrebbe rendere più semplice la

vita dei diversamente abili, svolge il proprio lavoro. Punti di vista, diversi da quelli di chi si dovrebbe aiutare. Se Pina vuole andare in bagno e si trova per strada, lontano da casa, ha seri problemi. Gli esercizi pubblici hanno barriere insormontabili per la sua carrozzella, anche scivoli con pendenze proibitive. Ma la gente non può comprendere se non osserva dal suo punto di vista. Per Pezze ci sono scivoli. Se voglio andare in piazza e utilizzo una carrozzella senza motore ho un solo scivolo utile per potervi accedere. Gli altri due sono così ripidi che se non ho un accompagnatore diventano pericolosi: potrei ribaltarmi o, scendendo, arrivare in mezzo alla strada a rischio incidente. Ma Pina deve arrivare in piazza. E nel tragitto affronta scivoli con pendenze oltre il 6%, quella massima sopportabile dalla sua carrozzella. Affronta buche e grate sconnesse. Affronta “mostri” che da sola non può affrontare. Anche per uscire da casa ha bisogno di chi l'aiuta, perché l'unico scivolo che le hanno permesso di montare è troppo ripido. Ma se vuole essere indipendente, Pina che fa? Perché deve richiedere l'ausilio di altra gente? Perché non può vivere la propria vita dignitosamente? Se Pina vuole prendere un bus deve sperare che l'autista scenda e le azioni la pedana, ma non sempre c'è disponibilità. Se Pina vuole andare in posta si deve munire di una carrozzella a motore, o deve chiedere l'ausilio di qualche passante, vista la ripidezza dello scivolo. Gli scivoli ci sono, è vero. Ma troppo ripidi. Se vuole attraversare il corso principale si trova dal lato mare il marciapiede che inizia laddove finiscono le strisce pedonali. Su alcuni scivoli ci sono i pali della luce, e la sua sedia passa a stento. I passamano sono montati solo da un lato e spesso, quindi, inutilizzabili. Dopo ogni scivolo Pina rischia di essere travolta dalle autovetture. Non essendoci specchi e non potendosi sporgere, arrivando a metà strada data la ripida discesa per la sua carrozzella, rischia di essere investita. Ma Pina è pazza perché vuole andare in chiesa, o a fare la spesa, o accompagnare il figlio a scuola. Rimanesse a casa Pina, il paese non è “pensato” e fruibile per lei. Pina allora cammina lungo la strada, paradossalmente più sicura del marciapiede. “Ma è pazza,

perché non utilizza gli scivoli che le abbiamo messo?”, grida un vecchio adirato dalla presenza della sua carrozzella per strada. “Pina dovrebbe avere una badante che la porti in giro o una carrozzella a motore, altrimenti che rimanesse a casa” è il pensiero dominante di chi non percepisce i problemi di Pina e non riesce a smontare le barriere architettoniche che ha nel cervello. Pina vuole dignità, ma per tanti rompe solo le scatole. E chi ha il dovere di darle dignità, quella che spetta ad ogni essere umano, perché è stato eletto dal popolo per farlo, fa orecchie da mercante. I più deboli, prima di tutto, sempre. Ma il nostro non è un paese per diversamente abili. Basterebbe solo cambiare punto di vista, ogni tanto, così abbatteremmo le barriere mentali. Basterebbe solo cambiare il punto di vista di chi quelle barriere fisicamente le deve abbattere, così avremmo risultati “utili” per coloro che quelle barriere le subiscono. Gianluca Monopoli


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CONVEGNO PER LA RIGENERAZIONE URBANA... NUOVE IDEE E VECCHI VIZI Il 21 ottobre a Fasano, presso il Laboratorio Urbano, si è discusso di rigenerazione urbana. “Per ridare insieme valore al nostro territorio” era lo slogan dell'iniziativa organizzata da Comunicando s.r.l. per il Comune di Fasano. La rigenerazione urbana è un'occasione di sviluppo sociale, culturale ed economico, è uno strumento a disposizione degli Enti locali in materia di urbanistica. Con la rigenerazione urbana si possono avviare contestualmente pianificazione strategica e progettazione in modo da ridurre i tempi e le procedure “secolari” dei classici strumenti di pianificazione territoriale, i vecchi piani regolatori. Questi, dal momento del loro concepimento fino alla loro attuazione, impiegavano così tanto tempo da diventare spesso superati e permettevano scempi paesaggistici, in nome di sedicenti favori politici. Ma è storia passata. Con questo strumento “partecipato” si dovrebbe ovviare ai problemi avuti in passato. Ed era proprio per questo che il Sindaco Di Bari si augurava di avere in sala una partecipazione massiccia di cittadini. Angela Barbanente, Fabiano Amati, Davide Maria Dioguardi, Antonello Carrieri, lo stesso Sindaco, il giornalista Walter Baldacconi in veste di moderatore, le personalità politiche e i tecnici regionali e comunali che hanno avuto l'onore di presentare il “documento programmatico preliminare di rigenerazione urbana”, approvato nel Consiglio comunale del 17 dicembre 2009, un atto fondamentale per porre le basi

dello sviluppo del territorio. La legge regionale 21 del 2008, “Norme per la rigenerazione urbana” è stata la base per il documento comunale. Tra il pubblico, ingegneri, architetti, geometri, rappresentanti di scuole, associazioni e comuni cittadini (pochi). Sia l'assessore Dioguardi che il dirigente Carrieri hanno puntato il proprio intervento sulla partecipazione per ovviare alla sfiducia dei cittadini su questi strumenti. Partecipazione attiva e tempi burocratici ristretti, gli altri punti focalizzati, affinché chi partecipa alla realizzazione dei progetti possa assistere alla loro realizzazione. Fin qui tante belle parole, una manifestazione organizzata in una bella struttura che ha rispettato la funzione di “attività di comunicazione istituzionale relativa all'adozione del D.P.P. (documento programmatico preliminare) di rigenerazione urbana”. I relatori hanno fatto il proprio dovere, ma qualche critica per il moderatore, invece, è stata espressa su un giornale locale on line. Tutto nella norma, o quasi. Partecipiamo anche noi e scopriamo qualcosa di strano. Citando “l'immenso” Scilipoti, scopriamo qualcosa che l'umanità non capirebbe. Punto primo: la solita scarsa considerazione degli Amministratori nei confronti dei dipendenti comunali. I politici affermano che “ l'attività di comunicazione innanzi descritta (il convegno, ndr) non può essere svolta all'interno dell'organizzazione comunale attesa la carenza di specifiche professionalità

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all'uopo necessarie per cui si rende necessario affidare a soggetti esterni l'attività di comunicazione individuando soggetti che abbiano maturato la necessaria esperienza nell'ambito specifico”. E la brava Paola Guarini, professionale e competente addetto stampa del Comune? E perché non utilizzare le sale presenti nella Casa comunale, in grado di contenere relatori e pubblico del convegno? E' ridicolo e offensivo che un politico così giustifichi le proprie scelte. La competente agenzia Comunicando s.r.l. ha avuto nuovamente l'onore di vedersi affidato un lavoro dal Comune. Punto secondo: l'esoso compenso. L'impegno di spesa per questa attività di comunicazione è stato di 7200 euro (6000 euro più IVA). Sembra di vivere in un Comune molto ricco, a quanto pare. La determina dirigenziale è datata 31/12/2010. Che peccato, una settimana prima sarebbe arrivata come un bel regalo di natale! Ma vediamo come questi 6000 euro più IVA sono stati spesi. Immagino che l'incarico sia stato affidato a me, data la conclamata competenza nell'organizzare eventi (fatemi vivere questo sogno, e dai…). Abbondo nella spesa, vista la magnanimità del Comune. Ÿ Affitto del laboratorio urbano: 190 euro più IVA (dal sito del laboratorio urbano) Ÿ Spese per pulizia (abbondiamo): 50 euro più IVA Ÿ 1500 inviti e buste personalizzate, con lettera esplicativa dell'incontro da allegare: 800 euro più IVA (preventivo richiesto a ditta specializzata, utilizzando il miglior materiale) Ÿ 50 manifesti da affissione stradale e 200 manifesti da affiggere presso esercizi commerciali, sindacati, scuole ed altri luoghi pubblici e privati: 300 euro più IVA (preventivo richiesto a ditta specializzata, utilizzando il miglior materiale) Ÿ Registrazione audio-video, registrazione dei partecipanti e raccolta di un feed back: 200 euro più IVA (costo di due hostess e di un cineoperatore, ricordando che il laboratorio urbano offre nell'affitto del

locale anche l'utilizzo di attrezzature audio-video) Ÿ Predisposizione e diffusione di comunicati stampa pre e post incontro: realizzati dall'addetto stampa del Comune, Paola Guarini (anche se di competenza di Comunicando srl) Totale 1540 più IVA. Queste erano le prestazioni e i materiali richiesti dal Comune a Comunicando srl. Ma il sottoscritto vuole fare bella figura: aggiungo un mazzo di fiori per la Barbanente e un invito a cena per i relatori (e per Paola Guarini che ha prodotto e diffuso i comunicati pre e post incontro) nel miglior ristorante della zona, 1000 euro più IVA. Totale 2540 più IVA. Un compenso al relatore? Faccio lo splendido e prevedo 400 euro più IVA. Ma non arrivo ai 3000 euro, pur essendo di manica larga. Il resto è per me, per la mia competenza, mi merito più di 3000 euro! Se fosse stato l'ufficio stampa del Comune di Fasano a organizzare l'evento, con la brava Paola come moderatrice (o un componente del Circolo della Stampa di Fasano), se gli inviti fossero stati 1000 o 500 (davvero 1500 inviti personalizzati sono eccessivi e non si sa se siano stati utilizzati tutti), se l'evento si fosse organizzato all'interno della Casa comunale, il nostro ricco Comune avrebbe risparmiato tanti soldini, ma davvero tanti. Per onestà, erano assenti al momento della deliberazione di giunta gli assessori Scianaro, Caroli, Dioguardi e Manfredi. Almeno a loro non si può imputare la ridicola scelta di affidare ad esterni un'attività che il Comune avrebbe potuto organizzare con le proprie forze. Un'occasione persa per risparmiare un po' di soldini. Per altri commenti passo ai lettori la palla, non sono abituato a pensar male! G. M.


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GIOCHI DI PAROLE Accade di tutto sul Palazzo di Città; persino che affermazioni vecchie di qualche settimana vengano platealmente smentite da comportamenti di segno opposto. E' la pubblica Amministrazione che affronta il cambiamento, direbbe il Ministro Brunetta e – continuerebbe- si adegua ai giochi di forza che rendono oscuri accadimenti che dovrebbero essere trasparenti. La vicenda dell'affidamento del servizio di assistenza scolastica a favore dei bambini diversamente abili ha già compiuto un anno, una gara durata all'infinito e terminata con un nulla di fatto. Che certe volte rappresenta la soluzione migliore per alcuni. Brevemente i fatti: lo scorso anno, il Comune bandisce una gara, qualche intoppo procedurale determina la proroga dei termini per la presentazione delle offerte, poi la commissione inizia a valutare le proposte progettuali pervenute. Al termine dei lavori – si arriva già al mese di settembre – arriva l'aggiudicazione provvisoria a favore di un'associazione di imprese. Stante l'imminente avvio dell'anno scolastico, si decide di riaffidare temporaneamente il servizio al vecchio gestore, una cooperativa sociale che – stando ai fatti – è al servizio di un consigliere comunale di maggioranza. La durata dell'affidamento è fissata al mese di dicembre ed è funzionale all'accertamento, da parte degli organi competenti, dei requisiti da parte del soggetto

aggiudicatario. Ha inizio, per dirla breve, l'ennesima proroga che garantisce il servizio nelle scuole e consente al Comune di fare tutte le sue valutazioni, verifiche e controlli. In una parola, il Comune avrebbe dovuto decidere. Trascorrono diverse settimane fino al momento in cui della spinosa vicenda arriva a occuparsi persino il Consiglio comunale. Nella seduta del 30 novembre scorso, all'interrogazione presentata dal Partito Democratico, la struttura amministrativa rende i seguenti chiarimenti: “Consentirà che faccia qualche precisazione solo terminologica… Innanzi tutto vorrei sgombrare il campo dal fatto che sia stata sospesa una procedura di gara… si procede per prassi e per regolamento normativo all'aggiudicazione provvisoria di chi risulti miglior offerente in gara. Perché tutto quello che vien detto a livello di documentazione amministrativa, possa essere suffragato dall'esibizione di documentazione formale giustificatrice degli elementi dichiarati in sede di gara… Ebbene, pur intimata a farlo…, l'Associazione temporanea di Imprese, che risulta temporaneamente aggiudicataria, soltanto stamattina ha presentato

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la documentazione di rito, che noi dobbiamo anche esaminare…Quindi la difficoltà di tipo tecnico-giuridico relativa all'andamento del percorso di gara, e quindi il passaggio da una fase provvisoria a una fase definitiva , non è stato ritardato o in qualche misura allungato o eluso dall'ufficio competente, ma è dipeso esclusivamente da un atteggiamento atempistico dell'ATI, assegnataria del servizio. [La documentazione] è pervenuta soltanto stamattina… anzi, soltanto alle due, alla chiusura degli uffici. E che, quindi, con ogni sollecitudine, andremo a verificare e ad esaminare… Per dovere e per trasparenza delle attività di ufficio, devo anche dire che è pervenuta, ampiamente documentata, una istanza [inoltrata dal gestore “storico” del servizio] a favore di una controparte che non è risultata aggiudicataria del servizio, ma che ha partecipato agli atti di gara, che ha portato degli elementi di giudizio e di valutazione e ha chiesto una motivata revisione analitica delle risultanze di questa gara… in modo da pervenire quanto prima… Per “quanto prima “intendo entro la fine dell'anno…” Il Comune dunque, stando alle parole, avrebbe dovuto impegnarsi in un duplice ordine di valutazioni: la documentazione

di rito prodotta dalla ditta aggiudicataria in via provvisoria, e la revisione analitica degli esiti,e non già dell'intera gara. Il tutto fino al 31 dicembre 2010. Arriva il mese di gennaio e, per quanto reduce dalle festività natalizie, il Comune non dimentica che il servizio deve nuovamente ricominciare. Come e con chi? Con una proroga alla solita cooperativa storica, dal momento che quella famosa documentazione di rito, presentata appunto il 30 novembre alle due, si presume non essere stata ritenuta sufficiente e quindi il 31 dicembre ne è stata richiesta altra; a fine gennaio, quest'ultima non è stata ancora presentata. Come dire, il Comune è stato solerte, è la ditta aggiudicataria che persevera nei suoi “atteggiamenti atempistici”. Questa è dunque la ragione della ennesima proroga che potrebbe garantire, almeno fino al prossimo mese di giugno, gli equilibri della maggioranza, nell'attesa che, forse, un giorno, la questione sia chiusa definitivamente, magari prima che le scrivanie comunali, ricolme di documentazione integrativa, crollino al peso delle carte e i muri arrossiscano per la vergogna di vedere confuse presunte precisazioni terminologiche con oscuri giochi di parole.


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ILLECITI E TELECAMERE: FASANO CI RICASCA Questa volta, comun que vada a finire, non sarà facile uscirne interi. Non sarà facile, perché lo scandalo è di quelli che distruggono l'immagine di una città e perché l'accaduto ha avuto risonanza nazionale. 30 gennaio 2011: Fasano - San Paolo Bari, una gara come tante del campionato di Eccellenza. Obbligatori i tre punti per il Fasano, che crede nella rincorsa ai play-off, ma il San Paolo, forte della sua organizzazione di gioco e di alcune individualità interessanti, non ci sta a mollare. Il caso - Poco prima del match in tribuna stampa si scherza sull'assenza dell'ex di turno Junior De Camargo, buon difensore brasiliano, secondo voci partito per l'Australia. La partita si fa difficile per i padroni di casa e viene decisa da un rigore, peraltro eccepibile, trasformato da Sisalli ad inizio ripresa. Ma sul campo è stato solo un antipasto. La partita vera deve ancora cominciare. Fischio d'inizio poco dopo. Si vocifera di un tentativo di ammorbidire un giocatore del San Paolo Bari, ex del Fasano, da parte del ds della squadra di Flora Vito Morisco. Poi arriva un comunicato stampa del San Paolo, in cui il presidente dei baresi esprime tutto il proprio sdegno per l'accaduto. In allegato le immagini choc. Un video in cui il brasiliano Junior De Camargo, il giorno precedente la partita, tratta con Morisco la possibilità di falsare l'incontro. Volgarmente, di vendersi la partita. Morisco offre 1500 euro, il brasiliano rilancia a 5000, Morisco vorrebbe chiudere a 3000 ed il brasiliano commenta con un laconico “vediamo”. Il tranello - In realtà è un tranello, Morisco non sa che Junior è in partenza per l'Australia e non sarà del match, come ovviamente non sa che tramite una videocamera il difensore brasiliano ha filmato tutto. L'emittente televisiva Canale 7, cui il San Paolo invia le immagini, decide di leggere il comunicato senza trasmettere il dvd. Passano dieci giorni ed arriva il fulmine a ciel sereno. Sul sito de La Repubblica viene ripreso il caso. Questa volta il video viene trasmesso. Quattro minuti, su un totale di undici complessivi, in cui si assiste alla trattativa. Tutto chiaro, inequivocabile, con poco spazio per l'immaginazione. Ma non è solo La Repubblica ad essere informata del fatto. Il video arriva anche sulla scrivania di Vito Tisci, presidente del Comitato Puglia della Federazione, che gira il materiale alla Procura di Bari. Evidente episodio di tentato illecito sportivo. La situazione del Fasano calcio è difficile. Le reazioni - Momenti di incredulità, sgomento, anche tensione. Nessun fasanese, soprattutto i tifosi, ci sta a vedere il nome della propria città immerso nel fango. Ma le immagini sono lì, parlano chiaro, troppo chiaro. Un pugno in faccia di quelli che ammazzano la voglia di seguire ancora le tribolate vicende dal Fasano. Qualcuno mette in giro la voce che ci siano rancori tra le due società. I presidenti, conoscenti, non sarebbero più in buoni rapporti a causa di alcune sponsorizzazioni negate. Qualche ora, la tensione monta, in dirigenza capiscono che la situazione è seria ed occorre reagire. Viene convocata una conferenza stampa. La difesa - Il presidente Flora spiega la sua linea. Si rimette alla giustizia sportiva, attacca chi ha utilizzato i media per ottenere il rispetto dei propri diritti, condanna i polveroni mediatici ed i tribunali televisivi. Un rapido cenno anche alla difficoltà di gestire il

calcio, soprattutto a certi livelli. Poi, la propria versione dei fatti. Nessun illecito e nessun tentativo di comprare la partita, ribadisce Flora. Solo l'estinzione di un debito vantato da Junior nei confronti della società. Una tesi oggettivamente difficile da sostenere, visto il tono del discorso nel video, ma Flora fa cenno ad altre prove di cui sarebbe in possesso e che verranno usate in tribunale. Fa professione di garantismo, il patron, e poi si schiera a difesa di Morisco, “persona perbene”. Annuncia il ricorso ad un principe del foro nel campo della giustizia sportiva e ribadisce che il massimo rischio sarebbe la penalizzazione per qualche punto l'anno prossimo, senza alcun rischio di radiazione. Chiude esortando alla compattezza a difesa della squadra. Conclusioni - Tesi difficili da sostenere, quelle del presidente, anche perché il video è decisamente esplicito. E Fasano intanto, per i quotidiani nazionali, è la società che in Eccellenza falsa le partite assoldando i giocatori dell'avversario di turno. I tifosi sono in subbuglio, qualcuno vuole cacciare i forestieri dalla città, qualcun altro crede nei play-off e si preoccupa del dato sportivo. Non c'è che dire, l'ennesimo calcio ad un mondo del pallone che negli ultimi anni di botte ne ha prese non poche. Ancora sopravvive, il vecchio panda, ma quest'ultimo colpo è di quelli che lasciano una ferita profonda. Forse mortale. Rimarrà la macchia, come è rimasta la macchia del caso Sergej, il finto russo intenzionato a costruire il casinò a Fasano. Un marchio di colpa, di misfatto, di infamia. Una lettera scarlatta che, come la A di Hester nel romanzo di Hawthorne, non sembra di panno, ma di ferro arroventato fino a diventare rosso. Giuseppe Cofano

di Rosa Lombardi

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LA BEFANA CORRE E… NON SI FERMA MAI

Le Ombre dell'Albero sono nate, come recita il nostro motto, con le scarpette ai piedi ma non si fermano sulle strade del podismo! E così, proprio per avere con noi l'ennesima giornata con le scarpette ai piedi ma non solo di corsa, ci siamo imbattuti nell'organizzazione della II Edizione de La Befana corre a Pozzo! Come la nostra prima ed inimitabile Notte Fondo, anche la Befana Corre a Pozzo è nata quasi per gioco; lo scorso anno abbiamo deciso di portare un po' di scompiglio nella quiete di Pozzo Faceto e voler stare così un po' più “vicini” ai nostri amici pozzesi che si erano lanciati nell'avventura del podismo. La manifestazione è stata un successo il primo anno;

mentre l'edizione 2011 è stata… travolgente! I numeri parlano da soli: oltre duecenti iscritti, oltre centocinquanta persone correlate alla manifestazione che si sono fermate a pranzo nei locali convenzionati, oltre mille (mille!!!) persone in piazza tra atleti, famiglie, curiosi ed appassionati! Tanta gente quanta Pozzo non ne vedeva da tempo immemore... Ma procediamo con calma per far calare i lettori nell'atmosfera che abbiamo vissuto in questo splendido 6 Gennaio 2011. Il buongiorno ci è stato dato dal tempo: un mattino di sole quasi da “Pasquetta” piuttosto che da rigido inverno; ci siamo ritrovati a Pozzo al sorgere del sole. Dopo giorni (e notti insonni) di prepara-

tivi, la giornata di gara è il culmine di un momento di festa, ma pochi davvero sanno quanto lavoro c'è dietro, quante persone, quante ore, quanta voglia di fare, per far sì che “quel giorno” sia tutto perfetto…o quasi! Pozzo ha fatto suonare per noi le sue campane di gioia; i primi atleti sopraggiunti hanno trovato pace, serenità, tranquillità, una dolce frenesia di fondo. Tutti gli organizzatori e buona parte degli abitanti del paese si muovevano con entusiasmo, con uno slancio invidiabile; e la struttura organizzativa sembrava vulnerabile al minimo problema ed al tempo stesso con una verve da fare paura. Torna alla mente una frase paterna,"Niente che valga la pena è fatto senza entusiasmo". Le Ombre dell'Al be ro sono l'entusiasmo fatto persona; tutti hanno l'aria di dare importanza a quello che fanno, dal mettere su il gonfiabile a prendere le iscrizioni, qualunque cosa sia; e quando glielo si fa notare con un complimento, organizzatori, atleti, semplici persone lì pronte a dare una mano negano tutta quella importanza con un sorriso timido. Pozzo e le Ombre nel giorno dell'Epifania ormai inseparabili! E questa voglia di sano, semplice, pulito, è il terzo vertice del triangolo. La gara anzi le gare hanno visto circa duecento iscritti, dal cucciolissimo di due anni che ha appena iniziato a sgambettare all'incredibile Parisi che taglia il traguardo dei suoi 86 anni con l'immancabile sorriso ed uno scroscio di applausi. Ma gli applausi sono anche e soprattutto per il parterre delle premiazioni: non ci sono alla Befana una decina di “bravi” atleti…fino oltre il sessantesimo posto della classifica generale troviamo i nomi più risonanti del

podismo pugliese, per una volta tutti qui, tutti assieme, tutti alla stessa gara… perché questa non è solo una gara di corsa su strada ma molto di più, è la festa dello sport e dell'amicizia! Il messaggio di questa manifestazione - che è festa di paese, festa di amici, ma non solo - è che si può passare uno splendido momento di pura amicizia, di divertimento, dimenticando l'auto per un giorno, dimenticando l'orologio, senza la frenesia della città, delle critiche, delle chiacchiere. Si corre oggi a Pozzo, e poi alle premiazioni si ha la conferma dello spirito puro e pulito di questi intenti: oltre a tanti tanti regali, ogni atleta riceve un'ecologicissima busta riciclabile per la spesa, "compattabile" in una pratica pallina con gancetto. Una piccola cosa che però tra qualche giorno sarà nelle case di tutti perché i vecchi inquinanti sacchetti di plastica sono banditi del tutto. Si corre, si premia, si mangia, si balla, ci si trattiene fino a che il sole non c'è più. E si torna a casa con il pensiero che la vita a volte dà grosse opportunità anche nei momenti più semplici e più impensati, e che una piccola grande sfida come portare in questo paesello il palmares dell'atletica pugliese e gestire quasi mille persone in una manciata di amici è una sfida vitale ed entusiasmante. Di certo, molto meglio che passare l'ennesimo giorno di festa immobili davanti ad uno schermo. Tornando a casa, il centro di Fasano vive un'altra festa: rumori, traffico, una gara di go-kart. Ma finita la gara tutti corrono via al loro divano ed al loro schermo. Nulla di più diverso dalla vitale ecologica semplice giornata delle Ombre! Caterina Navach


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CONCORSO PRESEPI “STELLA SULLA GROTTA” 21° TRAGUARDO

La realizzazione di Michele Cecere

Come di consueto, dopo le festività natalizie, è arrivata , lo scorso 17 gennaio, la gremita cerimonia di premiazione del 21° Concorso Presepi “Stella sulla Grotta” organizzata dal Comitato Stella sulla Grotta presso la rinnovata sala teatro dell'Oratorio del Fanciullo. A contendere gli ambiti riconoscimenti, circa sessanta opere, suddivise in due categorie: una riservata ai presepi realizzati in famiglia, l'altra alle opere di scuole, associazioni, parrocchie e sodalizi. Nel corso della cerimonia ogni presepe ha avuto il proprio momento di celebrità grazie alla proiezione dei filmati sul maxischermo, cui è seguita la premiazione con la consegna di diplomi, coppe e attestati. La serata ha segnato la conclusione della 25^ edizione della Manifestazione “Stella Sulla Grotta”. Organizzata dall'omonimo comitato che allestisce nel periodo natalizio, sulla pendice di Monte Rivolta a Laureto di Fasano, la stella cometa disegnata da migliaia di lampadine.

Nella categoria comunità il primo premio è stato assegnato al presepe realizzato dall'Associazione Cocolicchio. Al 2° posto, ex aequo, sono stati classificati i presepi della parrocchia San Francesco d'Assisi e quello del gruppo catechesi della parrocchia di S. Maria della Salette. Al 3° posto, ex aequo, sono stati classificati i presepi della Scuola primaria don Milani di Montalbano. Una coppa di merito della Provincia di Brindisi è stata assegnata alla Confraternita del Purgatorio per il suo artistico presepe in stile napoletano. Attestati di merito sono stati consegnati ai presepi realizzati dall'ITC Salvemini, dalla scuola per l'infanzia “G. Rodari” di Montalbano, alla scuola elementare di via Eroi dello Spazio di Pezze di Greco, alle realizzazioni della confraternita di Maria SS. Assunta in cielo, del Rione Occhio Piccolo di Montalbano, del Gruppo Scout Fasano 1 e della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Fasano.

Nella categoria famiglia, il primo posto è stato assegnato al presepe realizzato di Ambrogio Cardone e Giuseppe Mileti,”per la grandiosità e complessità della realizzazione che ha impegnato per mesi gli autori, per la cura dei particolari e per la costruzione artigianale di tutti gli elementi della rappresentazione” . Al 2° posto si sono classificati ,ex aequo, i presepi di Giuseppe Pugliese e quello di Rosa Caramia. Al 3°posto, ex aequo, le realizzazioni di Ambrogio Potenza e di Francesco Saracino. Tutte le testate giornalistiche locali hanno messo in palio dei premi. La coppa del mensile “Graffio” è stata assegnata al presepe di Marcello Nistri. La coppa del mensile “Eco di Fasano“ è stata assegnata al presepe di Verdiana Moretti. La coppa del mensile “Osservatorio” è stata assegnata a Paolo Moretti. La coppa del mensile “Il Menante” è andata a Michele Cecere. La coppa Radio Diaconia è andata a Giuseppe Olive. La coppa del settimanale Piazza Ciaia è stata attribuita a Giuseppe Di Bello. La coppa della web TV Vivifasano è andata a Giacomo Convertini, quella del quotidiano on line “Go Fasano” al presepe animato di Franco Castellana.

La coppa della Provincia di Brindisi, alla realizzazione di Martino Salamina e quella dell'azienda Auto 3 plurimarche, a Loredana Olive. Le coppe dell'Associazione Pro Selva sono state assegnate alle realizzazioni di Maria Ruggieri, Eligio Gianfrate e Angelo Gentile. Attestati di partecipazione e segnalazioni speciali sono stati attribuiti ai presepi realizzati da Viviana Cofano, Tommaso Colucci, Rosa Schena, Roberto e Alessio Maggi, Lucia Perricci, Maria Pia Schiavone, Nunzio Angelini, Nicola D'Amico, Massimiliano Semeraro, Mario Conversano, Maria Tinella, Maddalena Pedone, Leonardo Ventrella, Ignazio De Mola, Giuseppe Mazzotta, Giovanni Miccolis, Francesco De Cantis, Francesca Gianfrate, Andrea e Ismaele Argento, Benedetta Loconte, Assunta Renna, Annarosa Cincavalli e Antonia Curri. Al termine della manifestazione, il Presidente del Comitato Stella sulla Grotta, Giovanni Serri, ha rivolto un sincero invito ad affiancare gli organizzatori nella fase di laborioso allestimento della stella e ha chiesto ai rappresentanti istituzionali di investire sull'iniziativa che può dare ancora maggiori riscontri in termini di promozione del territorio e di destagionalizzazione turistica.

La coppa de Il Menante a Michele Cecere

www.bluver.it


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ATMOSFERA NATALIZIA ALLA REGINA PACIS Il quartetto sax - da sinistra: Nicola Blonda, Michele Ambriola, Eligio Colucci e Leo Bentivoglio

La banda al gran completo - in prima fila i più piccoli, da sinistra: Fulvio De Simone, Magda Mileti, Grazia e Anna Pugliese e Mattia Arconzo

I piccoli allievi della “Santa Cecilia” con il flauto dolce da sinistra: Nicole Bettini, Nico e Samuela Palmisano, Luca Mileti

L’animatrice Franca Argento passa il microfono ad un nostalgico della canzone “O sole mio”

La sera del 3 gennaio scorso, la Casa di riposo “Regina Pacis” è stata allietata da un concerto natalizio offerto dall'Associazione musicale “Santa Cecilia”. Alle ore 19.00, dopo la cena, i ricoverati hanno preso posto nell'ampio salone della struttura per partecipare al'esibizione che la capo banda Anna Rosato, insieme ai suoi collaboratori, aveva preparato per l'occasione. L'evento è stato particolarmente gradito per gli ospiti che, lontano dalle proprie abitazioni e dalle loro famiglie, hanno necessità di ricevere, oltre alle cure specialistiche che la Regina paci offre, anche momenti di gioia e di armonia, che risultano ancor più graditi quando provengono dai bambini. La capo banda, oltre alla consueta visita della vigilia di Natale ai ricoverati dell'ospedale Umberto I, ha organizzato un concerto coinvolgendo tutti gli allievi, compresi i più piccoli. Un intrattenimento variato di oltre un'ora con motivi classici del Natale a pezzi

di musica leggera, per i nostalgici degli anni verdi. Molta tenerezza hanno suscitato i piccoli allievi con il loro flauto dolce: sono alle prime lezioni propedeutiche e già dimostrano grande predisposizione alla musica. Uno scrosciante applauso ha meritato il piccolo Fabio Vinci, il nuovo trombettista in erba, che ha eseguito l'Inno alla gioia. Il collaudato quartetto di sax dei ragazzi Ambriola, Blonda, Colucci e Bentivoglio, con un arrangiamento della classica canzone napoletana “O sole mio” ha portato alle stelle il morale degli anziani ricoverati. Meritatissimo è stato il prolungato applauso. Infine, l'armonia di tutta la banda, con l'esecuzione di motivi natalizi già conosciuti e nuovi, ha creato un'atmosfera di pace e di felicità di cui tutti hanno bisogno. Con un meritato rinfresco ha avuto termine lo straordinario concerto dell'Associazione “Santa Cecilia”.

Domenica, 20 febbraio 2011 l'Associazione Musicale Fasanese “Santa Cecilia” festeggia il ventennale della sua costituzione. In mattinata, la banda giovanile si esibirà in piazza Ciaia e per le vie della Città. Alle ore 18.00, nella Chiesa di S. Antonio Abate sarà celebrata la Santa Messa con la partecipazione della banda giovanile.

Fabio Vinci, il trombettista in erba della “Santa Cecilia”


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L'OSPITE NON INVADENTE

Spesso i proverbi non sbagliano, ma qualche volta non conoscono le eccezioni. Se dopo tre giorni, l'ospite diventa maleodorante come il pesce, può capitare che certi ospiti riescano a porsi in piena simbiosi con l'ambiente circostante e i suoi abitanti. E' il caso dello yaz, proposta progettuale vincitrice della sezione “Valorizzazione del territorio” del concorso regionale “Principi attivi – Giovani idee per una Puglia migliore”. Il progetto è opera degli architetti del gruppo promotore DED'A Studio, Giovanni D'Amico e Giulia De Noto, con la consulenza dell'architetto Giandomenico Florio e dell'architetto urbanista Patrizia Pirro e con la collaborazione della dottoressa in architettura Eleonora Adesso. Lo yaz è una cellula abitativa minima ed è – usando il non semplice (al di fuori degli addetti ai lavori) linguaggio dei tecnici definita attraverso un'analogia informatica “architettura plug – in”, in quanto, come il software accessorio interagisce ed amplia

le funzioni di un programma, alla stessa maniera la cellula Yaz offre ai siti di interesse rurale nuove possibilità ricettive in termini di sostenibilità, favorendone al contempo la valorizzazione. “Yaz – architettura per un nuovo albergo diffuso” è stato il tema conduttore della tavola rotonda tenutasi lo scorso 25 gennaio presso il laboratorio urbano dedicata al “Turismo sostenibile nel territorio rurale pugliese. Proposte per la Piana degli Ulivi Secolari” cui hanno preso parte: Davide Maria Dioguardi, Assessore all'urbanistica del Comune di Fasano, Domenico Alba, Assessore al turismo del Comune di Monopoli, Gianfranco Ciola, Presidente del Parco Naturale Regionale delle Dune Costiere, Piero D'Amico, Dirigente dello Sviluppo locale del Comune di Monopoli e rappresentanti del LUA, Laboratorio Aperto di San Cassiano. Agli occhi di un profano, cos'è lo yaz? L'impressione che se ne ricava è di un igloo realizzato in tessuto, per vari aspetti simile ad una

tenda da campeggio, che può essere collocato in spazi impensati ed impensabili per accogliere ospiti – indubbiamente ben lontani dalla figura del turista munito di pinne ed occhiali – desiderosi di fruire di paesaggi inaccessibili. Lo yaz ha una funzione servente rispetto al territorio, anzi è finalizzato alla sua conservazione ed alla sua scoperta. Come evidenziato dall'Assessore fasanese, il progetto yaz ben esprime la stanchezza dei metodi di lavoro classico, in quanto mira alla rivalutazione dei cosiddetti paesaggi del degrado. Il riscoperto concetto di rigenerazione, di matrice regionale, può trovare applicazione non solo per le città, ma anche per le cosiddette “forme minori” del turismo, nel senso di proposte poco impattanti sull'ambiente. L'Assessore Dioguardi ha rilevato che la vigente legislazione regionale - il riferimento è alla legge n. 56 del 1980 - è ancorata a un concetto di turismo inteso quasi esclusivamente come “consumo del mare”, cioè espressione del benessere e del consumo. L'idea di un turismo legato ai metri ed al numero di posti letto meriterebbe, secondo l'Assessore comunale, un aggiornamento o una rivalutazione, anche alla luce della grande confusione sul concetto di “struttura precaria”. L'attuale periodo di recessione, che riguarda non solo aspetti legati all'economia e alla finanza, lascia presagire una durata lunghissima e le attuali “regole del divieto” non si presentano come regole intelligenti. Il paesaggio, inoltre, a detta dell'Architetto Dioguardi, non possiede una propria autonomia e se è facile affermare che in passato il processo antropico è stato lento, in tempi più moderni ha portato un grande “contributo del brutto”. Gli spunti offerti dal progetto yaz ben potrebbero costituire il punto di partenza per la costruzione di nuove regole, queste le conclusioni dell'Assessore. Non può tuttavia essere passato sotto silenzio che le brutture del territorio hanno spesso trovato l'avvallo degli uffici tecnici comunali e dello scarso concetto di

vigilanza, controllo e repressione che il Comune ha messo in atto. Il dibattito è proseguito con le riflessioni dell'Assessore monopolitano al turismo, il cui intervento si è concentrato sulla necessità di “fare sistema”, esigenza impellente in un territorio che è ancora poco riconoscibile. Prova ne sia che proprio le zone di Fasano e Monopoli vengono confuse con la Valle d'Itria che possiede invece caratteristiche peculiari e ben definite. Secondo l'Assessore Alba, il punto di partenza rimane la conoscenza del flusso turistico e delle sue richieste. Interessante è stato anche il contributo del dott. Pietro D'Amico, Dirigente del Comune di Monopoli, che ha evidenziato come le nuove tendenze del turismo siano all'insegna della conservazione del paesaggio. Il contributo di Gianfranco Ciola, Presidente del Parco Naturale Regionale delle Dune Costiere, è stato incentrato sull'idea che il turismo è bellezza che diventa denaro. E' pertanto possibile coniugare due elementi apparentemente in contrasto, conservazione e valorizzazione dell'ambiente e creazione di un flusso turistico sempre più distante dai canoni tradizionali. La testimonianza dei rappresentanti del Laboratorio Urbano di San Cassiano depone in tal senso, quale prezioso esempio di turismo sostenibile, spontaneamente emerso su sollecitazione dei turisti stessi e solo successivamente riconosciuto dalle istituzioni. Lo Yaz, con la sua forma innovativa e singolare, persegue egregiamente l'obiettivo della conservazione dell'ambiente rurale; un ospite non invadente, rispettoso dell'ambiente circostante, a misura non solo dell'uomo, ma soprattutto della natura.


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LIBERI MA SERVI

Spiegare l'Italia degli ultimi quindici anni ai non italiani. E poi spiegarla negli stessi termini anche agli italiani. Perché il quindicennio appena trascorso è stato teatro nel Belpaese del dilagare del servilismo, elevato ad arte per le possibilità di arricchimento e scalata sociale che determina? Quali fattori hanno causato una radicale trasformazione antropologica e quali complicità l'hanno consentita? Cosa riesce a scorgere una lettura in chiave dotta e culturale di recenti fatti di cronaca politica? E, soprattutto, come si esce da una situazione insostenibile? A queste domande ha provato a dare una risposta Maurizio Viroli, affermato studioso del pensiero di Machiavelli e docente di Teoria Politica presso la prestigiosa università americana di Princeton. Lo ha fatto tramite un pamphlet agile e colto, La libertà dei servi, edito dalla Laterza, che ha il chiaro obiettivo di scoperchiare la pentola per mostrare quanto sia nauseabondo ciò che vi bolle dentro. Il

libro è stato presentato a Fasano, presso il Laboratorio Urbano, lo scorso 18 gennaio, alla presenza dello stesso autore. Sala piena per la serata organizzata da Presidio del Libro e Circolo della Stampa e moderata da Kelly Nardelli, docente di Storia e Filosofia presso il liceo “da Vinci”. Viroli, incalzato anche dal presidente del Circolo della Stampa Zino Mastro, dopo aver enucleato le tesi di fondo del suo libro, non si è sottratto al dibattito, animato dal cospicuo contributo di alcuni studenti fasanesi. La libertà è un bene prezioso, ma è difficile argomentare a favore della sua superiorità rispetto ad altri beni materiali, ha ammesso candidamente Viroli. Ricordando che in certi momenti della storia ha valore la testimonianza, pur nella certezza della sconfitta: si combatte per disperazione, non per la speranza. Una lezione non di pessimismo, quanto piuttosto di sano realismo, uno dei principi cardine del prediletto Machiavelli. Che è universalmente ricordato come il primo grande teorico della separazione di ambiti tra sfera politica e sfera morale, ma, in modo paradossale solo a prima vista, proprio Viroli spiega come sia importante il recupero di una coscienza morale nell'agire politico, che in Italia spesso è stato piuttosto elastico, per raddrizzare una situazione ormai complicata. Il servilismo dilaga, inducendo a comportamenti rovinosi dal punto di vista pubblico: “pagheremmo per venderci”, l'efficace battuta ripresa dallo studioso. La lezione che Viroli ha lasciato al suo nutrito uditorio è stata l'indicazione della necessità di tenere la barra del

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timone ben ferma, orientandola verso la stella polare dell'educazione al pensiero critico, senza timore di essere anticonformisti. Un appello accorato ad élites

dirigenti, intellettuali ed operatori del mondo della stampa in particolare, per non arrendersi in un momento delicato. Giuseppe Cofano

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SE NON ORA, QUANDO?

Stanno succedendo varie cose in politica, una serie di faccende private del premier che hanno condotto una parte della società a ribellarsi e prendere posizioni contrarie scendendo in piazza. Ho di fronte a me la signora Carmen Cofano, segretaria della sezione di Fasano di Sinistra Ecologia e Libertà. Buongiorno, voi, come partito, avete qualche iniziativa in programma a livello locale? Il nostro incontro settimanale di sezione, sarà sostituito da un incontro di donne, anche non iscritte, per parlare dell'iniziativa. È importante che la gente ne parli per prendere coscienza della realtà. In assemblea decideremo per la manifestazione di domenica 13, di questo mese. Poiché l'argomento tocca nel vivo la difesa della dignità della donna, pensa sia giusto che le manifestazioni di protesta debbano essere organizzate prevalentemente da donne? Non sarebbe forse meglio che anche gli uomini partecipassero attivamente? In effetti, questo incontro è aperto anche agli uomini e so già in anticipo, che ce ne saranno. Buona parte degli uomini non credo condividano questo svilimento a cui l'immagine delle donne, loro compagne, è sottoposta negli ultimi anni. Almeno a sinistra, mi sembra questa la situazione. Ma le iniziative dovrebbero avere la funzione di motivare a livello etico la società che non è solo di sinistra. Sensibilizzare i ragazzi e soprattutto le ragazze è la finalità primaria, non crede che un argomento legato ai valori morali, se classificato all'interno di uno schieramento politico, potrebbe far allontanare alcuni giovani, che potrebbero pensare di poter essere strumentalizzati? E' chiaro che ognuno opera per il cambiamento della società appoggiandosi ai valori delle proprie strutture di appartenenza. Non siamo, ad esempio, la chiesa che può dare l'impressione di essere al di sopra delle parti. Tuttavia è uno dei nostri ruoli quello di rivolgerci a tutta la società, quando trattiamo di temi "trasversali", di natura etica o di coscienza. Questo è l'obiettivo primario. Se poi dovesse esserci una ricaduta in termini di adesioni o simpatie per il partito, tanto di guadagnato. "Se non ora quando" è lo slogan che titola la protesta. Secondo lei, alla luce del fatto che alcune donne giovani abbiano come

metodo per realizzarsi quello legato al successo e al denaro, giustificando il fine attraverso tutti i mezzi disponibili, non le sembra che sia troppo tardi? Non è mai troppo tardi per richiamarci ai giusti valori morali. Altrimenti il mondo andrebbe alla rovina totale. Questo slogan da chi è stato inventato? La manifestazione è di stampo nazionale, la divulgazione si serve di tutti mezzi necessari, i più attuali. È ovvio che la stessa, che si rivolge soprattutto alle giovanissime, utilizzi moderni mezzi di comunicazione per essere efficace e lo slogan nasce così. Non è un caso che sia scaturito da una giornalista. Lo slogan prende il nome da un articolo di Concita Di Gregorio, direttrice dell'Unità, la quale esorta le donne italiane a dire basta a una situazione offensiva nei riguardi di quelle donne che invece lavorano, studiano si occupano dei figli o degli anziani disabili. Molte sezioni di partito hanno come segretarie delle donne. Secondo lei, c'è maggiore partecipazione rosa oppure è una parvenza di democraticità e sensibilità, che potrebbe essere un'ennesima forma di strumentalizzazione? Questa dovrebbe essere la mia ultima domanda, ma amo concludere, le mie interviste con il solito tormentone: "Si faccia una domanda e si risponda da sola”. Intanto colgo l'occasione per salutarla e ringraziarla per la sua gentilezza. Un piccolo sospetto, in effetti, l'ho avuto. Può darsi che ci siano persone in gamba, ma capita anche che i partiti cerchino di dare un'immagine più innovativa agli stessi e allora le donne sono ancora una volta strumentalizzate. Le si lusinga, gli si offre un incarico, dando loro una certa importanza e si ottiene tutto quello che si vuole. Pongo l'accento sul fatto che questo spesso succede all'interno delle segreterie di partito. Vorrei porre l'attenzione sullo strano fenomeno delle tante candidature femminili alle primarie del centrosinistra a Fasano. Non vorrei fosse una moda. Ringrazio lei per avermi dato l'occasione e termino dicendo che i fanatismi non vanno mai bene: sono sbagliati in ogni caso. Sarebbe assurda una discriminazione al contrario. Ci sono tanti uomini di elevato spessore morale e culturale: sarebbe assurdo escluderli dalla competizione elettorale. Sono in politica ancora da pochissimo tempo ma comincio già a rendermi conto che tanti luoghi comuni sono purtroppo veri. In ogni caso spero sempre in positivo ed è per questo che mi sto spendendo affinché la manifestazione riesca nei suoi intenti. La saluto e spero che anche lei accolga il mio invito. Angela Rubino

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MEGLIO LA FAVOLA

favola del sogno d'amore è rappresentata dal cavaliere che salva la principessa imprigionata nella torre e che mai, come invece fa il protagonista del film, avrebbe detto: “Vieni bambina che ti sistemo in un bell'appartamento”. Le ragazze di Arcore si sono mai lasciate incantare dalle favole? Mentre divertivano l'orco hanno mai pensato all'amore, alla prospettiva che la villa di Arcore potesse diventare un giorno la propria residenza e che il Presidente del Consiglio potesse assumere , se mai fosse possibile, le sembianze del principe azzurro? Certo che no, lo dimostrano il fatto di aver prefe-

rito di essere sistemate in brutti appartamenti all'Olgiatina, di essersi accontentate di pochi spiccioli (tali sono di fronte alle ricchezza del Presidente), di non aver esitato a definirlo in maniera deprecabile alla bisogna. La favola di Pretty Woman ha un epilogo felice, il sogno si avvera perché l'amore trionfa. Ad Arcore, invece, si consumavano solo unilaterali momenti di relax e di godimento e le belle Cenerentole, studiose e meritevoli, possono oggi solo dire di aver perduto per sempre la preziosa scarpetta. A. N.

IN RICORDO DI MAX

Sentimenti contrastanti dopo la vicenda Ruby e il suo contorno a base di festini, cene e allegre animazioni. L'opinione pubblica alterna sentimenti di rabbia, incredulità, commozione e talora invidia. Un nutrito gruppo di rappresentanti del gentil sesso ha preso le difese di quella schiera di fanciulle di bell'aspetto che allietavano le serate di Arcore: poverine, bisognose e sole sono vittime di un orco cattivo che, in cambio di pochi attimi di piacere, omaggiava tanta disponibilità con denaro ed altre utilità. Difficile tuttavia accostarle alla categoria delle persone bisognose: imbellettate, profumate e ben vestite schizzano a tutto gas nelle loro city car alla ricerca della riservatezza perduta, ma ancora cariche di una speranza di celebrità. Rilasciano interviste e dai loro volti nulla trapela, al di fuori della capacità di stendere adeguatamente il fondo tinta e delineare magistralmente il contorno occhi. L'età anagrafica dovrebbe rappresentare il confine fra il reato a carico del premier e la libera scelta di offrire le proprie grazie in cambio di un sostanzioso “grazie” presiden-

ziale. Chissà se quelle ragazze coltivano un sogno diverso dalle luci del palcoscenico su cui al più potrebbero ancheggiare in succinte mise, senza arrischiarsi a proferir parola. Chissà, se tra una laurea conseguita con successo e sacrifici e il continuo fuggi fuggi per raggiungere l'agognata residenza di Arcore, quelle graziose pulzelle hanno il tempo di fermarsi a riflettere. Su cosa? Non certamente sulla moralità e sull'etica (ciò appartiene ai dibattiti televisivi), ma su alcune battute di un film che qualche anno fa ha riscosso un enorme successo. In Pretty Woman – storia della romantica settimana di un brillante uomo d'affari e di una prostituta sui generis, con reciproci momenti di amore sincero - alla proposta di lui di un bell'appartamento in una città in cui un gran numero di negozi riveriranno la sfortunata prostituta ogni volta che li visiterà, il rifiuto di lei, fermo e pertanto incomprensibile. “È un'ottima proposta per una ragazza come me, ma non posso accettare, io voglio la favola”. La

Il trascorrere del tempo non mina la memoria dei rapporti veri e semplici. Sono passati dieci anni dal giorno in cui, silenzioso e discreto, hai lasciato la tua famiglia. Immutata,in dieci anni, come per incanto, la sensazione di accarezzare il tuo pelo morbido, di trovare l'intesa nei tuoi occhi per l'ennesima scorribanda in strada, di essere sollecitati dalla tua zampa. La morte non divide mai se i cuori si sono appartenuti veramente. Oggi, 6 febbraio 2011, un pensiero speciale per te, mio caro e specialissimo Max. La tua Lulù “Proprio alle soglie del Paradiso esiste un luogo chiamato il Ponte dell'Arcobaleno. Quando muore un animale che ci è stato particolarmente vicino sulla terra, quella creatura va al Ponte dell'Arcobaleno. Ci sono prati e colline perché tutti i nostri amici speciali possano correre e giocare insieme. C'è abbondanza di cibo, acqua e tanto sole, e i nostri amici non hanno freddo e stanno bene assieme. Tutti gli animali che erano stati ammalati e vecchi sono restituiti alla salute e al vigore; quelli che erano stati feriti e mutilati sono nuovamente resi sani e forti, proprio come li ricordiamo nei nostri sogni di un tempo. Gli animali sono felici, eccetto che per una piccola cosa: ognuno di loro sente la mancanza di una persona speciale, che è stata lasciata indietro. Tutti corrono e giocano assieme, ma viene il giorno in cui uno di loro improvvisamente si ferma e guarda lontano. I suoi occhi brillanti fissano intenti; il suo corpo è preso da un tremito. D'improvviso egli inizia a correre staccandosi dal gruppo, quasi volando sopra l'erba verde, le sue zampe lo portano a correre sempre più veloce. Tu sei stato scorto e quando tu e il tuo amico speciale alla fine vi ricongiungete, vi stringete l'un l'altro in un abbraccio di gioia, per non lasciarvi più. Baci di felicità piovono sul tuo viso; le tue mani accarezzano di nuovo il capo del tuo amico tanto amato e ancora una volta guardi nei suoi occhi fiduciosi, che tanto tempo fa erano spariti dalla tua vita, ma mai dal tuo cuore. Poi, insieme, attraversate il Ponte dell'Arcobaleno. (Autore ignoto)”


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LA RIVOLTA DELLE SCARPE EGIZIANE Non è solo povertà. La rivolta delle scarpe egiziane, come ogni rivoluzione del popolo, comincia da un desiderio di libertà. L'Egitto, un paese dalla storia millenaria, sembra ai più solo una meta turistica. Perdersi nei mercatini, tra stoffe raffinate e il luccichio di preziosi, e restare meravigliati di fronte alla magnificenza delle piramidi: tutto qui il viaggio in un paese considerato d'Oriente, ma geograficamente più vicino alle grandi potenze europee. C'è un mare che separa l'Italia da quella terra orientale. Due sponde che non sono mai state così distanti come nelle ultime settimane. Lì, in Egitto, è esplosa la ribellione popolare contro un governo di apparente democrazia. Qui in Italia sembra ancora assopito il desiderio di ribellarsi al padrone, legittimato da una democrazia di leaders carismatici e lobbies di potere. Non più governo del popolo. Non più rispetto della Costituzione. In quei viaggi d'Oriente pochi hanno spostato lo sguardo sulla estrema povertà che attraversa le strade egiziane, pochi hanno fermato il pensiero sulle restrizioni di libertà e sulla apparente liberalizzazione politica del presidente Mubarak. Secondo le organizzazioni umanitarie di Amnesty International e Freedom House, l'Egitto è un paese non libero. Esistono persistenti violazioni dei diritti umani soprattutto nei confronti di donne, minoranze religiose ed omosessuali. Ambigua è stata la politica di Mubarak. Apparentemente sembra essere stato favorito un dibattito politico libero ed aperto. In realtà le elezioni sono sempre state caratterizzate da condizionamenti sul voto. Nelle piccole realtà rurali a far da padrone sono i capi tradizionali, ligi

all'autorità presidenziale. Ligia è anche l'autorità giudiziaria che spesso ha ostacolato una libera opposizione al governo di Mubarak attraverso pesanti provvedimenti giudiziari, anche forme detentive, contro gli accaniti oppositori. La corruzione dilaga tra le fila delle amministrazioni pubbliche. Libertà. La crisi colpisce il settore alimentare. L'Egitto è uno dei paesi più percossi dall'aumento dei prezzi delle materie prime agricole, a causa non solo di fattori speculativi ma anche dell'aumento di produzione di queste materie legato ai biocarburanti. La Fao, lo scorso gennaio, ha previsto un ulteriore aumento dei prezzi sulle derrate alimentari. Tutto ciò aggrava la situazione del 40% della popolazione egiziana che vive con meno di due dollari al giorno. Povertà. Decina di migliaia di persone si sono ritrovate in piazza Tah ir il 25 gennaio. E da quel giorno le proteste continuano senza sosta. Il popolo urla “Vattene Mubarak” e il presidente decide di scagliare contro i protestanti anti-governativi l'esercito. In meno di quindici giorni si contano quasi trecento vittime, secondo la stima di Human Right Watch. Nel frattempo il

responsabile di Google nel Medio Oriente, Wael Ghoneim, diventa uno dei volti simbolo della protesta nata sul web. Tenuto bendato in una prigione di sicurezza è stato liberato dopo due settimane. “Io non sono un simbolo, un eroe o qualcosa di simile: ma ciò che è successo a me è un crimine. Dobbiamo abbattere questo sistema basato sulla censura”. Libertà. Il popolo d'Egitto, studenti, agricoltori, avvocati e purtroppo ancora poche donne, solleva le sue scarpe in segno di umile protesta. Mubarak tenta ancora di concedere al suo popolo. Ma i diritti e le libertà non soffrono di

concessioni, perché sono originari. Non si conosce cosa potrà accadere in queste settimane. Il popolo chiede riforme costituzionali, un governo di unità nazionale, libere elezioni (elezioni davvero libere) e soprattutto chiede che Mubarak vada via. Mubarak non desiste. Ma non desisterà nemmeno il popolo egiziano che ha dimostrato nelle ultime settimane di non essere un popolo ammansito, ma un popolo orgoglioso. C'è un vento di ribellione popolare che attraversa la sponda opposta del Mediterraneo. Abbiamo una storia antica comune a quei popoli. La storia di naviganti, agricoltori e pensatori. Una lunga tradizione che in queste settimane viene rivendicata dalle scarpe di povertà e dalle urla di libertà del popolo egiziano. 11 febbraio: stampa e televisioni annunciano che Mubarak si è dimesso ed il potere è passato alle forze armate. La piazza Tahir ha accolto l'annuncio con un immenso boato e un tripudio di bandiere egiziane. Le scarpe hanno portato la libertà. F. R.


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IL ROTARY PER LA SCUOLA Anche per il 2011, il Rotary Club di Fasano ha inteso riproporre un'iniziativa che lo scorso anno aveva ottenuto ottimi risultati, “Il Rotary per la Scuola”. Il progetto del club fasanese è finalizzato ad arricchire le attività scolastiche delle Scuole Medie Inferiori, con l'apporto volontario di esperienza e competenza delle professionalità rotariane fasanesi. Lo scorso 24 gennaio si è tenuta la prima lezione di cardiologia da parte del dr. Francesco Loliva e rivolta alle classi seconde della Scuola media G. Pascoli. Il programma prevede diverse aree di intervento: l'Educazione alla Salute, con lezioni tenute dagli specialisti in cardiologia (dott. F. Loliva), dermatologia (dott. F. Mileti), oculistica (dott. A. Mavilio), otorinolaringoiatria (dott. E. Dalena), l'Educazione Alimentare, svolta dal pediatra (dott. L. Scianaro), l'Educazione alla Legalità, a cura dell'avvocato (avv. O. Ferrara), la Sicurezza sul Lavoro, trattata dall'ingegnere (ing. A. Cecere), le Tecnologie Mediatiche, illustrate dal professionista del settore (sig. F. Bagorda). L'ingegnere Rosa Belfiore tratterà i temi dell'ambiente, l'arch. Beniamino Attoma Pepe quelli inerenti l'efficienza energetica l'ing. Franco Romito, l'architettura rurale. GIORNATA NAZIONALE “CARDIOLOGIE APERTE” Il 12 e 13 febbraio scorsi , in occasione della giornata nazionale “CARDIOLOGIE APERTE”, momento dedicato alla sensibilizzazione della popolazione alla prevenzione ed alla ricerca sulle malattie cardiovascolari, il reparto Cardiologia dell'ospedale di Fasano ha organizzato uno screening cardiologico sui bambini che frequentano l'ultima classe della scuola primaria del territorio di Fasano. La problematica dell'obesità infantile ha assunto infatti notevole rilevanza sociale. Il fenomeno, che in Italia colpisce un bambino su quattro, è il risultato di un bilancio energetico positivo protratto nel tempo; in pratica, si introducono nell'organismo più calorie di quante se ne consumino. Tutti i dati acquisiti ottenuti saranno elaborati al fine di fornire, se necessario, consigli ai genitori o per proseguire. con esami di secondo livello. PROGRAMMAZIONE AREE PUBBLICHE Si è tenuto lo scorso 27 gennaio, presso sala Palazzo Pezzolla, l'incontro pubblico, voluto e organizzato dall'Associazione Venditori Ambulanti di Fasano per la definizione, alla presenza degli Amministratori e di rappresentanti della struttura burocratica comunale, degli aspetti più rilevanti del commercio su aree pubbliche nel 2011. I punti trattati hanno riguardato: la realizzazione delle aree mercatali a Fasano, l'avvio dei mercatini estivi di Torre Canne e Savelletri, l'inserimento del settore alimentare nei mercati delle marine, la definizione di un nuovo regolamento del commercio su aree pubbliche e la progettazione di un nuovo piano commerciale. L'iniziativa si è collocata nel solco, già tracciato dall'Associazione, di contribuire alla crescita della categoria dei venditori ambulanti STANCHI DI PERCORRERE LA STRDA DELLA MORTE Il Presidente dell' AGUVS di Fasano –Associazione Gruppi Uniti Tutela e Giustizia per le Vittime della Strada - Katia Schiavone ha inoltrato alle redazioni giornalistiche importanti e toccanti riflessioni sulla pericolosità della Statale 172 Dei Trulli, su cui trovò la morte qualche anno fa il proprio figlio Flavio. La lettera è scritta in qualità di madre più che di presidente di un consesso, ma non può solo per questo essere archiviata come uno sfogo. La sig.ra Schiavone denuncia la latitanza delle istituzioni che poco anno fatto per mettere in sicurezza una strada altamente pericolosa. “Gli unici cambiamenti della strada in questione sono rappresentati dai mazzi di fiori, lapidi e striscioni commemorativi che aumentano

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sempre di più”. Da qui, l'invito a porre in essere misure di sicurezza concrete, esigenza quanto mai avvertita da chi percorre quella strada , per ragioni di lavoro, quattro volte al giorno. Tale assiduità permette di affermare che gli incidenti hanno una frequenza quotidiana e puntualmente paralizzano il traffico, creando molti disagi anche per la mancanza di reali percorsi alternativi. Il pessimo stato di manutenzione della segnaletica e del manto stradale, reso scivoloso più del sapone durante le piogge, non fa che accentuare i disagi ed i rischi per gli automobilisti, come le è accaduto il 20 gennaio scorso. “Siamo stanchi di dover percorrere ogni giorno una strada che sembra un percorso a ostacoli come quelli dei video games, con la differenza che una volta persa la vita non possiamo ricominciare una nuova partita”. 33^ GIORNATA PER LA VITA Il Movimento per la Vita di Fasano, presieduto dal dott. Rocco Marzolla, ha organizzato, domenica 6 febbraio, nell'ambito delle iniziative dedicate alla Giornata per la vita, una serie di attività per la diffusione del messaggio “educare alla pienezza della vita”, diffuso per l'occasione dal Consiglio Episcopale Permanente della CEI. La giornata si è articolata in quattro significativi momenti; in mattinata, la celebrazione della Messa presso il reparto di Ostetricia dell'ospedale di Fasano, con la consegna alle neomamme ed alle mamme in attesa dell' Orchidea per la Vita, simbolo della giornata per la vita, l'opera di sensibilizzazione alla vita nelle parrocchie ed in piazza Ciaia l'allestimento del consueto “Gazebo per la Vita” per la distribuzione delle orchidee. Il pomeriggio è stato dedicato allo spettacolo musicale, tenutosi presso il Teatro Sociale, a cura dell'Accademia Giovani Talenti di Fasano dal titolo: “Aspettando Sanremo. I Giovani Talenti cantano per la Vita” offerto dall'Accademia Musicale Giovani Talenti e patrocinata dal Comune. Il ricavato della manifestazione servirà a fornire sostegno alle mamme che, a causa di estreme condizioni di disagio, sono costrette a rinunciare al dono della maternità.

DOCUMENTI COMUNICATO STAMPA A CURA DELL’ASSOCIAZIONE “AMICI DEL FASANCULT” In occasione della Giornata Mondiale dei malati di lebbra, il 31 gennaio scorso, l'Associazione “Amici del Fasancult” di Fasano, ha promosso un incontro con Padre Vijaya Kumar Rayarala, Direttore del Centro Ashram & Rehabilitation, Swarga Dwar, in India, il quale ha parlato della sua esperienza di vita, al fianco degli ammalati di lebbra, aiutato da filmati e slides appositamente realizzate presso l'ashram. L'incontro si è tenuto presso il Centro Polifunzionale Teseo dell'IISS “G. Salvemini”. Dopo l'introduzione del presidente degli “Amici del Fasancult”, Bruno Marchi, è intervenuto il primo relatore e cioè Franco Colizzi, presidente nazionale dell'AIFO, l'organizzazione internazionale che si occupa di lebbra e degli ammalati di lebbra nel mondo. La testimonianza personale di padre Vijaya, è stata toccante ed ha illustrato le condizioni nelle quali versano a Mumbay (ex Bombay) i sofferenti di lebbra. Inoltre, ha parlato di ciò che la sua organizzazione di volontariato fa per loro, al di là degli aiuti ufficiali da parte dello Stato. Il programma di attività degli “Amici del Fasancult” prevede, tra qualche settimana, la presentazione di un volume redatto da Colizzi, “Il potere più forte”. Inoltre, sono in via di allestimento una mostra fotografica su Savelletri, un evento musicale il cui ricavato andrà in beneficenza e un convegno sul brigantaggio per commemorare i 150 anni di Unità d'Italia. Fasano, 11 febbraio 2011


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DOCUMENTI SE NON ORA QUANDO? Tra le iniziative a sostegno della manifestazione del 13 febbraio prossimo, dal titolo “Se non ora quando?”, che in questi giorni stanno animando l'Italia, c'è anche l'assemblea promossa dal circolo fasanese di Sinistra Ecologia Libertà, tenutasi lo scorso 10 febbraio. La segretaria cittadina di SEL, Carmen Cofano, aprendo i lavori, ha voluto sottolineare “L'orgoglio di essere le altre, le altre donne, quelle che continuano con il proprio lavoro e i propri sacrifici a occuparsi dei figli, degli anziani e dei disabili, quelle che continuano a credere nella cultura, nella consapevolezza, nella dignità, quelle che continuano a inseguire un lavoro (solo una su 2 ci riesce), spesso precario e malpagato, e che pagano il prezzo per servizi sociali inadeguati”. Nel corso dell'iniziativa, molto partecipata da donne e uomini, iscritti e non iscritti, è stato lanciato un appello alla partecipazione alla manifestazione provinciale di Brindisi di domenica prossima, nella convinzione che (citando ancora Carmen Cofano) “Restare mute e passive dinanzi a questo decadimento della società e della cultura del nostro paese vorrebbe dire essere complici”. Appuntamento dunque per domenica mattina alle 10,00 nel piazzale della stazione di Brindisi. Sinistra Ecologia Libertà Corso Perrini, 19 Fasano

CHE CASINO NELLA POLITICA ITALIANA Le vicende del Presidente Berlusconi con il caso Ruby ci hanno portato fuori dalla politica e dai nostri problemi. Però, anche l'opposizione sembra un po' “disconnessa” perché non sa che fare, sembrerebbe intenta a pensare alle poltrone da riempire quando Berlusconi andrà via. Secondo me, non ci dovrebbe preoccupare tanto di Berlusconi. L'opposizione dovrebbe battersi per risolvere i problemi delle persone comuni. I due poli stanno facendo un gran casino solo per accomodarsi su una poltrona che scotta, anche se il maggior partito dell'opposizione sembra non avere un leader. Bisognerebbe leggere un po' meno i giornali di intrattenimento e concentrarsi sul bene dell'Italia, invece che continuare a dividersi in fazioni. Pino Carrone

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DAL PALAZZO DI CITTÀ LA RACCONTANO COSÌ: Per domani (mercoledì 19), l'assessore Scianaro sarà accompagnato dall'assessore provinciale ai Lavori pubblici, Bruno, per verificare il da farsi all'Ipsia: “Ho voluto mantenere l'impegno assunto nelle settimane scorse con i ragazzi dell'Istituto”, afferma Scianaro. Domani (mercoledì) alle ore 9.15 l'assessore comunale alla Pubblica Istruzione, Antonio Scianaro, accompagnerà l'as sessore provinciale ai Lavori pubblici, Maurizio Bruno, ad effettuare un sopralluogo all'Ipsia (Istituto professionale per l'industria e l'artigianato) di Fasano per verificare lo stato dei luoghi allo scopo di definire gli interventi necessari al completamento dell'istituto, soprattutto in ordine alla palestra, i cui lavoro sono al momento fermi. «Ho voluto mantenere l'impegno assunto con i ragazzi dell'Ipsia – afferma Scianaro – che avevo incontrato nelle settimane scorse e che mi avevano sollecitato un intervento presso la Provincia, affinché si definisca il discorso della struttura dell'Ipsia, soprattutto in relazione alla palestra non completata. Pertanto – aggiunge Scianaro – ho chiesto all'assessore provinciale Bruno di venire qui a Fasano per verificare lo stato dell'edificio scolastico. Domani, quindi, effettueremo insieme il sopralluogo per decidere il da farsi, considerato che gli istituti superiori sono di competenza della Provincia di Brindisi». L'Assessore Scianaro trascorre il tempo a fare l'accompagnatore – da notare la precisione , visto che è indicata persino l'ora - e contemporaneamente a sollecitare la Provincia affinché avvii prontamente i lavori presso l'Istituto Professionale; in questa maniera crede di esercitare il suo ruolo di assessore comunale e di consigliere provinciale; un po' comodo in quanto, stando all'opposizione in provincia, può patrocinare cause giuste, quelle degli studenti che da anni attendono una palestra rinnovata; al Comune, invece, presenzia ad ogni tipo di iniziativa purché sia a costo zero e finge di fare orecchie da mercante sulle competenze del Comune in materia di edilizia scolastica (asili, scuole elementari e medie). Conferito al Comune di Fasano il premio “Luci di Natale”, organizzato da Trcb col patrocinio della Provincia di Brindisi, della Camera di Commercio e di Confindustria-Brindisi. E' stato conferito al Comune di Fasano il premio “Luci di Natale 2010” organizzato da Tele Radio Città Bianca col patrocinio della Provincia, della Camera di Commercio e di Confindustria brindisine e rivolto ai venti Comuni della provincia di Brindisi. Il riconoscimento ha premiato Fasano non soltanto per le luminarie che hanno fatto bella mostra di sé nel centro cittadino per tutto il periodo natalizio (dall'8 dicembre 2010 al 6 gennaio scorso) ma anche per le innumerevoli iniziative di spettacolo ed intrattenimento vario che hanno catturato l'attenzione di turisti e vacanzieri durante le festività. «Sono particolarmente orgoglioso che l'organizzazione di “Luci di Natale” abbia premiato la mia città – afferma il sindaco Lello Di Bari – tanto più che, quest'anno, il calendario degli appuntamenti che ha puntellato tutto il periodo natalizio è stato il frutto di una forte collaborazione fra il Comune e le associazioni di Fasano: una sinergia – sottolinea Di Bari – che, evidentemente, ha pagato… Soddisfazione per il premio è espressa anche dall'assessore comunale al Turismo Bebè Anglani: «Abbiamo lavorato tanto per offrire ai fasanesi ed ai turisti e vacanzieri un'immagine festiva della città degna di questo nome. Non è stato facile, viste le ristrettezze di cassa, ma ce l'abbiamo fatta…» Ben venga ogni tipo di premio per il Comune di Fasano perché dà lustro alla Città, bella di suo e per merito di chi la vive, quando dimostra di amarla davvero. Fasano, infatti, non è la città del sindaco Di Bari e neppure dell'Assessore Anglani che dovrebbe prestare un po' più

attenzione a come parla, dire di aver lavorato per offrire “un'immagine festiva della città degna di questo nome”è un non senso, a meno che l'assessore non intendesse riferirsi alla sua immagine di perenne menestrello. Il vicesindaco Scianaro invia lettera al Prefetto di Brindisi per chiedere la convocazione urgente di un incontro sull'ordine pubblico e sulla sicurezza, a seguito della rapina a mano armata messa a segno la scorsa notte ai danni della famiglia Lepore. Il vicesindaco di Fasano Antonio Scianaro, con una lettera inviata oggi al prefetto di Brindisi Nicola Prete, chiede che il rappresentante di governo convochi al più presto un incontro con le forze dell'ordine aperto alla partecipazione dei rappresentanti dell'Amministrazione comunale fasanese sull'ordine pubblico e la sicurezza, a seguito della rapina a mano armata messa a segno la scorsa notte ai danni della famiglia Lepore. Scrive Scianaro: “La preoccupazione per la drammatica rapina a mano armata consumatasi nella notte scorsa a Fasano ai danni della famiglia Lepore, e di quella registratasi qualche giorno addietro ai danni dell'assessore comunale Vito Nicola Napoletano, mi spingono a chiederLe, con urgenza, che Ella si faccia carico di convocare un incontro con tutte le forze dell'ordine, alla Sua presenza e dell'Amministrazione comunale fasanese, per discutere dei problemi legati all'ordine pubblico ed alla sicurezza nel nostro territorio. La preoccupazione è tanto più avvertita – sottolinea Scianaro - considerato che nell'ultimo anno e mezzo sono state messe a segno altre rapine dello stesso tenore ai danni di imprenditori di questa città”. Il riferimento del vicesindaco di Fasano è agli episodi criminosi che hanno interessato gli imprenditori Zaccaria (due le rapine a mano armata di cui è rimasto vittima) e Clarizio. Ferma restando la solidarietà nei confronti di chi, recentemente, è stato vittima di episodi malavitosi, dal Vicesindaco di una città di quasi quarantamila abitanti ci si sarebbe aspettati delle riflessioni di spessore diverso, dal momento che la questione dell'ordine pubblico interessa tutta la collettività. Prova ne sia l'effetto coprifuoco che nel tardo pomeriggio cala su interi quartieri e soprattutto sugli spazi ad uso pubblico che vengono occupati abusivamente da chi non ne avrebbe titolo. L'idea che invece deriva dall'intervento dell'assessore Scianaro è l'ennesimo tentativo di intrufolarsi, col solo intento di far parlare di sé. Terminata oggi l'attività di potatura generale (250 alberi) del verde pubblico di Fasano e frazioni. “Con l'impiego della coop. di ex detenuti e sorvegliati speciali, non solo il lavoro è venuto bene ma abbiamo risparmiato in risorse economiche, considerato che non abbiamo dovuto fare ricorso a gare per ditte esterne”, afferma l'assessore Napoletano. Questa mattina, con la “pulizia” degli alberi che fanno bella mostra di sé nel piazzale antistante la sede della delegazione municipale di Pezze di Greco, si è concluso il servizio di potatura del verde pubblico che l'Amministrazione comunale aveva affidato all'“Alba Nuova”, la cooperativa di ex detenuti e sorvegliati speciali di pubblica sicurezza cui il Comune, da otto anni, affida la manutenzione ordinaria di strade, edifici ed aree pubbliche. La coop., diretta da Antonio Sarcinella, ha completato il lavoro «che ha previsto, tra l'altro, la potatura di ben 250 alberi di diversa natura che abbelliscono strade e spazi pubblici non soltanto di Fasano centro ma anche delle nostre tante frazioni, da quelle marinare alle collinari – afferma Vito Nicola Napoletano, assessore alla Viabilità con delega alla manutenzione delle aree verdi di proprietà comunale -. Sono particolarmente soddisfatto del lavoro


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DAL PALAZZO DI CITTÀ LA RACCONTANO COSÌ: svolto dalla cooperativa che, grazie anche alla strumentazione utilizzata come i cestelli di altezza pari a 20-25 metri, hanno potuto effettuare un servizio preciso sulle chiome più alte. Peraltro – sottolinea Napoletano - la potatura, avendo interessato praticamente tutto il territorio fasanese, alle casse comunali sarebbe costata un bel po' se avessimo seguito la strada della gara e dell'aggiudicazione ad una ditta esterna. Invece, abbiamo deciso di affidare l'intera operazione proprio all' ”Alba Nuova” con il consueto budget annuale che prevediamo da otto anni per il servizio di ordinaria manutenzione di edifici e spazi pubblici affidato alla coop. Insomma – sottolinea Napoletano - senza l'esborso di un centesimo in più, e grazie alla disponibilità della cooperativa che ha, quindi, allargato le sue normali attività quotidiane di manutenzione, Fasano e frazioni appaiono più decorose sul piano del verde pubblico». Adesso si capisce perché al Comune non sono avvezzi a fare le gare, si pensa solo che siano un modo per spendere tanti soldi; peccato che la legge invece obblighi le amministrazioni a farle anche per ottenere un risparmio economico. Stando alle parole dell'Assessore, la Cooperativa in questione, in proroga ormai da otto anni, non è un organismo esterno al Comune, ma una specie di longa manus che, tuttavia, dopo l'immane fatica di potatura di ben 250 alberi avrebbe esaurito per il 2011 (e siamo solo a gennaio) il budget garantito dall'amministrazione. Delle due, l'una: la cooperativa non renderà più i propri servigi all'Amministrazione, oppure il buon Pantalone troverà altri soldini? Alla faccia del risparmio. Emesso bando per assunzione a tempo determinato di agenti di Polizia municipale. Le domande dovranno essere presentate entro il 24 febbraio prossimo. L'Amministrazione-Di Bari ha voluto l'emissione di un avviso di selezione pubblica finalizzata all'assunzione a tempo determinato (tre mesi) di vigili urbani da utilizzare (con contratti di tre mesi per volta) soprattutto nei periodi in cui vi è l'esigenza di potenziare l'organico ufficiale della Polizia municipale (generalmente nei periodi che vanno dalla primavera, con le festività pasquali, a settembre). L'avviso pubblico mira a predisporre una graduatoria di trenta persone (a cui potrebbero aggiungersi coloro che, dall'esame, risultassero con lo stesso punteggio del trentesimo) a scorrimento, nel senso che se i primi in graduatoria hanno effettuato servizio per i primi tre mesi, coloro che seguono saranno assunti per i successivi tre mesi e così via. «L'esigenza di potenziare l'attuale organico dei vigili urbani, seppur per periodi determinati, era maturata da tempo – spiega il sindaco Lello Di Bari – ma è con l'arrivo del nuovo comandante Antonio Orefice che si è concretizzata nell'emissione di questo bando di concorso al quale potranno partecipare uomini e donne aventi determinati requisiti e con un'età compresa fra i 18 ed i 45 anni. Al momento, non possiamo quantificare il numero di vigili da assumere temporaneamente – specifica Di Bari -: tutto dipenderà dalle risorse disponibili in Bilancio». La motivazione principale «che ci ha spinti ad emettere l'avviso pubblico riviene dalla considerazione che d'estate, con l'afflusso triplicato di traffico nel nostro territorio, in più di un'occasione il comandante deve fare i salti mortali per organizzare e garantire il servizio a Fasano centro e nelle frazioni – sottolinea Sergio Pagliara, assessore alla Polizia municipale – tenuto conto della rotazione di ferie cui hanno diritto i vigili urbani. Pertanto, il concorso servirà a tamponare la carenza di agenti in dati periodi dell'anno…. Dallo stesso sito è possibile scaricare anche il modello della domanda di partecipazione alla pre-selezione; domanda alla quale deve essere allegata la ricevuta del versamento di euro 10,33 sul conto corrente postale n. 12888723 intestato a Tesoreria comunale di Fasano indicando la causale “Selezione P.M. a t. d.”.

Per ora, si sa solo che il Sindaco ha voluto un bando di concorso, del tutto secondaria appare – stando al tenore del comunicato stampa di corte l'opportunità di lavoro che dovrebbe essere offerta alle migliaia di giovani fasanesi in attesa di un'occupazione. A conferma del vincolo di fiducia che lega il Sindaco al Comandante della Polizia municipale, pare che solo dopo l'arrivo di quest'ultimo sia stato possibile approvare il bando. Evidentemente, il Primo Cittadino finga di ignorare che l'esperienza dei vigili stagionali non è del tutto nuova per il Comune di Fasano ed ignora pure che il suo predecessore preferì – per ragioni rimaste oscure, ma purtroppo facilmente intuibili – far scadere la precedente graduatoria e consentire che nei mesi estivi la Polizia municipale – che nel frattempo veniva privata di numerosi elementi collocati dietro le scrivanie a dispiegare attività amministrativa - facesse i salti mortali per controllare il territorio. La memoria è breve, quando è conveniente. Visto che il bando è aperto per lo più a disoccupati, sarebbe stata cosa buona e giusta che l'Amministrazione avesse rinunciato a una tassa di concorso onerosa. Nuovo sito internet istituzionale in fase di allestimento. L'Albo pretorio è on-line ma raggiungibile con diversa procedura. “Ci scusiamo con gli utenti se non tutte le pagine del sito attuale risultano aggiornate. Per motivi strettamente tecnici, infatti, diverse sezioni non possono subire aggiornamenti”. Lo afferma il sindaco Di Bari Il nuovo sito internet istituzionale del Comune di Fasano www.comune.fasano.br.it è in fase di allestimento e «sarà lanciato in rete fra la fine di febbraio ed i primi giorni di marzo e presentato in apposita conferenza stampa», annuncia il sindaco Lello Di Bari, però, proprio in questa fase di transizione «e per problemi strettamente tecnici, il sito attuale non può essere aggiornato in alcune sue pagine – chiarisce il primo cittadino – e, questo, certamente, determinerà qualche piccolo disservizio di cui ci scusiamo sin d'ora con tutti gli utenti; disservizio non imputabile alla struttura comunale che lo gestisce ma a questa fase tecnica (di ridisegno complessivo del sito) di transizione. Nonostante ciò – precisa Di Bari - abbiamo, di comune accordo con la società che sta ridisegnando il sito in base alle indicazioni proposte dalla nostra struttura comunale, trovato un escamotage tecnico per consentire agli utenti di poter consultare on-line l'Albo pretorio. Come si ricorderà, la legge 69 del 18 giugno 2009 ha stabilito l'obbligatorietà dell'immissione dell'Albo sul sito internet istituzionale delle amministrazioni pubbliche – precisa il sindaco – e, dunque, per ottemperare a quest'obbligo di legge, si è ricercata una soluzione che, certamente, lineare non è per l'utente-navigatore, ma consente di avere on-line il nostro Albo pretorio perfettamente aggiornato quotidianamente». Di adeguarsi alle disposizioni di legge nei tempi stabiliti dalla legge stessa (1° gennaio 2011, a seguito dell'ultima proroga all'originario termine del 1° gennaio 2010 fissata dal “decreto milleproroghe), proprio non se ne parla. Così il Sindaco zelante si affida ad un “escamotage” che somiglia più ad un percorso ostacoli che ad un reale strumento di semplificazione di trasparenza. I ben informati dovrebbero ricordare che la gestione del sito era prima affidata ad una ditta di Verona in stretti, anzi strettissimi rapporti con l'allora direttore generale Tozzi e la sua compagna, dedita, per il periodo in cui prestò la propria preziosa opera al Comune di Fasano, a definire, dietro lauto compenso, le esatte dimensioni del faso, simbolo della Città. Ora, invece, se il navigatore si addentra nei meandri dell'albo pretorio online del Comune scopre, per esempio, di poter leggere quasi tutti i documenti, ad eccezione delle determinazioni dei dirigenti che costituiscono il fulcro dell'attività dell'ente. Cose che succedono! Sarà per via dei lavori in corso eseguiti dalla nuova ditta, anche stavolta prescelta senza uno straccio di gara.


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CHI SI RICORDA DI JULA DE PALMA?

Tassa di circolazione dell'auto, assicurazione della medesima, canone RAI, ritardato pagamento dell'ICI, passo carrabile scaduto, luce, gas, telefono… a fine gennaio per andare alla posta ho bisogno di una carriola. Mi avevano promesso una riduzione delle tasse, ma qualcosa nei conti non mi torna. L'attesa alla posta centrale è lunga ma non scomoda, grazie alle sedie e alla copia de il Menante che ho avuto genio di portare con me. Piccola tecnica di sopravvivenza postale: cercate un posto vicino a un giovane (se ne trovate qualcuno in grado di andare a sbrigare servizi alla posta senza delegare altri familiari), sarà immerso nella musica che percepisce dagli auricolari incastonati nel cerume e non vi darà fastidio. Guai a voi se vi capita vicino il pensionato logorroico: siete spacciati, soprattutto se ha fatto la guerra. Alla mia vista, quel drammatico giorno di gennaio del 2011, si offrivano due possibili scelte: una sedia libera tra due baldi pensionati dall'apparente età di 65 anni oppure una sedia vicino al muro con, a fianco, una distinta signora di 70 anni e più. La scelta è ricaduta su quest'ultima al solo scopo di ridurre del 50% le possibilità di attaccamento del bottone. Mal me ne incolse. La signora distinta, guarda il giornale che un vicino sta sfogliando svogliatamente. Titolo: “La patata bollente. Occhio, qui va tutto a puttane”. La signora sospira mestamente e con un filo di voce sussurra “Ah, quella povera Jula De Palma”. Non capisco cosa voglia dire, ma faccio finta di controllare i miei bollettini di conto corrente che spero di riuscire a pagare entro il 21 dicembre 2012, non si sa mai avessero ragione le profezie Maya e mi trovassi di fronte alla fine del mondo con dei debiti pendenti. Ma la signora ha lanciato l'amo e io so già che ci abboccherò: “Giovanotto, lei si ricorda di Jula De Palma?”. Sono

spacciato: se rispondo no, me lo ricorderà lei, se rispondo si mi interrogherà su vita e opere di questa donna a me ignota e sarà peggio. Ammetto di non conoscere proprio questa De Palma. Come previsto mi tocca subire la spiegazione. “È una bravissima cantante, lei davvero non se la ricorda al Festival di Sanremo del 1959?”. Faccio presente che nel '59 non ero ancora nato. La signora invece precisa che lei all'epoca aveva 21 anni, era appena diventata maggiorenne. Jula De Palma, mi racconta, partecipò a quel Festival sanremese con una canzone che fece scandalo, dal titolo “Tua”. “La canzone fu criticatissima dalla dirigenza RAI di allora e la sua carriera fu compromessa”. La vicenda inizia ad interessarmi e chiedo alla signora cosa contenesse quella canzone, c'erano forse critiche politiche? “Macché – mi spiega la signora – sa cosa diceva quella canzone? Diceva << Tua. Fra le braccia tue. Solamente tua. Così, tua, sulla bocca tua, dolcemente mia. Finalmente tua, così>>. Troppo sensuale, la giudicarono i moralisti di allora. E adesso invece, lo vede come si parla sui giornali e in TV?”. Faccio un cenno del capo per approvazione, forse adesso la smette, penso. Speranza vana. “Ah, quella povera Lina Merlin! Giovanotto, lei se la ricorda Lina Merlin?”. Certo che sto facendo proprio la parte dell'ignorante… meglio che mi arrenda: “No signora, non me la ricordo, sarebbe così gentile da dirmi chi è?”. L'anziana signora gusta il sapore della vittoria e scandisce seria: “Lina Merlin, è stata una partigiana socialista, poi fu eletta alla Costituente, grazie a lei nell'articolo 3 della Costituzione troviamo scritto che tutti i cittadini sono uguali senza distinzione di sesso. Fu anche la prima (e unica) senatrice del nuovo parlamento repubblicano. Fu promotrice della legge che chiuse le case di tolleranza. Giovanotto, lei sa cos'erano le case di tolleranza?”. Questa la so: “I bordelli!”. La signora vorrebbe rimproverarmi per il linguaggio greve, ma non se la sente. “Esatto” mi risponde, rassegnata alla volgarità dei nostri giorni. “Quante critiche le piovvero addosso. Gli ipocriti perbenisti di quegli anni, gli stessi che censurarono Jula De Palma, per un verso affermavano di difendere i valori della famiglia, dall'altro non disdegnavano di frequentare le…. le…. ci siamo capiti”. Tento di aiutarla a trovare il termine giusto: “Le escort?”. “No, allora si chiamavano diversamente e anche adesso bisognerebbe chiamarle come si chiamavano allora”. Inizio a provare simpatia per l'anziana, e la stuzzico: “Signora, la butta in politica? Che, niente niente, è comunista, ha fatto il '68?”. Alcune delle rughe che la signora porta quasi orgogliosamente, si distendono a causa del sorriso che le ho suscitato, altre, a causa dello stesso sorriso, si raggrinziscono ancora di più: “Ma che comunista e che '68, con 4 figli da crescere, altro che '68. Fino alla metà degli anni '70 ho sempre votato democristiano. Si figuri che votai per l'abrogazione del divorzio, al referendum, anche se oggi ammetto che sbagliai. Non mi prenda per una bacchettona, non sono una di quelle che dicono che “si stava meglio un tempo”, al contrario, mi rendo conto di come sia migliorata la condizione delle donne, anche grazie al risultato di quel referendum sul divorzio o di quello sull'aborto. Per questo non tollero che qualcuno ci voglia far tornare agli anni '50, con l'ipocrisia di chi dice di difendere la famiglia e poi va a puttane, ecco, non lo volevo dire ma l'ho detto”. La signora arrossisce. “Sa cosa le dico – aggiunge, alquanto innervosita – che nel 1968 avevo i figli da crescere e non potevo andare alle manifestazioni, ma adesso che sono in pensione e ho un sacco di tempo libero, il 13 febbraio vado alla manifestazione «Se non ora quando» a difendere della dignità delle donne. Anzi, faccia una cosa, ci venga anche lei”. Non ho nemmeno accennato ad oppormi: ho ceduto e non solo ci sono andato ma le ho anche dato un passaggio con la mia auto. Ma prima di partire ho messo le cose in chiaro: “La musica da ascoltare in macchina la scelgo io: niente Jula De Palma!”.


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IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO Gentile espressione per indicare lo stato di impotenza di un individuo nei confronti di una situazione, o meglio di un problema, rispetto al quale non v'è soluzione perché altri ne hanno il controllo. È da un po' di giorni che questo modo di dire, da cui discendono una totale arrendevolezza e l'assoluta mancanza di volontà, occupava la mente di uno sventurato viandante che si reputava leso da una vicenda incresciosa; un certo atto amministrativo era illegittimo; la fonte di provenienza era sempre la stessa, piazza Ciaia, Palazzo di Città, ufficio non bene identificato, ma siccome tutti sanno che il deus ex machina è

Appunti

sempre il Sindaco, ben si afferma se si dice che l'atto era stato confezionato nella stanza dei bottoni. Chi ha ricevuto un torto cosa fa di solito? Si rivolge alla giustizia e spera che tra i cavilli della legge vi sia uno spiraglio per porre fine ai suoi tormenti. Altri usano andare a parlare direttamente col Sindaco, sperando che, con una pacca sulla spalla, la vicenda possa essere risolta e tra l'altro un bel po' di soldini risparmiati. Che non è mai male, dati i tempi. Il Sindaco però spesso è assente, o è indaffarato oppure, astutamente, rinvia il malcapitato al dirigente di turno. Apriti cielo, allora! I dirigenti sono tutti presi dal funzionamento

Appunti

Appunti

Presidente, le chiedo scusa ma anche lei avrà delle questioni interne, ogni tanto. Verrò a scuola da lei per sapere come riesce a superarle, visto i suoi quasi 30 anni di permanenza alla guida del suo paese. Silvio Berlusconi rivolto a Mubarak in conferenza stampa, 4 giugno 2008 Berlusconi e Mubarak: sforzo unico per ridare la pace al Medioriente www.ilgiornale.it 12 maggio 2009 Berlusconi ha sottolineato che "con il presidente Mubarak i rapporti sono di grande amicizia", e che le relazioni tra Italia ed Egitto si intensificano sempre più grazie ai trattati tra i governi stipulati in occasione degli incontri bilaterali del 2008. "Molte aziende italiane lavorano in Egitto e la benevolenza del presidente Mubarak – ha precisato Berlusconi - fa sì che il loro numero aumenti di mese in mese" www.governoitaliano.it 19 ottobre 2009 Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha avuto poco fa una conversazione telefonica con il Presidente egiziano, Hosni Mubarak. www.governoitaliano.it 6 febbraio 2010 Tra Berlusconi e Mubarak è intesa totale. Nuovi accordi commerciali e intese sul fronte della politica internazionale: l'incontro che si è svolto ieri a palazzo Madama tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e l'ospite egiziano, il presidente Hosni Mubarak, è avvenuto all'insegna della più totale sintonia. "Tutti riconoscono - ha iniziato il premier nel corso della conferenza stampa seguita al vertice bilaterale - il ruolo di Mubarak per il suo apporto di saggezza e di esperienza. Ha la stima di tutti i protagonisti della politica mediorientale e siamo tutti felici del suo ritorno in pena attività". Il riferimento è a una recente malattia che ha costretto il presidente egiziano a un periodo di cautela, lontano dalla scena politica. www.newnotizie.it 20 maggio 2010 Dopo aver inaugurato la sede rinnovata dell'Accademia d'Egitto a Roma, il premier Silvio Berlusconi ed il presidente egiziano Hosni Mubarak sono appena giunti a palazzo Chigi. Mubarak e' stato accolto nel cortile della sede del governo dal picchetto d'onore. ANSA 24 settembre 2010 Il Presidente Berlusconi ha ricevuto oggi una telefonata dal Presidente egiziano Mubarak il quale si è voluto complimentare con il Presidente del Consiglio per il recente voto di fiducia parlamentare e formulargli i suoi migliori auguri per il nuovo anno. I due Presidenti hanno colto l'occasione per ribadire le fortissime relazioni esistenti fra i due Paesi e si sono dati appuntamento al prossimo Vertice bilaterale italo-egiziano in programma a Luxor nel mese di febbraio. www.palazzochigi.it 3 gennaio 2011 Egitto, Berlusconi: “Mubarak è un uomo saggio. Spero non ci saranno rotture” Blitz quotidiano 4 febbraio 2011 Egitto, saccheggiato il Museo, distrutte due mummie www.foggiapress.it 29 gennaio 2011

del Comune, da cui dipende il loro stipendio. Il rinvio è d'obbligo un'altra volta. Meglio rivolgersi alla P.O. che è quasi quasi meglio di un dirigente (si dice in giro che a forza di scimmiottare sia diventato quasi meglio dell'originale). Il viandante gira sconsolato da un piano all'altro, ripensando a quella sigla; P.O. forse vuol dire che il tipo è un po' dirigente ma non del tutto, oppure è come il Po, il fiume italiano, nel senso che è inquinato come il famoso corso d'acqua, oppure è un messaggio in codice, “per ossequio”. Risolto il dubbio con l'ultima delle opzioni, nel senso che il tipo doveva essere ossequioso e quindi lo hanno soprannominato P.O., il viandante si accorge che l'uso dell'ascensore gli è inibito perché riservato ai diversamente abili. Allora sul Comune sono quasi tutti disabili, visto che prendono sempre l'ascensore. Ma no, è per sbrigarsi. Mai visto un ascensore così lento. E poi, cosa avranno mai da sbrigare? C'è un corso di formazione oggi, amministratori ,dirigenti e P.O. devono essere acculturati altrimenti come si garantiscono i livelli di efficienza? Sala consiliare, sulla porta un cartello: “Corso di formazione in corso - vietato l'accesso”. La curiosità è forte; chissà quale luminare sta tenendo lezione. Il viandante entra e – meraviglia delle meraviglie – scorge un uomo che indossa una calzamaglia nera, una fascia dorata gli cinge la vita, il torso è irsuto e in testa ha una specie di cuffia con lo stemma del PDL, in mano ha qualcosa di lucente, sembra una lama , di fronte a lui una figura immobilizzata dal terrore lo guarda pietrificata. E' un lanciatore di coltelli che fa il corso di formazione al gotha del Comune. Occorrerebbe l'intervento della forza pubblica, mica basta più

Brunetta a sanzionare i fannulloni che giocano con i coltelli. E la vittima cos'ha mai fatto per meritare ciò? Pare – conferma il messo comunale – che avesse un vizietto brutto. Molestava forse le vecchiette? Rubava i soldi delle offerte? Faceva lo sgambetto agli assessori? Nulla di tutto ciò, esigeva i suoi diritti. E al Comune che facevano? Glieli negavano, ma siccome quello insisteva, hanno deciso di infliggergli una punizione esemplare. Ma è orribile. Nessuno merita di essere trattato così, soprattutto quando esercita i suoi diritti. Boiate. Il diritto al Comune è un'opinione, il diritto al Comune lo fa solo chi ha il coltello e lo tiene dalla parte del manico. Povero viandante; certo in quell'ambiente, tra quegli sguardi famelici di amministratori, dirigenti e P.O., pronti a fare la festa al malcapitato, non poteva trovare giustizia. Meglio un sano e oneroso ricorso al TAR. Suvvia, basta pensare che la vita va così, che è possibile abituarsi a stare dalla parte del torto anche quando si ha una ragione sacrosanta. E poi, quelli (amministratori, dirigenti e P.O.) prima di imparare a usarlo, quel coltello, ce ne vuole, per ora provano solo a tenerlo dalla parte del manico. Ed è un'impresa ardua. Il sangue che è per terra è di uno di loro che non riusciva neppure a distinguere la lama dal manico, 25 punti di sutura si beccherà. Che fortuna! Il viandante per un attimo aveva pensato che al Comune di Fasano erano efficienti. Che grave errore. Per ora, vanno solo dicendo che hanno il coltello dalla parte del manico. E se dovesse “sprusciulare”, che accadrebbe? Potrebbero sempre andare al TAR, dopo essersi fatti suturare la ferita. Il Tulipano Nero


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IL RE È NUDO Il re è nudo, ma anche la regina prende il raffreddore e mi pare più frequentemente rispetto al consorte, sicuramente perché è meno irsuta. Ogni inizio anno, quando vado a fare la spesa, il mio caminetto riceve montagne di miccia: copie e copie di calendari omaggiati dagli esercenti con scopi subdoli, accattivanti e sguardi provocanti. Scopi: spesso c'è una funzione a lungo termine inizialmente celata, che è da scoprire gradualmente durante l'anno (non mi rivolgo a te lettore e tanto meno è una proposta, non illuderti la frase è impersonale). Mio nonno aveva una prostata così ingrossata e il cavallo dei pantaloni abbastanza logoro dal giramento di sfere generatrici, fortunatamente si è dileguato prima che certi calendari lo facessero crepare per via della pressione alta. A una certa età conviene non interagire con l'arte, ma talvolta basta anche salvaguardare gli anziani dalla fotografia e correre in edicola per acquistare loro il calendario di frate Indovino a uso di placebo. Come un caleidoscopio, il 2011 si apre all'insegna del pube, dovrebbe essere una provocazione e scrivo dovrebbe perché in realtà, non c'è niente di più scontato di Adamo ed Eva, almeno in un'Italia cattolica. Nella storia delle immagini prodotte da vari artisti, perfino il casto Giotto ha ceduto alla tentazione morbosa, mascherando il tutto con scene apocalittiche e infernali dentro la cappella degli Scrovegni, forse è stata la parola cappella a ispirarlo. Per non parlare dei nudi della cappella (prima ipotesi confermata) Sistina di Michelangelo, resi pudichi in seguito da Daniele da Volterra, che giustamente sarà ricordato sotto il nome di “Braghettone”. E ben gli sta! Non vorrei sembrare blasfema, quindi per par condicio, si potrebbe citare il quadro di mensile Gustave Courbet “L'origine del mondo”: è una grande vagina, così in primo piano che a stento non www.ilmenante.it s'intravedono le tonsille della flessuosa modella. Fu dipinto nel 1866, Direttore responsabile che figata! A vederlo mi ricorda dei Aldo Carbonaro momenti televisivi dove la ministra direttore@ilmenante.it delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, si cimentava con piroette tra Redazione le braccia di ballerini nerboruti in Via F.lli Rosselli, 51 - Fasano calzamaglia. Ma passiamo al sodo. tel./fax 080.4427696 Tosto, come un gluteo palestrato, redazione@ilmenante.it il fotografo Oliviero Toscani propoGrafica: donato@donlegro.com ne quest'anno dodici fogli in cui, Stampa: Martano Editrice srl - Lecce tra date e santi, svettano dodici pose di triangoli senza bermuda, iscritto col n. 3/04 nel Registro della Stampa ovviamente c'è chi grida allo scanpresso il Tribunale dalo, la ministra ex succinta succidi Brindisi tata si impone in prima fila a protestare nel corteo improvvisato, comAnno VIII - n. 2 posto in maniera assai originale da Chiuso il 12 febbraio 2011 donne pie e vetero femministe. Ma

c'è anche un nugolo di intellettuali capeggiati da Vittorio Sgarbi che osanna il prodotto, negando l'intento provocatorio del fotografo senza neanche ‘ntu culo consultare il suo parere. Insompure a ma, prendete fiato se leggete Courbet! ad alta voce: è una sorta di concetto astratto sublimato attraverso l'estrapolazione dal contesto visivo che si interseca in un linguaggio visuale moderno concentrato nell'essere e non nell'avere che trova origine dal Postmoderno fino a toccare la Transavanguardia glissando la Popular Art legata a una commercializzazione dell'idea assoluta si platonica memoria. Per la traduzione, rivolgervi all'attore Antonio Albanese e fargli recitare la nota frase di uno dei suoi personaggi, precisamente Cetto Laqualunque, che in sintesi vi dirà: “chiù pilu pì tutti!”. La polemica riguardo al calendario comunque verte su due fattori, il primo è quello etico, immediato, scaturito dalla cruditè che accompagna i maccheroni, acquirenti abituali dei calendari erotici per appenderli nelle proprie autofficine autorizzate direttamente da Marchionne, il secondo è sempre etico ma non approva l'associazione d'idee tra la patata e il Consorzio Vera Pelle Conciata che promuove l'oggetto in questione. Credo vogliano dire che non bisogna mischiare derivati vegetali da quelli animali. Toscani si difende: “Quelli della Pelle Conciata al Vegetale in Toscana realizzano un prodotto unico al mondo, proprio come la pelle di queste nature”. E su questo non ci piove, anche se si tratta di punti dove non batte mai il sole. Ma la Toscana non è Toscani e un certo fotografo toscano che si fa chiamare Uliviero Toscano, invece di proporre una scatola di sigari toscani, mette sul mercato immagini simili, ma non di origine vegetale anche se di forma allungata come una fava, giusto per acquietare gli animi non tanto delle donne pie, ma almeno delle vetero femministe. Un po' per spirito goliardico, un po' per questa volta accertata provocazione, spedisce nelle edicole, a tiratura limitata, dodici fogli datati e santificati, decorati da foto di altrettanto numero di peni. La cosa da penosa si fa interessante almeno per quello sparuto numero di camioniste che, già all'alba, erano in fila con in mano un biglietto da dieci euro, sacrificato per la buona causa delle pari opportunità. Considerato il costo del calendario Pirelli, consiglio vivamente il calendario piselli. Vorrei almeno per un attimo che l'oggetto entrasse nel vivo dell'argomento. Insomma le foto si prestano facilmente a un'analisi artistica: sono pose quiete, precludendo un'eventuale tempesta, da passive si trasformano in attive. Con linee rugose senza spinta, dall'alto verso il basso, vogliono invitare il fruitore dell'opera a una partecipazione illusoria. Dimostrano una realtà tutta in divenire, dove è indispensabile solo il merito della fantasia della lettrice, a dovuta distanza dal marito. Il propagarsi dei calendari che fornisce fiamma al camino, per alcuni accende le serate dei propri figli acneici nelle stanzette cieche e sporche di trucioli, comunque il fuoco del camino trova sempre un suo resoconto. Ma ormai per questo genere di oggetto di consumo, si può parlare di pandemia. Ormai anche i politici si prestano a foto osé, per lanciare sé stessi con beneficenza. Mi dispiace per le casalinghe dei paesi dove i propri amministratori hanno avuto questa originale iniziativa, tra i mutandoni si cela sempre un pacco. Giullaremissiva


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Ti voglio vedere Ti voglio vedere affacciata alla finestra, che mi aspetti; ti voglio vedere per prima cosa, la mattina appena sveglio; ti voglio vedere sorridere, quando ti parlo; ti voglio vedere che mi dai forza, se sono preoccupato; ti voglio vedere morta.

Ti voglio vedere … E attorno al tuo cadavere voglio vedere i vermi con la faccia schifata, che si chiedono: “Ma veramente che ci dobbiamo mangiare questo vomito di cadavere?”

Lettere al Professore Dal prossimo numero, quello di marzo, curerò una rubrica intitolata “Lettere al Professore” nella quale risponderò alle vostre domande. Per intanto e come anteprima assoluta rispondo a Mario che avendo un molto pressante problema mi ha inviato una e-mail con richiesta di aiuto ancor prima che io annunciassi la nascita della rubrica. Quando dici la tempestività e l'urgenza. Caro Mario, Prima di partecipare alla pesca di beneficienza è sempre bene assicurarsi di cosa si può vincere. Capisco che adesso non è semplice trovare una sistemazione idonea per il cavallo. In ogni caso mi sentirei di escludere a priori tanto il salotto quanto la vasca dei pesci rossi. Fossi in te lo porterei in una macelleria di carni equine. Molti miei conoscenti, nelle tue stesse condizioni, hanno risolto così il problema tanto più che se ogni tanto vuoi la compagnia del cavallo puoi sempre andare a prendere qualche bistecca dal macellaio.

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I dubbi dubbi del Prof. Nicola Fiume Teledò (la tv che non fa per voi) In uno scontro a fuoco nella zona controllata dai militari italiani in Afghanistan hanno perso la vita due nostri soldati. Inflitte gravi perdite anche al nemico: un talebano ha perso l'orologio, uno Swatch taroccato, ed un altro ha avuto la bicicletta forata dalla contraerea italiana. Perduto anche un cane. Non si sa a chi appartiene. Se dovesse essere provato che è il loro la nostra vittoria sarebbe schiacciante, se è nostro pazienza. Sabato 30 ottobre 2010. Stanotte ritorna l'ora solare. L'ora legale ritornerà a marzo, ma solo se nel frattempo il ministro Alfano sarà riuscito a garantire un minimo di legalità al paese, se no l'ora legale ha detto: "Col cazzo che torno! L'altra sera, quando Berlusconi ha detto ad Iva Zanicchi, nel corso della trasmissione l'Infedele, di alzarsi ed andarsene la povera cantante era proprio sul punto di allontanarsi un momento per andare in bagno: “Che faccio adesso? Se mi alzo faccio vedere che obbedisco a questo esaltato, se non mi alzo me la faccio addosso … maledetto il giorno che l'ho incontrato!” Dopo averci provato con la Zanicchi, Berlusconi stamattina stava al cimitero. Ogni tanto si fermava davanti ad una tomba ed intimava: “Alzati e vattene!” Poi è arrivato davanti alla tomba di Lazzaro. Quando ha visto che non c'era nessuno si è messo a gridare: “Ce l'ho fatta! Ce l'ho fatta! Sono capace, avete visto che sono capace?!” E' tornato Lazzaro che lo ha guardato alquanto interdetto: “E pure questo mo'? Ma che vuole? Ero uscito a fare due passi!”

Sto perdendo colpi Da un po' di tempo mi capita spesso di lavarmi due volte la faccia la mattina. Non è una nuova usanza e non è nemmeno eccesso di zelo. E' che mi dimentico. Mi accorgo che la faccia me l'ero già lavata quando prendo l'asciugamani per asciugarmi e lo trovo bagnato.

Pensiero della sera Dopo che è passato più di un anno da quando mia moglie mi ha detto 'qua siamo assai, vedi se te ne vai!' comincio ad aver voglia di rifarmi una vita in due. Voglio tornare a casa e trovare qualcuno. Qualcuno che non siano i ladri!

la vignetta è di Cosimo Rosati


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PAOLO E FRANCESCA Quando ieri sera Aurora mi ha chiesto di scrivere un pezzo su Paolo e Francesca giacché stiamo sotto San Valentino non me la sono sentita di dire di no per l'ennesima volta ad una richiesta specifica. D'altronde il tema era intrigante. Ed ho accettato. Fatto sta che seduto davanti al computer non mi viene niente da scrivere. Anzi, se è per venire, qualcosa mi viene, ma è meglio che non lo dico e non lo scrivo. Rischio di brutto. Ma santa figlia, giusto a me vieni a chiedere di celebrare un amore adultero? Proviamo a scrivere qualcosa di decente e come viene viene. Dunque, Paolo e Francesca si chiamavano Paolo e Francesca. Niente male come inizio. Un po' di male stava invece nel fatto che Francesca era sposata non con Paolo, ma con un tale Giangiotto, di professione soldato e per di più fratello di Paolo. La vicenda che noi conosciamo ce li racconta perdutamente innamorati l'uno dell'altra. Dante li ha messi nell'Inferno. Così imparano. Una ragione ci sarà pure stata, se sono finiti all'inferno,

non vi pare? Ogni volta che Giangiotto partiva per la guerra la sua signora si dava alla pazza gioia con Paolo. Il guaio è che Giangiotto, dalla guerra, tornava sempre. Fosse morto una volta, macchè! Sempre, puntualmente, tornava a casa. E 'sti poveretti di Paolo e Francesca non potevano dare libero sfogo alla loro travolgente passione. Per di più, a quel tempo, le guerre duravano poco: ce n'erano una dietro l'altra ma finivano presto. Giangiotto, quando partiva, diceva alla moglie: sto andando in guerra, se faccio tardi i bambini valli a prendere tu dalla scuola, lasciami qualcosa da mangiare, non sparecchiare, tanto torno presto! Figuratevi quanto era contenta Francesca che tra letti da rifare, bambini da accompagnare a scuola, pranzo da preparare, non faceva manco in tempo ad andare a trovare Paolo che subito doveva ritornare a casa. Qualche volta la guerra era così veloce che Giangiotto stava già a casa quando Francesca ritorna-

ANGOLO DEL LOTTO Numero del mese 32. Possibile ambo 32 e 2. Possibile terno 32 - 2 - 36. Ovviamente sulla ruota di Bari. Buona fortuna.

va. Francesca stava imparando a leggere. In biblioteca le avevano suggerito “Lancillotto e Ginevra”, altra storia di grandi puttanamenti. Il bibliotecario, manco a farlo apposta, era Paolo che visti gli scarsi progressi di Francesca si offrì per insegnarle a leggere. Le rare volte che se lo potevano permettere e rimanevano soli, Paolo, quel bastardo, diceva a Francesca che la lettura era più sciolta se lei si spogliava. Francesca, vuoi perché era un po' limitata, vuoi perché era pure qualche altra cosa, non se lo faceva ripetere. Fatto sta che un bel giorno Giangiotto si presentò a casa prima del tempo perché la guerra era stata rinviata per impraticabilità del campo e nel frigorifero chi trovò? Paolo e Francesca, che cercavano di raffreddare lì dentro i loro bollenti spiriti. Paolo e Francesca tentarono con mille scuse di spiegare l'inspiegabile. Vi riporto solo qualche esempio giusto per farvi capire quanto i due innamorati fossero deficien-

ti: “la stavo aiutando a cercare la patata!”, “lo stavo aiutando a cercare il salame!”, “ci siamo persi!”, “volevamo farti una sorpresa!” Giangiotto sfoderò la spada ed esclamando irripetibili epiteti li affettò. Nel frigorifero. Dante che si trovò a passare proprio in quel mentre, raccattò le fette di Paolo e Francesca e se li portò nel quinto canto dell'Inferno rimuginando sul libro fonte di tante sciagure “Lancillotto e Ginevra: “amor che a nullo amato amar perdona”, “galeotto fu il libro e chi lo scrisse!”, ma sempre più convinto che galeotto fu il libro e chi lo lesse. Le fette di Paolo e Francesca intanto continuavano a domandarsi cosa fossero gli irripetibile epiteti. Giangiotto ora si è fidanzato con una donna più seria. Non va più alla guerra. In compenso pesa oltre novanta chili ed è tornato ad andare a cinema con la sua amata. Va pure a ballare. Viva viva San Valentino. Firmato: Giangiotto


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DIVENTANO GRANDI

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gli. Però, ahimè, deve fare i conti col portafogli e soprattutto, ci ha detto sconfortato, con la cronica disattenzione delle istituzioni locali: “Tra prima squadra, giovanili e serie B, viaggiamo ormai al ritmo di 15 partite al mese; abbiamo un movimento giovanile che produce non più decine ma addirittura centinaia di atleti, presto saremo «costretti» a sdoppiare le squadre dei campionati giovanili per consentire a tutti di giocare. Essere costretti a farlo senza avere a disposizione neanche un palazzetto degno di questo nome, è davvero desolante”. A questo punto azzardiamo un suggerimento: se il lavoro psicologico condotto sui giocatori ha fatto si che essi abbiano acquisito maturità, non è che sarebbe il caso di suggerire un bravo psicologo anche ai nostri amministratori locali? Sarebbe ora che diventassero grandi anche loro. F.V.

BASKET: AGGANCIO ALLA VETTA In chiusura del vecchio anno, abbiamo lasciato una Junior Fasano che sembrava spaventata dall'idea di dover diventare grande per forza. La sconfitta subita contro la corazzata Conversano sembrava aver diradato la consapevolezza nei propri mezzi che aveva fatto così ben sperare a inizio stagione. Poi, a cavallo delle feste, la doppia sconfitta in Coppa Italia contro il Noci, e la conseguente eliminazione dalla competizione, sembrava confermare una certa fragilità emotiva della nostra compagine. La pausa di campionato, che per i fasanesi è stata un po' più lunga, ha offerto l'occasione alla dirigenza per fare il punto della situazione con la stampa cittadina, approfittando dell'occasione per menare vanto (legittimamente) della premiazione da parte del CONI per la sua attività giovanile. Il presidente Angelo Di Carolo, pur entusiasta per i risultati ottenuti dal vivaio sempre più in crescita, non ha fatto mistero di dover affrontare alcune difficoltà con la prima squadra. Innanzitutto la già accennata tenuta caratteriale: “Ci dobbiamo lavorare su, lo stiamo già facendo”, ci ha detto il presidente una settimana prima di affrontare il Bologna secondo in classifica. Bruciava ancora il ricordo della gara d'andata persa dopo essere stati spesso in vantaggio, bruciava il ricordo di una vittoria a Bressanone buttata a pochi secondi dalla fine, bruciavano i punti persi in casa contro il Teramo. In effetti, il lavoro psicologico non sappiamo come sia stato condotto, ma siamo certi che sia stato efficace. Il Bologna è stato affrontato dovendo fare a meno del centrale Leo De Santis. L'allenatore Dumnic ha buttato nella mischia l'unico straniero della rosa, il diciottenne montenegrino Marko Bobicic, che lo ha ripagato con una prestazione maiuscola contribuendo alla vittoria sui felsinei: risultato finale 28 a 26. A distanza di una settimana, la gara esterna col Bolzano ha chiamato i nostri ad un'altra prova di maturità. Gli altoatesini, squadra tosta e molto fisica, ci precedevano in classifica. Alla fine del primo tempo i padroni di casa conducevano di 5 reti e al Fasano erano finiti i pivot di ruolo a causa delle squalifiche comminate nella prima frazione di gioco a Giannoccaro e Messina. Normalmente, le partite che vanno così, hanno un esito scontato. Invece SuperSirsi ha chiuso la saracinesca davanti alla propria porta e con un parziale incredibile (16 a 5) i fasanesi hanno portato a casa la meritatissima vittoria per 26 a 20, con Bobicic ancora grande protagonista. Neanche il tempo di riprendere fiato e tre giorni dopo è toccato al Teramo. In terra abruzzese la Junior ha abbondantemente vendicato la sconfitta del girone d'andata: il 31 a 18 finale non lascia alcun dubbio su come sia andata la gara (trasmessa in diretta su Rai Sport 1). Spazio anche ai giovanissimi del vivaio e Bologna agganciato al secondo posto. I nostri ragazzi stanno decisamente diventando grandi. Aggiungiamoci le 5 convocazioni in nazionale di giocatori del Fasano (Sirsi, Costanzo, Rubino, Giannoccaro e, per la prima volta, Messina) e il quadro è completo. Nel precedente numero di questo giornale ci si chiedeva che squadra sarebbe stata questa Junior se avesse avuto a disposizione un altro buon tiratore dalla distanza. Il presidente Di Carolo, che di pallamano ne capisce molto più di noi che ne scriviamo, non aspettava certo i nostri consi-

Con la sconfitta dei giovani atleti di Monopoli in quel di Crispiano, il Fasano agguanta la vetta del girone B della serie D pugliese. La corazzata di Gigi Santini sfrutta la vittoria di dicembre tra le mura amiche contro i cugini monopolitani e si rifà dei passi falsi di Castellaneta e Lecce. Finalmente la degna posizione per una squadra ben quadrata, come già avevamo scritto precedentemente. Atleti di serie superiore come Sokoba, Ranieri, Passante, Sibilio e Rollo iniziano a far pesare la propria tecnica e il pubblico ormai si gasa (a volte troppo, sforando in atteggiamenti poco sportivi) in attesa di rivedere una compagine fasanese in un campionato più importante. Dopo lo Sporting e la Future, ora è il Basket Fasano che si affaccia alla serie C. Basterà non fare passi falsi in trasferta e vendicarsi in casa con Lecce e Castellaneta, che non sembra più la corazzata di inizio stagione, per poter salire di serie direttamente. Toccherà al bravo coach brindisino tenere sempre alta la concentrazione ed evitare spiacevoli sorprese con le squadre di coda. Santini sa anche di poter sfruttare il vantaggio dato dal doppio impegno dei ragazzi del Monopoli e del Lecce, rispettivamente secondi e terzi in classifica, nel campionato under 19 nazionale. Affrontando settimanalmente compagini di tutta Italia (Avellino, Caserta, Livorno, Siena, Roma) i ragazzi arrivano spesso stanchi all'impegno domenicale nel campionato di serie D. Per queste due compagini è forse più importante l'esperienza nel campionato giovanile per fama e visibilità che il campionato di serie D, ma non mollerebbero mai la possibilità di vincere il campionato. Forse tutto si risolverà il 9 aprile, quando i nostri ragazzi andranno a far visita al Monopoli, o forse in quella data capitan Sibilio&C. avranno già in tasca la promozione. Ci ripetiamo, ma la salita diretta in serie D è più che possibile, facciamo debiti scongiuri, e eviterebbe i play off che negli ultimi anni ci hanno visto penare e sfumare promozioni più che meritate. Nota di merito, infine, per i giovanissimi Musa, Liaci e Di Bari, finalmente parte integrante del progetto Basket Fasano. Tanti minuti e punti per i tre ragazzi cresciuti nelle giovanili fasanesi, futuri punti di forza (lo si spera) del quintetto fasanese. G. M.

MAMMA CHE DERBY! E dopo basket, calcio e pallamano, Fasano si tinge ancora di derby. Questa volta tocca al calcio a 5. Cocoon ed Atletico Fasano: i ragazzi di Angelo Rapanà contro quelli allenati da mister Vito Conversano. Una gara dura ma corretta, maschia ma sempre nell'alveo delle regole. Il punteggio è stato salomonico, grazie alle reti di Antonio Ferrara per il Cocoon ed Angelo Maglionico per l'Atletico. E così, in assenza del ko, ci si rivolge ai tre giudici per il verdetto ai punti. Meglio il Cocoon o l'Atletico? Tre pali per Capozzi e compagni, ma l'Atletico ha gestito la partita. Insomma, comunque la si rigiri, finisce pari. Le due squadre, che ospitano giocatori tra i migliori nei tornei amatoriali della zona, sono entrambe nella parte medio-bassa della classifica di serie C e sperano di risollevare le loro sorti nel finale di campionato. Intanto però ci hanno regalato un sabato dal gustosissimo sapore casereccio. Giuseppe Cofano


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I N V A L I D I E T L U M

N A P O L E T A N O I I Z

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A S S E S S O R I A A L I

B C E R A C S A T N I O T

R E O E A A O A R U N P A

U B R I A F F A I A N O D

I E O B F F O V T R A T N

L I G N E A A S B E B E U V L O L L I A A T A S I L E U L A R I T N E R A M O

I A V A L A C S P D P A C

CRUCIPD

V R N A I T G A A A A P C

S I N T R A L L A Z Z I A

I G G E H C R A P I I I R

CRUCIPUZZLE ABBUFFATA AFFAIR AFFOLLATA ALLATTANO APPALTOFARSA ASSESSORI BEBE BORSE DAZI GABELLA GIRA INTASCARE INTRALLAZZI INVALIDI MULTE NAPOLETANO NASCEBENE NITRITI NOIA

NONNI OFFESA PARCHEGGI PARENTOPOLI PIANI RACCOMANDATI SALUBRE SAZI SCALA SPAZI TASSA TILT TIRANNIA URNA VIGILIURBANI VILLANI VILTA ZII

Una ti frega coi semafori (4)... l'altra coi parcometri (7)

centrosinistra - 18. Bari - 19. Istituzione cui la legge riconosce personalità giuridica e i politici lottano per una sua poltrona - 20. L'inizio di Fabiano - 21. Si contrappongono ai buoni - 22. Diario online… - 23. Paesino francese… palindromo - 25. Vengono definiti tali coloro i quali commettono atti straordinari - 26. La Amati candidata alle primarie del centrosinistra - 27. Si trova nel deserto, con palme e tanta acqua - 29. Lo si paga sempre all'ultimo momento… con file interminabili all'ACI - 31. Noi lo abbiamo ancora pulito e azzurro… - 33. Rosso inglese - 36. L'inizio della salita - 37. Aldo Carbonaro.

lettere) REBUS: (10 Assessore fasanese.

REBUS:

VERTICALE 1. Il Di Bari sindaco - 2. Quello di Scipio ci è caro - 3. Tra i e le - 4. E' nudo… ma non e' Berlusconi - 5. Quello di salumi lo si serve nei nostri pub - 6. Trieste - 7. Quello di Martina è famosissimo - 8. Con il panino con la salsiccia il nostro sindaco ha preso i suoi elettori per la… - 9. La fine del cavallo - 10. Me medesimo - 14. Associazione mafiosa napoletana - 16. Vuole essere il candidato unico alle primarie del

SOLUZIONE GIOCHI DELLO SCORSO NUMERO

Navigheremo con i venti in poppa

ORIZZONTALE 1. Loredana, presunta candidata del PD alle primarie del centrosinistra - 11. La radio di Monopoli, decima lettera dell'alfabeto - 12. Brillante azione individuale, specialmente di un atleta. - 13. La costellazione del leone minore, abbreviazione 14. La terza e la settima - 15. Orifizio attraverso cui vasi, nervi e altre formazioni penetrano in un organo - 17. Articolo determinativo maschile e singolare, tra il e la - 18. Cetaceo bianco con il quale spesso si indicava la Democrazia Cristiana - 20. Fabiano Amati - 21. Impianto domestico ove si accende il fuoco, per cucinare o riscaldare, molto utilizzato nelle nostre campagne - 22. Attività commerciali che a Fasano vengono aperte ogni giorno - 23. Salerno - 24. Il contrario di Teo - 25. Il… spagnolo - 26. Senatore del PD, marito di una… stella - 28. Stoffe, merci, mercanzie… - 30. Andare a sbattere… spesso sui muretti della 172 - 31. Paroliere storico di battisti - 32. Cantava semplicità - 33. La televisione… mamma - 34. Luciano Ligabue - 35. Tante militari sono alla fonda a Taranto - 36. Servizio Emergenza Radio - 37. Il famoso Babà - 38. Una Zona Industriale… - 39. Segretario cittadino del PD.


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IL MENANTE N.2 - FEBBRAIO 2011