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ANNO VIII, NUMERO 1 GENNAIO 2011 € 1,00


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OGNUNO FACCIA LA SUA PARTE Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel messaggio di fine anno ha invitato gli Italiani a partecipare alla politica; in maniera molto chiara ha detto: “Ognuno faccia la sua parte”. Il discorso del Presidente ha offerto spunti su come potrebbero essere risolti i tanti problemi che attanagliano il Paese. Ha parlato del distacco tra la politica e la società, della qualità della politica, oltre che della crisi, dell'incertezza dell'economia e del futuro dei giovani. Un discorso di fine anno che invita tutti ad una grande assunzione di responsabilità, dal Governo centrale alle amministrazioni locali, dal mondo delle imprese al sindacato, dai lavoratori alle famiglie; ognuno deve contribuire con attenzione e rispetto alla ricostruzione di un Paese in difficoltà. Non servono proclami, è finito il tempo degli sproloqui e delle finzioni. Bisogna superare i tanti ostacoli, riconducibili a riforme

annunciate e finora mancate. Così come bisogna fare piena luce sulle cattive abitudini di tanti, troppi amministratori che non riescono a guardare oltre i propri interessi. Le cronache sono piene di storie aberranti che vedono coinvolti personaggi pubblici impegnati in ruoli di alto profilo strategico. Insomma, un Paese in difficoltà non può continuare a caricarsi anche il peso di uno scellerato sistema che a volte appare addirittura premiante nei confronti di chi sporca, con il proprio agire, l'immagine di una terra culturalmente ricca. L'ombra nera che appesantisce il sistema Italia, è ora di dirlo a chiare lettere, passa attraverso i continui attacchi leghisti all'unità del Paese con il costante contributo della finanza creativa del Ministro Tremonti e si materializza nelle più importanti stanze ministeriali. Basta una veloce lettura sulle sporche questioni Protezione civile e Beni culturali per com-

prendere cosa accade in certi palazzi del potere. Se questo rappresenta il livello più alto del degrado cui gli Italiani sono sottoposti, danni non minori sono costretti a subire dai livelli più bassi, ma non per questo meno importanti, livelli di organizzazione e gestione della cosa pubblica. Anche in una Città tutto sommato piccola, come Fasano, c'è bisogno, per invertire la rotta, che ognuno, per la sua competenza, riscontri le cattive pratiche quotidiane ordite dai soliti noti a danno degli interessi collettivi e prenda i dovuti provvedimenti. Si guardi, per esempio, per quale strano caso del destino succulenti appalti o forniture finiscano quasi sempre nelle mani di personaggi fortemente legati alla Pubblica Amministrazione. Chi è deputato al controllo politico e non solo, spieghi perché si confezionano a ripetizione atti fumosi e contorti, anziché obbligare alla trasparenza. Esistono norme fin troppo chiare per il reclutamento di nuovo personale, per la gestio-

ne di importanti servizi e persino per la valutazione della qualità del lavoro che i singoli svolgono; non si comprende per quale motivo si debba sempre scegliere la strada della confusione. Perché c'è sempre qualcuno a cui è consentito stravolgere le regole? Qual è la ragione? La risposta è semplice, ma non può bastare, il motivo è sempre e solo uno. Favorire qualcuno a danno di un altro. E che dire del concetto di meritocrazia, manco a parlarne; in certi luoghi ha palesemente ceduto il passo al concetto di servilismo. Più servilismo, maggiore spazio per orientare decisioni e scelte, trascurando ciò che la legge prescrive. Appalti, concorsi, persino i bisogni dei più deboli sono violati dall'agire fuori dalle regole. Nelle stanze del potere insomma, a tutti i livelli, tutto sembra immodificabile. Le parole del Presidente della Repubblica suonano come un ultimo avviso, non vi è più tempo da perdere. La speranza di un futuro migliore è nelle mani di ognuno di noi. Aldo Carbonaro


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A CHI VERRA' DOPO DI LORO Sembra che nel Comune di Fasano vada tutto bene. Anzi, non è mai andata così bene come nell'anno appena concluso. “Lasceremo qualcosa a chi verrà dopo di noi”, tuonavano il Primo Cittadino e gli Assessori l'ultimo giorno del fortunato anno, durante l'usuale conferenza stampa. Una frase quasi evangelica che sigilla con gloriosa sicurezza il futuro della città del mare e delle colline. Eppure molto si è dimenticato o meglio, molto quella frase ha nascosto dietro i falsi proclami di buona amministrazione che spesso si odono provenire dal balcone del Palazzo di Città. Proclami, nulla più. Talvolta qualche promessa, la stessa che capeggerà sui prossimi manifesti elettorali di chi, da quasi un decennio, è sempre sulla stessa poltrona, ora seduto a presentare come propri i meriti di ben altri governi. Sembra insomma che a Fasano non ci sia più alcun problema. Strade, parcheggi, sicurezza e addirittura fermenti culturali. Tutto a posto. Nel 2011, si ode in uno dei primi proclami del Palazzo di Città, Fasano sarà una città di cantieri. Tutto merito, ovviamente, del buon intuito degli amministratori. Il Primo cittadino ha infatti reso noti i lavori pubblici che cominceranno in questo nuovo anno e che sono stati cantierizzati nel 2010. Nelle frazioni marinare di Torre Canne e Savelletri gli interventi tra i più importanti. Si tratta

per Torre Canne di lavori di rigenerazione urbana e in particolare, di arredo del lungomare e per Savelletri dell'ampliamento e della messa in sicurezza del porto. Un successo, sicuramente, ma non propriamente di questa amministrazione. Si dimentica, infatti, che a sopperire alle mancanze locali è intervenuta la Regione Puglia assieme a nuove forme di governo del territorio come l'Area Vasta. Infatti, I fondi che saranno utilizzati per i lavori nelle frazioni marinare sono di provenienza regionale. Come regionali sono anche i fondi che saranno utilizzati per le opere di canalizzazione a Montalbano, a fronte di un alto rischio idrogeologico cui la frazione è soggetta. Altro proclama del Palazzo di Città. In sostanza, l'amministrazione non ha fatto altro che ricevere i mezzi per migliorare ciò che in altre sedi è stato ritenuto necessario migliorare. I proclami continuano. La buona amministrazione ha ben congeniato un sistema per meglio far defluire il traffico in città e meglio regolare l'annosa questione dei parcheggi. Si comincia con la predisposizione dei parcometri, quei marchingegni dal triste colore e dalla poca eleganza delle forme che si incontrano da giorni nella città. Dal 10 gennaio è infatti entrato in funzione il sistema dei parcheggi a pagamento che ha disseminato di strisce

blu tutte le strade fasanesi e che “ridimensionerà il malcostume di chi parcheggia negli appositi spazi per intere giornate”. Che a Fasano non esistano parcheggi liberi nel centro cittadino ed un buon piano del traffico, è cosa che si lascerà a chi verrà dopo di loro. Che i parcometri e i nuovi semafori intelligenti siano stati affidati ad un società che assumerà quote delle multe, è cosa che interessa solo le tasche dei cittadini. L'esigenza resta quella di riempire le povere casse comunali. Eppure ecco che s'innalza un nuovo proclama. “Costruiremo un mega parcheggio vicino allo stadio Vito Curlo”. Quando si pensa, bisogna pensare in grande. Ed a chi potrebbe obiettare che il parcheggio è troppo lontano dalla città e che serve solo per sopperire alla domanda di parcheggio durante le partite di calcio, si risponde che saranno predisposti nuovi bus navetta. Gli stessi che da anni vengono chiesti per collegare le frazioni col centro città. Ma anche questa è una questione che sarà lasciata a chi verrà dopo di loro. Ci sono poi proclami che si trasformano in promesse. La videosorveglianza finalmente partirà. La stessa che – si trattava, appunto, di un'altra promessa - sarebbe dovuta partire un anno fa. Il Ciasu finalmente sarà rivalutato, grazie all'attenzione di un nuovo signore del paese,il senatore Quagliarello, ed il

Minareto troverà finalmente nuova ristrutturazione. Verrebbe da dire che siamo alle promesse della campagna elettorale, cominciata con i gloriosi proclami dall'amministrazione. Si tuona poi dal Palazzo di Città che il Patto di Stabilità è stato rispettato. Una vittoria particolare se si pensa che qualche anno fa, gli stessi amministratori deliberarono volontariamente di fregarsene dei vincoli di finanza pubblica; fatto sta, però, che rispettare la legge è (dovrebbe essere!) fatto ordinario. Gli amministratori proclamano a gran voce che c'è stato un risparmio di spesa senza aver aumentato le tasse. Si nasconde però che esiste ancora l'addizionale Irpef e che esiste ancora una percentuale di aumento della Tarsu a fronte di un nuovo servizio di raccolta e gestione dei rifiuti per nulla efficiente. Si dimentica, poi, che la stessa amministrazione dei buoni e gloriosi proclami ha istituito la “tassa sul caro estinto”, una tassa sui defunti, per l'onnipresente esigenza di rimediare alla povertà delle casse cittadine. Insomma, si lascerà ben poco a chi verrà dopo. E se il Primo Cittadino e gli Assessori si sono augurati per i nuovi anni di essere essi stessi “coloro che verranno dopo”, i cittadini fasanesi si augurano invece di poter dire che “verranno buoni e nuovi amministratori”. Francesca Radesco

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...la parola ai Lettori

I BANDI “PON-PON” Nel 1974, il regista Jack Hill terminava le riprese di un grande film, che all'epoca destò molte critiche, per la sua natura eccessivamente erotica. “The Swinging Cheerleaders” era il titolo in lingua originale… per gli italofoni, più semplicemente noto come “Le ragazze pon pon”. Ed oggi, a distanza di più di 30 anni, eccoci pronti per una visione altrettanto perversa, aggettivo la cui etimologia contiene il senso di quest'articolo, ovvero qualcosa di rovesciato, travolto, corrotto. Il film è stato girato a Fasano. La Puglia Istruzione Production presenta “I Bandi PON-PON”!!! Non intendo nascondere il sarcasmo di queste poche righe; un sarcasmo frutto della delusione di chi ha percorso la propria strada, credendo fermamente nell'Istruzione, come Istituzione e Scuola di vita, che continua a formarsi e lo fa con coraggio e rispetto del sapere, del saper fare e del saper essere. Un'ironia che nasce, come ogni anno ormai, in seno alla pubblicazione dei bandi per la selezione di esperti per i tanto conclamati progetti PON degli Istituti Scolastici presenti sul nostro territorio. Per onestà intellettuale, ho consultato le “Disposizioni e Istruzioni per l'attuazione delle iniziative cofinanziate dai Fondi Strutturali Europei 2007/2013” (Edizione 2009, Prot. n. AOODGAI/ 749 del 6 Febbraio 2009), testo disponibile sul sito web www.pubblica.istruzione.it/fondistrutturali. A pag. 142 si legge che “[…] Esperto esterno alla scuola significa che deve provenire dal mondo delle professioni, dei mestieri, delle imprese”; già nel corso della programmazione del 2000/2006 era stata ravvisata la necessità di reclutare esperti esterni all'Amministrazione Scolastica per i progetti contro la dispersione scolastica, “[…] gli esperti dovranno essere, in linea generale, reclutati all'esterno della scuola e dell'amministrazione scolastica […].” (pag. 118). “E' essenziale per ottenere validi risultati nella realizzazione degli interventi, con riferimento alla preparazione degli studenti, che sia particolarmente accurata la selezione degli esperti in quanto dallo loro qualificazione dipende l'effettiva riuscita delle azioni previste dal Programma Operativo. Si raccomanda, pertanto, di scegliere esperti effettivamente qualificati per le azioni specifiche anche ricorrendo a esperti esterni (non solo cioè al singolo istituto, ma alla scuola e alla amministrazione scolastica in generale) per ampliare gli scambi di esperienze e le contaminazioni costruttive fra scuola e mondo esterno, università, ricerca, associazionismo, […].” (pag. 152). Una serie di quesiti ancora privi di risposta mi hanno affollato la mente: se le disposizioni generali dei FSE prevedono quanto appena esposto, per quale motivo scopriamo investiti del titolo di “esperti esterni” i docenti che insegnano presso le stesse Istituzioni Scolastiche? Se i PON sono stati programmati per ridurre al minimo il numero di early school leavers, per permettere l'aumento del numero dei giovani tra i 20 ed i 24 anni con titolo di scuola secondaria superiore e far crescere la partecipazione degli adulti ad attività di Life Long Learning, e se si è previsto di provare a raggiungere detti risultati privilegiando i neo-laureati, quale sarebbe la ragione per cui viene dato un maggiore punteggio all'anzianità di servizio (un docente nato

nel 1946 avrà accumulato un numero significativo di anni di servizio rispetto ad una ventottenne, non credete?), piuttosto che alla reale specificità dei titoli e all'innovazione didattica che un giovane esperto potrebbe mettere a disposizione dell'Istituto e dell'utenza? Dov'è il privilegio per coloro i quali hanno contratti a tempo determinato presso le Istituzioni Scolastiche, se tutti i professori di ruolo corrono all'arrembaggio per accaparrarsi il maggior numero di PON? Grande attenzione è dedicata alla didattica alternativa, che dovrebbe coinvolgere l'utenza in attività diversificate ed incontrare le specifiche attitudini di ciascun corsista: ma anche la didattica, come gli esperti del settore sostengono, evolve, e con essa anche la lingua madre, lingua straniera, la comunicazione. E voi professori che avete studiato una lingua straniera nel lontano 1960 credete di essere sufficientemente evoluti? […] “I criteri di selezione non devono circoscrivere la partecipazione alla selezione ai soli docenti interni, ma devono mirare ad individuare esperti che garantiscano la migliore qualità della formazione. Per il reclutamento degli esperti non sono validi i criteri di selezione che privilegino in qualunque modo il personale interno all'Istituzione scolastica titolare del Piano, facendo riferimento esclusivamente ad incarichi propri del personale scolastico, […]”, quali l'anzianità di servizio o il possesso dell'abilitazione all'insegnamento. L'analisi comparativa dei curricula mira a verificare l'adeguatezza dei titoli, delle competenze e delle esperienze dei candidati in rapporto agli obiettivi formativi e deve garantire, in tal senso, la selezione dei migliori; [..], (Piani integrati del 22_02_2010). A malincuore faccio queste considerazioni, consapevole che potrebbero essere ascoltate e comprese da pochi o ancora peggio, da nessuno, forse perché nessuno ne ha il coraggio. Forse provocheranno un effetto boomerang, perché tutti sanno e nessuno si esprime; ma sono stanca di assistere inerme a questo triste spettacolo, provo quanto meno a far sentire la mia voce, sempre che un'eco triste ed ulteriormente deludente non la rimandi al mittente. Io non ho paura di inventarmi mille lavori diversi e di sperimentarmi in attività per le quali non ho studiato e che in taluni casi non mi danno la soddisfazione cui credo d'aver diritto. Ma lo faccio onestamente, perché questo mi permette di continuare a formarmi, a conoscere, a studiare, a diventare migliore. Non è uno spirito missionario nei confronti dei saperi, né l'anima vitale del bon sauvage, ma una corsa all'oro. Per concludere, mi rivolgo a tutti quei professori ed ai loro Dirigenti Scolastici che si sentono coinvolti da queste poche righe, ed anche a coloro che credono di essere nel giusto, invitandoli ad una riflessione: e se al nostro posto ci fossero i vostri figli? Lasciate lavorare anche noi…in fin dei conti, lo abbiamo meritato. Rosita Mizzi

Riceviamo e pubblichiamo la nota della lettrice pervenuta in redazione, con l'auspicio che le riflessioni contenute siano utile stimolo per un dibattito fecondo, non solo in ambito scolastico, in tema di reali opportunità di lavoro per i più giovani e meritevoli.


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IL NUOVO ASSETTO DEL “MERCATO ORTOFRUTTICOLO ALL'INGROSSO” Dal 2 gennaio scorso, il Consorzio Centro Agroalimentare ha trasferito la gestione di tutti i servizi ad una nuova società, la Com (Centro Ortofrutticolo Mediterraneo). Questo passaggio diventerà totale il 30 gennaio quando si presume che il Consorzio estinguerà il leasing dall'istituto di credito (Banca Intesa) diventando proprietario dell'immobile. Immediatamente il Consorzio girerà il tutto alla stessa Com. A capo del Com ci sarà uno standista, Vito Semeraro, già nel consiglio di amministrazione del vecchio consorzio. Semeraro prenderà in carico un Com malato, che dichiara di avere comunque le energie per estinguere un leasing. Il traghettatore tra il Consorzio e il Com, il funzionario comunale Giuseppe Carparelli, ha ottenuto in nome e per conto del Comune di Fasano un risultato senza precedenti. I milioni di debito causati da una pessima gestione che vedeva il Comune proprietario del 96% dell'ente stesso verranno versati dagli standisti. Il Comune esce dalla gestione diretta, conservando una piccola quota nel nuovo Com, trasferendo debiti e dipendenti. Di certo c'è la vittoria per Giuseppe Carparelli, che ha sempre dichiarato che il Comune non avrebbe svenduto gli stand. Il Comune però poteva ripianare il debito pur restando al comando del consorzio e il grande progetto Consorzio Agroalimentare, ora cestinato, poteva riprendere quota. Se gli 8 stand fossero stati venduti al valore di mercato, con le quote degli standisti proprietari, con gli introiti del condominio (28 standisti per 250 euro al mese), con le ipoteche sugli stabili, si sarebbe potuto annullare il debito già da tempo. I proventi dall'affitto del bar, una maggiore raccolta alla sbarra (miracolosamente aumentata da quando è stato introdotto un controllo diverso) avrebbero reso più rosea la gestione. E che dire dei fasanesi disinformati delle cattive amministrazioni dell'ente mai “bacchettate” dai sindaci che si sono succeduti a Palazzo di Città? Ma questa operazione stranamente è stata accettata dagli standisti che hanno dovuto pagare per le cattive gestioni di cui erano stati

vittime, davvero qualcosa di inspiegabile. Pur coscienti dello sfascio a cui andavano incontro non hanno mai denunciato ad alta voce chi nel vecchio mercato aveva trovato una vacca da mungere. Perché chi ha malversato non paga per i debiti creati? L'operazione “puzza” di strano. Gli otto stand comunali precedentemente in affitto agli standisti, svenduti, secondo noi, agli stessi per 90.000 euro. Uno stand dieci anni fa valeva circa 150.000 euro (tanto lo stanno finendo di pagare gli standisti proprietari), oggi ne vale circa 230.000 euro. Se fosse stato venduto a una cifra più equa, avrebbe portato il nuovo Com a non partire con quasi 1 milione di euro di debiti. Perché Semeraro vuole partire con un ”handicap”? La risposta ce l'ha data lo stesso Semeraro. “Siamo convinti di aver le carte in regola per poter ripianare i debiti e poter far vivere il COM tranquillamente. Eviteremo sprechi, daremo la possibilità alle maestranze di essere rioccupate nelle stesse mansioni. Non potevamo consentire al Comune di continuare nella cattiva amministrazione che ci ha portato a questa situazione debitoria. Ora tocca a noi tutelare i nostri interessi, amministrando direttamente il mercato”. Tra i beni che passeranno al nuovo Com, non c'è il bar. Afferma Semeraro che“sinceramente la gestione del bar avrebbe portato problemi alla nostra amministrazione. Abbiamo preferito puntare su altre forme di entrate.” Ma lo stesso Semeraro che afferma di aver amministrato bene il vecchio consorzio negli ultimi due anni, non ricorda che

dal 2000 gli standisti hanno permesso ogni forma di sopruso da parte dei politici. I 28 standisti sono di provenienze politiche diverse e i propri amici o mentori politici hanno forzato affinché non vi fosse mai stata una reale unione tra gli stessi. E così, tra una consulenza (anche l'attuale presidente si era affidato ad un

competente amico consulente per risolvere i problemi del mercato, sborsando 50.000 euro pur avendo a disposizione persone capaci nella casa comunale) e un corso di formazione, tra un regalo e l'altro, tra un dover girare la testa o un dover star zitto per non sputtanare l'amico politico, si è arrivati a questa situazione. Speriamo che non sia troppo tardi, la paura rimane questa. Vorremmo fidarci delle parole di Semeraro, ma troppe volte abbiamo assistito a salvatori del Mercato che poi hanno fatto brutte figure. Speriamo di sbagliarci, davvero, vista la buona volontà dello standista onnipresente. Ultimo pensiero strano: speriamo che per i pannelli solari, che fra un po' sorgeranno sul lastrico solare (e forse anche a coprire il parcheggio) sia bandita una regolare gara.

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IL PREZZO DELL'AUTOMOBILISMO CITTADINO FASANESE Fasano, da tempo immemore città dello zoo, della Selva, del contrabbando, della FasanoSelva, città dalle spiagge dorate, dalle acque inquinate, dei campi da golf, è divenuta di recente anche la città dove i kart si divertono a scorrazzare in piazza. Non per fare i moralisti: l'automobilismo cittadino ha sempre avuto il suo fascino, e in Italia si sta sprecando la pubblicità perché Roma abbia il suo Gran Premio, con grande rabbia della Lega. Non entriamo nei problemi dei romani, e di come andrà a finire questa vicenda. Concentriamoci su Fasano. Lo scorso 6 gennaio, per il secondo anno consecutivo, è andata in scena “Fasanopolis”. Decine di kart hanno dato vita ad una gara “entusiasmante” per 4 ore, percorrendo in tondo Piazza Ciaia in una cornice da luna park invernale.

La vittoria nella gara di kart endurance (pare si chiami così) è andata, e ci avremmo scommesso, ai piloti professionisti presenti all'evento. Tutti gli altri han potuto divertirsi a girare in tondo per la piazza, in un'atmosfera ancora velatamente natalizia che ha reso la scena effettivamente abbastanza caratteristica. Il problema serio di questa manifestazione, per cui ci si era già lamentati l'anno scorso, è un altro: una volta finito il divertimento, una volta che si è smesso di girare in tondo, una volta rimossi copertoni, attrezzi, transenne, ecco che affiora la traccia indelebile che, come la svastica sulla fronte dei nazisti in “Bastardi senza Gloria” di Tarantino, rimarrà a marchiare la città per chissà quanto tempo. All'indomani, difatti, la Piazza versava in

No, a mamma! Ho appena messo la cera!

di Angela Rubino

condizioni indecenti. Macchie nere di pneumatico, coloravano le chianche in corrispondenza della traiettoria seguita dai Kart per 4 ore. Cosa ancora più indecente, dopo ben cinque giorni, nel momento in cui questo articolo viene redatto, nessuno ha ancora provveduto a pulire. Si spera lo si faccia subito e senza spese per i

contribuenti: sarebbe uno smacco pagare la pulizia per il divertimento di pochi eletti! In più, cosa più grave, ciò che non potrà più essere cancellato sono i tagli profondi effettuati alle chianche per far passare i fili elettrici per le rilevazioni dei cronometristi. Ah, chi ha vinto? Fabio Cofano

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Che in Italia le polizze Rc auto fossero le più costose d'Europa, lo si sapeva da tempo. Negli ultimi mesi, tuttavia, il problema è divenuto ancora più consistente e più sentito. Una polizza media da noi arriva a costare quasi il doppio di quanto costi in altri paesi dell'Ue, con il risultato di gravare maggiormente sull'economia familiare e d'impresa. Alti sono i prezzi, e molto spesso spropositati sono gli aumenti che le agenzie assicurative propongono per polizze che riguardano soprattutto i neopatentati. Sulla questione è intervenuto il Presidente dell'Antitrust Antonio Catricalà, che ha indicato una serie di motivazioni strutturali, a volte neanche troppo chiare, riguardanti gli aumenti e i vari intrecci societari delle compagnie coinvolte. Aumenti, tra l'altro, poco controllati. Non si è fatta attendere la risposta

delle agenzie assicurative che, a loro volta, lamentano le spese abnormi a cui sono sottoposte in Italia rispetto al resto d'Europa. Una situazione intricata, insomma, che, come spesso capita, finisce per essere poco chiara da spiegare e risolvere, e soprattutto finisce col non consentire una risoluzione rapida dato che le stesse parti non sono d'accordo su quanto di marcio ci sia nel sistema assicurativo. A farne le spese, come al solito, i poveri cittadini. Ancor più perché a Fasano la condizione del manto stradale è notoriamente precaria e la messa in sicurezza delle arterie del territorio tarda ad arrivare: occorre aprire bene gli occhi, insomma, perché non si debba dover aprire il portafogli finanziando questo poco chiaro circuito monetario F. C.


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LA TRISTE STORIA DI UN CANE SOPPRESSO Un cane meticcio, malato, sottoposto in strada ad “eutanasia” da un veterinario, praticamente soppresso. Una notizia all'apparenza poco significativa, ma che ha portato con sè uno strascico pesante. Tra le tante associazioni che hanno posto l'accento su questa strana storia fasanese vi è “Chiliamacisegua” che ha diffuso un messaggio nel quale si evidenziano “Pena, sconcerto, orrore, rabbia, indignazione. Disprezzo per chi ha compiuto questa deplorevole azione.” Di questo tono i commenti su un giornale online fasanese provenienti da tutta Italia. Organi di stampa hanno anche scritto che la carcassa è rimasta per lungo tempo in strada prima che venisse rimossa. Il Sindaco di Fasano ha “investito ufficialmente” della questione il comandante della Polizia municipale, maggiore Antonio Orefice, per verificare l'accaduto. L'accaduto ve lo raccontiamo noi, cercando di non cadere in conclusioni avventate o facendoci trasportare dalle emozioni. Il 22 dicembre, i vigili vengono allertati perché ai margini di una strada del fasanese viene rinvenuto un cane moribondo, un randagio (pare fosse senza il chip di segnalazione). Una signora ha effettuato la segnalazione. Secondo l'iter, i vigili avvisano l'Asl che manda il veterinario di turno. Il veterina-

rio, arrivato sul posto, constata (il tutto è stato trascritto nell'apposito verbale, se vi sono stati errori di procedura il dottore incorrerà nelle giuste sanzioni) che il cane è in gravissime condizioni, moribondo. Lo sopprime. Qui c'è un difetto, forse, di procedura. Il cane doveva essere trasportato presso il canile e lì soppresso. Per il trasporto bisognava chiamare l'accalappiacani che, però, doveva arrivare da Ostuni. Forse, per far risparmiare questa spesa al Comune di Fasano, il veterinario ha preferito operare per strada. Il cane, senza microchip e quindi randagio, era di proprietà del Comune. Se avesse avuto il microchip, di sicuro sarebbe stato avvisato il proprietario. E se avesse avuto un proprietario, con o senza microchip, questi avrebbe dovuto rispondere per omesso controllo dell'animale. A questo punto, sarebbero dovuti entrare in azione i vigili urbani che, a loro volta, avrebbero dovuto allertare l'ufficio Ecologia del Comune. L'ufficio, poi, avrebbe dovuto allertare la ditta competente per la rimozione delle carcasse (che necessitano di uno smaltimento speciale). E qui c'è di sicuro un difetto. Forse per l'orario, forse per una disattenzione del piantone, questa comunicazione non è arrivata per tempo alla ditta. La carcassa è stata rimossa il giorno succes-

sivo. Da qui tante accuse, tante denunce, parole pesanti più di massi, pronte a lapidare il veterinario. Ma c'è un vero colpevole? Fa bene il sindaco a cercar luce nel buio di accuse forse troppo esagerate. Questo il commento del presunto proprietario, molto duro, forse dovuto alla rabbia di aver perso un amico a quattro zampe. “...pregherei tutti quelli che non sono a conoscenza del fatto o che lo sono solo per sentito dire si astenghino nell'offendere chiunque, polizia municipale , comune etc... che cazzo c'entrano i vigili urbani? quello che ha sbagliato è solo questo veterinario. vorrei che questi commenti alla vicenda finissero qui. Non scrivete più. Grazie...”. Il cane, se realmente fosse stato di proprietà dell'accusatore, avrebbe dovuto avere il chip di

riconoscimento. Eppure, sembra che non sia così. Avrebbe dovuto essere sempre sotto controllo del proprietario, che avrebbe dovuto comunicarne la scomparsa. I vigili e il veterinario forse hanno operato con sufficienza, ma sempre rispettando le regole (almeno così dicono i “capi” dei diretti interessati). Lapidazioni, sommarie esecuzioni, in un paese sempre pronto ad attaccare il nemico. E se il cane fosse stato realmente in fin di vita, così come dichiarato dall'esperto veterinario? Se cercava solo la morte, così come dichiarato un primo momento dal presunto proprietario? Sarebbe stato solo tanto rumore per nulla. Neanche i cani possono morire in pace! Gianluca Monopoli

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PORTO DI SAVELLETRI... ANCORA QUERELLE Da mesi va avanti la polemica sul progetto di messa in sicurezza del Porto di Savelletri. Nell'aprile dello scorso anno la sezione fasanese della Lega Navale ha presentato al Comune di Fasano un progetto di sistemazione e messa in sicurezza del porto della frazione marinara , finanziato dai fondi regionali nell'ambito dell'Area Vasta. L'iniziativa è stata però oggetto di un'aspra battaglia che ha visto come protagonista un “Comitato per la tutela del borgo di Savelletri”. I componenti del Comitato riterrebbero il progetto definitivo non in linea con il progetto esecutivo messo a gara; riterrebbero, in sostanza, che l'intenzione non sia semplicemente quella di porre in sicurezza il Porto con particolare attenzione alle esigenze dei pescatori, ma quello di creare un porto turistico. Dall'altro lato, un comitato di pescatori chiede il miglioramento del porto di Savelletri per risolvere il problema dell'insabbiamento del porto e per eliminare il rischio di danneggiamento delle imbarcazioni. Allo stato attuale, il progetto definitivo è ancora in attesa del parere dell'Ufficio regionale della VIA che dovrebbe valutare l'impatto ambientale dell'opera stessa. Di converso, il progetto esecutivo redatto dal Comune è stato già messo

a gara. Una gara però ovviamente sospesa, proprio per l'attesa del parere d'impatto ambientale. Una situazione questa senza dubbio complessa, tanto che nel novembre scorso l'Ufficio regionale Via ha convocato tutte le parti in causa per cercare un confronto ed una migliore soluzione alla polemica. Ecco ora giungere le delucidazioni del dirigente comunale ai Lavori Pubblici, ing. Rosa Belfiore. Il dirigente assicura circa la non difformità del progetto definitivo, al vaglio dell'Ufficio Via, e quello esecutivo già messo a gara e che l'unico scopo del progetto sia essenzialmente la messa in sicurezza del porto. “Le differenze riscontrate dal Comitato per la Tutela del Borgo di Savelletri sono solo il frutto di una valutazione superficiale del progetto sia definitivo che esecutivo, limitata solo alle relazioni descrittive. Un approfondito esame tecnico delle due versioni progettuali nella loro interezza avrebbe certamente messo in luce la perfetta corrispondenza delle soluzioni progettuali”, scrive

in una dettagliata relazione il dirigente. Non è mancata la risposta del Comitato per la tutela del borgo di Savelletri che ha precisato con altrettanta dovizia di particolari il proprio diritto, contestato invece dall'ing. Belfiore, a partecipare al procedimento amministrativo in questione in virtù di

un generale principio dell'ordinamento italiano. Si attende dunque il parere dell'Ufficio VIA. Resta però l'amarezza di assistere ad una querelle che non ha per tema il miglioramento di un'opera importante per la città.

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“PREMIO CULTURA” …ONORE AL MERITO

Da oramai venticinque anni, la Società Operaia di Mutuo Soccorso organizza il “Premio cultura”, un premio di incentivo allo studio per i soci ed i figli dei soci che si siano particolarmente distinti nello studio, ideato dallo storico ed indimenticato presidente Nunzio Schena. Anche quest'anno, la SOMS ha

premiato numerosi giovani studenti durante la cerimonia del giorno di Santo Stefano. Alla serata, presentata da Martino Grassi, hanno partecipato come relatori il Presidente della SOMS, Stefano Massimino, il Vicepresidente vicario, prof. Donato Fanigliulo ed il Presidente dell'Associazione regionale delle Società Operaie Pugliesi, rag. Giovanni Caramia. Il Premio viene ogni anno attribuito a ragazzi della scuola media e superiore e dell'università e consiste, oltre che in un attestato di riconoscimento dei meriti conseguiti, in un buono acquisto, cui si è aggiunta una copia del libro sui centoquarantanni dalla fondazione

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della SOMS di Fasano, nata il 9 luglio del 1863. Quattordici sono i ragazzi premiati quest'anno per i meriti conseguiti nell'anno scolastico o accademico 2009-2010. Per la scuola media sono stati premiati Martina Cofano, Paola Vinci, Roberta Schiavone, Danilo Fanigliulo, Pasquale Saponaro ed Anna Ciaccia che hanno frequentato l'istituto “G. Bianco” di Fasano e Felice Convertino e Giovanni Lovecchio dell'istituto “G. Pascoli” di Fasano. Per la scuola media superiore “L. da Vinci” di Fasano ed, in particolare, per aver conseguito la maturità scientifica con 100/100 sono state premiate le studentesse Mariantonietta Donnaloia,

Chiara Mizzi, Anna Chiara Gallo e Serena Rosati. Per la sezione università sono state premiate la dott.ssa Giuseppina Donnaloia, che ha conseguito presso l'Università degli Studi di Bari “A. Moro” la Laurea triennale in Lettere con la votazione di 110/110 e lode, e la dott.ssa Giuseppina Recchia, che ha conseguito la Laurea specialistica in Ingegneria con la votazione di 110/110 e lode presso il Politecnico di Bari . La serata di premiazione ha rappresentato anche l' occasione per omaggiare i quarantuno soci della SOMS fasanese che hanno compiuto nel 2010 ottant'anni di età. F.R.


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“La solidarietà è controcorrente, perché fuori dai modelli proposti...” (Don Tonino Bello – Vescovo)

L'Azione Cattolica Ragazzi di Montalbano, domenica 19 dicembre 2010, ha realizzato, in Piazza della Libertà, la X edizione del Mercatino della Solidarietà, (iniziativa ideata nel 2000 durante i lavori del Campo-Scuola estivo Parrocchiale “Segnali di Giubilo”), allo scopo di raccogliere ogni anno, nel periodo natalizio, una somma di denaro da devolvere in beneficenza. Tutti i lavoretti esposti al Mercatino della Solidarietà sono stati realizzati con l'amore, la pazienza e la semplicità dei bambini e dei ragazzi dell'ACR (aventi dai 6 ai 13 anni). “Ѐ bello – riferiscono il presidente Parrocchiale Giuseppe Spalluto e gli animatori ACR – ricordare anche chi abbiamo aiutato: 2000: in occasione del Giubileo, seguendo la voce di Papa Giovanni Paolo II, che chiedeva la cancellazione del debito estero, la nostra solidarietà è andata ai due paesi più poveri dell'Africa: Zambia e Guinea. 2001: in memoria del padre missionario Vincenzo Ancona, la nostra solidarietà è andata alla “Missione Padre Laurent” – villaggio Bertova (Camerun), dove Ancona aveva operato per diversi anni. 2002: per i terremotati di San Giuliano di Puglia (CB). 2003: per una famiglia bisognosa del nostro paese. 2004: per l'associazione “La Fontanella” di Fasano, che si occupa dell'integrazione sociale e lavorativa dei portatori di handicap. 2005: all'ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, per la realizzazione di attività ludico-espressive per i bambini ospiti. 2006: per l'Istituto Sacro Cuore di Fasano. 2007: per l'Istituto “Latorre” di Fasano. 2009: per la comunità famiglia “Villaggio SOS” di Ostuni. 2010: quest'anno abbiamo deciso di rivolgere la nostra attenzione al Centro Diurno per la riabilitazione mentale “Pegaso” di Brindisi. Grazie ancora una volta, da tutti noi, per il vostro contributo e la vostra sensibilità.” Vincenzo Zizzi

PIANO REGIONALE PER IL LAVORO I numeri, innanzitutto. 340 milioni di euro di finanziamento, 38300 nuovi posti di lavoro ed altri 13700 già esistenti salvati. Un totale di 52000 fruitori in un piano che prevede ben 43 tipi di intervento diversi. Sono le cifre dell'offensiva più seria contro la crescente disoccupazione che sia stata lanciata sul territorio nazionale negli ultimi anni.

Autrice la giunta regionale di Nichi Vendola, che l'11 gennaio ha presentato pubblicamente il suo piano per il lavoro. I bandi saranno attivi nei primi sei mesi dell'anno. «L'insoddisfazione dei lavoratori in Puglia e in Italia - ha spiegato il Governatore alla stampa, presentando il piano - è data dal fatto che siamo dentro ad un quindicennio di feroci

politiche sociali di destra, che hanno messo al centro il diritto a licenziare e delocalizzare e non il diritto al posto di lavoro ed al reddito per una famiglia. In questo piano viene investita una cifra considerevole». Nonostante le cifre ragguardevoli, non sono mancate le polemiche da parte dei sindacati, che hanno accusato Vendola di scarsa apertura al dialogo e di una mancata concertazione degli interventi. «La concertazione ha aggiunto Vendola - è importante, ma io sono stato eletto dai cittadini pugliesi per governare e devo assumere la mia responsabilità di costruire le scelte. Con le imprese e con i sindacati avremo una cabina di regia che giorno per giorno gestirà il piano per il lavoro, verificherà se le scelte sono quelle più opportune e metterà in campo miglioramenti, innovazioni e sperimentazioni». Una risposta chiara alle critiche e poi qualche battuta anche sulla situazione dei lavora-

tori precari della Regione Puglia, «ricordando a tutti quelli che parlano, peraltro con una discreta confusione, che quando sono arrivato qui ho trovato precari in ogni angolo, contrattualizzati nei modi più diversi e senza nessuna base giuridica certa. Noi abbiamo dato a molti giovani la possibilità di avere dei contratti a tempo indeterminato. Oggi questo processo è in crisi non per responsabilità della giunta regionale, ma per colpa delle scelte di Tremonti e di Berlusconi. Resta fermo il mio impegno a concludere positivamente questa vicenda, perché noi intendiamo dare futuro e stabilità anche a quanti lavorano all'interno della Regione Puglia». Politiche sociali di sinistra, insomma. Quelle che occorrono per tirare via la barca da una secca economica che si annuncia persino più lunga e complicata del previsto. Giuseppe Cofano

VianDante Il viaggio di Vincenzo Deluci fa tappa in Chiesa Il sole vince sulle tenebre, Vincenzo Deluci vince sul destino e torna a suonare la sua musica. Grande trombettista, compositore, orgoglio e grande artista di Fasano, apprezzatissimo dai suoi concittadini, molto meno da chi ci amministra. E i tappeti rossi glieli stendono amministratori di paesi vicini. Prima Castellana, poi il sindaco De Luca e l'assessore Carparelli (nostro concittadino) di Alberobello. Tanti anni sono passati da quel grave incidente che sembrava toglierci il piacere di ascoltare la musica di Vincenzo dal vivo. Ma lui, mai domo, prima utilizza un puntatore ottico per creare musica, poi crea una tromba che suona con la sua magica mano sinistra e dalla quale vengono fuori note che restano nell'anima. VianDante, un viaggio dal Paradiso all'Inferno, andata e ritorno. Sorpreso e smarrito nell'Inferno, Vincenzo si è interrogato. Si è dato risposte e ha urlato la sua voglia di vivere. Chi gli è stato vicino ha raccolto l'urlo e lo ha aiutato, spronato. La sua tromba speciale, papà, Giuliano Di Cesare, Fabrizio, Biagio, tutti i suoi amici. E la voce narrante fuori campo di Peppe Servillo, fondatore degli Avion Travel, è una chicca che si fonde con la tromba di Vincenzo e le emozioni degli spettatori. Una rivincita, il Paradiso, la voglia di combattere e suonare, quindi vivere. Come le sensazioni e le emozioni che fa vivere a tutti coloro che gustano le sue note. Gran bel viaggio, offerto ai parrocchiani della Coreggia che non lo conoscevano e ai tanti fasanesi accorsi per riascoltarlo. Il viaggio del VianDante si è arricchito di questa seconda tappa singolare. Quasi un passaggio dall'Inferno delle grotte di Castellana al Paradiso, nella casa del Signore. Chissà dove ti seguiremo domani, VianDante di un Vincenzo. G.M.


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LE BATTAGLIE CHE DEVONO ESSERE VINTE

"Sul cartellone c'è la foto di una donna. O, almeno, di una creatura di sesso femminile, a giudicare dalle due piccole sacche di pelle rugosa che pendono al posto dei seni. Sì, perché di fronte all'obiettivo c'è una creatura completamente nuda. Seduta su uno sfondo grigio sfumato, una gamba allungata e l'altra leggermente piegata in modo che solo il pube sfugga allo sguardo. Le ossa, in compenso, si vedono bene. Mi fa vergognare questa foto. Perché è la mia foto." Scatti pubblicitari di qualche stagione fa, opera di un maestro, Oliviero Toscani, reso celebre dalla capacità di catturare la realtà e di offrirla anche nei suoi aspetti più crudi e dolorosi. La ragazza della foto è una modella, non particolarmente nota fino al momento in cui decide di dare in pasto il suo corpo al mondo, non solo con le foto, ma anche con un libro. Un mondo affamato che certo non si sazierà mai con ossa sporgenti, sguardo sofferente e occhi compassionevoli. In compenso, dalla fame – a mo' di paradosso – prende avvio il dibattito su un male oscuro, ma di gran moda, esattamente come il mondo delle passerelle ne costituisce la linfa vitale, l'anoressia. Modelle giovani, alte, magre, sostenute da ossute ginocchia e sfilano altezzose, a dimostrazione che con l'anoressia e gli altri disturbi alimentari si può convivere. Lo fa perfino Isabelle Caro, la protagonista delle foto che, a dispetto di un corpo irrimedia-

bilmente compromesso, manifesta a gran voce la sua forza, persino con uno scritto autobiografico, “La ragazza che non voleva crescere. La mia battaglia contro l'anoressia”. Cresce la convinzione che, tutto sommato, l'anoressia non è male da temere e a maggior ragione da debellare. Un nuovo business lascia il posto alla pietà; le trasmissioni televisive e la stampa si affollano di stuoli di creature dalle ossa in rilievo che, oltre a vantare un pessimo rapporto con il corpo, adducono dissidi e traumi provocati prevalentemente dalla figura materna. Isabelle dà il via all'ennesima abbuffata e sul campo cominciano a contarsi troppe vittime. Una catastrofe naturale avrebbe provocato meno morti di quante ne ha mietute l'incauto desiderio di accontentare gli altri. Isabelle racconta di dare soddisfazione alla madre indossando abiti e scarpe strette, di essere stata indotta persino a sottoporsi alla chirurgia estetica per modellare naso e zigomi secondo un ideale di perfezione di proprietà altrui. Le ragazze ed anche i ragazzi cominciano ad emulare e a raccontare di provare inizialmente grande soddisfazione nel dominare il proprio corpo, privandolo delle calorie necessarie al sostentamento. Nulla di più facile: basta limitare progressivamente gli alimenti per riscoprirsi, dopo poco tempo, capaci di non avvertire più lo stimolo della fame e scoprire che è tardi per tornare indietro

perché la larva ha preso il sopravvento sull'essere umano. Le storie raccontate hanno sempre lo stesso prologo ed immancabilmente quasi sempre il medesimo epilogo, la morte. La notizia della scomparsa di Isabelle arriva a distanza di quasi un mese dall'evento; la stampa riserva, più che altro per dovere di cronaca, scarni trafiletti a una giovane donna il cui nome è inesorabilmente destinato all'oblio. Intanto, la sorte di Isabelle sarà condivisa da altre creature, alcune delle quali – in nome del business e non certo per spirito di solidarietà – racconteranno le loro tristi storie, i conflitti terribili con una madre prepotente ed arrogante, il desiderio di guarire e di vincere la battaglia. Ignorando o almeno fingendo di farlo - che ogni vittoria nasce dalla consapevolezza dei propri desideri e non dal tentativo di esaudire quelli altrui, il che presuppone la piena conoscenza di se stessi ed anche dei propri limiti. Se una ragazza di media altezza si illude di cavalcare le passerelle della

moda pesando solo trenta chili, è priva di ogni capacità di valutazione. Se comincia una strenua dieta per rapire il cuore di un ragazzo o per destare l'attenzione dei familiari, vuol dire che ha scarsa stima di se stessa e sottomette il proprio ego al diktat senza appello dell'ago della bilancia. La personalità di ogni individuo deve essere opera di un demiurgo severo e intransigente, se stessi, per non incorrere nel grave errore di colpevolizzare e punire un innocente, il corpo, troppo spesso relegato all'obbedienza cieca. Nessun essere umano, per propria volontà, sceglie di far del male a se stesso. Persino la scelta di privarsi della vita con il suicidio mira a trovare rimedio alle ansie. Le foto di Isabelle hanno indotto vergogna nella protagonista; analoga sensazione dovrebbe valere per tutti coloro che si ostinano a non capire quali sono le vere battaglie che devono essere vinte. Aurora Nardelli

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DOCUMENTI Convocazione straordinaria del Consiglio Comunale per l’esame della situazione economica e gestionale del Centro Consorzio Agro Alimentare di Fasano. I sottoscritti Capigruppo Consigliari e Consiglieri Comunali PREMESSO - che apprendiamo dagli organi di stampa che il Comune di Fasano, quale socio di maggioranza del Consorzio, avrebbe affidato la gestione dell’Ente alla società C.O.M. (Centro Ortofrutticolo Mediterraneo) S.r.l.; - che non sono ad oggi noti i criteri attraverso i quali è stata scelta la suddetta società per la gestione del CCAAF; - che non si conosce quale provvedimento o atto di indirizzo abbia affidato ad una società privata, qual è la COM S.r.l., la gestione di un Ente pubblico come il Consorzio Agro Alimentare di Fasano; - che si rende oramai necessaria una relazione dettagliata sulla effettiva situazione finanziaria del Consorzio, anche alla luce delle censure mosse, a tal riguardo, all’Amministrazione in carica da parte della Corte dei Conti, con nota del 29 settembre 2010; - che si rende opportuna la redazione di un vero piano industriale per lo sviluppo delle attività del Mercato Ortofrutticolo all’Ingrosso, capace di risolvere le pendenze con la società Intesa Leasing S.p.A. e dare una prospettiva di sviluppo al Mercato stesso; - che ogni azione di disposizione dell’Ente, sotto il profilo della gestione da parte di società terze, deve necessariamente passare attraverso una discussione all’interno del Consiglio Comunale e non può, in nessun modo, essere diretta da altri organi. CONSIDERATO - che le dimissioni paventate della maggioranza dei Consiglieri, lo scorso novembre, hanno rischiato di far decadere l’intero Consiglio d’amministrazione del Consorzio Centro Agroalimentare di Fasano; - che non sono mai state resi pubblici e, pertanto, non si conoscono i motivi che hanno portato alcuni Consiglieri a rassegnare le dimissioni suddette e poi ritirarle repentinamente; - che permane da diversi mesi uno stato di difficoltà nella gestione del CCAAF; - che tale situazione rischia, nell’immediato, di avere anche risvolti negativi di carattere occupazionale, in relazione ad alcuni servizi dell’Ente; - che i cittadini e noi Consiglieri Comunali abbiamo il diritto di sapere quali provvedimenti concreti l’Amministrazione Comunale intenda adottare per salvaguardare il CCAAF, impedendo che lo

stesso Ente perda la finalità propria di mercato all’ingrosso di prodotti agricoli. CONSTATATO - che, ad oggi, dopo tre anni dall’insediamento dell’Amministrazione Di Bari, l’annosa questione che riguarda il Consorzio, anche a seguito delle scelte di questa maggioranza e di quella precedente, guidata dal Sindaco Ammirabile, non ha ancora trovato una soluzione nell’interesse della città; - che si rende necessario affermare la difesa degli interessi pubblici, posto che ci viene rappresentata come unica soluzione quella di privatizzare l’Ente. CHIEDIAMO che, a norma dell’art. 39, co. 2 del Decreto Legislativo n. 267/2000, venga convocato urgentemente e, in ogni caso in un termine non superiore a 20 giorni da oggi, il Consiglio Comunale di Fasano, inserendo all’Ordine del Giorno il tema in oggetto; che venga, in tale sede, richiesta l’audizione dell’attuale Presidente dell’Ente; che vengano portati a conoscenza del Consiglio Comunale: - l’esercizio e il consuntivo di bilancio 2009 del CCAAF; - il bilancio di previsione 2010 dell’Ente. Fasano, lì 22.12.2010. Fabiano AMATI, Dino MUSA, Dino COFANO, Giorgio COFANO, Checco LATERRENIA, Giacomo ROSATO, Rufino DEFELICE, Renato DEMOLA, Salvatore FERRARA, Roberto AMMIRABILE, Vito PIGNATELLI

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DOCUMENTI Comunicato stampa Un altro importante obbiettivo raggiunto in pochi mesi dalla nascita del nostro sodalizio: realizzare una “casa museo” per valorizzare la tipologia edilizia del nostro centro antico! Ringraziamo l'amministrazione comunale, ed il Sindaco, in particolare, per aver accolto immediatamente la nostra “visionaria” richiesta. Un grazie fondamentale, però, dobbiamo tributare agli amici soci Margherita Latorre e Gianni Lacialamella: entrambi ci hanno fatto scoprire questo “scrigno architettonico” che pochissimi conoscevano! Questa parte di immobile di Palazzo Pezzolla sarà destinata dall'associazione a diventare un centro attivo anche sotto il profilo dell'accoglienza turistica; vediamo, soprattutto in primavera e in estate, turisti aggirarsi spaesati nel nostro centro antico. Noi, con questo primo presidio di rinascita fisica del nostro centro, dopo iniziative sperimentate con successo la scorsa estate, forniremo loro un servizio: far conoscere la nostra unica e originale tipologia edilizia, magari da proporre in seguito come patrimonio dell'Unesco! Allo stesso tempo, allestiremo tutta l'area a “vetrina” per le produzioni migliori del territorio fasanese, siano esse culturali che produttive. Dobbiamo avviare un connubio tra rinascita del centro antico, cultura, imprese locali ed associazionismo. Stiamo sperimentando un'altra straordinaria novità: la collaborazione tra associazioni che mai, o raramente, si parlavano: penso alle associazioni “Valerio Gentile”, al “Giugno fasanese” all' “Università del tempo libero”, a “Radio Diaconia”, all' “Anspi Teatro” ecc. Questo straordinario e fondamentale punto di svolta, finalmente un museo della “casa fasanese”, dovrà proseguire con un grande piano di rinascita del centro antico. Si dovranno applicare norme e vigilare su esse, coinvolgere i cittadini perché condividano le nuove norme da scrivere, ad esempio sul piano del traffico, sulla individuazione di parcheggi, su politiche fiscali di incentivo al recupero architettonico! Tanto lavoro ci aspetta, ma siamo carichi di entusiasmo, perché potremo, insieme, cambiare finalmente il volto del centro antico, e quindi della città! Fasano, 28 dicembre 2010 Il Vice presidente dell'ass. U'mbracchie ed ex Consigliere comunale PD (ndr) Vito Ventrella

Fasano Democratica - Associazione culturale Al dott. Pietro Ciucci, direttore dell'ANAS Premesso che codesta spett.le società è sottoposta al controllo e alla vigilanza tecnica e operativa del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che non intendiamo per il momento coinvolgere; che da diversi anni la strada statale n.172, detta “Statale dei Trulli” presenta al Km. 7,6 lo spettacolo raccapricciante di un guard-rail, divelto e appeso sulla cima degli alberi del sottostante bosco; che a tutt'oggi l'unico intervento, significativo, sotto molti aspetti, è consistito in un posizionamento di una delimitazione della corsia di marcia con la conseguente restrizione della carreggiata; che tra i compiti istitutivi di codesta società c'è l'adeguamento e il

progressivo miglioramento della rete stradale e non del suo peggioramento; che il ripristino e il miglioramento di quel tratto di strada non lo troviamo inserito nell'elenco dei lavori da farsi: - SS.SS. n. 16-EX 16- 93-170 DIR A – Lavori di pronto intervento per il ripristino delle condizioni di sicurezza; - SS.SS.n. 16-96-99-NSA-294-379-697 - Lavori di pronto intervento per il ripristino delle condizioni di sicurezza; - S.S. 7 "APPIA" – Lavori di distese generali periodiche 2010; - SS.SS. di competenza del C.M. BA 1 - Lavori di distese generali periodiche 2010 – 1° stralcio; - SS.SS. di competenza C.M. FG 2 - Lavori di distese generali periodiche 2010 - 1°stralcio; - SS 89 Progetto preliminare dei lavori di regimentazione e smaltimento delle acque di superficie tra le località Rodi Garganico e San Menaio; - S.S. 274 Lavori di rettifica plano-altimetrica della curva al Km. 0+300 della SS. 274 in località Baia Verde nel comune di Gallipoli; - SS.SS. 7 TER-10-101-274-275-613-694-695 – Appalto integrato per la progettazione esecutiva e la realizzazione di un sistema di rilevamento del traffico mediante sensori e telecamere e di informazione all'utenza attraverso pannelli a messaggio variabile; - Appalto integrato per la progettazione esecutiva e la realizzazione di un sistema di monitoraggio automatico del traffico per l'area metropolitana di Lecce e del territorio provinciale; - Lavori di manutenzione straordinaria consistenti nell'esecuzione di pavimentazione stradale con conglomerato bituminoso lungo la SS.16 dal Km. 852+000 al Km. 859+600 e lungo la SS.379 dal Km. 0+000 al Km. 10+500 in direzione sud. Faccio presente in nome dell'associazione da me presieduta, che il continuo abbandonare il ripristino della situazione stradale di che trattasi, comporta oltre ai rischi per la viabilità, un danno d'immagine, costruita in tanti anni di lavori nazionali e internazionali, per la stessa Anas e l'affermarsi sempre più della convinzione che l'unità d'Italia è fatta di belle parole e la divisione della nazione è dovuta ai brutti fatti. Fasano, 3 gennaio 2011 Il presidente Angelo Ferrara


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INTERVISTA AI G.A.D.S. Nel mese di dicembre, prima delle vacanze di Natale, alcune scuole di Fasano hanno vissuto l'esperienza dell'occupazione scolastica. La protesta è scaturita per manifestare il dissenso nei confronti della “riforma Gelmini”. Oltre che riportare la notizia in quanto tale, ho voluto che questo evento fosse più approfondito, dando la parola direttamente a chi lo ha vissuto sulla propria pelle: i ragazzi. In questa intervista, le loro risposte parlano da sé, vi invito alla lettura, aggiungendo solo questa nota iniziale, soprattutto rivolto a chi si ostina a dire che la nuova generazione è priva di idee e di valori. La solita vetusta frase “ai miei tempi...”, in questo caso potrebbe vacillare. Il gruppo che ho intervistato è una parte dei ragazzi del G.A.D.S. (Gruppo Autogestito per la Difesa dello Studente), che possono definirsi i pionieri dell'iniziativa. (Domanda) Chi ha inventato la sigla GADS? Non rispondete? La domanda sembra mettervi in imbarazzo, perché? (V)Non vuole ammetterlo perché potrebbe essere accusato di essere il promotore dell'occupazione, e l'occupazione è un reato (D)Dai... siamo stati in tanti, non voglio meriti che non mi appartengono! (Domanda) In quanto tempo avete organizzato questa occupazione? (D) Un mese, anzi l'occupazione meno, da inizio ottobre ci siamo mossi per informarci e decidere cosa fare. Bisognerebbe vedere lo statuto, quando è stato promosso. Comunque da circa due mesi prima, avevamo iniziato a studiare il decreto Gelmini-Brunetta-Tremonti sui tagli all'istruzione, poi ci siamo rincontrati con finalità propositive per eventuali manifestazioni successive, che in seguito sono sfociate nell'occupazione. Quattro giorni sono serviti per creare un piano di lavoro suddiviso in corsi, che avremmo tenuto all'interno dell'edificio. (V) Ricordati, anche il giorno dell'Immacolata ci siamo incontrati al mercato per pianificare. (Domanda) Vi hanno pagato lo straordinario? (P) No, ci abbiamo messo il resto. (Domanda) Ho saputo che durante l'occupazione vi siete organizzati e che c'era anche la mensa. Questo è stata anche una risposta silenziosa per chi dovrebbe organizzare il tempo pieno e non riesce ad istituire un servizio mensa. Come avete fatto? (D) Ci siamo rivolti a “Moretti”. (Domanda) Protestate per difendere la cosa pubblica e poi vi rivolgete ai privati? (I) La mensa pubblica non c'è, non avremmo potuto fare diversamente. Nostro malgrado. (Domanda) Scusate: ero provocatoria. Cosa ne pensate dei tagli alla scuola pubblica e dell'aumento dei finanziamenti a quelle private? (A) Non capisco perché si debba tagliare proprio sulla scuola pubblica; alla fin fine è quella più frequentata, quindi si ucciderebbe la cultura per l'80% della popolazione. E poi che figura ci fa la ministra davanti allo Stato? (D) Ne va di quello che è la democrazia, delle lotte che si sono fatte, a partire dal '68. Si andrebbe a svalutare il lavoro fatto dai nostri predecessori per garantire una scuola libera e aperta a tutti. Mettiamo le due tipologie scolastiche sul piatto della bilancia: nella scuola pubblica con il costo d'iscrizione, tasse, libri di testo, si paga 100 e si da un servizio da 30. In quella privata il costo è 200 e il servizio è da 80. Non c'è paragone, chi può permetterselo va in quella privata, ma ciò non ha né capo né coda in uno stato democratico. (Domanda) A cominciare dal '68, gli slogan hanno avuto un ruolo rilevante. Nell'89 ce n'era uno in voga: “se il 68 non è stato male, l'89 sarà eccezionale”. Voi ne avete utilizzati? (I) “Occupiamo oggi per non essere disoccupati domani” (V) “Un futuro? Noi lo vogliamo” (A) “Io non condivido” messo alla fine di ogni provvedimento governativo discusso. (Domanda) Il termine “condividere” sembra preso da facebook. Vi siete messi in contatto anche con realtà studentesche dei paesi limitrofi? Avete utilizzato il vostro giornale scolastico “Inchiostro vivo”, per promuovervi? (A) Si, è evidente che il termine provenga da quel mondo: è quello che appartiene a questa generazione. (P) Serviva per attrarre l'attenzione sul “che cosa” non fosse condiviso.

Abbiamo anche creato una pagina su Facebook dedicata al Liceo occupato. (D) Siamo stati in contatto con gli studenti di Monopoli (tra i pochi come noi, nell'esperienza dell'occupazione) e con la consulta provinciale degli studenti di Brindisi. A questi ultimi abbiamo raccontato dettagliatamente le nostre attività in modo che in futuro, possano avvalersi della nostra esperienza. “Inchiostro vivo” non è rappresentativo della realtà liceale. Purtroppo non avevamo stampante, computer, nemmeno fotocopiatrice per creare un giornale alternativo. I comunicati via Facebook venivano mandati quando eravamo all'esterno della scuola o coi cellulari. Volevamo anche organizzare un corso di giornalismo, ma senza mezzi non era possibile. Forse qualcosa la faremo in seguito. (Domanda) Il gruppo qui presente è composto interamente da liceali, che rapporti avete avuto con le altre scuole di Fasano? (N) La prima manifestazione è nata dall'azione comune dei rappresentanti dei tre istituti (Liceo, Tecnico Commerciale e Alberghiero) poi le adesioni sono aumentate, c'è stato sempre l'interessamento di questi tre istituti, fino a raggiungere un gran numero e poter costituire i GADS. Ci siamo riuniti più volte a settimana per discutere i temi da trattare, le modalità di svolgimento delle iniziative e le attività da svolgere in un'eventuale occupazione degli istituti. Una volta decisa, ci siamo riuniti principalmente per mettere sul tavolo tecnicamente un piano di lavoro. (Domanda) Quali sono state le attività che avete svolto durante l'occupazione? Ho saputo, per vie indirette, che avete anche messo in pratica il metodo didattico attraverso il gioco. (N) I primi due giorni sono stati prevalentemente di svago, con attività ludiche alternate a momenti “seri”, avevamo adibito delle aule per i dibattiti e altre per vari corsi. Divertendosi s'impara meglio, alcune lezioni si sono svolte in maniera originale, per esempio in un caso, abbiamo imitato la trasmissione “Chi vuol essere milionario”, trasformandola in “chi vuol essere migliore”. Le domande/quiz ovviamente, erano improntate sull'argomento della riforma e sull'attualità, questa era una forma di gioco-dibattito. Dal terzo giorno, invece, tutti i corsi sono stati trasformati in aule-dibattito, per cercare di diffondere il vero messaggio dell'occupazione, discutendo dell'attualità attraverso la lettura dei giornali. (Domanda) Su Facebook ci sono molte belle foto dell'occupazione, in molte si vedono delle chitarre. Riguardo le attività che avete svolto, vi siete coordinati con altre scuole? (A) Si suonava tutti i pomeriggi e musica di tutti i generi. (P) La più gettonata era “ha rr'vat u sabb't sand”, “Gente che spera”, “Il cielo è sempre più blu”. (V) Spesso ne abbiamo fatto delle parodie, modificandone i testi. (A) E' stato bellissimo suonare la chitarra a qualsiasi ora. (P) Tranne la mattina alle 8, quando volevamo sonnecchiare, dopo la notte passata di guardia. (V) Una mattina abbiamo dato il benvenuto alla Preside canticchiando “don't worry” sulle note di Three little birds di Bob Marley. (D) Con le altre scuole abbiamo proposto un piano d'azione comune, anche se ognuno aveva proprie esigenze interne: diversi bacini di popolazione e diversi interessi. La didattica forma diversamente anche i modi di pensare. (V) Molti dei corsi erano comunque simili, anche nei nomi. (D) Nelle altre scuole, forse ci sono stati meno dibattiti. Noi abbiamo seguito la diretta del voto di fiducia in Parlamento, altri no. Noi del Liceo ci siamo fermati prima per trarre le conclusioni della nostra protesta, gli altri l'hanno fatto qualche giorno dopo. (Domanda) Siete riusciti a coinvolgere anche chi all'inizio era scettico? (D) Si, c'è stata una grande partecipazione, sempre crescente. Abbiamo avuto un'adesione del 98% con partecipazione attiva tra il 65 e il 70% degli studenti nella mattinata, il pomeriggio era presente alle attività il 45% circa dei ragazzi. E' una buona percentuale trattandosi di orario non didattico. Nelle manifestazioni il coinvolgimento è stato quasi totale, rendendo protagonisti i ragazzi fin dalle fasi organizzative. Nessuno è stato considerato soggetto passivo, ma tutti siamo stati attivi e promotori sullo stesso piano. Il gruppo iniziale che promuoveva le manifestazioni era composto da 5 persone, alla fine eravamo 40. (Domanda) Non oso chiedere i nomi dei primi cinque. Che rapporto avete avuto con i docenti, avete notato in alcuni, della collaborazione? Si può instaurare un dialogo proficuo con loro, sta a voi anche motivarli con ragioni valide. (A) Tre sono qui presenti. (D) Parecchi insegnanti erano intenzionati, nessuno ha partecipato realmente. Qualcuno ci ha dato qualche consiglio sulle attività che avremmo potuto intraprendere, ma poi si sono dileguati. La verità è che tra professori, genitori, studenti e dirigenti si sono instaurati delicati equilibri che han fatto sì che la nostra protesta non sia stata avallata da altre componenti della scuola. Non sono stati commessi atti illegali, abbiamo garantito lo svolgimento delle attività amministrative, le auto degli autorizzati entravano e uscivano dal cortile. Non potevano reprimerci, ma non siamo stati nemmeno appoggiati da parte dei


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genitori. I docenti forse hanno avuto un eccesso di zelo, per non essere accusati di strumentalizzazione. (P) Forse a qualcuno di loro sarà anche arrivata qualche ramanzina. (N) Per convincere loro delle nostre valide ragioni e per coinvolgerli, dobbiamo continuare con gli incontri, dimostrargli che siamo motivati e che vogliamo fare qualcosa di concreto anche per loro. (Domanda) Avete avuto ospiti esterni durante i dibattiti tenuti durante l'occupazione? E se si, con che criterio li avete scelti? (D) Molti si sono offerti loro: la maggior parte. A partire dai pionieri della Croce Rossa, che sono venuti a tenere corsi di sessuologia, fino ad arrivare al sindacalista della FLC-CGIL, Amedeo Montagna. Abbiamo dato una certa immagine al territorio che ci ha ripagato con molta attenzione. (Domanda) Come mai avete chiamato solo un esponente della CGIL e non anche qualche rappresentanza di altri sindacati? (D) Questione di tempo. La cosa è nata in due giorni. Abbiamo avuto l'occasione di conoscere loro della CGIL, casualmente, visto che erano in Istituto per discutere di contrattazione con la dirigente. (P) Mi risulta che siano stati invitati anche in altri Istituti. (Domanda) La notte, suppongo, eravate in pochi e soprattutto la maggioranza era maschile. (D) No, eravamo una sessantina, non proprio pochi; i più motivati. Un decimo della popolazione scolastica. (V) Sì, soprattutto maschile, infatti noi ragazze abbiamo ricevuto qualche “bacchettata” e qualche tentativo di condizionamento per il fatto che eravamo poche e che ci esponevamo a critiche e pregiudizi. (Domanda) Che esperienza avete avuto voi ragazze? Avevate paura durante la notte? (V) Io ho dormito tutte le notti, tranne una. (I) Io sono potuta restare solo una notte. (A) Io sono rimasta una notte ma non ho dormito per mia scelta. (V) Mai avuto paura, anzi, proprio il fatto che ci fossero i nostri amici, ci ha fatto stare tranquille. (A) Ci siamo sentite molto protette da loro. (D) Si è creato uno spirito fraterno tra di noi. (V) Se non fossero stati così bravi, se non fossimo stati così uniti, adesso non saremmo qui a discutere insieme. (N) Siamo stati veramente tutti uniti, anche nel suddividerci i compiti, dalle pulizie ai turni di sorveglianza. Non credo proprio che le ragazze possano aver avvertito alcuna paura o timore, proprio per questa unione d'intenti che si era creata tra noi. (Domanda) Ho l'impressione che vi siate suddivisi i compiti in maniera tradizionale tra maschi e femmine. Avrà avuto molto da fare il servizio d'ordine. Come vi riscaldavate la notte, con le coccole o un po' di vino o altri effetti speciali? (V) No, i compiti erano suddivisi alla pari, anche se talvolta ci siamo andati vicini alla tradizione. (P) No, siamo andati oltre. (V) Diciamo la verità, voi ragazzi vi siete offerti per fare i turni di sorveglianza notturni alle porte e noi ragazze apparecchiavamo quando arrivavano i pasti. (D) Ogni notte abbiamo avuto visite, da parte di esterni. Gruppi di maschietti, che sapendo della presenza delle ragazze, volevano venire a “socializzare”. Gli abbiamo sempre fatto capire, garbatamente, che non potevano entrare. Non è mai successo niente più di questo. La notte i termosifoni erano spenti, le coccole aiutavano. (N) Coccole? Magari! Non c'era neanche il vino tra l'altro. (D) Non si può neanche scherzare! Il vino sarebbe servito ma infatti non c'era. E poi, dentro l'Istituto non abbiamo il permesso di fumare sigarette, figuriamoci il resto con effetti speciali! (P) La verità è misera: avevamo delle stufette. (Domanda) Di norma, non sarebbero permesse nemmeno le stufe. Gira voce che durante una notte sia suonato l'allarme per colpa loro. Se non sono lecite, come sono entrate nell'edificio? (P) Diciamo che le stufette sono riuscite abilmente ad aggirare il ferreo servizio d'ordine. (D) Vero, non sono lecite ma faceva troppo freddo. Abbiamo anche creato qualche piccolo inconveniente di natura tecnica (corto circuito ndr), immediatamente risolto. Comunque ci garantisci l'anonimato, giusto? Quando è suonato l'allarme, la storia è un'altra: è andata via la corrente al quartiere e, quando è tornata, si è messo a suonare l'allarme, ma solo quello interno. Siamo stati mezz'ora con questa sirena nelle orecchie, ma lo giuriamo, siamo innocenti! (Domanda) Avete parlato di tre scuole occupate, gli istituti professionali intanto vi guardavano alla finestra senza capire? Tra l'altro, ho saputo che avete usato una sorta di gergo in codice, di stampo carbonaro, per non far capire a docenti e dirigenti di cosa parlavate. Siete arrivati al punto di darvi anche nomi di battaglia come i partigiani?

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(P) No, non avevamo nulla da nascondere. Il gergo era una specie di gioco. Chiariamo che chi ha occupato sono stati solo liceo e ragioneria. L'alberghiero e il professionale femminile, hanno fatto solo autogestione, il professionale maschile ha protestato assentandosi dalle lezioni per problemi legati alla situazione del loro edificio scolastico. (D) Diciamo che nei professionali ci sono problematiche individuali differenti che limitano la loro possibilità di dedicarsi alle proteste: il pomeriggio lavorano, fanno stage formativi. (Domanda) Alla fine, la vostra protesta ha prodotto qualche risultato? Potreste confidarmi qualche esperienza personale? Tanto “Il Menante” chi lo legge? (D) Abbiamo consegnato al Sindaco e ad Assessori competenti le nostre richieste sul versante comunale. Stessa cosa avverrà a breve nei confronti del Presidente della Provincia Ferrarese. A breve avvieremo un tavolo di confronto a livello d'Istituto sul tema della suddivisione dell'anno scolastico in trimestre e pentamestre. (A) Insomma come esperienze personali posso aggiungere che ognuno ha imparato qualcosa. (N) Sei giorni senza dormire... (V) E io gli portavo il cornetto la mattina. (P) E' stata un'esperienza indimenticabile per tutti. (Domanda) Quindi vi siete sentiti grandi. A casa che vi hanno detto? (I) Siamo grandi! (A) Abbiamo dimostrato a chi non crede in noi che sappiamo organizzarci e autogestirci al meglio. (V) In questa occasione abbiamo constatato come gli adulti abbiano un immotivato timore per le forze dell'ordine. Ogni volta che si parla di Polizia: apriti cielo! E che sarà mai? Noi con le forze dell'ordine abbiamo avuto un ottimo rapporto, ogni volta che li vedevamo passare nei pressi della scuola, ci sentivamo più sicuri. (D) Eravamo anche in contatto con un funzionario di polizia che ci ha dato delle indicazioni utili su come comportarci per non incorrere in infrazioni, i suoi consigli sono stati preziosi. (V) Comunque è stato bello quando i carabinieri sono venuti a chiederci che intenzioni avessimo, proprio mentre stavamo raccogliendo gli effetti personali, visto che l'occupazione era terminata! (I) A casa però, molte ragazze, me compresa, non hanno avuto l'appoggio dei genitori perché, anche se io ho cercato di informarli su cosa stessi facendo, permane questo modo di vedere l'occupazione come un evento negativo e pericoloso. Tuttavia io ci credevo molto e con permessi tirati per i capelli, ho partecipato a tutte le attività e sono rimasta anche una notte a dormire in Istituto. (Domanda) Hai dovuto fare lo sciopero della fame per convincerli? (I) No, c'è stato un dialogo tra me e mia madre. Le ho parlato e lei, dopo aver capito quanto ci tenessi, non ha potuto far altro che accondiscendere. Alzarsi alle sei per andare a dare il cambio a chi aveva pernottato (e brancolava come uno zombie), le ha fatto capire quanto fossi determinata. (A) Io non ho parlato con mio padre per una settimana perché non voleva assolutamente che partecipassi all'occupazione. Ma alla fine ho risolto, l'ho spuntata io. Quando ha constatato che non è successo niente di negativo, si è convinto anche lui che questa esperienza mi ha aiutato a crescere. Mia madre era ancora più scettica. Ma alla fine ho convinto anche lei. (Domanda) State discutendo dell'evoluzione della situazione inerente la riforma scolastica? I “tagli” stanno già producendo effetti negativi anche nel vostro liceo? (D) Mancano gli spazi logistici per farlo. Per discutere di questo, e di altro, abbiamo inoltrato una richiesta alla dirigente scolastica per chiedere, in conformità alla legislazione vigente, che ci vengano concessi due rientri pomeridiani autogestiti perché si possa dibattere di questi temi. Noi non siamo “frequentanti la scuola” ma protagonisti attivi dell'istruzione scolastica. Cercheremo di portare avanti la protesta con attività che non intacchino l'orario e l'attività didattica. Non ci fermiamo. I tagli alla scuola pubblica sono inesorabili, già quest'anno le prime classi sono composte da trenta studenti, mentre i locali a disposizione sono predisposti per un numero inferiore. Al momento, i vigili del fuoco non hanno sollevato eccezioni, ma lo hanno fatto in via Galizia. Ci aspettiamo che prima o poi accada anche a noi. (Domanda) Berlusconi ha detto che gli studenti bravi non manifestano, ma restano a casa a studiare. Dunque, voi siete studenti cattivi? (A) Restano a casa gli studenti poco informati. Gli altri protestano. Comunque chi voleva poteva fare normalmente lezione, come è avvenuto. (N) Nella nostra scuola quelli “bravi” erano 12 su 750. (Domanda) Voi presunti ciucci, che voti avete? (I) Media dell'8 (D) 7 ½ (V) 8 (N) quasi 8 (A) 8 ½ (P) 7 e ½ Angela Rubino


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DAL PALAZZO DI CITTÀ LA RACCONTANO COSÌ: Dal 10 gennaio 2011 saranno istituiti parcheggi a pagamento ed il servizio di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta a pagamento Dal 10 gennaio prossimo verranno istituiti i parcheggi a pagamento nelle vie principali di Fasano. E' quanto ha voluto stabilire, con apposita deliberazione, la giunta-Di Bari, a seguito dell'aggiudicazione all'Ati (associazione temporanea d'imprese) composta dalla ditta “Vigeura” (mandataria) e “Save” (mandante) dell'appalto per la gestione dei parcometri e di tutti gli impianti semaforici di Fasano centro e delle frazioni di villeggiatura …«Proprio in questi giorni la ditta sta lavorando all'installazione delle apposite macchinette nelle aree già individuate – spiega il sindaco Lello Di Bari – per quanto l'avvio del servizio concreto di sosta a pagamento per i cittadini e di conseguente attività accertativa delle eventuali violazioni (cioè l'accertamento di coloro che non pagheranno il ticket per la sosta) avrà inizio dal prossimo 10 gennaio. Toccherà ai 7 ausiliari del traffico individuati espletare l'attività di controllo delle eventuali violazioni – chiarisce il sindaco – e, peraltro, gli ausiliari hanno frequentato un corso di professionalizzazione direttamente nel comando della nostra Polizia locale e, dunque, sono preparati per cominciare il proprio lavoro a partire proprio dal 10 gennaio prossimo. Sono sicuro che con i parcometri – sottolinea Di Bari – l'intero traffico veicolare nella città vedrà una regolarizzazione concreta producendo una fluidità che, invece, adesso, viene mortificata da ingorghi di chi è alla ricerca di un posto per parcheggiare il proprio mezzo». Certo, se ne guarda bene il Sindaco dal dire “da chi” sono stati individuati gli ausiliari del traffico che dovranno accertare le infrazioni; crede, usando forme impersonali, di lavare la macchia di un sistema che ha visto privilegiare sempre i soliti amici. Gli ausiliari sono stati professionalizzati grazie ad apposito corso di addestramento tenuto dai Vigili urbani. Diano prova di professionalità, allora, gli ausiliari, comminando sanzioni alle vetture del Sindaco e degli altri amministratori parcheggiate sotto il Palazzo di Città, a dimostrazione non certo della solerzia con cui svolgono la propria funzione, ma della perdurante vigenza della legge del più furbo.

“Un Natale per tutti”: doni e dolciumi natalizi nelle frazioni di Pezze di Greco e di Montalbano, ad indigenti, anziani, bambini e disabili. Torna nelle frazioni fasanesi il Babbo Natale dei volontari di Protezione Civile, ed in particolare il progetto “Un Natale per tutti”. Ideatori dell'iniziativa di solidarietà sono i volontari della Protezione Civile dell'associazione “C.B. Quadrifoglio”, che raggiungeranno a domicilio numerose famiglie, tantissimi bambini ma anche disabili ed anziani. I volontari, infatti, nel pomeriggio e nella serata del 24 dicembre prossimo (a partire dalle ore16), renderanno visita ai minori ed alle famiglie in stato di bisogno, i disabili e gli anziani delle frazioni a sud di Fasano, a cui faranno recapitare dal vecchio più famoso del mondo generi di prima necessità, cancelleria per gli scolari e gli studenti, dolciumi natalizi e giocattoli. Anche i nonni più anziani residenti nelle due circoscrizioni (quella di Pezze di Greco e quella di Montalbano) riceveranno una visita dal Babbo Natale della “C.B. Quadrifoglio” a cui sicuramente non mancheranno di raccontare qualche aneddoto e qualche storia del Natale di altri tempi. Non verrebbe in mente a nessuno, soprattutto in questi tempi di magra, di contestare ogni iniziativa all'insegna della solidarietà rivolta ai cittadini meno abbienti, ma val la pena di ricordare che la beneficenza va fatta non solo elargendo soldi alle solite associazioni, ma anche salvaguardando la dignità delle persone e in questo caso il portavoce di

Palazzo di Città poteva avere un po' più di bon ton. Minori, famiglie in stato di bisogno, disabili e anziani vengono dipinti come un esercito di disperati in attesa della soluzione di tutti i mali. Vien poi da chiedersi se sia vero che il vecchio più famoso del mondo corrisponda a Babbo Natale. Il dubbio, infatti, nasce spontaneo. Esattamente come è angosciante pensare alla categoria dei “nonni più anziani”. La fantasia galoppante frena spesso l'intelligenza, fiumi di parole senza senso prendono il posto della ragionevolezza.

Il sindaco ha convocato i responsabili della “Itagas”, la società di gestione dei controlli e del censimento delle caldaie, per capire se ci sono le condizioni di una proroga dei termini per la presentazione, da parte dei cittadini, dell'autocertificazione e per il pagamento della relativa tassa. «L'incontro servirà a capire se ci sono le condizioni per prorogare i termini (che scadono il 31 dicembre) di presentazione, da parte dei cittadini, dell'autocertificazione dei controlli sulle proprie caldaie e del relativo versamento della tassa di 19 euro – spiega il sindaco Di Bari -. La decisione della convocazione l'ho assunta a seguito di alcune segnalazioni giuntemi formalmente dall'Associazione Provinciale Installatori che mi ha sottoposto la questione della difficoltà di poter controllare, da parte dei manutentori-installatori, tutte le caldaie presenti nel territorio fasanese entro il 31 dicembre: un tempo troppo breve, secondo quanto mi hanno comunicato i vertici provinciali degli installatori – spiega Di Bari – che mi ha spinto a convocare per giovedì i responsabili della “Itagas” di Pescara». La missiva dell'Associazione Provinciale Installatori, chiarisce il sindaco «mi è giunta molto prima che il consigliere comunale Laterrenia presentasse la sua interrogazione. Anzi, la proposta di Laterrenia sulla questione-caldaie mi è arrivata sulla scrivania dopo alcuni giorni dalla convocazione già da me programmata con la “Itagas”. Mi auguro – puntualizza il sindaco – di poter raggiungere un accordo con la società pescarese, almeno sul punto della proroga dei termini per la presentazione dell'autocertificazione». Il Sindaco, tanto avvezzo alle gare automobilistiche in velocità, dimentica che amministrare una Città implica qualche dote in più rispetto al pigiare il tasto sull'acceleratore, ovverosia ad accertare chi è stato il più veloce a segnalare che i termini per i controlli sulle caldaie erano stretti, anzi strettissimi, se l'associazione Provinciale Installatori oppure il Consigliere comunale Laterrenia. Come in quasi tutte le vicende che lo coinvolgono, il danno sta a monte, ovverosia nel non aver previsto in origine termini più ragionevoli. Evidentemente la fretta di incassare quest'ulteriore gabella da parte dei cittadini lo ha reso nuovamente cieco e disattento.

Comune e “Monteco” inviano ai cittadini una lettera di sollecito per il ritiro del kit sulla raccolta differenziata porta a porta. «L'iniziativa scaturisce dal ritardo col quale una parte dei cittadini adempie a tale obbligo». «L'iniziativa è scaturita dal fatto che circa un migliaio di famiglie non ha ancora adempiuto a tale obbligo – afferma l'assessore all'Ambiente ed Ecologia Alfredo Manfredi -; come si sa, infatti, la differenziata è partita da circa un mese nella zona centrale di Fasano, corso Garibaldi, corso Vittorio Emanuele, corso Perrini, via Roma, via Nazionale dei Trulli, via Piave, via Cenci, via Mignozzi, via dell'Artigianato, piazza Ciaia; ebbene, in quest'area la raccolta differenziata ha raggiunto il 45% in un solo mese, certamente – sottolinea Manfredi – il dato è significativo e senz'altro rappresenta la tempestività con la quale Fasano centro si sta adeguando al nuovo sistema, però è bene che lo facciano tutte le famiglie residen-


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DAL PALAZZO DI CITTÀ LA RACCONTANO COSÌ: ti nel perimetro di territorio indicato. Uno sforzo in più che richiedo ai fasanesi – dice l'assessore - sull'onda dell'ottima risposta da parte delle frazioni, nelle quali invece la raccolta differenziata ha ormai raggiunto il 63%, tanto da poter affermare che dell'intero territorio interessato dalla raccolta porta a porta un buon 30% si è completamente adeguato. Mi rendo certamente conto – afferma Manfredi – che di quel 45% di ritardatari un buon 15, disponendo della seconda abitazione, non avverte l'urgenza di dotarsi del kit, però sarebbe bene che lo faccia in tempi brevi, al fine di rendere Fasano una cittadina virtuosa sul piano della raccolta differenziata porta a porta e possa godere di eventuali premialità da parte della Regione Puglia. Peraltro, ciò in previsione del controllo da parte dei nostri vigili urbani sul rispetto dell'adempimento a tale obbligo. Va ricordato, inoltre - chiarisce l'assessore – che nelle restanti zone prosegue la differenziata con le normali modalità». Il Sindaco cede la parola, in fatto di immondizia, al fido Assessore all'ecologia che, tra una percentuale e l'altra (malamente elaborata in virtù di chissà quale teorema matematico) prima tesse le lodi dei cittadini fasanesi e poi decide di prendere carta e penna per invitare i ritardatari a munirsi del kit. L'Assessore è presuntuoso, nel senso che si adegua alle presunzioni del zelante direttore della Monteco che fa derivare il successo della raccolta differenziata dal numero di secchi marroni distribuiti alle persone. 63% nelle frazioni - 45% di ritardatari (di cui 15% di proprietari di seconda abitazione) = 30% del territorio; si provi a svelare questo arcano. Davvero un po' poco come indice di virtuosità da sciorinare in pubblico. Ritenti ancora Assessore, forse sarà più fortunato!

Il sindaco ha firmato oggi la petizione di Sel sull'intitolazione di una pubblica via o piazza a Palmina Martinelli, la 14enne arsa viva nel novembre dell'81, che trovò la morte dopo un mese di agonia Nel pomeriggio di oggi il sindaco di Fasano Lello Di Bari, ricevendo a Palazzo di Città la locale delegazione di Sel (Sinistra, ecologia e libertà) guidata da Gino Vinci e Franco Vergine, ha voluto apporre la propria firma (l'ultima della lista) a mo' di accordo simbolico, sulla petizione promossa da Sel (e depositata oggi a Palazzo di Città) per intitolare una pubblica via o piazza di Fasano a Palmina Martinelli. Per amor di verità e per individuare correttamente i presenti, si riporta parte del testo del comunicato stampa del 23 dicembre scorso del Circolo Sinistra Ecologia Libertà di Fasano: “La richiesta di intitolare una piazza alla nostra concittadina Palmina Martinelli è stata consegnata al Sindaco di Fasano, Dottor Pasquale Di Bari. Una delegazione del Circolo cittadino di Sinistra Ecologia Libertà, guidata dalla portavoce Carmen Cofano, infatti, è stata ricevuta oggi dal primo cittadino a Palazzo di Città”. La domanda nasce spontanea: al Comune lo fanno o lo sono?

Affidato l'immobile a piano terra di Palazzo Pezzolla, ingresso da piazza Mercato Vecchio, all'associazione “U'mbracchie” per farne una “casa museo” «Uno dei principali obiettivi dell'Amministrazione comunale - afferma il sindaco Lello Di Bari – è la tutela e la valorizzazione dei beni pubblici; da ciò l'entusiastico accoglimento della richiesta dell'associazione circa l'uso gratuito della struttura in questione, dove poter svolgere le varie attività promosse dal sodalizio. Quale migliore decisione, quindi, da parte nostra, se non il concedere in affidamento quella porzione di Palazzo Pezzolla che, sono sicuro, proprio grazie all'attivismo ed alla creatività dell'associazione che ha

già dimostrato di organizzare iniziative interessanti nel perimetro del centro storico, darà un contributo importante alla rivitalizzazione del nostro borgo antico, soprattutto sul piano turistico. Ancora una volta la sinergia pubblico-privata può dare risultati importanti: lì dove ci sono idee, cittadini che si vogliono impegnare a realizzarle e progettualità interessanti, è bene che una Pubblica amministrazione venga loro incontro per sostenerne l'azione concreta». Che belle parole usa il Sindaco per spiegare l'incapacità della propria classe di governo, la sinergia fra pubblico e privato e la valorizzazione dei beni pubblici. Certo, va in controtendenza rispetto ai diktat provenienti dai palazzi romani che proclamano la vendita dei beni pubblici pur di far cassa. L'associazione, fin dalla nascita, aveva fatto leva soprattutto sulla necessità di garantire l'ordine pubblico nel centro antico, facile vittima di atti di vandalismo e inciviltà. Pare che, in mancanza di una risposta in tal senso che dovrebbe venire prioritariamente dal comune, ci si accontenta di una parte delle stanze di un antico palazzo cittadino. In realtà, la manovra è indice del falso buonismo del Primo Cittadino che, in questo periodo, prova a riempire di strenne persino coloro che dovrebbero fargli opposizione. Aria di campagna elettorale in vista?

Prorogati al 15 febbraio i termini per la presentazione delle autocertificazioni sui controlli degli impianti termici e per il versamento della tassa pari a 19 euro Nella riunione convocata per il 23 dicembre dal sindaco di Fasano Lello Di Bari con i vertici dell'”Itagas Ambiente srl” di Pescara e svoltasi nel Palazzo Municipale, si è concordata la proroga al 15 febbraio prossimo per la presentazione delle autocertificazioni sui controlli degli impianti termici e per il versamento della tassa pari a 19 euro; termine che era stato invece fissato per il 31 dicembre 2010.«Sono particolarmente soddisfatto per l'accordo raggiunto con la società aggiudicataria del servizio di censimento, catasto e controllo degli impianti termici delle abitazioni private – afferma il sindaco Lello Di Bari – che ha compreso l'esigenza di una proroga, considerata la novità del servizio che richiede una migliore pianificazione organizzativa degli interventi da effettuare. Peraltro, era stata proprio l'Associazione Provinciale Installatori a sollecitarmi sul da farsi». A distanza di meno di una settimana, il Primo Cittadino ha perso la memoria sui suoi sollecitatori, o meglio di una parte di essi ed è nuovamente pronto a tuffarsi nel racconto delle sue epiche gesta. Ha ottenuto dall'appaltatore comunale la proroga dei termini per i controlli sulle caldaie: dal 31 dicembre al 15 febbraio. Forza cittadini, pagate!

Marisa Ruggiero è la dirigente del settore Risorse del Comune. La dott.ssa Ruggiero ha vinto il concorso bandito dal Comune Marisa Ruggiero, fasanese 37enne laureata in Economia e Commercio, è la dirigente del settore Risorse del Comune di Fasano. La dott.ssa Ruggiero è risultata vincitrice del concorso pubblico per la copertura di un posto a tempo indeterminato per dirigente del settore Risorse indetto dal Comune, la cui prova orale si è conclusa nella giornata di ieri, dopo le prove scritte tenutesi nei giorni 25 e 26 novembre scorsi. La Ruggiero ricoprirà il ruolo formalmente dal 1° gennaio prossimo. Alla dott.ssa Ruggiero, già funzionaria comunale dal 15 novembre del '99 (per essere risultata vincitrice di apposito concorso), il sindaco di Fasano Lello Di Bari aveva affidato, con decreto del 18 ottobre scorso, l'incarico di dirigente dello stesso settore con validità temporale dal 19 ottobre al 31 dicembre 2010,


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DAL PALAZZO DI CITTÀ LA RACCONTANO COSÌ: proprio nelle more dell'espletamento del concorso pubblico in questione. Sempre parziali sul Palazzo di Città; hanno assunto un dirigente e fanno un comunicato stampa, mentre il silenzio più assoluto per tutte le altre assunzioni fatte nel 2010, un autista e un'assistente sociale. Neppure una menzione per l'ingegnere Rosa Belfiore che è diventata dirigente del settore lavori pubblici dopo un'attesa interminabile. E poi, per l'arrivo del nuovo Comandante della Polizia municipale, assunto senza concorso, è stata organizzata addirittura una conferenza stampa di presentazione. Ah, questa deprecabile politica dei figli e dei figliastri!

Invito 31 dicembre 2010 conferenza stampa di fine anno con sindaco, assessori e consiglieri comunali delegati (30 dicembre) Domani, venerdì 31 dicembre, si terrà la conferenza stampa di fine anno dell'Amministrazione comunale nella sala di rappresentanza del Palazzo Municipale di Fasano alle ore 11. Interverranno … Seguirà aperitivo. Chi è pronto a scommettere che sarà tutto rose e fiori?!?

Tenuta oggi la conferenza stampa di fine anno con sindaco, assessori e consiglieri comunali delegati. “Il prossimo anno sarà, per l'Amministrazione comunale, quello della navigazione a vele spiegate”, ha detto il primo cittadino. Di Bari si è soffermato sulle opere pubbliche già cantierizzate e su quelle da cantierizzare nel 2011, affermando «che Torre Canne, località turistica marinara per eccellenza cambierà volto. Sono in corso i lavori per la realizzazione dell'arredo urbano del centro, mentre nel 2011 partiranno quelli per l'arredo urbano che interesserà gli spazi prospicienti il porto; già realizzata, invece, la piazzetta che funge da parcheggio pubblico e da area per il mercatino estivo… E' intervenuto, poi, Giuseppe Zaccaria, assessore al Bilancio che ha voluto rimarcare come «in questa conferenza stampa di fine anno possiamo finalmente parlare di fatti concreti: se, infatti, il 2007 ed il 2008 sono stati anni difficili per la crisi delle nostre casse comunali, nel 2009 raddrizzato la barca, nel 2010 individuato la rotta giusta, mentre nel 2011 ci attende una navigazione a vele spiegate. Col rispetto, anche quest'anno, del Patto di Stabilità potremo liberare risorse per gli investimenti, grazie ad un'oculata politica di contenimento e di riduzione della spesa corrente e ad una migliore razionalizzazione delle spese che ci ha consentito di avere un avanzo di amministrazione fisiologico: abbiamo cioè speso il 96 per cento delle risorse a disposizione, il che significa che quest'anno abbiamo rispettato tutti gli impegni presi non aumentando le tasse, anzi diminuendo pure l'addizionale Irpef e, grazie alle assunzioni effettuate (a conclusione del discorso sui concorsi avviati nel 2006 e quest'anno) abbiamo rimesso sui binari giusti la macchina burocratica che, così, potrà ritornare ad operare a pieno regime. …E' intervenuto, successivamente, Franco Mastro, consigliere comunale delegato dal sindaco al recupero funzionale del “Minareto” (la struttura in stile moresco ubicata a Selva di Fasano) che ha affermato: «Il progetto per la ristrutturazione dell'intero stabile ce l'abbiamo già, grazie all'architetto Apicella che, lavorando gratuitamente e solo per il bene del territorio da lui tanto amato, ce lo consegnerà ufficialmente nei prossimi giorni del nuovo anno. Si tratterà, poi, di recuperare risorse finanziarie importanti da mettere a disposizione per la ristrutturazione concreta dello splendido immobile …>>. E' intervenuto, successivamente, Antonio Scianaro, assessore alla Cultura che ha rimarcato «il discorso sull'ampia progettualità prevista nel 2011 per la valorizzazione del

prestigioso contenitore culturale di Egnazia, come diceva poc'anzi l'assessore Dioguardi, e quello sul Ciasu. Il Centro internazionale alti studi universitari dovrà prendere corpo in maniera concreta; si sono già tenuti degli incontri in proposito, alcuni dei quali partecipati anche dal sindaco, mentre ho personalmente interessato della questione il sen. Quagliariello che ha già contattato il sottosegretario all'Istruzione Guido Viceconte per capire se anche il governo centrale possa fare la propria parte in modo concreto…>> .E' intervenuto, poi, Martino Rubino, per il quale «quest'anno, grazie ad una politica più accorta sviluppata sul Piano sociale di zona, assieme ai Comuni di Ostuni e Cisternino, abbiamo aperto a Fasano uno sportello del Segretariato Sociale, per cui adesso abbiamo ben cinque assistenti sociali che operano per mettere a frutto le decisioni assunte dalle Amministrazioni comunali in materia di servizi agli anziani, ai disabili, ai meno abbienti, ai minori. Nel prossimo anno, inoltre, completeremo la ristrutturazione organizzativa e di personale degli uffici dei Servizi sociali, in modo da dare risposte migliori ai cittadini; per questo tutti gli sportelli saranno trasferiti al piano terra del Palazzo municipale, mentre è partito con un certo successo il Centro per l'affido (sono due i minori dati in affido ad altrettante famiglie in questo 2010) e partirà a gennaio il Centro famiglie in un appartamento in via Roma confiscato alla mafia che è, quindi, di proprietà del Comune. Nel 2011 lavorerò affinché si possa aprire a Fasano un Centro aperto per anziani, in cui i cittadini in là con gli anni possano incontrarsi per partecipare a corsi e ad attività ricreative ed alla creazione del Forum delle associazioni di volontariato, in modo da creare un vero e proprio coordinamento delle attività rivolte al sociale». Assenti dalla conferenza di oggi, perché fuori Fasano, gli assessori Alfredo Manfredi e Bebè Anglani, ed i consiglieri comunali delegati Donato Ammirabile, Giuseppe Contento, Grazia Neglia e Gianleo Moncalvo… La scommessa è vinta per metà, nel senso che gli amministratori hanno cercato di far sognare l'uditorio incantato con i loro “faremo, faremo, sistemeremo, aggiusteremo”, un po' come certi venditori di pentole che affollano i canali televisivi e invece offrono patacche. La realtà è invece molto drammatica, a cominciare dalla maniera in cui l'Assessore Zaccaria fagocita in un sol boccone – non si tratta della prima volta – la figura del Sindaco che, in ossequio al figlio del suo ex acerrimo nemico, tal Vito Ammirabile, si comporta da assessore ai lavori pubblici e rende le lodi di progetti finanziati dalla Regione Puglia e non certo dal Comune di Fasano. Il Primo Cittadino ci riprova ancora con la storia del casinò, cavallo di battaglia di una persona con l'idea fissa, quella dell'interesse privato. Protagonista indiscusso, dunque, l'assessore alle Finanze, deus ex machina del decadimento della città di Fasano. Sul decantato rispetto del patto di stabilità, farebbe bene a tacere visto che pesanti dubbi si appuntano sulla natura delle spese dichiarate a tal fine al Ministero delle economia. La finzione in questo caso non è un'arte, ma solo la prova dell'ennesima illegittimità di un Ente avviluppato su stesso ed in quanto tale destinato a sbriciolarsi. La ristrutturazione della macchina burocratica è figlia del servilismo di certi personaggi, piaga radicata del territorio in cui il diritto è volontariamente confuso con il favore. Per il resto della Giunta? Solo le briciole di un lauto pasto consumato da altri. L'Assessore ai Servizi Sociali ritiene di far cosa gradita e utile annunciando il prossimo trasferimento degli uffici e magari anche l'acquisto di nuovi arredi, ma tace in materia di Piano di Zona, ancorato saldamente insieme alle risorse economiche nelle mani del Comune di Ostuni, a ennesima dimostrazione della superficialità degli assessori al ramo succedutisi negli anni. Non se la cava meglio il vicesindaco che dà l'impressione di aver avuto conoscenza della delega alla cultura solo nella mattinata del 31 dicembre. Plauso invece per tutti gli assenti che, non si sa per sensibilità personale o perché in altre faccende affaccendati, hanno messo in salvo l'uditorio. La nave va, per usare le parole di


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DAL PALAZZO DI CITTÀ LA RACCONTANO COSÌ: Zaccaria, spedita verso l'affondamento.

Ripitturati aule e corridoi della scuola primaria “Collodi”. Nelle festività hanno lavorato gli addetti della coop. “Alba Nuova”. Gli allievi si ritroveranno la scuola rimessa a nuovo. Sono stati completati questa mattina i lavori di ripitturazione di aule e corridoi della scuola primaria “Collodi” di Fasano. La messa a nuovo era stata commissionata all' “Alba Nuova” (cooperativa di ex detenuti e sorvegliati speciali di pubblica sicurezza), diretta da Antonio Sarcinella e a cui il Comune da otto anni ha affidato la gestione delle opere di manutenzione ordinaria di aree e spazi pubblici. «I lavori sono stati effettuati durante le vacanze natalizie in modo da non creare disagi ad allievi e insegnanti – afferma l'assessore all'Istruzione Antonio Scianaro – così che non interferissero con il regolare svolgimento delle lezioni. Il tutto è stato possibile grazie all'impegno della dirigente ai Lavori pubblici Rosa Belfiore e del responsabile del procedimento Angelo Decarolis, che hanno seguito l'andamento delle opere di manutenzione al fine di ottimizzarne i tempi di esecuzione. Gli allievi si ritroveranno la scuola ripulita – sottolinea Scianaro – con un'immagine quindi decorosa e adeguata ad un ambiente destinato all'educazione ed alla formazione». Si è proceduto alla ripitturazione di 20 aule (piano terra e primo piano, lato monti dell'edificio) con il color verde chiaro e dei corridoi e vano scale col giallo ocra. «Sono estremamente compiaciuta del lavoro svolto dall'”Alba Nuova” che ha operato durante le festività natalizie con ritmi sostenuti e anche oltre gli orari di lavoro prestabiliti – dice Rosa Belfiore -. L'Amministrazione comunale ha subito accolto la richiesta pervenuta dalla dirigente scolastica a ripitturare aule e corridoi che avevano perso il colore originario e per di più presentavano, qua e là, vistose macchie scure». Ed è così che l'Assessore Scianaro si è ricordato pure di avere la delega alla pubblica istruzione, che forse non comprende anche quella relativa alla manutenzione degli edifici scolastici. Deve trattarsi sicuramente di un retaggio dell'epoca in cui “faceva” l'Assessore ai Lavori Pubblici (per quanto non se ne serbi memoria alcuna da parte della collettività). Fatto sta che gli alunni, al rientro dalle vacanze natalizie, dovranno fare sicuramente i conti con gli odori delle pitture. Ma come si fa a non capire che questo tipo di interventi devono essere realizzati durante la stagione estiva? Il Dirigente dei lavori pubblici dovrebbe comunque mettere a freno il proprio entusiasmo quando dichiara che gli operai hanno lavorato più dei tempi previsti dai contratti di lavoro. Finisce pure con l'apparire schiavista, proprio lei che è la responsabile comunale della sicurezza sui luoghi di lavoro.

Da oggi parcheggi a pagamento. “Gli ausiliari del traffico in questa settimana fungeranno più da informatori che da controllori veri e propri, in modo da far abituare gli automobilisti fasanesi alla novità”, afferma il sindaco Di Bari. Da oggi sono entrati in funzione a Fasano i parcheggi a pagamento e si sono visti, nelle vie interessate alla sosta con grattino, i sette ausiliari aggirarsi lungo il perimetro delle arterie coinvolte nel sistema del parcheggio con strisce blu. «Da oggi e fino a domenica prossima gli ausiliari fungeranno più da informatori dei cittadini che da veri e propri controllori – afferma il sindaco Lello Di Bari -. La decisione di dare una settimana di tolleranza prima dei controlli e dell'elevazione di eventuali multe è stata adottata di concerto con il comandante della Polizia locale, Antonio Orefice, e con i responsabili della “Vigeura”, la società gestrice dei parcheggi a pagamento. E' giusto che gli automobilisti abbiano qualche giorno di tempo per abituarsi alla novità e, in questo – aggiunge Di Bari – i sette ausiliari svolgeranno un ruolo importante nel fornire informazioni a riguardo e nell'aiutare gli automobilisti a servirsi delle macchinette-parcometri. Stessa situazione per i residenti, ossia per coloro che avranno la possibilità di posteggiare la propria auto in un posto fisso nei pressi della propria abitazione, anche se in questo caso gli interessati dovranno inoltrare un'istanza al Comune o al Comando di Polizia locale per ottenere l'autorizzazione a posteggiare purché – spiega il sindaco – versino 120 euro per l'anno in corso al fine dell'acquisto di un abbonamento pro-parcheggio». Effettivamente, gli ausiliari del traffico,nella giornata del 10 gennaio, erano intenti, un po' come si vede fare in periodo di elezioni, a sollevare i tergicristalli delle auto per posizionare foglietti colorati su cui campeggiava la scritta: “Attenzione”. Seguiva testo per annunciare la nuova gabella comunale. Gli stessi però sono stati visti ed osservati, nei pressi della chiesa di san Francesco e di Piazzale Kennedy, intenti a colloquiare amichevolmente con amici e conoscenti, appunto. Nessuno dubita comunque che saranno bravissimi a fornire le indicazioni richieste, anche perché i tentativi di spiegazione forniti dal sindaco per i residenti non costituiscono certo esempio di semplificazione: moduli da compilare, parcheggi da reperire nei pressi delle abitazioni (presso è una nuova unità di misura della distanza?!?). L'unica cosa chiara è che occorre pagare 120 euro per l'abbonamento annuale. E se uno decidesse di cambiare residenza, ha diritto al rimborso oppure ciò che è dato è dato? Per la cronaca, i parcometri nella giornata del 10 gennaio erano tristemente fuori funzione. AAA: cercansi disperatamente aree da adibire a parcheggio libero. La legge le prevede, ma il Comune colposamente nicchia.

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DENUNCIATO PER BRACCONAGGIO Un 36enne di Fasano, lo scorso 4 gennaio, è stato denunciato dalla Guardia Forestale per bracconaggio. Sarebbe stato sorpreso all'interno del parco dell'Alta Murgia, in territorio di Corato, mentre cacciava nell'area protetta. All'uomo gli agenti hanno sequestrato, oltre al fucile, un esemplare di beccaccia appena abbattuto. Valerio Fiume DOCUMENTI DI SOGGIORNO CONTRAFFATTI Aveva il permesso di soggiorno contraffatto ma è stato scoperto e arrestato. A finire in manette, lo scorso 29 dicembre, un giovane albanese di 28 anni. I carabinieri lo hanno fermato vicino contrada Coccaro - dove con ogni probabilità lavorava come bracciante agricolo - chiedendogli i documenti. All'inizio sembrava tutto in regola, ma dalle indagini successive è venuto fuori che il permesso di soggiorno era stato rubato. L'uomo dovrà rispondere anche di ingresso illegale nel territorio italiano. V.F. FURTO AL CENTRO COMMERCIALE Non sono riusciti a resistere al richiamo dei giochi per la playstation. Solo che invece di acquistarli hanno cercato di rubarli. È scattata così la denuncia per due minorenni di Pezze di Greco. Il fatto è accaduto nelle scorse settimane all'interno del centro commerciale “Conforama”. Gli addetti alla sicurezza li hanno sorpresi dopo che i due avevano manomesso i contenitori antitaccheggio e stavano per dirigersi verso la cassa. L'accusa per loro è di furto aggravato in concorso. V.F. MINORENNI COL VIZIETTO Cosa non si fa per i regali di Natale. Nelle scorse settimane tre studentesse minorenni di 15, 16 e 17 anni - tutte di Fasano - sono state denunciate a piede libero per furto. Avrebbero tentato di rubare in un negozio del centro alcuni articoli per l'igiene della persona oltre a piccoli gadget da regalare poi ad amici e fidanzati. V.F.

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DISCARICA ABUSIVA Lo scarico abusivo scoperto il 2 dicembre scorso nei pressi di Lama d'Antico sarebbe avvenuto all'insaputa del proprietario del terreno. È quanto emerge dalle indagini congiunte di vigili urbani e Fiamme Gialle. Nei prossimi giorni la Guardia di Finanza starebbe per presentare una denuncia contro ignoti. Nel frattempo l'uomo ha comunque provveduto a bonificare l'area. V.F. ARRESTATO RAPINATORE FASANESE È fasanese l'uomo arrestato lo scorso 27 dicembre in seguito alla rapina avvenuta a Monopoli ai danni di un imprenditore del posto. Si tratta di un 30enne già noto alle forze dell'ordine. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, la vittima - titolare di una catena di supermercati - stava dirigendosi in banca per consegnare l'incasso della settimana quando è stato aggredito da un uomo che, dopo averlo spinto a terra, gli ha strappato dalle mani un sacchetto contenente oltre 50mila euro ed è fuggito. Il commerciante è stato subito trasportato in ospedale, dove i medici gli hanno riscontrato ferite guaribili in quindici giorni. Qualche ora più tardi i militari sono riusciti a individuare e bloccare il presunto rapinatore mentre si trovava a Locorotondo nei pressi di una stazione di servizio. Si indaga ora per risalire a eventuali complici. V.F. MEDICO DENUNCIATO PER EVASIONE Possedeva auto e barche di lusso ma per il fisco era povero. A finire nei guai nelle scorse settimane un giovane medico fasanese. Grazie all'incrocio tra i dati riguardanti i beni posseduti e quanto indicato nella dichiarazione dei redditi, la Guardia di Finanza avrebbe accertato un'evasione di 400mila euro nel periodo che va dal 2008 al 2009. V. F.


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VEGLIA DI PREGHIERA AL CIMITERO Su iniziativa dell’Aguvs Fasano “Flavio Arconzo” – Associazione Gruppi Uniti Tutela e Giustizia per le Vittime della Strada, il 24 dicembre scorso si è svolta la celebrazione della Natività nella chiesa del cimitero di Fasano centro. Padre Josè Joau ha accompagnato i fedeli nella veglia di preghiera. Scopo dell'iniziativa è stato di raccogliere fondi da devolvere in beneficienza alla locale Associazione “ La Fontanella”, che si occupa della tutela dei soggetti diversamente abili. CORSO DI FORMAZIONE PER AGRICOLTORI La Cia, Confederazione Italiana Agricoltori, ha organizzato corsi di formazione rivolti alle aziende agricole in materia di sicurezza alimentare e salvaguardia dell'ambiente. Negli scorsi mesi, in particolare, si sono tenuti due interessanti corsi, della durata di 20 ore ciascuno, per il conseguimento del patentino fitosanitario. All'iniziativa hanno partecipato 50 agricoltori, olivicoltori ed orticoltori dei comuni di Fasano, Cisternino, Ostuni che, dopo aver acquisito le necessarie nozioni in materia, hanno sostenuto la prova finale innanzi ad una commissione composta da medici della Asl e da agronomi della Regione Puglia, conseguendo il patentino fitosanitario. CONCERTO DI FINE ANNO Si è tenuto lo scorso 27 dicembre, presso il Teatro Sociale di Fasano, il 3° “Concerto di fine anno”, organizzato dal Lions Club “Fasano Egnazia”. Il ricavato della serata, patrocinata dal Comune di Fasano, ha contribuito all'acquisto di un cane guida per non vedenti. Franco Mezzena e Umberto Cafagna, rispettivamente violino e chitarra, si sono esibiti, a titolo gratuito, presentando brani di Mauro Giuliani, Astor Piazzolla, Niccolò Paganini, Robert Schuman, Vittorio Monti ed un brano popolare andaluso. UNA CROCIERA DA DIMENTICARE Ha suscitato clamore la vicenda di due giovani coniugi, Vincenzo Cardone e Graziana Ceglie che nel 2008 , al momento di partire in crociera, si vedono assegnare una cabina destinata a soggetti diversamente abili. Vacanza rovinata e una miriade di reclami ignorati fino al momento della sentenza favorevole del Giudice di Pace di Fasano che ha condannato al risarcimento danni sia l'agenzia viaggi che la compagnia di crociera. La giovane coppia è stata invita a raccontare la propria odissea lo scorso 28 dicembre nel corso della trasmissione televisiva “I fatti vostri”, presentata da Giancarlo Magalli. ECOMUSEO - LA MAPPA DI COMUNITA' Nel corso dell'iniziativa svoltasi presso la Sala di Rappresentanza del Palazzo di Città il 14 gennaio, la Sezione di Fasano dell’Associazione Ecomuseale di Valle d'Itria ha dato ufficialmente il via ad un nuovo progetto denominato “Come m'appare Fasano”. L'obiettivo è la realizzazione di un lavoro di conoscenza e studio del territorio attra-

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verso la partecipazione attiva degli abitanti. L'Associazione attiverà, dal 18 gennaio all'11 febbraio 2011, presso il Centro Risorse, un ciclo di quattro laboratori partecipati, denominati “EcomuseLAB”. Gli appuntamenti, con avvio a partire dalle ore 18.30, prevedono l'approfondimento dei seguenti temi: patrimonio naturale; patrimonio delle tradizioni ed enogastronomico; patrimonio storicoarcheologico e costruito; patrimonio dell'artigianato. L'idea è di dar vita a una “mappa di comunità”, strumento utile alla descrizione di come i residenti vedono il proprio ambiente di vita, le sue memorie e trasformazioni, evidenziando le caratteristiche dei luoghi (paesaggi, alberi, case, strade, animali, personaggi, saperi, tradizioni,…). L'iniziativa vede coinvolti contemporaneamente gli altri cinque Comuni aderenti all'Ecomuseo di Valle d'Itria, Alberobello, Cisternino, Locorotondo, Martina Franca e Monopoli. CALENDARIO PRO SELVA 2011 È stato presentato, lo scorso 30 dicembre, da parte dell'Avvocato Pietro Dell'Anno, nella sala convegni della Biblioteca comunale, il calendario 2011, giunto alla XV edizione, dell’Associazione Pro Selva, presieduta da Rosanna Petruzzi Lozupone. Per il 2011 sono stati approfonditi le tematiche riguardanti le famiglie silvane, ovverosia i “coloni” che, tra la fine del' 700 e per tutto l'800, si trasferirono sulle locali colline per praticare l'agricoltura.Guidato da Angela Gasparro con il prezioso apporto di Angelo Argento, il gruppo di lavoro, composto da Giuseppe e Franceschina Ruppi, Anita Caroli, Teresa Schettini, Maria Pia Zizzi, Vito e Rosanna Petruzzi, ha contattato le famiglie andando alla scoperta della loro storia silvana. Ogni mese del nuovo anno è dedicato a una famiglia di pionieri e d è arricchito da aneddoti sulla storia dell'insediamento e sui loro soprannomi. MELVIN JONES AL DR. DANILO GHIRELLI E' stata conferita, lo scorso 8 gennaio, presso la Sala di Rappresentanza del Comune, al dr. Danilo Ghirelli, la “Melvin Jones”, la massima onorificenza del Lions Club International. L'alta onorificenza, istituita nel 1973, prende nome dal fondatore del Lions Club International e rappresenta gli attributi caratteristici di individui che si sono dedicati al servizio umanitario, ovverosia la generosità, la compassione e l'interesse per il prossimo. Il dott. Ghirelli , insignito dall'avv. Francesco Conti, presidente del Lions Club Fasano Egnazia, ha onorato la sua città sui fronti di guerra e di povertà sparsi in numerosi Paesi di Africa e Asia, tanto da essere stato insignito nel 2006 dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, dell'onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica. LA LIBERTA' DEI SERVI Si svolgerà il prossimo 18 gennaio, presso il Laboratorio Urbano, su iniziativa della Regione Puglia, Assessorato al Mediterraneo, in collaborazione con l'Associazione Presidi del Libro e il locale Circolo della Stampa, l'incontro con Maurizio Viroli, docente di Teoria Politica presso l'Università di Princeton, autore del libro"La libertà dei servi" ed.Laterza. All'iniziativa prenderanno parte Kelly Nardelli, docente di storia e filosofia e Presidente provinciale dell'U.C.I.I.M. e Zino Mastro, Presidente del Circolo della Stampa di Fasano.

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GRAZIE ARKANSAS Una bieca congiura del silenzio avvolge Fasano, come una piovra o, se preferite, come un anaconda. La cospirazione ordita ai danni dell'informazione vede schierati, ahimè, tutti i periodici fasanesi, tutti impegnati a non far capire nulla ai propri concittadini. Per vostra fortuna, amici lettori, voi avete il Menante, che (solo lui) è in grado di spiegarvi dove si celi l'arcano: in Arkansas o, almeno, così vogliono favi credere. Avrete sentito certamente parlare della moria di uccelli a Beebe, in Arkansas: circa cinquemila merli morti che piovono dal cielo. Attenzione, non uccelli di vario genere, ma tutti della stessa specie, che cadono insieme nella notte a cavallo tra il vecchio ed il nuovo anno. Infatti, la colpa viene attribuita ai fuochi artificiali sparati a San Silvestro. A distanza di pochi giorni, a circa 200 chilometri di distanza, si verifica una grande moria di pesci tamburo, pare centomila che, fortunatamente, non piovono dal cielo ma si spiaggiano in riva al fiume per 32 chilometri. Sarà giusto il calcolo? Quelli si ostinano a misurare in miglia, vai a capire se hanno saputo fare bene la conversione nel sistema di misurazione internazionale. In questo caso, la scusa dei fuochi artificiali appare meno attendibile. Nel Kentucky, stato confinante con l'Arkansas, ecco un'altra moria di uccelli, questa volta storni e pettirossi. E poi è la volta della Svezia: Falkoping, cinquanta taccole. Che cacchio è una taccola? Un'altra cornacchia, ma più piccola. E ancora 200 storni su un ponte in Texas, storni che cadono a decine a Marcianise, sulla strada statale Sannitica, tortore mensile precipitate vicino Faenza: pare 800, che avrebbero fatto indigestione di scarti di www.ilmenante.it semi di girasole usati per l'olio. Insomma, appare Direttore responsabile evidente che gli uccelli stiano Aldo Carbonaro morendo dappertutto. Volete direttore@ilmenante.it forse che il fenomeno lasci indenne la nostra cittadina? Vi Redazione piacerebbe! Per questo Via F.lli Rosselli, 51 - Fasano l'informazione locale non ne tel./fax 080.4427696 parla, prona com'è al vostro redazione@ilmenante.it desiderio di normalità. Ma è del tutto inutile, oh fasanesi, Grafica: donato@donlegro.com Stampa: Martano Editrice srl - Lecce che facciate finta di niente. Sappiamo bene che la moria iscritto col n. 3/04 di uccelli riguarda anche voi. nel Registro della Stampa Le nostre concittadine se ne presso il Tribunale di Brindisi lamentano in segreto e ormai neanche più soltanto in segreto. Al mercato, è Anno VIII - n. 1 frequente sentire le signore Chiuso il 12 gennaio 2011 chiedersi reciprocamente se

per caso “il canarino ha ricominciato a cantare” o se “il fringuello fischia ancora”, ricevendone in cambio un mesto sguardo carico di nostalgia. E mentre il fasanese medio passa il proprio tempo buttando monetine nelle slot machine e nei video poker, ingurgitando l'ennesimo Amaro Lucano (i nostalgici del contrabbando indulgono più spesso all'Amaro Montenegro) e non curandosi affatto della moria degli uccelli, la donna fasanese, ben più attenta ai problemi ambientali, si organizza per porre rimedio allo scempio. Ecco perché le nostre compaesane sono da tempo tra le più dedite appassionate al bird watching, l'osservazione ornitologica. Sperano, poverine, di riuscire a rintracciare gli ultimi esemplari da salvare e accudire. Sempre pronte ad accogliere in seno anche gli esemplari più piccoli, in modo da farli crescere quanto prima. La dedizione con cui esse si dedicano alla cura degli uccelli è veramente ammirevole e, spiace dirlo, degna di miglior causa, visto lo scarso interesse che il loro operato suscita nei propri partner, soprattutto da quando il campionato di calcio è spalmato durante mezza settimana e nell'altra mezza c'è la Champions League. La frustrazione delle nostre cittadine è palpabile soprattutto in estate, quando esse si riversano lungo le spiagge per osservare i volatili di passaggio. È proprio in questo periodo dell'anno che assistiamo, tra Savelletri e Torre Canne e nelle spiagge a sud, al fenomeno del pesce spiaggiato. Non appena inizia la stagione balneare, sul nostro litorale il pesce resta lì, buttato sulla riva, boccheggiante sotto la calura estiva, in attesa che qualcuno gli dia refrigerio. Cosa nobiliterebbe un uomo, più del cogliere l'invito che la natura gli ha inoltrato tramite quel pesce, dicendogli “prenditi cura di me”. Invece il fasanese è lì che guarda il Gran Premio di Formula 1 in televisione e legge il giornale sportivo (non sia mai che si perda le operazioni di calciomercato, andrebbe in crisi col fantacalcio). Una speranza aleggia tuttavia tra le signore fasanesi, e cioè che la vicenda avvenuta negli Stati Uniti, possa scuotere le coscienze dei maschi fasanesi e magari non solo le coscienze. Chissà se i merli di Beebe, città dal nome che richiama quello di un assessore fasanese noto alle cronache per il suo linguaggio in cui gli uccelli vengono spesso citati, possano risvegliare il senso civico, o qualcos'altro, dei loro mariti. Allora sì che direbbero, finalmente soddisfatte: grazie Arkansas!


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MERIT Se ne potrebbe fare a meno; nuoce gravemente alla salute. Catrame, nicotina e monossido di carbonio costituiscono una miscela perniciosa, ma chi ne è dipendente non riesce proprio a rinunciarvi se non per forza di volontà e con una miriade di palliativi atti a contrastare la classica crisi di astinenza. Si racconta addirittura che un tizio che aveva deciso di perdere il vizio, una sera, preso dal desiderio, vide del fumo uscire da una pianta. Cosa accadde dopo, non è dato sapere, fatto sta che la mattina successiva, la rivendita di tabacchi fu presa d'assalto e da quel momento fu amore eterno. Merit dà un bel piacere, a cominciare dal momento in cui la estrai dal pacchetto, la rigiri in una mano, nell'attesa che l'altra rintracci subito il fiammifero o l'accendino. Poi magia, la brace rossa illumina l'ambiente e persino lo spirito, mentre il fumo e il suo inconfondibile aroma inebriano chi la aspira e chi sta vicino. Certo c'è chi quell'odore proprio non lo sopporta e lancia strali su quanto la merit faccia male e appunto nuoce gravemente alla salute. Suvvia, basta fare orecchie da mercante, essere pessimi ascoltatori e aspirare fino a che il tabacco avvolto nella sua cartina non si consuma e del piacere provato non rimanga che un flebile ricordo. Merit dà un gran piacere tutto sommato ed è da vedere alla salute di chi nuoce e soprattutto quando lo faccia. Per esempio, sul Palazzo di Città – così dicono i bene informati – pare ne abbiano distribuite un po' alla fine dell'anno. Confezionate in graziose scatoline chiamate “posizioni organizzative” e “specifiche responsabilità” hanno inebriato gli spiriti di beneficiati. Chi ha avuto la brillante idea di una strenna natalizia così originale? La storia, quella ufficiale, narra che siano stati i dirigenti che, a vedere alcuni collaboratori un po' tristi, hanno pensato loro di rincuorali con un incentivo economico che sembrasse pure conforme alla riforma Brunetta; peccato solo che il concetto di meritocrazia, nel comune di Fasano, sia stato confuso con una merit. La verità è un po' diversa: i dirigenti, da bravi cagnolini, hanno obbedito ai politici padroni che, nel corso di una riunione focosa, hanno detto: “ A quello la merit sì, a quell'altro, no. La dott.ssa X sì, il dott. Y pure, il ragioniere Z no, la dott.ssa XX no, il dott. YY, forse,

dipende dal suo comportamento”. Verrebbe da pensare che, siccome la coperta era stretta e le risorse economiche insufficienti, bisognava pur fare una scelta. Fatto sta che il regalo di Natale l'hanno avuto i soliti raccomandati. Meritocrazia? Il concetto non è difficile da spiegare, ma al Comune dimostrano immancabilmente serie difficoltà di comprendonio, o meglio si impuntano a perseguire gli interessi di pochi, gli eletti, i raccomandati appunto. Come si diventa raccomandati al Comune di Fasano? Esistono due strade, la prima fa leva sulla comunanza di ideologia politica o su legami di parentela con gli amministratori, la seconda, invece, presuppone che si annulli totalmente la capacità di pensiero e ci si adegui totalmente alla volontà dei politicanti di turno. Talora i due aspetti si fondono e prende vita una gelatina informe che striscia sul pavimento e nulla ha a che vedere con le funzioni di un dipendente pubblico. Come ogni provvedimento emesso in disprezzo della legittimità, le scelte del capo sono prive di ogni motivazione e non indicano neppure i compiti che i nuovi capetti comunali dovranno eseguire. Come i padroni sovente sono propensi a ricompensare, solo per affetto, i propri cani con un biscotto, così l'Amministrazione ha offerto sigarette, forse anche di contrabbando. Poco male se di meritocrazia al Comune di Fasano non si avverte neppure l'odore; basta una merit. Un tale una volta disse che il fumo era la tassa degli imbecilli. Quel tale aveva ragione da vendere. Il fumo uccide. Il Tulipano Nero

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ONDA SU ONDA E' la notte dei miracoli senza troppe attenzioni, nei vicoli il fantasma del domani bussa ricevendo una canzonatura. Lui lo sa: gli è successo anche ieri. Presso le case frastornate da fuochi artificiali, il reale si nasconde sotto il letto come un gatto impaurito. Le tavole imbandite di tombole ascoltano suoni dissonanti e banditi dai pentagrammi. Uno, due, tre tocchi al batacchio che spiccano tra pause dagli infiniti valori fumosi, odorosi di tabacco e carte da gioco numerate. Dal campanile i rintocchi segnano lo scorrere delle sfere cigolanti di un orologio che porta sempre ritardo. I numeri si susseguono nell'ordine ondivago governato dal caso o dal caos. Intarsi geometrici arabeggianti su bottoni lignei, emergono cabalisticamente in un sacchetto di iuta unta, mentre una mano indecisa dissemina fagioli e lenticchie di un castelluccio sito in un paese remoto, passato dalla notte e prossimo al giorno. L'uomo cavalca, onda su onda, un mare di buoni propositi, affidando la sua discolpa a un termine intoccabile, sacro quanto un confine. Tutto ciò che gli è stato indigesto, varca il nulla attraverso ponti d'oro disseminati di scaramanzia, sperando in una “vita nova” di dantesca memoria. L'angoscia tenta d'essere attenuata attraverso l'ideale del profitto insanguinato e purpureo, come le mutande dentro le grate di un carrello in un ipermercato saturo di festoni prima dei cenoni. Il tempo e lo spazio, a braccetto, tentano di ricordare il colpo di fulmine che li ha uniti per l'eternità, mentre il Dalai Lama pontifica l'oggi, sostenendo che ci sono solo due giorni per non fare niente: ieri e domani. Il limite di una successione si avvicina incauto quanto più possibile allo scadere di un cotechino precotto. Pure lo scandire di un panettone da parte di un bambino, che avrebbe desiderato un pandoro, segue un movimento asimmetrico, lo allinea almeno quanto il risalire delle bollicine in uno spumeggiante bicchiere di spumante tintinnante o in un vacante stomaco nauseante. Cincin! Il capodanno è una convenzione dettata da paralleli che incidono la terra come un'arancia sbucciata, ma non basta. Le date fatidiche globalizzate si raggomitolano tra le trame temprate dal credere e infine riecheggia l'anagramma dei due termini: relativo e rivelato, come un calembour, tra parentesi, anche tra i più scontati ai saldi dopo l'epifania. Il limite è la massima ispirazione dei poeti maldestri, di conseguenza matematicamente i più fanta-

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siosi. I genetliaci non cambiano i destini ontologici, allora perché vivere nell'illusione? Esorcizzare la finitudine, evocando supereroi a propria immagine e somiglianza, ha fatto sì che si creassero contrasti. L'enigma del nostro esistere è incluso nel contrasto tra il limite come idea concreta e il tempo come sequenza infinita astratta. Abbiamo bisogno di certezze, quindi il nostro Natale è il venticinque dicembre, i copti? Che sono? Ci voleva una strage per sapere che il Natale ortodosso cadesse nel nostro giorno dell'epifania. D'altronde, i magi videro una cometa e dedussero un evento straordinario, erano tre saggi barbuti che osservavano le stelle mentre fumavano il calumet, oggi basta aprire la pagina dell'oroscopo del televideo per avere lo stesso risultato. L'anno che dicono sia nuovo, si è aperto con un'eclissi, aspetto ora che Mosè rompa le acque e che Maria di conseguenza partorisca. Victor Hugo una volta, forse preso da eccessivo sintetismo, dichiarò: “C'è una cosa più forte di tutti gli eserciti del mondo, ed è un'idea il cui tempo sia giunto”. Il tempo ci è nemico, durante una gara agonistica bisogna batterlo e cercare d'essere i primi. E' necessario mascherarlo in cliniche di chirurgia estetica ignorando la triste dottrina escatologica. Necessita esorcizzarlo, talvolta osannare il futuro, quando basta conoscere il passato tramandato, individuabile dall'odore acre provocato dagli acari delle biblioteche alle prese con una disputa scatologica, concepirlo come un divenire, per capire che le guerre di religione non hanno mai avuto fine. Fine: e tutti vissero felici e contenti. Giullaremissiva

UNA DATA, UN RICORDO

Appunti

Berlusconi: via entro luglio tutti i rifiuti dalle strade di Napoli. 2 luglio 2008 ilgiornale.it Berlusconi: "Napoli è pulita L'emergenza rifiuti è finita". "Via a discariche e termovalorizzatori. Lo Stato è tornato a fare lo Stato". 18 luglio 2008 repubblica.it Rifiuti, Berlusconi, in 10 giorni risolviamo tutto. 22 ottobre 2010 freenewsonline Berlusconi: “Napoli pulita in tre giorni”. Il presidente del Consiglio ad Acerra per un vertice con Bertolaso e Caldoro: «Cava Vitiello resta congelata». 29 ottobre 2010 corrieredellasera.it Berlusconi: "Via i rifiuti in meno di 15 giorni". 26 novembre 2010 sky.it Berlusconi: Via i rifiuti da Napoli in due giorni. 14 Dicembre 2010 APCOM Un piano di smaltimento per Napoli. Palazzo Chigi: pulita entro Capodanno. 29 dicembre 2010 Repubblica Caldoro: l'emergenza rifiuti sarà risolta entro il 15 gennaio. Dopo l'incontro con Letta. In provincia di Napoli giacenze per 10 mila tonnellate. Una discarica a Secondigliano? 5 gennaio 2011 corrieredelmezzogiorno.it


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I dubbi dubbi del Prof. Nicola Fiume Le lenticchie di San Silvestro Pare che mangiare lenticchie la sera di San Silvestro porti fortuna. Per sicurezza avevo incominciato ad ingozzarmi di lenticchie già da mezzogiorno. Poi ho assaggiato quelle che la badante di mia zia stava preparando per la sera, poi, sempre per sicurezza, altri due piatti di lenticchie e zampone durante il cenone, a casa di amici. Dopodichè, verso l'una, passata abbondantemente la mezzanotte, vedo una signora che si sta spazzolando un piatto di lenticchie e mi dice: "le lenticchie portano fortuna se te le mangi dopo la mezzanotte!" Le mie sicurezze vacillano, poi stramazzano al suolo. Ma vaffanculo alle lenticchie! Ho un limite pure io! E poi, ma perché le dobbiamo chiamare le lenticchie di San Silvestro se te le devi mangiare dopo mezzanotte? San Silvestro è il 31 dicembre e dopo mezzanotte è il primo gennaio. Il primo gennaio non è più San Silvestro, sul mio calendario c'è scritto M. Madre di Dio. Ancora: quante maledette lenticchie mi devo mangiare per poter accedere liberamente ad una piccola dose di fortuna? Infine: le lenticchie contengono ferro. Adesso devo pure stare attento a non avvicinarmi a qualche calamita che mi si potrebbe avventare allo stomaco. Infinissimo: le lenticchie non mi piacciono. Fosse almeno il pesce a portare fortuna!

18 dicembre 2010 Oggi, 18 dicembre 2010, è una data storica. Per la prima volta (in vita mia) ho 'attaccato' una lavatrice. Alla fine dello scontro si contano morti e feriti a profusione: due calzini bucati, una polo che è diventata color senape e che color senape non era (in origine), un'altra polo la cui tinta unita (di partenza) risulta essere adesso punteggiata (non uniformemente) con tinte di vari colori, una camicia (nuova) lacerata sul collo e due paia di mutande che da bianche (che erano) ora tendono ad un equivoco color rosa pallido. Avessi attaccato Fort Apache ci sarebbero state meno vittime.

Mi sono fidanzato. Lei non lo sa ancora. Penso che glielo dirò nei prossimi giorni. Spero che non mi faccia storie!

Gli occhi dell'amore Sei bella quando ridi Come reagisce una donna quando le dici: “Sei bella quando ridi!” Una ti sorriderà. Perché ha colto l'aspetto positivo. Quindi prova qualcosa per te. Curiosità, simpatia, affetto, forse amore. Un'altra resterà delusa e se non te lo chiederà sicuramente penserà: “Perché, quando non rido come sono?” Potrebbe essere l'inizio della fine di una improbabile storia. Forse la prima delle due, a questo punto, ti chiederà: “Ma tu vai dicendo a tutte quelle che incontri 'sei bella quando ridi!'?” Si incazzerà e sarà di nuovo l'inizio della fine di una più probabile storia, anch'essa fallita. Gli occhi dell'amore Gli occhi dell'amore sono quella cosa che non ti fa vedere che tua moglie ha un grosso neo proprio sotto il capezzolo del seno destro, il culo basso, una voglia a forma di fragola sulla natica sinistra, una piccola cicatrice di tre centimetri circa all'altezza dell'inguine, sul lato destro … Mi chiedo: “Se io tutte queste cose non le vedo, tu, brutto bastardo, tutte queste cose come fai a saperle?” Gli occhi dell'amore (2) Gli occhi dell'amore sono quella cosa che non ti fa vedere che la donna che ami ha una piccola voglia di fragola sul polpaccio destro, un piccolo neo sulla spalla, una piccola cicatrice sull'avambraccio sinistro … ma il velenosissimo scorpione che le stava camminando sulla schiena mentre prendeva il sole sulla spiaggia, cazzo, quello sì che lo dovevi vedere! Impara la prossima volta! L'eterno riposo, dona a loro Signore, e splendi ad essi …

la vignetta è di Cosimo Rosati


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A O F L O I R A M I R P F

C S V O G L I A T E Z Z A

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I R E N R F E R R A R I V

T O Z A U Z R N I T B T O

S C A S R A A E T S S R R

I C Y A I D R I E I B E I

N O N F H N U T T L T C D

A S K E C O D D S A A A A

B O J N A I L A T I L Z I

R T E L R B O A C C N I A

U M P E N O R P G R E S O E S L E L T E N A O R I D M O N E S S N P I S O S X E D O A S I R R S A S C A

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Si fa passare per politico: di Angela Rubino

VERTICALI 1. Leader CGIL ed ex sindaco di Bologna – 2. La Fallaci scrittrice – 3. Tempo – 4. Canto eseguito da più persone – 5. Ci finiscono i verbi di prima coniugazione – 6. Lo erano i Magi – 7. Partita finita in pareggio – 8. La sorella di mamma – 9. L'inizio dello zoticone – 11. Con Carrara fa provincia – 14. Capitale dell'Ucraina – 15. La fine della zia – 16. Direttore de il Menante – 18. Lo trovo nel porto – 19. Né sì né no – 21. All'ultima vi partecipò Gesù – 22. Tessuto nobile e libro di Baricco – 24. Firmare in inglese – 25. Termine da pokerista – 26. Ne cantava le gesta Rino Gaetano – 27. Il cognome di Giovanni, quello dei tortellini – 29. Misterioso, segreto – 30. Un Piero francese – 31. Segretaria del PD fasanese – 33. Bambina in veneto – 34. Il fratello di Ciop – 37. Movimento per le Autonomie – 38. Hanno imbrattato le chianche della piazza con le gomme – 40. Era l'Holiday a Fasano – 42. Devota alla propria religione – 43. Petrolio negli USA – 45. Cremona – 47. L'inizio del corso – 48. Il partito della Radesco

REBUS: (11 – 3 – 1 – 5 – 2 – 5)

SOLUZIONE GIOCHI DELLO SCORSO NUMERO

CRUCIPUZZLE: RADESCO

ORIZZONTALI 1. Contrada fasanese dove ci sono una famosa masseria e un kartodromo – 7. Sono vicine e di monsignore – 10. Sensazione di ribrezzo (soprattutto quando sento parlare alcuni assessori) – 11. Congiunzione avversativa – 12. Me medesimo – 13. Bello e profumato – 14. La Schiavone presidentessa dell'Associazione Vittime della Strada – 17. Cittadina marchigiana – 18. Un tipo di insalata… eterogenea – 19. Napoli – 20. In parole composte significa vino – 21. Unita, compatta – 22. Baronetto inglese – 23. Ravenna – 24. Frazione collinare per VIP – 25. Venezia – 26. Diminutivo di Luigi – 27. Dritto… come un angolo – 28. Si estende in Siberia, a sud della tundra – 30. Il diavolo la veste… – 32. Patria di Sakineh – 33. Contrario di forte – 34. Cagliari – 35. Cuneo – 36. Ballo sudamericano – 37. Vino in dialetto e stazione spaziale russa – 38. Immanuel filosofo tedesco – 39. Dopo il due… – 40. Prefisso da cavallo – 41. In parole composte dotte, significa 'indietro', 'contro' – 42. Essere umano – 44. Mezza Roma – 45. Vi lavorano le spie statunitensi – 46. Parte del brindisi – 47. Ciccio Potenza – 49. Periodo storico – 50. Nota – 51. Mezzo codice


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SMALTIRE I PANETTONI Dopo la pausa natalizia, l'imperativo per tutti è lo stesso: smaltire i panettoni. Problema di facile soluzione per i numerosi pallamanisti fasanesi impegnati nei diversi campionati nazionali: basta allenarsi. Chi ne ha più bisogno, a occhio e croce, sono i ragazzi della Polisportiva Roberto Serra. Vuoi per la posizione in classifica che li vede tranquilli al quinto posto (su otto componenti il girone) con 15 punti all'attivo, frutto di 5 vittorie e 6 sconfitte, vuoi per il bisogno di recuperare una forma atletica migliore. La formazione della Serra, infatti, è composta interamente da veri amatori dello sport, quasi tutti in possesso di tecnica ed esperienza di livello superiore al loro campionato di A2. Cedono qualcosa alle avversarie proprio sul piano fisico. Se saranno in grado di recuperare questo divario, potranno certamente dire la loro anche ai piani alti della classifica. In fondo la quarta posizione, occupata dall'Atellana, è a soli tre punti. Chi, invece, non sta incontrando ostacoli lungo il cammino è la seconda squadra della Junior, quella Handball Fasano che con 4 vittorie in 4 incontri sta dominando il campionato di serie B grazie ad un attacco stratosferico che nasconde tutte le pecche difensive: sono 119 le reti segnate e 88 quelle subite. Solo un calo di concentrazione potrebbe consentire il recupero delle avversarie: guai a sentirsi appagati prima del tempo. Ovviamente gli occhi degli appassionati si concentrano soprattutto sulla prima squadra cittadina che, prima dell'interruzione del campionato, ha tentato invano di opporsi allo strapotere della capolista Conversano. In una gara mal giocata e male arbitrata, i nostri hanno preso una sonora scoppola dai lanciatissimi vicini di casa. Il risultato finale poteva essere ampiamente pronosticato alla vigilia, data la differenza di valori disponibili sulla carta. In realtà il Conversano visto all'opera contro la Junior non è sembrato invulnerabile, ma per batterlo sarebbe servita una prestazione superlativa dei nostri, che invece non c'è stata. Alla ripresa di gennaio, l'andata della doppia sfida di Coppa Italia contro gli altri pugliesi del Noci, ci ha mostrato una Junior in ripresa (sconfitta a Noci per 23-21) nonostante i malanni di stagione che hanno tormentato Giovanni Fanizza e Flavio Messina. Malanni che non hanno impedito all'ottimo Messina di essere alla fine il migliore dei nostri. È sem-

pre antipatico dare dei meriti a qualcuno, sembra che si sminuiscano gli altri, ma questo campionato del jolly biancazzurro è davvero da incorniciare: ci mette l'anima e il suo agonismo è quello che detta i tempi alla difesa aggredendo il portatore di palla avversario. Quello che dovrebbe essere migliorato, a nostro modesto parere (ma non solo nostro), è il gioco offensivo. Pippo Kokuca, chiamato a dare il contributo per un salto di qualità della squadra, finora ha soddisfatto a metà le attese. Costretto a caricarsi quasi da solo il compito di tirare dalla distanza, diventa un obiettivo facile per gli schemi difensivi avversari. La mancanza di un altro tiratore di ruolo si fa sentire. La dirigenza, che non è certo sprovveduta, aveva sperato di risolvere il tutto con l'ingaggio di Marko Vidovic, ma il croato non ha superato la prova ed è finito fuori rosa (in verità, senza lasciare soverchi rimpianti). Se al suo posto arrivasse un terzino di buon

livello, potremmo vedere un finale di campionato diverso da quello che appare quasi già scritto. Fortunatamente, a differenza di quanto avviene altrove, l'ambiente fasanese non è di quelli che si infiammano per i grandi nomi e disertano la palestra se non ce ne sono. Al contrario, paradossalmente ma mica tanto, più sono i giocatori made in Fasano e più aumenta il calore del pubblico, al punto che, nella partita di Noci, i fasanesi al seguito della Junior hanno quasi egemonizzato il palazzetto che li ospitava. E se tanto ci da tanto, presto i due ragazzi classe '95 (Giuseppe Colasuonno e Marco Pignatelli), ormai stabilmente convocati nella Nazionale under 18, contribuiranno a far alzare ulteriormente la temperatura. Nell'attesa, se non siete pallamanisti, escogitate qualche buon metodo per smaltire i panettoni. Franco Vergine


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Ormai tutti hanno l'intervista doppia. Solo il Menante ha la doppia intervista dei cugini Marx.

Nome Rocco Cognome Masella Sport estremi praticati? Parapendio, bungee jumping, paracadutismo, arrampicata sportiva, kite surf. L'esperienza più adrenalinica? Sicuramente tutte, ma quella più adrenalinica per quanto mi riguarda è stato il bungee jumping. L'esperienza più dolorosa? Nessuna, quando ti diverti il dolore si sopporta. Chi ti ha portato a praticare sport estremi? Nessuno, volevo fare cose che altri non facevano. La prima impresa? Parapendio. Di Pierharpo Marx

COLLABORAZIONE SCUOLE – “SERRA” Prevenire la dispersione scolastica, il disagio giovanile e la marginalità sociale. Queste le finalità della collaborazione avviata dall'associazione “Polisportiva Roberto Serra” (che schiera una squadra nel campionato di A2 di pallamano) e tre scuole del fasanese. Da alcune settimane, infatti, la scuola media “Giovanni Pascoli” e le scuole elementari “Collodi” e “Giovanni XXIII” prevedono per i loro alunni la possibilità di svolgere attività fisica extra-

curriculare sotto la guida degli istruttori della “Serra” Ariosto Errico, Ivan Lacirignola e Giampaolo Guarini. Durante gli incontri si cerca di migliorare la cultura del lavoro dei ragazzi, avviandoli alla pratica sportiva della pallamano, e di aumentare il rispetto dell'altro ed il senso civico, prevenendo anche errati stili di vita alimentari. L'iniziativa durerà fino a maggio. Giuseppe Cofano

Non sono molto interessato agli sport estremi, ma se il Bungee Jumping è parente del Bunga Bunga potrei cambiare idea, ci dia dei chiarimenti. Se il bunga bunga è quello che penso, ti conviene continuare a praticarlo. è più entusiasmante e meno pericoloso. Il parapendio si chiama così perché dopo averlo praticato si può partecipare solo alle paraolimpiadi? Sì, soprattutto dopo un brutto atterraggio. Un amico mi disse una volta: se al primo tentativo ti va male, il paracadutismo non fa per te. Conferma che è così? Certo ti posso confermare io al suo posto... lo conoscevo? Stiamo preparando una proposta per il prossimo governo: invece di costruire un ponte in cemento sullo stretto di Messina, costruire qualche centinaio di ponti tibetani in corda. Se le facciamo ottenere l'appalto, ci sgancia un 10% di tangente? Anche il 15 %, se mi propongono l'appalto che lo facciano in fretta. È vero che diversi consiglieri comunali di maggioranza si sono prenotati per un corso di arrampicata con la speranza di diventare assessori? Certo, ma rimarranno a lungo appesi. Dei vari sport estremi sono molto affascinato dallo Zorbing: il lasciarsi rotolare da un pendio dentro grandi sfere in PVC. Quanto mi farebbe pagare per farlo fare alla giunta comunale, magari dalla Selva a Savelletri e risparmiando qualcosa sul PVC? Non ti farei pagare nulla. A proposito di sport estremi. Il ragù domenicale di mia suocera, io lo digerisco il martedì sera, lei crede che saprebbe fare di meglio? Se quello di tua suocera lo digerisci il martedì ,propongo una gara a tutte le suocere di Fasano: "Al ragù più pesante, lo mangi la domenica e stai bene una settimana". Di Piergroucho Marx


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IL MENANTE N. 1 2011