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ANNO VII, NUMERO 7 LUGLIO 2010 € 1,00

“GLI INTERESSI DEL PAESE” Buone Vacanze torna in edicola il 15 settembre


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GLI INTERESSI DEL PAESE

Ovverosia, il condizionale è d'obbligo; dal 18 giugno scorso, Aldo Blancher sarebbe Ministro senza portafoglio del Governo Berlusconi. Negli ambienti che contano l'oggetto e l'estensione delle sue deleghe spazierebbero dall'attuazione del federalismo alla sussidiarietà e al decentramento. Sarebbe stata cosa buona e giusta renderle legali attraverso una sana e semplice pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Invece no! Dal susseguirsi degli accadimenti sembra proprio che le cose non dovessero andare così. Il Ministro, con o senza portafoglio, ma munito di spregevole atteggiamento canzonatorio nei confronti delle istituzioni pubbliche, aveva un carico penale non trascurabile e la prima delle iniziative che intendeva attuare, fresco di nomina, era l'uso – per fini strettamente personali – del legittimo impedimento. Risultato: notevole confusione e critiche a spiovere sul Presidente del Consiglio, sul Ministro e sull'intera maggioranza di governo. In altre Nazioni, le dimissioni sarebbero state, oltre che doverose, normali. Il Ministro in carica – ma anche in questo caso il condizionale è più che d'obbligo- dichiara che

all'inizio aveva pensato «di dover privilegiare per un breve periodo gli interessi del paese, ma siccome tale scelta è stata indebitamente strumentalizzata, ho fatto una diversa scelta, prima di tutto nel rispetto della mia famiglia e perché finiscano le strumentalizzazioni e le speculazioni»; in questo modo annuncia la sua intenzione di dimettersi da ministro. La cordata del Governo prosegue a vele spiegate verso l'approvazione di una manovra correttiva che, tra le pieghe, contiene solo “istituti di correzione”per i cittadini che di correttezza hanno sempre dato prova. Piovono, in nome degli interessi del Paese, tagli sui contratti di lavoro dei dipendenti pubblici, sulle tredicesime dei Vigili del Fuoco, del personale impegnato nella sicurezza e dei magistrati. E immancabile arriva l'arcobaleno della smentita “per errore materiale” da parte del Sottosegretario di turno col capo cosparso di cenere. Le cose sarebbero dovute andare diversamente e invece la pronta reazione di acuti osservatori costringe la maggioranza a brusche marce indietro a suon di refusi che, invece, celano una certa irrequietezza nel governare.

A livello locale, pur senza sottosegretari pronti a smentire gli errori dei padroni, si replica la medesima farsa. Ma con un ingrediente in più, la sfacciataggine. L'addizionale comunale Irpef, istituita per rinsaldare i rapporti con la ditta che si occupa dei rifiuti, a detta dell'Amministrazione, avrebbe dovuto costituire misura temporanea per far pagare ai cittadini incolpevoli i debiti contratti dal Comune. Il condizionale si è trasformato in presente e , ora come ora, non rimane che una flebile speranza per il futuro. Come uno sfottò, arriva anche la raccolta differenziata, ginepraio indistinto di sacchi colorati cui conferire ogni sorta di immondizia, ma purtroppo non ciò di cui i cittadini vorrebbero realmente disfarsi. La polemica avanza, confusione su quale sia il sacco idoneo, il giorno utile, gli estenuanti proclami di provenienza pubblica a far diventare i cittadini responsabili e attenti verso la tematica dell'ambiente. E poi la beffa, ovverosia l'invito a ritirare gratuitamente il kit per la raccolta differenziata. Che significato ha l'avverbio “gratuitamente” per chi ogni anno paga le tasse, per chi versa, talvolta inconsapevolmente, l'addizionale Irpef? Significa semplicemente che il kit non è gratuito. Perché dovrebbe esserlo del resto? L'educazione dei cittadini ha un costo; peccato solo che siano i cittadini

a doversene far carico. Mentre la polemica imperversa, da più parti si preannunciano barricate per garantire sì il diritto ad un ambiente pulito, ma anche quello a non dover impazzire tra sacchi e conferimenti, arriva, come un fulmine a ciel sereno, l'ultima delle novità della stagione calda, la nomina dell'Assessore al bilancio, Giuseppe Zaccaria a presidente del Consorzio agroalimentare. Il componente della Giunta in questione era già stato insignito tempo addietro di una delega speciale alla gestione dei rapporti con il plurincasinato consorzio. La nuova nomina proprio non avrebbe ragion d'essere, quanto meno per ragioni di opportunità o di galanteria istituzionale, vista l'immanenza di una confusione di ruoli fra controllore e controllato. O forse dietro c'è dell'altro? Anche in questo caso il condizionale è d'obbligo e, visti i precedenti, è lecito dubitare che il fine ultimo sia rappresentato dagli interessi del paese. E siccome a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca, non è che l'interesse si appunta solo su una parte del paese e dei suoi abitanti? La vera educazione dovrebbe essere rivolta non già ai cittadini contribuenti, ma all'intera classe di governo, anche perché la corda, a lungo andare, rischia di spezzarsi e la serie di refusi di interrompersi. Aldo Carbonaro


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Differenziata

SI PARTE CON IL “PORTA A PORTA” Voci contrastanti sulle modalità animano la prima calura estiva La notizia circolante da più parti sul territorio è ormai arrivata a conoscenza di tutti i fasanesi, si spera. Anche perché nelle testate locali se ne sta ampiamente parlando. La raccolta “porta a porta” dei rifiuti per effettuare la differenziata è già cominciata in alcune frazioni e ad agosto verrà estesa anche a Fasano centro. Da più parti si stanno levando opinioni contrastanti in merito. E' bene dire, innanzitutto, che di positivo c'è che il territorio comunale si sta dotando di questo servizio già in uso al nord e all'estero. Si tratta, in effetti, di diffondere la mentalità della differenziata, anzitutto. Fino ad ora, il recupero dei rifiuti riciclabili è stato soggetto alla buona volontà dei cittadini dotati di un minimo di intelligenza civica e di educazione all'ambiente. Tra poco, con la rimozione dei tradizionali cassonetti misti grigi, la cosa diverrà di fatto obbligatoria nella maggior parte del territorio. La differenziata è un atto di cultura civica, non soltanto un'imposizione. In questo modo, i benefici della stessa verranno sperimentati, e questo non può che essere un bene. Ciò che ha sollevato voci contrastanti, come già detto, è la modalità con cui verrà effettuata. Questo è ciò che si legge dai comunicati ufficiali a riguardo delle disposizioni: “Va ritirato il kit di raccolta (bidoncino di colore marrone per rifiuti organici derivanti da cibi consumati e i vari materiali informativi) nei vari luoghi preposti. Per rifiuti organici vanno intesi tutti gli scarti di cucina, oltre a piccole piante secche e fiori secchi e, inoltre, i filtri di tè, camomille e tisane, fondi di caffè, tovaglioli di carta, gusci d'uovo, piccoli ossi. I cittadini dovranno tenere in casa il bidoncino (con chiusura ermetica) per gli scarti di cucina che, andranno posizionati in strada nei giorni di raccolta previsti da un apposito calendario ed, esattamente, il lunedì, il mercoledì ed il venerdì (i contenitori dovranno essere collocati dinanzi ai portoni d'ingresso dei palazzi o delle singole abitazioni entro le ore 6); mentre carta e cartoni, in buste da riuso (anche quelle in cui si trasporta la spesa), saranno raccolti il martedì (esposizione delle buste entro le ore 6), la plastica (con le stesse modalità delle buste da riuso) verrà raccolta il giovedì (con l'esposizione delle buste entro le ore 6); il rifiuto secco non riciclabile (dalle lampadine agli oggetti di ceramica, dai piatti e bicchieri di plastica usati) va posizionato nelle buste da riuso che dovranno essere esposte (entro le ore 6) in strada per la raccolta nel giorno del sabato. Discorso a parte per vetro e metalli che dovranno essere depositati (direttamente e senza buste) nelle campane verdi (le uniche che continueranno ad essere presenti nelle strade a Fasano e frazioni). Infine, i rifiuti ingombranti (mobili, elettrodomestici, computer, materassi, reti) seguiranno un'altra modalità di raccolta: i cittadini dovranno telefonare al numero verde della “Monteco”, 800.801020, e richiedere l'intervento degli addetti per il ritiro. Il numero verde è attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle 13 e dalle 15.30 alle 19.” La raccolta dell'umido in tre giorni settimanali può ritenersi sufficiente per le abitazioni private, questo appare certo, anche perché la chiusura ermetica dei bidoncini previene la formazione di cattivi odori. Stessa cosa accade da altre parti dove la raccolta è già avviata da tempo. Questo, tuttavia, potrebbe non andare bene, ad esempio, per i ristoranti: in quei casi la frequenza di raccolta andrebbe aumentata, data la quantità nettamente superiore di rifiuti prodotti. Sono piccoli esempi, che fanno ben intendere di come il servizio vada migliorato onde evitare spiacevoli inconvenienti. L'Assessore Alfredo Manfredi ha, tra l'altro, parlato di un risparmio per i fasanesi una volta che il ciclo sarà entrato a pieno regime: “Ci saranno certamente dei risparmi, in quanto in discarica non depositeremo la stessa quantità di rifiuto raccolta dai cassonetti fino ad oggi”, ha affermato in

un'intervista. Non tutti sono d'accordo, come si evince da un commento pubblicato da Renato Demola, Consigliere comunale di opposizione, su gofasano.it: “Ricordo ai cittadini di Fasano che noi stiamo già pagando dal primo aprile 2010 per questo fantasmagorico servizio, con un nuovo affidamento per due anni. Dall' intervista a Manfredi, veniamo ancora a conoscenza dal nostro governo cittadino che, con questo nuovo contratto (firmato in maniera inusuale dopo quasi due mesi dall'inizio dell'affidamento), ci saranno certamente dei risparmi. La risposta a questa falsità la troveremo con certezza nel bilancio consuntivo dei prossimi anni, sperando che siano gli ultimi di questa scellerata amministrazione. La raccolta differenziata non la si può ottenere con un bidoncino per i rifiuti organici e le buste da riuso (anche quelle in cui si trasporta la spesa): voglio ricordare a tutti che nel 2012 la Comunità Europea ha vietato l'uso di questi materiali. Sarebbe stato sufficiente avere nozione di come veramente si effettui la raccolta differenziata nelle città dove questo civile smaltimento dei rifiuti urbani è senza ombra di dubbio efficiente, rispettoso dell'ambiente e di tutela della salute. Sarebbe ormai ora, che le fatidiche fette di prosciutto venissero rimosse, per prendere finalmente coscienza di come questa città stia andando alla deriva!”. In definitiva, la questione appare poco chiara in questi termini. Verrebbe da chiedersi il perchè dell'utilizzo di materiali che fra qualche anno saranno vietati, così come sarebbe opportuno avere un'idea ben precisa del risparmio che il servizio procurerà. Inoltre, i dubbi sollevati dal contratto entrato in gioco già nello scorso aprile sembrano legittimi. Ciò che sembra fuori discussione, è che di fondo l'operazione darà un'impronta maggiore di civiltà alla nostra città, con un rispetto maggiore dell'ambiente. Il discorso, tuttavia, va riesaminato. Per non esprimere timori basati solo su previsioni, è bene ritornare a dare giudizi quando il servizio sarà entrato in opera e i suoi effetti, positivi o negativi che siano, saranno documentabili. Intanto, a Pezze di Greco, è stato installato nei pressi dell'asilo “Andersen” un contenitore destinato alla raccolta degli oli usati. Per quanto possa essere apprezzata l'installazione, sarebbe più opportuno situarla altrove. Le insegnanti hanno reso nota la situazione all'Assessore Manfredi, e si spera che la faccenda nel frattempo venga risolta. Il controllo di tutti i cittadini è necessario, come questo esempio dimostra: la collaborazione con l'Ente comunale deve andare soprattutto in questa direzione. Fabio Cofano

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MISTERI CHE AVVOLGONO LA CITTÀ Il Comune di Fasano ha fatto incetta di dirigenti nell'ultimo periodo, reclutando non solo il Comandante della Polizia Municipale, ma anche il Dirigente del Settore Lavori Pubblici. Abbiamo ritenuto, alla luce del forte impatto mediatico che l'arrivo del Comandante dei Vigili Urbani Antonio Orefice ha avuto in città, di intervistare la neodirigente Ingegnere Rosa Belfiore. Ingegnere, dal 1° giugno il Comune di Fasano ha un nuovo dirigente per il settore lavori pubblici. Come è stata reclutata? «Ricoprivo il ruolo di Responsabile del Servizio Grandi Opere Pubbliche da quando sono stata assunta nel Comune da dicembre del 2000. Nell'ottobre 2006 il Comune ha indetto una procedura concorsuale pubblica per titoli ed esami per il conferimento di un posto di dirigente tecnico a tempo indeterminato proprio per il settore lavori pubblici. Nel novembre dello stesso ho presentato domanda di partecipazione. Nel 2007 ho completato la partecipazione con le prove scritte e le prove orali. Il 31 dicembre 2007 è stata approvata la graduatoria che mi è stata comunicata nel marzo seguente. Ci siamo classificati in tre e io sono arrivata al primo posto. Poi non ho ricevuto più alcuna comunicazione, non sono stata assunta». Se ha vinto un concorso pubblico circa tre anni fa, come mai è stata assunta solo adesso? «I motivi riguardano il Patto di stabilità interno del Comune. Dopo aver saputo di essermi classificata al primo posto, non ho avuto più alcuna informazione. Da voci di corridoio sapevo che c'erano alcuni problemi che riguardavano il Patto di stabilità. La spesa del personale infatti incide sul Patto di stabilità. Una penalità per i comuni che non rispettano il Patto è infatti l'impossibilità ad assumere personale. Credo di non esser stata l'unica. C'erano stati anche altri concorsi, altre assunzione nel settore urbanistica. Seguo le vicende e so che l'anno passato il Patto di stabilità è stato rispettato e quindi c'è stata la possibilità di assumere. Ora, non so il motivo perché dal primo giugno. Credo che sia stato per l'approvazione del bilancio. Il 28 maggio infatti ho sottoscritto un contratto di lavoro a tempo indeterminato con la qualifica di Dirigente del Settore Lavori Pubblici con decorrenza dal primo giugno». Qualche tempo fa, ingegnere, funzionario tecnico del Comune di Fasano, è stata tributaria delle cosiddette mansioni superiori. C'è qualche differenza rispetto alla situazione di qualche anno fa? «Nell'ottobre del 2005 mi sono state affidate mansioni superiori: trattasi di funzioni comunque dirigenziali nel Settore Lavori Pubblici. È andata avanti così per più di due anni, fino al dicembre 2007 con proroghe di queste mansioni e con la stipulazione di un contratto a tempo determinato soltanto nel settembre del 2006 fino appunto a dicembre 2007, in virtù della possibilità affidata al Sindaco di effettuare queste nomine per necessità del settore». La città si aspetta tanto dal settore di cui è alla guida: strade, illuminazione, nuove opere pubbliche, solo per fare qualche esempio. In questo periodo vi è anche fermento per l'avvio della raccolta differenziata. Crede che la collettività reagirà positivamente? Quali benefici riceverà dalla pratica del differenziare? «Mi dispiace di non poter rispondere esattamente a questa domanda. Semplicemente perchè dal 2007 il settore della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti non è stato più di mia competenza. Mi sono occupata esclusivamente di lavori pubblici, non ricoprendo più un ruolo dirigenziale da dicembre 2007. Per di più, con questo contratto a tempo indeterminato non ho ancora pieni poteri fino a quando non sarà approvato il Peg, il piano di gestione, con cui vengono

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affidate ai dirigenti le risorse in termini di personale e in termini economici. Il settore ecologia e smaltimento di rifiuti comunque non sarà dato in mia gestione. Quindi ne so quanto voi. Non posso rispondere da questo punto di vista perché non ho competenza. Credo passerà, da quello che so, alla Polizia Municipale. La gente è ben predisposta, ma non so dirle più di tanto». Può fare un primo bilancio della sua attività di dirigente? Che tipo di provvedimenti ha assunto in questo primo mese? «In questo primo mese ho continuato il duro lavoro di tutti i giorni. Questo è il periodo dei primi finanziamenti comunitari dell'Area Vasta. Dovevo mandare avanti alcuni finanziamenti già ottenuti. Parliamo delle gare di appalto, dei grandi finanziamenti dell'arredo urbano di Torre Canne, per cui abbiamo ricevuto un finanziamento di 1.700.000 euro, e della messa in sicurezza del porto di Savelletri per cui abbiamo ricevuto un finanziamento di 1.500.000 euro. Io sono il responsabile del procedimento di questi interventi. Bisogna rispettare la tempistica per pubblicare le gare entro il 15 luglio. La gara per Torre Canne è quasi completata, a giorni sapremo l'aggiudicatario. Ora sto preparando la gara per il porto di Savelletri. Il mio impegno è rivolto esclusivamente a quest'opera che richiede anche la valutazione di incidenza ambientale. C'è da fare insomma tantissimo lavoro. Inoltre abbiamo presentato il progetto “Itinerari ciclabili” insieme ad altri cinque comuni: tutto il territorio sarà attraversato da una pista ciclabile che parte dal confine con Ostuni e terminerà al confine con Monopoli. Un itinerario meraviglioso. Abbiamo presentato un'altra richiesta di finanziamento per energie rinnovabili pochi giorni fa. Si tratta di un progetto che prevede l'installazione di pannelli fotovoltaici sulla tribuna dello stadio “Vito Curlo” e sulle scuole, la scuola media “G. Fortunato” di Montalbano e il 2° Circolo di Fasano “Giovanni XXIII”. Mi sto anche occupando della regimentazione idraulica di Fasano e stiamo chiedendo altri finanziamenti per mitigare il rischio idrogeologico del comune». Il sindaco Di Bari ha organizzato una conferenza stampa per presentare il nuoco Comandante della polizia municipale. Sarà così anche per lei, anche perché è l'unico dirigente di sesso femminile all'interno del Comune? «Mi imbarazza molto questa domanda. Non mi piace la pubblicità. Mi piacerebbe fare pubblicità sui lavori che si fanno perché la gente ha bisogno di essere informata. Quando viene qui, purtroppo non ho tutto questo tempo. La pubblicità personale non la amo, non mi piace. Non ha senso d'altronde. Io lavoro per il mio paese. Spero di lavorare bene. Non so se l'Amministrazione avrà intenzione di presentarmi. Non credo. L'ha fatto giustamente per il Comandante della Polizia Municipale. Non so dire». Lo spirito entusiastico che traspare dalle parole dell'ingegnere lascia ben sperare per il futuro; ma normalmente, soprattutto nell'ultimo periodo, il pubblico impiego è bistrattato e confuso con un covo di fannulloni. L'energica Rosa Belfiore ha buoni propositi, e soprattutto li indirizza verso la città. Peccato solo che l'ascesa al ruolo dirigenziale, così abbiamo capito, abbia avuto un percorso tortuoso e per certi aspetti fumoso. Basti ricordare il famoso “affare Monteco”, venuto alla ribalta con tutte le sue gravose conseguenze proprio mentre l’ing. Belfiore era dirigente provvisorio del Settore. Fumo ha avvolto anche il gran numero di concorsi che il Comune di Fasano aveva indetto a fine 2006. Vorremmo capire se l'assenza del Peg, Piano esecutivo di gestione, così come dichiarato dall'ingegnere ha inibito solo l'adozione di atti e provvedimenti o anche il suo stipendio. Anche questo è uno dei misteri che avvolgono la vita del Comune di Fasano. Francesca Radesco


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Polizia Municipale

FERVENTE ATTIVITÀ Abituati al dolce incedere delle faccende fasanesi, al continuo e fastidiosissimo adagio dell'Amministrazione, non ci aspettavamo che qualcuno potesse avere la marcia giusta della legalità e del rispetto delle regole. Noi speravamo, il Sindaco lo percepiva a naso… ma quel che si sta avverando è molto più di quello che ci aspettavamo. I controlli ed i sequestri posti in atto dalla Polizia Municipale a contrasto dell'abusivismo nel campo del commercio ambulante non si fermano, le multe fioccano per i distratti e male abituati piloti fasanesi (anche se ancora qualche macchina di amici è stranamente “saltata” nell'atto di apporre la cedolina rosa sul parabrezza). I minori del Sacro Cuore continuano ad essere omaggiati di frutta e verdura sequestrate, le casse comunali maltrattate dalla Tricom vengono rimpinguate dai proventi di multe e verbali. L'autovelox impolverato è stato tirato a lucido e finalmente utilizzato per rallentare la morsa del piede destro sull'acceleratore, fin troppo spinto a fondo per le nostre strade da incauti concittadini e (in)felici forestieri. Bravo Comandante, ma non fermarti, non perder tempo a giustificare il tuo operato o a pubblicizzarlo, a questo provvede la stampa! Il tuo lavoro è solo all'inizio e già tanta gente ti critica o ti loda. Noi non facciamo nè una cosa ne l'altra; aspettavamo solo che finalmente qualcuno svolgesse il proprio lavoro onestamente e con impegno. Difficile in un settore dove le liti interne avevano paralizzato un competente gruppo di lavoro, dove gruppi e sottogruppi avevano permesso l'incancrenimento di un settore bistrat-

tato, quello del commercio ambulante, o avevano concesso il “parcheggio selvaggio” ai concittadini piloti. Facile per chi viene pagato per far questo lavoro e non altro… E ora aspettiamo che il Comandante risolva altre questioni: la gestione limpida delle entrate del commercio ambulante, lo spostamento dell'area mercatale di Fasano centro e la questione semafori. Chi raccoglie i pagamenti degli ambulanti fasanesi impegnati nei vari mercatini comunali? E come li raccoglie? Brevi manu o con bollettini? E li raccoglie per tutti gli operatori? Perché non si sposta il mercatino settimanale di Fasano centro, da 24 anni provvisorio, nella zona di via Giardinelli? Perché non si crea un'area polifunzionale che possa accogliere lo stesso mercato, le fiere e gli spettacoli itineranti? Le giostre o i circhi, che per anni hanno paralizzato intere zone comunali creando disagi (anche igienici) ai cittadini, potrebbero essere ospitati in aree attrezzate degne di un paese progredito e civile. E i semafori, di cui è previsto l'imminente acquisto da parte dell'incauto Comune, saranno presi dai soliti amici? Verranno controllati d al l a d i t t a che vi nce rà l'appalto o, come dovrebbe essere per legge, dalla Polizia municipale? Saranno utilizzati per regolarizzare il traffico o per far cassa? Aspettiamo felici e positive risposte nei fatti (e non per lettera) a questi interrogativi, sempre fiduciosi. E questa volta sembra che la nostra fiducia possa essere felicemente ripagata. Gianluca Monopoli

FESTA PATRONALE A MONTALBANO PROGRAMMA RELIGIOSO Venerdì 16 luglio (festa della Madonna del Carmine), ore 18.30: Celebrazione della S. Messa nella Chiesa di via Duca d. Abruzzi e, a seguire processione solenne in onore della Beata Vergine del Carmine, accompagnata dalla banda Musicale Santa Cecilia di Fasano, con partenza dalla Chiesa e proseguendo per via Duca d. Abruzzi, via F.lli Bandiera, via Maroncelli, via Mola, via Teano, via Calatafimi, e ritorno presso la Chiesa piccola di via Calatafimi intorno alle ore 20.30; accensione di fuochi artificiali bassi (“bengala”). Domenica 25 luglio, ore 19.00: Processione solenne in onore di Santa Maria del Pozzo, accompagnata dalla Banda Musicale “Città di Acerra” con partenza dalla chiesa di via Duca d. Abruzzi e percorso per le vie: Carparelli, Allegretti, Laghezza, Alfieri, Calatafimi, Aspromonte, Redipuglia, Teano. Celebrazione della S. Messa in Piazza della Libertà da parte di S.E. Mons. Cosimo Ruppi e ritorno in chiesa. Ore 24.00: accensione di fuochi pirotecnici presso il campo sportivo. Lunedi 26 luglio, ore 19.00: celebrazione della S. Messa di ringraziamento nella Chiesa grande, da parte del Vescovo Mons. Domenico Padovano. PROGRAMMA CIVILE Sabato 24 luglio,ore 21.00:“Serata di Pizzica” con esibizione in Piazza della Libertà del gruppo folkloristico “La Stella” di Ostuni. Domenica 25 luglio, ore 8.00: “Mercatino del Carmine” lungo le vie: Calatafimi, Allegretti, Teano, Maroncelli, Duca degli Abruzzi. Ore 21.00, Piazza della Libertà: Concerto Bandistico “Citta' Di Acerra” Lunedì 26 luglio, ore 21.00, Piazza della Libertà: Massimo Di Cataldo in concerto.

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DONNA D'ACCIAIO Non se ne abbia a mare il lettore se nello scorrere queste righe dovesse intravedere una punta di disinteressata invidia, sentimento generalmente pernicioso, soprattutto quando riguarda i rapporti fra donne. Perché le donne, per unanime condivisione dei compagni uomini, sono il diavolo e di quest'ultimo non sono ancora note – ed è prevedibile che le cose non cambieranno in futuro – buone azioni. C'è appunto una donna nota alla stampa e alle telecamere un giorno sì ed uno no, che irrompe impavida a scompaginare – si fa per dire – gli accadimenti della politica nazionale ed anche internazionale. Il suo nome è Emma, il cognome è Marcegaglia, meglio conosciuta come la “lady d'acciaio” d'Italia. Eppure il riferimento al metallo non le deriva dal carattere e neppure dallo sguardo fiero e aggressivo e tantomeno dall'indomita capigliatura; si tratta semplicemente della figlia del proprietario della Marcegaglia s.p.a., gruppo industriale attivo nella lavorazione dell'acciaio. Suo padre Steno è molto più famoso di lei, che pure vanta un cursus honorum più che rispettabile. E' nata il 24 dicembre di un po' di anni fa (perché delle donne non sta mai bene rivelare l'età), ha frequentato scuole prestigiose, l'università Bocconi, dove – manco a dirlo – ha

conseguito la laurea in economia aziendale con il massimo dei voti e poi un master di ben otto mesi a New York. Alcuni invidiosi, invece, ricordano che abbia frequentato assiduamente la Fifty, comunemente nota come la strada dello shopping. La storia di Emma si ammanta di leggenda, allorquando si scopre che, laurea e master in tasca, trova immediatamente lavoro. Dove? Nell'industria di papà Steno. A questo punto, tacciano i malpensanti e avanzino coloro che sanno il significato della parola “meritocrazia” in Italia. Emma ha trovato lavoro nel gruppo industriale paterno perché se lo meritava e nessuno confonda “meritocrazia” con “accentuato nepotismo”. Capitani d'industria si nasce ed Emma effettivamente “lo nacque”. Prova ne sia anche la rapida e brillante carriera all'interno del gruppo (sempre paterno, si intende). Ma se qualcuno pensa che, in quanto donna di affari, Emma abbia dovuto rinunciare al calore del focolaio domestico, sbaglia di grosso. Tra un business e una scalata, impalma il suo principe e diventa pure mamma. Nel 2008, il grande salto, diventa presidente di Confindustria, la Confederazione generale dell'industria italiana. Orbene, tutti pensano di sapere cosa sia e soprattutto cosa rappresenti Confindustria, ma una defini-

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zione veramente compiuta la si rinviene sono nell'articolo n. 2 del suo statuto, “La Confindustria, …, costituisce il sistema della rappresentanza delle imprese produttrici di beni e/o servizi con organizzazione industriale e che condividono i valori del mercato e della concorrenza nei quali si riconoscono”. In breve è un'associazione di cui fanno parte certi notabili, di certe famiglie che riconoscono il profitto quale scopo primario dell'esistenza, in una parola, tutelano gli interessi dell'industria italiana. Essendo l'Italia una Repubblica democratica, etc. etc., c'è spazio anche per Confindustria. Il compito del presidente di un'associazione è innanzitutto quello di esternare le proposte dei suoi associati. Per Emma non è così, ma non nel senso che, vista la capigliatura leonina, non ascolta le voci dei suoi compagni di cordata e fa di testa sua. Confindustria non fa proposte, il suo presidente sembra non avere idee e si adopera in tutt'altra arte, quella delle repliche e controdichiarazioni. Aspetta docile la dichiarazione del Presidente del Consiglio e il giorno dopo rende la sua finta dichiarazione di segno contrario. Il che, vista la fonte di provenienza del dichiarante n. 1, potrebbe essere anche un bene, se non fosse che l'Italia ha bisogno non di chiacchiere ma di fatti veri. Addirittura, di recente, Emma ha ritenuto persino di dover replicare alla proposta

dell'Unione Europea di introdurre una tassa a carico delle banche, utilizzando sapientemente le reminiscenze del master americano: “Cornuti e mazziati, secondo un detto popolare meridionale. E' questo il rischio che staremmo correndo noi risparmiatori, e con noi l'intera platea delle imprese. Ferma restando la possibilità di ogni Stato di introdurle secondo una misura che deciderà lui e lui solo secondo le proprie esigenze, dove mai saranno caricate se non sull'utenza?” E mentre l'Italia assiste impotente all'ennesima controreplica della lady d'acciaio e all'ennesimo massacro in danno della gloriosa lingua italiana, un nugolo di esponenti del gentil sesso aspetta la risposta all'arcano: “Ma se Confindustria tutela le industrie nazionali, perché la Marcegaglia compare sempre vestita Chanel, che è francese?” Una punta di invidia, a questo punto è quasi d'obbligo, ma si arresta lì, ad un semplice vestito e all'amara constatazione che, anche questa volta, “l'abito non fa il monaco”. Aurora Nardelli


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IL CORPO DELLE DONNE È stato un primo luglio di riflessione, quello proposto dal circolo cittadino di Sinistra Ecologia Libertà di Fasano. Tra una partita mondiale e l'altra, un gruppo di coraggiose e coraggiosi ha voluto parlare in piena estate e a distanza di trent'anni dalla sua morte, di Palmina Martinelli. Lo ha fatto con un dibattito dal titolo “Il corpo delle donne”, introdotto brillantemente, sul filo dei ricordi giovanili, da Carmen Cofano e centrato sulle riflessioni proposte dalla scrittrice Susi Brescia (entrambe del circolo fasanese di SEL). Presente all'incontro anche uno dei fratelli di Palmina Martinelli, che ha rinnovato la richiesta di giustizia per sua sorella (ricordiamo che i due imputati, accusati in punto di morte dalla stessa Palmina, allora quattordicenne, di averle dato fuoco perché la stessa si rifiutava di prostituirsi, sono stati assolti). Naturalmente, nonostante una certa recente tendenza a sovrapporre il piano politico e quello giudiziario, non compete ad una formazione politica

mensile www.ilmenante.it Direttore responsabile Aldo Carbonaro direttore@ilmenante.it

Redazione Via F.lli Rosselli, 51 - Fasano tel./fax 080.4427696 redazione@ilmenante.it Grafica: donato@donlegro.com Stampa: Martano Editrice srl - Lecce iscritto col n. 3/04 nel Registro della Stampa presso il Tribunale di Brindisi

Anno VII - n. 7 Chiuso il 12 luglio 2010

riaprire processi. Ma i referenti locali del partito di Vendola hanno comunque provato a sollecitare una riflessione della città su questa vicendasimbolo. Si è voluto scongiurare il rischio che di quella ragazza, morta dopo giorni di agonia a causa delle ustioni causate da un rogo alimentato da una bottiglia d'alcool, venisse meno anche il ricordo, oltre che la vita. I giovani presenti all'evento, effettivamente, di Palmina non sapevano niente. Tale è stata l'opera di rimozione collettiva che questa città è riuscita a mettere in atto? Questo è uno degli interrogativi che ci si è posti nel corso del dibattito. Susi Brescia ha lanciato una provocazione che ha colpito allo stomaco i presenti quando ha detto: “Io non mi stupirei se la verità non fosse venuta fuori perché a nessuno davvero importava di Palmina, alle parti del processo, entrambe, importava che prevalesse la propria tesi, alla città di tirarsi fuori, alla politica di farne una bandiera del l'op pressione della donne. La verità è che di Palmina non è mai importato a nessuno, né da viva né da morta”. E anche per spezzare questo clima omertoso di una comunità che in passato ci ha tenuto più alla propria immagine che all'ac cer ta men to della verità, che la scrittrice ha lanciato una proposta: “A Fasano non esiste nulla che porti il suo nome, eppure si sprecano associazioni, premi, concorsi, vie degli

astronauti, delle stelle polari e degli eroi di tutti i cieli e i mari e le terre. Perché non dedicare una strada a Palmina, anzi, un giardino pubblico, con una targa che ne conservi la memoria? E' un modo per dire che non ci siamo dimenticati e non ci stiamo”. Il dibattito ha visto intervenire tra le altre l'allora assistente sociale del Comune di Fasano che ha ribadito quanto potrebbe essere importante il lavoro dei servizi sociali, se fossero messi in condizione di agire e non costantemente penalizzati dalle scelte pubbliche. Lo stesso tema è stato ripreso nelle conclusioni dall'Assessore Regionale per il

diritto allo studio Alba Sasso (anche lei di Sinistra Ecologia Libertà) che ha anche ribadito come sia importante che la politica si occupi di vicende come questa e sappia cogliere l'occasione per riflettere sulle condizioni di vita dei cittadini, in particolare di quelli appartenenti a nuclei familiari in situazioni di disagio sociale. Si è conclusa così una serata segnata, e non poteva essere diversamente, da un rinnovato protagonismo femminile nella politica che trova perfetta sintesi, ancora una volta, nelle parole di Susi Brescia: “Pretendiamo di essere cittadine prima che figlie e madri e mogli, Palmina era sola, non lasciamoci sole. Riprendiamoci la terra, la vita e l'abbondanza”.


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NEL BAGAGLIO DELLA MATURITA' Molti studenti, mentre Il Menante è in stampa, saranno ancora presi dagli Esami di Stato. Altri, la maggior parte, avranno già preparato alla rinfusa il bagaglio per il viaggio della maturità accompagnati dalla speranzosa certezza che, ora sì, potranno decidere del proprio cammino. La prima vera estate di libertà, insomma. Certo, gli audaci maturandi quest'anno hanno davvero affrontato una prova importante. Non si tratta di semplice difficoltà di tracce e quesiti. La prova di italiano, comune a tutti gli indirizzi, ha sollevato perplessità, nel mondo degli storici in particolare. “Il ruolo dei giovani nella politica. Parlano i leader”, tema di elevato spessore, ma anche di difficile elaborazione alla luce dei brani ministeriali proposti. Difficile per chi non volesse semplicemente esercitarsi in un'opera di retorica ideologica. Mussolini, Togliatti, Moro e Giovanni Paolo II. Quattro storie d'Italia diverse per senso di vita. 3 gennaio 1925: Benito Mussolini rivendica, in un discorso alla Camera dei Deputati, l'omicidio di Giacomo Matteotti. Un discorso che, in ogni suo scandito applauso, è una ferita alla libertà. Il brano riportato non ha alcuna attinenza effettiva al tema. Tra i tanti slogan fascisti di ispirazione giovanilista, è stato scelto un tratto del discorso che, eluso dal contesto storico, sembra incitare le giovani menti. D'altro canto, “cavare qualcosa dall'accostamento tra quattro fenomeni storici lontani e così diversi uno dall'altro (l'avvio del totalitarismo, la ricostruzione postbellica, il dopo-'68 e i papaboys) sarebbe arduo anche per uno storico”, ha severamente

rimarcato lo storico Giovanni De Luna dalle pagine de La Repubblica. Non si vuole essere altrettanto severi: dal Ministero avranno semplicemente preferito fare un'opera di perfetta par condicio. Un tema politico importante, e dunque un uomo di destra, uno di sinistra, un democristiano ed il Papa. Perfetto! In un regime di libertà tutte le voci devono trovare collocazione. Cerchiamo allora di dar voce all'idea dell'impegno giovanile in politica di Mussolini. Il fascismo, nei suoi esordi, propaganda il mito della giovinezza, un vero e proprio culto per il dittatore italiano. L'inno fascista “Giovinezza” è l'esempio della propaganda giovanilista di Mussolini. Nonostante numerose versioni del testo, che diventerà inno trionfale del Partito Nazionale Fascista, è perenne il riferimento alla battaglia. La bella morte. I giovani trovano il trionfo tra i campi deserti di lampi metallici. La morte e la sfida del nemico diventano motivo d'onore, perché si è giovani e forti. Dell'inno esisteva anche una versione per le donne, in perfetta parità dei sessi nostrana. “Cosa importa se siam donne ? /Non alberga in noi paura / né c'intralciano le gonne / nella lotta santa e pura. / Sempre unite e sempre forti, / O fratelli pugneremo, / Vendicando i nostri morti, / Con italica virtù.” Il senso materno delle donne, l'idea di essere generatrici di vita diventa stendardo di sangue nostrano. Un inno alla giovinezza? Un inno alla guerra. E per far guerra bisogna armare i giovani corpi e plasmare le giovani menti. D'altronde è lo stesso Mussolini che in quel discorso omicida della libertà ha

Antico Via S. Francesco, 29 Fasano (Br) - Tel. 080 4392575

gloriosamente rivendicato: “Ho sempre detto, e qui lo ricordano quelli che mi hanno seguito in questi cinque anni di dura battaglia, che la violenza, per essere risolutiva, deve essere chirurgica, intelligente, cavalleresca.” Il bisturi della violenza squarciò quel giorno le vite di tanti giovani. Tanti giovani che confusero, grazie alla propaganda di gloria bellica, il senso di civiltà e la passione politica per impegno di guerra. Il libro sì, ma anche e soprattutto il moschetto… Il leader parlò. E l'Italia fu ferita. Ancora oggi la ferita continua a dolorare. Ha sanguinato quando quel discorso è stato riproposto in maniera fuorviante. La gioventù nel brano è riproposta in termini di vitalità, in tema di potere leaderistico. Il “capo” propone col suo spirito di vigorosa fermezza la giovane virilità. Un'immagine che sa di presente. Non si vuole pontificare sulla scelta del Ministero. Le tracce della prova d'italiano sono elaborate anche in virtù degli avveni-

menti dell'anno o comunque sono strettamente connesse alla realtà delle cose. Chissà se la scelta, questa volta, è frutto solo di una superficiale idea di par condicio o più semplicemente, ma purtroppo anche dolorosamente, essa corrisponde alla latente cultura reazionaria che si profila all'orizzonte. Qualcuno potrà urlare che ci si fa prendere dal demone del complotto. Eppure, comincia a sentirsi la lama fredda del bisturi... I ragazzi avranno trovato rifugio nella “Ricerca della felicità” oppure, ancora meglio, si saranno allontanati da questi torbidi pensieri mitomani interrogandosi sulle esistenza degli Ufo, strada su cui i contemporanei programmi, di presunta matrice documentaristica, si avventurano quotidianamente. L'augurio più sincero è che “i maturi” studenti, nel bagaglio da viaggio della maturità, ricordino di mettere anche una buona borraccia di libertà. F. R.

“CORTODROME” SETTIMA EDIZIONE Una due giorni tutta dedicata al cinema breve. Nella splendida cornice di masseria Ferragnano, a Locotorotondo, l'8 e il 9 luglio scorsi si è svolta la settima edizione di “Cortodrome”, rassegna di short film indipendenti organizzata dalle associazioni “Corti corti” e “Tre ruote ebbro”. Diciotto i lavori in gara, selezionati su 150 pellicole provenienti da tutto il mondo. Il premio della giuria - composta da Michele Suma, direttore artistico del festival “Sguardi di Cinema Italiano”, dal regista Cesare Fragnelli, dalla montatrice Beatrice Corti, da Francesco Losavio, ideatore del sito Sceneggiatori.com, e da Luciano Gentile, rappresentante del Collettivo Cortodrome - è andato allo short d'animazione Teclopolis del regista argentino Mrada Javier. Un'originale rappresentazione in chiave ecologista di un mondo dominato dagli oggetti che sembrano essere i soli a evolversi, a dispetto di un'umanità passiva e incapace di stabilire contatti con un'altra realtà ormai estranea, quella della tecnologia. Anche il pubblico ha premiato una pellicola d'animazione, Il pianeta perfetto dell'italiano Antonio Zucconi che, grazie al suo inconfondibile gusto per la parodia e allo spiccato surrealismo, è riuscito nuovamente a stregare la platea del festival della cittadina barese. «Quest'anno siamo tornati all'antico – ha detto il fasanese Alfredo Nardelli, direttore artistico della rassegna e uno dei principali organizzatori insieme a Luciano Gentile, Leonardo Palmisano e Giuseppe Rosato -. Abbiamo scelto una location rustica e ci siamo affidati esclusivamente alla buona volontà dei componenti del collettivo. A tutti loro va un grande plauso». Valerio Fiume


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D O C U M E N T I PROGETTO “ESTATE IN CITTA'” L'ASD Pol. “R.Serra” Fasano, organizza in collaborazione e con il contributo dell'Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Fasano, il progetto “L'estate in città: con lo sport la noia diventa gioia”. L'iniziativa avrà luogo negli impianti sportivi del 1°Circolo Didattico “Collodi” e partirà nel prossimo mese di luglio per concludersi nella seconda settimana di settembre. Al progetto completamente gratuito, sono ammessi, previa iscrizione, tutti i bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni (dalla prima elementare alla terza media). L'ASD Pol. “R. Serra” Fasano, cosciente dell'importanza dello sport come fattore di miglioramento delle condizioni psicofisiche, di crescita morale dell'individuo e di efficace strumento di prevenzione primaria in età pre e adolescenziale, ha voluto proporre questa iniziativa che verrà realizzata grazie al decisivo contributo dell'Amministrazione Comunale, la stessa prevede attività motorie, sportive e ricreative, i partecipanti divisi per fasce di età, saranno guidati da tecnici e tutor specializzati nell'attività giovanile. Referenti e coordinatori del progetto sono il prof. Lino Alberto Soleti, il prof. Ariosto Errico e il sig. Francesco Trapani. La proposta nasce pensando ai bambini e ai ragazzi del nostro comune che durante il periodo estivo non possono, per varie cause, godere delle bellezze del nostro territorio e sono costretti, quindi, in un periodo nel quale sono liberi da impegni scolastici, a “bruciare” le proprie giornate per strada o in attività poco formative e soprattutto non educative. I partecipanti saranno inseriti in un contesto educativo organizzato su misura per loro, per trascorrere un'estate all'insegna del divertimento, dell'amicizia, dello sport, dell'apprendimento e quindi della cultura. Chi non si è ancora iscritto potrà farlo negli orari e nel luogo di svolgimento del progetto (I°Circolo Didattico “Collodi” dalle ore 16.00 alle ore 19.00, dal lunedì al venerdì, a partire dall'1 luglio), compilando la scheda di iscrizione (scaricabile anche dal sito www.pallamanoserra.com) e presentando un certificato medico di idoneità fisica generale. Appuntamento dunque a luglio e “che la noia diventi gioia!”. Ufficio Stampa ASD Pol. “R.Serra” Fasano

Via Roma, 130 - Fasano BR - Tel 3403541917 email : pozzoreale@tiscali.it.

IL NUOVO PRESIDENTE Passaggio delle consegne al Rotary Club di Fasano. Francesco Bagorda è il nuovo presidente, in carica per l'anno rotariano 2010-2011. A cedergli il “martelletto”, nel corso di una cerimonia presso il ristorante “Il Fagiano” a Selva di Fasano, sede ufficiale del club, è stato Gregorio (Orio) Anglani, presidente per l'anno 2009-2010. Dopo il suono della campana, che solitamente dà inizio alle manifestazioni rotariane, e l'esecuzione degli inni nazionale, europeo e rotariano, accompagnata dall'omaggio alle bandiere, è toccato al presidente uscente, Orio Anglani, relazionare sulle attività svolte dal club fasanese nel corso dell'anno sociale ormai trascorso. Al termine, il presidente Anglani ha provveduto a conferire la Paul Harris Fellow, l'onorificenza rotariana, alla signora Mariolina Patronelli Castellaneta, responsabile di Fasano Musica per la partnership offerta al Club dal prestigioso sodalizio concertistico a favore del programma End Polio Now, e ai soci rotariani benemeriti: Domenico Pomes, Antonio Cecere, Francesco Loliva, Oliviero Perrini, Francesco Bagorda, Donato Labbate. Subito dopo il simbolico passaggio del martelletto, che ha sancito l'inizio del nuovo anno sociale, è toccato al nuovo presidente Francesco Bagorda illustrare le linee programmatiche che caratterizzeranno la sua gestione. Il presidente Bagorda ha pure annunciato la squadra dei suoi collaboratori più prossimi, che formeranno il direttivo del Club: il vicepresidente Francesco Loliva, il segretario Angelo Di Summa, il tesoriere Massimo Pezzolla, il prefetto Donato Labbate, e i presidenti di commissione Renzo Ammirabile, Antonio Cecere, Egidio Dalena, Domenico Pomes e Lucio Scianaro. Del direttivo fanno anche parte il presidente uscente, Orio Anglani, e il presidente eletto per l'anno 2011-2012, Marzio Oliviero Perrini. Francesco Mileti svolgerà l'incarico di istruttore di club. La serata ha fatto anche registrare l'ingresso nel Rotary Club di Fasano di due nuovi soci: Beniamino Attoma Pepe e Alessandro Sansonetti. SOMS: INCENTIVO ALLO STUDIO La Società Operaia di Mutuo Soccorso di Fasano ha reso noti nei giorni scorsi, con apposito bando, i termini e le condizioni per partecipare alla IX edizione dell'incentivo allo studio riservato ai soci e figli di soci del proprio sodalizio che si sono particolarmente distinti durante l'anno scolastico appena conclusosi, ovvero il 2009/2010. Per essere tra i vincitori bisognerà aver superato l'esame di licenza media con il punteggio di almeno 8/10; superato qualsiasi esame di maturità con il punteggio di almeno 95/100; conseguito la laurea triennale o minilaurea, specialistica o magistrale nel periodo 01.09.2009 – 31.08.2010 con il punteggio di almeno 105/110. Gli incentivi messi a disposizione dalla SOMS di Fasano consistono in n. 8 buoni acquisto da € 100,00 per gli studenti delle scuole medie inferiori; n. 4 per gli studenti delle scuole superiori, di cui al 1° classificato € 200,00, al 2° classificato € 180,00, al 3° classificato € 150,00 ed al 4° classificato € 120,00. Ed ancora un buono acquisto da € 250,00 per chi ha conseguito la laurea triennale o minilaurea ed € 350,00 per chi ha conseguito la laurea specialistica o magistrale. Non potranno partecipare i concorrenti che nelle precedenti edizioni sono stati già premiati per il conseguimento della laurea triennale o minilaurea. Per partecipare all'assegnazione dell'incentivo i concorrenti dovranno presentare l'attestato, rilasciato dall'istituto scolastico o Università frequentati, presso la segreteria della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Fasano, con sede in via Pepe n. 15, entro le ore 20:00 del 30 settembre 2010. A parità di punteggio l'incentivo sarà assegnato al concorrente più giovane. La cerimonia di premiazione avrà luogo il giorno 26 dicembre 2010, in forma solenne, alla presenza delle Autorità e dei soci tutti. Martino Grassi


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D O C U M E N T I DELEGA SPECIALE A GIUSEPPE VINCI Il sindaco di Fasano, Lello Di Bari, ha conferito delega di lavoro speciale in materia di Piano di protezione civile al consigliere comunale Giuseppe Vinci (Pdl). La motivazione del primo cittadino è derivata «dall'esigenza di potenziare l'iniziativa politica – afferma Di Bari - finalizzata al monitoraggio delle misure di prevenzione previste nel Piano comunale di emergenza di protezione civile che abbiamo approvato in Consiglio comunale lo scorso 13 maggio. Il consigliere Vinci, in un rapporto di collaborazione con l'assessore Vito Nicola Napoletano che continuerà ad avere la delega alla Protezione civile, dovrà occuparsi anche della ricerca di finanziamenti dei mezzi, nonché delle necessarie risorse strumentali di pronto intervento. Ho voluto conferire un'altra delega di lavoro – precisa il sindaco Di Bari – oltre che per potenziare l'iniziativa politica in materia di Protezione civile, anche per continuare a perseguire la logica del favorire il più ampio coinvolgimento dei consiglieri comunali nella realizzazione degli obiettivi di governo. Il consigliere Vinci avrà cura di sensibilizzare, in caso di necessità – specifica il primo cittadino – i competenti organi tecnici del Comune e di tenermi costantemente informato e potrà, altresì, partecipare ai lavori delle commissioni consiliari che tratteranno la materia delegata». Con quella conferita al consigliere Vinci, diventano sette le deleghe speciali di lavoro conferite a consiglieri comunali nei mesi scorsi: Donato Ammirabile (Lavori pubblici), Gianleo Moncalvo (Verifica dell'attuazione del programma amministrativo), Gianni Latartara (Verifica e controllo della qualità e della regolare esecuzione dei lavori di pubblica utilità), Giuseppe Contento (Arredo urbano), Grazia Neglia (Pari Opportunità e Laboratorio Bollenti Spiriti), Franco Mastro (al complesso del “Minareto”). Ufficio Stampa Comune di Fasano (25 giugno 2010) LA LISTA FERRARESE NEL PARTITO DELLA NAZIONE La scelta della Lista Ferrarese (che fa capo al Presidente della Provincia Massimo Ferrarese) di confluire nel nascente Partito Della Nazione non può che suscitare in noi grande soddisfazione. L'idea di un nuovo partito, autonomo rispetto ai due poli, più che un tentativo di reclutamento dei delusi o degli esclusi dal centro destra e dal centro sinistra, va letta come un segnale serio che l'UDC manda a quanti credono che, nonostante tutto, sia possibile restituire alla politica il proprio valore, attraverso il dialogo, il confronto sulle tematiche e l'approfondimento delle stesse. La politica deve saper interpretare i fenomeni alla base delle continue trasformazioni sociali, deve individuare i bisogni sempre crescenti, stabilire le priorità ed offrire le possibili scelte da attuare attraverso gli organismi istituzionali, che devono tornare ad essere luogo di autentico confronto democratico. Per un obbiettivo così grande occorrono energie adeguate; di qui la scelta del partito di aprirsi al nuovo, offrendo e chiedendo collaborazione sincera per un comune progetto politico di grande portata. Occorre ora gestire efficacemente, insieme, una difficile fase: la costruzione del nuovo partito, cominciando col permettere a tutti e a ciascuno di sentirsi protagonista del nuovo corso che avanza; favorendo partecipazione e sinergia, tanto nelle istituzioni quanto nella società. Accanto al ruolo dei rappresentanti istituzionali va riconosciuto e valorizzato quello dei tanti candidati che non sono stati eletti nei vari organismi e di tutti coloro che, interessati a dare il proprio contributo, rappresentano la base vera del partito, sulla quale costruire una nuova struttura. Nelle diverse sedi istituzionali è importante l'avvio di un dialogo fra gruppi politici e cittadini, accomunati da affinità di intenti e volontà di condivisione, per giungere insieme a soluzioni ragionate e politicamente tanto credibili quanto convincenti. Un semplice cambio di casacca, pur rispondendo alla impietosa logica dei numeri, non legittimerebbe da solo l'autorevolezza di un soggetto politico nuovo che vuole essere alternativo all'attuale sistema.

L'autorevolezza a cui insieme dobbiamo tendere si costruisce invece giorno dopo giorno, attraverso il comune impegno per una collaborazione sincera, favorendo le sinergie migliori attorno ad un progetto comune, nel quale non bisogna aver paura di coinvolgere la gente. In questo senso, i gruppi consiliari dell'UDC e della Lista Ferrarese hanno da tempo avviato un percorso, che va ora perfezionato e condiviso con altri gruppi, nell'assise provinciale così come sul territorio. Occorre superare resistenze ed aspetti organizzativi, avviando subito una fase propedeutica alla formazione di un unico gruppo, attraverso la costituzione di un Patto Federativo che sancisca una linea politica comune, pur garantendo a ciascun gruppo la propria individualità. Possiamo e dobbiamo, insieme, far leva sulla volontà di costruire: è questo l'unico valore capace di dare slancio ad una realtà come la nostra, che richiede un impegno forte, per liberarci da una condizione di torpore che maschera la laboriosità e le speranze della nostra gente. Brindisi, 7 luglio 2010 - Provincia di Brindisi Il capogruppo consiliare UDC Giuseppe Pace

LEGGE BAVAGLIO Il Circolo della Stampa “Secondo Adamo Nardelli” di Fasano, condivide le forme di lotta promosse dall'Ordine Nazionale dei Giornalisti e dalla Federazione Nazionale della Stampa contro il disegno di legge sulle intercettazioni, esprime forte preoccupazione per la democrazia italiana sempre più debole e vilipesa, condanna la maggioranza politica che sostiene il Governo tesa alla tutela degli interessi di cricche e camarille, attenta unicamente a non disturbare il manovratore nei suoi illeciti conflitti di interesse, auspica che la legge venga cambiata nel rispetto del diritto alla corretta informazione. Fasano, 12 giugno 2010

L'INFELICE SPOSALIZIO “Questo matrimonio non s'ha da fare” diceva il buon Don Abbondio nel romanzo “I Promessi Sposi”. Non è uno sposalizio felice questa finanziaria che deprime le parti più deboli della società italiana. Ritocca ulteriormente i già pesanti tagli alle Regioni e in più aggredisce il Sud. Anche chi non legge i giornali deve conoscere la differenza tra la buona amministrazione e quella cattiva: il Presidente della Regione Puglia deve affrontare la chiusura degli ospedali partendo purtroppo dalla moneta che gli manda il cattivo Ministro Fitto. Non sarebbe meglio che anche il Sindaco di Fasano si togliesse la fascia che indossa in occasione delle manifestazioni pubbliche? Sarebbe un segno di protesta come hanno fatto altri Sindaci di ogni colore politico per dimostrare che questa finanziaria produce solo danni. Basta guardare le condizioni in cui versa la nostra Città. Bisogna trovare il coraggio di battere i pugni sul tavolo per il bene di Fasano. Se fossi sindaco, lo farei.


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D O C U M E N T I RACCOLTA DIFFERENZIATA Partirà nelle prossime settimane il nuovo servizio di raccolta differenziata dei rifiuti, cosiddetto “porta a porta” che determinerà l'eliminazione dei cassonetti dei rifiuti dalle strade di Fasano e delle frazioni. «Certamente, sarà un'operazione complicata vista la dimensione del nostro territorio comunale – afferma Alfredo Manfredi, assessore ad Ambiente e Ecologia – ma confidiamo nella buona volontà dei cittadini ed, anzi, facciamo appello alla loro sensibilità affinché si armino, all'inizio, di un po' di pazienza, in maniera da abituarsi subito alle nuove modalità di raccolta dei rifiuti. Con l'eliminazione dei cassonetti dalle strade – spiega Manfredi – renderemo maggiormente decorose la nostra città e le nostre frazioni e, nel contempo, con la differenziata e l'introduzione, per la prima volta nel nostro territorio, della raccolta dell'umido (cioè dei residui dei nostri cibi consumati) , porteremo a completo regime la raccolta differenziata per la cosiddetta fase del riciclo. In questo modo ci saranno certamente dei risparmi, in quanto in discarica non depositeremo la stessa quantità di rifiuto raccolta dai cassonetti fino ad oggi. Certo – precisa Manfredi – i benefici da un punto di vista economico si vedranno concretamente non appena la differenziata entrerà a pieno regime; per il momento, chiediamo ai cittadini la massima collaborazione per un avvio tranquillo delle nuove modalità di raccolta dei rifiuti». Il nuovo sistema di raccolta e, dunque, l'eliminazione dei cassonetti dalle strade, partiranno il 5 luglio prossimo nelle frazioni di Montalbano e Speziale. In questo caso, i cittadini dovranno ritirare gratuitamente il kit di raccolta differenziata (un bidoncino di colore marrone per i rifiuti derivanti dai cibi consumati), nonché materiali informativi, direttamente nella sede della Delegazione municipale di Montalbano (in via Calatafimi) dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 16.30 alle 20. Invece, nelle frazioni di Pezze di Greco e Pozzo Faceto, la raccolta porta a porta e l'eliminazione dei cassonetti dalle strade avverranno a partire dal 19 luglio prossimo: i cittadini dovranno ritirare il kit della differenziata nella Delegazione municipale di Pezze di Greco, in corso Nazionale, dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 16.30 alle 20. A Fasano centro, invece, la raccolta porta a porta e l'eliminazione dei cassonetti avverranno a partire dal 2 agosto prossimo. I cittadini dovranno ritirare il kit della differenziata recandosi nell'atrio del Palazzo municipale, in piazza Ciaia, dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 16.30 alle 20. Per rifiuti organici vanno intesi tutti gli scarti di cucina, oltre a piccole piante secche e fiori secchi e, inoltre, i filtri di tè, camomille e tisane, fondi di caffè, tovaglioli di carta, gusci d'uovo, piccoli ossi. La raccolta differenziata porta a porta sarà, ovviamente, effettuata dalla “Monteco”, la società salentina gestrice del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti nell'intero territorio fasanese. I cittadini dovranno tenere in casa il bidoncino (con chiusura ermetica) per gli scarti di cucina che, andranno posizionati in strada nei giorni di raccolta previsti da un apposito calendario ed, esattamente, il lunedì, il mercoledì ed il venerdì (i contenitori dovranno essere collocati dinanzi ai portoni d'ingresso dei palazzi o delle singole abitazioni entro le ore 6); mentre carta e cartoni, in buste da riuso (anche quelle in cui si trasporta la spesa), saranno raccolti il martedì (esposizione delle buste entro le ore 6), la plastica (con le stesse modalità delle buste da riuso) verrà raccolta il giovedì (con l'esposizione delle buste entro le ore 6); il rifiuto secco non riciclabile (dalle lampadine agli oggetti di ceramica, dai piatti e bicchieri di plastica usati) va posizionato nelle buste da riuso che dovranno essere esposte (entro le ore 6) in strada per la raccolta nel giorno del sabato. Discorso a parte per vetro e metalli che dovranno essere depositati (direttamente e senza buste) nelle campane verdi (le uniche che continueranno ad essere presenti nelle strade a Fasano e frazioni). Infine, i rifiuti ingombranti (mobili, elettrodomestici, computer, materassi, reti) seguiranno un'altra modalità di raccolta: i cittadini dovranno telefonare al numero verde della “Monteco”, 800.801020, e richiedere l'intervento degli addetti per il ritiro di questi rifiuti. Il numero verde è attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle 13 e dalle 15.30 alle 19. Ufficio Stampa Comune di Fasano (18 giugno 2010)

OLII ESAUSTI Sono state istituite altre due stazioni di raccolta degli oli usati nel territorio di Fasano. Si tratta del particolare cassonetto posizionato in via Beccaria, a Pezze di Greco, e in via Leonardo De Mola, a Fasano (zona “167”). Le due nuove stazioni di raccolta seguono quella installata tre mesi fa in via degli Astronauti-angolo via Roma, a Fasano centro e che «proprio in questi giorni ha dato una certa soddisfazione, in termini di quantitativo depositato dai cittadini, cioè 400 chili all'incirca di olio proveniente da fritture – afferma Alfredo Manfredi, assessore all'Ambiente ed Ecologia -. La ditta che ha istituito le stazioni e che le gestisce, la “Società Ecologica Fasanese”, ci ha dato la lieta notizia e, per questo, abbiamo concesso immediatamente l'autorizzazione all'installazione di altre due stazioni. Mi auguro – sottolinea Manfredi – che i cittadini rispondano ancora di più e meglio all'iniziativa che, come Amministrazione comunale, abbiamo appoggiato sottoscrivendo un'apposita convenzione con la società fasanese proponente. L'olio fritto che viene depositato in questi particolari cassonetti, da rifiuto – precisa Manfredi – si trasforma in una vera e propria risorsa. Bisogna considerare che la ditta che gestisce queste stazioni conferisce gli oli usati raccolti alle aziende che li trasformano in principi tensioattivi (per produrre detersivi e il cosiddetto bio-diesel). Dunque, è importante che i cittadini comincino ad abituarsi ad effettuare anche questo tipo di raccolta differenziata. Tenuto conto che gettare un litro di olio fritto nelle normali condutture può contaminare addirittura un milione di litri di acqua – precisa l'assessore – e che un chilo è sufficiente ad inquinare una superficie di mille metri quadri; pertanto, è operazione di fondamentale necessità che i cittadini si armino di buona pazienza e di senso civico per conferire gli oli esausti nelle tre stazioni di raccolta presenti nel territorio fasanese». Ufficio Stampa Comune di Fasano (16 giugno 2010)

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ARRESTATO GIOVANE LOCOROTONDESE Trasportava in auto dodici grammi di marijuana. A scoprirlo sono stati i carabinieri che lo scorso 28 giugno, sulla statale 172 all'altezza di Laureto, hanno arrestato un 24enne di Locorotondo. Il giovane, alla guida della sua Golf, ha cercato di sfuggire all'alt dei militari ma è stato bloccato subito dopo. Oltre alla marijuana - già divisa in dosi -, sono stati sequestrati 250 euro in contanti, ritenuti provento dello spaccio. Valerio Fiume MARIUANA IN VERANDA Marijuana coltivata sulla veranda di casa. La scoperta è stata fatta dai carabinieri, lo scorso 19 giugno, nella zona industriale nord di Fasano. All'interno dell'abitazione di un 31enne operaio c'erano cinque piante alte tra i 50 e i 75 centimetri. Durante la perquisizione i militari hanno trovato anche 50 grammi di foglie già essiccate e strumenti per il taglio. Il giovane è stato arrestato. V. F. SI ATTENDE LA DECISIONE DEL TRIBUNALE Poco più di un'ora: tanto è durato il confronto, lo scorso 9 luglio, tra il gip e il 25enne di Montalbano arrestato nell'ambito della maxi operazione di Polizia e Guardia di finanza che quattro giorni prima ha sgominato una presunta banda della zona dedita a estorsioni e traffico di droga. Il giovane, già in carcere per la vicenda legata al sequestro di uno spacciatore pescarese avvenuto nel 2008, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Stessa linea difensiva adottata dagli altri arrestati: un 34enne di Ostuni, ritenuto dagli inquirenti a capo dell'organizzazione insieme alla sua compagna, una 43enne sempre della Città Bianca anche lei finita in manette -, un 31enne, un 24enne e un 23enne di Ceglie, oltre a un 43enne, un 27enne e un 25enne anche loro di Ostuni. Si attende ora la decisione del Tribunale del Riesame. V. F. OPERAZIONE “DECIMA PRIMAVERA” Ha scelto la strada del rito abbreviato il 44enne fasanese coinvolto nell'operazione “Decima primavera” che a febbraio ha smantellato una presunta organizzazione dedita al contrabbando di sigarette. È quanto emerso dall'udienza preliminare del 28 giugno scorso. La sentenza è prevista per la fine di ottobre. Saranno processati con rito abbreviato anche il 35enne di Cisternino ritenuto al vertice della banda, il 69enne di Ostuni, i due 43enni baresi, i tre tarantini di 39, 38 e 34 anni, il 41enne di Padova, il 43enne napoletano e l'altro barese di 41 anni. Hanno invece optato per il dibattimento i due trevigiani di 57 e 44 anni insieme al 40enne di Vicenza. Condanna infine a due anni di carcere per gli altri due tarantini di 43 e 38 anni e per il 45enne di Venezia. Questi ultimi hanno deciso di patteggiare. V. F.

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FURTO ALL’AGROALIMENTARE Il centro agroalimentare di nuovo nel mirino dei ladri. La sera del 4 luglio, ignoti sono riusciti a entrare in alcuni stand e a portar via qualche migliaio di euro. Un colpo che poteva fruttare ancora di più. Il suono di un allarme ha infatti costretto poco dopo i malviventi a fuggire. Sulla vicenda indagano i carabinieri. V. F.

IN RICORDO DELLA PROFESSORESSA SANSONETTI In un assolato pomeriggio di quasi estate, la città di Fasano ha tributato l'ultimo saluto alla professoressa Adele Sansonetti, deceduta in un tragico incidente stradale sulla statale 16, nei pressi di Mola di Bari mentre era in auto diretta a Bari con il coniuge, Aldo Maschietti, dirigente della Scuola media Giovanni Pascoli. Una folla gremita e commossa ha accompagnato l'insegnante nel suo ultimo viaggio, consapevole della perdita di un tesoro prezioso, eppure confortata dall'idea del ricordo. Professoressa di lettere, autorevole e comprensiva al contempo, ha “dedicato tutta la sua vita al sapere, indicando ai giovani la nobile strada della conoscenza”. A un mese dalla scomparsa della professoressa Adele, pubblichiamo il ricordo dell'amica e collega Alma Narducci, dirigente del 1° Circolo didattico. Tracciare un profilo di Adina è facile e difficile allo stesso tempo. L'amica Adina: generosa, sempre pronta e attenta ai bisogni degli altri, presente e vicina agli amici in tutte le occasioni importanti, capace di confortare nei momenti tristi e di partecipare sinceramente alla gioia nei momenti felici. Discreta, riservata, gelosa della sua intimità, tuttavia sempre pronta e felice di aprire la sua “preziosa” casa per accogliere con calore parenti e amici. Ha dedicato la sua vita, da sempre, alla famiglia e in particolar modo all'adorato figlio Fabio e all'inseparabile marito Aldo. Donna di elevato spessore culturale, ha arricchito quanti hanno avuto la fortuna di averla come amica o docente. Vulcano di idee, ha realizzato sempre con creatività e convinzione innumerevoli progetti, coinvolgendo con determinazione tutti quelli che potevano collaborare alla realizzazione delle sue idee, mettendo in risalto le qualità di ciascuno. Docente severa (anche con se stessa), autorevole, ma amata e stimata dai suoi numerosissimi allievi, dai genitori e dai colleghi, ha vissuto per la sua amata scuola, fermamente convinta della missione educativa della stessa. Ha preteso, prima da sé e poi dagli altri, che la cultura occupasse il primo posto, convinta che solo così sarebbe stato possibile realizzare una società migliore. Cara Adina, in questo triste giorno, non posso che, a nome di quanti hanno avuto la fortuna di conoscerti, di averti come amica o docente, dirti grazie per esserci stata, per averci arricchito e, nonostante il grande vuoto e lo sconcerto che lascia la tua prematura scomparsa, i tuoi insegnamenti e il tuo esempio saranno sempre vivi in noi e patrimonio di tutti. GRAZIE!


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CORSO NAZIONALE DI STORIA DELLA CROCE ROSSA Si è concluso lo scorso 4 luglio con la consegna dei diplomi il “7o Corso Nazionale di Storia della Croce Rossa e della Medicina” organizzato dal Comitato Regionale Puglia di Croce Rossa Italiana in collaborazione con il Comitato Locale di Fasano. Hanno partecipato cinquanta volontari Cri provenienti dai Comitati locali di tutta Italia: Bari, Napoli, Reggio Calabria, Catania, Forlì, Licata, Ostuni, Trieste, Cisternino, Taranto, Lecce, Ribera, Urbisaglia, Schio, Potenza, Rionero, Pisa, Foggia, Andria, Sassari, Brindisi, Francavilla Fontana, Aprilia, Pesaro, Firenze e ovviamente Fasano. Il corso ha dunque formato cinquanta Cultori Italiani di Storia della Croce Rossa Internazionale (Ciscri). Presidente del Corso è stata la dott.ssa Angela Capriati, Commissario Regionale della Cri Puglia, mentre ha curato l'organizzazione il dr. Vincenzo Sportelli, Commissario del Comitato Locale Cri di Fasano e Responsabile del Centro di Formazione Cri Puglia. La Direzione Scientifica è stata invece predisposta dal prof. Paolo Vanni, ordinario di Chimica Medica e docente di Storia della medicina all'Università di Firenze. Si sono tenute lezioni di Storia della Medicina, utili per comprendere l'importanza dell'attività medica nel settore dell'assistenza ai sofferenti e la stretta relazione fra sostegno medico e diritti dell'uomo. Dalla storia e organizzazione della Croce Rossa all'assistenza sui campi di battaglia, il corso ha dedicato anche una giornata di studio alla figura di Henry Dunant, fondatore della Croce Rossa. F. R. GARE REGIONALI DI PRIMO SOCCORSO I Volontari della Croce Rossa fasanesi hanno raggiunto un altro brillante risultato. Il team composto da Leonardo Fanizzi, Francesco Lacirignola, Carmela Calella, Vincenza Liuzzi, Vincenza Malerba e Maria Pinto, accompagnati dal Commissario VDS Cosimo Mancini, hanno ottenuto un quarto posto alla XVIII edizione delle gare regionali di primo soccorso tenutasi a Martina Franca lo scorso 6 giugno, cui hanno partecipato tredici squadre provenienti da tutta la Regione. La gara era articolata su tredici postazioni: dieci simulazioni di incidenti, due prove teoriche con quiz sul Diritto Internazionale Umanitario e Protezione Civile ed una di riposo. Il Comitato Locale Cri di Fasano, guidato dal Commissario Vincenzo Sportelli, ha manifestato grande soddisfazione per l'ottimo risultato conseguito dai volontari fasanesi. F. R. CENTRO STORICO: OPINIONI A CONFRONTO Lo scorso 16 giugno, l'Istituto d'Istruzione Secondaria Superiore “L. da Vinci” di Fasano, in collaborazione col Comune di Fasano, ha organizzato una tavola rotonda dal tema “Quale futuro per il centro storico”. Sono stati invitati Vito Ventrella, socio e vicepresidente dell'associazione “U'mbracchie”, Antonio Carbonara, presidente dell' “Università del tempo libero” e Gianluca Carbonara, responsabile del laboratorio urbano “Ignazio Ciaia”. I lavori, coordinati dal Dirigente scolastico del liceo “L. da Vinci” Maria Stella Carparelli, sono stati preceduti da un momento di spettacolo: poesie e canti sulla napoletanità di Salvatore Di Giacomo, autore

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partenopeo vissuto a cavallo fra Ottocento e Novecento. F.R. INIZIATIVE ESTIVE DELLA PRO SELVA In occasione del suo ventennale, l'Associazione fasanese “Pro Selva” ha organizzato per tutta l'estate un significativo calendario di eventi, incontri e manifestazioni per vivere le bellezze paesaggistiche e la frescura della Selva di Fasano. Tra le tante iniziative, la mostra dell'editoria pugliese “Pagine di Puglia”, nel periodo compreso tra il 23 e il 25 luglio, presso il Palazzo dei Congressi della Casina Municipale e la mostra di pittura “La vita colorata”, nel periodo compreso fra il 12 e il 22 agosto, presso Villa Cicolella con esposizione di quadri di Maria De Mola e Piera Salmestraro. Conversazioni, musica e cultura accompagneranno tutta l'estate dell'Associazione “Pro Selva”, nata per tutelare il patrimonio silvano e per essere costante interlocutore delle amministrazioni nella salvaguardia e nel rilancio del territorio della Selva di Fasano. Si segnalano alcuni eventi originali. Il 2 agosto, l'Associazione, in collaborazione con l'Assessorato ai Beni e Attività Culturali e la Biblioteca Comunale “I. Ciaia”, inaugurerà presso il Minareto la terza edizione de “La biblioteca in collina” mentre il 5 agosto Gioacchino Dell'Aquila e Stefania Sicilia, autori del libro “Flora spontanea a Cisternino”, cureranno il laboratorio sensoriale “Sensazionale: riappropriamoci dei nostri sensi”. Il 27 agosto, poi, l'Associazione festeggerà il suo ventennale al ristorante “il Fagiano”. Il 5 settembre si chiuderà invece la quarta edizione del Premio Selva – sezione fotografica organizzato dagli associati silvani. Il tema: Passione Selva – Vivi, osserva, fotografa la Selva di Fasano. L'iniziativa ha lo scopo di far conoscere il territorio silvano non solo ai turisti, ma anche ai cittadini fasanesi. Due le categorie: “Storie e persone” e “Paesaggio e architettura”. Possono partecipare gratuitamente giovani e adulti, non ci sono limiti di età. I primi tre classificati riceveranno premi in denaro. Possono essere inviate due foto per ciascuna sezione, in bianco e nero e a colori, in formato cartaceo, con tecnica tradizionale o digitale. Il materiale va consegnato, entro il 25 luglio, presso Villa Cicolella alla Selva di Fasano, sede dell'Associazione. F. A. SERVIZI SOCIO SANITARI: SOTTOSCRITTO L'ACCORDO DI PROGRAMMA È stato sottoscritto lo scorso 8 luglio l'Accordo di programma per la realizzazione e programmazione dei servizi sociosanitari integrati previsti nel Piano sociale di zona. L'Accordo, stipulato tra i tre comuni Fasano, Ostuni e Cisternino sottoscrittori del Piano sociale di zona e l'Asl di Brindisi, individua e precisa gli impegni e dunque le responsabilità di ciascun comune firmatario nonché dell'Asl nel periodo 2010-2012. In particolare l'Accordo definisce le quote di compartecipazione finanziaria e l'apporto organizzativo e professionale per l'accesso agli interventi, la valutazione integrata del singolo caso e la costruzione di progetti assistenziali individualizzati. L'ambito del Piano sociale di Zona, interessato dall'Accordo, comprende i servizi di assistenza specializzata per l'integrazione scolastica di alunni diversamente abili, i servizi di trasporto a fini socio-riabilitativi delle persone diversamente abili verso strutture sanitarie e sociosanitarie riabilitative, i servizi di inclusione sociale offerti a pazienti psichiatrici stabilizzati, le attività sociosanitarie domiciliari in favore di anziani, nonché gli interventi di contrasto all'abuso e al maltrattamento, di

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sostegno e promozione dell'affido e dell'adozione, di promozione del diritto alla salute della popolazione immigrata. La quota di compartecipazione del Comune di Fasano è di 767.299 euro. F. R. OSSERVATORIO SULLA LEGALITA' Nasce a Fasano l'Osservatorio permanente sui fenomeni della legalità. Notizia giunta lo scorso 7 luglio a seguito di un incontro tra i capigruppo consiliari di maggioranza e opposizione, il Presidente del Consiglio comunale, il Sindaco ed il Prefetto di Brindisi. È nota la situazione fasanese in termini di illegalità. Dal centro cittadino alle frazioni, lo scarso monitoraggio del territorio e l'insufficiente repressione del crimine non aiutano una serena convivenza sociale. Per non dimenticare i fenomeni di criminalità che dallo scorso inverno hanno funestato le campagne fasanesi. Era stato anche organizzato un consiglio comunale ad hoc a cui però né il Prefetto di Brindisi né le autorità di vigilanza invitate sono intervenuti. Sembra che ora invece l'attenzione si sia finalmente alzata. Nelle scorse settimane numerosi sono stati gli incontri sul tema dei fenomeni criminosi promossi dalla Prefettura, dalla Cia e dalla Coldiretti. Già in sede di Conferenza dei capigruppo, lo scorso 14 giugno, il Presidente del Consiglio comunale Leonardo Cofano incoraggiava l'istituzione di un Osservatorio permanente sull'esempio provinciale. L'idea comincia a muovere i suoi primi passi. L'intento sembra essere quello di coinvolgere le scuole, le categorie produttive, le associazioni e le forze dell'ordine operanti sul territorio. F. R. MOSTRA FOTOGRAFICA OBIETTIVO ECOMUSEO Si è svolta il 15 giugno scorso la prima edizione del concorso fotografico “OBIETTIVO ECOMUSEO: una nuova visione del territorio”, organizzato dalle Ecomuse della sezione di Fasano dell'Associazione Ecomuseo di Valle d'Itria. L'evento, patrocinato dal Comune di Fasano, si è svolto presso Largo del Balì, ricreando un suggestivo angolo del centro storico fasanese con l'esposizione delle oltre cento opere dei partecipanti. La serata si è conclusa con la premiazione dei vincitori, per la categoria Senior e Junior, che hanno fotografato il patrimonio culturale del territorio fasanese. Per tutta l'estate queste preziose fotografie saranno oggetto di una mostra itinerante con tappa nelle frazioni del Comune di Fasano, secondo questo calendario: si è partiti dalla Selva di Fasano, dal 9 all'11 luglio 2010. La Mostra è stata allestita in Viale Toledo, nei locali alle spalle del “Il Barrino”, accedibile anche da parte dei diversabili e con ingresso libero e “coffee hour”, con degustazione di caffè gentilmente offerto da “Il Barrino”.La mostra itinerante seguirà il seguente calendario: 17/18 luglio: Pezze di Greco; 24/25 luglio: Montalbano; 1 luglio / 1 agosto: Savelletri; 7/8 agosto: Torre Canne; 21/22 agosto: Laureto; 5 settembre: Pozzo Faceto; 11/12 settembre: Cocolicchio. Paolo Pugliese “LITORALI PULITI” Lo scorso 27 giugno, i volontari dell'Associazione di protezione civile “C.b. Quadrifoglio” di Montalbano hanno partecipato, nell'ambito del progetto “Litorali Puliti” avviato dal servizio ecologia della Provincia di Brindisi, ad un'attività di pulizia di un tratto di spiaggia libero nella zona sud di Fasano. I volontari hanno “adottato” il tratto di spiaggia denominato “posto di Tavernese” che per due anni, ad intervalli di due mesi, sarà pulito con attrezzature non dannose per la fitocenesi. I rifiuti saranno raccolti e conferiti presso i centri di raccolta. Gli obiettivi sottesi al progetto sono tanti ed ambiziosi: da una parte il recupero dell'arenile pubblico attualmente in stato di degrado, il miglioramento e la destagionalizzazione dell'attrattività e fruibilità della spiaggia, dall'altro la promozione di un atteggiamento culturale teso alla salvaguardia dell'ambiente. SECONDO FESTIVAL AMATORIALE Il Gruppo di Attività Teatrali “Peppino Mancini”, in collaborazione con il Comune di Fasano e con il patrocinio della provincia di Brindisi e della Regione Puglia, ha organizzato il 2° Festival Amatoriale “Di scena a Fasano” premio G.A.T. “P. Mancini” 2010. Al Festival potranno partecipare i gruppi teatrali non professionisti del territorio nazionale che avranno

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presentato istanza agli organizzatori entro il prossimo 31 luglio. Diversi i premi in palio per i partecipanti che, dopo la fase delle selezioni, nei giorni 22, 23, 24, 23 e 30 ottobre si esibiranno presso il teatro Sociale di Fasano. L'iniziativa si concluderà il giorno 31 ottobre in cui avrà luogo la cerimonia di premiazione dei vincitori. “L’ARCO E LA FRECCIA” Si è tenuta, lo scorso 23 giugno, nel salone del 3° Circolo didattico a Pezze di Greco la conferenza dibattito “L'arco e la freccia: la relazione genitorifigli fra autorità e libertà”. L'evento è stato realizzato, con il patrocinio del Comune di Fasano, dall'Associazione Genitori, sezione di Fasano, dopo il successo ottenuto dalla trattazione dei medesimi argomenti lo scorso 4 giugno nella Sala di rappresentanza del Palazzo di Città. Sull'argomento ha relazionato Valeria Rossini, docente di Psicopedagogia e Pedagogia generale dell'Università di Bari. La dott.ssa Cinzia Caroli, coordinatrice del gruppo di lavoro “AgeStampa Fasano” ha moderato il dibattito. La conferenza, rivolta principalmente a genitori e insegnanti, è stata incentrata sul tema della formazione dei più giovani fra la tendenza all'autorità e le esigenze di libertà insite nella natura degli adolescenti. BICICLETTE A CUSCINETTI “A TUTTO GAS” Si terrà domenica 18 luglio allo Zoo Safari la gara di biciclette a cuscinetti, sport che appassiona numerosi fasanesi e non, animati da voglia di divertimento sano e soprattutto ecologico. Piace vedere che le biciclette, da dolce reminiscenza dell'infanzia, siano diventate una vera e propria pratica sportiva che, talora, si tramanda di padre in figlio. La gara ufficiale sarà preceduta dalle prove libere nella giornata di sabato 17 luglio.

UNA STORIA VISSUTA DI CORSA “… Un vero signore ed un bravo preparatore. Le auto preparate da lui sono state sempre ai vertici delle classifiche in tutte le gare che hanno partecipato. …Ora lassù continuerà a preparare le auto di tanti campioni, ciao Vito”. Qualche messaggio scovato sul web per Vito Palmisano, padre, marito, grande artigiano del motore e preparatore di autovetture da competizione, molto conosciuto nel panorama delle competizioni in salita, prematuramente scomparso il lunedì di festa, che era anche la sua festa, il giorno del suo compleanno, il sessantesimo. Il maestro, un “hombre vertical”, un signore nei fatti, a differenza di tanti che si fregiano di tale titolo non si sa con quale diritto. Continuo il pellegrinaggio nella sua casa silvana da parte dei tantissimi amici, chiesa stracolma di gente per l'ultimo saluto. Tra le nostre carte i ricordi, quelli che ci aveva donato nell'intervista a noi rilasciata l'anno scorso in vista della sua tanto amata FasanoSelva. Un lutto da elaborare, così come il maestro amava fare per i suoi bolidi. Strano destino, morire dopo aver festeggiato con i propri amici. Una morte che è giunta di corsa, improvvisa e inaspettata. Morire nel giorno di festa, doppia festa. Compleanno e festa del paese, che tanto ha amato e dal quale è stato tanto amato. Franco, Rino, Pinuccio, Nicolino: piloti, colleghi, amici, tutti a piangere Vito, a ricordare pezzi di vita del ragazzo di “Mest Mondino”, ora diventato Maestro. Via troppo presto, di sicuro. Per coloro che da bambini gli cercavano gli adesivi, per chi sbirciava nell'officina quando preparava le auto con l'immancabile sigaretta in bocca. Per chi lo sfotteva per la sedia regalata a Nicolino, per chi gli chiedeva chi fosse sul poster e lui orgoglioso:”…Franco Leogrande, il più talentuoso dei fasanesi”, per gli amici della sua officina, quasi un bar, ma soprattutto per le amate figlie e per la moglie. Ciao Vito. G.M.


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NADA… L'ESTRO DELL'ARTISTA Si è tenuto venerdì 9 luglio, presso il Gazebo dell'Hotel Sierra Silvana alla Selva di Fasano, l'incontro con Nada Malanima, ai più nota semplicemente come Nada, l'artista italiana contemporanea più originale e indipendente della scena musicale italiana. Nada è stata intervistata dalla giornalista di Antenna Sud Annamaria Minunno. Nel corso della serata è stato presentato il libro “Il mio cuore umano”, edizioni Fazi, storia autobiografica e poetica di un mondo che non esiste più, raccontato da una bambina che in origine non doveva neppure nascere. E forse proprio questa circostanza rende straordinario il racconto della comunità natia, Gabbro, in provincia di Livorno. F.A. “UNDERGROUND SPORT & FITNESS” Si è tenuto lo scorso 24 giugno “Aplomb”, spettacolo di danza a cura dell'associazione “Underground sport&fitness” con le coreografie curate da Rosita Montanaro e Michele Tarantini nell'incantevole e suggestivo scenario della Masseria San Lorenzo. Armonia – esattamente come la traccia dell'evento – è stato il filo conduttore dell'intera serata, a cominciare dagli aspetti organizzativi e a finire con le esibizioni coinvolgenti e accurate degli allievi. Di spessore la Carmen proposta dagli allievi del corso avanzato e intermedio e le Farfalline danzanti interpretate dai più piccini, così come "La bella addormentata", "Giselle","Tribolazioni", "Madagascar" e il tributo all'intramontabile Michael Jackson. Gli auguri per una brillante carriera al piccolo ma determinato Gabriele Consoli, vincitore nel 2009 del primo premio del concorso mondiale "Dance world cup competition", prossimo allievo dell'Accademia della Scala di Milano. ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI SIRIANA REDAVID Si è svolta lo scorso 23 giugno nella Sala di rappresentanza del Palazzo di Città la presentazione del volume di Siriana Redavid, Schena editore, intitolata “La ceramica di Gnathia nella necropoli occidentale di Egnazia”. Sono intervenuti mons. Nicola Girasoli, arcivescovo titolare di Egnazia Appula e nunzio apostolico in Zambia e Malawi e la prof.ssa Raffaella Cassano, docente di Archeologia classica nell'Università di Bari. I lavori sono stati coordinati dall'editore Angela Schena. Nel corso della presentazione, mons. Girasoli e la docente Raffaella Cassano sono stati insigniti della cittadinanza onoraria fasanese per l'impegno profuso negli anni a favore del territorio, come da proposta approvata nel corso della seduta del Consiglio comunale dello scorso 15 giugno. Il primo, arcivescovo della Diocesi di Egnazia Appula si è dedicato, a partire dal 2007, alla promozione e al sostegno agli studi di giovani universitari pugliesi su Egnazia. La seconda è stata promotrice dell'avvio delle campagne di scavo ad Egnazia, dopo anni di penosa inerzia edal 2001 dirige il “Progetto Egnazia: dallo scavo alla valorizzazione”. BALLANDO CON LE STELLE Anche quest'anno, precisamente domenica, 27 giugno scorso, l'Associazione Culturale “Pas de deux”, sempre diretta da Silvia Humaila, prima ballerina e coreografa del balletto dell'Opera di stato di Timisoara, ha concluso il suo diciannovesimo anno di attività sul palcoscenico del nostro teatro Kennedy. Durante la prima e la seconda parte del sempre splendido saggio, tutti gli allievi, dal propedeutico al settimo anno accademico, hanno volteggiato sulle immortali note di Ciaikovskij, di Strauss, di Haydn, come anche su quelle altrettanto indelebili dei Beatles. Abbiamo ammirato, estasiati, gli eterei astri nascenti che, per l'intera serata, hanno piroettato per noi ed auguriamo loro di poter presto pullulare nel firmamento delle star, continuando ad illuminarlo, come vere e scintillanti stelle, di luce propria. AN. CA. “LA BANDA DI NINO” Nel corso dell'iniziativa tenutasi lo scorso 18 giugno nella Sala conferenze del Laboratorio Urbano di Fasano, l'associazione “Le Nove

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Muse” Musica Teatro Cinema, in collaborazione con il Laboratorio urbano “Con i giovani, per i giovani” hanno annunciato un'interessante collaborazione con l'Università di Berlino, corso di studi in Mezzi di Comunicazione Audiovisiva, per la realizzazione, a partire dal prossimo mese di settembre, del cortometraggio “La banda di Nino”. Gli organizzatori avvieranno a breve le selezioni per il casting. GIUGNO FASANESE E FESTA PATRONALE Nonostante il tempo inclemente e la temperatura non propriamente estiva, il “Comitato Giugno Fasanese”, con il patrocinio del Comune di Fasano, ha realizzato con grande successo la serie degli eventi rievocativi la vittoria dei Fasanesi sui Turchi nella battaglia del 2 giugno 1678. Il pomeriggio del 18 giugno è stato dedicato alla tradizionale “Festa dei cortei storici d'Italia” cui hanno preso parte il “Palio storico e i Cavalieri del Giglio” di Angri (SA), “La battaglia fra Turchi e Cristiani” di Tollo (CH), il “Corteo del balì Carafa” di Putignano (BA) ed il corteo fasanese de “ La Scamiciata”. Più di trecento sono stati i figuranti impegnati nelle solenni celebrazioni culminate nel trionfale ingresso in Piazza Ciaia della barca sui cui alberi gli “scamiciati” – i fasanesi vincitori – hanno issato i labari dei santi patroni di Fasano, la Madonna di Pozzo Faceto, San Giovanni Battista e Santo Stefano Protomartire. Dopo gli eventi rievocativi della vittoria, gli appuntamenti della festa patronale sono proseguiti con l'esibizione nella piazza cittadina con lo spettacolo “Ritmi e suoni del Mediterraneo” , con i gruppi “Gruppo Folk Città di Lefkimi” (Grecia), “La Morgia” di Pietracella (CB), “Re Pambanelle” di Alberobello (BA), “Gruppo Folk Città di Plagianello”, “Compagnia Stabile” di Alberobello”.

SÌ AL SAPORE DI SALE Un'atmosfera fiabesca in un contesto marinaro: questi gli ingredienti del matrimonio celebrato nel pomeriggio di sabato 3 luglio in quel di Savelletri. Protagonisti: Cataldo Melpignano e Maria Camilla Vender, rispettivamente figli dell'imprenditore fasanese Sergio Melpignano e di Jody Vender, noto finanziere milanese. Gli sposi, entrambi in abito bianco con bouquet di odorosa lavanda, hanno coronato il proprio sogno d'amore nella luminosa Chiesetta di San Francesco da Paola. Tanti gli invitati, circa quattrocento e tanti anche i volti noti, per esempio Marco Tronchetti Provera, Ferruccio de Bortoli, personalità politiche quali l'Onorevole Angelo Sanza e il Senatore Nicola Latorre. Un matrimonio in grande stile, elegante e raffinato ha animato in poche ore la piccola frazione di Savelletri che ha assunto i tratti delle ben più note località frequentate dai vip. Dopo la cerimonia, i festeggiamenti di rito sono proseguiti fino a tarda notte nella cittadella turistica di Borgo Eganzia.


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IL “VIANDANTE” DALL'INFERNO AL PARADISO un incidente stradale, ha presentato la sua ultima fatica, “VianDante”. La più importante, forse, perchè segna il suo definitivo ritorno alla musica e al mondo degli eventi live. Prodigi della tecnica, sicuramente: è stata infatti determinante l'invenzione di una “slide trumpet” fissata e adatta a sfruttare l'unico movimento residuo di Deluci all'avambraccio sinisto. Il merito, in questo, è anche di Giuliano Di Cesare, musicista e amico dell'artista nostrano, che ha curato la realizzazione dello strumento. Il resto, tuttavia, è un prodigio mentale, frutto della forza d'animo e della creatività artistica di un uomo. L'opera, creata fino al dettaglio interamente da Deluci, rivive la Divina Commedia rileggendo alcuni passi di Inferno, Purgatorio e Paradiso. La

voce narrante di Peppe Servillo è sublime e carica di tensione, e accompagna le note limpide ed auree della tromba di Deluci in questo viaggio, per nulla simbolico, che parte dall'Inferno e risale verso l'alto dei cieli, fino alla purificazione. Un viaggio segnato dalla musica come se fosse proiettato in pellicola: l'inferno tenebroso, incerto, pauroso, lascia spazio gradualmente alla celestialità ed alla purezza dei cieli paradisiaci. Vincent Lounguemare, “il poeta dell'illuminotecnica”, è decisivo nel dotare la scena di un gioco di luci continuo per tutto lo spettacolo. La Grave si presenta fosca, rossa e inquietante all'inizio, per poi lasciare spazio, nell'ascesa verso il Paradiso, a colori più chiari, scintillanti. Determinante, in questo senso, il perfetto (e

DALLA PARTE DI MEDEA

riflessione. Si assiste imperterriti e sbigottiti alla sequenza infinita dei dolori degli uomini, dei raptus di follia, dei processi prima televisivi e solo dopo nelle sedi opportune. Vien da concludere che nell'antica Grecia l'uomo era un po' più intelligente, cioè maturo, di oggi perché si concedeva tempo per riflettere e assimilare gli insegnamenti e i principi di vita che gli attori offrivano in pubblico. E' innegabile che, per propria natura, la tragedia greca costituisca un genere letterario di difficile comprensione, mette a dura prova la capacità di concentrazione dello spettatore… ma “in ardua virtus”, ovverosia il valore consiste nell'opporsi alle difficoltà. Così come è stato per la scuola di danza “Oltredanza” diretta dalla maestra Mara Ferrara che lo scorso 24 giugno ha portato in scena al teatro Kennedy lo spettacolo di fine anno “ Medea Forse non lo sai ma pure questo è amore”, liberamente ispirato alla tragedia omonima di Euripide. A passo di danza e non solo è stata ripercorsa la vicenda di una

La Grave delle Grotte di Castellana: un posto superbo, immenso, un simbolo dell'inarrestabile attività naturale di terra e acqua. Una voragine nel sottosuolo ricolma di esempi di attività rocciosa e dal tipico odore di zolfo, modellatasi nel corso di lunghissimo tempo, al ritmo dell'inconfondibile ticchettio delle gocce di acqua mista a sali che piovono dall'alto. Il posto perfetto per il ritorno live di Vincenzo Deluci. Lo scorso 21 giugno (con repliche il 23 e il 25), il trombettista fasanese, rimasto paralizzato sei anni fa a causa di

La storia di Medea può essere racchiusa in una sola parola: dolore. Costante filo conduttore di un'esistenza in cui rari spazi di felicità sono stati soppiantati dal più pericoloso dei sentimenti umani, la voglia di cercare e soprattutto di ottenere vendetta. Della tragedia greca di Euripide, ma anche del genere letterario globalmente inteso si mette spesso in luce l'attualità, il tangibile specchio della società attuale racchiuso in una vicenda risalente al 431 a.C. La società attuale offre mezzi di comunicazione ben più celeri dei tempi di

rappresentazione di una tragedia greca che, munita di una valenza squisitamente paideutica, impegnava i cittadini della Grecia antica per almeno tre giorni; le cronache dei giornali e le immagini televisive fagocitano l'incauto lettore o spettatore in vicende di altri uomini il cui esito si risolve in un'immane tragedia. La tragedia di oggi è destinata ad essere superata dalla tragedia di domani che a sua volta lascerà il posto a quella del giorno successivo, senza che sia lasciato spazio alcuno alla

rischioso) connubio tra gli effetti sonori e visivi. Alla fine, una cascata d'acqua viene fatta sgorgare dall'apertura in cima, ed esaltata dal coro di luci bianche: è il tripudio per la tromba di Deluci, che disegna così curve perfette che idealmente sembrano chiudere i cieli del poeta Alighieri. La missione personale di Vincenzo Deluci, anzitutto, è conclusa, e al pubblico entusiasta, che applaude in piedi, rimane uno spettacolo memorabile, di grande valore artistico. Fabio Cofano

donna e madre, realmente innamorata del suo uomo e della famiglia, tradita dal suo sposo nella maniera più vergognosa e animata da un'insaziabile sete di vendetta culminata nell'assassinio dei figli innocenti. Alla energia della parola, già di per sé incisiva per la pregnanza dei dialoghi e dei monologhi della protagonista dilaniata fra amore e odio, gli interpreti sulla scena hanno associato la forza dei corpi. Con un prodigioso effetto: connubio perfetto fra il dolore della vicenda umana trattata e la gioia che solo la danza riesce a sprigionare. L'elemento che ha suscitato maggior impressione? Non già la tecnica, né la preparazione né la perfetta esecuzione dei passi di danza, ma i protagonisti, i ragazzi, dai più piccini ai più maturi, tutti consapevolmente indirizzati a un obiettivo: far conoscere la storia di Medea, non solo quella “nera” – la cattiva – , ma anche quella “bianca”, la sposa e soprattutto la madre innamorata.

Aurora Nardelli


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CALENDARI DI EVENTI Con l'arrivo della bella stagione, esauriti i fumi della festa patronale, i cittadini aspettano che qualche volenteroso, in primis l'Amministrazione comunale, organizzi degli eventi “simpatici” per trascorrere le calde serate estive, possibilmente senza eccessive privazioni economiche, visti i tempi che corrono. Questo tipo di attività è assolutamente comune ed è consolidata in tutta Italia, soprattutto nelle città che si fregiano dell'aggettivo “turistica”. Anche Fasano lo è, nel senso che è città in virtù di un decreto del Presidente della Repubblica ed è turistica perché il baby assessore, pardon l'Assessore Bebè sciorina questo dato in tutto l'orbe terracqueo. Ma l'Amministrazione comunale di Fasano è speciale, dal latino specialem. Dà in gestione la Casina silvana, sempre sull'onda del ricordo dei favolosi anni '60, organizza nel feudo di Torre Canne l'incoronazione (in ossequio al principio delle pari opportunità) del puledro (e non della puledra

come normalmente si usa) più aitante d'Italia e via dicendo; insomma cerca, come può, di tenere impegnate le serate dei fasanesi e dei pochi avventori. Ma l'Amministrazione può fare di più. Ed effettivamente ha fatto di più, rendendosi speciale. Infatti, il vero calendario delle attività del Comune di Fasano non riguarda le serate estive, ma impegnerà gli interessati proprio quando il sole batte forte e più accentuato è il rischio di insolazione. Dulcis in fundo, l'Amministrazione proverà ad introitare anche un bel po' di soldini, senza che l'incauto spettatore abbia ad accorgersene. E' pertanto in maniera speciale che si offre il calendario degli eventi autovelox esposto nel prospetto a margine con relativa indicazione del luogo, dell'ora di inizio (ma non di quella finale e neppure del limite di velocità da non superare) ed anche dell'abbigliamento consigliato:

Speziale (via Lecce n. 55 – ss 16 Km 868+200) direzione di marcia Bari – Br

7 luglio

Ore 16.00

Costume da bagno

Centro abitato di Pozzo Faceto (sp 7+ 800) direzione di marcia monti mare

8 luglio

Ore 8.00

Pigiama o camicia da notte (per i più audaci, guepiere o perizoma)

Centro abitato di Pozzo Faceto (sp 7 km o.5000) direzione di marcia mare monti

9 luglio

Ore 16.00

Pareo

Sp 10 Montalbano – Mare Km. 3+700 direzione di marcia monti mare

12 luglio

Ore 8.00

Pigiama o camicia da notte (per i più audaci, guepiere o perizoma)

Ss 172 km 11 (all'altezza dell'incrocio a raso della zona ind.le) direzione di marcia TA – BA

13 luglio

Ore 16.30

Pareo

Centro abitato di Speziale (ss 16 Km 868+200 via Lecce n. 55) direzione di marcia BR – BA

14 luglio

Ore 8.00

Pigiama o camicia da notte (per i più audaci, guepiere o perizoma)

Centro abitato di Montalbano (ss 16 Km 869 +900) direzione di marcia Ba – BR

15 luglio

Ore 16.30

Pareo

Abitato di Canale di Pirro (sp 1 Km 2+800) direzione di marcia BA – BR

16 luglio

Ore 8.00

Pigiama o camicia da notte (per i più audaci, guepiere o perizoma)

La volenterosa Amministrazione promette che questa è solo la prima tornata di eventi di tal fatta, nel corso dei quali automobilisti e passanti potranno assistere ai controlli sulla velocità effettuati dalla Polizia municipale e, se fortunati, anche collezionare un congruo numero di multe . Un evento mai visto e mai sentito, che si aggiunge alle consuete segnalazioni delle postazioni di controllo per il rilevamento della velocità sulla rete stradale: segnali stradali di indicazione, temporanei o permanenti, segnali stradali luminosi a messaggio variabile, dispositivi di segnalazione luminosi installati su veicoli. La finalità è lodevole, mira alla sicurezza sulle strade, ma chissà perché una fastidiosa sensazione di prurito si trasforma in orticaria. E se fosse solo “struscio di scopa nuova”? Una cosa è assolutamente certa: a Fasano l'estate 2010 sarà indimenticabile. Il Tulipano Nero


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QUEL MINISTRO UN PO' DIMESSO

Dopo aver fatto dimettere il Ministro Scajola (ricorderete, una vicenda di appartamenti pagati con assegni di chissà chi) Silvio Berlusconi, tessera P2 n° 1816, riesce a far dimettere anche il ministro Brancher, dimostrando coi fatti quanto questo governo sia impegnato nella lotta al crimine. Forse alcuni lettori nemmeno si saranno accorti che Brancher fosse diventato ministro. Lo è stato dal 18 giugno al 5 luglio; un vero furbone: ha sfruttato la bassa stagione. A dire la verità Brancher, durante un processo, ha annunciato di voler abbandonare il ministero, ma

in precedenza aveva provato a fare il contrario. Il deputato in questione (mi perdonerete se non lo chiamo Onorevole, proprio non me la sento) è, infatti, imputato per ricettazione e appropriazione indebita e con un palmarès così, ne converrete, aveva tutte le carte in regola per fare il Ministro nel Governo Berlusconi: soltanto lo stesso Presidente del Consiglio ha un curriculum vitae più corposo del suo. Il caro Silvio, per salvarlo dal processo, lo aveva gratificato del ruolo di Ministro ma senza dargli uno straccio di delega, come se fosse un qualsiasi

Assessore di Montalbano. Se provate a cercare un atto ufficiale di attribuzione di deleghe, non ne troverete traccia alcuna sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica. La nomina ministeriale non sarebbe comunque servita ad evitargli il processo e quindi Brancher si è dimesso ma, attenzione, si è dimesso dall'incarico politico non in parlamento ma in un'aula di tribunale. Come se Berlusconi invece di difendersi dalle sue imputazioni in tribunale, lo facesse in Parlamento. Vabbè, ho sbagliato esempio, andiamo avanti. Diciamo allora che è naturale che, a furia di sentirsi ripetere dal capo che i giudici fanno politica, alla fine uno ci creda e faccia confusione. Quindi, in occasione delle dimissioni presentate al giudice, ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato, per essere coerente con la durata del suo ministero. La motivazione delle dimissioni è stata: “Mi dimetto per evitare che si facciano strumentalizzazioni”. Erano le strumentalizzazioni che voleva evitare, non il processo, come avevamo malignamente pensato noi fautori della politica dell'odio e dell'invidia”. Aggiungiamoci pure che Aldo Brancher non è nuovo all'atto di abbandonare i ministeri, avendo abbandonato il ministero ecclesiastico (fu sacerdote Paolino) per essere assunto in Fininvest. Vale anche la pena notare che ogni cittadino per bene, dovendo scegliere tra farsi un po' di carcere ed essere Ministro di questo governo, sceglierebbe comunque la prima ipotesi, meno infamante per la propria

reputazione. Ma Aldo Brancher in carcere c'è già stato, tre mesi a San Vittore, condannato in primo e secondo grado per falso in bilancio e finanziamento illecito ai partiti, evidentemente non deve aver trovato la cosa di suo gradimento, tant'è che preferirebbe non ripetere l'esperienza. In ogni caso Brancher dovrà essere comunque grato a Berlusconi. Infatti, le sue precedenti condanne si sono dissolte nel rimando in Cassazione: il falso in bilancio, nel frattempo, era stato depenalizzato dal governo di cui faceva parte (Berlusconi Presidente del Consiglio) e il finanziamento illecito ai partiti era andato in prescrizione grazie alla riduzione dei termini prescrizionali (medesimo autore). Tornando alle dimissioni da Ministro, lo stesso premier ha parlato di scelta condivisa. Peccato che la condivisione sia stata solo formale e non di sostanza: quanto avremmo gradito che, condividendo fino in fondo, si fosse dimesso anche lui. Del resto Brancher Ministro, non l'ho mica nominato io. L'atto finale di questa vicenda, le dimissioni, sono state accolte con entusiasmo dall'opposizione. Tuttavia, sembra che anche alcuni esponenti del PD abbiano mostrato soddisfazione. Ora che le competenze del fu Ministro Brancher sono state affidate in via provvisoria alla signora delle pulizie, attendiamo la pubblicazione ufficiale delle dimissioni autografe di Brancher, le cui fotocopie hanno già raggiunto prezzi stratosferici sul mercato dei collezionisti. Le dimissioni, infatti, passeranno alla storia come l'unico atto da Ministro firmato da Brancher.


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“Peppina?” Il mattino presto del dì dopo la festa, come in una poesia di Leopardi letta da Leonardo, da destra verso sinistra e viceversa, una ramazza di saggina raccoglie le testimonianze cartacee dei fuochi d'artificio e dei panini con la salsiccia: è l'untuosità che li distingue più che il colore. Sono circa le quattro, il sole è ancora timido. Ha un viso pallido lavato da una pioggia dispettosa, che ha bagnato la processione della Madonna come augurio per una sposa fortunata. Tra i tigli della piazzetta, si sente fischiettare il netturbino. E' giunto inesorabilmente l'esodo: come l'anziano Mosè aveva predetto ai bambini che giocavano a pallone. Quella frase per i calciatori in erba, sembrava una minaccia o forse una raffinata maledizione nei loro confronti, così che sparissero per permettergli di sfogliare il suo giornale seduto sulla panchina in santa pace. Durante la notte si sentono mugolii nelle stanze e sui tetti miagolii. Tutto diventa provvisoriamente giustificato, perfino il tipico suono emesso dal ciccione che nel balcone ha posizionato una televisione mignon per seguire i Mondiali. Tra una lattina e l'altra di birra, probabilmente per carenza di goal da lui desiderati, anziché inveire contro l'arbitro, rutta sonoramente. Alcune voci sono più costanti, come moduli ripetuti in una decorazione da carta da parati barocca. Altre voci sono fatte solo di sguardi, talvolta interrotti dal ronzio delle zanzare. L'estate inoltrata crea il tormento di una diffusione di suoni rionali. “Peppina!” “Peppina!” “Peppina!” “Che c'è?” “Niente, mi stavo preoccupando perché non mi rispondevi.” Le finestre spalancate e residui di gente senza casa per la villeggiatura aspettano settembre in apnea, in una città sadicamente costruita in una conca, tra colline e mare. Le persone sono così poche che tutto diventa familiare, al punto tale che il macellaio corpulento esce, con diritto di chiacchiera più che di cronaca, in mutande per fumare carta e tabacco dopo pranzo, noncurante della presenza di chi nel balcone attiguo ancora tenta di pranzare approfittando di un venticello più timido della calunnia. Peppina non si è mai vista, è una voce o un'entità suprema che forse tra un po', chiusa dalle sue tapparelle sempre serrate, cercherà il suicidio. Ore sette e trenta: ”Peppina!” “Ooooh”! “Ti sei svegliata? Hai fatto il caffè?” Peppina non risponde sempre subito, ma non importa, ciò che conta è la sua sveglia, una chiamata ripetuta, espediente per rassicurare se stessa di non essere sola su questo mondo, che ha il suo peso notevole. Peppina non so che età abbia, dalla voce consunta da rosari pazienti trascorsi nel mese di maggio, pare un'anziana logora, magari mi sbaglio ed è un angelo sceso dal cielo per proteggere la vicina smarrita nel suo bugigattolo al pian terreno. “Peppina!” “Oooh” “Tras i rrobb, cha stè 'nzerc”. Mi chiedo se, in qualche non fortuita occasione, le due si siano mai viste negli occhi. E' una storia che dura da anni, è tutto per me, come una vichiana sensazione, mi arrendo al destino sonoro. “Peppina?” “Oooh, che c'è?” “Madò... mo' è che smetto di fumare, la lira non c'è più e non so come andare a fare compere, che i commercianti sono dei ladri e se ne approfittano dell'ignoranza”. “Beh, almeno una cosa buona l'ha fatta Prodi, capace che smetti di fumare”.

Gli anni passano e il nome Peppina, ormai diventa simile al costante brusio del mio frigorifero vetusto, ma al quale mi sono affezionata più di un fratello, il paragone alle vuvuzelas del mondiale di calcio è troppo scontato e la vicina merita di più. “Peppina?” Peppina non risponde e il macellaio smette di fumare, il silenzio diventa sempre più assordante. Una strada, che d'estate diventa il corridoio di più appartamenti, non percussiona più con i suoi palloni Super Santos, scaraventati da bambini in bermuda nei gerani circostanti. Il vecchio Mosè chiude il giornale e abbassa il capo, alcuni millantatori poi hanno detto che non era frutto di una mesta riflessione, ma che dormiva alla grande in preda alla canicola. Il ciccione spegne la minitivvù, forse per carpire anche una fievole risposta di Peppina, o forse perché la squadra dell'Italia è uscita subito dal Mondiale. “Peppina?” Niente, non sembra esserci alcun segno di vita dietro quelle maledette tapparelle. Il terrore assale il rione. Le zanzare smettono di ronzare, anche se non rinunciano comunque a pungere. Quelle bestie continuano a festeggiare la loro sagra emogastronomica tra un balcone e un terrazzo, come se questi ultimi fossero degli stands dove si offrono gratuitamente assaggini. Rossi liquidi promozionali in liquidazione. Tutto si ferma in un'apnea di suoni, ma di Peppina: neanche l'ombra. Le voci di corridoio camminano, i bambini si arrampicano dal tubo di scarico dell'acqua piovana, per spiare dietro le tapparelle. Prima dei bambini arrivano le voci: Peppina quest'anno e per la prima volta in vita sua, si è presa, forse più per la disperazione che per il caldo e l'afa, la casa alla Selva per la villeggiatura. Se qualcuno, per caso, ha l'indirizzo della casa dove si è trasferita per questi mesi Peppina, per piacere ce lo comunichi, siamo tutti in pensiero per lei. Giullaremissiva


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I dubbi dubbi del Prof. Nicola Fiume

Sudafrica 2010: il ritorno I prossimi impegni della Nazionale di Lippi: Italia – Francavilla Fontana Italia – Pulcini del Nardò Italia contro una selezione mista della IV B della Ragioneria Italia contro le riserve dell'Alberobello Italia contro una selezione di vecchie glorie del Pezze di Greco e del Montalbano Italia contro mio zio Tra i giocatori selezionati da Lippi spiccano Pascutti e Benetti ai quali l'allenatore intende affidarsi per rinvigorire il settore avanzato e il centrocampo. Fa scalpore l'esclusione di Anquilletti e Tumburus. Lippi ha assicurato: “Stiamo crescendo!” Gigi Riva, Comunardo Niccolai e Albertosi hanno commentato in coro: “Lo sappiamo! Tra un po' festeggiamo 70 anni!” Lippi ha poi garantito che la Nazionale sarà pronta per affrontare il prossimo incontro con il Putignano B con la massima concentrazione. Qualcuno gli ha fatto notare che per lui non ci sarà un prossimo impegno con la Nazionale. Cassano e Balotelli hanno incominciato a sfregarsi i piedi perché non hanno più mani da sfregarsi. Ma che ci aspettavamo da una Nazionale che è andata a giocare nell'altro emisfero, dove sta incominciando l'inverno … e si sa che in inverno si va in letargo!

Lippi, già io sono stato buttato fuori di casa! Una casa non ce l'ho più! Se vuoi andare a stare da mia moglie … ma non so se ti conviene che là l'affitto è alto!” Poi ha detto che si portava appresso pure il cane … Ringhio. “Allora dimenticatelo! Mia moglie i cani in casa non li vuole!” “E se il cane te lo porti tu alla masseria?” “E come faccio? Là già ce ne sono due di cani e se mi porto pure Ringhio, quello è capace che li sbrana i miei cani!” “Ma quale è capace che li sbrana! Non lo hai visto come ha giocato con la Slovacchia?” Mo' siamo rimasti che mi telefona domani mattina perché vuole una risposta. Che cavolo gli devo dire?

P.S. Mi ha telefonato Lippi. Mi ha detto: “Se caso mai mi fanno tornare in Italia, posso venire a stare qualche giorno a casa tua?” Gli ho detto; “Casa mia?

Dovevo fare il costruttore con più attenzione Dovevo fare il costruttore con più attenzione A cinquantacinque anni uno pensa di aver costruito qualcosa. Se non ha finito sta per finire. Io, a cinquantacinque anni, sto smontando i pezzi della mia vita, pezzo a pezzo, per andare a parcheggiarli in un posto da cui, non so quando, dovrò riprenderli nel tentativo di ricomporre quello che esisteva prima. Tra gli altri

rimpianti ho quello di aver costruito qualcosa nel bucataio della casa da dove sono stato nonchalantemente buttato fuori: quarto piano senza ascensore. Smontare i pezzi della tua vita pezzo a pezzo e farti quattro rampe di scale per ogni pezzo che stai andando a parcheggiare altrove… La prossima volta che costruisco qualcosa datemi un basso napoletano per favore!

Il Cacciator Scortese Passata è la tempesta,

(Qualche giorno dopo)

odo uccelli far festa,

Finito anche questo trasloco! So che non sarà l'ultimo, anzi ne vedo già un altro profilarsi all'orizzonte. In compenso la schiena a pezzi è un risultato presente, temo anche futuro! Vorrei un posto sicuro e definitivo dove sistemarmi: il primo che dice una tomba lo uccido! 21 giugno 2010

e il cacciatore, li ascolta e si fa audace… e fa una strage.

la vignetta è di Cosimo Rosati


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luglio 2010

Montalbano vuole onorare la memoria di un suo “Cittadino Esemplare” “Mi piace pensare che nei tronchi degli ulivi secolari continuino a vivere le anime dei nostri cari defunti…” (Giovanni Laghezza; 6/2/56 – 1/5/2006) Una petizione popolare per intitolare un'area pubblica alla memoria di un “Cittadino Esemplare”: è quanto promosso a Montalbano dagli amici di Giovanni Laghezza, scomparso all'età di 50 anni, il primo maggio di quattro anni Giovanni Laghezza fa. Il testo della raccolta firme, che sarà inoltrata alle autorità competenti in materia, recita: “I sottoscritti firmatari, con il patrocinio morale della famiglia Laghezza, chiedono alle SS.LL. di voler intitolare, alla memoria del caro Giovanni Laghezza, la Piazzetta di via dott. Vittorio Carparelli, situata nel cuore della “Zona 167” di Montalbano di Fasano (BR). Qui, infatti, sono in via di ultimazione i lavori di una piccola “Agorà”, luogo di incontro e di partecipazione alla vita sociale. Al centro di detta Piazza, peraltro, è già stato posto a dimora un ulivo secolare, alla cui ombra vorremmo fosse ricordato un “Cittadino Esemplare”. Pertanto e per tutte le motivazioni che seguono, chiediamo di denominare detto spazio pubblico “Piazzetta Giovanni Laghezza – Cittadino Esemplare”. MOTIVAZIONI “Giovanni Laghezza, sin dalla prima infanzia vive a Montalbano, in via Abba, una stradina chiusa di via Calatafimi che, col tempo, utilizzerà come “spazio pubblico”, ossia luogo di incontro con i tanti suoi amici. Correvano i mitici “anni '60” e, con loro, la fantasia, la creatività e l'amore per la vita del nostro caro Amico.(……) Conseguita la licenza media, prosegue gli studi presso l'Istituto Professionale di Stato “G. Ferraris” di Fasano, dove in tre anni consegue la qualifica. In verità, gli insegnanti delle “medie” avevano consigliato il Liceo Classico, dato il suo innato amore per la letteratura. Tuttavia, in quegli anni non c'era tanto da decidere: imparare Il <<mestiere>> veniva prima di tutto. Era una sorta di “ricatto sociale” che troppe generazioni di ragazzi meridionali hanno dovuto subire, nonostante il proprio talento intellettuale. Giovanni continua gli studi a Brindisi per diventare “Perito Aziendale”. (…) In questi anni affina la passione per la chitarra acustica. Col tempo diventerà un musicista jazz di ottimo livello, tanto che molti artisti di professione e non, prima dei concerti, lo cercheranno per fargli accordare al meglio la propria chitarra. Queste corde, però, non slegano Giovanni dall'amore per la bici da corsa. Il nostro giovane Amico coltiva con entusiasmo professionale questa nuova passione. Si iscrive alla società “Libertas” di Fasano, per poi passare alla “Monteferro” di Lecce. Numerose sono le sue gare e le sue affermazioni, e tanta è la sua abnegazione; peso, misura, tubolari, assi, raggi: tutto viene calcolato in maniera maniacale. «La passioni sono cose serie», amava ripetere. Le sue frequentazioni in ambiente ciclistico, con gli anni, dimostreranno che Giovanni non era un semplice appassionato, non un “amatore” qualsiasi. La nostra memoria ricorda che persino il due volte Campione del Mondo Vito Di Tano incontrava Giovanni per chiacchierare con lui di meccanica, di staticità, di velocità, di tempo e di spazio. Anche il ciclismo, dunque, aveva i suoi “modelli matematici” che non potevano mentire.(…) Chitarra e bici, però, non lo distraggono dalle amate letture. Dante e Neruda su tutti. L'emozione alimentata da questi «mostri sacri» lo porta a confrontarsi coi pochi studenti dell'epoca. Avverte, così, la necessità, per Montalbano, di promuovere, assieme ad altri, il circolo culturale “G. Ungaretti”; un luogo dove le idee, i pensieri e le tante speranze della gioventù montalbanese potessero trovare un approdo, un “dove” di condivisione, potenzialmente contaminante. Giovanni frequenta le botteghe artigiane (dal sarto o dal falegname) per scambiare qualche battuta, di quelle che fanno bene allo spirito. <<In queste conversazioni trovo, - ci diceva - tutta la semplicità delle cose complesse. Questi maestri mi parlano del mestiere in maniera semplice, spontanea, come se la loro fatica non fosse espressione di un'arte, magari minore, ma sempre un'arte». Il suo spirito di osservazione in questi anni si acuisce, fino a sfidare la natura nel catturarne le espressioni. Così Giovanni, sempre da eccezionale autodidatta, si avvicina alla fotografia. (…) Una

notte d'estate, rientrando, racconta ad un amico: «Sai! Oggi pomeriggio sono stato in campagna per fare delle foto. A lungo ho osservato la nostra terra. Ho cercato di catturarne i colori con le mie foto; ho tentato di ascoltarne i rumori e, forse, ci sono riuscito. Ho scattato tante foto ai nostri ulivi secolari. Poi ho smesso per contemplarne i tronchi. Mi piace pensare che in quei tronchi continuino a vivere le anime dei nostri morti». Ha i tratti del leader silenzioso, dell'intellettuale a volte incompreso. Intanto viene assunto dalle Ferrovie dello Stato ed è costretto a spostarsi a Brescia, ma appena può torna nella sua Montalbano. Gli anni passano e gli amici crescono. Nuove generazioni sono incuriosite da questo “ferroviere intellettuale”. Giovanni, infatti, a suo modo, è un filosofo, un pensatore. Un uomo capace di speculazioni teoretiche notevolissime; è un piccolo Socrate. Non parlava mai male degli altri, mai un giudizio sprezzante su alcuno; mai una critica politica; sacro rispetto per le istituzioni e lo Stato, «mio datore di lavoro», diceva. Spesso si chiedeva: «ma noi cosa meritiamo? cosa facciamo per gli altri? Dovremmo riscoprire il gusto di accontentarci». Nel 1982 è vittima di un incidente stradale molto grave. Resterà immobilizzato per sei mesi e a riposo per un anno intero. Non mancava mai di ripeterci il nome della persona che lo aveva soccorso: Vincenzo Soleti. «Gli devo la vita», ci diceva. «In troppi sono passati e non mi hanno soccorso. Perdevo molto sangue». Nel periodo di convalescenza si dedica con maggiore intensità allo studio della Divina Commedia; in particolare, lo affascinano la figura di «Cerbero, fiera crudele e dura» e quella di Caronte, il traghettatore delle anime. «Chi non conosce Dante, - ci ripeteva - , si perde qualcosa di serio della vita». Voleva impararla a memoria per recitarla, e ci riusciva, allietando le memorabili cene d'estate con gli endecasillabi del Sommo Poeta. Indimenticabile era il suo saluto dantesco a cena terminata: «è l'ora che volge al disio e ai marinai intenerisce il core». Poi ci ripeteva, scherzando: «A stomaco vuoto si dicono solo sciocchezze». Tornato in piena forma, ma non senza postumi, Giovanni, ormai “Capotreno delle Ferrovie dello Stato”, riprende il suo lavoro con lo spirito di servizio di sempre. In paese torna a maggio, per il Giro d'Italia, e a luglio per le ferie estive. Spesso, torna a casa con la sua amata Moto Guzzi. Ne aveva due, di cui, ovviamente, curava tutto in prima persona e in modo maniacale. Negli anni '80 è tra i soci fondatori dell'Archeoclub “Il Dolmen”. Dieci anni più tardi questo sodalizio sarà in grado di produrre e pubblicare la prima storia (organica) di Montalbano. Giovanni partecipa con vivo interesse alle ricerche, soprattutto quelle svolte sul “campo”. Tante foto lo ritraggono in compagnia di amici, alle prese con un piccolo saggio di scavo, o impegnato nel ricostruire l'antico tracciato di una strada o di un corso d'acqua. (…) Giovanni era un cittadino esemplare, autentico, buono, disponibile.” Dopo tanta sincera condivisione e “contaminazione culturale” nel suo brillante mezzo secolo di vita terrena, Giovanni Laghezza ci lasciò in silenzio, “così come lo vogliamo ricordare, in eterno, all'ombra di un ulivo secolare”. Con queste parole si chiude il testo della petizione (firmata “Gli Amici”) che speriamo raccolga la sensibilità di quanti lo hanno conosciuto e gli hanno voluto bene. Vincenzo Zizzi

Area dove sorgerà la nuova piazzetta


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CAMPIONI D'ITALIA DI TIRO AL VOLO Gli agenti della Polizia municipale sul gradino più alto del podio del Campionato italiano di tiro a volo (specialità double trap) per Polizie locali disputatisi a Todi (Perugia). Qualcuno ha scritto che “…ogni tanto la città di Fasano si distingue”. Dal 23 al 26 giugno scorso, i Marescialli Cosimo Caroli, Vito Musa e Nuccio Saladino e l'Agente scelto Angela Colucci (che si è piazzata seconda nella categoria Lady) hanno sbaragliato il campo. Al secondo posto, la squadra di Napoli e terza quella della Polizia provinciale di Perugia.Un eccellente risultato che premia lo sforzo e il lavoro compiuto dai Vigili fasanesi. Oltre ad agguantare il più alto gradino del podio, i tre Sottufficiali del Corpo di Polizia municipale si sono particolarmente distinti anche a livello individuale. Saladino, campione d' Italia della terza categoria. Campione d'Italia anche

Musa, primo nella quarta categoria, mentre il Maresciallo Caroli è arrivato secondo nella seconda categoria. “Davvero una bellissima prestazione quella dei nostri vigili urbani – afferma gongolante il Sindaco – che, ancora una volta, dimostrano di aver maturato un'esperienza ed una

professionalità nel double trap da fare invidia alle altre Polizie municipali italiane. Per questa ragione ho deciso di riceverli a Palazzo di città per una breve ma significativa cerimonia». Peccato che, a noi de Il Menante, quando si parla di armi... ci si arriccia il naso! Riportiamo il commento di un

anonimo e spiritoso collega dei quattro campioni:” Ma quanti sono i praticanti in tutta Italia di questo sport iscritti nelle Polizie locali?” Per ora, la vittoria, così il Sindaco può crogiolarsi grazie all'unico successo della sua Amministrazione. Bravi ragazzi! G.M.

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RUGBY A FASANO: UNA BELLA NOVITA’ Lo scorso 20 giugno (una luminosa domenica mattina) il manto erboso del “Vito Curlo” di Fasano (per l'occasione davvero perfetto) è stato teatro di un triangolare di Rugby, nobile ed antichissima disciplina sportiva, in un certo senso “madre” di molti sport di squadra. L'evento è stato fortemente voluto dal montalbanese Luigi Calamo, dirigente della Amatori Monopoli, che da anni nutre una forte passione per la palla ovale, condivisa con il giovanissimo figlio Giacomo, rugbysta a livello agonistico con un curriculum già di tutto rispetto: 2008/09 Amatori Monopoli, Serie C (formazione Juniores) ruolo: tallonatore; piazzamento in classifica: 8° posto; 2009/10 Salento 12 Trepuzzi; Serie B (formazione Juniores) ruolo: pilone; piazzamento in classifica: 2° posto. Al triangolare del 20 giugno (prima iniziativa rugbystica sul

territorio fasanese) hanno partecipato tre squadre juniores (under 18): Trepuzzi, Monopoli e Brindisi. Si sono così disputate tre partite, tutte arbitrate dal noto giornalista Rai Vito Giannulo, che è anche arbitro federale. Le gare hanno avuto la durata di venti minuti l'una: l'esito agonistico dice che il Trepuzzi ha battuto il Monopoli, e stessa cosa ha fatto il Brindisi; nella “finale” si sono dunque sfidate le regine del campionato interregionale Juniores di serie B; ad avere la meglio sono stati i possenti e veloci atleti biancazzurri brindisini. Ma il risultato più significativo era lo stare insieme: come è consuetudine nel rugby, tutte le compagini, (parenti ed amici compresi), hanno condiviso il cosiddetto “terzo tempo”: pranzare tutti insieme sugli spalti dello stadio. “Il Rugby coniuga perfettamente – ci dice Luigi Calamo -

l'aspetto agonistico con quello sociale. E' proprio nell'ottica della promozione agonistica e sociale di questa splendida disciplina che, nei mesi scorsi, ci siamo attivati sul nostro territorio comunale con alcune iniziative: in febbraio abbiamo incontrato, insieme ad Antonio Nestola e Fabio Scippa, rispettivamente Tecnico e Dirigente regionale della FIR (Federazione Italiana Rugby), gli alunni delle scuole Medie “Pascoli” a Fasano e “Fortunato” a Montalbano, invitandoli a partecipare ad alcune giornate di allenamento e “istruzione” sulle regole del Rugby, che abbiamo tenuto presso il nuovo campo in erba sintetica dell'Oratorio del Fanciullo. Sono dispiaciuto per la scarsa partecipazione del pubblico al triango-

lare del 20 giugno, ma la bella giornata e la concomitanza della festa patronale non hanno giocato a nostro favore. Sicuramente ripeteremo l'esperienza a settembre, a ridosso dell'inizio dei campionati. Ci sarà sicuramente adesione da parte di altre squadre. Dal punto di vista logistico devo dire che il Vito Curlo si presta alla grande per il rugby. Anche i giocatori lo hanno ammesso. E' davvero un impianto con manto erboso da Serie A”. Vincenzo Zizzi

AUTODEMOLIZIONE - 72015 FASANO (BR) - ITALY

DonnaOro

e-mail: antoniolacatena@libero.it Iscritto C.C.I.A.A. di Brindisi R.E.A. n° 106759 A.C.I. P.R.A. BR D000002434 - Aut. Prov. N° 997 del 29-09-2005

Via S. Francesco, 9 - 72015 Fasano (Br) nei pressi del Torrione tel. 080 4413662


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AL MEMORIAL “GIOVANNI SABATELLI” VINCE LA PARTECIPAZIONE

Presso il campo sportivo comunale di Montalbano, davanti a una splendida e numerosa cornice di pubblico, si è concluso giovedi 1 ° luglio, il torneo di calcio a 5 “...CONTINUA A VOLARE”, 1ª edizione del Memorial “GIOVANNI SABATELLI”, cui hanno partecipato 20 squadre provenienti da Fasano e da tutte le sue frazioni, oltre che dai comuni vicini (Cisternino e Ostuni). La finalissima è stata vinta dalla “EDILCASA GENTILE” di Montalbano, che ha battuto il “BAR KENNEDY” con il punteggio di 6-1. Significativa è stata la presenza di una squadra composta da rappresentanti dei diversi corpi delle Forze Armate, la cui mascotte Camilla Moretti è stata premiata con una targa dal presidente dall'Asd Nuova Montalbano Calcio, Pierino Maggio, anima e cuore organizzativo del seguitissimo torneo. Alla famiglia di Giovanni è stata donata una targa-ricordo dalla Ditta FABI SPORT di Fasano, fornitrice di tutti i premi della manifestazione, di seguito elencati: premio Fair Play (per aver volontariamente messo

fuori il pallone a porta vuota in seguito ad un accidentale infortunio del portiere avversario in una fase cruciale di una gara): Luigi Pellegrino (squadra “Liceo Show”, composta interamente da studenti del Liceo Scientifico “Da Vinci” di Fasano e guidata dal prof. Massimo Vinale); alla stessa squadra Liceale è andato il premio per il miglior giocatore juniores, assegnato a Giandonato Loconte; miiglior giocatore “esperto” è Gino Cisternino dei “Liolà”. Miglior portiere e miglior giocatore sono della squadra campione: si tratta rispettivamente di Andrea Ciola e Stefano Sgura. Infine, capocannoniere con 20 gol è Fedele Schena del “Bar Kennedy”. Il maestoso trofeo è stato sollevato al cielo da Giuseppe Gentile insieme a tutta la squadra. Lo stesso trofeo, dono dalla famiglia SabatelliMoscato è stato consegnato ai campioni dalla moglie Chiara, dalla figlia Ivana, dal fratello Federico, dalla sorella Cosima e dal Maggiore Andrea Palermo, comandante del “suo” reparto, l'84° Centro SAR di Brindisi, che il 21 luglio sfiderà, in una gara celebrativa della manifestazione, la stessa squadra vincitrice. Passiamo ora ai “raggi X” le caratteristiche tecniche dei componenti la squadra che ha stravinto il torneo di calcetto con il maggior numero di squa-

dre partecipanti nella storia montalbanese: Andrea Ciola: reattivo come una molla, completo tecnicamente, insuperabile da lontano; Stefano Sgura: rapido, tecnico, altruista, corretto, micidiale nell'uno contro uno: un animale da calcio a 5; Gaetano Farina: ottima difesa del pallone, gioco di sponda, sinistro al veleno; Luciano Fumarola: coriaceo, forte fisicamente, preciso nell'impostazione del gioco; Roberto Calò: completo, capace di essere efficace in ogni zona del campo Ciracì Francesco: veloce e generoso, inesauribile; Giuseppe Gentile: il mitico presidente si è fatto in quattro (come il suo amato numero di maglia), anzi… in 5: all'occorrenza è andato anche in porta, dimostrando doti inaspettate: non molla mai, ci mette tutta la grinta e la forza che da sempre lo distinguono quando vuole ottenere un risultato. Oronzo Sabatelli: il capitano è il vero “collante” (per rimanere in

termini di materiale edilizio) di questa squadra: un po' Snejder e un po' Messi, capace di assist al bacio e giocate sopraffine da solista, ma anche di dirigere l'orchestra tipo Xavi o di acrobazie plastiche alla Klose. Rimane nella storia del torneo il suo rigore a “cucchiaio” con cui ha beffato uno dei portieri avversari, una settimana prima che lo facesse Abreu dell'Uruguay contro il Ghana. Ci viene quindi il sospetto che l'uruguagio abbia visto il filmato, pubblicato su YouTube alla voce “Cucchiaio di Oronzo” e copiato dal mitico Sabateu… Un atleta Mondiale. Appuntamento ora al 21 luglio, per “continuare a volare” insieme al “nostro” Giovanni. V. Z.

ANGOLO DEL LOTTO Numero del mese 33. Possibile ambo 33 e 8. Possibile terno 33 - 8 - 84. Ovviamente sulla ruota di Bari. Buona fortuna.

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L'ALTALENA SPORTIVA Uno dalla vita alla morte, l'altro dalla morte alla resurrezione. Tutto nel giro di pochi giorni: dopo il tormentone Flora, tuttora in piedi, è parso possibile che Girolamo Olive, scatenato patron del Biancazzurro Fasano di calcetto appena approdato in A2, mollasse la sua creatura per dedicarsi alla mission impossible di risollevare il Fasano Calcio. Decretando, contemporaneamente, la morte di un movimento vitale come il Biancazzurro ed il probabile rilancio dello sport più seguito dai fasanesi. Il progetto, tuttavia, non è andato in porto. Sono mancati i tempi tecnici: troppo stretto lo spazio per una trattativa estremamente complessa, anche perché l'obiettivo di Olive era, e non poteva essere altrimenti, a lungo termine. «Abbiamo incontrato la piena disponibilità del sindaco Lello Di Bari – commenta Olive, proprietario di

una catena di supermercati Sisa–, ma il passaggio di proprietà non si è concretizzato. Il mio progetto era finalizzato ad una programmazione seria lungo un arco di tempo di più anni e sono mancati i tempi per discuterne. Mi spiace, anche se non posso escludere un mio futuro interessamento al Fasano Calcio. Per ora mi dedicherò anima e corpo al Biancazzurro». Per il glorioso undici locale ricomincia così la tragicommedia. In pista rimane il nome di Antonio Flora, imprenditore patron del Trani neopromosso che vuole fare le sue accurate valutazioni prima della decisione. Il sindaco Di Bari è deciso a mollare il titolo in qualunque caso: con o senza acquirenti. Il rischio concreto, insomma, è quello della definitiva morte del calcio fasanese, che ripartirebbe da una categoria nettamente inferiore. Con ben altri propositi. Se Atene

piange, per una volta Sparta ride, anzi gongola. Passata la paura, in via Bonghi si pianifica l'A2 appena conquistata. Molti i punti fermi: dal mister Francesco Chiaffarato ai principali protagonisti della promozione. Gli assi La Rocca, Massa, Mittelman e Almir sono confermati, ed appare probabile la riconferma di Sibilia, Sciannamblo e Lima. Capitolo partenze: certo l'addio ad Alex Strapazzon, è molto probabile che il pivot Darci Foletto cambi casacca l'anno prossimo. Sul fronte arrivi, rumors indicano plausibile l'innesto dei due fratelli Rotondo (uno dei quali cavallo di ritorno a Fasano), mentre lo stesso Olive comunica che verranno provati due brasiliani provenienti da campionati sudamericani in previsione di un eventuale ingaggio. Va a gonfie vele pure sul versante economico: la Horus, azienda di impianti fotovoltaici fasanese, si aggiungerà alla Ferramati come sponsor. L'unico neo, tanto per

cambiare, è sul fronte strutture. Tramontata anche per quest'anno l'ipotesi di costruire un palazzetto, Olive si è mosso presso l'assessore provinciale Bruno per ottenere qualche garanzia. Al “Salvemini” è necessario un nuovo tappeto di gioco, mentre sulle tribune va allestito uno spazio per la stampa in vista delle dirette televisive su RaiSat. Piccole migliorie che verranno apportate, si spera quanto prima. L'obiettivo sarà una tranquilla permanenza in A2, alla portata dell'organico di mister Chiaffarato, che in B si è dimostrato di categoria superiore. Ma Olive è ambizioso e determinato: nel giro di 3 anni vuole la A1 e finora, gli va dato atto, non ha sbagliato un colpo. Morale della vicenda? Quella dell'altalena: per un Fasano che cola a picco, c'è un Fasano, il Biancazzurro, che non ha intenzione di smettere di salire. Giuseppe Cofano

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FASANO IN CINQUECENTO

Si è svolto il 13 giugno scorso il 1° raduno “Fasano in 500 e derivate”. I possessori delle mitiche automobiline si sono radunati nella zona 167 nei pressi del Barbacco e di lì ha avuto inizio l'avventura: escursioni sul territorio, pranzo e premi per tutti i partecipanti. Stupisce che, nonostante il progredire della tecnologia, sono ancora tanti gli appassionati della FIAT 500, che definire “vecchia” sarebbe riduttivo ed anche un po' offensivo. Così come sarebbe ingiusto affermare quale sia stata la vettura più originale, più simpatica, con l'allestimento più stravagante: ognuna delle “signorine” presenti al raduno era luccicante e variopinta e, come si conviene a una bella ragazza, non è passata inosservata. M. T.


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PALLAMANO: CAMPIONATI NEL PALLONE

Doveva essere l'annata delle grandi riforme anche nella pallamano: riforma dei campionati a cominciare da quello di Elite, in cui milita la Junior Fasano, che avrebbe dovuto veder passare da 8 a 12 le squadre partecipanti. Invece è l'anno del caos, visto che le squadre che hanno chiesto l'iscrizione al massimo campionato sono appena 9: Bologna, Bolzano, Bressanone, Conversano, Fasano, Mezzocorona, Noci, Secchia e Teramo. Anche due formazioni blasonate, come Siracusa e Casarano, hanno rinunciato al massimo campionato dopo che la prima aveva conquistato la salvezza nello spareggio con l'Ancona e la seconda aveva addirittura conteso in finale il titolo nazionale al Conversano. Lo stesso Conversano pare abbia ridimensionato le proprie ambizioni, riducendo notevolmente le spese per l'ingaggio dei giocatori. In questa situazio-

ne di forte crisi, economica e progettuale, della pallamano nazionale, a Fasano si va avanti con la politica dei piccoli passi e della pianificazione a partire dalle formazioni giovanili. La Junior Fasano, infatti, conferma la formazione dello scorso anno, fatta sostanzialmente da giocatori fasanesi e vi aggiunge un tale Filiberto Kokuca, capocannoniere del campionato di due anni fa, già colonna della nazionale italiana. Alla luce del nuovo regolamento, che prevede la possibilità di schierare al massimo due giocatori stranieri e l'obbligo di portare a referto quattro giocatori under 20, una squadra come quella fasanese, che ha sempre fatto del vivaio la propria forza (vincendo tutto il possibile a livello regionale durante lo scorso anno), avrà certamente modo di ben figurare. La notizia clamorosa dell'ultimo minuto, tuttavia, è di quelle che lasciano amareggiati:

il montenegrino Zeliko Beharevic, ormai fasanesizzato a tutti gli effetti, sembra seriamente intenzionato a non rinnovare l'accordo con la Junior che, di conseguenza, torna sul mercato per cercare un elemento in grado di sostituire degnamente il giocatore partente, vera colonna della squadra negli ultimi anni. “L'importante - ci dice il presidente della Junior Angelo Di Carolo – è che chi gioca nella nostra squadra lo faccia convintamente e conscio che la nostra forza non è nei singoli ma nel gruppo”. Sulla questione “prendere uno o due stranieri”, Di Carolo non ha dubbi: “Abbiamo giocato con un solo straniero quando se ne potevano schierare quattro, continueremo così, anche perché non vogliamo togliere spazio ai nostri giovani. Quest'anno abbiamo disputato le finali nazionali under 14, under 16 e under 18, abbiamo dei bei giovani da lanciare in prima squadra”. Con grande entusiasmo si accinge a partire anche la stagione dell'altra squadra cittadina, la Polisportiva Serra. Il sodalizio guidato da Nicola Gentile, come annunciato su Il Menante, due numeri fa, avrebbe dovuto partecipare al campionato di serie B. Invece, approfittando dell'occasione data dalla riforma dei campionati, ha chiesto e ottenuto l'iscrizione nel campionato di A2 (di fatto la terza serie). La squadra sarà affidata al celebre allenatore, ed ex giocatore, fasanese Lino Alber-

to Soleti, che torna ad allenare in città dopo aver insegnato pallamano in diverse società pugliesi e calabresi. A lui abbiamo chiesto il perché di questo cambio di volontà da parte della società: “Non abbiamo cambiato idea, nel senso che la riforma dei campionati ha permesso alle vincitrici del campionato di serie C di iscriversi in A2. Dopo aver attentamente ponderato i pro e i contro, abbiamo, in maniera condivisa come sempre, deciso di partecipare ad un campionato di più alto livello, che i ragazzi sinceramente meritavano, siamo forse l'unica società al mondo che in soli due anni di vita ha vinto tre campionati!”. Abbiamo poi chiesto a Soleti come sarà composta la squadra: “La squadra sarà formata esclusivamente da ragazzi locali, provenienti dal ricco vivaio della pallamano fasanese, l'intenzione è quella di ben figurare, di fare esperienza, insomma di mettere le basi per uno sviluppo futuro della società e della squadra anche dal punto di vista agonistico, in modo che la squadra maggiore possa fare da traino all'intero movimento dell'ASD Pol. R.Serra”. Infatti la Polisportiva Serra inizia a radicarsi anche a livello giovanile: certa la partecipazione al campionato U14, sotto la supervisione di Soleti, sarà una nuova leva di tecnici a coltivare il secondo vivaio fasanese della pallamano. Franco Vergine


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Ormai tutti hanno l'intervista doppia. Solo il Menante ha la doppia intervista dei cugini Marx. NOME Lino Alberto COGNOME Soleti SPORT Pallamano HAI INIZIATO A GIOCARE A 17 anni HAI INIZIATO AD ALLENARE A 19 anni CURRICULUM DA COACH Giovanili Junior Fasano – Prima Squadra Junior Fasano in C (promozione in B) – B (promozione in A2) – A2 –A1 Pallamano Noci in B (promozione in A2) – A2 NewHandballNoci B (tre campionati vinti due promozioni in A2 e un play off per l'A1) – A2 Pallamano Cosenza A2 (secondo posto) Giovanili e prima squadra UISP Putignano B (promozione in A2) ASD Pol. “R.Serra” A2 LA VITTORIA PIU' BELLA Come giocatore la prima promozione in serie A con la Pol.Junior Fasano , come allenatore la promozione in A con la Pallamano Noci, piazza storica della pallamano pugliese (e città del prof. Laera, vero pioniere della pallamano nella nostra regione) che meritava un palcoscenico di più alto livello. LA SCONFITTA PIU' DURA Da giocatore la sconfitta nei play off per l'A1 a Teramo nel 1991, da allenatore il secondo posto con il Cosenza perché in quel campionato molte cose furono (e lo sono ancora) poco chiare, per non dir di peggio. IL GIOCATORE CHE VORRESTI (O AVRESTI VOLUTO) ALLENARE Rimaniamo in Italia, senz'altro Tarafino il più grande talento italiano di tutti i tempi, ma data l'età del giocatore è un “avrei voluto”. LA SQUADRA CHE VORRESTI (O AVRESTI VOLUTO) ALLENARE Mi sarebbe piaciuto allenare una squadra di massima serie di una grande città (cosa piuttosto difficile nella pallamano, che è sport da piccoli centri con i quali ha spesso in comune i vizi peggiori e cioè invidie, pettegolezzi, dicerie, falsità, calunnie, ignoranza, poca lungimiranza, ecc., vero cancro della pallamano italiana…) IL GIOCATORE PIU' FORTE CHE HAI MAI ALLENATO Come italiani senza dubbio Vito Fovio un atleta esemplare da ogni punto di vista , come stranieri Adi Popovici, un'icona per la pallamano rumena e giocatore di spessore internazionale IL GIOCATORE PIU' FORTE CONTRO CUI HAI GIOCATO Come giocatore sempre rimanendo in Italia Egon Gitzl, un altoatesino dalla forza devastante. Come allenatore sempre Adi Popovici da avversario è stato sempre una bestia nera. IL TUO TEAM IDEALE, FAI LA FORMAZIONE Solo italiani naturalmente e mischiando un po' le generazioni: Vito Fovio in porta, all'ala sinistra Egon Gitzl, terzino sinistro Settimio Massotti, centrale Alessandro Tarafino, terzino destro Franco Chionchio, ala destra Jurgen Prantner, pivot Claudio Schina. Di Pierharpo Marx

SOLETI, LEI E' NOTO PER IL SUO CARATTERE FOCOSO. CONSIDERANDO CHE VIENE SQUALIFICATO QUASI OGNI PARTITA, QUEST'ANNO AVETE PROVVEDUTO AD ASSUMERE UN VICE ALLENATORE IN GAMBA, PER SOSTITUIRLA? Il nostro è un mondo piccolo (oggi si dice di “nicchia”) e la maggior parte delle cose con il tempo si vengono a sapere, se le avessi sapute prima, certe cose, avrei protestato ancora di più… Comunque, il vice allenatore (quest'anno sarà uno veramente all'altezza e cioè Gaetano Di Gennaro) perché viene tesserato altrimenti? È giusto che faccia la sua esperienza un mio ex aiuto allenatore (Francesco Trapani) è diventato campione d'Italia, ci sarà un nesso…? IN ITALIA BUONA PARTE DEGLI ALLENATORI VIENE DAI PAESI DELL'EX JUGOSLAVIA. E' VERO CHE ALL'INIZIO DELLA SUA CARRIERA DA ALLENATORE, PER AVERE PIU' CREDITO, SI FACEVA CHIAMARE SOLETOVIC? In Italia non arrivano quasi mai i più bravi e poi potevo comunque vantare una provenienza “estera” anch'io anche se con un cognome italianissimo… RICORDIAMO CHE, DA GIOCATORE, AVEVA UNA GRANDISSIMA INTESA CON L'ATTUALE PRESIDENTE DELLA JUNIOR, ANGELO DI CAROLO. CI CONFERMA CHE POI I RAPPORTI SI RAFFREDDARONO PERCHE' VI INNAMORASTE ENTRAMBI DELLO STESSO PORTIERE? Bè nella pallamano girano bei giovanottoni, ma avevamo gusti diversi in tal senso, anche come ruoli, a me i portieri devo ammetterlo attiravano di più…! SOLETI, LEI E' NATO A BUENOS AIRES E SAPPIAMO CHE E' MOLTO LEGATO ALL'ARGENTINA. E' VERO CHE BALLA BENISSIMO IL TANGO E PER QUESTO VIENE CONSIDERATO UN TANGHERO? Che sono molto legato alla mia patria è vero, che ballo il tango è vergognosamente falso, sono più da ascolto che da movimento, il tango mi piace vederlo ballare solo da chi lo sa fare bene (gli argentini…)… PARLIAMO DI CUCINA ARGENTINA: PREFERISCE QUEL MACCARONE DI MARADONA O QUELLA GNOCCA DI BELEN RODRIGUEZ? Come calciatore Diego sarà per me insuperabile ma Belen (che più di una gnocca, essendo argentina, è una “bisteccona”) è la dimostrazione vivente (e che dimostrazione!) che l'Argentina non è solo Che Guevara , Maradona, Soleti e asado…! TORNIAMO ALLA PALLAMANO, ANCHE PERCHE' SONO PREPARATISSIMO SULL'ARGOMENTO. CI TOLGA UNA CURIOSITA': MA E' QUELLA CHE SI GIOCA IN ACQUA O NO? No è quella che si gioca con la rete in mezzo…! Di Piergroucho Marx

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TRIONFA L’ASD CSEN FASANO

Lo scorso 2 giugno tre dei migliori atleti della scuola di arti marziali C.S.E.N. FASANO KARATE ADVANCED hanno partecipato al Campionato nazionale ACSI settore Karate svoltosi a Lecce. Alla manifestazione sono convenuti oltre

cinquecento atleti provenienti da tutta Italia. Gli atleti fasanesi, capitanati dal Maestro Antonio Loconte Argento si sono distinti nelle varie fasi eliminatorie fino a conseguire i vertici del podio. Te r z o p o s t o p e r Giacomo Spalluto nella categoria Maschile Senior cintura nera 21/35 anni; secondo posto per il piccolo Tolomeo Ciaccia nella categoria Maschile Esordienti cintura blu 12/13 anni. Primo posto, ovverosia Campionessa nazionale ACSI, per Rosa Vinci nella categoria femminile Seniores cintura giallo/arancio 21/35 anni. Gli atleti fasanesi si sono dovuti misurare con gli “avversari” della scuola Dokko

Do, capitanata dal Maestro Giuseppe D'Arpa, squadra attualmente campione d'Italia Fijlkam. La squadra fasanese, a fine maggio scorso, si è distinta per altri apprezzabili risultati: nel 16° Trofeo CSEN città di Taviano, Tolomeo Ciaccia ha

conseguito il 1° posto nella categoria cintura blu/marrone; Giacomo Spalluto il 2° posto nella categoria Senior intura nera; Domenico Lillo, di anni otto, 3° posto nella categoria cintura bianco/gialla; Luca Cantoro, di anni sei, 3° posto cintura bianco/gialla.

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