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ANNO VII, NUMERO 2 FEBBRAIO 2010 € 1,00

COSE CHE SUCCEDONO


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IL DIBATTITO È APERTO

Archiviata ogni forma di contesa nei partiti e nelle coalizioni, la speranza è che ora il confronto si basi solo sui programmi. La Puglia dei “Bollenti Spiriti” ha lanciato un segnale forte di modernità e partecipazione. Le primarie hanno aperto un dibattito che ha coinvolto tutti. Nelle famiglie, nei luoghi di lavoro, nelle piazze, si è tornati a discutere di Politica. Mentre la televisione e i giornali parlano delle cose che il governo guidato dal Presidente Vendola ha fatto in cinque anni, c'è chi si attarda ancora a precisare che la candidatura del Pdl in Puglia è stata decisa dalla base del partito. Qualcuno - autorevoli personaggi del centrodestra - addirittura ci tengono a precisare che Berlusconi avrebbe voluto un altro candidato e che è stata la ferma decisione del ministro Raffaele Fitto a determinare che la scelta cadesse sul suo delfino, Rocco Palese. Gli uni e gli altri non hanno compreso che a questo tipo di dibattito i pugliesi non si appassionano più. È giunto il tempo di uscire dal tatticismo e confrontarsi sulle cose fatte e su quelle che si possono ancora realizzare nell'interesse dei pugliesi e dell'Italia intera. Dal confronto sulle cose concrete scaturiranno le ragioni della riconferma del Presidente uscente o l'indicazione di una scelta diversa. In tal senso si leggono anche le ragioni della

candidatura della Senatrice Adriana Poli Bortone. Dal sud Salento al nord della provincia di Foggia, anche grazie alle Primarie, il dibattito è aperto e si sviluppa su temi che riguardano i giovani, la scuola, il lavoro, le imprese, il diritto alla salute. Vendola lo sa ed è su questo terreno che intende giocarsi la partita. Il Presidente ha compreso prima degli altri - lui la Puglia la vive pienamente - che non ci sono imposizioni dall'alto o cartelli elettorali che possano modificare le aspettative del popolo pugliese e continua la sua opera con instancabile passione. Per rendersene conto, basta guardarsi intorno; qualche giorno fa solo per fare un esempio - nel raccontare un pezzo di lavoro svolto dalla Regione e dall'Agenzia regionale per il diritto allo studio ha detto: “La regione Puglia è in campo perché non torni la selezione di classe, perché chi è meritevole e chi ha voglia possa avere la chance dell'alta formazione. In Puglia avevamo studenti meritevoli di borsa di studio, ma che non riuscivano a fruire di questo diritto, avevamo un numero limitato di alloggi e posti letto per studenti fuori sede; avevamo cinque consigli d'amministrazione iper-stipendiati, che non organizzavano le politiche del diritto allo studio. Oggi - ha precisato - abbiamo un'unica agenzia regionale che risparmia

settecentomila euro all'anno e li impiega per implementare le borse di studio, mentre la Regione ha coperto tutti i tagli che il ministro Gelmini ha fatto alle università pugliesi”. Questo è il suo linguaggio, questo è il suo modo di fare le cose e di raccontarle. Lui parla di cose concrete, di fatti che toccano quotidianamente le persone. Lo stile è sempre lo stesso: pensare, fare,

confronto sulle cose è quindi l'unica strada percorribile per chiunque si candidi alle prossime elezioni regionali. Anche a Fasano la competizione tra i candidati al Consiglio regionale non potrà prescindere da questo fattore: capacità di pensare, realizzare e raccontare. Qualcuno non lo ha ancora capito. Chi ha fatto affiggere grandi manifesti 6X3 segnati da un vuoto quanto

raccontare. Accade quando si discute di diritto allo studio, come quando si parla della legge contro la diossina; quando si oppone alla privatizzazione dell'acqua e quando dice un no deciso alle centrali nucleari; quando spiega di investimenti sul turismo e quando investe sulla cultura e nel sociale. I pugliesi in questi cinque anni hanno scoperto, con Vendola, la reale possibilità di un futuro migliore; hanno le idee chiare, vogliono capire e giudicare senza alcun condizionamento. Per queste ragioni, l'unica competizione che i pugliesi riconosceranno legittima è quella sui fatti. Il

incomprensibile slogan – forse aspetta di essere candidato alla Presidenza della Regione dimostra di non aver compreso che in Puglia si sta scrivendo un'altra storia. Questa, e non è il solito ritornello, è una competizione elettorale diversa, dove i pugliesi si giocano tutto. Le forze in campo, i candidati tutti, sono chiamati a dimostrare, non solo in questi pochi giorni che ci separano dal voto, di essere in grado di assumere la guida di una Regione candidata a rappresentare nel mondo un'Italia migliore. Aldo Carbonaro


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COSE CHE SUCCEDONO Il tanto vituperato e, teoricamente, lacerato popolo del centrosinistra ha avuto una sola settimana di tempo per indire e svolgere le elezioni primarie pugliesi per la scelta del proprio candidato presidente. Come sia andata a finire è storia nota, la vittoria di Nichi Vendola l'ha lanciato verso la sfida decisiva contro lo schieramento avversario. Ma in quella settimana, e in particolare il giorno delle votazioni, qualcosa è successo e proviamo a raccontarlo. Appena si è avuta la certezza che le elezioni primarie si sarebbero tenute il 24 gennaio, chi era già convinto della propria scelta, si è subito reso conto che non ce l'avrebbe mai fatta a organizzare una campagna elettorale classica. In una settimana si fa appena in tempo a mandare un sms a parenti e amici, figurarsi se ci si potesse aspettare comizi e incontri pubblici. Invece succede quel qualcosa che non ti aspetti. Già martedì iniziano a girare per Fasano le prime cartoline pro Vendola. Nella stessa serata gli attivisti del presidente uscente si ritrovano nella sede di Sinistra Ecologia Libertà, nell'occasione aperta a chiunque voglia darsi da fare e trasformata nell'in no va tiva formula “La fabbrica di Nichi”. I militanti del PD sono quasi più dei padroni di casa. Bisogna organizzare un volantinaggio per il giorno successivo: c'è il mercato, quale migliore occasione? Giunge voce che mercoledì sera Vendola sarebbe stato a Brindisi. Qualcuno osa chiedere: “Che facciamo, andiamo a Brindisi domani sera?”. Prontamente gli viene risposto: “Noi a Brindisi? Facciamo venire i brindisini a Fasano, spostassero la sede dell'iniziativa!”. Alla fine qualcuno che ha il numero di telefono di Nicola Fratoianni (coordinatore regionale di SEL) prova a vedere se è possibile che Vendola, al ritorno da Brindisi, si fermi a Fasano a salutare i propri sostenitori. Un breve saluto in piazza. Ci provano così, quasi giocando. Poi chi ha il telefono si fa serio, intorno è solo silenzio che circonda i “sì, va bene, d'accordo”. Chiuso il telefono, con lo sguardo perso il telefonista annuncia

incredulo “Viene domani sera… e vuole fare un comizio!”. Li guardi in faccia questi ragazzi che esultano e ti chiedi come faranno a mettere su una manifestazione in meno di 24 ore? Beata incoscienza, lo sanno quante cose hanno da fare? Come gli è venuto in mente? Ma questa è gente tosta, giovani o meno, uomini e donne, ognuno si prende il proprio pezzo di lavoro senza bisogno di nessuno che li diriga, sembra che lavorino insieme da anni, una squadra perfetta: il mercoledì sera arriva e non si contano le telefonate fatte, le mail inviate, gli sms spediti. Manifestazione indetta per le 21 di una gelida serata. Alle 21 in piazza non c'è un cane. Anzi, ce n'è uno solo, bianco e a pelo lungo. Inizia ad arrivare qualcuno degli organizzatori, preoccupato che l'adunata vada deserta. Passa un consigliere comunale del PD (sostenitore di Boccia) che identificando alcuni amici di partito li minaccia di serie ritorsioni, finanche l'espulsione, se non sosterranno il candidato indicato dalla Direzione Regionale. L'appello non riscuote successo, anzi ai “ribelli” si aggiunge anche l'assessore regionale fasanese del PD. E tra le cose che succedono, mettiamoci anche il fatto che dal nulla spuntano a centinaia uomini e donne che si radunano davanti al bar Bella Napoli. E vedi gente venuta da Pezze e da Montalbano. E poi vedi quel signore di Cisternino che sembra un rivoluzionario cubano, ma riconosci anche l'attivista dell'Azione Cattolica di Monopoli. Viene da chiedersi chi li mette insieme questi personaggi così diversi tra di loro. E in così tanti. Quello che li mette insieme arriva che sono quasi le dieci di sera. Salutato dal Sindaco di Fasano che lo ha aspettato in piazza, osannato come una rock star e abbracciato come un parente, arriva al microfono e riscalda la piazza con poche frasi. Parla una decina di minuti, infiamma i cuori, spiega le cose fatte, disegna il futuro. Il giorno dopo, giovedì, anche Francesco Boccia visita Fasano. Stesso luogo ma incontro tra pochi intimi, appena il tempo di

un sereno caffè pomeridiano col senatore e i consiglieri comunali di provenienza comunista che sostengono il moderato Boccia: quelli di provenienza democristiana stanno col già comunista Vendola. Cose che succedono. Il venerdì scorre tranquillo, meditando sugli incontri dei due giorni precedenti: se il risultato della piazza si dovesse ripetere nelle urne sarebbe un risultato clamoroso, un vero cappotto. Pare, tuttavia, che i sostenitori di Vendola non si fidino molto: il sabato mattina sono ancora per strada a distribuire materiale elettorale, una macchina, con impianto acustico sovrastante, gira per la città invitando a difendere la Puglia migliore votando per Nichi. Dopo una settimana di fuoco, non priva di schermaglie polemiche e condita da indiscrezioni giornalistico-giudiziarie (poi smentite) sul presidente in carica, ci si sarebbe aspettati una domenica di votazioni al veleno. E invece è successa un'altra di quelle cose che succedono: la fila

ininterrotta di elettori che affolla il seggio elettorale di Palazzo Pezzolla. Quasi duemilacinquecento persone, e certamente sarebbero state di più se si fossero istituiti i seggi anche a Pezze di Greco e Montalbano (ma il regolamento parlava chiaro: un solo seggio per comune tranne che in quelli con più di centomila abitanti). E quella fila scorrevolissima, grazie all'ottimo lavoro dei membri del seggio e alla paziente cortesia degli elettori, appare evidente che avrebbe messo tutti d'accordo. Così è stato, a fine serata, quando prima di iniziare le operazioni di scrutinio, i presenti hanno tributato un caloroso applauso a tutti i componenti del seggio. Così è stato quando, a scrutinio terminato, vincitori e vinti hanno potuto riconoscersi tutti nel loro candidato comune. Ha vinto Vendola, ma hanno vinto soprattutto i duecentomila pugliesi che si sono riappropriati del diritto di scegliere. Ecco che cosa è successo. Franco Vergine

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UNA PUGLIA NUOVA Spira, forte, il vento della Puglia. Non solo perché doveva essere il laboratorio politico di futuri assetti strategici razionalmente elaborati nel Palazzo ed è, al contrario, prepotentemente diventata la sorgente di un terremoto che sta scuotendo l'intero sistema nazionale. Non solo grazie ad un modello di sviluppo sostenibile che, sia pur tra le mille inevitabili contraddizioni, è l'invidia di molte regioni settentrionali. E non solo, per fortuna, per gli scandali baresi che fanno notizia ormai da più mesi, mostrando il lato arrogante ed affaristico del sottobosco imprenditoriale pugliese. Il fatto vero, nuovo, caratterizzante, è la crescente attenzione culturale che da più parti del Belpaese si leva verso la terra del tacco d'Italia. L'identità pugliese si sta imponendo come forte, emergente, accattivante, al punto che autorevoli commentatori se ne sono accorti. E non consideriamo neppure l'eccezione Vendola, che è il simbolo di una rottura radicale con lo stereotipo del pugliese medio: Nichi è tanto sognatore, progressista ed infaticabile nell'immaginario pubblico quanto le maschere alla Lino Banfi sono grette, retrograde e fannullone. Ma sarebbe un gioco troppo facile e dal valore argomentativo limitato. Invece è necessario allargare lo sguardo. In principio, senza dimenticare Caparezza che ha precorso i tempi, è stato Checco Zalone. Il quale, nella sua sguaiatezza, falsamente ignorante ma in realtà profondamente corrosiva, ha portato al successo un personaggio solare e spontaneo, apparentemente vittima della antiquata mentalità meridionale ed invece capace di inaspettati abissi di critica. L'ha notato Pierluigi Battista, notista del milanesissimo Corriere della Sera, che ha scelto di seguire il filone. Ecco Battista, quindi, compiere il successivo passo obbligato: magnificare le gesta di Antonio Cassano, simbolo della baresità e della pugliesità più strafottente ed arrogante, ma anche eroe verace e genuino, idolo del popolo e Masaniello

contro i poteri forti delle istituzioni. Perché, spiega su suggerimento di Checco Zalone, il popolo ama la sua naturalezza, il suo istintivo odio per i tutori delle regole e dell'ordine, che spesso nascondono solo imposizioni vuote e conformismo dilagante. Puglia come antisistema, sfrontatezza irridente che batte i benpensanti ed i manovratori di Palazzo? Le cose, a ben vedere, sono anche più complesse. E pongono interrogativi ineludibili ai pugliesi. Se si abbandona la cultura di massa per osservare quanto accade nel campo delle arti, ci si rende conto che i due nomi nuovi all'attenzione della critica letteraria nazionale sono quelli del barese Nicola Lagioia e del martinese Mario Desiati. Due promettentissimi talenti che negli ultimi due anni hanno compiuto un definitivo salto di qualità, pubblicando l'uno Riportando tutto a casa (il titolo è una citazione di Bob Dylan, Bringing it all back home), l'altro Il paese delle spose infelici. Nel primo il protagonista, ormai affermato professionista trentenne in giro per il mondo negli anni duemila, si interroga con ostinazione sugli anni della sua adolescenza barese. Non gli manca nulla, trascorre una vita agiata e soddisfacente, ma avverte un problematico legame ombelicale con il mondo da cui proviene. Nel secondo Desiati invece fornisce una rappresentazione incantata e fiabesca, tragica e reale del suo paese, Martina Franca, un borgo fantastico che però mortifica i sogni e le aspirazioni dei suoi ragazzi. Un paese dai colori magici, quello delle campagne e della calce murgiane, che si confondono con la tragicità delle vite chi vi abita. Colpisce che si tratti, in entrambi i casi, di romanzi generazionali, come se entrambi dovessero rendere conto di una sensibilità nuova, di una trasformazione che mette in crisi secoli di immobilismo delle coscienze. La particolarità che ci interessa da vicino, ovviamente, è il fatto che siano entrambi ambientati in Puglia. La Puglia delle Murge e del barese, quella che noi fasanesi conoscia-

mo bene. La Bari del boom del cemento contro la magnifica campagna martinese. Mettendo insieme i due romanzi emerge un quadro completo e vivido, fradicio di sfaccettature e chiaroscuri, istantanee di una zona del meridione d'Italia che all'improvviso conosce la modernità. Tutte le contraddizioni di una regione che in pochi metri passa dal trionfo di opulenza ed ostentazione della Bari da bere alla povertà, culturale prima che economica, del mondo arcaico della provincia. I commentatori hanno correttamente notato come alla Puglia manchi, sostanzialmente, una tradizione letteraria. Se c'è stata, è sempre stata considerata provinciale, minoritaria, secondaria. Nulla a che vedere con la ricchezza di quella napoletana ed il peso di quella siciliana, che da sola, rimarca proprio Lagioia, costituisce la metà della tradizione letteraria nazionale. Una regione nuova, insomma, un territorio letterariamente vergine, che va ancora scoperto. Ed antropizzato

secondo i tratti salienti della nostra pugliesità. È significativo che stia succedendo ora. Adesso che è arrivata a maturazione quella classe di trentenni che, come nei libri di Desiati e Lagioia, hanno vissuto da giovanissimi il trauma dell'irruzione della modernità, sviluppando una coscienza critica. Quegli adolescenti, non più solo élite, che vanno al nord per studiare, e si pongono il problema di una terra che caccia via proprio i suoi figli migliori, rendendogli impossibile mettere a frutto le proprie capacità. Cosa sta cambiando in Puglia? Qualcuno, come indicano contemporaneamente i fenomeni di cultura di massa e letteraria, sta prendendo coscienza e si ribella. In modo sordido o plateale, triviale o sofisticato, popolare o colto, non importa: lo fa. La Puglia sta dimostrando una sete di modernizzazione e progresso senza eguali. È un treno che Fasano non si può permettere di perdere. Giuseppe Cofano


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OSPEDALE SÌ, OSPEDALE NO INCONTRO CON LA CAMERA DEL LAVORO Si farà l'ospedale Brindisi Nord? I motivi per dubitarne, al di là di promesse e proclami, non sono pochi. E' da un po' di tempo che si parla della costruzione di un presidio ospedaliero a metà strada tra Fasano, Ostuni e Cisternino. La struttura, che dovrebbe intercettare le esigenze sanitarie dei tre comuni del nord brindisino, parrebbe avere naturale collocazione in un terreno già di proprietà della Asl nella zona di Speziale, equidistante e facilmente raggiungibile dai tre centri abitati. Sarebbe probabilmente la soluzione migliore ai problemi di comunicazione ed ai disservizi sanitari spesso vissuti in zona, assicurando peraltro maggiore efficienza nella gestione. Tuttavia, agli inizi di gennaio si è venuto a sapere che tale terreno è stato inserito nel piano di alienazione del patrimonio immobiliare regionale non utilizzato delle Asl. Un segnale molto contraddittorio che induce a forti dubbi sulla volontà di costruire realmente l'ospedale. Anche perché non si è ancora ben capito che tipo di copertura finanziaria verrebbe assicurata al progetto di costruzione. Due indizi, insomma, che fanno più di una prova. E che hanno provocato la dura presa di posizione del vicesindaco Antonio Scianaro e del consigliere comunale Pd Vito Ventrella. Abbiamo chiesto chiarimenti ad Emanuele Vinci, direttore sanitario dell'Asl. «Il problema è questo – dichiara Vinci -: i beni non direttamente utilizzati per attività sanitarie (terreni ed altro) sono stati messi a disposizione della Regione per coprire il deficit che pende sulla Sanità pugliese in un'ottica di razionalizzazione. Questo non significa che siano stati messi in vendita: non vi sono atti formali in tal senso. Tra questi terreni, certo, ci sono alcuni che potrebbero essere utilizzati, tra cui quello in località di Speziale che sarebbe la più ovvia ubicazione dell'ospedale Brindisi Nord, ammesso che si faccia ». Appunto: si farà? «L'esigenza è reale e sentita da parte dell'utenza. Nel Piano Sanitario regionale (ossia una legge regionale) dello scorso ottobre è stata sancita la sua edificazione. Successivamente, nel Pal (Piano attuativo locale), ciò è stato ribadito dalla Asl. L'ubicazione però non è stata ancora decisa. Verrebbe naturale pensare a quel terreno, ideale perché centrale tra i tre comuni e facilmente raggiungibile. Quindi l'inserimento nel piano di alienazione sembra in contraddizione con la volontà di costruire l'ospedale. Ma, d'altro canto, da nessuna parte è scritto che debba essere fatto proprio lì». Che copertura finanziaria verrebbe prevista per la nuova struttura? «Inizialmente l'ipotesi era quella di realizzarlo con i fondi europei Fas (Fondi aree sottoutilizzate) destinati alle regioni meridionali, tra cui la Puglia. In realtà l'estate scorsa il Governo ha deciso di ritirare questi fondi, volendo gestirli autonomamente. Quindi ora non saprei dire». Come andrà a finire? «Solo il Padreterno lo sa. Ripeto, c'era un'apposita legge regionale che prevedeva la costruzione della struttura, ora le questioni aperte passeranno alla prossima Giunta regionale. Potrebbe darsi che abolisca la legge e decida di non farne più nulla e potrebbe darsi anche il contrario. E' una scelta che spetta alla politica». G.C.

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Una delegazione della Sezione del Partito Socialista, recentemente ricostituitasi a Fasano, ha iniziato un giro di consultazioni con le rappresentanze sociali al fine di integrare nel dettaglio il programma proposto all'Amministrazione comunale e di trarre ispirazione per la propria azione politica locale. La delegazione socialista, guidata da Pietro Dell'Anno, ha pertanto tenuto un incontri con i rappresentanti della CNA sui problemi dell'artigianato e, nella sede della Cgil, con esponenti della Camera del Lavoro rappresentati da Donato Fanigliulo (coordinatore), Giuseppe Ventrella (per la Scuola) e Donato Acquaviva (responsabile Flai). Al centro dell'incontro la situazione cittadina generale con uno sguardo particolare allo stato di occupazione a Fasano (Iperalvi, tessile, scuola, ecc). E' stato stilato un documento, dalla Cgil, nel quale si sottolinea che “la rappresentanza sindacale, dopo aver ascoltato una breve introduzione sull'azione politica che il Partito Socialista intende intraprendere, ha sviscerato le varie problematiche, e tra le tante, in particolare, l'assenza in città di una succursale del Centro per l'Impiego di Ostuni,

che costringe i lavoratori in cerca di occupazione a odiose trasferte”. La segreteria della Cgil ha denunciato l'inadempienza dell'Amministrazione comunale che aveva promesso la risoluzione del problema già alla fine del 2008. Argomenti trattati particolarmente sono stati quelli relativi al settore agro-industriale, per un ottimale e più completo funzionamento del mercato agro-alimentare; la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, affinché venga potenziata e migliorata, premiando i cittadini più virtuosi con sconti sulla Tarsu come già avviene in altri comuni limitrofi; dotazione e miglioramento infrastrutturale del territorio, con particolare attenzione alle frazioni. Al termine dell'incontro, la delegazione socialista ha manifestato il proprio apprezzamento per le posizioni del sindacato e l'intenzione di farsene portavoce nelle istituzioni. Il documento conclude che “ la Cgil, pur ribadendo la piena autonomia dalle forze politiche, che la contraddistingue, ha espresso la propria soddisfazione per l'esito dell'incontro”. Nei prossimi giorni la delegazione del Partito Socialista, proseguirà i suoi incontri con la Cisl e altre forze sociali.

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Giornate della Memoria

EMERGONO NUOVE DOMANDE La memoria è più oblio che ricordo, scriveva Henri Bergson. Accade di ricordare l'unicità o al contrario la ripetizione non necessariamente uguale a se stessa nel suo riproporsi. Accade di volgersi al passato perché si è sentito quell'odore, perché quell'oggetto ha incrociato lo sguardo. Accade che c'è qualcuno che ti chiede di ricordare. In qualsiasi modo accada, chi ricorda non vive un'altra volta; questa volta vive fuori di sé, ha le stesse sensazioni ma fuori dalla fugacità dell'attimo. È tutto più lento e stranamente tutto più veloce. In questo moto oscillante della memoria si prende consapevolezza di ciò che è passato, si coglie il senso o il non senso. C'è chi poi ascolta ricordare. Non ha vissuto ma diventa ricco di quelle sensazioni perché ne fa pensieri. Non è sufficiente però

non dimenticare per ricordare. La memoria diventa ricordo se si veste di nuove riflessioni, se si accresce nel presente. Altrimenti è destinata a diventare passata ovvietà, immobile nella sua stessa non dimenticanza. Ed è forse questo l'oblio. Gennaio è il mese della Memoria. Si ritorna indietro, si percorrono strade di atrocità, si riafferma il non senso di un passato non così lontano. Tante domande colpiscono la memoria. Perché quei binari non sono mai stati distrutti? La memoria non sempre però ha risposte. Chissà poi se le risposte possono servire: ci sono domande che nessuna risposta, seppure vera, potrebbe mai quietare. Nelle giornate di Memoria emergono anche nuove domande. Quanto è così lontana la costruzione di nuovi binari? Sembrano affiorare

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nuove rabbie che non devono trovare comprensioni. Dedicare per legge giornate alla memoria per lo sterminio degli Ebrei e per i martiri delle foibe non deve e non può servire a fermare il tempo per un giorno per immaginare come sia stato il passato, ma deve essere spunto di riflessione costante affinché l’umanità non precipiti nuovamente in simili brutture. Francesca Radesco

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IL COMANDANTE DEI VIGILI URBANI Dal primo agosto al comando operativo dei vigili urbani di Fasano è stato assegnato il capitano Stefano Rosati. Il dopo Virgilio, dirigente tanto osteggiato dalla Giunta (e tanto ci sarebbe da commentare su questo astio tra il Sindaco e il preparato dirigente) che ha magistralmente diretto la polizia locale, è stato quindi un passaggio “indolore” per la cittadinanza. In realtà, Fasano è in attesa di un nuovo Comandante da tempo, ma non è in grado di designarlo secondo un normale iter. Concorsi “abortiti” e ora un bando che già…rallenta. Questo bando prevede un contratto a termine per un nuovo Comandante che dovrà avere nel proprio curriculum un'esperienza di 5 anni nello stesso ruolo in un altro Comune e una laurea. Il soggetto designato dovrebbe ricevere un mandato che cesserà nel momento in cui finirà il mandato del sindaco. C'è chi vocifera di conoscere già il futuro comandante, un leccese… ma se si indugia ancora nella scelta, di questo passo il “malcapitato” non farà in tempo ad arrivare in viale Romita che dovrà subito tornarsene a casa! Nel frattempo, quindi, c'è stata questa ulteriore soluzione tampone al dopo Virgilio. Il comando dei vigili urbani è andato in realtà al segretario comunale che diviene anche il dirigente amministrativo del Corpo. Il comando operativo, invece, è stato affidato al capitano Rosati. Sposato con Anna, papà di Angelo, Bruno, Sara e Alessandro, già poliziotto, da anni impiegato nel nostro comando, Rosati ha una profonda conoscenza del territorio e delle esigenze della cittadinanza. Comandante Rosati, dal primo agosto ad oggi quali sono gli interventi più importanti da voi effettuati? Abbiamo portato a termine l'ordinaria amministrazione. L'estate è passata tranquilla e ci ha permesso di elaborare una serie di progetti che speriamo di attuare in questi mesi. Abbiamo inoltre risolto il problema semafori. L'impianto semaforico di via Roma incrocio Corso Garibaldi, a lungo pericolosamente inattivo in quanto danneggiato dai ratti che avevano completamente mangiato tutti i fili, è tornato in attività. Novemila euro la spesa per attivare gli impianti più importanti che erano in avaria, il tutto a vantaggio della sicurezza dei nostri automobilisti. Impianti semaforici. Abbiamo già scritto dei precedenti appalti stipulati dal nostro Comune. Cosa pensa dell'intenzione del Comune di procedere ad una nuova gara d'appalto per sostituire i vecchi Photored con impianti di ultima generazione? A me interessa che tutti gli impianti funzionino e mi interessa che vi sia una viabilità sicura e scorrevole per le nostre strade. Come già detto, abbiamo provveduto nel ripristinare impianti importanti per la sicurezza dei nostri concittadini. Non ci interessa far cassa, abbiamo altre esigenze. Ormai gli impianti semaforici sono obsoleti; per la sicurezza stradale è molto meglio investire in rotatorie, meno pericolose dei semafori e più scorrevoli per il traffico. Importante per noi è anche l'istituzione di due postazioni fisse per misurare la velocità. Altro obiettivo primario per risolvere il problema dei parcheggi e quindi snellire il traffico, è l'impianto di parcometri e l'individuazione di ausiliari del traffico. Questi, per noi tecnici, sono gli obiettivi principali. Ci parli del progetto per la sicurezza urbana. Questo è un progetto elaborato dal nostro Comando. La videosorveglianza per la sicurezza urbana prevede l'installazione di videocamere in alcune zone del nostro territorio. Gli episodi di vandalismo nel nostro comune aumentano e noi vediamo in questo progetto uno strumento ideale di prevenzione. A Fasano abbiamo individuato una serie di punti che ci potrebbero consentire di controllare i Corsi, Piazza Ciaia, parte del centro Storico compresi i Portici delle Teresiane. Savelletri, Torre Canne e la Selva (la località collinare con ben quattro videocamere) sono altri punti da noi individuati. Queste telecamere di ultima generazione ci consentirebbero anche un giorno di sorvegliare le zone a traffico limitato (z.t.l.). I Mercatini natalizi. Un successo anche del corpo di Polizia? Durante lo svolgimento dei mercatini non abbiamo avuto né problemi di viabilità né di ordine pubblico. In accordo con i commercianti abbiamo variato la sistemazione delle bancarelle per non avere problemi con le vie

di esodo. Massima collaborazione con i commercianti e con la cittadinanza per una manifestazione ben riuscita. Qualche critica ci è stata posta per il fenomeno abusivi. Questi in realtà erano una piccolissima minoranza. Saremmo intervenuti diversamente se il fenomeno fosse diventato più importante numericamente. I nostri vigili hanno fatto un buon lavoro. La situazione del mercato settimanale. Come mai non si è trovato ancora un sito idoneo? Il sito attuale non è un sito definitivo. In realtà ci sarebbero dei siti che potrebbero essere attrezzati per il mercato settimanale o per ospitare circhi o giostre. In Via Giardinelli, nella zona più a sud, ci sarebbe un terreno utilizzabile. Le indagini condotte per una possibile acquisizione non sono andate a buon fine. Bisognerebbe mettere d'accordo tutti gli eredi dei due proprietari. Ipoteticamente, però, quel terreno sarebbe l'ideale per trasferire l'intero mercato. Attualmente, pur di rispettare gli abitanti del quartiere, cerchiamo di conservare libere le vie di esodo tra le bancarelle dei commercianti. Stiamo combattendo il fenomeno dei morosi e degli abusivi e l'elenco degli spuntisti è sempre rinnovato. In questo modo saremo pronti con nuove graduatorie in caso di trasferimento di sito. Abbiamo altresì normalizzato la situazione dei venditori ambulanti di frutta e verdura non stanziali. Questi avrebbero dovuto vendere le proprie merci spostandosi nell'arco della giornata sempre in posti diversi. Avevano invece occupato stanzialmente aree “strategiche” della città. Abbiamo allora individuato una zona di via Giardinelli, vicina al nostro comando, zona non utilizzabile solo il mercoledì mattina, giornata di mercato. Non è una situazione definitiva ma un primo passo per regolamentare anche questi commercianti. I primi risultati sono ormai visibili: prezzi più competitivi, maggiore qualità dei prodotti e, soprattutto, una situazione giuridicamente più accettabile. Tante le idee e i progetti partoriti dal Comando dei vigili urbani. Ci auguriamo che i politici si lascino guidare dai tecnici e non da “idee meravigliose” per far cassa. I nuovi semafori, per esempio, non sarebbero altro che uno strumento per tirar soldi dalle tasche. Migliorare la viabilità in una città che è costretta a piangere tanti morti della strada, utilizzare i pochi soldi disponibili per progetti più importanti. In attesa di vedere in opera parcometri e ausiliari del traffico, in attesa di vedere rotonde al posto di impianti semaforici, in attesa di vedere montate le videocamere di controllo, non resta che augurare alla Città di Fasano un Comandante della polizia municipale all'altezza del compito. Gianluca Monopoli

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ARREDO URBANO: QUALCOSA SI MUOVE!

Tutto ha inizio più di un anno fa, quando il Comitato Difesa Pezze inoltra un progetto al Dirigente comunale del Servizio Patrimonio per garantire la manutenzione della villetta e l'arredo della piazza di Pezze di Greco. Il progetto è approvato e l'Associazione autorizzata, per un anno, a garantire la manutenzione e la pulizia sia della piazza che della villetta della frazione. L'autorizzazione potrebbe essere, alla scadenza del termine, prorogata, purché il servizio venga reso in maniera efficiente. Tutto ciò, inoltre, non comporta alcuna spesa per il Comune di Fasano, ad eccezione della fornitura di acqua per l'irrigazione del verde. Nell'ultimo anno sono pervenute nuove richieste al Comune di Fasano per il finanziamento e la manutenzione dell'arredo urbano di opere pubbliche. Soprattutto per la rotatoria posta sull'arteria che collega Fasano a Pezze di Greco. Ma, qual è la situazione? Ci sono stati risvolti positivi? O tutto è stato deposto in un cassetto? Lo abbiamo chiesto a Giuseppe Contento, Consigliere delegato

all'arredo urbano, che ha risposto in questi termini: “Nel luglio 2009 il Consorzio Centro Agroalimentare di Fasano fece richiesta per la gestione e la manutenzione della rotatoria ubicata sulla Fasano – Pezze. Per quella rotatoria ci fu, però, successivamente un'altra richiesta da parte della PM Petrolio s.r.c. E, considerata la posizione strategica in cui si trova la rotatoria, per società di questo calibro, finanziare quest'opera per pubblicizzare la propria attività, può sicuramente essere considerato un ottimo investimento. Recentemente, l'undici gennaio 2010, la rotatoria in questione è stata affidata, a firma del dirigente Antonio Carrieri, al Consorzio Centro Agroalimentare, che dovrà provvedere, a proprie spese, all'arredo urbano della rotatoria, esonerando il Comune di Fasano da ogni tipo di spesa. Ad ogni modo, ad oggi, l'ufficio chiede al consorzio un progetto, al fine di stabilire una cartellonistica pubblicitaria uniforme. In seguito a questa richiesta, però, sono pervenute altre 3 richieste per la gestione della suddetta

rotatoria. Richieste che si sono rivelate in esubero rispetto al numero di rotatorie presenti sul territorio. Per questo motivo, si è pensato di fare un bando pubblico al fine di una corretta assegnazione delle rotatorie, estendendo il bando anche ad alcuni spazi verdi non curati, appartenenti al nostro Comune”. Approfittando della disponibilità del Consigliere, gli abbiamo rivolto quest'ulteriore domanda: lei, circa un mese prima delle elezioni provinciali si è presentato in Consiglio Circoscrizionale con un progetto per l'arredo urbano della piazza, in particolare per l'installazione di nuovi lampioni, per il quale aveva acquisito anche dei preventivi. Che fine hanno fatto queste proposte? Ha trovato qualche finanziatore? O è finito tutto nel dimenticatoio?

“I preventivi fatti si aggiravano tutti intorno ai 20.000 euro, cifra troppo alta perché si potesse essere finanziati dal comune, in quel momento. Per questo avevo fatto richiesta alla banca di Pezze che, però, avendo ricevuto molte richieste di finanziamenti, anche da parte di altre associazioni, non poteva soddisfare questa richiesta. Si spera, perciò, che nel nuovo bilancio che si andrà ad approvare ci siano dei fondi messi a disposizione per l'arredo urbano e che, quindi, si possa realizzare anche questo progetto.” Dalle risposte ricevute, la sensazione che si riceve è che a volte non basta solo la buona volontà per realizzare un'iniziativa di interesse pubblico, anzi spesso ci si accorge che tutto gira al contrario. Annamaria Palmisano

IL RISVEGLIO DELLE COSCIENZE Il 24 gennaio abbiamo assistito al risveglio delle coscienze dei cittadini di Fasano. Per la seconda volta, con un grandissimo risultato di partecipazione al voto, Fasano ha scelto Nichi Vendola quale candidato da proporre alla guida della Regione Puglia per i prossimi cinque anni. Ora, però, non bisogna abbassare la guardia e soprattutto non bisogna prestare il fianco agli attacchi del candidato di centro destra. L'opera di rinnovamento compiuta dal governo regionale negli ultimi cinque anni è sotto gli occhi di tutti e soprattutto è stata indirizzata a tutelare i più deboli. Anche l'allontanamento di alcuni assessori, ancor prima di ricevere un avviso di garanzia, testimonia un chiaro segno di cambiamento nella gestione della cosa pubblica. Cosa che non accade fra le fila del centro destra in cui si preferisce rimanere saldi sulla poltrona anche in presenza di clamorosi scandali. Pino Carrone

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ARRESTATI TRE GIOVANI Forzano un posto di blocco: avevano droga in auto e in casa. Con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio e di violenza e resistenza a pubblico ufficiale lo scorso 15 gennaio sono stati arrestati tre giovani fasanesi. Si tratta di due ragazzi, rispettivamente di 20 e 21 anni, e di una ragazza 21enne, tutti incensurati. I giovani erano a bordo di una Y10 quando in viale Pacuvio si sono imbattuti in una pattuglia di carabinieri. Alla vista della paletta anziché fermarsi hanno cercato di fuggire ma sono stati raggiunti e bloccati subito dopo. Durante le fasi concitate dell'arresto gli agenti sono rimasti leggermente feriti tanto da dover ricorrere alle cure del pronto soccorso. Addosso, secondo i militari, i tre avevano in tutto dieci grammi di hashish già divisi in dosi. Nell'abitazione del 20enne sarebbero poi stati trovati quattro grammi di cocaina pronta per essere venduta, oltre a una scimitarra e a un bastone animato. Per lui è scattata quindi anche la denuncia per detenzione abusiva di armi. Alla ragazza e al giovane 21enne sono stati concessi i domiciliari. Valerio Fiume SALVATI DA UN MOTOPESCHERECCIO Restano in balìa per alcune ore del mare in tempesta. Se la sono vista davvero brutta lo scorso 22 gennaio due marinai a bordo della loro imbarcazione andata in avaria al largo della costa tra Savelletri e Torre Canne. Non potendo attraccare per il forte vento di tramontana, i malcapitati hanno deciso di gettare l'ancora e di lanciare l'Sos. Non è bastato però l'arrivo della motovedetta della Capitaneria. Per mettere in salvo i due marinai è stato chiesto l'intervento di un motopeschereccio che, dopo numerosi tentativi, è riuscito a disincagliare l'imbarcazione e a condurla nel porto di Monopoli. V.F. FERMATI DAI CARABINIERI 12 CLANDESTINI Si trovavano nei pressi della stazione ferroviaria ed erano probabilmente diretti al Nord i dodici clandestini bloccati dai carabinieri lo scorso 31 gennaio. Si tratta di nove adulti e tre minorenni che hanno dichiarato di essere cittadini afghani. Giunti in caserma sono stati rifocillati e trasferiti presso il centro di identificazione di Restinco, nei pressi di Brindisi. I giovani minorenni sono stati invece accompagnati al centro di accoglienza di Mesagne. Gli inquirenti sostengono che potrebbero essere arrivati nel porto di Brindisi provenienti dalla Grecia e aver proseguito il loro viaggio nascosti all'interno di un tir. In base alle nuove norme entrate in vigore nell'agosto scorso, al gruppo di clandestini è toccata la denuncia per ingresso illegale nel territorio italiano. V.F. SCOPERTA DALLA G.D.F. L’ENNESIMA DISCARICA ABUSIVA Carcasse di auto, copertoni e resti della lavorazione di marmi. È quanto hanno scoperto nelle scorse settimane i finanzieri alle porte di Fasano. Il terreno – un'area di circa mezzo ettaro che costeggia la zona nord di via Roma - è stato sequestrato e la proprietaria – un'anziana pensionata denunciata a piede libero. Si cerca ora di capire chi abbia creato quest'ennesima discarica a cielo aperto. V.F. CAMION CONTRO UN PALO MUORE IL PAPA’ DELL’AUTISTA Muore dopo un terribile schianto mentre viaggiava sul camion guidato dal figlio. Tragedia, la mattina dello scorso 23 gennaio, sulla 379 all'altezza dell'uscita per Pezze di Greco. Vittima un 51enne originario di Bari e residente a Lecce. L'uomo si trovava a bordo del suo autocarro – un Iveco 120 che trasportava cassette vuote di legno - quando, per cause in corso di accertamento, suo figlio ha perso il controllo del mezzo ed è andato a schiantarsi contro il palo d'acciaio della segnaletica. Quando i vigili del fuoco lo hanno estratto dalle lamiere per lui non c'era più niente da fare. Il giovane invece se l'è cavata con una ventina di giorni di prognosi. L'incidente ha provocato la fuoriuscita dal camion di una notevole quantità di olio. Il traffico sulla statale ha quindi subìto forti rallentamenti. V.F.

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LA G.D.F. SEQUESTRA BARCHE A FORCATELLA Scivoli in cemento abusivi e barche lasciate sulla spiaggia senza alcuna autorizzazione. Il 25 gennaio scorso la Guardia di Finanza ha sequestrato un tratto di costa nella località tra Savelletri e Torre Canne nota come “Forcatella”. Sono state restituite ai proprietari quindici delle venti imbarcazioni. Per loro sono comunque scattate le sanzioni amministrative previste dalla legge. V.F TENTATO FURTO ALL’UFFICIO POSTALE Tentano di rubare all'ufficio postale ma fuggono a mani vuote. Nella notte tra il 19 e il 20 gennaio, un gruppo di malviventi è entrato negli uffici di Pezze di Greco. Dopo aver forzato l'ingresso riservato al personale, pare che i ladri abbiano cercato di penetrare nella stanza dove è situata la cassaforte. Nel frattempo ai carabinieri è arrivata una telefonata che li avvisava della presenza in via Bertani di alcuni individui sospetti. Quando però sono giunti i militari, la banda aveva già fatto perdere le proprie tracce. Secondo gli inquirenti, ci sarebbe un nesso tra il raid e il guasto della linea telefonica collegata al sistema di allarme, avvenuto qualche giorno prima. Non è da escludere inoltre che l'obiettivo dei malviventi fosse quello di rapinare il furgone portavalori al suo arrivo. V.F. ESTORCEVA DENARO AL SUO DATORE DI LAVORO Aveva lavorato per lui a nero. Poi ha iniziato a chiedergli soldi con la minaccia di denunciarlo se non lo avesse accontentato. Alla fine però a denunciarlo è stata la sua vittima. Protagonisti due fasanesi. Un bracciante agricolo di cui non si conoscono le generalità e un 47enne disoccupato – già noto alle forze dell'ordine - che il 16 gennaio scorso è finito in manette con l'accusa di estorsione continuata. Sembra infatti che il ricatto andasse avanti da quasi un anno, dopo che l'uomo aveva assunto il 47enne per svolgere alcune piccole manutenzioni. Il presunto estorsore avrebbe chiesto una sorta di risarcimento per una patologia legata - a suo dire - al precedente lavoro, minacciando in caso contrario di denunciare il bracciante per non avergli versato i relativi contributi. Col tempo le richieste di denaro sono diventate sempre più pressanti tanto da indurre l'uomo a rivolgersi ai carabinieri. Così, quando i due si sono incontrati per la consegna dell'ennesima tranche - 3500 euro -, i militari hanno atteso che il 47enne ricevesse i soldi e lo hanno arrestato. V.F. MORTI E FERITI SULLA STATALE SEDICI Una ragazza morta e sei giovani feriti, di cui una in modo grave. È il tragico bilancio di un incidente che lo scorso 6 febbraio, lungo l'ex statale 16, ha visto coinvolte quattro auto. A perdere la vita è stata una 23enne di Monopoli. La vittima era diretta a Pezze di Greco in compagnia di alcuni amici quando l'Opel Corsa sulla quale viaggiava – poco dopo la rotatoria che porta al centro agroalimentare - si è scontrata frontalmente con un'Audi A6 guidata da un 19enne. L'impatto è stato tremendo e per la ragazza non c'è stato niente da fare. La conducente dell'Opel – una 26enne anche lei di Monopoli - è stata invece trasportata al “Perrino”. Ora è in prognosi riservata. Con loro c'erano anche un 32enne di Fasano e un 28enne di Cavallino, in provincia di Lecce. Entrambi hanno riportato lesioni giudicate guaribili in trenta giorni. L'autista dell'Audi – un ragazzo di Pezze di Greco - ne avrà per una ventina di giorni. Leggermente feriti un uomo e una donna di Monopoli – marito e moglie a bordo di una Fiat Punto, mentre una 54enne di Fasano che era alla guida di una Panda è rimasta illesa. La Stradale non si sbilancia ancora sulla dinamica dell'incidente, ma pare che il giovane conducente dell'Audi stesse procedendo a forte velocità sulla corsia di sorpasso e non si sarebbe accorto dell'arrivo dell'Opel. Si attende comunque la conclusione dell'indagine avviata dalla Procura di Brindisi che ha disposto il sequestro dei mezzi coinvolti. V.F.


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AUTO FUORI STRADA IN VIA GIARDINELLI Nella sera di mercoledì 3 febbraio, intorno alle ore 20, una Fiat Punto è uscita di strada lungo via Giardinelli. La vettura, guidata da un fasanese, si è schiantata, in una curva, contro il muretto che delimita la carreggiata. Ferito lievemente un bambino, figlio del conducente.

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Circolo della Stampa

ANNUALE APPUNTAMENTO

SEGNALI STRADALI SMONTATI Nella notte tra il 9 e il 10 gennaio un gruppo di teppisti ha smontato alcuni segnali stradali per poi piazzarli al centro della carreggiata. Il fatto è avvenuto in via Roma, all'ingresso della città provenendo da Monopoli. Il buio di questa zona ha permesso ai delinquenti di agire indisturbati. Nessuna alternativa per i primi veicoli, costretti all'impatto coi segnali. Fortunatamente nessun automobilista è rimasto ferito, ma le loro auto riportano gravi danni. Le vittime hanno tempestivamente contattato le forze dell'ordine che hanno provveduto immediatamente alla rimozione dei segnali. Nessuna traccia dei teppisti. INCIDENTE STRADALE IN PIENO CENTRO A PEZZE DI GRECO Nelle prime ore del mattino del 29 gennaio, un terribile scontro frontale ha avuto luogo in pieno centro, a Pezze di Greco. Una vettura guidata da un trentatreenne fasanese, che viaggiava in direzione Ostuni, si è scontrata violentemente con un autobus della Stp che viaggiava invece in direzione Fasano. Il conducente dell'automobile ha riscontrato ferite guaribili in trenta giorni. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della compagnia di Fasano per ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto. Serena Rosati

Il 24 gennaio scorso, si è tenuto a Fasano, presso la chiesa Matrice, l'annuale appuntamento del Circolo della Stampa “Secondo Adamo Nardelli” con gli operatori dell'informazione. È stata celebrata una S. Messa dal Priore don Sandro Ramirez il quale, nel corso dell'omelia, ha

ricordato la figura del santo protettore dei giornalisti, San Francesco di Sales e ha proposto una riflessione sul messaggio del Santo Padre diffuso in occasione della giornata mondiale delle comunicazioni sociali. All'offertorio i giornalisti hanno portato all'altare gli strumenti di lavoro. A fine liturgia, dopo un breve intervento del presidente Franco Lisi, è stato distribuito ai giornalisti e agli operatori della comunicazione una pubblicazione curata dal Circolo: “L'informazione a Fasano – annuario 2009”. Si tratta del primo monitoraggio del giornalismo locale, iniziativa che verrà rinnovata anche in futuro.

DERUBATI 10 MILA EURO AL C.U.P. Una brutta sorpresa lunedì otto febbraio per gli addetti al Centro Unico Prenotazioni dell'Ospedale Umberto I. Dalla cassaforte collocata all'interno dell'ufficio sono stati svaligiati ben diecimila euro. Stando ai primi accertamenti, il furto dovrebbe essere avvenuto nella notte fra sabato e domenica, allorquando ignoti – è plausibile ritenere che fossero più di uno - penetrati abilmente nell'ospedale, hanno forzato la porta dell'ufficio e muniti di fiamma ossidrica hanno scassinato la cassaforte, prelevando l'ingente bottino. Il piano deve essere stato studiato nei minimi dettagli, visto che nessuno si è accorto di quanto accaduto fino alla riapertura degli uffici da parte del personale. FURTI DI TRATTORI E ATTREZZI AGRICOLI Continua l'escalation di furti nelle campagne del territorio comunale. I furti hanno riguardato, fino ad oggi, almeno una decina fra trattori e macchine agricole. Si tratta di un vero e proprio allarme, al punto che la CIA, nell'ambito di un'assemblea tenutasi presso la Cooperativa “Progresso Agricolo” ha deciso di rendersi promotrice di ogni utile iniziativa affinché gli organi e le istituzioni competenti garantiscano maggiori controlli e sicurezza nelle campagne. A. N. ARRESTATI I PRESUNTI RAPINATORI DEL SUPERMERCATO Lo scorso 6 febbraio sono stati arrestati dai carabinieri i presunti responsabili della rapina al supermercato “Olive” avvenuta otto giorni prima a Cisternino. Si tratta di un 32enne e di 25enne già noti alle forze dell'ordine. Nell'ambito della stessa operazione sono scattate le manette anche per un 24enne. I tre giovani sono tutti di Ostuni. La cattura, avvenuta nella zona 167 della Città Bianca, è arrivata al termine di una serie di indagini che hanno permesso agli investigatori, grazie alle dichiarazioni dei testimoni, di risalire all'auto utilizzata dai malviventi la sera dell'irruzione all'interno dei locali di via Fasano. Nel tardo pomeriggio del 29 gennaio scorso due banditi col volto coperto si erano presentati alla cassa armati di fucile da caccia e, dopo aver fatto allontanare il titolare e i dipendenti, erano fuggiti a bordo di una Uno con un bottino di circa 3500 euro. Per il 32enne e il 25enne, oltre all'accusa per rapina, i reati ipotizzati sono detenzione e porto abusivo di arma da fuoco e ricettazione. Il 24enne dovrà invece rispondere di resistenza a pubblico ufficiale. Gli inquirenti sarebbero ora sulle tracce del terzo complice che era alla guida dell'auto. V. F.

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Scuola e Costituzione

I PICCOLI CITTADINI CRESCONO art. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione...

Grazie a una felicissima intuizione didattica delle proprie insegnanti, gli alunni della scuola primaria “Don Milani” di Montalbano si avventurano alla scoperta della Costituzione Italiana. L'idea è quella di legare i principi fondamentali del nostro Ordinamento Costituzionale agli ambiti della vita quotidiana: scuola,

famiglia, rispetto, pace, lavoro, salute. Il progetto è stato coordinato dalle insegnanti Maria Lombardo e Chiara Moscato, che confidano: “Ci siamo sentite “cittadine” prima che insegnanti, condividendo questo progetto con piccoli cittadini all'inizio del proprio percorso di formazione civica. Abbiamo sentito, dunque, il

FASANO SORPASSA PEZZE…CHELLA! E dopo le tante polemiche e i molteplici tentativi di dare una risposta positiva alla domanda che ogni anno si pone tutta la comunità di Pezze di Greco… “Carnevale di Pezzechella, sì o no?” la risposta definitiva è stata NO! Le motivazioni fornite? Non ci sono finanziamenti né da parte di sponsor privati né da parte del Comune. Inoltre, manca anche la partecipazione attiva della cittadinanza che vuole divertirsi, ma preferisce non collaborare. E quest'anno la piccola cittadina non potrà vantarsi del suo rinomato Carnevale. A mettere una “pezza a colore”(come ci suggerisce il nostro gergo), ad ogni modo, ci ha pensato Fasano che, quest'anno, ha dato una svolta definitiva al Carnevale, con l'unico scopo di far divertire il paese! Il gruppo parrocchiale della chiesa di San Francesco d'Assisi si è messo in gioco per la dodicesima volta. I carri saranno sei, frutto dell'opera della Parrocchia di San Francesco, della confraternita di Sant'Antonio e dell'asilo nido “L'Isola che Non C'è”, tutti insieme con tanti artisti per lo stesso obiettivo: il divertimento di tutta la comunità cittadina, evitando attriti e competizione. I gruppi hanno lavorato tutti insieme in un capannone nei pressi della zona industriale, messo a disposizione gratuitamente dalla famiglia Albanese. I finanziamenti non sono stati molti, ma la Parrocchia ha potuto contare sull'aiuto di alcuni sponsor che hanno offerto un libero contributo. L'iniziativa non può che essere valutata positivamente, dato il valore educativo per le giovani generazioni, che si apprestano a diventare gli adulti di domani. A. P.

bisogno di mettere da parte i “ferri del mestiere di maestre” per lasciare spazio al ruolo di cittadine - sorelle maggiori”. Nella scoperta della carta costituzionale, i piccoli alunni hanno compiuto non solo un percorso di parole: hanno anche letto, disegnato, scritto e prodotto un calendario, scegliendo, tra i 139 articoli, quelli più significativi, abbinandoli ai dodici mesi. Ad esempio, il mese di gennaio riproduce l'articolo 3 che riguarda la pari dignità sociale e l'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua e religione. Chiaro è il riferimento al 27 gennaio (giorno della memoria per le vittime dell'olocausto). Citiamo inoltre il mese di aprile, che riproduce un grande tricolo-

re, richiamando l'articolo 12 della Costituzione che descrive la bandiera italiana (aprile è ovviamente il mese della festa della liberazione) Il calendario è stato presentato al Dirigente Scolastico Silvestro Ferrara, il quale ha molto apprezzato il lavoro dei ragazzi, invitandoli a continuare su questo percorso di Educazione Civica, poichè la Costituzione è strumento assai prezioso nell'avvicinare i piccoli alla consapevolezza del ruolo di cittadini. Oltre che al Dirigente Scolastico, una copia del calendario è stata consegnata al sindaco Di Bari e all'assessore alla pubblica istruzione Scianaro. Il progetto non è ancora terminato: le classi quinte si recheranno a Roma il prossimo 23 aprile, per visitare Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica, dove consegneranno ai rappresentanti istituzionali che li accoglieranno questo prezioso e originale calendario. Vincenzo Zizzi


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Con il Vescovo

UN MOMENTO DI ALTA RIFLESSIONE

foto: Chicco Saponaro

Le assisi democratiche sono usualmente luogo di discussione e di sintesi. Se tutto fosse alta riflessione ed impegno concreto e veloce, c'è chi direbbe che non saremmo in Italia. Siamo abituati a guardare le adunanze politiche trasformarsi in uffici di ratifiche o di perenni rinvii. Poco approfondimento, poca incisività tanto che non sembra di trovarsi in un luogo di dibattito culturale e di decisione. È stata necessaria la visita alla cittadinanza fasanese del Vescovo Domenico Padovano per ascoltare nel consiglio comunale di Fasano un momento di alta riflessione. Come dire, di fronte solo alla presenza spirituale la classe politica mostra ascolto, ordine di intervento e anche in alcuni casi qualità di intervento. Purtroppo i bei momenti sono sempre pochi e brevi. Anche il consiglio comunale dello scorso 22 gennaio si è concluso con semplici prese d'atto e poche decisioni, quando si è deciso. Eppure all'ordine del giorno temi rilevanti. Ultimamente si è discusso a lungo in varie sedi della presenza di una

piattaforma a largo delle coste delle province di Bari e Brindisi predisposta per la ricerca di idrocarburi. Sono cominciate le trivellazioni mentre sorprende come tutto sia accaduto senza che gli amministratori locali ne fossero primariamente venuti a conoscenza per poter assumere eventuali iniziative. I comuni costieri delle province interessate hanno però ricevuto documentazioni ed istanze inerenti la ricerca di idrocarburi già nel dicembre del 2008. Nessuna richiesta avanzata verso gli enti. Sembrava un'informativa, si giustifica il Sindaco. C'è da dire che si è prestata poca attenzione. Poteva essere una semplice comunicazione o qualcos'altro, comunque sarebbe stato naturale attivarsi per approfondire la questione, soprattutto se non chiare erano le premesse. Il tempo per farlo c'è stato. La discussione in consiglio comunale probabilmente porterà l'amministrazione ad intraprendere azioni legali a fianco della Regione Puglia che già è ricorsa al Tar Lazio per una sospensiva

dell'inerente provvedimento ministeriale. Se da una parte attendiamo azioni, da altre parti si provvede a rimediare a disagi. Sono note le risorse che il Comune di Fasano ha ricevuto negli ultimi mesi dalla Regione Puglia riguardo il comparto dei lavori pubblici. Tra i vari stanziamenti, quasi un milione e cinquecento mila euro sono stati previsti per la costruzione di un serbatoio a Torre Canne. Un progetto importante se si pensa che la frazione fasanese d'estate vive disagi dovuti alla minore erogazione d'acqua o addirittura all'interruzione del servizio. È stata approvata in consiglio comunale la variante urbanista per la realizzazione del serbatoio. Ma bisogna ricordare che c'è un termine: se entro il 30 giugno del 2010 l'opera non sarà appaltata, il finanziamento andrà perso. Manca poco, dunque. Speriamo non si riconfermi il

luogo comune delle lungaggini e dei rinvii politici che portano solo perdite: il tempo in questo caso è denaro. Tra le prese d'atto di prelevamenti dal fondo di riserva per pareri paesaggistici ed iniziative natalizie, il consiglio comunale ha provato ad occuparsi della costa fasanese. Ogni anno si discute di parcheggi custoditi ed in particolare di uso temporaneo della costa da parte dei venditori di frutti di mare. Si va avanti a proroghe da anni, senza mai una soluzione definitiva. Questa volta la maggioranza politica ha preferito, tra una discussione e l'ennesima proroga, non decidere affatto. Mancando il numero per l'approvazione della proroga, il punto è stato rinviato alla prossima assise consiliare. Rinvii e prese d'atto: per fortuna possiamo almeno dire di essere figli delle agorà greche! F. R.

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SPESE PAZZE A PALAZZO CHIGI

ricompensa dell'immane lavoro svolto. Per i dirigenti è straordinario il sistema di reclutamento; trattasi, il più delle volte, di fidati collaboratori dei Ministri, scelti con il criterio della fiducia/amicizia/sim patia/co no scenza e subito dopo blasonati con il gallone di “direttore generale” che pullulano nella miriade di dipartimenti, sottodipartimenti, uffici e unità operative; non solo di Palazzo Chigi (la storica segretaria personale tuttofare di Berlusconi è stata nominata appunto “direttore generale”), ma di tutti i Ministeri (compreso quello della Funzione pubblica), mentre i

dipendenti di ruolo (compresi quelli di livello dirigenziale) trascorrono la maggior parte del tempo a stilare rapporti e relazioni di dubbia utilità e percepiscono anche la retribuzione di risultato (ovvero il premio per i risultati raggiunti). A questo punto, potrebbe concludersi con un bel “Povera Italia”, ma forse, visto che l'autocommiserazione non è foriera di risultati, è meglio sperare che madre natura sia benevola e fornisca, chi lo vuole, di ampio muscolo linguale da adoperare opportunamente alla bisogna. Aurora Nardelli

Appunti Quando si dice: predicare bene e razzolare male. Il Ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, si affanna quotidianamente a invogliare le amministrazioni pubbliche a risparmiare, a esigere risultati concreti dai dipendenti, a cercare sistemi per premiare il merito, a perseguitare gli impiegati malati non con le visite fiscali, ma modificando di continuo le cosiddette fasce di reperibilità (quelle in cui il malato o presunto tale deve stare a casa per sottoporsi al controllo del medico). Lo stress prodotto dalle presunte riforme di Brunetta non è l'incessante atto di accusa verso chi fa il pubblico dipendente ( e lo fa anche bene), ma il senso di confusione che deriva dal vano tentativo di dare un senso logico alle pensate ministeriali. Comunque, le parole del Ministro finiscono per lo più nell'oblio, quando addirittura non sono tacciate di eresia. Prova ne sia quanto accade in casa del suo datore di lavoro. Il Cavaliere, nonché Presidente del Consiglio e di tante altre aziende, in pubblico finge di lodare l'operato del suo aitante collaboratore, ma considera Palazzo Chigi una sorta di zona franca. Lì infatti pare che non vigano le regole dell'ordinamento giuridico, non vi siano limiti alle assunzioni di personale, l'accesso alle qualifiche dirigenziali è rimesso alla bontà del sovrano e non a una selezione pubblica. Un' interessante inchiesta pubblicata su L'Espresso fornisce un po' di numeri e una serie di condivisibili considerazioni. A Palazzo Chigi prestano servizio ben 4.500 persone, ma nella pianta organica

ne sono previste ben 1.400 in meno. È davvero difficile giustificare questi numeri con il mal de vivre che affligge il Presidente del Consiglio e la necessità di combattere in ogni modo la solitudine ; nel caso in questione, non vale neppure il detto “più siamo, meglio stiamo”, visto che a Palazzo Chigi non vi è posto per ospitare tutti gli italiani. 1.400 bocche in più hanno un costo ; le spese sono passate da 3 miliardi e 621 milioni nel 2006 a 4 miliardi e 294 milioni nel 2008. Poco male si direbbe - visto che, proprio come promesso, Berlusconi ha aumentato i posti di lavoro. Poveri fessi quelli che pensavano a investimenti di tipo diverso, a un rilancio di competitività dell'Italia nel mondo o all'abbassamento delle tasse. Poveri illusi! Un altro dato di rilievo viene dal fatto che la maggior parte dei dipendenti viene “comandata”, cioè reclutata da altre amministrazioni pubbliche. Il Premier, o chi per lui, infatti finge di adeguarsi ai vincoli posti alle assunzioni e attinge di qua e di là; così nell'organico di Palazzo Chigi figura un cantoniere reclutato da un comune vicino Roma. E gli stipendi? Anche su quelli si compie un ottimo artifizio: il trattamento tabellare non è dissimile da quanto previsto nei contratti collettivi, ma le fantasie si scatenano quando si parla del trattamento accessorio. Orari flessibili e reperibilità nei giorni festivi permettono addirittura di portare a casa fino a mille euro in più lordi al mese e non si tratta di dirigenti. Per loro, vale un discorso a parte che non può essere limitato solo alle cifre a tre zeri,

''La comunità internazionale deve mettere in campo sanzioni forti per dissuadere il governo dell'Iran sullo sviluppo del nucleare”. Lo afferma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi da Gerusalemme. ASCA 2 febbraio 2010 Il Consiglio dei ministri ha deciso di impugnare dinnanzi alla Corte Costituzionale le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata che impediscono l'installazione di impianti nucleari nei loro territori. Lo riferiscono fonti governative. La decisione è stata presa su proposta del ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, e d'intesa con il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto. Corriere.it 4 febbraio 2010 "Il rilancio del nucleare e di tutte le fonti alternative farà sì che le bollette siano più leggere per gli italiani e per le imprese". A sottolinearlo è stato il premier Silvio Berlusconi in collegamento telefonico da Palazzo Chigi con l'apertura dei cantieri della Pedemontana. Adnkronos 6 febbraio 2010 È fondamentale risolvere il problema dell'energia, senza però affidarsi al nucleare: secondo il premio Nobel Carlo Rubbia, bisogna guardare in una direzione diversa. Attraverso i combustibili fossili, abbiamo problemi ambientali, e parallelamente se proviamo ad affidarci al nucleare, ci renderemo conto che nulla è cambiato, ovvero troveremo le stesse difficoltà irrisolte di un quarto di secolo fa. Secondo Rubbia è fondamentale seguire la strada del solare, che sta crescendo al ritmo del 40% ogni anno nel mondo, a dimostrazione di una possibilità di superare gli ostacoli tecnici. Ci basti pensare che vi sono molti paesi che si sono voluti affidare ai progressi, come Spagna, Cile, Messico, Cina, India, Germania e Stati Uniti. E l'Italia? Resta ovviamente a guardare. NewNotizie 29 novembre 2009 "Dovranno anche far venire l'esercito in Puglia per immaginare di aprire un solo cantiere di centrali nucleari". Lo ha detto il presidente uscente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ospite di "in 1/2h" di Lucia Annunziata, su Raitre. "Sul nucleare - ha detto Vendola - il dibattito è coperto, ma devono sapere che per noi il nucleare è il contrario di quello che la Puglia sta facendo". Di concreto sulla questione nucleare - ha aggiunto il governatore - "ci sono le carte dell'Enea che da 50 anni dicono che: o si riaprono le vecchie centrali nucleari di Trino Vercellese, Caorso e Montalto di Castro, oppure le nuove localizzazioni si possono fare soltanto in Puglia, per la bassa sismicità e per le caratteristiche orografiche e geomorfologiche del territorio, soprattutto quello salentino". Il Sole 24 ore 31 gennaio 2010


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TUTTI I PRESEPI DEL CONCORSO

Steslullala Grotta

Scuola dell'Infanzia “G. Rodari” di Montalbano

Società Operaia di Mutuo Soccorso

Bar Mohjto di Locorotondo

Giuseppe Di Bello

Francesco Castellana

Presso l'Oratorio del Fanciullo si è svolta domenica 17 gennaio la cerimonia di premiazione della 20^ edizione del concorso presepi “Stella sulla Grotta”, promosso dall'omonimo Comitato presieduto da Giovanni Serri. In una sala affollata di pubblico, su maxischermo è stato proiettato il video dei presepi partecipanti al concorso, ben cinquanta realizzazioni, suddivise in due sezioni: i presepi realizzati in famiglia e quelli in comunità. Nella categoria Comunità (presepi realizzati da associazioni, enti, parrocchie, ecc.) i premi sono stati così attribuiti: 1° premio: Scuola dell'Infanzia “G. Rodari” di Montalbano con la seguente motivazione “Per il significato educativo e culturale della realizzazione che vuol trasmettere anche ai bimbi i valori e l'importanza della solidarietà”; 2° premio: Società Operaia di Mutuo Soccorso: “Per aver centrato lo spirito del concorso avendo realizzato il presepe su una base a forma di stella”; 3° premio: Bar Mohjto di Locorotondo “Per la grandiosità della realizzazione che ha fatto di un punto di incontro, quale lo spazio esterno di un bar, un luogo di attrazione attraverso un presepe particolarmente curato”; Nella categoria famiglie questi i vincitori: 1° posto: Leonardo Angelini con la seguente motivazione “Per aver inserito la natività tra le masserie e le grotte del nostro territorio di cui sono stati messi in evidenza tipici elementi architettonici e ambientali”; 2° premio: Ambrogio Cardone e Giuseppe Mileti “Per la grandiosità e la complessità della realizzazione che ha impegnato per mesi gli autori i quali hanno rappresentato una molteplicità di spazi con dovizia di particolari”; 3° posto: Francesca Gianfrate “Per la costruzione sobria ed elegante, curata nei dettagli realizzati con l'uso di materiale povero e con un utilizzo ottimale degli spazi”. Gli organi di informazione locale e l'associazione Pro Selva hanno messo in palio alcuni premi speciali così assegnati: - Targa “Osservatorio” all'artista Giuseppe Di Bello; - Coppa Piazza Ciaia a Francesco Castellana autore di un presepe artigianale con statue meccaniche;

Leonardo Angelini

Ambrogio Cardone e Giuseppe Mileti

Francesca Gianfrate

Rosanna Palmisano

Confraternita del Purgatorio


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TUTTI I PRESEPI DEL CONCORSO

Steslullala Grotta

Antonio Semeraro

Angelo Gentile

Michele Cecere

Grazia e Anna Pugliese

Parrocchia “il Trullo del Signore” - Selva

- Coppa “Il Menante” a Rosanna Palmisano; - Coppa “Eco di Fasano” al presepe della Confraternita del Purgatorio; - Coppa “Graffio” alla famiglia Antonio Semeraro; - Coppa “Go Fasano” al presepe di Angelo Gentile; - Coppa Radio Diaconia all'artistica realizzazione di Michele Cecere; - Coppa Pro Selva ad Anna e Grazia Pugliese e per il significativo presepe realizzato a Selva di Fasano. Inoltre la giuria ha premiato con segnalazioni speciali i seguenti presepi: Parrocchia Trullo del Signore, Confraternita di San Giuseppe, Confraternita dell'Assunta, Parrocchia di San Francesco d'Assisi, Osanna Martino, Paolo Sisto, Angela Orlando, Apollonia Vinci, Assunta Renna, Pasqua Palmisano, Rosa Del Vecchio, Maria Ruggieri, Marta Di Carolo, Salvatore Mazzotta, Maddalena Pedone, Giuseppe Rosato, Giuseppe Mazzotta, Maria Pia Schiavone, Ambrogio Potenza, Andrea e Ismaele Argento, Antonia Curri, Francesco De Cantis, Francesco Saracino, Giovanni Miccolis, Sante Annese, Giuseppe De Cantis, Giuseppe Fanizza, Giuseppe Mandolla, Giuseppe Olive, Lucia Perirci, Marcello Nistri, Giuseppe Mileti, Maria Tinella e Paola Cardone. Alla cerimonia di premiazione ha presenziato l'assessore regionale alle opere pubbliche, Fabiano Amati, il vice sindaco e consigliere provinciale Antonio Scianaro, l'assessore al turismo e consigliere provinciale Bebè Anglani, il cons. comunale Giuseppe Vinci e il delegato vescovile mons. Carmelo Carparelli che, insieme ai responsabili del Comitato Stella sulla grotta, Giovanni Serri e Rocco Marzolla, si sono alternati nella consegna dei premi. Ha condotto la serata Gianfranco Mazzotta.

Angela Orlando

Confraternita san Giuseppe

Confraternita dell’Assunta

Parrocchia san Francesco d'Assisi

Rosanna Martino

Paolo Sisto


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TUTTI I PRESEPI DEL CONCORSO

Steslullala Grotta

Alla cerimonia di premiazione

L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE GIOVANNI SERRI

Apollonia Vinci

Assunta Renna

Pasqua Palmisano

Bice Del Vecchio

Gentile pubblico, autorità, carissimi amici e sostenitori della stella sulla grotta, grazie per la vostra presenza questa sera alla manifestazione conclusiva della 24^ edizione del presepe che questo Comitato organizza orami dal lontano 1986. Grazie ai miei preziosi collaboratori anche quest'anno siamo riusciti a regalare a Fasano la stella, il simbolo delle feste di fine anno. Non ci stanchiamo di ripeterlo: a Fasano non è Natale senza la stella di Laureto! Quest'anno abbiamo dovuto faticare più del dovuto ma lo abbiamo fatto con piacere perché siamo riusciti a far splendere la cometa nella sua interezza, con la caratteristica coda. Devo ringraziare di cuore i miei preziosi collaboratori Giovanni Miccolis e Pasquale Serri con i quali ho condiviso le fatiche dell'allestimento della stella e della realizzazione del presepe. La nostra stella, e lo diciamo con una punta di orgoglio, fa parlare di Fasano in tutta Italia e a livello internazionale, grazie anche al prezioso lavoro di promozione che il nostro segretario Gianfranco Mazzotta fa con capillare e appassionata attenzione. Di Fasano e della sua stella quest'anno altre agli organi di informazione locali e regionali, ne ha parlato Rai International, Radio Monte Carlo, Studio 100 Sat, il circuito nazionale In Blu e tutti i siti internet di turismo e presepi. Sono grato a Rocco Marzolla e Cenzina Ricco che con il Movimento e il Centro di aiuto alla Vita hanno animato la suggestiva fiaccolata inaugurale e la veglia di preghiera. Grazie al Movimento Eucaristico Giovanile e alla parrocchia di San

Giuseppe Rosato

Francesco d'Assisi che hanno effettuato pellegrinaggi alla grotta che hanno un significato socializzante ed educativo notevole: il camminare a piedi verso la grotta è metafora del cammino della vita: a volte irto e difficile, ma anche

Maria Ruggieri

Marta Di Carolo

Salvatore Mazzotta

Maddalena Pedone


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TUTTI I PRESEPI DEL CONCORSO

Steslullala Grotta

Giuseppe Mazzotta

Maria Pia Schiavone

fatto di gioia e allegria, da percorrere insieme agli altri. La riconoscenza del Comitato va all'associazione di protezione civile “Le Aquile” che non ha fatto mancare mai la sua presenza in tutte le manifestazioni e le giornate di apertura del presepe; Grazie ai padri Canossiani e alla parrocchia di S. Antonio Abate che ci ospita in questa rinnovata sala teatro questa sera. Infine, grazie a tutti voi amici e soprattutto grazie ad un imprenditore sensibile e accorto che ha finanziato quest'anno le spese per l'allaccio alla rete elettrica e per la stampa del materiale divulgativo: Francesco Zaccaria e la sua azienda, l'omonimo caseificio, senza il cui sostegno quest'anno la stella non avrebbe potuto brillare. Infatti la stella che fa parlare in senso positivo di Fasano di Brindisi e della Puglia in tutto il mondo, da tempo non percepisce contributi da parte degli enti pubblici e questo ci rammarica perché noi volontari operiamo per la promozione di questo territorio, ma la nostra iniziativa non prevede biglietti di ingresso, consumazioni o altro che possa finanziarci, perciò rivolgiamo un appello al Comune, alla Provincia e alla Regione qui rappresentate da consiglie-

Ambrogio Potenza

Francesco De Cantis

Francesco Saracino

Giovanni Miccolis

Andrea e Ismaele Argento

Giuseppe Fanizza

Giuseppe Annese

Antonia Curri

Giuseppe Mandolla

Giuseppe De Cantis


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TUTTI I PRESEPI DEL CONCORSO

Steslullala Grotta

Giuseppe Olive

Paola Cardone

Laura Legrottaglie

ri e assessori affinché non ci lascino soli e non facciano mancare il loro apporto. Solo così, insieme potremo operare per uno sviluppo del territorio. Senza di loro la prossima edizione, la 25^, e dunque quella che celebrerà le nozze d'argento con Fasano, non potrà realizzarsi. Noi facciamo la nostra parte, voi, Istituzioni, fate la vostra! Lucia Perricc

Loredana Olive

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IL VESCOVO IN VISITA ALL’ISTITUTO LATORRE

foto: Chicco Saponaro

Giovedì 21 gennaio, mons. Domenico Padovano, Vescovo di Conversano-Monopoli, ha incontrato i bambini dell'Istituto “Canonico Latorre”. In circa due ore, l'alto prelato ha avuto modo di visitare la struttura, di parlare con i bambini, di benedire la restaurata Madonnina del 1913 (ad opera di Stefania Calafati, ndr) e, soprattutto, di inaugurare i due nuovi gioielli che ampliano la gamma dei servizi dell'ASP di via Nazionale dei Trulli. In merito, abbiamo raccolto la parole di benvenuto che il Commissario dell'Ente, il dott. Massimo Vinale, ha dedicato al Vescovo della nostra Diocesi: «La visita di mons. Padovano ci riempie di gioia e ci onora. In 110 anni di storia del nostro Istituto, è la prima volta che il Vescovo di Conversano-Monopoli fa visita ai nostri ragazzi. Anche per questo siamo grati a mons. Padovano». In effetti, i bambini ospiti della Comunità educativa hanno reso una degna accoglienza del Pastore della nostra Diocesi. Un canto iniziale dedicato alla pace, il volo liberatorio di una colomba bianca hanno alimentato la gioia e la festa dei bambini. Di questo S.E.

è apparso molto entusiasta. «Quando il Priore di Fasano, don Sandro Ramirez, - ha continuato il Commissario Vinale - ci ha preannunciato la visita pastorale di mons. Padovano ho pensato che il periodo natalizio non poteva chiudersi con un dono più bello e gradito, tanto da rendere straordinario il tempo che, secondo l'anno liturgico, in questo periodo, è ordinario. Sono certo – ha aggiunto il dott. Vinale - che la benedizione del nostro Vescovo farà bene alla nostra Comunità educativa, tanto da far lievitare le parole belle che S.E. ci ha dedicato». Sempre giovedì 21 gennaio, come dicevamo, mons. Domenico Padovano ha avuto modo di tenere a battesimo e benedire la nuova biblioteca per ragazzi e, per la gioia dei bambini, l'attrezzatissima ludoteca. «La prima – ha dichiarato il Commissario dell'ASP - è dedicata alla memoria del rag. Leonardo Monopoli, recentemente scomparso, ma sempre vivo nella storia del nostro Istituto. Ricordo – ha proseguito Vinale – che il rag. Monopoli è stato Presidente dell'IPAB “Canonico Latorre” dal

1993 al 1997 e dal 1998 al 2003». La ludoteca, invece, è stata dedicata alle suore di Sant'Anna che per molti anni hanno reso i loro servigi ai piccoli dell'Istituto “Latorre”. «Al loro infaticabile servizio – ha, infatti, concluso il Commissario Vinale - dedichiamo la nuovissima ludoteca, dove giochi didattici, tavolo da ping pong, calcio balilla, biliardo e tanto altro daranno un motivo in più, ai nostri piccoli amici, per sfidare la sorte con la sola forza del gioco e del sorriso». Il Vescovo, parlando soprattutto ai bambini e rispondendo alle loro domande, non ha mancato di ripercorrere gli anni della sua giovinezza, della sua vocazione,

della suo opera pastorale e degli incontri privati avuti con Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. La gara dei bambini a chi doveva porre una domanda a S.E. si è protratta oltre gli orari previsti. Tant'è che mons. Padovano ha salutato i bambini dicendo: «sono felice di aver fatto un po' di ritardo». Alla visita pastorale del Vescovo diocesano era presente la famiglia Monopoli, l'assessore ai servizi sociali, Martino Rubino, il direttore della biblioteca comunale, Sante Trisciuzzi, e quanti, col loro agire, anche silenzioso, fanno del bene ai piccoli dell'Istituto “Latorre”. Ora, all'ingresso dell'ASP, campeggia una targa ricordo dell'evento.

momenti Speciali Il 5 gennaio si è affacciata alla vita

La nascita del piccolo Leonardo ha riempito di gioia i cuori dei suoi genitori. Benvenuto!

VENDESI - FITTASI Il 5 gennaio si è affacciata alla vita

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Gli amici Rachele e Vito, Antonella e Cosimo sono vicini alla gioia dei loro amici Luisa e Bartolo per la nascita del piccolo Alessandro.

Gabriele: sei il nostro sogno realizzato. Mamma MariaLuisa e papa Antonio Legrottaglie.

Benvenuta Alessia! Gioia di mamma Carmela, di papà Mario e della sorellina Giorgia.


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MENTANA E IL FUTURO DELLA CARTA STAMPATA

Che tipo Enrico Mentana. Sorrisino da furbetto e camicia aperta, invitato alla cerimonia in onore dei dieci anni di “Inchiostro Vivo”, il frizzante giornale del “da Vinci” (a proposito, auguri), ha intrattenuto la platea per due ore con una lezione di giornalismo a tratti ineccepibile e ricca di spunti. Certo, può essere condivisibile o meno il fatto che sia stato lui a farla, ma tutto ciò rientra in un ambito che di oggettivo ha ben poco e che soprattutto non vuole essere il tema dell'articolo. Una lezione, perchè ora che lo stesso Mentana non ha a che fare con i suoi editori, di Mediaset, Rai, o giornali quotidiani che siano, può permettersi di dire ciò che tutti sanno ma che nessuno spiega ai giovani così come andrebbe fatto. Solo per questo, per aver detto quali sono i meccanismi che distorcono l'informazione da uno spettro più ampio e intellettualmente onesto, ne è valsa la pena ascoltarlo. Ipercritico, di una pungenza espressiva da far paura e a tratti sarcastica, nulla lascia al caso, e di questo gli va dato atto: è uno che con la comunicazione ci sa fare. Informazione, dicevamo. Crisi economica, intrecci col mondo politico, interessi personali. Mentana parte dalla figura dell'editore, ormai persona quasi sempre con doppio mestiere e doppio fine, per riassumere tutti gli intrecci che portano il proprietario di una qualsiasi testata di informazione a dar conto ora di un partito, ora di un altro, a dover seguire una linea che possa consentirgli di non rovinare i suoi piani di tipo economico, quasi sempre. La politica, poi, ha ben

intuito il ruolo della comunicazione e ben ci marcia su queste situazioni. Lecito a tratti, dice Mentana: un editore spende soldi, tiene economicamente su la baracca, è giusto che sia lui a decidere cosa si deve fare e come. E ai giornalisti cosa spetta? Il compito di non tradire mai il proprio lavoro, di resistere con la schiena dritta, di convivere con la propria coscienza. Solo così si può arrivare al punto che le cose comincino a cambiare. Non si può, ha continuato il giornalista milanese, essere arrivati al punto di giudicare la libertà di un organo di stampa da quanto alto è il tenore delle critiche o, al contrario, degli elogi rivolti a Silvio Berlusconi. Fare informazione corretta non significa non fornire opinioni. L'obiettività, difatti, e il corretto modo di formulare una notizia o un pensiero consistono nel mettere il lettore in condizioni di avere tutti gli elementi utili per formulare una propria opinione in merito. Significa anche stimolare il dialogo, “correggere i peggiori gusti del pubblico invece che assecondarli”, diceva Indro Montanelli, ricordato proprio quella sera, nella sua ulima lezione all'Università di Torino. E ancora, significa anche avere rispetto, per tutti ma alla stessa maniera. E cosa interessa al pubblico oggi? Una domanda di non poco conto, ma Mentana espone la sua teoria con scioltezza. Cosa tiene ancora in vita i giornali cartacei, quei quotidiani che alle sette del mattino sono già in ritardo di ore con gli aggiornamenti facilmente ritrovabili sul web? Mentana vede il ruolo dell'informazione stampata, ora come in futuro, nella connotazione dell'identità locale. La gente non è solita dare troppa importanza ai notizioni di apertura di qualunque testata stampata, perchè l'eco rimbombante delle tragedie, degli scontri politici e quant altro è ormai propinato con un'intensità tale che l'utenza non avverte più il bisogno di approfondire le questioni che, volenti o nolenti, ci vengono fornite tramite radio, internet, tv e chi più ne ha più ne metta. In altre parole, nessuna speranza di tenere testa alla velocità e alle potenzialità dei notiziari dei siti

web o delle televisioni. D'altro canto, tuttavia, la gente avverte sempre più l'esigenza di utilizzare la carta stampata per soddisfare le sue esigenze di informazione riguardante le proprie realtà locali, la propria terra, ciò che la caratterizza e le questioni, politiche o sociali che siano, che vengono portate alla ribalta giorno per giorno. In questo, dice Mentana, i quotidiani che ogni mattina troviamo nelle edicole e nei bar sono e rimarranno insuperabili se sapranno coltivare questa possibilità che, per forza di cose, gli altri mezzi di informazio-

ne non hanno perchè molto più interessati alla velocità e alla urgenza espressiva di raccontare cosa accade nel mondo. Difficile, racconta Mentana con un curioso aneddoto, che una signora si soffermi troppo a leggere le sei pagine di apertura che parlano della morte del Papa. Più semplice e probabile, è che si diriga dopo una lettura veloce del resto ad approfondire cosa viene raccontato di rilevante, sotto qualsiasi punto di vista, della propria terra o del proprio paese. Fabio Cofano

DIECI ANNI DI “PASSIONACCIA”

foto: Chicco Saponaro

“Il giornalismo, quando è giornalismo vero e buono, ha da essere sano, svelto, giovane”. Proprio come giovane è la redazione che ha deciso di festeggiare, con una grande serata, i primi dieci anni del suo giornale, “Inchiostro Vivo”, testata del liceo da Vinci di Fasano. L'evento, tenutosi presso l'Auditorium del Centro Risorse, è stato un importante momento di riflessione sul tema del giornalismo. A dare lustro alla serata, un ospite davvero speciale: Enrico Mentana, fondatore del Tg5 e del programma di approfondimento Matrix. Prima del suo intervento, Mentana si è prestato con simpatia e freschezza a un'intervista fotografica realizzata dai due presentatori della serata- anche loro membri della redazione. Vari i temi che sono emersi durante la chiacchierata: il suo esordio, la folgorante carriera, i pro e i contro dell'attività giornalistica e soprattutto la grande passione per questo lavoro. O, per meglio dire, “Passionaccia”, come lui stesso l'ha definita nella sua opera prima e unica, come ha tenuto a precisare. Al termine dell'intervista, il grande ospite ha brillantemente esposto una profonda riflessione sulla stretta connessione tra giornalismo e crescita del territorio, sottolineando quanto importante sia una informazione locale completa, al servizio della comunità, che persegua sempre il vero con obiettività, affinché i lettori possano interpretare la notizia liberamente, senza condizionamenti di sorta. Per concludere la serata, un emozionato intervento della professoressa Teresa Cecere, entusiasta responsabile del progetto, la quale con gran fervore ha espresso l'amore per la sua attività e il grande affetto che la lega ai suoi redattori. Serena Rosati


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CIRRI E BUCCIA DI BANANA

“Cammina e cammina... ” e incontrai un passerotto infreddolito. “Cammina e cammina... ” e incontrai l'uomo nero. La favola ha bisogno di frasi strafritte per funzionare. Il bambino, oltre il lieto fine, ha bisogno di luoghi comuni, come quando ci si alza la notte e, al buio, si sa già dove sta il comodino o le ciabatte o il percorso per dirigersi al bagno. Un sorso d'acqua e passa la paura dell'uomo nero. Cammino senza una meta, il freddo mi rende paonazza la punta del naso, un po' mi vergogno quando passo accanto a un'enoteca. Non so che fare, questa città offre poco o quasi niente: teatri chiusi, festival dagli abbonamenti dai prezzi proibitivi ed esorbitanti, quasi a voler fare barricate tra la cultura e la

cassa integrazione. Le vetrine dei negozi offrono saldi made in China, le nuvole in cielo indicano l'ora del rientro, mentre il passerotto torna al suo nido sul lampione metallico dalla luce elettrica al neon. I conti in tasca e quattro spiccioli per niente, tiro un calcio al vuoto, fantasticando d'essere un calciatore pluripagato. Trascinando pensieri futili e le fortuite occasioni, arrivo in piazza facendo slalom tra auto parcheggiate su scivoli per carrozzine. Scivolo su niente, e mi dispiace: avrei voluto ci fosse un perché. Una buccia di banana, per esempio. La classica caduta che fa ridere perché si sa: è così. Essere la protagonista di un cartone animato sarebbe stato bello, perché scontato

e la cosa mi avrebbe fatto sentire immersa in un luogo comune, affogata nel lago della banalità. Nella bacheca del cinema leggo il titolo di un film: “Cado dalle nubi” è una frase anomala e usitata simultaneamente, che sconvolge un modo di dire pur riconoscendolo. Casco dai cirri e la buccia si va a far friggere come un platano. Ecco come accalappiare gli adulti bambini, quelli che ancora ridono per la scivolata su una buccia di banana. Ma la massima dice nuvole, mica nubi! Io so di più, posso criticare, posso parlarne. Ora vedo la pellicola e dimostro di essere più bravo. Una trappola maldestra, come maldestro è il personaggio. E' un uomo stralunato, nato bambino e continuato a esserlo, che vive nel mondo degli scivoloni provocati da bucce del frutto preferito dalle scimmie. La storia è sempre la stessa: ma così dev'essere. Una specie di Massimo Troisi in “ricomincio da tre” mortificato e scimmiottato, dove gli intellettuali si sostituiscono agli omosessuali. Mondi a parte, accettati più perché non li si comprende piuttosto che essere compresi da loro, e si alleggerisce il tutto con una risata. E va bene così. Mentre, prima, di certi temi non si poteva neanche parlare, ora ridere è comunque buon segno. Aleggia tra un fotogramma e un altro, la vecchia commedia dell'equivoco, dove si aggrega, trotterellando, una musica costante. La stessa cambia le parole diventando un tormentone nella trama ed è capace di uscire fuori dal cinema, a fine visione, attraverso i lobi della gente, come un acufene melodioso e facilmente orecchiabile. Il refrain subisce una metamorfosi antropomorfa astratta, nel quale s'identifica il medesimo protagonista. E' come un cantastorie che per le strade della vita, con l'ausilio delle identiche note, racconta di fanti, dame, cavalieri ed eroi che incontra nella vita. Non ci sono dubbi che la cinematografia pugliese, ultimamente stia vivendo un periodo fertile e non solo questa. Comici e musici calpestano palcoscenici di cabaret televisivi di portata nazionale, questo è dovuto certo a un background che ha origini antiche e sociologiche: un popolo che ha

vissuto il fenomeno dell'emigrazione propria e accolto quella di terzi, non può che arricchirsi e crescere di conseguenza. Una miriade di televisioni locali ha poi offerto l'orto dove coltivare “orecchiettecimedirapawood” maturata sotto “Lu sule, lu mare e lu jentu”: canzone, anzi inno regionale, del gruppo musicale degli Après La Classe. Perché da noi la classe non è acqua ma perenne alba sull'Adriatico argenteo mattutino. L'orgoglio pugliese occorre di questi tempi e preciso che il mio non è campanilismo, s'intenda, ma necessità e voglia di riscatto a lieto fine: come ogni commedia vuole che termini così. Ogni commedia ha un valore catartico, torniamo a casa e continuiamo a immedesimarci per un po', facendo le pulizie di primavera tra la materia grigia e la polvere dei retaggi culturali. Siamo del Sud, subiamo livelli di disoccupazione alta, per la maggior parte abbiamo in famiglia casi d'emigrazione, siamo nutriti d'estro e di pazzia razionale, accoglienti mentalmente e vacui allo stesso tempo, nostalgici della nostra terra argillosa e desiderosi di riscatto sociale. Il vento sventola le bandiere della coscienza: ciò può bastare, con la speranza che la catarsi continui e animi gli animi, anche i più confusi. La trama del film di Gennaro Nunziante, interpretata da Checco Zalone, ha la sua conclusione dopo funamboleschi episodi, nei colori del Sud. Riemergono, come d'incanto, le bianche masserie, che ospitano ricevimenti nuziali invidiati da tutti, e primeggiano rievocando sensazioni modaiole; mentre mi ritorna in mente la scena finale del film girato in parte a Fasano: “L'estate di Bobby Charlton” del 1995 di Massimo Guglielmi, dove tutto termina in una sorta di baldoria nostalgica, di ripiego ma necessaria. La storia si ripete nel canovaccio, come uno strofinaccio trasandato, ma le interpretazioni mutano, com'è ovvio che sia, a seconda del pubblico che si vuole attirare e del guadagno che si punta a ottenere. Torno a casa e penso tra me e me che per fortuna non mi sono slogata la caviglia. Giullaremissiva

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I dubbi dubbi del Prof. Nicola Fiume

LA SCUOLA La scuola è una cosa seria. Mo' che finite di rotolarvi per terra dalle risate, statevi composti che devo finire di leggere. La scuola è costituita dai seguenti elementi: 1) Preside; 2) insegnanti; 3) alunni; 4) personale ausiliario; 5) personale di segreteria; 6) cemento armato; 7) tufi; 8) mobilio; 9) bar. Gli elementi 3 e 7 sono intercambiabili. L'elemento 6 è sempre più latitante e se viene uno pure con una pistola ad acqua, la scuola subito si arrende perché non è più in grado di difendersi come quando il cemento era veramente armato. Ognuno degli elementi precedenti ha un ruolo preciso nella scuola per cui esistono gli insegnanti di ruolo, il personale ausiliario di ruolo essere, il personale ausiliario di ruolo avere, i presidi di ruolo e finanche gli alunni di ruolo che sono quelli che vengono bocciati sempre ed hanno titolo a rimanere nella scuola fino all'età della pensione. Tutti gli elementi precedentemente elencati sono indispensabili affinché esista la scuola, ma ce n'è uno più indispensabile di tutti gli altri: il bar. Infatti il bar è l'unico elemento nel quale è possibile ritrovare tutti gli altri elementi, alunni compresi e soprattutto. Il bar è dunque un momento indispensabile di aggregazione: durante la ricreazione si va in classe. Gli alunni sono molto importanti nella scuola, ma anche nel cortile della scuola dove normalmente bighelloneggiano a stuoli. Gli alunni sono molto importanti nella scuola perché: 1) collaudano il grado di resistenza delle strutture e del mobilio; 2) favoriscono la profonda riflessione esistenziale da parte degli insegnanti sul chi siamo, da dove veniamo e dove andremo a finire; 3) permettono di stabilire con sufficiente certezza che quello che sanno non l'hanno imparato a scuola. Anche gli insegnanti sono importanti nella scuola ma non come gli alunni: se un alunno spara un insegnante va capito, se un insegnante spara un alunno va massacrato. Il corpo insegnante è molto assortito: gambe, braccia, naso, orecchie, testa, addobbi vari. Le teste non sono tutte uguali … per fortuna, ma è meglio non entrare nei particolari se no si rischia la censura. Gli insegnanti si dividono in intelligenti ed intelligenti, capaci e capaci, disponibili e disponibili (così non si offende nessuno). Circa le risorse intellettuali ed umane in genere, gli insegnanti sono molto modesti rendendomi conto che il termine modesto potrebbe dare adito ad equivoci. Bene, equivocate pure. Fisicamente però, non possono bluffare e qui la distinzione è più marcata: giovani e vecchi, uomini e donne, belli e brutti, bianchi e neri, Ricchi e Poveri, Toto Cutugno e Matia Bazar. La distinzione più importante è quella tra giovani e vecchi e si genera parecchia confusione giacché ci sono insegnanti giovani che sembrano giovani, insegnanti vecchi che sembrano vecchi, insegnanti vecchi che sembrano giovani ed insegnanti giovani che sembrano vecchi. Poi ci sono anche degli insegnanti che non sembrano proprio. Per complicare ulteriormente le cose ci sono alunni vecchi che sembrano insegnanti giovani ed alunni giovani che sembrano insegnanti in fasce. Il rapporto insegnante-alunno è molto importante ma anche pericoloso se l'alunno è minorenne, e si rischia la galera. Gli insegnanti sono molto importanti perché: 1) consentono a tutte le categorie di lavoratori di sfogarsi in momenti particolarmente difficili data la loro presunta condizione estremamente invidiabile: in qualità di insegnante, a casa mia ho perso il diritto di lamentarmi; 2) Permettono di verificare sotto il profilo medico qual è la soglia oltre la quale si rischia l'esaurimento; 3) Mandano gli alunni al bagno. Gli insegnanti si dividono ancora in buoni e cattivi. Gli insegnanti buoni sono quelli che vanno d'accordo con gli alunni ed alla fine dell'anno scolastico li promuovono … perché vanno d'accordo con gli alunni. Gli insegnanti cattivi sono quelli che non vanno d'accordo con gli alunni ed alla fine dell'anno li promuovono lo stesso perché intervengono gli insegnanti buoni … che vanno d'accordo con gli alunni. Alla luce di questa sacrosanta verità il quesito che ci si pone (mi pongo) è: “chi cazzo me lo fa fare a fare l'insegnante cattivo tutto l'anno se poi li devo promuovere lo stesso?!” Gli insegnanti si dividono ancora … ma dividi e dividi non è rimasto più niente: categoria in via di liquefazione. Facciamo l'ultima divisione e con una lente di ingrandimento individueremo a fatica porzioni infinitesimali di insegnanti di destra ed insegnanti di sinistra che una volta, ricordo con nostalgia, si prendevano a mazzate che era una meraviglia ai cortei, alle assemblee, ai comizi. Veramente stavano pure gli insegnanti di centro, che stavano al centro (dove dovevano stare?!) … e si godevano lo spettacolo delle mazzate che si menavano gli insegnanti di destra e quelli di sinistra. Adesso le cose sono cambiate, gli insegnanti di destra e quelli di sinistra non si menano più perché non stanno più né a destra né a sinistra: mo' stanno tutti al centro, tutti in mezzo … in mezzo a una strada!!! la vignetta è di Cosimo Rosati


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la vignetta è di Angela Rubino

FELICI MA TRIMONI* Mariastella Gelmini si è sposata. Cavoli suoi direbbe una persona educata. Cavoli del marito, direbbe qualsiasi studente italiano, anche lui fin troppo educato. Potremmo chiudere qui la vicenda e occuparci d'altro, ad esempio del disastro scolastico italiano causato dalla novella sposa. Ma non ce la sentiamo di rovinare la luna di miele alla ministra. Anche perché è risaputo che la su menzionata è incinta (ma appena appena): guai turbare lo stato psichico di una puerpera, ciò potrebbe causare traumi al feto e già il poverino dovrà subirne uno notevole apprendendo di essere figlio di cotanta madre. In molti hanno ironizzato sul fatto che l'attuale signora Gelmini (in Patelli), sedicente cattolica dell'area di Comunione e Liberazione, si sia spostata in comune con rito civile, con un divorziato e per di più incinta. Insomma diciamo le cose come stanno: Mariastella passa con estrema disinvoltura dagli esami di riparazione ai matrimoni riparatori. Altro fatto curioso è che la cerimonia si sia svolta, nel Comune di Sirmione, a mezzanotte e un quarto. Come una Cenerentola al contrario, la ministra ha atteso mezzanotte per coronare il suo sogno d'amore di novella principessa salendo su una splendida carrozza. Al mattino il neo

marito, svegliandosi, ha ritrovato la solita zucca: e non si trattava della carrozza. Qualcuno ha letto, in questa strana scelta dell'orario notturno, un chiaro omaggio al Presidente del Consiglio Berlusconi (Silvio, tessera P2 n° 1816), infatti, non sia mai che un membro del suo governo faccia qualcosa alla luce del sole. La cerimonia, in forma strettamente privata, è stata poi ripetuta il giorno dopo a mezzogiorno alla presenza degli invitati. La sposa ripetente ha avuto l'onore di ospitare il suo mentore mentitore: il nostro amato premier. Il povero (si fa per dire) Silvio è stato protagonista di un altro evento che lo farà passare alla storia: un gruppo di facinorosi, certamente comunisti, ha lanciato oggetti al gruppetto nuziale. Uno di questi oggetti ha colpito il premier in pieno volto. L'oggetto, successivamente identificato come un chicco di riso, è stato consegnato alla Procura della Repubblica. L'avvocato onorevole Niccolò Ghedini ha annunciato prontamente l'intenzione di denunciare per tentato omicidio tale Di Riso Chicco residente in Sirmione e segretario della locale sezione di Rifondazione Comunista. Come potete immaginare, l'epopea di Silvio non si conclude certo a Sirmione. Apparso il 23

gennaio, con la consueta chioma asfaltata, al matrimonio della sua ministra, due giorni dopo (il 25 gennaio) appariva calvo davanti all'Ospedale San Raffaele di Milano. Cos'era successo ai capelli? Perché non erano sul cranio dell'utilizzatore finale della D'Addario? Il compito di chiarire il tutto veniva ancora una volta ottemperato dal sempre valido Niccolò Mavalà Ghedini, il quale dichiarava alla stampa che i capelli del Presidente del Consiglio, il giorno 25 gennaio, avevano un legittimo impedimento e pertanto non potevano comparire. E a questo punto il miracolo si compie davvero: il 27 gennaio, a soli due giorni dalla loro scomparsa, i capelli resuscitano sulla calotta presidenziale. Di nuovo la chioma bitumata orna le sacre tempie berlusconiane. Come si spiega tutto ciò? Azzardiamo alcune ipotesi. La prima è che giorno 25, dovendosi sottoporre a visita per valutare i postumi dell'aggressione

subita in piazza Duomo alcuni mesi fa, i nodi stessero per venire al pettine e i suoi avvocati gli abbiano consigliato la calvizie. La seconda è che i capelli di Berlusconi siano come i suoi neuroni: scompaiono e poi ricompaiono all'improvviso quando meno te l'aspetti. La terza ipotesi è che Berlusconi sia in realtà un Supersayan, per ave rne confe rma bas te rà aspettare che diventi biondo, vorrà dire che avrà raggiunto il terzo livello. La quarta ipotesi è che il giorno 27 gennaio, celebrandosi la giornata della memoria, si sia ricordato di mettersi il parrucchino. La quinta, spietata, possibilità è che in realtà Berlusconi si sia clonato e che quindi adesso ce ne siano in giro due: uno con i capelli e uno senza. Il che vorrebbe dire che non ce ne libereremo mai. * Ci scusiamo per l'errore di spaziatura nel titolo, ce ne siamo accorti tardi e non abbiamo potuto correggerlo. J


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Figli di…

CONDANNATI A COMBATTERE

Ci sono vantaggi e svantaggi nell'essere figlio di qualcuno che conta, il cosiddetto figlio di papà; così come ci sono vantaggi e svantaggi nell'essere figlio di nessuno. In un sistema in cui le raccoman-

mensile www.ilmenante.it Direttore responsabile Aldo Carbonaro direttore@ilmenante.it Redazione Via F.lli Rosselli, 51 - Fasano tel./fax 080.4427696 redazione@ilmenante.it Grafica - donlegro Stampa Martano Editrice srl - Lecce iscritto col n. 3/04 nel Registro della Stampa presso il Tribunale di Brindisi

Anno VII - n. 2 Chiuso il 10 febbraio 2010

dazioni imperano e sono pure efficaci, la buona parola del papino può essere di grande utilità, per esempio per accedere ad un facoltà prestigiosa oppure per trovare un posto di fatica (si fa per dire) senza troppi sacrifici. Talora però, i papini rompono o perché impongono regole alla prole, o perché la figliolanza è animata da sfrenati pruriti di indipendenza. Ciò non capita ai figli di nessuno che, a forza di sbracciare e sgomitare, hanno la speranza di costruire qualcosa e di poter affermare “l'ho fatto io, da solo”; poi, forse, nella solitudine di una stanza, sono affranti perché di un padre hanno davvero bisogno, e non solo per soddisfare esigenze materiali. Celeberrimo figlio di… è il Piersilvio nazionale, figlio del ben più noto Silvio. Le sue gesta? Per quanto riguarda l'attività lavorativa, pare sia impiegato in Mediaset, non nel senso che fa il dipendente, ma nel senso che ne è addirittura il vicepresidente. Come sia arrivato così in alto? Non certo per merito suo, e se anche fosse così,nessuno è disposto a rammentarlo. Ancor più difficile è apprezzarne le doti manageriali, mentre è abilissimo nell'attirare il gossip; in questi

giorni è un gran vociare perché aspetta un figlio da una ex letterina, anch'essa destinata all'oblio, se non fosse che è la nuora del Berluska. La vita del figlio di papà è difficile anche nei piccoli centri, anzi forse è più dura che nelle metropoli. Per esempio, se l'influenza paterna dovesse manifestarsi addirittura, non solo per la professione, ma anche per la politica? Poniamo il caso di un giovane consigliere comunale , ingegnere, figlio di un ingegnere che ha fatto pure il sindaco. Stesso partito politico, ovviamente. Immaginiamo addirittura che il sindaco conferisca al consigliere ingegnere una delega ai lavori pubblici, provocando un'unanime reazione collettiva: “e si capisce, è figlio di papà”. Quanti hanno mai immaginato come possa sentirsi in certi momenti il consigliere ingegnere, figlio di un ex sindaco, a sua volta ingegnere, cui è stata affibbiata proprio una delega ai lavori pubblici. Stritolato fra un padre ingegnere e pure ex sindaco, onnipotente e onnipresente, e il

desiderio di provare a farcela da solo. Anche perché, qualche tempo fa, il giovane consigliere ingegnere è stato anche coinvolto, suo malgrado e involontariamente, in una losca faccenda di un incarico tecnico conferito in maniera per così dire stravagante ed ora al vaglio dei competenti organi. Forse in certe circostanze è meglio essere figlio di nessuno? E' possibile trascorrere la vita a fare finta che il famoso padre non ci sia, pur quando il suo spirito aleggia? Che dovrebbe dire il povero Piersilvio che del padre porta pure il nome e non solo il cognome? Le risposte sono ardue. Intanto i figli di papà e i figli di nessuno sono condannati a combattere quotidianamente, chi con la diceria di “raccomandato”, chi con quella di “sfigato”. Non è che la soluzione al dilemma risieda nella speranza che entrambi siano anche figli di … buona mamma? E che la mamma non se ne abbia a male. Il Tulipano Nero

Stazione di servizio

BAR TABACCHI

Aperto dal lunedì al sabato in orario continuato 4:30 - 21:00 Tutte le domeniche dalle 4:30 alle 13:00

Piemme Petroli snc Via Roma Fasano - Pezze di Greco


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I «BOLLENTI SPIRITI» DI PUGLIA: ENERGIA IN MOVIMENTO

«Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero.» (Mahatma Gandhi) I giovani del Sud sono energia implosa, intrappolata nel contenitore ermetico del sistema politico ed economico dei giorni nostri. Una generazione di figli senza eredità, di fenomeni con le zavorre ai piedi: una generazione inquieta e insoddisfatta con le ali recise, condannata all’esclusione e alla precarietà. È la generazione delle passioni tristi, del lavoro precario, dei concorsi truccati, delle spalle protette, delle intelligenze sprecate; degli uomini soli e vagabondi, senza domani, senza casa né famiglia, senza futuro nella propria terra, senza radici: una generazione violata nella speranza e nell’entusiasmo, senza slanci né prospettive… E invece no! I giovani del Sud sono energia pura in movimento che si libera squarciando i cieli della propria terra…, riappropriandosi della propria vita nella propria

terra. I giovani del Sud sono energia creativa, sono sinergie di idee che diventano realtà e cambiano la Puglia. I giovani del Sud sono Principi Attivi in grado di promuovere lo sviluppo della propria terra. Sono folli che genialmente cambieranno il mondo…; sono vulcani in continua eruzione. Sono uomini e donne che studiano, che lavorano con animo e corpo, che non accettano compromessi e che si rifiutano di vivere all’ombra dei dinosauri… Sono giovani con sete di lavoro e di progetti di vita. Questo, il Governatore Vendola lo ha capito bene e scommette su di loro, sui Bollenti Spiriti di Puglia, che da tempo aspettavano di essere liberati per spiccare il volo verso un Ritorno al Futuro, il loro futuro; che da tempo aspettavano di far sentire la propria voce, i propri pensieri, scoprendo all’improvviso di avere un ruolo da svolgere, un contributo da offrire. È la Regione Puglia che aiuta economicamente i giovani a rincorrere i loro sogni, a trasformarli in progetti concreti, stimolando la loro creatività ed il loro entusiasmo, il loro talento, la voglia di partecipare e di lavorare in sinergia per un fine comune. Si chiama proprio Bollenti Spiriti il programma della Regione Puglia dedicato alle Politiche Giovanili: un disegno rivolto all’intera categoria dei giovani, considerati il vero motore della rinascita sociale, economica e culturale della nostra regione, la fonte inesauribile delle soluzioni migliori. Con una spesa complessiva di oltre 120 milioni di Euro, Bollenti Spiriti rappresenta il più importante investimento economico mai realizzato da una

regione italiana in favore delle giovani generazioni: tra le iniziative in corso, borse di alta formazione per neolaureati (Ritorno al Futuro), finanziamenti per la ristrutturazione e la trasformazione di 150 edifici abbandonati da dedicare

all’espressione della creatività giovanile (Laboratori Urbani), finanziamenti per giovani idee per una Puglia migliore (concorso Principi Attivi)… e tanto altro. Evviva la Puglia che cambia: la Puglia dei giovani senza paure! Mariangela Turchiarulo

BIF&ST: CINEMA… CHE PASSIONE! Dopo il successo dell’edizione numero zero dell’Italia Film Festival (Menante, Febbraio 2009), dal 23 al 30 gennaio scorso, si è svolta a Bari l’edizione numero uno della più grande manifestazione internazionale sul cinema mai organizzata in Italia: il Bif&st (Bari International Film&Tv Festival), ancora una volta sotto la direzione artistica di Felice Laudadio. I numeri sono strabilianti: in circa 45.000 hanno partecipato ai 331 eventi distribuiti in poco più di otto giorni, nelle sale cinematografiche della città di Bari, letteralmente prese d’assalto da un pubblico eterogeneo, vivace e appassionato. Si è trattato di proiezioni, repliche, lezioni di cinema da parte di grandi autori, seminari, convegni, conferenze stampa, con una nuova sezione dedicata a tv movie, fiction e serie tv. I 54 film delle retrospettive dedicate a Rosi, Petri, Volonté , Guerra e i migliori 80, tra lungometraggi, documentari, cortometraggi, hanno costituito l’ossatura portante dell’iniziativa. Nella prestigiosa sede del Festival, il teatro Petruzzelli, la giuria internazionale, presieduta da Margarethe von Trotta, ha premiato Marco Bellocchio, per il miglior film del 2009, «Vincere»; Margherita Buy, come miglior attrice per l'interpretazione de «Lo spazio bianco» di Francesca Comencini; Riccardo Scamarcio, come miglior attore per i film «La prima linea» di Renato De Maria, «Il grande sogno» di Michele Placido e «L'uomo nero» di Sergio Rubini. La maggior interprete del desiderio di riportare alle luci della ribalta internazionale il nostro cinema italiano è stata, ancora una volta, la Regione Puglia, quella del Presidente Vendola, quella che «crede ed investe nella cultura», quella che apre i propri confini fisici ed intellettuali al Mediterraneo, all’Europa e non solo. Di 1,3 milioni di euro, ben 900mila sono stati finanziati dalla Regione Puglia per organizzare l’evento. Lunga vita alla Regione Puglia! Lunga vita al cinema italiano! M. T.


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PUGLIA: UNA CASA PER IL CINEMA

L'ISOLA CHE C'E'

Detto… fatto (Menante, Febbraio 2009)! «Quella di oggi è una giornata felice. Il Cineporto, gli spazi aperti, il teatro, la musica, lo spettacolo nelle sue molteplici forme e i giovani che attorno a tutto questo si stanno muovendo sono il nostro petrolio. Quello buono che porta vero sviluppo. Sono la cultura contrapposta a Rosarno». È con queste parole che il Governatore Vendola, il 16 gennaio scorso, ha inaugurato il primo Cineporto del Mezzogiorno, nella città di Bari, grazie all'accordo di programma quadro «Sensi Contemporanei». Un'area di 1200 mq, all'interno del padiglione 180 della Fiera del Levante, ospita la nuova casa del cinema italiano. È qui che trova spazio la nuova sede dell'Apulia Film Commission, gli uffici di produzione audiovisiva, le sale casting, le sale trucco e parrucco, le sale costumi, i depositi e il laboratorio scenografie, un bar, gli spazi per la formazione professionale e per le riunioni. Non manca niente nella nuova fabbrica del cinema: c'è addirittura una sala cinema digitale full HD con dolby surround, con cabina per la traduzione simultanea, con conference desk e regia video remotata. La Puglia è ormai divenuta scenario per l'ambientazione di numerosi film, grazie all'irresistibile bellezza dei suoi paesaggi naturali e antropici, quelli che, per esempio, hanno ispirato le pagine del diario di viaggio on the road dello scrittore Lansdale, ne “I luoghi dell'altro”, presentato al Bif&st (sezione Puglia e cinema). Ora, grazie al Cineporto, in Puglia si potranno apprendere e sviluppare anche le professioni ed i mestieri che ruotano intorno alla produzione cinematografica, creando una vera e propria filiera della cultura del «Ciak». I giovani pugliesi potranno studiare, imparare e coltivare la settima arte, finalmente, nella propria terra d'origine. Ora possiamo già iniziare il countdown per l'inaugurazione del Cineporto di Lecce. M. T.

Immagina… Il fermento di Times Square : le urla, le risate, l'odore di pop corn, di hot dog, di fumo. I neon e le insegne luminose sulle facciate dei grattacieli. Poi la folla che si accalca e si spinge. E tu sei solo uno dei granelli di sabbia di questa folla. Questa è New York: La Grande Mela, la città che non dorme mai. Una meta da toccare, almeno una volta nella vita. Passeggiando per Manhattan si ha infatti la sensazione di essere al centro del mondo. Bastano poche ore di aereo per essere catapultati in un mondo paradossale, fatto di eccessi e incongruenze, finto e allo stesso tempo assolutamente vero. New York ha quasi un volto familiare, conosciuto e amato grazie alla televisione, musica e cinema. Ma trovarsi a tu per tu con i grattacieli di Manhattan è un'altra cosa. Ogni giorno non è mai abbastanza, nella Big Apple ogni angolo sembra aver qualcosa da nascondere quindi da scoprire. Nonostante l'eccesso, il lusso che si può incontrare sulla 5th o sulla Madison Avenue, New York non ti scoraggia anzi, ti rende parte integrante della sua bellezza. A volte mi accorgo che non bastano le parole per descriverla, quindi ti invito a preparare le valigie e volare verso "L'isola che c'è". E ricorda, come dice Frank Sinatra nella sua celebre canzone, "If i can make it there, I'll make it anywhere "[Se io ce la faccio lì, ce la posso fare ovunque]. Barbara Schena

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e-mail: antoniolacatena@libero.it Iscritto C.C.I.A.A. di Brindisi R.E.A. n° 106759 A.C.I. P.R.A. BR D000002434 - Aut. Prov. N° 997 del 29-09-2005


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GLI ALFIERI FASANESI DEL CICLOCROSS PROTAGONISTI A MILANO

Ernesto Angelini

Roberto Semeraro

Presso l'Idroscalo della città di Milano si sono svolti, il 9 e 10 gennaio scorsi, i campionati italiani di ciclocross, aventi la denominazione “Trofeo 32° Memorial mamma e papà Guerciotti” . Ben 800 atleti in gara presso il prestigioso impianto milanese, definito in tutto il mondo “La Scala del Ciclocross”) la Puglia, (62 atleti alla partenza nelle varie categorie), era tra l'altro una delle regioni maggiormente rappresentate. E i pugliesi si sono fatti valere, premiati sul podio da nomi del calibro di Gilberto Simone (vincitore di un Giro

Biagio Palmisano

Piero Laghezza

d'Italia) e Felice Gimondi, una delle glorie assolute del ciclismo italiano, attuale presidente della Active Bianchi: Maurizio Carrer (categoria M3) del team ha conquistato il gradino più alto del podio; delle due medaglie d'argento, poi, una è tutta fasanese: oltre alla salentina Sabrina Manco (categoria Donne Amatori), ha conquistato la piazza d'onore Ernesto Angelini (categoria M2), atleta di Pezze di Greco compagno di squadra di Carrer (Eurobike Corato). Il team pezzese GM Habitat, ormai da anni importante realtà ciclistica locale, ha visto piazzarsi così i propri

Fabio Amati

componenti: 5° posto per Biagio Palmisano (categoria M4), 9° posto per Fabio Amati (categoria Elite Master); 21° posto del giovanissimo Roberto Semeraro (categoria Juniores). Va detto però che sul piazzamento del ragazzo montalbanese (che ha ereditato la passione per le due ruote dal papà Peppino) pesa come un macigno la caduta su di un paletto delimitante il tracciato, che non gli ha consentito di recuperare le prime posizioni. Inoltre, ottimo 8° posto per l'altro atleta montalbanese Piero Laghezza (categoria M2) in forza al team FolgoreBike Pisa, che ci riferisce le proprie emozioni: “Siamo stati accolti da una capitale lombarda tappezzata di locandine della manifestazione, su cui spiccava la foto di una delle tante vittorie del grande compaesano Vito Di Tano, orgoglio del ciclocross pugliese, pluricampione mondiale e tricolore, quest'anno Responsabile del Percorso all'interno del comitato organizzativo. Il “suo” tracciato, reso durissimo e fangoso dalla abbondante pioggia, ci ha messi tutti, amatori e professionisti, davvero a dura prova. Sono stati giorni indimenticabili, che speriamo di poter rivivere ancora.” V.Z.

GIOVANI SPERANZE GIALLOBLU Sotto la competente e appassionata guida tecnica di Vito Calamo (già vice-allenatore del Fasano di Pettinicchio in serie D), la formazione Juniores della Nuova Montalbano Calcio sta disputando il Campionato Provinciale Under 18; l'idea di ricostituire il progetto Juniores è stata alimentata dall'entusiasmo dei ex massimi dirigenti del Montalbano nel biennio Promozione-Eccellenza, Franco D'Amico e Gianluca Cisternino,

che portarono nel 2006 la squadra Under 18 gialloblu a stravincere la prima fase per poi arrendersi solo in finale regionale contro il Nardò. Sfiorato il titolo di Campioni di Puglia, il progetto Juniores non ebbe poi seguito a causa dello scioglimento di quel sodalizio. Ora, con la promozione in seconda categoria dell'ASD Nuova Montalbano Calcio, si torna ad avere anche una formazione di giovani speranze, composta per intero da ragazzi del comprensorio fasanese. Dopo un inizio davvero traumatico (3 sconfitte senza segnare nemmeno un gol) il giovane Montalbano ha conquistato i primi tre punti in casa; poi altre sconfitte, intervallate da due ottime prestazioni esterne con altrettanti pareggi a Villa Castelli e a Brindisi contro l'Appia. “Ora la classifica piange – ci riferiscono Calamo e Del Villano – con soli 5 punti, ma le ultime prestazioni stanno evidenziando un palese miglioramento della capacità di questi ragazzi (quasi tutti alla prima vera esperienza agonistica) di approcciare la partita. Purtroppo sotto porta spesso siamo davvero spreconi, mentre gli avversari ci puniscono alla prima occasione. In ogni caso stiamo gettando le basi per la rinascita e la crescita costante del settore giovanile gialloblu”. ORGANICO 2009/2010: Portieri: Vito Neglie, Ignazio Calianno. D i fe n s o r i : E n r i c o S e m e r a r o (capitano), Danilo Ruggieri, Giampaolo Crastolla, Michele Semeraro, Giacomo Latorre, Umberto Guarini, Vito Pace, Michele Ferrara, Giovanni Rubino. Centrocampisti: Giovanni Sisto, Francesco Calianno, Donato Laghezza, Alessandro Mola, Giovanni Schiavone, Nicola Vinci, Matteo Amati. Attaccanti: Antonio Natola, Marco Cisternino, Leonardo Micoli, Nicola Campanella. Staff tecnico: Vito Calamo, Giuseppe Del Villano, Piero Narducci, Ignazio Caramia, Cosimo Semerano. Vincenzo Zizzi


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UNA STORIA DI ATLETICA FASANESE Il Menante ha un occhio di riguardo per l'atletica fasanese. Interviste, risultati, piani di allenamento per i podisti della domenica. L'ultimo articolo, però, ci ha lasciato un po' di amaro in bocca. Abbiamo scritto di una gara che non si è più disputata, tralasciando altre competizioni ben riuscite come quella di Natale svoltasi a Pezze di Greco magistralmente organizzata dai podisti frazionali e la gara organizzata a Pozzo Faceto il giorno della Befana dal bravo e competente vigile-podista Michele Cuoco. Forse ci lasciamo trascinare da facili entusiasmi e non rendiamo un buon servizio ai lettori. Forse a Fasano lo sport è in mano a dirigenti poco professionali o non al passo con la bravura degli atleti. Spulciando tra le carte di un genitore che non c'è più, ho rinvenuto un tesserino da dirigente Fidal. Questo tesserino mi ha fatto tornare in mente storie ascoltate da bambino, di giovani podisti fasanesi che gareggiavano a livello nazionale. Per riscattarmi dalla delusione di una gara “fantasma”, ho provato a ricordare chi di quelle storie era protagonista e gareggiava in vere gare di Atletica (con la a maiuscola!). Pierino Livrano, dirigente comunale oggi in pensione e presidente della S.S. Atletica Fasano negli anni settanta, ecco chi mi può aiutare! Dove potevo trovarlo? Ma è logico, in palestra a fare attività fisica. Chi altri mi poteva aiutare a raccontare questa storia… Dottor Livrano, ci parli della sua esperienza da presidente della S.S. Atletica Fasano. L'Atletica Fasano nasce nel 1975 per caso. Mi trovai ad accompagnare per il Comune di Fasano un manipolo di giovani podisti alle finali nazionali dei campionati italiani studenteschi di corsa campestre. In quella occasione Zizzi, Tafuri, Mastro e Savoia vinsero inaspettatamente il titolo. In quella competizione, tra l'altro, gareggiavano atleti poi olimpici come Stefano Mei. Questi ragazzi, di eccellente livello, tutti provenienti dalla scuola media “G.Bianco”, mi invogliarono a costituire la Società Sportiva di atletica. Ma la società nasce anche per la mia passione per l'atletica. Da giovane avevo infatti gareggiato per la Polisportiva Fasano. Gare di corsa campestre, di mezzofondo, campionati studenteschi tutto a livello provinciale o regionale; quei giovani mi avevano fatto risvegliare una passione giovanile. Chi componeva la società? Era una società fatta in casa. Io presi il brevetto di allenatore e con i ragazzi e le loro famiglie organizzavamo trasferte e allenamenti. Ci si allenava a Pezze di Greco. La pista era sterrata, poi fu sistemata. Mancava tutto, c'erano problemi di agibilità ma noi lavoravamo con il massimo impegno. Chi erano gli atleti? Tafuri, Mastro, Savoia e Zizzi furono i primi. Poi De Leonardis, Ferrara (grande nelle volate), i gemelli Di Bari, Monopoli e tanti altri che si aggiungevano nel tempo. Le attività praticate erano tutte del mezzofondo, veloce e non. Il livello delle gare? A livello provinciale non c'era storia, dominavamo. Solo qualche francavillese allenato da Incalza (oggi tecnico di livello olimpico con i Leone, Andriani ecc) poteva impensierire i nostri. A livello regionale si competeva contro gli atleti del CUS Bari. A livello nazionale abbiamo avuto una serie di exploit. Savoia, per esempio, aveva tempi di assoluto rilievo nei 5000, De Leonardis eccelleva negli 800 e nei 1500. Parecchi di questi ragazzi li ho rivisti gareggiare dopo tanti anni in società amatoriali…e ci ho gareggiato insieme. Ho infatti praticato attività amatoriale nell'atletica Casalini dove ho disputato gare come over 50. Ma torniamo ai nostri ragazzi Avevate rapporti di collaborazione con la scuola? A parte il primo approccio, infatti questi erano ragazzi che avevano iniziato l'attività con la scuola, abbiamo proseguito l'attività indipendentemente. A volte ci si allenava anche nelle strutture della “Bianco” (mi ricordo la “buca” per fare salto in lungo), ma nessuna collaborazione.

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Ci può raccontare di qualche storia particolare? Non vorrei fare un torto ai tanti atleti che hanno militato nella nostra società, ma di storie particolari ce ne sarebbero tante. Il ricordo va ad un atleta su tutti, un talento, Vittorio Mastro. Da giovanissimo saltava tranquillamente oltre i 7 metri in allenamento e in gara un suo record assoluto giovanile è durato per anni. Basta pensare che gli 8 metri in Italia furono superati da un seniores (Evangelisti) solo qualche anno dopo. Che talento. Per me poteva diventare un atleta da Olimpiadi se avesse avuto la costanza e la fortuna di poter lavorare in un centro più idoneo. Dopo l'esperienza nella nostra società andò a gareggiare a Brindisi sotto il professor Montanile, uno dei tecnici più bravi della Puglia. A Fasano saltava in una pista dove lo spazio per la rincorsa era ridicolo. Era un atleta eclettico, velocissimo, bravo in parecchie specialità. Sembra di avere un “amarcord” vedendo il leccese Greco, costretto ad allenarsi da solo, di nascosto, sulla pista di Traviano di notte…Però Greco è diventato un atleta olimpico, Mastro si è perso per strada. E che dire di Savoia con tempi assoluti sui 5000 metri. O le volate di Franco Ferrara. Attualmente seguo con piacere Tafuri che ha continuato con il mezzofondo e il fondo, arrivando a tempi eccezionali nella maratona. Erano tutti ragazzi con poche pretese, tutti bravi ragazzi. E ricordo i gemelli Di Bari, davvero bravi ma sfortunati nella vita. Come mai è finita? Dopo quattro anni di attività ho dovuto fare scelte diverse. Ero un po' il fac-totum della società. Le strutture erano poche e non idonee ed era poca la gente che ci dava una mano. Tutto il peso era su di noi, atleti e tecnico. Parecchi di quei ragazzi smisero, altri, come Mastro continuarono per qualche altro anno. Nessuno, però, ha continuato in modo serio e professionale, pur essendoci talenti nel gruppo che lo avrebbero potuto fare. Che ne pensa dell'attuale movimento podistico fasanese? Sinceramente credevo che questi appassionati potessero creare una società che investisse sull'attività giovanile con allenatori e una logistica tale da poter creare qualcosa di serio. Mi sono sbagliato. Si è rimasti a correre da amatori, per divertimento, la domenica, spesso senza una adeguata preparazione. Manca una vera scuola di atletica. Come mai questo declino dell'Italia in discipline come il mezzofondo che ha regalato per lustri tanti allori internazionali? A parte l'avvento gli africani, i giovani italiani sono attratti da sport più remunerativi. Non c'è più il fascino dell'Atletica, il dover sudare e costruire allenamento dopo allenamento prestazioni di rilievo. Ci vuole tempo e le soddisfazioni sono poche. Anche i Media danno poco spazio alla regina delle attività sportive. La scuola non aiuta, non c'è un avviamento serio come avviene in altre nazioni. Non parliamo poi della mancanza di dirigenti competenti e di strutture idonee. Che commenti possiamo fare. Abbiamo scritto di veri atleti! Ci rivorrebbero appassionati che creassero un movimento serio, una vera scuola di atletica. Oggi ci si divide, ci si vanta di risultati modesti, si ha voglia di apparire. Ma di costruire qualcosa di professionale non c'è neanche l'embrione di una idea. E noi ci abbandoniamo ai ricordi. Gianluca Monopoli

72015 LAURETO DI FASANO - VIA CALEFATI, 52 TEL.: 080.4434096 - 336.712026 - 338.6758130


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Karate Fasano I SUCCESSI DELL'ASD CSEN

Nelle festività natalizie si è tenuta a Veglie (LE) la tradizionale Coppa di Natale di Karate specialità Kata organizzata dall'Acsi. Manifestazione semiprofessionistica che come metro di valutazione usava il regolamento della World Karate Federation; una gara che i giovanissimi Atleti dell'Asd Csen Fasano – Karate non potevano perdersi. Per festeggiare al meglio il natale hanno pensato di portare a casa il primo Posto con Rosa Vinci, categoria Junior/Senior bianca e due secondi con Angelo Palmisano, categoria Junior/Senior bianca-gialla e Giuseppe Spalluto categoria Junior/Senior Nere. Una nota di merito, per il brillante risultato degli atleti, è sicuramente da ascrivere al Maestro Antonio Argento Loconte (III° Dan F.I.J.L.K.A.M.) che avvalendosi della collaborazione del Docente Tecnico Nazionale Maestro Giuseppe D'Arpa (quinto Dan F.I.J.L.K.A.M.), con tanta pazienza e amore per la disciplina, ha iniziato a preparare i suoi atleti ad affrontare gare molto impegnative. F.A.

www.bluver.it

Ormai tutti hanno l'intervista doppia. Solo il Menante ha la doppia intervista dei cugini Marx.

NOME Francesco COGNOME Trapani SPORT Pallamano HAI INIZIATO A GIOCARE A 13 anni HAI INIZIATO AD ALLENARE A 21/22 anni CURRICULUM DA COACH Junior Fasano (circa 15 anni, prima il settore giovanile e poi la squadra di Elite) e Casarano negli ultimi due campionati, vincendo il campionato lo scorso anno. LA VITTORIA PIU' BELLA Quella sportiva deve ancora venire, nella vita la nascita di mio figlio. LA SCONFITTA PIU' DURA Mi auguro che ce ne siano sempre altre. IL GIOCATORE CHE VORRESTI (O AVRESTI VOLUTO) ALLENARE Non mi sono mai posto il problema. LA SQUADRA CHE VORRESTI (O AVRESTI VOLUTO) ALLENARE Sembrerà scontato ma è la squadra della mia città, quindi desiderio esaudito. IL GIOCATORE PIU' FORTE CHE HAI MAI ALLENATO Come curriculum certamente il campione olimpico 1984 Kuzmanovski, ero aiuto allenatore quando venne a Fasano. Ritengo però forti e degni di considerazione quei giocatori che si mettono a disposizione della squadra e anche giocando poco contribuiscono a costruire giorno per giorno quegli equilibri che fanno la differenza fra una squadra e un gruppo di giocatori. IL GIOCATORE PIU' FORTE CONTRO CUI HAI GIOCATO Io ho giocato a bassi livelli, quindi nessun avversario era particolarmente forte a tal punto da rimanermi in mente. Ma uno sì che mi è rimasto in mente: quello che mi ruppe il ginocchio a 24 anni, in uno scontro di gioco, interrompendomi la carriera, Gigi Toscano, adesso siamo amici e colleghi. IL TUO TEAM IDEALE, FAI LA FORMAZIONE La nazionale francese ma allenata da me. Di Pierharpo Marx

Dopo aver allenato per tanti anni a Fasano, l'anno scorso ha guidato vittoriosamente il Casarano. È vero che nello scontro diretto, durante i time-out, succedeva un casino perché tutti i giocatori fasanesi venivano istintivamente presso la sua panchina per ricevere indicazioni? Io non me ne sono accorto, forse voi dagli spalti avevate una visuale migliore. L'ultima volta che la intervistammo noi de il Menante, si era appena dimesso dalla guida della Junior Fasano, adesso la intervistiamo dopo la cessazione del rapporto col Casarano. Come passa i periodi di disoccupazione, oltre a farsi intervistare dal Menante? Mi sa che o voi portate iella o siete peggio degli avvoltoi. Comunque non sono in ferie poiché mi tocca lavorare seriamente. Parliamo della Nazionale, se la sentirebbe di allenarla? Visto che attualmente abbiamo un allenatore spagnolo e le buschiamo anche dal Burkina Faso, almeno con lei (perdere per perdere) risparmieremmo lo stipendio del traduttore. Non siamo ancora scesi così in basso, al punto da chiamare me, ma se continuiamo di questo passo.... Il presidente della Junior Fasano, Angelo Di Carolo, ha un buon passato da giocatore e da allenatore ma non vinciamo mai nulla. Le vicende di Conversano e Casarano dimostrano che per vincere gli scudetti ci vuole un presidente che non capisce un tubo di pallamano? Chi vince, qualcosa la capisce. Se le dicessimo che Flavio Messina ha finalmente imparato a tirare in porta, ci crederebbe? Flavio Messina ha sempre saputo tirare in porta, spesso sul portiere, ma quasi mai fuori dalla porta. Scià, tagliamo su qualcuno. Che ci dici dell'attuale allenatore del Fasano, Dumnic? Sta lavorando bene, se è alla seconda stagione in panchina vuol dire che la società è soddisfatta. Lei è noto per la sua modestia. È vero che quando è diventato papà, a chi le faceva i complimenti, lei ha dichiarato “il merito non è mio ma dei giocatori”? No, è di mia moglie. Di Piergroucho Marx


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Il Menante n. 2 - febbraio 2010