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ANNO VI, NUMERO 11 DICEMBRE 2009 € 1,00

Messa in sicurezza della S.S. 172

Raccontare la Città

Alla S.Cecilia: una serata speciale

Bruciati

Il FasanoCalcio nel... pallone

Rispettiamo il territorio

5 milioni

Auguri


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Auguri

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VOGLIA DI RACCONTARE LA CITTÀ Siamo a fine anno ed è tempo di bilanci. Il nostro non può prescindere dal giudizio sul lavoro svolto dalla redazione per traguardare gli obiettivi prefissati all'inizio dell'anno: guardarsi intorno per raccontare meglio la nostra Città. Sin dal primo numero, quello di gennaio, si è scelta la via della direzione plurale e del confronto per offrire un prodotto sempre più completo ai nostri lettori. Ogni argomento trattato è stato impreziosito da un metodo nuovo: lo scambio di opinioni interne ed esterne alla redazione. Ci siamo confrontati con amministratori, dirigenti e funzionari della pubblica amministrazione, rappresentanti di associazioni, imprenditori e semplici cittadini. Abbiamo voluto raccontare e farci descrivere momenti, difficoltà e storie che in altro modo non saremmo riusciti a comprendere fino in fondo. Abbiamo provato anche a travalicare i confini della nostra Città, seguendo soprattutto con il cuore gli avvenimenti più tristi dell'anno, come il terremoto de L'Aquila e la scomparsa di personaggi noti e vicini al grande pubblico Abbiamo studiato atti e provvedimenti che ci hanno consentito di offrire ai nostri lettori una quantità di notizie su fatti e misfatti di pubblico interesse. Con il nuovo metodo abbiamo lavorato su tematiche difficili come la crisi economica, i danni della esternalizzazione dell'ufficio tributi, l'utilizzo dei fondi per le aree sottoutilizzate, il Consorzio Agroalimentare, la riorganizzazione della rete scolastica, l'utilizzo dei fondi del Piano Sociale di Zona e così via. Abbiamo raccontato di una serie di Patacche Amministrative. Parte del nostro tempo è stato dedicato a seguire da vicino gli avvenimenti più importanti della politica locale. Dal cambio di casacca di alcuni noti attori della politica locale alla elezione a Presidente della Pro-

vincia di Brindisi di Massimo Ferrarese e alla nomina di Fabiano Amati ad Assessore regionale alle Opere Pubbliche. Non ci siamo risparmiati, ovviamente, nel raccontare i dissapori e i contorsionismi interni alla maggioranza che avrebbe dovuto amministrare la Città e che invece si è concessa pure il lusso di giustificare le inefficienze di due anni di governo con i ricatti e i mal di pancia di qualche consigliere comunale. Con lo stile di sempre abbiamo arricchito, attraverso lo spazio dedicato alla satira, la collezione dei personaggi e lo spessore dei racconti. La cronaca, sia pure in pillole, ci ha visti impegnati nella sempre più doverosa ricerca di uno spazio per entrare nella notizia; per scriverla meglio e con estremo rispetto delle parti coinvolte. Non abbiamo lesinato il nostro tempo nel seguire da vicino tutte le attività sportive, sia quelle di squadra che quelle individuali. Ci siamo imbattuti nelle difficoltà di gestione di alcune società sportive ma ci siamo anche trovati a descrivere momenti di gioia infinita. Abbiamo accolto e supportato iniziative di associazioni e gruppi di persone che spendono il proprio tempo per la crescita sociale, culturale e civile della Città. Questo è in sintesi ciò che siamo riusciti a produrre grazie anche al supporto dei nostri attenti inserzionisti e ad un numero sempre crescente di volontari. Per il 2010 ci siamo posti un altro importante obiettivo: lasciare intatta la voglia di raccontare la Città; nonostante gli ostacoli da superare siano sempre tanti e a volte appaiano più grandi della voglia di spendersi per una causa giusta. E con l'orgoglio, talora amaro, di dover spesso affermare che “ve l'avevamo detto”. Aldo Carbonaro

lettere al direttore

EX EMMEZETA : DIECI CANDELINE POCA LUCE Gentile direttore, sono trascorsi dieci anni, ma sembra passato poco tempo dal giorno in cui fu inaugurato l'ipermercato di Fasano, affollato per l'occasione da oltre 20mila persone. Chi può dimenticare i parcheggi intasati, le porte chiuse della galleria per far prima defluire la gente presente all'interno dell'edificio prima di far entrare nuovi curiosi, la superstrada (non ancora completata la ristrutturazione) intasata così come la strada provinciale per Savelletri, o addirittura chi preferiva raggiungere l'Emmezeta a piedi, per l'eccessivo caos. Ma andiamo per ordine, da quando l'ipermercato fu concepito. Era l'estate del 1995, a poche settimane dall'elezione a Sindaco di Donato DeCarolis del Patto dei Democratici che sconfisse al ballottaggio il pidiessino Nicola Latorre, esplode il caso “ipermercato”. Una società di Fasano, la Medea s.r.l. presentò al Comune il progetto di costruzione di un centro commerciale, ma stranamente il Sindaco non lo aveva ancora portato in Consiglio Comunale come ordine del giorno. Insorsero i sindacati, le associazioni di categoria, che con l'apertura di un punto vendita di grande distribuzione avrebbero visto ridursi ulteriormente i loro guadagni. La politica si divise: la maggioranza, col partito unico de Patto dei Democratici era favorevole, le due opposizioni PPI e PDS ma soprattutto FI e AN, erano apparentemente contrari soprattutto per tutelare gli interessi di alcuni piccoli commercianti a loro vicini. Il paradosso è, che il promotore dell'iniziativa era il coordinatore cittadino di FI, il signor Fabio Ghirelli, che fungeva da responsabile di zona del gruppo veneto Emmezeta del presidente, all'epoca dei fatti del Venezia Calcio oggi dell'U.S. Palermo, per accaparrarsi le simpatie dell'opinione pubblica, sui giornali locali fa una sorta di comizio “proletario”, a favore dei lavoratori dipendenti, sfruttati e sottopagati nei negozietti fasanesi. Sotto la grande azienda veneta, al contrario vedrebbero tutelati tutti i diritti, dalle ferie alle malattie, alle indennità di straordinario e via dicendo. Era davvero commovente sentir parlare un imprenditore in quel modo. Ciò che da l'input alla costruzione dell'Ipermercato, è il ritorno in auge di Ghirelli che riprende in mano le sorti della squadra di calcio appena retrocessa dalla serie C2, nel campionato Dilettanti, da dove risale dall'ultimo posto, salvandosi e tentando di risalire in C2 l'anno seguente, riuscendoci però solo nella stagione 1998-99, con stampata sulla maglia la scritta Emmezeta. Avuta la licenza commerciale e la concessione edilizia dal Comune e dalla Regione con variante al PRG, (in quanto il progetto prevedeva l'allargamento del capannone della vecchia attività di Ghirelli, il Centro Convenienza Uno, su un area circostante quasi tutta agricola e senza servizi), nel 1998 vengono avviati i lavori di demolizione e costruzione. Nel ottobre 1999, mentre l'U.S. Fasano primeggiava in serie C2, veniva inaugurato il Centro Commerciale marchiato Emmezeta, come detto segue

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prima con un’eccezionale presenza di pubblico. L'ipermercato era per Fasano una speranza, la svolta, l'attività che avrebbe portato oltre 400 posti di lavoro stabili e ben retribuiti. Si fecero tanti progetti, sulla falsa riga dell'Auchan di Casamassima , una stazione di servizio, un centro fai da te, un centro multisala cinematrografica, tant'è che furono acquistati alcuni terreni adiacenti, ma non quelli che bastavano, perché chi possedeva terreni dei dintorni aveva notevolmente alzato le pretese e quindi il prezzo. Ci furono molte polemiche per quanto riguarda le assunzioni, secondo molti quasi tutte pilotate, come spesso succede dalle nostre parti: gli amici degli amici, i parenti dei politici (opposizioni comprese), e via dicendo. La struttura di Fasano è stata una delle prime del gruppo veneto ad avere il settore alimentari, tant'è che normalmente gli ipermercati di Zamparini si chiamavano solo Mercatone Zeta, con l'aggiunta di galleria commerciale e settore alimentari fu cambiata la denominazione in Centro commerciale Emmezeta. Col tempo però l'ipermercato ha avuto un forte caldo di presenze tant'è che, dopo pochi mesi, i negozianti della galleria si astennero dal pagare il cospicuo affitto dei locali, che successivamente fu ridimensionato. Nel frattempo in Puglia nascevano come funghi ipermercati e centri commerciali, soprattutto dopo l'enorme successo dei primi due: nel 1989 il Mongolfiera di Taranto (dal 1992 Ipercoop) e dal 1995 l'Auchan di Casamassima. Nel giugno del 2000, però si rompe bruscamente il rapporto fra Zamparini e Ghirelli, soci anche di altre società tra cui la Zaghi, che voleva acquistare la Masseria Tavernese, e di conseguenza ne risente la squadra di calcio, alla quale, sulle maglie, la scritta Emmezeta venne coperta da una fascia nera. Il settore alimentari però, sembra non essere mestiere dei collaboratori di Zamparini che decide di cedere, ma solo in affitto, lo spazio alimentari a una terza società: l'Iperalvi del gruppo Alvi di Nocera Inferiore e Fisciano (Salerno). Nel 2001, Zamparini, ormai amico di gioiellieri e ristoratori fasanesi, vende il gruppo Emmezeta (oltre 20 centri commerciali fra Italia e Slovenia), al gruppo francese Conforama, secondo al mondo (dopo la svedese Ikea) nella grande distribuzione di casalinghi e mobili. Conforama vorrebbe coprire una grossa fetta di mercato anche in Italia e tenta di farlo confermando il marchio Emmezeta, ma quest'ultimo si dimostra poco competitivo, soprattutto come immagine e organizzazione. Nel 2006 i francesi decidono di ristrutturare l'azienda italiana, e di convertire tutti gli ipermercati Emmezeta con nome stile e colori di Conforma. La pianta organica viene ridimensionata e soprattutto molti privilegiati negli uffici vengono declassati in altre mansioni, chi era alla cassa centrale è stato mandato alle casse e così via. Secondo la nuova direzione, c'era tanto spreco e disorganizzazione. Dal 5 ottobre 2007, anche il centro di Fasano diventa Conforma. La Galleria di 20 negozi viene ridimensionata ulteriormente, perde tre locali, altri sfitti da tempo vengono utilizzati come esposizione dell'ipermercato. Il settore elettronica, casalinghi e arredamento vengono separati dal settore abbigliamento, non di competenza Conforma, alla quale attribuisce il nuovo marchio: Emmezeta Moda. Sono trascorsi 10 anni, ma l'ipermercato, non sembra aver festeggiato un bel compleanno. Una fetta importante della stessa struttura, ovvero il settore alimentari è in forte crisi. La società Iperalvi è in liquidazione, e forse anche in via di fallimento e, secondo voci insistenti dovrebbe chiudere entro la fine dell'anno. Gli scaffali sono vuoti, qualche dipendente attende le ultime mensilità, molti fornitori sono creditori da mesi, per questo i sindacati lo scorso 3 dicembre hanno incontrato i vertici della società di Fisciano (anche se avrebbero dovuto incontrare il liquidatore o il curatore fallimentare) , preoccupati del futuro dei 65 dipendenti. Iperalvi garantisce che tre gruppi dovrebbe rilevare la società, anche se molto probabilmente quest'ultima fallirà, e i probabili acquirenti occuperanno solo la fetta di mercato da loro lasciata vacante. In tutto questo ci rimettono i dipendenti e tutto il centro commerciale, che già di suo è meno attraente degli altri colossi Auchan e Ipercoop, se poi durante le festività natalizie verrà a mancare il settore alimentari, ne subiranno le conseguenze tutte le altre attività correlate, negozi e bar della galleria compresi.

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Novità di quest'inverno, dovrebbe essere, l'allestimento della Mostra permanente dell'Artigianato Fasanese, al piano superiore, dove era ubicato la Sala Bingo “Stella”, altra attività chiusa nell'EmmezetaConforama! L'assessore compente si vanta di essere stato il promotore anche se in realtà, non è altro che un “Accordo di Programma” previsto da oltre 10 anni, ovvero un contratto, un “baratto” per avere la licenza, e che non è mai stato attuato prima, per privilegiare l'interesse di un privato a danno della collettività artigiana locale. Un anniversario con poche luci e tante ombre, quell'attività che avrebbe dovuto dare slancio all'economia fasanese si è rivelata una delusione. Per l'occasione, abbiamo chiesto ai fasanesi cosa ne pensano, e ne è uscito fuori un quadro molto interessante. Nei prossimi giorni, quando avrò completato il lavoro, le invierò copia. Uccio Laguardia Caro Uccio, riconosco che non è la prima volta che mi sorprendi. La tua missiva appare un mix tra un lavoro svolto con estrema fatica e una semplicistica rendicontazione di chi la vicenda l'ha vissuta - in una posizione di privilegio - dall'interno. Conoscendoti, penso che ti sei speso molto nella ricerca. Quello che dici è importante ma non è tutto. Quel che più interessa è lo stimolo alla riflessione che il tuo scritto offre. Pur riconoscendo alcuni passaggi della tua ricostruzione – fanno parte di un periodo di crescita della Città – non sono convinto che i fatti, tutti i fatti, siano andati così. Pubblico con piacere la tua lettera, anche perché piena di spunti di cocente attualità ed inoltre perché tocca nel vivo le caratteristiche di una Città che a volte appare senza memoria.

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Piano di zona

BRUCIATI 5 MILIONI DI EURO Nell'ordinamento giuridico italiano, la solidarietà rappresenta uno dei principi cardine che trova concreta attuazione attraverso l'erogazione dei servizi sociali, rivolti in particolare a quelle categorie di cittadini impossibilitati a condurre una vita dignitosa. Attraverso un adeguato sistema di welfare si dà attuazione al principio di uguaglianza. Tutti i livelli dell' organizzazione statale e locale sono impegnati con vari mezzi a garantire pari opportunità. Il Piano sociale di Zona rappresenta lo strumento delle amministrazioni locali per programmare e realizzare un sistema di servizi sociali a livello locale. Fasano fa parte del Distretto territoriale no 2 insieme a Cisternino e Ostuni. Più di 5 milioni di euro sono stati i fondi stanziati dalla Regione Puglia per il primo triennio 2005-2007 a favore del Distretto. In questi giorni si stanno svolgendo i tavoli di concertazione con gli attori del terzo settore per la nuova programmazione del Piano Sociale. Per provare a fare un bilancio degli effetti concreti del Piano a favore dei cittadini, a conclusione di questo primo triennio, abbiamo intervistato il dott. Antonio Minna, coordinatore dell'Ufficio di Piano dell'Ambito territoriale. Chiusa la stagione 2005-2007, si avvia la nuova programmazione del Piano Sociale di Zona. Quali sono stati in questo periodo i risultati per i cittadini di Fasano, Ostuni, Cisternino? Ci sono stati risultati estremamente positivi, nonostante da parte di tutti si sia peccato di informazione soprattutto verso i cittadini. Siamo riusciti con qualche difficoltà, che però abbiano superato verso la fine del triennio di programma, a raggiungere dei risultati ottimi. A cominciare dall'introduzione di servizi sui tre comuni dell'Ambito che precedentemente non erano stati previsti. Mi riferisco, ad esempio, al servizio di assistenza domiciliare scolastica che ha incontrato il favore di tutte le scuole. Consiste nella presa in carico da parte di un operatore di ragazzi che si trovavano in situazioni di difficoltà scolastica, sociale e familiare. Prima i comuni dovevano ricorrere ad istituti specializzati. Penso che per la prossima programmazione il servizio sarà potenziato. A proposito del servizio di assistenza domiciliare scolastica, quanti sono ragazzi sul territorio dell'Ambito che ne hanno beneficiato? Tra i 25 e i 30 minori nell'Ambito e sarà potenziato nel prossimo triennio. Supereremo sicuramente l'obiettivo del Piano Regionale dei Servizi Sociali previsto proprio per l'educativa domiciliare. Il Piano regionale ha previsto questo tipo di intervento a favore di un nucleo familiare per ogni 1000 abitanti. Nel nostro Ambito abbiamo poco più di 30.000 nuclei. Quindi, facendo un calcolo, l'obiettivo sarebbe di 31 nuclei familiari. Il Piano Sociale di Zona prevedeva un gran numero di progetti, circa 40. Quali sono i progetti attuati? Sono stati attuati quasi tutti. Tant' è vero che dal punto di vista contabile fino al mese scorso abbiamo impegnato più del 92% delle risorse. I pochi non attuati, non lo sono stati perché o erano progetti sovra-ambito (serviva la collaborazione ad esempio della Provincia) o avevano dimensioni davvero irrisorie. Tra quelli attuati c'è il servizio domiciliare per anziani e disabili che è stato potenziato. A proposito, quanti anziani hanno beneficiato di questo progetto, per altro potenziato? Dovremmo essere intorno ad un centinaio. Stiamo ancora facendo i rilevamenti dei dati. Quando faremo il tavolo di concertazione a dicembre, dati di questo tipo saranno allegati al nuovo piano. Tra i progetti previsti nel piano, era incluso il beneficio dell'assegno di cura. Quante persone ne hanno usufruito? Credo 110- 120 sull'intero territorio. Nel Piano Sociale c'è un progetto denominato “spazi e momenti aggregativi”? Di cosa si tratta e quanti ragazzi sono stati coinvolti? Il progetto è stato attuato in maniera omogenea all'interno delle scuole medie inferiori. Sono state fatte attività pomeridiane per i ragazzi cosiddetti difficili: attività collaterali rispetto a quelle scolastiche. Sono state per lo più attività di laboratorio che servivano a far accettare la

scuola e l'ambiente scolastico ai ragazzi. Lei ha precisato che nel primo triennio ci sono state delle difficoltà nell'attuazione del Piano, superate solo nell'ultimo periodo. Lei è Coordinatore dell'Ufficio di Piano dal 2004. Possiamo dunque affermare che il coordinamento è stata unitario. Quali cambiamenti allora sono avvenuti nel 2008, tanto da parlare di una accelerazione nell'attuazione del Piano Sociale di Zona? I problemi verificatisi nei primi due anni sono stati problemi di collegamento tra gli uffici comunali. L'ufficio di Piano aveva bisogno dell'ufficio di ragioneria a Fasano, dell'ufficio personale … etc. Ad un certo punto, non potevamo reclutare personale perché il Comune di Fasano non poteva fare contratti di assunzioni per aver sforato il Patto di Stabilità. I tre comuni erano bloccati. I sindaci hanno trovato la soluzione delegando la gestione al Comune di Ostuni. È stato recentemente pubblicato un bando per l'assegnazione di benefici a famiglie e giovani coppie per l'acquisto della prima casa. Come requisito è stata prevista la stipulazione di un contratto preliminare d'acquisto. Una coppia dunque che presentasse un contratto definitivo d'acquisto sarebbe esclusa dal bando? Perché l'utilizzo di questo criterio? Questo non è il primo bando: ne abbiamo già fatti due ma non c'erano sufficienti risposte. I requisiti sono stati fissati nel 2005 dalla Regione Puglia: noi non li possiamo cambiare. Questo non è un contributo per chi ha già acquistato la casa. Non è un rimborso spese. È un'agevolazione per giovani coppie per aiutare nell'acquisto della prima casa, non per chi la casa già ce l'ha. Noi infatti abbiamo dato sei mesi per la domanda: chi ha intenzione di acquistare una casa farà un contratto preliminare. Gli effetti del Piano Sociale non sono tangibili. Come facciamo a capire quanti sono stati i beneficiari, quali sono stati i risultati ultimi, se il Piano insomma è stato efficace? Nel primo triennio abbiamo avuto difficoltà. In fase attuativa abbiamo recuperato il tempo perduto: abbiamo pensato a fare gare d'appalto, a reclutare il personale per avviare i progetti. Nel nuovo piano sicuramente daremo più spazio all'informazione verso i cittadini. A cominciare dalla redazione della Carta di Servizi, in cui saranno descritti i vari servizi, come accedervi, come saranno erogati, chi ne avrà diritto. Occorre chiaramente però che ci sia anche uno sforzo degli Uffici Comunali perché è evidente che i servizi sono rivolti ai cittadini di ogni comune: spetta all'ufficio comunale interessarsi affinché i servizi vengano utilizzati al massimo. All'ufficio di piano spetta solo il coordinamento. Nonostante l'ottimismo manifestato dal dott. Minna, abbiamo l'impressione che il Piano Sociale di Zona sia ancora ammantato da una coltre fuligginosa. I dati numerici riferiti ai cittadini beneficiari sembrano irrisori rispetto alla mole di risorse stanziate. Cinque milioni di euro sono stati trasformati in quaranta progetti, ma in pochissimi servizi reali. Per fare un esempio, solo per l'anno 2009, il servizio di assistenza domiciliare per gli anziani e disabili aggiudicato a favore della Cooperativa Libera di Ostuni (che nulla ha a che vedere con l'analogo servizio comunale gestito dalla ditta Pegaso di Carovigno), che secondo il Coordinatore dell'Ufficio di Piano è erogato a favore di un centinaio di beneficiari e che dai dati che ci risultano per il comune di Fasano non superano la decina , è costato la bellezza di seicentoventimila euro. Da riscontri effettuati, inoltre, si evidenziano non poche stranezze soprattutto in fase di monitoraggio delle spese. Basta questo per annunciare che Il Menante intende occuparsi nei prossimi numeri di un'inchiesta sull'attività espletata dall'Ufficio di Piano per la gestione dei fondi 2005-2007. È impossibile che cinque milioni di euro non abbiano prodotto segni tangibili, se non per i compensi erogati a vario titolo. Francesca Radesco


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RISPETTIAMO IL TERRITORIO

Circa un anno fa, esattamente il 22 gennaio 2009, i consiglieri circoscrizionali del Partito Socialista Unito per le Frazioni Antonio Zizzi, Michele Gallo e Giacomo Mileti avevano segnalato con una lettera al Dirigente del Settore Bonifiche della Regione Puglia ed al Presidente della Provincia di Brindisi la presenza di discariche abusive sul territorio, allegando una copiosa documentazione fotografica. Un anno prima, i consiglieri avevano informato della questione anche l'amministrazione comunale di Fasano. Sono passati ben due anni, ma in tutto questo tempo è stato fatto ben poco. È vero che in alcuni casi ci sono stati interventi e sequestri, ma d'altra parte sono presenti sul territorio ancora troppi siti non bonificati. Eppure bisognerebbe procedere al più presto ad un'attività intensa di bonifica: in alcuni siti infatti si riscontra anche materiale pericoloso alla salute dei

Auguri

cittadini, come ad esempio l'eternit che costeggia le strade di Contrada Ottava, nei pressi di Pozzo Faceto e Contrada Salamina. La discarica sequestrata a Pezze di Greco lo scorso 20 novembre dalla Guardia di Finanza, si trovava quasi nel centro cittadino e conteneva materiale edilizio di una vecchia costruzione, iniziata e mai terminata. Ora bisogna sperare che non si fermi tutto qui. Ci sono anche riscontri positivi sul territorio. Ad esempio, la zona nei pressi del campo sportivo “Sergio Ancona” di Pezze di Greco, in condizioni pessime da ormai troppi anni, verrà bonificata dall' A.S.D. "Narducci" in occasione di una gara di ciclocross che si terrà il 20 dicembre. È necessario che tutti i cittadini comprendano che il territorio è un “biglietto da visita”: sta a ciascuno di noi fare il primo passo!

I COMUNI RICICLONI Per il secondo anno Legambiente - Puglia ha promosso nella Regione Puglia la competizione “Comuni Ricicloni Puglia 2009”. Si tratta di un'iniziativa avviata in Italia già dal 1994. L'obiettivo è di promuovere il riciclo dei rifiuti. L'Italia, infatti, è uno dei paesi, se non il maggiore, nell'Unione Europea con un'alta produzione di rifiuti. La sensibilizzazione al riciclo deve necessariamente partire dai comuni; qui è più facile informare la cittadinanza, attraverso un'efficace campagna di promozione e valide iniziative sul territorio. Il Comune di Fasano, come l'anno scorso, si è piazzato agli ultimi posti, sia per la classifica regionale che per quella nazionale, nella scala dei “Comuni Ricicloni”. Ma anche per tutti gli altri comuni pugliesi la situazione non è poi così buona, se pensiamo che nessun comune ha raggiunto

gli obiettivi minimi di riciclo dei rifiuti imposti dalla legge (45% della produzione totale di rifiuti a livello comunale). Nessun comune pugliese si è quindi aggiudicato il premio di prima categoria. Sono stati davvero pochissimi i comuni della Regione Puglia ad aver ricevuto riconoscimenti; alcuni, addirittura, hanno ricevuto note di demerito per via della irrisoria attività a difesa dell'ambiente e per l'elevato livello di inquinamento raggiunto. Molte zone naturali si stanno impoverendo proprio per l'abbandono incontrollato di rifiuti e la conseguente creazione di discariche a cielo aperto nei posti più impensati. Non si può restare impassibili. Se le amministrazioni non programmano opere di sensibilizzazione sul tema del riciclo, è il caso di fare da sé; per cui, sensibilizziamoci. A.P.

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STUDIO DI FATTIBILITA’ PER LA MESSA IN SICUREZZA DELLA S.S. 172

Svincolo Vernesina

Il 26 novembre scorso, presso l'Assessorato Opere Pubbliche della Regione Puglia, l'Anas ha depositato uno studio di fattibilità che ha per oggetto la

messa in sicurezza della S.S. n˚ 172 dir, nel tronco Fasano – Locorotondo. In particolare si tratta del segmento compreso tra due incroci: quello con Via Nazionale dei Trulli e quello con il tornante della Vernesina. I lavori prevedono due tipologie d'intervento: da una parte, un'opera di razionalizzazione delle intersezioni, con l'inserimento di una rotatoria in ciascuno dei suddetti incroci, nel primo dei quali confluirà anche la via detta “delle giritore”; dall'altra, l'ampliamento, l'adeguamento ed il miglioramento della sezione stradale nel tratto compreso tra le inter-

Dalla Regione

1.500.000 EURO PER LA VIABILITA’ Il completamento della variante con cavalcaferrovia lungo la SP che collega la SS 379 con Pozzo Guacito e la SS 16 per la soppressione del P.L. al km 710-403: è questo il nuovo intervento, del valore di € 1.500.000,00, previsto per il territorio di Fasano dalla Giunta Regionale della Puglia che ha approvato alcune proposte di modifica presentate dalla provincia di Brindisi, in riferimento ad interventi sulla viabilità da realizzare sul territorio regionale. Lo rende noto l'assessore regionale alle Opere Pubbliche Fabiano Amati che ha proposto l'approvazione delle modifiche alla Giunta pugliese. Il valore del finanziamento destinato all'area di Fasano (€ 1.500.000,00) rientra nella somma di € 8.517.361,29 destinata all'intera provincia di Brindisi. La Giunta Regionale aveva precedentemente approvato il programma di riparto finanziario degli interventi da realizzare in tutte le province della regione in base alle richieste presentate da ognuna. La Provincia di Brindisi aveva chiesto due modifiche, approvate dalla Giunta, dell'elenco delle opere. L'opera da € 1.500.000,00 rientra nella seconda ed ultima richiesta di modifica approvata.

sezioni della Statale con la via antica per Monte Cannone (“Cesaretta”) e la via antica per il Canale di Pirro (“Madonnina”). L'intervento, particolarmente atteso a causa dei numerosi incidenti, alcuni dei quali mortali, è il frutto dei molteplici incontri che l'Assessore Regionale Fabiano Amati ha fortemente voluto, sin dal suo insediamento, con l'Anas e le Amministrazioni dei Comuni attraversati o lambiti dalla S.S. n˚ 172 dir. Il Consiglio Comunale di Fasano dovrà ora esprimere il proprio parere sul progetto presentato: il punto della situazione verrà verificato in occa-

Auguri

Svincolo via Nazionale dei Trulli

sione dell'incontro che l'Assessore Amati ha convocato a Bari per il 5 febbraio prossimo. Mariangela Turchiarulo


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POLITICHE DELL’ACCOGLIENZA Blitz quotidiano, 6 settembre 2009 Un premier che non t'aspetti. Beppe Grillo, ha scovato e pubblicato sul suo blog il video di un'intervista concessa dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi alla televisione turca Nessma tv lo scorso 23 agosto. Nel discorso Berlusconi affronta il tema dell'immigrazione con toni decisamente più morbidi di quanto fatto, solo qualche giorno dopo in Libia, quando il premier difese a spada tratta la politica dei respingimenti. Queste alcune delle affermazioni del capo del Governo: «Occorre aumentare le possibilità di entrare legalmente in Italia e negli altri Paesi europei. Questo è ciò che voglio sia fatto, non solo in Italia, ma in tutta Europa». Repubblica, 18 novembre 2009 A Coccaglio la caccia ai clandestini si fa in nome del Natale. L'amministrazione di destra - sindaco e tre assessori leghisti, altri tre Pdl - ha inaugurato nel piccolo comune bresciano l'operazione "White Christmas", come il titolo della canzone di Bing Crosby, usato per ripulire la cittadina dagli extracomunitari. Un nome scelto proprio perché l'operazione scade il 25 dicembre. E perché, spiega l'ideatore dell'operazione, l'assessore leghista alla Sicurezza Claudio Abiendi "per me il Natale non è la festa dell'accoglienza, ma della tradizione cristiana, della nostra identità". Adnkronos, 30 novembre 2009 A larga maggioranza i cittadini svizzeri hanno deciso di vietare la costruzione dei minareti, ma non l'esportazione di materiale bellico. A dispetto dei sondaggi, l'iniziativa contro l'edificazione dei minareti in Svizzera è stata sostenuta dal 57,5% dei votanti. A contribuire al risultato sorprendente vi è probabilmente l'elevata partecipazione al voto, che ha raggiunto quasi il 54%. Dall'Italia il presidente del gruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri commenta: "Anche la paziente Svizzera si è stancata del dilagare di immigrazione e Islam. Lo conferma l'esito del referendum sui minareti. Anche in Italia dobbiamo proseguire nella politica del rigore. E' un nostro pieno diritto". Esulta anche la Lega. ''Ancora una volta dagli svizzeri ci viene una lezione di civiltà. Il messaggio, che arriva soprattutto a noi che viviamo vicini a questa terra, è forte. Occorre un segnale forte per battere l'ideologia massonica e filoislamica che purtroppo attraversa anche le forze alleate della Lega. Credo che la Lega Nord possa e debba nel prossimo disegno di legge di riforma

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costituzionale chiedere l'inserimento della croce nella bandiera italiana''. Lo dichiara il viceministro alle infrastrutture Roberto Castelli della Lega Nord. Adnkronos, 4 dicembre 2009 Sarebbe stato il datore di lavoro a uccidere con nove coltellate il senegalese Ibrahim M'Bodi, 35 anni, trovato morto due giorni fa in un canale tra le risaie del vercellese. L'uomo, un piccolo imprenditore edile presso cui M'Bodi lavorava in cambio di un appartamento a Biella, l'avrebbe ucciso nel corso di una lite maturata quando l'immigrato gli avrebbe chiesto del denaro in aggiunta all'ospitalità. La vittima, fa sapere la segreteria nazionale della Fiom-Cgil, è il fratello di Adama M'Bodj, presidente del Comitato centrale del sindacato dei metalmeccanici Cgil e segretario generale della Fiom di Biella.

DOCUMENTI

Il Sindaco nomina Martino Rubino Assessore Il sindaco di Fasano, Lello Di Bari, ha conferito oggi, con apposito decreto, la delega ai Servizi sociali a Martino Rubino, sindacalista di lungo corso, 49 anni, già assessore comunale nelle Amministrazioni guidate da Donato De Carolis (19932001), nonché presidente del Consiglio comunale nel 2000. «Il 14 ottobre, con un decreto, avevo nominato nove assessori, lasciando a me stesso la gestione delle deleghe ai Lavori pubblici ed ai Servizi sociali – afferma il sindaco Di Bari -; adesso, data la mole di lavoro che attende il settore in vista dell'approntamento del Piano sociale di zona che coinvolge anche i Comuni di Cisternino e di Ostuni, ho ritenuto affidare la delega a Rubino che, sono sicuro, farà bene, data la sua esperienza nel settore e le professionalità e serietà con le quali lavora». Rubino, attuale direttore provinciale del patronato Epas (facente capo alla Federazione nazionale Agricoltura), ha gestito deleghe assessorili nel periodo '93-'01 nei settori di Personale, Polizia municipale, Ecologia, Agricoltura, Turismo, Artigianato, Commercio e Industria. «La mia, all'interno della giunta comunale attuale, è una figura tecnica e non di schieramento politico – afferma il neoassessore Rubino – dal momento che sono stato proposto al sindaco dal gruppo consiliare

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DOCUMENTI di centro formato da Franco Mastro, Leonardo Cofano e Giuseppe Contento, proprio come tecnico. Da sempre sono stato sindacalista e mi sono occupato, infatti, delle questioni del sociale. Nelle prossime ore prenderò contezza di tutta la situazione comunale dei servizi sociali, incontrandomi, per un giro d'opinioni, con lo stesso sindaco, col gruppo consiliare di riferimento e con il dirigente del settore a Palazzo di città. Sono consapevole, peraltro, dell'importanza che riveste il ramo – sottolinea Rubino – in considerazione, soprattutto, della prossima scadenza che attende l'approntamento del Piano sociale di zona. Pertanto, valuterò il da farsi in termini di progettualità che dovrà essere messa in campo, avendo come obiettivo le risposte più consone da dare alle esigenze ed ai bisogni delle fasce sociali svantaggiate: disabili, minori, anziani, famiglie meno abbienti». (09.12.2009) Ufficio Stampa Comune di Fasano

I Giovani Democratici di Puglia Al Segretario Regionale del Partito democratico della Puglia Sergio Blasi; al Presidente dell'Assemblea regionale del Partito democratico della Puglia Michele Emiliano; al Capogruppo del Partito democratico della Puglia in Consiglio Regionale Antonio Maniglio. I giovani democratici della Puglia assistono con preoccupazione e disagio alla discussione in corso sugli organi di stampa in merito alla candidatura del centrosinistra alla Presidenza della Regione Puglia.Crediamo di interpretare in modo autentico un sentimento di profondo smarrimento che in queste ore sta attraversando il movimento giovanile al suo interno ma anche le sezioni e gli iscritti tutti del partito Pugliese. Al fine si esprimere con il massimo della chiarezza la nostra posizione abbiamo redatto questo documento “aperto” in cui vogliamo precisare i seguenti punti: 1. Il Partito democratico della Puglia si è espresso in maniera ufficiale in merito alla candidatura alla Presidenza della Regione Puglia in una riunione dirigente tenutasi domenica scorsa. La decisione assunta da quella assemblea è stata di ricandidare il Presidente uscente Nichi Vendola. Tale decisione è stata assunta dal Partito pugliese in piena autonomia e nel rispetto dei più elementari crismi di regolarità e trasparenza. Qualsiasi altra decisione, specie se in contrasto con quella precedentemente assunta, dovrà passare per gli organismi deputati, in particolare per l'assemblea regionale del Partito che dovrà esprimersi tramite voto palese. 2. Riteniamo che qualsiasi decisione in contrasto con quella naturale di ricandidare il Presidente uscente debba passare, oltre che dagli organismi richiamati al punto sopra, da un necessario processo popolare supplementare che contribuisca a validarne la legittimità. In particolare da una elezione c.d. primaria da tenersi entro la prima quindicina di Gennaio 2010. 3. Il congresso del Partito democratico della Puglia appena conclusosi ha visto tutti e tre i candidati alla carica di Segretario regionale esprimersi per iscritto, pubblicamente e a mezzo stampa, in favore della ricandidatura di Nichi Vendola. Si deve dunque ritenere che tale valutazione sia stata condivisa e validata dagli iscritti e dagli elettori delle primarie che sulla base della discussione congressuale e delle rispettive piattaforme sono stati chiamati a pronunciarsi. Una sconfessione di tale processo, che non passasse per una disponibilità dello stesso Vendola, sarebbe una contraddizione politica difficilmente districabile se non appunto con un processo “aperto” che ridia parola ai cittadini. 4. Riteniamo un impegno irrinunciabile per il Pd la stabilità e la qualità delle sue amministrazioni. A tal fine riteniamo sacro il consenso degli elettori e dunque irrecidibile il vincolo di fiducia che deve legare gli amministratori del Pd e le proprie comunità. Riteniamo pertanto moralmente e politicamente impraticabile, oltre che elettoralmente dannosa, qualsiasi soluzione che aggredisca questo principio e le sue fondamenta etiche e culturali. 5. Chiediamo al Partito democratico della Puglia di produrre uno sforzo autentico di analisi del lavoro svolto dal Governo regionale in

questi anni e di programmazione per il prossimo quinquennio. L' afasia sulle grandi questioni programmatiche oltre che del progetto di Puglia futura sono alla base di una discussione che in queste ore pare percorrere i sentieri noti della pura tattica slegata dalla cultura, dalla logica, dalla realtà. 6. Riteniamo irricevibile qualsiasi imposizione di candidatura da partners di coalizione reali o ipotetici, attuali o futuri, che non passi per la condivisione reale di un programma di Governo della Puglia. Nessuna forza politica possiede l'autorità politica o morale per imporre alcunchè, semmai è giusto che tale concorso di sforzi produca la scelta più produttiva in termini di qualità del Governo futuro e di successo elettorale. 7. Riteniamo prezioso e necessario il processo nazionale di costruzione di una alleanza più vasta ed articolata contro il Governo della destra. In questo senso consideriamo prezioso ogni sforzo teso a realizzare questo disegno in ogni realtà chiamata al voto. Tuttavia nessuno può immaginare che tale processo avvenga in termini mortificatori per il Partito democratico della Puglia per i suoi iscritti e militanti come per i suoi elettori, la cui dignità abbiamo in primo luogo il dovere di salvaguardare. 8. Chiediamo all'Assemblea regionale di assumere questo nostro documento come contributo alla discussione e chiediamo che tale piattaforma venga condivisa e sottoscritta dal gruppo dirigente del Partito. Non possiamo permetterci di sbagliare ancora. Già troppo alto è stato il prezzo pagato ai personalismi e alle ambizioni dei singoli. È oggi il momento di rendere concreti gli impegni congressuali e di tradurli in fatti e azioni politiche. Il movimento Giovanile del Partito democratico si riserva pertanto di valutare le scelte del Partito alla luce di queste considerazioni e dunque di agire, come sempre sino ad oggi, in totale autonomia e coscienza, in nome dei valori a cui il Pd si ispira e per i quali chiediamo quotidianamente ad una generazione di abbandonare l'indifferenza per cimentarsi con la fatica del perseguimento del bene comune. Angelo Petrosillo - Segretario Regionale Gd Puglia; Pierpaolo Treglia Segretario Provinciale Gd Bari; Giuseppe Fontana - Segretario Provinciale Gd Taranto; Marina Nenna - Segretario Provinciale Gd BAT; Velentina Paciullo Segretario Provinciale Gd Brindisi; Stefano Minerva – Segretario Provinciale Gd Lecce.

Auguri


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DOCUMENTI

Area vasta: un’opportunità di crescita da non perdere Ai nuovi amici dell’UDC Convegno Udc, lunedì 21 dicembre ore 16:30, hotel Express Fasano La situazione di incertezza economico-finanziaria, le carenze infrastrutturali, le problematiche socio-ambientali, richiedono oggi dalla politica risposte adeguate. Riteniamo che tali risposte trovino compimento in un piano di sviluppo sostenibile: l' “Area Vasta” rappresenta oggi l'occasione per affrontare la situazione di crisi e programmare lo sviluppo futuro. Essa trae sostegno dai Fondi Comunitari dell'Unione Europea, ed ha quali attori principali e parti attive del processo: Ÿ la Regione Puglia, quale ente erogatore dei finanziamenti, per mezzo del Programma Operativo FESR 2007-2013 (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale); Ÿ la Provincia di Brindisi, nel ruolo cardine di coordinamento tra gli enti; Ÿ i Comuni, chiamati ad esprimere progettualità e linee di sviluppo in coerenza con i principi generatori dell'Area Vasta, nonché per la prima volta fautori dei futuri scenari di sviluppo del proprio territorio. La “Area Vasta Brindisina” si propone di definire una visione ed uno sviluppo unitario del territorio con idee e progetti volti a rivitalizzare le città, dotandole di servizi che pongano al centro l'ambiente e l'uomo. Scopo del convegno è l'analisi delle proposte avanzate per il nostro territorio. L'Unione di Centro vuole offrire una occasione di incontro e di confronto su tale argomento, di rilevante interesse per le comunità provinciale e comunale. La crescita del territorio e la risposta ai problemi occupazionali passano attraverso questa importante opportunità di sviluppo, che richiede la collaborazione di tutti. Al Convegno interverranno: l'on. Angelo Sanza, il sen. Euprepio Curto, il presidente della Provincia Massimo Ferrarese, l'assessore provinciale Pietro Mita, i dirigenti locali dell'UDC Giuseppe Martellotta, Ottavio Narracci, Francesco Palmisano, Giuseppe Pace. Saranno inoltre invitati i rappresentanti politici e amministrativi di Fasano, oltre ovviamente all'intera cittadinanza. PROGRAMMA: Saluto delle Autorità: On. Angelo Sanza, Segretario Regionale UDC; Sen. Euprepio Curto, Segretario Provinciale UDC; Prof. Giuseppe Martellotta, Segretario Sezionale UDC. Interventi: Dott. Ottavio Narracci, Dirigente Provinciale UDC; Ing. Francesco Palmisano, Dirigente UDC Fasano; Dott. Pietro Mita Assessore Provincia di Brindisi. Dibattito Conclusioni: Dott. Massimo Ferrarese, Presidente Provincia di Brindisi. Modera: Dott. Giuseppe Pace, Capogruppo UDC Provincia di Brindisi.

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In merito all'apertura del partito all'ingresso di nuovi amici, è apprezzabile la volontà da loro espressa verso la condivisione di un progetto politico con un partito, come l' UDC, che a livello locale ha notoriamente preso le distanze dall'attuale amministrazione cittadina. Adesso, per dare credibilità a tale collaborazione, servono scelte coerenti e coraggiose, per il bene della città. E' indispensabile sia che si faccia chiarezza sul piano politico, sia che si recuperi una sana progettualità amministrativa. Appare pertanto necessaria l'apertura di una “crisi politica”, ovviamente in controtendenza rispetto a quelle passate. Esistono infatti sul tappeto problematiche non affrontabili con una sterile “redistribuzione di potere”, bensì risolvibili solo con una seria condivisione, impegnando le energie migliori dei partiti, delle associazioni e dei cittadini tutti. (04.12.2009) Il Coordinatore cittadino (Dott. Giuseppe Pace)

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LA NEBBIA COMPLICE DEI LADRI Entrano nel bar di una stazione di servizio e fuggono via con le slot machine. È accaduto lo scorso 19 novembre lungo la statale 379 nel territorio di Torre Canne. Alle prime luci dell'alba alcuni malviventi sono giunti nell'area di rifornimento Agip e, dopo essere penetrati nel bar forzando l'ingresso, hanno caricato su un mezzo le due macchinette da gioco che si trovavano all'interno del locale e si sono dileguati. Il valore del bottino ammonta a circa seimila euro. Ancora nessuna traccia dei ladri. La fitta nebbia che avvolgeva la zona in quel momento ha reso infatti inutile la presenza delle videocamere a circuito chiuso.

PORTANO VIA ANCHE IL SALVADANAIO Furto nella scuola media “G. Bianco”. Durante la notte fra il 23 e il 24 novembre scorsi, ignoti sono penetrati nell'edificio e dopo aver divelto una lavagna magnetica si sono portati via un videoproiettore e alcuni computer. Tra gli oggetti rubati non è stato neppure risparmiato un salvadanaio che conteneva una somma raccolta per un'iniziativa di beneficienza. In base a una prima stima il danno ammonterebbe ad alcune migliaia di euro. I ladri hanno potuto agire indisturbati. Nella scuola infatti manca un sistema d'allarme. "Sono anni ormai che lo chiediamo – ha dichiarato la preside Maria Grazia Di Bari -, ma il Comune sostiene di non poter provvedere a livello economico".

RUBATO UN TELEVISORE ALL’UFFICIO CULTURA Brutta sorpresa, lo scorso lunedì 30 novembre, per gli impiegati dell'assessorato alla Cultura. Ignoti sono penetrati all'interno degli uffici di piazza Ciaia e hanno portato via un televisore al plasma del valore di circa mille euro. Il furto sarebbe avvenuto nel fine settimana, quando gli uffici comunali sono chiusi. Non sono stati notati segni di scasso. I ladri sarebbero infatti entrati da una porticina laterale priva di serratura che si affaccia su via Carlo Alberto.

CONDANNA PER DETENZIONE E SPACCIO Sono stati condannati per direttissima i due fratelli - un uomo di 31 anni e una donna di 30, originari di Fasano - arrestati l'8 dicembre scorso nelle campagne di Locotorondo con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I carabinieri li avevano sorpresi davanti alla loro villetta mentre cedevano a una ragazza alcune dosi di eroina e hashish. L'uomo ha ricevuto una condanna a tre anni di reclusione e una multa di tremila euro. Per sua sorella invece condanna a due anni con sospensione della pena.

INIZIATIVE A TUTELA DEL CENTRO STORICO Telecamere e carabinieri per sorvegliare il centro storico e porre fine al degrado degli ultimi tempi. È quanto deciso a seguito di un

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incontro in Prefettura voluto dal sindaco Di Bari al quale lo scorso 30 novembre hanno partecipato i vertici provinciali delle forze di polizia. A vigilare sul paese vecchio ci saranno i carabinieri del C.I.O. insieme agli agenti della Municipale. Secondo il primo cittadino sarebbero pronti inoltre 116mila euro da utilizzare per l'installazione di un sistema di videocamere a circuito chiuso. Si muove qualcosa, dunque, dopo i brutti episodi delle passate settimane, ultimo in ordine di tempo il rogo che nella notte tra il 21 e il 22 novembre ha distrutto alcune auto e danneggiato le mura esterne di palazzo Riccardi. Valerio Fiume

QUELLA DI D'ALEMA UNA POSIZIONE POCO CHIARA Credo che la posizione di D'Alema nei confronti di Vendola sembra un'incomprensibile vendetta politica. Mi piacerebbe chiedere a D'Alema la sua opinione sul nucleare. La sinistra tempo fa si è espressa in termini negativi. Vorrei comprendere i motivi veri sulla opposizione dei dalemiani alla ricandidatura di Vendola alla Presidenza della Regione Puglia. È possibile mai non tener conto che Vendola è stato scelto dal popolo delle primarie? Pino Carrone

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L'IMPRONTA FEMMINILE NEI GIOVANI DEMOCRATICI Presidente della Giunta regionale Nichi Vendola. Vendola si Lo scorso 29 novembre si è tenuto il congresso dei Giovani Democratici di Fasano; erano presenti il Segretario Regionale dei GD, Angelo Petrosillo, e l'esecutivo provinciale. All'ordine del giorno l'elezione del segretario del circolo. All'unanimità la scelta è ricaduta sulla diciassettenne Serena Sibilio, studentessa liceale. Nel suo intervento, la candidata ha tracciato il percorso della nascente organizzazione giovanile del PD a Fasano. Il primo pensiero è stato rivolto al mondo della scuola da cui attingere in quanto fonte inesauribile di risorse. Il nuovo segretario ha rimarcato anche la necessità che programmazione e studio attento e propositivo delle problematicità del territorio fasanese siano il fondamento di ogni attività futura. Ogni progetto sarà arricchito dalla naturale effervescenza giovanile, garantendo in ogni caso la continuità con le linee guida dei Giovani Democratici e dell'intero Partito Democratico. F.A.

UN SINDACATO IN BUONE ACQUE Dopo l'incontro pubblico sul tema della sicurezza nel settore della pesca, svoltosi ad ottobre, la Camera del Lavoro CGIL di Fasano continua a dedicare attenzione a questo importante settore dell'economia locale. E' di questi giorni il lancio del “progetto pesca” che consiste nell'organizzazione di corsi gratuiti finalizzati all'acquisizione delle qualifiche di capobarca pesca costiera, marinaio autorizzato alla pesca, meccanico navale di seconda classe e motorista abilitato. Chiunque fosse interessato potrà rivolgersi presso la sede CGIL di via Verdi 21 a Donato Acquaviva. Al termine dei corsi verrà rilasciato un attestato.

MANIFESTAZIONI CGIL PER IL MEZZOGIORNO

Non si può pensare una nuova stagione di sviluppo per il Mezzogiorno senza investire seriamente nella formazione dei giovani. E' questo il monito lanciato dalla Segretaria Confederale della CGIL, Vera Lamonica, nel corso della manifestazione svoltasi sabato 28 novembre. Una giornata di mobilitazione, organizzata dalla CGIL, ed articolata in diverse manifestazioni che hanno sfilato nei principali capoluoghi del Sud Italia, per chiedere “Lavoro, sviluppo e legalità al Mezzogiorno per dare futuro all'Italia”. La manifestazione pugliese si è tenuta a Bari (gli organizzatori parlano di quarantamila presenze) ed ha visto anche una nutrita rappresentanza di lavoratori e pensionati fasanesi. Dopo l'intervento del Segretario Generale pugliese Gianni Forte, e prima delle parole conclusive di Vera Lamonica, c'è stato spazio anche per un fuori programma: il breve saluto del

trovava a pochi passi dal palco di piazza Prefettura per la cerimonia di intitolazione di una strada del centro a Benedetto Petrone (operaio diciottenne comunista ucciso a colpi di coltello e spranga da una squadraccia fascista il 28 novembre di 32 anni fa). Il presidente della regione Puglia ha ribadito la sua vicinanza alla causa dei lavoratori in lotta per l'occupazione.

NUOVO PROGRAMMA DI RADIO DIACONIA "Accade a Fasano: parliamone" è il nuovo appuntamento di Radio Diaconia che va in onda il mercoledì alle ore 17,05 e il giovedi mattina alle ore 10,05. Il programma è curato dal dott. Franco Lisi, presidente del Circolo della Stampa "Secondo Adamo Nardelli" di Fasano che ogni settimana invita i protagonisti delle vicende più significative di cronaca, attualità e cultura per approfondimenti e per una informazione completa e diretta. Ospite del primo appuntamento è stato Zino Mastro, direttore del mensile Osservatorio, per parlare dello scandalo truffa del capannone industriale realizzato con un finanziamento pubblico e poi divenuto una struttura fantasma. Gli ascoltatori possono chiedere di approfondire argomenti e tematiche telefonando al n. 080.4425167 o inviando una mail all'indirizzo: diaconia@radiodiaconia.it

LA SFIDA ALL'ESTINZIONE DEL TONNO ROSSO Sul numero 50 del 2009 del settimanale Panorama è stato pubblicato un interessante articolo sul rischio di estinzione del tonno rosso che ha importanti risvolti sull'attività di una delle aziende più rigogliose del territorio fasanese, la Panittica Pugliese. Il tonno rosso, bluefin, è un alimento richiestissimo soprattutto in Giappone dove è impiegato per la preparazione dei piatti di sushi. L'aumento incessante della domanda ha però provocato una vera e propria caccia senza scrupoli al pesce rosso che rischia la scomparsa se non vengono immediatamente apprestati i dovuti controlli sulla sua pesca. L'estate scorsa, negli stabilimenti della Panittica, sono stati avviati, coordinati dall'Università di Bari, alcuni esperimenti per l'allevamento in cattività di alcuni avannotti, “i progenitori dei tonnetti del futuro”. L'iniziativa è denominata progetto Allotuna e ha già prodotto risultati che lasciano ben sperare per il futuro. Nelle vasche della Panittica l'avannotto più longevo ha raggiunto i 110 giorni di vita, dato straordinario per un pesce migratore di due metri di lunghezza e 700 chili di peso abituato a scorrazzare a 40 chilometri orari fra l'Oceano Atlantico e il Mar Mediterraneo. L'iniziativa della Panittica ha risvegliato non pochi interessi da parte dei potenziali concorrenti, al punto da poter parlare di una vera spy story sul tonno rosso. L'accanita concorrenza, tuttavia, non ha ottenuto gli ottimi risultati dell'azienda locale. Massimo Caggiano, manager della Panittica, spiega che gli esperimenti potrebbero subire una battuta d'arresto per l'interruzione dei finanziamenti (anche se la lungimirante azienda si è già attivata per vendere ai privati le uova feconde in modo da reperire fondi per la ricerca). Aurora Nardelli


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I MERCATINI NATALIZI DELL'AVA

Finalmente ci siamo. Abbiamo vissuto la nascita dell'associazione venditori ambulanti e come questi giovani ambulanti abbiano combattuto le diffidenze dei colleghi. Ora assisteremo a quanto siano stati capaci di organizzare per l'intera cittadinanza, pur avendo ben… zero euro dall'amministrazione pubblica, solo patrocinio gratuito e autorizzazioni. Tredici dicembre, venti e ventisette, tre domeniche di mercatini e manifestazioni collaterali, tre mini feste per tutti, fasanesi e turisti, speriamo capaci di risvegliare Fasano dal suo torpore. Speriamo che la buona volontà di questi giovani ragazzi si trasformi in qualcosa di bello e piacevole. Data la mancanza (almeno così pare) di fondi nelle casse comunali, l'unica possibilità di vedere qualcosa di bello è affidata all'impegno di queste associazioni. Di seguito il programma delle manifestazioni. Domenica 13 dicembre: Associazione “Amici del Fasancult”: concerti musicali di vario genere Associazione “La Fontanella”: materiale informativo divulgativo, esposizione manufatti, pesca di beneficenza Croce Rossa: casetta di Babbo Natale, scultori di palloncini, vin brulè, intrattenimenti vari Panificio Furleo: frittelle Caseificio Zaccaria: mozzarelle e prodotti caseari Vitti Cafè e Bar del Corso: distribuzione gratuita di cioccolato caldo e

frollini Gabetti agenzia di Fasano: “Zucchero filato party”, distribuzione gratuita di stecchi di zucchero filato e clown “Gabettino” che distribuirà sculture di palloncini A.V.A. e negozianti del corso: popcorn party e clown + musica A.V.A. e negozianti del corso: mascotte Disney “Winnie the pooh” Top Dance Group: esibizione di ballo Foto con pony Dettagli d'arte: esposizioni di prodotti natalizi artigianali A.V.A. e negozianti del corso: Zampognari Equo e non solo: vendita e divulgazione informativa dei prodotti del mercato equo e solidale Operazione Mato Grosso: vendita dei prodotti O.M.G. e calendario 2010 Cooperativa sociale Apollo di Alberobello: vendita manufatti Coro Gospel Sacro Cuore di Fasano - Opera don Guanella: vendita prodotti natalizi Domenica 20 Dicembre Associazione “Amici del Fasancult”: concerti musicali di vario genere Associazione “La Fontanella”: materiale informativo divulgativo, esposizione manufatti, pesca di beneficenza Croce Rossa: casetta di Babbo Natale, scultori di palloncini, vin brulè, intrattenimenti vari Panificio Furleo: cartellate Caseificio Zaccaria: mozzarelle e prodotti caseari

Vitti Cafè e Bar del Corso: distribuzione gratuita di cioccolato caldo e frollini Gabetti agenzia di Fasano: “Zucchero filato party”, distribuzione gratuita di stecchi di zucchero filato e clown “Gabettino” che distribuirà sculture di palloncini A.V.A. e negozianti del corso: popcorn party e clown + musica A.V.A. e negozianti del corso: mascotte Disney “Topolino” Top Dance Group: esibizione di ballo Foto con pony Dettagli d'arte: esposizioni di prodotti natalizi artigianali A.V.A. e negozianti del corso: Zampognari Equo e non solo: vendita e divulgazione informativa dei prodotti del mercato equo e solidale Operazione Mato Grosso: vendita dei prodotti O.M.G. e calendario 2010 Gruppo Scout Fasano: vendita d'addobbi natalizi e calendario 2010 Cooperativa sociale Apollo di Alberobello: vendita manufatti Sacro Cuore di Fasano - Opera don Guanella: vendita prodotti natalizi Domenica 27 dicembre Associazione “Amici del Fasancult”: concerti musicali di vario genere Associazione “La Fontanella”: materiale informativo divulgativo, esposizione manufatti, pesca di beneficenza Croce Rossa: casetta di Babbo Natale, scultori di palloncini, vin brulè, intrattenimenti vari Panificio Furleo: pettolata Caseificio Zaccaria: mozzarelle e prodotti caseari Vitti Cafè e Bar del Corso: distribuzione gratuita di cioccolato caldo e frollini Gabetti agenzia di Fasano: “Zucche-

ro filato party”, distribuzione gratuita di stecchi di zucchero filato e clown “Gabettino” che distribuirà sculture di palloncini Top Dance Group: esibizione di ballo Foto con pony Dettagli d'arte: esposizioni di prodotti natalizi artigianali Equo e non solo: vendita e divulgazione informativa dei prodotti del mercato equo e solidale Operazione Mato Grosso: vendita dei prodotti O.M.G. e calendario 2010 Gruppo Scout Fasano: vendita d'addobbi natalizi e calendario 2010 Sacro Cuore di Fasano - Opera don Guanella: vendita prodotti natalizi. Sembra poco? Speriamo che vi sia tanta gente. È doveroso sottolineare la sinergia tra i venditori ambulanti e i venditori stanziali titolari delle attività commerciali del corso Vittorio Emanuele. È importante anche sottolineare che associazioni come gli Amici del Fasancult, Equo e non solo, Operazione Mato Grosso, Gruppo Scout Fasano, la Fontanella, Sacro Cuore Fasano, Croce Rossa, abbiano creduto già dal primo giorno in questa iniziativa. A priori, massima collaborazione a questi ragazzi, sposando in pieno il loro intento: regalare giornate di festa a Fasano. Lodevole, poi, quanto offerto dai ragazzi del Fasancult. Ben nove concerti, musica Jazz, rock, pop, musica per tutti i gusti. I musicisti, che si esibiranno gratuitamente, aiuteranno i ragazzi Amici del Fasancult per una raccolta fondi che verrà interamente devoluta all'Istituto Canonico Latorre per l'acquisto di un pulmino. Gianluca Monopoli

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“Eurino d’oro 2009”

Convenzione sui diritti dell'infanzia

APERTE LE ISCRIZIONI ALLA GARA CANORA VENT'ANNI, MA NON LI DIMOSTRA

Un’occasione per mettere in mostra il talento e le qualità canore ed artistiche dei bambini. Questo è l’Eurino d’Oro, la manifestazione canora per più piccoli promossa da Radio Diaconia e dalla confraternita di San Giuseppe che torna dopo il successo della precedente edizione, quando, sul palcoscenico del teatro della Salette, una ventina di bambini selezionati per la serata finale appassionarono il pubblico fasanese. Tra loro c’era anche Pasqualino Greco, il ragazzino di Locorotondo divenuto poi uno dei protagonisti di “Ti lascio una canzone”, la fortunata trasmissione RAI condotta da Antonella Clerici; e questo la dice tutta sulla qualità dell’iniziativa. L’associazione Radio Diaconia in collaborazione con la Confraternita di San Giuseppe di Fasano organizza la 2^ edizione dell’Eurino d’oro. La gara è rivolta a bambini e ragazzi dai 5 ai 13 anni e si svolgerà nel mese di maggio 2010. Le iscrizioni possono effettuarsi sino al 31 gennaio 2010 presso la sede di Radio Diaconia (Via Dragone n. 3 dal lunedì al venerdi, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19) e presso la Confraternita di San Giuseppe (Via Guarini n. 22 il sabato dalle 18 alle 20 e la Domenica dalle 10 alle 12). Il regolamento completo può essere scaricato dal sito di Radio Diaconia www.radiodiaconia.it

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Il 20 novembre di venti anni fa a New York veniva firmata dai rappresentati degli Stati aderenti alle Nazioni Unite la “Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza”. Il bambino non è più semplicemente oggetto di tutela, ma diviene titolare di veri e propri diritti. È uomo in crescita e come tale non è più protetto per la sua situazione di fragilità anagrafica, ma per il suo essere soggetto di diritti fondamentali. Diritto all'istruzione, alla salute, alla famiglia, all'identità e alla dignità di bambino … Diritti che troppo spesso restano generali affermazioni di principio o che nelle società più evolute economicamente scemano in ovvietà. Troppo spesso la compassione si sostituisce al coraggio di compiere scelte politiche che rispondano finalmente alla logica degli umani bisogni e non solo alla costante ricerca di un profitto: le parole restano cornici di grande opera diplomatica. La Convenzione è stata una grande conquista che però necessita di essere maggiormente affermata: lo sfruttamento del lavoro minorile, i maltrattamenti sui minori, la povertà estrema e le cure inesistenti per i malati, la tratta delle adozioni illecite e le stesse difficoltà burocratiche nelle pratiche di adozione, l'alto grado di analfabetismo infantile non sembrano priorità politiche. È importante ricordare come una conquista la Convenzione del 1989. Per questo significative sono le proposte messe in campo in tutta Italia il 20 novembre per celebrare la “Giornata Internazionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza”. A Fasano, il Consiglio Comunale dei Ragazzi e gli studenti delle scuole medie superiori del territorio hanno promosso una serie di iniziative contemporanee il 20 novembre scorso. Per attivare focolai di confronto e discussione. Dalla convocazione del Consiglio Comunale dei Ragazzi alla presenza di rappresentanze politiche sul tema “Confronto tra pari sulla Convenzione Onu dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza e

sulle necessità del territorio” ad attività ludico-ricreative. Per citare alcuni esempi “Diritti in … mostra”, una mostra di disegni dei bambini, e “Diritti … raccontati”, racconti di storie attraverso la voce degli adulti dell'Università del Tempo Libero, fino ad un torneo di calcetto organizzato dall'Anspi e dall'Ac Ragazzi ed ai concerti dei ragazzi del Centro Risorse e della SMS “G. Bianco”. A vent'anni però dalla firma della Convenzione è necessario fare anche una valutazione degli interventi posti in atto per migliorare la vita del bambino. Nel 2000 i grandi dell'Onu firmarono una promessa “Dichiarazione del Millennio”: otto obiettivi da conseguire per il 2015. Obiettivi virtuosi ma che sembrano troppo lontani ora che il 2015 è così vicino. Tra questi, ci fu particolare attenzione ai bambini del mondo: dimezzare il numero delle persone che soffrono la fame e che vivono con meno di un dollaro; istruzione primaria per tutti i bambini; riduzione della mortalità infantile dei bambini al di sotto dei cinque anni di due terzi rispetto ai dati del 1990; combattere Hiv, Aids e malaria; dimezzare il numero delle persone che non hanno accesso all'acqua potabile e ai servizi igienici. Le riflessioni su questi obiettivi sono tante. Dal rapporto annuale dell'Unicef si legge che oltre 140 milioni di bambini soffrono ancora di malnutrizione, 9 milioni di bambini ancora muoiono ogni anno prima di compiere il quinto anno di vita, circa 100 milioni di bambini in età scolare ancora non ricevono un'istruzione e 150 milioni di bambini e ragazzi tra i 5 e i 14 anni sono impiegati nel lavoro minorile. Insomma pochi sono i risultati: la promessa stenta ad essere mantenuta. È qui che la politica sembra fallire: proprio là dove dovrebbe mostrare tutta la sua forza, tutta la sua concreta ostinazione. Per molti bambini non c'è ancora gioco, ci sono fame e sete, c'è ancora lo scacco di un destino crudele e talvolta beffardo. F.R.


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AL LICEO: CIAK SI GIRA!

Ci sono desideri ardenti che non hanno distanze. Ci sono distanze che non hanno luoghi. C'è un passo solitario da avanzare: magari arrivasse un segno del destino, un qualsiasi segno che facesse vibrare l'intraprendenza. È sufficiente una bottiglia portata dal mare, basta un racconto di speranza. Due storie parallele che arrivano a incrociarsi ed a ritrovare l'equilibrio al centro del mondo, al centro del proprio sogno. Matteo e Marjana, la Puglia e il Montenegro, la musica e la scrittura. Apparentemente nulla in comune: c'è un mare di distanza, more udaljenosti. Apparentemente … perché Matteo e Marjana hanno lo stesso giovane coraggio che può sembrare incoscienza, può confondersi con una leggerezza distante dalla vita reale e che arriva a scontrarsi con uno sguardo di padre interdetto e con la paura di una madre lontana. Ma il destino gioca con gli specchi e gli occhi di ragazzi coraggiosi si incontrano e si svelano. “Un mare di distanza – more udaljenosti” è il titolo di un cortometraggio, girato tra i paesaggi di mare e gli ulivi di Fasano, realizzato dai ragazzi dell'IISS “Leonardo Da Vinci”.

L'idea nasce da un progetto “Corto a scuola” proposto dall'associazione culturale di Roma “Blue Desk” con l'intento di fare cinema a scuola. 31 studenti delle classi terze, quarte e quinte del liceo “L. Da Vinci” hanno vissuto un'esperienza creativa certamente da ricordare con entusiasmo. Guidati dal regista Simone Amendola e dalla produttrice Floriana Pinto, assieme all'attività di tutoraggio del professore Michele Iacovazzi, i ragazzi hanno davvero fatto cinema: dalla stesura del soggetto e della sceneggiatura alla recitazione e alla scelta di musica e grafica. Sarà stato un gioco inusuale e sorprendentemente questo bel gioco ha toccato temi importanti e delicati: la speranza di realizzare un sogno; le difficoltà di comunicazione tra ragazzi e adulti; la dolorosa necessità di andare via, anche molto lontano, dagli affetti per inseguire il proprio cammino; la vicinanza di sentimenti pur in realtà separate dal mare. Un grande lavoro che ha riscosso meritato successo. I ragazzi infatti si sono classificati secondi al Festival del cortometraggio “Corti a Scuola” del Comune di Bari. Ma

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non si sono fermati qui. Il corto “Un mare di distanza” ha conseguito il secondo posto alla decima edizione del “Sottodiciotto Filmfestival” di Torino, tenutosi tra il 26 novembre e il 15 dicembre in contemporanea col Festival del Cinema di Torino. Si tratta del più importante concorso nazionale di prodotti audiovisivi delle scuole di ogni ordine e grado. Hanno partecipato al concorso più di 490 scuole provenienti da tutta Italia, tra cui è stata operata una prima selezione: 150 le scuole finaliste i cui lavori sono stati giudicati da esperti di cinema, scrittori e giornalisti. Ai ragazzi del “L. Da Vinci” è stato assegnato il secondo posto del concorso.

“Per la maturità espressiva, sia in fase di sceneggiatura che di ripresa e per la capacità di affrontare il tema dei rischi legati alla indipendenza e all'autorealizzazione” è stata la motivazione del premio. Guidati dalla colonna sonora “Message in a bottle” dei Police, i ragazzi hanno vissuto un'esperienza di lavoro creativo e di collaborazione significativa per la propria crescita personale: qualcuno avrà scoperto una passione, qualcun altro avrà realizzato un piccolo desiderio, qualcun altro ancora avrà affermato un talento. Tutti hanno vissuto emozioni, accompagnati dalle immagini del proprio entusiasmo. F.R.

Auguri

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LA STELLA SULLA GROTTA La stella cometa di Laureto di Fasano torna a brillare in tutto il suo splendore! Dopo due anni il Comitato Stella sulla Grotta, risolti i problemi insorti con i proprietari di alcuni terreni attraversati dai cavi elettrici che alimentano le lampadine, la stella torna ad avere la coda. Un bel regalo per questo presepe che da ben 24 anni è il simbolo del Natale a Fasano. Un'iniziativa che vede il felice connubio tra un'associazione di volontariato, il Comitato promotore e un'azienda locale, il Caseificio Zaccaria, che ha mostrato l’attaccamento e l'amore per il territorio in cui opera facendosi carico delle spese per l'allaccio alla rete elettrica, indispensabile per illuminare la stella. Dunque un'azienda attenta non solo alle proprie attività, ma sensibile al territorio e a un'iniziativa significativa come la Stella sulla Grotta. Del resto, il Comitato presiedu-

a t a t l o l r e St sulla G

COMITATO

72015 FASANO (Br)

to da Giovanni Serri si regge con le offerte dei visitatori e il contributo degli enti pubblici, venuto praticamente meno negli ultimi anni. Così se la stella di Fasano famosa in Italia e nel mondo, illumina il Natale 2009, è merito del lavoro dei

UNA BELLISSIMA SIRENA Domenica mattina, alle sei di pomeriggio, navigavamo tranquilli in cima ai monti con la nostra barchetta e io e mio padre vedemmo una splendida coda, lunga e scintillante che brillava ai riflessi del sole. Non sapevo cosa fosse ed io curiosa di scoprirlo mi buttai in acqua. Non credetti ai miei occhi! Era lei…era una splendida sirena! Andai in superficie per accumulare l'aria e raccontai tutto quello che avevo visto sott'acqua a mio padre. Mi sembrava fantastico! Però la cosa brutta era che io, che sono un essere umano, non potevo parlare in acqua e quindi mi rassegnai. Più tardi, trovai un posto in cui ci potemmo accampare… un posto magico! Era un bellissimo boschetto di erbe selvatiche mai viste, che rappresentavano tutti i colori del mondo, e tutti questi colori rappresentavano emozioni. Il giallo rappresentava il volere bene alle persone, il rosso l'amore, il verdone la dolcezza, il verde radioso la speranza, il celeste la libertà, il blu la vita che finisce, il rosa la vita che nasce, il nero la rabbia, l'arancione la tenerezza, il fucsia la felicità, il bianco la stanchezza, il beige la gioia… insomma… c'erano tanti colori, ma un colore, non rappresentava un'emozione, ma da un desiderio. Io lo raccolsi, lo annusai e mentre lo annusavo espressi il mio desiderio: diventare una sirena dalla coda

volontari del Comitato e del sostegno di un imprenditore sensibile e attento. Un'iniziativa così importante che dà lustro a Fasano e alla Puglia è segno di richiamo ai valori del Natale. Solidarietà, sobrietà, tolleranza, condivisione, pazienza e amore sono gli insegnamenti del Figlio di Dio fattosi uomo che forse possono essere ancora oggi la soluzione ai

problemi e alle crisi che attanagliano il nostro tempo. La grotta di Monte Rivolta, una vera cavità che si addentra per decine di metri nel cuore della collina, dalle pareti alte e lisce, scavate in ere geologiche passate dal corso di un fiume sotterraneo, ricorda in maniera suggestiva la grotta di Betlemme dove Gesù venne al mondo. In questo scenario unico, dal quale si domina la pianura degli ulivi secolari fino al mare, viene allestito un presepe con statue di dimensioni naturali, con l'imboccatura della grotta che si trova proprio al centro di una cometa gigantesca, disegnata da migliaia di lampadine opportunamente posizionate sulle pendici della collina che sovrasta la città di Fasano e che è visibile a decine di chilometri di distanza. Non mancheranno quest'anno gli appuntamenti significativi che caratterizzano l'iniziativa.

Le Fiabe di Alice luccicante. Mio padre mi prese subito in braccio e poi mi buttò nel fiume più vicino, con la speranza che un giorno potessi ritornare da lui. Mio padre chiamò mia madre e lei giunse subito nel posto in cui mio padre mi aveva lasciata. Mia madre disperata andò nel giardino di fiori e vide per terra il fiore che avevo annusato. Mia madre, anche lei lo annusò e divenne come me una sirena! Allora mio padre, l'unico rimasto umano gettò anche mia madre nel fiume più vicino. Mia madre nuotava veloce come un fulmine e poi mi trovò. Mio padre annusò pure lui il fiore e a balzi di coda riuscì ad entrare in acqua. Mia madre, allora, mi afferrò per un braccio e mi tirò dalla coda esclamando: “Sei pazza? Mi hai spaventata a morte! Pensavo di averti persa!” Mio padre intervenne e disse: “Alice ritorniamo a casa! Forza!” Ma io con tono arrabbiato dissi: “No! Io voglio rimanere qui! Se non volete rimanere con me andatevene voi due, ma io voglio rimanere qui!” Allora i miei genitori dissero: “Va bene rimarremo qui in fondo al mare”. Io mi ero sentita davvero considerata, perché ai miei genitori era piaciuta l'idea di rimanere tutti uniti. Sono davvero contenta di essere una bellissima sirena! Alice Fiume classe IV D - Collodi Fasano


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ALLA S. CECILIA: UNA SERATA SPECIALE

Domenica 22 novembre l'associazione musicale S. Cecilia ha festeggiato la Santa Patrona nella tradizionale manifestazione religiosa e civile. La coincidenza con la giornata festiva ha inciso molto sull'affluenza dei partecipanti sia nella chiesa di S. Antonio Abate che nella sede sociale. La parte religiosa, con la partecipazione della banda giovanile della S.Cecilia è stata a dir poco emozionante. Un plauso va alle maestre prof.sse Anna Rosato e Angela Colucci che si sono impegnate nella preparazione. Dopo la celebrazione della Santa Messa la manifestazione è proseguita nella sede di corso Perrini. Gli onori di casa li faceva l'instancabile Presidente Cosimo Donnaloia che con impareggiabile cortesia ha ricevuto gli invitati. Erano presenti l'Assessore regionale alle Opere Pubbliche Fabiano Amati, il Sindaco Lello Di Bari, l'Assessore alla Pubblica Istruzione Antonio Scianaro; l'Assessore Bebè Anglani e la

Presidente onoraria della S. Cecilia, Michelina Pezzolla, con rammarico hanno comunicato la loro impossibilità ad essere presenti. Con l'Inno Nazionale suonato dalla Banda Giovanile della S. Cecilia - tutti in piedi in silenzio durante l'esecuzione- ha avuto inizio la manifestazione. Dopo questo doveroso rito, il Presidente Donnaloia, con parole semplici quanto profonde, ha ridato il benvenuto a tutti i partecipanti all'annuale appuntamento. Ha esordito dicendo: “la mia età mi pone in una condizione di indecisione sulle cose da fare”. A tal proposito, ha raccontato che in occasione della manifestazione del 2005, il nostro direttore Aldo Carbonaro aveva definito “inossidabile” il presidente Donnaloia. “Sono passati quattro anni - ha detto il presidente - e l'ossidazione, in particolare quella mentale, non si è ancora verificata; le manifestazioni dell'associazione sono state sempre più belle e confortate da un numeroso uditorio e

dalla presenza delle Autorità; a loro – ha continuato il presidente - va un plauso di stima e di incoraggiamento a ben operare nell'interesse del nostro territorio”. Il tema della serata era Musica e Natura sul quale, con grazia e semplicità, ha relazionato la professoressa Alma Narducci. Il Presidente, nel ringraziare la relatrice, cui ha offerto un omaggio floreale e una targa d'argento, ha detto: “Sono felicissimo di poter aggiungere il suo nome a quello dei predecessori che hanno contribuito a rendere grande questa piccola manifestazione”. Un bellissimo intermezzo musicale ha visto protagonisti gli allievi della S. Cecilia. Il primo ad esibirsi è stato Michele Ambriola con New York New York, una bella interpretazione con il sax contralto. Con lo stesso strumento Nicola Blonda ha eseguito una importante interpretazione di due motivi degli anni trenta, Ancora e Come le Rose. In omaggio a Nino Rota , a trent'anni dalla sua morte, una dedica del professor Antonio Vinci; il brano è stato eseguito dalla trombettista Simona Rubino. Infine, Ettore Colucci con il suo bel canto ha deliziato i presenti con una canzone degli anni trenta, Parlami d'amore Mariù. Il calore degli applausi, per tutti protagonisti, ha sancito la grandezza dello spettacolo. A fine serata, prima degli interventi dell'Assessore regionale Amati, del Sindaco Di

Bari, dell'Assessore comunale Scianaro e dell'immancabile benedizione di Don Carmelo Carparelli è stato consegnato all'allievo sassofonista Michele Ambriola un premio per merito scolastico. La serata si è conclusa con il cordiale invito del Presidente Donnaloia a degustare le tante leccornie del buffet allestito e offerto dall'associazione S.Cecilia. Da una serata speciale un messaggio forte lanciato dall'associazione: con pochi mezzi è possibile dar vita a piccoli gioielli, gli allievi che contribuiscono indubbiamente alla crescita della Città. Sarebbe auspicabile che simili iniziative venissero maggiormente supportate dall'Amministrazione anche attraverso la concessione in disponibilità di immobili - per esempio, quelli, numerosi, oggetto di confisca alla criminalità organizzata - dove soprattutto i cittadini più giovani possano dar voce alle proprie idee e forma alla loro creatività.


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“ A bande ” Ah ! ce 'ngande Jinde u paiese a bande! Tutte attinde attinde A sende chire struminde. Sonene i trumbome i … Rembombene jinde i stradoume. Ma aqquanne sonene i flaioute U sune jì chiù dolce , jì resapoute . A banne di peccinne jì ancure chiù belle Parene criatoure mannete di stelle . A banne ne fasce arrecurdé i timpe passaete ! I tanne accume a moeù , Aqquanne sune, a banne mette allegrì Souse i chiazze i jinde a tutte i vì . Santa Cecilie jì a protettreisce De chisse artiste sunatoure , Ca potene devendé grande compositoure . Stì giuvene crescene bune i preparaete , Pa moeuseche ca jì… poura santaete ! In occasione della manifestazione dell’Associazione «Santa Cecilia» svoltasi lo scorso 22 novembre, la giovane Sharon Convertino (12 anni) ha declamato la poesia «A bande» scritta nel 2005 da Pasquina Cuzzupè.

Auguri

ESEMPI DI ROZZEZZA ISTITUZIONALE La comunicazione è importante, rende il prossimo informato di ciò che si pensa e si fa. Un mondo senza comunicazione sarebbe destinato al completo isolamento. Si pensi solo al caso in cui una grande industria all'improvviso smetta di reclamizzare i propri prodotti, un vip decida di interrompere i propri rapporti con la stampa, un governo stabilisca di non fare più conferenze stampa. Il popolo è ormai abituato, sol per fare un esempio, alla conferenza stampa di fine anno che il Presidente del Consiglio propina a mo' di medicina. E' occasione di esibizionismo e, considerata la persona, anche di divertimento per gli spettatori. Non si può però non considerare che anche, anzi soprattutto, gli organi istituzionali preferiscono abdicare al proprio ruolo per immedesimarsi negli interlocutori, spesso ritenuti portatori di un bassissimo livello di intelligenza. Ecco allora, ministri, parlamentari, presidenti e tante altre cariche trasformarsi in poco rassicuranti vicini di pianerottolo, pronti a sciorinare, come una cantilena, quanto il linguaggio comune offre. Escluso forse il Presidente della Repubblica, tutti coloro che ricoprono ruoli di vertice si riempiono la bocca di espressioni idiomatiche di uso quotidiano; ufficialmente per avvicinarsi ai governati, ufficiosamente perché incapaci di articolare per bene le parole. I modi di dire imperversano come trombe d'aria, lasciando, dopo il passaggio, una serie di rovine. Sono molte le espressioni che hanno a che fare con gli organi del corpo umano. Le mani, ad esempio, organo pren-

sile per eccellenza, sono spesso chiamate ad esplicitare ciò che la lingua è incapace di esprimere. Se si dovesse pensare alla prossima conferenza di fine anno del Presidente del Consiglio, la si immaginerebbe così , priva di ogni forma di eleganza istituzionale: “ Mi consentano: siamo arrivati alla fine dell'anno e sono pronto a sciorinarvi tutto quello che il governo ha fatto nel 2009. Aprite bene le orecchie. Certo abbiamo dato l'impressione di avere le mani bucate e di stare spesso con le mani in mano, preso come sono dalla D'Addario and company. Ma non mi passa neppure per la testa di passare la mano a qualche altro; del resto non abbiamo alcuna intenzione di lavarci le mani, soprattutto per la questione giustizia. Anzi, piuttosto, speriamo che qualcuno mi dia una mano, perchè ho l'impressione che il livello di persecuzione nei miei confronti stia diventando insostenibile. Non ce la faccio più! Che nessuno se la prenda se poi passo alle mani. Ci metterei la mano sul fuoco sul fatto che ho la stima della maggioranza degli italiani perché ho le mani in pasta in ogni affare e non posso proprio farne a meno”. Effettivamente ogni commento al riguardo sarebbe improponibile; al più potrebbe aggiungersi che, in più di un'occasione, non sarebbe poi così male pensare di tagliarle …quelle mani! Aurora Nardelli

ANGOLO DEL LOTTO Numero del mese 24. Possibile ambo 31 e 24. Possibile terno 31-24-59 Ovviamente sulla ruota di Bari. Buona fortuna.


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BIANCO COME LA NEBBIA Le poesie non mentono mai, da poco è passato il giorno di S. Martino, nell'aria si respirano gli ultimi aliti dell'autunno inoltrato. Strano vedere la nebbia da queste parti, eppure le poesie non mentono, non mentono mai. Salgo sul terrazzo di casa, ogni gradino scandisce ritmicamente passi carducciani. Arrivo in alto, tra gli esuli pensieri e i fili per stendere il bucato decorati da mollette multicolor, avverto promesse di festoni natalizi anzitempo. Le colline in lontananza sono immerse da morbida ovatta, come l'Olimpo gli dei riposano quieti. In fondo ripenso a muretti bianchi, costruiti a secco, dove timida fa capolino la cicoria selvatica. Tutto è tenue, i colori pastello rendono il paesaggio surreale. La realtà è cangiante, tutto è mutevole, ogni oggetto cambia significato attraverso la luce. Ma dove sono? Come in un momento felliniano, la foschia offusca la ragione, fischio per sentirmi presente: anche il suono appare ovattato. L'aria bianca accarezza, umida, una lumaca in bilico elegante come una ginnasta su di una pertica. Sulla ringhiera scrive il suo percorso viscido e pacato con una stria candida. Non posso esimermi dalla voglia di bianco, mi ritorna in mente il baffetto anacronisticamente canuto di un bambino che poppa vorace dalla sua mamma: voglia di latte. Voglia di bianco smalto, bianco titanio, bianco zinco, vinco la voglia esco e vado in latteria. La

Auguri

nebbia verso sera si fa più prepotente, entra nelle strade della città, arriva attraverso le ossa dolenti, fino a toccare i piedi dei passanti, i fari delle auto sembrano occhi di draghi fumanti. Le insegne dei negozi si accendono inutilmente, lottando tra il messaggio all'invito e l'aria confusa, come se il cielo volesse entrare nei neon in un cortocircuito di amorosi sensi. Dentro la latteria ci sono due uomini: non indossano niente di chiaro, stridono nel contesto diafano. Li sento ridere gradassi, mentre raccontano presunte avventure estive. Maschi che avvolgono di bava e sudore ragazzine mulatte, cercando di sbarcare il lunario. Le sere miti a Santo Domingo hanno offerto loro ospitalità, ricambiata da offese unte e danaro consunto. Immagino delle bambine dalla carnagione dolce come il cioccolato, chiudere gli occhi e distrarsi al pensiero della luna. La luna bianca e grande, la luna nuova, nata vecchia e appassita dal caldo tropicale. Come loro. Altre ancora le ho pensate serrare le palpebre e sentire sulla pelle un uragano che faccia pulizie di tutte le miserie umane. I due uomini alzano la voce baldanzosi, a caccia spietata di consensi attorno a loro. Abbasso la testa, per evitare uno scontro di sguardi e un inevitabile incidente. Il capo chino mi copre di riccioli la fronte, con la speranza che i boccoli coprano la vergogna, rimango immobile e illesa. Vorrei che la

nebbia entrasse anche nel negozio, per potermi smarrire nuovamente tra il nastro gelatinoso del film “Amarcord”. La lattaia con sguardi accondiscendenti e smorfie dalle rughe avvezze all'ilarità porge loro buste odoranti di caglio di un agnellino sacrificato. Si dileguano e provo sollievo nel sapermi forte. Rialzo il capo e capisco che è arrivato il mio turno. “In cosa posso servirla?”. La donna ha i capelli raccolti, non so a che altezza, se dietro la nuca o più in alto, perché sono nascosti da un cappellino bianco intonato con la sua ricrescita capillare implacabilmente rivelatrice del tempo inesorabilmente trascorrente. È materna, grassa come una matrona, la callipigia trabocca dal vestiario, la carne opulenta tracima, lasciando intravedere un benessere non salutare. D'un tratto, il suo volto paonazzo e accogliente come una vetrina natalizia, muta repentino: pare abbia visto il demonio in persona. Sento Satana melenso dire: “Buona sera belle signore!” Il demone è un ragazzo: bello, come il sole africano può essere bello in quanto sole. Solare come uno spaccato di cielo tra le nuvole grigie e rigonfie di pioggia acida. Sorride. Non chiede né perché sia lì, né cosa stia facendo lì, forse non lo sa più neppure lui o forse non se lo ricorda più. Sorride e si mette a un angolino, cerca di farsi piccolo provando rabbia per i suoi bicipiti michelangioleschi. Il marmo rende bianco ogni essere scolpito. Ha appeso al collo un baldacchino, come quello delle sigaraie vagabonde delle bettole di secoli indietro:

mostra il suo tesoro “made in China” luccicante di accendini e chincaglieria varia. Non propone, non si accosta: lascia intuire, mentre con un accento spiccatamente francese e gutturale, racconta amenità, dispensa buon umore ed elargisce il tutto senza rilasciare scontrini fiscali. Sorride, i suoi denti sono più bianchi delle mozzarelle esposte sul bancone. “Come va, signora? Mi auguro stia bene”. E la lattaia: “Ma che bene? Non sai che c'è la crisi in giro? Stiamo tutti tirando avanti”. È tutto sottinteso. Il discorso è fuorviante, ma tutto torna come matematicamente: una prova del nove. Il ragazzo continua a sorridere, vorrei tanto esaudire un mio desiderio che ho avuto il primo momento che ho girato lo sguardo verso di lui e l'ho colto sorridere. Non resisto alla brama: vedere quei denti splendenti sporcarsi di latte. Compro delle mozzarelle anche per lui e la signora con un mestolo bucherellato bloccato in maniera sinistra nella sua mano destra, mi scruta come fossi una pazza. Esco, la nebbia mi riavvolge, i pensieri si attorcigliano similmente ad una miriade di anguille in una nassa, solleticano il cervello. La gente è strana. Le varie tonalità della pelle piacciono a fasi alterne, come il falso singhiozzo di un bimbo capriccioso. La gente è come un'altalena rotta e pericolante: Bianco e nero, nero e bianco, giallo e bianco, bianco e giallo: numeri alla mano vince il bianco. Ma forse non è così: è colpa della nebbia che confonde i colori. (Giullaremissiva)

Auguri


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I dubbi dubbi del Prof. Nicola Fiume BEATI I POVERI

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San Martino non era campanaro dormi tu come qualcuno potrebbe pensare; quello era fra Martino ... e qualche altro che non mi ricordo. San Martino aveva un negozio di stoffe, era santo e faceva i mantelli. Un giorno mentre se ne stava tranquillo a pascolare incontrò un povero che moriva di freddo. “Ciao, povero! - disse - Che fai di bello?” “Naaaaa!!! - fece il povero - Muoio di freddo! ... Che mo' l'abbiamo detto!” San Martino che era buono e non poteva vedere le bestie soffrire si sfilò il mantello e lo mise sulle spalle del povero che addifrescò. “Cazzo! Fa freddo veramente! - disse poi Facciamo metà per uno!” Prese la spada e con un preciso fendente dall'alto verso il basso divise il mantello con tutto il povero dentro in due parti uguali. Il mezzo povero ringraziò, naturalmente a mezza voce, e se ne andò su una gamba sola pensando: “Non mi potevo stare in grazia di Dio a casa stamattina, caldo caldo nel letto!?” San Martino fu felice di aver fatto un'opera buona e pensò che quel povero avrebbe sofferto metà del freddo che soffriva prima. E da quel giorno San Martino non vide più un povero manco a pagarlo cento milioni; tutti quelli che incontrava dicevano che tenevano le proprietà e se qualcuno stava vestito che manco i cani, subito dicevano che quella era l'ultima moda.

BEATI I POVERI

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“Beati i poveri che non hanno niente!” disse il ricoverato nel reparto infettivi dell'ospedale che aveva l'AIDS, il colesterolo, il diabete, l'uricemia, un blocco renale, i denti cariati, la dissenteria, una zia monaca e la macchina in divieto di sosta.

Auguri

la vignetta è di Cosimo Rosati


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la vignetta è di Angela Rubino

NO B-DAY

Il 5 dicembre si è svolta a Roma la prima manifestazione organizzata via web. Al grido di “Berlusconi dimissioni”, è partito su facebook il passaparola per ritrovarsi in piazza a manifestare contro il capo del governo più inquisito degli ultimi 150 anni. Secondo la questura, alla manifestazione hanno partecipato novantamila persone, gli organizzatori invece, da bravi informatici, sostengono di aver avuto una partecipazione di almeno 4,5 GByte. Il fatto che il tutto fosse nato da maniaci di internet si è capito dal fatto che alcuni manifestanti hanno provato a raggiungere Palazzo Grazioli nel tentativo di cliccarci sopra col tasto destro e poi selezionare “elimina”. Simbolo della manifestazione è stato il colore viola, scelto per testimoniare il lutto per lo stato della democrazia italiana. Ciò ha autorizzato il TG1 a descrivere l'evento come di una “folta presenza a Roma di tifosi della Fiorentina”. Il diretto interessato (Berlusconi Silvio, tessera P2 n° 1816) ha

mensile www.ilmenante.it Direttore responsabile Aldo Carbonaro direttore@ilmenante.it Redazione Via F.lli Rosselli, 51 - Fasano tel./fax 080.4427696 redazione@ilmenante.it Stampa Lineagrafica - Fasano

iscritto col n. 3/04 nel Registro della Stampa presso il Tribunale di Brindisi

Anno VI - n. 11

Chiuso il 13 dicembre 2009

sostenuto sprezzantemente che lui “mai viola, i vestiti”. Infatti, lui viola le leggi. La manifestazione ha spiazzato anche le opposizioni. Il Partito Democratico, stranamente, si è diviso sull'opportunità di partecipare o meno alla manifestazione. Come in un vecchio film di Nanni Moretti, Bersani si è chiesto “mi si nota di più se vado e mi metto in disparte o se non vado proprio?”. Alla fine Bersani non si è presentato, ma numerosi esponenti del PD hanno deciso di aderire alla manifestazione per provare a farsi belli di fronte alla folla. Nel caso di Rosy Bindi l'esperimento non è riuscito. Nell'UDC, Casini ha fatto notare che “Con i pentiti di mafia e i girotondi, Berlusconi governerà per altri vent'anni”. Commento di Vendola: “La cosa peggiore, quindi, è che per altri vent'anni dovremo tenerci l'UDC all'opposizione”. Moderato come sempre il ministro Brunetta ha voluto parafrasare niente meno che Pier Capponi il quale, di fronte alle truppe francesi di Carlo VIII che assediavano Firenze con uso di trombe per fare più impressione al nemico, disse la celebre frase “Loro suonino le loro trombe, noi suoneremo le nostre campane”. La frase è piaciuta a Brunetta che l'ha ripetuta a Bondi, il quale l'ha riportata a Tremonti, che l'ha riferita a Bonaiuti, che ha pensato bene di farla conoscere a Capezzone. A causa del passaparola, l'ultimo che l'ha pronunciata (Maurizio Gasparri), si è ritrovato a dire “Loro suonino i loro suoni, noi tromberemo le nostre campane”. La ministra salernitana Mara Carfagna ha commentato: “Ma perché ogni tanto non vi rivolgete alla

Gelmini?”. Anche il coraggioso Cicchitto ha raccolto la sfida della piazza: “Dobbiamo replicare sul territorio, organizzando una ferma risposta a questi tentativi di imbarbarire la politica. Dobbiamo alzare il tiro”. Prontamente da Palazzo Chigi gli è stata fatta giungere una scatola di Viagra. Infine, interessanti le dichiarazioni del Ministro Calderoli, che

confermano che con politici simili i comici devono cambiare mestiere: “Se un milione di persone sono andate a manifestare contro Berlusconi, vuol dire che gli altri cinquantanove milioni che sono rimasti a casa sono a favore”. Siamo d'accordo con lui, anzi rilanciamo con una proposta: alle prossime elezioni, chi è contro Berlusconi vada a votare, quelli a favore rimangano a casa.

Auguri


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LA VERA STORIA DELLA GIOCONDA Di fronte alla Gioconda di Leonardo non si può che rimanere stupiti fino al punto di cadere in una sorta di estasi mistica per quel sorriso enigmatico. Pochi però sanno che, per arrivare a tanta perfezione, quel poverino di Leonardo dovette chiedere una miriade di permessi e di pareri. E non fu certo il consenso della donna a farsi ritrarre che tormentò le notti del pittore. Fu – udite, udite – l'ottenimento di un parere paesaggistico per riprodurre i luoghi che fanno da sfondo al ritratto. Leonardo, infatti, per il suo capolavoro decise di venire a Fasano, portandosi dietro la signora, a dire il vero un po' recalcitrante per il lungo viaggio da affrontare. Del resto, Fasano era un luogo assolutamente sconosciuto per Monna Lisa, al punto da non essere neppure segnalato sulle mappe geografiche. La nobil donna dovette, alla fine, arrendersi alle incessanti richieste del pittore e, armi e bagagli, la celebre coppia calpestò il suolo di Fasano. Proprio nel momento in cui il maestro poneva mano alla tavolozza per apprestare il capolavoro, arrivò un oscuro figuro che esclamò pressappoco così: “Ehi, voi due! Ce l'avete il permesso per stare qua? Esibite immediatamente il parere paesaggistico ambientale”. Il povero Leonardo, all'oscuro di ogni cosa, ammise di non disporre di alcun parere, ma si attivò immediatamente per avere le prescritte autorizzazioni. Del resto, era in gioco un capolavoro e la burocrazia non avrebbe mai dovuto ostacolare l'arte. Presentò, pertanto, istanza al Comune e iniziò ad aspettare per lungo, lunghissimo tempo. I motivi di tanta attesa? Il sindaco aveva avuto la bella idea di nominare assessore all'urbanistica proprio il tecnico che rilasciava i pareri paesaggistici. Qualche giurista di strada, pure malpensante, aveva immediatamente posto delle eccezioni alla nomina, accampando presunti conflitti di

interesse e ignobili commistioni fra politica e attività amministrativa. Si era levata una tale protesta che il povero paesaggista aveva deciso di rinunciare all'incarico tecnico, per fare solo l'assessore. Un gran peccato, davvero! Tra l'altro, il dirigente del settore urbanistica aveva conferito all'esperto paesaggista un incarico del tutto sui generis, con valenza retroattiva e pieno di attestazioni di stima; l'incaricato è “persona altamente specializzata”, “la prestazione professionale svolta dall'esperto produce arricchimento e utilità per il comune e, più in generale, per la collettività in termini di sviluppo per il paese”. In più, lo stesso dirigente aveva riconosciuto un compenso, per ben quattro mesi di lavoro, davvero irrisorio (10.000 euro), se sol si pensi che era totalmente svincolato dal numero di pareri emessi. In poche parole, il paesaggista doveva lavorare incessantemente, fino all'esaurimento dell'ordine del giorno e, considerato che la sua attività era finalizzata allo sviluppo del paese, è plausibile pensare che l'esperto non avesse neppure il tempo di consumare un frugale pasto. Porello! Certo che il comune di Fasano aveva adottato nei suoi riguardi un atteggiamento schiavista. C'era però un nobile fine, anzi due: l'interesse della collettività e lo sviluppo del paese. A questo punto, Leonardo era davvero

disperato: in mancanza del paesaggista, avrebbe dovuto rinunciare al parere e al suo quadro. A dirla tutta, Leonardo si incazzò tantissimo quando scoprì che, di quei 10.000 euro di compenso per quattro mesi, al paesaggista ne erano stati liquidati, proprio in occasione della rinuncia all'incarico (avvenuta ben prima della scadenza) 9.600 euro per le prestazioni rese in un periodo non meglio definito. Disse allora Leonardo furente: “Perbacco, se il comune avesse dato al paesaggista anche quei quattrocento euro di differenza, avrei avuto anch'io il mio parere”. Sintesi e morale della storia: il

comune di Fasano ha un assessore, non ha più un paesaggista, cui ha riconosciuto solo una parte – anche se cospicua- del compenso (pur ignorando con quale criterio di ragionevolezza sia stato quantificato e poi pagato), Leonardo ha scelto altri luoghi per rappresentare lo sfondo della Gioconda ed è ragionevole presumere che, con un piccolo sforzo di soli quattrocento euro, dietro il sorriso enigmatico di Monna Lisa avrebbero potuto far bella mostra di sé le colline silvane. E' proprio vero che la pubblica amministrazione dell'arte se ne infischia! Il Tulipano Nero

momenti Speciali Il 13 dicembre la nostra principessa ha spento la sua ottava candelina. Auguri Silvia!

Ed ecco un nuovo pianto che riecheggia nell’aria, come un piccolo germoglio verde brillante che spunta dalla nostra terra, segno di fertilità, segno di un miracolo femminile. Salvatore Patronelli

Un sogno che è diventato realtà. Benvenuto Rocco da mamma, papà e la piccola Marialaura.

Ecco Rebecca, la piccola stella di mamma Valeria e papà Cosimo Cassone.

Il piccolo Andrea il 12 dicembre ha compiuto il suo 1° compleanno. Un augurio speciale da mamma Monica e papà Vincenzo.


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SEMPRE DI CORSA!

Fasano non è solo calcio, anche se la maggior parte dell'attenzione degli sportivi locali è ancorata alle vicissitudini della compagine bianco azzura. Tra i tanti sport figli di un “Dio minore”, vi sono il podismo e il ciclismo, ben propagandati e organizzati nel nostro centro cittadino dalla Polisport C.C. presieduta dal dottor L'Abate. Spesso ci ricordiamo di queste associazioni solo in vista di eventi organizzati o in seguito a risultati eclatanti dei propri iscritti. Recitare un mea culpa ci aiuterebbe ad espiare queste mancanze. Abbiamo intervistato il vicepresidente (fresco di nomina), nonché responsabile dell'attività podistica, Peppino Ferrara. In realtà il buon Peppino, sempre di corsa, ci ha ospitati in una brevissima pausa del suo lavoro, rispondendo a mitraglia alle nostre domande. Dopo averlo visto all'opera, sempre di corsa ma fresco e disponibile ed energetico in ogni momento, mi sa tanto che mi convertirò al suo sport. Caro Peppino, innanzi tutto complimenti per la tua nuova carica. Mi aggiorni sulle attività in cartellone? Grazie. In cartellone abbiamo la seconda edizione della gara in salita “Trofeo Città di Fasano”, in origine prevista per l'8 dicembre ma rinviata a data di destinarsi. Vi erano una cinquantina di iscritti, considerati pochi dalla Fidal. Noi eravamo comunque pronti ad ospitare circa 200 iscritti. Il percorso, abbastanza difficoltoso, prevede la partenza dal tensostatico in via Galizia e, dopo un giro cittadino, la salita da via Cenci verso lo zoo. Dopo aver attraversato lo zoo, uscendo dalla masseria Pedali, si sale ancora per la selva. Dopo un bel giro nel verde, si riscende a Fasano, con arrivo sempre al tensostatico. Come mai così pochi iscritti? La gara è difficile, molto dura. In più vi erano due gare in concomitanza. Vi è la tappa del Corripuglia a Sannicandro e una mezza maratona a Corigliano in provincia di Lecce, gare consolidate e che attraggono più gente che la nostra, ripeto, molto dura. Molto probabilmente l'anno prossimo la gara, con qualche piccolo accorgimento, farà parte del campionato di montagna e sarà spostata in gennaio o febbraio, facendo il definitivo salto di qualità.

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Ormai tutti hanno l'intervista doppia. Solo il Menante ha la doppia intervista dei cugini Marx.

Nome Francesco, per gli amici Ciccio. Cognome Colucci Sport Basket. Hai iniziato a giocare a quanti anni Ho iniziato a giocare a 8 anni. Chi ti ha accompagnato in palestra? Mi hanno portato i miei amici di scuola che oggi…non giocano più. La tua carriera… Ho iniziato a giocare nelle giovanili del Fasano per poi passare in quelle del Monopoli. Qui ho disputato campionati di C2 per poi passare nel Lucera, C1 e poi nel Molfetta, sempre in C1, sfiorando la promozione in B2. Poi sono tornato nel Monopoli e due anni fa nel Fasano. A livello di giovanili ho disputato campionati di eccellenza raggiungendo anche le finali nazionali under 20 quando militavo nel Monopoli, nel 2000. Il compagno di squadra con il quale hai legato di più? Tanti… Il compagno di squadra con il quale hai legato meno? Ciccio Ventura…che oggi, da avversario, è un caro amico (oggi Ventura milita nel Castellaneta, rivale del Fasano, ndr). Il coach con il quale hai legato di più? Il monopolitano Sergio Carolillo, attuale allenatore del Molfetta. Il coach con il quale…non hai mai legato? Distante, che mi aveva fatto passar la voglia di giocare a basket a soli sedici anni! Il tuo avversario numero uno. Gaston Rossi Pose. L'episodo che ricordi con più piacere. Le finali nazionali under 20, dove mi sono confrontato con giocatori di altissimo livello. Di Pierharpo Marx

A quali maratone hanno partecipato i vostri iscritti ultimamente? A Firenze hanno corso i fratelli Pietro e Mimmo Liuzzi e Piero Grassi con ottimi piazzamenti. Io sono stato a New York. Se consideriamo poi i Corripuglia e le altre gare nella zona, posso affermare che siamo molto attivi. I prossimi appuntamenti fuori porta? Per marzo abbiamo già tanti iscritti per la maratona di Treviso. Parecchi atleti si preparano anche per la maratona di Roma. Altre maratone sono sul taccuino dei nostri atleti. Altre novità? Personalmente ho ricevuto una notizia che mi inorgoglisce. Un' organizzazione internazionale francese, la Race-planet, mi ha scelto per fare assistenza ad ultramaratoneti in una maratona estrema in Australia nel mese di aprile. Manifestazione dura, avventura intrigante. E la sezione ciclistica? Dopo un periodo di crisi, la sezione ciclistica si sta riorganizzando. Piero Recchia, Mimmo Bellini,

I giocatori di Basket, di solito, sono alti. Si dice a Fasano: quelli alti per raccogliere i fichi, quelli bassi per le zite. Lei, con un metro e 75 circa, quanti fichi raccoglie? Sicuro che il detto dica proprio così? Fra fichi e zite credo che la situazione stia prendendo una brutta piega. Le va meglio con le zite? Diciamo che sulle “zite” avrei molto da raccontare, ma sono un tipo molto riservato… Quando ho chiesto notizie su di lei per preparare l'intervista mi hanno detto: “è un giocatore d'esperienza”. Di solito si dice così di quelli a fine carriera. Ci fa la cortesia di restare a giocare ancora un po'? Almeno fino all'uscita del giornale in edicola. Mi definiscono così perché ho avuto responsabilità importanti fin da giovanissimo, ma sono ancora giovane e integro…quindi avrete la (s)fortuna di vedermi sui campi ancora a lungo! (segue grattata) Dopo aver calcato i campi della serie C 1 è sceso in C 2 e adesso in serie D. Complimenti per la carriera. GRAZIE! Ma quando hai così tanta passione per la pallacanestro, la serie in cui giochi è solo un dettaglio. Lo sport è emozione, condivisione, fatica, gioia, divertimento…però un campionato nazionale tornerei a farlo volentieri! Quante altre serie ci sono sotto la serie D? Così ci regoliamo per quanti altri anni la vedremo giocare. Onestamente non lo so. Di sicuro, però, avrò a che fare con il basket ancora a lungo. Scommettiamo? Di Piergroucho Marx

Raffaele Brescia sono tra gli artefici di questa rinascita. Ultimamente abbiamo organizzato una gara di mountain bike che ha avuto un discreto successo. Torniamo alla gara originariamente organizzata per l'Immacolata. Chi vi ha aiutato nell'organizzazione? Vorrei ringraziare tutti coloro che ci hanno aiutato economicamente, visti i costi della nostra attività. MG giochi, Cupertino, Target, Cardone Sport e tanti altri nostri amici. Per la gara ci offriranno prodotti la Cantina Sociale Locorotondo, il panificio l'Assunta, il forno Furleo, il Coccio, pastificio Cardone, i bar di Fasano, il mercato ortofrutticolo. In più offriremo a tutti i concorrenti dei piatti di Maioliche Pugliese con il nostro logo e delle t-shirt gentilmente offerte da Tenuta Monacelle. Vorrei anche ringraziare il gruppo delle Aquile che presidieranno il percorso gratuitamente. Un in bocca al lupo ai nostri amici della Polisport…sempre di corsa. G.M.


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DUE PILONI FASANESI PER IL SALENTO 12 TREPUZZI RUGBY

Giacomo Calamo ed Egidio Speciale, fasanesi sedicenni, possenti e atletici, hanno due papà che si sono sempre interessati del mondo dello sport: sia Luigi Calamo che Carmelo Speciale sono competenti conoscitori dell'universo sportivo. I loro figli si sono appassionati, sin da giovanissimi, ad una delle espressioni più nobili del panorama sportivo: il Rugby. Da questa stagione agonistica sono in forza alla squadra del Salento 12 Trepuzzi Rugby (nella foto, Speciale e Calamo sono il primo e il terzo accosciati da sinistra) in cui ricoprono il ruolo dei “Piloni” (Egidio è il destro e Giacomo il sinistro) e disputano il campionato Under 18, girone interregionale Puglia / Calabria; la prima squadra del Trepuzzi gioca in serie B. Finora buoni risultati nel girone di andata per la formazione salentina, tra cui alcune vittorie con punteggi notevoli quali 90-5, 74-0, 58-0. Abbiamo chiesto a Giacomo, che risiede a Montalbano, di “raccontarci” della sua passione per la palla ovale. “Ho iniziato a seguire il rugby già dall'età di 6 anni. Poi, crescendo e iniziando a capire un po' il regolamento, mi sono sempre più appassionato a questo sport. La mia passione è stata alimentata da mia madre Antonella con cui vedevo le partite in televisione e da mio padre Luigi, che mi ha seguito e spronato a dare sempre il massimo in partita e, soprattutto, negli allenamenti.” Giacomo ci spiega poi il ruolo che ricopre, insieme con Egidio: “Il ruolo più famoso del rugby a 15, quello che quasi tutti conoscono, è il Pilone, tant'è che la sua figura leggendaria è divenuta,

per molti versi, il simbolo della palla ovale. I piloni indossano la maglia n° 1 o la maglia n° 3, a seconda che si parli, rispettivamente, di pilone sinistro o di pilone destro. I due piloni sono complementari, ma i loro ruoli differiscono sotto il profilo tecnico, tanto che, salvo rari casi, un pilone destro difficilmente può ricoprire il ruolo di pilone sinistro e viceversa. L'azione “maestra” che coinvolge il pilone in tutta la sua prestanza fisica è, sicuramente, la mischia, di cui la coppia di piloni costituiscono, unitamente al tallonatore, la prima linea, ovvero quella che dà la spinta maggiore e si lega contro il pacchetto di mischia avversario, sospinto da dietro dalle seconde linee. Un'altra azione che coinvolge il pilone è costituita dalla “touche”, durante la quale la forza fisica dei piloni risalta sia nel sollevamento dei saltatori, sia nel riequilibrio degli stessi. Nel “dizionario del rugby”, vi è una specifica terminologia inglese che definisce il Pilone (“Prop”): nello specifico “loosehead prop” sta per “pilone sinistro” e “tighthead prop” per pilone destro (tale terminologia nasce dalla posizione che assumono le teste dei piloni in fase di mischia). L'equivalente francese è dato dal termine “pilier”, semplicemente “gauche” e “droit”, al pari dell'italiano “sinistro” e “destro”. Lo scorso anno, in forza all'Amatori Monopoli, Giacomo Calamo giocava da “tallonatore”, con la maglia numero 2; gli chiediamo qual è la differenza tra i due ruoli (pilone e tallonatore): “Nella mischia, se dovessimo immaginare in maniera semplice e diretta l'intera prima linea,

costituita da pilone destro (n° 1), tallonatore (n° 2) e pilone sinistro (n° 3), i piloni potrebbero essere paragonati a dei carri armati che spingono con tutta la loro forza contro il pacchetto avversario, mentre il tallonatore ad un ariete che trasmette la forza di spinta delle seconde linee. Nelle touche i due piloni dovranno sollevare i saltatori, i quali dovranno fronteggiare i saltatori avversari e recuperare la palla lanciata in

campo dal proprio tallonatore o conquistarla da quello avversario. I piloni ed il tallonatore devono essere in armonia perfetta perché la mischia funzioni; basta che uno dei tre “avanti” non sia in sintonia con tutta la prima linea che la mischia perda tutte le palle, sia nella mischia ordinata che nella touche.” Le recenti buone prestazioni della nazionale azzurra di Rugby (dal 2000 entrata nell'Olimpo del “6 nazioni” e attualmente 11^ nel ranking mondiale, dove ha scavalcato in novembre le Isole Samoa) hanno fatto aumentare l'interesse mediatico e la passione in Italia per questa antica disciplina, sport di squadra per eccellenza, duro e corretto come nessun altro. Auguriamo ai due ragazzi fasanesi una brillante carriera agonistica, nel segno di questo nobile sport. Vincenzo Zizzi

Auguri

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IL FASANO CALCIO NEL…PALLONE

Ultimo posto in serie D. Tifosi in subbuglio. Malcontento generale. Minacce di ritirare la squadra dal campionato. Abbiamo ascoltato i tifosi, gli appassionati. Tra chi ha apertamente espresso posizioni chiare e nette e chi è voluto rimanere anonimo, abbiamo cercato di ricostruire la situazione attuale, davvero ingarbugliata. Il Presidente del Fasano calcio è il sindaco Lello Di Bari. Tra i tanti e gravosi impegni si è sobbarcato anche questo! Ma l'addio amaro dell'ex presidente di fatto, De Finis, ci aveva lasciati allibiti e ci aveva fatto riflettere. Annino, persona esperta, capace di portare idee nuove…che fugge. O che viene gentilmente messo alla porta. In una riunione precampionato, la svolta. I soldi sono pochi e lo scenario ideale per il Fasano, in questo momento, è l'eccellenza. Che si fa? Si retrocede dignitosamente. Primo stop. Perché il sindaco si erge a salvatore del calcio nostrano e fallisce nel suo intento dopo pochissimo tempo? Perché De Finis è stato messo in condizione di andar via? Perché si sono tenute lontano dalla società persone che negli anni hanno dimostrato competenza e capacità? Si inizia l'annata sportiva con p o c h i f o n d i a d i s p o s i z i one…25.000 euro al mese, più spese. Dietro le quinte, a maneggiare questi fondi generosamente messi a disposizione da tanti amici del calcio (ingente il contributo del tanto vituperato Ghirelli), il direttore generale Leo Vinci. Sulle cifre si scatena una guerra tra il dg, i tifosi e tutti gli appassionati. Dure e chiare le posizioni che si delineano con i tifosi che si

spaccano in due. La fazione pro Leo Vinci, capitanata dagli allentati, e la fazione contro rappresentata da tutto il resto della tifoseria organizzata. Secondo stop. Ma perché tanta gente contro questo fasanese che dichiara di fare il ds gratuitamente? Durante la festa della Madonna un gruppo di ultras ha raccolto adesioni per gli abbonamenti per la stagione 2009-2010. Trecento adesioni, tradotti in centocinquanta abbonamenti venduti. Un piccolo successo dopo gli ottanta abbonamenti venduti l'anno prima. Ma questo episodio segna l'inizio della frattura di una parte degli ultras con la società (…e non con la squadra). Nessun dirigente con gli ultras mentre si proponevano gli abbonamenti, critiche su una eventuale raccolta fondi fatta porta a porta. Non è da Fasano, chiosa il direttore generale. Questo gruppo di tifosi, più di altri, inizia a diventar critico e attento alla politica societaria. Inizia la stagione e si capisce che si mira al risparmio, a una dura salvezza o ad una retrocessione dignitosa. Ci può stare se i fondi sono minimi e si decide di risparmiare. Ma qui nascono i dubbi, la gente competente, facendo due calcoli alla “femminile”, non si ritrova con i…totali. Primo dubbio: se devo retrocedere perché esonero un allenatore per assumerne un altro che guadagna quasi il doppio? Forse un errore di valutazione, quando in zona ci sarebbero tanti giovani allenatori che per molto meno allenerebbero il Fasano. Secondo dubbio: perché uno staff tecnico, costa di più di una squadra; non si doveva risparmiare? Ma abbiamo un giardiniere e un magazziniere (perché non un'unica figura che ricopra entrambi i ruoli?), un preparatore dei portieri che guadagna più di un omologo di C2. Rispettiamo il lavoro di queste figure, ci mancherebbe. Ma qui discutiamo di gente che proclamava di dover risparmiare e, decisamente, non ci siamo. Il sindaco, tra l'altro, annuncia che

per ogni partita in casa spende 700 euro per la sicurezza e il botteghino. Ma se incassa molto meno! Sarebbe meglio rendere gratuito l'accesso o affidarsi ad amici che gratuitamente svolgano attività di security alle porte. Come mai abbiamo a libro paga calciatori che quest'anno guadagnano più del doppio di quanto guadagnavano nella passata stagione? Possiamo anche far nomi, ma sarebbe scaricare la croce su questi semiprofessionisti che fanno del calcio il proprio lavoro. È di sicuro incompetente chi li assume per un campionato a retrocedere e li paga più di quanto li pagava chi li aveva precedentemente a libro paga. Oppure c'è altro…forse a pensar male si fa peccato, però tante sono le cose che non quadrano. Ecco l'aria che tira tra gli appassionati di calcio. Questione di stato. Così come chi ha voluto contrapporre il presidente delle plurime promozioni, D'Amico a Leo Vinci. Ed ecco che tra le due fazioni litiganti, tra i guelfi e i ghibellini del calcio fasanese, nessuno gode (o ufficialmente, così pare). Perché parte dei tifosi auspica il ritorno di D'Amico? Per la sua capacità di risparmiare, per la credibilità che ha nel mondo calcistico e per i risultati conseguiti (indiscutibili)? Ma i difetti di D'Amico quali sono? Sicuramente D'Amico eliminerebbe personaggi scomodi che gravano sul bilancio del Fasano calcio, eliminerebbe i reali sprechi. Forse riuscirebbe a salvare il

Fasano. Forse pagano la sua chiarezza e il suo essere sempre al di sopra di ogni sospetto. L'argomento che i suoi detrattori tirano in ballo sono i 50.000 euro lasciati di passivo dalla sua gestione. Ma vi ricordate in che situazioni pietose ha preso in mano il Fasano? Ma sapete che quei 50.000 euro potevano diventare 34.000 euro se si fosse richiesto il premio per aver vinto il campionato? Ma i tifosi sanno che D'Amico si sarebbe preso la briga di riprendersi in corsa il decadente Fasano già a fine ottobre scorso? Sembrava fatta, ma poi un bel buco nell'acqua. Dopo aver ventilato il ritiro dal campionato, comunque, si è fatto un passo indietro (in tutti i sensi) e ora si finirà per retrocedere. Ad una dirigenza,comunque, si dà la possibilità di finire un'annata, si dà la possibilità di terminare un progetto. Anche se il sogno sarebbe stato quello di vedere queste due persone, insieme a tanti altri amanti del calcio fasanese, in una società forte e pronta ad una scalata verso ben più importanti campionati. Ultimo stop, quello definitivo. Il desiderio è avere politici più chiari (ennesima promessa non mantenuta dal sindaco quella di rilanciare il calcio a Fasano), avere dirigenti più aperti alla gente che vuole dare una mano e una maggiore competenza da parte di chi amministra soldi altrui. Se una squadra deve retrocedere, spende meno e meglio. Su questo, non abbiamo qualche dubbio, bensì…troppi dubbi! G. M.

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LA NPF VINCE E CONVINCE ARRIVA LEANDRO

Che bel ritorno. La pallavolo maschile continua a stupire. Dopo la debâcle con il Mottola, dettata più dalle assenze importanti in regia che da un effettivo deficit pagato ai tarantini, la Npf di Giuseppe Murri non si è più fermata. Quattro vittorie consecutive e la sconfitta al tie-break contro l'Oria, nell'ultima domenica scorsa, rappresentano un viatico più che buono per la rimonta, proprio alla capolista Mottola. Sognare una promozione, con questo sestetto, non è un'utopia: la classifica sorride ai fasanesi, sebbene il livellamento di questo girone sia tale da non consentire facili pronostici. Soprattutto, a far ben sperare sono le prestazioni offerte e il gioco degli uomini di Murri. Pratici, concreti, ma all'occorrenza corali e spettacolari. È il risultato

di un sestetto composto da un ottimo mix di carica giovanile e di esperienza: Giuseppe Mancini, Nicola Cecere, Giovanni Galiulo e Giuseppe D'Amico, giusto per citare qualcuno dei nostri giovani fasanesi titolari nel rettangolo di gioco, oltre ovviamente alla regia, tecnica ma non solo, di Giuseppe Murri. Inoltre, altra constatazione, fa sempre un certo effetto vedere il tensostatico strapieno. Nulla da invidiare, fatti i dovuti paragoni, ai tempi gloriosi di B1. Certo, avere un team composto quasi totalmente da fasanesi aiuta, ma è da questo apprezzamento generale che bisogna ripartire per cercare di ricostruire qualcosa di più importante. Fabio Cofano

I FENOMENI MADE IN FASANO Ragazzi che fanno sport per passione, senza aspettarsi di ottenere un giorno ingaggi milionari. Da bambini hanno avuto la fortuna di essere allenati da un allenatore che poi ha vinto lo scudetto tricolore. Adesso corrono avanti e indietro agli ordini di un signore che parla italiano con accento slavo e che sa come far crescere dei campioncini. Giovani promesse che ostentano orgogliosi il loro essere fasanesi e, di conseguenza, pallamanisti nati. Stiamo parlando dei terribili ragazzi della Junior Fasano, squadra Under 18, autentico spauracchio dei coetanei pugliesi a cui rifilano ormai sconfitte annunciate. Vincere sul loro campo (chiamarlo Pala Zizzi onora la memoria di un nostro concittadino ma non corrisponde al concetto di Palazzetto) non si può. In sette partite finora disputate nel girone F2 del campionato nazionale di categoria, i ragazzi guidati dal signor Dumnic hanno messo insieme un pareggio (sul campo degli eterni rivali del Putignano) e sei vittorie, l'ultima delle quali, proprio contro i ragazzi putignanesi, ha consentito di staccarli in vetta alla classifica ipotecando la vittoria del girone. A seguirli c'erano oltre cento spettatori che alla fine cantavano “se ne va, la capolista se ne va”.

Auguri

Alcuni di questi giovani atleti si fregiano del titolo nazionale Under14 vinto l'estate scorsa, e sono così bravi da competere con avversari che hanno anche quattro anni più di loro. Ma il bello di questi autentici talenti è che se provate a prenderne uno e a stuzzicarlo chiedendogli se è lui il più forte della squadra, vi risponderà che “è la squadra che è troppo forte”. Ed è veramente un bel gruppo di ragazzi, forti con le braccia e con la testa. Loro non fanno il nome del più forte ma noi ve lo diciamo lo stesso, è in mezzo a questi: Lapertosa, Tempone, Ancona, Pignatelli S., Intini, Pignatelli M., Crastolla, Colella, Bagorda. E ce ne sono altri che scalpitano dietro di loro. Non prendetevi la briga di segnarveli, tanto ne risentirete parlare. Franco Vergine

Dulcis in fundo, ecco Leandro Almir. Mancava la ciliegina, in casa Ferramati, ed è arrivata. Direttamente dallo Sport Five Putignano di A2, il talentuosissimo funambolo brasiliano è l'ultimo regalo che il presidente Girolamo Olive si è concesso. Un artista del futsal che completa l'organico dei biancazzurri, già sontuoso di suo, e soprattutto alimenta le fantasie dei tifosi. Non che finora il campo, giudice che non concede appello, abbia sentenziato la necessità di rinforzarsi. Semmai il contrario. La Ferramati è saldamente in testa alla classifica ed ha ottenuto nell'ultimo mese tre vittorie ed un pareggio. Dopo la passeggiata di salute col Siracusa fanalino di cosa (12-0 il punteggio finale), la squadra di coach Chiaffarato ha superato la Mecobil Pese e la Bagnolese ed impattato 2-2 con la Virtus Monopoli. Il torneo è equilibrato e si sapeva, non esistono risultati scontati nè gare vinte prima ancora di entrare in campo. Perciò non deve sorprendere più di tanto lo scarso margine con cui una Ferramati costruita per vincere ha avuto ragione di rivali di mezza classifica. Tantomeno bisogna stupirsi del pareggio nel derby. La giusta cattiveria agonistica ha permesso di incamerare punti fondamentali per resistere al forcing di Scafati ed Acireale, che inseguono a poche lunghezze di distanza. Un terzetto al vertice che lotterà allo spasimo fino ad aprile, ma non è escluso che possa inserirsi anche l'Isef Poggiomarino, squadra di valore che ha messo a segno colpi importanti nel mercato di dicembre. Intanto, in attesa degli scontri diretti, ci si gode la vetta. Con qualche recriminazione, al massimo, per il passaggio a vuoto in Coppa Italia nel turno ad eliminazione diretta contro l'Acireale, in cui la debâcle pesante in Sicilia (5-1) ha compromesso ogni possibilità di passaggio del turno. Concentrazione massima, quindi, sull'unico obiettivo rimasto, il primo posto in campionato che significherebbe promozione assicurata. D'altronde i mezzi ci sono tutti. Chiaffarato si sta rivelando un allenatore esperto ed accorto. I nuovi acquisti si sono integrati bene (su tutti Lima, che ha risolto con le sue giocate partite difficili) e possono ancora migliorare. D'altronde sul loro spessore non si avevano dubbi. Svetta, per sicurezze tecniche, il portiere venezuelano Gabri La Rocca, estremo difensore della sua nazionale, che è nettamente un giocatore di categoria superiore. Appare pienamente recuperato anche Darci Foletto, dopo un inizio di stagione complicato. Ora si tratterà di vedere come Leandro saprà inserirsi in schemi e movimenti già rodati. Ma l'intelligenza calcistica del ventisettenne brasiliano è una garanzia da questo punto di vista. Oltre che un ottimo passaporto verso l'agognata A2. Giuseppe Cofano


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Il Menante N. 11 dicembre 2009  

Il numero di dicembre de il Menante

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