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I.I.S. EUROPA UNITA

Il Maggiolino A cura del Gruppo Integrazione

Numero 1

Dicembre 2010

Redazione:

Giornata europea delle persone disabili “Il diverso sei tu!”

Abir Alberto Daniele Elisa Eugenio Francesco M. Francesco R. Paolo Ramona

Buone Feste a tutti i lettori !

Nella grande e colorata cornice del Palaruffini di Torino, giovedì 2 dicembre si è celebrata la giornata europea delle persone disabili; tra il folto pubblico di studenti di ogni grado di scuola della provincia di Torino, era anche presente una delegazione dell’Europa Unita di Chivasso, formata dalle classi 1°C /SU e 3°C /mm. Si sono alternati momenti di puro divertimento con musica dal vivo, e di sincero tifo per gli atleti di tennis e basket in carrozzina. Per la gioia dei bambini e ragazzi sugli spalti, Milo Cotogno, noto personaggio della “Melevisione”, ha premiato i vincitori del concorso “La città per tutti “, a cui la 1°C/SU ha partecip ato con la creazione di un logo di accessibilità.

In questo numero del Maggiolino: Giornata Europea delle persone disabili Ho sognato Amleto Premio “Ecole instrument de la paix per l’ italia”: il potere della poesia

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Rubrica: Voci di corridoio Corsa Campestre Giornata di Sport paralimpico

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I.I.S. EUROPA UNITA HO SOGNATO AMLETO Le riflessioni della 2C/s sullo spettacolo “Soave sia il vento” del Teatro a Canone di Chivasso “Tu chi sei?”. “Amleto. E tu?”. “Ofelia...” Amleto e Ofelia sussurrano e gridano le loro strane storie. Sì, le loro storie e le storie delle persone ricoverate presso i servizi psichiatrici di Trento. Non sono poi così diverse: parlano della stessa disperazione ma guardano alla stessa speranza. Venerdì 12 novembre, noi della classe 2C/s, insieme alla 4B/s, abbiamo assistito presso il campus delle associazioni (ex villaggio Tav) di Chivasso allo spettacolo “Soave sia il vento” messo in scena dalla Compagnia Teatro a Canone. Lo spettacolo è stato realizzato dalla Compagnia dopo aver trascorso alcune settimane in un centro di servizi psichiatrici di Trento, durante le quali, vivendo a stretto contatto con le persone che frequentavano la struttura, ha allestito uno spettacolo ispirato alla tragedia di Shakespeare “Amleto”. L’idea era proprio quella di intrecciare le storie degli ospiti del centro con la vicenda del principe di Danimarca che è creduto pazzo perché parla con il fantasma del padre. Prima dell’inizio dello spettacolo, il regista, Simone Capula, ci ha dato alcune indicazioni su cosa stavamo per vedere, soprattutto riguardo alle motivazioni che aveva spinto la Compagnia a mettere in scena “Amleto” in una cornice così particolare come quella dei malati psichici. Noi eravamo seduti sugli sgabelli, che per l’occasione erano disposti in circolo, in modo che ognuno avesse una diversa prospettiva. Lo scenario era più che altro “immaginario”, perché non era stata allestita alcuna scenografia, come ci saremmo aspettati, infatti la recita si è svolta nel vuoto della stanza, ma l’audacia e la bravura degli attori, che si servivano comunque anche di vari oggetti, ha riempito lo spazio e ci ha fatto immaginare tutto quello che non potevamo vedere. Mentre gli attori Lorenza e Luca recitavano, il regista stava in un angolo, dietro lo stereo, a cambiare le musiche e osservare gli attori. All’inizio dello spettacolo gli attori si cambiano le scarpe – tolgono quelle che hanno nei piedi e si mettono delle scarpe da ginnastica che hanno preso da una valigia. Questo richiama, ci ha spiegato poi il regista, un’abitudine degli attori nel periodo di Shakespeare (teatro Elisabettiano) che si mettevano i costumi in scena, davanti agli spettatori, e non dietro le quinte.

L’attrice Lorenza in una foto di scena

“Voglio una vita tranquilla” canta Lorenza, mentre versa il vino (in realtà succo di lampone) nella bocca di Luca che, seduto a terra, lo lascia scorrere fino al punto di bagnarsi i pantaloni. Un episodio molto significativo, questo, che richiama una delle cause della malattia mentale (la dipendenza dell’alcol) e una conseguenza (farsi la pipì addosso per mancanza di comandi da parte del cervello). Di solito le malattie mentali sono dovute a dipendenze e fissazioni da parte di persone più sensibili e deboli, ma anche la vita solitaria o un cattivo rapporto con i genitori possono essere fatali e alcuni malati troppo deboli tentano addirittura il suicidio. Queste tematiche le troviamo anche in Amleto, che è pazzo perché parla con un fantasma, ha un rapporto difficile con il padre e la madre, ama una donna, Ofelia, che si ucciderà per amore. Dopo lo spettacolo, il regista e gli attori si sono resi disponibili a commentare questa rappresentazione insieme agli alunni e agli insegnanti presenti. “Potrebbe essere interpretato come un sogno” esprime il suo parere il professor Demarchi, spiegando a noi alunni che esistono varie forme di teatro e non sempre uno spettacolo (quello che abbiamo appena visto ne é un esempio) è la messa in scena di un testo, ma può essere anche una libera interpretazione del regista e degli attori. Lo spettacolo ci ha abbastanza divisi, come spettatori. Ad alcuni è piaciuto molto, altri lo hanno trovato noioso perché non l’hanno capito. Qualcuno ci è rimasto male perché si aspettava di vedere la storia di Amleto rappresentata dall’inizio alla fine, qualcun altro ha anche detto che lo spettacolo non gli è piaciuto perché le sedie erano scomode. In effetti, un po’ lo erano. In conclusione, tutti noi quel giorno abbiamo vissuto un sogno. Uno di quelli che, quando ti svegli, non riesci più a ricordare, se non confusamente. “Cos’hai sognato?”. “Ho sognato Amleto e Ofelia che sussurravano le loro strane storie”. Gli alunni della 2C/s e il Prof. De Marchi A.

L’attore Luca in una foto di scena

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I.I.S. EUROPA UNITA RUBRICA:

IL POTERE DELLA POESIA PREMIO “ECOLE INSTRUMENT DE LA PAIX PER L’ ITALIA” Il giorno 26/10/2010 le classi IVE e IVF del Liceo delle scienze sociali indirizzo sportivo, hanno ricevuto a Roma il premio per la partecipazione al concorso letterario “I tamburi delle pace “ sezione M. Cossu, indetto dell’E.I.P . Ben 585 sono state le scuole partecipanti a livello nazionale e tra le 40 selezionate c’è stato anche il nostro istituto con due poesie : ” La festa “ e “ Il miraggio raggiungibile”. La premiazione è avvenuta nel salone della Biblioteca Nazionale alla presenza del suo direttore, del Presidente della Provincia della preside Tantucci responsabile per l’ Italia della associazione culturale E.I.P di Luciano Corradini ( prof dell’ università Roma 3), di Eduard Mancini (presidente onorario dell’ E.I.P) e di tante altre personalità. Il ministro Frattini, impegnato all’ estero, ha mandato un messaggio di apprezzamento per mezzo del suo segretario. Ai ragazzi, ai docenti, Corrà Nadia Marangoni Anna e al dirigente scolastico, Ferrante Marcella, intervenuti in rappresentanza dell’ istituto “Europa Unita”, sono state consegnate una coppa, tre medaglie, gli attestati e alcune copie del giornale pubblicato per la manifestazione e del libro su cui sono state scritte le 2 poesie. Una medaglia va all’ alunno Juri Ardesi frequentante la classe IV A Itis del nostro istituto, che ha contribuito con i suoi calligrammi al successo del lavoro. In occasione di questo evento le due classi hanno organizzato un viaggio di istruzione a Roma dal 25 al 28 ottobre, al quale ha partecipato anche il Presidente del consiglio di Istituto, signor Barbero.

VOCI DI CORRIDOIO ( Spazio dedicato a tutti coloro che desiderano comunicare il proprio messaggio attraverso il Maggiolino )

Un viaggio insieme - per Katia a cura della 4B/S POESIE VINCITRICI: LA FESTA La festa sta iniziando… tutti sono felici in gruppo. I gruppi formano un singolo. Adulti e ragazzi tornano bambini amici uniti nessuna differenza tanto meno della pelle stanchi riposiamo ai piedi di un bel albero pensando alla giornata di sole alle bandiere colorate alla piazza in allegria. Notte che cala, di limoni e mandarini. torna il desiderio di pace, in un mondo pieno di odio. Finita è la festa Finita è la notte. IL MIRAGGIO RAGGIUNGIBILE La vita è una cascata di gioia, l’aria limpida scorre sulle nostre menti, capaci di immaginare un futuro… un futuro migliore. La realtà è cambiata, l’uomo cancella immagini celestiali in concetti di guerra e odio. Giorno e notte acqua e fuoco guerra e pace opposizione e sintonia. La predisposizione del caos offusca il male e i giorni felici, impedendo la ricerca di emozioni. Il miraggio della pace è molto lontano, ma si può percepire con piccole cose musica profumi e passioni, emozioni che nulla può cambiare …. I.I.S. “Europa Unita”- Chivasso Torino classi 3E-3F

Sapevamo che quest’anno sarebbe stato denso di cambiamenti, ma non potevamo immaginare che avere Katia con noi sarebbe stato così speciale. Lei riesce a far emergere il meglio di noi, con un solo sorriso. Sara e Elena Dopo tre mesi possiamo raccontarvi la nostra esperienza con Katia, una ragazza che ha riempito le nostre giornate scolastiche in maniera inaspettata, con sorrisi contagiosi e un umorismo tutto suo. Pensavamo di non poter entrare nel suo mondo, di restare “sulla soglia”, invece Katia ci ha “aperto le porte”, senza problemi, facendoci sempre capire ciò che vuole e pensa. Siamo sicuri che quest’avventura non potrà che arricchirci, quindi insieme a lei siamo pronte a “riempire” un grande bagaglio di esperienze! Marika, Myriam, Federica H, Chiara Quest’esperienza ci ha aiutato a crescere e a capire che esistono problemi molto più seri rispetto a quelli di cui ci lamentiamo ogni giorno. Nonostante questo, Katia continua a sorridere e ad essere forte; noi molto spesso non riusciamo ad essere tali, pur vivendo una condizione favorevole. Valentina C, Giulia G, Alessandra Inizialmente eravamo un po’ impacciate Nel rapportarci con te perché non sapevamo cosa dire e come comportarci. Con il passare dei giorni, grazie ai tuoi sorrisi e alla tua ironia (che poche persone hanno) siamo riuscite ad entrare nel tuo mondo e tu nel nostro. Speriamo che il nostro rapporto si consolidi sempre di più! Simona ed Emanuela Ci siamo incontrate e abbiamo comunicato. Stiamo lavorando insieme per raggiungere mondi lontani … i mondi della fantasia! Ogni pezzo è una conquista, un passo verso la strada della libertà. Una tua amica Cara Katia, ormai ci conosciamo dalla I superiore ed é sempre una grande emozione averti in classe; la tua espressione sempre solare ci illumina le giornate. Ti auguriamo di passare delle fantastiche vacanze di Natale. Valentina S., Rosita, Andreea, Alexandra, Valentina. C.

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I.I.S. EUROPA UNITA

CAMPESTRE SOTTO LA NEVE: “ Un mercoledì da leoni”

Il giorno 1 dicembre presso il parco Mauriziano di Chivasso si è disputata la corsa campestre di Istituto. I nostri reporter si sono recati a intervistare gli eroici corridori che hanno gareggiato in condizioni meteorologiche difficili a causa della neve e del freddo. Sul gradino più alto del podio per il

biennio troviamo: Ilaria Renzi 2F/sp e Bruno Borretto 1C/L; per il triennio: Virginia Abate 3B/S e Leonardo Di Dedda 4A/mecc.

Ecco l’intervista a Mattia, uno degli atleti partecipanti: 1)

Sei soddisfatto della tua performance? Sono arrivato 5° del triennio per cui sono molto soddisfatto. 2)

Hai seguito una dieta particolare? Assolutamente no. Ho mangiato un grosso croissant! 3)

Quanto tempo dedichi all’allenamento? Corro due volte la settimana, per circa un’oretta, ma in realtà pratico il calcio. 4)

Perché hai scelto di partecipare alla corsa campestre? Perché ho avuto un buon voto nel test di resistenza, grazie al calcio. Cosa ti insegna la pratica sportiva? A curare il fisico e stare bene con gli altri. 5)

6) Cosa significa per te la vittoria? E’ la soddisfazione dopo un duro allenamento. Non si può vincere senza fatica.

.. E oggi la fatica era doppia, ma i nostri atleti si sono battuti contro le intemperie da veri leoni!

I COLORI DEI CAMPIONI (Giornata di sport paralimpico) La quinta edizione della giornata dello sport paralimpico ha coinvolto anche quest’anno la città di Torino. Insieme alla classe 5°F del liceo delle scienze sociali a curvatura sportiva di Chivasso, il Palasport Ruffini, il 14 ottobre, ha accolto anche le scuole elementari, medie e gli istituti superiori di Torino. L’evento intitolato “In ognuno di noi c’è un colore … mescoliamoci!” ha voluto trasmettere un messaggio chiaro ed inequivocabile con poche parole stampate su magliette e cappellini. Ed è quello che è capitato durante la mattinata. Piccoli tifosi sugli spalti e atleti in carrozzina si sono mescolati per creare un mix di allegria e spettacolo. Oltre all’esibizione della squadra torinese di basket in carrozzina, sotto i riflettori si sono dati il cambio atleti della squadra svizzera di rugby su sedia a rotelle. Tra un incontro e l’altro si è dato spazio a danzatrici del ventre non vedenti e piccole messe in scene curate da ragazzi con difficoltà motorie. “Vedere con quanta passione queste persone si impegnano nel gioco nonostante le loro difficoltà è stato emozionante” - spiegano i ragazzi dello sportivo – “Mi ha colpito vedere la velocità con cui gli atleti si rialzano dopo una caduta". “Gli incontri non mancano di spettacolarità” e aggiungono “Le danzatrici del ventre sono state bravissime, coordinate ed eleganti”.

Gianluca 5°F

Elisa, Francesco, Eugenio

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