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illustrazione www.illustrazione.ch

TICINESE

RIVISTA FAMILIARE DELLA SVIZZERA ITALIANA

N째 07 - 15 GIUGNO 2008

CONCORSO Vinci un viaggio a Budapest OCCHIO A... Diventa reporter per noi SPORT Al galoppo verso Pechino

TIZIANO GAGLIARDI Il suo invito a riscoprire il Ticino


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SOMMARIO

IN PRIMIS Questa volta abbiamo deciso di andare a ricercare quanti sono i turisti che vengono in Ticino a trascorrere le loro vacanze, un ponte lungo, un fine settimana, e abbiamo scoperto con un certo stupore che nel 2006 sono stati

4 Fuorionda Macché età dell’oro!

6 Scelti per voi La rubrica a misura di lettore

8 Scriv in dialètt Benvegnüü in dal sit dal Comün da Comm

11 Ma tu lo sai? Una risposta ai tuoi perché

12 L’intervista Un Ticino da amare e da scoprire

2’706’649 i pernottamenti*

20 Occhio a… Raccontaci la tua vacanza

22 A tavola in Ticino

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Tradizione e sapori di valle

28 Internet registrati nel nostro Cantone! Davvero tanti, se consideriamo che questo dato, l’unico per altro disponibile e attendibile, indica solo i pernottamenti nelle strutture turistiche, e non tiene forzatamente conto di chi pernotta nella propria casa secondaria, in quella di terzi, presso amici o parenti o che non pernotta affatto, perché in Ticino viene solo per una giornata. Forse a volte dimentichiamo che il Ticino, il Cantone in cui viviamo, che a volte ci fa arrabbiare, soffrire, e preoccupare, ma anche divertire, gioire e trionfare, è un piccolo Cantone ricco di mille risorse, meta ambita per moltissimi Svizzeri, tedeschi, italiani, americani… E allora abbiamo pensato di andare a chiacchierare un po’ con Tiziano Gagliardi, direttore di Ticino Turismo, per farci raccontare da lui pregi e difetti della nostra terra, e per ricordarci che a volte, l’erba del vicino non è poi così verde e che nel nostro prato invece crescono fiori bellissimi! La redazione

*Fonte: Annuario statistico ticinese 2007

Informatica del futuro o futuro dell’informatica? (2ª parte)

30 Spacca… TI La Residenza Governativa

32 Cani, gatti & Co. Come accogliere micetti

36 Viaggi I veli di Tamale La loro Africa, Ghana (7ª parte)

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40 Salute Quando le gambe sono un problema

42 Escursioni Percorsi: realtà e memoria

45 Sondaggio E se le vacanze si trascorrono a casa?

48 Oggi parliamo di… I bambini sono dei grandi in miniatura

51 Penne, pennelli e pasticci La lanternizzera

52 Sport A Pechino con… Gamour

56 Concorso Budapest, la splendida Regina del Danubio

59 Motor Time L’automobile che si guida da sola 2008: anno giubilare due ruote

63 Oroscopo Le previsioni di Cloris per la seconda metà di giugno

66 Cruciverba Caccia al personaggio Troverete la prossima edizione di llustrazione Ticinese, nella vostra bucalettere a inizio settembre.

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IN COPERTINA: Tiziano Gagliardi (foto Ti-Press/Carlo Reguzzi)

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FUORIONDA

MACCHÉ ETÀ

DELL’ORO!

“Nonostante tutte le cose orrende che succedono ancora a questo mondo, la nostra era è in assoluto la più vivibile dell’intera plurimillenaria storia della civiltà umana” (Isaac Asimov).

testo Roberto Rizzato

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costante è stata subito messa a dura prova. Questo accadde circa 10’000 anni fa, nel Neolitico. Nell’età della pietra c’erano infatti appena quattro milioni di persone a questo mondo; tuttavia con la diffusione dell’agricoltura, la popolazione planetaria iniziò presto a crescere, raddoppiando all’incirca ogni mille anni (le stime attuali indicano che la Terra raggiungerà una popolazione mondiale di 7 miliardi nel 2013 e di addirittura oltre 9 miliardi nel 2050). Già nell’antichità si sono verificati casi di vero e proprio inquinamento: nel Medioevo, per esempio, le attività artigianali ebbero un grande incremento e concerie, fonderie, vetrerie producevano fumi, odori, sostanze tossiche che avvelenavano l’aria e l’acqua; eppure già nel 500 a.C. la percentuale di piombo contenuta nell’atmosfera - come si desume dai carotaggi eseguiti nei ghiacciai - era più alta che nel Medioevo! Questo perché gli antichi romani estraevano ogni anno 80’000 tonnellate di questo metallo, di cui circa 400 tonnellate finivano nell’aria, durante lo scavo nelle miniere a cielo aperto. Sembra che, tra le ragioni che portarono al crollo dell’impero romano, ci fosse in parte anche una

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degli abitanti era di 32 anni»

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«La vita media

grave intossicazione da piombo, il cosiddetto “saturnismo”. Nelle ossa di quel periodo, rinvenute dagli scienziati, si sono infatti trovate altissime concentrazioni di piombo, che noi oggi sappiamo essere tali da far ammalare anche un elefante. Intossicazioni che intaccarono persino i geni dei nostri avi, causando magagne ereditarie. A maggior ragione considerando l’abitudine dei regnanti di tutta Europa di unirsi con i loro consanguinei, che portavano le stesse tare del DNA ad una stirpe bacata geneticamente in modo drammatico, come quella inglese del XVIII e XIX secolo, da cui per sei generazioni vennero fuori discendenti malati di gotta, che oggi sappiamo essere dovuta al forte consumo di particolari vini addizionati di “litargirio”, cioè un ossido di piombo. Eppure qualcuno pensa ancora che anticamente si vivesse meglio, nel pieno rispetto della natura e con un’alimentazione meno tossica e più “bio”. O forse tendiamo a idealizzare il passato semCAM I RI plicemente perA ché… è passato. 

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eggendo i mirabili testi sull’antichità classica, ricaviamo spesso l’immagine di una società meravigliosa, dove ognuno si godeva la vita in una sorta di irripetibile “età dell’oro”. Gli archeologi hanno invece accertato che le condizioni di vita all’epoca erano terribili, persino presso le civiltà più evolute. Gli scheletri ritrovati a Metaponto - una colonia greca che forniva grano e numerosi altri prodotti alimentari alla madrepatria - presentano segni di malnutrizione, di malattie devastanti, di deformità ossee. Sei persone su dieci avevano gran parte dei denti malati e quasi tutti mostrano una pressoché totale mancanza di igiene orale. Oltre la metà degli abitanti della colonia soffriva inoltre di talassemia (l’anemia mediterranea) e forse anche di sifilide. La vita media degli abitanti era di 32 anni. Del resto l’aspettativa media di vita negli ultimi due millenni non ha superato di molto la fatidica età in cui trovò la morte Gesù Cristo: ancora agli albori del XX secolo costituiva la speranza di vita media per i neonati americani di colore, cioè 16 anni in meno rispetto ai bianchi (purtroppo tuttora in certe regioni dell’Africa, tra guerre e carestie, un uomo non può aspettarsi di campare oltre la trentina!). Si pensa anche spesso all’antichità come ad un’epoca in cui gli uomini vivevano in perfetta armonia con la natura; ma le cose non stanno esattamente così. Solo le comunità che si basavano sulla caccia e sulla raccolta di erbe e frutti - simili a quelle che sopravvivono ancora nelle aree più isolate del pianeta - non hanno danneggiato l’ambiente. Ma, appena l’uomo ha abbandonato il nomadismo per creare civiltà sedentarie, la natura cir-

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DIO LI FA E POI LI ACCOPPIA. PER SEMPRE?

L’articolo intitolato “Dio li fa e poi li accoppia” apparso nell’edizione del 15 maggio ha suscitato le perplessità di un lettore, che ci ha scritto il suo punto di vista. Secondo noi tanto diverso quanto altrettanto valido rispetto a quello di Roberto Rizzato. Trovate l’articolo e la lettera sul nostro sito.


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La borsa delle star...

e quella dei calciatori Altro che gadget rossocrociati… i giocatori della nostra Nazionale hanno un accessorio griffatissimo, che non mollano neppure per firmare autografi. Ci chiediamo che cosa ci tengono di tanto prezioso, ma supponiamo che contengano portafoglio, cellulare, chiavi, … La perfetta versione maschile della borsetta! Come facciamo a saperlo? Beh, andate sul nostro sito (www.illustrazione.ch), cliccate sull’icona del blog e andate a vedere il post “Autografi e accessori da avere…”.

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La caldaia intelligente Centrale a vapore GV9360, GV8360, GV8330, Tefal Sappiamo tutti che il calcare è il primo nemico di tutti gli apparecchi domestici che utilizzano l’acqua. Questa rivoluzionaria caldaia a vapore è dotata di un nuovissimo sistema: una spia avvisa che è arrivato il momento di togliere e buttare il calcare (sì avete letto bene), quindi basta estrarre una sorta di vaschetta che contiene il calcare cristallizzato. Non è più necessario quindi decalcificare l’apparecchio. Operazione noiosa, ma a lungo termine anche dannosa per le parti interne della caldaia. Altra chicca: il cavo elettrico si riavvolge all’interno della base e non ciondola più fuori dall’armadio, in terra… La prestazione della caldaia poi è ottima. Il vapore a 120 g/min del modello base permette di stirare otto strati di tessuto sovrapposti. In soli due minuti poi, la caldaia è pronta per stirare, e dopo otto minuti di inattività si spegne da sola!

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Nati per leggere vi consiglia PASTROCCHIA Annie M.G. Schmidt & Fiep Westendorp Il gioco di leggere Edizioni 2008 - Dai 4 anni. C’era una volta una bambina che si chiamava Pastrocchia perché era sempre tutta sporca e piena di macchie. Non riusciva mai a rimanere pulita per più di mezz’ora. Era proprio un vero disastro: anche per il compleanno della zia, o quando la mamma si era ammalata, o il giorno del matrimonio della vicina di casa, si era conciata in maniera incredibile! Ma Pastrocchia è così simpatica, divertente e spiritosa, che alla fine si è pure meritata una medaglia. Questo album, scritto e superbamente illustrato da due autrici olandesi di grande fama, fa parte, a giusto titolo, della collana che raccoglie i classici moderni per bambini, libri pubblicati nella seconda metà del ‘900 e che per motivi diversi hanno ottenuto premi o riconoscimenti importanti.

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L’ARCA DI TOPAZIO Alberto Benevelli e Loretta Serofilli Edizioni San Paolo 2007 - Dai 3 anni in su. Una nuvolaccia nera, piuttosto cattiva e dispettosa, ha deciso di scaricare tutta la sua pioggia sulla testa di Topazio e dei suoi amici. Ma Topazio, topino buono e generoso, giocando d’astuzia, riesce a fare in modo che Nuvola Nera cambi idea. Alla fine non sarà nemmeno necessario rifugiarsi sulla barca appena costruita (anche perché, ahimè, è davvero troppo piccola!). Molto meglio un pic nic sul prato in compagnia di Albero, Rana, Asino, Talpa, Riccio e le caprette. Per ringraziare la nuvola, Asino decide di dipingerla tutta di bianco a fiorellini. Le illustrazioni di Loretta Serofilli, così vicine all’immaginario dei più piccoli, accompagnano in maniera perfetta questa storia semplice e arguta che piace tanto ai bambini.


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Accompagnati meglio.


SCRIV IN DIALÈTT

BENVEGNÜÜ IN DAL

SIT DAL COMÜN DA COMM Apena giò sota a Ciass, ta chì i ufizi comasch pront a rispond in italian, inglés e anca in dialètt.

scrivüt dal Pier Baron

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i pröva a fà ul nümar dal centralin dal comün da Comm (003931-2521) e pö ta restat lì stréquentit: oltre che in italian e in inglés, i ta salüdan e i ta la cüntan sü anca in dal dialètt comasch, che al gha soméia al noss, quéll “dala ferovia”. “Benvegnüü il dal sit dal Comün da Comm”. E pö, sübit, da repetón, ta végnat istrüit: “Par tornà indré in dal sit da prima, schiscia ul butun zero. Schiscia ul butun vün par l’ufizi di tass, anca par la tassa sü la cà, che la saress l’ICI. Schiscia ul düü par la tassa süla ruvèra, che la saress la TARSU (quela sül rüt, sulla spazzatura)”. Ul responsabil da l’ambient, che l’è ul leghista Diego Peverell, al ta forniss tütt ul necessari par “i prestazion sociai e la scöla e… se ta vörat parlà cunt l’operaduu, schiscia ul butun quatar”. A palazzo Cernezzi (che al saréss pö ul Mü-

«Ta restat lì stréquentit» nicipi) i telefonavan in media 380 person al dì, ma sübit i’è nài a 3’800 e pö a 5’000. Un sücesson. I’è vegnüt anca da Madrid (quii dal giornal “El Mundo”) par intervistà ul sindic, che al sa ciama Stefano Bruni. Ul Comün da Comm l’ha spendüt 10 mila euro par mett a pòst ul centralin, inscì che ta dévat mia stà lì

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cunt la curnéta in man a spetà che la vegna bona, come sücedéva prima (e sücéd anca da nüm, quand che ta ghé bisögn d’un quai servizi püblic). Ul sindic l’ha taiàt cürt cunt quii che i g’ha avüt da dì che “a sa po’ mia: nümm dévom rispetà l’italian, che al vâr par tüta la penisola”. L’ha dii, ul sindic “che cunt ul dialètt a semm visin a la gent e tégnum viva la tradizion dal parlà e insema anca la nossa identità”. Ul Peverell, quell dal “dicastero ambiente” l’è nài ammò püssée lontan. E tal chì, che al ta informa süla “sed münicipal in via Vitori Emanuele al nümer novantasett, indova ta trövat i ufizi püssée important, come l’anagrafe, quell di tass, da l’edilizia püblica e privada, ta pòdat cercà ul permess par nà dent nel centro, quel cunt ul trafic limitàd, ta trövat l’ufizi dala cultüra”. A Comm a gh’è la cultüra “laghée”, quela che dopra anca ul Van de Sfroos par i so canzon, che oramai i’ha fài ul gir dal mond. Ta trövat di poesì che i ta regòrdan ul Mendrisiott, come questa chì süla “Nébia” che trascrivum cunt la “grafia” comasca, un atimin diferenta rispett a la nossa: “In la nébia/i penséer vulan luntan/cumpagn di nivuj/che ul vént/a’l rüza via pian:/fusch (velate), vapuruus/bianch ‘me la mòrt./ In mezz a léé (loro)/simil a un sogn,/ul mund diverz/faa de gént che resta/e gent che gh’è naa,/vuus, rümuur,/mistéer mai svelaa./Pö…d’impruviis un gigul (strido)/süi aal d’un üsel stremii/che spariss giù in funt…/Paar che cun mì,/abbia tiraa un suspiir,/l’anima del mund”.

«Ta trövat di poesì che i ta regòrdan ul Mendrisiott» Cert che a gh’è vorüt un grand curagg. Anca a Comm a gh’è, forse püssée ammò che da nüm, ul multietnico e multiculturale: ma i g’ha trövàt un spazi anca par i comasch che i mòla mia cunt la tradizion e del rest, in dala provincia, ta trövat tanti asociazion che tégnan sü ul dialètt. Cantà, recità, anca dòma parlass in bètola, tütt a iüta a tegnì viv la fiama. Magari anca un quai münicipi o consili comünal al dopra la “lingua del cuore”: dopo se ul segretari al “vegn d’ingiò”, sota Firenze o Roma, i dísan che l’è düra verbalizzà. Ma sa po’ sempar dàgh una man. Voilà, a dísom mia da copià quell che i fann süi rîv dal Lario, quell lagh che l’ha ispiraa ul Manzon par i “Promessi Sposi”. Ma tegnii bon l’esperienza par faa, anca da nüm, ogni tant, na quai eccezion, magari domà cambiando denta l’italian (in di ufizi e in di istitüzion) cunt una quai parola, o manéra da dì in dialètt. In dosi, come sa dîs, oméopatic, cunt una certa misüra. Al saress bell. Quaidün la fà già. O no? 


Vinca il prossimo shooting Casablanca con la topmodel Raquel! In occasione dello shooting dell’11 luglio 2008, scelga insieme agli esperti di moda il miglior styling.

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Da consegnare in una filiale Charles Vögele in Svizzera. Partecipazione a partire da 18 anni. La via legale è esclusa. Non si terrà alcuna corrispondenza. Collaboratori del Gruppo Charles Vögele, i loro parenti e coloro che vivono nella stessa economia domestica sono esclusi dalla partecipazione. Termine di partecipazione è il 25 giugno 2008. La vincitrice/il vincitore sarà informata/o personalmente. Il suo indirizzo non sarà dato a terzi.

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su tutto l’assortimento Casablanca*

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Data di nascita



Sì, voglio partecipare al prossimo shooting con Raquel

*valido per tutti gli articoli Casablanca non ribassati.Valido fino al 30 giugno 2008 in tutte le filiali Charles Vögele della Svizzera.

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SAI PERCHÉ ESISTE LA FORFORA? Il nome scientifico della forfora è Pityriasis capitis, ossia desquamazione del capo, e non è altro che l’insieme di piccole squame di pelle che si staccano dalla cute della testa. Succede a tutti, poiché le cellule superficiali della pelle si rinnovano molto velocemente. In genere però ciò accade in piccolissime quantità, praticamente invisibili a occhio nudo. In certe persone predisposte però ciò avviene in modo molto più abbondante e visibile. Le cause possono essere molteplici: squilibri ormonali, stress, infiammazioni.

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1° Il mondo che vorrei di Vasco Rossi 2° Safari di Jovanotti 3° Hard Candy di Madonna Classifica dei CD più venduti in Ticino, realizzata in collaborazione con City Disc, Lugano.

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ABBAIARE ALLA LUNA? Questo modo di dire significa imprecare invano, gridare inutilmente contro qualcosa o qualcuno che è lontano e che quindi non può né sentire né preoccuparsene. L’origine risale all’antichità, quando si riteneva che nelle notti di luna piena i cani abbaiassero alla luna perché abbagliati dalla troppa luce.

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1° Il migliore amico dell’orso di Arto Paasilinna 2° Gomorra di Roberto Saviano 3° La caccia di Carla Del Ponte-Chuck Sudetic

SAI DA COSA DERIVA Il termine che indica la famosissima salsa a base di olio, tuorli d’uovo, aceto o limone, è stato adattato in italiano dal francese mayonnaise ed è legato al nome della città balearica Mahón, in ricordo della conquista della città, assediata da Richelieu nel 1757.

Mahón.

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MAIONESE?

SAI CHI HA INVENTATO

Classifica dei libri più venduti in Ticino, realizzata in collaborazione con la Libreria Segnalibro, Lugano.

SAI COSA LEGGIAMO?

SAI PERCHÉ SI DICE

SAI COSA ASCOLTIAMO?

MA TU LO SAI?

I FIAMMIFERI? Il primo fiammifero a sfregamento fu inventato dal chimico inglese John Walker nel 1827, ma la fiamma era instabile e l'accensione brusca e maleodorante. Nel 1831, Charles Sauria aggiunse fosforo bianco per eliminare il cattivo odore, ma se ne scoprì la tossicità. Nel 1836, lo studente ungherese János Irinyi, utilizzò l’ossido di piombo ottenendo fiammiferi capaci di accendersi dolcemente. Vendette l'invenzione al ricco ungherese Istvan Rómer per soli 60 fiorini. Rómer si arricchì mentre Irinyi morì povero John Walker (Gran Bretagna 1781-1859) e abbandonato.


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Europa Park – scoprite l’Europa in 2 giorni Attrazioni mozzafiato e un’atmosfera fantastica vi aspettano a poche ore dal Ticino. Con i suoi numerosi parchi a tema, le giostre da brivido e gli spettacoli fiabeschi l’Europa-Park offre a grandi e piccini un’emozione indimenticabile. Le strutture alberghiere all’interno del parco sono garanzia di un soggiorno in sintonia con le avventure che vivrete nel corso della giornata. Cosa aspettate ancora? Realizzate un sogno, venite all’Europa-Park. Con noi.

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L’INTERVISTA

UN TICINO DA AMARE

E DA SCOPRIRE Se amate l’avventura, la scoperta e i paesaggi incontaminati, lontani dai grandi centri del turismo. Se siete stufi di estenuanti colonne, della benzina cara e degli aeroporti troppo affollati. Se certe mete esotiche ormai vi fanno un po’ paura. O semplicemente, se avete deciso di passare il periodo più bello dell’anno in un Cantone, il nostro, che ha poco da invidiare a mete più esotiche.Abbiamo chiesto a Tiziano Gagliardi, direttore di Ticino Turismo, di parlarci del nostro Cantone e di accompagnarci alla scoperta dei luoghi in cui viviamo, a volte senza renderci conto che per molti sono invece sospirata meta di vacanza. testo testo Antonella Antonella Broggi Broggi -- foto foto Ti-Press/Carlo Ti-Press/Carlo Reguzzi Reguzzi

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L’INTERVISTA

IL TICINO PER GLI ALTRI IN COSA CONSISTE ESATTAMENTE IL SUO LAVORO? “Dirigo una “squadra” di 30 persone che si occupa del marketing e della promozione del Ticino al di fuori dei confini cantonali e coordina le attività turistiche nel Cantone. Il mio lavoro consiste anche nel rafforzare gli interessi del turismo ticinese e curare i rapporti istituzionali con le amministrazioni pubbliche e gli organismi turistici nazionali e internazionali. L’Ente ticinese per il turismo è una corporazione autonoma di diritto pubblico”. COME STA IL “PRODOTTO” TICINO? “Direi bene. I risultati degli ultimi quattro anni sono buoni. Il trend positivo è dato da un mix di fattori: il prodotto (ottimo), l’Euro forte e la ripresa economica europea, solo per citarne alcuni”. CHI SONO GLI OSPITI DEL TICINO? “Prevalentemente gli svizzeri tedeschi che fanno registrare il 54-56% dei pernottamenti, i germanici per quasi il 20% e gli italiani per un 7-10%”. COSA AMANO I TURISTI DEL NOSTRO CANTONE? “La nostra poliedricità. La nostra offerta è completa. Si potrebbe dire che il Ticino sta alla Svizzera come la Svizzera sta all’Europa. Il Ticino ha montagne, città, laghi e verde. Il famoso motto “Dai ghiacciai alle palme” è veramente indicativo di un prodotto legato al paesaggio e al clima. Siamo anche il primo sud del nord. Il prodotto e le infrastrutture ricettive sono all’altezza della nostra fama e l’ultima dimostrazione è che per questo Euro ’08 ben tre nazionali, tra le quali anche la nostra Nati, hanno scelto il Ticino quale base per intraprendere questa avventura. Ne siamo orgogliosi!”. E COSA INVECE AMANO MENO? “Probabilmente la viabilità, l’entrata in Ticino. Credo però che siamo piuttosto noi ticinesi a porvi l’accento. I germanici ad esempio, per andare a lavorare, spesso fanno due ore di colonna. Quando vanno in vacanza poi, si adattano anche a 18 e più chilometri di colonna e dunque, come detto, gli 8 chilometri al Gottardo spaventano e disturbano più noi che loro”.

SCHEDA BIOGRAFICA Nome Tiziano Soprannome: Titti Cognome: Gagliardi Nato il: 3 giugno 1952 ad Airolo Stato civile: coniugato con Cristina, papà di Federico Professione: Direttore di Ticino Turismo dal 1.1.2004 Piatto preferito: lasagne cucinate da mia moglie e formaggio al fuoco Un pregio: conoscere i propri limiti Un difetto: “ne ho diversi…” Sul comodino tiene: la Bibbia e degli animaletti di legno e di argilla, regali di mio figlio nel corso degli anni Domani farà: speriamo bel tempo!

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COME CI VEDONO I NOSTRI CUGINI SVIZZERI? “Ci vedono bene e lo dimostrano i numeri. Apprezzano il clima e che spesso il primo contatto con la bella stagione lo hanno proprio qui da noi. E poi per loro il Ticino è anche simbolo di “dolcevita”, con la musica, i grandi eventi, lo shopping, i grotti e l’enogastronomia in generale. Inoltre, il fatto che diversi grandi personaggi svizzeri e di cultura germanofona abbiano scelto il Ticino per viverci, ci rende attrattivi anche dal punto di vista culturale”. ANCHE GLI ALTRI TURISTI APPREZZANO LA GIOIOSITÀ DEI TICINESI? “Penso di sì. I ticinesi offrono cordialità ed accoglienza. Il turista lo apprezza, e questo è un aspetto importantissimo del soggiorno. Ognuno di noi, quando va in vacanza, ama sentirsi coccolato e ben accetto”.

«Mi piace pensare ad una

città Ticino, perché assieme siamo bravi, e più forti!» QUALI SONO I PRINCIPALI PREGIUDIZI CHE SI TROVA A DOVER SMENTIRE? “Non ve ne sono molti per fortuna. Forse ogni tanto ci giudicano un po’ tanto italiani,… ma va bene così, visto il noto e apprezzato senso di ospitalità che contraddistingue i nostri vicini. Anche un Ticino troppo “boccalino” non va bene: le nostre proposte e le nostre offerte sono legate alla nostra tradizione, alla nostra storia e alla nostra cultura, e questo va sempre ribadito”. È CAMBIATO IL TURISMO NEGLI ULTIMI ANNI? “È cambiato principalmente perché la concorrenza, e in particolare le offerte dei paesi caldi, sono aumentate tantissimo. La gente ora può andare alle Maldive per 1’000 franchi e questo ha modificato radicalmente l’offerta turistica. Mi pare però di capire che la gente sta tornando alle vecchie tradizioni. Le paure che sono insite nella nostra società fanno sì che il turista tenda a scegliere mete più sicure e più vicine. Gli ospiti tendono inoltre a prenotare all’ultimo momento, valutando meteo e disponibilità economica. La facilità di movimento è un altro fattore che ha cambiato il turismo, aprendo a tutti mete prima irraggiungibili”. IL TREND CHE VEDE FIORIRE VACANZE ALLA SCOPERTA DEI PRODOTTI TIPICI, DEGLI AGRITURISMO E DELLE ESCURSIONI, TOCCA ANCHE IL TICINO? “Sì, assolutamente. La nostra proposta enogastronomica e di prodotti tipici è sempre più richiesta. La mia sensazione è che si


vada sempre più alla ricerca della tipicità, stufi dei luoghi comuni. La nostra offerta di agriturismo è ancora un po’ limitata, poiché le norme per aprire e gestire questo tipo di strutture sono abbastanza restrittive. Trovo però che sia giusto così, perché tra l’offrire un agriturismo, un albergo nel verde o un “qualcosa”, il confine può essere sottile e, al limite, controproducente”.

andare in Verzasca o in Onsernone arrivando da Malpensa cosa faccio? Le nostre montagne e le nostre valli non sono velocemente e comodamente raggiungibili. Il nostro territorio è molto frastagliato. Piccolo, eppure incredibilmente grande. Le scelte politiche o democratiche, poi, come la bocciatura della variante 95, non fanno che rimandare i problemi e così il Locarnese, ad esempio, continua ad essere raggiungibile con difficoltà”.

IL TICINO PER TIZIANO GAGLIARDI

DOVE PASSA IL SUO TEMPO LIBERO? “Il mio tempo libero non è molto. Abito a Madrano e ho un appartamento a Bellinzona, per cui mi sposto tra queste località in funzione delle esigenze. Il mio tempo libero lo passo principalmente ad Airolo e in Leventina”.

E LEI COSA AMA DEL TICINO? “Tutto del Ticino! Sono profondamente ticinese e amo il mio Cantone, la sua gente, il suo paesaggio, le sue tradizioni. Amo le nostre montagne, le nostre valli e i nostri laghi. Sono molto legato al mio territorio e per questo ho accettato l’incarico di dirigere Ticino Turismo e sono anche convinto che la nostra destinazione è in grado di soddisfare qualsiasi tipo di esigenza turistica”. E COSA INVECE LE PIACE MENO? “Siamo un po’ carenti a livello di mezzi pubblici. Se desidero

E COME LO PASSA? “Ho diversi interessi. Mi piace molto lo sport, che purtroppo pratico sempre meno. A volte vado a correre o faccio escursioni in montagna. Seguo però lo sport assiduamente come spettatore: hockey su ghiaccio, sci e calcio sono i preferiti. Mi piace cucinare sia per la mia famiglia sia per gli amici. Amici che hanno

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L’INTERVISTA

un ruolo importante nella mia vita, perché l’amicizia è una componente essenziale del mio modo di pormi e di essere. A proposito di cucina, i piatti che mi riescono meglio sono lo spezzatino alla malcantonese e il capretto”. IL TICINO IN INVERNO O IN ESTATE? “Buona domanda! Le risposte sono due. Come direttore di Ticino Turismo dico l’estate, intesa dalla Pasqua a fine ottobre, il periodo che piace ai nostri ospiti. Da Airolese invece mi piace l’inverno, anche se so che l’offerta è piuttosto limitata. Però l’abbiamo. Non potrei immaginarmi un Ticino turistico senza inverno e neve, anche perché una cosa va sottolineata: il primo turista del Ticino invernale è il ticinese stesso e le nostre valli vivono anche grazie ai ticinesi che riattano e passano le vacanze nei rustici o nelle residenze secondarie. Penso in particolare alla Valle di Blenio, alla Leventina ma anche alla Vallemaggia”.

«I ticinesi dovrebbero visitare i nostri alpeggi» UNA COSA DEL TICINO DA SALVARE A TUTTI I COSTI… “A costo di suscitare critiche, e questo a titolo personale: gli impianti di risalita!”. E UNA DA BUTTARE… “Non vedo cose da buttare… Correggerei però il deturpamento del paesaggio legato al tipo di costruzioni, ai colori delle stesse

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che ogni tanto sono proprio brutti e tolgono armonia al panorama. Non sono assolutamente contro la modernità, ma a livello di impatto e di conservazione del territorio, dovremmo essere un po’ più coerenti, anche perché il turismo è un’importante risorsa per il nostro Cantone, a patto però che si mantenga il territorio sano e funzionale e se ne salvaguardi anche l’estetica”.

IL TICINO PER I TICINESI COME SI SPOSANO LE DIVERSE ANIME DEL TURISMO TICINESE? “Sposarsi non vuol dire solo andare d’accordo, ma soprattutto amarsi, quindi il termine da lei proposto risulta essere un po’ impegnativo. Battute a parte, vi sono sicuramente delle barriere, che però sono sempre meno evidenti. Mi piace pensare ad una città Ticino, in cui non vi sia differenza tra Sopra e Sotto Ceneri, perché assieme siamo bravi, e più forti. Il futuro sta in questo. Dobbiamo smetterla di guardare l’erbetta del proprio giardino e il sagrato della propria chiesa. Io sono per un Ticino coeso. Non vorrei però essere frainteso, per ciò che concerne la promozione, perché è palese che i diversi marchi vanno mantenuti. Sotto il cappello Ticino, non si può pensare di non proporre alla Germania il marchio Ascona o Locarno, come non si può non parlare di Lugano in Italia”. SI PUÒ PROPORRE AI TICINESI LO STESSO TICINO CHE SI PROPONE AI TURISTI? “Sì, assolutamente. Non siamo in grado di “contraffare” la nostra offerta. Anche i ticinesi, poi, hanno tanto da scoprire del nostro territorio”. COME VEDE LA COESISTENZA DI TURISTI E TICINESI? “Il ticinese ha la cultura dell’accoglienza anche se in Ticino


Le manca il mondo dell’hockey? “No, perché ne sono comunque ancora molto vicino”.

Tiziano Gagliardi con la maglia biancoblù nel 1980.

C’è qualcosa che ha imparato dallo sport e che ora applica alla sua carica di direttore? “Il gioco di squadra, che è fondamentale. E poi il fair play. È facile saper vincere, ma è molto difficile saper accettare la sconfitta. Lo sport me lo ha insegnato, sebbene non ami affatto perdere…”.

qualcuno cerca di puntare il dito su questo aspetto. I nostri ospiti lo sanno e lo apprezzano. Mi sento tranquillamente di affermare che siamo un Cantone a vocazione turistica. Poi è chiaro che vi sono le eccezioni che confermano la regola, ma appunto di eccezioni si tratta”.

Per saperne di più: sul sito www.ticino.ch si trovano tutte le offerte divise per categorie e regioni.

SC A PASSEGGIO IN TICINO

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Fai una gita virtuale visitando i luoghi più belli del nostro Cantone, troverai gli spunti per delle gite… reali!

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COSA CONSIGLIA AI TICINESI CHE PASSERANNO L’ESTATE IN TICINO? “Beh, per il mese di giugno abbiamo interessantissime offerte per Euro ’08: due UBS Arena e le Nazionali germanica e svede-

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MA I TICINESI FANNO VACANZA IN TICINO? “Sì, il ticinese fa vacanza in Ticino, e lo dimostra il fatto che molti, come precedentemente detto, sono proprietari di una residenza secondaria nella nostra regione”.

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Forse non tutti sanno che l’attuale direttore di Ticino Turismo ha un passato sportivo. Ha infatti giocato 288 partite nell’HC Ambrì Piotta, dalla stagione 1969/’70 a quella dell’anno 1982/’83. È stato anche presidente del club biancoblù. E allora due domande sull’hockey sono inevitabili:

se presenti in Ticino con tutte le attività collaterali e di animazione che questo comporta. Il ticinese che vuole rimanere potrà godersi appieno gli eventi. Siamo la destinazione turistica con la stagione di manifestazioni open air più lunga della Svizzera, e si tratta di manifestazioni di grande qualità, come ad esempio il Festival del film, Moon&Stars, Estival Jazz, Jazz Ascona e tanti altri. Vi sono poi moltissime possibilità per bellissime gite fuori porta, intese come il Momò che se ne va in Leventina per una giornata, o il Leventinese che visita Lugano. La Valle di Muggio e il Malcantone, mia terra d’origine, sono anche dei “consigli utili” così come Bellinzona, che potrebbe essere riscoperta in chiave turistica anche dai ticinesi, senza dimenticare il Locarnese con le sue valli che rappresentano l’offerta turistica di vacanza per antonomasia. Il ticinese potrebbe poi visitare i nostri alpeggi. Ve ne sono molti in tutto il Cantone. Offrono delle bellissime passeggiate, una vista spesso mozzafiato e la possibilità di consumare prodotti nostrani. Un’idea assolutamente adatta alle famiglie. A volte dovremmo prendere esempio dagli ospiti svizzeri tedeschi, che spesso conoscono il nostro territorio meglio di noi!”. 

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RACCONTACI LA TUA VACANZA Stiamo cercando cinque coppie, famiglie, single o gruppi di amici che si trasformino in reporter per noi e ci documentino la loro vacanza, che pubblicheremo sulla nostra rivista. Il nostro inviato speciale potresti essere tu!

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bbiamo pensato che il modo migliore per parlare di vacanze, è farle raccontare direttamente da chi le ha vissute. Così abbiamo deciso di cercare cinque gruppi di ticinesi che trascorreranno delle vacanze molto diverse tra loro, e che hanno deciso di raccontarcele. A noi e ai nostri lettori. Se vi riconoscete in uno dei cinque gruppi che trovate descritti qui sotto, e se avete voglia di trasformarvi in reporter, raccogliete la sfida e inviateci la vostra candidatura. I reporter selezionati da una giuria composta dai nostri redattori, amministratori e direttori, dovranno pensare un pochino anche a noi durante le loro vacanze e scattare qualche bella foto del paesaggio, di un momento di svago, di pranzo, gioco, siesta, attività frenetica, imprevisto o di tutto ciò che ritenete interessante. Poi dovrete scrivere qualche riga a mo’ di diario, che descriva il viaggio e le immagini. Non dovrà essere un testo impegnativo, anzi. Ci aspettiamo che raccontiate a noi le vostre vacanze esattamente come fareste con i vostri amici. Noi pubblicheremo i cinque reportage e regaleremo una macchina fotografica digitale ai cinque reporter, affinché anche l’anno prossimo possano documentare le loro vacanze! Allora forza, cosa aspettate, mandateci la vostra candidatura!

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GRUPPO 1 VACANZE IN FAMIGLIA Siete una famiglia con almeno un bambino e trascorrerete una vacanza che sposi le esigenze dei grandi con le necessità dei più piccini? Avete trovato una località adatta a chi ha bambini anche piccoli, con tutte le strutture necessarie per far passare delle vacanze indimenticabili a loro, e anche a voi? Raccontateci come avete fatto! GRUPPO 2 AVVENTURA E SCOPERTA Siamo molto curiosi di scoprire quanto i ticinesi siano attratti dalle vacanze attive. Se passerete una vacanza avventurosa, alla scoperta di luoghi nuovi, se siete attratti da altre culture e volete imparare anche in vacanza, insegnate qualcosa anche a noi e fateci vivere un po’ della vostra avventura! GRUPPO 3 DIVERTIMENTO E DOLCE VITA Se sapete esattamente come e dove divertirvi, se passerete le vostre vacanze nelle località più modaiole, all’insegna del divertimento. Se per voi vacanza significa aperitivi lunghissimi nei locali più in voga, cene in bei ristoranti e dopo cena sfavillanti, allora portate un po’ di glamour anche a noi!


la vela, al trekking, al surf, alla canoa o all’equitazione. Siamo molto curiosi di vedervi in azione. Documentate per noi le vostre performance sportive! GRUPPO 4 SPORT Allo sport non rinunciate mai, neanche in vacanza e anzi, aspettate proprio il periodo estivo per dedicarvi al-

GRUPPO 5 BENESSERE, CULTURA E RIPOSO Correte tutto l’anno e le vacanze per voi significano riposo e tempo dedicato a sé stessi. Noi desideriamo sa-

pere dove si può andare per riprendersi dagli strapazzi della vita quotidiana, dove ricaricare le batterie e vedere cose nuove.  Allora cosa aspettate? Compilate il tagliando e speditecelo insieme a una vostra foto a: Illustrazione Ticinese, “Reporter per IT”, CP 418, 6908 Lugano, oppure con una e-mail a: concorso@illustrazione.ch.

FORMULARIO PER LA CANDIDATURA

DIVENTA REPORTER PER ILLUSTRAZIONE TICINESE! Compila il tagliando in tutte le sue parti e inviacelo in redazione insieme ad una fotografia che ritrae il gruppo di candidati. NOME: ......................................... COGNOME: ............................................... PROFESSIONE: ..................................... INDIRIZZO: .................................................................................................................................................................. CI CANDIDIAMO PER IL GRUPPO N°: ................ PARTIAMO PER LA LOCALITÀ: .............................................................................. PERIODO: ................................. SAREMO IN (NOME E ETÀ DI OGNUNO): .................................................................................................................... ................................................................................................................................................................................... CI CANDIDIAMO PERCHÉ: ......................................................................................................................................... .................................................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................................................... ........................................................................................................................................................................................ Verranno valutate tutte le candidature pervenute in redazione entro il 7 luglio 2008.


A TAVOLA IN TICINO

1. L’insegna che segnala l’entrata del grotto di Semione. 2. Il Pizzo Magno, che si staglia di fronte al Canvett. 3. Alfreda Caprara-Chiecchi, la padrona di casa, sotto il pergolato. 4. Il portone di legno attraverso il quale si accede alla cucina. 5. Il vecchio torchio all’interno dal rustico situato a qualche passo dal grotto.

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CURIOSITÀ

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A CIN CU

Siete alla ricerca di proposte culinarie fuori dal comune? Eccovi una raccolta di sorprendenti ricette preparate con fiori commestibili, erbe di campo e aromatiche. Un gustoso percorso in cui violette, primule, peonie, rose e gelsomini ecc. diventano preziosi ingredienti per preparare piatti inusuali. Stupite i vostri ospiti con la romantica torta ai formaggi morbidi e petali di rosa o il delicato sformato di trota con calendula e fiordaliso. Ditelo con i fiori… anche nel piatto!

Cucinare con erbe e fiori. Profumi, aromi e sapori per portare la fantasia sulla vostra tavola, a cura di Cristina Bottari, Food Editore. 4

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TRADIZIONE

E SAPORI DI VALLE Con grande passione, rigore, tenacia e dedizione,Alfreda Chiecchi-Caprara, donna dai mille talenti e interessi, ha saputo risollevare le sorti del Grotto al Canvett di Semione, puntando su proposte semplici ma curate, sia per quanto riguarda la scelta dei prodotti sia per la loro preparazione. La cucina e l’ampio pergolato di vite che ombreggia le calde serate estive fanno del Canvett un ritrovo molto apprezzato dalla clientela ticinese e dagli escursionisti. testo Alda Viviani - foto Rémy Steinegger

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nstancabile, rigorosa, generosa e passionale. Ecco alcune pere quello che sto facendo”. La giornata è densa di lavoro perdelle caratteristiche che fanno parte del DNA di Alfreda ché lei, oltre ad aver formato una famiglia con Fabio, dalla cui Caprara-Chiecchi, padrona di casa del Grotto al Canvett di unione sono nati Andrea e Paolo, è riuscita a ridare lustro ad un Semione, sulla sponda sinistra della Bassa Valle di Blenio. ritrovo molto apprezzato soprattutto per l’ambiente famigliare, Ascoltarla mentre racconta i suoi percorsi di vita è un’esperien- l’accoglienza calorosa e la genuinità dei prodotti. Il Canvett za affascinante. La sua formazione di odontotecnico l’avrebbe punta su una cucina semplice ma sana, di qualità e preparata portata a maneggiare ponti, corone e protesi dentarie. La sua con cura, ponendo grande attenzione alla provenienza e alla passione per la natura l’ha però condotta altrove. Dopo aver tra- lavorazione degli ingredienti. Tra le varie proposte, il minestroscorso l’infanzia e l’adolescenza a Biasca, coltivando vari inte- ne e la busecca, molto richiesti anche durante le calde giornate ressi in campo sportivo, si trasferisce a Ginevra, città in cui estive, gnocchi fatti in casa, la polenta in varie vesti - accompalavora anche Fabio, che sarebbe poi diventato suo marito. gnata da latte, uova, mortadella, brasato di manzo oppure gratiCapisce però ben presto che la professione scelta le va stretta. nata, con fontina e gorgonzola - e, tra le carni, il bollito misto Quando la coppia fa ritorno in Ticino, Alfreda decide di pren- con salsa verde, il roast beef freddo con salsa tartara, il vitello dere le redini della Capanna Pian d’Alpe, tonnato o l’entrecôte di manzo ai tre pepi. che gestisce durante la stagione estiva. Un Tra i dolci, vanno alla grande la torta di INFO modo per lavorare immersa nelle bellezze pane, la torta fredda alle fragole - la cui 6714 SEMIONE della natura. In inverno frequenta una ricetta rimane un segreto perché la padrona tel. 091 870 21 21 scuola d’equitazione in Italia, conseguendo di casa l’ha ereditata dalla nonna - il semi(si consiglia di riservare) il diploma d’istruttrice, che le permette freddo al nocino o lo zabaione all’amaretwww.grottocanvett.ch fabio.chiecchi@bluewin.ch. d’aprire una scuola. Un’esperienza di vita to, che è valso alla cuoca i complimenti di e di lavoro che le regala grandi soddisfaun responsabile dei dessert in un grande MENU DEL MEZZOGIORNO zioni. Non è difficile immaginare che averalbergo di St. Moritz: “Il segreto sta nelle Da fr. 13.50 a fr. 14.50 la avuta come istruttrice sia stato un priviuova utilizzate. Le mie provengono esclusilegio, perché Alfreda ha una sensibilità vamente da galline libere di stendersi al speciale. Quando parla dei cavalli e del rapporto empatico che sole, di razzolare e di nutrirsi di cose naturali come mosche e questi animali sanno instaurare con gli esseri umani, i suoi lombrichi”. occhi assumono tratti quasi sciamanici. Alfreda, nelle scelta degli ingredienti, è molto rigorosa. Le verAlfreda riesce ad essere anche molto concreta e, soprattutto, dure, raccolte in gran parte nell’orto di mamma Rita, sono biodotata di un forte senso dell’organizzazione, che le permette di logiche, così come i formaggi, il latte e il burro. I maiali utilizdestreggiarsi tra famiglia e fornelli: “Ho la fortuna di non aver zati per la mazza, dalla quale derivano luganighe, salami, probisogno di molte ore di sonno. Arrivo al grotto all’alba, in modo sciutti, mortadella, coppa, ecc., trascorrono l’estate sull’alpe. In da poter già sbrigare qualche faccenda senza dover interrom- ottobre vengono fatti scendere a Ghirone, dove sono liberi di > pagina 25 ILLUSTRAZIONE TICINESE 07-08

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Per animali che amano stare all’aperto.

La carne e le uova Naturafarm sono prodotti rigorosamente svizzeri. E ora sono ancora più rispettosi degli animali: allevamenti all’aperto per polli e galline, così come per maiali e vitelli e allevamenti sotto la madre per i piccoli di allevamenti Natura-Beef. Ma non solo: le stalle sono ancora più rispettose della specie e il foraggio è senza OGM, come natura vuole, il tutto con controlli regolari e indipendenti da parte, tra l’altro, della Protezione Svizzera degli Animali PSA. Naturafarm. Per allevamenti rispettosi della specie.

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A TAVOLA IN TICINO muoversi nel bosco. Alfreda ci tiene a sottolineare che gli animali non devono vivere lo stress della macellazione, che provoca una rottura dei capillari. Evitando loro questo trauma, la carne risulta più rosa e più omogenea. Anche gli insaccati sono di produzione propria. Dopo un adeguato periodo di stagionatura, al Canvett si possono gustare in vari abbinamenti, dall’affettato misto al prosciutto crudo e melone, dal carpaccio di

carne secca servito con grana, sedano, olio d’oliva e limone ai salametti di vario tipo. Gustose specialità da assaporare in compagnia, sotto il pergolato che, di tanto in tanto, accoglie anche le note della musica folcloristica ticinese. Tra le molte passioni che coltiva Alfreda, figura anche quella del ballo e magari, tra una macedonia di frutta e l’altra, rigorosamente preparate sul momento, avrete l’onore d’invitarla a danzare. 

ECCOVI TRE RICETTE PROPOSTE DAL GROTTO AL CANVETT

A N T I PA S T O ROAST BEEF FREDDO CON SALSA TARTARA Ingredienti: 4 persone • 1 kg di lombata di manzo • 30 g di burro • 1 cucchiaio di farina • 1 punta di coltello di senape in polvere • 1 rametto di rosmarino • 2 foglie di salvia • 1 dl di Merlot rosso • 1 cucchiaino di pepe • sale SALSA TARTARA • 1 tuorlo • 1 cucchiaino di senape • succo di 1/2 limone • 2 dl d’olio di girasole • sale, pepe • 3 cetrioli sott’aceto medi • 1/4 di cipolla • 1 cucchiaio d’erba cipollina Preparazione ROAST BEEF: riscaldare il forno a 200°-210°. Tritare finemente gli aghi di rosmarino con le foglie di salvia. Abbrustolire leggermente un cucchiaio di farina in un tegame con il pepe macinato al mo-

mento e la senape in polvere. Spolverizzare la carne con questa miscela e aggiungere il trito di rosmarino e salvia. Ricoprire la carne con un leggero strato di burro ammorbidito. Legarla con dello spago da cucina. Adagiare la carne sulla griglia del forno sotto cui porre una placca per raccogliere il sugo. Cuocere per 15 min. Irrorare con il vino e proseguire la cottura a 160° per altri 15 min. Salare a fine cottura. A cottura ultimata, lasciare riposare il roast beef per ca 10 min. nel forno spento, in modo che il sangue si riassorba e non goccioli una volta tagliato. Servite la carne fredda, affettata molto sottilmente. SALSA TARTARA: frullare nel mixer il tuorlo, la senape, la metà del succo di limone pressato, sale, pepe quanto basta. Aggiungere a filo l’olio e il succo di limone rimasto. Tritare finemente i cetrioli, la cipolla, tagliuzzare l’erba cipollina con le forbici. Amalgamare la maionese con i cetrioli, la cipolla e l’erba cipollina. > pagina 27

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A TAVOLA IN TICINO

P R I M OP I AT T O POLENTA GRATINATA AI DUE FORMAGGI

TORTA DI PANE Ingredienti: 10 persone • 1 l di latte intero • 250 g di latte condensato zuccherato • 100 g di cacao bio magro • 2 bustine di zucchero vanigliato • 100 g di zucchero • 1 tavoletta di cioccolato al latte • scorza di 1 limone e 1 arancia non trattati • 1 scorza d’arancio • 700 g di pane raffermo • 100 g di scorza di cedro candita a cubetti • 200 g di prugne essiccate e snocciolate • 200 g d’uvetta • 4 uova • 0,5 dl di grappa nostrana • 30 g di pinoli • 20 g di burro

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Preparazione Mettere il latte in una pentola e portarlo a ca 40°. Aggiungere gradatamente il cacao, lo zucchero, il latte condensato, lo zucchero vanigliato, il cioccolato spez-

zettato, la scorza di limone e arancia grattugiata. Amalgamare il tutto mescolando con una frusta fino a completo scioglimento degli ingredienti. Ev. aumentare leggermente la temperatura della placca per facilitare lo scioglimento del cioccolato, che non deve però bollire. Quando il cioccolato si è sciolto, togliere la pentola dalla placca e aggiungere il pane tagliato a cubetti (tipo fondue), le uova, l’uvetta, le prugne, il cedro e la grappa. Lavare accuratamente le mani e lavorare l’impasto schiacciando il pane e il resto degli ingredienti per ca. 10 min. Imburrare una teglia di 30 x 20 x 10 cm, adagiarvi l’impasto e distribuire i pinoli. Scaldare il forno a 160°, introdurre la teglia su una griglia, abbassare la temperatura a 140°-150° e cuocere per ca 2 1/2 ore. Sfornare, lasciare raffredCAM dare e tagliaI RI re a fette. A

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Preparazione Mettere l’acqua in un paiolo di rame, portarla a ebollizione, aggiun-

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• 500 g di farina nostrana per polenta • 2,5 l d’acqua • 1 cucchiaio di sale • 400 g di gorgonzola • 400 g di fontina • pepe

gere il sale e a pioggia la farina. Abbassare la temperatura e lasciar cuocere per ca. 3 ore rimestando sovente. A cottura terminata adagiare la polenta in 4 pirofile basse. Tagliare il gorgonzola e il fontina in 4 porzioni ciascuno. Distribuire sulla polenta 1 porzione di gorgonzola e 1 di fontina. Gratinare per ca. 10 min. nel forno preriscaldato a 230°. Sfornare e servire subito. A piacere, aggiungere pepe macinato fresco.

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Ingredienti: 4 persone

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2ª PARTE

INTERNET

INFORMATICA DEL FUTURO

O FUTURO DELL’INFORMATICA? Su Internet, il “consumo” di contenuti è in crescita rapida, così come la sua disponibilità, con una dimensione sociale della rete che sta quasi prendendo il sopravvento sulle realtà più tradizionali, anche grazie alla democratizzazione di giochi e divertimenti, con milioni di giocatori in ogni angolo del globo che si incontrano e si ritrovano virtualmente. Ma quali potrebbero esserne le conseguenze? La divulgazione dell’informazione travalica facilmente ostacoli politici e frontiere geografiche, mentre giochi e divertimenti diventano sempre più un supporto educativo e formativo privilegiato. testo Elio del Biaggio

TEMPO LIBERO, MA POI LIBERO VERAMENTE? La democratizzazione e la massiccia adozione di apparecchi elettronici e sistemi informatici stanno radicalmente e profondamente mutando il nostro modo di vita e con esso anche la concezione del tempo libero e del divertimento. Il simbolo per eccellenza di questi cambiamenti è basato sulle giovani generazioni, letteralmente immerse in un mondo informatizzato e tecnologico sin dalla loro nascita, cresciute in un universo e in un ambiente dove l’uso dell’informatica e dell’elettronica è diventato normale e banalizzato. Da Internet alla posta elettronica, dal telefono cellulare ai videogiochi, dalla musica alla TV e ai filmati video, questi sono i sistemi di comunicazione che fanno ormai parte integrante della vita dei più giovani, senza che possano o che riescano a concepire nulla di altro e di diverso. Indubbiamente, le nuove tecnologie, Internet in testa, favoriscono un consumo di contenuti (informazioni, audio, filmati) senza più limiti, soprattutto grazie alla generalizzazione e alla popolarità degli accessi ad alta velocità ADSL, accanto a capacità di memorizzazione dei dati sempre più economiche, periferiche sempre più all’avanguardia e polivalenti che consentono accesso e scambi alla portata di tutti. Sono però la ricchezza di contenuti e la facilità di navigazione a rappresentare la chiave del successo dei siti e delle soluzioni web più popolari, catalizzando e concentrando l’attenzione dei visitatori del mondo intero. Determinante, poi, la possibilità di fruizione gratuita dei contenuti, che riveste un ruolo decisivo e fondamentale per il successo. Nonostante il fatto che gli internauti siano dei grandi consumatori di contenuti, in realtà molti trascorrono il loro tempo alimentando la rete, fra storie vissute, racconti, fotografie e video tratti dalla vita quotidiana, dalla famiglia, dagli amici e da tutto quanto li contraddistingue e li circonda. Altro fenomeno dilagante, il web utilizzato soprattutto come spazio di scambio e di

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www.secondlife.com Second Life, il mondo virtuale tridimensionale, parallelo e multiutente della società americana Linden Lab, che dal 2003 fornisce ai suoi utenti tutti gli strumenti necessari per creare, gestire e aggiungere contenuti, oggetti, personaggi. www.kaneva.com “Virtual World of Kaneva” è un mondo virtuale che permette agli utenti di interagire attraverso personaggi tridimensionali - i cosiddetti “avatar” -, oltre a consentire ad ogni utilizzatore la costruzione di ambienti personalizzati, fornendo la capacità di condividere, commentare, entusiasmarsi, catalogare e cercare tra una immensa quantità di video, blog, foto, musica e audio, giochi. www.netonline.it/can_artemusei.asp Un interessante elenco, fra i tanti reperibili in rete, con una serie di link dei principali musei nel mondo, per un viaggio virtuale tra celebri opere d’arte custodite negli spazi espositivi più famosi del mondo.


incontro, accanto al fenomeno evolutivo del momento, rappresentato dall’universo tridimensionale, nel quale ognuno può evolvere, svilupparsi e discutere; pensiamo soltanto a quanto offerto e consentito da Second Life, accanto ad Habbo Hotel, Virtual World of Kaneva, senza dimenticare il più “classico” MySpace. Insomma, un mondo parallelo a quello reale, in cui è possibile crearsi una propria identità e trovare degli amici, conducendo una vera e propria vita sociale attraverso un personaggio virtuale, quasi come fosse una estensione del mondo reale. Beh, forse c’è anche di che preoccuparsi, a ben pensarci!

«Una vera e propria democratizzazione grazie a Internet»

GIOCO E DIVERTIMENTO, MA NON SOLO Gioco e divertimento acquistano sempre più importanza anche sul web, dove si valuta che un’economia domestica su due, nel mondo industrializzato, comprende in genere dei giocatori. Un numero che non smette di crescere, di cui fanno parte tanto adulti quanto bambini e dove, nel mondo degli universi virtuali più in voga, i giochi a più giocatori figurano fra i favoriti. Milioni di persone, che si divertono con giochi come Dofus, World of Warcraft, Guild Wars, PKR Poker o altri ancora, proposti online da celebri marchi come Sony, Barbie e MTV. Un principio assai semplice, quello utilizzato, con giochi sovente suggeriti dal folclore medievale, infarciti di ambientazioni e trame ispirate da mondi fantastici. Universi definiti dagli sviluppatori e programmatori, ma che sempre più spesso grazie all’evoluzione influenzata dai mondi virtuali - pensiamo solo a Second Life - so-

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no gli stessi giocatori a sviluppare ed estendere. Un esempio? “The Lord of the Rings Online”, tratto dal celebre romanzo “Il Signore degli anelli”. Insomma, una vera e propria democratizzazione grazie a Internet e al gioco, quella in atto, dove, anche con avveniristici e rivoluzionari programmi, riesce persino facile l’abbinamento con la didattica, stimolando e favorendo l’apprendimento degli allievi in diversi ambiti, soprattutto linguistici ma anche informatici, per l’insegnamento di linguaggi e concetti di programmazione. Pensiamo inoltre anche al settore culturale, dove l’accesso al mondo dell’arte diventa veramente appannaggio di tutti e non più limitato solo ad una cerchia ristretta di pochi favoriti, facilitando e ampliando in questo modo l’incontro fra artisti e pubblico. Notorietà e popolarità grazie al web, quindi, e quale miglior critico disinteressato e neutrale vi è al mondo del popolo di Internet? 

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LA RESIDENZA GOVERNATIVA Testo, disegni e foto di Ti-Press

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ostruito tra il 1738 e il 1743 quale monastero per le suore dell’Ordine di Santa Orsola, l’attuale Residenza Governativa ha conosciuto, nei suoi quasi tre secoli di vita, costanti interventi di manutenzione, ampliamento e rifacimento. La storia politica del nostro Cantone iniziò a incrociarsi con quella del Convento nel 1803, all’indomani della fondazione del Canton Ticino, quando una apposita commissione del comune di Bellinzona ravvisò nell’edificio il luogo più idoneo per le sedute del neo costituito governo cantonale. Sul finire dell’estate di quell’anno, il refettorio e l’aula scolastica cominciarono ad ospitare le sedute rispettivamente del Gran Consiglio e del Piccolo Consiglio (così si chiamava allora il Consiglio di Stato). Successivamente dal 1816 al 1839 il Governo si trasferì a Casa Bonzanigo vicino alla Chiesa di S.Giovanni. Il 30 giugno 1848, l’introduzione della legge sulla soppressione dei conventi impose la chiusura di otto istituti operanti in Ticino e l’incameramento dei loro beni

da parte dello Stato, fra questi anche il Convento delle Orsoline. Le suore furono costrette a lasciare l’edificio che fu messo a completa disposizione dell’amministrazione cantonale. Quando nel 1881, dopo 65 anni in cui la capitale aveva ruotato a turno fra Lugano, Locarno e Bellinzona, quest’ultima fu scelta come sede definitiva del Governo, l’ex Convento delle Orsoline divenne unica dimora delle nostre massime autorità cantonali. 

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1. Ingresso. 2. Scalinata. 3. Vetrata interna. 4. Studio del Cancelliere. 5. Sala del Consiglio di Stato. In questa sala si riunisce settimanalmente il nostro esecutivo. 6. Sala Protocollo del Consiglio di Stato. 7. Aula Gran Consiglio.

Oggetto del più recente intervento di ammodernamento, avvenuto nel 2003 in concomitanza con i festeggiamenti per il Bicentenario del Cantone, l’Aula ospita i 90 membri del legislativo. 8. Tribune del pubblico per assistere alle sedute del Gran Consiglio. 9. Cortile interno.

Informazioni: Cancelleria dello Stato 6501 Bellinzona - Tel. 091 814 43 87

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CANI, GATTI & CO.

COME ACCOGLIERE

MICETTI AGGIUNGI DUE CIOTOLE A TAVOLA, CI SON DUE… MICI IN PIÙ Gentile Dottoressa Stern-Balestra, la nostra famiglia sta per accogliere due gattini, nati da una cucciolata dello scorso 22 marzo 2008. Ci permettiamo di rivolgerle alcuni quesiti, al fine di poter accudire al meglio le bestiole. 1. Due mesi sono sufficienti per rimanere con la mamma, oppure sarebbe meglio aspettare ancora del tempo, prima di portarli a casa con noi? 2. Una volta arrivati nel nuovo ambiente, è bene che stiano nella stessa cesta per dormire, essendo fratellini? 3. Supponiamo debbano essere portati da un veterinario per essere controllati, sverminati e vaccinati. Ha a disposizione una lista di nominativi che ci permetta di effettuare la nostra scelta o, ancora meglio, ha da suggerirci qualcuno di sua fiducia (tenendo presente il nostro comune di domicilio)? 4. È possibile abituarli alla vita in appartamento, usufruendo unicamente dei due balconi a disposizione, senza quindi farli uscire? 5. La cassetta per i bisogni può essere una sola per entrambi? Quale tipo di sabbia utilizzare? Ogni quanto sostituirla? 6. Si sentono molteplici pareri in merito alla nutrizione, e chiediamo quindi a lei di indicarci la dieta ideale da seguire. Quante volte al giorno occorre dare loro da mangiare? È meglio cibo secco o umido? I due generi possono eventualmente essere mischiati nella medesima ciotola? Eventualmente alternarli, servendoli ben separati tra un pasto e l’altro? Ogni quanto variare? È consigliabile offrire loro latte di mucca, eventualmen-

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Di seguito tutto quello che dovete predisporre per accogliere al meglio il nuovo piccolo ospite a quattro zampe... a cura di Elena Stern-Balestra

te il latte apposito in vendita nei maggiori negozi? I resti dei nostri pasti possono venire considerati? 7. È bene che le nostre bambine (10 e 8 anni) abbiano le loro piccole responsabilità verso i mici? In tal caso, in che misura? Questi sono i punti che necessitano di risposte mirate, e apprezzeremmo certamente ulteriori suoi suggerimenti per la cura dei nostri prossimi inquilini! Grati di una sua cortese risposta, presentiamo cordiali saluti. Famiglia Maffucci Ponte Capriasca

«È possibile abituarli alla vita in appartamento?» È molto bello per me poter fare una consulenza preventiva e mi rallegro con voi per l’arrivo dei vostri futuri compagni a quattro zampe. 1. Il periodo sensibile del gatto dura dalla seconda all’ottava settimana di vita. È durante questo lasso di tempo che fra i gattini e la madre si instaura un legame di attaccamento e che i piccoli imparano i comportamenti sociali sia nelle interazioni con la gatta sia in quelle tra fratelli. La capacità di attaccarsi affettivamente ad altri individui e quella di avere e gestire relazioni sociali sono strumenti indispensabili nella vita futura. Lo svezzamento non dovrebbe dunque avvenire prima dei due mesi di età. A partire da questo momento l’adozione è consigliabile: aspettare ancora del tempo potrebbe ridurre la capacità dei gattini ad adattarsi al loro nuovo ambiente di vita. 2. Nel nuovo ambiente i due micetti saranno ben contenti di poter condividere la stessa cesta. Se avete ancora la possibilità di scegliere, tenete conto del fatto che due femmine hanno maggiori probabilità di convivere pacificamente una volta adulte.


3. L’assistenza e la consulenza veterinaria sono molto importanti. Purtroppo non sono a conoscenza dell’esistenza di una lista di veterinari destinata al pubblico. A questo proposito vi consiglio di contattare il segretariato dell’Ordine dei Veterinari Ticinesi (OVT), Via Mondasc 1, 6514 Sementina. 4. A questa domanda andrebbero date risposte diverse in funzione del tipo di gatti e della loro provenienza. In effetti i gatti nati in appartamento e i gatti appartenenti a determinate razze si adattano più facilmente alla vita d’appartamento. I gatti nati all’esterno, per esempio i classici gatti di fattoria, hanno spesso più difficoltà di adattamento e manifestano più facilmente comportamenti sgraditi e segni di disagio psichico se costretti a vivere in uno spazio limitato. 5. Normalmente si consiglia di lasciare a disposizione dei gatti una quantità di cassette pari al loro numero più una. Dunque nel vostro caso sarebbero necessarie almeno 3 cassette igieniche poste in locali diversi dell’appartamento. Le cassette non devono inoltre trovarsi in prossimità del luogo in cui i gatti ricevono da mangiare o risposano. Esse devono essere sempre accessibili e, essendo il gatto un animale molto sensibile agli odori, quelle aperte sono da prediligere a quelle con il coperchio. Personalmente prediligo la sabbietta di tipo agglomerante, poiché facilita l’eliminazione dell’urina deposta. Una volta scelta una qualità di sabbia, la marca non andrebbe più cambiata, poiché i gatti non amano “novità” riguardo al suo odore e alla sua consistenza.

Le cassette vanno setacciate giornalmente e lavate accuratamente settimanalmente o, al massimo, ogni due settimane. 6. Perché non soffrano di carenze alimentari, è bene acquistare solo cibi completi per gatti. Sia il cibo secco sia quello umido soddisfano in ugual misura le necessità dei gatti. Non va dimenticato che, soprattutto in caso di alimentazione secca, i gatti hanno bisogno di acqua fresca sempre a disposizione. Molti proprietari combinano cibo umido e cibo secco, somministrando per esempio il cibo umido al mattino e alla sera, mentre lasciano il cibo secco a libera disposizione del gatto durante la giornata. Anche se non ha molto senso mischiare le due qualità di cibo nella stessa ciotola, ciò non sarebbe dannoso. Se i gattini sono stati allattati normalmente fin verso le sei settimane, un’aggiunta di latte vaccino o di latte apposito non è necessaria. Eviterei di somministrare ai gatti i resti dei vostri pasti. 7. A questa domanda potrebbe rispondere meglio un educatore. Io credo che le bimbe dovrebbero essere coinvolte il più possibile nella cura dei micetti, ma che non sia giusto investirle di una vera e propria responsabilità. Saranno ben contente di stimolare i gattini in mille giochi di caccia al topolino finto o al turacciolo (importantissimi anche per i gatti adulti!). Potranno certamente aiutare anche a saziare i nuovi leoncini di casa e a tener pulite le loro cassette igieniche. La loro fantasia sarà inoltre utile a creare un ambiente variato e stimolante per i mici (nascondigli, costruzioni su cui arrampicarsi e comodi giacigli possono essere il risultato di qualche ora di bricolage…)!

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7a PARTE

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I VELI DI TAMALE “Con chi potrò parlare quando tu sarai lontano?”. Il manager della pensione è molto dispiaciuto per la partenza del suo unico (!) ospite e rimpiangerà le lunghe e simpatiche discussioni all’ombra della tettoia. A me mancheranno le sue inconsuete chiamate di primo mattino, quella voce che da dietro la porta mi domandava, svegliandomi (!), se stavo bene per poi augurarmi ancora buon riposo. Proseguo ora il viaggio verso nord, inoltrandomi in terre che divengono sempre più aride, povere e dove si percepisce sempre più l’influenza delle culture sub sahariane… testo e foto Roberto Schneider

TUMULTO SUL BUS Le mie ultime giornate sono trascorse tra la casa dell’amico Elder e la strana pensione dove alloggio quale unico ospite. Il “manager” - così lui si definisce - è una strana persona: chiacchierona, puntigliosa e timorosa a tal punto da chiedermi puntualmente ogni mattino di pagare la retta anticipata della stanza. Lo “staff” è completato da un giovane inserviente storpio che ritrovo ad ogni ora dietro il bancone di un bar squallido e sempre deserto - e da un anziano, incaricato ufficialmente della sicurezza, ma che non disdegna di tanto in tanto di procurarmi del cibo. So benissimo che i soldi che mi chiede per acquistare il necessario per la cena sono invero più che sufficienti per sfamare anche la sua famiglia per una settimana, ma non discuto sulla proposta. Lo reputo un modo per aiutare con dignità. Ritornato a Kumasi, il capoluogo del regno Ashanti, trovo con una certa sorpresa, senza problemi, un posto su di un torpedone annunciato in partenza per il nord. Secondo le informazioni datemi allo sportello, doveva anche essere climatizzato, ma nel lasso di tempo tra l’acquisto del biglietto e la partenza si è inspiegabilmente trasformato in veicolo comune. L’agenzia di trasporto, preso atto della svista, rimborsa a tutti una parte del costo del passaggio, mostrandosi estremamente corretta. Non siamo però ancora partiti che si scatena un violento diverbio fomentato da diversi passeggeri, irritati per l’eccessivo carico del veicolo e per il non rispetto delle norme di sicurezza. In pratica le uscite risultano bloccate da scatoloni vari, sacchi e soprattutto da due grandi copertoni. Come spesso accade in

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Africa, vengono trovate delle soluzioni improvvisate, tanto che ben presto i veementi reclami si trasformano in borbottii e sorrisi. Il seguito del viaggio diverrà alquanto tranquillo, a prescindere dal fatto che mi ritrovo schiacciato tra la robusta postura di un giovane uomo rientrato al suo paese dopo tre anni trascorsi quale emigrato a Londra, e le generose rotondità di una giovane donna, dal viso pulito e carino, l’abito elegante e nero che con alcuni parenti si reca al funerale del proprio padre. Curiosi destini contrapposti che si incrociano su di un torpedone.

Parto verso il nord del Ghana con un bus annunciato inizialmente come climatizzato e con video. La climatizzazione è costituita dall’aria calda che penetra con la polvere dai finestrini, il video, quello c’è… ma non funziona.


HO 27 FRATELLI Sono necessarie oltre sei ore di viaggio per raggiungere Tamale, il capoluogo della Northern Region. La strada si trasforma senza logica alcuna per lunghi tratti in pista sterrata, per poi ritrovare di nuovo l’asfalto e in seguito abbandonarlo nuovamente. La temperatura, piacevolmente fresca di primo mattino, col passare delle ore diviene torrida e insopportabile. L’abitacolo pare essere invaso dall’aria calda di un forte ventilatore impazzito… ma è solo l’effetto di aerazione dei finestrini aperti. Intanto le regioni collinose popolate dalle genti Ashanti lasciano il posto a terreni sempre più aridi e desolati, contraddistinti da piante rinsecchite e formicai giganteschi che appaiono come grandi torri nella savana, molto più alti delle

mi libera le narici e mi fa meglio respirare. Inseguo vanamente i rivoli di vento alla ricerca della sorgente di quel misterioso alone. Nemmeno Emanuel, il cameriere del ristornate dove mi reco la sera, mentre il muezzin chiama i fedeli alla preghiera, saprà spiegarmi cosa sia quello strano profumo nell’aria che

«Spesso in Africa vengono trovate soluzioni improvvisate»

piccole casupole di terra rossa con tetti di paglia, abitazioni tipiche dei villaggi situati lungo il percorso. Il mutare del paesaggio costituisce il preludio ad una realtà completamente differente nella quale mi sto addentrando. Giunto a Tamale trovo infatti un’Africa sub-saharina, dominata da una cultura con forti connotazioni arabe. Piccole moschee curiosamente colorate, suggestivi e animati mercati, donne velate e vestite di tessuti eleganti dai colori sgargianti, uomini all’ombra di grandi alberi che giocano per ore a “wemo”, una sorta di dama locale. Nell’aria vi è un profumo tutto particolare, la cui provenienza non riesco proprio a comprendere. Un aroma che curiosamente

L’ultimo saluto alle molte persone conosciute nei villaggi delle zone rurali del regno degli Ashanti: la giovane venditrice di articoli per la pittura…

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Occhio ai tassi In sei ore di scomodo viaggio verso il nord i paesaggi cambiano completamente. Dalle collinose e fertili regioni dell’antico regno degli Ashanti si passa a savane aride, abitate da genti povere che vivono in piccoli villaggi di terra rossa.

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però pare solo io riesca a distinguere. Emanuel mi racconta di avere 27 tra fratelli e sorelle, precisandomi però che il padre ha 4 mogli… ma anche così è pur sempre una media di sette figli per donna! Non si tratta nemmeno di un’eccezione, così sono infatti quasi tutte le famiglie delle zone rurali dell’Alto Volta dove è necessaria molta mano d’opera per il lavoro nei campi, ma poi negli anni di carestia ci si ritrova con troppe bocche da sfamare e senza risorse finanziarie per contribuire all’educazione scolastica dei figli. MALOCCHI E PERSONE CON STRANI POTERI Emanuel ha voluto rompere con queste tradizioni che generano sempre più povertà. È partito per il Togo in cerca di lavoro e ora, rientrato nel suo paese, è riuscito a trovare un impiego come cameriere, perché all’estero ha appreso il francese. Ha un figlio di pochi mesi e una sola moglie, ma tante speranze per il futuro. I suoi fratelli invece sono rimasti al villaggio, professano religioni animiste locali, avranno tante mogli e tanti figli, proprio come il loro padre. La cultura dei villaggi

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del Ghana non è solo caratterizzata dalla bigamia, ma pure dal curioso intreccio di credenze animiste e cristiane. Mi sorprende il fatto che sia proprio Patrick a spiegarmelo, lui che è docente di scuola elementare e convinto credente di una chie-


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… e l’addetto al botteghino della lotteria. Dopo aver fatto la mia puntata, tutto il villaggio ne ha copiato i numeri. Non saprò mai se ho contribuito ad una nuova ricchezza locale!

sa cristiana. “La stregoneria esiste”, mi dice, “vi sono delle persone in Africa con strani poteri, spesso malefici”, poi aggiunge che queste persone vengono perseguitate, uccise oppure confinate in strani campi di streghe. Uno di questi, forse il più gran-

«Vi sono delle persone con strani poteri, spesso malefici» de del Ghana, si trova a Gambaga, un piccolo villaggio del nord, situato ad alcune ore da Tamale, dove mi trovo al momento. Patrick ammette nel contempo che queste pratiche fungono pure spesso da capro espiatorio, o da pretesto, per soprusi ingiustificati, tollerati da un potere ufficiale statale che preferisce starsene a guardare piuttosto che confrontarsi con radicate credenze popolari. Quando muore un bambino, ad esempio, non viene accettato che possano esservi delle cause naturali. Solo i vecchi muoiono per cause naturali, i giovani no. Ci devono quindi essere delle ragioni diverse: malocchi o spiriti maligni impossessatisi di familiari, spesso anziani. Seguono processi di villaggio sommari, che inevitabilmente si concludono con la condanna della malcapitata - la maggioranza sono infatti donne - incolpata di stregoneria. L’unica possibilità di salvezza è spesso la fuga e il rifugio in un campo delle streghe, dove attende loro una vita di stenti, di povertà e lontana dai familiari. Voglio incontrare queste persone e mi metto alla ricerca delle informazioni sull’ubicazione di uno di questi campi e sui mezzi di trasporto a disposizione. CONTINUA. 

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testo Stéphanie Scatizza - illustrazioni Ivan Artucovich

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ambe stanche, pesanti, gonfie. Dolori che regrediscono camminando o crampi notturni. Soffrite spesso di questi disturbi? Allora forse è il caso di chiedere un consulto medico. L’insufficienza venosa cronica infatti è una patologia che, se riscontrata, non va assolutamente trascurata sia per un discorso estetico di capillari e vene varicose, sia per un discorso funzionale del circolo sanguigno. Si tratta di un problema piuttosto comune che colpisce principalmente le donne, può restare asintomatico per lungo tempo ma, una volta consolidatosi, diventa serio e più complesso da risolvere. È importante quindi riuscire a individuare i piccoli segnali che l’organismo manda allo stadio iniziale della malattia e per saperne di più abbiamo interpellato il dottor Paolo Cassina, chirurgo vascolare EBSQ a Lugano e libero docente all’Università di Zurigo. “In termini pratici si parla di insufficienza venosa cronica quando le vene non lavorano abbastanza. Il sangue dalle gambe non ritorna come dovrebbe verso il cuore, provocando la cosiddetta stasi venosa (il sangue ristagna nelle vene delle gambe), provocando a sua volta i classici sintomi di questa patologia: edemi, gambe pesanti, sensazione delle gambe di legno e vene varicose. E’ un disturbo molto comune tra le donne, si stima che ne siano colpite circa il 30%. Le pazienti si dividono in due fasce d’età distinte: da un lato abbiamo le giovani donne attorno 35 anni, attente principalmente ad un discorso estetico, che si ritrovano con delle vene ingrossate dopo le gravidanze e le signore tra i 55 e i 65 anni che invece hanno trascurato i problemi per anni e che presentano disturbi più marcati e complessi”. LE CAUSE “Le cause scatenanti di una malattia venosa sono innanzitutto la famigliarità, seguita nella donna da una questione ormonale (ciclo mestruale, assunzione della pillola anticoncezionale, gravidanza, menopausa), fattori ai quali poi si possono aggiungere un problema di obesità, una trombosi o gli effetti di alcuni farmaci. Un errato stile di vita (alcool, vita sedentaria, stipsi, tacchi troppo alti..), può invece solo accentuare i disturbi in una persona già predisposta, ma se manca la famigliarità è difficile che la pato-

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logia insorga. A seconda dell’origine distinguiamo l’insufficienza venosa cronica, dovuta alle malattie croniche delle vene (es. le varici), da quella acuta causata invece dalla trombosi, una patologia che forma improvvisamente nella vena un “turacciolo” che impedisce il normale flusso sanguigno”. LA TERAPIA CONSERVATIVA “Se durante una visita di controllo non riscontro alcuna patologia, invito semplicemente il paziente a condurre una vita sana, a muoversi e non stare troppo a lungo in piedi. In caso di presenza di vene varicose consiglio di controllare il peso e di aumentare l’attività fisica. Se questo non dovesse essere sufficiente suggerisco l’uso delle calze compressive che attenuano i disturbi, ma in realtà sono solo un palliativo poiché non impediscono alla malattia di progredire”. LA TERAPIA MEDICAMENTOSA “Tra i medicamenti citiamo quelli vasoattivi o venotropi, una grande famiglia di medicine essenzialmente di origine vegetale (foglie di vite americana, mirtillo, ippocastano…). Sono anch’essi dei palliativi perché non vanno a debellare la malattia, ma portano solo benefici momentanei. In commercio ne esistono in grande quantità anche sottoforma di creme o gel, il cui effetto è dovuto soprattutto alla piacevole sensazione di freschezza.”. LA TERAPIA CHIRURGICA “Il concetto dell’intervento è quello di andare ad eliminare quei segmenti di vena che col tempo si sono dilatati (vene varicose) e che sono diventati inutili, perché il sangue vi ristagna. Le vene sane hanno comunque già sostituito quella mal funzionante che è la causa dei disturbi. Esistono due approcci chirurgici: il metodo classico che consiste nel togliere la vena malata (“stripping”, sfilare la vena) e quello più innovativo tramite laser o radiofrequenza che permette di chiudere la vena senza asportarla. Una tecnica, quest’ultima, si-


curamente meno invasiva (si lavora con dei cateteri senza dover “tagliare” e in anestesia locale). I risultati sono simili così come le complicanze che comunque, se ci si affida a mani esperte, oggigiorno sono divenute fortunatamente molto rare. Diverso l’approccio nel caso di capillari evidenti (teleangectasie), la terapia di referenza è allora la scleroterapia con schiuma o mousse sclerosante, che consiste nell’iniettare un farmaco all’interno del capillare per chiuderlo. Il laser invece si presta molto bene per l’eliminazione di capillari molto superficiali, specialmente sul volto”. 

I SINTOMI “I sintomi, soprattutto iniziali, sono molto difficili da definire. Si va dal semplice problema funzionale, senza edemi ma con la sensazione di gambe pesanti, alla presenza di capillari, di vene varicose, dermatiti, ulcere, fino alle complicanze post trombotiche. L’estetica però non è necessariamente un indice dello stato effettivo delle vene: ci sono gambe con bruttissime vene ma poco sintomatiche e gambe apparentemente sane ma che presentano invece seri disturbi funzionali. E’ importante quindi, in caso di dubbio, ricorrere ad una visita specialistica. I disturbi sono essenzialmente pesantezza che aumenta nel corso della giornata, gambe pesanti che però trovano sollievo con il movimento, la difficoltà a trovare una posizione sul divano o nel letto, le gambe calde, intolleranza alle coperte e crampi notturni. La diagnosi iniziale è dunque decisiva e viene eseguita grazie ad un apparecchio che si chiama Ecodoppler. L’insufficienza venosa cronica progredisce col tempo, non si ferma né può regredire spontaneamente. E’ per questo motivo che è importante intervenire tempestivamente senza aspettare che compaiano sintomi importanti come le dermatiti. Più si aspetta, più la gamba è compromessa, e più sarà difficile ottenere un risultato ottimale anche a livello estetico”.

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LE 10 REGOLE FONDAMENTALI

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La parola d’ordine è “movimento”: bicicletta, nuoto, corsa, walking. I pesi invece sono sconsigliati.

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Le docce fredde sono utili così come tenere sollevate di tanto in tanto le gambe.

Tenere sotto controllo la dieta e il proprio peso.

Valutare con il proprio medico la somministrazione degli ormoni (pillola anticoncezionale, sostituzioni ormonali in menopausa).

Stare seduti al sole non giova alle gambe, meglio sdraiarsi. In caso di dubbi o sospetti sottoporsi ad una visita specialistica. Tenere sotto controllo le vene durante la gravidanza. Durante i viaggi lunghi è importante poter muovere qualche passo o eventualmente indossare le calze compressive.

I tacchi non sono controindicati ma non devono essere comunque esageratamente alti. Le scarpe piatte invece possono creare problemi, soprattutto a livello del ginocchio.

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Che se ne dica, la depilazione con ceretta non crea problemi alle vene. Attenzione invece ai fanghi caldi e ai massaggi troppo vigorosi.

Testo in collaborazione con il Dottor Paolo Cassina, PD dr. med. chirurgo FMH e vascolare EBSQ a Lugano.

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ESCURSIONI

PERCORSI REALTÀ E MEMORIA

Escursione: Sentiero Alpino Calanca, da San Bernardino a Santa Maria testo e foto Giosanna Crivelli

I

l Sentiero Alpino Calanca l’ho percorso alcuni anni or sono, insieme a un giornalista. Libera di fotografare, senza preoccuparmi di prendere appunti. Ora le annotazioni personali mancano. Ricreo il percorso con le immagini e con ciò che mi rammentano. E rifletto sui percorsi della memoria. Cosa ricordo? Le informazioni raccolte? Ciò che avevo immaginato? Le piccole paure? Del Sentiero Alpino Calanca sapevo che le tappe sono lunghe, che vi sono alcuni passaggi esposti, che il sentiero si snoda a tratti lungo versanti impervi, che in caso di pioggia, nebbia, neve, gelo, può essere pericoloso. Della prima tappa ricordo il verde intenso - abeti, larici, radure, pascoli, rose alpine. Al Pass di Passit i laghetti e il graduale passaggio a paesaggio di pietra, simbolicamente rappresentato dal-

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l’ometto in sasso del Pass de la Cruseta. Poi il terrazzo panoramico del Rifugio Pian Grand, come un ampio respiro prima delle fatiche dei giorni seguenti. La seconda tappa in atmosfera ovattata: cielo coperto, nebbie vaganti. Il Lagh de Trescolmen, come un acquarello dai toni sfumati. La scarsa visibilità porta la concentrazione ad ogni singolo passo, la lunga traversata che conduce alla Bocchetta del Büscenel diventa una meditazione. E inizia a piovere. Nel tratto successivo sono contenta di non vedere il fondovalle, posso solo immaginare i precipizi sottostanti. Oltre al Fil de Ciar si intravvede il piccolo rifugio Ganan, provvidenziale: offre il necessario per passare una piacevole serata. Riaffiora un ricordo d’infanzia, la capanna in bilico sul burrone nel mitico film di Charlie Chaplin “La febbre dell’oro”: equilibrio tra disperazione, sopravvivenza e gioia di vivere.


Terza tappa: pietraie e fiumi ingrossati. Le fotografie li mostrano come larghe strisce di un bianco latteo nel mezzo del verde del Fil de Dragiva. Guardando all’indietro, con difficoltà si riesce a ricostruire il percorso: a tratti sembra impossibile essere passati da lì. Arrivare alla capanna Buffalora è rilassante: profumi di torbiera e di bosco, di fumo del camino e di ottima cucina. Importante per prepararsi all’ultima tappa, la più lunga, un concentrato del Sentiero Alpino Calanca: ripide salite, creste, interminabili traverse, ripide discese assicurate da corde fisse e, nella Gola di Auriglia, una piccola parete rocciosa da superare su scala d’acciaio. Un sentiero veramente spettacolare. I ricordi sono strani: le parti più impegnative quasi le ho dimenticate, e ricordo invece le soste. I pochi momenti in cui ho avuto tempo: di guardare, di pensare, di essere leggera. E di trovare immagini. La mia immagine preferita è quella di una pietra ricoperta di licheni, nel mezzo dei pascoli dell’Alp d’Aion, luminosa, quasi splendente di luce propria. Si staglia contro la parete del Nomnom ancora in ombra, nera. Da lì eravamo appena scesi, un ripido corridoio tra le rocce. Luoghi, situazioni, sensazioni da portare con sé come simbolo. Immagini interiori che sono il nostro scrigno segreto, la somma di esperienze vissute, quelle essenziali che mostrano i prossimi percorsi.  SENTIERO ALPINO CALANCA Il Sentiero Alpino Calanca esiste grazie all’appassionato lavoro dell’ASAC, Associazione Sentieri Alpini Calanca. Informazioni e descrizione del percorso: www.sentiero-calanca.ch/asac_home_i.htm Opuscolo descrittivo: www.sanbernardino.ch/it/24/brochures.aspx , ET San Bernardino 091 832 12 14 Prenotazione per i tre rifugi: http://www.sentiero-calanca.ch/asac_reservation_d.htm 091 828 14 67 (capanna Buffalora) La prenotazione è indispensabile, i posti sono limitati. Solo il rifugio Buffalora è custodito, da metà giugno a fine ottobre. Tra il Rifugio Pian Grand e la Capanna Buffalora vi è il Rifugio Ganan, 8 posti. Il percorso non presenta difficoltà alpinistiche, richiede però un buon allenamento e passo sicuro. È sconsigliato a chi soffre di vertigini. Cartografia

1: 25’000 Hinterrhein Mesocco - Grono San Bernardino - Rifugio Pian Grand 4 ore Rifugio Pian Grand - Capanna Buffalora 9 ore Capanna Buffalora - Santa Maria 8 ore Distanza 40 Km I punti pericolosi sono assicurati con corde fisse e scale d’acciaio. Vi sono varie possibilità intermedie per scendere in Val Calanca (vedi opuscolo descrittivo o sito internet dell’ASAC).

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Luisella Bernasconi, 52 anni, promotrice pubblicitaria, Lugano - “L’anno scorso ho passato le vacanze a casa per aiutare mia figlia nei preparativi del suo matrimonio”.

Fernando Aquilino, 49 anni, ferroviere FFS, Novazzano - “Se trascorro le ferie a casa, quando è bel tempo faccio escursioni sulle nostre montagne e nelle nostre valli”.

Romana Ograbek, 35 anni, assistente RTSI, Gentilino - “Io ho alternato gite in montagna con ‘larveggiamenti’ sulle splendide spiagge dei nostri laghi”.

E SE LE VACANZE SI TRASCORRONO A CASA? Per molti le vacanze sono sinonimo di mete lontane, viaggi culturali, ferie balneari o montane. Ma c’è anche chi sceglie o deve trascorrerle a casa per vari motivi. E allora che si fa? Ecco alcune idee… testo Lorenza Storni - foto Stefano Ember

Ivo Fontana, 67 anni, pensionato, Melide - “Quando non ero ancora pensionato trascorrevo le vacanze sul lago fuori casa mia”.

Kamila Bottinelli, 30 anni, barista, Pregassona - “La scorsa estate mi sono presa una settimana di tempo per liberare la mia casa da tutte le cianfrusaglie accumulate negli anni. Così ho mandato in vacanza gli acari!”.

Barbara Ferla, 31 anni, cassiera/info, Grancia - “Durante le vacanze a casa mi dedico alle grandi pulizie. Ma la maggior parte del tempo è destinato al ‘dolce oziare’, alla famiglia e a lunghe pattinate distensive sulla pista ciclabile”.

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Fabio Chiecchi, 52 anni, disegnatore, Biasca - “Faccio i lavori di casa che normalmente non si ha mai tempo di fare e mi occupo dei bambini”.

Mario Balmelli, 41 anni, imp. di vendita, Carona - “Io se trascorro le vacanze a casa mi godo piscina e campi da tennis del mio paese”.

Elena Papa, 19 anni, studentessa, Castione - “Mi piace rilassarmi con un bel libro, ascoltare buona musica e trascorrere del tempo al computer”.

Giuseppe Calogero, 51 anni, operaio, Pollegio - “Io mio occupo del giardino, porto a passeggio il cane e faccio una bella partita a carte”.

Nadia Bono, 37 anni, infermiera, con Fabio, Faido - “Oltre alle pulizie mi dedico al bricolage, all’uncinetto, alla lettura e al giardinaggio. Tempo permettendo, si va in piscina”.

Salvatore Verdura, 46 anni, venditore, Pazzallo - “Vacanze a casa dedicate alla casa: solaio, cantina, garage e giardinaggio dai miei genitori”.

Elda Zellweger, 46 anni, impiegata, Arcegno - “Approfitto per pulire per bene la casa e fare dei giri in bicicletta con sosta in qualche bel grotto”.

Rolando Filipponi, 57 anni, vetraio, Tegna - “Che c’è di meglio di relax totale a bordo piscina?”.

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OGGI PARLIAMO DI...

Amanda

Alexandra

Giorgia

Hristijan

Edoardo

Ivo

Giaele

Juro

Kevin

I BAMBINI SONO DEI GRANDI IN MINIATURA Parlare con i bambini dei bambini. È quello che abbiamo fatto con la IV elementare di Solduno, vivace classe della docente Paola Ernst. testo Lorenza Storni - foto Rémy Steinegger

CHI SONO I BAMBINI? Juro: i bambini sono degli esseri umani, una specie di adulti. Ivo: i bambini sono piccoli, vanno a scuola e si divertono tanto. Giaele: sono come dei piccoli adulti che non pensano ai pericoli. Hristijan: i bambini sono degli essere umani un po’ più piccoli che all’inizio non capiscono niente. Stefan: i bambini sono dei mini adulti che si divertono a giocare a calcio, tennis, ecc. Mattia: i bambini sono degli esseri piccoli e con un cervello meno sviluppato di quello degli adulti. Kevin: sono degli adulti in miniatura che vanno a scuola. Lara: i bambini sono il contrario dei grandi. Noemi: sono delle persone che devono ancora imparare tante cose. Raquel: sono degli essere umani un po’

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più piccoli degli adulti che vanno a scuola, imparano e giocano. QUALI SONO I DOVERI DI UN BAMBINO? Pascal: studiare e imparare tante cose, dare una mano in casa e aiutare la gente. Lence: andare a scuola e fare i compiti. Samuel: prendersi cura dei fratellini più piccoli. Raquel: aiutare i compagni e comportarsi bene. Hristijan: aiutare i nonni e ascoltare quello che dicono la mamma e il papà. Giaele: ubbidire e fare quello che dicono i genitori e i maestri. Amanda: giocare con la sorella e volere bene. Lara: rispettare i più grandi e andare a letto presto. Noemi: i bambini devono essere educati e gentili con la gente. Edoardo: devono essere forti in una

qualche materia, tipo matematica. Alexandra: aiutare i genitori, essere educati e andare bene a scuola. Juro: essere gentili con gli altri, non fare i prepotenti, rispettare i più grandi, ascoltare la mamma e il papà. Lorena: aiutare gli anziani e andare bene a scuola. E I DIRITTI? Samuel: il diritto ad andare a scuola, mangiare, bere e crescere. Giorgia: i bambini hanno il diritto di riposare e giocare. Stefan: hanno il diritto di lavarsi e di essere protetti dai genitori. Raquel: i bambini devono avere il diritto di dire di no e di non essere sfruttati. Ivo: i bambini hanno il diritto di scegliere cosa comprare con la paghetta. Lara: hanno il diritto a Natale di ricevere almeno un regalo.


Lara

Lence

Pascal

Noemi: i bambini hanno diritto ad avere dei vestiti che tengono caldo in inverno. Edoardo: hanno il diritto di poter andare al Luna Park. Pascal: hanno il diritto di esplorare un po’ l’ambiente, fare dei giri in montagna e costruire delle casette di legno sulle piante. Mattia: io credo che i bambini hanno quasi gli stessi diritti degli adulti e ogni tanto hanno il diritto di decidere. Hristijan: hanno il diritto di essere un po’ liberi perché ci sono delle persone che rapiscono i bambini e li fanno lavorare. Alexandra: i bambini hanno il diritto ad avere le coccole dalla mamma. PERCHÈ È BELLO (O BRUTTO) ESSERE BAMBINI? Noemi: è bello perché i genitori sono gentili e ci comprano delle cose. Edoardo: per me è bello perché la maestra Paola ci prende sempre in giro. Pascal: è bello perché puoi entrare nei posti piccoli dove gli adulti non riescono e fare quasi tutto. Alexandra: è bello perché puoi giocare con tutti ed è divertente stare con la mamma e il papà. Juro: è bello perché i genitori sono gentili con te e tu devi essere gentile con loro. Lara: è bello perché i grandi adorano i bambini e i genitori farebbero di tutto per proteggerci. Lence: è bello perché si può giocare e divertirsi.

Mattia

Lorena

Raquel

Samuel

Amanda: per me è bello perché si ricevono tante coccole dai genitori. Mattia: per me a volte è brutto perché non si può entrare in discoteca. Samuel: per me è bello perché si può giocare, andare al parco e si ricevono tanti regali a Natale e per il compleanno. Lorena: è bello perché si può giocare e i genitori ti vogliono bene. Ivo: è bello perché si riceve la paghetta e si può giocare; è brutto perché si deve andare a scuola e non si possono vedere tutti i film al cinema. Giaele: per me è bello perché quando si è adulti non si ha più voglia di giocare. Raquel: per me è bello essere bambini perché quando vai a scuola impari delle cose. È un po’ meno bello quando gli adulti non ti danno retta. Stefan: è bello essere bambini perché quando si festeggia il compleanno i genitori ti fanno dei bei regali. Quando sei adulto ricevi solo bottiglie di vino. Giorgia: è bello essere bambini perché da piccoli si possono fare tante cose che gli adulti non possono più fare perché hanno dei dolori. Hristijan: io credo che sia un po’ più bello essere adulti perché a me piacerebbe avere dei figli. QUANDO SI SMETTE DI ESSERE BAMBINI? Mattia: io penso dopo i 47 anni perché mio papà è una specie di bambinone.

Noemi

Stefan

Samuel: io dico a 18 anni, quando finisci di andare a scuola e cominci a lavorare. Amanda: io credo che solo quando si diventa un po’ anziani si smette di essere bambini, perché si è stanchi e non si sta bene. Lence: quando si cresce e non si va più a scuola. Pascal: io credo che sui 13 anni, quando inizi ad andare in giro un po’ da solo e ad avere il telefonino. Edoardo: per me non si è più bambini quando si trova la morosa. Noemi: per me alle medie perché si possono già fare delle cose che i bambini non possono fare. Juro: tra i 13 anni che diventi adolescente e i 18 che sei adulto. Ivo: per me si smette di essere bambini quando cresce la barba e i peloni sul petto e sulle gambe. Raquel: io credo che si smetta di essere bambini quando non si ha più voglia di giocare e di divertirsi. Giorgia: io penso che si è sempre un po’ bambini, anche da adulti. Hristijan: secondo me quando si è alle medie e si comincia ad uscire con le ragazze perché si diventa adolescenti. Giaele: io dico che già alla fine dell’asilo non si è più bambini, ma si diventa ragazzini perché non si gioca più con i giochi dei piccoli. Stefan: alla fine delle elementari perché alle medie ti chiamano già ragazzino.

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1. Gonfia il palloncino e chiudilo con un nodo. Sul foglio di carta disegna una croce di 4 quadretti per ogni lato e ritagliala.

idea, disegni e realizzazione di Anto

Cosa ti occorre:

2. Fissa la croce sul palloncino con un pezzetto di nastro biadesivo e tracciane il contorno. Ripeti l’operazione sul lato opposto del palloncino. Segna la circonferenza a ca. 5 cm dal nodo.

3. Mischia acqua e colla bianca, strappa delle striscioline di carta velina bianca e ricopri con uno strato tutto il palloncino, fino all’anello. Sulle due croci metti almeno tre strati di carta.

un palloncino, carta velina rossa e bianca, un pennello, colla bianca o colla d’amido, forbici dalla punta arrotondata, un foglio di carta quadrettata, nastro biadesivo, una penna biro e una bacinella.

4. Ricopri tutto il palloncino, tranne le croci, con almeno due strati di carta velina rossa.

5. Quando la carta sarà asciutta potrai bucare il palloncino e sfilarlo. Al centro metti un lumino. Forza Svizzera!

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SPORT

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A PECHINO CON

GAMOUR

C’era una volta una bambina che era solita raggiungere un prato per vedere i cavalli. Anni dopo, una giovane donna e un cavallo formano un binomio inscindibile che prenderà parte ai Giochi Olimpici di Pechino 2008…

testo Marco Ortelli - foto Giorgio Keller/giorgiopress.ch

A

bbiamo incontrato Tiziana Realini a Zollbrück, nel Canton Berna, sua attuale dimora. Nata e cresciuta a Losone, all’età di 21 anni si è infatti trasferita a Berna, dove attualmente sta seguendo dei corsi di Scienza equina all’Università. Con lei nel Canton Berna, per motivi di… studio, si sono trasferiti anche i suoi due cavalli, Gamour CH e Charmeur B, e altri cavalli provenienti dal Ticino, mentre si occupa anche di giovani cavalli affidati a lei da proprietari della regione. Le chiedo dell’affidamento, che coincide con la prima e decisiva fase dell’addestramento: “il cavallo è un animale da fuga, in sé pauroso, che teme i predatori. L’obiettivo consiste nel fargli capire che io non sono un predatore. Al primo incontro può presentarsi pauroso, o aggressivo, occorre allora fargli comprendere le rispettive posizioni, guadagnare la sua fiducia, che nasce riuscendolo ad accarezzare su tutto il corpo, dimostrandogli che non accade nulla, che con me è al sicuro. Ottenuti fiducia e rispetto, tutto poi procede abbastanza velocemente”.

Col tempo tra essere umano e animale si instaura un legame particolare che parte dalla pulizia del cavallo prima e dopo averlo montato, senza naturalmente prescindere dalle numerose sedute di allenamento e gara. “Nel mio caso il legame è molto stretto, e aver studiato la psicologia di questi animali mi ha aiutato moltissimo; in fin dei conti la loro psicologia è molto simile a quella umana. Come con i bambini, si ottiene molto di più se si rinforzano le cose che eseguono bene, affinché la loro motivazione rimanga sempre alta. Il cavallo non è una macchina ed è affascinante riuscire a capire l’animale in sé”. Torniamo ai piedi del cavallo. Chiedo quale sia stata la molla scatenante che l’ha portata a vivere quotidianamente a cavallo di un cavallo: “sin da piccola ho avuto un’attrazione direi innata per i cavalli, perché i miei genitori non hanno mai avuto a che fare con questo tipo di disciplina sportiva. A mia mamma chiedevo sempre di portarmi a vedere i cavalli e il mio disegno animato preferito era “Mio Mini Pony”. Ho però iniziato a cavalcare abbastanza tardi, verso i 13 anni, perché essendo abbastanza piccola di statura, il maestro mi ripeteva sempre che dovevo aspettare e crescere. Ho poi avuto la fortuna che i miei genitori mi comprassero il cavallo Gamour, con lui ho

imparato tutto, ho iniziato a gareggiare, raggiunto la licenza e partecipato alle prime gare di Completo”. Parliamo allora di Completo, una competizione composta da tre gare in una, il dressaggio, il cross e il salto ostacoli. A precederla una visita veterinaria, che viene ripetuta prima dell’ultima competizione di salto. Superata la prima visita veterinaria si inizia con il dressaggio: “esso consiste nella presentazione di un programma della durata di circa 6 minuti, composto da diverse figure. Tutto deve essere molto elegante e perfetto, ci vuole molta concentrazione e costanza. La difficoltà consiste nel riuscire a far sì che il cavallo resti sempre concentrato su di te e che non si distragga”.

«È affascinante capire l’animale» Si passa al cross: “composto da ostacoli naturali - come tronchi, scalinate e acqua - e corsa; tra un ostacolo e l’altro c’è sempre uno spazio relativamente lungo da percorrere, dove i cavalli si trasformano in cavalli da corsa, che ai massimi livelli devono raggiungere i 570 metri al minuto. Per questa tipo di gara è necessario disporre di un cavallo che abbia sangue, ma che nello stesso tempo ti ascolti molto”. Superata la seconda prova veterinaria, si termina col salto ostacoli: “viene eseguito subito dopo la giornata di cross, il cavallo potrebbe essere stanco, e tu, come cavaliere, devi riuscire a capirlo per metterlo nelle condizioni di dare il massimo. L’importante è montare nel modo più preciso possibile, rimanendo concentrati”. Tre gare in una dicevamo, ma… La gara si svolgerà a Pechino, a partire dall’8 agosto prossimo… “Sono strafelice, perché proprio non mi aspettavo di qualificarmi Per i Giochi Olimpici. L’anno scorso nessuno avrebbe puntato su di me.

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SPORT

Swiss Olympic Medical Center - www.cmcs.ch, Tel.: 091 811 48 48

Per la disciplina dell’equitazione si è messo a disposizione il Dott. Patrick Siragusa, responsabile del Centro di Medicina e Chirurgia dello Sport. COME VEDE L’EQUITAZIONE? “La particolarità di questa disciplina è sicuramente il fatto che “l’attrezzo” sportivo non è un oggetto inanimato, ma un essere vivente con un suo carattere con il quale entrare in sintonia. Dal profilo atletico, la disciplina a prima vista può sembrare “facile” e non richiedere grandi doti atletiche. Si può pensare erroneamente che sia il cavallo a fare tutta la fatica. In realtà, l’equitazione praticata anche solo per il piacere di fare un’attività all’aperto oppure per le sensazioni positive che trasmette l’interazione con l’animale, ha effetti positivi sulla salute del cavaliere. Inoltre, più aumenta la velocità del passo o la difficoltà dei salti, più importante deve essere la condizione fisica di chi cavalca. Più intensa è l’andatura del cavallo, più aumenta lo sforzo che l’animale compie e più importante è lo sforzo che compie anche il cavaliere. Infatti se si fa indossare un cardiofrequenzimetro sia al cavallo sia al cavaliere, si vede che le due curve hanno un andamento parallelo”.

«Ho un’attrazione innata per i cavalli» In questo momento mi sto allenando soprattutto nel dressaggio, un po’ il nostro punto debole, anche se naturalmente ho preso parte anche a singole gare per allenare il salto. Il tutto è completato con uscite per allenare la condizione del cavallo, trotto spesso in salita, per i muscoli, e in pianura, per gli sprint. Non faccio solo galoppo, ma alterno sprint lunghi di 500 metri perché Gamour ha soprattutto bisogno di allenare le fibre veloci. A livello individuale corro, nuoto e faccio roller. Nel complesso, mi alleno tutti i giorni per almeno sette ore, ma importante è che il cavallo non venga sovrallenato. Bisogna fargli compiere solo le cose necessarie, senza esagerare, perché gli rimanga sempre la voglia e non arrivi ai Giochi Olimpici stressato”. Appuntamento all’8 agosto, tutto il Ticino ti stringerà i pugni.

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Nome: Tiziana Cognome: Realini Data di nascita: 3 marzo 1984 Altezza: 159 cm Peso: 49 kg Cavalli: Gamour, Charmeur Professione: studentessa all’Università di Berna Domicilio: Zollbrück / Losone

Società:Circolo Ippico Losone Tempo dedicato: fino ai Giochi Olimpici 7 ore al giorno Prossimo obiettivo: “riuscire a finire la gara con tre bei percorsi ai Giochi Olimpici” Un’immagine, pensando all’equitazione: “Dare un bacio al mio cavallo Gamour”.


PUÒ ESSERE PERICOLOSO PER LA SPINA DORSALE? “A questo proposito bisogna menzionare sia aspetti positivi sia negativi. Sono sicuramente da citare statistiche che mostrano come chi pratica equitazione, senza distinguere l’intensità con la quale viene praticata, più spesso della media soffre di mal di schiena. Inoltre bisogna riconoscere che le cadute da cavallo Dr. med Patrick Siragusa possono avere anche conseguenze drammatiche, proprio a livello di colonna vertebrale. D’altra parte, però, sono ben conosciuti anche gli effetti positivi sulla colonna, come per esempio l’ippoterapia per bambini disabili che soffrono di paresi cerebrale che, grazie all’andatura particolare del cavallo, possono migliorare le loro capacità neuromuscolari. Esiste anche uno studio nel quale hanno usato con successo l’ippoterapia per la riabilitazione dopo operazioni di ernia discale. Sicuramente positiva per la schiena è un’andatura lenta, se correlata ad una corretta posizione in sella”. C’È UN’ETÀ PRIMA DELLA QUALE È MEGLIO NON INIZIARE? “Come per ogni disciplina sportiva, più che indicare un’età limite è importante adattare qualsiasi sollecitazione alle capa-

Musica Free esclusiva per accompagnare aperitivi, cene, due chiacchere tra amici...

cità fisiche e di apprendimento del bambino. Da notare che un grande numero di incidenti con i cavalli non avvengono durante la monta, ma prima o dopo, e spesso sono frutto di errori nel gestire il cavallo. Per questo motivo è importante che gli istruttori abbiano molta cura nell’insegnare subito le regole di base di comportamento con l’animale. Scegliere cavalli adatti ai bambini e magari con i più piccoli iniziare con dei pony”. QUALI SONO I RISCHI DI QUESTA DISCIPLINA? “Come medico devo purtroppo segnalare che gli infortuni con i cavalli, quando avvengono, possono più spesso che in altre discipline sportive avere anche conseguenze serie. Gli infortuni più seri coinvolgono il torace, la testa e la colonna vertebrale. Sicuramente l’osservanza delle misure di sicurezza di base come l’elmetto, calzature idonee e staffe di sicurezza possono ridurre notevolmente i rischi. Soprattutto l’uso del caschetto è fondamentale e da portare non solo quando si monta a cavallo, ma già quando lo si prepara”. 

Il Dr. med Patrick Siragusa è specialista in medicina interna e medicina dello sport. Attualmente conduce uno studio medico privato a Massagno ed è il responsabile del Centro di Medicina e Chirurgia dello Sport di Locarno.

MERCOLEDÌ 9 Luglio

VENERDÌ 18 Luglio

Sophisticated Lounging DJ Set & Live

Lia Invernizzi Quartet Jazz Swing

dj Colin Cruz Sax Mirko Roccato Percussioni Marco Mariani

Voce Lia Invernizzi Sax Andrea Cerdelli Piano Freddy Scarfa Batteria Pino Zema

VENERDÌ 11 Luglio Karme Soul jazz Quintet Soul Rhythm n Blues Jazz Voce Karme Piano Gabriele Toia Contrabbasso Fabrizio Fogagnolo Batteria Folco Fedele

MERCOLEDÌ 23 Luglio Sophisticated Lounging DJ Set & Live dj Markus Sax Mirko Roccato

MERCOLEDÌ 16 Luglio

SABATO 26 Luglio

Sophisticated Lounging DJ Set & Live

Desafinado Project Quartet Bossanova Samba Latin jazz

dj Colin Cruz Sax Max Pizio

Voce Camilla Pagani Chitarra Matteo Goglio Tromba Mauro Brunini Batteria Marco Mengoni

Info e Prenotazioni: Tel: 091 – 923.86.56 - www.ristoranteparcociani.ch

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CONCORSO

BUDAPEST, LA SPLENDIDA

REGINA DEL DANUBIO Visitare Budapest significa innamorarsi di un’importante città del nord Europa, che ancora oggi è in grado di trasmettere immutati la magnificenza e lo splendore del suo regale passato. Una città che ha da offrire tantissimo e dalla quale si torna a casa con mille impressioni ed emozioni. Partecipando al nostro concorso potreste vincere un viaggio da sogno per visitare proprio la splendida regina del Danubio.

B

udapest, capitale dell’Ungheria, è una splendida città divisa e allo stesso tempo unita dal Danubio, che attraversa e separa quelle che un tem-

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po erano due città autonome. Buda, la città vecchia in collina, con eleganti palazzi signorili, dimore gotiche e barocche, la splendida chiesa di Santa Maria,

dove fu proclamato l’Impero di Francesco Giuseppe, il Castello Reale con i suoi musei e il Bastione dei Pescatori, dal quale si gode di una vista mozzafiato. E


poi c’è Pest, cuore moderno della città, con il suo magnifico parlamento dalle 700 stanze e 18 cortili, la Basilica di Santo Stefano, eretta in memoria del primo re cattolico, numerosi musei e sontuose chiese. Otto ponti, tra i quali lo splendido Ponte delle Catene, uniscono queste due perle architettoniche, ma anche culturali. Sono infatti circa 40 i musei della città, tra i quali il Museo delle Belle Arti, che raccoglie un’importante collezione di dipinti risalenti al periodo tra il XIII e il XVIII secolo; il Museo dell’Agricoltura, il più grande in Europa nel suo genere; il Museo delle Arti Applicate, esposizione dell’arredamento ungherese tra il XVIII e il XIX secolo, con un’interessante collezione di artigianato Art Nouveau; il Museo Nazionale, che custodisce la corona di S. Stefano, simbolo nazionale, e il Museo della Storia di Budapest, all’interno del palazzo reale. Ma Budapest, famosa per il goulach e i suoi saporiti piatti a base di paprica, è ricca anche di magnifici caffè dove gustare una deliziosa pasticceria e che rimangono aperti fino a tardi la notte, quando la città si anima intorno ai suoi molti teatri, cinema e sale da concerto. Budapest è inoltre famosa in tutto il mondo per i suoi bagni termali. Lo Szechenyi è uno tra i più grandi in Europa e offre oltre 10 piscine termali all’interno dell’edificio neo barocco e tre all’esterno, alimentate dalla fonte naturale più calda (74 °C) della città. Le cose da vedere sono davvero tantissime ed è impossibile elencarle tutte. Budapest è una città da visitare più di una volta nella vita. Una magari potremmo offrirvela noi…

IN PALIO UN MAGNIFICO VIAGGIO A BUDAPEST • • • • •

3 giorni/2 notti due adulti + 1 bambino fino a 12 anni (nella stessa camera dei genitori) volo Zurigo-Kloten/Budapest a bordo di aeromobili Swiss andata e ritorno 2 pernottamenti base camera e piccola colazione al SOFITEL di BUDAPEST ***** trasferimenti dall’aeroporto all’hotel e viceversa

Valore del premio: Frs. 3’000.- ca.

Un ristorante e la Lobby del SOFITEL di BUDAPEST *****

REGOLAMENTO Il premio non è convertibile in contanti, né può essere cambiato con un’altra destinazione. La prenotazione del viaggio può essere effettuata fino al 31.12.2008, eccezion fatta dal 20.12.2008 al 03.01.2009, ed è soggetta a disponibilità da parte dell’operatore. Validità 30.03.2009. In caso di cambiamenti nella programmazione, Hotelplan si riserva il diritto di modificare il viaggio con uno di pari valore.

TAGLIANDO DI PARTECIPAZIONE

VINCI UN VIAGGIO A BUDAPEST 1. QUANTI PONTI UNISCONO BUDAPEST? ................................................................. 2. IN QUALE PARTE DELLA CITTÀ SI TROVA IL PARLAMENTO? ....................................

Il catalogo VOYAGES INTERVILLES è disponibile nelle filiali Hotelplan e nelle migliori agenzie di viaggio del Ticino e della Mesolcina.

3. CHE COS’È LO SZECHENYI? ................................................................................... ____________________________________________________________________ COGNOME: ............................................ NOME: ..................................................... ETÀ: ...................... VIA E Nº: .................................................................................... CAP/LOCALITÀ: ....................................................... NR. TELEFONO: ........................ Inviare il tagliando entro il 15 luglio 2008 a: Illustrazione Ticinese, “CONCORSO Hotelplan” CP 418 - CH-6908 Lugano oppure mandare un’e-mail a concorso@illustrazione.ch indicando in oggetto “concorso Hotelplan” e inserendo nel messaggio la soluzione e i vostri dati. Tutti i tagliandi che perverranno in redazione entro il 15 luglio 2008 parteciperanno all’estrazione a sorte per l’attribuzione del premio in palio. I vincitori verranno avvisati personalmente. È escluso il ricorso a vie legali e il premio non è convertibile in denaro.

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L’AUTOMOBILE CHE SI

GUIDA DA SOLA C

on l’arrivo della stagione estiva e del periodo delle vacanze, aumenta il numero dei veicoli in circolazione e lo stress causato dalle code. Qualcuno si sta interrogando per trovare una mobilità maggiormente affidabile e meno caotica. E se le automobili si guidassero senza conducente? Dagli Stati Uniti, Chevrolet ha effettivamente voluto dimostrare che il rapporto uomo-vettura può andare oltre. Al Consumer Electronics Show, General Motors ha presentato la Chevrolet Tahoe senza condu-

«Grazie all’elettronica è

riuscita a guidare se stessa» cente che, grazie all’elettronica, è riuscita a “guidare se stessa”, percorrendo circa 100 chilometri nel traffico urbano, superando incroci congestionati e segnali di stop, in meno di sei ore, vincendo la gara “Urban Challenge 2007”, indetta dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. La sua tecnologia elettronica è così promettente che potrebbe portare alla produzione di veicoli che eliminano la causa più comune di incidenti: l’errore umano. Oltre alla ricerca di veicoli a basso impatto ambientale, con motorizzazioni che diminuiscono il consumo di carburante e le emissioni inquinanti, l’industria automobilistica sviluppa tecno-

L’elettronica supera se stessa per permettere alle vetture di circolare senza conducente. In arrivo nuove soluzioni tecnologiche che mirano a sostituire la responsabilità e l’attenzione del conducente. Una ricetta sensata per il futuro? testo Stefano Pescia

logie e software per un futuro senza traffico e senza incidenti. I veicoli attuali dispongono già di un crescente parco di tecnologie elettroniche di assistenza al conducente, che permettono di ridurre gli errori umani che possono causare un incidente. Una serie di sistemi attivi che comprendono ABS, l’assistente in frenata, il controllo adattativo della navigazione, i sistemi di controllo della stabilità, il sistema di sicurezza basato su GPS, i sensori di prevenzione degli urti, i sistemi di assistenza per le zone cieche laterali e quelli di avvertimento in caso di superamento di corsia. La Chevrolet Tahoe “Boss” ha una marcia in più. Sviluppata dalla Carnegie Mellon University, da General Motors e da altre società partner, per la sua mobilità utilizza una combinazione di sistemi radar, mappatura e GPS per vedere il mondo attorno a sé. Grazie al software e agli algoritmi intelligenti, la Chevrolet Thaoe “Boss” può riconoscere la geometria delle strade, percepire il traffico e gli ostacoli sulla strada e capire la traiettoria migliore per evitare gli ostacoli e portare a termine l’itinerario programmato. La guida autonoma assistita dall’elettronica è un importante passo avanti, che avrà il suo impatto sul trasporto del futuro. Tecnologie che non sostituiscono la responsabilità e l’attenzione del conducente, ma che possono migliorare la sicurezza dei passeggeri e snellire il traffico. Un trampolino di lancio verso un mondo in cui i conducenti potranno dormire, inviare e-mail, fare colazione, leggere il giornale e guardare la televisione. Un confortevole e affascinante sistema per essere “accompagnati” in ufficio o in viaggio. Ma, traffico permettendo, come potremo rilanciare il piacere al volante? 

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2008: ANNO GIUBILARE

DUE RUOTE

Il 2008 si sta rivelando un anno molto interessante per il mondo svizzero delle motociclette. Due rinomati importatori festeggiano infatti il loro compleanno e due famose Case motociclistiche annunciano a loro volta ricorrenze degne di nota.

testo Graziano Guerra

YAMAHA E HOSTETTLER Esattamente dieci anni fa, la Casa dei tre diapason lanciò sui mercati di tutto il mondo la prima YZF-R1, della fortunata serie super sportiva R. Due lustri segnati da grandi successi di vendita, sia con le R1 sia con le R6. Dal 2008, anche con la nuova fiammante R 125. La Hostettler diede inizio all’attività nel 1968, con grande entusiasmo e impegno, e ha saputo raggiungere i vertici del mercato svizzero. Il doppio giubileo HostettlerYamaha YZF-R1 porta con sé una buona fetta di fortuna condivisa con i clienti. Infatti, per festeggiare degnamente questo doppio anniversario, l’importatore generale Yamaha ha deciso di offrire ai clienti la supersportiva YZF-R1, anno 2007, con una cospicua riduzione di prezzo (fino a esaurimento delle scorte), 3 anni Yamaha Swiss-Garantie compresi. HYOSUNG Nel 1978, in Corea del Sud, nacque la Casa Hyosung, in virtù di un accordo tecnico con la Suzuki Motor Corporation. Oggi è tra i maggiori costruttori mondiali di motocicli, ATV e scooter d’alto contenuto tecnologico. Hyosung è presente sui principali mercati mondiali e si sta affermando per affidabilità, qualità e per l’ampia offerta. La gamma comprende motociclette stradali, custom/cruiser, enduro, supermotard, scooter e ATV, di pic-

cola e media cilindrata, esclusivamente a 4 tempi. Le soluzioni di mobilità dedicate all’uso quotidiano o al tempo libero, sono rivolte ad un pubblico senza pregiudizi. In Svizzera, le moto Hyosung sono importate e distribuite dall’azienda ticinese Mosport con sede a Manno. Rinomata ditta che in pochi anni ha saputo creare una rete di concessionari in grado di coprire tutto il territorio nazionale. MOSPORT Correva l’anno 1988 e a qualcuno piaceva così: due ruote, un manubrio e il vento della corsa. A Giancarlo Romano però non piaceva che tanta gente rischiasse l’avventura motociclistica senza casco, e allora spuntò l’idea di proporre caschi e saggezza. Dapprima in Ticino, poi in tutta la Svizzera. Oggi, i professionisti della Mosport di Manno sono costantemente impegnati nella ricerca dei prodotti di sicurezza e accessori più adatti per motociclisti e motocicliste. Giacconi, pantaloni, guanti, stivali, borse, teli copri-moto, zainetti, visiere… quanto di meglio e attuale l’industria di abbigliamento alla moda e di accessori per moto e scooter produce, tra i quali Airoh, FM, Dieter Braun, Klan, XPD, Giali, aviator, CHI, Spidi, ARC, Shad, Runbags, W2, Gian R. Nella gamma vi sono anche motociclette, scooter e ATV. Yamaha YZF-R1.

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PRIMA DORSODURO

PER IL TICINO Da Tom Lüthi le chiavi della prima Aprilia Dorsoduro con destinazione Ticino!

I

l pilota più veloce della Svizzera non ha la licenza di condurre una moto in Svizzera! Il 22enne che corre a più di 230 km/h in sella alla sua moto da corsa ufficiale nel mondiale 250 cc, per il Team Aprilia, su tutte le piste del mondo, semplicemente, non trova il tempo per farla! Per la consegna del nuovo modello Aprilia SMV Dorsoduro 750 al nuovo concessionario ticinese ufficiale, il tempo invece l’ha trovato e, lo scorso 26 maggio, in quel di Schallenberg nel Canton Berna, il simpatico Tom ha messo le chiavi in mano a Ivano Italo di Monte Carasso del Garage Italo, concessionaria ufficiale dei marchi Aprilia e Moto Guzzi per il territorio Sopraceneri, ora completamente rinnovata. Ad un raggiante Ivano, Tom Lüthi ha confidato che la nuova Dorsoduro è una moto molto appetibile, ben fatta e destinata a piacere a molti piloti della Svizzera, perfetta per quanti cercano il massimo divertimento. Dal canto suo Ivano si aspetta molto

Ivano Italo mentre riceve la chiave della prima Dorsoduro dalle mani del pilota ufficiale Tom Lüthi!

dalla nuova “sette-e-mezzo”: “La Dorsoduro è una Supermotard 750 dal prezzo molto interessante che sembra nata per girare sulle strade dei colli ticinesi!” La nuova moto, sicuramente disponibile per dei giri di prova presso tutti i concessionari del marchio, è in vendita a 12’990.franchi nei colori nero, argento e rosso. 


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OROSCOPO testo Cloris Sciaroni PREVISIONI PER L’ESTATE Difficile dire in poche righe come si profilerà l’estate. Vi sono infatti diversi pianeti in moto retrogrado, da Giove, sempre in Capricorno, a Plutone che rientra in Sagittario formando dissonanza con Urano in Pesci, a Nettuno in Aquario, in eclissi con Luna il 16.8, a Saturno, sempre in Vergine, segno dove stazionerà Mercurio dal 10.8 al 29.8, Marte dal 2.7 al 18.8 e Venere dal 6.8 al 29.8.08, formando alternativamente opposizione con Urano. Le nostre strade, così come i luoghi di grande aggregazione, dovranno essere sempre sorvegliati. Il 1. agosto poi, che è Festa nazionale, avremo un’eclissi totale di Sole in Leone, per cui di tranquillo c’è ben poco. Dagli influssi planetari vediamo molta pressione mediatica sul nostro Paese, cui spetterebbe il compito di realizzare azioni lungimiranti per essere preso quale modello all’avanguardia soprattutto nei campi dell’ecologia e della cura.

ARIETE 21/3 - 20/4

La buona notizia è che il 16.6 Plutone ritorna per l’ultima volta in Sagittario, formando una congiunzione importante nel Plenilunio del 18.6, stimolato anche da un bel Nettuno, in aspetto positivo per tutta l’estate. Voi della 3. decade sarete i più favoriti. Sarete ottimisti e animerete anche gli altri con il vostro spirito ironico. E grazie anche al supporto di Marte fino al 1.7.08, sarete favoriti nello sport. Tuttavia non esagerate perché il 21.6, con il Solstizio d’estate, il Sole si sposta in posizione poco armonica per voi, così sarà per Venere fino all’11.7.08. Giove rimarrà dissonante per tutta l’estate interessando voi nativi della 2. decade, meno esaltati degli altri e più impegnati su altri fronti. Critico il plenilunio del 18.7, mentre le eclissi di agosto possono rendervi imprudenti. È il mese in cui dovrete avere più riguardo per la salute.

TORO 21/4 - 20/5

Il Solstizio d’estate del 21.6, con l’appoggio favorevole di Venere fino all’11.7, vi regala nuova linfa, magari grazie all’amore e al supporto di amici fedeli, togliendovi un po’ di stress di troppo provocato da Marte dissonante fino al 1. luglio, ma poi si dispone favorevolmente fino al 18.8. In agosto anche Venere e Mercurio saranno positivi e, con l’aiuto di Giove, neutralizzeranno gli effetti negativi delle due eclissi. Molto interessante il plenilunio del 18.7 che, unitamente a Urano positivo, porta ispirazione a qualcuno, idee geniali ad altri, un cambio di residenza o lavoro o, ancora, un’unione affettiva o un bebè. Voi giovani in cerca di occupazioni estive sareste molto adatti per colonie. Per viaggi di vacanza meglio scegliere luglio. In generale si prospetta un’estate interessante anche se mirate soprattutto alla tranquillità.

GEMELLI 21/5 - 21/6

Il 18.6 avviene un Plenilunio nel vostro segno opposto dove si è spostato ancora Plutone per l’ultima volta, formando opposizione con Mercurio. Dunque, fino al 9 luglio siate prudenti nelle trattative e negli spostamenti. Poi abbiamo Marte, Venere e Mercurio che, con Saturno, si disporranno per diverso tempo in aspetto dissonante, segnalando possibili preoccupazioni o discussioni in famiglia, per motivi vari. E con Urano pure in posizione disarmonica, si prospetta un’estate abbastanza rivoluzionaria. Del resto i cambiamenti fanno bene. Nettuno in ottimo trigono, invece, favorisce voi nativi della 3. decade e l’eclissi del 16.9 potrebbe indicare un profondo riorientamento psicologico e spirituale. Voi che amate leggere vi rifugerete nella lettura, ottimo passatempo per le vacanze. Abbinatele a passeggiate rigeneranti.

CANCRO 22/6 - 22/7

Il 21.6.08 avviene il Solstizio d’estate nel vostro segno, accompagnato da Venere che invita a romantiche passeggiate fino all’11.7, ma che regala anche momenti piacevoli in famiglia. Molto più concreti e concentrati nei vostri interessi, voi della 1. decade quest’estate sarete meno inclini a volervi spostare o fare vita mondana. Saturno, infatti, punta sulla tranquillità, sul risparmio e semmai potreste prendere in considerazione una vacanza ecologica, lontano da spiagge affollate. Bene il mese di luglio con Marte positivo. Voi della 2. decade, con Giove in opposizione e retrogrado per tutta l’estate, dovrete fare i calcoli con qualche contrattempo o rimandare un progetto a cui tenete. Voi della 3. decade, sollecitati dall’imprevedibile Urano, potreste vivere invece un’estate avventurosa, fare una vacanza insolita e, se siete single, innamorarvi perdutamente.

LEONE 23/7 - 23/8

Marte ancora nel segno per tutto giugno è sorretto positivamente da Plutone, che rientra in Sagittario il 16.6, e con Urano in 8. campo sarete voi della 3. decade i più scalmanati, attivi e vincenti. Attenzione perché avete sempre Nettuno in opposizione, non esagerate. Molto più tranquilli e concentrati (senza far troppo rumore) voi della 1. e 2. decade. L’arrivo del solstizio d’estate e con esso il caldo (speriamo), che a voi tanto piace, invita a stare di più all’aperto, a godersi il sole e il mare (o il lago) e amoreggiare sotto le stelle. Disintossicatevi da televisione e computer. Venere regala momenti molto gratificanti e successo a luglio ma, nella 2. metà tenderete a spendere di più. Donne, evitate di seguire le mode e le marche. Date la priorità a prodotti ecologici. Molta attenzione e cura è richiesta durante le eclissi del 1.8 e 16.8. Ricordate che le vacanze sono fatte per rigenerarsi.

VERGINE 24/8 - 22/9

Attenzione al plenilunio del 18.6 perché si oppone a Mercurio, vostro astro guida, che fino al 9 luglio non è particolarmente favorevole a voi della 3. decade, più irritabili e stanchi. Attenzione anche all’eclissi lunare del 16.8. Guidate con prudenza e riposate di più. Molto positivo invece il plenilunio del 18.7, sorretto da Giove, ideale per realizzare un sogno che sta a cuore a voi della 2. decade. Venere vi regalerà qualche dolce sorpresa dal 6.8 al 29.8. Quest’estate potrebbe presentarsi molto vivace e abbastanza movimentata per voi giovani e a qualcuno regalare anche un colpo di fulmine. In agosto Urano, che dovrà vedersela con Marte in opposizione, invita a muoversi con molta prudenza, a non esporsi a sport rischiosi, ed evitare luoghi affollati e caotici. Se avete figli piccoli, invitateli a stare di più nella natura. Aiutateli a disintossicarsi da televisione e computer.

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OROSCOPO

BILANCIA 23/9 - 22/10

Con l’arrivo del solstizio d’estate potreste apparire più stanchi a causa della dissonanza di Sole e ora anche di Giove, a cui farà seguito Venere fino al giorno 11.7. 08. Non per tutti vacanze significa andare lontano e spendere molto. Del resto, molti di voi dovranno ridimensionarsi. Mercurio, diventando diretto il 19.6 e in positivo trigono a Nettuno fino al 9.7, sarà favorevole ai viaggi, ma potrebbe anche solo regalarvi qualche notizia o visita piacevole, così come il profondo desiderio di cambiare per un po’ ambiente e gente. Inoltre stimola la parte artistica, per cui non mancherete di partecipare a concerti, viaggi culturali, ecc. Dal 19 agosto Marte sarà nel vostro segno per molto tempo, a cui farà seguito anche Venere il 30.8, risvegliando la passione e il bisogno di sentirsi amati. Salute: dedicate queste vacanze al vostro benessere!

Il 21.6 avviene il solstizio d’estate nel vostro segno opposto, a cui seguirà Venere dal 18.6 e Mercurio dal 10.7 al 25.7.08. Quest’estate sono da aspettarsi sorprese e cambiamenti in amore e in famiglia. Il 18.7 avverrà un plenilunio proprio nel vostro segno, ciò che è sempre indice di nuovi inizi. E qualcuno di voi vedrà magari anche partire un figlio o arrivare nuovi bambini. Se siete giovani, magari potreste interessarvi a prestare il vostro aiuto in qualche colonia diurna. Inoltre, con Giove sempre nel segno, siete voi della 2. decade a prepararvi a nuove svolte. In favorevole trigono ci saranno per voi tutti Marte dal 2.7 al 18.8, Venere dal 6.8 al 29.8 e Mercurio dal 10.8 al 29.8.08, tutti congiunti o vicini a Saturno, un bel mix astrale di ottimo auspicio! Non solo amore e successo, ma anche soldi o miglioramenti economici in arrivo per voi!

AQUARIO 21/1 - 19/2

SCORPIONE 23/10 - 22/11

Interessante risveglio al solstizio d’estate del 21.6. a cui farà seguito Venere che, in ottimo trigono a Urano, stimolerà positivamente il vostro segno, con luglio che sarà un mese molto vivace e ricco di sorprese, specialmente per voi giovani. Inoltre, con Giove in ottimo aspetto, potreste anche avere successo nello sport, avere fortuna partecipando a qualche concorso, decidere per studi superiori all’estero o firmare un contratto importante. Dunque, aprite bene occhi e orecchie, specialmente durante i pleniluni del 18.6 e del 18.7. Mercurio in positivo trigono dal 10.7 al 25.7 vi rende particolarmente ricettivi e regala momenti piacevoli oltre che incontri vantaggiosi. Questo è anche il periodo ideale per una vacanza, più critico dal 26.7 al 9.8. Attenzione alle eclissi di agosto! Non esponetevi a rischi inutili e prendetevi anche del tempo per rilassarvi.

SAGITTARIO 23/11 - 21/12

CAPRICORNO 22/12 - 20/1

Il 1. plenilunio del 18.6 con Luna e Plutone congiunti in Sagittario, opposti a Mercurio, ma in ottimo aspetto al vostro Nettuno, risveglia alti ideali e ambizioni di voi nativi della 3. decade, che vorrete soddisfare. Tuttavia con Marte in opposizione per tutto giugno, dovrete controllare maggiormente l’impulso a strafare. E siccome anche Venere si disporrà in opposizione dal 12.7 al 5.8.08, gli animi si scaldano e la vita di coppia diventa più dinamica ma a volte anche un po’ troppo litigiosa. In famiglia le discussioni potrebbero ruotare attorno al denaro o alla scelta delle vacanze. Per partire bisognerà scegliere con cura luoghi e date: la prima metà di luglio potrebbe essere ideale. In agosto è raccomandata molta prudenza, perché vi sono due eclissi: il 1. e il 16 agosto, giorni da scartare per le partenze. In quei giorni non esponetevi a rischi inutili.

PESCI 20/2 - 20/3

C’è una notizia interessante per voi: Plutone rientra nel vostro segno il 16.6 e per tutta l’estate si ferma a 28° interessando voi nativi della 3. decade, alle prese con profondi cambiamenti. Interessante sarà proprio il plenilunio del 18.6 mentre Mercurio, ancora in opposizione, diventa diretto il giorno 19.6.08 e, grazie al positivo supporto di Marte in trigono, aiuterà finalmente a sbloccare qualche situazione. Tuttavia, se volete partire in giugno, dovrete prendere in considerazione qualche contrattempo. Venere sarà in ottimo trigono dal 12.7 al 5.8.08, accompagnata da Mercurio, pure in Leone, dal 26.7 al 9.8.08. La 2. metà di luglio potrebbe essere ideale per le vacanze, per vivere momenti piacevoli e divertenti. Agosto sarà focoso, controllate la vostra eccessiva esuberanza e non fate imprudenze!

Molti pianeti contrastano il vostro cielo estivo, particolarmente in agosto, ma di buon auspicio appare il solstizio d’estate del 21.6, a cui si affianca Venere dal 18.6 all’11.7.08, ricevendo il bel trigono di Urano. Questo porta a una rivoluzione interiore positiva e dinamizza anche i giovani rapporti di coppia. E con Giove positivo, voi nativi della 2. decade potreste anche realizzare un bel sogno. Notizie importanti da parenti lontani. Il plenilunio del giorno 18.7.08 pone l’accento sulle coincidenze, osservate bene quel che succede intorno. Luglio potrebbe essere un mese ideale per le vacanze, tenendo però conto che Marte e Saturno rendono i viaggi lunghi stressanti. In agosto, oltre alle 2 eclissi, vi sono Mercurio e Venere in opposizione: non si possono escludere contrattempi, malintesi, possibili perdite di documenti, ecc., che minano l’equilibrio. Saranno le ore piccole a incidere?

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Siete degli amanti della mitologia? Allora, risolvete il cruciverba e riportate nel casellario le lettere risultanti nelle caselle contrassegnate dai numeri in rosso. Risulterà il nome di una dea. a cura di Daniela Sandrini

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N° 7 - 15 GIUGNO 2008 Fondata nel 1931 - 12 edizioni annuali, tiratura 130.776 copie (tiratura controllata REMP 2007) REDAZIONE CP 418, 6908 Lugano-Massagno via Massagno 10 Tel. 091 972 26 20 - Fax 091 972 45 65 info@illustrazione.ch EDITRICE Tredicom SA, 6908 Lugano-Massagno DISTRIBUZIONE AWZ - Lugano AMMINISTRAZIONE E PRODUZIONE Marco Werder INSERZIONI TICINO E ITALIA: Tredicom SA Tel. 091 973 20 10 - Fax 091 972 45 65 info@illustrazione.ch Edimen S.a.g.l. - Tel. 091 970 24 36 edimen@edimen.ch SVIZZERA TEDESCA E ROMANDA: Grütter-Werbung 4914 Roggwil - CP 176 Tel. 062 929 27 82 - Fax 062 929 27 82 gruetter-werbung@besonet.ch CAPO REDATTORE Matthias Werder GRAFICA Tredicom SA, Gabriele Campeggio

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Piergiorgio Antonella Broggi Baroni

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Giosanna Crivelli

Elio del Biaggio

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COLLABORATORI REDAZIONALI

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Stefano Ember

Graziano Guerra

Marco Ortelli

Stefano Pescia

Roberto Rizzato

Stéphanie Scatizza

Roberto Schneider

Cloris Sciaroni

Lorenza Storni

Alda Viviani

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6 ORIZZONTALI: 1. Tentò di uccidere Porsenna 12. Infiammazioni oculari 13. L’ottavo dei dodici profeti minori 14. La figlia di Urano e di Gea 16. Erbio e Carbonio 17. Articolo romanesco 18. I confini di Roveredo 20. Incontri di vocali 22. Bella senza limiti 24. Poco fitta 26. Lo lancia il naufrago 27. Il nome della Falana 28. I giganti con un unico occhio 30. Fu amato da Galatea 31. Arnesi del camino 32. Dittongo in Paolo 33. Gli amici di Biancaneve 35. La sacerdotessa di Afrodite 36. Assicurazione Invalidità 37. È vicino a Roveredo 39. Poema epico 42. Pena nel cuore 43. Art. tedesco 45. Beni preziosi 46. Elogi 48. La fa chi... fallisce 51. Botti, fusti 52. Uno detto a Zurigo.

VERTICALI: 1. Il Buonarroti 2. Cantone svizzero 3. È ricercato per la sua pelliccia 4. Procedura burocratica 5. Olio inglese 6. I confini di Carabietta 7. La coppiera degli dei 8. Battesimi navali 9. Occidente 10. Mezza luna 11. Il re di Argo 15. L’Ercole greco 19. Detestare 21. Catapecchie 23. Una perla del Verbano 25. È famosa quella di Atene 29. Avv. di luogo 34. Stato asiatico 36. Vetta, sommità 38. Ohio e Austria 40. Le segnano le lancette 41. Il Ford dei fumetti 44. Lo sport della Figini 47. Germania e Belgio 49. Art. maschile 50. Concorso Internazionale.

La soluzione del numero precedente era: REMO ROSSI

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ILLUSTRAZIONE TICINESE 07-08

Elena SternRémy Balestra Steinegger

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Illustrazione Ticinese n. 7 - 2008