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Scuola secondaria 1° grado “S. Pe rti ni”

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Anno XIV, numero 6 - 26 marzo 2011

Istituto Comprensivo Statale via Tolstoj Scuola secondaria di 1° “S. Pertini” Desio

Motorello? Sì, grazie

Rispettiamo chi sta soffrendo

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ari lettori, questa lettera è indirizzata a tutte le persone che, fortunatamente per loro, non sono mai state ricoverate in ospedale o finite sotto i ferri o costrette a una temporanea immobilità. Vorrei farvi capire come ci si sente prima, durante e dopo questi momenti no. Io ho vissuto in prima persona questa situazione e quindi so benissimo che cosa si prova. Tutto inizia da un piccolo dolore, un fastidio che ignoriamo o da un problema fisico che può portare a questo. Magari si pensa che non sia niente di grave e che prima o poi passerà da solo, quindi si trascura il problema conducendo la solita vita scolastica e sportiva, rischiando di peggiorare la situazione. Quando si prende un appuntamento col medico, magari contro voglia solo per fare contenta la mamma, e si scopre che si deve essere operati, si cade nello sconforto, si pensa a cosa succederebbe se l'intervento andasse male e ci si fa un sacco di paranoie. Se poi a scuola qualche compagno cerca di essere spiritoso prendendo in giro gli infortunati, ad esempio imitando il loro modo di camminare, di sedersi e (Continua a pagina 13)

Attualità

L’ora della Terra “L'ora della Terra” è un'iniziativa mondiale molto importante per il risparmio energetico, sostenuta dal WWF. Tutto parte il 26 Febbraio del 2007, quando la città Sidney si spegne per un'ora. Questo gesto, facendo il giro del mondo, dà vita a un vero e proprio movimento globale per la sostenibilità del nostro pianeta. L'anno successivo aderiscono a quest'iniziativa 370 città e nel 2009 addirittura 3929, di 88 paesi diversi, tra cui anche l'Italia; si spegne la Fontana di Trevi, la Torre di Pisa, la Mole Antonelliana e la Valle dei Templi ad Agrigento. Quest'evento viene registrato con foto e video in tutto il mondo. Ma noi, cosa possiamo fare concretamente? Fondamentale è prestare attenzione al consumo di luce, evitando sprechi. Spesso non ci accorgiamo, ma la quantità di energia elettrica che utilizziamo è enorme. Anche quest'anno “L'ora sulla Terra” si svolgerà il 26 Marzo; dalle 20.30 alle 21.30 si spe-

gneranno tutte le luci con un semplice click. In Italia hanno aderito 140 comuni e 200 imprese. Desio, come comune

ra le tanti comunicazioni che riceviamo ogni settimana, finalmente ne è arrivata una che ci ha fatto rizzare le orecchie: riguarda il patentino. Sono numerosi gli iscritti al corso, e tutti molto entusiasti dell'idea … ma, i genitori? Si sa, i genitori sono il problema più grande per tutti noi ragazzi. Il nostro obiettivo infatti non è solamente raggiungere il tanto desiderato pezzo di carta, ma anche riuscire a guidare il motorino. “Hai visto quanti incidenti sono successi?” “Non sei abbastanza responsabile!” “Non pensi a quello che potrebbe succedere?” “Non pensare a quello che fanno gli altri!”, Sono queste le esclamazioni dei genitori preoccupati. Certo per un verso hanno ragione, sono (Continua a pagina 13)

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ALL'INTERNO

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Indagine sulla colazione

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Com’erano ...

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Alla scoperta dell’Unificazione

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Oltre il filo spinato Con una semplice telefonata

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SCIENZE UNDER 18 Da noioso a stupefacente

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eraviglioso a nostro parere è il termine più appropriato per definire questo laboratorio. E pensare che all'inizio a noi è sembrato noioso e poco interessante. (Mai giudicare dall'apparenza!!!) Si tratta di uno dei laboratori di approfondimento scientifico, basato proprio sulla sperimentazione, che propone agli allievi il compito inconsueto di essere docenti della comunicazione scientifica e piccoli scienziati “in erba”: infatti, l’aspetto più interessante di questo corso è che, poco prima del termine della scuola, gli studenti, accompagnati dall’insegnante, parteciperanno ad una manifestazione, che si terrà nei pressi del Duomo di Monza, giunta ormai quest’anno alla sua nona edizione ed alla quale parteciperanno anche altri istituti scolastici della Lombardia. Ma adesso descriviamolo un po' nel suo splendore. Let's go!!!! Ogni Venerdì mattina al terzo spazio si svolge il laboratorio di Scienze Under 18, con la professoressa Cicero. Avviene contemporaneamente al laboratorio di scienze delle classi terze perciò facciamo i turni per utilizzare l’aula di laboratorio. Durante quest’ora svolgiamo diversi esperimenti curiosi ed interessanti; sono basati tutti su argomenti che in parallelo trattiamo in classe durante l’ora di lezione. Gli esperimenti trattati, riguardano vari campi della scienza: - Il suolo e le sue caratteristiche; - I principi nutritivi contenuti negli alimenti; - Le piante : fisiologia e classificazione; - La chimica e le reazioni più importanti. L’esperimento che ci è piaciuto di più è quello riguardante l’osmosi, cioè il processo durante il quale le radici assorbono l'acqua; non abbiamo utilizzato una piantina vera ma una patata e ciò permette di capire che tutti i vegetali si assomigliano e sono formati da cellule. Non meno interessanti sono stati gli esperimenti di caratterizzazione dei terreni, quelli sulla germinazione dei semi delle monocotiledoni e dicotiledoni, il fototropismo o la

ricerca cromatografia dei pigmenti delle foglie. La cosa che si può definire più noiosa è scrivere le relazioni di ogni esperimento, sono abbastanza lunghe e bisogna ricordare bene tutti i vari passaggi. Ci rendiamo però conto che le spiegazioni scientifiche sono importanti per capire ciò che svolgiamo. Le aspettative sono tante ma la principale è quella di fare una bella figura a Monza con la presentazione di esperimenti da noi scelti. Non sarà solo una gita sull’esposizione dell’attività svolte, ma anche una gita culturale perché in quell’occasione faremo un giro per la città con i professori che ci accompagnano e la prof.ssa Trezzi che ci farà vedere e ci parlerà del famosissimo Duomo di Monza, dove è custodita la “Corona Ferrea”. Ora nell'attesa del 4 Maggio, giorno in cui incontreremo ragazzi di altre scuole e ci confronteremo con loro ampliando anche le nostre conoscenze, ci ripromettiamo maggiore impegno e, illudendoci che possa servire ad accorciare l'attesa, iniziamo il conto alla rovescia dei giorni che mancano al 4 Maggio. I partecipanti al gruppo Scienze Under 18 seconde

Buon riciclo non mente

se lo fai salvi l'ambiente!


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veramente d'effetto: il nostro plastico è piaciuto innanzitutto al nostro professore, che ci ha assegnato la massima valutazione ma, anche a molti "elettori", che ci hanno fatto vincere ben due titoli: "progetto più bello" e "plastico meglio realizzato". Per la categoria "progetto più fattibile" il gruppo più votato è stato quello capitanato da Anita, classe 2^ C, che ha presentato un modello semplice, ma più facilmente realizzabile in uno spazio non molto grande, come quello del giardino di ingresso scuola. Il gruppo capitanato da Elena, classe 2^ C, si è invece nostra scuola. aggiudicato il titolo di "progetto più I vari gruppi dovevano sviluppare il originale", avendo realizzato il progetto tenendo conto dei dati reali plastico con i famosi mattoncini Lego e delle caratteristiche tecniche e avendo collegato la ristrutturazione dell’area realizzando eventualmente un plastico. Il mio gruppo di lavoro, composto da Noemi, Samuele, Mirco ed io, ha realizzato un modello in polistirolo, riproducendo in scala le dimensioni reali del giardino; lo abbiamo rivestito con carta adesiva verde, sulla quale abbiamo applicato particolari in carta velina di colore verde più chiaro, per evidenziare le aiuole sulle quali sono state "posate" piante del giardino ad un progetto di e fiori, realizzati con carta crespa e preservazione di una specie di velina appallottolate; inoltre, abbiamo tartaruga a rischio di estinzione. arricchito il giardino con una In conclusione, che dire ...: grazie a fontanella (realizzata con le pedine di tutti coloro, sia partecipanti che dama e scacchi), ed un violetto di votanti, che si sono prestati ed hanno camminamento (realizzato collaborato a questo scherzoso con il mais espanso) per la concorso, dal quale, in fondo, via di fuga dalla scala di usciamo tutti vincitori, per aver sicurezza. saputo dimostrare il nostro impegno L'impegno per creare il e la nostra creatività. modello è stato tanto, con Federica Cammarano, 2^B fatica abbiamo ritagliato e rimodellato il polistirolo, ricavato dallo scheletro di imballaggio di un televisore LCD. Non sono mancati gli Il Grillo Parlante "incidenti" di percorso, ma sostiene progetti alla fine il risultato è stato

NON SOLO PAGELLE! ebbraio è da sempre considerato in tutto il mondo il mese dell'allegria e della spensieratezza del Carnevale; tuttavia, per noi studenti, è anche un mese di ansie e batticuori, perché segna la fine del quadrimestre, quindi, è tempo di bilanci o più semplicemente ... tempo di pagelle! Quest'anno, la data fissata per la consegna del documento di valutazione era 18 febbraio, con le solite modalità: incontro del coordinatore e degli insegnanti con i genitori degli alunni, breve relazione circa l'andamento generale della classe, consegna della pagella, eventuale colloquio con i vari docenti. Ma quest'anno, in questa occasione, era previsto un ulteriore impegno, che vedeva convocati genitori, ragazzi e insegnanti. Dopo una breve e (in verità) poco accanita "campagna elettorale", tutti i protagonisti dell'istituto erano chiamati ad esprimere un voto per eleggere il miglior plastico realizzato dai ragazzi delle classi seconde per il progetto "L'erba del vicino è sempre ... la migliore". La prova di tecnologia, assegnataci dal nostro amato prof. Como, era strutturata in due fasi: una verifica scritta in classe, relativa alla metodologia della progettazione, ed un lavoro di gruppo svolto a casa, per lo più durante il periodo natalizio, che prevedeva la ristrutturazione dell'aiuola che si trova sulla sinistra all'ingresso della

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in Camerun


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Indagine sulla colazione nella nostra scuola

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l gruppo dei ragazzi di prima A e C, nel laboratorio di informatica del venerdì, ha deciso di fare un' indagine riguardante la colazione. Abbiamo pensato a delle domande(con risposta chiusa) da cui si potevano ricavare dei dati numerici. Le domande sono : 1)fai la colazione ? 2)cosa bevi a colazione? 3)cosa mangi a colazione? 4)mangi frutta a colazione? 5)fai una colazione abbondante? 6)dal lunedì al venerdì,quante persone mangiano

che la risposta maggiormente scelta è stata “Latte” con 34 voti. La risposta meno scelta, invece, è stata “Niente” con 3 voti. Domanda n° 3: COSA MANGI A COLAZIONE?

La domanda n°3 esprime che cosa mangiano gli alunni della scuola secondaria Sandro Pertini a colazione. Abbiamo notato che l'alimento più consumato sono i biscotti mentre quello meno mangiato è la torta. La preferenza, per motivi pratici, è data ad alimenti preparati industrialmente e venduti in molti negozi. Gli insieme a te la colazione? alimenti poco graditi sono yogurt, pane e marmellata e 7)considerando i 7 giorni settimanali, quante volte fai fette biscottate con la marmellata, mentre quelli colazione? abbastanza consumati sono pane e Nutella, brioche e 8)ogni giorno quanti prodotti usi per fare colazione? altre cose non specificate nel nostro elenco. 9)a che ora fai colazione? Dopo avere preparato le domande, abbiamo distribuito i questionari agli alunni. Ritirate le risposte, abbiamo tabulato i dati ricevuti sul computer, dopo di che abbiamo costruito i grafici con il foglio elettronico di Open Office. Il lavoro di conteggio dei dati, di elaborazione con grafici e di commento ai risultati è stato lunghissimo, ma ora il risultato di questa fatica si trova orgogliosamente appeso al primo piano della nostra scuola. Ecco qualche commento ai risultati dell'indagine:

Domanda n° 4:MANGI LA FRUTTA A COLAZIONE? In generale abbiamo visto che i ragazzi della nostra scuola non hanno l'abitudine di mangiare un frutto a colazione. In ogni classe i ragazzi che mangiano la frutta sono uno, due o al massimo tre. Domanda n° 5: ABBONDANTE?

FAI

UNA

COLAZIONE

La domanda si presta a qualche interpretazione perciò abbiamo notato che le differenze tra le due possibili risposte non sono molto alte: in seconda 34 persone Domanda n° 1: FAI LA COLAZIONE? rispondono SÌ e 28 dicono NO. In prima abbiamo 58 Per quanto riguarda la domanda n°1, che consiste in SÌ e 39 NO mentre in terza abbiamo 50 SÌ e 32 NO. “fai colazione?” abbiamo scoperto che quasi tutti gli Nel complesso la maggior parte dei ragazzi ritiene di alunni presenti nella nostra scuola, dicono di fare fare una abbondante colazione. colazione, mentre il 10% degli alunni risponde Domanda n° 6: QUANTE PERSONE FANNO affermando di non fare colazione. Nelle prime classi solo 2 ragazzi non mangiano al COLAZIONE CON TE? mattino, nelle seconde 3 ragazzi infine nelle terze 5 La maggioranza dei ragazzi delle terze e delle seconde alunni. mangiano da soli, invece nelle prime la maggioranza mangia con 2 persone. Domanda n° 2: COSA BEVI A COLAZIONE? Analizzando i dati raccolti scopriamo che, per tutte le prime, si nota che il maggior numero di voti è stato dato alla risposta “Latte” che conta ben 40 voti. La risposta che non ha avuto molto successo è stata “Niente” con 4 voti. In tutte le seconde, si può notare che la risposta più votata è stata “Latte” con 28 voti. La risposta che si conta 1 volta è stata “SucchiSpremute”. Infine, in tutte le terze, si può constatare

Nelle terze la maggioranza di alunni mangia da solo mentre la minoranza mangia in compagnia di 4 o più persone. La stessa cosa accade nelle seconde, mentre nelle prime la maggioranza degli alunni mangia insieme a 2 persone e la minoranza è in compagnia di 4 persone.

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Indagine sulla colazione nella nostra scuola Quanti prodotti usi a colazione? (Continua da pagina 4)

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Domanda n° 7: SU 7 GIORNI QUANTE VOLTE FAI COLAZIONE?

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uno due tre quattro più di 4

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La maggioranza degli alunni della scuola fa colazione 6 4 4 tutti i giorni; accade che si faccia colazione 7 giorni su 4 3 7 sia in prima media, che in seconda che in terza (con 2 2 2 2 1 1 1 1 1 1 1 63 alunni per le prime e 44 per seconde e terze). 0 0 Probabilmente la colazione del week end si fa con i 3A 3B 3C 3D 3E familiari mentre abbiamo visto che molti ragazzi in settimana mangiano da soli. Si può tuttavia calcolare che ben 36 ragazzi della Osservando il grafico con i risultati di terza media nostra scuola fanno colazione solo 1 o 2 o 3 giorni. notiamo che non ci sono grosse variazioni: si può capire che la maggioranza dei ragazzi mangia con 2 prodotti e Domanda n° 8: QUANTI PRODOTTI USI PER FARE la minoranza mangia con 4 o più di 4. COLAZIONE? Quanti prodotti usi a colazione? Quanti prodotti usi a colazione? 6

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PRIME

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Nel complesso la gran parte degli alunni della scuola Osservando il grafico con i risultati delle risposte alla usa 2 prodotti per fare la colazione e pochissimi alunni domanda n° 8 in prima media si può capire che la mangiano più di 4 prodotti. maggioranza di ragazzi usa 3 prodotti per fare colazione. Domanda n° 9: FASCE ORARIE IN CUI SI FA Quanti prodotti usi a colazione? COLAZIONE 14 12

12

Con questa domanda abbiamo scoperto che la maggior parte dei ragazzi delle classi prime fa colazione tra le 8 8 8 7.01 e 7.15 di mattina, mentre la fascia oraria meno 7 6 usata è quella 6.16 e 6.30. 6 4 4 4 NON CI SONO MOLTE DIFFERENZE TRA LE 4 2 2 CLASSI PRIME, SECONDE E TERZE. Anche in 2 1 seconda e in terza i ragazzi fanno colazione 0 0 soprattutto tra le 7.01 e 7.15. Notiamo però che un 2A 2B 2C certo numero di ragazzi (34) fa colazione tra le 7.31 e 7.45. Come fanno a presentarsi a scuola in orario? Osservando il secondo grafico si può capire che in Abitano molto vicino o mangiano molto velocemente? tutte le classi seconde la maggioranza dei ragazzi mangia la colazione con 2 prodotti e la minoranza A voi le altre interpretazioni …. invece è data da quelli che ne mangiano 4 laboratorio informatica del venerdì - prima A e C 10

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concorso CONCORSO concorso CONCORSO concorso CONCORSO concorso CONCORSO concorso CONCORSO concorso CONCORSO

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S COME’ERANO

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embra incredibile, ma anche gli insegnanti sono stati bambini! Noi de “Il Grillo” abbiamo recuperato delle foto che ritraggono alcuni di loro da piccoli. Osservatele con attenzione e provate a ravvisare un tratto, un sorriso o un’espressione che, nonostante il passare del tempo, vi pare di ritrovare in qualche prof. Se ne riconoscete qualcuno, scrivete su un foglio il suo nome abbinato al numero della fotografia e mettetelo nella cassetta de “Il grillo”, che si trova nel corridoio davanti alla sala insegnanti. Coloro che avranno colpito nel segno, saranno immortalati sul nostro giornalino. Vinca il miglior fisionomista: in bocca al lupo!

PARTECIPATE al grande CONCORSO Sembrava facile, ma è stata riconosciuta solo la prof.ssa Schiavone (foto 1). Niente da fare per la prof.ssa Palmieri (foto 2) e la prof.ssa Morandi (foto 3) Coraggio!

COMPLIMENTI alle vincitrici Lorena, Chiara, Valeria & Martina


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Svegliarsi la mattina … tuturuturututu

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RRRIIIIIIIIIIIINNNNNNNNNNNNNNNNN! Non c'è niente di peggio di un risveglio poco tranquillo causato dal fastidioso suono della sveglia. Così la giornata può iniziare con il piede sbagliato a causa magari di una notte insonne o di un incubo. Soprattutto se si tratta di una mattinata fredda e buia di un interminabile inverno, che ci invoglia ancora meno a lasciare i nostri accoglienti e comodi letti, per imbaccuccarci con giubbotti voluminosi, cappelli e sciarpe per raggiungere la sedia fredda e scomoda che ci attende a scuola. Occhiaie, occhi vitrei e rossi possono essere i sintomi più frequenti, causati dalle poche ore di sonno e dall'eccessivo stress. In media, ogni ragazzo della nostra età dorme circa 8 ore, ovviamente ci sono anche delle eccezioni ... Ma quanto in realtà si dovrebbe dormire per riuscire ad affrontare serenamente la giornata scolastica insieme a tutti gli altri impegni..? E' scontato che più ore si dorme, meglio è. Gli esperti affermano che dieci ore a notte,

sarebbero l'ideale. Di solito appena siamo al calduccio nel letto, ci viene spontaneo contare le ore di sonno che la notte ci riserverà. La mattina decisamente pentiti ... ci rimproveriamo del fatto che ogni sera non rispettiamo un orario adeguato. Spesso la sera, quando si è troppo stanchi, ma è ancora presto, si ha paura di non riuscire ad addormentarsi e perciò si adottano delle strategie che secondo noi possono essere utili per prendere sonno...ma non sempre sono efficaci. Ecco alcuni consigli: leggere le pagine di un libro o di alcune riviste e giornalini, bere una tazza calda di camomilla o di una tisana e magari ascoltare un po' di musica rilassante. Cercate quindi di dormire più ore possibili e di mantenere una dieta equilibrata non esagerando con la cena e facendo un'abbondante colazione per affrontare prontamente la giornata. Palindrona, 3^A & Allora, 3^E

Sulle orme di Lautrec TTENZIONE A NON SPORCARSI!! Pericolo: corridoi immersi in grandi nubi colorate di polvere di gesso. Bandite camicie bianche e vestiti nuovi ... Come veri artisti bisogna improvvisarsi creativi e fantasiosi. E così eccoci qui con le mani e il viso maculati di colore, a realizzare cartelloni pubblicitari ideati dal famoso Toulouse Lautrec. Poche settimane fa la prof. Trabattoni ha proposto alle classi 3^A e 3^E la visione di un film sulla storia di questo artista, un impressionista francese vissuto nel tardo Ottocento. Insieme a Cheret fu uno dei primi inventori dei manifesti pubblicitari. Trascorse la

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sua vi ta a Par igi frequentando locali notturni e osterie, lavorando a contatto con personaggi altrettanto famosi come Van Gogh e Renoir. Dopo aver visto il film, abbiamo iniziato un'interessante attività. Ognuno di noi ha scelto un manifesto pubblicitario di Lautrec, che ha riprodotto sulla carta da pacchi, utilizzando gessi colorati. Sotto la guida della professoressa abbiamo utilizzato più tecniche artistiche e con la nostra fantasia e il nostro tocco personale i lavori sono riusciti al meglio. È stato divertente confrontarsi gli uni con gli altri e (Continua a pagina 15)


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Alla scoperta dell’Unificazione

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er noi italiani il 17 marzo 1861 è stato un giorno importante nella storia del nostro paese. Finalmente, dopo ardue lotte e diverse sconfitte, siamo arrivati all'unificazione. Da quel momento è stato un intrecciarsi di tradizioni, abitudini di popoli diversi, ma che si riconoscevano in un unico ideale. Il 17 marzo 2011 ha rappresentato un'altra data importante per un avvenimento particolare: i 150 anni dell'Unità d' Italia. In televisione e sui giornali si è sentito parlare moltissimo di questa giornata e si era un po' indecisi se proclamarla o meno festa nazionale. Anche noi ragazzi abbiamo vissuto intensamente le vicende legate a questa ricorrenza e tutti nelle classi avranno di certo discusso a lungo su quanto accaduto. Io personalmente mi sono soffermata per un attimo a riflettere sul perché si sia deciso di festeggiare...forse per ricordarci dei nostri antenati che hanno combattuto per la patria e per degli ideali, e per questo hanno rischiato la vita. Per mia fortuna ho potuto approfondire queste tematiche grazie al laboratorio di canto tenuto dalla prof. ssa Godino; quest’anno

EROI, EROI, EROI ...

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roi, eroi, eroi … tutti li abbiamo studiati a scuola e quest'anno in particolare li ricordiamo: sono coloro che hanno combattuto e sono morti per liberare e unificare l'Italia e sono considerati degli eroi. Certo lo sono, ma lo siamo anche noi. Tutti noi, che ogni giorno ci svegliamo per andare al lavoro o a scuola, sperando che ciò che facciamo sia utile e contribuisca al bene a tutti. E così è. Siamo noi gli eroi e poi c'è chi riesce a fare qualcosa in più come Garibaldi, Cavour, Falcone, Saviano, De Filippo e molti altri. Loro verranno ricordati nei libri di storia, noi no. Ma rimarremo anche noi nella storia del nostro paese perché, quando si pronuncerà la parola Italia, noi ci saremo. Saremo dentro quella parola, dentro le strisce verdi, bianche e rosse che vedremo sventolare in giro. E se l'Italia migliorerà, ognuno di noi potrà dire che è stato anche merito suo, se anche lui ha fatto la sua parte per far splendere la propria nazione. Che siano avvocati, impiegati, carabinieri, professori: tutti coloro che si impegnano nel proprio campo fanno qualcosa per la propria patria. E un giorno, dopo generazioni e generazioni, anche se nessuno ricorderà il loro nome, saranno coloro che avranno reso l'Italia migliore.

infatti lo spettacolo sarà interamente dedicato ai 150 anni dell'Unità d'Italia. Mi piacerebbe raccontarvi attraverso una delle canzoni (che in origine era una poesia) il vissuto degli uomini in guerra, ma anche la fatica delle donne che a casa aspettavano con ansia il ritorno dei mariti e dei figli, con la speranza che tutto potesse andare per il meglio. Una strofa del brano richiama proprio quest'immagine e mi ha colpito particolarmente, perché anche io soffrirei moltissimo se dovessi stare a casa aspettando il ritorno del mio papà, senza poter sapere in quali condizioni si trova, se sta bene o se sta male...proprio non ce la farei. Il testo esprime la drammaticità della scena si narra di “Armi fuoco terrore di morte ...”, attraverso poche parole l'autore presenta la scena, che sembra proprio incutere paura. Ma si narra anche del coraggio e del valore degli eroi, le parole esprimono tutto l'ardore che ci mettevano per unificare l'Italia;il testo cita: “Prodi figli dell'almo paese chi nel pugno vi pose quel brando quella vampa ch'in petto v'accese qual'insegna stringete anelando ah son d'essi gli eletti campioni che alla pugna l'Eterno chiamò” E per finire si fa un riferimento a Dio che con il suo braccio possente rende sicura la vittoria degli italiani, proteggendoli e allontanando lo straniero. Cari ragazzi,come avete visto il processo dell' unificazione non è stata una passeggiata, perciò impariamo ad apprezzare tutto ciò che di bello la nostra Italia ci offre, cercando di migliorarne i lati negativi e ringraziando i nostri antenati per tutto quello che hanno fatto. Martina Di Natali, 3^B

UN’ANTICIPAZIONE Il 16 marzo ci siamo recati alla villa Tittoni di Desio, in occasione dei 150 anni dell'Unità d’Italia, dove abbiamo presentato due canzoni molto suggestive, i cui testi sono stati scritti da Filippo De Bernardi, autore di poesie nato a Desio nel periodo dell'unificazione. É stata una serata indimenticabile: la bellezza della villa, nelle sue decorazioni, mi ha particolarmente affascinata; è stato un piacere cantare in una di quelle tante stanze così maestose e ricche di storia. Naturalmente per il nostro coro è stata una grande opportunità cantare al di fuori della scuola in quel contesto e tutte le difficoltà incontrate durante le prove sono state ripagate. Da adesso ci prepareremo per lo spettacolo di fine anno, vi aspettiamo numerosi! Martina Di Natali, 3^B

Lorenzo Galizia, 3^C


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Riscaldamento: Attenzione ai pericoli

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utti a casa d'inverno usiamo il riscaldamento. Ma in alcuni casi questo può trasformarsi in un vero e proprio pericolo. Ad esempio qualche tempo fa si è parlato, su Internet, sui giornali e nei telegiornali, della tragedia avvenuta in un paese nel Pavese, Landriano. Qui i quattro componenti di una famiglia egiziana sono morti a causa del riscaldamento. A dare l'allarme è stato uno dei vicini. I soccorsi sono arrivati tempestivamente, ma per le quattro vittime non c'è stato niente da fare. Questa tragedia è stata causata dalla cattiva manutenzione dell'impianto e della caldaia dell'abitazione: la tubatura di scarico dei fumi della caldaia era difettosa e ha rilasciato del monossido di carbonio (gas inodore) che, diffondendosi

nell'appartamento, ha intossicato la famiglia. Il monossido di carbonio, infatti, è un gas che entra nel sangue e inibisce il trasporto dell'ossigeno. Questo fatto di cronaca è un esempio per tutti noi: è importante controllare regolarmente la nostra caldaia e l'intero impianto di riscaldamento. Mi sono informato sulle norme per la sicurezza negli edifici e ho appreso che esiste un preciso decreto (Decreto Ministeriale n° 37 del 22 gennaio 2008) che stabilisce regole efficaci a tutela della sicurezza delle persone che vivono o lavorano all’interno degli edifici e che sono ancora troppo spesso vittime di incidenti. Io penso che l'attenzione a queste norme avrebbe potuto evitare questo drammatico incidente. Anche per coloro da poco in Italia la sicurezza dell'abitazione, secondo me, è una questione da risolvere immediatamente.

PIANETA DONNA

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e origini della festa dell'8 marzo risalgono al 1908 quando, pochi giorni prima di quel giorno, a New York le operaie della fabbrica tessile Cotton, in cui si producevano camicie, scioperarono per alcuni giorni, contestando le critiche condizioni di lavoro e di sfruttamento. Proprio l'8 marzo il proprietario dell'industria, Mr. Johnson, mentre le operaie stavano lavorando, chiuse tutte le porte della fabbrica impedendo loro di uscire e appiccò fuoco allo stabilimento. 129 donne morirono all'interno della struttura, perciò ogni anno si ricorda questo disastroso episodio che dovrebbe far riflettere sui diritti della donna che ancora oggi non sono del tutto rispettati. Ma perché è stata scelta proprio la mimosa come simbolo della donna? Le risposte possono essere diverse: il periodo in cui questo delicato fiore sboccia è proprio agli inizi di marzo e nei giorni successivi alla strage di New York le persone portavano in dono alle donne decedute dei mazzi di mimose che crescevano lungo la strada. La festa della donna non ha lo scopo di esaltare il nostro sesso, ma di far riflettere sulle battaglie che le donne hanno dovuto combattere per riuscire ad ottenere il diritto di voto, a inserirsi a pieno titolo nell'ambito del lavoro e nella società. Inoltre intende richiamare l'attenzione sul fatto che ancora oggi in alcuni paesi la parità con l'uomo è solo un miraggio e anche nel mondo occidentale non è davvero raggiunta. Ricordiamoci che la donna è fondamentale per la società infatti molte di loro lavorano, tutte si occupano della casa, della famiglia e hanno pochi momenti liberi per se stesse. Le donne quindi meritano un pensiero sempre, non solo l'8 Marzo! Annachiara Burgio & Sara Salvagno 3^A

Marco Gardina, 3^A

L’ora della Terra (Continua da pagina 1)

non ha aderito, sono state coinvolte le città più grandi e importanti. Io ho aderito. Ma tutto ciò non basta, è importante che quest'iniziativa venga conosciuta da tutti, cosicché il prossimo anno le adesioni potranno raddoppiare e triplicare. L'anno scorso il Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze, di cui io faccio parte, ha esposto in Comune un'importante proposta: “Cinque minuti e poi...”. Tale iniziativa, che è volta a sottolineare l'importanza di evitare lo spreco di energia elettrica, consiste nello spegnere la luce in ogni classe dell'Istituto per cinque minuti ogni giorno. Il tema del risparmio energetico è stato trattato anche durante le ore pomeridiane extrascolastiche dedicate al Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze, tenuto nella nostra scuola da noi ragazzi “tutor” di terza media. Abbiamo accompagnato nel percorso i ragazzi di seconda che il prossimo anno prenderanno il nostro posto. E' stato molto interessante discutere con loro dell'importanza di quest'iniziativa a favore dell'ambiente. Non è necessario da parte nostra fare chissà che cosa; nel nostro piccolo si può partire da semplici azioni, che possano contribuire anche in modo minimale a risolvere il problema, e soprattutto che siano di stimolo. Daphne Monici 3^E


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Il ricordo di una tragedia ...

I

l diario di Anna Frank è stato scritto tra il 1942 e il 1944, nel bel mezzo della seconda guerra mondiale. Inizia tutto con l'invasione dell'Olanda da parte dei tedeschi. La famiglia Frank, composta da quattro persone (Anna, Margot, Edith e Otto) è costretta a nascondersi. Ben presto a loro si uniranno altri ebrei, i Van Peels, tre persone che diverranno molto care a tutta la famiglia; in particolare il giovane figlio Peter stringerà con Anna una sincera amicizia. Il nascondiglio è sopra l'ufficio del sig. Frank, nella soffitta. Le camere non sono molte e si aggiunge inoltre un'altra persona: il dottor Dussel, un dentista con il quale Anna dividerà la camera. Durante il suo tredicesimo compleanno, Anna. per regalo riceve un diario, un quaderno sul quale annota tutte le sue giornata trascorse nel nascondiglio. Anzitutto il diario riceve un nome dalla proprietaria: “Kitty”.Anna non ha amiche con cui confidarsi e spera di trovare uno sfogo e una “amica” nel suo quaderno. Le giornate passano e Anna matura sempre di più. Nel nascondiglio attraversa tre diverse ma importanti fasi della sua vita. In un primo momento si comporta come una ragazzina immatura, non pensando alle conseguenze delle sue azioni, se la prende per ogni rimprovero e dimostra astio nei confronti della madre, in una seconda fase si mostra comprensiva e amabile, ma si rinchiude in se stessa, solo in seguito finalmente matura, si rende conto della situazione in cui si trova. In quest'ultima fase vive inoltre una storia d'amore con Peter, del quale è molto innamorata. É un periodo molto duro per la famiglia, ma nonostante tutto

Anna scrive, si confida con il suo diario, racconta ogni singolo momento di dolore, speranza, gioia, tristezza, malumore... L'ultimo giorno in cui Anna scrive il suo diario è il primo agosto del 1944. Il giorno stesso Anna viene deportata nei campi di concentramento con tutta la sua famiglia e i coinquilini. Successivamente verrà uccisa. Al termine della guerra l'unico superstite, il padre Otto, ritroverà il diario e lo pubblicherà nel 1947. Questa storia non è a lieto fine, ma questo ci fa capire che la vita non è una favola. È triste sapere che al mondo esistono persone come Hitler, che tanti uomini abbiano potuto manifestare tanta malvagità e infierire contro altri esseri umani. Il libro ci fa capire fino a dove può portare il razzismo. L'ideologia nazista di Hitler ha scatenato tutta la propria violenza non solo verso la razza “inferiore” degli ebrei, ma anche contro zingari, omosessuali, testimoni di Geova e obiettori politici. È stata davvero dura per tutte queste persone riuscire a condurre una vita “normale”, perché di normale la vita non aveva più niente. Per quanto sia triste tutto questo è un dovere per noi ricordare, in modo che non succeda di nuovo. Paulina Moskwa, 3^E

Oltre il filo spinato I

l film che abbiamo visto nel giorno della Shoah come sapete è stato “Il bambino con il pigiama a righe”. Immaginiamo che sia stato anche per voi molto commovente e toccante e che vi abbia fatto riflettere. Il regista mette a confronto le diverse realtà di due bambini in Germania durante la seconda guerra mondiale. A nostro parere sono particolarmente significative le scene che inquadrano Bruno, il bambino tedesco, inconsapevolmente nazista, seduto nell'erba rigogliosa, libero, ben vestito, nutrito e curato, e

dall'altra parte della recinzione Schmuel, il bambino ebreo, seduto sulla terra secca, prigioniero, malridotto, denutrito, con il suo unico vestito, il "pigiama a righe", usato tutti i giorni, tutte le stagioni, passato da bambino a bambino, con la possibilità di contrarre malattie. I due sono separati da un filo spinato elettrico. Al primo impatto è solo una questione visiva, ma in un secondo momento si resta male perché si vedono due bambini della stessa età che dovrebbero avere entrambi i diritti che spettano a ogni loro coetaneo e che invece sono negati al piccolo ebreo. Ciò che più ci ha sbalordito è la capacità di fare tutto quel male a persone indifese, per ragioni incomprensibili, senza avere alcun rimorso, soprattutto nei confronti dei più piccoli. Speriamo che, con la morte di Bruno, suo padre abbia imparato la lezione e abbia rinunciato al suo ruolo. Alla fine del film, quando si sono riaccese le luci, gran parte della platea era scossa e toccata e tutti hanno capito che "in guerra non c'è nessun vincitore, ma solo perdenti" e che l'intento di sterminare un intero popolo per motivazioni assurde è stato un orrore irripetibile nella storia di un'umanità civile. Elena Brambilla e Valeria Galliani 3^C


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Ulisses Moore uanto è coinvolgente “Ulisses Moore e il Labirinto d'Ombra”!. I protagonisti sono Tommaso, Anita, Jason, Rick, Julia. Gli antagonisti sono i fratelli Flint, gli incendiari. La storia è ambientata in una cittadina sperduta, in Inghilterra, Kilmore Cove, che non si trova su alcuna mappa, ed è priva sia di rete internet che telefonica. La casa dove vivono i gemelli Jason e Julia, Villa Agro, si trova in fondo alla via principale. Al centro della storia sono le “porte del tempo”, che permettono di spostarsi da un luogo all'altro. Per aprirle si usano delle chiavi che si distinguono per l'animale che è presente su di esse e in fondo alla maniglia di ogni porta. Anita, Jason e Rick, dopo aver scoperto il segreto delle porte del tempo, superano la porta della città che muore per entrare nel Labirinto d'Ombra, dove cercano di capire il segreto dei costruttori delle porte. Dopo aver attraversato il lungo labirinto si ritrovano nella sala dei costruttori delle porte, ormai distrutta.

Q

“Operazione cambio vita” di Kari Ehrhardt phrodita è un’adolescente alle prese con i problemi di tutte le ragazze, ma purtroppo non è considerata e non si sente una teenager normale … forse per il suo nome, per la sua famiglia (i genitori hanno delle professioni davvero strane!) o forse per il suo abbigliamento. Sta di fatto che decide di cambiare vita: nome, stile, amici, abitudini! Ma purtroppo quando tutto sembra andare per il meglio, qualcosa andrà storto … sta a voi scoprire cosa! Questo libro mi è piaciuto molto, perché racconta una storia particolare, ma in fondo comune tra diverse ragazze della nostra età. Sono tante le adolescenti che non si piacciono così come sono e vorrebbero cambiare il loro look e il loro modo di essere … Ragazze non fatelo! La vera bellezza è dentro di noi, sarà il vostro carattere a farvi notare, non quello che indossate! Un altro tema che mi ha fatto apprezzare questa storia è l’amicizia che c’è tra Aphrodita e le sue due amiche: un’amicizia sincera e profonda. Le amiche della protagonista l’hanno sempre sostenuta nelle sue scelte, ma hanno anche saputo indicarle la giusta strada quando lei sembrava avesse preso quella sbagliata. Nella storia e anche nella vita è proprio così che si cresce: con i consigli, ma anche con le critiche quando ce ne è bisogno. Cari lettori, in questo libro troverete molti episodi divertenti, ma avrete anche modo di riflettere sul fatto che la nostra vita è una sola e che quindi sarebbe meglio viverla cercando di capire chi siamo veramente e non cercando di imitare qualcun altro.

A

Martina Di Natali, 3^B

Qui scorgono una mongolfiera con la quale fanno in tempo a scappare e si ritrovano nei sotterranei di Villa Agro. Nel frattempo Tommaso e Julia cercano di respingere gli Incendiari, che vogliono bruciare con i loro “ombrelli-lanciafiamme” Kilmore Cove e le sue porte del tempo … Perché vi consiglio questo libro? Perché, quando lo leggevo riuscivo ad immaginare le scene, anche grazie alle descrizioni particolarmente attente ai dettagli. Lo stesso accadeva per i luoghi fantastici in cui si svolgevano le azioni dei personaggi. Insomma è un romanzo molto coinvolgente e interessante. Questo è stato il libro più bello che ho letto in vita mia.

Massimiliano Arosio 3^B.

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INVICTUS Genere: drammatico, biografico, sportivo Origine: U.S.A Durata: 134' Regia: Clint Eastwood Attori: Morgan Freeman, Matt Damon “Invictus” è ambientato in Sudafrica, nel 1995, nel periodo successivo al tempo dell'apartheid. Il film comincia con l'imminente elezione di Nelson Mandela, l'uomo che si è battuto per ottenere l'uguaglianza e per abolire le leggi razziali, che ha dovuto subire 27 anni di carcere e che è stato appena rilasciato. Dopo la sua elezione, Mandela comincia un'opera di riunificazione del paese lacerato da anni di lotte tra bianchi e neri. La sua opera inizia proprio nella sede del governo, dove istituisce un corpo armato di guardie del corpo formato sia da bianchi che da neri. Approfitta poi della coppa del mondo di rugby per unificare il popolo. Con l'aiuto dello sport pone in primo piano la questione razziale, i drammi umani vissuti anche da lui negli anni precedenti nel corso della lunga carcerazione. Entra in stretto contatto con il capitano della nazionale sudafricana François Pienaar. Questa mossa si rivela di fondamentale importanza: infatti é proprio da lì che inizia una nuova era per il Sudafrica. Gli attori hanno interpretato a meraviglia il loro ruolo, con molta espressività. Il film è una straordinaria opera cinematografica, non solo perché tratta un argomento tanto importante quanto impegnativo, ma anche perché il modo di raccontare le vicende è mozzafiato, il ritmo è incalzante. Inoltre tutti i riferimenti allo sport del rugby, visto molto da vicino, rendono questo film ancora più avvincente. Vi consigliamo di guardarlo! Christian Balzano & Andrea Ferrari, 3^ E


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Con una semplice telefonata terza e ultima parte

D

e Amicis non si scompose: "Sono supposizioni, teorie, ipotesi: niente di reale." Nonostante le proteste, proseguii: "Ed ecco la ricostruzione dei fatti: sappiamo già che Arac è deceduto durante la telefonata, ma non per il veleno dello scorpione, che era già morto, ma per infarto. In seguito abbiamo notato che la teca in cui si trovava lo scorpione era stata distrutta. Quindi qualcuno ha ucciso lo scorpione e lo ha messo sulla poltrona, sapendo che Arac ci si sarebbe seduto sopra, morendo di infarto." Mi interruppe di nuovo: "Quindi io non c’entro: non ho distrutto io la teca." "Si sbaglia De Amicis: è qui che arriva lei. Di solito le persone guardano la sedia prima di sedersi, a meno che non siano concentrate su qualcosa, guardino in alto o qualcuno dica loro di farlo. Nella sua chiamata lei deve aver detto al signor Arac qualcosa per farlo sedere e guardare in alto per esempio: “L’ultima volta ho visto qualcosa di strano sulla libreria mentre ero seduto alla scrivania. Mettiti in quel posto e dimmi cos’è.” E tac: il gioco è fatto." "Io la denuncio!" mi gridò ancora mentre veniva portato verso casa sua. Il capo mi disse: "Trova le prove prima che lo faccia altrimenti … " "altrimenti mi licenzia". De Amicis denunciò davvero e la telefonata, con cui ho cominciato questo racconto, era arrivata come un fulmine: "Sei licenziato!!!" Ma non poteva finire così: mi era venuta in mente un’idea rischiosa, ma che poteva funzionare. Chiamai il commissario: "Mi devi dare una mano." "Ma ormai sei esonerato dal caso." "Vuoi lasciar scappare un assassino?" "E va

bene: che cosa devo fare?" "Stai pronto con il cellulare vicino alla casa del signor De Amicis e portati anche le manette" Finalmente il commissario acconsentì. Con la mia Aston Martin arrivai sul posto e bussai. "Vorrei scusarmi con lei e parlarle di una cosa" lui mi fece cenno di entrare. "Volevo concludere la mia ricostruzione completandola con le prove. Innanzitutto il suo affare importante era solo un pretesto per andarsene e liberarsi dell’ascia con cui il suo incaricato ha distrutto la teca, perché non poteva rischiare di lasciarla nelle mani del suo “complice”. Ed ecco perché secondo me è ancora qui, a casa sua." De Amicis applaudì con un ghigno sul viso: "Ma bravo, hai risolto il caso detective. Arac era un bugiardo. Tempo fa ho scoperto sul suo computer che lui comprava gli animali probabilmente rubati da un venditore a bassissimo costo e li rivendeva in nero ad un altro, guadagnando un sacco di soldi, di cui mi lasciava solo una piccolissima parte. Ma adesso che non c'è più ho preso le redini dei suoi commerci e diventerò ricco. E grazie a te nessuno può più fermarmi: tu non fai più parte della polizia ed ecco perché non mi puoi più accusare e non lo potrà fare nessun altro perché non si può accusare una persona due volte dello stesso reato, o sbaglio?" "Sì, ma se non ricordo male io non ho accusato nessuno ufficialmente. Io l’ho solo interrogata, quindi … " alzai il mio cellulare: "Venga commissario: il caso è chiuso" e rivolgendomi a De Amicis, che aveva perso il sorrisetto: "Credo che una confessione basti, ma se non le va bene, entro domani riusci-

rò ad avere un mandato di perquisizione, troverò l’ascia e rintraccerò il complice che sarà un valido testimone. Lasci che le dica una cosa: sono le persone come lei che rovinano il genere umano." In quel momento entrò il commissario che lo ammanettò e lo portò via. Tornammo in centrale e il capo mi corse incontro: "Eri stato sollevato dall’incarico, ma sei andato avanti: come lo chiami questo?" "Accetto le sue scuse capo" alla mia battuta scoppiammo tutti a ridere. Poi il capo fece un cenno e una donna venne verso di noi. "Questa è la nuova detective che ti seguirà nei prossimi casi. Si è appena laureata e vuole fare esperienza sul campo." Mi porse la mano: "Detective Roberts" io la strinsi dicendo: "Piacere", ma il mio primo pensiero fu: “Oh, no!Una novellina che mi segue: siamo a posto!”. Comunque ero troppo stanco per discutere e tornai casa. Finalmente la porta! Con le gambe a pezzi la raggiunsi e la aprii, ma appena dentro sentii un colpo forte sulla nuca e, prima di perdere i sensi, una voce che sussurrava: "Buonanotte detective." Lorenzo Galizia, 3^ C

La voglia di riciclare … viene riciclando Spegni i motori e taglia il traguardo con 2 ruote!

Una goccia … vale oro!


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atteggiamenti, ma in realtà non è sempre così. Alcune di noi, però, non apprezzano questo modo di fare e sono disturbate da questi comportamenti, perché a volte possono diventare offensivi, insistenti e stancanti. In questo caso sta ai ragazzi capire il messaggio e cambiare tattica. Ci sono invece ragazze che si divertono in loro compagnia, stanno al gioco e prendono il loro stuzzicarle quasi come un complimento, perché è un modo per ottenere la loro attenzione. Un aspetto positivo di questo avvicinamento è il fatto che quando si esce in compagnia è più sicuro se ci sono anche loro, perché coi tempi che corrono è meglio non girare in compagnia di sole ragazze. Anche i nostri genitori sono più tranquilli se sanno con chi usciamo e spesso preferiscono che tra gli amici ci sia anche qualche maschio. In conclusione possiamo preannunciare alle ragazze di prima e seconda che si accorgeranno presto piacevolmente dell'importanza dell'amicizia con un ragazzo e capiranno che “l’altra metà del cielo” merita la nostra attenzione.

Amicizie inaspettate

N

oi ragazzi delle terze stiamo “crescendo”. In questa fase molto critica e delicata di cambiamento ci capita di trascurare a volte la famiglia e la scuola per trascorrere più tempo divertendoci con i nostri coetanei, ad esempio invece di passare la serata sul divano con genitori o fratelli, preferiamo chattare al computer, oppure parlare al telefono con i nostri amici. Noi non ce ne rendiamo conto, non lo facciamo apposta, ci viene naturale allontanarci un po’ dai parenti e cercare altre compagnie. In particolare le amicizie tra maschi e femmine si stanno trasformando. Se all’inizio della prima media noi ragazze eravamo molto diffidenti nei confronti dei maschi, adesso non lo siamo più e spesso e volentieri ci rivolgiamo a loro per confidarci. Quello che magari consideravamo un compagno da cui stare alla larga, ora potrebbe diventare il nostro migliore amico o qualcosa di più. I maschi si divertono a stuzzicarci in qualsiasi momento; inizialmente potrebbe sembrare che ci diano fastidio questi

Serena Scarfato & Ilaria Zogno, 3^C

Rispettiamo chi sta soffrendo (Continua da pagina 1)

numerosi gli incidenti provocati da questi veicoli, ma, d'altra parte, TUTTI all'inizio devono fare almeno un incidente. Non è un'affermazione che convincerà molto i genitori a comprare il motorino, ma è vera. Tutti i ragazzi si spingono sempre più in là, vanno gradualmente più veloci, fino a quando non si pongono un limite. Ma quando qualcuno potrebbe essere indotto a porsi un limite? Quando la situazione lo tocca in particolare. Solo dopo un incidente, infatti, la maggior parte dei ragazzi, capisce fin dove può spingersi con la velocità. Per questo motivo, queste esperienze fanno maturare. C'è anche un'altro problema da affrontare: i motorini sono veicoli molto costosi. Oltre al veicolo c'è anche da pagare l'assicurazione, la benzina … È questo un altro motivo che spinge i genitori a rifiutare di comprare il veicolo. Ragazzi insomma, l'importante è sapersi controllare, ma soprattutto pensare con la propria testa. Non fatevi influenzare dagli amici e pensate sempre alle conseguenze.

facendo finta di stare male, il morale di queste persone finirà proprio a terra e si sentiranno ancora più isolate. Vi ricordo che chi fa così non ha problemi al ginocchio, al tendine, alla caviglia o al braccio, ma al cervello! Chiedo, a nome di tutti quelli che hanno avuto problemi di salute, almeno di rispettare la loro sofferenza e le loro difficoltà. Ritornando al discorso iniziale, quando si aspetta quel giorno, e magari non si può fare scienze motorie, capita di sentirsi anche dire sbuffando:” Che palle questo ginocchio, non puoi mai fare niente, sei un catorcio!”, ironicamente si risponde: "Grazie", mentre dentro si piange di dolore. Quando si arriva al fatidico giorno dell'intervento, si è terrorizzati e, anche se si è alla terza o alla quarta operazione, vi assicuro che la paura c'è sempre. Voi pensate che dopo l'intervento puf... tutto sia finito e si possa tornare a correre e a giocare, insomma a una vita normale, ma purtroppo non è così. Dopo l'operazione bisogna fare la RIABILITAZIONE, che, per chi non lo sa, consiste in tanti esercizi dolorosissimi, per riprendere i movimenti di tutti i giorni, ad esempio piegare ginocchia, braccia, camminare o semplicemente stare in piedi. Quindi non sono rose e fiori. Anche se tutti sanno che cosa ha passato quel poveretto, le prese in giro non mancano comunque, finché il malcapitato ci si abitua, ma la voglia di andare a scuola gli passa proprio del tutto. Spero che abbiate capito meglio la situazione di alcuni vostri coetanei perché sono sicura che queste esperienze non vorreste mai che capitassero a voi.

Paulina Moskwa, 3^E & Sara Maresca, 3^D

Valeria Galliani, 3^C

(Continua da pagina 1)

Motorello? Sì, grazie


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“To kill a mockingbird”

J

em e Scout Finch, due fratelli che vivono con il padre Atticus nella contea di Maycomb, sono i protagonisti di questo intrigante romanzo: "Il buio oltre la siepe". Ambientata negli anni trenta, nell'Alabama del sud, la storia raccontata da Harper Lee affronta un tema molto delicato: il razzismo. Le giornate nella tranquilla Maycomb trascorrono normalmente anche per i fratelli Finch che vivono la loro infanzia giocando con gli amici e compiendo piccole avventure divertenti. Il padre è l'avvocato più celebre del luogo; egli cerca di educare i figli nel modo migliore possibile insegnando loro i diritti fondamentali della vita e cercando di cogliere tutte le occasioni ogni qualvolta si possa trarre da fatti e situazioni della vita quotidiana un utile insegnamento. La persona che più incuriosisce i due fratelli è il vicino Boo Radley. Su di lui girano strane voci, si dice che venga tenuto rinchiuso in casa da suo padre e che sia un uomo pericoloso. Durante la storia i due ragazzi vivono vari incontri e situazioni inaspettate con quest'uomo, apparentemente tanto diverso e spaventoso. I mesi passano in fretta, Jem e Scout crescono e cominciano a porsi domande riguardanti gli strani comportamenti e atteggiamenti che assumono gli abitanti della contea. Poi giunge la notizia che Atticus sta affrontando una causa molto particolare, poiché è stato incaricato di difendere il nero Tom Robinson, accusato di aver abusato di Mayella Ewell. Quando Jem e Scout vengono a conoscenza della verità, sottopongono Atticus a una serie di domande alle quali è molto difficile rispondere; è impossibile per i due ragazzi comprendere il perchè la maggior parte di Maycomb si opponga alla difesa di un giovane innocente. La serie di dubbi e perplessità dei due ragazzi verrà soddisfatta soltanto il giorno del processo... Dal punto di vista dei due protagonisti il razzismo rimarrà sempre un lato oscuro, un'inspiegabile questione sul rifiuto e l'incomprensione del diverso. Attraverso queste vicende i due ragazzi imparano ad affrontare il modo esterno, quel buio che li spaventava tanto ormai non incute più paura. Si avvicina il momento in cui dovranno abbandonare il loro mondo sicuro e superare la siepe che fino ad allora li aveva divisi da una realtà totalmente diversa. Anche a noi è sicuramente successo qualche volta di avere pregiudizi sugli altri, di aver paura di affrontare il diverso e allo stesso tempo di essere considerati inferiori e sentirci diversi. Leggendo questo libro ci siamo resi conto che le varie situazioni discriminatorie e le problematiche del racconto si riflettono ancora nella realtà di oggi e su di noi. Chiara Arienti e Annachiara Burgio, 3^A

Harry Potter

D

opo circa dieci anni la saga di Harry Potter è giunta al termine. Infatti è arrivato al cinema, tratto dall’ultimo libro della scrittrice J.K. Rowling, “Harry Potter e i doni della morte - 1^ parte, la seconda uscirà a luglio del 2011. Dopo la morte di Silente Harry (Daniel Radcliffe) ormai maggiorenne, Ron (Rupert Grint) e Hermione (Emma Watson) devono portare a termine la missione da lui lasciata in sospeso: distruggere gli Horcrux in modo da eliminare Voldemort che, nel frattempo, ha preso il controllo del Ministero della magia e di Hogwarts. I tre sono costretti a fuggire per non farsi catturare dalle forze oscure e dovranno fidarsi l'uno dell'altro, ma il male li dividerà. Harry viene a sapere dell'esistenza della leggenda dei Doni della Morte, secondo la quale il possessore dei tre doni (la pietra della resurrezione, la bacchetta di sambuco e il mantello dell'invisibilità) diventerà il signore della morte. Riusciranno i nostri eroi a trovare gli Horcrux e sconfiggere Voldemort? In questo libro si nota che Harry è cresciuto: in lui, infatti, la determinazione ha preso il posto della curiosità che mostrava riguardo al mondo della magia, inoltre non vuole essere aiutato perché ha paura che altri amici muoiano a causa sua, ma la battaglia riguarda tutti. La parte più avvincente del libro è sicuramente il finale, che naturalmente non vi svelo, perché è il momento più atteso, quello in cui ci sono più colpi di scena e finalmente tutto si conclude nel modo migliore come i fan avevano immaginato e sperato. Vi consiglio di leggerlo perché è fantastico: anche in questo caso l'autrice non si smentisce, ci coinvolge, ci sorprende, ci affascina e questa volta ci dà tutte le risposte ai dubbi sorti nei volumi precedenti. Terminata la lettura, potrebbe venirvi voglia di rileggere tutta la saga da capo, come ho fatto io. Vi assicuro che il libro è anche meglio del film perché è più completo, gli episodi sono spiegati dettagliatamente e non vi lasceranno perplessi, ma se proprio preferite il linguaggio cinematografico e ve lo siete perso, sappiate che fra poco uscirà il DVD. Paola Cirigliano, 3^C


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SUPERA

IL DOMANI LO SCEGLIAMO NOI Titolo libro: "Due cuori e una band" Autore: Sonngard Bohlke Casa editrice: edizioni EL

I

n queste poche pagine è raccontata una semplice storia di due giovani come tanti altri uniti dalla stessa passione: la musica. Sarah e Johnny sono completamente diversi: lei è una ragazza di buona famiglia, ma ha un carattere estroverso che la porta a ribellarsi sempre di più ai genitori, facendo pazzie come tingersi i capelli rosso fuoco e suonando rock in una band, che rappresenta nella sua vita una valvola di sfogo. Johnny invece sa a malapena dove abita sua madre e non conosce nemmeno il nome del padre, dopo un passato molto tormentato e pieno di paure si ritrova a stare in un ostello-comunità. Una sera, per caso, i due si incontrano in discoteca. Sarah si sta godendo la sua serata quando vede un giovane ballare la break-dance: è Johnny. La ragazza non perde occasione per parlargli e così i due si conoscono. Da quel momento nasce fra i due una forte amicizia che migliora la vita di entrambi: Johnny inizia a lavorare ed è deciso a realizzare i suoi progetti, Sarah migliora i rapporti in famiglia ed entrambi, insieme ad altri ragazzi, suonano in una band. La musica diventa la loro vita e insieme condividono questa passione. Proprio quando le cose stanno prendendo il verso giusto, il passato di Johnny lo investe di nuovo con le sue preoccupazioni e paure. É così che si ritroverà ancora a doversi guardare le spalle, anche se questa volta non è solo: c'è Sarah e soprattutto ci sono la band e la musica, che lo spingeranno a decidere se scappare come sempre o restare e combattere. Questa è solo una storia, ma in fondo le situazioni non sono molto lontane dalla realtà. Capita tutti i giorni di dover fare delle scelte, siano queste molto importanti e significative siano semplici decisioni della vita di tutti i giorni, l'importante è essere sempre sicuri e determinati nel seguire le nostre inclinazioni. Nella storia si tratta della musica, ma potrebbe essere il ballo o lo sport o qualsiasi altra passione che ci entusiasma. É sicuramente più semplice ogni volta che ci troviamo in difficoltà lasciar perdere tutto, ma sicuramente non è la scelta giusta. Nel fallire quando tentiamo di superare un ostacolo non c'è nulla di male, premesso che ce l'abbiamo messa tutta. Ora sta a voi scoprire se Johnny, il nostro protagonista, sceglierà di restare e affrontare il suo passato per costruire il suo futuro e quello della band oppure sceglierà di scappare di nuovo. Chiara Arienti, 3^A

“LA VITA È BELLA”

E

cco il nuovo film del comico Checco Zalone, ambientato a Milano. Checco è il protagonista, impegnato come agente di sicurezza al Duomo di Milano; il suo modo di lavorare, però, pone vari problemi, ma decidono di dargli tempo per vedere se le cose migliorano. Nel frattempo Checco incontra Farah, una bellissima ragazza araba, studentessa di architettura, che si finge francese e interessata al protagonista; in realtà il suo compito è riuscire a dare a Checco una semplice valigetta che contiene una bomba, per fare saltare il Duomo. Con il passare del tempo si innamorano uno dell’altra. Che cosa farà Farah? Resterà dell'idea originale o ascolterà il suo cuore? E’ un film molto divertente, che a me è piaciuto molto, adatto a tutte le fasce d’età, forse soprattutto ai ragazzi. Affronta in parte anche il tema dello scontro tra culture e religioni diverse, dimostrando che spesso a livello personale i conflitti possono essere superati. Con milioni di ascolti incassa più del film“La vita è bella”, anche se il paragone non è corretto perché il biglietto all'epoca costava meno. In questo film il protagonista riesce ad essere divertente senza usare termini volgari, penso che sia un aspetto molto positivo, perché al giorno d'oggi è davvero una cosa rara! La scelta degli attori è azzeccata, perché insieme formano un cast eccezionale e molto affiatato, lo dimostra la qualità di ciò che hanno prodotto. Ora, andate al cinema, prendete i pop-corn, mettetevi comodi e … buona visione! Elena Brambilla, 3^ C

Sulle orme di Lautrec (Continua da pagina 7)

immaginare di essere veri pubblicitari. I cartelloni rappresentano in maggioranza ballerine del can can e locali notturni come il Moulin Rouge. Dopo varie lezioni siamo riusciti a finire i nostri lavori che, a parer nostro, sono riusciti molto bene, visto anche quanto impegno vi abbiamo profuso. Chiara Arienti, 3^A & Monici Daphne, 3^E


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Un patriota a Sanremo

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nche quest'anno il festival di Sanremo, ormai alla 61^ edizione, è arrivato con artisti affermati e nuovi talenti da scoprire. Il protagonista di queste serate in diretta dal teatro Ariston, dal 15 al 19 febbraio, è stato Gianni Morandi, affiancato da Belen Rodriguez ed Elisabetta Canalis e dalla coppia di comici Luca e Paolo. La serata del 17 Febbraio è stata dedicata all'unità d'Italia, in quest'occasione gli artisti si sono esibiti con brani sul tema o con pezzi che hanno fatto la storia della musica italiana. Questa serata mi ha coinvolto più delle altre, ho sentito canzoni per me inedite, che mi sono piaciute molto, perché raccontavano la realtà di quei tempi. Nella seconda parte dello spettacolo è entrato in scena Roberto Benigni che ha raccontato, spiegato e commentato, come solo lui sa fare, l'inno di Mameli, simbolo canoro dell'unità della nostra patria. È arrivato con l'intento di infondere al pubblico l'orgoglio per il nostro paese, perché dobbiamo amare l' Italia e dobbiamo esserne fieri. L'inno parla del periodo in cui l' Italia era sottomessa e divisa e l'autore invita gli Italiani a combattere per l'unità. Benigni sostenendo quest'idea aggiunge che dobbiamo lavorare, darci da fare per mantenerla unita. Dicendo che Mameli quando ha scritto l'inno era ventenne, quindi minorenne perché all'epoca la maggiore età si raggiungeva a ventuno anni, e precisando poi che anche l'Italia per lui è una "bambina": “Che cosa sono 150 anni?", ha voluto richiamare l'attenzione sull'attualità della nostra politica. Ha parlato poi di Dante spiegando che dalla "Divina Commedia" derivano i colori della nostra bandiera, utilizzati dal poeta per descrivere Beatrice quando gli appare in Paradiso. Ha terminato cantando Fratelli d'Italia, senza musica. La sua ironia e la sua capacità di intrattenere il pubblico sono state come sempre irresistibili, ma 250.000 euro di compenso per un'ora non sono un po' troppi?

A tutto Rap! he coinvolga o no, il rap, nato negli Stati Uniti agli inizi degli anni settanta , è un genere musicale in continua diffusione. Non segue una melodia ben precisa, ma comprende un insieme di parole “reppate”, che seguono un certo ritmo e che hanno per la maggior parte un remix come sottofondo. I giovani della nuova generazione sono i più coinvolti. Ascoltano le canzoni immedesimandosi in determinate situazioni della vita quotidiana che vengono ricreate in ogni canzone. Il rapper vuole trasmettere diversi messaggi positivi e negativi, soprattutto sottolinea gli aspetti negativi della nostra società che va via via peggiorando. Spesso le canzoni contengono termini volgari, che influenzano il linguaggio parlato dai giovani, sempre più scurrile. La nostra impressione è che, anche per questo, non sia molto seguito e apprezzato dagli adulti. Il rapper italiano per eccellenza, il più ascoltato, é Fabri Fibra. Il suo nuovo album “Controcultura” ha avuto un successo clamoroso, in particolare i singoli “Vip in trip” e “Tranne te” sono i più ascoltati. J-ax, Emis Killa, Marracash, Nesli, Neffa, Caparezza, Mondo marcio, Vacca sono altrettanto famosi in Italia. Un rapper di fama internazionale è Eminem, che negli ultimi tempi ha duettato con Rihanna e ha ottenuto un successo clamoroso. In questo caso le parole inglesi sono a noi sconosciute, ma non importa, ci affascina il ritmo e spesso intoniamo le canzoni nel “nostro inglese” poco corretto. Per noi giovani il rap è un modo per sfogarci e per scaricare il nostro stress.

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Paola Cirigliano, 3^C & Monici Daphne, 3^E

Elena Brambilla, 3^ C

ISTITUTO COMPRENSIVO

via Tolstoj – DESIO Scuola secondaria 1° grado

“S. Pertini”

redazione presso

3^ A - B - C - D - E

Daphne MONICI Martina DI NATALI Elena BRAMBILLA

Massimiliano AROSIO

Elena CERLIANI Paola CIRIGLIANO composta da

IL GRILLO PARLANTE

Andrea FERRARI

anno XIV^ numero 6

Chiara ARIENTI

Giulia GUERRA

Paulina MOSKWA

Ilaria ZOGNO Sara MARESCA

Annachiara BURGIO Ivan FIORE

Sara SALVAGNO Jessica MICÒ Serena SCARFATO

Christian BALZANO Lorenzo GALIZIA Marco GARDINA Cristina CALDARONE

Valeria GALLIANI

numero 6, anno XIV, IlGrilloParlante  

Il giornale della scuola secondaria di primo grado "Sandro Pertini" - Istituto Comprensivo Statale via Tolstoj, Desio

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